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Il moderno classicismo figurativo di Aida Abdullaeva in esposizione alle mostre di “Spoleto Arte”

Le sontuose mura di Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato a Spoleto, saranno presto la cornice ospitante delle mostre di “Spoleto Arte” curate dal professor Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager produttore Salvo Nugnes, che si terranno dal 27 Giugno al 24 Luglio 2014. Nel novero degli artisti in esposizione ci sarà anche Aida Abdullaeva, pittrice cosmopolita di origine russa-uzbeca, che dal 1998 si è trasferita a vivere in Italia, sviluppando una ricerca con interessanti spunti d’ispirazione e significative tematiche trainanti. 

Dapprima la sua attenzione si rivolge al mondo della ceramica artistica, nel cui ambito scopre anche l’innato talento pittorico. Conosce e frequenta i grandi maestri ceramisti della policromia, che le inculcano le basi fondamentali e le tecniche strumentali da applicare nella sua appassionata ricerca stilistica. Aida si avvicina al realismo figurativo, di matrice classica con una formula nuova e personalizzata di rivisitazione. Si concentra sulla sfera dell’universo femminile, che le permette di esprimere pienamente quella dimensione di sentimentale romanticismo congiunta all’accattivante sensualità, in un intreccio di misterioso intrigo. Le sue ammalianti creature femminili si stagliano sulle tela con prorompente vitalità e soave eleganza, per catturare l’occhio dell’osservatore e offrire visioni di coinvolgente atmosfera.

Tradizione e modernità sono un binomio vincente e Aida dimostra di saper miscelare con esperta cognizione gli aspetti e gli elementi caratteristici di entrambe le sfere, riproducendo immagini integrate da componenti originali per renderle uniche ed esclusive, mai banali, mai frutto di un pedissequo metodo copiativo. Inserisce e imprime sulle tele le confessioni più intime e gli stati d’animo più reconditi, in una alfabeto narrativo, che si basa sull’armonia dell’equilibrio rivelato dall’approfondita indagine spaziale e prospettica delle raffigurazioni.

Nella raffinatezza dei soggetti suggerisce all’osservatore un nuovo modo di ascoltare la propria voce interiore e di analizzare le passioni e i turbamenti. Nei dipinti l’emozione visiva, che prescinde dal fattore razionale, parla e comunica direttamente con l’istinto. Aida vuole prescindere dall’interpretazione letterale del narrato per trasportarci in un mondo dove estro creativo e fantasia dialogano vivacemente con lo spettatore, su un palcoscenico posto tra finzione e realtà.

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LA CARTELLA CLINICA ELETTRONICA ALLA LUCE DELLE NUOVE REGOLE TECNICHE SULLA CONSERVAZIONE

Le nuove regole tecniche in materia di conservazione sostitutiva e protocollo informatico, come sapete sono in vigore dal 11 Aprile 2014 e hanno radicalmente cambiato i processi didematerializzazione. Ma come hanno impattato e come impatteranno queste regole tecniche per quanto concerne i processi di conservazione e dematerializzazione per la documentazione sanitariae soprattutto per la cartella clinica elettronica ?

Io e Fabio Ferrara abbiamo risposto a questa interessantissima domanda, scrivendo un lungo articolo che è stato pubblicato sul numero 9 del DMS , edito da Edisef e che qui vi riportiamo.

articolo cartella clinica elettronica
articolo cartella clinica elettronica

Per chi volesse ricevere una copia cartacea della rivista, potrà contattarmi direttamente. Prima di inoltrarvi di seguito l’articolo, è importante fare questa premessa : di recente l’Agid ha pubblicato le linee guida nazionali sul Fascicolo Sanitario Elettronico, che estendono per ogni regione, regole e procedure per gestire al meglio l’insieme della cartelle cliniche elettroniche. L’articolo è utile anche perchè è perfettamente adeso appunto alle nuove indicazioni sul fascicolo sanitario elettronico.

Ecco il “famoso” articolo nelle pagine successive :

 

Prima di entrare nel merito delle regole e degli accorgimenti che devono essere rispettati nel processo di conservazione della CCE è necessario ricordare sia la Circolare del Ministero della Sanità, n° 61 del 19 dicembre 1986 N. 900.2/ AG. 464/260 la quale prevede che “Le cartelle cliniche, unitamente ai relativi referti, vanno conservate illimitatamente poiché rappresentano un atto ufficiale indispensabile a garantire la certezza del diritto, oltre che costituire preziosa fonte documentaria per le ricerche di carattere storico sanitario”, sia la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 12 Marzo 2013, con DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 3 dicembre 2013 , inerente le Regole tecniche in materia di sistema di conservazione ai sensi degli articoli 20, commi 3 e 5-bis, 23-ter, comma 4, 43, commi 1 e 3, 44 , 44-bis e 71, comma 1, del Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005.

Affinché la cartella clinica elettronica mantenga nel tempo lo stesso valore probatorio di quella cartacea, si rende necessario ed indispensabile un corretto processo di conservazione digitale.

Per quanto concerne la correttezza dei processi di conservazione deidocumenti informatici, il Codice dell’Amministrazione Digitale stabilisce in modo chiaro che ogni documento, che per legge o regolamento deve essere conservato, può essere riprodotto e conservato su supporto informatico ed è valido a tutti gli effetti di legge (vedi art. 43, comma 1, del CAD che stabilisce che “I documenti degli archivi, le scritture contabili, la corrispondenza ed ogni atto, dato o documento di cui è prescritta la conservazione per legge o regolamento, ove riprodotti su supporti informatici sono validi e rilevanti a tutti gli effetti di legge, se la riproduzione e la conservazione nel tempo sono effettuate in modo da garantire la conformità dei documenti agli originali, nel rispetto delle regole tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 71”, ovvero quelle da poco pubblicate e sopra citate, che sostituiranno in toto entro 36 mesi, la delibera CNIPA 11/2004. Da ciò si evince che tutti i sistemi informativi sviluppati secondo le normative e le metodologie previgenti, dovranno migrare su sistemi conformi alle nuove regole tecniche.

La riproduzione e relativa conservazione del documento, devono essere effettuate in modo da garantire la conformità dello stesso all’originale e la sua conservazione nel tempo. Inoltre, qualora il documento venga generato e prodotto in origine in modalità informatica, è obbligatorio che la conservazione permanente avvenga con modalità digitali (art. 43, comma 3, CAD).

Più in generale, la conservazione digitale può essere definita come quel procedimento che permette di assicurare la validità legale nel tempo a un documento informatico – inteso come rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti – o a un documento analogico digitalizzato.

Per entrare nel dettaglio, il significato che si deve attribuire al processo di conservazione digitale di un documento informatico, è quello di garantire allo stesso, già correttamente formato le caratteristiche di autenticità, immodificabilità nel tempo ed integrità, attraverso l’utilizzo degli strumenti del riferimento temporale e dellafirma digitale del Responsabile della conservazione.

Di seguito elenchiamo gli obblighi del Responsabile della conservazione, che, salva l’adozione delle misure di sicurezza prescritte dal D.Lgs. 30 giugno 2003 e succ. modif. (recante il “Codice in materia di protezione dei dati personali”), svolge i seguenti compiti:
– fornisce le necessarie indicazioni sulla generazione e sulla gestione delle copie di sicurezza o backup (numero, frequenza, formato, priorità, test di restore, etichettatura, incarichi e responsabilità);
– verifica la corretta funzionalità del sistema e dei programmi in gestione;
– adotta le misure necessarie per la sicurezza fisica e logica del sistema preposto al processo di conservazione sostitutiva e delle copie di sicurezza dei supporti di memorizzazione (custodia fisica; policy procedurali per coloro che sono autorizzati a prelevare e usare i backup; protezione logica tramite crittografia);
– definisce e documenta le procedure di sicurezza da rispettare per l’apposizione del riferimento temporale;
– verifica periodicamente, con cadenza non superiore a cinque anni, l’effettiva leggibilità dei documenti conservati provvedendo, se necessario, al riversamento diretto o sostitutivo del contenuto dei supporti).
Esplicitiamo di seguito questi due concetti/due nozioni di estrema:
con il primo termine si intende il trasferimento di uno o più documenti portati in conservazione da un supporto di memorizzazione a un altro, senza che venga alterata la loro rappresentazione informatica (classico è l’esempio dei “backup” o copie di sicurezza). Con il secondo, invece, il trasferimento comporta siffatta alterazione (in gergo informatico si usa anche il termine di “migrazione”), per es. per la necessità di un aggiornamento tecnologico dell’archivio informatico, laddove non sia possibile o conveniente mantenere il formato di rappresentazione dei documenti originariamente conservati. La differenza è estremamente significativa, poiche, mentre per il riversamento diretto la normativa non prevede particolari formalità, per il riversamento sostitutivo essa prevede l’intervento pur sempre del responsabile della conservazione che deve assicurare il corretto svolgimento del processo. Se il riversamento sostitutivo coinvolge poi documenti informatici sottoscritti, allora sarà ovviamente necessario l’intervento di un notaio o altro pubblico ufficiale che, apponendo la propria firma digitale, attesterà la conformità di quanto riversato al documento d’origine.

L’art. 3, comma 2, della deliberazione n. 11/2004 cit. prevede poi specifiche formalità per il riversamento sostitutivo di documenti informatici, processo che si rende necessario ed obbligatorio per riversare i documenti conservati con le metodologie della Delibera 11/2004, nelle indicazioni delle nuove regole tecniche: “Il processo di riversamento sostitutivo di documenti informatici conservati avviene mediante memorizzazione su altro supporto ottico e termina con l’apposizione sull’insieme
dei documenti o su una evidenza informatica contenente una o piu’ impronte dei documenti o di insiemi di essi del riferimento temporale e della firma digitale da parte del responsabile della conservazione che attesta il corretto svolgimento del processo. Qualora il processo riguardi documenti informatici sottoscritti, cosi’ come individuati nell’art. 1, lettera f), e’ inoltre richiesta l’apposizione del riferimento temporale e della firma digitale, da parte di un pubblico ufficiale, per attestare la conformita’ di quanto riversato al documento d’origine. ”.

In tema di riversamento sostitutivo, per quel che concerne tutte le problematiche inerenti all’apposizione della marca temporale e alla corretta individuazione del pubblico ufficiale, si rinvia a quanto sopra scritto.

Resta poi, ovviamente, salva, per il responsabile della conservazione, la possibilità di delegare i propri compiti a una o più persone che, per competenza ed esperienza, garantiscano la corretta esecuzione delle operazioni ad esse delegate nonché la possibilità di affidare il procedimento di conservazione sostitutiva, in tutto o in parte, in outsourcing, ossia a soggetti esterni, pubblici o privati. In tutti i casi devono essere messe in atto tutte le procedure ed i processi di compliance inerenti le nomine sistemiche anche in ambito D.lgs.196.03, come rafforzato dall’art. 7 comma 1 : “Il responsabile della conservazione opera d’intesa con il responsabile del trattamento dei dati personali, con il responsabile della sicurezza e con il responsabile dei sistemi informativi che, nel caso delle pubbliche amministrazioni centrali, coincide con il responsabile dell’ufficio di cui all’art. 17 del Codice, oltre che con il responsabile della gestione documentale ovvero con il
coordinatore della gestione documentale ove nominato, per quanto attiene alle pubbliche amministrazioni.” e come ben evidenziato dall’art. 12, titolato Sicurezza del sistema di conservazione : “1. Nelle pubbliche amministrazioni, il responsabile della conservazione, di concerto con il responsabile della sicurezza e, nel caso delle pubbliche amministrazioni centrali, anche con il responsabile dell’ufficio di cui all’art. 17 del Codice, provvede a predisporre, nell’ambito del piano generale della sicurezza, il piano della sicurezza del sistema di conservazione, nel rispetto delle misure di sicurezza previste dagli articoli da 31 a 36 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e dal disciplinare tecnico di cui all’allegato B del medesimo decreto, nonche’ in coerenza con quanto previsto dagli articoli 50-bis e 51 del Codice e dalle relative linee guida emanate dall’Agenzia per l’Italia digitale. Le suddette misure sono descritte nel manuale di conservazione di cui all’art. 8. 2. I soggetti privati appartenenti ad organizzazioni che gia’ adottano particolari regole di settore per la sicurezza dei sistemi informativi adeguano il sistema di conservazione a tali regole. Gli altri soggetti possono adottare quale modello di riferimento le regole di sicurezza indicate dagli articoli 50-bis e 51 del Codice e dalle relative linee guida emanate dall’Agenzia per l’Italia digitale. I sistemi di conservazione rispettano le misure di sicurezza previste dagli articoli da 31 a 36 e dal disciplinare tecnico di cui all’allegato B del Codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.”

L’uso della firma digitale del responsabile della conservazione si rende necessaria per la validazione del processo di conservazione, rendendo immodificabile l’insieme dei documenti od il singolo documento affidati alla sua custodia e responsabilità, mentre la validazione temporale permette di determinare temporalmente in modo certo sia l’affidamento sia di estendere la validità dei certificati di firma digitale.

Come per i documenti informatici in generale, anche per i documenti appartenenti alla CCE si rende necessario sviluppare un processo che sia rispettoso dei parametri fissati dalle Regole tecniche già citate e pubblicate in Gazzetta Ufficiale.

In base dunque alle nuove regole tecniche, la conservazione digitale dei documenti informatici, anche sottoscritti (e la CCE ne è un chiaro esempio, essendo formata da documenti che, inoltre, possono essere sottoscritti con varie modalità e livelli di responsabilità e/o da più attori), deve ovviamente avvenire su supporti idonei alla conservazione e avrà come processo finale a chiusura del ciclo, l’apposizione sull’insieme dei pacchetti di archiviazione e distribuzione contenente i documenti di varia provenienza che la compongono (cartella di accettazione, referti, diario clinico, diario infermieristico,consensi informati eccetera), della firma digitale e della marca temporale a cura ed opera del Responsabile della conservazione, certificando, il corretto svolgimento del processo stesso.

Relativamente alla tempistica di conferimento al sistema di “archiviazione legale”, occorre distinguere i singoli documenti prodotti e/o firmati digitalmente, che andranno conservati nel più breve tempo possibile, e la cartella clinica nel suo complesso, che andrà conservata successivamente alla sua chiusura (a seguito della formazione della SDO). A prescindere dalla conservazione o meno dei singoli elementi prima della chiusura della cartella clinica completa, dovrà essere comunque garantita la reperibilità e la leggibilità di ogni singolo documento contenuto nella cartella stessa, attraverso un processo di indicizzazione e catalogazione delle informazioni affluite nel sistema di conservazione.

Il Responsabile della conservazione digitale deve, inoltre, garantire la totale e pronta tracciabilità di tutte le operazioni che vengono effettuate durante l’intero processo. Ciò permette, infatti, di agevolare le operazioni di controllo e verifica che possono essere richieste ed effettuate dagli organi preposti e di mappare in modo univoco l’iter percorso dal documento o dall’insieme dei documenti. In ambito CCE questo ha enorme valenza in quanto è requisito stesso della conservazione della CCE che consente, senza ombra di dubbio od incertezza alcuna, di risalire ai vari soggetti che si sono interfacciati al sistema informatico dell’azienda, ricordando quanto possa essere eterogenea sia l’origine dei documenti che la tipologia di soggetti che, a vario titolo firmano il documento nativo.

L’art. 44 del CAD elenca, poi, i requisiti minimi necessari che un sistema di conservazione deve garantire per la corretta conservazione dei documenti informatici, ossia:
a) l’identificazione certa del soggetto che ha formato il documento e dell’amministrazione
o dell’area organizzativa omogenea di riferimento di cui all’articolo 50, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445;
b) l’integrità del documento;
c) la leggibilità e l’agevole reperibilità dei documenti e delle informazioni identificative, inclusi i dati di registrazione e classificazione originari;
d) il rispetto delle misure di sicurezza previste dagli articoli da 31 a 36 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e dal disciplinare tecnico pubblicato in allegato B a tale decreto.

Inoltre, il successivo comma 1-bis dell’art. 44 del CAD prevede che ”Il sistema di conservazione dei documenti informatici è gestito da un responsabile che opera d’intesa con il responsabile del trattamento dei dati personali di cui all’articolo 29 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 , e, ove previsto, con il responsabile del servizio per la tenuta del protocollo informatico, della gestione dei flussi documentali e degli archivi di cui all’articolo 61 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 , nella definizione e gestione delle attività di rispettiva competenza”.
Prima di passare all’analisi di un preciso modello tecnico-organizzativo per la conservazione è utile riportare alcune specificazioni sul concetto di immodificabilità e integrità presenti nelle nuove regole tecniche sul documento informatico1.
Le nuove regole tecniche, al comma 1 dell’art. 3, dispongono che “In attuazione di quanto previsto dall’art. 44, comma 1, del Codice, il sistema di conservazione assicura, dalla presa in carico dal produttore di cui all’art. 6 fino all’eventuale scarto, la conservazione, tramite l’adozione di regole, procedure e tecnologie, dei seguenti oggetti in esso conservati, garantendone le caratteristiche di autenticita’, integrita’, affidabilita’, leggibilita’, reperibilita’”

Di particolare importanza è anche quanto previsto al comma 1 del sopracitato art. 3, il quale dispone che, ove non sia già presente, al documento informatico immodificabile debba essere associato un riferimento temporale (marca temporale), elemento che rientra comunque nell’elenco minimo dei metadati che devono essere associati al documento informatico immodificabile, insieme all’identificativo univoco e persistente, all’oggetto, al soggetto che ha formato il documento e all’eventuale destinatario.

A questo proposito è fondamentale fare un inciso: nel caso di documento informatico acquisito per via telematica o su supporto informatico, o acquisito tramite copia per immagine su supporto informatico di un documento analogico, o ancora mediante copia informatica di un documento analogico, le caratteristiche di immodificabilità e di integrità sono determinate da quelle che sono le operazioni di memorizzazione in un sistema di gestione informatica dei documenti che garantisca l’inalterabilità del documento o in un sistema di conservazione.

Nel caso di documento informatico formato tramite registrazione informatica delle informazioni risultanti da transazioni o processi informatici o dalla presentazione telematica di dati attraverso moduli o formulari resi disponibili all’utente, oppure mediante generazione o raggruppamento, anche in via automatica, di un insieme di dati o registrazioni, (provenienti da una o più basi dati, anche appartenenti a più soggetti interoperanti, secondo una struttura logica predeterminata e memorizzata in forma statica), le caratteristiche di immodificabilità e di integrità sono determinate dall’operazione di registrazione dell’esito della medesima operazione e dall’applicazione di misure per la protezione dell’integrità delle basi di dati e per la produzione e conservazione dei log di sistema, ovvero con la produzione di una estrazione statica dei dati e il trasferimento della stessa nel sistema di conservazione.
Da notare che oltre al documento sanitario-clinico, è infatti presente anche il singolo dato sanitario nei processi di gestione e creazione della cartella clinica. Per questo motivo, è auspicabile un passaggio, viste le nuove regole tecniche , ad una logica che  permetta di conservare un contenuto o un singolo dato, oltre che un documento informatico generato o prodotto. La soluzione proposta inoltre permette di essere coerente con i processi di dematerializzazione, sia dal punto di vista tecnico e sia normativo, in quanto si basa sulla conservazione sia di documenti sia di un singolo contenuto o dato, come potrebbero essere ad esempio i dati del Diario Clinico o di quello infermieristico.

Implementazione tecnologico-organizzativa della conservazione della CCE (il modello OAIS)

E’ possibile scegliere differenti modelli per la creazione di un sistema di conservazione, purché siano rispettati i requisiti minimi richiesti dall’art. 44 del CAD citato.
Tra i vari modelli analizzabili, certamente il più interessante è il modello OAIS (Open Archival Information System). Tale modello costituisce lo standard ISO 14721 di riferimento per la certificazione dei depositi di conservazione. Tra l’altro lo standard OAIS è anche stato preso a modello per la redazione delle nuove regole tecniche per la conservazione.

oais_modello
oais_modello

La schematizzazione del modello OAIS, disegnata nella figura sottostante, è utile per comprendere quanto descritto successivamente nel presente documento.

In particolare nella figura sono illustratati i concetti di:
flussi di ingresso: i flussi dei pacchetti informativi (SIP: Submission Information Package) dalle applicazioni che generano i documenti (Producer) e da eventuali depositi intermedi, quali ad esempio il Repository;
sistema informatico di conservazione (Preserver) che si fa carico della conservazione dei documenti generati dai Producer, gestendoli in pacchetti informativi di archiviazione (AIP: Archival Information Package);
flussi di uscita, comprendenti le funzionalità e/o le applicazioni (Consumer) che consentono l’accesso ai documenti conservati. I DIP (Dissemination Information Package) sono i pacchetti informativi usati per la distribuzione.

Nell’ambito delle CCE, per capire come posizionare la conservazione è opportuno rifarsi al modello OAIS.

I documenti informatici clinici contenuti in una CCE sono generati da un Producer (Produttore) e sono destinati ad uno o più Consumer (Utenti). Al fine di tutelare il percorso assistenziale e le responsabilità degli operatori e dell’Azienda Sanitaria è opportuno che i documenti prima di essere consultati siano stati conservati o quanto meno siano stati presi in carico dal sistema di conservazione (questo al fine di non rallentare i tempi di fruizione che in ambito clinico potrebbero introdurre delle criticità assistenziali). Questo flusso conferisce ai documenti una sorta di “certificazione” Aziendale.

Dal punto di vista pratico e tecnico questa garanzia può avvenire implementando due possibili tipologie di flussi:
1. Producer – Preserver (presa in carico) – Repository – Consumer
2. Producer – Repository – Preserver (presa in carico) – Consumer; si tenga presente che anche in questo flusso il consumer agisce solo dopo il preserver o meglio solo dopo l’avvenuta presa in carica dei documenti nel sistema di conservazione

Non esiste in assoluto una scelta a priori. La tipologia di flusso da implementare, deve tener conto dello stato di informatizzazione corrente aziendale e delle sue necessità evolutive. In ogni modo le scelte devono considerare l’interoperabilità interna ed esterna a livello interaziendale, regionale, nazionale e internazionale.

L’obiettivo principale di un modulo di conservazione è quello consentire la conservazione a lungo termine dei documenti del repository documentale, in modo tale da garantire il mantenimento a lungo termine delle caratteristiche di integrità, autenticità, reperibilità, leggibilità, riproducibilità e trasferibilità. Inoltre, in conformità con quanto indicato dal modello OAIS, il modulo deve attuare la conservazione del documento non come la conservazione di un semplice oggetto informativo digitale, quanto di un pacchetto informativo costituito da informazioni di contenuto, informazioni di identificazione, informazioni di contesto, informazioni di provenienza, informazioni di stabilità, informazioni di pacchetto e dati descrittivi del pacchetto.
Supponiamo ora di dover sviluppare un modulo software conforme alle specifiche del modello OAIS e chiamiamo la piattaforma ipotetica da sviluppare proprio con questo modulo.

Il perno ovviamente di un archivio OAIS è il concetto di informazione, che nel sistema sanitario-clinico verrà rappresentata da una serie di dati, identificati dai documenti e dalle loro informazioni di rappresentazione all’interno del sistema e da una serie di documenti sanitari che dovranno essere gestiti singolarmente e non come un flusso documentale. La figura seguente, mostra la relazione del concetto di informazione vista proprio come un insieme di dati-oggetti:

oais_data_object
oais_data_object

Per conservare correttamente i dati del sistema sanitario-clinico e quindi le relative informazioni di interesse, sarà implementata una funzione di impacchettamento dell’intero Oggetto-dati e dei relativi documenti. In questo modo verrà a formarsi un pacchetto informativo che verrà individuato dal sistema grazie alle informazioni descrittive in esso conservate ed aggregate, come indicato dalla seguente figura :

oais_content_model
oais_content_model

 

Solo dopo che il contenuto dell’informazione è stato chiaramente definito sarà quindi possibile valutare la Descrizione delle informazioni sulla conservazione, in modo tale che si preservino le informazioni, garantendo l’identificazione certa del dato e del documento e da chi è stata creata l’informazione su quel specifico contenuto. Questa soluzione permette anche di risolvere il problema relativo alla migrazione dell’intero archivio informatico di conservazione verso nuove tecnologie o cambiamenti nella gestione, nella struttura dei dati e nel formato dei files/documenti.

L’interrogazione (query) dell’archivio informatico, avverrà per mezzo dello standard CMIS, integrato nel modello OAIS, seguendo il modello esposto in figura seguente:

cmis_standard
cmis_standard

 

Attraverso questo strumento di integrazione ovvero il CMIS Query, sarà possibile separare il contenuto informativo, dalle informazioni di conservazione (PDI), ambedue incapsulati e identificati dalle informazioni descrittive e soprattutto creare l’OAIS di conservazione-archiviazione.

Vediamo ora in dettaglio e per mezzo di un diagramma, come avviene praticamente la “cattura” delle informazioni-documenti da mandare in conservazione sostitutiva dalla piattaforma sanitario-clinico verso il modulo di conservazione digitale. Il pacchetto informativo digitale, ha tre diverse tipologie : pacchetto di versamento (SIP), inviato ad un OAIS da un Produttore; il pacchetto di archiviazione (AIP), conservato in un OAIS e derivato dalla trasformazione di uno o più pacchetti di versamento a scopo di conservazione a lungo termine; il pacchetto di distribuzione (DIP), invitato ad un Utente-Consumer da un OAIS.

Nella figura seguente, sono riportati tutte le interazioni attinenti alla conservazione dei documenti-informazioni-dati che il sistema sanitario-clinico invia al OAIS per permetterne la conservazione sostitutiva a lungo termine :

OAIS software conservazione sostitutiva e fatturazione elettronica
OAIS software conservazione sostitutiva e fatturazione elettronica

 

Tale architettura logica, ci permette di fare le seguenti analisi:

Le informazioni sulla conservazione sono l’insieme complessivo delle informazioni necessarie per la comprensione del contenuto informativo per un periodo di tempo indefinito; esso infatti deve includere le informazioni necessarie per conservare adeguatamente il particolare contenuto informativo al quale sono associate, garantendo che sia univocamente identificabile e che non abbia subito alterazioni. Avremo dunque quattro tipologie di PDI di conservazione : le informazioni sull’identificazione, che identificano gli attributi degli identificatori al contenuto informativo; le informazioni sul contesto, che documentano le relazioni tra il contenuto informativo e sanitario-clinico; le informazioni sulla provenienza, che forniscono e documentano le indicazioni sull’origine o sulla fonte del contenuto informativo, sui cambiamenti avvenuti dal momento della sua creazione e su chi ne ha curato la custodia sin dall’origine; le informazioni sull’integrità, che forniscono i controlli sull’integrità dei dati e le chiavi di validazione/verifica per garantire che il contenuto informativo non sia stato alterato.

Tutte le funzionalità sopra descritte verranno implementate nel sistema sanitario-clinico, proprio tramite la veicolazione ed integrazione dello standard CMIS sopra descritto, che dunque permetterà di conservare in maniera sostitutiva, non un semplice oggetto informativo digitale, ma anche e soprattutto l’intero pacchetto informativo prodotto e i rispettivi documenti clinici prodotti.

La soluzione proposta inoltre permetterà di fornire esaustive raccomandazioni che garantiscano che l’informazione archiviata nel modulo, resti accessibile sempre e comunque nel lungo termine anche qualora l’ambiente informatico d’origine diventi obsoleto.

Conservazione della CCE secondo l’OAIS: processi e procedure

Vediamo ora praticamente come potrebbe essere sviluppato un processo di conservazione della CCE.
Senza perderci in definizioni tecniche che sono comunque reperibili nelle bozze a questo link : http://www.agid.gov.it/sites/default/files/regole_tecniche/regole_tecniche_conservazione.pdf, vediamo un esempio pratico di conservazione del documento-dato informatico sanitario e dell’insieme cartella clinica elettronica.
Da notare che oltre al documento sanitario-clinico, è infatti presente anche il singolo dato sanitario nei processi di gestione e creazione della cartella clinica. Sebbene tecnicamente ed informaticamente sia comunque possibile conservare un contenuto o un singolo dato, per completezza di conservazione e per garantire rispondenza con le nuove regole tecniche nonché con la normativa, in questo contesto esamineremo la conservazione di uno o più documenti piuttosto che di un singolo contenuto-dato. Questa considerazione deriva anche dalla necessità , oltre ai fini della conservazione, che per ogni o più accadimento clinico sia sempre prodotto almeno un documento informatico. Anzi risulta necessario qualora si pensi ad esempio alla natura del referto medico. Tale soluzione inoltre permette di essere coerente con i processi di de materializzazione, sia dal punto di vista tecnico e sia normativo, in quanto la normativa attualmente in vigore si basa sulla conservazione di documenti, piuttosto che sulla conservazione del singolo contenuto o dato. Del resto la produzione di documenti è un processo quotidiano in qualunque clinica o struttura ospedaliera.
La cartella clinica elettronica, vista come un contenitore di diversi documenti e di diversa natura, dovrà essere dunque conservata secondo determinate tecniche e metodologie. In questo paragrafo supporremo, per semplicità e perchè già trattato da altri paragrafi della presente relazione, che tutti i documenti o un insieme di documenti siano già firmati digitalmente ed eventualmente marcati temporalmente. Per quanto concerne la firma digitale dei singoli documenti della cartella clinica elettronica, sebbene possano esistere dei documenti su cui non sia strettamente necessario apporre una firma digitale o ad esempio una firma elettronica avanzata, è sempre e comunque consigliabile firmare digitalmente tutti i documenti al fine di garantire integrità, qualità e robustezza del singolo documento. Risulta chiaro che per quei documenti per cui è prevista la firma digitale, come ad esempio un referto medico, tale firma debba essere riferita necessariamente alla persona, struttura o soggetto responsabile della redazione di quel documento; mentre per tutti gli altri documenti, in virtù delle considerazioni di cui sopra, la firma digitale potrebbe essere anche del Responsabile della Conservazione Sostitutiva. Sarà dunque opportuno inserire all’interno del Manuale del Responsabile della Conservazione, le descrizioni di processo delle varie tipologie di firme e dell’uso specifico. Sulla marca temporale invece, è importante fare la seguente considerazione : nella produzione del documento informatico clinico non sarà sempre necessario apporre una marca temporale, ma solo in quei casi in cui risulta necessario garantire un orario e una data opponibili a terzi. Questo comporta che all’interno della cartella clinica elettronica, siano presenti dei documenti sia con marca temporale sia senza. Di certo resta comunque necessario apporre la marcatura temporale alla chiusura della cartella clinica, prima del processo di conservazione e quindi anche sull’insieme di tutti i documenti che compongono la cartella.
Nella figura seguente, in considerazione di quanto esposto sopra, viene presentata una descrizione del processo di conservazione :

software_cartella_clinica_elettronica
software_cartella_clinica_elettronica

Da notare come nel grafico vengano richiamati le terminologie proprie dell’ OAIS e delle nuove regole tecniche in fase di emanazione, come il Volume di Conservazione (VdC) e l’Indice di Conservazione (IdC).
Per conservare i documenti oggetto della cartella clinica, si dovranno applicare le indicazioni fornite dallo standard UNI SinCRO 11386, per la creazione dell’evidenza informatica. L’allegato 4 delle bozze, richiama appunto lo standard UNI SinCRO, ma cambiando i nomi dei singoli componenti della struttura XML che formerà l’evidenza informatica. Per informazioni sullo standard UNI SinCRO 11386 e per comprendere come si definisce tecnicamente sia il Volume di Conservazione sia l’Indice di Conservazione, indicati in figura, si veda il paragrafo 3.6.5.
Ricordiamo infine che il flusso di cui sopra, dovrà sempre essere validato dal Responsabile della Conservazione, il quale dovrà cooperare con almeno le figure esposte nella figura seguente :

oais_metodologia
oais_metodologia

 

Difatti, la figura di cui sopra, riporta quanto già esposto dal paragrafo OAIS, ma chiarisce bene quali responsabilità sono definite sia in fase di conservazione, sia in quella di distruzione, nonché di produzione. Il Responsabile della Conservazione, è quindi la figura che governa l’intero processo di conservazione e se pur non avendo direttamente responsabilità sulla produzione della cartella clinica, dovrà colloquiare e collaborare con il produttore o i produttori della CCE, per garantire l’accettazione di quanto prodotto evitando notevoli rifiuti che potrebbero rallentare il processo di conservazione. In figura viene anche definito come Utente, qualunque soggetto adibito al controllo dei documenti conservati digitalmente o chiunque ne faccia esplicita richiesta al responsabile della conservazione sostitutiva.

La conservazione della CCE in outsourcing

La conservazione digitale è un processo complesso che richiede, per la sua realizzazione, strutture e competenze spesso non presenti all’interno dell’organizzazione a cui è richiesta la conservazione. Per tale motivo, il legislatore ha sempre esplicitamente ammesso la possibilità di affidare all’esterno parte o anche tutto il processo materiale di conservazione.
L’art.44-bis del CAD stabilisce che “Il responsabile della conservazione può chiedere la conservazione dei documenti informatici o la certificazione della conformità del relativo processo di conservazione a quanto stabilito dall’art. 42 e dalle regole tecniche ivi previste, nonché dal comma 1 ad altri soggetti, pubblici o privati, che offrono idonee garanzie organizzative e tecnologiche”.
La scelta relativa al se affidare o meno in outsourcing dev’essere attentamente valutata all’interno della struttura sanitaria che dovrà, inizialmente censire le proprie risorse umane e strutturali e, sulla base di questi risultati, valutare l’opportunità di affidare, anche solo in parte, il processo a soggetti esterni.

Già l’art. 5 della Deliberazione CNIPA riconosceva la possibilità dell’affidamento all’esterno così come l’art 44, comma 1-ter del CAD che, contestualmente, ha anche riconosciuto la possibilità che il titolare della documentazione da conservare, richieda, a soggetti terzi, la certificazione della conformità del proprio processo rispetto a quanto stabilito dall’art. 43 del CAD (Riproduzione e conservazione dei documenti) e dalle regole tecniche stabilite ai sensi dell’art.71 del codice medesimo.

In merito a questo profilo, il successivo art. 44 bis prevede che i soggetti pubblici e privati, che svolgono attività di conservazione dei documenti e di certificazione dei relativi processi, possano accreditarsi presso DigitPa per conseguire il riconoscimento del possesso dei requisiti di livello più elevato in termini di qualità e sicurezza. La naturale conseguenza di tale disposizione è quella di rendere processualmente più problematico il disconoscimento di una copia digitale sostitutiva di un originale analogico effettuata da un conservatore accreditato.

L’accreditamento presso DigitPa (che sulla base delle nuove regole tecniche sarà indispensabile per quei soggetti privati che intendano offrire i propri servizi di conservazione alla PA) dovrà essere richiesto rispettando sia quanto previsto dal CAD sia quanto successivamente previsto da una circolare (la 59 del 2012) emanata da DigitPA.
Per concludere questo rapido excursus sull’ousourcing, è da considerare il fatto che la tendenza ad esternalizzare, propria di questo momento storico, non debba mai fare dimenticare che, la decisione di utilizzare questa modalità, debba essere unita ad una grande attenzione dal punto di vista delle gestione delle responsabilità, della Business Continuity e della implementazione corretta di SLA coerenti.

Considerazioni sulla conservazione della CCE in Cloud

Per ciò che riguarda il cloud si ritiene non sia possibile adottare una logica di tipo cloud pubblico. Oltre alle criticità relative alla protezione dei dati personali, si evidenzia anche una scarsa sicurezza nella conservazione dei documenti sanitari e clinici in un cloud pubblico. Si ritiene invece che sia necessario, qualora sia scelta un’architettura IT in Cloud di tipo SaaS o semplicemente come Web Application, riferirsi al private cloud.

Il private cloud è un’architettura proprietaria che fornisce servizi di tipo hosted a un numero limitato di utenti dietro un firewall e un load balancer. Difatti gli sviluppi nella virtualizzazione e negli ambienti distribuiti hanno permesso agli amministratori delle reti aziendali e dei datacenter di diventare service provider in ottica cloud che soddisfano le esigenze dei clienti all’interno dell’azienda stessa. Il private cloud può essere adottato da un’azienda che desidera o ha bisogno di maggior controllo sui propri dati rispetto a quanto farebbe utilizzando un servizio di terze parti come Elastic Compute Cloud (EC2) di Amazon o Simple Storage Service (S3).

In ambito sanitario, visti i maggiori requisiti che devono essere garantiti in materia di protezione dei dati personali e di sicurezza, potrebbe essere adottata una tecnologia di questo tipo per la conservazione delle CCE a condizione che vengano rispettati almeno i seguenti requisiti fondamentali:
– utilizzare solo ed esclusivamente un cloud privato e quindi mai pubblico;
– rispettare gli standard fissati dalla normativa di settore;
– garantire la solidità tecnologica e di servizio nel tempo;
– consentire l’accesso ai dati, in entrata ed in uscita, in forma criptata, tipo PGP;
– implementare il processo di certificazione ISO 270001 o la ISO 20000:2005;
– implementare il processo di certificazione ISO/TS 21547:2010 per la gestione e la conservazione della cartella clinica elettronica e della documentazione sanitaria;
– applicare il cloud in reti privati e non reti pubbliche;
– verificare che la riservatezza dei dati memorizzati in cloud, sia adeguata per la tipologia
documentale trattata;
– avere una risorsa esperta nel cloud e non un sistemista di infrastrutture tradizionali;
– redigere uno SLA di riferimento adeguato solo per la nuvola;
– effettuare periodicamente e come indicato dalla normativa vigente, copie di backup anche al
di fuori della nuvola;
– virtualizzare solo e soltanto istanze cifrate dei propri application server;
– verificare la sicurezza dei meccanismi di clustering delle vostre applicazioni sulla nuvola;
– rendere persistenti i dati nella nuvola, per mezzo di storage a blocchi e snapshot cifrate.

In sintesi il procedimento di conservazione (non solo la parte tecnologica) deve garantire la conservazione dei documenti tenendo conto e governando il continuo e repentino cambio di tecnologie informatiche. Inoltre si deve tener conto che all’interno di un’Azienda Sanitaria i sistemi informatici clinici sono spesso molteplici per soddisfare esigenze di differenti branche cliniche e cambiano, versione o fornitore, molto più frequentemente rispetto al tempo di tenuta dei DCE da essi prodotti e sottoposti a conservazione.

E’ quindi importante approcciare la conservazione come quella “componente” che garantisce il patrimonio documentale dell’Azienda Sanitaria per i suoi fini strategici (assistenziali) prima ancora che un mero strumento di adempimento alla norma. Il procedimento di conservazione della CCE non può essere, quindi, avulso dalla tipologia dei documenti gestiti e dai processi clinici informatizzati: la conservazione è parte necessaria, importante della CCE ed é profondamente integrata alle altre componenti informatiche ed organizzative che gestiscono la CCE stessa.

Conservazione degli Studi Immagini Digitali

Un utile riferimento per approcciare il tema della conservazione degli Studi Immagini Digitali sono le “Linee Guida per la Dematerializzazione della Documentazione Clinica in Diagnostica per immagini – Normativa e Prassi” reperibile nell’ultima versione al link

http://www.statoregioni.it/dettaglioDoc.asp?idprov=10549&iddoc=35770&tipodoc=2&CONF=CSR

Si tratta di un documento molto interessante che offre moltissimi spunti per una corretta conservazione digitale. Purtroppo il documento non è stato mai definitivamente approvato e, quindi, potrà essere utilizzato solo come utile guida

L’indice di conservazione e la norma UNI SINCRO

Le regole tecniche per la conservazione a norma descrivono gli aspetti procedurali e indicano le responsabilità degli attori di questo processo, fornendo anche dettagli tecnici sulle modalità di rappresentazione dei dati e documenti oggetto di conservazione e contengono molte specifiche disposizioni mirate a conseguire o a promuovere forme d’interoperabilità.

La formulazione voluta dal legislatore mira a sostenere soluzioni a supporto dell’interoperabilità, soprattutto all’interno dei seguenti scenari:
evoluzione dei sistemi – I documenti archiviati devono in generale sopravvivere per molti anni, ben più dei sistemi hardware e software a cui sono affidati: l’assenza d’interoperabilità rende difficile e costosa la migrazione verso nuovi sistemi e soluzioni tecnologiche, vincolando di fatto i soggetti possessori di archivi digitali ai fornitori di servizi e alle loro scelte, con ciò limitando l’auspicabile fluidità delle dinamiche di mercato;
accesso ai documenti – La necessità di poter esibire (per esempio in sede giudiziale, o a scopo di consultazione da parte degli aventi diritto) i documenti conservati, ma anche un inderogabile requisito di un corretto processo conservativo: in assenza d’interoperabilità è inevitabile che la mera conformità degli archivi alle regole tecniche richieda laboriose perizie, non potendo fare affidamento su strumenti e standard di riferimento per accedere in modo intellegibile ai dati generati da applicazioni ad hoc.

Per rispondere a queste situazioni l’UNI, attraverso un’apposita commissione, ha promulgato lo standard “Supporto all’Interoperabilità nella Conservazione e nel Recupero degli Oggetti digitali (SInCRO)” (standard UNI 11386 – Ottobre 2010).

Per integrare il tema della conservazione sostitutiva in maniera coerente nel più ampio contesto della conservazione a lungo termine, sostenibile solo attraverso la definizione di modelli, strategie e pratiche archivisticamente corretti e adeguati a garantire la portabilità nel futuro degli oggetti contemporanei, nel rispetto della loro identità e del loro sistema di relazioni, va ricordato che la conservazione a lungo termine degli oggetti digitali dipende fortemente dal contesto entro cui gli oggetti sono immersi. Pertanto la piena comprensibilità degli oggetti digitali nel futuro dipende da molteplici fattori (tecnici, logici e organizzativi, in primis) che devono quindi essere descritti e documentati, pena la perdita di significato (parziale o totale) degli oggetti. La corretta conservazione a lungo termine implica cioè la descrizione sistematica e puntuale di formati, linguaggi, protocolli e, più in generale, di qualunque componente tecnologica funzionale alla comprensione degli oggetti digitali.

È quindi raccomandabile, in generale, ove possibile, conservare oggetti digitali in chiaro, non cifrati e non compressi, poiché tale strategia diminuisce il numero dei vincoli cui gli oggetti digitali sono soggetti e, conseguentemente, delle ulteriori componenti che occorre sottoporre a lunga conservazione. Viceversa, la conservazione a lungo termine di oggetti cifrati o compressi richiede la descrizione e/o documentazione delle tecniche di cifratura o di compressione adottate, onde garantire nel futuro la piena comprensibilità degli oggetti digitali.

Per analoghi motivi è altresì raccomandabile l’adozione di norme tecniche nazionali e internazionali, tanto nei processi di formazione e gestione degli oggetti digitali quanto nelle attività mirate alle loro conservazione, non solo per ovvi motivi d’interoperabilità, ma anche perché, in ragione della persistenza e diffusione di tali norme, i processi possono essere più facilmente documentati e descritti.

Ciò premesso è opportuno, quindi, che il sistema informatico di conservazione generi e gestisca Volumi di Conservazione in formato UNI SINCRO. Il Volume di conservazione (VdC) definito da UNI SINCRO è un’unità logica elementare, risultato finale di un processo di conservazione sostitutiva. Il VdC è composto logicamente da:
uno o più file ai quali si applica unitariamente il processo di conservazione sostitutiva;
l’indice di conservazione (IdC);
gli indici di conservazione antecedenti, se l’indice di conservazione attuale è stato originato da questi.
In aggiunta ai precedenti elementi, il VdC può contenere ulteriori componenti, per lo più con finalità di carattere gestionale. Per maggiori dettagli soprattutto sul formato del file IdC si rimanda allo standard medesimo.
Nella figura seguente è riportato uno schema descrittivo :

unisincro_conservazione
unisincro_conservazione

 

Relativamente alla tempistica di conferimento al sistema di “archiviazione legale”, occorre distinguere i singoli documenti prodotti e/o firmati digitalmente, che andranno conservati nel più breve tempo possibile, e la cartella clinica nel suo complesso, che andrà conservata successivamente alla sua chiusura (a seguito della formazione della SDO). A prescindere dalla conservazione o meno dei singoli elementi prima della chiusura della cartella clinica completa, dovrà essere comunque garantita la reperibilità e la leggibilità di ogni singolo documento contenuto nella cartella stessa, attraverso un processo di indicizzazione e catalogazione delle informazioni affluite nel sistema di conservazione.

A cura di Nicola Savino – http://www.nicolasavino.com

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Un sito per vendere il proprio Rolex

E’ da poco nato un nuovo sito, www.comprorolex.biz, espressamente dedicato a chi vuole vendere il proprio orologio Rolex. Il sito permette attraverso una semplice form di inserire alcuni dati sul proprio orologio e di ricevere così, entro qualche ora, una quotazione da parte dei proprietari del sito. Le quotazioni sono tra le migliori del mercato e, nel caso l’orologio venga portato nel punto vendita, viene pagato immediatamente e in contanti.

Il servizio è stato appositamente pensato e realizzato perché sempre più persone decidono di affidarsi ai servizi “Compro Rolex” online per vendere il proprio Rolex usato, per il desiderio di rinnovare la propria collezione o per necessità finanziarie. Non tutti questi servizi offrono però delle opportune garanzie in merito all’acquisto di un Rolex usato: senza soffermarci sugli autentici casi di truffa, che si nascondo sotto alcuni falsi “Compro Rolex”, va notato come le valutazioni offerte dai diversi siti spesso variino significativamente tra loro.

A determinare le differenze, possono contribuire diversi parametri. Anzitutto la professionalità dello staff, a cui si sceglie di affidarsi: purtroppo alcuni negozianti poco seri sfruttano i possessori di Rolex inesperti, che non sanno attribuire il giusto valore al proprio esemplare, fornendo delle quotazioni ribassate, ovvero propongono a quanti vendono il loro Rolex usato per reali necessità economiche una cifra irrisoria, convincendoli che è quanto di meglio offra il mercato nell’attuali crisi finanziaria.

I servizi affidabili che possono vantare un’affezionata clientela internazionale composta da appassionati di orologeria e importanti collezionisti, sono invece in grado di offrire ai possessori di un Rolex la migliore quotazione di mercato, avendo la certezza di poter poi rivendere l’esemplare acquisito: a discapito di quanto si possa credere, anche nelle condizioni economiche attuali i Rolex sono gioielli continuamente ricercati, sia da importanti business man sia da persone comuni, che sanno attribuire il giusto valore a questo vero e proprio investimento anche in termini economici, capace di rivalutarsi nel tempo.

La valutazione da parte di servizi qualificati sarà sempre fornita senza alcun impegno e in maniera assolutamente gratuita, e sarà sempre sostenuta dalle corrispettive quotazioni di mercato della referenza di Rolex, proposto all’acquisto, nonché dalla spiegazione di eventuali compromissioni dell’integrità dell’esemplare.

I servizi certificati e affidabili vi garantiranno infine la possibilità di riscuotere immediatamente e in maniera assolutamente discreta il compenso del vostro orologio, una volta accettata la stima offertavi: in alternativa, potrete scegliere liberamente e senza costrizioni di permutare il valore del vostro Rolex per procedere serenamente all’acquisto di un nuovo orologio di lusso.

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RESPONSABILE CONSERVAZIONE SOSTITUTIVA : UN NUOVO PROFESSIONISTA DIGITALE

Ebbene si, le Nuove Regole Tecniche in materia di sistema di conservazione ai sensi degli articoli 20, commi 3 e 5-bis, 23-ter, comma 4, 43, commi 1 e 3, 44 , 44-bis e 71, comma 1, del Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005. (14A02098) (GU Serie Generale n.59 del 12-3-2014 – Suppl. Ordinario n. 20), hanno introdotto una nuova figura professionale : ilresponsabile della conservazione digitale. Chi sta leggendo, dirà a questo punto che in verità da sempre esiste questa figura e che la ex Delibera Cnipa 11/2004, già ne parlava. Anzi c’era il famoso art. 5 che descriveva esattamente i compiti di tale figura. In verità, per me (e sottolineo per me), le nuove regole tecniche sulla conservazione, hanno “ri-dato vita” e “dato estrema importanza” alla figura del responsabile della conservazione digitale.

Per dimostrarvelo, di seguito viene enunciato l’art. 7 delle nuove regole tecniche :

Art. 7

Responsabile della conservazione

1. Il responsabile della conservazione opera d’intesa con il
responsabile del trattamento dei dati personali, con il responsabile della sicurezza e con il responsabile dei sistemi informativi che, nel caso delle pubbliche amministrazioni centrali, coincide con il responsabile dell’ufficio di cui all’art. 17 del Codice, oltre che con il responsabile della gestione documentale ovvero con il coordinatore della gestione documentale ove nominato, per quanto attiene alle pubbliche amministrazioni. In particolare il responsabile della conservazione:
a) definisce le caratteristiche e i requisiti del sistema di
conservazione in funzione della tipologia dei documenti da
conservare, della quale tiene evidenza, in conformita’ alla normativa vigente;
b) gestisce il processo di conservazione e ne garantisce nel tempo la conformita’ alla normativa vigente;
c) genera il rapporto di versamento, secondo le modalita’ previste dal manuale di conservazione;
d) genera e sottoscrive il pacchetto di distribuzione con firma
digitale o firma elettronica qualificata, nei casi previsti dal
manuale di conservazione;
e) effettua il monitoraggio della corretta funzionalita’ del
sistema di conservazione;
f) assicura la verifica periodica, con cadenza non superiore ai
cinque anni, dell’integrita’ degli archivi e della leggibilita’ degli
stessi;
g) al fine di garantire la conservazione e l’accesso ai documenti
informatici, adotta misure per rilevare tempestivamente l’eventuale degrado dei sistemi di memorizzazione e delle registrazioni e, ove necessario, per ripristinare la corretta funzionalita’; adotta analoghe misure con riguardo all’obsolescenza dei formati;
h) provvede alla duplicazione o copia dei documenti informaticiin relazione all’evolversi del contesto tecnologico, secondo quanto previsto dal manuale di conservazione;
i) adotta le misure necessarie per la sicurezza fisica e logica del
sistema di conservazione ai sensi dell’art. 12;
j) assicura la presenza di un pubblico ufficiale, nei casi in cui
sia richiesto il suo intervento, garantendo allo stesso l’assistenza
e le risorse necessarie per l’espletamento delle attivita’ al
medesimo attribuite;
k) assicura agli organismi competenti previsti dalle norme vigenti l’assistenza e le risorse necessarie per l’espletamento delle attivita’ di verifica e di vigilanza;
l) provvede, per gli organi giudiziari e amministrativi dello
Stato, al versamento dei documenti conservati all’archivio centrale dello Stato e agli archivi di Stato secondo quanto previsto dalle norme vigenti;
m) predispone il manuale di conservazione di cui all’art. 8 e ne
cura l’aggiornamento periodico in presenza di cambiamenti normativi, organizzativi, procedurali o tecnologici rilevanti.
2. Ai sensi dell’art. 44, comma 1-ter, del Codice, il responsabile
della conservazione puo’ chiedere di certificare la conformita’ del processo di conservazione a soggetti, pubblici o privati che offrano idonee garanzie organizzative e tecnologiche, ovvero a soggetti a cui e’ stato riconosciuto il possesso dei requisiti di cui all’art. 44-bis, comma 1, del Codice, distinti dai conservatori o dai conservatori accreditati. Le pubbliche amministrazioni possono chiedere di certificare la conformita’ del processo di conservazione a soggetti, pubblici o privati, a cui e’ stato riconosciuto il possesso dei requisiti di cui all’art. 44-bis, comma 1, del Codice, distinti dai conservatori accreditati
3. Nelle pubbliche amministrazioni, il ruolo del responsabile della conservazione e’ svolto da un dirigente o da un funzionario formalmente designato.
4. Nelle pubbliche amministrazioni, il ruolo di responsabile della conservazione puo’ essere svolto dal responsabile della gestione documentale ovvero dal coordinatore della gestione documentale, ove nominato.

Leggendo attentamente quanto sopra enunciato, si nota una netta differenza rispetto all’ex art.5 della Delibera Cnipa 11/2004. Al di là dei tecnicismi (pacchetti e non) e al di là dell’enorme impatto (di cui parleremo con un successivo articolo), quello che si evince facilmente, è che dall’11 Aprile 2014, il Responsabile della Conservazione a norma, deve essere una figura con opportune competenze digitali e ben dimostrabili.

Competenze digitali responsabile conservazione
Competenze digitali responsabile conservazione

Ma cosa sono le competenze digitali ? Chi le possiede ? E dove e come si imparano ? Su questo devo dire che l’Agid si è molto impegnata, lanciando anche una serie di iniziative utili con diversi Stakeholder, tra le quali anche scuole e università, associazioni ed operatori oltre che professionisti. A questi link, potrete avere una panoramica ben precisa sullo stato dei “lavori in corso” :

http://www.agid.gov.it/competenze-digitali

http://culturadigitale.partecipa.gov.it/

Risulta chiaro che il Responsabile della Conservazione deve averecertamente competenze digitali e questo è ovvio, visto che deve conservare documenti, informazioni e record nativamente digitali, ma deve avere anche competenze di organizzazione e di processo, in particolare essere un Manager di elevate capacità metodologiche e che sappia reingegnerizzare processi di business nel miglior modo possibile, cambiando l’intera struttura aziendale, da analogica a completamente digitale.

Una bella sfida, anche perchè le sue mansioni sono operative e deve tenere conto di diversi aspetti della digital preservation; ovvero aspetti normativi, informatici, archivistici e organizzativi.

Lo standard OAIS (che come sapete è il riferimento e standard delle Nuove Regole Tecniche), in effetti, definisce questa figura come il responsabile dei servizi e funzioni per la compilazione, la gestione e l’accesso a informazioni sia descrittive che identificative dei documenti d’archivio, siano essi dati amministrativi o di altra natura per gestire ed utilizzare l’archivio.  Inoltre è il Responsabile della Conservazione che è responsabile dei servizi e delle funzioni per la gestione della configurazione del sistema, per il monitoraggio e l’aggiornamento delle informazioni d’archivio. E’ anche responsabile dei processi di gestione con il produttore,  garantendone e controllando  l’accesso fisico e l’audit, stabilendo quelli che sono  gli standard di archiviazione e conservazione.

Dunque tale figura deve anche garantire la gestione e l’amministrazione dei dati e dei documenti conservati, affinchè il sistema di archiviazione sia sostenibile, assicurando che i file conservati e consultati vengono correttamente trovati e identificati.

Un sistema che non può essere adeguatamente gestito e mantenuto da un ottimo Responsabile della Conservazione, rappresenta un grave rischio per il contenuto conservato. E’ quindi importante che la gestione a lungo termine di un sistema deve tener conto delle competenze del suddetto Responsabile.

Cosa significa tutto questo ? Che dall’11 Aprile 2014( ma ovviamente anche prima), i Responsabili della Conservazione, devono essere certamente formati,  seguire corsi di formazione e certificazione che abbiano almeno una valenza dimostrabile ed erogati da docenti altamente qualificati. E tutta l’Europa sta proponendo e spingendo proprio queste nuove competenze, che credo siano anche propedeutiche alla creazione di nuovi posti di lavoro.

Insomma, possiamo certamente affermare che l’Italia si sta impegnando per far diventare il digitale il punto di riferimento per l’intero sistema Paese e del resto la Fatturazione Elettronica verso le PA che parte dal 6 Giugno 2014 e l’anticipo al 31 Marzo del 2015 per tutti gli altri Enti Locali, sono passi decisi verso questa direzione.

Forza e coraggio…#digitalizziamoci!

A cura di Nicola Savino – http://www.nicolasavino.com

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Incontri di Filosofia a cura del Dott. Roberto Baldini – Associazione Artès

L’Associazione Artès, in collaborazione con Villa Giulia, è lieta di invitare il pubblico a quattro incontri sulla Filosofia condotti dal Dott. Roberto Baldini che si svolgeranno nei giorni 4, 11, 18 e 25 Settembre 2014 presso Villa Giulia, in Via Roma n.18, a Sant’Ilario d’Enza (RE) dalle ore 21,00 alle ore 22.30.

Gli incontri di Filosofia

La Filosofia era, per gli antichi, un percorso di trasformazione del sé, una via per la liberazione dalle catene dei pregiudizi che ci vincolano ad una visione limitata del mondo.
Un percorso in quattro serate per esplorare assieme, attraverso il dialogo, diversi aspetti della filosofia antica. Non sono necessarie competenze specifiche per partecipare, solo il desiderio di aprirsi ad altri modi di vedere la vita e la realtà.

Giovedì 4 settembre 2014: FILOSOFIA E SCIAMANESIMO GRECO
La Filosofia alla sua origine mostra un’affinità con pratiche antiche di rapporto con la natura, che appartengono a quello che oggi viene definito “sciamanesimo”. In questa serata esamineremo l’origine del pensiero filosofico antico ed il suo rapporto con la cultura pre-greca e con quella delle altre popolazioni limitrofe.

Giovedì 11 settembre 2014: I PITAGORICI E LA RICERCA DELL’ARMONIA
La scuola di Pitagora è nota per il suo contributo alla matematica e alla musica. Ma i Pitagorici usavano queste due discipline come chiavi per comprendere il segreto dell’Armonia cosmica, la cosiddetta “Musica delle Sfere”.

Giovedì 18 settembre 2014: L’INTUIZIONE DELL’ASSOLUTO
L’ultima realizzazione del cammino della Filosofia era l’“epopteìa”, ovvero la contemplazione dell’Assoluto, una concezione questa affine a quella dei Misteri.

Giovedì 25 settembre 2014: USCIRE DALLA CAVERNA
Col mito della Caverna, Platone descrive l’umanità come prigioniera di un’immagine del mondo falsa e parziale. Lo scopo della Filosofia è portare alla liberazione dalle illusioni e dalle rappresentazioni del mondo.

Come partecipare

Sarà possibile partecipare sia a singole serate che a tutto il percorso (per quanto seguire tutto il percorso sia caldamente consigliato per avere una visione più completa di tutti gli aspetti considerati nei vari incontri).
Chi seguirà tutte le serate riceverà un attestato di partecipazione rilasciato dall’associazione Artès ed avrà uno sconto sul totale complessivo.
Prezzo a serata:
• Per i soci di Artès: 25,00 euro a persona;
• Per i non soci: 30,00 euro a persona.
Per chi volesse seguire tutti e quatto gli incontri (per ricevere l’attestato di partecipazione e avere lo sconto):
• Per i soci di Artès: 95,00 euro (anziché 100,00);
• Per i non soci: 115,00 euro (anziché 120,00).
Numero minimo di partecipanti perché si svolgano gli incontri: 5 persone.

E’ richiesta una mail di conferma all’indirizzo [email protected]t entro e non oltre il giorno Lunedì 1 Settembre 2014.

Note biografiche:

Roberto Baldini, nato a Reggio Emilia nel 1981, è laureato in Filosofia presso l’Università di Parma.
Da allora si occupa di ricerche volte a rintracciare il filo che unisce le tradizioni sapienziali antiche, passando dalla filosofia all’antropologia, dalla storia delle religioni alla psicologia.
Counselor a indirizzo gestaltico e transpersonale, collabora con la Libera Accademia delle Scienze Umane di Parma (LASU), presso la quale è responsabile del percorso di Dialogo Filosofico.
E’ membro della International Plato Society e della Società Filosofica Italiana.
Lavora come educatore nelle scuole primarie e secondarie di primo grado e insegna Storia e Filosofia nei licei.
Ha al suo attivo diverse pubblicazioni in ambito filosofico e svolge ricerca principalmente sulle antiche filosofie presocratiche e lo sciamanesimo del Nord Europa.
Tra le sue opere ricordiamo “La strada dai molti canti. Filosofia e sciamanesimo greco” (Roma, Albatros, 2013) e “Le maschere di Aristocle. Riflessioni sulla filosofia di Platone” (Villasanta, Limina Mentis, 2010).

***

Incontri di Filosofia
A cura del Dott. Roberto Baldini

Gli incontri si svolgeranno nei giorni:

Giovedì 4 SETTEMBRE 2014
Giovedì 11 SETTEMBRE 2014
Giovedì 18 SETTEMBRE 2014
Giovedì 25 SETTEMBRE 2014

Dalle ore 21,00 alle ore 22,30

Presso:

Villa Giulia,
Via Roma 18
Sant’Ilario d’Enza (RE).

Prezzo a serata:

• Per i soci di Artès: 25,00 euro a persona;
• Per i non soci: 30,00 euro a persona.

Per chi volesse seguire tutti e quatto gli incontri (per ricevere l’attestato di partecipazione e avere lo sconto):

• Per i soci di Artès: 95,00 euro (anziché 100,00);
• Per i non soci: 115,00 euro (anziché 120,00)

Numero minimo di partecipanti perché si svolgano gli incontri: 5 persone.

E’ richiesta una mail di conferma all’indirizzo [email protected]t entro e non oltre il giorno Lunedì 1 Settembre 2014.

***

Per maggiori informazioni:
www.artesassociazione.org
[email protected]t
0522678993

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Che soddisfazione realizzare siti…eppure basterebbe un corso web design!

Durante il corso web design, dovrai  familiarizzare con il linguaggi di programmazione come CSS e HTML  o l’utilizzo di editor come DREAMWEAVER , che il pane quotidiano per chi vuole diventare un bravo web designer. Ci sono anche i programmi di grafica da imparare con i quale ti divertirai ad inserire immagini e a rendere il tuo lavoro davvero più interessante. Il nostro team di esperti ti darà la possibilità di partecipare a dei veri laboratori di progettazione per vedere le varie fasi di lavoro, così diventerà più semplice capire come lavora un web designer.

Come si diventa WEB DESIGNER? Semplice, basta iscriverti al corso web design che  la nostra scuola ti offre. Per inserirti in questo settore deve essere un amante del web e di tutto ciò che a che fare con il mondo del web ed avere una forte capacità comunicativa perché deve lanciare un messaggio che colpisca subito l’interesse del pubblico. Il web designer non si limita a creare siti internet,ma deve rendere un sito accessibile e navigabile anche per un’utenza che non è proprio addetta ai lavori! Il suo lavoro determinerà il successo o il flop di un sito e quindi dell’azienda per cui è stato richiesto il lavoro.

Inoltre deve saper gestire, modificare ed integrare immagini multimediali che  è un a capacità molto importante in questo lavoro. E quindi, avere gli strumenti adatti per avviarsi settore che sta diventando molto competitivo è di primaria importanza e un corso di formazione in WEB DESIGNER  è proprio ciò di cui hai bisogno. Durante il percorso formativo verrai seguito da un team di esperti che ti insegneranno ad utilizzare al meglio gli strumenti che sono alla base di questo lavoro.

La tua curiosità e la forte capacità di comunicazione interagiranno con le competenze tecniche che la nostra scuola ti offre e faranno di te un vero professionista.

Potrebbe essere una grande opportunità, approfittane. Iscriviti subito al corso di formazione in WEB DESIGNER.

PUNTO NET- Avellino

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I laterizi rettificati di Cellino

I mattoni rettificati marchiati POROTON® sono blocchi in laterizio che presentano le facce di posa perfettamente piane e parallele tra di loro, ottenute sottoponendo ogni singolo blocco ad un processo di rettifica.
Questi blocchi utilizzati dalla fornace Cellino sono dei veri e propri mattoni“ad incastro”;

L’utilizzo dei laterizi rettificati consente di eliminare i giunti di malta tradizionali. 

I vantaggi principali che possiedono i blocchi rettificati POROTON® sono:

  • isolamento termico migliorato
  • velocità di posa
  • pulizia di cantiere
  • risparmio sui costi grazie alla riduzione dei tempi di realizzazione ed al ridotto consumo di malta
  • stesura dell’intonaco agevolata dalle superfici prive di fughe

Maggiori informazioni sono disponibili al link: laterizi rettificati

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Hai un lavoro monotono e che non ti da soddisfazioni? Diventa un web designer semplicemente con un corso web desig!

Durante il corso web design, verranno insegnate tutte le tecniche e gli strumenti che sono più utilizzati in questo settore. Infatti, dovrai familiarizzare con i linguaggi di programmazione come HTML  e  CSS che sono alla base per creare delle pagine web. Imparerai ad usare DREAMWEAVER, che ti permetterà di dare al tuo sito web un stile molto interessante. Oppure, PHOTOSHOP, il programma di grafica più utilizzato al mondo per creare effetti particolare alla tua pagina.Il nuovo corso web design, a breve partirà presso la nostra scuola.Una nuova possibilità si sta aprendo e non puoi non approfittarne! Non servono capacità particolare per il web design, se sei già un appassionato del design e del web, allora sei già un passo avanti! Infatti il web designer non è altro che un progettista per il web e si occupa della struttura e della gestione di una pagina web. Per far capire meglio a chi non conosce bene questo settore, potremmo definire il suo lavoro a quello di un architetto che si occupa di rendere abitale e confortevole una casa, così anche il web designer si occupa di rendere usabile e navigabile un sito web! Il suo operato potrà determinare il successo o meno di un sito web. Oggi, sono molte le aziende che si affidano a queste figure per far diventare le proprie aziende visibili e super cliccate! Ed ecco, a cosa serve un corso in WEB DESIGNER, a farti diventare un bravo professionista del settore. Il corso sarà tenuto dai migliori esperti nel settore che ti insegneranno tutto ciò che c’è da sapere per proporsi come professionista presso web agency o agenzie di comunicazione.

 E i nostri tutor, saranno pronti ad insegnarti tutto questo ed anche di più. Inoltre, le esercitazioni pratiche ti permetteranno di capire il funzionamento di tutti questi programmi e usarli al meglio.

Non hai che da provare ed iscriverti subito al nostro corso.

PUNTO NET-

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LAVORARE CON IL WEB? SEMPLICE! DIVENTA WEB DESIGNER SEGUENDO UN CORSO WEB DESIGN!

Il corso web design si articola in diverse fasi, in ognuna delle quali ti verranno spiegate le varie fasi di progettazione, l’uso dei programmi di linguaggio e di grafica che permetteranno di creare un buon lavoro, come  HTML, DREAMWEAVER, CSS e PHOTOSHOP, solo per citarne alcuni e imparerai le varie strategie di design, marketing e comunicazione  per affermarti al meglio in questo settore.

Vuoi crearti nuove possibilità di lavoro? Il corso web design che sta organizzando la nostra scuola è proprio ciò che fa per te! Diventare un web designer ti offre nuove percorsi e garanzie lavorative, in un  mondo dove anche il lavoro dovremmo iniziare ad inventarci! Ma, forse, ti sei reso conto che lavorare nel mondo del web dà nuove garanzie e vorresti approfondire questa possibilità.

Se sei un appassionato del web, parti già avvantaggiato. Il web designer deve trascorrere molte ora davanti al computer, deve sempre aggiornarsi sui programmi per non restare indietro ed essere spazzato via dalla concorrenza … poi il resto verrà da sé e,quando vedrai realizzato il tuo progetto, vedrai che soddisfazione!

La professione del web designer si avvicina quasi a quella  di un architetto: entrambi si interessano di progettazione, ma nel nostro caso, si tratta di progettazione di siti web. E frequentare un corso di formazione in WEB DESIGNER creerà il nuovo professionista del futuro!

Alla guida dei corso, un esperto del settore che ti seguirà durante il percorso e ti farà diventare un web designer al 100%. Inoltre, sono previsti laboratori progettuali, per vedere praticamente la nascita, lo sviluppo e la gestione di un sito web. Ricorda che  il prodotto che andrai a creare, dovrà essere accessibile e navigabile ed incrociare le esigenze sia  di chi richiede il lavoro, sia di che ne usufruisce.

È una grande opportunità quella che ti viene offerta. Vieni presso una delle nostre sedi e richiedi tutte le informazioni di cui hai bisogno e le modalità d’iscrizione.

PUNTO NET-

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Capitalizzare sui propri punti di forza e sviluppare nuove strategie: Markus Schmitt-Fumian nuovo CEO di snom

Logo di snom technology AG

Nominato dal Consiglio di Sorveglianza, il nuovo CEO ha il compito di guidare l’azienda nella futura crescita.

Berlino – Il Consiglio di Sorveglianza di snom technology AG, sviluppatore e produttore di soluzioni IP, ha nominato con effetto immediato il proprio nuovo CEO: Markus Schmitt-Fumian. A posteriori della ristrutturazione interna condotta negli scorsi mesi, il consiglio ha deciso di accordare all’esperto Schmitt-Fumian il ruolo di guida dell’azienda. Insieme ai colleghi, il Dr. Michael Knieling e Usman Tahir, il nuovo CEO si focalizzerà specificamente su innovazione e futuro. 

Christian Friese, Presidente del Consiglio di Sorveglianza di snom, dichiara: “Markus Schmitt-Fumian dispone di un forte spirito imprenditoriale e di una lunga esperienza nella direzione di aziende internazionali, svolgerà quindi un ruolo decisivo nel guidare snom verso la prossima fase di crescita e la leadership di mercato.”

“Sono lieto di contribuire attivamente a incrementare la nostra presenza a livello internazionale e a introdurre sul mercato una nuova e innovativa generazione di prodotti e soluzioni business”, commenta Schmitt-Fumian. “14 anni fa snom ha svolto un ruolo essenziale nel processo di affermazione dello standard SIP aperto”, così il nuovo CEO, “e negli ultimi anni è diventata una realtà presente su scala globale, con filiali nei mercati più importanti del mondo. In base alla mia esperienza internazionale, il mio obiettivo primario è dare una continuità positiva e duratura al trend di crescita dell’azienda e, nel contempo, potenziare ulteriormente la sua leadership di mercato.”  Schmitt-Fumian, 46, ha ricoperto il ruolo di Senior VP Head of Business Development & Innovation ed altre importanti cariche presso Gigaset AG e Siemens AG.

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Il mondo dell’Arte e del Design a portata di Click !

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  • 19 Giugno 2014

E’ nato il nuovo portale interamente dedicato al mondo dell’ Arte e del Design !

Ltwid.com è la Community degli amanti del Lusso dove migliaia di appassionati, collezionisti, professionisti di settore come designer, decoratori di interni e architetti possono trovare oggetti esclusivi e unici e mettersi in diretto contatto con i Galleristi più importanti del mondo.

Dal Design Vintage firmato dai nomi più prestigiosi del panorama internazionale del calibro di Ico Parisi, Carlo di Carli, Milo Baughman, Herman Miller, Karl Springer, Andre Arbus, Maison Jansen, Sciolari, Stilnovo, Mazzega, Barovier and Toso, Venini, agli accessori  della moda più lussuosa Hermes, Chanel, Vuitton , all’alta gioielleria..

www.ltwid.com è il punto di incontro e scambio per chi vuole essere sempre connesso al mondo del lusso, dell’arte e del design.

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Alla guida sì, ma accompagnati dalla musica!

Fari accesi, cinture allacciate e… musica in auto! Così affrontano i tragitti in auto gli italiani impegnati alla guida secondo i risultati dell’ultima ricerca dell’Osservatorio Linear dei Servizi – http://www.linear.it – che ha voluto dare spazio in questo appuntamento al tema “musicale” ed agli oggetti più utili quando si è in automobile.

 

Non ne possono fare a meno. Fra la musica in auto e gli automobilistici italici sembra esserci un invisibile fil rouge, uno su due infatti (55%) quando si trova alla guida dell’automobile afferma di accendere sempre lo stereo come se fosse un gesto naturale. In quali altre occasioni si ascolta della buona musica in auto? Presto detto: un 19% degli automobilisti intervistati dice di ascoltarla soprattutto durante i viaggi, come un dolce accompagnamento mentre un 14% ascolta la musica in auto durante il tragitto tra casa e lavoro, un modo per darsi forse la giusta carica per affrontare la giornata? Forse sì!

 

I generi preferiti dagli automobilisti. Pop senza dubbio, con il 49% di preferenze, si pone al primo posto come genere di musica risultando il più amato dal popolo delle quattro ruote italiano, a seguire la musica rock con il 40%, un’altra buona fetta di intervistati non ha preferenze in merito… quello che passa la radio va più che bene, basta che ci sia mentre si è alla guida!

 

I cantanti italiani che si ascoltano in auto? Ligabue al primo posto (31%) segue a stretto giro Jovanotti (30%), Vasco si piazza al terzo posto con il 28% delle preferenze. Seguono poi Giorgia (23%), Elisa e Laura Pausini a pari merito con il 22%, Max Pezzali 21%, Biagio Antonacci 19%, Eros 18%, Claudio Baglioni 17%, Emma Marrone 16% e Cesare Cremonini 15%.

 

La classifica internazionale. Stravincono loro: gli intramontabili Queen, per il 40% degli automobilisti intervistati sono la colonna sonora perfetta quando si è al volante, Michael Bublè è al secondo posto con il 28% delle preferenze, Robbie Williams al terzo con il 27%. Spazio anche a Depeche Mode (25%) Madonna (23%) Katy Perry e Rhianna (20%).

 

Appurati i gusti musicali degli automobilisti passiamo agli oggetti da cui non si separerebbero mai  e che risultano imprescindibili in auto. Al primo posto… il banalissimo ma allo stesso tempo utilissimo pacchetto di fazzoletti per il 58%. Il 54% degli automobilisti afferma invece di avere sempre un ombrello a portata di mano in auto in caso di necessità. (percentuali che salgono rispettivamente al 64% e 60% se si prende in considerazione il gentil sesso.) Gli occhiali da sole per una migliore visione della strada nelle giornate soleggiate (40%), il panno per pulire i vetri appannati (37%), la bottiglia d’acqua (35%) ed il cavetto per la ricarica del cellulare (31%) completano il quadro dei “must have” quando ci si muove in auto.

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Il Mondiale in auto. Direct Line rivela vizi e virtù del tifo italiano su ruote.

Compagni e mariti di tutta Italia, in trepidante ascolto delle radiocronache delle partite di calcio, e mogli impegnate a fare compere e faccende domestiche Sembrerebbe un’immagine classica un po’ datata, quasi vintage, ma gli italiani sono un popolo che al tifo non sa proprio rinunciare, soprattutto quando si parla delle partite di pallone: gli automobilisti intervistati da Direct Line ammettono di non poter fare a meno di seguire le partite della propria squadra del cuore anche in auto, soprattutto quando in gioco c’è la Fifa World Cup e di lasciarsi coinvolgere. Per questo il Centro Studi e Documentazione Direct Line – http://www.directline.it la più grande compagnia di assicurazione auto on line – ha voluto indagare su questo rapporto e sul comportamento alla guida durante le manifestazioni sportive.

 

Il 57% del campione afferma infatti di ascoltare la partita mentre è alla guida della propria vettura, nello specifico, il 25% lo fa, senza perdersi nemmeno un minuto della radiocronaca; il 26% si limita a sintonizzare l’autoradio sulle stazioni che danno gli aggiornamenti in tempo reale senza però ascoltare l’intera partita. Decisamente più attento il 6% che si divide equamente tra coloro che dichiarano di fermarsi alla prima stazione di sosta per ascoltare con la calma e l’attenzione dovuta l’intero match e coloro che ammettono di preferire di gran lunga ascoltare la partita in macchina senza parenti e amici che distolgono l’attenzione dall’incontro. Alta comunque la percentuale di coloro che ammette di non ascoltare le partite in quanto del tutto disinteressato (43%). Esaminando i dati per genere, non sorprende scoprire che sono proprio gli uomini a non resistere al richiamo del fischietto e ad ascoltare tutto il racconto della partita, con il 33% registrano infatti una percentuale di ben 15 punti superiore rispetto alle colleghe automobiliste (18%).

 

Seguire la partita con trasporto, però, può potenzialmente essere un fattore di distrazione dalla strada: come si comportano il 57% degli italiani che dichiara di ascoltare la partita mentre guida?

I nostri connazionali sembrano essere piuttosto responsabili: il 43% afferma infatti di ascoltare la radiocronaca guidando più lentamente per non rischiare incidenti e un divertito e partecipe 33% commenta ogni singolo episodio e un 4% che non riesce proprio a trattenersi dal suonare il clacson all’impazzata ad ogni goal.

Più preoccupanti invece quelli che si fanno prendere oltremodo: il 6% si sente teso ed agitato ad ogni partita, un altro 6% ammette di esultare e gesticolare distogliendo l’attenzione dalla strada, l’8% confessa addirittura di perdere il controllo dell’andatura cambiando spesso le marce.

 

Ma come reagiscono gli italiani in casa di vittoria? Con pacatezza, a quanto pare. La maggior parte degli automobilisti intervistati (68%) dichiara infatti di avere una reazione misurata e restare attento alla strada anche in caso di vittoria del match. Il 13% esulta suonando il clacson, mentre il pensiero dell’8% corre immediatamente agli amici tifosi da andare a prendere per recarsi ai festeggiamenti. Il 6% urla di gioia fuori dal finestrino, mentre solo il 3% e il 2% festeggiano rispettivamente prendendo parte ai caroselli in giro per la città o sventolando il tricolore dal finestrino abbassato.

 

I più “casinisti” sono i giovani guidatori tra i 18 e i 24 anni che, con il 9%, sono i più inclini a dare libero sfogo al clacson; i 35 – 44enni sono invece i più chiacchieroni con ben il 38% di commentatori. Il premio per la prudenza va invece, non a caso, agli automobilisti più maturi: il 47% dei 45 – 55enni dichiara infatti di rallentare durante l’ascolto degli incontri; decisamente meno attenti gli automobilisti tra i 25 e i 34 anni, che con il 9% registrano la percentuale più alta tra coloro che si distraggono e distolgono lo sguardo dalla strada.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Che siate tifosi o no, i Mondiali di calcio sono sempre un’occasione per vivere il divertimento, la passione e la gioia che solo lo sport è capace di trasmettere. Direct Line è sempre accanto alle passioni dei propri clienti e per questo in un clima dall’alto tasso calcistico, ha voluto chiedere agli automobilisti italiani come vivono il rapporto con quello che da sempre, insieme all’automobile, è una delle più grandi passioni del Bel Paese” – commenta Barbara Panzeri, Direttore Marketing di Direct Line.

 

“Al di là dell’aspetto culturale della tradizionale “partita alla radio”, abbiamo voluto sottolineare l’importanza di una guida sicura anche in circostanze emotivamente coinvolgenti come le partite della Nazionale. Non bisogna mai dimenticare che la prudenza viene sempre prima di tutto, anche dei festeggiamenti della propria Nazionale. A questo punto non ci resta che augurare un grosso in bocca al lupo ai nostri giocatori, nella speranza di poter ascoltare il racconto delle loro gesta alla radio per tutta la durata della competizione!”.

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Il cotone egiziano più prezioso al mondo

Il Nilo è stato per l’Egitto sin dai tempi antichi, un dono divino. Le condizioni microclimatiche generate dalla presenza del fiume e le proprietà naturali che esso possiede hanno reso il territorio circostante particolarmente fertile. Qui, nel mese di marzo, viene piantato quello che è universalmente conosciuto come il cotone più pregiato al mondo. La sua particolarità sta nella cosiddetta fibra lunga o extralunga che permette una lavorazione superiore di filo e filati, perché più resistente, leggero, morbido e traspirante. Talmente prezioso che per molti anni la maggior parte del raccolto è stato esportato verso i paesi europei senza che gli stessi egiziani potessero acquistarlo. Le varietà di cotone egiziano sono usate per creare tessuti di tutti i tipi: lenzuola, federe, trapunte e camicie. Sono resistenti e durano decenni. Il cotone egiziano è utilizzato dall’azienda di biancheria per la casa Givì Lulù per creare la linea di lenzuola e copripiumini Egyptian Basic, realizzata in percalle di cotone egiziano 200TC (200 fili per inch) con una lavorazione completamente made in Italy.

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Il sistema roller per le poltrone relax

Il sistema Roller, sta diventando quasi essenziale nelle poltrone relax, soprattutto in quelle utilizzate dagl’anziani o disabili, dato che rende possibile lo spostamento della poltrona con l’utilizzatore sopra.
Inizialmente la poltrona lift serviva per la messa in piedi delle persone con scarsa mobilità per poi una volta in piedi si facevano aiutare per muoversi per casa.
Oggi grazie a questo sistema viene spostata direttamente la poltrona con la persona sopra facendo entrambi molta meno fatica.

Il kit roller, si attiva tramite una leva posta sul retro della poltrona in basso e la si aziona con una semplice pressione del piede, questa permette l’uscita di quattro ruote in gomma, che non rigano il parquet e che sono molto comode per lo spostamento.
Una volta che non servono più basta eseguire una lieve pressione sulla medesima leva nella direzione opposta e le ruote rientrano nella loro sede, riportando la poltrona alla funzione classica.
Oltretutto il kit roller, per rendere la poltrona più sicura, quando viene attivato, disattiva tutte le funzioni elettriche.

Oggi è possibile ordinare quasi tutte le poltrone reclinabili alzapersona con il sistemaRoller e soprattutto è possibile godere dell’IVA agevolata al 4% e del recupero sulla dichiarazione dei redditi per gli aventi diritto.

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23 GIUGNO: AL MINIGOLF OASIS UN NUOVO IMPERDIBILE TORNEO DI PING PONG

Città Torino
Location Minigolf Oasis
Via Viale E. Thovez 54
Tel/Cell 011 6601096
Data 23/06/14
Titolo Torneo di Ping Pong
Costo 15/20 euro
   

 

 

23 GIUGNO: AL MINIGOLF OASIS UN NUOVO IMPERDIBILE TORNEO DI PING PONG

 

Dopo il successo del 9 giugno, torna a grande richiesta al Minigolf Oasis, in Viale E. Thovez 54 a Torino, il torneo di tennistavolo: l’appuntamento è per lunedì 23 giugno: tre ore di gioco assicurato,

tanto divertimento e un montepremi di oltre 200 euro. Al momento dell’iscrizione è possibile scegliere tra il torneo semplice (15 euro con una consumazione inclusa) e il torneo con aperitivo, che comprende nei 20 euro anche l’aperitivo prima della gara. Per partecipare è necessario prenotarsi versando una caparra di 5 euro entro il 20 giugno. L’inizio è fissato per le ore 20.00; le racchette sono messe a disposizione.

Giovedì 26 giugno, grazie anche alla collaborazione di Forever, arriverà al Minigolf la Sangrialoe, la Sangria con l’aloe, e sarà possibile assistere a un trattamento viso e trucco con prodotti all’aloe. Il costo dell’evento è di 7 euro ed include sangria e un bicchierone di frutta. A tutti i partecipanti sarà regalato un piccolo omaggio all’aloe.

 

Per informazioni/iscrizioni al torneo di ping pong telefonare al minigolf o al numero 3337729726 (Simone).

 

 

OASIS TORINO DI TABARINI A & C SAS

 

VIALE ENRICO THOVEZ 54 /A

10131 TORINO

 TEL 011 6601096

CEL 335 497410

www.minigolfoasis.com

Da Aprile a Settembre apertura alle ore 15. Orario continuato.

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PALM BEACH VILLASPORT: L’ESCLUSIVITA’ DI UNA NOTTE A BORDO PISCINA TRA MUSICA E DJ

Città Villastellone (Torino)
Location Palm Beach Villasport
Via C.so Savona 56/60
Tel/Cell Cell. 3495651776 / 3924574233 / 3471758671
Nome evento Party in Piscina al DiscoPalmBeach di Villastellone
Data evento 21/06/14
Costo evento Gratis entro le ore 00.00. 10 euro dopo le ore 00.00
Line up /

 

 

PALM BEACH VILLASPORT: L’ESCLUSIVITA’ DI UNA NOTTE A BORDO PISCINA TRA MUSICA E DJ

 

Musica di tendenza del momento, i migliori dj, ingresso gratuito entro le ore 00.00: è la festa in piscina al al Palm Beach Villasport di Villastellone, a 5 minuti da Torino, in programma sabato 21 giugno a partire dalle ore 23. Dopo la mezzanotte l’ingresso costerà 10 euro: drink e bagno in piscina sono inclusi nel prezzo. In alternativa, con 15 euro, ingresso con Open Bar e Bagno in Piscina. La location è assolutamente esclusiva e in un’atmosfera che è il preludio al mare, all’estate e alle vacanze, sarà anche possibile cenare: tre sono le formule previste: una con pizza, bevanda, serata e ingresso in disco a 15 euro; una seconda con antipasto, primo, secondo, bevanda e ingresso in disco a 20 euro e una terza, anche in questo caso a 20 euro, con grigliata di carne, bevanda e serata. La prenotazione è obbligatoria.

La struttura dispone di due piscine all’aperto, un campo da beach volley, un terrazzo solarium e una ampia area verde. Il luogo ideale per rilassarsi e divertirsi, lontano dai ritmi della città.

 

 

PALM BEACH
Villasport

Sabato 21 Giugno 2014
OPEN BAR + DS MODEL FASHION NIGHT by PAPIDO

Party in Piscina dalle ore 23

INGRESSO GRATUITO PER TUTTI entro le ore 00.00

Live show dalle 20.00
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Dopo le 00.00

 

Uomo-Donna 10€ con drink e Bagno in Piscina
o 15€ con OPEN BAR e Bagno in Piscina

SELEZIONE ALL’INGRESSO

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Ingresso con tavolo e bottiglia:

80 € Bottiglia Distillato e 4 pass
100 € Bottiglia Champagne e 4 pass

Bottiglie senza pass:

60 Distillati e 80 Champagne.
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Possibilità di cene a bordo piscina a partire da 15 Euro

Tre formule per la ristorazione:

FORMULA 15 Euro PIZZA :
Pizza+Bevanda+Serata+Disco

FORMULA 20 Euro CENA : Antipasto+Primo+Secondo+Bevanda+Disco

FORMULA 20 Euro STEAK HOUSE:
Grigliata di Carne+Bevanda +Serata

Prenotazione obbligatoria!

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Info Liste Tavoli e reservation:

Cell. 3495651776 / 3924574233 / 3471758671
PALM BEACH
Villasport

C.so Savona 56/60
Villastellone (To)
a 10 min da LeRoy Merlin Moncalieri
direzione Carmagnola

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La fioriera con pannello grigliato: ottimo elemento per l’arredo del giardino

La fioriera con pannello grigliato riveste da sempre una grande importanza nell’ambito della progettazione del giardino: questo particolare elemento per l’arredo degli ambienti esterni, infatti, è esteticamente molto piacevole, e consente di ricreare delle soluzioni molto accattivanti. La fioriera con pannello grigliato è un tipo di fioriera che nasce appositamente per le piante rampicanti: oltre alla fioriera classica, che viene posata al suolo, questa tipologia di fioriera presenta questa struttura molto alta sulla quale le piante rampicanti hanno modo di svilupparsi.

Queste fioriere, soprattutto se sono impreziosite, appunto, da gradevoli piante rampicanti, creano un vero e proprio effetto “separè”, perfetto per delimitare, ad esempio, una zona arredata con un bel divano da giardino.
Accostando l’una all’altra più fioriere di questo tipo, come un esperto di realizzazione giardini può consigliare, si può realizzare una sorta di muro floreale davvero molto piacevole e riposante. Per questo tipo di fioriere, non ci sono dubbi, il materiale più adatto è sicuramente il legno. Il legno, oltre ad essere molto robusto e resistente ed oltre ad essere obiettivamente molto bello sul piano estetico, ricrea un accostamento stilistico davvero molto bello con il verde delle piante rampicanti, perfetto per chi desidera ricreare un design estremamente vicino ai colori della natura.

In commercio è possibile scegliere tra tantissimi diversi tipi di fioriere con pannello grigliato, sia per quanto riguarda i colori che le dimensioni, di conseguenza non è affatto complicato individuare i modelli più adatti per il proprio giardino. Gli esperti di design, ed in particolare di arredo di ambienti esterni, stanno considerando sempre più spesso l’impiego delle fioriere con pannello grigliato, e dimostrano di apprezzarle davvero tanto per la loro impeccabile estetica e per la loro grande versatilità. Questi elementi d’arredo, inoltre, hanno dei costi decisamente accessibili, ed anche per questo motivo quindi può essere un’ottima idea quella di prenderli in considerazione per l’arredo del proprio giardino.

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Contabilizzazione di calore milano installazione sempre conveniente

Decidendo quando e quanto tenere accesi i termosifoni si hanno dei vantaggi riguardanti il riscaldamento autonomo. Questi vantaggi si hanno grazie alla contabilizzazione del calore, che oltre alla libertà di decidere singolarmente il funzionamento dei singoli termosifoni ha come vantaggio il risparmio economico ed energetico degli impianti centralizzati. Questo è possibile perché il consumo è nettamente inferiore se la caldaia rimane accesa al minimo invece di accendersi più volte nel corso della giornata. La regione Lombardia ha previsto la contabilizzazione di calore milano per tutti i condomini aventi un impianto centralizzato. Questo perché è stato calcolato che con questa modalità di controllo del riscaldamento si riesce a risparmiare oltre il 25% sulla bolletta.
La contabilizzazione di calore milano prevede che su ogni radiatore, venga installata una valvola termostatica e in più un contabilizzatore di calore. La valvola termostatica è un dispositivo di controllo del flusso in entrata del liquido nel radiatore, essa è dotata di una serie di numeri di riferimento che vanno dallo 0 al 5 e permettono di regolare molto precisamente la quantità di flusso entrante che sarà direttamente proporzionale al riscaldamento che il radiatore darà. Esso trasmette via radio i dati raccolti e, una volta all’anno, un incaricato dotato di apposito palmare rileverà i dati raccolti per poi trasmetterli all’amministratore, che elaborerà la tabella delle singole ripartizioni
Grazie alla contabilizzazione di calore Milano gli utenti potranno regolare a loro piacimento la temperatura ambiente all’interno dell’abitazione e pagheranno solo in baso agli effettivi consumi. Niente più ripartizione in millesimi, dunque. Non si dovrà più scendere a patti con i vicini o litigare durante l’assemblea.
La contabilizzazione di calore Milano rientra fra gli interventi di riqualificazione energetica che possono usufruire non solo dell’Iva agevolata al 10%, ma anche della detrazione IRPEF del 65%. Tale detrazione avviene in 10 rate annuale di pari importo. Finalmente ogni singolo utente sarà libero di decidere che temperatura impostare in casa e in che orari a seconda delle proprie necessità e dei propri impegni (volendo il riscaldamento potrà anche essere chiuso del tutto). Tutte le utenze pagheranno a seconda della temperatura e del calore effettivamente ottenuto.

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ESCE IL NUOVO CD DEI WENDY?!

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  • 19 Giugno 2014

LA TIDE Records presenta:

NOTEBOOK il nuovo album dei WENDY?!

Un grande disco di Rock!

“Ci sono i riffs per chi ama l’hard rock, l’energia e l’attitudine del punk, le atmosfere scure del post punk, il suono ruvido dell’alternative rock, e soprattutto un modo di scrivere “canzoni” tipico dei ’70 e di certo rock classico…”

Disponibile su www.tides.it, su Amazon e nei migliori digital stores.

[email protected]
www.wendyofficial.com

I Wendy?! sono:

Lorenzo “mr. Grady” Canevacci:voice and guitar
Andrea DRM Giuliano:bass and back vocals
Alessandro Ressa:rhythm guitar, back vocals, keyboards
Luca Calabrò:drums

About Wendy?!
Nel 2008 dall’incontro con Andrea Giuliano (ex chitarrista dei Destir) nasce la band, a cui viene dato il nome Wendy?!, ispirati da “Shining”.  Mr.Grady ha la passione di indagare e raccontare il lato oscuro della mente e dell’animo umano, e cosa meglio del capolavoro di Kubrick ci parla di questo?
Nel 2012 esce il primo album “Eleven”, su etichetta RbL. Dopo un paio di anni di attività live la band si assesta su quella che è la line up attuale con Luca Calabrò alla batteria, ”motore” e vero valore aggiunto del live e Alessandro Ressa che arricchisce il sound, alternandosi tra chitarra ritmica e tastiere.

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LAIFEI innovativo brand “WATER IN-WATER OUT-WATER PROOF” si presenta ufficialmente durante la Milan Fashion Week con la sua prima collezione Spring/Summer 2015

invite fashion show LAIFEI

Fashion show in grande stile per LAIFEI domenica 22 giugno a Milano che animerà lo show-room Gessi in Via Manzoni 16 con un bellissimo evento per la presentazione ufficiale della collezione di debutto del brand.

La collezione, dal design giovane e innovativo, sarà distribuita a partire dalla primavera-estate 2015. Una particolare cura dei dettagli e attenzione ai materiali scelti, posizionano LAIFEI tra i marchi di alta gamma, ma con un rapporto qualità-prezzo vincente.

Fin da questa prima collezione, saranno realizzati una quarantina di capi tra costumi da bagno, giacche, felpe, T -shirt , pantaloni, bermuda e accessori..

L’obiettivo di Fashion Style, azienda svizzera proprietaria del brand, è quello di raggiungere entro l’anno un’ampia distribuzione nei negozi multibrand in Italia e all’estero suddivisi tra Svizzera, Francia, Dubai e Russia.

figurino collezione SS15 “Sono entusiasta di questa mia nuova collezione uomo. Per LAIFEI ho creato qualcosa di veramente completo e innovativo” – ha commentato lo stilista Mario Dice – “i capi sono stati studiati per un uomo sicuro di sé, che ama farsi notare, sempre con gusto e ricercatezza nei dettagli. Un moderno “macadam hippy” che gira il mondo liberamente, ma che non vuole per questo rinunciare ai suoi look”.

“La nuova collezione uomo LAIFEI entra nel gruppo di Fashion Style in maniera intensa e audace, caratterizzandosi per l’innovazione dei tessuti, come il ramier con fibra metallica che rende anche la tradizionale giacca smoking waterproof.” – commenta Viola Campana titolare di Fashion Style, azienda proprietaria del brand. “ Una capsula di stile per l’uomo che vive nella giungla metropolitana, con personalità e nonchalance. La linea dei costumi offre per la prima volta la possibilità dell’inserimento di una discreta coppa effetto push-up, che sta già scuotendo entusiasmi dietro le quinte. Diventa cosi il nuovo piccolo segreto maschile per sentirsi più seducenti e dare una carica di autostima in qualsiasi circostanza. Per un uomo libero, di tendenza e sicuro del proprio corpo.”- aggiunge Ginta Kubiliute, direttrice amministrativa di Fashion Style.

Per ulteriori informazioni:
Ufficio stampa
BLU WOM MILANO SRL
Resp. Serv. Clienti: Patrizia Fabretti [email protected]
Resp. Cliente: Valentina Riva [email protected]
20123 Milano – Via Sant’Agnese, 14 – tel 02 87384640

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Turisti russi salvati da una truffa di case vacanza

L’agenzia immobiliare e turistica Explore Sardinia ha esposto denuncia verso ignoti presso gli uffici della Polizia Postale di Cagliari in seguito ad un tentativo di truffa che riguardava l’affitto di una villa di lusso in Costa Smeralda, in Sardegna.

Il protagonista in negativo di questa vicenda aveva rubato le foto dell’immobile in questione pubblicandole quindi in diversi portali che pubblicizzano case vacanze e utilizzando le generalità di un ignaro cittadino italiano al quale (non si sa ancora in che modo) aveva rubato i documenti d’identità.

Alcuni clienti russi hanno immediatamente fiutato l’affare essendo la villa stata messa in affitto per la stagione estiva ad un prezzo davvero ridicolo ma, insospettiti dall’annuncio, hanno quindi chiesto all’agenzia Explore Sardinia (abbastanza conosciuta nei Paesi dell’Est, Russia compresa) di fare da mediatrice affinché garantisse la sicurezza e la correttezza della prenotazione.

A quel punto l’agenzia si è messa in contatto con l’autore dell’inserzione e la faccenda è diventata sospetta quando è stato chiesto che i clienti russi versassero l’80% del prezzo della locazione ma senza la possibilità che l’immobile potesse essere preventivamente visionato.

Gli uffici della Explore Sardinia hanno quindi indagato per conto proprio su chi fosse questo presunto proprietario scoprendo appunto che il nome e il cognome utilizzati per promuovere l’annuncio erano di una persona che non possedeva alcun immobile di lusso in Sardegna, tanto meno in Costa Smeralda.

La denuncia è scattata immediatamente e ora si attendono sviluppi sulle indagini condotte dalla Polizia Postale.

Già due anni fa l’agenzia Explore Sardinia aveva denunciato una persona che aveva purtroppo truffato decine e decine di persone con falsi annunci di case vacanze in Sardegna. 

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IMPRESA PER FARE CULTURA: IL GRUPPO SAMO INDUSTRIES IN SINERGIA CON LA FONDAZIONE ALDO MORELATO

Verona, 16 Giugno 2014 – Si è svolto lo scorso 13 giugno a Villa Dionisi (Cerea, Verona) il XI Simposio della Fondazione Aldo Morelato legato al Concorso Internazionale di Design “I luoghi dell’abito. Oggetti d’arredo per l’abbigliamento nello spazio domestico” di cui il Gruppo Samo Industries è partner.
Il Gruppo Samo Industries, con i marchi Samo e Inda, leader nel settore dell’arredobagno, ha scelto di unirsi alla fondazione Aldo Morelato condividendo e promuovendo i valori e la cultura legati all’arte e al design.
Il Simposio, quest’anno giunto alla sua undicesima edizione, ha riunito esperti e professionisti interessati ad approfondire temi di attualità e curiosità relativI al mondo dell’architettura, delle arti applicate e delle tendenze di oggi, oltre a dare la possibilità ai partecipanti di visitare il MAAM, il museo della Fondazione che ha sede presso Villa Dionisi. Protagonisti di gran rilievo dell’evento Silvana Annichiarico, direttore del Triennale Design Museum di Milano, Ugo La Pietra, progettista e teorico delle arti applicate, Ettore Mocchetti, direttore di AD Italia, e Paolo Rizzatto, architetto.
Dopo l’esposizione al Fuori Salone del mobile all’interno del progetto della Fondazione Aldo Morelato “L’arte scolpita nel legno”, si rinnova la partnership fra il Gruppo Samo Industries e la Fondazione Aldo Morelato, entrambi promotori della filosofia ben espressa nel trattato di Berlino 1984 del Consiglio d’Europa secondo cui “non c’è sviluppo senza crescita culturale”. Il principio di “cultural development”, infatti, recita che la cultura è la finalità, non un aspetto, dello sviluppo.

Samo
Via Cav.Orvile Venturato,1
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Al Palazzo Reale di Napoli comincia il Gran Tour in Irpinia

Presentato alla Biblioteca Nazionale di Napoli il Progetto Integrato di Promozione del Territorio “Un gran tour in Irpinia lungo sei secoli tra storia, tradizioni ed enogastronomia”.

Sei comuni, sei prodotti, sei personaggi storici, sei eventi, un unico brand, un unico progetto di comunicazione e valorizzazione, sono questi gli elementi e i numeri che caratterizzano Progetto Integrato di Promozione del Territorio “Un gran tour in Irpinia lungo sei secoli tra storia, tradizioni ed enogastronomia”, presentato oggi alla Biblioteca Nazionale di Napoli, nella suggestiva cornice di Palazzo Reale. L’iniziativa, che ha per protagonisti alcuni comuni appartenenti all’area del Terminio-Cervialto, ha lo scopo di accendere i riflettori sulle Terre d’Irpinia anche in territorio metropolitano, conferendo al progetto una dimensione regionale e nazionale. Cassano Irpino (Comune Capofila), Bagnoli Irpino, Calabritto, Montemarano, Salza Irpina e San Mango sul Calore, sono i sei comuni che hanno scelto di fare sistema, realizzando un progetto comune di valorizzazione dei propri territorio finanziato nell’ambito del PSR Campania 2007/2013 – Interventi cofinanziati dal FEASR, Piano di Sviluppo Locale del GAL IRPINIA – MISURA 313 “Incentivazione di attività turistiche”. “Un gran tour in Irpinia lungo sei secoli tra storia, tradizioni ed enogastronomia” è un progetto articolato in diverse azioni tese a dotare i comuni partecipanti di adeguati strumenti di fruizione turistica (brochure, cartine con itinerari, audioguide, segnaletica, un portale web dedicato) nonché a creare le giuste motivazioni atte a favorire il movimento di visitatori verso l’area. Fulcro del Gran Tour in Irpinia sarà un evento itinerante articolato in sei tappe, ognuna delle quali sarà ambientata in una diversa epoca (dal 1300 al 1800) e sarà incentrata su di un personaggio storico legato al passato dei comuni rappresentati e un prodotto tipico della tradizione locale. Garzia I Cavaniglia e la mela cassenese, Ambrogio Salvio e il tartufo nero di Bagnoli Irpino, Giacomo Arcucci di Capri e il peperoncino quagliettano, Giambattista Basile e l’aglianico di Montemarano, Gennaro Montefuscoli “Fra Ilarione e i fichi di San Mango, Michele Capozzi e la castagna di Serino, saranno protagonisti di una cena spettacolo in abiti d’epoca che farà rivivere le atmosfere e i sapori di un tempo. L’evento di presentazione è stato introdotto da Mauro Giancaspro, Direttore Biblioteca Nazionale di Napoli, che ha condiviso l’iniziativa e che ha ricordato come <>. Ai saluti del Direttore è seguita l’introduzione di Annibale Discepolo, giornalista de Il Mattino di Avellino che ha definito <> Un concetto questo, ripreso da Salvatore Vecchia, Sindaco di Cassano Irpino, che ha affermato <>. <> – ha continuato Salvatore Vecchia – <>. Michele Barbato, direttore dell’esecuzione, ha illustrato, poi, le caratteristiche principali del progetto, spiegando la storia dei personaggi storici collegati a ciascun comune e le modalità con cui si svolgeranno i sei eventi, precisando che <>. Presente all’incontro anche Alfonso Tartaglia, Direttore del Servizio Territoriale della Provincia di Avellino, il quale ha dichiarato: <>. All’intervento di Tartaglia ha fatto seguito quello di Giovanni Maria Chieffo, Presidente GAL Irpinia che ha precisato come <>. A chiudere l’incontro è stato Giuseppe Ottaiano, A.D. Sema, la società che fornirà i servizi necessari alla realizzazione del progetto, che ha posto l’accento sulla <>. Ha fatto giungere i suoi saluti Gerardo Iandolo, Presidente della Comunità Montana Terminio-Cervialto, che non ha potuto essere presente a causa del Consiglio Comunale in corso a Salza Irpina. All’evento di presentazione, moderato da Carmela Maietta, giornalista de Il Mattino di Napoli, ha fatto seguito una degustazione a base di prodotti tipici dell’area del Terminio-Cervialto curata dall’Associazione Cuochi Avellinesi e dall’Unione Regionale Cuochi della Campania, con la presenza del presidente Luigi Vitiello. I prodotti tipici sono stati presentanti con l’utilizzo dei prodotti biodegradabili Duni. La degustazione è stata un momento conviviale che ha regalato ai partecipanti all’evento di presentazione un assaggio dei sapori e degli odori delle Terre d’Irpinia che potranno essere riscoperti durante le tappe del Gran Tour le cui date saranno pubblicate a breve sul sito web www.grantourinirpinia.it.

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Portafoglio uomo coccodrillo, scegli l’eccellenza italiana firmata Brucle.

Accessori raffinati e ricercati fanno da padroni nelle tendenze della moda attuale. Un articolo di qualità, sofisticato nei materiali e nei dettagli rende esclusivo anche il look più semplice. Anche in caso di idea regalo un accessorio quale può essere il portafoglio, tra i più gettonati di sempre, acquista un valore unico  se scelto con attenzione ai particolari.

Scoprite la linea di portafogli firmati Brucle realizzati a mano dai migliori maestri del made in Italy, con pellami certificati e curati nei dettagli. Visitando www.brucleshop.com è possibile scegliere comodamente online il modello che preferite tra quelli dell’intera collezione: portafogli in pelle di vitello, coccodrillo, pitone, portafogli con cerniera, con portamonete, con portacarte. Tra i più esclusivi e di sicuro impatto in caso di idea regalo, il portafoglio uomo in vera pelle di coccodrillo.

Il portafoglio uomo coccodrillo è ideale per uno stile raffinato ed elegante. Dona invece un tocco di stravaganza all’uomo più semplice.  Il portafoglio in coccodrillo Brucle è, come tutti gli accessori della collezione, lavorato a mano con pelle vera, certificata. L’interno in nappa di vitello è dotato di scomparti per banconote, tessere e documenti. L’eleganza abbinata alla comodità rende il portafoglio in coccodrillo firmato Brucle un prodotto perfetto da regalare,  gradito dall’uomo di ogni età e gusto.  L’articolo è fornito a tal proposito in un’elegante confezione.

Il portafoglio uomo coccodrillo è tra i modelli più lussuosi dell’intera collezione, che è ideata  per soddisfare esigenze di clienti diversi, attenti non solo all’eleganza ma anche alla versatilità.  Nel ricco catalogo Brucle è quindi semplice scegliere il modello desiderato, non solo in base al tipo di pellame e all’ estetica del prodotto, ma anche a specifiche legate a utilizzo e praticità dell’accessorio. Meno lussuosi ma altresì  belli e di tendenza i portafogli con cerniera o con portamonete.

Il portafoglio con cerniera Brucle è tra i modelli più comodi e capienti. Molto giovanile e adatto a un look casual ma al tempo stesso raffinato, è disponibile nella linea sia maschile che femminile. Versatile, completo di tutti gli scomparti necessari per banconote, tessere, documenti, il portafoglio con cerniera è realizzato in nappa di vitello o in pitone. Dai colori più tradizionali ed eleganti quali nero o testa di moro al più audace rosso o all’esotico antracite, il portafoglio con cerniera Brucle è un’idea regalo che abbina utilità e comodità a glamour e qualità dei materiali.

Il portafoglio  con portamonete firmato Brucle è un accessorio completo. Include tutte le funzionalità di un portafoglio, con spaziosità e compattezza che lo rendono comodo anche nella tasca dei pantaloni.  Non solo la pelle ma anche gli accessori quali bottoni o zip sono in materiali di qualità, così come le fodere interne in fibre sintetiche di lunga durata. Nei modelli per lui o per lei, il portafoglio con portamonete si addice ad ogni esigenza e gusto, grazie anche alle diverse colorazioni disponibili.

Scegliete un portafoglio Brucle per stupire amici, famigliari o semplici conoscenti con un’idea regalo esclusiva, di qualità elevata e dallo stile unico. Acquistate comodamente online su www.brucleshop.com con spedizione e reso gratuiti.

Regalate arte, gusto ed eccellenza italiana firmata Brucle.     

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I vantaggi di formarsi in ambito seo

Il web, oltre ad identificarsi come un contenitore di qualsiasi tipo di informazione, si sta classificando anche come un fruitore di reali opportunità di guadagni e lavoro. Come ad esempio per chi decide di frequentare un corso seo Napoli , Roma o Milano. In diverse città italiane è possibile trovare esperti seo che riescono a fornire un approccio basico alla materia e dunque poi professionale, per acquisire competenze in ambito web e nello specifico di web marketing. Il modo migliore per avvalorare questo tipo di lavoro è sicuramente rivolgersi ad esperti del settore che possano fruire una formazione all’altezza dei propri desideri. Perchè scegliere di acquisire questa competenza? Il web è praticamente il lavoro del futuro, tutto sembra già adesso dover necessariamente passare per questo canale di informazione potente e sempre più persone riconoscono le sue potenzialità.

La seo ad esempio è un tipo di attività che fornisce un approccio più convinto e preciso delle possibilità di vendita e successo on line ed è per questo che le aziende richiedono specialisti del settore sempre più figure professionali esperte per adempiere alle esigenze di marketing che sono crescenti in questo tipo di settore e stabiliscono un margine di vendite maggiore. Dunque ottimizzare le proprie possibilità lavorative al fine di gestire con successo una campagna seo dai buoni risulttai è perseguibile solo attraverso una formazione continua e costante, dopo aver conseguito un attestato presso un docente seo qualificato.

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Vendita climatizzatori online: la crescita che conviene a tutti!

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  • 19 Giugno 2014

Come mai è in forte crescita la vendita dei climatizzatori online? Perchè, anche in un momento di crisi economica, questo settore vede aumentare il proprio fatturato online?

Le risposte sono semplici ma molto indicative. Innanzitutto, il fattore più importante è il notevole abbassamento dei prezzi e la facilità di comparazione degli stessi.

Il web ha permesso di avere a portata di mano quasi qualsiasi informazione. Anche quelle legate ai prezzi e alle condizioni.

Per questa ragione sono nati moltissimi ecommerce di vendita climatizzatori come www.idrosanitariacivital.com.

Ma questo effetto conviene a tutti. Ai produttori, ai rivenditori e agli utenti finali. Quindi ecco spiegato il successo della vendita online di condizionatori.

Di seguito riporto, inoltre, le ragioni principali della convenienza dell’aquisto online di questi prodotti:

  • Ragioni economiche. I comparatori di prezzi hanno reso il mercato dei condizionatori online decisamente concorrenziale. I prezzi sono spesso del 20% inferiori a quelli applicati in un negozio.
  • Ragioni logistiche. Per la maggioranza delle persona che cerca un climatizzatore, un condizionatore o una cladaia sai cosa fa? Esce, prende l’auto, percorre la strada fino al negozio, chiede al commesso la disponibilità del prodotto con il rischio di non trovarlo e doverlo prenotare. Con l’acquisto online ovviamente questo pericolo non succede e lo trasportano fino a casa.
    Insomma, oltre al risparmio economico, anche il risparmio di tempo.
  • Esistono sempre  prodotti in offerta. Ogni azienda ha i suoi prodotti in offerta. Su internet, data la vasta scelta ( centinaia e centinaia di possibili siti dove poter acquistare condizionatori e climatizzatori ) è facile trovare in offerta il prodotto che cerchiamo.

Insomma, il mercato online della compra-vendita  di condizionatori, climatizzatori e caldaie è in costante e continua crescita. Chi non acquista online è solo per una cattiva abitudine o per la non conoscenza del mezzo. Le statistiche narrano che in Italia sta crescendo il PIL creato online, anche ora che la crescita del PIL effettvio è prossimo allo zero. Siamo uno dei Paesi Europei con la crescita in doppia cifra percentuale, soprattutto perchè siamo partiti più tardi.

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L’artista francese Jacqueline Domin espone le sue opere a “Spoleto Arte” nel Palazzo Leti Sansi

Le grandiose mostre di “Spoleto Arte” curate dal Professor Vittorio Sgarbi, accolgono i coreografici scatti d’autore realizzati da Jacqueline Domin. “Spoleto Arte” è organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes dal 27 Giugno al 24 Luglio all’interno del rinomato Palazzo Leti Sansi, struttura storica situata in Piazza del Mercato a Spoleto, in posizione centralissima.

 

La Domin è artista autodidatta. Nasce a Parigi e vive in Italia da 25 anni. Di lei racconta “Insegno tecniche di rilassamento e meditazione basate sul respiro. Le mie fotografie sono la conseguenza di molte meditazioni en plein air contemplando la natura, in uno stato di pacifica partecipazione. Assisto alla straordinaria manifestazione della luce”. E spiega “Uso spesso la tecnica macro, ma senza l’obiettivo macro: Guardo e fotografo il piccolo da molto vicino e lì vedo spesso l’infinitamente grande. Sono mie compagne due macchine fotografiche, analogiche, di cui una subacquea, entrambe senza flash, in quanto utilizzo solo la luce naturale”.

 

Emozione e suggestione scaturiscono dalle immagini della Domin, maestra dell’arte fotografica. Attraverso l’uso delle sfumature cromatiche e dei bagliori luminosi esalta il messaggio introspettivo contenuto nell’attimo fuggente immortalato e lo rende eterno e sempre presente. Le opere fanno riflettere l’osservatore attraverso il sapiente uso della dicotomia del gioco tra luci-ombre. L’obiettivo diventa il filtro per cogliere e trasfigurare il reale, personalizzandone la proiezione e fissandola nel tempo con vigorosa forza rievocativa.

 

Le caratteristiche distintive delle foto artistiche della Domin sono le vibrazioni, l’ispirazione e l’energia vitale, che le qualificano come vere e proprie forme d’arte d’impeccabile elaborazione. La lucidità visiva del suo coinvolgente punto di vista, che consente anche un punto di osservazione sensibile e partecipativo, la perfezione assoluta delle inquadrature mai fredde o impersonali, la scrupolosa e certosina scelta dei soggetti ritratti, l’esaltazione garbata ed elegante dei colori nella loro più congeniale vivacità espressiva, conferiscono un plus valore aggiunto all’eterogenea produzione.

 

Lo spirito d’inventiva e di creatività derivanti dall’acuto ed esperto occhio critico, capace di catturare e trasformare la realtà enfatizzando momenti e frammenti istantanei, che diventano unici ed irripetibili, si fonde con il trasporto emozionale, che guida la mano della Domin e le permette di raggiungere risultati di sorprendente impatto visivo, dimostrando la sua innata vocazione e l’ineccepibile maestria di fotografa professionista.

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Grazie ad Alcatel-Lucent Enterprise il sesto college più antico degli Stati Uniti si prepara al futuro dotandosi di nuovi strumenti per l’apprendimento

La rete Unified Access del Moravian College supporta tutti i device Apple® e integra reti cablate e wireless, per garantire agli utenti un accesso di alta qualità in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento

VIMERCATE (MB), 17 giugno, 2014 – La divisione Enterprise di Alcatel-Lucent (Euronext Paris e NYSE: ALU) annuncia l’implementazione di tecnologie di rete avanzate da parte del Moravian College, una delle più antiche istituzioni educative degli Stati Uniti, per creare un nuovo ambiente di apprendimento e soddisfare le esigenze e le aspettative di tecnologie digitali degli studenti di oggi.

Alcatel-Lucent Enterprise ha fornito la propria tecnologia Unified Access per permettere agli studenti e ai docenti di accedere alla rete in maniera sicura sempre e ovunque all’interno dell’intero campus. La rete supporta il traffico dati, video e multimediale – elementi importanti per l’ambiente educativo superiore odierno – e consente di utilizzare un’unica rete sicura e accessibile da qualsiasi dispositivo senza aggravare l’IT con le esigenze di gestione e supporto della rete stessa. La capacità di rete soddisfa le esigenze del College di oggi ed è predisposta per sostenere future espansioni.

Fondato nel 1742, il Moravian College è un istituto privato ed è il sesto college più antico d’America, il primo ad aprire l’accesso alle donne. Da sempre leader nel fornire nuove opportunità, il Moravian College ha riconosciuto quanto la tecnologia occupi un ruolo importante nella vita degli studenti e per questo motivo ha realizzato un ambiente educativo stimolante e un luogo in cui creare opportunità per gli studenti attraverso un approccio innovativo sia per le tecnologie aziendali che per quelle consumer.

Questa visione ha portato il College a fornire a ogni studente laptop e tablet Apple®, insieme a una nuova rete che supporti la connettività ovunque nel campus. Questa iniziativa “all-Apple®” incoraggia gli studenti a operare in un ambiente maggiormente collaborativo, pensato per la condivisione delle conoscenze all’interno del College e progettato per l’apprendimento personale e interattivo.

La tecnologia gioca un ruolo importante nella scelta della scuola¹. Infatti un sondaggio condotto dal Moravian College tra gli studenti dello scorso anno ha rivelato che molti erano scontenti delle prestazioni della rete. Si è inoltre scoperto che le reti esistenti nell’istituto erano poco soddisfacenti a causa dell’instabilità delle connessioni e spesso costringevano gli studenti a spostarsi da un luogo all’altro del campus per mancanza di copertura e banda.

Alcatel-Lucent Enterprise e il Channel Partner Advance 2000 hanno quindi progettato una rete sia cablata che wireless. Il risultato è un ambiente Unified Access pensato su misura per il Moravian College, che risolve i problemi di connettività, semplifica le operazioni attraverso l’automazione e strumenti avanzati di gestione della rete e soprattutto fornisce una migliore user experience.

Spokesperson
Scott Hughes, Chief Information Officer, Moravian College
“Il nostro obiettivo era quello di assicurarci che ciascun studente usasse la tecnologia più avanzata per migliorare la propria esperienza di apprendimento e la sua vita nel nostro College. Quando ci siamo impegnati a fornire più dispositivi ai nostri studenti, ci siamo resi conto che avrebbero anche potuto portarne altri da casa. I nostri studenti avevano grandi aspettative su quello che le reti cablate e wireless avrebbero dovuto offrire loro per supportarli nelle ricerche, nelle lezioni e nelle interazioni sociali. Avevamo quindi bisogno di una rete che potesse gestire efficacemente il traffico necessario per i materiali accademici, ma anche quello generato dai rapporti sociali e dalle attività di intrattenimento degli studenti.

Grazie alla collaborazione con Advance 2000 e Alcatel-Lucent Enterprise, abbiamo progettato una rete che potesse sostenere quel livello di utilizzo e offrire un’esperienza qualitativamente elevata in ogni luogo del campus. Con la creazione di questa nuova rete, il Moravian College può raggiungere i propri obiettivi e creare un nuovo ambiente per l’istruzione, in cui tutti hanno gli stessi strumenti e la stessa esperienza di accesso, indipendentemente da dove si trovano nel campus o da quale rete stiano utilizzando. Le pareti delle aule sono state totalmente eliminate per fare spazio ad una moderna e completa rete wireless. L’insegnamento, l’apprendimento e la collaborazione possono avvenire ovunque nel campus, in qualsiasi momento si ritenga opportuno”.

Informazioni aggiuntive
Il 19 giugno, il Chief Information Officer del Moravian College, Scott Hughes, condividerà il caso di successo del college in un webinar gratuito – dal titolo “How to move Unified Access to the Front of the Class” – durante l’Information Week. Registrati per avere ulteriori informazioni sul Moravian College.

Converged Campus Networks
Unified Access for a Converged World
New OmniSwitch 6860 arrives on the scene

¹ Top Hat’s Modern Educator Blog

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CULTURA DEL VINO E DEL BERE RESPONSABILE IN SCENA AGLI EVENTI MONTE ZOVO INSIEME A FEDERICA NARGI

Dopo il successo della prima tappa al via il secondo appuntamento con gli eventi Monte Zovo volti a promuovere una cultura del bere responsabile, madrina della serata sarà Federica Nargi

Verona, Giugno 2014 – Un ambiente conviviale, la condivisione di momenti di piacere, la diffusione di una cultura del vino e del bere responsabile. Sono queste le motivazioni che hanno spinto Monte Zovo, marchio italiano vinicolo guidato dalla famiglia Cottini, a creare un ciclo di eventi in grado di promuovere l’educazione alla degustazione del vino, per consumarlo responsabilmente e celebrarlo come momento di socialità conviviale e piacevole relax, all’insegna della salute e del gusto.

Dopo il grande successo del primo evento, lo scorso ottobre, è in scena la seconda tappa di questo ciclo di appuntamenti nella splendida cornice di Casa Mazzanti Caffè, a Verona, il prossimo 20 Giugno a partire dalle ore 21.00. Protagonisti della serata due incredibili star: il Ca’ Linverno, vino di punta del brand Monte Zovo, in versione rossa e bianca, e una madrina d’eccezione, la splendida Federica Nargi.

Monte Zovo, brand di qualità, giovane e frizzante, ha scelto Federica Nargi come ospite della serata per la sua immagine fresca, sana e genuina.
“Federica Nargi – spiega Mattia Cottini, export manager – grazie alla sua vicinanza al mondo dei giovani, è un forte esempio di positività e successo associato a valori importanti quali la famiglia, l’amore, la passione e una vita sana ed equilibrata. Valori che la mia famiglia condivide e vuole trasmettere attraverso la nostra passione: il vino”. E continua Mattia ”Il vino contribuisce a creare un legame fra le persone, a far nascere momenti di divertimento e relax, ma è importante imparare ad apprezzarlo, capirlo e consumarlo in modo responsabile. L’equilibrio è un fattore imprescindibile in tutti i campi della nostra vita”.
Accanto alle degustazioni promosse per l’occasione, ci sarà un social contest fotografico in grado di trasportare l’evento dalla realtà fisica al mondo virtuale dei social network . Ai vincitori verrà regalata una degustazione presso la cantina Cottini Spa e il tutto sarà accompagnato da un allestimento musicale con dj set e vari intrattenimenti artistici e creativi.

Monte Zovo è un brand dal carattere “blue”, rivolto al settore Ho.re.ca e a retailer di prestigio. Produce circa 500.000 bottiglie l’anno e i suoi vini sono stati insigniti di importanti premi internazionali come le recenti medaglie d’oro al “Mundus Vini 2012”, il concorso “Decanter World Wine Awards 2012” e la medaglia d’oro “AWC Vienna 2012”.

Il Ca’ Linverno è un vino unico nel suo genere, nato da un’intuizione di Diego Cottini,. Il vino ha un nome caratteristico che proviene dalla calinverna, la brina ghiacciata che ricopre i campi nel periodo pre-invernale. Ca’ Linverno Rosso nasce infatti da una voluta surmaturazione delle uve in pianta a ridosso dell’inverno. L’innovativo procedimento regala un vino energico e di carattere, che esprime al meglio i profumi, i sapori e l’intensità del territorio. La versione bianca è il risultato del bland di uve bianche aromatiche (Sauvignon, Muller Thurgau, Garganega) sulle quali viene applicata l’ormai collaudata tecnica di appassimento in pianta.

Il cuore e l’anima dell’azienda vitivinicola COTTINI trovano le loro radici in una storia semplice, nata dalla passione autentica di Carlo Cottini per la terra. La sua prima attività agricola inizia ai primi del ‘900 coltivando frutteti e vigneti. Nel 1925 nasce il primo vino che indirizza e specializza l’attività di famiglia nella viticoltura. Fu Raffaello, padre di Diego Cottini, a trasferire a suo figlio competenze, conoscenza e passione per il lavoro della vigna. Diego ha proseguito il lavoro del padre affiancato dalla moglie Annalberta, che sin da subito ha condiviso la grande passione per la terra e il vino. Oggi collaborano in azienda anche i due figli, Mattia e Michele, che affiancano Diego e Annalberta nelle loro mansioni apportando innovazione e nuove competenze.

COTTINI
Loc. Zovo
37013 Caprino V.se (VR)
Tel. 045 6280157
Mail [email protected] – rif. Mattia Cottini

Terzomillenium
Elisa Andreatta
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