Autore: articolinews

  • Italia leader europea per sostenibilità: il modello di Gruppo Riva

    Secondo il Rapporto sull’Economia Circolare in Italia 2021, il nostro Paese mette in pratica strategie di successo nel campo del riciclo e della produzione sostenibile. Gruppo Riva è fiore all’occhiello in questo senso, grazie al riutilizzo virtuoso di acciaio e rottami ferrosi.

    Gruppo Riva

    Gruppo Riva: Italia esempio di economia circolare

    L’Italia si riconferma leader europea per sostenibilità per il terzo anno consecutivo: lo si evince dal Rapporto sull’Economia Circolare in Italia 2021, che ha elogiato l’adozione di strategie ottimali in termini di riciclo dei rifiuti, produzione e tasso di uso circolare dei materiali da parte delle realtà di primo piano che costituiscono il cuore pulsante della produzione Made in Italy. Gruppo Riva, primo operatore siderurgico italiano, rientra pienamente in questa categoria, fiore all’occhiello del settore per innovazione e politiche ecosostenibili. Da anni infatti Gruppo Riva persegue una produzione “green” che, grazie all’innovazione, sfrutta le risorse rinnovabili per ridurre sprechi e inquinamento. Le acciaierie infatti in passato erano considerate tra le principali responsabili dell’inquinamento atmosferico, ma ora il settore sta cambiando e guarda al futuro con nuove politiche incentrate sulla transizione energetica.

    Gruppo Riva: acciaio e materiali ferrosi al centro della transizione sostenibile

    Gruppo Riva punta su modelli di business fortemente incentrati sulla sostenibilità. Così è diventato un esempio nel settore per l’efficacia delle politiche attuate in ottica di economia circolare. L’azienda fa la sua parte per agevolare il raggiungimento da parte dell’Italia dei target di transizione ecologica prefissati a livello europeo e internazionale. Gruppo Riva condivide a pieno gli obiettivi promulgati dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Ambiente, in particolare appoggiandosi al documento “Verso un modello di economia circolare per l’Italia”. La prospettiva della circular economy applicata al settore siderurgico è fondamentale, soprattutto perché ben si sposa con l’acciaio, materiale completamente riciclabile e in grado di essere riutilizzato all’infinito. I rottami ferrosi vengono inoltre riutilizzati dal Gruppo per l’alimentazione dei forni elettrici: si tratta di un altro passo importante per la conversione del settore siderurgico alla produzione sostenibile.

  • Pietro Vignali intervistato da “MyWhere”: Parma e l’importanza dello sport

    Pietro Vignali ha parlato della rilevanza dello sport nel tessuto sociale delle città, focalizzandosi in particolare su come un’amministrazione locale può promuoverlo nei centri urbani.

    Pietro Vignali

    Pietro Vignali si racconta a “MyWhere”: il Parma Calcio dagli anni ’90 ai 2000

    “Ho sempre creduto che lo sport abbia una forte valenza sociale. Lo sport promuove il benessere psico-fisico, per tutte le età, e ha un’incredibile capacità educativa soprattutto verso i giovani e i giovanissimi”: il ruolo dello sport come attività di grande valore sociale è stato al centro di un’intervista rilasciata da Pietro Vignali a “MyWhere”, occasione in cui l’ex Sindaco di Parma ha ricordato l’impegno nel promuovere lo sport durante gli anni di amministrazione. Non è mancata, inoltre, la nostalgia per i tempi d’oro del Parma Calcio negli anni ’90. “Di quei tempi può parlare il Pietro Vignali cittadino visto che non ero ancora Sindaco”, ricorda, “furono anni ruggenti, straordinari, dove la squadra riuscì a raggiungere il top del calcio europeo”. Anni in cui, con Callisto Tanzi e Nevio Scala, il Parma riuscì a conquistare numerosi trofei nazionali ed europei. Ma di calcio l’ex Sindaco ha parlato anche raccontando tre aneddoti sul finire degli anni 2000, periodo in cui ha guidato l’amministrazione comunale: “Il primo risale al 2007. Ero stato appena eletto Sindaco e andai a trovare i calciatori nel ritiro estivo insieme al comico Gene Gnocchi. Fu molto divertente e riuscii a instaurare un bel rapporto con i giocatori”. Sempre nel 2007, prosegue, fu invitato dall’allora Sindaco di Firenze De Dominicis per seguire Fiorentina-Parma in tribuna: “Ho preferito andare in curva insieme ai Boys, il gruppo storico”, racconta, “con i quali avevo un ottimo rapporto”. E poi la promozione in Serie A nel 2009: “A fine gara, i calciatori mi invitarono negli spogliatoi per festeggiare e mi versarono un secchio d’acqua in testa. Dovevo aspettarmelo… A parte gli scherzi fu un momento davvero bello per la città”.

    Pietro Vignali, l’impegno per lo sport a Parma durante gli anni da Sindaco

    Un rapporto con il calcio, dunque, “di identità totale, di sovrapposizione” per la città, come sottolineato da Pietro Vignali nell’intervista: “Parma è una città a misura d’uomo, dove puoi raggiungere lo stadio in bicicletta. Per i parmigiani andare a vedere la partita è un rituale”. Un legame non limitato soltanto al calcio e che coinvolge ampiamente tutti gli sport, tanto che, negli anni della sua amministrazione, Parma raggiunse il titolo di “Città più sportiva d’Italia”. “Il primo posto fu una conseguenza di anni di politiche promosse per migliorare e stimolare tutte le pratiche e le discipline sportive”, così l’ex Sindaco nell’intervista: “A Parma migliaia di persone, grazie alle associazioni sportive, praticano sport in centinaia di impianti, di parchi e luoghi pubblici. Lo fanno con un impegno e una dedizione che vanno ben oltre la tecnica e l’agonismo, la prestazione e il primato”. L’impegno da Sindaco, aggiunge, è stato quello di promuovere tutti gli sport: “Mi viene in mente il nuovo stadio di baseball nella zona sud-ovest della città, lo stadio di rugby a Moletolo e la ristrutturazione della palestra al centro di atletica Lauro Grossi”. Non sono mancati inoltre eventi e occasioni di confronto, come gli “Stati generali dello sport” e il “Festival dello sport”, né un importante titolo come quello di “Città Europea dello Sport” nel 2011. “L’aspetto più importante”, aggiunge Pietro Vignali in conclusione, “è dare voce a tutte le discipline, garantendo la stessa dignità degli sport più seguiti. In generale, lo sport deve rappresentare una priorità, perché lo sport è la sfida che ognuno lancia verso sé stesso, alle proprie capacità e ai propri limiti”.

  • Il saggio sul postmoderno di Gaetano Chiurazzi per Federico Motta Editore

    Nel saggio di Gaetano Chiurazzi, pubblicato ne La Filosofia a cura di Umberto Eco e Riccardo Fedriga, edito da Federico Motta Editore, si discute del concetto di postmodernità.

    Federico Motta Editore

    Il dibattito sul postmoderno nel saggio pubblicato da Federico Motta Editore

    Partendo dalle considerazioni di Jean-François Lyotard, il Professore di Filosofia Gaetano Chiurazzi incentra il suo saggio proprio sulla corrente filosofica del postmoderno. Con tale termine in genere ci si riferisce alla condizione antropologica e culturale che si è andata ad affermare dopo la crisi, e quindi la fine, della modernità nelle società del capitalismo. Come riporta il professore nello scritto edito da Federico Motta Editore, fu proprio il filosofo francese a introdurre il concetto di postmoderno nel dibattito filosofico e culturale, menzionandolo nel 1979 nell’opera La condition postmoderne, in cui si parlava degli effetti che i nuovi mezzi informatici avrebbero avuto sul sapere.

    Il postmoderno italiano in una delle figure chiave di Federico Motta Editore: Umberto Eco

    La fine della modernità arriva anche in Italia, essendo legata soprattutto ad eventi come le guerre mondiali e l’avvento dell’informatica. Con essa la corrente del postmoderno si diffonde nel Bel Paese, trovando una delle sue massime espressioni in Umberto Eco, figura fondamentale nella storia di Federico Motta Editore (e non solo). Lo scrittore alessandrino è infatti il creatore di un capolavoro del postmodernismo italiano: Il nome della rosa. Un romanzo risalente al 1980 in cui l’autore fa convergere con maestria generi diversi, inserendo di tanto in tanto citazioni nascoste. È soprattutto nel paragrafo dal titolo Il Postmoderno, l’ironia, il piacevole, che Umberto Eco prova a dare una definizione a “postmoderno”, affermando che “post-moderno è un termine buono à tout faire” e sostenendo che “ogni epoca ha il proprio post-moderno” in quanto “il passato ci condiziona, ci sta addosso, ci ricatta”, per cui il postmoderno starebbe ad indicare la fine di una visione lineare e progressiva delle cose.

  • Studio di Andrea Mascetti: novità sulla pignorabilità dei beni conferiti nei fondi patrimoniali

    Fondi patrimoniali, quando e perché sono pignorabili: lo Studio Legale di Andrea Mascetti spiega le novità introdotte dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza dell’8 febbraio scorso.

    Andrea Mascetti

    Studio di Andrea Mascetti: Corte di Cassazione, i dettagli dell’ordinanza

    In caso di esecuzione di beni conferiti in un fondo patrimoniale, il criterio identificativo dei crediti si deve ricercare non nella “natura” del debito ma nella “relazione esistente tra lo scopo dello stesso e i bisogni familiari”. A stabilirlo la Corte di Cassazione nell’ordinanza n.2904 dell’8 febbraio 2021. Il testo è stato analizzato da Federica Boga, collaboratrice dello Studio Legale di Andrea Mascetti. L’occasione l’esame di un caso sul titolare di un fondo patrimoniale colpito dall’azione esecutiva della banca creditrice per delle somme utilizzate in attività imprenditoriali. L’esperta sottolinea l’importanza dell’intervento in merito al concetto di “bisogni della famiglia”, contrapposto in questo caso al diritto dei creditori. Il fondo patrimoniale viene costituito infatti per garantire le obbligazioni contratte dai coniugi per il soddisfacimento dei bisogni familiari. Due i vincoli: da un lato i frutti che provengono dal fondo vanno impegnati solo per lo scopo originario, dall’altro l’esecuzione sui beni del fondo non può aver luogo per debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia. L’onere della prova, ricorda il focus dello Studio Legale di Andrea Mascetti, è a carico di chi vuole avvalersi del regime di impignorabilità delineato nell’art. 170 del Codice Civile.

    Studio di Andrea Mascetti: il parere finale della Cassazione

    Con l’ordinanza dello scorso febbraio, la Corte ha chiarito che, nonostante il concetto di “bisogni familiari” possa essere inteso in senso ampio, “di norma, le obbligazioni concernenti l’esercizio dell’attività imprenditoriale o professionale risultano avere un’inerenza diretta ed immediata con le esigenze dell’attività imprenditoriale o professionale”. Dunque, spiega la collaboratrice dello Studio di Andrea Mascetti, perché un debito possa dirsi contratto per il soddisfacimento di bisogni familiari, e quindi dare luogo all’azione esecutiva sul fondo patrimoniale, è necessario che “la fonte e la ragione del rapporto obbligatorio abbiano inerenza diretta ed immediata”. C’è sempre la possibilità per il creditore di dimostrare che, sebbene il debito sia stato contratto nella cornice delle attività imprenditoriali, è stato volto immediatamente e direttamente a soddisfare i bisogni della famiglia. È ciò che è mancato, come si evince dall’analisi dello Studio Legale di Andrea Mascetti, nel giudizio dei Tribunali di merito, che hanno confermato senza basi probatorie l’inerenza immediata e diretta tra l’assunzione del debito ed i bisogni della famiglia.

  • KIKO Milano, l’AD Cristina Scocchia intervistata dal “Financial Times”

    L’Amministratore Delegato di KIKO Milano Cristina Scocchia ha evidenziato l’importanza di una vision incentrata sulla responsabilità sociale, in particolar modo nei momenti di crisi.

    Cristina Scocchia

    Cristina Scocchia: KIKO Milano, strategia pre-crisi funzionale nella gestione dell’emergenza pandemica

    “Siamo stati fortunati ad aver affrontato una crisi anni fa, focalizzandoci sul turnaround aziendale nel 2018 e nel 2019. Questo ci ha avvantaggiato nell’emergenza Covid-19”. È l’AD Cristina Scocchia a fare il punto sulle azioni messe in campo in KIKO Milano nel corso degli ultimi anni: un periodo in cui l’azienda, sotto la sua guida, ha intrapreso un processo di trasformazione e riorganizzazione volto a migliorare l’efficacia finanziaria e operativa. Quello stesso percorso che, come evidenziato dall’AD, ha posto le basi in seguito per affrontare con efficacia il periodo di crisi pandemica. “Da manager abbiamo una grande responsabilità sociale”, sottolinea nell’intervista al “Financial Times”, “in momenti drammatici come questo è importante ricordare il ruolo che ognuno di noi svolge”. Il riferimento è verso le difficili situazioni vissute da tanti lavoratori in momenti come questo, sia da un punto di vista economico che lavorativo e personale. “Quando metti in cassa integrazione 7.000, 8.000 dipendenti”, prosegue l’AD Cristina Scocchia, “ti senti responsabile per quelle persone. Un lavoro non è solo uno stipendio, significa anche dignità e realizzazione personale”.

    Cristina Scocchia: assunzioni in Italia e sviluppo estero per KIKO Milano

    Nel messaggio dell’AD Cristina Scocchia emerge dunque quella “grande responsabilità sociale” che, rimarcata nell’intervista, mette al centro la necessità di preservare l’occupazione e di conseguenza i posti di lavoro. Un obiettivo per cui KIKO Milano è fortemente impegnata anche attraverso nuove assunzioni previste nel nostro Paese: di queste, in particolare, 50 sono destinate alla sede di Bergamo, con un focus specifico verso profili del settore marketing e tecnologia. Parallelamente l’azienda, leader nel settore della cosmetica su scala globale, punta con forza al rilancio delle attività internazionali, con l’apertura di 50 negozi in Israele, Russia, Arabia Saudita e Grecia. “Lavoriamo sui territori insieme alle aziende locali”, racconta l’AD, “e questo significa condividere sia rischi che benefici attraverso accordi di franchising”. Oggi, dopo aver lavorato al rafforzamento del brand, della customer experience e della presenza digitale, KIKO Milano è dunque intenzionata a crescere ancor di più nei mercati esteri, focalizzandosi verso le regioni mediorientali e asiatiche. “C’è del coraggio e dell’ottimismo nella nostra strategia di espansione”, conclude Cristina Scocchia, “consideriamo la pandemia come una parentesi negativa, ma che non può durare per sempre”.

  • Gruppo Green Power e Superbonus 110%: le soluzioni per la riqualificazione energetica

    Gruppo Green Power occupa una posizione di primo piano nel settore dell’efficientamento energetico: oggi è impegnata anche nel fornire servizi e consulenza legati al Superbonus 110% e all’Ecobonus.

    Gruppo Green Power

    Gruppo Green Power: Superbonus 110%, i dettagli da considerare

    La misura del Superbonus 110% è stata introdotta dal Governo Italiano nel D.L. “Rilancio” 19 maggio 2020, n. 34 con il fine di incentivare a livello nazionale la riqualificazione energetica degli edifici. L’incentivo è determinato in una detrazione pari al 110% e si applica sulle spese sostenute nell’arco temporale 1° luglio 2020 – 30 giugno 2022. La normativa prevede inoltre per i condomini un’estensione della durata fino al 31 dicembre 2022: questo nel caso in cui almeno il 60% dei lavori sia stato completato entro il 30 giugno 2022. Gruppo Green Power, aggiornato costantemente sugli sviluppi del settore energetico, mette a disposizione un team di esperti per supportare i clienti nelle procedure necessarie per accedere alla misura del Superbonus 110%. In particolare, il Gruppo offre servizi e consulenza nelle operazioni di verifica, come ad esempio sopralluoghi, verifiche catastali e rilascio del pre-Attestato di Prestazione Energetica (APE). Tutto questo è affiancato dal costante supporto di Gruppo Green Power sia nelle pratiche amministrative sia nella scelta delle migliori soluzioni per incrementare l’efficienza energetica dell’immobile.

    Gruppo Green Power: lavori “trainanti” e “trainati” e le altre soluzioni per l’efficientamento

    Nell’ambito del Superbonus 110%, i lavori da eseguire prevedono un miglioramento di almeno due classi energetiche per l’edificio e consistono in due tipologie differenti: i lavori “trainanti” (impianto di riscaldamento e cappotto termico) e i lavori “trainati” (impianti fotovoltaici e serramenti). Una misura di incentivazione, dunque, molto significativa e che rientra nelle importanti opere finalizzate a ottimizzare il consumo delle risorse energetiche. Tra queste in Italia è tuttora attiva la misura dell’Ecobonus, prorogata dal D.L. Rilancio 34/2020. Anche in questo caso Gruppo Green Power offre professionalità e consulenza per beneficiare delle detrazioni, che sono pari al 65% e al 50%: applicando lo sconto in fattura il Gruppo può anticipare le spese necessarie e recuperarle successivamente in qualità di creditore d’imposta. Le detrazioni fiscali per la riqualificazione del patrimonio edilizio (ecobonus, bonus casa, facciate e verde) sono state inoltre prorogate al 31 dicembre 2021 dalla nuova legge di stabilità. Insieme al Superbonus 110%, un’occasione in più per scegliere i servizi e l’esperienza di Gruppo Green Power.

  • BCC Lombardia, arriva la riconferma dell’avvocato Alessandro Azzi: sarà ancora Presidente

    Credito Cooperativo lombardo: sarà ancora Alessandro Azzi a portare avanti l’impegno delle Banche su territori e mutualismo.

    Alessandro Azzi

    Federazione BCC lombarde, Alessandro Azzi: le priorità sono i nuovi bisogni di famiglie e imprese

    L’Assemblea della Federazione Lombarda delle Banche di Credito Cooperativo conferma ancora una volta Alessandro Azzi nel ruolo di Presidente. La decisione è stata annunciata dall’Assemblea delle BCC durante la riunione del 29 maggio scorso, in occasione dell’approvazione del Bilancio 2020 e del rinnovo del Consiglio d’Amministrazione. Durante la stessa giornata sono stati nominati inoltre i membri del Collegio Sindacale e del Collegio dei Probiviri. La rielezione estende l’incarico di Alessandro Azzi fino ai prossimi tre anni: l’avvocato, Presidente dal 1991 e con un’esperienza di 26 anni alla guida di Federcasse, ha accettato con soddisfazione la riconferma del mandato, dicendosi grato della possibilità di affrontare la sfida che attende la Federazione. Da un lato renderla “sempre più protagonista di iniziative a sostegno dei territori”, dall’altro rafforzarne “l’identità mutualistica ed il ruolo sociale delle BCC”. Oggi la realtà guida una rete di 800 sportelli, oltre 200.000 soci e 5.700 dipendenti. Il suo impegno è stato fondamentale durante un 2020 particolarmente complesso: “Le BCC lombarde hanno confermato la propria missione – è il commento di Alessandro AzziAbbiamo dimostrato vicinanza e sostegno alle comunità in cui operiamo e di cui le BCC sono componenti strutturali”.

    Alessandro Azzi: la crescita delle BCC è testimonianza degli sforzi compiuti durante la pandemia

    A conferma dell’impegno portato avanti dalle Banche in Lombardia, il trend positivo del primo trimestre 2021, preceduto da un 2020 che, rivela Alessandro Azzi, ha registrato un incremento di volumi e delle quote di mercato del Credito Cooperativo. “Da parte loro anche le comunità hanno riconosciuto l’impegno e il protagonismo delle nostre BCC, dando loro fiducia”, è stato il commento del Presidente. Nel prossimo triennio la strategia della Federazione si concentrerà in particolare sul supporto a famiglie e imprese. Pandemia e crisi economica hanno messo il Paese a dura prova, dando vita a nuove esigenze soprattutto sui territori. In linea con l’obiettivo, la Federazione intende “rappresentare sempre di più un luogo di incontro e di scambio virtuoso” tra gli attori coinvolti. “Siamo convinti che, soprattutto in questo momento storico, l’unione faccia la forza – ha dichiarato Alessandro Azzi a chiusura dell’Assemblea – per questo colgo con piacere e gratitudine questa sfida, per cui mi è stato chiesto di continuare il mio percorso alla presidenza per un altro triennio, con il doppio obiettivo di rendere la Federazione sempre più protagonista di iniziative, come ad esempio ‘Mutue di Comunità’ e ‘CreaWelfare’ a sostegno dei territori di riferimento”.

  • EssilorLuxottica, accordo rinnovato con Tory Burch. Francesco Milleri: “Continueremo a innovare”

    Prosegue la strategia di crescita di EssilorLuxottica: il leader dell’eyewear e dell’eyecare guidato da Francesco Milleri ha rinnovato l’accordo di licenza con Tory Burch fino al 2030.

    Francesco Milleri

    EssilorLuxottica, Francesco Milleri: "Tory Burch marchio che completa nostro portafoglio"

    La multinazionale italo-francese mette un altro tassello e rafforza la posizione raggiunta nel settore dell’eyewear e dell’eyecare. Lo scorso 21 giugno EssilorLuxottica ha rinnovato l’accordo di licenza in esclusiva con il marchio Tory Burch. La partnership, con scadenza al 31 dicembre 2030, riguarda progettazione, produzione e distribuzione mondiale di occhiali da vista e da sole. Francesco Milleri, recentemente riconfermato Amministratore Delegato, ha dichiarato che la società è "felice di proseguire la collaborazione con Tory Burch". Il marchio statunitense, ha aggiunto, "completa perfettamente il nostro portafoglio". Soddisfazione anche per Pierre-Yves Roussel, AD di Tory Burch, che ha definito EssilorLuxottica un "grande partner con cui condividiamo l’impegno a innovare in questa importante categoria". Con l’accordo le due realtà guardano al futuro: "Continueremo a innovare insieme nello stile e nel design – ha commentato Francesco Milleriper esprimere l’essenza del marchio nel mondo dell’eyewear".

    EssilorLuxottica, gli obiettivi della nuova gestione di Francesco Milleri

    L’operazione conclusa riflette le ambizioni di EssilorLuxottica per il futuro. Con la riconferma di Francesco Milleri come Amministratore Delegato, il Gruppo si trova, secondo le parole del Presidente Del Vecchio, all’inizio di una nuova era. Il processo di integrazione tra Essilor e Luxottica iniziato nel 2018 può infatti dirsi definitivamente concluso con successo. Durante l’Assemblea degli Azionisti che lo scorso 21 maggio ha eletto il nuovo CdA, Francesco Milleri ha evidenziato i risultati ottenuti negli ultimi anni, confermando "sinergie cumulative da 300 milioni di euro a 350 milioni di euro entro la fine del 2021 e da 420 a 600 milioni di euro entro la fine del 2023". EssilorLuxottica attualmente ha raggiunto una posizione tale da essere in grado di "sovraperformare e trasformare" l’industria del settore. L’Amministratore Delegato ha subito messo in chiaro il prossimo obiettivo del Gruppo: non solo raggiungere, ma andare oltre i target di crescita prefissati per il 2021.

  • Massimo Malvestio: la grande crisi del Veneto e delle banche in “Mala Gestio”

    Massimo Malvestio: in “Mala Gestio, perché i veneti stanno tornando poveri” la lungimirante vision dell’avvocato ed editorialista trevigiano, oggi a Malta alla guida di Praude Asset Management LTD.

    Massimo Malvestio

    Massimo Malvestio: operazioni dissennate e controverse, la crisi finanziaria in Veneto nelle inchieste dell’avvocato

    I segni di un’imminente crisi erano lì sotto gli occhi di tutti: li ha elencati l’avvocato ed editorialista trevigiano Massimo Malvestio in “Mala Gestio, perché i veneti stanno tornando poveri”. Nel saggio, pubblicato nel 2012, sono raccolti otto anni di editoriali scritti per “Nordesteuropa” e “Corriere del Veneto”: operazioni dissennate, episodi controversi riguardanti banche, fondazioni, municipalizzate, aeroporti, autostrade che hanno portato il Veneto in quegli anni a perdere cifre colossali a danno di cittadini ed istituzioni. Ne emerge un territorio sempre più depauperato, in cui gli interessi personali hanno finito per prevalere sulle esigenze della collettività e dove “si dà molta più importanza alla stabilità del sistema bancario che alla tutela dei risparmiatori”. Lì ci sono i prodromi della crisi finanziaria ampiamente raccontata negli anni successivi dalle testate nazionali. Massimo Malvestio è tornato a parlarne nel 2017, intervistato da “Il Giornale di Vicenza”. L’avvocato ha spiegato come il Veneto paghi “una debolezza culturale e una naturale condiscendenza verso il più forte”. E “questo non è cambiato”: in Italia “il merito non vale e l’unico scopo dei controllori è giustificarsi e usare i loro poteri per intimidire coloro che li criticano”. È quindi “inevitabile che ci sia una selezione inversa, ed emergano i più funzionali a navigare in questo sistema che è caratterizzato dalla mancanza di etica”.

    Massimo Malvestio: intervista all’avvocato ed editorialista su “Mala Gestio, perché i veneti stanno tornando poveri”

    Il modus operandi denunciato in “Mala Gestio” dall’avvocato Massimo Malvestio è alla base degli enormi gravi danni erariali che paga il Paese: sono passati ormai dieci anni dalla pubblicazione ma ancora oggi basterebbe aprire un giornale per ritrovare episodi simili, a riprova di una mentalità efficacemente delineata su cui mai come oggi, alla luce dello scenario di crisi in cui versa l’intero Paese, è indispensabile un’attenta riflessione. L’avvocato si è trasferito a Malta, dove in qualità di Presidente del Comitato Investimenti guida Praude Asset Management Limited, società di gestione patrimoniale che fornisce servizi di investimento e opera su licenza della Malta Financial Services Authority (MFSA). Nell’intervista su “Mala Gestio”, Massimo Malvestio parla inoltre del sistema bancario. Le banche, per come sono state per 150 anni, stanno scomparendo: “La vera novità è nella tecnologia finanziaria e in chiunque saprà affrancarsi dalle banche e dai regolatori”. Il sistema attuale, secondo l’avvocato, è destinato ad implodere “perché i costi della regolamentazione non sono per nulla proporzionali ai benefici e ricadono su risparmiatori vittime del sistema”. Intanto avanza la tecnologia blockchain: le banche se ne dovrebbero appropriare “in maniera competitiva, altrimenti butteranno altri soldi”.

  • Didattica digitale: grazie a FME Education imparare diventa divertente

    Nata nel 2013, FME Education è una Casa Editrice di Milano. Oltre a promuovere iniziative a favore della valorizzazione del patrimonio culturale italiano, si impegna a fornire supporti digitali per studenti e docenti, così da realizzare percorsi formativi completi, innovativi e coinvolgenti.

    FME Education

    FME Education: le peculiarità della Casa Editrice

    Imparare non deve più essere un processo tedioso e staccato dai tempi del reale in cui viviamo. Imparare può diventare un impegno coinvolgente, capace di stimolare la curiosità e l’interattività. A questo ideale di formazione punta FME Education, Casa Editrice nata a Milano nel 2013 e specializzata nell’ambito educativo. L’obiettivo è promuovere la cultura attraverso la progettazione e realizzazione di contenuti digitali innovativi rivolti a studenti, insegnanti, famiglie e scuole. Il supporto alla didattica è a tutto tondo: la tecnologia in questo senso permette di raggiungere un pubblico sempre più vasto e numeroso e di valorizzare ancor più efficacemente l’inestimabile patrimonio culturale d’Italia. FME Education si rivolge così ai due luoghi elettivi della formazione: la scuola e la famiglia. La condivisione è, di fatto, la base per giungere alla conoscenza e alla maturazione.

    FME Education: un team vario di professionisti per imparare divertendosi

    Valorizzare il Paese attraverso i giovani e la cultura si può, soprattutto se si sfrutta la tecnologia in modo virtuoso, per avvicinare e non per isolarsi. Gli strumenti didattici digitali sono una risorsa importante che FME Education studia da tempo per fornire supporti didattici e porsi come un partner di primo piano per insegnanti, genitori e studenti. Ai docenti la Casa Editrice fornisce corsi di formazione e percorsi di studio, in famiglia porta invece a ragazzi e genitori degli strumenti utili per imparare divertendosi. FME Education basa la propria esperienza su un gruppo editoriale vario, composto da autori, redattori, docenti, creativi e consulenti, per un team tecnico e un team di protagonisti del mondo della formazione. L’approccio è quello ludo-didattico, secondo cui le informazioni e i concetti sono presentati sotto forma di esplorazione, sfida, scoperta e gioco. L’interazione è fondamentale. La Casa Editrice è inoltre attiva per la promozione delle iniziative nate con l’intenzione di diffondere e preservare il patrimonio culturale italiano.

  • Raffaello Molina: il percorso dell’architetto alla guida di Fondazione Prisma

    L’architetto Raffaello Molina ha contribuito alla realizzazione di diverse opere tra cui l’Europaallee a Zurigo e il Piano di quartiere Le Semine a Bellinzona.

    Raffaello Molina

    Raffaello Molina: gli anni della formazione e le prime attività professionali

    Raffaello Molina è un architetto con esperienze internazionali, protagonista della realizzazione di oltre 50 opere in tutta Europa. Nasce a Bellinzona, in Svizzera, nel 1976. Decide di seguire le orme del padre, l’architetto Renzo: dopo aver frequentato con successo il Quasar Institute for Advanced Design di Roma, inizia a collaborare con la Molina e Co. Architecture. Nei cinque anni passati nello Studio del padre si specializza nel project management, acquisendo solite competenze nel settore immobiliare e degli investimenti. Come responsabile della progettazione, Raffaello Molina si occupa della progettazione e della costruzione di diverse opere: le Scuole medie di Camignolo (Canton Ticino), la Sala comando del Centro manutenzione autostrade della Polizia stradale di Bellinzona, il nuovo Piano urbanistico per il lungomare di Ostia (Roma) e il progetto per il portale della galleria autostradale del Fréjus (lato Italia).

    Raffaello Molina: Consorzio Molina e Fondazione Prisma

    È il 2006 quando Raffaello Molina decide di mettersi in proprio. Nasce così quello che oggi è il Consorzio Molina. Sotto la sua guida la nuova realtà, attiva nella promozione immobiliare, si espande con l’apertura di sedi a Lugano, Zurigo, Bellinzona, Milano e Principato di Monaco. Un successo ottenuto con un servizio innovativo capace di supportare i clienti in ogni fase della progettazione immobiliare, dall’acquisto dei terreni fino a costruzione e post-vendita. Sono più di 50 le opere che il Consorzio ha realizzato fino a oggi. Oltre a numerose abitazioni di lusso in aree come quella di Lugano, anche l’Europaallee di Zurigo, il Piano di quartiere Le Semine di Bellinzona e il Piano di quartiere dell’Ex-Coray. Oltre a guidare il Consorzio, attualmente Raffaello Molina è anche Presidente della Fondazione Prisma. Da lui fondata, la no profit nasce nel 2020 con l’obiettivo di promuovere il rilancio del patrimonio edilizio e culturale italiano. Tramite percorsi di riqualificazione e rigenerazione di spazi come palazzi, siti industriali, cinema o giardini in disuso, Fondazione Prisma punta alla valorizzazione dei territori e delle comunità sia sotto il profilo culturale che turistico.

  • La certificazione di Serenissima Ristorazione per valutare il proprio impatto ambientale

    Serenissima Ristorazione ha recentemente ottenuto la registrazione Eco-Management and Audit Scheme (EMAS). La società guidata da Mario Putin compie quindi un ulteriore passo avanti nella misurazione del proprio impatto ambientale.

    Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione: le novità in materia di sostenibilità ambientale

    Serenissima Ristorazione ha guadagnato la registrazione Eco-Management and Audit Scheme (EMAS), metodologia su base volontaria creata dall’Unione Europea per un pubblico composto da organizzazioni (imprese, enti pubblici, ecc.), con l’obiettivo di fare una stima e migliorare la propria impronta sull’ecosistema naturale, portando all’attenzione di clienti e altri attori interessati novità in materia della propria gestione ambientale. Lo scopo primario dell’EMAS è aiutare nella realizzazione di uno sviluppo economico che includa anche la sostenibilità, evidenziando la centralità e le responsabilità delle imprese. Inoltre, EMAS induce miglioramenti continui negli indicatori delle prestazioni ambientali delle aziende grazie all’introduzione e alla compliance da parte delle aziende di un codice organizzativo e la rendicontazione di una specie di “dichiarazione” ambientale. Nel dettaglio, il sistema di gestione ambientale si ispira al regolamento UNI EN ISO 14001, di cui sono replicate tutte le caratteristiche. Inoltre, il dialogo a porte aperte con gli interessati comporta che le imprese pubblichino, revisionandola poi periodicamente, una Dichiarazione in cui sono riportati dati importanti sotto il profilo dell’impatto ambientale. Maggiori informazioni sono disponibili pubblicamente sul website corporate di Serenissima Ristorazione, alla webpage “Certificazioni”, in cui sarà possibile scaricare il file della dichiarazione ambientale.

    Serenissima Ristorazione: il profilo corporate

    Serenissima Ristorazione è una realtà leader nel comparto della ristorazione commerciale e collettiva, in grado di gestire la distribuzione di 50 milioni di pasti all’anno, in sinergia con 14 consociate e con più di 9.000 dipendenti in Italia e all’estero, che contribuiscono ad un fatturato consolidato di oltre 412 milioni di euro. La società di Vicenza lavora in ottica di global service e negli anni si è contraddistinta per un servizio integrato capace di rispondere a necessità sempre più specifiche da parte della clientela. Il concetto di ristorazione sposato da Serenissima Ristorazione si basa su una visione e su valori ben definiti, che sono quelli di una sana cultura dell’alimentazione e di una ristorazione amica dell’ambiente. La società si rifornisce unicamente da imprese la cui qualità è assicurata e dimostrabile grazie alle certificazioni, privilegiandone la competenza e la competitività. La scelta e il controllo sulle materie prime e sui fornitori costituiscono una parte centrale della verifica da parte del brand di un elevato livello di qualità di prodotti e servizi: in questo si integra anche la certezza nella tutela della salute della clientela. Infine, la supervisione continuativa sui processi produttivi è essenziale per minimizzare possibili sprechi e inefficienze organizzative.

  • Massimo Malvestio: l’editoriale del 2005 in cui ripercorre la storia della DC in Veneto

    “Due anime, un partito, una società. Che non c’è più”: l’editoriale in cui l’avvocato Massimo Malvestio ripercorre la storia della Democrazia Cristiana in Veneto.

    Massimo Malvestio

    Massimo Malvestio: nella storia delle due anime della DC 50 anni di sviluppo del Nordest

    Se la Democrazia Cristiana è riuscita a imporsi per 50 anni in Veneto è “anche grazie alla coesistenza” di due anime “che si sono reciprocamente condizionate e che hanno dovuto apprendere ciascuna qualcosa dall’altra ma che sono, nel loro complesso, riuscite a produrre una classe dirigente che era tale”: lo scrive l’avvocato Massimo Malvestio in un editoriale pubblicato nel 2005 da “Nordesteuropa”, ripreso nuovamente nei giorni scorsi anche su “Venezie Post”. Nella storia delle due anime della DC, come osserva l’avvocato, ci sono i 50 anni di sviluppo del Nordest: da una parte “chi studiava e con la cultura politica mirava a trasformare la società” e dall’altra “chi organizzava il territorio in una prassi di governo”. E in merito cita un episodio del 1955, piuttosto emblematico: nell’aprile di quell’anno il Vescovo di Treviso Antonio Mantiero pubblicò una lettera pastorale intitolata “Scribo vobis iuvenes” con la quale invitava i giovani della diocesi impegnati politicamente a tenersi lontani da “certi pericoli” come “la propaganda a sfondo materialista” e le “dottrine pericolose” diffuse da “certa stampa e movimenti d’oltr’Alpe”. Secondo alcune voci a ispirare la missiva fu l’allora Vice Segretario della DC Mariano Rumor, preoccupato per gli eventuali sviluppi che avrebbe potuto prendere il dibattito sorto in quei giorni all’interno del partito a Treviso tra un nutrito gruppo di giovani, in stretto collegamento anche con altre città del Veneto e di altre parti d’Italia. L’episodio, secondo Massimo Malvestio, rende efficacemente l’idea del clima che si respirava in quegli anni: “Un gruppo di ventenni era in grado di attirare l’attenzione del vice segretario di quello che al tempo era di gran lunga il primo partito italiano e con esso delle gerarchie ecclesiastiche”.

    Massimo Malvestio: l’equilibrio s’incrina già negli anni Ottanta preparando il deserto di oggi

    “La vitalità dei giovani democristiani trevigiani aveva il pari nell’acceso dibattito che si era sviluppato pressoché in contemporanea nella Gioventù di Azione Cattolica nei quali si distinguevano, oltre a molti futuri dirigenti della Democrazia Cristiana, anche personaggi destinati a divenire riferimenti della sinistra estrema come Toni Negri o Lucio Magri”, scrive l’avvocato Massimo Malvestio, sottolineando come alla base del predominio incontrastato della DC in Veneto ci fosse questa “sintesi dinamica e originale tra due visioni apparentemente antitetiche”. Negli anni Ottanta però l’equilibrio comincia a incrinarsi e la coesistenza tra quelle due anime diviene “paralisi prima e diaspora poi”, come spiega l’avvocato: “La crisi di quella convivenza è cominciata con la radicale modifica dell’assetto economico della regione che sempre più ha chiesto alla politica non già di provvedere i mezzi per lo sviluppo ma più semplicemente di conservare i benefici portati dallo sviluppo raggiunto. La Chiesa, nel frattempo, ha perduto la capacità di attrarre e di condizionare. La progressione coerente di una politica basata sulla rappresentanza di interessi avrebbe probabilmente portato la parte moderata della DC ad evolvere verso un partito conservatore regionale come la CSU in Baviera e non è un caso che più volte il richiamo a quel modello echeggiasse nel corso degli anni Ottanta anche in risposta ad una contrapposizione sempre più nominale con le forze di origine marxista. Una prospettiva inaccettabile per molta parte della sinistra democristiana”. Da allora diverse esperienze politiche si sono succedute in Veneto: “Molti partiti sono nati, si sono scissi e sono morti in una sola legislatura e consensi anche significativi sono stati raccolti per sparire senza alcuna evidente ragione alla tornata elettorale successiva”. Secondo l’avvocato Massimo Malvestio dunque i tempi di “Scribo vobis iuvenes” sono passati per sempre: anche quando si è verificata “una significativa continuità nell’azione di governo, com’è accaduto al vertice della Regione”, non è mancata “una sensazione di precarietà dovuta alla mutabilità del contesto con una variabilità continua a tutti i livelli territoriali inferiori con l’effetto che qualsiasi azione di coordinamento, quelle poche volte in cui è stata tentata, è parsa velleitaria”.

  • EssilorLuxottica: Francesco Milleri ancora alla guida del Gruppo, riconfermato AD

    Felice di continuare a lavorare con Paul e di guidare EssilorLuxottica attraverso un nuovo capitolo della sua storia, raggiungendo ulteriori traguardi e creando valore per tutti i nostri stakeholder: Francesco Milleri, AD di EssilorLuxottica.

    Francesco Milleri

    EssilorLuxottica, Francesco Milleri AD: continuerà a guidare il Gruppo “in un nuovo capitolo della sua storia”

    “Ringrazio il consiglio e l’azienda intera per aver creduto in me e in tutto il management team del gruppo”: riconfermato alla guida di EssilorLuxottica lo scorso 21 maggio dal nuovo CdA eletto nel corso dell’Assemblea annuale degli Azionisti, Francesco Milleri ha accolto con queste parole la notizia. Insieme a Paul du Saillant, designato Vice Amministratore Delegato su indicazione del CdA presieduto da Leonardo Del Vecchio, Francesco Milleri continuerà a guidare il Gruppo verso i nuovi traguardi prefissati, forte anche della performance positiva registrata lo scorso anno. “I solidi risultati per il 2020 dimostrano la forza del nostro modello di business e i vantaggi della nostra integrazione”, si legge nel messaggio indirizzato agli Azionisti in occasione dell’Assemblea: “Siamo riusciti a rafforzare la nostra pipeline di innovazione sfruttando le risorse di entrambi, sia di Essilor che di Luxottica”.

    Francesco Milleri: aiutare le persone a vedere meglio, vivere meglio e godere appieno della vita la nostra Mission

    Prosegue quindi il percorso di Francesco Milleri alla guida di EssilorLuxottica: sul fronte dell’integrazione sono già stati fatti “passi da gigante”, come sottolinea il messaggio scritto insieme al Vice AD Paul du Saillant, e “possiamo confermare sinergie cumulative per 300-350 milioni di euro entro la fine del 2021 e per 420-600 milioni entro la fine del 2023”. Oggi EssilorLuxottica è ben posizionata “per sovraperformare e trasformare il settore dell’eyewear e dell’eyecare”: si continuerà a lavorare in questa direzione “per garantire il benessere della nostra azienda e dei suoi dipendenti, con una tabella di marcia chiara in modo da raggiungere tutti i nostri obiettivi nel 2021 e oltre”. E “al nostro fianco avremo migliaia di talenti per realizzare la nostra Mission: aiutare le persone a vedere meglio, vivere meglio e godere appieno della vita”. Insomma, come emerge dalle parole dell’AD Francesco Milleri, si guarda al futuro con grande fiducia: “Sono felice di continuare a lavorare con Paul e di guidare EssilorLuxottica attraverso un nuovo capitolo della sua storia, raggiungendo ulteriori traguardi e creando valore per tutti i nostri stakeholder”.

  • Luciano Castiglione: l’analisi sul potenziale dell’idrogeno nel settore dell’energia

    Nel contesto della transizione sostenibile oggi in corso, numerosi sono gli studi sull’impiego dell’idrogeno come elemento non inquinante. Luciano Castiglione, professionista nel settore energetico, in un recente intervento ha fatto il punto della situazione in merito.

    Luciano Castiglione

    Idrogeno: l’analisi di Luciano Castiglione su come accelerare la decarbonizzazione

    Trasporti, siderurgia, produzione chimica e riscaldamento sono alcuni dei comparti che maggiormente possono avvantaggiarsi dell’idrogeno per ridurre le emissioni inquinanti. È l’esperto Luciano Castiglione a fare ordine su una materia tanto dibattuta ultimamente come quella della sostenibilità ambientale, in particolare focalizzando l’attenzione sul ruolo dell’idrogeno. Tale elemento chimico, per alcuni aspetti, è infatti considerato un grande alleato nella decarbonizzazione dell’economia e dell’industria: questo perché la sua combustione, dotata di elevata resa energetica, genera acqua come unico scarto del processo produttivo, permettendo così di tagliare le emissioni inquinanti. Nel caso dei trasporti, a beneficiarne maggiormente sarebbe soprattutto la mobilità pesante, con tir, camion e veicoli commerciali in prima linea: il vantaggio consisterebbe inoltre in un’autonomia doppia rispetto ai veicoli elettrici e in tempi di ricarica inferiori. Nel settore del riscaldamento, prosegue Luciano Castiglione, l’utilizzo domestico dell’idrogeno si inserirebbe come alternativa al gas di origine fossile, in Europa tuttora dominante. In altri processi industriali, in aggiunta, l’idrogeno può sostituire i combustili fossili grazie alla sua capacità di generare calore a elevate temperature.

    Luciano Castiglione: idrogeno “verde” ed “European Hydrogen Strategy”

    È tuttavia necessario considerare che non tutte le tipologie di idrogeno sono al 100% sostenibili: ciò dipende dalle modalità di produzione. Nel quadro della rivoluzione ecologica, è la tipologia dell’idrogeno “verde” a poter azzerare completamente l’impatto sull’ambiente: come evidenziato da Luciano Castiglione, il risultato è raggiunto mediante elettrolisi dell’acqua, alimentata da energie derivanti da fonti rinnovabili. Per quanto ci sia ancora lavoro da compiere, la direzione intrapresa dal mondo produttivo e da quello istituzionale sembra convergere verso il medesimo obiettivo. Questo, prosegue Luciano Castiglione nell’intervento, emerge anche nella scelta effettuata dalla Commissione Europea in materia di strategia sostenibile e idrogeno. Attraverso la “European Hydrogen Strategy”, l’intento è infatti quello di sostituire i combustibili fossili e realizzare un sistema energetico comunitario di almeno 40GW di elettrolizzatori per l’idrogeno rinnovabile e fino a 10 milioni di tonnellate prodotte. Un obiettivo che l’Unione Europea intende raggiungere entro il 2030 attraverso l’aumento della capacità sostenibile, maggiori sostegni verso la ricerca e l’innovazione, nonché investendo in modo significativo nelle infrastrutture.

  • Acciaio green: l’impegno di Gruppo Riva

    Il Rapporto 2021 di Circular Economy Network, il documento “Verso un modello di economia circolare per l’Italia”: Gruppo Riva, tra i principali produttori siderurgici a livello europeo, appoggia pienamente queste nuove linee guida per la sostenibilità e la transizione ecologica.

    Gruppo Riva

    Gruppo Riva: gli sforzi in materia di economia circolare

    Il Rapporto 2021 di Circular Economy Network ha evidenziato come, grazie all’economia circolare, si possa ridurre il consumo di materiali e tagliare le emissioni di gas serra in modo significativo. L’Italia è molto attenta a queste nuove tematiche riguardanti la sostenibilità e ricopre un ruolo primario nel contesto europeo grazie alle politiche attuate in materia di riciclo, produzione e tasso di utilizzo circolare di materiali. Il Rapporto ha sottolineato come sia necessario procedere sempre più seguendo questa strada, in armonia con le iniziative di istituzioni, imprese e società civili in ottica di una collaborazione globale. Gruppo Riva, leader in Italia e tra i primari operatori europei dell’acciaio, rappresenta una realtà imprenditoriale al centro di tali politiche. Il Gruppo ha abbracciato in toto questi sistemi di produzione sostenibile, sfruttando le proprietà green dell’acciaio. I rottami ferrosi, classificati come “end of waste” secondo il Regolamento Europeo 333/2011, sono impiegati infatti per alimentare i forni elettrici, rendendo così la produzione siderurgica ancor più sostenibile.

    “Verso un modello di economia circolare per l’Italia”: il contributo di Gruppo Riva

    Il documento “Verso un modello di economia circolare per l’Italia” è stato predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Ambiente. Gruppo Riva lo abbraccia a pieno, seguendone le linee guida per cambiare i paradigmi dei sistemi produttivi in ottica sostenibile. L’economia circolare in questo senso è definita come “una risposta economica, sociale e culturale allo spreco di risorse in via d’esaurimento”. È di fatto il motore del cambiamento e “chiave di competitività sui mercati”. Tali obiettivi sono condivisi da Gruppo Riva, che già da tempo si impegna a incrementare i propri sforzi per favorire il raggiungimento dei target necessari a livello europeo e globale per il successo della transizione ecologica.

  • Gianni Lettieri: le iniziative per contrastare l’emergenza sanitaria

    Il Presidente di Atitech Gianni Lettieri è stata una delle figure che ha maggiormente contribuito alla lotta contro il Coronavirus, aiutando la sua città attraverso iniziative solidali, forniture di materiali e spazi da destinare alla vaccinazione dei cittadini.

    Gianni Lettieri

    Gianni Lettieri: Atitech è finalmente Covid free

    Gianni Lettieri, Presidente di Atitech, ha annunciato che l’azienda di manutenzione aeronautica è Covid free. Lo ha reso noto in un video pubblicato sul sito aziendale a fine maggio in cui ha fatto sapere che tutti i dipendenti sono stati vaccinati. “Atitech è la prima società in Europa di manutenzione aeronautica Covid free”, ha orgogliosamente comunicato. Si tratta di un traguardo importante che va a conclusione di una serie di iniziative intraprese dall’azienda per la lotta contro la pandemia. A inizio 2020, ad esempio, Atitech ha donato 20.000 mascherine ffp2 alla Regione Campania e, durante il periodo natalizio, ha aperto le porte della mensa alle famiglie napoletane in difficoltà.

    Gianni Lettieri mette a disposizione hangar di Capodichino per realizzare il più grande hub vaccinale del Sud Italia

    Uno dei contributi più significativi di Atitech volti a superare la pandemia è stata la fornitura di un intero hangar alla Regione Campania e alle Asl del napoletano, per allestire un enorme hub vaccinale. Nel suo annuncio, Gianni Lettieri ha spiegato: “Abbiamo messo a disposizione del sistema sanitario campano l’hangar Avio 2 per accelerare la somministrazione dei vaccini ai cittadini napoletani, liberandolo, con fatica e in tempi record, dalle lavorazioni che gli operai stavano effettuando e facendone un hub vaccinale di eccellenza italiana”. Grazie ad uno spazio complessivo di oltre 10mila mq, è stato possibile allestire 32 box per la somministrazione del vaccino e 14 postazioni per l’accettazione, in cui circa 150 unità del personale sanitario possono operare. Una scelta coraggiosa quella di offrire alla comunità una parte della propria base operativa, ma il Presidente si dice orgoglioso “di averlo fatto, anche perché i nostri clienti sanno di poter contare su una struttura che ha a disposizione ulteriori hangar per ospitare 16 aerei in linea di lavorazione e 15 nelle aree di parcheggio”.

  • KIKO Milano, l’AD Cristina Scocchia a “Business People”: misure chiare e veloci per la ripartenza

    Verso quale direzione intervenire per superare in modo efficace la crisi indotta dalla pandemia? Nelle parole di Cristina Scocchia, AD di KIKO Milano, alcune indicazioni sulla ripartenza del settore produttivo nazionale.

    Cristina Scocchia

    Agire con forza e velocità contro la crisi: la riflessione dell’AD Cristina Scocchia

    “In una pandemia globale, ci sono Paesi che, grazie alla capacità reattiva dei loro Governi, costituiscono un vantaggio competitivo per le imprese. Dobbiamo lavorare affinché per le nostre aziende essere italiane non si trasformi in uno svantaggio competitivo”: è sottolineato con chiarezza il messaggio che l’AD Cristina Scocchia affida alle pagine di “Business People”, per ripensare gli strumenti a disposizione delle imprese e puntare su sburocratizzazione, innovazione e soprattutto tempestività contro la crisi. “Occorre imparare da quanto accaduto”, spiega l’AD nell’intervista, “perché ogni tentennamento nella gestione dell’emergenza economica rischia di costarci carissimo”: se in una fase iniziale il focus ha giustamente riguardato l’emergenza sanitaria, oggi bisogna agire sul fronte economico “con forza e velocità, adottando poche misure chiare ed efficaci”. Così come in medicina, prosegue l’AD Cristina Scocchia, anche in economia “prevenire è meglio che curare”: essenziale dunque intervenire con velocità “se non vogliamo vedere impennarsi drammaticamente la curva dei disoccupati e delle famiglie sotto la soglia della povertà”, aggiunge l’AD nell’intervista.

    Cristina Scocchia: l’importanza di misure tempestive per il rilancio economico

    Da cosa ripartire, dunque, per garantire slancio sia al mondo dell’impresa che ai consumi familiari? Secondo Cristina Scocchia, liquidità e tempestività rappresentano parole chiave con cui non ci si può permettere tentennamenti: “Per le aziende e le famiglie è vitale, ma – ripeto – deve essere tempestiva”, specifica l’AD a “Business People”. Come già evidenziato in passato dalla manager, a fare la differenza nell’emergenza è stata proprio la capacità di gestione e reazione alla crisi, messa in campo in modalità eterogenee da parte di Governi e Pubblica Amministrazione nei diversi Paesi. I ritardi in Italia, ad esempio, hanno riguardato l’erogazione sia della cassa integrazione ai lavoratori che dei prestiti garantiti alle aziende. Questo nonostante l’impegno delle banche e di SACE.

  • Massimo Rizza: carriera e riconoscimenti

    Le principali tappe della carriera di Massimo Rizza, contabile che ha maturato un’importante esperienza sia presso il Collegio dei Ragionieri che presso l’ODCEC di Milano.

    Massimo Rizza

    Massimo Rizza: formazione e prime esperienze professionali

    Attualmente alla guida dello Studio omonimo, Massimo Rizza è un commercialista, revisore e conciliatore societario che vanta una carriera da protagonista nel settore della contabilità. Subito dopo aver conseguito il diploma di ragioniere e l’abilitazione alla professione, si iscrive alla facoltà di Scienze Economiche dell’Università degli Studi “Guglielmo Marconi”. Contemporaneamente agli studi, verso la fine degli anni ’80 collabora con il fratello alla fondazione dello Studio Rizza, che oggi è composto da commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro. Dopo i primi anni di esperienza come commercialista e il conseguimento della laurea breve, Massimo Rizza si impegna attivamente per la sua categoria professionale. Come delegato di Milano, nel 2009 fa il suo ingresso nella Cassa Nazionale dei Ragionieri, ruolo che manterrà per 5 anni: è l’inizio di un percorso che in poco tempo lo porterà ai vertici dell’Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano.

    Massimo Rizza: l’impegno per l’ODCEC di Milano

    Nel 2012 è la volta della nomina come membro del Consiglio della Fondazione dell’ODCEC di Milano. Due anni più tardi Massimo Rizza assumerà lo stesso ruolo, stavolta nel Consiglio dell’Ordine, dove rimane fino al 2020. Tra gli incarichi ricoperti anche quello di Segretario, occupandosi tra l’altro in qualità di delegato dal consiglio delle seguenti commissioni di studio: Bilancio integrato e sociale, compliance e modelli organizzativi, finanziamenti e bandi, semplificazione, startup, principi contabili. Inoltre, nel 2018, presiede la commissione dedicata all’analisi e alla classificazione dei Bilanci 2017 delle aziende non quotate con fatturati sotto i 100 milioni (Oscar del Bilancio, promosso da FERPI). Conclusasi l’esperienza nell’ODCEC, oggi è tornato a concentrarsi sulle attività dello Studio fondato con il fratello. Il suo impegno per la categoria gli è valso una medaglia al merito da parte del Collegio dei Ragionieri di Milano e Lodi (oggi ODEC). In aggiunta, Massimo Rizza è stato e continua ad essere impegnato nel sociale.

  • Gli ingredienti del successo di Kiko raccontati da Cristina Scocchia

    L’Amministratore Delegato di Kiko Cristina Scocchia racconta di come l’azienda abbia affrontato la pandemia e dei progetti in cantiere.

    Cristina Scocchia

    Il 2020 di Kiko raccontato da Cristina Scocchia

    Il 2020 è stato un anno duro per tutti e non sono molte le aziende che possono affermare di esserne uscite più forti di prima. Kiko è però tra queste. L’azienda italiana di cosmetici con sede a Bergamo non si è fatta frenare dalla pandemia e ha anzi incrementato gli investimenti. L’Amministratore Delegato Cristina Scocchia spiega che buona parte del merito è da ascrivere al successo raggiunto nel biennio 2018-2019. È proprio il turnaround di questi due anni che "ha permesso di gettare le basi strategiche che si sono rivelate essenziali per essere resilienti durante la pandemia". Alla base di questi risultati ci sono stati tre ingredienti fondamentali: innovazione del prodotto, digitalizzazione dell’azienda e crescita dell’e-commerce, anche su piattaforme come Amazon e Zalando. Così, nonostante l’azienda sia stata costretta a chiudere il 99% dei negozi fisici durante la prima ondata e il 40% durante la seconda, Kiko si è dimostrata più resiliente che mai.

    Cristina Scocchia: entro il 2023 apriremo 300 nuovi punti vendita

    Durante la pandemia, l’azienda si è data da fare, riuscendo ad approdare in tre nuovi mercati: Grecia, Balcani ed Arabia Saudita, creando anche 300 nuovi posti di lavoro. Inoltre, come sottolinea l’AD Cristina Scocchia, un altro aspetto importante da tenere a mente quando si pensa alla risposta di Kiko alla pandemia riguarda il rifinanziamento da 270 milioni di euro (100 dei quali garantiti da Sace), e grazie a cui si può "proseguire nel percorso di crescita internazionale dell’azienda: il piano per il 2020-2023 prevede l’apertura di 300 monomarca, che si aggiungono ai 900 attuali, di cui cento nel 2021 in nuovi Paesi come Filippine, Tailandia, Indonesia, Slovenia, Croazia, Ucraina, Algeria, Marocco, Tunisia, Giordania, creando circa mille posti di lavoro inclusi i 300 del 2020".

  • Massimo Malvestio: la legge Madia a cinque anni dall’approvazione, l’intervista

    “Draghi dovrebbe cercare di rilanciare la legge Madia ma i partiti non glielo permetteranno”: la realtà delle municipalizzate nell’intervista a Massimo Malvestio, avvocato ed editorialista.

    Massimo Malvestio

    Massimo Malvestio: gli interessi dei partiti nelle società a partecipazione pubblica

    Di pochi giorni fa l’ennesima sentenza che condanna Asco Holding, la società “nei fatti governata dalla Lega”, a pagare circa 10 milioni di euro ai Comuni per aver attribuito un valore inferiore alle loro quote. Per la holding un’altra sconfitta. Per Plavisgas, il nucleo di azionisti privati di cui l’avvocato Massimo Malvestio è socio e ispiratore, invece un’ulteriore vittoria nella battaglia che porta avanti da anni per chiedere il pieno rispetto della legge Madia. “Una legge che gli enti pubblici e i partiti sembrano più impegnati ad aggirare che ad applicare” scrive “Venezie Post” che ha intervistato in merito l’avvocato trevigiano, oggi a Malta dove guida in qualità di Presidente Praude Asset Management Ltd. Secondo Massimo Malvestio la vicenda Asco Holding dimostra come i partiti non siano intenzionati a mollare la presa sulle municipalizzate: “Le società a partecipazione pubblica piacciono a tutti. Piacciono ai partiti, a tutti i partiti. Appena un partito arriva in giunta, comincia a mostrare un apprezzamento del tutto nuovo per le partecipate dell’ente. Mano a mano poi che familiarizzano con la gestione, l’attaccamento diventa morboso. Anche i giudici, compresi quelli contabili, hanno dato prova di essere spesso molto comprensivi verso queste strutture”. La legge Madia sulle società a controllo pubblico è stata approvata cinque anni fa ma, al di là di una “prima formale applicazione” che ha portato alla chiusura di alcune società “per lo più del tutto marginali”, la realtà non sembra essere cambiata.

    Massimo Malvestio: la Madia, un’ottima legge e un’alternativa tra il controllo dei partiti e le privatizzazioni

    Oggi la realtà non parla solamente di buone società mai vendute ma anche di una ripresa dell’espansione, come evidenzia l’avvocato Massimo Malvestio nell’intervista dello scorso 1° giugno: “Asco Holding sta comprando azioni Ascopiave. Lo stesso sta accadendo in Iren. Torino e Genova stanno comprando e pagano persino premi sul prezzo di mercato. È vero che Iren è quotata e quindi la partecipazione diretta è legittima, ma non mi pare proprio che la legge Madia legittimasse la ri-espansione. I Comuni piangono il morto dicendo che non hanno denari per l’ordinaria amministrazione, ma hanno denari per comprare azioni in borsa”. Questo dunque il quadro: i Comuni tornano ad acquistare quote di società pubbliche e raramente per gestirle bene. Perché se la natura delle società a controllo pubblico dovrebbe essere quella di garantire servizi o investimenti che i privati non trovano conveniente fare, ma che sono fondamentali per lo sviluppo di una comunità, oggi lo scopo sembra essere quello di distribuire dividendi ai Comuni e occupare posti nei CdA da parte delle seconde file dei partiti: “Di fatto è molto più facile alzare una tariffa che imporre un’imposta. I partiti hanno capito che con la gestione delle tariffe, e di un enorme patrimonio che già esiste, si possono ottenere grandi entrate per gli enti senza che nessuno protesti. Anzi: la narrazione è che gli utili sono l’effetto dell’opera di grandi manager”. Uomini spesso impreparati? Secondo Massimo Malvestio “vi sono società pubbliche dove i manager potrebbero essere stati scelti da qualsiasi privato. In altri casi invece il limite della decenza è superato di slancio”. Il problema non è “nel fatto che, in società pubbliche, i manager siano di fiducia delle forze politiche” ma che ci sono partecipate “dove il presidente ha come tratto saliente del curriculum l’avere fatto tanti anni l’autista al segretario del partito”. E anche in quest’ottica, come ribadisce l’avvocato nell’intervista ripresa anche da “Emilia Post”, la Madia si riconferma “un’ottima legge”: un’alternativa tra il controllo dei partiti e le privatizzazioni.

  • La soluzione di Gruppo Green Power permette di beneficiare del Superbonus 110%

    Superbonus 110% è la detrazione fiscale varata dal Governo e dedicata alla riqualificazione energetica degli immobili: con un team di esperti, Gruppo Green Power offre ai propri clienti una soluzione per beneficiare di tale incentivo.

    Gruppo Green Power

    Superbonus 110%: il servizio a 360° di Gruppo Green Power

    Incentivare la riqualificazione energetica degli edifici con un’agevolazione del 110% sulle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022, termine prorogabile di altri 6 mesi per i condomini che a quella data abbiano completato i lavori per almeno il 60%: è l’obiettivo del Superbonus, inserito dal Governo italiano nel D.L. Rilancio 34/2020. Gruppo Green Power offre la consulenza del proprio team di esperti per ottenere il bonus fiscale guidando le famiglie durante tutto il processo. Dalle operazioni di verifica (che comprendono i sopralluoghi necessari, le verifiche catastali e il rilascio del pre-Attestato di Prestazione Energetica – APE), al completamento delle pratiche amministrative fino alla scelta dei prodotti più adatti all’ottimizzazione energetica. La misura di incentivazione prevede che gli interventi di riqualifica debbano consentire il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio. La soluzione messa a disposizione da Gruppo Green Power permette di godere delle detrazioni fiscali, limitare i costi energetici del proprio immobile e incrementare il valore dell’edificio.

    Gruppo Green Power: storia e core business dell’azienda

    Fondato nel 2010 a Mirano (VE), Gruppo Green Power è diventato in poco tempo uno dei leader nazionali nel settore delle energie rinnovabili: l’azienda offre al mercato domestico servizi e prodotti di efficientamento energetico quali pannelli fotovoltaici, pompe di calore, climatizzatori, accumulatori e sistemi ibridi. L’etica del Gruppo è in linea con gli obiettivi stabiliti dal Ministero dell’Ambiente volti a ridurre l’inquinamento prodotto dai combustibili fossili. Le soluzioni proposte ai clienti sono totalmente orientate al risparmio energetico. A tal proposito l’attività di Gruppo Green Power mira a conciliare il benessere con il rispetto per l’ambiente: i servizi offerti garantiscono comfort e sicurezza e supportano lo sviluppo sostenibile. “Abbiamo intrapreso un percorso capace di offrire le migliori soluzioni sul mercato italiano che assicurano alti standard per il risparmio energetico e il vostro benessere e capaci di contribuire a garantire un futuro sano alle generazioni di domani”.

  • Gli interventi di Serenissima Ristorazione per gli istituti romani

    Tommaso Putin, CFO di Serenissima Ristorazione, ha parlato del piano dell’azienda per le scuole in cui opera nel Municipio IX di Roma. Coinvolti più di 8mila alunni e studenti suddivisi tra asili nido, scuole dell’infanzia e primarie.

    Serenissima Ristorazione

    Il piano di Serenissima Ristorazione per le scuole gestite nel Municipio IX di Roma

    Tre differenti tipologie di intervento in più di 50 scuole e dieci asili nido, che vedono la partecipazione di oltre 8mila alunni e studenti. Questo prevede il nuovo planning di Serenissima Ristorazione per gli istituti gestiti nel Municipio IX di Roma, che a fronte di un investimento totale di 300mila euro punta sul contenimento dell’impronta ambientale delle attività, su una educazione alimentare veicolata con metodi facili e divertenti e sull’impiego di nuovi macchinari che semplificano il lavoro degli operatori. In particolare, si prevede l’utilizzo di frigoriferi professionali e refrigeratori, unitamente a forni di recente costruzione che contribuiranno a diminuire gli sprechi di energia in una percentuale variabile tra il 30% e il 50%, sempre garantendo la conservazione delle pietanze alle migliori temperature e con le proprietà organolettiche dei prodotti impiegati. L’implementazione di specifiche presse pneumatiche avrà poi come conseguenza la diminuzione della massa dei rifiuti in una misura tra il 66% e l’80%. Caratteristica imprescindibile del nuovo intervento di Serenissima Ristorazione è l’importanza attribuita all’educazione al cibo, che si articolerà in tre iniziative diversificate a seconda dell’età dei partecipanti. Per le scuole primarie sono stati pubblicati due fumetti online, allo scopo di favorire il consumo consapevole dei prodotti alimentari. Gli alunni delle scuole dell’infanzia studieranno invece sulle tavole colorate della “Mensa a colori” i concetti principali relativi alla nutrizione. I bimbi degli asili nido, infine, impareranno divertendosi grazie al gioco interattivo “Il carrello della spesa”.

    Serenissima Ristorazione: le soluzioni in favore dei lavoratori

    Nel piano è stata riservata particolare importanza al miglioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti attraverso l’impiego di sistemi e soluzioni che minimizzano lo sforzo fisico. Tra questi vale la pena citare macchinari ad elevato tasso di tecnologia con procedure automatizzate che supportano il lavoratore nelle mansioni più ripetitive e stoviglie con un peso ridotto tra il 50% al 90% al fine di facilitarne il trasporto. “Siamo consapevoli di quanto oggi per ogni azienda sia importante garantire un servizio di qualità, rispettoso dell’ambiente e che metta al primo posto le necessità delle persone (in questo caso dei bambini) e dei dipendenti” – queste le parole di Tommaso Putin, CFO di Serenissima Ristorazione. “Per questo motivo abbiamo pensato che il nostro nuovo piano per le scuole di Roma dovesse comprendere tutti questi elementi. Alla nostra esperienza nei campi della ristorazione e della sanificazione abbiamo dunque unito l’expertise di una società specializzata nella Kids Communication. Il risultato è un piano d’azione che, tra l’altro, prevede un programma di educazione alimentare appositamente pensato per le esigenze delle diverse classi di età considerate. Non nascondo che la grave crisi causata dalle chiusure imposte dal Covid ha prodotto serie difficoltà nel nostro settore con numerose aziende che hanno dovuto riconsiderare i propri piani ed investimenti per il futuro. Da parte nostra non abbiamo mai mollato, ma ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo elaborato un nuovo modello di preparazione e consegna dei pasti che rispetta tutti i più alti standard di sicurezza alimentare evitando qualsiasi contaminazione. Questo era e rimane il nostro obiettivo primario. Oggi più di ieri”.

  • Francesco Milleri, il percorso del Top Manager: incarichi in Luxottica ed EssilorLuxottica

    Francesco Milleri: i traguardi conseguiti nel ruolo di Vicepresidente e AD di Luxottica e l’apporto decisivo all’operazione che ha portato alla nascita di EssilorLuxottica.

    Francesco Milleri

    EssilorLuxottica: ritratto biografico dell’Amministratore Delegato Francesco Milleri

    È stato designato AD di EssilorLuxottica nello scorso dicembre. Insieme a Paul du Saillant, attuale Vice AD, e al suo team Francesco Milleri ha guidato il processo di integrazione tra le due società che oggi, come dicono i risultati conseguiti nel primo trimestre 2021, ha acquisito un "ulteriore slancio". È stato un "ottimo inizio d’anno", evidente nei numeri: i ricavi consolidati nel periodo gennaio-marzo ammontano a 4.060 milioni di Euro, con un incremento su base annua del 7,3% rispetto al primo trimestre 2020 (+14,3% a cambi costanti) e a +1,9% a cambi costanti sul primo trimestre del 2019. "Sebbene la pandemia ci abbia posto sfide sempre più impegnative le abbiamo affrontate con decisione, raggiungendo un aumento significativo dei ricavi che hanno superato i livelli pre-pandemia", ha commentato in merito l’AD Francesco Milleri, unitamente al Vice AD di EssilorLuxottica, sottolineando gli "importanti passi avanti" fatti in diverse aree di attività, le nuove acquisizioni e il continuo impegno "sui temi di sostenibilità e responsabilità sociale, e i programmi inclusivi", sempre "al centro della nostra mission e del nostro modello di business".

    Da Abstract a Luxottica: l’iter formativo e professionale di Francesco Milleri

    Francesco Milleri è Vicepresidente e Amministratore Delegato di Luxottica da gennaio 2017. Laureatosi con lode in Giurisprudenza all’Università di Firenze nel 1987, ha conseguito un MBA in Business Administration con alto merito all’Università Bocconi: in seguito alla vittoria della borsa di studio "Donato Menichella" bandita dalla Banca d’Italia, si è trasferito negli Stati Uniti dove ha avuto modo di specializzarsi in Corporate Finance alla Stern School of Business della New York University. Nel 1996 fonda Abstract, società di consulenza strategica specializzata in definizione e ingegnerizzazione dei processi aziendali. Ne è alla guida quando, in qualità di advisor, inizia a collaborare con Luxottica giocando un ruolo fondamentale nella fase di digitalizzazione dei processi di business in cui è impegnato in quegli anni il Gruppo. Interpretando la visione imprenditoriale di Leonardo Del Vecchio, fornisce un importante contributo al rinnovamento operativo e tecnologico di Luxottica occupandosi dell’ottimizzazione e dell’implementazione di processi aziendali chiave. Nel 2016 il Presidente lo chiama a lavorare stabilmente in azienda, inizialmente nel ruolo di Amministratore con funzioni vicarie: successivamente ne diventerà Vicepresidente e Amministratore Delegato. In questi anni il Gruppo registra una crescita considerevole: dal 2015 al 2019 le vendite cumulate salgono di circa il 40% rispetto al periodo 2010-2013, passando da 26 a 36 miliardi di Euro; l’utile netto cumulato cresce di circa l’80% e il valore medio del margine netto sale dal 7,5% circa a oltre il 10%. In virtù delle sue competenze, il Presidente di Luxottica gli conferisce ulteriori incarichi di fiducia, anche in assenza di ruoli formali, affidandogli un importante ruolo di garante e interprete delle strategie condivise. Francesco Milleri opera inoltre nel CdA della Fondazione Leonardo Del Vecchio e in quello dell’Istituto Europeo di Oncologia, in rappresentanza della Fondazione stessa.

  • Il credito cooperativo oggi: la vision di Massimo Malvestio a “Venezie Post”

    Le BCC e il credito cooperativo oggi: l’intervista di “Venezie Post” all’avvocato Massimo Malvestio, esperto di finanza e territori e autore del libro del 2006 “Credito cooperativo. Storia di uomini, bisogni e successi in Veneto”.

    Massimo Malvestio

    Massimo Malvestio: oggi dell’idea di banca territoriale e di mutualità all’origine delle Bcc resta molto poco

    Il credito cooperativo è morto: c’è bisogno di nuove forme di mutualità. È l’avvocato Massimo Malvestio a lanciare il messaggio, intervistato sul tema da “Venezie Post”. L’attuale Presidente di Praude Asset Management Ltd aveva già esplorato il mondo delle Bcc in un suo libro pubblicato nel 2006: da allora sono trascorsi 15 anni e “di mezzo c’è stata la crisi della Lehman che ha svelato la fragilità del sistema finanziario mondiale”. Uno shock “secondo me non ancora del tutto compreso e che comunque non ha ancora finito di produrre conseguenze”: a esplodere è stata soprattutto “la produzione di regole, di controlli e di controllori” e le banche “sono passate dalle mani dei banchieri a quelle dei compliance officer e dei risk manager”. Ma cosa resta oggi dell’idea di banca territoriale e di mutualità che erano all’origine delle Bcc? Secondo Massimo Malvestio “molto poco di entrambe”: quello che oggi manca è il collegamento tra banca e territori. Basti pensare che “la Bcc di Roma è arrivata a Padova!”. E le aggregazioni avvengono in modo casuale dal punto di vista territoriale, scavalcano province e regioni: “I soci sono in molte banche molte decine di migliaia e quindi non conoscono più gli amministratori che, di fatto, vengono a controllare le assemblee che devono eleggerli”. L’unica vera caratteristica ormai rimasta è la non contendibilità e la grande difficoltà di accedere al capitale di rischio: in questo si traduce oggi la forma cooperativa secondo l’avvocato. Ma non solo: “La mutualità poi non è più compatibile con regole di vigilanza così dettagliate e diffuse che di fatto impongono un unico modello di banca, o almeno, un modello naturalmente lucrativo e non mutualistico”.

    Massimo Malvestio, Presidente di Praude Asset Management Ltd: la decisione di trasferirsi a Malta

    Nell’intervista pubblicata lo scorso 12 maggio Massimo Malvestio si esprime inoltre su Iccrea e Ccb e promuove l’iniziativa di microcredito sviluppata dalla diocesi di Treviso: “Spero che abbia un grande successo e che possa essere la prima tra molte”. Nel 2014 l’avvocato ha deciso di trasferirsi a Malta dove oggi, in qualità di Presidente del Comitato per gli Investimenti, guida Praude Asset Management Ltd. Nell’intervista parla anche di questa scelta: “Dopo avere fatto per trent’anni anni l’avvocato, volevo fare il gestore e forse combinare insieme le due esperienze dopo che, all’inizio della mia carriera, ero stato a un passo dal potere anche diventare agente di cambio. Mi pare che le società di gestione e i fondi siano in Irlanda, in Lussemburgo, a Londra, qualcuno anche a Malta (che ho preferito per il clima, soprattutto) e mi pare che in questi Paesi sia pieno di gestori italiani. Talvolta i più bravi gestori italiani. Un motivo ci sarà: tassazione, regolamentazione, rapporto con i regolatori? Non lo so per certo, probabilmente tutte e tre le cose insieme: i numeri sono spietati e sono di una chiarezza inequivocabile”. Massimo Malvestio continua comunque a guardare con grande attenzione all’evoluzione del modello delle Bcc e del credito mutualistico nel nostro Paese e in particolare nella regione in cui è nato: “Io ho sempre amato il Veneto, che è una terra policentrica, piena di identità e di storie di lavoro che, come raccontavo nel mio libro, si è affrancato dalla miseria anche grazie alle casse rurali banche di comunità e molte volte banche degli ultimi che riescono a diventare i primi. Ho avuto la fortuna di vivere da vicino tante belle storie, davvero entusiasmanti e così le ho raccontate. Ecco: se la Bcc Prealpi, della Marca, San Biagio, San Giorgio e diverse altre avessero potuto diventare spa, se avessero potuto raccogliere denari e crescere e mantenere integro il loro Dna, magari avrei continuato a scrivere di Bcc, storie di uomini e di imprese nei loro territori. Adesso non vedo cose altrettanto belle come le storie che ho raccontato. Adesso le storie le scrivono minuto per minuto i compliance officer e i risk manager. Non mi pare serva altro, per ora”.

  • Festival di Varese Estense, Andrea Mascetti (Fondazione Cariplo): “La città ha bisogno di ritrovarsi”

    Il Festival si terrà dal 25 giugno all’11 luglio ai Giardini Estensi. Andrea Mascetti, Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, è intervenuto alla presentazione dell’evento.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: “Evento per ridare speranza alla città”

    Giunto alla sua quarta edizione, quest’anno il Festival teatrale di Varese Estense offrirà un calendario di 11 spettacoli tra opere, musica, letteratura e cinema. L’evento, promosso da Officine Teatrali Red Carpet e Giorni Dispari Teatro, è stato organizzato nella cornice dei Giardini Estensi, dove sono previsti 1.000 posti a sedere. Tra i sostenitori, oltre al Comune e alla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, anche Fondazione Cariplo. Andrea Mascetti, Coordinatore della Commissione Arte e Cultura della Fondazione, durante la presentazione della kermesse ha sottolineato l’importanza del Festival, definendolo un’iniziativa “ideale per un tentativo di rinascita” della città. Tra i titoli di punta del programma “Sogno di una notte di mezz’estate” di William Shakespeare e “Le Nozze di Figaro” di Mozart con la Como Lake Philarmonic Orchestra diretta da Roberto Gianola per la regia di Serena Nardi. “È con grande gioia che per il terzo anno Fondazione Cariplo partecipa a questa brillante iniziativa che esalta, in primis, la costanza di chi milita per un’idea di bellezza e di comunità di cui tutti sentiamo sempre più il bisogno”, ha dichiarato Andrea Mascetti.

    Andrea Mascetti: “Varese deve ritrovare la propria identità culturale”

    Il Festival intende lanciare un vero e proprio “messaggio di speranza” in un momento in cui il Paese sta ancora affrontando gli effetti dell’emergenza sanitaria. “In tempi in cui bruttura e decadenza sembrano averla vinta in ogni dove – ha sottolineato Andrea Mascetti – questo festival fa bella mostra di uno spirito di sana rivolta ideale”. Si tratta di un’occasione di rilancio soprattutto per la città di Varese e in particolare per il settore della cultura, uno dei più colpiti dalla pandemia. “La città ha bisogno d’identità, di ritrovarsi – ha continuato il Coordinatore di Fondazione Cariplo – perché in quest’ultimi anni si è persa certamente ed è un po’ caduta nel dimenticatoio. I nomi portati avanti, da Beethoven a Mozart a Donizetti, daranno una nuova allure alla nostra città che ne ha molto bisogno”. Fondamentale l’impegno delle persone: “Grazie agli indefessi organizzatori di questo Festival dedicato alla Musica, al Teatro e alla Bellezza, entronauti di una ricerca quanto mai necessaria in questi tempi perigliosi. Uno di loro – ha concluso Andrea Mascetti – oggi ha detto che noi varesini dobbiamo rimetterci insieme e ridare speranza alla nostra città”.

  • Riva Acciaio: una storia di innovazione e qualità

    Riva Acciaio, facente parte di Riva Forni Elettrici, si distingue oggi per lo stabilimento all’avanguardia di Lesegno: nel laboratorio infatti troviamo il “Gleeble 3800”, simulatore termomeccanico fiore all’occhiello dell’azienda.

    Riva Acciaio

    Riva Acciaio: dalla fondazione al “Gleeble 3800”

    Riva Acciaio è un’azienda leader in Italia nel settore siderurgico, nata nel 1954, fu fondata grazie all’iniziativa di Emilio e Adriano Riva. Controllata di Riva Forni Elettrici, Riva Acciaio è oggi attiva con oltre 1.000 dipendenti e possiede 5 stabilimenti ubicati a Caronno Pertusella (VA), Lesegno (CN), Sellero, Malegno e Cerveno in Valle Camonica (BS). La produzione è indirizzata sia al mercato italiano che a quello europeo. L’esperienza di oltre 60 anni accumulata nel settore siderurgico, l’ha resa un’azienda di primo piano per la realizzazione di prodotti lunghi e per la lavorazione di acciai di alta qualità. Riva Acciaio, negli anni, ha investito con costanza e determinazione in innovazione e sviluppo, diventando così la prima azienda italiana ad adottare nei suoi impianti la colata continua curva. Il laboratorio di Lesegno è all’avanguardia e dotato del simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”.

    Riva Acciaio: garanzia di qualità

    In contatto con realtà importanti come l’Università di Pisa, il Politecnico di Torino e il Politecnico di Milano, Riva Acciaio prosegue sulla strada della ricerca e dell’ammodernamento, con un’ottica di riguardo verso le tematiche ambientali e di sicurezza, tutti gli stabilimenti sono infatti certificati ISO 14001 e ISO 45001. Inoltre, gli stabilimenti di Caronno, Lesegno, Cerveno e Malegno sono certificati secondo la norma IATF16949 che consente di fornire il mercato dell’auto. Gli stakeholder rimangono sempre al centro delle politiche aziendali grazie ad un accurato monitoraggio e allo sviluppo dei processi. Gli stabilimenti Riva Acciaio puntano al continuo miglioramento delle performance e sono sottoposti a costanti verifiche da parte di enti terzi ed indipendenti, che si occupano di controllare le conformità della gestione degli impianti industriali.

  • Susanna Esposito: i suggerimenti per contrastare il Covid-19 durante la terza ondata

    I danni che le chiusure delle scuole hanno arrecato ai giovani non sono più sostenibili: così Susanna Esposito in un appello rivolto al Governo durante la terza ondata.

    Susanna Esposito

    Susanna Esposito: l’appello dei medici

    La riapertura parziale delle scuole è uno dei recenti risultati ottenuti dal nuovo Governo nel contrasto all’emergenza sanitaria. Oggi, grazie all’istituzione di zone con diversi gradi di restrizioni e soprattutto all’accelerazione della campagna vaccinale, buona parte degli studenti è tornata in presenza. Susanna Esposito, Ordinaria di Pediatria all’Università di Parma, fin dai primi mesi di pandemia aveva posto l’attenzione sui rischi della didattica a distanza come modalità unica di insegnamento. La virologa è stata anche tra i promotori di due appelli rivolti al Governo sulla strategia da adottare per limitare gli effetti della terza ondata, tutelando sia la salute che l’istruzione dei più giovani. Le richieste del gruppo di medici, tra cui Stefano Zona, specialista in Malattie infettive dell’Ausl di Modena, si sono concentrate sull’adozione di lockdown intermittenti almeno fino al mese di giugno, con particolare attenzione durante i periodi festivi. Uno degli obiettivi principali permettere agli istituti scolastici di ripartire al più presto con la didattica in presenza. Per Susanna Esposito una priorità non più rimandabile: con la chiusura reiterata delle scuole, i danni psicologici e fisici sui ragazzi rischiavano infatti di diventare sempre più consistenti.

    Susanna Esposito: DAD non basta, accelerare su campagna vaccinale

    L’opinione di Susanna Esposito sulla didattica a distanza è sempre stata critica. Per la Presidente di WAidid infatti si tratta di una modalità stancante e spesso anche inefficiente. Ora che elementari e medie sono tornate in presenza, è necessario che anche i licei raggiungano il 100%. Al momento il miglior alleato per uscire dall’emergenza sanitaria e consentire un rientro sicuro a tutti gli studenti è la campagna vaccinale. Dopo alcuni mesi di tentennamenti, in Italia il ritmo delle somministrazioni giornaliere ha raggiunto il target prefissato di 500mila. Tuttavia persiste il problema della disponibilità delle dosi. Numerosi anche gli episodi di rifiuto del vaccino per timore degli effetti collaterali. Ma i benefici sono ben superiori ai rischi, soprattutto se si considera lo sviluppo di nuove varianti. Susanna Esposito non ha dubbi: bisogna vaccinare il più possibile e raggiungere il 70% della popolazione in modo tale da ottenere l’immunità di gregge. Possibilmente concludendo al più presto le somministrazioni a insegnanti e personale scolastico, indispensabili per continuare nel processo di riapertura totale delle scuole.

  • Alessandro Azzi: “Mutue di Comunità”, il sostegno al territorio della Federazione Lombarda delle BCC

    Alessandro Azzi, nel progetto "Mutue di Comunità" l’impegno della Federazione Lombarda delle Banche di Credito Cooperativo a favore delle comunità colpite dalla crisi innescata dal Covid-19.

    Alessandro Azzi

    Alessandro Azzi, Presidente di Federazione Lombarda delle BCC: il progetto "Mutue di Comunità"

    "Solo a partire dalla cooperazione e dal lavoro comune si possono affrontare le sfide future con speranza e successo": è racchiuso in queste parole il valore di "Mutue di Comunità", iniziativa della Federazione Lombarda delle Banche di Credito Cooperativo guidata attualmente da Alessandro Azzi. "Le BCC lombarde vogliono dare il proprio contributo, impegnandosi a riscoprire, rinnovare e diffondere le migliori esperienze di attenzione alla prossimità territoriale e di sviluppo delle comunità" si legge nella nota diffusa dall’organismo associativo, nato nel 1964 per rappresentare e fornire assistenza, consulenza e formazione alla rete delle BCC basate in Lombardia. Promosso in partnership con COMIPA (Consorzio tra Mutue Italiane di Previdenza e Assistenza), il progetto "Mutue di Comunità" punta a far diventare le associazioni mutualistiche nate col sostegno delle banche di credito cooperativo lombarde i nuovi agenti di sviluppo della comunità e del territorio nel post-Covid, in linea con la mission dell’ente che Alessandro Azzi guida da trent’anni.

    Alessandro Azzi: il supporto della Federazione Lombarda delle BCC alle comunità locali nel post-Covid

    Dare sostegno a soci, clienti e dipendenti delle BCC oggi significa innanzitutto offrire supporto alle comunità su cui pesano gli effetti della crisi economica e sociale innescata dalla pandemia. È l’impegno della Federazione Lombarda delle Banche di Credito Cooperativo, come dice il progetto "Mutue di Comunità" fortemente sostenuto anche dal Presidente Alessandro Azzi. Non solo garantire sostegno economico alle famiglie ma anche supporto alle persone per ogni necessità che si presenta nel corso della loro vita: sussidi alla nascita dei Figli, copertura di spese scolastiche, gite di gruppo, attività sportive, iniziative culturali e formative o, ancora, tariffe scontate e accesso agevolato alle strutture sanitarie, programmi di prevenzione sono solamente alcuni degli ambiti su cui si focalizza l’iniziativa. Nell’ambito del progetto inoltre l’organismo associativo presieduto da Alessandro Azzi svolge il ruolo di centro di assistenza e di servizi di supporto alle associazioni mutualistiche che saranno progressivamente istituite. Sono 17 le banche che hanno già aderito all’iniziativa: nelle diverse province lombarde il progetto potenzialmente potrebbe interessare oltre un milione di persone.

  • Kiko Milano: a Cristina Scocchia il Cavalierato nell’Ordine della Legione d’Onore di Francia

    Il conferimento del titolo di Cavaliere nell’Ordine della Legione d’Onore, l’onorificenza più alta attribuita dalla Repubblica francese a Cristina Scocchia, AD di Kiko Milano, per il suo “percorso straordinario, sempre orientato verso il futuro”.

    Cristina Scocchia

    Kiko Milano: all’AD Cristina Scocchia la più alta onorificenza attribuita dalla Repubblica francese

    Insignita della più alta onorificenza attribuita dalla Repubblica francese per il suo “percorso straordinario, sempre orientato verso il futuro”: il titolo di Chevalier dans l’ordre de la Légion d’Honneur (Cavaliere nell’Ordine della Legione d’Onore) di cui oggi può fregiarsi Cristina Scocchia è stato conferito all’AD di Kiko Milano dall’Ambasciatore di Francia Christian Masset nel corso di una cerimonia a Palazzo Farnese. L’Ambasciatore ha ricordato inoltre “l’eccellenza del suo operato” alla guida di L’Oréal Italia tra il 2014 e il 2017. L’AD di Kiko Milano si è detta “onorata ed emozionata” al termine della cerimonia: “Ricevere la Legione d’Onore è un grande privilegio”. Cristina Scocchia ha quindi ringraziato l’Ambasciatore e le autorità francesi “per questo prestigioso riconoscimento che cercherò di onorare con impegno e orgoglio”.

    Cristina Scocchia: la Legione d’Onore un prestigioso riconoscimento da onorare con impegno e orgoglio

    Il titolo di Cavaliere dell’Ordine della Legione d’Onore è uno dei diversi riconoscimenti che sono stati attribuiti a Cristina Scocchia a fronte dei traguardi conseguiti nel corso della sua carriera. Tra questi la Mela d’Oro per il Management nell’ambito del 27esimo Premio Marisa Bellisario (2015) e il titolo di miglior CEO per la categoria Retail ai CEO Italian Awards (2019). Nel 2019 “Forbes” l’ha inclusa nella prestigiosa classifica delle 100 donne leader più influenti, riconoscendole l’impegno nel promuovere valori legati allo sviluppo aziendale, alla leadership, alla diversità e alla sostenibilità. Il titolo di Chevalier dans l’ordre de la Légion d’Honneur conferito a Cristina Scocchia è stato istituito da Napoleone nel 1802: è attribuito a quanti nel proprio percorso professionale e di vita si contraddistinguono per il coraggio e le virtù.