Passione per le scienze, per le lingue, per l’informatica e le tecnologie, per le scienze umane, per la ristorazione e l’accoglienza. Ecco tutti i volti di iSchool High: Liceo Scientifico e delle scienze applicate, Liceo delle Scienze Umane e economico-sociale, Liceo Linguistico e internazionale, Istituto Tecnico – Informatico, Istituto Tecnico grafica e comunicazione e Istituto professionale alberghiero. A svelarli sarà lo stesso istituto iSchool High che sabato 24 novembre, dalle 14 alle 17, accoglierà i futuri studenti con le loro famiglie per un Open Day – letteralmente – magico.
Dopo aver mostrato ai partecipanti gli spazi avveniristici dell’Istituto – si pensi che le aule, spaziose e tecnologiche, dispongono di un sistema Wi-Fi, di uno schermo interattivo, di una parete-lavagna e di una parete magnetica espositiva e che al posto dei banchi singoli c’è un unico grande banco circolare per favorire la relazione e il benessere tra gli alunni – Marco Milanesi, mentalista, illusionista e prestigiatore, si esibirà in «La mente umana: ai confini tra illusione e realtà». Uno show con cui Milanesi, membro del prestigioso Magic Circle di Londra e inserito nel Book of Masters of Magic in quanto “professionista della scena che crea e manipola l’illusione creando piacere nei suoi spettatori”, libererà la fantasia e la creatività preparando i partecipanti ai 9 workshop in programma.
iSchool High, infatti, scuola dal cuore internazionale, usa una didattica lontana dai soliti schemi e valorizza i talenti affiancando alle lezioni teoriche anche molti momenti pratici ed esperienziali, preparando i suoi studenti al meglio per il mondo del lavoro. Così ogni workshop sarà personalizzato in base all’Istituto di riferimento, in modo da farne emergere un tema nello specifico o una particolare caratteristica, in maniera assolutamente non convenzionale. In particolare, per il Liceo Scientifico si terrà il workshop “Le geometrie dell’universo e i numeri della poesia” , “Genetica forense: il linguaggio del Dna” per il Liceo delle Scienze applicate, “Ti dico che è così!” per il Liceo delle Scienze Umane, “Conosci l’altro è conoscerai te stesso…viceversa” per il Liceo delle Scienze Umane opzione Socio-Economico, “China calling: alla scoperta della lingua e cultura cinese” per il Liceo Linguistico, “Why not?” per il Liceo Linguistico internazionale e “Tecnologie emergenti: interazione uomo-macchina” e “Photoshop: tra illusione e realtà” rispettivamente per l’Istituto tecnico Informatico e per l’Istituto Tecnico Grafica e Comunicazione.
Infine, chi ha l’anima da chef ed è interessato all’Istituto Alberghiero, potrà partecipare al workshop “Chef per un giorno” con tanto di showcooking a cura di Irina Cigolini, esperta docente iSchool di cucina, nonché consulente di catering, eventi, banchetti e design della tavola. Per poi concludere, tutti, con l’AperiTaste: aperitivo presso Taste – a School Restaurant Experience, il Ristorante Didattico di iSchool.
** i ragazzi e le famiglie interessate all’Istituto Alberghiero potranno degustare l’aperitivo presso Taste in via Tasso, 49 a Bergamo, dalle 16.00. La scuola mette a disposizione un servizio navetta. Ulteriori info sull’offerta formativa su https://ischool.bg.it
La malinconia agrodolce del brano accompagna la chiusura dell’estate in una cerniera temporale fra tempo passato e tempo presente.
Il testo della nuova canzone di Rita Zingariello nasce da un viaggio prenotato per caso ad Amsterdam con la volontà di ricongiungere una parte di sé col mondo.
È estate e le strade sanno di legno e di mare in un luogo che sembra slegato dal tempo. La canzone rimanda dai primi ascolti alla piacevole invasione di colore negli occhi. La leggerezza e la semplicità volute nell’arrangiamento sono arricchite da una nota malinconica richiamata dagli archi a metà brano, quasi a voler sottolineare una più profonda volontà di trasformare i pesi del passato in ricchezza del presente”.
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Il singolo è il terzo estratto dall’album “Il canto dell’ape”, un lavoro in cui la cantautrice prende consapevolezza di sé e diventa forte l’esigenza di raccontare l’epidermico piacere di fuggire l’ombra.
«Il disco è stato pensato a casa mia, dove spesso scrivo in solitudine per riordinare pensieri. E’ un’azione che, oltre a farmi stare bene, è diventata la mia unica e migliore psicoterapia.
Con questo disco ho svelato a me stessa dove sono arrivata e come ci sono arrivata.
Le canzoni sono nate con più penne, una chitarra e un pianoforte. Ho riempito fogli di parole e scarabocchi.
Ai fogli che non sono finiti accartocciati è toccato di finire catalogati in uno schedario verde mela ad anelli, da cui ho poi scelto le undici tracce di questo album.
Quando sono stata convinta di liberare in volo le canzoni ho incontrato Vincenzo Cristallo, chitarrista amico, con cui ho condiviso l’avventura dei live del mio album precedente, “Possibili percorsi” e a cui ho deciso di affidare gli arrangiamenti di questo ultimo disco.
Le atmosfere e le influenze che hanno ispirato l’album sono tante e diverse tra loro, dal pop d’autore all’indie-rock, dalla musica dub al bluegrass, con sonorità vintage e moderne insieme, dove la costante è l’uso di strumenti acustici (protagonista assoluta la chitarra), uniti ad un utilizzo minimale dell’elettronica.
La voce “pulita” e la semplicità dei testi, ci hanno condotto attraverso un viaggio fatto di verità e rinascite, di intimità e istintività, dove parole e melodie si sono contaminate con l’aria internazionale degli arrangiamenti.
Il vestito finale dell’album lo abbiamo confezionato nello Stones Lab Studio, dove la disponibilità e la professionalità di Leo Zagariello, che ha curato la ripresa del suono e di Angelo Nigro, che si è occupato delle programmazioni e della post-produzione del disco, hanno materializzato le nostre idee iniziali.
Il risultato è un progetto moderno, rivisitato in un’ottica crossover, in cui tanti sono i generi che si fondono con un’idea di partenza semplice ma al tempo stesso forte e di carattere». Rita Zingariello
Dal 21 settembre sarà disponibile in tutti gli store digitali uno speciale singolo contenente anche il brano “Patria”, versione in musica della poesia di G. Pascoli che è valsa alla cantante la vittoria della prima edizione del premio Pascoli in Musica, tenutosi a San Mauro Pascoli lo scorso 8 agosto, grazie ai voti della giuria coordinata da Giordano Sangiorgi, patron del Mei, il Meeting delle etichette indipendenti.
DICONO DI LEI
“Rita Zingariello è brava (…), in quest’album la sua voce, limpida e straordinariamente pulita, ha un risalto del tutto speciale.” Francesca Incudine – Blow Up
“Dodici brani di pop d’autore, leggeri e ben concepiti, garbati e accattivanti, incredibilmente scevri da zuccherose leziosità. Deliziosamente fresco”. Rockerilla
“(…) Una bella scrittura artigianale italiana, quella d’autore, (…) un lavoro di grandissimo spessore lirico e con una produzione assai interessante, che danza con naturalezza tra le pagine classiche ma anche tra le contaminazioni francesi, argentine, spagnole, da un bluegrass di slide guitar alle fisarmoniche da tango. Il pop made in Italy è anche e soprattutto questo, con scritture dalla forma canzone non sfacciatamente didattica e con un piglio assai personale e ricco di tantissima libertà espressiva”. LoudVision
“Il progetto musicale della cantautrice pugliese ti cattura fin dalle prime note, e non si può che restare affascinati dalla dolcezza, dalla grazia, dalla semplicità e dalla gentilezza, con cui la voce di Rita Zingariello, cristallina e sincera, cattura sogni (…) facendoli rivivere nei testi delle sue canzoni”. Peppe Saverino – MusicMap
Etichetta: Volume!
Radio date: 18 settembre 2018
Pubblicazione album: 6 aprile 2018
BIO
Rita Zingariello nasce a Gravina in Puglia a cavallo tra il segno della Vergine e quello della Bilancia.
Sin da bambina studia pianoforte, per poi avvicinarsi al canto, materia nella quale si diploma nel 2005. L’attrazione esercitata dalla musica ha reso piuttosto immediata la personale scelta di iniziare a comporre. Nel 2008 il suo primo EP da cantautrice “È alba” segnerà l’inizio di un’intensa attività di live. Nel 2012 vince il Contest “Musica è” e nello stesso anno è tra i vincitori di Sanremo rock e Castrocaro.
Negli anni seguenti sperimenta nuove collaborazioni avvicinandosi alla musica jazz con un progetto inedito, “Incondizionatamente”, con Daniele e Tommaso Scannapieco, Ettore Carucci e Giovanni Scasciamacchia, che ottiene numerosi consensi.
Nel 2014 arriva il suo secondo lavoro discografico, “Possibili percorsi”, con la produzione artistica di Phil Mer, pubblicato da “Digressione music”.
Nel 2015 e 2016 è tra i finalisti e vincitori di vari Festival in Italia: Frequenze Mediterranee, Biella Festival, Festival della Canzone Friulana, Voci per la libertà per Amnesty International, UP, Festival dell’Alta Murgia, Red Bull Tour. Apre, tra gli altri, i concerti di: Gino Paoli e Danilo Rea (2013), Paola Turci (2015), Mario Venuti e PFM (2016).
Nel 2017 diventa protagonista di un tour dedicato ai maggiori successi di Mogol, dove è lo stesso autore a volerla al suo fianco sul palco, come interprete e cantautrice.
Nello stesso anno comincia a lavorare al suo nuovo disco “Il canto dell’ape” e con l’amico chitarrista Vincenzo Cristallo avvia una stretta collaborazione sugli arrangiamenti.
Sceglie di produrre personalmente il disco attraverso quella che si rivelerà essere una delle campagne di crowdfounding di maggior successo registrate sulla piattaforma di Musicraiser, con oltre 200 sostenitori e un obiettivo più che raddoppiato.
Il 6 aprile 2018 esce “Il canto dell’ape” che riscuote subito un enorme successo tra pubblico, critica e numerose radio. Il 4 maggio al teatro Forma di Bari, con tutto esaurito, Rita presenta l’album accompagnata dai 16 musicisti che con lei hanno registrato le 12 tracks del disco. Da maggio 2018 ad oggi è impegnata in un intenso tour di presentazione del disco in tutta Italia. Nel frattempo, riceve menzioni al Premio InediTo, Salone del Libro di Torino e al Premio Peppino Impastato.
presso il Complesso monumentale di Sant’Anna dei Lombardi
Piazza Monteoliveto n.4 Napoli
Il tradizionale
CONCERTO DELL’IMMACOLATA
( Luoghi Storici e Musica)
con la visita guidata della splendida cinquecentesca Sala del Vasari .
Anche quest’anno per il tradizionale incipit in occasione delle festività natalizie, verrà presentato dall’Associazione Culturale Noi per Napoli il Concerto dell’ Immacolata con l’esecuzione di un repertorioche comprende le piu’ belle ed immortali melodie mariane, quelle meno note ma altrettanto degne di ascolto, di brani sacri di grande ed intensa spiritualita’, porranno l’accento sulla figura della Vergine Maria come madre e donna nella sua più vera umanità,presentati attraverso le voci di autori laici,con la finalità benefica di donare alla mensa dei senzatetto della Caritas di Santa Chiara, in Piazza del Gesù a Napoli, generi di prima necessità.
Iniziativa realizzata sempre in collaborazione e con il Patrocinio Morale dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e della Presidenza del Consiglio Regionale della Campania in vista di valorizzare sempre le bellezze ed i tesori del nostro patrimonio storico artistico, promuovendo la conoscenza storica abbinata sempre alla musica ed al Bel canto, rendendoli accessibili ai cittadini napoletani ed agli ospiti in visita a Napoli in questi giorni di festa, un progetto che coniuga arte,cultura e solidarietà.
Gli artisti saranno : il soprano Olga De Maio, il tenore Luca Lupoli, artisti del Teatro San Carlo, il tenore Lucio Lupoli, il flautista M° Andrea Ceccomori, accompagnati dal M° Maurizio Iaccarino pianista, con gli interventi storici del giornalista,storico e critico teatrale Dott. Giuseppe Giorgio.
Foto di Gaetano Del Mauro
Il Concerto sarà preceduto dalla visita guidata al complesso di S.Anna dei Lombardi, della Sala Vasari dalle h.18.00 su prenotazione !
La visita guidata è a cura di Cooperativa sociale ParteNeapolis.
Contributo Associativo valido per Visita guidata + Concerto 12€
Un ritmo leggero e trascinante che spazia dal pop al reggaeton è il marchio di fabbrica del nuovo brano prodotto dalla Rusty Records.
“Dov’è la festa?” racconta di un’estate vissuta senza pensieri, amando la vita e cogliendo ogni attimo con il sorriso, dimenticando i problemi e vivendo ogni giorno come se fosse una festa continua, ballata al ritmo di una cassa reggaeton.
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Il pezzo è tratto dal “Eujenia”, un disco che sperimenta più sound ed influenze stilistiche senza fossilizzarsi su uno in particolare. Denominatore comune il POP che si tinge di più nuance: l’RNB (“La costante siamo noi”), l’HIP HOP, sia in chiave più old school (“Tutto quello che domani” \ “Baby don’t cry”) che più attuale (“Voglio andare a LA” \ “DI-I-I-VA”), il REGGAETON (“Dov’è la festa?” \ “Scegli me”), le BALLAD (“Le tue mani” \ “Dire mai”), con l’intento di contaminare ogni traccia con un sound internazionale ma senza abbandonare le mie radici e quindi con testi in Italiano.
Le tematiche dei brani parlano delle esperienze personali dell’artista spaziando da argomenti più leggeri e spensierati come la semplice voglia di divertirsi e vivere il momento, a momenti più difficili e profondi, come la perdita di una persona cara, la fine di un amore importante, il passaggio in una nuova fase di vita con l’accettazione degli errori commessi e il cambiamento per affrontare meglio il futuro. Il linguaggio è volutamente molto semplice e chiaro, per arrivare in modo diretto all’ascoltatore.
«Tema per me molto importante è la figura della donna nella società, che purtroppo ancora oggi, spesso non viene rispettata ma al contrario sottovalutata e sminuita. Tante volte ho vissuto personalmente questo tipo di situazioni, ma ho sempre dimostrato agli altri e a me stessa il mio valore, senza mai scendere a compromessi e raggiungendo i miei obiettivi con le mie sole forze». Eujenia
DICONO DI LEI
“Esordio eponimo per Eujenia, eclettico, frizzante, ricco di eros, privo di noia.” (WebMagazine 24)
“Brani di grande pop internazionale (…) R’n’B, quel drumming digitale che riporta ai ghetti della grande mela, l’urban espressa ovunque e poi le coreografie, i costumi di scena… insomma ogni tassello è al proprio posto.” (Blog della Musica)
“Un disco ricco di contaminazioni musicali, che spaziano dal pop all’r&b, dal reggaeton all’hip hop alle ballad.” (MyDreams)
“Esordio di un fascino internazionale: canzoni di un rock digitale che diviene R’n’B e POP di grande stile, dalle ballad per niente presuntuose e poi tantissimo sex appeal.” (Claudio Pivi – Mondo Spettacolo)
Etichetta: Rusty Records
Radio date: 24 agosto 2018
Pubblicazione album: giugno 2018
BIO
Eugenia Goria, in arte Eujenia, nasce ad Asti il 13 novembre 1987.
La musica entra a far parte della sua vita fin dall’età di 4 anni, quando muove i primi passi di danza. All’età di 14 anni decide di impegnarsi seriamente per formarsi nella danza, nel canto e nello studio del pianoforte. Dopo il liceo si trasferisce a Milano dove frequenta il corso di studi triennale dell’Accademia S.P.I.D., tre anni molto significativi ed impegnativi in cui si formerà come professionista per il mondo dello spettacolo.
In questi tre anni approfondisce gli studi con vari stage e workshop in Italia, Londra, Parigi e New York dove vince alcune borse di studio e concorsi come ballerina solista.
Al termine dell’Accademia inizia la sua carriera professionale in vari eventi per marchi, convention, trasmissioni televisive, videoclip nei quali partecipa in veste di ballerina, corista o coreografa come : Lavazza, Pall Mall, Step Up 3D, Cartoon Network, TRL su Mtv, Redken, TOP of the POPS, Samsung, Premio Tenco, videoclip “Girlzzz” di Stylophonic, videoclip “Fragile” di Paolo Meneguzzi, Vibes Music Fest, Radio RDS, Unitevision, ADL, Effetto Domino, gruppo corale Aquarius, Tour Mimmo Cavallo, VIDA LOCA e molti altri.
Nel 2009 entra nel cast del musical prodotto dalla Barley Arts “WE WILL ROCK YOU” by QUEEN e Ben Helton con la regia di Maurizio Colombi e nel 2010 entra nel cast del musical “JESUS CHRIST SUPERSTAR” con la regia di Massimo Romeo Piparo, grazie ai quali gira l’Italia e condivide il palco con artisti come Max Gazzè, Mario Venuti, Matteo Beccucci e Simona Bencini.
Nel 2011 avviene una svolta fondamentale, viene scelta come ballerina e corista per il tour di Paolo Meneguzzi e incide per la prima volta in studio di registrazione un brano dello stesso cantante dal titolo “LOVE”. In quel momento capisce che la sua grande passione per il canto prenderà il sopravvento su tutto il resto.
Dal 2013 si trasferisce a Roma, frequenta vari stage e workshop per cantautori studiando con autori come Bungaro, Mauro Pagani, Giuseppe Anastasi, Cheope, Niccolò Agliardi, Massimo e Piero Calabrese.
Dal 2014\15 decide che è ora di farsi sentire sia come cantante ma soprattutto come cantautrice e partecipa a concorsi quali Tour Music Fest e Videofestival Live dove arriva finalista nella sezione cantautori e Sanjorio Festival in semifinale. In questi anni viene selezionata anche per le audizioni televisive dei talent “Forte Forte Forte” con Raffaella Carrà e X FACTOR con Skin, Elio, Mika e Fedez.
Proprio in quest’ultima occasione viene notata dal Maestro Massimo Morini che da quel momento supervisiona artisticamente il suo percorso e la creazione del suo primo album di inediti, scritti ed arrangiati in collaborazione con il musicista Luciano Zanoni. Nel 2015\16\17 è scelta dalla Mescal Music come coreografa e ballerina dei tour del rapper Moreno, vincitore del programma “Amici di Maria De Filippi”.
Nel 2017 consegue l’attestato del corso professionale Dj School presso la Goody Music di Roma e inizia un tour europeo come cantante con la tribute band dei Black Eyed Peas Elephunk.
Nel 2018 firma con il manager Maurizio “Rusty” Rugginenti e con l’etichetta Rusty Records con la quale pubblicherà il suo primo album dal titolo “Eujenia”.
Dopo le importanti collaborazioni con nomi storici della scena musicale italiana come Mario Merola (con cui instaura un intenso rapporto lavorativo discografico e concertistico) e Nino D’Angelo (nel 2017 canta un brano all’interno della colonna sonora del film “FALCHI” di Toni D’Angelo con Fortunato Cerlino e Michele Riondino), arriva un brano di forte impatto dal sound mediterraneo prodotto da Francesco Comunale per Highlights.
“Dimmi dove sei” è la storia di un grande amore finito all’improvviso. La protagonista non riesce a realizzare l’assenza del suo lui e il tempo che passa inesorabile dal momento che tutto è cambiato. La canzone esalta la melodia italiana veicolando il racconto di una storia emotivamente coinvolgente.
Radiodate: 15 giugno 2018
Etichetta: Highlights
BIO
GIOVANNA DE SIO nasce a Napoli ed inizia ad apprendere l’arte del canto su suggerimento del maestro Alberto Sciotti. Collabora con grandi nomi della musica napoletana tra cui il maestro Enzo Di Domenico che la vuole al suo fianco diverse volte in vari concerti. Dopo anni di gavetta incide nel 2002 il suo primo album “E’ grande” che porta il titolo dell’omonima canzone che diventa subito il suo cavallo di battaglia. Nello stesso anno vince la selezione “Una voce per il festival di Napoli”, accedendo di diritto, con la canzone “Ombra Cattiva”, al “Festival di Napoli” in onda su RETE 4. La stessa canzone diventa poi la sigla di chiusura in una trasmissione di successo di Maria Teresa Ruta in onda su Tele A. Nel 2003 viene pubblicato il disco classico “Terra mia”.
Poco dopo la sua strada si incrocerà con quella del maestro Mario Merola che, credendo subito nelle sue qualità, le offre l’opportunità di partecipare alla trasmissione “Piazzetta Merola” ed al “Merola Day” svoltosi nel porto di Napoli. Arriva presto anche il duetto “Mamma dè viculè” che solidifica a collaborazione fra i due artisti. Nel 2004 esce l’album “Finalmente ci siamo” e nel 2006 il disco “Immancabilmente”, lavoro discografico di grande successo.
Dal 2006 fino al 2008 è ospite fisso del programma “Via Caracciolo” condotto dallo showman Gianni Simeoli.
Nel 2007 esce il cd “Giovanna De Sio canta Merola” in onore alla scomparsa del grande Maestro.
Nel 2008 partecipa alla “Piedigrotta” di Napoli con la regia di Nino D’Angelo, cantando il singolo “Freva d’ammore”. Nello stesso anno esce l’album “Napoletana più che mai” e nel 2010 “Io Giovanna De Sio”.
Nel 2010 Leonardo Ippolito (regista teatrale) la sceglie per partecipare al Musical “Napoli è festa di canzoni” presso il Teatro CILEA. A fine marzo dell’anno 2012 termina le repliche del grande successo teatrale di Nino D’Angelo “C’era una volta nu jeans e na maglietta”.
Nel 2017 viene chiamata di nuovo da Nino D’Angelo per cantare un brano all’interno della colonna sonora del film “FALCHI” di Toni D’Angelo con Fortunato Cerlino (Don Pietro Savastano di Gomorra) e Michele Riondino.
La cantautrice milanese scatta una lucida e vivida istantanea che ritrae in musica la fase di passaggio da bambina a donna che appartiene al gentil sesso.
“Addio Barbie” è la canzone dedicata agli ormoni. Quelli femminili. È il passaggio dall’essere bambina all’essere donna, con tutto ciò che ne consegue. Bene e male, amori e dolori. Il sound è una ripresa del calipso proprio per sottolineare le trasformazioni del corpo femminile. Barbie è solo un pretesto che dà l’attacco al pezzo…è in fondo la bambola più famosa del mondo.
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Illustrazione di copertina di Paolo Barbieri
“Cantastorie” è l’opera prima di Furia, composta da tredici brani. Il viaggio dell’artista è un contenitore di storie vere narrate come cronache poetiche, alcune di un passato glorioso, altre di ferite antiche che ancora si aprono nel presente: di bambini e donne di ogni strato sociale, traditi nella loro essenza e negli affetti da chi si fidavano. Ma sono anche riflessioni sulla frattura necessaria e naturale che si è formata nei rapporti tra uomo e donna, e di come il ribaltamento dei ruoli e del potere nella coppia porti a conseguenze non sempre prevedibili. E la mutevole posizione della donna di oggi, tra ironia, sogni e speranze.
Furia è una moderna cantastorie che supporta le sue parole e la sua musica con narrazioni visive che sono spaccati di realtà in cui lei è la voce narrante, un Io che osserva da vicino l’accaduto, restituendoci una cronaca poetica dei fatti, delle gesta e dei sentimenti della generazione di oggi e del passato.
La possibilità di creare un messaggio di speranza è rappresentata dalla presenza a fianco di Furia, del Maestro Luigi Albertelli in veste di produttore e manager, che vuole gettare un seme di speranza nella produzione musicale italiana ed internazionale. Una condivisione e un incontro tra la giovane cantautrice e il paroliere di lungo corso, con storie nuove, per raccontare che sull’autostrada dell’omologazione c’è sempre un’uscita in direzione della libertà.
Dicono di lei
“Cantastorie racchiude tutta la sensibilità e le sfaccettature di Furia, un’artista che meriterebbe di entrare nella scena mainstream con la dirompenza dimostrata”.(Gilberto Ongaro – MUSIC MAP)
“[Il disco] è un concentrato di bellissimo pop digitale che veste i panni di quel sapore un poco alla Alberto Camerini e un poco alla Decibel del tempo andato.” (LOUDVISION)
“Un lavoro deciso e proiettato sulle nuove frontiere del pop italiano, quello elettronico, quello futuristico… ma quello che attinge a piene mani da un passato glorioso di melodie popolari.” (Alessandro Riva – MUSIC LETTER)
“Un esordio molto interessante che analizza le contraddizioni di questa società moderna con ironia, sagacia, ma anche la giusta rabbia necessaria per far nascere una profonda riflessione sulla situazione attuale.” (Vanni Versini – ONDA MUSICALE)
Pubblicazione album: 9 marzo 2018
Radio date: 24 agosto 2018
Produzione/Etichetta: Luigi Albertelli
BIO
Furia, nome d’arte di Tania Furia, nasce a Milano. Dal 2010 inizia la sua carriera artistica avvicinandosi prima alla musica jazz poi alle cover di musica pop italiana e straniera. Si esibisce in diversi locali, festival e teatri italiani. Nel 2011 partecipa alle selezioni di X Factor 5. Viene eliminata agli Home Visit. Questa la gavetta di Furia, simile a tante ragazze che vogliono inserirsi nel mondo della musica italiana. Ma finalmente nel 2015, proprio in un teatro, avviene l’incontro con uno dei più grandi autori che ha segnato la musica italiana, il Maestro Luigi Albertelli, che diventa suo produttore e manager. Con lui nasce uno splendido sodalizio artistico che porta Furia a far emergere le sue qualità di autrice. Insieme decidono di usare come nome d’arte solo il cognome, Furia. Che caratterizza perfettamente il suo carattere. Ed inoltre, il destino vuole che sia anche il titolo di uno dei successi del Maestro, Furia il cavallo del west. Grazie all’insegnamento di Albertelli si scopre e diventa una vera cantautrice completa. Ma Furia in effetti è una cantastorie, le tematiche dei suoi testi sono la cronaca di storie vere e della situazione socio-culturale italiana attuale. Prendendo spunto dalla tradizione dei cantastorie che si avvalevano di cartelloni su cui veniva disegnata la storia che narravano, Furia utilizza installazioni video che l’accompagnano nella sua esibizione vocale. Indossa una divisa alla Corto Maltese, personaggio famoso del fumetto italiano, da lei amato e scelto per rappresentare la sua idea di donna: l’antieroina. Questa la sua originalità che la contraddistingue rendendola unica nel panorama musicale italiano. L’album dal titolo “Cantastorie” pubblicatonella primavera 2018, è composto da undici brani inediti. Il singolo di lancio è il brano “Tu sei mio”. Seguono “Giulietta”, “Freelance” e “Robot”.
Dal maggio 2017 è in scena con lo spettacolo itinerante “E lasciami gridare”di e con Luigi Albertelli, dove interpreta i grandi successi dei 50 anni di carriera del Maestro.
Nell’Ottobre 2017 è ospite a TV2000 nel programma in diretta “Bel tempo si spera” con Luigi Albertelli. In questa occasione presenta in anteprima il suo progetto. A fine agosto 2018 viene lanciato il nuovo singolo “Addio Barbie”.
Un vestito sonoro trionfante cela un brano ricco di mistero, avvolto in un vortice di percussioni e ritmi pop che non tralasciano intrecci di chitarre acustiche e distorte mai invadenti.
“Doroty” è stata scritta da Marco Negri 4 anni fa, nel pieno di un’estate che trasudava ricordi e zanzare, umidità e sensi di colpa mai sopiti.
Doroty, la protagonista e tiene in scacco tutti quelli che la stanno a guardare ammirati. Una mela troppo alta da afferrare; una donna che ti fa sentire piccolo.
Il singolo parte con un profluvio di sintetizzatori e tastiere, mentre entra in scena un suono di slot machine e chitarre acustiche che danno il tempo alla voce tranquilla ma decisa del cantate. Ben presto la melodia si adagia su un tappeto di tastiere volanti che fanno capolino al primo ritornello. La batteria sintetica prende slancio per poi esplodere nel ritornello che riporta in superficie cori, chitarre e vigorosi handclaps.
Il lavoro in studio che ha dato vita a “Doroty” è partito intorno al 2015 presso l’attrezzatissimo Digitubestudio del Maestro Carlo Cantini, che ha messo in bella copia tutte le elucubrazioni testuali e musicali dell’artista.
Marco Negri si è visto impegnato nelle registrazioni delle voci, dei cori, e ha contribuito assieme a Cantini alla stesura degli arrangiamenti.
Andy Einaud alla batteria ha conferito risalto ritmico al pezzo, mentre Fiorenzo Delegà al basso ha cesellato note su note con sapiente maestria. Le chitarre sono del giovane parmense Emanuele Magrì e i sintetizzatori e le varie tastiere sono state arrangiate dallo stesso Carlo Cantini.
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Etichetta: Kirma Records
BIO
Marco Negri nasce a Mantova nel 1979 da due professori di educazione fisica.
La sua infanzia è colorata dalle note di Bryan Ferri, dei Pooh e dei Beatles perché il padre, nel tempo libero, ama ascoltare la musica. E così Marco cresce a giradischi e mangiacassette e dentro di lui si fa sempre più chiara la consapevolezza di non essere tagliato per l’ambiente della palestra.
Da adolescente prende lezioni di batteria, poi canto e chitarra ma è solo dopo qualche anno che avverte la necessità di scrivere pezzi propri, pezzi ermetici e un po’ troppo schierati che rimarranno chiusi in un cassetto. A 28 anni comincia ad esibirsi, senza troppa fortuna, nei locali della gonzaghesca cittadina insieme ad amici con i quali condivide la passione per la musica. Marco è ignaro di ciò che sta per succedere e nel 2012 partecipa al talent show “X Factor” ottenendo consenso dal pubblico per la simpatia e la disarmante schiettezza.
La vera svolta arriva nel 2015 e , supportato da una presenza amica, incontra l’arrangiatore Carlo Cantini. Marco e Carlo danno alla luce “Il mondo secondo Marco”, un album (di prossima uscita) in cui il narratore condivide con gli ascoltatori, vicissitudini più o meno personali condite da atmosfere pop, folk, british. Il primo singolo estratto è “Doroty”.
Gli avvolgenti profumi del Marocco e gli straordinari colori di Madeira. La seducente Lisbona e la vivace Fort Lauderdale. In mezzo, i vini del vecchio e del nuovo mondo. Ha attraccato al porto di Fort Lauderdale Silver Whisper, la crociera tematica dedicata al mondo del vino organizzata da Silversea, compagnia di navigazione specializzata in crociere di lusso, e ASPI – Associazione della Sommellerie Professionale Italiana. Una sinergia che si rinnova per il terzo anno consecutivo.
I viaggiatori, appassionati dell’arte enoica, hanno trascorso quattordici giorni in navigazione, dal 18 al 31 ottobre, durante i quali sono stati accompagnati da Giuseppe Vaccarini,presidente di ASPI e Miglior Sommelier del Mondo (1978), e da Gennaro Buono, Miglior Sommelier d’Italia (2012), alla scoperta di alcuni dei vigneti più affascinanti di sempre.
Con alternanza tra lezioni frontali e pratiche, il corso si è aperto con un focus sui vini spumanti, dall’Italia alla regione di Sonoma, negli Stati Uniti, per poi proseguire con un approfondimento sul Sauvignon Blanc e sullo Chardonnay. Una tappa specifica è stata dedicata alla Toscana e ai suoi straordinari vigneti con, a seguire, un interessante incontro tra il Piemonte di Nebbiolo e Barolo, e la Napa Valley, per comprendere come Merlot e Cabernet si adattino alle due terre.
Altrettanta attenzione è stata dedicata all’abbinamento cibo – vino, per imparare ad assaggiare, invecchiare e abbinare i grandi rossi corposi, per capire come l’uva reagisce in modo diverso a seconda del clima e delle temperature e, infine, come il suolo influisce nelle singole varietà di vino. Il tutto, con una visita in cantina nella verdeggiante Madeira, al Blandy’s Wine Lodge di Funchal, dove i viaggiatori hanno assaggiato il celebre vino di Madeira, famoso in tutto il mondo per il suo sapore autentico e per suoi 200 anni di storia.
Una rotta tra Mediterraneo e Atlantico, dunque, durante la quale gli ospiti hanno avuto modo di degustare 33 diverse varietà di vini italiani di alta classe, forniti dal Comitato Grandi Cru d’Italia, celebre realtà che unisce le migliori cantine italiane, e 19 varietà dei migliori vini d’America proposti dall’American Fine Wine Competition.
«Quella appena conclusa è stata un’esperienza straordinaria che ha unito due delle più grandi passioni di tutti i tempi: la cultura enogastronomica e il viaggio. Gli ospiti hanno mostrato straordinario interesse soffermandosi, in un contesto professionale, ma rilassato, ad approfondire specifiche tematiche e ad assaporare vini pregiati, avvicinandosi a un mondo che a ogni sorso rivela infinite suggestioni. Per questo, un ringraziamento speciale va a Silversea e al Comitato Grandi Cru che hanno contribuito alla realizzazione di un evento tanto speciale» – dichiara Giuseppe Vaccarini, presidente ASPI.
«Anche quest’anno la crociera tematica realizzata con ASPI e con Comitato Grandi Cru è stata unica. La gastronomia è da sempre un fiore all’occhiello dell’universo Silversea che ha incluso a bordo di ognuna delle sue navi da crociera una delle più ampie e pregiate carte di vini, con circa 70 diverse etichette, rappresentando tutte le principali regioni vinicole. Offrire la possibilità ai nostri ospiti di scoprire di più su questo mondo con la guida di sommelier esperti e pluripremiati come Vaccarini e Buono è la naturale prosecuzione di questa nostra particolare sensibilità» – dichiara Birgit Vadlau, Food & Beverage Director di Silversea.
ASPI – Associazione della Sommellerie Professionale Italiana. Si propone come punto di riferimento per la Sommellerie professionale, con l’obiettivo di offrire opportunità di crescita ed affermazione ai Sommelier. Dal 2007, anno della sua nascita, è il solo membro per l’Italia dell’Association de la Sommellerie Internationale, A.S.I. I principali obiettivi di ASPI sono la formazione, a livello professionale, e la diffusione della cultura sul mondo del cibo e delle bevande. ASPI è presente, sul territorio nazionale, con corsi ed attività.
Una lavatrice, un tornio degli anni ’50, una bilancia vintage. Sme.UP, gruppo specializzato nella risoluzione delle complessità di business moderno, alza il sipario sul suo nuovo showroom: Sme.UP 4 Innovation. Un “luogo parlante” di 200 mq a Erbusco (BS), nella sede di via Iseo 43, in cui ogni azienda può toccare con mano il futuro, andando incontro all’innovazione digital e 4.0.
Sono molte le postazioni presenti nello showroom: dalla serra in cui con tecnologie IoT si possono monitorare le coltivazioni idroponiche alla lavatrice in cui testare anticipatamente eventuali guasti e anomalie, passando perla Work Station CAD in cui progettare in 3D e per una bilancia Berkel degli anni ’40, oggetto ricercato da collezionisti e antiquari, che con nuovi sistemi di visione artificiali Omron, garantisce attività di misurazione e controllo prive di errori, fino al tornio Mercurio del 1950 che, integrato con i sistemi di Sme.UP, da macchina analogica diventa perfettamente adatto al nuovo contesto di “Industry 4.0”.
Un mondo fatto di innovazioni tecnologiche ma, soprattutto, di integrazione, concetto chiave per il business di domani. Il cuore del progetto Sme.UP 4 Innovation è, infatti, rappresentato dall’integrazione tra Hardware e Software, possibile nei contesti più disparati, adattabile alle esigenze di ogni settore. «Come mostrato dalle postazioni dello showroom, l’innovazioneper noi di Sme.UP è fortemente legata al concetto di Intelligent & Extended Enterprise: le aziende possono beneficiare di metodi e strumenti con cui guidare processi complessi e prendere decisioni corrette per il futuro, ottimizzando costi e risorse, e possono sfruttare la capacità di calcolo messa a disposizione dal Cloud per risolvere le problematiche di business» – ha spiegato Mauro Sanfilippo – R&D Manager Gruppo Sme.UP.
«Abbiamo deciso di aprire uno showroom per far comprendere a tutti come il concetto di integrazione non sia fine a se stesso, ma possa essere applicato a tutti i settori. Oggetti un tempo prettamente analogici possono ora diventare intelligenti e aiutare ogni azienda a far evolvere la propria logica di business. – ha dichiaratoSilvano Lancini, Presidente del Gruppo Sme.UP, precisando – Guadare al futuro significa dotarsi di un nuovo sistema di pensiero, di una nuova cultura, più aperta al mondo esterno, più smart, flessibile ed efficiente. Un’evoluzione che vedrà Sme.UP sempre più impegnata al fianco delle aziende per accompagnarle alla scoperta del business moderno, anche grazie all’interattività garantita da questo nuovo spazio».
E sono tantissimi gli applicativi in mostra nello showroom: un acquario in cui sono testati sistemi di monitoraggio delle coltivazioni acquaponiche, un display “bus” che gestisce i led RGB – rosso, giallo e blu -, una tipica sala di controllo ricreata con il sistema MES Sme.UP in cui per ogni monitor/reparto vengono visualizzate in tempo reale lo stato e le informazioni di ogni macchina, la bilancia con porta RS232 che acquisisce e integra dati con la massima precisione, gli strumenti di misura Mitutoyo. Ancora: la stampante 3D Makerbot che, direttamente connessa a una stazione di progettazione CAD, produce manufatti con forme complesse rispondendo ai principi della manifattura additiva che sta radicalmente trasformando la produzione industriale in tutto il mondo e gli AWS IoT Button, i bottoni che a seconda della pressione esercitata (press singolo, doppio o prolungato) innescano un’azione specifica.
Nel nuovo showroom di Erbusco, inoltre, è stata realizzata anche un’area dedicata interamente al mondo del retail. Un vero e proprio negozio al cui interno, attraverso un display touchscreen, l’utente può interagire con Negoziando, il software gestionale sviluppato dal Gruppo Sme.UP che si occupa di tutte le attività tipiche del settore Retail: dall’analisi dei dati per l’ottimizzazione dei processi alla gestione di eventuali loyalty card a quella di svariate funzioni di backoffice. Infine, la simulazione del funzionamento degli accessi NFC o RFID, tra telecamere di riconoscimento targhe, serrature intelligenti, lettori badge, lettori di impronte digitali, smartphone e smartwatch, tutti regolati dalla perfetta integrazione dei dati nell’ERP aziendale sfruttati a vantaggio della sicurezza delle persone.
Perché grazie alla straordinaria azione semplificatrice della tecnologia, bastano un cellulare o pochi sensori per fare la differenza. E nel nuovo hub tecnologico di Sme.UP, tutti avranno la possibilità di fare un salto nel futuro. Questo, infatti, non sarà uno spazio chiuso ma sarà a disposizione di scuole, università, fab lab e delle aziende partner del Gruppo Sme.UP affinché tutti possano sperimentare le opportunità di sviluppo del proprio business.
GRUPPO Sme.UP
Il Gruppo Sme.UP è il partner IT che ti accompagna nella trasformazione digitale con le Soluzioni Software e Hardware più adatte al tuo business.
Il Gruppo Sme.UP ha 12 sedi nel nord e centro Italia e il suo staff è composto da 450 risorse. Con 1400 clienti in Italia e nel mondo, nel 2017 ha avuto un fatturato di 48 milioni di euro.
Sme.UP è una realtà che nasce dalla messa a fattor comune delle competenze delle aziende che ne fanno parte per garantire assistenza e supporto alle imprese che intendono costruire sistemi informativi integrati, flessibili, evolutivi e adatti alla crescita.
Il Gruppo è in continua espansione e può contare su una expertise che riguarda:
Software gestionali – ERP
Infrastruttura e Cloud
Software Retail
Business Intelligence e Corporate Performance Management
Software Documentale
Servizi di Digital e Web Marketing
Software HR
Software di progettazione (CAD,BIM,PDM,PLM,ecc)
Il Gruppo Sme.UP propone quindi alle aziende italiane un percorso di sviluppo ed evoluzione delle tecnologie IT a beneficio del continuo miglioramento dei processi aziendali e dell’incremento di tutto il loro Business.
Segue il cliente dall’inizio del processo fino al suo completamento, affiancandolo non solo nell’analisi e nella scelta della soluzione ottimale, ma anche in tutto ciò che segue la nascita e lo sviluppo di un’idea innovativa.
Novembre 2018 è un mese da ricordare per Pure Bros. Infatti, dopo quattro anni l’azienda leader nel settore dei servizi digitali cambia l’indirizzo di sededel quartier generale di Roma e dallo storico edificio di via Nomentana, (a fianco dell’ambasciata thailandese), si trasferisce nel palazzo che nel periodo fascista fu la residenza romana di Galeazzo Ciano, a viale di Villa Massimo, 47.
Immersa nel verde, a due passi da Villa Torlonia, la nuova sede del quartiergenerale di Pure Bros si pone al centro del nuovo ambizioso progetto di crescita e sviluppo. Grazie agli ottimi risultati ottenuti in questi anni, (alcuni dei quali addirittura superiori alle aspettative), il CEO ha ritenuto, infatti, che fossero maturi i tempi per cambiare collocazione e ricercare una soluzione più adatta alle nuove esigenze.
Esigenze dettate soprattutto da una questione di spazi, considerando che nel tempo il numero di professionisti che costituisce lo scheletro di Pure Bros è drasticamente aumentato.
Il nuovo quartier generale (a base semi-circolare) di 400mq circa può vantare più di 10 stanze spaziose e ben areate e può contare su un’atmosfera serena e professionale in un contesto tranquillo e silenzioso. L’ideale per il team per condividere sempre nuove idee e svolgere la propria attività in totale comfort.
Pure Bros Spa è, quindi, orgogliosa di mettere a disposizione ai propri dipendenti una nuova “casa” che rappresenta l’eccellenza nel panorama immobiliare italiano, dove innovazione e ricercatezza sono i due punti cardine e con l’auspicio che possa simboleggiare un nuovo periodo di ulteriore crescita e successo.
Fonte: PURE BROS MOBILE News Room
Chi è Pure Bros Mobile
Pure Bros Mobile Spa è un gruppo italiano leader nei servizi integrati per gli operatori di telefonia mobile nazionali e internazionali, nello sviluppo di servizi digitali di mobile marketing e mobile payment, applicazioni mobili e piattaforme per l’interattività e “voting” televisivo su reti di telecomunicazioni.
La sua mission, in qualità di aggregatore (hub), è quella di incrementare e migliorare gli obiettivi di business delle telco nel mondo digitale, con la messa a disposizione di piattaforme tecnologiche per l’offerta di prodotti e servizi digitali erogati da Content Provider verso gli utenti finali.
Pure Bros è nel mercato dal 2005 e da allora mette a disposizione delle Aziende, in un contesto B2B, la sua forte esperienza e le sue competenze nel settore mobile.
Il suo punto di forza è l’integrazione di Content Provider con tutti i principali Operatori di Telefonia, nazionali ed internazionali.
Dentix, l’azienda leader nel settore della cura dentale, apre il suo secondo centro in Umbria, a Terni. L’inaugurazione avverrà venerdì 16 novembre con l’assunzione di 10 professionisti del territorio. Diventano così 44 i centri ad alta specializzazione aperti in tutta Italia con 450 nuovi posti di lavoro creati.
La nuova clinica avrà sede in via Primo Maggio – angolo via Petrucci, in un locale di 260 mq, poco lontano dalla chiesa di San Francesco. Come previsto dal modello Dentix, la clinica sarà aperta dal lunedì al sabato dalle 9 alle 20 e garantirà ai pazienti la prima visita senza impegno e controlli gratuiti ogni sei mesi, per sempre, con uno staff selezionato in cui il Direttore Sanitario si occuperà del coordinamento del lavoro degli odontoiatri con l’obiettivo di soddisfare ogni richiesta anche grazie all’utilizzo di macchinari all’avanguardia, come la CAD-CAM, l’apparecchiatura Digital TAC e la radiografia panoramica.
Tutte le cliniche di Dentix sono guidate da professionisti che si prendono cura dei pazienti istaurando con loro un rapporto di fiducia e mettendo a disposizione le migliori cure personalizzate a prezzi assolutamente accessibili. Aspetto fondamentale visto che le cure odontoiatriche sono percepite come un nervo scoperto del Sistema Sanitario Nazionale. Secondo il VII Rapporto RBM – Censis sulla Sanità in Italia, infatti, oltre 12 milioni di italiani hanno rinunciato o rinviato l’accesso a delle prestazioni sanitarie per motivi economici e le cure odontoiatriche sono state percepite come le meno accessibili (40,2%).
Non solo, secondo gli ultimi dati ISTAT, solo lo scorso anno, oltre 4 milioni di italiani, in prevalenza donne, hanno rinunciato alle cure odontoiatriche per motivi economici. Inoltre, in un anno, soltanto 1 cittadino su 2 è stato visitato da un dentista, di cui l’11,7% in una struttura pubblica. Tra le famiglie italiane circa il 38% delle classi più deboli e il 22% delle classi abbienti non hanno effettuato la visita di controllo, né altri trattamenti dal dentista. Il modello Dentix, invece, con servizi di qualità offerti a prezzi accessibili, riscuote grande soddisfazione. Una recente indagine su oltre 1.200 pazienti di Dentix, infatti, ha dimostrato che il 99% di intervistati è soddisfatto delle cure ricevute. E questo anche grazie al basso tourn over, nettamente inferiore alla media del settore.
«Se fino a oggi i cittadini umbri erano costretti a recarsi fino a Foligno per usufruire di un centro Dentix, adesso possono trovare una clinica ad alta specializzazione, proprietaria e non in franchising, anche a Terni. Siamo molto orgogliosi di questa nuova apertura perché la nostra mission è riavvicinare alle cure odontoiatriche tutti coloro che negli anni, per ragioni economiche, ne sono rimasti distanti. E con un servizio capillare, di alta qualità, ma a prezzi accessibili, più nessuno dovrà rinunciare a prendersi cura del proprio sorriso» – afferma Giorgio Radice, Responsabile Operation Italia di Dentix, ricordando che entro fine anno Dentix aprirà altre 2 cliniche per un totale di oltre 500 professionisti assunti.
Dentix in Italia – Dentix, dal dicembre 2014 a oggi ha aperto 44 cliniche. In Umbria è presente a Foligno e a Terni. Basso il turnover nelle cliniche Dentix, inferiore alla media del settore, e grazie a un fatturato da 390 milioni di euro, oltre 5 mila occupati nel mondo (700 in più solo nel 2016) e ben oltre 250 cliniche di proprietà in tutto il mondo, Dentix è stata riconosciuta anche dalla Borsa di Londra come una delle «1000 companies to inspire Europe 2016», le mille aziende che ispirano l’Europa.
DENTIX: Con un’esperienza di oltre 15 anni, Dentix è una compagnia leader del settore odontoiatrico, creata da un odontoiatra. È un’azienda familiare e con un modello di business differente rispetto ad altre catene o alle assicurazioni sanitarie private e che si sviluppa grazie a cliniche di proprietà e non a cliniche in franchising. Ogni clinica di Dentix è composta da un’équipe di professionisti con il Direttore Sanitario che si occupa del coordinamento del lavoro degli odontoiatri, offrendo così un servizio completo che permette di soddisfare le richieste dei pazienti. Inoltre, un gruppo di esperti odontoiatri compone il dipartimento di qualità che, a livello nazionale, garantisce la massima qualità nei trattamenti per ottenere la soddisfazione dei pazienti. Tutti i centri Dentix dispongono delle ultime novità tecnologiche, come la tecnologia CAD-CAM e l’apparecchiatura Digital TAC e la radiografia panoramica con risparmio di tempi e attese. Per quanto riguarda gli impianti, Dentix usa solamente impianti di alta gamma. Grazie all’impegno della compagnia per la soddisfazione dei propri pazienti, questi godono di un’attenzione personalizzata e cortese e di una garanzia scritta e a lungo termine. Questa filosofia si riflette nell’alto indice delle raccomandazioni, tanto che circa il 40% dei pazienti si rivolge a Dentix grazie al consiglio di amici, familiari o conoscenti.
Dopo l’anteprima nazionale svoltasi a Venezia, sulla splendida Isola di San Giorgio Maggiore, sede di Fondazione Giorgio Cini e dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli, il Seminario Permanente Luigi Veronelli ha presentato a Bergamo la Guida Oro I Vini di Veronelli 2019. Qui, infatti, è nata nel 1986 l’Associazione dedicata al massimo degustatore del Novecento e a Bergamo, ancora oggi, il Seminario Veronelli organizza molte delle sue attività come corsi e incontri di formazione per tecnici, professionisti e appassionati.
La Guida Oro, pietra miliare della cultura gastronomica italiana, è stata raccontata dai curatori presso il prestigioso Ristorante Ezio Gritti con un approfondimento dedicato alle produzioni di Lombardia. Nelle sue 1.154 pagine, con 2.038 produttori recensiti per un totale di 16.256 vini selezionati, la provincia di Bergamo è presente con 8 aziende, delle quali 3 sono new entry, con vini giudicati discreti (una stella, 80-85/100), buoni (due stelle, 86-89/100) e ottimi (tre stelle, 90-93/100). Sulla base della proposta di cantina e della cura riservata al servizio vini il volume segnala, inoltre, 11 “Luoghi del Buon Bere” orobici, ristoranti in cui il vino è protagonista.
Nessuna etichetta bergamasca ha meritato il massimo riconoscimento della Guida, le Super Tre Stelle assegnate a 338 vini italiani giudicati con valutazione uguale o superiore a 94/100. Tale premio è andato, però, a 13 vini di Lombardia, benché regione fuoriclasse dell’edizione 2019 sia la Toscana, depositaria di ben 116 “super stellati”, seguita dal Piemonte con 58 eccellenze.
Sono 2, poi, i vini lombardi che, recensiti per la prima volta, hanno raggiunto o superato la soglia dei 94/100, conquistando il titolo di Grande Esordi. Tra i cinque, come da tradizione, Migliori Assaggi, ovvero i vini che, nella rispettiva tipologia, hanno conseguito il più elevato giudizio in centesimi, la Lombardia enologica ha piazzato un vero e proprio vertice: Miglior Vino Spumante dell’edizione 2019 è stato, infatti, riconosciuto nel Franciacorta Extra Brut Rosé Riserva Annamaria Clementi 2008 di Ca’ del Bosco (Erbusco, Brescia), valutato con lo straordinario punteggio di 98/100. Infine, con il Cuvée Maria Vittoria Rosé Nature 2012 di Rainoldi (Chiuro, SO), la Lombardia figura anche tra gli ambiti “Sole”, i premi speciali assegnati dalla Redazione alle dieci etichette che più rappresentano l’intelligenza, la creatività e la dedizione dei vignaioli italiani.
«Bergamo è stata a lungo la città in cui Luigi Veronelli, milanese, ha vissuto e lavorato e, dal 1986, anno di costituzione, ospita il Seminario Permanente a lui dedicato. Ogni anno dalla sua sede sulle mura veneziane patrimonio UNESCO ha inizio il viaggio dei curatori della Guida Oro I Vini di Veronelli alla ricerca delle migliori produzione enologiche del Paese. Dopo le presentazioni di Venezia e Milano abbiamo, perciò, dedicato alla città e ai suoi operatori della gastronomia una presentazione che ha compreso una degustazione guidata dei dieci premi speciali» – ha dichiarato Andrea Bonini, Direttore del Seminario Veronelli.
L’occasione è stata utile, inoltre, per ricordare che nel maggio prossimo avrà inizio «Camminare le vigne: luoghi, persone e cultura del vino italiano», primo corso dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli, nata dalla partnership tra l’associazione bergamasca e Fondazione Giorgio Cini. Questa nuova iniziativa proporrà a professionisti e futuri operatori incontri formativi sulla splendida Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, mettendo in luce le connessioni tra vini d’eccellenza e il più ampio sistema agroalimentare italiano, ma anche i loro rimandi con il mondo della cultura, dell’arte e del design. Il corso è dedicato ai titolari e al personale di aziende vitivinicole, in primo luogo a coloro che si occupano di marketing, comunicazione e del settore commerciale, agli operatori del commercio vitivinicolo e alimentare di qualità, ai patron e al personale di ristoranti, enoteche e wine bar, ai professionisti della comunicazione e del turismo e ai futuri operatori del settore (maggiori informazioni sono disponibili sul sito altascuolaveronelli.it).
La presentazione, condotta da Andrea Bonini, Direttore del Seminario Veronelli, ha visto la partecipazione di Andrea Alpi, Responsabile della didattica del Seminario Veronelli, e di Gigi Brozzoni, Marco Magnoli e Alessandra Piubello, Curatori della Guida Oro I Vini di Veronelli 2019. Gli stessi curatori hanno guidato la degustazione dei “Sole”, dieci “racconti in forma di vino”, a cui sono seguite le specialità create dallo chef Ezio Gritti, proposte grazie alla collaborazione di Acqua Bracca, fonte bergamasca di acque minerali, partner, fornitore ufficiale e “acqua da degustazione” del Seminario Permanente Luigi Veronelli.
Il metodo “focus group” per valutare il rischio stress lavoro correlato
Il 13 dicembre si terrà a Brescia un corso per raggiungere una piena consapevolezza teorica e pratica del metodo del “focus group” applicato alla valutazione approfondita dello stress lavoro correlato.
Riguardo alla fase di valutazione approfondita dello stress lavoro correlato le indicazioni della Commissione Consultiva Permanente per la salute e sicurezza sul lavoro (art. 6, D.Lgs. 81/2008) prevedono la valutazione della percezione soggettiva dei lavoratori in relazione ad alcuni fattori/indicatori oggetto della valutazione preliminare. E, sempre in relazione alla valutazione di questo rischio, l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (Inail) raccomanda l’effettuazione della fase approfondita della valutazione del rischio stress lavoro-correlato già a completamento della fase preliminare.
Come valutare correttamente la percezione dei lavoratori?
Se le modalità utilizzate per la valutazione delle percezioni dei lavoratori possono essere diverse (questionari, focus group, interviste semistrutturate, …), il focus group è uno strumento molto versatile che si caratterizza per la capacità, in un confronto diretto con i lavoratori, di far emergere opinioni, esperienze, elementi di criticità e spunti di miglioramento.
Esistono corsi per aiutare gli operatori ad affrontare nel modo migliore la valutazione della percezione soggettiva dei lavoratori? C’è un percorso formativo che permetta di conoscere e applicare correttamente il metodo del focus group?
Il focus group e la valutazione del rischio stress
Proprio per fornire agli operatori le competenze nell’utilizzo degli strumenti necessari ad un’efficace valutazione del rischio stress lavoro correlato, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 13 dicembre 2018 a Brescia un corso di 8 ore dal titolo “FOCUS GROUP: Strumento per la valutazione del rischio da stress lavoro correlato”.
Il corso si prefigge di condurre ad una piena consapevolezza teorica e pratica del metodo applicato alla valutazione approfondita dello stress lavoro correlato.
Al termine del percorso formativo, che prevede anche attività esperienziali, il discente sarà in grado di mettere in atto questa metodologia, organizzando e gestendo le sedute di focus group finalizzate alla valutazione del rischio da stress lavoro correlato.
Lo strumento del focus group
Il focus group è uno strumento di indagine che si realizza attraverso un’intervista rivolta ad un gruppo omogeneo di persone per approfondire un tema e particolari aspetti di un argomento. È un metodo che è in grado di esplorare in modo approfondito opinioni, atteggiamenti e comportamenti di una collettività approfondendo anche gli atteggiamenti correlati alle scelte comportamentali.
Il programma del corso di Brescia
Il corso di 8 ore in presenza “FOCUS GROUP: Strumento per la valutazione del rischio da stress lavoro correlato” si tiene dunque il 13 dicembre 2018 a Brescia dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 presso AiFOS Service in via Branze 45, c/o CSMT, Università degli studi di Brescia.
Gli argomenti del corso:
Elementi di metodologia
Metodo qualitativo e /o quantitativo
Organizzazione e gestione del Focus Group
Conclusione del Focus Group e piano d’azione susseguente
Le dinamiche di aula
Esercitazioni role playing
Debriefing
Il corso è valido come aggiornamento relativo a 6 ore per RSPP e ASPP di tutti i macrosettori ATECO e 3 ore per formatori terza area tematica.
Sede nazionale AiFOS: via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.it – [email protected]
Hai mai pensato che anche i vestiti possano avere più di una vita? RiVestiti, il piccolo distretto dell’abbigliamento di via Broseta 79/A a Bergamo, scommette su second hand & vintage e applicando i principi dell’economia circolare al magico mondo della moda, apre le sue porte per tre venerdì no spreco: 23 novembre con «Fai l’affare giusto», 7 dicembre con «E’ tutta un’altra storia», 14 dicembre con «È tempo del riuso»,.
RIVESTITI – La boutique, nata nel 2010 è un punto di riferimento per tutti coloro che credono nell’importanza del riciclo e che odiano gli sprechi, riconoscendo in essi un grave danno non solo alle economie locali e globali, ma anche all’ambiente e alle comunità. Dietro un vestito, infatti, si nascondono non una, ma più storie: la creatività di chi l’ha disegnato, la passione di chi l’ha fisicamente creato, l’anima di chi l’ha scelto e indossato per la prima volta, optando ora per uno stile elegante ora per qualcosa di più casual, a seconda delle occasioni e dello spirito. Così, i vestiti prendono vita e da oggetti materiali si trasformano in custodi di esperienze e vissuti, testimoni di ricordi e sensazioni.
RiVestiti nasce da qui, dalla consapevolezza che anche i vestiti possono avere seconde, terze, quarte – e anche più – vite (non a caso, il simbolo del negozio è un simpatico gatto). E al distretto dell’abbigliamento dedicato ai migliori capi second hand e vintage, si aggiungono indumenti e accessori prodottiin contesti di particolare significato sociale. La maggior parte degli abiti di RiVestiti, infatti, sono recuperati su donazione attraverso Il laboratorio Triciclo di Cooperativa Ruah.
Triciclo, il Laboratorio della Cooperativa Impresa Sociale Ruah con finalità sociali ed ecologiche, dà nuova vita all’usato di qualità, attraverso un attento processo di raccolta e selezione, creando contemporaneamente posti di lavoro per persone in difficoltà socio–economiche. Così accade per gli abiti che vengono igienizzati tramite unprocesso di ozonizzazione e selezionati per la vendita alla clientela. Il ricambio è veloce, c’è sempre qualcosa di nuovo sia per chi ricerca il risparmio, sia per chi cerca una “chicca”, tanto che anche i principali negozi vintage di Bergamo si riforniscono qui. E per completare l’offerta in termini di varietà, gusto e rapporto qualità/prezzo, RiVestiti presenta anche una selezione di capi nuovi.
Ma per far sì che tutti possano conoscere le opportunità e i principi guida dell’economia circolare a cui si ispira il piccolo distretto, RiVestiti organizza tre serate evento in cui raccontare e raccontarsi attraverso gli abiti, e non solo. Ogni serata, infatti, vedrà protagonista accanto ai vestiti, il cibo, anch’esso rigorosamente ricreato dai cosiddetti “rifiuti”.
VENERDI’ 23 NOVEMBRE – Primo appuntamento venerdì 23 novembre dalle ore 17,00 con “Fai l’affare giusto”, serata pensata per spiegare i benefici del riutilizzo, sia di abiti che di cibo. Oltre ai capi d’abbigliamento, infatti, sarà proposto un aperitivo con cibo ricavato da “scarti”.
VENERDI’ 7 DICEMBRE – La seconda serata sarà venerdì 7 dicembre con “È tutta un’altra storia”: una sorta di ritorno alle origini che vedrà la scelta di un abito (sartoriale, vintage o di marca) e il racconto della sua storia.
VENERDÌ 14 DICEMBRE – Infine, venerdì 14 dicembre sarà “È tempo del riuso”, per ricordare come anche l’arrivo del Natale con il tradizionale scambio di doni, possa essere un’occasione per fare un acquisto ragionato, orientato al riuso e, al tempo stesso, al risparmio. E il cibo accompagnerà anche la seconda e terza serata sotto forma di merenda con tè e tisane, simbolo di incontro tra esigenze fisiche – il cibo come nutrimento essenziale per l’uomo – e culturali – il cibo come scoperta, veicolo di valori, espressione di lavoro, natura e tradizioni. Bene supremo, dunque, da non sprecare mai, sia per rispetto nei confronti di chi, ancora oggi, ne è privato, sia per salvaguardare l’ambiente, sempre più soffocato da rifiuti difficili da smaltire.
«RiVestiti è molto più di un negozio: è un modo di essere, una filosofia di vita. Uno stile che molti, negli ultimi anni, stanno scoprendo e abbracciando ma che vorremmo far conoscere a molte più persone per creare maggiore consapevolezza rispetto a temi che riteniamo centrali per il futuro. Dunque “ridurre, riparare, riutilizzare e riciclare”, valori che sono alla base dell’economia circolare e che guidano la nostra attività da sempre. Per questo, abbiamo ideato il ciclo di eventi affiancando agli abiti, il cibo, altra risorsa essenziale che può avere molto più di una sola vita» – annuncia Federica Fassi, coordinatrice di RiVestiti e di Laboratorio Triciclo della cooperativa Ruah.
CUCINA NO SPRECO – Partner dell’iniziativa, Valeria Bergamelli, cuoca vegetariana per passione, da sempre interessata ai temi ecologici, del consumo consapevole e dell’educazione. Fa parte di un gruppo di acquisto solidale, vive in una comunità di famiglie ed è mamma di due bambini.
PROCESSO DI IGENIZZAZIONE ABITI
Una parte degli abiti prevenienti dalla raccolta Caritas, ritenuti in base alla legge italiana un “rifiuto”, sono raccolti, stoccati e lavorati dalla Cooperativa Ruah attraverso il Laboratorio Triciclo. Qui, le operatrici si occupano di selezionare i capi, separando quelli dedicati alla vendita da quelli destinati a essere avviati al recupero finale in impianti terzi autorizzati. I capi da trattare vengono quindi collocati nella ‘camera’ di ozonizzazione’. Il processo di ozonizzazione viene solitamente usato per igienizzare camere di albergo e stanze per degenze ospedaliere, per eliminare odori e patogeni dalle grandi sale di hotel, ristoranti e ricevimenti, per trattare ambienti danneggiati da incendi e per eliminare odori intensi. L’Ozono, inoltre, è utilizzato in impianti di potabilizzazione dell’acqua pescata da laghi o fiumi e destinata all’utilizzo domestico. Si tratta, infatti, di un gas che ha proprietà chimiche particolari: è l’ossidante più potente per la disinfezione dell’acqua e delle superfici sanitarie, può uccidere i batteri patogeni in tempi molto più brevi rispetto ad altri ossidanti, è uno degli ossidanti più potenti disponibili per l’ossidazione delle sostanze organiche, si decompone in breve tempo in ossigeno senza ulteriori emissioni e non può essere immagazzinato, dunque non è possibile avere grandi volumi di ossidante pericoloso. L’attrezzatura per la ozonizzazione è di semplice utilizzo e attraverso il ciclo di ventilazione per l’abbattimento dell’ozono presente nell’ambiente, permette il riutilizzo degli ambienti sottoposti al trattamento dopo breve tempo. La distruzione dell’ozono avviene con l’ausilio di un catalizzatore presente all’interno del generatore e permette di evitare qualsiasi emissione di ozono nell’ambiente di lavoro. Gli indumenti trattati con processo di selezione e cernita sono conformi ai parametri contenuti nel DM 05/02/1998 p.to 8.9.4. Una volta trattati, i capi sono divisi per tipologia (prima scelta, seconda scelta, invernale, estivo, scarpe, borse etc) e stoccati in sacchi o scatole e deposti nell’area di stoccaggio in attesa della vendita presso i punti vendita della Cooperativa.
I MENU’ “CUCINA NO SPRECO”
Aperitivo del 23 novembre
– paté di bucce di zucca
– crostini al pesto di bucce di sedano
– tramezzini humus e fogli di barbabietola
– mini burger con scarti di centrifuga
– crostoni di polenta con formaggio km0
– frittata con foglie di ravanelli
– chips di bucce di pasta e carota
Per le merende del 7 e 14 dicembre
– biscotti con scarti di centrifuga
– torta morbida biologica e cruelty free
– meringhe (albumi di scarto da ricette con tuorli)
Alunni e insegnanti della primaria Donizetti si raccontano a genitori e futuri studenti
A chi si trova di fronte alla complicata e al tempo stesso entusiasmante scelta del percorso scolastico l’Istituto iSchool dedica 3 giornate alla scoperta di iSchool Circle, Middle e High. Primo appuntamento sabato 17 con la primaria Donizetti “iSchool Circle”.
Sabato 17 novembreiSchool Circle, sabato 24 novembre iSchool High e sabato 1 dicembre iSchool Middle si raccontano aprendo le porte a futuri studenti e genitori.
Si parte con la scuola primaria Donizetti, iSchool Circle, di via Monte Grappa 3, nel cuore della città di Bergamo. La “scuola diffusa nel centro” è un luogo in posizione strategica che consente ai bambini di sperimentare la sostenibilità sociale, facendo esperienza diretta di parchi, piazze, spazi pubblici, musei e teatri. Nel raggio di 400 metri a piedi, infatti, i bambini possono raggiungere l’Auditorium Piazza della Libertà, Parco Caprotti, il Sentierone/quadriportico, la Biblioteca Caversazzi, il Teatro Donizetti e Parco Frizzoni.
Sabato 17 novembre, dalle 14.30 alle 17.30, famiglie curiose faranno esperienza di iCircle: mentre i genitori verranno affascinati dairacconti e dalle esperienze dei docenti e informati dell’offerta didattica e formativa della scuola, i piccoli verranno “presi in carico” dagli alunni della primaria Donizetti che, insieme alle insegnanti, daranno sfogo alla loro fantasia nei laboratori organizzati per l’occasione. Sabato 17 negli spazi di via Monte Grappa 3 la parola chiave sarà esperienza, con i laboratori Arte e dintorni, Creative Geometry, Drama, Racconto e mi racconto, Musica, Scriviamo in cinese e Impastiamo in allegria.
Per tutte le informazioni sugli open day e l’istituto iSchool consultare il sito: ischool.bg.it
Dentix, l’azienda leader nel settore della cura dentale, apre la sua prima clinica ad alta specializzazione a Gallarate, con l’assunzione di 10 professionisti del territorio. L’inaugurazione del centro che avrà sede in vicolo Prestino 2 – angolo via Mazzini, in uno stabile da 326 mq, si terrà giovedì 15 novembre. Con la nuova apertura, i centri in Lombardia diventano ben 17 e quelli avviati in tutta Italia 43, per un totale di 440 nuovi posti di lavoro creati.
La clinica, come previsto dal modello Dentix, sarà aperta dal lunedì al sabato dalle 9 alle 20 e garantirà ai pazienti la prima visita senza impegno e controlli gratuiti ogni sei mesi, per sempre, con uno staff selezionato in cui il Direttore Sanitario si occuperà del coordinamento del lavoro degli odontoiatri con l’obiettivo di soddisfare ogni richiesta anche grazie all’utilizzo di macchinari all’avanguardia, come la CAD-CAM, l’apparecchiatura Digital TAC e la radiografia panoramica.
Tutte le cliniche di Dentix sono guidate da professionisti che si prendono cura dei pazienti istaurando con loro un rapporto di fiducia e mettendo a disposizione le migliori cure personalizzate a prezzi assolutamente accessibili. Aspetto fondamentale visto che le cure odontoiatriche sono percepite come un nervo scoperto del Sistema Sanitario Nazionale. Secondo il VII Rapporto RBM – Censis sulla Sanità in Italia, infatti, oltre 12 milioni di italiani hanno rinunciato o rinviato l’accesso a delle prestazioni sanitarie per motivi economici e le cure odontoiatriche sono state percepite come le meno accessibili (40,2%).
Non solo, secondo gli ultimi dati ISTAT, solo lo scorso anno, oltre 4 milioni di italiani, in prevalenza donne, hanno rinunciato alle cure odontoiatriche per motivi economici. Inoltre, in un anno, soltanto 1 cittadino su 2 è stato visitato da un dentista, di cui l’11,7% in una struttura pubblica. Tra le famiglie italiane circa il 38% delle classi più deboli e il 22% delle classi abbienti non hanno effettuato la visita di controllo, né altri trattamenti dal dentista. Il modello Dentix, invece, con servizi di qualità offerti a prezzi accessibili, riscuote grande soddisfazione. Una recente indagine su oltre 1.200 pazienti di Dentix, infatti, ha dimostrato che il 99% di intervistati è soddisfatto delle cure ricevute. Questo, anche grazie al basso tournover che caratterizza le sue cliniche, nettamente inferiore alla media del settore.
«Aprire il nostro primo centro ad alta specializzazione a Gallarate, il 17esimo in Lombardia, dimostra quanto sia importante per noi essere presenti in maniera capillare sul territorio. La nostra mission, infatti, è offrire un servizio di alta qualità a prezzi accessibili: apriamo cliniche di proprietà e non in franchising per riavvicinare alle cure odontoiatriche chi in questi anni ha dovuto rinunciare a curarsi. Pensiamo che tutti abbiano il diritto di trovare una soluzione alla cura del proprio sorriso» – afferma Giorgio Radice, Responsabile Operations Italia di Dentix, ricordando che entro fine anno Dentix aprirà altre 3 cliniche per un totale di oltre 500 professionisti assunti.
L’article marketing è una tecnica Seo molto diffusa negli Stati Uniti che sta prendendo piede anche in Italia, tanto che i siti che permettono l’utilizzo di questa tecnica riescono a contenere migliaia di comunicatied articoli.
L’article marketing è uno strumento web di visibilità molto diffuso per la sua efficacia, sia quando si deve Inserire Azienda su Internet che quando si deve pubblicare un articolo.
Per promuovere un sito sia lato Seo, sia in visibilità servono oltre ai contenuti una grande quantità di Backlink sopratutto di qualità e inerenti all’argomento trattato dal sito stesso.
Ad esempio un sito per Officine meccaniche trarrà maggior beneficio da Backlink provenienti da siti che trattano lo stesso o argomenti similari (ricambi auto, revisioni auto, tuning, siti di marche automobilistiche,forum di auto, professionisti italiani, ecc…).
Un buon articolo di Article Marketing determina il successo di un sito web, che si trasforma nella condivisione e ripubblicazione dell’articolo stesso, con vantaggio dei siti linkati.
Un articolo scritto correttamente può offrire quindi benefici sia all’autore, sia al sito che lo ripubblica.
Ma vediamo insieme alcuni accorgimenti da seguire quando si ha la necessità di scrivere un buon articolo:
Il Titolo : Rappresenta il primo testo che viene visualizzato e letto dall’utente o dal potenziale cliente, deve quindi da subito attirare l’attenzione. E’ consigliabile inoltre di inserire già nel Titolo stesso la o le parole chiave di interesse, in termini tecnici chiamate Keywords.
Le categorie : Bisogna necessariamente fare attenzione ad assegnare le giuste categorie all’articolo cercando di non sbagliare assegnandone una non congrua o non inerente agli argomenti trattati nel comunicato.
L’articolo : Deve essere almeno di 400 parole inserendo link di approfondimento sulle Keywords di interesse. Non deve essere ripetitivo e non deve annoiare il lettore. Infine ma non meno importante non si deve esagerare con le parole chiavi altrimenti si trasforma in un articolo prettamente pubblicitario e non di pubblica utilità. Se l’articolo è originale e di qualità otterrà il giusto successo, poiché sarà ripubblicato da siti, blog, riviste online. In questo modo il vostro testo, ottimizzato per i motori di ricerca, sarà un’ottima risorsa per chiunque voglia ripubblicarlo e voi otterrete backlink di qualità, poiché provenienti da siti in tema col vostro.
Errore ortografici : Fate sempre attenzione a non pubblicare articoli contenenti errori ortografici dato che potreste ottenere l’effetto contrario, e cioè essere penalizzati dai motori di ricerca. Fate sempre un check ortografico attraverso i numerosi strumenti che si trovano in rete o con lo stesso Word per non incappare nel problema sopraindicato.
Immagini : E’ consigliabile inserire almeno un immagine per ogni orticolo pubblicato. Cercate di scegliere una bella immagine che attiri da subito l’attenzione perchè molto spesso si clicca un articolo più per l’immagine che per lo stesso contenuto che offre. Inserire nell’immagine i giusti attributi Alt, Title ecc… può aumentare ulteriormente la visibilità dell’articolo nel caso in cui un utente effettua una ricerca per immagini sui motori di ricerca.
Concludendo se usato correttamente, ma soprattutto se usato per lo scopo per cui è nato, l’article marketing è un efficace e potente strumento di promozione.
Una canzone che viaggia a bordo di un’astronave all’inseguimento di una principessa.
“Videogioco” è un brano fresco che trasporta, attraverso le sue immagini, in un mondo di fantasia dove gli scenari dell’arcade (i classici videogames anni ‘80) fanno da sfondo alla nuova missione di Grigio.
Il progetto, pubblicato per Fonoprint, nasce dalla volontà di fondere due diverse idee: quello della musica elettronica di ispirazione synth pop con la newwave dell’indie italiano.
I testi raccontano con ironia la paura di cambiare in un mondo che è già cambiato.
«Non si reinventa il pop ma lo si declina in una maniera del tutto personale: nient’altro che P.O.P. “Grigio” è un intreccio narrativo in chiaroscuro che racconta l’amore per gli 80’s e la paura di cambiare, pur affrontando allo steso tempo, con leggerezza ed ironia, un mondo che è già cambiato».Grigio
Dopo aver aperto ben 41 cliniche ad alta specializzazione in Italia, Dentix, l’azienda leader nel settore della cura dentale, apre il suo primo centro in Sicilia, a Siracusa. L’inaugurazione avverrà oggilunedì 12 novembre con l’assunzione di 10 professionisti del territorio. Diventano così 430 i nuovi posti di lavoro creati in tutta Italia. Per scoprire tutto sulle posizioni aperte e per candidarsi consultare il link: https://www.dentix.com/it-it/lavora-con-noi
La nuova clinica avrà sede in via Tisia 110, in un locale di 305 mq, in cui prima si trovata la Banca agricola Popolare Ragusa. Come previsto dal modello Dentix, la clinica sarà aperta dal lunedì al sabato dalle 9 alle 20 e garantirà ai pazienti la prima visita senza impegno e controlli gratuiti ogni sei mesi, per sempre, con uno staff selezionato in cui il Direttore Sanitario si occuperà del coordinamento del lavoro degli odontoiatri con l’obiettivo di soddisfare ogni richiesta anche grazie all’utilizzo di macchinari all’avanguardia, come la CAD-CAM, l’apparecchiatura Digital TAC e la radiografia panoramica.
Tutte le cliniche di Dentix sono guidate da professionisti che si prendono cura dei pazienti istaurando con loro un rapporto di fiducia e mettendo a disposizione le migliori cure personalizzate a prezzi assolutamente accessibili. Aspetto fondamentale visto che le cure odontoiatriche sono percepite come un nervo scoperto del Sistema Sanitario Nazionale. Secondo il VII Rapporto RBM – Censis sulla Sanità in Italia, infatti, oltre 12 milioni di italiani hanno rinunciato o rinviato l’accesso a delle prestazioni sanitarie per motivi economici e le cure odontoiatriche sono state percepite come le meno accessibili (40,2%).
Non solo, secondo gli ultimi dati ISTAT, solo lo scorso anno, oltre 4 milioni di italiani, in prevalenza donne, hanno rinunciato alle cure odontoiatriche per motivi economici. Inoltre, in un anno, soltanto 1 cittadino su 2 è stato visitato da un dentista, di cui l’11,7% in una struttura pubblica. Tra le famiglie italiane circa il 38% delle classi più deboli e il 22% delle classi abbienti non hanno effettuato la visita di controllo, né altri trattamenti dal dentista. Il modello Dentix, invece, con servizi di qualità offerti a prezzi accessibili, riscuote grande soddisfazione. Una recente indagine su oltre 1.200 pazienti di Dentix, infatti, ha dimostrato che il 99% di intervistati è soddisfatto delle cure ricevute. E questo anche grazie al basso tournover, nettamente inferiore alla media del settore.
«Siamo molto orgogliosi di poter aprire la nostra prima clinica in Sicilia, a Siracusa. Negli ultimi anni, un numero gravemente elevato di persone è rimasto distante dalle cure odontoiatriche. Poter dare un supporto concreto per riavvicinare queste persone a questo ambito di cura è per noi fondamentale. Lavoriamo per offrire un servizio di alta qualità in maniera capillare, aprendo cliniche proprietarie e non in franchising, per far sì che più nessuno debba rinunciare a prendersi cura del proprio sorriso» – afferma Giorgio Radice, Responsabile Operation Italia di Dentix, ricordando che entro fine anno Dentix aprirà altre 4 cliniche per un totale di oltre 500 professionisti assunti.
Il brano pone le proprie radici in un rock underground di matrice italiana che traghetta una feroce critica alla nostra società.
L’agognata ricerca di un luogo in cui sia possibile trovare pace, ristoro e conforto è l’epicentro di questo brano, nel quale il protagonista, spossato dalla “centrifuga sociale” nella quale è costretto a vivere, prende coscienza dell’ineluttabile follia urbana. Il traffico all’ora di punta e la frenesia che lo contraddistingue porta l’autore ad un’attenta riflessione nei confronti dell’ansia che attanaglia le persone inseguite da qualcosa di immateriale e implacabile (il tempo). E così immagina una spiaggia che offre un “festoso banchetto” alla sua anima e la fuga da una “manica di matti” diventa necessaria e salvifica. Il luogo nel quale il protagonista si abbandona e riposa gli concede oltremodo la possibilità di riflettere sulle iniquità e le debolezze che attanagliano il proprio Paese facendo montare in lui un’impellente sete di giustizia. E proprio per questo motivo che nella seconda parte del brano il cantante infierisce contro mafia e Stato, entrambi colpevoli di stragi e altre amenità. I tre colpi di pistola, inseriti prima del secondo (e ultimo) ritornello, identificano il “marchio di fabbrica” dei malavitosi, quasi fosse l’unico loro linguaggio possibile.
Il “cogito ergo sum” (penso quindi sono) che chiude il brano è la rivendicazione della propria identità espressa dal protagonista, rivolta agli altri ma anche a se stesso.
Il pezzo è estratto dall’album “Fatemi Posto”, un disco che nasce dall’esigenza di portare alla luce alcuni dei brani scritti nel corso degli anni e dalla consapevolezza che questi fossero meritevoli di una maggiore visibilità.
«Desideravo un album che avesse come peculiarità la varietà di suoni, colori e atmosfere e così è stato, anche perché Beppe Tranquillino Minerva (produttore e arrangiatore) conosce a fondo i miei gusti musicali e ha convogliato perfettamente nel progetto sonorità e stili a me cari. I dieci brani riflettono in modo esaustivo ciò che di più personale, creativo e critico risiede in me dando anche spazio al ruolo di osservatore attento, cosa che traspare in diverse canzoni rendendole autentiche nelle frasi e nei concetti espressi. “Fatemi Posto” è un album di cui vado fiero e che mi dà la possibilità di uscire dall’anonimato con un lavoro vestito del miglior abito per una grande festa». Andrea Ricciuti
Autoproduzione
Produzione e arrangiamenti: Beppe Tranquillino Minerva
Radio date: 30 ottobre 2018
Pubblicazione album: settembre 2018
BIO
Andrea Ricciuti inizia la sua carriera musicale molto giovane nei Res Gesta, un gruppo formato assieme ad amici della scuola Music Academy, dove si diletta a cantare accompagnato da una chitarra comprata due giorni dopo aver assistito ad un concerto di Gianluca Grignani. Agli esordi in questa cover band, Andrea può sperimentare sia la musica e sia il canto, alternandosi al microfono con altri membri del gruppo. L’esperienza però termina ancor prima dei primi ingaggi ufficiali. Agli albori degli anni 2000 Andrea prosegue la sua esperienza musicale formando i Mostrofonico, un’altra cover band – questa volta più strutturata e con influenze indie rock – con la quale può cominciare ad affrontare i primi palchi e i primi concerti anche fuori dalle mura amiche cittadine.
Dopo un anno di alti e bassi Andrea si sente pronto per affrontare un nuovo percorso musicale, questa volta dando vita ad un progetto tutto nuovo e molto più affine al suo modo di concepire la musica. Nell’inverno del 2003 nascono ufficialmente gli Oltremodo, la band con la quale Andrea passerà più tempo in assoluto e con cui – nel ruolo delicato di cantante – darà alla luce i suoi primi lavori da autore ed esecutore. La band si propone di affrontare un repertorio originale che sperimenta diverse sonorità all’interno del genere rock italiano. I testi fluiscono con facilità e gli arrangiamenti soddisfano spesso le aspettative dei membri della band, creando una sinergia potente che sfocerà nella produzione nel 2008 del loro primo album: Paesaggi di un’anima.
La bella esperienza con gli Oltremodo giunge però al termine l’anno successivo e ognuno dei membri prende strade artistiche diverse. Andrea, sceglie di continuare la sua attività di cantante affiancandovi quella di chitarrista e crea, nel 2011, il gruppo DeaSchiva con il quale sperimenta la produzione di altri brani e altri generi musicali dalle sonorità più dure ed emotive.
Tre anni dopo anche i DeaSchiva terminano il loro lavoro e Andrea resta orfano di una vera e propria band. Dopo un paio di esperienze non soddisfacenti decide di procedere da solo alla produzione di altri testi e altra musica destinata a diventare un album solista dal titolo Fatemi Posto, nel 2018. Grazie alla collaborazione con Giuseppe Tranquillino Minerva, che si diverte a sperimentare suoni disarmonici e ritmi sincopati, Andrea gioca con testi profondi e taglienti facendo di quest’album il suo lavoro più rappresentativo e maturo.
Riflessioni sulla collaborazione tra RLS, RSPP e medici competenti
Presentati a Roma il 5 dicenbre i risultati della ricerca dell’Associazione AiFOS del 2018 sulla collaborazione tra i principali soggetti coinvolti nella sicurezza aziendale.
È evidente che nel contesto dinamico ed estremamente variegato del mondo del lavoro attuale sia sempre più importante che i vari attori della salute e sicurezza sul lavoro collaborino attivamente ed efficacemente all’obiettivo di ridurre infortuni e malattie professionali. Tuttavia benché il modello prevenzionale collaborativo sia presente nella normativa nazionale, con riferimento ad esempio al D.Lgs. 81/2008, molte esperienze e ricerche hanno mostrato in questi anni come nei luoghi di lavoro spesso non ci sia una sufficiente collaborazione tra operatori come gli RSPP (Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione), gli RLS (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) e i medici competenti.
Qual è la relazione nelle aziende tra RSPP, RLS e medico competente? E quali sono le difficoltà più riscontrate?
Sicurezza partecipata: la collaborazione tra RLS, RSPP e medici competenti
Proprio per rispondere a queste domande e rendere più efficace la collaborazione tra gli operatori, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) ha condotto una ricerca nel 2018 attraverso tre diversi questionari in cui i vari operatori hanno potuto indicare, tra le altre cose, in quali attività vengono consultati in merito all’organizzazione della formazione e alla valutazione dei rischi, quali sono le modalità di svolgimento della riunione periodica e come sono le relazioni professionali con gli altri attori.
I risultati della ricerca, che costituiscono il Rapporto AiFOS 2018 pubblicato sul “Quaderno della Sicurezza” n°4 del 2018, saranno poi analizzati e diventeranno spunti per importanti riflessioni nel convegno gratuito “La sicurezza partecipata: la collaborazione tra RLS, RSPP e Medico Competente” che si terrà il 5 dicembre 2018 a Roma.
Riflessioni sui risultati della ricerca
Nell’indagine realizzata dall’Associazione AiFOS, che si è soffermata in particolare sulle risposte di RLS e RSPP, emerge una forte distanza dei giudizi di RLS e di RSPP che, se da un lato possono essere connesse alla tipologia dei diversi compiti da svolgere, riguardano spesso anche temi di carattere generale o trasversale.
Probabilmente in molte risposte ogni operatore si sente chiamato a “difendere” il proprio ruolo e non può sfuggire che se un RSPP è designato o nominato dal datore di lavoro e a questi risponde, un RLS ha come principale riferimento i propri compagni di lavoro.
E forse è proprio in queste differenze di contesto che è racchiusa la insufficiente collaborazione tra le parti.
Il convegno sulla collaborazione tra RLS, RSPP e Medico Competente
Proprio per riflettere e analizzare la ricerca si terrà, dunque, mercoledì 5 dicembre 2018 a Roma in viale David Lubin 2, presso la Sala del Parlamentino CNEL – dalle ore 9,30 alle 13,00 – il convegno di studio e approfondimento/Rapporto AiFOS 2018 “La sicurezza partecipata: la collaborazione tra RLS, RSPP e Medico Competente”.
Questo il programma dell’incontro:
Apertura lavori:
– Lorenzo Fantini, Direttore dei Quaderni della Sicurezza AiFOS
Moderatore:
‐ Francesco Naviglio, Segretario Generale AiFOS
Interventi:
‐ Rocco Vitale, Presidente AiFOS, Mario Gallo, Professore a contratto di Diritto del lavoro nell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale: “Presentazione Rapporto AiFOS 2018 – Obiettivo sicurezza: la collaborazione tra RLS, RSPP e medico competente”;
– Ester Rotoli, Responsabile Direzione Centrale Prevenzione Inail: “La valorizzazione della figura dell’RLS nel sistema della prevenzione: le azioni Inail a supporto”;
– Umberto Candura, Presidente ANMA – Associazione Nazionale Medici d’Azienda e Competenti: “Il Modello ANMA di integrazione del Medico Competente nell’organizzazione aziendale”;
– Cinzia Frascheri, Responsabile nazionale CISL salute e sicurezza sul lavoro: “Gli impegni della CISL per valorizzare la figura dell’RLS”;
– Lucia Vurro, RSPP Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Luigi Edoardo Renna, RLS Università degli Studi di Bari Aldo Moro: “RSPP e RLS: una strana coppia di fatto”.
Il link per il programma e l’iscrizione all’evento:
Si ricorda che il convegno è gratuito, ma coniscrizione obbligatoria, e a tutti i partecipanti verrà consegnato un attestato di partecipazione con il rilascio di 2 crediti per Formatori area tematica n.1 (normativa/organizzativa) e RSPP/ASPP.
Per informazioni e iscrizioni al convegno:
Direzione Nazionale AiFOS: via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.it – [email protected]
L’iniziativa “100 copie per Roma” intende valorizzare gli autori esordienti e, contemporaneamente, dare la possibilità ai lettori di conoscere chi ha ispirato la storia che stanno leggendo.
Il “dark blues” all’italiana che ormai contraddistingue lo stile del cantautore vincitore della terza edizione di “The Voice of Italy”, si rende protagonista del nuovo brano prodotto da Fonoprint.
Guarda il video su YouTube
I ricordi di una passione impossibile riecheggiano nella notte percorrendo le vie desolate della città; un amore malsano che ognuno di noi ha conosciuto almeno una volta e dal quale a volte è difficile separarsi. Tutto questo è Only you.
L’album “RIVE Volume 1” esprime complessivamente la necessità di comunicare; una comunicazione che può interessare ed esternare un’esistenza, esperienze personali o un momento ben preciso. E può farlo essendo loquace o ermetico, posato o irrequieto, enigmatico oppure fin troppo esplicito, ma rimane pur sempre espressione unica, un bisogno comunicativo per l’appunto e come tale degno di rispetto.
«Dopo anni di sperimentazione nel 2017, ho intrapreso un percorso di selezione molto rigido riguardo ai miei brani pubblicando “RIVE Volume 1” insieme al circuito di Calabria Sona e alla Marasco Comunicazione. I brani erano tutti molto diversi tra loro e ad un certo punto ho sentito l’esigenza di intraprendere una strada. La maggior parte erano in lingua inglese ed ho accettato per la prima volta la sfida di un rewriting in lingua italiana cercando ossessivamente gli stessi suoni, la durata delle parole, il numero di sillabe e soprattutto il ritmo delle stesse. Per me le parole sono certamente importanti ma nel regno della musica penso che sia quest’ultima a dover regnare e per musica intendo suoni, emessi da un piano, da una chitarra o da una voce…è di suoni che voglio parlare alla gente, emozioni che trasudano da un intro teso e che sfociano in un inciso esplosivo e liberatorio». Fabio Curto
DICONO DI “RIVE VOLUME 1”
“La sua musica è fatta di canzoni che provano a mettere insieme pop, blues, soul, sostenute da una voce bella e aspra, scritte con in mente più i grandi spazi dell’America che della sua Calabria (…) Il suo è uno stile in cui sembra che domini la passione, non solo la tecnica. Media-Treck,Ernesto Assante
“Interessante la metamorfosi dei testi che Curto ha trasposto dall’inglese all’italiano cercando di salvaguardare le proprietà ritmiche”. Rumore
“Un bel disco, di mestiere, di talento, di capacità e anche d’arte poetica. Le parole non sono affatto un mezzo qualunque per Curto e sa bene come dimostrarlo. Cantautore, forse americano più di quanto lo sognano tanti italiani”. Blogmusic.it
“RIVE VOLUME 1 sottolinea quanto sia importante comunicare per Fabio Curto: attraverso uno “studio” sociologico e antropologico sui nostri atteggiamenti e comportamenti, l’artista calabrese fa emergere la sua sensibilità artistica che va oltre la musica e mette l’ascoltatore davanti alla magia di un racconto senza tempo”. VivaLowCoast
“Parliamo di anima nera, anima latina nel cuore e poi decisamente americana nell’apparire”. MusicLetter.it
“Fabio Curto che ha una voce assolutamente figlia dell’America di Springsteen ci regala un disco italiano di una potenza lirica e melodica assolutamente ricca di sex appeal per gli amanti di un genere che va da Cocker ai nostrani Zucchero e Mingardi”. Musicalnews.com
Etichetta: Fonoprint
Radio date: 26 ottobre 2018
Pubblicazione album: 15 Giugno 2018
BIO
Fabio Curto è un cantautore polistrumentista italiano nato ad Acri (CS).
È stato conosciuto dal grande pubblico grazie alla vittoria del talent show su Rai 2 THE VOICE OF ITALY 2015 che ha messo in risalto la sua voce molto intensa e la sua capacità di creare forte legame emotivo con gli ascoltatori anche solo accompagnato dalla sua chitarra. La sua attività musicale antecedente a questo successo è molto varia e particolare: inizia a comporre a 12 anni e ben presto fonda diverse band con musiche originali tra cui L’Etandonnè, genere rock italiano e La Van Guardia, quintetto acustico che sposa lo swing, la rumba e la tradizione gypsy dei Balcani.
Dopo essersi laureato in Scienze politiche, decide di intraprendere l’arte di strada esibendosi da solo e con la band in gran parte dell’Europa e dopo la vittoria del talent pubblica un EP con Universal nel quale sono contenuti brani cantati e suonati durante il programma più tre brani originali. Tra i riconoscimenti più importanti del 2015 vanno ricordati Il Premio Mia Martini giovani, Premio Stella del Sud sezione musica e Social e il Premio Letterario Nazionale Vincenzo Padula.Nel 2016 gli è stato inoltre riconosciuto il Premio Manente. È attualmente attivo con live acustici in tutta Italia.
Aumentano le richieste di mutuo presentate in Italia da cittadini stranieri; è questa la prima evidenza emersa dall’analisi di Facile.it e Mutui.it secondo cui, nei primi 10 mesi del 2018, la percentuale di aspiranti mutuatari stranieri è stata pari a quasi il 12% del totale, valore in aumento di circa due punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2017, quando il dato era inferiore al 10%.
In calo – si legge nell’indagine realizzata su un campione di oltre 55mila domande di finanziamento presentate tramite i due portali* – sia l’importo medio richiesto dagli aspiranti mutuatari stranieri, sceso a 117.340 euro (-1,2%), sia il valore medio degli immobili da acquistare, stabilizzatosi a 157.281 euro (-7,2%).
Le nazionalità dei richiedenti
Guardando alle domande di mutuo presentate da cittadini stranieri, emerge che il 35% proviene da richiedenti di Paesi extra europei. Le prime tre posizioni nella graduatoria delle singole nazionalità rimangono invariate rispetto alla scorso anno; al primo posto si trovano i richiedenti della Romania, cui fa capo il 21,64% delle domande, seguiti da quelli di Albania (11,97%) e Moldavia (6,86%). Il quarto posto, invece, quest’anno è occupato dai richiedenti del Marocco (4,58%); una comunità ben radicata sul territorio italiano, ma fino allo scorso anno assente dalle prime posizioni. Slittano al quinto e sesto posto, rispettivamente, i richiedenti della Germania (4,09%) e della Svizzera (4,04%); nonostante la grande numerosità della comunità cinese in Italia, se si tratta di richiesta mutui per immobili siti nel nostro Paese, i cittadini della Repubblica Popolare sono appena diciannovesimi.
Per comprendere al meglio i dati è necessario tener presente che, seppur non vi siano delle procedure differenti per gli aspiranti mutuatari di nazionalità estera, alcuni istituti di credito considerano la residenza italiana come elemento fondamentale ai fini dell’erogazione del finanziamento e, in alcuni casi, potrebbero richiedere anche un periodo minimo di residenza nel Belpaese, che può variare tra i due e i cinque anni.
Importi medi richiesti e LTV
Interessante notare come, a seconda della nazionalità presa in esame, cambino notevolmente gli importi richiesti agli istituti di credito. Gli aspiranti mutuatari di origine rumena, albanese e moldava, ad esempio, nel corso dei primi 10 mesi del 2018 hanno cercato di ottenere, in media, circa 112.000 euro, mentre i richiedenti di nazionalità marocchina si sono orientati su un taglio medio di poco superiore ai 92.000. I valori aumentano se si analizzano le domande presentate da cittadini provenienti da paesi più ricchi; gli aspiranti mutuatari svizzeri, ad esempio, hanno cercato di ottenere finanziamenti di importo pari a circa 134.00 euro, mentre quelli tedeschi hanno chiesto poco più di 140.000 euro. Valori medi ancor più alti per i richiedenti francesi o inglesi; rispettivamente circa 150.000 euro e più di 160.000 euro.
A cambiare in base alla nazionalità è anche il rapporto tra il valore dell’immobile da acquistare e quello del mutuo richiesto (Loan To Value); gli aspiranti mutuatari di Romania, Albania, Moldavia e Marocco, ad esempio, hanno cercato di finanziare tramite mutuo, in media, circa l’80% dell’immobile, mentre se si guarda alle domande di mutuo presentate da cittadini svizzeri, francesi o inglesi, la percentuale di immobile che si intende finanziare è pari a circa il 68%.
Dove si chiede il mutuo
Analizzando la provenienza geografica delle richieste presentate nel corso dei primi 10 mesi dell’anno, emerge un quadro coerente con la distribuzione delle comunità straniere sul territorio italiano. Al primo posto si posiziona la Lombardia, area dalla quale sono arrivate quasi un terzo delle domande di mutuo presentate da cittadini stranieri (31%) tramite Facile.it e Mutui.it. Seguono il Veneto, da cui provengono il 13% delle richieste di finanziamento, il Lazio (12%) e l’Emilia Romagna (11%).
Gli importi erogati
Riducendo l’analisi ai soli mutui effettivamente erogati nel corso dei primi 10 mesi del 2018, la percentuale di finanziamenti concessi a cittadini stranieri è pari all’8% del totale, valore anch’esso comunque in lieve aumento rispetto allo stesso periodo del 2017, quando era pari al 7,2%.
L’importo medio erogato ai mutuatari stranieri è stato pari a circa 112.300 euro, necessario a coprire, in media, il 73% del valore dell’immobile.
* Indagine realizzata su un campione di oltre 55mila domande di finanziamento presentate tramite Facile.it e Mutui.it tra l’1 gennaio 2017 e il 31 ottobre 2017 e tra l’1 gennaio 2018 e il 31 ottobre 2018.
Per lavorare al meglio è fondamentale avere spazi organizzati in modo comodo e funzionale, ma è altrettanto importante che l’ambiente di lavoro sia accogliente e creativo: l’arredo ufficio e degli ambienti di lavoro rappresenta un punto nevralgico di ogni processo aziendale.
Se ci pensate un qualsiasi processo aziendale, sia esso in forma cartacea, informatica o pseudo-tecnica, necessita di un ambiente all’interno del quale dispiegarsi: il dispiegamento di questi processi implica cioè una forma di arredo. L’arredo è letteralmente la maniera di predisporre lo scorrere dei flussi: possiamo in questo senso anche immaginare un arredo venoso, o un arredo intestinale. La natura è perciò la prima grande arredatrice d’interni che si sia mai vista: i flussi sono anzitutto flussi d’aria, d’acqua, di biomassa, di terriccio, flussi di formiche, di insetti, flussi di flussi. Ora, all’interno dell’organizzazione scientifica di un’azienda di qualità, è chiaro che il cosiddetto workflow (letteralmente: flusso di lavoro) necessita di essere strutturato in una maniera efficiente. Non solo, c’è di più. I flussi aziendali, in accordo con le teorie più recenti, devono avere una doppia (e per certi versi ossimorica) natura: da un lato devono incalanare le macchine desideranti dei dipendenti, all’interno di dei percorsi che impediscano delle deterritorializzazioni assolute. Dall’altro lato però, essi devono consentire la creazione di assemblaggi tra i vari portatori di forza lavoro, assemblaggi non previsti e perciò “emergenti”, vale a dire dotati di capacità sconosciute in prima istanza che l’azienda ha il dovere di mettere a valore.
Sembra stupido, ma predisporre una scrivania in un certo modo, scegliere il giusto armadio, piazzare il separè, può completamente cambiare volto e potenzialità di un ufficio: trasformare l’arredo ufficio perciò può rappresentare uno straordinario strumento per aumentare produttività e self-enjoyment di un’attività. L’invito nei confronti dell’imprenditore è perciò quello di sperimentare costantemente, condurre AB test, e avvantaggiarsi di quella che è una vera e propria scienza: l’interior design applicato all’ufficio. Certo, tutto questo va sviluppato compatibilmente con la cura della sanità mentale dell’impiegato: non possiamo pensare di stravolgere la vita lavorativa dell’impiegato, il suo – direbbe Simondon – “ambiente associato”, ogni 2 giorni. E’ per questo che gli esperimenti vanno condotti sottilmente, attraverso piccoli ed impercettibili modifiche che piano piano ci condurranno verso l’assetto migliore.
Con l’esperta equipe di Centro Negozi potrai studiare la soluzione più adatta ad ogni stanza del tuo ufficio, in base alle sue funzioni specifiche: quando ci chiamerai troverai dall’altro capo del telefono una equipe preparata e competente, che, con l’ausilio dei più avanzati concetti di interior design, ti aiuterà nel progettare la più efficace delle configurazioni d’arredo.
L’XI campagna nazionale di promozione dell’armonia di coppia “Dall’io al noi” di AAF – Associazione Aiuto Famiglia Onlus, iniziata a ottobre e che durerà per tutto il mese di novembre, sta riscuotendo molto successo. Le coppie che hanno deciso di farsi aiutare, infatti, sono molteplici; tra loro si annoverano prevalentemente persone che vivono il rapporto in maniera conflittuale ma non mancano anche coniugi e fidanzati felici, decisi a migliorarsi e a migliorare la loro condizione di coppia.
«L’aiuto specifico offerto da AAF – Associazione Aiuto Famiglia Onlus prevede due fasi: la prima consiste nella somministrazione on-line a ciascun partner di un questionario per approfondire la conoscenza della propria relazione; la seconda riguarda l’analisi delle risposte rilasciate da partedi uno psicologo che ha scelto di aderire alla campagna nazionale di promozione dell’armonia di coppia, offrendo gratuitamente la sua esperienza e la sua professionalità». In totale gli psicologi volontari sono 314 e coprono tutte le province italiane (per ulteriori dettagli: www.aiutofamiglia.org/home/check-up-di-coppia/psicologi/)
Tanti sono stati anche gli attestati di stima per l’attività promossa da Aiuto Famiglia Onlus dalle personalità che si occupano, in differenti modalità, di nuclei familiari.
«Credo che la famiglia sia la grande occasione per essere felici – spiega Gigi De Palo, presidente del Forum delle Associazioni Familiari -. Eppure spesso le persone vanno in crisi, ad esempio quando si chiudono in se stesse e quando non riescono a raccontarsi. La soluzione di un problema relazionale sta proprio nel confronto. Per questo è importante la campagna annuale di AAF – Associazione Aiuto Famiglia Onlus».
«La relazione di coppia è un giardino da coltivare che ha bisogno di cure – aggiunge Francesco Belletti, direttore Cisf (Centro Internazionale Studi Famiglia) -. Spesso però, davanti a difficoltà o a incomprensioni, il proprio punto di vista o la propria frustrazione diventano l’unico sentimento, che annebbia quella bellezza del “noi” che ogni coppia in qualche modo ha certamente sperimentato».
Anche Marco Scarmagnani, giornalista, formatore, mediatore e consulente familiare ha voluto spendere alcune parole, dando la sua interpretazione. «Dall’io al noi significa passare ad un pensiero relazionale – dice -. Questo “noi” va pensato come entità nella quale l’”io” non si perde ma diventa ancora migliore. Attraverso l’altro, in pratica, si verifica un’evoluzione della propria personalità senza che quest’ultima si annulli».
Assolti tutti gli imputati con formula piena in quanto per la presunta associazione a delinquere. In buona sostanza, era tutto regolare! Nessun processo verrà portato avanti.
Tutto il mondo legato al fotovoltaico e alle energie rinnovabili ne è stato da sempre convinto, ma ora c’è una conferma incontrovertibile, conferma che arriva dopo ben 8 anni di lungaggini, ombre e grigio su quello che era il più grande progetto fotovoltaico fino ad allora concepito. I legali che hanno seguito la questione ne erano certi sin dal primo istante, ritenendola una montatura mediatico-giudiziaria che non doveva nemmeno nascere.
Otto lunghi anni di sequestri e procedimenti penali vari, culminati nel 2013 con una misura cautelare preventiva ordinata dalla dottoressa Paola Liace – allora Gip a Brindisi – che portò in carcere 16 professionisti, tutti imprenditori, manager e ingegneri, con la grave accusa di aver truffato (fino ad allora) oltre 300 milioni di euro, percependo incentivi frutto di un presunto aggiramento della normativa urbanistica per decine di impianti fotovoltaici realizzati.
Per i “furbetti del fotovoltaico” o quelli che avevano creato il “fotovoltaico col trucco”, così li avevano aggettivati a seguito dei numerosi sequestri preventivi, avvisi di garanzia e procedimenti penali promossi dall’allora sostituto procuratore di Brindisi Nicolangelo Ghizzardi, il 24 ottobre 2018 nell’aula del Tribunale di Roma è stata fatta giustizia, come ha esultato in aula l’avvocato Antonino Isgrò, che ha seguito personalmente sin dall’inizio l’intera vicenda giudiziaria nei vari filoni d’indagine.
In effetti, la “raffica” di procedimenti penali stampati in ciclostile – come li avevano definiti alcuni legali – partono dalla Procura di Brindisi e vedono come promotore l’allora Pm Nicolangelo Ghizzardi. Sequestri e contestazioni riguardanti l’aspetto urbanistico e che culminano nel 2013, con l’accusa di truffa e di indebita percezione di incentivi ai danni dello Stato. Questo procedimento, che porta sempre la firma di Ghizzardi e che lo stesso in una delle conferenze stampa definisce “procedimento sperimentale” è però, anni dopo, dallo stesso Tribunale di Brindisi ritenuto non di propria competenza giurisdizionale, che pertanto trasferisce l’intero fascicolo al Tribunale di Roma, che riprende e continua le indagini fino ad allora portate avanti dalla Procura brindisina.
Ieri il giudice dell’udienza preliminare della Procura di Roma, dottoressa Giulia Proto, su richiesta del Pm che ha chiesto il non luogo a procedere per tutti gli imputati, in quanto dall’esame di tutta la documentazione ha ritenuto non “esserci elementi che consentono di sostenere l’accusa in giudizio”, ha assolto tutti gli imputati con formula piena in quanto per la presunta associazione a delinquere: “Il fatto non sussiste”, per l’illecita percezione degli incentivi “non è stato commesso il reato” e per l’abuso edilizio “il fatto non sussiste”.
In buona sostanza, era tutto regolare! Nessun processo verrà portato avanti.
Protagonisti (o vittime) di questa vicenda i vecchi manager di Global Solar Fund e quelli di Energetica S.p.A. che avevano messo in piedi già nel 2007, la realizzazione di quello che era il progetto più grande d’Europa nel fotovoltaico (font. Huffington post) con la previsione di investimento in Puglia di oltre 900 milioni di euro, finanziati quasi interamente dal governo cinese attraverso la China Development Bank (fonte Corriere della Sera).
Alla guida dei due Gruppi vi erano il manager spano-cinese Javier Romero e l’italiano Gaetano Buglisi che, attratti anche dai proclami favorevoli sulle rinnovabili fatti dall’allora Governatore della Puglia – Nichi Vendola – (font. Repubblica) e dalla normativa regionale volta a favorire implementazione di energia pulita avevano fatto una scelta precisa, decidendo di far partire dalla Puglia quello che era destinato a diventare l’investimento e il progetto solare più grande al mondo.
Come disse oltre 10 anni fa lo stesso Gaetano Buglisi in una intervista al quotidiano Repubblica, “partire dalla città del petrolchimico, dalla centrale a carbone di Cerano e da un’area che ha uno dei più alti tassi di tumore ai polmoni al mondo, come Brindisi, è senza dubbio la scelta più sana e più giusta, in quanto i benefici dell’energia prodotti da fonti rinnovabili non sono solo da individuare tra le minori risorse fossili sottratte al sottosuolo e alla natura, ma soprattutto dai benefici indiretti prodotti alla salute umana”.
Tuttavia la scelta di iniziare proprio da Brindisi, nonostante gli oltre 140 impianti realizzati dal fondo d’investimento allora più grande d’Italia, nonostante nel 2010 i progetti sviluppati da Energetica col supporto di Gsf in Italia avessero superato i 1200 MW e nonostante i progetti ideati e commissionati dal duo Buglisi-Romero avevano anche trovato un accordo di finanziamento per oltre 2,5 miliardi da destinare allo sviluppo fotovoltaico col Governo cinese (fonte Il Sole 24 Ore) culminato con la sottoscrizione dell’impegno di investimento firmato a Roma direttamente dal presidente della Repubblica Cinese Wen Jiabao e dall’allora presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, è stata fatale!
Sequestri su sequestri, procedimenti su procedimenti raccontati dalla cronaca, hanno fermato l’iniziativa più grande nel settore fotovoltaico. Tantissimi gli avvocati di tutta Italia che hanno difeso e sostenuto la regolarità di tutto quanto realizzato, si menzionano, tra altri, i professori pugliesi Ernesto Sticchi Damiani e Francesco Paolo Sisto, l’avvocato torinese Ugo Colonna, il professor Giuseppe Di Trocchio, lo studio Vassalli-Olivo di Roma, gli avvocati milanesi Alleva e Salvatore Pino e l’avvocato Giulia Bongiorno che ha difeso gli interessi degli investitori.
In molti si chiedono come tutto ciò sia accaduto e quali siano state le ragioni sottostanti alla promozione di tutta una serie di iniziative giudiziali “seriali” che da ieri sono scomparse come una bolla di sapone. Il Gruppo Global Solar Fund (oggi con altri manager alla guida) è ancora il 2° produttore Italiano di energia da fonte fotovoltaica.
Il profit incontra il no profit. Il sociale si unisce al digitale. E nascono nuove opportunità di lavoro. Cresce a Bergamo l’impegno di ZeroUNO, la prima impresa sociale costituita ai sensi della nuova riforma del terzo settore per iniziativa delle cooperative sociali L’Impronta, Generazioni FA, Ecosviluppo e della Srl MIDA Informatica che, insieme al Patronato San Vincenzo, hanno deciso di investire sull’innovazione e sulla propensione all’imprenditorialità per aiutare i giovani under 30 che vivono situazioni di difficoltà famigliare, relazionale o con disabilità, ad entrare, con autonomia e con nuove e solide competenze, nel mondo del lavoro.
ZeroUNO, che conta già 5 dipendenti e 9 tirocinanti, si occupa di digitalizzare gli archivi cartacei, audio, video e i fondi fotografici, rivolgendosi ad aziende, biblioteche, fondazioni bancarie ed enti pubblici e privati che hanno l’esigenza di trasformare i dati in archivio in linguaggio digitale così da poterli salvaguardare e catalogare. Lavoro sempre più importante oggi come testimoniato anche dalle diverse commesse ricevute in questi primi mesi di vita da ZeroUNO, come il Museo delle Storie di Bergamo, che intende digitalizzare 200 mila fotografie in tre anni, e un noto marchio del fashion italiano che, dovendo trasferire gli archivi all’estero, ha richiesto a ZeroUNO di digitalizzare fotografie, bozzetti e cataloghi che hanno fatto la storia dell’atelier dagli anni ‘50 ad oggi.
L’attività per il Museo delle Storie di Bergamo, in particolare, vedrà, nel corso dei tre anni di progetto, l’avvio al lavoro di circa 30 ragazzi, il cui operato concorrerà all’apertura del Polo della fotografia storica nel convento di San Francesco in Città Alta che sarà inaugurato entro la prima metà di novembre. I ragazzi saranno formati dal Patronato San Vincenzo che metterà a disposizione dell’impresa sociale la propria esperienza per orientamento, corsi di formazione specialistica e continua, stage ed elaborazione dei curricula. L’obiettivo, infatti, è far sì che i giovani impegnati con ZeroUNO possano ottimizzare le competenze acquisite spendendole anche per altre opportunità professionali.
Fondamentale, a tal fine è l’esperienza fornita dal partner del mondo profit: MIDA Informatica, azienda specializzata in progetti di gestione e valorizzazione dei beni culturali e sviluppo di soluzioni informatiche che, tra gli altri, ha realizzato interventi di digitalizzazione sui 1.119 fogli del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci per la Biblioteca Ambrosiana di Milano. La Cooperativa Sociale L’Impronta, invece, si occupa della selezione e del tutoring dei ragazzi, Ecosviluppo ne incrementa il potenziale di inserimento lavorativo e Generazioni FA individua all’interno dei propri servizi giovani che possano candidarsi a svolgere percorsi di formazione e di inserimento lavorativo.
In particolare, nei progetti di ZeroUNO sono coinvolti giovani under 30 e persone che vivono situazioni di svantaggio, difficoltà familiare o relazionale o che abbiano una disabilità, garantendo loro una retribuzione e una possibilità di crescita. La formazione, infatti, è centrale nei progetti di ZeroUNO. Le persone inserite vengono avviate a percorsi di formazione di informatica di base e di formazione tecnica, con attività specifiche sugli strumenti tecnologici da usare per la digitalizzazione del materiale in oggetto. Ogni persona coinvolta è poi inserita in azienda attraverso un’esperienza “on the job” durante la quale sarà affiancata da un tutor della cooperativa sociale e da un tutor aziendale così da poter proseguire la propria formazione anche a lavoro.
«ZeroUNO è capitale, fiducia e opportunità. Tre parole chiave che descrivono perfettamente questa esperienza: capitale, dato dal fatto che le varie realtà che compongono questa impresa sociale hanno messo a disposizione le loro migliori risorse. Fiducia, perché è questo il valore alla base di ZeroUNO, e opportunità perché diamo delle possibilità concrete ai ragazzi coinvolti, alle aziende che richiedono i nostri servizi e all’intera società» commenta il presidenteStefano Rota, ricordando che in breve tempo ZeroUno è già cresciuta moltissimo: «Oggi abbiamo 5 ragazzi assunti e 9 tirocinanti, ci siamo già spostati dalla prima sede, all’interno di MIDA Informatica, perché avevamo bisogno di maggiori spazi, e siamo nuovamente alla ricerca di una location più grande. Abbiamo già ricevuto commesse importanti e sono in corso delle interlocuzioni con realtà molto sfidanti, con il desiderio di crescere sì, ma sostenibilmente».
«Con ZeroUNO la responsabilità sociale si fa impresa. È un’esperienza innovativa, una scommessa avanzata ancora prima che venisse varata la nuova legge sul terzo settore. Parliamo direttamente ai ragazzi, li facciamo mettere in gioco, creiamo nuovo valore, rigeneriamo le loro competenze. E lo facciamo attraverso il digitale, mostrando che l’interesse economico può andare di pari passo con quello sociale e che attraverso l’impresa si può perseguire il benessere di un’intera comunità» dichiara Sergio Bellini, responsabile commerciale di MIDA Informatica. «Invito quindi le realtà del territorio bergamasco, sia pubbliche che private, a dare fiducia a ZeroUNO perché è un’esperienza che restituisce al territorio valori e servizi, unendo all’alta qualità dei progetti realizzati quella delle sue persone. È un sistema win-win, in cui non solo si genera un servizio di valore per le aziende che ne fanno richiesta, ma si crea anche un arricchimento per tutto il territorio e per i ragazzi direttamente coinvolti».
ZEROUNO Impresa Sociale. ZeroUno è un’impresa sociale che promuove progetti e servizi ad alto contenuto tecnologico per la conservazione dei patrimoni culturali e degli archivi documentali, realizzati con attenzione alla qualità e alla sostenibilità, assicurando inserimento lavorativo per persone in condizioni di svantaggio sociale. Costituita nel gennaio 2017 per iniziativa delle cooperative sociali L’impronta, Generazioni FA, Ecosviluppo e della Srl MIDA Informatica che, insieme al Patronato San Vincenzo, hanno deciso di investire sull’innovazione e la propensione all’imprenditorialità, ZeroUno è la prima impresa sociale costituita a Bergamo ai sensi della nuova riforma del terzo settore. Rivolgendosi ad Aziende, Biblioteche, Fondazioni bancarie, Enti pubblici e privati che abbiano necessità di archiviare dati, immagini, fotografie, testi, ZeroUno vuol fare della qualità dei prodotti offerti il marchio distintivo della responsabilità sociale e della promozione del lavoro come luogo di realizzazione, raccogliendo la sfida della digitalizzazione del lavoro e dell’economia per un’innovazione inclusiva, intelligente e sostenibile.
Roma fa da cornice alla ballad italiana che celebra un pop fresco ed attuale.
La storia di un amore desiderato. Una coppia incompiuta. La timidezza di lui contrapposta alla totale vitalità, allegria e spensieratezza di lei. Il profumo femminile, diffuso ovunque, sembra render possibile l’avvicendarsi di una notte in compagnia…ma l’unica compagna alla fine resta una bottiglia di acqua minerale.
Il cantautore rappresenta l’acqua come metafora di vita. Solo in quest’ottica la bevanda diventa allora una sorta di pozione magica capace di regalare coraggio e voglia di aprirsi nonostante le possibili difficoltà.
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Etichetta: Rossodisera Records
Radio date: 16 ottobre 2018
BIO
Elia Macchiarulo in arte semplicemente Elia nasce a Latina nel 1987. Sin da piccolo si avvicina alla musica cantando le canzoni di altri artisti. Per raffinare la sua tecnica vocale, grazie all’aiuto della famiglia, si iscrive ad una scuola di canto che frequenterà per otto anni. Nel frattempo sente l’esigenza di imparare a suonare anche uno strumento e si iscrive a scuola di chitarra e di pianoforte. Ad un certo punto della sua vita cantare cover non gli basta più, nascono così le sue prime canzoni. Nel 2011 produce il suo primo EP dal titolo “Nei pensieri” composto da quattro brani inediti. Questo EP nel 2012 viene pubblicato dall’etichetta discografica APM. “Nei pensieri” è un EP che descrive sia l’amore platonico che quello più intenso e passionale. Nel corso di questi anni Elia frequenta stage di formazione e interpretazione di canto, partecipa a manifestazioni canore e all’Accademia di Sanremo. Nel 2013 incontra nella sua strada David Marchetti, noto produttore, (Anna Tatangelo, Mariangela Di Cataldo sono solo alcuni degli artisti con il quale ha collaborato) che decide di dare un’opportunità al giovane cantautore. Dopo pochi mesi di collaborazione pubblicano, con l’etichetta discografica Ghiro Records, un nuovo singolo dal titolo “Se vuoi vivermi” che grazie anche al videoclip ottiene ottimi risultati. Sia il testo che la musica sono scritti da Elia e anche questa canzone parla d’amore ma, diversamente a “Nei pensieri”, ha un sapore più universale. Nel background di Elia c’è anche la composizione della sigla di un concorso di canto per bambini che porta un autorevole messaggio dell’UNICEF collegato al progetto “Vogliamo Zero” contro la mortalità infantile. Nel 2014 esce il nuovo singolo “Sei ancora tu” con relativo videoclip che vede la collaborazione della Fondazione Latina Film Commission. A Febbraio 2015 viene selezionato per la partecipazione a Sanremo D.O.C (programma televisivo in diretta su piattaforma Sky). Nel 2017 esce l’EP dal titolo “Non Ho paura” composto da cinque tracce. Nel 2018 interrompe la collaborazione con la Ghiro Records e pubblica il suo nuovo singolo ACQUA MINERALE con l’etichetta discografica Rossodisera Records dell’Avvocato Leopoldo Lombardi.
Un sound dance-commerciale solare e coinvolgente avvolge un più intimo e velato concept narrativo: il ricongiungimento emotivo fra sovrastruttura ed essenza.
“Dance to the end” racconta delle impalcature metaforiche, positive e negative, che possono appesantire un percorso esistenziale col passare del tempo; ma anche e soprattutto del momento in cui si sceglie di abbatterle definitivamente. È così che la protagonista, mascherata di paure e fragilità, rincorre il suo passato. L’obiettivo è quello di ricongiungersi con la propria vera essenza. È proprio qui che subentra la figura materna, simbolo salvifico del passaggio fra passato e futuro. Solo grazie a lei ci sarà una nuova rinascita.
Yana Gataullina è una dj affermata a livello internazionale, oltre che aver lavorato in Italia, ha infatti raccolto successi in particolare in Grecia (Mykonos e Atene) e Spagna (Palma de Mallorca).
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Etichetta: Rossodisera Edizioni Musicali
Radio date: 16 OTTOBRE 2018
BIO
Yana Gataullina nasce a Kazan, Tatarstan (Russia) il 27 Gennaio 1987.
La sua prima infanzia la vede viaggiare e spostarsi di continuo lungo l’intera Russia assieme alla madre, ginnasta di professione. A tre anni arriva in Italia. Fin da subito si appassiona di musica, arte, moda, danza e sport. A quattordici anni intraprende la carriera di modella e fotomodella. Solo qualche anno dopo inizia a fare la dj in giro per il mondo toccando paesi come Germania, Svizzera, Albania, Romania, Francia, Tunisia, Svezia, Finlandia, Lettonia, Dubai, Indonesia, Serbia, Jugoslavia. “Dance to the end” è il nuovo singolo dance della cantante e dj russa.
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