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Lorenza Gentile presenta a Catania il suo romanzo d’esordio “Teo”

Una favola contemporanea, costellata di personaggi strampalati e lievi. “Teo”, romanzo d’esordio di Lorenza Gentile (Einaudi Stile Libero), sarà presentato a Catania, venerdì 7 novembre alle ore 20.30 presso la Libreria Vicolo Stretto (via Santa Filomena, 38).

Teo è un bimbo di otto anni che vuole incontrare il suo eroe: Napoleone Bonaparte. Attraverso questa ricerca, il ragazzino scoprirà, con ironia e intelligenza, tante cose sulla vita, sugli adulti e sulla morte.

Teo desidera una famiglia felice. Ma i suoi genitori litigano sempre, ogni battaglia quotidiana sembra persa. Cosí Teo decide di combatterla lui, questa battaglia, al posto loro. Per sapere come vincerla però deve chiedere a uno che di battaglie se ne intende. Uno come Napoleone, la cui storia sta leggendo su un libro. Ma Napoleone è morto: come si fa a incontrarlo? E sarà in paradiso o all’inferno? L’inferno, tra l’altro, pare sia molto caldo, quasi come Porto Ercole d’estate. Pare sia sotto terra, ma allora perché quando fanno gli scavi per la metro non lo trovano? In paradiso invece ci arrivi con l’aeroplano privato di Dio, e solo se non dici parolacce. Poi san Pietro controlla se sei in lista. Teo bombarda gli adulti di domande disarmanti e traccia su un quaderno schemi dall’irresistibile effetto comico, per tentare di capire come funzioni: con la morte, il bene e il male, il silenzio di Dio. Il suo sguardo buffo ci mette davanti alle paure che non sappiamo affrontare. Prima fra tutte, quella di sentirci sconfitti.

LORENZA GENTILE è nata a Milano nel 1988, è laureata in Arti dello Spettacolo alla Goldsmiths University di Londra e ha frequentato la scuola internazionale di Arti Drammatiche Jacques Lecoq di Parigi.  Teo (Einaudi Stile Libero 2014) è il suo primo romanzo. Di se stessa scrive: “Dall’infanzia alla fine del liceo ho vissuto tra Firenze e Milano appassionata di teatro e di letteratura. Mi sono laureata in Arti Teatrali al Goldsmiths University di Londra, nel 2010. Nel 2011 sono stata ammessa nella scuola di Arti Drammatiche Jacques Lecoq, a Parigi, che ho frequentato per un anno. Durante i miei studi ho preso tante cattive abitudini, per fortuna non ho perso una di quelle poche buone che avevo: scrivere. Oltre a scrivere romanzi, racconti e storie per il palcoscenico, mi piace disegnare con le Pitt pen, dipingere tele con l’acrilico, realizzare collage, dirigere opere teatrali, interpretarle (a volte), ballare il jazz, guardare altre persone che ballano il jazz e inventare cruciverba (anche se in quello non sono ancora mai riuscita, sospetto ci sia bisogno di un computer)”.

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ASSENZE, racconti al passato remoto

Esce in questi giorni per la Enzo Delfino Editore Assenze, una raccolta a più mani che racconta, in sei deliziose storie, lo spettacolo della vita, della morte e dell’amore visti attraverso la lente comune del ricordo.
È un dolce paradosso quello della memoria: quando l’amore è perduto, quando non tornerà più e più intensamente ne sentiamo l’assenza, allora ecco che quell’amore esiste come non mai, resta forte e per sempre. Quando nulla più rimane, quando ciò che eravamo ormai è andato, il ricordo costruisce nuovi paesaggi, eterei e maestosi, uno spettacolo a volte allegro, spesso doloroso, che ognuno ha dentro di sé e dove si trova ad essere attore, regista e spettatore allo stesso tempo.
C’è questo e molto altro in questi racconti, il dito puntato del professore che narrava storie, la zia Emma con i suoi sorrisi ambigui, la perdita dell’innocenza e gli amori pericolosi, il cattivo che insegna il mondo nel buio dei vicoli, la vecchiaia e la fine, i racconti lasciati sul cuscino.
Alla ricerca di queste immagini poetiche si sono avventurate, nei secoli, carovane di scrittori, filosofi, artisti, e ora ci prova anche questo libro: perché l’essenza della vita giace nella ripetizione,  nei piccoli appigli che ci regala il passato, in questo soffio di eterno che tutti abbiamo dentro.

Di Aristos, Cocozza, Fischer e Pagliazzi.
Da venerdì in formato digitale su tutti i migliori ebook store e nelle principali librerie online.

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“”Impresa sul Web” per aiutare le imprese nel processo di digitalizzazione

Roma, 4 novembre, 2014/ Della Valle Media Communication/

Internet ha profondamente mutato il modo di fare impresa cambiando le tradizionali regole della comunicazione e del marketing. Ora, dopo la rivoluzione dell’era digitale, essere sul web per un’azienda non è più una scelta ma una necessità.Con questo progetto, Impresa sul web, Della Valle Media Communication ha creato un progetto dedicato a tutte le aziende, i professionisti che desiderano conoscere gli strumenti digitali, le strategie di comunicazione e le enormi potenzialità della rete. Il digitale, inteso come l’insieme delle tecnologie e motore dell’innovazione, è un enorme potenziale ancora non sfruttato adeguatamente. Impresa Sul Web vuol far conoscere alle aziende che occorre dotarsi di un Dna Digitale, sono azioni che possono permettere alle aziende di migliorare i propri risultati e la propria competività. Il marketing e la comunicazione digitale sono particolarmente adatte alle Piccole e Medie Imprese, per bassi investimenti iniziali, per la flessibilità, per le relazioni dirette e per la possibilità di misurazione. Anche in base all’esperienza dell’Agenzia di Comunicazione Digitale, vengono messe a disposizioni strategie digitali per operare al meglio nel web. L’utilizzo degli strumenti digitali consente di aumentare l’awareness (popolarità), migliorare la reputazione e comunicare i valori del brand. Utilizzare tali strategie consente un impatto diretto sul business, sulle attività giornaliere delle funzioni aziendali: le vendite, la comunicazione, il marketing e l’ assistenza clienti. In questo sito, Impresa sul web, le aziende troveranno tutte le informazioni principali che serviranno a comprendere l’utilizzo e la pianificazione degli strumenti digitali per aumentare la popolarità

Ufficio Stampa – Della Valle Media Communication – [email protected]

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Diwo.it partecipa come Finalista al Premio Innovazione ICT allo Smau di Milano

Dopo aver vinto il Premio Innovazione ICT Veneto, Diwo.it partecipa come finalista al Premio Nazionale Innovazione ICT a Milano, cuore pulsante delle eccellenze del digitale italiano.Doppia soddisfazione per lo store online Diwo.it: riconoscimento e plauso dell’Osservatorio SMAU e del Politecnico di Milano per uno dei progetti più innovativi di utilizzo delle tecnologie digitali da parte dell’impresa.

La rosa dei finalisti al Premio Smau Milano 2014, oltre a Diwo.it, racchiude brand consolidati quali Centergross, Banca Popolare di Milano, Unicredit, Gruppo Tecnocasa, Museo Nazionale del Cinema di Torino con progetti digitali che migliorano e agevolano il business di appartenenza.

Ecco dalle parole di Pierantonio Macola, Amministratore Delegato di Smau, l’obiettivo del premio: “Con il Premio Innovazione ICT e il Premio Lamarck, vogliamo creare un ponte tra startup e imprese mature, affinché si realizzi quel dialogo, imprescindibile oggi, per accrescere l’innovazione delle nostre imprese. Oggi, infatti una nuova stagione si affaccia al mercato: le startup possono diventare il reparto di ricerca e sviluppo delle nostre imprese; le tecnologie digitali sono accessibili con un livello di complessità e un costo inimmaginabile solo pochi anni fa. Imprenditori e manager sono dunque i nostri protagonisti, a loro spetta il compito di interpretare al meglio le opportunità di questa stagione di cambiamenti e guidarci verso la ripresa”.

Diwo.it è attivo online con oltre 120.000 prodotti delle migliori marche,  da notebook a smart tv, da smartphone ad elettrodomestici piccoli e grandi. Inoltre, a cadenza regolare, i clienti possono accedere a super promozioni.
Diwo.it gestisce ordini da tutta Italia, con più di 6.000 visite giornaliere e più di 34.000 iscritti alla newsletter settimanale, offre una delle migliori e complete esperienze di shopping online.

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Farmaco generico e questioni di carattere medico legale: gli eccipienti

L’Avv. Andrea Castelnuovo parla delle questioni giuridiche sulla responsabilità nella prescrizione del farmaco generico con focus sul tema degli eccipienti.

Il primo tema quando si parla di questioni giuridiche sulla responsabilità nella prescrizione del farmaco è quello degli eccipienti, in quanto il farmaco generico può contenerne di diversi rispetto all’originatore. Si tratta di un portato della norma contenuta nell’articolo 10 del codice dei medicinali.

La normativa che si è succeduta nel tempo ha tenuto conto della possibilità che gli eccipienti contengano allergeni o comunque sostanze non adatte al singolo paziente, con la possibilità di escludere con la clausola di non sostituibilità determinate formulazioni che contengano determinati eccipienti per determinati pazienti. Il vero problema, che angoscia la classe medica e che dovrebbe angosciare anche la platea dei pazienti, e che è molto difficile per il medico avere un panorama completo e dettagliato di tutta la pletora di farmaci generici che entrano in commercio e della loro composizione per quanto attiene agli eccipienti.
Se il farmaco avesse tra gli eccipienti zucchero, glutine oppure olio di soia ed il paziente fosse diabetico, celiaco o allergico alla soia? Probabilmente, se quel paziente assumerà il farmaco per un tempo e con dosi sufficienti a far insorgere la reazione allergica, potrebbe sospettarsi un profilo di responsabilità del medico per non aver controllato che il medicinale assunto dal paziente non fosse immune da effetti collaterali dannosi prevedibili ed evitabili.
Esiste, sul tema, una certa casistica in letteratura.

Le indicazioni terapeutiche

A norma della legge 94/1998 (legge “Di Bella” sull-off label) il rispetto delle indicazioni terapeutiche contenuti della scheda tecnica fondamentale per il medico, posto che una prescrizione off label è legittima solo se rispetta determinati parametri scientifici e legali: per quanto qui ci interessa, uno di questi parametri è che non esista un’alternativa on label.

Ora, accade molto spesso che vi siano differenze nel numero delle indicazioni terapeutiche tra il farmaco originator e i suoi generici: perché, posto che contengono la stessa quantità e qualità di principio attivo ?
Se contengono la stessa quantità e qualità di principio, se sono bioequivalenti, se sono stati approvati dall’autorità regolatoria (Aifa o Ema), non si vede come mai il farmaco A debba avere in ipotesi cinque indicazioni terapeutiche e il farmaco B che è il suo generico ne possa avere due o tre o anche solo una.
La ragione è fondamentalmente di carattere burocratico: si tratta di farmaci vecchi, che originariamente erano approvati in un singolo Stato e non con la procedura accentrata come oggi succede quasi sempre presso EMA. Quando il produttore di farmaci generici richiede l’autorizzazione all’immissione in commercio, il generico in questione porterà con sé tutte le caratteristiche del dossier del farmaco originale dal quale era stato “copiato”, ivi comprese le indicazioni terapeutiche. Può capitare che queste indicazioni nello stato di origine fossero diverse rispetto a quelle del medesimo principio attivo e del medesimo farmaco approvato in Italia, e quindi può accadere che un generico di un farmaco che in Italia ha 7-8 indicazioni terapeutiche, si porti soltanto quelle due o tre che nell’altro paese europeo erano sue proprie.

Qual è il problema dal punto di vista medico legale?
Poniamo che il medico prescriva un farmaco X senza apporre la clausola di non-sostituibilità, e poniamo che il farmacista (con l’accordo del paziente, che non ha alcuno strumento scientifico per dire la sua) sostituisca il farmaco X con il generico Y, che però non ha tra le indicazioni terapeutiche proprio quella patologia di cui soffre il paziente. Si tratterebbe, ovviamente, di una sorta di off-label implicito, al di fuori di ogni possibilità per il medico di applicare i parametri stabiliti dalla legge Di Bella. Abbiamo visto con quanta severità i giudici puniscono il medico che cagioni danno ad un paziente in violazione della normativa sull’off-label.

Purtroppo in Italia non esiste uno strumento conoscitivo analogo all’Orange Book statunitense, sicché il povero medico italiano nella pratica quotidiana ha enormi difficoltà a conoscere la scheda tecnica di tutti i farmaci generici in commercio se non addirittura, come credo, annega in una sostanziale impossibilità: tuttavia dobbiamo sapere che è illusorio pretendere di architettare una difesa efficace limitandosi a rilevare la difficoltà di conoscere le eventuali differenze di indicazione terapeutica tra originatori e generici e tra generici e generici.
Idem per quanto riguarda le differenze di eccipienti tra gli uni e gli altri, il che lascia intendere che il medico possa trovarsi privo di serie prospettive difensive da una accusa di malpractice del genere.

Ora, la questione è stata sottoposta all’Aifa che, in risposta al quesito, ha formulato un parere (AIFA prot. STD4/191.P del 16.02.2011), nel quale afferma che: “Le differenze di indicazioni di Plavix e suoi generici sono il semplice risultato del fatto che molti dei generici di Plavix provengono da procedure europee di MRP/DC (Mutuo riconoscimento); essi hanno avuto come riferimento il Plavix registrato da uno Stato membro diverso dall’Italia e possono essere a utorizzati con indicazioni formulate in maniera diversa da quelle del prodotto italiano. Il Plavix e i suoi generici non sono un’eccezione in quanto la differenza delle indicazioni terapeutiche è piuttosto la norma nelle procedure europee diverse dalla centralizzata. In questo contesto è possibile rassicurare tutti che la prescrizione di un medicinale al posto di un altro non costituisce una prescrizione off-label perché la sostituibilità di un originator (esempio con un suo generico) si basa sulla documentazione di bioequivalenza e non sull’esecuzione di studi preclinicici e clinici.”
Se il concetto può anche essere condivisibile perché è vero che l’autorizzazione all’immissione in commercio di un farmaco generico non si basa su studi preclinici e clinici ma semplicemente sulla bioequivalenza, è anche vero che la legge Di Bella non consente con tutta tranquillità una argomentazione così netta.

Se la legge Di Bella stabilisce che uno dei requisiti di legittimità e legalità di una prescrizione off label sia l’inesistenza di un’alternativa on label, e se questa norma è ancora in vigore (lo è senz’altro) essa vale per disciplinare ogni tipo di rapporto tra farmaci, anche quello tra il farmaco originator e i suoi generici.
Il valore della nota-parere dell’autorità regolatoria è certamente importante posto che, dovendo difendere un medico eventualmente accusato di aver violato la legge Di Bella non gestendo il fatto che il paziente assumesse (in luogo dell’originator o di un generico approvato per quella specifica indicazione) un generico senza la specifica indicazione terapeutica relativa alla patologia della quale affetto, una fondamentale carta da giocare sarebbe questo documento ufficiale. Lo dice l’Aifa, non è un off label.
Nella prospettiva inversa, cioè dovendo sostenere la tesi opposta, si potrebbe anche affermare che quel parere non tiene conto del dettato testuale della legge Di Bella e che, in quanto emesso da un’autorità regolatoria, sarebbe stato meglio se avesse avuto le caratteristiche di un atto normativo di estensione delle indicazioni terapeutiche dell’originator a tutti quanti i suoi generici, d’ufficio e una volta per tutte.
Quel che spiace e che l’occasione di far chiarezza sul punto sembra essere stata sprecata, e che probabilmente una vicenda come quella che stiamo esaminando troverebbe difficilmente una soluzione netta, visto l’ingarbugliamento nel quale ci si trova.

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Natura ed enogastronomia: Wapple arriva alla Fieracavalli

Verona, 4 Novembre – Dal 6 al 9 novembre va in scena a Verona la 116° edizione della Fieracavalli, storica manifestazione che riunisce gli appassionati del mondo equestre. Non solo sport, tempo libero ed avventura, ma presente è anche il settore enogastronomico tipico del territorio veronese e dei dintorni. Tradizione ed innovazione: questi sono i capisaldi dell’evento fieristico che ogni anno attira più di 150.000 visitatori, di cui circa il 20% proveniente da oltre 75 paesi esteri. A questa prestigiosa cornice parteciperà il Consorzio Ortofrutticolo di Belfiore (COB) con Wapple, blend incantevole tra uva garganega e mela, lanciato da poco sul mercato. Un prodotto innovativo che sposa alla perfezione la filosofia della Fieracavalli,  infatti Wapple coniuga l’essenza della territorialità con il panorama internazionale a cui si rivolge.

Il Castello del Gusto, posizionato all’interno del padiglione 7, è l’emblema di queste caratteristiche. Protagonisti dello spazio espositivo saranno il Soave, il Durello, l’Arcole DOC e il Merlara, che delizieranno con le loro note aromatiche i palati più sopraffini.
Oltre alla ricca selezione di cucina e vini all’insegna della tradizione, sono in programma numerosi eventi sull’argomento.
Giovedì 6 novembre dalle 11:30 alle 12:30, si svolgerà “A cavallo tra le rive dell’Adige… Belfiore: terra di incontri”, un’immersione nella storia, nei percorsi e nelle eccellenze enogastronomiche della zona (il Melo Decio di Belfiore e il Nero d’Arcole), supportata da Slow Food.
Venerdì 7 novembre dalle ore 11:30 il sommelier Enrico Fiorini e il COB Terre di Gemma terranno l’imperdibile appuntamento “Aperitivo a cavallo di mezzogiorno – Aperitivo alternativo… WAPPLE: un fermentato di uva e blend di mele tipiche del territorio”, in cui verrà presentata e degustata questa nuova bevanda dalla bassa gradazione alcolica e dai toni frizzanti e profumati.

Il Consorzio Ortofrutticolo di Belfiore si pone così, come gli altri espositori partecipanti, ad essere un mediatore territoriale, impegnato direttamente nelle attività di promozione turistica e della valorizzazione delle aree produttive veronesi. Una passeggiata a cavallo per riscoprire i prodotti tradizionali della campagna veneta; un modo per unire l’uomo al vino e al territorio e mostrargli le speciali novità che esso riserva.

COB – Terre di Gemma
via linale 4,
Belfiore (VR)
Tel. 045 6149073
[email protected]

Press office: Terzomillennium
Elisa Andreatta
[email protected]
T. 045 6050601

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Cezanne OnDemand introduce il modulo Presenze per ottimizzare le performance dei dipendenti e la gestione di attività e progetti

Cezanne OnDemand si arricchisce di una nuova e potente funzionalità: il modulo Presenze.

 

Grazie a questo strumento, il software per la gestione delle risorse umane di Cezanne HR apre l’opportunità per i dipendenti di registrare in modo estremamente semplice le ore di lavoro effettuate e, soprattutto, di associarle alle attività e ai progetti che l’azienda ha in carico.

 

La flessibilità del nuovo strumento consente di utilizzarlo esclusivamente per registrare l’inizio o la fine della giornata di lavoro oppure di sfruttarne tutte le potenzialità creando, per esempio, differenti piani orari per specifici gruppi di dipendenti e classificando le attività per la loro durata o per gli orari di inizio e fine.

 

L’introduzione del modulo Presenze e il suo utilizzo in associazione con i moduli “Risorse Umane” e “Ferie e Assenze”, consente al management aziendale di avere sempre a disposizione in tempo reale il quadro esatto delle attività che l’impresa sta sviluppando, quante e quali persone sono coinvolte e per quanto tempo.

 

I dati possono essere facilmente importati dai sistemi di rilevazione presenze già installati in azienda, ottenendo un quadro di informazioni esaustivo che integra nel foglio presenze le malattie, le ferie e i permessi dei dipendenti, consentendo quindi, anche grazie all’utilizzo di opportuni filtri, di fornire dati accurati alla funzione o alla società che gestisce le paghe che vedono così il proprio compito semplificato.

 

Il sistema avvisa automaticamente ogni settimana che il time sheet per ciascun dipendente è pronto per la compilazione. Una volta caricato dal personale, il software notifica automaticamente ai vari responsabili delle attività registrate che ci sono dei task da completare, verificando, sempre automaticamente, la correttezza degli input nel caso, per esempio, vi siano state attività inputate fuori dall’orario di lavoro o coincidenti con feste nazionali.

 

Come l’intera piattaforma Cezanne OnDemand, anche il modulo Presenze è accessibile via Internet, favorendo una consultazione in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo, senza la necessità di essere fisicamente presenti in ufficio.

 

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Portafoglio donna e portafoglio uomo, un accessorio “semplice” che non rinuncia ad eleganza e ricercatezza

Nato come accessorio per contenere banconote, il portafoglio è diventato, col tempo, uno degli accessori da uomo e da donna più importanti. Utile oggi per custodire in maniera ordinata documenti, tessere e bigliettini da visita, il portafoglio ha avuto una sua naturale evoluzione diventando sempre più ricercato ed accattivante, versatile ma anche bello da vedere e comodo da tenere in tasca.

Oltre la cura estetica un buon portafoglio, per essere considerato tale, deve possedere altre caratteristiche: su tutte la resistenza. L’impiego di materiali di prima scelta, assemblati con cura, è indispensabile affinché il portafoglio non subisca modificazioni anche dopo diverso tempo di utilizzo. Infilato in tasca o tenuto in borsa, il portafoglio deve conservare a lungo il suo originale aspetto senza che si rovinino le cuciture e senza che i materiali subiscano cambiamenti.

La linea di portafogli del marchio italiano Brucle è completamente fatta a mano da artigiani altamente specializzati ed è pensata per accontentare qualsiasi esigenza, di stile, di materiale, di tipologia.

Il portafoglio uomo della linea Brucle è un accessorio ricercato, elegante, che si adatta ad ogni tipo di look. Da quello classico in vera pelle, comodo da indossare e dotato di tutti gli scomparti necessari, per carte di credito, tessere e documenti vari da tenere sempre a portata di mano, a portafogli un po’ più ricercati come il modello con fermasoldi con una lavorazione in patchwork. Un modello, quest’ultimo, molto di tendenza, pratico, versatile e poco ingombrante.

Per ogni portafoglio vengono utilizzati solo ed esclusivamente materiali scelti accuratamente, di alto pregio, lavorati con cura da artigiani italiani altamente specializzati, capaci di assemblare i materiali con estrema abilità al fine di ottenere un risultato che si differenzia per numerosi aspetti dalla grande produzione. Un portafoglio Brucle, come tutti i prodotti del vero artigianato, si distingue per la cura dei dettagli e per la raffinatezza dei pellami impiegati.

Il portafoglio donna nasce per accontentare le esigenze di spazio di tutte le donne. Contenere banconote infatti, in molti casi, diventa una funzione quasi marginale del portafoglio. La versatilità di questo oggetto consente di utilizzarlo anche per contenere tutte quelle piccole cose che altrimenti andrebbero perse. Dallo scontrino al numero di telefono segnato di fretta su un bigliettino, il portafoglio diventa un alleato per non smarrire tutte queste cose.

Il portafoglio di una donna ovviamente non può essere solo funzionale ma deve “obbligatoriamente” essere anche elegante e ricercato. Tra i più utilizzati dalle donne vi sono infatti i portafogli in pelle con cerniera a zip. Da una parte l’eleganza e la classe della vera pelle, dall’altra la praticità della cerniera e dei numerosi scomparti interni che consentono un utilizzo agevole in qualsiasi occasione.

Ogni pezzo della linea di accessori Brucle, essendo lavorato in maniera del tutto artigianale, ha le proprie particolarità. Trovare due pezzi esattamente identici è praticamente impossibile. Questa particolarità avvalora il pregio e fa in modo che ogni accessorio Brucle sia qualcosa di esclusivo per chi sceglie di acquistarlo per sé o regalarlo in un’occasione importante.

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RADIO ITALIA: BLANDIZZI E GLI STUDENTI TRA I PREMIATI

Giovedì 6 novembre 2014 alle ore 13 negli studi di Radio Italia a Milano,premiazione e intervista per Blandizzi e gli studenti del laboratorio di musica dell’Istituto Pitagora di Pozzuoli. Anche quest’anno ottimi i risultati conseguiti dagli studenti del laboratorio di musica “Comporre una canzone” dell’Istituto Superiore Statale Pitagora di Pozzuoli, diretto dal cantautore Lino Blandizzi. Col brano “Nella mia terra” essi si sono classificati tra i vincitori aggiudicandosi il terzo premio nell’annuale Trofeo Nazionale della Nuova Musica Italiana di Radio Italia “7 note dalla scuola”. Una canzone di denuncia per difendere la bellezza di Napoli e della Campania e combattere chi la degrada e la umilia a “Terra dei fuochi”. Il riconoscimento ha visto gli studenti di Pozzuoli anche protagonisti al backstage del concertone di Radio Italia Live in piazza Duomo a Milano sabato 31 maggio. E’ stata un’esperienza unica con Big come Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Edoardo Bennato, Emma, Negroamaro, Elisa, Laura Pausini e le star dell’hip hop (da Emis Killa a Fedez). Il progetto quest’anno è stato ancora più ampio – osserva Blandizzi –  grazie soprattutto alla sensibilità del preside Cesare Fournier del Pitagora. Con l’etichetta di “Zanzare” gli studenti  non si sono limitati a elaborare come negli anni precedenti un solo brano, ma ne hanno prodotti anche in dialetto napoletano, cioè più vicini alle proprie radici”. L’idea del preside in sintonia con il maestro Lino Blandizzi è di far coronare un piccolo sogno degli studenti: produrre il prossimo anno scolastico un album completo di tutte le canzoni composte in questi anni di laboratorio. Nella convinzione che la musica può aiutare l’intero sistema didattico affinando la sensibilità degli studenti e armonizzandola verso un mondo artisticamente più ricco e stimolante.

 

 

 

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La prescrizione del farmaco generico e il biocreep

L’Avv. Andrea Castelnuovo affronta alcune questioni giuridiche sulla responsabilità nella prescrizione del farmaco generico e spiega il fenomeno del biocreep.

Un tema di matrice medico-legale che viene in esame parlando di farmaci generici è il fenomeno del cosiddetto bio creep.
Sappiamo che può esistere e che è universalmente tollerata ed è ineluttabile una differenza del – 80% / +125% nella biodisponibilità di un farmaco rispetto all’altro. Sappiamo anche che, se il medico non apponga la clausola di non sostituibilità sulla prescrizione, il farmacista consegnerà al cliente il farmaco generico di minor prezzo.

Sappiamo, infine, che il principio della continuità terapeutica è un principio fondamentale, che costituisce una linea guida generale ed universale per qualunque approccio terapeutico rispetto a qualunque patologia: continui sbalzi, continue modificazioni comportano scompensi e alterazioni dello “stato stazionario” nel quale l’organismo faticosamente riesce a trovarsi dopo un periodo sufficientemente lungo di somministrazione di una determinata molecola.

Pensiamo ora alla possibilità che il paziente incorra in un continuo switch multiplo tra originatore, generico A, generico B, generico C è così via: oggi egli si trova a Torino e il farmacista di da il generico A, tra un mese compra la scatola a Milano e farmacista gli dà il B, poi va in vacanza al mare e il farmacista gli dà il farmaco C. Tendenzialmente non succede nulla se l’intervallo di confidenza sia di molto inferiore a quel più o meno 20% che è il limite massimo di tolleranza: cioè, a parte i farmaci ad indice terapeutico ristretto (immunosoppressori, per esempio) e a parte pazienti per i quali qualsiasi farmaco potrebbe essere tale (bambini, donne in gravidanza, per esempio), se la differenza nella biodisponibilità tra i vari farmaci è minima non esiste un effetto negativo sensibile.

Il problema è che non esiste nessuna evidenza, e quindi nessuna possibilità per il medico prescrittore, per il farmacista e per il paziente di sapere se tra quel generico e il suo originatore vi sia una differenza del 2% in più o in meno, del 10% in più o in meno o del 20% .

Questi dati vengono custoditi gelosamente nei dossier di approvazione relativi all’immissione in commercio, non sono pubblicati in letteratura, in buona sostanza non si sa assolutamente nulla.

Esistono numerosi studi che hanno dimostrato come farmaci perfettamente regolari sotto profilo dell’autorizzazione all’immissione in commercio, sottoposti a test di biodisponibilità, abbiano in realtà dimostrato di sconfinare dal range + /- 20%, e addirittura vi sono studi che hanno dimostrato come certi farmaci (da lotto a lotto) non siano neppure bioequivalenti rispetto a se stessi.

Posto che è insito nel concetto di bio-equivalenza lo scarto differenziale del +/- 20% di bio-disponibilità tra l’originatore ed ogni suo generico, se è vero che per definizione è scientificamente accettabile una differenza siffatta (pari alla variabilità interindividuale), è anche vero che a questo principio non è associata una piena proprietà commutativa: se tra l’originatore e il generico A c’è una differenza del + 20% e tra l’originatore e il generico B c’è una differenza del – 20%, la differenza tra il generico A ed il generico B sarà del 40% (che è il doppio del valore ritenuto tollerabile dalla legge) , ingenerandosi così un fenomeno di bio-creep potenzialmente pernicioso per il paziente.

E’ pur vero che differenze così ampie nella bio-disponibilità difficilmente si sono riscontrate negli studi effettuati per controllare il fenomeno, in quanto il più delle volte gli scarti sono risultati inferiori a quel famigerato 20%, tuttavia – come dicevo – la questione può assumere particolare rilievo per i farmaci a ristretto indice terapeutico.

E’ poi possibile che una continua alterazione possa riverberarsi, soprattutto nei pazienti farmacologicamente poli-trattati, sullo steady-state nel quale per definizione l’organismo si viene a trovare dopo un certo periodo dall’assunzione del farmaco.

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Maria Pia Severi Presenta I Suoi “Scatti Rubati” Nell’occasione Della Mostra “Spoleto Incontra Venezia”

Nel ricco comparto delle opere in esposizione nel contesto della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” a cura del critico Vittorio Sgarbi con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes, hanno conseguito ottimi riscontri di apprezzamento le coreografiche fotografie di Maria Pia Severi, già presente anche con successo a quella di “Spoleto Arte”. L’evento si è svolto nella magica cornice veneziana dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, allestito tra le possenti mura secolari di due magnifiche dimore nobiliari, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich.

La Severi da molti anni è coinvolta in importanti iniziative di settore e ha pubblicato numerosi volumi su Modena, Bologna, Capri, Venezia, Mantova. Nei suoi scatti d’autore d’incantevole suggestione, le donne sono protagoniste indiscusse, con immagini rubate attraverso l’obiettivo, per coglierle nell’istante dell’attimo fuggente, avvolgendole da intrigante evanescenza di luce sfuocata, che le rende creature uniche, speciali, irresistibili, quasi efebiche, fiabesche e fatate.

La Severi, in data Mercoledì 5 Novembre 2014 alle ore 18.00 sarà presso la storica galleria milanese “Milano Art Gallery” in Via Alessi 11, per presentare in anteprima nazionale il suo nuovo libro di foto inedite in omaggio simbolico a Milano, città a lei particolarmente cara, dal titolo “Milano – Il fascino di una Metropoli”. Nell’occasione sarà affiancata dal direttore Alessandro Sallusti, che presenterà il testo insieme a lei, contenente anche l’interessante prefazione introduttiva da lui scritta.

Su Milano la Severi dice nella nota al libro: “Milano da bere, Milano capitale mondiale della moda, Milano capitale economica italiana, Milano città globale. L’ultima volta, che sono venuta in questa città mi sono resa conto, che Milano è veramente una grande metropoli, non solo perché dopo Roma è il secondo comune italiano per densità di popolazione, ma anche per il carattere cosmopolita insito nei suoi abitanti e l’efficienza di cui sono dotati“.

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Mosse anti-crisi: il matching automatico on-line tra imprenditori

I dati sono arcinoti ma il problema permane. L’Italia è il Paese europeo con il più alto numero di piccole e medie imprese (circa 4 milioni) ma con una carente infrastruttura Internet. Il 74% accede alla rete attraverso la banda larga, ma solo il 34% possiede un sito, e appena il 33% si avvale dell’on-line come canale commerciale addizionale. Eppure è oramai assodato che le piattaforme digitali possono rappresentare un alleato per uscire dalla crisi e aprire nuovi mercati, tanto più che i marchi italiani restano tra i più ricercati al mondo. Il punto è chiaro: chi non innova, perde.

Per aiutare le Pmi italiane a cogliere queste opportunità e ridurre il gap digitale rispetto alla concorrenza estera serve una vera e propria svolta culturale che va sollecitata e gestita. Uno dei cardini di questa svolta è il B2B, ovvero: imprenditori che parlano ad altri imprenditori.

Sviluppo Affari offre gli strumenti per avviare questa svolta con il primo matching automatico on-line rivolto ai piccoli e medi imprenditori, che tramite specifiche informazioni inserite sul proprio profilo, consente di ricevere sul proprio indirizzo di posta elettronica i nominativi di aziende potenzialmente idonee. In questo modo si potrà ampliare il proprio giro di affari, far crescere il proprio fatturato, scambiare obiettivi e conoscenze, condividere progetti e servizi. Il tutto senza gli investimenti economici richiesti dai tradizionali incontri face to face ma stando seduti alla propria scrivania davanti a un pc. Il matching di Sviluppo Affari non ha costi se non quelli richiesti da un abbonamento pari a 82 centesimi al giorno, non ha vincoli di durata in quanto è interrompibile in qualsiasi momento, senza preavviso né penali, e dà diritto a una serie di benefit gratuiti che rimarranno attivi fin quando il servizio non sarà interrotto.

Perché aspettare? Dai slancio alla tua azienda con Matching di Sviluppo Affari. Per attivare il servizio vai su www.sviluppoaffari.com

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Il silenzio di Vento di Mare

Il ristorante fondi Vento di Mare è situato nella campagna del sud pontino. Lontano dal fragore delle automobili, si viene immediatamente accolti da ciò che colpisce maggiormente: il silenzio.

Una vecchia canzone s’intitolava “The sound of silence” ed è proprio questo che si ascolta. Varcata la soglia del cancello della villa per cerimonie fondi sembra di trovarsi in un luogo lontano dalla realtà.

Alberi, aiuole, fiori e siepi. In primavera questo “suono” viene accompagnato dal cinguettio degli uccelli che eleggono quei giardini a loro unica dimora, in inverno la fredda stagione copre il paesaggio con il suo velo di oblio e riposo.

Chi non è mai andato alla villa per ricevimenti fondi Vento di Mare non può capire cosa s’intende per silenzio; sembra che le orecchie trovino finalmente pace e che la propria testa venga avvolta da un morbido cuscino ovattato. Per noi uomini moderni sembra addirittura strano trovarsi in una situazione del genere ma è davvero facile abituarvisi e capire come in effetti siamo troppo presi dal trantran quotidiano per soffermarci a capire che l’essere umano è se stesso soltanto quando si trova nel suo habitat originario, che non è certo fatto di palazzi e autostrade….

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Illuxit: Oggi vanta una consolidata operatività presente su tutto il territorio nazionale

L’agenzia Illuxit Onoranze Funebri in franchising si pone come consolidata realtà di settore presente sul mercato dal 1979, in grado di fornire alla vasta ed eterogenea clientela le massime garanzie di esperta competenza ed efficiente capacità assistenziale. La sede principale si trova a Busto Arsizio e i numerosi affiliati sono presenti in modo capillare nel resto della Lombardia e in Veneto, con una consolidata operatività estesa a tutto il territorio nazionale, incluso le isole.

 

Sull’idea ispiratrice del fiorente progetto in franchising il titolare, nonché amministratore Gaetano Carbonara sottolinea “L’idea nasce dal fatto che non ne esistevano prima in questo settore di soluzioni aziendali in franchising. Dunque, si tratta di un’innovazione esclusiva. Riteniamo, che ci fosse un bisogno emergente e concreto di individuare una nuova figura nel ruolo d’impresario funebre, con un’immagine totalmente rivisitata, più giovane, moderna e al passo con le trasformazioni avvenute in questo comparto commerciale, così articolato e delicato da gestire”. E aggiunge “A fronte del grande interesse suscitato con il nostro progetto di franchising stiamo lavorando da tempo per avviare una fitta rete aziendale anche in Europa e attualmente la Spagna ci sembra un paese adatto per estenderlo in modo mirato e sistematico”.

 

Commentando l’attuale situazione di mercato spiega “La crisi economica generale ha colpito e sta colpendo tutte le attività imprenditoriali e le categorie professionali. È risaputo che le banche concedono finanziamenti con molta cautela. Proprio per supportare i nostri clienti nell’affrontare questa fase di scarsa liquidità abbiamo adottato un sistema di pagamento agevolato suddiviso in 12 comode rate mensili”. 

 

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Turismo in Corso 2014: novità, programma e ospiti

Ecco i dettagli e il programma della giornata di lunedi 17 novembre.

A poco più di un mese dall’evento TINC DAY 2014 riveliamo i dettagli sul programma, la sede e gli ospiti che saranno presenti il 17 novembre a Firenze per l’appuntamento con la seconda edizione di Turismo in Corso, promosso da Federalberghi Toscana, Promotoscana, Clever Training e patrocinato dalla Regione Toscana e dal Comune di Firenze.La giornata del TINC dedicata alla formazione gratuita degli operatori nel settore turistico si terrà nella stupenda Sala conferenze dell’Istituto Geografico Militare in Via Cesare Battisti a Firenze, dove dal 1872 vengono elaborati e stampati i più importanti prodotti cartografici per tutto il territorio nazionale.

Il nucleo tematico dell’edizione 2014 sarà come prendersi cura del cliente per trasformarlo in un vero e proprio fan della propria attività. Nel programma esclusivo e studiato ad hoc ci saranno sessioni dedicate a come superare le attese del cliente attraverso una comunicazione efficace, come fare upselling e ottenere review positive sulla propria azienda; perché un cliente davvero soddisfatto è la risorsa più importante di ogni impresa turistica e il potenziale di viralità che la sua esperienza positiva può avere, parte proprio dalla capacità degli operatori di farlo innamorare.
Massimiliano Moscarda, fondatore di Clever Training, ha detto “Siamo convinti che giornate come queste possano fornire ai partecipanti strumenti concreti da utilizzare da subito per migliorare il proprio metodo di lavoro e per fidelizzare i clienti. Questìanno vogliamo dare agli operatori del turismo i mezzi per far davvero innamorare i propri clienti.”

Insieme ai due docenti, Massimiliano Moscarda e Erika Cardeti, saliranno poi sul palco importanti personalità del mondo del turismo come Robi Veltroni, noto consulente di direzione e marketing turistico, Giancarlo Carniani, ideatore e organizzatore di BTO, e Carlotta Ferrari, Direttore del Convention Bureau Firenze e Presidente di Convention Bureau Italia.
E infatti una delle novità di quest’anno la straordinaria partecipazione proprio del Convention Bureau di Firenze che ha dato un importante contributo come partner strategico dell’evento.

Insieme a Clever e Promotoscana, la giornata è organizzata e voluta da Federalberghi Toscana come spiega il Presidente Paolo Corchia: “Con il cambiare della domanda turistica a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, è necessario che gli operatori acquisiscano nuove competenze sempre più orientate alla soddisfazione del cliente e all’offerta di servizi migliori. Federalberghi Toscana sostiene e promuove questa iniziativa perché crediamo che la promozione del nostro territorio passi anche attraverso la formazione soprattutto se fatta con un approccio innovativo.”

Un’altra delle novità di Turismo in Corso 2014sarà l’estrazione di 3 biglietti gratuiti per partecipare alla BTO, che si terrà il 2 e 3 dicembre a Firenze, e che verranno assegnati direttamente dal responsabile Carniani della giornata.
Oltre all’attività di formazione, Clever sta lavorando ad un nuovo importante progetto svelato in anteprima da Massimiliano Moscarda: “Nella giornata che proponiamo noi formatori utilizzeremo l’approccio esperienziale che contraddistingue tutti i nostri corsi e proprio a tale proposito Clever lancerà nel 2015 un Master dedicato ai formatori per permettere ai docenti di progettare la formazione con risultati efficaci e sicuri.”

È possibile registrarsi a Turismo in Corso tramite il portale realizzato per l’evento www.turismoincorso.it. La giornata è completamente gratuita ed ha posti limitati pertanto è richiesta l’iscrizione.

Informazioni e contatti
Tel: (+39) 055 219404 (int 2 – Clever)
Fax: (+39) 055 2656705
Email: [email protected]

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Carcere di Rebibbia a Roma: Evento a scopo solidale tra arte e musica con l’imprenditore e showman Vittorio Gucci insieme al manager Salvo Nugnes

All’interno dell’Istituto Penitenziario Femminile di Rebibbia a Roma, nel contesto del Liceo Artistico E. Rossi, è imminente l’evento d’intrattenimento tra arte e musica con finalità benefiche e di solidarietà, che vedrà il poliedrico Vittorio Gucci, imprenditore, showman, compositore e musicista cimentarsi in conferenza affiancato dal manager produttore Salvo Nugnes in qualità di relatore. Durante l’incontro Gucci parlerà dell’importante concorso denominato #26MotiviPerFareArte, da lui ideato, che sta riscuotendo consensi unanimi. Non mancheranno poi momenti di piacevole performance canora e musicale, con un’inedita esibizione dal vivo da parte del talentuoso Gucci. 

In particolare il concorso, con partecipazione libera e gratuita, è destinato a ragazzi e ragazze dai 18 ai 26 anni e vedrà selezionati 26 vincitori scelti da un’apposita giuria composta da grandi nomi del panorama attuale, con Vittorio Sgarbi presidente, Giorgio Forattini, Cristiano De André, Alessandro Meluzzi, Jo Squillo, Stefano Bidini, Antonio Vandoni. Il concorso è in prima linea anche per il sociale. Sarà infatti selezionata un’opera realizzata da ognuna delle seguenti strutture: la Comunità Exodus di Don Antonio Mazzi, la Cooperativa Sociale AGAPE “Madre dell’Accoglienza” del Prof. Meluzzi, la Casa di Reclusione di Bollate, a Milano, e appunto il Liceo Artistico Statale “E. Rossi” di Rebibbia. Per ricevere tutte le informazioni utili e iscriversi è possibile consultare il sito di riferimento www.26motiviperfarearte.com.

Gucci spiega: “Voglio precisare, che nessuno vincerà niente di ‘materiale’ dal concorso, ma cercheremo nel nostro piccolo di dare una possibilità a tutti coloro che parteciperanno e grandi opportunità ai 26 prescelti. Innanzitutto, sarà dato un 3% di royalties sulle vendite dei capi d’abbigliamento e sugli accessori realizzati con l’opera del singolo artista. Penso comunque, che sia fondamentale, che l’artista possa riuscire davvero a realizzarsi grazie al concorso, poi tutto arriva da sé direi…”.

Il 10 Ottobre scorso Gucci, durante una prestigiosa serata di gala svoltasi nel rinomato Auditorium Fondazione Cassamarca a Treviso per festeggiare i 150 anni della Croce Rossa, è stato insignito dalle Istituzioni della Prefettura Cittadina di una speciale Targa Premio di riconoscimento “Per l’impegno nell’imprenditoria giovanile e l’innovatività del progetto #26MotiviPerFareArte“.

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5 Posizioni Yoga da Fare in Gravidanza

Quando inizia la gravidanza tutto il nostro corpo cambia e, nel corso dei mesi, subiamo diversi mutamenti dal punto di vista, prima di tutto, fisico ma anche ormonale e psicologico. Il nostro corpo cambia radicalmente nel giro di 9 mesi, ma già a partire dal quinto-sesto mese possono iniziare dolori di schiena, reni e gambe… a seconda di quanti chili abbiamo già preso, quanti anni abbiamo e da tanti altri fattori.

Cinzia Di Cioccio, insegnante della scuola Pure Yoga di Milano, ha trovato cinque posizioni particolarmente utili per alleviare i dolori della gravidanza e per rendere il nostro corpo più elastico ai cambiamenti che stiamo subendo e più preparato per fare spazio per la crescita del bambino.

Ecco le cinque posizioni yoga consigliate per le donne incinte.

1. Utthita Parsvakonasana: Angolo laterale esteso

Uno dei principali effetti della gravidanza è che, più andiamo avanti nei mesi e più ci sentiamo lente nei movimenti, ma è più un problema di scarsa elasticità e mobilità che di forza o di energia.

Grazie all’angolo laterale esteso ci richiede di estendere il braccio sopra la testa per far lavorare tutto il corpo sui laterali, dalla punta delle dita alla gamba posteriore estesa. Per sicurezza ricordatevi di tenere sempre un domito piegato sul ginocchio.

2. Trikonasana: il Triangolo

Il periodo della gravidanza è da tutte ricordato come uno dei periodi più belli di tutta la nostra vita, ma è innegabile come, durante questo periodo, ci siano tantissimi pensieri, ansie e tensioni che ci portiamo sempre dietro. Paura per la saluta e la sicurezza nostra e, soprattutto del nostro bambino. Queste tensioni si ripercuotono anche sulla nostra salute fisica, per ritrovare il nostro equilibrio interiore e sciogliere le tensioni possiamo provare la posizione del triangolo modificato.

Dobbiamo allungare il corpo lato, tirare leggermente i fianchi (non troppo ampi) e aprire le spalle, tutto questo movimento (sempre effettuato con calma e relax per non farci male) distende tutti i nostri muscoli di spalle e collo soprattutto, che è dove si annidano i pensieri negativi e lo stress.

3. Parsvottanasana: Side Stretch da seduti

Intorno alla trentesima settimana ormai ci si sta rendendo conto di quanto diventerà ampia la nostra pancia e ci si inizia a chiedere se lo spazio per il bambino, all’interno della nostra pancia, sia sufficiente. La seduta a lato ci aiuta a rendere più elastica la nostra vita, ed aprire meglio i fianchi e il bacino. “Dal momento in cui le nostre pance iniziano a diventare più grandi,” ci ricorda Broda, “è importante per trovare più spazio possibile nei nostri fianchi e nel busto.”

4. Marjayasana-Bitilasana: Movimento della Mucca Gatto

Yoga e stretching sono ideali contro i dolori alla schiena, soprattutto quando si avvicina il momento della gestazione e la pancia inizia davvero a pesare mentre camminiamo, facciamo movimento o semplicemente quando stiamo per molto tempo sedute. Il movimento della mucca/gatto crea un dondolio naturale che serve a far fare stretching alla colonna vertebrale e allungare tutto il corpo. Questo movimento, fatto in maniera molto lenta e dolce, aiuta a spostare il peso del bambino lontano dalla spina dorsale, dando una sensazione di sollievo assoluta.

5. Balasana: Posizione del bambino

Se hai mai fatto yoga nella tua vita, sicuramente ricorderai di aver fatto (e di aver amato) la posizione del bambino, quella posizione che ti permette di prendere fiato e riposarti dopo tutta una serie di posizioni difficili e complicate. Quando sei incinta, Broda raccomanda di fare la posizione del bambino concentrandosi il più possibile sul rilassamento del viso e respirando profondamente nella parte posteriore – questo è una posizione e un esercizio che ringrazierai di aver imparato anche durante il travaglio.

Affrontare un periodo così bello, ma anche così importante come quello della gravidanza con l’aiuto di una disciplina come lo yoga può sicuramente fare la differenza per aiutarci, sia a livello fisico che psicologico, ad affrontare meglio i nove mesi di gravidanza, i dolori e arrivare così più preparate al parto.

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Acquisire il buon rapporto col denaro si può col workshop di Leslye Pario sul metodo di Louise Hay

SANREMO (IM). Ufficialmente riconosciuto dalla Hay House che insegna a mettere in pratica i principi della prosperità e dell’abbondanza secondo Louise Hay, il workshop ‘Denaro e consapevolezza: crea il futuro che desideri’ approderà domenica 30 novembre 2014 dalle ore 14 alle 18 a Sanremo, Via Zaffiro Massa 174 Citofono “Malaspina” 4° piano.

Come per gli altri seminari di Louise Hay il pomeriggio è articolato in spiegazioni teoriche, esercizi individuali e in gruppo e visualizzazioni.

A chi si rivolge: a chi vuol identificare e lasciar andare pensieri negativi e sabotanti per sviluppare un nuovo rapporto col denaro; a chi vuol cambiare il proprio modo di pensare per vivere e raggiungere/ottenere/sperimentare un nuovo livello di prosperità nella vita; a chi vuole creare più prosperità nella propria vita; a chi vuol apportare dei cambiamenti positivi nella propria vita personale e professionale; a chi vuol imparare i segreti delle affermazioni positive e incorporarle efficacemente nella propria vita; a chi vuol conoscere e ricevere supporto da altre persone che seguono un percorso di crescita personale.

Cosa impari e cosa sperimenti: IMPARI le chiavi e i principi universali per creare una vita prospera; IMPARI a prendere consapevolezza dei tuoi pensieri (consapevoli o inconsci) che guidano il tuo rapporto col denaro; IMPARI a identificare i messaggi/le credenze negative sul denaro (che arrivano fin dall’infanzia); IMPARI a creare nuove credenze potenzianti; IMPARI a focalizzare il tuo attuale rapporto emotivo, spirituale e pratico col denaro e IMPARI cosa cambiare; IMPARI a creare e ad usare correttamente le affermazioni positive; SPERIMENTI il grande potere delle meditazioni/visualizzazioni guidate e gli esercizi di consapevolezza creati appositamente da Louise Hay.

Argomenti trattati: messaggi negativi e credenze limitanti: quali sono e come trasformarli – punti chiave della filosofia di Louise Hay relativi al denaro – check list delle questioni finanziarie – come spendo il denaro abitualmente – intenzioni di prosperità – creare la nuova realtà – la mappa del tesoro

Perché partecipare: perché il corso aiuta a prendere consapevolezza dei propri pensieri sabotanti e aiuta a scoprire come essi influiscano sui nostri stati emotivi, sui nostri comportamenti e sui nostri risultati; perché il corso aiuta a capire che i pensieri creano la nostra realtà e come la nostra mente sia creativa; perché il corso ti permetterà di conoscere da vicino gli insegnamenti sulla prosperità specifici di Louise Hay e che non trovi sui libri; perché il corso offre strumenti pratici e tecniche divertenti efficaci e flessibili sviluppate ed approvate da Louise Hay e diffuse in tutto il mondo; perché incontrerai persone che desiderano creare un mondo migliore.

Cosa portare: Abiti comodi e calzettoni (nella sala si entra senza scarpe). Coperta. Riviste da ritagliare

Costo e modalità di iscrizione: 80 €. 60 € Promozione per le iscrizioni entro il 15 novembre! Inviare una e mail a [email protected] per richiedere la scheda di iscrizione. Silva Bos Ufficio Stampa: http://silvabos-ufficiostampa.blogspot.it/2014/11/acquisire-il-buon-rapporto-col-denaro.html

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Cosa sapere prima di installare Joomla!

Se è vero che l’installazione di Joomla! non pone particolari problemi nemmeno a chi è a digiuno di informatica, avere un’infarinatura torna pur sempre utile. Nello spazio su Internet messo a disposizione dall’hosting bisogna essere in grado di caricare dati attraverso il File Transfer Protocol e di inserire alcuni semplici elementi del database MySQL: nome utente, password, qual è il database e qual è l’host. Informazioni che comunque fornisce e invia lo stesso hosting, via e-mail in qualche spazio apposito; non ci sono possibilità di fraintendimento, dunque si tratta solo di copiarle.

In realtà l’installazione di Joomla! richiede anche alcune operazioni iniziali da affidare a un sistema automatico: impostare la lingua, verificare se l’ambiente PHP è idoneo, dichiarare l’accettazione della licenza GNU/GPL, creare – se si vuole – un’utenza FTP per il CMS, dare un nome al sito con relativo indirizzo elettronico per l’amministrazione, eliminare la cartella denominata Installation. Dopodiché, i primi articoli e le prime immagini possono essere messi a posto.

Fin qui nessun bisogno di competenze specifiche; tutt’al più, all’occorrenza, ci si può rivolgere ai forum di Joomla!. Però, qualora si volesse alzare il tiro e captare l’attenzione degli internauti (con i quali magari intraprendere rapporti d’affari), è necessario fare di più.

Per esempio, imparare qualcosa sull’html, o meglio xhtml, il linguaggio di base del web. Al punto che sicuramente è meglio mettere mano al proprio template solo dopo avere consultato una delle tante guide gratuite che si possono reperire in rete. Per personalizzare colori e cornici, poi, è consigliabile ricorrere ai CSS (Cascading StyleSheet). In questo caso, è opportuno fare l’opposto: prima guardare il template, successivamente fare delle ricerche per un vademecum. Una volta che ci si impratichisce con questi aspetti e si acquisisce la capacità per apportare delle modifiche, si può “aspirare” a studiare altro. Come PHP, l’essenza di Joomla!.

Per altre informazioni utili su Joomla! e registrazione domini, vi invitiamo a consultare Giga.it.

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Un visto ESTA può semplificarti la vita

Per andare negli Stati Uniti ci sono tante necessità burocratiche a cui adempiere. ESTA può svolgere tutti questi compiti al posto vostro.

Un viaggio negli Stati Uniti è una esperienza che cambia la vita, uno di quei viaggi che sono delle occasioni imperdibili.

Gli USA sono infatti una delle mete più ambite dai turisti di tutto il mondo, sia per la grande varietà di monumenti e musei, sia per la possibilità di trovare nuove opportunità di lavoro. Che si voglia viaggiare per andare a vedere New York, o che si voglia andare a scoprire la Silicon Valley, gli Stati Uniti possono riunire più passioni in un solo luogo.

Ad oggi però, per un cittadino italiano, andare negli Stati Uniti significa non solo dover calcolare i costi e l’organizzazione per hotel e volo, ma anche svolgere tutta una serie di adempimenti burocratici necessari all’identificazione presso la stato americano. Queste procedure sono diventate ancora più stringenti dopo gli eventi del 2001, per cui è bene partire preparati e consapevoli di tutte le necessità, in modo da potersi godere il proprio viaggio in tranquillità e senza pensieri.

Come fare quindi ad andare negli Stati Uniti?

Una delle prime cose da fare è compilare il modulo ESTA per USA, che vi consentirà di ottenere in breve una autorizzazione ESTA, fondamentale per partire in serenità. Richiedere un modulo ESTA infatti vi consentirà in pochi passaggi di richiedere il visto per turismo, per andare a trovare i propri parenti o per avere un trattamento medico.

Ma a che cosa serve esattamente una autorizzazione di questo tipo?

L’ESTA è un visto che permette ai residenti degli stati membri del VWP di andare negli Stati Uniti senza aver bisogno del classico visto di permanenza. Chiaramente bisogna essere compatibili con una serie di requisiti che vengono rilasciati dal Dipartimento per la Sicurezza.

Fino a poco tempo fa infatti richiedere un visto era una grande complicazione per il turista occasionale in quanto le procedure per l’emissione erano piuttosto laboriose, e seguire tutta la pratica diventava più impegnativo che organizzare il viaggio stesso.

Oggi invece grazie alla possibilità di farsi seguire tutto il processo da ESTA online, si può pensare in tutta serenità al proprio viaggio senza preoccuparsi di dover anche valutare come dedicare il proprio tempo a disposizione per seguire tutte le necessità burocratiche.

Insomma, una delle più grandi comodità che potete concedervi è proprio quella di richiedere un visto ESTA e concentrarvi unicamente sul vostro viaggio, di cose da vedere ce ne sono davvero tante, per cui all’opera e buon divertimento!

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Nuovo libro per Kaimarelle Darset

“La Cagna”, un breve libro dal piccolo prezzo.

Un testo che costa meno di un caffè: solo 0,99 €; denaro da spendersi piacevolmente per piacevoli momenti.

Il genere letterario forse non è gradito ai più, ma attrae e suscita interesse. Ne “La Cagna”, tutto ruota attorno a Rebecca e alle sue manie, ai suoi desideri troppo spesso taciuti; sogni che escono con veemenza e non può trattenere.

Pagine che vanno via veloci, scritte come se Rebecca, la protagonista, stesse parlando a quattrocchi con te, senza inibizione alcuna, senza freni.

Con questo testo, Kaimarelle Darset ha voluto stuzzicare, giocare con un tema su cui spesso si preferisce tacere ma che, silenziosamente, attrae: il sesso.

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Corso finanziato per diventare “Gelatiere Artigianale”

Sedico 03/11/2014 – In avvio il corso finanziato per diventare “Gelatiere Artigianale” – sono aperte le iscrizioni.

Cod. 554/1/1/448/2014 “Competenze per la produzione di gelato artigianale”. Il presente progetto è stato cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo e selezionato nel quadro Programma Operativo cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo e sulla base dei criteri di valutazione approvati dal Comitato di Sorveglianza del Programma – decreto n. 475 del 28/05/2014 Codice progetto 554/1/1/448/2014.

 

L’obiettivo del corso è quello di formare la figura del gelatiere professionale ossia una persona in grado di produrre l’alimento gelato con la conoscenza e la giusta miscela degli ingredienti e il loro dosaggio. Assume importanza anche la preparazione estetica del prodotto, le competenze relazionali e conoscenza degli elementi economici che stanno alla base di un’attività.

Il corso per diventare Gelatiere Artigianale si articola in:
– 8 ore di Orientamento individuale
– 120 ore di Intervento formativo in aula su: “Competenze per la produzione del gelato artigianale”
– 280 ore di Tirocinio aziendale presso le aziende del settore

Le materie del corso:

– Igiene sul lavoro: conoscere le basi dell’igiene dei prodotti e del laboratorio
– Macchinari di un laboratorio: i macchinari presenti nel laboratorio di gelateria
– Basi di laboratorio: l’intero ciclo di produzione del gelato
– Legislazione e normativa: conoscenza sulla legislazione e delle normative contabili per l’azienda artigiana semplificata
– Merceologia: conoscere le caratteristiche chimiche degli ingredienti utilizzati per la produzione del gelato
– H.A.C.C.P.: conoscere gli obblighi in materia di igiene e sicurezza dei laboratori, sanificazione, disinfezione e sterilizzazione
– Tecnica professionale: conoscenza circa l’utilizzo degli ingredienti per il gelato come prodotto alimentare
– Laboratorio-gelato alla frutta: conoscenza e applicazione della preparazione del gelato e miscelazione degli ingredienti
– La presentazione dei prodotti: l’estetica nella presentazione dei prodotti. Saper presentare le coppe più usate in gelateria
– Sicurezza: conoscere le norme sulla sicurezza applicabili nel settore (il decreto 81)

Destinatari: L’attività del presente percorso è rivolto a 7 candidati con i seguenti requisiti:
•    Essere privi di occupazione, inoccupati o disoccupati (anche in mobilità)
•    Residenti/domiciliati in Provincia di Belluno
•    Aver compiuto 30 anni

Partecipazione gratuita con indennità di frequenza pari a 3,00 €/h solo al raggiungimento del 70% del monte ore aula e del 100% del monte ore tirocinio complessivo.

Domanda di ammissione: le domande di ammissione alla selezione, scaricabili tramite il link in calce al comunicato, dovranno pervenire entro il giorno 21/11/2014 scansionate via e-mail ([email protected]) o consegnate a mano presso: CENTRO CONSORZI – VIA Z.I. GRESAL 5/E – SEDICO (BL) | TEL. 0437/851311 FAX 0437/851399 all’attenzione della dott.ssa Mastellotto Romina – Segreteria della scuola del legno.
Si chiede di allegare alla domanda di ammissione:
•    Curriculum Vitae aggiornato
•    Consenso al trattamento dei dati personali
•    Copia documento di identità e codice fiscale
•    Copia permesso soggiorno (se extra-comunitario)
•    Autocertificazione di stato di disoccupazione redatta ai sensi del decreto n. 445/2000

Modalità di selezione: colloquio individuale motivazionale. La selezione avverrà il giorno 25/11/2014 alle ore 9.30 presso il Centro Consorzi, Zona Ind.le Gresal 5/e, Sedico.  L’ammissione al corso avverrà in base ad una graduatoria effettuata da una apposita commissione, il cui giudizio è insindacabile.

Per informazioni e presentazione delle domande rivolgersi a Mastellotto Romina tel.0437/851356 Email:  [email protected]

Ulteriori Informazioni:
Centro Consorzi

 

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Il cantante napoletano Luca Maris dichiara il suo desiderio di far parte della giuria di un talent

Luca Maris, eclettico protagonista del panorama musicale contemporaneo sa spaziare abilmente dalla musica popolare agli arrangiamenti dalla coinvolgente carica spirituale. La profonda valenza filosofica ed educativa, che attribuisce alla musica fa di lui un autore e un uomo dai valori elevati. La sua arte canora è come un dono simbolico, che vuole condividere con generosità in tutta la suggestiva bellezza e intensità, come un “virtuoso talento” ricevuto da distribuire e diffondere, perché possa generare i frutti più proficui e non sterili e fini a se stessi.

 

Parlando delle nuove generazioni e del giusto metodo per inculcare l’amore verso la musica sottolinea: “I giovani dovrebbero entrare in modo più serio e meno superficiale nel mondo della musica, ma anche nella dimensione della vita stessa. Due mondi vasti e sconfinati, che per loro dovrebbero anche rappresentare un messaggio educativo e di riflessione, con un senso di appartenenza universale. Basta avere la voglia di applicare e rispettare le regole della vita e parimenti della musica. Inoltre, bisognerebbe non avere pregiudizi su niente e nessuno, poiché ogni creatività così come ogni essere umano può costituire un’esperienza da vivere e che può insegnare qualcosa d’importante nel bene e nel male. La musica come la vita è un linguaggio universale, che appartiene di diritto a tutti. Le nuove leve di aspiranti cantanti e cantautori devono essere disposti a sostenere tanti sacrifici, a fare tante rinunce e ad attendere con tenacia il momento giusto per poter emergere e fare carriera“.

 

Sui talent show canori sottolinea: “Ritengo possano offrire buone opportunità per emergere. Tuttavia, penso serva anche un periodo di -gavetta- altrimenti dopo l’immediata popolarità derivante dal talent se non si acquista esperienza concreta, si è poi quasi inevitabilmente destinati a subire un declino professionale. Mi piacerebbe essere chiamato nella giuria di un talent e accetterei volentieri l’invito“.

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RIGONI DI ASIAGO : FAVOLE E DOLCEZZE A BIMBINFIERA

A Napoli, il 15 e 16 novembre, un appuntamento goloso con assaggi, giochi e, per i piccoli chef,  una divertente scuola di cucina

 

Una delle kermesse più allegre dell’anno ma, anche, uno degli eventi più attesi dalle famiglie e dai bambini che, oltre che a immergersi in una delle esposizioni più complete di tutto ciò che riguarda l’infanzia, avrà a disposizione un grande spazio per divertirsi con i loro figli, dai più piccini ai più grandicelli.

Rigoni di Asiago, azienda leader nel mercato del biologico sarà presente a Napoli con i suoi straordinari prodotti Fiordifutta, Mielbio  Nocciolata e Tantifrutti, il nuovissimo succo di mirtilli di alta montagna,  in uno stand allestito ad hoc dove verrà offerta una golosissima e sana degustazione a base di pane, yogurt con le deliziose marmellate e mieli e fonduta di Nocciolata in cui “tuffare” freschi spiedini di frutta.

E, tra un boccone e l’altro, i più piccini potranno conoscere da vicino Birgale e Skiro, i due simpatici protagonisti della dolcissima favola della Nocciolata che, proprio in occasione di Bimbinfiera, verrà non solo raccontata ma anche proiettata su un grande schermo!

Grandi e piccini saranno così coinvolti in quella che vuole anche essere una lezione di benessere e di salute per due importanti momenti della giornata: la merenda e la prima colazione.

Proprio quest’ultima sarà il tema di piccoli corsi di cucina che verranno proposti nel pomeriggio del 15 e del 16 novembre nello stand Rigoni di Asiago per insegnare ai giovanissimi chef come si prepara una prima colazione piena di energia e di bontà che li aiuti ad affrontare tutti i momenti della loro giornata, dallo studio, al gioco, allo sport.

A tutti coloro che visiteranno lo stand Rigoni di Asiago verrà consegnato  un piccolo assaggio dei suoi prodotti.

 

Napoli – Mostra d’Oltremare – viale Kennedy 54 – dalle 0re 11 alle 21.

 

ELLEVI PR di Lucia Villa

P.za Napoli 24, 20146 Milano

Tel 02 45496051

Lucia Villa cell 349 0856770

Marina Pillinini cell 335 5234457

 

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Palazzo Doria D’Angri: Sublime capolavoro di secolare tradizione architettonica

Palazzo Doria D’Angri, situato in Piazza Sette Settembre, nel cuore pulsante di Napoli, è un maestoso edificio, in perfetto stato conservativo, di rilevante prestigio, che può assumere un utilizzo di molteplice funzionalità. Di superficie pari a 1100mq, è dotato di 9 stanze con bagno, per garantire un lussuoso e confortevole alloggio ed è ben predisposto per accogliere e ospitare iniziative di svariata natura: eventi e cerimonie istituzionali, pubbliche e private, incontri e convegni politici, manifestazioni culturali e artistiche, esposizioni museali, sedi e filiali universitarie e accademiche, convention e meeting professionali, caffè letterario con biblioteca. 

Il Palazzo è stato progettato e realizzato da grandi nomi dell’epoca, tra cui gli affermati architetti Luigi e Carlo Vanvitelli e Alessandro e Fedele Fischetti, rinomati professionisti che hanno ideato anche la famosissima Reggia di Caserta.

Incastonate nei meravigliosi interni dell’edificio, prestigiose decorazioni, mantenute in perfetta manutenzione nelle loro fattezze originali, che evocano agli occhi di chi le guarda, emozioni antiche, come se chi le osserva fosse improvvisamente trasportato nel passato, per respirare il profumo della tradizione artistica ed architettonica italiana, tramandata nei secoli fino ai giorni nostri. Sono presenti incantevoli affreschi, come “L’allegoria dell’aurora” nella celebre sala degli specchi, ad opera di Fischetti e Costantino Desiderio, posta sulla volta del boudoir fatto con ornati di stucco d’oro zecchino da Gennaro Fiore, l’affresco “L’allegoria con Mercurio, la Sapienza e la Poesia” al primo piano nobile e le suggestive cariatidi di stucco di angelo vive.

Palazzo Doria D’Angri è entrato di buon diritto negli annali storici nazionali e internazionali, in quanto il famoso eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi, il 7 Settembre 1860, si affacciò dalla balconata della sala degli specchi, per proclamare ufficialmente l’Unità d’Italia, con la conseguente annessione del Regno borbonico delle due Sicilie, acclamato dalla folla entusiasta. Interessante sapere che il noto pittore svizzero Wenzel Franz ha ritratto il Palazzo, nel meraviglioso quadro intitolato “Ingresso di Garibaldi a Napoli il 7 settembre 1860”, che ora si trova presso il Museo Civico di Castel Nuovo ed è citato nei maggiori siti web d’arte e di informazione, come Wikipedia.

L’edificio vanta di una collocazione di ottimale centralità, vicinissimo alle zone urbane più rilevanti e limitrofo a contesti importanti come la Piazza del Gesù, la Chiesa di Santa Chiara, il Teatro San Carlo, il Palazzo Reale, il Bar Gambrinus. A rendere unico il contesto nella quale il Palazzo è inserito, è proprio la bellezza naturale di Napoli, una città ammaliante, con un panorama mozzafiato, dove cielo e mare sembrano fondersi nelle stesse tonalità di azzurro; dove le Isole di Capri, Ischia e Procida diventano preziose gemme da ammirare; dove il Vesuvio pare accompagnare, quasi come una presenza eterea, le vite di ogni abitante e di ognuno dei milioni di turisti che ogni anno la visitano.

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La storia della pizza Margherita

La pizza Margherita, soprattutto nel nostro paese, è un’istituzione. E’ il principio e la fine di uno dei piatti più amati al mondo, la base su cui ci si può sbizzarrire per inventare nuove pizze. Quali sono le sue origini?

Da un incrocio fra storia e leggenda, come spesso avviene, si è appreso che il padre della pizza Margherita è Raffaele Esposito, pizzaiolo di Napoli. Quest’ultimo, nel 1889, la presentò come novità assoluta in onore della regina d’Italia Margherita di Savoia, in visita nel capoluogo campano insieme al marito Umberto I.

I colori della bandiera italiana
Incaricato di deliziare il palato reale con il “piatto forte” cittadino, Esposito preparò una classica focaccia (strutto, formaggio e basilico), la già nota marinara (aglio, pomodoro e origano) e l’innovativa pizza con basilico, mozzarella e pomodoro: verde, bianco e rosso, i colori della bandiera italiana. Infine, come ulteriore omaggio ai reali, la chiamò come la regina Margherita.

Un successo senza fine
Da allora fu solo una strada in discesa per il piatto campano: la pizza Margherita si diffuse a macchia d’olio in tutto il mondo, divenendo uno dei piatti più noti della tradizione italiana insieme alla pasta. Come ben sapete, anche nel menu più innovativo di qualsiasi pizzeria, non può mancare la classica Margherita.

Una curiosità
La pizza, dal 4 febbraio 2010, è stata nominata “Specialità tradizionale garantita dall’Unione Europea”. Non possiamo che esserne orgogliosi, siete d’accordo?

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Rinaldi partecipa al Milano Whisky Festival 2014.

Rinaldi espone la sua gamma di Whisky al “Milano Whisky Festival 2014”, in programma nel capoluogo lombardo nei giorni di sabato 15 e domenica 16 novembre 2014 (orari: sabato 13.00 – 21.30, domenica 13.00 – 21.00).

 

Ideato da Giuseppe Gervasio Dolci e da Andrea Giannone, e giunto quest’anno alla sua nona edizione, il “Milano Whisky Festival” si propone come l’unico evento in Italia in grado di riunire i più importanti distributori, le più rinomate distillerie e i principali collezionisti di Scotch Whisky. Nel ricco programma 2014 spiccano ancora le degustazioni guidate, che consentiranno ai visitatori di conoscere in modo appropriato la qualità e le caratteristiche dei prodotti presenti sul mercato nazionale. Uno stand food permetterà inoltre al pubblico di abbinare agli assaggi di Whisky alcuni dei prodotti più tipici della cucina scozzese, come ad esempio salmone affumicato, crostacei, crudità e ostriche.

 

L’edizione 2013 del “Milano Whisky Festival” ha visto la presenza di 2.300 visitatori, con oltre 65.000 gettoni di degustazione utilizzati. Gli operatori del settore accreditati sono stati 456; 114 i giornalisti accreditati e oltre 300 le presenze ai masterclass.

 

La location del “Milano Whisky Festival 2014” è la sala “Le Baron” del Marriott Hotel (Via Washington 66, Milano).

 

Rinaldi vanta uno dei più qualificati assortimenti italiani di Scotch Whisky di qualità (Glenfarclas, Douglas Laing linea Old Particular, Douglas Laing linea Director’s Cut, Big Peat, Scallywag, The Double), ai quali si aggiungono i Whiskey irlandesi artigianali di Teeling.

 

Per informazioni: Fratelli Rinaldi Importatori (tel. 051 4217811, fax 051 242328, e-mail [email protected], www.rinaldi.biz).

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Il rinomato Palazzo Doria D’Angri a Napoli culla dei pregiati modelli architettonici tra cui Luigi e Carlo Vanvitelli, Fedele e Alessandro Fischetti, Costantino Desiderio, e molti altri

Palazzo Doria D’Angri, situato in Piazza Sette Settembre, nel cuore pulsante di Napoli, è un maestoso edificio, in perfetto stato conservativo, di rilevante prestigio, che può assumere un utilizzo di molteplice funzionalità. Di superficie pari a 1100mq, è dotato di 9 stanze con bagno, per garantire un lussuoso e confortevole alloggio ed è ben predisposto per accogliere e ospitare iniziative di svariata natura: eventi e cerimonie istituzionali, pubbliche e private, incontri e convegni politici, manifestazioni culturali e artistiche, esposizioni museali, sedi e filiali universitarie e accademiche, convention e meeting professionali, caffè letterario con biblioteca.

Il Palazzo è stato progettato e realizzato da grandi nomi dell’epoca, tra cui gli affermati architetti Luigi e Carlo Vanvitelli e Alessandro e Fedele Fischetti, rinomati professionisti che hanno ideato anche la famosissima Reggia di Caserta.

Incastonate nei meravigliosi interni dell’edificio, prestigiose decorazioni, mantenute in perfetta manutenzione nelle loro fattezze originali, che evocano agli occhi di chi le guarda, emozioni antiche, come se chi le osserva fosse improvvisamente trasportato nel passato, per respirare il profumo della tradizione artistica ed architettonica italiana, tramandata nei secoli fino ai giorni nostri. Sono presenti incantevoli affreschi, come “L’allegoria dell’aurora” nella celebre sala degli specchi, ad opera di Fischetti e Costantino Desiderio, posta sulla volta del boudoir fatto con ornati di stucco d’oro zecchino da Gennaro Fiore, l’affresco “L’allegoria con Mercurio, la Sapienza e la Poesia” al primo piano nobile e le suggestive cariatidi di stucco di angelo vive.

Palazzo Doria D’Angri è entrato di buon diritto negli annali storici nazionali e internazionali, in quanto il famoso eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi, il 7 Settembre 1860, si affacciò dalla balconata della sala degli specchi, per proclamare ufficialmente l’Unità d’Italia, con la conseguente annessione del Regno borbonico delle due Sicilie, acclamato dalla folla entusiasta. Interessante sapere che il noto pittore svizzero Wenzel Franz ha ritratto il Palazzo, nel meraviglioso quadro intitolato “Ingresso di Garibaldi a Napoli il 7 settembre 1860”, che ora si trova presso il Museo Civico di Castel Nuovo ed è citato nei maggiori siti web d’arte e di informazione, come Wikipedia.

L’edificio vanta di una collocazione di ottimale centralità, vicinissimo alle zone urbane più rilevanti e limitrofo a contesti importanti come la Piazza del Gesù, la Chiesa di Santa Chiara, il Teatro San Carlo, il Palazzo Reale, il Bar Gambrinus. A rendere unico il contesto nella quale il Palazzo è inserito, è proprio la bellezza naturale di Napoli, una città ammaliante, con un panorama mozzafiato, dove cielo e mare sembrano fondersi nelle stesse tonalità di azzurro; dove le Isole di Capri, Ischia e Procida diventano preziose gemme da ammirare; dove il Vesuvio pare accompagnare, quasi come una presenza eterea, le vite di ogni abitante e di ognuno dei milioni di turisti che ogni anno la visitano.

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PIANTA LA CULTURA: Musa Gruppo Scuole promuove un progetto fresco e innovativo con il Musa Pad

Cosa ci fanno dei tablet esposti nel reparto ortofrutta di un supermercato? E cosa c’entrano dei trolley e dei ragazzi in partenza nelle stazioni di tutta la Puglia?

Semplice! È un’ iniziativa di marketing non convenzionale promossa da Musa Gruppo Scuole per il lancio di un’ idea fresca ed innovativa: affiancare la formazione con la tecnologia di ultimissima generazione attraverso il Tablet Musa Pad.

Non un tablet qualunque, ma uno strumento realizzato in collaborazione con il Politecnico di Bari, presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione, con il patrocinio della Provincia BAT.

Un progetto dall’ inconfondibile spessore culturale che unisce molteplici funzionalità: dallo studio alla ricerca, dalla didattica controllata alla libera informazione. Oltre i confini dell’ informatica, dei muri di una scuola e delle copertine di un libro: IL TABLET OLTRE IL TABLET.

E-VOLUTION: un’ interfaccia intuitiva ed accessibile, un’ incredibile gamma di app per tutti gli interessi: studio, lavoro, creatività, ricerca, chat e tanto altro, anche per studenti con esigenze o bisogni particolari. FRESH AND REFRESH: a differenza dei canonici libri scolastici, Musa Pad accede a illimitati contenuti multimediali ed è sempre aggiornato grazie alla connessione con una piattaforma in e-learning del Musa Gruppo Scuole. TRASPORTABILITÀ: niente più zaini che spaccano la schiena ma un unico strumento leggero e polifunzionale. Il Musa Pad è VIVO, è connesso, è aperto e trasforma il rapporto studente/studio rendendolo interattivo e coinvolgente.

Il progetto MUSA PAD, oltre ad essere patrocinato dalla Provincia BT, è stato già abbracciato e adottato da numerose strutture ed enti infra-regionali, tra cui, Sirio Onlus, A.N.S.I., l’Istituto Carlo Levi, Software & Consulting ed In-Formazione.

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A cosa serve il registro elettronico

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  • 13 Novembre 2014

A che serve, e a chi serve il registro elettronico? Da almeno un paio d’anni, l’argomento caldo del settore istruzione è quello dell’informatizzazione del registro scolastico, definito uno strumento per la “dematerializzazione delle procedure amministrative”. Un progetto che sembrava dovesse trovare immediata applicazione già per l’anno scolastico 2012 – 13, inserito nella spending review del Governo Monti. Alla fine quella che doveva essere una legge, la 135/2012, a carattere perentorio e immediato, è stata accantonata, data l’impossibilità di renderla operativa in molte scuole, causa arretratezza e mancanza di fondi necessari.

Si tratta, tuttavia, di una vera e propria rivoluzione del sistema scolastico che porterebbe una serie di vantaggi e agevolazioni. Per rispondere alla domanda che fa da incipit all’articolo, il registro elettronico serve a tutti gli agenti scolastici. Serve ai genitori, che finalmente potrebbero contare su un canale diretto attraverso cui monitorare le prestazioni del proprio figlio, uno strumento diretto, funzionale, semplice; servirebbe ai docenti, i quali potrebbero finalmente ottimizzare in un unico sistema tutti quei registri personali e di classe che ad oggi occorre gestire sul cartaceo; servirebbe agli studenti stessi, a cui verrebbe offerto un mezzo per mantenersi sempre aggiornati sullo sviluppo del programma, del proprio andamento, valutazioni, criticità; serve alla scuola nel suo complesso in quanto si potrebbe grazie ad esso strutturare un modello di gestione rivoluzionario. Le ricadute positive della digitalizzazione del registro si esprimono a livello economico con un considerevole risparmio di denaro, di spazio e di carta; a livello comunicativo, in una gestione decisamente più semplificata e performante delle comunicazioni verso docenza e famiglie; a livello di gestione d’archivio, in un più lineare metodo di amministrazione di ogni pratica burocratica, dalla consegna della pagella alle iscrizioni annuali fino alla configurazione delle classi.

L’Unione Europea sostiene – anche economicamente – il progetto, tuttavia esso rimane ancora in una fase incerta del proprio sviluppo. Il governo incoraggia i dirigenti scolastici a fare quanto in loro possesso per dare concretezza alla digitalizzazione, ma allo stesso tempo chiede loro che il bilancio economico non ne risenta. Alcuni istituti sono stati già in grado di attivare il proprio registro online, a fronte di altri che restano indietro, intensificando la confusione sul tema, in attesa di sviluppi che siano soprattutto di stampo politico.

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