Autore: articolinews

  • Milano, Ideal Standard presenta il nuovo showroom

    Ideal Standard è leader nelle soluzioni per l’ambiente bagno. La sua storia, lunga oltre un secolo, è da sempre sinonimo di innovazione e design: due elementi posti oggi in grande risalto anche nel nuovo showroom presentato in Via Borsi 9 a Milano.

    Ideal Standard

    La cultura del design nei nuovi spazi Ideal Standard

    Ideal Standard inaugura il suo nuovo showroom all’interno dell’Headquarter milanese, in un edificio dotato di ampie vetrate, specchi d’acqua e grande illuminazione. Uno spazio di narrazione del brand e concepito per soddisfare le esigenze di progettazione di professionisti, architetti e business partner. Ideato come un luogo di lavoro, lo showroom racconta la storia di design e tecnologia che contraddistingue il marchio Ideal Standard fin dalla sua nascita nel 1903: un percorso di successo in grado di anticipare le esigenze dei clienti e soddisfarne a pieno le necessità. I nuovi spazi donano una visione organica sulle proposte del brand, a partire dalla famiglia Atelier Collections: una visione che, grazie a “una galleria” immaginata per valorizzare tutte le possibili declinazioni e soluzioni, conduce attraverso un percorso di scoperta dei prodotti. A ciò contribuiscono anche l’apertura e il dialogo delle vetrine espositive esterne con il contesto circostante e il controllo della luce. La progettazione dello showroom è stata affidata allo studio Palomba Serafini Associati, che ha scelto un design semplice e pulito in perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione contemporanea.

    Ideal Standard: i dettagli dello showroom di Via Borsi 9

    Oltre alla collana Atelier Collections, che propone lavabi, miscelatori, sanitari, vasche, mobili e accessori, nello showroom trovano spazio anche tanti altri prodotti a marchio Ideal Standard, di notevole importanza per il mondo del progetto. Presenti anche diverse novità del brand, come gli articoli realizzati nell’elegante finitura Nero seta. Non solo: gli ambienti dell’Headquarter ospitano un’area tecnica e uno spazio dedicato alla formazione dei partner. Inoltre, consulenti esperti sono a disposizione per accompagnare i progettisti nello sviluppo di progetti conformi alle normative, nella scelta dei prodotti e nella stesura di capitolati e preventivi. Tecnici specializzati offrono supporto, invece, negli aspetti più strettamente legati al cantiere. Infine, con la collaborazione di professionisti provenienti da diversi settori, Ideal Standard ha in programma di realizzare anche percorsi di formazione continua per architetti, installatori e studenti.

  • Francesco Milleri: EssilorLuxottica, nel 2021 “abbiamo molto di cui essere orgogliosi”

    Il 2021 è stato un anno cruciale per EssilorLuxottica, il primo del percorso come nuova azienda integrata: le considerazioni dell’AD Francesco Milleri.

    Francesco Milleri

    Francesco Milleri: EssilorLuxottica, il 2021 un anno fondamentale nel percorso come azienda integrata

    Ha parlato di “risultati importanti” l’AD Francesco Milleri ripercorrendo il 2021 di EssilorLuxottica. Un anno ricco di momenti e iniziative cruciali su diversi fronti: la nuova generazione di smart glasses Ray Ban – Meta, la prima roadmap per un futuro sostenibile, l’acquisizione di GrandVision, il lancio di prodotti innovativi per l’eyecare e l’eyewear, le nuove partnership e Leonardo, la piattaforma globale di formazione unica nel suo genere, sono alcune delle tappe che hanno segnato il primo anno del nuovo corso di EssilorLuxottica come azienda integrata. Il Gruppo che l’Amministratore Delegato Francesco Milleri guida unitamente al Vice AD Paul du Saillant ha realizzato importanti passi avanti contribuendo alla creazione di un’organizzazione sempre più forte, in grado di implementare la propria visione strategica e allo stesso tempo di costruire valore per i propri stakeholder.

    Francesco Milleri: EssilorLuxottica, le tappe fondamentali del 2021

    “Abbiamo molto di cui essere tutti orgogliosi”, hanno scritto lo scorso dicembre l’AD Francesco Milleri e il Vice AD nel messaggio indirizzato a quanti lavorano quotidianamente per la crescita di EssilorLuxottica aiutando “le persone nel mondo a vedere meglio e vivere meglio, nel segno della nostra mission aziendale”. Traguardi e opportunità hanno segnato il 2021 di una realtà che sta contribuendo a ridefinire il settore grazie al suo modello di integrazione verticale, al suo footprint globale e a una leadership chiara. L’azienda rimane al centro della trasformazione del settore grazie a un approccio omnichannel unico, riconfermandosi leader nell’innovazione e rafforzando il proprio impegno nel portare la “salute degli occhi” a tutti, “ovunque”. “Non abbiamo mai smesso di costruire il nostro futuro assieme”, ha ribadito l’AD Francesco Milleri nel messaggio scritto a quattro mani con il Vice AD Paul du Saillant: “Guardiamo al 2022 con fiducia e ottimismo. EssilorLuxottica continuerà a guidare l’evoluzione creando opportunità e valore”.

  • Federico Motta Editore: simbolo di qualità e autorevolezza

    Tra le più importanti Case Editrici italiane, Federico Motta Editore è oggi un vero e proprio punto di riferimento della nostra Editoria.

    Federico Motta Editore

    Come e quando nasce Federico Motta Editore

    La nascita della Casa Editrice risale al gennaio del 1929, sotto il nome di “Cliché Motta”, quando Federico Motta decise di mettere in piedi un’impresa specializzata nella riproduzione fotomeccanica. Le porte dell’Editoria vengono varcate grazie alla stampa di alcuni dei maggiori fumetti dell’epoca, a cui segue la pubblicazione negli anni ’50 della prima edizione dell’Enciclopedia Motta, suddivisa in fascicoli venduti settimanalmente in edicola. Nel 1954 Federico Motta Editore lascia l’edicola come canale distributivo ed entra direttamente nelle case di milioni di italiani. Nel corso degli anni, e con Anselmo e Virginio Motta che subentrano al padre, la proposta editoriale si arricchisce di volumi ed opere specialistiche che trattano di medicina, psicologia, botanica, geologia e zoologia. È infine negli anni ’80 che nasce finalmente il Gruppo Editoriale Motta.

    Federico Motta Editore offre da sempre qualità e innovazione

    Da quando ha iniziato la sua attività, Federico Motta Editore ha sempre fatto dell’innovazione e della qualità le principali linee guida del suo operato, permettendo di fatto al marchio di affermarsi e di conseguire numerosi riconoscimenti. Tra questi: il premio Pirelli InterNETional Awards nel 2007, il Premio Speciale per la Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2004 e l’Ambrogino d’Oro nel 1980. La Casa Editrice, inoltre, non ha mai smesso di stare al passo con le nuove tecnologie, a partire dal Sonobox degli anni ’80, passando per i CD-ROM e le Tavole Transvision degli anni ’90 e infine con i progetti che coinvolgono il web, come l’Enciclopedia Motta con Internet TV, Internet Motta Club e mottaformazione.it. La qualità e l’autorevolezza di Federico Motta Editore sono altresì avvalorate dalle tante collaborazioni con autori come Umberto Eco e realtà di fama mondiale come ad esempio la Disney.

  • Le tappe della carriera di Stefania Bariatti

    Le principali tappe professionali di Stefania Bariatti, giurista riconosciuta a livello internazionale.

    Stefania Bariatti

    Stefania Bariatti: i traguardi accademici

    Milanese, classe 1956, Stefania Bariatti è professore ordinario di Diritto internazionale presso l’Università degli Studi di Milano. Autrice di oltre 150 pubblicazioni, ha partecipato come relatrice esperta a numerosi corsi nelle principali università italiane e straniere. Protagonista di un’intensa attività in rappresentanza del Governo italiano, attualmente è Membro del Governing Council dell’International Institute for the Unification of Private Law (UNIDROIT). Iscritta all’Ordine degli Avvocati, per quasi 20 anni ha collaborato come of Counsel presso Chiomenti. Stefania Bariatti si distingue già durante gli anni della formazione. Dopo la laurea in Giurisprudenza conseguita presso l’Università degli Studi di Milano, diventa ricercatrice di Diritto internazionale, ottenendo poi nel 1994 il ruolo di professore ordinario all’Università di Sassari, dove insegna anche Diritto dell’Unione Europea e della concorrenza. Nel 1997 il passaggio all’Università Milano-Bicocca. In quegli anni, oltre alle attività come docente, per i due Istituti riveste anche la carica di Consigliere di Amministrazione. Viene eletta, inoltre, Presidente di numerose associazioni internazionali che operano nell’ambito del Diritto europeo e internazionale. Nel 2002 il ritorno all’Università degli Studi di Milano, poi l’esperienza come visiting professor a Tolosa e l’impegno come Co-Direttore della Rivista di Diritto Internazionale Privato e Processuale.

    Stefania Bariatti: gli altri incarichi professionali

    Stefania Bariatti lavora anche come avvocato: nel 2002 avvia infatti la sua esperienza nello Studio Legale Chiomenti, collaborando inizialmente come associate, poi come partner e infine come of Counsel, arrivando a dirigerne la sede di Bruxelles e la practice di diritto della concorrenza europeo e italiano. Un rapporto che si concluderà nel 2021. Ha fatto anche parte del Comitato per la Corporate Governance di Borsa Italiana, incaricata di elaborare la versione del “Codice di autodisciplina delle società quotate”. Stefania Bariatti è stata Presidente del Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena e di SIAS, oltre che membro dei CdA di ASTM S.p.A. e SIT Group S.p.A.,. Oggi siede nei Board di A2A, MediaforEurope NV e BNL (Gruppo BNP Paribas). E’ stata Vicepresidente dell’Associazione Bancaria Italiana (dove oggi è come membro del Consiglio e Presidente del Comitato Tecnico Antitrust) e membro della giunta di Assonime.

  • “La Svolta”: l’imprenditore Pietro Colucci presenta il nuovo progetto editoriale

    Realizzare con efficacia la transizione ecologica è possibile solo puntando sull’informazione e sulla formazione: le riflessioni di Pietro Colucci, fondatore del progetto editoriale “La Svolta”.

    Pietro Colucci

    Nasce “La Svolta”, iniziativa cross-mediale di Pietro Colucci

    “Credo fermamente che l’attuale transizione ecologica possa realizzarsi solo se accompagnata da un’adeguata informazione e formazione”: presenta così Pietro Colucci la nuova testata giornalistica “La Svolta”, realizzata insieme alla Direttrice Cristina Sivieri Tagliabue e a Roberto Coizet, fondatore di Edizioni Ambiente, casa editrice specializzata in cultura della sostenibilità. È con loro che “abbiamo condiviso e sostenuto la nuova iniziativa de ‘La Svolta’ per continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica, la politica ed il mondo delle Imprese”, ha dichiarato Pietro Colucci. Per l’imprenditore alla guida di Sostenya, oggi impegnato anche nelle vesti di Direttore Editoriale della testata, l’obiettivo è porre al centro “l’importanza di uno sviluppo che sappia coniugare crescita economica e sostenibilità ambientale, in un quadro di tutela dei diritti e di futuro industriale ispirato all’innovazione tecnologica”.

    Pietro Colucci: giovani, innovazione e trasformazioni nel focus del progetto editoriale

    “La Svolta” si propone, dunque, come un’iniziativa di tipo cross-mediale: quotidiano di informazione online, settimanale di approfondimento cartaceo e progetto attivo sui social media. È così che, nelle intenzioni di Pietro Colucci, si rende possibile quell’adeguata informazione e formazione, nonché interazione con i lettori, per affrontare temi a dir poco fondanti oggi quali l’ambiente, i diritti umani e le prospettive sul futuro. Tutto ciò con un’attenzione particolare verso il mondo giovanile, l’innovazione e le trasformazioni sociali ed economiche della società contemporanea. “La Svolta”, Società Benefit, è una testata giornalistica partecipata da Sostenya, azionista di controllo del Gruppo Innovatec, che opera nel settore della sostenibilità e della clean technology. Fa capo al Gruppo anche Edizioni Ambiente, storica casa editrice dedicata ai temi della sostenibilità ambientale. Come evidenziato da Pietro Colucci, la promozione per il lancio è partita a inizio febbraio a Milano, con 10 tram personalizzati e una campagna pubblicitaria realizzata in collaborazione con Igp Decaux.

  • Antonio Liseno: il Don Alfonso 1890 San Barbato offre un’esperienza culinaria unica

    Il San Barbato Resort Spa & Golf sorge a Lavello, in Basilicata, terra natìa del suo fondatore, l’imprenditore Antonio Liseno. Al suo interno una delle perle del luxury resort: il ristorante Don Alfonso 1890 San Barbato, nato da una partnership con Alfonso Iaccarino, proprietario di uno dei più importanti ristoranti al mondo.

    Antonio Liseno

    Antonio Liseno: la collaborazione con la famiglia Iaccarino

    “Avere fiducia nelle persone che lavorano con me, che mostrano lo stesso entusiasmo e che hanno la stessa passione per l’accoglienza, è la base del mio operato”, aveva dichiarato Antonio Liseno nell’intervista rilasciata a “Food & Travel Italia”. In effetti, in quanto a scelta di partner per i propri progetti, si potrebbe affermare che l’imprenditore sappia il fatto suo. Franco Pepe, Chef Niimori Nobuya e Don Alfonso Iaccarino sono alcuni dei nomi illustri con cui ha collaborato. Con quest’ultimo, in particolare, è riuscito a portare la cucina d’autore di uno dei più grandi ristoranti al mondo, il bistellato Don Alfonso 1890 di Sant’Agata sui Due Golfi, all’interno del suo resort. Iaccarino, insieme alla moglie Livia e ai suoi due figli, Ernesto e Mario, ha così trasferito la stessa passione e la medesima filosofia che contraddistinguono la sede originaria in quella di Lavello. Adesso, il San Barbato Resort gode di un ristorante stellato, dove ogni piatto viene realizzato con materie di primissima qualità, poi trattate dalle mani sapienti degli chef che le trasformano in piatti unici, nel gusto e nell’estetica.

    Antonio Liseno: nel ristorante del San Barbato i nostri clienti godono di un’atmosfera unica

    Antonio Liseno e i suoi collaboratori non lasciano nulla al caso. Per la sala del Don Alfonso 1890 San Barbato si è deciso di puntare sull’eleganza. Qui il nero la fa da padrone: dal colore delle pareti ai posti a sedere. Questa scelta, oltre a conferire alla sala un’atmosfera davvero raffinata, serve per far sì che l’attenzione si concentri sulle ampie vetrate panoramiche e sulla cucina a vista. I protagonisti sono solo loro: i piatti degli chef. Immersi in una tale cornice, gli ospiti vivranno una vera e propria esperienza culinaria interattiva, godendo dello spettacolo offerto dalla brigata di cucina gourmet, con tanto di giochi di luce che accompagnano la preparazione delle pietanze e la mise en place.

  • Pietro Colucci, cedute le azioni Innovatec: la maggioranza passa alla holding Sostenya

    Nato nel 2009 su iniziativa di Pietro Colucci, il Gruppo Sostenya opera nel settore dei servizi per l’ambiente e in quello delle energie rinnovabili.

    Pietro Colucci

    Pietro Colucci: la nuova composizione dell’azionariato di Innovatec

    Pietro Colucci, figura di primo piano nel settore della Green Economy, ha ceduto la propria quota di Innovatec alla holding di famiglia Sostenya Group. L’operazione si è conclusa lo scorso 27 dicembre con il passaggio di proprietà delle 42,515 milioni di azioni detenute da Pietro Colucci, pari al 46,15% del capitale sociale di Innovatec. Oggi è dunque Sostenya l’azionista di riferimento, mentre il 53,38% è invece sul mercato. L’azionariato di Innovatec, a partire da aprile, sarà diviso unicamente tra la holding della famiglia Colucci (46,62%) e il mercato.

    Pietro Colucci: il 2021 di Innovatec

    L’ingresso di Sostenya nel capitale di Innovatec arriva a conclusione di un periodo particolarmente propizio per la società presieduta da Pietro Colucci. Nel 2021, grazie soprattutto all’ingente flottante presente sul mercato, il valore delle azioni di Innovatec è infatti schizzato a +97%, con un aumento record del 111% registrato nell’ultimo trimestre. Un successo frutto del percorso di sviluppo portato avanti dall’azienda leader nel settore della CleanTech. Tra i principali traguardi raggiunti recentemente da Innovatec si segnala l’ingresso in Cobat, azienda leader nella gestione dei rifiuti e nel recupero dei materiali. Grazie ad un’operazione da 9,5 milioni di euro, la società oggi detiene il 56,45% del capitale sociale. Un investimento con un obiettivo lungimirante: Cobat è infatti specializzata nel recupero delle batterie a litio utilizzate per i veicoli elettrici. Un’operazione strategica ai fini dell’inserimento in una filiera dell’economia circolare estremamente promettente.

  • L’attività di SG S.p.A. tra performance, traguardi e obiettivi futuri

    SG S.p.A. ha saputo affermarsi come distributore del settore Technical Consumer Goods, diventando il partner ideale di numerose aziende. Gli obiettivi futuri e i punti di forza del Gruppo.

    SG S.p.A.

    SG S.p.A.: player di distribuzione di elettronica a 360°

    Nata inizialmente come attività di trading nel 2007, SG S.p.A. è oggi un player di distribuzione del settore Technical Consumer Goods. Il processo di crescita costante ha consentito al Gruppo di consolidare la propria presenza in qualità di distributore dei più importanti premium brand di elettronica come Samsung, Huawei, Xiaomi, Amazfit, Tim, Panasonic, Roidmi e Sharp. L’azienda, che opera attraverso quattro sedi (Milano, Roma, Melfi e Bari), è oggi partner delle più grandi catene della GDO e GDS, dei piccoli e grandi dealer, dei system integrator, nonché dei reseller e degli shop indipendenti. È impegnata non solo nella distribuzione business-to-business dei prodotti di elettronica di consumo, dei dispositivi sanitari e dei DPI, ma anche nella gestione dei punti vendita di prodotti di elettronica e telefonia e nell’attività di barter. Con circa 3.000 clienti, 80 brands distribuiti e oltre 1.500 prodotti in portafoglio, SG S.p.A. opera sul mercato nazionale ed internazionale (Europa, America, Africa e Asia). Il suo fatturato annuo ha raggiunto un totale di circa 700 milioni di euro.

    SG S.p.A.: i punti di forza e gli obiettivi futuri

    Tra i punti di forza su cui si basa, da oltre dieci anni, l’attività di SG S.p.A., la capacità di acquisto, l’ampio assortimento dei prodotti, le piattaforme logistiche di distribuzione e la capillarità e rapidità delle consegne hanno un valore imprescindibile. La selezione dei prodotti proposti a livello globale è il risultato di un’attenta osservazione del mercato internazionale: gli articoli maggiormente distribuiti appartengono alle categorie mobile, tablets e pads, audio e video, telefonia fissa, console, informatica ed elettrodomestici. La strategia aziendale prevede una forte capacità di acquisto che consente al Gruppo di acquistare grandi quantità di merce, incrementando notevolmente l’assortimento e la disponibilità dei prodotti nei magazzini, al fine di proporla ai clienti a prezzi competitivi. SG S.p.A. può inoltre contare su una rete capillare di agenti in grado di gestire i rapporti diretti e personali con i clienti. Negli obiettivi prefissati dall’azienda rientrano l’aumento della brand awareness, raccontando l’azienda e i suoi valori e delineandone il profilo; il miglioramento della brand reputation e la presentazione del nuovo e-Commerce pensato per migliorare tutti i processi di acquisto e vendita.

  • Stefania Bariatti, avvocato e docente universitario: profilo e competenze

    Stefania Bariatti annovera in curriculum numerose esperienze di rilievo in ambito universitario e anche, come avvocato, nell’area legale: i dettagli e gli incarichi ricoperti.

    Stefania Bariatti

    Stefania Bariatti: l’impegno in ambito accademico

    Laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano, Stefania Bariatti lavora dal 1983 come ricercatrice di Diritto Internazionale. Professore ordinario a partire dal 1994, è stata docente di Diritto dell’Unione Europea, Diritto della Concorrenza e Diritto Internazionale nelle Università di Sassari e Milano-Bicocca. Nel 2002 il ritorno all’Università degli Studi di Milano, dove tiene corsi di Diritto Internazionale, Diritto Internazionale Privato e Processuale e International Insolvency Law nella Facoltà di Giurisprudenza. Ricopre inoltre diversi incarichi istituzionali di rilievo anche a livello internazionale, quali Consigliere di Amministrazione (Sassari e Milano-Bicocca), direttore di dipartimento (Milano-Bicocca), direttore di corsi Master (Milano-Bicocca, ISPI) e Presidente di associazioni (European Law Faculties Association, Insol Europe Academic Forum, Groupe Européen de Droit International Privé). È stata inoltre visiting professor a Tolosa e alla LUISS in Diritto Internazionale Privato, e ha tenuto numerosi corsi e seminari presso università straniere. Stefania Bariatti è autrice di oltre 150 pubblicazioni attinenti agli ambiti di Diritto Internazionale Privato, Diritto dell’Unione Europea e Diritto Internazionale.

    Stefania Bariatti: attività professionale e incarichi nei Board di società ed altri enti

    Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Milano e patrocinante in Cassazione, nel 2002 Stefania Bariatti intraprende un importante percorso in ambito legale, specializzandosi in diritto della concorrenza, contenzioso internazionale e arbitrato commerciale internazionale. Entra presto nel team di uno dei più prestigiosi studi legali del Paese: negli anni ricopre i ruoli di partner e of counsel, arrivando a dirigere lo studio di Bruxelles e la practice di diritto della concorrenza europeo e italiano. Recentemente ha assunto incarichi di Board Member negli organi di governo di società quotate, apportando il proprio patrimonio di competenze sviluppato presso organi accademici (Università di Sassari e Milano-Bicocca) e fondazioni no profit (CNPDS-Centro Nazionale di Prevenzione e Difesa Sociale e Tecnomed). Opera attualmente nel Consiglio di Amministrazione di A2A S.p.A., di MediaForEurope NV e di BNL S.p.A. (Gruppo BNP Paribas), dove ricopre anche la carica di presidente e membro di comitati endoconsiliari (parti correlate, remunerazione e nomine, corporate social responsibility e governance). Eletta nel 2014 dall’assemblea degli Stati membri come membro del Governing Council di UNIDROIT, Stefania Bariatti ha svolto incarichi consultivi a favore del Parlamento e della Commissione Europea: rappresentante dell’Italia in molti negoziati in occasione della Conferenza dell’Aja di Diritto internazionale privato e anche al Comitato di diritto civile del Consiglio dell’Unione Europea, ha lavorato alla redazione di strumenti legislativi dell’Unione riguardanti la cooperazione giudiziaria in materia civile. Infine, dal 2011 fa parte del Gruppo di esperti della Commissione Europea sul diritto dell’insolvenza.

  • La trasformazione di Palazzo Ravasio: il progetto di Antonio Franchi

    Da un lato del lungo Adige Campagnola, a Verona, sorge uno degli edifici storici più importanti della città: Palazzo Ravasio. La società The Residenze, guidata da Antonio Franchi, ha realizzato un progetto di valorizzazione dell’edificio che unisce storia, sostenibilità e arte.

    Antonio Franchi

    Antonio Franchi: Palazzo Ravasio si trasforma in un edificio moderno e sostenibile ma che conserva la propria storia

    La sua storia risale agli anni ’20 del Novecento, quando l’area nei pressi del Ponte della Vittoria venne interessata da un importante processo di edificazione e riqualificazione. Il Palazzo Ravasio che conoscono i cittadini veronesi è però opera dell’ingegnere bergamasco Giuseppe Ravasio, che nel 1939 acquistò l’edificio e lo trasformò in un palazzo signorile, sopravvissuto addirittura ai bombardamenti del 1945 che rasero invece al suolo il vicino Ponte della Vittoria. Data la sua grande rilevanza storica, la società guidata da Antonio Franchi, The Residenze, ha ideato un progetto che valorizzasse il Palazzo nel pieno rispetto del suo passato, adeguandolo al contempo agli alti standard dell’architettura moderna e sostenibile. Per l’intervento di bioedilizia, sono stati selezionati materiali ecologici e fornitori certificati, mentre per quanto concerne il consumo di energia, sono stati installati impianti di geotermia orizzontale e solari.

    Dalla domotica all’arte: nella versione di Antonio Franchi a Palazzo Ravasio non mancherà niente

    L’edificio storico di Verona, oltre a rispecchiare tutti i moderni principi dell’architettura sostenibile, sarà anche un luogo all’avanguardia dove gli occupanti potranno godere di tutti i comfort del vivere contemporaneo. Il team guidato da Antonio Franchi ha infatti pensato a tutta una serie di comodità e servizi di cui sarà dotato il Palazzo. In quanto a tecnologie, gli ambienti saranno resi più smart da un impianto domotico e persino la gestione della futura manutenzione sarà facilitata da un’assistenza tecnologica. Aree verdi a giardino, una zona fitness con attrezzi Tecnogym, un’area giochi per bambini, sale dedicate allo smart working con uno spazio meeting e un ampio parcheggio andranno poi a completare l’edificio. E non è finita qui. Palazzo Ravasio ospiterà, inoltre, un’esposizione permanente di opere d’arte realizzate dai più grandi maestri di pittura analitica.

  • Gruppo Riva tra le aziende siderurgiche sostenibili

    Nel corso degli anni, il leader siderurgico Gruppo Riva si è impegnato per diventare un modello di economia circolare all’interno del settore.

    Gruppo Riva

    Cosa significa sostenibilità ambientale per Gruppo Riva?

    Conciliare il settore elettro-siderurgico, per antonomasia tra i grandi consumatori di energia elettrica e di gas naturale, con il concetto di sostenibilità ambientale sembrerebbe qualcosa di altamente improbabile. Eppure, grandi realtà come Gruppo Riva sono riuscite a venire a capo della complicata questione, pensando a delle strategie ad hoc da poter applicare al proprio processo produttivo per renderlo quanto più sostenibile possibile. Da tempo ormai, il Gruppo, tramite investimenti tecnologicamente avanzati, ha fatto del miglioramento dell’impatto sull’ambiente una delle priorità aziendali, incentrando i propri modelli di business sulla sostenibilità e adattandoli alle linee guida presenti nel documento promulgato dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Ambiente sulla materia, intitolato “Verso un modello di economia circolare per l’Italia”. Ad oggi, Gruppo Riva rientra tra le aziende siderurgiche green e si impegna a far raggiungere all’Italia i target prefissati a livello europeo e internazionale in tema di economia circolare.

    L’economia circolare all’interno di Gruppo Riva

    Il principio dell’economia circolare è quello di indirizzarsi verso un tipo di economia che mantenga più a lungo possibile il valore di prodotti, materiali e risorse e riduca al minimo la produzione di rifiuti. All’interno dei propri stabilimenti, Gruppo Riva applica questo modello principalmente in due modi: da un lato utilizzando rottami end of waste che trasforma in prodotti durante il proprio ciclo produttivo e che verranno utilizzati in tutti i settori dell’industria meccanica, dall’altro inviando i propri rifiuti ad impianti esterni che li riutilizzano, trasformandoli a loro volta in nuovi prodotti. In questo modo si cerca di sviluppare sempre meglio il concetto di economia circolare.

  • Gestione dei rifiuti: il modello responsabile di Ares Ambiente

    Ares Ambiente offre servizi di smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti. Consapevole dell’impatto che il settore ha sull’ambiente, l’azienda è impegnata nella promozione di una gestione responsabile. È in corso di realizzazione un nuovo impianto di produzione di ammendanti per l’agricoltura da frazione organica differenziata: un impianto di compostaggio con bioconversione aerobica realizzato secondo le più moderne tecnologie.

    Ares Ambiente

    I valori di Ares Ambiente, eccellenza italiana nel settore dello smaltimento dei rifiuti

    Fondata nel 2008 a Treviolo, in provincia di Bergamo, in pochi anni Ares Ambiente, realtà specializzata nell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati, è stata capace di diventare uno dei punti di riferimento italiani del settore. Non a caso, è stata recentemente inserita tra le “Best Performer” 2021 della classifica realizzata dal Centro studi ItalyPost e promossa dal quotidiano “Lombardia Post”. Un riconoscimento ottenuto grazie alla costante solidità economica e finanziaria dimostrata negli anni. Il successo di Ares Ambiente è figlio di un percorso di sviluppo e di una politica aziendale basata sulla responsabilità nei confronti dell’ambiente, considerata un valore chiave sia internamente che esternamente. Il rispetto dell’ambiente viene promosso non solo tra i dipendenti e gli addetti ai lavori, ma anche attraverso l’ottemperanza della normativa cogente e il monitoraggio costante verso i fornitori, le comunità territoriali e gli enti locali.

    Ares Ambiente: certificazioni e definizione di Ethical Business

    Una gestione dei rifiuti responsabile e consapevole ha come effetto un miglioramento della qualità sia per l’ambiente che per la salute delle persone. Per questo Ares Ambiente opera seguendo criteri di efficienza, economicità e trasparenza. Diverse le certificazioni che attestano l’impegno e il costante aggiornamento dell’azienda: tra queste Qualità (UNI EN ISO 9001:2015), Ambiente (UNI EN ISO 14001:2015 e Regolamento Europeo EMAS), Sicurezza (UNI ISO 45001:2018) e Responsabilità Sociale (SA 8000:2014). Inoltre, secondo il Modello 231 (D.Lgs 231/2001), tutte le operazioni di Ares Ambiente vengono gestite seguendo i protocolli delineati da un Organismo di Vigilanza indipendente. L’etica aziendale si riflette anche nelle scelte di business. Per le operazioni di campionamento e certificazione dei rifiuti, collabora unicamente con tecnici abilitati, mentre per le attività di caratterizzazione si rivolge a laboratori chimici accreditati ed enti certificati. Infine, l’azienda affida il trasporto esclusivamente a trasportatori iscritti all’albo Gestori Ambientali e conferisce esclusivamente in impianti dotati di VIA e AIA.

  • D.lgs. 14/2019: il focus di Cristiano Poponcini sulla revisione dei conti

    D.lgs. 14/2019: l’approfondimento di Cristiano Poponcini sul Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza e sulle procedure di allerta interna ed esterna.

    Cristiano Poponcini

    Cristiano Poponcini: la struttura interna per prevedere e gestire la crisi

    Prima di introdurre le disposizioni relative alla revisione dei conti in relazione al D.lgs. 14/2019, Cristiano Poponcini chiarisce il termine “Corporate governance” dell’impresa, definito come l’insieme delle regole organizzative per la gestione e il controllo delle imprese e delle relazioni tra il management, gli shareholder e gli stakeholder, e il sistema che permette di dirigere e controllare le aziende. In Italia, tra i modelli esistenti, viene adottato il modello ordinario che integra la presenza del Consiglio di Amministrazione con il collegio sindacale, incaricato del controllo sull’operato dell’organo amministrativo. A tale proposito, il D.lgs. 14/2019 (Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza – CCII) ha modificato l’art. 2477 c.c., favorendo l’adozione di una struttura interna alla società capace di facilitare l’emersione anticipata e la gestione tempestiva della crisi (con la conseguente ridefinizione delle soglie). L’art. 375, co. 2, del nuovo CCII ha riformato anche l’art. 2086 c.c.: “L’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale”. Il collegio sindacale e il soggetto incaricato della revisione legale, spiega Cristiano Poponcini, hanno l’obbligo di accertarsi che l’organo amministrativo controlli costantemente l’adeguatezza dell’assetto organizzativo dell’impresa, il suo equilibrio economico-finanziario e il prevedibile andamento della gestione, comunicando allo stesso organo amministrativo la presenza di eventuali segnali di crisi e, in caso di inerzia dello stesso, segnalandolo all’Organismo di Composizione della crisi d’impresa (OCRI).

    Cristiano Poponcini: crisi, insolvenza e continuità aziendale

    Il nuovo D.lgs. 14/2019, continua Cristiano Poponcini, ha introdotto la definizione di “crisi”, intesa come avviso di insolvenza: lo stato di crisi consente, quindi, agli amministratori e agli organi di controllo societario di prevedere e prevenire l’insolvenza, intuendo i primi segnali di instabilità e adottando di conseguenza i necessari interventi. Nell’iter di allerta, un’altra indicazione da tenere monitorata è il concetto di continuità aziendale, introdotto nel CCII: il soggetto incaricato della revisione legale è tenuto anche a verificare l’adeguatezza dell’utilizzo del presupposto della continuità aziendale da parte degli amministratori: il Collegio sindacale ha il compito di assicurarsi che l’analisi delle voci di bilancio sia fatta secondo la continuità aziendale. Il principio di revisione (ISA Italia 570) enumera gli indicatori finanziari, gestionali o di altra natura che possono suscitare dubbi significativi sulla continuità aziendale. Quando l’organo di controllo e il soggetto incaricato della revisione segnalano all’organo amministrativo la presenza di indicatori di crisi, si innestano due fasi della procedura di allerta. Con la prima (definita interna), chiarisce Cristiano Poponcini, l’organo amministrativo ha una deadline non superiore ai 30 giorni per comunicare le soluzioni identificate con le relative iniziative da adottare. In caso di mancata adozione, nei successivi 60 giorni, delle misure necessarie per affrontare la crisi, prende avvio la seconda fase (definita esterna). Come riportato dal CCII, la comunicazione immediata all’organo amministrativo esonera dalla responsabilità solidale per le conseguenze pregiudizievoli delle omissioni o azioni successivamente poste in essere dal predetto organo.

  • Touch-free e sensori: ecco i nuovi miscelatori Ideal Standard dedicati agli spazi pubblici

    Lavarsi le mani con acqua e sapone, secondo l’OMS, è una delle azioni più efficaci per prevenire la diffusione di virus e batteri. Intellimix e Sensorflow sono la risposta di Ideal Standard alle nuove esigenze di igiene.

    Ideal Standard

    Ideal Standard: l’importanza dei miscelatori touch-free

    Uffici, ristoranti, scuole, edifici pubblici: spazi comuni dove oggi assicurare elevati standard di igiene è più che mai un imperativo. È da questa consapevolezza che nascono Intellimix e Sensorflow, i nuovi miscelatori elettrici touch-free frutto dell’esperienza di Ideal Standard. L’igiene delle mani rappresenta infatti una delle prime difese contro i rischi di eventuali contagi. A dirlo è l’Organizzazione Mondiale della Sanità, specificando che per una corretta igiene è necessario lavarsi le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi. Un gesto quotidiano che tuttavia molti non compiono in maniera adeguata. Basti pensare che, secondo i dati dell’OMS, il 30% degli impiegati europei non utilizza il sapone, mentre la quasi totalità (95%) non lo fa adeguatamente. Numeri da prevenire, soprattutto in questo periodo particolarmente difficile. Ed è proprio per rispondere alle nuove esigenze di sicurezza e protezione che il team di Ideal Standard si è impegnato nella progettazione dei miscelatori Intellimix e Sensorflow.

    Intellimix e Sensorflow: le caratteristiche dei nuovi prodotti Ideal Standard

    Nel dettaglio, Sensorflow sfrutta un sensore a infrarossi e consente di passare da un miscelatore manuale o temporizzato in maniera estremamente semplice, garantendo dunque anche un risparmio su consumi e costi. Dal corpo in ottone e dal design pulito e moderno, il prodotto di Ideal Standard può essere rapidamente installato in qualsiasi bagno, anche grazie alla possibilità di utilizzare la batteria integrata e la valvola solenoide. Tre le tipologie di miscelatori Sensorflow disponibili: da appoggio, a parete e a pannello. Totalmente touch-free e con un display TFT integrato per migliorare l’esperienza dell’utente, Intellimix è invece un miscelatore progettato per erogare acqua e sapone ad ogni singolo utilizzo riducendo allo stesso tempo gli sprechi. Dotato di tecnologia Bluetooth, consente di personalizzare le impostazioni tramite una semplice app (disponibile per Android e iOS). Gli addetti potranno quindi decidere in che modo Intellimix dovrà gestire sapone, ciclo di lavaggio e risciacquo anti ristagno. Caratteristiche che rendono il nuovo miscelatore touch-free targato Ideal Standard la soluzione ideale per l’igiene degli ambienti più frequentati, come centri commerciali, ristoranti, alberghi e uffici.

  • Il modello sostenibile di House to House raccontato da “Green Me”

    Nota per prodotti come l’asciugatrice Agento Professional, House to House è una realtà attenta alla sostenibilità ambientale. I dettagli in un approfondimento a cura di “Green Me”, pubblicato nel luglio del 2019.

    House to House

    House to House: “Azioni quotidiane l’unica strada realmente perseguibile per il bene del Pianeta”

    Da oltre dieci anni “Green Me” informa i lettori sul mondo dell’ecologia: l’obiettivo del magazine è promuovere la diffusione di comportamenti e stili di vita sempre più sostenibili. Il principio che muove la mission della rivista è semplice ma allo stesso tempo efficace: per tutelare il Pianeta è necessario partire dalle azioni di tutti i giorni. Un valore condiviso anche da House to House, progetto aziendale lanciato nel 2006 a Villorba (Treviso) e oggi eccellenza italiana nella produzione e vendita di elettrodomestici e prodotti dedicati all’igiene della casa. Non è un caso dunque che “Green Me” abbia dedicato uno spazio alla realtà veneta. In un articolo, la rivista ha voluto infatti raccontare il successo raggiunto da House to House in oltre 15 anni di attività, soffermandosi in particolare sulla filosofia perseguita dall’azienda in tema di sostenibilità e su come questa si rifletta anche nell’ideazione della gamma di prodotti offerti.

    House to House: “La scelta di Green Me un onore”

    Nel dettaglio, il magazine online di lifestyle ha lodato il “principio di ecologicità” dei prodotti House to House per il bucato. Un risultato, scrive “Green Me”, frutto di anni di studi, ricerche e analisi che hanno portato allo sviluppo di detergenti come la serie “Cosmetici per il bucato”, completamente naturali e altamente biodegradabili ma allo stesso tempo efficaci quanto e più di quelli sintetici. L’intento dell’azienda è duplice: da un lato tutelare l’ambiente, dall’altro il benessere e la salute dei clienti. “Il sistema di bucato House to House sposa, in tutto e per tutto, quella filosofia di benessere e consapevolezza che, sempre più spesso, le persone manifestano nelle loro scelte e nel loro stile di vita – si legge nel comunicato stampa rilasciato dall’azienda – Un onore per noi, quindi, che Green Me ci abbia scelti e abbia desiderato parlare di noi, dei nostri successi e dei nostri prodotti, dedicandoci un ampio spazio all’interno del proprio sito e definendo House to House la realtà innovativa e vincente che rappresenta la nuova era del bucato”.

  • Fondazione Cariplo: l’intervento di Andrea Mascetti sugli obiettivi della Programmazione 2022

    150 milioni di euro stanziati da Fondazione Cariplo: è quanto prevede la Programmazione 2022 approvata dalla Commissione Centrale di Beneficenza, presieduta da Giovanni Fosti e di cui fa parte anche Andrea Mascetti.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: Fondazione Cariplo, le aree di intervento della Programmazione 2022

    Attività di sostegno verso opere solidali e culturali, progetti di utilità sociale in partnership con le reti del territorio, gli enti non profit, le istituzioni e con la fondamentale collaborazione delle Fondazioni di Comunità locali: sono questi gli intenti del Documento previsionale programmatico approvato da Fondazione Cariplo per il 2022. L’approvazione è avvenuta nel corso della riunione della Commissione Centrale di Beneficenza, presieduta da Giovanni Fosti e di cui fa parte Andrea Mascetti (Coordinatore Commissione Arte e Cultura). La Fondazione si prepara così ad affrontare le novità offerte dal 2022, “in un periodo storico in cui dalle sfide si possono trarre nuove opportunità”, come ha osservato Andrea Mascetti in un recente intervento. Sono 150 i milioni di euro messi in campo dalla Fondazione: un volume considerevole che include ambiti quali le sfide demografiche, i cambiamenti climatici, la tutela dell’ambiente e della biodiversità, il contrasto alla povertà e alla disoccupazione, il sostegno alle iniziative culturali.

    Andrea Mascetti: solidarietà sociale e cultura al centro degli obiettivi

    Nello specifico, si legge nell’intervento di Andrea Mascetti, la Programmazione 2022 destina 4 milioni di euro ai progetti per la domiciliarità degli anziani, insieme ad altri 4 milioni per iniziative di sostenibilità e lotta al cambiamento climatico. Altre aree sono dedicate al supporto delle famiglie in condizione di povertà o a rischio povertà (con interventi pari a 14,5 milioni di euro) e al sostegno dell’occupazione dei giovani e del loro inserimento lavorativo (iniziative per 4,7 milioni), con un focus verso le persone in maggiore difficoltà che non studiano e non lavorano. Grande importanza, inoltre, all’ambito culturale: come sottolineato dal Coordinatore Commissione Arte e Cultura Andrea Mascetti, sono previsti infatti 12 milioni di euro per il recupero dei luoghi abbandonati o poco utilizzati. Un punto nodale, ha aggiunto in conclusione il Presidente Giovanni Fosti, è dato dalla necessità di convogliare risorse, comunità, istituzioni e imprese forti che collaborino verso un’idea comune di futuro.

  • Riva Acciaio, parla l’Ing. Valerio Bisio, ex Direttore dello stabilimento di Lesegno

    Riva Acciaio ha acquistato il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800” nel 2003, uno strumento fondamentale per le attività dello stabilimento siderurgico di Lesegno. Da qui nascono collaborazioni importanti con realtà universitarie e centri di ricerca.

    Riva Acciaio

    Riva Acciaio: le peculiarità dello stabilimento di Lesegno

    Riva Acciaio è tra gli attori più importanti a livello internazionale nel suo settore. Tra gli elementi che sicuramente hanno portato a questo successo vi è il laboratorio integrato nello stabilimento siderurgico di Lesegno: in azienda, Riva Acciaio si è attrezzata del sofisticato sistema di simulazione “Gleeble 3800”. Il Gleeble 3800 è un “simulatore termomeccanico” della società americana DSI in grado di simulare tutte le fasi di fabbricazione dell’acciaio ma anche di ogni altro tipo di lega. Riva Acciaio l’ha acquistato nel 2003. A Lesegno quindi sono stati studiati i super acciai al nichel utilizzati nel progetto “Virgo” per l’osservazione delle onde gravitazionali. Oltre ad essi, sono stati studiati gli acciai “maraging”, caratterizzati da una durezza al contempo malleabile, impiegati in Formula Uno da team del livello di Ferrari.

    Riva Acciaio: parla l’Ing. Valerio Bisio

    “L’acciaio è il materiale metallico più diffuso al mondo e può essere riciclato al 100% praticamente all’infinito”, ha dichiarato Valerio Bisio, Presidente del CdA di Riva Acciaio ed ex Direttore dello stabilimento di Lesegno. “Quello prodotto a Lesegno ha come punto di partenza proprio la fusione di rottami di acciaio preparati secondo la direttiva europea 333 del 2011”. In fabbrica non ci sono altoforni e convertitori alimentati con materiale ferroso e carbone: la risorsa primaria è proprio il rottame fuso mediante energia elettrica, metano ed ossigeno. Così prendono vita nuovi prodotti che Riva Acciaio sperimenta nel laboratorio, con notevoli risparmi. Come sottolineato dall’Ing. Bisio, lo stabilimento collabora con varie Università e centri di ricerca come il Politecnico di Torino e l’Università di Pisa. Qui “vengono realizzate le attività di ricerca e sviluppo del Gruppo Riva, di cui Riva Acciaio fa parte, a servizio di tutti i 5 stabilimenti italiani e internazionali in Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada”.

  • Next4, siglato accordo con Ulixes Capital: il commento di Davide D’Arcangelo

    Club deal nato da un’idea di Davide D’Arcangelo, Pierluigi Sassi e Angelo Paletta, Next4 è un acceleratore specializzato nel mondo dell’open innovation. Obiettivo dell’accordo con Ulixes Capital è rafforzare il posizionamento del Club Deal Investor sul mercato.

    Davide D'Arcangelo

    Davide D’Arcangelo: Next4 – Ulixes Capital, i dettagli della partnership

    Grandi novità per Next4: il Club Deal Investor fondato dall’investor relator Davide D’Arcangelo ha reso nota la sottoscrizione di un accordo quadro con Ulixes Capital Partners, holding leader del private equity che opera attraverso investimenti mirati in startup e PMI innovative italiane. La partnership prevede lo sviluppo di progettualità comuni e potrà essere esteso, attraverso la creazione di collaborazioni verticali, agli ambiti commerciale e finanziario, oltre che a quelli relazionale e comunicativo. L’ingresso di Ulixes Capital Partners in Next4, si legge nel comunicato ufficiale, garantirà “reciproco arricchimento sia in termini imprenditoriali che di crescita di network”. Soddisfatto Davide D’Arcangelo, oggi attivo in Next4 con il ruolo di Business Developer e Innovation Manager: “Ulixes è una realtà importante nel settore del venture capital con una visione chiara del futuro e un approccio innovativo al business – ha dichiarato – Per questo siamo molto felici di questa stretta di mano e siamo certi che questa collaborazione contribuirà a farci crescere ancora sia come investitori che punti di riferimento per l’ecosistema dell’innovazione italiano”.

    La fondazione di Next4 e le esperienze professionali di Davide D’Arcangelo

    Next4 nasce nel 2018 grazie ad un progetto portato avanti da un gruppo di esperti di politiche industriali e di innovazione. Il Club Deal Investor opera come acceleratore e si focalizza sul mondo dell’open innovation. Nel 2019 vedono la luce già i primi progetti nel campo della sanità digitale e della sostenibilità ambientale. Tra i fondatori Davide D’Arcangelo. Originario di Roma, classe 1976, il Founder è un esperto di innovazione e politiche industriali, ed è iscritto all’Albo del MISE come Innovation Manager. Oltre ai ruoli ricoperti in Next4, opera anche come investor relator (Speri Ingegneria, AAtech e Termo S.p.A.) e advisor. Davide D’Arcangelo è conosciuto non solo nel mondo della finanza, ma anche in quello della Pubblica Amministrazione. Da oltre dieci anni opera nell’ambito dei fondi europei e della digitalizzazione. Attualmente è consulente digitale di numerosi enti pubblici (MEF, Anci, IFEL, Confindustria) ed è membro della task force nazionale di Anip-Confindustria, del Comitato Tecnico Scientifico di Anci Lazio e del Training Camp IFEL Campania.

  • Ripresa: per FME Education bisogna puntare sul settore della cultura

    Il settore della cultura è tra i più colpiti dalla pandemia ma sono in molti a pensare che è proprio da lì che bisognerebbe ripartire: tra questi anche la Casa Editrice FME Education.

    FME Education

    FME Education: ripartiamo dal nostro patrimonio culturale

    Riprendersi dal periodo difficile iniziato nel 2020 prevede una strada ripida e piena di ostacoli. Diverse realtà del Paese ritengono che sarebbe di grande aiuto puntare su un settore troppo spesso dimenticato: quello della cultura. Secondo i dati del rapporto “Io sono cultura – L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”, nell’Italia pre-pandemia il Sistema Produttivo Culturale e Creativo generava 96 miliardi di euro, che salivano a 265,4 miliardi se si consideravano tutti gli altri settori economici attivati. Si parla del 16,9% del valore aggiunto nazionale, una cifra non da poco. Questi dati sembrano quindi supportare l’idea di chi, come la Casa Editrice FME Education, propone di ripartire proprio dal nostro enorme patrimonio culturale sviluppando una visione a lungo raggio per il settore della cultura.

    FME Education: la tecnologia dalla parte della cultura

    FME Education è una Casa Editrice nata a Milano nel 2013 e che si è presto affermata come punto di riferimento dell’editoria, soprattutto per quanto riguarda il segmento della formazione e della didattica che sfrutta l’innovazione tecnologica. La Casa Editrice utilizza le nuove tecnologie per diffondere il sapere e la conoscenza. Gli strumenti digitali permettono infatti di raggiungere porzioni di pubblico sempre più grandi, come si è potuto vedere nel corso dello scorso anno, quando gli eventi hanno accelerato il processo di digitalizzazione di tutti i settori. In tale contesto, FME Education è riuscita a dimostrare quanto sia non solo possibile ma oltremodo efficace un approccio che affianchi le potenzialità offerte dal presente con il patrimonio culturale italiano.

  • EssilorLuxottica, l’AD Francesco Milleri sui numeri del Boost 2021: “Orgogliosi”

    Sono 6.600 i dipendenti che hanno aderito al Piano di azionariato promosso dalla società guidata da Francesco Milleri.

    Francesco Milleri

    Francesco Milleri: EssilorLuxottica, i numeri del Boost 2021

    Il 2021 si conferma l’anno di EssilorLuxottica. Il Gruppo ha rilasciato lo scorso dicembre i dati aggiornati di Boost, il Piano di azionariato diffuso che porta avanti dal 2019. L’ultima edizione ha visto l’adesione di 54.000 dipendenti, con un tasso di sottoscrizione pari al 65%, in crescita rispetto al 2020 (62%). Francesco Milleri, alla guida del colosso dell’eyewear e dell’eyecare, ha dichiarato: "Anche quest’anno Boost si conclude con successo e con un tasso di sottoscrizione in crescita". Ad oggi, negli 85 paesi coinvolti dal progetto, sono 67mila i dipendenti che posseggono una quota della società, in crescita, dunque, dai 63mila del 2020 e dai 56mila del 2019. Inoltre più di 11.000 ex dipendenti, oggi in pensione ma che tuttavia hanno scelto di continuare a partecipare al percorso dell’azienda come azionisti. "Siamo orgogliosi di questa risposta – hanno commentato Francesco Milleri e il suo vice Paul du Saillant – continueremo a costruire sulla partecipazione azionaria diffusa dei dipendenti, centrale nella cultura aziendale".

    Francesco Milleri: il 2021 di EssilorLuxottica

    Tra i risultati evidenziati nella nota rilasciata dal Gruppo anche l’aumento dei dipendenti azionisti membri di Valoptec, che raggiunge quota 20mila iscritti. L’associazione indipendente collabora attivamente nella definizione della strategia di EssilorLuxottica con un focus sulle Risorse Umane. "Questo andamento riflette la fiducia dei dipendenti nella strategia del gruppo – ha detto Francesco Milleri, che ha aggiunto – L’obiettivo è quello di estendere la stessa opportunità al maggior numero possibile di dipendenti in futuro". Il successo ottenuto dall’iniziativa è la ciliegina sulla torta di un 2021 dai risultati decisamente incoraggianti. Il Gruppo guidato da Francesco Milleri ha chiuso l’anno in forte ripresa economica, con un’accelerazione registrata soprattutto nell’ultimo trimestre e che ha portato al miglioramento e al consolidamento dell’Outlook. Diversi i traguardi che hanno reso particolarmente positivo il 2021 di EssilorLuxottica: tra questi la partnership siglata con Meta per la produzione dei primi smart glasses e il consolidamento dell’iniziativa "Eyes on the planet", la roadmap dedicata alla strategia dell’azienda in tema di sostenibilità e che ha tra i suoi capisaldi la circolarità, la carbon neutrality e il diritto alle cure della vista.

  • Il profilo di Cristiano Poponcini, revisore e consulente aziendale

    Fondatore dello Studio omonimo, Cristiano Poponcini è un revisore contabile e Dottore in Economia e Commercio specializzato in consulenza aziendale. Per diversi anni ha operato nell’ODCEC di Monza e Brianza, fino a diventare Consigliere. Numerosi gli incarichi come curatore fallimentare per conto del Tribunale di Monza e della Brianza.

    Cristiano Poponcini

    Cristiano Poponcini: il percorso formativo e la fondazione dello Studio

    Attivo da oltre 30 anni nel settore della consulenza aziendale, organizzativa e gestionale, Cristiano Poponcini è un esperto aziendalita, Diritto fallimentare e procedure concorsuali. Ha ricoperto numerosi incarichi per il Tribunale di Monza e dal 2001 al 2008 è stato tra i protagonisti dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Monza e della Brianza. Originario di Monza, si laurea nel 1993 in Economia e Commercio presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Si iscrive all’ODCEC e, dopo un apprendistato presso il rinomato Studio Legale Carpinelli nell’ambito del Diritto fallimentare e del risanamento aziendale, fonda lo Studio Poponcini. Si tratta di una delle prime società tra professionisti in Italia in grado di mettere al servizio delle aziende le competenze di avvocati, dottori in Economia e Commercio e architetti. Alla consulenza aziendale, Cristiano Poponcini affianca le attività come Curatore Fallimentare e Commissario Giudiziale per il Tribunale di Monza, alle quali si aggiungono quelle di Consulente Tecnico del Giudice Penale e del Pubblico Ministero e, infine, di Custode Giudiziario e Professionista delegato alle vendite giudiziarie immobiliari. Nel 1998 viene eletto Consigliere e Segretario dell’Associazione Interprofessionale di Monza e della Brianza, organismo che rappresenta i professionisti impegnati a svolgere attività giudiziaria presso il Tribunale di Monza e della Brianza. Verrà poi nominato Presidente nel 2007.

    Cristiano Poponcini: la carriera nell’ODCEC e le esperienze come relatore

    In qualità di esperto di procedure concorsuali, in quegli anni Cristiano Poponcini entra a far parte della Commissione Procedure Concorsuali presso l’ODCEC di Monza e della Brianza, fino a diventarne Presidente. Incarico che decide di lasciare quando, nel 2008, viene eletto Consigliere dell’Ordine. Tra il 2012 e il 2013 è anche membro della Commissione Esami di Stato di Dottore Commercialista ed Esperti Contabili presso l’Università Bicocca di Milano. Come relatore ha collaborato sia con la Banca d’Italia, contribuendo alla riforma del Processo Esecutivo, che con diverse aziende di formazione professionale, tra le quali Zucchetti Software Giuridico. Ha tenuto corsi di aggiornamento su tutto il territorio nazionale e corsi di specializzazione presso alcuni Tribunali su tutto il territorio italiano ed è tra gli autori delle due edizioni del “Formulario Commentato della Legge Fallimentare” edito da Ipsoa. Oggi Cristiano Poponcini si dedica prevalentemente alle attività del suo Studio. Nel 2017 ha aggiunto ai suoi titoli anche quello di Dottore in Giurisprudenza grazie alla laurea conseguita presso l’Università degli Studi Guglielmo Marconi di Roma.

  • Ares Ambiente premiata come azienda Best Performer: lo studio realizzato da ItalyPost

    Specializzata nel settore dell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati, Ares Ambiente nasce nel 2008 a Treviolo (BG). Da allora, l’azienda conduce attività di smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti in ottica di efficienza, economicità e trasparenza: criteri riconosciuti oggi anche dal titolo di azienda Best Performer.

    Ares Ambiente

    Il successo di Ares Ambiente nel Best Performer di Bergamo

    Costante solidità economica e finanziaria, unita a un operato aziendale basato su responsabilità e trasparenza verso i partner e la comunità. È così che Ares Ambiente, specializzata nell’intermediazione dei rifiuti e gestione di impianti autorizzati, è riuscita a raggiungere risultati ottimi in tutti i suoi ambiti di attività. Lo attesta oggi anche lo studio realizzato da ItalyPost per il quotidiano “LombardiaPost”, che ha analizzato i bilanci delle imprese di Bergamo con rating equilibrato o ottimo su valori di fatturato ed EBITDA. In tale contesto, l’azienda fondata e guidata da Marco Domizio ha conseguito il titolo di Best Performer: l’assegnazione si è tenuta lunedì 22 novembre 2021 presso il Centro Congressi Papa Giovanni XXIII di Bergamo. “Viviamo da due anni nell’incertezza economica. Tuttavia non abbiamo mai fatto venire meno il nostro impegno a conferire i rifiuti delle attività produttive”, ha commentato con soddisfazione il CEO di Ares Ambiente: “Lo abbiamo fatto nel modo più efficiente possibile e secondo criteri di tracciabilità e pratiche amministrative che rispettano la normativa vigente”.

    Ares Ambiente, il CEO Marco Domizio: proseguiamo nel percorso di efficienza e trasparenza

    “Abbiamo raggiunto questo risultato grazie a tutti coloro che ogni giorno contribuiscono a consolidare la nostra posizione nel mercato”, ha osservato il CEO di Ares Ambiente, “lavorando con la massima professionalità e con competenze che continuano a crescere e rinnovarsi”. In costante aggiornamento anche in materia di normative e autorizzazioni necessarie, l’azienda di Treviolo opera nella consapevolezza di come la gestione dei rifiuti ricopra un ruolo essenziale nell’esistenza delle persone e dell’ambiente. “È un traguardo che ci rende orgogliosi e ci spinge a mantenerci ai massimi livelli di efficienza nella gestione dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi”, così Ares Ambiente in una nota ufficiale, in cui evidenzia il proprio impegno per “affrontare insieme le sfide del presente e proiettarci in un futuro più sostenibile per le persone e per l’ambiente, perseguendo i nostri obiettivi di trasparenza”.

  • Verona, Palazzo Ravasio: il contributo di Antonio Franchi per una città sostenibile

    La sostenibilità è al centro del futuro della città di Verona. Tra le iniziative green rientra il progetto di The Residenze, realtà guidata da Antonio Franchi, per la valorizzazione di Palazzo Ravasio.

    Antonio Franchi

    Antonio Franchi: Verona città attenta ai temi ambientali

    Storia, sostenibilità e arte sono i tre elementi che nei prossimi anni dipingeranno la città di Verona. Ormai da tempo la patria di Romeo e Giulietta è impegnata a promuovere i temi ambientali che abbracciano diversi aspetti della vita cittadina, dalla mobilità all’edilizia. Tra le iniziative orientate alla green sustainability rientra il progetto affidato alla società guidata da Antonio Franchi, The Residenze, che si occuperà degli interventi a Palazzo Ravasio, uno dei più importanti edifici storici di Verona. L’antico stabile sarà ristrutturato e valorizzato all’insegna dei principi di sostenibilità che da anni guidano l’operato dell’amministrazione veronese. L’impegno per la riduzione dell’impatto ambientale e per la promozione di una mobilità green ha consentito la creazione di una rete filoviaria, la trasformazione dei mezzi meno recenti e inquinanti dell’autoparco comunale e il passaggio al metano dei mezzi di Atm Verona. L’attuazione di tali iniziative, compreso il progetto portato avanti da Antonio Franchi, rientra nella “svolta sostenibile” menzionata più volte dal Sindaco Federico Sboarina.

    Verona: il contributo di Antonio Franchi

    L’intervento di ristrutturazione ideato dalla società guidata da Antonio Franchi donerà un forte contributo alla “svolta sostenibile” veronese e saranno proprio le iniziative di questo genere a diffondersi in un futuro prossimo. Anche Legambiente ha confermato l’impegno green portato avanti dalla città di Verona, premiandola per il progetto europeo “Steps”. Non solo il pubblico, ma anche il privato è attento in tal senso: l’alto numero di richieste registrate per ottenere il superbonus 110% mostra infatti la volontà dei cittadini che sono sempre più intenzionati a ridurre l’impatto delle proprie abitazioni. A Verona tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 le richieste pervenute agli uffici di Edilizia sono passate da 240 al mese a 700. “C’è ancora tanta strada da fare ma siamo su quella giusta per provare a regalare un futuro migliore alla nostra meravigliosa città”, ha commentato il Sindaco Federico Sboarina. Per il progetto di Palazzo Ravasio Antonio Franchi e il team di The Residenze si concentreranno principalmente sui dettagli, come la scelta di materiali ecologici e di fornitori specializzati in interventi di bioedilizia.

  • Pietro Colucci: Innovatec acquisisce Cobat, azienda leader nel recupero delle batterie

    Pietro Colucci: grazie all’acquisizione di Cobat, il gruppo Innovatec potrà finalmente affacciarsi nel promettente mercato delle auto elettriche.

    Pietro Colucci

    Pietro Colucci: i dettagli dell’acquisizione di Cobat

    Innovatec, holding di partecipazioni attiva nel settore della Clean Technology, ha rilevato il 56,45% di Cobat, realtà specializzata nella gestione dei rifiuti e nel recupero di materiali, tra i quali spiccano RAEE e batterie. L’obiettivo dell’operazione, annunciata lo scorso 1° dicembre, è quello di rendere Innovatec il player di riferimento nel recupero delle batterie a litio. La società, che vede Elio Catania come Presidente e Pietro Colucci come azionista di riferimento e membro dell’Advisory board, punta infatti soprattutto al mercato delle auto elettriche, oggi in netta espansione per effetto di una domanda sempre crescente. Cobat, oltre ad essere una delle piattaforme italiane leader nei servizi per l’economia circolare, è infatti proprietaria di numerosi brevetti industriali legati proprio agli accumulatori a litio. Nel 2020 l’azienda romana ha registrato un valore della produzione di 76,5 milioni di euro, un EBITDA di 1,8 milioni di euro e un utile netto di 0,5 milioni di euro. L’acquisizione di Cobat, avvenuta ad un corrispettivo di 9,5 milioni di euro, consentirà alla società di ampliare la propria quota di mercato nei servizi end-to-end, sviluppare nuovi progetti di economia circolare e accelerare nel percorso di transizione ecologica.

    Pietro Colucci: Innovatec, con Cobat impulso alla verticalizzazione delle filiere

    “Tramite questa acquisizione sinergica e strutturale – si legge nella nota di Innovatec – il Gruppo rafforza la crescita nell’economia circolare entrando su una filiera in grande sviluppo”. Nello specifico, grazie al contributo di Cobat, la società quotata alla Borsa di Milano il cui azionista di riferimento è Sostenya, società di Pietro Colucci, perseguirà diversi obiettivi. In primis continuerà nel “percorso di verticalizzazione del business per filiera ampliando la propria quota di mercato nel settore della Clean Tech”. Potrà inoltre rafforzare la propria gamma di servizi tailor made, “sempre più innovativi per la gestione della circolarità e della sostenibilità”. Innovatec intende inoltre “replicare su ogni classe di rifiuto la Piattaforma Cobat basata sulla costituzione di specifici consorzi di filiera per il recupero dei materiali in accordo con la nuova normativa sulla responsabilità estesa del produttore (Dlgs 116/2020) che permette di garantire un servizio efficiente di raccolta, stoccaggio e avvio al riciclo di qualsiasi tipologia di rifiuto”. Durante i suoi anni di attività Cobat ha contribuito a creare già 4 consorzi: Innovatec, controllata dal Gruppo Sostenya di Pietro Colucci, intende sfruttarne l’enorme potenziale: “L’integrazione con Green Up e la replicabilità del modello di business Cobat su nuove filiere di materiali – ha dichiarato l’Amministratore Delegato Roberto Maggio – non potrà che portare sicuri benefici per Innovatec. L’acquisizione è un’importante focalizzazione sulla tematica della circolarità e con essa il Gruppo acquisisce esperienze sia nel recupero delle materie esauste in vista dell’elettrificazione della mobilità che nella costruzione di sistemi verticali di recupero”.

  • Il bagno secondo Ideal Standard: la gamma i.life per un ambiente confortevole e moderno

    Ideal Standard ha un’idea ben precisa di come debba essere l’ambiente bagno moderno: tra tecnologia, sostenibilità e un design accattivante, è nata quindi la gamma i.life.

    Ideal Standard

    Ideal Standard: l’idea alla base di i.life

    i.life, la nuova gamma completa di soluzioni bagno offerta da Ideal Standard, punta a rendere la quotidianità ancor più sicura e confortevole. Dal design semplice ed accattivante, perfetto per la vita di tutti i giorni, i.life è stata presentata dal Chief Design Officer di Ideal Standard Roberto Palomba ed è caratterizzata da linee essenziali: il bagno deve essere un ambiente sì funzionale, ma anche rilassante e accogliente. Ed è proprio a questa idea che si è deciso di puntare, cercando di armonizzare l’aspetto estetico con le nuove tecnologie in modo da creare una linea di prodotti versatile, duratura e sostenibile: nel perfetto stile Ideal Standard, che è ormai una garanzia nel suo settore di appartenenza.

    Ideal Standard: i.life e i vantaggi che offre

    Grazie alla modularità, la collezione i.life offre diverse soluzioni per adattarsi alle singole esigenze del cliente che si rifanno sempre ai concetti di igiene, sostenibilità, design, durabilità e risparmio idrico. Ideal Standard infatti propone una soluzione di lavabi, vasi e bidet che si contraddistinguono per le linee morbide e per la praticità: i sanitari sono disponibili sia nella versione sospesa che a terra, i vasi sono dotati di sedile a chiusura rallentata per un funzionamento comodo e silenzioso, discreto. Tutti i vasi i.life, ad eccezione dei modelli staccati da parete, possiedono la tecnologia RimLS+, per uno scarico potente che assicura pulizia, igiene e sicurezza ad ogni utilizzo. i.life si integra perfettamente col design contemporaneo e con la ricerca tecnologica dei miscelatori Ceraplan, un fiore all’occhiello per Ideal Standard, che ha recentemente subito un’operazione di restyling per adeguarsi alle necessità della vita quotidiana moderna: una storia di ricerca costante, tradizioni e stile che si tramanda negli anni.

  • Riva Acciaio allestisce il Comune di Lesegno per Natale

    Lo stabilimento di Lesegno rappresenta per Riva Acciaio un importante polo produttivo: quest’anno l’azienda ha pensato di ringraziare il Comune per la sua ospitalità contribuendo ad illuminare il paese per il Natale.

    Riva Acciaio

    Il Natale di Lesegno con Riva Acciaio: luminarie e un albero di sei metri

    L’operatore siderurgico ha deciso di collaborare con la Pro Loco di Lesegno e diversi volontari per portare un po’ di aria natalizia nel piccolo paese piemontese che ospita lo stabilimento, nonché il cuore tecnologico, di Riva Acciaio. Grazie al contributo dell’azienda è stato infatti possibile arricchire le decorazioni del centro storico e delle frazioni. La Pro Loco, guidata dal Presidente Osvaldo Martini, si è occupata dell’allestimento e della realizzazione di alcuni soggetti. Ai lavori hanno partecipato anche diversi volontari. Il sindaco Emanuele Rizzo ha espresso la sua gratitudine per la generosità dimostrata dall’azienda: “Un grazie speciale alla Riva Acciaio per il contributo economico che ci ha permesso di acquistare decorazioni che da alcuni anni mancavano e che renderanno più colorato e luminoso questo Natale 2021!”.

    Riva Acciaio: le attività nel settore siderurgico

    Riva Acciaio è oggi leader nel settore della produzione di acciaio, ruolo che occupa sia in Italia che all’estero. È specializzata soprattutto nei prodotti lunghi e negli acciai di alta qualità. La sua storia ha inizio nel 1954, quando i fratelli Emilio e Adriano Riva decisero di fondarla. Attualmente l’azienda conta cinque stabilimenti situati tra Lombardia e Piemonte. Gli acciai di Riva Acciaio vengono infatti prodotti in provincia di Brescia a Sellero, Malegno e Cerveno; in provincia di Varese a Caronno Pertusella; in provincia di Cuneo a Lesegno. Quest’ultimo stabilimento possiede anche un avanzato Centro di ricerca e sviluppo dove vengono utilizzati strumenti di altissima tecnologia come il simulatore termomeccanico Gleeble 3800.

  • Serenissima Ristorazione racconta il suo impegno green nel contesto del MUSE Café

    Novità sulla collaborazione all’insegna della sostenibilità tra Serenissima Ristorazione e il Muse di Trento. La neo inaugurata Galleria della sostenibilità è un ulteriore tassello nel dialogo con la realtà guidata da Mario Putin.

    Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione: il MUSE Cafè di Trento

    Un’esperienza completamente originale e all’insegna dell’innovazione quella offerta dal MUSE, Museo delle Scienze di Trento. In questo luogo scienza, green e caffè dialogano tra di loro condividendo i valori che contraddistinguono sia il museo che la sua caffetteria interna, il MUSE Café, gestita da Serenissima Ristorazione. Al proprio interno il cliente può godersi una coccola e una pausa di relax all’insegna della sostenibilità, sorseggiando una delle miscele amiche dell’ambiente facenti parte de La Reserva de ¡Tierra! Lavazza. L’esperienza è coerente con tutto quello che il visitatore vede e sente nella recentemente inaugurata Galleria della sostenibilità del museo: tale spazio espositivo di 400 mq si pone come obiettivo principale quello di avviare un tavolo di discussione comune, intermediato e sotto le lenti di ingrandimento di scienza e cultura, sugli scenari plausibili futuri che attendono il nostro Pianeta. L’impegno del museo di fare da cassa di risonanza alle tematiche interconnesse con la salvaguardia ambientale fa sì che, in questo quadro generale, diventino di primaria importanza anche le azioni di Serenissima Ristorazione: il responsabile del MUSE Cafè Paolo Martinelli, a questo proposito, spiega come si armonizza la caffetteria nel contesto valoriale del MUSE.

    Serenissima Ristorazione e l’impegno per la sostenibilità ambientale

    In linea con la gamma valoriale abbracciata dal MUSE, oltre a quello che è a tutti gli effetti il loro track record storico, il Gruppo guidato da Mario Putin si adopera per espandere la consapevolezza sui temi green da parte dei visitatori, ad esempio inserendo nei suoi menù diversi tipi di prodotti biologici come le miscele sostenibili La Reserva de ¡Tierra! Alteco Lavazza. Questo in particolare succede perché, come spiega bene anche Paolo Martinelli: “siano una coccola finale da regalare al nostro cliente per prolungare la sua esperienza museale oltre l’area espositiva, anche all’interno della caffetteria.” La visione di Serenissima Ristorazione non si focalizza solo su questo e allarga il proprio raggio d’azione anche a tutto quello che è km zero e sostenibile, come tra l’altro accade già da diversi anni. A questo proposito Paolo Martinelli, responsabile del MUSE Cafè, scende nello specifico di quella che è la collaborazione con il MUSE di Trento e racconta come si concretizzano tali princìpi: “Proponiamo ai nostri clienti prodotti da filiera trentina, coltivati entro trenta chilometri dal locale, biologici e certificati; utilizziamo detergenti naturali non chimici e poniamo molta attenzione all’utilizzo di tutti quegli accorgimenti che garantiscono l’assenza di spreco d’acqua, per esempio.”

  • Gov-tech e trasformazione PA, Davide D’Arcangelo: le potenzialità del Public Innovation Manager

    Founder di Next4 e Vicepresidente di Impatta, Davide D’Arcangelo è un professionista esperto in innovazione, cluster e reti di impresa. Il suo intervento a “Impatta sul Recovery – Innovare la PA” ha messo in luce la figura professionale del Pubblic Innovation Manager.

    Davide D'Arcangelo

    Abilitare il cambiamento: focus di Davide D’Arcangelo sul Pubblic Innovation Manager

    Le potenzialità dell’innovation management per favorire la modernizzazione della PA sono oggi tra le questioni al centro del dibattito su come impiegare al meglio i fondi del PNRR. Questo poiché la Pubblica Amministrazione ha un ruolo importante nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Davide D’Arcangelo ha affrontato il tema intervenendo all’incontro “Impatta sul Recovery – Innovare la PA. La figura del Public Innovation Manager”, organizzato il 30 novembre da Impatta (network di imprese e professionisti coordinato da Next4 Production) e Fondazione Italia Digitale. L’evento ha visto alternarsi due momenti di confronto con esperti del settore e personalità del mondo istituzionale, tra cui il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, delega Affari Europei, Vincenzo Amendola. L’incontro ha fornito l’occasione per discutere sull’importanza della figura del Public Innovation Manager: “Un acceleratore per la PA”, ha segnalato Davide D’Arcangelo, oltre che portatore di opportunità per sviluppare nuove filiere industriali.

    Davide D’Arcangelo: trasversalità e visione strategica, nuova cultura per gli enti locali

    Proprio sulla figura professionale del Public Innovation Manager Davide D’Arcangelo si è soffermato per evidenziarne le potenzialità nel presente e nel futuro del Paese. “Il Public innovation manager non è solo un acceleratore per la PA”, così il Founder di Next4 nell’intervento: tale profilo professionale, infatti, applicando competenze di tipo trasversale e grande visione strategica, può diventare un “abilitatore di cambiamento” utile oggi al Paese, nonché “aprire ad una nuova filiera industriale, quella del Gov-tech”. Secondo Davide D’Arcangelo, dunque, la grande opportunità è quella di poter “creare strumenti in grado di semplificare la burocrazia”, ha evidenziato in conclusione, veicolando parallelamente “una nuova cultura negli enti locali, nuovi standard e tecnologie a servizio della Pubblica Amministrazione”.

  • Francesco Milleri: sostenibilità, EssilorLuxottica punta sui futuri Chief Circular Officer

    Francesco Milleri: EssilorLuxottica promuove insieme a ESSEC Business School, L’Oréal e Bouygues la nascita a livello internazionale della prima cattedra dedicata alla circular economy.

    Francesco Milleri

    Francesco Milleri: EssilorLuxottica, partnership per l’istituzione di una cattedra sulla Global Circular Economy

    L’impegno di EssilorLuxottica a favore della sostenibilità, supportato fortemente anche dall’AD Francesco Milleri, si esprime attraverso le sempre più numerose iniziative promosse con questo obiettivo. Tra queste di recente anche l’istituzione della prima cattedra dedicata ai temi dell’economia circolare, la Global Circular Economy Chair: un progetto nato dalla collaborazione con la business school che ha sede a Parigi, una delle principali in Europa, e con L’Oréal e Bouygues. La cattedra, riservata agli studenti del Master in Management di ESSEC, punta a formare i futuri Chief Circular Officer, destinati ad accompagnare le aziende nel loro percorso verso un’economia circolare. Non a caso, a fronte di una crescente attenzione su queste tematiche, dell’evoluzione dei comportamenti d’acquisto dei consumatori e di un inasprimento delle normative del settore, le organizzazioni sono chiamate a ripensare in modo radicale i propri modelli di business: in questa prospettiva l’economia circolare fornisce una soluzione chiara e sostenibile al fine di ridurre le emissioni globali di CO2 del 45%. È qui il valore dell’iniziativa a cui contribuirà quindi anche il Gruppo guidato da Francesco Milleri: la costruzione del nostro futuro passa soprattutto attraverso la formazione dei nuovi talenti, sempre più consapevoli dell’importanza della sostenibilità e dell’implementazione di strategie globali per la trasformazione circolare. L’obiettivo è quello di formare 120 leader entro il 2025.

    Francesco Milleri: onorati di collaborare con organizzazioni altamente stimate

    "In EssilorLuxottica, crediamo fermamente nel potere della collaborazione", hanno sottolineato in merito l’Amministratore Delegato di EssilorLuxottica Francesco Milleri e Paul du Saillant, Vice Amministratore Delegato: "Questo è il motivo per cui siamo onorati di collaborare con organizzazioni altamente stimate come ESSEC Business School, L’Oréal e Bouygues". L’AD Francesco Milleri, nel parlare insieme al Vice AD dell’importanza del progetto, ha ricordato anche il programma globale di sostenibilità "Eyes on the Planet" lanciato da EssilorLuxottica, attraverso cui "speriamo di rispondere alle esigenze di cura della vista in evoluzione a livello globale e alla domanda di un settore che cresce sempre più rapidamente, in modo responsabile e sostenibile". La partnership che ha portato alla nascita della Global Circular Economy Chair, come evidenziato dall’AD e dal Vice AD di EssilorLuxottica, "ci aiuterà a fare importanti passi avanti in ricerca, riduzione, riutilizzo e riciclo".

  • Salute e ambiente, Pietro Vignali: più incentivi e finanziamenti per le città post-Covid

    Salute e ambiente sono due facce della stessa medaglia. Pietro Vignali spiega l’importanza di coniugare i due aspetti per poter supportare lo sviluppo delle città post-pandemia.

    Pietro Vignali

    Pietro Vignali: fondamentale la collaborazione tra ambiente e salute

    Ambiente e salute vanno di pari passo: secondo l’ex Sindaco di Parma, Pietro Vignali, la tutela di questi due aspetti rappresenta una delle più grandi sfide delle città italiane post-Covid. I rischi per la salute non includono soltanto il traffico, ma anche l’inquinamento generato dal riscaldamento delle abitazioni. La contaminazione ambientale potrebbe essere gestita e limitata attraverso la concretizzazione di un grande piano casa arricchito dalle agevolazioni fiscali previste dall’ecobonus. Nelle città post-pandemia è ormai necessario potenziare la sinergia tra ambiente e salute: le isole ambientali e pedonali di via Farini e il parco urbano realizzato tra via Montebello e via Bizzozzero, ad esempio, rientrano nei progetti realizzati dall’ex primo cittadino di Parma al fine di rendere più sostenibile la città. Le iniziative green che potrebbero supportare le città italiane includono anche la trasformazione delle numerose aree dei centri urbani in parchi e luoghi di socializzazione. “Vent’anni fa – spiega Pietro Vignaliavevo coniugato l’assessorato all’ambiente con quello alla mobilità. Fu una scelta vincente”. “Ora bisogna fare un salto ulteriore che è quello di coniugare l’ambiente con la salute. Per questo avevamo, insieme all’Organizzazione Mondiale della Sanità, organizzato a Parma il quinto Vertice Mondiale su Ambiente e Salute, il primo realizzato in Italia alla presenza di più di 100 Ministri dell’Ambiente e della Salute di tutto il Mondo per parlare di come coniugare le politiche ambientali con quelle della salute soprattutto per i bambini”.

    Pietro Vignali: incentivi e finanziamenti per il trasporto pubblico e privato

    Sul fronte dell’inquinamento ambientale, ricorda Pietro Vignali, i divieti sono utili solo se perfezionati con ulteriori incentivi e investimenti. Nel caso delle restrizioni relative alla circolazione degli autoveicoli diesel, queste dovrebbero prevedere specifici contributi e soluzioni per tutti coloro il cui stato economico non permette la sostituzione del proprio veicolo. Non solo i mezzi privati, ma anche quelli pubblici sono determinanti per l’ambiente e per la salute. Una delle iniziative realizzate dall’allora Amministrazione di Parma, con il contributo del Ministro dell’Ambiente, ha infatti consentito di erogare agevolazioni creando diversi distributori a metano per le flotte pubbliche e trasformando oltre 75.000 auto a metano. “L’elettrico è la nuova frontiera”, dichiara Pietro Vignali. L’acquisto di moderni filobus e il collaudo di autobus elettrici nel centro storico e sulla linea 15 fanno parte dei progetti sostenibili ideati per la città di Parma. Non solo, i rappresentanti delle principali case automobilistiche europee sono stati coinvolti per un’iniziativa basata sulle auto a zero emissioni e sull’elettrico. Un finanziamento di oltre 15 milioni, inoltre, ha consentito di erogare incentivi per l’acquisto di 5mila biciclette elettriche nella città di Parma.