Autore: articolinews

  • Charles Holland Award 2022: Susan Carol Holland prende parte alla premiazione

    Performance e aderenza ai valori aziendali: questi i due elementi principali su cui si basa il Charles Holland Award di Amplifon che premia i negozi che più si sono distinti nel corso dell’anno. Alla cerimonia ha preso parte anche la Presidente Susan Carol Holland.

     Susan Carol Holland - Presidente Amplifon

    Susan Carol Holland all’edizione 2022 del Charles Holland Award

    La cerimonia di premiazione dell’edizione 2022 si è tenuta lo scorso 31 marzo presso il Superstudio Più di Milano: il premio, intitolato alla memoria del fondatore della società, viene consegnato da Amplifon ai negozi che si sono maggiormente distinti per performance e aderenza ai valori aziendali, in particolare la qualità del servizio alle persone. Nel corso dell’evento, al quale ha partecipato anche la Presidente Susan Carol Holland, sono stati premiati circa 50 negozi tra Europa e Stati Uniti. Sono stati invece quindici i Paesi premiati: Italia, Spagna, Francia, Germania, Belgio, Olanda, Israele, Svizzera, Portogallo, Regno Unito, Polonia, Ungheria, Stati Uniti (sia franchise sia negozi diretti), Canada e Colombia. L’azienda ha in programma, per fine maggio, un’edizione dedicata all’area Asia Pacifico che si svolgerà in Australia. 

    Susan Carol Holland: Amplifon, oltre 9.300 centri specializzati al servizio dei cittadini

    Fondata nel 1950, Amplifon è oggi la principale azienda al mondo specializzata in servizi e soluzioni per la cura dell’udito. Opera in 25 Paesi con oltre 9.300 centri specializzati e quasi 20mila tra dipendenti e collaboratori. La società ha chiuso il 2022 raggiungendo risultati record, con oltre 2,1 miliardi di ricavi totali. La premiazione, che è tornata in presenza dopo tre anni, ha riunito i vertici dell’azienda: oltre a Susan Carol Holland, anche l’Amministratore Delegato Enrico Vita ha preso parte all’evento. “I nostri audioprotesisti e il nostro personale di negozio sono di ispirazione per tutta l’azienda, in quanto svolgono un ruolo essenziale nell’assicurare che chi si rivolge a noi abbia la migliore esperienza possibile”, ha dichiarato l’Amministratore Delegato, ricordando come lo scorso anno Amplifon abbia assistito circa un milione di persone in tutto il mondo.

  • Amplifon, approvati risultati 2022. Enrico Vita: “Ricavi record”

    Amplifon chiude il 2022 con record di ricavi, EBITDA e utile netto. Enrico Vita: “Risultati significativi nonostante scenari di incertezza e inflazione”.

    Enrico Vita Ceo Amplifon

    Il commento dell’AD Enrico Vita: “Registrati aumenti di tutti i principali indicatori”

    Per la prima volta in 72 anni abbiamo superato i 2 miliardi di euro di ricavi e i 500 milioni di euro di EBITDA, con un risultato netto in crescita a due cifre e un conseguente incremento della proposta di dividendo”. A illustrare i numeri record del 2022 di Amplifon è Enrico Vita, Amministratore Delegato e Direttore Generale della società leader nell’hearing care. Il Consiglio di Amministrazione ha approvato il Progetto di Bilancio di Esercizio e il Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2022, confermando così il percorso di crescita intrapreso dall’azienda. Nel dettaglio, i ricavi consolidati si attestano alla quota record di 2.119 milioni di euro (+8,8% a cambi correnti e +6,8% a cambi costanti su base annua), mentre l’EBITDA ricorrente è aumentato dell’8,8% arrivando a quota 525 milioni di euro. Numeri da record anche per il risultato netto as reported, che cresce del 13,1% e si attesta a quota 179 milioni. “Nel 2022 abbiamo proseguito il nostro percorso di crescita – ha dichiarato Enrico Vita registrando un aumento di tutti i principali indicatori economici e raggiungendo livelli record in termini di ricavi, EBITDA e utile netto. Nel corso dell’anno abbiamo aumentato ancora la nostra quota di mercato, consolidando la leadership globale del nostro Gruppo”.

    Enrico Vita: “Buon avvio del 2023, Amplifon pronta a consolidare le acquisizioni bolt-on”

    Dal Bilancio 2022 emerge come il Gruppo guidato da Enrico Vita sia migliorato sensibilmente anche sotto il profilo dell’indebitamento finanziario netto, che scende a 830 milioni. Il CdA di Amplifon ha poi approvato la proposta di un dividendo di 0,29 euro per azione, in crescita dell’11,5% rispetto al 2021 e con un pay-out superiore al 36% sull’utile netto per azione. Il trend viene confermato anche nel quarto trimestre 2022, con i ricavi consolidati a 579 milioni di euro (+2% a cambi correnti e +1,5% a cambi costanti) e l’EBITDA ricorrente pari a 156 milioni di euro, mentre il risultato netto su base ricorrente, pari a 64 milioni di euro, ha registrato una flessione del 9,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. “Si tratta di risultati ancora più significativi perché ottenuti in un mercato più complesso del previsto, a causa di uno scenario macroeconomico caratterizzato da incertezza ed elevata inflazione, e con una base di confronto con il 2021 estremamente sfidante”, ha commentato Enrico Vita, aggiungendo che il Gruppo si ritiene soddisfatto anche per quanto riguarda l’avvio del 2023 sia per l’impulso alle acquisizioni bolt-on iniziate già lo scorso ottobre che per le prospettive di crescita sostenibile di ricavi e profittabilità.

  • Il programma Rai “Quasar” ospita Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren

    Ospite del programma Rai “Quasar”, il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro ha parlato dello scenario energetico attuale: le importanti decisioni di oggi daranno frutti nel medio-lungo periodo.

    Luca Dal Fabbro

    Luca Dal Fabbro a “Quasar”: per l’energia servono piani a medio-lungo termine

    L’energia è un bene prezioso, ci rende più sicuri, permette di illuminare gli ospedali, di produrre, di estrarre l’acqua dalle fonti: è un bene primario”: così si è espresso Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren, durante il suo intervento a “Quasar”, il programma tv Rai che si impegna a fornire una lettura scientifica dell’attualità. Parlando di energia, di sostenibilità e di innovazione, il Presidente ha sottolineato l’importanza di gestire l’approvvigionamento energetico con la giusta attenzione che merita, una consapevolezza rafforzata in seguito al complesso scenario derivante dal conflitto russo-ucraino. “Siamo la seconda potenza industriale in Europa e abbiamo bisogno di energia a brasso prezzo”: per questo, ha sottolineato Luca Dal Fabbro, serve ragionare sulla sostenibilità ma anche sulla competitività. “Non c’è una soluzione unica, la strada principale è fare piani a medio-lungo termine”. Non si tratta “di una gara dei cento metri, bensì di una maratona. Le grandi scelte energetiche vanno prese oggi e daranno frutti nei prossimi anni, probabilmente li raccoglieranno i nostri figli e nipoti ma occorre farlo”. Per procedere spediti verso gli obiettivi, è importante investire in infrastrutture, fotovoltaico, sostenibilità, così da poter garantire l’approvvigionamento grazie a diverse fonti (non potremo rinunciare del tutto al gas se non nel giro di qualche decennio).  

    Luca Dal Fabbro: l’importanza della ricerca e dell’innovazione

    La ricerca e l’innovazione sono aspetti fondamentali per una nuova strategia energetica che si basi sulla sicurezza, sulla sostenibilità e sulla competitività. Dobbiamo investire nella ricerca e nell’innovazione, perché è essenziale pensare all’energia del futuro”: Luca Dal Fabbro, durante il suo intervento a “Quasar”, ha sottolineato l’importanza di abbandonare gradualmente l’utilizzo del fossile per passare al fotovoltaico, al biogas, a nuove tecnologie che consentano di non sprecare le risorse che abbiamo a disposizione. In questo quadro complesso, l’economia circolare è l’elemento cardine, l’asso nella manica: secondo Luca Dal Fabbro, si tratta di un “modello di produzione, generazione, rigenerazione che scardina il sistema di consumo usa e getta e lo trasforma nel riutilizzo continuo di una materia che è sempre più scarsa”. Gruppo Iren, ha spiegato il Presidente, ha in programma la realizzazione di un impianto che recupera metalli rari, “un’altra risorsa su cui dovremmo fare investimenti”.

  • Finanza garantita, opportunità per le aziende in crisi: l’editoriale di Fabio Cassi

    In un editoriale pubblicato nel 2020 su “Il Sole 24 Ore”, Fabio Cassi e Niccolò Abriani affermano che le imprese italiane, colpite dalla pandemia, dovranno affrontare la crisi più grave del sistema imprenditoriale dal Secondo Dopoguerra.

    Fabio Cassi

    Fabio Cassi: accesso alla finanza agevolata

    Non è possibile e nemmeno pensabile escludere le imprese in crisi dalla possibilità di ottenere la liquidità necessaria, non solo per sopravvivere ma anche per rinnovarsi”, scrivono Fabio Cassi e Niccolò Abriani. Dal momento che queste aziende non devono essere ignorate, è giunto il momento di prendere decisioni concrete e agire. La proposta di consentire l’accesso alla finanza agevolata d’emergenza, nel caso in cui sia inserita all’interno del piano concordatario e la relativa proposta sia omologata dal tribunale, rappresenta un primo passo ma che non risulta essere sufficiente. Se da una parte il concordato preventivo viene utilizzato in presenza di diverse categorie di creditori e in situazioni di maggiore difficoltà, dall’altra causa la scadenza immediata dei finanziamenti impedendo all’impresa di pagare i fornitori e innescando quindi lo stop del ciclo produttivo. “Rimarrebbero escluse – specificano Fabio Cassi e Niccolò Abriani – le imprese in uno stato di crisi meno avanzata, che potrebbero essere ristrutturate, con maggiore rapidità ed efficacia, tramite altri strumenti previsti dal nostro ordinamento”.

    Fabio Cassi: gli strumenti previsti dalla legge per la crisi d’impresa

    Una soluzione più razionale risiederebbe nella possibilità di consentire alle imprese di accedere alla nuova finanza prevista dal Cura Italia, solo se hanno avviato un percorso di risanamento, ricorrendo a uno degli “accordi” prefigurati dagli articoli 56 e seguenti del Codice della crisi. Si potrebbero così dare adeguate garanzie agli amministratori dell’impresa, ai creditori istituzionali e a tutti gli altri stakeholder. Pertanto, Fabio Cassi e Niccolò Abriani propongono di offrire la garanzia a favore dei nuovi finanziamenti concessi dalle banche, “in misura almeno pari al 25% dell’indebitamento finanziario e con un massimo di 5 (o 10) milioni di euro”. Una volta confermata l’erogazione dalla banca, la garanzia potrebbe quindi venire estesa anche a una parte della finanza old (che si potrebbe ipotizzare nel 50%), per un importo corrispondente. “Siamo di fronte a un’ultima chiamata – concludono nell’articolo del 2020 Fabio Cassi e Niccolò Abriani – resa più drammatica dal grido d’allarme lanciato da alcuni dei più autorevoli osservatori (da Gratteri a Caselli) che hanno ancora di recente ribadito il rischio che la crisi possa estendere i tentacoli della criminalità organizzata sul nostro sistema imprenditoriale”.

  • Giampiero Catone: “PNRR? Serve coinvolgimento di chi opera ed è presente sui territori”

    Giampiero Catone: per “mettere a terra” il Piano è necessaria la partecipazione di tutto il tessuto imprenditoriale, PMI in primis. Il Direttore de “La Discussione” torna sul tema dopo il richiamo del Presidente Mattarella.

    Giampiero Catone (La Discussione)

    Giampiero Catone: PNRR un’occasione per sostenere PMI e piccoli Comuni

    I ritardi accumulati dal Paese sulle scadenze del 31 marzo e il monito lanciato dal Presidente Sergio Mattarella sul palco della conferenza nazionale delle Camere di Commercio di Firenze hanno riportato il PNRR al centro del dibattito. Giampiero Catone, Direttore del quotidiano “La Discussione”, è intervenuto sul tema pubblicando un editoriale nel quale sostiene l’importanza di un coinvolgimento reale e fattivo delle piccole e micro realtà imprenditoriali. Per realizzare il Piano e favorire la messa a terra di progetti e investimenti — circa 200 miliardi tra sovvenzioni a fondo perduto e prestiti ultra agevolati — bisogna potenziare i sostegni per le PMI e i piccoli Comuni, così da incentivarne gli strumenti cooperativi. Un appello, ricorda Giampiero Catone, condiviso dalle stesse associazioni di categoria, dalle imprese e dagli artigiani.

    Giampiero Catone: “Il monito di Mattarella un appello di unità

    Ed è proprio riprendendo le parole del Presidente di Confartigianato che Giampiero Catone accende i riflettori sul ruolo strategico dei territori e delle realtà che vi sono presenti ed operano. “Marco Granelli parla di una cultura del territorio, promuovendo un ‘alleanza della biodiversità’ che auspica possa essere implementata operativamente. Serve una grande sforzo che parta dal basso”. Il tempo per tergiversare è finito e non è detto che, nonostante le recenti rassicurazioni del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, l’Europa sia disposta ad adeguarsi alle tempistiche del Belpaese. L’appello di Mattarella e il suo “mettersi alla stanga” in merito all’attuazione del PNRR, conclude Giampiero Catone, va considerato come un vero e proprio richiamo all’unità, un invito a “partecipare, progettare e realizzare, lo sforzo comune di crescita dell’Italia”.

  • Il valore della biblioteca dall’antichità ai giorni nostri: l’articolo di Federico Motta Editore

    Lo scrittore Umberto Eco, che ha collaborato con Federico Motta Editore nella realizzazione di opere di grande prestigio, decise di porre una biblioteca al centro del suo romanzo “Il nome della rosa”. In un articolo pubblicato di recente, la Casa Editrice racconta come la biblioteca si sia evoluta nel corso del tempo.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore: la nascita delle biblioteche come tesori di conoscenza

    Oggi il valore delle biblioteche è universalmente riconosciuto. A favorire la loro affermazione come patrimoni culturali enormi sono state pure alcune grandi figure del panorama culturale come Umberto Eco. Collaboratore storico di Federico Motta Editore, lo scrittore e semiologo possedeva una collezione di circa 30mila volumi moderni e oltre 1.200 libri rari e antichi. La raccolta dei libri e la costruzione di “tesori della conoscenza” è in realtà una pratica tutt’altro che recente. Basti pensare che le prime collezioni risalgono addirittura ai tempi dei Babilonesi. Nella Grecia antica le biblioteche erano già alquanto famose: è nota la storia che Pisistrato ne fece fondare una ad Atene nel VI secolo a.C. Distrutta più volte, la biblioteca di Alessandria d’Egitto è forse la più celebre della storia. A Roma, invece, erano soprattutto le biblioteche private a godere di maggior prestigio: quelle di Attico e Lucullo sono le più conosciute.

    Federico Motta Editore: la biblioteca in epoca moderna e contemporanea

    Come tutti sapranno, la crisi dell’impero romano portò con sé profondi cambiamenti nella cultura dell’epoca che interessarono anche le biblioteche. Nel Medioevo latino, queste iniziarono a diffondersi principalmente nei monasteri, dove venivano considerate come luoghi in cui conservare il sapere del passato. Le prime biblioteche laiche nacquero, invece, durante il Rinascimento e al loro interno i libri venivano legati agli scaffali con una catena, allo scopo di impedire i furti. Con l’avvento della biblioteconomia, nel XX secolo le biblioteche hanno poi subito una radicale trasformazione. Accompagnate da innovatori come Federico Motta Editore in un percorso verso il multimediale, oggi sono diventate anche digitali. Pur riconoscendo l’utilità di questa nuova forma, i bibliofili concordano sul fatto che le biblioteche fisiche continuano a conservare un fascino e un valore, storico e culturale, ineguagliabili.

  • Mario Putin: Serenissima Ristorazione è un punto di riferimento per ospedali e scuole del Sud

    Serenissima Ristorazione nasce in Veneto dove si afferma come top player nel settore della ristorazione collettiva. Nel 2016, la realtà guidata da Mario Putin arriva al Sud, portando pasti di qualità negli ospedali del territorio.

    Serenissima ristorazione

    Dalla ristorazione collettiva e socio-sanitaria a quella scolastica: l’attività della società guidata da Mario Putin

    L’attività di Serenissima Ristorazione non si limita solo al settore sanitario ospedaliero e a quello socio-sanitario, ma si estende anche alla ristorazione scolastica, nelle regioni di Campania e Basilicata, e alla ristorazione aziendale e commerciale, nelle regioni di Puglia e Sicilia. La società presieduta da Mario Putin ha ideato l’innovativo metodo Cook&Chill, l’unico in grado di garantire l’elevata qualità dei cibi e conservare la salubrità del prodotto, e lo ha introdotto nel centro di produzione dei pasti avviato nell’Azienda Ospedaliera Antonio Cardarelli di Napoli. Il metodo consente di minimizzare il rischio che i cibi vengano contaminati e di ridurre gli sprechi delle materie prime. I vassoi vengono confezionati presso i locali cucina dell’Ospedale del Mare, dove sorge l’apposito centro altamente tecnologico, e poi distribuiti con carrelli termo attivi e rigenerativi nelle strutture afferenti alla ASL Na1 Centro.

    Serenissima Ristorazione: la realtà guidata da Mario Putin punta su prodotti a km 0 e investimenti nelle attrezzature

    Indiscutibile punto di forza dell’azienda è l’attenzione verso l’approvvigionamento delle materie prime, provenienti da fornitori italiani e locali a km zero e bio. L’impegno di Serenissima Ristorazione per la promozione della cultura della sostenibilità emerge anche dalla decisione di sostituire tutta la plastica tradizionale con materiali compostabili ed è altresì testimoniato dalla presenza della società tra le 300 “Green Stars” italiane della sostenibilità, dove figura nella categoria Servizi di Ristorazione. Il Gruppo presieduto da Mario Putin, inoltre, investe parecchio sia nella formazione dei propri dipendenti che nelle attrezzature. Ad oggi, sono stati investiti circa 15 milioni di euro sul territorio, con i quali sono state rinnovate o adeguate 20 cucine. Investimenti che, come dichiarato dal Direttore di Filiale Area Sud Italia di Serenissima Ristorazione Maurizio Palumbo, sono destinati a proseguire.

  • Davide D’Arcangelo: “Promuovere una cultura dell’innovazione sostenibile”

    Nel corso del programma radiofonico “Io, Chiara e il green” condotto da Chiara Giallonardo, Davide D’Arcangelo, Responsabile Sviluppo di Fondazione Italia Digitale, ha approfondito il tema della tecnologia e della digitalizzazione in chiave ambientale.

    Davide D'Arcangelo

    Davide D’Arcangelo: digitalizzazione e impatto ambientale

    Le tecnologie digitali sono ormai una parte integrante delle nostre vite e rappresentano un’importante risorsa per la transizione energetica, nonostante anche il digitale abbia un costo dal punto di vista ambientale. Secondo The European House Ambrosetti, spiega Davide D’Arcangelo, entro il 2030, grazie al digitale, contribuiremo ad abbattere le emissioni di CO2 fino al 10% rispetto ai livelli del 2019. Tuttavia, le stesse tecnologie sono responsabili quasi del 4% delle emissioni di gas serra, con prospettive fino all’8,5% nel 2025. I fattori principali sono gli enormi consumi elettrici di server e data center per l’immagazzinamento dei dati e l’elaborazione e trasmissione dei dati, oltre al consumo di risorse dovuto alla produzione di dispositivi elettrici, al loro trasporto, e così via. Per contribuire a migliorare la situazione, precisa Davide D’Arcangelo, possiamo utilizzare meglio la tecnologia che abbiamo a disposizione: servirsi del cloud per l’archiviazione dei dati e preferire il download allo streaming. Questi comportamenti intelligenti dovrebbero includere anche la diminuzione della luminosità dei nostri dispositivi e l’eliminazione dei vecchi messaggi immagazzinati.

    Davide D’Arcangelo: nel nostro Paese c’è un gap da recuperare

    Lo sviluppo delle tecnologie digitali, continua Davide D’Arcangelo, rappresenta anche una delle missioni del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza): il 37% dei suoi fondi sono infatti destinati alla transizione verde, mentre il 20% alla transizione digitale. Questi ingenti investimenti si sostanziano soprattutto in infrastrutture digitali, come i data center di proprietà del Paese, nella promozione di una cultura dell’innovazione sostenibile, oltre che nell’utilizzo di algoritmi e intelligenza artificiale che consumano meno energia e nelle nuove tecnologie per lo stoccaggio dei dati capace di ridurre l’impatto ambientale. È necessario un dialogo competitivo pubblico-privato per sviluppare competenze diffuse e massimizzare il loro potenziale: “In questo momento nel Paese le risorse non mancano, mancano forse le competenze in grado di accelerare i processi”, conclude Davide D’Arcangelo sottolineando che “questo è il gap da recuperare per spendere al meglio le risorse del PNRR e fare in modo che la spesa sono sia solo efficiente, ma anche efficace”. 

  • Davide D’Arcangelo: la PMI IPSA chiude round di investimento da oltre 1 milione di euro

    La digital health company IPSA ha chiuso un importante round di investimento, guidato dalla holding Next4, di cui Davide D’Arcangelo è co-fondatore.

    Davide D'Arcangelo

    Davide D’Arcangelo: Next4 protagonista nel round di investimento di IPSA

    È stata la holding co-fondata da Davide D’Arcangelo, Pierluigi Sassi e Angelo Paletta a guidare il round di investimento che si è chiuso assicurando alla PMI IPSA oltre 1 milione di euro. Per la considerevole riuscita dell’operazione è stato fondamentale il ruolo svolto dal Fondo Rilancio Startup attivato da Next4, in qualità di investitore qualificato. Il Fondo, che opera esclusivamente in co-investimento con determinati soggetti proponenti selezionati, è gestito da CDP Venture Capital SGR. L’Amministratore Delegato della PMI piemontese ha espresso grande soddisfazione per l’ottimo risultato raggiunto: “Siamo molto orgogliosi di questo round di finanziamento che conferma la qualità delle nostre soluzioni, la loro competitività sul mercato e la loro funzionalità rispetto alle esigenze del SSN”.

    Le parole di Davide D’Arcangelo sulla digital health company

    Al termine della chiusura del round di investimento da 1,380 milioni di euro, il co-fondatore di Next4 Davide D’Arcangelo ha raccontato cosa ha spinto la holding ad investire nella digital health company piemontese: “Quando abbiamo deciso di investire in IPSA eravamo certi che l’innovatività della sua proposta e la solidità del suo programma di sviluppo potessero essere di interesse anche per un investitore istituzionale”. IPSA è ideatrice di una gamma di prodotti IoT che supportano gli operatori sanitari dei reparti ospedalieri e delle sale operatorie nei processi di stoccaggio e distribuzione grazie all’integrazione di hardware e software. “In IPSA abbiamo visto il potenziale per un nuovo standard nella sanità italiana, una champion pronta a esplodere che aveva bisogno di un piccolo boost per scalare definitivamente non solo il mercato italiano, ma anche a livello internazionale dove peraltro sta già riscuotendo molto interesse e ha già acquisito importanti commesse”, ha concluso Davide D’Arcangelo.

  • Giovani e lavoro: una bomba sociale pronta ad esplodere. L’editoriale di Giampiero Catone

    In un recente editoriale pubblicato su “La Discussione”, Giampiero Catone torna a parlare di giovani e lavoro, una bomba sociale che si continua a ignorare.

    Giampiero Catone

    Giampiero Catone: il progetto del Presidente Giorgia Meloni per i giovani

    La crescita dell’occupazione è in cima alla lista delle priorità dell’attuale Governo. Sebbene, come sottolineato dal Premier Giorgia Meloni in un tweet, abbiamo raggiunto un “record storico di occupati” con “il valore più alto da gennaio 2004”, c’è ancora tanto da fare, soprattutto per i giovani. “Ora al lavoro per migliorare i dati sull’occupazione giovanile, incentivando misure come la decontribuzione per gli under 36 fatta in legge di bilancio. Avanti così”, scrive infatti la Presidente. Un maxi piano da miliardi di euro, comprensivo di fondi per finanziare 21 programmi regionali e sei programmi nazionali, servirà a rilanciare occupazione e sviluppo e a dare l’opportunità a giovani e donne di rimettersi in gioco. Tanti incentivi e sgravi per le imprese: così dovrebbe allargarsi la platea degli occupati. “Per fare un vero salto in avanti – aggiunge Giampiero Catone nel suo editoriale – è necessario inserire nel tessuto produttivo chi può contribuire allo sforzo di crescita del Paese e questo lo si fa con il lavoro”.

    Giampiero Catone: è ora di restituire il futuro ai giovani tramite scelte concrete

    In Italia, il 23% dei ragazzi non ha né una prospettiva, né un progetto di vita lavorativa. Il numero dei “neet” (i giovani che non sono né lavoratori, né studenti) è tra i più alti in Europa. Sono milioni i giovani che non vedono un futuro e che si sentono fuori dal sistema produttivo. “Sono disorientati e senza garanzie economiche”, scrive il Direttore del quotidiano Giampiero Catone. “È urgente creare condizioni per assumere perché sono necessari mansioni tradizionali e nuove professionalità. Con l’assunzione però vanno garantite buste paga remunerative che siano davvero soddisfacenti. Questo oggi non accade”, aggiunge, ed è un “motivo di forte disimpegno”. Da qui, la necessità di un progetto che possa disinnescare quella “bomba sociale che continuiamo a ignorare”.

  • Copma, 50 anni di esperienza nel settore dell’igiene ambientale

    Grazie a un’esperienza di oltre 50 anni, Copma è diventata un punto di riferimento nel mercato nazionale dei servizi, che comprendono la pulizia e la sanificazione di grandi comunità e impianti di trattamento dell’aria in edifici di qualsiasi dimensione, e si è consolidata come partner affidabile per le grandi aziende ospedaliere.

    Copma

    Copma, punto di riferimento nel mercato nazionale dei servizi

    Copma è una società cooperativa nata a Ferrara nel 1971 con l’obiettivo di migliorare la qualità dei servizi e la vita della comunità. Da allora, opera nel settore dell’igiene ambientale, della sanificazione, del verde-giardinaggio e della pulizia dei condotti aeraulici con l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia. Grazie a un’esperienza di oltre 50 anni, è diventata un punto di riferimento nel mercato nazionale dei servizi, offrendo pulizia e sanificazione alle grandi comunità (PA, aziende sanitarie e ospedaliere, industria, uffici) e agli impianti di trattamento dell’aria in edifici di ogni dimensione. Inoltre, si occupa della manutenzione, progettazione e realizzazione di aree verdi sia pubbliche che private. Oltre al settore dell’igiene ambientale, Copma è presente anche in altri segmenti del comparto terziario, come quello della cura e della diagnostica, del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti e dell’ambito immobiliare.

    Copma, certificazioni e riconoscimenti

    Nel corso degli anni, Copma ha ottenuto numerose certificazioni: Qualità (UNI EN ISO9001), Responsabilità Sociale (SA8000), Sistema di Gestione Ambientale (UNI EN ISO 14001) e Sicurezza del lavoro e Tutela della salute (UNI ISO 45001). A conferma del suo impegno, ha ricevuto il prestigioso Attestato “Merit Award” dall’Ente di Certificazione SGS Italia per l’efficienza nel sistema globale di gestione. Si è inoltre consolidata come partner affidabile per le grandi aziende ospedaliere, grazie alla certificazione di conformità del proprio Sistema Qualità allo Standard ANMDO – IQC, ottenuta nel 2010. Copma ha sviluppato, in collaborazione con l’Università di Ferrara, il sistema Pchs® (Probiotic Cleaning Hygiene System) con l’obiettivo di ridurre le infezioni ospedaliere. Il sistema proprietario si basa sull’utilizzo di detergenti microbici, assicurando una protezione fino a 24 ore e una riduzione dei costi e dell’impatto ambientale.

  • Riva Acciaio contribuisce al benessere della comunità con il progetto “Un santuario da ascoltare”

    Il successo della campagna di raccolta fondi dimostra come il tema dell’inclusione e dell’accessibilità sia sempre più importante nella società di oggi. Quando ci si unisce per una buona causa, si possono ottenere risultati straordinari: la generosità delle aziende, come Riva Acciaio, e delle associazioni che hanno partecipato alla raccolta fondi, ne sono la conferma.

    Riva Acciaio

    Riva Acciaio partecipa alla raccolta fondi “Un santuario da ascoltare”

    Il Santuario di Vicoforte, in provincia di Cuneo, si apre sempre di più alla fruizione da parte di tutti i visitatori, compresi quelli non vedenti. Grazie alla recente campagna di raccolta fondi “Un santuario da ascoltare”, promossa nell’ambito del bando “Santuari e Comunità” della Fondazione Crt e alla quale ha partecipato anche Riva Acciaio, verranno realizzati degli speciali sistemi di audio guide. Tali supporti permetteranno di seguire una narrazione evocativa, studiata appositamente con l’aiuto di esperti, in modo da rendere la visita del Santuario un’esperienza più coinvolgente e accessibile. In particolare, il progetto si è focalizzato sulle persone con disabilità visiva, cercando di offrire loro la possibilità di godere della bellezza della basilica attraverso i sensi dell’udito e dell’immaginazione.

    Il contributo di Riva Acciaio a favore di inclusione e accoglienza

    Non è la prima volta che Riva Acciaio contribuisce a progetti dedicati al benessere della comunità. L’azienda ha infatti partecipato attivamente a numerose iniziative portate avanti sul territorio nazionale. Un’altra nota di merito va ai volontari dell’Associazione Acli Nativitas aps, che hanno collaborato alla campagna di raccolta fondi “Un Santuario da ascoltare”. Grazie alla loro preziosa opera di sensibilizzazione e di supporto, è stato possibile raggiungere un risultato straordinario, superando di gran lunga l’obiettivo prefissato. In totale, sono stati raccolti ben 27.862 euro, una somma che testimonia l’enorme generosità e solidarietà dei cittadini e delle organizzazioni del territorio. Il rettore del Santuario, don Francesco Tarò, ha espresso la sua gratitudine a tutte le persone che hanno contribuito alla campagna di raccolta fondi, sottolineando l’importanza di queste iniziative per promuovere una cultura dell’inclusione e dell’accoglienza.

  • Serenissima Ristorazione aderisce alla causa di Animenta sui disturbi alimentari

    Serenissima Ristorazione rafforza il suo impegno nella promozione di abitudini alimentari sane e sostenibili. La collaborazione avviata con la no-profit prevede anche cicli di incontri di informazione, sensibilizzazione e confronto in alcuni licei italiani.

    Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione: l’obiettivo è garantire supporto psicologico tempestivo sui DCA

    Avviare questa collaborazione con Animenta è un’occasione fondamentale per sensibilizzare le persone sui disturbi del comportamento alimentare e sostenere chi sta vivendo, direttamente o indirettamente, questo tipo di problema”. È con queste parole che Giulia Putin, Chief Purchasing Manager di Serenissima Ristorazione, commenta la partnership siglata tra il Gruppo leader nella ristorazione collettiva e l’associazione no-profit nata per raccontare, informare e sensibilizzare sui DCA. Obiettivo della collaborazione: garantire supporto psicologico tempestivo sul territorio a coloro che soffrono di disturbi alimentari e ai loro familiari. Serenissima Ristorazione donerà infatti alla community di Animenta delle sedute di terapia offerte dal servizio di psicologia online Unobravo. “È un tema che ci tocca da vicino – ha dichiarato Giulia Putin – ed essendo stati sempre impegnati nella promozione di corretti stili di vita e alimentari, abbiamo deciso di dare un aiuto concreto”. Per Aurora Caporossi, Presidente e Founder di Animenta, fare rete e coinvolgere sempre più realtà è indispensabile per contrastare la diffusione dei DCA, negli ultimi anni un fenomeno in costante aumento soprattutto tra i più giovani: “Trovare aziende, come Serenissima Ristorazione, che decidono di camminare accanto a noi, ci permette di arrivare a più persone, di raggiungere chi fino a questo momento non ha accesso alle cure, di creare importanti progetti di prevenzione e di sensibilizzazione”.

    Serenissima Ristorazione e Animenta insieme nei licei

    La collaborazione tra Serenissima Ristorazione e Animenta prevede anche la partecipazione attiva dell’azienda a una serie di incontri che la no-profit organizzerà in alcuni licei italiani per sensibilizzare i più giovani sul tema dei DCA. Al momento sono tre le tappe previste – Vicenza, Roma e Milano – alle quali prenderanno parte Lucia Cammisa, dietista e responsabile Sistema di Gestione Qualità Integrata di Serenissima Ristorazione, un volontario dell’associazione Animenta e uno psicoterapeuta specializzato in Disturbi del Comportamento Alimentare. Il Gruppo sarà inoltre partner ufficiale dell’evento Binario 15 promosso da Animenta il 18 marzo a Roma. Sempre a marzo i collaboratori di Serenissima Ristorazione avranno l’occasione di partecipare ad un webinar sui DCA coordinato da Elisa Riccobene, Responsabile Marketing e Comunicazione dell’azienda: “Nel corso degli incontri con gli studenti e nel webinar con i nostri collaboratori verranno anche raccontate le testimonianze di persone che hanno sofferto di queste patologie, cercando di approfondire che cosa si trova dietro ad un disturbo alimentare – ha spiegato Giulia Putin – In un’ottica di prevenzione è sicuramente importante fare informazione sul tema della corretta alimentazione ma è altrettanto importante ricordare che non concerne solo gli aspetti nutritivi del cibo ma anche gli aspetti emotivi legati all’alimentazione”.

  • Andrea Mascetti: SLM, le aree di competenza e il punto di vista degli avvocati sui temi correlati

    Andrea Mascetti: nel sito dello Studio Legale Mascetti (SLM) articoli ed editoriali su tematiche di diritto penale, civile, amministrativo, del lavoro ma anche ambiente e cultura, D. Lgs. 231/2001, web reputation.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: Studio Legale Mascetti, l’impegno verso l’eccellenza del team di professionisti

    Le parole con cui l’avvocato Andrea Mascetti racconta in un video su YouTube la vision e i valori dello Studio Legale Mascetti (SLM) si rispecchiano nel nuovo sito presentato nei mesi scorsi: oggetto di un importante lavoro di restyling sia per quanto riguarda la grafica che i contenuti, è stato progettato appositamente anche per fornire risposte esaustive agli utenti proprio come si propone di fare quotidianamente lo Studio Legale Mascetti con i suoi clienti. È lo stesso Andrea Mascetti, fondatore e titolare, a sottolinearlo: “Ogni giorno ci poniamo la domanda di come declinare il nostro lavoro di professionisti del Diritto con le aspettative e gli interessi dei nostri clienti, in un contesto dove la complessità normativa e la velocità dei tempi di reazione sembrano non concedere tregua. E ogni giorno cerchiamo di trovare una risposta adeguata ed efficace attraverso un impegno verso l’eccellenza, che è fatto di studio e di aggiornamento, a cui si affianca una profonda dedizione verso il nostro lavoro”.

    Andrea Mascetti: focus sugli approfondimenti ed editoriali firmati dagli avvocati dello SLM

    Non solo il sito web: come ricorda l’avvocato Andrea Mascetti, lo scorso anno ha cambiato veste anche la newsletter dello Studio Legale Mascetti e “i contributi sono stati maggiormente arricchiti per offrire un nostro punto di vista al dibattito sui grandi e piccoli temi che coinvolgono quotidianamente i professionisti del diritto”. Firmati dagli avvocati dello Studio Legale Mascetti, gli editoriali che arricchiscono anche il nuovo sito permettono di conoscere le varie tematiche trattate in modo approfondito, mirato e completo, in linea con l’impegno quotidiano nell’affrontare questioni delicate e nel reperire le soluzioni più convenienti per i clienti. Basti guardare a quanto approfondito negli articoli pubblicati più di recente: dall’importanza dei poteri di spesa (delega alla gestione degli adempimenti in materia di salute e sicurezza e delega gestoria di cui all’art. 2381 c.c.) alla normativa in materia di appalti pubblici, gare, ricorsi, il meccanismo del cosiddetto spoil system. Merito della “multidisciplinarietà delle competenze” su cui fa leva lo Studio Legale Mascetti, come ricorda anche l’avvocato Andrea Mascetti. Gioca in questo contesto “un ruolo fondamentale a vantaggio di coloro che devono confrontarsi con profili di attività e di rischio sempre più articolati e mutevoli”. È questa la sfida che, ogni giorno, “con fatica e determinazione”, lo Studio Legale Mascetti si propone di vincere.

  • Federico Motta Editore: Maurizio Costanzo e la storia della televisione italiana

    Con la recente scomparsa di Maurizio Costanzo, volto noto e familiare del piccolo schermo, se ne va non solo un grande giornalista, ma anche un innovatore che ha contribuito a ridefinire il panorama televisivo del nostro Paese. È proprio alla storia della televisione italiana che Aldo Grasso ha dedicato il suo saggio pubblicato sull’Età moderna di Federico Motta Editore.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore: la storia della televisione

    Giornalista, conduttore tv, autore e sceneggiatore, Maurizio Costanzo ha contribuito al rinnovamento dei generi televisivi: è stato il primo a dirigere un telegiornale prodotto da una televisione privata e ha inoltre contribuito a consolidare il format del talk show, portando sullo schermo personaggi di spicco della cultura, della politica e dell’intrattenimento. Ma quando nasce la televisione? Come ricorda il saggio La televisione edito da Federico Motta Editore, la prima trasmissione televisiva fu trasmessa negli Stati Uniti il 30 aprile del 1939: in occasione dell’inaugurazione dell’Esposizione Internazionale di New York, l’emittente radiofonica NBC mandò in onda i discorsi del presidente Theodore Roosevelt e di Fiorello La Guardia, Sindaco di New York. All’epoca il numero di televisori presenti nell’area metropolitana della Grande Mela raggiungeva circa 200 unità: erano perlopiù dirigenti della NBC o miliardari a possederli. Alcuni monitor collocati in luoghi pubblici, come le vetrine dei grandi magazzini, consentivano ai passanti di curiosare. Quello stesso strumento, sottolinea Federico Motta Editore, trasformò la comunicazione nel Novecento.

    Federico Motta Editore: i cambiamenti in Italia

    E nel nostro Paese? A metà degli anni ‘50, per la precisione il 3 gennaio 1954 alle 14:30, la RAI tramesse il suo primo programma, Arrivi e Partenze. A differenza degli Stati Uniti, dove le emittenti televisive erano gestite da privati, in Italia il ruolo dello Stato nell’industria televisiva era predominante. Tuttavia, ricorda il saggio edito da Federico Motta Editore, gli anni ‘70 segnarono l’avvento delle prime televisioni commerciali. Tra queste prime emittenti si contano Telebiella, Telediffusione Italiana Telenapoli e Telemontecarlo, che trasmetteva dal vicino Principato di Monaco. La vera svolta arriva negli anni ‘80: il gruppo Fininvest fa il suo ingresso nel settore televisivo dando vita ai primi network e consolidando negli anni ‘90 il duopolio RAI – Mediaset. È in questo contesto che Mediaset lancia alcuni dei suoi programmi più celebri, tra cui la Ruota della fortuna, Striscia la notizia e il Maurizio Costanzo Show. La televisione italiana, sottolinea ancora Federico Motta Editore, cambiava così volto, portando una fetta importante della programmazione verso i programmi contenitori.

  • Riva Acciaio contribuirà a rendere il Santuario di Vicoforte più fruibile ai non vedenti

    Riva Acciaio figura tra i sostenitori della campagna “Un Santuario da ascoltare”, grazie alla quale sono stati raccolti fondi che permetteranno di rendere più fruibile la basilica alle persone non vedenti.

    Riva Acciaio

    Riva Acciaio sostiene “Un Santuario da ascoltare”: lo scopo della campagna

    Riva Acciaio ha recentemente effettuato una donazione al Santuario di Vicoforte, nel corso di una raccolta fondi che si è conclusa lo scorso gennaio. La campagna, intitolata “Un Santuario da ascoltare”, faceva parte delle attività promosse nell’ambito del bando “Santuari e Comunità” dalla Fondazione Crt. L’obiettivo era di incrementare la fruibilità del Santuario. Le donazioni ricevute permetteranno infatti di realizzare un sistema di audio guide che andranno a supporto delle visite e renderanno l’esperienza accessibile anche alle persone non vedenti. Un team di esperti aiuterà a mettere a punto una narrazione quanto più evocativa possibile in modo da restituire un’immagine della bellezza della basilica.

    Riva Acciaio: un gesto di generosità a favore dell’inclusione

    Riva Acciaio è tra quelle aziende che supportano attivamente le comunità che ospitano i suoi stabilimenti, partecipando a diverse iniziative che vanno a beneficio della comunità. Questa volta, tramite il progetto “Un Santuario da ascoltare”, si è voluto agevolare il percorso di inclusività già iniziato da tempo dal polo spirituale vicese. La raccolta fondi, alla quale hanno partecipato anche i volontari dell’associazione Acli Nativitas aps che hanno destinato le offerte ricevute nell’anno precedente, si è conclusa con grande successo: sono stati raccolti 27.862 euro, una cifra che supera di parecchio l’obiettivo prefissato.

  • Attilio Mazzilli è il nuovo Co-Managing Partner di Orrick Italia

    Con la nomina di Attilio Mazzilli, Orrick assume un’impronta sempre più tech. L’esperto, già Responsabile del Tech Group Italiano, contribuirà alla crescita della law firm nel settore.

    Attilio Mazzilli

    Orrick: la nomina di Attilio Mazzilli un passo importante per il rafforzamento nel settore tecnologico

    Lo studio legale internazionale Orrick, Herrington & Sutcliffe ha scelto di affidare la guida delle sedi italiane ad Attilio Mazzilli. Partner della law firm dal 2015, esperto del settore Tech e specializzato in operazioni di venture capital, private equity e fintech, affiancherà Guido Testa nel ruolo di Co-Managing Partner. L’affidamento dell’incarico è parte di un ambizioso piano di crescita, con Orrick intenzionata a rafforzare la propria presenza nel settore tecnologico e nel venture capital. Oggi lo Studio, grazie all’impegno di oltre 150 professionisti, può già vantare il primato a livello europeo per numero di operazioni, con un portafogli clienti che annovera le dieci principali società tech, oltre 3.000 high-growth tech companies a livello globale e centinaia di investitori. Con l’esperienza maturata nel ruolo di partner responsabile del Tech Group Italiano e membro dell’International Technology Companies Group, Attilio Mazzilli fornirà ulteriore impulso alla crescita di Orrick Italia a livello internazionale.

    Attilio Mazzilli (Orrick): “Grato della fiducia, pronti a replicare il modello del dipartimento Tech

    Oltre 22 anni di esperienza, avvocato dell’Anno Venture Capital ai Legalcommunity Awards 2020, Attilio Mazzilli è stato protagonista di numerose operazioni di rilievo. In Orrick si è occupato di importanti clienti come Scalapay, che ha recentemente seguito nell’ultimo round da unicorno guidato dalla cinese Tencent, Safety21 e Cerba HealthCare. L’esperto si è detto “orgoglioso e grato” del nuovo ruolo affidatogli dallo Studio: “Replicheremo l’efficiente modello del dipartimento Tech attraverso una sempre crescente integrazione della firm a livello internazionale – ha commentato – In ottica strategica, lo Studio continuerà il piano di verticalizzazione con la costituzione e il rafforzamento di team dedicati e altamente specializzati nelle singole industries”. Un obiettivo condiviso anche dal Co-Managing Partner Guido Testa, che vede nella nomina di Attilio Mazzilli le prospettive di un ulteriore rafforzamento delle sedi italiane: “In questi anni – ha dichiarato – Attilio ha dimostrato importanti doti di leadership grazie alle quali contribuirà a portare avanti la crescita dello studio nel mercato italiano in una prospettiva strategica di lungo periodo”.

  • Pierangelo Dorini: dalle raccolte di corte alle collezioni private, la storia del collezionismo d’arte

    Il collezionismo d’arte ha radici che risalgono all’antichità greco-romana e rappresenta l’abitudine dei privati di raccogliere opere d’arte di valore storico-culturale ed estetico. Questo fenomeno è strettamente legato al mercato dell’arte e al mecenatismo, ovvero il sostegno e il patrocinio delle attività artistiche e culturali. Sul blog di Pierangelo Dorini l’analisi del fenomeno.

    Pierangelo Dorini collezionismo

    Pierangelo Dorini: i collezionisti d’arte della vecchia generazione

    Nel corso della storia, il collezionismo d’arte ha assunto diverse forme, dalle raccolte documentaristiche ai tesori di corte, fino ad arrivare alle collezioni private di grandi imprenditori, ricchi borghesi e donne dell’alta società del primo Novecento, che hanno dato vita a importanti raccolte d’arte, spesso destinate poi ad arricchire i patrimoni culturali dei musei. Come evidenziato nell’articolo pubblicato sul blog di Pierangelo Dorini, i grandi collezionisti appartenenti alla vecchia generazione svolgevano il ruolo di mecenati, finalizzato al sostegno della cultura e alla promozione del patrimonio culturale di una città o di un’intera nazione. Questi erano mossi principalmente dalla passione per l’arte e dall’ambizione di preservare, promuovere e diffondere la conoscenza delle opere acquistate.

    Pierangelo Dorini: il collezionismo d’arte oggi

    Negli ultimi anni, si legge sul blog di Pierangelo Dorini, il mondo del collezionismo d’arte ha vissuto una trasformazione radicale grazie all’influenza sempre più determinante dei collezionisti internazionali, in grado di dare una spinta decisiva ai processi di valorizzazione delle opere su scala mondiale. In questo scenario, anche il collezionismo d’arte da parte delle aziende sta assumendo un’importanza sempre maggiore, non solo come strumento di investimento, ma anche come veicolo di promozione culturale e responsabilità sociale. Oggi, sebbene il valore economico rimanga un fattore importante, la vera essenza del collezionismo d’arte risiede nella quantità e qualità dei significati intrinseci alle opere, che le rendono un patrimonio culturale ed economico di inestimabile valore. Così facendo, il collezionista d’arte acquista opere, ovvero espressioni di significati sociali e culturali, capaci di comunicare il suo gusto estetico e la sua visione del mondo.

  • Ares Ambiente, l’intermediario ideale per la gestione dei rifiuti

    Ares Ambiente rappresenta un ethical business che dal 2008 gestisce i rifiuti nel pieno rispetto delle normative vigenti. I principi sostenibili e il Codice Etico adottati dal Gruppo.

    Ares Ambiente

    Il Codice Etico e i principi sostenibili adottati da Ares Ambiente

    Premiata lo scorso anno per la sua solidità finanziaria, Ares Ambiente è stata inserita da ItalyPost tra le 10.000 imprese italiane “Best Performer”. Il Codice Etico adottato rappresenta un pilastro fondamentale per il Gruppo: i principi su cui si basa l’operato aziendale includono la correttezza, la lealtà, la trasparenza e l’integrità. Tali valori sono stati sviluppati per garantire il buon funzionamento, l’affidabilità e la reputazione della società, gestendo inoltre un’efficace politica di prevenzione del rischio-reato. Per questa ragione Ares Ambiente affida il campionamento e la caratterizzazione dei rifiuti a tecnici abilitati e a laboratori chimici accreditati da enti certificatori. Per quanto riguarda invece il trasporto e il conferimento, il Gruppo conferisce i rifiuti in impianti autorizzati in possesso di AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) e incarica solo trasportatori iscritti all’albo Gestori Ambientali. Infine, l’utilizzo di un elaborato sistema di protocolli, in linea con il Modello 231 (D.Lgs 231/2001), definisce la verifica delle attività che viene affidata a un Organismo di Vigilanza indipendente.

    Le certificazioni ottenute da Ares Ambiente

    I criteri di efficienza, economicità e trasparenza guidano da sempre l’operato di Ares Ambiente, che garantisce ai propri clienti servizi precisi e conformi alle normative vigenti. L’attività del Gruppo, che offre la massima efficienza nel trattamento di rifiuti caratterizzati in oltre 830 codici CER (Codice Europeo dei Rifiuti), viene svolta seguendo la classificazione adottata nell’Elenco Europeo dei Rifiuti (EER 2014/955/UE). L’ottenimento di diverse certificazioni conferma l’impegno dimostrato dal Gruppo: Qualità (UNI EN ISO 9001:2015), Ambiente (UNI EN ISO 14001:2015 e Regolamento Europeo EMAS), Sicurezza (UNI ISO 45001:2018) e Responsabilità Sociale (SA 8000:2014). La realtà fondata da Marco Domizio ha inoltre ottenuto il “Certificato di eccellenza” e la “Convalida dichiarazione ambientale”. Ares Ambiente, attiva dal 2008 a Treviolo (Bergamo), rappresenta il giusto intermediario per una corretta gestione dei rifiuti. L’azienda si occupa del controllo degli impianti autorizzati, oltre che del recupero, trasporto e smaltimento di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi.

  • Riva Acciaio, il Vescovo a Lesegno: realtà importante per tutto il territorio

    Riva Acciaio è presente con il suo stabilimento a Lesegno dai primi anni ’60, affermandosi come una delle realtà più importanti della zona. Questa volta è il Vescovo di Mondovì a confermare il ruolo di rilevanza che l’azienda assume per la comunità.

    Riva Acciaio

    Riva Acciaio definita “realtà importante per il territorio” dal Vescovo

    Riva Acciaio è “una realtà produttiva importante per tutto il territorio”: sono state queste le parole usate da Monsignor Egidio Miragoli, Vescovo della diocesi di Mondovì, un Comune della provincia di Cuneo, in visita alle acciaierie di Lesegno lo scorso dicembre. La comunità ospita uno dei siti produttivi più importanti della società, nonché il cuore tecnologico dell’azienda. Proprio nello stabilimento di Lesegno sorge infatti un laboratorio di ricerca e sviluppo all’avanguardia, nel quale sono presenti apparecchiature davvero sofisticate, come il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”. Qui inoltre vengono condotte attività di ricerca in collaborazione con centri universitari di eccellenza, quali il Politecnico di Milano e quello di Torino, le Università di Genova, Pisa e Brescia, e la Scuola Superiore Sant’Anna.

    Il Vescovo nello stabilimento di Riva Acciaio: il motivo della visita

    Il Vescovo di Mondovì si era trovato in visita a Lesegno per celebrare la benedizione dei luoghi di lavoro in occasione del vicino Natale. Dopo aver incontrato l’Amministrazione comunale e aver officiato la funzione religiosa, il Mons. si è congratulato per la “bellissima accoglienza”, lamentando di non averla incontrata in altri Comuni della zona, dove a causa della natalità o addirittura mancata natalità, c’era parecchia gente di una certa età e pochissimi giovani. Nel pomeriggio si è poi recato nello stabilimento di Riva Acciaio per incontrare i responsabili e gli operai della fabbrica e augurare loro buone feste.

  • Andrea Mascetti all’inaugurazione del centro terraLUNA: la forza del progetto

    Il sostegno di Fondazione Cariplo all’innovativo progetto terraLUNA: la partecipazione di Andrea Mascetti alla cerimonia di inaugurazione a Gallarate.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti all’inaugurazione del centro terraLUNA: i dettagli del progetto

    È un’iniziativa di valore, come ha sottolineato anche Andrea Mascetti: il riferimento è a terraLUNA, progetto innovativo per la presa in carico delle persone con Disturbi dello Spettro Autistico sostenuto anche da Fondazione Cariplo. Non a caso lo scorso 3 febbraio, in qualità di Commissario della Commissione centrale di beneficienza, ha preso parte alla cerimonia organizzata per inaugurare il primo lotto della nuova struttura a Gallarate che prende in carico i bambini con diagnosi di disturbo dello spettro autistico e li accompagnerà per tutta la loro vita. Il centro all’avanguardia sorge negli spazi dell’ex scuola Bonomelli, un complesso di oltre 10.000 mq totali con 3.300 mq di verde e cortili situato nel centro della città. Il progetto prevede un intenso processo di ristrutturazione per lotti che lo porterà a diventare un luogo di alto profilo professionale, sociale e terapeutico, aperto al pubblico ed unico nel suo genere. Il centro terraLUNA ospita oggi già 35 bambini: “Abbiamo aderito con entusiasmo”, ha detto Andrea Mascetti evidenziando la mission di Fondazione Cariplo che “completa gli interventi che lo Stato non riesce a sostenere”.

    Andrea Mascetti: a Gallarate uno spazio dedicato alle persone con autismo dall’infanzia alla terza età

    Nel parlarne Andrea Mascetti ha ribadito come terraLuna sia uno di quei “progetti straordinariamente interessanti e innovativi” che Fondazione Cariplo sostiene in linea con il suo impegno trasversale “per persone, cultura, ricerca e ambiente”. Il centro terraLUNA è nato su iniziativa di Fondazione Bellora per rispondere in modo innovativo ed efficace a quella che può essere definita a tutti gli effetti un’emergenza socio-sanitaria: l’aumento repentino e costante dei bambini con Disturbi dello Spettro Autistico. La forza del progetto è anche nell’apertura al territorio e nella condivisione delle metodologie con le famiglie, il mondo della scuola e le istituzioni che entreranno in gioco nelle diverse fasi della vita. Il rapporto stretto con la neuropsichiatria infantile all’Ospedale di Gallarate è un valore che Fondazione Bellora porta avanti già nell’ex Chiesa di San Giuseppe. Oltre ad Andrea Mascetti, intervenuto in rappresentanza di Fondazione Cariplo per la quale opera sia all’interno della Commissione centrale di beneficienza che in qualità di Coordinatore della Commissione Arte e Cultura, hanno preso parte all’inaugurazione diverse autorità che hanno sostenuto il progetto fin dalla sua ideazione.

  • Davide D’Arcangelo: IPSA, il leader del Med Tech pronto a scalare i mercati internazionali

    La PMI punta a diventare leader nella digitalizzazione dei processi logistici in ambito ospedaliero. A guidare l’operazione Next4, fondata da Davide D’Arcangelo, Pierluigi Sassi e Angelo Paletta.

    Davide D'Arcangelo

    IPSA incassa round da 1,380 milioni, Davide D’Arcangelo: “Proposta innovativa e programma di sviluppo solido

    IPSA, innovativa PMI specializzata nel settore della micro-logistica ospedaliera di farmaci, ha annunciato di aver raccolto 1,380 milioni di euro di investimenti grazie al contributo di Next4. La holding fondata da Davide D’Arcangelo, Pierluigi Sassi e Angelo Paletta ha attivato in qualità di investitore qualificato il Fondo Rilancio Startup gestito da CDP Venture Capital SGR. Scopo dell’operazione: potenziare il programma di sviluppo dell’azienda high tech e rafforzarne la presenza sui mercati esteri. Ideatrice di una gamma di prodotti e soluzioni IoT per lo stoccaggio e la distribuzione di farmaci e dispositivi medici, IPSA ora punta a diventare attore di riferimento del Med Tech e leader della trasformazione digitale in ambito ospedaliero. Per Davide D’Arcangelo il coinvolgimento di un investitore come CDP Venture Capital conferma il potenziale della PMI: “Quando abbiamo deciso di investire in IPSA – ha dichiarato il co-fondatore di Next4, nel capitale dell’azienda già da maggio 2021 – eravamo certi che l’innovatività della sua proposta e la solidità del suo programma di sviluppo potessero essere di interesse anche per un investitore istituzionale”.

    Davide D’Arcangelo: da Next4 un boost per l’internazionalizzazione di IPSA

    Grazie al round promosso dalla holding fondata da Davide D’Arcangelo e soci, e complici gli investimenti da oltre 4 miliardi di euro previsti dal PNRR per l’ammodernamento del parco tecnologico ospedaliero italiano, oggi IPSA ha tutte le carte in regola per diventare attore di riferimento del Med Tech e leader della trasformazione digitale in ambito ospedaliero. “In IPSA abbiamo visto il potenziale per un nuovo standard nella sanità italiana – ha spiegato Davide D’Arcangelouna champion pronta a esplodere che aveva bisogno di un piccolo boost per scalare definitivamente non solo il mercato italiano, ma anche a livello internazionale, dove peraltro – ha sottolineato – sta già riscuotendo molto interesse e ha già acquisito importanti commesse”. Anche il fondatore e CEO di IPSA Alessandro Zeppegno ha espresso soddisfazione per l’aumento di capitale: “L’innovazione è nel nostro DNA, portarla in sanità è la nostra missione; da qui deriva la nostra roadmap di sviluppo. Stiamo lavorando a nuovi prodotti e soluzioni, sia hardware che software, per coprire tutte le esigenze della logistica sanitaria sia in Italia che all’estero. Il bisogno non è infatti soltanto italiano bensì mondiale”.

  • Fabio Inzani: un edificio sostenibile a 360° per l’Autostazione di Bologna

    Tecnicaer Engineering, società guidata da Fabio Inzani, ha vinto la gara indetta per la riqualificazione dell’Autostazione degli autobus di Bologna. I dettagli del progetto.

     Fabio Inzani

    Fabio Inzani: un terminal 2.0 per dare maggiore vivacità e attrattiva al luogo

    Il Gruppo di Ingegneria Integrata guidato dal Presidente Fabio Inzani ha l’obiettivo di dare vita a un nuovo spazio pubblico capace di diventare identitario per la città di Bologna. Da qui la necessità di superare l’idea di “non luogo”: il concetto coniato dall’antropologo francese Marc Augé identifica tutte quelle aree con la singolarità di non essere identitarie, relazionali e neppure storiche. L’intero edificio si trova in una posizione piuttosto strategica, considerata una via di accesso preferenziale alla città storica: malgrado ciò, l’attuale mancanza di qualità urbana vanifica le potenzialità dell’intera area. Proprio per il legame con elementi di interesse quali Via Indipendenza, il Parco della Montagnola e Piazza VIII Agosto, oltre alla prossimità con Piazza XX Settembre e lo stretto rapporto con le preesistenze storiche come la Rocca Galliera e il tratto dell’antica cerchia muraria, un terminal 2.0 dovrebbe essere in grado di sfruttare tali potenzialità a 360°. Attraverso un mix funzionale, alla presenza di attività commerciali, terziarie, espositive, ludiche e ricreative, e anche grazie alla piazza progettata dirimpetto alla struttura, il nuovo Hub potrà garantire maggiore vivacità e attrattiva al luogo.

    Fabio Inzani, uno Smart Green Building per la città di Bologna

    Il progetto ideato dal team coordinato da Fabio Inzani mira a riqualificare l’intera area attraverso la progettazione di una nuova piazza, l’ampliamento volumetrico verso est e una ristrutturazione integrale interna. Anche la facciata verrà sottoposta a un restyling: pensata come una sorta di “pelle” moderna e attiva, sarà idonea a informare gli utenti grazie a schermi led e codici QR. La parte esterna rispetterà il progetto originale firmato dagli architetti Luigi Vignali e Luigi Riguzzi nel 1967. La società guidata da Fabio Inzani si impegnerà per rendere l’Autostazione di Bologna un edificio altamente performante ed efficiente dal punto di vista energetico, sostenibile a 360° e a basso impatto ambientale. Gli interventi seguiranno i protocolli ambientali di riferimento (LEED e ITACA) per la creazione di uno Smart Green Building capace di annullare quasi totalmente il fabbisogno energetico che verrà quindi coperto da fonti rinnovabili. L’utilizzo di soluzioni passive intelligenti, la condivisione dei principi costruttivi e l’uso di tecnologie innovative consentiranno a Tecnicaer Engineering di perseguire un corretto modello di sostenibilità ambientale.

  • Iren è Top Employer 2023. Il Presidente Luca Dal Fabbro: tra le eccellenze in ambito HR

    Secondo il Top Employers Institute, Iren è Top Employer Italia 2023. La multiutility presieduta da Luca Dal Fabbro riceve la certificazione per il sesto anno di seguito.

    Luca Dal Fabbro

    Luca Dal Fabbro: Iren tra le eccellenze italiane in ambito HR

    Per il sesto anno consecutivo Iren riceve la certificazione Top Employer Italia. La società multiservizi presieduta da Luca Dal Fabbro si riconferma dunque tra le eccellenze italiane in quanto a politiche e strategie adottate per il benessere dei dipendenti. Il Top Employers Institute, l’ente certificatore che dal 1991 si occupa di valutare e certificare le condizioni di lavoro all’interno delle aziende, prende in esame aspetti quali i benefit, i piani di carriera, la formazione e le politiche HR pensate per la crescita professionale e il benessere dei dipendenti. Le sei macroaree interessate dalla valutazione comprendono: people strategy, ambiente di lavoro, acquisizione di talenti, formazione, diversità, inclusione e benessere. Quest’anno, per la 15esima edizione italiana, sono state premiate 141 aziende.

    Luca Dal Fabbro: Iren si impegna da anni nello sviluppo e nella crescita delle persone

    Ottenere per il sesto anno di fila la certificazione Top Employer, che tra l’altro richiede l’adeguamento a standard estremamente elevati, non fa che testimoniare l’impegno profuso da Iren nello sviluppo e nella crescita delle persone del Gruppo. La società presieduta da Luca Dal Fabbro conta sette poli operativi sul territorio (Genova, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Torino, La Spezia e Vercelli), per un totale di circa 11mila dipendenti. Negli anni, la multiutility ha sostenuto diverse iniziative volte a favorire un ambiente di lavoro che promuovesse l’evoluzione, la salute e la sicurezza. Welfare aziendale, work-life balance, coinvolgimento di nuovi talenti, programmi sulla diversità e l’inclusione ne sono degli esempi. Stando al Piano Industriale decennale, Iren punta ad assumere, entro il 2030, circa 7.000 nuove unità costituite soprattutto da under 30, e a portare al 30% la percentuale delle manager donna.

  • Piano Industriale Iren2030, l’AD Gianni Vittorio Armani: 600 milioni per la digitalizzazione

    In occasione del convegno “Utilities e digitalizzazione”, l’Amministratore Delegato di Iren Gianni Vittorio Armani ha spiegato la decisione della società di investire 600 milioni di euro in digitalizzazione.

    Gianni Vittorio Armani al convegno “Utilities e digitalizzazione”: Iren dedica 600 milioni ai servizi digitali

    Sarà la digitalizzazione a godere di una significativa fetta degli investimenti previsti nel Piano Industriale Iren2030, in cui la somma totale ammonta a 13 miliardi di euro. A raccontarlo è stato l’AD Gianni Vittorio Armani in occasione del convegno organizzato a Milano da Fondazione Utilitatis in collaborazione con Agici, Finanza d’Impresa, dal titolo “Utilities e digitalizzazione”. Iren investirà dunque 600 milioni di euro in digitalizzazione pura. Di questi, circa la metà sarà destinata ad attività customer oriented ed avrà come obiettivo quello di migliorare la qualità del servizio e il rapporto con i clienti.

    Gianni Vittorio Armani: Iren modello di riferimento nell’applicazione dell’Internet of Things

    Dai dati di raccolta differenziata registrati sui territori serviti da Iren (che in alcune aree dell’Emilia Romagna raggiunge picchi dell’86%), emerge come l’azienda sia divenuta un “modello di riferimento sul territorio nazionale per l’applicazione dell’Internet of Things nella quotidianità dei servizi”, ha raccontato Gianni Vittorio Armani. Di fatto, come ha spiegato l’AD di Iren, “la digitalizzazione nella filiera dei rifiuti permette un costante monitoraggio del servizio e dei conferimenti da parte degli utenti, elementi che consentono un utilizzo più intelligente delle attrezzature a vantaggio anche di una più equa tariffazione”.

  • Corporate Finance: Cap Advisory, i servizi

    CAP Advisory è specializzata in M&A e Restructuring. I servizi, le competenze e i punti di forza della boutique finanziaria con sede a Milano.

    CAP Advisory

    I servizi offerti da CAP Advisory

    Attraverso attività rivolte principalmente alle PMI ma anche a Banche, Assicurazioni, Istituzioni Finanziarie e Fondi di investimento, CAP Advisory offre diversi servizi: M&A (buy side e sell side) e reperimento di nuova finanza, operazioni di ristrutturazione dell’indebitamento finanziario e gestione dei rapporti con tutti gli stakeholder, operazioni di turnaround e successivo monitoraggio della gestione. Fondata a Milano dai partner Fabrizio Viola (Partner & Chairman), Fabio Cassi (Partner & CEO) e Matteo Pattavina (Partner), la boutique indipendente di Corporate Finance è nata da uno spin-off della Cassi e Associati. Cap Advisory, è specializzata in Restructuring e M&A e offre ai suoi clienti una consolidata esperienza in operazioni straordinarie sul debito e sull’equity.

    CAP Advisory, i punti di forza

    Con l’obiettivo di offrire ai propri clienti il massimo supporto durante tutte le differenti fasi delle operazioni, Cap Advisory fa affidamento su collaboratori con un adeguato livello di seniority e con il giusto background tecnico-settoriale. Il team di professionisti messo a disposizione può infatti vantare comprovate competenze industriali, finanziarie e strategiche multisettoriali e una vasta esperienza in operazioni di Corporate Finance. Tra i principali competitor del settore, Cap Advisory garantisce, grazie all’esperienza pregressa sviluppata anche in ambito imprenditoriale, un approccio “azienda-oriented” offrendo indicazioni di business oltre a quelle finanziarie. L’operato dei tre founder è guidato da passione, competenze, relazioni, riservatezza, nonché da un comprovato track record nel mondo del Banking & Finance.

  • Massimo Malvestio, il Veneto oggi: potenzialità e limiti nella vision dell’avvocato

    “Una regione che rimane competitiva nel mondo, a dispetto di tutto e di tutti”: il Veneto oggi nelle analisi dell’avvocato Massimo Malvestio.

    Massimo Malvestio

    Massimo Malvestio: il dato che racconta cos’è ancora il Veneto è l’export

    Massimo Malvestio mantiene il suo sguardo esperto e analitico sulle principali questioni politiche, economiche e finanziarie che riguardano il territorio dove è nato, ha vissuto e si è mosso per lungo tempo esercitando la professione di avvocato. Non a caso è conosciuto anche per i numerosi editoriali legati al Veneto e alle sue principali realtà imprenditoriali che sono stati pubblicati da autorevoli testate di rilievo nazionale: la sua voce autorevole ancora oggi riecheggia in diversi articoli come il recente “Zaiaeconomics” in cui l’autore Luigi Marcadella si chiede se esiste o meno “una visione aggiornata dello sviluppo regionale ‘made in Zaia’”. Nell’articolo, pubblicato da “Bassanonet”, Massimo Malvestio sostiene come il dato che ancora oggi racconta cos’è il Veneto sia l’export: “Una regione che rimane competitiva nel mondo, a dispetto di tutto e di tutti. C’è ancora un ceto produttivo, di imprenditori e lavoratori, che è di qualità eccezionale. Quando dico ceto produttivo includo anche tutti quei servizi pubblici che sono funzionali alla competitività di un sistema come la sanità, le università, gli enti locali”.

    Massimo Malvestio: l’azione senza pensiero non basterà più  

    Massimo Malvestio aveva invitato a sostenere e valorizzare maggiormente le eccellenze del territorio anche lo scorso 3 ottobre intervenendo alla presentazione del libro “Non smettere mai di sognare”, scritto da Oscar Marchetto e Andrea Bettini. “Non solo il paesaggio, ma anche un sistema sanitario ai vertici mondiali, le università e un sistema di imprese formidabile”: in quest’ottica, ha spiegato l’avvocato, è fondamentale sviluppare una “visione a lungo termine e non inseguire le contingenze”. Il Veneto, particolarmente in ambito finanziario, paga “anche l’essere una regione policentrica mentre ovunque tutto si riunisce intorno a grandi poli aggreganti”. Parole riprese anche nell’articolo di “Bassanonet” dove Massimo Malvestio ribadisce la necessità di “proporre un modello di sviluppo basato su quello che il Veneto effettivamente è”. La domanda da farsi diventa dunque “come rendere attrattivo e competitivo un territorio policentrico”. Il Veneto dispone comunque di “tali e tante risorse da potercela fare ma l’azione senza pensiero non basterà più”.

  • I servizi offerti, le certificazioni e i traguardi raggiunti da Copma

    Copma garantisce da oltre 50 anni la massima qualità nella gestione dei servizi di pulizia e sanificazione. L’impegno e i traguardi raggiunti dall’azienda ferrarese.

    Copma

    Copma, dal 1971 attiva sul territorio nazionale

    Fondata nel 1971, Copma è una società cooperativa ferrarese che si è specializzata in oltre 50 anni di attività nel settore dell’igiene ambientale e della sanificazione, nel verde-giardinaggio e nella pulizia dei condotti aeraulici. Il miglioramento della vita per tutta la collettività e l’incremento costante della qualità dei servizi offerti sono da sempre al centro dell’operato aziendale. Nel corso degli anni l’azienda ha saputo affermarsi tra i leader nazionali nel campo della pulizia e della sanificazione di ambienti in grandi comunità (come PA, aziende sanitarie ed ospedaliere, industria e uffici). Oltre alla sanificazione e pulizia degli impianti per il trattamento dell’aria degli edifici, Copma si occupa anche della manutenzione, progettazione e realizzazione di aree verdi, sia pubbliche sia private. Affidandosi alle tecnologie più innovative e perseguendo elevati standard qualitativi, l’azienda ha saputo affermarsi consolidando la propria posizione nel mercato nazionale dei servizi.

    Copma: l’innovativo sistema PCHS® e le certificazioni conseguite

    Grazie a una consolidata esperienza e a un’importante collaborazione con l’Università di Ferrara, Copma ha ideato il sistema PCHS® (Probiotic Cleaning Hygiene System). L’innovativo sistema di sanificazione è stato sviluppato con l’obiettivo di ridurre quanto più possibile le infezioni ospedaliere: si basa sull’utilizzo di detergenti microbici che garantiscono una protezione fino a 24 ore, un minore impatto ambientale e una considerevole riduzione dei costi. L’azienda è in possesso di specifiche certificazioni quali Responsabilità Sociale (SA8000), Qualità (UNI EN ISO9001), Sistema di Gestione Ambientale (UNI EN ISO 14001) e Sicurezza del lavoro e Tutela della salute (UNI ISO 45001). Conforme allo Standard ANMDO – IQC dal 2010, il Sistema Qualità consente a Copma di inserirsi tra i partner affidabili per le grandi aziende ospedaliere. A conferma dell’impegno dimostrato nel corso degli anni, il Gruppo è stato premiato dall’Ente di Certificazione SGS Italia ricevendo il prestigioso attestato “Merit Award” riservato alle realtà che si differenziano per l’efficienza dimostrata nel sistema globale di gestione.

  • Municipia S.p.A.: Green Mobility e Trasporto Pubblico Locale, la vision della società per i Comuni di ogni dimensione

    Ripianificare i sistemi di mobilità urbana in maniera efficace e sostenibile, ottimizzando l’uso e lo sviluppo delle risorse economiche e ambientali: la Green Mobility per Municipia S.p.A. rappresenta uno dei cardini delle città intelligenti che guardano al futuro.

    Municipia S.p.A.

    Municipia S.p.A.: Green Mobility, risposte efficaci per città più sostenibili e sicure

    Nel portare avanti quotidianamente la propria mission al fianco di Comuni di ogni dimensione, Municipia S.p.A. riflette quanto la green mobility si configuri come uno dei cardini di città intelligenti che guardano al futuro. “Rimodellare i centri urbani in funzione della sostenibilità, infatti, pone in primo piano la necessità di progettare risposte efficaci per limitare i potenziali rischi ambientali, economici e sociali”, scrive il presidente Stefano De Capitani sui suoi profili social sottolineando come si tratti di una esigenza ancor più stringente “dato che l’Italia è uno dei Paesi al mondo con il più alto numero di auto per abitante (670 vetture ogni mille abitanti)”. D’altronde il mezzo privato risulta ancora oggi quello privilegiato per gli spostamenti, frutto di un’abitudine culturale radicata difficile da scardinare: i Comuni, spiega il presidente di Municipia S.p.A., sono chiamati a gestire la questione “trovando soluzioni innovative che facilitino accessi e spostamenti dei cittadini, all’insegna di un sistema di trasporto pubblico sempre più integrato (sharing mobility, MaaS, mobilità su richiesta, ecc.) e di conseguenza sostenibile”.

    Tecnologia, mobilità, ambiente: le soluzioni di Municipia S.p.A. per i Comuni

    Parlare di smart cities per Municipia S.p.A. significa “avere fra gli obiettivi quello della riduzione del traffico urbano così da abbassare i livelli di inquinamento, garantire anche alle persone con disabilità uguale accesso ai servizi, facilitare i processi di digitalizzazione (ricerca del parcheggio facilitata dai sensori, pagamenti più semplici tramite pc e smartphone) ma anche garantire la sicurezza stradale”. È una sfida che deve essere condivisa da pubblico e privato, come sottolinea il presidente di Municipia S.p.A. Stefano De Capitani sui suoi canali social, “per migliorare davvero la vita delle persone e compiere quel salto di qualità atteso da troppo tempo”. Elemento abilitante della Smart Mobility, come emerge dai progetti che la società del Gruppo Engineering porta avanti al fianco di Comuni di ogni dimensione, è “la valorizzazione dei dati e delle informazioni, anche attraverso sistemi di rete che consentono un’integrazione ed elaborazione in tempo reale”: le azioni che concorrono alla definizione di un nuovo concetto di mobilità non solo fanno parte delle politiche di sviluppo e modernizzazione ma contribuiscono alla tutela dell’ambiente riducendo sprechi e inquinamento e migliorando la qualità della vita dei cittadini.

  • Marco Nicola Domizio: dagli esordi alla fondazione di Ares Ambiente

    Le principali tappe della carriera professionale di Marco Domizio, Founder della società specializzata nell’intermediazione dei rifiuti Ares Ambiente.

     Marco Domizio

    L’esordio professionale di Marco Nicola Domizio

    Classe 1974, l’imprenditore Marco Nicola Domizio, ancora prima di dare vita ad Ares Ambiente – tra le aziende Best Performer della provincia di Bergamo – ha esordito professionalmente nel settore dell’intermediazione dei rifiuti. Terminate le scuole superiori e ottenuto il diploma, collabora per sei anni con un’azienda del comparto. Tale esperienza gli consente di approfondire le sue conoscenze e maturare competenze nella gestione dei rifiuti e nelle gare d’appalto. Successivamente entra in una società specializzata in attività di spurghi e pulizie aziendali in qualità di Responsabile Commerciale. In quegli stessi anni, inoltre, Marco Domizio collabora attivamente alla realizzazione di un impianto di compostaggio, tutt’oggi attivo nella provincia di Bergamo.

    Le esperienze che hanno portato Marco Domizio a fondare Ares Ambiente

    Terminati i precedenti incarichi, Marco Nicola Domizio prosegue la sua attività nel settore dei rifiuti presso una primaria azienda della provincia di Milano assumendo il ruolo di Responsabile Commerciale. Qui contribuisce all’installazione di sette impianti di trito-vagliatura nella Regione Campania e si occupa dell’attività di trasporto transfrontaliero di rifiuti. La carriera professionale di Marco Domizio viene ulteriormente arricchita grazie al ruolo di Responsabile di un impianto di compostaggio in provincia di Bergamo e grazie alla collaborazione successiva con due società attive del settore ambientale. Tali esperienze lo portano a fondare, nel 2008, Ares Ambiente: la società è attiva su tutto il territorio italiano ed è specializzata nel recupero, trasporto e smaltimento di rifiuti urbani speciali.