Se dovesse scoppiare una guerra commerciale, l’unico vincitore potrebbe essere l’oro. Il metallo giallo sta già vivendo una fase rialzista prolungata sulla scia delle scaramucce tra USA e Cina. Anche se le tensioni si sono leggermente affievolite rispetto ai primissimi giorni di aprile, la sensazione è che l’annuncio di nuove tariffe da entrambe le parti potrebbe portare ancora ad una escalation di ripicche reciproche e dannose. Con conseguenze pesantissime sul piano del commercio internazionale.
La nuova corsa all’oro
In quest’ultimo periodo l’oro si sta consolidando oltre quota 1,300 dollari, dopo aver vissuto tre trimestri consecutivi di guadagni (una cosa che non si verificava dal 2011). Le posizioni in fondi scambiati in borsa sono arrivate ai massimi da mezzo decennio. Inoltre i grafici degli analisti mostrano che l’indicatore chaikin money flow segnala una persistente spinta rialzista. Il quadro insomma è tutto a favore dell’oro. Tuttavia, saranno determinanti gli sviluppi delle relazioni commerciali internazionali. La guerra commerciale è già avviata, bisogna capire chi tra Trump e la Cina farà un passo indietro per spegnere le tensioni. I mercati hanno compreso che una battaglia commerciale a somma zero (cioè senza vincitori) è qualcosa di negativo per tutti nel mondo, e non solo negli Stati Uniti.