Una canzone dalle atmosfere rock e metal che si fa portavoce di un messaggio ben preciso: unire le forze, senza badare a colori politici, con l’unico obbiettivo di preservare la nostra cultura e civiltà.
La visione che Matteo Greco ha della musica è rivolta a comunicare, trasmettere un messaggio attraverso emozioni, parole e musica. Dietro le sue canzoni ci sono sempre argomenti e precisi che toccano anche temi sociali, andando molto spesso controcorrente, proprio per cercare di far riflettere a 360° sulla vita che ci circonda e creando anche spaccature di opinioni. Il cantautore non sceglie infatti di sventolare la bandiera dell’applauso scontato ma il suo obiettivo è quello di raccontare la vita da vari punti vista per cercare di far riflettere ed incontrare anche correnti di pensiero opposte.
Il singolo è estratto da un album di prossima, ancora in lavorazione, di prossima uscita.
BIO
Matteo Greco è un cantautore marchigiano, le sue canzoni raccontano la vita quotidiana, l’amore, le gioie, le delusioni e i problemi sociali che circondano il nostro vivere. Suona la chitarra acustica e il pianoforte, ha collaborato alla realizzazione di alcuni progetti con Vince Tempera e Franco Cristaldi.
Comincia la carriera come organizzatore di eventi e vocalist in discoteche della riviera adriatica. Ha collaborato come cantante con alcuni network marchigiani come Radio Linea n°1 e Radio Arancia Network dove oggi conduce il programma radiofonico benefit “Finalmente a Casa” in onda ogni domenica mattina, dedicato a favorire le adozioni dei cani ospiti nei canili. E’ anche l’organizzatore dell’omonimoevento benefit “Finalmente a Casa” che ogni anno porta sul palco in piazza i cani dei canili da adottare.Tra i suoi brani più ascoltati “Liquirizia” (2001), “Telo Mare” realizzata in collaborazione con il team di Francesco De Gregori tra cui Alessandro Svampa, Franco Cristaldi e Paolo Giovenchi, “La strada delle Orfanelle” cantata in duo con Silvia Mezzanotte e diventata canzone simbolo della causa delle Orfanelle Galletti Abbiosi di Ravenna (2012), “La Soluzione” (2013), Carabiniere Spara (2015) che riporta alla luce il massacro di Kabobo affinchè episodi del genere non si ripetano mai più, registrato con Franco Cristaldi e Lele Melotti, “Dammi del Tu” (2017) brano dedicato al rapporto cane-uomo con un video realizzato all’interno di un canile per le adozioni dei cani ripresi all’interno dei box.
ESPERIENZE LIVE:
Matteo ha all’attivo centinaia di date e concerti insieme alla sua band e in acustico. Si è esibito in molti club italiani tra i quali “Le Scimmie” di Milano e il “Rolling Stones” e in numerose piazze italiane. Nel 2001 Liquirizia Tour Italiano con 25 date, nel 2002 è semifinalista all’accademia di Sanremo ed è ospite al Maurizio Costanzo Show, nel 2003 è voce ufficiale di Radio Linea Network con 40 date nelle piazze del tour Rumore, nel 2004 Disco Rock Tour con la band I Raccomandati, nel 2006 il Telo Mare Tour Italiano con 28 date in piazza , tra le date di quel tour anche l’apertura del tour di radio 105 ad Arezzo e Motorshow di Bologna, nel 2013 la Soluzione Tour, nel 2014 realizza lo spettacolo teatrale “La strada delle Orfanelle”, dal 2014 al 2016 è voce ufficiale del Summer Tour con Radio Arancia Network.Nel 2017 è partito il tour estivo nelle piazze con la sua nuova band formata da Mauro Saracini alla batteria, Lorenzo Carancini alla chitarra e Thomas Bianchi al basso.
DISCOGRAFIA:
2001 – Liquirizia (Ed American Records)
2006 – Giornate d’inverno (Ed. Mami Music – Zelda Music)
Le grandi sfere tematiche e concettuali dell’amore e della verità si sfiorano e si fondono in una canzone che affronta le incoerenze e i dilemmi a cui tutti noi andiamo incontro quando viviamo una storia con un’altra persona.
«Un paradosso, che nasce da una logica forzata, per descrivere un fatto: se una persona ti ama veramente, la verità a tutti i costi è diretta conseguenza dell’amare realmente.
Ma purtroppo, quando si ama, spesso ci si trova di fronte a bugie bianche, quelle realtà addolcite per rendere la verità commestibile. La scusa che diamo a noi stessi è proteggere chi amiamo, ma in realtà stiamo solo proteggendo noi stessi e la reale matrice dei nostri pensieri. E per assurdo vedi che l’indifferenza di un estraneo, e il suo strumentalismo prevedibile e riconoscibile, sarebbe più vero ed innocuo di una candida bugia, che brucia senza scottare». Luca Bash
Il singolo è estratto da un CD di 15 brani, scritto e prodotto in due lingue (italiano e inglese). L’LP in inglese è intitolato “Keys of Mine”, mentre in italiano si chiama “Oltre le Quinte”. Il progetto si è sviluppato senza direzione artistica, in maniera sequenziale, chiedendo ad ogni musicista di arrangiare e registrare in remoto nella propria città senza indicazione alcuna. L’LP è quindi una composizione dove ognuno ha fatto ciò che la sua arte e gusto gli ha indicato. Di fatto il fine ultimo del progetto di Luca Bash è una dedica ai suoi amici musicisti. Il motivo è semplice:
«Per quanto una persona possa partecipare ad un progetto per sperare che succeda qualcosa o per tentarle tutte, loro (i musicisti) sono gli unici che con un semplice gesto quale suonare e amare le mie canzoni, hanno di fatto reso possibile il dare una forma a quello che io semplicemente sono: uno stupido artista che non ce la fa a rassegnarsi a vivere senza fare ciò che mi rende felice». Luca Bash
BIO
Luca Bash inizia a studiare musica all’ inizio degli anni ‘90, inizialmente con lo studio del violino, per poi passare nel ’94 alla chitarra. Comunque aspetterà fino al ’99 prima di scrivere la sua prima canzone, quando impatta in Dave Matthews, acquistando per caso il suo duo acustico “Live at Luter College”. La volontà di comprendere la composizione chitarristica lo spinge ad iscriversi all’ UM – Università della musica – a Roma, approfondendo la chitarra ritmica e l’armonia. Produce le sue prime 13 canzoni, tra cui “Dear John”, che lui stesso riconosce come il primo pezzo da poter presentare al pubblico.
Nel 2006, Bash fu invitato a partecipare al Festival Internazionale di Piombino, rassegna che vinse in duo acustico, corredando il suo successo con il premio di miglior interpretazione. Formò in seguito una band, chiamata BASH, la quale in 5 anni produsse un LP, “On Air” e vinse diversi eventi nella realtà indie.
I BASH ruppero nel 2011 dopo che I suoi membri principali cambiarono città per motivi lavorativi, ma l’avventura di Luca Bash non terminò. Continuò a scrivere ma nel 2013 ebbe un grave incidente in moto, che lo debilitò per diversi mesi e cinque giorni di coma. Durante la riabilitazione Bash acquisì una coscienza diversa rispetto la sua musica, trainato dalla fortuna di poter di nuovo suonare la chitarra. Da qui, ricontattò da Torino, la sua nuova città, il suo amico e chitarrista storico Giova (Giovanni) Pes per iniziare un nuovo capitolo della sua storia musicale. Nel 2014, un interessante storia discografica prende piede: il progetto CMYK. Il duo ha realizzato 4 EP di canzoni acustiche: Cyan, Magenta, Yellow and Key Black. Ogni EP rappresenta uno dei colori base nella stampa grafica che, a differenza dei colori video, RGB, sono fondamentali per stampare ogni tipo di immagine. L’ intento è quindi quello di fissare in maniera indelebile ciò che Luca Bash vuole esprimere dal profondo del suo io. Attraverso il progetto CMYK, la musica di Bash inizia a mettere piede nel panorama internazionale indie. Nel 2015 the duo realizzarono Single Drops, che raccoglie il singolo “Your Tomorrow” ed un brano favorito da ognuno dei 4 EP. La critica descrive questa nuova direzione al meglio: “Con una semplice base acustica, Pes aggiunge bellezza alle composizione di Bash attraverso la sua chitarra al fine di definire al meglio il proprio stile folk. Una sorta di fusione tra una chitarra latina e il country americano rendono unico il loro stile, specialmente per due italiani di provincia. Attraverso il suo viaggio musicale, Luca Bash è rimasto solido nella sua ricerca: cercare il link con il suo pubblico attraverso una vera e pura espressione della sua visione del mondo. Attraverso i suoi testi, che delineano il nocciolo di cosa significa essere ancora vivo, e grazie ai sui esperti manufatti chitarristici evidenti nei suoi brani, Bash continuerà la sua ricerca, provando nuove vie con ogni pubblicazione per collegarsi con i fan e gli amanti della vita. La ricerca è per un sorriso cosciente, un respiro profondo, un “Bravo!” e questo è più che sufficiente per guidare questo appassionato cantautore.
Anche per il 2017 il portale Agriturismo.it (http://www.agriturismo.it), sito leader in Italia per il settore della ricezione in agriturismo, ha deciso di dedicare un periodo speciale ai bambini, in cui quelli di età compresa fra 0 e 10 anni non pagano il loro soggiorno (un bambino per ogni adulto pagante). Per quest’anno il sito ha lanciato il Mese dei Bambini, che si svolgerà dal 1 settembre al 1 ottobre, e allunga la durata della promozione che negli scorsi anni era limitata a una sola settimana.
La campagna di comunicazione è partita negli scorsi giorni con una landing page creata ad hoc e inserita all’interno della Home Page del sito. Qui si raccontano i dettagli dell’iniziativa e si raggruppano le circa 200 strutture aderenti al progetto in base alla loro collocazione geografica, divisa per Nord, Centro e Sud. In questo modo le famiglie potranno scegliere più facilmente la destinazione per la vacanza con i loro bambini.
Il Mese dei Bambini è già stato protagonista di newsletter inviate ai gestori che danno visibilità alle loro strutture sul sito, per farli aderire in maniera gratuita all’iniziativa. Per gli utenti sono previsti invii di DEM per raccontare la promozione e tutte le attività riservate ai più piccoli durante il mese speciale a loro destinato: dalle fattorie didattiche, a esperienze dirette di semina e raccolta negli orti, fino a corsi di cucina pensati per i bambini.
Sui profili Facebook, Instagram e Twitter del portale, anche attraverso post sponsorizzati, si racconterà tutto il Mese dei Bambini, grazie all’hashtag #mesedeibambini con cui gli utenti potranno pubblicare foto e video dei loro soggiorni in agriturismo. Sul profilo Instagram di Agriturismo.it attraverso le Stories è già disponibile un breve racconto dell’iniziativa.
Tra la fine di agosto e i primi di settembre saranno coinvolte alcune mamme e travel blogger, che condivideranno la loro esperienza in agriturismo durante il Mese dei Bambini di Agriturismo.it.
Il singolo cullato dalle magiche note del sax soprano del sassofonista Francesco Comunale, rappresenta il primo tassello di un più ampio progetto, di prossima uscita, dal titolo “Sintagmi”.
«Fragile è una porta aperta sul mio mondo dove io mi rifletto: un mondo fatto di passioni musicali, ma anche di impegno sociale, perché la musica non può essere scollegata dalla realtà. La musica accomuna il cuore e le menti degli uomini, ma in questo il compito di ogni artista, per trarre dalla sua anima i motivi della sua creazione musicale, sarebbe quello d’impegnarsi socialmente e cercare di dare, per quello che si può, il proprio contributo». Julie
“Sintagmi” è un termine preso in prestito dalla linguistica strutturale, in memoria di un grande autore come Alberto Testa. I “sintagmi”, stanno a rappresentare una vita vissuta, o meglio il racconto delle passioni musicali, della dedizione, delle opere di beneficienza dell’artista, e della considerazione che la musica è un’esperienza profonda e coinvolgente dell’anima dalla quale trarre nuovi impulsi nella vita. Nel disco si è creata quindi una combinazione di più elementi musicali organizzati come una collana musicale, che rappresenta un lungo percorso, sia musicale che di vita vissuta.
Etichetta: Highlights
BIO
Julie Cittadini nasce a Box Hill – Melbourne (Australia) il 13 aprile 1968. Successivamente si trasferisce con la famiglia in provincia di Roma dove attualmente risiede. Nel 1992 muove i suoi primi passi nel mondo della musica partecipando a numerosi cori polifonici, poi nel 1992, sotto la guida di Gabriella Gianfagna, inizia ad acquisire le prime lezioni di canto. Prosegue i suoi studi con il tenore Luigi Rumbo fino al 1997 e da questa data in avanti inizia ad esibirsi nei locali romani, in serate di piano bar, feste di piazza e con diverse cover Band. Dal 1998 prosegue i suoi studi con il maestro Elvio Monti. Prosegue poi con il maestro Irene Spotorno (violinista e compositrice). Contemporaneamente, partecipa a diverse manifestazioni musicali di beneficenza: in favore della comunità di “Capodarco”, all’interno della manifestazione “Un calcio al Razzismo” tenutasi allo stadio Olimpico di Roma (dove si esibisce in un concerto offerto dalla società S.S. Lazio con il gruppo musicale “AFRICA X” e Milton Kwami degli Akwaba Team – Tropical Ethnic Afro Music – ), in un concerto a Pietrelcina (BN) in occasione della “Beatificazione di Padre Pio” – “Tavola rotonda per la Pace – Mai più guerre” (2003), in uno spettacolo di solidarietà e sensibilizzazione in favore di AMREF – Italia onlus svoltosi ai “Mercati Generali” Roma “Costruisci con noi un pozzo d’Amore”, presentato da Stefania Giacomini.
Julie ha sperimentato alcuni brani con sonorità lirico – pop insieme alla cantante lirica Maria Angela Spotorno. Nel 2004 su invito di Alberto Testa, interpreta il brano “T’imparerò” di A. Testa, F. Massoli, A. Groggia. Per partecipare alle eliminatorie di Sanremo 2004. Nel 2011 inizia la sua collaborazione con “Sicilian House” con il brano “Find the sunlight”, e nel giugno 2013 esce il nuovo singolo “Fly in the universe”, hit estate 2013. Di questo brano Julie è autrice del testo. Attualmente impiegata in RAI in qualità di truccatrice.
Un pop-rock con influenze derivanti dal baroque pop tipico della seconda metà degli anni ’60, si sposa a perfezione con la freschezza e la solarità dei quattro ragazzi dando vita ad un brano dal perfetto mood estivo.
«Questo brano intende celebrare le prime storie(lle)d’amore della vita; quelle che, per intenderci, viviamo in modo sereno e purodurante lanostra adolescenza.In quel periodo, infatti,la nostra mente è ancorapiuttostolibera da condizionamenti, e siamoprotesi a vivere più spontaneamente le nostre emozioni e i nostri sentimenti». 3ANDHALF
Facendo parte di unconceptalbum (intitolato “Revival”), anche questa canzoneperònon può essere decontestualizzata,non a casocontieneuno dei temi ricorrentidel disco: il desiderio di evadere dalla grande città.
«Nonostante “FreeasaBird”rappresenti,nella sequenza cronologica della tracklist,una delle prime fasi di crescita dell’individuo, si è comunque già abbastanza consapevolidell’inadeguatezzadella metropolial caso di unospirito libero.Questa, infatti,viene percepita come una gabbia didoveri e aspettative altrui dasoddisfare, per non parlare del nervosismo edella pesantezzache moltiadulti,stressati da uno stile di vita frenetico,trasmettono ai più piccoli…tuttavia, dal punto di vista della voce narrante, non ci sono concrete possibilità di realizzare entro breve questodesiderio, proprio perché a quell’età nonsi è néindipendentinéautosufficienti. Quindiil tutto rimane confinatonellafantasia delgiovaneprotagonista, che piuttosto che rivolgersialla sua fidanzatina,stasoltantoimmaginandodi dirleciò che pensa». 3ANDHALF
Questa è stata laprima canzone del disco ad essere provata, arrangiata e registratadai 3andhalf, ed èstata incisanello studio di registrazione della scuola di musica“ToolCube”di Roma.
BIO
I 3andhalf si sono formati in un quartiere di RomaSud (nei pressidell’Eur)nell’ottobre del 2011su iniziativa del cantante/chitarrista AndreaMoggianie del (futuro) bassista Federico, appenaventenni e amici sin dai tempi dell’adolescenza, essendo cresciutientrambinella stessa zona.Nonostante le varie turbolenze nel percorso di formazione,nel corsodel tempola band si è esibita suscitando un grande entusiasmo nelle feste di quartiere, in alcuni locali e perfino in un centro commerciale, avendo vinto un concorso destinato ad artisti emergenti di Roma e provincia, che ha comportato l’inclusione di uno dei loro brani in una compilation stampata in tutta Italia“Help! Musica & Solidarietà”,piùla possibilità di aprireun concerto di un cantautore italiano affermato: GiuseppePovia. Per diversi motivi, il gruppo si sciolse nel 2014, poco tempo dopo l’inizio delle registrazioni dell’album di debutto“Revival”.
Quasi 3 anni più tardi,Andreaè riuscito finalmenteaportare aterminele registrazioni deldisco(chela band avevacominciatoassiemeregistrando “FreeasaBird” e “BecauseI LoveRock’n’Roll”),grazie ad unacollaborazione con un’etichetta romana indipendente.Essendo già stati pubblicati due singoli a nome dei 3andhalf(entrambi fondamentaliper ilconceptalbumin preparazione),Andrea ha deciso di mantenere il nome della band per pubblicarel’album.
Atmosfere blues e funky degli anni ’60 e ’70 aleggiano intorno ad un testo surreale dando vita ad un pezzo al contempo provocatorio e frizzante.
“Canzone sul Nulla” è il singolo di debutto della diciannovenne Eleonora Mila.
Il brano, prodotto da Eugenio Ciuccetti dell’etichetta Bazee è caratterizzato da sonorità in cui trovano ampio spazio chitarre e fiati di sapore volutamente “vintage”. Si punta infatti senza mezzi termini ad introdurre il mondo musicale di riferimento della sua giovane interprete, cresciuta ascoltando Etta James e Aretha Franklin ma anche Zucchero ed Amy Winehouse. “Canzone sul nulla” è un brano fresco e dinamico, dal testo lievemente surreale, che senza presunzione sceglie la strada dell’autoironia per lanciare una piccola provocazione nei confronti di molte canzoni di oggi, spesso ricche di frasi fatte e artificiose suggestioni, ma vuote di reali significati.
Il testo è stato scritto dallo stesso Eugenio Ciuccetti, già autore e produttore, tra gli altri, della jazz band IL BOOM. La musica e l’arrangiamento sono stati curati da Maurizio Anesa, professionista affermato, in passato già compositore per Mina e autore di sigle tv come quella della soap opera “Sentieri” e del programma “Buongiorno Italia”. Nella sua lunga carriera Anesa vanta inoltre collaborazioni pluriennali con le orchestre della Rai e di Canale 5 oltre che con artisti del calibro di Adriano Celentano e Franco Battiato.
Radio date: 23 maggio 2017
Produzione/etichetta: Bazee produzioni musicali
BIO
Eleonora Mila ha il blues nel sangue, i primi passi della sua carriera artistica lasciano intravedere un talento raro nel panorama della musica italiana di oggi.
Mentre prosegue il suo percorso formativo sotto la guida dell’insegnante di canto Emanuele Grazioli, Eleonora entra a far parte nel 2016 della squadra di Bazee Produzioni Musicali. Grazie a questa collaborazione è arrivata a maggio 2017 la pubblicazione del suo primo singolo da professionista dal titolo Canzone Sul Nulla: brano firmato da Eugenio Ciuccetti (autore del testo e produttore di Bazee) e da Maurizio Anesa (compositore della musica e arrangiatore). La pubblicazione del brano è accompagnata da quella del relativo videoclip girato dalla regista Lara Peviani presso lo storico locale Sound of 70s di Milano.
Ma il percorso musicale di Eleonora non si limita all’attività in studio di registrazione. Nonostante la giovane età, si esibisce ormai da anni dal vivo in diverse città italiane riscuotendo un crescente consenso sia da parte del pubblico che degli addetti ai lavori. Tra le esibizioni più significative ricordiamo quelle di Milano (Bobino, Le Scimmie, Birreria Aux Vieux Strasbourg, Palo Alto Cafè, JJ’s Corner Pub, La Corte del Moro), Bergamo (Dieci10 Live Bar&Restaurant), Porlezza (l’Osteria), Asiago (Linta Park Hotel), Siracusa (Doctor Sun, Cu C’è C’è) ecc.
Ad inizio 2017, inoltre, Eleonora è stata protagonista di alcune puntate del programma televisivo Take Me Out in onda su Real Time (canale 31 del digitale terreste e 131 di Sky). In passato ha invece avuto modo di partecipare al cortometraggio “La vita in Fiore” della regista Valeria Lumaca e ad altri spettacoli canori, ad esempio presso il Teatro Frigia di Milano e Radio Popolare.
Un’esperienza forgiata da vittorie e partecipazioni ad alcuni dei più importanti contest d’Italia (Italia Wave, Olbia Rock,Sanremo Music Awards) conduce i tre ragazzi di Iglesias a presentare un brano solido e maturo che affronta la tematica della ricerca dell’impossibile.
«Il riferimento al personaggio più bello di Tolstoj riassume certamente come possa essere insito nella natura umana ricercare di continuo qualcosa di nuovo, di diverso…
Questa continua ricerca, che spesso parte dall’insoddisfazione, può allontanarci da quello che abbiamo, per tentare di raggiungere qualcosa che, troppo spesso, è solo fatuità. In questo “mondo nuovo” il desiderio sfrenato dell’essere umano di cercare qualcosa di nuovo e di diverso ha perso ogni freno, ogni limite». ICheyenne
La positività del ritornello, tuttavia, racchiude un significato di profondo amore, che arriva a farsi speranza. Il rapporto con un’altra persona, se inteso nella sua totale purezza, viene disegnato infatti come salvifico.
L’album, al quale la band sta ancora lavorando, verrà pubblicato dopo l’estate col titolo di “Luci e oscurità”.
BIO
I Cheyenne si formano nel settembre del 2006 ad Iglesias (Provincia del sud Sardegna). Nel corso degli anni tra il 2007 ed il 2012 i Cheyenne suonano in moltissimi palchi importanti in tutta la Sardegna.
L’intensa attività live porta il gruppo a scrivere diversi pezzi che andranno a comporre il loro primo album. Il primo cd intitolato “MAESTRALE” è uscito nel Giugno 2010. L’album contiene 11 canzoni il cui tema è strettamente connesso all’attualità del territorio iglesiente.
Per quanto riguarda l’attività live del gruppo in questi anni vanno sicuramente ricordate molteplici partecipazioni a Festival e Concorsi importanti l’ItaliaWave 2011 (2° posto), l’Artes et Sonos 2011(3° posto), l’OlbiaRock 2011 (2° posto), il Guspini Music Contest 2011 (1° posto). Nella Primavera del 2011 esce su Youtube il nuovo singolo “La mia energia”, accompagnato da un video di protesta contro il nucleare e a favore delle energie rinnovabili. Il video riscuote molte critiche positive e ottiene molte visualizzazioni.
Nel Febbraio del 2012 i Cheyenne partecipano alle selezioni di Sanremo Music Awards e arrivano alla finale a Sanremo durante la settimana del Festival vincendo poi il concorso nella categoria Miglior Band Rock Blues. Nell’Agosto del 2012 si classificano, per la seconda volta consecutiva, al secondo posto dell’Olbia Rock, vincendo così la possibilità di suonare a Faenza il mese successivo.
A Settembre partecipano alla finale del Premio Pavanello a Trento e al Mei Supersound a Faenza. Nel Novembre dello stesso anno girano ad Olbia il video del nuovo singolo “La Canzone del Poeta” che uscirà a Gennaio del 2013.
Il nuovo album “Il giardino del tempo” esce il 20 Dicembre 2013.
13 tracce di indie rock denso nelle musiche e intenso nei testi, che parlano del ciclo della vita e di come l’essere umano può oltrepassare i limiti del tempo con il proprio intelletto e la capacità di continuare a sognare.
Nell’estate del 2014 vincono l’Olbia Rock. Nel 2017, con la canzone “Insieme”, vincono il “Radiolina special contest” e suonano sul prestigioso palco del Poetto Fest.
TLS Tecno Lubri System è una azienda della provincia di Milano che dal 1994 si occupa della produzione e commercializzazione di impianti di lubrificazione per realtà industriali e agricole di ogni tipo. Una corretta lubrificazione è infatti in grado di assicurare la perfetta efficienza ad ogni macchinario, oltre a preservarne l’integrità e assicurarne quindi la durata nel tempo. Questa importante realtà del settore produce autonomamente gli impianti che commercializza, e ciò consente di tenere sempre alto il livello della qualità del prodotto finale e del servizio più in generale. Proprio la qualità e l’attenzione al cliente sono i concetti sui quali TLS Tecno Lubri System basa il proprio business, per questo il team adopera quotidianamente la massima attenzione in ogni singola operazione del processo produttivo, ed ogni singola componente viene adeguatamente testata e collaudata per garantire sempre il massimo della resistenza e delle performance.
Gli impianti di ingrassaggio automatico TLS Tecno Lubri System consentono in maniera considerevole di ridurre l’usura dei macchinari e proteggerli al tempo stesso da eventuali danni dovuti all’usura o guasti ad essa dovuti. La fase produttiva è ovviamente il cuore pulsante di qualsiasi attività industriale o agricola e TLS Tecno Lubri System lo sa bene, per questo ha predisposto un servizio di assistenza realmente in grado di fornire un supporto concreto qualora il cliente manifesti la necessità di ricevere assistenza tecnica. Entro 24 ore dal momento in cui si riceve la chiamata infatti, l’assistenza si concretizzerà consentendo al cliente di riprendere rapidamente le quotidiane operazioni di lavoro senza rallentare dunque il processo produttivo. A scegliere i sistemi di lubrificazione TLS non sono esclusivamente aziende italiane, ma realtà di ogni settore e di ogni parte del mondo, tra queste anche importanti aziende in Cina, Stati Uniti, Canada, Sud Africa, Repubblica dominicana e Australia.
Leggendo sia pure distrattamente notizie sui giornali o sul web pare che la crisi economica, iniziata circa nove anni fa e ancora non terminata, abbia sortito effetti negativi nei confronti di qualunque tipologia di azienda fatta salva quell’impresa che offre servizi di cartomanzia telefonica. Si ritiene, assumendo una posizione del tutto preconcetta, che il ricorso a cartomanti sia direttamente proporzionale ad un aumento del disagio sociale. Questa tesi, in parte plausibile, esclude però la considerazione elementare per cui , diminuendo notevolmente la capacità di spesa di ogni individuo, ciascuno sia portato a risparmiare. In tale situazione, dunque, se legittimo è pensare che le difficoltà economiche possano stimolare persone a sperare di individuare nella lettura dei tarocchi una previsione positiva che muti la loro deprimente condizione, è altrettanto sensato ritenere che chi non è in grado di sostenere una vita dignitosa preferisca investire il proprio povero portafogli in beni di necessità assoluta. Non è un caso, infatti, che la maggior parte delle società che offrono servizi riguardanti l’universo esoterico abbia scelto di proporre ormai da qualche anno una cartomanzia a basso costo. A significare che anche il loro settore ha subito notevoli contraccolpi a causa della crisi finanziaria tuttora in corso, è la constatazione che i loro siti non soltanto evidenziano con una maggiore frequenza ottime promozioni, ma specialmente indicano costi che cercano di venire incontro alle mutate esigenze delle persone. Se consideriamo anche il fatto che riviste che per un lungo periodo hanno ospitato pubblicità riguardante tali servizi di consulenza telefonica siano dalle aziende del settore quasi del tutto snobbate, si può ritenere con sereno animo che la crisi non abbia risparmiato affatto nessuna azienda. Una revisione dei costi a vantaggio del radicale mutamento del tenore di vita di ogni persona è stata attuata da ogni impresa indipendentemente dal settore che essa investe. E se vogliamo soffermare l’attenzione anche sui cartomanti che professano il loro mestiere a titolo individuale nei loro studi, ben aldilà di ciò che viene spesso dichiarato a proposito dei loro guadagni, ci troveremmo di fronte a persone che lamentano introiti notevolmente inferiori rispetto a quelli acquisiti più di dieci anni fa.
Un disco che accoglie il viaggio delle quattro musiciste, partendo dagli albori della loro carriera fino ad oggi, celebra un sodalizio artistico ed umano lungo 10 anni sorretto sempre dall’equilibrio fra impegno e divertimento.
“Play e Replay” si compone di riproposizioni di brani celebri della musica italiana riconsegnati al pubblico in chiave totalmente diversa e ricuciti addosso a sonorità tipiche della band. La cifra stilistica delle Rivoltelle riesce, anche questa volta, a superare i confini di tempo, luogo e spazio avvicinando canzoni nella realtà lontane tra loro. Nel titolo dell’album si svelano simbolicamente le ragioni del disco: suonare brani inediti e risuonare brani editi da altri. Nei pezzi scritti dalla band troviamo il rock, matrice comune delle quattro musiciste, e varie contaminazioni di generi diversi che si fondono insieme fino a formare un’unica anima musicale. I testi suggeriscono emozioni sincere e passioni forti, chiedono di essere ascoltati e vissuti. Nei significati troviamo riflessioni sulla condizione dei migranti, impegno e dedizione nella lotta alla criminalità organizzata, frammenti di un cuore spezzato.
Play e Replay è soprattutto un tributo al produttore della band, Mimmo Cristiani che ha creato, voluto e curato questo progetto musicale, amandolo fino ad entrare in simbiosi con lo stesso, fino a quando ha avuto la forza di farlo.
TRACK BY TRACK
IO CI SARÒ
È un brano scritto e arrangiato interamente dalle Rivoltelle e dedicato a Mimmo Cristiani, produttore della band. Abbiamo immaginato che fosse lui a raccontarsi… il resto è venuto da sé. Tutte le sue certezze e le sue fragilità rivivono in ogni strofa di questa canzone che è un frammento della sua storia intrecciata a quella della band. “Io ci sarò” perché Mimmo è nel presente e futuro della vita delle Rivoltelle. Testo e musica viaggiano all’unisono in una ballata dolce e malinconica dove trova spazio anche la rabbia e la tristezza per la perdita della nostra guida: una persona che anche da lontano, continuerà a essere la parte più importante della band.
GUARDA CHE LUNA
Un mood nuovo per un brano senza tempo che già dalle prime battute svela la nostra anima rock. Su chitarre ostinate e bassi martellanti si torce e contorce una voce inspirata dalla luna e disillusa dall’amore. La collaborazione con Adriano Pennino ha generato una corrispondenza di amorosi sensi. In questa seconda versione c’è la voglia di cambiamento, c’è la riconferma delle potenzialità, c’è la promessa di impegnarsi nella costruzione di un sound forte ed autentico che lascia poco spazio a nostalgiche rivisitazioni d’altri tempi.
QUELLO CHE RESTA
“Quello che resta” racconta la solitudine che inevitabilmente si prova dopo la fine di una storia d’amore. La sensazione di avere inferta nel cuore una ferita che non si rimarginerà. La consapevolezza di aver messo aspettative, illusioni, sogni in un amore che è perduto per sempre. Non c’è un momento di ripensamento o autocommiserazione semmai volontà di ricominciare il viaggio, questa volta da sola. Lo stile del brano è indubbiamente rock: il vestito perfetto per le Rivoltelle!
CUCCURUCCUCU
Abbiamo rivisitato completamente la celeberrima canzone di Franco Battiato. L’inizio del brano è un colloquio intimo e delicato tra chitarra e voce. Poi si fa largo la coralità di un brano scandito da chitarre distorte, basso, batteria e cori.
BANG BANG
Rivisitazione del famoso singolo di Nancy Sinatra “Bang Bang” (My baby Shot me down) che ebbe un successo mondiale grazie alla versione di Cher del 1987. Il testo, riadattato in italiano, si accorda benissimo la nostra filosofia pane, amore e …rock.
ADDOSSO
È una canzone generazionale e fortemente autobiografica. Rappresenta, infatti, la condizione che vivono le quattro componenti del gruppo. Racconta in modo scanzonato le difficoltà del passaggio dall’età adolescenziale a quella adulta in un contesto sociale, quello odierno, che provoca uno scollamento forte tra le aspettative e la realtà. Al centro della narrazione musicale c’è la generazione dei trentenni che si trovano a dover affrontare una società in cui emergono in maniera potente e dolorosa tutte le contraddizioni della modernità. Allora, un rifugio sicuro è rappresentato dalla rievocazione di un tempo passato in cui aveva ancora un senso lottare per i propri valori e credere in determinati sentimenti. Un tempo in cui ci si sentiva parte di qualcosa e non, come adesso, lasciati ognuno alla propria solitudine.
MARGHERITA
Reinterpretazione di una delle canzone più famose del panorama della musica italiana scritta e cantata da Riccardo Cocciante. Sentiamo che questo arrangiamento rappresenti molto la nostra cifra stilistica. Ad un inizio volutamente lento e malinconico segue un deciso cambio di tempo sottolineato da una sezione ritmica volutamente rock. La nostra versione riconsegna al pubblico una canzone che appartiene al repertorio musicale di ognuno con un abito nuovo e moderno.
FORTISSIMO
Interpretazione intima e personalissima del brano di Rita Pavone. In questa versione, abbiamo messo a frutto anni di studio degli strumenti! Pur allontanandosi dalla canzone originale per lo stile ed il sound rimangono fedeli all’interpretazione arrabbiata e ferita di Rita pavone.
UN GIUDICE
È una rivisitazione di una delle più belle canzoni scritte da Fabrizio de Andrè. Questo brano vuole invitare ad una riflessione su quelli che oggi sono i meccanismi della “giustizia” e della sua amministrazione terrena da parte di uomini imperfetti. Opera una finissima indagine psicologica sui vizi e sulle virtù degli esseri umani e si concentra sul sentimento più comune a tutta l’umanità: l’invidia. Mai come in questa, seppur breve, canzone è evidente come l’opinione degli altri possa creare un fortissimo senso di disagio e sconforto. Il giudice diventa una carogna dopo essere stato vittima di soprusi e cattiverie e trova nella vendetta l’unica cura possibile.
AUGURI SCOMODI
L’idea di comporre questo brano è stata suggerita dalla lettura di uno scritto di Don Tonino Bello, “vescovo degli ultimi”, testimone della fede e della carità cristiana, uomo appassionato di vita ed innamorato dei giovani e dei poveri. “Auguri scomodi” si cala perfettamente in questo tempo, contrassegnato dal disincanto, passioni tristi, individualismi e atteggiamenti nichilisti. È stato concepito come una dolce ninna nanna rivolta a Gesù ancora bambino affinché il suo sonno di creatura innocente non venga turbato dalle cattiverie e dalle brutture del mondo. Questa canzone vuole essere una critica sincera e appassionata alla festa del Natale intesa come giostra di ipocrisie, falsi miti e consumismo. Al contrario vuole indurre a riflessioni intime e personali sui concetti di solidarietà e umana compassione riferiti in particolar modo all’emergenza migranti.
GUAPPARIA
È una nostra rilettura, personalissima, della canzone scritta da Libero Bovio nel 1914 e musicata da Rodolfo Flavio. Una pietra miliare della canzone napoletana interpretata magistralmente da Mario Merola, l’artista napoletano più famoso di tutti i tempi. Il testo e la musica di questa canzone contengono tutto lo struggimento e la passione della musica napoletana resi in questa versione in tutta la loro drammaticità. L’omaggio a Mario Merola è fortemente voluto tanto da inserire nel brano un piccolo cameo con la sua voce che impreziosisce tutto il lavoro.
VIVERE
“Vivere” è la cover di un vecchio brano degli anni ’30, scritto da Cesare Andrea Bixio e portato al successo da Carlo Buti. Completamente attualizzata in chiave rock, la canzone vuole essere un omaggio alla “bella epoque” seppure inserita in un contesto decisamente moderno.
IO NON MI INCHINO
“Io non mi inchino” racconta il sud con gli occhi disincantati di chi quel sud lo ha visto e subito sulla propria pelle. L’idea nasce da una rilettura dell’esperienza di Nicola Gratteri, procuratore antimafia della provincia di Catanzaro. Uomo di grande spessore culturale e di grande umanità che da sempre si batte per denunciare i soprusi e lo strapotere della mafia non solo in Italia ma in tutto il modo. Le immagini evocative suggerite dal brano sono tutte calabresi e rimandano alle processioni che avvengono nei paesi di provincia e che hanno come abitudine quella di inchinare la statua portata in processione nei pressi della casa dei mafiosi del luogo. Da questo singolo episodio si sviluppa un testo molto forte di denuncia che coinvolge chiunque senta dentro di se la volontà a non piegarsi passivamente ai soprusi e alle ingiustizie.
LA MUSICA E’ FINITA
Interpretazione del brano scritto da Franco Califano e portato al successo da Ornella Vanoni. Il sound di questa canzone si collega direttamente allabeat-generation riproponendo sonorità molto vicine al rock ‘n’ roll ed allo swing. Il risultato è un brano fresco ed orecchiabile che conserva il nostro graffio tipico.
FRATELLO SOLE SORELLA LUNA
Canzone liberamente ispirata al Cantico delle Creature di San Francesco D’Assisi e cantata per la prima volta in chiave moderna da Claudio Baglioni. È proprio la versione di Claudio Baglioni ad averci ispirato per una interpretazione intima e personale. Seppure senza chitarre distorte e batterie si percepisce ugualmente lo stile della band in un vigoroso e accalorato dialogo tra la voce e il piano. E’ stato un esperimento nuovo per noi.
Le Rivoltelle sono una band tutta al femminile dalla solida formazione musicale. Elena, Alessandra, Paola ed Angela sono abili musiciste che si raccontano in chiave rock, particolarmente apprezzate per le loro spettacolari performance live. Hanno all’attivo due album e due singoli, tra brani inediti di spessore sociale e cover riarrangiate secondo il loro originalissimo stile, su tutte “La Notte”, il successo internazionale del cantautore italo-francese Salvatore Adamo. Hanno partecipato come ospiti ad importanti rassegne nazionali ed internazionali, come il MusiCultura Festival, il Festival Anime Salve, il MEI SuperSound, il RadioNorba Battiti Live, il Fiat Music Tour, il PopKomm di Berlino e la Festa delle Nazioni in Belgio.
Vantano importanti partecipazioni televisive (RaiUno, Rai International, Rai Gulp, La7, La7D) e radiofoniche (Rai Radio Uno e Radio Due), ospiti di Vincenzo Mollica, Maurizio Costanzo, Piero Chiambretti e Red Ronnie. Il loro impegno sociale le ha ripetutamente portate all’attenzione della stampa nazionale (Corriere della Sera, Repubblica, Il Fatto Quotidiano, La Stampa) grazie ad inediti come “Taglia 38”, che tratta il tema dell’anoressia e della bulimia fino all’ultimo “Io Non Mi Inchino”, singolo anti-mafia ispirato e dedicato alla figura del Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri.
Proprio durante il tour promozionale di “Io Non Mi Inchino” Le Rivoltelle sono state vittime di un episodio discriminatorio che le ha impedito di esibirsi durante una festa religiosa, sulla base di un loro presunto orientamento omosessuale.La nota di denuncia pubblicata dalla band sui social (sui quali sono seguite da decine di migliaia di fan) è diventata immediatamente virale: è stata ripresa sulle home page delle più importanti testate online, da Vincenzo Mollica sul TG1 e dal programma “L’Aria che Tira” su La7, che le ha invitate in studio per raccogliere la loro testimonianza diretta.
La cantautrice salentina con già alle spalle una carriera collaudata fatta di premi ottenuti in prestigiosi concorsi (Musicultura, Premio De Andrè) e collaborazioni prestigiose (Teresa De Sio, Cristiano De Andrè, Pacifico), presenta ora una chicca musicale che onora il cantautorato italiano anni ’80.
«Le cose non accadono per caso” è uno dei miei pensieri-guida, perché credo fermamente che ciò che accade nella nostra esistenza non sia quasi mai casuale. Anche quando sembra che tutto sia “distorto”, le cose seguono un loro filo logico, un loro disegno. Non avrei mai pensato di scriverci una canzone, eppure una sera sono scesa in cantina e, in pochi minuti, parole e musica sono sgorgate libere e perfettamente incollate. E’ stata un’ispirazione felice e liberatoria: mentre scrivevo e mi cantavo la prima parte ero divertita. L’ispirazione per l’arrangiamento ha mantenuto quello stato d’animo, sentivo di dover dare un tocco solare e “ballerino” al brano. Ho ripensato a quelle canzoni che ascoltavo da bambina, che dicevano cose importanti sulla vita ma con allegria e nonchalance. Potrebbe far venire in mente un Battiato anni ’80 o un Alberto Camerini o la Mannoia di “Caffè nero bollente”». Francesca Romana Perrotta
«È una voce che suona libera da pregiudizi e stereotipi, piena di una passione assoluta e di un forte senso della dignità umana, prima ancora che femminile». Pupi Avati
L’album, “L’Ora di Mezzo”, riflette personalità dell’artista, un po’ rock e alla continua ricerca delle verità più profonde dell’animo umano. Specialmente di quello femminile.
Nel disco parlano, piangono e si confessano infatti Medea, Elena di Troia, Penelope, Lucida Mansi (una contessa assassina), Maria Antonietta e la cantante stessa, che, queste donne, in qualche modo le fa rivivere. Ma… perché “L’ora di mezzo”? L’ora di mezzo è quel momento del giorno in cui tutto sembra sospeso, non è più giorno, non è ancora notte, non c’è troppa luce, neanche troppo buio. I pensieri sono attenuati, le ombre sfumano e le persone perdono i contorni, mentre i fantasmi potrebbero già iniziare a risvegliarsi. Tutto è sentimento e mistero.
Gianluca De Rubertis è diventato l’ospite graditissimo dell’album con un duetto su una delle canzoni più intime ed autobiografiche “Io sono l’egoista” ed inoltre ha suonato pianoforte e tastiere in quasi tutte le tracce. Gli altri musicisti che hanno partecipato sono:
Tomaso Graziani, batteria; Francesco Cardelli, basso; Giuseppe Bonomo e Massimo Marches, chitarre; Gianluca De Rubertis e Cristian Bonato, pianoforte e tastiere.
Radio date del singolo: 5 maggio
Uscita dell’album “L’ora di mezzo”: giugno 2017
Etichetta: Filibusta Records di Roma in coedizione con Ed. Curci.
BIO
Cantautrice/musicista nata a Lecce. Conosciuta su scala nazionale dal 2005, grazie al suo brano d’esordio “In genere sogno”, presentato da Fiorello su Radio RAI 2.
-Vincitrice del Festival Musicultura 2007 (già Premio Recanati). Album d’esordio “Vermiglio”, pubblicato da WARNER MUSIC (Edizioni Curci/Universo) nel 2008.
-Vincitrice del Premio De Andrè 2009, prima cantautrice donna a vincere il premio.
Ospite di Cristiano De Andrè nel tour “De Andrè canta De Andrè”.
-Vincitrice del Festival Musicultura 2010 e del Premio Poggio Bustone dedicato a L. Battisti: Premio Miglior personalità artistica.
-Vincitrice del Festival Musicultura 2016 e del Premio Miglior Testo con “Il grido”.
-Vincitrice del Premio Civilia 2016, premio assegnato in precedenza ad altri autori di fama nazionale, quali Mimmo Locasciulli, Giorgio Conte, etc.
Nel mese di GIUGNO 2017 è prevista l’uscita del terzo album, “L’ora di mezzo”, il cui brano di punta è appunto “Le cose non accadono per caso”. Per questo nuovo progetto artistico Francesca Romana Perrotta pubblicherà con l’etichetta Filibusta Records di Roma, in coedizione con Ed. Curci.
Collaborazioni artistiche:
2008: Tour teatrale con Teresa De Sio.
2009: Duetto con Cristiano De Andrè durante la tournée estiva “De Andrè canta De Andrè”). Il brano “Contro il mio sguardo” del secondo album “Lo Specchio” è scritto con Luigi Pacifico, autore delle canzoni di maggior successo di G. Nannini e L. Dalla.
2017: Gianluca De Rubertis (cantante ed autore de Il Genio).
Discografia
2005 – “In genere sogno” (brano singolo, Ed. Curci)
2007 – “L’istante che vale” (brano singolo, Ed. Lineadue/Musicultura)
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In questo ultimo periodo sta passando il pensiero comune che il Salento sia una meta esclusiva per poche tasche. Tempo fa al contrario un noto imprenditore la definiva addirittura meta per poveri, luogo che non poteva offrire nulla. Quindi sarebbe il caso di fare un po’ di ordine. La corretta informazioni è fondamentale in ogni settore e per riuscirci il web è il posto migliore da consultare, sicuramente più attendibile del pensiero di una singola persona.
Procediamo con ordine, prima di tutto prendiamo in considerazione delle mete come ad esempio Porto Cesareo con le sue ville sul mare. Grazie a professionisti del settore come Salento Ville & Appartamenti che mette a disposizione ville, appartamenti, monolocali e bilocali, adatti ad ogni tipo di esigenza, per chi viaggia con il proprio cane, per chi ha bambini piccoli e per chi ha con se disabili.
Grazie a loro si viene ascoltati ed assistiti in tutte quelle che sono le varie necessità che ogni individuo può avere. Tutto viene risolto in modo che chiunque passi in queste terre possa godere di una vacanza fantastica. C’è la giusta soluzione per ogni tasca, fra chi cerca una vacanza fantastica senza badare a spese e chi invece vuole risparmiare, senza perdersi nulla.
Quasi tutte le soluzioni danno modo di parcheggiare il proprio veicolo proprio al di fuori dell’appartamento o della villa che si è scelto. Altre ancora permettono di parcheggiare proprio all’interno. Ma c’è il giusto supporto anche per chi vuole arrivare sul posto via mare o con il treno, basta semplicemente affidarsi ai medesimi professionisti per affittare una macchina sul posto, scegliendo fra le numerose opportunità che questi mettono a disposizione.
Gli amanti del mare troveranno qui, pane per i loro denti la costa, tra baie e lagune, è caratterizzata dalla presenza di promontori, scogli, zone umide e isolotti, tra i quali sono da ricordare l’Isola della Malva e l’Isola Grande, detta l’Isola dei Conigli, ricoperta da una folta pineta. Il mare limpido, ha le caratteristiche tipiche dei mari caldi degli ambienti sub-tropicali, con formazioni coralline e vegetali, che hanno contribuito all’istituzione dell’Area Naturale protetta di Porto Cesareo. E’ un litorale adatto a tutti, risulta essere l’ideale per le famiglie, poiché la larghezza della spiaggia e le acque basse a riva permettono di controllare i bambini. Inoltre è perfetta per gli amanti delle lunghe nuotate e degli sport acquatici come windsurf, barca a vela e immersioni subacquee, insomma eccellente per chi mette sempre in valigia maschera e pinne.
Senza dimenticare lo svago nei paraggi, c’è pane per ogni tipo di denti. Nel raggio di pochi chilometri è possibile eseguire ogni tipo di passatempo e attività come il bowling, le passeggiate a cavallo sulla spiaggia, i go kart, la pesca, le immersioni subacquee, lo snorkeling, scuola-sub e surf, discoteche per i giovani e per le famiglie. Vi è inoltre la possibilità di fare delle fantastiche gite in barca, organizzate spesso complete di degustazione. In alternativa si può optare per del trekking, con passeggiate di diverso tipo, realizzate per ogni tipo di difficoltà, dalla più semplice alla più complessa.
Dieci tracce – più una bonus track per l’edizione digitale – che delineano un viaggio intimo tra le aspettative di una giovane artista, in bilico fra la il racconto del proprio sentire e la consapevolezza di una passione irrinunciabile.
“Tutto bene” per me non è solo un disco, è la fotografia di un periodo, di un momento fatto di attese e cambiamenti.
Forse non poteva essere altrimenti, forse prendersi un periodo da dedicare interamente alla scrittura può solo portarci a raccontare quello che si sta vivendo. La collaborazione con Zibba e con tutte le persone che hanno lavorato insieme a me mi ha aiutato a raccontare ancora meglio quello che ho sentito quando avevo ancora bisogno di guardarmi alle spalle un’ultima volta, prima di chiudere la porta. Quando avevo paura di buttarmi e cercavo di osservare le cose da lontano, ma sentivo la voglia di correre, di saltare… di stringere la mano a chi aveva deciso di correre al mio fianco e dirsi che alla fine sarebbe andato tutto bene”. (Giulia)
“Tutto bene”, pubblicato dall’etichetta Rusty Records vede la produzione artistica del cantautore Zibba. I testi sono di Giulia Pratelli e Marco Rettani, tranne che in “Vento d’estate” cover tratta dal brano cantato da Max Gazzè e Niccolò Fabi. Le musiche sono di Giulia Pratelli.
Nel disco hanno suonato Fabio Rondanini (batterie e percussioni), Edoardo Petretti (pianoforte acustico e tastiere), Marco Bachi (basso elettrico e contrabbasso), Giulia Pratelli e Simone Sproccati (chitarre acustiche), Simone Sproccati (chitarre elettriche), Stefano Riggi (Sax) e Adam Kenny (Bouzouki).
Le tracce sono state registate da Simone Sproccati presso i Crono Sound Factory di Vimodrone (MI),mixato da Riccardo Parravicini presso MaM Recording Studio di Cavallermaggiore (Cuneo), masterizzato da Andrea de Bernardi presso Eleven Mastering Studio di Busto Arsizio (Varese). La grafica è curata da Davide Incorvaia. Foto di Giorgia Borneto.Edizioni Musicali Rusty Records/Museo dei Sognatori.
TRACK BY TRACK
Va tutto bene
“Pensavo di non riuscire più a scrivere, di non trovare le parole giuste, di deludere le aspettative di chi mi stava tendendo la mano. Le cose che erano sempre state facili sembravano essere diventate difficili, impossibili. Poi ho capito “quanto poco basta per stare bene”… le parole e la musica sono andate da sole, dove era “sempre nuovo il punto in cui arrivare e sempre lo stesso il posto in cui tornare”.
Dall’altra parte delle cose
C’è un momento in cui ci si accorge che abbiamo bisogno di metterci in discussione, di cambiare per poter rinascere. “In quel momento ho capito che l’unica cosa di cui avevo davvero bisogno era un nuovo punto di vista, una finestra accesa per vedere le cose dall’altra parte”.
Nodi
A volte ci aggrappiamo così forte ai ricordi da farci male, stringiamo nodi che ci impediscono di andare avanti, trucchiamo i momenti passati e ci ricordiamo le cose “come non sono mai state”. Questa canzone è la consapevolezza dei troppi nodi stretti nel tempo e del bisogno di scioglierli, per continuare a camminare.
Vento d’estate
“In questo album non poteva mancare un omaggio al mio mondo musicale di riferimento, agli artisti che ascolto ogni giorno. Ho scelto “Vento d’estate”, e, giocando con l’elettronica, abbiamo provato a vestirla in modo più scuro, più malinconico… come il ricordo dell’estate passata, come la voglia di perdersi al mare in un giorno d’inverno.”
Un inizio migliore
Di fronte a mille raccomandazioni, per affrontare al meglio la vita e le difficoltà che ci mette davanti ogni giorno, forse la soluzione è lasciare andare, lasciare che la bellezza che ci circonda possa trovarci e stupirci ancora. Anche quando non sappiamo spiegarci il perché, le cose intorno a noi continuano a muoversi: come un nuovo inizio dopo quella che sembrava la fine di tutto, come una luna nuova che ci accompagna sulla strada di casa.
Se
“Se fossi capace ti scriverei una vera canzone d’amore”… ma non sempre è così, non sempre si ha davanti qualcuno che se la merita davvero una cosa del genere, che riesce a farci precipitare nel suo mondo, rinunciando a qualsiasi rete, a qualsiasi difesa. Questa no, non è una vera canzone d’amore.
Resto ancora un po’
Ci sono momenti in cui abbiamo bisogno solo di fermarci, di aspettare, anche se attendiamo qualcosa o qualcuno che non potrà tornare indietro, anche quando sembra una cosa di cui vergognarsi, da fare di nascosto. In fondo, prendersi un po’ di tempo… “che male può fare”?.
Oggi
Quante volte abbiamo portato avanti una relazione, nonostante fossimo consapevoli del fatto che non sarebbe durata davvero? Che quella che avevamo accanto non era davvero la persona con cui volevamo programmare le vacanze, comprare un cane, condividere la cena ogni sera… E se ci fossimo fermati prima di rovinare tutto?
Penelope
“E’ l’unica canzone di questo album che ho scritto qualche anno fa, in un momento in cui non avrei nemmeno saputo immaginare questo lavoro.”
E’ il rovescio della medaglia, il punto di vista femminile di una delle storie più famose di sempre. Ho voluto portare con me questo racconto perché Penelope è una storia antica ma una donna moderna, forte, che cresce un figlio da sola, tenendo testa a enormi difficoltà… aspettando che torni l’uomo che ama.
Troppo lontani
Come si possono raccontare tutte le cose che siamo? Le nostre sfaccettature, le nostre ricchezze, i nostri difetti, la nostra incapacità di conoscerci davvero? In una mattina d’estate, lo abbiamo raccontato così. “Troppo lontani” è stato il primo brano scritto per questo album, la prima canzone a rappresentare un nuovo punto di partenza, a legare insieme le energie, le parole di chi ha lavorato a questo album. Poter cantare questo brano insieme a Zibba è la chiusura perfetta del cerchio, la fine che diventa “un inizio migliore”
10 settembre (bonus track versione digitale)
Il 10 settembre dello scorso anno ho capito che quando capitano cose che ci sconvolgono, che ci cambiano per sempre, che vengono a distruggere le nostre certezze… accettare di cadere può essere l’unico modo per far sì che il battito del cuore torni ad essere regolare.
Etichetta: Rusty Records
BIO
Giovane cantautrice toscana, Giulia Pratelli ha più volte attirato l’attenzione di grandi artisti quali Fiorello, Marco Masini, Enrico Ruggeri. Ha vinto diversi premi e riconoscimenti: Premio Castelletto 2008, secondo posto e premio F.I.O.F.A. al Golden Disc 2008 (oltre a premio Radio Stop e il premio della critica giornalistica de “Il Tirreno”), premio della critica al Discanto 2008, premio della critica al Gran Galà Discanto 2011, primo posto al Festival di Ghedi Cover 2009, terzo posto al Festival Città del Palladio 2010. Nell’estate 2009 è in tour con Gatto Panceri come supporter. Nello stesso periodo inizia una collaborazione con il musicista, arrangiatore e produttore Valter Vincenti (Loredana Bertè, Ornella Vanoni, Paola Turci, Mogol, Mario Lavezzi), a cui affida la direzione artistica del suo primo album “Via!” (maggio 2012 – Rosso di Sera/EMI). Nell’estate 2011 vince il concorso “T Rumors” e partecipa alla compilation della manifestazione con due inediti: “Una margherita viola” e “Davanti a un caffè”, per l’occasione suonati e ri-arrangiati da Ferruccio Spinetti (Musica Nuda, Avion Travel). Nel 2013 pubblica due nuovi singoli, arrangiati da Marco Adami: “Piccole Donne”, scritto da Grazia Di Michele, e “Cartoline”. Nello stesso anno partecipa al tour “La mia storia…piano e voce” di Marco Masini, che la sceglie come ospite di ogni serata in tutta Italia. Nel Gennaio 2014 pubblica un’inedita versione di “Ah che sarà”, nella quale è accompagnata solamente dal bassista Luca Pirozzi. Nello stesso periodo approda all’EdicolaFiore, dove Fiorello la accoglie con grande entusiasmo. Giulia diventa parte del cast e da tre anni partecipa ai live show di Fiorello in diretta dall’Edicola, ora trasmessi su SkyUno e Tv8. Nel Luglio 2014 pubblica il singolo “Scegli il meglio” feat. Violapolvere (band pop-rock), che porta le firme di Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone. Il 1° gennaio 2015 si esibisce nello spettacolo “Let It Beatles” a Lucca, che omaggia l’Anniversario dei 50 anni del tour dei Beatles in Italia. Il 31 gennaio la replica con un fantastico tutto esaurito. Comincia poi, sul suo canale YouTube, un appuntamento settimanale con “Musica in camera…”, dove reinterpreta grandi successi della musica italiana e internazionale, con un’ottima risposta del pubblico. Il 20 Giugno 2015 si esibisce a Firenze al concerto dedicato al World Refugee Day, insieme a Elisa, Piero Pelù, Bandabardò, Brunori Sas. A luglio 2015 partecipa all’evento “Serenata per Roma” (“Roma incontra il mondo”/Villa Ada) insieme a Dolcenera, Enzo Gragnaniello, Luca Madonia, Stag, Erica Mou. In questa occasione, Giulia duetta conZibba e da qui ha inizio una solida collaborazione: al momento è impegnata nella produzione del suo secondo album, con la partecipazione e sotto la direzione artistica dello stesso. Nel frattempo Giulia ha completato gli studi in Giurisprudenza, presso l’Università di Pisa, con il massimo dei voti. Il 13 gennaio 2017 esce il singolo “Dall’altra parte delle cose”, primo brano che preannuncia il nuovo lavoro in studio. Il 12 maggio 2017 esce l’album “TUTTO BENE”, sotto la direzione artistica di Zibba.
Il brano è caratterizzato da sonorità dance pop con una commistione di ritmi caraibici estivi. E’ una ventata di freschezza che profuma di vacanza e libertà poggiandosi su un ritmo contagioso ed un testo che è facile da ricordare ma mai banale nella sua costruzione.
“Un falò sulla spiaggia, che si festeggia, un giorno di vita in più”, esordisce così, all’inizio della canzone Andrea. Il concetto di base del testo è la voglia di divertirsi, di stare insieme, di ballare… Il pensiero positivo è il leitmotiv di un brano che invita al sano divertimento. Ed è così che, effettivamente, ascoltando il ritmo incessante di “SU” ci si perde nella magia di un viaggio parallelo, di una piccola fuga verso la libertà che si ottiene quando si riesce a tirar fuori tutta la gioia che è dentro di noi.
Dopo l’ottimo riscontro ottenuto con l’ultimo singolo, “Selfie”, Andrea ha scelto questa canzone ariosa e solare per il suo ritorno nelle radio, avvalendosi, questa volta, dell’esperienza di Raffaele Viscuso, autore e produttore artistico del brano, per la direzione di questo nuovo progetto, che vede “SU” come primo singolo di un nuovo percorso. Il connubio artistico tra Raffaele ed Andrea è nato casualmente nel 2013, quando la direzione artistica di “IO CANTO” capitanata da Claudio Cecchetto e Mara Maionchi, scelse il brano inedito dell’autore siciliano (intitolato “Lasciami cadere”) per farlo incidere nel CD compilation di “IO CANTO” da un giovanissimo Andrea. Adesso, a distanza di qualche anno, nasce questa nuova collaborazione finalizzata alla realizzazione di canzoni che rispecchiano la sua giovane età ed il suo stile fresco ed accattivante. Le influenze musicali sono le canzoni degli artisti con i quali Andrea è cresciuto; Justin Bieber in primis ma anche Ariana Grande, Drake, Shawn Mendes, Zara Larson, Clean Bandit solo per citarne alcuni.
Gli ingredienti del successo ci sono tutti: Andrea è spigliato, divertente e pieno di talento, ha una voce dalla timbrica decisa e che difficilmente passa inosservata, “SU” è un brano fresco e ballabile che si candida a nuovo tormentone estivo.
Radio date: 5 maggio 2017
Label:SUONO LIBERO MUSIC di Nando Misuraca
BIO
Andrea Settembre nasce a Napoli il 9 ottobre 2001. La sua “operatività” nel settore artistico prende banco fin da subito con le partecipazioni al Musical “Grease” presso il teatro Politeama di Napoli. Collabora inoltre in veste di responsabile e speaker con “Radio Immaginaria” (l’unica radio formata da adolescenti in Italia), e prende parte alla serie televisiva “Se stasera sono qui” condotto da Teresa Mannino su La 7, e al Concerto di Natale XX Edizione presso il Teatro della Conciliazione in Roma trasmesso su Rai Due. Qui duetta con i Modà. Il 2013 si distingue per partecipazione alla trasmissione di Canale 5 “Io Canto 4”, che lo renderà noto al grande pubblico. Qui contribuisce in maniera sostanziale a portare in finale la sua squadra capitanata da Claudio Cecchetto, che lo aveva voluto nel suo team, ed ha l’occasione di duettare con un artista del calibro di Nek. Anche il 2014 sarà un anno ricco di soddisfazioni per il giovane talento: ricordiamo infatti la vittoria al concorso “Una voce un sogno” con i giudici M.Luca Pitteri, F.Palma e Scalise, e la vittoria del Concorso S.Teresa Aminei gemellato con il Movimento Rock Cristiano organizzato dal tenore M.Lupoli e il soprano O.De Maio del Teatro San Carlo di Napoli. Seguiranno l’incisione di un inedito (“Lasciami cadere”) per la casa discografica RTI, e le partecipazioni televisive al reality “Fattore Umano” trasmesso da Italia 1, ed alla trasmissione “I Fatti vostri” condotto da Giancarlo Magalli ed in onda su Rai 2.
Andrea Settembre è inoltre uno youtuber di grande seguito, i suoi video e le sue cover di grandi artisti (Justin Bieber, Sam Smith, One Direction…) contano migliaia di visualizzazioni sul suo canale YouTube.
Sei inediti e sei cover si intrecciano per creare un progetto musicale fra l’ironia della narratività e dinamiche melodiche sfumate da un sound che va dal country al bluegrass, dal folk con incisi western.
Il progetto Iron Mais è nato riproponendo alcune pietre miliari del rock, del punk, del metal e non solo in chiave più bluegrass, country, rock’n’roll, stile che viene mantenuto anche nel nuovo album “THE MAGNIFICENT SIX”, parodia del famoso film cult, dove i magnifici sono i sei componenti del gruppo. La track list si compone di sei rivisitazioni di brani del calibro di “Another brick in the wall” dei Pink Floyd o “Killing in the name” dei RATM (Rage Against The Machine), ma soprattutto dei sei brani inediti che la band propone passando dalle comode ballate ironiche di “Lambro River” ai ritmi serrati di “Cucù”, “Drink and Drive” e “Grano Duro” fino al rock’n’roll italiano di “Friendshit” e “Ahi Che Dolor”. I testi sono racconti, sfoghi, proteste, provocazioni ma sempre con l’ironia che contraddistingue la band.
Etichetta: Maninalto!
“The rythm of the night”: folk, bluegrass, country e incisi western si fondono per propone la rivisitazione in totale stile “Iron Mais” di uno dei brani eurodance che ha fatto più ballare negli anni ’90.
”Cucù” è un brano che prende un po’ in giro gli arrampicatori sociali, le persone prevaricanti, i finti saccenti, e lo fa in modo ironico paragonando la loro vita a quella del cuculo, un uccello che si appropria dei nidi altrui senza fatica e che ha la caratteristica, oltre che del canto, del parassitismo.
“Drink & Drive” è un brano particolarmente satirico che tratta il tema serio dell’abuso di alcool ma in un modo divertente dal punto di vista di chi beve (sempre responsabilmente) fuori casa, brano che chiaramente si conclude con il consiglio di bere ogni tanto se si vuole ma al sicuro tra le mura domestiche.
“Ahi Che Dolor” è una classica descrizione della società in cui viviamo che tocca tutte le tematiche, un quadro provocatorio ma tutto sommato purtroppo reale del modo di vivere che ci viene imposto dove le fregature, come dice il pezzo, fanno tanto tanto male!
“Lambro River” è una comoda ballata che descrive le delizie e le primizie paesaggistiche lombarde ironizzando però sulla situazione ambientale un po’ critica che si trova spesso nei punti di ritrovo come ad esempio sulle rive dei fiumi dove, secondo gli Iron Mais, si possono felicemente pescare immaginari pesci a tre occhi.
“Friendshit” è un brano che racconta i rapporti con le persone che fanno parte della nostra vita definendosi amici ma che dell’amicizia non sanno nulla, estranei presuntuosi, persone leggere e deludenti alle quali nel pezzo vengono simbolicamente dati insegnamenti ed ironicamente inflitte punizioni, da qui il gioco di parole friendship/friendshit.
“Grano Duro” è un racconto che descrive un’immaginaria situazione familiare di un contadino dove ogni tanto subentrano anche piccole crisi economiche che vengono risolte con l’arte dell’arrangiarsi, tentare di risalire vendendo.
BIO
Gli Iron Mais sono la più celebre band cowpunk del panorama musicale italiano.
Il progetto nasce dall’idea di rivisitare in uno stile che amalgama folk, bluegrass , country e incisi western, alcuni dei maggiori successi della storia del Rock in tutte le sue epoche e sfumature. I personaggi portati in scena sono Testa di Cane (voce e banjolele), La Contessina (violino e voce), Jack La Treena (banjo e voce), Lo Scollo (contrabbasso), il Ragazzo Nutria (chitarra) e Burrito (batteria).
Il loro show è una miscela esplosiva di ironia, look caratteristico, esilarante carisma bifolco, e soprattutto un groove massiccio ed energico della loro radicata vena hard-core, passando per un’attitudine innata al Roots folk tipico degli Stati Uniti del Sud. Gli Iron Mais hanno portato al main stream un genere misconosciuto al pubblico italiano grazie alla loro partecipazione alla nona edizione del celebre talent X-Factor, durante la quale si sono distinti come qualcosa di assolutamente alternativo rispetto alle edizioni precedenti, e hanno dato identità ad uno stile che fino a prima di loro era pressoché inesistente in Italia.
La produzione discografica della band conta all’attivo un album di cover (HARDCOCK 2015), un EP contenente il primo inedito Nausea (NAUSEA 2016) e il nuovo disco THE MAGNIFICENT SIX (2017) che include anche 6 brani inediti che trattano di temi attuali presentati con la caratteristica ironia, provocazione e irriverenza della band. I brani inediti sono tutti in italiano, scelta voluta per comunicare e coinvolgere in maniera più completa il pubblico ed immergerlo nel goliardico mondo degli IRON MAIS. A partire dal 2017 il management e booking sono gestiti dall’etichetta Maninalto! (www.maninalto.org.).
In concomitanza col primo dei tre tasselli di un concept che prevede oltre alla parte musicale, anche dei cortometraggi, il brano in questione affronta le inquietudini generate dallo scorrere del tempo.
“Parentesi estive” simboleggia la luce, la donna, il calore, l’espansività, la gioia, il giallo, sottolineando l’idea di innamoramento e felicità intrisa però dell’ipotesi che le cose potrebbero finire, della consapevolezza rispetto alla caducità dell’esistenza, del pensiero che per quanto belle, tutte le cose vengono prima o poi a confrontarsi con gli opposti e proprio perché colme di meraviglia, nasce il timore per la loro conclusione. La presenza femminile però, infonde il concetto – noto in psicologia – di sicurezza, di cerchio all’interno del quale le cose vivono protette.
Il resto della storia verrà svelato alla fine dell’estate.
«Abbiamo sempre raccontato di esperienze reali, fatte di nomi e cognomi, luoghi e stagioni, scrivendo in modo palesemente autobiografico, andando a pescare da episodi precisi della mia esistenza. Per la prima volta si è deciso di affrontare un concetto attraverso un racconto più articolato, una somma di esperienze.
Le parentesi di cui parla il titolo del singolo e del progetto stesso si aprono a maggio e si chiuderanno alla fine dell’estate. Conterranno una meta-narrazione che vestirà i panni di una storia estiva in cui chiunque potrebbe riconoscersi, certamente noi che ne siamo gli autori. Portiamo in scena da un lato il concetto frivolo e leggero di una relazione estiva col suo inizio sognante ed allegro e dall’altro la chiusa in ombra e malinconica dell’addio che coglie chi l’ha vissuta ritrovandosi poi a ricordarla, pervaso dalle sensazioni accompagnate dai primi freddi settembrini.
Esiste anche un lato umbratile, meno palese, nascosto tra le pieghe della canzone: l’amarezza per lo scorrere del tempo, leitmotiv spesso presente nei nostri lavori.
Infine, l’intero progetto, completo quindi di tutte le sue parti che andremo a scoprire col passare dei mesi, vorrebbe rappresentare anche la dualità uomo/donna».
Alessio, My Escort.
“Parentesi estive” non è soltanto un pugno di canzoni, è anche un cortometraggio che approfondirà, tramite le immagini e le visioni del regista, ulteriori aspetti del messaggio che il gruppo vuole esprimere.
Parallelamente esiste la volontà di pubblicare i brani oltre che nel consueto formato digitale (attraverso le varie piattaforme online) anche in vinile, grazie ad un 45 giri in tiratura limitata, stampato dopo che verrà “svelato” il lato B del disco, tra settembre ed ottobre, alla fine della relativa campagna promozionale.
A quel punto ci si occuperà anche della terza traccia, l’outtake di “Parentesi estive”.
Prodotto e mixato da Matteo Franzan per The Bass Department.
Regia del cortometraggio: Francisco Grimaldi.
BIO
La band nasce nella primavera del 2010, dalle ceneri di una precedente formazione (Dardo Moratto).
I^ era (2010 – febbraio 2012)
Intenzionato a portare avanti il progetto, Alessio a seguito di un incontro con Luca Agerde, forma i My Escort e assieme ad altri due musicisti (Marco Soldà alla batteria e Alex Zerbinati alla chitarra) contatta il produttore artistico losangelino Ronan-Chris Murphy.
Per questioni prettamente logistiche, dopo un lavoro iniziale di arrangiamento e pre-produzione la band torna ad essere un duo.
II^ era (2012 – 2014)
Si uniscono due nuovi elementi (Giacomo “Furia” Furiassi alla batteria e Alberto “Harrison” Marchetti alla chitarra) le persone giuste al momento giusto che permettono di portare finalmente a termine la produzione di Canzoni in Ritardo (il primo album) grazie anche al felice contributo di Matteo Franzan in cabina di regia.
III^ era (maggio 2014 – giugno 2016)
Differenti visioni artistiche si tradurranno in un nuovo avvicendamento con l’uscita di Furia e Harrison e l’arrivo in pianta stabile di Daniele Trevisan alla chitarra (marzo 2014), Alberto Rosa alla seconda chitarra (novembre 2014), Giulio Burato alla batteria (novembre 2015).
IV^ era (luglio 2016 – presente)
Per difficoltà logistiche legate alla professione, Alberto esce dal gruppo. Lo sostituisce Davide Traforti.
Da poco tempo My Escort ha pubblicato il lavoro del primo album: “Canzoni in ritardo”. La produzione artistica è stata seguita da Matteo Franzan (Sara Loreni, Lost, SuperWanted, Dardo Moratto, Take away).
Le tendenze di moda e design influenzano ogni settore ogni anno: anche l’arredamento cambia e si rinnova in base ai gusti del momento. Quali sono le tendenze per l’arredo bagno per il 2017? Sono trascorsi i primi mesi e oramai possiamo definire gli stili e le novità che coinvolgono la stanza più intima, privata e rilassante delle nostre abitazioni.
In questa infografica abbiamo voluto elencare le nuove ispirazioni, le specifiche e le dritte per rinnovare sanitari, ceramiche, complementi e rubinetterie del vostro bagno: grafica e contenuti sono stati realizzati a cura di Grandform (gruppo SFA Italia SpA), l’azienda leader nel settore dell’arredo bagno e innovativa per quanto riguarda le soluzioni di benessere e di design.
La ricerca di Grandform ha permesso di evidenziare gli stili più di moda (zen, contemporaneo, nordico o shabby chic) : vi auguriamo buon viaggio alla scoperta dei consigli per avere una stanza da bagno alla moda!
↓ Qui di seguito potrete osservare l’infografica Grandform: per ingrandirla basta cliccarci sopra ↓
Hai trovato interessante questa infografica dedicata alle tendenze dell’arredo bagno 2017? Pensi che possa essere utile da proporre ai visitatori del tuo sito o blog? Se desideri ripubblicarla, non dovrai fare altro che effettuare il copia-incolla di questo codice HTML:
La docufiction Paolo Borsellino – Adesso tocca a me (coproduzione Rai Fiction e Aurora tv) andata in onda mercoledì su Rai 1, stravince la prima serata con 3.435.000 spettatori e uno share del 18,82%, nel venticinquesimo anniversario della strage.
Palermo, 19 luglio 1992, ore 16,58: un boato tremendo, una nuvola nera, il suono degli antifurto. Un video registrato a qualche isolato di distanza da Via D’Amelio fissa i momenti successivi all’esplosione in cui sono morti Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta (Claudio Traina, Agostino Catalano, Walter Cosina, Emanuela Loi e Vincenzo Li Muli). Un unico superstite, Antonio Vullo, si aggira tra cadaveri a brandelli e auto in fiamme. La mafia ha fatto saltare una Fiat 126 imbottita di esplosivo nel momento in cui il magistrato palermitano usciva dalla casa della madre dopo una visita domenicale.
Parte da qui la docufiction Paolo Borsellino – Adesso tocca a me (coproduzione Rai Fiction e Aurora tv) andata in onda mercoledì su Rai 1, stravincendo la prima serata con 3.435.000 spettatori e uno share del 18,82%, nel venticinquesimo anniversario della strage. E il punto di vista non poteva che essere quello dell’unico testimone diretto, il sopravvissuto agente Vullo, che ancora oggi avverte un senso di colpa per non essere morto con gli altri. «Vivere come unico superstite è difficilissimo – racconta all’inizio del programma –. C’è un’inquietudine che mi porto dentro sempre. Parte della mia vita è rimasta in Via D’Amelio». E alla fine afferma che dalla Croma blindata è uscito fisicamente da solo, «ma a tirarmi fuori sono stati i colleghi che erano già morti e non hanno voluto che io facessi una fine peggiore della loro rimanendo bruciato all’interno dell’auto». Una testimonianza commovente che apre e chiude la docufiction che unisce ricostruzione filmica con interviste e immagini d’epoca. Un doppio binario che funziona, con intersezioni e ritmi giusti, dimostrando come questo possa essere uno dei linguaggi più adatti alla tv. Da una parte le parole commosse dei fratelli di Borsellino, Rita e Salvatore, di magistrati e giornalisti, dall’altra un film ben diretto da Francesco Miccichè, scritto con Sandrone Dazieri e Giovanni Filippetto, la collaborazione di Manfredi Borsellino, e interpretato da un grande Cesare Bocci che, messo da parte il cliché di Mimì Augello del Commissario Montalbano, dà spessore umano e professionale a un credibile Paolo Borsellino interpretandolo negli ultimi 57 giorni di vita per arrivare a dire che «chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola».
Un brano avvolto dalle dinamiche incalzanti proprie del pop, regala al contempo tematiche di grande profondità legate al percorso di vita dell’artista stesso.
“Sale” racconta il desiderio di evasione che ognuno ha in sé, il porsi nuovi obbiettivi ed affrontare nuove sfide. Coerentemente al messaggio lanciato, la canzone è scritta ed arrangiata in una chiave di dinamicità ed ottimismo.
Radio date: 28 aprile 2017
BIO
Andrea Paone Cresce nell’hinterland milanese. Infanzia e periodo della scuola lo accompagnano a scoprire di sé un ribelle romantico, repellente agli standard e tendente al “fuori dagli schemi”. È un creativo che esprime fin dai 14 anni di età se stesso attraverso le sue canzoni. A 19 anni approccia per la prima volta uno studio di registrazione. Non studia la musica ma la assorbe dalla sua relazione con gli strumenti che usa per arrangiare i suoi brani. Successivamente ha l’opportunità di intraprendere un’attività in ambito industriale che a suo modo gli dà comunque maniera di esprimere il proprio talento. Ottiene soddisfazione, crescita personale e professionale, dedica tutto il suo tempo alla sua impresa. A seguito di un periodo di introspezione, che lo porta successivamente a riallacciarsi con le vere radici esistenziali che lo appartengono, nasce in pochi minuti la canzone “Love Is”, brano inedito ma già fruibile al pubblico sul sito ufficiale www.andreapaone.com e sul suo canale YouTube Andrea Paone. Nel 2017 viene presentato il singolo “Sale”.
Un brano che fa da ponte fra l’irruenza del rap e la morbidezza del pop creando un connubio perfettamente equilibrato e pronto ad appassionare tutti i tipi di palato musicale.
Un testo nato di getto si arricchisce dell’arrangiamento del produttore Umberto Iervolino, che conferisce il plus di valore ad una canzone che si pone come obiettivo primario quello di fondere a perfezione due culture musicali spesso tenute separate, rap e pop, senza mai dissacrarle.
BIO
A soli 20 anni Simone Costanzo ha già maturato un’importante gavetta, prima iniziando come dj e suonando in molti locali della Sicilia orientale, ed in seguito lavorando come cantante nei piano bar e nelle serate di paese. Guadagna in seguito le semifinali di Castrocaro e la finale di Area Sanremo qualificandosi tra i primi 60. Partecipa inoltre ad ulteriori concorsi legati al Concerto del Primo Maggio che lo portano ad esibirsi anche al noto locale di Roma “Contestaccio”.
Prendersi cura della bocca, dei denti e delle gengive in generale è una necessità per ciascuno di noi. Una buona igiene orale e dentale può aiutare a prevenire l’alito cattivo, il degrado dei denti e diverse malattie delle gengive, oltre a contribuire a mantenere i propri denti in efficienza anche quando si sarà più in là con l’età. Una bocca sana può aiutarti a prevenire disturbi di ogni tipo, anche non direttamente collegati ai denti, e proprio per questo motivo la loro cura assume un ruolo ancora più importante e da non sottovalutare. Per mantenere i denti sempre in salute, è bene adottare sin da piccoli determinate abitudini che possono aiutarti a fare la differenza. Lavare sempre i denti dopo i pasti è un ottimo inizio ed è di fondamentale importanza per una corretta igiene orale. Allo stesso tempo è importante anche fare utilizzo di un buon colluttorio per eliminare i germi e prevenire la carie, così come fare uso del filo interdentale per una pulizia ancora più approfondita.
Si tratta di regole semplici ma che seguite e applicate con costanza possono preservare a lungo la salute dei denti, mantenendoli sempre efficaci e regalandoci un sorriso smagliante come quello della pubblicità. Nel corso dell’anno poi, è preferibile effettuare almeno una o due visite presso uno studio dentistico: un professionista potrà verificare che la salute del cavo orale sia perfetta e suggerire eventualmente determinate accortezze per rendere ancora più efficaci le operazioni di pulizia in casa. È preferibile allo stesso tempo approfittarne per effettuare un intervento di pulizia professionale, per ottenere risultati ancora più profondi e soddisfacenti. Se necessiti di individuare un dentista Verona per effettuare una pulizia professionale dei denti, puoi contattare lo studio dentistico Rigotti al recapito telefonico 0458340743 e prendere un appuntamento.
Antony Morato è un progetto basato su una visione atipica e trasversale della moda, che consente all’uomo contemporaneo di esprimersi potendo scegliere tra diversi e molteplici stili. Che tu ti senta Sport-Chic, Hi-Jeanswear o Fashion Addicted: it’s all about Morato!
Nel 2015 il brand ha toccato quota 90 milioni di Euro in vendite, di cui circa il 30% è realizzato in italia e il restante 70% all’estero – con tre sedi ufficiali in Germania, Francia e Spagna, oltre alla sede centrale italiana.
L’azienda di scaffalatura industriale Dalmine LS ha sviluppato lo scorso anno un magazzino per il noto marchio d’abbigliamento Antony Morato, presso la sua sede operativa di Nola, situata nella provincia di Napoli.
L’impianto può vantare una capacità di 1.570 piani per cartoni e più di 500 piani appendiabiti. È asservito a carrello commisionatore (fino agli 8 metri) ed è realizzato con scaffali bifronti, in cui ogni campata è composta da 2 piani per capi appesi e 5 ripiani per cartoni.
Bergamo, 21 luglio 2017 – Il confronto intellettuale tra Roland Barthes e Piero Camporesi sul rapporto tra il mondo del vino e quello del latte è stato oggetto ieri di un incontro a cura del Seminario Permanente Luigi Veronelli presso l’Orto Botanico di Città Studi di Milano. All’interno della rassegna Area Musica Estate 2017, dedicata al jazz e alle musiche del ‘900, letture, degustazioni di vini e assaggi di formaggi hanno permesso agli ospiti della serata di apprezzare le numerose corrispondenze, allo stesso tempo organolettiche e culturali, tra la bevanda di Dioniso e alcune eccellenze dell’arte casearia. Area Musica Estate 2017 è una manifestazione organizzata da Arti e Corti, in collaborazione con il Comune di Milano – Assessorato alla Cultura, Fondazione CARIPLO, Regione Lombardia e Università degli Studi di Milano – Progetto Campus Sostenibile e Dipartimento di Bio Scienze e in partenariato con il Seminario Permanente Luigi Veronelli e l’Associazione Culturale Talenti Artistici Organizzati.
Questo momento di divulgazione gastronomica è stato realizzato grazie alla collaborazione di aziende sostenitrici come Luigi Bormioli, fornitore di calici per vini e distillati, Acqua Bracca, acqua proveniente dalle valli bergamasche, scelta dagli esperti del Seminario Veronelli come acqua più indicata per accompagnare la degustazione di vini e Vinicola Mauri, azienda che dal 1900 opera nella distribuzione beverage.
La degustazione, intitolata «Il vino e il suo contrario», ha preso spunto da testi tratti da opere di Roland Barthes, linguista, critico letterario e intellettuale francese, e Piero Camporesi, filologo geniale che ha rivoluzionato il modo d’interpretare gli atti alimentari. Barthes, infatti, nella raccolta di saggi Miti d’Oggi, pubblicata a Parigi nel 1957, individua nel latte il «contrario del vino». Il vino rosso, nel suo immediato riferimento al sangue, è da lui presentato come liquido denso e vitale, sostanza che, sul piano sociale, è capace di rovesciare situazioni spingendo al sogno o, secondo l’uso, alla realtà . Il latte, invece, con la purezza che Barthes associa all’innocenza infantile, sarebbe simbolo di forza calma, bianca, lucida, totalmente aderente alla realtà, una bevanda che non lascia spazio al sogno, tanto meno, a visioni dionisiache.
Ma è davvero così? Come può nascere un abbinamento gastronomico perfetto tra due sostanze più che lontane, addirittura contrarie? A dar ragione ai sensi – e a confutare, quindi, l’affascinante interpretazione di Barthes – Piero Camporesi che ne Le vie del latte: dalla Padania alla steppa, opera una decostruzione della contemporanea, falsa e rassicurante immagine del latte. Camporesi ne recupera, infatti, la forza e la valenza sociale attraverso un excursus di pratiche antiche e moderne, di riti e di miti che risalgono i millenni sino alla «sacra umidità primigenia stillante dal corpo della terra madre»
Letture e commenti ai testi di Barthes e Camporesi hanno, quindi, accompagnato i vini in degustazione – Franciacorta Satèn Brut Riserva Palazzo Lana 2008 di Guido Berlucchi, Antium Bellone Lazio 2015 di Casale del Giglio, Valtellina Superiore Riserva Grumello 2010 di Plozza Vini, Brunello di Montalcino 2011 di La Rasina e Angelicus 2004 di La Montata abbinati ad altrettanti formaggi in un prezioso evento di cultura gastronomica e sensorialità .
Sicuramente il più grande motivo per cui questa località risulta fra le più gettonate del Salento è il fatto che Torre Lapillo è considerata una località balneare per le famiglie. Torre Lapillo è in sostanza la spiaggia più lunga della costa ionica salentina, nello specifico è una frazione di Porto Cesareo nel Salento, sulla baia ionica con mare blu cobalto e sabbia bianca purissima. Nella baia di Torre Lapillo si alternano tratti di spiaggia libera e stabilimenti balneari.
Tutto questo la rende la meta ideale per tutti coloro che amano il mare e ogni modo utile a goderselo a pieno. La spiaggia è animata da diverse attività atte a soddisfare tutte le esigenze dall’acquagym e giochi in spiaggia di giorno, fino all’happy hour, discoteca di sera. Inoltre in spiaggia è possibile noleggiare canoe e barche per godere di fantastiche escursioni lungo la costa, con possibilità di pesca, immersioni subacquee e cene in barca, tutte attività tipiche del Salento.
Il mare salentino di Torre Lapillo ha le caratteristiche tipiche dei mari del sud, con conformazioni coralline e spiaggia di sabbia finissima che si alterna a zone rocciose. E’ un litorale che in fin dei conti risulta veramente adatto a tutti, in primis è ideale per le famiglie, poiché la larghezza della spiaggia e le acque basse a riva assicurano un controllo costante dei bambini ma risulta perfetta inoltre, per gli amanti delle lunghe nuotate e degli sport acquatici come ad esempio windsurf, barca a vela e immersioni subacquee; da sogno per chi porta con sè in valigia maschera e pinne.
Non finisce qui, nei paraggi, professionisti locali organizzato escursioni e trekking in giro per i luoghi più inesplorati, quelli nascosti per bene da madre natura, visitabili soltanto grazie all’esperienza degli escursionisti del luogo. Tante sono le cose fantastiche da vedere, persino sul promontorio che chiude la baia a nord, sorge la famosa ” Torre di San Tommaso “, sicuramente tra le torri di avvistamento più grandi di tutto il Salento, voluta nel 1568 da Carlo V al fine di proteggere la costa da attacchi saraceni.
Inoltre è comodo sapere per tutti che il centro abitato, che si estende intorno alla spiaggia, offre ogni tipo di servizio facilmente raggiungibile a piedi supermercati, ristoranti, boutiques, passeggio serale e giostre per bambini. Ma anche per i più giovani c’è tutto lo svago che si richiede, di fatto nel raggio di pochi chilometri sono disponibili diversi tipi di attività dal bowling, alle passeggiate a cavallo sulla spiaggia, passando per i go kart, fino alla pesca.
Senza dimenticare poi le immersioni subacquee, lo snorkeling, la scuola sub e surf, escursioni in generale e dalla seconda metà di giugno fino a metà settembre come citato sopra, realizzate anche per fascia di età e per grado di difficoltà. Inoltre in questi mesi sarà più facile raggiungere le località limitrofe grazie ad una considerevole pianificazione di collegamenti tramite autobus.
Ma va considerato che affidandosi ai professionisti di Salento Ville e Appartamenti che a Torre Lapillo affitta ville per vacanzesarà anche possibile affittare una macchina per muoversi liberamente su tutto il territorio pugliese.
I giornalisti che hanno partecipato al Press Tour dal 12 al 14 luglio c.m. presso il Borgobrufa Spa Resort, sono rimasti ammaliati dalla bellezza del posto e dall’eccelsa qualità dei servizi offerti, oltrechè dalla preparazione professionale e lo spirito d’accoglienza dello staff del Resort stesso.
Borgobrufa si erge nell splendide colline umbre di Brufa nel Comune di Torgiano (Pg), ed è nato nel 2001 dalla brillante intuizione dell’imprenditore Andrea Sfascia che, assieme alla moglie Ivana, dopo essersi trasferito a Torgiano e aver lavorato per anni nel mondo dell’agricoltura, ha dapprima costruito una Country House dotata di 10 camere, area accoglienza, piscina e ristorante, mentre poi nel 2006 è diventato un Resort, con la creazione di 6 suite e la nascita del Borghetto, per un totale di 50 camere e l’ingrandimento della parte ristorante, fatto per contenere sino a 250 persone, senza dimenticare la realizzazione della sala congressi e di uno dei primi centri benessere in Umbria.
Un altro anno chiave è stato il 2011, quando è stata realizzata l’attuale Spa,la più grande di tutta l’Umbria, con piscina interna ed esterna, impianti moderni e i relativi percorsi benessere e trattamenti per la mente e il corpo: molto importante è la bravura del personale dell’area Spa, guidato dalla Responsabile Chiara Polinori.
Altrettanto preparati sono la Responsabile dell’Ufficio Prenotazioni Sophie Berretta, il Responsabile dell’area Marketing Alvaro Angeli, della parte ristorazione Mimmo Scotto D’Antuano e naturalmente la Direttrice di Borgobrufa, Annamaria Palomba, che coordina l’eccellente lavoro dell’intero staff e l’andamento di questo fantastico Spa Resort.
Non va dimenticato poi lo chef capo Ciro D’Amico che sa soddisfare i palati della clientela con piatti e specialità tipicamente umbre, abbinate a degli ottimi vini: infatti la prima sera del Press Tour i giornalisti hanno cenato con dei piatti sfiziosi e degustato ottime etichette umbre.
Ad ora Borgobrufa è un 4 stelle e conta perlopiù una clientela proveniente dalla vicina Roma, dalla Puglia e dalla Campania, ma nel 2018 sono previsti degli ingenti lavori di ammodernamento che lo porteranno ad essere un 5 stelle: dopo averlo toccato con mano, siamo sicuri che non potrà altro che migliorare la già ottima qualità globale che presenta e quindi attirare una clientela anche dall’Italia Settentrionale e perché no dall’estero.
Borgobrufa Spa Resort e il suo splendido territorio: un chiaro esempio del bello vivere!
L’introduzione del sensore biometrico finger print è, senza dubbio, tra le principali innovazioni che hanno rivoluzionato il settore della votazione elettronica.
Nel 2009 l’Eurel Informatica S.p.a., già da tempo concentrata a elaborare soluzioni legate alla Tessera di Riconoscimento per la votazione elettronica, è stata la prima a introdurre questa soluzione nell’aula della Camera dei deputati.
Il sofisticato strumento biometrico, noto anche con il nome di voto elettronico “anti pianisti”, fu accolto con grande entusiasmo.
Come funziona il sensore biometrico fingerprint?
Il sistema, installato sul Terminale di voto, è altamente selettivo ed affidabile e si basa sulla raccolta di un Pattern.
Una volta memorizzato sulla Tessera di riconoscimento, il pattern, ricavato dalle minuzie caratteristiche di ciascuna persona, viene utilizzato in fase di abilitazione al voto per il confronto con quello letto dal sensore posto sul terminale del votante.
In pratica il terminale verrà abilitato al voto solo se il confronto tra i dati biometrici contenuti nella tessera e quelli del dito del deputato risulterà positivo.
L’assemblea, inoltre, potrà decidere In ogni momento, in base alle esigenze dell’aula, se utilizzare o meno il sistema.
La tecnologia finger print, utilizzata offre una serie di vantaggi indiscutibili:
univocità del voto espresso
certificazione dell’identità del votante
rendere ancora più trasparente l’attività politica
evitare operazioni di voto illecite e il fenomeno dei cosiddetti “pianisti”
Il sensore biometrico Fingerprint, utilizzato dall’Eurel Informatica S.p.a., è in grado di memorizzare più di duemila pattern diversi diversi ed identificare in tempo reale il pattern in meno di un secondo.
Una funzionalità che è destinata a diventare indispensabile per l’automazione delle attività legislative di importanti parlamenti.
Sarà perché non lo si indossa spesso, ma l’abito elegante è per la maggior parte degli uomini il capo di abbigliamento più difficile da scegliere. In realtà, la difficoltà dipende in primis dal fatto che, come per tutti gli altri capi di abbigliamento, l’abito deve essere giusto per il proprio fisico in modo tale da “calzare a pennello” e valorizzare la figura. Affinché tutto questo avvenga, bisogna guardare due elementi fondamentali: il taglio e il colore.
Perché l’abito elegante risalti la vostra struttura fisica, è necessario in primis che la giacca sia giusta di spalle; non un centimetro in più (vi ingrosserebbe) o in meno (le maniche non scenderebbero sufficientemente). La manica poi deve scendere giusta: tenendo il braccio lungo il fianco, deve lasciare intravedere il polsino della camicia di qualche millimetro mentre, a braccio piegato, deve lasciarne fuori un centimetro abbondante. Infine, il torace non deve fare grinze: sia quando si sta in piedi che soprattutto, quando si sta seduti, la giacca deve riuscire ad essere abbottonata (con un solo bottone) senza aprirsi.
Per la scelta del colore dell’abito dovete pensare all’occasione per la quale lo state indossando. I colori tradizionali sono il blu scuro, il nero e il grigio (sia chiaro che scuro) per le occasioni più formali. Colori come verde o marrone si addicono ad occasioni meno formali.
Potreste prendere spunto proprio da David Beckham, uno dei calciatori più pagati (65 milioni il suo picco più alto e la menzione come sportivo più pagato secondo la classifica Forbes del 2015, marito della Spice Victoria, noto per il suo forte gusto nell’abbigliamento e i suoi look sempre ricercati.
L’abito è uno dei suoi capi di abbigliamento maschile preferito, in tutte le sue forme e sfaccettature. Per il night wear infatti, potremmo vederlo in smoking ad un evento di beneficenza, oppure in un locale modaiolo accanto all’ex Spice con una giacca abbinata ai colori indossati da sua moglie per… uno stile di coppia!
Nelle sue numerose uscite in abito elegante, è passato da uno stile business in abito blu con cravatta regular e pochette bianca basic, ad uno stile super elegante con abito nero e papillon, fino ad arrivare a meno formali con abiti abbinati ad una t-shirt e ad un paio di sneakers bianche.
Ogni suo outfit è studiato nei minimi particolari, i tessuti scelti con gusto e attenzione e i colori con poche ma particolari variazioni. Lo styling è sempre molto equilibrato, insomma Mr. Beckham è sempre impeccabile. Difficile, se non impossibile, trovare una nota stonata nelle sue mise.
Per scoprire tutti gli altri look di David Beckham visita il nostro blog www.democraticluxury.com
Ridurre i costi di gestione della propria stampante è possibile. Anzi, non solo è possibile ma è persino più semplice di quanto si possa pensare. Ecco una guida al risparmio che ti permetterà di abbattere in modo significativo i costi di gestione del proprio dispositivo di stampa.
Scegliere la tecnologia giusta
Qual è la tecnologia migliore tra la inkjet e la getto d’inchiostro? Non esiste una risposta univoca a questa domanda: la tecnologia migliore è quella più adatta alle proprie esigenze e abitudini. La soluzione a getto d’inchiostro è indicata per un uso domestico, proprio di chi utilizza la stampante senza una regolarità specifica, su più formati di carta e per la realizzazione di file diversi (foto, immagini, testi, ecc.). La tecnologia laser è pensata per le stampe in serie, tipiche delle realtà d’ufficio e aziendali, e rende al massimo se utilizzata con regolarità e in modo intensivo, soprattutto per la stampa di file di testo.
Le stampanti inkjet utilizzano le cartucce, molto più economiche dei toner in dotazione alle soluzioni laser ma anche meno durature. In ogni caso, esistono soluzioni low cost come le cartucce e i toner compatibili per stampanti ma, in tal caso, occorre prestare massima attenzione al prodotto che si acquista: scegliete solo prodotti dalla qualità certificata e realizzati da aziende affidabili e di comprovata esperienza e riconoscibilità, meglio se europee.
I font più efficienti
A seconda del font che scegliete cambia anche la quantità di inchiostro consumato. Caratteri come il Garamond, il Times New Roman e il Calibri permettono un minor dispendio di inchiostro; la soluzione ideale, però, è un’altra e si chiama Ecofont, ovvero un carattere forellato sviluppato con l’obiettivo di ridurre al minimo il fabbisogno di inchiostro per la stampa.
Gestire al meglio il processo di stampa
Bastano piccoli accorgimenti per registrare un significativo risparmio di inchiostro. Prima di procedere con la stampa, effettuate una revisione approfondita del documento per assicurarvi che sia tutto ok (evitando di stampare lo stesso file due volte) e verificate anche tramite l’anteprima di stampa che formattazione e impaginazione abbiano mantenuto le impostazioni desiderate. Potete scegliere se stampare tutte le pagine o se escluderne qualcuna oppure potete eliminare immagini e altri elementi non necessari.
Prediligere la stampa in bianco a nero a quella a colori è un’altra abitudine che può abbattere in modo sostanziale i consumi così come la modalità “bozza di stampa”, che assicura una minor resa dal punto di vista della qualità e della definizione ma che va comunque benissimo se non avete particolari esigenze estetiche.
Proviamo a pensare per un attimo alle occasioni presenti nel web, quelle del settore auto, le usate, molto ambite da sempre, gli annunci che si possono trovare presso i principali Siti di settore, è facile comprendere come possano presentarci una carrellata molto ampia di proposte tra le quali dover districarsi nella scelta, che alle volte può risultare piuttosto complicata, soprattutto quando mancano le dovute informazioni.
Adesso invece proviamo ad immaginare un Sito Web di un Rivenditore che comunica con efficacia tra le sue pagine, le sue caratteristiche, la sua storicità, le possibilità che si hanno e le offerte dettagliate esposte con rigorosità metodologica, un Autosalone che riesce a farci sapere che la sua attività è aperta da oltre 50 anni e che ben tre generazioni della stessa famiglia hanno preso parte all’impresa, dagli albori fino ad oggi, allora siamo proprio giunti nel “luogo virtuale”adatto a scegliere l’auto, probabilmente con maggiore serenità, considerata l’esperienza regressa e la stabilità dell’azienda.
In provincia di bergamo le auto per Epis hanno una storia alle spalle
In questo caso quando parliamo di una realtà simile nella provincia di Bergamo, con molta probabilità stiamo “evocando” le auto di Epis, un vero e proprio centro di smistamento dell’usato che ha alle spalle una tradizione storica di ben 55 anni di esperienza, dove si sono succeduti dal nonno al nipote, tutti appassionati di questo settore, quindi uno degli ultimi esempi di famiglia che si tramanda l’attività di padre in figlio.
La storicità va bene, allora oggi, durante gli anni di Internet, dei dispositivi mobili, è ovvio che uno Showroom come questo debba far “esplodere” la sua visibilità tramite la rete, portando a conoscenza la propria storia, come la migliore tradizione aziendale ha sempre fatto negli anni passati, con la differenza che oggi tramite Internet si può avere la possibilità di raggiungere un pubblico molto più ampio che è pronto ad intercettare le pagine web dell’impresa con pochi click.
Allora “scoviamo” le realtà storiche delle aziende italiane anche nel comparto auto, come quella di Epis, cerchiamo di utilizzare la rete per trovare una tradizione del nostro paese che grazie a queste ultime famiglie, capisaldi di un’imprenditorialità di “altri tempi” fatta di persone unite nel lavoro ed anche al di fuori, che operano per passione, perchè gli è stata tramandata proprio dal nonno, fino a giungere al nipote ed in ognuno di loro si è radicata una parte dell’impresa storica che si è evoluta dal dopoguerra fino ai giorni nostri.
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