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HELLE: “TRA LE STRADE DELLA MIA CITTÀ” è il nuovo singolo della cantautrice bolognese

 

La freschezza dell’elettropop cela l’essenza agrodolce di un brano che racconta l’amore per la sua città e per l’Italia.

 


 

“Tra le strade della mia città” è una canzone elettropop nata negli ultimi mesi e racconta l’amore di Helle verso la propria città, Bologna, e l’Italia tutta, riportando un messaggio di speranza che supera le difficoltà del momento.

 

Il brano dalle mille sfumature rispecchia la personalità caleidoscopica dell’artista bolognese che, pur non sentendosi vincolata ad alcuno stereotipo musicale ed artistico, punta su una linea comunicativa diretta e provocatoria privandosi di ogni tipo di maschera e orpello.

Il singolo prodotto da Dear President, anticipa un Ep in uscita nell’autunno 2020.

 

Radio date: 19 maggio 2020

Etichetta: Volume!

 

BIO

Lisa Brunetti, in arte Helle, nasce a Bologna il 14 Giugno 1994. Comincia a scrivere poesie ad 11 anni, a suonare la chitarra dall’adolescenza. Ha lavorato per quattro anni in Fonoprint, dove ha avuto l’opportunità di conoscere e collaborare con personaggi del calibro di Bruno Mariani e Ricky Portera. Nel 2016 partecipa ad Area Sanremo arrivando fra i 40 finalisti del concorso. Dopo la pubblicazione di vari singoli in inglese e in italiano, arriva per Helle il momento di intraprendere una nuova fase della sua carriera artistica. Il 19 maggio 2020 esce in radio il singolo “Tra le strade della mia città”, che anticipa un ep in uscita nell’autunno 2020.  

 

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GEDDO: “FRATELLI” è il nuovo album del cantautore ligure fuori dal 1° giugno 2020

Un disco che celebra lo spirito di complicità e comunità e che invita ad apprezzare il valore delle piccole cose che ci circondano, arricchito dalla collaborazione di tanti noti artisti.

Dopo l’uscita dei precedenti album, “Fratelli” rappresenta per Geddo una nuova tappa del viaggio fuori e dentro se stessi. Pur non raccogliendo canzoni autobiografiche, il disco comprende pezzi che disegnano sfumature diverse del percorso personale dell’artista.

«Nel primo disco “Fuori dal comune” ho cercato di far venire fuori il mio lato intimo e la personale sensibilità. “Non sono mai stato qui” ha descritto quello che non sono riuscito ad essere o a fare, la vita immaginata, i miei alter ego. Con “Alieni” ho esplorato le alienazioni e le differenze che emergono nel rapporto con gli “altri”. Ora, con Fratelli, in modo complementare nuovo sono andato alla ricerca di quel principio di complicità fra persone che caratterizza il mio percorso musicale e di vita. Non più una fuga dunque, ma un incontro con gli altri». Geddo

Fratelli” vuole essere una risposta all’odio e alla frustrazione dei nostri giorni. Un album positivo che invita ad essere consapevoli delle tante piccole cose e delle grandi persone che ci circondano nel quotidiano. Miti positivi che non devono essere cercati in mitologie superate di grandi personaggi lontani, ma riconosciuti nelle comunità che viviamo, nei lavoratori e nei suoi artisti.

Il disco è stato registrato all’Actone recording studio di Albenga con la collaborazione di Matteo Ferrando alla batteria, Dario La Forgia al basso e Mauro Vero alle chitarre. Altri musicisti coinvolti sono invece: Fabio Biale, Paolo Bonfanti, Roberta Carrieri, Sergio Cocchi, Lorena De Nardi, Nico Ghilino, Folco Orselli, Michele Savino, Federico Sirianni, Rossano Villa, Alberto Visconti.

TRACK BY TRACK

Su la testa (feat. Folco Orselli, Federico Sirianni, e Alberto Visconti) Il brano di apertura rappresenta l’incipit ideale del disco con una canzone corale, quasi un inno, cantato con dei fratelli di strada e di musica che rappresentano per l’artista un mondo che lo ha accolto familiarmente e benevolmente, senza smancerie, ma con autenticità. La familiarità con artisti di tale calibro si sposa con la comune fame di fare rete e sviluppare una canzone d’autore in cui riconoscersi davvero. Musica concepita non come progetto discografico o di visibilità ma come progetto di vita e di incontro.

Parlandone da vivo Primo singolo del disco arricchito dalla chitarra di Paolo Bonfanti, si tratta di un rock blues discretamente spinto. Parlandone da vivo è un invito a considerare le persone che ci stanno accanto.

Differenze Il brano, nonostante il titolo, parla della ricerca di una somiglianza tra uomo e donna e, in tono ironico, tratta delle vicissitudini del capirsi in amore. Non c’è una risposta precisa alle tante domande che ci si pone ma, la forma della ballata e il tono scanzonato, cercano di alleggerire il dramma del misunderstanding nelle vite affettive. Al violino Fabio Biale e alla voce Nico Ghilino.

Come un pazzo Un inno all’irrazionalità della passione; il protagonista vede il solito mondo banale e immobile con gli occhi della follia dell’innamoramento. Un rock poderoso esalta l’euforia del prevalere della pazzia del sentimento. Voce femminile di Lorena De Nardi, tromba di Raffaele Kholer.

Fino all’alba Appartenendo ad una riviera che propone un turismo vivo ma non di massa, la discoteca per i tiratardi della west coast ligure rimane comunque un punto di riferimento: un luogo dove ritrovarsi con persone di tutte le età e per vivere le ultime emozioni della notte in quelle alienanti atmosfere. È un mondo dove finzione e realtà si specchiano guardandosi con scherno.

Resta Canzone complessa dove si confronta l’oggi con un tempo anche lontano. Diversi quadri temporali si intrecciano con la mancata realizzazione di obiettivi personali e familiari. Gli intenti delle strofe si scontrano con i risultati del ritornello. Si sente la vicinanza e il senso di appartenenza a una generazione appiattita sugli orizzonti personali e alla fine un po’ delusa. Ospiti il violino di Fabio Biale e Nico Ghilino. La chitarra è di Mauro Vero.

A colpi di Karate Sostenuto dall’hammond e dal rhodes di Sergio Cocchi il brano parla di una storia sbagliata ma importante. Un momento di pura passione che da subito confligge con la vita reale e che alla fine orgogliosamente soccombe. La canzone parla di come alcune storie possano essere decisive nel riconoscere le proprie paure. Chitarra elettrica di Paolo Magnani.

La guerra tra poveri Canzone contro l’odio, contro l’eterna sfida degli ultimi coi penultimi, su chi ci specula e su chi ha bisogno di sentirsi spietato davanti alla tastiera del pc, su come alla fine tutta questa estremizzazione del linguaggio in realtà ci renda alla fine più indifferenti di fronte ai drammi, alla morte e al dolore. Ritmo incalzante per un suonatissimo simil rap. Al violino Fabio Biale e alla chitarra Paolo Bonfanti.

Condominio terzo piano scala B (feat. Roberta Carrieri) Scene calde di vita familiare, una moglie innamorata, un marito che torna prima dal lavoro, un’accoglienza piena di abbracci e di premurosità. Ma durante la canzone si scopre che queste scene sono viste attraverso la serratura dal narratore della canzone. Seguono una precipitosa fuga, inseguimenti e alla fine un clamoroso arresto da parte delle forze dell’ordine. La parte femminile è impersonata dalla strepitosa voce di Roberta Carrieri.

Perdersi Canzone sull’entropia esistenziale e sulla precarietà di ogni presente. Invito netto a godersi ogni compagnia, ogni affetto, ogni secondo dello stare insieme in una determinata emozione. La crescita personale di ognuno di noi è ineluttabile ma con essa si perdono tutti gli attimi della vita che il nostro futuro personale rendono inevitabilmente passato. Alla chitarra finale Paolo Magnani.

Anna vorrei Anna simboleggia tutte le ragazze e le donne che si inseriscono, pur senza un ruolo riconosciuto, nei nostri percorsi affettivi ed umani. Il ritratto di un’amicizia che sta stretta nei propri confini. La tromba è quella di Raffaele Kholer.

La tua finestra La tua finestra parla dell’orizzonte di ogni storia, qui simboleggiato da una grande finestra che alla fine rimane simbolicamente chiusa. Resta il valore dell’amore vissuto che arricchisce la vita di contenuti e di ricordi che occorrono per ricaricarsi. Un pezzo dapprima trascinato e poi crescente nella sua drammaticità e infine sommesso ed esausto nella sua strofa finale.

Amore tra parentesi Incorniciato nelle trame del chitarrista Mauro Vero il brano costituisce un intimo ritratto del moderno linguaggio emotivo che così poco conserva delle parole e così tanto depone a simboli, emoticon e cuoricini. Archi di Rossano Villa.

Pubblicazione album: 1° giugno 2020

Etichetta: Music FC

BIO

Geddo, è un cantautore di Albenga. Dopo Fuori dal comune (2010), Non sono mai stato qui (2014) e Alieni (2016), arriva oggi Fratelli, un disco positivo che va alla ricerca di somiglianze e affinità che rendano tutti complici e compagni. Il primo singolo estratto è Parlandone da vivo, in radio da metà maggio 2020.

L’artista fa parte del roster della Ph.d management. Le sue canzoni sono state utilizzate per spettacoli teatrali e hanno viaggiato senza sosta in questi anni tra la Puglia e la Val d’Aosta, raggiungendo un vasto ed eterogeneo pubblico. Ha aperto il concerto di Daniele Silvestri e vanta collaborazioni con artisti del calibro di Claudia Pastorino, L’Orage e Zibba. 

Riconoscimenti: menzione speciale premio InediTo per la canzone “Ti Voglio” ( 2011 ), Finalista premio Inedito per i migliori testi (2017), finalista Premio Donida con la canzone “Genova” (2011 ), menzione speciale per la canzone “Chloè” Premio nazionale Rosanna Murgolo 2015-2016 Teatro Festival ( 2016) ;finalista per i migliori testi canzone al Premio InediTo (2017); Finalista Premio Mario Panseri alla canzone d’autore (2018);

Rassegne: Duel, Fionda di Legno, Canta come mangi, Collisioni festival, InediTo, Rock in the casbah (2017 e 2019); Orco Folk Festival, Ottobre De Andrè, Controfestival, 25 aprile festa popolare di Alassio, Rassegna internazionale di Giovinazzo, Folkfestival, Asti Musica, Imperia Unplugged festival, Mani festival, ILM, Varigotti Festival, Basta poco Festival, Canzoni fuori dal cappello, La Luna al guinzaglio, Riviera Music Festival, The Big Kahuna, Borgo Foce Summer Festival, In qualche parte del mondo, Motor music festival.

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MATTEO ROVATTI: “SOTTOSOPRA” è il nuovo singolo del cantautore rock patrocinato dal Comune di Sassuolo

Il brano scritto e composto dall’artista emiliano già autore per i Nomadi, racconta l’importanza del riscoprire i valori della vita

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Sottosopra” è un invito a ritrovare le proprie radici quando lo stile di vita moderno rischia di allontanarci definitivamente da noi stessi. 

«L’albero dei valori della vita è sottosopra. Le sue radici, fonte eterna di energia vitale, non attingono più il loro nutrimento dalla terra e rischiano di seccarsi inesorabilmente. I bambini, luce e purezza nelle tenebre del mondo, ci aiutano a ritrovare il coraggio e la forza di capovolgere quell’albero, spesso dimenticato, dandogli così nuova vita. “Ridere vince la paura. Vivere è sempre vera gioia, sì”». Matteo Rovatti

Protagonisti del video di “Sottosopra” sono gli alunni della scuola primaria “LUIGI CAPUANA” – Istituto Comprensivo 4º Ovest. Anche per questo motivo l’amministrazione comunale di Sassuolo ha concesso il patrocinio al progetto discografico del cantautore emiliano, riconoscendo i valori di comunità e di fiducia nelle nuove generazioni espresse dal loro concittadino in questo brano.  

 

Matteo Rovatti voce, Maurizio Mancini tastiere, mixaggio e mastering

Produzione: Indian

Radio date: 22 maggio 2020

 

BIO

Matteo Rovatti nasce a Sassuolo nel 1972. 

Nel marzo del 2008 pubblica il suo primo ep “Vedere” contenente cinque canzoni inedite. Con l’omonimo singolo “Vedere”, partecipa alla tappa di Carpi del concorso “Fammi sentire la voce” organizzato da Radio Bruno, arrivando in finale alla tappa di Formigine e vincendo il Premio Magazine. A giugno del 2012 apre il concerto dei Nomadi al Campo Sportivo di Castelvetro. 

Matteo Rovatti è autore e compositore insieme a Giuseppe Carletti e Massimo Vecchi della canzone “Tutto vero” pubblicata nel disco di inediti dei Nomadi “Lascia il segno” uscito il 19 maggio 2015. Seguono i singoli pubblicati dai Nomadi: “Va di vivere”, “Lontano” e “Questa vita”. 

Nel giugno del 2016 apre il “Come Potete Giudicar Tour Nomadi” a Mestrino di Padova e successivamente, nella stessa estate, anche le tappe di Udine, Brescia e Jesolo del “Festival Show”. 

Nel luglio del 2016 partecipa al concorso “Sulla via (Emilia) per Woodstock”, vincendo il Premio Carlino D’oro messo in palio dal “Resto del Carlino”.

Nel Novembre del 2016 si esibisce al “Mapei Stadium di Reggio Emilia” durante l’intervallo della partita di Serie A TIM Sassuolo-Atalanta. A settembre 2017 esce il suo nuovo singolo “L’estate tornerà” con cui si posiziona al primo posto della Classifica Indipendenti Emergenti.

A gennaio del 2018 esce il nuovo singolo “Amami davvero”, anche questo posizionato al primo posto della Classifica Indipendenti Emergenti.

 

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BOAVISTA: “IL MONDO CHE VORREI” è il nuovo singolo della band pop-rock bolognese che anticipa il disco in uscita il prossimo autunno

 

 

Il brano pop intriso di tastiere, synth e groove incalzanti, è stato prodotto da Filippo Manni e scritto dai Boavista in collaborazione con il noto autore romano Paolo Amati.  

 

Dopo l’uscita del singolo d’esordio “Ruggine”, i Boavista ritornano con “Il Mondo che Vorrei”. Il brano, prodotto da Filippo Manni (NUtone Lab), attraversa le prospettive differenti di chi si mette in gioco in una nuova storia. Una canzone che racconta gli stati d’animo di chi vive un nuovo inizio.

«Abbiamo deciso di uscire con “Il Mondo che Vorrei” perché oggi c’è bisogno di sognare e usare po’ di immaginazione. Soprattutto in questo momento, se sai qual è il mondo che vuoi, forse puoi realizzarlo veramente». Boavista

Il testo raccoglie una firma d’eccezione della musica italiana: Paolo Amati.  L’autore romano che ha collaborato con Bungaro, Mietta, Biagio Antonacci, Gianni Morandi, ha partecipato alla scrittura del nuovo singolo dei Boavista, dando vita ad un brano pop fresco ed estivo, intriso di tastiere, synth e groove incalzanti.  

Il singolo precede un album in uscita il prossimo autunno. 

 

Etichetta: NUtone Lab

Radio date: 19 maggio 2020

 

BIO

 

I Boavista sono una band pop-rock di Bologna, formata nel 2019 da un’idea di Simone Tancredi e Luigi Bellanova. 

Seppure di recente formazione, i Boavista vantano numerosi palchi e ore di studio provenienti dal background di ogni singolo componente del gruppo, esperienza che si traduce in sonorità con influenze che oscillano dal rock americano al pop inglese con forti richiami al cantautorato italiano. 

I Boavista portano nelle piazze “Caduta Libera”, album di esordio di Simone, incontrando subito il favore del pubblico, grazie ad un sound maturo e curato in ogni dettaglio. La band approda alle finali regionali di Sanremo Rock catturando l’attenzione della critica e i complimenti della giuria. 

Il risultato di questo incontro porta ad un disco, con singolo d’esordio Ruggine, realizzato sotto la direzione artistica di Filippo Manni (Nutone Lab). Il 19 maggio 2020 arriva il secondo singolo, Il Mondo che Vorrei, anticipando il progetto discografico in uscita nell’autunno 2020.

 

I Boavista sono: Simone Tancredi, voce; Luigi Bellanova, chitarre; Gianluca Frascà, tastiere; Alberto Zapparoli, batteria; Alessandro Marani, basso.

 

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ETICHETTA E MUSIC PRODUCTION: NUTONE LAB

 

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Editoriali Musica e Video

Pubblicata online la Compilation “WDR – Various Artists” dell’ etichetta White Dolphin Records!

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La Net Label White Dolphin Recordspresenta : “WDR Compilation 2020″(Various Artists).

Uscita sulle piattaforme di musica digitale, la White Dolphin Records raccoglie in questa compilation diversi musicisti e artisti della scena underground italiana e straniera. Sono presenti il  synth pop raffinato degli Inter-Connection, le sequenze industrial dei sudafricani G.L.O.W. , il post pop-rock psichedelico degli Stringe, la potente disco punk dei Commando, la tech house alternativa degli Arbeiter, i ricordi sintetici dei Devya, la dark wave intimista dei Michellanea, il pathos kraut pop di Selfishadows, la vapor wave e la nu-disco dei Dj’s e produttori GialloDj e Rangdage (Estesticadriatica), le preghiere elettroniche introspettive di Think , le chitarre sognatrici di A-SI-NO, l’avant-guarde multimediale dei Supereterodina. 

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Tracks WDR Compilation :

  • Inter Connection – Shuold I
  • Devya – The Fly
  • G.L.O.W. – Brave, Strong and Tenacious
  • Michellanea – 140420
  • Stringe – Zirt
  • Arbeiter – Big deal ( Live Performance)
  • Commando – Gli Amici Infetti
  • G.L.O.W. – Levitate
  • Supereterodina – Oro di Mida
  • Devya – Away
  • A-SI-NO – Nuovo x
  • Stringe – Anita
  • Supereterodina – Fake and Sophisticated
  • Think – Prayer
  • Selfishadows – Secrets
  • Esteticadriatica – Come to me

La compilation é disponibile su Bandcamp e su altri music digital store con questi 12 artisti e 16 tracce as “Name You Price” streaming & download. Sono inclusi i bonus item : foto, copertine e biografie degli artisti.

Etichetta : White Dolphin Records

Link Compilation : https://whitedolphin.bandcamp.com/album/wdr-compilation

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White Dolphin Records 

via 2 giugno 13/D ,  55016

Lucca – Italy

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MEZZAVERA: “PER CASO, DI FRETTA, IL SABATO MATTINA” è il secondo singolo estratto dall’album d’esordio “VIZI CAPITALI”

Mezzavera - Per aso di fretta il sabato mattina

Un amore nato da un inaspettato incontro di un sabato mattina è al centro del nuovo brano della cantautrice romana, vincitrice di Lazio Sound 2019. 

“Per caso, di fretta, il sabato mattina” nasce a piazza Santa Maria in Trastevere, con Lucio Dalla nel cuore e gli occhi gonfi di un amore che per caso, di fretta, il sabato mattina ha piantato le sue radici tra i sampietrini romani:

 

«Questa canzone racconta di un amore che profuma di leggerezza, baciato dalla luce del sole di un sabato mattina qualunque dove, tra una spesa al supermercato e un caffè in centro, scoppia un sorriso contagioso che sa di cantautorato italiano». Mezzavera

Il singolo è il secondo estratto dall’album d’esordio “Vizi Capitali” – «un disco che è un tuffo in acqua seguito da una vasca di 25 metri in apnea. Prendi il fiato e ti butti, ti immergi, ti lasci trascinare giù, sconfitto dal peso dell’acqua che senza fare rumore ti attraversa», – racconta la cantautrice romana.

 

Dicono di lei

“In ogni dove del disco c’è la voglia che diviene bisogno di alzare la testa contro i periodi scuri del proprio fondo. E ci piace questa voce dalle tinte scure che un poco si macchia di quel blues dannato di vita”. Mondospettacolo

“E il disco di Mezzavera è un concentrato di quotidianità e di verità in questo magico incontro tra la verità della vita e il suono digitale delle nuove forme discografiche”. Loudvision

“Spazio vitale: ecco una buona parola per decantare un disco che ha dentro di sé l’ingenuità e la potenza del libero pensiero”. Blogmusic

Un esordio metropolitano che quasi ci riporta ai nostri anni adolescenziali, i novanta, quelli che non erano fatti di grandi città ma solo di province rivoluzionarie”. Just Kids Magazine 

 

Radio date: 7 maggio 2020

Pubblicazione album: 2 gennaio 2020

Autoproduzione

 

BIO

Cecilia Spinelli, in arte Mezzavera, nasce a Roma classe ’95. Nel 2019 pubblica il primo singolo “Luna Bugiarda” con la produzione e l’arrangiamento di Matteo Costanzo ed affronta le prime significative esperienze live in diversi locali della Capitale. Nel 2019 scrive il suo primo album “Vizi Capitali”, in pubblicazione nel 2020; l’originalità dei brani di questo album è rappresentata da una particolare attenzione ai testi, tutti in lingua italiana, e ad una varietà delle atmosfere anche all’interno della medesima canzone, miscelando momenti di intensa intimità ad altri dove a prevalere sono l’ironia ed il divertimento. La scrittura è tagliente e attenta a creare immagini che restano impresse nella mente dopo un singolo ascolto. 

Con il singolo “Luna Bugiarda” Mezzavera partecipa al contest Lazio Sound organizzato dalla Regione Lazio dove si classifica tra i finalisti della sezione Indie e vince il Premio della Critica assegnato dal MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti). Ad ottobre prende quindi parte al Festival di Faenza 2019 dove si esibisce sul palco principale di Piazza del Popolo in apertura della serata live di Morgan e dei Negrita. A novembre prende parte alla programmazione della Milano Music Week come ospite del MEI. 

Il 20 dicembre 2019 arriva in radio il singolo “Grattacieli”, che anticipa l’album “Vizi capitali”, pubblicato a gennaio 2020. A maggio 2020 è il turno del secondo singolo “Per caso, di fretta, il sabato mattina”.  

 

 

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IG: mezzavera_

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FRANCESCO LIPPELLI: “APPLE TREE” è l’album strumentale del giovane compositore di musica classica contemporanea

Francesco Lippelli - “APPLE TREE”

Otto brani inediti composti al piano in un solo giorno, costituiscono il nuovo progetto del musicista già autore e arrangiatore di Alessandro Casillo e per la trasmissione “Amici di Maria De Filippi”.

«Apple Tree rappresenta la purezza della mia musica ma anche l’integrità dei miei ideali e dei miei valori. Con questo album voglio testimoniare e soprattutto ricordare il fatto che sia possibile scrivere otto composizioni in un solo giorno. Per tal motivo era così doveroso da parte mia omaggiare il simbolo della creatività per eccellenza: il melo, così ritenuto dagli antichi celti. Inoltre, Apple Tree sprigiona l’amore in tutte le sue forme, da quello terreno a quello ultraterreno, cercando spesso la retta via per il superamento dei conflitti fino al raggiungimento del sublime». Francesco Lippelli

Quella del musicista calabrese è una musica priva di etichette e di confini prestabiliti. Una musica fatta di continuità, evoluzione, piuttosto che di “rivoluzione”, e che, in ogni sua forma, è espressione del proprio tempo.

«È vero, probabilmente il solo definirsi “compositore di musica classica contemporanea”, potrebbe fare arrabbiare qualcuno, ma ci sono abituato ed ho la strada già spianata dal mio amico Giovanni Allevi. Secondo me la musica classica contemporanea è un nuovo linguaggio musicale, colto ed emozionale, che afferma una nuova intensità melodica sulle forme della tradizione classica.  Non è semplice prendersi la responsabilità e il tempo sufficiente a scrivere note che ora definiamo “pop” e che un giorno potrebbero rappresentare a pieno il “sistema” accademico musicale, mentre si producono canzoni per Amici o nuovi ragazzi emergenti». Francesco Lippelli.

TRACK BY TRACK

Intro

L’album è costituito da intro e outro, filo conduttore dell’intero progetto. Infatti, se “Intro” e “Outro” le ascoltassimo di seguito ci accorgeremmo che fondamentalmente sono un’unica composizione.  L’Intro è una sorta di praeludium al progetto, uno slancio. Termina con una sospensione, come a dire “to be continued”.

Dyson Sphere

L’energia necessaria per dar vita a questo album in un solo giorno. “Ho preso spunto da una mia piccola ricerca scientifica che ha visto come oggetto la sfera di Dyson appunto, una enorme struttura che potrebbe essere applicata attorno ad una stella allo scopo di catturarne tutta l’energia”.

144

Il 144 è un numero potente ed è il quadrato perfetto di 12, non a caso nella Bibbia rappresenta la misura in braccia delle mura della nuova Gerusalemme, indicata dal settimo angelo. “Questo numero mi spinge ad avere sempre pensieri positivi e ottimisti, soprattutto quando sto per intraprendere un nuovo percorso. Il 144 per me è come un Maestro che con la sua bacchetta indica il cammino, alla scoperta di nuove mete”. 

Remember me

“Remember me ha trovato ispirazione nel fiore a cinque petali Nonriscordardime e spero di rappresentare in musica tutta l’energia positiva possibile. Ciò che voglio esprimere è: tienimi tra i tuoi pensieri e ricordati di me”.

Wind of Europe

È un omaggio alla cultura europea, ai grandi geni del passato e del presente, creando un’atmosfera riflessiva e rassicurante. Composizione che in alcuni passaggi tocca l’atonalità, allontanandosi per poco dal sistema tonale, per farne rientro subito dopo. “Con questo aspetto voglio celebrare i grandi compositori del XX secolo come Schoenberg, Berg, Webern e altri”.

46

“Il 46 è vita, è il numero che più rappresenta tutti noi. Basti pensare che quarantesei sono i cromosomi umani.

Con questo brano ho voluto celebrare la vita, non a caso ho tratto ispirazione dal famoso canone di Pachelbel”.

Moon Dust

“Moon dust”, polvere di luna, è una composizione al piano ispirata alla luna. Non a caso ha una forma ciclica. Da un punto di vista introspettivo, la luna rappresenta per il compositore la profondità dello “io” nascosto, della magia e dell’esoterismo. La musica che affiora sul pentagramma diventa per questo la voce del proprio inconscio.

Outro

L’Outro è costituito da tre parti identiche, trasposti di tonalità. Ha un carattere piuttosto riflessivo e malinconico. Anche questo brano ha una fondamentale caratteristica perpetuante, come non volesse mai finire.

Pubblicazione album: 28 maggio 2020

Autoproduzione

BIO

Francesco Lippelli, nato nel 1996 in una cittadina calabrese, è pianista, compositore e produttore musicale.

Nel 2013 vince il concorso Schools International Talents ricevendo così una borsa di studio presso la ST. JOHN INTERNATIONAL UNIVERSITY, università di Boston: “FOR THE GREAT TALENT AND PASSION DEMONSTRATED DURING THE COMPETITION”.

A luglio 2014 viene invitato da Sony Classical Italy a partecipare al Festival di Madesimo, suonando all’apertura dell’evento. Un anno dopo Francesco suona con Giovanni Allevi al Madesimo Music Festival (Sony Classical Italy) e sempre nel 2015 le sue composizioni vengono inserite al primo posto nella playlist di Venice Classic Radio. Successivamente viene invitato a sostenere un concerto da Steinway & Sons Italia e Bmw Italia in occasione della nuova produzione “serie7” di Bmw.

Il 21 maggio 2017 Francesco suona per Piano City Milano nella prestigiosa Villa Reale della Galleria d’Arte Moderna di Milano (Piano Center della manifestazione).

Da Febbraio 2018 collabora come autore ed arrangiatore con   Alessandro Casillo.

A Febbraio 2019, nelle vesti di autore, scrive per Amici, “Con la musica e il resto”. Il brano è stato trasmesso dalle reti Mediaset, Realtime e Sky. Inoltre, è stato inserito in “XVII”, l’album di nove brani inediti di Alessandro Casillo.

Il 28 maggio 2020 esce il suo disco di inediti Apple Tree anticipato dal singolo Moon dust.

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GREGORIO MUCCI – “MEGLIO MORIRE”: in radio dal 15 maggio il nuovo singolo del cantautore pistoiese

Meglio morire - Gregorio Mucci

Un synth-funk contaminato da un frizzante pop anni ’80 unito ad un rock ‘n roll italiano, caratterizza il brano che lancia un’ironica invettiva sulla massificazione della società.

 

“Meglio Morire” è una tipica espressione colloquiale italiana che indica il forte desiderio di distacco e la sensazione di rigetto nei confronti di qualcosa o di qualcuno. La società contemporanea, secondo il punto di vista dell’artista, è un accatastamento di abitudini effimere che alimentano la conduzione di una vita ordinaria, fatta di abbagli e di illusioni.

 

«Guardando distrattamente la TV, una sera vidi uno spot che mi indusse una riflessione: le pubblicità usano sempre la fisicità come esca per vendere il prodotto. E se la pubblicità funziona, vuol dire che il loro metodo è giusto. Significa che la parte animale dell’uomo predomina sulla sua miglior qualità: l’intelletto». Gregorio Mucci

 

Partendo da questo concetto, Gregorio Mucci racconta le vicende quotidiane che riflettono le abitudini dei giovani italiani collegandole alle loro più comuni, e alle volte peggiori, caratteristiche. Con grande ironia, “Meglio morire” mette di fronte alla scomoda realtà della noia, del senso di fallimento, dell’assenza di stimoli.

 

Il singolo anticipa un Ep che verrà pubblicato ad ottobre 2020. 

L’articolo continua dopo l’immagine



Radio date: 15 maggio 2020

Pubblicazione Ep: ottobre 2020

 

Etichetta: Agnus Records

 

BIO

Gregorio Mucci nasce in Toscana, il 14 Giugno 1989.

Fin da bambino prende lezioni di piano finché, all’età di 11 anni, grazie agli insegnamenti del suo maestro Maurizio Ferretti, Gregorio comincia a buttar giù parole (quasi tutte in lingua inglese) ed immagini, dando loro un ritmo e un sound. All’età di vent’anni si trasferisce a Los Angeles, ad Hollywood in particolare, che diventa casa sua per due anni. Qui arriva una nuova consapevolezza: la volontà di scrivere testi in lingua italiana. 

Tornato in Italia, nel 2013, l’artista partecipa al celebre Festival di Castrocaro, dove arriva in semifinale. Tra i giudici scrutinatori c’è il grande musicista, compositore e produttore Claudio Fabi, che nota subito l’artista pistoiese e propone al ragazzo di entrare a far parte del Campus della Musica, della quale Fabi è direttore artistico. I brani scritti da Gregorio Mucci, “Tu mi porti giù” e “Ovunque ma non lì”, vengono inseriti in due compilation del Campus della Musica, seguite da tour nazionali ai quali l’artista ha partecipato. Nel 2019 termina la sua avventura con il Campus. All’inizio del 2020, Gregorio entra in contatto con Agnus Records, una nuova etichetta discografica indipendente toscana. L’artista si avventura verso un progetto entusiasmante, fresco e dal carattere innovativo. Con Agnus Records, Gregorio lancia il primo singolo “Meglio morire”, in uscita il 15 maggio. Ad arrangiare i suoi pezzi e ad accompagnarlo sul palco e in studio, ci sono Alessio “Il Secco’’ Burberi (batteria), Filippo Ciampi (chitarra) e Riccardo Landi (synth bass, basso e tastiere).

 

 

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10 HP: “FORSE” è il terzo singolo estratto dal concept album “MANTIDE”

10HP Album "Mantide"

La band siciliana presenta un’intensa rock ballad che racconta la dimensione poco definita tra sogno e realtà. 

 

 

“Forse” parla dell’inquietudine provocata dal dubbio, della paura di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, della sensazione claustrofobica che solo i peggiori incubi riescono a generare.

Questo è il terzo singolo estratto da “Mantide”, il progetto discografico della band siciliana pubblicato a marzo 2020. Pur caratterizzandosi di svariate sfaccettature, il disco può essere quasi considerato un concept album. I temi ricorrenti fanno riferimento al viaggio metaforico come racconto di un percorso introspettivo, alle domande sul senso della vita, alla difficile impresa di districarsi tra le mille insidie che mettono a dura prova la ragione e la lucidità dell’essere umano.

 

In questo lavoro la band ha consolidato il proprio sound che, da sempre è stato caratterizzato dall’uso di basso, chitarra e batteria, ma a cui si è aggiunta in questo caso qualche incursione minimalista di elettronica. Il risultato è una miscela di rock graffiante, che non disdegna sonorità d’oltreoceano, ma che non nasconde al contempo un’affinità col pop-rock nostrano, anche grazie ai testi e le melodie tipicamente Made in Italy.

Ed ecco il terzo brano “Forse”

 

Dicono di loro

 

“I 10 HP sono una band che sembra saltata fuori dagli anni ’90, quando il cantautorato di matrice italiana incontrava il pop-rock d’oltremanica, per dare vita a un ibrido mediterraneo che ha fatto scuola” Mescalina

 

“Graffiante, dolce, romantico, aggressivo contro le maschere sociali”  Cherry Press

 

“I 10HP si caratterizzano per una scelta rock originale, un disco come “Mantide” giova a rinfocolare l’anima” Musica Intorno

 

“Uno di quei dischi che fa bene al cuore e che ci ricordano le basi della bellezza pop rock italiana”  Loudvision

 

“MANTIDE è una tappa importante del percorso artistico dei siciliani 10HP che propongono un disco completo, ricco di storie da raccontare e da far vivere agli ascoltatori che si troveranno catapultati in universi ineludibili” Low Music

 

Radio date: 15 maggio 2020

Pubblicazione album: 20 marzo 2020

 

BIO

 

I 10 HP nascono nell’estate del 2005 nell’entroterra siciliano.

Nel 2007 pubblicano l’album “Verde, Bianco e…Rock”. Finalisti al Festival Pub Italia, nel 2008 si classificano ottavi al festival Martelive, vincendo il premio “visibilità su YouTube” e ottengono il quarto posto e il premio “Miglior Arrangiamento” al Lennon Festival.

Sempre nel 2008 si classificano al primo posto nel contest Alice Tutta un’altra musica, entrando tra i 12 finalisti del Premio De Andrè. Nello stesso anno ottengono il quarto posto nella finale di Sanremo Rock. Nel 2009 sono terzi al Lennon Festival, tra i finalisti di Area 24 web music contest, del Transilvania music contest e tra i semifinalisti del Pop Rock Contest e del Tour Music Fest.

Nel 2010 vincono il Gallirecords Italia Festival, etichetta con cui pubblicano l’album “L’ennesimo errore”.

Nel 2012 sono tra i 12 finalisti della categoria Giovani del 62° Festival di Sanremo.

Nel 2014 suonano a Perm, in Russia e l’anno successivo ad Aarhus in Danimarca.

Il 20 marzo 2020, anticipato dai singoli “Mantide” e “Figli della luna”, viene pubblicato l’album “MANTIDE”, mentre a maggio esce il terzo singolo “Forse”.

 

Membri del gruppo: Giacomo Di Cara (voce e basso), Nicola Merlisenna (chitarra e cori), Leonardo Brucculeri (batteria).

 

 

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Phil May è morto. Musicista e icona della musica rock britannica degli anni sessanta

Phil May - The Pretty Things

Musica in lutto, il cantante e leader della storica band è morto per un incidente in bicicletta

18 Maggio 2020

Grave lutto nel mondo della musica rock. A 75 anni è morto Phil May. Ad inizio settimana è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Queen Elizabeth Hospital di King’s Lynn, nel Norfolk, a seguito di una bruttissima caduta in bicicletta.
Le sue condizioni erano gravissime e purtroppo i medici non sono riusciti a salvargli la vita. La notizia è stata confermata dal manager della band: “È con profonda tristezza che il management di The Pretty Things deve annunciare la morte del leader della band, Phil May. Phil è morto alle 7.05 di venerdì 15 maggio al Queen Elizabeth Hospital, Kings Lynn, Norfolk. Aveva 75 anni.

Il cantante stava trascorrendo la quarantena nel Norfolk contea dell’Inghilterra orientale, si affaccia a nord e a est sul Mare del Nord, insieme alla moglie e alla famiglia. La scorsa settimana il cantante era uscito da casa per fare un giro con la bicicletta ed è rimasto ferito dopo una bruttissima caduta. Soccorso immediatamente dagli operatori sanitari e trasportato d’urgenza all’ospedale di King’s Lynn, Phil May era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico all’anca.

Grande musicista e icona della musica rock britannica, Phil May aveva fondato nel 1963 i The Pretty Things, insieme al chitarrista Dick Taylor. Riconosciuto per il suo stile unico e sicuramente fuori dagli schemi del tempo, May fu uno dei primi a presentarsi al grande pubblico coi capelli lunghi. I Pretty Thing, tra i principali esponenti musicali del movimento mod, erano nati a Londra nel 1963, grazie a May e al chitarrista Dick Taylor. Quest’ultimo aveva suonato nei Little Boy Blue and the Blue Boys con Keith Richards e Mick Jagger, divenuti poi i Rolling Stones con l’ingresso di Brian Jones.
Il nome per il nuovo gruppo, The Pretty Things, fu scelto in onore del titolo di una canzone composta nel 1955 da Willie Dixon. Il loro suono caratterizzato da una certa frenesia fu subito apprezzato dal pubblico, tanto che nel biennio 1964-1965 ben tre dischi entrarono nelle classifiche: Rosalyn / Big Boss Man; Don’T Bring Me Down / We’ll Be Together; Honey I Need / I Can Never Say.

Photo by Frank Hoensch/Redferns via Getty Images

Lo straordinario successo fece però implodere la band: Pendleton abbandonò il gruppo nel dicembre 1966, seguito due mesi dopo da John Stax. Si chiudeva così un capitolo della storia musicale dei Pretty Things.
La band di May ha tenuto uno dei suoi ultimi concerti il 13 dicembre 2018 a Londra, con la partecipazione di amici come David Gilmour (ex Pink Floyd) e Van Morrison.

FONTE:  caffeinamagazine.it
IMMAGINI:  caffeinamagazine.it | youtube.com

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Balu “Ancora” prod. Yanghi è il nuovo singolo del giovane rapper napoletano

Il dialetto napoletano diventa il mezzo attraverso cui prende forma il desiderio di normalità e amore di un ragazzo alle prese con la difficoltà di questo periodo, in un’intensa canzone rap.

Nonostante si stia attraversando un periodo così particolare di chiusura e di paura, l’arte non si ferma e spesso sono i giovanissimi a dare l’input per ripartire.

È il caso del rapper Balu che, proprio in questi giorni di reclusione forzata, ha deciso di pubblicare il suo nuovissimo brano “Ancora”. Qui, fin dalle prime strofe, sembrerebbe delinearsi proprio quel sentimento che la maggior parte della popolazione mondiale sta vivendo in questi giorni. Si parla del tempo che non scorre e di quello che manca, ma poi si va oltre, avvicinandosi al vero tema della canzone: l’amore. Un amore tormentato in cui il protagonista vorrebbe dimenticare la persona amata, non riuscendoci.

Questo sentimento si traduce nelle rime cantate in napoletano da un giovane artista con il suo stile personalissimo, contemporaneo, mai troppo “arrabbiato” – come spesso capita nel rap -, ma comunque ugualmente penetrante.

 

Etichetta: Jesce Sole

Radio date: 17 aprile 2020

 

BIO

 

Ugo Pollio in arte Balu, nasce a Napoli, nel ‘96. Fin da piccolo ha sempre avuto una passione per l’arte in generale e per la scrittura, infatti fin dai primi anni di scuola si è cimentato a comporre poesie, scrivere per lui è sempre significato libertà. A soli 17 anni ha iniziato a pubblicare i primi brani sotto il nome di “Doubleup” ma dopo neanche un anno, insoddisfatto, ha deciso di abbandonare momentaneamente la musica. Un lungo periodo di stop fino a quando si è convinto di poterci riprovare, grazie al consiglio del suo amico “Francesco key B”. Inizia così tutto da capo, stavolta col nome Balu (in riferimento al famoso orso “Baloo” del cartone Disney “Il libro della giungla”, perché a differenza degli altri artisti, non si rispecchia nella figura del rapper di strada, ma vuole dimostrare che si può fare musica anche essendo buoni e “paciocconi”).

Nel febbraio 2019 pubblica su YouTube il primo singolo “Vorrei dimenticare”, ad aprile dello stesso anno pubblica “Matador” e pochi mesi dopo ancora “Festa” feat Gianluca Sacco.

Nel 2020, per l’etichetta Jesce Sole, esce il nuovo singolo “Ancora” prod Yanghi, disponibile su tutti i digital store.

 

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Miky Del Cambio “A volte sbaglio a volte no” in radio il brano autobiografico del cantautore potentino

Il singolo Pop/RnB che celebra la libertà di sentirsi se stessi, è pubblicato da MD Records con distribuzione Artist First.

“A volte sbaglio a volte no. Ma che ne so?!”

 

Il nuovo brano di Miky Del Cambio racconta che non è importante fare quello che gli altri vogliono che tu faccia, bisogna semplicemente essere se stessi, sbagliando, esagerando, oltrepassando i limiti, ma rimanendo costantemente legati alla propria essenza.

«Ovviamente questo concetto è esteso anche al campo dell’amore. Bisogna amare alla follia, senza risparmiare neanche una sola molecola del proprio essere …è vero, a volte questo può tradursi in una caduta pericolosa, ma se si cade in due è tutto più bello. L’amore può salvarci dai conflitti interiori, perché è una cosa tanto pericolosa quanto meravigliosa». Miky Del Cambio

Il background dell’artista composto dalla musica nera americana (dal soul al gospel al rhythm&blues), e la sua formazione basata sullo studio del pianoforte, lo hanno portato a mettere al centro di ogni suo brano proprio questo strumento, accompagnato dalle sonorità profonde e “malinconiche” tipiche della black music. 

In “A volte sbaglio a volte no”, il basso e gli accordi in minore sono molto presenti ed entrano in contrasto con il ritmo sostenuto, caratteristico del pop occidentale, rievocando musicalmente i conflitti interiori della personalità dell’artista.  

La parte finale ha invece un’atmosfera estremamente imponente perché all’arrangiamento si aggiungono gli archi che, nella produzione dei brani del cantautore potentino, sono elementi fondamentali, tanto da curarne ogni singolo aspetto in prima persona.

«In questo brano -soprattutto nella sua coda- gli archi hanno un’andatura epica, (come accade nella musica dell’estremo oriente), con l’intento di andare a toccare quelle corde dell’anima che sono state solamente stimolate durante tutto il corso della canzone e che trovano completa esplosione nel suo finale». Miky Del Cambio

 

Etichetta/Distribuzione: MD Records/Artist First

Radio date: 10 aprile 2020

 

BIO

 

Pianista, compositore e cantautore RnB, nasce a Potenza il 10/11/1992. Cresce con il pianoforte dall’età di 8 anni. Fra tutti i generi da lui seguiti fin da giovanissimo spicca il Rhythm and Blues. Decide di approfondire gli studi musicali e si dedica principalmente agli esponenti dell’RnB: R.Charles, S.Wonder ed altri. Frequenta Club ed Accademie in cui conosce artisti di altissimo calibro. Inizia a scrivere all’età di 16 anni e da allora non ha più smesso.

 

Contatti e social

Web: www.mikydelcambio.com
Instagram: www.instagram.com/mikydelcambio92

Facebook: www.facebook.com/michele.delcambio

YouTube: www.youtube.com/mikydelcambioofficial

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Sindacato “Gargoyle” è il singolo del collettivo rap che anticipa l’album d’esordio “Limiti”

Il trio piemontese presenta un brano, intimo e malinconico, dove il cloud rap incontra gli accordi di chitarra elettrica del musicista e producer Federico Maraucci. 

 

“Gargoyle” è un brano nato dalla “sfida accettata” di collaborare con le chitarre elettriche del musicista, producer e sound engineer alessandrino, Federico Maraucci.

«Per noi era un esperimento in quanto si parlava di sonorità lontane dal nostro paradigma musicale di riferimento. Ma dopo un’iniziale fase di incertezza, abbiamo trovato la giusta strada da percorrere. Il filo rosso che lega le rispettive strofe, è la tendenza malinconica che accomuna tutti e tre, che risulta in questo caso “addolcita” dagli accordi di Federico e sgravata da un ritmo incalzante». Sindacato

Il singolo anticipa “Limiti”, l’album in uscita il 30 aprile 2020. Il disco comprende collaborazioni con il producer torinese Blue Jeans e con Federico Maraucci, anche responsabile della registrazione e del lavoro di mixing e mastering dell’intero progetto.

Le influenze artistiche sono principalmente riconducibili al cloud rap e alle correnti sperimentali ad esso affini, non tralasciando un’ispirazione legata a sottogeneri della trap e dell’hip hop. 

Le sonorità, elettroniche ed eteree, mirano a ricreare un’atmosfera avvolgente, che proietti l’ascoltatore in una dimensione surreale e sognante. Le liriche fanno riferimento ad un immaginario onirico, sentimentale e futuristico che sposa adeguatamente il sound plasmato dalle produzioni, senza prevaricare le peculiarità e le attitudini di ciascun membro del gruppo. 

Radio date: 24 aprile 2020

Pubblicazione album: 30 aprile 2020

Autoproduzione

 

BIO

Sindacato è un progetto musicale nato ad ottobre 2018. È un collettivo formato da Neverender, Poplejon e Jabba The Loot. Il primo si occupa delle produzioni, mentre il cantato è opera di tutti e tre i membri del gruppo. 

Il progetto nasce a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, ed è qui che si svolgerà un primo periodo dedicato alle sperimentazioni (alcune delle quali sono reperibili al canale Youtube “SINDACATO III”). 

Trasferitosi a Torino per gli studi, il Sindacato decide di impegnarsi nella produzione di un album che rappresenti la personalità del collettivo. Nasce così “Limiti”, in uscita il 30 aprile, anticipato dal singolo “Gargoyle”, in radio dal 24 aprile e “Schuko”, disponibile su Spotify e Youtube. 

 

 

Contatti e social

PAGINA IG: @sindacato3

 

POPLEJON 

Ig: poplejon_3rd

 

NEVERENDER 

Ig: neverender_3rd

 

JABBA THE LOOT

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SOS Save Our Souls “Non mi fermare” è il terzo singolo estratto dall’album “ESSE O ESSE” in radio da venerdì 17 aprile

Non Mi Fermare - ESSE O ESSE - Youtube

Inoltre, a seguito dell’emergenza Corona Virus, la band ha pubblicato “Segnali”, un brano inedito strumentale extra disco, il cui ricavato verrà interamente devoluto agli Ospedali della provincia di Bergamo.

“Non mi fermare”, terzo singolo estratto dall’album ESSE O ESSE, è un brano che racconta di come i quattro componenti della band abbiano trasformato la loro passione in un lavoro:

«Scrivere, provare, suonare dal vivo nonostante tutto, malgrado i tanti ostacoli che ti portano spesso ad allentare la presa. È impossibile arrendersi quando sogni e fantasia non hanno limiti». SOS SAVE OUR SOULS.

Sulla scia di questo messaggio di risolutezza, assieme all’uscita di “Non mi fermare”, arriva anche la pubblicazione del pezzo inedito strumentale “Segnali”, i cui ricavi saranno destinati alle raccolte fondi del COM – Bassa Bergasmasca per gli Ospedali di Treviglio/Caravaggio e Romano di Lombardia e per la RSA – Anni Sereni di Treviglio.

 

ASCOLTA IL BRANO STRUMENTALE “SEGNALI” QUI: https://spoti.fi/2wIFq1E

PER COMPRARLO QUI: https://bit.ly/34pFmQB


Dicono di loro

 

“Rock italiano, ben costruito, assolutamente radiofonico e senza velleità particolari”. Rumore  

“Il bel pop rock italiano di Bruco e compagni che ha ben poco da invidiare alla grandi produzioni (…) non si smentisce e non si svende in soluzioni scontate da cassetta”. Raropiù 

Esse o esse è un disco di esistenza e di resistenza”. Exitwell

“Esse o Esse porta l’ascoltatore per mano in un viaggio sonoro e lirico molto interessante, caratterizzato da una spiccata capacità descrittiva e da una profondità invidiabile”. Low Music

“Rock d’impatto senza scontate abrasività”. Musica Intorno

“Esse o Esse è un album schietto e appassionato, con cui i SOS Save Our Souls riprendono il proprio posto all’interno della scena rock italiana, dimostrando di poter ancora oggi dire la propria”. Non Sense Mag




Produzione artistica curata da Bruco e Cristian Rocco.

Registrato da Dario Ravelli (SuonoVivo) mix analogico.

Mastering curato da Giovanni Versari.

 

Gli SOS sono: 

Bruco – Voce 

Cristian Rocco – Chitarre 

Mauro Guidi – Basso 

Stefano Guidi – Batteria 

 

Radio date: 17 aprile

Etichetta: IAD RECORDS




BIO

Gli SOS Save Our Souls nascono nel ’93 da un’idea di Bruco (Marco Ferri), voce ed autore, a cui si uniscono inizialmente Milly Fanzaga alla batteria, Marco Manai al basso, Simone Trevisan alla chitarra ed Alex Monetti alle tastiere.Dopo alcuni mesiinizianouna intensa attività livein tutta l’Italia, partecipando ad importanti manifestazioni e rassegne come ilRock Café Live dove si sono esibiscono assieme ad artisti quali Ligabue, E.Finardi, Rats, Timoria, etc. Nello stesso anno vincono la più importante rassegna nazionale dedicata ai gruppi emergenti:Rock Targato Italia.  A luglio del ’94presentano, con una formazione senza tastiere, il loro primo album “De sang Froid”, all’Idroscalo di Milano,assieme a Negrita, Massimo Volume, Modena City Ramblers e la serata viene trasmessa in diretta da Rete 105 (Marco Galli). 

Ad ottobre partecipano alla manifestazione Casa Telethon assieme al cantautore Daniele Silvestri. Nello stesso anno registrano l’album “Negli Occhi”. Nel ’96 si conclude la lunga serie di concerti (174) di promozione che raggiunge le 5.000 copie di vendita. Tra il ’96 ed il ’97 si aggiunge al gruppo il chitarristaCristian Roccoe prosegue l’intensa attività di concerti. Nel ’97 esce il mini-album “Non mi fermare”. 

In questi anni gli SOS diventano una sorta di “bottega artigiana” per diversi musicisti sia in studio che dal vivo. Tra loro c’è il batteristaStefano Guidi. Nel febbraio 2000 viene raggiunta la finale a 8 gruppi di Sanremo Rock 2000. Negli anni seguenti prosegue l’attività live sino al 2003, anno in cui scompare prematuramente il bassistaMarco Manai,coautore di molti brani del repertorio SOS tra cui “Cuore”, “Ancora un’ora”, “Almodovar”, ecc.  Nel 2015 viene rimasterizzato e ristampato l’album “Negli occhi” sia in formato CD che in Vinile. Nel corso dello stesso anno riprende l’attività live con una serie di concerti che portano la band sino in Cina e precisamente a Shanghai in occasione della fiera Music China. 

Il Tour termina nel 2016 con un concerto alTeatro Filodrammatici di Treviglio (BG). Nel 2017 dopo alcuni concerti Bruco e Cristian Rocco decidono di lavorare alla pre produzione di nuovi brani, alla band si aggiungono Stefano Guidi alla batteria e Mauro Guidi al basso e. Nel dicembre 2017 il brano “Presidente”, appare nella compilation prodotta e distribuita daNDS Musicin allegato al mensileTribuna Magazine

Nel novembre 2018 tornano in studio per registrare un nuovo singolo “Ancora Vivere” presentato in anteprima il 5 dicembre 2018 al Teatro Brancaccio di Roma, in occasione dell’evento SLE18 organizzato da Italia Loves Sicurezza e Fondazione LHS. Il 12 marzo 2019 Bruco e Cristian Rocco si esibiscono in acustico a Palazzo Vecchio a Firenze per l’evento “Emozione forte non vuol dire morte”. A marzo – aprile 2019 registrano in studio con Il fonico Dario Ravelli, i brani che andranno a comporre il nuovo album “Esse o Esse”, pubblicato il 19 giugno. Il 9 maggio 2019 si esibiscono presso l’auditorium dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) come ospiti dell’evento “Uno spazio tra salute e sicurezza” con in platea 300 ragazzi delle scuole superiori di Roma. 

 

Contatti e social

 

“Segnali” è disponibile sul SITO degli SOS: https://bit.ly/34pFmQB

 

FACEBOOK www.facebook.com/brucosos/

TWITTER https://twitter.com/sosrockband

INSTAGRAM www.instagram.com/sosrock.band/

CANALE YOUTUBE https://www.youtube.com/user/brucosos1

SPOTIFY https://open.spotify.com/artist/7Lt5DC1GtoJsTj2UgfQV6v

ITUNES https://geo.itunes.apple.com/it/artist/sos-save-our-souls/623762166?mt=1&app=music

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Gogaia “Love Love” prende vita il nuovo progetto di Gaia Trussardi tra musica e integrazione

“Love love” è il primo singolo di un percorso musicale d’impronta sociale che parte dal desiderio di coinvolgere l’ascoltatore in nuove sonorità attraverso canzoni pop con elementi di contaminazione africana.

In radio dal 24 aprile 2020

Il brano “Love love” è il primo estratto di un Ep di 4 canzoni scritte da Gaia, in uscita per il prossimo autunno, che vogliono esprimere il concetto semplice ma fondamentale di amore verso il mondo che ci circonda e favorire l’empatia nei confronti degli altri esseri umani, la natura, la terra.

Si tratta di una ballata di esortazione all’amore incondizionato come unica verità e possibilità di sopravvivenza felice. La matrice pop contemporanea si arricchisce di contaminazioni tribali e cori gospel prettamente africani, in un perfetto mix tra world music e dance. 

«”Love love” è una canzone che parla dell’amore come modo di vivere, come “postura”. Il testo infatti inizialmente, mentre descrive cosa provoca l’amore, sembra rivolgersi a una persona. Tuttavia, nella seconda parte si afferma che l’amore più grande è quello per l’amore stesso. Un sentimento che permette di essere sereni anche grazie al dare disinteressato. Una ballata dove la parola Love è come un mantra, ripetuto più volte nella strofa e nel ritornello su note allegre e cori, in cui si aggiunge un cantante nigeriano, trasferitosi a Milano per amore e che sta cercando di fare della musica il suo lavoro. Lo strumento melodico portante, la kora, è suonato da un artista del Gambia, anche lui a Milano, dove suona in alcuni locali.

Scritto qualche anno fa, l’ho voluto riprendere come mio primo singolo perché il messaggio, seppur semplice, è per me importantissimo. L’amore è inteso dunque anche come apertura a conoscere gli altri e a capirli, un’esigenza di integrarci indistintamente tra pensieri e culture diverse ma tutte con contenuti validi.» Gaia Trussardi

Gogaia è un progetto d’impronta sociale che nasce per dare voce ad artisti di altre culture e per creare così, attraverso la musica, nuove opportunità di ascolto accessibili a tutti. La musica, da sempre passione di Gaia Trussardi, diventa quindi il mezzo a lei più affine da usare per veicolare il suo messaggio, scegliendo inoltre di destinare i proventi derivanti dai diritti d’autore del brano, ai due artisti che hanno suonato con lei.

Ezy Williams dalla Nigeria e, alla kora, Haruna Kuyateh dal Gambia, sono i musicisti coinvolti in questo primo singolo, entrambi incontrati da Gaia nella sua ricerca di talenti stranieri con cui collaborare, nell’intento di integrare le diverse identità che rappresentano la nostra realtà sociale.

Gaia Trussardi, laureata in Antropologia/Sociologia a Londra, con una carriera tra moda e musica ed una viva passione per la multiculturalità, oggi è sempre più impegnata nel sociale. 

 

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Stona “Io sono Marco” è il toccante brano sull’autismo arrivato in finale al concorso “Primo Maggio NEXT 2020”

Stona - Io sono Marco

Il singolo scritto dal cantautore piemontese e prodotto dal Maestro Guido Guglielminetti, anticipa un nuovo progetto discografico in uscita nel 2021. 

Marco è un personaggio di fantasia, un bambino di 10 anni, affetto da quel disturbo invisibile chiamato autismo.

«Mi sono avvicinato sempre di più a questo tema dopo aver seguito nel tempo la storia di Franco e Andrea Antonello, padre e figlio che hanno coraggiosamente portato nelle nostre case la loro storia e ci hanno aperto quella porta che dà sul mondo dell’autismo. Ho cercato di informarmi il più possibile per capire cosa si nasconde dietro questa malattia, se è una malattia. Perché da una malattia nella maggior parte dei casi si può guarire; qui no, non si torna indietro mai. Ho conosciuto altre storie, meno famose, meno sotto i riflettori, e da qui è nata questa canzone e Marco ha preso forma». STONA

Marco vive nel proprio universo, dove ogni colore ha un significato ben preciso: Il rosso la rabbia, il blu/bianco la tranquillità, il verde la curiosità. Emozioni che difficilmente riesce a tradurre in gesti e parole. L’esclusione sociale lo porta a essere vittima di bullismo, ma non esiste una vera via di fuga. Non c’è un lieto fine o un vero e proprio finale a questa storia, perché la fine non esiste, il silenzio sarà per sempre con lui e non c’è soluzione. L’unico strumento di reazione resta il coraggio di affrontare la vita come ci è stata donata, con amore.

L’autismo è un luogo solitario, scuro e silenzioso dal quale non si può tornare indietro, ma che può essere reso più confortevole e gestibile dall’aiuto e dal lavoro di educatori, associazioni e istituzioni. Le famiglie colpite da questo problema spesso sono lasciate sole a dover combattere questa guerra silenziosa, gravosa economicamente per le cure da intraprendere, e umanamente debilitante. “Io sono Marco” nasce per dar voce ai loro diritti. 

Questa canzone, prodotta da Guido Guglielminetti (storico bassista e produttore di Francesco De Gregori), ha portato Stona, per il secondo anno di seguito, a gareggiare fra i finalisti del concorso “Primo Maggio NEXT” organizzato dal Concertone del 1° Maggio di Roma.

 


Etichetta: Volume!

 

Radio date: 16 aprile 2020

Pubblicazione album: 2021

 

BIO

Stona, artista in equilibrio fra la musica d’autore e l’easy listening del pop nostrano, è prodotto da Guido Guglielminetti, storico bassista e produttore di Francesco De Gregori.

Pubblica nel 2018 l’album “Storia di un equilibrista” contenente dieci tracce, fra cui il singolo “Santa pazienza” che ha raggiunto la top 20 della Indie Music Like redatta settimanalmente dal MEI.

Tanta l’attività dal vivo, partecipazioni ad alcuni fra i maggiori premi/ festival italiani legati alla nuova canzone d’autore, ospite di varie manifestazioni come “Sa(n)remo senza confini” organizzato dalla testata giornalistica de “L’Isola che non c’era”, svoltasi all’interno della storica sede del Club Tenco di Sanremo, “Queste piazze davanti al mare”, “Parabiago d’Autore” e tante altre.

A Marzo 2020 pubblica online un brano autoprodotto “Andrà tutto bene” dedicato a questo particolare momento storico in Italia e nel mondo. Al lavoro attualmente sulle canzoni del nuovo album previsto per il 2021, prodotto sempre da Guido Guglielminetti. Il 16 aprile 2020 viene pubblicato il singolo “Io sono Marco”. 




PREMI E CONCORSI

 

Vincitore BIELLA FESTIVAL 2017.

Premio NUOVO IMAIE 2017.

FIM AWARDS – premio P.A.E. miglior artista emergente 2018.

BOTTEGHE D’AUTORE – premio Miglior Arrangiamento 2018.

VARIGOTTI FESTIVAL CANZONE D’AUTORE – premio secondo classificato 2019.

FINALISTA NAZIONALE 2019: L’Artista che non c’era, Premio Donida, Premio Mario Panseri, 1MNEXT Concerto 1°Maggio – Roma.

FINALISTA NAZIONALE 2020: premio Fabrizio De Andrè, Primo Maggio NEXT 2020 – Concerto 1° Maggio – Roma.

 

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Covid-19 – “Trova ‘sto Vaccino” canzone per finanziare l’Unicef

PENISOLAMENTO - "Trova Sto Vaccino" - official-video 2020

Covid-19 – “Trova ‘sto Vaccino” canzone per finanziare l’Unicef

Trova ‘sto Vaccino di Penisolamento!
Marzo 2020. Il mondo è sconvolto dal virus del Covid 19 che si è propagato a macchia d’olio in ogni nazione terrestre contagiando centinaia di migliaia di persone.
L’ Italia è stata la prima nazione europea infettata e il governo per cercare di arginare l‘epidemia, che a oggi conta decine di migliaia di contagiati, ha chiuso le attività economiche blindando a casa milioni di italiani. La storia la sappiamo perchè la stiamo vivendo personalmente giorno dopo giorno.
“Io resto a casa” è diventato il motto di ognuno di noi, prigionieri dorati tra le nostre amate mura domestiche.
Da questa quarantena nasce l’idea di una brano …”trova sto vaccino”, un rap old school interpretato da artisti, giornalisti e addetti ai lavori del mondo dello spettacolo, provenienti da ogni parte d’ Italia che rimanendo a casa e senza incontrarsi, hanno aderito a questa iniziativa.
La produzione musicale , che ha dovuto affrontare le grandi difficoltà della distanza dei propri creatori, è tutta rigorosamente “home”e le voci sono state registrate tramite telefono mobile, sfruttando applicazioni telefoniche e con lo stesso procedimento si è realizzato il video.




“Abbiamo deciso di devolvere i proventi di questo pezzo rap alla raccolta fondi di UNICEF per L’emergenza Coronavirus.
UNICEF lavora in Italia e nel mondo per distribuire materiali di protezione per operatori sanitari e per proteggere i bambini fragili e svantaggiati.
Se volete farlo anche voi andate su www.unicef.it oppure donate all’iban IT98 C050 1803 2000 0001 5100 514.”
“Trova sto vaccino” è un inno di speranza…. È un augurio rivolto sia alla popolazione italiana che a quella di tutto il mondo che possa presto tornare alla sognata normalità. Alla realizzazione del brano che nasce da un idea di Marco De Antoniis della Flender Produzioni di Roma e in distribuzione digitale della Wondermark di Brescia con la promozione radio di DCOD Comunication. Il video è stato realizzato con la regia di Marco D’Andragora.
Il video è disponibile su you tube https://youtu.be/0pXtkc0IfqI
“Trova ‘sto vaccino” scritto, composto e prodotto da Marco De Antoniis e Flavio Mazzocchi che ne ha curato l’arrangiamento con la collaborazione del producer DJ Tafta.




E con le voci straordinarie di:

Piero Mazzocchetti – tenore crossover da Montesilvano
Mauro Marino – speaker radio/tv di Radio Italia Solo Musica Italiana da Milano
Sergio Friscia – entertainer televisivo e radiofonico di Radio Dimensione Suono da Roma
Roberta Ammendola – giornalista e conduttrice televisiva Rai da Roma
Gabriele Manzo – giornalista di Rtl 102,5 da Roma
Marco D’Andragora – regista videoclip da Pescara
Mizet – Cantante da Roma
Sylvia Meritano – cantante da Asti
Vito Fullone – rapper da Potenza
Gianluca Giudici – Promoter teatrale da Anagni
Con le chitarre e il basso di
Max Rosati da Civitavecchia e Pierpaolo Ranieri da Roma

 

FONTE: bellacanzone.it
VIDEO: youtube.com

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Musica e Video

Gisella Cozzo presenta “Divas Dance Party” il concerto solidale cantato da casa per regalare un momento di felicità e spensieratezza

 

Sabato 18 aprile alle 21.30 circa

 

La “Regina degli spot televisivi” metterà in scena una festa musicale sui suoi canali social, con lo scopo di divertire e raccogliere fondi per la Protezione Civile, a seguito dell’emergenza Corona Virus.

 

#iorestoacasa

 

“Divas Dance Party” è la live social ideata da Gisella Cozzo per regalare alla sua community e a tutti gli italiani, una festa all’insegna del divertimento e dell’allegria.

A tenere compagnia sarà la musica dal vivo: la cantautrice australiana infatti si esibirà con brani appartenenti alla dance music delle sue dive preferite (ma anche appartenenti al suo background di successi dance anni ’90), in un remix Disco anni ’80 ’90 e 2000 imperdibile!

Lo show durerà circa 30 minuti, tutto sarà cantato rigorosamente dal vivo e trasmesso sui profili ufficiali Facebook e Instagram della stessa Gisella, in diretta live streaming.

 

Instagram: www.instagram.com/gisellacozzoofficial/channel/?hl=en

Facebook: www.facebook.com/gisellacozzoofficialpage/

 

Non mancherà però anche lo scopo solidale: durante il concerto sarà infatti possibile donare a beneficio delle Protezione Civile italiana, con una raccolta fondi per l’Emergenza Corona Virus. 

Per le donazioni sarà attivo l’IBAN: IT84 Z030 6905 0201 0000 0066 387

 

 

BIO

Gisella Cozzo, cantautrice e producer italo-australiana. Nasce in Australia da genitori Italiani, nella città cosmopolita di Melbourne.

Studia canto e recitazione dall’età di nove anni e si diploma alla St. Aloysius College in Arte Drammatica. A sedici anni vince il talent show televisivo più importante dell’Australia: Young Talent Time. Inizia la sua carriera come Support artist girando l’Australia, facendo da apri-pista ai concerti di artisti australiani e italiani come Eros Ramazzotti, Marcella Bella, Fiordaliso, Pupo, Ricchi e Poveri, Toto Cutugno, Riccardo Fogli, Pooh, e tanti altri. A Londra continua gli studi artistici e si perfeziona in Italia conseguendo il diploma in teoria e solfeggio al conservatorio di Milano. A Milano la sua carriera artistica decolla pubblicando i primi dischi in inglese per il mondo pop/dance; alcuni brani sono stati prodotti dai Fratelli La Bionda e Silvio Amato. Registra per la Time, Emi e Sony Music. Scrive ed interpreta colonne sonore per la TV, Fiction, Cinema italiano e internazionale assieme a grandi musicisti e compositori.

Collabora con diversi artisti tra cui Jovanotti, Anna Oxa, Dionne Warwick, Kylie Minogue, Albano, Laura Pausini. In collaborazione con Laura Pausini, scrive un brano Good Morning Happiness per i Neri Per Caso e lo inserisce anche in una veste insolita, bilingue, nel suo album Double. In Italia, Gisella è conosciuta principalmente per i brani dei numerosi spot interpretati, a volte anche da lei scritti.

Tra gli spot più noti ricordiamo, Cameo Ciobar, Levissima, Rio Casa Mia, Poste Italiane, Coca Cola, Fiat e Levi’s (Dockers). In questo periodo è stata consacrata con il titolo di Regina degli Spot. La più celebre è senz’altro il suo intramontabile tormentone estivo, Joy, I Feel Good I Feel Fine, colonna sonora pubblicitaria della Coppa del nonno che ha accompagnato tante estati italiane (in onda da oltre vent’anni). Di recente, Gisella ha pubblicato il suo ottavo album, Double; un disco bilingue e un omaggio alla musica Italiana. È stato presentato anche in Australia. Gisella è spesso autrice e ideatrice di progetti musicali a sostegno del sociale; appoggia associazioni bisognose tra le quali Hope Onlus. Si è esibita in concerto a favore dei bambini che hanno sofferto il post trauma del terremoto a San Severino Marche; ha partecipato a Xmas Friends 4 Haiti con tanti colleghi artisti; ha presentato Il singolo natalizio Santa Claus is Coming to Town in collaborazione dei Sanpa Singers, il coro della Comunità di San Patrignano. Nel 2018 partecipa alla trasmissione The Voice Of Italy cantando il suo cavallo di battaglia e spot TV della Coppa del nonno. A Mosca partecipa all’Art-football Festival, kermesse di Musica e Calcio in veste di Special guest per la Nazionale Artisti Tv, rappresentando l’Italia. E’ Autrice di tutti i testi in Inglese per la serie Tv per ragazzi, Miracle Tunes.

Ultimo progetto, il suo nuovo singolo This Is It, prodotto e registrato a Melbourne da Phil Threlfall e Gisella. Il brano è accompagnato da un video girato dal regista Australiano, Bencu.

 

 

Contatti e social:

 

Facebook: www.facebook.com/gisellacozzoofficialpage/

Instagram: www.instagram.com/gisellacozzoofficial/channel/?hl=en

Twitter https://twitter.com/gisellacozzo?lang=en

Sito: https://gisellacozzo.com/

 

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Comunicati Editoriali Musica e Video News

“AWAY”, il nuovo digital45 dei DEVYA é online!

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Esce oggi sulle piattaforme di musica digitale AWAY, il nuovo digital 45 dei Devya. Registrato presso la Ramkard  e pubblicato dalla White Dolphin Records, “AWAY” è un groove da ballare. Uno spensierato momento per caricarsi o per scaricarsi con nuova energia in un atmosfera di intenso movimento. Lo sfondo vocale è arrogante con un background cupo che si snoda su una linea di plasticità sintetica, acida e metallica. Il digital 45 descrive nel testo la “lontananza”.

La lontananza e l’assenza prolungata danneggiano ogni amicizia, per quanto lo si ammetta così malvolentieri. Gli uomini o le donne che non vediamo più, anche nel caso fossero i nostri più cari amici o parenti. Si disseccano, con il passare degli anni, poco per volta sino a diventare dei concetti. Nei nostri pensieri.

Bio : Devya è il progetto musicale di Devis Simonetti. Dal 1996 al 2002 la permanenza in Inghilterra con Lorenzo Bertoli, grazie al produttore Roberto Concina, gli consente di dedicarsi all’ autoproduzione e alla musica elettronica.

Fonda i Devya con Francesca Mombelli nel 2010. L’album d’esordio, “I Don’t Know What Is Christmas” (uscito per la Media Company Audio Ferox / Paige 2013) è la prova evidente di quanto la new-wave, il brit –pop, lo shoegaze, l’ industrial e il pop sintetico, siano stati ascoltati, assorbiti e rielaborati. Nel 2014 pubblicano il singolo e il video “Going To Town”, partecipando nel 2015 a un radio tour e diverse compilations.

Nel 2017 siglano con la Dark Ace Record Kompany , rilasciando il 14 dicembre il nuovo digital 45 del progetto intitolato “Witch – Hunt”, che anticipa “Black Waves And Floating Foams”, il nuovo E.P. per la medesima label. Producono il video e singolo “Bodies” nel 2018 insieme al regista Paolo Parisotto (BBC ,Rete 4).  Il 7 luglio 2018 pubblicano sempre con la Dark Ace label i singoli dei primi cinque anni di attività: “Collection  2013-2018”, vincendo diversi contest radio in Italia. I Devya sono attualmente al lavoro per il loro nuovo album “When Aliens Call My Name” previsto in uscita quest’ anno con la label Dark Ace Records Kompany.

Link “AWAY” digital 45 : https://whitedolphin.bandcamp.com/track/away

DEVYA for this work are :

  • Yaari Francesca Mombelli : Voice
  • Devis Simonetti : Rebirth 338 2.0, D-50 L.A. synthesizer
  • Record at : Ramkard
  • Pic : Antonino Lardo
  • Art Work : Digitroniks Corporation
  • Etichetta : White Dolphin Records

Digitroniks Corporation 2020

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