Tag: arte

  • RIMBAMBAD al teatro Parioli di Roma

    Un po’ stufi del teatro convenzionale? RIMBAMBAND è quanto di più eccentrico si possa inventare. Di certo è qualcosa di diverso, uno spettacolo dove esplode la fantasia, con cinque straordinari musicisti un pò suonati che incantano, creano, illudono, emozionano, demistificano, provocano… giocano.

    La RIMBAMBAD, propone uno spettacolo fuori e oltre… addirittura senza le riche!!!! Una dimensione nuova, inesplorata, dove la musica si dilata: si ascolta come fosse un concerto e si guarda come fosse un varietà.

    Il reale si fa surreale, l’impossibile diventa possibile, il possibile improbabile. Una formazione, eclettica, frizzante, folle, bizzarra, gustosa e scatenata che diverte e si diverte grazie al vivido sapore ironico delle sue interpretazioni musicali più che originali, in uno spettacolo che “usa” la musica per viaggiare anche al di là di essa.

    La RIMBAMBAD, propone uno spettacolo fuori e oltre… addirittura senza le riche!!!! Una dimensione nuova, inesplorata, dove la musica si dilata: si ascolta come fosse un concerto e si guarda come fosse un varietà. Un viaggio nel passato patinato dei classici da Buscaglione a Carosone ed Arigliano, la sorpresa di trovarli quanto mai simili a Mozart e Rossini, il piacere di scoprire i suoni della danza, l’incanto di ritrovare il proprio fanciullo perduto. La certezza che degli impeccabili suonatori riescano ad assurgere ad esilaranti “suonattori”.

    Fino al 1 maggio al Teatro Parioli di Roma.

  • I capolavori dello Stadel Museum di Francoforte

    Roma ospita le opere del Stadel Museum di Francoforte, una celebre collezione, di certo una delle più ricche e prestigiose raccolte europee d’arte antica e moderna.

    Una bella selezione della porzione otto novecentesca della collezione europea, con uno sguardo sulla storia dell’arte europea dai Nazareni ai Romantici, dal Realismo all’impressionismo, dal simbolismo alle avanguardie.

    La mostra apre sullo scenario del classicismo tedesco di primo Ottocento, introdotto dal celeberrimo ritratto di Goethe in riposo sullo sfondo della campagna romana, realizzato nel 1787 da Tischbein e diventato simbolo assoluto del mito italico del Grand Tour. A seguire, un vasto omaggio all’impressionismo francese – dai paesaggi realisti di Corot e Courbet al radioso impressionismo dei ritratti di Renoir fino alle sontuose atmosfere parigine di Degas. Lo snodo centrale della mostra è dedicato al Simbolismo, rappresentato dai suoi protagonisti assoluti (Böcklin, Ensor, Moreau, Munch e Redon) con le loro evocazioni di mondi immaginati e inquietanti, cui fa eco un raffinato gruppo di opere Nabis (Bonnard, Vallotton e Vuillard). La mostra dà spazio quindi a capolavori dell’Espressionismo tedesco, rappresentato dai gruppi Die Brücke (con Heckel e Nolde) e Der Blaue Reiter (con Marc e Jawlensky), la cui produzione si orienta su una formula pittorica drammatica e radicale.

    Una bella occasione di visitare l’arte che ci viene a trovare nei nostri musei, la mostra rimarrà aperta fino al 17 luglio al Palazzo delle esposizioni di Roma.

  • Tutti dicono “I MO.OM you”

    Quest’anno a San Valentino tutti dicono “I M♥.♥M you”. L’eco-hotel MO.OM di Olgiate Olona, a pochi minuti di auto da Milano, il 16 febbraio a partire dalle ore 18.30 ospiterà una performance live dedicata all’amore nella cornice della propria galleria d’arte interna, la MO.OM Gallery.

     Quindici artisti provenienti da Crema daranno vita all’installazione LOVE, che sarà un’opera unica nata dall’incontro tra le tecniche espressive dei singoli partecipanti. La hall del MO.OM diventerà così teatro di una performance artistica di altissimo livello. 

    Il progetto, nato dalla collaborazione tra Artisti&Associati, MO.OM Gallery e LoveAffair, rappresenta una delle innumerevoli proposte di MO.OM design hotel, che vuole trasformare i propri ospiti in golosi fruitori d’arte.

     «Il nostro hotel e motel ha un obiettivo più ambizioso della semplice offerta di ospitalità a chi gravita per lavoro o svago in questa zona – spiega lo staff dell’albergo – Ci distinguiamo tra le moltissime altre strutture ricettive presenti nell’area compresa tra Legnano, Saronno e Malpensa per una particolare attenzione al cliente, che prevede un’offerta destinata a soddisfarne tutte le esigenze. Compreso il senso estetico».

     In questa filosofia si inserisce MO.OM Gallery, che si propone come contenitore di senso, visione ed estetica, nel significato originario del termine greco “sensazione, percezione mediata dal senso”.

  • La Castelli Gallery di Milano inaugura “ombrebianche/animerosse”. Per la prima volta in mostra le fotografie di Federica Brunini.

    Saper raccontare è un’arte che richiede uno spiccato senso critico, capacità di analisi, sensibilità e fantasia, ma anche e soprattutto il piacere di ricreare e condividere le emozioni che una determinata esperienza ha impresso sul nostro spirito. E’ indubbiamente uno spirito libero e curioso quello che anima Federica Brunini, giornalista e scrittrice di successo, che da anni si occupa di viaggi, costume e tendenze, alla ricerca di personaggi, storie e luoghi da vivere e raccontare. Vivace e instancabile globe-trotter, convinta che il confronto con l’ignoto sia la più preziosa delle opportunità per comprendere tanto il mondo esterno quanto la parte più profonda di noi stessi, ha trasformato il viaggio in una predisposizione d’animo costante, in uno stile di vita guidato dal desiderio di svelare le apparenze, di sovvertire verità consolidate, di riconoscere l’incanto e la poesia anche nel quotidiano. La scrittura e la fotografia consentono all’autrice di trattenere le impressioni e di rielaborarle, razionalmente, in un secondo momento. Come ogni buon narratore, ha il talento di saper delineare con pochi tratti incisivi personaggi e atmosfere lasciando tuttavia un certo margine di indefinitezza, in grado di esaltarne il fascino e il mistero.
    Le fotografie selezionate per ombrebianche/animerosse rivelano un carattere introspettivo, un percorso di ricerca interiore che trae forza dal dialogo tra entità bipolari, realtà opposte ma mai antagoniste. Il titolo stesso, con la sua delicata e poetica ironia, invita a partecipare alla definizione di una dimensione nuova, complessa e articolata, che è possibile comprendere solo seguendo il suggerimento dell’autrice: procedendo per antinomie. Ecco allora affiorare alla nostra coscienza concetti ed emozioni legati all’anima, all’essenza che rende unica ciascuna persona, in contrapposizione all’ombra, che in termini fisici potremmo identificare come la parte meno caratterizzante dell’individuo. Il condizionale è d’obbligo, perché nulla esclude che si possa valutare la contrapposizione sul piano morale, attribuendo all’ombra un significato negativo. Da qui prende il via un gioco intellettuale ed emozionale che ci conduce ad osservare le opere ora singolarmente, ora accostate l’una all’altra, alla ricerca di quelle risposte che possano soddisfare i dubbi che sorgono progressivamente, e ad approfondire le nostre riflessioni su diversi piani di lettura. Il contrasto acceso dei colori, il bianco e il rosso che dominano contrastandosi, lascia affiorare in noi sensazioni legate ad esperienze passate, mentre i soggetti ritratti sembrano rivolgersi alla nostra razionalità.
    Le fotografie sui toni del bianco raffigurano personaggi calati in ariosi e candidi paesaggi innevati. Sono immagini silenziose, di un lirismo delicato eppure intenso, che trasmettono un senso di pace ma anche di inquietudine. La morbidezza della sfocatura, che intenzionalmente ci impedisce di riconoscere luoghi e volti, sembra relegare la scena in un tempo remoto, nell’ambito del ricordo, in cui tutto appare indefinito e ovattato.
    Anche nelle fotografie giocate sui toni del rosso il tempo è dilatato tanto da apparire quasi assente, ma lo spazio è definito con precisione e la realtà ci colpisce proprio per la sua vivacità. L’occhio si sofferma sui dettagli, indugia sulle superfici, cerca gli elementi di maggiore interesse per identificare e comprendere la scena che ci si presenta. Federica Brunini ci svela scene d’interno che racchiudono un racconto o, meglio, cattura la nostra attenzione mostrandoci il fotogramma di una vicenda che si svolge sulle note dell’incanto e della seduzione. Una giovane donna dai tratti nordici ci osserva, e si lascia osservare, consapevole del proprio fascino. Si mostra e si nega, lasciandoci nel dubbio e nell’incertezza ma inevitabilmente soggiogati dall’atmosfera intima e avvolgente: gli ampi tatuaggi sulla pelle chiara, la linea armoniosa del suo profilo, il foulard rosso che le trattiene i capelli biondi e la scarpetta d’oro languidamente abbandonata sul tappeto rivelano la fascinazione provata dall’autrice. Una fascinazione che, ora, ha conquistato anche noi.

    FEDERICA BRUNINI. Appassionata di viaggi e socio-antropologia, lavora come giornalista per il settimanale Diva & Donna e ha scritto sulle pagine de L’Espresso, de Il Corriere della Sera, Vanity Fair, Traveller, Glamour, Gulliver. Per Diva & Donna ha monitorato le vicende dei reali d¹Inghilterra, finendo per appassionarsi. In particolare, ha seguito giorno per giorno la Kateide, la storia di Kate Middleton, futura regina borghese del Regno Unito, che le ha ispirato il romanzo Sarò Regina. La vita di Kate Middleton come me l’ha raccontata lei (Sonzogno).
    Globe-trotter instancabile, ha vinto il Premio Neos Giovani come miglior giornalista di viaggi in Italia under 35 e ha pubblicato i libri Il manuale della viaggiatrice, Il piccolo libro verde del viaggio e Travel Therapy – Il viaggio giusto al momento giusto (Morellini).
    Parallelamente, ha avviato una proficua carriera di fotografa, studiando negli Usa con professionisti del calibro di Jay Maisel e Joe McNally. In Italia, ha collaborato con il fotografo statunitense Bob Sacha realizzando il reportage Kitchen Stories. Sue fotografie sono apparse su Glamour, L’Espresso, Diva e Donna, Profili dell’Est.
    Sito personale: www.federicabrunini.com

    “ombrebianche/animerosse” – Mostra fotografica di Federica Brunini
    8 – 28 febbraio 2012
    a cura di Emanuela Rindi
    INAUGURAZIONE: mercoledì 8 febbraio, ore 19.00
    Castelli Gallery
    Via Cerano, 15 – 20144 MILANO
    Orari: Tutti i giorni dalle 7:30 alle 23:45.
    INGRESSO LIBERO
    www.castelligallery.it

    Ufficio Stampa: Rindi Art | [email protected]

  • Casa Alessandrini. Trasformazioni Ritrovamenti.

    Dal 27 gennaio al 10 febbraio 2012, la Mavg (Mediateca di Architettura di Valle Giulia) presenta – presso la Galleria Embrice (Roma, Via delle Sette Chiese, 78, www.embrice.com) – una mostra a cura di Emma Tagliacollo intitolata: Casa Alessandrini. Trasformazioni Ritrovamenti. La mostra si inserisce nel progetto, Five Roman Flats, che si propone di raccontare un pezzo di Roma, cinque storie attraverso cinque alloggi oggi borghesi;  in passato case di famiglie privilegiate o, come in questo caso, disagiate.

    Casa Alessandrini si trova in uno stabile del 1880, all’ultimo piano del civico 168, in Via Alessandria. Una zona sorta sotto la spinta della speculazione fondiaria di compagnie private, durante la febbre edilizia nelle more tra il piano regolatore generale per Roma Capitale del 1873, mai tramutato in legge, e quello approvato del 1883.

    E i dintorni richiamano al periodo immediatamente postunitario, a partire dalla breccia di Porta Pia, risarcita e imbalsamata nei marmi celebrativi di Roma Capitale con tanto di colonna celebrativa davanti, per finire alla toponomastica per lo più regia, piemontese e, come è giusto che sia, patriottica, con una forse più tarda estensione irredentista. Un itinerario che seguendo, naturalmente, Via Alessandria – l’asse viario sul quale si ammassano case intensive per gli impiegati dei vicini, e quasi coevi, Ministeri dei Trasporti e dei Lavori Pubblici – arriva ad un estremo, dove la strada, attraversando Piazza regina Margherita, si biforca in Via Zara e in Via delle Alpi; dall’altro capo invece sfocia in Piazza Alessandria, e da lì, per Via Bergamo e Via Ancona, si collega a Piazza Fiume, quindi a Corso d’Italia (dove, dietro le macchine parcheggiate, si nasconde la Breccia), e infine al Piazzale di Porta Pia.

    L’appartamento, realizzato nelle sue forme attuali trent’anni fa, sfugge a una lettura banale quanto a una sofisticata. Memore delle alte, interminabili quinte della strada, che costringono il passo e l’occhio su un implacabile asse costruito, un visitatore saltuario si smarrisce nella minuta serie di compressioni e dilatazioni realizzata dal progettista, finché non si affaccia di nuovo, da una delle strettissime logge dell’attico, sulla palazzata. Il perché di tale smarrimento non risiede solo nella bizzarria ritmica degli spazi abitativi: ma risiede nello iato fra questi e la storia urbana raccontata dall’intorno.

    Le ragioni del progetto di Casa Alessandrini, si muovono nella tensione tra l’estetica e la praticità dei diversi elementi che tendono verso un’unica immagine di razionalità e pulizia. È in questo contesto che il legno domina, fedele alla sua natura di materiale non artificiale, usato allo stato grezzo, senza dunque alcuna coloratura. Ogni stanza può essere identificata dal progetto che contiene: lo spazio del salotto con l’armadio-libreria che racchiude e regolarizza la geometria dell’ambiente; la camera da letto con il letto-zattera e il piccolo lavandino colorato, moderno che vuole richiamare un retaggio antico; la cucina con fuochi sospesi, angoli curvi e l’idea di un tavolo-isola per la convivialità.

    L’esterno, come abbiamo detto, rimane ottocentesco. Fuori di questa in fondo rassicurante storia patria che il quartiere testimonia sin dalla toponomastica, nei centoquarantuno anni passati, è successo di tutto nel mondo. Fino al Pacific Trash Vortex, il cumulo di plastiche non degradabili grande come la Spagna o più, che saltuariamente scarica sulla costa delle Haway colline di rifiuti alte metri, spinto dalle correnti. Ed è fuori dal quartiere, tra le spiagge di mezzo mondo, che Alessandrini ha raccolto, per vent’anni, alcuni frammenti di quei cento milioni di metri cubi di plastica del Pacifico e ne ha fatto una piccola collezione estetica che conserva, dentro, in casa. Anticipa forse così, il destino di quei cento milioni di famiglie che, se si volesse oggi far scomparire il vortice di plastica, dovrebbero mettersene in casa un metro cubo. Se i pezzetti di plastica di Alessandrini sublimano un dolore, l’estetica della profezia di Marcuse prenderà forse vita come sublimazione del riconoscimento attonito che per le future generazioni non ci sarà più nulla (o troppo) da fare.

    Fotografie di Humberto Nicoletti Serra. Video di Carlo Tomassi.

    Il pannello della cucina di Casa Alessandrini.
  • 2012 ? Il momento di cambiare taglio di capelli

    Tagli capelli 2012 e non solo

    Le nuove tendenze in fatto di tagli capelli 2012 riguardano non solo il taglio in se stesso, ma anche le acconciature e i colori. Colori moda, meches dorate o rosso scarlatto, ma anche colori di tendenza, come il viola e il riscoperto nero blu che fa sempre tanto ‘fashion’. Nella nuova sezione made in sanioggi.it, troverete tutti i tagli di capelli 2012 che vi piacciono di più. Vi piacciono i tagli corti e spettinati? Li troverete. Così come troverete carrè tradizionali, scalature innovative e acconciature moderne o tradizionali, a seconda del vostro gusto.

    E se proprio non sapete cosa scegliere tra i tanti tagli capelli 2012 proposti, potete prendere ispirazione dai tagli dei vip, direttamente dalle passerelle più prestigiose del mondo blasonato. Ispiratevi per le acconciature da sera glamour e fashion quanto basta per fare bella figura ad ogni età. Scegliete invece tra le tante pettinature spettinate che vi consentono di vivere con nonchalance la vostra serata e anche con un pizzico di brio, che non guasta mai. Poi, tra i tanti tagli capelli 2012 ci sarà certamente quello adatto a voi che amate indossare particolari accessori per decorare la vostra testa nelle serate particolari. Insomma…lasciatevi ispirare.

    Tagli capelli 2012 le acconciature dei vip

    Nella nuova sezione tagli di capelli 2012 del sito sanioggi.it troverete una serie di tagli di capelli di tendenza. Corti, lunghi, scalati, medi… ma anche spettinati, acconciati, romantici, glamour, aggressivi. Tutto quello che desiderate lo potete trovare e prender spunto per prepararvi anche da sole ad una bella sera di festa. Se poi non avete proprio idea di quale look sia il migliore per voi, prendete spunto dalle passerelle dei vip e lasciatevi ispirare. Sia i vip nostrani che i più famosi divi di Hollywood sono capaci di guidare le tendenze moda in quanto a tagli di capelli 2012. E non solo per il 2012.

    Se amate i capelli lunghi e volete acconciarli al meglio, troverete tutte le info necessarie per essere sempre a posto, anche pettinandovi da sole. I tagli di capelli 2012 sono semplici. Si possono curare da sole e sono dedicati alle donne moderne che non hanno troppo tempo da perdere dietro allo specchio e alla spazzola. Un taglio giusto ci farà sentire bene e a posto. E non è quello che la maggior parte delle donne (ma anche degli uomini) cerca sempre? Ebbene sì, lo sappiamo tutti. I capelli sono la cornice del nostro viso e come tali vanno trattati con cura.

    Tagli capelli 2012 tutte le tendenze

    Ma quali saranno le tendenze dei tagli capelli 2012? Nella sezione dedicata su sanioggi, nuovissimo portale dedicato alla salute e al benessere, sarete accontentati. Tagli corti, per la donna dinamica che non vuole perdere tempo in acconciature sofisticate; tagli medi per quella che ama essere sempre a posto senza rinunciare a un tocco di femminilità; tagli lunghi con onde morbide e setose, oppure dritti, come nei mitici anni 70. Insomma, qualunque sia la vostra preferenza, i tagli capelli 2012 promettono di accontentare ogni gusto. E non solo con i tagli.

    Ognuno dei tanti tagli capelli 2012 di nuova tendenza è accompagnato da una serie di colori e meches dedicate, tutte moderne e rivoluzionarie. Ok, ma se invece sono una donna classica che non ama osare troppo? No problem! I tagli capelli 2012 accontentano anche le esigenze delle donne più tradizionali, che amano i colori classici e i tagli semplici. Perché non necessariamente un taglio semplice non è alla moda. Anzi, la nuova tendenza dei tagli capelli 2012 sembra proprio puntare sulla semplicità e le donne moderne ne saranno entusiaste. Riusciranno a catturare l’attenzione anche con un taglio classico. O con un colore classico. Ma se volete osare, troverete pane per i vostri denti! Garantito!

  • A Roma con Homelidays, la dolce vita formato single

    Musei, mostre e altri imperdibili appuntamenti culturali per scoprire la città eterna….in estrema libertà.

    Torino, gennaio 2012***  In costante bilico tra glorioso passato e modernità europea, Roma è una città che, grazie alle sue innumerevoli attrattive e all’atmosfera allegra ed accogliente che da sempre la caratterizza, rappresenta una meta imperdibile per ogni tipologia di visitatore: giovani, anziani, famiglie, coppie, single: proprio a loro si rivolge Homelidays, l’esperto in Europa nell’affitto di case vacanza tra privati, con numerose offerte ad hoc per un soggiorno in solitaria nella città della dolce vita.

    Alle tappe “istituzionali” come il Colosseo, il Vaticano, i Fori Imperiali, piazza Venezia e l’Altare della Patria, il visitatore della capitale italiana può affiancare una visita ai musei più importanti della città, per ammirare alcune imperdibili mostre di pittura, scultura e fotografia.

    Per chi ama l’arte italiana per eccellenza, da non perdere la mostra allestita fino al 12 febbraio ai Musei Capitolini, “Leonardo e Michelangelo. Capolavori della grafica e studi romani”, un approfondito confronto fra i due grandi maestri del Rinascimento italiano, attraverso sessantasei disegni provenienti dalle collezioni della Biblioteca Ambrosiana di Milano e di Casa Buonarroti di Firenze.

    L’arte povera internazionale è in mostra fino al 4 marzo alla GNAM – Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, con un’esposizione che che si svolge in simultanea in altre città d’Italia e che include oltre trecento installazioni e opere in architetture interne e spazi urbani, su una superficie totale di circa15.000 metri quadrati.

    A Palazzo delle Esposizioni, fino al 9 aprile è possibile visitare “Homo sapiens. La grande storia della diversità umana”, una mostra interattiva e multimediale, articolata in sei sezioni, che racconta le storie e le avventure degli incredibili spostamenti, tuttora parzialmente conosciuti, che hanno generato lo straordinario mosaico della diversità umana.

    Infine, fino al 29 aprile al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma è possibile visitare la mostra dedicata a Steve McCurry, uno dei più grandi maestri della fotografia del nostro secolo: una selezione di oltre 200 fotografie, immagini accomunate da un’assonanza di soggetti ed emozioni, per ripercorrere i 30 anni di carriera del celebre fotografo e reporter americano.

    Le migliori case romane consigliate da Homelidays…

    1. Annuncio n° 108068. Roma, Lazio. Situato nel cuore di Roma, a due passi a piedi dai luoghi più affascinanti della città come Campo de’ Fiori, p.zza Navona e la Fontana di Trevi. L’appartamento, arredato con eleganza e recentemente ristrutturato, è composto da una camera da letto, un ampio soggiorno con un grande divano letto matrimoniale, angolo cottura e bagno, nuovissimo, con doccia.

    A partire da Euro 700,00 a settimana X 4/5 persone

    2. Annuncio n° 396859. Roma – Lazio. Il fascino di un edificio medievale con il comfort di servizi di lusso. In questo splendido appartamento, antichità e modernità danno vita a uno straordinario connubio: un antico soffitto del diciottesimo secolo in legno di castagno, un pavimento in piastrelle di cemento, letto matrimoniale, connessione wireless gratuita, televisione digitale, jacuzzi, aria condizionata e una piccola zona cucina. 

    A partire da Euro 420,00 a settimana X 2/4 persone.

    3. Annuncio n° 357288. Roma – Lazio. Nel vivace quartiere di Campo de’ Fiori sorge questo moderno appartamento arredato con stile e dotato di numerosi servizi multimediali quali computer, connessione wifi e lettore dvd. Una cucina indipendente, una camera da letto, un bagno con doccia e tutto lo spazio necessario per un soggiorno all’insegna del comfort e del relax. 

     A partire da Euro 630,00 a settimana x 2/3 persone

  • “Imagine – Arte come Energia”23 – 27 FEBBRAIO 2012 FONDAZIONE AEM – CASA DELL’ENERGIA MILANO

    “Imagine – Arte come Energia”
    imagine immagina a new art nature future ecology… immagina un futuro migliore

    2012: ANNO INTERNAZIONALE DELL’ENERGIA SOSTENIBILE

    23 – 27 FEBBRAIO 2012
    FONDAZIONE AEM  – CASA DELL’ENERGIA
    MILANO

    FONDAZIONE AEM – PIAZZA PO, 3 – MILANO
    “imagine / immagina”: Dal 23 al 27 Febbraio 2012
    Inaugurazione 23 Febbraio 2012 ore 18.00
    Orario mostra: 15-19 (chiusura: lunedì 27 febbraio 2012, ore 12)

    In occasione del 2012, Anno Internazionale del’Energia sostenibile, il mensile “Italia Arte” e l’Associazione Culturale Galleria Folco, con il Patrocinio delle più importanti Istituzioni pubbliche e private, presentano un progetto culturale ed espositivo interamente dedicato all’Arte intesa come Energia creativa, ma anche all’Arte declinata con una particolare attenzione all’Ambiente, che vedrà la partecipazione di numerosi artisti contemporanei. L’obiettivo è quello di creare un percorso attraverso i cambiamenti e le correnti artistiche che oggi caratterizzano il panorama artistico nazionale e internazionale. Il progetto prevede una mostra itinerante in diverse sedi nazionali e internazionali, con un alternarsi di artisti ed opere, da sviluppare in collaborazione con primarie associazioni culturali italiane ed estere, gallerie e fondazioni. Prima sede della mostra sarà la prestigiosa Fondazione AEM - Casa dell’Energia di Milano, dove sarà ospitata l’anteprima internazionale dell’esposizione, dal 23 al 27 Febbraio 2012, curata da “Italia Arte”, con il Patrocinio di Galleria Cassiopea di Roma, 33Contemporary Gallery di Chicago, Zhou Brothers Foundation Art Center, Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, Galerie Brehova di Praga e di altre importanti realtà culturali. Altri Patrocini prestigiosi saranno quelli di Regione Piemonte, Provincia e Comune di Torino, Regione Lazio, Provincia e Comune di Roma, Geodis Wilson, Premio Excellence, Consorzio Villa Gualino, Accademia di Belle Arti di Roma, Italia Arte International Web Tv e altri. Il tema sarà quello dell’Arte intesa come energia creativa, sociale e aggregativa, culturale ed espressiva, luogo di incontro di idee e sperimentazioni sui temi più scottanti e attuali della società contemporanea, ma anche inteso come arte ‘sostenibile’, vale a dire opere realizzate con materiali di riciclo, create con oggetti quotidiani destinati a diventare rifiuti urbani e trasformati in ‘bellezza’, installazioni luminose a basso consumo, eccetera. Il tema dell’Energia sostenibile diventa quindi patrimonio della cultura internazionale e, di conseguenza, anche del linguaggio artistico di oggi, su cui gli artisti saranno chiamati a confrontarsi.

    Per Informazioni:
    ITALIA ARTE
    C.so Cairoli, 4 – 10123 Torino – Tel. / Fax: 011.8129776
    Guido Folco – Tel. 011.8129776-334.3135903 – Elisa Bergamino – Tel. 347.5429535
    Ufficio Traduzioni, Interpretariato, Rapporti con l’Estero: Emma Gozzano
    email: [email protected] – www.italiaarte.it

  • LiveTheLight.eu. Il nuovo portale al servizio del Design e della Luce.

    Dal primo gennaio 2012 è online un nuovo portale di sicuro successo. LiveTheLight.eu, community ambiziosa e frizzante, sbarcata sul web per formare e coinvolgere; per discutere e far parlar di sé.

    Il mondo dell’arte, e per certi versi anche quello del design, negli ultimi anni ha cercato con diversi approcci e modalità di fare di internet uno dei canali privilegiati per veicolare delle informazioni e dei valori legati al suo mondo, cultura di riferimento. Spesso con risultati non proprio gratificanti: perchè internet molte volte viene visto come un semplice canale di emissione di contenuti, una via a senso unico di sola uscita. Beh non è così. Internet è partecipazione, confronto e crescita.

    LivetheLight sarà proprio questo: un accreditato luogo d’incontro dove relazionarsi sui temi legati alla cultura della luce, alle dinamiche illuminotecniche e a tutto quel mondo del design e dell’arte che in questo contesto può sentirsi raffigurato.

    Martino Cusano, artista poliedrico e fotografo di sicura fama, con questo nuovo progetto di web 2.0 vuole mettersi in discussione, portando ad una logica di condivisione non piramidale per aumentare le possibilità di crescita individuale e come movimento.

    Il sito internet offre tutta un’area dedicata alla comunity con all’interno un blog ed un forum. Il blog sicuramente servirà a veicolare contenuti di alto profilo attraverso i quali innescare discussioni non convenzionali e serrate su argomenti di interesse comune. Il forum, pensato e fortemente voluto dal creativo latinense, servirà a guidare la crescita di tutti coloro che vorranno attraverso questi spazi virtuali iniziare un percorso di crescita sui temi del lighting design e sull’illuminazione d’interni ed arredi artistici urbani. I presupposti dai quali Martino Cusano vuole innescare la discussione hanno anche radici etimologiche: “Lighting Design non vuol dire illuminare, ma percepire il mondo sotto il suo aspetto migliore”.Una scommessa questa che siamo sicuri porterà ad un movimento strutturato sui temi in oggetto e che permetterà di operare in questi contesti con rinnovata creatività e cognizione di causa. Il lighting design in Europa da diversi anni oramai porta tantissime novità e movimenti alla ribalta; è ora che anche in Italia, al di la delle sedi più convenzionali, si inizi un cammino articolato verso più significative esibizioni di design, cultura dell’innnovazione e gestione anche architettonica dell’arredo urbano.

  • Martino Cusano. Live The Light: esperienza di Luce e Design a Latina.

    Dalla proattività di Martino Cusano nasce una nuova creatura che solcherà i mari del design legato alla pratica illuminotecnica. Un percorso, avvincente, che farà parlare molto di sé.

    Con l’anno appena entrato il poliedrico artista e fotografo latinense apre le porte del pubblico italiano e di tutti i visitatori della “rete” per prendere visione del suo ultimo progetto/movimento: Live The Light. Un progetto nato qualche anno fa ma che solamente oggi, anno 2012, si affaccia al pubblico.

    Ma cos’è? Live The Light è un “movimento”, un pensiero artistico che si fa “pensiero di design”. Una filosofia che parla del ruolo centrale luce in ogni pratica quotidiana e di come una corretta gestione degli impianti di illuminazione, siano essi artificiali o naturali, possano concorrere ad una più intensa esperienza del vivere giornaliero. Il tutto visto dagl’occhi di un esperto e navigato artista che della corretta gestione della luce ha fatto il suo mestiere e raccogliendo i consensi dai più disparati attori del settore. Live The Light quindi va intensa come una nuova corrente, d’avanguardia, nel solco della cultura del lighting design.

    Illuminare un ambiente al meglio, sia esso uno spazio abitativo o un’area esterna, richiede una profonda conoscenza dei più basilari concetti di illuminazione ma anche soprattutto una profonda conoscenza di come la modulazione della luce possa influire in maniera oggettiva nel “sentire” uno spazio, guidando l’esperienza visiva e sensoriale lungo un percorso di benessere e totalità.

    Martino Cusano, determinato fondatore di questa nuova corrente, senza mezzi termini afferma che: “quando costruiamo un ambiente o ne rinnoviamo uno siamo soliti concentrarci sulle linee di design che riguardano la gestione l’architettura degli spazi stessi o sulla mobilia dimenticando che, esagerando, al “buio” non è possibile vedere niente! Il “Buio” per me sta a significare una mancata riflessione complessiva sulla gestione della luce, nella sua concezione più ampia, all’interno di uno spazio del vivere”.

    D’oggi in poi, LiveTheLight, sarà a disposizione di tutte quelle persone che a seguito di questa introduzione vogliano iniziare un percorso, una riflessione, su come la luce unita al design ed al “gusto” possa contribuire a standard qualitativi maggiori di felicità!

  • Celebrato a Tarquinia il 16 dicembre il centenario della nascita di Sebastian Matta

     

    Il Comune di Tarquinia ha celebrato, il 16 dicembre, il centenario della nascita di Sebastian Matta (nome completo Roberto Sebastian Antonio Matta Echaurren), architetto, scultore e pittore cileno, figura di spicco del surrealismo, che scelse la città etrusca come sua seconda patria. A fare gli onori di casa il sindaco Mauro Mazzola e l’assessore alla Cultura Angelo Centini. All’evento hanno partecipato anche l’ambasciatore del Cile in Italia Oscar Godoy Arcaya e il consigliere regionale Giuseppe Parroncini. Graditissima ospite la moglie dell’artista Germana Ferrari Matta. Momenti centrali della cerimonia l’intitolazione all’artista del centro culturale “Officina dell’Arte”, il consiglio comunale straordinario e l’inaugurazione della mostra fotografica Matta a Tarquinia, curata dal critico Luciano Marziano, dal professore Maurizio Brunori, dal designer Massimo Legni e dal fotografo Roberto Ercolani. Ad aprire l’assise comunale gli interventi del primo cittadino e del presidente del consiglio Alessandro Dinelli, che hanno sottolineato l’importanza dell’iniziativa, lasciando poi la parola all’assessore Centini. «Matta ha avuto un legame speciale con Tarquinia e con i giovani, che invitava a tirare fuori il talento artistico. Per questo motivo abbiamo voluto intitolargli un luogo, “Officina dell’Arte”, pensato e realizzato per i ragazzi, e allestire un’esposizione». L’ambasciatore del Cile Godoy Arcaya ha sottolineato come Matta fosse «un artista universale che ha parlato al mondo, esprimendo la forza e la voglia di libertà del popolo cileno. In Tarquinia ha trovato una città splendida dove manifestare a pieno la sua arte». Il critico d’arte Marziano e il professore Brunori ne hanno tracciato un vivo ricordo biografico e artistico, arricchito dalle parole dalla signora Matta: «Aveva un rapporto profondo con questa città e questa terra, in cui ha trascorso anni sereni e intensi. Amava ridere e ripeteva sempre alle persone che lo circondavano di non avere paura di esprimere idee e realizzare desideri». La mostra fotografica, che rimarrà aperta fino al 31 gennaio alla biblioteca “Dante Alighieri”, segue un percorso lungo quasi 40 anni che evidenzia le ricerche e le opere dell’artista a Tarquinia: dal laboratorio “Etruscu-Ludens” all’unità abitativa Autoapocalipse, dai disegni di un grande pannello per la scuola materna di via Palmiro Togliatti (opera architettonica di Massimiliano Fuksas), al trittico pittorico intitolato Perché le vittime vincano, testimonianza dell’impegno sociale e politico di Matta.

     

  • Nelle Sale Duca di Montalto del Palazzo Reale a Palermo Il muro ha un suono

    È una mostra da vedere e ascoltare quella che, dal 14 gennaio al 3 febbraio 2012, il Palazzo Reale di Palermo, sede del Parlamento Siciliano, dedica a BIOS Vincent, giovane artista trapanese che vive e lavora tra la Cina e l’Italia. Il muro ha un suono, a cura di Martina Cavallarin, è la prima personale dell’artista a Palermo, atteso ritorno nella terra d’origine dopo le recenti esperienze artistiche in Cina, a Boston e a Berlino.

     

    BIOS costruisce per gli spazi del Palazzo Reale un percorso del tutto inusuale, che si snoda dal piano inferiore, in cui si è accolti dai video con i gli atti performativi dell’artista, fino alla sala centrale del piano superiore, dove una labirintica installazione composta da oltre 40 opere di grandi dimensioni avvolge il visitatore in spire materiche dalle forti cromie che prendono il sopravvento e conducono alla grande parete di fondo interamente coperta da un lavoro di notevoli dimensioni emozionali.

     

     

    Di fronte ai pannelli cosparsi di cemento o lasciati quasi a vivo, perforati da proiettili di vari calibri, Magnum, piombini, Lupara, e alle installazioni a parete con numeri, parole, lettere, segni violentati dall’uso determinato e mirato di armi da fuoco, ci si lascia trasportare dall’eco del sibilo lacerante e invisibile di uno sparo, di risposte mai date, di doni inaspettati, di una speranza disillusa o di un ricordo cancellato.

     

    BIOS guarda il mondo dal buco inflitto dai proiettili sulle sue superfici trattate e la sua arte appare da autodidatta, ma è mutuata invece da un preciso percorso culturale, da codici antichi come la grafica o la letteratura medievale, le incisioni, l’arte sacra e un immaginario visionario – afferma la curatrice della mostra Martina Cavallarin.

     

    BIOS ha una ricerca personale che indaga nella dimensione del sociale concentrandosi su temi spigolosi come l’aborto, l’ecologia, le sopraffazioni, la violenza, le barriere fisiche e mentali, attraverso un’arte che si avvale di performance – in cui i cacciatori sparano virtualmente sulla preda, metafora per eccellenza, o in cui l’artista impersona i “pinocchio” e ne simula crocefissioni – e di installazioni a parete, quadri che si fanno scultura nell’accogliere gettate di colore, scarnificazioni, oggetti circondati da numeri che sono un logo –  come il 194, cifra che evoca la legge sull’aborto – o parole, lettere, scritte.

     

    “Quelli di Vincent sono i muri della vita che raccontano la storia degli uomini che l’hanno vissuta. – scrive l’architetto Michele Premoli Silva che ha realizzato il progetto espositivo – Muri che, come quelli delle case nei luoghi di combattimento o di conflitto, segnati dalle raffiche dei proiettili che vi hanno inciso il loro alfabeto, restano lì a ricordare che tra quel muro e chi sparava probabilmente sono state interrotte delle vite. BIOS ha scelto di raccontare la vita del Mondo attraverso il muro”.

     

    La mostra è patrocinata dalla Regione Sicilia, dall’Assemblea della Regione Siciliana e dalla Fondazione Federico II, e promossa dall’Associazione Sicilia Promotion, con il contributo di Galleria Affiche Milano e Galleria 71 Palermo. Sponsor d’eccezione URSA Italia SrL.

     

     

    BIOS Vincent

    è nato a Erice, Trapani, il 24.11.1976

     

    Installazioni di grande formato a parete e mixed media sono le tecniche utilizzate nella sua ricerca, che si focalizza sulla dimensione del sociale, su temi spigolosi come l’aborto, l’ecologia, le sopraffazioni, la violenza, le barriere fisiche, mentali e la memoria sorda e necessaria. Al momento è impegnato nel processo di installazioni ambientali nelle quali è previsto l’utilizzo di sorgenti di energia rinnovabile. Dal 2000 il suo lavoro è stato presentato in varie mostre collettive e personali in Italia e all’estero.

    Vive e lavora tra Milano e la Cina e collabora con diversi studi di Architettura nello sviluppo di progetti tra arte e architettura.

     

     

    SCHEDA INFORMATIVA

     

     

    BIOS Vincent | Il muro ha un suono
    a cura di Martina Cavallarin

     

    dal 14 gennaio al 3 febbraio 2012

    inaugurazione 13 gennaio 2012 ore 19:00

    Palazzo Reale, Sale Duca di Montalto

    Piazza Indipendenza, 1 – 90129 Palermo

     

    Con il patrocinio di:

    Regione Sicilia | Assemblea della Regione Siciliana | Fondazione Federico II

     

    Sponsor:

    URSA Italia Srl

     

    Con il contributo di: Galleria Affiche – Milano | Galleria 71 – Palermo

     

    Organizzazione: Associazione Sicilia Promotion

    Direzione scientifica: Scatola Bianca – Venezia

    Progetto espositivo: Studio Premoli Silva

    Concept comunicazione e progetto grafico: Tosi comunicazione

     

    Orario di apertura: lun-sab: 8:30-17:40; dom e festivi: 8:30-13:00 (la biglietteria chiude un’ora prima del museo)
    Ingresso: 3 euro
    Informazioni: www.federicosecondo.org

    Mail: [email protected]

    Tel: +39 091_6262833

     

    Accompagna la mostra un prestigioso catalogo edito dalla Fondazione Federico II Editore in tre lingue – italiano | inglese | cinese – con testi critici a cura di Martina Cavallarin | Micol Di Veroli | Michele Premoli Silva

     

     

    Ufficio stampa
    Flavia Lanza | ph. +39 340_4265760 |mail: [email protected]

     

  • Glashütte Original potenzia il Dipartimento Restauro Orologi Antichi

    Come erede legittima della lunga storia di orologeria scritta nella cittadina sassone di Glashütte, la Manifattura Glashütte Original ha deciso di potenziare la sua attività di restauro di orologi antichi – esclusivamente costruiti a Glashütte  – che svolge in un’area apposita sita all’interno del Museo Nazionale di Orologeria – Deutsches Uhrenmuseum Glashütte.

    Il restauro dell’orologio regolatore astronomico Strasser & Rohde proveniente dall’osservatorio di Qimgdao in Cina è una prova evidente del savoir-faire del team formato da artigiani, esperti orologiai che hanno maturato una lunga esperienza in manifattura, oltre che di giovani appena usciti dalla Scuola di Orologeria.

    Il pendolo, un tempo unico strumento di riferimento nell’osservatorio cinese per segnare il secondo e guidare il sistema di tracciamento dei telescopi astronomici, da parecchi anni inutilizzato per l’avvento delle nuove tecnologie, giaceva abbandonato in un angolo accusando segni del tempo evidenti nel legno del mobile e nei meccanismi di precisione arrugginiti e ossidati.

    In dieci mesi Il Dipartimento di Restauro è riuscito a ricostruire nei minimi dettagli il regolatore riportandolo agli antichi splendori, operando nel rispetto delle stesse tradizioni artigianali con cui un tempo fu creato.

    Chiunque oggi abbia un segnatempo da restaurare di qualsiasi epoca e marca, a condizione che sia stato costruito a Glashütte, può rivolgersi al Dipartimento di Restauro.

    Glashütte Original, con i suoi 166 anni di storia, è una delle manifatture più rinomate a livello mondiale nel campo dell’Alta Orologeria.

    Dal 1845 a Glashütte, una piccola città vicino a Dresda, vengono creati veri e propri capolavori meccanici, che sanno magistralmente unire l’innovazione tecnologica con la più alta tradizione orologiaia. Gli orologiai della Manifattura Glashütte Original sono infatti riusciti a conservare negli anni un “know how” unico nel creare un orologio meccanico.

    Dallo sviluppo del movimento alla produzione dei singoli componenti, dal loro assemblaggio definitivo all’esecuzione manuale delle decorazioni delle superfici, dalla lucidatura delle singole parti alla finitura dei componenti del movimento, tutto alla Glashütte Original testimonia l’attenzione ad una qualità perfetta, proprio come richiede il lavoro di una Manifattura tradizionale di Alta Orologeria.

    Glashütte Original è ben più di una fabbrica di orologi di successo, è una vera e propria espressione vivente della Cultura della Misurazione del Tempo: con la sua fabbrica ultra moderna, il suo Museo “Deutsches Uhrenmuseum Glashütte” e la sua scuola di orologeria “Alfred Helwig”, la Manifattura Glashütte Original fornisce un reale e prezioso contributo alla salvaguardia e alla diffusione della Cultura dell’Orologeria Meccanica.

  • Il Comune celebra il centenario della nascita di Sebastian Matta

     Il Comune ricorda il centenario della nascita di Sebastian Matta (nome completo Roberto Sebastian Antonio Matta Echaurren), architetto, scultore e pittore cileno che scelse Tarquinia come luogo d’adozione. L’Amministrazione ha organizzato per il giorno 16 dicembre un evento celebrativo che prevede l’intitolazione all’artista del centro culturale “Officina dell’Arte”, alle ore 16, il consiglio comunale straordinario in suo ricordo, alle ore 16.30, e l’inaugurazione alle ore 18, nella biblioteca “Dante Alighieri”, della mostra fotografica Matta a Tarquinia, la quale rimarrà aperta fino al 31 gennaio. Ospite d’eccezione della manifestazione sarà l’architetto Massimiliano Fuksas, progettista della scuola materna in via Palmiro Togliatti per cui Matta realizzò dei disegni su una delle pareti esterne. Sarà presente anche una delegazione dell’ambasciata del Cile. «L’iniziativa vuole ricordare un uomo e un artista che strinse con Tarquinia e i suoi abitanti un rapporto profondo. – afferma l’assessore alla Cultura Angelo Centini – Un rapporto che lo portò a realizzare esperienze artistiche uniche per la città e che sarà ben testimoniato nell’esposizione a lui dedicata». Attraverso una serie di pannelli contenenti immagini fotografiche, corredate da adeguate didascalie esplicative, la mostra proporrà infatti la versatile personalità di Matta quale suscitatore di eventi, inventore di situazioni e complessi operativi, dal suo arrivo a Tarquinia, nei primi anni sessanta, fino alle ultime sperimentazioni nel settore della “computer art”.

  • Figurati un po’: VII Concorso Calligrafico Internazionale

    Le opere selezionate e quelle dei vincitori sono visibili e scaricabili sul sito del CAUS – Centro Arti Umoristiche e Satiriche al seguente indirizzo: http://www.caus.it/figurati-un-po-vincitori.shtml

    Torino, 9 dicembre 2011 * * * Si è concluso il settimo Concorso Calligrafico Internazionale  Figurati un po’, ideato dal Caus – Centro Arti Umoristiche e Satiriche di Torino, diretto da Raffaele Palma con la collaborazione di Piero Ferraris per l’ufficio stampa e Tullio Macrì per l’ottimizzazione web.

    Il tema di questa edizione era particolarmente impegnativo: ciascun candidato doveva, infatti, ideare una figura, utilizzano le lettere dell’alfabeto del proprio nome e/o cognome, o di quello di un personaggio famoso, riferendosi ad uno o più di questi input: significato etimologico, contenuto simbolico, attributi fisici, competenze professionali, qualità morali.

    Una pratica calligrafica nuova per la cultura occidentale, che nel mondo arabo vanta una tradizione millenaria. Gli artisti musulmani, non potendo rappresentare per motivi teologici il volto e gli attributi della divinità, sin dalla notte dei tempi impiegano le lettere del sacro alfabeto per costruire suggestive figurazioni grafiche. Da tale consuetudine si è sviluppata negli ultimi anni una vera e propria corrente artistica che vede impegnati molti calligrafi nel creare con le lettere i soggetti più diversi: dai ritratti umani, agli animali; dagli elementi naturali, alla pura astrazione.

    La commissione esaminatrice, composta da autori professionisti, ha valutato con attenzione i numerosi elaborati, in relazione alla difficoltà tecnica e grafica ed al loro contenuto, per singolarità e originalità, scegliendo i migliori, che in molti casihanno eguagliato e superato gli stessi maestri arabi. Particolarmente bravi gli studenti delle Accademie di Belle Arti ed Istituti di Grafica e Arti Applicate.

    Un particolarmente ringraziamento, infine, per il patrocinio accordato all’evento da Città di Torino ed Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

    Le opere selezionate e quelle dei vincitori sono ora visibili e scaricabili collegandosi al sito: http://www.caus.it/figurati-un-po-vincitori.shtml

     

    I VINCITORI

     

    Premio Miglior Autore Internazionale Professionista

    Khaleelullah Chemnad

    Premio Miglior Autore Nazionale Professionista

    Puglia Francesco Claudiò

    1° Premio Sezione Calligrafia Illustrata

    Sorrentino Giacomo

    1° Premio Sezione Calligrafia Plastica

    Vota Mario

    1° Premio Sezione Calligrafia Umoristica

    Duiella Vera

    1° Premio Sezione Calligrafia Stilizzata

    Sperotto Gabriella

    1° Premio Sezione Calligrafia d’Arte

    Euron Silvia

    1° Premio Sezione Istituti Scolastici

     

    Per eventuali informazioni:

    CAUS – [email protected]

    Telefono – 339 60 57 369

  • Percorso della visita guidata alle Grotte di Toirano (seconda parte), il Cimitero degli Orsi e la Sala dei Misteri

    Continuando con la seconda parte del percorso della visita guidata alle Grotte di Toirano vi consigliamo, se vi serve un alloggio per passare un weekend nei dintorni della grotta, di rivolgervi ai bed and breakfast italia.

    Il percorso della visita guidata alle Grotte di Toirano prosegue con l’interessante stanza chiamata il Cimitero degli Orsi, chiamata così per i numerosi resti fossili ritrovati di Ursus Spelaeus, che sono datati tra i ventisette mila e ventiquattro mila anni fa. Questi tipi di orsi se è estinta durante l’ultima glaciazione, ed il numeroso branco rinvenuto in questa grotta, si rifugiava in essa durante il letargo invernale, ed i resti trovati sono quelli probabilmente, di qualche orso più debole che non riusciva a sopravvivere ad il lungo inverno.

    Passeremo poi alla Sala dei Misteri, dove anche qui sono state ritrovate tracce, però solo dei piedi, appartenuti all’homo sapiens, poi fossili carboniose, formate dai fumi delle fiaccoli usate dagli uomini per farsi luce all’interno della grotta. Sono state ritrovate anche pallottole di argilla, si presume che venissero utilizzate per qualche rito di iniziazione.

    E dalle interessanti Grotte di Toirano vi portiamo alle isole di Burano, Murano e Torcello facendovi dedicare una intera giornata a Venezia!

  • Una serata “speciale” a Vallantica

     

    L’amore tra arte, tavola e natura

    Roma, 29 Novembre 2011. Una scenografia unica, una vista ineguagliabile e un menù ricercato: questi gli ingredienti per una serata d’eccezione firmata Vallantica, in programma per il 2 dicembre 2011 nel cuore dell’Umbria.

    Nella suggestiva ambientazione dei Monti Martani, a pochi passi dalle celebri terme di San Gemini, quella di venerdì 2 dicembre sarà una serata all’insegna dell’amore: tra le romantiche e passionali note di un tango argentino prenderanno forma nuove ed inesplorate sensazioni.

    Inoltre, a fare da sfondo alla serata dedicata all’amore, oltre alle meravigliose parole dei grandi maestri della poesia come Pablo Neruda, Garcìa Lorca e Trilussa, anche celebri e divertenti commedie sull’amore e sul matrimonio che sapranno colorare di magia attimi indimenticabili.

    La cena, preparata esclusivamente con prodotti a km zero, rallegrerà i palati degli ospiti deliziandoli con vini di alta qualità e rigorosamente legati al territorio.

    Tutta l’offerta enogastronomica vanta, infatti, una qualità impeccabile, assicurando così un gusto unico derivante da un armonioso connubio fra tradizione e modernità, servendosi esclusivamente di materie prime prodotte da vallantica, specialista nella produzione di vini ed olio.

    Situata nel cuore verde dell’Italia, Vallantica, è rinomata da sempre per la qualità dei suoi prodotti e conosciuta per aver ispirato e rigenerato il cantore della bellezza ideale femminile, Antonio Canova.

    Vallantica Tacconi- Ottelio, tenuta che si estende per 200 ettari, rappresenta una destinazione particolare per la rigenerazione dei sensi dove il gusto e l’amore per la natura prendono forma e si trasformano in prodotti unici regalando un mix travolgente di modernità e tradizione.

    Un luogo dove la storia è di casa, e che verso la fine del ‘700  riuscì ad incantare anche il famoso scultore Antonio Canova tanto da farla divenire la sua residenza estiva.

    A disposizione degli ospiti: camere confortevoli, un centro congressi dotato delle migliori tecnologie, la cantina, il ristorante, ed immensi spazi aperti, con zone attrezzate per bambini.

    Per ulteriori informazioni e/o prenotazioni:
    Soc. Agr. Vallantica Tacconi Ottelio srl
    Loc. Valle Antica, 280 – 05029 San Gemini (TR)-Italia
    Tel. (+39) 0744 243454 Fax: (+39) 0744 242869

    [email protected]

     

    Ufficio stampa:
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  • Oikos: quando il colore diventa materia d’arte

    Oikos è protagonista alla Biennale Internazionale dell’Arte Contemporanea di Firenze, dal 3 all’11 dicembre 2011, nell’opera dell’artista Teorema Fornasari.

     
    La sensibilità per l’arte, l’uomo e la natura che caratterizzano Oikos sono stati gli elementi chiave dell’incontro con l’artista veronese. Fondamentale è stata la scelta di un colore, Imperium di Oikos, che potesse diventare “il suo colore”, materia plasmabile che potesse rappresentare la sua arte e la sua poliedrica personalità.
     
    Teorema Fornasari, dopo un lungo percorso artistico segnato dalla ricerca e dal cammino verso il nuovo, ha realizzato le prime sculture di puro colore con una tecnica inedita: infatti per la scultura “Re Mida” sono stati utilizzati quasi 10 chili di colore e altrettanti sono stati impiegati nelle opere “Io” e “Gadu”. Un lavoro durato oltre due anni durante i quali ha definito ulteriormente il suo suo movimento “Senso Alieno” di cui queste opere fanno parte.
     
    Artista poliedrica e anticonvenzionale, la Fornasari esprime la propria visione del mondo con il suo l’alter ego pittorico “Teoremino”, una sorta di alieno che incarna la sua parte onirica e fanciullesca, allo stesso tempo personaggio fondamentale per colmare vuoti affettivi.Nella sua poetica il colore assolve dunque a due funzioni: la prima e più immediata di ispirazione artistica, la seconda, più intima e celata, quasi terapeutica.
     
    In un contesto di prestigio come della Biennale di Firenze il colore di Oikos diventa il protagonista, capace di trasformarsi in materia per l’arte come avviene nell’interpretazione di Teorema Fornasari. Un’esperienza formatasi in stretta collaborazione con Oikos, che ha definito, con lei, il “suo” colore. Una materia espressiva, frutto di una sensibilita’ attenta all’arte e alla natura.
     
    Biennale Internazionale dell’Arte Contemporanea di Firenze

    dal 3 all’11 dicembre 2011.

     

    http://www.oikos-paint.com/

     

     

  • La Galleria Alter Ego inaugura “La corte del Sole, con riflessi scultorei della Terra”, mostra personale dell’artista Gianni Martinetti

    Domenica 4 dicembre 2011, alle ore 18.00, la galleria d’arte Alter Ego di Ponte Tresa inaugurerà “La corte del Sole, con riflessi scultorei della Terra”, esposizione personale di Gianni Martinetti, artista svizzero attivo da molti anni sia nel campo della scultura che della pittura.
    La mostra intende ripercorrere i momenti salienti di una ricerca sperimentale complessa e poliedrica che ha condotto l’autore ad elaborare una propria personale cifra stilistica affrontando molteplici tecniche e tematiche e sottolineare, anche nel titolo, la sentita spiritualità che ne ha sempre guidato il percorso.
    Il Sole e la Terra rimandano infatti metaforicamente ai dualismi che caratterizzano la nostra vita, imponendoci scelte e limiti ma offrendo, allo stesso tempo, ideali a cui aspirare; entità contrapposte come la luce e l’ombra, lo spirito e la materia, il desiderio di libertà e i condizionamenti della società rappresentano da sempre gli opposti che costringono l’uomo occidentale ad un incessante dibattito interiore. In questa analisi sulle contrapposizioni che caratterizzano l’esistenza, un elemento che sembra mancare nell’indagine di Martinetti è il dolore, nell’accezione maggiormente drammatica, che cede invece volentieri il passo alla gioia, ad una serenità faticosamente conquistata e ora orgogliosamente raffigurata. L’intera produzione dell’autore rimanda alla pace interiore e all’ottimismo nei confronti del futuro; un messaggio che traspare con forza ancora maggiore negli ultimi lavori, più essenziali dal punto di vista formale e più personali sotto il profilo tematico.
    Osservando in successione temporale le singole opere scultoree, si ha l’impressione di assistere allo svolgimento di un percorso umano, oltre che artistico, verso una consapevole maturità. L’espressione del viso del giovane “Scugnizzo”, una statua del 1978 realizzata in legno e riprodotta in bronzo, trasmette una profonda malinconia ma anche la ferma volontà di superare le difficoltà di un destino avverso; il “Viandante”, forse l’espressione più esplicita della condizione umana, indossa un drappeggio complesso, che riflette la luce in maniera vibrante, rendendo la figura inquieta, seppur certa della propria meta (il crocefisso sul petto rivela che si tratta di un pellegrino); il “San Giovanni”, colto in meditazione con un libro aperto sulle ginocchia, appare invece come un personaggio che ha raggiunto un saldo equilibrio spirituale, grazie alla staticità della composizione e ad un trattamento minimale della superficie, che comunicano la sua calma e la sua concentrazione. Tramite un lungo processo di sintesi, Martinetti è giunto a esiti sempre più essenziali, aerei e leggeri, come il “Portatore d’acqua”, una figura ispirata alla tradizione cristiana e rappresentata come un giovane sorridente che sorregge, in equilibrio precario, un recipiente traboccante di acqua, intesa come energia positiva, speranza e luce, o come “L’Angelo della presenza”, una slanciata scultura in gesso dalle ali spalancate che si protende in avanti per offrire calore e sicurezza.
    In ambito pittorico, l’artista si discosta dalla tradizione figurativa classica per dedicarsi ad un astrattismo che vive unicamente di giochi di luce e di colore. Al centro della sua pittura, ancora una volta, ritroviamo l’incessante ricerca di quell’essenza unica, meravigliosa e inafferrabile che Martinetti stesso definisce “una delle tante risorse di noi esseri umani che spesso non ci rendiamo conto di avere: la luce interiore che ci anima”.

    GIANNI MARTINETTI è nato a Lugano il 14.11.1949.
    Il suo primo approccio con l’arte risale al 1975 quando, da autodidatta, inizia a scolpire il legno. In seguito, sperimenta materiali come l’argilla e il gesso. Solo negli ultimi anni inizia a dedicarsi alla pittura, scoprendo un’espressione artistica che appaga il suo profondo bisogno di dialogare con se stesso.

    “La corte del Sole, con riflessi scultorei della Terra” – Mostra personale di Gianni Martinetti
    Dal 4 al 18 dicembre 2011

    Vernissage: domenica 4 dicembre 2011, ore 18.00
    Presentazione di Emanuela Rindi

    Galleria d’arte Alter Ego
    Via Lugano 1 – 6988 Ponte Tresa (Svizzera)
    www.alteregogallery.com

    Orari di apertura:
    Lunedì – martedì – mercoledì: 15.00-17.30
    Giovedì – venerdì – sabato: 11.00-18.00
    Domenica: 10.30-13.00
    (altri orari su appuntamento)

    Per info e prenotazioni:
    +41(0)793572548 oppure +39 3495259573
    [email protected]

    Ufficio Stampa: Rindi Art
    [email protected]

  • Le “Emozioni” della scultrice Elisabetta Pieroni in mostra allo spazio d’arte Corte dei Brut

    Dal 1 dicembre al 10 gennaio 2012, lo spazio d’arte Corte dei Brut di Gavirate (VA) ospiterà la prossima personale di Elisabetta Pieroni, nota scultrice varesina impegnata da alcuni anni in una ricerca personalissima in ambito ceramico; un’artista che ha scelto di dare voce alla propria espressività creativa intraprendendo un percorso autonomo, necessariamente moderno, sempre e comunque nel solco e nel rispetto di una tradizione artigianale che, a distanza di secoli, continua a mantenere inalterato il proprio fascino.

    La mostra, dal titolo “EMOZIONI”, presenterà i lavori più recenti, sculture e altorilievi raffiguranti paesaggi idilliaci e dimensioni oniriche, figure antropomorfe e animali fantastici, alberi maestosi e città immaginarie che sembrano appartenere ad un fiabesco medioevo.
    Rifiutando qualsiasi forma di idealismo o di metafisica a favore di un profondo esistenzialismo, l’artista focalizza la propria ricerca sul valore specifico dell’esistenza individuale umana e sul suo carattere precario, riscoprendo la forza persuasiva delle metafore e la suggestiva aura dei simboli.
    I paesaggi antropizzati costituiti da ponti, torri, vicoli tortuosi, irte scalinate e case accoglienti vanno quindi interpretati come l’emblema dell’esperienza umana, colta nei momenti cruciali di passaggio, nello sforzo richiesto dal superamento delle difficoltà e nella cura degli affetti familiari. Significativa è, in questo senso, la raffigurazione dell’ulivo, albero spirituale per antonomasia, protagonista di molti dei lavori di Pieroni: caratterizzato da robuste radici, si erge in maniera sinuosa e contorta, quasi sofferente, ma animato da una ferma e fiduciosa volontà che lo spinge a perseguire la propria realizzazione.
    L’apparente semplicità dei soggetti raffigurati è forse il segreto dell’immediatezza con cui l’artista riesce a trasmettere il proprio messaggio, ma a questa semplicità fa da contrappunto uno studio attento e meticoloso del materiale scelto come medium artistico; la ceramica, infatti, non lascia spazio all’improvvisazione ma richiede notevoli competenze manuali, tecniche, fisiche e chimiche; competenze che Elisabetta Pieroni ha acquisito in molti anni di esperienza, iniziando a lavorare giovanissima.
    Nelle sue composizioni sembra definire lo spazio come a voler costruire una “geografia dell’anima”, invitando lo spettatore a calarsi nell’opera e a riconoscere all’interno della composizione archetipi universali e simboli appartenenti alla cultura cristiana, fusi in una visione serena e luminosa dell’esistenza.
    Su un repertorio iconografico personale ormai consolidato, ultimamente Elisabetta Pieroni ha imbastito un’appassionata ricerca tecnica e polimaterica; le iridescenze date dai nuovi smalti impiegati dialogano con materiali estranei all’ambito ceramico come frammenti di specchio, inserti di rame e ottone, supporti in plexiglass trasparente e aeree spirali realizzate con il filo di ferro.
    Nelle suggestive sale della Corte dei Brut saranno esposte anche le più recenti opere di design: vasi, ciotole e lampade in ceramica, vere e proprie sculture luminose, che sottolineano un infaticabile sperimentalismo tecnico, stilistico e materico di cui, in futuro, sarà interessante seguire gli sviluppi.

    Sito personale dell’artista:
    www.elisabettapieroni.it

    “EMOZIONI” – Mostra personale di Elisabetta Pieroni
    a cura di Emanuela Rindi
    Dal 1 dicembre 2011 al 10 gennaio 2012

    Inaugurazione: giovedì 1 dicembre, ore 19.00

    Spazio d’arte Corte dei Brut
    Via Campi Leoni, 1
    Groppello di Gavirate – Varese
    www.cortedeibrut.org

    INGRESSO LIBERO

    ORARI
    Feriali: 19.00 – 23.00
    Festivi: 12.00-14.00 | 19.00 – 23.00
    (Visitabile con l’artista su appuntamento)

    Per informazioni:
    349 2832988

    Ufficio Stampa: Rindi Art
    [email protected]

  • Tra Sacro e Natura Giovanni Beluffi

    “Tra Sacro e Natura” Giovanni Beluffi
    Dal 26 novembre al 18 dicembre 2011
    Museo Civico Branda Castiglioni – Castiglione Olona (VA)

    Le sale di Palazzo Branda Castiglioni ospiteranno da sabato 26 novembre 2011 la mostra-laboratorio “Tra Sacro e Natura” di Giovanni Beluffi, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Castiglione Olona.

    Le opere di Beluffi si caratterizzano per la forte carica emozionale, i paesaggi, definiti con larghe pennellate, ben tirate, allungate e quasi senza contorni, rivelano, ad un’attenta osservazione, figure dai contorni ben riconoscibili, frutto di una elaborata riflessione di modelli ed azioni tratti dalla quotidianità e maturati dall’esperienza diretta dell’artista.

    I soggetti rappresentati, di natura e sacri, sono colti nell’aspetto più profondo, più riflessivo e il tratto veloce e stilizzato, che li impressiona sulla tela, è solo un’esigenza dell’artista, per lasciare ai sentimenti, alla memoria e ai ricordi, anche di chi osserva, il tempo necessario per elaborarli e renderli poi vivi.

    Questa esposizione nasce dall’idea di unire alle consuete rappresentazioni di paesaggi e particolari naturalistici di Beluffi la sacralità di soggetti che a Castiglione Olona si possono ammirare nei cicli di Masolino da Panicale, Paolo Schiavo e Lorenzo di Pietro detto “il Vecchietta”, di quest’ultimo, in particolare, nella cappella di San Martino che, considerata per il grande pregio artistico il gioiello di Palazzo Branda Castiglioni, si pone quasi al centro del percorso della mostra-laboratorio, creando una piacevole corrispondenza tra le tematiche quattrocentesche e le scelte stilistiche dell’artista varesino.

    Inaugurazione sabato 26 novembre 2011 ore 17.00 con lo storico dell’arte Rolando Bellini.

    —————————————————————————————-

    “Tra Sacro e Natura”
    di Giovanni Beluffi
    Museo Civico Branda Castiglioni
    Piazza Garibaldi – 21043 Castiglione Olona
    Dal 26 novembre al 18 dicembre 2011

    Dal martedì al sabato 9.00/12.00 e 15.00/18.00
    Domenica 27 novembre e 4 dicembre 10.30/12.30 e 15.00/18.00
    Giovedì 8, domenica 11 e 18 dicembre 15.00/18.00

    Per informazioni:
    Ufficio Cultura del Comune di Castiglione Olona
    Tel. 0331 858301 – e-mail [email protected]
    www.comune.castiglione-olona.va.it

  • REGALARE ARTE 2011: Arte sotto l’albero

    Dopo le due mostre ospitate all’interno del circuito del Festival della Fotografia di Roma, “La scelta di Maria” di Chiara Coccorese e “Metropolis” di Stefano David e dopo la prima personale delle sculture di Tommaso Pellegrini
    la Galleria Fondaco ripropone in collettiva le opere dei suoi artisti.

    Dal 24 novembre al 24 dicembre, con due giorni di festa – venerdì 2 e sabato 3 dicembre – la Galleria Fondaco ospiterà nuovamente Arte sotto l’albero, opere a partire da € 30,00 per sostenere l’impegno di sempre: divulgare, diffondere e rendere accessibile l’arte, cogliendo ogni occasione, soprattutto quella di un regalo importante.
    Gli straordinari multipli in carta e in resina di Enrico Castellani, le incisioni e le litografie mini e maxi di Maria Angeles Vila, le serigrafie dei Cuori di  Mojmir Ježek, i multipli in bronzo di Loredana Baldin e di Tommaso Pellegrini, le fotografie di Dino Ignani, di Chiara Coccorese, di Luca Donnini, di Stefano David, l’arte ri_prodotta e ri_producibile, anche di nomi già molto conosciuti come Mario Ceroli e Piero Guccione, in mostra insieme alle opere uniche di Gerdine Duijsens, di Cristiana Pacchiarotti, di Irene Campominosi,  per offrire un’ampia possibilità di scelta.

    Regalare arte è alla sua terza edizione con l’idea di cogliere l’occasione del Natale per fare un regalo d’arte.
    La Galleria Fondaco offre un’ampia e diversificata offerta d’arte accessibile per chi vuole arte da acquistare per se, da regalare, da utilizzare nella comunicazione.
    Opere di pittura, fotografia, scultura, grafiche e oggetti d’arte, fino a 6.000,00 euro

     

    GALLERIA FONDACO
    ARTE SOTTO L’ALBERO
    24 novembre – 24 dicembre 2011
    a cura di Francesca Marino e Flora Ricordy

    Venerdì 2 e sabato 3 dicembre due giorni di festa alla Galleria Fondaco.

    Orario dicembre: da lunedì a sabato 10.00-13.30 e 16.00-19.00

    GALLERIA FONDACO
    Via degli Zingari 37 Roma
    T. +39 06 4873050
    [email protected] – www.fondaco.eu

  • La pianta dell’Ospedale Maggiore di Milano

    Il progetto originale dell’antico ospedale milanese, che per le sue dimensioni acquisirà il nome di
    Ca’ Granda, è di Antonio Averlino detto il Filarete, architetto fiorentino chiamato a Milano da
    Francesco Sforza per creare un ospedale per i poveri, segno della grandezza e della riconquistata
    pace del ducato.
    Il Filarete compose a Milano il suo Trattato di architettura in cui delineò anche il progetto di
    massima per l’ospedale, a pianta rettangolare, suddivisa in tre parti: le due laterali, quadrate, erano
    destinate all’attività sanitaria ed erano collegate dalla parte centrale, rettangolare, al cui centro era
    progettata la costruzione della chiesa.
    L’architetto toscano lasciò i lavori nel 1465 dopo aver impostato il grande quadrilatero con i portici
    su via dell’Ospedale (l’odierna via Festa del perdono) e sul lato verso la basilica di S. Nazaro,
    adattandosi all’impiego della terracotta, il tipico materiale lombardo. Lasciava l’impianto dell’edificio
    e le soluzioni di funzionamento e di igiene dell’Ospedale che saranno rispettate nel corso dei
    quattro secoli seguenti di sviluppo della costruzione.
    Gli successe Guiniforte Solari che soprintendeva già alle più importanti costruzioni che si stavano
    realizzando a Milano e a Pavia: pur mantenendo l’impianto filaretiano, il Solari introdusse l’arco
    ogivale gotico ed impostò il grandioso attico che conclude l’edificio.
    Il fratello Francesco, scultore, intervenne nelle finestre a bifora, racchiuse in un ampio arco ogivale
    inscritto in una cornice rettangolare con piccoli clipei: una soluzione che unisce elementi della
    cultura decorativa lombarda all’impostazione classica proposta dal Filarete.
    È stato ipotizzato l’intervento del plasticatore Rainaldo De Stauri, attivo alla Certosa di Pavia, per
    le fasce decorative in cotto.
    A Francesco Solari successe Pietro Antonio, figlio di Guiniforte e, dal 1495, Francesco Solari che,
    nel 1493 aveva già scolpito in pietra d’Angera due figure, S. Ambrogio e Giuseppe l’ebreo, per il
    nuovo porticato. Gli è attribuita l’ideazione del portico del grande cortile centrale: è riconoscibile la
    sua mano sul lato destro del cortile d’onore, dal piano d’imposta degli archi fino al primo fregio
    dove le sculture in pietra d’Angera sono caratterizzate da un raffinato modellato e dalla presenza di
    lacerti di bolo per la doratura e da inserti in piombo, ora perduti, nelle cornici dei clipei.
    Nel 1624 Giovanni Pietro Carcano lasciò il reddito di metà delle sue sostanze e 500 scudi, che gli
    eredi dovevano versare annualmente, per l’ampliamento della fabbrica dell’ospedale.
    Il lavoro di progettazione che, in accordo con le volontà testamentarie doveva riprendere il modello
    antico, fu svolto dall’ingegnere dell’Ospedale Giovanni Battista Pessina, affiancato dagli architetti
    Francesco Maria Richini, Fabio Mangone e dal pittore Giovanni Battista Crespi detto il Cerano.
    L’architetto Richini trasformò la corte rettangolare prevista dal Filarete in un grandioso spazio
    tendente al quadrato, circondato da un porticato che dall’ingresso porta alle due crociere ed alla
    chiesa, eretta sul quarto lato. Il lato dell’Amadeo non venne demolito, se non parzialmente e servì
    da modulo per tracciare il nuovo impianto: le colonne del piano terra, in granito rosa, fortemente
    rastremate, reggono capitelli in pietra di Viggiù su cui sono impostati archi con ghiere decorate a
    ovuli e fusaiole e sottarchi con rosoni. Nei clipei sono inserite figure che, pur riprendendo lo
    schema rinascimentale, se ne differenziano per il modellato ad alto rilievo portato fino al tutto
    tondo. Il fregio, più semplice, ha un maggior effetto plastico.

  • La Ca’ Granda di Milano – Un caso studio

    Ca’ Granda, Magna Domus, Ospedale Maggiore sono state nel corso dei secoli le denominazioni di uno degli edifici antichi più importanti della città di Milano, oggi sede dell’Università degli Studi.

    Nel grandioso complesso si concentrano più di cinque secoli di storia; la tradizione medioevale, il rinascimento toscano, la sensibilità lombarda per l’ornato convivono in ogni chiostro in vivace e piacevole mescolanza.

    I contributi video sono stati estratti da “Ca’ Granda, storia e restauri”, film prodotto dal CTU, Università degli studi di Milano, nel 1986 e dal Reparto di Cinematografia Scientifica del CNR, il Consiglio Nazionale delle Ricerche.

    Progetto del Filarete

    Nell’aprile del 1456 venne posta con cerimonia solenne la prima pietra del Nuovo Ospedale Grande voluto da Francesco Sforza e da sua moglie Bianca Maria Visconti. L’ospedale fu progettato dall’architetto fiorentino Antonio Averlino detto il Filarete che introdusse a Milano la nuova figuratività rinascimentale.
    Esso fu concepito come un vasto rettangolo, formato da dieci quadrati uguali, con due crociere laterali ed un grande cortile centrale che doveva ospitare la chiesa; ogni crociera risultava perfettamente iscritta in un quadrato e in un cerchio.

    Progetto del Richini

    Nel XV secolo fu realizzata una sola crociera. Ma la forza di immagine del progetto filaretiano fissò nella memoria la struttura volumetrica del complesso cui si attennero gli architetti nei secoli successivi.
    Nel XVII secolo l’architetto Francesco Maria Richini concepì l’ingresso da via Festa del Perdono come una plastica e movimentata facciata autonoma in forme barocche.
    Con il Richini il complesso acquisì una nuova e grandiosa concezione spaziale e scultorea rappresentata anche dalla costruzione del grande cortile centrale (da allora noto come ‘cortile del Richini’).

  • ITALIA ARTE: 33 Contemporary Gallery – Chicago 18 NOVEMBRE – 31 DICEMBRE 2011

    NETWORK

    From Turin To Chicago and Vice-Versa

    Imagine a new art, a new future, a new world

    November 18 – December 31        2011

    33 Contemporary Gallery – Chicago

    May 24 – July 1        2012

    Museo Regionale di Scienze Naturali – Torino

     

    L’IDEA DI UNA MOSTRA

    In occasione delle celebrazioni per i “150Anni dell’Unità d’Italia”, il mensile “Italia Arte” e l’Associazione Culturale Galleria Folco di Torino, presentano un progetto culturale ed espositivo che vede la partecipazione di numerosi artisti contemporanei. L’obiettivo è quello di creare un percorso attraverso i cambiamenti e le correnti artistiche che oggi caratterizzano il panorama artistico nazionale, per valorizzare un aspetto importante, quello culturale, che da sempre unisce e connota l’Italia intera nel mondo. La mostra si terrà presso gli spazi prestigiosi della 33Contemporary Gallery di Chicago di Sergio Gomez, una delle realtà più ferventi e dinamiche del settore artistico statunitense. La mostra gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e del Patrocinio della Zhou Brothers Art Center Foundation.

    THE IDEA OF A PROJECT

    On occasion of “Turin 2011: 150 years of the Unity of Italy”, the monthly magazine “Italia Arte. Il meglio della cultura e del Made in Italy” (Italy Art. The best of culture and Made in Italy) intends promoting an artistic-cultural exchange with the 33Contemporary Gallery, leading art gallery of Chicago, directed by Sergio Gomez, to celebrate not just the one hundred and fifty year anniversary of the Unity of Italy which sees Turin, former capital of the Italian Kingdom, absolute star of the celebrations, but also – conceptually – the strong connection that has always linked our country and our connotations to the United States of America, on a path that for more than 150 years has seen the Italian and American populations deeply bound by art, tradition, history, costume and culture. The choice of Turin as the Italian exhibition headquarters for the project was also dictated by the leading role this Piedmont city plays in contemporary art at home and abroad. This partnership is part of a much bigger plan of relations that “Italia Arte” has with the Italian Culture Institutes all over the world, with Museums and Foundations of the United States and Italy, with numerous contemporary Italian artists and with Italian Associations worldwide.

     

    33 Contemporary Gallery – Zhou B. Art Center – 1029 W. 35th Street – Chicago, IL 60609

    ITALIA ARTE: C.so Cairoli 4 – 10123 Torino – Info: +39 011.8129776 – www.italiaarte.it – info@italiaarte

     

  • Non solo mare a Riccione: in inverno è tempo di mostre…

    Sabato 5 novembre alle ore 12 presso la Galleria comunale di arte moderna e contemporanea di Riccione Villa Franceschi si inaugura la mostra retrospettiva dell’artista Triestino Lucio Saffaro.

    Pittore, scrittore e matematico, Saffaro, che ha vissuto e operato a Bologna, si è affermato sin dagli anni Sessanta come una delle figure più originali e inconsuete della cultura italiana. Per l’attività artistica ha esposto alla Biennale di Venezia, alla Quadriennale di Roma e in molte altre importanti rassegne in tutta Italia e all’estero.

    L’esposizione, che presenta circa 60 dipinti, disegni e incisioni di Lucio Saffaro è arricchita da una serie di iniziative collaterali tra cui percorsi didattici per la scuola e per il tempo libero ed è aperta dal 05/11/2011 al 31/01/2012 dal martedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 12.30; martedì, giovedì, domenica dalle ore 16 alle 19. Chiuso lunedì, sabato, 25 dicembre e 1 gennaio. Ingresso gratuito

    VUOI VENIRE A RICCIONE? AFFIDATI ALLA NOSTRA ESPERIENZA!!!

    L’ Hotel Margareth è stato completamente rinnovato ed offre un prezzo per ogni tasca.

    Tutte le camere sono vista mare e dotate di servizi privati, Sky Gold, Wi-Fi box doccia ed asciugacapelli, balcone, cassaforte, frigo bar, climatizzazione e riscaldamento autonomi, telefono, servizio 24 ore su 24 e servizio massaggi.

    Riccione è per tutti, Riccione è anche al Margareth. Una scelta che conta. Per ricordare il passato, per vivere il presente e prepararsi a tornare ancora, certi, sicuri e abbracciati dal sorriso del cuore.

    Augurandoci di poterVi avere nostri graditi ospiti ed in attesa di un Vostro fidato riscontro, vi invitiamo a visitare la nostra pagina Facebook per essere sempre aggiornati sulle novità, sulle offerte e sugli eventi a Riccione e nel circondario.

    http://www.hotelmargareth.com/

  • Dipingere su tela con le bombolette spray: a Milano la Castelli Gallery inaugura “Madame B”, mostra personale di Alessandro Zenok Lombardo.

    Da sempre attenta ai giovani talenti emergenti e alle nuove tendenze artistiche che animano il panorama culturale italiano, la Castelli Gallery di Milano decide di dedicare la prossima esposizione a “Madame B”, personaggio femminile di grande fascino nato dalla fantasia di Alessandro Lombardo, in arte Zenok.
    Writer, grafico e pittore, già negli anni Novanta Zenok si è distinto come uno dei protagonisti più promettenti dell’Aerosol-Art, disciplina artistica ormai giunta ad una propria dignità e autonomia stilistica. In anni più recenti, il giovane autore ha intrapreso un percorso sperimentale che lo ha condotto a elaborare un linguaggio autonomo, capace di congiungere la propria esperienza, maturata sui muri del contesto urbano, alla tradizione pittorica più classica, rappresentata dal quadro; una scelta che, per molti versi, rappresenta una sfida artistica e concettuale.
    Con entusiasmo e libertà immaginativa, ma sempre con coerenza e rispetto per la tradizione, Alessandro si è cimentato con una realtà del tutto nuova, caratterizzata da dimensioni notevolmente ridotte e da una fruizione più intima e personale, che ha richiesto l’elaborazione di soggetti, temi e stili appropriati. Personaggi colorati, caricaturali, ironici e dall’aspetto fumettistico hanno iniziato ad affollare l’angusto spazio delimitato dalla cornice finchè, tramite un attento lavoro di sintesi e di riduzione, non è comparsa lei: Brigitte, “Madame B”, l’enigmatica e magnetica protagonista degli ultimi dipinti. E’ comparsa sulla scena con quella sicurezza che possiedono solo le grandi dive e con la determinazione di chi intende lasciare un’immagine indelebile di sé nei ricordi di chi l’ha incontrata.
    Brigitte non corrisponde ai canoni classici e collettivi di “bellezza”: il naso imponente ed arcuato, l’enorme occhio languido e i fianchi formosi la rendono però “unica” e interessante, capace di catturare l’attenzione dello spettatore e di invitarlo a indulgere nell’osservazione del dipinto alla ricerca di particolari che ne rivelino la personalità. Madame B è semmai un’icona di stile e di femminilità, un’ammaliante seduttrice che si svela con sapiente e misurata maestria rivelando, di opera in opera, un carattere poliedrico e inafferrabile. Brigitte appare sempre a proprio agio nelle differenti situazioni in cui viene raffigurata, mantiene la propria compostezza anche mentre ci osserva, imperturbabile e distante, languidamente sdraiata su un letto o su una poltrona, ricordandoci le immagini più intense di Valentina disegnate da Guido Crepax e Milo Manara. Ma è nei contesti meno intimi, come i bar o i salotti, presumibilmente affollati, che mostra appieno la propria sensualità, fiera e consapevole: gli abiti raffinati che mettono in risalto il collo sottile e le spalle, gli ampi cappelli a tesa larga che in parte ne nascondono il viso, la ricercatezza dei gioielli e del trucco rivelano la cura con cui si è preparata all’appuntamento, l’attenzione con cui ha scelto il lato di sé che intendeva mostrare. Il gusto per i dettagli, in particolare per gli accessori, per la centralità e la caratterizzazione della figura femminile e, soprattutto, per il dinamismo impresso alla composizione da linee di forza oblique, rimandano all’opera di una pittrice che ha dedicato un’ampia parte del proprio lavoro alla fascinazione femminile: Tamara De Lempicka.
    Brigitte non ha forse la fisicità delle donne dell’artista polacca ma ne riprende la posa innaturale, lo sguardo ora distratto ora malizioso, la ricercatezza e, più di ogni altra cosa, la modernità, ossia il desiderio di essere ritratta come un emblema di questo spazio e di questo tempo. La forza comunicativa del personaggio risiede proprio nella sua contemporaneità, per quanto ideale.
    Madame B sembra volerci guidare nel gioco della seduzione per svelarcene il fascino; seduta al tavolo, difronte ad un calice di vino, ci osserva silenziosa domandandosi, forse, se ci abbandoneremo con la fantasia alla bellezza del suo mondo dai colori vivaci e sgargianti, cogliendone l’aspetto più ludico e superficiale, o se sceglieremo di cogliere quelle verità spesso taciute che appartengono tanto al suo mondo quanto al nostro: la fragilità nascosta dietro al velo della vanità, l’incessante ricerca dell’altro e il timore del suo giudizio, la malinconia e la struggente solitudine dei momenti di attesa.

    ALESSANDRO “ZENOK” LOMBARDO nasce il 18 dicembre del 1978 a Campi Salentina, in provincia di Lecce.
    Cresciuto in un ambiente aperto e creativo (entrambi i genitori sono esperti maestri vetrai) non segue un percorso scolastico prettamente artistico ma l’innato talento e la sua forte vena artistica lo spingono fin da giovanissimo ad intraprendere un percorso di studio e di ricerca da autodidatta.
    Libero dai rigidi schemi delle scuole d’arte, nei primi anni 90 si affianca al neonato movimento dell’Aerosol-art facendosi notare per il suo lettering e per i suoi personaggi che diventano da subito punto di riferimento stilistico per tanti giovani graffitisti italiani e che gli permettono di confrontarsi con graffitisti di fama internazionale.
    Dal 1996 ad oggi, molte le partecipazioni ad eventi e manifestazioni di importanza nazionale, numerose le apparizioni su riviste specializzate, interviste, commissioni televisive ed esibizioni dal vivo.
    Nel 2004 realizza le prime opere su tela con la tecnica dello spray per l’evento internazionale “Airbrush 04” a Milano. Da lì a poco, molti progetti prendono vita e dalla strada, animando luoghi senza identità né colore, viene accolto nelle gallerie d’arte, maturando uno stile distinto e riconoscibile.
    Sito personale:
    www.alessandrozenok.com

    “Madame B” – Mostra personale di Alessandro Zenok Lombardo
    Dal 5 al 16 novembre 2011
    a cura di Emanuela Rindi

    Inaugurazione: sabato 5 novembre, ore 19.00

    Castelli Gallery
    Via Cerano, 15 – 20144 MILANO
    Orari:
    Tutti i giorni dalle 7:30 alle 2:00.
    INGRESSO LIBERO
    www.castelligallery.it

    Ufficio Stampa: Rindi Art
    [email protected]

  • “Luoghi dell’arte tra musica, letteratura e poesia”, antologica di Piero Guccione a Palazzo Garofalo

    Ragusa – Palazzo Garofalo, sede del Museo della Cattedrale di San Giovanni (Corso Italia, n. 87), ospiterà da sabato 29 ottobre un’antologica del maestro Piero Guccione dal titolo “Luoghi dell’arte tra musica, letteratura e poesia” (inaugurazione alle ore 18).
    La mostra, voluta dal Comune di Ragusa e dal Centro Studi Feliciano Rossitto e che nella prossima primavera approderà anche a Parigi, espone circa quaranta opere tra pastelli e acquerelli, realizzate tra il 1985 e il 2010. Si tratta di lavori da cui sono state tratte le illustrazioni per raffinate edizioni di opere liriche, poetiche e letterarie, dalla “Norma” di Bellini al “Tristano e Isotta” di Wagner, dalla “Cavalleria rusticana” di Mascagni a “Senso” di Camillo Boito, dalle poesie di De Pisis e Giorgio Soavi al “Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa, accompagnati da scritti di Enzo Siciliano, Leonardo Sciascia, Marco Vallora, Alberto Moravia e Tahar Ben Jelloun.
    Il catalogo, edito da Skira, contiene testi di Giorgio Agamben e Paolo Nifosì e un saluto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
    «Nell’ambito della multiforme produzione di Piero Guccione – scrive il critico d’arte Paolo Nifosì – l’illustrazione di opere letterarie e musicali ha accompagnato fin dagli anni Sessanta gli altri percorsi. Un’esperienza, la sua, in cui ha utilizzato in alcuni casi l’acquarello e in gran parte il pastello. Nel voler trovare un denominatore comune prevale nel suo immaginario il reinventare storie e ambienti poetici nel contesto di un paesaggio mediterraneo».
    Nelle opere, continua Nifosì, «prevale l’attenzione per una dimensione romantica che diventa in alcune opere “un’elegia della luce” (Siciliano); la Sicilia in uno con alcune opere dei classici, da Masaccio a Michelangelo, da Caravaggio a Friedrich ad Hayez, per citarne solo alcuni, diventano forma evocativa di trame letterarie, di architetture musicali, di tensioni liriche, riconducibili al suo stile, al suo sentire, all’intensità del suo cuore».
    L’antologica si inserisce nell’ambito delle manifestazioni organizzate per il 75° compleanno del maestro Guccione e resterà aperta fino a domenica 4 dicembre 2011. Si potrà visitare tutti i giorni dalle ore 10,30 alle 12,30 e dalle 17 alle 20.

    Info e contatti:
    Centro Studi “Feliciano Rossitto”,
    Via Ducezio 13, Ragusa
    Tel. 0932 246583
    Fax 0932 651773
    Mail: [email protected]

  • Ancora un mese per visitare la Biennale di Venezia 2011

    Sono ancora vive le polemiche per il cambio al vertice della presidenza della Biennale di Venezia, ma questo non cambia che l’edizione 2011 resti tra le più interessanti dell’ultimo decennio.  Ad oggi, l’Esposizione Internazionale d’Arte ILLUMInazioni è la  mostra più visitata in Italia.

    Nelle due sedi storiche dell’Arsenale e dei Giardini è ancora possibile ammirare gli 83 artisti da tutto il mondo selezionati dalla curatrice Bice Curiger, per un totale di 89 Nazioni partecipanti.

    La Biennale quest’anno resterà aperta fino al 27 di Novembre, con i seguenti orari:

    10-18 (chiuso il lunedì – escluso lunedì 31 ottobre e 21 novembre)

    Il costo del biglietto intero è di 20 €, mentre il ridotto è di 16 € (over 65, militari, residenti Comune di Venezia, CTS, ITIC, Coop, IKEA, Coin card, Touring Club, FAI, Venice Card Junior, Venice Card Adult, Rolling Venice Card, Carta Giovani, Cinema Più, Romaeuropa card, clienti Trenitalia in possesso di biglietto Frecciargento / Frecciabianca con destinazione Venezia – data di viaggio antecedente di max 3 gg- e soci Cartafreccia)

    Vastissima anche l’offerta dei padiglioni collaterali, i quali tra l’altro consentono di visitare palazzi, sedi di antiche confraternite e siti vari che normalmente sono chiusi al pubblico.

    Per chi arriva in auto a Piazzale Roma o in treno in Stazione Santa Lucia, le linee dei vaporetti che portano alla Biennale sono:  41, 51 e 61

    Per chi si ferma qualche giorno può essere utile soggiornare in un appartamento in affitto a Venezia nel sestiere di Castello, a pochi minuti dagli ingressi alla Biennale.

     

  • 13 Ottobre 2011 | EcoArt Project inaugura la mostra di arte contemporanea Urban New Deal, evento collaterale del convegno Ecoincentriamoci

    Con la mostra Urban New Deal, nelle sale del Palazzo dei Priori, sede del Comune di Viterbo, EcoArt Project si avvicina operativamente per la prima volta al cuore di un’altra tematica fulcro del concetto di “stile di vita sostenibile” l’abitare, inteso come modo di vivere gli spazi domestici e urbani, come servirsi di essi e migliorarli.
    Nel Convegno Nazionale “Ecoincentriamoci”, riqualificazione dei centri storici e architettura sostenibile”, 13 Ottobre 2011 – Viterbo, si pone attenzione alle “potenzialità di questi luoghi come centri di relazioni e di scambi, divenendo essenza di un New Deal urbano sostenibile”, come sostiene Simonetta Badini, direttore di Eco-news e promotrice dell’evento.
    L’arte e la cultura in questo baratto di esperienze e incontro di interessi si inserisce come stimolatore di un costruttivo e rispettoso percorso innovante.
    Nell’ambito degli eventi programmati, la piattaforma creativa internazionale EcoArt Project, ideata e guidata da Pino Fortunato, presenta la mostra Urban New Deal a cura di Davide Sarchioni. I lavori esposti ispirano, grazie alla forza comunicativa dell’arte, una visione locale e globale del contesto cittadino agendo come catalizzatori di un nuovo approccio sulle questioni di sostenibilità. Urban New Deal propone un percorso storico e trasversale, un mosaico affascinante di linguaggi contemporanei e di artisti molto diversi per provenienza e background geografico-culturale, accomunati dal file rouge dell’esperienza cittadina come fonte d’ispirazione per rielaborazioni, riflessioni, denunce ma anche esaltazioni della vita urbana.

    Urban New Deal

    Artisti: Antonius Höckelmann, Frank Dornseif, Mutsuo Hirano, Franz Ferdinand Wörle, Silvia Serenari, Rainer Bonk, Dacia Manto, Riccardo Monachesi, Jasmine Pignatelli, Francesco Varesano, Dario Tironi e Koji Yoshida
    Dal 13 al 20 Ottobre 2011 – Tutti i giorni 9.00-13.00; 15.00-18.00
    Palazzo dei Priori – P.zza del Plebiscito – Viterbo
    Info: www.eco-newsperiodico.it ; [email protected]
    www.ecoartproject.org ; [email protected]