Autore: articolinews

  • Streptococco fuori stagione. L’infettivologa Susanna Esposito: evitate i tamponi fai da te

    La coordinatrice del Tavolo Tecnico di Malattie Infettive e Vaccinazioni della Società Italiana di Pediatria Susanna Esposito fa luce sulle cause connesse all’impennata di contagi da streptococco che sta interessando molti bambini italiani.

    Susanna Esposito, Professore Ordinario di Pediatria all’Università di Parma

    Susanna Esposito: esiste una correlazione tra il boom di scarlattina e il Covid-19

    Continua ad essere ancora alto, anzi altissimo, il numero di bambini contagiati da streptococco A e scarlattina, nonostante dovremmo essere ben oltre stagione. I numeri parlano chiaro: sono aumentate del 2.000% le vendite dei test per lo streptococco e del 38% quelle di amoxicillina, l’antibiotico utilizzato per curarlo. Susanna Esposito, Coordinatrice del Tavolo Tecnico di Malattie Infettive e Vaccinazioni della Società Italiana di Pediatria, spiega che a prolungare i focolai di faringiti e scarlattina sono “contagi e reinfezioni a ping pong” che hanno portato a un “picco fuori stagione, con bimbi che si ricontagiano anche dopo poco tempo”. Professoressa di Pediatria all’Università di Parma, Susanna Esposito sostiene che l’impennata di faringite e scarlattina sia “legata a un debito immunologico nella popolazione, dovuto alla minore circolazione di patogeni durante la pandemia Covid”. Ad aumentare la preoccupazione dei genitori è il fatto che queste infezioni si ripresentano anche “due o tre volte sullo stesso bambino”, costringendolo a sottoporsi a “più cicli di antibiotici in poche settimane”.

    Susanna Esposito avverte: no al fai da te

    L’infezione solitamente si manifesta con febbre e faringite e per curarla è necessario ricorrere all’antibiotico, il quale, proprio a causa di questa impennata, inizia ad essere difficile da reperire. “Bisogna iniziare subito la terapia antibiotica per evitare possibili complicanze, tra cui ascessi e malattia reumatica”, suggerisce Susanna Esposito, la quale mette in guardia contro il fai da te. “Il tampone fatto a casa non ha la stessa attendibilità di quello eseguito da un esperto”, avverte. Sottolinea, inoltre, l’inutilità di ricorrere al tampone qualora non si presentino sintomi: “Bisogna evitare il tampone in assenza di sintomi perché ai portatori sani non vanno fatte terapie”. Il rispetto di tali linee guida è indispensabile anche al fine di “evitare prescrizioni, non sempre necessarie di amoxicillina”. Già dallo scorso novembre, la SIP (Società Italiana di Pediatria) ha infatti denunciato la difficoltà di approvvigionamento del farmaco.

  • Tommaso Putin nel Consiglio di Presidenza di ANIR Confindustria. L’impegno da Vicepresidente

    L’Assemblea dei Soci ha ufficializzato lo scorso 11 luglio il cambio alla guida di ANIR Confindustria nominando il nuovo Presidente, Massimo Piacenti. Nel team anche Tommaso Putin, che dal 2020 opera in qualità di Vicepresidente del Consiglio di Presidenza.

    Tommaso Putin

    Tommaso Putin, Vicepresidente del Consiglio di Presidenza di ANIR Confindustria

    Per il prossimo triennio, Massimo Piacenti, recentemente nominato Presidente di ANIR Confindustria, prevede un futuro importante per la ristorazione collettiva, grazie all’aumento della consapevolezza dei suoi interlocutori sull’importanza di questo settore. Oggi è fondamentale attribuire il giusto valore a questa nuova dimensione, introducendo concetti come il cibo pubblico, inteso come servizio per tutti, e il pasto giusto. La squadra del Consiglio di Presidenza, composta dai Vicepresidenti Tommaso Putin, Emilio Roussier Fusco, Graziano Sanna e Rosario Sortino, insieme al Segretario Generale Paolo Valente, affiancheranno il Presidente Piacenti nei prossimi tre anni per perseguire questi obiettivi e garantire il successo di ANIR Confindustria.

    L’impegno di Tommaso Putin

    Tommaso Putin, Vicepresidente di Serenissima Ristorazione, oggi una delle realtà italiane leader nel campo della ristorazione commerciale e collettiva, è parte integrante della squadra che affiancherà il nuovo Presidente Massimo Piacenti, dopo il cambio alla guida di ANIR Confindustria. Insieme a Emilio Roussier Fusco, Graziano Sanna e Rosario Sortino, Tommaso Putin contribuirà a sostenere e promuovere la ristorazione collettiva come servizio essenziale per tutti. Questa nuova dimensione richiede però l’introduzione di un quadro normativo ad hoc per garantire l’agibilità delle aziende che hanno deciso o decideranno di investire in questo settore, poiché le attuali normative non sono sufficienti. Oggi, infatti, non esistono norme capaci di tutelare coloro che usufruiscono dei servizi di ristorazione collettiva di fronte a un aumento incontrollato dei prezzi.

  • Luca de Meo: gli esordi e il presente professionale, intervista rilasciata al “Corriere della Sera”

    Nato a Milano nel 1967, Luca de Meo ha alle spalle più di 30 anni di carriera nel settore automobilistico, con esperienze di rilievo in 12 Paesi e per più di 10 marchi, attraverso i 4 gruppi automobilistici più importanti.

    Luca de Meo

    Intervista a Luca de Meo: la carriera e il rapporto con la Francia

    CEO di Renault Group e Presidente dell’ACEA (European Automobile Manufacturers’ Association), Luca de Meo è un dirigente d’azienda con esperienza consolidata nel settore automobilistico. Il suo percorso annovera ruoli di responsabilità ricoperti in 12 Paesi nel mondo e nell’ambito di oltre 10 marchi. Nel suo profilo professionale non mancano, inoltre, titoli e riconoscimenti di prestigio – tra tutti, quello di Cavaliere al Merito del Lavoro nel 2022 e la Legion d’Honneur nel 2023 – così come traguardi significativi come l’essere il primo CEO non francese a guidare Renault Group. Basti pensare che ciò non è mai accaduto fin dal lontano 1898, anno in cui Renault venne avviata per opera del meccanico Louis Renault. Come raccontato nell’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, il rapporto di Luca de Meo con la Francia, in particolare con Parigi, trae origine nei primi anni ‘90: “Sono arrivato qui per la prima volta all’inizio degli anni Novanta con la mia fidanzata ed ex compagna di università che poi è diventata mia moglie. Eravamo neanche trentenni a Parigi, un sogno”. Nel 1992 il primo incarico in Renault, per poi entrare in Toyota, Fiat, Volkswagen, Audi e Seat: una lunga esperienza che lo conduce nel 2020 al ruolo di CEO del Gruppo francese.

    Luca de Meo: l’incarico in Renault Group e le prospettive per il settore

    Soffermandosi su alcuni aspetti della sua esperienza in Renault Group, Luca de Meo evidenzia come questo sia ormai “un Gruppo internazionale che fa parte di un’alleanza con Nissan”: la lingua di lavoro è infatti “soprattutto l’inglese. Io poi parlo anche francese”. Rimanendo in tema di lavoro, de Meo racconta come questo occupi gran parte della sua giornata: “Io sono un industriale e l’industria è dura, una fatica di ogni giorno”, specifica, aggiungendo che “non esiste un Paese forte senza un’industria forte, a meno che tu non sia una piattaforma finanziaria come Singapore. L’economia dematerializzata è un’illusione, i problemi non si risolvono solo a colpi di clic. Durante la pandemia servivano le mascherine, ma in Europa non eravamo più in grado di produrle”. Un’industria che, nello specifico del settore auto, fornisce stimoli importanti per l’economia: “Sono convinto che l’industria resti fondamentale per l’Europa. E il 30 per cento di tutti gli investimenti in ricerca e sviluppo dipendono dall’industria automobilistica. Poi, per ogni posto di lavoro che creo all’interno dell’azienda, ne nascono sei o sette fuori, come indotto. Il contributo dell’auto è decisivo in termini di innovazione e valore aggiunto, e noi europei possiamo eccellere nel settore premium, il più importante”. Centralità che emerge anche in relazione alla transizione ecologica: secondo Luca de Meo, per questo bisogna essere realistici. Non può esserci un solo ‘piano A’ deciso dai Governi, le soluzioni tecniche possono essere tante e noi industriali dobbiamo essere lasciati liberi di esplorarle”, così il CEO a conclusione dell’intervista.

  • Iren, Luca Dal Fabbro: “Azienda solida e strutturata, continuiamo a crescere”

    Due gli impianti inaugurati dalla multiutility nell’ultimo mese. Il passaggio di Armani in Enel non influirà sulla crescita di Iren, ha detto il Presidente Luca Dal Fabbro.

    Il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro

    Luca Dal Fabbro (Iren): “Siamo sereni, il nostro è un Piano industriale robusto”

    Iren si conferma una realtà solida, con performance in crescita e un Piano industriale che mette al centro decarbonizzazione, sviluppo delle rinnovabili, economia circolare ed efficienza energetica. A ribadirlo è Luca Dal Fabbro, Presidente della multiutility. Intercettato a Reggio Emilia durante l’inaugurazione del nuovo impianto per la produzione di biometano e compost di Gavassa, è intervenuto in merito al passaggio in Enel Grids dell’ex AD Gianni Vittorio Armani. Ha dichiarato che l’azienda sta lavorando in continuità e che il cambio nel management non avrà alcuna ripercussione diretta o indiretta. Il Presidente ha poi ricordato che a seguito delle dimissioni di Armani le deleghe sono state distribuite tra lui e il Vicepresidente Moris Ferretti, aggiungendo che l’azienda continua ad avere un management forte, anche espressione del territorio: “Siamo molto sereni: l’azienda è solida e il Piano industriale robusto.”, ha commentato Luca Dal Fabbro.

    I progetti di Iren su transizione ed economia circolare

    Il cambio ai vertici non devia il percorso intrapreso dal Gruppo guidato da Luca Dal Fabbro, con il Piano al 2030 che va avanti come da programma e prevede investimenti pari a 10,5 miliardi di euro. Oltre ai risultati finanziari in crescita, nell’ultimo mese Iren ha inaugurato non solo l’impianto di Gavassa, che trasforma la frazione organica dei rifiuti solidi urbani in biometano, compost e CO2 food grade per utilizzi industriali e alimentari, ma anche l’impianto Circular Wood di Vercelli. La struttura è stata realizzata dalla controllata ASM Vercelli, attiva nella produzione di supporti logistici da legno proveniente esclusivamente dalla raccolta differenziata. Due opere che testimoniano l’impegno di Iren e del Presidente Luca Dal Fabbro nel perseguire una strategia di crescita costruita sulla decarbonizzazione, lo sviluppo delle rinnovabili, sull’economia circolare e sull’efficienza energetica.

  • Con Ares Ambiente un ciclo virtuoso tra rifiuti organici e agricoltura

    Ares Ambiente rinnova il suo impegno per un’economia circolare. Con il nuovo impianto FORSU l’azienda produrrà concime naturale.

    Ares Ambiente

    Ares Ambiente, dettagli e finalità del nuovo impianto FORSU

    L’umido raccolto nelle città che diventa concime naturale per l’agricoltura. È la nuova proposta di Ares Ambiente, azienda specializzata nell’intermediazione dei rifiuti. La realtà di Treviolo è infatti al lavoro per realizzare un nuovo impianto di compostaggio a Piedimonte San Germano, in provincia di Frosinone. Un progetto che testimonia l’attenzione che da sempre Ares Ambiente rivolge alla sostenibilità ambientale. Produrre compost significa infatti ridare vita ai prodotti di scarto e ottenere ammendanti naturali da destinare all’agricoltura, avviando quindi un ciclo virtuoso. All’impianto verranno destinati la FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano), i rifiuti organici (fanghi da depurazione e da lavorazioni agro-industriali) e gli scarti di potature del verde pubblico e privato. Due gli ammendanti prodotti attraverso il processo aerobico: ammendante compostato misto e ammendante compostato da fanghi.

    Il contributo di Ares Ambiente per l’economia circolare

    Una volta terminati i lavori, a pieno regime l’impianto di compostaggio di Ares Ambiente sarà in grado di trasformare 40.000 tonnellate all’anno, di cui 35.000 tonnellate di FORSU e rifiuti organici e 5.000 tonnellate di frazione verde. Oltre a sostituire l’uso di prodotti chimici, che richiedono un maggiore esborso di energia e impattano l’ambiente, i compost arricchiscono il terreno di materia organica che libera gradualmente sostanze nutritive di fondamentale importanza per le piante come fosforo, azoto e potassio. Inoltre, aiutano a rendere la struttura del terreno maggiormente porosa, accrescendone la capacità di trattenere l’acqua e ridurre il rischio di inondazioni. Caratteristiche che fanno del compost non solo un concime naturalmente adatto all’agricoltura, ma anche un alleato contro gli effetti del cambiamento climatico. Ma il contributo di Ares Ambiente per l’economia circolare va oltre il recupero dei rifiuti e la produzione di compost, con l’azienda che utilizzerà gli ammendanti per fertilizzare anche alcuni terreni agricoli di sua proprietà.

  • Marco Domizio: l’esperienza nel settore dell’intermediazione dei rifiuti

    Marco Domizio è un imprenditore dalla comprovata esperienza nel settore dell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati. Le sue attività si caratterizzano per una particolare attenzione alla sostenibilità, puntando a offrire soluzioni innovative e personalizzate ai clienti. Nel corso degli anni ha acquisito specifiche competenze gestionali e autorizzative rilevanti per il settore, portando nel 2008 alla fondazione di Ares Ambiente.

    Marco Domizio

    Marco Domizio: la carriera prima di Ares Ambiente

    Nato a Bergamo nel 1974, Marco Domizio avvia la propria carriera professionale subito dopo aver conseguito il diploma. Il suo primo impiego lo vede impegnato presso un’azienda lombarda specializzata nell’intermediazione dei rifiuti, dove si occupa anche della partecipazione nelle gare d’appalto. Ricopre in seguito diversi ruoli come Responsabile Commerciale, dapprima in una società specializzata in spurghi e pulizie industriali e poi in una primaria azienda della provincia di Milano. In questo periodo gestisce anche l’installazione di sette impianti di trito-vagliatura in Campania. La sua esperienza nel settore si consolida ulteriormente operando prima nel comparto del trasporto transfrontaliero di rifiuti, sia a mezzo gomma/intermodale sia via mare, e in seguito ricoprendo il ruolo di Responsabile Commerciale in un impianto di compostaggio. Successivamente Marco Domizio è Responsabile nella gestione di una cava di estrazione di minerali naturali, per poi collaborare con due realtà attive nel settore ambientale. Forte delle competenze maturate, nel 2008 porta a compimento la fondazione di una propria azienda: Ares Ambiente.

    Marco Domizio: nascita e sviluppo di Ares Ambiente

    Grazie alla solida esperienza acquisita nel settore, Marco Nicola Domizio riesce a fondare un’azienda di successo incentrata sui principi di efficienza, economicità e trasparenza. In pochi anni Ares Ambiente riesce così a farsi strada nel comparto, specializzandosi nei servizi dedicati all’ambiente e operando su tutto il territorio italiano. Nello specifico, è attiva nell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati, con servizi che spaziano dallo smaltimento al recupero fino ad occuparsi, per i clienti, del trasporto di rifiuti “speciali pericolosi” e “speciali non pericolosi”. In linea con la classificazione “Elenco Europeo dei Rifiuti – EER 2014/955/UE”, le sue attività si focalizzano sul trattamento di rifiuti caratterizzati in numerosi codici CER/EER – Codice Europeo dei Rifiuti. Ares Ambiente è iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, Categoria 8 Classe A e Categoria 4F e 5F – Sezione Regionale della Lombardia e si distingue per un impegno costante verso servizi di alta qualità ed efficienza. Lo conferma anche il titolo di azienda Best Performer nella provincia di Bergamo, assegnato da “LombardiaPost” sia nel 2021 che nel 2022.

  • Renault Group, il CEO Luca de Meo: necessaria una strategia per le auto elettriche in UE

    UE e auto elettriche, Luca de Meo a “Il Sole 24 Ore”: “Non basta quello che si sta facendo per creare una strategia o una politica”.

    Luca de Meo

    Luca de Meo: fondamentale una strategia complessiva sul settore auto

    Ha parlato di un “gigantesco esercizio burocratico” Luca de Meo, CEO di Renault Group e Presidente dell’ACEA, intervistato da “Il Sole 24 Ore” sui più recenti sviluppi in materia di mobilità elettrica a livello europeo. In particolare, per quel che riguarda il settore privato delle auto, per il quale è necessario sviluppare un piano strategico su cui puntare per competere globalmente. E la Cina, dal canto suo, conferma una posizione di leadership in tale sfida grazie a un piano preciso dedicato al settore. In Europa “non basta quello che si sta facendo per creare una strategia o una politica”, ha evidenziato il CEO Luca de Meo, specificando come in tale contesto l’ACEA “vuole essere parte della soluzione, non del problema. Siamo a favore della transizione ambientale, certo non l’abbiamo rifiutata, ma si tratta, ripeto, di avere una strategia complessiva”.

    Luca de Meo: la Cina guida il settore, in Europa “regolamentazione eccessiva”

    Proseguendo sul tema, il CEO Luca de Meo ha osservato come, nel contesto globale, “gli Stati Uniti tendono a stimolare l’attività economica, la Cina tende a guidarla, e l’Unione Europea tende a regolamentarla”. Il nostro Continente paga lo scotto di un “gigantesco esercizio burocratico”, così come definito dal CEO di Renault Group, che ha parlato di una “regolamentazione eccessiva” citando, ad esempio, il regolamento dedicato alla sicurezza delle automobili in vigore dal prossimo anno. “Verrà a costare 400-500 euro in più per veicolo. Verranno aggiunte ad ogni auto 18-22 funzioni, molte delle quali non interessano al cliente finale”, ha evidenziato nell’intervista. Il costo si riverserà sul prezzo finale d’acquisto a prescindere dal tipo di vettura: “Sia per una Fiat 500 che per una Mercedes Classe S. L’impatto sul prezzo di una Fiat 500 è evidente”. Una riflessione, infine, sull’andamento del mercato a livello internazionale: “Il mercato mondiale è di 85 milioni di auto, di cui 13 milioni vendute in Europa. Le case produttrici non hanno l’incentivo a seguire le regole europee, perché il mercato è soprattutto altrove”, così Luca de Meo in conclusione.

  • Mario Putin: Serenissima Ristorazione pronta a inaugurare una nuova area produttiva

    Leader nel settore della ristorazione collettiva, scolastica, aziendale e sociosanitaria, Serenissima Ristorazione, guidata da Mario Putin, vanta un fatturato di 280.000.000 euro, conta oltre 7.000 dipendenti e 13 società correlate. Innovazione e sostenibilità sono i driver strategici nei quali il Gruppo investe da sempre.

    Serenissima Ristorazione di Mario Putin

    Mario Putin: Serenissima Ristorazione amplia il centro cottura di Boara Pisani

    A Boara Pisani, in provincia di Padova, sorge il centro cottura in legame refrigerato di Serenissima Ristorazione al quale l’azienda ha dedicato importanti investimenti negli ultimi mesi. La realtà guidata da Mario Putin ha infatti deciso di ampliare il centro cottura, dotandolo di una nuova area produttiva e logistica equipaggiata con attrezzature innovative e tecnologicamente avanzate. Questo contribuirà a rendere i pasti forniti dal leader della ristorazione collettiva ancora più sicuri sotto il profilo igienico-sanitario, migliori dal punto di vista qualitativo e di differenziazione della dieta. Con 30.000.000 di euro investiti su una superficie totale di 12.000 mq e oltre 300 operatori impiegati al suo interno, il centro cottura di Boara Pisani ha tutte le carte in regola per diventare uno dei più moderni e tecnologicamente avanzati d’Europa.

    Serenissima Ristorazione: il Cook&Chill della realtà guidata da Mario Putin è un successo negli ospedali

    Tra i primi ambiti in cui Serenissima Ristorazione si è specializzata, quello socio sanitario continua ad essere un settore di grandi soddisfazioni. Cook&Chill, la tecnica ideata dalla società guidata da Mario Putin, sta riscuotendo enorme successo tra le strutture sanitarie. Soprattutto a seguito della realizzazione del centro cottura di Boara Pisani, sempre più strutture si sono mostrate interessate. Attualmente, sono 60 i nosocomi che vengono riforniti dal centro cottura. Segno che investire nell’innovazione, puntando al legame refrigerato con il fine di minimizzare il rischio microbiologico e razionalizzare le diete risolvendo i problemi logistici legati al trasporto e alla distribuzione, è stata una scelta più che efficace.

  • Riva Acciaio: eccellenza e leadership nell’industria siderurgica italiana

    Fondata negli anni ‘50 da Emilio ed Adriano Riva, Riva Acciaio è passata dal commercio di rottami ferrosi alla produzione di acciaio di alta qualità. Attraverso una visione lungimirante e una strategia di acquisizioni, l’azienda ha raggiunto una posizione di rilievo sia in Italia sia a livello internazionale, contribuendo alla crescita e al successo dell’industria siderurgica nazionale.

     Riva Acciaio

    Riva Acciaio: una visione lungimirante per l’industria siderurgica italiana

    Riva Acciaio è un’eccellenza nell’industria siderurgica italiana, una realtà di grande importanza che riunisce le attività del Gruppo Riva nella penisola. Fondata nel 1954 da Emilio ed Adriano Riva, rappresenta uno dei principali protagonisti europei nel settore dell’acciaio. La società è controllata dalla capogruppo Riva Forni Elettrici ed è specializzata nella produzione di prodotti lunghi e acciai di alta qualità. Grazie a oltre 60 anni di esperienza, il Gruppo ha consolidato una leadership indiscussa in questo settore, introducendo importanti innovazioni tecnologiche, tra cui la colata continua curva a tre linee, un primato assoluto in Italia, insieme ad altre significative innovazioni siderurgiche. Un elemento di grande valore per l’azienda è il suo avanzato laboratorio di ricerca e sviluppo, situato nello stabilimento di Lesegno (CN), che dispone di sofisticate apparecchiature, tra cui il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”. Questo laboratorio ha stretto numerosi accordi di collaborazione con importanti centri universitari e di ricerca, come il Politecnico di Torino e l’Università di Pisa. Tale sinergia tra l’azienda e le istituzioni accademiche consente di promuovere l’innovazione e lo sviluppo tecnologico nell’ambito dell’industria siderurgica. Dopo la fondazione, Riva Acciaio è cresciuta rapidamente, passando dal commercio di rottami ferrosi alla produzione di acciaio. Nel 1956, viene costruito lo stabilimento siderurgico a Caronno Pertusella, in provincia di Varese, che si distingue per la sua dimensione e per l’adozione di tecnologie all’avanguardia, come il forno elettrico ad arco. 

    La crescita internazionale di Riva Acciaio

    Negli anni ‘60, l’industria siderurgica italiana affronta una forte concorrenza internazionale e per rimanere competitiva, Riva Acciaio introduce la colata continua curva a tre linee, diventando la prima azienda italiana a utilizzare questa tecnologia. Nel frattempo, l’azienda inizia a espandersi sia in Italia sia all’estero attraverso acquisizioni strategiche. Nel 1966, acquisisce le Acciaierie e Ferriere del Tanaro e diventa socia di minoranza nella SEII. Alla fine degli anni ‘60, la produzione di acciaio raggiunge così le 300.000 tonnellate all’anno e l’azienda avvia l’export dei suoi prodotti sui mercati internazionali. Negli anni ‘70, nonostante la crisi petrolifera e la concorrenza estera, il Gruppo siderurgico prosegue con il piano di investimenti e si espande ulteriormente a livello internazionale. Acquisisce la Siderúrgica Sevillana in Spagna nel 1971 e nel 1974 costituisce la Associated Steel Industries (ASI) in Canada, oltre all’acquisizione dell’acciaieria di Iton Seine in Francia nel 1976. Due anni più tardi, diventa il primo operatore europeo a vendere acciaio direttamente in Cina. Alla fine degli anni ‘70, la produzione di acciaio supera 1,1 milioni di tonnellate. Negli anni ‘80, Riva Acciaio continua la propria espansione attraverso acquisizioni in Francia, Belgio e Germania. Acquisisce la maggioranza dell’ALPA (Aciéries et Laminoirs de Paris) in Francia nel 1988, mentre quattro anni più tardi rileva due impianti siderurgici a Berlino. Nel frattempo, la produzione di acciaio continua a crescere rapidamente e nel 1994 raggiunge 5,8 milioni di tonnellate, consolidando la posizione del Gruppo come uno dei principali attori dell’industria siderurgica europea.

  • L’editoriale di Valentina Colucci sulla corsa alle terre rare

    In un recente editoriale pubblicato su “Formiche”, Valentina Colucci riflette sul tema delle terre rare e su come l’Europa si sta muovendo per aumentare la loro reperibilità senza dipendere troppo da altri Paesi.

    Valentina Colucci

    Valentina Colucci: l’Europa nella corsa alle terre rare

    Sono 34 le materie prime che quest’anno compongono la lista dei minerali critici stilata dell’Europa. Realizzato sulla base di una valutazione della loro reperibilità sul mercato, l’elenco contiene minerali come l’arsenico, il feldspato e il manganese e anche le cosiddette terre rare. Queste ultime, come spiega Valentina Colucci nel suo articolo, “sono un insieme di 17 metalli presenti nella tavola periodica degli elementi chimici che presentano straordinarie proprietà magnetiche e conduttive che le rendono indispensabili in molti settori tra cui, l’industria elettronica, tecnologica aeronautica e militare”. Si tratta di elementi fondamentali per la produzione e il funzionamento di oggetti della quotidianità quali smartphone e lampade a led ma anche di tecnologie come la fibra ottica e i pannelli fotovoltaici.

    Valentina Colucci: l’Action Plan on Critical Raw Materials

    Nonostante il loro nome, le terre rare possono essere trovate in abbondanza in diverse parti del mondo. La Cina, l’Australia, gli Stati Uniti, la Russia, il Brasile e il sud-est asiatico sono tutti luoghi in cui sono reperibili. “Dovunque, tranne che nel Vecchio Continente”, afferma Valentina Colucci nell’articolo. Gli unici ad essere esclusi sono infatti proprio i Paesi del Vecchio Continente. Per questo motivo, nel 2020 la Commissione Europea ha presentato l’Action Plan on Critical Raw Materials per rispondere appunto al rischio di carenza o interruzione di tali minerali. Le soluzioni prevedono la riduzione della dipendenza da Paesi terzi da raggiungere mediante la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, il miglioramento dell’efficienza e della circolarità dell’uso delle risorse e politiche di stoccaggio strategico di prodotti che contengono le materie critiche.

  • Tecnicaer Engineering a Bologna: il team guidato da Fabio Inzani riqualificherà l’Autostazione

    Tecnicaer Engineering, società guidata da Fabio Inzani, si è aggiudicata la gara d’appalto per la riqualificazione del complesso dell’Autostazione di Bologna. Il progetto di restyling prevede la creazione di una nuova piazza e la ristrutturazione integrale interna.

    Fabio Inzani

    Fabio Inzani: la transizione da “non-luogo” a spazio identitario dell’Autostazione di Bologna

    L’antropologo francese Marc Augé è stato il primo ad introdurre il concetto di “non-luogo”, con il quale voleva identificare uno spazio non identitario, storico o relazionale, che si contrapponeva ai cosiddetti luoghi antropologici. I “non-luoghi” sono dunque tutte quelle zone di passaggio in cui non ci sono segni di relazioni sociali, di storie condivise e di appartenenza collettiva, come può appunto essere un’autostazione. Il progetto realizzato dal team guidato da Fabio Inzani punta invece a superare tale concetto attraverso la creazione di un nuovo spazio che diventi identitario per la città di Bologna. L’area in questione possiede già enormi potenzialità vista la vicinanza strategica con numerosi punti di interesse della città storica. Via Indipendenza, Piazza VIII Agosto, Piazza XX Settembre e il Parco della Montagnola sono tutti a pochi passi dall’Autostazione, così come anche la Rocca Galliera e il tratto dell’antica cerchia muraria.

    Fabio Inzani: gli interventi che riqualificheranno l’area

    La proposta di Tecnicaer prevede la creazione di uno Smart Green Building, classificabile come nZEB (nearly Zero Energy Building), in un contesto reso vivace ed attraente dalla presenza di attività di varia natura e di una nuova piazza collocata di fronte alla struttura. Il team diretto da Fabio Inzani si occuperà inoltre dell’ampliamento volumetrico verso est, della ristrutturazione integrale interna e del rifacimento della facciata. Quest’ultima, che dovrà proteggere l’edificio dall’esterno e creare una quinta attrattiva verso la piazza, è stata concepita come una “pelle” contemporanea e attiva che informa gli utenti mediante schermi LED e codici QR. La parte esterna resterà, invece, fedele al progetto originale del 1967 ideato dagli architetti Luigi Vignali e Luigi Riguzzi. Con questo intervento, Tecnicaer Engineering intende trasformare l’Autostazione di Bologna in un edificio completamente sostenibile, a basso impatto ambientale e altamente performante sotto il profilo energetico. L’opera, eseguita attenendosi ai protocolli ambientali di riferimento, ovvero LEED e ITACA, renderà possibile tutto ciò grazie all’utilizzo di soluzioni passive intelligenti, alla condivisione dei principi costruttivi che riducono l’apporto delle componenti impiantistiche e all’uso di tecnologie innovative installate all’interno della centrale tecnologica.

  • Cristina Scocchia, Legion d’Onore e nuove sfide per l’AD di Illycaffè

    Cristina Scocchia è la manager alla guida di Illycaffè: l’azienda è cresciuta oltre le aspettative e ora punta ad accelerare sui mercati esteri.  

    Cristina Scocchia

    Illycaffè, i primi risultati dell’era Cristina Scocchia: crescita in doppia cifra e obiettivi confermati

    L’esperienza in Procter&Gamble, la nomina come AD di L’Oreal Italia e i numerosi traguardi raggiunti alla guida di KIKO Milano. Poi, da gennaio 2022, l’ingresso in Illycaffè. Nonostante il cambio di settore e le nuove sfide che ha comportato, Cristina Scocchia continua a confermarsi tra le top manager italiane. Lo scorso anno l’azienda triestina, in un contesto caratterizzato da rincaro di energia e materie prime, ha chiuso il bilancio con ricavi consolidati pari a 567,7 milioni (+13,6% rispetto al 2021) e un utile netto di 14,2 milioni (+18,9%). Una crescita a doppia cifra confermata anche dai risultati del primo trimestre di quest’anno, con Illycaffè che ha registrato un ulteriore aumento dei ricavi consolidati (13,2%) e in generale un andamento positivo per tutti gli indicatori economici. Confermati investimenti e obiettivi per il 2026, con il Piano che prevede l’ampliamento della fabbrica di Trieste, il rafforzamento dell’IT e l’espansione sui mercati esteri, in particolare negli Stati Uniti.

    Cristina Scocchia: efficientamento, innovazione e formazione i pilastri della strategia

    La strategia portata avanti da Cristina Scocchia si basa da sempre su innovazione, digitalizzazione e valorizzazione delle persone. È così che durante i suoi mandati come AD, la manager ha portato L’Oreal Italia fuori dalla crisi e guidato la crescita organica di KIKO Milano. A testimoniare il contributo apportato anche i numerosi riconoscimenti ottenuti durante la sua carriera, tra cui il titolo di “Chevalier dans l’ordre de la Légion d’Honneur” da parte dell’ambasciatore francese Christian Masset. Più di recente Cristina Scocchia è stata premiata come “Marketer of the Year 2022” dalla Società italiana marketing (Sim) proprio per le strategie innovative e i valori espressi in ambito sociale oltre che economico. Anche il Piano ideato per Illycaffè punta tra le altre cose a sviluppare il canale e-commerce e ad aumentare la sicurezza informatica, oltre che a potenziare la formazione dei dipendenti attraverso l’Università del Caffè, il Centro d’eccellenza di Trieste nato nel 1999 e che oggi conta 26 sedi fuori dall’Italia.

  • Luca Dal Fabbro: Iren, la multiutility che punta su sostenibilità e territorio

    Iren, una multiutility inclusiva e attenta al futuro. A raccontarne la visione il Presidente Luca Dal Fabbro durante il Festival dello Sviluppo Sostenibile targato Asvis.

    Luca Dal Fabbro

    Luca Dal Fabbro: “Iren, un’azienda del territorio al servizio della sostenibilità”

    Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren, ha partecipato alla tappa torinese del Festival dello Sviluppo Sostenibile organizzata da Asvis, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. In un’intervista rilasciata a margine dell’evento, tenutosi nell’ambito del Salone del Libro, il manager ha illustrato la visione e la mission di Iren, una delle principali multiutility italiane che operano nei settori dell’energia, dell’ambiente e delle reti. “Iren crede molto nella cultura e nella diffusione di valori positivi, valori della sostenibilità, valori della coesione sociale. Siamo un’azienda del territorio, investiamo nel territorio e investiamo nella costruzione di impianti e di attività che rigenerano, dal rifiuto, all’energia da cogenerazione solare rinnovabile, al recupero, il che ci rende una realtà estremamente in sintonia con il futuro verso il quale si sta dirigendo la società. Che deve e dovrà essere – ha sottolineato Luca Dal Fabbro – una società inclusiva e volta alla sostenibilità”.

    Luca Dal Fabbro: Iren e il Salone del Libro, un binomio vincente per promuovere la sostenibilità

    Il Presidente ha spiegato anche le ragioni della presenza di Iren al Festival: “Siamo qui al Salone perché vogliamo diffondere valori di sostenibilità – ha dichiarato Luca Dal Fabbroe come Iren investiamo molte risorse in questo senso. Perché il nostro ruolo non è solo il profitto ma è anche il poter essere vicino ai territori con un’industria buona e attività rigenerative. Ci crediamo così tanto che abbiamo anche una Business Unit, Eduiren, che disegna insieme ai nostri ingegneri le attività del futuro per comunicarle meglio e per diffondere verso i giovani i valori della sostenibilità, dell’inclusione e dell’attenzione al territorio. Oggi sono valori importanti, domani lo saranno ancora di più e noi come Iren ci crediamo molto”, ha concluso Luca Dal Fabbro.

  • Serenissima Ristorazione, Animenta e Unobravo insieme per dare voce ai DCA

    Serenissima Ristorazione, in collaborazione con Animenta e Unobravo, crea importanti progetti di prevenzione e sensibilizzazione sui disturbi del comportamento alimentare, coinvolgendo esperti qualificati per fornire informazioni, supporto emotivo e approfondimenti sul tema della corretta alimentazione.

    Serenissima Ristorazione, tra i Gruppi leader nel settore della ristorazione collettiva e commerciale

    Serenissima Ristorazione dona sedute di psicoterapia per supportare il progetto di Animenta e Unobravo

    Sono molto orgogliosa di sostenere questo importante progetto. Avviare questa collaborazione con Animenta è un’occasione fondamentale per sensibilizzare le persone sui disturbi del comportamento alimentare e sostenere chi sta vivendo, direttamente o indirettamente, questo tipo di problema”. È con queste parole che Giulia Putin, Chief Purchasing Manager di Serenissima Ristorazione, ha commentato la decisione del Gruppo di sostenere finanziariamente un progetto realizzato in collaborazione con l’associazione no-profit Animenta e Unobravo, un servizio di psicologia online: ha donato delle sedute di psicoterapia alla community di Animenta, al fine di garantire un supporto psicologico tempestivo a coloro che soffrono di disturbi del comportamento alimentare e alle loro famiglie. “È un tema che ci tocca da vicino ed essendo stati sempre impegnati nella promozione di corretti stili di vita e alimentari, abbiamo deciso di dare un aiuto concreto”, ha aggiunto. Durante gli incontri con gli studenti e il webinar con i collaboratori di Serenissima Ristorazione, sono state condivise testimonianze di persone che hanno affrontato tali patologie, cercando di approfondire le origini dei disturbi alimentari. Oltre a informare sul tema della corretta alimentazione per la prevenzione, è importante ricordare che l’alimentazione coinvolge anche aspetti emotivi. Una maggiore consapevolezza e un sostegno concreto possono contribuire a dare voce a una problematica spesso invisibile. “Trovare aziende, come Serenissima Ristorazione, che decidono di camminare accanto a noi, ci permette di arrivare a più persone, di raggiungere chi fino a questo momento non ha accesso alle cure, di creare importanti progetti di prevenzione e di sensibilizzazione”, ha poi commentato Aurora Caporossi, Presidente e Founder di Animenta.

    Incontri, webinar e sensibilizzazione: Serenissima Ristorazione si unisce alla lotta contro i DCA

    Grazie alla collaborazione di Animenta, sono stati avviati coinvolgenti cicli di incontri che si sono focalizzati sull’informazione, la sensibilizzazione e il confronto con i giovani di alcuni licei italiani. Inoltre, nel mese di marzo, è stato organizzato un webinar dedicato ai Disturbi del Comportamento Alimentare per tutti i collaboratori di Serenissima Ristorazione. Si è cominciato da Vicenza, sede del Gruppo specializzato nei servizi di ristorazione, con il primo ciclo di appuntamenti per poi proseguire a Roma e Milano. Questi incontri hanno ospitato esperti qualificati: Lucia Cammisa, dietista e responsabile del Sistema di Gestione Qualità Integrata di Serenissima Ristorazione, nonché professore a contratto del corso di laurea in Dietistica e del Master di Nutrizione di popolazione, educazione e sicurezza alimentare presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università degli Studi di Padova. Ad accompagnarla anche un volontario dell’associazione Animenta, affiancati a loro volta da uno psicoterapeuta specializzato nei Disturbi del Comportamento Alimentare. La presenza di tali esperti ha garantito un contesto informativo e supportivo di grande valore per i partecipanti. Inoltre, gli stessi professionisti hanno avuto il piacere di contribuire al webinar dedicato ai collaboratori di Serenissima Ristorazione, un evento coordinato da Elisa Riccobene, responsabile del settore Marketing e Comunicazione dell’azienda veneta. L’evento ha rappresentato un’importante occasione per approfondire la tematica dei disturbi del comportamento alimentare, lasciando spazio a domande e discussioni anonime “in modo che ognuno possa sentirsi libero di raccontare la propria storia”. Il Gruppo, infine, ha partecipato come partner ufficiale all’evento Binario 15, organizzato nella Capitale da Animenta.

  • Alice Carli: l’innovazione come motore di successo. L’intervista a “Global Chapter”

    Alice Carli, Executive Advisor di realtà internazionali trasversali all’innovazione nei settori moda, beauty, lifestyle, ha recentemente partecipato come ospite a “Global Chapter”, diventando la prima donna italiana a prendere parte a un dialogo condotto dalla rinomata Deputy Director del Comitato Globale di Inclusione, Gwen Mdinaradze, per la Harvard Business School Online Community.

    Direttore Generale e Membro del CdA di GAITTECH, Alice Carli

    L’innovazione come leva di successo: l’intervista ad Alice Carli

    In qualità di Executive Advisor di realtà internazionali trasversali all’innovazione nei settori moda, beauty, lifestyle, ad Alice Carli è stato chiesto di raccontare la sua vocazione per l’innovazione. Un elemento diventato fondamentale nella sua carriera soprattutto negli ultimi anni, quando i paradigmi del business, le dinamiche sociali e le relazioni con i consumatori sono stati completamente rivoluzionati. La manager ha sempre adottato un approccio innovativo, ponendo al centro le esigenze dei clienti e aprendo un dialogo con loro. Già negli anni in cui lavorava per L’Autrechose, Furla e Peuterey, Alice Carli ha introdotto il CRM, integrando il digitale con l’esperienza fisica e, infine, sostituendo il tradizionale servizio clienti con una chat disponibile 24/7. Tutto ciò, negli anni pre-pandemia, rappresentava un’innovazione eccessiva per molte aziende italiane con attività internazionale: molti, infatti, erano ancora contrari all’adozione di un approccio digitale. “Mi rendo conto non sia facile interfacciarsi per un’azienda tradizionale a un modello di Power Business Intelligence”, ha sottolineato Alice Carli. Spesso si tratta solo del timore di un primo contatto con il cambiamento. “Perché poi la curiosità è evidente che emerga. Ecco, magari è stato meno evidente prima della Pandemia perché tutto andava così di fretta che pochi avevano il privilegio di fermarsi a pensare con calma”.

    La strategia innovativa di GAIT-TECH: la vision di Alice Carli

    Alice Carli considera l’innovazione come un atteggiamento mentale aperto verso il progresso, riconoscendo in essa un mutamento dinamico che dovrebbe condurre costantemente a esiti vantaggiosi. Ed è proprio l’innovazione l’elemento chiave che guida la strategia di GAIT-TECH, un’azienda all’avanguardia che ha fatto della tecnologia e del lavoro di squadra il motore del suo successo. Nel corso dell’intervista, ha svelato alcuni dettagli sulla strategia aziendale, sottolineando l’importanza del lavoro di squadra e dei diversi background professionali dei quattro fondatori: Goldoni, Caiumi, Benetti e Marchesini. Ha inoltre evidenziato il contributo fondamentale del Direttore Creativo Diego Dolcini, e il lavoro di squadra svolto con i soci e con i tre investitori Simona Verrini, Marco Barbieri e il dottor Roberto Bevoni. L’innovazione ha svolto un ruolo essenziale non solo nella strategia di posizionamento della tecnologia indossabile, ma anche nel metodo di lancio della start-up tramite la vittoria di un concorso sull’innovazione organizzato da Invitalia, e debuttando in un contesto completamente diverso da quelli tradizionali nel mondo della moda: il CES di Las Vegas. Questa visione innovativa, ha sottolineato Alice Carli, ha portato l’azienda a conferire al CEO Goldoni il premio America Innovazione presso la Camera dei Deputati.

  • Serenissima Ristorazione si impegna per la sicurezza alimentare

    Serenissima Ristorazione accende i riflettori sul tema della sicurezza alimentare e sul ruolo dei produttori: materie prime di qualità, tecnici esperti e formazione continua le priorità dell’azienda veneta.

    Serenissima Ristorazione, leader in Italia nella ristorazione collettiva                                 

    Serenissima Ristorazione celebra la “Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare”

    Per una realtà come Serenissima Ristorazione, quotidianamente impegnata nel garantire la sicurezza alimentare, il 7 giugno non può essere un giorno qualunque. In quella data infatti si celebra ogni anno la “Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare”, nata con lo scopo di aumentare la consapevolezza e promuovere azioni volte a garantire un’alimentazione adeguata alla salute e al benessere delle persone. Non a caso il claim scelto per l’edizione del 2023 è “Food Standards Save Lives”: per il Gruppo veneto, leader nei servizi per la ristorazione socio-sanitaria, scolastica e commerciale, la sicurezza alimentare è sì una responsabilità che va condivisa tra tutti gli attori, dai Governi ai consumatori, ma è dai produttori che ci si aspetta lo sforzo maggiore. Ed è questa consapevolezza a ispirare ogni giorno Serenissima Ristorazione, come dice anche l’attenzione nella scelta delle materie prime, acquistate da fornitori certificati e controllati, nel rispetto degli standard di qualità e di sicurezza più elevati all’interno dei centri di produzione.

    Serenissima Ristorazione: alimenti sicuri grazie alla metodologia HACCP e alla formazione continua

    Nei centri di produzione di Serenissima Ristorazione, progettati da tecnici esperti in conformità con la normativa vigente, si adotta un piano redatto secondo il sistema HACCP (Hazard analysis and critical control points) che consente di applicare l’autocontrollo in maniera razionale e organizzata. Tra i punti di forza del Gruppo anche l’attenzione alla formazione dei dipendenti, che vengono continuamente aggiornati sul tema della sicurezza alimentare, così da garantire ai pasti di Serenissima Ristorazione l’elevata qualità organolettica e nutrizionale che da sempre li contraddistingue. La “Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare” ha quindi rappresentanto l’occasione per sottolineare ancora una volta l’importanza di garantire alimenti sicuri, nutrienti e sostenibili per tutti. Gli standard svolgono infatti un ruolo fondamentale nella prevenzione delle malattie di origine alimentare, che secondo le ultime stime della FAO colpiscono ogni anno più di una persona su 10.

  • L’intervento di Enrico Vita (Amplifon) al Festival dell’Economia di Trento

    L’Amministratore Delegato di Amplifon Enrico Vita è intervenuto nel corso del Festival dell’Economia di Trento per parlare del ruolo centrale che la tecnologia ricopre all’interno della società.

    Enrico Vita

    Enrico Vita: Amplifon investe ogni anno 100 milioni in innovazione tecnologica

    Migliorare la vita delle persone, permettendo loro di riscoprire tutte le emozioni dei suoni: questa è la mission della società leader a livello globale nel settore retail dell’hearing care. Obiettivo che l’azienda guidata da Enrico Vita persegue facendo dell’innovazione e della tecnologia i driver principali. Per questo motivo, “Amplifon investe complessivamente circa 100 milioni di euro l’anno in innovazione tecnologica”, la quale, come ha ricordato il CEO durante il suo intervento al Festival dell’Economia di Trento, “sta acquisendo un ruolo sempre più importante nella nostra azienda e, in generale, nel settore della cura dell’udito”. L’innovazione è in effetti un potente mezzo grazie al quale le persone possono alzare sempre di più i propri standard di vita. “La tecnologia – ha sottolineato Enrico Vitaci permette di integrare l’assistenza nel negozio fisico, che resta insostituibile, con nuove modalità, creando una vera esperienza omnicale”.

    Enrico Vita: la nascita di AmplifonX

    Parlando di innovazione, il CEO di Amplifon ha ricordato della fondazione di AmplifonX, la business unit dedicata all’innovazione digitale. Creata a inizio 2022 in sinergia con la startup napoletana Otohub, la nuova struttura organizzativa concentra la propria attività sullo sviluppo di soluzioni digitali innovative da applicare in campo audiologico. Grazie al talento di un team combinato di oltre 50 persone e al contributo derivante dalle collaborazioni con realtà accademiche di rilievo mondiale, AmplifonX mira a definire nuovi standard dell’esperienza audiologica, rendendola unica per i propri clienti. L’AD Enrico Vita ha poi ribadito che soltanto le imprese in grado di innovare e di trovare un giusto bilanciamento tra la tecnologia e il fattore umano hanno davvero chance di successo.

  • Dalla stampa tradizionale all’era digitale: la storia di Federico Motta Editore

    Dalla sua fondazione nel 1929, Federico Motta Editore ha attraversato un’importante evoluzione dalla stampa tradizionale all’era digitale. L’avvento di Internet ha rappresentato una rivoluzione, ma l’Editore ha saputo sfruttare le opportunità offerte dalla nuova frontiera per ampliare la propria portata e raggiungere un pubblico sempre più vasto.

    La Casa Editrice Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore: l’eccellenza editoriale milanese che unisce tradizione e innovazione

    Il panorama editoriale milanese brilla di un marchio intramontabile, simbolo di qualità: Federico Motta Editore. Il cammino di questa realtà inizia nel 1929 quando Federico Motta, guidato dalla grande passione per l’arte della riproduzione a stampa, fonda la “Cliché Motta”. Specializzatosi nella tecnica della riproduzione fotomeccanica, Motta desiderava impiegare le competenze acquisite come zincografo e fotoincisore presso la F.lli Treves. Il simbolo scelto dal fondatore per rappresentare la Casa Editrice è il Torcoliere, figura che evoca il responsabile dell’antico processo di stampa dei fogli tramite il torchio. Quest’icona incarna appieno l’identità dell’azienda, richiamando direttamente il mondo della tipografia e la riproduzione di libri di alta qualità. La missione aziendale è sempre stata quella di rendere la cultura un tesoro accessibile a tutti, raggiungendo le librerie delle famiglie italiane. Pertanto, le opere pubblicate si caratterizzano per la chiarezza, l’esauriente completezza e l’innovazione. Ogni opera è il frutto di una scrupolosa cura editoriale, sostenuta da un costante impegno per superare gli standard preesistenti. La Casa Editrice si propone di promuovere autori di talento e di affiancare i lettori in un viaggio affascinante alla scoperta delle diverse sfaccettature della cultura. Federico Motta Editore, nel corso degli anni, ha abbracciato le sfide del mondo digitale, sperimentando nuove modalità di distribuzione e di fruizione dei contenuti redazionali. Si è fatta promotore di iniziative innovative e ha sviluppato progetti multimediali, andando incontro alle esigenze dei lettori contemporanei, senza mai tradire la propria vocazione per la tradizione editoriale di qualità.

    Federico Motta Editore: un viaggio tra cultura, innovazione e collaborazioni illustri

    Federico Motta Editore è da sempre sinonimo di eccellenza nel panorama editoriale italiano. Oltre alle enciclopedie, il suo catalogo è arrivato a comprendere una vasta gamma di pubblicazioni destinate anche ai giovani, come la rinomata collana MottaJunior, riviste di moda e volumi dedicati all’architettura, all’arte e alla fotografia. Ma non è tutto: l’Editore si è anche impegnato nella progettazione e realizzazione dei cataloghi delle mostre in collaborazione con importanti gallerie italiane e internazionali. Ciò che contraddistingueva le sue grandi opere era la continua ricerca di strumenti innovativi per restare al passo con i tempi. Tra le soluzioni adottate, ricordiamo le Tavole Transvision, il Sonobox, le VHS e i compact disc, che hanno lasciato il segno nella storia editoriale. Tuttavia, l’avvento di Internet ha rappresentato una vera e propria rivoluzione e la Casa Editrice milanese ha saputo cogliere appieno le opportunità offerte da questa nuova frontiera. Attraverso Internet TV e il progetto Internet Motta Club, ha saputo sfruttare in modo costruttivo e creativo questo strumento, ampliando il proprio raggio d’azione e raggiungendo un pubblico sempre più vasto. La storia di Federico Motta Editore è costellata di collaborazioni illustri, che hanno contribuito a consolidarne la reputazione di qualità e autorevolezza. Tra queste, spicca la lunga collaborazione con il professor Umberto Eco per la pubblicazione dei volumi di “Historia”. In ambito scientifico, invece, il contributo di Margherita Hack alla ricerca editoriale è stato fondamentale. L’Editore ha instaurato sinergie con importanti istituzioni e organizzazioni, tra cui Telecom, Telefono Azzurro, Zecchino d’Oro, Rai, il Ministero dell’Istruzione, “Il Sole 24 Ore” e il “Corriere della Sera”. Il lavoro svolto da Federico Motta Editore non è passato inosservato, ricevendo numerosi premi e riconoscimenti nel corso degli anni. Tra i più importanti, possiamo citare il Pirelli InterNETional Awards nel 2007 e l’Ambrogino d’Oro nel 1980.

  • Luca Dal Fabbro (Iren): il potenziale inutilizzato dei rifiuti elettronici in Italia

    Iren ha annunciato ambiziosi piani per il trattamento e il recupero dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) nel contesto dell’economia circolare. Nell’ambito di un più ampio piano strategico che si estende fino al 2030 e richiede un investimento di 10,5 miliardi di euro, il Gruppo mira a sfruttare appieno il potenziale dei Raee come fonte preziosa di materie prime critiche. La visione del Presidente Luca Dal Fabbro.

    Il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro

    Luca Dal Fabbro: Iren promuove la rivoluzione circolare dei rifiuti elettronici in Italia

    Attualmente, l’Italia esporta circa il 90% dei suoi rifiuti elettronici per essere lavorati altrove, alimentando così una forte dipendenza estera. “Le multiutility come Iren sono lo strumento più potente per abilitare la rivoluzione circolare che è diventata un’esigenza ormai irrinunciabile”, spiega Luca Dal Fabbro. Come sottolineato dal Presidente di Iren, se il nostro Paese riuscisse a lavorare i rifiuti elettronici internamente, potrebbe garantire l’indipendenza per il 30-35% delle materie prime critiche necessarie entro il 2040. Iren ha già dimostrato il suo impegno nella gestione dei rifiuti elettronici grazie all’impianto di Volpiano, in provincia di Torino: con una capacità di oltre 20.000 tonnellate all’anno, rappresenta una pietra miliare nella filiera del trattamento dei Raee. L’azienda ha annunciato la costruzione di due nuovi impianti: il primo verrà realizzato in Toscana tra la fine dell’anno e l’inizio del 2024 e sarà dedicato all’estrazione di metalli preziosi dalle schede elettroniche recuperate dai Raee. Il secondo impianto, situato in provincia di Siena, si concentrerà invece sul riciclo dei pannelli fotovoltaici a fine vita. Tale impianto sarà in grado di trattare fino a 9.000 tonnellate di vetro, alluminio, rame, plastica e silicio all’anno.

    Iren, Luca Dal Fabbro: il ruolo chiave delle multiutility nella transizione verso l’economia circolare

    L’Italia ha un enorme potenziale di materie prime all’interno dei suoi rifiuti, che attualmente non viene sufficientemente valorizzato, sottolinea Luca Dal Fabbro. Le multiutility, come Iren, svolgono un ruolo chiave in questo processo poiché sono presenti sul territorio e dispongono delle capacità necessarie per gestire e lavorare i rifiuti elettronici. Da qui la necessità di avviare una strategia di recupero dei Raee in Italia. Affrontare la sfida dei rifiuti elettronici e promuovere di conseguenza l’economia circolare richiede una stretta collaborazione tra istituzioni, industria e multiutility. Un patto tra questi attori consentirebbe di organizzare una filiera di raccolta dei Raee e selezionare i materiali necessari all’Italia. Senza tali materiali, secondo uno studio, metà del PIL potrebbe essere a rischio. “Per invertire il trend, dunque, chiediamo al governo focalizzazione e processi autorizzativi veloci”, precisa Luca Dal Fabbro. A questo proposito, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e le linee di investimento sull’economia circolare rappresentano un passo avanti significativo.

  • Consap, Forum PA 2023: il responsabile ICT al tavolo di lavoro sulla Cyber Security

    Nell’ambito del Forum PA 2023 ha avuto luogo il tavolo di lavoro sulla Cyber Security delle Pubbliche Amministrazioni centrali e locali. Tra i partecipanti c’era anche Consap.

    Consap

    Consap presente al tavolo di lavoro sulla Cyber Security delle PA

    Lo scorso 17 maggio si è tenuto, presso il Palazzo dei Congressi a Roma, il tavolo di lavoro dei CISO – Chief Information Security Officer, appuntamento dedicato alla sicurezza informatica delle Pubbliche Amministrazioni. Consap era presente con il responsabile del servizio ICT Francesco Romano. Il tema centrale dell’incontro è stato “La continuità operativa nei contesti di emergenza”, con particolare focus sulla sicurezza informatica nei contesti dello smart working e del lavoro da remoto. Le argomentazioni hanno dunque riguardato la sicurezza delle applicazioni web, la sicurezza delle informazioni e della rete. Dal confronto tra le diverse realtà pubbliche e private è venuto fuori uno scambio di esperienze e best practice che ha rafforzato la sinergia tra pubblico e privato.

    Consap, il tavolo fa parte del Forum PA 2023

    Il tavolo sulla Cyber Security delle PA a cui ha partecipato Consap è stato organizzato nell’ambito del Forum PA 2023, svoltosi dal 16 al 18 maggio presso il Palazzo dei Congressi a Roma. Una tre giorni di seminari, talk e tavoli di lavoro per fare il punto della situazione sulla preparazione delle amministrazioni pubbliche rispetto alle sfide legate all’attuazione del PNRR e della programmazione europea. Un’occasione di incontro e confronto tra gli attori del pubblico e del privato nel delicato processo dell’innovazione, quindi enti centrali con funzioni di programmazione e controllo, enti pubblici territoriali con compiti di attuazione e grandi aziende che investono in Italia. Il filo conduttore dell’evento è stato la valorizzazione delle persone della PA per garantire l’implementazione di investimenti e riforme e la capacità delle nostre istituzioni di orientare le iniziative in atto ai bisogni emergenti nel Paese.  

  • Luca Dal Fabbro (Iren): tutto il potenziale dei Raee

    Diminuire la dipendenza dell’Italia dall’estero per quanto riguarda il recupero dei rifiuti elettronici è importante per supplire al nostro fabbisogno di materie critiche: è quanto emerge dalla recente riflessione di Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren ed esperto in ambito ESG.

    Luca Dal Fabbro

    Luca Dal Fabbro: i Raee, una miniera d’oro per l’Italia

    Le multiutility come Iren sono lo strumento più potente per abilitare la rivoluzione circolare che è diventata un’esigenza ormai irrinunciabile. Più del 90% delle materie prime critiche che servono alla filiera industriale vengono direttamente e indirettamente da un unico paese che è la Cina. L’Italia, pur essendo un paese ricchissimo di rifiuti elettronici, ne esporta il 90% per farli lavorare altrove”: così si è espresso il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro, esperto in ambito ESG, sottolineando il potenziale del recupero degli scarti elettronici per il nostro Paese. Come evidenziato anche dal position paper realizzato da Iren e The European House-Ambrosetti, la dipendenza dall’estero è evidente e andrebbe drasticamente ridotta. “Se riuscissimo a lavorare ‘in casa’ quel tesoretto, riusciremmo a essere indipendenti, da qui al 2040, per il 30-35% di fabbisogno di materie critiche estratte dai rifiuti”, ha spiegato Luca Dal Fabbro. Per far sì che questo accada, serve che l’industria, le istituzioni e le multiutility come Iren collaborino così da scongiurare il rischio della scarsità di materie prime strategiche.

    Luca Dal Fabbro: Iren per il recupero degli scarti elettronici

    Oltre ad aver formulato un piano industriale al 2030 da 10,5 miliardi interamente incentrato sull’economia circolare, Iren gestisce già un impianto da oltre 20mila tonnellate l’anno nel comune di Volpiano per la lavorazione dei RAEE e quindi per l’approvvigionamento di materie prime critiche. Entro l’inizio del 2024 ne entrerà in funzione un altro in Toscana per l’estrazione di metalli preziosi da schede elettroniche provenienti dai rifiuti Raee. Un impianto dovrebbe sorgere anche a Siena, dedicato al riciclo dei pannelli fotovoltaici a fine vita. “Come multiutility possiamo essere uno straordinario abilitatore nello sviluppo di questo settore perché siamo presenti sul territorio, raccogliamo i rifiuti e abbiamo le capacità per poterli lavorare”, ha commentato il Presidente Luca Dal Fabbro. “Occorre avviare una progettualità di recupero dei nostri Raee perché l’Italia ha delle miniere a cielo aperto”. Per invertire il trend, il Governo deve dare spazio a questa tematica e snellire i processi autorizzativi, velocizzandoli: “Se ci sono gli strumenti, l’industria risponde e anche in modo forte”, ha spiegato Luca Dal Fabbro. Lo dimostra il PNRR e i “progetti faro” che hanno dedicato al trattamento e al recupero dei Raee proposte per oltre 500 milioni di euro.

  • Moda bio-tech: l’intervista ad Alice Carli, General Director di GAIT TECH srl

    Manager di grande esperienza nel settore della moda, del lusso e del lifestyle, Alice Carli è oggi General Director e Membro del Consiglio di Amministrazione di GAIT TECH srl, realtà all’avanguardia fondata dall’Avv. Marcello Benetti insieme ad altri soci. Entrambi sono stati protagonisti di una video-intervista per la rubrica “Talk!” di “Lombardia Economy”.

    Alice Carli: GAIT TECH “un’innovazione veramente dirompente”

    Partendo dall’obiettivo di migliorare il benessere delle persone che indossano tacchi alti in tutto il mondo, GAIT TECH srl è riuscita a farsi strada posizionandosi come punto di riferimento nel settore internazionale della moda bio-tech. Marcello Benetti e Alice Carli, rispettivamente Founder e General Director, ne hanno ripercorso l’importante crescita in una video-intervista per la rubrica “Talk!” di “Lombardia Economy”: GAIT TECH, riconosciuta nel 2021 dall’Unione Europea come la rivoluzione più innovativa nel settore della moda bio-tech, è stata insignita dalla Camera dei Deputati a maggio del 2023 con il premio America Innovazione. Come si è giunti a questo? “Sicuramente ci si arriva dopo tantissimi anni di ricerca”, ha evidenziato Alice Carli, “che hanno permesso alla start-up di lanciare un’innovazione veramente dirompente”. È quindi il caso di parlare di ‘disruption’ “nel senso più profondo del termine”: un’innovazione di rottura nei confronti del passato in cui benessere e tacchi alti possono essere considerati oggi un sinonimo. 

    Alice Carli: qualità e innovazione, i punti di forza di GAIT TECH

    “Mi sentirò sempre onorata e grata di essere stata chiamata come General Director da Marcello Benetti, Andrea Goldoni, Simone Marchesini e Stefano Caiumi, i quattro fondatori di GAIT TECH”, ha ribadito Alice Carli nell’intervista. Parlando del dispositivo bio-tech, ha sottolineato il valore delle “ricerche condotte per produrre e finalizzare questo device o dispositivo biomeccanico che viene inserito nella soletta che hanno tutte le scarpe col tacco, una soluzione attuata nel momento della produzione”. Un’innovazione B2B integrata nella soletta dei tacchi e rivolta sia alle fabbriche di scarpe sia alle aziende che puntano a migliorare la salute delle clienti. Realizzato interamente in Italia, GAIT TECH è riconosciuta a livello internazionale come innovazione al servizio della salute delle donne: la qualità e il profondo expertise nella materia hanno portato la società ad ottenere anche un brevetto internazionale per l’invenzione innovativa da parte dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (Ministero dello Sviluppo Economico). Grazie a GAIT TECH, la tecnologia entra così a far parte delle calzature: un binomio, ha rimarcato infine Alice Carli, “risultato dell’innovazione, del coraggio imprenditoriale e manageriale”.

  • Susan Carol Holland: la mission di Fondazione Amplifon

    Fondazione Amplifon nasce nel 2020, in piena emergenza pandemica, in seno alla società specializzata nei servizi per la cura dell’udito. La onlus è presieduta da Susan Carol Holland.

    Susan Carol Holland: la mission e gli obiettivi di Fondazione Amplifon

    Uno degli obiettivi principali di Fondazione Amplifon è promuovere l’inclusione sociale al fine di consentire a quella fascia di popolazione più fragile, in cui rientrano gli anziani, di raggiungere il pieno potenziale nella vita. La onlus presieduta da Susan Carol Holland è attivo sia in Italia che all’estero, mettendo in pratica tutto il know-how e le competenze del Gruppo e delle altre Fondazioni locali, come l’americana Miracle – Ear Foundation e la spagnola Fundación GAES Solidaria. I suoi primi due anni di vita sono stati contrassegnati dall’emergenza pandemica, per cui i progetti sviluppati in questo periodo sono nati soprattutto con il fine di supportare le generazioni senior nelle situazioni di isolamento. Da lì sono state poi sviluppate ulteriori iniziative che hanno come obiettivo primario quello di riportare al centro il ruolo e il patrimonio di vita e conoscenza degli anziani.

    Susan Carol Holland: le iniziative di Fondazione Amplifon

    È mettendo insieme professionalità, idee ed energie che Fondazione Amplifon dà vita alle sue iniziative. “Ciao!” è il principale progetto della Fondazione ed il suo scopo è quello di digitalizzare e connettere le Case di Riposo per anziani e le RSA nazionali. Ad oggi l’iniziativa coinvolge circa 150 strutture e oltre 15mila anziani in tutta Italia. La RSA Gerosa Bricchetto di Milano rientra tra le beneficiarie del progetto. La stessa RSA è stata protagonista anche di un’altra iniziativa sempre promossa da Fondazione Amplifon: un gruppo di 80 dipendenti di Amplifon si è recato in struttura per realizzare panchine, tavoli, pergolati e aiuole sospeso, nella speranza che queste modifiche potessero rendere più piacevole e confortevole il soggiorno per i suoi 120 ospiti. “Oltre a lavorare insieme, le persone di Amplifon hanno costruito le premesse per rendere più piacevoli i momenti da trascorrere in questo giardino. Oltre a costruire una squadra di lavoro, si sono costruiti dei sorrisi sui volti delle ospiti e degli ospiti della RSA. Sorrisi che sono la prova più concreta della bontà di questa azione comune”, ha commentato Susan Carol Holland, che era presente all’evento.

  • Amplifon: la Presidente Susan Carol Holland alla cerimonia del Charles Holland Award 2022

    Al Superstudio Più di Milano la cerimonia per il Charles Holland Award 2022 di Amplifon. Presenti i vertici dell’azienda, tra i quali la Presidente Susan Carol Holland e l’Amministratore Delegato Enrico Vita.

    Susan Carol Holland: i migliori negozi Amplifon nel 2022

    Performance e aderenza ai valori aziendali, in particolare evidenziando la qualità del servizio alle persone: è basato su questi elementi il Charles Holland Award di Amplifon, iniziativa che la società presieduta da Susan Carol Holland organizza ogni anno per celebrare i migliori negozi nel mondo. L’edizione 2022, tenutasi lo scorso 1° aprile al Superstudio Più di Milano, ha premiato circa 50 negozi tra Europa e Stati Uniti. 15 i Paesi rappresentati: Italia, Spagna, Francia, Germania, Belgio, Olanda, Israele, Svizzera, Portogallo, Regno Unito, Polonia, Ungheria, Stati Uniti (sia franchisee che negozi diretti), Canada e Colombia. Il Premio è intitolato alla memoria del fondatore di Amplifon Algernon Charles Holland, padre di Susan Carol Holland, e nasce come riconoscimento alla qualità dei negozi al servizio alle persone.

    Amplifon: i numeri della società presieduta da Susan Carol Holland

    All’evento hanno partecipato i vertici dell’azienda, tra cui la Presidente Susan Carol Holland e l’Amministratore Delegato Enrico Vita. Il Charles Holland Award prevede anche un’edizione per l’area dell’Asia Pacifico che si svolgerà a fine maggio in Australia. “I nostri audioprotesisti e il nostro personale di negozio sono di ispirazione per tutta l’azienda”, ha dichiarato l’Amministratore Delegato Enrico Vita, sottolineando il “ruolo essenziale nell’assicurare che chi si rivolge a noi abbia la migliore esperienza possibile”. Circa 1 milione le persone assistite da Amplifon, in tutto il mondo, nel corso del 2022: un numero importante che ne sottolinea anche la storia e i risultati conseguiti. Amplifon è stata fondata nel 1950 e ha raggiunto negli anni una posizione di leadership mondiale nei servizi e nelle soluzioni per la cura dell’udito, con oltre 9.300 centri specializzati e quasi 20.000 tra dipendenti e collaboratori. Attiva in 25 Paesi, nel 2022 ha realizzato ricavi per oltre 2,1 miliardi di euro.

  • Circular economy: Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren, intervistato dal “Corriere della Sera”

    Luca Dal Fabbro, oltre a essere Presidente di Iren, è anche Presidente dell’Istituto Europeo ESG, Vicepresidente del Circular Economy Network e Vicepresidente di Utilitalia: ha parlato di recupero di materiali rari ed economia circolare in una recente intervista.

    Luca Dal Fabbro (Iren)

    Luca Dal Fabbro (Iren): le multiutility al centro dell’economia circolare

    Le multiutility, con la produzione di rinnovabili e il recupero di materie prime, sono diventate un modello di business molto importante in un momento in cui si deve investire nella transizione energetica e nell’economia circolare”: in una recente intervista rilasciata a “L’Economia” del “Corriere della Sera”, Luca Dal Fabbro ha parlato del ruolo centrale delle multiutility come Iren. Il Presidente del Gruppo ha sottolineato come l’industria attuale si basi su tre pilastri energetici fondamentali: “Disponibilità della risorsa, accessibilità di costo e sostenibilità ambientale. Senza dimenticare la fondamentale disponibilità di materie rare e strategiche”. Il tungsteno, il cadmio, il rame sono ancora disponibili al momento, ma in futuro potremmo doverne affrontare la scarsa reperibilità. “Avere la capacità e gli impianti per recuperare il rame a un prezzo accettabile sarà fondamentale”, spiega Luca Dal Fabbro. Le multiutility, così ben radicate nei territori, “sono un modello di reale generazione e non di semplice sfruttamento delle risorse”.

    Luca Dal Fabbro: Iren per il recupero dei Raee

    Con la nostra controllata Iren Ambiente abbiamo impianti di riciclo di plastica, carta, legno e metalli rari che ci faranno diventare leader di un settore centrale”, ha dichiarato il Presidente Luca Dal Fabbro: il Gruppo ha al momento tre termovalorizzatori, sei impianti di trattamento rifiuti liquidi, 15 di recupero materia, cinque per il trattamento e la valorizzazione dei rifiuti organici e altri cinque per il trattamento meccanico-biologico. È già attivo l’impianto di Volpiano (Torino) che si dedica al recupero dei Raee, i rifiuti di apparecchiature elettroniche. Grazie all’intelligenza artificiale sono i robot a smontare i componenti. “La nostra tecnologia è unica in Europa ed è stata sviluppata da una startup genovese, esempio concreto delle numerose sinergie che possono nascere fra multiutility e startup”, ha spiegato Luca Dal Fabbro. In Valdarno verrà invece realizzato un altro impianto che “darà la possibilità di ricavare metalli preziosi come l’oro dalle schede dei Raee, in un territorio dove c’è un distretto orafo sviluppato che potrebbe beneficiare dell’attività”.

  • Le riflessioni di Valentina Colucci sul nucleare: “Il nostro Paese non è pronto”

    Abbandonato negli anni ‘70 a seguito dei due referendum indetti a poca distanza dagli incidenti di Chernobyl e Fukushima, il nucleare torna ad essere preso in considerazione come valida soluzione per la produzione di energia elettrica. Ma l’Italia è davvero pronta? Valentina Colucci affronta l’argomento in un recente articolo.

    Valentina Colucci

    Valentina Colucci: perché si è tornati a parlare di energia nucleare?

    Negli ultimi anni, la domanda di energia elettrica è significativamente aumentata e si prevede che continuerà a farlo in futuro. Studiosi e agenzie internazionali ritengono che nel 2050 le sole rinnovabili non saranno sufficienti a soddisfare tutta la domanda. Situazione destinata, tra l’altro, ad aggravarsi se si considerano le enormi quantità di energia che potrebbero essere assorbite dalla messa in uso di nuovi vettori energetici come l’idrogeno. In un simile contesto, il ricorso al nucleare si afferma con prepotenza ai primi posti nella lista delle soluzioni “carbon free”. Nel suo articolo, Valentina Colucci evidenzia come siano già diverse le aziende energetiche italiane che hanno avviato programmi sostenibili basati su questa fonte. Enel, ad esempio, è entrata in un’azienda inglese che prossimamente realizzerà un mini Lead Fast Reactor da 30 megawatt, Eni è invece impegnata con il Mit di Boston nello sviluppo della fusione a confinamento magnetico. Al di là dell’opinione pubblica ancora molto divisa sulla questione, resta il fatto che l’Italia potrebbe concretamente non essere pronta ad attuare l’ipotesi del nucleare, perché significherebbe riavviare un sistema rimasto quiescente per troppo tempo.

    L’analisi di Valentina Colucci sui tre pilastri fondamentali per riavviare il nucleare

    Se si vuole davvero percorrere questa strada, secondo Valentina Colucci, è fondamentale agire su tre diversi livelli per preparare il Paese. Il riavvio del sistema del nucleare, afferma, “necessita di un riordino dell’esistente che si deve basare sostanzialmente su tre pilastri fondamentali: l’istituzione di un’autorità di controllo dedicata, la valorizzazione del capitale umano e della ricerca, una politica industriale dedicata”. In primis, la Safety Authority andrebbe rafforzata in modo massiccio. Solo un’autorità di controllo forte, indipendente e autorevole, con competenze adeguate sulle strutture e sui progetti dedicati al nucleare potrebbe offrire una garanzia ai cittadini. Ormai ridotto a un centinaio di laureati in Ingegneria Nucleare l’anno, anche il capitale umano necessiterebbe di un potenziamento, con l’introduzione di corsi presso i pochi atenei competenti. Infine, ci sarebbe da aggiornare la governance dei processi dei programmi di decommissioning nucleare che, per mancanza delle best practices e di peculiarità progettuali degli impianti, hanno solo generato ritardi e costi extra. Tra le proposte di Valentina Colucci ci sono quella di “separare competenze e responsabilità in ordine alla gestione del Deposito Nazionale dei rifiuti nucleari creando un ‘virtuoso conflitto di interessi’” e quello di ottimizzare il processo delle attività di decommissioning e dell’intero sistema mediante la “razionale interazione fra le entità che si occupano a vario titolo di nucleare”.

  • Flavio Raimondo: la carriera professionale dell’AD di Haiki+ S.r.l.

    Flavio Raimondo è Amministratore Delegato di Haiki+ S.r.l., Holding di Innovatec S.p.A., Gruppo leader nel settore della Clean Technology e delle energie rinnovabili. Sono numerosi gli incarichi ricoperti dal manager in oltre 30 anni di carriera professionale.

    Flavio Raimondo, Amministratore Delegato di Haiki + S.r.l.

    Flavio Raimondo, dalla laurea all’esordio professionale

    Nato nel 1972, Flavio Raimondo si laurea in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza e nel 1991 esordisce professionalmente in Shandwick S.r.l., una società di pubbliche relazioni con la quale collabora occupandosi dell’organizzazione di eventi. Nel 1998 ricopre il ruolo di Responsabile di Reparto del punto vendita Decathlon di Baranzate di Bollate (Milano), per il quale, l’anno successivo, diventa Direttore con l’incarico di gestire l’area finanziaria, il personale, le relazioni commerciali fornitori e clienti e il visual merchandiser. Tre anni più tardi entra in Fabriano S.p.A. in qualità di Direttore Generale per il ramo d’azienda “Boutique della Carta Fabriano”. Flavio Raimondo si occupa delle politiche di sviluppo e del budget, del dipartimento ricerca e sviluppo, della gestione Grandi Clienti, della ricerca e selezione del personale, degli acquisti di materie prime e semilavorati e dello sviluppo cataloghi.

    Flavio Raimondo: gli incarichi in qualità di Direttore Generale e Amministratore Delegato

    Terminata l’esperienza in Fabriano S.p.A., nel 2005 Flavio Raimondo viene nominato Direttore Generale presso Volpi S.p.A., azienda attiva nella progettazione, costruzione e arredamento interno, EPC di grandi navi e yacht oltre i 50 metri. Quattro anni più tardi entra in Ansaldo T&D S.p.A. in qualità di Direttore Amministrativo e dirigente per le direzioni acquisti, sviluppo energie rinnovabili e risorse umane. Nel 2011 la società fa il suo ingresso nel Gruppo Toshiba Corporation: Flavio Raimondo assume quindi l’incarico di Direttore Generale del settore Energie Rinnovabili con deleghe per lo sviluppo del mercato, l’analisi opportunità, le relazioni con gli investitori e la realizzazione dei progetti. Contemporaneamente ricopre anche l’incarico di Direttore delle aree acquisti, tesoreria e controllo costi, risorse umane e budget operativo. Infine, dal 2014 al 2015 opera in qualità di Direttore Generale di Kinexia S.p.A., attiva nel settore delle energie rinnovabili e dell’ambiente. Attualmente è Amministratore Delegato di Haiki+ S.r.l.

  • Andrea Mascetti: promozione culturale in Lombardia, Fondazione Cariplo rafforza l’impegno

    Bandi cultura Fondazione Cariplo: oltre 500mila euro per undici progetti in partenza in provincia di Varese, il punto del Coordinatore della Commissione Arte e Cultura Andrea Mascetti.

    Andrea Mascetti: la cultura, settore fondamentale per la crescita umana e civile

    Che promuovere e diffondere cultura, come sottolineato anche da Andrea Mascetti in diverse occasioni, sia nel Dna di Fondazione Cariplo lo dicono le sempre più numerose iniziative promosse in questa direzione: un impegno che l’ente porta avanti fortemente da anni, destinato a non esaurirsi. Basti pensare che nei giorni scorsi sono state stanziate ulteriori risorse: oltre 5,8 milioni di euro per l’avvio di 137 nuovi progetti attraverso cui accrescere ulteriormente il valore dell’offerta culturale e artistica del territorio. Iniziative che coinvolgono diversi ambiti, intrecciati e comunicanti, dalla cultura all’economia fino a società e ambiente, per incentivare la creazione di nuovi legami e sinergie tra i differenti player. Tra questi Alla scoperta della cultura, Per il libro e la lettura, Sottocasa, il Bando per la Cultura destinato a sostenere gli operatori del settore: in parte le nuove risorse rientrano in alcuni di questi bandi, accolti negli anni scorsi con grande partecipazione. D’altronde, richiamando le parole di Andrea Mascetti, la cultura è essenziale per il benessere e lo sviluppo della società.

    Andrea Mascetti: la cultura per garantire benessere e coesione nelle nostre comunità

    Emerge anche nelle parole di Andrea Mascetti e dei commissari varesini che operano all’interno della Commissione Centrale di Beneficenza di Fondazione Cariplo il valore dell’iniziativa: “Abbiamo voluto lanciare un messaggio di attenzione verso questo settore, fondamentale per la crescita umana e civile”. È questa l’idea portante delle iniziative che Fondazione Cariplo propone in questo ambito: la cultura, in tutte le sue forme, può e deve essere promossa come strumento di inclusione e partecipazione trasversale. Dalla conservazione e valorizzazione del patrimonio alla promozione culturale, le iniziative promosse raccontano infatti di una rete di associazioni, cittadini, professionisti e volontari: un capitale umano che, nel prendere parte alle diverse progettualità, va a costituire una risorsa insostituibile. Ed è anche a loro che guarda l’ente: ai professionisti del settore che, in seguito alle chiusure legate alla pandemia, hanno dovuto affrontare diverse problematiche. Fondazione Cariplo in questi primi mesi del nuovo anno ha selezionato a Varese “undici progetti culturali donando contributi per oltre 500mila euro”. Perché, come hanno ricordato Andrea Mascetti e gli altri commissari varesini Elisa Fagnani, Giuseppe Banfi e Sarah Maestri, “sappiamo quanto sia importante sostenere le iniziative legate alla cultura per garantire benessere e coesione nelle nostre comunità”.

  • Riva Acciaio: i valori della realtà leader nel settore siderurgico

    Riva Acciaio in oltre 60 anni di esperienza si è saputa affermare in un settore in continua evoluzione, basando il proprio operato su valori come l’innovazione, la crescita e la sostenibilità.

    Riva Acciaio

    Riva Acciaio: realtà leader in un settore in continua evoluzione

    Fondata in seno al Gruppo Riva nel 1954 su iniziativa del pioniere della siderurgia italiana Emilio Riva, la società oggi vanta oltre 60 anni di esperienza in un settore che si è dimostrato essere in continua evoluzione ed è leader nella realizzazione di acciai lunghi di alta qualità. Riva Acciaio conta cinque stabilimenti attivi sul territorio, situati nei Comuni di Caronno Pertusella, Lesegno, Sellero, Malegno e Cerveno. I prodotti realizzati nelle acciaierie, nei laminatoi e negli impianti di lavorazione a freddo dell’azienda si rivolgono a molteplici settori, tra i quali quello dell’automotive, del metalmeccanico, dell’edilizia e delle costruzioni.

    I driver di Riva Acciaio: innovazione, crescita e sostenibilità

    Valore principale alla base dell’operato di Riva Acciaio, fin dalla sua fondazione, è senz’altro l’innovazione. La società è stata infatti la prima realtà italiana ad aver utilizzato la colata continua curva. Lo stabilimento di Lesegno ospita, inoltre, un avanzato centro di ricerca e sviluppo che collabora con prestigiosi centri di studio come il Politecnico di Milano e il Politecnico di Torino. La crescita è un altro dei driver strategici dell’azienda, che coinvolge nel processo di sviluppo tutti i suoi dipendenti, i quali possono contare sul sostegno di mentori con grande esperienza nel settore e sull’ausilio di una formazione mirata, comprensiva di percorsi on the job e corsi di specializzazione. La sostenibilità è, infine, una priorità assoluta. Con una produzione che si basa su materie prime riciclabili all’infinito, l’approccio di Riva Acciaio è sempre più attento all’ecosostenibilità.

  • Serenissima Ristorazione e Dab Pumps: un’esperienza di ristorazione sostenibile

    Serenissima Ristorazione è il partner scelto da Dab Pumps per le quattro sedi italiane. Prodotti locali, packaging eco-friendly e iniziative di sensibilizzazione i capisaldi del servizio offerto dal Gruppo.

    Serenissima Ristorazione

    La proposta alimentare di Serenissima Ristorazione

    Prodotti locali, dieta mediterranea e una spiccata attenzione alla sostenibilità e al benessere dei collaboratori. Oltre a competenze e capacità produttive di alto livello sviluppate in 30 anni di attività. Caratteristiche che hanno permesso a Serenissima Ristorazione di aggiudicarsi la gestione del servizio di ristorazione per le sedi italiane di Dab Pumps, multinazionale leader nel settore delle tecnologie per la movimentazione e la gestione dell’acqua. Una partnership attiva già dallo scorso settembre, con il Gruppo che ogni giorno prepara e distribuisce pranzo e cena per tutti i dipendenti Dab Pumps dislocati tra i siti di Mestrino (Padova), Val Liona (Vicenza), Castello di Godego (Treviso) e Bientina (Pisa). La proposta alimentare si basa sui principi della dieta mediterranea e privilegia i prodotti stagionali locali, in modo da garantire qualità e freschezza degli alimenti, basso impatto ambientale e sostegno al territorio. Per diminuire ulteriormente le emissioni di CO2 dei ristoranti aziendali, Dab Pumps si è affidata al supporto di Serenissima Ristorazione anche per il riammodernamento e la riqualificazione dei locali attraverso l’installazione di attrezzature a basso impatto energetico e l’utilizzo di mezzi elettrici per il servizio di consegna destinati alle sedi di Val Liona e Castello di Godego.

    Serenissima Ristorazione: abitudini alimentari e buone pratiche, le iniziative per Dab Pumps

    L’attenzione alla sostenibilità condivisa da Serenissima Ristorazione e Dab Pumps si riflette anche nella scelta del packaging eco-friendly. Per i pasti vengono infatti utilizzati imballaggi in carta o con materiale compostabile, mentre sul fronte della pulizia gli operatori si servono unicamente di prodotti certificati Ecolabel. “Per Serenissima Ristorazione il benessere legato alla qualità e al gusto del buon cibo va di pari passo con quello delle persone che lavorano con noi per prepararlo e servirlo – ha spiegato il Vice Presidente del Gruppo Tommaso Putin – siamo onorati di condividere questi valori con Dab Pumps, arricchiti da una spiccata attenzione verso il tema della sostenibilità”. Con lo scopo di sensibilizzare e coinvolgere i dipendenti di Dab Pumps sulle buone pratiche alimentari, Serenissima Ristorazione ha organizzato anche giornate a tema come quella dedicata al menù antispreco, mentre per il mese di aprile è previsto un ciclo di incontri virtuali sui corretti stili di vita e le abitudini alimentari più sane con la partecipazione di Lucia Cammisa, dietista e responsabile dei Sistemi di Gestione Qualità Integrata del Gruppo. Davide Sferrazza, Group Indirect Category Manager di Dab Pumps, ha dichiarato: “Il progetto di ristorazione aziendale condiviso con Serenissima Ristorazione ha trovato solide basi sui valori comuni alle nostre aziende: benessere e soddisfazione delle persone, sostenibilità ambientale e sociale, qualità e consapevolezza alimentare”.