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Micam Shoevent: il trionfo del Made in Italy

All’interno di un’azienda è fondamentale per il suo buon funzionamento che la gestione informatica avvenga nel migliore dei modi.
Questo diviene ancora di più fondamentale importanza se si parla di manifatture e di qualificare all’interno del mercato internazionale. Le aziende italiane infatti hanno un must in più da potersi giocare per vincere la crisi: il brand italiano. E’ indiscusso infatti che il Made in Italy da sempre sia rassicurante per i consumatori sia italiani che stranieri. E’ questo il caso dello storico marchio di calzature toscane Moratti che torna con grande successo al Micam Shoevent che avrà luogo alla fiera di Milano, sita a Rho, tra il 19 e il 22 settembre prossimo.

L’evento, rivolto alle fasce alte dei consumatori internazionali di calzature, si propone come una sfida al mercato internazionale che con la sua forte competitività e riduzione dei costi ha costretto a chiudere molte manifatture e realtà artigianali del settore presenti in Italia. Organizzato dall’ANCI, cioè l’associazione dei calzaturieri in Italia mira a favorire il lavoro dei produttori che potranno esporre al suo interno l’intera gamma di proposte per la prossima primavera estate in modalità alternativa agli altri eventi fieristici. Lo Shoevent infatti inaugurerà la domenica per chiudere il mercoledì, scelta atta a favorire proprio il lavoro degli operatori. Evento di riferimento per la moda e per il mondo del fashion fin dalla sua prima edizione lo Shoevent ha permesso alle manifatture italiane di alto livello di poter vendere e mostrare i propri prodotto ai buyer internazionali che da sempre apprezzano il made in Italy in ogni sua forma ma soprattutto per il controllo qualità.

All’interno della manifestazione fieristica è prevista la presenza di circa 1600 espositori tra cui sarà presente una rappresentanza di 580 espositori stranieri. Fra questi una selezione particolare è dedicata all’interno dell’Area Visitors della manifestazione che ospita uno speciale stand dedicato ai designers stranieri del settore selezionati dagli organizzatori della fiera. Rispetto allo scorso anno inoltre la disposizione dei padiglioni è stata modificata per favorire la visione di tutti gli stand presenti, con una suddivisione più accurata e che tiene conto dei vari settori calzaturieri: calzature donna sofisticata, donna trendy, donna e uomo lusso ed elegante, calzature miste, moda giovane, calzature bambino e per concludere accessori per negozi.

Inoltre, sempre per incentivare il mercato e pubblicizzare la manifestazione nel centro di Milano sarà allestito il Micam Point chiamato “Profumi & Saperi dell’industria calzaturiera Italiana” dove verranno illustrate le sapienti e tradizionali procedure, le rimanenze finali e l’organizzazione aziendale dell’industria calzaturiera italiana. Verranno infatti esposte le varie fasi della produzione di una calzatura sia a mano che industriale con la possibilità di visionare la finitura ed effettuare il test del piede.

Il marchio toscano infatti si propone di assumere al suo interno tutta la filiera di produzione della calzatura italiana per garantire un lavoro altamente specializzato in tutte le sue fasi senza appoggiarsi a industrie che producono o assemblano all’estero. Come hanno sottolineato recenti casi di cronaca infatti il prodotto italiano, dal settore alimentare a quello industriale ma in particolar modo quello calzaturiero, è frequentemente vittima di imitazione e contraffazione fatto che spinge sempre più aziende italiane ad appoggiarsi a certificati di garanzia per assicurare ai clienti il miglior prodotto in commercio attraverso una gestione magazzino accurata che permetta una distribuzione capillare e una produzione che perlomeno risponda agli standard manifatturieri italiani.
A cura di Martina Celegato

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Sulle note della Fiera del Levante

Si terrà dall’11 al 19 settembre la 74esima edizione della Fiera del Levante.
Come dal 1936 l’evento fieristico internazionale si terrà all’interno degli stand della città di Bari. Considerata uno degli eventi italiani di portata internazionale più importanti per l’area europea e mediterranea si tiene all’interno del quartiere di Fesca San Girolamo e ha la sua entrata principale sul lungomare del capoluogo. Considerata la campionaria più importante del mese di settembre nella sua ultima edizione ha ospitato più di un milione di visitatori e circa duemila espositori provenienti da tutto il mondo.
Al suo interno si possono trovare diverse tipologie di espositori che spaziano dai settori meccatronico, meccanico, utensileria fino ad arrivare al settore denominato bazar dove vengono esposti gli aspetti più ludici e folkloristici della terra pugliese, così ricca di tradizioni e tipicità da risultare sempre apprezzata. Numerose sono infatti le aziende Bari e provenienti da tutta la Puglia che espongono i loro prodotti di artigianato o industria locale.
La Fiera del Levante affonda le sue origini al 1929, anno in cui il Comune di Bari, l’Amministrazione Provinciale e la Camera di Commercio cittadina deciso di fondare questa tipologia di evento. L’anno successivo come già citato si tenne la prima edizione a portata internazionale del settore campionario. L’intero quartiere fieristico, che oltre alla fiera campionaria ospita altri eventi, partito con una superficie di circa centomila metri quadrati ora è arrivato a ricoprire trecentomila metri quadrati. Nella globalità gli espositori che annualmente partecipano alle varie manifestazioni sono più di cinquemila e la somma totale dei visitatori supera i due milioni di ingressi.
Lo scopo principale della fiera del levante è sicuramente quello di internazionalizzare l’economia del meridione, il mercato Bari e di tutte le cittadine pugliesi del puntando a svilupparlo nell’economia dei paesi balcanici, dell’Europa dell’est e di tutto il bacino del mediterraneo, non a caso negli ultimi anni l’ente fiera ha partecipato a numerosi eventi che si sono tenuti in questi paesi.
Oltre all’attenzione verso l’economia all’interno di questa manifestazione trovano spazio diversi eventi e manifestazioni che sono volti ad incentivare la cultura, l’arte e la musica e la loro libera espressione in particolar modo all’interno della regioni del sud Italia. Sarà proprio all’interno di questa edizione della fiera e più precisamente all’interno del padiglione 116 che si terrà la seconda rassegna “E’ qui la musica” curata dal critico Carlo Gentile. Potenziata rispetto all’anno scorso quest’anno la rassegna prevede un rock contest aperto a tutte le cover band pugliesi e internazionali che si vogliano mettere in gioco davanti al vasto pubblico della fiera. Il contest si svolgerà proprio come un concorso che vedrà una finale a tre e un vincitore unico su giudizio di una giuria di giornalisti ed esperti che vincerà l’incisione gratuita di un cd con un’etichetta discografica. Le iscrizioni al contest sono ancora in fase di raccolta attraverso un “flash mob on the road”, il furgoncino tipico dei figli dei fiori, che da luglio è partito dalla provincia di Barie gira per la Puglia a caccia di iscrizioni.
Oltre al contest si svolgeranno dentro alla fiera anche cinque importanti convegni che verteranno sul tema della musica della sua contemporaneità e gestione che sonderanno diversi aspetti del settore, da quelli manageriali a quelli artisti per dare un quadro completo e multi sfaccettato del panorama contemporaneo grazie alla partecipazione di diversi esperti provenienti da scuole e conservatori rinomati a livello internazionale.
A cura di Martina Celegato
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Aiutiamo l’ambiente…ogni giorno

Uno dei temi salienti di quest’estate, ma che in realtà è un tema che si ripropone ciclicamente è quello dell’inquinamento.
Grave piaga del nostro millennio l’inquinamento ha molteplici cause le maggiori delle quali però vanno ricercate all’interno delle nostre abitudini quotidiane che ci spingono a compiere azioni che vanno costantemente ad intaccare l’ambiente che ci circonda. Grande scalpore e grande risonanza ha causato la cosiddetta marea nera , disastro ecologico che si è riversato sul Golfo del Messico causando irreparabili danni sia all’ambiente, sia all’economia che su esso si era fondata.
Importante per aver concentrato l’attenzione su questi temi così importanti per il preservarsi della terra l’evento però non deve distogliere l’attenzione dai costanti inquinamenti cui è sottoposto l’ambiente che ci circonda a partire dagli scarichi casalinghi giornalieri che, come ha evidenziato un rapporto sulla situazione delle coste toscane in Italia, rappresenta uno dei maggiori pericoli di contaminazione. Le varie associazioni ambientalistiche infatti si sono dichiarate preoccupate dal fatto che ancora troppo numerose sono le famiglie italiane non fornite da rete fognaria pubblica alla quale appoggiarsi ragione per cui sono costrette a scaricare i residui giornalieri come scarichi di lavelli, docce e vasche che non vengono opportunamente depurate prima di riversarsi nei fiumi o nei mari. E’ proprio per questo che numerosi rappresentanti di queste associazioni hanno elargito consigli a riguardo soprattutto per evitare che il costante scarico finisca per danneggiare irreversibilmente la fauna e la flora locali.
Dall’usare prodotti biologici fino al controllare periodicamente i serbatoi interrati, passando per il monitoraggio delle acque nere ed effettuare analisi sulle acque bianche molte sono le accortezza che sono state sottolineate. Proprio la questione della manutenzione serbatoi è diventata vitale in quest’opera di purificazione ambientale: essendo presenti pressoché in ogni abitazione la loro poca manutenzione o isolamento diviene una delle cause principali di contaminazione non solo delle acque ma quel che è più grave del terreno. Senza contare i danni economici che lo spargimento di carburanti nell’ambiente provoca ad ogni singola famiglia. Se sommate infatti, le spese causate dallo spargimento a causa del non mantenimento delle cisterne interrate ammontano a molte migliaia di euro l’anno.
La priorità assoluta quindi diviene la manutenzione e riparazione serbatoi che è divenuta tecnologicamente sempre più avanzata e soprattutto affidabile a tal punto da garantire per dieci anni l’isolamento completo della sostanza all’interno del serbatoio dall’ambiente circostante. Molte sono le modalità per effettuare una buona manutenzione dei serbatoi che ci servono per contenere i combustibili durante l’inverno. Innanzitutto la pulizia deve essere precisa e accurata e deve essere effettuata in maniera profonda e completa perlomeno una volta l’anno, si può approfittare della stagione estiva durante la quale non si necessitano grandi quantitativi di carburante. Oltre alla pulizia è inoltre necessaria una revisione, sempre annua effettuata da parte di professionisti del settore che possano evidenziare eventuali anomalie o problemi.
Oltre alla manutenzione dei serbatoi molti altri sono i piccoli gesti che possiamo mettere in atto quotidianamente come l’utilizzare la bici o andare a piedi per brevi tratte, differenziare sempre la spazzatura, usare prodotti poco aggressivi e limitare i consumi per quanto possibile magari investendo in un’autovettura a gas metano.
Piccole attenzioni che, se messe in atto da tutti, servono a dare il nostro piccolo tassello al puzzle dell’ecologia.
A cura di Martina Celegato Prima Posizione srl
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Gift Fair: e il Made in Italy trionfa

E’ cominciata il 14 agosto la nota Gift Fair di New York che come ogni anno si fa regina delle nuove tendenze essendo la fiera più rinomata e riconosciuta al mondo per il comparto Arredamento e casa. Quest’anno, grazie alla promozione da parte della Regione Umbria, ben 200 sono stati i metri quadrati messi a disposizione della regione del centro Italia all’interno dei quali i produttore artigianali e manifatturieri hanno potuto mostrare a livello internazione le loro produzioni di complementi d’arredo, oggettistica e accessori. Un’occasione unica e imperdibile che ha potuto mostrare al mondo di che qualità sia la produzione del Made in Italy e quali siano le caratteristiche alle quali questi prodotti devono obbligatoriamente risponder.

Numerosissime sono state le proposte riguardati l’arredamento e i complementi che sempre più si fanno segno vincente per i designer e per gli arredatori in genere. Oltre ai classici articoli di mobilia in legno, librerie sempre più usate come veri e propri principi delle stanze e complementi come sedie, tessuti per divani, tavoli e tavolini sempre più particolari quest’anno le proposte hanno osato molto anche in tutto ciò che concerne i materiali. Sempre più infatti la mobilia viene proposta in plastica e materiali acrilici che non temono il passare del tempo e , grazie al costo contenuto, possono essere cambiati spesso. Un altro materiale in cui il Made in Italy eccelle è sicuramente, oltre alla creatività, la pelle. Nota la sua lavorazione nella produzione di scarpe e abiti di alta moda e che rappresentano veri e propri investimenti per la vita. Proprio la manifattura italiana infatti è riuscita a dimostrare la sua supremazia nel campo vantando un’esperienza secolare e un livello qualitativo notevolmente superiore a qualsiasi altro tipo di lavorazione meccanica.

Ma gli impieghi della pelle e de pellame in genere non si limitano all’applicazione sull’abbigliamento. Sempre più infatti sta tornando in voga l’utilizzo della pelle nel rivestimento di divani e poltrone con l’ausilio di altri tessuti arredamento che rendono le composizioni delle vere e proprie opere d’arte e di design. Diventano sempre più vari e compositi i tessuti per arredamento che diventano parte integrante della casa stessa conferendo quell’atmosfera calda e accogliente che nella contemporaneità un po’ si è venuta a perdere a causa della continua ristrettezza di spazio o delle linee rigide proposte dagli stili moderni.

Un’altra applicazione della pelle è quella che la prevede impiegata nella composizioni di pavimenti in pelle. Proprio così questo materiale così resistente al tempo e all’usura viene impiegato anche per la pavimentazione, ovviamente interna di abitazioni ed uffici. Composta da quadrati rivestiti di cuoio e pelle del colore a piacimento questa pavimentazione si avvale della leggerezza del legno per garantire l’incastro perfetto delle “mattonelle” tra loro. Una sorta di evoluzione dei tappeti in pelle che molti ricorderanno come parte integrante dell’arredamento interno di saloni e camere da letto. Un’evoluzione che da’ la percezione di copertura globale della pavimentazione che sembra così prendere nuova veste e forma. Un’innovazione che sicuramente è destinata a diffondersi grazie alle sue garanzie di durevolezza nel tempo e bellezza estetica.

A cura di Martina Celegato

Prima Posizione srl

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Carnevale, fra tradizione e spensieratezza!

Le feste rappresentano dei momenti di spensieratezza e gioia che sono sempre esistiti.
Negli ultimi anni però si stanno diffondendo a macchia d’olio numerose manifestazioni a tema, festival e feste singole che si rifanno a specifici argomenti ma che, appositamente o involontariamente, finiscono per richiamare in qualche modo il carnevale.
Il carnevale, da noi festa di eccellenza che ci permette di travestirci e sciogliere le regole sociali per alcuni giorni l’anno affonda le sue radici negli antichi riti greci delle feste dionisiache e in quelle romane chiamate saturnali. Nonostante queste origine pagane il carnevale è una festa che viene celebrata soprattutto dai paesi di tradizione cattolica. Il carnevale rappresentava, e rappresenta tutt’ora seppur in maniera meno sentita in alcuni luoghi, un periodo di rinnovamento seppur simbolico durante il quale tutti gli ordini sociali venivano sovvertiti a favore del caos, caos che prontamente rientrava al termine delle celebrazioni soprattutto una festa di rinnovamento.
E queste tradizioni si sono conservate in molti luoghi del mondo, basti pensare al famoso Carnevale di Rio, dove fanno da padroni i costumi e le danze delle ballerine, o al più vicino Carnevale di Viareggio, dove i carri rappresentano una delle tradizioni più longeve in Italia, momenti in cui tutti sono liberi di scatenarsi lungo le strade e staccare dalla routine. Però nonostante durante questi eventi regni il caos e la confusione ci sono alcuni elementi caratteristi che rendono inconfondibile questa celebrazione. Innanzitutto non possono mancare le maschere, che in alcuni casi vista la quantità di persone sono delle vere e proprie forniture di maschere. La maschera infatti è proprio l’elemento che permette di sovvertire l’ordine nascondendo la propria personalità e permettendosi di essere chi si ha voglia di essere.
Un altro elemento fondamentale, soprattutto per i più piccoli ai quali vengono dedicate varie manifestazioni sono i coriandoli, sono molte le fabbriche che si occupano di articoli per feste che si sono specializzate creandoli coriandoli delle forme e materiali più svariati permettendo quindi di lasciare spazio alla fantasia e al colore. Sono proprio questi piccoli pezzetti di carta che permettono ai più piccoli di sovvertire l’ordine, basti pensare a quante volte le mamme, le maestre e le educatrici in genere ripetono ai più piccoli di non sporcare, non disordinare, etc. Legate ai coriandoli ci sono poi gli accessori per feste che vengono usate anche come decorazioni e giochi.
Altri elementi caratteristici del Carnevale sono sicuramente i nasi rossi da clown che da soli creano l’atmosfera spensierata di questi fantasiosi personaggi idoli dei bambini. La sola presenza dell’oggetto crea ilarità e voglia di scherzare anche nei momenti tristi, caratteristica che l’ha fatto diventare un elemento indispensabile per le feste dedicate ai più piccoli.
Sono poi molti altri gli elementi che caratterizzano le feste, oltre a quelle di carnevale, che spaziano dalle decorazioni in genere ai prodotti per party da distribuire a tutti i presenti fino ad arrivare alle affascinanti maschere che caratterizzano il Carnevale di Venezia da sempre elaborate e particolarmente sontuose tanto da attirare migliaia e migliaia di turisti ogni anno che accorrono per vedere e ammirare questi fantastici travestimenti.
A cura di Martina Celegato
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Istruzioni per l’uso in azienda

In qualsiasi azienda, sia essa grande o piccola, la priorità assoluta deve essere data alla gestione delle risorse umane.
Non vi è certezza di rendita infatti come quella data da un dipendente soddisfatto o orgoglioso del suo lavoro. Una persona che, nel luogo dove passa la maggior parte della giornata, sta bene e a suo agio è di certo la miglior garanzia che un datore di lavoro possa avere. Certo non sempre questo è possibile ma esistono numerose alternative per rendere il più piacevole possibile il luogo di lavoro in cui si opera. Numerosi sono i corsi che si rivolgono agli imprenditori perché si pongano come obiettivo non il guadagno smodato ma la creazione del gruppo dei dipendenti dove la forza trainante sia la personalità dell’imprenditore ed egli stesso non con l’autoritarismo e l’imposizione.
Innanzitutto è da segnalare la gestione degli spazi che deve essere accuratamente studiata in modo da creare aperture, non barriere, tipologia architettonica che molte aziende hanno seguito privilegiando ampie vetrate che, oltre a rendere luminoso l’’ambiente, permettono un contatto interpersonale un’interazione a volte involontaria tra i dipendenti e comunque chi opera all’interno dell’azienda. Un altro consiglio che danno numerosi esperti di psicologia del lavoro e gestione delle risorse umane è sicuramente la creazione di spazi comunitari e, ove non fossero adeguatamente strutturati, allestire degli appositi “angoli” relax che al contrario delle critiche subite in passato, favoriscono la produttività in quanto delle pause, anche di pochi minuti durante l’orario di lavoro sono necessarie e indispensabili. Ma oltre a queste attenzioni particolari, che comunque sono necessarie al benessere sia di dirigenti che di dipendenti è essenziale che, per esempio, la gestione presenze avvenga nella maniera più rapida ed efficiente possibile. Molte sono le alternative a cui ci può appoggiare: esistono in commercio numerosi software risorse umane e moltissime sono le persone adeguatamente preparate a svolgere queste mansioni tra le quali sicuramente rientra la gestione ordini di tutto ciò che riguarda i dipendenti. E’ indispensabile infatti che proprio la gestione dei permessi, della documentazione relativa a malattie, richieste e altre necessità siano gestite nel migliore dei modi e soprattutto in modo personale e accurato per ognuno di essi. Un’altra componente essenziale per il benessere in azienda è sicuramente quella della formazione. Molte volte elemento trascurato la formazione personalizzata del dipendente risulta fondamentale dalla piccola alla grande azienda e non può essere affidata ai dipendenti che già operano al suo interno in quanto, non certo per loro colpa, può risultare lacunosa e non completa per il nuovo assunto. Ma non si deve pensare che la formazione iniziale sia sufficiente: quello che tutto gli esperti suggeriscono è la formazione continua sia per ciò che riguarda software azienda, sia per ciò che riguarda la sicurezza e le normative di igiene. E proprio questa formazione diviene essenziale quando si parla di luoghi pericolosi o che possono diventare tali come industrie, magazzini, locali di maneggio di sostanze pericolose e simili. Un’azienda perfetta di certo non esisterà mai perché il semplice confluire di più personalità crea tensioni, simpatie e antipatie ma è essenziale che gli sforzi per un’azienda migliore siano continui e provengano sia dal datore di lavoro sia dal dipendente.
A cura di Martina Celegato
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Chirurgia plastica?! Ecco alcuni consigli

Si terrà dal 24 al 27 settembre 2010 il 59° Congresso Nazionale di Chirurgia Estetica che quest’anno si terrà presso Centro Didattico Policlinico S. Maria alle Scotte a Siena.

I temi che riguardano questo tipo di chirurgia sono molto attuali soprattutto dopo i numerosi casi di cronaca che hanno sconvolto l’opinione pubblica creando equivoci sull’utilità di questa branca della medicina. Molte volte infatti ad essere presi come esempio sono stati casi eclatanti che diventano emblema negativo di una realtà che nella quotidianità opera nelle in rigide condizioni igieniche e gode di straordinari professionisti. La chirurgia plastica infatti, se agisce con il confluire di varie professionalità per il benessere del paziente, può veramente cambiare in meglio la vita di una persona. Non dimenticando che, in molti casi, questi tipi di intervento diventano indispensabili per tornare alla normalità dopo malattie quali il tumore al seno. In effetti il chirurgo plastico si trova frequentemente a collaborare con specialisti di altre discipline nella terapia delle più varie patologie per la programmazione ed esecuzione del trattamento ricostruttivo. Oggi il campo di applicazione della chirurgia plastica va dallo studio e terapia delle malformazioni esterne, soprattutto dell’estremo cefalico, dell’arto superiore, dei genitali, al trattamento di patologie acquisite specie di origine traumatica, quali le ustioni; dalla chirurgia oncologica a quella estetica integrandosi e arrivano ad essere parte fondamentale per il benessere del paziente.

La chirurgia plastica, molte volte affrontata con leggerezza, negli ultimi anni sta avendo una forte rivalutazione dal punto di vista etico: molti sono stati i professionisti del settore che hanno ribadito in diversi modi come ci sia la necessita di appoggiarsi ad un ospedale o una casa di cura privata riconosciuta a livello nazionale prima di affrontare un tale tipo di intervento e come sia indispensabile che prima di decidere di sottoporsi a qualsiasi operazione ci si sottoponga a colloqui con diverse personalità mediche quali psicologi, psicoterapeuti e quant’altro che possono aiutare a superare il disagio con il proprio fisico. Infatti, solo nel caso in cui i colloqui con tali specialisti non diano i frutti sperati sono previsti gli interventi chirurgia estetica. Questi interventi, come si ribadisce sempre più spesso, sono delle vere e proprie operazioni chirurgiche che come tali necessitano di forte professionalità e hanno delle conseguenze quali il dolore, le cicatrici e, come hanno denunciato alcuni casi di cronaca, se non vengono eseguite sotto il più rigido controllo medico conseguenze ancora più gravi. Ed è sbagliato pensare che siano solo le donne che fanno riscorso a tali trattamenti, come dicono le statistiche infatti, sono sempre più gli uomini che ricorrono ad interventi, i classici “ritocchini”, per mantenersi giovani e ingannare il passare del tempo.

Solo un ospedale chirurgia specializzato e delle professionalità brillanti possono portare a termine nel migliore dei modi questi interventi garantendo il successo delle operazioni e i risultati sperati senza correre inutili rischi. Quindi è sempre necessario affidare il proprio corpo e la propria vita, soprattutto quando ci si sottopone a interventi chirurgia plastica viso, in mani esperte senza voler risparmiare e senza voler cambiare troppo il proprio corpo imitando stereotipi irraggiungibili. Anche molti chirurghi infatti consigliano che la miglior cura per chi soffre di disagi legati alla fisicità sia quella di accettarsi per come si è magari curandosi di più attraverso lo sport e cure estetiche non invasive.
A cura di Martina Celegato

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Le variabili di un arredamento moderno

Il salotto è una stanza molto importante per la caratterizzazione della casa, i mobili devono essere funzionali e belli, a seconda del gusto di chi ci vive.

Per chi ama l’arredamento moderno e i colori vivaci, non è necessario cambiare tutti i mobili ma può essere sufficiente acquistare determinati oggetti del colore desiderato. Per esempio è possibile acquistare delle sedie di plastica per il tavolo colorate, magari coordinate con qualche altro mobile, come per esempio uno specchio con la cornice verde, oppure un orologio, colorato, oppure le rifiniture o le maniglie dei mobili nel colore desiderato. Ovviamente l’importante sarebbe decidere in anticipo l’effetto che si vuole ottenere, in modo da scegliere con cognizione. Questi elementi permetto nodi creare un’atmosfera vivace e moderna per l’arredamento salotto, mobili che donano design e vita all’ambiente.

L’arredamento moderno è senza dubbio quello che offre maggiori possibilità e maggiori variazioni possibili, sia per quanto riguarda i materiali che le forme e i colori. Inoltre per chi ama gli oggetti di design, con un salotto moderno è molto più facile inserirli nell’ambiente in modo tale che non stonino e si integrino con gli altri mobili e accessori d’arredamento. Pezzo fondamentale dei mobili soggiorno è il divano. Il divano deve rispondere a molteplici requisiti, il primo fra cui è essere comodo, ma anche essere della misura giusta, avere dei braccioli comodi per potercisi appoggiare senza farsi del male. Per chi ha molti amici che vengono in visita si può pensare anche di comprare un divano letto. Potete anche sbizzarrirvi nella scelta del colore e del materiale, i divani di pelle sono molto eleganti ma molto delicati e in estate la pelle tende ad appiccicarsi alle gambe. Un divano in tessuto spesso è anche lavabile, l’ideale per chi ha bambini e costa molto meno della pelle. Ma si può sempre ricorrere ad un copri divano colorato, se volete cambiare il colore del vostro divano per accordarsi agli altri mobili.

Per dividere le diverse zone della casa, molto comodo e facili da usare sono le pareti divisorie, per separare la zona giorno dalla zona notte, così potrete sbizzarrirvi anche per l’arredamento camera da letto. Le pareti mobili permettono di avere molta più luce in casa. Per i mobili del salotto, si può scegliere se puntare sulle mensole e occupare quindi meno spazio, oppure optare per una parete attrezzata, senz’altro più d’effetto. Oppure unire mensole e librerie arredamento, da abbinare ovviamente con gli altri oggetti per quanto riguarda il colore. Potete scegliere anche se usare le ante in vetro che permettono di vedere cosa c’è dentro e dare più luce, oppure le solite ante di legno. Questo dipende soprattutto da ciò che c’è dentro e se davvero vale la pena mostrarlo. In ogni caso le mensole saranno molto utili, soprattutto per chi ha molti libri o soprammobili, anche queste si possono trovare in vari colori, per rendere la casa davvero vivace e piacevole.

I mobili moderni offrono moltissime possibilità e spesso ad un prezzo decisamente inferiore. Grazie a questo, potrete anche sbizzarrirvi a modificare l’arredamento ogni volta che ne avrete voglia, sia spostando i mobili, di certo abbastanza leggeri, sia comprandone di nuovi.

A cura di Martina Celegato

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Investire sull’immobiliare

Con la crisi a cui abbiamo assistito in quest’ultimo anno era inevitabile che il primo a risentirne fosse il mercato immobiliare che da sempre è quello che nei momenti di difficoltà economica subisce una contrazione non indifferente.

Nonostante questo però nel rapporto annuale del settore immobiliare in tutta Europa e in tutti i paesi che fortemente hanno risentito della crisi c’è stata una, seppur lieve, ripresa del settore dell’immobiliare. L’unico paese in cui questa ripresa è stata veramente molto vaga è stato l’Italia. Nel bel paese infatti il mercato immobiliare è ancora notevolmente lontano dalla ripresa dei prezzi e di quantità transatte.

Infatti mentre negli altri paesi europei durante la primavera il clima di fiducia verso lo stato e le sue istituzioni si è rinvigorito favorendo così il riavvio di investimenti e gli incrementi delle compravendite in Italia questo non è avvenuto tanto le richieste di immobili per uso abitativo si sono praticamente stabilizzate, le richieste per immobili da adibire ad attività di produzione è un ambito tutt’ora depresso che sicuramente tarderà a lungo la sua ripresa visto che il settore imprenditoriale è ancora fortemente in crisi e incerta.

L’offerta disponibile al momento è molto alta soprattutto se confrontata con i dati risalenti ad appena due anni fa’ quando si stipulavano ben 800 mila compravendite di abitazioni., quando la crisi non si era ancora accanita su questo settore e non vede via d’uscita perché le difficoltà di credito sono diffuse tra la cittadinanza che molte volte non è in grado di poter affrontare un mutuo di tale portata o hanno difficoltà di credito che impediscono magari a giovani coppie di poter affrontare la spesa che comporta una casa.

Il settore immobiliare che non risente di questa situazione è solo uno: le case di prestigio. Questo infatti può essere definito l’unico ramo del mercato immobiliare che non ha conosciuto flessioni nel corso della crisi, anzi ha mantenuto un buon equilibrio tra domanda ed offerta che ha permesso a questo settore non solo di mantenersi in piena attività anche durante la crisi ma anche di crescere e far fiorire nuove attività che hanno saputo approfittare del momento favorevole al loro sviluppo. Ma l’ambito delle abitazioni di lusso rappresenta veramente un mondo a parte nel mercato immobiliare in quanto non ci sono mai stati notevoli cali di mercato o blocchi commerciali.

Nell’immaginario collettivo infatti investire immobili rappresenta un affare certo e sicuro, sul quale puntare perché garanzia di ritorno economico. Addirittura nella “nostra” Milano, un’inchiesta realizzata intervistando numerosi agenti immobiliari ha confermato non solo che tale mercato non ha mai subito inflessioni ma sembra che addirittura la domanda di tali immobili superi l’offerta che la città può dare.

Unica pecca di tale mercato sembra essere la recente “macchia nera”, il disastro ambientale causato dal petrolio nel golfo del Messico che sembra aver influito notevolmente sul mercato locale e sulla vendita immobili prestigio, in quella zona molte sono le star e i “ricchi” che hanno preso casa, non solo della Florida ma anche di tutta la zona circostante.

A cura di Martina Celegato

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Fine della Crisi

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Cassino centro del jazz: Bollani e Rava sul palco

Il festival più importante del panorama jazz italiano si terrà dal 16 luglio al 1 agosto tra le città di Atina e Cassino.
L’Atina Jazz Festival è nato nel 1986 per volontà di Vittorio Fortuna, dal quale deriva anche lo slogan “Per Fortuna che c’è il jazz”. La manifestazione ha già tenuto le sue serate d’anteprima dal 16 al 18 luglio durante le quali si sono esibiti diversi artisti cioè i Grand Four con il tour d’Italie, i Loko Motive Trio con Migrazioni e Paolo Damiani con Rita Marcotulli. Già rinomato nel panorama internazionale quella di quest’anno si preannuncia come la più prestigiosa di tutte le edizione grazie anche alla presenza di grandi personalità artistiche di portata internazionale sia grazie alle numerose attività parallele che coinvolgeranno le cittadine vicine e spazieranno in varie tipologie di eventi volti a far conoscere ed apprezzare la buona musica di qualità anche al grande pubblico.

E’ proprio tra queste iniziative “collaterali” che si collocano gli eventi che si svolgeranno nella città di Cassino, particolari per la loro originalità come il Demo Jazz Award, concorso per band emergenti, e l’atteso concerto di Stefano Bollani e Enrico Rava che si esibiranno sabato 1 agosto.

. Conosciuto da tutti come uno dei migliori jazzisti viventi, fiorentino di nascita Bollani si diploma al conservatorio nel 1993 e dopo una breve esperienza nella musica pop trova la sua realizzazione all’interno del panorama jazz. Un talento unico che lo porta a collaborare con i migliori artisti in campo internazionale come Gato Barbieri, Lee Konitz, Pat Metheny, Michel Portal, Paolo Fresu, Han Bennik e Phil Woods. Grandi collaborazioni che lo portano a vincere numerosi riconoscimenti in campo internazionale fin dagli esordi infatti è del 1998 il premio della rivista Musica Jazz e del 2007 l’European Prize come miglior musicista. Ma è all’interno del contesto italiano che il pianista trova l’apice delle sue composizioni: con il suo mentore, il trombettista Enrico Rava La sua collaborazione più proficua però avviene con il suo mentore, il trombettista Enrico Rava. Con lui infatti nel 2008 ha ricevuto un nomination come best jazz album per “Third man” agli Italian Jazz Awards.

Il duo Bollani-Rava è internazionalmente riconosciuto come uno dei migliori spettacoli live non solo nel panorama italiano, ma anche in quello europeo. La qualità, l’intensità e la maestria dei due musicisti fa si che ogni concerto sia uno spettacolo unico e irripetibile grazie alla loro imprevedibilità che ogni volta spazia nelle varie melodie con naturalezza e passione. L’esibizione a Cassino rappresenta un’occasione unica di assistere a questo spettacolo non solo per gli appassionati di jazz ma anche per i turisti che alloggiano in hotel a Cassino o per chi casualmente si trovasse a passare in quelle zone ma anche per chi, essendo venuto a conoscenza del concerto da poco, trovasse delle camere cassino last minute. Proprio la location infatti diviene fiore all’occhiello della manifestazione che si tinge di storia grazie ad opere monumentali dell’epoca romana da non perdere come l’Anfiteatro Romano, il Teatro Romano, la via Romana, il Mausoleo e le Terme. Senza dimenticare il divertimento che di certo in queste zone non manca vista la vicinanza con diverse location e l’acquapark.

E proprio il concerto si incastra perfettamente con il luogo, facendolo parte dello spettacolo stesso. Bollani e Rava infatti si esibiranno all’interno della meravigliosa cornice del Teatro Romano, stessa location che l’anno scorso fu di Gino Paoli, che da sola crea un’atmosfera di dialogo tra il pubblico e l’artista.
A cura di Martina Celegato

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Automazione: nascita e applicazioni

L’automazione è uno degli aspetti che maggiormente caratterizzano vari ambiti della nostra vita e della produzione industriale, tanto che sembrerebbe impensabile non poter più ricorrere a determinate tecnologie o strumenti automatici per realizzare determinate azioni o produrre particolari prodotti (basti pensare alla domotica, ossia all’automazione applicata all’ambito domestico).

Anche se ormai l’automazione pervade la nostra vita quotidiana, il termine “automazione” (dall’inglese “automation”) è relativamente recente, dato che venne usato per la prima volta nel secondo dopoguerra Il termine si riferiva a al fatto che in particolari tipi di industria, in particolare quella automobilistica, cominciavano a venire introdotti dei dispositivi automatici e di controllo nelle linee di produzione molto avanzati per l’epoca. In particolare, si pensa che a coniare il termine “automazione” sia stato D.S. Harder, un dirigente della Ford Motor Company, ma anche se la parola automazione è stata utilizzata per la prima volta solo verso la metà del Novecento, si può parlare di automazione, in particolare di automazione elettronica industriale, ossia dell’applicazione di macchine automatiche per la produzione industriale, già nel XVIII secolo, con l’avvento della Rivoluzione Industriale.

Con automazione si intende la sostituzione del lavoro dell’uomo con delle macchine in sistemi autogovernanti, sostituzione che avviene sia allo scopo di evitare lavori troppo pesanti o ripetitivi, sia per compiere dei lavori che senza l’ausilio di tali macchine non potrebbero venire svolti. Prima delle Rivoluzione Industriale si poteva parlare al massimo di meccanizzazione, ossia del processo per cui parte del lavoro dell’uomo viene svolto da macchine. Da sempre l’uomo ha cercato di alleggerire il proprio carico di lavoro tramite strumenti e dispositivi di tipo meccanico, quali carrucole e sistemi di sollevamento, solo per fare qualche esempio, ma è solo a partire dalla Rivoluzione Industriale che cominciarono a sorgere fabbriche nelle quali gli operai venivano chiamati a svolgere la stessa azione ripetitiva per un numero imprecisato di volte, e che cominciò quindi a rendersi necessario sostituire l’uomo con delle macchine che svolgessero lo stesso lavoro.

L’automazione industriale ha portato a delle conseguenze rivoluzionarie, che hanno mutato il volto della società, e che hanno avuto un forte impatto sulla produttività e sullo stile di vita delle persone. Grazie all’automazione, aumenta il tasso di produzione e allo stesso tempo diminuisce la quantità di lavoro impiegato, con un’evidente ripercussione sull’aumento della produttività e, conseguentemente, sulla riduzione dei prezzi dei prodotti realizzati su scala industriale. Lo sviluppo e la diffusione dei componenti elettronici uniti all’automazione hanno inoltre cambiato, più che sostituito, il lavoro dell’uomo: se gli operai non sono più chiamati a svolgere il lavoro che adesso compiono le macchine, si rendono però necessarie delle figure specializzate in grado di usare e controllare le tecnologie impiegate nelle industrie automatizzate.

Con l’avvento dell’elettronica e dell’informatica l’automazione ha fatto ulteriori passi avanti, ed è stata via via applicata agli ambiti più diversi, dalle società di servizio alla medicina (protesi robotizzate, robotica medica), dalla comunicazione (la commutazione telefonica è stato uno dei primi campi di applicazione dei sistemi di automazione, e si è sviluppato enormemente in seguito) alle macchine di assemblaggio componenti, anche se non tutte le operazioni possono essere eseguite automaticamente: per esempio nel caso del montaggio schede
elettroniche e della realizzazione circuiti stampati, che hanno diverse applicazioni, come nel campo dell’elettronica sicurezza, la produzione è solo coadiuvata da macchinari automatici. Come a dire che nonostante i progressi nel campo dell’automazione, il lavoro dell’uomo è ancora indispensabile.

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L’energia del vento

Dopo la conferenza ONU sul clima che si è tenuta l’anno scorso a Copenhagen l’attenzione verso l’ambiente ma soprattutto verso il risparmio energetico è divenuta una priorità non solo per i governatori ma anche per la gente comune.

Le modalità per rispettare l’ambiente infatti sono numerosissime e si può cominciare da semplici gesti che, se compiuti ripetutamente possono realmente contribuire alla conservazione e tutela della nostra preziosa terra. Molte di queste abitudini fortunatamente sono entrate a far parte della nostra routine come il riciclaggio, la differenziazione dei rifiuti, l’utilizzo di lampadine a “risparmio” energetico e la messa in funzione di molti elettrodomestici in fasce orarie ben precise.

Oltre al fotovoltaico una delle forme di energie rinnovabili che si sta diffondendo a macchia d’olio è sicuramente l’eolico. L’energia eolica è il prodotto della conversione dell’energia cinetica del vento in altre forme di energia ed è stata la prima forma di energia prodotta dall’uomo dopo il fuoco. Ovviamente per la società in cui viviamo e le necessità che abbiamo l’energia in cui viene convertita non è più come un tempo, nell’epoca preindustriale e industriale, quella motrice direttamente sul posto (tipica delle zone molto ventose come i Paesi Bassi in cui i mulini a vento sono entrati a far parte del panorama) ma energia elettrica. Rivalutata negli ultimi tempi per il suo insito essere estreme “green” verso la fine del 2009 si è arrivati a coprire l’1,5% del fabbisogno elettrico mondiale, con una crescita costante visto che questa percentuale è raddoppiata tra il 2005 e il 2008. Nel maggio del 2009 otto sono stati i paesi nel mondo ad entrare in possesso di centrali a scopi commerciali raggiungendo ottimi profitti. L’energia eolica viene prodotta mediante l’installazione di parchi eolici che vengono direttamente connessi alle centrali elettriche ove possibile ma vi sono molti casi in cui queste tipologie di impianti vengono utilizzati per coprire il fabbisogno energetico di luoghi isolati e poco raggiungibili. Per il consumo domestico estremamente interessanti sono gli impianti che vengono chiamati minieolico o microeolico. Questi sono impianti che, come dice il loro nome, vengono utilizzati per coprire un basso fabbisogno energetico adatti per abitazioni o piccole attività economiche. Solitamente per minieolico si intendono gli impianti che supportano una potenza nominale fra 20 kW e 200 kW mentre per microeolico gli impianti inferiori a 20kW. Per la legge del mercato questi piccoli impianti, come peraltro succede anche per il fotovoltaico o l’energia solare in generale, hanno un costo più elevato di quelli a larga scala con un costo al kW di circa 1500/1300 euro, prezzo che sicuramente andrà diminuendo. A differenza del fotovoltaico però le normative non sono ancora ben definite in tutti i paesi perché questa tipologia di impianti viene molto criticata per l’ impatto paesaggistico che le turbine causano inevitabilmente. A loro vantaggio però c’è sicuramente il fatto che sono impianti molto tecnologici che riescono a sfruttare sia le correnti ventose deboli sia le improvvise raffiche di vento che si verificano nelle zone montuose o lungo i litorali.

Inoltre è da considerare che i generatori microelettrici non hanno un impatto visivo molto differente da quello che possono avere impianti di illuminazione pubblica oppure un ripetitore della telefonia cellulare.
A cura di Martina Celegato

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Cuochi…pronti, via!

Uno dei mestieri che sono da sempre esistiti ma che nell’ultimo periodo stanno avendo una nuova gloria grazie soprattutto a programmi televisivi che danno loro sempre più spazio e attenzione è quello del cuoco.
Bisogna però ammettere che la professione culinaria e tutto il marketing che ruota ad essa intorno ha saputo mantenere il passo con il tempo adeguandosi alle tendenze ma rimanendo ben salda e aggrappata alle tradizioni, sperimentando nei gusti ma non tradendo la bontà dei prodotti e la loro preparazione. Mestiere un tempo riservato a chi poteva permettersi di svolgere l’apprendistato presso i più famosi cuochi in circolazione negli ultimi anni è riuscito ad entrare nella top ten dei lavori desiderati dai giovani facendo registrare un’impennata non indifferente nelle iscrizioni agli istituti alberghieri. Inoltre l’ incastro di competenze che questa professione ha subito con altre correlate, ma non solo, ha permesso ai cuochi di non rimanere intrappolati all’interno della cucina ma di spaziare in tutto il locale creando mix inconfondibili e inimitabili di cultura gastronomica, architettura e divertimento grazie a ristoranti di design e locali alla moda che mescolano le tendenze alla tradizione non facendo mancare nulla al divertimento degli avventori.
Il lavoro del cuoco non è un lavoro facile, bisogna studiare, impegnarsi avere le capacità e spirito di sacrificio che permettano di compiere esperienze in svariati campi dando così la capacità, la competenza e l’esperienza necessarie per poter aprire un proprio ristorante o ricevere premi e riconoscimenti.
Uno degli ambiti che richiede capacità organizzative, autonomia e sacrificio è la specialità dello chef a bordo delle navi da crociera. Professione che permette di viaggiare tutto l’anno (due sono i mesi di “stop” nell’arco dei 12 annuali) negli ultimi decenni sta diventando una delle più richieste nell’ambito culinario in quanto non solo mette a frutto quanto imparato durante gli studi o durante le esperienze acquisite, ma anche perché permette di spaziare con la fantasia, creare piatti stravaganti (come le costruzioni in ghiaccio, le composizioni con frutta e verdura) e soprattutto sperimentare il libertà. Inoltre la commistione tra cucina ed eventi che si crea all’interno di questi rinomati luoghi di divertimento e relax permette a chi sta in cucina di apprendere numerose competenze sia nella sua specifica professione, come creare menù ristorante, ma anche di maturare le capacità per gestire calendario eventi e altre competenze correlate e parallele alla sua professione.
Una delle possibilità che offrono le compagnie di crociera è quella della crociera gastronomica: un viaggio che tocca diversi paesi facendo assaporare le diverse specialità gastronomiche tipiche di ogni cultura e civiltà. E questi viaggi non solo rappresentano un’occasione unica per chi vi partecipa come ospite ma anche per i fortunati apprendisti che riescono ad approdare a bordo come assistenti o aiutanti cuochi. Esplorare le varie tipologie culinarie, le tradizioni, poter sperimentare ai fornelli rappresenta un’occasione unica per imparare per poi continuare la propria esperienza lavorativa a bordo delle crociere o, se preferibile, per aprire un ristorante in cui sfoggiare le proprie abilità attraversopranzi di lavoro, cene di gala e altre tipologie di ristorazione.
A cura di Martina Celegato
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In Lazio…tra vacanza e storia!

Il Lazio, fin dall’antichità dei tempi, a causa della sua posizione favorevole al commercio e al controllo dell’intera penisola italiana si è trovato ad essere il centro della storia, non solo di quella romana, ma anche di quella recente.

Forse dovuto anche alla presenza dello Stato Vaticano su Roma e la regione circostante si sono sempre concentrati molti avvenimenti storici che in molti casi hanno cambiato il corso delle vicende. Ne è un esempio la storia recente, tenutasi durante la prima guerra mondiale, che descrive come il Lazio abbia rappresentato un baluardo di libertà e patriottismo. Epica è infatti la Battaglia di Cassino, descritta peculiarmente nelle sue 4 fasi, ognuna delle quali mostra un lato dell’eroismo che ha contraddistinto coloro che difendevano la libertà e l’appartenenza all’Italia di tale zona. Le quattro battaglie si svolsero tutte nel 1944, suddividendosi per l’appunto in quattro fasi, al termine delle quali gli alleati ebbero ragione della difesa tedesca e riuscirono a conquistare definitivamente il territorio in questione. Momenti storici che sono ancora vividi della memoria degli anziani sopravvissuti, e che fortunatamente non vengono dimenticati grazie all’opera di appassionati e studiosi che tramandano queste vicende con l’appoggio dei mezzi di comunicazione.

Ma il Lazio non è solo storia “tragica”, sebbene abbia un lieto fine, nella zona Sora città ci sono perle di storia antica come l’abbazia di Montecassino, situata nell’omonima cittadina, perla di sacralità unica nel suo genere. Ma quello di Montecassino, sebbene sia il più noto, non è di certo l’unico luogo che merita di essere visitato in Lazio. Anche il abbazia di Montecassino merita una visita e unica per storia, architettura e vita monastica è anche l’abbazia di Casamari, situata nel comune di Veroli, ed edificata nell’antico municipio romano dedicato alla Dea Cerere. Tipicamente propria dello stile cistercense l’abbazia di Casamari si caratterizza per la particolare architettura uniforme nelle linee e funzionale alle necessità delle varie stanze.

Inoltre ci sono altre piccole perle cittadine che meritano di essere visitate anche solo di passaggio come la cittadina di Agnani, ben più nota come la città dei Papi, vista le numerose nascite di futuri Papi e anche perché tale cittadina fu residenza di Papi per molto tempo. Gli appassionati di storia ricorderanno il nome per la famosa vicenda dello schiaffo di Agnani, attribuito a Papa Bonifacio VIII. La sua fondazione, leggendariamente attribuita al Dio Saturno, la cittadina fu teatro delle lotte tra i colonna, il re di Francia Filippo il Bello e Papa Bonifacio VIII e di molti altri episodi storici che sicuramente sapranno coinvolgere il viaggiatore. Vari percorsi sono possibili all’interno della cittadina che permettono di esplorarne, anche in un solo giorno, le bellezze architettoniche, storiche ed artistiche.

Ma le potenzialità del Lazio non si esauriscono qui, infatti. A pochi kilometri di distanza si trova il Golfo di Gaeta facilmente raggiungibile da un hotel in Lazio che permette anche ai più vacanzieri di godere delle ferie in tutta serenità. Un soggiorno in Ciociaria infatti è un viaggio adatto a tutta la famiglia che può soddisfare sia la sete di cultura, sia le necessità di riposo dopo un anno di lavoro.

A cura di Martina Celegato

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L’educazione al telefono!

Tra i totem degli anni 2000 il trono va sicuramente al telefono cellulare. Arrivato in Italia verso la metà degli anni ’90 dal 2007 la sua diffusione è arrivata a livelli da record arrivando addirittura ad picchi di più di un telefono pro capite.

Che lo si chiami smartphone, videofonino, tivufonino o semplicemente telefonino sebbene i modelli cellulari siano innumerevoli quest’oggetto riveste nella società contemporanea un ruolo che sempre più si allontana dalla sua vera utilità: è divenuto uno status symbol, che tra gli adolescenti può sancire la popolarità o meno di un ragazzino, che ha cambiato modi di essere e comportamenti e ha fatto nascere una sorta di galateo dedicato. Proprio questo insorgere di comportamenti e abitudini ha fatto si che molte associazioni, in particolare quelle che si occupano di telecomunicazioni stilassero una sorta di “Regolamento” o meglio “Galateo” del telefonico, un insieme di regole che formano una sorta di mansionario da seguire per la buona convivenza civile tra uomo e cellulare. Le regole sono applicabili senza ombra di dubbio in tutto il mondo nonostante la loro nascita sia avvenuta in Australia.

In primis la regola fondamentale è quella di uscire o cambiare stanza quando si deve obbligatoriamente rispondere al telefono, quindi non parlare davanti ad altre persone rendendo pubbliche le conversazioni, cosa che potrebbe risultare fastidiosa sia all’interlocutore telefonico sia a chi, suo malgrado si trova costretto ad assistere a tale dialogo. Nel caso ciò fosse proprio impossibile diventa fondamentale parlare a bassa voce e concentrare nel minor tempo possibile la telefonata. In caso è preferibile usare i servizi di messaggistica o altre promozioni presenti tra le innumerevoli tariffe cellulariinvece che interrompere una discussione per rispondere alla chiamata, ovviamente è consentito l’uso, non l’abuso di tali servizi perché la persona che ci è davanti ha sempre la precedenza a livello di attenzione. Continuando sul piano della messaggistica bisogna ricordare che il messaggio di testo è uno strumento comodo quanto pericoloso, mantenere il decoro e l’educazione è fondamentale come l’appropriatezza dei contenuti. Ed ora arriviamo al piano che ha scatenato le più aspre discussioni: la suoneria. Appurato il fatto che esistono suonerie che possono diventare imbarazzanti sia per chi le ascolta sia per chi le installa il loro uso è andato via via diventando un segno di “cafoneria” soprattutto nei locali pubblici e nella folla tanto che il loro uso deve essere dosato il più possibile e limitato a particolari occasioni. E’ consigliato infatti di usare la modalità silenziosa nella maggior parte del tempo come spegnere il telefonino nei casi in cui non sia strettamente necessario. Ovviamente, considerando che comunque il telefonino ha una sua utilità, soprattutto se lo si usa per lavoro anche i più intransigenti devono capire che il divieto è espressamente per le suonerie, non per l’oggetto stesso.

L’ultima piccola, ma al giorno d’oggi molto più che fondamentale nonché meno rispettata, è la regola che concerne i nuovi cellulariche includono foto e video camere: la privacy. E’ infatti indispensabile usare con consapevolezza questi oggetti, a volte con parsimonia, perché in alcuni casi video e foto possono diventare elementi incriminanti o addirittura ledere la dignità di alcune persone.

A cura di Martina Celegato

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Un’ estate piena di musica

Con l’estate cresce anche il richiamo del live. Che si sia appassionati o meno alzi la mano chi d’estate non assiste almeno ad un concerto se non a dei festival…sicuramente pochi sono coloro che potranno affermare il contrario.

Il poter assistere a concerti, esibizioni o spettacoli all’aperto è infatti una delle possibilità più ampie che offre l’estate con i grandi tour dei grandi artisti nazionali e internazionali me anche di gruppi più particolari e meno noti che trovano l’occasione per far ascoltare la loro musica ad un pubblico più vasto di quello che raggiungono d’inverno. Per potersi tenere sempre aggiornati numerose sono le possibilità a partire dalle pubblicità radiofoniche che con il loro tipico tam tam sono molto utili a ricordare date di concerti. In aiuto arrivano anche molti blog canzoni che quotidianamente vengono aggiornati in base alle ultime novità non solo nel settore del live ma anche per quanto riguarda le classifiche, le ultime novità e video in uscita. Perché mentre d’inverno i canali televisivi ci tengono quotidianamente aggiornati su novità musica d’estate si rischia di perdere qualche piccola delizia perché magari obbligati dalle radio “commerciali” ad ascoltare i soliti 4 o 5 tormentoni della stagione.

Per fama oramai alcuni dei festival più famosi non hanno più bisogno di essere particolarmente pubblicizzati e ormai rappresentano degli eventi che segnano l’inizio dell’estate come nel caso dell’Heineken Jammin Festival, definito come unico festival italiano che può essere avvicinato ai grandi festival internazionali, oppure il suo culmine come l’Umbria Jazz festival o l’Arezzo Wave e ancora la fine dell’estate come il particolarissimo Summer Jamboree che fa diventare la città di Senigallia un set cinematografico anni ’50. Questi grandi eventi che sommati alle miriadi di tour di artisti nazionali e internazionali, festival minori come entità ma non di certo per qualità, piccole rassegne organizzate da associazioni e/o comuni, singoli concerti che riescono ad unire grandi artisti rendono ogni estate unica e ricca di emozioni. Il calendario in certi mesi diventa fittissimo di eventi che spaziano dalla musica tecno alla musica house, passando attraverso il country le musiche popolari o altri generi più arditi come lo ska e il rock, attraversando il percorso del blues e del soul fino ad arrivare alle musiche melodiche tanto amate dai più giovani.

Numerose sono infatti le città che ospitano al loro interno concerti, magari nelle meravigliose cornici rinascimentali come a Ferrara, Pistoia e altre storiche città della penisola. Concerti unici e irripetibili che sebbene in molti casi attirino meno folla dei grandi festival sanno regalare emozioni che solo la musica può dare.

E per chi fosse appassionato di concerti festival o anche semplicemente di un particolare artista innumerevoli sono le manifestazioni che si tengono nelle varie capitali europee come Londra e Berlino che oramai da decenni ospitano eventi di fama internazionale e mondiale allestendo palchi ciclopici e accogliendo milioni di fans. In caso non ci si potesse recare di persona innumerevoli sono i siti che propongono video concerti live.

Sono talmente tanti questi generi di eventi che è inevitabile possa sfuggirne qualcuno per quello l’ideale è affidarsi ad un calendario on line che scandisca le date dei concerti giorno per giorno ricordandoci le cose che ci interessano o che potrebbero interessare agli amici e parenti!

A cura di Martina Celegato

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Legno: campione contro il cambiamento climatico

Negli ultimi anni molta sensibilizzazione è stata fatta sia da parte degli stati che da parte di numerose associazioni nei riguardi dell’ambiente e del cambiamento climatico che lo attacca.

Uno dei settori che più risente di questa situazione è sicuramente il settore edilizio che si trova ad affrontare due tipi di problematiche: da un lato il calo degli introiti dovuto alla crisi e dall’altro lo sviluppo di tecnologie sempre più avanzate che sfidano a livello di costi del cantiere e la sua sostenibilità energetica. Anche nei convegni del settore la risposta a queste necessità negli ultimi anni è sempre la stessa: tornare all’impiego del legno nelle abitazioni private e negli edifici pubblici. Il legno infatti, usato fin dalla notte dei tempi per costruire non solo abitazioni ma anche altre forme di struttura edilizia come depositi attrezzi per l’agricoltura, garage, e affini ritrova un’epoca di splendore proprio negli ultimi anni.

E’ da sottolineare che, a differenza di alcuni decenni fa’, l’uso del legno e soprattutto il suo taglio sono stati molto regolamentati: le foreste da cui si ricava il legno sono costantemente monitorate per evitare il disboscamento e innumerevoli sono le campagne che prevedono di piantare un nuovo albero per ogni tronco tagliato. Ma altamente innovative sono anche le tecnologie applicate al legno come materiale di costruzione e arredamento. I rivestimenti di resina, gli isolamenti e le lavorazioni artistiche rendono questo materiale resistente e duraturo da garantirne la sua conservazione per decenni. Se costruita con molte parti di legno inoltre un’abitazione, oltre ad essere visibilmente più confortevole e “calda” per le insite caratteristiche del materiale, diviene anche un’abitazione a basso costo e ben isolata che può far risparmiare chi la abita e risparmiare il nostro ambiente.

Numerosi sono gli esempi di edifici a “impatto zero” che vengono costruiti interamente in legno soprattutto nelle zone sismiche, e ciò non è assolutamente un caso: il legno è molto più elastico del cemento e quindi più resistente alle scosse della crosta terrestre quindi uno dei materiali presenti in natura più durevoli e sicuri. Ma non è questo l’unico pregio del legno che infatti è molto più leggero di calcestruzzo, acciaio e della maggior parte dei materiali utilizzati negli ultimi anni. Inoltre, nonostante il legno sia noto per la sua facile combustione, la sua elasticità gli consente di resistere alle fiamme senza crollare sotto il suo stesso peso ma mantenendo in piedi la struttura. Il pannelli legno sono sicuramente uno dei materiali del futuro non solo per queste sue caratteristiche ma perché è un materiale naturale e quindi non inquina per essere prodotto, è riciclabile e consente di essere riutilizzato in diverse vesti durante la sua esistenza. Numerosi sono gli impieghi che negli ultimi anni gli sono stati attribuiti grazie ai numerosi trattamenti isolanti, impermeabilizzanti e che gli donano resistenza. Ora infatti questa materia può essere usata non solo per travi interne, infissi legno e scale ma opportunamente trattata può essere utilizzata per banconi da cucina, piani di appoggio e di lavoro, tutti utilizzi che fino ad oggi impiegavano materiali pesanti e lavorati. Una seconda vita di questo materiale che sicuramente ci aiuterà a preservare la nostra terra!

A cura di Martina Celegato
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Legno: materiale da conservare

Il legno è uno dei materiali più antichi utilizzati in edilizia, e grazie alle sue caratteristiche si presta tuttora alla costruzione di case, edifici e strutture di vario tipo.

Le strutture in legno possono però subire gli effetti del tempo e deteriorarsi. In molti casi non si tratta però di problemi insormontabili, e con un buon intervento di restauro si possono recuperare e risanare le parti deteriorate o, nel peggiore dei casi, sostituirle con pezzi nuovi, sempre però tenendo presente che restaurare non significa stravolgere, ma conservare e mantenere le caratteristiche fondamentali della struttura su cui si va a lavorare.

Una delle componenti in legno degli edifici più soggette a deterioramento è la trave e la copertura tetti. A causa dell’umidità, la parte della trave inserita nella muratura si può deteriorare più facilmente rispetto alle altre parti. Grazie ai progressi fatti nel campo del restauro del legno è ora possibile sostituire la parte rovinata mantenendo però quella ancora intatta, senza dover sostituire l’intera trave. Se la parte danneggiata è particolarmente estesa, si può ricorrere alla tecnica della protesi lamellare, che permette di ricostruire la parte deteriorata senza dover smantellare il tetto o il solaio.

Nel caso sia un tetto a copertura legno lamellare a necessitare di un intervento di restauro, bisognerà procedere, dopo aver tolto i coppi, ad una diagnosi delle travi: quelle non riutilizzabili perché troppo rovinate verranno smontate e sostituite con delle travi nuove, mentre quelle che si possono recuperare potranno essere restaurate sul posto.

Un’altra delle strutture che molto spesso necessita di una manutenzione più complessa è sicuramente quella riguardante gli infissi in legno che negli ultimi anni sono tornati ad essere molto utilizzati e preferibili ai più moderni serramenti in alluminio. Naturalmente il deteriorarsi di queste strutture è inevitabile in quanto il loro essere esterni li rende esposti a qualsiasi agente atmosferico, dalla grandine al caldo torrido. In questi casi l’intervento deve essere rivolto al trattamento con solventi che impermeabilizzano il materiale rendendolo resistente alla maggior parte dei fattori con cui viene a contatto.

Il restauro delle strutture lignee è un’operazione particolarmente delicata quando interessa edifici antichi e storici, caratterizzati da un valore artistico ed architettonico. In questi casi più che mai la parola d’ordine è conservazione. Negli edifici storici il mantenimento delle caratteristiche originali è una condizione indispensabile, sia che si tratti di travi che di decorazioni, come nel caso, per esempio, dei fregi presenti nelle facciate di legno di alcuni edifici presenti nelle regioni alpine.

Ma con le nuove linee che si stanno diffondendo e che riguardano la bioedilizia e il risparmio energetico si stanno diffondendo sempre più edifici pubblici e residenziali private che sono case ecologiche legno e che, sebbene necessitino di una maggiore manutenzione, elemento innegabile, dal punto di vista energetico riprendono quei principi arcaici che hanno portato alcune strutture di migliaia di anni fa ad essere utilizzabili ancora oggi.

Per questo oggi come oggi si preferisce di gran lunga ristrutturare o effettuare ampliamenti edili agli edifici mantenendo intatte le strutture portanti in legno mettendole a nuovo con le tecnologie moderne affinché possano resistere più a lungo.

A cura di Martina Celegato,
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Investire in internet

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Recupero crediti: domande e risposte

In tempi di crisi una delle attività che è riuscita a sopravvivere e a crescere è quella che riguarda il recupero crediti.
Sebbene sia un’attività che oramai si è diffusa capillarmente alcune perplessità esistono ancora per esempio: per esempio qual è la differenza tra recupero crediti giudiziale e stragiudiziale? Beh la differenza è molto semplice infatti per recupero crediti stragiudiziale si intendono tutte quelle pratiche volte a far regolarizzare il debitore però si riferisce di preciso a tutte quelle pratiche che avvengono senza chiamare in causa legalmente ma solo attraverso solleciti e stimolazioni a saldare il proprio debito. Per recupero crediti giudiziale invece si intendono proprio le pratiche volte a far saldare i debiti insoluti che prevedono l’attivazione delle procedure burocratiche previste dalla legislazione vigente nel paese con il conseguente pignoramento dei beni immobili del debitore fino alla soddisfazione del debito.
La fase stragiudiziale, solitamente la più diffusa, ha la durata di circa 40 giorni e consta di un sollecito pagamento epistolare, un sollecito telefonico, un ulteriore sollecito da parte del funzionario della società recupero crediti a cui ci si appoggia, il secondo sollecito epistolare, la diffida legale e nel caso il debitore non avesse ancora pagato la redazione di una relazione di intervento per passare poi alla fase giudiziale.
La fase stragiudiziale segue all’incirca le medesime tappe sia in Italia che negli altri paesi europei essendo delle pratiche ormai universalmente diffuse nel campo del recupero credito insoluto.
Quali sono le tempistiche per una pratica di recupero crediti? Le migliori agenzie solitamente riescono ad attivare la pratica nell’arco di una trentina di giorni, poi ovviamente i tempi variano in base ai fattori che concorrono il più frequente dei quali è l’irreperibilità del debitore in questione, elemento che può veramente allungare di molto i tempi. Ma anche la concezione di saldare il debito ratealmente è uno dei fattori che influisce sulle tempistiche dando però una tempistica molto più precisa e non vaga come nel primo caso.
Inoltre non tutti sanno che i costi di recupero crediti possono essere addebitati al debitore attraverso l’attivazione dell’articolo 6 del Decreto Legislativo n° 231 del 9 Ottobre 2002.
Prima di tutto però bisogna accertarsi che il debitore e quindi il debito sia recuperabile, infatti oramai tutte le agenzie prima di agire si premurano di stilare un report abbastanza dettagliato sul debitore in modo da riuscire a capire innanzitutto la tempistica necessaria allo svolgimento di tale commissione, se il sollecito crediti e soprattutto se tale procedura ha possibilità di riuscire nella fase stragiudiziale o meno.
E’ questa una procedura che si sta diffondendo sempre più come misura preventiva per prevenire di dover ricorrere in seguito al recupero crediti dai propri clienti. Esistono infatti agenzie recupero crediti che forniscono servizi di reportistica alle aziende sui potenziali clienti in modo da prevenire la sgradevole procedura di recupero dei crediti insoluti.
Solitamente i costi di attivazione delle pratiche di recupero crediti sono accessibili, certo è che il costo finale di tutta la procedura è molto variabile perché come già sottolineato molte sono le variabili che concorrono a formare l’intero procedimento. L’ideale è affidarsi a delle buone agenzie di reportistica che possano fornire dati certi e precisi su quella che è l’impresa del nostro cliente e i suoi precedenti.
A cura di Martina Celegato
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Superare crisi

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Fin che il trasporto va’…

Le vacanze, si sa, sono fatte per riposarsi e per vedere cose nuove; perché allora non lasciarsi trasportare? Nel vero senso della parola …

In fatto di relax ci sono sempre novità, scoperte ed evoluzioni, e il risultato è un relax sempre più completo da tutti i punti di vista. Da sempre le vacanze sono un sinonimo di riposo, ma anche di turismo e visite, con tutto ciò che gli va dietro: ovvero viaggi in aereo, treno, nave, moto o auto, ognuno con i suoi pro e i suoi contro. L’uso dei trasporti pubblici toglie il pensiero di non conoscere le strade e di dover guidare, ma aggiunge quello di doversi spostare con i mezzi pubblici e di doversi adeguare agli orari dei trasporti; dall’altro lato, viaggiare in macchina è stancante, sia che si parta con la propria, sia che si decida di noleggiarne una: si elimina il problema degli orari, ma si aggiungono il parcheggio, le strade sconosciute e, magari, il fatto di doversi confrontare nel traffico con altri automobilisti che spesso possono avere un modo di guidare a cui non si è abituati.

Insomma, in ogni caso ci sono dei problemi da risolvere; ed ecco l’idea: il noleggio veicoli con conducente. Tutto risolto: la macchina si trova pronta che attende sul posto, con un autista del luogo che, quindi, conosce le strade e anche il modo di guidare tipico del luogo; non ci sono orari e tabelle di marcia da rispettare, il problema del parcheggio rimane all’autista, che sarà perfettamente in grado di risolverlo conoscendo il luogo, e le valige si possono comodamente trasportare nel portabagagli. Tutto risolto? Di più! Esistono agenzie, che mettono a disposizione noleggio auto privati relativi autisti, tramite le quali si possono organizzare tour per le città con autisti del luogo, che quindi saranno in grado di girare mostrando il meglio di ogni posto, raccontandone la vita e snocciolando aneddoti e consigli su come visitarle al meglio per conoscerne, per quanto possibile nel tempo di una vacanza, l’essenza.

Quindi, ecco la soluzione: niente più stress da strade, guida, parcheggio, orari e valige. In più, il noleggio autista mette a disposizione auto di diverso tipo, a seconda delle esigenze specifiche di ogni gruppo: dalla berlina al van, a seconda del numero di persone e dei bagagli che devono essere trasportati, e anche a seconda dello stile, che può essere comodamente raffinato, lussuosamente comodo o qualunque cosa cerchiate. Inoltre, il servizio può prevedere non solo la guida ma anche consigli sulla tabella di marcia e sui posti da includerci; praticamente, un’agenzia di viaggi su quattro ruote, che accompagna i suoi clienti passo dopo passo nelle loro vacanze, mostrando loro le meraviglie dell’Italia, da quelle più sfacciatamente famose a quelle più nascoste. Dopo un tour con autista, insomma, potrete davvero dire di aver visto dei luoghi e di averli vissuti, anche se, purtroppo, per poco tempo: le vacanze finiscono presto, ma fanno tornare alla vita di tutti i giorni con un bel ricordo in più.

A cura di Martina Celegato

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Estate tempo di vacanze

Con i mesi estivi arrivano anche le vacanze. Mare, montagna, lago o città le necessità sono sempre le stesse.

Sia che si stia in spiaggia tutto il giorno, sia che si cammini lungo sentieri, sia che si esplori una città storica e ricca di monumenti una delle necessità primarie da soddisfare è quella del pranzo che molte volte diventa un pasto secondario trovandosi costretti ad accontentarsi, sia per pigrizia che per necessità, del luogo più vicino e delle sue proposte gastronomiche. Se per i giovani accontentarsi di un pasto frugale non è mai stato un problema ora questo piccolo intoppo non rappresenta più un problema nemmeno per coloro per cui mangiare al bar ha sempre rappresentato se non un fastidio, un piccolo inconveniente da affrontare. Infatti oramai le proposte di tali esercizi pubblici sono perfettamente in grado di offrire soluzioni per accontentare sia chi ha bisogno e voglia di un pasto completo, sia chi preferisce mantenersi leggero, e quindi optare per soluzioni più semplici e sbrigative.

Infatti ormai le forniture da bar sono sempre più perfezionate, soprattutto se i gestori si appoggiano ad aziende specializzate che creano piatti appositi per la ristorazione da bar. E’ questo infatti uno dei settori che ha raggiunto la massima espansione proponendo piatti sempre più vari e metodologie di conservazione degli stessi e soprattutto una preparazione molto rapida che permette a tutti di usufruire nel minor tempo possibile di tutte le varianti proposte.

Un esempio diffuso soprattutto in Italia ma che ormai sta prendendo piede anche in altri paesi è quello che riguarda i alimentari da bar , consumabili in pochi minuti, calcolati appositamente per i lavoratori o per i turisti che hanno poco tempo a disposizione. Partendo dagli snack salati, tipico piatto da bar, ormai queste tipologie di forniture hanno spaziato fino ad offrire pasti completi che facilitano sia il lavoro del gestore che la consumazione dell’acquirente.

Un esempio ormai noto è quello dei primi piatti che vengono proposti in diverse varianti non solo da bar cittadini o situati in zone di lavoro, ma anche da bar situati lungo la spiaggia, piccoli locali vicino ai centri storici e anche nei pub ad apertura serale. Fusilli, tortellini, pennette vengono proposte con condimenti studiati per accontentare tutti in pochi minuti con piatti leggeri e gustabili per una piacevole pausa durante un viaggio o una giornata in spiaggia. Cosa c’è infatti di meglio di un buono e salutare piatto di pasta gustato in compagnia lungo la spiaggia o di fianco ad un monumento mentre si visita una grande città?

E queste sono solo alcune delle possibilità che vengono proposte dai gestori dei locali pubblici. I classici panini sono stati infatti soppiantati dall’immensa varietà di tramezzini farciti, rustici, i in innumerevoli varianti e vengono accompagnati da una varietà di panini, piadine, pizze e molte altre specialità adatte a tutti.

Ma la varietà che i bar o chioschi possono offrire non si esaurisce di certo qui, infatti sempre più numerose sono le varietà di dolci e biscotti che si possono trovare in tutti i locali che risultano essere una gustosissima soluzione per accompagnare un caffè o un fine pasto in compagnia, sia di lavoro che di vacanza.

A cura di Martina Celegato
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Strategie e tecniche del marketing in azienda

All’interno delle università italiane, come in quelle straniere, nascono sempre più corsi di laurea e specializzazione che hanno come tema principale il marketing.

Il marketing infatti sta assumendo via via un’identità specialistica propria, che si slega dall’economia, materia dalla quale nasce, per avvicinarsi e integrare elementi della sociologia, delle tecniche di comunicazione, dell’antropologia e di tutte quelle discipline umanistiche che fino a pochi anni fa’ non venivano prese in considerazione all’interno della struttura aziendale.

Un buon addetto marketing infatti deve essere consapevole della sua versatilità che deve spaziare in diversi campi senza limitarsi, ma anche varcando dei limiti che fino a pochi anni fa’ gli erano proibiti. Uno degli obiettivi fondamentali del settore del marketing è avere un buon programma di fidelizzazione del cliente che, in tempi di forte competitività e possibilità di scelta, è fondamentale per garantire stabilità e crescita all’azienda. Per ottenere questo scopo è proprio colui che cura in prima persona questi rapporti, sia esso commerciale o addetto marketing, che deve essere a conoscenza delle strategie comunicative più adatte al suo caso che gli permettano di creare la giusta empatia con l’acquirente e le sue necessità.

Queste sono certamente competenze che si acquisiscono con l’esperienza sul campo, e che probabilmente non si apprendono mai in maniera totale, ma ci sono numerosi corsi universitari e master che preparano a questo, non certo facile mondo. Degli ottimi corsi sono quelli che preparano in un ventaglio di materie molto ampio per poi specializzare su percorsi che si adeguano alle predisposizioni personali di ognuno. E’ indispensabile infatti avere una buona base di economia, storica teorica e pratica, diritto, economia politica e un’infarinatura di contabilità e bilancio. Ovviamente queste sono materie che, almeno a grandi linee devono essere note a qualsiasi addetto marketing insieme ad una più che buona conoscenza dell’inglese e possibilmente di un’altra lingua straniere. Poi a scelta personale ci si può specializzare in differenti settori per esempio concentrandosi nella comunicazione, quindi approfondendo tutte le strategie comunicative, incluse quelle pubblicitarie ormai così indispensabili. Un’altra specializzazione possibile è quella che riguarda il settore del marketing operativo, più pratico, e quella del marketing strategico che deve obbligatoriamente approfondire tutte le politiche economie internazionali, con particolare attenzione alla distribuzione e alle tendenze, quindi con un perenne aggiornamento in vari settori.

L’elemento fondamentale del marketing però, come già citato, è sicuramente il rapporto con i clienti le cui caratteristiche devono essere organizzate nel migliore dei modi per essere reperibili in maniera più veloce possibile e potersi così rapportare con lui nella tipologia più consona possibile. A sostegno di questo arrivano numerose strategie lavorative comprese quelle informatiche come il crm marketing software, programma marketing che organizza i dati dei clienti in modo che possano essere utilizzati a scopi di marketing.

Un’altra possibilità che viene offerta all’addetto marketing è sicuramente quella del customer relationship management, strategia rivolta sempre alla fidelizzazione dei clienti, che se ben applicato secondo tutte le sue tipologie, anche grazie al crm marketing software permette di costituire un’azienda market oriented che tiene conto non solo del rapporto con il cliente ma considera anche tutte le variabili dipendenti dall’ambiente, dal mercato e dalla zona geografica ed economica in cui si opera.

A cura di Martina Celegato

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Scala tra miracolo e design

“Era il 1895 e alcune suore trasferitesi a Santa Fe’, dopo aver perso lungo il viaggio la loro madre superiora, decisero di far costruire una cappella e una scuola: il Collegio di Lorette. La costruzione della cappella che venne dedicata a San Giuseppe, iniziata nel 1873 su progetto dell’architetto Mouly, che si fece promotore della prima costruzione gotica ad ovest del Mississipi. L’edificio progettato con 8 metri di larghezza, 26 di lunghezza e 26 di altezza aveva però un difetto grossolano di cui le suore si accorsero solo a costruzione finita: non era stato previsto collegamento tra la tribuna e il coro. Non era stata progettata nessuna tromba per le scale e l’altezza del coro non permetteva l’installazione di una scala. La madre superiora considerato il problema fece convocare tutti i carpentieri della zona che però proposero come unica soluzione possibile l’abbattimento dell’edificio per ricostruirlo con tutti gli elementi necessari. Le suore però si affidarono alla loro fede e decisero di fare una novena a San Giuseppe, patrono dei carpentieri. L’ultimo giorno della novena un viandante si presentò alla loro porta e si propose di costruire una scala che permettesse di risalire il coro. Dopo 6 mesi, e con il solo aiuto di tre strumenti di lavoro, la scala fu finita e, senza nemmeno attender di essere pagato il carpentiere fece perdere tracce di se’.
Ed è proprio qui che si inserisce il miracolo della scala: il legno non proviene dal new mexico, dove si trova la cappella, e soprattutto nemmeno i migliori architetti sono riusciti a spiegare come la scala possa stare in piedi senza l’ausilio ne di un solo chiodo ne di un portante all’interno. Un vero miracolo di architettura, soprattutto per la tecnologia impiegata e per l’epoca della sua costruzione.”

Questo è solo uno dei più curiosi esempi di mitologia o comunque tradizione legata alla scala da interni o da esterni come elemento architettonico che collega idealmente la terra con il cielo, permettendo all’essere umano di contemplare a terra dall’alto e di sfruttare maggiormente gli spazi a lui concessi.

E negli ultimi anni anche il lavoro di designers e architetti d’interni si è concentrato su questo elemento architettonico elaborando soluzioni sempre più innovative sia per la progettazione che per la scelta dei materiali. Scale a chiocciola, scale elicoidali, scale a sbalzo divengono, l’occasione per sperimentare, provare, elaborare nuove soluzioni e nuove strategie non solo per innalzare a livello esponenziale la loro utilità ma perché esse stesse diventino elementi di arredo e design insostituibili, a volte addirittura contraddistinguendo lo stile particolare di un architetto o designer, o anche solo quello personale dell’abitante stesso della scala.

E proprio la professionalità di architetti e designers deve integrarsi in maniera indissolubile con quella del progettista e installatore della scala che, attraverso una tecnologica esemplificazione in 3D può far vedere fin da subito al cliente il risultato finale. Una tecnologia che permette di evidenziare le caratteristiche e le potenzialità dei vari materiali, sfruttando le trasparenze, le opacità e le lucidità tipiche di ogni materiale. scale acciaio, di vetro o di altri materiali plastici alcune volte rappresentano una commistione di tecnologia innovazione e bellezza tanto da sembrare veramente un miracolo!!

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LA FIERA PERFETTA PER LA TUA AZIENDA!

Le fiere da sempre rivestono un’importanza fondamentale per la visibilità di qualsiasi azienda tanto che in molti casi rappresentano la naturale espansione di qualsiasi business. Negli ultimi anni presso le fiere si è potuto assistere a un’evoluzione molto produttiva delle esposizioni frutto sia degli studi di marketing del settore sia della professionalità di architetti e progettisti di interni.

Lo stand infatti è frutto della combinazione di tutti questi fattori che, se opportunamente intrecciati, possono cambiare il futuro di una piccola azienda. Ovviamente molte sono le variabili che influenzano l’andamento dell’evento fiera e che quindi plasmano il mix concettuale che ad essa fa da base, come il prodotto da esporre e pubblicizzare, il merchandising correlato, i servizi offerti dallo stesso stand fieristico.

Per progettare un “stand fieristico perfetto” tre sono gli elementi di cui bisogna tener conto cioè: la comunicazione che avviene all’interno dello spazio espositivo, la cura e l’innovazione del design e della modalità espositiva e, come già citato, i servizi che rendono lo stand unico.

Per il primo fattore, cioè la cura della comunicazione con possibili clienti e partners e la cura dei rapporti con i media, l’ ideale è appoggiarsi ad una buona agenzia di comunicazione e public relations specifica per il nostro settore di business che riesca a “far parlare lo stand” in stretta relazione con il brand aziendale e le sue peculiari caratteristiche. Ovviamente non tutte le aziende possono curare a tal punto la comunicazione però bisogna sempre tener presente come va a percepire la nostra attività l’acquirente e come vogliamo vivere il rapporto con i potenziali clienti e partners.

La cura dello stand e servizi che al suo interno sono offerti invece sono due fattori strettamente correlati verso cui bisogna aver particolare attenzione, soprattutto per garantire un’immagine solida e unica alla nostra azienda. Innanzitutto le tendenze del settore evidenziano come sia importante l’originalità e la professionalità che sono garantite sicuramente da designers di allestimenti fieristici i quali, lavorando a stretto contatto con gli addetti marketing dell’azienda stessa, possono progettare la soluzione ideale sia per immagine che per creatività. E’ poi evidente che i servizi offerti andranno ad integrarsi all’interno del quadro generale che così si verrà a creare angoli opportunamente allestiti con arredamento bar all’interno dello stand stesso, che permetta così ai visitatori dell’evento di godere dello stand stesso con calma e gustando magari qualcosa di gradevole. Sempre più spesso infatti gli stand vengono progettati come momenti di relax, attimi in cui il business diventa piacere e in cui il lavoro torna ad essere passione e non routine.

Inoltre le soluzioni proposte da designer e studi di progettazione sono sempre più interessanti e innovative adattabili a svariate tipologie di aziende che permettono di esprimere al meglio l’essenza del’azienda stessa attraverso arredamenti su misura, modalità espositive ai limiti gravitazionali che si possono inserire sia all’interno di fiere internazionali e rinomate sia all’interno di contesti più piccoli e di nicchia.

A cura di Martina Celegato

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AGRICOLTURA FRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE

Con l’avvento della bella stagione oramai si è aperto anche il periodo delle grandi fiere che, come di consueto si concluderà a settembre inoltrato con le feste dedicate all’ultimo prodotto importante dell’agricoltura italiana, la vite.
Da giugno infatti innumerevoli sono le sagre le feste le fiere dedicate ai prodotti tipici di ogni zona d’Italia. Dal grano al vino, dalle mele alle patate tutti i prodotti tipici della nostra terra sono festeggiati e onorati come loro dovuto con sagre dentro alle quali tutti trovano spazio dai commercianti ai ristoratori in grandi feste che fortunatamente coinvolgono ancora tantissimo gli italiani e non solo, vista la grande presenza di turisti anche di altre nazioni.
E’ inevitabile però ricollegare queste feste così radicate alle tradizione,che si rifanno ad una realtà agreste così cara a molti dei nostri poeti, all’agricoltura, settore sul quale tutte le economie mondiali si reggono, settore senza il quale non si potrebbe crescere né a livello economico né a livello di benessere. L’agricoltura infatti fino alla metà del secolo scorso era quel settore in cui la maggior parte delle persone era impegnato, non a caso in Italia numerosi sono i richiami alla realtà agreste cara a molti poeti come Pascoli, ma anche a molti registi come Ermanno Olmi che a rivelato quanto dura fosse la vita quotidiana del contadino attraverso la sua pellicola “L’albero degli zoccoli”.
Proprio per questo è sorprendente come nel corso di pochi anni, gli addetti al settore primario siano diminuiti in maniera esponenziale ma è ancor più sorprendente come non sia diminuita la produzione di materie prime. La tecnologia applicata all’agricoltura infatti ha fatto passi da gigante in ogni settore dalla produzione macchine agricole alla tipologia di coltura da applicare ad un determinato tipo di terreno. Non a caso sempre più specialistici si fanno gli studi del settore agrario che oramai spaziano anche alle colture relative alle energie rinnovabili. Per quanto riguarda le tecnologie relative alle colture per l’alimentazione negli ultimi anni sono state elaborate metodologie sempre più avanzate nella produzione di macchine agricole che sono andate via via sostituendosi all’uomo permettendo a poche persone di mantenere la produzione molto alta. Inoltre l’elaborazione di trivelle agricole
sempre più ad alta potenza ha garantito una più duratura redditività dei terreni destinati all’agricoltura.
Anche la semina, da sempre momento più faticoso per l’agricoltore ha subito grandi trasformazioni infatti con la progettazione di macchine semina tutto il procedimento è divenuto più facile e sbrigativo tanto che un solo uomo può seminare più e più campi nel tempo in cui, non troppi anni fa’, ne venivano seminati due o tre.
Ma la tecnologia applicata all’agricoltura è in continua fase di elaborazione, infatti con l’avvento di nuove colture, le già citate che sono destinate alla produzione di energia, sicuramente non mancheranno le sorprese nei prossimi anni.

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La gondola, una alternativa logica ed ecologica a portata di tutti

Oggigiorno, la città di Venezia ha bisogno di mettere a punto nuove opere e soluzioni per salvaguardare il proprio patrimonio artistico e modernizzare il sistema di trasporti.
Ciò nonostante, gli amministratori non hanno sempre dato l’adeguato spazio ad uno dei mezzi che, da secoli, serve la comunità lagunare. Si tratta di un sistema di trasporto originale, ecologico e immune al trascorrere del tempo, caro tanto al visitatore occasionale, sia esso un lavoratore o un turista per il Capodanno Venezia, come all’abitante: la gondola.

Oltre ad offrire piacevoli gite turistiche, tanto romantiche quanto costose, per i canali lagunari, la tradizionale imbarcazione veneziana è ancora un vero e proprio mezzo di trasporto. In particolare, la gondola è un’alternativa veloce ed economica ai rumorosi battelli dell’azienda di trasporti ACTV e permette di evitare i quattro ponti del Canal Grande (Scalzi, Rialto, Accademia e l’ultimo arrivato, Costituzione), sempre affollati di gente.

Più larga della gondola ordinaria e senza decorazioni, la gondola per trasbordo è governata da due gondolieri e può contenere fino a 14 persone, sedute o in piedi. Per quanto riguarda i prezzi Venezia può addirittura diventare conveniente. Se infatti consideriamo che lo stesso servizio, offerto dai battelli dell’ACTV, costa due euro, un trasbordo in gondola sembra davvero irrisorio: appena cinquanta centesimi a passeggero, un euro se ha con sé un bagaglio di grandi dimensioni.

Oltre ad essere un sistema di trasporto davvero utile, la gondola è una scelta obbligata per tutti coloro che non desiderano rinunciare ad una esperienza breve ed economica, ma intensa, delle tradizionali imbarcazioni lagunari. Sebbene il viaggio duri appena pochi minuti, i passeggeri possono godere di una vista eccezionale degli edifici storici veneziani e assaporare l’inusuale sensazione di sedersi a pochi centimetri dall’acqua.

È bene precisare che questo servizio non è di recente invenzione, anzi. In una città come Venezia, da sempre le acque sono state le vie di comunicazione preferite. Già in epoche remote i veneziani che non potevano permettersi la proprietà di una gondola personale disponevano di mezzi di trasporto pubblici. Per questa ragione, i moli di imbarco per le gondole, chiamati stazi in dialetto veneziano, erano disseminati non solo lungo il Canal Grande, ma per tutta la città. Oggi invece, con l’introduzione delle barche a motore, il servizio si è ristretto, sino a coprire sono alcune tratte, ovvero: da Fontego dei Turchi a San Marcuola, da Pescheria a Santa Sofia, da Riva del Vin a Riva del Carbon, da San Tomà a Ca’ Garzoni, da Ca’ Rezzonico a San Samuele, dalla Salute a Santa Maria del Giglio y da Punta della Dogana a San Marco Vallaresso. Il servizio è attivo tutti i giorni, dalle 8 del mattino alle 7 della sera. Se desiderate maggiori informazioni, vi consigliamo di contattare il vostro albergo di Venezia.

Vi sono tradizioni che, nonostante la pressante modernità, non cambieranno mai. Senza alcun dubbio, la gondola per trasbordo è un sistema unico nel suo genere, che rispetta il nostro ambiente ed il vostro portafoglio, una gioia per tutti coloro che desiderano scoprire ed apprezzare l’incanto di Venezia.
A cura di Andrea Gnoato – Consulente web marketing

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Settimana aperta all’Istituto Confucio

Per festeggiare il suo primo anno di attività, l’Istituto Confucio di Padova organizza la:

Settimana aperta all’Istituto Confucio: vivere la cultura cinese!

Lunedì 12 aprile, ore 17: Prof. Xu Guanglie

Racconta la vera Cina

Martedì 13 aprile, ore 15: Dott.ssa Martina Meneghetti

La quintessenza della Cina: l’Opera di Pechino.

Mercoledì 14, ore 15: Sig.ra Cai Yanling

Il rito del tè (dimostrazione e degustazione)

Giovedì 15 aprile, ore 15: Maestro Zhou Song

L’arte della calligrafia cinese: dimostrazione di scrittura

Venerdì 16 aprile, ore 15: Prof. Wang Fusheng

Lezione dal titolo “Introduzione agli Strumenti Musicali Cinesi”

Gli eventi si terranno presso l’Istituto Confucio di Padova

L’ingresso è gratuito

Dato il numero limitato di posti disponibili, per partecipare si prega di prenotarsi via mail o via telefono ai riferimenti sotto indicati:

Istituto Confucio di Padova

via Beato Pellegrino, 28

35137 Padova

tel. 049 8274873

[email protected]

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Innovazioni per la climatizzazione e il riscaldamento

Con l’inverno ormai entrato nel vivo l’esigenza di riscaldare e rendere confortevole al massimo la propria casa o il proprio ufficio è preponderante: con la massima attenzione all’ecologia, alla sicurezza e ai consumi che i tempi attuali impongono, diventa fondamentale affidarsi a un’azienda di massima qualità per garantire una climatizzazione ideale della propria casa, sia in inverno che in estate.
Possiamo spaziare fra moltissimi modelli di nuovissima generazione, caldaie, climatizzatori, e detergenti climatizzatori, sistemi solari, monosplit, multisplit, caldaie a condensazione. La gamma della climatizzazione offerta da molte aziende italiane si basa su prodotti di altissima qualità, al minimo costo di consumo energetico ed ad altissima resa, in classe A/A. Silenziosi, affidabili e non dannosi per l’ozono, utilizzano unicamente gas ecologico R410, deumidificatore e purificatori d’aria allo stesso tempo e dotati di filtri antipolline e filtri fotocatalitici composti di titanio e rivestito di apatite, che intrappola e disattiva elementi inquinanti organici come batteri e virus.

Nella climatizzazione del presente e del futuro la tecnologia protagonista ha un solo nome, inverter: questa tecnologia è in grado di ridurre di circa un terzo sia il tempo di avviamento che il consumo energetico, regolando costantemente la resa e quindi la potenza dei climatizzatori.

Vale la pena soffermarsi anche su come si sono evolute le caldaie nel corso degli anni: le caldaie sono generalmente realizzate con uno scambiatore in acciaio e consentono la necessaria compattezza dimensionale, grazie all’uso di dischi diamantati; gli scambiatori utilizzati in questi tipi di caldaia sono in acciaio austenitico atto a resistere alle temperature di fiamma ed alla inevitabile corrosione legata al processo di combustione. Anche per effetto della normativa vigente, tendente a garantire la necessaria sicurezza relativamente allo scarico dei prodotti di combustione, il mercato italiano si è andato evolvendo sull’installazione di caldaie a camera stagna a tiraggio forzato. In questo tipo di caldaia la combustione avviene in una camera chiusa (stagna) rispetto all’ambiente circostante, ciò comporta la necessità di prelevare aria comburente direttamente dall’esterno tramite apposite condotte, con conseguente necessità di dotare la caldaia stessa di un elettroventilatore con funzione di prelievo dell’aria esterna e per forzare (tiraggio forzato) l’espulsione dei prodotti di combustione verso il camino che li disperde.

Un’evoluzione tecnica di questo tipo di caldaia si è avuto con l’introduzione sul mercato delle caldaie a condensazione, che sono tra le più moderne ed ecologiche oggi esistenti. Questo tipo di generatore di calore ha la prerogativa di recuperare il calore di condensazione, attraverso i giunti di transizione ed è caratterizzato da rendimenti termici eccezionali, con un’emissione di ossido di carbonio e di altri residui pericolosi assai contenuto. Queste caldaie sono quasi sempre del tipo a tiraggio forzato con combustione realizzata pre-miscelando l’aria al combustibile e rappresentano il futuro nella realizzazione di generatori di calore. Riescono ad ottenere notevoli risparmi di combustibile anche con i termosifoni tradizionali, ma ottimizzano il loro rendimento soprattutto se abbinate a soluzioni ad irraggiamento come i pannelli radianti.

A cura di Martina Meneghetti
Prima Posizione Srl – Siti web professionali

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L’invenzione delle cartucce per le stampanti

L’invenzione delle cartucce a getto d’inchiostro non può essere attribuita in particolare a una sola persona, così come l’invenzione della prima stampante a getto d’inchiostro.
Anche se non è possibile accreditare quest’invenzione a una sola persona, sappiamo però che la prima stampante a getto d’inchiostro fu inventate nel 1976. Tuttavia per molti anni non ebbe una grossa diffusione popolare, finché nel 1988 Hewlett Packard per la prima volta introdusse la stampante Deskjet come un bene di consumo per tutte le case, diffondendola così molto rapidamente. Tuttavia dobbiamo sapere che questa prima stampante, con le sue cartucce inchiostro stampanti, non era affatto alla portata di tutti, e il suo prezzo era di molto superiore a quello attuale, costava infatti intorno ai 1000 euro, un prezzo davvero altissimo.

Se si confronta la stampante a getto d’inchiostro in uso oggi con quelle che erano state lanciate una ventina di anni fa, si riscontra che hanno effettivamente fatto un lungo percorso da allora. Tuttavia sono arrivate nei negozi nel 1980; le imprese produttrici di stampanti riconobbero il fatto che l’inchiostro con cui si basavano le stampanti era la strada da seguire e questa tecnologia sarebbe stata rivoluzionaria. Così hanno iniziato il processo di sviluppo di stampanti e cartucce.
La sfida iniziale per l’azienda non era solo concentrarsi sulla qualità, ma anche sull’ accessibilità. Siemens inventò nel 1977 un famoso modello di stampanti a getto d’inchiostro e divenne molto popolare tra le imprese e le organizzazioni. I maggiori benefici di questa stampante erano che essa spruzzava inchiostro solo quando necessario e non era molto costosa.

Una delle maggiori sfide affrontate dagli sviluppatori per quanto riguarda questo tipo di stampanti era il fatto che il flusso di inchiostro dalla testina di stampa alla pagina necessitava di essere controllato. Questa ricerca ha richiesto avanguardia tecnologica non solo in termini di stampanti, ma anche di cartucce.
Inizialmente l’inchiostro secco intasava la testina di stampa e anche la strategia di IBM di usare elettricamente cariche di gocce per il rivestimento delle pagine con l’inchiostro non era stato un successo e non aveva incontrato l’interesse del consumatore.
Questa sfida è stata affrontata da due imprese e cioè Hewlett-Packard e Canon. Hanno introdotto nel mercato la stampante a getto d’ inchiostro che utilizzava inchiostro liquido contenuto nelle cartucce colore stampante. Questi divennero immensamente conosciuti e questa tecnologia è ancora in uso oggi. In precedenza abbiamo menzionato che non c’è una persona alla quale può essere accreditato l’invenzione della stampante a getto d’inchiostro, per il fatto che ha richiesto molte difficoltà e errori da parte di varie società e il contributo di più di una società per sviluppare una tecnologia efficace.

Un articolo su queste stampanti non sarà completo senza menzionare il ruolo delle loro cartucce nello schema delle cose.
Si tratta delle cartucce d’inchiostro della stampante che hanno svolto un ruolo importante nella crescente popolarità di queste stampanti. Le cartucce sono l’elemento centrale di ogni stampante e sono anche passate attraverso un lungo e evoluto processo di sviluppo, fianco a fianco con le stampanti, come la cartucce compatibili brother.
Senza lo sviluppo delle cartucce non ci sarebbero le stampanti a getto d’inchiostro. Come si è potuto vedere, l’intero processo di sviluppo di una stampante è lungo ed è passato attraverso un lungo periodo di prove ed errori. Questa è una delle ragioni principali perché molte aziende hanno contribuito allo sviluppo della tecnologia di stampa.

Distribuito da Martina Meneghetti
Prima Posizione Srl – Consulente aziendale

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Tipologie di stand e loro progettazione

Lo stand è il risultato del lavoro integrato di tante professionalità, capacità e conoscenze, organizzate nello sforzo di realizzare un obiettivo: comunicare l’impresa. Per questo a seconda di chi sia l’espositore è importante personalizzare in modo appropriato lo stand.
Parlando di stand allestimenti fieristici, molte sono le tipologie di stand possibili, da quelli istituzionali a quelli scientifici, o a quelli di pubbliche relazioni. Uno stand istituzionale privilegia l’immagine di marca e gli aspetti tangibili dell’impresa,consente al visitatore di prendere visione diretta, attraverso le dimensioni,le strutture e la semantica architettonica, dell’immagine della vocazione sociale dell’impresa, del gruppo,dell’ente. Nello stand vengono rappresentati i servizi, i contenuti scientifici, i benefici che l’impresa offre all’utente, il settore di mercato, la società, il gruppo,la regione, la nazione. Vi è grande presenza di tabelle, illustrazioni,audiovisivi,plastici e modelli di progetti futuri. In genere dispone di un’ampia reception.

Lo stand multiplo viene utilizzato per presentare gruppi di imprese legate a un tema unico, di affinità, come cooperative, consorzi, o di integrazione, o di derivazione regionale, nazionale, o da espositori accomunati da temi tecnologici, finanziari, ideologici, sociali; si inseriscono nell’ambito sia di fiere specializzate, sia di fiere generali campionarie, nazionali o internazionali. Gli stand multipli sono composti in genere da allestimenti modulari o comunque legati da un progetto comune e da elementi visivi dislocati in un’area riservata della manifestazione e sfruttano la forza d’impatto dell’insieme.

Lo stand scientifico è uno degli stand per fiere che si trova in genere annesso a manifestazioni e convegni. Di dimensioni piuttosto contenute, ha funzioni istituzionali e di pubbliche relazioni. All’interno dello stand di solito viene presentato, dal punto di vista scientifico, uno o due prodotti nuovi, coerenti con le tematiche del convegno. Il personale dello stand distribuisce la documentazione scientifica ed è tecnicamente preparato a rispondere ai quesiti posti da addetti e operatori altamente qualificati.

Lo stand di pubbliche relazioni privilegia la presentazione di tecnologie ,prodotti e innovazioni nel campo del sociale,della difesa dell’ambiente, dello sviluppo delle tecnologie in favore dell’uomo. Viene di solitamente utilizzato da enti statali,ministeri, associazioni ambientaliste, religiose, professionali e da grandi gruppi multinazionali. La superficie di sviluppo, a volte, può ricoprire un intero padiglione o parte di esso. Questo per permettere ogni strategia di pubbliche relazioni: per la costruzione o ricostruzione dell’immagine dell’azienda, per conquistare o riconquistare il rapporto di fiducia e di simpatia nei confronti del proprio pubblico, per spostare l’attenzione dal profitto alla vocazione sociale o semplicemente per affermare l’immagine, la forza, il contenuto tecnico, la consistenza o l’affidabilità della società.

Lo stand misto è la tipologia più diffusa e usata e di solito si tende a preferire gli stand modulari, perché unisce le esigenze di presentazione di prodotti,classiche dello stand catalogo, con elementi e sistemi visuali adatti a valorizzare l’immagine istituzionale. Il progettista deve essere consapevole di realizzare la progettazione dello stand , integrando sistematicamente, nello sviluppo degli spazi e delle superfici, messaggi commerciali e l’immagine istituzionale per ottimizzare l’investimento della committenza.

A cura di Martina Meneghetti
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