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Il risparmio inizia….dal lampadario!

Quando si parla di sostenibilità ambientale e di bioedilizia molti sono gli aspetti che entrano a far parte di queste tematiche.

Uno di quelli che più interessa il cittadino consumatore è quello che riguarda il consumo elettrico e tutte le sue caratteristiche, soprattutto i costi e le modalità per risparmiare in questo versante che è sempre così dispendioso e finisce per risucchiare buona parte delle entrate familiari. Una delle nuove frontiere di tecnologia applicata è quella che prevede l’impiego di Led sia per l’illuminazione domestica sia per l’illuminazione pubblica. I punti a favore della luci al Led sono numerosi sia dal punto di vista del risparmio economico ma soprattutto per quello energetico visti i numerosi fattori che favoriscono la scelta di queste tipologie di illuminazione invece che altre. Non a caso molte sono le amministrazioni pubbliche che nel rinnovo o nella costruzione di impianti di illuminazione hanno scelto di investire in questa direzione constatando un risparmio che a volte arriva anche al 40% dei costi correnti per l’energia elettrica.

Anche altre strutture pubbliche hanno scelta di investire sui led come fonte di illuminazione sia per interni che per esterni. Per esempio molti sono i musei che hanno installato all’interno delle loro teche queste luci, ma molti sono anche i negozi, le agenzie e gli esercizi pubblici che hanno dato favorevole avvio all’installazione di queste luci magari con installati sensori effetto hall o altre potenzialità di questa tecnologia.
Partendo dal risparmio energetico è provato come le ultime lampade led immesse nel mercato possano garantire un’illuminazione costante sia nella gradazione che nel tempo con altissime prestazioni e con consumi ridottissimi, di molto inferiori anche alle lampade cosiddette a “basso consumo”. Di certo l’investimento iniziale è maggiore, le lampade al led sono leggermente più care delle classiche lampadine, a le spese vengono presto abbattute vista la loro durata superiore anche del 100% alle normale lampadine considerato che non contengono dispositivi delicati al loro interno e non si deteriorano facilmente.
Inoltre le differenze diventano notevoli quando si parla di costi di manutenzione e mantenimento: le luci al led hanno un costo di funzionamento molto ridotto se confrontato con le lampadine a basso consumo ma soprattutto non hanno costi di manutenzione visto che hanno una durata pari a 15 volte delle classiche lampadine, elemento che azzera così il costo della periodica sostituzione inoltre con l’uso di convertitori elettronici si possono regolare i consumi delle varie stanze. Inoltre l’illuminazione al led si adatta perfettamente alle limnee di arredamento moderno e al design applicato ai lampadari e impianti di illuminazione contemporanei che prevedono l’applicazione di numerose lampadine, con il Led questo è possibile e il mantenimento e consumo di tali complementi d’arredo diviene completamente sopportabile.

Un altro elemento fondamentale da prendere in considerazione è una caratteristica insita nelle luci alle cioè che non generano calore. Non surriscaldandosi queste luci non surriscaldano nemmeno l’ambiente, anche grazie ai ponti di diodi, circostante riducendo così notevolmente i costi di condizionamento degli ambienti.
Molti paesi hanno preso a cuore la questione dell’illuminazione e del suo contenimento a livello economico e di impatto ambientale ponendosi come obiettivo quello di installare impianti al led ove possibile. Questo investimento, dove attuato, ha portato ad un riassorbimento delle spese dovute all’illuminazione pari al 40%, dato che ha spinto molti altri enti ad investire in queste tipologie innovative.

A cura di Martina Celegato

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La quiete di ogni casa

La casa, per sua natura, è il luogo della serenità; nella propria casa ognuno di noi dovrebbe trovare quiete dopo una giornata lavorativa, un’oasi di pace per riposarsi e godersi dei momenti tranquilli, tra le cose che amiamo.
Da qui nasce l’importanza fondamentale dell’arredamento: da sempre causa “gioie e dolori” per diversità di gusti ed opinioni, passando dal classico al rustico, dal minimalista al Vittoriano, mettendoci magari un po’ di Feng shui … ed ecco la nuova frontiera, che si propone, con la sua semplicità, di mettere d’accordo tutti: l’arredamento moderno. Proprio “semplicità”, in effetti, è la parola che meglio lo descrive: niente più colonne baroccheggianti né spazi costretti, ecco la funzionalità, la tecnologia e gli spazi aperti, ampi, che permettono di esprimere la propria personalità. Ovviamente, avere effettivamente degli spazi ampi non è condizione necessaria per scegliere un arredamento moderno: lo scopo del gioco, infatti, è far sembrare ampio anche lo spazio che ampio non è.
La semplicità di una camera moderna dà vita ad uno spazio libero da ingombri, che facilita l’ordine e diminuisce lo stress; uno spazio ampio con pochi mobili essenziali, tutti funzionali per soddisfare al meglio le tutte esigenze, creando uno spazio armonioso, studiato per dare benessere. I soprammobili, le camere riempite di ogni genere di cosa tra librerie, mensole, tavoli, sedie e divani sono superate, ora l’obiettivo è “l’essenziale”: deve esserci tutto ciò che è funzionale, ma cercando un senso di “ampiezza” che significa “tranquillità”.
Lasciamo la zona notte, ed eccoci nella zona giorno: il soggiorno è la facciata della casa, accoglie gli ospiti e li fa sentire a proprio agio anche se estranei alla casa. Ed eccoli qui, i soggiorni moderni: ancora, la funzionalità e lo spazio regnano sovrani. Spazi ampi, riempiti con poche cose, utili: complementi d’arredo pensati per dare più praticità alla casa, per avere la cosa giusta al posto giusto e quando serve; mobili componibili, adattabili agli spazi della casa. Ancora una volta, tutto per la semplicità, la funzionalità e, soprattutto, il benessere.
Nell’arredamento moderno sono molto utilizzati colori neutri – bianco e nero – e addirittura trasparenti, i tavoli e le mensole di vetro ricorrono spesso: i colori neutri aiutano ad allargare lo spazio e, come ben sappiamo, gli spazi ampi sono una meta da raggiungere nell’arredamento moderno. Se invece si preferisce un tocco di colore non c’è nessun problema: ecco mobili porpora, arancioni, divani colorati, mobili color legno e di altre tinte, e tutto quello che si può desiderare per la propria casa. La morale è che la casa deve essere, come si diceva all’inizio, un’oasi di pace nel caos della vita moderna; ognuno trova la serenità a modo suo, questo è certo, ma ci sono, in effetti, delle linee generali che si possono quasi dire “comuni”.
D’altronde, tutto ciò ci riporta al Feng shui: non ingombrare gli spazi con troppi mobili, dare luce e spazio ad ogni ambiente, studiare l’utilizzo dei colori … in fondo gli antichi studi cinesi sull’arredamento non sono poi così antichi.
A cura di Martina Celegato
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Storia e usi dell’elettronica industriale

Nella vita di tutti i giorni incontrare l’elettronica è divenuta un’abitudine ma forse tutte le sue applicazioni devono ancora subire forti sviluppi.
L’elettronica letteralmente e la scienza che si occupa degli elettroni e le sue applicazioni sono pressoché infinite sia nel campo industriale che in quello domestico passando per quello lavorativo e dei servizi. L’elettronica è infatti presente praticamente in tutto ciò che incontriamo quotidianamente dalla radiosveglia al pc, passando per la televisione e l’automobile senza dimenticare gli alimentatori caricabatterie. Non tutti però sanno che la storia dell’elettronica è molto recente e che le sue evoluzioni sono costanti e in continua innovazione grazie anche ai numerosi studiosi che si specializzano in ogni sua applicazione possibile.
Proprio per questo diviene fondamentale non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per coloro che volenti o nolenti si trovano a doverci avere a che fare. L’elettronica si suddivide principalmente in vari settori di competenza che possono essere individuati in elettronica analogica, elettronica industriale, elettronica digitale ed elettronica di potenza. Con il termine elettronica viene definito l’insieme delle conoscenze pratiche e teoriche che portano a progettare e realizzare apparati in grado di elaborare grandezze fisiche. A differenza dell’elettrotecnica l’elettronica si basa su piccole tensioni (meno di 12 volt) che tradotte mediante alcuni dispositivi alimentano e permettono il funzionamento di circuiti elettronici che a loro volta sono costituiti da componenti, attivi e passivi, collegati per mezzo di fili o tracciati attraverso i quali circolano le correnti elettriche e che vengono creati mediante la realizzazione circuiti stampati.
L’elettronica è strettamente legata all’elettrotecnica che si differenziano solo ed esclusivamente per il campo di applicazione ossia l’elettronica si applica all’informazione e quindi all’elaborazione dei messaggi e segnali elettrici mentre la seconda gestisce il progetto delle macchine elettriche e la trasmissione della potenza elettrica stessa attraverso schede elettronica.
I due settori principali dell’elettronica, tra i quattro precedentemente individuati sono quelli che si riferiscono al mondo analogico e al mondo digitale. Parole che sono ormai divenute di dominio e so pubblico grazie alla televisione che integra entrambe le tecnologie in questione esse si basano su due principi differenti. L’elettronica analogica è quel settore che si occupa della trasmissione dei messaggi informa analogica cioè che variano nel tempo ij modo continuo mentre quella digitale si occupa della trasmissione di messaggi che possono assumere soltanto alcuni valori in particolari momenti.
Pioniere dell’elettronica fu sicuramente Guglielmo Marconi che elaborò il collaudo programmazione dello strumento radiofonico anche se le vere e proprie innovazioni furono introdotte dal britannico John Ambrose Fleming che nel 1904 inventò il primo dispositivo elettronico a due terminali che lui stesso battezzò valvola termoionica. La storia dell’elettronica ebbe poi una forte evoluzione dopo la prima guerra mondiale soprattutto per merito della radio e della sua applicazione di punta che la fece diventare uno dei primi oggetti di consumo di massa del ‘900. Altro forte sviluppo a questa disciplina avvenne durante la seconda guerra mondiale grazie all’invenzione del transistor, componente attivo che diede il via all’elaborazione dei circuiti integrati. Proprio questi ultimi hanno portato all’utilizzo dell’elettronica in moltissimi oggetti di uso comune.
A cura di Martina Celegato
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Italia e mare: binomio inscindibile

Il mare è un elemento caratterizzante dell’Italia, un elemento che ha sempre giocato un ruolo importante nella storia del paese, decretando la fortuna di molte città di mare e dei loro porti.

Molte sono le modalità per esplorare le coste dell’Italia che negli ultimi anni sono meta di vacanze di molti vip ma anche persone normali che nelle meravigliose località isolate e con il mare cristallino riescono a staccare completamente dal lavoro di tutti i giorni e rilassarsi completamente. Le località più gettonate sono negli ultimi anni Sicilia, Sardegna ma da sempre le mete più ambiente per i giovani e il divertimento in generale sono la costa adriatica, dove il mare non è meraviglioso come in altri luoghi ma recupera con le strutture turistiche, come Rimini, Riccione e la costa toscana con Forte dei Marmi in primis. Il mare è comunque un elemento fondamentale per l’Italia, basta soffermarsi sui vari piatti della tradizione culinaria, dal caciucco toscano al cous cous di pesce siciliano, che contano tra i loro ingredienti numerosi elementi marittimi.

Visto il legame che lega l’Italia al mare, perché non decidere di viaggiare lungo lo stivale proprio via acqua, passando per i suoi porti principali, da nord a sud, da Genova a Napoli, da Venezia a Palermo, lontani dalle vie trafficate su terra? Una crociera è un’ottima idea per visitare le coste e le città italiane in modo diverso, alternando giorni in mare a pause sulla terraferma. Inoltre al suo interno la crociera è in grado di offrire tutti i comfort di un albergo, se non maggiori, dando inoltre la potenzialità di poter visitare i grandi luoghi della storia magari utilizzando un noleggio macchine.

Un inconveniente delle crociere potrebbe però essere che, una volta approdati in un porto, si ha poco tempo per raggiungere le vicine città d’arte, rischiando di non godere appieno delle meraviglie delle città in questione. Spesso le compagnie di crociera organizzano dei tour di gruppo per i propri passeggeri, avvalendosi di autobus. Muoversi in gruppo, però, può comportare dei problemi, dai rallentamenti negli spostamenti e nelle entrate ai musei ad un programma di visite che, inevitabilmente, non può lasciare tutti soddisfatti. Per ovviare a tali problemi ci si può rivolgere alle compagnie che organizzano “shore excursion”: si tratta di un servizio di noleggio auto conducente privato che accompagnano i turisti dal porto al centro delle città. Se sbarcate a Livorno, per esempio, il vostro autista vi può portare a Firenze e a Pisa; se attraccate a Civitavecchia, in poco tempo potete raggiungere Roma; il porto di Napoli è il punto di partenza ideale per visitare non solo la città partenopea ma anche le vicine Pompei, Sorrento e Positano. Il vantaggio di avere un utilizzare un noleggio auto privati sta nel fatto che potete decidere voi gli orari di arrivo del vostro chauffeur, e quando vi deve riportare al porto, senza dover sottostare alle esigenze di altri passeggeri, e soprattutto potete decidere voi che luoghi, musei e monumenti visitare, evitando le visite di gruppo che magari non si concentrano sui posti che vi interessano maggiormente e che rischiano, a causa della velocità con cui spesso si svolgono, di non farvi godere appieno di ciò che visitate.

A cura di Martina Celegato
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Immobili di lusso: caratteristiche e investimenti anticrisi

Sappiamo che uno dei settori più colpiti dalla crisi è sicuramente quello che concerne il mercato immobiliare e il settore edilizio in genere.
Proprio in questi settori però si è notata una ripresa rispetto ai dati del 2009. Sono stati infatti resi noti dall’Istituto di statistica nazionale in questi giorni i dati relativi ad entrambi i settori per il primo semestre del 2010 che hanno evidenziato come ci sia stata una seppur lievissima ripresa. Sono aumentati infatti mutui e compravendite che fanno vedere uno spiragli di luce per questi settori. Gli investimenti immobiliari divengono quindi uno di quei campi in cui investire è ancora frutto di guadagno e che permette di avere delle certezze a livello economico e non solo. Anche se molto lieve la ripresa, all’interno del panorama nero dell’economia italiana alimenta le speranze e le potenzialità. Anche se le associazioni a favore dei consumatori hanno raccomandato di non farsi illusioni perché il potere di fare un mutuo in molti casi dipende dai tassi agevolati che la recessione porta con se vedere il segno più rincuora gli addetti ai lavori e anche i consumatori stessi.
E evidente comunque come i dati relativi a mutui e compravendite non siano ancora arrivati ai livelli pre crisi, elemento che comunque non deve distogliere lo sguardo dagli investimenti immobiliari in quanto in tutti i settori si dovrà attendere il 2013 per almeno avvicinarsi alle percentuali del 2007.
Il settore che presenta i maggiori segni di ripresa in questo 2010 è sicuramente quello che riguarda gli immobili di lusso, settore di nicchia che ha sempre mantenuto i suoi acquirenti, come tutti gli altri settori industriali che hanno un target di acquirenti ristretto. La specializzazione infatti sembra essere l’unica via d’uscita dalla crisi e sono una prova i settori dell’artigianato soprattutto calzaturiero e tessile.
Le case di lusso o ville prestigiose sono identificate secondo alcune caratteristiche date dalla legge 7 del 1968 tra le quali si possono annoverare comfort di svariato tipo. Tra le abitazioni di lusso rientrano tutte quelle costruzioni che sono realizzate in aree destinate dagli strumenti urbanistici a ville, parchi e similari in lotti di grandezza non inferiore ai 3000mq. Gli immobili di lusso devono essere composti da più di un vano a destinazione unifamiliare, dotate di piscina o campi da tennis con campo drenato, le abitazioni sviluppate in più piani a destinazione abitativa e molte altre caratteristiche che vengono peculiarmente indicate nel decreto come la grandezza di ogni piano della casa, la sua precisa destinazione, la presenza di scale, soffitte abitabili, open space, garage e altri locali utilizzabili a livello logistico e utilitaristico.
In Italia molti sono appartamenti di prestigio sui quali puntano gli investimenti immobiliari soprattutto in zone turistiche e di rinomata bellezza come le coste della Sardegna e della Sicilia, e altre rinomate zone di turismo balneare e montano, ma molte altre sono le zone in cui queste tipologie di case sono dislocate sia nella periferia sia all’interno di grandi città come Milano e Roma. La vendita immobili di lusso rappresenta ancora un settore funzionante e in cui l’investimento ha subito un forte calo ma non tale da mandare in crisi l’intero settore.
A cura di Martina Celegato
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Crisi: recuperare i crediti e proseguire

Si è tenuta il 16 settembre scorso la tavola rotonda organizzata dal Rotary Club di Reggio Emilia che invitato giovani imprenditori e professionisti navigati a parlare di crisi e metodologie per uscirne indenni.
Nonostante le grandi promesse della politica internazionale infatti la crisi persiste e le strategie per uscirne nel migliore dei modi devono essere elaborate con un giusto ed equilibrato confronto tra varie realtà imprenditoriali, di professionisti ed economisti. E proprio nei giovani imprenditori si ripongono le maggiori speranze. A loro infatti si chiede di non nascondersi dietro la crisi e la politica ma di esporsi in prima persona esponendo le proprie idee e le proprie iniziative per risollevare la crisi non solo economica ma anche di persone.
E’ chiaro infatti che la capacità di spesa dei cittadini è fortemente compromessa e che gli prenditori ormai investono molte delle loro risorse nella recupero insoluti e con l’aiuto delle imprese a carattere familiare di piccola entità che comunque risentono della crisi in maniera inferiore delle altre.
I rappresentanti dell’industria presenti all’incontro di Reggio Emilia hanno però tratteggiato un quadro meno preoccupante segnalando come ci siano segnali di recupero in svariati settori, sottolineando comunque la necessità di attendere il 2013 per tornare ai livelli di produttività ante crisi. Gli industriali hanno comunque affermato come si attendano una crescita non omogenea in quanto il mercato interno è ancora fermo il recupero crediti verona e in qualsiasi altra città ancora necessario vista la poca crescita nel contesto italiano e il forte tasso di disoccupazione che è ancora allarmante se confrontato con gli standard degli altri paesi europei.
Sicuramente i settori che sono ancora in una fase di forte sofferenza sono quelli che si occupano di meccanica agricola ed edilizia mentre l’oleodinamica e l’idraulica, settori martoriati nel 2009, sono in lieve ripresa. La strategia usata dalle imprese è per resistere alla crisi sono state principalmente quelle dell’internazionalizzazione e specializzazione in prodotti Made in italy e di nicchia il cui mercato risulta essere sempre costante nonostante ilo momento di difficoltà in cui il fattore del’assegno insoluto è molto meno frequente viste le numerose ordinazioni su misura e su contatto diretto con l’azienda produttrice.
Anche il settore dei professionisti ha risentito fortemente della crisi visto che con la crisi dei committenti è inevitabile la difficoltà di chi per loro lavora. Soprattutto per quanto riguarda il settore dell’edilizia, quindi tutti gli architetti, ingegneri e progettisti la linea da seguire per mantenere attiva la propria attività è sicuramente quella della specializzazione in un particolare settore senza voler fare un po’ di tutto. La competenza deve essere la caratteristica che contraddistingue ed evidenzia dalla massa. Pecca che comunque persiste è sicuramente quella di essere giovani e voler intraprendere una strada sperimentale: gli accessi ai crediti sono ancora molto difficoltosi, le difficoltà numerose e il clima di sfiducia generale sicuramente non aiuta lo sviluppo.
Unico settore che ha risentito in positivo della crisi è stato quello dei liberi professionisti commercialisti e similari che con l’incremento dei fallimenti, cassa integrazione e altre procedure burocratiche ha visto notevolmente aumentare la mole di lavoro. Resta auspicabile che con il diffondersi di una cultura fiscale più rigorosa il loro lavoro rimanga inalterato e produttivo permettendo a questi specialisti di assumere appieno il ruolo di tramite fra stato imprese e cittadini.
A cura di Martina Celegato
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Pane e pasta: da sempre i preferiti degli italiani

Pane e pasta, oltre a rappresentare i piatti cardine del regime alimentare italiano e rappresentare l’Italia nel mondo, sono dei piatti che, se preparati nel modo giusto hanno un forte valore energetico e rappresentano un piatto completo.
Proprio per questo numerose sono le norme che distinguono le varie tipologie di prodotti vista che la riproduzione in svariate forme è all’ordine del giorno e avere la garanzia di prodotti freschi e genuini è un nostro diritto e dovere. Proprio al mese di settembre 2010 si riferisce infatti la norma in questo settore del Ministero dell’Economia e delle Finanze che hanno aggiornato la tabella di ciò che può essere venduto direttamente dalle aziende agricole includendo ora al suo interno anche la vendita prodotti alimentari come pane, pizza, cialde, rustici e altre specialità salate che ora potranno essere sfornate direttamente dall’agricoltore e vendute al pubblico. Un passo importante non solo per la comodità che può derivare da questa concessione ma soprattutto per la certezza di genuinità e freschezza dei prodotti. Con questa norma infatti, come ha sottolineato anche Coldiretti a riguardo, il consumatore ha la certezza di portare in tavola prodotti che hanno avuto una lavorazione completamente naturale e avvenuta nel luogo d’origine con la certezza di assicurarsi con certezza un prodotto veramente Made in Italy sia esso pane, pasta o un semplice panino farcito, in un mercato, come quello italiano in cui la metà della farina risulta importata dall’estero a costi irrisori e senza nessun tipo di certificazione alimentare e di altro genere. Proprio la certezza della produzione della farina il loco dovrebbe infatti spingere al recupero dell’acquisto di panificati e derivati, consumo che era molto diminuito nel primo semestre del 2010.
Questa normativa rappresenta anche un modo per tornare alle nostre origini e riscoprire tecniche di lavorazione alimentare rimaste inalterate nel tempo e di cui pochi sono rimasti i custodi. Tecniche che oramai sono tutelate a livello comunitario. Oltre a un’opportunità di qualità a favore del consumatore, che tale diventa bypassando la fase del cliente lato, questa norma introduce un’opportunità di integrazione del reddito anche per le imprese agricole in particolare per quelle che coltivano grano, svalutato negli ultimi anni, che possono introdurre anche attività di ristorazione agrituristica. Molte sono infatti le realtà che si sono avvicendate nella specializzazione di questi servizi per particolari target di consumatori turisti producendo ristori per percorsi ciclo turistici, marce, gite culturali o ricolte alla riscoperta della campagna e delle sue enormi potenzialità.
E’ indubbio infatti che il settore della ristorazione in generale stia sempre più puntando a realtà che integrano il bisogno del ritorno alla natura con quello della necessità di confort e accoglienza. Ecco il perché del diffondersi d strutture agrituristiche che integrano diverse realtà e diverse tipologie di servizi avvicinandosi a volte ai bar, per la produzione di panini imbottiti, tramezzini e altre delizie del tutto naturali, a volte a centri benessere con l’installazione di infrastrutture come piscine, mostre e percorsi che permettono di soddisfare anche le esigenze particolari nel rispetto dell’ambiente, della qualità del servizio e soprattutto della persona.
A cura di Martina Celegato
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Quando il cibo passa dalla moda

Quando si parla di alimentazione molte volte il pensiero corre al mondo della moda che spesso viene indicato come portatore di stereotipi diseducativi e poco sani.
Negli ultimi anni però molte sono state le campagne a favore della buona ed equilibrata alimentazione e ammirevoli sono stati gli sforzi di case di moda nel proporre modelli non troppo inaccessibili per magrezza. A partire dalla campagna Nolita che molti ricorderanno anni fa’ contro l’anoressia, molte altre sono state le iniziative ce hanno coinvolto gli addetti ai lavori dell’intero settore che hanno profuso il loro impegno non solo nel loro lavoro ma anche promuovendo stili di vita e regimi alimentari sani ed equilibrati con iniziative trasversali che coinvolgano ristoranti buoni e salutari.
L’ultima campagna antianoressia è partita in concomitanza con la settimana della moda di Milano e porta il titolo “Food is fashion and health”, nulla di più adatto nel bel paese dove l’alimentazione e buona e salutare e dove numerosi sono i ristoranti che offrono anche servizi come pranzo di lavoro utilizzabili in qualsiasi occasione.
Il progetto relativo a questa campagna è stato realizzato da Federico Gordini, event manager di numerosi eventi culinari tra i quali spicca la Milano Food Week , e l’Assem cioè l’associazione che praticamente rappresenta il 90% delle agenzie che si occupano di modelle e modelli non solo a Milano ma in tutta Italia. I destinatari della campagna pubblicitaria sono soprattutto le adolescenti, ma anche i ragazzi sono sempre più vittime di disfunzioni alimentari, che sono più suscettibili dell’essere influenzate da questi modelli di magrezza. La campagna si svolgerà attraverso la distribuzione della bag di stoffa contenente alimenti di provenienza totalmente italiana sani e genuini come mele, grana, pasta, olio e cioccolato a tutti gli addetti ai lavori, soprattutto alle modelle e ai modelli. Oltre all’incentivazione alla buona alimentazione l’iniziativa è volta a smentire lo stereotipo che vuole che sia la moda la causa delle numerose e diffuse disfunzioni alimentari presenti tra i giovani e i giovanissimi, stereotipo smentito dalle numerose manifestazioni e originali iniziative che coinvolgono questo settore in maniera pressoché capillare.
La campagna riprende un principio fondamentale dell’alimentazione che deve essere non quello del mangiare molto ma del mangiare bene prodotti sani e genuini che possono essere offerti in maniera particolare e raffinata attraverso numerosi menu fisso di ristoranti in giro per tutta Italia. Ogni regione infatti ha le proprie tradizioni e le proprie ricette tipiche ma è indubbio che una nuova generazione di chef e specialisti stia lavorando per la creazione di piatti che si rifacciano alla tradizione ma in maniera light, senza troppi grassi inutili ma fornendo ricette che possano essere apprezzabili anche da chi vuole mantenere la linea.
In questa valutazione, cioè quella nel rivisitare le ricette tradizionali in versione light, si sono specializzati molti critici gastronomici che attraverso blog e riviste specializzate danno recensione ristoranti, ricette e originalità premiando chi sperimenta e riesce ad innovare lasciando intatti alcuni elementi gastronomici. Nell’attesa di poter degustare questi piatti in un bel ristorante design possiamo sempre cimentarci con esperimenti all’interno delle nostre cucine e deliziare i nostri cari. In fondo il cibo è bellezza e quando la materia prima è di qualità la nostra fantasia può lavorare liberamente!

A cura di Martina Celegato
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Customer relationship management per le aziende

In tutte le aziende un ruolo fondamentale per l’andamento del business e la sua positività è direttamente relazionato al comparto marketing che elabora strategie e metodi relazionali con i clienti.
Una delle strategie, delle quali è stato provato il funzionamento, o concetto che sta alla base del marketing contemporaneo è certamente quello che viene definito con l’acronimo CRM ossia i Customer Relationship Management che si basa sul concetto di fidelizzazione del cliente che deve essere cardine di ogni azienda market-oriented. Un’impresa basta su tale principio è un’impresa che non guarda più al mercato come al singolo cliente ma che considera suo raggio d’azione tutto il contesto circostante con il quale diviene quindi essenziale stabilire relazioni durevoli sia di breve che di lungo periodo. Tali relazioni devono includere al loro interno i valori, le conoscenze sia degli individui, che della società e dell’ambiente circostante.
Molte sono le metodologie che possono far arrivare con successo allo scopo finale che di certo è quello di creare e mantenere un solido business durevole nel tempo e qualitativamente soddisfacente e molti sono gli strumenti a disposizione delle aziende a partire dal software gestione vendite fino ad arrivare alle sostituibili competenze di personale preparato e competente nel settore.
I sistemi crm e la strategia organizzazione basano il loro campo d’azione essenzialmente in quattro direzioni differenti e separate che devono essere tenute sempre ben distinte quando si elabora il piano marketing di un’azienda. Queste direzioni possono essere individuate in: nell’acquisizione dei nuovi clienti, nell’aumento delle relazioni con i clienti più importanti, nella fidelizzazione dei clienti che hanno intrattenuto rapporti con l’azienda e, direzione molto seguita da molte aziende negli ultimi anni, con la trasformazione dei clienti in procuratori, ossia consumatori che lodano l’azienda facendo una sorta di pubblicità basata nel “passaparola”.Mantenerle separate consente di poter monitorare il loro andamento e giungere prima a vederne le difficoltà o i risultati.
I sistemi fidelizzazione di un’azienda possono seguire diverse tipologie di sviluppo che solitamente dipendono dalle potenzialità dell’azienda stessa e dalla tipologia di marketing che viene messa in atto. Una tecnica utilizzata dalle aziende di grossa entità è quella di privilegiare i clienti che raggiungono un determinato fatturato attraverso privilegi sui prezzi, viaggi incentive, promozioni a volte anche penalizzando quelli che nel gergo tecnico vengono definiti “clienti sotto zero” ovvero i clienti i cui costi di gestione finiscono per essere superiore a quelli del guadagno. Queste metodologie di marketing rivolte ai clienti i cui introiti sono bassi vengono definite “Demarketing”.
Ci sono comunque degli elementi che devono essere presi in considerazione quando si intraprende la strada del crm. Il primo è quello che non si deve investire direttamente nelle tecnologie ma che alla base deve esistere comunicazione e collaborazione tra i vari settori dell’azienda, a prescindere dall’attività materiale che si svolge. Nessun software può rendere un progetto vincente a prescindere da chi se ne occupa. Inoltre la metodologia del crm è adatta sia a quelle aziende che cercano un Return on Investment veloce sia a quelle che, pur consapevoli della maggiore necessità di tempo, cercano una fidelizzazione con il cliente durevole e produttiva.
A cura di Martina Celegato
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I pregi dell’abitazione in legno

Acquistare una casa è un impegno economico molto imponente ma il suo mantenimento è ancora più impegnativo da questo punto di vista.
Se inoltre si calcolano i tempi di costruzione, isolamento e realizzazione degli impianti e il periodo non molto felice dal punto di vista socio-economico i tempi finiscono per diventare biblici e sconvenienti.
Sembra però che una nuova soluzione, logica ed innovativa stia arrivando…dalla natura!Molti sono coloro che decidono in una forma molto particolare di abitazione che ha innumerevoli pregi e sembra essere considerata la via da percorrere nel futuro: le case in legno o lamellare in legno. E non dobbiamo pensare che casa in legno sia sinonimo di deposito attrezzi o casetta in giardino perché oramai le lavorazioni sono così professionali e peculiari che in legno vengono costruite vere e proprie ville e non solo in montagna. Questa tipologia di costruzione edilizia viene infatti utilizzata oramai in qualsiasi zona, sia per la costruzione ex novo di abitazioni monofamiliare, bifamiliari ma anche per ampliamenti di abitazione esistenti. E non solo, molte aziende del settore offrono costruzioni in legno adatte per essere utilizzate come attività commerciali o addirittura abitazioni come condomini o miniappartamenti utilizzabili sia come abitazioni che come uffici.
I pregi sono sicuramente innumerevoli. Il primo è sicuramente il risparmio economico: il legno è un materiale che costa meno della muratura, richiede una lavorazione minore e si adatta al luogo in cui è situata l’abitazione grazie alla suddivisione in pannelli variando il trattamento e la tipologia del legno in base a fattori quali le temperature, l’umidità e altri agenti esterni. Il tutto nella più completa sicurezza per chi il locale lo deve vivere quindi senza l’impiego di vernici tossiche o prodotti che possono causare allergie e intolleranze.
Altro risparmio è sicuramente quello ecologico e di spese quali riscaldamento e raffrescamento. Il legno infatti, qualsiasi sia la tipologia, è molto isolante e consente quindi di mantenere più a lungo la temperatura desiderata all’interno della casa isolandola dall’esterno. Basti pensare che 10 centimetri di legno isolano quanto 70-80 centimetri di calcestruzzo, anche senza calcolatrice alla mano il risparmio è evidente e cospicuo. Ma non è tutto infatti una casa in legno è anche estremamente sicura, l’elasticità del materiale infatti conferisce a questa abitazioni un’ottima resistenza sismica e, nonostante sia diffusa la conoscenza contraria, la sua resistenza al fuoco è più altra di molti altri materiali sintetici che vengono utilizzati all’interno delle abitazioni contemporanee. Se poi si passa al fattore tempo l’investimento si fa ancora più interessante. Pensate a quanto costa una squadra di operai una settimana e calcolate che per il montaggio di un’abitazione e dei pannelli legno bastano quattro persone che lo possono fare in meno di un mese in totale sicurezza e professionalità.
Un ultimo fattore, ma non per importanza, contribuisce al fatto che la scelta di molte persone cada ora nelle abitazioni in legno: l’estetica. Un’abitazione in legno, per quanto piccola possa essere, è sempre accogliente, calda e dà un’atmosfera familiare e protettiva inconfondibile che nessuna casa in muratura potrà mai dare conferendo quel tocco in più di personalità e unicità alla vostra casa.
A cura di Martina Celegato
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Autunno-inverno in musica

Settembre si sa è uno dei mesi più produttivi per tutte le arti grazie alle numerose manifestazioni cinematografiche, musicali artistiche e teatrali.
Numerose sono le premiazioni, i concorsi i festival che vedono tante nuove uscite che vanno ad allietare in qualche modo la brutta stagione che incombe. Per quanto riguarda la musica numerosi sono i nuovi dischi in uscita che sicuramente scalderanno le fredde giornate invernali. Tante novità ma anche tanti graditi e inaspettati ritorni, talmente numerosi che a volte è necessario appoggiarsi a siti web di novità musica, riviste o blog musicali specifici sempre aggiornati e documentati sulle nuove uscite e sulle iniziative che si vanno via via creando.
Tre sono i principali ritorni attesi:i Take That, gli Skunk Anansie e le All Saints, tre ritorni che segnano la reunion di tre storici gruppi che hanno segnato, seppur in tre modi completamente diversi, la storia della musica degli anni ’90.
I Take That, boy band inglese nata nella prima metà degli anni ’90 che ha venduto circa 35 milioni di dischi in tutto il mondo, dopo album ai quali mancava la presenza dello storico membro Robbie Williams, l’unico dei 5 ad avere avuto un successo planetario anche come solista come tutti ricorderanno danotizie musica degli ultimi anni, tornerà con un album. Annunciato nella primavera del 2010 il ritorno di Williams il nuovo album non ha ancora una data certa per l’uscita ma sicuramente durante l’autunno 2010 potremmo ascoltare i nuovi brani e nella primavera del 2011 assistere ai concerti visto che è in previsione una tourneè mondiale di promozione dello stesso.
Gli Skunk Anansie, gruppo cardine della scena rock anni ’90, dopo vari album da solista della frontwoman Skin è tornato ad incidere un album nel quale si fondono rock alternativo e personalità tipica della band britannica. Anticipato dal singolo “My ugly boy”, passato da tutte le radio anche italiane , il nuovo album che uscirà il 21 settembre 2010 si intitolerà “Wonderlustre”. Anche loro accompagneranno l’uscita del disco con una tournee mondiale che presenterà al pubblico il nuovo lavoro e riproporrà la formazione originale in tutta la sua grinta e passione.
Inaspettato e quasi insperato è invece il ritorno con un Greatest Hits delle All Saints. Girl group nato sulla scia del successo avuto dalle Spice Girls, questo gruppo di cantanti inglesi aveva saputo conquistarsi un posto privilegiato nella scena pop soul alla fine degli anni ’90 quando aveva annunciato, in seguito ad incomprensioni interne, lo scioglimento all’apice del loro successo. Dopo vari tentativi come soliste le quattro componenti della band hanno annunciato la reunion con un album in uscita il prossimo 20 settembre che si intitolerà “Pure Shores: The very best of All Saints”.
Numerose sono poi le altre uscite musicali sia nella scena rock che in quella pop mondiale e nazionale come Phil Collins, Lady Gaga e il suo attesissimo “Born this way”, i Tiromancino, i Kings of Leon e David Guetta. Non resta che tenersi aggiornati mediante i mezzi di comunicazione e blog di musica e scegliere, tra le varie proposte, quella che ci attrae e ci interessa di più.
A cura di Martina Celegato
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Come scegliere il telefono che fa per noi

Le innovazioni a livello di telefonia ed informatica si fanno sempre più elaborate ma diventano anche sempre più indispensabili e alla portata di tutti.
Proprio per questo il telefono, lo smartphone e altre delizie tecnologiche sono diventati uno degli articoli da regalo più diffusi e più richiesti sui quali la scelta cade sempre molto facilmente grazie alla loro diffusione e varietà che permette una vasta gamma di possibilità. Ma come fare per scegliere il telefono giusto per la persona giusta? Non è semplice orientarsi in questa selva di prodotti ma per essere certi di avvicinarsi al prodotto giusto possiamo porci alcune domande che ci aiutino a valutare il prodotto più adatto alla persona a cui ci rivolgiamo.
Per esempio il nostro regalo è diretto ad un imprenditore, un giovane in carriera o un agente di commercio che girano tutto il giorno e e passano poco tempo in ufficio ma hanno bisogno del web e della comunicazione telefonica costantemente? Bene, il prodotto che fa per noi è sicuramente uno dei telefoni di ultima generazione, magari abbinate a chiavette internet da utilizzare ovunque che concentrano le funzionalità del pc e quelle del telefono in un unico apparecchio poco ingombrante ma dalle mille potenzialità. Quindi largo a prodotti come Blackberry, Iphone o Android, che ormai sono prodotti da molte case telefoniche e che si possono trovare a prezzi accessibili per tutti.
Il nostro regalo è per il nipote adolescente o il fratello minore amanti delle tendenze e della moda? Esistono innumerevoli modelli rivolti ad un pubblico particolarmente giovane ma sicuramente quelli più in voga sono i telefoni che hanno alcune funzionalità in touch screen e che poi si aprono mostrando una tastiera disposta come quella del PC in maniera orizzontale e permettono il download applicazioni dal web. Solitamente questi prodotti sono anche estremamente colorati e ricchi di funzionalità parallele come fotocamera, lettore mp3, registratore e altre caratteristiche molto amate dai giovani che in un solo prodotto possono trovare tutto ciò di cui hanno bisogno.
Dobbiamo regalare un telefono alla mamma, alla zia o chiunque altro che si, lo sa usare, ma necessità di poche funzionalità basiche? Perfetto, in commercio ci sono telefoni, anche sotto i 50 euro che possono soddisfare tutte le necessità di un utente che utilizza il telefono per pura necessità. Non dobbiamo però pensare che questi prodotti non abbiano una loro personalità. Ne esistono infatti di innumerevoli fogge che possono soddisfare il più particolare gusto estetico senza per questo aggiungere funzionalità che rimarrebbero inutilizzate.
Ci sono inoltre numerose altre possibilità che ci permettono veramente di spaziare a tutto campo scegliendo ciò che più ci piace e ciò che secondo noi più si avvicina al gusto del destinatario. Certo un piccolo suggerimento è sempre meglio che ci venga dato ma in caso contrario possiamo affidarci alla competenza degli addetti alle vendite che sanno sempre avvicinarsi alle esigenze dell’utilizzatore del telefono, oppure se siamo degli esperti possiamo affidarci alle modalità di acquisto on line di telefonia cellulari, dove i prezzi sono solitamente più bassi, ovviamente prima documentandoci bene su appositi siti e blog che si occupano di recensire tutti i prodotti del settore.
A cura di Martina Celegato
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Regali di Natale: non farti cogliere impreparato!

Quanto bello sarebbe avere il regalo giusto per ogni occasione? E quanto bello sarebbe avere un regalo personalizzato da regalare ad una persona speciale?
Sicuramente il momento del regalo è piacevole sia per chi lo fa sia per chi lo riceve. Le tradizioni dei regali, ma anche l’idea regalo, sono molte così come sono molti gli studi che hanno studiato questa tradizione soprattutto dal punto di vista etnologico e antropologico per analizzarne la valenza a livello sociale e culturale. Numerosi sono gli aspetti poetici e culturali del regalo in se’, che comunque meritano di essere approfonditi e analizzati per cogliere, anche solo per conoscenza personale, l’antica tradizione che ha portato ai tradizionali pacchetti per determinate occasioni.
Certo nella contemporaneità le occasioni per fare i regali sono molte e a volte diventano anche troppe accentuando il materialismo delle persone, soprattutto nei bambini e nei più giovani. Ciò non toglie che il pensiero di una persona nei nostri confronti manifestato con un , seppur piccolo, brutto ed poco costoso oggetto sia sempre fonte di piacere e gioia. Oggigiorno il gesto del regalo è sempre associato ad una occasione, sia della vita privata come matrimonio, compleanno e laurea, sia tradizionale come ricorrenze che annualmente si ripetono come il Natale e altre feste particolari. Ormai il gesto del regalo in molti casi rappresenta un rito più che un’effettiva voglia di donare qualcosa ma sicuramente se affrontato con il giusto stato d’animo sia da parte di chi lo fa sia da parte di chi lo riceve rappresenta un momento nel quale esprimere i propri sentimento verso qualcun altro attraverso un oggetto. Ne è un pratico esempio il Natale, ricorrenza festosa durante la quale l’atmosfera stessa ci spinge a donare e ricevere e durante la quale sarebbe triste non ricevere o non donare nulla. Ma sicuramente quando si parla di regali per natale l’attenzione va puntata sulla relazione che intercorre tra le persone che donano e ricevono e non sicuramente sul regalo e le idee regalo destinatario sono veramente sconfinate. E’ infatti molto più importante che il regalo sia sentito e rivolto in maniera particolare ed esclusiva a questa persona che non il suo essere costoso e impegnativo, elemento che potrebbe anche mettere a disagio chi lo riceve.
I regali natale possono diventare l’occasione per sbizzarrirci con idee originali e simpatiche che facilmente possiamo personalizzare appoggiandoci ad aziende che operano attraverso internet alle quali possiamo affidare articoli per feste da personalizzare o altri oggetti che vogliamo rendere unici. Molte sono le idee che stanno entrando nella tradizione ma sicuramente una di quelle più particolari è quella che personalizza su misura qualsiasi tipo di oggetto sia da indossare sia come oggettistica.
Numerosi sono i cuscini, le magliette, le tazze, la bigiotteria e qualsiasi altro oggetto che possiamo rendere unico e inimitabile per una determinata persona magari personalizzandolo con appositi template che si trovano on line su siti web specializzati nel settore. Non aspettare l’ultimo momento, pensaci già da adesso!
A cura di Martina Celegato
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Energia ecologica ed economica: gas naturale

Con l’arrivo dell’inverno arrivano anche le preoccupazioni riguardanti il riscaldamento e le numerose spese e disagi che questo comporta.
Quando si procede alla ristrutturazione o alla costruzione ex novo di un impianto di riscaldamento molti sono i fattori che contribuiscono alla scelta finale del combustibile sul quale investire e sul quale sperare di non buttare i propri soldi. Una di queste tipologie di combustibile sul quale molte ricerche puntano non solo per la sua efficienza ma soprattutto per il suo essere “ecologica”, e non inquinare come altre forme è sicuramente il gas naturale, meglio noto come metano che viene utilizzato per il riscaldamento a gpl.
Il gas metano è un vettore energetico completamente naturale e non inquinante che viene estratto dal sottosuolo attraverso la trivellazione del terreno nel luogo stesso dove si trova il giacimento e viene trasportato all’utente finale attraverso una fitta rete di condutture sotterranee che ne limitano i disagi e la pericolosità. Alcune tipologie di gas naturale oltre che nel sottosuolo si può trovare anche nella superficie terrestre con le condizioni ideali ad esempio sotto la superficie di acquitrini e paludi o all’interno di allevamenti preposti, in questi casi prende però il nome di biogas. Con questa tipologia di fonte energetica è possibile fare praticamente tutto: riscaldare, produrre acqua calda, cucinare in varie modalità, produrre elettricità e alimentare il movimento delle automobili. Una fonte di energia praticamente utilizzabile in tutti i fronti che riesce a preservare l’ambiente, essendo come già detto, completamente naturale.
Il suo trasporto attraverso condutture sotterranee a volte richiede la copertura di lunghe distanze e per garantirne l’integrità lungo questi percorsi vengono installate stazioni di compressione. Il gas naturale è praticamente una delle poche energie che viene utilizzata così come viene estratta e quindi il suo rendimento come energia primaria è pertanto superiore al 90%, valore superato esclusivamente dall’energia idroelettrica. I vantaggi del gas naturale come fonte di energia per la nostra casa e non solo ha quindi numerosi vantaggi: l’assenza di processi di trasformazione che quindi non immettono sostanze tossiche nell’ambiente, il trasporto sotterraneo o l’installazione di un serbatoio interrato e quindi più economico e meno inquinante, la sua non tossicità per le persone, animali, suolo e acque, il suo essere privo di zolfo e azoto organico e la non necessità di smaltimento.
Tutti vantaggi ecologici che diventano economici e che oltre a vedere sull’ambiente possiamo constatare anche nei nostri portafogli evidenziando la convenienza gpl: il non necessitare trasporto su gomme diminuisce notevolmente il suo costo ed essendo naturale al 100% i costi di manutenzione dell’impianto si fanno molto inferiori alla media. Il risparmio energetico si fa evidente quando si applica il risparmio energetico grazie alla tecnica della condensazione e della modulazione e al recupero del calore e la combinazione con altre fonti di energia rinnovabile, molto incentivate e ormai diffusissime. Il gas naturale inoltre non ha costi di stoccaggio e l’approvvigionamento è assicurato da tutte le società che forniscono questo genere di servizi.
E non dobbiamo certo preoccuparci per la sua presenza in natura: è certificato che le riserve di gas naturali finora ritrovate in natura sono sufficienti a soddisfare il fabbisogno umano per i prossimi 100 anni!
A cura di Martina Celegato

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Le possibilità dell’arredamento da esterni

Nella scelta dell’arredamento di un’abitazione sempre più spazio stanno prendendo accessori da esterno come gazebo, tettoie e tende da esterni.
Questo succede non solo per un gusto estetico e un abbellimento che questi accessori possono portare ma anche per una questione di praticità e utilitarismo. E’ facile anche individuare quale sia il loro ruolo che in alcuni casi diviene fondamentale soprattutto in assenza di locali quali garage, balconi o altri elementi architettonici che sempre più vengono utilizzati per altri scopi per guadagnare degli spazi e magari collocare studi e stanze.

Proprio per questo stanno prendendo piede strutture magari meno solide perché non in muratura, ma funzionali allo stesso modo come tettoie e pergolati in legno o tessuto pesante che vengono usate per riporre le automobili, quindi con la funzione di garage, gazebo o casette in legno prefabbricate usati per riporre attrezzi, giochi dei piccoli e altri oggetti. Molti sono gli architetti e specialisti del settore che operano ampliamenti proprio grazie all’utilizzo di queste strutture che, come nel caso di verande, possono diventare vere e proprie stanze dotate di tutti i comfort ed efficienti dal punto di vista energetico e funzionale, insomma dei veri e propri locali usufruibili che se dotati di tende, magari tende design, possono divenire il cardine di un’abitazione.

Uno di questi oggetti, che è stato utilizzato per molto tempo negli anni ’70 e ’80, e che sta sorgendo a nuova vita sono sicuramente le tende moderne da sole e le tende da esterno in genere. Dismesse nel periodo in cui si sono diffuse molto l’uso di condizionatori ad uso domestico che hanno spinto molte persone ad investire in questo tipo di elettrodomestico, negli ultimi anni sono cresciute molto le vendite di tende da sole che grazie alla loro funzione protettiva coadiuvano sia l’uso dei condizionatori che la protezione di serramenti e murature delicate. Inoltre il loro stile e la loro fattura ha assunto delle forme così specializzate e decorative che rappresentano una vera e propria parte dell’arredamento che può facilmente essere coordinata con l’interno della casa e mantenere la loro funzionalità ed efficienza. Molto decorative sono inoltre le tende da giardino che possono essere veramente una valida possibilità per i pranzi e le colazioni estive da fare all’aperto e che possono arricchire e abbellire i nostri party o piccoli ricevimenti da fare in casa. Le possibilità plausibili per i tendaggi sono molte, sicuramente l’ideale per rimodernare dentro e fuori la nostra casa è quello di rivolgerci ad una ditta che possa fornirci un servizio su misura personalizzato in base alle nostre esigenze e necessità. E’ infatti importante non solo coordinare tende da interni e da esterni ma soprattutto assicurarci che la qualità sia in grado di sopportare l’essere esposte agli agenti atmosferici e all’usura per poterci garantire la loro durata ed efficienza nel tempo.

Oltre a tende e gazebo molto utili, soprattutto per locali esposti al sole nelle ore di maggior calore e per uffici nei quali si utilizzano pc, cioè nei quali si deve evitare il riflesso sugli schermi, sono le tende oscuranti a rullo. Questa tipologia di tende da esterno sono regolabili dall’interno e possono anche essere programmate mediante un sensore che segue le ore solari. Praticamente le possibilità per il maggior comfort sono infinte e possono tranquillamente adattarsi alle nostre esigenze, soprattutto nei luoghi di lavoro dove il comfort non è un optional. Non ci resta che scegliere!
A cura di Martina Celegato
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Investire nelle fiere: marketing e business per la tua azienda

Per avviare nel migliore dei modi un’azienda o un’agenzia è necessaria la presenza alle Fiere di settore e generaliste.
E’ infatti provato, ovviamente a livello di teorie di marketing ed economiche, che la presenza, anche con un piccolo stand alle fiere giuste possa aumentare più del doppio il giro d’affari dell’azienda in fase di avviamento e consolidare il business delle aziende già presenti da tempo nel mercato.
Quando si parla di stand fieristico ovviamente non ci si riferisce al singolo spazio spoglio che viene affittato dall’ente fiera ma la gestione dello spazio e la progettazione stand. Proprio la presentazione dell’azienda, perché è dio questo che stiamo parlando non della presentazione del prodotto, passa attraverso la prima impressione che viene proposta al grande pubblico attraverso la gestione degli spazi, la progettazione allestimenti stand e l’innovazione in base al business di cui ci occupa. La rilevanza economica che hanno assunto le fiere negli ultimi anni infatti sia per mole di partecipazione sia per investimenti in ampliamento e nel tessuto logistico ne hanno fatto uno strumento imperdibile si business, imprescindibile sia a livello nazionale che internazionale.

Proprio per questo negli ultimi anni si è sviluppato un particolare settore del marketing che ha mirato i suoi studi per lo sviluppo di competenze mirate che riescano a trasformare la fiera intesa come evento di mercato a evento d’affari che permettano l’ottimizzazione delle risorse umane e finanziarie. Per partecipare ad una fiera il piano marketing si articola in tre principali fasi che si possono individuare in pre-fiera, in-fiera e post-fiera. Ovviamente ognuna di queste fiere ha delle precise fasi da rispettare dalle quali non ci si deve allontanare troppo per non compromettere i risultati.
La fase pre-fiera è principalmente un piano di comunicazione e pubblicità che deve mirare alla comunicazione dell’evento sia ai clienti sia ai potenziali clienti elogiando non solo l’evento in sé ma a che tutta la progettazione e allestimento stand fieristico che verrà effettuata per l’occasione.

La fase in-fiera consiste proprio nello svolgimento dell’evento stesso e quindi parte dal montaggio dello stand fieristico fino ad arrivare a tutta la gestione dei contatti e mira ad ottimizzare in tutti i sensi lo sviluppo delle relazioni che vengono connesse direttamente con chi partecipa alla fiera. In questa fase un ruolo fondamentale hanno sia i commerciali dell’azienda, o i titolari stessi nel caso di un’azienda di piccole dimensioni, sia il montaggio stand, la sua grandezza e la sua progettazione che deve essere studiata in modo da mettere in luce le caratteristiche che il visitatore deve portare nella memoria, il biglietto da visita dell’azienda stessa. Esistono inoltre degli stand modulari che permettono di sottolineare i vari settori del business e si adattano perfettamente alla realtà economica.

La terza fase, post-fiera, consiste nell’ottimizzazione e gestione accurata e personalizzata dei contatti maturati all’internon e quindi “tira le fila” delle due fasi. In sostanza se si ha lavorato a dovere nelle prime due fasi questa terza serve ad consolidare la gestione dei contatti e il loro buon termine.
A cura di Martina Celegato

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Il sesto censimento dell’agricoltura si terrà nel 2010

Il 2010 è l’anno del censimento generale dell’agricoltura.
Il censimento generale dell’agricoltura è essenzialmente un censimento di natura economica che consiste nel conteggio preciso delle azienda agricole presenti in Italia e operative a tutt’oggi. Nei dati che emergono dal censimento devono essere riportate in maniera peculiare le varie caratteristiche proprie di ciascuna azienda, gli operai impiegati e gli attrezzi agricoli in possesso del proprietario dell’azienda agricola stessa.
Il censimento avviene attraverso l’Unità di rilevazione che è l’azienda agricola, zootecnica e forestale. Il censimento serve anche a dare le definizioni chiave per il mondo agricolo infatti è proprio all’interno dello scorso report di censimento che si può recuperare la definizione precisa dell’azienda agricola cioè “un’unità tecnico-economica costituita da terreni, anche in appezzamenti non contigui, in cui si attua la produzione agraria, forestale zootecnica ad opera di un conduttore, persona fisica, società od ente, che ne sopporta il rischio sia da solo, sia in forma associata.” Tuttavia questa definizione risulta essere ancora vaga per comprendere tutte le realtà che esistono all’interno del mondo agricolo. Infatti molte volte a livello internazionale si è sottolineato come ci sia la necessità di distinguere tra le varie realtà in base alla superficie agricola coltivata, alle tecnologie quali trivelle agricole, trattori o altri macchinari agricoli di alta tecnologia utilizzati, dal numero di operai e dal fatturato annuo.
Il censimento dell’agricoltura ha avuto la sua prima attuazione nel 1961 e si tiene ogni dieci anni. Quella prevista nell’autunno del 2010 quindi risulta essere la VI edizione. La raccolta dei dati avviene tramite la somministrazione di questionari, dai più semplici ai più complessi, ai gestori delle aziende da parte di incaricati che hanno superato il bando di Regione indetto dagli enti stessi in maniera autonoma. Questi funzionari devono avere delle caratteristiche da rispettare sia per l’ammissione al concorso sia per la buona portata a termine dell’incarico. Devono infatti essere esperti in materia di agricoltura, allevamento zootecnia nonché aver maturato competenze all’interno delle tecnologie applicate al settore primario in generale. E’ quindi obbligatorio essere in possesso del diploma di scuola media secondaria ma in molti casi è auspicabile una laurea in agraria o affini.
I questionari da somministrare sono volti a conoscere a fondo la realtà che si va ad esplorare mediante delle domande generali che vanno via via sempre più nel particolare mirano alla comprensione delle caratteristiche generali dell’azienda (quindi il tipo di attività, coltivazione allevamento e altre caratteristiche in linea generale) che sono utili per le statistiche a livello di produzione e suddivisione delle attività. Un altro punto focale su cui vertono le domande è quello che riguarda l’organizzazione e la suddivisione del lavoro all’interno dell’azienda stessa che è utile per sapere quanti macchinari agricoli, come frese agricole, trattori e molti altri, vengono impiegati e quanti operai sono necessari per badare ad un determinato numero di coltivazioni o di capi a bestiame.
E’ indiscusso a livello sia nazionale che europeo non solo l’utilità ma anzi l’indispensabilità di tale censimento per avere chiara la situazione dell’intero settore primario che molte volte, viste le normative vaghe e meno monitorate che quelle riguardanti il mondo industriale, rischia di non essere preso in considerazione come invece dovrebbe.
A cura di Martina Celegato
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Pane alla portata di tutti!

Il pane rappresenta uno degli alimenti presenti in tutti i tipi di alimentazione.
Che si chiami baguette, Obwarzanek, Matzah, Knäckebröd o con altri mille nomi che variano in base alla zona del mondo in cui viene prodotto, ma per esempio in Italia i nomi variano di paese in paese, esso rappresenta senza ombra di dubbio l’alimento più diffuso e in molti casi cardine del regime alimentare di molte popolazioni. Il pane è uno degli elementi più semplici in commercio infatti deriva dalla lievitazione e successiva cottura in forno di un impasto a base di farina di cereali e acqua. Proprio il fatto che possa essere composto con farine di varie tipologie di cereali ha fatto si che questo alimento si conformasse lungo la storia sotto diverse sembianze e nomi, confezionato in diverse tipologie, arricchito con elementi regionali con più o meno lievitazione e accompagnato da altre pietanze alle quali solitamente fa da contorno. La sostanza però non cambia, il pane rimane una certezza in quasi tutte le culture e tradizioni gastronomiche e alimentari.
La sua funzione alimentare nel mondo occidentale è talmente importante che la stessa parola pane a volte può essere usata genericamente per indicare il cibo in maniera generica. La sua produzione, lievitazione e cottura vengono chiamati in maniera generica “panificazione”.
La panificazione è un procedimento molto delicato che è sempre stato svolto in maniera artigianale. Negli ultimi anni però per favorire la produzione su scale industriale del pane molte sono state le innovazioni introdotte anche in questo settore della gastronomia da sempre considerato il più rustico e tradizionalista. Ma non si deve pensare che queste innovazioni abbiano intaccato la qualità del prodotto anzi ne hanno solo agevolato la produzione mantenendo inalterato gusto e fragranza. L’introduzione di impastatrici all’interno degli stabilimenti ha infatti permesso che la produzione avvenisse in maniera industriale. Oltre a queste utilissime tecnologie un’altra innovazione alla produzione del pane è stato dato dalle impastatrici industriali che permettono di infornare contemporaneamente più forme di pane permettendone la cottura in maniera più veloce e pratica anche per gli addetti ai lavori.
Il pane però può essere prodotto anche in casa, gli anziani in molti casi sono detentori di questa sapienza che però ha subito anche nella produzione del caso domestico delle innovazioni che possono farlo produrre in maniera casalinga in modo da assaporare il fragrante pane fatto in casa tutti i giorni. Piccole impastatrici a spirale che permettono anche alle casalinghe più pigre di poter offrire succulenti forme di pane in tutte le sue varianti. Si possono infatti produrre svariate tipologie di pane che in alcuni casi possono sostituire veri e propri pasti con l’aggiunta di prosciutto, formaggio, legumi, cereali, verdure secche.
Il pane infatti è uno dei cibi che più si offre alla fantasia e grazie alle sue varie forme e tipologie, sia esso farcito o condito, o sia usato come accompagnamento per un piatto di carne o verdure. Insomma il pane è veramente uno degli alimenti insostituibili nella tavola sia dei grandi eventi sia per tutti i giorni non resta che sbizzarrirsi! Buon appetito!
A cura di Martina Celegato
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Ultime novità per la casa

Ci saremo accorti certamente che un nuovo trend è entrato nel mondo del design e dell’arredamento sia da interni che da esterni, un trend che si chiama wall stickers!
I wall stickers, inglesismo usato per gli adesivi da arredamento o decorazioni murali in quanto vengono appiccicati al muro, rappresentano una della mode che si sta diffondendo a macchia d’olio sia in Italia che in molte altre zone del mondo. Adesivi murali, stickers personalizzati e altre forme di decorazione hanno anche attratto molti stilisti e designer famosi che hanno creato particolari linee con immagini e loghi che si rifanno alle grandi griffe e maison di moda. Ma molto usati sono anche gli stickers personalizzati per decorare particolari locali come negozi, saloni di bellezza e camerette per bambini.
Proprio queste ultime infatti rappresentano uno dei maggiori soggetti a cui si rivolgono questi trend di mercato: chi infatti non ha mai pensato di decorare la stanza dei piccoli ma poi ha demorso pensando a quando il piccolo sarebbe cresciuto?! Beh ora questo è possibile grazie agli adesivi pareti che addirittura, come proposto alle ultime fiere del design americane e internazionali, possono essere personalizzati mediante aerografie di foro o addirittura con il nome stesso del piccolo da applicare dove più ci piace. Queste tipologie di adesivi infatti non possono essere applicate solo sulle pareti ma anche su altri tipi di materiale con la garanzia di removibilità assoluta in tutte le tipologie di superfici. Proprio perché rivolte ad un utilizzo principalmente per i più piccoli dobbiamo assicurarci preventivamente che gli adesivi siano prodotti senza lesinare sui materiali, anzi che siano prodotti con il migliore vinile, atossico e senza vernici che possano causare allergie.
Nell’ultimo periodo, proprio perché questo tipo di decorazioni adesive permette di poter seguire le mode, gli adesivi e soprattutto i designer che si occupano della progettazione di questi accessori da arredamento si sono rivolti al revival vintage che sta coinvolgendo sempre più le grandi maison di moda senza tralasciare le dovute innovazioni per oggetti che non sono stagionali come i vestiti e che devono decorare intere pareti. Quindi molto spazio è stato dato a fantasie optical anni ’50 e ’60 che prevedono l’applicazione di figure geometriche addolcite da cerchi, spirali e dalle sembianze di fiori e alberi stilizzati.
Per i bambini invece largo spazio è stato dato ai soggetti dei cartoni animati che da sempre riscuotono grande successo tra i più piccoli. Sono state però apportate numerose variazioni anche a questi soggetti in modo da adeguarli e farli diventare veri e propri elementi di arredamento dandogli le sembianze di comodini, tavolinetti o applicazioni adatte a stare sopra al letto o alla culla.
Molto interessanti sono poi le fantasie innovative proposte durante la primavera che prevedono l’elaborazione di soggetti in 3D, vere e proprie opere d’arte come lampade, gabbiette per uccelli, cassetti che danno la parvenza di essere reali, donando così classe e innovazione anche alla stanza più semplice. Molti esperti della comunicazione hanno paragonato questa moda a quella dei tatuaggi con in più il valore aggiunto di essere reversibili nel tempo e poter quindi rispecchiare l’umore e la personalità di chi abita una casa.
A cura di Martina Celegato

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Sicilia: meraviglia del mondo

La Sicilia è l’isola più grande del mar Mediterraneo; è ricchissima di storia, influenzata da svariate dominazioni che si riflettono tutte nelle sue architetture: merita senz’altro una visita.
Per la ricchezza storica, artistica e architettonica dell’isola bisogna ringraziare le numerose dominazioni che, nel corso dei secoli, hanno occupato la Sicilia: Greci, Latini, Bizantini, Arabi, Spagnoli e Francesi hanno governato l’isola, e ognuno di essi ha lasciato un segno nelle tradizioni, nelle arti e nella cultura. Si vede, per esempio, nella Cattedrale di Palermo, che conserva un aspetto arabeggiante; nel teatro greco di Siracusa invece, come ovviamente nella valle dei templi di Agrigento, si fa un tuffo nella Magna Grecia. La varietà storica e artistica di tutta l’isola è impressionante, e proprio questa varietà è la chiave della sua meritatissima fama; ma ancora più dell’arte in tutte le sue forme, dall’architettura alla ceramica, quello che della Sicilia affascina è il calore. In tutti i sensi: il clima caldo e secco, che si può trovare anche eccessivamente caldo, e soprattutto il calore della gente, che accoglie sull’isola i forestieri come se li accogliesse in casa, mostrando loro il meglio della loro terra.
Il capoluogo della Sicilia, Palermo, è la quarta città d’Italia per grandezza; il suo porto è da sempre fondamentale negli scambi nel Mediterraneo grazie alla sua posizione, che avvicina gli scambi con l’Africa. Oggi Palermo quindi è una grande città, con una storia alle spalle che la rende ricca di monumenti da vedere, che a loro volta fanno sì che sia interessante dal punto di vista turistico e quindi pronta ad accogliere con strutture ricettive di ogni tipo i turisti che le si avvicinano: le vacanze in appartamento o case in affitto Palermo sono a portata di mano, come anche le vacanze in villa o in hotel, o in agriturismi Palermo. Naturalmente anche i dintorni di Palermo sono altrettanto preparati, e i B&B Sicilia accolgono i turisti che vogliono visitare le meraviglie dell’isola.
Quanto le bellezze architettoniche meritano di essere viste, le bellezze naturali non sono da meno, anzi: tutta la grande isola siciliana è un continuo susseguirsi di meraviglie, sulla costa e nell’entroterra. Si pensi alle favolose spiagge, di sabbia o di ghiaino, ce ne sono per tutti i gusti: in ogni caso saranno circondate da splendidi panorami, e si getteranno in un mare calmo e trasparente.
Tra le bellezze della Sicilia si può includere anche la gastronomia: delizie culinarie apprezzate in tutta Italia e fuori hanno origine in Sicilia, come gli arancini, le granite, la cassata, i cannoli, per poi andare a conoscere bontà che non oltrepassano i limiti dell’isola come il tipico “pane e panelle” di Palermo, ovvero dei panini ripieni di frittelle di farina di ceci, o l’altrettanto celebre e palermitanissimo “pane ca meusa”, ovvero il panino con la milza. Per le strade siciliane è sempre facile trovare chioschi che vendono spuntini di tutti i tipi: il cibo da strada è un’usanza molto diffusa.
Un viaggio in Sicilia quindi comprende arte, storia, natura e cibo: tutto il necessario per decidere, andando via, di tornare al più presto.
A cura di Martina Celegato
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Wedding planner: la soluzione giusta per il tuo matrimonio

Il giorno del matrimonio da sempre rappresenta uno dei momenti più belli e attesi nella vita di una coppia.
Proprio per questo il desiderio più diffuso è che per quel giorno sia tutto perfetto dal vestito, che molte volte rappresenta un investimento vero e proprio, alla location che sempre più è ricercata in luoghi particolarmente suggestivi, arrivando al pranzo e all’intrattenimento da tenere in quel giorno.
Gli aspetti da tenere sotto controllo sono molti e la tensione degli interessati molte volte sale alle stelle viste le numerose problematiche che possono sorgere nell’organizzazione e coordinazione di tutte le problematiche che possono sorgere. In soccorso dei futuri sposi arriva però un professionista del settore che, se dapprima era presente solo negli stati anglosassoni in particolare negli USA, ora sta acquisendo sempre più spessore e prestigio anche in Italia: il wedding planner. Personaggio già noto grazie alla sua presenza in numerosi film e libri di tendenza il wedding planner sta divenendo sempre più indispensabile grazie alle numerose competenze che sono in suo possesso e alle svariate possibilità che le sue conoscenze possono offrire dalla scelta del negozio giusto per i vestiti fino ad arrivare alla disposizione degli ospiti durante il pranzo o la cena, passando dall’orchestra o altro tipo di intrattenimento. Inoltre la sua presenza è sicuramente fonte di sicurezza sia nel pre cerimonia sia nel suo svolgersi.
Il wedding planner è un professionista specializzato nell’organizzazione di tutti gli aspetti che concernono un matrimonio che offre consulenza specializzata, soprattutto nell’ allestimento matrimonioe tutte le attività correlate, alle coppie in procinto di sposarsi su tutti gli aspetti che riguardano quello che dovrebbe essere il giorno più bello. Solitamente il wedding planner si occupa di tutti gli aspetti pratici dell’organizzazione intrattenendo individuando, selezionando, proponendo e scegliendo, ovviamente con la collaborazione della coppia di interessati, i fornitori dei vari servizi formalizzando i contratti con fioristi, autonoleggi di vetture, fotografi, catering, ambientazione, intrattenimento e location ricevimenti.
Il ruolo principale del wedding planner oltre a quello organizzativo è quello di coordinare il tutto per evitare situazioni di crisi causate dalla tensione che può cogliere i futuri sposi se caricati di troppe preoccupazioni. In alcuni casi, soprattutto nel caso di matrimonio sontuosi con un grande numero di invitati, questo professionista diviene vero e proprio direttore artistico che coordina direttamente il catering banqueting introducendo elementi anche di derivazione straniera per rendere il tutto indimenticabile e speciale. Sempre più infatti si stanno diffondendo elementi di derivazione estera anche qui in Italia come le wedding bag, usate sia dagli invitati per i regali sia dagli sposi per riporre le bomboniere, e le wedding cake colorate e scenografiche torte personalizzate.
Sicuramente la competenza del wedding planner viene in luce soprattutto nella scelta della location. La sua stessa professione infatti gli permette accessi a location particolari e suggestive come particolari castelli e ville che possono rendere veramente unica ogni cerimonia. Oltre alle classiche competenze però il wedding planner può dare originali consigli riguardo alla tipologia di festeggiamenti da mettere in atto consigliando anche gli ospiti e apportando festose novità come palloncini particolari, tubetti spara coriandoli o altre tipologie di accessori personalizzati.

A cura di Martina Celegato
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Seychelles: passato e presente seguendo l’architettura

Le case e gli edifici delle Seychelles raccontano molto sia del passato sia delle peculiarità di questi luoghi.

Leisole Seychelles
, arcipelago nell’Oceano Indiano, a nord-est del Madagascar, erano disabitate fino a pochi secoli fa. Fu Vasco da Gama il primo europeo a scoprirle, nel 1502, e in seguito le isole vennero contese da Gran Bretagna e Francia. Anche se fu la Francia a rivendicare per prima il possesso delle isole (nel 1756 il capitano francese Nicolas Morphy vi pose una lapida incisa, e il nome stesso dell’arcipelago deriva da Jean Moreau de Séchelles, il ministro delle finanze del governo francese di re Luigi XV), fu la Gran Bretagna ad assumere la sovranità delle Seychelles nel 1810, con l’accordo delle Mauritius, sovranità che venne definitivamente sancita con il Trattato di Parigi nel 1814, e ancora oggi le Seychelles fanno parte del Commonwealth. Del proprio passato coloniale le Seychelles portano ancora dei segni, visibili nella mescolanza di culture e tradizioni e nell’architettura.

Le case Seychelles hanno delle caratteristiche precise, tipiche dell’architettura di tipo coloniale, che il tempo non ha cancellato. Ciò significa che anche i turisti e i visitatori delle isole, che ogni anno scelgono questi posti da favola per trascorrere le proprie vacanze in un vero e proprio paradiso terrestre, circondati da una natura rigogliosa e da colori inimitabili, possono conoscere le peculiarità dell’architettura coloniale passeggiando per le strade della capitale, Victoria, o scegliendo di trascorrere le proprie vacanze in una villa che presenti le caratteristiche tipiche dello stile coloniale.

Il passato coloniale delle Seychelles è visibile, per esempio, nelle entrate imponenti di alcune ville alle Seychelles patronali, che suggeriscono come, in quel periodo, ci fosse una forte competizione tra i proprietari terrieri per dimostrare la propria superiorità rispetto agli altri. Ma ci sono molti altri elementi architettonici che rimandano allo stile coloniale. Questo tipo di architettura, per esempio, si contraddistingue per alcune caratteristiche studiate appositamente per migliorare il benessere di chi doveva vivere in quegli edifici, e per contrastare alcuni fattori climatici. Ecco quindi che i tetti (in origine erano costruiti con delle foglie di palma, che vennero poi sostituite con delle lamiere di ferro), sono spioventi per far scorrere più facilmente l’acqua in caso di piogge molto forti, mentre contro il gran caldo venivano adottati vari accorgimenti. La veranda, per esempio, è uno degli ambienti più importanti di questi tipi di case: è questo, infatti, il posto ideale per ricevere gli ospiti o semplicemente per riposarsi al riparo dal sole, e non è un caso che anche le costruzioni più recenti, realizzate per far fronte alla grande richiesta di turisti che vogliono trascorrere una vacanza alle Seychelles
in appartamento o in villa, siano quasi sempre dotate di veranda.

Naturalmente col tempo le abitazioni e gli edifici delle Seychelles, pur mantenendo alcune caratteristiche del passato, ne hanno modificate altre. Oltre ai tetti, che come detto in origine erano fatti con foglie di palma, anche altre componenti della casa hanno conosciuto delle evoluzioni. Per i muri e i pavimenti, un tempo realizzati in legno, viene ormai utilizzato il cemento, e la cucina, che in passato era posizionata all’esterno per evitare che l’odore dei cibi speziati impregnasse le altre stanze, nelle costruzioni più recenti, soprattutto nel caso di case vacanze Seychelles, è ormai inglobata al resto dell’abitazione.

A cura di Martina Celegato
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Villa Doria Pamphilj: un restauro dovuto

Risale a pochi giorni fa’ la notizia con la quale il vicesindaco di Roma Cutrufo ha spiegato gli interventi volti alla tutela di uno dei giardini più belli di Roma: il parco del Gianicolo.

Situato sull’omonimo colle il parco con i suoi 180 ettari rappresenta la zona verde più ampia della capitale italiana includendo al suo interno anche un querceto e numerose piante di recinzione a racchiudere questo splendido patrimonio. Conosciuto meglio con il nome di Villa Doria Pamphilj l’unica variazione effettuata al suo perimetro è stata quella dovuta al “taglio” per l’apertura di via Olimpica. La villa è divisa principalmente in tre parti: il palazzo e i giardini chiamati pars urbana, la pineta ossia la pars fructuaria e la tenuta agricola chiamata pars rustica.

Risalente all’epoca romana come gran parte della città Villa Doria Pamphilj rappresenta con Villa Ada uno dei due polmoni verdi della città. Affascinante per storia e leggende che sono ambientante al suo interno questo parco sarà obiettivo di un  restauro vegetazionale che lo rimetterà a nuovo mettendolo così in maniera completa a disposizione dei cittadini.  L’edificio più antico della villa sorto lungo la via Aurelia è noto come “Villa Vecchia” esisteva già nel 1630 quando la tenuta venne acquistata da Panfilo Pamphilj. Tra il 1644 e il 1652 sotto il Pontificato di Innocenzo X Pamphilj venne costruita anche la parte nuova. Proprio questa villa inoltre fu teatro delle più celebri battaglie per la difesa della Repubblica Romana. Nel 1985 la villa fu unita alla vicina villa Corsini e tutto il complesso divenne una grande azienda agricola con coltivazioni e <a href=”http://www.vivailazzaro.it/it/produzione-piante.html”>piante frutto</a>.

Iniziarono poi nel 1939 gli espropri da parte del Comune di Roma e il nucleo centrale fu acquistato dallo stato italiano definitivamente ne 1957 con l’apertura al pubblico nel 1972. Solo la Cappella funeraria della famiglia Doria- Pamphilj, opera di Odoardo Collamarini, rimane di proprietà privata.

L’intervento che si andrà a fare all’interno del parco per rinvigorirlo è dovuto a differenti necessità di manutenzione di cui ha bisogno a partire dalla disinfestazione delle piante di Ailantus che praticamente hanno reso inagibile buona parte del territorio. Dopo questo lavoro di disinfestazione si procederà al rinfoltimento della vegetazione della villa attraverso la piantagione di <a href=”http://www.vivailazzaro.it/it/vivai-padova.html”>piante e fiori</a> e siepi in modo da valorizzare il patrimonio cittadino di alberi monumentali che da sempre abitano questo parco. In particolare molto ampio è al suo interno il querceto che in quanto storico e famoso era in particolare rischio di infestazione e per questo andava protetto in particolar modo con l’abbellimento di ulteriori <a href=”http://www.vivailazzaro.it/it/produzione-viti.html”>arbusti da giardino</a>. Tutti questi lavori saranno svolti anche per favorire il recupero della monumentale scarpata che collega la terrazza al viale Parco di Villa Corsini.

Sicuramente questa ristrutturazione è dovuta al parco sia perché sia più utilizzabile da parte dei cittadini sia per rivalorizzarlo con il recupero delle zone più bistrattate ma anche per la sistemazione delle infrastrutture che lo rendono un luogo unico da parte dei cittadini per svago, attività fisiche o relax.

A cura di Martina Celegato

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Il 67° Festival del Cinema di Venezia

Avrà luogo dall’1 all’11 settembre il Festival Internazionale del Cinema.
Arrivato alla sua 67 esima edizioni il festival veneziano rappresenta una vetrina insostituibile sia per i grandi nomi del cinema che al suo interno trovano spazio sia per la continua ricerca di innovazione e nuovi talenti da proporre al grande pubblico. Come di consueto scenografia di tale evento di fama mondiale sarà la suggestiva e meravigliosa città italiana per eccellenza: Venezia. E’ innegabile infatti che l’arrivo dei divi in barca, la loro uscita dagli hotel a Venezia alcune volte anche in gondola dia sempre un certo fascino retrò che fa in modo che la location diventi parte dello spettacolo stesso.

Anche quest’anno, come in tutte le altre edizioni, i film in concorso provengono da ogni parte del mondo e gli ospiti attesi sono di portata internazionale e mondiale anche se non mancheranno star nazionali sia del mondo cinematografico che dello show business più in generale. Quattro sono le giurie previste che assegneranno i premi alle pellicole in concorso. Quest’anno importanti sono i nomi dei presidenti infatti per il Venezia 67 (la gara principale) il presidente sarà Quentin Tarantino, per il Premio Orizzonti sarà Shirin Neshat, per la rassegna Controcampo italiano presidente dio giuria sarà il “nostro” Valerio Mastrandrea e per il Premio Luigi de Laurentiis, dedicato alle opere prime, il presidente di giuria sarà Fatih Akin.

Importanti sono poi i nomi dei registi in gara che come ogni anno si sottoporranno al severo giudizio delle platee che di volta in volta parteciperanno alla rassegna nonché al giudizio dei colleghi chiamati a fare da arbitri della competizione. Quest’anno il Leone alla Carriera verrà consegnato a John Woo, considerato senza ombra di dubbio uno dei maggiori innovatori del linguaggio cinematografico contemporaneo. Molto spazio inoltre sarà dato alle opere fuori formato, siano esse brevi o particolarmente lunghe, per spaziare a 360° nel linguaggio cinematografico e in tute le sue forme espressioni. Molte altre informazioni possono essere reperite direttamente all’interno deglihotels Venezia che da sempre offrono un servizio di alloggio incomparabile come il panorama offerto dalla città stessa.

Quest’anno l’apertura del festival avverrà con il cast completo del film più atteso in concorso “Black Swan” ossia con Natalie Portman, Winona Rider, Mila Kunis, Barbara Hershey e Vincent Cassel accompagnato dalla nostrana Monica Bellucci. Nonostante le polemiche che quest’anno hanno accompagnato la kermesse per la presunta esclusione di Pupi Avati, smentita dal direttore del festival Marco Müller.

Ma il Festival è solo una delle manifestazioni che spinge milioni di turisti a soggiornare a Venezia, nello stesso periodo infatti si tiene anche la tradizionale regata che rappresenta uno dei momenti topici del folclore veneto e che vede da sempre la partecipazione di un folto pubblico. Molte sono le offerte di numerosi week end Venezia che in alcuni casi includono anche il biglietto ingresso per la Mostra del Cinema o che comunque possono dare maggiori indicazioni su cosa vale la pena vedere durante questi giorni.
Senza dimenticare che Venezia è bella tutto l’anno!
A cura di Martina Celegato
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Mare o montagna… Calabria!

Per la scelta della destinazione per le vacanze estive la popolazione si divide nettamente in due: quelli del mare e quelli della montagna. Gli indecisi sono pochi; ma anche una volta presa una posizione, la scelta rimane difficile.
Le destinazioni per le settimane di ferie estive sono innumerevoli, e tutte meritano senza dubbio di essere viste; la scelta più classica per l’estate è il mare, per lasciare la montagna alla stagione invernale, con la neve e gli sci. D’estate molti preferiscono indossare finalmente il costume da bagno, tuffarsi in acqua e tornare a casa dopo aver fatto una buona scorta di salsedine, rilassati e abbronzati.

Nel Bel Paese la scelta per gli amanti dell’acqua è tanto vasta da confondere le idee: Tirreno? Adriatico? Ionio? Ligure? Tutti hanno i loro punti di forza e le loro meraviglie … la costa bagnata dal Mare Adriatico forse è quella più turisticamente attrezzata, quindi chi preferisce ambienti più naturali può pensare di dirigersi verso lo Ionio marina, che bagna parte della Puglia, della Calabria e della Sicilia; il sole caldo e i cieli azzurri attraggono moltissime persone in fuga dalla città e alla ricerca di una meritata pausa.

Naturale non vuol dire selvaggio, comunque: si può cercare un villaggio vacanze in Calabria nel quale trascorrere le proprie ferie tra mare, spiagge, buona cucina e tanto relax. In Calabria il mare rappresenta la principale risorsa turistica, fortuna che logicamente deriva dalla sua conformazione fisica, che la rende un paradiso naturale nel quale si possono soddisfare sia la voglia di mare, sia la voglia di montagna.

Scegliendo un villaggio resort in Calabria per le proprie ferie si possono unire relax e divertimento, mare e montagna, cultura e tradizione, il tutto accompagnato da un’ottima cucina e una calorosa accoglienza. Inoltre, durante il periodo estivo la Calabria offre un’enorme varietà di eventi musicali, sportivi e letterari, sparsi nelle diverse provincie: festival del cinema, del jazz, del blues, premi letterari e sportivi, e tantissimi altri eventi ancora. La cultura calabrese è antichissima, tanto da includere nei suoi dialetti una lingua che proviene direttamente dal Greco antico, chiamata appunto greco di Calabria: si parla tuttora in alcune zone della punta meridionale della regione, nella provincia di Reggio Calabria, ma fino al secolo XV era parlata nell’intera regione. L’origine precisa del greco di Calabria è ancora discussa: c’è chi sostiene che provenga dal Greco bizantino, chi invece dal greco della Magna Grecia, e la sua evoluzione fu distinta e indipendente da quello del Greco ellenistico; sta di fatto, comunque, che il greco di Calabria è una lingua arcaica, che utilizza vocaboli che nel neogreco non esistono.

Trascorrere le proprie vacanze estive in Calabria, insomma, sembra essere una soluzione in grado di coniugare tutte le possibilità che una vacanza può offrire, senza tralasciare nulla: mare, montagna, relax, cucina, divertimento, cultura, sport e in breve tutto ciò che ci si aspetta da una vacanza in più con numerose offerte villaggi Calabria. In più, le spiagge di sabbia bianca e le scogliere calabresi si gettano in un’acqua cristallina che certamente non deluderà nessuna aspettativa.

A cura di Martina Celegato

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Un bagno di stile, consigli per il tuo locale

Nella gestione di un locale pubblico, soprattutto nella sua progettazione, una particolare attenzione deve essere rivolta al bagno.
Come molti dicono infatti è proprio questa stanza essenziale che rispecchia la tenuta del locale. La sua particolarità, ricercatezza e stile restano sempre impressi in chi lo utilizza tanto che molti gestori di locali noti e alla moda hanno deciso di investire su di esso in particolar modo. Basti pensare alle immagini riportate anche dai telegiornali che mostravano bagni rivestiti in oro, tempestati di pietre preziose, con dipinti alle pareti, con la musica come accompagnamento e altre ricercatezze estremamente chic e di stile.

Non volendo eccedere come in questi casi citati si può arredare il bagno del proprio locale in maniera ricercata magari puntando su alcune ricercatezze o segni particolari di nostra invenzione e che rispecchino soprattutto l’idea ce vogliamo far passare del nostro locale e del suo essere. Molti sono i gestori che investono in sanitari di design, dalle forme particolari che non richiedono forti investimenti ma che danno all’occhio la parte che gli spetta. Molti altri sono quelli che puntano al colore sia sull’oggettistica presente all’interno sia alle pareti. Però non bisogna sottovalutare i servizi che si offrono all’interno della toilette: indispensabile è il buon funzionamento dell’impianto bagno che deve essere costantemente monitorato in modo da non creare disagi magari durante l’orario più intenso di lavoro. Buone idee sono anche quelle di fornire piccoli asciugamani monouso per le mani e fornire di distributori automatici di spazzolini da denti o particolari saponi. E’ indispensabile inoltre che il portasapone sia sempre pieno e che la carta igienica in abbondante quantità.

Molti altri sono poi i servizi che richiedono poco investimento e possono essere forniti all’interno di una toilette. Per esempio si può puntare su un divanetto da posizionare all’entrata o anche dentro la sala d’attesa, facendo ovviamente attenzione alla cura e alla pulizia dello stesso. In alternativa per la facilità di gestione si può puntare su alcune sedie di design particolari e ricercate. Una bella idea è anche quella di far applicare un mosaico sulla parete principale con colori che si intonino a quelli del locale. In ogni caso è comunque consigliabile installare un impianto di riscaldamento e climatizzazione e fare molta attenzione al tipo di illuminazione. La luce al neon, ma comunque la luce bianca in generale, deve essere evitata, è sempre meglio puntare su luce calda o, nel caso volessimo proprio dare un tocco particolare, colorata come azzurra, rossa e arancio, cercando comunque di evitare colori come il giallo o il verde.

Sicuramente è sempre meglio avere questo tipo di attenzioni quando si è in fase di avvio del locale, in modo da non creare disagi in seguito, quindi l’ideale è rivolgersi a una ditta di impiantistica termoidraulica che possa in seguito fornirci un buon servizio di assistenza anche in orari particolari come quelli di apertura serale o notturna, ad un buon designer o in alternativa affidarci al nostro gusto personale riflettendo su come vorremmo fosse il nostro bagno pubblico ideale.
A cura di Martina Celegato

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Un passaggio obbligato: la reception

Tra le varie parti che forniscono l’immagine di un’azienda c’è sicuramente il modo e il luogo dove vengono ricevuti i clienti.
Numerosi sono i corsi di formazione che negli ultimi anni fioccano all’interno di varie scuole e sempre più numerose sono le competenze richieste agli operatori e alle operatrici che in tal settore operano. Una delle competenze fondamentali richieste è sicuramente quella che concerne una buona dimestichezza con le lingue, solitamente due o più in base alla mole di affari dell’azienda. Indispensabile diviene quindi l’inglese e una della altre lingue più diffuse al mondo come spagnolo, tedesco e francese anche se negli ultimi anni molta importanza stanno avendo lingue come il romeno, il russo, cinese e giapponese. Inoltre molte altre sono le competenze che vengono segnalate come fondamentali nel settore che spaziano dalla cortesia, che purtroppo non si apprende, alla buona dialettica e capacità di gestire in maniera ottimale telefonate e visite di clienti.
Uno degli elementi che però non deve essere trascurato ma che anzi deve trovare una giusta collocazione all’interno dell’azienda è il luogo fisico dove collocare la reception che deve essere il primo ufficio visto da chi entra e deve essere collocato in una buona posizione, raggiungibile fisicamente anche dagli altri uffici. Quindi sono assolutamente da eliminare le cabine esterne allo stabile che danno l’immagine di un’azienda sciatta a meno che non vi sia all’ingresso un incaricato apposito al controllo delle entrate e delle uscite.
Una parte fondamentale però la ricoprono i mobili per reception che vengono scelti. Essi devono essere, senza ombra di dubbio, di qualità e strutturati appositamente per quello scopo. Quindi no a scrivanie tolte da qualche altro ufficio per essere collocate all’ingresso e no a postazioni precarie. Le ultime tendenze in fatto di design infatti hanno elaborato delle soluzioni innovative e altamente tecnologiche per la strutturazione sia di questi spazi che degli uffici in generale che prevedono l’impiego di pareti attrezzate che regalano la concentrazione necessaria al lavoro non privando chi lavora dei privilegi dell’open space.
L’arredamento per ufficio infatti, che un tempo veniva trascurato affidandosi a mobilia di dubbia qualità, sta ora subendo un forte sviluppo che punta soprattutto alla valorizzazione del luogo di lavoro non solo per chi viene a visitarlo ma soprattutto per chi lo vive ogni giorno. E’ stato appurato infatti come un luogo di lavoro piacevole influisca positivamente sia nella redditività che nell’efficienza del lavoratore dando una garanzia in più al datore di lavoro e alla sua attività.
Quindi il business al giorno d’oggi passa anche per i luoghi fisici dove si svolge, e la reception ne fa parte in primis motivo per cui l’investimento in mobilia per ufficio e in particolar modo per reception e uffici che spesso vengono visitati da clienti o fornitori rappresenta una necessità prima che un vezzo. Numerose sono le aziende vendita attrezzature ufficio che, oltre a mettere a disposizione prodotti di alta qualità efficienti e professionali, possono aiutarvi anche nello strutturare al meglio gli spazi a disposizione attuando soluzioni architettoniche e logistiche innovative.
A cura di Martina Celegato
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Lavorazione del legno: prospettive per la ripresa

Il legno e la sua lavorazione a livello economico rappresentano un business annuo di circa 5 miliardi di euro.
Come tutti gli altri settori dell’economia industriale anche quello del legno però ha subito una forte inflessione nel 2009 che ha addirittura dimezzato la produttività rispetto al 2008. I segni di ripresa però sono arrivati nel 2010 e proprio dai luoghi dove la produzione e lavorazione del legno è maggiore sono arrivate nel 2010 le ordinazioni più importanti destinate senza ombra di dubbio a diffondersi a macchia d’olio. Sono stati infatti Brasile e Asia a trainare il settore del legname sia per ciò che concerne le ordinazioni sia per ciò che concerne la richiesta di lavorazione e utensili altamente tecnologici di vario tipo che possano produrre particolari prodotti, dalle coperture legno lamellare al legno per abitazioni o altro tipo di costruzioni.
Proprio queste zone del mondo hanno decretato la ripresa del settore della meccanica strumentale per la lavorazione del legno grezzo e la sua successiva trasformazione in prodotti utilizzabili nell’edilizia e nella costruzione di case prefabbricate. Il settore della lavorazione del legno conta da sempre molti addetti ai lavori viste le varie fasi di cui si compone, dal taglio alla raffinazione fino all’ottenimento dei prodotti finiti. Al 2010 ben 300 in Italia sono le aziende che si occupano di tale settore per un totale di 10 mila addetti coprendo una fascia di mercato del 17%, nella quale però la Germania prevale da sempre e tutt’ora con una quota del 29%.
Tra i mesi di aprile e giugno 2010 proprio gli ordini di macchinari atti a questo scopo provenienti da questi paesi ha registrato un aumento di ben il 63,6% e le commesse della sola Italia sono cresciute dell’83%, fattore che evidenzia come la lavorazione del legno e il made in Italy sia sempre fonte di fiducia e elemento da quale ripartire per riemergere positivamente dalla crisi che ci ha colpiti nell’ultimo anno. Ovviamente l’unico modo per far fronte alla crisi economica resta comunque l’essere prudenti perché l’andamento di mercato può indirizzare il business ma non certo riportarlo ai livelli pre crisi.
Un segnale per essere ottimisti è però arrivato dal salone Xylexpo di Milano, maggior fiera del settore della lavorazione legno dopo la Ligna di Hannover, dove si sono registrati molti ritorni di agenti e importatori che hanno effettuato degli ordini, trend che si spera verrà confermato dalle fiere di settore che si terranno nel vicino autunno. E’ certo però, come hanno sottolineato le associazioni di settore italiane, una su tutte Acimall, che la produzione sta molto cambiando lasciando spazio ad una lavorazione del legno molto customizzata e orientata alle esigenze del cliente come nella produzione di case in legno a differenza di quella pre crisi che era molto orientata anche alla produzione industriale e a grandi accumuli di magazzino materiale in genere.
E’ necessaria comunque un’innovazione nel settore della lavorazione del legno in Italia che, a differenza degli altri paesi leader del settore come la Germania, vede solo 20 operai in media per piccola-media azienda contro il doppio delle aziende tedesche. Un’innovazione che sicuramente servirà ad ampliare i mercati, la produttività e la competitività nel campo internazionale.

a cura di Martina Celegato
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Il ritorno della classe e del galateo

Negli ultimi tempi fioriscono sempre di più sia nei giornali che nel web le rubriche che parlano di classe, gusto e galateo.
Se a qualcuno sembrano argomenti datati si sbaglia perché non solo sono temi molto ricercati sia dai giovani che dai datori di lavoro che vedono la classe come il fiore all’occhiello del buon manager e la buona educazione elemento fondamentale per la buona riuscita nella vita e nel lavoro. Numerosi sono i corsi che fioccano nei vari enti di formazione lavoro che si propongono di fornire almeno le regole base di comportamento come materia corollaria nella formazione professionale ed aziendale.
Il galateo nato come manuale di comportamento a metà del ‘500 per paziente opera dell’allora vescovo di Sessa Aurunca Galeazzo Florimonte, negli ultimi anni gli esperti del settore si sono dovuti tenere al passo con tempi e soprattutto con la tecnologia che, soprattutto nei più giovani ma non solo, ha introdotto comportamenti, gesti e consuetudini che solo fino a pochi anni fa’ erano impensabili. Quindi all’interno di questi corsi full immersion viene affrontato con particolare attenzione il tema del cellulare: niente urla o schiamazzi al in nessun luogo, soprattutto non quando si è in fila per i musei, bar, luoghi affollati o comunque nel raggio di qualche metro dai padiglioni auricolari di qualsiasi altra persona. Per le donne regola base deve essere quella di non rifarsi il trucco o i capelli (anche se questo consiglio non vale solo per le donne!!) sbattendo in faccia a chiunque specchietti, spazzole o qualsivoglia altro oggetto utile.
Ma il galateo va anche oltre il semplice comportamento tenendo conto di discipline parallele come il modo di vestire, la gestualità e tutto quello che dagli specialisti viene definito linguaggio paraverbale o non verbale con particolare attenzione per la buona gestione dell’intelligenza emotiva. Per quanto riguarda il vestiario innumerevoli sono i consigli sciorinati giorno per giorno, consigli che però cozzano inevitabilmente con le mode del momento diventando così arcaici e bacchettoni. Una breve sintesi: no ai pantaloni “alle ginocchia” che oltre a non essere eleganti perdono di qualsiasi utilità, va bene essere spigliati nel lavoro ma l’importante è non esagerare, idem per le gonne troppo corte soprattutto se abbinate a fisici non proprio longilinei, infatti per le donne la regola da seguire sempre e comunque è quella della finezza e della classe, quindi no a maglie troppo aderenti o troppo larghe, no a cravatte non abbinate alle camicie, se proprio non si è in possesso di una cravatta che si abbini e non si vuole investire in questo capo uscire senza.
Ma è a tavola, durante i pranzi di lavoro, che le regole del bon ton si scatenano in tutta la loro fierezza perché sia, il detto “dimmi come mangi e ti dirò chi sei” ha sempre avuto ragione soprattutto con clienti e fornitori dove anche quando meno ce lo aspettiamo siamo sotto esame. Quindi mai mangiare con ingordigia, masticare a bocca aperta o facendo rumore, fare la scarpetta sul piatto, appoggiare i gomiti sul tavolo o tenere il telefonino sul tavolo. E ultima, ma fondamentale regola da rispettare, mai mai mai usare lo stuzzicadenti. Alcune piccole nozioni che, se note, si possono mettere in atto senza problemi!
A cura di Martina Celegato
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Ricordate il Piano Casa? Eccolo un anno dopo.

E’ già passato un anno dall’entrata in vigore della norma chiamata Piano Casa, attuata dal governo italiano tutt’ora in carica.

La norma, volta al rilancio dell’attività edilizia ossia uno dei settori più colpiti dalla crisi, prevedeva agevolazioni nei lavori di ampliamento, demolizione e ricostruzione a fronte del riconoscimento di incentivi volumetrici anche in deroga alle preesistenti norme in materia di architettura e regolamentazione urbanistica. A regolamentare questa nuova legge oltre ai limiti imposti dalle norme statali e dalle norme regionali un ruolo fondamentale è stato rivestito dai comuni ai quali era delegato in toto il controllo e monitoraggio delle costruzioni e delle richieste. E questa tripla normativa a quanto emerge dalle statistiche rese pubbliche i primi di agosto hanno reso le procedure talmente lente e burocratizzate che le richieste sono state poche e soprattutto poco consistenti.

Solo due infatti sono state le regioni che hanno effettuato un costante monitoraggio delle richieste, entrambe del nord Italia: cioè Veneto e Lombardia. In Lombardia, come è emerso dai dati resi noti dallo stesso Ente Regione, 896 sono stati i Comuni che hanno emanato la loro delibera in merito ma poche sono state le richieste pervenute dai cittadini: 73 DIA e 60 permessi per la costruzione edifici residenziali.
In Veneto invece 475 Comuni su 581 (ben l’81%) hanno deliberato nei Consigli Comunali a riguardo del piano casa ma non vi è stata però particolare ricezione delle norme riguardanti l’erogazione di incentivi per la costruzione di abitazioni con applicati i principi di bioedilizia e risparmio energetico.

Deludente è stata invece la richiesta di interventi in Toscana: dalle stime che davano almeno 4000/5000 come certe per il primo anno ne sono pervenute solamente 400. Gli esperti affermano che le ragioni di questo flop sono da attribuire a cause di duplice natura: da un lato la crisi che sembra non terminare e dall’altro le normative della stessa Regione Toscana che risultano essere altamente restrittive soprattutto per quanto riguarda gli interventi nei centri urbani, nei condomini e case a schiera.

Ma visto l’esito deludente che tale piano casa nazionale ha avuto non solo in queste tre regioni analizzate ma in tutta Italia gli esperti sono andati a sondare le varie cause possibili che non sono da attribuire solamente alla crisi ma che, naturalmente hanno altri fattori che intervengono a sfavore dell’avvio della norma come previsto. I rappresentanti del settore edilizio hanno infatti sottolineato come la fetta commerciale che più doveva reagire e approfittare della norma Piano Casa Lombardia, Veneto e Toscana in particolare ma in tutte le Regione in maniera più generale ha subito fortissime restrizioni da parte dei Comuni che deliberando a riguardo hanno posto dei limiti troppo restrittivi.

La norma infatti, rivolta soprattutto all’ampliamento delle villette, è stata fortemente limitata dalla deliberazione del piano casa regionale e locale per parte di comuni e Regioni che per motivi di salvaguardia ambientale (le villette sovente sono presenti in zone di pregio) hanno vietato interventi che sarebbero andati ad intaccare l’habitat circostante e la sua forma.
Inoltre è da prendere atto che il governo ha solo emanato la norma senza prevedere l’erogazione di contributi per l’ampliamento e/o il restauro delle abitazioni fattore che, sempre a causa della crisi, ha dissuaso gli italiani dall’intaccare i risparmi per investirli in immobili.

Gli economisti dicono che la parte più consistente delle richieste per ampliamento e riqualificazione edilizia verrà presentata nei primi mesi dell’anno prossimo e terrà conto anche dei principi della bioedilizia e del risparmio energetico.
A cura di Martina Celegato

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