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Garcinia Cambogia per perdere peso

L’eccesso di peso è un motivo di preoccupazione per oltre l’80% delle donne in tutto il mondo. La maggioranza delle persone non sono soddisfatte del loro aspetto e vogliono perdere qualche chilo. Tuttavia, a causa della vita  frenetica non sempre riusciamo a prenderci cura di noi stessi. Non avendo il tempo di fare attività fisica e curare l’alimentazione non è sempre facile restare in forma. Per risolvere questo problema puoi provare la Garcinia Cambogia.

Garcinia Cambogia è il nome scientifico del Malabar tamarindo, che di solito è coltivato in Asia. Esso contiene acido idrossicitrico ed è stato indicato come un cibo commestibile perenne dal US Department of Agriculture. In realtà, è anche utilizzato per scopi culinari per insaporire carne, curry e frutti di mare cucinati da famiglie sud-est asiatico.

L’acido idrossicitrico o HCA è stato anche utilizzato in medicina per molti anni e si tratta di un antiossidante e contiene xantoni, che sono utili nel trattamento della mammella e del colon. HCA aiuta anche nel trattamento del diabete, aumentando i globuli rossi, cura le ulcere gastriche e migliora il metabolismo del corpo, riduce insulina nel corpo, diminuisce tasso di emolisi ed aumenta la spesa energetica a riposo, aiuta anche perdita di peso e riduce la formazione di grassi nel corpo.

Garcinia Cambogia arriva sul mercato sotto forma di integratori alimentari. Come è un integratore naturale  che non provoca effetti collaterali. Si attacca direttamente il grasso della pancia, riducendo mangiare emotivo, sopprimere l’appetito, aumentando la perdita di peso, aumentando il metabolismo, aumentando la serotonina nel corpo e migliorando il sonno.

Vantaggi di prendere Garcinia Cambogia :

• Perdita di peso

Il vantaggio principale e più importante di prendere Garcinia Cambogia è la perdita di peso. Sopprimendo l’appetito e riducendo le cellule di grasso nel corpo, con l’uso regolare può aiutare a perdere chili in eccesso in un breve lasso di tempo.

• Riduce la fame nervosa

Spesso, capita che per motivi di stress si mangi in modo scorretto o in momenti poco consoni. Quando si mangia a causa della fame nervosa non si pensa a cosa si sta mangiando, e si finisce per ingoiare alimenti poco sani e spesso ricchi di zuccheri e grassi.  Garcinia aumentando la serotonina nel corpo, elimina la sensazione di fame creata dalla fame nervosa  e ti aiuta a perdere peso..

• migliora il metabolismo

A causa di abitudini alimentari non salutari accumulati nel corso degli anni, la vostra salute fisica tende a essere compromessa e riduce il tasso metabolico del corpo. Garcinia Cambogia lavora su questo tasso metabolico, e ti farà bruciare più calorie anche a riposo.

 

 

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La Grecìa Salentina e le sue tradizioni

Nel corso degli anni Novanta ha inizio un processo di cooperazione tra una serie di comuni del centro Salento; questi luoghi sono legati tra loro da un’antica lingua e da antiche tradizioni.
Lo Stato Italiano riconosce la minoranza linguistica greca d’Italia, caratterizzata da due isole linguistiche: una nel reggiano, comprendente cinque comuni e una nel Salento, di cui fanno parte ben undici comuni, tra cui nove aree ellenofone.

La sopravvivenza del dialetto greco o griko è messa a dura prova in questi comuni, che contano poco meno di quarantamila abitanti e che, negli ultimi decenni, sono stati soggetti a molte contaminazioni linguistiche e culturali.

Il turismo è sempre più intenso nel sud della Puglia e in particolare attorno a queste zone, che vantano una cultura ricca e affascinante, immersa in un ambiente quasi incontaminato e dal clima estremamente mediterraneo.
Sempre più visitatori scelgono il periodo primaverile ed estivo per godere di una terra che richiama l’antica tradizione greca e unita da un legame di fratellanza proprio con il popolo greco.

Per scoprire appieno le bellezze e le tradizioni, si consiglia di soggiornare almeno una settimana nel Salento: si può optare per un appartamento, un Villaggio Turistico a Otranto, una casa vacanze o un B&B.
I greci definiscono, non a caso, il griko come Italiano Meridionale o <Katoitaliòtika> in greco.

La Notte di musica e danza più famosa del Salento

Si tratta del festival di musica popolare che più di tutti rappresenta la particolare tradizione canora e culturale del luogo.
La Notte della Taranta si svolge nel cuore di Melpignano e attira ogni anno, nel periodo estivo, oltre centomila spettatori e un gran numero di artisti internazionali, che scelgono di approcciarsi a questo genere musicale caldo e coinvolgente.

La cosiddetta Pizzica, deviazione della classica Taranta, nasce come danza di corte tarantina e viene in seguito applicata per i rituali terapeutici dai soggetti morsicati dalla tarantola.
Ogni piazza, in realtà, ospita piccoli concerti creando un’atmosfera che solo il Salento può regalare.

La pizzica-pizzica può essere ballata da chiunque, in gruppo o in coppia; i ballerini più esperti alternano passi calmi a forti battiti dei piedi al suolo e vorticosi giri, creando spesso nuove coreografie da non perdere.

Cantastorie: una tradizione da tramandare

Esiste un canto popolare recitato in griko, in occasione del sabato precedente la Domenica delle Palme.

Si tratta di un racconto evangelico della Passione di Cristo o come si intitola <I Pasiuna tu Christù>, che vede in scena quattro protagonisti, tra cui due cantori che si alternano nelle strofe, un musicista ed un portatore di palma.

Proprio la palma rappresenta un simbolo importante nella tradizione salentina per il loro potere di allontanare le disgrazie.
Queste palme, così come i ramoscelli di ulivo, vengono solitamente adornati dalle Zagareddhe, nastri colorati che richiamano i raggi del sole.

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I migliori social per promuovere le startup territoriali: il caso di Matrixs

In un era profondamente segnata dalla necessità di lanciare e diffondere nuove idee, intese sia come soluzioni innovative come anche approcci del tutto nuovi rispetto modalità e metodiche già esistenti sul mercato, le startup stanno rappresentando il vero motore di spinta sui quali alcuni social e spazi digitali stanno puntando con sempre maggior vigore – dimostrando a loro volta d’esser progetti in fase di sviluppo e crescita –  come nel caso di Matrixs.

Realizzato con l’obiettivo di revisionare il concetto di social network, Matrixs è un sito-social italiano al 100% nato e cresciuto in Puglia volgendo lo sguardo alle attività startup del proprio territorio che, sia nel caso di grandi che piccoli progetti, sta contribuendo a risollevare il tessuto socio-economico a partire proprio dal basso, ovvero il punto reale di successo di un’idea il cui primo obiettivo dovrebbe risiedere nella possibilità di offrire una soluzione smart a problemi di carattere quotidiano anziché introdurre nuovi trend poco proficui se non solo per il guadagno economico dei proprietari.

Matrixs, a causa di questa visione, ha avviato un processo di condivisione e libero scambio d’idee poiché tiene molto allo sviluppo ed alla crescita della Puglia e del suo territorio offrendo a tutti un’arena digitale di confronto nel quale esporre idee, ottenere suggerimenti, miglioramenti e tanto altro per dare vita al proprio progetto startup trovando persino collaboratori o persone interessate. Tutto ciò avviene coi classici strumenti del networking con le funzioni principali del social basate ovviamente sull’interazione mediante post scritti con storie ed immagini, video post con link e testo e persino la possibilità di poter postare una “Proposta” dando vita ad un naturale e genuino confronto sulla base di un progetto comune a tante persone.

La naturale voglia di molti individui sullo stesso territorio, spesso destinati a non incontrarsi mai per pura casualità, viene facilitata in termini startup dalla community attiva e sempre attenta alle novità più interessanti le quali, esposte in forma di post e proposte, ottenute più likes (rappresentati da cuoricini) entrano di diritto nella classifica di visibilità denominata “Matrixs-social-hit” conseguendo una vetrina di facile raggiungimento e soprattutto capace di premiare le soluzioni realmente utili ed interessanti rispetto quelle esclusivamente finanziate e sponsorizzate ma poco efficaci (l’opposto di qualsiasi altro social network, anche più noto).

Tutti questi elementi, specialmente se visionati nell’ottica di una naturale evoluzione dei progetti verso la modernità e l’interazione tra società e startup in una fitta rete che parte proprio dal territorio per poi estendersi al mondo attraverso il digitale e non viceversa, rendono il progetto di Matrixs intrigante ed estremamente stimolante come dimostrato dal fatto che col sito online da soli pochi mesi è stata già raggiunta una base di circa 5.000 utenti tra Puglia, Italia ed estero, con dati che confermano come la soglia della community sia destinata ad arrivare a sino a ben 50.000 utenti entro la fine di questo 2016 lasciando pochi dubbi sulla qualità del nuovo che avanza promettendo di riscrivere e rivoluzionare l’idea d’interazione digitale che i social network moderni hanno perso di vista.

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I buoni pasto elettronici e il loro funzionamento

Ogni giorno in Italia secondo recenti studi oltre 2,5 milioni di lavoratori si servono dei ticket pasto, essi sono un valido strumento di business per tutti gli esercenti che decidono di accettarli. Vediamo insieme come funzionano i ticket pasto elettronici.

Cosa sono i buoni pasto elettronici?

I buoni pasto elettronici sono la versione digitale dei classici ticket restaurant cartacei; sostituiscono il classico blocchetto di ticket per fornire ai dipendenti un modo più semplice ed agevole di acquistare.

I buoni pasto elettronici forniti di banda magnetica, hanno un funzionamento simile ad una carta di credito o bancomat, sulla quale viene poi accreditato l’importo dei ticket. Possono essere utilizzati supermercato tutti i giorni per fare la spesa oppure al bar o ristoranti.

Come funziona il pagamento?

Il dipendente fornisce la card per il pagamento del pranzo ed essa viene letta tramite POS. I vantaggi nell’accettare buoni pasto digitali:

• La clientela si fidelizza e ripete l’esperienza d’acquisto.

• I buoni pasto vengono gestiti in modo molto più veloce.

• Aumenta il fatturato.

I POS Paymove sono abilitati all’accettazione dei buoni pasto elettronici e forniscono un valido strumento per la loro gestione offrendoti la sicurezza di un Istituto di pagamentoautorizzato da Banca d’Italia unitamente a commissioni sul transato che sono tra le più basse sul mercato. Scopri di più sui Pos Paymove! Contattaci!

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Daniel McVicar raggiunge Reale Mutua Assicurazioni

La squadra di Torino Castello, Agenzia Principale di Reale Mutua Assicurazioni, da oggi si arricchisce di un player di livello internazionale. Daniel McVicar, attore americano e imprenditore, con un importante background nel settore finanziario e immobiliare, entra, infatti, a far parte del team di Insurance Advisor della Società. Uno staff vincente, forte di oltre 50 anni di esperienza, che oggi si rafforza ulteriormente grazie alla presenza di una figura rilevante e di ampio respiro per consigliare e proteggere al meglio gli oltre 15.000 soci assicurati, tra privati, professionisti e aziende.

Daniel McVicar, infatti, proprio come un moderno supereroe, correrà ad aiutare tutti coloro che avranno bisogno, proponendo soluzioni mirate e sempre all’avanguardia e gestendo esigenze di ogni tipo, dalle più semplici alle più articolate.

L’imprenditore statunitense, nato a Independence USA nel 1958, metterà a frutto l’esperienza decennale maturata come imprenditore del noto brand Commonwealth Bancorp, società californiana focalizzata su investimenti e finanziamenti.

Oggi Daniel McVicar estende ulteriormente le proprie radici in Italia, scegliendo Torino per il proprio futuro professionale e personale. Lo fa unendosi alla squadra di Giuseppe Ruscica, ed i suoi figli, imprenditori torinesi Agenti Capo Procuratori della Reale Mutua che, attraverso questo storico marchio, è anche Lloyd’s of London Open Market Correspondent.

Dichiara Giuseppe Ruscica: «Daniel McVicar con la propria esperienza, competenza e con la propria naturale predisposizione al contatto con le persone costituisce una parte fondamentale del futuro della nostra Società. Siamo estremamente compiaciuti abbia deciso di unirsi al nostro qualificato staff di professionisti».

Daniel McVicar, dai moderni uffici di Piazza Castello non nasconde la propria soddisfazione: «Reale Mutua Assicurazioni e Torino Castello sono un gruppo vitale e lungimirante. Sono felice di essermi unito a questa squadra vincente e di poter prestare il mio servizio per trovare le migliori soluzioni in risposta alle esigenze dei nostri assicurati».

Ecco svelata, quindi, l’identità REALE di Daniel McVicar a quanti lo hanno visto aggirarsi per le strade principali del capoluogo piemontese.

Con 300 risorse qualificate, oltre 50 anni di esperienza e una prestigiosa sede in Piazza Castello, nel cuore pulsante di Torino, l’agenzia Torino Castello di Giuseppe, Valentina ed Andrea Ruscica rappresenta un binomio di brand e di imprenditori che condividono visioni importanti e che da anni operano in questo settore in grande crescita. Reale Mutua Assicurazioni ha dichiarato, infatti, per il 2014, un risultato netto di esercizio pari a 98,8 milioni di euro con oltre 1.413.000 clienti (soci assicurati) dei quali oltre 15.000 gestiti direttamente da Torino Castello, tra privati, professionisti e aziende.

Torino Castello Home

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Milano Art Gallery: il mondo al femminile nella pittura di Stefania Buccio Gonzato

L’artista Stefania Buccio Gonzato sarà presto protagonista di una mostra personale, dal titolo “Donne, visioni, sogni” prevista dal 13 al 27 maggio 2016 e allestita all’interno della rinomata galleria “Milano Art Gallery” di Bassano del Grappa, in via portici lunghi 37, nel centro storico del paese e a due passi dalla conosciutissima piazza della libertà. La pittrice, sarà poi in esposizione anche nella grande mostra collettiva di Spoleto Arte, ospitata presso Palazzo Leti Sansi, dal 25 giugno al 24 luglio 2016. Entrambi gli eventi sono organizzati dal manager della cultura Salvo Nugnes.

Delineando le caratteristiche particolari, che spiccano nello stile della Buccio Gonzato, la curatrice Elena Gollini dice “La pittura della Buccio Gonzato si pone tra illusione introspezione. Illusione di vivere una realtà, come fosse sempre ancora del tutto da scoprire e da conoscere fino in fondo e introspezione, come chiave di lettura della propria esistenza come artista e come persona”.

E ancora sottolinea “Le sue immagini figurative evocano al loro interno significati simbolici e allusioni sottese. I suoi volti e corpi femminili, descritti nei tratti fisionomici con elaborazione peculiare e personale vagamente retrò, hanno una valenza profonda, oltre la pura descrizione estetica e rappresentano delle -icone moderne- tra realtà e fantasia, calate in una metamorfosi spirituale e terrena, che le rende uniche e speciali”.

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Giulia Mastrantoni selezionata a Writer Factor

Buone notizie per la giovane autrice Giulia Mastrantoni, che ha superato le selezioni di Writer Factor, concorso letterario indetto da Il Momento di Scrivere.

Conclusasi la prima fase, quella, appunto, delle selezioni, attualmente è in corso la seconda tranche del concorso, il Boot Camp. Sono stati selezionati 10 autori per ciascuna categoria: Donne Over 25, Donne Under 25, Uomini Over 25, Uomini Under 25. La ventiduenne è all’interno della categoria che fa capo alla coach Ilaria Pasquarelli, autrice italiana. Le selezioni si sono basate sull’invio di racconti da parte di ciascuno dei candidati. La giovanissima autrice ha partecipato con l’elaborato Sei tu.
Gli autori selezionati stanno inviando in questi giorni il loro secondo racconto, affinché si possa procedere con la fase Boot Camp del concorso. Solo tre candidati per ciascuna categoria resteranno in gara. In seguito, i concorrenti si sfideranno a colpi di parole, fino a che sarà decretato il vincitore. Deadline per l’invio del materiale di questa seconda fase è il 16 febbraio.

Pronti per scrivere?

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Disponibile da oggi ESET Virtualization Security, la soluzione basata su vShield di VMware vShield

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  • 5 Febbraio 2016

La soluzione di ESET, senza uso di agent, non produce alcun fastidioso effetto AV storms

Roma, 05 Febbraio 2016 – ESET®, il più grande produttore di software per la sicurezza digitale
dell’Unione Europea, annuncia la disponibilità di ESET Virtualization Security, una nuova soluzione,
senza uso di agent, basata su vShield di VMware che combina l’appliance ESET Virtualization Security con
ESET Remote Administrator per fornire ai clienti il proprio motore di scansione pluripremiato e un sistema di
gestione estremamente affidabile.
Secondo il Gartner Magic Quadrant del 2015 “circa il 75% dei carichi di lavoro dei server x86 viene
virtualizzato”. La virtualizzazione porta innumerevoli benefici alle aziende, ma senza un’adeguata
protezione dei sistemi virtuali questa potrebbe rivelarsi più dannosa di quanto si possa immaginare.
ESET Virtualization Security è stata sviluppata per proteggere i dati sensibili e risolvere i principali
problemi che le aziende incontrano nell’adottare le soluzioni di virtualizzazione – come i server virtuali
non protetti, la necessità di affidarsi a molteplici produttori per proteggere gli ambienti fisici e
virtualizzati, le possibili conseguenze sulle prestazioni o sistemi di gestione delle licenze troppo complicati.
ESET Virtualization Security è stato sviluppato per ambienti virtualizzati, ciò significa che l’appliance, senza
interfaccia grafica, è facile da implementare ed installare. L’utilizzo minimo delle risorse di sistema la
rende la soluzione ideale per evitare il cosiddetto effetto AV Storms. Inoltre, ESET Virtualization Security è
facile da gestire grazie a ESET Remote Administrator, che garantisce agli amministratori IT un accesso
illimitato in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo.
ESET Virtualization Security è compatibile con VMware vSphere 5.0 + in cui sia installato vCloud
Networking and Security. È in linea con la prossima generazione di prodotti aziendali ESET e con la console
basata su web ESET Remote Administrator.
Per maggiori informazioni collegarsi a ESET Virtualization Security e visitare www.eset.com

ESET, fondata nel 1992, è uno dei fornitori globali di software per la sicurezza informatica di pubbliche amministrazioni, aziende e utenti privati. Il
software ESET NOD32 Antivirus fornisce una protezione in tempo reale da virus, worm, spyware e altri pericoli, conosciuti e non, offrendo il più
elevato livello di protezione disponibile alla massima velocità e con il minimo impiego di risorse di sistema. NOD32 è l’antivirus che ha vinto il
maggior numero di certificazioni Virus Bulletin 100% e dal 1998 non ha mai mancato l’individuazione di un virus ItW (in fase di diffusione). ESET
NOD32 Antivirus, ESET Smart Security e ESET Cybersecurity per Mac rappresentano le soluzioni per la sicurezza informatica più raccomandate a
livello mondiale, avendo ottenuto la fiducia di oltre 100 milioni di utenti. L’azienda, presente in 180 Paesi, ha il suo quartier generale a Bratislava e
uffici e centri di ricerca a San Diego, Buenos Aires, Singapore, Praga, Cracovia, Montreal, Mosca. Per quattro anni di seguito ESET è stata inclusa
fra le aziende Technology Fast 500 EMEA da Deloitte e per dieci anni consecutivi fra le aziende Technology Fast 50 Central Europe. Per maggiori
info: www.eset.it

FUTURE TIME è il distributore esclusivo dei prodotti ESET per l’Italia, nonché suo partner tecnologico. Fondata a Roma nel 2001, Future Time
nasce dalla sinergia di due preesistenti aziende attive da anni nel campo della sicurezza informatica. Future Time, con Paolo Monti e Luca
Sambucci, fa parte della WildList Organization Internationa l, ente no profit a livello mondiale composto da esperti e aziende antivirus che hanno
il compito di riportare mensilmente tipologia e numero dei virus diffusi in ogni Paese. Per maggiori info: www.eset.it

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amicizie online e relazioni autentiche

amicizie online e relazioni

Internet ha cambiato profondamente il modo in cui le persone entrano in relazione. Infatti oggi la comunicazione non avviene più soltanto nella società reale ma anche nel mondo virtuale della rete. Le amicizie online sono, infatti, un nuovo modo di relazionarsi che, fino a pochi decenni fa, non esisteva. Il blog del sito di incontri Amicizie Cattoliche ha una sezione ampia e continuamente aggiornata dove il tema delle amicizie online è affrontato con l’obiettivo di promuovere relazioni sul web autentiche e durature.

amicizie online, relazioni e desideri del cuore

Oggi le relazioni interpersonali non si sviluppano solo nella società reale. Infatti, come abbiamo accennato sopra, il web è diventato un nuovo ambiente dove le persone possono fare conoscenza. La rete serve, infatti, per trovare notizie in tempo reale, fare acquisti online, lavorare e per conoscere nuove persone. Le amicizie online sono relazioni sempre più frequenti anche perché, ormai, il web è entrato nella vita quotidiana delle persone. Non è più possibile considerare le amicizie online come un fatto occasionale oppure straordinario. Però fare amicizie online deve essere un modo per migliorare la vita e per andare incontro al profondo bisogno di affetto e di relazioni che alberga nel cuore di ogni persona. Coloro che navigano sul web per fare amicizie online, spesso, si sentono soli e hanno il desiderio di sfruttare la potenza del web per trovare nuove amicizie. Il web può essere molto utile per raggiungere l’obiettivo di avere una vita socialmente più bella e ricca ma non bisogna mai fare l’errore di trascurare la dimensione della società reale. Fare amicizie online vuol dire navigare sul web per trovare nuove amicizie che poi, in un secondo tempo, si svilupperanno pienamente anche al di fuori della rete. Ovviamente non con tutte le persone incontrate sulla rete verranno costruite relazioni interpersonali forti che vedono un prolungamento nella società reale. Però, laddove ci siano i presupposti, le amicizie online devono portare alla costruzione di vere amicizie che vivono non solo nella dimensione del web ma anche in quella della società reale. In questo modo il web sarà veramente utile per arricchire la vita sociale e per dare una risposta efficace al desiderio di affetto, relazioni e amicizia vera che esiste nel cuore di ogni persona.

amicizie online e anima gemella

Le amicizie online possono anche essere un primo passo per iniziare una bella storia d’amore. Il web è sempre più ricco di siti per single e di chat per conoscere nuove persone. Molte persone si affidano al web per trovare l’anima gemella proprio perché internet è un mezzo di comunicazione molto potente ed efficace. Inoltre, online, è possibile anche fare la prima conoscenza e decidere se fissare un primo appuntamento al di fuori del web oppure no. Tutto questo può essere fatto comodamente davanti ad un computer, per esempio. Se in un rapporto di amicizia c’è feeling può nascere anche un bel rapporto di coppia. Anche in questo caso, però, bisogna navigare sul web con l’intenzione di trovare la persona giusta che corrisponde ai desideri del nostro cuore. In questo modo, ancora una volta, le nuove tecnologie saranno alleate con la natura umana dove alberga il profondo bisogno di donare e ricevere amore. Il blog del sito di incontri Amicizie Cattoliche ha l’obiettivo di aiutare tutti coloro che desiderano fare amicizie online per costruire relazioni belle, appaganti ed autentiche.

Pierpaolo Paolini

 

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PERIODO DI TRANSIZIONE ISO 9001 DURATA 3 ANNI

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  • 5 Febbraio 2016

Sono molti gli Organismi di certificazione come ACCREDIA che organizzano corsi e seminari sulla norma ISO 9001 che, dopo un lungo processo di revisione, è stata aggiornata il 22 settembre 2015 con la nuova edizione della norma ISO 9001 “Quality Management Systems”.

Il processo di revisione della UNI EN ISO 9001 ha radici assai profonde, infatti è partito nel 2010 con un’indagine online presso gli utilizzatori per comprenderne le aspettative e ottenere informazioni utili ad assicurare la continua rilevanza di mercato della norma – ed è stato finalizzato a rispondere a una duplice esigenza:

  • delineare un’ulteriore evoluzione del concetto di qualità, in un contesto socioeconomico (ma anche tecnico-normativo) profondamente mutato e complesso;
  • rispondere al tema della credibilità delle certificazioni UNI EN ISO 9000 (e, più in generale, dei sistemi di gestione), che ha dominato il dibattito tra gli addetti ai lavori e non solo – nel corso dell’ultimo decennio.

La nuova ISO 9001:2015, in generale è più facilmente integrabile con gli altri sistemi di gestione (ambientale, per la salute e sicurezza…) grazie all’adozione dello schema “HLS – High Level Structure”, che definisce una struttura di base e una terminologia comune per tutti i sistemi di gestione presenti e futuri.

Fino a 3 anni dalla pubblicazione della nuova edizione 2015 della ISO 9001, saranno valide le nuove certificazioni e i rinnovi emessi a fronte di entrambe le edizioni della norma ISO 9001, sia 2008 che 2015; quindi le aziende che vogliono adeguarsi alla nuova norma hanno a disposizione tre anni di tempo per contattare l’Organismo di certificazione e richiedere il rinnovo/adeguamento.

Per ulteriori informazioni a riguardo contattateci visitando il sito internet www.modiq.it o chiamando il numero verde gratuito anche da cellulari e smartphone 800300333.

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Tutti sognano Sanremo: per un’ora di lezione di canto gli italiani spendono 30 euro

Milano, febbraio 2016 – Tra gli italiani c’è chi canta su un palco, come avverrà tra qualche giorno a Sanremo e chi ama cantare per strada, chi allo stadio, sotto la doccia o di nascosto. Ma quanto ci costa imparare a cantare? ProntoPro.it (http://www.prontopro.it ), il portale che fa incontrare domanda e offerta di lavoro professionale e artigianale, ha condotto un’indagine in cui ha evidenziato che la media nazionale dei costi che si trova a sostenere chi decide di prendere lezioni di canto in una scuola accreditata è di 30 euro all’ora. Costi che evidentemente non spaventano dato che, sempre secondo le stime di ProntoPro.it, negli ultimi dieci anni è quasi raddoppiato il numero di chi ha deciso di studiare canto.

Dai dati ottenuti dall’indagine realizzata analizzando i prezzi richiesti nei venti capoluoghi di regione, Milano è la città in cui i corsi di canto sono più costosi; nel capoluogo meneghino si spendono mediamente 37 euro all’ora per una lezione.
“In linea generale – rivelano gli insegnanti intervistati da ProntoPro.it – l’aumento del numero di studenti registrato negli ultimi 10 anni è senza dubbio legato al successo dei talent show televisivi. Numeri alla mano, oggi i corsi di canto sono i più richiesti in assoluto dietro, solo, a quelli di chitarra.”.
Non è un caso che proprio a Milano – che per i giovani della penisola rappresenta da sempre la capitale della musica – dal 2005 ad oggi si sia registrato un picco dell’88% nelle iscrizioni da parte di persone desiderose di intraprendere la professione, o semplicemente, imparare ad usare al meglio la propria voce.
Dallo studio condotto emerge che sono tutte città del Sud quelle in cui si paga meno. A pari merito sul podio della convenienza si trovano Bari, Campobasso, Catanzaro e Potenza: qui per una lezione di canto si spendono in media 25 euro. I capoluoghi di regione meridionali in cui si sostengono costi relativamente più sostenuti sono due: Napoli e Palermo, dove in media si spendono circa 30 euro per un’ora di lezione.
Imparare a cantare, pare che giovi anche alla salute; gli insegnanti intervistati da ProntoPro.it sottolineano che, tutti coloro che imparano a cantare, notano importanti miglioramenti nella respirazione e nella postura: il corpo si ossigena meglio e si ha l’impressione di avere più energia.

Segue tabella con i costi medi delle offerte per le lezioni di canto nelle 20 città capoluogo di regione:

Regione Città Costo medio €
Abruzzo L’Aquila 33
Basilicata Potenza 25
Calabria Catanzaro 25
Campania Napoli 30
Emilia Romagna Bologna 35
Friuli Venezia Giulia Trieste 35
Lazio Roma 35
Liguria Genova 35
Lombardia Milano 37
Marche Ancona 26
Molise Campobasso 25
Piemonte Torino 35
Puglia Bari 25
Sardegna Cagliari 28
Sicilia Palermo 30
Toscana Firenze 32
Trentino Alto-Adige Trento 34
Umbria Perugia 28
Valle d’Aosta Aosta 33
Veneto Venezia 35

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GREGORIO PALTRINIERI E SUA MAMMA LORENA SONO GLI AMBASCIATORI IN ITALIA DELL’INIZIATIVA “GRAZIE DI CUORE, MAMMA” PROMOSSA DA PROCTER & GAMBLE IN OCCASIONE DEI GIOCHI OLIMPICI RIO 2016

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  • 5 Febbraio 2016

Procter & Gamble, l’azienda produttrice di marche quali Dash, Gillette, Pantene, Head & Shoulders, Oral B ed altre ancora, top partner del Comitato Olimpico Internazionale, ha annunciato la collaborazione in Italia con il campione di nuoto Gregorio Paltrinieri e la sua mamma Lorena, in qualità “Ambasciatori” dell’iniziativa “Grazie di cuore, Mamma” promossa in occasione dei Giochi Olimpici di Rio 2016.

Gregorio Paltrinieri, stella di prima grandezza del nuoto a livello internazionale, campione del mondo e detentore del record del mondo nei 1500 m stile libero in vasca corta, vice campione del mondo degli 800 m stile libero, sarà al fianco di P&G per celebrare le mamme italiane.

L’inziativa “Grazie di cuore, Mamma” per Rio 2016 rinnova l’impegno di P&G nel portare ai Giochi Olimpici una prospettiva unica in qualità di “Sponsor Fiero di Sostenere Tutte le Mamme”. La campagna, lanciata a livello mondiale in occasione delle Olimpiadi di Londra 2012, infatti, celebra il ruolo fondamentale che le mamme e con loro le famiglie rivestono nel sostenere ogni giorno gli atleti verso il sogno dei Giochi Olimpici.

«Attraverso la partnership con il Movimento Olimpico intendiamo unire la missione di P&G di essere vicino alle persone migliorandone la qualità della vita con lo spirito dei Giochi Olimpici di costruire un mondo migliore per mezzo dello sport» – ha dichiarato Barbara Del Neri, Direttore Corporate Marketing Procter & Gamble Sud Europa. «Tramite le nostre marche ogni giorno ci prendiamo cura delle persone di tutto il mondo accompagnandole quotidianamente nel proprio vissuto. Oggi siamo entusiasti di annunciare la nostra collaborazione con un grande campione dello sport come Gregorio Paltrinieri e con sua mamma Lorena. Attraverso di loro, intendiamo essere accanto a tutti gli atleti sostenendoli nel viaggio verso i Giochi Olimpici Rio 2016 e celebrare le loro mamme e con esse tutte le mamme del mondo, che con grande passione e sacrificio crescono e trasmettono forza ai propri figli».

«Sono davvero orgoglioso di poter collaborare con una grande azienda come Procter & Gamble. Penso, che l’iniziativa di P&G di prendersi cura delle mamme degli atleti e più in generale di porre sotto i riflettori il ruolo della mamma sia fondamentale e unica nel suo genere», ha commentato Gregorio Paltrinieri. «Molto di ciò che sono oggi, lo devo infatti a mia madre Lorena, la mia sostenitrice per eccellenza. I record che ho battuto, le vasche che ho percorso e che ancora percorro impegnandomi al massimo per guadagnare ogni centesimo di secondo, non sarebbero le stesse senza la forza e la tranquillità che ha saputo trasmettermi. Spesso si dimentica, che il raggiungimento di importanti risultati passa attraverso equilibri fondamentali tra cui il sostegno della famiglia. P&G ha compreso e valorizzato tutto questo e oggi non sarei qui a vivere il sogno di gareggiare nelle Olimpiadi, se non avessi ricevuto incoraggiamento e forza da mia mamma».

Come “ambasciatrice” dell’inziativa “Grazie di cuore, mamma”, mamma Lorena sarà con P&G a Rio de Janeiro per assistere alle gare di Gregorio dei 1500 metri stile libero in programma il 13 e 14 Agosto 2016.

«È per me un grande onore essere parte dell’iniziativa “Grazie di cuore, Mamma”, che celebra le mamme degli atleti Olimpici in tutto il mondo, ha dichiarato Lorena, mamma di Gregorio Paltrinieri, e sono davvero felice di collaborare con Procter & Gamble, seguendo mio figlio nel suo emozionante viaggio a Rio de Janeiro per i Giochi Olimpici 2016. Non è la prima olimpiade alla quale assisto perchè Gregorio ha già partecipato ai Giochi Olimpici di Londra 2012 quando era appena diciassettenne, ma stavolta vivo una emozione diversa perchè, sebbene ancora giovanissimo lo vedo più maturo a livello umano e sportivo e arriva a Rio con aspettative diverse da Londra ed un bagaglio di risultati conquistati davvero notevoli».

«Da Dash fino a Pantene e Oral B, le nostre marche sono da sempre accanto alle mamme e alle famiglie» – ha ricordato Barbara Del Neri. «Quando osserviamo la determinazione, l’impegno e il coraggio che spingono un atleta fino ai Giochi Olimpici, non possiamo dimenticare la mamma e attraverso di lei la famiglia, che ha contribuito in modo determinante a sostenere i ragazzi trasmettendogli la propria forza e insegnando loro questi valori. Ecco perché con le nostre marche intendiamo celebrare gli atleti, ma anche le loro mamme».

L’iniziativa “Grazie di cuore, Mamma”, verrà comunicata in Italia attraverso un piano media, sulle piattaforme web e social networks e nei punti vendita.

Inoltre, come già avvenuto nei giochi Olimpici di Londra 2012 e Sochi 2014, in qualità di “Sponsor Fiero di tutte le mamme” a Rio de Janeiro P&G ospiterà Gregorio e la mamma Lorena, unitamente alle altre mamme degli atleti che seguiranno i propri ragazzi ai Giochi Olimpici, nella sua “Family Home” l’espressione più autentica dell’iniziativa “Grazie di cuore, mamma”. La Family Home è una “casa lontano da casa”, un luogo confortevole nel quale le famiglie degli atleti potranno rilassarsi, seguire le gare e ricevere dei trattamenti di bellezza quali acconciature, make up, rasatura, grazie all’esperienza delle marche P&G tra le quali Pantene, Olaz, Gillette e altre ancora.

Ai Giochi Olimpici l’attenzione è rivolta agli atleti ma non possiamo dimenticare le persone che hanno contribuito a trasmettergli la propria forza: le mamme, ha concluso Barbara Del Neri. Ed è per questo che ospitandole nella nostra Family Home, intendiamo essergli accanto in un momento imporante della loro vita, celebrarle e attraverso loro dire “Grazie di cuore, mamma” a tutte le mamme del mondo, per quello che hanno fatto e che continueranno a fare per i propri figli”.

 

 

 

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HALIBUT GIOIELLI: IL SOGNO DI SAN VALENTINO BRILLA DI LAPISLAZZULI, AGATA ROSSA E RUBINI Il giorno più romantico si tinge di rosso e blu con i bracciali in Edizione Limitata…

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  • 5 Febbraio 2016

Lei e lui, rosso e blu, lapislazzuli, agata rossa e rubini: dalla loro unione nasce la collezione San Valentino 2016 Edizione Limitata firmata da Halibut Gioielli, il brand che incarna il nuovo volto del design italiano.

A parlare, come da tradizione per Halibut Gioielli, sono le pietre, leggere e sensuali, vero cuore delle tre linee dedicate al giorno più romantico di sempre: bracciale da uomo in lapislazzuli con inserti di agata rossa, bracciale da donna in agata rossa e inserti di lapislazzuli. Comune a tutt’e due le collezioni l’agata rossa lavorata in sfere sfaccettate, di maggior prestigio, e la sfera in argento con tre rubini incastonati a contraddistinguere l’originalità del marchio.

Una rivisitazione glamour, leggera e di tendenza, della collezione N12, frutto dell’estro della designer Agar, che si aggiunge alle creazioni già presenti in casa Halibut: N12, Sea Collection, H2O Collection, Rock e Stones. Anche in questo caso, bracciali interamente realizzati a mano da una casa orafa di Valenza che ne ha sposato la produzione. Artigiani meticolosi che saldano, rifiniscono e puliscono a mano l’argento, maestri orafi che incastonano le pietre una ad una e che con precisione fresano ogni singola perla.

I bracciali di Halibut, il cui logo è un pesciolino stilizzato con bolle dinnanzi a sé, simbolo delle pietre caratteristiche delle sue produzioni, portano con loro tutta la libertà del pesce piatto dei mari del Nord a cui si ispira il marchio. Da lui prendono l’unicità, l’efficacia, l’indole emancipata, con gemme che, eleganti, si snodano nei gioielli.

Il brand, in forte espansione, dopo la prima apertura a Bergamo, nella storica via Pignolo 31/a, si prepara ad ampliare la propria rete commerciale in Italia e all’estero, potenziando l’e-commerce con la possibilità di acquistare i bracciali San Valentino 2016 Edizione Limitata direttamente sul sito www.halibutgioielli.com .

 

 

 

 

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Il Linguaggio Gestuale in Francia e Italia

Il linguaggio gestuale o lingua dei segni è una convenzione utilizzata dalle persone che non sono capaci di parlare o di sentire.

Grazie al linguaggio dei gesti, anche chi non fa uso della parola può esprimersi e comunicare in modo normale con le persone attorno, a patto che queste conoscano i segni e siano capaci di interpretarle. Imparare il linguaggio non verbale è come imparare una lingua straniera, ogni gesto corrisponde ad una parola, e una volta imparato il lessico è possibile costruire frasi e discorsi.

Ogni lingua ha il suo linguaggio gestuale, questo significa che per esempio un italiano ed un americano che coomunicano con i gesti, non sarebbero in grado di capirsi a vicenda. Questo rappresenta un grosso ostacolo, e in molti stanno cercando di creare una sorta di linguaggio dei segni internazionale per risolvere questo problema.

Storia del Linguaggio Gestuale

Sin dall’antichità esistono dei linguaggi utilizzati da i non udenti, ma a causa della mancanza di testimonianze scritte pervenuteci fino ad oggi, la conoscenza dei primi linguaggi dei segni è molto limitata. Uno dei primi a riportare una testimonianza della lingua dei gesti è l’Abbè de L’Epèe, educatore e fondatore della Scuola di Parigi per sordi. Nel 1700 decise di insegnare la lingua scritta e parlata ad una sua classe di non udenti. Questo fu possibile con l’introduzione di gesti che rappresentano gli elementi grammaticali e sintattici.

Il successore di L’Epèe, Sicard, era un grande conoscitore sia della lingua francese che del linguaggio gestuale, ma in generale era profondamente appassionato a tutti i caratteri della comunicazione umana.

L’americano Thomas Hopkins Gallaudet è stato un altro grande studioso dell’argomento, che ispirandosi all’opera di Sicard visitò la Francia per apprendere tutto quello che i grandi maestri francesi avevano da insegnare. Dopodiché, tornato in patria nel 1816 introduce negli Stati Uniti la lingua dei segni francese, appresa grazie alle lezioni dell’educatore, non udente, Laurent Clerc, che lo seguì durante il viaggio di ritorno a casa.

Con l’introduzione da parte di Gallaudet della lingua dei segni francese negli Stati Uniti,questa si diffuse poi molto rapidamente grazie anche alla rapida diffusione di numerosi istituti per sordi. Il linguaggio gestuale francese, mescolandosi con alcuni segni della lingua per sordi americana diede così origine alla lingua dei segni statunitense, tanto che ancora oggi le due lingue si assomigliano parecchio.

Ma l’opera di Gallaudet non si fermò, alcuni anni dopo, decise infatti di fondare la prima università al mondo per non udenti.

Il Linguaggio Gestuale in Italia

Le testimonianze pervenuteci ci dicono che anche in Italia esisteva una lingua dei gesti già nei secoli passati, per la precisione già nella prima metà dell’Ottocento. Purtroppo però, a causa di una corrente oralista spinta anche dal congresso di Milano del 1880, la diffusione del linguaggio per non udenti venne fortemente limitata soprattutto nell’ambito educativo. Nonostante questo però, la lingua dei segni si diffuse comunque anche se in maniera quasi clandestina. Questo però fu alla base di un notevole impoverimento della langua stessa, che non essendo usata nelle scuole diventò molto modesta e con un numero di parole molto limitato. Per questo motivo, la lingua dei sordi diventò una lingua inferiore, considerata quasi indegna di essere studiata a causa della sua modestia.

Fu solamente a partire dagli anni sessanta del Novecento che la lingua dei segni venne riconosciuta al pari di tutte le altre lingue parlate, e come tale studiata, con la sua grammatica e la sua capacità di esprimere qualunque messaggio.

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PORADA INTERNATIONAL DESIGN AWARD 2015: La Giuria Internazionale del concorso si riunisce nella prestigiosa cornice di Palazzo Natta a Como per decretare i vincitori

Si riunirà a Como il prossimo 5 febbraio alle ore 11:00 presso il settecentesco Palazzo Natta, sede del Polo Territoriale di Como del Politecnico di Milano, la giuria che decreterà i vincitori del PORADA INTERNATIONAL DESIGN AWARD 2015, concorso promosso da Porada Arredi srl, azienda comasca leader nel settore della produzione di complementi per l’arredo, e POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano con il patrocinio di ADI, Associazione per il Disegno Industriale.

La giuria è formata da esperti internazionali nel campo del design: Arturo Dell’Acqua Bellavitis (Preside della Scuola del Design – Politecnico di Milano), Roberto de Paolis (Docente di Design – Politecnico di Milano), Bruno Allievi (CEO Porada Arredi srl), Tiziano Allievi (Socio Porada Arredi srl), LLoyd Scott (President of Scott + Cooner, USA), Charles Glain (Interior Architect, Managing Partner and Director of Design of IDS, Jordan), Annalise Fard (Harrods Director of Home & Beauty), Suzanne Imre (Editor of Living Etc Uk), Fumiya Ohno (Director of Akira Kuryu Architect & Associates Co, Ltd) e Cinzia Felicetti (Editor of Marie Claire Maison Italy).

La commissione si riunirà per giudicare e selezionare le proposte migliori tra i 156 progetti, 91 nella categoria professionisti e 65 nella categoria studenti, pervenuti da tutto il mondo per questa edizione del concorso, dedicata alle Media Unit: mobili porta TV, decoder, supporti per Hi-Fi e TV, mobili multimediali, pannelli porta plasma o LCD.

La giuria sceglierà tre vincitori per ciascuna delle due categorie in gara: concept innovativi e originali in grado di valorizzare l’impiego di tecnologie produttive e processi di lavorazione e nobilitazione tipici del legno lavorato in massello, oltre che di veicolare i valori e l’identità del marchio Porada.

Il montepremi complessivo di 10.000 euro verrà così ripartito:

 

Categoria PROFESSIONISTI:

1° premio € 3.000

2° premio € 2.000

3° premio € 1.000

 

Categoria STUDENTI:

1° premio € 2.000

2° premio € 1.200

3° premio € 800

 

I progetti vincitori del concorso potranno, inoltre, essere realizzati ed eventualmente prodotti da Porada in una fase successiva.

Appuntamento, quindi, al 5 febbraio alle ore 11:00 a Palazzo Natta per scoprire i nomi dei vincitori del PORADA INTERNATIONAL DESIGN AWARD 2015.

Maggiori dettagli sono disponibili al sito www.porada.it e alla pagina www.polidesign.net/it/Porada2015.

 

 

PORADA INTERNATIONAL DESIGN AWARD 2015

Concorso internazionale di idee rivolto a progettisti e creativi italiani e stranieri.

Promosso da PORADA ARREDI srl e POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano, con il patrocinio di ADI, Associazione per il Disegno Industriale.

Riunione Giuria: 5 febbraio 2016, h 11:00 – Palazzo Natta, via Natta 13 (Como)

Totale premi: 10.000 euro

Informazioni e bando su: www.porada.it

 

Contacts:

Email: [email protected]

Tel.: [+39]031.766215

 

Ufficio Comunicazione POLI.design:

Mail: [email protected]

Tel.  [+39] 02.23997201

www.polidesign.net/it/Porada2015

 

Ufficio Comunicazione Porada: Laura Allievi

Mail: [email protected]

Tel.: [+39]031.766215

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NON DIRE FRANCHISING SE NON HAI LA LOCATION GIUSTA.

Potrà sembrare banale ma ancor prima dell’idea vincente, quello che conta per avere successo nel business e quindi anche nel franchising è la location. Scegliere dove aprire la propria attività è come cercare un appartamento dove vivere e come in questo secondo caso si farà attenzione al prezzo dell’affitto, ai mezzi pubblici ed ai vicini di casa, così per la scelta della location esistono diversi criteri da adottare.

Innanzitutto sfatiamo un mito: un basso prezzo d’affitto non significa necessariamente un buon affare. Potreste ritrovarvi nel bel mezzo del nulla e avere come unici clienti i 10 condomini del palazzo accanto. Ma non basta.

Sfatiamo un secondo mito di molti aspiranti franchisee: quello che bisogna mantenersi il più lontano possibile da negozi che trattano il vostro stesso prodotto.

Il motivo? Se i vostri competitor sono lì e sono in espansione significa che i clienti sono tanti e frequentano quella zona. Naturalmente dovete valutare rischi e numeri, ma se si tratta di un settore in espansione ci sarà spazio anche per voi.

Altro aspetto fondamentale è la vicinanza dei mezzi di trasporto, in quanto i vostri clienti verranno da voi se li rendete la vita più facile. Questo vale soprattutto per le grandi città: fermate della metropolitana, bus, tram, stazioni ferroviarie e autostrade sono fondamentali. Oppure la presenza di un parcheggio. Quante volte abbiamo sentito la frase “bello, ma non c’è parcheggio?” o magari ci siamo trovati in un negozio perfetto tranne il fatto che abbiamo dovuto girare mezz’ora per trovare parcheggio?

Infine la scelta della location dipende dal tipo di servizio che volete offrire e dalla tipologia di cliente cercato: una copisteria si posizionerà vicino a scuole, università e uffici mentre per un negozio di piante la location ideale sarà in una zona di villette con giardino.

La regola base nella scelta della location per il vostro franchising è però una sola: conoscere bene il target, cioè le persone che state cercando di attirare e colpire. Se non avete ben in mente chi sono i vostri destinatari sarà impossibile scegliere un luogo adatto ma anche sviluppare una strategia vincente e destinata a durare nel tempo.

In generale consigliamo di non farvi prendere tropo dall’entusiasmo e scegliere la migliore location possibile in modo professionale, cercando e analizzando dati, consultandovi con professionisti e tenendo a freno la passione che rischia di condizionare negativamente una scelta fondamentale: il luogo in cui far sorgere la propria attività.

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FRANCHISING A COSTO ZERO? PURTROPPO NON ESISTE

Quali sono le keyword più utilizzate da chi vuole aprire un franchising e chiede a Google di orientare la sua scelta? Franchising a basso costo,  a basso investimento, low cost e  a costo zero.

Ma non solo: compaiono anche guadagnare con il franchising, ecc. E la passione che dovrebbe animare ogni aspirante imprenditore portandolo a seguire i suoi sogni per fare il lavoro che più gli piace?

Purtroppo a prima vista sembra scomparsa. Secondo l’indagine condotta da BeTheBoss.it e QUICKFairs su un campione di 90mila persone nel 2014, 1 persona su 2 che valuta l’opportunità di mettersi in proprio con il Franchising lo fa perché cerca lavoro.
La causa è la crisi del 2008 che ancora oggi ha lasciato un elevato tasso di disoccupazione a causa della mancanza dell’offerta di lavoro e per mancati rinnovi contrattuali o prepensionamenti.

Chi resta senza lavoro considera il franchising come una forma di aiuto impiego, di lavoro autonomo con cui aprire la propria attività con il supporto di un marchio conosciuto.

MA ESISTE IL FRANCHISING A COSTO ZERO O SENZA SOLDI?

La risposta è no, non si apre un franchising senza fare un investimento. Ed ecco perché: la casa madre o franchisor investe comunque una notevole somma nel mantenere viva la rete, nell’aggiornarla e nell’offrire agli affiliati novità in linea con il mercato. Vi invitiamo dunque a diffidare da chi vi attira dicendo che aprirete un franchising senza soldi o senza investimento, perché è scorretto nei vostri confronti.

Potremmo anche pensare che coloro che cercano termini come “franchising a costo zero” o “franchising gratis” cerchino impieghi più vicini al mondo dei venditori e degli agenti di commercio e diventare quindi venditori dei prodotti dell’azienda. Non esistono o è difficile pensare che esistano franchising a costo zero in quanto se il franchisor ha sviluppato una formula vincente è giusto che l’affiliato paghi il valore aggiunto di entrare a fare parte di una rete.

A seconda delle disponibilità di investimento ci si può orientare verso franchising economici o a basso investimento rispetto alle formule di franchising classico, come può essere l’apertura di un negozio che richiede mediamente almeno 50.000 euro. Solitamente nella categoria del franchising economico rientrano attività che no richiedono né un negozio né un ufficio, ma possono essere svolte da casa.

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NEL FRANCHISING (E NON SOLO) IL MARCHIO È TUTTO

Da millenni i marchi sono parte integrante delle nostre vite e ci permettono di distinguerci dai concorrenti. Oggi con la globalizzazione questa esigenza si è fatta ancora più pressante ed esistono leggi su leggi in difesa e a tutela del marchio.

Pensiamo all’ importanza del marchio nella moda: non solo orienta la scelta del consumatore ma può addirittura determinarla. Per questo il marchio è uno degli asset fondamentali dell’azienda e garanzia di riconoscibilità sul mercato. La stessa cosa accade nel franchising, dove il marchio del franchisor è garanzia di visibilità e posizionamento sul mercato per il franchisee.

Ma se molto le aziende sanno (o credono di sapere) dal punto di vista economico e della comunicazione, ancora scarsa è la conoscenza delle norme che regolano un marchio.

Sappiamo tutti che il marchio veicola messaggi relativi alle caratteristiche proprie del prodotto o servizio che contraddistingue, siano esse qualità, aspetti tecnici o prezzo. Non tutti sanno però che dal momento che viene rivolto a un pubblico tale messaggio deve essere vero: il nostro ordinamento non tollera l’inganno del pubbblico e sanziona pesantemente i marchi ingannevoli quando rimandano a qualità che il prodotto non possiede.

PER TUTELARSI DAI TENTATIVI DI IMITAZIONE È BENE ACQUISTARE I DIRITTI SUL MARCHIO. MA COME SI FA?

E’ necessario registrare il marchio (la registrazione dura 10 anni)  presso gli uffici competenti, nazionali, comunitari ed esteri. Per poter essere validamente registrato il marchio deve avere rappresentazione grafica, essere nuovo e dotato di capacità distintiva nei confronti dei prodotti e servizi di un’impresa. Parole, disegni, lettere, cifre possono trasformarsi facilmente in marchi ma d’altra parte vi è un’ampia categoria di segni che non possono essere registrati come marchio. Un esempio? Segni contrari alla legge, all’ordine pubblico e al buon costume, segni ingannevoli, segni costituiti da parole d’uso comune  e denominazioni generiche di prodotti. Oppure indicazioni descrittive di qualità. Destinazione, provenienza geografica in quanto tali parole devono essere liberamente utilizzabili da tutte le imprese.

Ricordiamoci, in sostanza, che tanto più il marchio sarà lontano da riferimenti a specifici prodotti e servizi che deve contraddistinguere (es. Apple per computer) tanto più sara considerato dalla legge originale e quindi tutelabile nei confronti delle contraffazioni.

Siete in dubbio sull’effettuare o meno la registrazione del marchio? La scelta è solo vostra ma una cosa è certa: i marchi non registrati rischiano di sfumare miseramente al primo attacco dei concorrenti e con essi l’investimento effettuato per promuovere il prodotto e servizio.

 

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SCEGLIERE IL FRANCHISING IDEALE: MISSIONE (IM)POSSIBILE

Iniziamo col dirti che è sempre possibile, con una relativamente rapida ricerca a tavolino e sul campo, determinare la validità di un franchising. Per farlo però è necessario impegnarsi in prima persona in un’analisi delle opportunità di franchising presenti nel mercato italiano magari rivolgendosi ai franchisee già operanti nella propria zona geografica, contattando esperti di settore, visitando i portali dedicati e i siti delle associazioni di franchising. Si tratta di un’attività certamente dispendiosa, soprattutto in termini di tempo.

 I 10 CRITERI PER LA SCELTA DEL FRANCHISING PIÙ ADATTO A TE

Per identificare il miglior franchising, sia che si trovi già pronto alla sfida del mercato sia che si trovi in fase di lancio e sviluppo commerciale:

  1. Credibilità: il franchisor deve essere credibile agli occhi del franchisee e tale credibilità nasce da una serie di elementi concreti come un brand solido, esperienza del franchisor, anni di attività nel settore
  2. Differenziazione: oltre ad essere credibile il franchisor deve differenziarsi dai competitor sia in termini di prodotto e servizio offerto, sia in termini di mercato servito e di strategia operativa.
  3. Know how trasferibile: il sistema adottato dal franchisor deve essere facilmente trasferibile in tempi brevi al potenziale franchisee. Se è un’attività talmente complessa da non poter essere insegnata in 3/4 mesi l’azienda avrà difficoltà a lanciarla.
  4. Adattabilità: bisogna valutare se il franchising scelto ben si adatta alla situazione del mercato in cui operi. Certe attività non sono replicabili in aree geografiche estese per la diversità di gusti e preferenze dei consumatori (ad esempio le diverse regioni italiane hanno diverse abitudini alimentari). Altre funzionano per abilità uniche o talento delle persone che le hanno avviate, altre ancora sono difficilmente adattabili per via delle leggi nazionali.
  5. Attività innovative e già sperimentate: spesso è necessario un negozio o centro pilota per dimostrare che il sistema è sperimentato nel tempo ed è in grado di fornire formazione adeguata ai nuovi franchisee.
  6. Sistemi operativi formalizzati e documentati: le aziende di successo contano su sistemi operativi documentati e quindi facilmente trasferibili ai lori franchisee. Politiche, procedure, sistemi, modulistica e pratiche commerciali fanno parte di un manuale operativo facilmente comprensibile e/o supporto informatico adeguato.
  7. Congruenza tra impegno finanziario e risultati economici: dopo l’investimento iniziale in fase di affilliazione è necessario che il franchisor assicuri risultati economici prevedibili e sicuri dopo un determinato periodo di tempo, sempre tenendo conto dell’abilità del franchisee nella vendita e nella promozione della sua attività.
  8. Trend di mercato e condizioni: la validità del sistema di business avviato dal franchisor deve proiettarsi nel lungo termine e considerare l’evoluzione del mercato, le modifiche dei bisogni del consumatore, la presenza di nuovi competitor.
  9. Capitale: se la formula franchising è uno strumento “low cost” per espandere un business, il franchisor ha bisogno di capitali e risorse per costruire e perfezionare il programma sulla base delle iniziative da avviare e dell’aggressività del suo piano di espansione.
  10. Relazioni di lungo periodo: il franchisor di successo si concentra sulla costruzione di relazioni a lungo termine con i franchisee, e li supporta soprattutto nella faticosa fase di start up. Sfortunatamente però non tutti i franchisor capiscono lo stretto collegamento tra relazioni umane e profitti (motivazione, innovazione) portate dai franchisee.

Concludendo, non esiste sicuramente un franchising migliore in assoluto ma questi 10 criteri possono aiutarti a individuare il franchising migliore per te.

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2015: EMORAGGIA DI POSTI DI LAVORO! NON NEL FRANCHISING.

Il franchising è in crescita e continua a creare posti di lavoro, con un incremento nei primi 6 mesi del 2015 dello 0,6% del fatturato, in linea con la ripresa del PIL e dell’economia italiana.
A fronte di una drammatica emoraggia di posti di lavoro sono quindi sempre di più gli italiani che stanno riscoprendo la loro vocazione imprenditoriale.

Ma quali sono i settori trainanti di questa crescita? Un’anticipazione ci viene data dal Centro Studi RDS del Salone Franchising di Milano.Il settore che segna il maggior numero di aperture di nuovi franchising è il food con un +3% e in particolare aperture di nicchia come ristoranti vegani, per celiaci, a chilometro zero, ristoranti a tema. Segue l’abbigliamento e gli accessori (+2,5%) e in particolare abbigliamento per bambini, camicerie, calze e intimo.

In Italia il totale di 950 franchisor e 51.000 attività affiliate hanno creato nel 2014 un giro d’affari complessivo di 23 miliardi di euro e hanno dato lavoro a 180.000 persone (dati 2014). Anche il fatturato del settore franchising è in crescita ed è passato dai 21,5 miliardi del 2008 ai 23 miliardi del 2014.

QUALI SONO LE AREE DI MAGGIOR DIFFUSIONE DEL FRANCHISING IN ITALIA?

L’area di maggior diffusione è il Nord Italia, ma è in rapidissima espansione nel Centro e nel Sud con una prevalenza della popolazione femminile: il 33,15% del totale degli imprenditori del franchising con un aumenti del 20% dal 2008 al 2014.

Le donne imprenditrici prevalentemente si orientano verso i settori dell’abbigliamento, accessori, moda, cosmetici e profumeria, salute e benessere, articoli per la casa e articoli per bambini. A livello generale invece le merceologie più scelte dagli affiliati sono abbigliamento (20%), food (20%), servizi per la cura della persona (19%), commercio specializzato (17%), articoli per la persona (10%), servizi per le imprese (6%), prodotti per la casa (3%).

Il mondo del franchising sta infine seguendo l’evoluzione più ampia del mondo retail: basti pensare alla nuova tendenza del click&collect store (acquisto su Internet e ritiro in negozio), l’omnicanalità e dello slowpay (pagamento in 3 mesi senza interessi) fino al servizio clienti sviluppato al massimo come fattore chiave della vendita.

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DIPENDENTE O IMPRENDITORE? NON SOTTOVALUTARE LE OPPORTUNITÀ DEL FRANCHISING.

L’attuale congiuntura economica sfavorevole sta spingendo molti giovani e non più giovani a ricorrere all’autoimprenditoria come risposta alla carenza di lavoro
: negli ultimi anni è stata registrata una crescita notevole di impieghi nel lavoro autonomo, in microimprese o catene di franchising.

Ed è proprio il franchising il modello di business più collaudato  e di maggior successo in quanto si caratterizza per la riduzione dei rischi imprenditoriali a patto naturalmente che il franchisor a cui ci si rivolge sia serio e offra un adeguato supporto al franchisee.

I VANTAGGI DI APRIRE UN FRANCHISING

Il franchising è la soluzione più adatta per coloro che non riescono più a ricollocarsi nel mercato del lavoro
e per tutti coloro che hanno spirito imprenditoriale ma non vogliono sobbarcarsi i rischi dell’avvio di una start up da zero. Affidarsi a una catena di franchising significa poter scegliere di collaborare con marchi solidi, forti sul mercato,  con decenni di esperienza  e metodi di business collaudati.

Un know how che consentirà anche all’imprenditore inesperto di confrontarsi nel giro di pochi mesi con i più grandi competitor del settore in cui decide di operare. E’ importante non dimenticare che questa fase di avvio in tutta la sua dinamicità e innovazione sarà comunque caratterizzata dalle regole fissate dal franchisor. La formula del franchising può rivelarsi quindi di sicuro successo se affrontata con convinzione ed entusiasmo da tutta la rete.

Il primo passo? Selezionare un’area di business ben precisa tra la vasta gamma di offerte disponibili, esaminando le diverse opportunità, l’investimento iniziale richiesto, le tendenze di mercato e le condizioni dei franchisor.

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I CONTRATTI DI DISTRIBUZIONE COMMERCIALE: FRANCHISING E SOMMINISTRAZIONE

I CONTRATTI DI DISTRIBUZIONE COMMERCIALE: FRANCHISING E SOMMINISTRAZIONE

Iniziamo col dire che i contratti di distribuzione commerciale sono tutti quelli schemi contrattuali per cui un produttore o un distributore vendono al consumatore finale attraverso la cooperazione con altre imprese indipendenti e autonome.

Queste sostituiscono le forme di integrazione verticale di tipo proprietario come i punti vendita diretti del produttore o del distributore.

I vantaggi per il produttore e il distributore sono i seguenti:

  • Minori costi di distribuzione
  • Minori investimenti per la creazione di una rete commerciale
  • Riduzione o condivisione del rischio imprenditoriale con altre aziende
  • Maggiore velocità e rete capillare di penetrazione sul mercato

I vantaggi per l’impresa che coopera sono invece la rinomanza del prodotto che si distribuisce, il risparmio sui costi pubblicitari e di marketing, sconto sui prezzi di acquisto del prodotto da sponsorizzare.

LA SOMMINISTRAZIONE

Ai sensi dell’art. 1559 del codice civile la somministrazione prevede una pluralità di prestazioni da effettuarsi a cadenza continuata (erogazione di energia elettrica e gas) o a scadenza periodica  (fornitura mensile di carta a una tipografia) o ancora a richiesta del somministrato secondo il suo fabbisogno (fornitura di cibi e bevande ai ristoranti). La somministrazione può essere di consumo, si applica la disciplina della vendita, o d’uso, si applica a beni non consumabili da usare e restituire.

IL FRANCHISING

Detto anche affiliazione commerciale è un contratto tra due soggetti giuridici, entrambi imprenditori, economicamente e giuridicamente indipendenti in base al quale una parte (franchisor) concede all’altra (franchisee) l’utilizzo e lo sfruttamento di un insieme di diritti di proprietà industriale e intellettuale nonché di un know how e si impegna a fornire assistenza tecnica e commerciale al franchisee. A differenza della somministrazione il franchising può riguardare la commercializzazione tanto di beni quanto di servizi.

 

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FRANCHISING DI DISTRIBUZIONE E DI SERVIZI…

In questo articolo del blog vogliamo spiegarti la differenza tra franchising di distribuzione e franchising di servizi, in modo da semplificarti la scelta nel momento in cui ti troverai a prendere questa decisione.

Sicuramente saprai che il franchising (o affiliazione commerciale) è una forma di collaborazione continuativa per la distribuzione di beni o servizi fra un franchisor e un franchisee affiliato, giuridicamente indipendenti l’uno dall’altro.

In particolare il franchisor concede al franchisee l’utilizzo
della propria formula commerciale, insieme al diritto di sfruttare tutto il suo know-how e il marchio. In più si impegna ad assistere il franchisee nell’avvio dell’attività. D’altro canto il franchisee si impegna a far proprie la politica commerciale e l’immagine del franchisor nell’interesse delle due parti e del consumatore finale, nonché nel rispetto delle condizioni contrattuali.

Forse non sai ancora che il franchising si presenta in due diverse tipologie: franchising di distribuzione e franchising di servizi. Facciamo quindi un po’ di chiarezza!

FRANCHISING DI DISTRIBUZIONE

Presuppone che il franchisor abbia messo a punto e sperimentato tecniche e metodi commerciali che fanno parte del know-how che trasferirà al franchisee. In cambio dell’uso del marchio, dei servizi e dei beni forniti il franchisor chiede al franchisee un corrispettivo (royalty) sotto forma di diritto d’entrata e/o canone periodico.

Il franchising di distribuzione è la formula adottata da una società che produce prodotti oppure da una società che offre alcuni prodotti selezionati.

FRANCHISING DI SERVIZI

E’ un sistema nel quale il franchisee non vende prodotti ma offre servizi ideati, messi a punto e sperimentati da un franchisor. Il campo di attività che utilizzano il franchising di distribuzione è molto vasto e va dalla ristorazione al tempo libero, dagli istituti di bellezza ai servizi di consulenza professionale, dall’intermediazione immobiliare all’autonoleggio, ecc.

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MEGLIO SOLI O BEN ACCOMPAGNATI (IN FRANCHISING)?

ECCO ALCUNI ELEMENTI DA TENERE IN CONSIDERAZIONE.

Avete deciso di fare gli imprenditori ed ora? La domanda più difficile a cui rispondere è se sia
meglio avviare
un’attività in proprio o affidarsi a un franchising.

Per aiutarvi a prendere questa importante decisione abbiamo stilato una lista di pro e contro da tenere in considerazione.

  1. Metodo di business

Chi sceglie la formula franchising acquista un metodo e una strategia di business collaudate e condivise dal franchisor con gli affiliati. Il rischio d’impresa è quindi limitato rispetto a chi decide di avviare un’attività in proprio ed è quindi obbligato ad agire in solitario e creare il proprio business model.

  1. Notorietà del marchio

 

Il franchisee è titolare della propria attività pur avendo alle spalle un marchio solido che rende più facile vendere i prodotti e servizi e aumenta il valore della stessa attività. L’imprenditore singolo è invece può contare, soprattutto all’inizio, su una notorietà llimitata e prevalentemente locale e il suo marchio ha un valore decisamente più basso rispetto a quello di chi si affida al franchising.

  1. Attività di marketing e comunicazione

Il franchisee può utilizzare il marchio, l’insegna, il format e l’immagine di marca del franchisor. E’ tutto pronto e assieme al franchising il franchisee acquista anche il “valore” del brand e la cosiddetta immagine di marca che permette di ottenere visibilità nazionale e internazionale.

L’imprenditore che avvia una nuova attività deve invece investire tempo e fondi non indifferenti nella creazione della propria insegna, che rischia di essere conosciuta solo a livello locale.

  1. Assistenza

Il franchisee godrà di assistenza da parte del franchisor sia in fase di start up sia nel corso degli anni. L’imprenditore invece è solo e non può contare sul supporto di nessuno nell’avvio e sviluppo della propria azienda.

  1. Formazione

Nel franchising la formazione iniziale per permettere l’ingresso nel mercato anche a chi non ha esperienza nel settore è fornita dal franchisor. L’imprenditore deve invece assicurarsi di avere conoscenze, abilità e personalità per avere successo.

  1. Location

Il franchisee è supportato dal franchisor nella ricerca e selezione della miglior location per aprire l’attività. L’imprenditore è invece libero e potrebbe trovare difficoltà nel reperire i locali migliori in relazione alla sua clientela.

  1. Notorietà del prodotto/servizio

I prodotti e i servizi offerti da chi opera in franchising godono già di notorietà ed accettazione da parte dei potenziali clienti. Questo è il vantaggio competitivo più importante dell’essere franchisee, a patto che la rete goda di buona reputazione.

L’imprenditore indipendente dovrà invece lavorare a lungo sulla selezione dei prodotti/servizi per garantire un’offerta adeguata ai suoi potenziali clienti.

  1. Provenienza dei prodotti: nel franchising la provenienza dei prodotti è unica ed assicurata da fornitori selezionati. L’imprenditore singolo invece è costretto a selezionare con attenzione i prodotti e i fornitori e soprattutto ad inizio attività non potrà godere di sconti di quantità.
  1. Tempistiche reddito: l’entrata nella rete di vendita del franchisor assicura al franchisee un reddito potenzialmente immediato. Chi avvia una propria attività invece avrà un lento sviluppo e potrebbe non avere un flusso di cassa tale da permettergli di continuare l’attività.

E quindi cosa scegliere?

Noi suggeriamo il franchising, perché si può godere della piena libertà del lavoro autonomo senza molte difficoltà. Si tratta di un sistema molto valido in quanto sarà il franchisor a trasmettere il know how e a fornire gli strumenti per iniziare e gestire l’attività.  Il franchising è studiato per chi non ha tutte le compenze per gestire un business: non tutti nascono imprenditori, ma tutti possono seguire un sistema in modo corretto e avere successo.

Quindi la nostra risposta a chi ci chiede se deve iniziare un’attività indipendente o acquistare un franchising è: dipende dalle doti personali dei futuri imprenditori.

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CONTRATTO DI RETE E FRANCHISING: COSÌ SIMILI, COSÌ DIVERSI.

Si sente oggi parlare sempre più spesso di reti d’impresa e contratto di rete. Ma cosa si intende veramente? Con contratto di rete si intende una nuova tipologia di contratto d’impresafinalizzato a consentire a più imprese di collaborare tra loro per il perseguimento di obiettivi comuni.
Il contratto di rete presenta alcune similitudini con il contratto di franchising in quando in entrambi le diverse parti sono giuridicamente ed economicamente indipendenti e vi è la collaborazione per il raggiungimento di un obiettivo comune.La differenza principale sta invece nello scopo e nella causa ultima delle due tipologie di contratto.

Sapete già tutti come si definisce un contratto di franchising, vediamo ora invece nello specifico cos’è un contratto di rete:
disciplinato dal DL 5/2009, dal cd. “Decreto sviluppo” (art. 45 D.L. 83/2012) e dal cd. “Decreto sviluppo bis” (D.L., n. 179/2012) si tratta di un contratto in cui più imprenditori, che sono e restano autonomi, si obbligano a collaborare secondo la forma e negli ambiti previsti dal contratto: scambio di informazioni e/o prestazioni di varia natura (industriale, commerciale, tecnica o tecnologica) o esercizio comune di una o più attività per stimolare l’innovazione e aumentare la competitività.

Diversa è anche la “platea” di imprenditori ai quali i due contratti si rivolgono: il contratto di rete è pensato per le piccole e medie imprese presenti nei distretti industriali per migliorarne la competitività in un mercato ormai globalizzato. Un elemento di vicinanza, questo, completamente assente nel franchising che anzi disporrà i punti affiliati su un territorio sempre più vasto per la diffusione del marchio, dei prodotti e dei servizi sul mercato.

Passiamo ora agli scopi dei due contratti: il contratto di rete nasce per dare impulso all’innovazione e aumentare la competitività delle imprese, il franchising non ha invece uno scopo contrattualmente definito ma si può ipotizzare sia l’incremento della competitività dei franchisee sul mercato.

Per quanto riguarda le obbligazioni contrattuali tipiche del contratto di franchising e di quello di rete vediamo come nel franchising assuma valore centrale la concessione del diritto a utilizzare marchio e know how del franchisor. Nel contratto di rete è centrale invece la definizione del piano economico e/o commerciale che la rete si prefigge di realizzare in comune accordo tra le parti a differenza del franchising in cui è il franchisee ad aderire al progetto imprenditoriale del franchisor. Entrambe le forme contrattuali prevedono loscambio di informazioni tra le parti, mentre l’obbligo di scambiarsi prestazioni non è previsto dal contratto di rete ma solo nel franchising: assistenza tecnica e commerciale, formazione, organizzazione di campagne pubblicitarie e attività di marketing, ecc.

Quello che contraddistingue il contratto di rete dal franchising è la possibilità di costituire un fondo comune per il conseguimento degli scopi della rete nonché l’individuazione di un organo comune per la gestione di tale fondo.

Concludendo possiamo dire che entrambe le forme contrattuali sono contratti tra imprenditori con l’obiettivo di accrescere la competitività delle mprese contraenti sul mercato. Diverso è, invece, lo schema contrattuale: chiuso quello del franchising, plurilaterale e aperto quello del contratto di rete.

 

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FRANCHISING: PUNTA SUI SERVIZI ASSISTENZIALI E AVRAI SUCCESSO!

Nel precedente articolo vi abbiamo segnalato l’opportunità di aprire un franchising nel settore biologico. Oggi vi parliamo invece di un altro settore in crescita, quello dei servizi assistenziali.

Aumento della vita media, progresso della medicina, nuclei familiari con un ridotto numero di componenti hanno portato, negli ultimi anni, alla crescita del numero di anziani che vivono soli e hanno bisogno di assistenza. Un cambiamento nella società che porta all’aumento di richieste di servizi specificamente dedicati agli over 70, con buone prospettive di lavoro per chi vuole inserirsi in questo ramo.

assistenza-anziani-franchisingUno degli investimenti più redditizi è proprio legato all’attività di servizi per anziani in quanto, nonostante la crisi economica, il settore è in crescita.
Se non volete correre rischi eccessivi, la risposta ideale è affiliarsi a uno dei tanti servizi di franchising che gestiscono questa tipologia di servizi. Questo non significa, ricordate, che non dobbiate fare uno studio di fattibilità e una verifica attenta della disponibilità di risorse finanziarie ed economiche necessarie per la realizzazione del progetto.

Inoltre è opportuno frequentare, quando non sia il franchisor stesso a occuparsi della formazione, dei corsi professionali miratidedicati all’assistenza.
Per avere successo nell’offerta di servizi assistenziali agli anziani è opportuno però individuare le condizioni indispensabili: disponibilità a fornire assistenza 24 ore su 24 e possibilità di fornire assistenza medica e infermieristica a domicilio sia in orari diurni sia notturni.

Solo in questo modo risulterete credibili agli occhi del vostro potenziale cliente. Naturalmente scegliendo di lavorare in franchising potrete già contare sull’immagine e la notorietà del marchio al quale vi affiliate e quindi partirete senza dubbio più avvantaggiati rispetto all’apertura di un’attività autonoma.

Continuate a seguire il nostro blog, la prossima settimana saremo online con l’ultimo approfondimento dedicato ai settori in crescita: il mondo della ristorazione!

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FRANCHISING: IL BIO NON CONOSCE CRISI.

La crisi economica che ha colpito duramente l’Italia negli ultimi anni non è riuscita a fermare la crescita del biologico, tanto che l’acquisto di prodotti biologici riguarda ben 7 italiani su 10.

Sarà il desiderio di prodotti più sani o una nuova consapevolezza da parte del consumatore che desidera sostenere attraverso i propri acquisti lo stesso mondo del biologico? Non lo sappiamo, ma tra i progetti più promettenti per chi volesse investire sul proprio futuro c’è l’apertura di un negozio bio, anche grazie ad eventuali incentivi e opportunità in franchising.

Nonostante i primi prodotti biologici siano comparsi sul mercato negli anni ’80 e siano oggi sempre più numerosi sui nostri scaffali, il mercato non è assolutamente saturo: ci sono, infatti, numerose località in cui non è ancora presente un punto vendita dedicato al biologico.

Di seguito vi diamo alcuni veloci consigli per l’avvio di un negozio di prodotti biologici:franchising-bio-in-crescita

  • Individuazione della location più adatta per il proprio negozio. Un vantaggio è sicuramente dato dalla presenza del punto vendita nelle zone maggiormente visitate della città. Temete alti costi d’affitto? Calcolate che gli introiti giornalieri stimati per un negozio biologico sono pari a circa 1.500 euro (dato Assofranchising), per cui potrete coprire l’investimento iniziale in un paio di mesi.
  • Promozione del proprio punto vendita: potrebbe essere interessante organizzare incontri aperti al pubblico presso il punto vendita, in cui vengono approfondite tematiche relative al biologico, alla salute, allo stile di vita.
  • Apertura e disponibilità verso i G.A.S. (Gruppi di Acquisto Solidale) per l’acquisto di prodotti biologici a prezzi vantaggiosi, per la raccolta di merce che i gruppi desiderano acquistare o come luogo di ritrovo per la distribuzione della merce, con incontri anche a cadenza settimanale.

Naturalmente questi sono solo alcuni spunti per chi volesse avviare un’attività in proprio e in particolare nel mercato del biologico in franchising. Continuate a seguirci, nel prossimo articolo vi segnaleremo un’altra opportunità per aprire in franchising.

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DEDICATO AI FRANCHISOR: ECCO SVELATO L’IDENTIKIT DELL’ASPIRANTE FRANCHISEE!

Una recente indagine condotta online da QuickFairs ha coinvolto i visitatori del Salone del Franchising e ci svela l’identikit dell’aspirante franchisee.

Informazioni utili ai franchisor che ogni giorno cercano e selezionano nuovi affiliati: passaggi delicati che rischiano di minare l’intero futuro del progetto di franchising.
L’imprenditore sa bene chi sta cercando e utilizza un suo identikit del franchisee ideale per pubblicare gli annunci sui portali di franchising, riviste specializzate, siti di ricerca lavoro.
Eppure spesso non conosce quelle che sono le caratteristiche reali del franchisee. Ecco cosa è emerso dall’indagine:

  • Uomini: sono il sesso forte quando si parla di franchising con il 73,8% dei rispondenti contro un 26,2% di donne;identikit-aspirante-franchisee
  • 30 – 49 anni: è l’età media del franchisee che ha quindi già esperienza nel mondo del lavoro. Seguono i 50 – 59enni alla ricerca di nuove opportunità professionali. Pochi i giovani, solo il 13,7% dei 21-29enni dichiara di essere interessato ad aprire in franchising;
  • Formazione scolastica medio-alta: laurea nel 24,3% dei casi, scuola superiore per il 63,8%;
  • Voglia di cambiare: il 41,5% degli aspiranti franchisee ha un lavoro a tempo indeterminato e solo il 37,4% è già libero professionista;
  • Mettersi in proprio: è questa la molla che spinge il franchisee a lasciare il proprio lavoro per cominciare una nuova avventura (53,7% dei rispondenti). Il 21,6%, invece, cerca concrete opportunità a rischio calcolato mentre per il 12% degli intervistati, soprattutto donne, il franchising è un modo per trovare lavoro;
  • Disponibilità a investire: i franchisee italiani guardano a opportunità con un livello di investimento medio-alto (20.000 – 50.000 euro), mentre il 38,6% considera interessanti le opportunità entro i 20.000 euro;
  • Ricerca del franchisor: domina Internet (44,8%) con consultazione diretta del sito del franchisor, seguono le fiere e i contatti personali con il franchisor (53,2%) mentre il 52% visita i portali specializzati. Esiste poi un 25,1% degli intervistati che consulta blog, libri e manuali sul franchising;
  • Valutazione dei franchisor: il fattore principale che influenza l’aspirante franchisee è il livello d’investimento (56,6%), seguono i contenuti del contratto (54,1%), la dimensione della rete (51,5%). Sono importanti nella valutazione anche le impressioni personali, l’assistenza e la formazione offerti dal franchisor;

Stai pensando di aprire in franchising? Guarda le proposte dei marchi presenti sul  nostro portale e scegli quella più adatta a te!

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FRANCHISING E RISTORAZIONE: BINOMIO VINCENTE

Aprire in franchising nel settore della ristorazione si conferma anche per questo 2016 una scelta vincente.
Settore che comprende le seguenti categorie merceologiche: fast food, ristorazione a tema, pizzerie, piadinerie, caffetterie e bar, birrerie, enoteche e pub
, gelaterie e yogurterie, chioschi, pasticcerie.

Tante diverse opportunità che hanno generato nello scorso anno un fatturato pari a quasi 2 milioni di euro (+ 5,1% rispetto all’anno precedente) per un totale di quasi 3000 punti vendita in franchising e 30.000 addetti impiegati.

ristorazione-franchisingUna crescita che riguarda non solo il numero di punti vendita aperti in franchising, ma anche il numero dei franchisor che si sono affacciati sul mondo della ristorazione (+0,9% rispetto alla precedente rilevazione).

Si confermano in costante crescita soprattutto pizzerie, caffetterie e ristorazione rapida con un incremento del 1,7% per quanto riguarda i punti vendita, del 4,3% del fatturato e del 7,7% del numero di occupati, a cui si aggiunge l’ingresso di 9 nuovi franchisor.

A tutti coloro che avessero deciso di aprire, in questo 2016 appena iniziato, in franchising non possiamo che consigliare questo settore, specializzandosi magari nel Made in Italy.

Siamo sicuri, visti i numeri, che i risultati saranno positivi. Ti abbiamo convinto? Guarda le proposte divoglioAPRIREUNFRANCHISING.org e scegli quella più adatta a te!

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VUOI APRIRE UN NEGOZIO IN FRANCHISING? PUNTA SULL’ABBIGLIAMENTO!

Vuoi aprire un negozio in franchising? Scegli i negozi di abbigliamento, che rappresentano il secondo settore per fatturato generato e numero di punti vendita aperti sul territorio italianodopo la ristorazione.

Si tratta infatti di un settore che non conosce crisi e di un mercato stabile, in quanto soddisfa un bisogno essenziale: quello di vestirsi. Ma quali sono i requisiti per chi volesse aprire un negozio di abbigliamento?  E quale l’investimento medio da affrontare? Ti rispondiamo in questo articolo.

Requisiti per aprire un negozio in franchising

Il franchising permette ai neofiti di un settore, in questo caso dell’abbigliamento, di realizzare il proprio sogno e avviare un’attività in proprio. Il vantaggio del franchising è la riduzione al minimo dei rischi, in quanto il franchisor solitamente offre:

  • Studio di fattibilità
  • Business plan
  • Assistenza pre e post apertura
  • Corsi di formazione gestionali
  • Scontistica sui prodotti
  • Visibilità e promozione
  • In alcuni casi anche la merce in conto vendita, cioè paghi solo il venduto.

Le doti naturali del negoziante? Abilità comunicative per il contatto con la clientela, abilità, intuito e prudenza nella gestione degli ordini, dinamismo e passione per il settore. Oltre ad una elevata capacità di gestione dello stress.

Se invece vuoi partire da solo la prima cosa da fare quando si decide di aprire un negozio in franchising è la ricerca di nicchie, target e stili in grado di soddisfare le esigenze della clientela nella zona in cui si opera. In secondo luogo dovrete individuare, qualora il franchisor non dia indicazioni in merito, un grossista o produttore che vi rifornisca di merce adatta a soddisfare i gusti della nicchia individuata. Chiarite bene la scontistica, le modalità di approvvigionamento, ecc. Molto più complicato, vero?

Per cominciare sarà sufficiente individuare un locale dalla metratura adatta, aprire partita IVA, iscriversi all’INPS e all’INAIL e segnalare al comune l’avvio dell’attività almeno 30 giorni prima dell’apertura.

Investimento richiesto per aprire un negozio in franchising

Per aprire il vostro negozio in franchising potrebbe essere sufficiente un investimento compreso tra i 15.000 e i 20.000 euro. Queste cifre sono però destinate a salire se il locale è molto ampio (costi d’affitto. Allestimento, arredamento) o la location è molto centrale.

I costi saliranno poi se avete deciso di aprire una boutique con prodotti di marca ed esclusivi rispetto al punto vendita che commercializza prodotti low cost.

Ecco quindi che il costo medio stimato per avviare un negozio di abbigliamento si aggira intorno ai 50.000 euro,  che potrete ottenere tramite un finanziamento a fondo perduto per l’avvio di nuove attività o informandovi per ottenere incentivi alla micro-imprenditorialità offerti dalla vostra provincia di residenza.

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