Autore: articolinews

  • Imprenditori italiani: il profilo di Nicola Lunardon, esperto in vendite e formazione

    Professionista riconosciuto nell’ambito commerciale, Nicola Lunardon opera da quasi 20 anni come manager e imprenditore.

    Nicola Lunardon

    Nicola Lunardon: la formazione e l’approccio al mondo delle vendite

    Durante i primi anni di formazione Nicola Lunardon non avrebbe mai potuto immaginare che la sua carriera avrebbe preso una direzione imprenditoriale. Originario di Bassano del Grappa (Vicenza), classe 1981, si iscrive alla facoltà di Sanità Pubblica – Sicurezza Igienico Sanitaria dell’Università di Medicina Veterinaria di Padova. Una volta terminati gli studi nel 2005, matura le prime esperienze nell’ambito commerciale, scoprendo una discreta dose di talento. Collaborando con alcune aziende specializzate, cresce in lui una passione tale per il settore da maturare la decisione di dedicarsi esclusivamente al mondo delle vendite. La scelta di Nicola Lunardon si rivela giusta. In meno di dieci anni riesce a imporsi a livello nazionale come manager e imprenditore creando e gestendo una rete distributiva di 15mila unità.

    Nicola Lunardon: ruolo delle aziende fondamentale per il benessere degli stakeholder

    I risultati ottenuti da Nicola Lunardon non sono passati inosservati. Negli anni la crescita e i numeri delle sue attività sono state notate non solo da “Il Sole 24 Ore”, ma anche da una testata di rilievo internazionale come il “Financial Times”. Il suo successo si fonda su diversi pilastri. Consapevole dei repentini cambiamenti che caratterizzano il settore delle vendite, fin dagli inizi ha dato ampio spazio alla formazione. Aggiornare costantemente il know-how di aziende e venditori è infatti il primo passo per riuscire ad intercettare le nuove esigenze dei clienti. La condivisione di conoscenze e competenze è un altro pilastro della vision di Nicola Lunardon, da sempre sostenitore del “dividere gli sforzi, moltiplicare i risultati”. Alla base la convinzione, maturata in anni di esperienza, che le aziende non debbano essere considerate meri produttori di beni e servizi ma attori protagonisti del benessere economico, sociale e tecnologico dei territori in cui operano.

  • Pietro Colucci cede le sue azioni a Sostenya: alla holding il 45,68% delle azioni

    Con l’operazione voluta da Pietro Colucci il Gruppo Sostenya ottiene il controllo di Innovatec, leader nel settore della Clean Technology.

    Pietro Colucci

    Pietro Colucci: i dettagli sul nuovo azionariato di Innovatec

    Novità nell’assetto societario di Innovatec. L’imprenditore e azionista di maggioranza Pietro Colucci ha ceduto la propria quota al Gruppo Sostenya. Con il passaggio del 45,68%, pari a 42,515 milioni di azioni, la holding di famiglia acquisisce così il controllo della società. Attiva da oltre 50 anni nell’efficienza energetica, Innovatec oggi è considerata un punto di riferimento nel settore della Clean Technology. A seguito dell’operazione di Pietro Colucci, attualmente il nuovo azionariato di Innovatec è composto dunque da Sostenya, diventata azionista di riferimento, con il restante 53,85% (circa 50,12 milioni di azioni) che invece rimane sul mercato.

    Pietro Colucci: a spingere la crescita di Innovatec l’acquisizione di Cobat

    La decisione di Pietro Colucci di trasferire la proprietà di Innovatec alla holding Sostenya arriva dopo la conclusione di un’altra importante operazione, che ha contribuito in maniera decisiva alla crescita delle azioni. Lo scorso dicembre il leader della Clean Technology, Innovatec, ha infatti annunciato il suo ingresso in Cobat, con il 56,45% del capitale sociale. Per un corrispettivo di 9,5 milioni di euro, Innovatec è riuscita ad assicurarsi il controllo di una realtà che opera in un settore quanto mai strategico. Cobat è una società specializzata nella gestione dei rifiuti e nel recupero di materiali, in particolare delle batterie esauste. La società, che nel 2020 ha registrato un valore della produzione di 76,5 milioni di euro e un EBITDA di 1,8 milioni di euro, detiene diversi brevetti industriali dedicati al riutilizzo degli accumulatori al litio. Grazie a questa operazione, la società partecipata da Sostenya di Pietro Colucci ha ottenuto la possibilità di posizionarsi come player strategico nel fiorente mercato delle auto elettriche.

  • Digitale terrestre: SG S.p.A. chiarisce le principali novità

    L’8 marzo scorso è stata raggiunta una nuova tappa per il passaggio, iniziato il 3 gennaio, dei canali HD sulle nuove frequenze del digitale terrestre. SG S.p.A., società specializzata nella distribuzione di beni di consumo tecnici e principale distributore dei grandi brand di elettronica, fa il punto della situazione.

    SG S.p.A.

    SG S.p.A.: lo switch off dei canali HD

    Lo switch off, ovvero la transizione dei canali, sarà un processo nazionale graduale fino alla fine del 2022, spiega SG S.p.A., le vecchie frequenze verranno mantenute in un “doppio binario”. Il passaggio progressivo e non improvviso verso le nuove frequenze risulta fondamentale al fine di concedere il tempo necessario per adeguarsi ai nuovi standard. L’8 marzo scorso è stata attivata in tutta Italia la codifica Mpeg-4 sullo standard tecnologico DVBT: i televisori capaci di supportare tale tecnologia consentono quindi ai cittadini di ricevere i programmi HD. Gli standard innovativi hanno la capacità di migliorare la qualità e aumentare la compressione del segnale, occupando al contempo minore banda. Il secondo switch off, ricorda SG S.p.A., rinviato a data da definirsi, prevede invece il passaggio dallo standard Mpeg-4 al DVB-T2 con codifica Hevc Main 10.

    L’approccio di SG S.p.A. verso i cambiamenti tecnologici

    La transizione dei canali prevede inoltre il trasferimento della 700Mhz dal broadcasting televisivo, dedicando le bande più capienti al settore mobile e IOT: lo switch off, spiega SG S.p.A., consente infatti di predisporre frequenze per lo sviluppo della telefonia 5G. A stabilire il passaggio è stata l’Unione Europea con lo scopo di ottimizzare le bande. La maggior parte delle TV recenti, in teoria tutte quelle vendute dal 2018 in poi, sono compatibili sia con l’Mpeg-4 sia con l’Hevc. Le opzioni per rimanere aggiornati con gli standard tecnologici sono comunque diverse: dall’utilizzo dei bonus messi a disposizione dal Governo per l’acquisto di nuovi televisori, rottamando il vecchio, all’acquisto senza rottamazione o, ancora, l’utilizzo di un decoder esterno. In linea con le necessità di innovazione, SG S.p.A. ha dismesso, fin dal 2018, gli apparecchi non in grado di soddisfare gli standard tecnologici richiesti.

  • Antonio Liseno: ristorante Sansei, i piatti firmati Nobuya Niimori arrivano in Basilicata

    Antonio Liseno porta al San Barbato Resort Spa&Golf un po’ di Giappone: con Sansei piatti firmati Nobuya Niimori.

    Antonio Liseno

    Antonio Liseno: con Sansei portiamo un po’ di Giappone in Basilicata

    “Dopo essere stati premiati per il ristorante Don Alfonso 1860 con la prestigiosissima Stella Michelin 2020 – spiega Antonio Lisenosiamo riusciti a portare qui Franco Pepe, il miglior pizzaiolo al mondo. Ora siamo orgogliosi di iniziare questa nuova sfida e di portare un po’ di Giappone qui in Basilicata grazie allo chef Nobuya Niimori, eccellenza in Italia”. Da dicembre 2021 il San Barbato Resort Spa&Golf di Lavello ospita al suo interno Sansei, il ristorante giapponese di altissimo livello che propone piatti esclusivi nati dalla fusione tra la tradizione nipponica e la qualità dei prodotti italiani. “Fare felice il cliente è certamente il modo migliore per tenere viva la mia passione per questo lavoro – racconta Nobuya Niimori – un feedback positivo è quello per cui do il massimo ogni giorno”. L’inaugurazione del nuovo ristorante gourmet non fa altro che arricchire la proposta culinaria del luxury Resort di cui Antonio Liseno è proprietario e promotore. Tra le pendici dell’antico vulcano Monte Vulture e la valle del fiume Ofanto, il San Barbato è l’unica struttura della categoria cinque stelle lusso in tutto il territorio.

    Antonio Liseno: Sansei, un ristorante unico nel suo genere

    Nato nel 2018 dalla volontà di Antonio Liseno, il San Barbato vanta un concentrato di eccellenze in ambito gastronomico: dal ristorante Don Alfonso 1980 (premiato con la prestigiosa Stella Michelin nel 2020), alla pizzeria Proxima, nata il 1° dicembre 2021 grazie alla collaborazione con il pluripremiato maestro della pizza Franco Pepe. L’inaugurazione di Sansei arricchisce ulteriormente l’offerta culinaria del Resort: gli ospiti saranno accolti da una sala elegante e raffinata, arricchita da 18 maxischermi. “Non si tratterà di mangiare il solito sushi, ma di vivere un’esperienza culinaria autentica con uno dei pochi maestri in grado di coniugare le materie prime di origine giapponese fondendole alla qualità del pesce italiano”, sottolinea Antonio Liseno. “Il San Barbato sta crescendo e non potrei essere più fiero del lavoro che stiamo svolgendo e del servizio che stiamo offrendo ai nostri tantissimi clienti. Con Sansei aumenteremo l’offerta culinaria, sorprendendo tutto il Sud Italia con un ristorante unico nel suo genere”.

  • Federico Motta Editore in una poesia pubblicata sul “Corriere della Sera”

    “Dall’inizio di questa clausura – scrive Michele De Luca – ho inviato quotidianamente ad un certo numero di conoscenti una newsletter. L’ultima è dedicata a Milano. Ne è venuta fuori questa poesia, che spero piaccia ai lettori di ITALIANS. Con la speranza di vedere presto un lumicino in fondo a questo tunnel”. Nel testo c’è anche un omaggio a Federico Motta Editore.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore tra i simboli che hanno fatto la storia di Milano

    La poesia, che in realtà era stata pensata come una lettera aperta, è una dedica di Michele De Luca alla città di Milano, pubblicata sulle pagine online del “Corriere della Sera”, all’interno del blog ITALIANS di Beppe Severgnini. Nella serie di icone e avvenimenti storici menzionati dall’autore che hanno reso unica Milano compare lo storico marchio dell’Editoria italiana Federico Motta Editore. Tra gli eventi di maggiore rilevanza nella storia milanese vengono ricordate ad esempio le cinque giornate, ma sono fondamentali anche gli artisti e gli intellettuali che al loro tempo dedicarono opere al capoluogo lombardo, come Alessandro Manzoni che vi si ispirò per “I Promessi Sposi”. Nella Milano di oggi, così come in quella di ieri, sono soprattutto i luoghi però a conferire ad una città il proprio carattere, rendendola unica e inconfondibile: ecco allora spuntare i nomi dei grandi teatri come La Scala e il Piccolo, quelli dei luoghi iconici come i Navigli e Piazza Fontana, e persino quelli dei famosi atenei milanesi (l’Università Bocconi, l’Università Bicocca e l’Università Statale).

    L’omaggio a Federico Motta Editore

    Con la sua lunghissima storia, risalente alla Milano degli anni ’30, l’evoluzione di Federico Motta Editore si interseca con quella della città e la sua presenza è impressa nella memoria dei milanesi interessati al settore dell’Editoria e alla cultura. Nella poesia l’autore scrive: “Quando penso Milano penso Piazza Fontana, Corso Sempione, Van Wood che canta in via Montenapoleone la Federico Motta in via Branda Castiglioni”. La Casa Editrice, nata il 14 gennaio 1929 come una ditta specializzata nella riproduzione fotomeccanica, sorse su iniziativa di Federico Motta che iniziò la sua attività commerciale proponendo la sua prima opera enciclopedica in edicole, per raggiungere le famiglie di tutta Italia. Grazie ad una spiccata sensibilità per l’innovazione e a un’estrema attenzione per la qualità, Federico Motta Editore si è quindi affermata nel tempo come un punto saldo dell’Editoria italiana ed è ancora oggi riconosciuta come sinonimo di autorevolezza e tradizione.

  • Impatta introduce il Public innovation manager, Davide D’Arcangelo: “Così si apre al Gov-tech”

    La Pubblica Amministrazione italiana ha il compito di accompagnare il rilancio economico del Paese. Una sfida che, secondo il Vice Presidente di Impatta Davide D’Arcangelo, può essere vinta solo affidandosi all’innovazione. È qui che entra in gioco la nuova figura professionale promossa dal network di imprese.

    Davide D'Arcangelo

    Davide D’Arcangelo: PA deve diventare acceleratore della crescita italiana

    Per sfruttare al meglio le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il Paese necessita di una Pubblica Amministrazione in grado di intercettare le nuove esigenze legate alla transizione digitale ed ecologica. Per stare al passo, gli enti pubblici, e in particolare quelli locali, dovranno essere capace di integrare al loro interno le competenze dell’innovation management. A sostenerlo è il Vice Presidente di Impatta Davide D’Arcangelo. Founder di Next4 ed esperto di Innovazione e politiche industriali, è tra i promotori della figura del Public innovation manager, delineata dal network di imprese Impatta in risposta alle necessità di una PA sempre più efficiente. Un vero e proprio “professionista abilitatore del cambiamento” incaricato di guidare la trasformazione degli enti pubblici: “Il Public innovation manager non è solo un acceleratore per la PA – ha spiegato Davide D’Arcangelo durante l’evento di presentazione organizzato da Impatta lo scorso novembre – ma può aprire ad una nuova filiera industriale, quella del Gov-tech”.

    Davide D’Arcangelo: Innovation management veicolo per una nuova cultura nella PA

    Per portare a compimento il processo di transizione digitale e cogliere la grande opportunità offerta dal PNRR, aggiunge Davide D’Arcangelo, la figura lanciata da Impatta interpreterà all’interno delle PA diversi ruoli strategici. Ricercatore di idee, esploratore dell’innovazione, responsabile Cip, sviluppatore organizzativo di progetti innovativi: grazie a skills trasversali, il Public innovation manager sarà in grado di creare “strumenti in grado di semplificare la burocrazia e veicolare una nuova cultura negli enti locali, nuovi standard e tecnologie a servizio della pubblica amministrazione”. Secondo Davide D’Arcangelo, oggi la PA italiana ha tutte le carte in regola per svolgere il ruolo di acceleratore della crescita economica e sociale del Paese. Ma non è possibile lasciare al caso un processo di trasformazione e innovazione così complesso. Con una visione strategica e soprattutto improntata alle opportunità del digitale, il Public innovation manager avrà il compito di spronare gli enti pubblici a pensare e agire in modo innovativo e a creare nuovo valore pubblico.

  • Riva Acciaio: leader siderurgico in Italia

    Riva Acciaio prende vita su iniziativa dei fratelli Emilio e Adriano Riva nel dopoguerra.

    Riva Acciaio

    Riva Acciaio: di cosa si occupa

    Nata in seno al Gruppo Riva, Riva Acciaio è una realtà leader nel settore siderurgico con sedi di produzione sia in Italia che all’estero. Fondata nel 1954 da Emilio Riva, l’azienda è cresciuta esponenzialmente diventando un punto di riferimento nel settore. Attualmente possiede cinque stabilimenti sul territorio italiano, che si trovano a Caronno Pertusella (VA), Sellero (BS), Lesegno (CN), Malegno (BS) e Cerveno (BS), e altri siti in Belgio, Francia, Germania, Spagna e Canada. La sua produzione si concentra soprattutto sulla realizzazione di acciai di alta qualità destinati ai prodotti lunghi, a loro volta indirizzati prevalentemente ai settori della meccanica, come quello dell’automotive e delle macchine movimento terra. Riva Acciaio è inoltre la prima azienda italiana ad aver utilizzato la colata continua curva.

    Riva Acciaio: il laboratorio di Lesegno e le certificazioni

    All’interno dello stabilimento di Lesegno c’è il fiore all’occhiello dell’azienda: il Centro di Ricerca e Sviluppo. Si tratta di un laboratorio innovativo che collabora con importanti realtà quali l’Università di Pisa, il Politecnico di Torino e il Politecnico di Milano. Qui vengono utilizzate attrezzature all’avanguardia, come il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”. Per assicurare l’estrema qualità del prodotto e dell’intero processo produttivo, l’attenzione riposta nei confronti della salvaguardia ambientale e della cura dei dipendenti, Riva Acciaio effettua periodicamente dei controlli per mano di enti terzi e indipendenti, che verificano le performance degli stabilimenti e la gestione degli impianti. Gli stabilimenti di Caronno, Cerveno, Malegno e Lesegno hanno così ottenuto la certificazione IATF 16949, mentre lo stabilimento di Sellero è certificato dalla norma UNI EN ISO 9001. Tra le altre certificazioni anche la UNI ISO 45001 e la UNI EN ISO 14001, oltre all’AIA e all’AUA.

  • Rete elettrica, il ruolo dell’interconnessione nelle parole di Stefano Donnarumma (Terna)

    Già interconnessa attraverso 26 linee transfrontaliere, l’Italia punta a consolidare la sua posizione di hub elettrico dell’Europa e dell’area mediterranea. Per farlo, ha evidenziato Stefano Donnarumma, l’interrelazione con l’estero ricopre un ruolo di primaria importanza.

    Stefano Donnarumma

    Aggiornamento Piano Industriale 2021-2025: le dichiarazioni di Stefano Donnarumma

    Lo scenario energetico attuale esprime necessità di trasporto, garanzia di sistema e stabilità sempre crescenti. A tal proposito, le connessioni con i Paesi esteri forniscono elementi essenziali a garantirne l’equilibro. Lo ha confermato Stefano Donnarumma, AD e DG di Terna, intervenendo il 24 marzo a Roma alla presentazione dell’aggiornamento sul Piano Industriale 2021-2025 "Driving Energy". "La rete europea è una rete unica di fatto", ha osservato: da ciò deriva che "un malfunzionamento che avviene anche a 1.000 chilometri dal nostro confine può avere un effetto sul nostro sistema se non ci fossero sistemi di difesa sufficientemente adeguati". È accaduto, ad esempio, a gennaio 2021, quando il sistema elettrico nazionale rispose bene a un guasto in Croazia che generò un blackout nel Paese balcanico. In quell’occasione i sistemi di difesa italiani e quelli francesi evitarono la diffusione dell’evento al resto del continente. Come rimarcato da Stefano Donnarumma, è anche questo il significato dell’interconnessione e della ricerca della stabilità nel sistema elettrico internazionale.

    Equilibrio energetico, Stefano Donnarumma: puntare su una rete europea integrata

    "L’interconnessione è un elemento fondamentale", ha ribadito Stefano Donnarumma nell’intervento, aggiungendo come Terna sia già al lavoro per rafforzare tale processo di connessione. Ne sono un esempio i nuovi collegamenti con Francia, Austria, Tunisia e Grecia, che si andranno ad aggiungere alle 26 linee transfrontaliere già operative. Una rete di collegamenti che vede l’Italia, anche in virtù della sua posizione geografica, al centro dell’hub elettrico in Europa e nell’area del Mediterraneo. Come ricordato dall’AD e DG, il Gruppo è inoltre al lavoro nel progetto Sa.Co.I.3, ovvero il rifacimento del collegamento Sardegna-Corsica-Italia. In un’ottica temporale più lontana l’impegno di Terna è continuare a guardare alle interconnessioni come "la vera soluzione per un equilibro energetico internazionale", ha spiegato Stefano Donnarumma, "e anche per garantire il superamento di determinate fonti energetiche che, indipendentemente dalla loro provenienza, non sono quelle del futuro".

  • L’azienda Ideal Standard: prodotti e soluzioni per il bagno tra design e funzionalità

    Dai sanitari alle docce ma anche vasche, rubinetteria, mobili e accessori per il bagno: i prodotti certificati di Ideal Standard, da oltre 100 anni leader del settore per performance ed eccellenza.

    Ideal Standard

    Ideal Standard: prodotti certificati per i clienti di ieri, di oggi e di domani

    I prodotti Ideal Standard sono garanzia di qualità e solidità: dalle materie prime alla progettazione fino a collaudo e manutenzione, i sanitari, la rubinetteria, docce, vasche, miscelatori, mobili e accessori esclusivi per il bagno sono alla base della reputazione che l’azienda si è costruita in oltre 100 anni di attività arrivando a imporsi come leader del settore. Testati e approvati in modo indipendente, tendono costantemente ai massimi livelli di efficienza, igiene e praticità. L’azienda lavora a stretto contatto con gli organismi di regolamentazione, definendo lo standard dei prodotti che, nel corso della sua storia ultra-centennale, hanno contribuito a rivoluzionare il corso dell’intero settore. Non a caso la leadership nella performance di Ideal Standard è riconosciuta a livello internazionale.

    Ideal Standard: vision e ispirazioni nella storia ultra-centennale dell’azienda

    Nel corso della storia Ideal Standard ha modellato il futuro della progettazione per il bagno: l’azienda, collaborando a stretto contatto con i più importanti designer del periodo, è divenuta un punto di riferimento nella cultura del design: il know-how, la capacità e l’expertise di quanti lavorano quotidianamente all’interno degli undici siti produttivi tra Europa, Medio Oriente e Nord Africa. L’ampia gamma di prodotti e le soluzioni per il bagno sono progettate nell’ottica di soddisfare le necessità dei clienti, presenti e futuri, come l’azienda si propone di fare da quando è stata fondata: in Ideal Standard la tradizione ispira il futuro, la forma segue la funzione, il design è vitale, l’artigianato è essenziale, la qualità è fondamentale e l’esperienza diventa il tutto. Essere parte di questa visione significa lavorare nell’ottica di creare e rafforzare costantemente l’integrazione tra perfezione funzionale e bellezza estetica: in questo si esprime “il valore intramontabile del design” come lo concepisce e lo esprime l’azienda.

  • Serenissima Ristorazione: innovazione e qualità nello stabilimento di Boara Pisani

    Serenissima Ristorazione è leader in Italia nel settore della ristorazione collettiva. Tra i suoi maggiori successi, il centro di produzione di Boara Pisani ha dalla sua innovazione tecnologica e sostenibilità, grazie a pannelli solari e un sistema che sfrutta l’energia geotermica.

    Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione a Boara Pisani: sostenibilità e innovazione

    Innovazione e sostenibilità, due pilastri sui quali si basa l’intera storia di Serenissima Ristorazione, nata a Vicenza a metà anni ’80 e oggi leader in Italia nel settore della ristorazione collettiva. Tra le maggiori testimonianze del grande successo lo stabilimento di Boara Pisani (PD), inaugurato nel gennaio 2010. Il centro di produzione, con 12mila metri quadri d’ampiezza e 40mila pietanze preparate ogni giorno in regime di legame refrigerato, si attesta come il più grande sul territorio nazionale. Tra i maggiori d’Europa, lo stabilimento dà lavoro a 300 operai specializzati e si configura come un esempio di grande innovazione tecnologica. Basti pensare all’attività costante di ricerca e sviluppo e all’ampio utilizzo di fonti energetiche rinnovabili: Serenissima Ristorazione sfrutta infatti l’energia geotermica e il calore generato all’interno del centro stesso, che viene poi convogliato e riutilizzato nuovamente. In loco sono posizionati inoltre diversi pannelli fotovoltaici che sfruttano direttamente l’energia solare, minimizzando così l’impatto ambientale delle attività svolte.

    Serenissima Ristorazione: una storia fatta di impegno e qualità

    Serenissima Ristorazione ha una produzione giornaliera di 200.000 pasti. Fondata dall’attuale Presidente Mario Putin, è da sempre attiva nell’ambito della ricerca e dello sviluppo, così da mantenere gli alti standard qualitativi evitando gli sprechi e minimizzando l’impatto ambientale. In continua crescita, l’azienda punta ad espandersi ancor più all’estero. Serenissima Ristorazione porta avanti una collaborazione dall’alto valore sociale con l’Azienda Ospedaliera di Padova: è attivo infatti un Servizio Banca del Latte Umano Donato (BLUD) – Lactarium, e la cucina della struttura è interamente gestita dal Gruppo. L’azienda opera con successo ed efficienza nel campo della ristorazione aziendale, garantendo un servizio vario, basato su prodotti italiani e su prezzi equi. Il risparmio e il recupero alimentare sono da sempre tematiche care all’azienda fondata da Mario Putin, che si adopera nella realizzazione di progetti utili a sensibilizzare i clienti, in partnership con altre associazioni ed enti nazionali.

  • SG S.p.A.: la storia dell’azienda, i punti di forza e gli obiettivi futuri

    Denominata inizialmente SG Trading, SG S.p.A. oggi svolge un importante ruolo nel settore della distribuzione dei Technical Consumer Goods.

    SG S.p.A.

    La nascita di SG S.p.A.

    SG S.p.A. si occupa attualmente di distribuire in tutto il mondo i prodotti di elettronica di consumo che portano la firma dei principali marchi del settore. Tra questi: Huawei, Tim, Xiaomi, Roidmi, Amazfit, Sharp e Panasonic. La società, attiva nella distribuzione business-to-business, nasce nel 2007 come distributore dei prodotti Telecom Italia. Dopo soli tre anni dalla sua fondazione, lancia il proprio marchio di telefoni cellulari, smartphone e accessori, denominato Glam’Our. Nel 2020 avvia invece la divisione Healthcare Solutions, con lo scopo di fornire assistenza ad aziende e privati nel reperire dispositivi sanitari e DPI di alta qualità. Grazie al suo impegno costante, il Gruppo oggi è diventato un importante player nel settore della distribuzione dei Technical Consumer Goods e annovera nel proprio portafoglio più di 1.500 prodotti e oltre 3.000 clienti. Esselunga, Mediaworld, Coop, Amazon, Carrefour, Expert, Auchan, Il Gigante, Iper, Famila, Despar, Mondadori, Groupon, Euronics, SMA, Eprice, Metro Italia e Conforama tra i principali.

    SG S.p.A.: peculiarità e obiettivi dell’azienda

    SG S.p.A. punta ad affermarsi come partner di riferimento nella distribuzione di prodotti di elettronica, sia sul mercato italiano che su quello estero. Mettendo alla base del proprio operato qualità come affidabilità, innovazione, rapidità e un ampio assortimento, il Gruppo è già riuscito, nel corso degli anni, ad affermarsi sul mercato nazionale ed estero di Europa, Africa, America e Asia. All’interno delle sue quattro sedi (situate a Milano, Melfi, Roma e Bari) e delle centrali logistiche vengono gestite le attività di distribuzione dei prodotti di elettronica di consumo, dei dispositivi sanitari e DPI, il barter e il controllo dei punti vendita specializzati in prodotti di elettronica e telefonia. Il team incaricato di tali attività èdotato di forti competenze nella selezione dei prodotti sulla base di un’attenta analisi del mercato internazionale, nel garantire immediata disponibilità dei prodotti e nella rapidità di consegna. Da un lato i gestionali logistici di ultima generazione presenti nei suoi magazzini, dall’altro la partnership con Amazon che gli permette di consegnare in 24h fanno sì che SG S.p.A. possa assicurare la costante disponibilità degli articoli e una pronta consegna.

  • Ideal Standard: innovazione e design nei prodotti dell’azienda, il focus

    Ideal Standard: una lunga e importante storia di innovazioni e traguardi quella dell’azienda che si riflette nelle soluzioni e nei prodotti proposti: sanitari, rubinetteria, docce, vasche, mobili e accessori esclusivi per il bagno.

    Ideal Standard

    Innovazione, funzionalità e qualità: la vision di Ideal Standard

    I prodotti e le soluzioni per il bagno proposti da Ideal Standard, in grado di coniugare qualità, funzionalità, innovazione, design, sicurezza e rispetto dell’ambiente, sono progettati nell’ottica di migliorare la vita delle persone: rimodellare le principali dinamiche del vivere moderno impronta i progetti che l’azienda porta avanti proiettandosi costantemente nel futuro per garantire il meglio ai propri clienti e continuare a rivoluzionare il settore. Per Ideal Standard parlano oggi i traguardi raggiunti in oltre 100 anni di storia, le innovazioni tecnologiche introdotte nel settore, i riconoscimenti ricevuti anche per la capacità di conciliare funzionalità e design nelle proprie proposte. Fondamentali in questa prospettiva le numerose collaborazioni avviate con università, architetti, urbanisti e imprese di costruzione di primo piano: dall’arredo bagno ai sanitari fino agli accessori, l’azienda si propone di fornire soluzioni innovative, studiate appositamente per rispondere efficacemente alle esigenze attuali e future dei clienti.

    Ideal Standard: la storia dell’azienda leader nella produzione di soluzioni per il bagno

    Propensione all’innovazione e cura per il prodotto: Ideal Standard ha costruito la propria storia ultra-centennale sull’attenzione alla funzionalità e al design delle proprie proposte. Docce, sanitari, rubinetteria, mobili, vasche e accessori: le soluzioni per il bagno dell’azienda si contraddistinguono da sempre per il loro carattere all’avanguardia. Intuizioni che hanno contribuito a rivoluzionare il corso dell’intero settore: non a caso autorevoli personalità del mondo del design e dell’architettura hanno scelto di collaborare con Ideal Standard dando vita a collezioni che ne impreziosiscono tuttora la storia. Non ultima quella con il rinomato Studio Palomba Serafini Associati che ha curato la progettazione anche del nuovo showroom situato in via Borsi 9 all’interno dell’Headquarter milanese dell’azienda.

  • Francesco Starace: l’Italia e l’energia, sul “Corriere della Sera” l’editoriale dell’AD di Enel

    Necessario puntare sulla riduzione del gas per alimentare le centrali, diversificare e migliorare le tecnologie, accelerare sui rigassificatori: la vision dell’AD di Enel Francesco Starace.

    Francesco Starace

    Francesco Starace sul “Corriere della Sera”: subito tre scelte cruciali per fronteggiare la crisi energetica

    In un editoriale pubblicato dal “Corriere della Sera”, l’AD di Enel Francesco Starace parla della crisi innescata dal precipitare degli eventi in Ucraina e delle ripercussioni per il mondo dell’energia. L’Italia ha ampie possibilità per riuscire ad “essere meno ‘fragile’ e contribuire a rafforzare la politica energetica europea” ma servono subito tre scelte. La prima, indicata dall’AD, è “ridurre la dipendenza dal gas, diminuendo drasticamente quello che si brucia per generare energia elettrica”. Necessario poi “ridurre il quantitativo di gas per usi civili con tecnologie oggi disponibili che rendano più efficiente e sicuro l’utilizzo dell’energia”. Infine, secondo Francesco Starace fondamentale è “diversificare l’approvvigionamento del gas per usi industriali e civili residui realizzando almeno altri due terminali di rigassificazione di GNL che permettano di gestire in maniera più efficace e preventiva le eventuali crisi che potrebbero originarsi nei Paesi dai quali giunge il gas via tubo”. Nell’editoriale l’AD di Enel approfondisce per ognuna di esse “tempi, investimenti (non i costi, i costi sono quelli che si sopportano oggi per comprare il gas a caro prezzo) e le ricadute”.

    Francesco Starace: l’Italia può essere meno ‘fragile’ e contribuire a rafforzare la politica energetica europea

    “Per ridurre drasticamente la dipendenza da gas per produrre elettricità, la scelta è accelerare la conversione del parco di generazione verso le energie rinnovabili”, spiega l’AD Francesco Starace richiamando la proposta dell’Associazione confindustriale Elettricità Futura che mostra come “realizzare circa 60 GW di capacità rinnovabile nei prossimi tre anni sia una possibilità alla portata del Paese”: il consumo di gas nazionale in questo modo “si ridurrebbe in tre anni di circa 18 miliardi di metri cubi e di ulteriori cinque miliardi nei due anni seguenti, di fatto quasi azzerando la necessità di gas a fini di generazione di energia entro il 2030”. In merito alla riduzione del consumo di gas per usi civili invece “una soluzione esistente e del tutto competitiva è la sostituzione graduale delle caldaie a gas per il riscaldamento con sistemi a pompe di calore”: nonostante tempi più dilatati si arriverebbe comunque “in un periodo di circa dieci anni a ridurre il consumo di gas per usi civili di circa 10 miliardi di metri cubi”. La realizzazione di due terminali di rigassificazione invece richiederebbe “tre anni per il primo, che ha già tutti i permessi, e probabilmente cinque per il secondo, che dovrebbe avere una procedura autorizzativa semplificata” ma attraverso questi impianti si svincolerebbero “dalle forniture via tubo circa 16 miliardi di metri cubi, dando grande flessibilità di approvvigionamento di GNL da paesi diversi (USA, Qatar Australia, Canada)”. L’Italia può quindi “muoversi presto e bene”, attraendo investimenti, tagliando drasticamente i costi di acquisto di gas dall’estero e creando posti di lavoro. Nel farlo, come rimarca infine Francesco Starace, diventerebbe “un punto di forza e non più di debolezza nel sistema energetico europeo, contribuendo a costruire un futuro più libero, oltre che più competitivo e sostenibile per il proprio sviluppo economico nel contesto di una Europa più sicura”.

  • Francesco Milleri: EssilorLuxottica punta sull’economia circolare, investimenti e progetti

    Francesco Milleri: l’economia circolare è uno dei pilastri di "Eyes on the planet", il programma lanciato da EssilorLuxottica per promuovere uno sviluppo sostenibile e inclusivo.

    Francesco Milleri

    Francesco Milleri: EssilorLuxottica, il ruolo della circolarità nella crescita responsabile del Pianeta

    La circolarità è un principio fondamentale per tutelare le persone e il pianeta. Non a caso la scorsa estate l’AD Francesco Milleri, nel presentare "Eyes on the planet", la road map per la sostenibilità di EssilorLuxottica, aveva sottolineato come l’economia circolare ne costituisca uno dei pilastri. In linea con l’impegno a favore degli Obiettivi Di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDG), il Gruppo attraverso la promozione di iniziative legate all’economia circolare guarda in particolare al raggiungimento del Goal 9 (Industria, innovazione e infrastrutture) e del Goal 12 (consumo e produzione responsabili). L’ottica in cui si muove EssilorLuxottica è contribuire progressivamente all’abbattimento di rifiuti e sprechi implementando modelli di sviluppo basati sul principio delle quattro "R": Ricerca-Riduzione-Riutilizzo-Riciclo. Ma l’impegno del Gruppo guidato da Francesco Milleri non si esaurisce qui: l’obiettivo infatti è arrivare a creare prodotti circolari sin dall’inizio del processo di innovazione grazie ad una progettazione ecologica.

    Francesco Milleri: nelle iniziative di EssilorLuxottica l’impegno concreto per costruire un futuro "bio"

    Il futuro di EssilorLuxottica, in linea con l’impegno ribadito dall’AD Francesco Milleri, è all’insegna del "bio": mai come oggi infatti urge lasciarsi alle spalle una produzione basata su materiali di origine fossile e puntare su fonti rinnovabili che generino meno emissioni, siano biodegradabili e più facili da riciclare. È in questa direzione che guarda il Gruppo: lo dice l’implementazione di strumenti di Valutazione del Ciclo di Vita (LCA, Life-Cycle Assessment) funzionali a portare trasparenza e chiarezza nell’intera supply chain partner ma anche l’introduzione di materiali biologici nell’ampia gamma di prodotti. Basti pensare a collezioni speciali come Arnette e Foster Grant, per citarne alcune. Inoltre il Gruppo sta sviluppando uno strumento LCA interno che ci aiuterà a valutare materiali e prodotti, tenendo conto dei diversi aspetti della sostenibilità. La consapevolezza dell’impatto in tutti i livelli permette infatti di non perdere mai di vista ciò che è realmente importante: per riprendere le parole dell’AD Francesco Milleri "fare del bene sia per i nostri clienti, i consumatori e le comunità di riferimento, sia per il Pianeta ci dà ancora maggiore fiducia nel domani".

  • Massimo Malvestio: il Nordest tra finanza e imprese, intervista all’avvocato

    “Occorre salvare il policentrismo del territorio”: l’invito dell’avvocato Massimo Malvestio nell’intervista a “Nordest Economia” dello scorso 20 gennaio.

    Massimo Malvestio

    Massimo Malvestio: focus sull’intervista rilasciata a “Nordest Economia”

    L’apertura del capitale che sta caratterizzando l’imprenditoria nordestina negli ultimi mesi è un fenomeno destinato a svilupparsi e consolidarsi ma solo “se il quadro legislativo rimarrà favorevole”. Lo sottolinea l’avvocato Massimo Malvestio nell’intervista rilasciata a “Nordest Economia” lo scorso 20 gennaio. “Certo, i costi di quotazione sono ancora molto alti e non proporzionati nei casi di imprese che puntano a raccogliere sul mercato soltanto qualche milione di euro. A favore di una progressiva apertura al mercato gioca anche il fatto che la trasparenza è ormai nel Dna della stragrande maggioranza delle nostre imprese, per cui le regole imposte dalla Borsa non sono percepite come un trauma, diversamente da quello che poteva accadere nel passato”, aggiunge il Presidente del Comitato per gli investimenti di Praude Asset Management spiegando poi come in un territorio di Pmi come il Triveneto i fondi di private equity rappresentino “un’opportunità se l’imprenditore è in grado di gestirla”. Infatti “apportano capitali, che costituiscono una leva fondamentale per lo sviluppo delle imprese e quindi del territorio, e rafforzano i presidi di trasparenza nella comunicazione. Quando investono in quote di minoranza, costituiscono quasi sempre una ottima opportunità per imprenditori attrezzati per gestire il rapporto”. Invece secondo Massimo Malvestio nel caso in cui “acquistano la maggioranza facendo ricorso in maniera prevalente al debito e puntano a rivendere il prima possibile, senza mostrare alcun attaccamento verso l’impresa, la sua storia, la gente che ci lavora, il territorio che quell’impresa ha espresso, allora diventano socialmente pericolosi”.

    Massimo Malvestio: la trasparenza è nel Dna delle imprese

    Impossibile analizzare il fenomeno senza guardare alla situazione in cui versa il territorio, come ricorda Massimo Malvestio: “Il Triveneto deve fermare l’emorragia dei suoi giovani più qualificati e attrarre nuovi talenti. Occorre salvare il policentrismo del territorio: il Covid ha rilanciato i centri minori ed è un’opportunità enorme. Abbiamo carte straordinarie da giocare: non solo il paesaggio, ma anche la qualità della convivenza, un sistema sanitario ai vertici mondiali, le università e un sistema di imprese formidabile. Dobbiamo fermare la deriva a diventare periferia e su questo in effetti bisogna pensare un po’ di più”. Sarebbe quindi utile poter contare anche su un sistema finanziario vicino alle esigenze delle imprese locali: “Il Triveneto non esiste più in termini bancari a parte Cassa Centrale a Trento e a parte la provincia di Bolzano. Le casse di risparmio, le banche popolari e quelle di credito cooperativo sono state private dei rispettivi tratti tipici per via normativa e spinte verso il modello di Spa. Ora si è persa anche Cattolica Assicurazioni, e in questo caso neppure sarebbero mancati i soldi. È così che si diventa periferia, un po’ alla volta”. Il PNRR gioca in quest’ottica un ruolo fondamentale: “È importante che le risorse in arrivo vengano impiegate per investimenti in grado di sostenere la competitività del territorio. Il Triveneto deve fermare l’emorragia dei suoi giovani più qualificati e attrarre nuovi talenti”.

  • Guerra in Ucraina e crisi economica: la riflessione di Giampiero Catone su “La Discussione”

    “La guerra imporrà restrizioni anche in Italia. L’aggressione militare della Russia contro l’Ucraina porta con sé l’orrore di morti, di feriti, di persone inermi in fuga, la distruzione delle infrastrutture, delle città e dell’agricoltura, e provocherà anche un effetto domino su tutti i Paesi dell’Unione”: lo ha sottolineato Giampiero Catone in un editoriale su “La Discussione”.

    Giampiero Catone

    Siamo preparati a una possibile economia di guerra? L’editoriale di Giampiero Catone

    Il prolungarsi del conflitto condurrà verso mesi difficili e a dir poco imprevedibili, con tutti gli scenari che rimangono validi. Anche quelli più duri, come un’eventuale economia di guerra nel nostro Paese. Lo ha ricordato Giampiero Catone in un editoriale pubblicato il 13 marzo su “La Discussione”: un approfondimento lucido che esorta a considerare scelte rapide e concrete nel breve periodo. “Dal mondo dell’autotrasporto, della pesca, delle molteplici attività agroalimentari arrivano segnali quotidiani di forte preoccupazione, di tensioni e di inasprimento di decisioni”, scrive nell’intervento. “Il blocco delle materie prime che farà scattare il fermo della produzione di imprese e industrie. Il prezzo dell’energia, di gas, benzina, gasolio, che sale e continua a crescere da settimane, mandando in crisi i budget delle famiglie e le risorse delle piccole imprese”: sono questi alcuni degli effetti economici già provocati in Italia dal conflitto russo-ucraino. Per Giampiero Catone è lecito dunque chiedersi se quella in arrivo sarà “un’economia di guerra” e, soprattutto, se saremo pronti ad affrontarla.

    Giampiero Catone: prendere atto che il mondo è cambiato, lo faccia anche la politica

    Tra produzione industriale in calo, mancanza di materie prime e relativo aumento dei prezzi, GCO che inizia a razionare le vendite e autotrasportatori pronti allo sciopero, lo scenario che si presenta dinanzi non è di certo dei più rosei. Come evidenziato da Giampiero Catone, uno studio di Fondazione Eni-Enrico Mattei ha messo in guardia sul “rischio più che concreto di un razionamento, cioè dei ‘distacchi programmati’ che si tradurrebbero in black out della corrente elettrica e tagli alle erogazioni di gas per uso industriale o per uso civile (riscaldamento e gas per cucinare)”. E per ristabilire la nostra produzione servirebbero almeno due anni. La conseguenza è presto detta: “Prepararsi all’economia di guerra nelle prossime settimane inizierà a prendere forma, con meno gradi per il riscaldamento, con viaggi in meno in auto, cambi di orari negli uffici, con illuminazione pubblica che sarà ridotta, e visto che andiamo verso l’estate, bisognerà ridurre l’aria condizionata, i viaggi, le gite e le vacanze”. Inflazione, taglio dei consumi e recessione potrebbero accompagnarci nel lungo periodo: l’invito di Giampiero Catone è prenderne atto quanto prima per prepararsi al meglio e “alleviare lo shock delle rinunce a cui non siamo più preparati”. “Il mondo è cambiato”, si legge in conclusione all’editoriale, “dovremmo ritornare a vivere con più attenzione, sobrietà e fiducia verso noi stessi e verso ciò che decideremo. Prendere coscienza dei problemi non è un male, lo faccia anche la politica, che in questi anni ha inseguito ogni chimera e velleità retorica, per non sapere attuare scelte chiare e a beneficio del Paese”.

  • Sicurezza urbana, Pietro Vignali: c’è bisogno anche dell’esercito

    Pietro Vignali, ex Sindaco di Parma, è intervenuto durante una puntata del Tg4 per offrire il suo punto di vista sulle misure da prendere per aumentare la sicurezza urbana.

    Pietro Vignali

    Le soluzioni di Pietro Vignali per garantire maggiore sicurezza nelle città

    Come testimoniano i sempre più frequenti fatti di cronaca, negli ultimi anni si è assistito ad un incremento dei reati legati alla sicurezza urbana, a loro volta causati dall’aumento delle baby gang e della violenza giovanile. Ciò che più desta preoccupazione, sottolinea Pietro Vignali, è che se “da una parte sono aumentati sempre di più i reati che hanno a che fare con la sicurezza urbana, dall’altro invece abbiamo assistito a sempre meno risorse per le forze di polizia”, le quali sono inoltre dotate di sempre meno attrezzature. La concomitanza di questi due fenomeni ha reso il problema dei reati urbani quasi incontrollato. Per fermare il declino urbano, che va tra l’altro ad influire sulla qualità della vita, “serve innanzitutto ripristinare la legalità con nuclei dedicati alla sicurezza urbana”. Sarebbe utile “utilizzare la polizia locale come polizia di prossimità e soprattutto, come diceva anche il governatore Fontana, servono dei presidi fissi con l’utilizzo anche dell’esercito”, afferma l’ex Sindaco di Parma.

    Le misure per la sicurezza urbana a Parma durante il mandato dell’ex Sindaco Pietro Vignali

    Durante il suo mandato come Sindaco di Parma, Pietro Vignali aveva già affrontato la questione, intervenendo come ha suggerito nel corso della puntata. “C’erano questi fenomeni già allora. – ricorda l’ex Sindaco – Già da tempo questo problema ha coinvolto anche le città di medie dimensioni, da sempre abituate a non convivere con questi fenomeni”. All’epoca era ricorso a cinque presidi fissi, fornitigli dall’allora Ministro dell’Interno Roberto Maroni, durante l’ultimo Governo Berlusconi. “Con i presidi fissi dell’esercito in cinque punti della città – ha affermato Pietro Vignalila situazione si era completamente risolta, aggiungendo a questi anche però nuclei di vigili urbani e nuclei dedicati alla sicurezza urbana nei punti più sensibili”.
    </p

  • Luciano Castiglione: focus sulle esperienze manageriali nel settore dell’energia

    Luciano Castiglione è un professionista specializzato nel settore dell’energia. Nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità e maturato solide competenze manageriali.

    Luciano Castiglione

    Luciano Castiglione: percorso formativo e incarichi nel Gruppo Angelini

    Originario di Caltanissetta, città in cui nasce nel 1969, Luciano Castiglione consegue il Diploma di Maturità presso il Liceo Classico R. Settimo. Nel 1991 si laurea in Farmacia con il massimo dei voti presso l’Università degli Studi di Palermo. Successivamente, supera l’esame di abilitazione ed esordisce professionalmente in ambito commerciale. In parallelo si dedica ulteriormente ad accrescere la propria formazione completando diversi corsi di specializzazione presso istituti e atenei di spicco, tra cui Pharma Group, IMS Health e SDA Bocconi. Nel 1993 Luciano Castiglione fa il suo ingresso nel Gruppo Angelini, che lo nomina Direttore Tecnico del Centro di Distribuzione di L’Aquila per A.DI.VAR S.p.A. La sua esperienza nel Gruppo dura sette anni, durante i quali cresce professionalmente fino al ruolo di Responsabile Logistico – Commerciale del Centro Italia.

    Energia ed efficientamento energetico: l’esperienza di Luciano Castiglione

    A partire dal 2000 Luciano Castiglione intraprende nuove sfide professionali nel settore dell’energia. Inizialmente è in Edison S.p.A., dove ricopre incarichi di crescente rilevanza: tra questi, Account Manager per la zona Adriatica e, dal 2009 al 2014, quello di Wholesale Manager con responsabilità nell’analisi, negoziazione e sviluppo di contratti di vendita gas ed energia elettrica, sia con le partecipate di Edison che con società esterne. La carriera nel settore prosegue nel 2014 in qualità di Amministratore Delegato di Dea S.p.A., società attiva nella gestione di reti e impianti per la distribuzione di energia elettrica nei comuni di Osimo, Recanati e Polverigi. Dal 2017 è in Roma Gas & Power S.p.A., che lo nomina Direttore Commerciale e Marketing. Successivamente passa ad Astea Energia S.p.A. (Gruppo SGR) per ricoprire l’incarico di Direttore Generale (2017-2021). Nel corso di tale esperienza completa con successo la fase di privatizzazione dell’azienda e l’espansione delle attività connesse all’efficientamento energetico. Luciano Castiglione opera oggi nella Direzione Commerciale Area Adriatico Sud di Unoenergy S.p.A.

  • Le anticipazioni di Paolo Campiglio: un 2022 centrale per gli eventi

    Paolo Campiglio, presidente di Daclé, ha dichiarato che il 2022 sarà caratterizzato da eventi speciali in collaborazione con realtà terze. Dopo il Festival di Sanremo a febbraio, prossimo appuntamento previsto con Monnalisa nel Mondo.

    Paolo Campiglio

    Paolo Campiglio prevede un 2022 all’insegna degli eventi per Daclé

    Daclé, dopo essere entrata a far parte dell’Unione Pubblicità Associati, l’organo che riunisce le più importanti aziende che impiegano denaro in pubblicità, ha aumentato di tre volte le spese e il bilancio per la promozione e la divulgazione del brand. Il presidente Paolo Campiglio ha recentemente comunicato che il 2022 sarà un anno significativo per gli eventi speciali e il primo grande avvenimento di sponsorizzazione ha avuto luogo ai primi di febbraio. Daclé ha infatti collaborato con Area Stile all’interno della hospitality lounge al Festival di Sanremo per tutta la durata della kermesse televisiva, vista quest’anno da più di 11 milioni di telespettatori. Inoltre, da marzo a settembre, farà pubblicità a Monnalisa nel Mondo in tutte le qualificazioni e nella finale nazionale: due grandi manifestazioni e due vetrine importanti nel settore dello spettacolo che uniscono salute e bellezza. Per questi motivi, come spiega anche Paolo Campiglio, Daclé ha recepito l’esortazione a includere le sue star tra i volti immagine che rappresenteranno l’impresa nelle campagne pubblicitarie che saranno predisposte nel corso del 2022. Sono invece aperte le negoziazioni per la partecipazione al gruppo delle aziende di alta gamma, ognuna primeggiante nel proprio comparto, che sponsorizzeranno l’hospitality lounge alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. In questo caso, Daclé gareggia per quello farmaceutico.

    Paolo Campiglio: le tappe del percorso professionale

    Paolo Campiglio nasce a Milano nel 1975. Dopo aver ottenuto il diploma superiore presso il liceo commerciale a indirizzo giuridico-amministrativo, continua i suoi studi presso la facoltà di Farmacia dell’Università di Pavia. Attualmente è direttore esecutivo della holding del gruppo Daclé e presidente di Daclé SA. Ha maturato decisive esperienze nel comparto consulenziale come conseguenza dei ruoli ricoperti in qualità di associate advisor della British-Polish Chamber of Commerce e vice-presidente esecutivo della Camera di Commercio Italo-Polacca. Ha inoltre rivestito posizioni di primissimo piano, ad esempio come direttore e coordinatore di differenti realtà in ambito italiano ed internazionale. Paolo Campiglio è inoltre attivo come critico televisivo e corrispondente radiofonico, e in tali vesti è ospite fisso della sala stampa RAI al Festival di Sanremo, così come di altre kermesse da lui raccontate per conto di numerose stazioni radiofoniche.

  • Davide D’Arcangelo: il Public Innovation Manager come driver di una PA rinnovata

    Gli esponenti di Impatta delineano i tratti di una nuova figura professionale, quella del Public Innovation Manager, che secondo Davide D’Arcangelo rappresenterebbe un punto di svolta nella PA.

    Davide D'Arcangelo

    Davide D’Arcangelo: come nasce la figura del Public Innovation Manager

    L’ideatore della nuova figura professionale è Impatta, un network di imprese e professionisti impegnati nel campo dell’innovazione e dello sviluppo sostenibile, e di cui Davide D’Arcangelo è Vice Presidente. Il Public Innovation Manager nasce come una risposta all’incalzante necessità di rendere la Pubblica Amministrazione più efficiente e, soprattutto, metterla nelle condizioni di poter affrontare al meglio la sfida posta dal PNRR. Il Vice Presidente di Impatta, esperto di innovazione, politiche industriali, corporate finance e di fondi europei, ha posto l’accento sul grande valore che avrebbe tale figura professionale, la quale potrebbe potenzialmente divenire driver di una PA rinnovata.

    L’intervento di Davide D’Arcangelo alla presentazione del manifesto

    Il manifesto con cui è stato introdotto il Public Innovation Manager è stato lanciato durante un evento tenutosi presso la Casa del Cinema di Roma lo scorso 30 novembre. In quell’occasione sono intervenuti diversi esponenti delle istituzioni, amministratori locali e manager. Il Sottosegretario con delega agli Affari Europei, Vincenzo Amendola, ha sottolineato ancora una volta il bisogno di “cambiare in maniera profonda la pubblica amministrazione, strutturandola in maniera differente”, riconoscendo che “la proposta di un managing innovativo va in questa direzione”. Il Vice Presidente di Impatta, Davide D’Arcangelo, ha voluto invece evidenziare le potenzialità della nuova figura professionale. “Il public innovation manager – ha affermato – non è solo un acceleratore per la PA, ma può aprire ad una nuova filiera industriale, quella del Gov-tech, creando strumenti in grado di semplificare la burocrazia e veicolare una nuova cultura negli enti locali, nuovi standard e tecnologie a servizio della pubblica amministrazione”.

  • La storia di Riva Acciaio

    Riva Acciaio, nata in seno al Gruppo Riva, rappresenta il più grande produttore di acciaio in Italia ed è quinto in Europa nel settore della siderurgia.

    Gruppo Riva

    L’attività di Riva Acciaio

    Avviata nel 1954 da Emilio Riva, Riva Acciaio si è specializzata nella produzione di acciai lunghi e di alta qualità, realizzati con l’utilizzo di acciaierie ad arco elettrico. Grazie agli elevati standard di produzione e a una costante strategia di crescita e investimenti, è riuscita a raggiungere la leadership internazionale in 60 anni di attività. Riva Acciaio ha un capitale interamente privato e all’interno dei suoi stabilimenti impiega, in Italia, circa 1000 dipendenti, tra cui parecchi diplomati e giovani laureati. Ogni anno, inoltre, Riva Acciaio realizza un importante programma di investimenti volto a migliorare gli aspetti qualitativi dei prodotti e dei processi, le condizioni di sicurezza e la compatibilità ambientale della produzione.

    Il mercato di riferimento di Riva Acciaio

    I prodotti realizzati da Riva Acciaio sono destinati a diversi settori della meccanica, tra questi quello dell’automotive e delle macchine movimento terra, i quali richiedono degli standard qualitativi molto elevati. La produzione, che avviene nei suoi 5 stabilimenti industriali situati in Italia, comprende anche trafilati, pelati e rettificati, derivati dall’ulteriore lavorazione eseguita a freddo dei laminati. Attualmente Riva Acciaio detiene un’importante fetta di mercato che conferma la sua posizione di leadership nel settore.

  • Antonio Liseno: cucina stellata, dalla Guida Michelin arriva la conferma per il Don Alfonso 1890

    Stella confermata, nella 67esima edizione della “Guida Michelin”, al Don Alfonso 1890. Il ristorante stellato fa parte dell’offerta gastronomica del San Barbato Resort Spa & Golf, di cui Antonio Liseno è ideatore e proprietario.

    Antonio Liseno

    Antonio Liseno: confermata la stella Michelin 2022 al Don Alfonso 1890 San Barbato

    Un nuovo traguardo per il San Barbato, il Resort cinque stelle lusso di Lavello nato dalla volontà dell’imprenditore, nonché suo proprietario, Antonio Liseno. Al rinomato Don Alfonso 1890 “troviamo l’ispirazione non solo dei proverbiali classici, ma anche rivisitazioni di ricette più regionali con la massima esaltazione d’ingredienti locali come il peperone crusco. Una cucina moderna, tecnica, volta a dare voce a piccole produzioni del territorio e a sapori dimenticati. Ottima selezione di vini del sud, e non solo, a complemento di una tappa gastronomica da non perdere”. Così la Guida Michelin elogia il ristorante lucano al quale è stata confermata la stella Michelin per il 2022. Il riconoscimento esalta il connubio tra materie prime della migliore qualità e chef di comprovate esperienze che fanno della ristorazione uno dei punti di forza di questo territorio. “Facciamo i complimenti alla famiglia Iaccarino la quale ha portato al ‘San Barbato’ la stessa filosofia e la stessa passione che hanno reso il ‘Don Alfonso 1890’ uno dei più importanti ristoranti al mondo”, ha commentato Francesco Fanelli, Vicepresidente e Assessore alle Politiche agricole, alimentari e forestali. Il progetto di Antonio Liseno, la cui attività imprenditoriale è costellata di successi, ha reso il San Barbato motivo di orgoglio non solo per la Basilicata, ma per tutto il Sud Italia.

    Antonio Liseno: al San Barbato una ristorazione di alto livello

    La recensione riportata nella guida stellata punta sull’esaltazione “della creatività e sull’elevato standard qualitativo offerto dalla struttura lucana, con particolare attenzione alle materie prime e alla rivisitazione dei piatti della nostra terra”. Il ristorante Don Alfonso 1890 nasce all’interno del San Barbato Resort Spa & Golf la cui struttura, avviata nel 2018 dall’iniziativa di Antonio Liseno, è oggi un’oasi di bellezza e relax. Il progetto è frutto della volontà dell’imprenditore italiano di creare un importante polo in terra lucana finalizzato alla rivalutazione e alla valorizzazione del territorio. I prodotti locali sono uno dei punti di forza su cui si basa l’attività del luxury Resort: in grado di sviluppare eccellenze gastronomiche sono la chiave del successo di altri due ristoranti fortemente voluti da Antonio Liseno. Il ristorante Sansei con i piatti giapponesi dello Chef Nobuya e la pizzeria gourmet Proxima del maestro Franco Pepe offrono al San Barbato un’esperienza gastronomica di alto livello.

  • Valore Italia, Andrea Mascetti entra nell’Advisory Board

    Andrea Mascetti darà il suo contributo alla realizzazione del progetto Valore Italia, che quest’anno porterà nel cuore di Milano le attività formative dell’antica Scuola di Botticino.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: Valore Italia, la mission dell’Impresa Sociale

    Costituita nel 2019 a Milano da Fondazione Enaip e Umana Forma, Valore Italia Impresa Sociale è un Centro Internazionale di Formazione e Ricerca per il restauro e la valorizzazione del patrimonio culturale. Il progetto è stato lanciato con uno scopo ben preciso: dare nuova vita alla storica Scuola di Restauro di Botticino, trasferendo le attività formative da Brescia a Milano. Tra le new entry di Valore Italia Andrea Mascetti, nominato come membro dell’Advisory Board. Insieme agli altri sette componenti, fornirà assistenza, supporto e consulenza ai vertici di Valore Italia, attualmente guidata dal Presidente Alessandro Tarpini e dai Consiglieri Delegati Giuseppe Venier e Salvatore Amura. Andrea Mascetti è un volto noto nel settore culturale. Da anni collabora attivamente con Fondazione Cariplo nelle vesti sia di Coordinatore della Commissione Arte e Cultura che come Commissario della Centrale di Beneficenza.

    Andrea Mascetti: i dettagli sul progetto targato Enaip e Umana Forma

    La Scuola di Botticino nasce a Brescia nel 1974, una delle prime dedicate al restauro a livello nazionale. Nel 2022, per la prima volta nella sua lunga storia, l’anno accademico avrà sede a Milano. Secondo Enaip e Umana Forma, la città è il centro culturale ideale per rilanciare e soprattutto allargare l’ambito formativo. Tra i sostenitori di Valore Italia anche Fondazione Cariplo che, dallo scorso novembre, ha deciso di contribuire attivamente allo sviluppo del Centro. Le due realtà convergono verso lo stesso obiettivo: la creazione di nuove professionalità altamente qualificate in quello che da sempre è considerato uno dei settori trainanti del Paese. Il corso, abilitante alla professione, si svolgerà nei laboratori situati nel nuovo complesso di MIND (Milano Innovation District), il distretto della Scienza, del Sapere e dell’Innovazione (Area Expo). Oltre ad Andrea Mascetti, siedono nell’Advisory Board Angelo Crespi (Direttore Scientifico), Patrizia Asproni (Fondazione Industria e Cultura), Maria Raffaella Caprioglio (Umana Forma), Erica Corti (Milano Servizi), Isabella Villafranca Soissons (Open Care), Sabrina Fiorino (Cdp) e infine Martino Troncatti (Enaip).

  • SG S.p.A.: azienda leader nella distribuzione dei prodotti di elettronica

    SG S.p.A. rappresenta un importante player nella distribuzione dei Technical Consumer Goods e, con i suoi oltre dieci anni di attività, è una realtà affermata sia sui mercati nazionali che internazionali.

    SG S.p.A.

    SG S.p.A.: protagonista nella distribuzione dei Technical Consumer Goods

    Nata nel 2007 sotto il nome di SG Trading, inizialmente si occupava della commercializzazione di prodotti Telecom Italia. Oggi SG S.p.A. è uno dei principali player della distribuzione nel settore dei Technical Consumer Goods. Opera sui mercati nazionali ed esteri di Europa, America, Africa e Asia e punta a diventare il partner di riferimento nella distribuzione di prodotti di elettronica. Dopo oltre dieci anni di attività a livello globale, il Gruppo si è infatti affermato come maggiore distributore dei più importanti brand di elettronica: da Huawei a Xiaomi, passando per Amazfit, Tim e Panasonic, finendo con Roidmi e Sharp. Oltre ad essere il partner ideale delle grandi catene di GDO e GDS, SG S.p.A. collabora anche con piccoli e grandi dealer, system integrator, reseller e shop indipendenti. Con oltre 1.500 prodotti in portafoglio e più di 3.000 clienti, l’azienda si occupa soprattutto della distribuzione business to business. Esselunga, Coop, Mediaworld, Amazon, Carrefour, Euronics, Expert sono solo alcuni dei suoi clienti.

    I punti di forza di SG S.p.A.

    Da un lato affidabilità, ricerca, innovazione e analisi, dall’altro rapidità e ampio assortimento: questi sono i punti di forza su cui si basa l’attività di SG S.p.A. Tutti i prodotti distribuiti dal Gruppo sono selezionati attraverso un’attenta analisi del mercato internazionale, che spesso riesce ad anticipare le tendenze nazionali. La capillare rete di vendita è contraddistinta da processi distributivi e logistici efficienti e dal lavoro di un team di professionisti con enormi competenze in materia di riassortimento continuo della merce, immediata disponibilità dei prodotti e rapidità di consegna. La costante disponibilità degli articoli è inoltre garantita dall’impiego, all’interno dei magazzini, di gestionali logistici di ultima generazione (SAP). Le consegne rapide avvengono sia tramite piattaforme logistiche che sui singoli punti vendita e, grazie alla partnership con Amazon, adesso i prodotti vengono consegnati nel giro di 24 ore.

  • Oltre il credito bancario sempre più Borsa ed equity: il pensiero di Massimo Malvestio

    Per crescere le aziende italiane, e in particolare quelle venete, si affidano sempre meno al sostegno delle banche. Un trend destinato a perdurare, ma che non è esente da rischi, spiega Massimo Malvestio.

    Massimo Malvestio

    Massimo Malvestio: Finanza alternativa? L’importante è l’approccio

    Negli ultimi anni le aziende italiane hanno progressivamente ridotto la propria dipendenza dal debito bancario. A contribuire al fenomeno il rapido sviluppo della finanza alternativa. Quotazioni in Borsa, fondi private equity, mini bond, l’ingresso di partner industriali: per investire in crescita e sviluppo sempre più imprese vanno nella direzione dell’apertura del capitale. E non si tratta solo di grosse realtà, ma anche e soprattutto di Pmi. Sul tema è intervenuto Massimo Malvestio, avvocato e Presidente del Comitato Investimenti di Praude Asset Management, società di gestione del risparmio da lui fondata. Il primo aspetto da considerare, secondo l’esperto, è che nonostante il minore ricorso al debito venga percepito come positivo, aprire il capitale a terzi non è un’azione esente da rischi. Ecco perché è bene che ogni azienda, prima di scegliere tra le numerose soluzioni alternative al credito, analizzi attentamente le proprie esigenze muovendosi poi di conseguenza. L’ingresso in Borsa è forse uno degli esempi più lampanti: “Un processo lungo e costoso – sottolinea Massimo Malvestioche impegna molto le società. Ho visto gente spendere milioni e quotazioni raggiunte con costi vicini al 20% degli importi ottenuti”.

    Massimo Malvestio: Borsa e private equity, un’occasione di rilancio

    I pericoli connessi ad un’eventuale quotazione in Borsa non sono tuttavia quelli di qualche anno fa, soprattutto per le aziende di piccole dimensioni. Merito dell’aumento dei multipli riconosciuti nonché del legislatore, ricorda Massimo Malvestio, che dal Governo Renzi in poi ha lavorato per favorire l’ingresso delle società di piccole dimensioni. Per l’avvocato la quotazione rappresenta tuttavia un’opzione “giustificata” solo quando è l’unica via percorribile: “È difficile che una buona azienda non trovi banche o operatori di private equity disposti a intervenire”. Non che il ricorso a fondi, venture capital o angel investor sia privo di pericoli: “Sono un’opportunità se l’imprenditore è in grado di gestirla – spiega Massimo Malvestiosoprattutto quando investono in quote di minoranza”. Che sia Borsa o private equity, entrambe rappresentano per le imprese italiane, e in particolare per le aziende del Nord Est, una “novità che può dare spinta competitiva al sistema produttivo locale”.

  • Ares Ambiente, avviato un nuovo impianto di compostaggio per il recupero della FORSU: il video

    Sul canale Youtube un video che testimonia l’impegno di Ares Ambiente, realtà attiva nell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati.

    Ares Ambiente

    Ares Ambiente: a breve un nuovo impianto dedicato al recupero dei rifiuti organici

    Un drone riprende camion e scavatrici in funzione, operai al lavoro e un vasto capannone bianco. Quando il campo di ripresa si allarga, subito salta all’occhio un particolare: la struttura è completamente circondata dal verde. Si tratta del nuovo impianto di compostaggio che verrà realizzato da Ares Ambiente. L’azienda con sede a Treviolo (BG) e specializzata nello smaltimento, recupero e trasporto dei rifiuti ha affidato ad un video pubblicato sul suo canale Youtube ufficiale l’annuncio dell’avvio dei lavori. Operativa dal 2008 su tutto il territorio italiano, la realtà si è distinta fin dai primi anni di attività grazie ad una politica aziendale capace di coniugare efficienza, economicità e trasparenza. Un percorso premiato anche dal quotidiano “LombardiaPost” che, basandosi sui risultati di uno studio condotto da ItalyPost, ha inserito Ares Ambiente tra le Best Performer 2021 della provincia di Bergamo.

    Dall’umido al compost, i dettagli dell’impianto targato Ares Ambiente

    La gamma di soluzioni offerte da Ares Ambiente è ampia (oltre 830 codici CER) e va dalla micro alla macro raccolta di rifiuti pericolosi e non pericolosi. Tra questi anche il recupero della FORSU, sigla che sta per Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano, noto comunemente come umido. Il nuovo impianto di compostaggio servirà a recuperare i rifiuti organici e trasformali in compost, che potrà essere utilizzato come ammendante naturale in agricoltura o per florovivaismo. Un’attività fondamentale nell’ottica dello sviluppo sostenibile e che Ares Ambiente ha deciso di rafforzare. Oggi la FORSU costituisce infatti dal 30% al 40% in peso dei rifiuti solidi urbani e il suo recupero consente di ottenere un prodotto eccellente e di raggiungere elevate percentuali di raccolta differenziata rispettando i dettami dell’economia circolare.

  • Riva Acciaio: da 60 anni un’eccellenza nel settore siderurgico

    Riva Acciaio è leader in Italia per la produzione siderurgica, soprattutto quella di prodotti lunghi e acciai di alta qualità.

    Riva Acciaio

    Riva Acciaio: un’eccellenza italiana

    Riva Acciaio nasce nel 1954 in seno al Gruppo Riva ed è attiva nel settore da oltre 60 anni. È controllata da Riva Forni Elettrici e distribuisce i propri prodotti sia in Italia che all’estero, in particolare sul mercato europeo. Nei suoi cinque stabilimenti ubicati a Caronno Pertusella (VA), Lesegno (CN), Sellero, Malegno e Cerveno in Valle Camonica (BS), lavorano circa 1.000 dipendenti. Oggi rappresenta un’eccellenza nel settore, grazie anche alla presenza di un avanzato Centro di ricerca e sviluppo nello stabilimento di Lesegno. Nel Centro, nato agli inizi degli anni 2000, vengono infatti adoperate strumentazioni ultramoderne come il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”. Il laboratorio è inoltre il luogo dove vengono svolte le attività di collaborazione con Istituti quali il Politecnico di Torino, quello di Milano e l’Università di Pisa, volte a migliorare costantemente i processi produttivi dell’azienda.

    Le certificazioni di Riva Acciaio

    Riva Acciaio presta enorme attenzione a tutti gli stakeholder, fattore che ha sicuramente aiutato l’azienda a raggiungere il successo. Le performance degli stabilimenti vengono costantemente controllate e ottimizzate, come dimostrano le certificazioni UNI EN ISO 9001, UNI EN ISO 14001 e UNI ISO 45001. A verificare le modalità di gestione degli impianti sono enti terzi e indipendenti. Gli stabilimenti di Cerveno, Caronno, Lesegno e Malegno producono anche per il mercato automobilistico, grazie alla certificazione IATF16949. Applicando le BAT, ovvero le Best Available Techniques, le sedi di Lesegno, Caronno, Cerveno e Sellero hanno ottenuto l’AIA, l’Autorizzazione Integrata Ambientale, mentre per lo stabilimento di Malegno è stata rilasciata l’AUA, l’Autorizzazione Unica Ambientale.

  • Giampiero Catone: da Palazzo Chigi arriva lo stop al caro ombrellone

    Giampiero Catone interviene su quanto deciso nel Consiglio dei Ministri in merito alla riforma delle concessioni balneari, autorizzando le nuove regole per la gestione e le gare di assegnazione dei lidi.

    Giampiero Catone

    Giampiero Catone: i termini della riforma

    Con la riforma il Consiglio di Stato intende rinvigorire la legge sulla Concorrenza, evitando all’Italia sanzioni da parte dell’Ue e sollecitando al contempo le imprese balneari a migliorare i servizi e impostare tariffe più eque e competitive. Giampiero Catone spiega che uno dei principali requisiti nei bandi di gara per le nuove concessioni, che dovrebbero avere luogo a partire dal 1° gennaio 2024, sarà consentire a tutti l’accesso al mare. Sebbene infatti tale disposizione sarebbe già prevista per legge, sulle spiagge italiane regnano abusi e violazioni. “La costante presenza di varchi per il libero e gratuito accesso e transito” sarà pertanto regola inviolabile per le gare. Sono diverse le nuove norme a cui dovranno quindi attenersi i balneatori, l’Esecutivo però assicura che tutelerà gli investimenti fatti e le piccole imprese, con particolare attenzione per quelle realtà che costituiscono la principale fonte di reddito di famiglie e individui.

    Giampiero Catone: gli scontri nel Consiglio dei Ministri

    Il dibattito all’interno del Consiglio dei Ministri sulla questione è alquanto accesso. Giampiero Catone riporta il botta e risposta tra il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni e il leader della Lega Matteo Salvini. Gentiloni afferma che “riassegnare tramite gare le concessioni esistenti, facendolo in maniera da tenere conto degli investimenti fatti finora” rappresenti la soluzione migliore, ribadendo che le gare debbano essere fatte “senza favorire soggetti rispetto ad altri, o un modello di gestione rispetto ad un altro”. Per Salvini si tratta di “un’invasione di campo anti-italiana da parte di un commissario europeo nominato dall’Italia” e ritiene indegna l’ipotesi di far rischiare a 30mila imprenditori e 300mila addetti il lavoro e anni di sacrifici. Giorgia Meloni ha invece invitato il Governo a trattare con Bruxelles per “disapplicare” la direttiva Bolkestein. Intanto, le sigle sindacali e di categoria insorgono, accusando Palazzo Chigi di voler liquidare le spiagge italiane.

  • Davide D’Arcangelo, la carriera dell’esperto di innovazione e reti di impresa

    Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi “Roma Tre”, Davide D’Arcangelo è un professionista che si è specializzato in innovazione, cluster e reti di impresa. Oggi è Business Developer & Innovation Manager di Next4, club deal investor da lui fondato insieme ad altri soci, nonché Vice Presidente del network di imprese Impatta.

    Davide D'Arcangelo

    Davide D’Arcangelo: gli incarichi attuali in Next4 e Impatta

    Economista dell’innovazione, Davide D’Arcangelo ha alle spalle una carriera consolidata in materia di innovazione, cluster e reti di impresa. Ha maturato solide competenze nel settore dei fondi europei, in particolare in attività di supporto verso gli enti locali. In virtù dell’esperienza acquisita, nel 2018 è protagonista della nascita di Next4, dove opera attualmente in qualità di Business Developer e Innovation Manager. Avviato insieme ad altri soci, Next4 è un club deal investor che opera come acceleratore nel mondo dell’open innovation, con progetti focalizzati nei settori Digital Health, Innovability e IT/ICT. Tra gli incarichi correnti, Davide D’Arcangelo è inoltre Vice Presidente di Impatta, network di imprese per lo sviluppo di progetti innovativi con positivi impatti economici, sociali e ambientali. Recentemente è entrato a far parte del comitato scientifico di Fondazione Italia Digitale, la prima dedicata alle policies digitali a livello pubblico e privato in Italia.

    Davide D’Arcangelo: le principali attività come Innovation Manager e Investor Relator

    Davide D’Arcangelo è iscritto all’albo MISE degli Innovation Manager ed è consulente per la transizione digitale di numerose amministrazioni pubbliche, tra cui Studiare Sviluppo (MEF), Anci, IFEL e Confindustria. È inoltre nel Nucleo di valutazione dei progetti di Ricerca della Regione Lazio, nella task force nazionale di Anip – Confindustria e nel Comitato Tecnico Scientifico di Anci Lazio e del Training Camp IFEL Campania. Nel ruolo di Investor Relator collabora con importanti scale-up quali Speri Ingegneria, AAtech e Termo S.p.A. Nel settore privato ha collaborato come advisor con Lucciola & Partners S.r.l. e Orrick Herrington & Sutcliffe, nonché in progetti di ricerca finanziati da Menarini S.p.A., IBM S.p.A., Novamont S.p.A., Luiss Business School, IBI-Lorenzini S.p.A., IRCSS San Raffaele, Noovle S.p.A., Giomi S.p.A., Sigma Tau S.p.A. e Corden Pharma S.p.A. In passato anche partner di “Iniziativa” e membro del CdA del Parco Scientifico di Castel Romano. Da diversi anni Davide D’Arcangelo è attivo in progetti di politiche industriali e animazioni territoriali per CCIAA Roma, Roma Città Metropolitana, CNA Roma, Confcommercio Roma, Provincia di Frosinone e Comune di Latina. Numerosi, infine, gli articoli, le ricerche e gli studi pubblicati in collaborazione con l’Università “La Sapienza” di Roma (Facoltà di Economia e Gestione delle Imprese). Nel 2019, per le sue competenze in materia di politica industriale, è stato premiato alla Camera dei Deputati nel corso dell’evento “Eccellenze del Made in Italy”.

  • Illycaffè: Cristina Scocchia porterà il Gruppo in Borsa

    Amministratore Delegato di Illycaffè, Cristina Scocchia ha l’incarico di guidare l’azienda verso la Borsa. Il piano industriale è per l’appunto costruito sull’obiettivo della quotazione, ma include anche il raddoppio delle vendite nell’e-commerce e lo sviluppo del business nella grande distribuzione.

    Cristina Scocchia

    Le sfide future di Cristina Scocchia

    Cristina Scocchia presenterà il piano industriale per i prossimi cinque anni: tra le sfide da affrontare, il nuovo ciclo di espansione dell’azienda è il focus principale. Illycaffè punta a potenziare la presenza nel settore Horeca e, contemporaneamente, a rafforzare l’espansione nel canale della grande distribuzione. Un’altra strategia riguarda lo sviluppo della trasformazione digitale, "prevediamo – ha commentato l’AD – il raddoppio dei ricavi dell’e-commerce, che oggi vale il 15% del business, a quota 140-150 milioni". Le azioni strategiche messe in atto dal Gruppo includono inoltre la crescita sul territorio nazionale ed europeo. Illycaffè punta però anche ai mercati esteri di Cina e Stati Uniti dove intende raddoppiare le vendite: "Un brand di qualità come il nostro, una delle bandiere del Made in Italy – ricorda Cristina Scocchiacontinua ad avere molto successo oltreoceano". L’AD ha l’incarico di portare l’azienda alla quotazione in Borsa, ma sui tempi dell’operazione non si pronuncia: esistono tante variabili esterne (dal contesto macroeconomico all’andamento dei mercati in generale) che potrebbero influenzare le scelte strategiche.

    Cristina Scocchia: Illycaffè affronta l’aumento dei prezzi delle materie prime

    Non spaventa la presentazione dei dati del bilancio 2021 prevista per questo marzo: dopo un 2020 tormentato dall’emergenza sanitaria, ricorda Cristina Scocchia, i dati relativi all’anno appena trascorso confermano infatti un ritorno alla crescita. Nell’attuale panorama, in cui la pandemia e l’introduzione dello smart working hanno cambiato le abitudini, l’accordo con la JDE (per la produzione di capsule in alluminio, compatibili con il sistema Nespresso) resta strategico. I consumi del caffè sono passati dal canale Horeca alla grande distribuzione e secondo l’AD sarà difficile tornare al periodo prepandemia. Affrontando il tema dell’aumento del prezzo delle materie prime, una libbra di caffè è più che raddoppiata, da 1,10 euro nel 2020 all’attuale 2,50 euro: "Stiamo assistendo – spiega Cristina Scocchiaad aumenti per tutte le materie prime con cui tutte le aziende dovranno fare i conti. Situazione aggravata dalle attuali tensioni geopolitiche". In questo caso il modello di agricoltura virtuosa creato da Illycaffè è in grado di supportare l’attività dell’azienda, da sempre impegnata nel rispetto della sostenibilità ambientale e sociale. A Trieste sono da poco terminati i lavori di collaudo del nuovo impianto di trattamento del caffè verde crudo, ma sugli investimenti futuri l’AD del Gruppo non divulga alcun dettaglio: la città "resta la casa madre e qui abbiamo cuore e radici molto solide che vogliamo mantenere".