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Focus sulla carriera di Roberto Casula, dirigente in Eni

Roberto Casula si è occupato in prima persona della Direzione Tecnica e delle attività tecnico-operative, di Ricerca e Sviluppo di Eni.

Roberto Casula

Roberto Casula: i primi anni della carriera professionale

Roberto Casula è un manager di origini cagliaritane: laureato in Ingegneria Mineraria presso l’Università degli Studi della città, fa il suo ingresso professionale in Agip S.p.A. in qualità di Reservoir Engineer preposto al production test e al well logging. Viene in seguito coinvolto anche nell’attività di reservoir modelling presso la società specializzata Beicip – Franlab a Sophia Antipolis (Francia). Nel 1992 viene trasferito in Luanda presso la consociata Agip Angola Ltd per ricoprire gli incarichi di Reservoir Engineer e Petroleum Engineer. Due anni più tardi diventa Chief Development Engineer. Rientrato in Italia, Roberto Casula avvia la sua lunga carriera in Eni S.p.A., che lo porterà a una crescita professionale significativa fino a ricoprire incarichi dirigenziali. Nel 1997, in particolare, viene collocato presso la sede del Gruppo di San Donato Milanese, con l’incarico di Development and Production Coordinator. Questo ruolo lo vede responsabile del coordinamento delle attività di business e delle attività operative dei Paesi dell’Africa occidentale e delle zone centro-asiatiche.

Roberto Casula: il percorso in Eni

Nel 2000 Roberto Casula viene nominato Department Manager (Responsabile dei Servizi Tecnici di Progetto) per le operazioni in Iran. Gruppo Eni gli assegna, l’anno successivo, il ruolo di Dirigente e di Project Director per il progetto denominato Giant South Pars Gas fasi 4-5 in corso in Iran, a Teheran. Nel 2004 è alla guida della società Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A., consociata con sede a Gela. L’anno successivo ricopre lo stesso ruolo per Eni Nord Africa BV, con sede a Tripoli. Nel 2007 Roberto Casula passa alla carica di Senior Vice President per l’area della Regione Sub-Sahariana, mentre nel 2011 è Executive Vice President per i territori di Africa e Medio Oriente. Riesce ad ottenere ottimi risultati attraverso le trattative condotte con le autorità locali. Nel 2014 assume l’incarico di Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni S.p.A., che lo porta ad interfacciarsi direttamente con l’Amministratore Delegato, occupandosi della Direzione Tecnica e delle sue attività tecnico-operative, di Ricerca e Sviluppo.

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Recensioni Mago Letterius:Testimonianza di un imprenditore

A volte ci chiediamo se’ molti imprenditori sono nati sotto una buona stella o altro? A volte la Magia può allineare tutte l’ energie positive per ottenere la realizzazione di ciò che si vuole come il caso di Andrea T.
ANDREA T: BUON GIORNO A TUTTI. IO MI CHIAMO ANDREA. VIVO IN PUGLIA DA QUANDO SONO NATO. AVEVO UN ‘ ATTIVITÀ DI FAMIGLIA CHE STAVO PER CHIUDERE QUALCHE ANNO FA’. UN GIORNO PER CASO SU’INTERNET HO LETTO UN ARTICOLO SUL MAGO LETTERIUS. MI SONO FIDATO FIN DA SUBITO.
HO RACCONTATO A LUI LA MIA SITUAZIONE. LE MIE FINANZE ERA IN CRISI. INIZIAMO CON UNA PURIFICAZIONE SIA MIA CHE DELL’AMBIENTE DI LAVORO. INFATTI DOVE LAVORAVO ERA UN CLIMA PESANTE. LA MORTE DI MIO PADRE E LE LITI CON I FRATELLI PER NON PARLARE DEI CREDITORI. C ‘ ERANO DELL’ ENERGIE NEGATIVE DOPO CIRCA 6 MESI DEL PRIMO RITO DELLA PURIFICAZIONE E DOPO DEL PROPIZIARE LA SITUAZIONE. MI CONTATTO UN RAGAZZO DELLE MIE PARTE CHE MI PROPOSSE SE’ LUI POTEVA DIVENTARE SOCIO IN CAMBIO DI UNA SOMMA DI DENARO. IN QUEL MINUTO HO VISTO LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL. GLI RISPOSI DI SI. CON QUEI SOLDI PAGAI I DEBITI CHE AVEVO E RINIZIAI A LAVORARE. NON SONO DIVENTATO RICCO MA MI SONO SALVATO NEL SPROFONDARE IN FONDO AL MARE. ADESSO LAVORO TRANQUILLAMENTE. RINGRAZIO IL DOTTOR MAGO LETTERIUS PER TUTTO IL SUO AIUTO.

Per chi vuole approfondire www.sensitivo.biz

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Come diventare un Investigatore Privato

è possibile diventare un Investigatore Privato?

Diventare un Investigatore Privato Roma è il sogno nel cassetto di tantissimi bambini e poco più, con il passare del tempo purtroppo,  ci si accorge che questo mestiere è molto complicato, e che per aprire una propria Agenzia Investigativa si necessita di molteplici competenze e autorizzazioni di ogni tipo.
Molte persone si chiedono se in Italia si possa operare in piena libertà e di conseguenza operare in maniera remunerativa e costante.

Come ottengo la licenza di Investigatore Privato?

Dopo aver soddisfatto i requisiti elencati in seguito, quello che devi fare per diventare un Investigatore Privato Roma è effettuare la richiesta della licenza alla Prefettura, fornendo la seguente documentazione:

  • istanza di autorizzazione in bollo da € 16,00;
  • dichiarazione sostitutiva di certificazione sottoscritta dall’interessato ed attestante la cittadinanza, il luogo e la data di nascita, la residenza e la posizione riguardo gli obblighi militari;
  • due copie della tabella delle operazioni che si intendono compiere con le relative tariffe, da indicare nella misura massima;
  • l’iscrizione nel Registro Imprese della C.C.I.A.A.;
  • documentazione relativa alla sede indicata nel progetto organizzativo, ovvero:
  1. due copie del contratto di locazione o titolo di proprietà dei locali;
  2. due copie della planimetria dei locali ad uso ufficio;
  3. relazione tecnico-descrittiva dei locali ad uso ufficio, redatta da un tecnico iscritto all’albo.
Se il richiedente è una società dovrà essere prodotta la seguente documentazione aggiuntiva:
  • copia conforme del verbale dell’Assemblea dei soci concernente la nomina del Consiglio di Amministrazione della società
  • copia conforme dell’atto costitutivo e dello statuto della società

Diventare un Investigatore Privato: Cosa mi serve?

Per diventare un detective privato dipendente, necessiti di un diploma di scuola media o superiore, un certificato che attesti che hai collaborato con un titolare di un’Agenzia Investigativa Roma per almeno 3 anni e aver partecipato ai corsi appositi organizzati dal Ministero degli Interni e dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza.

Per diventare invece un detective privato titolare di un’agenzia invece, necessiti non solo del certificato che attesta la tua collaborazione triennale ed aver partecipato ai vari corsi organizzati dallo stato, ma anche una laurea anche triennale in una di queste facoltà: Psicologia a indirizzo forense, Scienze Politiche, Giurisprudenza, Economia, Sociologia, Scienze dell’Investigazione.

Per entrambi i casi, necessiti di essere un cittadino italiano oppure di un paese appartenente alla comunità europea e non devi aver mai commesso alcun reato penale.

 

Pensavi che diventare un detective fosse meno complicato?

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GIUSIPRE: “CAOS CONTEMPORANEO” è il primo singolo da solista della cantautrice romana d’adozione in radio dal 17 luglio

Il brano dal taglio sarcastico che richiama sonorità surf rock unite ad un pop tipicamente anni ‘80, anticipa l’ep “Canzoni indigeste” in uscita ad ottobre 2020.

 

“Caos contemporaneo” è il primo singolo da solista di GiusiPre, tratto dall’EP di prossima uscita “Canzoni indigeste” (prima di questo progetto era stata voce, autrice e chitarra per la band “Loiola”). 

Il brano dall’ironia agrodolce, racconta un bisogno di leggerezza, nonostante i mille rimpianti e rimorsi: «il pezzo è nato nel 2018 di getto e ha attraversato vari momenti di revisione e scrittura, compreso il ritornello che è stato aggiunto solo recentemente: l’intento è quello di sdrammatizzare i pensieri ridondanti, prendendo atto delle scelte fatte e di quelle non pienamente considerate» – spiega la cantautrice. 

 

Le sonorità del brano richiamano un surf rock mescolato ad elementi pop con riferimenti tipicamente anni ’80 (chitarre ipnotiche, tastiere e clap). 

Il brano autoprodotto ha visto la collaborazione per la composizione e gli arrangiamenti, del polistrumentista Daniele Giuili e del produttore e fonico Nicola D’Amati, con registrazione e post-produzione presso il Merlo Studio di Roma (2020). La masterizzazione è di Eugenio Vatta.

 

 

Autoproduzione 

Radio date: 17 luglio 2020

Pubblicazione ep: ottobre 2020

 

BIO

Giuseppina Prejanò, in arte GiusiPre, classe 1985, calabrese d’origine ma romana d’adozione, dopo un periodo dedicato alla formazione filosofica, decide di dedicarsi alla musica, tra un lavoro precario e un altro. Gli studi di canto e l’esperienza come voce, autrice e chitarra per i “Loiola”, la portano ad intraprendere un percorso solista, inaugurato con la pubblicazione del primo singolo “Caos contemporaneo”, che anticipa l’ep di prossima uscita “Canzoni indigeste”. 

 

Contatti e social:

https://fanlink.to/dhSi

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MALCOM RAFFAELLO CREATORE: “LA DANZA” feat. DANILO VISCONTI è il nuovo singolo del cantante e showman milanese realizzato con l’art director di eventi nightlife

Il brano dance che denuncia il pregiudizio di chi non accetta l’amore privo di etichette, è stato scritto da Fabio Vaccaro (già autore e produttore di Nek, Marco Carta, Sal da Vinci e tanti altri), ed è stato prodotto da Marco Zangiorolami nel suo Noize Studio.  

 

“La Danza” è il nuovo singolo di Malcom Raffaello Creatore, cantante, showman e performer milanese. Il pezzo realizzato col featuring di Danilo Visconti (art director e organizzatore di eventi appartenente al movimento LGBT), è stato scritto da Fabio Vaccaro (autore e produttore di Nek, Sal da Vinci, Marco Carta, Valerio Scanu e molti altri), ed è stato prodotto da Marco Zangirolami al Noize Studio di San Giuliano Milanese (dove hanno registrato Fabri Fibra, Clementino, J-Ax, Dargen D’Amico, Emis Killa, Salmo, Mondo Marcio, Gué Pequeno e tanti altri). 

La canzone dal taglio ironico, cela dietro un’apparente veste dance e vanesia, l’importante messaggio che invita a restare sempre coerenti con se stessi e con le proprie emozioni, non cedendo al giudizio e al pregiudizio altrui. Un inno alla libertà scevra da etichette.

 

L’atmosfera del brano è stata disegnata a perfezione nel video realizzato dal regista Luca Tartaglia (che ha lavorato con Emma Marrone, Marco Masini, Marco Mengoni, J-Ax, solo per fare alcuni nomi).

 

 

 

Il brano è estratto dall’ Ep “Vivere il destino”, in uscita il prossimo autunno: «Questo progetto non è da intendersi come un concept album in senso stretto, ma sicuramente i brani scelti per comporlo hanno tutti una radice di partenza comune (l’io, l’uomo, l’artista) che vive, si muove, canta, attraversa diverse fasi di crescita e di consapevolezza, passando da testi e musiche, atmosfere e significati malinconici e dismessi, poetici e autunnali, scanzonati e liberatori, intriganti e sofisticati». Malcom Raffaello Creatore

 

Radio date: 10 luglio 2020 

Pubblicazione Ep: autunno 2020

Autoproduzione

 

BIO

 

Malcom Raffaello Creatore, nasce a Palermo il 29 aprile 1977, ma cresce a Milano, città nella quale si trasferisce a soli 2 anni. Ci sono geni artistici nelle sue radici: suo padre è stato attore della compagnia teatrale Living Theater, fondata a New York da Judith Malina e Julian Beck, suo nonno Luigi è stato co-autore di “Can’t help falling in love” di Elvis Presley.

Artista, performer di feste ed eventi, showman, figurante in video e pubblicità, Malcom Raffaello Creatore, nel luglio 2020, pubblica il singolo “La Danza” feat. Danilo Visconti (art director di eventi e raduni, uno dei personaggi più conosciuti della nightlife italiana). Il brano farà parte dall’Ep “Vivere il destino”, in uscita in autunno. Questo progetto annovera importanti collaborazioni come quella con Fabio Vaccaro (cantautore e produttore musicale, ha scritto e prodotto singoli e brani per Nek, Sal da Vinci, Marco Carta, Valerio Scanu, Luisa Corna, Roberta Bonanno e numerosi giovani interpreti usciti dai principali talent show), registi e video maker quali Luca Tartaglia (dal 2010 collabora con Sony, Universal, Carosello e dirige videoclip di Emma Marrone, Lorenzo Fragola, Nesli, Marco Masini, Stadio, Marco Mengoni e J-Ax), e produttori come Marco Zangirolami (nel suo Noize Studio di San Giuliano ha ospitato Fabri Fibra, Nesli, Clementino, J-Ax, Dargen D’Amico, Ensi, Emis Killa, Salmo, Moreno, Mondo Marcio, Gué Pequeno, Izi).

 

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Il riscatto di Bergamo e del settore turistico: al ristorante didattico Taste il premio travellers’ choice di Tripadvisor.

Fa parte del 10% dei migliori ristoranti al mondoed èl’unico tra questi ad essere gestito da studentidi una scuola alberghiera, guidati da due docenti e da uno chef che fino a due anni fa era loro compagno di banco.

Si tratta di Taste, il ristorante didattico dell’Istituto scolastico paritario iSchool di Bergamo, che ha ricevuto il premio Travellers’ Choice 2020, che ogni anno Tripadvisor assegna alle migliori strutture ricettive e ristoranti d’Italia e del mondo.

In questo difficile anno segnato dall’emergenza sanitaria, Taste diventa simbolo del riscatto della città più colpita d’Italia e di un settore particolarmente sofferente nel periodo estivo, quello del turismo.

Le classifiche Travelers’ Choice sono elaborate sulla base di un algoritmo di Tripadvisor che confronta diversi parametri, tra cui il ranking, la quantità e la qualità delle recensionipubblicate dalla community internazionale degli utenti. Risultano vincitori del premio, contrassegnate con il logo sull’immagine del profilo della piattaforma, le strutture che hanno ricevuto il maggior numero di feedback positivi da parte degli utenti nell’arco di un intero anno di recensioni prima della fase di emergenza per la pandemia, posizionandosi così tra il 10% dei ristoranti più graditi nel mondo.

«Rientrare nella classifica di Tripadvisor e ricevere il premio Travelers’ Choice 2020 solleva notevolmente lo spirito dei nostri ragazzi, riempie d’orgoglio le famiglie e conferma ai docenti d’accoglienza, di sala e di cucina, e in generale di tutti gli indirizzi dell’istituto, che la modalità d’apprendimento e lo stile della didattica di iSchool portano grandi risultati– dichiara Valentina Fibbi, titolare dell’istituto scolastico iSchool di Bergamo-. Essere valutati in modo così positivo per tutti gli aspetti della didattica dei diversi percorsi dell’indirizzo alberghiero, rappresenta per noi tutti la migliore ricompensa».

L’ISTITUTO ALBERGHIERO

Formazione, esperienza e relazione: questi sono gli ingredienti dell’indirizzo alberghiero di iSchool che interpreta l’esigenza di educare i giovani attivando le competenze e sperimentando concretamente esperienze sul campo.Con questo approccio basato sull’esperienza, i ragazzi sono preparati ad affrontare il mondo del lavoro e nel giro di due anni dal diploma, l’82% trova un lavoro stabile nell’ambito in cui si è formato (cucina, sala, accoglienza turistica).

Secondo il rapporto Eduscopio 2019, che pubblica il ranking degli istituti professionali divisi per province italiane concentrandosi sull’occupazione a 2 anni dal diploma, l’istituto alberghiro di iSchool si colloca al primo posto nella bergamasca e al secondo tra gli alberghieri d’Italia (campione: 2022 istituti professionali in tutta Italia, di cui 363 alberghieri – Eduscopio Fondazione Agnelli, anno 2019).

 

Per informazioni:

https://ischool.bg.it

https://taste.ischool.bg.it

https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187830-d12089552-Reviews-Taste-Bergamo_Province_of_Bergamo_Lombardy.html

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Auto: nel Veneto ci sono ancora più di 177.500 Euro 0

Dal primo agosto sono scattati gli incentivi statali per l’acquisto di autovetture Euro 6, una novità importante che potrebbe aiutare a svecchiare un parco auto veneto che non gode di ottima salute; secondo l’elaborazione di Facile.it, realizzata su dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti* aggiornati al 31 dicembre 2019, nei registri della motorizzazione veneta risultano ancora registrate 177.505 automobili Euro 0, corrispondenti al 5,58% del totale vetture ad uso privato in circolazione.

A livello nazionale, la regione si posiziona più o meno a metà classifica, mentre se si guarda al rapporto percentuale il Veneto risulta essere la seconda area più virtuosa del Paese, subito dopo il Trentino-Alto Adige.

Il quadro peggiora, però, se si allarga l’analisi sino agli Euro 3; in totale, le auto private Euro 0-1-2-3 presenti nell’Archivio Nazionale dei Veicoli della Motorizzazione registrate nella regione sono ancora più di 854mila. Se è vero che tra questi potrebbero esserci mezzi sì iscritti ma, di fatto, non più circolanti, preoccupa comunque sapere che il 27% della auto potenzialmente in strada in Veneto ha 15 anni o più di anzianità, considerando che le vetture Euro 3 sono uscite di produzione nel 2005 e quelle Euro 0 addirittura nel 1992. Anche in questo caso la regione si posiziona tra le migliori del Paese, con un valore nettamente inferiore alla media nazionale del 34,1%.

Mappa dei “catorci”

Come sono distribuite a livello provinciale queste autovetture? Se si guarda ai valori assoluti, la maglia nera della regione spetta alla provincia di Verona che, da sola, conta 35.933 auto private Euro 0 ancora immatricolate (5,76% del totale); alle spalle di Verona si trova la provincia di Treviso, dove le vetture appartenenti a questa categoria sono 34.489 (5,78%), seguita da quelle di Vicenza, che conta 33.204 autovetture Euro 0 (5,73%), e di Padova (33.164 veicoli, 5,46%). Continuando a scorrere la graduatoria troviamo le province di Venezia e Rovigo, dove le vetture appartenenti a questa categoria sono, rispettivamente, 24.092 (5,02%) e 9.785; Rovigo risulta essere l’area veneta con la più alta percentuale di veicoli Euro 0 sul totale parco auto registrato (6,13%). Chiude la classifica veneta la provincia di Belluno, che conta circa 6.838 autovetture Euro 0 ancora immatricolate (5,06%).

Se si contano non solo le autovetture Euro 0, ma anche quelle Euro 1-2-3, la graduatoria vede al primo posto la provincia di Rovigo; qui il 29,77% delle autovetture appartiene ad una categoria inferiore a quella Euro 4. Subito dopo si trova la provincia di Vicenza (28,22%), seguita da quelle di Treviso (27,52%), Verona (26,42%) e Padova (26,11%).

Chiudono la classifica veneta le province di Belluno (25,64%) e Venezia (25,31%).

Gallina vecchia…costa solo di più

In troppi continuano a circolare con auto vecchie pensando di risparmiare, ma autovetture che hanno 15 o più anni alle spalle, oltre ad essere dannose per l’ambiente e, potenzialmente, meno sicure sulle strade, hanno anche inevitabili conseguenze negative sul portafogli, con costi maggiori non solo su manutenzione e carburante, ma anche sull’RC auto.

A conferma dell’aumento del costo dell’RC auto, Facile.it ha messo a confronto il premio richiesto per assicurare una city car di cilindrata 1.200 cc, Euro 3 immatricolata nel 2005 con quello necessario per assicurare lo stesso modello d’auto, nella sua versione più recente, Euro 6 e immatricolata nel 2020. Secondo le simulazioni* di Facile.it, la miglior tariffa disponibile online per assicurare l’auto vecchia è sino al 156% più alta rispetto a quella necessaria per tutelare il veicolo nuovo.

La buona notizia è che, con un numero così ampio di auto estremamente vecchie, saranno molti gli italiani che potranno usufruire dei nuovi incentivi statali previsti chi acquista un’autovettura Euro 6. Per poter usufruire del massimo bonus, che tenendo in considerazione tutte le agevolazioni nazionali può arrivare in alcuni casi fino a 10.000 euro, è necessario rottamare proprio un veicolo Euro 3 o inferiore…. modelli che, a quanto pare, in Italia non scarseggiano.

 

 

* I numeri fanno riferimento alle sole autovetture per trasporto persone ad uso proprio presenti nell’archivio nazionale dei veicoli gestito dalla Direzione Generale per la Motorizzazione e aggiornato al 31-12-2019. La simulazione è stata fatta su Facile.it, in data 27 luglio 2020, sul seguente profilo: CU 1, city car 1.200 c.c, guida esperta, in 3 città campione (Milano, Roma, Napoli).

 

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MARGHERITA ZANIN: “CASCA IL SOGNO” è il nuovo singolo estratto dall’album  “DISTANZA IN STANZA”

Il brano della cantautrice ligure racconta l’importanza e la consapevolezza di raggiungere la felicità realizzando i propri sogni, qualunque essi siano. Il sound elettro pop del pezzo caratterizza il disco decretato “miglior album giovane indipendente 2019” dal MEI. 

 

Il passaggio tra adolescenza ed età adulta accomuna paure e sogni che si trasformano in speranze e voglia di cambiare. Questa canzone parla della naturalezza con cui i colori e gli spazi diventano scenografia per le persone ed il tempo. 

 

«Il cambiamento fisico e mentale che costa sacrificio, ci rende più liberi e decisi sulla strada che vogliamo intraprendere. I sogni ci cadono addosso e improvvisamente iniziamo a dargli un peso. La nostra natura è quella di essere sognatori nel tempo, per mano in un eterno girotondo». Margherita Zanin  

 

 

“Distanza in Stanza” è un “non-luogo” protetto dove ritrovarsi, cambiare, sintetizzarsi, evolversi, ragionare. Un disco che tratta di tematiche importanti legate all’essere umano. Alle sue stanze, alle sue distanze, alle essenze dei sentimenti e alle altalene di pensieri semplici e profondi, capaci di trasformarci e darci una visione personale sul senso della vita.  Tutti riflettiamo la nostra epoca, e le distanze fortunatamente non generano solo conflitti, ma anche riconciliazioni con il nostro Io. 

Un concept in cui ogni canzone racconta una stanza in cui vivere emozioni sonore. Nell’ambiente la filodiffusione di un mondo carico di sperimentazione.  Ogni stanza ha una chiave per accedervi, che viene rappresentata da una frase, un incipit di accesso, una intro letta da grandi artisti che hanno voluto spalancare la porta: Appino (The Zen Circus), Pierpaolo Capovilla, Mauro Ermanno Giovanardi, Cristiano Godano (Marlene Kuntz), Lodo Guenzi (Lo Stato Sociale), Morgan, Motta, Omar Pedrini, Riccardo Sinigallia, Davide Toffolo (Tre Allegri Ragazzi Morti), oltreché da Lele Battista produttore artistico del disco, che ha dato a “Distanza in Stanza” forti identità sonore che Giovanni Versari ha sapientemente amalgamato.

 

MARGHERITA ZANIN vanta la partecipazione al Concerto del Primo Maggio di Roma in qualità di vincitrice del contest 1M Next 2019. Il suo disco “Distanza in Stanza” è stato 1° in classifica nella Top Indie Alternative Italia e 25° nella classifica generale assoluta italiana e nella top alternative mondiale.

Ha vinto il premio IML del MEI come miglior disco giovane indipendente 2019, ha vinto il premio “Testo-Canzone” a InediTo del Salone internazionale del libro di Torino, è stata ospite del prestigioso Premio Lunezia, è stata finalista assoluta al Premio Lauzi e al premio Panseri. Ha partecipato con successo al “Tenco Ascolta”. La data zero del suo MEGABISSO tour è stata trasmessa su Radio Rai Live.

Si è esibita all’Allianz Stadium di Torino prima della XXVIII Partita del Cuore, e il suo tour estivo ha fatto tappa in prestigiosi festival estivi su tutta la Penisola, con open-act a Morgan, Rancore, Coma Cose, Pedrini. Fra poco ripartirà nei club.

 

Dicono di lei:

 

“Margherita Zanin riesce a dimostrare di essere in possesso di una buona scrittura in grado di regalarci pezzi molto interessanti e dalle sonorità attuali.”  Rumore 

 

“Margherita è in grado di usare la semplicità delle parole unitamente alle sue doti vocali e di trasformare il tutto in emozione.”  Onda Musicale

 

“Le storie che Margherita Zanin racconta sono ricche di emozioni intense, rese più vicine e fresche da suoni perfettamente in linea con il contemporaneo. Un disco di canzoni forti che merita la giusta attenzione.”  Musictraks

 

“Un disco interessante che non mancherà di regalare belle emozioni agli appassionati del genere electro-pop.”  Blogfoolk

 

 “Tutto Distanza in stanza fa venire voglia di riascoltare. Provate anche voi.”  Il blog dell’alligatore

 

“Un disco che parla di tutti noi, confrontandosi con il tempo che scorre sempre più veloce, sempre più digitale. Come il suono che promette di celebrare quel certo beat del nostro futuro, matrice di stampo internazionale, scuro e intenso, dove svetta di personalità la sua voce in un mix che ormai la contraddistingue.”  Just Kids Magazine

 

 

  • “Distanza in stanza, tra le gemme del nuovo pop italiano.”  Musicaintorno

 

 

“Distanza in stanza è un album che riesce a racchiudere ogni tema attuale in dodici tracce; dodici stanze che trattano argomenti attualissimi e che dovrebbero portare a riflettere.”  Blunote Music

 

Etichetta: Volume!/Platform Music

 

Radio date: 23 giugno 2020

Pubblicazione album: giugno 2019

 

BIO

Margherita Zanin è una cantautrice ligure. Da giovanissima matura esperienze attraverso live e festival in Italia e all’estero. Nel 2015 incontra Roberto Costa, bassista storico di Lucio Dalla, già produttore dello stesso Dalla, Carboni, Ron, Gli Stadio, e produce il suo primo disco “ZANIN” che esce nel 2016. Otto brani, due in italiano e sei in inglese. L’album ha ottenuto riscontri molto positivi dai media, e uno dei singoli, ”Travel Crazy”, è diventato parte della colonna sonora di Donnavventura in onda su Rete4, ed entrato a far parte della Compilation ”Libera Veramente Vol.7” per Rolling Stone Italia. Nel 2018 nasce la collaborazione con Lele Battista, e il produttore milanese la conduce nelle sperimentazioni del suo nuovo immaginario musicale. A marzo 2018 esce il brano ”Amaro” (anche questo scelto per la compilation di Rolling Stone), a luglio il singolo “Rosa” in cui prendono forma le sonorità elettroniche e trip-hop. A novembre esce per l’etichetta Volume! l’ep “RadioMarghe” contenente gli ultimi 4 singoli della cantautrice, un ponte ideale tra il primo disco e il nuovo lavoro. A giugno 2019 esce il pluripremiato disco “Distanza in stanza” ricco di collaborazioni.

 

Contatti e social

 

Fb www.facebook.com/margheritazaninsinger/

Instagram margheritazanin.music

 

Etichetta Volume! / Platform Music

Fb www.facebook.com/volumedm/

Instagram @volume_label

 

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GASSA D’AMANTE: “ONIRICA” è il singolo d’esordio della giovane band romana

Il brano alternative pop dalle sonorità retro-wave anni ‘80, racconta la delusione d’amore causata dall’idealizzazione di una donna.

Il singolo “Onirica” nasce nell’estate del 2019, parallelamente alla nascita del progetto stesso – «La gassa d’amante è un nodo particolare che può essere fatto in situazioni di emergenza, estremamente saldo. Per noi rappresenta la metafora del nostro rapporto con la musica, qualcosa di sicuro a cui aggrapparsi in ogni momento della vita», raccontano i quattro musicisti della band.  

 

La canzone porta in musica il racconto di una serie di esperienze sentimentali negative, condizionate dall’idealizzazione della figura femminile e dalla ricerca in essa di qualcosa che non esiste più. 

 

 

 

«Sia nella prima che nella seconda strofa il protagonista è descritto in maniera goffa e insicura. È sentimentalmente coinvolto ma si trova a provare una sensazione già vissuta: il ripresentarsi dell’ennesima probabile delusione. La presa di coscienza dell’aver idealizzato troppo presto la persona che ha davanti, lo porta a provare una sensazione di rifiuto, che arriva veloce tanto quanto lo era stato il provare un sentimento». Gassa d’amante

 

Autoproduzione

Radio date: 26 giugno 2020

 

BIO

La band nasce da un’idea del chitarrista Roberto Iorio che, nell’estate del 2019, inizia a lavorare sulla prima stesura musicale del singolo d’esordio “Onirica”. Subito dopo si aggiunge al lavoro il cantante Marco Antonio Sergi, che collabora anche alla stesura dei testi e suona il basso elettrico. Nei mesi seguenti entrano a far parte del progetto il chitarrista Daniele de Sapio e il batterista/tastierista/producer Fabio De Angelis (Fabyan).  Tutti i componenti, con il proprio bagaglio di esperienze, contribuiscono a completare l’arrangiamento del brano. I quattro musicisti hanno esperienze musicali e artistiche molto diverse, partendo dall’hard rock fino ad arrivare al pop, con una comune concezione molto introspettiva, sia del modo di scrivere che di quello di comporre. “Onirica”, il primo singolo in radio dal 26 giugno, è il punto di accordo e di partenza che segna lo stile della band, riflesso anche nell’album dal taglio alternative-pop, a cui i ragazzi stanno lavorando.  

 

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Quando ingaggiare un investigatore privato?

I motivi per i quali si può avere necessità di ingaggiare un investigatore privato, sono davvero tanti. Dal classico sospetto di infedeltà coniugale, al sospetto di maltrattamento di minori, oppure a casi di dipendenti infedeli che non svolgono correttamente il proprio lavoro a danno dell’azienda. Questi sono soltanto alcuni dei casi per i quali è bene pensare di usufruire dei servizi di un investigatore privato.

Il compito di tale professionista è di andare a produrre delle prove inequivocabili che dimostrino l’eventuale comportamento errato da parte della persona sospetta, e offrire al cliente che ha richiesto tale servizio documentazione fotografica o scritta che testimoni effettivamente che vi sia un comportamento doloso o errato. Un investigatore privato agisce sempre adoperando la massima discrezione e dunque senza giudicare la persona che ha davanti ma al contrario ascoltandola e cercando di comprendere appieno quelle che sono le sue paure, i suoi dubbi e aiutarlo a scoprire la verità.

La verità non è sempre piacevole, ma quantomeno consente di sciogliere in maniera definitiva ogni dubbio e fare in modo che ciascuno possa prendere una decisione in base a ciò che ha scoperto e quindi in base a ciò che è stato confermato o smentito dall’indagine dell’investigatore.

Dunque, per tutti quei casi in cui si sospetta una eventuale infedeltà o altri comportamenti che non sono consoni o che addirittura possono andare a ledere quello che è il profitto di un’azienda, è bene pensare di andare ad usufruire di un servizio di questo tipo così da eliminare ogni dubbio e scoprire finalmente la verità, anche nell’interesse delle altre persone che ci stanno accanto e soprattutto per la nostra serenità mentale. Sono tante infatti le persone che usufruiscono già di questo tipo di servizio e che hanno potuto constatare personalmente quanto possa essere utile riuscire ad arrivare a informazioni che altrimenti sarebbero state praticamente impossibili da ottenere.

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Webinar costituzionale: Nicolò Zanon interviene come relatore

Nicolò Zanon è giudice della Corte costituzionale da ottobre 2014. Docente affermato, ha partecipato al seminario online del 29 giugno per discutere in merito alle linee di intervento della Corte costituzionale in tema di esecuzione penale.

Nicolò Zanon

Nicolò Zanon: il webinar sulla legge “SPAZZACORROTTI”

Un webinar incentrato sulle pronunce della Corte costituzionale in materia di disposizioni legislative relative all’esecuzione penale: è stato intitolato “Dalla sentenza 32 sulla Legge CD. “SPAZZACORROTTI” ad oggi: linee di intervento della Corte costituzionale in tema di esecuzione penale” l’evento online del 29 giugno al quale ha partecipato il giudice Nicolò Zanon. L’appuntamento è stato organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Milano e dalla Scuola Forense di Milano. Nicolò Zanon vi ha preso parte in qualità di relatore. Moderato dall’avvocatessa Valentina Alberta del foro di Milano, il dibattito ha tenuto in considerazione le più recenti sentenze della Corte. Tali disposizioni devono infatti essere governate da due principi: quello di rieducazione del condannato (Art. 27 della Cost.) e quello di non retroattività (Art. 25, secondo comma, Cost.), in particolare laddove la legge sopravenuta stabilisca che le modalità di esecuzione della pena già inflitta, la qualità stessa della pena, siano trasformate in negativo.

Nicolò Zanon: il ritratto professionale

Nicolò Zanon è giudice della Corte costituzionale dal 18 ottobre 2014 su nomina del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ordinario (fuori ruolo) di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano, è stato insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana nel 2017. Tra il 1991 e il 1996 ha svolto attività di ricerca presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Torino, prima di iniziare la sua carriera accademica come docente a contratto di Istituzioni di diritto pubblico presso l’Università Bocconi di Milano. Successivamente Nicolò Zanon ha insegnato in altri prestigiosi atenei come la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova e la Facoltà di Giurisprudenza presso l’Università Milano-Bicocca e l’Università degli Studi di Milano. È anche autore di testi scientifici e articoli pubblicati su riviste italiane e straniere. È stato componente laico del CSM (2010-2014) e membro del Comitato Legislativo della Regione Lombardia dal 2000 al 2010. Nello stesso periodo, ha fatto parte del CdA della Fondazione italiana per la ricerca contro il cancro (FIRC).

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Dossena (BG) nuova capitale dell’estate sicura 2020

È uno dei borghi più autentici della Lombardia, depositario di un patrimonio antichissimo, quale quello delle miniere, e custode di grandi tradizioni enogastronomiche. Dossena, il primo nucleo abitato nato in val Brembana, diventa quest’anno meta ambita per tutti coloro che apprezzano il “turismo lento e sostenibile”, nonché destinatario di un piano di riqualificazione e valorizzazione per 2,6 milioni di euro attivato in collaborazione con Regione Lombardia.

Dossena intercetta le nuove esigenze degli italiani che, segnati dalla crisi di Covid-19, hanno radicalmente mutato le loro abitudini estive, tornando a preferire un turismo di prossimità alla scoperta di luoghi autentici, spesso inesplorati e, perché no, vicini a casa. Luoghi contraddistinti da tranquillità e sicurezza. Nasce da qui, la voglia di investire nel suo sviluppo turistico, promuovendo interventi di varia natura che ne esaltino l’identità culturale e le peculiarità storiche, artistiche e paesaggistiche.

Saranno valorizzate le sue miniere, famose in tutto il mondo e oggetto di interesse finanche di Leonardo Da Vinci che su incarico del governatore di Milano, Charles d’Ambryse, ne tracciò le mappe intorno al 1509. Mappe che oggi sono conservate nella biblioteca reale di Windsor a Londra. Tutt’oggi infatti, le cavità sotterranee che conducono ai giacimenti, scavate a mano negli anni ’20, sono considerate delle vere e proprie opere d’arte, nonché luoghi che hanno contribuito a “esplorare il futuro”: intorno al 1950, infatti, la fluorite che veniva estratta dai giacimenti veniva inviata alla NASA e usata come uno dei principali componenti dei combustibili dei razzi per le missioni lunari.

Ma anche a livello gastronomico Dossena riserva grandi sorprese. Basti pensare al famoso “Ol minadur” il formaggio affinato nella cantina delle miniere, reso speciale proprio dalla bassa temperatura e dall’alta umidità presente all’interno delle cave. Condizioni atmosferiche che gli regalano una struttura morbida, cremosa e un aroma unico. Visitare Dossena significa infatti anche gustare un piatto locale, magari al tramonto, godendosi gli scorci mozzafiato che il paese offre, soggiornando nel suo albergo diffuso, altra peculiarità del territorio, ovvero un albergo “orizzontale” che offre servizi comodi, sicuri e di alta qualità in diversi luoghi.

A soli 35 km da Bergamo, con il suo migliaio di abitanti, Dossena è infatti pronto a ospitare turisti che sappiano apprezzare la magia della natura. Vanno in questa direzione anche i nuovi interventi previsti. Con il Parco delle Orobie sarà riqualificata l’area “Wilderness” tra il monte Ortighera e la Val Parina, là dove la natura fa il suo corso senza essere intaccata dall’uomo. Sulla Val Parina nascerà il punto panoramico “il Becco” che esalterà le bellezze naturalistiche della vallata, in perfetta armonia con l’ambiente circostante. Un luogo pensato per essere il punto d’arrivo di un percorso fisico, ma anche il punto di partenza di una riflessione più ampia del rapporto tra uomo e natura. Il centro del paese sarà invece collegato all’area del vecchio tiro al piattello con un ponte tibetano, una passerella lunga 500 metri, alta 150, la più alta d’Europa. Con partenza dalla mulattiera dietro la chiesa parrocchiale, la vista sarà mozzafiato: di fronte i monti Alben e Gioco, a nord l’abitato di Dossena e a fondovalle San Pellegrino Terme. Infine, sarà attivato un percorso ciclopedonale, in rete con Serina, Oltre il Colle e San Giovanni Bianco: oltre 200 chilometri fra piste forestali e sentieri o brevi tratti di strade a transito limitato, con quattro punti di ricarica e noleggio e-bike. Un percorso ideale per le famiglie e per tutti coloro che amano “perdersi” nei boschi e per gli alpeggi, apprezzando le strutture agricole e agrituristiche del territorio.

A fronte di un costo complessivo per la realizzazione degli interventi di circa 2,6 milioni di euro, Regione Lombardia ha messo a disposizione 1 milione di euro a valere sul bilancio regionale 2019-2021; la restante quota sarà invece garantita dal comune con fondi proprie e con contributi (bandi statali, enti e fondazioni).

“In questa estate insolita – afferma l’Assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Moda, Lara Magoni crediamo sia vincente puntare anzitutto sui nostri laghi e sulle nostre montagne, luoghi immersi nella natura e che permettono di vivere le proprie esperienze in sicurezza e all’aria aperta. Prosegue poi l’impegno per quella Lombardia segreta sulla quale stiamo investendo fin dal principio del mio mandato: borghi e angoli della nostra regione poco conosciuti, ma meravigliosi e accoglienti. Dossena è una perfetta sintesi di entrambi, con l’aggiunta di un investimento creativo e lungimirante da parte di un capace gruppo di giovani. Un turismo esperienziale e originale, che messo a sistema con le tante altre attrattive della Val Brembana, dalle terme ai percorsi di montagna, possano aiutare a rilanciare il territorio in un’estate che sarà all’insegna sia del turismo active che di quello di prossimità. Siamo pronti a riscoprire la nostra regione con questa estate di vacanze in Lombardia”.

“L’attenzione che Regione Lombardia rivolge ai piccoli comuni – dichiara l’Assessore agli Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni, Massimo Sertori resta sempre alta, con una politica lungimirante e rispettosa delle esigenze e delle peculiarità del territorio. Il mio assessorato ha assunto l’impegno di contribuire a valorizzare e a tenere in vita queste piccole realtà, spina dorsale dell’intero Paese. Il comune di Dossena è una di queste e come Regione Lombardia ci stiamo impegnando, anche economicamente, a supportarlo, tutelarlo e a promuoverlo”.

“Dopo il periodo di lockdown – conclude Sertorisi sta registrando un incremento del turismo di prossimità e anche per Dossena è un’occasione da non perdere: una location suggestiva da riscoprire, un’espressione di straordinaria identità passata e futura, senza dimenticare un’offerta gastronomica di qualità. Sono convinto che sarà una destinazione importante.”

Un lavoro di squadra che punta a far riscoprire Dossena quale esempio virtuoso di comunità montana, resiliente, autentica, sostenibile.

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Auto: in Sardegna ci sono ancora più di 96.200 Euro 0

Dal primo agosto sono scattati gli incentivi statali per l’acquisto di autovetture Euro 6, una novità importante che potrebbe aiutare a svecchiare un parco auto sardo che non gode di ottima salute; secondo l’elaborazione di Facile.it, realizzata su dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti* aggiornati al 31 dicembre 2019, nei registri della motorizzazione sarda risultano ancora registrate 96.218 automobili Euro 0, corrispondenti all’8,93% del totale vetture ad uso privato in circolazione.

A livello nazionale, la Sardegna si posiziona più o meno a metà classifica, mentre se si guarda al rapporto percentuale questo risulta leggermente più alto rispetto alla media nazionale dell’8,4%.

Il quadro peggiora ulteriormente se si allarga l’analisi sino agli Euro 3; in totale, le auto private Euro 0-1-2-3 presenti nell’Archivio Nazionale dei Veicoli della Motorizzazione registrate nella regione sono ancora più di 426mila. Se è vero che tra questi potrebbero esserci mezzi sì iscritti ma, di fatto, non più circolanti, preoccupa comunque sapere che quasi la metà della auto potenzialmente in strada in Sardegna (40%) ha 15 anni o più di anzianità, considerando che le vetture Euro 3 sono uscite di produzione nel 2005 e quelle Euro 0 addirittura nel 1992. In questo caso la regione si posiziona tra le peggiori del Paese, superando la media nazionale del 34,1%.

Mappa dei “catorci”

Come sono distribuite a livello provinciale queste autovetture? Se si guarda ai valori assoluti, la maglia nera della regione spetta alla provincia di Sassari che, da sola, conta 28.873 auto private Euro 0 ancora immatricolate (8,91% del totale); alle spalle di Sassari si trova la provincia di Cagliari, dove le vetture appartenenti a questa categoria sono 21.830 (7,71%), seguita da Sud Sardegna, che conta 18.675 autovetture Euro 0 (8,52%). Al quarto posto troviamo la provincia di Nuoro, che conta 18.032 auto private Euro 0; la provincia è risultata essere l’area sarda con la percentuale più alta di questo tipo di veicoli sul totale parco auto registrato (12,22%). Chiude la graduatoria sarda la provincia di Oristano, che conta 8.808 autovetture Euro 0 ancora immatricolate (8,49%).

Se si contano non solo le autovetture Euro 0, ma anche quelle Euro 1-2-3, la graduatoria vede al primo posto la provincia di Nuoro; qui quasi la metà delle autovetture (48,65%) appartiene ad una categoria inferiore a quella Euro 4. Subito dopo si trova la provincia di Oristano (41,46%), seguita da quella di Sud Sardegna (40,64%).

Chiudono la graduatoria sarda le province di Sassari (38,41%) e Cagliari (34,64%).

Gallina vecchia…costa solo di più

In troppi continuano a circolare con auto vecchie pensando di risparmiare, ma autovetture che hanno 15 o più anni alle spalle, oltre ad essere dannose per l’ambiente e, potenzialmente, meno sicure sulle strade, hanno anche inevitabili conseguenze negative sul portafogli, con costi maggiori non solo su manutenzione e carburante, ma anche sull’RC auto.

A conferma dell’aumento del costo dell’RC auto, Facile.it ha messo a confronto il premio richiesto per assicurare una city car di cilindrata 1.200 cc, Euro 3 immatricolata nel 2005 con quello necessario per assicurare lo stesso modello d’auto, nella sua versione più recente, Euro 6 e immatricolata nel 2020. Secondo le simulazioni* di Facile.it, la miglior tariffa disponibile online per assicurare l’auto vecchia è sino al 156% più alta rispetto a quella necessaria per tutelare il veicolo nuovo.

La buona notizia è che, con un numero così ampio di auto estremamente vecchie, saranno molti gli italiani che potranno usufruire dei nuovi incentivi statali previsti chi acquista un’autovettura Euro 6. Per poter usufruire del massimo bonus, che tenendo in considerazione tutte le agevolazioni nazionali può arrivare in alcuni casi fino a 10.000 euro, è necessario rottamare proprio un veicolo Euro 3 o inferiore…. modelli che, a quanto pare, in Italia non scarseggiano.

* I numeri fanno riferimento alle sole autovetture per trasporto persone ad uso proprio presenti nell’archivio nazionale dei veicoli gestito dalla Direzione Generale per la Motorizzazione e aggiornato al 31-12-2019. La simulazione è stata fatta su Facile.it, in data 27 luglio 2020, sul seguente profilo: CU 1, city car 1.200 c.c, guida esperta, in 3 città campione (Milano, Roma, Napoli

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Le famiglie del Morandi, fra indennizzi e nuovi acquisti

Il 3 agosto Genova avrà nuovamente il suo ponte sulla Valpolcevera. Dopo il drammatico crollo del Morandi, che il 14 agosto 2018 segnò indelebilmente la storia della città, molte famiglie che vivevano a pochi passi da esso dovettero affrontare una grave crisi abiitativa, ma cosa è successo da allora? Gli incentivi promessi sono stati effettivamente pagati? E se sì, come sono stati utilizzati? Dove vivono oggi quelle famiglie e che volto avranno i quartieri all’ombra del nuovo ponte Genova San Giorgio? Facile.it, con la collaborazione del giornalista genovese Franco Canevesio, ha voluto indagare ed ecco cosa è emerso.

Le promesse mantenute

«Tutto quanto promesso è stato mantenuto». Non lascia spazio al dubbio Simona Venni, una delle persone che hanno ottenuto l’indennizzo per la casa che aveva al Campasso, nei pressi del ponte crollato due anni fa e ricostruito a tempo di record. «Abbiamo ottenuto oltre 250 mila euro di indennizzo per la nostra casa di circa 100 mq: adesso viviamo tra Sanpierdarena e Voltri», dice Venni. Niente mutuo, in questo caso, ma indennizzo diretto riutilizzato immediatamente.

Non mutui, ma indennizzi diretti dagli 80 ai 300 mila euro

Come la signora Venni tanti altri pare abbiano scelto la strada dell’indennizzo diretto piuttosto che quella del mutuo da rinegoziare o da sospendere. «La maggior parte ha fatto un atto notarile con cui ha liquidato il mutuo, intascando la differenza» – spiega Franco Ravera, presidente dell’associazione Quelli del ponte Morandi – «Ecco, se c’è stata un’agevolazione è stata proprio questa: poter acquistare case anche gravate da altre spese accessorie, come ho fatto io. Normalmente non avrei potuto acquistare una casa gravata da mutuo invece, vista l’urgenza e la situazione assolutamente fuori dal normale, abbiamo potuto fare contemporaneamente le due cose, azzerare il mutuo e siglare l’atto di compravendita».

Stefano Salvetti, presidente regionale di Adiconsum chiarisce alcuni numeri: «A inizio 2019 abbiamo firmato l’accordo con l’Abi, l’Associazione bancaria italiana, per bloccare l’erogazione delle rate dei mutui. Il provvedimento ha riguardato sostanzialmente una settantina di nuclei famigliari proprietari di abitazioni e residenti in via Porro, proprio sotto il ponte, quella che oggi non esiste più».

In media, secondo Adiconsum, le famiglie proprietarie hanno ottenuto dai 250 mila ai 300 mila euro di indennizzo, gli inquilini 80 mila euro. Ricordiamo che l’indennizzo comprendeva quattro voci: 2.025,50 euro di indennizzo a metro quadro per il valore dell’immobile, più le spese per l’acquisto degli arredi e di ogni altra spesa accessoria per la ricollocazione abitativa, più l’indennità dei Pris, i Programmi regionali di intervento strategico, pari a 45.000 euro e, infine, l’indennità per l’improvviso sgombero, pari a 36.000 euro. In tutto sono state indennizzate 260 famiglie, 200 proprietarie residenti e 60 inquilini (con i relativi 60 proprietari non residenti).

Dove sono andate ad abitare le persone indennizzate?

«L’80% è rimasta lungo l’alveo del Polcevera». – spiega Ravera – Un 20% ha scelto altre circoscrizioni per avvicinarsi ai parenti. Solo una cinquantina di famiglie (oggi ridotte a dieci) che erano state collocate nelle case della Polizia a San Biagio hanno deciso di rimanere a vivere lì. Per un anno non hanno pagato nulla, poi hanno iniziato a pagare un affitto. Non potendo comprarle, visto che sono case delle forze dell’ordine, hanno trattenuto l’indennizzo destinandolo al pagamento della locazione.

Prezzi crollati, ma la zona cambierà volto.

Di questo sono convinti gli esperti, anche se nel 2019 la Valpolcevera ha avuto un decremento dei prezzi del 4,7%, il più alto della città. Se la quotazione immobiliare media del comune di Genova è stata pari a 2.000 euro al mq, quella della Valpolcevera è di circa la metà, con valori di vendita che scendono anche sotto i 500 euro al mq, il che fa della zona, secondo l’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate, il punto di Genova con i valori di vendita più bassi. Eppure il mercato della Valpolcevera sembra tenere e aprirsi a nuove prospettive. La ragione è presto spiegata. «Molte famiglie interessate dal crollo, grazie ai rimborsi hanno avuto la possibilità di ricomprare una casa mediamente migliore di quella posseduta, ma sita nella stessa zona, alimentando virtuosamente il mercato», spiega Bruno Fraternale, broker owner di Re/Max Genova.

La situazione del primo semestre 2020 è, invece, condizionata dal lockdown. E anche qui la Valpolcevera regge. «I valori degli immobili con caratteristiche come gli spazi esterni sono cresciuti anche in queste zone», sottolinea Fraternale. Quel che più conta, sostengono gli esperti, è che nell’ottica di una rigenerazione territoriale, queste aree potrebbero diventare nuovi centri di aggregazione molto appetiti, tra parco dell’architetto Boeri, riqualificazioni industriali con le nuove startup dal lungopolcevera al Campasso, via Fillak destinata a diventare un boulevard con nuovi campi sportivi e residenze universitarie, Certosa che riprende vita con la nuova metro e la collina hi-tech degli Erzelli lì davanti che già ora mostra valori in rialzo, dal minimo di 1.350 euro al mq a 2.300 euro di massimo.

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Auto: in Calabria ci sono ancora più di 179.000 Euro 0

Dal primo agosto sono scattati gli incentivi statali per l’acquisto di autovetture Euro 6, una novità importante che potrebbe aiutare a svecchiare un parco auto calabrese che non gode di ottima salute; secondo l’elaborazione di Facile.it, realizzata su dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti* aggiornati al 31 dicembre 2019, nei registri della motorizzazione calabrese risultano ancora registrate 179.810 automobili Euro 0, corrispondenti al 13,72% del totale vetture ad uso privato in circolazione.

Se si guarda al rapporto percentuale la regione si posizione al secondo posto tra le peggiori d’Italia, subito dopo la Campania.

Il quadro peggiora ulteriormente se si allarga l’analisi sino agli Euro 3; in totale, le auto private Euro 0-1-2-3 presenti nell’Archivio Nazionale dei Veicoli della Motorizzazione registrate nella regione sono ancora più di 633mila. Se è vero che tra questi potrebbero esserci mezzi sì iscritti ma, di fatto, non più circolanti, preoccupa comunque sapere che quasi la metà della auto potenzialmente in strada in Calabria (48,3%) ha 15 anni o più di anzianità, considerando che le vetture Euro 3 sono uscite di produzione nel 2005 e quelle Euro 0 addirittura nel 1992. In questo caso la regione si guadagna il primo posto tra le peggiori d’Italia, superando di gran lunga la media nazionale del 34,1%.

Mappa dei “catorci”

Come sono distribuite a livello provinciale queste autovetture? Se si guarda ai valori assoluti, la maglia nera della regione spetta alla provincia di Cosenza che, da sola, conta 64.341 auto private Euro 0 ancora immatricolate (13,17% del totale); alle spalle di Cosenza si trova la provincia di Reggio Calabria, dove le vetture appartenenti a questa categoria sono 56.677; la provincia non solo si guadagna il primato calabrese per percentuale di veicoli Euro 0 sul totale delle autovetture registrate, con un valore pari a 15,32%, ma anche il secondo posto tra le province peggiori di Italia. Seguono nella graduatoria le province di Catanzaro, che conta 26.851 autovetture Euro 0 (11,36%), e di Vibo Valentia (17.109 veicoli, 15,25%, terza peggiore a livello nazionale). Chiude la classifica calabrese la provincia di Crotone, che conta 14.832 autovetture Euro 0 ancora immatricolate (14,31%).

Se si contano non solo le autovetture Euro 0, ma anche quelle Euro 1-2-3, la graduatoria vede al primo posto la provincia di Vibo Valentia; qui più della metà delle autovetture (50,76%) appartiene ad una categoria inferiore a quella Euro 4. Al secondo posto si posiziona Reggio Calabria (49,77%), seguita dalla provincia di Crotone (49,61%).

Chiudono la classifica calabrese le province di Cosenza (48,56%) e Catanzaro (43,73%).

Gallina vecchia…costa solo di più

In troppi continuano a circolare con auto vecchie pensando di risparmiare, ma autovetture che hanno 15 o più anni alle spalle, oltre ad essere dannose per l’ambiente e, potenzialmente, meno sicure sulle strade, hanno anche inevitabili conseguenze negative sul portafogli, con costi maggiori non solo su manutenzione e carburante, ma anche sull’RC auto.

A conferma dell’aumento del costo dell’RC auto, Facile.it ha messo a confronto il premio richiesto per assicurare una city car di cilindrata 1.200 cc, Euro 3 immatricolata nel 2005 con quello necessario per assicurare lo stesso modello d’auto, nella sua versione più recente, Euro 6 e immatricolata nel 2020. Secondo le simulazioni* di Facile.it, la miglior tariffa disponibile online per assicurare l’auto vecchia è, a livello medio nazionale, sino al 156% più alta rispetto a quella necessaria per tutelare il veicolo nuovo.

La buona notizia è che, con un numero così ampio di auto estremamente vecchie, saranno molti gli italiani che potranno usufruire dei nuovi incentivi statali previsti chi acquista un’autovettura Euro 6. Per poter usufruire del massimo bonus, che tenendo in considerazione tutte le agevolazioni nazionali può arrivare in alcuni casi fino a 10.000 euro, è necessario rottamare proprio un veicolo Euro 3 o inferiore…. modelli che, a quanto pare, in Italia non scarseggiano.

 

* I numeri fanno riferimento alle sole autovetture per trasporto persone ad uso proprio presenti nell’archivio nazionale dei veicoli gestito dalla Direzione Generale per la Motorizzazione e aggiornato al 31-12-2019. La simulazione è stata fatta su Facile.it, in data 27 luglio 2020, sul seguente profilo: CU 1, city car 1.200 c.c, guida esperta, in 3 città campione (Milano, Roma, Napoli).

 

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Private Equity: Nicola Volpi, crescita professionale del professionista alla guida di Movidea

Il profilo biografico di Nicola Volpi: dopo essere stato fra i soci fondatori del Private Equity Permira e aver ricoperto ruoli apicali in tale contesto, ha dato vita a Movidea che guida in qualità di CEO.

Nicola Volpi

Movidea: nascita e affermazione della società guidata da Nicola Volpi

Movidea nasce su iniziativa di Nicola Volpi e di Emilio Petrone: la società di investimento attiva nel settore dei beni e dei servizi di lusso in ambito italiano e internazionale può contare sulla consolidata esperienza dei due professionisti che; nel corso della loro carriera, li ha visti ricoprire incarichi di primissimo livello in aziende in Italia e all’estero. Movidea supporta società con promettenti idee di business attraverso l’immissione di capitali e di know-how strategico e finanziario. Nicola Volpi ricopre il ruolo di Presidente e Amministratore Delegato di Movidea. Tra gli investimenti di Movidea, da segnalare la quota di partecipazione in Pagani Automobili, nota casa di auto sportive di superlusso. Nicola Volpi è membro del Consiglio di Amministrazione di Pagani Automobili con ruoli di indirizzo strategico e supporto allo sviluppo. Tra il 2014 e il 2018 ha fatto parte inoltre del Consiglio di Amministrazione della società sportiva FC Internazionale Milano S.p.A.

La carriera di Nicola Volpi: formazione e incarichi professionali ricoperti

Per il CEO di Movidea Nicola Volpi parlano gli oltre trent’anni di esperienza nel Private Equity che lo hanno visto gestire con successo numerose acquisizioni in Italia e all’estero. Laureatosi in Business Administration presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano ha conseguito una specializzazione in Finanza presso la SDA Bocconi. È uno dei soci fondatori di Permira, realtà specializzata in Private Equity oggi conosciuta a livello globale con fondi gestiti per oltre 40 miliardi di euro. Nominato Chief Executive Officer di Permira Associati S.p.A. nel 2005, ha fatto parte inoltre dell’Executive Committee che guida Permira nel mondo. Sotto la sua guida il fondo di Private Equity ha portato a termine numerose operazioni di acquisizione e dismissione legate ad aziende leader nei propri settori come Ferretti Yachts, Marazzi, Valentino, Sisal, TFL, Veneta Cucine. Precedentemente Nicola Volpi aveva ricoperto l’incarico di Responsabile della divisione di Leverage Finance di Sanpaolo Finance, Investment Bank del gruppo San Paolo (oggi Banca Intesa): fu lui a organizzare a partire dal 1987 il finanziamento dei primi Buy Out realizzati in Italia.

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Condizionatore: come usarlo la notte

Condizionatore: come usarlo la notte

Arriva la tanto attesa estate e con essa anche le alte temperature che tanto si sono desiderate durante i mesi invernali. Il gran caldo ha però, purtroppo, anche un risvolto negativo: quello di rendere spesso le notti insonni a causa del malessere provocato dall’aria infuocata e dalla forte umidità. Questo porta solitamente la maggior parte delle persone ad azionare i climatizzatori anche nelle ore notturne, per trovare un po’ di refrigerio, a volte però senza considerare i possibili effetti negativi sul proprio organismo. Di seguito qualche consiglio preziosissimo su come usare il condizionatore durante la notte.

 

La corretta temperatura: come andrebbe regolato il condizionatore di notte

La primissima cosa da tenere in considerazione, nell’uso del condizionatore, è che durante il giorno il nostro corpo è quasi sempre in movimento, pertanto la nostra temperatura corporea è più alta di quella che invece manteniamo di notte, quando siamo distesi a letto. Ed è proprio per questo che non possiamo usare il climatizzatore allo stesso modo durante le 24 ore che compongono la giornata.

Il modo giusto per non andare incontro a problemi di salute è quello di mantenere durante la notte una differenza termica di soli pochi gradi (massimo 6 o 7) tra la stanza da letto e l’esterno della casa. Facendo un esempio pratico, se fuori ci sono 30 gradi, la temperatura da impostare in stanza dovrebbe non scendere sotto i 24 gradi. Per impostare al meglio il climatizzatore puoi rivolgerti ad un tecnico specializzato che sappia indicarti tempi e modalità a livello di comandi da dare all’apparecchiatura. Con Assistenza Condizionatori Torino hai a disposizione tecnici qualificati sulle diverse marche di condizionatori.

 

Consigli per rinfrescare la camera da letto con l’uso del condizionatore di notte

Se si desidera dormire in una stanza fresca e riposare serenamente senza il rischio di prendersi raffreddori, colpi di aria o svegliarsi il giorno dopo con la muscolatura indolenzita (c’è chi perfino arriva ad accusare dolori addominali o alla gola a causa della troppa aria condizionata), il suggerimento è quello di accendere il climatizzatore qualche ora prima di coricarsi, in modo che la temperatura desiderata venga ottenuta in anticipo e che la macchina si possa spegnere così ancora prima di addormentarsi.

Le apparecchiature di ultima generazione offrono oggi diverse funzioni intelligenti, per cui si può anche decidere di optare per la programmazione controllata della temperatura, fissandone non solo i gradi desiderati ma anche l’orario in cui il condizionatore deve lavorare. In questo modo si potrà impostare un orario in cui il climatizzatore si spegnerà automaticamente, evitando di disturbare il vostro riposo.

 

Deumidificare a volte è meglio che climatizzare

Se quello che disturba il vostro sonno non è tanto il caldo quanto la forte umidità (che potrete verificare attraverso un semplice igrometro), sarà sufficiente azionare la funzione di deumidificazione del climatizzatore, il quale non agirà più sulla temperatura ma piuttosto sulla quantità di umidità presente nella stanza. In questo modo l’ambiente risulterà più gradevole e non si creerà durante la notte l’effetto frigorifero.

 

Il silenzio è d’oro

Se questo proverbio è veritiero, esso lo diventa ancor di più durante la notte, momento in cui non si vorrebbe essere disturbati da alcun rumore. Per fortuna i condizionatori sono oramai tutti fortemente tecnologici ed offrono la funzione silenziosa (quasi sempre identificata sui telecomandi con il tasto sleep che in inglese vuole dire appunto dormire), attraverso la quale la macchina lavora riducendo in modo quasi assoluto la sua rumorosità. Questo accade in quanto il programma da l’input all’apparecchio di girare ad una velocità molto bassa (la temperatura scende di mezzo grado ogni ora), evitando così qualsiasi tipo di rumore.

Infine, quando si usa il condizionatore bisogna sempre stare attenti a non dirigere il getto direttamente su sé stessi. Le alette della macchina sono sempre orientabili per cui si può stabilire la miglior posizione alla quale far fuoriuscire il getto d’aria. Grazie a questi semplici e scrupolosi accorgimenti il caldo notturno non sarà più un problema e non vi ammalerete a causa dell’uso sconsiderato del condizionatore.

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Un agosto ricco di appuntamenti a Lazzaretto on stage

È la cultura a vincere in questa estate bergamasca così atipica. Lazzaretto on stage, la manifestazione promossa dall’Assessorato alla Cultura e simbolo della ripresa cittadina, chiude il primo mese di programmazione con più di 3000 spettatori, 11 spettacoli e molti esibiti. Un successo di pubblico tanto sperato quanto inaspettato che riporta la cultura al primo posto.

Una programmazione che non si ferma e propone un agosto ricco di nuovi appuntamenti che, tra teatro e musica, coinvolgerà tutti coloro che resteranno in Città anche durante la settimana di Ferragosto nella quale ad esibirsi saranno deSidera Teatro Festival e Ambaradan con la XVI Rassegna Internazionale di Arti Comiche. Primo appuntamento mercoledì 12 agosto alle 21.30 con “Annie” a cura di deSidera Festival, la storia vera di Annie Cohen Kopchovsky (in arte Annie Londonderry), giovane ebrea americana che nel 1894 lasciò la sua famiglia e fece il giro del mondo in bicicletta in solitaria, ottenendo il primato di essere stata la prima donna nella storia ad aver compiuto un’impresa simile. Venerdì 14 agosto alle 21.30, sarà invece la “Eccentrici night (Orobic Edition)”, una imprevedibile serata con tanti ospiti per un varietà comico durante il quale si alterneranno sul palco, rigorosamente distanti tra loro, alcuni dei più interessanti prodotti tipici del buon umore locale in un curioso mix di canzoni, monologhi, danze, acrobazie e pantomime.

La programmazione agostana proseguirà con gli ultimi tre appuntamenti in programma nella rassegna culturale. Mercoledì 19 agosto e sabato 22 agosto alle 21.30, sarà protagonista la musica nei due appuntamenti a cura di Fondazione Teatro Donizetti rispettivamente “Enrico Rava Special Edition” e “Nel cuore di Gaetano”. A chiudere Lazzaretto on stage sarà la Fondazione Benedetto Ravasio con un ultimo frizzante appuntamento, lunedì 24 agosto alle 17, che incanterà grandi e piccini con magnifici burattini. Uno spettacolo con un titolo che ha il sapore di un augurio per l’intera Città “… e vissero felici e contenti”.

Biglietteria

Gli spettacoli hanno un costo del biglietto pari a 7 euro

Biglietti in vendita esclusivamente on line su www.vivaticket.com

 

È possibile acquistare i biglietti fino 5 minuti prima dell’orario di inizio dello spettacolo.

In caso di maltempo lo spettacolo sarà recuperato la sera successiva.

 

Info su: www.comune.bergamo.it

Facebook: @LazzarettoOnStage

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Apre a Vizzolo Predabissi (MI) “La Loggia”, il più grande locale d’Italia in stile steampunk

La tecnologia anacronistica, protagonista nei romanzi di Jules Verne e Arthur Conan Doyle, diventa fonte d’ispirazione per una nuova avventura imprenditoriale: sta per aprire i battenti a Vizzolo Predabissi (Milano), in via Verdi 11, “La Loggia”, il più grande locale d’Italia in stile steampunk.
È nelle ambientazioni più famose della Londra vittoriana di inizio ‘800, contenute nei libri di narrativa fantascientifica, dove ingranaggi, molle, meccanismi, motori a vapore ed elettricità la fanno da padrone, che si ritrova il carattere steampunk del nuovo ristorante, pub e birreria “La Loggia”.
«L’intenzione – spiega il titolare Alessandro Fico – è quella di offrire un’esperienza unica, sia a livello sensoriale che culinario. Il nostro – aggiunge – sarà un viaggio tra le avvolgenti atmosfere visionarie che fuoriescono dagli scritti dei grandi autori e i piaceri della tavola, con l’assaggio di tagli di carne pregiati, selezionati con cura negli allevamenti più titolati d’Europa, pinte di birra artigianale e drink ricercati».
La cucina, specializzata appunto in portate a base di carne, servirà menù completi, dall’antipasto ai dolci fatti in casa, proponendo come piatti forti la grigliata su carbone argentino, carne alla brace e hamburger all’americana.
Il ristorante sarà aperto sia per il pranzo, proponendo un menù fisso ogni giorno diverso, a prezzo ridotto, sia per la cena “alla carta”.
All’esterno “La Loggia” presenta un ampissimo giardino, sempre in stile steampunk, di 4000 metri quadrati, nel quale sarà possibile trascorrere momenti all’aria aperta in un clima piacevole ed elegante.
Non mancheranno, ovviamente, le occasioni socializzanti, rappresentate ad esempio da eventi con musica live, che caratterizzeranno tutti i weekend di agosto e settembre, o workshop sul cibo.
«L’ultimo aspetto degno di nota – conclude Alessandro Fico – riguarda l’importanza sociale che “La Loggia” intende ricoprire, qualificandosi come polo culturale e socialmente utile attraverso le collaborazioni con enti e associazioni dedite all’inserimento lavorativo di persone con disabilità e con scuole professionali per l’avvicinamento di giovani al mondo del lavoro».
L’apertura de “La Loggia”, in programma per venerdì 7 agosto (con un calice offerto ai partecipanti) culminerà con il concerto dei “Other side of the Doors” (tributo ai Doors), previsto dalle 20.00/20.30. Si bissa il giorno seguente con la band “Jolly Blue” (tributo agli 883). Si segnala che il locale rispetta scrupolosamente le nuove norme sul distanziamento sociale. È previsto inoltre un servizio con consegna a domicilio.

Per informazioni e prenotazioni: 3271493890
Per approfondimenti: www.laloggia.net

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Mr. André Cruz & Tiago Da Silva “Verão” è il nuovo singolo dei due brasiliani creatori della disciplina fitness “Ritmo do brazil”

Dopo più di 10 milioni di visualizzazioni raggiunte su Youtube col singolo “Eu To Maluco”, i due cantanti e fitness creator lanciano in radio per Universal Music, il pezzo realizzato con la collaborazione di Giada Agasucci di Amici 13 e Cesareo degli Elio e Le Storie Tese.

“Verão” di Mr. André Cruz e Tiago Da Silva è un pezzo fresco ed estivo dal ritmo travolgente, realizzato con la collaborazione di Giada Agasucci di Amici 13 (nel canto) e Cesareo degli Elio e Le Storie Tese (alla chitarra). La produzione esecutiva è della Zoom Production, quella artistica è di Ettore Diliberto, che si è occupato anche degli arrangiamenti e del mix. L’etichetta è Universal Music.

 

 

 

Il brano sposa il “Ritmo Do Brazil”, ovvero la fusione tra Brazuca Fitness e Sambafit Official, due discipline fitness brasiliane, tanto diverse quanto complementari, create rispettivamente da Mr. André Cruz e Tiago Da Silva. Questo mix esplosivo ha saputo regalare agli appassionati della danza e del fitness, il meglio della cultura brasiliana. 

 

Radio date: 10 luglio 2020

Etichetta: Universal Music

 

BIO – MR. ANDRÈ CRUZ 

Mr. Andrè Cruz nasce a Brasilia nel 1979. Inizia a danzare all’età di 14 anni e nel 2000, dopo aver preso accordi con il Circo Lidia Togni, inizia la sua carriera di coreografo e primo ballerino per il gruppo di danza del circo stesso. Continua poi come istruttore e coreografo presso alcune palestre e villaggi in Sicilia (dove tuttora vive), iniziando a creare alcune discipline tra le quali Lambaxè e Tribal-Gym, che presenterà sul palco Crunch al Festival del Fitness di Firenze nel 2006. Entra nel circuito del fitness internazionale, partecipando ad importanti convention ed eventi in Italia ed in Europa come il Rimini Wellness e Fibo (Germania). È l’inventore del Brazuca Fitness (un mix di movimenti classici delle ginnastiche, movimenti e ritmi tribali, movenze classiche delle danze brasiliane e afro, movenze ricavate da alcuni passi delle arti marziali brasiliane come la capoeIra e il maculelê). In ambito musicale, incide i brani “Princesa do Brasil”, “Sambatuca”, “Gatinha”, “Negao Marrento”, “Eu To Maluco” (più di 1milione di visualizzazioni su yt https://bit.ly/31ORzis).  A luglio 2020 arriva in radio “Verão”, singolo realizzato con Tiago Da Silva.

 

BIO – TIAGO DA SILVA

Tiago Da Silva nasce nel 1984 nella metropoli di San Paolo, in Brasile. Fin da piccolo, con la musica nel sangue, segue le orme del padre in quella che è la passione di famiglia: il Carnevale. Cresce come musicista, seguito dal padre Luiz e dal maestro Higor, fino a diventare percussionista professionista. È un profondo conoscitore della cultura brasiliana e si è sempre dedicato alla composizione di ritmi travolgenti per il Carnevale di San Paolo. Con la Scuola Tatuapè (di un quartiere di San Paolo), ha partecipato ad innumerevoli sfilate nel Sambodromo, l’ultima nel febbraio 2018, come “mestre” di percussioni. Nel tempo libero si dedica allo sport nazionale del suo paese, diventando un calciatore professionista. Si trasferisce così prima in Argentina e poi in Italia (ora vive in Abruzzo), dove inizia la sua scalata nel mondo dello sport. Con il Brasile nel cuore e la famiglia lontana a fargli da sostegno, decide di unire le sue più grandi passioni, la cultura brasiliana e il fitness. È l’inventore del Sambafit Official (un’attività energizzante che fonde il meglio del cardio fitness con passi tecnici selezionati di danza brasiliana). La passione per la musica porta Tiago ad incidere alcuni brani musicali come “Eu To Maluco” (più di 1milione di visualizzazioni su yt  https://bit.ly/31ORzis), “Acadêmicos do Tatuape”, e infine, “Verão” col collega Mr. Andrè Cruz. 

 

Contatti e social:

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Il miglior Mago di Urbino

Il  sensitivo Letterius è il sensitivo di Urbino. Il sensitivo Letterius si è distinto a Urbino per aver risolto il 96.7 % dei casi.  Casi che molti suoi colleghi maghi e sensitivi avevano fallito. Grazie alle sue doti  il sensitivo Letterius è  riuscito a risolverli. Il sensitivo di Urbino è  specializzato in Legamenti, rituali di magia bianca e magia nera ma anche nella creazione di sigilli e amuleti ma anche talismani. Il sensitivo di Urbino grazie al suo operato è stato proclamato come il 1 sensitivo d’ Italia e 3 in Europa. Oltre ha vantare le sue origini che discendono da una dinastia di maghi e sensitivi  il sensitivo Letterius a da sempre studiato tutto il patrimonio ereditato dei suoi avi ma anche ha privilegiato lo studio delle arti esoteriche dei diversi popoli. Voi direte perché? La magia è in continuo divenire e soprattutto ogni persona è  un mondo a sé.  Nonostante i suoi 40 anni di esperienza il sensitivo Letterius ha  voluto sempre migliorarsi soprattutto con lo studio dei popoli e con le diverse arti esoteriche. 

 Il sensitivo di Urbino si reca spesso in Medio Oriente per selezionare i materiali per i suoi rituali ma anche per la sua sete di conoscenza.  E’ specializzato in Machumba , Woodoo , Quinbanda etc..Per maggiori informazioni potete consultare il sito www.sensitivo.biz

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Gianfranco Battisti: Lazio, consegnato il primo treno Rock di Trenitalia

Consegnato alla Regione Lazio il primo treno Rock di Trenitalia: le considerazioni dell’Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo FS Italiane Gianfranco Battisti.

Gianfranco Battisti

Il primo treno Rock di Trenitalia a Roma Termini: il commento dell’AD del Gruppo FS Italiane Gianfranco Battisti

“Per noi è un punto importante oggi”: è l’Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo FS Italiane Gianfranco Battisti a esprimere con queste parole la propria soddisfazione per la consegna, lo scorso 2 luglio, del primo dei 72 treni regionali Rock che Trenitalia fornirà alla Regione Lazio. Intervenuto nel corso della cerimonia organizzata a Roma Termini, l’AD ha inoltre evidenziato come la flotta dei nuovi treni porterà, entro il 2024, al rinnovo del parco mezzi della regione. Dotato di 602 posti a sedere, il nuovo treno è spazioso ed ecosostenibile: “Noi dobbiamo fare in modo di garantire e recuperare quel gap qualitativo che abbiamo avuto in questi anni proprio sui pendolari, ma dobbiamo soprattutto lavorare in prospettiva per creare le condizioni di redistribuire quelli che sono i flussi dei trasporti pendolari e lo possiamo fare con treni come questo, che hanno degli standard molto alti ed ecologicamente sostenibili e rappresentano quel tassello in più che cambierà il modo di viaggiare dei pendolari in Italia” ha spiegato Gianfranco Battisti. Il Rock garantirà più capienza e confort, grazie a una maggiore disponibilità di posti a sedere, fino al 53% in più rispetto ai treni precedenti: sono inoltre ecologici in quanto consentono di ridurre i consumi del 30% rispetto ai precedenti, e riciclabili fino al 97%. Sui nuovi mezzi è anche possibile trasportare fino a 18 biciclette.

FS Italiane, l’intervista all’AD e DG Gianfranco Battisti per la consegna in Lazio del primo treno Rock di Trenitalia

“Vogliamo davvero esser un driver della ripresa economica del Paese” ha ribadito l’AD e DG del Gruppo FS Italiane Gianfranco Battisti nell’intervista rilasciata a margine della cerimonia di consegna. Investimenti per 20 miliardi di euro con l’obiettivo di accelerare sulle gare: “Lo facciamo soprattutto dal punto di vista infrastrutturale, ma molto anche per quanto riguarda la digitalizzazione: abbiamo gare per 4 miliardi di euro proprio nel settore della tecnologia e questo è un investimento necessario per renderci ancora più competitivi”. A livello nazionale sono 600 i nuovi treni che il Gruppo FS Italiane ha messo in campo per il trasporto regionale “che ricordo è la vera priorità in questo momento dal punto di vista aziendale”, come ricordato dall’AD Gianfranco Battisti nell’intervista rilasciata a “Teleborsa” in occasione della consegna del primo treno regionale Rock a Regione Lazio: sarà impiegato sulle linee FL1 (Orte – Roma – Fiumicino Aeroporto) e FL3 (Roma – Cesano/Viterbo).

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Come installare un amplificatore per antenna TV

Come installare un amplificatore per antenna TV

L’amplificatore per antenna TV è un dispositivo da interno necessario per poter ricevere il segnale del digitale terrestre, utile quindi per la ricezione ottimale dei canali televisivi.

In effetti non sono tutti i canali a essere interessati, ma nel momento in cui ci sono problemi e difficoltà di ricezione del segnale, è del tutto necessario collegare un amplificatore per l’antenna della TV.

 

Come funziona l’amplificatore per antenna TV

Per chi non sa cosa sia un amplificatore, basta una semplicissima spiegazione. È un dispositivo molto piccolo che funziona tramite corrente elettrica. Funge da collegamento tra l’antenna e il decoder del digitale terrestre per andare a risolvere le problematiche legate ad una scarsa ricezione del segnale. Tramite l’amplificatore la bassa frequenza del segnale viene amplificata ad una potenza di oltre venti decibel.

Il mercato offre due diverse tipologie di amplificatori: da interno e da palo.

Collegare entrambi i tipi di dispositivi al televisore della propria casa è un’operazione semplicissima. Di seguito vi presentiamo alcune utili informazioni su come installare un amplificatore per antenna TV da interno in autonomia, senza ricorrere all’intervento di un tecnico.

 

Come installare un amplificatore per antenna TV

Gli amplificatori per antenne TV sono dispositivi da interno che hanno la caratteristica di essere auto alimentati, cioè hanno l’alimentatore già incluso. In genere essi sono dotati di ingresso unico a banda larga a cui andrà a essere collegato il cavo proveniente dell’antenna, oppure il cavo proveniente dall’uscita del miscelatore, nel caso sul tetto sia presente più di un’antenna.

La maggior parte dei modelli di alimentatori da interno presenti in commercio permettono la regolazione del guadagno. A volte la regolazione può essere addirittura per singola banda. Vediamo adesso alcune applicazioni tipiche per come installare l’amplificatore al televisore:

  • Amplificatore dietro al televisore: una situazione tipica di applicazione è quello di un impianto multipresa in cui una delle prese viene collegata attraverso una lunghissima tratta di cavi. Questo potrebbe determinare alla presa più lontana un livello del segnale molto basso. Per ovviare a tale inconveniente si può amplificare localmente attraverso il nostro amplificatore da interno collegato al televisore.
  • Amplificatore lontano dal televisore: in un’altra applicazione l’alimentatore non è posizionato dietro al televisore bensì a monte della distribuzione. In questo caso l’amplificazione non è a livello locale, soltanto ad una presa tv, ma si va a compensare l’amplificazione complessiva relativa una logica di distribuzione utilizzata.

Se si vuole essere certi di un’installazione a regola d’arte, l’unica certezza è rappresentata dall’antennista, il quale offre sempre la soluzione più appropriata per le esigenze del cliente. Tra i numerosi servizi presenti in ogni città, segnaliamo gli interventi su antenne TV svolti da Antennista Torino, sempre all’avanguardia nel campo.

 

Caratteristiche degli amplificatori da interno

I più comuni amplificatori da interno sono caratterizzati dalla presenza di più di un’uscita. Questo particolare permette il collegamento diretto di più televisori allo stesso amplificatore, evitando l’uso di dispositivi per la distribuzione (derivatori, divisori).

Alcuni dispositivi su cui sono presenti due uscite, permettono il collegamento di due apparecchi televisivi contemporaneamente, oppure consentono la realizzazione di due montanti che sono a loro volta ulteriormente ripartibili. Esistono anche dispositivi con un numero maggiore di uscite, tramite i quali è possibile collegare anche fino a otto televisori.

Per quanto riguarda gli amplificatori da palo, sono installati all’esterno, tramite un collegamento diretto all’antenna posta sul tetto, con un preamplificatore. Generalmente il loro utilizzo interezza intere zone dove la ricezione dei canali televisivi non è sufficiente.

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DANIELE FORTUNATO: “LE PRIME PAGINE” è il nuovo singolo del cantautore romagnolo d’adozione che anticipa il concept album “QUEL FILO SOTTILE”  

 

 

L’artista, già compositore di musiche per programmi e telefilm per Disney Channel, Fox e La7, racconta nel brano l’inizio della relazione fra i due protagonisti del suo disco, mescolando canzone d’autore, folk e smooth jazz.

Il brano “Le prime pagine” è la fotografia che svela l’inizio del rapporto fra i due protagonisti di “Quel filo sottile”, il nuovo concept album di Daniele Fortunato in uscita a settembre 2020. La canzone racconta la genesi della relazione amorosa fra due ragazzi, la voglia di leggerezza, di affrontare i rischi e coglierne le opportunità, senza rimpianti. Non mancano però anche riferimenti a tematiche sociali: «”Vorrei solo respirare e ritornare umani” è un verso che ho scritto riferito ai cambiamenti climatici di un mondo al collasso…ma ricontestualizzato in questa estate post lockdown diventa l’espressione di un’esigenza condivisa di libertà, di voglia di camminare al mare e farsi semplicemente accarezzare dal vento». Daniele Fortunato 

 

 

 

Il brano dai colori jazz, vede la voce e la chitarra acustica completarsi con il contrabbasso di Milko Merloni, la batteria di Gianluca Nanni e il sassofono di Massimo Semprini.

L’intero progetto è stato registrato con cura e attenzione per i particolari da Daniele Marzi al Marzi studio di Riccione – «un luogo dove hanno inciso artisti che ammiro molto come Fabio Concato e Zucchero», conclude il cantautore. 

 

Autoproduzione

Radio date: 10 luglio 2020 

Pubblicazione album: settembre 2020

 

BIO

Daniele Fortunato è un cantautore e maestro elementare classe 1980, piemontese di nascita, ma romagnolo d’adozione. Nel 2008 pubblica il suo ep d’esordio “Ad occhi chiusi” e nel 2012 il primo album “Nuvole di cartapesta”, nati entrambi dalla collaborazione e amicizia con il musicista e produttore Paolo Pizzimenti.

Come compositore ha scritto per le library Soundiva e Preludio (Disney Channel, Fox, La7) musiche per programmi televisivi e telefilm. Dal 2015 si dedica ad un’intensa attività live (sia da solista che in trio) nel territorio riminese, e all’approfondimento dello studio della scrittura musicale con grandi autori come Niccolò Agliardi e Bungaro. Nel 2018 pubblica il singolo “Barone rampante” dedicato al romanzo senza tempo di Italo Calvino. Nostalgie, speranze, rinascite e fotografie del quotidiano vivono tre le parole e le note delle sue canzoni. Un cantautorato folk che si colora di tinte jazz, country e pop, caratterizzato dal suono della chitarra acustica e dalla cura per le armonizzazioni delle voci. 

Nel marzo 2020 è uscito in radio il singolo “Mancini maldestri”. Il 10 luglio 2020 arriva in radio il brano “Le prime pagine”, anticipando il concept album intitolato “Quel filo sottile”, un disco di vita vissuta che racconta la storia di due persone attraverso sette canzoni che mettono a fuoco diverse istantanee del loro percorso.  

 

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Come montare un videocitofono senza fili

Come montare un videocitofono senza fili

Il videocitofono senza fili è senz’altro una delle più utili invenzioni dei nostri ultimi tempi. Esso, difatti, permette di poter avere un sistema di videocitofonia anche in quegli edifici per i quali la loro naturale struttura non permetterebbe di fissare i videocitofoni tradizionali.

La sicurezza al giorno d’oggi è una delle prerogative fondamentali della vita di tutti noi e pertanto all’interno della propria casa, più che altrove, chiunque di noi vuole sentirsi protetto e al sicuro. Il videocitofono è proprio una di quelle apparecchiature di cui tutti abbiamo bisogno per garantirci un adeguato standard di sicurezza, riuscendo con esso a controllare, in tempo reale e spesso anche da fuori casa, chi chiama e suona dal portone di ingresso.

Come funziona il videocitofono senza fili

Il videocitofono senza fili è un’apparecchiatura molto più semplice di quello che si possa immaginare. Esso funziona (come dice lo stesso nome) senza fili, collegando le due unità di cui esso è composto attraverso le onde radio. Il suo collegamento è garantito, sicuro e protetto al 100%. Grazie al videocitofono senza fili, si può parlare al citofono dall’interno del proprio appartamento (o locale) con chi si trova all’esterno, si può aprire il portone ed anche accendere l’illuminazione esterna. Chiaramente si possono visionare anche le immagini video dell’esterno, attraverso l’apposita telecamera collocata sull’unità esterna. Molti degli ultimi videocitofoni addirittura possono essere collegati tramite la rete wifi, attraverso un app dedicata, sul proprio smartphone, tablet o personal computer, in modo da poter gestirne l’apparecchiatura anche a distanza, in qualsiasi momento e da qualsiasi posizione in cui ci si trovi.

Come montare il videocitofono senza fili

Il videocitofono senza fili è composto da due unità: quella esterna e quella interna. L’unità esterna in allumino, è quella sulla quale sono posizionati la pulsantiera, la telecamera, l’altoparlante ed anche il sensore LED ad infrarossi che serve per garantire la giusta visibilità nelle ore notturne. Questo componente va incassato nella parete esterna della casa oppure fissato su uno dei muri adiacenti all’ingresso dell’appartamento (o del locale). L’unità interna, invece, è simile ad un piccolo schermo sul quale vengono riprodotte le immagini che vengono catturate dalla telecamera esterna e attraverso il quale si sente l’audio. I modelli di ultima generazione sono quasi tutti dotati di sistemi touch, danno la possibilità di gestire le luci di ingresso e possono anche dare la possibilità di registrare dei brevi messaggi audio e di conservare i filmati per un determinato lasso di tempo, grazie alla scheda di memoria interna presente e fornita in dotazione.

I videocitofoni senza fili non necessitano di lunghi e costosi lavori di installazione perché essi non hanno bisogno né di cablaggi, né di cavi e né di importanti opere murarie per il loro montaggio. Tuttavia è opportuno chiamare persone competenti che possano eseguire il montaggio in modo corretto. Per chi vive nella zona del capoluogo piemontese e comuni limitrofi e ha bisogno di questo tipo di servizio, il supporto di servizi come quello di Elettricista Torino è affidabile e veloce.

Parlando dell’installazione pratica, i due componenti vanno semplicemente installati sulle pareti di proprio interesse tramite delle semplici viti. Proprio per questo possono essere montati anche nelle residenze d’epoca, nei rustici e nei locali che non permettono la realizzazione di impianti via cavo. I videocitofoni sono collegati direttamente ai conduttori di elettricità già preesistenti e connettono la loro unità esterna con quella interna attraverso le onde radio. La loro tecnologia IP (protocollo di comunicazione internet), inoltre, garantisce la connessione a smartphone, tablet e pc.

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Pannelli termoriflettenti per termosifoni: cosa sono e come funzionano

Pannelli termoriflettenti per termosifoni: cosa sono e come funzionano

Risparmiare sui costi mantenendo sempre una casa calda ed accogliente a livello globale e in ogni stanza è fondamentale per avere un modello di gestione della casa ottimo.

I pannelli termoriflettenti per termosifoni rispondono a questa esigenza unendo a questo anche un impatto più ecologico rispetto alle normali fonti di energia che quotidianamente utilizziamo nelle nostre abitazioni.

 

Come adoperare i pannelli termoriflettenti per termosifoni

Questo tipo di apparecchiature sono consigliati soprattutto all’interno di tutte quelle abitazioni non di ultima generazione, ormai costruite qualche decennio fa, che non sono quindi state dotate di tutti quei mezzi isolanti moderni che permettono di limitare al minimo l’impatto del freddo esterno all’interno delle mura domestiche, richiedendo perciò un uso più massiccio del riscaldamento tradizionale, più inquinante e certamente più costoso.

Si tratta di strumenti molto semplici, composti da un sottile strato di alluminio ed uno più spesso di polietilene espanso, di solito con uno spessore variabile dai 3 agli 8 mm, totalmente ignifughi e non tossici.

Richiedono inoltre un montaggio altrettanto facile e alla portata di tutti coloro che sono alle prime armi nel fai da te, potendo essere fissati con uno strato di colla liquida o dei chiodi di piccole dimensioni, senza alcuna necessità di spostare il radiatore e riposizionarlo una volta terminata l’operazione.

 

La funzione dei pannelli termoriflettenti 

La funzione dei pannelli consiste nel raccogliere e ridistribuire il calore che inevitabilmente si disperde dai nostri termosifoni, i quali una volta accesi lo propagano non solo verso la stanza che si intende riscaldare, ma anche nel retro dell’apparecchio stesso, creando uno spreco di energia inutile ed oneroso.

Il maggiore vantaggio dei pannelli termoriflettenti è quindi che possono essere posizionati comodamente dietro ad ogni termosifone della casa, con la certezza di utilizzare al meglio tutto il calore prodotto, che inoltre durerà molto di più in ogni stanza che è necessario riscaldare, limitando le ore quotidiane di accensione degli apparecchi.

Si calcola in percentuale che con questo semplice mezzo è possibile recuperare circa il 10% del calore disperso ogni giorno, anche qualora si fosse deciso di impostare una bassa temperatura su ogni singolo radiatore.

 

Dove acquistare un pannello termoriflettente

Un ulteriore incentivo all’acquisto consiste nella facile reperibilità di questo tipo di prodotto in un qualsiasi negozio di casalinghi o centro specializzato, sia su misura in base alle proprie esigenze sia nel formato più duraturo del rotolo al metro, qualora lo strato applicato si deteriori dopo il normale periodo di utilizzo e si necessiti di cambiarlo.

Per coloro che desiderano utilizzare questa tecnica a costo zero è possibile realizzare un prototipo di pannello termoriflettente direttamente in casa, utilizzando materiali che solitamente si possiedono facilmente tra le mura domestiche: cartone e carta di alluminio, incollati uno su l’altro con colla spray. Basterà poi rifinire quanto realizzato con un taglierino e posizionarlo sul retro del termosifone scelto.

 

Per quanto riguarda la progettazione di questo tipo di soluzione, prima di iniziare a lavorarci è consigliabile rivolgersi ad un idraulico, sicuramente la persona più adatta. Ci sono numerosi servizi che mettono a disposizione idraulici a domicilio, come quello di Idraulico Torino, presente nel capoluogo torinese.

Sia che si scelga un prodotto acquistato in negozio, sia che si ricorra al fai da te, i pannelli termoriflettenti sono dunque un’ottima soluzione alla quale ricorrere, poco invasiva, ecologica, economica, pratica e soprattutto alla portata di ognuno di noi.

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Ancora pochi posti per mi games 2020: iscrizioni aperte fino a mercoledì 12 agosto. Il tour sportivo piu’ grande d’italia sceglie santa margherita ligure per l’unica data 2020. Dal 13…

Ultimi giorni per iscriversi all’edizione 2020 di Mi Games, il tour sportivo più grande d’Italia che dal 13 al 16 agostoaccoglierà nei Giardini del Mare a Santa Margherita Ligure atleti da tutta Italia pronti a sfidarsi in match di calcio 5vs5, basket 3vs3 e beach volley 4vs4.

Cinque giorni all’insegna di puro sport e adrenalina per questa settima edizione che porta con sé una novità assoluta: la Mi Games Finals Legends Edition, che si terrà dal 21 al 23 agosto, una competizionea cui parteciperannoi vincitori di Mi Games Santa 2020 e le migliori 7 squadre di tutte le precedenti edizioni, che contano 20mila atleti e oltre 3000 squadre,di ogni categoria e sport.

Mi Games è un appuntamento che potranno vivere anche i non atleti, con un’esclusiva cena con DJ set in spiaggia presso i Bagni Sirena e l’Official Party al Covo di Nord Est. Sport, divertimento e un’occasione per l’organizzazione di impegnarsi nella social responsibility: come ormai da tradizione, infatti, prima delle premiazioni verranno estratti i numeri dei biglietti vincenti della lotteria di beneficenza che sosterrà i progetti di Mi Games in Africa.

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GRACE: “VANILLA SKY” è il nuovo singolo della cantautrice urban torinese

Un grintoso brano urban-dance esaltato dalla produzione di Mastermaind. 

“Vanilla sky” è un brano scritto in pieno periodo di lockdown, quando il desiderio di uscire ed incontrare persone era molto forte, in un momento in cui, per una ragazza come Grace, la voglia di fare festa e ballare rappresentava un desiderio indiscutibile. 

Lo stile urban che sposa la dance rappresenta in assoluto la parte che meglio racconta la grinta di questa giovane artista, esaltata ancor di più dalla produzione di Mastermaind (Fabri Fibra, Vacca, Entics, Two Fingerz, Baby K ecc…), – «il risultato finale è un pezzo perfetto per riprendere la vita da dove l’avevamo lasciata, con un’estate piena di energia e un reale desiderio d’amore» – afferma Grace. 

 

Il video è girato su uno yacht Azimut, dove Grace ha deciso di decontestualizzare completamente il paesaggio, puntando esclusivamente sul rapporto tra l’energia estiva che comunica il mare e quella urban di una location famosa come il Carroponte di Sesto San Giovanni (MI). 

La produzione è di Pier Pank con la regia di Irene Tomasi. 

 

 

Etichetta: White_Pop

Radio date: 21 luglio 2020

 

BIO

Grace è una cantautrice urban torinese trapiantata a Milano, classe 2000. Il suo percorso artistico prende il via fin da giovanissima frequentando l’accademia di musical ed esibendosi in teatro (canta anche davanti a Papa Francesco). Si diploma successivamente come interprete al C.E.T. di Mogol

Durante la sua esperienza a New York frequenta una street crew che la fa innamorare della cultura e della musica hip hop, in particolare del filone urban pop. 

Tornata in Italia si iscrive al CPM di Milano, dove sta tuttora conseguendo la laurea in canto moderno e musica pop. Intanto si afferma nell’underground torinese e milanese fino ad incontrare Mastermaind, noto produttore musicale che opera nel settore discografico – principalmente hip-hop/elettronico – lavorando e collaborando con alcuni tra i più affermati artisti italiani del genere come Fabri Fibra, Vacca, Entics, Two Fingerz, Baby K, e molti altri. Dall’incontro con Mastermaind scaturisce una collaudata collaborazione che dà vita alla realizzazione del nuovo singolo “Vanilla Sky”.

 

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È tempo di danza sul palco di Lazzaretto on stage

Movimenti, espressività e musica sono gli elementi che Festival Danza Estate in collaborazione con Festival Orlando porteranno sul palcoscenico di Lazzaretto on stage con tre appuntamenti: Bermudas, Graces e Perpendicolare rispettivamente mercoledì 5, sabato 8 e lunedì 10 agosto alle 21.30.

È la danza a calcare il palco di Lazzaretto on stage nelle prime serate di agosto attraverso tre appuntamenti imperdibili a cura di Festival Danza Estate e Festival Orlando. Tre serate nelle quali la danza trova spazio in quanto esperienza sociale ed espressione collettiva perché un corpo che danza rivela tanto della sua identità quanto della realtà che vive quotidianamente in un gioco di incastri e scambi con il sistema culturale.

La cultura impone un linguaggio del corpo che trasmetta le regole per la creazione di relazioni. La danza, dal canto suo, è la manifestazione più pura di questo meccanismo che si spinge però oltre ridisegnando i confini e le interpretazioni di quello che ci circonda attraverso espressioni, gesti e movimenti.

Un processo indagato e approfondito nei prossimi spettacoli di Lazzaretto on stage, la rassegna culturale che sta coinvolgendo la Città. Si parte mercoledì 5 agosto alle 21.30 con la Compagnia Mk e il suo “Bermudas”, l’ultimo lavoro del coreografo Michele Di Stefano, Leone d’argento per l’innovazione nella danza alla Biennale di Venezia 2014. Uno spettacolo ipnotico e coinvolgente vincitore del premio Danza&Danza nel 2018 e premio UBU 2019 come miglior spettacolo di danza. Per poi stupire il pubblico con due rappresentazioni nate dalla collaborazione tra Festival Danza Estate e Festival Orlando: Silvia Gribaudi, sabato 8 agosto alle 21.30 sarà sul palco con “Graces”, spettacolo audace e liberatorio che con umorismo ed empatia eleva l’imperfezione umana a forma d’arte e sarà poi il turno di “Perpendicolare”, progetto inedito di danza e musica dal vivo nato dalla collaborazione tra il coreografo Daniele Ninarello, la cantante Cristina Donà, e il musicista Saverio Lanza, in scena lunedì 10 agosto alle 21.30.

Tre appuntamenti per indagare il proprio corpo, la relazione con esso e la capacità di esprimere se stessi e la realtà che circonda andando oltre i pregiudizi e i costrutti sociali.

 

Biglietteria

Tutti gli spettacoli hanno un costo del biglietto pari a 7 euro

Biglietti in vendita esclusivamente on line su www.vivaticket.com

 

È possibile acquistare i biglietti fino 5 minuti prima dell’orario di inizio dello spettacolo.

In caso di maltempo lo spettacolo sarà recuperato la sera successiva.

 

Info su: www.comune.bergamo.it

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Con Immagino Mex lo scaffale perfetto è a portata di click

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  • 4 Agosto 2020

Un nuovo tool di GS1 Italy che consente a produttori e distributori di condividere informazioni e immagini di prodotto
per creare planogrammi e fare space allocation.

 

Si chiama Immagino Mex la nuova soluzione virtuale sviluppata da GS1 Italy per ottimizzare i rapporti tra produttori e distributori consentendo la condivisione, in modo semplice e veloce, di informazioni e immagini di prodotto.

Questo nuovo tool della suite del servizio Immagino di GS1 Italy, consente di scambiare informazioni (come le dimensioni e il formato del pack) e immagini utili alla realizzazione di planogrammi virtuali, in modo semplice e veloce, e di gestire in modo accurato le categorie di prodotto e lo spazio a scaffale.

I vantaggi garantiti da Mex sono:

  • Riduzione dei costi necessari per recuperare le informazioni e le immagini e per ottenere i campioni fisici dei prodotti. Ogni prodotto può essere ricercato nella Product Library di Immagino con diverse chiavi: descrizione, GTIN e/o
  • Risparmio di tempo: informazioni e immagini dei prodotti, sempre aggiornate e verificate, sono a disposizione online su un’unica piattaforma, integrata nella Product Library.
  • Semplificazione della condivisione delle informazioni tra produttore e distributore grazie all’uso di un unico formato standard condiviso e alla piattaforma associata al cloud per configurarsi in modo semplice e veloce.
  • Valorizzazione della categoria grazie a un servizio innovativo capace di semplificare i processi di pianificazione degli scaffali. Ogni immagine e dato può essere scaricato nei formati compatibili con i principali software di space allocation.

 

Per maggiori informazioni, visita il sito di Immagino.

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