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Cristina Scocchia: dagli esordi professionali in Procter&Gamble alla nomina come CEO di KIKO Milano

Studio, lavoro e meritocrazia: gli ingredienti principali del successo di Cristina Scocchia, CEO di KIKO Milano, raccontati in un’intervista rilasciata al giornalista Nicola Porro.

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia: dagli studi alle prime esperienze professionali

A soli 40 anni entra in L’Oréal Italia, portando la società fuori dalla crisi che stava attraversando e mettendo le basi per un nuovo rilancio. Nel suo primo anno alla guida di KIKO Milano, l’azienda italiana leader della cosmetica registra un fatturato di 596 milioni e un Ebitda che segna un +37%. I traguardi raggiunti da Cristina Scocchia nel settore del beauty sono il risultato di una gavetta avviata parallelamente agli studi universitari. La manager ha raccontato la sua esperienza ai microfoni di “Quarta Repubblica”, la trasmissione condotta da Nicola Porro. Una storia che inizia all’Università Bocconi di Milano, precisamente durante un evento di presentazione di una grossa multinazionale americana, Procter&Gamble. L’AD di KIKO milano decide quindi di inviare il curriculum, ottenendo uno stage di tre mesi a Roma che si conclude con l’avvio di una collaborazione a tempo pieno: “Per tre anni ho lavorato dalle 9 di mattina alle 10 di sera, studiando poi fino alle tre di notte – ricorda – la gavetta è stata dura, ma sentivo che era la mia opportunità”. Dopo la laurea decide di spostarsi nella sede di Ginevra, dove si occupa prima di prodotti per l’igiene orale e poi dei mercati di Est Europa, Medio Oriente e Africa. L’ingresso di Cristina Scocchia nel beauty avviene nel 2007: in soli 5 anni diventa responsabile delle Cosmetics International Operations, occupandosi della supervisione dei brand in oltre 70 Paesi.

Cristina Scocchia: gli anni in L’Oréal Italia e KIKO Milano

È il 2013 quando Cristina Scocchia decide di accettare un’offerta che cambierà ancora una volta la sua vita: l’Oréal la vuole infatti come Amministratore Delegato della filiale italiana. Una vera e propria sfida, visto il periodo di crisi che la realtà milanese sta attraversando in quegli anni. Grazie ad una strategia improntata su riduzione di costi, ampliamento della gamma dei prodotti e trasformazione digitale, L’Oréal Italia torna a crescere. Per il suo determinante contributo, è stata insignita della Legion d’Onore dall’ambasciata francese in Italia. Nel 2017 inizia l’avventura in KIKO Milano. Per la prima volta Cristina Scocchia è responsabile di un’intera società. Dà il via ad una profonda ristrutturazione, basata su internazionalizzazione, nuove tecnologie e soprattutto digitalizzazione. Tutti interventi che sono riusciti a dare un freno agli effetti della pandemia. Nonostante il calo di fatturato registrato nel 2020, l’azienda continuerà ad investire e intende inaugurare 300 punti vendita entro il 2023: “Io credo che in salita bisogna accelerare. Bisogna tener duro e prepararsi per la ripartenza, bisogna avere il coraggio di investire ora per allora”.

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KIKO Milano, l’AD Cristina Scocchia intervistata dal “Financial Times”

L’Amministratore Delegato di KIKO Milano Cristina Scocchia ha evidenziato l’importanza di una vision incentrata sulla responsabilità sociale, in particolar modo nei momenti di crisi.

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia: KIKO Milano, strategia pre-crisi funzionale nella gestione dell’emergenza pandemica

“Siamo stati fortunati ad aver affrontato una crisi anni fa, focalizzandoci sul turnaround aziendale nel 2018 e nel 2019. Questo ci ha avvantaggiato nell’emergenza Covid-19”. È l’AD Cristina Scocchia a fare il punto sulle azioni messe in campo in KIKO Milano nel corso degli ultimi anni: un periodo in cui l’azienda, sotto la sua guida, ha intrapreso un processo di trasformazione e riorganizzazione volto a migliorare l’efficacia finanziaria e operativa. Quello stesso percorso che, come evidenziato dall’AD, ha posto le basi in seguito per affrontare con efficacia il periodo di crisi pandemica. “Da manager abbiamo una grande responsabilità sociale”, sottolinea nell’intervista al “Financial Times”, “in momenti drammatici come questo è importante ricordare il ruolo che ognuno di noi svolge”. Il riferimento è verso le difficili situazioni vissute da tanti lavoratori in momenti come questo, sia da un punto di vista economico che lavorativo e personale. “Quando metti in cassa integrazione 7.000, 8.000 dipendenti”, prosegue l’AD Cristina Scocchia, “ti senti responsabile per quelle persone. Un lavoro non è solo uno stipendio, significa anche dignità e realizzazione personale”.

Cristina Scocchia: assunzioni in Italia e sviluppo estero per KIKO Milano

Nel messaggio dell’AD Cristina Scocchia emerge dunque quella “grande responsabilità sociale” che, rimarcata nell’intervista, mette al centro la necessità di preservare l’occupazione e di conseguenza i posti di lavoro. Un obiettivo per cui KIKO Milano è fortemente impegnata anche attraverso nuove assunzioni previste nel nostro Paese: di queste, in particolare, 50 sono destinate alla sede di Bergamo, con un focus specifico verso profili del settore marketing e tecnologia. Parallelamente l’azienda, leader nel settore della cosmetica su scala globale, punta con forza al rilancio delle attività internazionali, con l’apertura di 50 negozi in Israele, Russia, Arabia Saudita e Grecia. “Lavoriamo sui territori insieme alle aziende locali”, racconta l’AD, “e questo significa condividere sia rischi che benefici attraverso accordi di franchising”. Oggi, dopo aver lavorato al rafforzamento del brand, della customer experience e della presenza digitale, KIKO Milano è dunque intenzionata a crescere ancor di più nei mercati esteri, focalizzandosi verso le regioni mediorientali e asiatiche. “C’è del coraggio e dell’ottimismo nella nostra strategia di espansione”, conclude Cristina Scocchia, “consideriamo la pandemia come una parentesi negativa, ma che non può durare per sempre”.

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KIKO Milano, l’AD Cristina Scocchia a “Business People”: misure chiare e veloci per la ripartenza

Verso quale direzione intervenire per superare in modo efficace la crisi indotta dalla pandemia? Nelle parole di Cristina Scocchia, AD di KIKO Milano, alcune indicazioni sulla ripartenza del settore produttivo nazionale.

Cristina Scocchia

Agire con forza e velocità contro la crisi: la riflessione dell’AD Cristina Scocchia

“In una pandemia globale, ci sono Paesi che, grazie alla capacità reattiva dei loro Governi, costituiscono un vantaggio competitivo per le imprese. Dobbiamo lavorare affinché per le nostre aziende essere italiane non si trasformi in uno svantaggio competitivo”: è sottolineato con chiarezza il messaggio che l’AD Cristina Scocchia affida alle pagine di “Business People”, per ripensare gli strumenti a disposizione delle imprese e puntare su sburocratizzazione, innovazione e soprattutto tempestività contro la crisi. “Occorre imparare da quanto accaduto”, spiega l’AD nell’intervista, “perché ogni tentennamento nella gestione dell’emergenza economica rischia di costarci carissimo”: se in una fase iniziale il focus ha giustamente riguardato l’emergenza sanitaria, oggi bisogna agire sul fronte economico “con forza e velocità, adottando poche misure chiare ed efficaci”. Così come in medicina, prosegue l’AD Cristina Scocchia, anche in economia “prevenire è meglio che curare”: essenziale dunque intervenire con velocità “se non vogliamo vedere impennarsi drammaticamente la curva dei disoccupati e delle famiglie sotto la soglia della povertà”, aggiunge l’AD nell’intervista.

Cristina Scocchia: l’importanza di misure tempestive per il rilancio economico

Da cosa ripartire, dunque, per garantire slancio sia al mondo dell’impresa che ai consumi familiari? Secondo Cristina Scocchia, liquidità e tempestività rappresentano parole chiave con cui non ci si può permettere tentennamenti: “Per le aziende e le famiglie è vitale, ma – ripeto – deve essere tempestiva”, specifica l’AD a “Business People”. Come già evidenziato in passato dalla manager, a fare la differenza nell’emergenza è stata proprio la capacità di gestione e reazione alla crisi, messa in campo in modalità eterogenee da parte di Governi e Pubblica Amministrazione nei diversi Paesi. I ritardi in Italia, ad esempio, hanno riguardato l’erogazione sia della cassa integrazione ai lavoratori che dei prestiti garantiti alle aziende. Questo nonostante l’impegno delle banche e di SACE.

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Gli ingredienti del successo di Kiko raccontati da Cristina Scocchia

L’Amministratore Delegato di Kiko Cristina Scocchia racconta di come l’azienda abbia affrontato la pandemia e dei progetti in cantiere.

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Il 2020 di Kiko raccontato da Cristina Scocchia

Il 2020 è stato un anno duro per tutti e non sono molte le aziende che possono affermare di esserne uscite più forti di prima. Kiko è però tra queste. L’azienda italiana di cosmetici con sede a Bergamo non si è fatta frenare dalla pandemia e ha anzi incrementato gli investimenti. L’Amministratore Delegato Cristina Scocchia spiega che buona parte del merito è da ascrivere al successo raggiunto nel biennio 2018-2019. È proprio il turnaround di questi due anni che "ha permesso di gettare le basi strategiche che si sono rivelate essenziali per essere resilienti durante la pandemia". Alla base di questi risultati ci sono stati tre ingredienti fondamentali: innovazione del prodotto, digitalizzazione dell’azienda e crescita dell’e-commerce, anche su piattaforme come Amazon e Zalando. Così, nonostante l’azienda sia stata costretta a chiudere il 99% dei negozi fisici durante la prima ondata e il 40% durante la seconda, Kiko si è dimostrata più resiliente che mai.

Cristina Scocchia: entro il 2023 apriremo 300 nuovi punti vendita

Durante la pandemia, l’azienda si è data da fare, riuscendo ad approdare in tre nuovi mercati: Grecia, Balcani ed Arabia Saudita, creando anche 300 nuovi posti di lavoro. Inoltre, come sottolinea l’AD Cristina Scocchia, un altro aspetto importante da tenere a mente quando si pensa alla risposta di Kiko alla pandemia riguarda il rifinanziamento da 270 milioni di euro (100 dei quali garantiti da Sace), e grazie a cui si può "proseguire nel percorso di crescita internazionale dell’azienda: il piano per il 2020-2023 prevede l’apertura di 300 monomarca, che si aggiungono ai 900 attuali, di cui cento nel 2021 in nuovi Paesi come Filippine, Tailandia, Indonesia, Slovenia, Croazia, Ucraina, Algeria, Marocco, Tunisia, Giordania, creando circa mille posti di lavoro inclusi i 300 del 2020".

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Kiko Milano: a Cristina Scocchia il Cavalierato nell’Ordine della Legione d’Onore di Francia

Il conferimento del titolo di Cavaliere nell’Ordine della Legione d’Onore, l’onorificenza più alta attribuita dalla Repubblica francese a Cristina Scocchia, AD di Kiko Milano, per il suo “percorso straordinario, sempre orientato verso il futuro”.

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Kiko Milano: all’AD Cristina Scocchia la più alta onorificenza attribuita dalla Repubblica francese

Insignita della più alta onorificenza attribuita dalla Repubblica francese per il suo “percorso straordinario, sempre orientato verso il futuro”: il titolo di Chevalier dans l’ordre de la Légion d’Honneur (Cavaliere nell’Ordine della Legione d’Onore) di cui oggi può fregiarsi Cristina Scocchia è stato conferito all’AD di Kiko Milano dall’Ambasciatore di Francia Christian Masset nel corso di una cerimonia a Palazzo Farnese. L’Ambasciatore ha ricordato inoltre “l’eccellenza del suo operato” alla guida di L’Oréal Italia tra il 2014 e il 2017. L’AD di Kiko Milano si è detta “onorata ed emozionata” al termine della cerimonia: “Ricevere la Legione d’Onore è un grande privilegio”. Cristina Scocchia ha quindi ringraziato l’Ambasciatore e le autorità francesi “per questo prestigioso riconoscimento che cercherò di onorare con impegno e orgoglio”.

Cristina Scocchia: la Legione d’Onore un prestigioso riconoscimento da onorare con impegno e orgoglio

Il titolo di Cavaliere dell’Ordine della Legione d’Onore è uno dei diversi riconoscimenti che sono stati attribuiti a Cristina Scocchia a fronte dei traguardi conseguiti nel corso della sua carriera. Tra questi la Mela d’Oro per il Management nell’ambito del 27esimo Premio Marisa Bellisario (2015) e il titolo di miglior CEO per la categoria Retail ai CEO Italian Awards (2019). Nel 2019 “Forbes” l’ha inclusa nella prestigiosa classifica delle 100 donne leader più influenti, riconoscendole l’impegno nel promuovere valori legati allo sviluppo aziendale, alla leadership, alla diversità e alla sostenibilità. Il titolo di Chevalier dans l’ordre de la Légion d’Honneur conferito a Cristina Scocchia è stato istituito da Napoleone nel 1802: è attribuito a quanti nel proprio percorso professionale e di vita si contraddistinguono per il coraggio e le virtù.

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Online Fashion Talk: l’intervento dell’AD di Kiko Milano Cristina Scocchia

Online Fashion Talk: all’evento organizzato da Rcs Academy e dal "Corriere della Sera" la vision dell’AD di Kiko Milano Cristina Scocchia sul futuro del settore.

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Dobbiamo preservare la dignità di chi perde il lavoro: il messaggio di Cristina Scocchia all’Online Fashion Talk

Prepararsi al mondo post-pandemia senza perdere tempo. È il messaggio lanciato da Cristina Scocchia, AD di Kiko Milano, intervenendo al secondo Online Fashion Talk promosso da Rcs Academy e dal "Corriere della Sera". Fondamentale secondo l’AD è accelerare sugli investimenti in innovazione di prodotti e di processi, puntare su digitalizzazione, su percorsi di formazione e di riqualificazione professionale. La pandemia ha impattato duramente nel settore: secondo le stime su 400.000 posti di lavoro, ne sono a rischio 130.000. Sussidi e assegni di disoccupazione da soli non sono sufficienti: "Nel lavoro c’è più di uno stipendio, nel lavoro c’è realizzazione, c’è soddisfazione, c’è dignità e dobbiamo preservare la dignità di chi perde il lavoro". Secondo Cristina Scocchia "l’unico modo per farlo è accelerare i percorsi di formazione e di riqualificazione professionale": in Italia, nonostante i numeri sul fronte della disoccupazione siano "molto preoccupanti", ci sono aziende "che non riescono ad assegnare 240.000 posti di lavoro perché mancano competenze tecnologiche e digitali".

Cristina Scocchia: l’importanza del merito, delle competenze e della responsabilità sociale ed ambientale

In futuro l’e-commerce è destinato a crescere ulteriormente: nei prossimi cinque anni si calcola che un terzo degli acquisti sarà effettuato attraverso canali digitali. Necessario è quindi ripensare il retail, accompagnando questa trasformazione con un cambio di passo anche nella cultura di impresa perché, come evidenziato da Cristina Scocchia, la crescita qualitativa di una azienda passa da una crescita dimensionale: "Maggiore è il capitale e maggiore è l’investimento che ti puoi permettere". Non a caso Kiko Milano ha deciso di rispondere alla pandemia investendo ulteriormente nella propria crescita e sviluppando nuovi prodotti da vendere nei 27 Paesi in cui è presente con i suoi 900 punti vendita. In questo percorso a ricoprire un ruolo sempre più importante è anche la sostenibilità: "È stato un anno difficile. Voglio sperare che il merito, l’importanza delle competenze e l’importanza della responsabilità sociale ed ambientale siano i tre valori positivi che rimangono", ha sottolineato in merito Cristina Scocchia.

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Kiko Milano investe oltre la crisi: l’AD Cristina Scocchia al “Corriere della Sera”

“Il 2020 è stato un anno duro: negozi chiusi per mesi in tutti i 27 paesi in cui operiamo, contrazione del fatturato e cassa integrazione. Ma la voglia di reagire non ci è mai mancata. Ci siamo rifinanziati, abbiamo continuato a spingere su innovazione e trasformazione digitale e siamo entrati in 3 nuovi mercati creando 300 posti di lavoro”: l’intervista del “Corriere della Sera” all’AD di Kiko Milano Cristina Scocchia.

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Cristina Scocchia: trecento nuove aperture, mille assunzioni e un’ulteriore crescita all’estero nel futuro di Kiko Milano

Un messaggio di positività in una situazione non facile”: intervistata dal “Corriere della Sera” l’AD Cristina Scocchia illustra la risposta di Kiko Milano alla pandemia e alla crisi che ne è derivata: l’apertura di trecento nuovi store entro il 2023 e mille assunzioni. “Bisogna accelerare anche in un contesto macroeconomico in salita”, ha spiegato l’AD: lo scorso anno l’azienda leader nel settore della cosmetica non si è mai fermata, neanche davanti al lockdown e alle chiusure dei negozi. Kiko Milano è entrata in 3 nuovi mercati, ha aperto 40 nuovi negozi e ha creato circa 300 posti di lavoro. Cinquanta persone sono state assunte in Italia, nel quartiere generale di Bergamo. “Aver completato il turnaround nel 2019 ci ha permesso di essere più resilienti, anche nel momento in cui abbiamo chiuso il 99% dei negozi, nel primo lockdown, e il 40% nella seconda ondata”, ha ricordato Cristina Scocchia: “Quasi tutti i nostri store hanno riaperto. Ovvio che non è stato un anno indolore: il 2020 segna una contrazione del fatturato di circa un terzo e profitto negativo”. La pandemia per Kiko Milano è stata un’occasione per crescere ulteriormente sull’e-commerce. In cinque anni, come ricorda l’AD nell’intervista, un terzo di tutto quello che non è food sarà comprato sul web: “Da qui non si torna indietro ed è per questo che continueremo a investire massicciamente sul digitale e sull’omnicanalità. Ma esistono aree del mondo dove il retail è ancora in espansione, come l’Asia-Pacifico, destinata a doppiare il mercato retail Usa. Senza dimenticare il valore dell’esperienza che si fa in negozio, che per il beauty è ancora più importante: non si vendono solo prodotti, ma servizi ed esperienze”.

“Corriere della Sera”, l’AD Cristina Scocchia: la crisi finirà, bisogna farsi trovare pronti

La competitività passa attraverso la crescita dimensionale e qualitativa delle aziende, l’internazionalizzazione, l’aggiornamento della governance e, se necessario, l’apertura dei capitali. Non esiste un motivo per smettere di crescere: qualunque sia il settore e la dimensione di partenza, devi sempre aspirare a diventare il campione della tua industry, e poi andare ancora oltre”: l’invito dell’AD di Kiko Milano Cristina Scocchia nell’intervista al “Corriere della Sera”. Il piano di investimenti di Kiko Milano nasce anche nell’ottica di dare un esempio e lanciare “un messaggio di positività alle imprese: la crisi finirà, bisogna farsi trovare pronti”. Nell’articolo l’AD si è espressa inoltre sul tema del gender gap: oggi in Italia le donne CEO sono il 4,5%. “Le dirigenti sono un terzo del totale nel pubblico, un sesto nel privato: tutti devono sforzarsi per cambiare una situazione che blocca il Paese. Se lavora solo una donna su due, contro il 68% degli uomini, il rilancio non avverrà”, ha spiegato l’AD Cristina Scocchia. Aumentare il tasso di occupazione femminile al 60% garantirebbe un aumento del Pil pari al 7%: “Un’occasione che non possiamo mancare. Nel mio leadership team siamo 50% donne e 50% uomini. Sposo questa massima: il successo arriva quando il talento incontra l’opportunità di dimostrarlo. Per le donne succede ancora troppo di rado”.

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Covid-19 e crisi economica: le parole di Cristina Scocchia, AD di Kiko Milano, a Otto e Mezzo

“Uno shock di offerta e domanda che non si vedeva dalla crisi petrolifera del ’79”: l’AD di Kiko Milano Cristina Scocchia interviene a Otto e Mezzo sottolineando l’importanza di prevenire tensioni sociali nell’attuale contesto di crisi economica e perdita dell’occupazione.

Cristina Scocchia, AD Kiko

Kiko Milano, l’intervento dell’AD Cristina Scocchia a Otto e Mezzo

L’emergenza Covid-19 sta mettendo a dura prova il comparto della cosmetica e, in generale, tutto il settore della distribuzione non alimentare, con grandi ricadute in termini di fatturato e di occupazione: a evidenziarlo è Cristina Scocchia, AD di Kiko Milano, nel corso di un intervento a Otto e Mezzo, il programma di La7 condotto da Lilli Gruber. Quella in corso, spiega l’AD, è una crisi di offerta e domanda a cui non si assisteva dal ’79, con “una perdita stimata tra il 37% e il 50% di fatturato”, un’oscillazione determinata dalla capacità delle misure restrittive di tenere sotto controllo la curva del contagio. La contrazione dei fatturati, prosegue Cristina Scocchia nel suo intervento, causerà “una perdita tra 24 e 33 miliardi di IVA, con un forte impatto per lo Stato” e, molto più significativo in termini di solidità sociale, “un impatto ancora più forte per l’occupazione, perché si rischia tra il 15% e 27% di un milione e mezzo di posti di lavoro”, ovvero quel volume occupazionale determinato dal settore della distribuzione non alimentare.

Cristina Scocchia: sostenere famiglie e imprese e preservare la coesione sociale

Cristina Scocchia ha quindi invitato a riflettere, in un contesto di tale difficoltà per tutta l’economia nazionale, su quanto sia fondamentale impegnarsi a prevenire l’emergere di tensioni sociali. Perché con la possibilità di perdere fino a un terzo dei posti di lavoro e con un’impresa su 5 che rischia di non sopravvivere, “allora purtroppo potrebbero esserci tensioni sociali e noi dobbiamo prevenirle”. Da qui, sottolinea l’AD di Kiko Milano, emerge la necessità di un intervento da parte dello Stato per mezzo di “un’iniezione di liquidità importante e adeguata per le famiglie e per le imprese” ma, specifica, “non possiamo aspettare i tempi della prima fase”. Infine un messaggio affinché, in un periodo di grandi difficoltà come questo, il mondo istituzionale rimanga unito per gestire al meglio la complessità della crisi: “Tutti giochino il proprio ruolo con senso di responsabilità”, spiega Cristina Scocchia, che aggiunge “è già estremamente difficile riuscire a gestire la salute e l’economia. Oltre a questo, in Italia si ha l’impressione che si voglia gestire anche il consenso politico: fermiamoci alle due variabili più importanti, che sono la salute e l’economia”.

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