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  • Grande collaborazione l’agenzia Solevista dispostone le sue montature d’occhiali in occasione della mostra di Max Laudadio, curata da Vittorio Sgarbi e organizzata da Salvo Nugnes,

    Fino al 10 Maggio 2014, presso la storica Milano Art Gallery, galleria milanese dal quarantennio di vita, sita in via G. Alessi 11, è allestita la mostra fotografica di Max Laudadio, popolare inviato del Tg satirico Striscia la Notizia. L’esposizione dal titolo “Quattr’occhi sul Mondo”, curata da Vittorio Sgarbi e organizzata dal manager Salvo Nugnes, ha inaugurato lo scorso 22 Aprile, con notevole successo e riscontro da parte di pubblico e media e ha visto la presenza di numerose personalità note del mondo della cultura, dell’arte e della televisione, da Anna Maria Barbera ai comici di Zelig, dal fotografo di fama internazionale Bob Krieger al campione olimpico Igor Cassina e non poteva mancare l’ideatore di Striscia la Notizia Antonio Ricci. 

    Per la prestigiosa mostra, ha collaborato, in qualità di partner, l’azienda Solevista, che ha realizzato numero, colorate e divertenti montature di occhiali, che durante il vernissage sono stare distribuite e indossate da tutti i visitatori e i personaggi vip. Gli ospiti hanno avuto così modo di entrare nello spirito dell’iniziativa, scrutando il mondo a quattr’occhi, proprio alla “Laudadio maniera”.

    SoleVista è un’azienda molto conosciuta e apprezzata e vanta di molti punti vendita in tutta Italia. Con grande professionalità, l’azienda offre ai suoi clienti un’ampia scelta di montature da vista, occhiali da sole e lenti a contatto di alta qualità, prestando sempre attenzione alle particolari esigenze di ognuno. Propone occhiali da sole classici per i più adulti, modelli per i ragazzi che seguono la moda del momento, occhiali da sole con lenti graduate, con diverse gradazioni di oscurazione. Per scoprire tutti i prodotti e le tantissime offerte che propone basta visitare il sito www.solevista.eu .

  • Milano Art Gallery: dopo l’inaugurazione della sua mostra, Max Laudadio intervistato sui suoi progetti futuri internazionali

    Continuerà fino al 10 Maggio, la straordinaria mostra fotografica dell’inviato di Striscia la Notizia Max Laudadio, dal titolo “Quattr’occhi sul Mondo” curata da Vittorio Sgarbi e organizzata dal manager Salvo Nugnes, presso la storica Milano Art Gallery, in via G. Alessi 11, a Milano. Per l’occasione è stato intervistato l’artista:

     

    1) Come si è avvicinato all’arte e com’è nata l’opportunità della mostra?

    E’ stato un progetto che è iniziato sette anni fa, durante un viaggio in Botswana sul delta dell’Okavango. Ho cominciato a scattare fotografie ponendo gli occhiali di fronte all’obiettivo della macchina fotografica, sostituendo quindi l’obiettivo con il mio occhio. Da quel momento ho fotografato sempre utilizzando la stessa tecnica. Recentemente ho contattato Vittorio Sgarbi. Lui ha voluto guardare il materiale, ha chiamato il manager Salvo Nugnes che probabilmente, anzi certamente, ha apprezzato le foto e abbiamo deciso di organizzare questa mostra con tutti i rischi del caso. Per uno come me, che si butta in questo mondo, è stata una grande opportunità esporre in una galleria così prestigiosa e avere l’importante curatela di Sgarbi. E’ stato un bel lancio direi, però credo nella vita, la fotografia fa parte di uno dei miei sogni. Io ho sempre sognato tanto e ho sempre tentato di realizzare i miei sogni. La mia determinazione dopo aver mostrato le mie foto a un po’ di persone e l’ok di Sgarbi, ha fatto andare tutto per il meglio.

     

    2) Come accennava prima, lei utilizza una tecnica fotografica particolare, ce la può spiegare?

    Ho voluto cambiare un po’ la dimensione della classica fotografia, cercando un piano diverso, che desse anche una cornice al soggetto della fotografia. Ho posto dunque un paio d’occhiali di fronte all’obiettivo della macchina fotografica e il risultato ottenuto era un’originale cornice naturale, creata dall’occhiale stesso. L’ho utilizzata anche per panorami e paesaggi, in quanto le lenti vanno a creare colori diversi, sfumature diverse. Diciamo che ho scoperto il mio modo di guardare il mondo, che è un po’ quello che ho sempre ricercato mentre scattavo le fotografie. Forse è una tecnica strana, no? La potrei definire così, però il risultato mi sembra che sia gradevole da guardare.

     

    3) Quale lo scopo della manifestazione?

    C’è un duplice scopo della manifestazione. Il primo è quello di presentare il mio progetto, che nella totalità vede oltre 150 fotografie. Il secondo è la beneficienza, perché credo sia doveroso da parte nostra, fare il più possibile per poter aiutare qualche associazione solidale. Abbiamo deciso infatti di devolvere interamente l’incasso di 10 fotografie, che sono all’asta fino al 10 Maggio, a due associazioni molto importanti. La prima è l’Associazione Ai. Bi. Amici dei Bambini, della quale sono testimonial ormai da 3/4 anni e che mi piace appoggiare, la seconda è la Fondazione Exodus di don Mazzi, che svolge un lavoro meraviglioso sul territorio.

     

    4) Quali i suoi prossimi progetti lavorativi futuri?

    Dopo la chiusura della mostra, stiamo già preparando un progetto per portare l’esposizione in giro per il mondo, sempre con Nugnes, per mostrare il progetto il più possibile.

  • Da Milano a New York a Parigi: la mostra di Max Laudadio riscuote successi internazionali

    Max Laudadio, è attualmente protagonista di una prestigiosa mostra fotografica, dal titolo “Quattr’occhi sul Mondo” allestita fino al 10 Maggio nello storico contesto della “Milano Art Gallery” in via G. Alessi 11 a Milano, con la curatela del professor Vittorio Sgarbi e l’organizzazione del manager produttore di grandi eventi Salvo Nugnes.

     

    L’esposizione, che sta riscuotendo ampio consenso di pubblico e critica, mette in luce le innate qualità e il poliedrico talento del popolare inviato di “Striscia la Notizia” che attraverso i suoi scatti d’autore, realizzati durante i numerosi viaggi, rielabora le immagini con l’originale tecnica delle lenti di occhiali da sole poste davanti all’obiettivo, con un effetto di fantasioso e coinvolgente impatto. Per lui, si prospetta un interessante tour artistico, che toccherà le principali città italiane ed estere e le più rinomate location ospitanti, che hanno richiesto di accogliere le coreografiche fotografie.

     

    Il progetto di Laudadio è connesso ad una finalità di solidarietà benefica di significativa portata, poiché’ una serie di suggestive opere sono state selezionate per partecipare ad un’asta online, a cui si può accedere visionando il sito www.milanoartgallery.it/art_ML_asta.php . Il ricavato della vendita è destinato a supportare la fondazione Exodus di Don Antonio Mazzi e l’associazione Ai.Bi. “Amici dei bambini”. È senza dubbio una giusta causa di legame tra arte e sociale, che da lungo tempo vede l’artista come testimonial d’eccezione impegnato in molteplici attività e iniziative rilevanti.

     

    Sgarbi afferma “Laudadio, dopo tante inchieste televisive, ha deciso di seguire un desiderio o un istinto di restituire il mondo secondo un punto di vista, che la fotografia, più di qualunque altro mezzo, consente” e proseguendo sottolinea “Che differenza c’è tra una fotografia e una fotografia? Tra uno scatto anonimo e un’immagine d’autore? C’è l’idea e ci sono l’occhio e l’istinto: da questi deriva la qualità prevalente di un fotografo“.

  • Dall’8 maggio all’8 giugno, Chiesa di S. Francesco Borgia (via Crociferi) di Catania BAROCCO, DIALOGO ARCHITETTONICO CATANIA-AUSTRIA IN VISTA DI EXPO 2015

    CATANIA – Un anticipo internazionale dell’Expo 2015 di Milano approda nel capoluogo etneo grazie a un dialogo culturale tra architetti catanesi e austriaci. Perché Catania, seppur geograficamente lontana dall’Austria, condivide con Vienna e la sua intera nazione lo splendore dell’architettura barocca. Dall’8 maggio all’8 giugno, la Chiesa di S. Francesco Borgia in via Crociferi ospiterà la mostra “Architettura in Austria. Dialogo tra storia e contemporaneità”, proprio per rimarcare una sintonia creativa tra le due civiltà che non è solo testimonianza di un sontuoso passato ma occasione per un nuovo sviluppo architettonico della città siciliana.

    L’esposizione – organizzata dalla Soprintendenza di Catania e dall’Ordine e dalla Fondazione degli Architetti etnei in collaborazione con l’architetto Arianna Callocchia, curatrice della mostra – sarà anticipata dalla presentazione del progetto del padiglione austriaco a Expo Milano 2015, con un road show partito pochi giorni fa dal capoluogo lombardo che, dopo la tappa di Catania, si svolgerà anche a Roma, Bolzano, Padova e Bologna. Sarà lo stesso progettista dell’opera, il prof. Klaus K. Loenhart, a illustrare il “breathe.austria” – com’è stato definito il «contributo austriaco all’esposizione universale» – in concomitanza con l’inaugurazione della mostra in programma giovedì 8 maggio, alle 17.30, nella Chiesa di S. Francesco Borgia a Catania. Per l’occasione interverranno inoltre la soprintendente per i Beni Culturali e Ambientali di Catania Fulvia Caffo, il sindaco di Catania Enzo Bianco, i presidenti di Ordine e Fondazione Architetti Giuseppe Scannella e Paola Pennisi, il Console Commerciale d’Austria a Milano e direttore dell’Ufficio ADVANTAGE AUSTRIA Michael Berger, la curatrice dell’iniziativa Arianna Callocchia, e il segretario generale di promo_legno architetto Lorena De Agostini, che nella sua relazione analizzerà le potenzialità delle costruzioni in legno in ambito urbano, dagli interventi di risanamento e recupero fino alle nuove costruzioni. Modererà il consigliere della Fondazione Architetti Michele Marchese.

    «La scelta di Catania come location dell’evento non è stata casuale – afferma il presidente della Fondazione Architetti Paola Pennisi – la maggior parte dei progetti esposti in mostra sono realizzati in città austriache in cui la prevalenza di contesti storici barocchi richiama alla mente le caratteristiche architettoniche degli edifici etnei, proclamati dall’Unesco quale patrimonio mondiale dell’Umanità. La Chiesa di S. Francesco Borgia, annessa al complesso monumentale dell’ex Collegio dei Gesuiti, ne è un esempio». «Portare il contemporaneo nei luoghi della storia – sottolinea la Soprintendente Caffo – diviene operazione culturale non solo di valorizzazione del patrimonio monumentale ma anche di partecipazione al dialogo che, nella città storica, l’architettura di qualità può generare tra passato e presente».

    «L’Austria – dichiara l’architetto Arianna Callocchia – così come l’Italia, è una nazione che vive immersa nella storia e nella conservazione del passato, ma dove sempre più spesso si possono trovare interventi contemporanei di riqualificazione urbana in città che tentano di dialogare con il contemporaneo per reinventarsi con creatività. Non solo ricercando il bello e lo stravagante ma anche ciò che è pratico, funzionale, sostenibile ed ecologico ma sempre nel pieno rispetto del preesistente».

  • Intervista a Jose dalì che parla degli artisti come da Van Gogh a Leonardo, a Raffaello, soprattutto suo padre che lo hanno ispirato alla sua carriera artistica

     Avrà luogo Domenica 11 Maggio 2014, alle ore 18.00, l’inaugurazione della mostra d’arte di José Dalì, presso la storica Milano Art Gallery, galleria che vanta circa un quarantennio di vita, sita in via G. Alessi 11, a Milano, alla fine di Corso Genova a sinistra. L’esposizione dal titolo “La verità surreale” è organizzata dal manager di noti personaggi Salvo Nugnes, in occasione dei 110 anni dalla nascita del padre dell’artista Salvador Dalì, il celebre Maestro del Surrealismo.

    Di seguito, l’intervista a José Dalì.

    1) Quali sono state le principali fonti e i maestri d’arte che l’hanno ispirata per la sua produzione artistica?

    Questo è un po’ complicato, praticamente tutti. Da Van Gogh a Leonardo, a Raffaello, soprattutto a mio padre ovviamente e diciamo che più che essere ispirato, oltre che dai grandi del passato e del presente, credo di essere stato ispirato dalla bellezza della natura, che a mio avviso è la principale opera d’arte.

    2) Che ricordi ha di suo padre?

    Solo ricordi belli e intensi, di continuo gioco praticamente, legati alla mia infanzia. Poi dopo sono rimasto in Italia e quando poi si è ammalato chiaramente è tutto precipitato. Diciamo quindi, finché è stato in sé, è stato veramente il protagonista dei miei giochi sia da piccolo che da grande.

    3) Vuole raccontarci qualcosa?

    Le prime cose che mi vengono in mente già le ho raccontate,  anche in interviste televisive. Io ho vissuto con dei tutori in Italia, mio padre e mia madre non avevano il tempo di occuparsi di me, quindi le poche volte che lo vedevo, diciamo d’inverno e d’estate, quando lui tornava in Spagna, si divertiva a farmi gli scherzi. Lui e mia madre, a volte si presentava ai piedi del lettino di notte, mentre io dormivo, con una lampadina sotto il naso, dicendo di essere il demonio e che le corna gli erano cadute sulle labbra. Si aspettava che io dessi di matto però ormai mi ero già abituato. Una volta in particolare fece finta di essere stato ingoiato da un orso che stava all’ingresso della casa di Port Lligat: si era messo dietro gli scalini in alto, con un tubo dell’acqua piuttosto voluminoso e un imbuto faceva la voce come se venisse da dentro il corpo dell’orso e mi diceva “aiutami, aiutami che l’orso mi ha ingoiato”. L’orso era sette/otto volte più grosso di me e quindi lui si divertiva a fare queste cose. Qualche volta faceva finta di morire e faceva finta di sentirsi male, si bloccava per vedere la mia reazione.  Oppure cercava di instaurare in me una specie di reazione a catena, mi portava sulla spiaggia di Port Lligat a vedere le rocce erose dal mare e dal vento mi invitava a descrivere a che tipo di animale poteva somigliare la roccia, tutta una serie di queste cose.

    4) Come definirebbe il suo stile pittorico? Anche lei ha una matrice surrealista?

    Allora io credo che per essere surrealisti prima di dipingere il surrealismo bisognerebbe essere tra i surrealisti nella genetica. Io amo il surrealismo perché è e può essere infinito. Quando uno inizia, non ha termine, perché ci sono sempre tantissime espressioni. Io sono surrealista nell’animo, anche per imitazione, per giocare ad imitare mio padre. Il genere che presenterò a Milano è divise in tre parti, come se presentassi tre artisti in uno: c’è il periodo informale in cui mi divertivo a partire da una serie di fili di cui imitavano le sinapsi multiple che stanno nel cervello quando l’uomo pensa; poi c’è la metamorfosi, che è un surrealismo leggero in cui io stravolgo i canoni estetici e dipingo degli animali con all’interno dei paesaggi. Io sono più orientato verso la bellezza estetica della natura rapportata a un surrealismo leggero, diciamo sono più io. Mio padre era “più” e basta.

    5) Sappiamo, che è un artista a tutto tondo e si cimenta anche nella scultura e nella poesia; Vuole parlarci di questa sua esperienza in ambito poetico-letterario?

    Allora intanto non sono né un poeta né uno scrittore. Sono rimasto quel bambino che amava giocare con tutto, quindi le poesie sono ispirate da cose che mi vengono in mente per illustrare in rima determinate situazioni e tutto quanto è mirato a emozionare l’ipotetico pubblico che ascolterà quella poesia o che leggerà quel libro o che vedrà quella scultura o quell’opera. A me piace provare di tutto, ma come un gioco, non come uno che ha la presunzione di cavalcare l’onda o di porsi per la sua bravura, sono solo un bambino che continua a giocare, questa è la definizione di me stesso.

    6) Ci è giunta notizia della sua prossima mostra presso la Milano Art Gallery, come nasce l’opportunità di questa importante mostra?

    Nasce proprio casualmente. Io cerco di essere abbastanza lontano dal pubblico e dal mondo esterno, vivo in campagna, vicino ai castelli romani in Italia. Sono 35 anni che vivo qui nella massima tranquillità e fortunatamente sono ancora illeso in questo mondo un po’ particolare, mi nascondo bene. Faccio una mostra ogni tanto, quando mi va e devo dire onestamente che sono soddisfatto quando ho creato un opera, per mia soddisfazione, per l’emozione che da a me stesso e al mio egoismo di essere stato abbastanza bravo. Non è che mi diverte tanto mostrare le mie opere, perché infondo mi sembra quasi un atto di presunzione, no? Per me finisce lì, dopo aver fatto il lavoro,e la cosa strana è, che è un esperienza particolare. Ho avuto la fortuna di incontrare la donna della mia vita un po’ più di 40 anni fa. Non credo nei segni zodiacali, non credo nell’astrologia, ma questa donna è del capricorno ed è nata l’otto gennaio, come Elvis Presley e tanti altri personaggi famosi del mondo dello spettacolo. Con la stessa casualità , mi è capitato di incontrare Salvo Nugnes, che ha apprezzato il mio lavoro e, quando poi ho scoperto che è nato l’otto gennaio come mia moglie, è stato difficile dirgli di no! Di solito non sono propenso a sbandierare il mio lavoro, forse sono troppo egoista o sono troppo appagato della mia “vita normale”. È nato tutto così, casualmente.

    7) É la prima volta che espone a Milano?

    Si, è la prima volta che espongo a Milano. Conosco la città, perché ci sono stato così tante volte, ma non avevo mai esposto qui. È la prima volta in assoluto.

  • Intervistato Josè Dalì in occasione della mostra dedicata a suo padre Salvatore Dalì Maestro del Surrealismo organizzata da Salvo Nugnes

    Avrà luogo Domenica 11 Maggio 2014, alle ore 18.00, l’inaugurazione della mostra d’arte di José Dalì, presso la storica Milano Art Gallery, galleria che vanta circa un quarantennio di vita, sita in via G. Alessi 11, a Milano, alla fine di Corso Genova a sinistra. L’esposizione dal titolo “La verità surreale” è organizzata dal manager di noti personaggi Salvo Nugnes, in occasione dei 110 anni dalla nascita del padre dell’artista Salvador Dalì, il celebre Maestro del Surrealismo.

    Di seguito, l’intervista a José Dalì.

    1) Quali sono state le principali fonti e i maestri d’arte che l’hanno ispirata per la sua produzione artistica?

    Questo è un po’ complicato, praticamente tutti. Da Van Gogh a Leonardo, a Raffaello, soprattutto a mio padre ovviamente e diciamo che più che essere ispirato, oltre che dai grandi del passato e del presente, credo di essere stato ispirato dalla bellezza della natura, che a mio avviso è la principale opera d’arte.

    2) Che ricordi ha di suo padre?

    Solo ricordi belli e intensi, di continuo gioco praticamente, legati alla mia infanzia. Poi dopo sono rimasto in Italia e quando poi si è ammalato chiaramente è tutto precipitato. Diciamo quindi, finché è stato in sé, è stato veramente il protagonista dei miei giochi sia da piccolo che da grande.

    3) Vuole raccontarci qualcosa?

    Le prime cose che mi vengono in mente già le ho raccontate,  anche in interviste televisive. Io ho vissuto con dei tutori in Italia, mio padre e mia madre non avevano il tempo di occuparsi di me, quindi le poche volte che lo vedevo, diciamo d’inverno e d’estate, quando lui tornava in Spagna, si divertiva a farmi gli scherzi. Lui e mia madre, a volte si presentava ai piedi del lettino di notte, mentre io dormivo, con una lampadina sotto il naso, dicendo di essere il demonio e che le corna gli erano cadute sulle labbra. Si aspettava che io dessi di matto però ormai mi ero già abituato. Una volta in particolare fece finta di essere stato ingoiato da un orso che stava all’ingresso della casa di Port Lligat: si era messo dietro gli scalini in alto, con un tubo dell’acqua piuttosto voluminoso e un imbuto faceva la voce come se venisse da dentro il corpo dell’orso e mi diceva “aiutami, aiutami che l’orso mi ha ingoiato”. L’orso era sette/otto volte più grosso di me e quindi lui si divertiva a fare queste cose. Qualche volta faceva finta di morire e faceva finta di sentirsi male, si bloccava per vedere la mia reazione.  Oppure cercava di instaurare in me una specie di reazione a catena, mi portava sulla spiaggia di Port Lligat a vedere le rocce erose dal mare e dal vento mi invitava a descrivere a che tipo di animale poteva somigliare la roccia, tutta una serie di queste cose.

    4) Come definirebbe il suo stile pittorico? Anche lei ha una matrice surrealista?

    Allora io credo che per essere surrealisti prima di dipingere il surrealismo bisognerebbe essere tra i surrealisti nella genetica. Io amo il surrealismo perché è e può essere infinito. Quando uno inizia, non ha termine, perché ci sono sempre tantissime espressioni. Io sono surrealista nell’animo, anche per imitazione, per giocare ad imitare mio padre. Il genere che presenterò a Milano è divise in tre parti, come se presentassi tre artisti in uno: c’è il periodo informale in cui mi divertivo a partire da una serie di fili di cui imitavano le sinapsi multiple che stanno nel cervello quando l’uomo pensa; poi c’è la metamorfosi, che è un surrealismo leggero in cui io stravolgo i canoni estetici e dipingo degli animali con all’interno dei paesaggi. Io sono più orientato verso la bellezza estetica della natura rapportata a un surrealismo leggero, diciamo sono più io. Mio padre era “più” e basta.

     

    5) Sappiamo, che è un artista a tutto tondo e si cimenta anche nella scultura e nella poesia; Vuole parlarci di questa sua esperienza in ambito poetico-letterario?

    Allora intanto non sono né un poeta né uno scrittore. Sono rimasto quel bambino che amava giocare con tutto, quindi le poesie sono ispirate da cose che mi vengono in mente per illustrare in rima determinate situazioni e tutto quanto è mirato a emozionare l’ipotetico pubblico che ascolterà quella poesia o che leggerà quel libro o che vedrà quella scultura o quell’opera. A me piace provare di tutto, ma come un gioco, non come uno che ha la presunzione di cavalcare l’onda o di porsi per la sua bravura, sono solo un bambino che continua a giocare, questa è la definizione di me stesso.

     

    6) Ci è giunta notizia della sua prossima mostra presso la Milano Art Gallery, come nasce l’opportunità di questa importante mostra?

    Nasce proprio casualmente. Io cerco di essere abbastanza lontano dal pubblico e dal mondo esterno, vivo in campagna, vicino ai castelli romani in Italia. Sono 35 anni che vivo qui nella massima tranquillità e fortunatamente sono ancora illeso in questo mondo un po’ particolare, mi nascondo bene. Faccio una mostra ogni tanto, quando mi va e devo dire onestamente che sono soddisfatto quando ho creato un opera, per mia soddisfazione, per l’emozione che da a me stesso e al mio egoismo di essere stato abbastanza bravo. Non è che mi diverte tanto mostrare le mie opere, perché infondo mi sembra quasi un atto di presunzione, no? Per me finisce lì, dopo aver fatto il lavoro,e la cosa strana è, che è un esperienza particolare. Ho avuto la fortuna di incontrare la donna della mia vita un po’ più di 40 anni fa. Non credo nei segni zodiacali, non credo nell’astrologia, ma questa donna è del capricorno ed è nata l’otto gennaio, come Elvis Presley e tanti altri personaggi famosi del mondo dello spettacolo. Con la stessa casualità , mi è capitato di incontrare Salvo Nugnes, che ha apprezzato il mio lavoro e, quando poi ho scoperto che è nato l’otto gennaio come mia moglie, è stato difficile dirgli di no! Di solito non sono propenso a sbandierare il mio lavoro, forse sono troppo egoista o sono troppo appagato della mia “vita normale”. È nato tutto così, casualmente.

    7) É la prima volta che espone a Milano?

    Si, è la prima volta che espongo a Milano. Conosco la città, perché ci sono stato così tante volte, ma non avevo mai esposto qui. È la prima volta in assoluto.

  • Dopo l’inaugurazione alla Milano Art Gallery Laudadio sarà intervistato su “Canale 5” sulla sua mostra fotografica

    Max Laudadio, popolare volto televisivo e storico inviato del tg satirico “Striscia la Notizia” sarà ospite speciale della trasmissione “Mattino Cinque” in data Lunedì 5 maggio alle ore 9.35, per raccontare la sua interessante mostra fotografica, dal titolo “Quattr’occhi sul mondo” allestita nella prestigiosa “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, con la curatela di Vittorio Sgarbi e l’organizzazione del manager, produttore di grandi eventi, Salvo Nugnes. L’esposizione, aperta al pubblico con ingresso libero fino al 10 maggio, raccoglie le coreografiche immagini realizzate da Laudadio durante gli avventurosi viaggi in giro per il mondo. Scatti d’autore d’intensa suggestione ottenuti con l’utilizzo di lenti di occhiali posti davanti all’obiettivo, con un risultato di sorprendente originalità e innovativa ideazione.

     

    Molto rilevante, la cornice benefico-solidale, che si congiunge all’iniziativa artistica, poiché dieci splendide opere sono state inserite in un’asta on line e il ricavato della vendita sarà devoluto a due importanti strutture: la Fondazione Exodus di Don Antonio Mazzi e l’Associazione AiBi “Amici dei Bambini”. Per informazioni consultare il sito http://www.milanoartgallery.it/art_ML_asta.php .

     

    Da non perdere la visita guidata, prevista proprio in data 5 maggio alle ore 18.00, presso la “Milano Art Gallery” con la presenza di Max Laudadio, che spiegherà e descriverà nel dettaglio la sua geniale tecnica di rielaborazione delle fotografie e sarà a disposizione dei presenti per rispondere a domande e curiosità e svelare simpatici aneddoti.

     

     

  • Da “Striscia la Notizia” alla “Milano Art Gallery”, Max Laudadio offre in asta benefica le sue originali foto d’autore in mostra curata da Vittorio Sgarbi

    Indetta un’esclusiva asta di beneficenza che vede protagonisti alcuni scatti fotografici di Max Laudadio, lo storico invito di Striscia la Notizia, sempre attivo nel sociale. Le originali creazioni saranno esposte, assieme ad una ricca selezione di foto dell’autore, dal 22 Aprile 2014, alle ore 18.00, presso la prestigiosa galleria milanese Milano Art Gallery, in via G. Alessi 11, in una eccezionale ed imperdibile mostra curata dal Prof. Vittorio Sgarbi e organizzata dal manager Salvo Nugnes, agente di illustri personalità del mondo della cultura e dello spettacolo.

    Il ricavato sarà devoluto all’Associazione Ai.Bi. “Amici dei Bambini” (www.aibi.it) e alla comunità Exodus di Don Antonio Mazzi (www.exodus.it). Chi desiderasse partecipare può fornire i propri dati (telefono e mail) e menzionare in modo specifico la o le opere a cui è interessato, con il relativo importo di riferimento per l’acquisto. Le immagini delle fotografie destinate alla vendita sono pubblicate, corredate da costo base d’asta di partenza, sul sito www.milanoartgallery.it all’interno della sezione dedicata alla mostra. Le proposte pervenute verranno selezionate e saranno poi contattati gli acquirenti vincitori che si saranno aggiudicati le opere fotografiche, accompagnate da relativo certificato di autenticità.

    Forte della convinzione, che due soli occhi a volte non bastano a cogliere la meraviglia del mondo, cerco di ampliare, scomporre i piani, creare nuove prospettive in un viaggio fotografico, che vuole stupire. Africa, America, Europa raccontate alla -Laudadio maniera- a volte pop e a volte romantica” Max Laudadio.

    Per ricevere ulteriori ragguagli informativi è possibile contattare:

    Tel. 02-76280638

    Mail: [email protected]

    Sito web: www.milanoartgallery.it

  • Foto Magia mostra fotografica di Paolo Goglio

    Dal 25 Aprile al 29 Maggio 2014

    Station Cafè presenta:

    Foto Magia
    mostra fotografica di Paolo Goglio

    Concezione della Fotografia Emotiva

    Apertura il 25 Aprile alle ore 19 con aperitivo a buffet aperto a tutti

    Station Cafè & Restaurant – Ristorante, pub, birreria, cocktail e spuntini

    viale V.Veneto, 1 Treviglio – 24047

    www.fotokem.it

    Com’è è nata la Concezione della Fotografia Emotiva?

    “Inizialmente ero un pò confuso, sentivo di voler esprimere qualcosa che ancora non ero in grado di mettere esattamente a fuoco, raccoglievo immagini che mi trasmettevano qualcosa di importante ma ero ancora ‘inquinato’ dalle considerazioni tecniche e dalla valutazione altrui, non riuscivo a esprimermi liberamente perchè cercavo sempre il giusto, il corretto, il bello e il bilanciato secondo schemi convenzionali, quindi preconfigurati e certamente non miei.

    Poi sono stato ‘illuminato’ da una immagine che ancora oggi è copertina e vetrina delle mie esposizioni: mi ha trasmesso un segnale di luce molto prezioso e da lì ho iniziato a concepire un mio pensiero: la “Concezione della fotografia emotiva”.

    Un’ immagine di carattere prevalentemente ma non necessariamente naturistico, ritoccata attraverso le visioni della mia anima, quindi spesso molto saturata, con forti contrasti, impreziosita magari da un riflesso o da una piccola stella, esaltata da colori apparentemente artificiosi ma che, di fatto, riflettono la mia percezione interiore di gioia e di amore.

    Più avanti, incontrando i primi consensi e il coraggio di sperimentare in questa direzione, ho iniziato ad esprimermi con sempre maggior libertà e ho realizzato numerose mostre sempre molto apprezzate in cui ho anche la possibilità di proiettare alcuni miei audiovisivi ed esporre le mie personali pubblicazioni.”

  • Milano, Piercarlo Malinverni “L’artista Della Casa Reale Dei Savoia” Proroga La Sua Mostra Di Successo Alla “Milano Art Gallery” Fino Al 19 Aprile

    A fronte dell’ottimo consenso di pubblico e di critica di settore, la mostra pittorica “Le Dive nell’arte” di Piercarlo Malinverni noto come “l’artista della Casa Reale dei Savoia” verrà prorogata fino al 19 aprile. L’esposizione si trova nello storico contesto della “Milano Art Gallery” in via G. Alessi 11 a Milano, è organizzata dal manager produttore di grandi eventi Salvo Nugnes ed è visitabile con ingresso libero.

    Le originali creazioni si ispirano alle mitiche dive del cinema degli anni 50/60, le splendide attrici di fama internazionale, che hanno incantato milioni di fans e restano eteree icone di fascino seduttivo senza tempo. Attraverso le opere di Malinverni rivivono in tutto la loro ammaliante bellezza. Sul confronto tra mondo dell’arte e mondo del cinema, Malinverni afferma “C’è sintonia in questo parallelismo. Emerge un humus, che è esaltante e continua a proporre nuovi stimoli, perché il mondo del cinema e del teatro, con le sue maschere e le sue finzioni, è il paradosso della vita stessa. L’idea delle attrici è stata quella di coagulare, di fissare su tavola il momento di gloria della loro bellezza estrema e renderla eterna, con qualche simbolo, che alcune cose significative dei loro film famosi e alcuni accenni allo loro vita privata, in qualche caso anche un po’ in stile gossip piccante. Secondo me in arte niente deve essere scontato, i messaggi, i simboli vanno letti e interpretati dal fruitore con la sua personale sensibilità intuitiva“. E spiega “nutro molta riverenza verso la bellezza femminile e le dive degli anni 50/60 idealmente rappresentano le nostre madri“.

    L’organizzatore Salvo Nugnes dice “Le originali rappresentazioni dall’atmosfera un po’ retrò e dal gusto romantico e poetico offrono l’opportunità di recuperare l’emozionante magia del cinema, di immergersi nei suggestivi ricordi, di ripercorrere nella memoria momenti speciali vissuti e stimolare l’immaginario fantastico“.

    Piercarlo Malinverni vanta tra i suoi più affezionati clienti estimatori i membri della Casa Reale dei Savoia, che gli hanno commissionati vari lavori importanti. Con loro si è instaurato un rapporto di calorosa amicizia che dura ormai da tanto. Malinverni racconta “mi hanno commissionato opere legate ad atmosfere marine e altre in stile materico-astratto“.

  • Il noto imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti esprime il suo parere sul convegno Expocomfort di Milano

    Raggiunto telefonicamente per un’intervista il dinamico imprenditore Giovanni Gelmetti, ideatore della Giax Tower, sulla 39esima edizione della MCE, Mostra Convegno Expocomfort di Milano. L’evento è incentrato sui temi dell’efficienza, del risparmio energetico e delle innovazioni tecnologiche connesse al mondo dell’impiantistica.

     

    D: Dott. Gelmetti ha avuto modo di visitare la Mostra Convegno Expocomfort di Milano?

    R: Si, certo. Trovo che sia una manifestazione molto interessante, in quanto i temi principali, quali il risparmio energetico e le innovazioni tecnologiche dell’impiantistica del riscaldamento e della climatizzazione, sono degli argomenti ai quali sono particolarmente attento.

     

    D: Cosa ne pensa dei temi scelti quest’anno per la 39esima edizione?

    R: Sono temi molti importanti da affrontare. Negli ultimi anni la ricerca ha fatto passi avanti notevoli. Ad esempio la geotermia e il fotovoltaico, con un investimento iniziale, ci permette di risparmiare sfruttando le risorse naturali del nostro pianeta senza usufruire delle condutture pubbliche. Non è fondamentale soltanto l’impianto stesso, ma tutto ciò che può influire nel consumo eccessivo del riscaldamento e raffreddamento di uno spazio, come gli isolanti termici di ultima generazione che diminuiscono i ponti termici con l’esterno.

     

    D: Erano presenti molti espositori? Ci sono stati molti visitatori?

    R: Erano presenti più di 2000 espositori, molti di Paesi stranieri quali Francia, Spagna, Gran Bretagna e Germania. I visitatori sono stati nettamente maggiori rispetto la precedente edizione, soprattutto dall’estero, come India, Emirati Arabi e Africa, interessati allo sviluppo di nuovi mercati.

     

    D: Cosa l’ha colpita dell’evento?

    R: Mi ha colpito maggiormente il fitto programma di oltre 200 convegni e workshop che sono riusciti ad organizzare perfettamente, offrendo la possibilità ai visitatori di approfondire le conoscenza e formarsi nelle nuove tecnologie per la sostenibilità ambientale.

  • Milano Art Gallery – L’artista della Casa Reale dei Savoia, Piercarlo Malinverni prolunga la mostra “Le Dive nell’arte”

    A fronte dell’ottimo consenso di pubblico e di critica di settore, la mostra pittorica “Le Dive nell’arte” di Piercarlo Malinverni noto come “l’artista della Casa Reale dei Savoia” verrà prorogata fino al 19 aprile. L’esposizione si trova nello storico contesto della “Milano Art Gallery” in via G. Alessi 11 a Milano, è organizzata dal manager produttore di grandi eventi Salvo Nugnes ed è visitabile con ingresso libero.

     

    Le originali creazioni si ispirano alle mitiche dive del cinema degli anni 50/60, le splendide attrici di fama internazionale, che hanno incantato milioni di fans e restano eteree icone di fascino seduttivo senza tempo. Attraverso le opere di Malinverni rivivono in tutto la loro ammaliante bellezza. Sul confronto tra mondo dell’arte e mondo del cinema, Malinverni afferma “C’è sintonia in questo parallelismo. Emerge un humus, che è esaltante e continua a proporre nuovi stimoli, perché il mondo del cinema e del teatro, con le sue maschere e le sue finzioni, è il paradosso della vita stessa. L’idea delle attrici è stata quella di coagulare, di fissare su tavola il momento di gloria della loro bellezza estrema e renderla eterna, con qualche simbolo, che alcune cose significative dei loro film famosi e alcuni accenni allo loro vita privata, in qualche caso anche un po’ in stile gossip piccante. Secondo me in arte niente deve essere scontato, i messaggi, i simboli vanno letti e interpretati dal fruitore con la sua personale sensibilità intuitiva“. E spiega “nutro molta riverenza verso la bellezza femminile e le dive degli anni 50/60 idealmente rappresentano le nostre madri“.

     

    L’organizzatore Salvo Nugnes dice “Le originali rappresentazioni dall’atmosfera un po’ retrò e dal gusto romantico e poetico offrono l’opportunità di recuperare l’emozionante magia del cinema, di immergersi nei suggestivi ricordi, di ripercorrere nella memoria momenti speciali vissuti e stimolare l’immaginario fantastico“.

     

    Piercarlo Malinverni vanta tra i suoi più affezionati clienti estimatori i membri della Casa Reale dei Savoia, che gli hanno commissionati vari lavori importanti. Con loro si è instaurato un rapporto di calorosa amicizia che dura ormai da tanto. Malinverni racconta “mi hanno commissionato opere legate ad atmosfere marine e altre in stile materico-astratto“.

  • L’entusiasmo di Piercarlo Malinverni detto l’artista della Casa Reale dei Savoia per il prolungamento della sua mostra presso la Milano Art Gallery

    Abbiamo raggiunto telefonicamente per una breve intervista il Dott. Piercarlo Malinverni, detto anche “l’artista della Casa Reale dei Savoia”, a seguito del prolungamento, a grande richiesta, fino al 19 aprile della sua mostra personale “Le Dive nell’arte” organizzata dal manager Salvo Nugnes presso la Milano Art Gallery, in via G. Alessi 11, a Milano.

     

    1) Ci è giunta notizia, che la sua mostra “Le Dive nell’arte” allestita nello storico contesto della “Milano Art Gallery” sarà prorogata su grande richiesta fino al 19 aprile; è compiaciuto degli ottimi consensi, che sta riscuotendo?

    Sì, devo dire che sono molto sodisfatto e mi fa molto piacere questa richiesta di prolungamento dato il successo che sta ottenendo.

     

    2) Ci racconta quali tecniche ha utilizzato per le opere in stile astratto, materico-informale, che affiancano i quadri dedicati alla favolose dive del cinema?

    Ho usato materiali compositi, abbinando al colore acrilico e a olio inserti di oggetti di consumo, oggetti trovati, di scarto, che nell’opera acquisiscono una loro dignità, dando una composizione pittorica al tutto e lanciando nel contempo messaggi ecologisti e contro il degrado.

     

    3) Sappiamo, che usa anche delle carte speciali ottenute attraverso una procedura particolare, che risale al 1500; Come ha approcciato questa fantasiosa idea e come la applica nel suo percorso artistico?

    Durante i miei studi accademici di pittura avevo avuto notizia di questa metodica della marmorizzazione per creare un effetto di finto marmo per cui sono andato in una Bottega a Firenze da un artigiano che produceva queste carte e le ho realizzate nel suo laboratorio con i colori che mi interessavano. È una tecnica che risale al Rinascimento, addirittura a metà del ‘400 e prevede l’utilizzo di pigmenti puri polverizzati, inchiostri e fiele di bue che vengono appoggiati su uno strato di gel di alghe all’interno di una vasca piena d’acqua, dopo di che si lavora con una spatola per ottenere gli effetti desiderati e si appoggia una carta assorbente per cui si ottiene in trasferimento di quello che viene fatto sul gel di alghe sulla carta, dopo di che va asciugata e passata su un rullo. Dal foglio che si ottiene, alcune parti riuscite pittoriche, vengono utilizzate per essere inserire nel quadri. È una tecnica laboriosa, ma mi ha sempre dato soddisfazioni e ha sempre avuto molti consensi inserendola anche in paesaggi informali.

     

    4) È vero, che sarà realizzata un’apposita brochure in formato catalogo su questa mostra di successo? Come verrà strutturata?

    Sì, è un’iniziativa del manager Salvo Nugnes che ha deciso di fermare anche con una pubblicazione il successo avuto nella mostra. Il catalogo riporterà alcune opere relative alla Dive di Hollywood degli anni ’50 e ’60 ed alcune opere astratte, in più un mio autoritratto.

     

    5) Quali sono i suoi progetti futuri dopo questa prestigiosa esposizione? Su quale nuova ricerca stilistica pensa di concentrarsi?

    Ho avuto molte richieste di ritratti eseguiti chiaramente in modo libero e moderno. La mia ricerca sarà sempre comunque finalizzata all’astrazione e alle opere concettuali.

     

    6) Essendo anche un talentuoso ritrattista, quali sono i soggetti che ha raffigurato di recente? Da amico e artista di fiducia dei membri di Casa Savoia ha mai ritratto qualcuno di loro?

    Di recente ho realizzato un ritratto di Papa Francesco, e un ritratto del Principe Emanuele di Savoia, che è ancora da ultimare diciamo. È il primo ritratto che realizzo per la Casa Reale dei Savoia, anche se hanno già altre mie opere di altro genere e sono in contatto con loro, siamo amici da anni. Un ritratto illustre che feci in passato fu quello del pugile Parisi realizzato subito dopo il suo successo olimpico a Seul, nell’88.

  • IL MODELLO ACROPOLIS DI SNAIDERO PROTAGONISTA DELLA MOSTRA DEDICATA AL DESIGN ORGANIZZATA DA DCASA

    7/13 aprile 2014 – Teatro Parenti – Via Giorgio Vasari, 15 – Milano
    ingresso libero durante la giornata – a pagamento alla sera per presenza concerti

    In occasione del Salone del Mobile 2014, DCasa (allegato de La Repubblica) organizza una Mostra dedicata al design e a tutte quelle Aziende che negli anni sono state in grado di distinguersi con prodotti unici e dal forte impatto estetico.
    La Mostra, allestita presso il Teatro Parenti dal 7 al 13 aprile 2014, presenterà tutti quegli oggetti, provenienti da ogni comparto merceologico, che più degli altri sono riusciti a imporsi come icone di stile e design.

    Acropolis di Snaidero

    Acropolis (Design Pininfarina) di Snaidero, con le sue linee dinamiche e l’architettura fuori dal comune, è stata scelta dalla Redazione come esempio di design anticonvenzionale e futuristico. Nata nel 2003, Acropolis, con la sua forma circolare e la scelta di materiali tecnologici come acciaio e alluminio, rappresenta nella storia del design un progetto di autentica avanguardia che ben esprime la spinta costante che Snaidero ha verso l’innovazione e la presentazione di prodotti che si sappiano distinguere. Alla mostra sarà presente il modellino rappresentativo della cucina Acropolis in scala 1:1.

    In contemporanea con la Mostra, sarà organizzata in Via Savona una rassegna fotografica dei pezzi esposti al Teatro Parenti, mentre in Zona Ventura / Lambrate ci sarà un corner di DCasa dove sarà possibile avere maggiori informazioni relative alle due esposizioni.

    Per ulteriori informazioni:

    Snaidero Rino Spa
    www.snaidero.it
    Digital pr a cura di
    Blu Wom Milano
    www.bluwom-milano.com
    [email protected]

  • Margaret Mazzantini riceve Premio Cultura Milano alla Milano Art Gallery durante la mostra di Piercarlo Malinverni

    La storica “Milano Art Gallery“, in via G. Alessi 11 a Milano, è da anni protagonista di un fitto programma che si alterna con le interessanti conferenze del Festival Artistico Letterario Cultura Milano e le prestigiose mostre d’arte, organizzate dal noto manager e produttore di grandi eventi Salvo Nugnes. La mostra attualmente in corso, allestita fino al 7 Aprile, è quelle de “l’artista della Casa Reale dei Savoia” Piercarlo Malinverni “Le Dive nell’are”, che presenta le sue originali opere raffiguranti le mitiche attrici e dive nazionali e internazionali del cinema degli anni cinquanta e sessanta. Durante il periodo dell’esposizione, l’eccezionale scrittrice Margaret Mazzantini ha avuto il piacere di essere premiata, dalla giornalista d’arte e curatrice Elena Gollini, con il rinomato Premio Cultura Milano, ideata dal Dott. Nugnes, già conferito ai più grandi ed illustri personaggi della cultura, della letteratura, del giornalismo, della scienza e dell’arte, come l’indimenticabile Margherita Hack, Bruno Vespa, Francesco Alberoni, Gillo Dorfles e Silvana Giacobini. Il riconoscimento è stato assegnato alla Mazzantini in occasione dell’uscita del suo ultimo romanzo di successo dal titolo “Splendore” per “il significativo contributo culturale della sua opera letteraria di profondo spessore umano”.

  • Aperta al pubblico la mostra HOME. 175 anni di innovazioni insieme a P&G

    HOME. 175 anni di innovazioni insieme a P&G

    Una mostra per scoprire cosa si nasconde dietro ai nostri gesti

    di tutti i giorni per prenderci cura della casa e della persona

     (28 marzo – 15 giugno 2014)

     Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia

    Via San Vittore, 21 – Milano

     All’indirizzo http://www.museoscienza.org/areastampa/materiali.asp

    sono disponibili alcune immagini e il comunicato stampa 

    Milano, 27 marzo 2014 – Apre al pubblico domani venerdì 28 marzo la mostra “Home. 175 anni di innovazioni insieme a P&G” realizzata dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia e promossa da Procter & Gamble. Un’esposizione che unisce ricordi e aspirazioni, nuove tecnologie e antiche ricette, in un viaggio emozionante a cavallo tra passato, presente e futuro. 

    Divisa per isole tematiche, ognuna contraddistinta da un colore specifico, la mostra conduce il visitatore tra le stanze di un’abitazione “ideale” ricostruita per raccontare l’evoluzione della cura domestica e dell’igiene personale, attraverso oggetti un tempo comuni, oggi spesso dimenticati o sconosciuti, eppure progenitori di molte delle comodità moderne.

    “Pillole di scienza” raccontano piccole, grandi conquiste che hanno contribuito a rendere le attività domestiche quello che sono oggi. Da dove viene la lavatrice? Come si fabbrica il sapone?  Perché la cenere pulisce? Come ci si faceva il bagno e come ci si radeva il viso?

    Una storia che va dai tempi in cui, per fare il bucato, era necessario recarsi ai lavatoi pubblici, produrre in casa il sapone, in cui gli stracci per i pavimenti erano lavorati a maglia e i mobili andavano incerati, alle prime dimostrazioni porta a porta di aspirapolveri e ai prodotti cosmetici di massa.

    Il visitatore si trova faccia a faccia ora con i “rimedi della nonna” ora con strumenti ultramoderni per la cura del corpo e della casa, a cui oggi non sappiamo più rinunciare. Può scoprire come la pratica del belletto, ad esempio, con cui le donne, negli anni ’30, donavano freschezza al viso, abbia assunto le forme di un trucco più leggero e naturale, lasciando che henné per capelli e cere al piombo venissero sostituiti da prodotti delicati e scientificamente avanzatissimi.

    Ancora, attraverso interessanti videoricette, interpretate da un’attrice in costume, ha modo di misurare la fatica che un tempo richiedeva la cura domestica, per esempio apprendendo i segreti per preparare un ottimo budino senza i moderni utensili (ma con “tanta buona volontà”) o la scomoda ricetta a base di cenere di felci di uno smacchiatore per i tessuti.

    A ogni area tematica, inoltre, corrisponde un personaggio icona che con le sue invenzioni ha contribuito a cambiare storie e abitudini di intere comunità. Si scopre, per esempio, come si è passati dai primi “abbrustola-pane”, esibiti in salotto come oggetti simbolo di prestigio sociale, alle cucine orientate al design, alla funzionalità e all’eleganza dei giorni nostri.

    “Da sempre il nostro Museo racconta storie di scienza, tecnologia e industria, con la volontà di rendere accessibile a tutti un patrimonio che spesso dimentichiamo essere parte della nostra identità – spiega Fiorenzo Galli, Direttore Generale del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia – Strumenti, oggetti e macchine che abbiamo ogni giorno sotto i nostri occhi, e che a volte finiamo per dare per scontati, hanno alle loro spalle idee, persone, contesti. Il nostro compito è anche quello di raccogliere e custodire le storie di oggi per le generazioni di domani”.

    “La nostra è una società sottoposta quotidianamente a nuovi stimoli, le cui necessità pur evolvendosi col tempo, rimangono in certo qual modo, legate a una forte tradizione comune – ha commentato Paola Aruta, Direttore Comunicazione di P&G Italia –. Procter & Gamble, con i propri prodotti e le proprie marche, da oltre 175 anni è accanto alle famiglie di tutto il mondo e le accompagna, ogni giorno, nei piccoli gesti quotidiani come fare il bucato o prendersi cura di sé o dei propri familiari. Per questo abbiamo scelto di ricreare, attraverso questa mostra, un percorso espositivo che fosse prima di tutto una passeggiata nella memoria alla ricerca di oggetti, colori e sensazioni con cui tutti noi abbiamo avuto più o meno a che fare e che hanno, ognuno con le proprie peculiarità, ispirato la modernità.”

    La visita alla mostra, compresa nel biglietto del Museo, si rivela un percorso divertente e curioso. Occasione imperdibile per andare oltre la confezione, all’insegna del “come eravamo” e del “come saremo”.

     

    INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO

    Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci

     

    Dove siamo: Ingresso Via San Vittore 21 | Uscita via Olona 6 20123 Milano

    Giorni di apertura: aperto da martedì a domenica

    Giorni di chiusura: i lunedì non festivi, il 24 e 25 dicembre, il 1° gennaio

    Orari: da martedì a venerdì 9.30-17 | sabato e festivi 9.30-18.30

    Biglietti d’ingresso

    intero 10,00 € | ridotto 7,00 € per giovani sotto i 25 anni; adulti accompagnatori (max 2 persone) dei minori di 14 anni; gruppi di almeno 10 persone; docenti delle scuole statali e non statali; convenzioni

    speciale 4,50 € per gruppi di studenti accompagnati dall’insegnante previa prenotazione; persone oltre i 65 anni.

    Ingresso gratuito per: visitatori disabili e accompagnatore, bambini sotto i 3 anni.

    MUST SHOP: da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 19.00; lunedì chiuso.

    Programma membership card: presso MUST SHOP sono in vendita 4 tipologie di card per l’accesso gratuito e illimitato al Museo in compagnia di una persona a scelta o della famiglia.

    Visite guidate al sottomarino Enrico Toti

    Non è possibile acquistare il biglietto per la visita guidata all’interno del sottomarino Enrico Toti separatamente da quello del Museo.

    Il costo è di 8 € + il biglietto del Museo (+ 2€ per prenotazioni anticipate).

    È possibile acquistare il biglietto per il giorno stesso direttamente alla cassa del Museo (fino a esaurimento dei posti disponibili) o prenotando telefonicamente al numero dedicato 02.48555330, attivo il martedì e il venerdì dalle 13.30 alle 16.30, o via email all’indirizzo [email protected].

    www.museoscienza.org | [email protected] | T 02 48 555 1

     

    CONTATTI PER LA STAMPA

    Ufficio stampa Peliti Associati

    Emanuela Capitanio

    C +39 347 4319334

    [email protected]

    Lucia Masserini

    C +39 333 3513421

    [email protected]

     

    Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia

    Leonardo da Vinci

    Ufficio Stampa

    Deborah Chiodoni – Paola Cuneo

    T +39 02 48555 343 / 450

    C +39 339 1536030

    [email protected]

  • Le parole di Piercarlo Malinverni “l’artista della Casa Reale dei Savoia” sul grande successo ottenuto dal vernissage della sua mostra “Le Dive nell’arte”

    Il poliedrico artista Piercarlo Malinverni detto “l’artista della Casa Reale dei Savoia” è stato raggiunto telefonicamente per un intervista sul vernissage della mostra “Le Dive nell’arte”, organizzata dal manager Salvo Nugnes, presso la storica “Milano Art Gallery“. Durante l’inaugurazione, che ha ottenuto un notevole successo e riscontro, erano presenti molti vip, tra cui il noto scrittore di noir Andrea Pinketts, la giornalista Annamaria Consolaro volto “meteo” di Mediaset, alcuni comici di Zelig e diverse personalità dal “sangue blu”.

     

    D: Ci è stato riferito che erano presenti alla sua mostra alla Milano Art Gallery diversi ospiti speciali. Si aspettava la presenza di così molti personaggi famosi alla mostra? Ne è soddisfatto?

    R: Sono soddisfattissimo e mi sento veramente onorato di tanta partecipazione di persone qualificate.

     

    D: La mostra è intitolata “Le Dive nell’arte“. Un commento nel confronto tra mondo dell’arte e mondo del cinema?

    R: C’è sintonia in questo parallelismo, emerge un humus che è esaltante e continua a proporre nuovi stimoli, perché il mondo del cinema e del teatro, con le sue maschere e le sue finzioni, è il paradosso della vita stessa. L’idea delle attrici quindi è stata quella di coagulare, fissare su un tavola, il momento di gloria della loro bellezza estrema e renderla eterna, con qualche simbolo che indicasse alcune cose significative dei loro film famosi e alcuni accenni alla loro vita privata, in qualche caso anche un po’ piccante. Secondo me in arte niente deve essere scontato, i messaggi, i simboli vanno letti dal fruitore.

     

    D: Come nascono la passione e l’amore per le grandi dive di Hollywood?

    R: Innanzitutto per una riverenza verso la bellezza femminile e poi per l’idea che le dive degli anni Cinquanta e Sessanta idealmente rappresentano le nostre madri.

     

    D: Una riflessione sul concetto di arte; cosa significa essere artisti nell’epoca attuale?

    R: L’arte è l’essenza della vita, per me la vita senza arte avrebbe poco senso. L’arte, oggi come ieri o nel Rinascimento, è uno dei più grandi stimoli che ci può essere per l’uomo, potrebbe essere proprio un punto d’arrivo a cui dedicare una vita intera. Secondo me per l’arte, vale la pena vivere.

     

    D: Ci spiega il significato di gestalt, l’essenza della visione?

    R: Gestalt nel senso di intrusione della materia altra all’interno di un’opera d’arte, recuperata anche da oggetti casuali oppure trovati, che a volte diventano proprio il centro del quadro, un punto di partenza per realizzare un’opera. Possiamo dire che si crea un parallelismo tra l’arte e il messaggio sociale che ci può essere nell’opera, ad esempio l’ecologia o un richiamo all’uomo per essere più attento nei confronti del Mondo. L’incremento continuo della tecnologia inventata negli ultimi anni va a discapito della natura, si creano un sacco di detriti e oggetti di consumo che diventano difficili da smaltire, alcuni rifiuti rimangono nell’eternità, quindi possiamo dire che c’è un tentativo anche di un messaggio sociale.

  • “L’artista della Casa Reale dei Savoia” Piercarlo Malinverni ottiene grande successo all’inaugurazione della sua mostra alla Milano Art Gallery

    Il poliedrico artista contemporaneo Piercarlo Malinverni, detto “L’artista della Casa Reale dei Savoia” è stato protagonista apprezzatissimo durante il vernissage inaugurale della sua mostra personale dal titolo “Le Dive nell’arte” allestita nello storico contesto della “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, con l’organizzazione del rinomato manager produttore Salvo Nugnes. All’evento, svoltosi in data domenica 23 marzo, erano presenti illustri ospiti e nomi di spicco, tra cui lo scrittore noir e popolare personaggio televisivo Andrea Pinketts, alcuni dei comici di Zelig, Annamaria Consolaro, giornalista e noto volto del “Meteo” di Mediaset e diverse persone di “sangue blu”. L’esposizione resterà allestita fino al 7 aprile ed è visitabile con ingresso libero al pubblico.

     

    Sul suo esordio artistico e sulla passione per l’arte, Malinverni racconta “Ho cominciato a dipingere a 10 anni. È stata una passione, che ho sempre seguito nel corso di tutta la mia vita e ho coltivato professionalmente accanto alla mia attività principale di medico. Ho ottenuto i miei primi diplomi dalle accademie e dalle scuole d’arte, ancor prima di conseguire la laurea in medicina. È tutta la vita che dipingo e ho cominciato ad esporre in modo cospicuo e seriato dall’inizio degli anni ottanta in poi”.

     

    Riguardo la corposa tipologia di opere esposte spiega “Sono quadri dedicati alle famose attrici degli anni cinquanta e sessanta, partendo dalle italiane come Claudia Cardinale ed Elsa Martinelli e arrivando alle dive francesi e americane, tra le quali cito Marlyn Monroe, che ovviamente non poteva proprio mancare. Un’altra parte di opere è orientata su alcuni quadri di filone astratto-informale, su cui sto indirizzando la mia nuova ricerca di sperimentazione stilistica e che contengono anche importanti e significativi messaggi di matrice etico-sociale sulla tutela dell’ambiente, sull’ecologia e i problemi attinenti ad essa. Spesso, i materiali che utilizzo sono di recupero, provenienti da scarti ed elementi da riciclo e dal vintage d’epoca, per enfatizzare questo stimolo riflessivo nei fruitori“.

  • Milano Art Gallery: 110anniversario della nascita del grande Salvador Dalì, il figlio José dedica la mostra

    Intervistato José Van Roy Dalì, in occasione della mostra personale “La verità surreale” il giorno dell’anniversario dei 110 anni della nascita del padre, il celebre maestro del Surrealismo Salvador Dalì, presso la storica Milano Art Gallery via Alessi 11, Milano dall’11 al 26 maggio 2014, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes. L’esposizione verrà inaugurata domenica 11 maggio alle ore 18.00, con un prestigioso evento di vernissage in presenza dell’artista.

     

    1) Ci racconta com’è avvenuto il suo esordio nel mondo dell’arte? E’ vero, che già dai 7 anni dipingeva?

    Il mio esordio nel mondo dell’arte forse non è ancora mai avvenuto. Prima di tutto, io non sono un artista, non mi ci sento, dipingo per il mio grande egoismo, per il gusto di fare una cosa che mi piace. Ogni volta che faccio una mostra per me è una sofferenza, un atto di esibizionismo. Espongo e poi scompaio per un po’ di tempo, quindi è come se non avessi mai esordito nel mondo dell’arte. Quando realizzo un quadro o dei quadri mi piace guardarmeli, magari farli vedere agli amici e basta. È una vita che dipingo e che espongo, ma cerco di farlo a piccole tappe. Quando era piccolo cercavo di scimmiottare mio padre che non mi permetteva di andare nell’area in cui lavorava perché aveva paura che gli rovinassi i quadri, ma sono giochi da bambini, sono cose che fanno tutti, anche quelli che poi da grandi non fanno i pittori o gli artisti.

     

    2) Che rapporto aveva con suo padre il grande Salvador Dalì? Ha qualche particolare aneddoto, che vuole rivelarci?

    Di aneddoti ne ho tantissimi, mio padre è stato molto particolare! Da ragazzino lo vedevo pochissimo, lui e mia madre erano impegnati nelle loro mostre, li incontravo quando i miei tutori, ai quali mi avevano affidato in Italia, mi portavano in Spagna. Poi li ho rivisti da adulto, dove è cambiato un po’ il legame, ma resta un rapporto particolare con due persone particolari, perché i miei genitori erano molto giocherelloni, si divertivano con tutto e soprattutto con gli esseri umani e ancor di più con me, facendomi degli scherzi. Gli aneddoti che mi vengono in mente sono due: il primo, quando mio padre Salvador, si è presentato ai piedi del mio letto in piena notte con una candela, una lampadina accesa in mano, sotto il volto e ha fatto finta di essere il demonio, al quale erano cadute le corna sulle labbra e ha cercato di spaventarmi. Un’altra volta invece, ricordo che si è nascosto, salendo sulle scale, dietro un orso imbalsamato, e con un tubo dell’acqua e un imbuto ha fatto finta di essere stato ingoiato e mi ha chiesto aiuto. Poi delle volte parlava in tre\quattro lingue, mescolandole con il latino per vedere il mio stupore, perché non capivo quello che mi diceva.

     

    3) Un commento di riflessione sul concetto di arte;

    E’ la cosa più difficile del Mondo, è come parlare del concetto di anima. Io non so se quello che faccio è arte, so solo che realizzo delle cose che a me piacciono. Credo che chi fa arte forse è una grande ricerca d’amore, per attirare l’attenzione delle persone comuni e per ottenerne il plauso, una ricerca d’affetto, di amore insomma. Su questo punto sono svantaggiato, sono sposato da più di quarant’anni con l’unica donna che ho amato nella mia vita, e non ho bisogno di amore, faccio questo perché mi piace. Quindi il concetto dell’arte credo sia quello di offrire al pubblico la medesima emozione che l’artista o il presunto tale ottiene creando quel lavoro.

    Il concetto dell’arte è il concetto della bellezza, l’arte si può paragonare a qualsiasi cosa sublime ma anche ad un manufatto, ad una casa, un fiore. Le cose sublimi della natura che ci stupiscono e appagano il nostro animo, il nostro sguardo si possono paragonare all’arte. Non a caso per me l’arte è morta dopo il Rinascimento, tranne qualche rara eccezione, però in realtà ci sono ancora delle cose bellissime, che donano delle emozioni, e le emozioni sono la cosa più difficile da avere in questa vita.

     

    4) Che ricordo ha dei suoi genitori? E della sua infanzia vissuta con i suoi tutori adottivi tra Verona e Roma?

    Ho lasciato molti ricordi a Verona. Quando sono andato li con mia moglie, dopo 36 anni, per fargli vedere le bellezze di Verona, ho ritrovato le emozioni di vedere l’Arena per esempio o altre cose di questo genere. Quando abitavo a Verona, affianco al portone dell’abitazione dei mie tutori, c’era un negozio di Bauli e una giornalaia. Quando sono tornato ho visto una signora con i capelli bianchi e le ho domandato se fosse la signora Gemma e ha risposto di sì. Avrà avuto più di 90 anni, quando le ho raccontato chi ero io, ha cominciato a chiamare la gente raccontando delle mie gesta da bambino. Questa signora molto anziana si ricordava tutti i guai che avevo fatto a Verona, ad esempio quando correvo con i pattini a rotelle al secondo piano dell’abitazione e disturbavo a qualsiasi ora, gli abitanti del piano di sotto. Dei miei genitori, ho solo ricordi bellissimi, erano talmente speciali nei loro scherzi, nel loro modo di fare, che quando li vedevo abbracciati normalmente o sulla barca o che giocavano a scacchi per esempio, mi sembravano ammalati, perché erano in continuo movimento, una creatività continua per quanto riguarda i giochi, gli scherzi e le risate.

     

    5) La data d’inaugurazione della sua mostra milanese, l’11 maggio, cade proprio nel giorno di celebrazione del simbolico anniversario dei 110 anni dalla nascita’ di suo padre; E’ compiaciuto di questa coincidenza speciale? E’ stata appositamente predisposta per creare un significativo filo conduttore di unione tra i due importanti eventi?

    Sono felice e onorato di questa coincidenza, anche se una parte di me è dispiaciuta di dover mostrare al mondo la diversità tecnica e artistica che mi divide da mio padre, mio padre è stato un grande, io sono uno che gioca a fare il pittore, quindi in un certo senso sono felice perché è sempre difficile dimenticare una persona come mio padre, però forse ci vuole un nuovo genio per ricordare la sua bravura, naturalmente lo faccio con tutta la modestia che mi distingue. Davanti a mio padre sono soltanto un dilettante meglio e peggio di tanti altri miei colleghi, solo che di geni così ne nasce uno ogni duecento anni.

  • Le parole del Maestro Giuseppe Santonocito sulla sua prossima mostra alla Milano Art Gallery

    Intervistato il Maestro Giuseppe Santonocito, in occasione della sua prossima mostra pittorica “Ispirazione onirica” presso la “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes, con vernissage inaugurale in data Mercoledì 9 Luglio alle ore 18.30.

     

    D: Abbiamo avuto notizia della sua prossima prestigiosa mostra nello storico contesto della “Milano Art Gallery”; come nasce questa importante occasione? E’ la prima volta che espone a Milano?

    R: Questa occasione nasce da un nostro amico che ci aveva parlato di questa prestigiosa galleria a Milano, così ci siamo messi in contatto con il manager Salvo Nugnes, è venuto a trovarci ed è nata una bella amicizia, dalla quale è nata inoltre l’idea della mostra. È la prima volta che faccio una personale a Milano, ho esposto negli anni novanta alla Galleria Modigliani, ma era una collettiva.

     

    D: Maestro Santonocito, ci racconta quando nasce la passione per l’arte e com’è avvenuta la sua formazione in ambito artistico?

    R: Ho cominciato a dipingere circa 35 anni fa professionalmente. Sono totalmente autodidatta, ho studiato esclusivamente per conto mio. Quando ho avuto qualche problema di vita, quando ho capito che la mia strada sarebbe stata la pittura, allora ho iniziato a studiare i maestri del ‘500, ma ho fatto tutto da me e piano piano ho trovato poi la mia strada in questo modo di dipingere, in questo stile, che continuo da circa 25 anni.

     

    D: Quali sono le principali fonti ispiratrici della sua ricerca stilistica?

    R: Direi il mio cervello.

     

    D: In tanti anni di carriera, coronata da meritati successi, quali consigli/suggerimenti può dare alle nuove generazioni di artisti?

    R: Posso suggerire di esprimere sempre ciò che sentono. Sono una persona molto complicata e la mia, è tutta un’ispirazione dentro me stesso, quindi gli insegnamenti che posso dare alle nuove generazioni è di essere se stessi.

  • Attesissima mostra di José Van Roy Dalì alla Milano Art Gallery con l’organizzazione del manager dell’arte Salvo Nugnes

    La storica “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, ospita un evento di forte risonanza mediatica accogliendo la mostra pittorica “La verità surreale” di José Van Roy Dalì figlio dell’esimio mentore del Surrealismo Salvador Dalì, organizzata dal noto manager produttore Salvo Nugnes. L’esposizione si terrà dall’11 al 26 maggio 2014, con vernissage inaugurale in data domenica 11 maggio alle ore 18.00. Nell’occasione speciale verrà celebrato l’anniversario dei 110 anni dalla nascita del grande Maestro catalano.

     

    José Dalì ha un percorso esistenziale intenso e ha sempre saputo portare con consapevole responsabilità e coerenza il suo famoso cognome, dimostrando doti innate di autentica genialità e sviluppando una propria ricerca stilistica personalizzata e innovativa. E’ uno degli artisti di spicco più interessanti del panorama contemporaneo, ma ha scelto di vivere la sua dimensione artistica e professionale con estrema riservatezza, privilegiando la vita familiare e privata. Il suo prorompente DNA ispiratore lo ha stimolato a cimentarsi attraverso ogni forma di espressione, dalla pittura alla scultura, dalla poesia alla scrittura narrativa, dall’incisione all’arte orafa.

     

    Sul periodo dell’infanzia vissuto in Italia racconta “Mia madre era ebrea e allo scoppio della guerra i miei dovettero rifugiarsi negli Stati Uniti. Prima di salire sul transatlantico incontrarono a Mentone la famiglia veronese Rossi, alla quale mi affidarono e con la quale ho vissuto a lungo. Considero la mia infanzia felice a Verona un magnifico regalo del destino e sono immensamente riconoscente ai miei tutori adottivi anche per il fatto di avermi sempre supportato. I miei genitori vennero spesso a trovarmi“.

     

    Emerge tutto il suo carismatico eclettismo nella significativa frase da lui pronunciata, quando parodiando l’affermazione paterna “La differenza tra un pazzo e me, è che io non sono pazzo” dichiara con ironica provocazione, che “l’arte è anche follia. La differenza sostanziale tra gli altri pazzi e me, è che io lo sono davvero e consapevolmente“.

  • Intervista a Piercarlo Malinverni “l’artista della Casa Reale dei Savoia” sulla mostra alla Milano Art Gallery.

    Domenica 23 Marzo 2014, alle ore 18.00, la storica Milano Art Gallery di via G. Alessi 11, a Milano, inaugurerà la personale di Piercarlo Malinverni, detto “L’artista della Casa Reale dei Savoia” dal titolo “Le Dive nell’arte”. In vista di questa speciale occasione, abbiamo intervistato il rinomato artista pavese, per saperne di più sulla sua originale produzione artistica e sulla mostra che si terrà fino al 7 Aprile, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes.

    1) Ci è giunta la notizia della sua imminente mostra personale nell’esclusivo contesto storico della “Milano Art Gallery”; come nasce l’opportunità di questa importante esposizione? E’ la prima volta che espone a Milano?
    Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery, ha notato una mia opera, esposta a casa di una persona che conosciamo entrambi ed incuriosito, ha voluto conoscermi. Siccome avevo in preparazione una serie di lavori sulle dive e attrici hollywoodiane degli anni ’50 – ’60 e lui è un amante del cinema e del teatro, mi ha proposto di realizzare questa mostra. Ho già esposto numerose volte a Milano. Sono invitato due volte a partecipare agli Ovali Rotariani: la prima volta con la curatela di Luciano Caramel e Vittorio Sgarbi, durante la quale la mia opera è stata venduta all’asta da Sotheby’s, mentre per la seconda volta, sono stato selezionato tra migliaia di artisti, insieme ad altri duecento. L’asta è stata gestita da Christie’s e all’evento era presente anche la nota showgirl Alba Parietti.

    2) Quali opere porterà in mostra? C’è una tematica particolare come filo conduttore nell’allestimento?
    Saranno tutte opere dedicate alle attrici degli anni ’50-’60. Partendo dalle italiane, come Claudia Cardinale ed Elsa Martinelli ed arrivando alle dive francesi e americane, tra le quali cito Marylin Monroe, che non poteva assolutamente mancare. Una sala invece sarà allestita con alcuni quadri di un filone astratto-informale.

    3) Ci racconta come nasce la passione per l’arte e quando avviene il suo esordio nel mondo dell’arte e qual è stata la sua formazione artistica?
    Ho cominciato a dipingere a 10 anni. È stata una passione che ho sempre seguito nel corso di tutta la mia vita e che ho coltivato professionalmente accanto alla mia attività principale di medico. Ho ottenuto i miei primi diplomi dalle Accademie e dalle Scuole d’Arte, ancor prima di conseguire la laurea in medicina. E’ tutta la vita che dipingo e ho cominciato ad esporre, in modo cospicuo e seriato, dall’inizio degli anni ’80 in poi.

    4) Quali sono le sue principali fonti ispiratrici?
    Ho realizzato tante opere concettuali legate al mondo sociale e ai problemi ambientali, dai quali traggo la mia ispirazione. Attualmente sono opere di sintesi quelle che sto facendo, molto libere dal punto di vista compositivo, con qualche minima reminiscenza legata al titolo, ma pressoché astratte, al di là di questo filone legato al cinema e al teatro, che va oltre la mia ultima ricerca.

    5) Quali tecniche strumentali utilizza maggiormente?
    Principalmente la tecnica olio, con inclusioni di svariati materiali e contaminazioni. Sono opere molto complesse dal punto di vista tecnico e strutturale. Ne ho realizzate alcune su parabole satellitari, che sono state poi portate, nel 2001, alla Biennale di Venezia da Mario Rizzi (che adesso non è più vivente) e sono stato ospite del critico di Venezia che aveva una sala a sua disposizione.

    6) Sappiamo, che tra i suoi illustri amici\clienti ci sono anche Vittorio Emanuele di Savoia e i membri della sua famiglia; ci racconta come è avvenuto questo incontro? Quali opere le hanno commissionato in questi anni di stretto rapporto?
    L’incontro è già datato negli anni, abbiamo frequentazioni entrambi in Corsica, in particolare presso l’Isola di Cavallo, nell’Arcipelago di Lavezzi. Oltre ciò, sono stato loro consulente medico, per cui sono andato anche a Ginevra a trovarli. Sono miei collezionisti e hanno già 4/5 miei lavori. Mi hanno commissionato opere legate ad atmosfere marine, delle quali ne hanno un paio nella loro villa corsa, ed altre legate ad espressioni astratte, soprattutto basate sulle tonalità dei colori.

  • Intervista al noto imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti sulla mostra “La città che sale”

    Piazza Gae Aulenti, nel cuore di Milano, dal 15 Gennaio al 16 Febbraio si è trasformata in galleria d’arte. A seguito del concorso indetto da Unicredit “PinTower” che si proponeva di premiare le migliori fotografie rappresentanti i cambiamenti nello skyline milanese, sono stati esposti i 24 scatti vincitori in una interessante e originale mostra intitolata “La città che sale”. I soggetti erano grattacieli, torri, piazze, giardini, monumenti architettonici moderni, che stanno rimodellando e riqualificando la visione del capoluogo lombardo. A questo proposito, è stato contattato telefonicamente il rinomato imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, ideatore della Giax Tower, il grattacielo di moda a Milano, per un suo autorevole commento.

     

    D: Ha avuto l’occasione di visitare questa innovativa mostra fotografica?

    R: Certamente. Sono andato a visitarla pochi giorni dopo l’inaugurazione.

     

    D: Cosa ne pensa di quest’originale idea espositiva?

    R: Credo che abbiano avuto un’ottima idea in quanto, in questa ventina di scatti, c’era tutta l’essenza della nuova Milano, una città dinamica, moderna e all’avanguardia, una città “riqualificata” come mi piace definirla.

     

    D: Come pensa si sia trasformata la città nella sua visione di struttura urbana, con l’avvento dei grattacieli moderni?

    R: Milano si è molto modernizzata ed è assolutamente al passo con i tempi, anche in relazione alle maggiori città europee. Il suo profilo, il suo skyline è vario. Si passa dai grattacieli agli edifici storici, dai palazzi agli immensi parchi, come Parco Nord che è vicino alla Giax Tower, da infrastrutture in costruzione, come il polo fieristico Rho-Pero che ospiterà l’Expo 2015, a splendide piazze e molto altro ancora. La stessa Piazza Gae Aulenti, che ha ospitato la mostra all’aperto, è un vero e proprio simbolo di innovazione e trasformazione urbanistica.

     

    D: “La città che sale” esponeva fotografie di grattacieli, torri, piazze e giardini… E lei, ha mai pensato di realizzare un book fotografico dedicato alla Giax Tower e magari presentare gli scatti in una speciale mostra?

    R: Sì, penso che farò una sorta di book fotografico della Giax Tower, ma sinceramente non avevo mai pensato di esporre poi le foto.. potrebbe essere una bella idea!

  • Piercarlo Malinverni – L’artista preferito dalla famiglia Savoia in mostra alla “Milano Art Gallery”, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes

    Si preannuncia un evento artistico di notevole originalità quello dedicato al poliedrico Piercarlo Malinverni, conosciuto con “L’artista dei Savoia” che sarà allestito nella storica “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. La mostra personale intitolata “Le Dive nell’arte” si terrà dal 23 Marzo al 7 Aprile 2014, con vernissage inaugurale in data Domenica 23 Marzo alle ore 18.00 ed è visitabile con ingresso libero al pubblico.

     

    Malinverni, che vede tra i suoi più illustri collezionisti, la famiglia reale dei Savoia, afferma “L’incontro con il Re Vittorio Emanuele è già datato negli anni, abbiamo frequentazioni entrambi in Corsica, in particolare presso l’Isola di Cavallo, nell’Arcipelago di Lavezzi. Oltre ciò, sono stato loro consulente medico, per cui sono andato anche a Ginevra a trovarli. Sono miei collezionisti e hanno molti miei lavori. Mi hanno commissionato opere legate ad atmosfere marine, delle quali ne hanno un paio nella loro villa corsa, ed altre legate ad espressioni astratte, soprattutto basate sulle tonalità dei colori”.

     

    In esposizione alla Milano Art Gallery si potranno ammirare una corposa e variegata serie di opere ispirate alle mitiche dive hollywoodiane, le intramontabili grandi stars, che hanno conquistato fama e popolarità a livello internazionale, sia come talentuose attrici, sia come affascinanti e seducenti ammaliatrici del cinema. Da Claudia Cardinale a Marylin Monroe a tante altre immortalate in tutto il loro splendore. Attraverso questa rievocazione personalizzata, Malinverni ne recupera l’immagine e ne celebra la virtuosa bellezza eterna, come un simbolico omaggio speciale.

  • In mostra alla prestigiosa Milano Art Gallery Piercarlo Malinverni il pittore preferito dal Principe Vittorio Emanuele di Savoia

    Domenica 23 Marzo 2014, alle ore 18.00, la storica Milano Art Gallery di via G. Alessi 11, a Milano, inaugurerà la personale di Piercarlo Malinverni dal titolo “Le Dive nell’arte”. In vista di questa speciale occasione, abbiamo intervistato il rinomato artista pavese, per saperne di più sulla sua originale produzione artistica e sulla mostra che si terrà fino al 7 Aprile, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes.

     

    1) Ci è giunta la notizia della sua imminente mostra personale nell’esclusivo contesto storico della “Milano Art Gallery”; come nasce l’opportunità di questa importante esposizione? E’ la prima volta che espone a Milano?

    Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery, ha notato una mia opera, esposta a casa di una persona che conosciamo entrambi ed incuriosito, ha voluto conoscermi. Siccome avevo in preparazione una serie di lavori sulle dive e attrici hollywoodiane degli anni ’50 – ’60 e lui è un amante del cinema e del teatro, mi ha proposto di realizzare questa mostra. Ho già esposto numerose volte a Milano. Sono invitato due volte a partecipare agli Ovali Rotariani: la prima volta con la curatela di Luciano Caramel e Vittorio Sgarbi, durante la quale la mia opera è stata venduta all’asta da Sotheby’s, mentre per la seconda volta, sono stato selezionato tra migliaia di artisti, insieme ad altri duecento. L’asta è stata gestita da Christie’s e all’evento era presente anche la nota showgirl Alba Parietti.

     

    2) Quali opere porterà in mostra? C’è una tematica particolare come filo conduttore nell’allestimento?

    Saranno tutte opere dedicate alle attrici degli anni ’50-’60. Partendo dalle italiane, come Claudia Cardinale ed Elsa Martinelli ed arrivando alle dive francesi e americane, tra le quali cito Marylin Monroe, che non poteva assolutamente mancare. Una sala invece sarà allestita con alcuni quadri di un filone astratto-informale.

     

    3) Ci racconta come nasce la passione per l’arte e quando avviene il suo esordio nel mondo dell’arte e qual è stata la sua formazione artistica?

    Ho cominciato a dipingere a 10 anni. È stata una passione che ho sempre seguito nel corso di tutta la mia vita e che ho coltivato professionalmente accanto alla mia attività principale di medico. Ho ottenuto i miei primi diplomi dalle Accademie e dalle Scuole d’Arte, ancor prima di conseguire la laurea in medicina. E’ tutta la vita che dipingo e ho cominciato ad esporre, in modo cospicuo e seriato, dall’inizio degli anni ’80 in poi.

     

    4) Quali sono le sue principali fonti ispiratrici?

    Ho realizzato tante opere concettuali legate al mondo sociale e ai problemi ambientali, dai quali traggo la mia ispirazione. Attualmente sono opere di sintesi quelle che sto facendo, molto libere dal punto di vista compositivo, con qualche minima reminiscenza legata al titolo, ma pressoché astratte, al di là di questo filone legato al cinema e al teatro, che va oltre la mia ultima ricerca.

     

    5) Quali tecniche strumentali utilizza maggiormente?

    Principalmente la tecnica olio, con inclusioni di svariati materiali e contaminazioni. Sono opere molto complesse dal punto di vista tecnico e strutturale. Ne ho realizzate alcune su parabole satellitari, che sono state poi portate, nel 2001, alla Biennale di Venezia da Mario Rizzi (che adesso non è più vivente) e sono stato ospite del critico di Venezia che aveva una sala a sua disposizione.

     

    6) Sappiamo, che tra i suoi illustri amici\clienti ci sono anche Vittorio Emanuele di Savoia e i membri della sua famiglia; ci racconta come è avvenuto questo incontro? Quali opere le hanno commissionato in questi anni di stretto rapporto?

    L’incontro è già datato negli anni, abbiamo frequentazioni entrambi in Corsica, in particolare presso l’Isola di Cavallo, nell’Arcipelago di Lavezzi. Oltre ciò, sono stato loro consulente medico, per cui sono andato anche a Ginevra a trovarli. Sono miei collezionisti e hanno già 4/5 miei lavori. Mi hanno commissionato opere legate ad atmosfere marine, delle quali ne hanno un paio nella loro villa corsa, ed altre legate ad espressioni astratte, soprattutto basate sulle tonalità dei colori.

  • “Le Dive nell’arte” del poliedrico Piercarlo Malinverni in mostra alla prestigiosa “Milano Art Gallery” organizzata dal manager Salvo Nugnes

    Si preannuncia un evento artistico di notevole originalità quello dedicato al poliedrico Piercarlo Malinverni, che sarà allestito nella storica “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. La mostra personale intitolata “Le Dive nell’arte” si terrà dal 23 marzo al 7 aprile 2014, con vernissage inaugurale in data domenica 23 marzo alle ore 18.00 ed è visitabile con ingresso libero al pubblico.

     

    In esposizione si potranno ammirare una corposa e variegata serie di opere ispirate alle mitiche dive hollywoodiane, le intramontabili grandi stars, che hanno conquistato fama e popolarità a livello internazionale, sia come talentuose attrici, sia come affascinanti e seducenti ammaliatrici del cinema. Da Claudia Cardinale a Marylin Monroe a tante altre immortalate in tutto il loro splendore. Attraverso questa rievocazione personalizzata Malinverni ne recupera l’immagine e ne celebra la virtuosa bellezza eterna, come un simbolico omaggio speciale.

     

    La curatrice Elena Gollini spiega “Nel suo percorso evolutivo di ricerca sperimentale Malinverni, passando attraverso il realismo di matrice più tradizionale, approda ad una formula rappresentativa incentrata sulla matericità, concepita come elemento base su cui modulare, plasmare, forgiare e generare il fulcro centrale primario delle sue raffigurazioni. Da questa innovativa espressione stilistica estrapola poi il concetto di “gestalt” inteso come essenza della visione, che per lui assume un significato interpretativo connesso alle multiformi trasformazioni sostanziali, che la materia può offrire e alla dinamica visionarietà fantastica trasmessa nella rielaborazione dei soggetti protagonisti dei suoi quadri”. E proseguendo sottolinea “Nel vivace e stimolante estro creativo di Piercarlo Malinverni si riscontra un collegamento virtuale tra due mondi paralleli, ma certamente assai affini, poiché il cinema non è solo parte della storia, ma riesce a scandire il tempo e si trasforma esso stesso in tempo e così di pari passo si pone anche l’arte nella sua particolare scansione cronologica all’interno delle fasi storiche in cui si colloca”.

  • “HOME. 175 anni di innovazioni insieme a P&G”

    Una mostra per scoprire cosa si nasconde dietro ai nostri gesti di tutti i giorni

    per prenderci cura della casa e della persona

    (28 marzo – 15 giugno 2014)

     

    Milano, 5 marzo 2014. Aprirà al pubblico venerdì 28 marzo la mostra “Home. 175 anni di innovazioni insieme a P&G” realizzata dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia e promossa da Procter & Gamble.

    Quante storie e quanta tecnologia si nascondono dietro a oggetti e a gesti assolutamente (oggi) semplici e quotidiani come quelli che facciamo per prenderci cura della nostra persona e della nostra casa? Ce lo svela la mostra “Home. 175 anni di innovazioni insieme a P&G”.

    Tra le mura di un’ideale casa “pillole di scienza”, testimonianze, oggetti, documenti e video raccontano l’evoluzione delle nostre abitudini e delle tecnologie nel tempo in maniera accattivante e suggestiva, in un percorso in cui ci accompagna una delle aziende storiche del settore, Procter & Gamble, da 175 anni al fianco delle famiglie di tutto il mondo.

    Uno sguardo su passato, presente e futuro per scoprire come è cambiato il nostro modo di lavarci, truccarci, raderci, ma anche pulire la nostra casa, cucinare, fare il bucato. Grazie a innovazioni che non sospettiamo e che in alcuni casi nascono in maniera assolutamente sorprendente, oggi risparmiamo tempo e fatica. Ma è una storia lunga, per quanto tutto sommato recente: i prodotti e le tecnologie che utilizziamo nascono dalla ricerca e dallo sviluppo continui portati avanti da aziende come Procter & Gamble.

    Antiche ricette per ottenere prodotti che usiamo ogni giorno come un dentifricio, una cipria, un detersivo per i pavimenti, per il bucato o per i piatti permettono al visitatore di comprendere quanto più semplice sia la sua vita grazie a un tubetto da spremere, una bb cream di ultima generazione, un flacone da aprire, una dose già pronta da inserire nella vaschetta della lavatrice o della lavastoviglie, un panno per raccogliere la polvere. Per non parlare di come oggi preparare una torta sia un piacere e non più una fatica grazie a piccoli elettrodomestici come frullatori, fruste elettriche e tritatutto. E domani cosa entrerà nelle nostre cucine, bagni, borsette e armadietti? Avremo ancora bisogno di lavarci le mani? La mostra permette di trovare risposta anche a queste curiosità, gettando un’occhiata sugli sviluppi futuribili e le tendenze delle tecnologie.

    Una mostra per divertirsi e stupirsi con gesti quotidiani e semplici, che coinvolgono tutti e che creano un confronto trasversale sulle abitudini di consumo di ognuno di noi, anche in relazione a quelle delle generazioni passate e future.

    Una mostra coinvolgente, dove oggetti strani e misteriosi attirano la curiosità, pubblicità d’altri tempi fanno accendere la memoria, prodotti che stanno nelle nostre case diventano irriconoscibili quando guardati al microscopio.

    Un’occasione per andare oltre la confezione e scoprire cosa si nasconde dietro.

    La visita alla mostra è compresa nel biglietto del Museo.

     

    INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO

     

    Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci

    Dove siamo: Ingresso Via San Vittore 21 | Uscita via Olona 6 20123 Milano

    Giorni di apertura: aperto da martedì a domenica

    Giorni di chiusura: i lunedì non festivi, il 24 e 25 dicembre, il 1° gennaio

    Orari: da martedì a venerdì 9.30-17 | sabato e festivi 9.30-18.30

    Biglietti d’ingresso

    intero 10,00 € | ridotto 7,00 € per giovani sotto i 25 anni; adulti accompagnatori (max 2 persone) dei minori di 14 anni; gruppi di almeno 10 persone; docenti delle scuole statali e non statali; convenzioni

    speciale 4,50 € per gruppi di studenti accompagnati dall’insegnante previa prenotazione; persone oltre i 65 anni.

    Ingresso gratuito per: visitatori disabili e accompagnatore, bambini sotto i 3 anni.

    MUST SHOP: da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 19.00; lunedì chiuso.

    Programma membership card: presso MUST SHOP sono in vendita 4 tipologie di card per l’accesso gratuito e illimitato al Museo in compagnia di una persona a scelta o della famiglia.

    Visite guidate al sottomarino Enrico Toti

    Non è possibile acquistare il biglietto per la visita guidata all’interno del sottomarino Enrico Toti separatamente da quello del Museo.

    Il costo è di 8 € + il biglietto del Museo (+ 2€ per prenotazioni anticipate).

    È possibile acquistare il biglietto per il giorno stesso direttamente alla cassa del Museo (fino a esaurimento dei posti disponibili) o prenotando telefonicamente al numero dedicato 02.48555330, attivo il martedì e il venerdì dalle 13.30 alle 16.30, o via email all’indirizzo [email protected].

    www.museoscienza.org | [email protected] | T 02 48 555 1

     

     

     

    CONTATTI PER LA STAMPA

    Ufficio stampa Peliti Associati

    Emanuela Capitanio

    C +39 347 4319334

    [email protected]

    Lucia Masserini

    C +39 333 3513421

    [email protected]

     

    Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci

    Ufficio Stampa

    Deborah Chiodoni  – Paola Cuneo

    T +39 02 48555 343 / 450

    C +39 339 1536030

    [email protected]

     

  • Alla speciale mostra di Cezanne al Vittoriano il noto imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti

    Il rinomato imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, ideatore dell’innovativa Giax Tower di Milano, ha recentemente visitato la clamorosa mostra su Cezanne al Vittoriano di Roma. “Cezanne e gli artisti del 900” è il titolo dell’emblematica esposizione che ha riunito gli artisti del Secolo scorso in un percorso artistico imperniato sulla figura di Paul Cezanne, definito da Matisse e Picasso “il padre di noi tutti”.

     

    Curata dalla Storica dell’Arte Maria Teresa Benedetti, la mostra ricostruisce quindi i legami tra Cezanne e i numerosi artisti che dopo di lui hanno in qualche modo ripreso la stessa sperimentazione e un simile linguaggio pittorico. Il noto imprenditore Gelmetti ha apprezzato l’esposizione ed ha commentato “la qualità e la quantità delle opere provenienti da alcuni dei più grandi musei al mondo, riunite insieme nello stesso contesto rendono chiari i rapporti, concettuali e visivi, tra i più grandi maestri dell’arte del 900. Cezanne rappresenta l’anello congiuntivo tra due grandi epoche, simbolo di un passaggio indelebile che ha aperto la strada alle più importanti sperimentazioni ed indagini dell’arte contemporanea”.

     

    La mostra raccoglie 100 opere di vari e numerosi artisti italiani, accompagnate dall’intervento dei grandi critici che hanno reso possibile un chiaro resoconto dei loro legami artistici e concettuali. A questo proposito Gelmetti sottolinea che “una mostra di questa portata ha sicuramente richiesto una notevole cura e un attento studio delle fonti, nonché una accurata attenzione nella ricostruzione integrale delle stesse. Apprezzo molto queste esposizioni, perché raccontano frammenti della storia dell’arte attraverso le opere stesse; sono molto entusiasta della linearità e della chiarezza del percorso espositivo”. 

  • Il noto imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti visita l’originale mostra multimediale “Van Gogh Alive” a Milano

    Recentemente La Fabbrica del Vapore di Milano, celebre location di eventi culturali ed artistici, ha accolto una mostra che è stata subito un successo: “Van Gogh Alive. The Experience”. Non poteva mancare all’esposizione il rinomato imprenditore Giovanni Gelmetti, illustre protagonista dello scenario immobiliare italiano, sempre presente a questi straordinari appuntamenti con la cultura. Realizzata in collaborazione con il Comune di Milano, “Van Gogh Alive” rappresenta l’evoluzione delle mostre d’arte attraverso la multimedialità; una simile innovazione non poteva sfuggire all’ideatore dell’avanguardistica Giax Tower, il grattacielo di moda a Milano.

     

    Giovanni Gelmetti, positivamente colpito dall’evento, ha esordito dicendo “sono davvero molto felice nel prendere parte a queste originali esposizioni, che secondo il mio parere danno la possibilità di comprendere meglio l’artista e il suo talento. Ho potuto immergermi completamente tra le sue opere e scoprire dei dettagli che facilmente sfuggono”. Le numerose immagini proiettate in alta definizione riassumono la vita e la carriera del grande maestro olandese, ricostruendo le tappe che lo hanno portato ad essere tra i più grandi protagonisti dell’arte universale. A questo proposito Gelmetti aggiunge “la grande quantità di proiezioni e di visioni che la mostra regala ci consente di avere un’idea più completa di Van Gogh, come artista e come persona, con spaccati di vita privata e inedite testimonianze”.

  • Straordinaria mostra dedicata a Kandinsky, le considerazioni del manager dell’arte Salvo Nugnes

    Il manager Salvo Nugnes, noto gallerista ed esperto d’arte, durante un’intervista ha parlato della strepitosa mostra monografica dedicata a Vassily Kandinsky, considerato il maestro fondatore della pittura astratta, il pioniere per antonomasia dell’astrattismo.

     

    Nugnes afferma “Una grandiosa mostra retrospettiva quella, che Milano dedica al Maestro, un vero teorico e protagonista dell’arte russa del secolo scorso, ma anche alfiere e precursore di quelle avanguardie storiche, che hanno segnato una spaccatura indelebile nel modo di fare e concepire l’arte figurativa nella sua storica tradizione. Nel coreografico contesto di Palazzo Reale si possono ammirare opere, che trasmettono quella connotazione di semplificazione delle forme pittoriche, che ne esaltano l’assoluta unicità nella realizzazione e sprigionano enorme carica emotiva“.

     

    E aggiunge “I quadri di Kandinsky infondono nell’osservatore una percezione di equilibrio e armonia dell’anima, di pace interiore. Nella loro apparente semplicità e leggerezza contengono complesse e articolate chiavi di lettura a livello concettuale, che stimolano molteplici interpretazioni. Nelle composizioni, c’è uno studio ben mirato, minuzioso e accurato di ogni tonalità cromatica utilizzata e di ogni forma riprodotta, che acquistano una funzione comunicativa simbolica, spesso rifacendosi nel nome a espressioni musicali tipiche. E’ senza dubbio un genio dell’astrattismo e il suo percorso artistico traccia una tappa fondamentale nell’evoluzione pittorica del Novecento“.