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SEI AZIENDE DEL MONDO DELL’AUTOMAZIONE HANNO GIA’ OTTENUTO IL MARCHIO PLC FORUM MADE IN ITALY, COSA ASPETTI?

Pochi giorni di vita e PLC FORUM MADE IN ITALY risulta già essere un marchio di certificazione apprezzato dalle aziende del Bel Paese. Sono sei, ad oggi, le società che hanno scelto di certificarsi, forti della convinzione che portare il nome del Made in Italy nel mondo sia, non solo sinonimo di qualità, ma un dovere per tutte quelle industrie italiane che fanno della produzione Made in Italy il proprio core business. Contrive S.r.l., Elsist S.r.l., SDproget Industrial Software S.r.l., Kernel Sistemi S.r.l., Combustion and Energy S.r.l., Eltex S.r.l. sono questi i nomi delle sei aziende che hanno scelto di certificare alcuni loro prodotti 100% Made in Italy.
Ci troviamo oggi in una società sempre più colpita da fenomeni quali il decentramento della produzione in zone con un più basso costo della manodopera. I settori dell’automazione industriale ed elettronica sono tra i più colpiti da questa attitudine, per questo motivo esaltare la produzione italiana deve essere un obiettivo comune e primario per tutti coloro che hanno scelto di aprire un’attività in questo paese e continuano ancora oggi a produrre con i beni forniti da esso.
“Nelle condizioni attuali di mercato un potenziale Cliente si trova spesso a non avere informazioni corrette sulla provenienza dei prodotti che intende acquistare, non essendo in grado di risalire all’effettivo produttore del bene, che si “nasconde” dietro alla rete di distribuzione. Oltre ai problemi di qualità e conformità, l’utente si trova a non disporre di informazioni accurate, spesso neppure tradotte ed in ogni caso senza un’organizzazione di riferimento per supporto ed assistenza. Essere un’azienda italiana ufficialmente certificata da un’associazione riconosciuta come PLC Forum ed essere automaticamente rintracciabile da parte dei clienti rappresenta senza ombra di dubbio un valore aggiunto per chi acquista e per chi vende, ed uno strumento utile  a fare chiarezza nell’intero settore”. Ha affermato l’Ing. Giovanni Pedruzzi, Presidente di Contrive S.r.l.
PLC Forum ha scelto di creare questo marchio di certificazione per un settore, quello dell’automazione, ancora sprovvisto di tale garanzia. Si tratta di un’idea nata con l’obiettivo di andare a contrastare la contraffazione, l’abuso e la falsificazione del Made in Italy e di venire incontro alle esigenze di tutte quelle aziende del settore interessate a certificare la propria linearità a quelli che sono i principi qualitativi caratteristici del territorio italiano, luogo contraddistinto da materie prime di qualità e prodotti costruiti a regola d’arte.
Le aziende che hanno già ottenuto il marchio sui loro prodotti, sono visibili visitando il sito www.madeinitaly.plcforum.it e cliccando sulla voce “rintracciabilità”, così come i regolamenti normativi e legislativi che ne disciplinano il rilascio.

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ANCHE IL SETTORE DELL’AUTOMAZIONE HA FINALMENTE IL SUO MARCHIO DI CERTIFICAZIONE MADE IN ITALY

Grande novità in casa PLC FORUM: “PLC FORUM MADE IN ITALY”, è questo il nome scelto dall’associazione per il suo primo marchio di certificazione. Un’idea nata con l’obiettivo di andare a contrastare la contraffazione, l’abuso e la falsificazione del Made in Italy in Italia e nel mondo. Un marchio dedicato al settore dell’automazione industriale ed elettronica, un comparto che ad oggi non possiede ancora marchi di certificazione di origine italiana tanto utilizzati in altri settori, quali quello del Food&Beverage.

PLC FORUM MADE IN ITALY guarda direttamente a tutte quelle aziende del settore interessate ad attestare la propria linearità a quelli che sono i principi qualitativi caratteristici del territorio italiano, un luogo caratterizzato da materie prime di qualità, prodotti costruiti a regola d’arte con un’attenzione particolare nel dare il meglio che si possa offrire. Si tratta di un marchio applicabile all’intera azienda o al singolo prodotto (di cui entrano a far parte anche le famiglie di prodotto) volto ad assicurare che la produzione venga fatta totalmente in Italia, che i semilavorati e le varie componenti siano prodotte sul suolo italiano e che i prodotti siano conformi alle norme cogenti applicabili. Per ottenere il marchio, il produttore dovrà eseguire un iter semplice ed immediato: egli sarà chiamato in prima istanza ad autocertificare la propria azienda o il proprio prodotto attraverso il sito online, ad essa seguirà un controllo da parte di un team qualificato che realizzerà audit documentali e presso il fabbricante per comprovare l’autenticità della dichiarazione rilasciata. La convalida sarà comunicata mediante e-mail a seguito dell’ottenimento di un risultato positivo delle verifiche o della chiusura delle eventuali non conformità registrate. Per tutto il periodo di possesso del marchio potranno essere effettuati audit di sorveglianza, volti a monitorare il continuo soddisfacimento dei requisiti.

 

PLC FORUM MADE IN ITALY è un marchio di certificazione che fa riferimento a disposizioni comunitarie in materia di origine non preferenziale della merce, ogni specifica in merito ai regolamenti normativi e legislativi e tutti gli aspetti inerenti il marchio di certificazione PLC FORUM MADE IN ITALY sono contenuti nei disciplinari che ne regolano ogni aspetto, scaricabili dal sito: www.madeinitaly.plcforum.it

 

 

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PLC Forum è un’associazione senza scopo di lucro creata per diffondere informazioni tecniche relative all’automazione industriale e alla didattica inerente. Un punto di incontro e confronto sui temi sottesi all’intero comparto dell’automazione e alle tematiche legate al campo elettronico-informatico.

Un forum nato allo scopo di creare una comunità attenta di persone connesse e unite da passioni e interessi simili, un gruppo con cui discutere, confrontarsi e grazie al quale trovare un aiuto.

Tutti hanno sempre qualcosa da imparare: condividere le proprie esperienze personali è fondamentale per aiutarsi a vicenda e accrescere le proprie conoscenze.

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MarkMonitor salvaguarda le aziende dall’abuso del brand nel mobile

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  • 4 Giugno 2014

La nuova offerta protegge i brand rilevando l’uso non autorizzato di marche e loghi nei principali app store

SAN FRANCISCO, 3 GIUGNO 2014 – MarkMonitor ®, leader mondiale nella protezione del marchio aziendale e parte di Thomson Reuters, ha annunciato oggi la disponibilità di MarkMonitor Brand Protection ™ – Mobile Apps. Con questa nuova offerta, i brand possono rilevare e rimuovere le istanze di violazione e abuso del marchio anche nei popolari app store. Scoraggiando l’impersonificazione del marchio e la falsa associazione nel canale mobile, le aziende possono ridurre la confusione dei clienti, rafforzare la fiducia del marchio e proteggere i ricavi provenienti dall’m-commerce.

Nel 2013, smartphone e tablet hanno costituito quasi il 35 per cento del traffico online e il 16,6 per cento delle vendite online, ciò mostra la crescente popolarità delle fonti alternative nell’interagire con i rivenditori. Grazie alla popolarità di questi canali, i criminali informatici hanno l’opportunità di sfruttare i consumatori ignari e i brand impreparati. Si prevede che il fatturato dell’m-commerce aumenterà di oltre 420.000 milioni dollari entro il 2018 e più marche abbracceranno il formato delle applicazioni per raggiungere il loro pubblico, ciò rende importante per loro proteggere le proprie entrate contro i truffatori che cercano di utilizzare astutamente i loro nomi e loghi.

“I consumatori stanno affollando i canali mobile per ricercare e fare acquisti e dove vanno i consumatori, i truffatori li seguono”, ha dichiarato Jerome Sicard, Regional Manager di MarkMonitor per il Sud Europa. “I brand devono essere preparati a proteggere i loro profitti e la reputazione nel mondo mobile di oggi.”

La nuova offerta estende la soluzione MarkMonitor Brand Protection al canale mobile, aiutando i brand a migliorare la soddisfazione dei propri clienti e fornire loro un’immagine del brand coerente, identificando le applicazioni potenzialmente contraffatte o violate. I brand possono anche utilizzare la nuova funzionalità per aiutare gli sviluppatori e i partner di app a utilizzare i propri assets in maniera adeguata, individuando l’uso non conforme dei brand e dei loghi. Le funzioni di attuazione integrate assieme al reporting e agli strumenti di case management consentono ai brand di segnalare, gestire e monitorare i casi di infrazione per la loro risoluzione.

A proposito di MarkMonitor

MarkMonitor, leader mondiale nella protezione del marchio aziendale e business di Thomson Reuters Intellectual Property & Science, utilizza un modello di distribuzione SaaS per fornire tecnologie avanzate e competenze per proteggere i ricavi e la reputazione dei marchi leader a livello mondiale. Nel mondo digitale, i brand devono affrontare nuovi rischi legati all’anonimato del web e alla sua portata globale, spostando i modelli di consumo sui contenuti digitali e sui beni e servizi. I clienti scelgono MarkMonitor per la sua combinazione unica di esperienza di leader nel settore, tecnologia avanzata e ampie relazioni industriali per preservare i propri investimenti di marketing, i ricavi e la fiducia dei clienti.

Per ulteriori informazioni, www.markmonitor.com

A proposito di Thomson Reuters

Thomson Reuters è la fonte leader mondiale per l’informazione intelligente destinata a imprese e professionisti. Coniuga competenze di mercato con tecnologie innovative per fornire informazioni critiche ai decision makers leader nel settore finanziario e del rischio, legale, fiscale e contabile, della proprietà intellettuale e dei mercati della scienza e dei media, implementato dall’organo di informazione più affidabile al mondo.

Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.thomsonreuters.com

MarkMonitor ® è un marchio registrato e MarkMonitor Brand Protection ™ è un marchio registrato di MarkMonitor Inc. , parte del business Intellectual Property & Science di Thomson Reuters . Tutti gli altri marchi qui citati sono di proprietà dei rispettivi proprietari

 

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IN OCCASIONE DELL’ INAUGURAZIONE STRAORDINARIA DELL’ATELIER “IL GIOIELLIERE DI VENEZIA” INTERVISTA AL MAESTRO ORAFO MAURIZIO DE MARCHI

 Maurizio de marchi, grande maestro orafo, specializzato in gemmologia, è stato intervistato in occasione dell’imminente e attesissima apertura del suo straordinario atelier “il gioielliere di Venezia“.

 DOVE E QUANDO VERRÀ INAUGURATO IL NUOVO ATELIER DI VENDITA DE MARCHI “IL GIOIELLIERE DI VENEZIA”?

L’atelier inaugurerà a Venezia (Salizada San Samuele n° 3145) vicino al prestigioso contesto di piazza san marco. Il vernissage si terrà sabato 16 novembre dalle 18.00 alle 22.00 e sarà un evento unico nel suo genere.

COME NASCE L’IDEA DEL BRAND DISTINTIVO COL NOME DI “IL GIOIELLIERE DI VENEZIA“?

Il Gioielliere di Venezia” è un brand di alta gioielleria, ispirato dal mio amore per la città di Venezia. Una città suggestiva sia per il suo multiculturalismo sia per la sua ricchezza di colori. Colori presi come modello e ricreati poi con pietre preziose nelle mie creazioni. Oltre alla grande passione che nutro, “il Gioielliere di Venezia” è stato ispirato dai miei clienti, personalità dal buon gusto elegante e molto esigenti, facenti parte di antiche famiglie veneziane, che hanno riconosciuto il brand come tale, in quanto venivano da me per farsi realizzare, su committenza, straordinari e autentici gioielli di artigianato, che rispettassero le loro richieste, il loro modo di essere, i lori gusti.

SI OCCUPA LEI IN PRIMA PERSONA DELLA CREAZIONE DEI GIOIELLI?

Tutte le mie creazioni partono da una bozza, vengono progettate e realizzate da me. L’ispirazione viene tutta dalla passione che metto in quello che faccio, una passione che è iniziata a sbocciare sin da quando ero un adolescente. Giovane, grintoso, ma con già le idee chiare sul percorso che stavo per intraprendere. Come già anticipato, realizzo gioielli anche su commissione, partendo direttamente dal disegno del committente o anche da pietre preziose e gioie di proprietà, dopo aver fatto un’accurata intervista al cliente per scoprirne i gusti, lo stile, il modo di essere e per capire quali i materiali adatti a lui.

EFFETTUA ANCHE SERVIZIO DI LABORATORIO PER LA MANUTENZIONE E RIPARAZIONE DEI GIOIELLI?

Si, effettuo qualsiasi tipo di manutenzione e riparazione, capacità maturata in anni di esperienza lavorativa.

QUAL E’ IL SUO CLIENTE IDEALE?

Io punto tutto sulla donna indipendente, che si reca in gioielleria per acquistare o farsi creare un gioiello, a suo gusto e piacere, invece che voler solamente attirare l’attenzione dell’uomo che vuole fare un dono a sua moglie, figlia, amica… La figura della donna emancipata è in tutta la mia comunicazione.

QUALE LA FILOSOFIA DEL SUO ATELIER?

Il mio atelier è un vero e proprio salotto culturale, elegante e raffinato, in puro stile veneziano. La parola chiave infatti è proprio “Cultura”. Sono assolutamente contrario all’ideologia, ormai radicata, di comprare i gioielli, solo per la firma che porta. Purtroppo la gente è sempre più focalizzata nei brand che sono più conosciuti a livello mediatico, di pubblicità. Io con il mio lavoro e il mio atelier, voglio portare avanti il concetto di “Cultura delle pietre”, perché ognuna ha una provenienza, una storia, un significato, un’anima, così come le gemme, le perle, i diamanti e tutti i materiali preziosi che compongono un gioiello. Inoltre, continueremo a creare ottime sinergie e collaborazioni con artisti, studiosi, critici d’arte, intellettuali e scrittori e poeti, come Roberto Mussapi, che mi ha dedicato una magnifica poesia, visibile su sito www.ilgioiellieredivenezia.it.

TUTTO E’ CURATO NEI MINIMI DETTAGLI. ANCHE IL LOGO DEL BRAND HA UN SUO SIGNIFICATO?

Certamente. Il colore giallo del logo esprime energia, gioia, calore, come la grinta, la personalità e la passione che metto nel mio lavoro, punti fondamentali che trasmetto alle creazioni che nascono dal mio studio accurato. Il blu invece simboleggia l’eleganza, la raffinatezza e la perfezione. Tutte caratteristiche che si riflettono nei miei gioielli.

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SEMINARIO “L’ARTISTA OGGI: UNA NUOVA PROFESSIONALITA'”

Domenica 22 settembre 2013 dalle ore 10 alle 19 si terrà presso exfabbricadellebambole, Associazione culturale no profit dedita alla promozione dell’arte contemporanea a Milano, un seminario rivolto ad artisti esordienti e non.

L’evento si propone l’obiettivo di fornire consigli pratici per coloro che si affacciano al mondo del mercato dell’arte, andando a toccare importanti argomenti quali il diritto di seguito, le gallerie, la regolamentazione del mercato primario e secondario e molti altri. Il seminario sarà tenuto da Nicola Maggi, giornalista e storico d’arte oltre che fondatore del blog “Collezione da Tiffany”.

Per il programma, iscrizioni e ulteriori dettagli visitate il sito:

http://www.exfabbricadellebambole.com/workshop-e-seminari

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exfabbricadellebambole

(Associazione culturale no profit);

Via Dionigi Bussola, 6

20143 Milano (MI);

Tel. 377.1902076;

Fax. 02.36.522.487;

Mail. [email protected];

www.exfabbricadellebambole.com;

Orari di apertura: dal lunedì al venerdì 15.00-19.00

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Salone della proprietà industriale: una giornata tra esposizione e convegni per l’informazione delle imprese sulla tutela di marchi, invenzioni, modelli e disegni

Milano, luglio 2013 – Torna lunedì 30 settembre a Parma la seconda edizione del Salone della Proprietà Industriale, organizzato da Senaf, una giornata dedicata all’incontro tra aziende e  professionisti in grado di offrire una consulenza specifica in materia di marchi e brevetti, a cui si affiancano momenti di formazione e aggiornamento su tematiche di interesse per le imprese.

La sessione di convegni – curata da un comitato scientifico presieduto dall’avv. Cesare Galli e affidata ad operatori specializzati nella tutela della PI – è stata pensata per rispondere, in modo pratico e concreto, alle esigenze di informazione sull’importanza del brand e sulla gestione efficace dei diritti IP. Alle aziende verrà infatti illustrato come proteggere il proprio avviamento, soprattutto all’estero, e trovare un finanziamento per l’attuazione industriale delle proprie idee innovative e per internazionalizzare la propria attività: come si avrà modo di spiegare durante il Salone, esistono fondi ministeriali a sostegno della proprietà industriale a livello nazionale e internazionale, e che modelli, invenzioni e marchi possono essere dati in pegno e quindi essere fonte di credito. Due strumenti che, paradossalmente, le imprese utilizzano pochissimo, spesso perché non sanno neppure che esistono, tanto che in molti casi le richieste presentate non arrivano a coprire tutti i fondi disponibili, che quindi non vengono interamente distribuiti.

Tra i molti temi toccati, anche la tutela più efficace del design e dei modelli con il minor investimento: una tematica quanto mai attuale per le imprese che operano nell’ambito dalla moda, dell’arredamento e dell’agroalimentare, settori che sono il fiore all’occhiello del made in Italy. All’interno della sessione si parlerà perciò di quando si rende necessaria, per le aziende, la tutela del design, con una parte di esemplificazione pratica sui tre settori, dei requisiti per la registrazione di un modello e della procedura da seguire sia a livello nazionale sia a livello europeo. Spazio anche alla tutela della forma, del diritto d’autore e di come regolamentare contrattualmente la collaborazione con designers.

Inoltre, durante il Salone si terrà il primo IP Summit & Forum italiano, che darà la possibilità di ascoltare e interrogare direttamente i più grandi esperti sui temi di maggior interesse e attualità: un’occasione di formazione per gli avvocati che si occupano di PI (con rilascio di crediti formativi), con sessioni di convegni, in cui si parlerà delle novità in materia di finanziamenti e garanzie sui diritti IP, di protezione senza brevetto in Italia e all’estero, l’evoluzione della nozione di equivalenza, e gli sviluppi sulla brevettazione nell’ambito del biomedicale e della meccanica, comparti trainanti del nostro Paese, ai quali si affiancherà una sessione dedicata alla tutela del prodotto e dell’immagine italiana nel mondo, in cui si parlerà di prodotti-copia e packaging, co-branding e sinergie di marca, senza trascurare la difesa del DNA dell’impresa.

La Presidenza del Comitato Scientifico è stata affidata ad uno dei principali esperti internazionali in tema di proprietà Industriale, l’Avv. Prof. Cesare Galli, che presiederà i lavori e che, nel presentare il progetto, ha sottolineato che ”Oggi più che mai a fare la differenza in termini di competitività sul mercato sono il patrimonio delle idee di cui un’impresa è proprietaria e la sua capacità di proteggerlo, impedendo che venga saccheggiato da chi sfrutta parassitariamente i frutti del lavoro altrui. Gli strumenti per difendersi si chiamano, brevetti, modelli, marchi, segreti industriali, denominazioni di origine: e funzionano, purché li si utilizzi con determinazione e professionalità, evitando il fai da te e facendosi assistere da veri esperti, perché alla base della competitività sta sempre la conoscenza

Il Salone darà perciò alle imprese la possibilità di incontrare professionisti ed Istituzioni per confrontarsi sulle soluzioni per costruire, utilizzare, valorizzare e tutelare al meglio la loro “proprietà industriale”: un vero e proprio patrimonio spesso ignorato e sottovalutato.

 

Tutte le informazioni sulla manifestazione su www.senaf.it/proprietaindustriale; tel. 02.332039460

 

Per ulteriori informazioni

MY PR

Roberto Grattagliano – Federica Scalvini

tel_ 02-54123452 fax_ 02-54090230

e-mail_[email protected] – Federica.scalvini@mypr.it

www_www.mypr.it

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mima: è online il nuovo Blog del brand spagnolo per la prima infanzia

mima il marchio che rappresenta la cultura del design nel settore della prima infanzia, dimostra continuamente, attraverso il proprio percorso, un’attenzione meticolosa per tutto ciò che è indispensabile nella cura del bambino. Non manca mai di proporre i prodotti migliori.

 

Tutti i genitori hanno l’esigenza di conoscere qual è il più adatto per il proprio piccolo, per questo mima offre una serie di servizi che permettono di conoscere a 360° le creazioni del brand: non solo collegandosi al sito www.mimakids.com o seguendo la fan page su Facebook. Ora è possibile visitare anche il nuovissimo blog mima www.mimakidsblog.com che raccoglie informazioni sulle nuove gamme, prodotti ed eventi mima, nonché articoli dedicati alla musica, al disegno ed ai viaggi!
mima è anche su Twitter@mima_kids!

 

Questi servizi consentono il consolidamento di una vera e propria identità nella rete, a dimostrazione di come il brand sia in grado di seguire le tendenze caratteristiche della vita odierna.

 

Collegandosi al sito, al blog o ai profili Facebook e Twitter è possibile conoscere in tempo reale tutte le iniziative che riguardano mima, rimanere aggiornati sul lancio dei novi prodotti; vedere immagini dettagliate dei passeggini che più piacciono, così da poterli conoscere nei minimi particolari come fareste in un vero e proprio negozio. Inoltre troverete le informazioni adeguate sui punti vendita mima più vicini e rimarrete aggiornati su eventi e manifestazioni a cui partecipa il brand.

 

Le informazioni, le notizie e le immagini sono aggiornate quotidianamente per soddisfare al meglio la curiosità di chi naviga in rete, non solo da PC ma anche dal vostro cellulare.

 

mima può garantire tutto questo grazie alla consapevolezza di proporre sempre il prodotto migliore, di qualità e con un design innovativo e accattivante. Le creazioni nascono dall’esperienza diretta di Davy and Yolanda, i due ideatori del marchio, che grazie alla loro quotidianità di genitori sposata all’essere due designer internazionali, possono dare risposte coerenti e di elevata qualità alle necessità di mamma e papà.

 

mima è il brand del momento che non mancherà di sorprendervi, rimanete collegati!

 

Per Info:

Ufficio Stampa Artémida: Emanuela Lodolo – [email protected]

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I numeri sono i testimoni incontrovertibili del successo dei forni Valoriani

La V di Valoriani un simbolo che domina la chiave della volta dei forni a legna, progettata dall’azienda di Reggello e che testimonia quotidianamente, nel mondo, l’assoluta eccellenza dei suoi forni a legna prefabbricati e che oggi ha scelto di farlo attraverso i numeri nudi e crudi testimoni chiari e incontrovertibili di un successo mondiale.

Fatti dunque e non le solite parole istituzionali, testimoni di crescita e di sviluppo, interpreti di un successo imprenditoriale che non si adagia sugli allori e che proprio per questo ha deciso di far parlare i numeri al suo posto.

1890 la data in cui tutto ebbe inizio, una scommessa che ha visto un piccolo progetto artigianale ingrandirsi poco a poco fino a raggiungere i più lontani angoli del globo. 121 gli anni di attività di un’azienda che ha affrontato e brillantemente superato ben 2 Guerre Mondiali, periodi di boom economico e di recessione senza mai smettere di lottare ed assumendo un atteggiamento proattivo che l’ha portata ai massimi livelli internazionali.

6 le generazioni Valoriani che si sono avvicendate nel management dell’azienda a partire da Pietro fondatore della primissima fornace passando attraverso Gino, Silvio, Valeriano e Massimo, fino ad arrivare all’inserimento in azienda, negli ultimi anni di Carlotta e Cecilia.

1300 i gradi a cui vengono cotti tutti mattoni utilizzati per realizzare sia il piano che la volta dei forni a legna. 10 i modelli di stufe in maiolica progettate per contrastare i rigidi mesi invernali, 4 le linee di forni professionali, 4 quelle di forni ad uso domestico declinate in una tale varietà di dimensioni da poter soddisfare le esigenze di qualunque cliente.

Più di 300.000 i forni a legna venduti in tutto in Europa, America, Australia e Giappone negli ultimi 50 anni di attività, 25 i dipendenti dello stabilimento toscano, decine e decine i partners e i collaboratori sparsi in Italia e nel mondo e contribuiscono con il loro lavoro a diffondere il marchio Valoriani.

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Concorso Chicco con Beberoyal: “Giochi di Parole”, fino all’8 Luglio!

Partecipa con la frase più bella tra te e il tuo bambino, in palio tanti giochi divertenti

Beberoyal, il gruppo che riunisce 80 negozi specializzati in prodotti per mamme e bambini, vi invita a partecipare al Concorso “Giochi di parole” postando le parole più belle che voi mamme, protagoniste di questa festa, vi siete scambiate con i vostri piccoli su www.beberoyal.com. Ci sono in palio fantastici premi e le cinque frasi più tenere riceveranno in regalo i giochi più belli per il vostro bambino!

Registrati sul portale di Beberoyal e vinci… hai tempo fino all’8 Luglio!

Grazie a Beberoyal e Chicco, la festa della mamma continua! Il rapporto più unico, intenso e dolce del mondo, quello tra una mamma e il proprio bambino, va festeggiato ogni giorno, anche attraverso le parole che ispira. Per questo, Beberoyal e Chicco hanno scelto di premiarle. Infatti, le cinque frasi più tenere che pubblicherete sul sito di Beberoyal potranno aggiudicarsi questi imperdibili regali:

Alla prima frase classificata va la più bella e sicura prima biciclettina che un bambino può desiderare: Chicco Red Bullet (dai 3 anni in su). Realizzata in metallo ultraleggero, con manubrio e sella regolabili in altezza, Chicco Red Bullet aiuta il bambino a sviluppare l’equilibrio per mantenersi sulle due ruote, fino a poter utilizzare una vera bicicletta senza paura e difficoltà.

La seconda frase più bella avrà in regalo il fantastico Zoom Trike di Chicco (dai 18 mesi in su), l’esclusivo triciclo con sistema ZTS che permette di piegarlo e riporlo nella comoda sacca da trasporto inclusa. Inoltre, il pratico maniglione permette di accompagnare il bambino che, una volta diventato esperto, potrà anche guidare da solo.

Per la terza classificata, invece, c’è in palio il Tavolo Giardino delle Parole di Chicco, che comprende molteplici attività di gioco, capaci di aiutare il bambino a familiarizzare con le parole, sia in Italiano che in Inglese. Tra l’altro, il gioco può essere utilizzato anche a terra grazie alle gambe amovibili.

4° Teddy Conta con Me di Chicco (dai 6 mesi in su) è il premio per la quarta frase più bella, l’amico ideale con cui imparare una sacco di parole in Italiano ed in Inglese. Il bambino, semplicemente premendo i tasti, potrà imparare una serie di filastrocche, i nomi della frutta e degli animali.

Alla quinta classificata, infine, va il Tappeto degli Animali Cantanti di Chicco, che, grazie al suo sistema elettronico di riproduzione dei versi degli animali, aiuta il neonato a sviluppare la sensibilità del tatto e la sua coordinazione manuale. Ogni animale, infatti, ha una funzione differente: per esempio, la coda della mucca è uno specchio, l’uccellino si muove avanti e indietro, e la farfalla è un anello per i denti.

Ci sono istanti e momenti della vita del vostro bimbo che non scorderete mai più: un sorriso, una faccina o tenere parole d’amore che vi siete scambiati! Mamme, scriveteci la frase più tenera che vi siete detti e provate a vincere il nuovo favoloso Concorso “Giochi di Parole”!

Come partecipare. Cosa aspetti? Partecipare è semplicissimo! Entra nel mondo di Beberoyal e registrati sul portale. Basterà scrivere e inviarci la frase che vuoi rendere indelebile! Beberoyal sarà il giudice unico e insindacabile che eleggerà le 5 frasi più dolci e profonde!

Per Info:

Ufficio Stampa Artémida: Emanuela Lodolo – [email protected]
Tel: 02 45482672 – Mob: 333 2648370

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Ursamajor a TuttoFood 2011: l’innovativa associazione consortile presenta i prodotti in esclusiva e il nuovo E-Commerce!

Conferenza stampa: 9 Maggio Ore 11:00 – Sala Gamma Pad. 22

Ursamajor Group Pad.22 stand S1T10

Ursamajor Group, l’originale unione tra le migliori imprese del settore distributivo Ho.Re.Ca e Retail in Italia, è l’esempio di come un’intesa basata su accurati principi di competenza e qualità possa costituire la risposta più efficace alla complessità del mercato attuale. E questo singolare modello di partnership nasce in un mondo vasto e multiforme, come quello del settore italiano dell’alimentare.

Così, quale migliore vetrina per presentare il nuovo e innovativo brand nel mercato Ho.Re.Ca e Retail se non la più importante rassegna internazionale sul business alimentare? Ursamajor, infatti, sarà protagonista alla famosa fiera TuttoFood Milano 2011, come innovativa associazione consortile che riunisce, sotto un unico marchio, le migliori realtà aziendali italiane nel settore della distribuzione alimentare.

In questa esclusiva cornice, Ursamajor presenterà in anteprima i suoi straordinari prodotti, come il Lupino, e il suo grande E-Commerce: il rivoluzionario negozio virtuale, dove ogni singolo Partner può esporre i prodotti e servizi garantiti dal proprio brand alimentare. Vieni alla fiera TuttoFood di Milano, il nuovo punto di incontro tra il settore produttivo e distributivo dell’industria alimentare italiana è tutto da scoprire!

Scopri l’E-Commerce… e vinci l’iPad!

Partecipa alla conferenza e potrai vincere uno dei due iPad in palio per testare in diretta il primo rivoluzionario E-Commerce dei distributori Food!

Ursamajor Group ha scelto lo spazio privilegiato del B2B dell’industria alimentare per presentare ufficialmente la sua moderna filosofia, che è già realtà. Lunedì 9 Maggio alle ore 11, nella sala Gamma del Pad. 22, la stampa specializzata, le associazioni di categoria, le aziende e tutti gli operatori del settore sono invitati alla speciale conferenza, in cui interverranno:

Giuseppe Arditi (per Ursamajor Group)

Roberto Del Zotto (per Ristopiù Lombardia)

Alessandro Lanzani (per Lagogel)

In occasione della presentazione della sua realtà imprenditoriale, Ursamajor ha organizzato una speciale sorpresa: durante l’incontro, saranno estratti tra i presenti due iPad per condurre una dimostrazione in tempo reale del maneggevole e innovativo funzionamento dell’E-Commerce, il nuovo punto di incontro tecnologico e reale tra i clienti, i fornitori e i distributori del mercato Food italiano; uno spazio forte e condiviso in grado di promuovere le diverse realtà aziendali associate al gruppo.

A seguire un esclusivo rinfresco con i prodotti del marchio Davigel, presso lo stand Ursamajor Pad.22 stand S1T10.

CONFERMA LA TUA PARTECIPAZIONE

Innovazione anche nel gusto: è arrivato il Lupino!

Ursamajor, basandosi su una certificata garanzia di valori e qualità, è sempre attento alle tendenze del mercato e alle evoluzioni del gusto. Per questo, è il distributore esclusivo per l’Italia dei prodotti a base di Lupino, permettendo a tutte le diverse aziende affiliate di commerciare questi speciali alimenti!

Il lupino, infatti, costituisce la nuova frontiera dei nutraceutici: è leggero e facilmente digeribile, un’ottima fonte di fibre e proteine. E’ totalmente sicuro perché non geneticamente modificato e, soprattutto, rappresenta un formidabile alleato contro i più comuni disturbi: come diabete, ipertensione, colesterolo e stitichezza.

Dopo il successo ottenuto lo scorso Febbraio alla Fiera Sapore 2011, Ursamajor Group propone anche nella prestigiosa cornice di TuttoFood le sue innovative proposte alimentari a base di lupino, una vera e propria rivoluzione del gusto unito alla salute, che si sono già conquistate l’Innovation Award alla fiera riminese.

www.ursamajorgroup.org

Rafforza il tuo business nel settore della distribuzione alimentare e vieni a scoprire l’esclusiva realtà di Ursamajor Group alla Fiera TuttoFood 2011! Perché l’unione fa la forza… e la qualità!

Ufficio Stampa Artémida

Emanuela Lodolo – [email protected]

Tel: 02.45482672 – Mob: 333.2648370

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Il Cotto con marchio Il Palagio ora è su internet con il Blog, Facebook e Twitter

Ha preso il via proprio in questi giorni l’era 2.0 di Il Palagio, cotto pregiato imprunetino. Il blog aziendale, le pagine di Facebook e Twitter sono molto più di semplici vetrine virtuali, infatti esprimono la necessità, da parte del prestigioso marchio, di rafforzare la conoscenza presso il pubblico sia dei materiali prodotti, già affermati sul mercato da 30 anni, sia dei valori e delle qualità aziendali.

È una svolta in chiave davvero contemporanea quella di Il Palagio, che tramite l’apertura del Blog e delle pagine di Facebook e Twitter compie un ulteriore passo verso i propri clienti facendosi conoscere più a fondo ed anche interagendovi in modo diretto per ascoltarne le necessità, e comunicare loro tutte le novità, le anticipazioni e le promozioni in materia di “cotto”: la dinamicità e l’intraprendenza trovano così un nuovo canale per esprimersi.

Uno spazio aperto ai commenti e ai suggerimenti in uno scambio continuo e proficuo, in cui raccontare di progetti in corso e futuri, di innovazioni adottate, del know-how ed dell’expertise sviluppati nel tempo, di valori, stile di vita aziendale: un modo per far emergere la realtà di Il Palagio in modo più informale, al di fuori dei rigidi schemi imposti dalla comunicazione tradizionale.

Per un marchio che ormai da anni è abituato alle luci della ribalta ecco aprirsi un nuovo palcoscenico da solcare, in chiave del tutto mediatica, non solo come supporto divulgativo nei confronti del pubblico appassionato, ma anche come valida fonte di informazioni e news per la stampa: un’opportunità per diventare a tutti gli effetti editori dei propri punti di vista, della mission aziendale e molto altro ancora.

Il look è semplice e minimale, tutta l’attenzione è centrata sulla notizia, sulle belle immagini che sempre l’accompagnano e sull’opinione di tutti coloro che vorranno partecipare all’attività di questa piccola web community che sta crescendo. Ogni posts racconterà un piccolo pezzo di “storia” di questo marchio che da 30 anni arricchisce edifici ed abitazioni in tutto il mondo.

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Facebook, Twitter e il blog: apre ufficialmente l’era 2.0 di Il Ferrone

Il progetto comunicativo di Il Ferrone da oggi è davvero “Social”. Con l’apertura del nuovo Blog, e delle pagine su Facebook e Twitter si apre l’era 2.0 dello storico e prestigioso marchio del cotto imprunetino. Tradizione e innovazione si incontrano grazie all’evoluzione delle tecnologie e dell’informazione, raggiungendo in pochi click milioni di utenti.

Il Ferrone si prepara ad affrontare il 2011 con un rinnovato ottimismo e con tantissime novità non solo dal punto produttivo e di immagine aziendale. Infatti se un’azienda decide di investire capitali in un rinnovamento importante del proprio look e del proprio prodotto, deve saper trovare anche i giusti canali per poterlo divulgare al mondo esterno.

Una comunicazione che oggi possa essere considerata realmente tale non può prescindere dal web, è proprio per questo Il Ferrone ha deciso di intraprendere un percorso veramente “Social”. Da oggi parte una nuova ed emozionante avventura per un marchio molto legato alla tradizione e alla storia del cotto imprunetino, ma che riesce a vedere oltre ed attualizzare il suo prodotto.

Partendo dal presupposto che un’azienda che ha qualcosa da dire può alimentare la passione e favorire l’incontro con i consumatori, ecco nascere il Blog e le pagine di Facebook e Twitter di Il Ferrone. Queste piattaforme rappresenteranno per gli appassionati di “cotto” di tutto il mondo dei luoghi di incontro virtuali dove si possono scambiare opinioni ed esperienze, informarsi sulle ultimissime novità e promozioni studiate ad hoc dall’azienda, fare richieste, ricevere consigli.

Questo è il proposito di Il Ferrone orientarsi alla “conversazione”, mettersi in ascolto per  avvicinare il web e il suo popolo al mondo del “cotto”, affascinandolo con la sua versatilità, con le sue molteplici sfumature, applicazioni e realizzazioni.

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Forni Valoriani e Associazione Verace Pizza Napoletana: è nata una nuova collaborazione

A breve la pizza margherita potrà fregiarsi del marchio Verace Pizza Napoletana anche laddove non sia consentito l’uso del forno a legna, elemento fino ad oggi fondamentale per l’ottenimento di tale riconoscimento. Tutto questo sarà possibile grazie alla nuova realizzazione, presto sul mercato, di un forno a gas con firma Valoriani.

È noto che qualunque operatore in qualsiasi parte del mondo sappia produrre una pizza margherita o marinara che rispetti tutte le regole e caratteristiche richieste dalla Disciplinare Internazionale per l’ottenimento del marchio collettivo “Verace Pizza Napoletana” potrà fare richiesta per conseguire l’assegnazione e l’utilizzo di tale marchio.

Suddette caratteristiche non riguardano esclusivamente l’utilizzo dei migliori ingredienti e delle più tradizionali tecniche di impasto, ma coinvolgono anche le attrezzature e gli strumenti da usare nella sua realizzazione e cottura. A tutela della genuinità del prodotto e del rispetto di tali richieste, opera l’Associazione Verace Pizza Napoletana.

Nonostante i controlli per il rispetto di queste regole siano piuttosto rigidi, l’associazione è disposta a concedere, di volta in volta, deroghe che riguardano soprattutto l’uso di alcuni strumenti sulla base di particolari esigenze territoriali e normative, che comunque non devono in alcun modo alterare il risultato finale: una pizza a regola d’arte.

Ecco perché Refrattari Valoriani, azienda di fama internazionale nella produzione di forni a legna professionali e ad uso domestico in cotto refrattario, è stata scelta proprio dall’Associazione per la progettazione di un forno alimentato a gas che sappia però riprodurre tutte le qualità di cottura che da decenni contraddistinguono i forni a legna. Un forno a gas dunque che possa essere garanzia, in tutti quei luoghi dove la cottura a legna non è consentita, per l’ottenimento del marchio “Verace Pizza Napoletana”.

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Nuova campagna di Comunicazione per Nazionale Italiana.

Nazionale Italiana S.r.l. è un’azienda con sede legale a Capri ed è titolare del marchio omonimo.
Nazionale Italiana gestisce il marchio con le relative licenze.
Attualmente sono state concesse licenze per i settori:
– ABBIGLIAMENTO UOMO
– COSMESI UOMO
– INTIMO UOMO.
La mission dell’azienda è la gestione degli investimenti per la promozione e la diffusione del marchio.
A novembre è stata realizzata la nuova campagna di comunicazione: STILE ITALIANO, ORGOGLIO SPORTIVO affidata all’agenzia SETADV.
La campagna di comunicazione è stata sviluppata in piena coerenza con la FILOSOFIA dell’azienda:
Nazionale Italiana e’ un marchio che nasce ispirandosi ai valori italiani universalmente riconosciuti.
Da sempre, infatti, tutto il mondo riconosce l’Italia come protagonista delle più eccellenti pagine della  storia in tutti i campi: dall’ingegno degli antichi romani alla grandezza dell’arte e della cultura in tutte le sue forme.
In epoche più recenti l’Italia è riconosciuta come la più grande espressione mondiale della moda per qualità ed innovazione stilistica, e soprattutto, come grande protagonista dello sport.
Nazionale italiana è vicina, in particolar modo,  a tutti gli sport che si caratterizzano per gioco di squadra, forza e correttezza di comportamento.


Nazionale Italiana S.r.l. ha pianificato la campagna di comunicazione sui seguenti media:
SKY TV
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
GAZZETTA DELLO SPORT
CORRIERE DELLO SPORT e TUTTO SPORT
RUGBY CLUB – MAGAZINE
MATCH POINT – MAGAZINE
Un’anteprima delle immagini è disponibile sul sito aziendale: www.nazionaleitaliana.eu

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I dottorati di ricerca: crescità personale, investimento per il futuro o lavoro post laurea?

Col passare degli anni il mondo dell’università sta cambiando notevolmente e dimostra di voler prestare una sempre maggiore attenzione alla realtà produttiva esterna. I vari seminari, corsi, master che vengono frequentemente organizzati e allestiti sono proprio rivolti alla possibilità di voler rendere più accessibile la soglia delle ristrette esigenze curriculari, al fine di creare un maggior collegamento tra le conoscenze acquisite e gli sbocchi produttivi esistenti.

Cosa dice la legge
La legge di riferimento in questo senso è la n. 449 del 27 dicembre 1997, la quale elargisce crediti di imposta a imprese e soggetti di diversa natura dietro una assunzione degli oneri relativi a borse di studio che sono state concesse per la frequenza a corsi di dottorato di ricerca, nel caso in cui il relativo programma di ricerca sia concordato con il soggetto di cui al presente comma e nei casi di assunzione a tempo pieno… di titolari di dottorato di ricerca. La legge in questione, intitolata misure per la stabilizzazione della finanza pubblica, ha delineato tali orientamenti al fine di stabilire un’importante e utile connessione fra il mondo della cultura e il mondo del lavoro: ma per quanto riguarda i dottori di ricerca che operano nell’ambito delle materie umanistiche, questi orientamenti non forniscono alcun ausilio. Al contrario, è possibile ipotizzare che i provvedimenti citati in precedenza creeranno un numero spropositato in favore dei posti di dottorato istituiti nelle facoltà scientifiche e tecnologiche, che, essendo favorite nel mantenere delle relazioni durature e importanti col mondo dell’impresa, potranno usufruire di sostanziose integrazione economiche volte a finanziare borse dottorali, mediante convenzioni con soggetti pubblici e privati che sono in possesso dei requisiti di elevata qualificazione culturale e scientifica e di personale, strutture ed attrezzature idonee.

Gli svantaggi del dottorato di ricerca
L’iniziativa del dottorato di ricerca presenta essenzialmente due svantaggi: anzitutto, la struttura tradizionale della Laurea è rimasta immutata e senza sostanziali variazioni, con una durata che è generalmente superiore alla durata media degli altri paesi, mentre il dottorato di ricerca è un’iniziativa che si è semplicemente aggiunta. Inoltre, il fatto che non si sia richiesto e dato alcun privilegio e vantaggio al dottorato per quanto riguarda l’accesso al mondo delle professioni, ha privato il dottorato stesso di un ruolo essenziale nella ricerca lavorativa. Il dottorato è dunque diventato semplicemente un titolo di mero significato accademico, valutato e richiesto soltanto con finalità propedeutiche alla futura carriera universitaria e di ricerca. Alcuni dottorati, poi, specialmente quelli delle materie scientifiche, il dottorato viene ridotto spesso a una semplice continuazione della tesi di laurea e un percorso obbligato al mondo della ricerca. In questo caso, infatti, il dottorato di ricerca assume i contorni di un mezzo di sfruttamento di lavoro semigratuito e un supporto non legale alla reale attività didattica. Nell’ambito delle professioni esso contraddistingue una sorta di apprendistato, pagato dallo Stato, necessario per essere cooptato con i tipici fenomeni di dipendenza lavorativa.

Materie scientifiche
Nell’ambito delle materie scientifiche, il dottorato di ricerca ha subito delle pesanti ripercussioni sulla sua stessa struttura, soprattutto a causa della sua eccessiva accademizzazione: come primo aspetto che risalta in questo senso, c’è il fatto che si è completamente rinunciato a rendere il dottorato un livello culturalmente più elevato della laurea, a causa di corsi di insegnamento troppo generici e dedicati a persone con interessi diversi (tra l’altro sono dei corsi gestiti male, perché svolti a titolo gratuito e spesso coincidenti con corsi specialistici del corso di laurea, con una conseguente scarsa correlazione tra la capacità di apprendimento degli studenti e il livello del corso stesso). Un altro aspetto che bisogna sottolineare è la presenza del concorso selettivo di ingresso: in questo caso, si ottiene generalmente una borsa di studio che permette di frequentare il dottorato. Questo elemento favorisce sicuramente una sorta di contrapposizione tra i dottorandi per l’inserimento nel mondo della ricerca: si andranno dunque a curare maggiormente i risultati pratici (pubblicazioni o titoli equivalenti…) piuttosto che il miglioramento della preparazione personale.

La borsa di studio
La borsa di studio relativa al dottorato di ricerca si è evoluta nel corso del tempo, sotto la spinta di particolari interessi. Inizialmente il numero di posti di dottorato era limitato a causa del numero di borse di studio assegnate a ogni facoltà e da queste ultime a ogni materia specifica. La selezione dei candidati idonei avviene tramite concorso generalista, un concorso che dovrebbe premiare il merito, ma non perfettamente definito nel dettaglio dei suoi obiettivi. Attualmente si è però proceduto verso la soluzione delle borse sponsorizzate, ovvero pagate da enti nazionali di ricerca (come ad esempio il CNR, ENEA…): tra l’altro vi sono anche alcune realtà più avanzate, di industrie private che hanno convenienza a veder preparate, a un costo modesto, persone di alta qualificazione. Le borse di studio sponsorizzate vengono pagate quindi da enti esterni al fine di svolgere un lavoro di ricerca su un tema preciso e rappresentano una soluzione senz’altro utile, rappresentando una sorta di anticamera un lavoro vero e proprio successivo.

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Gli effetti economici degli organismi geneticamente modificati: vantaggi tutt’altro che evidenti!

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  • 10 Gennaio 2009

L’introduzione degli organismi geneticamente modificati (OGM) nel sistema agro-alimentare italiano è sicuramente uno degli argomenti più dibattuti. Tra favorevoli e contrari la disputa è molto accesa: e allora ci possiamo chiedere se può un economista dare delle risposte e delle soluzioni nell’ambito di problemi così tecnici riguardanti l’agricoltura. Anzitutto un economista potrebbe dire che in materia vi è un alto grado di incertezza. Scegliere la tecnologia ogm per un’impresa ha carattere dell’irreversibilità: una volta coltivati questi organismi, non si potrà più tornare indietro. Dunque, dal punto di vista economico, per un’impresa investire nella tecnologia ogm significa perdere un’opzione reale, che viene trattata dalla teoria economica alla stregua di una opzione finanziaria.

L’applicazione del criterio del valore attuale netto
Il criterio del valore attuale netto è sicuramente un modo efficace per comprendere la situazione. Il valore attuale netto (VAN) è la differenza tra guadagni previsti in futuro e costo dell’investimento iniziale: i guadagni futuri devono essere riportati al tempo attuale mediante un coefficiente di attualizzazione che tiene conto dei mancati interessi sul capitale investito. Il ricavo netto futuro sarà quindi dato dalla formula: 1/(1 tasso di interesse premio di rischio). La presenza del tasso di interesse nella formula si giustifica col fatto che, investendo in quel progetto, si rinuncia alla remunerazione che la stessa somma avrebbe in un’attività senza rischio. La teoria economica suggerisce che, nel contesto di incertezza riguardo all’impatto degli ogm e l’irreversibilità della loro scelta, i vantaggi di una loro introduzione dovrebbero essere molto rilevanti per poter essere a favore della loro introduzione. Questo schema, bisogna precisarlo, si applica a tutte le innovazioni, anche agli acquisti dei beni durevoli (computer, auto…). Da un punto di vista squisitamente economico, i favorevoli all’introduzione degli ogm ritengono che il loro utilizzo consenta anche una riduzione degli input intermedi e quindi un risparmio di costi per l’azienda agricola, con un beneficio ulteriore per l’ambiente. Il mercato degli input si trasforma in tal modo, con l’introduzione degli ogm, da quasi concorrenziale a monopolistico, o quantomeno oligopolistico, e la domanda di input diventa più rigida dato che le imprese agricole dovranno far fronte a minori scelte alternative.

Rischio d’impresa
Un altro elemento importante da sottolineare e analizzare riguarda l’aumento del rischio d’impresa : come già detto in precedenza, infatti, l’introduzione degli ogm comporta un alto grado di incertezza e, conseguentemente, degli effetti anche a livello d’impresa. Ad esempio, i possibili effetti nocivi che potrebbero essere evidenziati da future ricerche, avrebbero un impatto notevolmente negativo sul prezzo del prodotto e maggiori costi per un’eventuale rotazione colturale. A questi devono aggiungersi i costi per i danni da contaminazione genetica a terzi produttori di prodotti non ogm: essi possono anche assumere la forma di premi assicurativi per possibili danni.

Come devono comportasi i consumatori?
Le preferenze dei consumatori vengono considerate dagli economisti come un dato. Molto spesso i consumatori ritengono che l’impiego di ogm implica la messa in commercio di prodotti pericolosi per la salute: anche se si tratta di una tesi tutta da dimostrare, l’analisi economica ne deve tenere conto, anche perché produrre un bene senza mercato significa, per le aziende, produrre senza futuro. Le preferenze dei consumatori implicano dunque un rapporto di scambio tra beni ogm e tradizionali a favore di questi ultimi. Se i prodotti ogm e non ogm fossero distinguibili con certezza, esisterebbero due mercati distinti con prezzi diversi, minori per i prodotti ogm: in questo caso si creerebbe un equilibrio non efficiente, un mercato caratterizzato da asimmetria informativa. Se sono un compratore razionale andrò a scontare il rischio di comprare un “bidone” offrendo un prezzo più basso di quello che avrei offerto in caso di un prodotto di alta qualità certa: ma sarà proprio questo basso prezzo a far sì che siano i venditori di “bidoni” a vendere di più e si attiverà un processo che tende a eliminare i prodotti di alta qualità. Questo meccanismo, che nell’ambito della politica economica è conosciuto come “Modello di Akerlof“, si può applicare perfettamente anche al caso degli ogm. La soluzione più probabile in questo caso sarà un netto spiazzamento dei prodotti cosiddetti tradizionali e si verificherà a causa dell’incertezza sulle caratteristiche sul prodotto, in assenza di interventi come, ad esempio, l’etichettatura. L’introduzione degli ogm, anche se etichettati, aumenta sicuramente il rischio anche per le imprese agricole più tradizionali: infatti i produttori convenzionali tendono a osservare un premio sul prezzo del loro prodotto convenzionale, ma questo premio, in caso di apertura agli ogm, non è più certo. L’incertezza, in questo caso, è generata da alcune possibili contaminazioni genetiche e da comportamenti opportunistici da parte dei produttori (si pensi, ad esempio, alla contraffazione dell’olio d’oliva e al vino al metanolo…). La situazione è ancor più realistica in Italia nel caso si provvedesse a una liberalizzazione totale: il contesto agricolo italiano è infatti caratterizzato da una frammentazione della superficie aziendale. Se i consumatori ritenessero, in tale contesto, l’etichettatura non credibile si avrebbe allora lo “spiazzamento” dei prodotti tradizionali in ogni caso.

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Il segreto del guadagno? La guida del risparmiatore!

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  • 13 Dicembre 2008

Non è certo agevole il compito del risparmiatore di fronte alla notevole complessità dei mercati finanziari: è da questa insicurezza che nasce la necessità di rivolgersi a professionisti della finanza, persone in grado di massimizzare i risparmi, ovvero il loro rendimento.

Banche e risparmio gestito. La banca è senza dubbio l’attrice fondamentale nell’allocazione dei risparmi delle famiglie. Nonostante un malessere abbastanza diffuso tra gli italiani nei confronti degli istituti creditizi in generale (lamentele riguardanti in particolare i costi dei servizi e delle commissioni), il rapporto tra risparmiatore e istituto si configura come una struttura portante delle strategie di risparmio. In particolare, il risparmiatore può assumere tre diversi atteggiamenti nell’approccio con la banca: 1) di rifiuto, ovvero si agisce in totale autonomia e viene rifiutata ogni proposta da parte dell’intermediario; 2) di delega parziale, si sceglie direttamente la composizione del portafoglio, ma viene delegata all’intermediario la gestione; 3) di delega totale, ci si affida totalmente all’intermediario per la composizione del portafoglio e per la scelta dei titoli.

Il risparmiatore fai-da-te. Per chi vuole operare autonomamente e individualmente, il modo più immediato per investire in borsa è quello del trading online, che permette, da casa o dall’ufficio, con costi contenuti, di collegarsi tramite un computer al sito della banca di cui si è scelto il servizio. Per chi però non vuole arrendersi alla tecnologia, ma al contempo vuole fare di testa propria, bisogna accettare l’intermediazione del proprio istituto di credito.

Acquistare azioni in banca. La compravendita di titoli in banca è un’operazione molto semplice: basta infatti recarsi a uno sportello e rivolgersi al funzionario incaricato. Si compila un modulo e l’ordine può essere eseguito dalla banca stessa, oppure viene inviato a una Sim, che di solito è un’emanazione della banca; l’ordine viene quindi immesso nel sistema secondo le modalità impartite dal cliente e, a questo punto, la banca invia al cliente il fissato bollato che comprova l’attestazione dell’ordine.

Acquistare azioni estere. Stesso discorso vale per l’acquisto di azioni estere: l’unica differenza risiede nel fatto che le commissioni sono generalmente più elevate. Se infatti, per fare un esempio, si acquistano azioni alla Borsa di Parigi, la banca deve appoggiarsi a un intermediario francese, con la conseguenza che la commissione raddoppia. Con l’introduzione del trading online, comunque, questi costi sono stati notevolmente abbassati dalle banche, anche se sono variabili da istituto a istituto.

Acquistare obbligazioni estere. Le banche solitamente acquistano bond esteri al momento dell’emissione nel paese d’origine per metterli poi a disposizione della clientela. Quindi, recandosi allo sportello bancario e volendo acquistare determinate obbligazioni, l’operatore andrà a verificare cosa è rimasto nel portafoglio della banca.

Le gestioni patrimoniali. Per chi decide di delegare a dei professionisti la gestione totale dei propri risparmi, lo strumento più adatto è sicuramente la gestione patrimoniale. Esistono due categorie di gestioni patrimoniali:

1. GPM. Sono le Gestioni Patrimoniali Mobiliari, in cui si può investire prevalentemente in valori mobiliari: è uno strumento molto adatto a chi dispone di capitali molto consistenti, anche perché maggiore sarà la somma in denaro data in gestione più alta sarà la prospettiva di guadagno

2. GPF. Le Gestioni Patrimoniali in Fondi permettono di investire solo in fondi comuni e si adattano a coloro che dispongono di capitali più modesti. Esse sono nate da un’esigenza ben precisa: tra i numerosissimi fondi proposti, è facile che il risparmiatore possa entrare in confusione. Le GPF rappresentano lo strumento più adatto per districarsi in questa “giungla”, in quanto permettono la possibilità di affidare incombenze come la scelta del fondo o il ribilanciamento del portafoglio fondi a un money manager, un professionista della finanza.

I costi. Le spese sono variabili: solitamente sono richieste delle spese periodiche di gestione. I costi in media oscillano tra lo 0,5% e il 2% del capitale investito e tendono ad accrescersi quanto maggiore sarà la componente azionaria della gestione. I risparmiatori sono disposti a sostenere costi aggiuntivi in cambio della garanzia della gestione professionale del loro portafoglio: garanzia che comunque non è sempre scontata. Il consiglio è quello di provare a trattare una riduzione della commissione o di rivolgersi ai gestori che offrono GPF “multimarca”, ovvero che investono in fondi di più emittenti, garantendo una diversificazione di prodotti e portafoglio.

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I brand con maggiore valore economico

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  • 10 Dicembre 2008

La classifica stilata la settimana scorsa da Interbrand, la società inglese attiva dal 1974 su scala internazionale per quanto riguarda la gestione e la consulenza sui principali brand mondiali, illustra quali sono le principali aziende che hanno raggiunto il maggior valore economico: i dati che ne risultano sono molto interessanti, sia per quanto riguarda le comparazioni che si possono effettuare sulle società che sono maggiormente cresciute rispetto al 2007, sia perché offrono uno spaccato fondamentale su come si sta evolvendo la società attuale, in base, ovviamente, ai consumi internazionali. Uno degli aspetti che è necessario sottolineare è la forte presenza nella classifica di società che operano nel settore tecnologico: sono ormai diversi anni che la tecnologia ha invaso la nostra vita quotidiana e questo fatto viene fortemente ribadito dalle venti e più realtà hi-tech che fanno parte del novero delle società dal marchio maggiormente valorizzato. Apple, che ha scalato ben nove posizioni rispetto a un anno fa (dal 33° al 24° posto, ovvero una crescita del 24%), si è distinta tra le altre, soprattutto grazie al lancio e alla commercializzazione su scala mondiale dell’iPhone, prodotto che ha riscosso immediatamente un forte successo; è cresciuta in misura notevole anche la Samsung, il cui marchio vale più di quello della Sony e di Yahoo.

Non deve perciò stupire la presenza dei marchi di società come Ibm, Microsoft, Nokia e Intel nella Top 10 della classifica (rispettivamente al 2°, 3°, 5° e 7° posto): notevole è stata anche l’ascesa di Google, passata dalla ventesima alla decima posizione. Il primo posto in assoluto appartiene però al marchio della Coca Cola, che conferma tale supremazia per l’ottavo anno consecutivo: tra l’altro la parola “coke” è la seconda più utilizzata al mondo dopo “ok“. Un altro dato che sicuramente non stupisce è il forte calo, in termini di posizioni, subito dai colossi del mondo finanziario, come, ad esempio, Morgan Stanley, Citi e Merril Lynch: la perdita è dovuta in maniera abbastanza evidente dalla grave crisi del credito che si è scatenata negli Stati Uniti, la quale ha esposto più intensamente le compagnie al rischio di erosione del marchio. Nella Top 10 figurano inoltre marchi di società automobilistiche come General Motors e Toyota, oltre a McDonald’s e Disney. La crescita più consistente è risultata quella di Google che, oltre al portentoso guadagno di posizioni, è cresciuta del 43%.

Per quanto riguarda l’Italia e limitandosi ai primi cento marchi presenti nella Best Global Brands, quattro sono le aziende del nostro paese: Gucci (al 45° posto), Prada (91°), Ferrari (93°) e Armani (94°). In particolare è il marchio Ferrari quello ad aver guadagnato maggior valore economico. La primazia di Google e Apple in termini di crescita testimonia la capacità delle due società di prevedere e riuscire ad anticipare i bisogni e i gusti degli utenti. La Best Global Brands 2008 risente senza dubbio dell’andamento attuale dell’economia globale: fattori fondamentali come la crisi finanziaria e creditizia che ha sconvolto gli Stati Uniti e la parallela crescita dei mercati emergenti (in particolare quelli dell’America Latina), oltre alla maggiore attenzione nei confronti della sostenibilità, si riflettono in maniera evidente nella crescita o perdita dei diversi marchi. Nonostante ciò, vi sono anche le immancabile eccezioni che confermano la regola: brand finanziari come HSBC (Hong Kong

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