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  • Prima edizione Concorso letterario Il Parco in città – Monza e New York

    Al via la Prima Edizione del Concorso letterario Il Parco in città – Monza e New York, che quest’anno ha come tema Il Parco di Monza: le metamorfosi della natura nel corso di una stagione o delle stagioni.

     

    Si tratta di un’interessante appuntamento promosso da La Casa della Poesia di Monza in collaborazione con il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza.

     

    L’iniziativa, che gode del Patrocinio di Legambiente Lombardia Onlus, vuole creare un filo diretto tra due città simbolo, le uniche al mondo ad avere un parco nel cuore del centro cittadino.

     

    I destinatari dell’iniziativa sono tutti gli studenti delle scuole medie inferiori e superiori della provincia di Monza e Brianza; per partecipare basta inviare una propria creazione, che possa rientrare in una delle 4 sezioni previste:

     

    Testo inedito di narrativa, reale o immaginario, in lingua italiana, non superiore alle 5 cartelle dattiloscritte, ciascuna di 1800 battute spazi compresi. Sono accettati anche racconti brevissimi.

    Poesia inedita, in lingua italiana, non superiore ai 45 versi.

    Disegno, con qualsiasi tecnica grafica della dimensione massima di 70 x 100 cm.

    Fotografia, con foto inedite, a colori o in bianco e nero, digitali o stampate, formato minimo 15×20 cm e prive di alcun tipo di supporto.

     

    Le opere dovranno essere inviate all’indirizzo [email protected] entro il 31 Marzo 2013. Maggiori dettagli sulle modalità di partecipazione e sullo svolgimento del Concorso sono all’indirizzo www.lacasadellapoesiadimonza.it/progetti/progetto-arbor-poetico.

     

    Al termine del Concorso, durante il Festival degli orti, presso Villa Reale, ci sarà la premiazione: verrà assegnata una borsa di studio di una settimana in un College di New York. Inoltre, le opere letterarie selezionate saranno pubblicate in un libro a cura della Casa della Poesia di Monza. Per le arti visive sarà realizzata una mostra.

     

    Per info:

     

    Ufficio Stampa Artémida:

    Emanuela Lodolo – [email protected]

    Tel: 02 45482672 – Mob: 333 2648370

    www.lacasadellapoesiadimonza.it – [email protected]

  • LA DECIMA FATA E LE NOVE MUSE di Umberto Gorirossi

    COMUNICATO STAMPA

    Il Museo di Arte Contemporanea di CAPUA ed il Museo di Arte Contemporanea di CASERTA

    presentano

                               LA DECIMA FATA E LE NOVE MUSE di Umberto Gorirossi

    Mostra personale itinerante

    SANTA MARIA CAPUA VETERE, Galleria “Pensiero Visivo”

     Dal 7 luglio al 21 luglio 2012

     

    Sabato 7 Luglio 2012 alle ore 18.00 presso la Galleria “Pensiero Visivo”  – Santa Maria Capua Vetere, vi sarà l’apertura della mostra personale itinerante “La Decima Fata e le Nove Muse” del maestro d’arte Umberto Gorirossi.

    L’esposizione, visibile dal  7 luglio al 21 luglio 2012 a Santa Maria Capua Vetere, e poi, nei mesi successivi, nelle città di Capua, Caserta, Firenze e Roma, curata in collaborazione con il direttore artistico del Mac di Capua maestro Luigi Brandi e della dottoressa Francesca Gentile, con intervento del critico d’arte Massimo Sgroi, gode del patrocinio del Comune di Roma – Municipio I Centro Storico, della Fondazione Memmo – Palazzo Ruspoli, del Comune di Capua e dal MAC – Museo di Arte Contemporanea di Capua,  del Comune di Caserta e del MAC – Museo di Arte Contemporanea di Caserta, della Provincia di Caserta, della Regione Campania, della Commissione Cultura del Centro Comunità “Caserta Città di Pace”.

    La collezione, dedicata alla mitologia greca, nasce come proseguimento della ricerca artistica di Gorirossi: la creazione della Decima Fata, essenza di tutte le qualità femminili, si traspone in queste nuove tele. Ogni musa rappresenta l’ideale supremo di ogni tipologia d’Arte, e qui, Gorirossi, da una parte inserisce elementi che si rifanno alla tradizione iconografica, dall’altra né da una lettura innovativa, esprimendo attraverso ognuna di esse un’emozione, un concetto.

    Le muse, con la loro luce, riescono ad elevare ed illuminare lo spirito diventando delle guide nel mondo contemporaneo.

    In esposizione saranno presenti anche gli ultimi lavori di Gorirossi: “Le pareti dell’anima”, “L’insostenibile leggerezza dell’essere”, ed in modo particolare “Amore e Psiche” opera che ha come base letteraria le “Metamorfosi” di Apuleio. Qui la scelta stilistica di Gorirossi, si ferma alla rappresentazione del momento in cui la giovane Psiche, cerca di toccare il suo amante, Amore/Cupido e lui scompare…

     

    L’evento è sponsorizzato da Liclè – Abbigliamento Donna (Santa Maria Capua Vetere – Caserta), da Last Minute Click (www.lastminuteclick.it), dall’Associazione “I piatti del sapere”.


  • La Castelli Gallery di Milano inaugura “Tra ieri e domani”, mostra personale del pittore Andrea Parma

    Giovedì 21 giugno, alle ore 19.00, la Castelli Gallery di Milano inaugurerà la mostra personale del pittore Andrea Parma, un artista che, per quanto giovane, ha già alle spalle numerose esposizioni collettive e personali, nonché la partecipazione ad un’iniziativa prestigiosa come il Premio Mondadori.
    Laureato all’Accademia di Belle Arti di Brera, negli ultimi anni ha affiancato all’attività di scenografo una ricerca intensa e appassionata in ambito pittorico, elaborando uno stile originale che coniuga la lezione dei grandi maestri del passato a istanze più contemporanee. Al centro della sua indagine è facile riconoscere il colore come il soggetto prediletto di un discorso che si snoda lungo i sentieri della seduzione erotica e della memoria, vissuta o immaginata, di sensazioni intime e fuggevoli che imprimono nell’animo un ricordo edulcorato e mutevole. Quasi rapito dal dolce canto delle Sirene, l’artista ritrae giovani donne in pose statiche e languide, creando atmosfere metafisiche in cui il tempo appare sospeso e il silenzio lascia spazio al libero correre dei pensieri interrotto, forse, solo da qualche parola debolmente sussurrata. Una inquieta linea scura percorre i profili quasi ad accarezzare le forme morbide e armoniose, sosta nelle zone d’ombra e si assottiglia sempre più nei punti in luce ma senza interrompersi; segue un moto lento, metodico e attento che dimostra concentrazione e il desiderio di ricreare mimeticamente l’unico dato oggettivo della scena raffigurata, ovvero il corpo della modella, riproponendo fedelmente la sua plasticità. Il gusto per la linea di demarcazione richiama alla mente il preziosismo rinascimentale della bella maniera toscana ma anche la suggestione delle stampe giapponesi e l’effetto cloisonnè tanto caro agli artisti fauves. Proprio alla tradizione fauves sembra ispirarsi l’acceso cromatismo di Andrea Parma, che sceglie di impiegare il colore in modo libero, impulsivo, e in funzione anche emotiva, oltre che costruttiva. Steso sulla tela in pennellate piatte e corpose, si dispiega in un ampissimo ventaglio cromatico che varia dai rossi sanguinei ai bruni tenebrosi, dai gialli luminosi agli azzurri cristallini, dalle pallide tonalità pastello degli incarnati alle intense tonalità fredde degli sfondi. Una varietà corale riccamente espressiva necessaria per scoprire ogni piega dell’inconscio e per svelare la tensione erotica tra la modella e il pittore, testimone – o protagonista – di una situazione che, aldilà dell’affascinante e intrigante gioco della seduzione, rivela enigmatici rapporti psicologici e inquiete solitudini. L’accostamento sapiente dei colori tende infatti a evocare la realtà, piuttosto che proporre la sua rappresentazione, lasciando l’artista libero di esprimere l’esigenza di proiettare fuori di sé tensioni vitali, dubbi e incertezze di carattere esistenziale, dando voce a quegli interrogativi che possono essere condivisi anche dallo spettatore. Gli acquerelli e le tele ad olio di piccole dimensioni, pur suggerendo raffinate indagini psicologiche, riconducono sempre e comunque l’animo di chi osserva al primo stadio della visione, ossia al piano di lettura più superficiale, puramente sensuale, piacevole ed esteticamente armonioso. Come abili ammaliatrici, le donne raffigurate in questa serie di lavori non mostrano quasi mai il volto, sottraendosi in parte al nostro sguardo curioso e indagatore e lasciandoci avvinghiati al dubbio che si tratti di un pudore veritiero o di una ritrosia artefatta.
    Le opere di grandi dimensioni mostrano invece un’evoluzione artistica interessante tanto dal punto di vista dello stile che del contenuto. Il corpo femminile mantiene la sua fisicità e la sua importanza quale emblema dell’anima messa a nudo ma non è più il soggetto figurativo principale dell’opera, non è più l’unico. Come nelle raffinate tele di Klimt, il corpo incontra ora altri corpi, si fonde con essi in un intreccio vitale di identità in cui non è più possibile riconoscere il singolo individuo. La lettura si fa più complessa, più enigmatica. Nelle opere di Andrea Parma si è insinuato un discorso di analisi sociale? Oppure il gioco erotico si è articolato aprendo una finestra sulle relazioni saffiche? Quello che è certo, è che si è spezzato quell’incanto metafisico, rassicurante, suggerito dalle opere precedenti. Le figure appaiono sofferenti, contorte, rielaborate in chiave espressionista. Ora, ad essere messa a nudo non è più l’anima della figura ritratta ma la tela, che appare in tutta la sua spoglia ruvidezza, mero supporto di una pittura che si esprime con una libertà orgogliosa, ferma e sicura. I contorni vengono valicati, le linee si frammentano in segni rapidi e profondi, i colori non descrivono più curve voluttuose e sfondi decorativi ma accentuano movimenti e pose precarie. Tutto è ora in movimento, tutto è ora in divenire. E la nostra curiosità intellettuale, che fino a poco fa si compiaceva nel riconoscere i dettagli di un racconto dal tono vivace e malizioso, è chiamata a compiere uno sforzo, nel tentativo di cogliere quella Verità nascosta che Andrea Parma ci sta mostrando.

    ANDREA PARMA
    Nato nel 1973 a Milano, vive e lavora a Cormano (MI). Diplomato in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Brera negli anni ha affiancato all’attività di scenografo una intensa e personale ricerca pittorica, che ha presentato in numerose personali e collettive.
    In particolare, si segnalano:
    2007 – La collettiva presso MAC Marotta / Mondolfo Arte Contemporanea, Villa Valentina, Mondolfo (PU) e “L’invenzione dell’arte”, Complesso Monumentale di Sant’ Agostino, Mondolfo (PU).
    2009 – “The new edge of contemporary art”, Torre Ennagonale, Imperia; Premio Artistico “L’Acqua, la Natura e le Donne,” Fortezza Firmafede, Sarzana (SP); “La fabbrica della cultura con l’upper class”, Forte dei Marmi (LU).
    2010 “Dal diario di un artista vorrei essere…Kandiskij”, Forte dei Marmi (LU); “Il colore senza partito preso” Galleria Arte in Movimento, Sarzana (SP); “Corpi”, Galleria Open Art, Milano.
    Sito personale:
    www.andreaparma.net

    “Tra ieri e domani” – Mostra personale di Andrea Parma
    21 giugno – 2 luglio 2012
    a cura di Emanuela Rindi

    INAUGURAZIONE: giovedì 21 giugno, ore 19.00
    Castelli Gallery
    Via Cerano, 15 – 20144 MILANO
    Orari: Tutti i giorni dalle 7:30 alle 23:30.
    INGRESSO LIBERO
    www.castelligallery.it

    Ufficio Stampa: Rindi Art | [email protected]

  • La Galleria Alter Ego inaugura “Visiografika”, mostra personale della fotografa Katia Mandelli Ghidini

    Domenica 20 maggio 2012, alle ore 18.00, la galleria d’arte Alter Ego di Ponte Tresa inaugurerà “Visiografika”, esposizione personale di Katia Mandelli Ghidini, fotografa svizzera attiva da diversi anni nell’ambito della fotografia di reportage e, ultimamente, impegnata in una ricerca artistica sperimentale di notevole interesse.
    La mostra, a cura di Emanuela Rindi, proporrà al pubblico gli esiti più recenti di un percorso volto ad indagare le potenzialità espressive del mezzo fotografico in chiave astratta, elevando giochi di luce, colori, velature e trasparenze da semplici dettagli del reale a protagonisti indiscussi dell’immagine.
    L’astrattismo di Katia Mandelli Ghidini suggerisce spazi d’atmosfera di un mondo sconosciuto, scenografie intensamente colorate che ridonano alle forme la loro originaria mancanza di chiarezza, lasciando all’osservatore la libertà di attribuire all’opera un significato del tutto personale e soggettivo e trarne una propria soddisfazione, interiore o puramente estetica. Benchè la fotografia sia principalmente riconosciuta come un’arte della realtà, dotata di forza espressiva e specificità teorica proprio in virtù della sua capacità di raffigurare fedelmente il mondo come lo vedono i nostri occhi, si sta affermando con forza sempre maggiore l’idea che quel particolare approccio mentale all’immagine che contraddistingue la pittura astratta possa trovare pari capacità d’espressione, e pari dignità artistica, nella fotografia.
    Convinta della necessità di valorizzare il carattere emozionale dei propri lavori, l’autrice ha intrapreso uno studio attento che l’ha portata ad elaborare un progetto basato sul colore e sulle sue implicazioni simboliche e psicologiche. Ogni singola immagine della sua ricca collezione sembra infatti voler raccontare con trasporto la specificità e l’unicità irripetibile della sua esperienza umana, liberando la sensazione da ogni riferimento spazio/temporale. Sarebbe impossibile, ma soprattutto sarebbe riduttivo, ricondurre l’opera a quel dettaglio del reale da cui ha preso vita. Quel dettaglio si è dissolto per lasciare spazio ad una macchia indistinta, ad una linea, ad una sfumatura: elementi capaci di suggerire sensazioni tattili, difficili da descrivere razionalmente ma riconoscibili istintivamente dalla parte più profonda del nostro spirito.
    Osservando le sue fotografie, la nostra curiosità che non trova facili risposte si adagia piacevolmente sulla delicatezza delle tinte pastello, sulla vivacità delle tonalità sature e sulle linee, talvolta sinuose e sensuali, tracciate su un mistero tanto enigmatico quanto affascinante.
    Il desiderio di riuscire a stabilire con l’osservatore un dialogo, di creare un legame empatico, ha accompagnato Katia in una appassionata ricerca tecnica e creativa che è ormai giunta a piena maturità e di cui, in futuro, sarà interessante seguire gli sviluppi.
    Come sottolinea Walter Ghidini in catalogo: “…nasce così visiografika, necessità interiore di ricerca e di analisi al cui arricchimento l’artista lavora costantemente, ben sapendo di non potervi mai ascrivere la parola fine”.

    Sito personale di Katia Mandelli Ghidini:
    www.visiografika.com

    “Visiografika” – Mostra fotografica personale di Katia Mandelli Ghidini
    Dal 20 maggio al 3 giugno 2012

    Vernissage: DOMENICA 20 maggio 2012, ore 18.00
    Presentazione di Emanuela Rindi

    Galleria d’arte Alter Ego
    Via Lugano 1 – 6988 Ponte Tresa (Svizzera)
    www.alteregogallery.com

    Orari di apertura:
    Da Martedì a Sabato: 11.00-18.00
    Domenica: 10.30-13.00
    Lunedì CHIUSO
    (altri orari su appuntamento)

    Per info e prenotazioni:
    +41(0)793572548 oppure +39 3495259573
    [email protected]

    Ufficio Stampa: Rindi Art
    [email protected]

  • Porto Ceresio inaugura “Il poetico senso della natura”, esposizione dei pittori Bruno Beccaria e Carlo Proverbio.

    Sarà inaugurata sabato 28 aprile, alle 17.00, presso lo spazio polifunzionale della biblioteca comunale di Porto Ceresio, la bipersonale di Bruno Beccaria e Carlo Proverbio, visitabile fino al 6 maggio.
    La mostra, incentrata su due ricerche stilistiche apparentemente distanti, intende portare all’attenzione dello spettatore le differenze, ma anche le analogie, che caratterizzano i percorsi artistici che eleggono la Natura come propria primaria fonte di ispirazione.
    L’Arte è la mediatrice e riconciliatrice di uomo e natura; è dunque il potere di umanizzare la natura, di infondere pensieri, passioni e stati d’animo in tutto ciò che è oggetto di contemplazione. Intesa non come semplice oggetto di osservazione ma come riflesso del trascendente nella realtà concreta, la natura assume la valenza di uno spazio interiore, da indagare soggettivamente. Parlare di Natura, oggi, sembra comportare qualcosa di anacronistico, di superato, di dimenticato; eppure è il nostro spazio vitale e quindi l’entità verso cui, istintivamente, rivolgiamo la nostra attenzione.
    Dalle opere di Carlo Proverbio traspaiono le profonde emozioni create dalle suggestioni dei paesaggi, ed in particolare degli alberi, elementi naturali semplici che diventano poesia, versi mutevoli scanditi dal trascorrere delle stagioni e dai diversi momenti della giornata. Dimostrando un notevole e appassionato sperimentalismo, negli anni si è cimentato con le tecniche più diverse, dal disegno all’acquerello, all’acrilico e all’olio, lavorando per cicli tematici che si sono succeduti con coerenza e naturalezza. Sorretto dalla volontà di portare alla luce esperienze e riflessioni sulla condizione umana, raffigura scene e soggetti di grande armonia e piacevolezza estetica che, ad uno sguardo più attento, talvolta rivelano inquietudini esistenziali, solitudini e silenzi in cui è necessario perdersi per ritrovare se stessi. Nelle opere di Proverbio il tempo è dilatato tanto da apparire quasi assente, tutto appare sospeso in un’atmosfera metafisica che affascina per la sua irrealtà e per la sensazione, che riesce a trasmettere, di valicare i confini della realtà per accedere al mondo dell’Ideale e del Meraviglioso. Di pura fantasia sono i disegni a sanguigna che saranno esposti accanto ai paesaggi; ispirati a raffinate similitudini tra l’uomo e la natura (“Cuore di castagno”, “Smorfia di larice”, “Calma di tiglio”) riprendono un tema caro all’artista, già affrontato negli anni Settanta e Ottanta nel corso del suo periodo “surrealista”: l’antropomorfismo. Fantasia, delicatezza dell’animo e una sottile ironia danno vita a personaggi curiosi e accattivanti, descritti in chiaroscuro con cura e dovizia di particolari, che svelano virtù e sentimenti tipicamente umani. “Il letto di Ulisse”, ispirato al poema omerico, racchiude in sé molti dei temi cari all’artista: il piacere provato al cospetto del corpo femminile e delle forme dell’albero, l’amore, l’inquietudine dell’attesa e il senso di solitudine di chi attende risposte e certezze.
    La ricerca di Bruno Beccaria appare diametralmente opposta: nelle sue ampie tele tutto è un’esuberanza di colori, di gesti, di emozioni non stemperate dal ricordo e dalla loro valutazione razionale. Il disegno scompare per lasciare la materia pittorica libera di esprimersi autonomamente. La scena a cui assistiamo è qui, è ora, e porta con sé sensazioni fisiche, tattili, visive e sonore, perchè la vivacità dei contrasti è tale da riportare alla mente ricordi vividi, come il fruscio dei rami mossi dal vento o dei nostri passi su un sentiero nel bosco. Anche il suo percorso è strettamente legato alla Natura e sarebbe riduttivo inserirlo tra le tante correnti informali e gestuali. Dei suoi inizi figurativi rimangono la grande attenzione per la luce, il senso della prospettiva e della profondità di campo, oltre alla cura per una costruzione compositiva equilibrata; su questi principi Beccaria ha impostato un discorso autonomo e originale focalizzando l’attenzione su un dettaglio, infinitamente piccolo, dello spazio che intendeva rappresentare e intervenendo su di esso con estrema libertà immaginativa. Un filo d’erba, un intreccio di rami o il riflesso di un raggio di sole sul ghiaccio, ma anche il colore dei fiori o delle foglie, diventano così lo spunto per una ricerca che, certamente, è materica e gestuale, ma trae dichiaratamente spunto da uno spazio fisico, conosciuto e amato, non da un’idea o dalla pura sperimentazione tecnica.
    I suoi quadri comunicano un’energia dirompente, in continuo movimento, che porta l’occhio a percorrere una linea leggera tracciata dal pennello, a sostare su un’increspatura di colore, ad accarezzare una stratificazione stesa pazientemente dall’artista, per poi osservare i segni e i graffi scalfiti nell’acrilico ancora fresco.
    Un racconto appassionato, a tratti concitato ma non per questo privo di intensità poetica, della suggestione che la Natura è da sempre capace di esercitare sull’animo umano.

    Bruno Beccaria
    Nato a Varese nel 1961 ebbe in dono il suo primo cavalletto a soli 10 anni. Autodidatta, ama definirsi “Accademico dell’Immaginario”.
    I primi anni presenta opere figurative di stile accademico, soggetti immediati e di facile lettura, ma la risposta che cerca non è ancora arrivata; nel 1984 la svolta decisiva: abbandonato l’accademismo per uno stile unico e personale, decide di esprimere nei dipinti i propri stati d’animo solo con i colori. Nasce così NATURAMOSSA, il progetto di Beccaria che prende a soggetto l’immagine più vitale del paesaggio prealpino in cui l’artista ama perdersi, ovvero l’erba mossa dal vento.
    La sua speranza è che con le grandi tele colorate libere da ogni vincolo e regola pittorica , possa arrivare a tutti l’augurio per un futuro senza confini.
    Numerose le esposizioni personali e collettive.
    Sito personale: www.naturamossa.it

    Carlo Proverbio
    Nato a Cerro Maggiore (Mi) nel 1948, diplomatosi geometra trascorre la vita lavorativa alla “F.Tosi ” di Legnano; dal 1979 risiede ed opera ad Arcisate (VA).
    L’amore e la passione per il disegno e la pittura lo conducono sedicenne ad iscriversi ad un Corso dell’”Accademia Artisti Associati”, diventando poi allievo delle scultore A. Frattini.
    Una delle sue prime realizzazioni è una pala raffigurante la “Crocefissione” per l’altare maggiore della Chiesa dei Frati Cappuccini di Varese.
    Nel suo percorso artistico è protagonista di numerose mostre personali, collettive ed estemporanee.
    Aderisce al gruppo degli Artisti della “Pro Loco Varese” e a quello degli “Artisti del Sacro Monte”, coi quali collabora attivamente.
    Due sono gli esempi di opere pubbliche realizzate: la prima è composta da due pannelli “Crocefissione” e “Cristo in Gloria” eseguita in acrilico, collocata nella cappella ai piedi della salita per la Collegiata di San Vittore ad Arcisate; l’altra, una “Madonna con Bambino” posta in una nicchia sulla parete di una casa all’angolo tra via Verdi e via Matteotti, proprio nel centro di Arcisate.
    Attualmente insegna disegno presso le sedi del S.O.M.S di Brenno Useria e Viggiù.

    “Il poetico senso della natura”
    Mostra di pittura degli artisti Bruno Beccaria e Carlo Proverbio
    a cura di Emanuela Rindi
    Dal 28 aprile al 6 maggio 2012
    INAUGURAZIONE: sabato 28 aprile, ore 17.00

    SALA POLIFUNZIONALE della Biblioteca Comunale
    Piazzale Luraschi – Porto Ceresio (VA)
    Orari:
    SABATO, DOMENICA E 1 MAGGIO: 10.00 – 12.30 / 14.00 – 20.30
    DA LUNEDÌ A VENERDÌ: 14.00 – 20.30

    INGRESSO LIBERO

    Ufficio Stampa: Rindi Art | [email protected]

  • I disturbi dell’alimentazione diventano protagonisti di un evento artistico di grande impatto: a Napoli la performance di Giò Lacedra

    Arriva a Napoli, dopo l’esordio a Milano e le tappe di Cesena e Pescara, la performance-mostra itinerante di Giovanna Lacedra “IO SOTTRAGGO. LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO”.

     

    I disturbi dell’alimentazione diventano protagonisti di un evento artistico di grande impatto che vuole trasformare in arte la patologia del disturbo anoressico-bulimico: dal 14 al 21 aprile alla Galleria LineaDarte Officina Creativa, con il Patrocinio del Comune di Napoli.

     

     

     

     

     

    Napoli, 14 aprile 2012: alle ore 18:00, la galleria LineaDarte Officina Creativa ospiterà “Io sottraggo. La triangolazione cibo-corpo-peso”, una performance-confessional autobiografica, ideata, scritta e agita da Giovanna Lacedra, artista di origine lucana e fiorentina di formazione, che vive e lavora a Milano.

     

    L’evento, curato da Grace Zanotto, con video-sonorizzazione di Giuseppe Fiori, mette in scena, nello spazio creativo-distruttivo-creativo-rigenerativo di venti minuti, i rituali ossessivi-compulsivi che normalmente vengono consumati in segreto da chi sviluppa una patologia del comportamento alimentare, svelandone  ogni crudezza.
    “E’ un atto performativo caustico, autentico, catartico e sensibilizzatore – afferma l’artista – in cui è il corpo stesso a confessare la verità che è dentro tutto il cibo divorato e rifiutato. La verità che è dentro tutto il nutrimento sottratto e vomitato. La vera patologia è la piaga del disamore. La corrosione del contatto. La voragine di una mancanza. L’incolmabile precipizio dentro il cuore e nello stomaco. Perché nei disturbi del comportamento alimentare non è l’appetito a essere disturbato, ma l’anima, l’emotività, il vuoto affettivo, la relazione”.

     

    Giovanna Lacedra ha deciso di prendere tra le mani la materia informe della propria sofferenza per trasformare in arte la patologia del disturbo anoressico-bulimico e per sensibilizzare le coscienze verso un disagio troppe volte sottovalutato o, peggio ancora, tenuto nascosto.

    E così, può capitare che una donna, artigliando nelle sabbie mobili della propria fragilità, si ritrovi sotto le unghie briciole di coraggio. Un coraggio inaspettato ma utile per gridare il proprio dolore, il proprio disagio, la propria fame. Può capitare che una donna, confessando se stessa, con la parola, con l’azione, con il corpo, riesca a prestare la propria voce, la propria rabbia e la propria speranza a milioni di altre donne che invece tacciono. Per paura o per vergogna. O per non disturbare. Perché a tutt’oggi, scandalosamente, i disturbi del comportamento alimentare sono ancora sottovalutati, superficializzati, e ignobilmente derisi. Patologie che uccidono, sono lette come capricci.

     

    Una mostra in cui nulla più si nasconde, e ogni crudezza si svela: a integrare le tematiche affrontate dalla performance, una sequenza di foto-reportage che hanno catturato dettagli di un corpo in spigoloso dissolvimento e le intime pagine dei diari scritti nei mesi più deliranti della patologia.

     

    Trasformare in arte la patologia.

    Fare in modo che il corpo, da anni ostaggio di rituali ossessivi, da anni contenitore di vuoti affettivi, di assenze e di mancanze, da anni vittima e carnefice di se stesso, diventi racconto espressivo e creativo di una tra le più paradossali malattie: il disturbo anoressico-bulimico.

    Mangiare niente come mangiare tutto. Svuotarsi come ingombrarsi.

    Mettere dentro il mondo intero, o il mondo intero rifiutare.

    Sbranare pulsionalmente l’amore che non si ha. O scegliere stoicamente la rinuncia.

    Controllare il corpo per illudersi di controllare la vita intera.

    Operare calcoli minuziosi, e istituire una vera e propria aritmetica del desiderio.

    Sottrarsi chili per sottrarsi ai desideri. Scarnificarsi e rischiare la vita, pur di rendersi visibili. Fingersi inarrivabili, perché il contatto è già una ferita.

    Non ho bisogno di niente. Non ho bisogno di cibo. Non ho bisogno di te

     

    IO SOTTRAGGO. LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO.

    IO SOTTRAGGO è atto performativo caustico, autentico, catartico e sensibilizzatore. Un atto in cui è il corpo stesso a confessare la verità che è dentro tutto il cibo divorato e rifiutato.

    La verità che è dentro tutto il nutrimento sottratto e vomitato.

    La vera patologia: la piaga del disamore.

    La corrosione del contatto. La voragine di una mancanza. Incolmabile precipizio dentro al cuore e nello stomaco. Perché nei disturbi del comportamento alimentare non è l’appetito a essere disturbato, ma l’anima, l’emotività, il vuoto affettivo, la relazione.

    Anoressia, Bulimia, Bing Eating, Obesità. Malattie della nutrizione. Malattie dell’amore.

    Perché il nutrimento cui si anela, quello stesso nutrimento che si teme, e che spinge a divorare bestialmente tutto e più di tutto, cibo cotto, cibo crudo, perfino cibo congelato, prima dolce e poi salato… quel nutrimento, non sarà mai cibo. Mai.

    Inutili orge alimentari si alternano a digiuni ascetici: corse al massacro, per il corpo e per l’anima, schiaccianti quanto vacue al fine di anestetizzare una fame insaziabile. Un flusso di vacuità non arginabile.  Perché è l’amore il nutrimento primario che chiamiamo all’appello, con un grido che dalle fauci si perde in corridoi infiniti, e senza ascolto. E’ l’amore, e non il cibo, il nutrimento che ci affama.

    Il cibo non è che una dipendenza e un’astinenza. È il sintomo di una patologia.

    Ma la verità è altrove: è nel bisogno di non aver bisogno. È nell’inesauribile fame di tutto. È in quell’anoressia che nel tempo massimo di un infinitesimo, si trasforma in bulimia, Perché la bulimia, in realtà, è sempre stata lì appostata, ad aspettare il momento della resa. La bulimia in realtà è quel mostro che brama e trama dietro le quinte dell’anoressia.

     

     

     

     

    Foto di Massimo Prizzon

    http://img713.imageshack.us/img713/9536/giovannalacedraiosottra.png

     

     

     

     

     

     

    Dai diari in mostra:

     

    14 Maggio  2005

    “Voglio diventare la trama di me stessa. Devo diventare quello che c’è sotto.

    Si può incontrare la verità delle cose… quando si impara a levare il superfluo.

     

     

    4 Luglio 2005

    “Lasciarsi morire di fame. Sottrarsi al mondo.

     Farlo con coscienza. Sceglierlo, ogni giorno, con vocazione.

    Oggi: 475 Kilocalorie.”

     

    22 Luglio 2005

    “ Ore 9.00: Kg 40.8. Anche dopo i dieci vasetti di yogurt ingurgitati, il  mio peso è rimasto invariato. Ho paura del tempo, soprattutto quando non scorre. Devo pianificarlo. Devo controllarlo. Ore 18.00: Kg 40.7”

     

     

     

    28 Luglio 2005

    “Sento il cuore rallentare… freddo e formiche tra le costole…sento la mia bradicardia…il formicolio nella testa… le gambe di gesso… la vita che si slaccia da me…”

     

     

     

    SCHEDA TECNICA


     

    IO SOTTRAGGO.

    LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO

    di Giovanna Lacedra

    a cura di Grace Zanotto

     

    Galleria LineaDarte Officina Creativa

    Via Domenico Soriano 34 –Napoli

     

    con il Patrocinio del Comune di Napoli

     

    Live performance: sabato 14 aprile 2012, ore 18.00

    Mostra diari, foto e video: dal 14 al 21 aprile – dalle 16.00 alle 19.00

    Ingresso libero

     

    Infoline: 081 5494271

    www.lineadarte-officinacreativa.org

    [email protected]

    [email protected]

     

     

  • Il tuo compleanno in mezzo all’arte

    Dal 1 gennaio la nuova promozione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, “L’Arte ti fa gli auguri”, che per il 2012 offrirà a tutti cittadini dell’Unione Europea un ingresso gratuito in qualunque luogo dell’arte statale, nel giorno del loro compleanno.

    Un regalo che il MiBAC (Ministero dei beni artistici e culturali*) intende offrire quale invito a trascorrere una giornata di festa alla scoperta del nostro ineguagliabile patrimonio culturale.

    La promozione rientra nel quadro delle iniziative messe in campo per celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, con la consapevolezza che il nostro patrimonio culturale sia un forte collante nazionale e motivo di orgoglio patriottico.

    “L’Arte ti fa gli auguri” rappresenta la prima iniziativa del MiBAC per il 2012.

    Trascorri il tuo compleanno tra musei e i luoghi culturali di Roma, prenota subito sul nostro sito le migliori tariffe per il 2012.

    ———

    *
    Il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali fu istituito da Giovanni Spadolini, (con decreto-legge 14 dicembre 1974, n. 657, convertito nella legge 29 gennaio 1975, n. 5 – G.U. 14 febbraio 1975, n. 43), con il compito di affidare unitariamente alla specifica competenza di un Ministero appositamente costituito la gestione del patrimonio culturale e dell’ambiente al fine di assicurare l’organica tutela di interesse di estrema rilevanza sul piano interno e nazionale. (Organizzazione del Ministero per i beni culturali e ambientali con decreto del Presidente della Repubblica n. 805 del 3 dicembre 1975).

  • Mostra di oggetti da design a Milano

    In mostra “L’Oggetto Ritrovato” a cura di Cristina Gilda Artese e di Annalisa Rosso. Tema portante e unificatore delle opere d’arte e degli oggetti di design esposti nella mostra “L’Oggetto ritrovato” è la materia, non solo quella che compone le opere, quanto piuttosto quella che le genera, il magma creativo che, plasmato dagli artisti, acquista nuova vita e nuovi significati poetici ed estetici. La materia trasformabile, viva, base creativa imprescindibile viene rielaborata dagli artisti nelle opere in mostra ai fini della narrazione di una storia: si realizza così quella condizione unica per cui l’opera d’arte non è solo il frutto della volontà, delle possibili ragioni, delle peculiarità dell’artista e delle condizioni della materia, ma esprime un incontro sensoriale tra i creativi e le cose. Le potenti installazioni metalliche di Anna Turina, dalla forte componente materica, si sono piegate al tema del ciclo e del riciclo vitale con Librisca, una scultura/libreria suggestiva realizzata con oggetti di recupero. Arianna Carossa, capace di creare con pochi elementi grezzi interi universi di significato, rielabora l’impatto della sua opera in chiave di rinascita. È così che un libro consumato lancia il monito “è ora di leggere” diventando un orologio da tavolo, una vecchia sedia si trasforma nel “Bianconiglio” di Emanuela Bartolotti materializzandosi direttamente dalla fiaba di Alice nel Paese delle Meraviglie, un vecchio aspirapolvere prende nuova vita in light gadget aziendale perché “un Folletto è per sempre” e ancora vecchie poltrone diventano i tributi di Florencía Martínez a due donne speciali, la poetessa Amelia Rosselli e Ada Pivi, designer di tessuti.

    Una mostra diversa ed interessante per i curiosi e gli appassionati, nell’area Ex Ansaldo, in Via Tortona 58 a Milano (INGRESSO LIBERO)

  • Vedano Olona inaugura l’esposizione “Regine ed Eroine dʼAfrica”, una mostra storica che ripercorre la storia africana attraverso le esperienze delle sue protagoniste.

    A Vedano Olona, dal 17 al 24 marzo, sarà possibile visitare per la prima volta la mostra itinerante “Regine ed Eroine dʼAfrica. Un percorso nella storia dʼAfrica attraverso le sue grandi Regine ed Eroine”, promossa dall’Associazione “Solidarité Nord-Sud” ONLUS con l’intento di divulgare la conoscenza della storia, ancora poco nota, del continente africano.
    E’ la prima mostra in Italia a percorrere la storia d’Africa con un taglio del tutto particolare, ossia attraverso le sue grandi figure femminili a cominciare dalla Grande Madre di tutto l’Universo fino alle grandi Regine che hanno fatto la storia del Continente per secoli, alle grandi combattenti contro lo schiavismo prima e contro l’occupazione coloniale poi, fino alle Donne dei nostri giorni.
    E’ una riflessione sulla necessità di un approccio diverso alla storia dell’Africa ed alla sua cultura, lontano da stereotipi più o meno imposti che ne rimandano un’immagine immobile e immutabile da cui poter attingere risorse all’infinito.
    L’Africa è un grande continente ricco di cultura degno di essere considerato con pari dignità nel novero delle componenti del nostro pianeta ed anzi, forse, capace di indicarci – di nuovo – la strada per uno sviluppo più equilibrato, pacifico e non autolesionista del Pianeta Terra di cui – come disse e dimostrò un grande africano – fa parte una sola razza: la razza umana.

    La mostra è proposta dall’Associazione “Solidarité Nord-Sud” ONLUS che ha come obiettivo prioritario quello di far conoscere la cultura e la storia d’Africa quale strumento di relazione tra i popoli per superare ogni barriera in un alveo interculturale e di solidarietà. L’Associazione, a tal fine, lavora in partnariato con studiosi africani di lingua francese e, tra questi, il gruppo che ha portato alla ribalta le Regine ed Eroine d’Africa in altri paesi europei (il libro “Reines et Heroines dʼAfrique” ed il magazine RHA-Magazine).
    L’Associazione ha in cantiere anche una mostra sulla storia e cultura del Mali con particolare riguardo al popolo Dogon. Essa infatti opera anche in Mali dove sostiene e realizza alcuni progetti di sviluppo sostenibile. Tra questi il progetto di formazione ed inserimento lavorativo rivolto a dieci ragazze-madri per la realizzazione di un atelier del pagne (cotone).
    Il ricavato della vendita del libro “Regine ed Eroine dʼAfrica. Un percorso nella storia dʼAfrica attraverso le sue grandi Regine ed Eroine” andrà a sostegno di questo specifico progetto.

    Associazione “Solidarité Nord-Sud” ONLUS
    www.solidaritenordsud.net
    [email protected]

    “Regine ed Eroine dʼAfrica. Un percorso nella storia dʼAfrica attraverso le sue grandi Regine ed Eroine” – Mostra storica
    17 – 24 marzo 2012
    a cura dell’Associazione Solidarité Nord-Sud Onlus
    con il Patrocinio del Comune di Vedano Olona (VA)

    Programma:
    – SERATA DI PRESENTAZIONE con aperitivo etnico: sabato 17 marzo, ore 19.00
    Villa Monetti – Via 1 Maggio, 42 Vedano Olona
    – INAUGURAZIONE: domenica 18 marzo, ore 11.00
    Villa Fara Forni – Via Fara Forni, 1 – Vedano Olona
    -FINISSAGE con la “Serata del racconto”: sabato 24 marzo, ore 21.00
    Villa Aliverti – Piazzetta della Pace – Vedano Olona

    Orari:
    Sabato e Domenica 11.00-12.30; 15.00-18.00
    Da Lunedì a Venerdì 15.00-18.00 (Martedì 20 anche 10.00-12.00)
    INGRESSO LIBERO

    Ufficio Stampa: Rindi Art | [email protected]

    Si ringrazia il Gruppo “Senza Frontiere” per la preziosa collaborazione.

  • L’Hotel Savona si veste di rock

    Ad Alba, la sregolatezza artistica del rock fotografico si sposa con l’eleganza del Hotel Savona

    Alba, 8 marzo 2012 – Musica e fotografia protagoniste ad Alba: il 15 marzo 2012 l’Hotel Savona sarà punto di riferimento fondamentale per quanti arriveranno in città in occasione della mostra fotografica di Gered Mankowitz dedicata a Jimmy Handrix e dell’elettrizzante concerto rock degli Slow Feet. Grazie all’ospitalità dell’Hotel Savona, albergo di punta della città, il soggiorno degli appassionati provenienti da lontano sarà più piacevole e confortevole.

    La mostra fotografica “The Experience”, organizzata dalla Wall of sound Gallery di Guido Harari, ha come scopo quello di far rivivere attraverso le sue immagini i momenti della vita del cantante, scatti che per una serata riporteranno in dietro nel tempo tutti gli spettatori.

    A seguire, presso il Teatro Sociale G. Busca di Alba, un incontro-proiezione con il direttore della galleria Guido Harari e l’autore Gered Mankowitz introdurrà il concerto degli Slow Feet : cinquant’anni di musica rock, per chiudere in bellezza la serata.

    Tutti i visitatori che arriveranno da lontano, troveranno ad Alba l’elegante e confortevole ospitalità dell’Hotel Savona ad aspettarli.

    L’Hotel Savona, posizionato nel centro storico di Alba, vanta una lunga tradizione tra gli alberghi della città, l’atmosfera amichevole e l’attenzione al cliente sono due tra gli elementi distintivi dell’albergo: gli impeccabili servizi e la personale attenzione al dettaglio metteranno a proprio agio gli ospiti, rendendo così il loro soggiorno indimenticabile.

    L’Hotel Savona appartiene al gruppo Mythos Hotels, che annovera tra le sue strutture lo storico Grand Hotel Savoia di Cortina d’Ampezzo, il Concordia Parc Hotel di Cortina, l’Hotel Chalet al Lago, di San Vito di Cadore, l’Hotel President di Mestre, il ristorante Il Cavaliere di Paderno Dugnano e il ristorante Villa Magnolia Galbiati, a Garbagnate Milanese.

    Per informazioni e prenotazioni:
    Hotel Savona, Gruppo Mythos Hotels – Via Roma, 1 – 12051 Alba (CN)
    Tel. +39 0173 440440 – Fax +39 0173 364312
    E-mail [email protected]
    www.hotelsavona.com

    Ufficio Stampa: IMAGINE Communication
    Via G. Barzellotti 9/9b – 00136 Roma – Tel. (+39) 06.39750290 – www.imaginecommunication.eu
    Silvia Alesi [email protected]

    Per immagini in alta risoluzione e altre informazioni è disponibile la sala stampa online:
    http://www.imaginecommunication.eu/it/sala-stampa/

  • Tela – Bisturi – Ago e Filo

    Siamo orgogliosi e soprattutto curiosi. Un artista ed un chirurgo plastico riuniti nella stessa persona. Massimo Soresina.

    Sergeant Pepper’s
    Via Vetere 9, Milano
    26 Febbraio-11 Marzo
    Opening Domenica 26 Febbraio 2012
    dalle 19:00

    “Vivo e lavoro a Milano come Medico-Chirurgo Specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica.

    Qualche anno fa, ho cominciato a dipingere le mie tele ispirandomi ai pittori Spazialisti ed in particolare ai famosi tagli di Lucio Fontana.

    L’idea è stata quella di trasporre sulla tela quello che faccio quotidianamente come chirurgo, e cioè ricucire una ferita, un taglio. Ho considerato la tela del quadro esattamente come la cute dell’uomo. Ho iniziato allora ad inciderla utilizzando il bisturi ed a ricucire i tagli utilizzando lo stesso materiale di sutura (ago e filo) e gli stessi strumenti chirurgici (portaghi, pinza e forbice) che uso quotidianamente in sala operatoria.

    Il semplice taglio e sutura poi, nel tempo, si è evoluto: le tele hanno assunto nuove forme (sia bidimensionali che tridimensionali) e nuovi modi di esprimersi, grazie anche ai giochi di luci ed ombre che vengono a crearsi a seconda delle diverse ore del giorno e dell’illuminazione naturale o artificiale di una stanza.

    Il mio percorso artistico allora valuta la capacità intrinseca di ciascuna tela di dare vita a queste nuove forme di espressione che, in teoria, sono infinite.”

    A cura di Linda Ferrari

  • Tarquinia porta gli “Etruschi in Europa”

    Le tombe dipinte della necropoli Monterozzi, dichiarata dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità, approdano a Stoccolma. Dall’11 febbraio al 2 settembre il Medehavsmuseet, uno dei più prestigiosi musei della capitale svedese, ospiterà il terzo appuntamento con la mostra multimediale itinerante “Etruschi in Europa”. Ideata e realizzata dall’associazione Historia, con la collaborazione dell’unità di ricerca 3DOM della Fondazione Bruno Kessler e il sostegno di importanti enti tra cui il Comune di Tarquinia, l’esposizione è uno straordinario viaggio alla scoperta degli Etruschi. Il percorso si articola in sei sale, in cui monitor e schermi raccontano il mondo di questo antico popolo con spettacolari filmati e animazioni in due e tre dimensioni. All’interno della mostra una grande postazione consente di passeggiare alla scoperta della necropoli di Monterozzi. Visibile su uno schermo a grandezza quasi naturale, l’applicazione è una realizzazione multimediale basata su immagini panoramiche, che permettono di avere una visione complessiva del sito archeologico e di accedere alle tombe, per essere a faccia a faccia con i meravigliosi dipinti. «“Etruschi in Europa” rappresenta un’eccezionale vetrina promozionale per la città. – afferma l’assessore al Turismo Sandro Celli – Un evento di altissimo profilo culturale che unisce le più avanzate tecnologie della realtà virtuale all’indagine archeologica, per un’esperienza veramente unica». L’iniziativa ha ottenuto uno straordinario successo di pubblico sia a Bruxelles, con oltre 25 mila visitatori in sei mesi, sia a Trento, dove si è conclusa da poche settimane. Per avere maggiori informazioni si può consultare il sito www.medelhavsmuseet.se

  • La Castelli Gallery di Milano inaugura “ombrebianche/animerosse”. Per la prima volta in mostra le fotografie di Federica Brunini.

    Saper raccontare è un’arte che richiede uno spiccato senso critico, capacità di analisi, sensibilità e fantasia, ma anche e soprattutto il piacere di ricreare e condividere le emozioni che una determinata esperienza ha impresso sul nostro spirito. E’ indubbiamente uno spirito libero e curioso quello che anima Federica Brunini, giornalista e scrittrice di successo, che da anni si occupa di viaggi, costume e tendenze, alla ricerca di personaggi, storie e luoghi da vivere e raccontare. Vivace e instancabile globe-trotter, convinta che il confronto con l’ignoto sia la più preziosa delle opportunità per comprendere tanto il mondo esterno quanto la parte più profonda di noi stessi, ha trasformato il viaggio in una predisposizione d’animo costante, in uno stile di vita guidato dal desiderio di svelare le apparenze, di sovvertire verità consolidate, di riconoscere l’incanto e la poesia anche nel quotidiano. La scrittura e la fotografia consentono all’autrice di trattenere le impressioni e di rielaborarle, razionalmente, in un secondo momento. Come ogni buon narratore, ha il talento di saper delineare con pochi tratti incisivi personaggi e atmosfere lasciando tuttavia un certo margine di indefinitezza, in grado di esaltarne il fascino e il mistero.
    Le fotografie selezionate per ombrebianche/animerosse rivelano un carattere introspettivo, un percorso di ricerca interiore che trae forza dal dialogo tra entità bipolari, realtà opposte ma mai antagoniste. Il titolo stesso, con la sua delicata e poetica ironia, invita a partecipare alla definizione di una dimensione nuova, complessa e articolata, che è possibile comprendere solo seguendo il suggerimento dell’autrice: procedendo per antinomie. Ecco allora affiorare alla nostra coscienza concetti ed emozioni legati all’anima, all’essenza che rende unica ciascuna persona, in contrapposizione all’ombra, che in termini fisici potremmo identificare come la parte meno caratterizzante dell’individuo. Il condizionale è d’obbligo, perché nulla esclude che si possa valutare la contrapposizione sul piano morale, attribuendo all’ombra un significato negativo. Da qui prende il via un gioco intellettuale ed emozionale che ci conduce ad osservare le opere ora singolarmente, ora accostate l’una all’altra, alla ricerca di quelle risposte che possano soddisfare i dubbi che sorgono progressivamente, e ad approfondire le nostre riflessioni su diversi piani di lettura. Il contrasto acceso dei colori, il bianco e il rosso che dominano contrastandosi, lascia affiorare in noi sensazioni legate ad esperienze passate, mentre i soggetti ritratti sembrano rivolgersi alla nostra razionalità.
    Le fotografie sui toni del bianco raffigurano personaggi calati in ariosi e candidi paesaggi innevati. Sono immagini silenziose, di un lirismo delicato eppure intenso, che trasmettono un senso di pace ma anche di inquietudine. La morbidezza della sfocatura, che intenzionalmente ci impedisce di riconoscere luoghi e volti, sembra relegare la scena in un tempo remoto, nell’ambito del ricordo, in cui tutto appare indefinito e ovattato.
    Anche nelle fotografie giocate sui toni del rosso il tempo è dilatato tanto da apparire quasi assente, ma lo spazio è definito con precisione e la realtà ci colpisce proprio per la sua vivacità. L’occhio si sofferma sui dettagli, indugia sulle superfici, cerca gli elementi di maggiore interesse per identificare e comprendere la scena che ci si presenta. Federica Brunini ci svela scene d’interno che racchiudono un racconto o, meglio, cattura la nostra attenzione mostrandoci il fotogramma di una vicenda che si svolge sulle note dell’incanto e della seduzione. Una giovane donna dai tratti nordici ci osserva, e si lascia osservare, consapevole del proprio fascino. Si mostra e si nega, lasciandoci nel dubbio e nell’incertezza ma inevitabilmente soggiogati dall’atmosfera intima e avvolgente: gli ampi tatuaggi sulla pelle chiara, la linea armoniosa del suo profilo, il foulard rosso che le trattiene i capelli biondi e la scarpetta d’oro languidamente abbandonata sul tappeto rivelano la fascinazione provata dall’autrice. Una fascinazione che, ora, ha conquistato anche noi.

    FEDERICA BRUNINI. Appassionata di viaggi e socio-antropologia, lavora come giornalista per il settimanale Diva & Donna e ha scritto sulle pagine de L’Espresso, de Il Corriere della Sera, Vanity Fair, Traveller, Glamour, Gulliver. Per Diva & Donna ha monitorato le vicende dei reali d¹Inghilterra, finendo per appassionarsi. In particolare, ha seguito giorno per giorno la Kateide, la storia di Kate Middleton, futura regina borghese del Regno Unito, che le ha ispirato il romanzo Sarò Regina. La vita di Kate Middleton come me l’ha raccontata lei (Sonzogno).
    Globe-trotter instancabile, ha vinto il Premio Neos Giovani come miglior giornalista di viaggi in Italia under 35 e ha pubblicato i libri Il manuale della viaggiatrice, Il piccolo libro verde del viaggio e Travel Therapy – Il viaggio giusto al momento giusto (Morellini).
    Parallelamente, ha avviato una proficua carriera di fotografa, studiando negli Usa con professionisti del calibro di Jay Maisel e Joe McNally. In Italia, ha collaborato con il fotografo statunitense Bob Sacha realizzando il reportage Kitchen Stories. Sue fotografie sono apparse su Glamour, L’Espresso, Diva e Donna, Profili dell’Est.
    Sito personale: www.federicabrunini.com

    “ombrebianche/animerosse” – Mostra fotografica di Federica Brunini
    8 – 28 febbraio 2012
    a cura di Emanuela Rindi
    INAUGURAZIONE: mercoledì 8 febbraio, ore 19.00
    Castelli Gallery
    Via Cerano, 15 – 20144 MILANO
    Orari: Tutti i giorni dalle 7:30 alle 23:45.
    INGRESSO LIBERO
    www.castelligallery.it

    Ufficio Stampa: Rindi Art | [email protected]

  • La Castelli Gallery inaugura “anomaliAmilano”, all’insegna dell’ironia surreale di Simone Berrini

    Sarà inaugurata giovedì 22 dicembre, alle ore 19.00, presso la Castelli Gallery di Milano, la prossima personale di Simone Berrini, giovane artista varesino che ha già ottenuto numerosi e prestigiosi riconoscimenti sia in Italia che all’estero. Pittore, grafico e musicista, negli anni Berrini ha definito e condotto un’originale ricerca artistica capace di declinarsi in espressioni creative differenti, strette fra loro da un dialogo serrato eppure sorprendentemente autonome. Sin dagli esordi, legati all’ambito fumettistico, ha sviluppato i temi e gli elementi stilistici che oggi contraddistinguono i suoi dipinti: il gusto per la caratterizzazione dei personaggi, l’accuratezza formale, la ricerca di un equilibrio armonico all’interno della composizione e, soprattutto, l’analisi dei comportamenti umani, osservati con ironia e disincanto.
    “anomaliAmilano” presenta una selezione delle opere dedicate agli “anomàli”, animali umanizzati che assumono su di sé vizi, abitudini, mode e atteggiamenti dell’uomo contemporaneo, mostrandone la debolezza e le contraddizioni. Lo fanno con quella leggerezza, ma anche con quella lucidità, che solo un umorismo intelligente e sottile è in grado di suggerire. Le immagini di Simone Berrini vivono di analogie, parallelismi e rimandi simbolici; destabilizzando l’osservatore con accostamenti apparentemente privi di logica, invitano a riflettere sui motivi (forse non del tutto consapevoli) che hanno guidato le scelte dell’autore, alla ricerca di verità nascoste o, almeno, delle cause che hanno portato ad una situazione così paradossale. I dipinti trasmettono infatti la sensazione di essere dei “fotogrammi” di un racconto, l’istantanea di una realtà che, per quanto immaginaria, è governata da leggi e dinamiche proprie.
    Nel mondo surreale di Berrini è possibile incontrare un canguro in ciabatte, un dalmata con la cravatta, un gorilla con la giacca di pelle, un pesce che fuma, una capra di montagna col piercing, una scimmia con la maglia dei giocatori di basket o una coccinella coi tacchi a spillo; personaggi posti rigorosamente al centro della scena, fissi o in movimento in uno spazio indefinito, bidimensionale, prevalentemente caratterizzato da un motivo ornamentale che si ripete sempre identico a sé stesso, in modo da offrire un fondo neutro che non sottragga al soggetto la sua forza espressiva.
    I dipinti sono privi di una connotazione spaziale ma non del dato temporale: proprio perchè legati alla moda, i personaggi dichiarano apertamente la propria contemporaneità. Sono qui, di fronte a noi, e ci osservano al di là dello specchio. Chissà se stanno ridendo di noi e delle nostre inutili manie, se nei loro occhi sta passando un’ombra di rimprovero o se ci stanno chiedendo spiegazioni. Chissà. Forse stanno semplicemente pensando che, tutto sommato, non era poi così divertente indossare i nostri panni.

    Simone Berrini, nato nel 1977 ad Angera, sul Lago Maggiore.
    Nel 1996 si diploma presso il Liceo Artistico “Frattini” di Varese, e nel 2002 si laurea all’Accademia di Belle Arti di Brera con votazione 110/110 con lode, in seguito ad aver discusso la tesi dal titolo “Andrea Pazienza: sfondamentalismi” (della quale una parte verrà pubblicata sulla rivista di arte moderna NUOVA META). Nel febbraio 2008 supera gli esami d’ammissione per il Master di Light Designer presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, entrando così a far parte del progetto Quadro di Alta Formazione Integrata “L’opera, il museo, la città”, che porta a termine con votazione 110/110.

    Conosce Enrico Baj e frequentando il suo studio di Vergiate, acquisisce un modo nuovo di vedere la vita con quell’ironia pungente che si riflette con tutto l’impeto nell’opera d’Arte.
    A partire dal 1994 numerose esposizioni collettive, a cui seguono dal 1998 significative personali, che presentano al pubblico le sperimentazioni che comprendono opere oltre che pittoriche anche di scultura, fotografia e performance.
    Nel 2004 prende parte con la creazione di una “art card” ad esposizione presso lo “Sharjah Art Museum” negli Emirati Arabi Uniti.
    Per tre volte (nelle edizioni 2001, 2005 e 2006) il suo nome rientra tra quelli selezionati in occasione del “Premio Ghiggini Arte” indetto dalla prestigiosa galleria omonima sita in Varese.
    Nel 2009 inizia la collaborazione con la rinomata galleria d’arte newyorkese AGORA GALLERY sita nel quartiere di Chelsea nel cuore di Manhattan. In questa occasione si trasferisce per qualche tempo a New York partecipando nel mese di dicembre all’esposizione “THE ODYSSEY WITHIN” presso la galleria.
    Il 2010 si apre con la partecipazione di quattro lavori recenti sempre realizzati su pannelli di policarbonato e presentati dalla Galleria Poliedro di Trieste all’“ANTIK & KUNST”, l’Arte Fiera di Sindelfingen nei pressi di Stoccarda. A settembre torna in Germania con sette nuovi lavori della serie anomàli esposti presso la Galerie in Zentrum di Stoccarda.
    Diverse sue opere fanno parte di collezioni private in Italia, Svizzera, Inghilterra, Spagna, Giappone.
    Sito personale:
    www.anomalibestiali.com

    “anomaliAmilano” – Mostra personale di Simone Berrini
    Dal 22 dicembre al 10 gennaio 2012
    a cura di Emanuela Rindi

    INAUGURAZIONE: giovedì 22 dicembre, ore 19.00

    Castelli Gallery
    Via Cerano, 15 – 20144 MILANO
    Orari:
    Tutti i giorni dalle 7:30 alle 23:45.
    CHIUSURA: 25-26 dicembre 2011; 1 gennaio 2012.

    INGRESSO LIBERO
    www.castelligallery.it

    Ufficio Stampa: Rindi Art
    [email protected]

  • Nelle Sale Duca di Montalto del Palazzo Reale a Palermo Il muro ha un suono

    È una mostra da vedere e ascoltare quella che, dal 14 gennaio al 3 febbraio 2012, il Palazzo Reale di Palermo, sede del Parlamento Siciliano, dedica a BIOS Vincent, giovane artista trapanese che vive e lavora tra la Cina e l’Italia. Il muro ha un suono, a cura di Martina Cavallarin, è la prima personale dell’artista a Palermo, atteso ritorno nella terra d’origine dopo le recenti esperienze artistiche in Cina, a Boston e a Berlino.

     

    BIOS costruisce per gli spazi del Palazzo Reale un percorso del tutto inusuale, che si snoda dal piano inferiore, in cui si è accolti dai video con i gli atti performativi dell’artista, fino alla sala centrale del piano superiore, dove una labirintica installazione composta da oltre 40 opere di grandi dimensioni avvolge il visitatore in spire materiche dalle forti cromie che prendono il sopravvento e conducono alla grande parete di fondo interamente coperta da un lavoro di notevoli dimensioni emozionali.

     

     

    Di fronte ai pannelli cosparsi di cemento o lasciati quasi a vivo, perforati da proiettili di vari calibri, Magnum, piombini, Lupara, e alle installazioni a parete con numeri, parole, lettere, segni violentati dall’uso determinato e mirato di armi da fuoco, ci si lascia trasportare dall’eco del sibilo lacerante e invisibile di uno sparo, di risposte mai date, di doni inaspettati, di una speranza disillusa o di un ricordo cancellato.

     

    BIOS guarda il mondo dal buco inflitto dai proiettili sulle sue superfici trattate e la sua arte appare da autodidatta, ma è mutuata invece da un preciso percorso culturale, da codici antichi come la grafica o la letteratura medievale, le incisioni, l’arte sacra e un immaginario visionario – afferma la curatrice della mostra Martina Cavallarin.

     

    BIOS ha una ricerca personale che indaga nella dimensione del sociale concentrandosi su temi spigolosi come l’aborto, l’ecologia, le sopraffazioni, la violenza, le barriere fisiche e mentali, attraverso un’arte che si avvale di performance – in cui i cacciatori sparano virtualmente sulla preda, metafora per eccellenza, o in cui l’artista impersona i “pinocchio” e ne simula crocefissioni – e di installazioni a parete, quadri che si fanno scultura nell’accogliere gettate di colore, scarnificazioni, oggetti circondati da numeri che sono un logo –  come il 194, cifra che evoca la legge sull’aborto – o parole, lettere, scritte.

     

    “Quelli di Vincent sono i muri della vita che raccontano la storia degli uomini che l’hanno vissuta. – scrive l’architetto Michele Premoli Silva che ha realizzato il progetto espositivo – Muri che, come quelli delle case nei luoghi di combattimento o di conflitto, segnati dalle raffiche dei proiettili che vi hanno inciso il loro alfabeto, restano lì a ricordare che tra quel muro e chi sparava probabilmente sono state interrotte delle vite. BIOS ha scelto di raccontare la vita del Mondo attraverso il muro”.

     

    La mostra è patrocinata dalla Regione Sicilia, dall’Assemblea della Regione Siciliana e dalla Fondazione Federico II, e promossa dall’Associazione Sicilia Promotion, con il contributo di Galleria Affiche Milano e Galleria 71 Palermo. Sponsor d’eccezione URSA Italia SrL.

     

     

    BIOS Vincent

    è nato a Erice, Trapani, il 24.11.1976

     

    Installazioni di grande formato a parete e mixed media sono le tecniche utilizzate nella sua ricerca, che si focalizza sulla dimensione del sociale, su temi spigolosi come l’aborto, l’ecologia, le sopraffazioni, la violenza, le barriere fisiche, mentali e la memoria sorda e necessaria. Al momento è impegnato nel processo di installazioni ambientali nelle quali è previsto l’utilizzo di sorgenti di energia rinnovabile. Dal 2000 il suo lavoro è stato presentato in varie mostre collettive e personali in Italia e all’estero.

    Vive e lavora tra Milano e la Cina e collabora con diversi studi di Architettura nello sviluppo di progetti tra arte e architettura.

     

     

    SCHEDA INFORMATIVA

     

     

    BIOS Vincent | Il muro ha un suono
    a cura di Martina Cavallarin

     

    dal 14 gennaio al 3 febbraio 2012

    inaugurazione 13 gennaio 2012 ore 19:00

    Palazzo Reale, Sale Duca di Montalto

    Piazza Indipendenza, 1 – 90129 Palermo

     

    Con il patrocinio di:

    Regione Sicilia | Assemblea della Regione Siciliana | Fondazione Federico II

     

    Sponsor:

    URSA Italia Srl

     

    Con il contributo di: Galleria Affiche – Milano | Galleria 71 – Palermo

     

    Organizzazione: Associazione Sicilia Promotion

    Direzione scientifica: Scatola Bianca – Venezia

    Progetto espositivo: Studio Premoli Silva

    Concept comunicazione e progetto grafico: Tosi comunicazione

     

    Orario di apertura: lun-sab: 8:30-17:40; dom e festivi: 8:30-13:00 (la biglietteria chiude un’ora prima del museo)
    Ingresso: 3 euro
    Informazioni: www.federicosecondo.org

    Mail: [email protected]

    Tel: +39 091_6262833

     

    Accompagna la mostra un prestigioso catalogo edito dalla Fondazione Federico II Editore in tre lingue – italiano | inglese | cinese – con testi critici a cura di Martina Cavallarin | Micol Di Veroli | Michele Premoli Silva

     

     

    Ufficio stampa
    Flavia Lanza | ph. +39 340_4265760 |mail: [email protected]

     

  • Le “Emozioni” della scultrice Elisabetta Pieroni in mostra allo spazio d’arte Corte dei Brut

    Dal 1 dicembre al 10 gennaio 2012, lo spazio d’arte Corte dei Brut di Gavirate (VA) ospiterà la prossima personale di Elisabetta Pieroni, nota scultrice varesina impegnata da alcuni anni in una ricerca personalissima in ambito ceramico; un’artista che ha scelto di dare voce alla propria espressività creativa intraprendendo un percorso autonomo, necessariamente moderno, sempre e comunque nel solco e nel rispetto di una tradizione artigianale che, a distanza di secoli, continua a mantenere inalterato il proprio fascino.

    La mostra, dal titolo “EMOZIONI”, presenterà i lavori più recenti, sculture e altorilievi raffiguranti paesaggi idilliaci e dimensioni oniriche, figure antropomorfe e animali fantastici, alberi maestosi e città immaginarie che sembrano appartenere ad un fiabesco medioevo.
    Rifiutando qualsiasi forma di idealismo o di metafisica a favore di un profondo esistenzialismo, l’artista focalizza la propria ricerca sul valore specifico dell’esistenza individuale umana e sul suo carattere precario, riscoprendo la forza persuasiva delle metafore e la suggestiva aura dei simboli.
    I paesaggi antropizzati costituiti da ponti, torri, vicoli tortuosi, irte scalinate e case accoglienti vanno quindi interpretati come l’emblema dell’esperienza umana, colta nei momenti cruciali di passaggio, nello sforzo richiesto dal superamento delle difficoltà e nella cura degli affetti familiari. Significativa è, in questo senso, la raffigurazione dell’ulivo, albero spirituale per antonomasia, protagonista di molti dei lavori di Pieroni: caratterizzato da robuste radici, si erge in maniera sinuosa e contorta, quasi sofferente, ma animato da una ferma e fiduciosa volontà che lo spinge a perseguire la propria realizzazione.
    L’apparente semplicità dei soggetti raffigurati è forse il segreto dell’immediatezza con cui l’artista riesce a trasmettere il proprio messaggio, ma a questa semplicità fa da contrappunto uno studio attento e meticoloso del materiale scelto come medium artistico; la ceramica, infatti, non lascia spazio all’improvvisazione ma richiede notevoli competenze manuali, tecniche, fisiche e chimiche; competenze che Elisabetta Pieroni ha acquisito in molti anni di esperienza, iniziando a lavorare giovanissima.
    Nelle sue composizioni sembra definire lo spazio come a voler costruire una “geografia dell’anima”, invitando lo spettatore a calarsi nell’opera e a riconoscere all’interno della composizione archetipi universali e simboli appartenenti alla cultura cristiana, fusi in una visione serena e luminosa dell’esistenza.
    Su un repertorio iconografico personale ormai consolidato, ultimamente Elisabetta Pieroni ha imbastito un’appassionata ricerca tecnica e polimaterica; le iridescenze date dai nuovi smalti impiegati dialogano con materiali estranei all’ambito ceramico come frammenti di specchio, inserti di rame e ottone, supporti in plexiglass trasparente e aeree spirali realizzate con il filo di ferro.
    Nelle suggestive sale della Corte dei Brut saranno esposte anche le più recenti opere di design: vasi, ciotole e lampade in ceramica, vere e proprie sculture luminose, che sottolineano un infaticabile sperimentalismo tecnico, stilistico e materico di cui, in futuro, sarà interessante seguire gli sviluppi.

    Sito personale dell’artista:
    www.elisabettapieroni.it

    “EMOZIONI” – Mostra personale di Elisabetta Pieroni
    a cura di Emanuela Rindi
    Dal 1 dicembre 2011 al 10 gennaio 2012

    Inaugurazione: giovedì 1 dicembre, ore 19.00

    Spazio d’arte Corte dei Brut
    Via Campi Leoni, 1
    Groppello di Gavirate – Varese
    www.cortedeibrut.org

    INGRESSO LIBERO

    ORARI
    Feriali: 19.00 – 23.00
    Festivi: 12.00-14.00 | 19.00 – 23.00
    (Visitabile con l’artista su appuntamento)

    Per informazioni:
    349 2832988

    Ufficio Stampa: Rindi Art
    [email protected]

  • La Castelli Gallery di Milano inaugura “SENZA PELLE”, mostra personale dell’artista varesina Lù Demo

    Domenica 20 novembre, alle ore 19.00, presso la Castelli Gallery di Milano, sarà inaugurata “SENZA PELLE”, esposizione personale della pittrice varesina Lù Demo, artista da sempre impegnata in una ricerca segnica, gestuale e semantica, che prende spunto dal reale e dalle sue molteplici metamorfosi.
    L’esposizione ripercorre gli ultimi anni della produzione dell’artista, mostrando il progressivo affermarsi di una cifra stilistica personalissima, caratterizzata da un’energia vibrante e da colori densi e tersi che si stagliano su luminosi fondi bianchi, invitando l’osservatore a calarsi in una dimensione lirica in cui tutto appare in continuo divenire.
    L’immediatezza del gesto, la sua spontanea sicurezza e l’abile resa di particolari effetti cromatici sono in realtà l’esito di un’applicazione costante e di una riflessione profonda sul potere comunicativo dell’arte attraverso simboli, metafore e archetipi universali capaci di rappresentare la condizione umana, colta nei momenti salienti dell’esistenza.
    E’ un viaggio dell’anima, quello intrapreso da Lù Demo; un viaggio lungo, tortuoso e faticoso nei meandri della memoria. Le immagini, i pensieri e le sensazioni che l’artista riporta alla luce si trasformano in forme, le forme in colori e i colori, a loro volta, si trasformano sulla tela in forme vive, palpitanti e autonome, strette tra loro in un dialogo serrato e in un equilibrio perennemente instabile.
    Le prepotenti increspature della materia pittorica, le delicate sfumature, le improvvise gocciolature e le pennellate decise si fondono in un insieme complesso, contrastato, eppure sorprendentemente armonico. Lunghe pause e contrappunti sottolineano una gestualità meditata, guidata da un moto interiore e da una musicalità che, osservando attentamente i dipinti, si ha quasi la sensazione di percepire.
    E’ una pittura elegante, ma talvolta aspra e violenta; gioiosa, eppure tragica; metodica ma orgogliosamente libera; una pittura sempre e comunque animata da una profonda inquietudine esistenziale.
    Uno spiccato senso del movimento attribuisce alle composizioni un dinamismo prorompente e soluzioni formali particolarmente emblematiche (pensiamo al moto ascensionale di “Resurrezione” o a quello centrifugo di “Vis genetrix”).
    Da sempre affascinata dal legame tra immagine e parola, l’Autrice correda i dipinti di titoli misteriosamente evocativi e, talvolta, di poesie, costruendo un raffinato dittico di rimandi, livelli di lettura e giochi di specchi.
    I titoli spesso rimandano alle asprezze della vita e alla fragilità umana (“Fiordeldolore”, “Senza pelle”, “I giorni di argilla”) ma il messaggio è sempre di speranza e di amore per la vita; per dirlo con le parole dell’Autrice, “(…) eppure / c’è ancora colore / nel dolore”.

    Lù Demo è nata a Varese il 27 giugno 1965, si è diplomata al Liceo Artistico Statale “A. Frattini” di Varese e all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano nella sezione Pittura, con un’audace tesi sul Surrealismo.
    Docente di Discipline Pittoriche e Storia dell’Arte, è attiva anche nell’ambito sociale.
    Iscritta ufficialmente all’A.N.P.E.S. (Albo Nazionale Pittori e Scultori – professionisti dell’Arte moderna e contemporanea), ha avuto esperienze anche nel campo della grafica, dell’illustrazione e della fotografia.
    L’attività espositiva inizia nel 1983 e continua costante, a livello nazionale ed internazionale, sino ad oggi. È stata scelta per il “Progetto Resurrezione” a Scopoli (1998), per la grande mostra itinerante “Le Vele della Speranza” (1999), per Murnauer begegnung – Malsimposium’98 a Murnau (D), per la Biennale internazionale dell’Arte Contemporanea di Firenze (1999), per il VI e il VII Premio Biennale d’Arte Contemporanea Torre Stozzi (2002-2005) e per tutte le edizioni del Premio d’Arte Internazionale “Festa D’Estate – Sacro, Misterico, Magico” a cura dell’associazione Alkaest di Città di Castello (PG).
    Dal 2010 fa parte dell’Associazione Liberi Artisti della Provincia di Varese.
    Sito personale:
    www.ludemo.altervista.org

    “SENZA PELLE” – Mostra personale di Lù Demo
    Dal 20 novembre al 1 dicembre 2011
    a cura di Emanuela Rindi

    Inaugurazione: domenica 20 novembre, ore 19.00

    Castelli Gallery
    Via Cerano, 15 – 20144 MILANO
    Orari:
    Tutti i giorni dalle 7:30 alle 23:45.
    INGRESSO LIBERO
    www.castelligallery.it

    Ufficio Stampa: Rindi Art
    [email protected]

  • Portraits. Mostra collettiva.

    Sabato 19 Novembre 2011 si inaugura alle ore 18.30 presso lo spazio Vista Arte e Comunicazione, in Via Ostilia 41 (zona Colosseo) a Roma, la mostra collettiva degli artisti: Valentina Furgani (Fu Ya Wen), Stefania Massoni, Giuseppe Nora, Eliana Paglione, Miki Pedro, Flavio Tiberti, Elena Tutik.
    La mostra è dedicata all’indagine sull’interpretazione artistica del tema del Ritratto trasposta nella realtà contemporanea.

    Vista

    Presenta
    Portraits
    Mostra Collettiva

    DURATA: 19 Novembre 2011 – 2 Dicembre 2011
    INAUGURAZIONE: sabato 19 Novembre 2011 h:18.30
    ORARI: dal lunedì al venerdì h:16.30 – 19.30; sabato h: 17.00 – 19.30
    LUOGO: VISTA Arte e Comunicazione, Via Ostilia 41, Roma (zona Colosseo)
    CURATRICE: Mara Valente
    INFO: tel. 06.45449756; [email protected], [email protected]

    “Vista” è un centro dedicato all’arte e alla comunicazione che nasce dall’esperienza di alcuni giornalisti da sempre impegnati nell’organizzazione di eventi d’arte e cultura. Una project gallery che si rivolge ai giovani talenti esordienti, ma accoglie anche esperienze confermate all’ombra della splendida cornice del Colosseo.
    L’idea della mostra Portraits (Volti) è nata dalla volontà di indagare la concezione contemporanea di “Ritratto” con il fine ultimo quello di esplorare i nuovi confini di interpretazione artistica del tema.
    L’esposizione tenterà di aprire, tramite la presentazione di opere di differenti fatture e tecniche, una parentesi sul lavoro di artisti contemporanei che scelgono di manifestare il loro sentire attraverso questo mezzo.

     

  • Non solo mare a Riccione: in inverno è tempo di mostre…

    Sabato 5 novembre alle ore 12 presso la Galleria comunale di arte moderna e contemporanea di Riccione Villa Franceschi si inaugura la mostra retrospettiva dell’artista Triestino Lucio Saffaro.

    Pittore, scrittore e matematico, Saffaro, che ha vissuto e operato a Bologna, si è affermato sin dagli anni Sessanta come una delle figure più originali e inconsuete della cultura italiana. Per l’attività artistica ha esposto alla Biennale di Venezia, alla Quadriennale di Roma e in molte altre importanti rassegne in tutta Italia e all’estero.

    L’esposizione, che presenta circa 60 dipinti, disegni e incisioni di Lucio Saffaro è arricchita da una serie di iniziative collaterali tra cui percorsi didattici per la scuola e per il tempo libero ed è aperta dal 05/11/2011 al 31/01/2012 dal martedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 12.30; martedì, giovedì, domenica dalle ore 16 alle 19. Chiuso lunedì, sabato, 25 dicembre e 1 gennaio. Ingresso gratuito

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  • Dipingere su tela con le bombolette spray: a Milano la Castelli Gallery inaugura “Madame B”, mostra personale di Alessandro Zenok Lombardo.

    Da sempre attenta ai giovani talenti emergenti e alle nuove tendenze artistiche che animano il panorama culturale italiano, la Castelli Gallery di Milano decide di dedicare la prossima esposizione a “Madame B”, personaggio femminile di grande fascino nato dalla fantasia di Alessandro Lombardo, in arte Zenok.
    Writer, grafico e pittore, già negli anni Novanta Zenok si è distinto come uno dei protagonisti più promettenti dell’Aerosol-Art, disciplina artistica ormai giunta ad una propria dignità e autonomia stilistica. In anni più recenti, il giovane autore ha intrapreso un percorso sperimentale che lo ha condotto a elaborare un linguaggio autonomo, capace di congiungere la propria esperienza, maturata sui muri del contesto urbano, alla tradizione pittorica più classica, rappresentata dal quadro; una scelta che, per molti versi, rappresenta una sfida artistica e concettuale.
    Con entusiasmo e libertà immaginativa, ma sempre con coerenza e rispetto per la tradizione, Alessandro si è cimentato con una realtà del tutto nuova, caratterizzata da dimensioni notevolmente ridotte e da una fruizione più intima e personale, che ha richiesto l’elaborazione di soggetti, temi e stili appropriati. Personaggi colorati, caricaturali, ironici e dall’aspetto fumettistico hanno iniziato ad affollare l’angusto spazio delimitato dalla cornice finchè, tramite un attento lavoro di sintesi e di riduzione, non è comparsa lei: Brigitte, “Madame B”, l’enigmatica e magnetica protagonista degli ultimi dipinti. E’ comparsa sulla scena con quella sicurezza che possiedono solo le grandi dive e con la determinazione di chi intende lasciare un’immagine indelebile di sé nei ricordi di chi l’ha incontrata.
    Brigitte non corrisponde ai canoni classici e collettivi di “bellezza”: il naso imponente ed arcuato, l’enorme occhio languido e i fianchi formosi la rendono però “unica” e interessante, capace di catturare l’attenzione dello spettatore e di invitarlo a indulgere nell’osservazione del dipinto alla ricerca di particolari che ne rivelino la personalità. Madame B è semmai un’icona di stile e di femminilità, un’ammaliante seduttrice che si svela con sapiente e misurata maestria rivelando, di opera in opera, un carattere poliedrico e inafferrabile. Brigitte appare sempre a proprio agio nelle differenti situazioni in cui viene raffigurata, mantiene la propria compostezza anche mentre ci osserva, imperturbabile e distante, languidamente sdraiata su un letto o su una poltrona, ricordandoci le immagini più intense di Valentina disegnate da Guido Crepax e Milo Manara. Ma è nei contesti meno intimi, come i bar o i salotti, presumibilmente affollati, che mostra appieno la propria sensualità, fiera e consapevole: gli abiti raffinati che mettono in risalto il collo sottile e le spalle, gli ampi cappelli a tesa larga che in parte ne nascondono il viso, la ricercatezza dei gioielli e del trucco rivelano la cura con cui si è preparata all’appuntamento, l’attenzione con cui ha scelto il lato di sé che intendeva mostrare. Il gusto per i dettagli, in particolare per gli accessori, per la centralità e la caratterizzazione della figura femminile e, soprattutto, per il dinamismo impresso alla composizione da linee di forza oblique, rimandano all’opera di una pittrice che ha dedicato un’ampia parte del proprio lavoro alla fascinazione femminile: Tamara De Lempicka.
    Brigitte non ha forse la fisicità delle donne dell’artista polacca ma ne riprende la posa innaturale, lo sguardo ora distratto ora malizioso, la ricercatezza e, più di ogni altra cosa, la modernità, ossia il desiderio di essere ritratta come un emblema di questo spazio e di questo tempo. La forza comunicativa del personaggio risiede proprio nella sua contemporaneità, per quanto ideale.
    Madame B sembra volerci guidare nel gioco della seduzione per svelarcene il fascino; seduta al tavolo, difronte ad un calice di vino, ci osserva silenziosa domandandosi, forse, se ci abbandoneremo con la fantasia alla bellezza del suo mondo dai colori vivaci e sgargianti, cogliendone l’aspetto più ludico e superficiale, o se sceglieremo di cogliere quelle verità spesso taciute che appartengono tanto al suo mondo quanto al nostro: la fragilità nascosta dietro al velo della vanità, l’incessante ricerca dell’altro e il timore del suo giudizio, la malinconia e la struggente solitudine dei momenti di attesa.

    ALESSANDRO “ZENOK” LOMBARDO nasce il 18 dicembre del 1978 a Campi Salentina, in provincia di Lecce.
    Cresciuto in un ambiente aperto e creativo (entrambi i genitori sono esperti maestri vetrai) non segue un percorso scolastico prettamente artistico ma l’innato talento e la sua forte vena artistica lo spingono fin da giovanissimo ad intraprendere un percorso di studio e di ricerca da autodidatta.
    Libero dai rigidi schemi delle scuole d’arte, nei primi anni 90 si affianca al neonato movimento dell’Aerosol-art facendosi notare per il suo lettering e per i suoi personaggi che diventano da subito punto di riferimento stilistico per tanti giovani graffitisti italiani e che gli permettono di confrontarsi con graffitisti di fama internazionale.
    Dal 1996 ad oggi, molte le partecipazioni ad eventi e manifestazioni di importanza nazionale, numerose le apparizioni su riviste specializzate, interviste, commissioni televisive ed esibizioni dal vivo.
    Nel 2004 realizza le prime opere su tela con la tecnica dello spray per l’evento internazionale “Airbrush 04” a Milano. Da lì a poco, molti progetti prendono vita e dalla strada, animando luoghi senza identità né colore, viene accolto nelle gallerie d’arte, maturando uno stile distinto e riconoscibile.
    Sito personale:
    www.alessandrozenok.com

    “Madame B” – Mostra personale di Alessandro Zenok Lombardo
    Dal 5 al 16 novembre 2011
    a cura di Emanuela Rindi

    Inaugurazione: sabato 5 novembre, ore 19.00

    Castelli Gallery
    Via Cerano, 15 – 20144 MILANO
    Orari:
    Tutti i giorni dalle 7:30 alle 2:00.
    INGRESSO LIBERO
    www.castelligallery.it

    Ufficio Stampa: Rindi Art
    [email protected]

  • TOMMASO PELLEGRINI-Sculture e video

    Galleria Fondaco – Roma – via degli Zingari 37- giovedì 27 ottobre 2011 – ore 19.00

     

    Inaugurazione della prima esposizione romana delle opere di Tommaso Pellegrini

    La bellezza e il mistero dell’arte primitiva americana e aborigena australiana contaminata da Rothko e dalla pop-art americana e cinese di fine anni ’90, opere in legno, terracotta e bronzo, figure totemiche e fortemente simboliche che sempre richiamano al figurativo anche quando tendono all’astrazione. Tommaso Pellegrini è un giovane artista che ha integrato la formazione artistica con esperienze vissute con gli indiani d’America e con gli aborigeni australiani che lo hanno avvicinato alla cultura sciamanica, parla 5 lingue, ha attraversato la Cina del nord, la Mongolia, la Siberia, il Canada e l’Australia.
    I suoi video riescono, con la stessa naturalezza riconoscibile nelle sculture, a regalare una fresca e leggera passeggiata per le vie di Barcellona, ma anche ipnotiche e ossessive evocazioni di ritmi tribali o riti magici propiziatori.

    Sono Tommaso Pellegrini, sono un artista di 32 anni, dopo essermi laureato in cinese e arte cinese antica e contemporanea e aver vissuto in Cina ho cominciato a lavorare come architetto di interni e a dedicarmi a quella che era l’espressione artistica più vicina ai miei gusti.

    Sono rimasto affascinato dai racconti degli indiani d’America e degli aborigeni australiani – con i quali ho vissuto per un breve periodo di tempo –  per un semplice motivo: il loro rapporto con la natura e la magia del mondo degli animali; mi sono dedicato quindi alla scultura lignea e alla terracotta cercando di imitare la bellezza e il mistero dell’arte primitiva americana e aborigena australiana ispirandomi anche a Rothko e alla pop-art americana e cinese (di fine anni ’90).

    Ho trovato, in materiali come legno e bronzo e nella figura del totem, una forma di arte spirituale  semplice e basica e ho cercato di unirla al design contemporaneo. Ho un master in design e architettura di interni a Barcellona.

    Con la terracotta cerco invece di esprimermi nell’arte figurativa, che per me è sempre una sfida e una tradizione antica da non perdere mai.

    Mi appassiono anche di musica, suonando flauto shakuhachi, clarinetto e contrabbasso, amatorialmente.

    Ho frequentato  l’istituto d’arte etnico di Pechino, l’Accademia d’arte di Carrara e l’Istituto per la lavorazione delle pietre dure Pietro Tacca, ho lavorato per “Circo Massimo” (Raitre), parlo 5 lingue e ho viaggiato attraversando la Cina del nord, la Mongolia, la Siberia, il Canada e l’Australia nella ricerca dei simboli totemici che contraddistinguono le culture sciamaniche di questi luoghi.

    In giovane età poi ho avuto la fortuna di partecipare e assistere a delle cerimonie sciamaniche pellerossa (Huicioles) per vari periodi.   Settembre 2011

     

     

    TOMMASO PELLEGRINI

    Sculture e video

    27 ottobre-12 novembre 2011

    GALLERIA FONDACO

    Via degli Zingari 37 – Roma

    Lunedì-Venerdì 10.00-13.30 / 16.00-19.00

    Sabato 10.00-13.30 / pomeriggio su appuntamento
    Mostra a cura di Francesca Marino e Flora Ricordy

    L’artista sarà presente all’inaugurazione

    Contatti: +39.06.4873050 
www.fondaco.eu
 [email protected]

  • Una mostra d’arte contemporanea tra sculture e dipinti

    Una mostra d’arte contemporanea è il luogo ideale per scoprire nuovi artisti emergenti e per vedere sculture e dipinti create con oggetti diversi tra loro. Le sculture dei nuovi artisti divengono per la maggior parte elementi di design per arredare importanti studi o per collezioni private.

    Andy Warhol è forse uno dei maggiori artisti di spicco dell’arte contemporanea. Sono famose in tutte il mondo le sue riproduzioni di Marilyn Monroe, Mao Zedong. Le icone erano riprodotte su grandi tele ognuna di un colore forte e vivace che l’artista alternava con maestria.

    Una mostra di arte contemporanea molto suggestiva è senza dubbio quella di Bill Viola, grande artista statunitense nel campo delle video installazioni. All’interno delle sue mostre non si trovano tele o sculture, ma proiezioni che variano da misure molto piccole a molto grandi. Per poter visione tutte le sue opere possono volerci anche otto ore. A differenza delle altre mostre di arte contemporanea, qui è l’artista che detta le regole di tempo da dedicare ad ogni opera, la luce da utilizzare, e l’esatto percorso da dover fare. I visitatori, hanno la possibilità di accomodarsi per vedere la video installazione, dato che la durata di alcune opere può essere anche di un’ora.

    Questa tipologia di esposizione, fa cambiare il concetto di arte, non più solo legata al design e alla pittura, ma la conoscenza di un arte che va al di là di ogni aspettativa.

    Naturalmente a differenza delle canoniche mostre di arte contemporanea, in questo caso non è possibile scegliere un opera da esporre nella propria abitazione.

  • MIA 2012 Fiera di Rimini all’ HOTEL MARGARETH di Riccione

    Un’interessante kermesse non esclusivamente tecnica ne tantomeno prettamente di settore per quello che si prospetta essere un evento di sicuro interesse collettivo. Quelli proposti alla Fiera di Rimini sono temi interessanti e vicini a tutti noi, sono legati da un’identità culturale tra la terra e l’Italia, tra il gusto e le tradizioni locali.

    Nello specifico, dal 19 al 22 febbraio 2012, ci saranno 6 eventi riuniti dal denominatore comune alimentare:

    MIA 2012

    E’ la fiera dedicata ai prodotti per il catering, alle specialità alimentari italiane ed estere, ai prodotti biologici e senza glutine che stanno attirando sempre più l´attenzione sia della ristorazione collettiva che di quella commerciale. Un´area specifica è dedicata alla pizza con concorsi, dimostrazioni e lezioni sulle farine alternative e sui prodotti per celiaci.

    SELEZIONE BIRRA BEVERAGE & CO

    Si tratta di un´area esclusiva dedicata alle tendenze del momento: una vasta gamma di birre speciali, prodotti di nicchia, birre artigianali italiane ed estere introvabili altrove. E’ inoltre l´area dedicata al beverage a tutto tondo, dalle acque minerali ai succhi di frutta, dagli energy drink ai superalcolici, dai distillati ai liquori tradizionali, per finire con coloniali e bevande calde.

    MEDITERRANEAN SEAFOOD EXHIBITION

    Incorpora tutta la filiera ittica: dal prodotto fresco al surgelato, dai piatti pronti alle specialità conservate, senza dimenticare tecnologie, attrezzature e processi di trasformazione.

    ORO GIALLO

    Si tratta del Salone Internazionale dell’Olio Extravergine di Oliva per diffondere la cultura dell´olio extravergine di oliva, fare il punto su nuove tecnologie, guidare nell´assaggio e nell´analisi del prodotto gli addetti ai lavori del settore ristorazione.

    DIVINO LOUNGE

    E’ questo un evento che fa dell´incontro tra produttori di vino e ristorazione il suo punto di forza e che propone nuove modalità di consumo per tutto il canale Ho.Re.Ca. (Hotellerie-Restaurant-Cafè)

    AGRIFIL

    E’ questa l’unica manifestazione italiana dedicata interamente alle filiere agroalimentari, dalla terra al consumatore.

    In concomitanza a questo evento, l’Hotel Margareth a Riccione propone un soggiorno con camere climatizzate direttamente sul mare con: box doccia, asciugacapelli, cassaforte, TV sat, SKY FREE SPORT e Pay per View , frigo bar,climatizzazione e riscaldamento autonomi, telefono, portineria servizio 24 ore su 24.

    Pernottamento con Happy Hour, Parcheggio moto, auto, pullman, Citybikes, Saletta Riunioni, Internet Point, Wi-fi, Servizio Massaggi.

    Sarà nostra premura organizzare o effettuare SERVIZIO NAVETTA da/per la Fiera di Rimini.

    Chiama subito allo 0541-645300 ti offriremo un’OFFERTA PERSONALIZZATA PER TE…

    PRIMA PRENOTI E MENO SPENDI!!!!

     

    HOTEL MARGARETH ***  Via Lungomare Costituzione

    ang. via Mascagni 2 – 47838 – Riccione

    Tel: +39.0541.645300  Fax: +39.0541.645369
    [email protected]

    http://www.facebook.com/hotel.margareth.riccione

  • Le donne di Laura Miozzi-Mostra Pittorica

    Ci spostiamo sul Naif, sul floreale, fanciullesco ma non delicato, direi piuttosto strong, vivace e colorato, come la personalità di Laura. Ad una prima occhiata i suoi dipinti sembrano cartoline Liberty, uno spirito un po’ alla Mucha, ma decisamente più animato. Vi è qualcosa di estremamente primordiale ma dolce al tempo stesso, anche se la caratteristica che mi ha fatto scegliere Laura come seconda artista della stagione del Sergente è la bambina fragile che ha dentro di se, e che esplode nei suoi dipinti.

    Laura Miozzi nasce a Cuggiono(MI) il 5 marzo 1982.
    Fin dall’infanzia ha sempre nutrito un profondo interesse per il disegno.
    Dopo essersi diplomata al Liceo Artistico Paolo Candiani di Busto Arsizio
    frequenta l’Accademia di belle arti di Brera dove si perfeziona in tecniche della scultura.
    E’ un’ artista eclettica capace nella scultura e soprattutto abile nelle tecniche pittoriche e nel disegno, predilige il genere figurativo-femminile.
    Oggi vive e opera a Busto Arsizio e attraverso la sua arte carica di femminilità continua la sua ricerca dell’ignoto poetico,in una perfetta fusione tra realtà e immaginazione. Si è fatta conoscere al pubblico in diverse mostre collettive e personali.

    “Le Donne di Laura Miozzi”
    Opening Martedì 11 Ottobre 2011 dalle 19:00

    Music Selection:
    THEBLACKSOFA (black sounds atittudes)
    Sergeant Pepper’s, Via Vetere 9, Milano
    All info 0258102814

    A cura di Linda Ferrari

  • Colori e atmosfere di mondi lontani alla Castelli Gallery di Milano con le “Fotografie di viaggio” di Massimiliano Ghetta.

    Sarà inaugurata giovedì 20 ottobre 2011, alle ore 19.00, presso la Castelli Gallery di Milano, “Fotografie di viaggio”, mostra personale di Massimiliano Ghetta.
    Per Massimiliano la fotografia è la sintesi di diverse passioni, per l’immagine, per la tecnica fotografica, per la narrazione e soprattutto per il viaggio. E’ lo strumento principe per tentare di catturare sensazioni, colori e luce incontrati in giro per il mondo. Per preservare e raccontare la conoscenza e la percezione di persone e paesaggi differenti.
    La mostra espone alcune delle sue migliori immagini realizzate in pellicola e in digitale in momenti diversi del suo percorso fotografico. Un’indagine visiva e cognitiva che il fotografo sa trasformare in racconto, invitando lo spettatore a calarsi nella spazio rappresentato per condividere l’esperienza soggettiva vissuta dall’autore, percorrendo con lo sguardo la composizione alla ricerca di quegli elementi simbolici, seducenti o fortemente caratteristici che ne hanno guidato le scelte artistiche.
    L’obiettivo della mostra non consiste nella volontà di descrivere dettagliatamente l’aspetto di una regione geografica o di una popolazione, quanto piuttosto di mostrare il caleidoscopio di emozioni che rendono ogni attimo di un viaggio e, più in generale, della nostra vita unico e irripetibile. Delle mete raggiunte rimangono soprattutto i ricordi più intimi e profondi: il senso di meraviglia provato al cospetto di un nitido orizzonte che separa i colori cupi del mar baltico dal cielo carico di nubi; la solitudine, i colori accesi e le curve sinuose delle eleganti dune sahariane; il grigiore e la rigida severità delle architetture razionaliste sovietiche in contrasto con l’azzurro brillante e terso di un cielo luminoso o, ancora, la delicata bicromia creata dalla silhouette di un ponte, percorso da due figure femminili, che si staglia in controluce sulla tonalità rosata del tramonto. Immagini che suggeriscono stati d’animo contemplativi, sentimenti che lasciano il posto ad una vivace curiosità quando passiamo ad osservare le fotografie che ritraggono persone con tratti somatici e abbigliamenti non occidentali in cui, oltre le apparenze, riconosciamo facilmente atteggiamenti a noi famigliari. La solennità dei riti religiosi, la maternità, l’amicizia, il gioco, il lavoro, la gioventù e la vecchiaia che, di volta in volta, vengono immortalate e riproposte nelle loro espressioni più significative, ci ricordano che la nostra identità si rafforza grazie al confronto con l’altro e che ogni viaggio è un’esperienza preziosa, l’opportunità di intraprendere un nuovo percorso alla scoperta del mondo ma, soprattutto, alla scoperta di noi stessi.

    MASSIMILIANO GHETTA
    Fotografo e altro, vive e lavora a Milano. Ha partecipato a diversi concorsi nazionali e internazionali, tra cui il Venice International Photo Contest (2006 secondo premio nella categoria Emotions) e l’ IPA – International Photography Awards che, per l’edizione 2011, gli ha assegnato il terzo premio nella categoria Architettura storica con “Soviet relics in Baltic countries”.
    Sito personale:
    www.massimilianoghetta.com

    “FOTOGRAFIE DI VIAGGIO” – Mostra personale di Massimiliano Ghetta
    Dal 18 ottobre al 2 novembre 2011
    a cura di Emanuela Rindi

    Inaugurazione: giovedì 20 ottobre, ore 19.00

    Castelli Gallery
    Via Cerano, 15 – 20144 MILANO
    Orari:
    Tutti i giorni dalle 7:30 alle 2:00.
    INGRESSO LIBERO
    www.castelligallery.it

    Ufficio Stampa: Rindi Art
    [email protected]

  • Mostra fotografica METROPOLIS di Stefano David

    Galleria Fondaco – Roma – via degli Zingari 37- mercoledì 12 ottobre – ore 18.00

     

    Inaugurazione della mostra fotografica Metropolis di Stefano David

    In occasione della X edizione di FotoGrafia, Festival Internazionale di Roma

    Metropolis è una selezione di 15 fotografie riprese in multiesposizione del lavoro che Stefano David conduce dal 2005 sull’area della Tangenziale Est di Roma. La mostra, curata da Francesca Marino e Flora Ricordy con Cristiano Armati, inaugura mercoledì 12 ottobre e rimarrà fino a martedì 25. L’ingresso è gratuito ed è visitabile dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 13.30 e dalle ore 16 alle 19, il sabato solo la mattina. Tutte le fotografie sono multiesposizioni in ripresa, realizzate in analogico, con pellicola in bianco e nero, stampate ai sali d’argento su carta baritata.

    Nell’ambito della X edizione di FotoGrafia, Festival Internazionale di Roma, la Galleria Fondaco presenta Metropolis con 15 fotografie selezionate dalla serie omonima di Stefano David, che raccontano della città e del suo divenire, di una strada e di una zona di Roma, quella della Tangenziale Est, che percorsa e ripercorsa, è sempre la stessa ma è diversa ogni volta e, nella sua ripetizione, crea nuove realtà, diverse, immaginifiche, oniriche, reali e irreali al tempo stesso. Come nel film di Fritz Lang, dove è essenziale la composizione dell’inquadratura, che crea un vero e proprio universo visionario senza ostacolare la narrazione della storia, così Metropolis di David racconta la complessità della città, a partire dalle contraddizioni che la caratterizzano e la attraversano. E l’associazione tra le foto di David e il capolavoro di Lang non riguarda solo il carattere evocativo e visionario delle immagini, anche la tecnica – l’impiego delle multiesposizioni in ripresa – nel 1927 un’assoluta innovazione – creano nelle foto, come nel film, astrazioni visionarie evocando realtà e spazi fuori dal tempo.

    Tutte le fotografie sono multiesposizioni in ripresa, realizzate in analogico, con pellicola in bianco e nero, stampate ai sali d’argento su carta baritata.

     

    … Di Stefano David, romano, classe 1970, possiamo dire che si tratta di un fotografo dotato di una qualità rara. Le sue immagini non vedono, ma sentono la luce. Soltanto con questa premessa è possibile accostarsi a Metropolis, il progetto sulla città che David sta portando avanti dal 2005, scegliendo Roma – teatro niente affatto virtuale di un nuovo capolavoro di Fritz Lang – come soggetto di un ritratto ambientale eseguito nei termini di lunga durata propri del reportage. Le immagini di David sentono la luce perché, nel catturarla, non si muovono nei luoghi-simbolo di Roma – «simbolo», oramai, soltanto di un vecchio modo di stampare cartoline turistiche e di vedere le cose. Ma lasciando al consumo di memorabilia storiografiche la cupola di San Pietro, il Colosseo e la Lupa Capitolina, puntano con decisione verso il vero monumento alla contemporaneità romana: i quartieri San Lorenzo, Casilino e Prenestino nella loro intersezione con l’arteria ad alto scorrimento da cui sono sovrastati, la famigerata Tangenziale. …  e ancora … sbaglierebbe di grosso chi, accostandosi alla multiesposizione di Metropolis, interpretasse la scelta di una simile tecnica come generico omaggio alla teoria del caos, come un tributo pagato alla divinità laica del post-modernismo. Al contrario, artisticamente parlando nel lavoro di Stefano David c’è quello stesso, rigoroso ritorno all’ordine proprio del grande romanzo ottocentesco: una volontà di oltrepassare l’era del concettuale per tornare a confrontarsi con il saper fare. Ed è una porta sottile – precisamente il punctum delle fotografie di David – quella attraverso la quale l’indistinta continuità del reale urbano finisce per produrre senso grazie a una tecnica ormai antica come quella che porta i sali d’argento a impressionare la carta baritata.  (Cristiano Armati, ottobre 2011)

     

    Stefano David è nato a Roma nel 1970 da padre italiano e madre greca.

    Si è diplomato come fotografo e stampatore presso l’Istituto di Scienza e Tecnica di Roma. Tra il settembre 2004 e l’aprile 2005 concentra la sua attenzione sugli spazi urbani della città di Roma ed è da questa osservazione e riflessione sulla realtà urbana contemporanea che è nato il lavoro fotografico Metropolis.

    Negli ultimi anni opere di Stefano David, parte di diversi progetti fotografici, sono state esposte in occasione di mostre collettive e personali e sono entrate a far parte dell’archivio di diverse gallerie.

    In particolare, anticipazioni di Metropolis a Milano, Firenze, Roma, Frascati, Benevento.

     

    METROPOLIS Fotografie di Stefano David

    GALLERIA FONDACO

    Via degli Zingari 37 – Roma

    Lunedì-Venerdì 10.00-13.30 / 16.00-19.00

    Sabato 10.00-13.30

    Mostra a cura di Francesca Marino e Flora Ricordy con Cristiano Armati

    Testo critico Cristiano Armati

    L’artista sarà presente all’inaugurazione

    Contatti: +39.06.4873050 
www.fondaco.eu [email protected]

  • MOSTRA – “LE DONNE NELLA PITTURA DI FRED PITTINO”

    Inaugura il 7 Ottobre 2011, alle 18.30, la mostra antologica del pittore Fred Pittino, dal titolo “DONNE”, presentata dall’Associazione Formae Mentis in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Cividale del Friuli.

    Con questa mostra dedicata a Fred Pittino, tra i protagonisti indiscussi del ‘900 artistico friulano, viene ricordato un maestro le cui opere offrono ancora spunti alla conoscenza del mondo reale e fantastico che ha ispirato le sue tele.

    Le donne nella pittura di Fred Pittino sono il tema dell’esposizione. Attraverso una selezione di 30 opere, che ripercorrono tutta la carriera artistica del pittore, vengono messi in luce alcuni tratti distintivi della sua poetica. Le donne ritratte, alcune con caratteristiche intimamente legate alla sua formazione culturale ed artistica, altre ai luoghi ed alle scelte di vita, contrappongono la dimensione locale della tradizione e dell’intimità, alla dimensione del mito e della fantasia.

    La mostra si apre con un autoritratto di Fred che qui si rappresenta accanto a sua moglie Elena, la donna che è stata sempre al suo fianco nel corso della sua lunga carriera. L’esposizione si sviluppa, poi, seguendo tre distinte tematiche, che mettono in evidenza la grande attenzione del pittore per le donne sia dal punto di vista artistico che da quello umano.

    Ad aprire il percorso espositivo è la DONNA REALE, legata alla vita quotidiana, la signora elegante, la domestica ma anche la suora o la giocoliera. A seguire si incontra la DONNA FANTASTICA, nata tra miti e leggende, dove Venere colloquia con Marte, le Parche tessono e tagliano i loro fili o la bella Europa viene rapita in una carnevalesca Venezia. E’ la DONNA INTIMA, infine, a chiudere la mostra, colta in momenti privati, al risveglio, quando si veste o nelle conversazioni più segrete.

    Fred Pittino, in più di sessant’anni di attività, che si sviluppa nell’arco del XX secolo, ha maturato e operato con sicurezza la sua ricerca di contenuti, tecnica e linguaggio, plasmati da una grande capacità espressiva e da una  profonda umanità. Questa mostra offre un prezioso tributo alla sua arte, che ha segnato con forza un importante periodo artistico del Friuli-Venezia Giulia.

    Dal 7 al 30 ottobre 2011
    Cividale del Friuli – Chiesa di S. Maria dei Battuti

    “DONNE
    Le donne nella pittura di Fred Pittino.”

    Orario di apertura:
    dal lunedì al giovedì 10.30 – 12.30
    venerdì, sabato e domenica 10.30 – 12.30 / 15.30 – 19.00

    Hanno collaborato alla sua realizzazione: l’associazione Formae Mentis che ha organizzato la mostra; il Comune di Cividale del Friuli che l’ha sostenuta ed ospitata; la Banca popolare di Cividale e Domenico Ghini – Lavanderie Adriatiche – che hanno contribuito finanziariamente.

    Per ulteriori informazioni: [email protected]

     

  • Il ritmo sensuale della pittura alla Castelli Gallery di Milano con “ROSSO REGGENTE”, mostra personale di Nicoletta Magnani.

    Mercoledì 5 ottobre 2011, alle ore 19.00, la Castelli Gallery di Milano inaugurerà “Rosso Reggente”, a cura di Emanuela Rindi, mostra personale di Nicoletta Magnani, eclettica artista varesina dalle personalissime soluzioni e invenzioni compositive che le permettono di trasporre sulla tela i ritmi della musica e le sensazioni del corpo.
    Da sempre affascinata dal rapporto tra entità universalmente contrapposte e dal confine, spesso labile, che distanzia dicotomie apparentemente inconciliabili, negli anni Nicoletta Magnani ha individuato soggetti e tematiche psicologiche che le consentissero di elaborare un proprio percorso espressivo avvalendosi di tecniche e linguaggi propri di diverse discipline, dalla pittura alla musica alla scrittura.
    In ambito pittorico, musicalità e gusto per il racconto sembrano guidare la mano dell’artista nel descrivere situazioni in cui il reale e l’immaginario si fondono in un’unica visione, dando vita ad una dimensione del tutto nuova in cui la razionalità si confronta con la soggettività portando alla luce quella parte dell’Io più profonda e misteriosa.
    Figure femminili solitarie e malinconiche, disegnate in chiaroscuro con perizia iperrealista, vengono così sospese in uno spazio indefinito, liquido, permeato da un’energia vibrante che, non essendo costretta nella cornice, si espande nello spazio circostante, richiamando con forza straordinaria la partecipazione dello spettatore. Una partecipazione, però, sempre richiesta e mai imposta. Al rigore formale della resa anatomica fanno da contrappunto colorati e fantasiosi elementi grafici bidimensionali che si muovono nello spazio liberi e sinuosi; un vivace contrappunto visivo che determina soprattutto il “ritmo” della fruizione dell’opera, suggerendo a chi osserva di alternare momenti di stasi e di riflessione, scaturiti dall’osservazione del soggetto, a piacevoli momenti di abbandono in cui seguire il leggero movimento ondivago che caratterizza l’intera composizione.
    Da sempre alla ricerca di nuove formule espressive e nuovi progetti in cui convogliare e far dialogare tra loro i suoi molteplici interessi, recentemente Nicoletta ha dato vita ad un ciclo che potremmo definire “pittorico-musicale”, il cui primo esemplare sarà esposto in anteprima alla Castelli Gallery.
    Si tratta di “BWV 1008”, dipinto che riprende un fotogramma tratto dal film “Il danno” di Louis Malle, interamente progettato e realizzato durante l’ascolto della seconda Suite per violoncello di Bach, BWV 1008; un progetto che prevede la realizzazione di altre cinque opere pittoriche ispirate alle rispettive Suite del celebre compositore e di cui, in futuro, sarà interessante seguire gli sviluppi.

    Nata a Reggiolo, nell’Emilia, e residente a Varese da molti anni, Nicoletta Magnani è flautista, violoncellista e apprezzata cantante, scrive poesie e racconti brevi, è laureata in Architettura al Politecnico di Milano ed è entrata a far parte di diritto nel Circolo degli Artisti di Varese. I suoi quadri sono stati pubblicati su prestigiose riviste, come Elle Decor e Grazia Casa, ed ha partecipato a concorsi artistici e letterari.
    Sito personale dell’artista:
    www.nicolettamagnani.it

    “ROSSO REGGENTE” – Mostra personale di Nicoletta Magnani
    Dal 5 al 15 ottobre 2011
    a cura di Emanuela Rindi
    Inaugurazione: mercoledì 5 ottobre, ore 19.00

    Castelli Gallery
    Via Cerano, 15 – 20144 MILANO
    Orari:
    Tutti i giorni dalle 7:30 alle 2:00.
    INGRESSO LIBERO
    www.castelligallery.it

    Ufficio Stampa: Rindi Art
    [email protected]

  • Il rumore del colore. Aperissage alla galleria VIsta

    Sabato 10 settembre 2011 s’inaugura alle ore 19.00 presso la Galleria Vista in via Ostilia 41 a Roma, la mostra collettiva “Il Rumore del Colore” degli artisti: Aurelio Biocchi, Maria Teresa Capelli, Giorgio Carnevali, Tommaso Liuzzi, Marco Pira, Lino Porrari, Reseda Orrù, Marco Sciarpa

    Centro d’Arte Vista

    Presenta
    IL RUMORE DEL COLORE
    Mostra collettiva

    DURATA: dal 10 settembre al 23 settembre 2011
    INAUGURAZIONE: sabato 10 settembre ore 19.00
    ORARI: dal lunedì al venerdì 15.00 – 20.00; sabato 16.00 – 20.00
    LUOGO: Galleria Vista, via Ostilia 41 (Colosseo), Roma
    CURATRICE: Michela Melis
    INFO: [email protected]; www.vistatv.it
    TEL: 0645449657
    “Vista” è un centro dedicato all’arte e alla comunicazione che nasce dall’esperienza di alcuni giornalisti da sempre impegnati nell’organizzazione di eventi d’arte e cultura. Una project gallery che si rivolge ai giovani talenti esordienti, ma accoglie anche esperienze confermate all’ombra della splendida cornice del Colosseo.
    In questo contesto Vista presenta la mostra collettiva “IL RUMORE DEL COLORE” curata da Michela Melis.
    Spesso la parola rumore è associata a qualcosa di negativo, ad una sensazione di fastidio. Perché dunque utilizzare tale termine associato all’arte, e in particolare, al colore?
    Il tema della mostra mi è balenato alla mente guardando le opere di Van Gogh: il colore ha una tale forza che trascende la forma. Ciò che colpisce i sensi dell’osservatore è il colore in tutta la sua forza, la sua energia.
    Con “Rumore del colore” intendevo proprio questo: il senso primordiale, carnale dell’opera si risolve nell’espressività estrema del colore, nell’energia che cattura lo spettatore, invitandolo ad andare oltre la forma e lo spazio, parlandogli direttamente con una comunicazione diretta e concreta.
    Il rumore del colore è come il rumore del mare e del vento: suoni armonici che hanno in sé la potenza cruda della natura.

  • Mostra su Cafarnao al Meeting di Rimini 2011

    Un successo per la mostra sulla vita di Gesù a Cafarnao presentata al Meeting di Rimini 2011. La mostra è stata edita con il patrocinio della Custodia di Terra Santa e realizzata con la collaborazione di ATS pro Terra Sancta.

     

    Si è conclusa con successo la mostra sulla vita di Gesù a Cafarnao, dal titolo “Con gli occhi degli Apostoli – Una presenza che travolge la vita”, presentata al Meeting di Rimini 2011. Più di diecimila persone hanno partecipato all’incontro di presentazione ufficiale tenuto dal padre Custode Pierbattista Pizzaballa. La mostra è stata edita con il patrocinio della Custodia di Terra Santa e realizzata con la collaborazione di ATS pro Terra Sancta.

    La mostra racconta il fatto storico della venuta di Gesù a Cafarnao attraverso le testimonianze archeologiche ed evangeliche relative al sito di Cafarnao. Cafarnao è l’antico villaggio sulle rive del lago di Tiberiade, dove Gesù incontrò i suoi primi discepoli. Il sito di Cafarnao è stato oggetto di numerose campagne archeologiche realizzate nel corso del XIX e XX secolo da parte dei Francescani della Custodia di Terra Santa. Gli scavi hanno portato a scoperte eccezionali, testimonianza del fatto storico di Gesù. Il sito di Cafarnao rappresenta oggi una delle perle della Terra Santa, un sito visitato ogni anno da milioni di pellegrini.

    ATS pro Terra Sancta e la Custodia di Terra Santa si impegnano per la tutela e la valorizzazione del sito di Cafarnao con il progetto “Cafarnao, la città di Gesù”. Il progetto si pone l’obiettivo di far rivivere la città che ha ospitato Gesù, gli apostoli e la prima comunità cristiana, trasformando una semplice visita in una esperienza d’immedesimazione e di memoria del fatto cristiano. Clicca qui per maggiori informazioni sul progetto “Cafarnao, la città di Gesù”.