Autore: articolinews

  • La Germania verso una nuova fase politica: Federico Motta Editore sulla storia del Paese

    Mentre la Germania si prepara ad una nuova fase politica, la Casa Editrice Federico Motta Editore ripropone i saggi dell’Età moderna a cura di Umberto Eco che ripercorrono la storia moderna del Paese, dalla Seconda Guerra Mondiale ai giorni nostri.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore: da die Stunde Null alla caduta del muro

    Con la fine della Seconda Guerra Mondiale i tedeschi non possono che accettare la sconfitta e reinventarsi un futuro. Per questo motivo, si ricorda nei saggi di Federico Motta Editore che il 1945 rappresenta per i tedeschi un nuovo inizio, ribattezzato in tedesco die Stunde Null, l’ora zero della storia tedesca. Finita la guerra la Germania viene divisa in due: da un lato la Repubblica Democratica Tedesca (DDR), controllata dai sovietici, e dall’altro la Repubblica Federale Tedesca (BRD), sotto il controllo di Stati Uniti e forze alleate. Quando la Russia viene esclusa dalla conferenza di Londra, i sovietici interrompono tutte le comunicazioni con Berlino Ovest e la Germania Ovest. La situazione precipita definitivamente nell’agosto del 1961 quando la DDR erige sbarramenti provvisori per dividere Berlino Est da Berlino Ovest e fermare l’esodo iniziato anni prima. Nasce quindi il muro di Berlino, rimasto in piedi per 28 anni e infine abbattuto nel 1989.

    Federico Motta Editore: tutti i cancellieri della Germania

    La caduta del muro di Berlino costituisce un’altra tappa fondamentale nella storia della Germania, che viene finalmente unificata. Il Primo Cancelliere della Germania unita è stato Helmut Kohl, in carica dal 1° ottobre 1982 al 27 ottobre 1998. Come si riporta nei saggi editi da Federico Motta Editore, il suo successore è il socialdemocratico Gerhard Schröder, il quale ha mantenuto la carica dal 1998 al 2005. Alle elezioni federali del 2005 viene invece eletta Angela Merkel. Il suo cancellierato è al momento il secondo più lungo della Germania, dopo quello di Helmut Kohl durato 16 anni e 26 giorni. Nel corso di questi 16 anni, la Cancelliera ha dovuto fronteggiare un insieme di questioni politiche, sociali ed economiche derivanti ancora dall’unificazione. Dopo essere stata per tanto tempo una figura portante all’interno dell’Unione Europea, Angela Merkel dice addio alla sua carica da Cancelliera e lascia il posto al prossimo capo di Governo.

  • Edilizia ed ambiente: i due mondi conciliati da Tecnicaer Engineering, guidata da Fabio Inzani

    Fabio Inzani è Presidente, Amministratore Delegato e Direttore Tecnico di Tecnicaer Engineering, con la quale è riuscito a trovare un equilibrio tra la sostenibilità ambientale ed il settore dell’edilizia.

    Fabio Inzani

    Fabio Inzani: in Tecnicaer Engineering abbiamo trovato un punto di incontro tra edilizia e sostenibilità

    Da un lato c’è il comportamento passivo e attivo degli edifici e dall’altro l’impellente necessità di ottimizzare l’efficienza energetica degli stessi: due mondi apparentemente opposti che adesso devono incontrarsi per la salvaguardia del pianeta. Nonostante il compito non facilissimo, alcune realtà come la società guidata da Fabio Inzani stanno riuscendo nell’intento, grazie ai prodotti dell’ingegneria innovativa. Tecnicaer Engineering è infatti una società di ingegneria integrata e innovativa che dal 2015 ha adottato un approccio, ormai consolidato, che prevede l’interazione tra tutte le componenti del sistema edilizio, resa possibile dall’impiego di sofisticati strumenti di modellazione digitale parametrica. Tale approccio è stato già utilizzato dalla società in diversi interventi, tra i più recenti vi è la riqualificazione del Centro di addestramento della Polizia di Nettuno, quella dell’Ospedale del Mugello e, infine, quella del nuovo Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa.

    Una lente di ingrandimento sulla metodologia utilizzata dalla società guidata da Fabio Inzani

    I sistemi di modellazione digitale parametrica messi a punto dal team di Tecnicaer Engineering prevedono la creazione di una replica digitale del complesso edilizio, in gergo chiamata digital twin, la quale simula il comportamento reale del sistema edificio-impianto per poter ottimizzare il suo funzionamento ancora prima che venga effettivamente costruito. Nei recenti interventi portati avanti dalla società guidata da Fabio Inzani, sono state eseguite con questo metodo diverse operazioni. Tra queste: le simulazioni fluidodinamiche che hanno lo scopo di perfezionare la climatizzazione degli ambienti; le analisi energetiche dinamiche che vengono fatte per ottenere degli andamenti sovrapponibili ai reali fabbisogni energetici quotidiani e la previsione della spesa energetica annua; le indagini sul comportamento attivo dell’involucro edilizio che permettono di valutare il beneficio sui fabbisogni energetici e sul regime dei sistemi impiantistici; l’autoapprendimento dei sistemi di generazione che consentono di attivare degli algoritmi capaci di adattare il regime al punto di massimo rendimento di generazione e di emissione dei terminali.

  • Italchimica di Alessandro Fioretto sceglie la cooperativa “Riesco” come fornitore del catering

    La cooperativa sociale “Riesco” diventa fornitore ufficiale della mensa di Italchimica, realtà padovana guidata da Alessandro Fioretto attiva nel settore della pulizia professionale I&I e Horeca.

    Italchimica

    Italchimica, Alessandro Fioretto: con “Riesco” la partnership andrà oltre la ristorazione

    Nata in un garage di Padova, in poco meno di 20 anni Italchimica è diventata una delle più importanti aziende italiane di detergenti professionali e cosmetici. Oggi la creatura di Alessandro Fioretto conta 174 dipendenti, 9 marchi di proprietà e prodotti distribuiti in oltre 50 Paesi. Un successo possibile grazie ad una politica aziendale basata su valori come italianità, trasparenza e innovazione. A questi si aggiunge un’attenzione particolare alla sostenibilità sociale. Non sorprende dunque che Italchimica abbia recentemente deciso di avviare una partnership con la cooperativa sociale “Riesco”, che dal 2005 offre servizi di ristorazione di qualità contribuendo contemporaneamente all’integrazione lavorativa delle persone affette da disabilità. La realtà di Saccolongo (PD) è infatti il nuovo fornitore continuativo del catering aziendale per la mensa interna. L’obiettivo della realtà guidata da Alessandro Fioretto è quello di rafforzare il legame tra i dipendenti e le comunità locali, contribuendo a creare un futuro sempre più inclusivo. Ecco perché la partnership non si limiterà alla ristorazione, ma anche alla promozione di iniziative in sinergia con i dipendenti della Cooperativa.

    Alessandro Fioretto: Italchimica per il sociale tra “Riesco”, “Treedom” e “Green Change Matters”

    Il percorso intrapreso con “Riesco” rappresenta un ulteriore step del progetto di sostenibilità portato avanti da Italchimica. Dal 2019 la società, sotto la spinta del CEO Alessandro Fioretto, ha infatti dato il via a “Green Change Matters”. L’iniziativa ha portato alla pubblicazione dei primi due Rapporti annuali di Sostenibilità, a testimonianza dell’impegno preso nei confronti di tutti gli stakeholder. Per quanto riguarda il tema ambientale, tra gli obiettivi principali della strategia di Italchimica figura la carbon neutrality. La recente adesione al programma “Treedom” va appunto in questa direzione. L’azienda di Alessandro Fioretto, con un impegno triennale, provvederà infatti a finanziare la piantumazione di alberi nei Paesi in via di Sviluppo. Si tratta di un’iniziativa che da un lato consente di compensare le emissioni di CO2 e allo stesso tempo contribuisce alla sussistenza economica e alimentare dei territori. 29 gli alberi piantati nel 2020, con un compenso di emissione di circa 2 tonnellate di anidride carbonica. Per il 2021 Italchimica prevede di superare quota 30.

  • Costruire edifici ecosostenibili: l’esempio di Antonio Franchi

    Antonio Franchi ha da tempo abbracciato, con la società da lui guidata, un approccio in direzione della costruzione sostenibile degli edifici.

    Antonio Franchi

    Antonio Franchi: cosa vuol dire architettura sostenibile?

    La pressante necessità dettata dalla crisi climatica di trasformare il mondo dell’edilizia in una realtà green, e quindi sostenibile, ha portato spesso ad abusare del termine “sostenibilità”, soprattutto nell’ambito del progetto. Il lavoro svolto da professionisti del settore come il team di The Residenze, società specializzata nel settore immobiliare residenziale di alta gamma e guidata da Antonio Franchi, potrebbe aiutare a fare luce sul concetto di architettura sostenibile. Dal momento in cui l’attenzione all’ambiente non può essere realmente quantificata e definita, ciò che si può fare è prendere in considerazione una serie di fattori che, nel loro insieme, contribuiscono enormemente a ridurre l’impatto ambientale di un edificio e renderlo quindi più sostenibile. Come si evince dall’attività svolta da The Residenze, tali fattori riguardano ad esempio l’utilizzo di materiali non nocivi, l’impiego minimo di risorse non rinnovabili e lo sfruttamento di energie alternative come quella solare.

    Antonio Franchi: il progetto di Palazzo Ravasio

    Un esempio di approccio di tutela e di cultura volto alla costruzione o rivalorizzazione di un edificio a basso impatto ambientale lo si ritrova nel progetto a cui sta lavorando la società guidata da Antonio Franchi, e che ha come oggetto l’antico edificio veronese di Palazzo Ravasio. Lo storico palazzo, il cui fabbricato risale al 1924, è attualmente soggetto a un processo di rivalorizzazione che intende unire lo stile e l’eleganza alla sostenibilità e l’innovazione, dando vita a un edificio che rispecchia la cultura e l’attenzione all’ambiente. Per raggiungere l’ambizioso obiettivo di un edificio a “triplo zero”, vale a dire a zero emissioni, zero consumo di energia e zero residui, il team di The Residenze effettua una serie di scelte riguardanti ad esempio la selezione di materiali rinnovabili e rigenerabili e l’installazione di impianti moderni ed in linea con le richieste della transizione energetica. Inoltre, l’impiego di nuove risorse come lo smart facility management permette ulteriormente di ottimizzare la gestione degli edifici, riducendo gli sprechi, migliorando il comfort degli occupanti e portando al minimo l’impatto ambientale.

  • Massimo Rizza: il profilo del commercialista onorato con la medaglia del Collegio dei Ragionieri

    Dopo anni di impegno profuso prima nella Cassa dei Ragionieri e poi nell’ODCEC di Milano, oggi Massimo Rizza guida lo Studio omonimo che ha contribuito a fondare.

    Massimo Rizza

    Massimo Rizza: gli studi e le prime attività

    Volto noto nel settore della contabilità lombarda, Massimo Rizza ha fin da subito affiancato alla sua carriera professionale un’intensa attività a supporto della categoria. Ottenuto il diploma di ragioniere e in seguito l’abilitazione alla professione, incomincia a sviluppare le sue competenze nello Studio fondato con il fratello, lavorando come commercialista e revisore legale. In quegli anni, oltre a conseguire la laurea in Scienze Economiche, prende forma anche l’impegno a livello sociale. Grazie alla nomina come delegato di Milano, diventa infatti membro della Cassa Nazionale dei Ragionieri, ruolo che ricopre fino al 2014. Parallelamente, Massimo Rizza si fa promotore anche di numerose iniziative a livello territoriale, in primis nell’ambito della diffusione della cultura tra i minori, e poi sostenendo attivamente organizzazioni come ad esempio l’Onlus Pane Quotidiano di Milano.

    Massimo Rizza: gli anni dedicati all’ODCEC

    Durante gli ultimi anni come membro della Cassa Nazionale, Massimo Rizza diventa anche Consigliere della Fondazione dell’Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano. L’apporto alla categoria gli vale una medaglia al merito da parte del Collegio dei Ragionieri di Milano e Lodi. È il 2014 quando entra a far parte del Consiglio dell’ODCEC, dove rimarrà in carica fino al 2020. Per un breve periodo svolge anche il ruolo di Segretario, con delega a diverse commissioni di studio (Bilancio integrato, Compliance e modelli organizzativi, Finanziamenti e bandi, Principi contabili, Semplificazione e startup). Tra i successi ottenuti anche l’Oscar di bilancio per le imprese non quotate promosso da FERPI. Conclusasi l’esperienza nell’Ordine, Massimo Rizza è tornato a dedicarsi completamente alle attività dello Studio, una realtà che oggi può contare su una squadra di commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro.

  • Gruppo Riva è pronto a cogliere le sfide della ripresa economica avviata nei primi mesi del 2021

    Aumento della produzione e conseguente incremento del fatturato: gli investimenti da 88 milioni di euro hanno permesso a Gruppo Riva di avviare la ripartenza economica già nei primi mesi del 2021.

    Gruppo Riva

    Gruppo Riva: le problematiche del 2020

    Nonostante la ripresa economica abbia ormai preso il via in pressocché tutti i settori, la diffusione del virus e il conseguente stato di emergenza hanno causato un arresto generale dell’economia mondiale. Numerose realtà hanno dovuto affrontare gli effetti causati dalla pandemia da Covid-19: tra queste Gruppo Riva, il primo operatore siderurgico italiano specializzato da oltre 60 anni nella realizzazione di prodotti lunghi per l’edilizia, l’automotive, la meccanica e la cantieristica. I risultati in termini di bilancio economico raggiunti nel 2020 non sono paragonabili a quelli ottenuti nel 2019, lo scorso anno il Gruppo ha infatti registrato una diminuzione della produzione nonché un calo del fatturato. Gruppo Riva dispone di 5 stabilimenti produttivi sul territorio italiano e 16 distribuiti tra Francia, Canada, Spagna, Belgio e Germania: circa l’89% del fatturato totale viene prodotto dalle controllate europee, circa l’11% dalle società italiane, mentre il profitto proveniente dai Paesi non europei è minimo. L’operatore siderurgico è ora concentrato sulla ripartenza già avviata all’inizio del 2021.

    Gruppo Riva: la ripartenza del 2021

    L’incremento della domanda e il rilancio dei prezzi sul mercato hanno permesso a Gruppo Riva di aumentare del 18% la produzione: il Gruppo è passato da 1.407 milioni di tonnellate di acciaio prodotto nei primi mesi del 2020 a 1.666 milioni di tonnellate prodotte nello stesso periodo del 2021, confermando la ripresa economica. Con un investimento del valore di 88 milioni di euro, “il gruppo si è posto nelle condizioni di essere pronto a cogliere quella ripresa che si sta registrando nei primi mesi di quest’anno, puntando a mantenere nel medio e lungo termine la propria leadership nel segmento di riferimento a livello europeo”. Il fatturato dell’attività è aumentato del 21% raggiungendo un valore che tocca 881 milioni. “In assenza di eventuali e ulteriori interventi governativi limitativi delle attività produttive è ragionevole presumere per il Gruppo Rfe un risultato in deciso miglioramento rispetto all’esercizio appena concluso”, hanno dichiarato i responsabili di Gruppo Riva, fiduciosi per i risultati che si potranno raggiungere in futuro.

  • Fondazione Cariplo, Andrea Mascetti “Serve new deal italiano sulla cultura”

    Il mecenate è una figura in via di estinzione e il sostegno all’arte arriva sempre più da banche e fondazioni. Andrea Mascetti: “C’è bisogno di un grande progetto italiano per la cultura”.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: “Imprenditori e industriali sempre più sconnessi dalle dinamiche territoriali”

    Durante il Rinascimento italiano le più importanti famiglie dell’epoca erano in competizione per assicurarsi gli artisti e gli artigiani più promettenti. I cosiddetti mecenati hanno avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’arte e della cultura italiana: un esempio su tutti Lorenzo de’ Medici. Figure che nel corso dei secoli sono diventate sempre più rare. Il Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, Andrea Mascetti, è intervenuto sulle cause del fenomeno durante la sua recente partecipazione ad “A tu per tu”, format di interviste lanciato da Fondazione Sangregorio Giancarlo. Uno dei motivi principali della scomparsa del mecenate come singolo è da ricercarsi nell’evoluzione del mondo industriale. Se fino agli anni ’70-’80 i grandi industriali avevano ancora un forte legame con le comunità in cui operavano, questo si è fortemente indebolito per via dell’internazionalizzazione sempre più diffusa delle aziende. Al loro posto si sono inseriti soggetti privati organizzati, in particolare banche e fondazioni: “Sono un tessuto molto radicato su tutto il nostro territorio – ha detto Andrea Mascettisoprattutto nel nord Italia. Queste riescono a sopperire alla carenza di un mondo che ha perso un po’ la dinamica di appartenenza territoriale”.

    Andrea Mascetti: “Il Paese ha bisogno di un grande progetto destinato alla cultura”

    Al fenomeno che vede gli imprenditori sempre più “lontani” dai territori si aggiunge poi quello della difficoltà nel sostenere i costi di conservazione del patrimonio artistico e culturale privato. “Capita spesso – ha continuato Andrea Mascettiche le famiglie che non possono vantare l’agio di un tempo non riescano più a mantenere il proprio patrimonio intatto e soprattutto fruibile”. A completare il quadro le risorse sempre più limitate degli Enti locali. Problematiche a cui bisogna trovare al più presto rimedio. Una prima soluzione, secondo il Coordinatore di Fondazione Cariplo, potrebbe essere quella di agire a livello fiscale con l’obiettivo di potenziare le possibilità di spesa delle regioni. In questo modo, oltre ad ottenere una gestione più prossima ai territori, si andrebbe anche a rafforzare un’identità di appartenenza. Un singolo intervento che tuttavia dovrebbe essere propedeutico ad un vero e proprio “new deal” della cultura italiana che coinvolga tutti, dai cittadini agli industriali: “Il Paese – conclude Andrea Mascettidovrebbe fare qualcosa di più importante in questo campo di ciò che ha fatto finora. C’è bisogno di concorrenza ‘buona’, una gara positiva e gioiosa: un grande progetto per una sorta di Rinascimento”.

  • Treedom: un albero piantato per ogni nuovo dipendente in Italchimica

    Un albero piantato per ogni nuovo dipendente: Treedom rappresenta per Italchimica una nuova opportunità per compensare volontariamente le emissioni di CO2.

    Italchimica

    Italchimica: il progetto Treedom nel segno della responsabilità sociale

    Leader nella produzione di detergenti e cosmetici, fin dalla nascita nel 2003 Italchimica ha incentrato le proprie attività su valori ispirati all’etica e alla sostenibilità. Un percorso intrapreso nel solco della responsabilità sociale d’impresa, verso cui la realtà guidata da Alessandro Fioretto indirizza i propri processi produttivi. Numerose le iniziative condotte in quest’area: ad esempio, il progetto “Green Change Matters”, che presenta con trasparenza le scelte effettuate in materia di sostenibilità e da cui deriva il Rapporto di Sostenibilità pubblicato volontariamente dal 2019. Ma non solo: Italchimica aderisce infatti a Treedom, importante programma a livello mondiale per la piantumazione di alberi. L’iniziativa consente di far crescere alberi a distanza, in particolar modo nei Paesi in via di sviluppo, seguendo online l’intero processo di maturazione. Treedom è inserito nel contesto di più ampi progetti agroforestali, il cui obiettivo è favorire l’uso sostenibile delle risorse.

    I valori sostenibili al centro di Italchimica

    Il programma intrapreso da Italchimica prevede un piano di sviluppo nel triennio 2020-2022. Come segnalato dall’azienda, il primo anno ha già condotto alla piantumazione di 29 alberi da frutto (cacao) in Camerun: l’attività ha reso possibile una compensazione delle emissioni pari a circa 2 tonnellate di CO2. Treedom, inoltre, supporta i territori direttamente coinvolti nella coltivazione degli alberi, fornendo formazione e sostegno finanziario per favorirne la crescita. Italchimica prevede nel 2021 di superare la quota di 30 piantumazioni, continuando fino al 2022 con l’impegno di un nuovo albero per ogni nuovo dipendente. Il progetto rispecchia uno degli assi portanti del Bilancio di Sostenibilità aziendale, quello legato al tema ambientale, ed è in linea con i principi di responsabilità sociale d’impresa perseguiti dall’azienda. Attività come la compensazione delle emissioni e la riforestazione ben rispecchiano infatti la vision della realtà guidata da Alessandro Fioretto: “Creare soluzioni di detergenza e cosmetica professionale che migliorino la qualità della vita nel rispetto della natura”.

  • Il New Green Deal nel concreto: la spiegazione di Luciano Castiglione

    Se l’Europa punta a diventare il primo continente a impatto climatico zero, bisogna investire necessariamente in due fattori irrinunciabili: la ricerca e l’innovazione tecnologica, così da trovare nuove soluzioni a rischio ridotto. Di questo si è occupato Luciano Castiglione.

    Luciano Castiglione

    Il New Green Deal spiegato da Luciano Castiglione

    “Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare”: sono le parole di Winston Churchill, che ben racchiudono il cosiddetto New Green Deal. Si tratta della strategia congiunta che l’Europa deve necessariamente adottare per raggiungere l’ambizioso traguardo dell’impatto zero, che nessun Paese può più permettersi di ignorare. Si è occupato dell’argomento Luciano Castiglione, che punta a fornire una spiegazione accurata su cosa significhi attuare il New Green Deal nella pratica. L’esperto sottolinea che si tratta di una strategia europea che ha come obiettivo finale quello di arrivare alla piena decarbonizzazione entro il 2050. Ciò è sinonimo di un’economia nuova e moderna, competitiva sul panorama internazionale, che renderebbe l’Europa il primo continente a impatto climatico zero. Tale importante transizione dipende fondamentalmente da due fattori irrinunciabili: la ricerca e l’innovazione, che interagiscono tra loro per trovare e diffondere nuove possibili soluzioni a rischio ridotto, così da coinvolgere istituzioni, aziende e cittadini.

    Luciano Castiglione: la transizione ecologica, nel concreto

    Come spiegato da Luciano Castiglione, l’iniziale obiettivo di neutralità climatica entro il 2050 è stato modificato dalla Commissione europea, che ha innalzato l’obiettivo intermedio del 2030 al -55% (era a -40%). Questo, nella pratica, significa concentrarsi sul settore più inquinante, quello energetico, nonché sulla mobilità sostenibile. Il comparto energetico, ricorda Luciano Castiglione, produce oltre il 75% delle emissioni di gas a effetto serra. Tutta l’energia dunque dovrà in futuro provenire da fonti rinnovabili. Per quanto riguarda invece la mobilità, si aspira a ridurre le emissioni prodotte dai trasporti del 90% grazie all’utilizzo di carburanti alternativi ed elettrificazione per il trasporto stradale, ferroviario, aereo e marittimo. Lo sforzo economico da impiegare per raggiungere questi obiettivi è attualmente stato stimato dall’Europa in 350 miliardi di euro: una spesa ingente, che servirà a coprire gli investimenti per il periodo 2021-2030. I benefici però sono irrinunciabili: una riduzione del 60% dell’inquinamento, con contenimento dei danni alla salute per 110 miliardi di euro (entrambi rispetto al 2015), e minori costi di controllo dell’inquinamento atmosferico. Come sottolineato da Luciano Castiglione, tutto questo è attuabile grazie alla presa di coscienza da parte di Governi e cittadini, insieme al costante sviluppo delle tecnologie.

  • Italchimica: nascita e affermazione in Italia e all’estero, il focus

    Italchimica fa dell’innovazione, dell’italianità e della trasparenza i suoi valori fondanti: l’impegno sul fronte della sostenibilità ne costituisce un tratto distintivo.

    Italchimica

    Italchimica punto di riferimento nel settore della pulizia professionale, in Italia e all’estero

    Italchimica nasce nel 2003 su iniziativa della famiglia Fioretto che in meno di venti anni l’ha portata ad essere un punto di riferimento nel settore della pulizia professionale in Italia e all’estero. È anche grazie agli elevati standard d’innovazione che ne contraddistinguono la produzione fin da quando è nata che l’azienda si è conquistata nel tempo la fiducia di un numero sempre più importante di clienti. Nel 2006 si espande con l’acquisizione di India S.p.A., aumentando notevolmente la capacità di produzione. Entrambe le sedi di Italchimica sono dislocate nella zona industriale di Padova: la prima è stata costituita nel 2010 e rappresenta il cuore legale-amministrativo e produttivo dell’azienda, la seconda è formata dal polo logistico. Il 2013 segna la nascita dei due brand della “Divisione Professional” a cui fa seguito un ulteriore ampliamento con diverse linee produttive e showroom aziendale nel 2020. Attiva oggi in 51 Paesi, il 90% dei quali in Unione Europea, annovera nove brand. Il fatturato totale ha raggiunto i 93 milioni di euro nel 2020.

    Italchimica: il ruolo prioritario della sostenibilità

    Italchimica ha plasmato la propria crescita su valori quali innovazione, italianità e trasparenza. Ma anche l’attenzione per l’ambiente rappresenta un’altra grande priorità per l’azienda. La sostenibilità riveste un ruolo centrale nelle scelte strategiche. Negli ultimi anni Italchimica ha deciso di fare un ulteriore passo avanti, allineando i propri obiettivi con quelli dell’ONU presenti nell’Agenda 2030. Dal 2019 l’impegno è descritto nel Rapporto di Sostenibilità pubblicato annualmente: qui sono riportati in totale trasparenza tutti i dati e le informazioni relativa alle iniziative promosse sul fronte della responsabilità ambientale, sociale ed economica. È l’unico in Italia ad essere riconosciuto dall’organizzazione internazionale indipendente Global Reporting Initiative.

  • Francesco Milleri: Ray-Ban Stories, il progetto nelle parole dell’AD di EssilorLuxottica

    Smart glasses, EssilorLuxottica e Facebook lanciano Ray-Ban Stories: il potenziale dell’innovativa tecnologia nelle parole dell’AD Francesco Milleri.

    Francesco Milleri

    Francesco Milleri: Ray-Ban Stories, dalla collaborazione tra EssilorLuxottica e Facebook gli innovativi smart glasses

    Ray-Ban Stories rappresenta “il tassello di un disegno più grande”. Lo ha sottolineato l’AD di EssilorLuxottica Francesco Milleri, intervistato dal “Corriere della Sera” insieme al Presidente Leonardo Del Vecchio in occasione del lancio, lo scorso 9 settembre, dei Ray-Ban Stories, gli smart glasses di ultima generazione progettati insieme a Facebook: una collaborazione che porta con sé una concezione completamente nuova della fotografia, della condivisione e dell’ascolto nei momenti più autentici della vita. EssilorLuxottica, guidata da Francesco Milleri, e Facebook hanno infatti sviluppato una tecnologia smart indossabile comodamente anche tutto il giorno: il processore Snapdragon integrato non compromette in alcun modo lo stile, il comfort, l’estetica, né tantomeno il peso, che supera di soli 5 grammi quello dei normali Ray-Ban Wayfarer. Protagonisti della linea sono i modelli Wayfarer e Wayfarer Large: negli smart glasses è integrata una dual camera da 5 MP con funzionalità foto e video, auricolari open-ear molto discreti, oltre a un sistema audio composto da tre microfoni per riprodurre suoni e voce in alta qualità durante le telefonate e i video. Design iconico e contenuti innovativi ma non solo: disponibili in un’ampia gamma di modelli, tra cui i leggendari Ray-Ban Round, per uno stile rétro, o i mitici Meteor, i Ray-Ban Stories saranno lanciati insieme a un’app integrativa, Facebook View (per iOS e Android), che servirà a importare, modificare e condividere in modo semplice i contenuti acquisiti con gli smart glasses, con la possibilità di caricarli su tutte le app social installate sullo smartphone.

    Ray-Ban Stories, l’AD Francesco Milleri: l’elettronica entra nel mondo dell’ottica offrendo prospettive inedite

    Nell’intervista al “Corriere della Sera” l’AD di EssilorLuxottica Francesco Milleri spiega come Ray-Ban Stories dia “una nuova e promettente prospettiva all’omnichannel”. È l’esempio concreto di come l’elettronica, entrando nel mondo dell’ottica, riesca ad offrire prospettive inedite. E al contempo rappresenta “il tassello di un disegno più grande”, delineato dall’AD nell’intervista: “Si indossano e si usano sia nella vita vera sia in rete, proprio come il gruppo che stiamo costruendo vive in costante equilibrio tra fisico e virtuale”. Francesco Milleri ha quindi parlato della “formidabile trasformazione digitale” che ha interessato EssilorLuxottica negli ultimi cinque anni: “Le fabbriche, i negozi, la comunicazione, tutto oggi viaggia in rete. Poi ci sono i giovani. Ne abbiamo assunti a migliaia negli ultimi anni, a Milano e nel mondo. Ci portano talento, nuovi linguaggi e sensibilità, sul digitale e oltre. Con loro inventiamo nuove professioni nell’eyewear e proiettiamo l’azienda nel futuro”.

  • Le anticipazioni di “Scambi” fornite da Paolo Campiglio

    Paolo Campiglio ha pubblicato sul suo blog la notizia dell’avvio della prima edizione di “Scambi”, rassegna sanremese che ha coinvolto il quartiere Pigna della città ligure tra il 26 e il 29 agosto scorsi. Tra le associazioni coinvolte, anche Libera.

    Paolo Campiglio

    Paolo Campiglio racconta “Scambi”

    Paolo Campiglio ha recentemente anticipato sul suo blog la partenza della prima edizione di un altro festival sanremese, “Scambi”, lanciato dall’associazione di promozione sociale Oltre e che ha avuto luogo nel quartiere storico La Pigna dal 26 al 29 agosto scorsi. I promotori dell’evento sono stati 15 ragazzi provenienti da tutta Europa mossi dal desiderio di costruire un dibattito che ponesse argine al crescente fenomeno dell’egoismo del luogo e del tempo particolarmente sentito dalla cosiddetta generazione Z. L’iniziativa ha visto il coinvolgimento di tutto il quartiere, dalle piccole aziende, ai ristoratori, ai presidi delle minoranze etniche locali. Vale la pena menzionare inoltre, per alcuni workshop, l’attività portata avanti in sinergia con Libera, associazione di lotta al fenomeno della criminalità organizzata creata da Don Luigi Ciotti. “Scambi” è un’iniziativa pensata per tutti, a prescindere da età, estrazione sociale, appartenenza religiosa, orientamento sessuale o disabilità. Paolo Campiglio ha inoltre seguito con Radio 1 New York per la Stampa Estera l’inaugurazione di giovedì 26 agosto in diretta dal quartiere Pigna di Sanremo, da Piazza Santa Brigida e con gli auguri delle autorità e degli organizzatori. “Scambi” si è poi concluso domenica 29 agosto con la proiezione e la premiazione dei corti in gara nel concorso “Dissolvenze” e con i discorsi di chiusura della kermesse.

    Paolo Campiglio: imprenditore e critico televisivo

    Paolo Campiglio nasce a Milano nel 1975. Dopo il conseguimento del diploma superiore presso il liceo commerciale a indirizzo giuridico-amministrativo, prosegue gli studi frequentando la Facoltà di Farmacia dell’Università di Pavia e perpetuando in questo modo la tradizione e l’esperienza nel comparto farmaceutico della sua famiglia di origine. Attualmente è direttore esecutivo della holding del gruppo Daclé e presidente di Daclé SA. Ha conseguito inoltre importanti esperienze nel settore consulenziale grazie alle posizioni ricoperte in qualità di associate advisor della British-Polish Chamber of Commerce e vice-presidente esecutivo della Camera di Commercio Italo-Polacca. Ha inoltre rivestito ruoli di spicco in qualità di direttore e coordinatore di numerose realtà sul palcoscenico italiano ed internazionale. Oltre all’attività di imprenditore è stato consigliere comunale di Legnano per tre mandati e presidente del Consiglio comunale nei cinque anni del suo terzo mandato. Paolo Campiglio è infine apprezzato come critico televisivo e reporter radiofonico, essendo ospite ricorrente della sala stampa RAI al Festival di Sanremo, così come di altri appuntamenti da lui seguiti per conto di differenti stazioni radiofoniche.

  • Palazzo Ravasio a Verona: il progetto di Antonio Franchi

    Nella città di Verona la sostenibilità è ormai al centro dello sviluppo. Il nuovo progetto di The Residenze, realtà guidata da Antonio Franchi, per la valorizzazione di Palazzo Ravasio rientra appunto negli interventi volti a trasformare Verona in una città sempre più sostenibile.

    Antonio Franchi

    Verona: città sostenibile grazie anche al contributo di Antonio Franchi

    Celebrata e scelta da Shakspeare come ambientazione per la celeberrima storia d’amore tra Romeo e Giulietta, la città di Verona è da tempo impegnata a diventare un simbolo di sostenibilità ambientale. Tra i nuovi progetti all’insegna della green sustainability emerge Palazzo Ravasio: The Residenze, guidata da Antonio Franchi, si occuperà quindi degli interventi ad uno dei più importanti edifici storici e signorili della città di Verona. Con la nuova versione di Palazzo Ravasio il progetto mira a valorizzare l’intero stabile secondo i principi di sostenibilità. L’amministrazione della cittadina veneta ha già attuato una serie di iniziative volte a ridurre l’impatto ambientale: la conversione verso una mobilità green comprende inoltre la creazione di una rete filoviaria, la trasformazione dei mezzi meno recenti e inquinanti dell’autoparco comunale e l’utilizzo dei mezzi di Atm Verona alimentati a metano. Il progetto intrapreso da Antonio Franchi e The Residenze rientra quindi nella “svolta sostenibile” che il Sindaco veronese Federico Sboarina evoca più volte parlando della propria città.

    Antonio Franchi: il progetto di The Residenze per Palazzo Ravasio

    In futuro la città di Verona sarà caratterizzata dall’armonia tra arte, storia e sostenibilità. Anche il progetto affidato a The Residenze, realtà guidata da Antonio Franchi, contribuirà a tale obiettivo: gli interventi pensati per modernizzare e e valorizzare Palazzo Ravasio, situato tra il Ponte della Vittoria e il Ponte di Castelvecchio, lo renderanno un edificio confortevole, moderno e sostenibile. Nella città veronese è stato riscontrato un aumento delle richieste anche da parte di privati fortemente intenzionati a ridurre l’impatto ambientale delle proprie abitazioni. “C’è ancora tanta strada da fare ma siamo su quella giusta per provare a regalare un futuro migliore alla nostra meravigliosa città”, ha dichiarato il Sindaco Federico Sboarina soddisfatto degli obiettivi raggiunti sinora. Nel progetto di Palazzo Ravasio Antonio Franchi e il team di The Residenze hanno focalizzato l’attenzione sui dettagli: la scelta in primis di materiali ecologici e di fornitori specializzati in interventi di bioedilizia renderanno quello di Verona un progetto all’avanguardia in termini di materiali e impianti.

  • Francesco Milleri: EssilorLuxottica, focus sulla nuova roadmap per la Sostenibilità

    Francesco Milleri, l’annuncio dell’AD di EssilorLuxottica: obiettivo del Gruppo è raggiungere la carbon neutrality nelle attività aziendali entro il 2025, a partire dall’Europa entro il 2023.

    Francesco Milleri

    Francesco Milleri: EssilorLuxottica presenta la nuova roadmap per la Sostenibilità

    “Eyes on the Planet”: la nuova roadmap per la Sostenibilità di EssilorLuxottica è stata condivisa nelle scorse settimane, in concomitanza con la presentazione dei risultati del primo semestre 2021. Sottolineando l’orgoglio nel presentarla, l’AD Francesco Milleri ha spiegato come si fondi su “importanti pilastri” quali la carbon neutrality, la circolarità, la buona vista nel mondo, l’inclusione e l’etica. E “come segno del nostro impegno a lungo termine in questo ambito, annunciamo oggi il nostro obiettivo di raggiungere la carbon neutrality nelle attività aziendali entro il 2025, a partire dall’Europa entro il 2023”: Francesco Milleri ha quindi evidenziato come “fare del bene sia per i nostri clienti, i consumatori e le comunità di riferimento sia per il pianeta” dia a EssilorLuxottica “ancora maggiore fiducia nel domani”.

    Francesco Milleri: aiutare le persone a vedere e vivere meglio la mission di EssilorLuxottica

    “La nostra Mission è aiutare le persone a vedere meglio, vivere meglio e godere appieno della vita”: l’AD Francesco Milleri lo ha ricordato in diverse occasioni parlando dell’impegno concreto e trasversale di EssilorLuxottica. Fondamentale per il Gruppo è poter aiutare miliardi di persone in tutto il mondo a studiare, lavorare, scoprire ed esprimere al meglio il loro pieno potenziale realizzando prodotti all’avanguardia, funzionali a correggere, proteggere ed esaltare la bellezza degli occhi, i più preziosi organi sensoriali. Guidata da Francesco Milleri, EssilorLuxottica unisce competenze uniche nella realizzazione di lenti e nella produzione di occhiali a marchi amati dai consumatori e a una capacità distributiva globale.

  • Massimo Malvestio: il Veneto tra finanza e politica, gli editoriali dell’avvocato

    Il Nord Est italiano negli ultimi 20 anni: gli editoriali di Massimo Malvestio, avvocato ed editorialista, oggi a Malta alla guida di Praude Asset Management Limited.

    Massimo Malvestio

    Massimo Malvestio: dal Veneto a Malta, il percorso professionale dell’avvocato ed editorialista

    Dal 2014 a Malta, Massimo Malvestio è Presidente del Comitato per gli Investimenti di Praude Asset Management Limited. Laureatosi nel 1985 in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Padova, l’avvocato, originario di Treviso, ha lavorato per diversi anni in Veneto prima di trasferirsi, nel 2014, a Malta. La profonda conoscenza del Veneto, unitamente alle competenze in ambito legale e finanziario, lo portano tuttora ad esprimersi, su richiesta di testate locali e nazionali, su alcune delle più importanti questioni che riguardano il territorio. Non a caso Massimo Malvestio ha collaborato per anni come editorialista con alcune di esse, tra cui il “Corriere del Veneto” e “Nordesteuropa”: nei suoi articoli analizza criticamente episodi controversi e operazioni finanziarie che hanno inesorabilmente segnato il corso del Nord Est negli ultimi 20 anni.

    Massimo Malvestio: il Veneto e il Nord Est italiano nella lungimirante vision dell’avvocato

    I più importanti editoriali scritti negli ultimi 20 anni da Massimo Malvestio sono stati riproposti di recente da “Venezie Post”: riletti oggi sembrano conservare ancora una loro “attualità” perché molti meccanismi e dinamiche indagati dall’avvocato non si sono ancora estinti e continuano a persistere, come riportano quotidianamente le cronache. I sistemi di potere denunciati da Massimo Malvestio guardano agli interessi di pochi piuttosto che a quelli della collettività come dovrebbero. Il quadro che ne emerge è quello di un Veneto e di un Nord Est depauperato. L’attento lavoro dell’attuale Presidente di Praude Asset Management Limited è oggi racchiuso in “Mala Gestio: Perché i Veneti Stanno Tornando Poveri”, pubblicato da Marsilio nel 2012. Sempre per Marsilio nel 2006 ha pubblicato anche “Credito Cooperativo – Storia di Uomini, Bisogni e Successi in Veneto”.

  • Francesco Milleri AD di EssilorLuxottica: focus sull’iter professionale

    Da gennaio 2017 Vicepresidente e AD di Luxottica, Francesco Milleri guida oggi EssilorLuxottica in qualità di Amministratore Delegato.

    Francesco Milleri

    Francesco Milleri: formazione e crescita professionale

    Nato nel 1959 a Città di Castello (PG), dopo essersi laureato con lode in Giurisprudenza nel 1987 presso l’Università di Firenze, ha conseguito un MBA in Business Administration con alto merito presso l’Università Bocconi. In seguito alla vittoria della borsa di studio "Donato Menichella", bandita dalla Banca d’Italia, Francesco Milleri si trasferisce negli Stati Uniti dove si specializza in Corporate Finance presso la Stern School of Business (New York University): tale esperienza gli permette di acquisire competenze solide in ambito management consulting e gestione dei processi aziendali nelle organizzazioni complesse. Rientrato in Italia, nel 1996 Francesco Milleri insieme a due soci dà vita ad Abstract (prima MeA o Milleri e Associati), specializzata in definizione e ingegnerizzazione dei processi aziendali. La società di consulenza strategica ha sviluppato la piattaforma SAP: un’intuizione che nel tempo si è rivelata vincente permettendole di crescere rapidamente e di farsi strada nel settore. Tra le attività realizzate, il progetto di design e implementazione dei processi gestionali per l’Istituto Europeo di Oncologia, nonché diverse partnership nel settore sanitario, come quella con il San Raffaele di Milano e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara. Nel 2006 viene acquisita iDoq, proprietaria della piattaforma di digitalizzazione Lucy Star e specializzata nell’automatizzazione dei flussi documentali.

    Francesco Milleri: gli incarichi in Luxottica e in EssilorLuxottica

    In quegli stessi anni Abstract comincia a collaborare anche con Luxottica, in particolare a progetti di change management legati a SAP e, successivamente, alla digitalizzazione dei processi di business. È Francesco Milleri a occuparsene: in circa dieci anni il Gruppo riesce a sostenere efficientemente la migrazione su tecnologia SAP della quasi totalità delle sue attività nelle diverse aree geografiche, integrare sistemi e modalità di lavoro e garantire la semplificazione dei processi, il controllo dei flussi e una più ampia flessibilità e rapidità decisionale. È il 2016 quando il Presidente Leonardo Del Vecchio lo nomina Amministratore con funzioni vicarie portandolo stabilmente in Luxottica dove in seguito verrà designato Vicepresidente e Amministratore Delegato. I risultati non tardano ad arrivare: dal 2015 al 2019 le vendite cumulate registrano un +40% rispetto al periodo 2010-2013, passando da 26 a 36 miliardi di euro; l’utile netto cumulato aumenta di circa l’80%, mentre il valore medio del margine netto cresce da circa il 7,5% a oltre il 10%. In questi anni lavora inoltre alla delicata operazione che porterà alla nascita di EssilorLuxottica: da maggio 2019 co-delegato esecutivo, guida oggi il Gruppo nel ruolo di Amministratore Delegato. Francesco Milleri opera attualmente anche nel CdA della Fondazione Leonardo Del Vecchio e in quello dell’Istituto Europeo di Oncologia, in rappresentanza della Fondazione stessa.

  • Serenissima Ristorazione: il valore della sicurezza alimentare nelle attività del Gruppo

    Lo scorso 7 giugno si è celebrata la terza Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare: all’iniziativa ha aderito anche Serenissima Ristorazione, da tempo impegnata nella prevenzione sulle MTA.

    Serenissima Ristorazione

    Sicurezza alimentare: l’impegno di Serenissima Ristorazione

    “Cibo sicuro ora per un domani sano”: questo lo slogan della terza edizione della Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare, celebrata lo scorso 7 giugno. Nata nel 2018 su iniziativa dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite di New York, punta a sensibilizzare l’opinione pubblica su tematiche a cui da tempo guarda anche Serenissima Ristorazione. Lo dimostrano le numerose iniziative promosse sul fronte della prevenzione delle malattie di origine alimentare (MTA). Il gruppo guidato da Mario Putin è impegnato inoltre nel formare e accrescere le competenze in merito alla sicurezza alimentare degli operatori, consapevole del ruolo che ciascuno svolge nell’assicurare la produzione di un pasto sicuro per la salute, gradito e bilanciato dal punto di vista nutrizionale. Serenissima Ristorazione è costantemente aggiornata sulle novità concernenti la legislazione in materia di Sicurezza Alimentare: su sua iniziativa è stato predisposto un team di esperti impegnati nella conversione dei regolamenti in best practice per la prevenzione delle Malattie a Trasmissione Alimentare. I compiti della squadra di lavoro spaziano dal design degli stabilimenti alla profilassi igienica di personale, produzione e luogo di lavoro, dal check sulle catene del caldo e del freddo alla ricezione delle materie prime fino alla delivery finale del pasto pronto per essere consumato.

    Serenissima Ristorazione: l’iniziativa nel World Safety Day

    L’impegno di Serenissima Ristorazione sul fronte della sicurezza alimentare si riflette inesorabilmente anche mei processi produttivi: ispezioni interne ed esterne e analisi chimiche e microbiologiche sui pasti serviti nelle strutture dove è presente il gruppo presieduto da Mario Putin sono all’ordine del giorno. Ogni piatto deve infatti avere precise caratteristiche organolettiche, in conformità con i precetti di una alimentazione sana ed equilibrata. Tra le iniziative che hanno avuto luogo in concomitanza del World Safety Day del 7 giugno, degno di nota è l’intervento di Laura Mongiello, Tecnologo Alimentare Responsabile commessa AOR San Carlo presso Serenissima Ristorazione, al webinar “World Safety Day: strategie future Made in Italy per la sicurezza alimentare”, predisposto da Ayama Aceademy. Una occasione di incontro e dialogo tra diversi attori del comparto in merito alle strategie vincenti da adottare per diffondere una consapevolezza alimentare su scala globale. La sicurezza alimentare, tra l’altro, è un tema importantissimo per la salute e il benessere dei popoli, tanto che l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura stima che a livello mondiale ogni anno circa 600 milioni di casi e 420 mila morti siano diretta conseguenza dell’insorgenza di patologie trasmesse da alimenti. La maggioranza di questi casi si verifica nei Paesi in via di sviluppo, e determina una perdita di 33 milioni di DALY (Disability Adjusted Life Years).

  • Lo Studio di Andrea Mascetti confermato da “Capital” tra le migliori legal firm d’Italia

    Per lo Studio Legale fondato da Andrea Mascetti si tratta del secondo anno consecutivo. La realtà, con sede a Varese e Milano, è anche tra le prime dieci legal firm della Regione Lombardia.

    Andrea Mascetti

    Studio di Andrea Mascetti: da Top 500 a Top 50, il percorso della legal firm secondo “Capital”

    La Rivista “Capital” ha inserito lo Studio Legale di Andrea Mascetti nella top 50 delle legal firm italiane di diritto Amministrativo. Per la realtà si tratta di un netto miglioramento: nel 2020 lo Studio aveva infatti raggiunto la Top 500. Nell’edizione di quest’anno, in base all’analisi aggiornata eseguita da PVB Monitor, la legal firm ha raggiunto le prime cinquanta posizioni in Italia e le prime dieci nella Regione Lombardia grazie al lavoro svolto nell’ambito del diritto amministrativo. “Anche quest’anno la prestigiosa rivista “Capital”, nella sua classifica dedicata a “I migliori studi legali del territorio 2021”, colloca il nostro Studio tra le eccellenze del Paese – si legge nella nota diffusa dallo Studio di Andrea MascettiUn importante riconoscimento per il lavoro svolto quotidianamente dai colleghi del dipartimento a cui vanno le congratulazioni di tutto lo Studio”.

    L’evoluzione dello Studio Legale guidato da Andrea Mascetti

    Diversi i parametri che PVB Monitor prende in considerazione nella stesura del suo report. Efficienza, qualità e affidabilità dei servizi offerti in primis, senza dimenticare ruolo, competenze e formazione dei professionisti che compongono il team. Estrema importanza è data inoltre ai rapporti con il territorio e all’attitudine nel fare rete sia a livello nazionale che internazionale. Tutti ambiti in cui lo Studio guidato da Andrea Mascetti è risultato un’eccellenza, soprattutto per quanto riguarda gli ultimi due. La legal firm premiata da “Capital” oggi ha due sedi, a Varese e a Milano, ed è formata da un team di 9 professionisti, ognuno esperto in diversi settori. Una squadra capace di offrire servizi legal ad aziende, privati ed enti pubblici non solo nell’ambito del diritto amministrativo, civile e penale, ma anche di quello ambientale e del diritto dell’arte. Lo Studio di Andrea Mascetti offre inoltre servizi di assistenza e consulenza in materia di web reputation.

  • Italchimica: da sogno ad azienda con 200 dipendenti

    Italchimica è nata nel 2001 e in meno di un ventennio è riuscita ad affermarsi sul mercato italiano come punto di riferimento per il proprio settore, continuando a basarsi sugli stessi valori voluti sin dall’inizio da Alessandro Fioretto e i suoi fratelli.

    Italchimica

    Italchimica quando era ancora un progetto

    Quello di una startup nata nel garage di casa potrebbe sembrare un cliché noto, che spesso esclude dalla storia dettagli fondamentali come un massiccio fondo di investimenti a propria disposizione. Nel caso di Italchimica, azienda leader nella produzione di detergenti professionali e cosmetici, i fondatori hanno davvero iniziato realizzando prodotti in casa. Il CEO e Presidente Alessandro Fioretto ricorda con orgoglio: “Agli inizi nessuno immaginava di crescere fino a questi livelli. Nei primi tempi con i miei fratelli si faceva davvero di tutto: la mattina si miscelavano le formule, al pomeriggio si riempivano i flaconi, la sera si consegnavano i prodotti. E quando parlo di miscelare, intendo lavorare manualmente con un enorme remo di legno nel mio garage”. Quel periodo viene ricordato come un momento importante per la propria formazione umana, oltre che professionale, e come la base di ciò che Italchimica è diventata oggi, ovvero una grande realtà con 200 dipendenti, trasformando di fatto un sogno in realtà.

    Il segreto di Italchimica? Dare ascolto ai propri clienti e stare al passo con l’innovazione

    L’azienda padovana gode oggi dello status di prima azienda italiana nel settore della detergenza professionale e della cosmetica, posizione raggiunta in meno di 20 anni. Per il CEO Alessandro Fioretto non ci sono dubbi su quali siano state le carte vincenti che hanno permesso di raggiungere il successo. Oltre a darsi da fare lavorando sodo, i fondatori di Italchimica hanno “sempre ascoltato il mercato”, ma non in termini di prezzi e volumi. Ciò che hanno fatto è stato ascoltare le persone per capire le esigenze di chi utilizzava i loro prodotti. Un approccio che potrebbe sembrare quasi banale al giorno d’oggi, ma che nel 2001, quando i fratelli Fioretto hanno iniziato, rappresentava un modus operandi alternativo e davvero innovativo rispetto al metodo tradizionalmente utilizzato dai concorrenti. Per offrire soluzioni che rispondessero alle necessità dei clienti, Italchimica ha sempre puntato sull’innovazione, che continua ad essere uno dei principali valori aziendali. Un esempio? Il detersivo iper concentrato da 5 kg che è andato a sostituire le vecchie taniche da 20 kg, rendendo più facile e meno faticoso il trasporto dei prodotti per il personale delle aziende che ne fanno uso.

  • Gruppo Riva, il profilo e la storia di un’eccellenza italiana nel mondo

    La storia e il profilo di Gruppo Riva: da oltre cinquanta anni specializzato nel settore siderurgico, è divenuto il primo player italiano nonché uno dei maggiori a livello europeo.

    Gruppo Riva

    Gruppo Riva: la nascita e l’affermazione in Italia

    Primo operatore siderurgico italiano e tra i principali attori europei nel settore, Gruppo Riva nasce nel 1954 su iniziativa di Emilio Riva che, insieme al fratello Adriano, intuisce con estrema lungimiranza l’enorme potenzialità di crescita del mercato siderurgico nell’Italia del dopoguerra, pronta ad essere ricostruita e a rinascere nel “miracolo economico”. Il primo stabilimento viene inaugurato nel marzo del 1957 a Caronno Pertusella, in provincia di Varese, dopo la decisione di Riva di passare alla produzione diretta dell’acciaio. L’impianto era dotato di un forno elettrico ad arco della capacità di 25 tonnellate, nettamente superiore a quella dei maggiori forni dell’epoca in Italia. Negli anni Sessanta un successo importante per Gruppo Riva: la colata continua, una nuova tecnica produttiva che segnerà inesorabilmente la crescita del settore siderurgico nel corso del decennio.

    Gruppo Riva: la crescita all’estero e i traguardi attuali

    È il 1966 quando Gruppo Riva conclude la sua prima storica acquisizione, quella delle Acciaierie e Ferriere di Lesegno, in provincia di Cuneo. Alla fine del decennio la produzione si attesta intorno alle 300 mila tonnellate di acciaio all’anno: l’efficacia di un approccio improntato su valori quali flessibilità e alta specializzazione unitamente a una struttura “orizzontale” all’interno dell’azienda contribuiscono al raggiungimento di tale risultato. I numeri proiettano Gruppo Riva in Europa: risalgono a questo periodo i primi importanti investimenti oltreconfine. Negli anni Ottanta le acquisizioni di Officine e Fonderie Galtarossa di Verona, prima società produttrice di vergella, e di COGEA: il consorzio diventa a tutti gli effetti una S.p.A. e viene denominata “Acciaierie di Cornigliano”. Intanto prosegue anche la crescita all’estero con l’apertura di nuovi stabilimenti in Francia, Germania e Belgio. Divenuto oggi sinonimo di eccellenza nel campo siderurgico, annovera ventuno siti produttivi dislocati in Italia, Germania, Francia, Spagna, Belgio e Canada.

  • Italchimica: i servizi della realtà guidata da Alessandro Fioretto

    Dal 2003 Alessandro Fioretto è alla guida di Italchimica: negli anni la realtà specializzata in prodotti detergenti e cosmetici ha ampliato la propria distribuzione verso un mercato internazionale e oggi opera nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale.

    Alessandro Fioretto

    Italchimica: le attività della realtà guidata da Alessandro Fioretto

    Nata nel 2003 a Padova, Italchimica offre una produzione altamente innovativa di prodotti detergenti e cosmetici: la realtà, leader nel settore a livello internazionale, è stata fondata da Alessandro Fioretto in collaborazione con i fratelli Marco e Fabrizio. In pochi anni Italchimica ha consolidato la propria presenza sul mercato con la realizzazione di un nuovo stabilimento produttivo più ampio e con la nascita di nuove divisioni. Oggi conta 174 dipendenti e la distribuzione dei suoi prodotti ha raggiunto 50 Paesi: nel 2020 il fatturato ha sfiorato i 93 milioni di euro. Una leadership incentrata su project management e su lean production ha permesso alla realtà guidata da Alessandro Fioretto di trasformarsi in un’azienda competitiva e di raggiungere una solidità finanziaria tale da essere riconosciuta come migliore impresa Under 40 per il Premio Industria Felix 2018.

    L’impegno sostenibile e sociale di Alessandro Fioretto

    Manager e investitore italiano, Alessandro Fioretto vanta oltre 20 anni di esperienza nel settore chimico della pulizia professionale. Terminati gli studi, crea insieme ai fratelli una piccola azienda familiare, Italchimica, di cui è Presidente e Amministratore Delegato dal 2003. Gli obiettivi dell’operato aziendale, guidati dai valori di sostenibilità, responsabilità e innovazione, sono in linea con quelli di sviluppo sostenibile definiti dall’ONU: per tale ragione il Presidente di Italchimica ha promosso il progetto “Green Change Matters”, ovvero l’iniziativa sostenibile che dal 2019 permette alla realtà di pubblicare annualmente il Bilancio di Sostenibilità contenente i dati e le informazioni relative alle scelte sostenibili dell’azienda. L’impegno di Alessandro Fioretto si riflette anche in ambito sociale: sostiene infatti l’AIL e ha inoltre aderito al programma per la riabilitazione dei beni culturali mediante il restauro delle opere pubbliche.

  • Massimo Malvestio: ingressi, maxi-Ipo e uscite eccellenti, il 2021 delle imprese venete in Borsa

    Imprese del territorio e quotazioni in Borsa: il focus de “Il Corriere del Veneto” con le considerazioni di Massimo Malvestio, l’avvocato trevigiano attualmente a Malta dove opera per conto di Praude Asset Management Ltd nel ruolo di Presidente del Comitato per gli Investimenti.

    Massimo Malvestio

    Massimo Malvestio: imprese venete in Borsa, l’opinione dell’avvocato sulle operazioni più recenti

    “I costi per entrare e rimanere in Borsa sono sempre molto importanti. Se una società non ha una chiara ragione strategica o un ritorno in termini di valutazione o immagine, per me non ha senso pensarci”: Massimo Malvestio, avvocato originario di Treviso, è stato intervistato nei giorni scorsi da “Il Corriere del Veneto” su alcune operazioni di rilievo che nel corso degli ultimi mesi hanno contribuito a riscrivere la storia delle imprese venete in Borsa. Ingressi definiti nell’articolo ‘stellari’ come quello di Stevanato Group a Wall Street che con una valutazione di 5,3 miliardi di euro è diventata la prima quotata veneta per valore. E ancora la fusione tra Italian Wine Brands e la veneta Enoitalia, ora “il primo gruppo del vino italiano, già in partenza quotato”. Ma ci sono state anche uscite eccellenti “come per Carraro e Sicit, le aziende meccanica e dei concimi dagli scarti della concia, che scelgono di far leva sui prezzi bassi in uscita dalla crisi Covid, per impostare piani di crescita lontani dalla Borsa”. È l’occasione per comprendere la vision di Massimo Malvestio, fondatore del fondo Hermes Linder dedicato alle small cap: “Anche in Veneto ci sono state recenti quotazioni con multipli molto alti, che si giustificano da sole. Ma se l’effetto è ottenere valutazioni inferiori a quelle che pagherebbe un fondo d’investimento per entrare nel capitale, ho i miei dubbi che il gioco valga la candela. In giro ci sono tanta liquidità e soluzioni operative più semplici”.

    Massimo Malvestio: in Veneto c’è già un fondo che investe in micro imprese, mi auguro possa essere un precursore

    “Le imprese familiari possono stare in Borsa con successo; ma la logica di piccole capitalizzazioni e flottanti anche sotto il 20% non è sempre comprensibile” spiega nell’articolo Massimo Malvestio ricordando come la presenza in Borsa comporti anche dei rischi: “Gli investitori istituzionali evitano le azioni illiquide e il prezzo finisce per dipendere da pochi movimenti speculativi. E società di qualità possono venir mortificate da quotazioni evidente-mente troppo basse, che rendono le azioni non più utilizzabili per le acquisizioni; e l’immagine della società si offusca: insomma, niente di buono”. Non a caso, secondo l’avvocato, Carraro “ha fatto bene a sganciarsi da una situazione di un titolo sostanzialmente illiquido e anche a lungo sottovalutato. Quando servivano i soldi per rafforzare la società gli azionisti di maggioranza non hanno pensato al mercato, ma prima a un’altra famiglia”. Riflessioni che hanno portato Massimo Malvestio a chiedersi se esistano alternative per le PMI. La risposta è affermativa: “Perché non provare a favorire lo sviluppo di un vero mercato del Private Equity? Non solo attraverso fondi che sono una sicura opportunità. In giro ci sono molti soldi e mano a mano che una cultura della trasparenza e della legalità si diffonderàcome già sta succedendotra le piccole imprese, si apriranno opportunità di crescita con capitali privati. Evitare percorsi troppo costosi, pur assumendo rischi in teoria maggiori, sarà un’opportunità non solo per family office ma anche per investitori meno importanti”. In Veneto, osserva ancora il Presidente di Praude Asset Management Ltd, c’è già un fondo che investe in micro imprese: “Mi auguro possa essere un precursore”.

  • Francesco Milleri, l’annuncio: carbon neutrality entro il 2025 per EssilorLuxottica

    EssilorLuxottica, la performance del primo semestre 2021 nelle parole dell’AD Francesco Milleri: annunciato anche l’obiettivo della carbon neutrality nelle attività aziendali entro il 2025.

    Francesco Milleri

    Francesco Milleri: EssilorLuxottica, la crescita nel primo semestre 2021

    Nonostante le difficoltà economiche dovute alla pandemia, EssilorLuxottica sorride nel primo semestre 2021. Risultati più che positivi per il Gruppo guidato da Francesco Milleri: in crescita il fatturato a 8,768 miliardi di euro (+5,7%): solo nel secondo trimestre è stato pari a 4,709 miliardi (+9,2% rispetto al secondo trimestre 2019 a cambi costanti). L’utile operativo aumenta del 35% rispetto al 2019 a cambi costanti mentre per la generazione di cassa arrivata a 1,2 miliardi si può parlare di record. “Abbiamo scritto alcune pagine importanti della storia di EssilorLuxottica. Abbiamo definito la nostra governance e costruito una Società unica, continuando ad espandere la nostra presenza retail in Europa grazie al completamento dell’acquisizione di GrandVision” hanno spiegato in merito l’Amministratore Delegato Francesco Milleri e il Vice AD Paul du Saillant. E sul fronte dell’e-commerce nel secondo trimestre 2021 EssilorLuxottica registra un +66% raggiungendo il 9% del fatturato totale: “Quello che stiamo raccogliendo è il frutto della continua attenzione a prodotti e marchi di qualità, di una supply chain efficiente e di una comunità globale di persone coinvolte e motivate, tutti elementi che ci hanno aiutato a raggiungere questi traguardi”.

    Francesco Milleri: sostenibilità, entro il 2025 il raggiungimento della carbon neutrality nelle attività aziendali

    “Siamo orgogliosi di condividere la nostra nuova roadmap per la Sostenibilità, “Eyes on the Planet”, costruita attorno a importanti pilastri come la carbon neutrality, la circolarità, la buona vista nel mondo, l’inclusione e l’etica”: in concomitanza con la presentazione dei risultati del primo semestre 2021, l’AD di EssilorLuxottica Francesco Milleri si è soffermato anche sull’impegno concreto di EssilorLuxottica per uno sviluppo sostenibile e inclusivo. “Come segno del nostro impegno a lungo termine in questo ambito, annunciamo oggi il nostro obiettivo di raggiungere la carbon neutrality nelle attività aziendali entro il 2025, a partire dall’Europa entro il 2023” ha sottolineato in merito unitamente al Vice AD Paul du Saillant. “Fare del bene sia per i nostri clienti, i consumatori e le comunità di riferimento sia per il pianeta ci dà ancora maggiore fiducia nel domani” ha ricordato infine l’AD Francesco Milleri.

  • Rivalutazione dei beni d’impresa: la misura del Decreto Legge 104 spiegata da Massimo Rizza

    A causa della pandemia e della crisi economica che ne è conseguita, il Governo ha attuato una serie di misure con l’obiettivo di supportare le imprese e i lavoratori. A tal proposito Massimo Rizza ha realizzato un elaborato concentrandosi sugli aspetti principali relativi alla rivalutazione dei beni d’impresa concessa dal Decreto Legge n. 104 del 14 agosto 2020.

    Massimo Rizza

    Massimo Rizza: il Decreto per la rivalutazione dei beni d’impresa

    Commercialista, revisore legale e conciliatore societario, Massimo Rizza ha realizzato insieme a Riccardo Oscar Cavazzana un elaborato per illustrare in dettaglio la rivalutazione dei beni d’impresa. Per far fronte all’emergenza sanitaria legata al Covid-19, il Governo ha adottato una serie di misure a sostegno di lavoratori e imprese: tra queste anche la rivalutazione dei beni, ovvero la possibilità di incrementare il valore dei componenti attivi del patrimonio societario con l’obiettivo di compensare in parte le perdite causate dalla pandemia. Il Decreto Legge n. 104 del 14 agosto 2020 che – come spiega Massimo Rizza – è stato successivamente modificato dalla Legge di conversione n. 126 del 13 ottobre 2020, concede la rivalutazione dei beni “ai soggetti titolari di reddito di impresa che adottano i Principi contabili nazionali per la redazione del bilancio d’esercizio”. Le novità introdotte interessano principalmente la decorrenza del riconoscimento dei maggiori valori fiscali, l’opportunità di poter rivalutare singoli beni, l’estensione all’avviamento ed altre attività immateriali dell’ambito oggettivo del riallineamento, la possibilità di effettuare una rivalutazione ai soli fini civilistici, nonché l’inserimento di un’aliquota unica di imposta sostitutiva pari al 3%.

    Massimo Rizza: i beni oggetto di rivalutazione

    In aggiunta il Decreto stabilisce, come ricorda Massimo Rizza, quali siano i beni oggetto di rivalutazione: i beni materiali quali immobili, impianti, macchinari, attrezzature industriali e commerciali e beni mobili iscritti in registri pubblici; i beni immateriali tra cui i diritti giuridicamente tutelati quali i diritti di brevetto industriale, le licenze e le concessioni; le partecipazioni in società controllate che risultino iscritte tra le immobilizzazioni finanziarie, incluse quelle inerenti alle joint venture. Massimo Rizza chiarisce inoltre che il Decreto non prevede la rivalutazione per i beni in leasing (a meno che non sia stato esercitato il diritto di riscatto), gli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa e le immobilizzazioni immateriali costituite da meri costi pluriennali, quali l’avviamento e le spese ad utilità pluriennale (spese di impianto, ampliamento e sviluppo).

  • Superbonus 110%: Gruppo Green Power aiuta i clienti a fare domanda

    Gruppo Green Power, azienda leader nel settore dell’efficientamento energetico, ha messo a disposizione un team e una serie di servizi dedicati all’ottenimento del Superbonus 110%.

    Gruppo Green Power

    Il team di Gruppo Green Power aiuta a richiedere il Superbonus 110%

    Tra le misure fiscali che hanno riscontrato maggior successo c’è senza dubbio quella riguardante il Superbonus 110%, destinato ai lavori che favoriscono l’efficientamento energetico. Muoversi tra le tante pratiche burocratiche può rivelarsi alquanto complicato, per questo motivo Gruppo Green Power ha deciso di mettere a disposizione un team specializzato che si occupa proprio di guidare i clienti nelle varie procedure necessarie per ottenere il bonus fiscale con lo sconto in fattura. Con oltre dieci anni di esperienza nel settore green, il Gruppo vanta un’ottima preparazione in materia di sostenibilità ambientale e nell’offerta di servizi legati all’efficientamento energetico.

    In cosa consiste il supporto di Gruppo Green Power?

    Il team di Gruppo Green Power assiste i clienti nelle varie fasi operative da seguire per fare domanda ed ottenere il Superbonus 110%. La procedura è infatti abbastanza complessa e prevede tutta una serie di controlli e attività preliminari da effettuare sull’immobile per essere sicuri di potervi accedere. Verifiche catastali, sopralluoghi e il rilascio del pre-Attestato di Prestazione Energetica (APE) sono alcuni dei servizi offerti dalla società, che si occupa inoltre di trovare le soluzioni migliori per poter combinare l’esigenza della sostenibilità ambientale con i servizi energetici. Per venire incontro ai clienti, Gruppo Green Power ha anche attivato il numero verde dedicato 800125858 in modo da permettere loro di venire a conoscenza dei requisiti minimi e dell’iter necessario già attraverso una semplice chiamata.

  • Massimo Malvestio: le esperienze professionali dell’avvocato ed editorialista

    L’avvocato Massimo Malvestio, alla lunga esperienza in ambito legale e dei mercati finanziari, ha affiancato una serie di importanti collaborazioni con testate di rilievo nazionale: numerosi suoi editoriali, scritti tra il 2003 e il 2013, di recente sono stati ripubblicati da “Venezie Post”.

    Massimo Malvestio

    Massimo Malvestio: il percorso formativo e professionale

    La laurea in Giurisprudenza conseguita nel 1985 presso l’Università degli Studi di Padova segna l’inizio della carriera di Massimo Malvestio in ambito legale: in oltre trent’anni di attività professionale l’avvocato ha lavorato in Italia ma anche all’estero. Non a caso nel 2014 si è trasferito a Malta dove lavora attualmente in Praude Asset Management Limited nel ruolo di Presidente del Comitato per gli Investimenti. Ma Massimo Malvestio è conosciuto anche per le numerose collaborazioni avviate nel corso del suo percorso professionale con diverse testate tra cui il “Corriere del Veneto” e “Nordesteuropa”: molti degli editoriali in cui ripercorre e analizza alcune delle questioni socio-economiche-finanziarie che hanno maggiormente segnato la storia del Nord Est italiano sono stati riproposti di recente anche su “Venezie Post”. Scritti tra il 2003 e il 2013, sono stati raccolti in “Mala Gestio: Perché i Veneti Stanno Tornando Poveri”, pubblicato da Marsilio nel 2012. Sempre per Marsilio nel 2006 aveva pubblicato “Credito Cooperativo – Storia di Uomini, Bisogni e Successi in Veneto”.

    Massimo Malvestio: la vision dell’avvocato negli editoriali scritti per “Corriere del Veneto” e “Nordesteuropa”

    Le questioni su cui si esprime Massimo Malvestio nei suoi editoriali fanno riferimento, come da prassi, a fatti accaduti in concomitanza con la pubblicazione. Sistemi di potere, operazioni dissennate che guardano più agli interessi di pochi che a quelli della collettività: episodi controversi denunciati dall’avvocato che negli anni hanno significativamente contribuito a depauperare il Nord Est e in particolare il Veneto. Riletti oggi sembrano conservare ancora una loro “attualità” perché molti meccanismi e dinamiche ripercorsi e analizzati negli articoli di Massimo Malvestio nel frattempo non si sono estinti e continuano a persistere ancora oggi, come riportano quotidianamente i giornali. Basti pensare alle connessioni tra opere pubbliche e consenso popolare, al centro di un editoriale scritto nel febbraio 2012 per “Nordesteuropa”. O agli articoli in cui l’avvocato ripercorre la storia (e il declino) dei grandi enti che hanno fatto la storia del Nord Est italiano: partiti come la Democrazia Cristiana, associazioni come la Coldiretti. L’acuto punto di vista dell’avvocato non si esaurisce in quegli anni, in quelle pagine ma continua a parlare ancora oggi.

  • La WHP riconosce Riva Acciaio come azienda promotrice di benessere

    Riva Acciaio, una delle più importanti realtà siderurgiche italiane, è stata ufficialmente riconosciuta come azienda promotrice di benessere e salute dalla WHP.

    Riva Acciaio

    L’adesione di Riva Acciaio alla Rete WHP

    La WHP, il cui nome esteso sarebbe Workplace Health Promotion, è un progetto internazionale attivo dal 1986 e supportato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per promuovere la salute nei luoghi di lavoro. Il programma viene riproposto nei vari paesi dalle organizzazioni e dalle istituzioni sanitarie nazionali che si occupano di incentivare, all’interno delle aziende che aderiscono al progetto, una serie di buone abitudini volte a migliorare la salute dei lavoratori. Riva Acciaio, facente parte di Gruppo Riva, ha deciso di aderire all’iniziativa inserendo lo Stabilimento di Caronno Pertusella, in provincia di Varese, nella lista delle aziende costituenti la Rete WHP Lombardia. L’adesione è stata possibile anche grazie al coinvolgimento dell’ATS Insubria (Agenzia di Tutela della Salute dell’Insubria).

    Riva Acciaio riconosciuta come azienda promotrice di benessere dalla WHP

    Con la sua adesione al progetto, Riva Acciaio si è impegnata nel sensibilizzare i propri dipendenti rispetto all’importanza di adottare uno stile di vita sano che li aiuti a prevenire l’insorgenza di malattie croniche. Proprio per la dedizione con cui l’azienda ha preso parte all’iniziativa, in occasione dell’evento WHP organizzato lo scorso 1° marzo e intitolato “LA RETE DELLE AZIENDE WHP. Promozione della salute: più benessere nei luoghi di lavoro”, Riva Acciaio è stata premiata e riconosciuta come azienda promotrice di benessere e salute sul territorio varesino. Tra gli obiettivi delle misure di intervento messe in pratica nello Stabilimento di Caronno vi sono: il contrasto al vizio del fumo, la promozione di un’alimentazione sana e bilanciata, la sensibilizzazione sui danni derivanti dall’abuso di alcol e l’uso di sostanze stupefacenti, la promozione dell’attività fisica e dell’equilibrio famiglia-lavoro.

  • Francesco Milleri: rinnovata partnership EssilorLuxottica – FIA per una mobilità sicura

    Francesco Milleri (EssilorLuxottica): bisogno di correzioni visive problematica di tutti i Paesi. "Action for good vision on the road" il nome della prossima campagna globale in collaborazione con la Fédération Internationale de l’Automobile.

    Francesco Milleri

    Francesco Milleri (EssilorLuxottica): "Insieme a FIA per generare cambiamento positivo"

    EssilorLuxottica e FIA rinnovano il proprio impegno in tema di mobilità sicura. Il Gruppo leader nell’eyecare e la Fédération Internationale de l’Automobile continueranno per altri tre anni nell’opera di sensibilizzazione dedicata alla sicurezza stradale e all’importanza degli screening visivi periodici. "Una buona vista è essenziale quando si è alla guida – ha dichiarato l’AD di EssilorLuxottica Francesco Milleril’impegno per una guida sicura rientra in quell’ampio spettro di responsabilità che fanno capo a un’azienda di riferimento come la nostra". La partnership prevede diverse iniziative e campagne di informazione sulla cura della vista. Previsti anche numerosi progetti sull’innovazione applicata a soluzioni visive e agli accessori per la sicurezza stradale. L’esecuzione sarà preceduta da un piano congiunto che vedrà la partecipazione anche di enti pubblici e privati. "Action for good vision on the road" è il nome di una delle prime campagne globali che il Gruppo guidato da Francesco Milleri e FIA intendono avviare con i professionisti dell’eyecare per sensibilizzare l’opinione pubblica.

    Francesco Milleri (EssilorLuxottica): "Cresce bisogno di correzioni visive adeguate"

    Le due realtà hanno deciso di continuare a collaborare anche in vista del 2022. È l’anno che l’Assemblea delle Nazioni Unite ha deciso di dedicare al piano di azione globale sulla sicurezza stradale. La mobilità sicura rientra inoltre tra i pilastri nel piano di conseguimento degli SDGs. Si stima infatti che, a causa degli incidenti, ogni anno perdono la vita 1,4 milioni di persone, mentre 50 milioni subiscono gravi infortuni. "L’opinione pubblica – ha detto Francesco Milleriha ancora una ridotta consapevolezza dell’importanza di una buona vista mentre continua a crescere il bisogno di accedere a correzioni visive adeguate. Questa è una problematica che riguarda tutti, sia i Paesi a basso e medio reddito sia i Paesi maturi, dalle comunità più svantaggiate ai piloti professionisti". Non è un caso dunque che le Nazioni Unite abbiano proclamato il 2021-2030 "Decennio d’azione per la sicurezza stradale": l’obiettivo è ridurre del 50% il numero delle vittime stradali. La partnership tra EssilorLuxottica e FIA prosegue dunque in linea con le raccomandazioni dell’ONU. Francesco Milleri si è detto fiducioso in merito alla partnership: "Insieme a FIA, e con il supporto di enti pubblici e privati in tutto il mondo, riusciremo a generare quel cambiamento positivo e significativo che auspichiamo".

  • Cristina Scocchia: dagli esordi professionali in Procter&Gamble alla nomina come CEO di KIKO Milano

    Studio, lavoro e meritocrazia: gli ingredienti principali del successo di Cristina Scocchia, CEO di KIKO Milano, raccontati in un’intervista rilasciata al giornalista Nicola Porro.

    Cristina Scocchia

    Cristina Scocchia: dagli studi alle prime esperienze professionali

    A soli 40 anni entra in L’Oréal Italia, portando la società fuori dalla crisi che stava attraversando e mettendo le basi per un nuovo rilancio. Nel suo primo anno alla guida di KIKO Milano, l’azienda italiana leader della cosmetica registra un fatturato di 596 milioni e un Ebitda che segna un +37%. I traguardi raggiunti da Cristina Scocchia nel settore del beauty sono il risultato di una gavetta avviata parallelamente agli studi universitari. La manager ha raccontato la sua esperienza ai microfoni di “Quarta Repubblica”, la trasmissione condotta da Nicola Porro. Una storia che inizia all’Università Bocconi di Milano, precisamente durante un evento di presentazione di una grossa multinazionale americana, Procter&Gamble. L’AD di KIKO milano decide quindi di inviare il curriculum, ottenendo uno stage di tre mesi a Roma che si conclude con l’avvio di una collaborazione a tempo pieno: “Per tre anni ho lavorato dalle 9 di mattina alle 10 di sera, studiando poi fino alle tre di notte – ricorda – la gavetta è stata dura, ma sentivo che era la mia opportunità”. Dopo la laurea decide di spostarsi nella sede di Ginevra, dove si occupa prima di prodotti per l’igiene orale e poi dei mercati di Est Europa, Medio Oriente e Africa. L’ingresso di Cristina Scocchia nel beauty avviene nel 2007: in soli 5 anni diventa responsabile delle Cosmetics International Operations, occupandosi della supervisione dei brand in oltre 70 Paesi.

    Cristina Scocchia: gli anni in L’Oréal Italia e KIKO Milano

    È il 2013 quando Cristina Scocchia decide di accettare un’offerta che cambierà ancora una volta la sua vita: l’Oréal la vuole infatti come Amministratore Delegato della filiale italiana. Una vera e propria sfida, visto il periodo di crisi che la realtà milanese sta attraversando in quegli anni. Grazie ad una strategia improntata su riduzione di costi, ampliamento della gamma dei prodotti e trasformazione digitale, L’Oréal Italia torna a crescere. Per il suo determinante contributo, è stata insignita della Legion d’Onore dall’ambasciata francese in Italia. Nel 2017 inizia l’avventura in KIKO Milano. Per la prima volta Cristina Scocchia è responsabile di un’intera società. Dà il via ad una profonda ristrutturazione, basata su internazionalizzazione, nuove tecnologie e soprattutto digitalizzazione. Tutti interventi che sono riusciti a dare un freno agli effetti della pandemia. Nonostante il calo di fatturato registrato nel 2020, l’azienda continuerà ad investire e intende inaugurare 300 punti vendita entro il 2023: “Io credo che in salita bisogna accelerare. Bisogna tener duro e prepararsi per la ripartenza, bisogna avere il coraggio di investire ora per allora”.

  • Trasparenza e sostenibilità: i valori di Italchimica con Alessandro Fioretto alla guida

    Sono sempre di più le aziende che si fanno portavoce di temi relativi alla sostenibilità. Italchimica, grazie anche al profondo interesse per la salvaguardia ambientale dell’Amministratore Delegato Alessandro Fioretto, è da tempo tra queste.

    Alessandro Fioretto

    Il nuovo progetto sostenibile di Italchimica, società guidata da Alessandro Fioretto

    L’AD di Italchimica si è fatto promotore dell’iniziativa “Green Change Matters”, ovvero “La Transizione Verde è importante”, che secondo Alessandro Fioretto, oltre a rispondere alle nuove impellenti esigenze di sostenibilità, rispecchia a pieno i valori dell’azienda. D’altronde, la mission di Italchimica è “migliorare la qualità della vita delle persone, rispettando l’ambiente”. L’idea alla base dell’iniziativa è di presentare i dati e le informazioni relative alle scelte aziendali in materia di sostenibilità con assoluta trasparenza ed estrema precisione, non solo per quanto concerne la responsabilità ambientale, ma anche quella sociale ed economica. Con Green Change Matters, Italchimica si impegna a pubblicare ogni anno un rapporto di sostenibilità in cui vengono evidenziati i miglioramenti dell’azienda e che per l’AD costituirebbe la rappresentazione esplicita del lungo percorso intrapreso anni fa verso un futuro migliore e sostenibile.

    Italchimica: l’impegno della società guidata da Alessandro Fioretto per la sostenibilità

    Il report di sostenibilità che Italchimica pubblica già dal 2019, e che è riconosciuto dall’organizzazione Global Reporting Initiative, non è l’unico esempio di impegno sostenibile dell’azienda. Come ha ribadito diverse volte l’AD Alessandro Fioretto, bisogna “avere cura delle cose che si fanno”, quindi “esprimere una visione sostenibile dei propri obiettivi, nel rispetto della natura e del mondo che verrà”, avendo sempre “piena consapevolezza del cambiamento in atto”. Nel corso degli anni la società ha dimostrato di essere attenta al discorso sulla sostenibilità a più riprese. Lo scorso ottobre, ad esempio, ha partecipato all’evento digitale “Forum Pulire 2020” ed è uno dei partner di Treedom: ha infatti piantato un albero per ogni nuovo dipendente assunto.