Tag: arte

  • Il Maestr0 Gianpietro Maggi a Ponte Tresa Svizzera, presso la galleria d’arte Alter ego

    PONTE TRESA (Ch): Il noto Maestro Gianpietro Maggi ospite alla Galleria Alter Ego, via Lugano 1, con una selezione di opere in mostra fino al 18 novembre 2012, dal titolo: “APPUNTI DI VIAGGIO”

    L’evento, ottenuto il convinto patrocinio dalle amministrazioni comunali di Ponte Tresa Svizzera e Italia, che già in passato hanno collaborato in favore delle iniziative a carattere culturale promosse dal titolare della galleria, Andrea Scacciotti,verrà inaugurato domenica 28 ottobre 2012, alle ore 18.00

    Grande artista milanese, Gianpietro MAGGI è universalmente conosciuto come un autentico maestro delle arti pittorico-figurative del panorama artistico italiano ed internazionale del nostro tempo. Come scrive il Prof. Salvatore Misseri, che aprirà il versissage con la presentazione critica della mostra, “i numerosi e prestigiosi riconoscimenti al merito artistico ne attestano l’impegno costante ed una sensibilità particolare per i temi sociali che i soggetti prescelti trasmettono all’animo dell’osservatore con immediata chiarezza per cui non gli servono le parole nè si lascia facilmente blandire dalle lucine ammiccanti delle telecamere: molto riservato e schivo, inconsapevole, quasi dell’affetto e della stima che lo circonda, il suo unico linguaggio è quello dei colori che riescono a penetrare nei meandri dell’animo umano per intuirne i moti segreti.

    I temi che predilige sono l’amore, senza dubbio, ma anche le attività umane più umili del nostro passato, specie quelle agricole, svolte in un ambiente naturale selvaggio ma sicuro, dove sentimenti, emozioni, sogni e desideri sono vissuti con quella trepidante attesa che ne rendono struggente l’avvicinarsi della realizzazione.

    Non è nostalgia la sua, bensì il desiderio sincero di preservare dall’oblio le radici del nostro presente non ancora contaminate dal massiccio attacco tecnologico e le cui emozioni tornano a rinverdire nell’anima l’intramontabile mito dell’ eterno ritorno.

    Lo sguardo sereno e fiducioso di Gianpietro Maggi così come la lineare compostezza delle fisionomie della sua produzione ritrattistica e il bisogno ineliminabile dei rapporti interpersonali invitano a condividere il pensiero di Aristotele secondo cui l’arte è certamente ornamento dei nostri momenti brillanti, ma diventa consolazione divina in quelli non illuminati dai riflettori, come quando, alienando una propria opera, l’artista si rende conto che un appunto del proprio viaggio se ne va via per sempre…”

    Mostra di pittura: GIANPIETRO MAGGI – “Appunti di viaggio”

    durata: 28 ottobre – 18 novembre 2012

    luogo: Ponte Tresa (Ch), Galleria d’arte Alter Ego – via lugano, 1

    orari: da martedì a sabato dalle ore 11 alle ore 18

    domenica dalle 10.30 alle 13

    altri orari su appuntamento: + 41(0)79.357.25.48 + 39 349.5259573

    vernissage: domenica 28 ottobre, ore 18

    informazioni:

    [email protected]

    www.alteregogallery.com

    presentazione: Prof. Salvatore Misseri

  • “Exhibition”, personale di Carlo e Fabio Ingrassia nella Galleria Lo Magno (Modica) dall’11 novembre al 5 gennaio

    Modica (RG) – Si intitola “Exhibition” l’attesa mostra dei gemelli Carlo e Fabio Ingrassia allestita dall’11 novembre al 5 gennaio 2013 nella Galleria Lo Magno (vernissage domenica 11 ore 19.00).

    La mostra reca come sottotitolo una frase del pittore francese neoclassico Jean-Auguste-Dominique Ingres: “Niente colore troppo caldo…eccedete nel grigio piuttosto che nell’infuocato”.
    I due giovani artisti catanesi, “lanciati” dalla Galleria di Giuseppe Lo Magno con la collettiva “L’unico tratto” (allestita a Modica e a Catania nella primavera del 2011) e poi approdati alla 54° Esposizione internazionale d’Arte della Biennale di Venezia con due istallazioni, esporranno una decina di opere, tra disegni, pastelli, installazioni, sculture e macchine-struttura che si caratterizzano per la novità formale, anche se l’attenzione alla natura, alla scultura classica e alle opere di artisti del Novecento è costante.

     

    «Le loro opere – scrive il critico d’arte Paolo Nifosì nel catalogo della mostra – disorientano e attraggono allo stesso tempo, sorprendono e […] restano enigmatiche. Si vorrebbe collocarle in una tendenza, si vorrebbe trovare ascendenze, ma queste, se ci sono, sono molto vaghe e per certi versi irrilevanti». «Eppure – prosegue Nifosì – hanno coerenza, seguono un ductus chiaro. Alcuni animali, una colomba, un toro, un elefante, due cervi, una giraffa, alcune sculture classiche, il Marco Aurelio del Campidoglio, la Nike di Samotracia, una Venere ellenistica, tutti resi col pastello, a grana dura e a grana morbida, con grande perizia, fatti a regola d’arte […], plasticamente resi con un disegno impeccabile, con passaggi chiaroscurali delicati e solidi allo stesso tempo, tutti soggetti contestualizzati in superfici e spazi neutri, organizzati geometricamente in fondali che rimandano alla Bauhaus, alle geometrie neoplastiche olandesi, alcune collocate su piedistalli come monumenti».
    Forme plastiche, dunque, che diventano visioni metafisiche, sottratte al fluire del tempo e rese attraverso una scala cromatica di grigi che esprime il trapasso dal buio alla luce.
    «Lavorano i nostri – scrive ancora Nifosì – col grigio, col grigio danno tutti i colori. Il grigio conserva in sé tutti i colori che possono essere percepiti da chi guarda, spostandosi e cogliendo in questo modo la luce fisica che colpisce l’immagine. Il loro è un procedere dal buio verso la luce».
    La mostra potrà essere visitata tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 17.00 alle 20.00.
    Info e contatti:
    Galleria Lo Magno,
    Via Risorgimento 91-93, Modica (RG)
    Tel. 0932 763165
  • CONFERENZA STAMPA 19 Ottobre, La Casa della Poesia di Monza presenta 3 nuovi PROGETTI INTERNAZIONALI

    La Casa della Poesia di Monza invita alla Conferenza Stampa che la vede protagonista Venerdì 19 Ottobre ore 11.00 presso l’elegante Ristorante Il Noble, Via Gerardo dei Tintori, 18/A- Monza.

    L’incontro vuole far conoscere tre nuovi Progetti a carattere Nazionale e Internazionale che vedono La Casa della Poesia di Monza protagonista della nuova stagione culturale invernale:

    Concorso letterario Il Parco in città – Prima edizione

    Il Parco in città – Monza e New York gemellate

    Al via la Prima Edizione del Concorso letterario Il Parco in città – Monza e New York, che ha come tema 
Il Parco: le metamorfosi della natura nel corso di una stagione o delle stagioni.

    Si tratta di un interessante appuntamento promosso da La Casa della Poesia di Monza in collaborazione con il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza.

    L’iniziativa, patrocinata da Comune di Monza – Provincia di Monza e Brianza – Regione Lombardia: Assessorato Sistemi Verdi e Paesaggio – Il Festival degli Orti – Ministero per l’Ambiente – Federparchi – WWF – Greenpace – Legambiente – FAI – EXPO, vuole creare un filo diretto tra le due città simbolo

    I destinatari dell’iniziativa sono gli studenti delle scuole medie superiori della Regione Lombardia che possono partecipare inviando una propria creazione, relativa alle 4 sezioni previste dal concorso: narrativa, poesia, disegno, fotografia.

    I premi in palio: una borsa di studio di una settimana in un College di New York e la pubblicazione delle opere più meritevoli in un’ antologia, oltre agli attestati di partecipazione.

    Termine di consegna delle opere: 31 Marzo 2013.

    La premiazione si svolgerà a Monza, in Villa Reale, durante il Festival degli Orti. Al vincitore verrà assegnata una borsa di studio di una settimana in un College di New York. Le opere selezionate saranno pubblicate in un libro a cura della Casa della Poesia di Monza. Per le arti visive sarà realizzata una mostra.

    Maggiori dettagli sulle modalità di partecipazione e sullo svolgimento del Concorso sono disponibili sul sito: www.lacasadellapoesiadimonza.it sezione Progetti Culturali > Progetti Arbor Poetici.

     

    Premio Internazionale Isabella Morra – 3° Edizione

    La Casa della Poesia di Monza abbraccia il concorso Poetico dedicato a Isabella Morra, il mio mal superbo, arrivato alla sua III edizione.

    Fra i più interessanti concorsi poetici letterari, il concorso è promosso dall’ Associazione culturale Zeroconfini Onlus, impegnata nella tutela dei diritti civili e umani attraverso l’arte e il dialogo culturale.

    Il concorso ha ricevuto i patrocinii di FIDAPA BPW Italy Sezione Monza Brianza, delle Provincie di Matera, Nuoro, Monza e Brianza, dei Comuni di Monza, Valsinni e Nuoro.

    Quest’anno, dopo la Sardegna, il concorso celebra la Lombardia e la sua amata poetessa Alda Merini.

    Tema della III edizione è 
La Follia come risorsa creativa, libera espressione, audacia… Filo conduttore i versi della celebre poetessa:

    “…ma non sapevo che nascere folle,
    aprire le zolle
    potesse scatenar tempesta”

    -Alda Merini-

    Il Premio, con scadenza 28 Marzo 2013, si articola nelle seguenti sezioni: Poesia edita, Saggio edito, Premio di Benemerenza, Poesia inedita

    La partecipazione è aperta a tutti. Il concorso vuole costruire una rete culturale che attraversi tutte le Regioni d’Italia, creando sinergie culturali, confronti e conoscenze.

    I dettagli sulle modalità di partecipazione sono disponibili sul sito: http://www.lacasadellapoesiadimonza.it sezione Progetti Culturali > Concorso Poetico Nazionale Isabella Morra.

    Lectio (Poe)Ma–gistralis 2012 – 2013

    Incontri con la poesia contemporanea

    La Casa Editrice LietoColle, con la collaborazione e il sostegno della Casa della Poesia di Monza, intende offrire agli studenti tre occasioni di confronto, in un progetto di approfondimento e studio in cui noti autori offriranno la propria esperienza, il loro punto di vista, il loro laboratorio tecnico e interiore, il loro pensiero linguistico ed estetico.

    Tre gli appuntamenti previsti per questa prima edizione, che si svolgeranno nella splendida cornice di Villa Mirabello – Parco di Monza.

    Saranno assegnati crediti formativi per la partecipazione al ciclo delle tre Lectio (Poe)Ma–gistralis.

    Venerdì 30 Novembre 2012 ore 10,00 incontro con la poetessa Anna Maria Farabbi

    Venerdì 18 Gennaio 2013 ore 10,00 incontro con il poeta Guido Oldani

    Venerdì 22 Marzo 2013 ore 10,00 incontro con il poeta Daniele Gorret

    Gli studenti avranno la possibilità di interloquire con il poeta; le “Lezioni” saranno riprese in video e audio.

    I dettagli sulle modalità di partecipazione sono disponibili sui siti: www.lacasadellapoesiadimonza.it sezione Progetti Culturali > Lectio (Poe)Ma–gistralis e http://www.lietocolle.com

    Tre progetti che si sviluppano sotto la linea guida di Antonetta Carrabs presidente de La Casa della Poesia di Monza, che sottolinea la necessità di capire e approfondire le pulsioni espressive dei nuovi scrittori, soprattutto se giovani, le loro verità, coinvolgendoli in progetti culturali di ampio respiro sia nazionale che internazionale.

    LA CASA DELLA POESIA DI MONZA e la sua Sede

    La Casa della Poesia di Monza, supportata dal patrocinio del Consorzio Villa Reale – Parco di Monza e di Zeroconfini Onlus, ha l’obiettivo di recuperare il senso delle cose, rivalutando il valore della parola attraverso incontri, dibattiti, tavole rotonde, concorsi poetici, festival della poesia, progetti internazionali.

     

    Per informazioni:

    Ufficio Stampa Artémida:
    Emanuela Lodolo – [email protected]
    Tel: 02 45482672 – Mob: 333 2648370
    http://www.lacasadellapoesiadimonza.it

  • Milano: il fascino di una città tutta da vedere

    L’Area Metropolitana di Milano è la più estesa e popolata d’Italia ed è il capoluogo dell’omonima provincia e della Regione Lombardia. Importante centro commerciale ed industriale a livello internazionale, oltre ad essere meta principale per lo shopping e per interessi economici, è un centro molto rinomato a livello turistico e artistico. L’avvicendarsi di molteplici culture, stratificate e affiancate l’una a l’altra, ha fatto della città uno dei luoghi più interessanti d’Italia. Regno della moda e del design italiano lascia spazio ai suoi tanti monumenti, musei e attività. Alcuni dei suoi monumenti principali, il Duomo, il simbolo per antonomasia, un capolavoro indiscusso  dell’architettura gotica, l’elegante Palazzo Reale e la famosa Galleria Vittorio Emanuele sono solo alcuni dei monumenti più conosciuti di Milano. Sono molte le aeree d’interesse artistico a Milano: in tutto il centro storico è infatti facile ammirare architetture neogotiche, barocche e Liberty. Se avrete modo di passeggiare nel bel quartiere di Brera, uno dei più emblematici, potrete trovare per esempio moltissimi musei e gallerie d’arte, e un’atmosfera tutta diversa dal cuore del centro storico milanese. Per trascorrere una serata in compagnia, tra aperitivi, ristoranti, locali notturni, la zona dei Navigli è sicuramente la più rinomata, una delle zone più di tendenza della città. Il quartiere è un mix di stili vecchi e nuovi, scelto dai milanesi doc come nuova residenza di vita e di divertimento. Tanti gli eventi sulla moda, il design, le tecnologie che si susseguono nel capoluogo ogni anno, moltissime le mostre e i concerti che è possibile apprezzare in città. Amata dal turismo nazionale e internazionale, Milano, offre il giusto mix di cultura e divertimento in ogni stagione, tra lo shopping, l’arte, la cultura e la piacevolezza di passeggiate tra i diversi quartieri. La città è certamente molto amata dai giovani che visitano con piacere città per week end e soggiorni brevi godendosi la movida, Milano è perfetta oltre che per motivi di lavoro anche per soggiorni in famiglia in cui apprezzare le molteplici sfaccettature e stimoli artistici che il capoluogo può offrire.

    Per il tuo Soggiorno: www.uptownpalace.com L’Uptown Palace è membro di NERO Hotel Group, il nuovo brand capace di far vivere ogni giorno esperienze uniche in alberghi d’eccezione.

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  • “Tra segno e colore”, mostra di Vincenzo Castellana a Palazzo Grimaldi (Modica – RG) dal 16 al 30 settembre

    Modica (RG) – Domenica 16 settembre alle ore 17.00 a Palazzo Grimaldi (Corso Umberto I, 106) sarà inaugurata la mostra d’arte “Tra segno e colore” di Vincenzo Castellana.

    Vincenzo Castellana (Salemi, 1988) è un promettente designer, fumettista e illustratore, formatosi nella Scuola del fumetto di Palermo, dove ha conseguito la specializzazione in Grafica digitale. Ma è anche un artista, per la raffinata visione coloristica e pittorica con cui re-interpreta l’arte grafica e il mondo dei fumetti.

     

    «Vincenzo Castellana – scrive Enza Giurdanella nella didascalia pubblicata sulla brochure della mostra –  anche con pochi tratti riesce a cogliere l’essenza di ciò che vuole rappresentare e questo può essere considerato un dono attraverso cui dar voce a una forma espressiva intenta a trasmettere emozioni. La sua abilità nell’imprigionare il colore tra segni grafici tende a volgerlo verso nuove prospettive, sviluppando così idee originali».
    L’artista esporrà trenta tavole realizzate con tecniche digitali tra il 2009 e il 2012. Le opere guardano con ironia al mondo del fumetto e dei cartoni animati, ma occhieggiano alla Pop art e all’arte di strada. Il rigore compositivo dell’immagine, le inquadrature, la scelta del colore e delle tonalità concorrono a esprimere equilibrio estetico tra il segno e il colore.
    La mostra, aperta fino al 30 settembre, potrà essere visitata tutti i giorni – escluso il lunedì – dalle ore 16.00 alle 20.00.
    Info e contatti:
    Fondazione Giovan Pietro Grimaldi
    Corso Umberto I, 106 – 97015 Modica (RG)
    tel. 0932.757459 fax 0932.752415
  • Seguso Experience a Murano: prima serata, tutto esaurito! Arte, design e vetro in un percorso multisensoriale.

    È stata una notte straordinaria quella che ieri sera ha vissuto Murano, dove per la prima volta una fornace ha aperto le sue porte di notte. Grande entusiasmo tra i presenti provenienti dalla Biennale di Architettura di Venezia nel percorrere il tracciato emozionale attraverso la fornace dove antichi saperi diventano emozioni, design e arte. In contemporanea con la Biennale di Architettura 2012, un mix di design avanzato, rivalutazione di antichi saperi e un percorso polisensoriale sull’arte del vetro. Protagonista: la fornace del vetro d’arte vissuta in modo esperienziale, con un tracciato scenografico che ne fa risaltare la straordinarietà. Un luogo d’eccezione, magico, dove sabbia e fuoco producono cambiamento alchemico che trasforma la materia in oggetti preziosi.
    Seguso Experience fa vivere un percorso inedito che celebra il vetro, le sue alchimie, la genesi creativa, le mani che lo plasmano: i candelabri, i vasi, i gioielli in vetro si elevano a componenti di arte dal 1397.
    Ingresso libero, tutte le sere dal 28 agosto al 10 settembre 2012 (eccetto il giorno sette settembre, strettamente su invito). Fondamenta Venier 29, Murano – Venezia. Informazioni e aggiornamenti: http://www.seguso.com/experience – http://www.facebook.com/Seguso1397/

  • Fiere d’autunno a Verona, fra arte, motori e cavalli

    In autunno gli eventi fieristici a Verona hanno la caratteristica di attirare il pubblico degli appassionati. Si tratta, evidentemente, di passioni diverse.

    Andiamo in ordine cronologico. I primi ad accorrere a Verona, dal 18 al 20 ottobre, saranno quanti amano l’arte. Ritorna infatti Art Verona, l’appuntamento privilegiato per le gallerie di qualità, un evento che è insieme un mercato e luna manifestazione culturale. Art Verona si propone anche al pubblico dei giovani, a quanti vogliono avvicinarsi al mondo dell’arte contemporanea.

    Quasi in contemporanea, il 20 e 21 ottobre è in programma Classica Motori, l’appuntamento che vede convergere a Verona quanti vanno matti per auto e moto d’epoca. Un’occasione imperdibile per trascorrere ore ed ore ad  ammirare una ricca esposizione di automobili e motociclette che non hanno ancora perso nulla del loro fascino. Classica Motori non è solo all’insegna dell’amarcord a due o quatro ruote, ma per i cultori della materia è anche un prezioso mercato dei ricambi per auto e moto d’epoca nuovi e usati, la possibilità di rifornirsi di documentazioni tecniche e editoria specializzata; di conoscere restauratori, preparatori e artigiani.

    Ed infine si cambia completament egenera con Fiera Cavalli, la 114a Fiera Internazionale dei Cavalli e Salone delle attrezzatture e delle attività Ippiche. In quei giorni a Verona sarà un continuovo susseguirsi di spettacoli, competizioni, concorsi ed attività, che tutte hanno al cnetro il mondo del cavallo. E’ anche una fiera per le famiglie con bambini: la novità 2012 è infatti un Villaggio del Bambino dove tutto è a misura dei visitatori più piccoli, cioè sotto il metro e quaranta di altezza.

    E’ già il momento di prenotare il proprio hotel a Verona. Fra i numerosi e confortevoli hotel 4 stelle di Verona, si segnala l’Hotel Fiera che ha il vantaggio indiscutibile di trovarsi a soli due passi dal quartiere fieristico.

     

  • Workshop fotografico. Henry glass investe in cultura: cosa vedono i giovani dell’Accademia?

    Henry glass srl produce e commercializza da più di vent’anni porte e sistemi di chiusura fondamentalmente in vetro per i quali il legame con l’arte è molto stretto.
    Da qui l’idea di organizzare un workshop fotografico in collaborazione con il Prof. Guido Cecere, docente di fotografia all’Accademia di Belle Arti di Venezia.
    Henry glass, in un momento storico che induce tutti a riflettere sui propri obiettivi, sente la necessità di mettersi in discussione, di ampliare le vedute,  di carpire nuovi stimoli e chi meglio dei giovani può contribuire a mettere in luce punti di vista differenti da cui guardare la realtà aziendale, senza l’influenza di stereotipi, preconcetti o idee già viste?
    Il workshop si svolgerà presso la sede Henry glass di Mansuè (TV) nei mesi di settembre/ottobre 2012.
    Un selezionato gruppo di studenti dell’Accademia, dopo 4 specifiche lezioni di fotografia svolte dal prof. Guido Cecere,  sarà chiamato ad interpretare la materia prima dei prodotti Henry glass – il vetro – e il suo legame inscindibile con la luce e il colore, potendo spaziare dall’astratto al descrittivo.
    A conclusione dell’operazione verrà organizzata una mostra/evento per la presentazione delle opere.
    La finalità principale del workshop è quella di selezionare i 13 migliori scatti per poter realizzare il calendario Henry glass 2013 che andrà consegnato alla forza vendita Italia/estero e distribuito a clienti, collaboratori e fornitori.
    Per gli studenti l’iniziativa è una “prova sul campo” che permette di confrontarsi con il mondo del lavoro, di scoprire le proprie potenzialità, prendere coscienza dei propri limiti e capire l’importanza del lavoro in team.
    Questa iniziativa, che ci auguriamo sia la prima di una serie, ha l’ulteriore, importante obiettivo di evidenziare nuove idee, carpire stimoli e spunti di riflessione, instaurare relazioni, mettere in luce il pensiero delle nuove generazioni e, perché no, anche scoprire talenti.
    I giovani dell’Accademia riusciranno ad emozionarci? Questa è la sfida che proponiamo e che ci proponiamo… per cui, attendiamo il calendario Henry glass 2013.

  • Prima edizione Concorso letterario Il Parco in città – Monza e New York

    Al via la Prima Edizione del Concorso letterario Il Parco in città – Monza e New York, che quest’anno ha come tema Il Parco di Monza: le metamorfosi della natura nel corso di una stagione o delle stagioni.

     

    Si tratta di un’interessante appuntamento promosso da La Casa della Poesia di Monza in collaborazione con il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza.

     

    L’iniziativa, che gode del Patrocinio di Legambiente Lombardia Onlus, vuole creare un filo diretto tra due città simbolo, le uniche al mondo ad avere un parco nel cuore del centro cittadino.

     

    I destinatari dell’iniziativa sono tutti gli studenti delle scuole medie inferiori e superiori della provincia di Monza e Brianza; per partecipare basta inviare una propria creazione, che possa rientrare in una delle 4 sezioni previste:

     

    Testo inedito di narrativa, reale o immaginario, in lingua italiana, non superiore alle 5 cartelle dattiloscritte, ciascuna di 1800 battute spazi compresi. Sono accettati anche racconti brevissimi.

    Poesia inedita, in lingua italiana, non superiore ai 45 versi.

    Disegno, con qualsiasi tecnica grafica della dimensione massima di 70 x 100 cm.

    Fotografia, con foto inedite, a colori o in bianco e nero, digitali o stampate, formato minimo 15×20 cm e prive di alcun tipo di supporto.

     

    Le opere dovranno essere inviate all’indirizzo [email protected] entro il 31 Marzo 2013. Maggiori dettagli sulle modalità di partecipazione e sullo svolgimento del Concorso sono all’indirizzo www.lacasadellapoesiadimonza.it/progetti/progetto-arbor-poetico.

     

    Al termine del Concorso, durante il Festival degli orti, presso Villa Reale, ci sarà la premiazione: verrà assegnata una borsa di studio di una settimana in un College di New York. Inoltre, le opere letterarie selezionate saranno pubblicate in un libro a cura della Casa della Poesia di Monza. Per le arti visive sarà realizzata una mostra.

     

    Per info:

     

    Ufficio Stampa Artémida:

    Emanuela Lodolo – [email protected]

    Tel: 02 45482672 – Mob: 333 2648370

    www.lacasadellapoesiadimonza.it – [email protected]

  • L’arte del sandalo caprese in suite a Villa Marina Capri Hotel SPA

    L’albergo caprese offre ai suoi ospiti una vacanza tra arte, moda e benessere

    Capri, 19 luglio 2012 – Fascino, eleganza e tradizione prendono forma nell’esclusiva proposta “l’arte del sandalo caprese in suite” a Villa Marina Capri Hotel & SPA: a colorare di creatività la vacanza, le abili mani del maestro artigiano Antonio Viva, che regaleranno agli ospiti la magia di un sandalo fatto su misura.

    Per arricchire di originalità l’esclusivo soggiorno in suite, il maestro Antonio Viva, famoso artigiano del sandalo di Anacapri, realizzerà personalmente un prezioso sandalo gioiello su misura delle ospiti. Nella romantica terrazza delle suite gli ospiti potranno scegliere pietre preziose, lustrini, strass e assistere alla creazione del loro pregiato sandalo. L’omaggio è riservato agli ospiti che soggiorneranno per almeno tre notti in una delle rinomate suite con piscina dell’albergo.

    Famoso in tutto il mondo per le sue preziose calzature, Antonio Viva ha sviluppato negli anni un design unico e inconfondibile: realizzate con vero cuoio italiano e strisce di pelle sapientemente intrecciate, le famose calzature capresi sono arricchite con sfumature di oro o di argento e bigiotterie accuratamente scelte nelle migliori botteghe artigiane italiane. Prezioso come un gioiello, il sandalo di Antonio Viva, l’esclusivo regalo di Villa Marina Capri Hotel & SPA, porta con sé tutto il fascino e l’eleganza di Capri.

    Villa Marina Capri Hotel & SPA 5 stelle è un’oasi di charme e benessere immersa in un riservato giardino affacciato sul tratto costiero del Golfo di Napoli, a pochi passi dalla Piazzetta, centro nevralgico dell’isola.

    Composto da 21 raffinate camere e suite, ognuna diversa dall’altra, custodi di oggetti o di opere d’arte appartenute agli artisti che hanno segnato la vita di Capri, l’albergo offre servizi di qualità personalizzati per un soggiorno esclusivo: il ristorante ZiQù con le sue ricette segrete di famiglia rivisitate dallo Chef, la SPA Stai per avvolgere il corpo di caldo relax ed energia, il giardino mediterraneo affacciato sulla splendida costa napoletana per godere del sole di Capri.

    Situato su uno dei tratti più scenografici della costa, quello della spiaggia di Marina Grande, l’albergo rappresenta il luogo ideale per ricevimenti, cerimonie, riunioni di lavoro e congressi.

     

    Per informazioni e/o prenotazioni: Villa Marina Hotel & SPA
    Via Prov. Marina Grande, 191 – 80073 Capri (NA)
    Tel: 0818376630 Fax: 0818364079 [email protected]    www.villamarinacapri.com

     

    Ufficio stampa: IMAGINE Communication
    Via G. Barzellotti  9/ 9b – 00136 Roma
    Tel. 06.39750290  Fax. 06 .45599430 http://www.imaginecommunication.eu
    Mariantonietta Petruzzella [email protected]

    Per immagini in alta risoluzione e altre informazioni:  http://www.imaginecommunication.eu/it/sala-stampa/

     

  • A Barga verrà presentata una scoperta d’importanza mondiale per il mondo dell’arte

    Una scoperta d’importanza mondiale per il mondo dell’arte sarà svelata nell’ambito del festival del libro “Tra le righe di Barga”, che si terrà nella cittadina toscana dal 19 al 22 luglio. Al centro della notizia i dipinti delle Stanze Vaticane di Raffaello e di una scoperta che cambierà il modo di osservare l’arte. Il giornalista Alvaro Ranzoni (BBC Londra) domenica 22 luglio farà vedere le opere rinvenute in un’abitazione nel centro storico di Civitavecchia comparandole con quelle presenti in San Pietro.
    I dipinti del ‘500 stanno riservando molte sorprese agli esperti di arte raffaellesca e Vittorio Sgarbi ha già avuto modo di vedere in anteprima i dipinti. La fase del restauro è stata condotta dal professore Ulderico Santamaria, docente di Scienze e tecnologia dei materiali del Dipartimento Scienze Beni Culturali dell’Università di Viterbo, per circa sei mesi in gran silenzio e ha coinvolto una decina di giovani restauratori. Questi hanno liberato da strati di carte da parati e antiche tinteggiature le quattro pareti del locale dove sono riprodotte a tempera le scene della Stanza di Eliodoro, dipinta in Vaticano da Raffaello negli anni tra il 1511 e il 1514.
    Quello che sta emergendo promette di suscitare grande interesse perché, secondo il prof. Santamaria, “forse non di una copia si tratta, ma di una replica, contemporanea all’originale. La risposta l’avremo quando saranno conclusi tutti gli esami di laboratorio sui pigmenti di vernice e sulla tecnica di esecuzione dell’opera, che comunque è di pregevole fattura e ottimamente conservata nelle parti che ci sono pervenute”.
    In particolare è stata riportata alla luce tutta la scena della messa di Bolsena, con figure di pregevole fattura, tra cui quelle di altri oranti e quella del sacerdote boemo la cui incredulità sul mistero della presenza del corpo e del sangue di Cristo nell’ostia consacrata fece sgorgare il sangue sull’altare nel 1263, dando origine alla festività del Corpus Domini e gettando le basi per la costruzione della favolosa Cattedrale di Orvieto. Il miracolo si svolge alla presenza di papa Giulio II che assiste alla messa inginocchiato di fronte al celebrante. Il ritratto del pontefice con il volto incorniciato da una folta barba bianca presenta molte differenze nella replica di Civitavecchia rispetto all’originale in Vaticano. Come altre differenze riguardano il colore degli abiti di alcuni personaggi e la stessa disposizione delle scene, due delle quali, quella di Attila e quella di Eliodoro, risultano addirittura invertite rispetto alla posizione che occupano in Vaticano. Si incomincia a capire perché il prof. Santamaria preferisca non usare il termine di “copia” per quest’opera. Quale copista metterebbe una scena al posto di un’altra rispetto all’originale, o muterebbe in verde il giallo di una veste femminile o farebbe rossa la camicia gialla di un altro personaggio, pur mantenendo identici i colori della maggior parte delle figure?
    Ma se non è una copia, che cosa è la stanza di Eliodoro scoperta a Civitavecchia nella casa di un carabiniere? E per quale motivo questa “replica” comunque complessa ed elaborata fu eseguita in una torre e subito cancellata con una scialbatura che i giovani restauratori stanno pazientemente rimuovendo? C’entra qualcosa la ripetuta presenza di Giulio II della Rovere a Civitavecchia negli anni tra il 1508 e il 1513, mentre si costruiva a duecento metri di distanza la fortezza del Bramante (zio di Raffaello) a protezione del porto sul quale si affacciava anche la sua residenza estiva?
    Potrebbe trattarsi di una specie di prova definitiva da mostrare al papa per l’approvazione definitiva? Certo è che la scoperta metterà a soqquadro il mondo dell’arte e Barga è scenario unico dove presentare la scoperta.

  • LA DECIMA FATA E LE NOVE MUSE di Umberto Gorirossi

    COMUNICATO STAMPA

    Il Museo di Arte Contemporanea di CAPUA ed il Museo di Arte Contemporanea di CASERTA

    presentano

                               LA DECIMA FATA E LE NOVE MUSE di Umberto Gorirossi

    Mostra personale itinerante

    SANTA MARIA CAPUA VETERE, Galleria “Pensiero Visivo”

     Dal 7 luglio al 21 luglio 2012

     

    Sabato 7 Luglio 2012 alle ore 18.00 presso la Galleria “Pensiero Visivo”  – Santa Maria Capua Vetere, vi sarà l’apertura della mostra personale itinerante “La Decima Fata e le Nove Muse” del maestro d’arte Umberto Gorirossi.

    L’esposizione, visibile dal  7 luglio al 21 luglio 2012 a Santa Maria Capua Vetere, e poi, nei mesi successivi, nelle città di Capua, Caserta, Firenze e Roma, curata in collaborazione con il direttore artistico del Mac di Capua maestro Luigi Brandi e della dottoressa Francesca Gentile, con intervento del critico d’arte Massimo Sgroi, gode del patrocinio del Comune di Roma – Municipio I Centro Storico, della Fondazione Memmo – Palazzo Ruspoli, del Comune di Capua e dal MAC – Museo di Arte Contemporanea di Capua,  del Comune di Caserta e del MAC – Museo di Arte Contemporanea di Caserta, della Provincia di Caserta, della Regione Campania, della Commissione Cultura del Centro Comunità “Caserta Città di Pace”.

    La collezione, dedicata alla mitologia greca, nasce come proseguimento della ricerca artistica di Gorirossi: la creazione della Decima Fata, essenza di tutte le qualità femminili, si traspone in queste nuove tele. Ogni musa rappresenta l’ideale supremo di ogni tipologia d’Arte, e qui, Gorirossi, da una parte inserisce elementi che si rifanno alla tradizione iconografica, dall’altra né da una lettura innovativa, esprimendo attraverso ognuna di esse un’emozione, un concetto.

    Le muse, con la loro luce, riescono ad elevare ed illuminare lo spirito diventando delle guide nel mondo contemporaneo.

    In esposizione saranno presenti anche gli ultimi lavori di Gorirossi: “Le pareti dell’anima”, “L’insostenibile leggerezza dell’essere”, ed in modo particolare “Amore e Psiche” opera che ha come base letteraria le “Metamorfosi” di Apuleio. Qui la scelta stilistica di Gorirossi, si ferma alla rappresentazione del momento in cui la giovane Psiche, cerca di toccare il suo amante, Amore/Cupido e lui scompare…

     

    L’evento è sponsorizzato da Liclè – Abbigliamento Donna (Santa Maria Capua Vetere – Caserta), da Last Minute Click (www.lastminuteclick.it), dall’Associazione “I piatti del sapere”.


  • A Milano parte M’Arte – Artisti marziani manifestano l’esigenza di non rimanere in disparte

    Martedì 26 giugno alle 18,30, presso lo Spazio Nastro Say Yes, prenderà il via M’Arte, una serie di esposizioni cui parteciperà una libera associazione di giovani artisti, di diversa provenienza geografica e culturale, che si uniscono con l’intento comune di valorizzare Milano. L’ideatrice e coordinatrice dell’evento, Cecilia Accardo, é una designer di gioielli.
    Se allargassimo per un momento lo sguardo verso il panorama europeo, potremmo notare città colme di case occupate, laboratori, centri culturali ed espositivi, dove i giovani elaborano e mettono in pratica idee, esprimono la loro arte, valorizzano il loro presente e pensano al futuro. A Milano, invece, i giovani si annoiano. Qui si sentono alieni, perché tutto ciò viene negato dalla loro stessa città: mancano le strutture, mancano le attività, eppure quando qualcosa smuove l’acqua cheta, rimane in ombra, è denigrato dalle istituzioni o non è sufficientemente valorizzato.
    Da qui nasce il desiderio di creare situazioni che nulla abbiano da invidiare al resto d’Europa. «Ma chi siamo noi? Veniamo da Marte? – spiega Cecilia – Vogliamo dimostrare che Milano non è solo industria, moda e denaro. Vogliamo che la nostra città abbia una marcia in più, spingiamo affinché torni ad essere uno dei maggiori centri culturali d’Italia e d’Europa. Perché – conclude – questa metropoli di risorse ne possiede, e sono anche risorse più che valide».
    Così viene alla luce M’Arte, un progetto che vuole permettere ai giovani, ognuno dei quali legato per motivi differenti a questa città che ancora rifiuta di svegliarsi, di mostrare quel che sanno fare.
    Marte, Arte, la Mia Arte: un gioco di parole carico di contenuti quello che presta il nome alla serie di esposizioni del martedì, il giorno dei marziani appunto, che però, dal 26 giugno a partire dalle 18.30, avranno qualcosa da dire e da fare, rischiando di perdere la loro condizione di alieni.
    Grazie alla disponibilità dei gestori dello Spazio Nastro Say Yes, via Corsico 3, che offrirà casa al progetto, il tutto avverrà in una delle zone più belle e caratteristiche di Milano, i navigli.
    Tra gli artisti che prenderanno parte all’evento:
    CECILIA ACCARDO: designer di gioielli, porterà in esposizione i suoi gioielli-scultura su alcune modelle che si presteranno ed essere sculture viventi.

    Cecilia Accardo nasce in provincia di Milano nel 1988. Fin dall’infanzia ha avuto la possibilità di viaggiare e confrontarsi con realtà internazionali, europee e non, ed è proprio durante uno dei suoi viaggi che nasce la sua passione per la gioielleria. A Johannesburg resta affascinata dalla sede centrale della The Beers, gruppo leader nel commercio dei diamanti. Da quel momento nasce il suo interesse per le “cose preziose”, interesse che Cecilia coltiva poco a poco negli anni. Solo più tardi, a partire da un corso di design del Gioiello allo Ied di Milano Cecilia riesce realmente a concretizzare i suoi interessi, che prendono finalmente vita non solo nei metalli ma anche nella resina e nei materiali più alternativi come il plexiglas e il pvc. Oltre allo Ied, altri corsi svolti alla Saint Martins School of London e all’Escuela National de Artes Plàsticas UNAM di Taxco (Messico) consentono a Cecilia di sperimentare tecniche nuove, come quella degli smalti a fuoco o a freddo, oltre che di affinare le sue capacità tecniche e di produzione vera e propria.
    Nell’anno 2011/2012 frequenta un corso di incastonatura delle pietre presso la Scuola Orafa Ambrosiana
    Terminato il periodo di studi, Cecilia si dedica anche alla realizzazione di pezzi unici interamente realizzati a mano con la tecnica dello sbalzo e del cesello.

    www.facebook.com/ceciliaaccardojewellery

    NORY: pittore, esporrà le sue tele

    Passa gran parte della sua adolescenza davanti alla tv: “Nei primi 6 anni di vita credevo che nelle fogne vivessero i Ninja Turtles e che la parola guerra fosse sinonimo di G.I.Joe”.
    A 13 anni si innamora dello skateboard e di tutto il suo mondo, il passo dalla tavola ai graffiti è inevitabile. Attraverso l’aresolart ha modo di avvicinarsi all’arte e imparare a comprendere la potenza del colore e dell’immagine come forma d’espressione.
    Dal 2002 al 2009, la sua professione di designer, di moda prima e d’interni dopo, gli permette di accrescere il punto di vista estetico, accompagnandolo nel percorso produttivo di questi anni, spesso divenendo punto di partenza per una riflessione.
    Si Specializzato presso l’istituto europeo di Design e il consorzio Poli.Design, del Politecnico di Architettura di Milano.
    È co-fondatore e artefice del collettivo d’arte neo dadaista “Androgine morbide”, con il quale partecipa a svariate collettive underground.
    I cartoons anni ‘ 80, ‘ 90, i giocattoli di quel periodo, i film storici come Rogger Rabbit, i Goonies, The Navigator, il celebre E. T, la produzione artistica di registi come Tim Burton o più recenti capolavori Pixar e DreamWorks, l’arte no sense, il movimento post Dadaista, l’urban culture, il writing, lo skateboard, l’ironia dei Simpson, il mondo blasonato dei nostri tempi, il padre della pittura surrealista ” Dalì “; le action figures, la musica Rap, il Punk.
    Attraverso l’umorismo e la fantasia, prova a rappresentare gli aspetti della vita e gli eventi ai quali non riesce a dare altra spiegazione se non la distorsione della realtà dei fatti per cui avvengono, generando così una scenario che appunto “NON ESISTE”.
    Il supporto prediletto è la tela classica con i colori a olio. L’atmosfera lucida e densa di questa tecnica è la perfetta simbiosi per esprimere l’atmosfera di un viaggio fantastico.

    www.nory.it

    ARO: tatuatore, dalle 20.30 si diletterà in una performance live di body painting su YouYa Souldier pioniera della danza Hip Hop a Varsavia.

    Nato a Saronno nel 1984, disegna da quando ha imparato a tenere in mano una matita e non ha mai smesso.
    In giovane età inizia a fare graffiti; successivamente frequenta un scuola di grafica.
    A circa 16 anni si appassiona al mondo dei tattoo, passione che riesce a conciliare dal 2004 al suo lavoro di grafico. Nel 2008 diventa un tatuatore a tempo pieno.
    Nel 2012 vince il terzo premio al tattoo expo di Roma per il miglior tribale con puntinato.
    Partecipa a molte tattoo convention internazionali.

    http://aro.altervista.org

    YOUYA SOULDIER: ballerina, coreografa

    Anna Maria Jujka aka YouYa is a well known dancer, teacher and choreographer from Warsaw,Poland.
    She has started her dance education in 1987 with jazz, modern and contemporary dance which she studied for years in Poland, Germany and France.
    In late 90’s as a hiphop culture came to Poland she became one of first pioneers in spreading the knowledge and HipHop Dance around Poland. As her lifestyle and passion to the Street Culture is all her life, she decided to make a place for young people and make them second home. In 2011 she opened a Culture place called STEP DEALERS where you can learn all street dances, djing, beatbox, etc.
    YouYa took part as a dancer or choreographer or judge in huge numbers of events, contests and shows around Poland and Europe.
    She also has strong connection with polish Rap, Grafitti and Music scene.
    As her expierience has grown in years, YouYa got the name of “Mother” from comunity of polish dancers and she continues her passion every day not only by dance but also by supporting and helping in organization and contacts in all over the world.
    She is also a member of DiilGang and founder in Step Dealers.

    http://www.facebook.com/youya.souldier

    FOSKIA: writer, esporrà le sue tele

    Foskia nasce a Milano nel 1988. Fin da piccolo dimostra un forte interesse per il disegno in generale, ma soprattutto per il writing e tutte le sue forme: lettere, figurativi e “puppets”. Si avvicina al mondo dei graffiti a partire dal 2000. Nel 2004 viene a far parte di un gruppo di writers affiatati, con i quali condivide la passione per lo scrivere e l ‘arte, disegnando su ogni superficie (treni, muri ecc…). Dal 2007 in poi si cimenta in lavori su commissione per svariati negozi e locali, tra i quali “PEUGEOT” in via Vespri a Milano e molti altri.
    Grazie agli studi grafici e ai graffiti acquisisce un proprio stile, utilizza svariati materiali come bombolette spray, acrilici, marker… unendo inoltre grafiche digitali a lavori a mano.
    Diplomato all’ istituto grafico Kandinsky prosegue il suo percorso, producendo grafiche per linee d’ abbigliamento e per promozione di eventi.
    Ha tenuto un corso presso la scuola media di Affori, in collaborazione con l ‘associazione “AQUILONE”, al fine di far conoscere ai ragazzi il mondo della street art e dei graffiti, avvicinandoli alle tecniche utilizzate in questo campo.
    Partecipa a diversi eventi importanti nel quale esprime la sua arte: a S.Siro per “stradedarts “, per la maratona di Milano al palazzo della regione, per “Martini” al “fuori salone”, in via Pepe al concorso “esco da ‘Isola”, per il ” Convivio” collaborando con IED in Fiera Milano, organizzata da Vogue Italia.
    Continua il suo cammino sposando arte e graffiti, dando sfogo al suo bisogno di esprimersi col disegno.

    MARCO IL PROSA: writer, esporrà le sue tele

    Marco IL PROSA nasce a Milano nel 1985, inizia ad avvicinarsi al mondo del writing durante i primi anni dell’istituto tecnico di grafica pubblicitaria, da qui inizia a dipingere insieme ad un vasto gruppo di amici con i quali parteciperà a svariate jam session. Oltre a dipingere per se su qualsiasi superficie, decide anche, dal 2004 assieme a Federico INCRANIO, di cimentarsi in numerosi lavori su commissione (RAYBAN STORE, FAUNA E FOOD, MAGGIOLINO, OFFICINA DEL SABOR,ALIANZ ASSICURAZIONE,FESTIVAL LATINOAMERICANDO….). Nel 2008 si appassiona anche al TOYS CUSTOM dipingendo per scherzo un MUNNY per un suo amico. Da qui grazie alla sua fantasia crea svariati personaggi dai nomi strambi e dal look bizzarro, partecipa a svariate mostre collettive di toys tra cui COMBO TEMPORARY ART e TOYZ TOYS. Continua a dipingere e a creare pupazzi originali in attesa di nuove e molteplici sfide sempre più esaltanti.
    Per commissioni contatta [email protected]

    Prosa by yems#nuclear1crew
    http://marcoilprosa.carbonmade.com/

    DANILO SOUNDER: writer, esporrà le sue tele.

    Danilo Sounder nasce nel 1987 a Milano, sin da bambino presenta un’attitudine al disegno, pratica che porterà avanti negli anni pur scegliendo un indirizzo scolastico differente. All’età di quindici anni avviene l’incontro con il mondo dei graffiti. Anche se si cimenta sullo studio delle lettere e dell’accostamento dei colori, la sua attenzione cade sempre sui figurativi, sulla produzione dei cosidetti “puppets”:personaggi in stile pupazzo o fumetto; concentrandosi quindi sulla qualità dei lavori e non sulla quantità, affinando sempre di più la tecnica, ricercando il particolare, migliorando la manualità con la bomboletta spray. Diplomatosi inizia a lavorare, ma rimane in lui sempre la voglia di seguire un corso od una scuola di arte che possano dargli quel di più che con l’autodidattismo non si raggiunge. Così a fine 2009 inizia a seguire alla palestra artistica OD’A un corso di disegno di nudo dal vero. Studiata visivamente l’anatomia umana decide di iniziare il corso di aerografo organizzato sempre da OD’A dal maestro Gianluigi Alberio. Qui Danilo trova un metodo pittorico molto vicino al graffito, ma per staccarsi dal limite tecnico dato dall’aerografia passa infine alla pittura ad olio, approccio ottimale per i figurativi. Combina così una tecnica mista di aerografo e pittura ad olio. Sempre aperto a nuove sfide spera di fare della sua passione il proprio mestiere.

    GONZALO RUELAS: pittore, esporrà le sue tele

    Gonzalo Ruelas Woodrow, classe 1992, nasce a Città del Messico, città in cui vive fino ai 13 anni.
    successivamente si sposta negli Stati Uniti per un anno, prima di trasferirsi a St. Stanislaus, nel Mississippi. Dopo solo tre settimane l’ uragano Katrina distrugge tutta la città, motivo per cui si trasferisce a St. Louis Missouri. Inizia a disegnare già da bambino e subito mostra un talento nel figurativo. In Messico frequenta un corso di pittura in un piccolo studio, dove conosce quello che sarà il suo maestro Felipe Reissenweber, pittore e artista plastico messicano. Questa scuola con gli anni diventa un spazio culturale (Espacio cultural la Torre) dove Gonzalo partecipa a mostre ed eventi culturali.
    Si trasferisce a Milano nel 2012 per studiare il triennio di arte visive alla Naba, per problemi economici è costretto ad abbandonare il corso, ma con grinta continua a dipingere e studiare da autodidatta.

    [email protected]

    SHINZU: dj, si esibirà in un dj set funky/hip hop/house

    Già da ragazzino approfondisce le sue conoscenze musicali ascoltando le prime cassettine e acquistando i primi vinili Hip Hop.
    Poco più tardi, verrà influenzato dalla scena underground techno; comincia infatti il suo percorso come Dj mettendo i primi dischi su vecchi sound system. La costante ricerca tra i classici old school e i pezzi più recenti lo porta a selezionare e sperimentare diversi generi fra i quali Electro Funk, Garage e Bmore.
    Nel 2008 organizza una serie di serate: i “Nasty Headz party”, con l’esigenza di dare forma concreta a tutte le conoscenze acquisite negli anni, sperimentando una sorta di “dirty club music”, senza seguire gli schemi e i trend del momento.
    Dal 2010 è Dj resident nel progetto Only300 a Milano, dove ha la possibilità di affiancare artisti internazionali del calibro di Dorian Paic, Motor City Drum Ensemble, Cassy e Derrik May, per citarne alcuni.
    Attualmente accompagna nei suoi live il rapper italiano Evergreen A.K.A. E-green.

    http://www.residentadvisor.net/dj/shinzu

    DJ MOKAMBO BROTHERS, si esibiranno in un dj set funky/hip hop

    Gruppo fondato da Felice Pascale e Cristian Saviano nel 2007, sono dei Dj’s originari di Milano. Iniziano a collezionare e far girare i loro primi dischi spinti dalla scena underground newyorkese degli anni ‘70 e ‘80. Dal 2007 iniziano a suonare per un pubblico sempre più vasto, dalle serate illegali ”UNDER THE BRIDGE BLOCK PARTY” di via Rubattino ad arrivare ai club più esclusivi e conosciuti come il Gasoline. Nel 2008 intraprendono una costante collaborazione con il Bar Cuore in Via Giacomo Mora e numerose sono le collaborazioni con brand quali Vice, 55dsl, Nintendo e Nike.

    Altri artisti:

    THE BUTCHER: farà live body painting
    http://www.facebook.com/piero.problemsolver

    ANR: esporrà le sue tele
    http://www.facebook.com/anrtbs

    Per seguire gli aggiornamenti: http://www.facebook.com/events/165289966936637/
    Milano, 22 giugno 2012

    M’Arte – ALTRI PUNTI DI VISTA
    Martedì, 26 giugno 2012, dalle 18.30 alle 00.00
    Spazio Nastro Azzurro Say Yes, via Corsico 3, Milano

    Responsabile ufficio stampa: Federica De Melis
    Info e contatti: [email protected]
    Cecilia Accardo +39 333 4867967, Federica De Melis +39 328 2873707

  • Secondo incontro del ciclo “Lo sguardo e l’oggetto. Dialoghi intorno all’arte”

    Nello splendido Palazzo Vitelleschi, sede del Museo Archeologico di Tarquinia, si svolgerà il 23 giugno, alle ore 17.30, il secondo appuntamento del ciclo “Lo sguardo e l’oggetto. Dialoghi intorno all’arte”. L’iniziativa culturale è organizzata dalla Fondazione Etruria Mater in collaborazione con la delegazione di Viterbo del FAI (Fondo Ambiente Italiano). L’incontro avrà per tema “I cavalli alati: ricchezza e cultura nel IV secolo” e sarà tenuto dalla dott.ssa Anna Maria Moretti, già sovrintendente all’Etruria Meridionale, professionista esperta e di grande cultura. Il ciclo “Lo sguardo e l’oggetto. Dialoghi intorno all’arte” vuole proporre un modo più consapevole e più piacevole di godere del nostro straordinario patrimonio museale. Il format prevede infatti che un piccolo gruppo di utenti, seduto intorno a un’opera, sia guidato alla sua migliore comprensione da una narrazione rigorosa, ma anche discorsiva e intrigante, e possa poi concludere e decantare l’esperienza in un breve momento di convivialità.

  • Il cubismo e Picasso

    Il Cubismo è un’arte grafica che stravolge il Novecento, secolo in cui vede la vita; gli oggetti in tali dipinti sono scomposti in figure piane e forme geometriche elementari e vengono accantonate prospettiva, volumi e proporzioni. Notiamo, quindi, che è complesso collegare un soggetto alla propria identità poichè questa risulta mischiata nello spazio del dipinto. Anche il cubismo è tutt’ora commercializzato ed è una buona soluzione per chi vuole investire in arte
    Il Cubismo ha due ramificazione: Cubismo Analitico  (1909-1910) in cui si usano maggiormente colori spenti o opachi e si frammentano le figure piane rendendole figure geometriche; e poi c’è il  Cubismo Sintetico, sorto nel 1912 dove viene ripristinato il colore e le forme ma queste non sono collegate nello spazio.
    Gli esponenti più importanti di questa corrente sono Braque e più il più importante era Pablo Picasso.
    Dopo esser stato per i primi anni in Spagna nel 1904 si trasferisce a Parigi dove socializza con importanti figure sociali e in tale ambiente riesce a creare un cambiamento artistico.
    Nei primi anni del Novecento si forma prima col  periodo blu (1901-1904) dove l’argomento principale è la solitudine, il pessimismo e la povertà della vecchiaia (“Poveri in riva al mare”) in seguito c’è il periodo rosa (1905-1906) che vede come soggetti dei suoi dipinti il mestiere circense (“La famiglia dei Saltimbanchi”).
    La svolta decisiva per la nascita del cubismo arriva col “Ritratto di Gertrude Stein“, dipinto finito nel 1906 a ben un anno di distanza dall’inizio e in questo momento l’opera è rappresentata solamente dal ritratto di getto, non rivedendo le forme che risultavano più semplici del solito ma ponendo particolare attenzione sui volumi.

  • La Castelli Gallery di Milano inaugura “Tra ieri e domani”, mostra personale del pittore Andrea Parma

    Giovedì 21 giugno, alle ore 19.00, la Castelli Gallery di Milano inaugurerà la mostra personale del pittore Andrea Parma, un artista che, per quanto giovane, ha già alle spalle numerose esposizioni collettive e personali, nonché la partecipazione ad un’iniziativa prestigiosa come il Premio Mondadori.
    Laureato all’Accademia di Belle Arti di Brera, negli ultimi anni ha affiancato all’attività di scenografo una ricerca intensa e appassionata in ambito pittorico, elaborando uno stile originale che coniuga la lezione dei grandi maestri del passato a istanze più contemporanee. Al centro della sua indagine è facile riconoscere il colore come il soggetto prediletto di un discorso che si snoda lungo i sentieri della seduzione erotica e della memoria, vissuta o immaginata, di sensazioni intime e fuggevoli che imprimono nell’animo un ricordo edulcorato e mutevole. Quasi rapito dal dolce canto delle Sirene, l’artista ritrae giovani donne in pose statiche e languide, creando atmosfere metafisiche in cui il tempo appare sospeso e il silenzio lascia spazio al libero correre dei pensieri interrotto, forse, solo da qualche parola debolmente sussurrata. Una inquieta linea scura percorre i profili quasi ad accarezzare le forme morbide e armoniose, sosta nelle zone d’ombra e si assottiglia sempre più nei punti in luce ma senza interrompersi; segue un moto lento, metodico e attento che dimostra concentrazione e il desiderio di ricreare mimeticamente l’unico dato oggettivo della scena raffigurata, ovvero il corpo della modella, riproponendo fedelmente la sua plasticità. Il gusto per la linea di demarcazione richiama alla mente il preziosismo rinascimentale della bella maniera toscana ma anche la suggestione delle stampe giapponesi e l’effetto cloisonnè tanto caro agli artisti fauves. Proprio alla tradizione fauves sembra ispirarsi l’acceso cromatismo di Andrea Parma, che sceglie di impiegare il colore in modo libero, impulsivo, e in funzione anche emotiva, oltre che costruttiva. Steso sulla tela in pennellate piatte e corpose, si dispiega in un ampissimo ventaglio cromatico che varia dai rossi sanguinei ai bruni tenebrosi, dai gialli luminosi agli azzurri cristallini, dalle pallide tonalità pastello degli incarnati alle intense tonalità fredde degli sfondi. Una varietà corale riccamente espressiva necessaria per scoprire ogni piega dell’inconscio e per svelare la tensione erotica tra la modella e il pittore, testimone – o protagonista – di una situazione che, aldilà dell’affascinante e intrigante gioco della seduzione, rivela enigmatici rapporti psicologici e inquiete solitudini. L’accostamento sapiente dei colori tende infatti a evocare la realtà, piuttosto che proporre la sua rappresentazione, lasciando l’artista libero di esprimere l’esigenza di proiettare fuori di sé tensioni vitali, dubbi e incertezze di carattere esistenziale, dando voce a quegli interrogativi che possono essere condivisi anche dallo spettatore. Gli acquerelli e le tele ad olio di piccole dimensioni, pur suggerendo raffinate indagini psicologiche, riconducono sempre e comunque l’animo di chi osserva al primo stadio della visione, ossia al piano di lettura più superficiale, puramente sensuale, piacevole ed esteticamente armonioso. Come abili ammaliatrici, le donne raffigurate in questa serie di lavori non mostrano quasi mai il volto, sottraendosi in parte al nostro sguardo curioso e indagatore e lasciandoci avvinghiati al dubbio che si tratti di un pudore veritiero o di una ritrosia artefatta.
    Le opere di grandi dimensioni mostrano invece un’evoluzione artistica interessante tanto dal punto di vista dello stile che del contenuto. Il corpo femminile mantiene la sua fisicità e la sua importanza quale emblema dell’anima messa a nudo ma non è più il soggetto figurativo principale dell’opera, non è più l’unico. Come nelle raffinate tele di Klimt, il corpo incontra ora altri corpi, si fonde con essi in un intreccio vitale di identità in cui non è più possibile riconoscere il singolo individuo. La lettura si fa più complessa, più enigmatica. Nelle opere di Andrea Parma si è insinuato un discorso di analisi sociale? Oppure il gioco erotico si è articolato aprendo una finestra sulle relazioni saffiche? Quello che è certo, è che si è spezzato quell’incanto metafisico, rassicurante, suggerito dalle opere precedenti. Le figure appaiono sofferenti, contorte, rielaborate in chiave espressionista. Ora, ad essere messa a nudo non è più l’anima della figura ritratta ma la tela, che appare in tutta la sua spoglia ruvidezza, mero supporto di una pittura che si esprime con una libertà orgogliosa, ferma e sicura. I contorni vengono valicati, le linee si frammentano in segni rapidi e profondi, i colori non descrivono più curve voluttuose e sfondi decorativi ma accentuano movimenti e pose precarie. Tutto è ora in movimento, tutto è ora in divenire. E la nostra curiosità intellettuale, che fino a poco fa si compiaceva nel riconoscere i dettagli di un racconto dal tono vivace e malizioso, è chiamata a compiere uno sforzo, nel tentativo di cogliere quella Verità nascosta che Andrea Parma ci sta mostrando.

    ANDREA PARMA
    Nato nel 1973 a Milano, vive e lavora a Cormano (MI). Diplomato in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Brera negli anni ha affiancato all’attività di scenografo una intensa e personale ricerca pittorica, che ha presentato in numerose personali e collettive.
    In particolare, si segnalano:
    2007 – La collettiva presso MAC Marotta / Mondolfo Arte Contemporanea, Villa Valentina, Mondolfo (PU) e “L’invenzione dell’arte”, Complesso Monumentale di Sant’ Agostino, Mondolfo (PU).
    2009 – “The new edge of contemporary art”, Torre Ennagonale, Imperia; Premio Artistico “L’Acqua, la Natura e le Donne,” Fortezza Firmafede, Sarzana (SP); “La fabbrica della cultura con l’upper class”, Forte dei Marmi (LU).
    2010 “Dal diario di un artista vorrei essere…Kandiskij”, Forte dei Marmi (LU); “Il colore senza partito preso” Galleria Arte in Movimento, Sarzana (SP); “Corpi”, Galleria Open Art, Milano.
    Sito personale:
    www.andreaparma.net

    “Tra ieri e domani” – Mostra personale di Andrea Parma
    21 giugno – 2 luglio 2012
    a cura di Emanuela Rindi

    INAUGURAZIONE: giovedì 21 giugno, ore 19.00
    Castelli Gallery
    Via Cerano, 15 – 20144 MILANO
    Orari: Tutti i giorni dalle 7:30 alle 23:30.
    INGRESSO LIBERO
    www.castelligallery.it

    Ufficio Stampa: Rindi Art | [email protected]

  • UNA GRANDE MOSTRA DI UGO ATTARDI A LATINA: “IL VIAGGIO DI ULISSE”

    Sabato 16 giugno 2012 alle ore 18, inaugura presso l’Ex Garage Ruspi a Latina la mostra UGO ATTARDI. IL VIAGGIO DI ULISSE ( a cura di Silvia Pegoraro e Carlo Ciccarelli), che sarà visitabile sino al 29 luglio 2012: 65 opere tra dipinti, sculture e disegni, tutte provenienti dall’Archivio Storico Ugo Attardi di Roma.
    Alquanto interessante la sede espositiva: una grande e luminosissima autorimessa per autobus degli anni Trenta, recentemente restaurata e riqualificata dal Comune di Latina.
    L’evento – che rientra nelle Manifestazioni per l’80° Anniversario della Fondazione della città di Latina – è promosso dal Consiglio Regionale del Lazio, dal Comune di Latina e dallo stesso Archivio Storico Ugo Attardi (di cui è procuratore Carlo Ciccarelli e del cui consiglio direttivo fa parte Andrea Attardi, figlio dell’artista). L’organizzazione è affidata a Ulisse Gallery Contemporary Art e all’Associazione Orizzonti Culturali di Roma.
    Catalogo SILVANA EDITORIALE, con testi, oltre che dei curatori, di Andrea Attardi e dello stesso Ugo Attardi .

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    Ugo Attardi (1923-2006), pittore e scultore di fama internazionale, è stato uno dei più validi e poliedrici artisti italiani del Novecento, legato a un concetto di arte come “viaggio” e ricerca interminabile . Di qui anche la sua passione per il mito, e in particolare per il mito di Ulisse, personaggio animato da un’inestinguibile sete di conoscenza e di scoperta, inquieto e tormentato come fu lo stesso Attardi.
    Come scrive Carlo Ciccarelli, procuratore dell’Archivio Storico Ugo Attardi e co-curatore della mostra: “L’aspetto più importante del lascito umano ed artistico di Ugo Attardi, per chi l’abbia conosciuto, è la solida voglia di vivere che ha animato la sua vita e che traspira dalle sue opere; una voglia inevitabilmente percorsa da angosce, frutto, molto spesso, del desiderio di vincere la volgarità dei soprusi”.
    Ugo Attardi è fra gli artisti contemporanei che meglio hanno saputo appropriarsi del mito attraverso le immagini, creando un eccezionale trait-d’union tra il mito stesso, il mondo dell’ignoto, del sogno e della magia, della grandezza e dell’orrore, e la realtà cruda e prosaica, spesso misera, altrettanto piena di orrore, ma non di grandezza, della contemporaneità. In essa Attardi è riuscito a svelare, proprio tramite la presenza del mito – soprattutto quello di Ulisse, che sempre lo ha particolarmente affascinato – il meraviglioso mistero che comunque, in quanto vita, presenza, carnalità e pensiero, la anima. Il mito è immagine, è figura che senza posa si agita nella mente e nell’immaginario dell’uomo, e che s’incarna nelle immagini – nelle figure – create dall’arte: per questo ad Attardi non è bastata più la ricerca astrattista, alla quale si era dedicato come co-fondatore del gruppo Forma 1 (1947) e si è sentito irresistibilmente attratto verso la figurazione :
    “Ho una visione delle cose del mondo possessiva e carnale, e non riuscivo a inverarla in atti e immagini di pura astrazione: sentivo la mancanza della sottile magia della finzione, la finzione propria della figurazione”. Un percorso, un viaggio, tormentato e affascinante, quello di Attardi, che questa mostra vuole documentare.
    Il suo stile si potrebbe definire, con espressione ossimorica, ma proprio per questo carica di promesse e contraddizioni, realismo visionario: un’arte che certo non cancella i fantasmi del reale, l’eterna ossessione della referenzialità, e dell’illusione ottica, ma li immerge nel magma vibrante e inarginabile dell’immaginario individuale, di una visione che è sguardo rivolto al reale, ma è sempre anche sogno, immaginazione, allucinazione, luce calda e trasfigurante, o fredda e tagliente, comunque irreale, colore e materia scultorea sontuosi, sensuali, inquietanti.
    La trasfigurazione onirica del dato sensibile è potente e sorprendente, e in certi lavori il pittore-scultore Attardi sembra “scorticare” le figure, in un empito che va addirittura oltre l’istanza espressionista, ricostruendone un involucro vivo e bruciante di colori incandescenti e di forme nervose e guizzanti, un fastoso miraggio.
    Attardi stupisce e disturba, persuade e violenta, grazie alla sua potente retorica visiva. Chiama in gioco meraviglia, seduzione, provocazione: processi psicologici che violano il canone classico – pur così presente alla sua visione “mitologica” – per immergerlo nell’aura fosca di una grande estetica “barocca”. Essa va a contaminare, gioiosamente o dolorosamente, comunque sempre vitalisticamente, in una sintesi originale, i suoi soggetti “classici”: prima di tutto il corpo umano. Infatti i corpi dipinti sin dalla sua prima fase figurativa (dopo quella astratta di Forma 1) esprimono una sorta di immensa “nostalgia” per la scultura, di desiderio indomabile per la corporeità tangibile della terza dimensione. Un desiderio approdato infatti, nel 1967, alla realizzazione di opere scultoree : tra il ’69 e il ’71 lavora al grandioso Arrivo di Pizarro; degli anni ’70 sono altri monumentali gruppi scultorei in legno, come quelli del ciclo Cortés e la bellezza dell’Occidente (1974-76) o Il ritorno di Cristóbal Colón (ca.1974-1980).
    Incise con una precisione ossessiva e acuminata, le figure scolpite da Attardi sprigionano un “perturbante” (unheimlich…) senso di ansia e di angoscia. Con il passar del tempo, tuttavia, le loro forme febbrili vanno placandosi in una compagine più tradizionalmente “classica”, per quanto sempre tesa e vibrante, che sembra voler essere la misura ideale dei personaggi della mitologia e della letteratura classica che esse rappresentano, come il monumentale Ulisse del 1996, o l’Enea del 2003 (tra le ultime opere dell’artista).
    Ma è il corpo femminile quello che in Attardi più colpisce e con più efficacia rappresenta la sua cifra espressiva e il paradigma della sua poetica. Dominanti, maestose e regali, feline e inquietanti, aggressive e languide – dalla Circe delle opere ispirate all’Odissea alle danzatrici delle Milonghe argentine, dall’altera e minacciosa Donna Cantante scolpita nel 1984, alla “regina” del quadro Mendicante implora Regina africana (1993) – le donne di Attardi incarnano la matrice stessa del mito originario, la sintesi tra il dolore e l’amore, tra la vita e la morte, tra il bello e l’osceno.

    NOTA BIOGRAFICA

    UGO ATTARDI (Sori, Genova, 1923 – Roma, 2006)
    Nato presso Genova da genitori siciliani, all’età di un anno si trasferisce con loro a Palermo, dove il regime fascista li costringe a tornare, a causa dell’attività sindacale del padre. Fondamentale nel suo percorso d’artista l’approdo a Roma, nel 1945, dove frequenta lo studio di Guttuso, e già nel 1947 entra nel vivo del dibattito artistico partecipando (insieme ad Accardi, Consagra, Dorazio, Guerrini, Perilli, Sanfilippo e Turcato) alla fondazione di “Forma 1”, il primo gruppo astrattista italiano del secondo dopoguerra. Poco dopo avverte però un rinnovato impulso verso la figurazione, sia pure visionaria e problematica, e si allontana definitivamente dall’esperienza astratta, senza tuttavia dimenticarne alcune conquiste formali: dà vita a una personale poetica “classico-espressionista”, fondata su una drammatica compresenza degli opposti: bellezza “classica” e deformità, tenerezza e violenza, fisicità e onirismo.
    A partire dagli anni Cinquanta partecipa più volte alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma, e tiene grandi mostre personali nei più importanti spazi espositivi italiani. Nel 1961 aderisce al gruppo “Il Pro e il Contro”, accanto a Calabria, Farulli, Gianquinto, Guccione e Vespignani.
    Scrive il romanzo L’erede selvaggio, pubblicato nel 1970, e per il quale ottiene nel 1971 il Premio Viareggio per la narrativa.
    Nel 1967 avvia una fervida attività di scultore e nascono, dopo L’ Addio Che Guevara del 1968, alcuni gruppi lignei tra cui L’Arrivo di Pizarro del 1969-71, e bronzi improntati a forte sensualità.
    Sue sculture monumentali sono collocate nelle principali capitali europee e mondiali. Fra di esse Il Vascello della Rivoluzione (1988), a Roma, presso il Palazzo dello Sport; Nelle Americhe, del 1992, a Buenos Aires; il celebre Ulisse, del 1996, a New York; Enea (2004), presso il porto della Valletta (Malta). Il grande Cristo del 2002 è entrato a far parte delle collezioni dei Musei Vaticani.
    Nel 2006 l’artista riceve dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi il titolo di Grand’Ufficiale della Repubblica, per i suoi meriti artistici e per aver saputo diffondere e valorizzare in tutto il mondo il genio e la creatività italiani.
    Muore a Roma il 21 luglio dello stesso anno.

    SCHEDA TECNICA

    Mostra: UGO ATTARDI. IL VIAGGIO DI ULISSE
    A cura di: Silvia Pegoraro, Carlo Ciccarelli
    Sede: Ex Garage Ruspi, Largo Giovanni XXIII, Latina
    Periodo espositivo: 16 giugno – 29 luglio 2012
    Inaugurazione: sabato 16 giugno 2012, ore 18.00
    Orari: 10.00-13.00 ; 16.00-20.00
    Ingresso: libero
    Informazioni: Organizzazione Ulisse Gallery Contemporary Art (Via dei Due Macelli, 82 – Roma), Tel. +39.0669380596 ; Fax. +39.06.6780771 ; Email [email protected] ; Sito: www.ulissegallery.com
    Catalogo: Silvana Editoriale

  • Cosa significa arte Concettuale

    Con il termine arte Concettuale vogliamoindicare una espressione di arte dentro la quale i pensieri espressi prendono il sopravvento sulla fisicità e persino sulla tangibilità della creazione che è sotto analisi. Quest’arte particolare si è sviluppata nella seconda metà degli anni Sessanta, partendo dagli Stati Uniti e giungendo nei paesi europei un po’ più tardi. In tale tipologia di arte non ha valore la strategia utilizzata per costituire l’opera , ma è più importante il concetto che tale vuole trasmetterci.

     

    Si crea in tal modo un innovativo tipo di estetica, un’estetica cioè concreta, in antitesi con il modo di creare arte inteso in senso tradizionale. Il primo a coniare la terminologia di Arte Concettuale fu l’americano Sol LeWitt, nei propri testi intitolati “Paragrafi sull’ arte concettuale” del 1967, ma già nel 1965 il suo conterraneo Joseph Kosuth aveva intrapreso tale tipologia di ricerca, creando opere di natura mentale ed intellettuale, in cui il manufatto possiede un ruolo di minore importanza.

     

    La propria poetica è sostanzialmente sintetizzata all’interno dell’opera “One and three chairs”, nella quale al centro è presente l’elemento, vicino a una sua fotografia di grandi dimensioni e al significato espresso dal vocabolario. Il valore, l’immagine e il linguaggio – 3 diversi modi di dascrivere la realtà – vengono in questo lavoro messi a confronto. Una seconda immagine di spicco nell’ambiente dell’Arte Concettuale è stato il tedesco Joseph Beuys, che all’interno delle proprie opere cercò di imporre l’equazione arte=vita.

     

    Quest’artista è ricordato per un suo numero molto caratteristica, che vedeva l’artista chiuso dentro una gabbia insieme ad un coyote. Questa performance è conosciuta con il nome di “Amo l’America e l’America ama me”. Nel nostro stato invece, l’artista di maggiore rilievo nell’Arte Concettuale è sicuramente Vincenzo Agnetti, che ha un insieme di opere molto caratteristiche, tra le quali “La macchina drogata”, una calcolatrice con delle lettere al posto dei numeri.

  • Proviamo a comprendere cosa significa falso d’autore

    Falso d’autore è un termine che serve per fare riferimento ad un tipo di quadro che è davvero molto somigliante ad un altro quadro, che ha la particolarità di essere molto noto. Il soggetto che compie una copia di un quadro importante è una persona particolarmente specializzata nell’effettuare questo tipo di copie, ma non fa solamente questo, in quanto organizza anche la vendita quadri.Tali 2 piccole definizioni, in parecchi casi, hanno concesso di capire quando un quadro fosse la copia di un secondo quadro e, fattore più rilevante, capire chi è stato a redigerlo. Gli individui che per professione hanno il compito di ricopiare tali opere sono denominate altresì “ricreatori di scenari”, anche se possiamo ben comprendere che le riproduzioni da loro create non saranno mai in grado di competere in confronto alle opere originali dei grandissimi autori come per esempio Michelangelo e Caravaggio.

     

    Cerchiamo di calarci un attimo in ambito lessicale, tentando di capire il significato della parola “falsario”, che, in molte situazioni, è il nome che si adopera per indicare tali persone. Molte volte, una persona pensa al falsario come un soggetto che “ricopia” gli oggetti preziosi, come per esempio i gioielli, ma non è sempre così.Diversi sono gli appellativi per indicare questo personaggio, come ad esempio possiamo usare il termine “copista”, anche se tuttavia anche su questo termine dobbiamo aprire una parentesi, dato che “copista” è altresì la parola utilizzata per indicare il soggetto che produce opere nuove, ma copiando un determinato stile.

     

    Un esempio veramente particolare di falso d’autore lo abbiamo quando parliamo del famoso Mariolino da Caravaggio, detto altresì “il falsario”. Tale artista ha ricopiato tantissimi quadri di grande fama che, come qualunque altra opera d’arte definita falso d’autore, vengono apprezzati dato che sarebbero la riproduzione di uno stile che non tramonta mai, ma viene sempre e costantemente riaffermato, quasi come a voler evidenziare che sia lo stile più rilevante per l’arte.

     

    Questi soggetti danno la possibilità quadri in vendita.Infatti, ancora oggi ci sono degli artisti che hanno il compito di creare dei falsi d’autore, in quanto per loro creare una copia di un’opera molto famosa sarebbe come portare la corrente dell’arte del momento storico, il momento nel quale l’originale è stato redatto, in tempi differenti, cioè i nostri tempi, lasciando quindi le medesime strategie pittoriche. Dunque, la vendita quadri che siano dei falsi d’autore è possibile. Oggi, e a distanza di molti se non addirittura tantissimi, le opere che non posseggono “paternità”, ovvero conosciuti come falsi d’autore, vengono come una pittura di tradizione. Tante volte, la parola che si usa per far riferimento ad una tipologia di “fare arte” come questa è “arte senza identità”. Tale nome è stato conferito in base al fatto che alcune volte ci è praticamente impossibile risalire alla personalità che ha creato tale opera d’arte.

  • La mostra di Tomoko Nagao porta il Micropop giapponese al MO.OM Hotel

    “Kawaiizzazioni”, ovvero riletture in chiave cool di alcuni dei più noti capolavori della storia dell’arte, contaminati con brand conosciuti a livello internazionale: sono le opere dell’artista giapponese Tomoko Nagao, che apriranno “Micropop, ultime tendenze artistiche dal Giappone visionario”, un ciclo di tre appuntamenti dedicati al mondo nipponico e promossi dall’associazione culturale AsXPO in collaborazione con MO.OM Hotel.

    Il design hotel e motel di Olgiate Olona, in provincia di Varese e a pochi chilometri dalle bellezze del lago Maggiore e di Como, ospiterà infatti la mostra di Tomoko Nagao nella propria galleria d’arte dal 18 maggio al 30 ottobre, dopo che sarà stata presentata in anteprima a Milano alla Rubin Gallery di via Bonvesin de la Riva il 10 maggio e  con una conferenza del curatore presso Wow Spazio Fumetto in viale Campania il 13 maggio.

    «Il rimpossessarsi di icone della cultura di massa utilizzandole come display o “tavolozza” del proprio immaginario rappresenta un’operazione artistica tipica del Micropop giapponese, tesa a contrastare l’operazione di azzeramento di fantasia e di diversità che i brand di consumo di massa esercitano – spiega Christian Gancitano, curatore della mostra e dell’intero palinsesto di eventi di Micropop, che per un anno esploreranno le ultime tendenze dell’arte nipponica – Le opere di Tomoko sono un’allegoria dell’epoca della globalizzazione, raccontata con i suoi simboli e i suoi prodotti, in stile “superflat”, la nota corrente postmodernista di Takashi Murakami».

    La mostra è un’ennesima concreta espressione della filosofia di MO.OM, che non vuole limitare la propria offerta alle camere, al ristorante e all’area wellness, ma mira a coinvolgere gli ospiti in una dimensione di consapevole fruizione artistica.

  • Porto Ceresio inaugura “Il poetico senso della natura”, esposizione dei pittori Bruno Beccaria e Carlo Proverbio.

    Sarà inaugurata sabato 28 aprile, alle 17.00, presso lo spazio polifunzionale della biblioteca comunale di Porto Ceresio, la bipersonale di Bruno Beccaria e Carlo Proverbio, visitabile fino al 6 maggio.
    La mostra, incentrata su due ricerche stilistiche apparentemente distanti, intende portare all’attenzione dello spettatore le differenze, ma anche le analogie, che caratterizzano i percorsi artistici che eleggono la Natura come propria primaria fonte di ispirazione.
    L’Arte è la mediatrice e riconciliatrice di uomo e natura; è dunque il potere di umanizzare la natura, di infondere pensieri, passioni e stati d’animo in tutto ciò che è oggetto di contemplazione. Intesa non come semplice oggetto di osservazione ma come riflesso del trascendente nella realtà concreta, la natura assume la valenza di uno spazio interiore, da indagare soggettivamente. Parlare di Natura, oggi, sembra comportare qualcosa di anacronistico, di superato, di dimenticato; eppure è il nostro spazio vitale e quindi l’entità verso cui, istintivamente, rivolgiamo la nostra attenzione.
    Dalle opere di Carlo Proverbio traspaiono le profonde emozioni create dalle suggestioni dei paesaggi, ed in particolare degli alberi, elementi naturali semplici che diventano poesia, versi mutevoli scanditi dal trascorrere delle stagioni e dai diversi momenti della giornata. Dimostrando un notevole e appassionato sperimentalismo, negli anni si è cimentato con le tecniche più diverse, dal disegno all’acquerello, all’acrilico e all’olio, lavorando per cicli tematici che si sono succeduti con coerenza e naturalezza. Sorretto dalla volontà di portare alla luce esperienze e riflessioni sulla condizione umana, raffigura scene e soggetti di grande armonia e piacevolezza estetica che, ad uno sguardo più attento, talvolta rivelano inquietudini esistenziali, solitudini e silenzi in cui è necessario perdersi per ritrovare se stessi. Nelle opere di Proverbio il tempo è dilatato tanto da apparire quasi assente, tutto appare sospeso in un’atmosfera metafisica che affascina per la sua irrealtà e per la sensazione, che riesce a trasmettere, di valicare i confini della realtà per accedere al mondo dell’Ideale e del Meraviglioso. Di pura fantasia sono i disegni a sanguigna che saranno esposti accanto ai paesaggi; ispirati a raffinate similitudini tra l’uomo e la natura (“Cuore di castagno”, “Smorfia di larice”, “Calma di tiglio”) riprendono un tema caro all’artista, già affrontato negli anni Settanta e Ottanta nel corso del suo periodo “surrealista”: l’antropomorfismo. Fantasia, delicatezza dell’animo e una sottile ironia danno vita a personaggi curiosi e accattivanti, descritti in chiaroscuro con cura e dovizia di particolari, che svelano virtù e sentimenti tipicamente umani. “Il letto di Ulisse”, ispirato al poema omerico, racchiude in sé molti dei temi cari all’artista: il piacere provato al cospetto del corpo femminile e delle forme dell’albero, l’amore, l’inquietudine dell’attesa e il senso di solitudine di chi attende risposte e certezze.
    La ricerca di Bruno Beccaria appare diametralmente opposta: nelle sue ampie tele tutto è un’esuberanza di colori, di gesti, di emozioni non stemperate dal ricordo e dalla loro valutazione razionale. Il disegno scompare per lasciare la materia pittorica libera di esprimersi autonomamente. La scena a cui assistiamo è qui, è ora, e porta con sé sensazioni fisiche, tattili, visive e sonore, perchè la vivacità dei contrasti è tale da riportare alla mente ricordi vividi, come il fruscio dei rami mossi dal vento o dei nostri passi su un sentiero nel bosco. Anche il suo percorso è strettamente legato alla Natura e sarebbe riduttivo inserirlo tra le tante correnti informali e gestuali. Dei suoi inizi figurativi rimangono la grande attenzione per la luce, il senso della prospettiva e della profondità di campo, oltre alla cura per una costruzione compositiva equilibrata; su questi principi Beccaria ha impostato un discorso autonomo e originale focalizzando l’attenzione su un dettaglio, infinitamente piccolo, dello spazio che intendeva rappresentare e intervenendo su di esso con estrema libertà immaginativa. Un filo d’erba, un intreccio di rami o il riflesso di un raggio di sole sul ghiaccio, ma anche il colore dei fiori o delle foglie, diventano così lo spunto per una ricerca che, certamente, è materica e gestuale, ma trae dichiaratamente spunto da uno spazio fisico, conosciuto e amato, non da un’idea o dalla pura sperimentazione tecnica.
    I suoi quadri comunicano un’energia dirompente, in continuo movimento, che porta l’occhio a percorrere una linea leggera tracciata dal pennello, a sostare su un’increspatura di colore, ad accarezzare una stratificazione stesa pazientemente dall’artista, per poi osservare i segni e i graffi scalfiti nell’acrilico ancora fresco.
    Un racconto appassionato, a tratti concitato ma non per questo privo di intensità poetica, della suggestione che la Natura è da sempre capace di esercitare sull’animo umano.

    Bruno Beccaria
    Nato a Varese nel 1961 ebbe in dono il suo primo cavalletto a soli 10 anni. Autodidatta, ama definirsi “Accademico dell’Immaginario”.
    I primi anni presenta opere figurative di stile accademico, soggetti immediati e di facile lettura, ma la risposta che cerca non è ancora arrivata; nel 1984 la svolta decisiva: abbandonato l’accademismo per uno stile unico e personale, decide di esprimere nei dipinti i propri stati d’animo solo con i colori. Nasce così NATURAMOSSA, il progetto di Beccaria che prende a soggetto l’immagine più vitale del paesaggio prealpino in cui l’artista ama perdersi, ovvero l’erba mossa dal vento.
    La sua speranza è che con le grandi tele colorate libere da ogni vincolo e regola pittorica , possa arrivare a tutti l’augurio per un futuro senza confini.
    Numerose le esposizioni personali e collettive.
    Sito personale: www.naturamossa.it

    Carlo Proverbio
    Nato a Cerro Maggiore (Mi) nel 1948, diplomatosi geometra trascorre la vita lavorativa alla “F.Tosi ” di Legnano; dal 1979 risiede ed opera ad Arcisate (VA).
    L’amore e la passione per il disegno e la pittura lo conducono sedicenne ad iscriversi ad un Corso dell’”Accademia Artisti Associati”, diventando poi allievo delle scultore A. Frattini.
    Una delle sue prime realizzazioni è una pala raffigurante la “Crocefissione” per l’altare maggiore della Chiesa dei Frati Cappuccini di Varese.
    Nel suo percorso artistico è protagonista di numerose mostre personali, collettive ed estemporanee.
    Aderisce al gruppo degli Artisti della “Pro Loco Varese” e a quello degli “Artisti del Sacro Monte”, coi quali collabora attivamente.
    Due sono gli esempi di opere pubbliche realizzate: la prima è composta da due pannelli “Crocefissione” e “Cristo in Gloria” eseguita in acrilico, collocata nella cappella ai piedi della salita per la Collegiata di San Vittore ad Arcisate; l’altra, una “Madonna con Bambino” posta in una nicchia sulla parete di una casa all’angolo tra via Verdi e via Matteotti, proprio nel centro di Arcisate.
    Attualmente insegna disegno presso le sedi del S.O.M.S di Brenno Useria e Viggiù.

    “Il poetico senso della natura”
    Mostra di pittura degli artisti Bruno Beccaria e Carlo Proverbio
    a cura di Emanuela Rindi
    Dal 28 aprile al 6 maggio 2012
    INAUGURAZIONE: sabato 28 aprile, ore 17.00

    SALA POLIFUNZIONALE della Biblioteca Comunale
    Piazzale Luraschi – Porto Ceresio (VA)
    Orari:
    SABATO, DOMENICA E 1 MAGGIO: 10.00 – 12.30 / 14.00 – 20.30
    DA LUNEDÌ A VENERDÌ: 14.00 – 20.30

    INGRESSO LIBERO

    Ufficio Stampa: Rindi Art | [email protected]

  • Portaconfetti fai da te

    Hai un’estremo bisogno di creare portaconfetti fai da te con piccolissime idee rivoluzionare che sembreranno creazioni fatte un professionale artigiano? Bene, allora mettiti comoda perché scoprirai la soluzione per creare bellissimi portaconfetti e tutto questo con il potere del fai da te. Sicuramente sei molto brava a fare i lavori a mano, ma se per te questa è una novità, allora hai davvero bisogno del nostro aiuto. Cara donna che leggi, devi sapere che un grande e innovativo portale è nato ultimamente e attualmente ha già un numero considerevole di utenti che ogni giorno si registrano. Il nuovo sito tratta di articoli da cerimonia come bomboniere e accessori per nozze, se vuoi scoprire tutte le novità e gli accessori da comprare per il fai da te, accedi al sito e in pochi passaggi avrai a disposizione un pannello di controllo dove poter effettuare tutti gli acquisti. Inoltre sul sito potrai imparare a creare portaconfetti con un video esclusivamente gratuito che spiega il fai da te. Non aspettare oltre, ma inizia ad apprendere ottimi trucchi per creare tutto ciò che desideri: esperti artigiani sono pronti ad aiutarti nella tua impresa. Guarda i loro filmati e apprendi tutto ciò che vuoi fare per creare fantastiche idee da cerimonia.

  • I disturbi dell’alimentazione diventano protagonisti di un evento artistico di grande impatto: a Napoli la performance di Giò Lacedra

    Arriva a Napoli, dopo l’esordio a Milano e le tappe di Cesena e Pescara, la performance-mostra itinerante di Giovanna Lacedra “IO SOTTRAGGO. LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO”.

     

    I disturbi dell’alimentazione diventano protagonisti di un evento artistico di grande impatto che vuole trasformare in arte la patologia del disturbo anoressico-bulimico: dal 14 al 21 aprile alla Galleria LineaDarte Officina Creativa, con il Patrocinio del Comune di Napoli.

     

     

     

     

     

    Napoli, 14 aprile 2012: alle ore 18:00, la galleria LineaDarte Officina Creativa ospiterà “Io sottraggo. La triangolazione cibo-corpo-peso”, una performance-confessional autobiografica, ideata, scritta e agita da Giovanna Lacedra, artista di origine lucana e fiorentina di formazione, che vive e lavora a Milano.

     

    L’evento, curato da Grace Zanotto, con video-sonorizzazione di Giuseppe Fiori, mette in scena, nello spazio creativo-distruttivo-creativo-rigenerativo di venti minuti, i rituali ossessivi-compulsivi che normalmente vengono consumati in segreto da chi sviluppa una patologia del comportamento alimentare, svelandone  ogni crudezza.
    “E’ un atto performativo caustico, autentico, catartico e sensibilizzatore – afferma l’artista – in cui è il corpo stesso a confessare la verità che è dentro tutto il cibo divorato e rifiutato. La verità che è dentro tutto il nutrimento sottratto e vomitato. La vera patologia è la piaga del disamore. La corrosione del contatto. La voragine di una mancanza. L’incolmabile precipizio dentro il cuore e nello stomaco. Perché nei disturbi del comportamento alimentare non è l’appetito a essere disturbato, ma l’anima, l’emotività, il vuoto affettivo, la relazione”.

     

    Giovanna Lacedra ha deciso di prendere tra le mani la materia informe della propria sofferenza per trasformare in arte la patologia del disturbo anoressico-bulimico e per sensibilizzare le coscienze verso un disagio troppe volte sottovalutato o, peggio ancora, tenuto nascosto.

    E così, può capitare che una donna, artigliando nelle sabbie mobili della propria fragilità, si ritrovi sotto le unghie briciole di coraggio. Un coraggio inaspettato ma utile per gridare il proprio dolore, il proprio disagio, la propria fame. Può capitare che una donna, confessando se stessa, con la parola, con l’azione, con il corpo, riesca a prestare la propria voce, la propria rabbia e la propria speranza a milioni di altre donne che invece tacciono. Per paura o per vergogna. O per non disturbare. Perché a tutt’oggi, scandalosamente, i disturbi del comportamento alimentare sono ancora sottovalutati, superficializzati, e ignobilmente derisi. Patologie che uccidono, sono lette come capricci.

     

    Una mostra in cui nulla più si nasconde, e ogni crudezza si svela: a integrare le tematiche affrontate dalla performance, una sequenza di foto-reportage che hanno catturato dettagli di un corpo in spigoloso dissolvimento e le intime pagine dei diari scritti nei mesi più deliranti della patologia.

     

    Trasformare in arte la patologia.

    Fare in modo che il corpo, da anni ostaggio di rituali ossessivi, da anni contenitore di vuoti affettivi, di assenze e di mancanze, da anni vittima e carnefice di se stesso, diventi racconto espressivo e creativo di una tra le più paradossali malattie: il disturbo anoressico-bulimico.

    Mangiare niente come mangiare tutto. Svuotarsi come ingombrarsi.

    Mettere dentro il mondo intero, o il mondo intero rifiutare.

    Sbranare pulsionalmente l’amore che non si ha. O scegliere stoicamente la rinuncia.

    Controllare il corpo per illudersi di controllare la vita intera.

    Operare calcoli minuziosi, e istituire una vera e propria aritmetica del desiderio.

    Sottrarsi chili per sottrarsi ai desideri. Scarnificarsi e rischiare la vita, pur di rendersi visibili. Fingersi inarrivabili, perché il contatto è già una ferita.

    Non ho bisogno di niente. Non ho bisogno di cibo. Non ho bisogno di te

     

    IO SOTTRAGGO. LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO.

    IO SOTTRAGGO è atto performativo caustico, autentico, catartico e sensibilizzatore. Un atto in cui è il corpo stesso a confessare la verità che è dentro tutto il cibo divorato e rifiutato.

    La verità che è dentro tutto il nutrimento sottratto e vomitato.

    La vera patologia: la piaga del disamore.

    La corrosione del contatto. La voragine di una mancanza. Incolmabile precipizio dentro al cuore e nello stomaco. Perché nei disturbi del comportamento alimentare non è l’appetito a essere disturbato, ma l’anima, l’emotività, il vuoto affettivo, la relazione.

    Anoressia, Bulimia, Bing Eating, Obesità. Malattie della nutrizione. Malattie dell’amore.

    Perché il nutrimento cui si anela, quello stesso nutrimento che si teme, e che spinge a divorare bestialmente tutto e più di tutto, cibo cotto, cibo crudo, perfino cibo congelato, prima dolce e poi salato… quel nutrimento, non sarà mai cibo. Mai.

    Inutili orge alimentari si alternano a digiuni ascetici: corse al massacro, per il corpo e per l’anima, schiaccianti quanto vacue al fine di anestetizzare una fame insaziabile. Un flusso di vacuità non arginabile.  Perché è l’amore il nutrimento primario che chiamiamo all’appello, con un grido che dalle fauci si perde in corridoi infiniti, e senza ascolto. E’ l’amore, e non il cibo, il nutrimento che ci affama.

    Il cibo non è che una dipendenza e un’astinenza. È il sintomo di una patologia.

    Ma la verità è altrove: è nel bisogno di non aver bisogno. È nell’inesauribile fame di tutto. È in quell’anoressia che nel tempo massimo di un infinitesimo, si trasforma in bulimia, Perché la bulimia, in realtà, è sempre stata lì appostata, ad aspettare il momento della resa. La bulimia in realtà è quel mostro che brama e trama dietro le quinte dell’anoressia.

     

     

     

     

    Foto di Massimo Prizzon

    http://img713.imageshack.us/img713/9536/giovannalacedraiosottra.png

     

     

     

     

     

     

    Dai diari in mostra:

     

    14 Maggio  2005

    “Voglio diventare la trama di me stessa. Devo diventare quello che c’è sotto.

    Si può incontrare la verità delle cose… quando si impara a levare il superfluo.

     

     

    4 Luglio 2005

    “Lasciarsi morire di fame. Sottrarsi al mondo.

     Farlo con coscienza. Sceglierlo, ogni giorno, con vocazione.

    Oggi: 475 Kilocalorie.”

     

    22 Luglio 2005

    “ Ore 9.00: Kg 40.8. Anche dopo i dieci vasetti di yogurt ingurgitati, il  mio peso è rimasto invariato. Ho paura del tempo, soprattutto quando non scorre. Devo pianificarlo. Devo controllarlo. Ore 18.00: Kg 40.7”

     

     

     

    28 Luglio 2005

    “Sento il cuore rallentare… freddo e formiche tra le costole…sento la mia bradicardia…il formicolio nella testa… le gambe di gesso… la vita che si slaccia da me…”

     

     

     

    SCHEDA TECNICA


     

    IO SOTTRAGGO.

    LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO

    di Giovanna Lacedra

    a cura di Grace Zanotto

     

    Galleria LineaDarte Officina Creativa

    Via Domenico Soriano 34 –Napoli

     

    con il Patrocinio del Comune di Napoli

     

    Live performance: sabato 14 aprile 2012, ore 18.00

    Mostra diari, foto e video: dal 14 al 21 aprile – dalle 16.00 alle 19.00

    Ingresso libero

     

    Infoline: 081 5494271

    www.lineadarte-officinacreativa.org

    [email protected]

    [email protected]

     

     

  • Il sole e l’arte di Fabrizio Corneli illuminano il nuovo stabilimento Targetti realizzato da Baraclit

    Augenblick, il ‘Momento’ di poetica magia che regala la scultura di luce firmata Fabrizio Corneli. L’installazione solare con un gioco suggestivo e originalissimo di ombre consegna ai visitatori il suo volto, il profilo di una giovane donna, solo per pochi attimi. “Tela” speciale dell’opera una parete rivestita con pannello di tamponamento a marchio Baraclit della sede prefabbricata per Targetti, adiacente all’Autostrada Firenze Mare (Prato).

    Una superficie verticale di cemento non interrotta da porte o finestre come foglio bianco su cui lasciar trasparire il segno tangibile del tempo. Un’apparizione fugace di grande fascino che cattura lo sguardo dei passanti. Fabrizio Corneli, light artist fiorentino di nascita, trasferisce nelle proprie opere una visione tutta personale della vita e del mondo, fatta di luci e ombre, di spazi e anamorfosi basate su uno studio rigoroso dell’ottica e della geometria.

    “Sono arrivato all’arte partendo dalla matematica”, afferma Corneli, “la mia più grande passione fin da ragazzo”. E infatti ogni suo lavoro prende vita corporea da attente misurazioni trigonometriche, presupposto necessario per eseguire intagli su lamine di alluminio o di rame in grado di proiettare un’immagine. L’intersezione delle lastre e di una fonte luminosa radiante,  il sole o una lampada alogena, porta a compimento il soggetto desiderato. La percezione visiva esiste però solo quando la sorgente di luce si trova in una determinata posizione, secondo il funzionamento delle antiche meridiane.

    Sulla facciata frontale dell’edificio costruito da Baraclit, dove ha sede l’azienda toscana Targetti, primo player italiano nel settore dell’illuminazione architettonica di interni ed esterni, ogni giorno tra le 10.15 e le 10.45 (in questo periodo dell’anno) si profila il volto di una ragazza che sembra fissare il raggio di sole da cui trae forma. L’immagine dura circa mezz’ora, prima e dopo sul muro lo spettatore osserva solo baffi di ombre sconnesse. Un’opera che lascia emozionati nella sua impalpabile semplicità per la forza e la meraviglia della natura. È l’incontro fra arte e materia, diretto dal sole attraverso la mano creativa di Fabrizio Corneli, che con Targetti collabora fin dal 1998 attraverso la Targetti Light Art Collection, una collezione di opere d’arte contemporanea commissionate ad artisti internazionali che utilizzano la luce come strumento espressivo e contenuto primario delle loro creazioni.

    A curare l’installazione Augenblick il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato. Ma già in altre occasioni Baraclit si è confrontata con nomi celebri di artisti. A pochi Km di distanza da Targetti, sempre lungo la A1, si apre il cantiere Arval della Saetta Fotovoltaica, uno dei più grandi edifici direzionali in Italia a zero emissioni presentato dall’arch. Massimo Pierattelli al Fuori Salone di Milano 2011 con un’installazione simbolica (La Saetta) di forte impatto evocativo. Ne sono ulteriore esempio anche gli stabilimenti di Prada e Maglificio Gran Sasso, realizzati su progetto del pluripremiato arch. Guido Canali. Insomma, le strutture prefabbricate al servizio dell’arte.

    Baraclit dal 1946 è leader nel settore dei prefabbricati in cemento per l’edilizia industriale e commerciale. Con una superficie produttiva di 300.000 mq e oltre 350 dipendenti, l’azienda serve il territorio nazionale e i Paesi esteri limitrofi dallo stabilimento di Bibbiena (AR), il più grande centro di prefabbricazione italiano. Baraclit si è affermata nel panorama dell’architettura industriale lanciando sul mercato strutture rivoluzionarie per innovazione, duttilità applicativa e valore aggiunto. Tra i moltissimi tentavi di imitazione, il sistema Aliant si distingue ancora oggi per l’unicità delle sue caratteristiche costruttive, architettoniche e per l’esclusivo sistema di impermeabilizzazione. Baraclit, in 66 anni di storia, ha all’attivo 15.000 strutture realizzate, oltre 22 milioni di mq coperti con un fatturato annuo di 60 milioni di euro e 2 prestigiosi premi di architettura vinti a livello nazionale, per le sedi di Prada Shoes Factory (Montegranaro, AP) e di Maglificio Gran Sasso (Sant’Egidio alla Vibrata, TE).

     

    b.POWER è la nuova divisione Baraclit concepita per lo studio e l’integrazione dell’energia da fonti rinnovabili nel campo dell’edilizia prefabbricata. Nasce nel 2009 con l’esperienza concreta di SolarLAB, il laboratorio solare per l’industria realizzato nella sede Baraclit di Bibbiena (AR), e oggi tra i più grandi e innovativi impianti fotovoltaici integrati a tetto in Italia. Con un portafoglio impianti di 15 megawatt di potenza e 300.000 mq di “coperture solari” in oltre 40 siti industriali sparsi su tutto il territorio nazionale, la divisione b.POWER è presto divenuta centro di ricerca d’eccellenza sull’energia solare e voce autorevole nel settore dell’Energy Building. b.POWER studia, progetta e realizza edifici prefabbricati autosufficienti, mettendo a disposizione del cliente il patrimonio unico di conoscenze e sperimentazione diretta di SolarLAB e le esclusive tecnologie costruttive di Baraclit (sistemi Aliant® e b2000®).

  • Il tuo compleanno in mezzo all’arte

    Dal 1 gennaio la nuova promozione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, “L’Arte ti fa gli auguri”, che per il 2012 offrirà a tutti cittadini dell’Unione Europea un ingresso gratuito in qualunque luogo dell’arte statale, nel giorno del loro compleanno.

    Un regalo che il MiBAC (Ministero dei beni artistici e culturali*) intende offrire quale invito a trascorrere una giornata di festa alla scoperta del nostro ineguagliabile patrimonio culturale.

    La promozione rientra nel quadro delle iniziative messe in campo per celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, con la consapevolezza che il nostro patrimonio culturale sia un forte collante nazionale e motivo di orgoglio patriottico.

    “L’Arte ti fa gli auguri” rappresenta la prima iniziativa del MiBAC per il 2012.

    Trascorri il tuo compleanno tra musei e i luoghi culturali di Roma, prenota subito sul nostro sito le migliori tariffe per il 2012.

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    *
    Il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali fu istituito da Giovanni Spadolini, (con decreto-legge 14 dicembre 1974, n. 657, convertito nella legge 29 gennaio 1975, n. 5 – G.U. 14 febbraio 1975, n. 43), con il compito di affidare unitariamente alla specifica competenza di un Ministero appositamente costituito la gestione del patrimonio culturale e dell’ambiente al fine di assicurare l’organica tutela di interesse di estrema rilevanza sul piano interno e nazionale. (Organizzazione del Ministero per i beni culturali e ambientali con decreto del Presidente della Repubblica n. 805 del 3 dicembre 1975).

  • Omaggio a De Chririco al Palazzo delle Esposizioni di Roma

    Fino all’11 luglio presso il palazzo delle Esposizioni di Roma , sarà visibile un importante omaggio al grande maestro italiano fondatore della metafisica, uno tra i movimenti culturali più significativi del Novecento che proprio quest’ anno compie un secolo.

    De Chirico nasce nel 1888 a Volos, nel cuore della Grecia classica, da una nobile famiglia italiana, e formatosi a Monaco dove rimane suggestionato dalla pittura simbolista e dalla lettura di Nietzsche e Schopenhauer. (altro…)

  • Il MO.OM Hotel recluta giovani artisti

    Giovani artisti crescono e si vedono offrire l’opportunità di esporre le proprie opere in una galleria d’arte a quattro stelle: il MO.OM design hotel e motel di Olgiate Olona, non lontano da Legnano, ha affidato agli studenti del liceo artistico “Paolo Candiani” della vicina Busto Arsizio il compito di dipingere i quadri esposti nelle camere e nei corridoi della struttura.

     Si tratta di un progetto che testimonia l’attenzione della direzione dell’hotel ai giovani e alla valorizzazione dell’arte. «Il nostro obiettivo è quello di trasformare gli ospiti del nostro albergo in fruitori di proposte culturali di alto livello – spiegano dal MO.OM – In quest’ottica si inseriscono l’inaugurazione dell’Art Gallery permanente nella hall e la scommessa sulle giovani promesse del territorio. Il denaro che avremmo destinato ai professionisti pagati per questo lavoro è invece finito a una scuola della nostra zona».

     Il liceo “Candiani” ha infatti ricevuto 25mila euro per i pannelli decorativi realizzati dai 300 ragazzi impegnati nel progetto: «La scuola non chiede certo l’elemosina alle imprese del territorio – sottolinea il preside Andrea Monteduro – Ma vuole giustamente essere presa in considerazione per la qualità dei prodotti realizzati dai propri studenti. Ringraziamo MO.OM hotel per averci fatto questa proposta, che ci ha consentito di crescere dal punto di vista culturale e soprattutto umano grazie all’iniziativa di solidarietà che ne è scaturita».

     Parte del compenso ricevuto dall’istituto superiore di Busto Arsizio è stato devoluto all’istituto statale d’arte “Fulvio Muzi” de l’Aquila, devastato dal terremoto del 2009, nell’ambito dell’evento “MO.OM Hotel per l’Abruzzo”.

     

     

  • Caricattura il Vip

     

    OTTAVO CONCORSO INTERNAZIONALE DI CARICATURA CALLIGRAFICA

    Il CAUS – Centro Arti Umoristiche e Satiriche indice un bando di concorso calligrafico, ideato da Raffaele Palma e rivolto a tutti gli appassionati di calligrafia, disegno, computer grafica e umorismo.

    La partecipazione al concorso è assolutamente gratuita, non comprende alcuna tassa d’iscrizione e si rivolge al pubblico più ampio.

    Data la difficoltà d’esecuzione degli elaborati richiesti, potranno partecipare al concorso le solo classi dell’ultimo anno delle scuole d’istruzione superiore, quali licei artistici, tecnici, istituti d’arte, computer grafica, pubblicitari, ecc. Possono invece partecipare gli studenti universitari di qualsiasi anno iscritti alle Accademie di Belle Arti, Architettura, Design, Ingegneria, eccetera.

    La commissione esaminatrice, composta d’autori professionisti, valuterà ogni opera in relazione alla difficoltà tecnica e grafica ed al suo contenuto, singolarità e originalità. Ciascun candidato può partecipare con un massimo di tre opere, realizzate con qualsiasi tecnica.

    Elaborazione della caricattura calligrafica

    1. Scegliere la fotografia di personaggio famoso di qualsiasi epoca e professione, per una libera interpretazione caricaturale.
    2. Comporre tale caricatura utilizzando tutte le lettere del nome, del cognome, o di entrambi del personaggio, sino ad ottenere caricatura calligrafica di sintesi.
    3. Essa potrà riguardare l’intero corpo o il volto, ed essere frontale, di tre quarti, di profilo, o anche con prospettive non convenzionali.
    4. Su questa caricatura si dovrà poi costruire il personaggio in volume, in bianco e nero o a colori. Le due caricature (quella in sintesi e quella in volume) dovranno essere perfettamente sovrapponibili.
    5. Un file allegato in formato word, dovrà contenere la legenda con la descrizione del personaggio e l’indicazione dell’ubicazione delle singole lettere (massimo 25 righe, formato Times New Roman 14, o similare) e i dati dell’autore.

    Invio del materiale e formati

    Ogni concorrente avrà quindi 3 elaborati: la fotografia del personaggio, la caricatura calligrafica di sintesi e la caricatura in volume. Questi dovranno essere inviati esclusivamente in formato elettronico JPG, GIF o TIF possibilmente zippati, (valore massimo 400 Kb, a: [email protected]

    Inoltre sarà premura del concorrente allegare in formato word i dati generali del personaggio e dell’autore. Ai sensi della legge 31.12.96 n° 675 tutti i dati personali pervenuti saranno trattati nel rispetto della privacy.

    Gli studenti dovranno indicare anche la loro classe d’appartenenza, il nome della scuola o università con l’indirizzo completo e l’insegnante o docente di riferimento.

    Gli elaborati esclusivamente cartacei, inviati tramite servizio postale, saranno cestinati

    Gli elaborati dovranno pervenire entro e non oltre il 30 novembre 2012. La giuria si riunirà nel primo trimestre del 2013 per la scelta delle opere migliori.

    I vincitori non riceveranno alcun premio in denaro, bensì un riconoscimento virtuale, con pubblicazione delle opere in permanenza sul sito: www.caus.it.

    Sarà, inoltre, dato il massimo risalto alle prime tre opere classificate, sui media specializzati e su Internet dopo il primo trimestre del 2013.

     

    Guarda gli esempi: http://www.caus.it/caricattura-il-vip.shtml

    Informazioni: tel. 3396057369 – [email protected]

    Ufficio Stampa: Piero Ferraris

  • Concorso YOUNG AT ART: la Calabria cerca talenti

    Sin dalla sua nascita, nel giugno del 2006, il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) ha inteso sottolineare il suo forte legame con il territorio ponendosi come palcoscenico per gli artisti calabresi.In soli sei anni sono state tante le occasioni in cui degli esponenti del folto bacino dell’arte regionale hanno potuto presentare le loro opere al museo: i concorsi realizzati in collaborazione con l’UNICAL (Università della Calabria); le varie mostre collettive; e l’annuale Progetto BANCARTIS in collaborazione con la BCC Mediocrati.

    Nel 2012, in occasione della XIV Settimana della Cultura indetta dal MiBAC, il MACA ha deciso di aumentare ulteriormente i propri sforzi per la promozione dell’arte regionale, dando la possibilità a cinque giovani artisti operanti sul suolo calabrese di esporre le proprie opere nella Sala Estemporanea del museo.

    La mostra si terrà da sabato 14 aprile a domenica 26 maggio 2012, in concomitanza con l’importante retrospettiva dedicata al maestro Francesco Guerrieri. Tutti gli artisti operanti e residenti nel territorio calabrese, nati non prima del 1/1/1977, che volessero proporre le loro opere al MACA, sono invitati a inviare 5 immagini (del peso non superiore ai 200kb l’una) e un breve curriculum artistico, entro il 20 marzo 2012, al seguente indirizzo e-mail: [email protected]; oppure tramite la nostra pagina Facebook: www.facebook.com/MACA.Silvio.Vigliaturo; o, ancora, cercandoci su Twitter (@macaacri). Non esistono restrizioni riguardanti le tematiche trattate nei lavori, né i media utilizzati per la loro realizzazione. Gli unici limiti solo il tempo e lo spazio. Vogliamo solo opere di artisti Under 35 operanti in Calabria, perché siamo consci del fatto che emergere nel mondo dell’arte contemporanea stia diventando sempre più arduo e soprattutto i giovani ne vivono le conseguenze.

    (altro…)

  • Tela – Bisturi – Ago e Filo

    Siamo orgogliosi e soprattutto curiosi. Un artista ed un chirurgo plastico riuniti nella stessa persona. Massimo Soresina.

    Sergeant Pepper’s
    Via Vetere 9, Milano
    26 Febbraio-11 Marzo
    Opening Domenica 26 Febbraio 2012
    dalle 19:00

    “Vivo e lavoro a Milano come Medico-Chirurgo Specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica.

    Qualche anno fa, ho cominciato a dipingere le mie tele ispirandomi ai pittori Spazialisti ed in particolare ai famosi tagli di Lucio Fontana.

    L’idea è stata quella di trasporre sulla tela quello che faccio quotidianamente come chirurgo, e cioè ricucire una ferita, un taglio. Ho considerato la tela del quadro esattamente come la cute dell’uomo. Ho iniziato allora ad inciderla utilizzando il bisturi ed a ricucire i tagli utilizzando lo stesso materiale di sutura (ago e filo) e gli stessi strumenti chirurgici (portaghi, pinza e forbice) che uso quotidianamente in sala operatoria.

    Il semplice taglio e sutura poi, nel tempo, si è evoluto: le tele hanno assunto nuove forme (sia bidimensionali che tridimensionali) e nuovi modi di esprimersi, grazie anche ai giochi di luci ed ombre che vengono a crearsi a seconda delle diverse ore del giorno e dell’illuminazione naturale o artificiale di una stanza.

    Il mio percorso artistico allora valuta la capacità intrinseca di ciascuna tela di dare vita a queste nuove forme di espressione che, in teoria, sono infinite.”

    A cura di Linda Ferrari