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Batterie sodio: Terna, al via un bando per accumuli con tecnologia al sodio.

Energie rinnovabili. Parte il bando di sperimentazione per la realizzazione di batterie con tecnologia al sodio. Un progetto che vede coinvolte Terna, società che gestisce la rete elettrica nazionale e Fiamm, gruppo italiano del settore batterie. Nuova tecnologia per un nuovo futuro verso l’autoconsumo.

Batterie, Terna prepara la tecnologia. Dopo la decisione dell’Autorità per l’energia elettrica ed il gas che ha fissato, con la delibera 288/2012/R/EEL, la procedura ed i criteri per la selezione di 3 progetti pilota relativi ai sistemi di accumulo di energia elettrica che verranno ammessi al trattamento incentivante previsto per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, l’azienda elettrica guidata da Flavio Cattaneo non si è fatta trovare impreparata.

Anzi, come sottolinea il Quotidiano Energia, dopo il primo bando da 10MW basato sul litio, Terna ne ha promosso subito un altro, sempre nell’ambito dello storage lab, per la realizzazione di almeno 2 impianti da 1 MV complessivi con tecnologia al sodio. Proprio quest’ultimo segna un momento storico per il settore energetico visto che vedrà coinvolto il principale gruppo italiano del comparto batterie: FIamm.

L’opportunità offerta da Terna è di quelle irripetibili. Perché se la sperimentazione dovesse avere l’ok sia di Terna che dell’Aeeg nell’ambito appunto dei 3 progetti pilota a incentivo aggiuntivo del 2 in ballo ci saranno centinaia di milioni di euro. Terna infatti ha in programma 240 MW, di cui almeno 110 MW riservati a tecnologie che non siano quella di sali Na/S.

Del resto il gruppo Fiamm è pronto da tempo a questa opportunità, come ha rivelato a QE Nicola Cosciani, direttore della business unit Energy storage solution. La fase di prequalifica al bando (che scade il 7 agosto) potrebbe coinvolgere altri candidati (con requisiti: fatturato di 10 milioni di euro negli ultimi 3 anni di cui almeno 500mila negli accumuli e aver realizzato batterie al sodio per almeno 0,5 MW), anche quelle società ad esempio attive nell’assemblaggio delle batterie stesse.

Cosciani ha anche aggiunto come le opportunità di utilizzo degli accumuli vanno al di là delle reti di trasmissione e distribuzione. Per esempio le batterie sarebbero un mezzo fondamentale per promuovere l’autoconsumo, su quale ha posto l’accento anche il V Conto Energia e le cui potenzialità si limiterebbero al 20/25% della produzione senza l’utilizzo dello storage. Non solo: Fiamm è convinta che in futuro lo storage dovrà essere visto “come una delle soluzioni per la risoluzione delle diverse criticità del sistema elettrico, con pari dignità rispetto alle altre”.

In tal senso all’interno di Anie Confindustria è stato creato un gruppo ad hoc che oltre a Fiamm, vede in prima linea Abb, Nec Italia, Siemens, Ansaldo e prossimamente anche Gruppo Tozzi e Saet.

FONTE: Terna Web Magazine

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Cattaneo Flavio, investimenti Terna per sostenibilità e sviluppo

Terna, con una rete elettrica ad Alta Tensione di oltre 63.500 chilometri che si estende su tutto il territorio italiano, è il primo operatore di trasmissione indipendente in Europa e il sesto al mondo per chilometri di linee gestiti. La società, guidata da Flavio Cattaneo prevede progetti di sviluppo della rete nel Mediterraneo insieme a progetti improntati alla sostenibilità ambientale.

Con una rete elettrica ad Alta Tensione di oltre 63.500 chilometri che si estende su tutto il territorio italiano, Terna, guidata da Flavio Cattaneo, è il primo operatore di trasmissione indipendente in Europa e il sesto al mondo per chilometri di linee gestiti.

La Società è il principale proprietario della Rete di Trasmissione Nazionale (RTN) ed è responsabile della trasmissione e del dispacciamento dell’energia elettrica sull’intero territorio, cioè della gestione in sicurezza, 365 giorni l’anno, 24 ore su 24, dell’equilibrio tra la domanda e l’offerta di energia elettrica in Italia nonché della programmazione, dello sviluppo e della manutenzione della rete.

Oltre a fornire il servizio di trasmissione in Italia, Terna ha progetti di sviluppo in aree strategiche nel bacino del Mediterraneo, in particolare nel Nord Africa e nei paesi dell’area balcanica, per realizzare nuove interconnessioni e ampliare la capacità di importazione a vantaggio della sicurezza del sistema elettrico italiano.

La Società è inoltre impegnata nello sviluppo di attività non tradizionali: nel 2011 ha concluso la seconda tranche del progetto di realizzazione e vendita di impianti fotovoltaici e ha previsto, nel Piano Strategico presentato a marzo 2012, una significativa crescita degli investimenti per realizzare sistemi di accumulo a batterie per la rete di trasmissione e nuovi altri progetti.

Terna, guidata da Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato, e presieduta da Luigi Roth, Presidente, è quotata alla Borsa Italiana dal giugno 2004. Azionista di riferimento è Cassa Depositi e Prestiti con il 29,85% (marzo 2012). L’11% del capitale sociale è detenuto da investitori attenti a tematiche etiche (Socially Responsible Investors – SRI).

FONTE: Terna

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Terna Rapporto Sostenibilita: Risultati e obiettivi

Linee guida per la realizzazione di uffici secondo le migliori prassi di efficienza energetica, incremento del ricorso alla compensazione delle emissioni di CO2, interventi di mitigazione e di miglioramento della fruibilità nelle tre Oasi WWF-Terna, sigla di accordi di collaborazione con Legambiente, WWF e LIPU. Questi alcuni dei risultati di Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, in termini di Sostenibilità.

Terna, Flavio Cattaneo. Il 2011 ha segnato importanti progressi in tutte le aree di responsabilità. La prevista indagine sulla reputazione è stata rimandata per la necessità di rifocalizzare il quadro degli strumenti di monitoraggio dell’opinione degli stakeholder.

La sezione di Sostenibilità del sito www.terna.it è stata significativamente modificata per tenere conto della necessità di una migliore organizzazione dei contenuti, di un ampliamento della documentazione di riferimento e soprattutto di una più facile e dinamica proposizione degli argomenti, prevedendo una struttura delle pagine in cui i testi centrali, alleggeriti, sono accompagnati sulla destra da link a documenti, filmati e riferimenti ad altre pagine del sito.

Le modifiche hanno incontrato il favore degli esperti: la sezione di Sostenibilità di Terna è risultata al quinto posto tra le prime 50 aziende quotate nella speciale classifica Lundquist, rappresentativa delle attese degli utilizzatori web di informazioni sulla sostenibilità.

La centralità della responsabilità per il servizio elettrico è stata confermata dal buon risultato ottenuto rispetto ai target posti dall’AEEG per il 2011; ne sono conseguiti anche maggiori ricavi.

Lo sviluppo delle attività non regolamentate ha visto concludersi con successo a ottobre 2011 la vendita della seconda tranche di impianti fotovoltaici, realizzati in pochi mesi (si veda il box “Il secondo progetto fotovoltaico di Terna”) con positivi effetti sui ricavi e gli utili della Società.

In campo ambientale, non si è ancora concluso il riesame dei piani d’azione e dei target per il contenimento delle perdite di SF6, anche se sono state identificate apparecchiature con perdite ricorrenti, sono proseguite le installazioni di apparecchiature più performanti e l’incidenza percentuale delle perdite sul totale del gas installato ha segnato il minimo degli ultimi anni. Prosegue anche la ricerca di dati di confronto per l’elaborazione di un benchmark, di cui si forniscono alcuni primi risultati in questo Rapporto.

Sono state definite le Linee guida per la realizzazione di edifici per uffici di Terna secondo le migliori prassi di efficienza energetica. Le Linee guida costituiranno un input per l’adozione di tecnologie e di accorgimenti energy saving in future realizzazioni di sedi Terna.

È stato incrementato il ricorso alla compensazione – attraverso rimboschimenti – delle emissioni di CO2 collegate alla produzione di alcune pubblicazioni di Terna; inoltre, la compensazione delle emissioni è stata un requisito contrattuale nella gara per l’acquisto di lotti per il rinnovo della flotta di autoveicoli aziendali.

Tutti gli interventi di mitigazione e di miglioramento della fruibilità nelle tre Oasi individuate dall’accordo WWF-Terna sono stati ultimati e presentati pubblicamente.

L’applicazione del sistema di gestione della performance (GPS) è stata estesa per ricomprendere più dipendenti rispetto al 2010, in una prospettiva di graduale inclusione di un numero sempre maggiore di fasce professionali in un processo formalizzato di valutazione della performance, fondamentale per lo sviluppo e la gestione meritocratica.

Il 2011 ha visto un intenso lavoro sulla strumentazione di indirizzo e controllo delle spese di solidarietà e benefiche, che ha comportato anche la messa a punto di regole per la cessione di beni aziendali a titolo gratuito, e per una migliore gestione delle richieste esterne da parte delle organizzazioni non profit.

Non è ancora terminata l’elaborazione di regole per il volontariato dei dipendenti. Oltre alle citate iniziative con il WWF, il 2011 ha visto la sigla di un importante accordo di collaborazione con Legambiente, che si affianca a quelli già siglati negli anni precedenti con lo stesso WWF e con la LIPU.

FONTETerna

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Terna Facebook: Online il “Progetto di Rapporto integrato”.

Seguire un percorso di avvicinamento per un’integrazione tra trasparenza e informazione sulla gestione del business e la sostenibilità delle imprese è l’obiettivo del Pilot Programme dell’IIRC (International Integrated Reporting Council), un’iniziativa a cui hanno aderito circa 70 aziende nel mondo, tra queste l’italiana Terna.

Da oggi sono on-line le versioni interattive dei bilanci 2011 di Terna: accanto alla Relazione finanziaria e al Rapporto di sostenibilità da quest’anno è disponibile il “Progetto di Rapporto integrato”.

Si tratta di una prima, significativa realizzazione nell’ambito di un percorso di avvicinamento alla piena integrazione della Relazione Finanziaria e del Rapporto di sostenibilità secondo i principi dell’IIRC (International Integrated Reporting Council) al cui Pilot Programme Terna aderisce insieme a circa 70 aziende nel mondo.

Avviata a luglio 2010, l’IIRC è un’iniziativa internazionale che ha individuato nell’integrazione del reporting, finanziario e non, la risposta alla crescente domanda di trasparenza e completezza delle informazioni sulla gestione delle imprese e sulle prospettive del business da parte degli stakeholder.

L’obiettivo dell’IIRC, condiviso da Terna, è di superare la pubblicazione delle informazioni rilevanti in diversi documenti separati quali il Bilancio di esercizio, la Relazione di governance e il Rapporto di sostenibilità e di fornire una chiave di lettura unitaria per capire le interazioni tra il modello di business, la strategia, la governance, i risultati finanziari e di sostenibilità e l’evoluzione attesa nel breve e medio periodo.

La cornice di riferimento, proposta dall’IIRC e adottata dal Progetto, si basa su 6 building blocks: l’Organizzazione e il modello di business, il Contesto operativo, rischi e opportunità, gli Obiettivi strategici e strategie per raggiungerli; la Governance e remunerazione, la Performance e le Prospettive di lungo periodo.

Infine, da rilevare come Terna sia una delle 5 aziende italiane che aderiscono al Pilot Programme dell’IIRC al quale concorrono anche organizzazioni delle Nazioni Unite (UNEP, Global Compact), alcune tra le principali società di revisione contabile e Organizzazioni Non profit.

FONTEWeb Magazine Terna

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Terna, AD Flavio Cattaneo: La mappa geotermica del sud

Il geoscambio, l’energia che si può scambiare con la Terra, potrebbe divenire il futuro energetico per Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. Il sistema consiste nel prelevare d’estate l’aria calda immagazzinandola nei primi metri del suolo, per esser poi ripresa e utilizzata per il riscaldamento in inverno. Sono 23 i siti, censiti da una ricerca realizzata dal CNR e dal Ministero dello Sviluppo Economico, dove sono presenti sorgenti di acqua idrotermale.

Anche Campania, Calabria, Puglia e Sicilia potrebbero sfruttare l’energia geotermale che proviene dal sottosuolo. Sono 23 i siti dove sono presenti sorgenti di acqua idrotermale e sono stati censiti da Vigor (Valutazione del potenziale Geotermico delle Regioni della convergenza), progetto nato dalla collaborazione tra Cnr e Ministero dello Sviluppo Economico.

La mappa indica sia i luoghi in cui è possibile attingere energia geotermica sia quelli che potenzialmente si possono utilizzare per il geoscambio.“Il geoscambio – spiega Marina Iorio dell’IAMC-CNR (istituto per l’Ambiente marino Costiero) – è l’energia che si può scambiare con la Terra.”

Questo sistema consiste nel prelevare d’estate l’aria calda immagazzinandola nei primi metri del suolo. D’inverno può, poi, esser ripresa e utilizzata per il riscaldamento.

In pratica si tratta di sistemi di climatizzazione già sperimentati in diverse nazioni come Svezia, Canada, Svizzera. Anche in Trentino Alto Adige ci sono diversi impianti.

Un circuito di fluido (anche semplice acqua) si affonda nel terreno e una pompa di calore bidirezionale vi trasferisce il caldo estivo che si riutilizza quando arriva la stagione fredda. Il contrario si fa d’estate.

Bastano pochi gradi di differenza tra la temperatura ambiente e quella che viene dai tubi del geoscambio e la pompa di calore è in grado di moltiplicarla da tre a sette volte.

Con un edificio ben isolato i risparmi possono raggiungere il 40-50%.

“L’Italia sconta un pesante ritardo nelle pompe di calore geotermiche – dice Sergio Chiesa del CNR, autore di un recente studio – perchè rappresentano solo l’8% della geotermia italiana. Eppure questo è oggi, su scala mondiale, uno dei settori più dinamici nelle rinnovabili”.

I due più grandi impianti di geoscambio d’Europa sono stati realizzati in Italia dalla svedese Ikea. Il primo, con 304 sonde, si trova a Corsico e il secondo a Parma con 213 sonde.

FONTETerna Web Magazine

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Cattaneo Flavio: (Terna) piano di investimenti da 6 miliardi di euro da qui al 2016

Crisi e Robin Tax non intaccano il business di Terna, la società che gestisce la rete elettrica italiana. Un piano di investimenti da 6 miliardi di euro, fino al 2016, per la sicurezza, l’ammodernamento della rete e per attività non tradizionali. L’AD Flavio Cattaneo spiega: “Efficienza, sicurezza e minor costo per il sistema elettrico e creazione di valore per gli azionisti sono i driver dell’azione futura”.

L’ipotesi di una fusione con Snam resta sullo sfondo sebbene il mercato si attendesse lumi dopo le voci delle ultime settimane. Per il momento, però, Terna risponde con i risultati e con un piano di investimenti da 6 miliardi di euro da qui al 2016: 4,1 miliardi per la sicurezza e l’ammodernamento della rete, 1,9 miliardi per le attività non tradizionali (di cui un miliardo per i sistemi di accumulo di batterie).

Nonostante la crisi e il salasso imposto dalla Robin Tax – compensato soprattutto grazie a 270 milioni di plusvalenze assicurate dal fotovoltaico –, il gruppo guidato da Flavio Cattaneo è riuscito a confermare un dividendo 2011 di 21 centesimi in linea con l’esercizio precedente. «Abbiamo superato un anno di crisi in modo molto soddisfacente – ha spiegato l’ad illustrando i conti 2011 e il nuovo piano strategico con il presidente Luigi Roth –. Efficienza, sicurezza e minor costo per il sistema elettrico e creazione di valore per gli azionisti sono i driver dell’azione futura». Una strategia che dovrebbe assicurare una buona remunerazione anche nel 2012, quando Terna prevede una cedola base di 19 centesimi di euro per azione, cui si aggiungerà il 60% di pay-out dai risultati delle attività non tradizionali.

(…) L’obiettivo è chiaro: rafforzare la struttura finanziaria del gruppo che può contare su 2,5 miliardi di euro di liquidità e sul buon riscontro dei suoi bond (l’ultimo, da 1,25 miliardi di euro, a metà febbraio). Così Cattaneo esclude per ora aumenti di capitale. «Non ho intenzione di farli, se dovessi farli avviserò il mercato». Gli impegni – Terna ha in scadenza 70 milioni di euro nel 2012-2013 e 700 milioni nel 2014 – sono stati coperti tanto che l’ad ribadisce che «non abbiamo necessità di rifinanziamento fino alla fine del 2015».

Quanto al futuro, la società non disdegnerà opportunità di investimento in Italia e all’estero solo se, ha chiarito Cattaneo, «creeranno valore per gli azionisti e saranno strategiche per il Paese e il sistema». La parola d’ordine quindi è prudenza. Anche sul versante della cessione di asset, ventilata nel piano per aumentare la flessibilità finanziaria. «È un’opzione che Terna può attivare per migliorare il proprio investimento – precisa ancora l’ad –. Un’opportunità che sarebbe poco intelligente non cogliere se si dovessero verificare le condizioni non solo economiche ma anche della rete di trasmissione».

Cattaneo però non si sbilancia, lascia intendere che il meccanismo potrebbe essere quello del “lease back”: cedere cioè la proprietà finanziaria, mantenendo però in capo a Terna la responsabilità operativa e la gestione delle attività. Ma il manager non fornisce numeri (anche se, davanti agli analisti, il cfo Giuseppe Saponaro aveva quantificato fino a un massimo di 1,5 miliardi di euro l’importo di asset cedibili). «La cifra – rimarca Cattaneo – sarà quella più confacente alla possibilità di nuovi investimenti e più accrescitiva per gli azionisti». (…)

FONTE: Il Sole 24 Ore

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Terna Facebook: La nuova frontiera del terrorismo potrebbe essere la tecnologica?

La nuova frontiera del terrorismo potrebbe essere la tecnologica? Dopo l’allarme lanciato da uno studio della McAfee, società leader nella sicurezza sui pc, il “rischio cyberpiratesco” è sempre più vicino. Le infrastrutture vitali per la sicurezza nazionale non sono protette, la comparsa di worm informatici che spiano e riprogrammano i pc industriali indica la necessità di riconoscere armi digitali sempre più complesse. La sfida, identificare il modo per proteggere i sistemi tenendo presenti la governance e le tecnologie che utilizzano.

La nuova frontiera del terrorismo potrebbe essere davvero quella tecnologica. Dopo l’allarme lanciato dalla McAfee, società leader nella sicurezza sui pc, il rischio “cyber piratesco” cui sarebbero oggetto prossimamente smart grid, reti idriche e trasporti si va facendo realtà.

In un articolo pubblicato su “Affari & Finanza” di Repubblica, vengono mette giustamente in rilievo le criticità esistenti al giorno d’oggi nella vita sociale di un Paese. Basti pensare a tutte quelle infrastrutture essenziali quali il settore energetico, il campo sanitario, per non parlare dei trasporti, della ricerca, dell’e-government, finanche alla comunicazioni: tutte gestite da soluzioni di Ict sempre più complesse che si avvalgono di software e dispositivi informatici collegati in rete, diventano sempre più esposte ad attacchi da parte della cybercriminalità. Se si pensa alle possibili conseguenze di intrusioni cibernetiche nei sistemi energetici o idrici si ha la misura di quanto sia necessario mettere al sicuro questi ambienti.

Un caso emblematico è sicuramente quello delle smart-grid elettriche in grado di interconnettere tante piccole centrali di produzione generalmente da fonti rinnovabili e intermittenti, che viene studiato ora da McAfee. Le reti gestiscono flussi di energia bidirezionali, fanno interagire produttori e consumatori, determinano in anticipo le richieste di consumo, adattano con flessibilità produzione e distribuzione di energia elettrica, il tutto in tempo reale.

Quando il costo dell’energia diventa minore la smart grid può decidere di attivare automaticamente processi industriali o elettrodomestici casalinghi. Ma queste infrastrutture informatiche critiche presentano punti di vulnerabilità che ne mettono a repentaglio la sicurezza. Secondo il report dfi McAfee, relativo agli Usa, le infrastrutture vitali per la sicurezza nazionale non sono protette. Secondo l’indagine (“Tecnologie di sicurezza per funzionalità e applicabilità nei sistemi di controllo industriali”) la comparsa di Stuxnet e Duqu, worm informatici che spiano e riprogrammano i pc industriali, indica la necessità di riconoscere armi digitali sempre più complesse create da estorsori cibernetici e cyberterroristi, in grado di infiltrarsi nelle infrastrutture critiche e nei sistemi di controllo delle risorse.

La sfida è identificare il modo per proteggere i sistemi tenendo presenti la governance e le tecnologie che utilizzano. E le reti elettriche intelligenti sono comandate da sofisticati sistemi computerizzati che veicolano l’energia ma sono fatalmente esposti alle intrusioni dei pirati.

FONTE: Web Magazine Terna

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Flavio Cattaneo: Terna raccoglie ed immette in rete l’energia dell’Aprilia Solar

Terna e le rinnovabili, l’impegno continua. L’azienda, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, ha realizzato ad Aprilia una stazione elettrica per raccogliere l’energia prodotta dagli impianti solari. E’ la seconda struttura sul territorio, una superficie di 7500 metri quadrati per un impegno finanziario di 6 milioni di euro, un anno di lavoro e la partecipazione di 8 aziende. Impatto ambientale ridotto grazie anche all’opera di piantumazione di alberi dell’area.

Terna e le rinnovabili, l’impegno continua. L’azienda che gestisce la rete elettrica nazionale, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, ha infatti realizzato ad Aprilia, in provincia di Latina, una stazione elettrica per raccogliere l’energia prodotta dagli impianti solari.

 

Si tratta della seconda struttura sul territorio, che ha visto un impegno finanziario di 6 milioni di euro, un anno di lavoro e la partecipazione di 8 aziende. Attualmente la stazione convoglia in rete l’energia degli impianti della Aprilia Solar da 11 MW ma in futuro sarà in grado di ottimizzarne fino a 150 MW.

L’opera ha ricevuto una grande enfasi sulla stampa locale, come dimostrano le pagine dedicate sui quotidiani “Il Messaggero” e “Latina Oggi” e del resto l’impatto sul territorio pontino, e apriliano in particolare, è di quelli importanti.

Con la nuova stazione la rete locale sarà decongestionata e servirà anche come volano per nuovi investimenti nel settore dell’energia solare e fotovoltaico. Il complesso, che è stato autorizzato dalla Provincia di Latina, si staglia su una superficie complessiva di 7500 metri quadrati, con un impatto ambientale ridotto grazie anche all’opera di piantumazione di alberi su un decimo dell’area.

FONTE: Web Magazine Terna

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Cattaneo Flavio / Terna: Pedemontana lombarda, spostati 3,3 km di elettrodotti in dieci mesi di lavori

La Pedemontana è stata liberata. Terna, la società guidata dall’AD Flavio Cattaneo, ha completato i lavori di demolizione e spostamento di 3,3 chilometri di elettrodotti dell’alta tensione. 10 mesi di lavoro per un investimento complessivo di oltre un miliardo di euro.

La Pedemontana è stata liberata. Si sono infatti conclusi i lavori messi in atto da Terna, guidata da Flavio Cattaneo, per demolire e spostare 3,3 chilometri di elettrodotti dell’alta tensione, inerenti soprattutto le tratte delle tangenziali di Como e Varese e dell’A8-A9 per un totale di quattro elettrodotti aerei.

Poco meno di dieci mesi di lavoro (quasi tutti notturni per un minor impatto con i servizi per i cittadini), cinque imprese coinvolte e un investimento complessivo superiore al milione di euro: queste le cifre della megaoperazione realizzata dall’azienda elettrica.

I sette sostegni ricadenti nei comuni di Mozzate, Cislago, Turate, Limido Comasco, Grandate, Casnate e Bernate ora non interferiscono più con la infrastruttura viaria, la Pedemontana appunto, considerata strategica per tutta la Regione Lombardia dall’alto dei suoi 67 km e il collegamento con cinque province.

Il trasloco dei tralicci ha ricevuto ovviamente grande enfasi sulla stampa locale, come evidenziato dai titoli sulla Provincia di Varese, la Prealpina e l’Alto Adige.

Terna ha completato le varianti in attuazione della convenzione sottoscritta con Autostrada Pedemontana Lombarda, nell’ambito del progetto autorizzato dal Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica.

FONTE: Web Magazine Terna

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Elettrodotto Andria-Canosa inaugurato dopo 2 milioni di euro di investimenti e soli 2 mesi di lavori

La struttura, che ha 69 sostegni colorati di verde, inaugurata dopo 2 milioni di euro di investimenti e soli 2 mesi di lavori. Una rete elettrica sempre più moderna e funzionale. Prosegue con successo il piano di riassetto di Terna, guidata da Flavio Cattaneo, su tutto il territorio nazionale soprattutto in quelle parti maggiormente interessate alla raccolta di energia rinnovabile.

Andria-Canosa, inaugurato il nuovo elettrodotto di Terna, guidata da Flavio Cattaneo, nel segno delle rinnovabili. 2 milioni di euro di investimenti e soli 2 mesi di lavori.

Si tratta di un impianto che, come evidenzia anche la Gazzetta del Nord Barese, aveva una linea aerea originaria risalente al 1937 e che ora sarà in grado di offrire 150 kV, oltre ad avere un più efficiente allacciamento, e quindi immissione in rete dell’energia eolica e fotovoltaica prodotta dagli impianti rinnovabili della zona. La Puglia del resto è la regione italiana con più energia rinnovabile installata, con oltre 1380 MW di eolico e 2130 di fotovoltaico.

I lavori di rinnovo messi in atto da Terna hanno coinvolto diverse imprese locali e comunque non hanno avuto ripercussioni sulla continuità dell’erogazione di energia, in quanto programmati da tempo, e che sono consistiti nella sostituzione dei vecchi conduttori (i cavi distesi tra i tralicci) con quelli nuovi tecnologicamente più avanzati. Terna oltre a rimpiazzare i conduttori ha colorato di verde i 69 sostegni che compongono l’elettrodotto, che si snoda per 18,5 km tra Andria e Canosa di Puglia: un cromatismo che li rende più compatibili con il territorio circostante. Infine, è stata installata la nuova fune di guardia a protezione contro i fulmini.

FONTE: Web Magazine Terna

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Risparmio efficienza energetica: (Terna) Ecco il futuro dell’ illuminazione pubblica

Città illuminate senza sprechi e nuova tecnologia. Più del 60 per cento degli italiani chiedono una migliore illuminazione delle città per motivi di sicurezza, con due obiettivi: l’efficienza energetica e il miglioramento degli standard qualitativi degli impianti. Luci con intensità calibrata sulla base del numero delle persone presenti, lampioni “intelligenti” e design accogliente per riscaldare l’arredo urbano delle zone metropolitane sono il futuro dell’illuminazione pubblica smart.

Più del 60 per cento degli italiani chiedono una migliore illuminazione delle nostre città per motivi di sicurezza: poca luce può significare più rischi per la circolazione e minore protezione del cittadino rispetto alla lunga mano della micro-criminalità. La richiesta è comprensibile, e va abbinata a due obiettivi che la contengono e la precedono: l’efficienza energetica (dunque il risparmio) e il miglioramento degli standard qualitativi degli impianti (quindi la tecnologia).

 

Più del 60 per cento degli italiani chiedono una migliore illuminazione delle nostre città per motivi di sicurezza: poca luce può significare più rischi per la circolazione e minore protezione del cittadino rispetto alla lunga mano della micro-criminalità. La richiesta è comprensibile, e va abbinata a due obiettivi che la contengono e la precedono: l’efficienza energetica (dunque il risparmio) e il miglioramento degli standard qualitativi degli impianti (quindi la tecnologia).

Al momento l’Italia, vista attraverso i lampioni nelle strade e nelle piazze, è il regno dello spreco quotidiano. L’illuminazione pubblica nel nostro Paese costa, infatti, circa 1 miliardo di euro l’anno, 18,7 euro a cittadino: il doppio del conto pagato dai cittadini tedeschi. Il consumo medio pro-capite per le luci delle città in Europa è pari a 51 chilowattora, ma in Germania scende a quota 42 e in Italia schizza a 102 chilowattora, il doppio. Mentre comuni e pubbliche amministrazioni locali annunciano piani di risparmio per l’efficienza energetica, e in qualche raro caso (magari grazie a un bravo sindaco) dalle parole si passa ai fatti, nel complesso siamo il Paese con il record europeo di sprechi per l’illuminazione pubblica.

Lo potete verificare tutti i giorni: mettete piede in una scuola, in una struttura sanitaria, in un ufficio pubblico, e scoprite che le luci girano a pieno regime giorno e notte, senza interruzione. Gli impianti sono vecchi, obsoleti ed energivori: altro che efficienza energetica.

La sostituzione degli impianti di illuminazione pubblica con lampade a Led o anche a elettroluminescenza, proprio come sta avvenendo in molte abitazioni private, consentirebbe per esempio di risparmiare e sfruttare al meglio, innanzitutto rispetto alle esigenze dei cittadini, le potenzialità offerte dalla tecnologia. E’ quello che avviene in molte città americane, da New York a Seattle, da Los Angeles a Dallas, dove l’illuminazione pubblica è stata l’oggetto di significativi investimenti pubblici con impianti super moderni. Luci la cui intensità è calibrata sulla base del numero delle persone che attraversano la strada, lampioni “smart”, cioè forniti delle più sofisticate intelligenze in termini di funzionamento, design accogliente per riscaldare anche l’arredo urbano delle zone metropolitane e renderle più gradite e quindi più vissute, insieme, dai cittadini.

I dati sulla sicurezza, un tema sul quale gli americani sono i cittadini più sensibili del mondo, dicono in modo inequivocabile una sola cosa: con l’illuminazione pubblica “smart” gli episodi di criminalità diminuiscono.

Dall’America all’Europa. Tra le novità urbanistiche che Londra farà vedere al mondo in occasione delle Olimpiadi 2012 ci sono proprio i lampioni, sui quali l’amministrazione della capitale inglese ha varato un piano antispreco e di importante modernizzazione dell’arredo e della tecnologia urbana. A Londra sono già stati sostituiti 2mila punti- luce pubblici ed entro il 2020 il risparmio complessivo sarà pari a quasi 9 milioni di sterline, soldi che potranno essere investiti in altri servizi a favore dei cittadini. Il lampione in strada, come l’elettrodomestico a buona efficienza energetica in casa, è un simbolo delle potenzialità del Non Sprecare e della lunga catena di opportunità che si aprono attraverso questo cambio di paradigma. Della serie: nuove luci in città, per risparmiare, per vivere meglio, per alimentare una sana crescita economica. E innanzitutto per essere più sicuri.

Di Antonio Galdo

www.nonsprecare.it

FONTEWeb Magazine Terna

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Fornitori Energia Elettrica: Terna 2.0 Internet, il feeling corre sulla rete

Terna 2.0. Il web, interfaccia tra utenti e fornitori di energia elettrica. La comunicazione tra consumatore e fornitore di energia diventa sempre più tecnologica. Le famiglie italiane preferiscono la rete per interfacciarsi con i fornitori di energia. Web e social network sono in primo piano per uno scambio di informazione sia tra utenti stessi, sia con i fornitori di energia.

È sempre più tecnologica la comunicazione tra consumatore e fornitore di energia. In primo piano ci sono web e social network. Da quando, con la liberalizzazione del mercato energetico, le offerte e i servizi dei fornitori di energia sono aumentati, il consumatore ha bisogno di comparare le proposte e confrontarsi con altri utenti. L’obiettivo è capire i reali vantaggi e i concreti risparmi.

Un’inchiesta realizzata dall’azienda di consulting Accenture, che ha coinvolto 10.000 consumatori di tutto il mondo, analizza i comportamenti degli utenti quando vanno a caccia di informazioni.
“Uno dei punti principali sottolineato da tutti gli intervistati – scrive Luca Palmieri su Repubblica – riguarda l’interazione tra utente e fornitore attraverso la rete. La maggior parte dei consumatori ha, infatti, indicato di preferire il web come strumento per il cambio di indirizzo (risposta scelta dal 64% degli italiani e globalmente dal 57%) e per la spedizione delle fatture (82% in Italia contro una media globale del 71%)”.

La rete è dunque lo strumento di comunicazione preferito, soprattutto dagli italiani.
Sempre legato ad Internet è l’uso dei social network, che sono ormai ritenuti uno mezzo fondamentale anche nel rapporto tra utente e fornitore di energia.
“Il 43 degli italiani – dice Palmieri – ha infatti detto di ricorrere o voler ricorrere a Facebook o Twitter per dibattere o conoscere questioni legate ai consumi energetici mentre il 31% per interagire con il proprio fornitore.

Per un paese come il nostro, che soffre ancora di un diffuso digital divide, i dati forniti da Accenture hanno un che di straordinario.
“Un suggerimento importante per le aziende – scrive il giornalista di Repubblica – riguarda l’offerta di prodotti e servizi aggiuntivi. Il 57% (60% in Italia) degli intervistati ha dimostrato interesse verso prodotti e materiali che consentirebbero di ridurre il consumo energetico attraverso piccole migliorie in casa mentre una percentuale pressoché identica è favorevole all’acquisto di prodotti domestici per la produzione di energia elettrica, come i sistemi solari e geotermici”.
L’inchiesta sonda anche la disponibilità del consumatore a pagare di più ricevendo in cambio un servizio di energia “premium”.

Pagare di più per avere servizi migliori? Il 29% degli italiani ha risposto positivamente a questa domanda, collocandosi al settimo posto tra i paesi coinvolti nell’indagine e seconda in Europa dopo la Danimarca. Al primo posto assoluto è la Cina seguita dal Brasile.
Tra i consumatori disposti a pagare di più, la stragrande maggioranza si aspetta un vantaggio tangibile nel miglioramento delle opzioni di servizio.

Anche se il 56% degli intervistati mostra fedeltà al proprio fornitore, un quarto però sta prendendo in seria considerazione la possibilità di cambiare azienda entro un anno. Ovviamente il risparmio è la ragione principale (89%) di un’eventuale migrazione.
In Italia una bolletta più snella non è la sola ragione che induce al cambio. Quasi la metà degli intervistati (44%, di fronte al 33% della media globale) è interessato a soluzioni basate sulle energie rinnovabili così come a pacchetti di prodotti e servizi, riconoscimenti per la fedeltà e una migliore assistenza clienti.

FONTE: Facebook Terna

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Terna 2.0: Quanto inquina internet? Ecco il Clean Energy Index di Greenpeace

Internet ha stravolto il nostro modo di comunicare e acquisire informazioni, ma ogni volta che scarichiamo un documento, un film, un brano musicale non ci rendiamo conto di tutto quello che si muove dietro. Greenpeace analizza, per il secondo anno, consumi e risorse energetiche impiegate dalle 14 compagnie IT che costituiscono quella che ormai tutti chiamiamo Nuvola digitale.

Internet ha stravolto il nostro modo di comunicare e acquisire informazioni. Non potremmo più farne a meno. Ogni volta che scarichiamo un documento, un film, un brano musicale non ci rendiamo conto di tutto quello che si muove dietro ad un ormai semplice gesto che ripetiamo migliaia di volte l’anno.

L’eminenza grigia sono i data center, tanto utili quanto energivori.
Greenpeace ha analizzato nuovamente, l’aveva già fatto nel 2010, consumi e risorse energetiche impiegate dalle 14 compagnie IT che costituiscono quella che ormai tutti chiamiamo Nuvola digitale.

“I Data center – scrive Greenpeace nel Rapporto – non sono né piccoli né assolutamente innocui. Alcuni sono così grandi che possono essere visibili dallo spazio. Altri consumano come 180 mila case. Tutto questo sta crescendo e purtroppo, nonostante l’innovazione sia uno degli elementi centrali tanto del processo produttivo quanto della concorrenza tra le imprese IT, le grandi compagnie spesso rifiutano di affrontare con decisione e innovazione tecnologica (il potenziale di supporto a fonti energetiche pulite della nuvola è enorme) l’impatto delle proprie scelte energetiche sulla società”.

Per analizzare il rapporto tra consumi e scelte energetiche Greenpeace ha elaborato il Clean Energy Index (CEI), calcolato sulla base della domanda elettrica (in megawatt) degli impianti (considerando un campione rappresentativo degli investimenti infrastrutturali negli ultimi cinque anni) e della percentuale di energia rinnovabile utilizzata dai data center. Più alta è la percentuale migliore è la performance ecosostenibile.
Questa è la classifica:
1. Yahoo! (56,4%)
2. Dell (56,3%)
3. Google (39,4%)
4. Facebook (36,4%)
5. Rackspace (23,6%)
6. Twitter (21,3%)
7. HP (19,4%)
8. Apple (15,3%)
9. Microsoft (13,9%)
10. Amazon Web Services (13,5%)
11. IBM (12,1%)
12. Oracle (7,1%)
13. Salesforce (4,0%)

In classifica non c’è Akamai, network globale che utilizza server delocalizzati, per il quale Greenpeace non ha potuto applicare il CEI.
“Se il comparto del cloud computing non farà passi avanti verso politiche energetiche pulite e sostenibili – dice Greenpeace – le conseguenze per il clima potrebbero essere catastrofiche. Se la nuvola digitale fosse uno Stato, la sua domanda di energia elettrica sarebbe la quinta al mondo, dato che triplicherà entro il 2020”.

FONTE: Facebook Terna

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Flavio Cattaneo: Terna al via la bonifica della rete elettrica di Frattamaggiore

Energia: Terna, la società guidata dall’AD Flavio Cattaneo, dà il via alla bonifica della rete elettrica Frattamaggiore. Il piano di riassetto della rete elettrica nella Provincia di Napoli prevede un investimento di 100 milioni di euro con l’obiettivo di migliorare la qualità e la sicurezza del servizio elettrico. Un risparmio economico pari a circa 11 milioni di euro l’anno e circa 7000 tonnellate l’anno le emissioni di CO2 evitate saranno i maggiori benefici.

Per il riassetto della rete elettrica nella Provincia di Napoli, Terna investirà 100 milioni di euro, con l’obiettivo di migliorare la qualità e la sicurezza del servizio elettrico.

Notevoli i benefici previsti: il risparmio economico per il sistema, a valle della realizzazione dell’intervento, sarà pari a circa 11 milioni di euro l’anno e ammonteranno a circa 7000 tonnellate l’anno le emissioni di CO2 evitate, grazie alla riduzione delle perdite di rete.

 

Il riassetto delle rete della provincia di Napoli è solo uno degli interventi che Terna ha in programma di realizzare in Campania, dove la società prevede investimenti complessivi per oltre 1,1 miliardi di euro, con importanti la ricadute anche sul fronte occupazionale, con oltre 60 imprese e 500 lavoratori coinvolti.

Tra i principali interventi, i nuovi elettrodotti a 380 kV ”Foggia-Benevento” e ”Montecorvino-Avellino-Benevento”, il riassetto della Penisola Sorrentina, l’interconnessione a 150 kV delle isole campane e alcuni interventi dedicati alla raccolta di energia da fonti rinnovabili.

Una volta completato, il piano porterà un risparmio per il sistema elettrico di circa 420 milioni di euro l’anno e notevoli benefici ambientali, tra cui la demolizione di oltre 250 km di elettrodotti esistenti e la riduzione di CO2 in atmosfera per 2 milioni di tonnellate annue, pari alle emissioni di oltre 250.000 veicoli di media cilindrata.

FONTE: Repubblica

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Officinae Verdi: Marchio Italiano di Qualità Ambientale – NICE TO MEET YOU

Officinae Verdi e WWF Italia, partner tecnici dell’ASDI del Mobile Livenza per il progetto sperimentale, in collaborazione con i Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico. Presentazione dei primi risultati del progetto nel convegno “Nice to meet you: marchio italiano di qualità ambientale” , 4 luglio 2012 Pordenone, Palazzo della Provincia.

Il marchio ambientale di prodotto nasce dalla sperimentazione del Distretto del Mobile di Livenza (Pordenone) con lo scopo di essere esteso alle altre filiere produttive e punta a diffondere prodotti eco-sostenibili che minimizzino gli impatti ambientali, generando al contempo vantaggi competitivi per le aziende che lo adottano.

Obiettivo del convegno sarà, oltre alla presentazione del progetto, del marchio e di alcuni prodotti della filiera “green”, illustrare le prospettive di miglioramento ambientale e di prodotto nei distretti industriali grazie all’utilizzo del nuovo marchio.

Verrà assegnato un riconoscimento alle aziende del mobile coinvolte nella sperimentazione della filiera ecologica certificata: Fantoni, Presotto e Petrovich Group e verranno identificate le basi per il passaggio dalla fase sperimentale locale alla fase nazionale, alla luce della creazione di un Cluster di filiera nazionale per l’arredo, guidato da FederlegnoArredo.

Fonte: Officinae Verdi

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Terna Impatto Zero: Terna.it aderisce a Zero Impact Web contro il riscaldamento globale

Nonostante abbia fatto già molto per ridurre le emissioni di CO2, anche internet inquina. Secondo un rapporto di Greenpeace, con il tasso di crescita di oggi, nel 2020 i data center e le reti di telecomunicazione consumeranno circa 2.000 miliardi di kilowattora di elettricità, oltre il triplo del loro consumo attuale. Ecco perché il portale www.terna.it ha deciso di aderire a Zero Impact Web e fare la sua parte per contrastare il riscaldamento globale.

Le emissioni derivanti dalle vostre visite verranno compensate attraverso la creazione e tutela di foreste in crescita. É una piccola azione che se fatta da molti aiuta a creare consapevolezza e fare del bene all’ambiente. E soprattutto vi permette di navigare tra queste pagine in piena tranquillità!

Aderite anche voi a questa iniziativa, insieme possiamo fare la differenza!
Le emissioni generate da questo portale sono compensate dalla creazione e tutela di foreste in crescita in Costa Rica.

Per il terzo anno consecutivo, le principali pubblicazioni aziendali, da Terna News, al Bilancio di Sostenibilità, al Rapporto Finanziario, all’Agenda Terna, passando quest’anno per i siti web, partecipano alla creazione e mantenimento di nuove aree verdi in Italia e all’estero.

A Milano, Terna sta collaborando insieme a Lifegate alla riqualificazione dell’Alzaia del Naviglio Grande. Si tratta del contributo più importante per un’Azienda in quest’area, per un progetto parte delle iniziative EXPO 2015 volte a ripristinare e restituire alla città la vivibilità di una delle più importanti strade d’acqua verso i grandi Parchi Regionali della Valle del Ticino e dell’Adda.

Complessivamente, con la messa a Impatto Zero dei propri strumenti, Terna compenserà poco meno di 140.000 kg di anidride carbonica, generata dalla produzione dei propri strumenti di comunicazione, con nuove aree verdi nel Nostro Paese e nelle riserve della Costarica, tra le più ricche di biodiversità al mondo.

FONTE: Web Magazine Terna

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Nati quattro falchetti in diretta webcam sul tetto dell’università

Welby, Kit, Mitra e Vic sono i quattro nuovi giovani falchetti che osservano il mondo dal nido artificiale costruito da Terna sul tetto della Facoltà di Economia de La Sapienza di Roma. L’evento può essere seguito sul sito www.birdcam.it, la webcam che monitora i falchetti 24 ore su 24.

Dal sito www.birdcam.it gli internauti italiani hanno dato l’annuncio della schiusa delle uova della coppia di falchi pellegrini Aria e Vento, i due uccelli che vivono da tempo nel nido artificiale realizzato da Terna sulla terrazza della Facoltà di Economia della Sapienza di Roma, nido che è monitorato 24 ore su 24 da una webcam e una “eggcam” in full HD dell’associazione scientifica Ornis italica.

I 4 falchetti sono nati tra lunedì 9 aprile e martedì 10 aprile: il primo, Welby, ha visto la luce nel primo pomeriggio del 9 aprile, intorno alle ore 13.40, dopo una cova durata una trentina di giorni, il secondo e il terzo sono nati poco dopo. Il quarto uovo si è invece schiuso la mattina di martedì. Nelle otto stagioni riproduttive dei falchi pellegrini solo in un’altra occasione si erano schiuse tutte e quattro le uova. Dal momento della schiusa, le immagini e il video dell’evento hanno fatto il giro del web e sono state ‘postate’ anche su YouTube.

Come detto, i falchi-genitori Aria e Vento nidificano ogni anno (sono stati i primi in tal senso a Roma) e queste ultime uova erano state deposte a inizio di marzo all’interno della cassetta-nido posta sul cornicione del palazzo. Una curiosità: sembra che la falchetta Ariane, nata lo scorso anno e tornata poi al nido, abbia portato il cibo ai nuovi nati per farli poi nutrire dalla madre Aria. I nuovi 4 si vanno ad aggiungere ai precedenti 17 nati dalla “prolifica” coppia Aria e Vento.

Le webcam puntate sui rapaci consentono da otto anni di osservare costantemente la loro vita privata all’interno della cassetta-nido. Gli utenti del web che si collegano al sito in occasione della nascita dei falchetti sono sempre più numerosi, tanto da far registrare un picco di visite che si prevede aumenti durante il periodo dell’allevamento. Gli appassionati possono seguire l’inanellamento dei giovani falchi, a cura degli operatori dell’associazione Ornis Italica che avviene all’età di 15 giorni.

Terna, oltre al nido sul tetto della facoltà di Economia, ha allestito sui tralicci elettrici nella campagna romana ma anche in Emilia-Romagna, Lombardia, Puglia e Umbria, circa 550 cassette adatte alla nidificazione di diverse specie di uccelli, come ghiandaie marine, gheppi e falchi cuculi, da cui si involano, ogni anno, oltre 1.000 nuovi nati.

FONTE: Terna

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Officinae Verdi per risparmiare sui costi energetici aziendali

L’Audit energetico è il primo passo da effettuare per le imprese che desiderano diventare “sostenibili”, divenendo auto produttrici di energia pulita, riducendo costi e impatti ambientali. Officinae Verdi affianca queste imprese virtuose integrando tecnologia verde e soluzioni finanziarie.

Officinae Verdi opera nel settore delle rinnovabili, dell’efficienza energetica e del carbon management, integrando tecnologia verde e soluzioni finanziarie.
Scegliere di diventare un’impresa “sostenibile” adottando tecnologie rinnovabili consente, a parità di fabbisogno energetico, di diventare autoproduttori di energia pulita, ridurre i costi e gli impatti ambientali in termini di CO2.
Il primo passo consiste nell’effettuare un Audit Energetico per analizzare l’attività aziendale nel dettaglio e individuare le aree di minor efficienza su cui intervenire per effettuare una riqualificazione energetica.
Una volta ottenute tutte le informazioni necessarie, Officinae Verdi affianca il cliente nell’implementazione di soluzioni di efficienza energetica (per ridurre i costi di fornitura dell’energia) e di tecnologie rinnovabili (autoproduzione di energia).
Tutti gli interventi proposti da Officinae Verdi sono supportati da soluzioni finanziarie grazie a UniCredit e sono dimensionati secondo i fabbisogni dell’azienda per valorizzare l’autoconsumo dell’energia, nell’ottica della creazione di un modello distribuito di produzione dell’energia.
Contatta l’Energy Desk, per avere maggiori informazioni sui servizi Officinae Verdi.

Fonte: Officinae Verdi

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Cattaneo Flavio: Terna conferma, per il terzo anno consecutivo, il livello di applicazione A+ delle linee guida GRI

Estensione di prestazione ambientali e sociali attraverso il confronto con le aziende, riduzione delle emissioni di CO2, calo delle perdite di gas serra SF6, comparazione delle performance con 24 Gestori di rete europei e mondiali. Con il Rapporto di sostenibilità 2011, Terna, la società guidata dall’AD Flavio Cattaneo, conferma, per il terzo anno consecutivo, il livello di applicazione A+ delle linee guida GRI, il massimo previsto per completezza delle informazioni pubblicate.

Il Rapporto di sostenibilità 2011 di Terna, settima edizione del bilancio annuale delle performance non finanziarie della Società, è disponibile sul sito www.terna.it.
Il Rapporto 2011 di Terna ha soddisfatto per il terzo anno consecutivo i requisiti del livello di applicazione “A+” delle linee guida “G3.1”, ultimo aggiornamento dello standard internazionale del GRI-Global Reporting Initiative – l’organizzazione leader a livello mondiale per la rendicontazione di sostenibilità – il massimo previsto dallo standard.

Novità di quest’anno, l’estensione dell’analisi di alcune prestazioni ambientali e sociali di Terna attraverso il confronto con altre aziende. Gli indicatori trattati riguardano le emissioni di CO2, le perdite di SF6, il consumo di acqua, la produzione di rifiuti, la formazione, i differenziali retributivi per genere e il tasso di turnover in uscita del personale.

Per offrire agli stakeholder interessati, oltre che a Terna stessa, dei punti di riferimento quanto più possibile oggettivi per una valutazione comparata, per ognuno dei 7 indicatori trattati sono stati identificati tre panel di aziende, che pubblicano dati di sostenibilità secondo lo standard GRI: uno settoriale, costituito da 24 aziende di trasmissione europee ed extraeuropee, e due multisettoriali, il primo relativo a 27 grandi aziende italiane del FTSE-Mib, il secondo ai 19 best performer mondiali individuati dall’agenzia di rating di sostenibilità SAM-Sustainable Asset Management e pubblicate nel “SAM– Sustainability Yearbook 2011”.

Tra i risultati più significativi pubblicati nel Rapporto, si segnala la riduzione delle emissioni dirette di CO2 del 5,6% rispetto al 2010 rappresentativa di un impegno che Terna assume volontariamente, nonostante non sia soggetta ad obblighi imposti dal Protocollo di Kyoto o da schemi di emission trading.
In calo anche l’incidenza delle perdite di SF6, un gas serra usato nelle apparecchiature di stazione per il suo elevato potere isolante, ulteriormente calato passando dallo 0,73% del 2010 allo 0,60% del 2011.

In crescita la formazione: con 51 ore di formazione pro-capite (erano 49 nel 2010), Terna si conferma tra le aziende che investono maggiormente sulla crescita professionale delle proprie persone, come emerge dal confronto dedicato.

Nel corso del 2011 Terna è stata confermata in tutti gli indici in cui era già presente ed è stata ammessa nello STOXX® Global ESG Leaders Index, lanciato nel 2011 e per accedere al quale è necessario essere inclusi in almeno uno dei sotto-indici specializzati (Global Environmental Leaders, Global Social Leaders e Global Governance Leaders).

Terna è l’unica utility italiana inclusa in tutti e tre. La sostenibilità di Terna è oggetto di valutazione anche da parte di banche, fondi di investimento, analisti finanziari con team specializzati, agenzie di sostenibilità con risultati che ne testimoniano il valore.
La corretta applicazione dello standard GRI è stata verificata, come di consueto, da una società di revisione esterna che da quest’anno è PricewaterhouseCoopers.

FONTE: Terna

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Cattaneo Flavio, Terna rilancia la strategia di investimenti

Una strategia di investimenti da 6 miliardi di euro da qui al 2016: 4,1 miliardi per la sicurezza e l’ammodernamento della rete, 1,9 miliardi per le attività non tradizionali, così Terna risponde alla crisi e alla Robin Tax. L’AD Flavio Cattaneo: “Abbiamo superato un anno di crisi in modo molto soddisfacente. Efficienza, sicurezza e minor costo per il sistema elettrico e creazione di valore per gli azionisti sono i driver dell’azione futura”.

L’ipotesi di una fusione con Snam resta sullo sfondo sebbene il mercato si attendesse lumi dopo le voci delle ultime settimane. Per il momento, però, Terna risponde con i risultati e con un piano di investimenti da 6 miliardi di euro da qui al 2016: 4,1 miliardi per la sicurezza e l’ammodernamento della rete, 1,9 miliardi per le attività non tradizionali (di cui un miliardo per i sistemi di accumulo di batterie).

Nonostante la crisi e il salasso imposto dalla Robin Tax – compensato soprattutto grazie a 270 milioni di plusvalenze assicurate dal fotovoltaico – il gruppo guidato da Flavio Cattaneo è riuscito a confermare un dividendo 2011 di 21 centesimi in linea con l’esercizio precedente. «Abbiamo superato un anno di crisi in modo molto soddisfacente – ha spiegato l’ad illustrando i conti 2011 e il nuovo piano strategico con il presidente Luigi Roth –. Efficienza, sicurezza e minor costo per il sistema elettrico e creazione di valore per gli azionisti sono i driver dell’azione futura». Una strategia che dovrebbe assicurare una buona remunerazione anche nel 2012, quando Terna prevede una cedola base di 19 centesimi di euro per azione, cui si aggiungerà il 60% di pay-out dai risultati delle attività non tradizionali.

Nel frattempo la società – che ha chiuso in Borsa con un +1,58% e ha raccolto la conferma del rating “A3” da parte di Moody’s – ha archiviato il 2011 con ricavi in crescita del 2,9 per cento (1,63 miliardi di euro), e un Ebitda pari a 1,23 miliardi (+4,7%). Con una marginalità che passa dal 73,9% del 2010 al 75,2 dello scorso anno. La Robin tax, come detto, ha rallentato la corsa di Terna impattando sull’utile netto delle attività continuative pari a 327,3 milioni di euro (465,1 milioni nel 2010). Mentre l’utile netto adjusted – depurato dagli effetti fiscali della manovra correttiva bis – si è attestato sui 465,3 milioni di euro, in crescita di 5,2 milioni rispetto all’esercizio precedente (+1,1%).

Risultati raggiunti senza incrementare troppo l’indebitamento finanziario netto che ha raggiunto a fine 2011 il tetto dei 5,12 miliardi di euro (erano 4,72 miliardi l’anno prima). L’obiettivo è chiaro: rafforzare la struttura finanziaria del gruppo che può contare su 2,5 miliardi di euro di liquidità e sul buon riscontro dei suoi bond (l’ultimo, da 1,25 miliardi di euro, a metà febbraio). Così Cattaneo esclude per ora aumenti di capitale. «Non ho intenzione di farli, se dovessi farli avviserò il mercato». Gli impegni – Terna ha in scadenza 70 milioni di euro nel 2012-2013 e 700 milioni nel 2014 – sono stati coperti tanto che l’ad ribadisce che «non abbiamo necessità di rifinanziamento fino alla fine del 2015».

Quanto al futuro, la società non disdegnerà opportunità di investimento in Italia e all’estero solo se, ha chiarito Cattaneo, «creeranno valore per gli azionisti e saranno strategiche per il Paese e il sistema». La parola d’ordine quindi è prudenza. Anche sul versante della cessione di asset, ventilata nel piano per aumentare la flessibilità finanziaria. «È un’opzione che Terna può attivare per migliorare il proprio investimento – precisa ancora l’ad –. Un’opportunità che sarebbe poco intelligente non cogliere se si dovessero verificare le condizioni non solo economiche ma anche della rete di trasmissione».

Cattaneo però non si sbilancia, lascia intendere che il meccanismo potrebbe essere quello del “lease back”: cedere cioè la proprietà finanziaria, mantenendo però in capo a Terna la responsabilità operativa e la gestione delle attività. Ma il manager non fornisce numeri (anche se, davanti agli analisti, il cfo Giuseppe Saponaro aveva quantificato fino a un massimo di 1,5 miliardi di euro l’importo di asset cedibili). «La cifra – rimarca Cattaneo – sarà quella più confacente alla possibilità di nuovi investimenti e più accrescitiva per gli azionisti».

E le possibili nozze Snam-Terna? «No comment», dice l’ad davanti agli analisti. E, a chi gli chiede poi come valuta le affermazioni dell’ad di Snam, Carlo Malacarne («la fusione tra le due società non ha senso»), risponde così. «Non intendiamo commentare notizie su questo tema. Non ci sembra corretto rispondere».

FONTE: Il Sole 24 Ore

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Cattaneo Flavio / Terna: Avanti con l’ammodernamento degli elettrodotti. Via i vecchi tralicci dalla Valle del Piave

Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, prosegue il lavoro di razionalizzazione delle linee elettriche con l’ammodernamento degli elettodotti della Valle del Piave. I vecchi tralicci saranno sostituiti da elettrodotti sotterranei. Riduzione delle perdite di corrente, miglioramento della qualità e della sicurezza del sistema elettrico e l’eliminazione della rete aerea nei centri urbani saranno i vantaggi più evidenti dell’operazione.

Avanti con l’ammodernamento degli elettrodotti. Questa è la volta della rete elettrica veneta. Un elettrodotto che cammina sottoterra sostituirà i vecchi tralicci.
Gli interventi, che interessano la zona tra Belluno e Perarolo di Cadore – scrive Raffaella Sarracino sul Gazzettino di Belluno – prevedono la messa in connessione delle due direttrici elettriche esistenti in provincia di Belluno, quella a 132 kV che raccoglie le produzioni idroelettriche collocate lungo l’asta del Piave e quella a 220 kV in cui viene smistata la potenza importata dall’Austria”.

Gli interventi previsti da Terna sono due per un investimento complessivo di 75 milioni di euro.
Il primo (60 milioni) riguarda il potenziamento della stazione di Polpet e delle reti collegate. Con il secondo intervento (15 milioni) sarà ammodernata la rete di trasmissione nell’area dell’alto bellunese.

L’impatto delle strutture esistenti sul territorio – scrive Sarracino – sarà ridotto attraverso lo smantellamento dei vecchi elettrodotti e la sostituzione degli attuali tralicci aerei con pali a basso impatto ambientale. In molti tratti poi, le reti aeree saranno sostituite da cavi interrati.

“Questo piano di interventi –ha detto Adel Motawi, Responsabile Terna del rapporto con il territorio, nel corso della presentazione del piano di ristrutturazione – è stato elaborato all’interno della fascia territoriale indicata dagli enti locali in fase di concertazione”.

Gli interventi di razionalizzazione della rete bellunese avranno due effetti importanti. Il primo è, grazie alla riduzione delle perdite di corrente, il risparmio di 4 milioni di euro l’anno sul costo dell’energia a livello nazionale. Il secondo è il miglioramento della qualità e della sicurezza del sistema elettrico che consentirà il pieno sfruttamento dell’energia idroelettrica.

Altro vantaggio non meno importante sarà l’eliminazione della rete aerea nei centri urbani.
Per quanto riguarda i tempi di realizzazione “ci auguriamo – ha detto Motawi – di iniziare quanto prima i lavori, al momento stiamo ancora seguendo l’iter autorizzativo”.

FONTE: Terna

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Cattaneo Flavio: Terna, Morgan Stanley alza stime di utile per azione

Investimenti in attività non tradizionali, realizzazione di sistemi a batterie per l’accumulo di energia elettrica, nuovi allacciamenti fuori dall’Italia, manutenzione e sviluppo della rete elettrica italiana. Morgan Stanley crede nel business plan di Terna, la società guidata dall’AD Flavio Cattaneo, ed alza le stime di utile per azione del 12% per il 2012-2016.

Morgan Stanley aggiorna le stime su Terna, la sua preferita tra le utility italiane, per tener conto del recente business plan e per riflettere l’impatto della nuova regolamentazione e dei solidi risultati trimestrali. Una settimana fa la società ha comunicato di aver chiuso i primi tre mesi dell’anno con un utile netto di 114,2 milioni, in calo del 34,1%, ma con un margine operativo lordo in crescita del 15,3% a 339,8 milioni. Numeri che hanno portato gli analisti di Intermonte il 16 maggio scorso a rivedere al rialzo le stime 2012-2013 del 3%, il target price da 3 a 3,10 euro e il rating da neutral a outperform.

Nei prossimi anni l’utility farà perno sugli investimenti in attività non tradizionali, ossia sulla realizzazione di sistemi a batterie per l’accumulo di energia elettrica e nuovi allacciamenti fuori dall’Italia. In queste attività non regolate Terna investirà nel quadriennio 2012-2016 1,9 miliardi di euro (di cui 1 miliardo per le batterie), quasi il doppio di quanto previsto dal precedente piano. Ovviamente il grosso degli investimenti, pari a 4,1 miliardi, sarà destinato alla manutenzione e allo sviluppo della rete elettrica italiana, la cui gestione in regime regolato è l’attività tradizionale di Terna.

Alla luce di questo programma Morgan Stanley ha alzato in media le stime di utile per azione del 12% per il periodo 2012-2016. Stime che ora si trovano sulla parte alta del range del consenso per il 2012-2013. Per quest’anno le previsioni di eps sono state incrementate da 0,19 a 0,21 euro e per il prossimo anno da 0,19 a 0,22 euro.

“Se l’inflazione dovesse rimanere ai livelli attuali elevati e se l’azienda riuscisse a mantenere i costi operativi sotto controllo, come già ha fatto gli scorsi tre mesi, le valutazioni potrebbero essere ancora riviste al rialzo”, hanno spiegato gli esperti, dopo aver ribadito il rating overweight sul titolo.

Nonostante la performance positiva dell’8% da inizio anno, Terna offre ancora un potenziale rialzo del 15%, riflesso nel nuovo target price fissato dal broker, pari a 3,10 euro (dal precedente di 2,97 euro), a fronte della quotazione di ieri di 2,708 euro. Il nuovo prezzo obiettivo, hanno precisato gli esperti, non include il valore che potrebbe derivare da investimenti non tradizionali, dato che la visibilità su specifici progetti e i rendimenti rimangono bassi.

Per quanto riguarda la cedola, il dividend yield 2012 stimato al 7% potrebbe essere visto come un cuscinetto per il titolo nei prossimi anni, dal momento che il management punta a un payout del 60% da attività non-core.

Terna riuscirà a mantenere il suo rapporto indebitamento finanziario netto/Rab (Regulatory Asset base, ossia gli investimenti programmati e i volumi di servizio erogati) inferiore al 55% durante il periodo del piano. Il rapporto debito netto/margine operativo lordo invece raggiungerà il picco di 4,5 volte nel 2014, a detta degli analisti, e scenderà di nuovo a 4,3 volte entro il 2016.

FONTE: Milano Finanza

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Cattaneo Flavio / Terna: “Abbiamo una disponibilità finanziaria netta di 2,5 miliardi. Non abbiamo necessità fino al 2015”

Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato della società elettrica ha dato il via libera al bilancio del 2011 e ha approvato un dividendo di 21 centesimi – “Abbiamo una disponibilità finanziaria netta di 2,5 miliardi. Non abbiamo necessità fino al 2015”. – Dalla quotazione a fine 2011 il titolo si è apprezzato del 53,2% – Positivi i risultati del primo trimestre.

Positivi i conti di Terna, la società elettrica italiana nota a livello internazionale. L’assembla degli azionisti, presieduta da Luigi Roth, ha dato oggi il via libera al bilancio 2011 che si chiude con un utile netto di 440 milioni. L’amministratore delegato Flavio Cattaneo inoltre ha approvato un dividendo di 21 centesimi con un saldo di 13 centesimi in pagamento il 21 giugno e stacco della cedola il 18. L’acconto di 8 centesimi è stato distribuito a novembre 2011.
Per Cattaneo Terna non ha bisogno di finanziarsi fino al 2015. “Non abbiamo necessità di rifinanziarci prima del 2015.“, ha spiegato l’ad, “con le ultime emissioni abbiamo una disponibilità finanziaria netta di 2,5 miliardi. Un eventuale successivo downgrade non incide sulle emissioni già fatte ma su un eventuale futura sottoscrizione. Ma come detto non abbiamo necessità fino al 2015. Siamo una delle poche società con un rating superiore a quello dell’Italia”.
Ma è il titolo della società a dare maggiori soddisfazioni. Dalla quotazione a fine 2011 l’azione Terna “si è apprezzata del 53,2% a fronte di una perdita del 45,9% da parte dell’indice delle blue chips italiane”. Cattaneo inoltre ha spiegato che nel “primo trimestre del 2012 il titolo ha registrato un rialzo del 16%, nonostante l’impatto della Robin Hood tax e la difficile congiuntura nazionale e internazionale”. Oggi il titolo Terna ha chiuso a Piazza Affari a rialzo dell’1,48% a 2,746 euro ad azione.
Terna ha inoltre reso noti i conti del primo trimestre. “Il 2012 è partito bene e l’impegno di tutta la squadra di Terna mi convince che avremo ancora un anno di crescita”, ha dichiarato l’amministratore delegato. I ricavi sono aumentati 12,2% a 46,9 milioni di euro. A giovare sul giro d’affari è stato prevalentemente il maggiore corrispettivo per il trasporto di energia nella Rete di Trasmissione Nazionale (+32,8 milioni) e per le attività di dispacciamento (+14 milioni). I costi operativi sono aumentati del 2% a 91,8 milioni. Forte il balzo dell’Ebitda che si è attestato a 339,8 milioni di euro: a rialzo del 15,3% rispetto allo stesso periodo del 2011.
Cresce l’utile ante imposte a 207,6 milioni di euro (+19%) mentre l’utile netto è calato a 114,2 milioni, 59 milioni di euro in meno rispetto ai 173,2 milioni dei primi tre mesi del 2011, che includevano l’apporto straordinario relativo alla cessione della partecipazione di Rete Rinnovabile S.r.l. per 59,2 milioni di euro. A pesare sul risultato in parte anche l’aumento degli oneri finanziari inerenti all’indebitamento a lungo termine (31 milioni di euro): l’indebitamento finanziario netto si attesta a 5,27 miliardi di euro, in crescita di 150 milioni rispetto al 31 dicembre 2011, essenzialmente per investimenti e riduzione dei debiti commerciali rispetto a fine esercizio 2011.

FONTE: FIRSTonline

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Cattaneo Flavio: Energie rinnovabili Terna in prima linea con il progetto MedTSO

Energia integrata e diffusa generata da fonti rinnovabili e reti che connettano Italia, Paesi del Nord Africa e dell’area est dei Balcani: queste le meraviglie che promette il Mediterraneo con il Progetto MedTSO, l’alleanza tra operatori elettrici di cui è capofila TERNA, guidata dall’AD Flavio Cattaneo.

Promette meraviglie il Mediterraneo dell’energia integrata e diffusa, trampolino della nuova fase di sviluppo che (si spera ardentemente) verrà. I protagonisti? Noi paesi europei sviluppati con l’Italia in prima fila se non altro per ragioni geografiche. E poi la fascia del Nord Africa ben protesa verso oriente. E poi ancora la non meno strategica e ambiziosa fascia balcanica. Lo strumento: la disponibilità di energia, possibilmente da generare soprattutto con le fonti rinnovabili, e le reti per interconnetterci tutti insieme. Le cifre, colossali: a essere prudenti tra 300 e 350 miliardi di euro di investimenti da mobilitare nei prossimi 20 anni, 35-40 miliardi solo per le reti.
Ed ecco gli strumenti di tutto ciò, con l’Italia questa volta in prima fila. Almeno così parrebbe.

Res4Med, l’alleanza tra operatori elettrici, manovratori finanziari e centri di ricerca tutta proiettata sulle rinnovabili, offre i suoi servigi direttamente ai paesi in via di sviluppo per accelerare le infrastrutture, con un mucchio di ambizioni già anticipate dal nostro giornale.

C’e di più. A Roma viene lanciata un’iniziativa parallela «e complementare» chiariscono i suo artefici: MedTSO, l’alleanza tra i grandi operatori nazionali delle reti ad alta tensione che trasmettono i flussi di energia tra territori e paesi e che si stanno progressivamente aprendo al Nord Africa e ai paesi dell’Est nella fascia balcanica.

La buona notizia, anche qui, è che il nostro paese è leader. Trascina e promuove, con la nostra Terna (che già fa parte di Res4Med attraverso la sua divisione TernaPlus per i business “collaterali”, come le batterie per accumulare corrente in rete).

Terna è capofila di MedTSO. Ai partner (dagli operatori di rete del Portogallo a quelli della Grecia, dagli sloveni ai turchi fino ai tunisini, ai quali è affidata la Presidenza del nuovo consorzio nella persona di Nourredine Bouttarfa, capo dell’operatore nazionale Sonelgaz) sta dando un ottimo esempio industriale. Tra Italia e Montenegro Terna sta ad esempio costruendo un mega-elettrodotto che ci avvicina almeno un po’ all’intenzione di diventare un hub energetico del Mediterraneo.

Ed è proprio Terna a confermare gli investimenti ipotizzati dagli analisti nel lancio ufficiale di Res4Med per il complesso delle nuove iniziative con cui l’Italia – ha chiarito il presidente dell’Enel Paolo Andrea Colombo – vuole aggregare in un «network dei networks» le innumerevoli e un po’ disordinate aggregazioni nate negli ultimi anni in vista dello sviluppo energetico del Mediterraneo: da Desertec che vorrebbe (iniziativa un po’ controversa) soprattutto importare in Europa energia rinnovabile generata altrove, fino al “MedGrid” con cui la Francia si propone come protagonista delle reti di tutto il quadrante geografico.
Di sicuro ci sono le cifre in gioco, colossali. Solo per il solare e l’eolico l’area chiederà da qui al 2030 investimenti tra i 120 e i 160 miliardi di euro. E a quel punto anche le reti avranno i loro bisogni.
Da dove cominciare? Appuntamento tra qualche mese, quando sarà conclusa la prima istruttoria tra i soci di Res4Med e parallelamente tra quelli di MedTSO. Priorità? Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ne suggerisce una in diretta: l’interconnessione elettrica tra Italia e Tunisia «è la migliore, e non solo da un punto di vista tecnologico, per creare un efficace collegamento tra il Nord Africa e le reti europee». Terna, per la verità, ci sta già lavorando.

FONTE: Il Sole 24 Ore

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Terna GRI: Online Rapporto Sostenibilita’ 2011 soddisfatti requisiti del Global Reporting Initiative

Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, pubblica online il Rapporto di sostenibilità 2011, che soddisfa, per il terzo anno consecutivo, i requisiti del Global Reporting Initiative, l’organizzazione leader a livello mondiale per la rendicontazione di sostenibilità. Novità di quest’anno, l’estensione dell’analisi di alcune prestazioni ambientali e sociali di Terna attraverso il confronto con altre aziende.

Il Rapporto di sostenibilità 2011 di Terna, settima edizione del bilancio annuale delle performance non finanziarie della Società, è da oggi disponibile sul sito www.terna.it. Il Rapporto 2011 di Terna ha soddisfatto per il terzo anno consecutivo i requisiti del livello di applicazione “A+” delle linee guida “G3.1”, ultimo aggiornamento dello standard internazionale del GRI-Global Reporting Initiative – l’organizzazione leader a livello mondiale per la rendicontazione di sostenibilità – il massimo previsto dallo standard.

Novità di quest’anno, l’estensione dell’analisi di alcune prestazioni ambientali e sociali di Terna attraverso il confronto con altre aziende. Gli indicatori trattati riguardano le emissioni di CO2, le perdite di SF6, il consumo di acqua, la produzione di rifiuti, la formazione, i differenziali retributivi per genere e il tasso di turnover in uscita del personale. Per offrire agli stakeholder interessati, oltre che a Terna stessa, dei punti di riferimento quanto più possibile oggettivi per una valutazione comparata, per ognuno dei 7 indicatori trattati sono stati identificati tre panel di aziende, che pubblicano dati di sostenibilità secondo lo standard GRI: uno settoriale, costituito da 24 aziende di trasmissione europee ed extraeuropee, e due multisettoriali, il primo relativo a 27 grandi aziende italiane del FTSE-Mib, il secondo ai 19 best performer mondiali individuati dall’agenzia di rating di sostenibilità SAM-Sustainable Asset Management e pubblicate nel “SAM– Sustainability Yearbook 2011”.

Tra i risultati più significativi pubblicati nel Rapporto, si segnala la riduzione delle emissioni dirette di CO2 del 5,6% rispetto al 2010 rappresentativa di un impegno che Terna assume volontariamente, nonostante non sia soggetta ad obblighi imposti dal Protocollo di Kyoto o da schemi di emission trading.

In calo anche l’incidenza delle perdite di SF6, un gas serra usato nelle apparecchiature di stazione per il suo elevato potere isolante, ulteriormente calato passando dallo 0,73% del 2010 allo 0,60% del 2011.

In crescita la formazione: con 51 ore di formazione pro-capite (erano 49 nel 2010), Terna si conferma tra le aziende che investono maggiormente sulla crescita professionale delle proprie persone, come emerge dal confronto dedicato.

Nel corso del 2011 Terna è stata confermata in tutti gli indici in cui era già presente ed è stata ammessa nello STOXX? Global ESG Leaders Index, lanciato nel 2011 e per accedere al quale è necessario essere inclusi in almeno uno dei sotto-indici specializzati (Global Environmental Leaders, Global Social Leaders e Global Governance Leaders). Terna è l’unica utility italiana inclusa in tutti e tre. La sostenibilità di Terna è oggetto di valutazione anche da parte di banche, fondi di investimento, analisti finanziari con team specializzati, agenzie di sostenibilità con risultati che ne testimoniano il valore.

La corretta applicazione dello standard GRI è stata verificata, come di consueto, da una società di revisione esterna che da quest’anno è PricewaterhouseCoopers.

FONTE: Affari Italiani

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Ambiente, OFFICINAE VERDI presenta IMPRESA EKØ SOSTENIBILE. Risparmi sui costi energetici aziendali e riduzione delle emissioni di CO2

Risparmiare sui costi energetici aziendali, recuperare risorse utili al business, autoprodurre energia verde, e ridurre le emissioni di CO2. Gli interventi EKØ Business, realizzati da Officinae Verdi insieme al WWF, a UniCredit e ai suoi partner, rappresentano un’azione concreta di tutela dell’ambiente nell’ambito del Progetto Energia a KMØ.

Energia a KM Ø | CO2 Project di Officinae Verdi si pone l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 e contabilizzarle sia in ambito residenziale che aziendale.
Un nuovo modello di sviluppo energetico sostenibile, per una “generazione energetica distribuita” attraverso innovazione tecnologica green, che consenta un maggior uso di fonti rinnovabili e una riduzione degli sprechi/recupero di efficienza.

Officinae Verdi opera nel settore delle rinnovabili, dell’efficienza energetica e del carbon management, integrando tecnologia verde e soluzioni finanziarie. Scegliere di diventare un’impresa “sostenibile” adottando tecnologie pulite consente, a parità di fabbisogno energetico, di diventare autoproduttori di energia pulita, ridurre i costi e gli impatti ambientali in termini di CO2.

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Fonte: Officinae Verdi

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Terna, guidata da Flavio Cattaneo: il Rapporto di sostenibilità 2011 soddisfa il livello di applicazione “A+” delle linee guida “G3.1”

Il Rapporto di sostenibilità 2011 di Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, conferma, per il terzo anno consecutivo il livello di applicazione A+ delle linee guida GRI, il massimo previsto dallo standard. Novità di questa edizione, le comparazioni delle performance di Terna con 24 Gestori di rete europei e mondiali, 27 società del Ftse Mib e le prime 19 aziende leaders mondiali per sostenibilità secondo il SAM-Sustainability Yearbook 2011, per fornire agli stakeholder un più ampio quadro di confronto.

Il Rapporto di sostenibilità 2011 di Terna, settima edizione del bilancio annuale delle performance non finanziarie della Società, è da oggi disponibile sul sito www.terna.it. Il Rapporto 2011 di Terna ha soddisfatto per il terzo anno consecutivo i requisiti del livello di applicazione “A+” delle linee guida “G3.1”, ultimo aggiornamento dello standard internazionale del GRI-Global Reporting Initiative – l’organizzazione leader a livello mondiale per la rendicontazione di sostenibilità – il massimo previsto dallo standard.

Novità di quest’anno, l’estensione dell’analisi di alcune prestazioni ambientali e sociali di Terna attraverso il confronto con altre aziende. Gli indicatori trattati riguardano le emissioni di CO2, le perdite di SF6, il consumo di acqua, la produzione di rifiuti, la formazione, i differenziali retributivi per genere e il tasso di turnover in uscita del personale. Per offrire agli stakeholder interessati, oltre che a Terna stessa, dei punti di riferimento quanto più possibile oggettivi per una valutazione comparata, per ognuno dei 7 indicatori trattati sono stati identificati tre panel di aziende, che pubblicano dati di sostenibilità secondo lo standard GRI: uno settoriale, costituito da 24 aziende di trasmissione europee ed extraeuropee, e due multisettoriali, il primo relativo a 27 grandi aziende italiane del FTSE-Mib, il secondo ai 19 best performer mondiali individuati dall’agenzia di rating di sostenibilità SAM-Sustainable Asset Management e pubblicate nel “SAM–Sustainability Yearbook 2011”.

Tra i risultati più significativi pubblicati nel Rapporto, si segnala la riduzione delle emissioni dirette di CO2 del 5,6% rispetto al 2010 rappresentativa di un impegno che Terna assume volontariamente, nonostante non sia soggetta ad obblighi imposti dal Protocollo di Kyoto o da schemi di emission trading.

In calo anche l’incidenza delle perdite di SF6, un gas serra usato nelle apparecchiature di stazione per il suo elevato potere isolante, ulteriormente calato passando dallo 0,73% del 2010 allo 0,60% del 2011.

In crescita la formazione: con 51 ore di formazione pro-capite (erano 49 nel 2010), Terna si conferma tra le aziende che investono maggiormente sulla crescita professionale delle proprie persone, come emerge dal confronto dedicato.

Nel corso del 2011 Terna è stata confermata in tutti gli indici in cui era già presente ed è stata ammessa nello STOXX Global ESG Leaders Index, lanciato nel 2011 e per accedere al quale è necessario essere inclusi in almeno uno dei sotto-indici specializzati (Global Environmental Leaders, Global Social Leaders e Global Governance Leaders). Terna è l’unica utility italiana inclusa in tutti e tre. La sostenibilità di Terna è oggetto di valutazione anche da parte di banche, fondi di investimento, analisti finanziari con team specializzati, agenzie di sostenibilità con risultati che ne testimoniano il valore.

La corretta applicazione dello standard GRI è stata verificata, come di consueto, da una società di revisione esterna che da quest’anno è PricewaterhouseCoopers.

FONTE: Terna

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Assemblea azionisti Terna: approvato il bilancio 2011

L’Assemblea degli azionisti di Terna approva il bilancio 2011, deliberato dividendo di 21 centesimi di euro per azione relativo all’intero esercizio. Il bilancio 2011 è stato illustrato dall’AD Cattaneo Flavio.

Approvato il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2011; deliberato il dividendo di 21 centesimi di euro per azione per l’intero esercizio 2011 (di cui 8 centesimi di euro già pagati quale acconto a novembre 2011 e 13 centesimi di euro quale saldo a giugno 2012);

Confermata la nomina del Consigliere Pensato già cooptato lo scorso luglio 2011;

Approvata la Politica adottata da TERNA per la remunerazione;

Approvate le modifiche statutarie connesse alle disposizioni di legge finalizzate ad assicurare l’equilibrio tra i generi nella composizione del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale.

Si è riunita a Roma, sotto la presidenza di Luigi Roth, l’Assemblea ordinaria e straordinaria degli Azionisti di TERNA S.p.A..

Nella parte ordinaria, è stato approvato il bilancio di esercizio di TERNA S.p.A. al 31 dicembre 2011, illustrato dall’Amministratore Delegato Flavio Cattaneo. E’ stato inoltre presentato il bilancio consolidato.

Su proposta del Consiglio di Amministrazione è stato quindi deliberato un dividendo per l’intero esercizio 2011 pari a 21 centesimi di euro per azione (in linea con lo scorso esercizio 2010), e la distribuzione – al lordo delle eventuali ritenute di legge – di 13 centesimi di euro per azione, a saldo dell’acconto sul dividendo di 8 centesimi di euro già posto in pagamento nel novembre 2011. Al pagamento del saldo del dividendo concorre esclusivamente l’utile di esercizio 2011. Il saldo del dividendo verrà messo in pagamento a decorrere dal 21 giugno 2012, con “data stacco” della cedola n.16 coincidente con il 18 giugno 2012. Gli Azionisti potranno riscuotere il dividendo presso i rispettivi intermediari.

L’Assemblea ha poi confermato la nomina del Consigliere Francesco Pensato, precedentemente cooptato dal Consiglio di Amministrazione il 29 luglio 2011, il cui mandato scadrà, unitamente a quello degli altri Amministratori in carica, in occasione dell’approvazione del bilancio dell’esercizio 2013. Il Consigliere Pensato risulta essere in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti per gli Amministratori dalla Legge, dallo Statuto TERNA S.p.A. e dal Codice di Autodisciplina delle società quotate di Borsa Italiana cui TERNA ha aderito.

Infine l’Assemblea ha approvato, ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dall’art. 123 ter, comma 6, del Testo Unico della Finanza (TUF), la sezione della “Relazione Annuale sulle Remunerazioni di Terna” che – con riferimento ai componenti degli organi di amministrazione, ai direttori generali e agli altri dirigenti con responsabilità strategiche – illustra la Politica di remunerazione adottata da TERNA S.p.A. e le procedure utilizzate per l’adozione e l’attuazione di tale Politica.

In sede straordinaria, l’Assemblea ha approvato le modifiche statutarie finalizzate ad assicurare l’equilibrio tra i generi nella composizione del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale delle società con azioni quotate in attuazione delle disposizioni introdotte dalla Legge 12 luglio 2011 n. 120 agli articoli 147 ter, comma 1 ter, e 148, comma 1 bis del TUF.

Il rendiconto sintetico delle votazioni ed il verbale di Assemblea ordinaria e straordinaria saranno messi a disposizione del pubblico nei termini e con le modalità previste dalle normative vigenti in materia. La Relazione Finanziaria Annuale di TERNA S.p.A. al 31 dicembre 2011, non avendo l’Assemblea deliberato modifiche in merito, è già a disposizione del pubblico presso la sede legale, unitamente all’ulteriore documentazione prevista dalle vigenti norme di legge e regolamentari, sul sito internet della Società (www.terna.it) e depositata presso la società di gestione del mercato Borsa Italiana S.p.A.

FONTE: Terna

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Flavio Cattaneo (Terna): Morgan Stanley alza le stime di utile per azione del 12%

Morgan Stanley aggiorna le stime su Terna, la società guidata dall’AD Flavio Cattaneo, sua preferita tra le utility italiane. Alla luce degli ultimi dati di bilancio e degli investimenti previsti in attività non tradizionali, come la realizzazione di sistemi a batterie per l’accumulo di energia elettrica e nuovi allacciamenti fuori dall’Italia, Morgan Stanley alza le stime di utile per azione del 12% per il 2012-2016.

Morgan Stanley aggiorna le stime su Terna, la sua preferita tra le utility italiane, per tener conto del recente business plan e per riflettere l’impatto della nuova regolamentazione e dei solidi risultati trimestrali. Una settimana fa la società ha comunicato di aver chiuso i primi tre mesi dell’anno con un utile netto di 114,2 milioni, in calo del 34,1%, ma con un margine operativo lordo in crescita del 15,3% a 339,8 milioni. Numeri che hanno portato gli analisti di Intermonte il 16 maggio scorso a rivedere al rialzo le stime 2012-2013 del 3%, il target price da 3 a 3,10 euro e il rating da neutral a outperform.

Nei prossimi anni l’utility farà perno sugli investimenti in attività non tradizionali, ossia sulla realizzazione di sistemi a batterie per l’accumulo di energia elettrica e nuovi allacciamenti fuori dall’Italia. In queste attività non regolate Terna investirà nel quadriennio 2012-2016 1,9 miliardi di euro (di cui 1 miliardo per le batterie), quasi il doppio di quanto previsto dal precedente piano. Ovviamente il grosso degli investimenti, pari a 4,1 miliardi, sarà destinato alla manutenzione e allo sviluppo della rete elettrica italiana, la cui gestione in regime regolato è l’attività tradizionale di Terna.

Alla luce di questo programma Morgan Stanley ha alzato in media le stime di utile per azione del 12% per il periodo 2012-2016. Stime che ora si trovano sulla parte alta del range del consenso per il 2012-2013. Per quest’anno le previsioni di eps sono state incrementate da 0,19 a 0,21 euro e per il prossimo anno da 0,19 a 0,22 euro.

“Se l’inflazione dovesse rimanere ai livelli attuali elevati e se l’azienda riuscisse a mantenere i costi operativi sotto controllo, come già ha fatto gli scorsi tre mesi, le valutazioni potrebbero essere ancora riviste al rialzo”, hanno spiegato gli esperti, dopo aver ribadito il rating overweight sul titolo.

Nonostante la performance positiva dell’8% da inizio anno, Terna offre ancora un potenziale rialzo del 15%, riflesso nel nuovo target price fissato dal broker, pari a 3,10 euro (dal precedente di 2,97 euro), a fronte della quotazione di ieri di 2,708 euro. Il nuovo prezzo obiettivo, hanno precisato gli esperti, non include il valore che potrebbe derivare da investimenti non tradizionali, dato che la visibilità su specifici progetti e i rendimenti rimangono bassi.

Per quanto riguarda la cedola, il dividend yield 2012 stimato al 7% potrebbe essere visto come un cuscinetto per il titolo nei prossimi anni, dal momento che il management punta a un payout del 60% da attività non-core.

Terna riuscirà a mantenere il suo rapporto indebitamento finanziario netto/Rab (Regulatory Asset base, ossia gli investimenti programmati e i volumi di servizio erogati) inferiore al 55% durante il periodo del piano. Il rapporto debito netto/margine operativo lordo invece raggiungerà il picco di 4,5 volte nel 2014, a detta degli analisti, e scenderà di nuovo a 4,3 volte entro il 2016.

FONTE: Milano Finanza

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Flavio Cattaneo: Terna chiude il bilancio 2011 in positivo con un utile netto di 400 milioni

Terna chiude il bilancio 2011 in positivo con un utile netto di 400 milioni. Flavio Cattaneo, AD della società elettrica, ha dato il via libera al bilancio del 2011 e ha approvato un dividendo di 21 centesimi – “Abbiamo una disponibilità finanziaria netta di 2,5 miliardi. Non abbiamo necessità fino al 2015”. Dalla quotazione a fine 2011 il titolo si è apprezzato del 53,2%.

Positivi i conti di Terna, la società elettrica italiana nota a livello internazionale. L’assembla degli azionisti, presieduta da Luigi Roth, ha dato oggi il via libera al bilancio 2011 che si chiude con un utile netto di 440 milioni. L’amministratore delegato Flavio Cattaneo inoltre ha approvato un dividendo di 21 centesimi con un saldo di 13 centesimi in pagamento il 21 giugno e stacco della cedola il 18. L’acconto di 8 centesimi è stato distribuito a novembre 2011.

Per Flavio Cattaneo Terna non ha bisogno di finanziarsi fino al 2015. “Non abbiamo necessità di rifinanziarci prima del 2015.”, ha spiegato l’ad, “con le ultime emissioni abbiamo una disponibilità finanziaria netta di 2,5 miliardi. Un eventuale successivo downgrade non incide sulle emissioni già fatte ma su un eventuale futura sottoscrizione. Ma come detto non abbiamo necessità fino al 2015. Siamo una delle poche società con un rating superiore a quello dell’Italia”.

Ma è il titolo della società a dare maggiori soddisfazioni. Dalla quotazione a fine 2011 l’azione Terna “si è apprezzata del 53,2% a fronte di una perdita del 45,9% da parte dell’indice delle blue chips italiane”. Cattaneo inoltre ha spiegato che nel “primo trimestre del 2012 il titolo ha registrato un rialzo del 16%, nonostante l’impatto della Robin Hood tax e la difficile congiuntura nazionale e internazionale”. Oggi il titolo Terna ha chiuso a Piazza Affari a rialzo dell’1,48% a 2,746 euro ad azione.

Terna ha inoltre reso noti i conti del primo trimestre. “Il 2012 è partito bene e l’impegno di tutta la squadra di Terna mi convince che avremo ancora un anno di crescita”, ha dichiarato l’amministratore delegato. I ricavi sono aumentati 12,2% a 46,9 milioni di euro. A giovare sul giro d’affari è stato prevalentemente il maggiore corrispettivo per il trasporto di energia nella Rete di Trasmissione Nazionale (+32,8 milioni) e per le attività di dispacciamento (+14 milioni). I costi operativi sono aumentati del 2% a 91,8 milioni. Forte il balzo dell’Ebitda che si è attestato a 339,8 milioni di euro: a rialzo del 15,3% rispetto allo stesso periodo del 2011.

Cresce l’utile ante imposte a 207,6 milioni di euro (+19%) mentre l’utile netto è calato a 114,2 milioni, 59 milioni di euro in meno rispetto ai 173,2 milioni dei primi tre mesi del 2011, che includevano l’apporto straordinario relativo alla cessione della partecipazione di Rete Rinnovabile S.r.l. per 59,2 milioni di euro. A pesare sul risultato in parte anche l’aumento degli oneri finanziari inerenti all’indebitamento a lungo termine (31 milioni di euro): l’indebitamento finanziario netto si attesta a 5,27 miliardi di euro, in crescita di 150 milioni rispetto al 31 dicembre 2011, essenzialmente per investimenti e riduzione dei debiti commerciali rispetto a fine esercizio 2011.

FONTE: First online

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