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Tutti a cavallo a Milano Marittima

Trascorrere le vacanze estive a Cervia o a Milano Marittima vuole anche dire svolgere un’intensa attività sportiva. Chi non vuole cambiare le proprie abitudini neanche durante il periodo che trascorrerà lontano di casa sappia che sulla Riviera Cervese si trovano una serie di circoli, tra i migliori della Riviera Adriatica, dove potrà giocare sia per diletto sia partecipare a vere e proprie gare e tornei, con tanto di classifica, punti e premi. Per il soggiorno non ci saranno problemi essendo la riviera cervese ricca di hotel come hotel villa pina tre stelle a milano marittima.

Gli amanti dell’equitazione troveranno al Circolo Ippico di Cervia il modo di trascorrere un week-end intenso, qui sarà ospitato, da venerdì a domenica, il Circuito Eccellenza Cavalli Giovani – Elite Italia che vedrà in campo i migliori cavalieri dell’equitazione nazionale. Sui percorsi disegnati dal direttore di campo Pierfrancesco Bazzochi, con Giorgio Bernardi, ci saranno più di quattrocento binomi, tra essi anche i membri delle quattro squadre giovanili che prenderanno parte ai Campionati Europei di Arezzo di fine luglio.

Il circolo ippico di Cervia costituirà quindi lo scenario ideale per appurare la forma dei cavalli, Pony, Children, Junior e Young Rider, e per il tecnico Gianluca Bormioli l’opportunità di fare un importante test.

Numerosi i cavalieri famosi che saranno presenti a Cervia: Roberto Arioldi, Arnaldo Bologni, Omar Bonomelli, Paolo Nuti, Alessandro Colombo, Diego Caselli e Marco Vitali, Francesco Franco. E’ prevista la suddivisione in dieci categorie: venerdì s’inizierà con i warm up dei giovani cavalli e due categorie riservate ai Senior, sabato e domenica si entrerà nel vivo con i Gran Premi e le altre categorie del Circuito Eccellenza.

Il programma sarà reso ancora più ricco dalle categorie del Concorso nazionale “a due stelle” che si svolgerà in contemporanea all’Eccellenza, altri tre Concorsi nazionali a “quattro stelle” – sono in programma per gli ultimi due fine settimana di luglio e per il primo week end di agosto – e con i due appuntamenti internazionali da non mancare (8/10 e 15/17 agosto).

L’ingresso al centro è libero, per orari e classifiche si può consultare il sito: www.lesiepicervia.it

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Vita e morte di una situla.

La cronaca, innanzitutto. In occasione della XXVII edizione della “Rassegna Vini Müller Thurgau”, recentemente tenutasi a Cembra (TN), è stata nuovamente esposta al pubblico la celebre situla cembrana, il prezioso contenitore in bronzo del IV secolo a.C. considerato ormai un’icona dell’antica cultura trentina del vino. Rinvenuta in Val di Cembra nel 1825, la situla è oggi conservata al Castello del Buonconsiglio di Trento, il quale ha concesso di esporla nuovamente nella città del suo ritrovamento in concomitanza con la Rassegna 2014.

Bene, direte voi, e che cosa c’entra tutto questo con la vita e con la morte? C’entra, c’entra: vediamo perché.

Come si fa a lasciar morire un grande reperto archeologico del passato? Semplice: lo si lascia languire in un museo polveroso. Sotto una fredda teca in vetro, con la didascalia di una targhetta incomprensibile, con il commento accessorio – su una scheda, su un dépliant, su un catalogo – vergato nel gergo iniziatico degli specialisti degli scavi. L’oggetto, lentamente ma inesorabilmente, scivola nell’oblio, fra l’indifferenza generale. Acquista la rigidità della morte, essendo inserito in un contesto, quello museale, che se non è morto è certamente moribondo. Basta vedere le cifre di affluenza visitatori nei musei, che a parte poche ragguardevoli eccezioni sono drammaticamente in calo.

Come si fa invece a farlo vivere? Semplice: lo si inserisce nella “narrazione” dell’oggi e del domani. Prendiamo ad esempio la situla trentina: riportata, pur se per pochi giorni, nel bellissimo Palazzo Maffei di Cembra, ha immediatamente suscitato un rinnovato interesse. Al di là di questa esposizione occasionale, le sue potenzialità “narrative” sono comunque infinite. Può testimoniare l’importanza della cultura del vino nelle civiltà italiche antiche; può ricordare la reputazione che i vini retici avevano già consolidato ai tempi di Roma (lo storico Svetonio rammenta che ne era grande estimatore lo stesso imperatore Augusto); può richiamare l’importanza che i vini della zona acquistarono nel vettovagliamento delle legioni imperiali (come ha di recente documentato il Professor Attilio Scienza). E via di questo passo.

Molta teoria e poca pratica, si dirà. Benissimo, allora prendiamo la situla e facciamone delle copie, come materiali promozionali, gadget, coppe per premiazioni ecc. Usiamone l’immagine sui dépliant, sui volantini, sugli stampati turistici, sui diplomi e sugli attestati, sui siti web, sui blog. Dedichiamo il suo nome a eventi, concorsi, manifestazioni pubbliche, workshop, attività istituzionali legate al mondo del vino. L’unico limite è la nostra fantasia.

La morale è quindi presto detta. Per far rivivere un lascito del passato, documento o oggetto che sia, bisogna farlo uscire dai sepolcri della memoria e immetterlo nell’attualità dell’oggi. Farlo raccontare di sé, in maniera accattivante. E per far questo deve diventare “ingrediente” di una storia interessante. Nella fattispecie, chi dunque voglia rianimare la situla cembrana deve studiarla a fondo, conoscerne ogni minimo dettaglio e poi “trapiantarla” nello storytelling contemporaneo: poco importa che sia un convegno, una presentazione aziendale, un’iniziativa turistica o istituzionale, un secchiello per vini di forma storica, un semplice souvenir da portarsi a casa dal Trentino.

Dopo 25 secoli di storia, auguriamo dunque una vita di racconti ancor più lunga e gloriosa alla situla di Cembra!

Piero Valdiserra

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Cravatte artigianali Brucle: qualità, raffinatezza ed eleganza del made in Italy.

Abbinare una cravatta, un gesto quotidiano e scontato per molti uomini, può risultare spesso complicato per altri. Dalla scelta fino all’accostamento di colori e materiali, la cravatta è un accessorio in grado di donare un tocco di eleganza o di stravaganza all’intero look, anche il più semplice.  Fondamentale è quindi scegliere un prodotto che sia visibilmente di qualità, curato nei dettagli e dallo stile unico.

La linea di cravatte artigianali firmate Brucle sono ideate per soddisfare tali esigenze. Lavorate a mano da maestri  specializzati, sono accessori interamente italiani. Dai materiali utilizzati alla manodopera, il made in Italy è infatti punto di forza della mission aziendale. Brucle realizza accessori da uomo e da donna di qualità, caratterizzati da stile ed eleganza tutta italiana.

Le cravatte artigianali Brucle sono pensate per soddisfare gusti ed esigenze di ogni uomo. Non solo per gli amanti dell’eleganza, ma anche per chi predilige uno stile casual. Abbinando una cravatta Brucle anche ad un look più giovanile e sportivo è possibile creare un outfit particolare, sofisticato e raffinato,  scegliendo ad esempio un modello dai colori brillanti e in seta su www.brucleshop.com.  La piattaforma e-commerce consente di visualizzare e ordinare comodamente da casa ogni cravatta uomo dell’intera linea. Uno shopping online veloce e semplice col vantaggio di avere reso e spedizione gratuita.

Le tonalità variano dalle tinte unite, forti e vivaci per i più giovani, alle combinazioni di colori regimental, puntaspillo per i più tradizionali ed eleganti a quelle a pois per uomini che amano osare uno stile più trendy e stravagante. I  materiali sono scelti dall’azienda per soddisfare esigenze qualitative del prodotto, nonché di gusto per i clienti. Brucle realizza due tipologie di cravatte, in seta e in lana.

Le cravatte seta sono estremamente raffinate, ideali per l’uomo impeccabile. La qualità del materiale riduce la formazione di pieghe inutili. Conferisce inoltre una maggiore eleganza alla cravatta, facilmente abbinabile ad abiti tradizionali per cerimonie e occasioni importanti. Disponibili semplici nei colori nero, blu, verde petrolio, verde brillante, rosso, bordeaux e nelle fantasie puntaspillo, regimental, a pois o a cuoricini in differenti tonalità.

Le cravatte lana sono ideali per l’uomo che vuole distinguersi con uno stile di tendenza e sofisticato. Sono realizzate dalla combinazione di lana e seta. Quest’ultima, in percentuale minore, evita infatti la formazione di antipatiche pieghe, consentendo alla cravatta di mantenere sempre un aspetto ottimale. Le cravatte in lana di Brucle sono ideali da indossare anche quotidianamente abbinate ad un look casual per occasioni importanti ma meno formali.

Anche le cravatte in lana sono disponibili in tonalità e fantasie differenti per soddisfare gusti di tutti. Ideali anche come idea regalo. A tal fine molto particolare ed originale è l’accoppiamento con le bretelle Brucle, disponibile in un apposita confezione regalo su www.brucleshop.com.

Donate eleganza, raffinatezza e classe al vostro stile con le cravatte della linea Brucle. Scegliete modelli, fantasie e colori che preferite su www.brucleshop.com.  

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Expo e Arte: L’assessore Filippo Del Corno apprezza l’arte del maestro di Giuseppe Santonocito in mostra alla Milano Art Gallery

Il pittore fiorentino Giuseppe Santonocito ormai ha già una sua fama nazionale, in quanto ha già fatto fare un tour, di grande successo mediatico, alle sue opere, dall’elegante contesto di “Spoleto Arte” a Palazzo Leti Sansi, con la curatela di Vittorio Sgarbi, alla rinomata “Milano Art Gallery” in via Alessi 11, in un’esposizione onirica che porta chi la osserva, in un viaggio nell’infinito universo. La personale ha inaugurato lo scorso Mercoledì 9 Luglio e sarà visitabile, ad ingresso libero, fino al 24 Luglio.

 

L’evento artistico organizzato dal manager Salvo Nugnes ha fatto da preziosa cornice alla conferenza “Expo e Arte”, che ha visto la presenza dell’Assessore alla Cultura di Milano Filippo Del Corno e il noto psichiatra Alessandro Meluzzi, popolare volto televisivo Mediaset della trasmissione “Quarto Grado”. Entrambi hanno espresso particolari apprezzamenti sulle opere originali di Santonocito.

 

Ho cominciato a dipingere circa 35 anni fa professionalmente” afferma il noto artista e continua “Sono totalmente autodidatta. Quando ho capito che la mia strada sarebbe stata la pittura, ho iniziato a studiare i maestri del ‘500, ma ho fatto tutto da me e piano piano ho trovato poi la mia strada in questo modo di dipingere, in questo stile, che continuo da circa 25 anni”. E dando un suggerimento agli artisti emergenti dichiara “Esprimete sempre ciò che sentite. L’unico insegnamento che posso dare alle nuove generazioni è quello di essere sempre sé stessi”.

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Giuseppe Santonocito insieme ad un gruppo rinomato di artisti scelti espone in occasione di Spoleto Arte

Hanno aperto i battenti con enorme successo le mostre di “Spoleto Arte” allestite dal 27 Giugno al 24 Luglio presso Palazzo Leti Sansi, nella spettacolare cornice di Piazza del Mercato a Spoleto. La curatela è affidata a Vittorio Sgarbi, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes. Tra i nomi importanti, accanto a Dario Fo, Eugenio Carmi, Josè Dalì ed altri esponenti illustri spiccano le opere di Giuseppe Santonocito. Quadri dalle intriganti atmosfere di magico surrealismo ispirato da un’immaginaria visione dell’universo e dello spazio cosmico, proiettata e rivisitata sulle tele con vivace personalizzazione e profondo spirito riflessivo, nel quale si individua un intento sociale davvero stimolante, con messaggi subliminali e metafore, che il fruitore può catturare e interpretare in modo vario e multiforme, creando un ponte di collegamento virtuale di matrice fantastica tra reale e irreale, dove emerge l’elemento figurativo onirico. 

Santonocito ama associare la pittura alla poesia, che risulta un plus valore integrativo per le originali creazioni. Nel citare alcune sue rime in versi colpiscono le frasi in cui dice “Il senso dell’opera non è il risultato di una grande ricerca: ne tecnica ne pittorica. E’ arrivata dentro di me come la grande cometa, è tutto scritto come la musica. Infinita e immortale, senza tempo. L’arte non si studia e non si cerca. L’arte è attesa, gioia, sofferenza”.

E spiegando prosegue “Disagio e stupore sono i miei sentimenti verso questa terra sfruttata e spremuta fino all’esasperazione. Tengo a precisare, che questa mia maturazione è dovuta grazie ad esperienze, vuoi volute vuoi occasionali, avute dalla vita. Vorrei essere compreso”.

Il Professor Sgarbi, elogiandone la stimolante e originale ricerca afferma “Curiosa la visione cosmica di Santonocito, che impone macchine e sistemi geometrici in uno spazio cosmico stellato, sottratto. Ma quanto gioco c’è in queste invenzioni, come ring per contenere le energie della natura? L’arte contemporanea può ripetersi all’infinito mantenendo una coincidenza tra immagine e stile, e da questo punto di vista, Santonocito è perfettamente contemporaneo”.

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Corso di alta formazione DESIGN FOR PLASTICS: Disponibili le ultime due riduzioni al 50%

Ancora aperte le iscrizioni alla VII edizione del Corso di POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano, per lo sviluppo progettuale dell’oggetto da produrre in plastica

Il corso è patrocinato da ASSOCOMAPLAST e FEDERCHIMICA -PLASTICSEUROPE ITALIA 

POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano, con il patrocinio di ASSOCOMAPLAST, l’Associazione Nazionale Costruttori di Macchine e Stampi per Materie Plastiche e Gomma, e di FEDERCHIMICA – PLASTICSEUROPE ITALIA, l’Associazione Nazionale dei Produttori di Materie Plastiche, presenta la 7^ edizione del Corso di Alta Formazione in Design for Plastics.

 

Un corso nato da un’idea di Sergio Antonio Salvi e dedicato alla gestione e allo sviluppo progettuale del prodotto da realizzare in materia plastica. Ispirato ai principi del “design for X” – concetto dal quale sono nate le più moderne strategie di produzione industriale –  il corso ha l’obiettivo di costruire una figura d’elevata professionalità, un design manager in grado di gestire autonomamente le fasi di progettazione e di sviluppo del prodotto in materiale polimerico, tanto sul piano culturale quanto  su quello tecnico-scientifico, nonché di seguirne i processi di prototipazione e fabbricazione.

 

Grazie al sostegno di ASSOCOMAPLAST e FEDERCHIMICA – PLASTICSEUROPE ITALIA, sono disponibili riduzioni sulla quota di iscrizione. Le ultime due riduzioni al 50% verranno assegnate a chi presenterà la domanda di iscrizione entro e non oltre venerdì 8 agosto 2014. Sono inoltre disponibili riduzioni del 15% per gli ex studenti POLI.design, gli studenti in corso del Politecnico di Milano e per gli associati Assocomaplast e Federchimica – Plasticseurope Italia.

 

La didattica, pur riferendosi costantemente agli aspetti progettuali e produttivi, è basata su un’approfondita analisi dei contesti culturali, quindi sociali e ambientali, che hanno permesso alla plastica di divenire la “materia d’eccellenza” del prodotto dei nostri giorni. Le materie d’insegnamento riguarderanno quindi la storia e la cultura dell’oggetto in plastica, gli scenari socio-ambientali indotti dall’uso delle materie plastiche, la scienza dei polimeri, i materiali polimerici e le relative tecnologie di trasformazione – anche mediante le indispensabili analisi di campioni –, i materiali compositi polimerici, la progettazione dei componenti e del loro assemblaggio, la prototipazione rapida. Molti di questi argomenti verranno affrontati attraverso l’esposizione di case histories di successo.

Sono inoltre previste attività di laboratorio, esercitazioni progettuali ed esperienze sul campo. Presso i laboratori CESAP, per esempio, gli studenti avranno l’opportunità di un confronto diretto con specialisti di elevata esperienza che li guideranno in alcune visite mostrando le apparecchiature di prova, le tecnologie di fabbricazione degli stampi e alcuni processi di produzione.

 

Il corso prevede 80 ore di attività con un impegno settimanale di 2 giorni alla settimana, il giovedì dalle ore 16.00 alle ore 20.00 e il venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 18.00. Le lezioni si svolgeranno presso la sede di POLI.design, via Durando 38/A, Milano – Bovisa.

 

Il corso si rivolge a diplomati e laureati provenienti da scuole e facoltà di design, ingegneria e architettura; tuttavia è accessibile a tecnici e imprenditori dell’industria che possano riferire una formazione, o esperienza, di tipo progettuale. Ai fini dell’ammissione, il profilo di candidati non riconducibili a dette categorie, potrà essere valutato dalla direzione.

 

I candidati dovranno inviare il proprio curriculum a [email protected] entro venerdì 8 agosto 2014.

Inizio: 11 settembre 2014

Durata: 80 ore

Frequenza: giovedì, dalle ore 16.00 alle ore 20.00 e venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 18.00.

Sito web: www.polidesign.net/dfp

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I 7 motivi per trascorrere le vostre ferie estive in hotel a San Giovanni Rotondo

San Giovanni Rotondo, conosciuta in tutto il mondo come la cittadina dove visse Padre Pio, è pronta ad accogliervi in tutti i mesi dell’anno e in particolare in estate. Qui il clima è eccezionale. Poiché la cittadina garganica si trova in montagna gode di temperature molto piacevoli. Di sera è bene avere sempre a portata di mano vestiti un po’ più pesanti. Se, poi, volete tanto caldo e tanto sole basta spostarvi di qualche chilometro per raggiungere le splendide spiagge garganiche: da Rodi a Vieste, da Peschici e Mattinata. C’è solo l’imbarazzo della scelta! Ecco 7 motivi per trascorrere le vostre ferie estive in hotel San Giovanni Rotondo.

 

Luogo ideale di spiritualità. San Giovanni Rotondo rappresenta uno dei luoghi culto della cristianità. Qui visse per oltre 50 anni l’umile frate di Pietrelcina, oggi il santo più venerato in Italia. La fede trova ampio spazio tra opere d’arte (la chiesa dedicata a Padre Pio è stata progettata dal noto architetto di fama mondiale Renzo Piano) e natura.

 

Mèta di silenzio e raccoglimento. Se il vostro obiettivo è di evadere dalla quotidianità caotica e dallo stress del lavoro San Giovanni Rotondo è luogo ideale per ritrovare pace e silenzio. Soprattutto in alcuni luoghi – come la suggestiva Via Crucis Monumentale – è possibile ritemprarsi dalle fatiche del lavoro che affliggono soprattutto chi vive in grandi città.

 

Temperature ideali. Proprio Padre Pio fu mandato a San Giovanni Rotondo per il clima ideale, molto diverso da quello delle città circostanti prime fra tutte Foggia. Qui in estate si sta benissimo. Non è troppo caldo, né troppo freddo. Potete godere, così, di tutte le bellezze senza preoccuparvi del caldo eccessivo.

 

Tutto low cost. Dagli alberghi ai ristoranti, dai servizi al tempo libero qui è tutto low cost! Segnalata come la città turistica più economica d’Italia, San Giovanni Rotondo è senza dubbio la scelta migliore in termini di qualità/prezzo.

 

Buon cibo. Naturalmente non si può non parlare di cibo quando si parla di Puglia. Trattorie, osterie, ristoranti tipici. Dalle orecchiette ai troccoli, dalle ostie al propato. Buon cibo e buon vino sono tutti da gustare!

 

Anche natura e benessere. Il Gargano offre numerose attrattive naturalistiche. Grazie a guide specializzate potete apprezzare tutta la bellezza del territorio, anche da soli potete fare camminate lungo sentieri già tracciati o trascorrere un po’ di tempo in montagna lasciandovi cullare dalle nuvole. San Giovanni Rotondo è anche benessere grazie a SPA qualificate, operatori di varie discipline e a pochi chilometri anche piscine attrezzate e terme.

 

Posizione ideale per raggiungere altre méte. Da San Giovanni Rotondo potete raggiungere luoghi molto interessanti. Dalle spiagge garganiche ai luoghi culturali con bellissime tradizioni della Daunia fino al barese e al Salento.

Marianna Alicino

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Online il sito web albergoastra.it

Comincia la bella stagione e Astra apre le porte del suo albergo anche online.
L’hotel si trova in pieno centro a Cattolica, una delle mete più gettonate della Riviera.
A pochi passi dalla spiaggia e dai più famosi parchi tematici della Romagna, renderà la vostra vacanza indimenticabile grazie ai numerosi servizi a disposizione della clientela.
Consultare le offerte e trovare tutte le informazioni necessarie per trascorrere un piacevole soggiorno all’Albergo Astra sarà una passeggiata sul nuovo e coloratissimo sito web: una piattaforma in cui la navigazione è semplice e intuitiva e i contenuti sintetici ma esaustivi.
Serviranno pochi minuti per prenotare direttamente online, compilando i moduli appositi.
Una realizzazione affidata alle mani esperte dello staff Guest.it, web agency e Internet Service Provider di Riccione con server farm di proprietà. Un team composto da programmatori, grafici, copywriter e addetti al marketing pronti a mettersi a vostra disposizione per migliorare il vostro business.
Se anche voi volete creare un sito web con contenuti di qualità e curarne il posizionamento contattate la nostra sede per email a [email protected] o telefonando al 0541 649292.

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PARALLELOZERO IN COLLABORAZIONE CON l’ISOLA DEI FOTOGRAFI LANCIA IL CONTEST DELL’ESTATE “ISOLE”

Parallelozero, l’agenzia fotografica fondata nel 2007 da Alessandro Gandolfi, Sergio Ramazzotti, Davide Scagliola e Bruno Zanzottera, quattro fotografi di reportage che hanno continuato a credere nella necessità di viaggiare per ricercare sempre nuove storie, in collaborazione con Photographers Days on Isle – l’Isola dei Fotografi, il primo Evento di Coaching dedicato alla fotografia organizzato in un villaggio turistico in esclusiva, presenta POINT OF U “ISOLE”, il contest fotografico dell’Estate 2014.

Il contest, a cui è possibile partecipare gratuitamente a partire da oggi e fino al 31 agosto 2014, mette in palio per il primo classificato, l’autore della foto selezionata come più significativa, una partecipazione gratuita all’evento Photographers Days on Isle – l’Isola dei Fotografi che si terrà dal 25 al 28 Settembre 2014 presso il Clubviaggi Resort Santo Stefano a La Maddalena in Sardegna.

Il secondo classificato riceverà un buono per la partecipazione gratuita a uno dei workshop frontali di Parallelozero a Milano, mentre il terzo si aggiudicherà una stampa Fine Art della propria foto che verrà anche esposta nel corso della serata di presentazione dei vincitori del contest presso ParalleloZero Cafè.

Chiunque può partecipare al contest, inviando un massimo di 5 immagini che raccontino la propria idea di “ISOLE”, un tema estivo ma che si presta a moltissime interpretazioni. Le isole come luogo geografico, terre emerse interamente circondate dall’acqua, spesso meta delle vacanze, prese d’assalto dai turisti in estate e quasi deserte in inverno. Come si vive su un’isola? Come cambia la vita di un isolano quando, a fine estate, le spiagge si svuotano, i locali turistici chiudono, i collegamenti navali diventano meno frequenti e a volte anche difficoltosi?

Ma l’isola è anche un luogo immaginario, ideale e forse utopistico, come quello dell’Isola che non c’è in cui agisce il personaggio di Peter Pan: solo i bambini possono accedervi, grazie alla loro immaginazione, seguendo la “seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino”.

L’isola può essere un luogo mentale, dove spesso ci si rifugia, tant’è che si dice “non isolarti”, per esortare qualcuno a non chiudersi in sé, o “vivere in un’isola”, per descrivere colui che vive al di fuori della realtà, rifiuta il rapporto con gli altri, per chi non sa o non vuole vivere in un contesto sociale, o non sa o non vuole abbandonare una condizione particolare come ad esempio la follia, uno stato di felicità e simili.

Oppure, in senso figurato, l’isola è un luogo diverso da quanto lo circonda: riferito alle persone, “essere un’isola” vuol dire essere diverso dagli altri, agire e pensare secondo valori differenti da quelli di chi lo circonda. Detto di un luogo, può essere l’“isola pedonale” o l’“isola linguistica”, e in senso più lato l’“isola di pace”, l’“isola di felicità” e simili.

Il contest è aperto a tutti, con la sola condizione di non porre limiti alla propria creatività e voglia di raccontare attraverso le immagini!

Per partecipare è sufficiente inviare un massimo di 5 immagini in formato jpg (dimensioni minime lato lungo 1024 pixel a 150 dpi, massimo 1 megabit per immagine) all’indirizzo [email protected], indicando nel messaggio il tema del mese, il nome, la città e una breve descrizione.

Gli scatti migliori verranno selezionati e pubblicati ogni settimana sulle pagine Facebook di Parallelozero e dell’Isola dei Fotografi, insieme a una foto scelta fra quelle dei fotogiornalisti di Parallelozero e ai commenti della photoeditor Anna Luccarini. Le dieci foto che avranno raccontato al meglio il tema del contest saranno pubblicate su P’Zero, il magazine mensile per iPad di Parallelozero.

I vincitori finali del contest saranno annunciati nel corso di una serata aperta al pubblico che si terrà la prima settimana di Settembre a Milano presso il Parallelozero Cafè, durante la quale verranno proiettate le immagini dei vincitori e tutte le foto dei partecipanti e alla quale saranno presenti alcuni dei protagonisti dell’evento l’Isola dei Fotografi.

“Siamo felici di collaborare con Parallelozero, già partner di Photographers Days on Isle – L’Isola dei Fotografi, nel promuovere questo contest e dare l’opportunità al vincitore di venire con noi all’Isola dei Fotografi, il primo evento di coaching dedicato alla fotografia organizzato su un’isola, appunto!”, hanno dichiarato Angelo Cucchetto e Gabriele Bondioli, ideatori ed organizzatori dell’evento Photographers Days on Isle, l’Isola dei Fotografi. “Il vincitore del primo premio avrà la possibilità di partecipare gratuitamente all’evento e vivere, insieme agli oltre 500 fotografi amatori e semi professionisti attesi, tre giorni di full immersion di formazione, esperienza, divertimento e interazione, tra set e location shooting, master show, letture portfolio, incontri, proiezioni e lectio magistralis, a stretto contatto con oltre 50 professionisti tra master fotografi ed expert, più una serie di figure professionali come parrucchieri, truccatori, photo editor, stilyst e modelle etc.”.

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A San Mango sul Calore la prima tappa del Gran Tour in Irpinia

“Fra Ilarione tra i Fichi di San Mango alla Cavalcata di Sant’Anna” è l’evento che inaugura l’iniziativa itinerante all’insegna della tradizione del Settecento.
La prima tappa dell’evento itinerante “Un Gran Tour in Irpinia lungo sei secoli tra storia, tradizioni ed enogastronomia”, progetto integrato di promozione del territorio che associa sei comuni dell’area del Terminio-Cervialto, sarà ospitata sabato 19 luglio, a partire dalle ore 19,30 presso il borgo di San Mango sul Calore, in Piazza del Santuario, laddove il clima mite e il paesaggio tipicamente collinare favoriscono interessanti itinerari turistici a contatto con la natura. L’evento, finanziato nell’ambito del PSR Campania 2007/2013 – Interventi cofinanziati dal FEASR, Piano di Sviluppo Locale del GAL IRPINIA – MISURA 313 “Incentivazione di attività turistiche”, prevede sei diverse tappe nei comuni di Cassano Irpino (Comune Capofila), Bagnoli Irpino, Calabritto, Montemarano, Salza Irpina e San Mango sul Calore, ognuna delle quali sarà ambientata in una diversa epoca (dal 1300 al 1800 secolo) e vedrà protagonisti un personaggio storico legato al passato dei comuni rappresentati e un prodotto tipico della tradizione locale. Questi elementi diventeranno il fil rouge tra la storia passata e la realtà presente, fatta di bontà culinarie che saranno raccontate durante una cena spettacolo in abiti d’epoca, nella quale si dipanerà un intreccio che saprà coinvolgere anche il pubblico presente. Il primo viaggio del Gran Tour in Irpinia comincerà, dunque, a San Mango sul Calore, con l’evento “Fra Ilarione tra i Fichi di San Mango alla Cavalcata di Sant’Anna”. A rivivere per l’occasione saranno proprio la storia e le gesta di Gennaro Montefuscoli, monaco del ‘700 entrato in convento prendendo il nome di Fra Ilarione. Dotato di un’etica esemplare, spirò in odore di santità, essendo ritenuto da molti artefice di numerosi miracoli, di cui pure si vantava in vita. Alla sua figura sarà legato il gusto del pregiato Fico di San Mango, detto anche fiorone, varietà riconosciuta dal Ministero delle Politiche Agricole quale prodotto agroalimentare tradizionale italiano. Il fico di San Mango ha una polpa molto succosa color bronzo scuro, talvolta tendente al rosso, con numerosi semi e un sapore caratteristico, poco zuccherino. I frutti maturano tra fine giugno e inizi di luglio. Sono consumati prevalentemente freschi sia come frutta da fine pasto che per accompagnamento dei tradizionali salumi locali. Ad essi è dedicata anche la nota Sagra dei Fichi che si svolgerà in concomitanza con la prima tappa del Gran Tour in Irpinia, e che proseguirà anche il giorno successivo, offrendo a tutti i visitatori l’occasione di assaporare i prelibati frutti. A comporre l’esperienza contribuirà anche l’allestimento di una mostra fotografica dal titolo “Irpinia Terra di: castelli, fede, gusto e sorgenti”, realizzata dal fotoreporter Giuseppe Ottaiano. Il programma dell’evento sarà inoltre arricchito dalle visite guidate gratuite, organizzate dalla ProLoco Sammanghese, che accompagneranno i partecipanti alla scoperta della Valle di Sant’Anna. L’itinerario si snoderà lungo quattro punti di interesse: la chiesa del Carmine di Carpignano, edificio rurale di culto fondato nel 1725, il tracciato dell’antica strada regia per Melfi, la chiesa di Sant’Anna, parrocchiale di stile gotico, e infine il ponte romano, detto “di Annibale”, antica costruzione che risale al periodo tardo-romano. Il percorso, lungo un chilometro, durerà circa un’ora e mezza. Sono previsti due orari per le visite guidate: la prima si terrà a partire dalle ore 16,30; la seconda dalle ore 18,00 e muoverà a ritroso, dal ponte di Annibale alla contrada di Carpignano.
Tutte le info su: www.grantourinirpinia.it

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Canoa: storia e caratteristiche dell’imbarcazione più amata!

La canoa è ancora oggi, una delle imbarcazioni maggiormente utilizzate dalle popolazioni di tutto il mondo.

Questo piccolo natante viene mosso da una pagaia, che può essere formata da una o due pale, che costituisce la propulsione del mezzo ed il suo unico punto di appoggio.

La categoria delle canoe, annovera molti altri tipi di imbarcazioni, oggi ad uso sportivo, come:

  • i kayak, da mare, da fiume, olimpici e da turismo
  • le canoe di tipo canadese, ovvero quelle classiche
  • le piroghe
  • le canoe polinesiane

Esistono tanti altri tipi di canoe, adoperate ancora oggi dai popoli dell’Artico, dell’Asia e dell’America. Alcune di queste imbarcazioni possono avere una vela, che ne favorisce la propulsione e quindi il movimento.

Cenni storici sulla canoa

La canoa è uno dei mezzi di trasporto e spostamento di persone più antico, utilizzato dalle popolazioni tribali, che vivevano a ridosso dei corsi d’acqua e li usavano come reti di comunicazione.

Nel 1858, l’ esploratore scozzese John McGregor avvistò una canoa per la prima volta, mentre era in viaggio in Canada, rimanendone affascinato.

Quando tornò in Inghilterra, McGregor fece costruire la sua prima canoa, con la quale navigò per l’Europa e il Medio Oriente, scrivendo un libro sulle sue avventure.

Egli aveva capito che quel mezzo di trasporto acquatico poteva essere utilizzato per scopi ricreativi e di svago; successivamente, nel 1866, McGregor fondò il Royal Canoe Club a Londra, che organizzò, nel 1874, la prima vera competizione di canoe: la Padding Challenge Cup.

Infine, nel 1936, la canoa entrò a far parte degli sport olimpici, ai giochi di Berlino.

La canoa oggi

L’utilizzo attuale della canoa è sia sportivo, attraverso le numerose competizioni e tornei, sia ricreativo, con percorsi organizzati, navigando sui fiumi più belli d’Europa.

Possedere una canoa oggi, significa possedere la libertà di scappare via dalla città ed immergersi letteralmente nella natura, sia acquatica, sia paesaggistica. Se siete amanti dello sport a contatto vivo con gli elementi naturali, dovreste pensare di comprarne una, completa di tutti gli accessori.

Date un’occhiata ai siti di vendita di articoli sportivi, oppure recatevi nei negozi di forniture per lo sport e fatevi consigliare da un esperto la canoa giusta per voi!
Per maggiori informazioni sui negozi con accessori da canoa cliccate qui!

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“NON MI LIBERO DI TE ” il singolo di Matteo Catenazzi

Un esordio radiofonico per Matteo Catenazzi con il singolo “Non mi libero di te”
Ghiro Records

Nel tradizionale pop italiano , testo libero e spontaneo semplice e diretto, melodia efficace che resta in testa fin dai primi giri. Questo è “Non mi libero di te il singolo di Matteo Catenazzi proposto alle radio e al pubblico ascoltatore .
Il tema è quello dell’amore , il piacere, il prendere e accettare una svolta per un sentimento incondizionato e travolgente per la “tua donna..” “ Con te mi sento bene, sai di buono,sai di pane e di terra sai di tutto quel che c’è” . Una importante metafora: scegliere di cambiare la vita. Un pezzo tirato nella perfetta scia del cantautorato pop da cui viene fuori con tutta la passione possibile un giusto sound.
Matteo Catenazzi entra a far parte di diritto nella famiglia della musica leggera italiana in chiave moderna con una canzone “colorata a pastelli” e di facile fruibilità in cui tanti possono riconoscersi e per questo apprezzarla fino in fondo .
Come tanti anche Matteo vuole fortemente fare questo mestiere e come tutti quelli che veramente lo desiderano affronta con sacrifici e passione tutto ciò che può farlo conoscere e dargli lo slancio per intraprendere questa difficile professione.
L’esperienza decennale con le band, le serate nei club, i tentativi alle selezioni di Amici, X Factor , The Voice, le partecipazioni a festival e concorsi rappresentano quella gavetta dura ma necessaria per tentare di raggiungere l’obbiettivo. Ed ora ancora tanto lavoro e con una spinta ad una nuova porta , quella della Ghiro Records, sempre attenta alla qualità delle nuove realtà, si propone con questo singolo “Non mi libero di te” …

Video Ufficiale
http://youtu.be/DvxUMrgO0-k

Press, radio, Tv Agency
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Co-creazione: Mistero Risolto! – una guida all’utilizzo della cocreazione con consumatori ed esperti in temi di innovazione, branding ed espansione internazionale

“La co-creazione rappresenta uno dei fenomeni più accattivanti degli ultimi dieci anni.” commenta Filiberto Amati, autore della pubblicazione. “La co-creazione con i consumatori e’ oramai un’arma importante nel panorama degli affari internazionali, perché permette di creare marche più rilevanti e forti, innovazioni più radicali e di successo, nonché fornisce un supporto notevole nei processi di internazionalizzazione delle imprese. La co-creazione e’ comunque un concetto ampio e complesso, e questo scritto si pone l’obiettivo di aiutare il lettore a formulare tutte le domande corrette per studiare il fenomeno nella sua completezza.”

Il libro e’ disponibile su:
– Amazon nella versione Kindle: http://www.amazon.it/Co-creazione-Mistero-Risolto-Filiberto-Amati-ebook/dp/B00LFNC8IS/
– Lulu in versione rigida ( http://www.lulu.com/shop/filiberto-amati/co-creazione-mistero-risolto/hardcover/product-21695618.html ) ed in versione eBook ( http://www.lulu.com/shop/filiberto-amati/co-creazione-mistero-risolto/ebook/product-21628402.html )

Per maggiori informazioni: http://www.cocreazione.it/

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Maria Pia Severi insieme ad un gruppo rinomato di artisti scelti espone in occasione di Spoleto Arte

Le originali immagini fotografiche di Maria Pia Severi sono inserite nel variegato gruppo di opere, che compongono il consistente fulcro espositivo delle mostre di “Spoleto Arte” inaugurate con clamoroso encomio il 27 Giugno, in presenza del curatore, il professor Vittorio Sgarbi e dell’organizzatore, il manager Salvo Nugnes, dinanzi a un parterre di personalità importanti e autorità istituzionali, oltre che a una sala gremita di pubblico attento e partecipe. L’esposizione è allestita fino al 24 Luglio dentro le maestose pareti di Palazzo Leti Sansi, situato a Spoleto in Piazza del Mercato, proprio nel cuore del centro storico cittadino ed è visitabile ad ingresso libero. 

Nel elogiarne le virtuose doti artistiche Sgarbi afferma “Maria Pia Severi ci inghiotte nello spazio attrattivo delle sue forme. Fotografie che non documentano ma evocano. Contro la distanza dei luoghi impone la perdita del fuoco, rinunciando alla nitidezza che è propria della riproduzione fotografica” e prosegue “La confusione, che l’immagine produce, accompagna il fruitore in un luogo diverso da quello della realtà ripresa. Non più spazi definiti, ma dimensioni oniriche”.

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Nuova APP “Calendario e-commerce”

Webperformance lancia la APP per iOS e Android dell’agenda digitale dedicata agli operatori del settore e-commerce, con le date da sfruttare per migliorare il proprio business.

E’ disponibile su iTunes e Google Play una nuova APP gratuita, realizzata da Webperformance e dedicata ai commercianti online. Si tratta di “Calendario e-commerce 2014”, un’agenda digitale per smartphone e tablet con sistema operativo iOS e Android, che suggerisce le date da sfruttare per delineare una strategia di marketing più efficace.

Mese dopo mese, infatti, è possibile consultare: feste e occasioni di acquisto da considerare per promozioni e attività di comunicazione mirate; eventi nazionali e internazionali dedicati all’incontro, alla formazione e all’aggiornamento degli operatori di settore; premi italiani e internazionali assegnati alle migliori attività online.

Si tratta di uno strumento tanto semplice quanto utile, per delineare la propria strategia con anticipo e trarne i massimi risultati.

Il “Calendario e-commerce 2014” è disponibile gratuitamente anche in versione PDF, comoda per essere stampata e integrata con i propri appunti. Per richiederla, è sufficiente compilare l’apposito form sul sito di Webperformance.

 

Per ulteriori informazioni rivolgersi a:

Webperformance

tel. +39 0461 421817

[email protected]

www.webperformance.it

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È responsive design il nuovo sito per gliocchialionline.it

Rinnovato nella grafica e con una navigazione ancora più semplice ed intuitiva, gliocchialionline.it è responsive design, ottimizzato per qualsiasi dispositivo. Gli utenti adesso possono navigare con il proprio smartphone, tablet o pc e con la certezza di trovare sempre qualità e facilità d’uso.

Acquistare occhiali ray ban o occhiali oakley dunque è ancora più facile e stimolante.

Il nuovo approccio consente di soddisfare al meglio le esigenze dei navigatori in base alle dimensioni dello schermo e agli strumenti di navigazione sul web.

Il menu segue la ricerca dell’utente e permette di accedere istantaneamente a tutte le sezioni ogni qual volta lo si desidera e dovunque ci si trovi.

Il sito rappresenta un’innovazione all’interno del mercato italiano sia per la ricerca di articoli in linea con le tendenze della moda, sia per la tecnologie all’avanguardia che lo rende sempre più vicino agli utenti.

Non solo stile, originalità, stravaganza, ma anche sicurezza, salute e soprattutto innovazione a 360°.

 

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Ineke van der Valk (tradotto da Dr. phil. Milena Rampoldi): Islamofobia e discriminazione

Quest’opera dell’esperta neerlandese in scienze sociali e studi del discorso, Ineke van der Valk, dell’università di Amsterdam, tratta della tematica dell’islamofobia e/o dell’avversione nei confronti dell’Islam e dei musulmani nei Paesi Bassi. ProMosaik e.V. si impegna a favore della comunicazione interculturale e interreligiosa e si oppone ad ogni forma di discriminazione religiosa, culturale ed etnica e dunque anche all’islamofobia, che si manifesta anche in Italia. ProMosaik in questo contesto pensa ad esempio a gruppi quali Alternativa Longobarda, che sul suo sito pubblica degli slogan di questo tipo:

“La pulizia etnica è l’arma più forte! Scegli solo donne della TUA stirpe“. Al di sopra dello slogan viene rappresentata una donna bianca dai capelli e gli occhi chiari con una mitragliatrice in mano… Proprio vedendo immagini come queste e leggendo frasi come queste, noi di ProMosaik e.V. vorremmo esprimerci a favore della costruzione di una società basata sui principi

VARIOPINTO TOLLERANTE SOLIDALE INTERCULTURALE INTERRELIGIOSO:

un intento in cui il libro di Ineke van der Valk può sostenerci nella nostra azione socio-politica quotidiana contro il radicalismo di estrema destra.

La xenofobia e l’islamofobia sono un fenomeno europeo e devono essere percepiti e studiati come tali. Per questo l’autrice si esprime a favore dell’essenziale importanza dei testi sul tema dell’islamofobia al fine di combattere l’intolleranza contro l’islam in tutte le sue forme.

Nell’introduzione alla versione italiana dell’opera Islamofobie en Discriminatie scrive: “Sono fermamente convinta che gli studi come quelli di Ineke van der Valk possano contribuire significativamente a reindirizzare il dialogo tra religioni e culture nei Paesi Bassi e in tutto il mondo occidentale, incluso il nostro amatissimo Paese, l’Italia, analizzando, conoscendo, sostenendo e rigettando dunque l’islamofobia in tutte le sue forme. La lotta all’islamofobia deve essere condotta nel contesto di un dialogo pacifico, razionale, aperto ed informato”.

Nel primo capitolo Ineke van der Valk definisce il termine islamofobia nel contesto del suo discorso su razzismo, la stigmatizzazione e i pregiudizi. In questo contesto troviamo che soprattutto il concetto dell’intersezioanlità sia di estrema importanza per comprendere a fondo il fenomeno. L’autrice lo definisce come segue: “una discriminazione basata su diversi motivi, collegati tra loro”. Questo fenomeno riguarda in particolare le donne musulmane nei confronti delle quali diversi motivi combinati causano il rifiuto e la stigmatizzazione da parte della società occidentale. Sul pericolo dell’islamofobia oggi in centro Europa Ineke van der Valk scrive in modo pregnante:

“Sebbene la retorica anti-islamica comprenda regolarmente la storia delle crociate, i tentativi dei Turchi di conquistare l’Europa e l’orientalismo coloniale, l’islamofobia al giorno d’oggi dovrebbe essere considerata per prima cosa una forma germinata di recente di razzismo culturalmente orientato, che ha messo in ombra la variante biologicamente orientata del razzismo degli anni ottanta.”

Nei capitoli seguenti l’autrice parla dell’islamofobia in Internet, messa in circolazione dai partiti politici quali il PVV e i gruppi radicali di destra e dell’estrema destra, degli atti di violenza contro le moschee, delle proteste legali contro le moschee e si chiede poi nel capitolo finale, se la discriminazione sia in aumento o meno. L’autrice mette in rilievo l’aspetto pericoloso dello spazio virtuale di Internet in cui viene diffuso il pensiero della destra radicale.

La Dr. Rampoldi in questo contesto afferma:

“Soprattutto per i lettori non neerlandesi, il libro è molto utile poiché spiega come in un paese così liberale come i Paesi Bassi, la creazione di pregiudizi sull’Islam e la diffamazione attuata dai discorsi politici anti-islamici alla Wilders, abbiano dato vita a una cultura che persegue l’obiettivo di escludere e stigmatizzare i cittadini (stranieri) di religione islamica.”

“Sono convintissima che studi come quelli di Ineke van der Valk possono dare un notevole contributo al dialogo tra le religioni e le culture nei Paesi Bassi e in tutto il mondo occidentale. Si tratta di analizzare e conoscere l’islamofobia per poi opporsi ad essa. La lotta contro l’islamofobia deve avvenire sotto forma di un dialogo pacifico e un discorso razionale ed aperto e per mezzo dell’informazione”.

Il mondo è variopinto.

Il mondo è un grande mosaico pieno di colori, composto di moltissimi sassi diversi collegati tra loro per mezzo di ponti interculturali e interreligiosi.

 

 

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Dr. phil. Milena Rampoldi: Islam contro la schiavitù Storia della schiavitù e delle lotte antischiaviste in Mauritania del Prof. Saïdou Kane

In quest’opera l’autrice, la Dr. phil. Milena Rampoldi, presenta l’opera di Saïdou Kane, uno storico e sociologo mauritano che affrontò la tematica della schiavitù mauritana su un piano prevalentemente storico, impegnandosi tutta una vita per l’abolizione concreta della schiavitù nel nome dei diritti umani e della lotta al razzismo e alla mentalità di casta. ProMosaik sostiene l’abolizionismo islamico e vorrebbe dare voce agli abolizionisti mauritani anche in Europa. Quest’obiettivo l’associazione lo persegue tra l’altro con questa traduzione dell’opera del Prof. Kane in lingua italiana. Noi di ProMosaik siamo lieti di ottenere altro sostegno da parte degli sponsor al fine di poter pubblicare l’opera del Prof. Kane anche in altre lingue. Fino ad oggi in Mauritania siamo in presenza di una società essenzialmente schiavista, in cui vi sono persone che possiedono altre persone, dette schiave e schiavi.

La loro forza lavoro, e nel caso delle donne anche la loro sessualità, vengono sfruttati al fine di arrecare vantaggio alla classe aristocratica maura del Paese. Si tratta di una pratica indegna, disumana, spregevole e contraria all’egalitarismo islamico.

Questa società di casta profondamente ancorata nella mentalità della gente caratterizza il Paese sin dall’epoca preislamica. Nel nome dell’Islam e della manipolazione dei versetti coranici sul trattamento degli schiavi dell’epoca preislamica, ancora presenti nella prima epoca islamica, quest’istituzione brutale che priva l’essere umano della sua dignità si perpetua nel tempo, invece di essere abolita sulla base delle diverse prescrizioni legali emesse nel Paese.

In collegamento con l’opera dell’antropologo e scrittore senegalese Tidiane N’Diaye sullo schiavismo musulmano in Africa, intitolata Le Génocide voilé, la Dr. Rampoldi è fermamente convinta del fatto che il mondo arabo debba smetterla di rimuovere la propria colpa e complicità nella tratta degli schiavi africani e debba inoltre immediatamente omettere ogni tipo di manipolazione delle fonti islamiche per mantenere la schiavitù come un’istituzione “voluta da Allah”.

Nella sua opera l’autrice presenta innanzitutto la biografia del Prof. Kane, sulla base di un film documentario girato su di lui in Francia, al fine di esprimere le idee principali di Kane e della sua fondazione, istituita dopo la sua morte nel 2006 in seguito a un tragico incidente stradale. Kane desidera vedere la Mauritania quale nazione riconciliata, priva di schiavitù e che garantisca pari opportunità alle ex-schiave e agli ex-schiavi, ossia un Paese in cui tutti i gruppi etnici possano convivere senza discriminazione razziale, sociale ed economica, una posizione molto simile a quella di Nelson Mandela. Per questi ideali lottano associazioni quali EL HOR e IRA Mauritanie. La Dr. Rampoldi riporta poi anche la seconda legge emessa dallo Stato mauritano nel 2007 per abolire definitivamente la schiavitù: una legge che come quella del 1981 non ha mai visto un’applicazione pratica seria e radicale.

Secondo il punto di vista dell’autrice, ci sono due problemi di base che si tratta di risolvere: da una parte la cultura della schiavitù, culturalmente ancorata, con i loro meccanismi fatali di perpetuazione dell’ingiustizia e della diseguaglianza che si esprime nel sistema delle caste di tutti i gruppi etnici, e dall’altra l’anti-abolizionismo islamico che per mantenere questa istituzione della schiavitù a favore del ceto sociale al potere manipola le fonti islamiche, anziché considerare l’Islam quale religione profondamente egalitaria e applicare i principi fondamentali del Corano sull’eguaglianza incondizionata di tutti gli esseri umani nei confronti di Allah Creatore e di combattere per una società giusta.

Segue poi il testo del Prof. Kane, riportato in lingua francese e poi in traduzione italiana. L’autore spiega il contesto storico dell’ancoraggio dello schiavismo nella società e ne espone anche i motivi: un percorso affascinante di storia africana. Nell’ultima parte del suo saggio l’autore presenta poi le rivolte antischiaviste, tra cui figura quella molto nota di Fuuta Toro nel 1785 e i movimenti emancipatori di EL HOR e le ONR che si impegnano a favore della liberazione delle schiave e degli schiavi nel Paese. In questo contesto, noi di ProMosaik vorremmo ricordare in particolare Biram Dah Abeid di Ira Mauritanie che fino ad oggi si impegna per la liberazione degli schiavi mauritani.

Fonte: http://fr.alakhbar.info/files/birame_ira-mauritanie.jpg

Senza voler anticipare i contenuti del libro, in conclusione vorremmo riportare due citazioni, una di Kane e la seconda di un detto del Profeta Muhammed (sas), ripreso da Ibn Kathir nel suo commento del Corano:

“Non credo che l’Islam del quale pretendevano di essere i rappresentanti possa autorizzare ad eternam l’asservimento duraturo di un correligionario, così come accade oggi“.

“A colui che libera uno schiavo credente, Allah (swt) salverà dal fuoco infernale ogni sua parte del corpo in corrispondenza ad ogni parte del corpo dello schiavo“.

 

Il mondo è variopinto.

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Dr. phil. Milena Rampoldi: René Guénon e la critica della modernità

In quest’opera la Dr. Rampoldi affronta un filosofo dal pensiero mistico e simbolico alquanto affascinante, un francese convertitosi all’Islam e che nella sua lotta contro il materialismo e l’individualismo e/o narcisismo occidentali ritrova nella religione islamica il suo percorso ideale per raggiungere l’Unità Primordiale. Per noi di ProMosaik René Guénon (1886-1951) rappresenta un uomo tra due culture e tra due religioni: un francese che trascorre gran parte della sua vita al Cairo, e un cristiano che si converte all’Islam mistico, di cui l’autrice critica comunque l’immobilismo astorico.

Nel suo libro sul filosofo francese l’autrice nel primo capitolo ripropone la sua biografia: il periodo francese, l’anno in Algeria, il secondo periodo francese e poi il ventennio trascorso da Guénon nella capitale egiziana fino alla sua morte nel 1951. Nel capitolo seguente la Dr. Rampoldi presenta le diverse opere del filosofo che trattano di tematiche molto variegate:

Guénon si occupa infatti di induismo, di teosofia, di esoterismo cristiano e infine del materialismo occidentale e dell’opposizione tra materialismo e Islam quale via maestra per ritrovare l’unità di tutte le religioni, cosa che lo fa cadere in un certo sincretismo teologico. Permane comunque nel filosofo una contrapposizione marcata tra materia e spirito assente invece nella religione islamica. Il punto forte della visione del mondo di Guénon consiste secondo l’autrice nella sua capacità di sottrarre la verità alle caricature umane, sorpassando allo stesso tempo la filosofia propria dell’Occidente all’insegna della parola d’ordine ex Oriente lux. Il filosofo francese ascolta in silenzio l’Oriente con un “atteggiamento di distaccata superiorità”. Si vede dunque in lui un certo elitarismo filosofico che nuovamente si oppone all’Islam come religione sociale e attivista. Ecco cosa significa per il filosofo la conversione all’Islam di cui ha una visione del tutto particolare e personale:

“Convertirsi all’Islam significa, per il filosofo, trascendere il concetto stesso di conversione religiosa particolare, legata appunto alla cultura di appartenenza del neoconvertito. Significa attingere, innanzitutto, all’esoterismo come via obbligata di unificazione con il Primordiale, sempre secondo l’impostazione di Guénon”.

L’Unità Primordiale l’autore la ritrova superando l’occidente (vedi il capitolo 3 del libro sull’opera del filosofo intitolata La Crise du Monde Moderne) e il suo materialismo e identificandola alla fine con la dottrina islamica del tauhid. Fondamentale per il discorso interculturale e interreligioso rimane la sua ricerca di fondo che si tratta di continuare oggi, ovvero quella mirante a una possibile armonia tra Oriente e Occidente per costruire un mondo all’insegna della pace e dell’accettazione delle diversità culturali e religiose in un mondo fatto di numerosi mosaici variopinti, in cui i piccoli sassi si tollerano a vicenda, mantenendo la propria identità (il proprio colore e la propria forma) o trasformando in ponti e/o interfacce se osano oltrepassare la frontiera.

 

Il mondo è variopinto.

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Dr. phil. Milena Rampoldi: I Corsari Mediterraneo Barbaresco Ottomani ed Europa

In quest’opera l’autrice che da anni si occupa di studi arabi ed islamici affronta una tematica storica avvincente riguardante il Mediterraneo del Cinquecento, uno spazio dinamico e pieno di contatti e conflitti interculturali e interreligiosi, attraverso i quali diviene possibile riprendere oggi il discorso del dialogo interculturale e interreligioso a partire dalla storia. Noi dell’associazione ProMosaik siamo fermamente convinti dell’importanza dell’approccio storico per riaffermare l’unità del Mediterraneo quale spazio interculturale e interreligioso oggi come allora.

Ecco l’introduzione dell’opera in cui la Dr. Rampoldi riassume le tematiche fondamentali ici affrontate:

 

“In questo lavoro tenteremo di proporre una panoramica generale della realtà politica, economica e sociale dei Paesi del Maghreb nel corso del secolo sedicesimo, il primo dell’età moderna nel Mediterraneo.

Nel primo capitolo perseguiremo innanzitutto lo scopo di tracciare la fondazione e la strutturazione del primo Stato corsaro barbaresco ad opera di Hayr ad-Din, detto il Barbarossa, corsaro levantino originario dall’isola greca di Lesvos, trasferitosi ad Algeri

agli inizi del Cinquecento, il quale conquistò Algeri, sottomettendosi poi come vassallo al Sultano di Istanbul, divenendo ammiraglio della flotta ottomana e governatore della Algeri barbaresca.

Evidenzieremo in primo luogo i tratti salienti della biografia di Hayr ad-Din e dei suoi successi militari per poi trattare dell’organizzazione politica e militare interna a questi Stati caratterizzati da un forte spirito autonomistico ed indipendentista all’interno dell’Impero Ottomano. Per quanto concerne il Cinquecento, comunque, ci troviamo agli inizi di un progressivo distacco dal controllo del Sultano, situazione che si rafforzerà ulteriormente nel corso dei due secoli a venire.

Dal punto di vista del paradigma storiografico da noi adottato nel corso di queste riflessioni, abbiamo cercato di evitare da una parte l’eurocentrismo “orientalista”, come lo denomina lo studioso palestinese Edward Said nel suo famoso saggio Orientalism; dall’altra però cerchiamo anche di evidenziare con forza come il paradigma teologocentrico si riveli non solo carente, ma anche aberrante, se si vuole fornire una spiegazione realistica delle lotte intramediterranee del secolo sedicesimo. Partendo da questa motivazione storiografica e paradigmatica di fondo, nel secondo capitolo tratteremo di due eventi storici fondamentali del secolo in questione. In primo luogo analizzeremo l’assedio ottomano di Malta del 1565, evidenziando fondamentalmente da una parte l’apporto militare e strategico fornito dai barbareschi maghrebini all’azione militare ottomana, e dall’altra fornendo alcune indicazioni riguardanti la guerra di corsa cristiana dei maltesi e la loro ideologia di crociata ormai tramontata e trasformatasi in volontà di dominio territoriale.

Nel secondo paragrafo di questo capitolo affronteremo poi la battaglia di Lepanto del 1571, secondo un paradigma che si distacca dal teologocentrismo, che considera la battaglia uno scontro religioso, mentre siamo invece fermamente convinti che il materialismo e il pragmatismo storiografico forniscano delle risposte ben più valide riguardo a questo scontro navale, che segnò l’inizio del declino della potenza ottomana nel Mar Mediterraneo e lo spostamento degli interessi spagnoli dal Mediterraneo verso l’Oceano Atlantico.

Metteremo in risalto come la pace mediterranea, che fu il risultato di questi sviluppi, significò il trionfo della guerra di corsa rispetto alle grandi guerre tra le potenze spagnola da una parte

e ottomana dall’altra, nel contesto del Mediterraneo cinquecentesco.

Gli scontri avvenuti a Malta e a Lepanto, secondo la nostra chiave di lettura, non vanno collocati all’interno di un quadro manicheo di contrapposizioni religiose tra Islam-gihad e Cristianesimo-Crociata. Vanno invece visti in una nuova prospettiva che si avvicina da un lato alla visione della storia presentata da Niccolò Machiavelli nel suo Principe, e dall’altro a quella del materialismo e del pragmatismo applicati alla ricerca storica.

Un contributo fondamentale alla comprensione storiografica degli Stati barbareschi del Cinquecento e del loro rapporto con la potenza spagnola cattolica e con quella ottomana, viene fornito dall’opera monumentale dello storico francese contemporaneo Fernand Braudel, La Mediterranée et le monde mediterranéen à l’époque de Philippe II, nella quale l’autore afferma ampiamente anche un punto di vista storico-geografico, che la storiografia sul Mediterraneo cinquecentesco deve riuscire a far suo.

Anche noi siamo fermamente convinti del fatto che solo partendo da coordinate temporali ed insieme topografiche e geodinamiche nel senso dello storico anglosassone John Wansbrough e mai da una visione statica e dualistica quale quella dello storico belga Henri Pirenne, si possa cogliere il Mediterraneo cinquecentesco in tutta la sua complessità.

Il capitolo terzo sarà incentrato sullo sviluppo delle altre due maggiori città barbaresche, Tunisi e Tripoli, che si svilupparono quasi mezzo secolo più tardi rispetto ad Algeri.

Abbiamo deciso di esporre in modo globale lo sviluppo storico delle due città al fine di riuscire a mettere in risalto alcune delle costanti presenti nell’evoluzione generale degli Stati barbareschi del Cinquecento.

Di conseguenza, in primo luogo, cercheremo di dimostrare l’aspetto urbanocentrico degli Stati corsari e dei territori conquistati dagli Ottomani in generale, in quanto essi non controllavano mai un’intera regione, ma solo le sue città principali, fondamentali dal punto di vista strategico, come era il caso delle città portuali.

“Stato corsaro”, come anche “Stato corsaro vassallo dell’Impero Ottomano” non significò dunque mai il pieno controllo del territorio maghrebino da parte del Sultano.

Il Maghreb ottomano-barbaresco costituì di conseguenza solo una parte della variegata e dinamica realtà etnica, economica e sociale del Maghreb del Cinquecento.

Vedremo dunque come il Cinquecento ottomano fu caratterizzato da una parte da grandi ed audaci corsari, quali Hayr ad-Din, suo fratello ‘Arug, Uluç Ali e Turgud reis, e dall’altra dalle città maghrebine in dinamica espansione dal punto di vista economico.

Come cercheremo di evidenziare, sulla base degli studi condotti dallo storico dell’economia Ciro Manca, il Cinquecento delle città barbaresche rappresentò un’epoca in cui l’economia maghrebina si orientò in misura sempre crescente verso l’Europa mediterranea.

Gli scambi tra le due sponde del Mediterraneo, generati dalla guerra di corsa e dalla pirateria, distinte dal punto di vista giuridico, come rilevato dagli studi dello storico italiano Salvatore Bono, ma allo stesso tempo simili e spesso in interazione fino a confondersi l’una con l’altra, erano massicci.

In seguito, nel quarto capitolo, perseguiremo l’obiettivo di descrivere questa infinita complessità di scambi di beni e di commercio di schiavi sia musulmani che cristiani.

In questo contesto ci concentreremo comunque su due fenomeni di estrema rilevanza socio-economica sulla base dell’esempio di Algeri. In primo luogo, affronteremo la tematica della schiavitù nelle città barbaresche a partire dalla figura di un famoso schiavo presente ad Algeri negli anni tra il 1575 e il 1580: il poeta e romanziere spagnolo Miguel Cervantes de Saavedra, che in numerosi passaggi delle sue opere descrisse Algeri e i suoi schiavi.

Successivamente vedremo il voltafaccia della schiavitù subita, visibile nei personaggi “rinnegati”, gli hombres de frontera, come li chiama lo storico spagnolo contemporaneo Emilio Sola, schiavi che furono liberati all’indomani della loro conversione all’Islam e in seguito riuscirono ad intraprendere una lungimirante carriera come capitani corsari nelle città barbaresche.

Nel capitolo finale abbozzeremo un quadro generale della lingua franca barbaresca, ancora poco indagata dalla linguistica storica contemporanea, ma a nostro avviso di grande importanza in quanto risultato fondamentale del dinamico processo storico non solo del secolo in questione, ma anche del periodo medievale che lo precedette.

Nell’appendice a questo capitolo citeremo dei documenti in lingua franca, da noi tradotti in lingua italiana, proponendo un’analisi concreta del lessico, della morfologia e della sintassi di questo idioma mediterraneo, sviluppatosi attraverso l’incontro di diverse lingue sia neolatine, che semitiche e turcofone.

Infine, in appendice ai paragrafi concernenti le città barbaresche di Tunisi e Tripoli, proporremo delle traduzioni dall’arabo di testi riguardanti il Cinquecento barbaresco in alcuni suoi aspetti a nostro avviso rilevanti.”

 

Il mondo è variopinto.

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Dr. phil. Milena Rampoldi: Aspetti linguistici nella Spagna Musulmana

Il presente saggio affronta una tematica particolare della letteratura andalusa che mostra l’aspetto fondamentale degli intrecci interculturali del periodo storico andaluso, caratterizzato dalla simbiosi tra la lingua spagnola e quella araba. L’Andalus rappresenta una terra all’insegna dell’incontro e poi scontro tra la cultura spagnola e quella araba e tra il Cristianesimo e l’Islam.

Dopo una breve sintesi storica dell’Andalus l’autrice accentua il multilinguismo della Spagna musulmana quale espressione del multiculturalismo dell’epoca. Con la Reconquista inizia poi nella penisola iberica un periodo di crescente intolleranza religiosa ed etnica, che secondo l’autrice si oppone diametralmente alla tolleranza islamica precedente. Infatti, la Dr. Rampoldi in questo contesto scrive: “In contrapposizione al modello della dhimma e della tolleranza religiosa dell’Islam e della sua legislazione protettiva rispetto alle religioni del Libro, gli Imperatori cattolici di Spagna, diedero inizio, nel 1499, con la leadership del Cardinale Ximénez de Cisneros, alla loro spietata campagna di conversioni forzate”.

Un esempio di espressione letteraria multietnica e multiculturale dell’Andalus è la forma poetica dello zagial, presentata nel secondo e terzo capitolo del saggio. Si tratta di una forma poetica redatta in un dialetto arabo andaluso, espressione della simbiosi interculturale della regione. L’Andalus rappresentava un ponte tra Occidente e Oriente e un vero laboratorio, come lo chiama l’autrice, di trasformazione di forme letterarie e linguistiche di cui lo zagial è un esempio affascinante. La Dr. Rampoldi nel trattare lo zagial di Ibn Quzman cita anche il grande arabista italiano Francesco Gabrieli che in questo contesto afferma come esso “segna una tappa fondamentale non solo nello studio della letteratura arabo-spagnola, ma nel problema dei rapporti tra mondo arabo e romanzo nel Medioevo”. Segue poi lo studio stilistico e lessicale di un esempio letterario di Ibn Quzman. Il tutto prova la feconda simbiosi andalusa tra diverse lingue e diverse culture che ci può servire da esempio oggi per combattere la xenofobia, l’islamofobia e tutte le forme di razzismo e di orientamento politico dell’estrema destra in Europa. L’Europa secondo ProMosaik deve molto al mondo arabo, un aspetto che va considerato storicamente e culturalmente per distaccarsi da atteggiamenti intolleranti che disprezzano le culture altrui e credono nella supremazia della propria cultura rispetto alle altre, reputate inferiori per il semplice motivo che non si conoscono e si ha paura di accostarsi ad esse.

Il mondo è variopinto.

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Dr. phil. Milena Rampoldi: Alcune considerazioni su Nagib Mahfuz e le sue opere

In questo saggio la Dr. phil. Milena Rampoldi presenta  in modo conciso la biografia e alcune tra le numerose opere del grande Premio Nobel egiziano del Novecento Nagib Mahfuz. Anche questo saggio dell’autrice mostra l’importanza di occuparsi e studiare le letterature straniere al fine di arricchire la propria visione del mondo, un principio fondamentale enunciato dall’associazione ProMosaik, fondata al fine di promuovere la diversità culturale e religiosa e il dialogo interculturale e interreligioso.

Come l’autore del precedente progetto, Khalil Gibran, anche il presente autore è difficilmente classificabile all’interno di una determinata corrente letteraria. Anche in questo saggio, nel primo capitolo l’autrice affronta la biografia dell’autore che a differenza di Gibran rimase sempre nel suo Paese, che rappresenta l’epicentro della sua scrittura e del suo pensiero. Per questo trattando la biografia di Mahfuz l’autrice approfitta anche dell’occasione di tracciare brevemente la storia egiziana del suo tempo, caratterizzata da molti sconvolgimenti politici tra modernismo e tradizionalismo, tra Nasser e i fratelli musulmani.

La Dr. Rampoldi introduce la biografia dell’autore, citando il suo discorso tenuto in occasione dell’assegnazione del Premio Nobel. In questo discorso Mahfuz tra l’altro si impegna a favore della giustizia nel Terzo Mondo, a cui dichiara di appartenere: “Sì, come ha potuto l’uomo che viene dal Terzo Mondo trovare la pace mentale per scrivere storie? Per fortuna, l’arte è generosa e comprensiva. Allo stesso modo in cui risiede nelle persone felici non abbandona gli infelici. Offre ad entrambi i mezzi convenienti per esprimere ciò che si gonfia nei loro cuori. In questo momento decisivo nella storia della civiltà è inconcepibile ed inaccettabile che i lamenti dell’Umanità debbano spegnersi nel vuoto”.

Dopo l’autobiografia di Mahfuz, nella seconda parte del saggio, l’autrice analizza alcune tra le numerose opere del Premio Nobel arabo, iniziando con Il Caffè degli Intrighi, che come molte altre opere dell’autore tratta del microcosmo del Cairo che simboleggia alla fine l’intero universo umano e sociale. Centrale nel romanzo la figura di Qaranfula che rimpiange i ragazzi arrestati. Ecco come politica e vita quotidiana del popolo si intrecciano in Mahfuz, il genio del romanzo e allo stesso tempo del racconto realista breve, sempre intriso di un certo simbolismo. Segue poi il romanzo Il ladro e i cani, del tutto diverso dal primo e incentrato sul ladro filosofo e profeta della negatività sociale. A questo proposito l’autrice scrive: “L’omicidio errato è il punto d’arrivo di una scelta obbligata ma errata del protagonista, che ha il destino già segnato e che si illude solamente di avere qualche potere decisionale nella sua vita”. Mahfuz rimane in-inquadrabile, pieno di influenze letterarie occidentali e allo stesso tempo profondamente appartenente al suo mondo metropolitano del Cairo di cui narra costante-mente anche nel prossimo testo presentato dall’autrice, intitolato Il nostro quartiere, in cui si parla di 78 quadri cittadini che alla fine confluiscono nel Leitmotiv del monastero. I tratti della fenomenologia urbana si ritrovano infine anche in Chiacchiere sul Nilo, ove nuovamente si ritrovano personaggi del tutto diversi, parte di un unico microcosmo cittadino. L’impiegato Anis con le sue serate ribelli sulla chiatta, la contrapposizione tra politica e amore… tutte tematiche ricorrente in Mahfuz, anche nel testo tratto dal romanzo as-Sokkariya, e intitolato Ahmed e Suzanne. La trilogia secondo l’autrice sarebbe l’espressione del “verismo” di Mahfuz, che parla del mondo urbano del popolo. Alla fine del terzo capitolo segue un estratto dal romanzo Chiacchiere sul Nilo per poi passare alla conclusione del saggio in cui la Dr. Rampoldi riprende il suo concetto dell’ermeneutica filosofica che a suo avviso va applicata alle opere del grande Premio Nobel arabo.

 

Il mondo è variopinto.

Il mondo è un grande mosaico pieno di colori, composto di moltissimi sassi diversi collegati tra loro per mezzo di ponti interculturali e interreligiosi.

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Dr. phil. Milena Rampoldi: Khalil Gibran. Il racconto Wardé Al-Hani di Gibran fra autobiografia e critica sociale

In questo saggio sul noto poeta e scrittore libanese Khalil Gibran (1883-1931), l’autrice, Dr. phil. Milena Rampoldi presenta innanzitutto la biografia dell’autore, collocandola nella situazione storica e culturale-religiosa del suo tempo. Gibran critica fortemente il sistema feudale e la chiesa maronita del suo Paese, visti come ipocriti e oppressivi. Nel racconto su Wardé Al-Hani, contenuto nella raccolta Spiriti Ribelli Gibran affronta la storia di una donna, costretta a sposare un uomo che non ama e poi liberata dal vero amore. Tutta la trama si sviluppa all’insegna di un mondo manicheo, colmo di contrapposizione tra le istituzioni sociali e lo spirito umano individuale, tra la religione e Dio, tra le forzature sociali e la libertà individuale nella dimensione dell’amore e della spiritualità.

Nel primo capitolo sulla biografia di Gibran l’autrice lo paragona con Hermann Hesse, contrapponendolo poi a Nietzsche nell’esordio di Also sprach Zarathustra. Si conclude leggendo queste pagine come sia difficile inquadrare Khalil Gibran, inserendolo in una particolare corrente letteraria.

Infatti Gibran è senza dubbio un genio sfuggente, difficile da classificare. Nel secondo capitolo la Dr. phil. Milena Rampoldi affronta poi il racconto su Wardé Al-Hani, redatto dall’autore nel 1908 in lingua arabo e facente parte della raccolta Spiriti Ribelli. Segue poi un breve excursus riguardante l’ermeneutica per poi tracciare le singole tappe della trama del racconto. Il mondo sociale e familiare nel racconto viene vissuto come oppressivo. Alle istituzioni religiose e sociali ipocrite e caratterizzate dalla coercizione, Gibran contrappone l’essenza spirituale e divina dell’anima. Anche matrimonio e amore si contrappongono in senso dualistico. E’ bellissimo il simbolismo che trasmette Gibran in questo racconto, in cui ad un certo punto cede la parola alla protagonista del racconto per collocarsi a un piano inferiore rispetto al suo. Il racconto è il discorso di un’anima femminile, di un mondo visto ed interpretato tutto al femminile. Esprime il mondo di una donna che ama, di una donna che vive e che si contrappone al mondo sociale e religioso della sua epoca. Nella parte finale del saggio l’autrice riporta alcune pagine del racconto tradotte in italiano. Eccone un passaggio significativo che vorremmo citare in questa sede:

“Quando mi svegliai, percepii queste cose, capii che la felicita di una donna non consiste nella gloria dell’uomo e del suo dominio, e neppure nella sua generosità e nella sua clemenza; ma consiste nell’amore che unisce lo spirito di lei con quello di lui; e consiste nel versare l’amore della donna nella cuore dell’uomo, rendendoli un unico membro nel corpo della vita, una sola parola sulle labbra di Dio…”

Il mondo è variopinto.

Il mondo è un grande mosaico pieno di colori, composto di moltissimi sassi diversi collegati tra loro per mezzo di ponti interculturali e interreligiosi.

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Successi ed emozioni per il debutto dell’Euro Kart sull’ovale di Tours.

Week end indimenticabile per il Team Euro Kart, presso l’emozionante circuito Tours Speedway francese.

 

Il debutto dei fratelli Monforte sull’ovale è stato eccezionale e i risultati non sono tardati ad arrivare nonostante l’imbarazzo nei primi approcci con una nuova tipologia di gara e un regolamento assolutamente nuovo al team di Zoppola e ai due piloti.

 

Dopo il fantastico terzo tempo assoluto, ottenuto nella qualifica di sabato da Simone Monforte, con il quale ha cacciato dalle prime file il leader del campionato Vilarino, le lunghe gare dal bèn 84 giri ciascuna lo hanno visto coinvolto in bagarre mozzafiato e confronti esilaranti che lo hanno portato a concludere in quindicesima posizione in entrambe le competizioni.

 

Anche Erika Monforte ha condotto le due competizioni in grande stile, anche se penalizzata dal coinvolgimento in diversi contatti e nei numerosissimi interventi della Safety Car che l’hanno portata a concludere la Saturday race in diciottesima posizione e la Sunday race in sedicesima posizione.

 

A breve il Team di Zoppola sarà chiamato al quarto appuntamento della serie NASCAR Whelen che è previsto presso lo storico circuito tedesco del Nurburgring il 19 e 20 Luglio.

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Dr. phil. Milena Rampoldi: Shajarat ad-Durr di Mahmud Badawi. La prima regina della storia islamica – Tragedia in cinque atti

  In questo testo l’associazione ProMosaik e.V. per il dialogo interculturale e interreligioso presenta la traduzione italiana adattata e commentata della straordinaria tragedia sulla carriera politica, gli intrighi e il destino della, come la chiama lo scrittore Mahmud Badawi, “prima regina della storia islamica“ e dunque un simbolo per tutte le femministe oggi.

La regina Shajarat ad-Durr che la Dr. Rampoldi ha già presentato nella sua opera in lingua tedesca Das Beispiel von Shajarat ad-Durr: Philosophische Betrachtungen zu Frau und Politik im Islam auf der Grundlage der Werke von Bahriye Üçok und Jamal Badawi è l’esempio di una donna coraggiosa e brillante in un mondo misogino e androcentrico come quello del Medioevo islamico in cui cerca di affermarsi.

 

La traduttrice ritiene l’opera di Mahmud Badawi un contributo essenziale collocato nell’interfaccia tra scienze letterarie, filosofia e storia che a suo avviso adempie l’ideale aristotelico della tragedia e allo stesso tempo contribuisce al dialogo interculturale e alla fondazione filosofica del femminismo islamico. Ecco una citazione dalla Poetica di Aristotele:

“La tragedia è dunque imitazione di un’azione seria e conclusa, dotata di grandezza, con un discorso reso piacevole, differentemente per ciascun elemento nelle sue parti. Imitazione di persone che agiscono direttamente e non tramite narrazione, la quale imitazione, attraverso compassione (eleos) e paura (phobos) porta ad effetto la catarsi di siffatte passioni.”

A questo riguardo la Dr. Rampoldi scrive:

“Ritengo che la tragedia rappresenti la forma letteraria adatta per elaborare tali temi politici e biografici. In essa si esprime in modo calzante che la donna nell’Islam può guardare con fierezza al passato delle vicende di donne intelligenti e coraggiose che governavano anche i paesi musulmani”.

La trama si svolge all’epoca delle Guerre Crociate nel periodo di passaggio tra la dinastia ayyubide e quella mamelucca in Egitto. Quale schiava e poi moglie del Signore ayyubide al-Salih Ayyub all’indomani della morte del marito riuscì ad ascendere al potere per un certo periodo. Ma ben presto il Califfo che invia un suo messaggero in Egitto richiede la sua abdicazione, esprimendosi a sfavore del regno di una donna.

Senza voler anticipare il contenuto dei cinque atti della tragedia qui di seguito vorremmo riportare un breve passaggio tratto dalla scena in cui viene letta la corrispondenza del Califfo:

“Messaggero del califfo: (Apre la lettera e legge) Nel nome di Allah, Clemente, Misericordioso, chiediamo il vostro aiuto. Il messaggio viene da Abu Ahmed Abdullah al-Mustasim-Billah bin al-Mustansir-Billah, il principe abbaside dei fedeli a Bagdad, ed è rivolta ai principi e ai ministeri d’Egitto, e in particolare al suo popolo. La pace e la misericordia di Allah siano con voi.

Tante voci: La pace, la misericordia e la benedizione di Allah siano con voi.

Messaggero del califfo: Abbiamo ricevuto la notizia della vostra vittoria sul nemico della religione islamica; perciò lodiamo Allah che ha onorato la sua religione per mezzo di voi e ha liberato l’Egitto dalle mani dei nostri nemici. Tuttavia, sono venuti da noi dei messaggeri con notizie nelle quali, tra le altre cose, si diceva che voi avete affidato le vostre faccende a Shajarat ad-Durr, la vedova del re al-Salih, che Allah lo benedica. La cosa ci ha molto colpito, poiché per l’Islam è un fatto inaudito affidare il potere regio a una donna. Inoltre, vorremmo chiedervi, dato che si tratta di un diritto dei Musulmani, di nominare qualcuno che sia in grado di farsi carico del fardello del Regno. Nel caso in cui non abbiate più uomini adatti a questo ruolo, vi manderemo noi un uomo idoneo. Il Messaggero di Allah (le preghiere e la pace di Allah siano con lui) disse: “Coloro che affidano le loro faccende ad una donna, non avranno successo.” E la pace sia con quelli che percorrono la retta via.”

Il califfo si riferiva in quel contesto alla presunta tradizione del profeta Muhammad, secondo la quale un popolo il cui governo venga affidato ad una donna, non potrebbe prosperare. Questa tradizione è considerata la fonte principale dell’emarginazione della donna musulmana dal mondo politico e dalla funzione di capo di Stato nella storia del mondo musulmano e oggi viene messa fortemente in discussione nella sua validità generale anche da molti studiosi del mondo islamico, quali ad esempio il teologo turco Mehmet Azimli (cfr. il suo articolo sul tema: Azimli M., Kadınların idareciliği konusundaki rivayete tarihsel bağlamda eleştirel bir yaklaşım (traduzione italiana del titolo: Un approccio critico nel contesto storico, riguardante la tradizione sul tema del governo femminile), disponibile anche in una versione online, al seguente indirizzo: http://www.mehmetazimli.com/bildiriler/c1.pdf) e non solo dalle femministe.  

Un’interpretazione limitativa dell’affermazione del Profeta che, effettivamente si riferiva a un accadimento storico occorso al Re persiano Chosrau II., il quale aveva nominato a succe-dergli la propria figlia e rispetto a questo fatto il Profeta aveva espresso la sua opinione concreta, riferita solamente a quel caso storico-politico particolare, per lo più appartenente alla politica esterna, assurto poi a massima del governo da chi lo interpretava in senso androcentrico.  

La mossa politica di Shajarat ad-Durr dopo la sua abdicazione conseguente alla lettera a lei portata dal messaggero del califfo abbaside, consistette nell’alleanza con il potente schiavo Aybek, che, su iniziativa di Shajarat ad-Durr, divenne sultano d’Egitto al cui fianco lei poteva continuare a tenere le redini del potere.

Il mondo è variopinto.

Il mondo è un grande mosaico pieno di colori, composto di moltissimi sassi diversi collegati tra loro per mezzo di ponti interculturali e interreligiosi.

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Da luglio calano i rendimenti dei Conti Deposito

Come pubblicato dalla Gazzetta ufficiale di aprile il Governo ha scelto di aumentare la tassazione delle rendite finanziarie dal 20% al 26%. Purtroppo per i risparmiatori italiani dal 1° luglio 2014 il decreto legge è in applicazione. La nuova tassazione va a colpire tutte quei guadagni maturati dagli investimenti che erano prima tassati del 20%, tra queste vi sono le azioni e i titoli similari, le polizze assicurative, i fondi di risparmio gestiti ed i prodotti finanziari in genere, la cui tassazione al momento della stipulazione del contratto era pari al 20%. Questa modifica ribalta completamente la situazione degli ultimi due anni, infatti nel gennaio 2012 la tassazione venne portata dal 27% al 20%. La nuova tassazione del 2014 va a colpire i guadagni dei risparmaitori, la cui situazione è peggiorata anche da un continuo ribasso dei tassi rispetto a due anni fa. La diminuzione è la conseguenza del taglio dei tassi d’interesse deciso negli ultimi anni e confermato recentemente dalla Banca Centrale Europea.

Sicuramente tra questi investimenti vi sono i conti deposito e mai come adesso è importante cercare e scegliere il conto deposito migliore per proteggere e far fruttare i nostri risparmi! Il Conto Deposito è un conto a risparmio libero in cui la banca emittente, a fronte di una limitazione delle operazioni effettuabili con gli importi depositati, s’impegna a corrispondere gli interessi pattuiti. Si tratta di uno strumento finanziario a basso rischio e nel 99% dei casi è possibile gestire tutto da casa. Esistono numerosi prodotti offerti dagli istituti di credito ed è quindi importantissimo confrontare i rendimenti ed i tassi offerti. Vi sono differenze, a volte notevoli a volte minime, dovute ad alcuni fattori che incidono sulla rendita finale. Un fattore da tenere a mente è anche la solidità dell’istituto, infatti banche medio-piccole tendono di solito ad offrire tassi superiori.

Quando si cerca il miglior conto deposito dobbiamo esaminare gli interessi netti che matureremo considerando anche gli eventuali costi di gestione e se, come succede in alcuni casi, la banca si fa carico dell’imposta di bollo. Uno dei fattori che incide maggiormente è certamente quello legato al periodo del deposito stesso. I conti deposito più remunerativi sono quelli vincolati, cioè il denaro viene bloccato per un certo periodo tempo, che va da un mese al massimo di 36 mesi e che prevedono una penale per lo svincolo anticipato della cifra. Confronta conti deposito per trovare il migliore per il proprio orizzonte temporale. Per fare un esempio per un periodo di 12 mesi le migliori offerte attualmente sono quelle di BCC Cagliari, che però è apribile solamente in loco, con il 3,25% lordo e Deposito Sicuro di Banca delle Marche 2,80%. Tra i depositi non vincolati i migliori sono al momento Conto 4more della Cassa Rurale di Renon che offre il 2% lordo ed il Conto Deposito di Findomestic che offre un rendimento tra l’1,5% ed il 2% lordo a seconda dell’importo investito.

Chi non necessita del capitale a breve termine può optare per un orizzonte temporale più lungo. Esistono infatti conti deposito con vincoli a 24, 36, 48 mesi ed in alcuni casi anche 5 anni. L’obiettivo di queste proposte è entrare in concorrenza con le obbligazioni. Per i risparmiatori che vogliono far fruttare i propri risparmi è consigliabile confrontare tutte le offerte di conti deposito con altri strumenti finanziari.

Il sito Conti-Deposito.net permette di verificare facilmente le offerte dei vari conti deposito proposti dagli istituti di credito. Tramite un apposito calcolatore è possibile verificare il rendimento di tutti i prodotti indicati in funzione dell’orizzonte temporale scelto e del capitale che si desidera investire. Il rendimento indicato tiene anche in considerazione la tassazione al 26% e il bollo statale di cui solamente in alcuni casi la banca si fa carico. Con questo interessante strumento è facile capire quali sono i prodotti su cui investire per poter far fruttare i propri soldi.

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Gli articoli per bambini da portare in vacanza

Quando si viaggia con un neonato è necessario prendere alcune precauzioni sia per quanto riguarda i comportamenti da tenere, che per quanto riguarda gli articoli per bambini da portare con se.
Se si va al mare o se si sta all’aria aperta in luoghi molto caldi bisogna fare attenzione a non esporre il piccolo direttamente ai raggi solari se ha meno di un mese di vita e, più in generale, bisogna cercare di garantirgli le condizioni climatiche più adatte al suo piccolo organismo, il quale ancora non riesce a far fronte a temperature che si discostano troppo dalla situazione di benessere termico (intorno ai 20-25 gradi). Per i bimbi più grandicelli invece, bisogna ricordarsi di portare con se un cappellino, da utilizzare tutte le volte che lo si espone ai raggi solari, un abbigliamento leggero, possibilmente realizzato in fibre naturali, che lasci scoperti gambe e braccia, ed altri articoli per bambini studiati appositamente per loro come creme solari ad alta protezione, con filtro a base di ossido di zinco o titanio e creme idratanti da utilizzare a fine giornata.
Se invece si decide di andare in montagna, non esistono degli studi specifici che indichino qual è l’altezza consigliata per un neonato, ma in generale è bene non spingersi oltre i 1800 o 2000 metri di altezza. Per evitare il mal di orecchie, sarebbe opportuno fare delle piccole pause mentre si sale e magari fargli utilizzare un succhietto se il neonato ha più di 3 settimane. Inoltre quando si va in vacanza bisogna cercare di mantenere il più possibile inalterato il ritmo dell’allattamento al seno, ma potrebbe essere utile portare con se anche un altro articolo per bambini molto prezioso in questi casi e precisamente il biberon. Meglio un paio di biberon di plastica (per evitare possibili rotture in caso di cadute) da utilizzare con il latte artificiale, come eventuale allattamento integrativo rispetto a quello al seno.
Per i viaggi può tornare molto utile anche un altro articolo per bambini da utilizzare per i riposini diurni e notturni e cioè il lettino da campeggio, che ha il vantaggio di essere ripiegato e quindi facilmente trasportabile in macchina o con altri mezzi di trasporto. Molti brand famosi come Chicco, Foppapedretti ed Erbesi hanno nel loro catalogo lettini per bambini smontabili di diverse forme e dimensioni da utilizzare in vacanza.
Tutti questi articoli per neonati e bambini e molti altri ancora possono essere acquistati direttamente sul web su NewBabyLand, uno dei maggiori negozi negozi online specializzati nella prima infanzia. Nel catalogo puoi trovare migliaia di prodotti dei migliori marchi come Brevi, Chicco, Inglesina e Bebe Confort.

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Alla “Milano Art Gallery” ampio consenso per la conferenza “Expo e Arte” con l’assessore Filippo Del Corno e il professor Alessandro Meluzzi

La rinomata “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 Milano, ha ospitato l’interessante conferenza a tema su “Expo e Arte”, che si è svolta, in data 9 Luglio, davanti ad una sala gremita di pubblico con due relatori d’eccezione: Filippo Del Corno Assessore alla Cultura del Comune di Milano e il professor Alessandro Meluzzi noto psichiatra, affiancati durante il dibattito dal manager Salvo Nugnes, organizzatore dell’evento, che rientra nel ricco calendario del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano” da lui ideato per rendere la cultura accessibile a tutti. Nel novero degli illustri esponenti intervenuti: Bruno Vespa, Francesco Alberoni, Corrado Augias, Vittorio Sgarbi, Piero Chiambretti, Paolo Crepet, Mogol, Katia Ricciarelli, Alessandro Sallusti, Margaret Mazzantini, l’indimenticabile Margherita Hack.

 

Durante l’incontro Del Corno ha rimarcato la volontà di creare un importante filo conduttore per accorpare all’altisonante “contenitore internazionale” dell’Expo prestigiosi progetti sul mondo dell’arte e della creatività in generale, allo scopo di offrire un plus valore di iniziative per i numerosissimi fruitori attesi in visita nei sei mesi dell’Expo. Milano diventerà la capitale simbolica e il centro nevralgico di riferimento per l’intera opinione pubblica mondiale, oltre che per gli addetti ai lavori. Tutta la città sarà predisposta al meglio per garantire un’ottima visibilità agli eventi cultural artistici, anche attraverso la perfetta gestione dei collegamenti di viabilità con i mezzi pubblici. Inoltre, sarà predisposta una tempestiva e funzionale accoglienza alberghiera per agevolare l’incremento turistico proprio nel periodo cruciale.

 

Il professor Meluzzi ha rimarcato il significativo contributo sociale dell’Expo come momento collettivo di aggregazione, nel quale far confluire un linguaggio e una comunicazione di matrice cosmopolita, che può risultare stimolante anche per le generazioni più giovani. L’Expo rappresenta una sorta di sfida nella quale lanciarsi con energia positiva e vivace coinvolgimento globale.

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Da “Spoleto Arte” alla “Milano Art Gallery”: Continua il grande successo per l’artista Giuseppe Santonocito

Sulla scia del grande successo ottenuto dal pittore Giuseppe Santonocito nel contesto delle prestigiose mostre di “Spoleto Arte“, curate dal professor Vittorio Sgarbi, presso Palazzo Leti Sansi a Spoleto, dal 27 Giugno al 24 Luglio, si è svolto il vernissage inaugurale della personale intitolata “Ispirazione onirica” all’interno della storica galleria milanese “Milano Art Gallery” in via Alessi 11, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes.

Nell’occasione, l’esposizione, che durerà dal 9 Luglio al 24 Luglio, ha fatto da cornice artistica ad un importante evento, la conferenza “Expo e Arte” con l’assessore alla cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno e il noto psichiatra Alessandro Meluzzi, popolare volto televisivo Mediaset della trasmissione “Quarto Grado”.

Nel realismo magico di matrice surreale metafisica, con richiami alla simbologia mistica, si delinea il percorso del maestro Santonocito, che trasmette nei dipinti messaggi e significati di profonda valenza. Lo sguardo dell’osservatore viene catturato da un’atmosfera di visione fiabesca, che permette di entrare in una dimensione rievocatica, in un viaggio dell’immaginazione alla scoperta della sfera spiriturale più recondita. Nella sua pittura emergono le vicende dell’anima. Il fare arte e l’interrogare le rappresentazioni diventa un laboratorio di ricerca sperimentale, che attraversa i ricordi della memoria e transita passando dalle esperienze di vita vissuta e superando i confini spazio-temporali impressi sulle tele.

L’organizzatore Salvo Nugnes, commenta: “Santonocito si cimenta in soluzioni grafiche assai particolari e laboriose. Lavora con tratto accurato e minuzioso, dettato da abilità certosina e utilizza con sapiente maestria l’elemento cromatico e tutta quella vasta gamma di tonalità e sfumature, formate dal gioco di colori, luci e ombre. E’ artefice di un linguaggio artistico personalizzato, davvero coinvolgente e intrigante per l’osservatore, che ne viene immediamente conquistato fin dal primo impatto“. E proseguendo aggiunge: “Dai suoi dipinti si libera un’energia prorompente in costante movimento dinamico, che li avvolge e si sprigiona all’esterno per stimolare un’interpretazione vivace ed eterogenea attraverso un percorso di forte intensità espressiva. Emerge un mondo immaginario di tipo fantastico frutto del fervido estro creativo, in una dimensione in cui rigore formale e patos emotivo coesistono in perfetto equilibrio“.

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CANDY KRIÓ VITAL EVO: E’ ARRIVATO IL MAXI FREDDO. 2 MT DI BIBITE E CIBI FRESCHI PER AFFRONTARE L’ESTATE AL MEGLIO

2 metri di altezza, un ripiano in più e ancora più spazio – ben 19 litri – per ospitare cibi, vasetti, contenitori e bottiglie di ogni misura. Ogni cosa ha il suo posto nel nuovo MAXI KriÓ Vital Evo, il frigorifero di Candy che aiuta a conservare gli alimenti freschi più a lungo, come il giorno in cui sono stati acquistati, agendo come un vero trattamento anti-age del cibo!

La nuova gamma è stata studiata per raggiungere una maxi capacità: le dimensioni del frigorifero sono state aumentate rispetto al congelatore con un rapporto di 70/30, così viene garantita la conservazione ottimale di una maggiore quantità di cibi freschi, particolarmente raccomandati con l’arrivo del gran caldo nella stagione estiva.

Il ripiano in più permette di disporre i prodotti all’interno del frigorifero in maniera più corretta e senza sovraccaricare i ripiani; questo consente una migliore circolazione dell’aria fredda all’interno del frigorifero per una conservazione migliore degli alimenti. Sopra al cassetto XXL porta frutta e verdura è stato posizionato uno speciale comparto BioSafe, che mantiene al suo interno una temperatura costante tra i -2 e i 3°, ideale per la conservazione di cibi come carne, pesce o formaggi. Inoltre, la speciale funzione Super Freezing attivabile dal display elettronico posizionato sulla porta del frigorifero, permette di raffreddare rapidamente grandi quantità di alimenti; questa funzione è molto utile per riportare velocemente in temperatura gli alimenti già refrigerati, ad esempio quando si torna accaldati dal supermercato.

E quando finalmente sarà il momento di partire per le vacanze, basterà attivare la funzione Holiday che in caso di assenza prolungata, permette di gestire in maniera indipendente frigorifero e congelatore e quindi di spegnere il frigorifero mantenendo in funzione il freezer, garantendo efficienza e risparmio.

I frigoriferi Maxi KriÓ Vital Evo sono dotati del sistema di illuminazione Active Led, che assicura un risparmio energetico fino al 90% rispetto alle tradizionali lampadine, oltre a una  visibilità 60 volte maggiore e a una durata 30 volte più lunga.  La luce fredda e bianca dei LED non riscalda il cibo aiutando nella conservazione delle proprietà organolettiche.

 

La classe energetica dei frigoriferi Maxi KriÓ Vital Evo raggiunge la A++ che significa una riduzione del consumo di energia elettrica fino al 40% rispetto a un modello equivalente con tecnologia tradizionale in classe A.

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