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Flavio Cattaneo: Terna annuncia i conti del primo trimestre 2012

CDA Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo: Approvati i risultati al 31 marzo 2012. Ricavi a 431,6 milioni di euro, +12,2%; Ebitda a 339,8 milioni di euro, +15,3%; Ebit a 238,6 milioni di euro, +19,6% . Utile netto delle attività continuative a 114,2 milioni di euro, +0,2%.

Roma, 15 maggio 2012 – L’Amministratore delegato Flavio Cattaneo ha illustrato i risultati del primo trimestre 2012, esaminati e approvati dal Consiglio di Amministrazione di TERNA SpA, riunitosi oggi sotto la presidenza di Luigi Roth.

SINTESI DEI RISULTATI CONSOLIDATI 1° TRIMESTRE 2012

I Ricavi del primo trimestre 2012, pari a 431,6 milioni di euro registrano un aumento di 46,9 milioni di euro (+12,2 % rispetto ai 384,7 milioni di euro del primo trimestre 2011). Tale aumento deriva prevalentemente dal maggiore corrispettivo per il trasporto di energia nella Rete di Trasmissione Nazionale (RTN), pari a +32,8 milioni di euro e per l’attività di dispacciamento (+14 milioni di euro).

I Costi operativi, pari a 91,8 milioni di euro sono sostanzialmente in linea rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente (+2%).

L’Ebitda (Margine Operativo Lordo) si attesta a 339,8 milioni di euro con un incremento di 45,1 milioni di euro (+15,3%) rispetto al dato del primo trimestre 2011.

L’Ebitda margin passa dal 76,6% del primo trimestre 2011 al 78,7% del corrispondente periodo del 2012.

L’Ebit (Risultato Operativo), dopo aver scontato ammortamenti per 101,2 milioni di euro, è pari a 238,6 milioni di euro, in crescita di 39,1 milioni di euro (+19,6%) rispetto ai primi tre mesi del 2011.

Gli oneri finanziari netti del periodo, pari a 31 milioni di euro rilevano un incremento di 5,9 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2011 dovuto ai maggiori oneri finanziari inerenti l’indebitamento a medio lungo termine.

Il risultato ante imposte si attesta a 207,6 milioni di euro in crescita di 33,2 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente (+19%).

Le imposte sul reddito a carico del periodo sono pari a 93,4 milioni di euro in crescita di 33 milioni (+54,6%) essenzialmente per effetto della manovra correttiva bis (c.d. Robin Hood Tax). Il tax rate raggiunge il 45%, in crescita di circa 10 punti rispetto ai primi tre mesi del 2011.

In conseguenza di questa aumentata imposizione fiscale, l’Utile netto delle attività continuative si attesta a 114,2 milioni di euro, sostanzialmente in linea con lo stesso periodo dell’esercizio precedente.

L’Utile netto delle attività continuative adjusted, applicando gli effetti della ‘manovra correttiva bis’ anche al primo trimestre dell’esercizio precedente, registra un incremento pari a +18,9 milioni di euro (+19,8%) rispetto ai 95,3 milioni di euro di utile netto adjusted delle attività continuative al 31 marzo 2011. L’Utile netto di Gruppo, pari a 114,2 milioni di euro, risulta in calo di 59 milioni di euro rispetto ai 173,2 milioni dello stesso periodo dello scorso anno, che includevano l’apporto straordinario relativo alla cessione della partecipazione di Rete Rinnovabile S.r.l. per 59,2 milioni di euro.

La situazione patrimoniale consolidata al 31 marzo 2012 registra un Patrimonio netto di Gruppo pari a 2.862,7 milioni di euro a fronte dei 2.751 milioni di euro al 31 dicembre 2011.

L’Indebitamento finanziario netto, si attesta a 5.273,1 milioni di euro, in crescita di 150 milioni rispetto al 31 dicembre 2011, essenzialmente per investimenti e riduzione dei debiti commerciali rispetto a fine esercizio 2011.

Gli Investimenti complessivi nelle Attività Tradizionali del primo trimestre 2012 sono pari a 245,4 milioni di euro, in flessione del 4,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

I Dipendenti del Gruppo, a fine marzo 2012, sono pari a 3.505 unità, in aumento di 10 unità rispetto a fine 2011.

Alle ore 18.30 si terrà una conference call per illustrare i risultati del primo trimestre 2012 ad analisti finanziari e investitori istituzionali, alla quale potranno collegarsi in modalità ascolto anche i giornalisti. Il materiale di supporto alla conference call sarà reso disponibile, oltre che sul sito Internet di Borsa Italiana S.p.A. (www.borsaitaliana.it), sul sito Internet della Società (www.terna.it), nella sezione Investor Relations, in concomitanza con l’avvio della conference call stessa. Nella stessa sezione sarà inoltre possibile seguire la presentazione tramite audio webcasting.
Si allegano gli schemi riclassificati del conto economico, della situazione patrimoniale-finanziaria ed il cashflow del Gruppo TERNA. Si precisa, ai sensi della comunicazione n. DME/9081707 del 16 settembre 2009, che tali schemi sono riportati nel resoconto intermedio di gestione del Gruppo Terna al 31 marzo 2012. Si evidenzia che alcuni saldi comparativi economici del primo trimestre 2011 sono stati rettificati per tenere conto del cambiamento del modello di contabilizzazione dell’affrancamento ai fini fiscali degli avviamenti del Gruppo.
TERNA ha redatto il Resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2012 in accordo con le previsioni dell’art. 154-ter del D.Lgs. 58/98 e della comunicazione Consob n. DEM/8041082 del 30 aprile 2008.
Il Resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2012, non sottoposto a revisione contabile, verrà messo a disposizione del pubblico nel corso dell’odierna giornata presso la sede sociale e presso la società di gestione del mercato Borsa Italiana S.p.A. (www.borsaitaliana.it) e sarà disponibile sul sito Internet Terna, all’indirizzo www.terna.it.

Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Luciano di Bacco, dichiara ai sensi del comma 2 dell’art. 154-bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

Nel presente comunicato vengono utilizzati alcuni “indicatori alternativi di performance” (Ebitda, Ebitda margin e lndebitamento finanziario netto), il cui significato e contenuto sono illustrati qui di seguito in linea con la raccomandazione CESR/05-178b pubblicata il 3 novembre 2005:
– Ebitda (margine operativo lordo): rappresenta un indicatore della performance operativa; è calcolato sommando al risultato operativo (EBIT) gli ammortamenti;
– Ebitda margin: rappresenta un indicatore della performance operativa; deriva dal rapporto tra il Margine Operativo Lordo (Ebitda) e i ricavi;
– lndebitamento finanziario netto: rappresenta un indicatore della propria struttura finanziaria; è determinato quale risultante dei debiti finanziari a breve e lungo termine e dei relativi strumenti derivati, al netto delle disponibilità liquide e mezzi equivalenti e delle attività finanziarie.

FONTE: Terna

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Flavio Cattaneo: Rete mediterranea energia da fonti rinnovabili, Terna protagonista progetto MedTSO

Una nuova fase di sviluppo nel settore energia nel Mediterraneo: l’Italia è in prima fila con Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, è protagonista del progetto MedTSO, l’alleanza tra i grandi operatori nazionali delle reti ad alta tensione che trasmettono i flussi di energia tra territori e paesi e che si stanno progressivamente aprendo al Nord Africa e ai paesi dell’Est nella fascia balcanica. Lo strumento: la disponibilità di energia, da generare soprattutto con le fonti rinnovabili, e le reti per interconnettersi.

Promette meraviglie il Mediterraneo dell’energia integrata e diffusa, trampolino della nuova fase di sviluppo che (si spera ardentemente) verrà. I protagonisti? Noi paesi europei sviluppati con l’Italia in prima fila se non altro per ragioni geografiche. E poi la fascia del Nord Africa ben protesa verso oriente. E poi ancora la non meno strategica e ambiziosa fascia balcanica. Lo strumento: la disponibilità di energia, possibilmente da generare soprattutto con le fonti rinnovabili, e le reti per interconnetterci tutti insieme. Le cifre, colossali: a essere prudenti tra 300 e 350 miliardi di euro di investimenti da mobilitare nei prossimi 20 anni, 35-40 miliardi solo per le reti.

Ed ecco gli strumenti di tutto ciò, con l’Italia questa volta in prima fila. Almeno così parrebbe.

Res4Med, l’alleanza tra operatori elettrici, manovratori finanziari e centri di ricerca tutta proiettata sulle rinnovabili, offre i suoi servigi direttamente ai paesi in via di sviluppo per accelerare le infrastrutture, con un mucchio di ambizioni già anticipate dal nostro giornale.

C’e di più. A Roma viene lanciata un’iniziativa parallela «e complementare» chiariscono i suo artefici: MedTSO, l’alleanza tra i grandi operatori nazionali delle reti ad alta tensione che trasmettono i flussi di energia tra territori e paesi e che si stanno progressivamente aprendo al Nord Africa e ai paesi dell’Est nella fascia balcanica.

La buona notizia, anche qui, è che il nostro paese è leader. Trascina e promuove, con la nostra Terna (che già fa parte di Res4Med attraverso la sua divisione TernaPlus per i business “collaterali”, come le batterie per accumulare corrente in rete).

Terna è capofila di MedTSO. Ai partner (dagli operatori di rete del Portogallo a quelli della Grecia, dagli sloveni ai turchi fino ai tunisini, ai quali è affidata la Presidenza del nuovo consorzio nella persona di Nourredine Bouttarfa, capo dell’operatore nazionale Sonelgaz) sta dando un ottimo esempio industriale. Tra Italia e Montenegro Terna sta ad esempio costruendo un mega-elettrodotto che ci avvicina almeno un po’ all’intenzione di diventare un hub energetico del Mediterraneo.

Ed è proprio Terna a confermare gli investimenti ipotizzati ieri dagli analisti nel lancio ufficiale di Res4Med per il complesso delle nuove iniziative con cui l’Italia – ha chiarito il presidente dell’Enel Paolo Andrea Colombo – vuole aggregare in un «network dei networks» le innumerevoli e un po’ disordinate aggregazioni nate negli ultimi anni in vista dello sviluppo energetico del Mediterraneo: da Desertec che vorrebbe (iniziativa un po’ controversa) soprattutto importare in Europa energia rinnovabile generata altrove, fino al “MedGrid” con cui la Francia si propone come protagonista delle reti di tutto il quadrante geografico.

Di sicuro ci sono le cifre in gioco, colossali. Solo per il solare e l’eolico l’area chiederà da qui al 2030 investimenti tra i 120 e i 160 miliardi di euro. E a quel punto anche le reti avranno i loro bisogni.

Da dove cominciare? Appuntamento tra qualche mese, quando sarà conclusa la prima istruttoria tra i soci di Res4Med e parallelamente tra quelli di MedTSO. Priorità? Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ne suggerisce una in diretta: l’interconnessione elettrica tra Italia e Tunisia «è la migliore, e non solo da un punto di vista tecnologico, per creare un efficace collegamento tra il Nord Africa e le reti europee». Terna, per la verità, ci sta già lavorando.

FONTE: Il Sole 24 Ore

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Energia: Terna, guidata da Flavio Cattaneo, è promotrice e capofila di MedTSO

Energia: Terna, guidata da Flavio Cattaneo, è promotrice e capofila di MedTSO, la prima Associazione per imprese elettriche del Mediterraneo, nata con l’obiettivo di promuovere e realizzare un piano di sviluppo e integrazione della rete elettrica nella regione mediterranea, unendo gestori di rete che alimentano globalmente un’area di quasi 500 milioni di abitanti. Si stima che nei prossimi 10 anni, Med-TSO, potrà attivare investimenti per 20 miliardi di euro.

Med-Tso, la prima Associazione fra imprese elettriche del Mediterraneo, si presenta alle istituzioni e agli stakeholders internazionali. Dopo la nascita ufficiale datata 19 aprile scorso, con la firma dell’atto costitutivo del Presidente di Terna Luigi Roth, prende forma l’associazione dei gestori di rete dei paesi mediorientali e nordafricani che si affacciano sul bacino mediterraneo.

L’occasione della presentazione è stata la prima conferenza dal titolo “Multilateral cooperation for the integration of the Mediterranean electricity systems” tenutasi oggi a Roma alla presenza, tra gli altri, di Nourredine Bouttarfa, Presidente e Direttore Generale dell’algerina Sonelgaz, che ha assunto la carica di Presidente di Med-Tso, Alessandro Ortis, in qualita’ di rappresentante della Banca Europea dello Sviluppo, e Michelangelo Celozzi, responsabile del coordinamento delle attività euro mediterranee di Terna, nominato Segretario Generale della neonata associazione.

Capofila e promotrice del progetto insieme all’azienda elettrica tunisina Steg e Sonelgaz, Terna avrà infatti un ruolo centrale, ospitando la sede e il segretariato generale di Med-Tso. L’obiettivo di Med-Tso è quello di promuovere e realizzare un piano di sviluppo e integrazione della rete elettrica nella regione mediterranea. Qualche numero: l’Associazione unisce i gestori di rete che alimentano globalmente un’area di quasi 500 milioni di abitanti, con un fabbisogno di energia pari a 1.600 TWh l’anno (per rendere l’idea, la domanda annua di energia in Italia è di 330 TWh), grazie a circa 200 mila km di linee di trasmissione in alta e altissima tensione. Si stima che Med-Tso potrà attivare investimenti per 20 miliardi di euro nei prossimi 10 anni.
Proprio la Commissione Europea, nel favorire la creazione di un mercato unico dell’energia elettrica, svolge un ruolo rilevante nel sostegno allo sviluppo dell’economia dell’area mediorientale e nordafricana: per la stabilizzazione politica dell’area, per l’apertura di un mercato potenziale mezzo miliardo di consumatori ma anche per esigenze di governo dei fenomeni migratori. Sulla base degli indicatori macroeconomici (quali Pil, aumento demografico, disponibilità di fonti primarie), nei prossimi 20 anni circa i due terzi della domanda di infrastrutture elettriche nel Mediterraneo sarà localizzata nella riva Sud. Da qui, l’impegno per la nascita di Med-Tso, che in questo contesto si pone come interlocutore principale di Medreg (associazione dei regolatori del mediterraneo) e di Entso-E (European Network of Trasmission System Operators for Electricity, associazione dei gestori di rete europei) per l’integrazione dei vari sistemi energetici interessati.

Med-Tso ha già suscitato un forte interesse internazionale, a livello istituzionale, politico e industriale, e in particolare della Commissione Europea, che ha testimoniato l’importanza della sua nascita per lo sviluppo del settore elettrico Mediterraneo. Si ricordano, tra le iniziative industriali per lo sviluppo di progetti di produzione da fonti rinnovabili nel sud del Mediterraneo e di interconnessione per il trasporto dell’energia elettrica verso i mercati di sbocco: Elmed; il collegamento elettrico Italia-Algeria; Paving the way for the Mediterranean Solar Plan; Desertec; Medgrid.

Tra le Associazioni per favorire lo scambio di informazioni e la cooperazione nell’area Mediorientale e nordafricana, ci sono invece i progetti Medreg, Medelec, UAE e l’Osservatorio Mediterraneo dell’Energia. L’Italia, per la sua posizione centrale nel bacino del Mediterraneo, potrà giocare con Terna un ruolo fondamentale nella costruzione dell’hub energetico dell’area. Terna gestisce già 22 linee di interconnessione con i Paesi esteri e a queste se ne aggiungeranno presto altre due: quelle con Francia e Montenegro, in fase realizzativa. Esistono inoltre progetti ulteriori con Tunisia e altri Paesi dell’area nordafricana.

FONTE: Agi

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Flavio Cattaneo: Terna è capofila di MedTSO

Disponibilità di energia, da generare soprattutto con le fonti rinnovabili, e reti per interconnetterci tutti insieme: l’Italia è leader. Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, è capofila del progetto MedTSO, l’alleanza tra i grandi operatori nazionali delle reti ad alta tensione, per creare interconnessioni elettriche, sfruttando maggiormente energie rinnovabili, tra Italia e Paesi del Nord Africa.

Promette meraviglie il Mediterraneo dell’energia integrata e diffusa, trampolino della nuova fase di sviluppo che (si spera ardentemente) verrà. I protagonisti? Noi paesi europei sviluppati con l’Italia in prima fila se non altro per ragioni geografiche. E poi la fascia del Nord Africa ben protesa verso oriente. E poi ancora la non meno strategica e ambiziosa fascia balcanica. Lo strumento: la disponibilità di energia, possibilmente da generare soprattutto con le fonti rinnovabili, e le reti per interconnetterci tutti insieme. Le cifre, colossali: a essere prudenti tra 300 e 350 miliardi di euro di investimenti da mobilitare nei prossimi 20 anni, 35-40 miliardi solo per le reti.

Ed ecco gli strumenti di tutto ciò, con l’Italia questa volta in prima fila. Almeno così parrebbe.

Ieri la presentazione ufficiale di Res4Med, l’alleanza tra operatori elettrici, manovratori finanziari e centri di ricerca tutta proiettata sulle rinnovabili, che offre i suoi servigi direttamente ai paesi in via di sviluppo per accelerare le infrastrutture, con un mucchio di ambizioni già anticipate dal nostro giornale

C’e di più. Oggi a Roma sarà lanciata un’iniziativa parallela «e complementare» chiariscono i suo artefici: MedTSO, l’alleanza tra i grandi operatori nazionali delle reti ad alta tensione che trasmettono i flussi di energia tra territori e paesi e che sui stanno progressivamente aprendo al Nord Africa e ai paesi dell’Est nella fascia balcanica.

La buona notizia, anche qui, è che il nostro paese è leader. Trascina e promuove, con la nostra Terna (che già fa parte di Res4Med attraverso la sua divisione TernaPlus per i business “collaterali”, come le batterie per accumulare corrente in rete).

Terna è capofila di MedTSO. Ai partner (dagli operatori di rete del Portogallo a quelli della Grecia, dagli sloveni ai turchi fino ai tunisini, ai quali è affidata la Presidenza del nuovo consorzio nella persona di Nourredine Bouttarfa, capo dell’operatore nazionale Sonelgaz) sta dando un ottimo esempio industriale. Tra Italia e Montenegro Terna sta ad esempio costruendo un mega-elettrodotto che ci avvicina almeno un po’ all’intenzione di diventare un hub energetico del Mediterraneo.

Ed è proprio Terna a confermare gli investimenti ipotizzati ieri dagli analisti nel lancio ufficiale di Res4Med per il complesso delle nuove iniziative con cui l’Italia – ha chiarito il presidente dell’Enel Paolo Andrea Colombo – vuole aggregare in un «network dei networks» le innumerevoli e un po’ disordinate aggregazioni nate negli ultimi anni in vista dello sviluppo energetico del Mediterraneo: da Desertec che vorrebbe (iniziativa un po’ controversa) soprattutto importare in Europa energia rinnovabile generata altrove, fino al “MedGrid” con cui la Francia si propone come protagonista delle reti di tutto il quadrante geografico.

Di sicuro ci sono le cifre in gioco, colossali. Solo per il solare e l’eolico l’area chiederà da qui al 2030 investimenti tra i 120 e i 160 miliardi di euro. E a quel punto anche le reti avranno i loro bisogni.

Da dove cominciare? Appuntamento tra qualche mese, quando sarà conclusa la prima istruttoria tra i soci di Res4Med e parallelamente tra quelli di MedTSO. Priorità? Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ne suggerisce una in diretta: l’interconnessione elettrica tra Italia e Tunisia «è la migliore, e non solo da un punto di vista tecnologico, per creare un efficace collegamento tra il Nord Africa e le reti europee». Terna, per la verità, ci sta già lavorando.

FONTE: Il Sole 24 Ore

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Alanno-Popoli, Terna inaugura il nuovo elettrodotto da 7,5 milioni di euro

Una linea di 24 chilometri che permette un risparmio di 35 tralicci e miglior servizio per gli utenti. L’elettrodotto Alanno-Bolognano-Bussi-Popoli dopo 70 anni grazie a Terna si rifà il look. Dopo 14 mesi di lavoro e un investimento di 7,5 milioni di euro, la società che gestisce la rete elettrica nazionale guidata da Flavio Cattaneo ha infatti rimesso a nuovo la linea a 150 kV, lunga 24 chilometri ed in gran parte ricadente sul tracciato degli anni Quaranta del secolo scorso.

 

L’elettrodotto è entrato pienamente in servizio in questi giorni come puntualmente riportato da Il Tempo, Il Resto del Carlino e Il Centro nelle loro edizioni locali.
Si tratta di un’opera importante anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale, visto e considerato che ora è composta di “soli” 73 sostegni contro i 108 della vecchia linea. Il territorio è stato quindi “liberato” da 35 tralicci. In particolare, sono state eliminate interferenze in aree fortemente antropizzate, come quelle nell’abitato di Scafa e di Tocco da Casauria. Sono stati inoltre rimossi tutti i sostegni precedentemente ricadenti all’interno del Parco Nazionale della Maiella. Con la sua attuale configurazione l’elettrodotto “Alanno-Bolognano-Bussi-Popoli” migliorando in modo significativo l’efficienza, l’affidabilità e la qualità del servizio sulla rete di trasmissione della zona.
La vecchia struttura era ovviamente inadeguata a servire un territorio di molto cambiato nel tempo. Il nuovo elettrodotto infatti raddoppia la precedente portata dell’elettricità, passando da 450 a 870 ampere, consentendo così di poter fare a meno dei vincoli di produzione alle centrali lungo la direttrice Alanno, Bolognano e Bussi sul Tirino. Inoltre, l’elettrodotto è provvisto per l’intero percorso sia della fune di guardia, uno speciale conduttore posto sopra le linee a protezione dai fulmini, sia della fibra ottica, per la trasmissione di una gran quantità di informazioni di tipo digitale.

Infine una peculiarità che da sempre rappresenta un biglietto da visita per Terna. In alcune tratte dell’elettrodotto sono state installate spirali avifauna, dispositivi di colore bianco e rosso che evidenziano la linea, particolarmente utili per le rotte migratorie degli uccelli: rappresentano infatti una barriera visiva che evita la collisione dei volatili con i conduttori.

FONTE: Terna

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Flavio Cattaneo / Borsa: Terna, tra i campioni sostenibili

Terna, AD Flavio Cattaneo, guida la classifica dei titoli ad alto rendimento

Generosa, sì. Anche se non bisogna dimenticare che nel frattempo Piazza Affari ha lasciato sul terreno il 30%. A guidare la pattuglia dei titoli ad alto rendimento troviamo Enel, Terna, Snam, Atlantia, ed Eni con rendimenti superiori al 6%. Restano invece quasi tutti a bocca asciutta gli azionisti dei titoli del settore bancario. Nessuna cedola in vista per Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare di Milano, Banco Popolare e Unicredit. Un dejà vu dopo che anche nel 2010 non erano stati distribuiti dividendi. Brillano anche le small cap.

Scorrendo la lista delle società a media capitalizzazione sono quasi una ventina quelle che rendono oltre il 3% con punte superiori al 7% per Banca Carige, Hera, Sias e Marr. Quest’ultima è anche il primo titolo appartenente al segmento Stara fare parte della lista dei titoli ad alto rendimento. Complessivamente si stima che nel corso dei prossimi tre mesi torneranno nella tasche degli investitori oltre 13 miliardi di euro. Un flusso di denaro che potrebbe dare una «Scossetta» a Piazza Affari, dominata dalla volatilità e dalle preoccupazioni sulla tenuta del debito pubblico.

Ritorno
Un ritorno di fiamma che potrebbe consentire una sovraperformance rispetto al mercato. La pensa così anche Mauro Vicini, direttore del sito Websim.it secondo il quale, «la stagione dei dividendi è quella più favorevole per i titoli italiani che tornando a destare l’interesse soprattutto degli investitori istituzionali esteri. Sulla base delle nostre analisi abbiamo infatti riscontrato che nei mesi compresi tra aprile e giugno, ovvero quelli dove si concentra lo stacco dividendi, i titoli ad alto rendimento vanno meglio del mercato». Occhi puntati sulle cedole, quindi, ma con giudizio. Esistono casi in cui la generosità non basta ad allontanare le nuvole.

 

È questo il caso di Enel che in Borsa ha deluso. «Gli investitori – spiega Patrizio Pazzaglia, responsabile investimenti di Banca Leonardo – sono preoccupati dai cambi regolatori e fiscali in atto in Italia. Un contagio che potrebbe estendersi anche alla Spagna dove la società guidata da Conti è presente attraverso Endesa. Nel paese iberico c’è il rischio che le politiche di rigore del governo vadano a colpire soprattutto il settore energetico mettendo a rischio non tanto le cedole correnti ma la sostenibilità di quelle future». Ad Enel quindi potrebbe non bastare un rendimento superiore al 10%, serve uno scenario più stabile.
Situazione completamente diversa invece per Eni. Secondo Banca Leonardo è un titolo da mettere in portafoglio. Nonostante la correlazione con il prezzo del petrolio e quindi una ciclicità di fondo, le attuali valutazioni sono giudicate interessanti anche rispetto alle società concorrenti. Poi c’è l’appeal della scissione di Snam Rete Gas che creerà valore per i soci di minoranza portando una riduzione del debito che libererà risorse per fare acquisizioni. L’investimento in Mozambico starebbe inoltre producendo frutti insperati.

Lista
Nella lista dei titoli ad alto rendimento preferiti da Websim si trova invece Telecom Italia. Secondo Mauro Vicini, «il gruppo guidato da Franco Bernabè è una storia interessante soprattutto nel caso dei titoli di risparmio che rendono oltre 1’8% ai prezzi attuali». Dal punto di vista speculativo c’è poi l’a possibilità dello scorporo della rete anche se le condizioni dell’operazione sono ancora note e quindi sia prematuro dare un giudizio definitivo, dice ancora Vicini “È comunque probabile che dall’operazione verranno liberate risorse per tagliare il debito e fare innovazione. Elemento, quest’ultimo, che rende meno competitivo il gruppo rispetto ai concorrenti europei.

Tra le società a media capitalizzazione si mette in evidenza soprattutto Marr. La società, che opera nella distribuzione alimentare per il settore della ristorazione si caratterizza non solo per l’elevato e stabile rendimento: 7,8% quello atteso nel 2011, ma anche per la nutrita pattuglia di investitori istituzionali che sono presenti nel suo capitale. «La dimostrazione – conclude Pazzaglia – che ci sono le condizioni per attirare investimenti stranieri nel nostro Paese. Un bollino di qualità che favorisce la liquidità dei titoli e spinge il management verso comportamenti virtuosi che si traducono nella distribuzione di generosi dividendi».

Fonte: Corriere Economia

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Il portale Terna ha deciso di aderire a Zero Impact Web

Terna, guidata da Flavio Cattaneo: il portale ha aderito al progetto Zero Impact Web di Lifegate

Nonostante abbia fatto già molto per ridurre le emissioni di CO2, anche internet inquina. Secondo un rapporto di Greenpeace, con il tasso di crescita di oggi, nel 2020 i data center e le reti di telecomunicazione consumeranno circa 2.000 miliardi di kilowattora di elettricità, oltre il triplo del loro consumo attuale.

 

 

Ecco perché il portale www.terna.it ha deciso di aderire a Zero Impact Web e fare la sua parte per contrastare il riscaldamento globale.
Le emissioni derivanti dalle vostre visite verranno compensate attraverso la creazione e tutela di foreste in crescita. É una piccola azione che se fatta da molti aiuta a creare consapevolezza e fare del bene all’ambiente. E soprattutto vi permette di navigare tra queste pagine in piena tranquillità!

 

Aderite anche voi a questa iniziativa, insieme possiamo fare la differenza!
Le emissioni generate da questo portale sono compensate dalla creazione e tutela di foreste in crescita in Costa Rica.
Per il terzo anno consecutivo, le principali pubblicazioni aziendali, da Terna News, al Bilancio di Sostenibilità, al Rapporto Finanziario, all’Agenda Terna, passando quest’anno per i siti web, partecipano alla creazione e mantenimento di nuove aree verdi in Italia e all’estero.
A Milano, Terna sta collaborando insieme a Lifegate alla riqualificazione dell’Alzaia del Naviglio Grande. Si tratta del contributo più importante per un’Azienda in quest’area, per un progetto parte delle iniziative EXPO 2015 volte a ripristinare e restituire alla città la vivibilità di una delle più importanti strade d’acqua verso i grandi Parchi Regionali della Valle del Ticino e dell’Adda.
Complessivamente, con la messa a Impatto Zero dei propri strumenti, Terna compenserà poco meno di 140.000 kg di anidride carbonica, generata dalla produzione dei propri strumenti di comunicazione, con nuove aree verdi nel Nostro Paese e nelle riserve della Costarica, tra le più ricche di biodiversità al mondo.
Fonte: Terna WebMagazine

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Flavio Cattaneo: Terna tra i campioni del dividendo secondo uno studio degli esperti di Mediobanca

Terna, guidata da Flavio Cattaneo , rientra tra i campioni del dividendo secondo uno studio degli esperti di Mediobanca

Terna, guidata da Flavio Cattaneo, rientra tra le regine delle cedola secondo uno studio condotto dagli esperti di Mediobanca. Mediobanca consiglia agli investitori di guardarsi da quelli che definisce come «falsi amici»,cioè quelle azioni i cui dividendi sono scesi negli ultimi anni o che hanno mostrato una elevata volatilità della cedola. Oppure, altra categoria da evitare, che non hanno protetto il capitale, nel senso che negli ultimi anni il rendimento dei dividendi si è mantenuto elevato solo in ragione di un calo del prezzo dell’azione. Seguendo questi criteri Mediobanca ha selezionato così i suoi campioni del dividendo per Piazza Affari: si tratta di Atlantia, Banca Generali, Cairo Communication, Eni, Marr, Recordati e Terna.

Il 2012 non sarà un anno memorabile per i cassettisti, cioè i possessori di azioni di lungo periodo, almeno per quanto riguarda la componente dividendo. La recessione ha tagliato gli utili e di conseguenza le cedole, talvolta anche nel caso di società che da sempre lo hanno elevato a punto di forza per fare breccia nelle grazie degli investitori. E anche le poche società che hanno risentito meno della crisi spesso hanno preferito adottare una politica prudente di remunerazione dei soci per meglio fronteggiare le incognite che il futuro ancora potrebbe riservare. Con questa poco entusiasmante ma opportuna premessa lunedì 23 aprile si aprirà la stagione dei dividendi 2012, relativi all’esercizio 2011. Nel campione di azioni analizzate dall’istituto, meno del 30% offrirà una cedola di importo superiore all’anno prima e oltre il 34% quest’anno non distribuirà alcun dividendo. In termini assoluti l’ammontare complessivo delle cedole in via di pagamento (14,5 miliardi di euro, di cui l’88% distribuito da società incluse nel paniere del Ftse Mib) è meno della metà rispetto ai picchi storici e comunque in calo del 15% anche rispetto all’anno passato.

 

Anche Mediobanca concorda nel dire che questo non è dovuto solo ai minori profitti macinati dalle imprese,ma anche al payout (quota di utile distribuita tra gli azionisti) in via di ridimensionamento e alla crisi attraversata dal mercato del credito. «In un mondo dove il rifinanziamento del debito è più rischioso e più costoso», si legge nel report, «è una strategia quasi naturale aumentare le riserve di liquidità con la riduzione dei dividendi in contanti». Nel loro insieme comunque le società italiane si attestano a un livello ancora leggermente superiore in termini di dividend yield rispetto agli altri Paesi (4,6% il paniere Ftse Mib rispetto a una media internazionale del 4,4%) con un payout ratio del 50% sull’utile netto rettificato.
Fonte: Milano Finanza

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Risparmio Energetico Aziende: Scopri Impresa EkØ Sostenibile di Officinae Verdi per risparmiare sui costi energetici aziendali

Risparmiare sui costi energetici aziendali. Recuperare risorse utili al business. Autoprodurre energia verde e ridurre le emissioni di CO2. Questi sono gli imperativi e l’expertise che Officinae Verdi mette a disposizione delle imprese.

Gli interventi EKØ Business, realizzati da Officinae Verdi insieme al WWF, a UniCredit e ai suoi partner, rappresentano un’azione concreta di tutela dell’ambiente nell’ambito del Progetto Energia a KMØ.

Energia a KM Ø | CO2 Project si pone l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 e contabilizzarle sia in ambito residenziale che aziendale.

Un nuovo modello di sviluppo energetico sostenibile, per una “generazione energetica distribuita” attraverso innovazione tecnologica green, che consenta un maggior uso di fonti rinnovabili e una riduzione degli sprechi/recupero di efficienza.

 

 

Officinae Verdi opera nel settore delle rinnovabili, dell’efficienza energetica e del carbon management, integrando tecnologia verde e soluzioni finanziarie. Scegliere di diventare un’impresa “sostenibile” adottando tecnologie pulite consente, a parità di fabbisogno energetico, di diventare autoproduttori di energia pulita, ridurre i costi e gli impatti ambientali in termini di CO2.

Compila il Coupon informativo presso le Agenzie UniCredit o contatta l’Energy Desk Officinae Verdi, un nostro esperto ti supporterà per effettuare un primo Check-Up energetico e fissare un sopralluogo presso la tua azienda.

 

 

Ufficio Stampa Officinae Verdi
Valentina Valerii
[email protected]
+39.3341400452
+39.0642020497

Fonte: Officinae Verdi

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Cattaneo Flavio: Terna e diciotto Associazioni Consumatori hanno firmato un Protocollo d’Intesa

Terna, guidata da Flavio Cattaneo , ed i rappresentanti delle associazioni dei consumatori, sottoscrivono un Protocollo d’intesa per l’istituzione di una Tavolo Permanente di Consultazione

Roma, 16 aprile 2012 – Terna e diciotto Associazioni dei Consumatori hanno firmato oggi un Protocollo d’Intesa per condividere proposte e azioni su tematiche di comune interesse, inerenti la rete elettrica di trasmissione nazionale, a favore degli utenti del servizio elettrico.

Il Protocollo è stato sottoscritto da Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato della società, e dai rappresentanti di Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Consumatori Bolzano, Cittadinanza Attiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unc e Movimento Consumatori. L’accordo prevede l’istituzione di un Tavolo Permanente di Consultazione tra Terna e le Associazioni, per valutare le implicazioni ed i benefici derivanti dalle attività del Piano di Sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale sugli utenti del servizio elettrico.

Con il Protocollo d’Intesa, Terna e le Associazioni dei Consumatori si impegnano a consultarsi periodicamente per trattare questioni di comune interesse quali:

  • l’evoluzione della normativa e della regolazione per la ricerca di soluzioni che consentano le maggiori efficienze per il sistema
  • i benefici per i consumatori derivanti dalla realizzazione delle opere di miglioramento della rete.
  • azioni congiunte per informare i cittadini dei territori coinvolti dagli interventi del Piano di Sviluppo della rete elettrica nazionale

“Con l’accordo di oggi– ha commentato Flavio Cattaneo- Terna e le Associazioni dei Consumatori intraprendono un percorso condiviso per creare un contesto normativo e regolatorio favorevole alla funzionalità del sistema elettrico ed alla tutela dei consumatori. Terna, nei prossimi dieci anni, investirà nello sviluppo della rete elettrica nazionale 8 miliardi di euro che genereranno minori costi per i consumatori per 1,6 miliardi all’anno”.

Fonte: WebMagazine Terna

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Flavio Cattaneo: Ing continua a credere nelle potenzialità delle utility europee

Per Terna, AD Flavio Cattaneo, la banca d’affari prevede per il biennio 2012-2014 un tasso di crescita medio annuo dell’8,4%

Ing continua a credere nelle potenzialità delle utility europee. Da un’analisi combinata di utili e fatturato, la banca d’affari ha infatti ricavato una visione positiva sul sotto-settore delle utility regolamentate e prevede che alcuni titoli continueranno a sovraperformare il comparto. Dato l’attuale livello di volatilità dei mercati e la limitata propensione al rischio degli investitori, gli analisti consigliano di acquistare Enagas e di vendere Red, comprare Terna e vendere Snam.

“Gli attuali premi di valutazione sono giustificati dai livelli di trasparenza in termini di utile, dai dividend yield superiori alla media, dalle prospettive di crescita e dalla limitata esposizione al prezzo delle materie prime”, hanno fatto notare gli esperti dopo aver individuato tra i possibili catalizzatori le revisioni della regolamentazione, annunci di nuovi piani energetici nazionali e un possibile deterioramento della propensione al rischio degli investitori.

Tuttavia Ing prevede che solo l’assenza di un intervento politico dannoso e la combinazione di crescita delle risorse e di dividend yield generosi potranno indurre gli investitori a rivalutare il rapporto rischio-rendimento che offrono tali titoli. Confrontando i rischi, la forza del dividend yield e le prospettive di crescita delle più grandi utility europee quotate il broker raccomanda l’acquisto di Enagas, di cui ha iniziato ieri la copertura con la raccomandazione buy dal momento che il titolo offre la migliore combinazione di rischio-rendimento.

La seconda tra le preferite di Ing è Terna, coperta anch’essa con il rating buy e con il target price a 3,5 euro a fronte della quotazione di 2,87 euro di ieri. L’azione offre un alto livello di trasparenza in termini di utili, una limitata esposizione al rischio e spazio a sufficienza per sorprese positive relative al dividendo grazie agli investimenti in attività non tradizionali.

Per il biennio 2012-2014 la banca d’affari prevede un tasso di crescita medio annuo dell’8,4% per Terna, superiore di quasi 3 punti percentuali rispetto alla media del settore europeo. Il prezzo delle azioni Terna ha mostrato recentemente ottime performance, sovraperformando il settore europeo del 14% dalla fine dello scorso novembre 2011. Questo ha reso la valutazione dei multipli meno interessante all’apparenza, tuttavia Ing crede in una crescita “impressionante” degli utili. Per il 2012 il broker prevede un utile netto di 414 milioni di euro rispetto ai 327 milioni del 2011.

Sono invece coperte con rating hold Red Electrica e Snam. Per quanto riguarda la società spagnola i rischi regolamentari sono alti, ma già scontati dal titolo, mentre in merito a Snam “l’efficienza operativa è elevata, ma si teme che il rischio derivante dalla cessione della partecipazione del 53% di Eni e l’incertezza relativa al rifinanziamento del debito possano gravare sulle performance future dell’utility”, hanno commentato gli esperti dopo aver fissato il target price a 3,85 euro a fronte della quotazione di ieri di 3,494 euro.

Fonte: Milano Finanza

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Cattaneo Flavio (Terna): nel nido artificiale di Aria e Vento, sono nati quattro nuovi falchetti

Si chiamano Welby, Kit, Mitra e Vic. L’evento in diretta sul sito www.birdcam.it grazie alle webcam di Terna, guidata da Flavio Cattaneo.

Ogni lieto evento è un successo targato Terna. Dal sito www.birdcam.it infatti gli internauti italiani hanno dato l’annuncio della schiusa delle uova della coppia di falchi pellegrini Aria e Vento, i due uccelli che vivono da tempo nel nido artificiale realizzato da Terna sulla terrazza della Facoltà di Economia della Sapienza di Roma, nido che è monitorato 24 ore su 24 da una webcam e una “eggcam” in full HD dell’associazione scientifica Ornis italica.

I 4 falchetti sono nati tra lunedì 9 aprile e martedì 10 aprile: il primo, Welby, ha visto la luce nel primo pomeriggio del 9 aprile, intorno alle ore 13.40, dopo una cova durata una trentina di giorni, il secondo e il terzo sono nati poco dopo. Il quarto uovo si è invece schiuso la mattina di martedì. Nelle otto stagioni riproduttive dei falchi pellegrini solo in un’altra occasione si erano schiuse tutte e quattro le uova. Dal momento della schiusa, le immagini e il video dell’evento hanno fatto il giro del web e sono state ‘postate’ anche su YouTube.

Come detto, i falchi-genitori Aria e Vento nidificano ogni anno (sono stati i primi in tal senso a Roma) e queste ultime uova erano state deposte a inizio di marzo all’interno della cassetta-nido posta sul cornicione del palazzo. Una curiosità: sembra che la falchetta Ariane, nata lo scorso anno e tornata poi al nido, abbia portato il cibo ai nuovi nati per farli poi nutrire dalla madre Aria. I nuovi 4 si vanno ad aggiungere ai precedenti 17 nati dalla “prolifica” coppia Aria e Vento.

Le webcam puntate sui rapaci consentono da otto anni di osservare costantemente la loro vita privata all’interno della cassetta-nido. Gli utenti del web che si collegano al sito in occasione della nascita dei falchetti sono sempre più numerosi, tanto da far registrare un picco di visite che si prevede aumenti durante il periodo dell’allevamento. Gli appassionati potranno seguire successivamente l’inanellamento dei giovani falchi, a cura degli operatori dell’associazione Ornis Italica che avviene all’età di 15 giorni (quindi intorno al 25 di aprile).

Terna, oltre al nido sul tetto della facoltà di Economia, ha allestito sui tralicci elettrici nella campagna romana ma anche in Emilia-Romagna, Lombardia, Puglia e Umbria, circa 550 cassette adatte alla nidificazione di diverse specie di uccelli, come ghiandaie marine, gheppi e falchi cuculi, da cui si involano, ogni anno, oltre 1.000 nuovi nati.

Fonte: Terna WebMagazine

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Cattaneo Flavio: Risparmio e panorami puliti grazie a tralicci monostelo e linee interrate. In funzione l’Autostrada Chignolo-Maleo

Terna, guidata da Flavio Cattaneo, costruisce il futuro dell’energia tra Chignolo Po (Pavia) e Maleo (Lodi). Lungo questi 24 chilometri è stata costruita la nuova «autostrada ecologica» dell’elettricità, con pali che riducono l’impatto ambientale al suolo di quindici volte rispetto ai tralicci tradizionali.

 

MILANO – Addio a 91 tralicci, spariti 31 chilometri di vecchie linee, «liberata» una fetta di paesaggio ampia 310 mila metri quadrati, una superficie grande quanto 45 campi di calcio, smantellate mille tonnellate di acciaio, pari a cinque volte il peso della Statua della libertà. ll futuro dell’energia corre tra Chignolo Po (Pavia) e Maleo (Lodi). Lungo questi 24 chilometri, attraverso nove Comuni, è stata costruita la nuova «autostrada ecologica» dell’elettricità, con pali che riducono l’impatto ambientale al suolo di quindici volte rispetto ai tralicci tradizionali. Un elettrodotto high tech costato 250 milioni di euro, che abbatte le dispersioni per 68 milioni di chilowattora, pari al consumo medio di 30 mila famiglie, facendo risparmiare complessivamente 25 milioni di euro all’anno al sistema elettrico nazionale.
AUTOSTRADA – L’«autostrada» Chignolo Po-Maleo non sarà però la sola in Lombardia. Un cantiere per un nuovo elettrodotto è aperto fra Trino (Vercelli) e Lacchiarella (Milano), dove saranno «rottamati» 215 km di vecchi cavi. E ci sono altri due maxi interventi in fase di realizzazione. Il primo fra la Valcamonica e la Valtellina, dove saranno demolite 160 km di linee obsolete e sostituite con 110 km di cavi interrati. Un’opera che segue quella portata a termine nel 2005 tra San Fiorano e Robbia, fra Italia e Svizzera. Il secondo intervento nell’area di Milano, che da sola supera il 30% dei consumi regionali, con una razionalizzazione di 50 km di linee in vista di Expo 2015. L’investimento totale è di un miliardo di euro nei prossimi cinque anni; così Terna, la società che distribuisce l’elettricità, si prepara a varare una rivoluzione tutta made in Lombardia. Sarà una svolta all’insegna dell’ecosostenibilità e non solo: aumenterà la sicurezza e l’efficienza nella trasmissione, cancellerà il rischio di blackout, abbatterà la dispersione dell’energia e, di conseguenza, punterà all’obiettivo di alleggerire anche la bolletta. Ma a guadagnarci sarà pure per il paesaggio: niente più tralicci che ingombrano il panorama, niente più cavi che solcano il cielo.
LOMBARDIA – La Lombardia è in deficit di produzione elettrica. Nel 2011 a fronte di una produzione, in prevalenza da centrali idroelettriche, di 55 miliardi di kWh, pari al consumo delle abitazioni di tutta l’Italia, il fabbisogno è stato i 70 miliardi di kWh. Un divario di 15 miliardi di kWh, che viene colmato con le importazioni sia dalla vicina Svizzera, sia dalla Francia. Ma, con la nuove «autostrade» dell’energia, sarà possibile allacciare le linee lombarde anche con quelle di altri Paesi europei e puntare a una maggior convenienza. La distribuzione dell’elettricità in Lombardia si snoda su 9.195 chilometri di cavi, una distanza pari a quella che separa Milano da Bangkok, ma nel prossimo quinquennio si procederà a un’ulteriore razionalizzazione.
RISPARMIO – Gli interventi previsti da non soltanto ammoderneranno e potenzieranno la rete elettrica, ma apporteranno una serie di benefici economici e ambientali. A cominciare dal fatto che in totale permetteranno un risparmio di oltre 200 milioni di euro all’anno per la riduzione della dispersione causata da impianti obsoleti, un taglio di 550 mila tonnellate in dodici mesi di anidride carbonica, perché pur restando identico il fabbisogno, si potrà produrre una minore quantità di energia, grazie alle diminuzione delle dispersioni.
Fonte: Corriere della Sera

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Cattaneo Flavio: convocazione Assemblea ordinaria e straordinaria

Convocata da Terna, guidata da Flavio Cattaneo, l’Assemblea degli Azionisti per il 15 e 16 maggio

L’Assemblea degli Azionisti di Terna S.p.A. è convocata in Roma, presso l’Auditorium Terna in Piazza Giuseppe Frua n.2, in sede ordinaria i giorni 15 e 16 maggio 2012, rispettivamente in prima convocazione alle ore 11.00, ed in seconda convocazione alle ore 15.00 e, in sede straordinaria i giorni 15, 16 e 17 maggio 2012, rispettivamente in prima convocazione alle ore 11.00, in seconda convocazione alle ore 15.00 e in terza convocazione alle ore 11.00, per discutere e deliberare sul seguente

 

ORDINE DEL GIORNO

Parte ordinaria

  1. Bilancio di esercizio al 31 dicembre 2011. Relazioni del Consiglio di Amministrazione, del Collegio Sindacale e della Società di Revisione. Deliberazioni relative. Presentazione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2011;
  2. Destinazione dell’utile di esercizio;
  3. Nomina di un componente del Consiglio di Amministrazione;
  4. Relazione annuale sulla Remunerazione: consultazione sulla Politica sulla Remunerazione ai sensi dell’articolo 123 ter,comma 6, del Decreto Legislativo 58/98 (Testo Unico della Finanza).

Parte straordinaria

  1. Modifica degli articoli 14.3, 14.5, 26.1 e 26.2 dello Statuto sociale in attuazione alle disposizioni introdotte dalla Legge 12 luglio 2011 n. 120, in materia di equilibrio tra i generi negli organi di amministrazione e di controllo delle società con azioni quotate, agli articoli 147 ter, comma 1 ter, e 148, comma 1 bis del Decreto Legislativo 58/98 (Testo Unico della Finanza), e introduzione del nuovo articolo 31 “Clausola transitoria” per effetto delle medesime disposizioni.

Il presente avviso è pubblicato sul sito internet della società www.terna.it e sul quotidiano “Il Sole 24 Ore” del 5 aprile 2012.

 

 

Fonte: Terna

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Flavio Cattaneo: I Tralicci del Futuro dal 2013 sostituiranno in Italia le vecchie linee elettriche

Terna, guidata da Flavio Cattaneo, presenta i Piloni che danzano con il paesaggio, pronti a mandare in congedo i vecchi «soldati industriali»

Funzionalità ed estetica. Se li ritenete due concetti incompatibili, date un’occhiata alle immagini di questa pagina e vi accorgerete che la bellezza può essere declinata in forme diverse. Comprese quelle dei tralicci ad alta tensione, forse i manufatti più ostici da reinventare all’insegna della creatività.
Da «soldati industriali» che scempiano il paesaggio, a malapena tollerati in funzione della loro utilità, ad «alberi» tecnologici capaci di dialogare con il territorio. Tralicci d’autore: una rivoluzione sul fronte impiantistico e ambientale.

In futuro vi capiterà di vederne parecchi. Il tempo di collaudare i prototipi che si sono aggiudicati il primo premio del concorso internazionale «Tralicci del futuro», bandito da Terna nel 2007 e vinto dallo Studio Rosental, capofila del gruppo composto dall’architetto Hugh Dutton con le società Cegelec Centre e Gozzo Impianti. La nuova generazione di sostegni, dopo i «Monostelo» e i «Foster», è destinata a rinnovare progressivamente chilometri di vecchie linee elettriche ad alta tensione da un capo all’altro della penisola. Dutton, tra le altre cose, è noto per aver progettato con il collega Benedetto Camerana il grande arco olimpico che svetta a Torino sul Lingotto.

I test saranno effettuati vicino a Livorno nel primo semestre 2012. Obiettivo: sostituire le strutture tronco-piramidali, odiate da ambientalisti e non solo, con soluzioni compatte, di minore ingombro e impatto visivo. Il progetto si unisce a un’altra sfida, cioè lo smantellamento di 1.200 chilometri di vecchie linee (pari a circa 4.800 tralicci), sostituiti con soli 450 chilometri di nuovi elettrodotti.
Leggeri ma resistenti, flessibili eppure stabili: i «Rosental-Dutton» si ispirano alla forma

più naturale ed essenziale possibile, quella degli alberi, ma usando materiali all’avanguardia. «Ogni struttura è concepita in lamiera tagliata al laser e piegata a freddo secondo le forme volute – spiega l’architetto Giorgio Rosental -. Partendo da una sezione di diamante alla base, i piloni si trasformano in triangoli verso le estremità dei rami, ciascuno dei quali reggerà i cavi che trasportano la corrente a 380 kV». Non solo: i profili triangolari dei piloni fanno in modo che da qualsiasi punto di vista sarà visibile una sola faccia e si eviteranno i contrasti ombra-luce.
Non a caso, aggiungono dallo Studio Dutton, «questo progetto muove dalla convinzione che un uso sapiente ed equilibrato delle tecnologie sia una grande opportunità per l’uomo del futuro». E anche per quelli del presente, spesso impegnati in battaglie estenuanti a colpi di petizioni contro i tradizionali gabbioni in acciaio: strutture standardizzate e brutali nella loro funzionalità, che violentano il paesaggio per chilometri.
Come ricorda Terna, i «RosentalDutton» sono solo l’ultimo modello di una serie di prototipi già sperimentati. Oggi vanno per la maggiore i sostegni tubolari «Monostelo», che hanno una base di cinque metri quadrati contro i 150 dei vecchi tralicci: ne sono stati installati 41 in Val d’Ossola nell’intervento di riassetto della rete elettrica a 132 kV. Altri esemplari sono in servizio sulla linea «Laino-Rizziconi» (Parco del Pollino), sulla «San Fiorano-Robbia» (Parco dell’Adamello) e sulla «Chignolo Po-Maleo» tra Pavia e Lodi. Poi i «Foster», creature di sir Norman Foster e impiegati in un unico elettrodotto, sulla linea «Tavarnuzze-Santa Barbara», presso Scandicci.

Dal 2013 toccherà dunque ai «Rosental-Dutton», coerenti con il nome del progetto che li ha partoriti: «Dancing with Nature». Piloni che danzano con il paesaggio, pronti a mandare in congedo i vecchi «soldati industriali». Non ci mancheranno.

Fonte: La Stampa

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Flavio Cattaneo Terna, sviluppare una filiera tutta italiana delle batterie

Terna, guidata da Flavio Cattaneo, il primo Tso al mondo ad affermare che i sistemi di storage dovranno far parte integrante della propria rete

Sfruttare il “tesoretto rappresentato dalla domanda di accumuli per le nostre reti” per far sviluppare una filiera tutta italiana delle batterie.
Questo l’auspicio espresso poco più di un mese fa dal sottosegretario al Minambiente Tullio Fanelli (QE 29/2). Un concetto in realtà più volte sottolineato anche dall’a.d. di Terna Flavio Cattaneo, che con il suo piano da 130 MW, ora elevato a 240 MW, ha completamente rivoluzionato le prospettive del settore.

 

“Parliamo di un valore che si aggira sul miliardo di euro in 4 anni, pari all’intero giro d’affari annuo mondiale delle batterie industriali (al piombo)”, sottolinea a QE Nicola Cosciani, a.d. di Fiamm-Sonick e direttore della business unit Energy storage solutions del gruppo vicentino. Che con i suoi 518 milioni € di fatturato è il più grande operatore italiano del comparto. La creazione della filiera italiana delle batterie, quindi, non può che partire da qui.
L’energy storage, spiega però il manager, è un mondo abbastanza complesso, nel quale coesistono diverse tecnologie. Ma soprattutto è ancora una sorta di territorio vergine, ancora da esplorare. Dove nessuno può ancora dire di avere una posizione consolidata “Terna è stato il primo Tso al mondo ad affermare che i sistemi di storage dovranno far parte integrante della propria rete”, rimarca Cosciani.
Come a dire: dopo il rallentamento registrato nella mobilità elettrica, questa è la più grande opportunità di sviluppo in larga scala offerta al settore.
“Noi siamo partiti proprio dalle batterie auto – spiega l’a.d. – e da quelle per gruppi di continuità e per venire incontro alle esigenze dei nostri clienti abbiamo deciso di sviluppare la tecnologia al sodio cloruro di nickel, rilevando la svizzera Mesdea (che aveva il brevetto) nel 2009. Poi ci siamo focalizzati sull’energia con applicazioni offgrid e sulle reti elettriche. Partiamo da soluzioni di piccola taglia, come quella da 250 kWh realizzata in Usa per Duke Energy, ma entro l’anno contiamo di proporre prodotti da 1,2 fino a 80 MWh”. Quelli che potrebbero servire a Terna e a tutti gli altri operatori nel, Acea, A2A, ecc.) che stanno sviluppando lo storage in ottica smart grid.
Ma qual è lo stato dell’arte del mercato e della tecnologia? “Oltre alla nostra – dice Cosciani – le due soluzioni più efficaci e promettenti sono la sodio/zolfo (Na/S) e il litio, che in realtà presenta molte diversificazioni al suo interno. A livello di operatori, sulla Na/S la giapponese Ngk è certamente la principale, e forse l’unica in grado di partecipare all’attuale gara di Terna. Sul litio ci sono la giapponese Nec (in corsa per la gara Enel, che vuol selezionare 4 diverse soluzioni con il litio, QE 18/1), le coreane Samsung e LG e l’americana A123. L’unico concorrente con produzione in Europa è Saft, che propone batteria al litio”.
Come scegliere tra tante soluzioni? “innanzitutto – spiega l’esperto – alcune offrono alta energia ma bassa potenza, nel senso che rilasciano l’elettricità lentamente (es. il sodio/zolfo in 7/8 ore, la nostra in circa 3 ore e il litio anche in 1 ora). Per cui dipende dalle esigenze di utilizzo. Sul fronte costi, fatto 100 il litio che è la più cara, il sodio/nickel costa 60, il sodio/zolfo tra 40 e 50. La nostra tecnologia presenta però altri vantaggi: la sicurezza, innanzitutto, poi il fatto di non utilizzare metalli rari soggetti ad ampie fluttuazioni di prezzo e infine il bassissimo impatto ambientale”.
Quali prospettive, quindi, per Fiamm? ”A livello mondiale – prosegue Cosciani – le stime parlano di un giro d’affari di 1,6 m.di € al 2015 ma le riteniamo molto prudenti. Nei prossimi 4 anni noi investiremo oltre 40 milioni in 3 stabilimenti in Italia, Cina e Usa, con l’obiettivo di portare il fatturato di questo business da 20/25 a oltre 100 milioni in 3 anni. Partecipiamo a una gara Acea per un sistema da circa 300 kWh il cui esito si dovrebbe avere entro un mese, abbiamo contatti con Sorgenia per un progetto pilota su un’abitazione indipendente e soprattutto contiamo di prendere parte allo storage lab che Terna sta organizzando parallelamente alla gara per selezionare altre tecnologie innovative ed ai prossimi bandi che Enel organizzerà. In più, abbiamo accordi all’estero con Edf, Endesa e in Cina”.
Certo, però, battere la concorrenza dei colossi stranieri non sarà facile.
”Alle partnership tra tecnologie e operatori concorrenti non credo molto – conclude Cosciani – forse sarebbe utile un intervento del Governo che sostenga la filiera italiana, anche se va studiato lo strumento più adeguato. Magari si potrebbe privilegiare chi ha una presenza sul territorio, come si fa negli Usa. Ma queste sono decisioni politiche sulle quali, ovviamente, non mi pronuncio”.
Fonte: Quotidiano Energia

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Cattaneo Flavio: Prende il via la quarta edizione del Premio Terna per l’arte contemporanea

Terna, guidata da Flavio Cattaneo : per il premio Terna, firmato il rinnovo del Protocollo d’Intesa triennale finalizzato alla promozione e alla valorizzazione dell’arte contemporanea italiana

Imprese e cultura sempre più legate e interconnesse, in un binomio virtuoso che aiuti il ritorno della crescita. Il tema, al centro dell’iniziativa di una Costituente per la Cultura, lanciata dal Sole 24 Ore, è stato al cuore anche della presentazione ieri a Roma del quarto Premio Terna per l’arte contemporanea ispirato nell’edizione 2012 alla traccia «Dentro e Fuori Luogo. Senza rete. Il Territorio per l’Arte». La «restituzione di valore alla comunità» è uno dei punti cardine ispiratori del Premio quest’anno, insieme a «valore ambientale e sostenibilità» e a «valore al territorio».

Il Premio Terna 04, che nelle passate stagioni ha raccolto la partecipazione di oltre 9mila artisti da tutta Italia e dall’estero, si presenta nel 2012 con molte novità: una nuova terna curatoriale, interventi sul territorio con un progetto site specific su tralicci, l’apertura del bando anche alle installazioni, un premio per il più giovane tra i talenti under 23, la connessione con Mosca per la chiusura dell’anno della cultura italiana in Russia e la scelta di una partnership con la musica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Significativa la novità per i big dell’arte contemporanea, i Terawatt, che porteranno energia creativa lungo la rete elettrica italiana. Gli artisti sono infatti invitati a ideare un intervento artistico site specific su una linea elettrica in costruzione nel sud Italia tra Foggia e Benevento, una importante arteria dell’alta tensione, di raccordo della produzione da fonti rinnovabili.

Il Premio «è un esempio di come arte e impresa insieme, come lo scambio di interessi e conoscenze, possano generare frutti positivi – ha spiegato Luigi Roth, presidente di Terna –. Non posso quindi non citare, a questo proposito, il manifesto “per una Costituente della cultura” pubblicato a febbraio dal Sole 24 Ore che sta generando a cascata una serie di interventi di grande interesse». Roth ha sottolineato come l’iniziativa del giornale sia in realtà molto vicina allo spirito del Premio Terna, che ha l’obiettivo di sostenere e promuovere l’arte e la cultura italiana, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, attraverso una formula di sinergia tra il sistema dell’arte e quello dell’impresa.

In occasione del lancio del Premio Terna 04 Roth e il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Lorenzo Ornaghi, hanno firmato il rinnovo del Protocollo d’Intesa triennale finalizzato alla promozione e alla valorizzazione dell’arte contemporanea italiana con l’obiettivo di far emergere l’eccellenza e la creatività degli artisti, con attenzione ai giovani. Un sostegno all’arte contemporanea in un periodo in cui il settore culturale e artistico italiano ha bisogno di partnership tra operatori pubblici e privati per condividere l’impegno nella crescita del Paese.

Il nuovo concorso, che terminerà il 1° ottobre, conferma l’accesso con iscrizione libera e gratuita per tutti gli artisti sopra e sotto i 35 anni (Megawatt e Gigawatt) e la categoria dedicata agli artisti di fama (Terawatt) alla quale si accede solo per invito, rinnovata nei contenuti. Confermato anche il premio online assegnato dal pubblico via web e la categoria Connectivity per gli internazionali.

Fonte: Sole24Ore

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Terna, Flavio Cattaneo, tra le 58 signore della cedola

Terna, AD Cattaneo, uno dei migliori titoli per far da scudo contro il carovita

Da sempre il listino italiano paga dividendi generosi ai piccoli azionisti. E anche nelle condizioni di difficoltà presenti, uno scrutinio delle circa 300 società quotate in Piazza Affari permette di individuare ben 59 titoli di aziende con una capitalizzazione superiore ai cento milioni di euro (quindi non proprio micro-cap) in grado di remunerare gli azionisti con un dividend yield (dividendo distribuito/prezzo del titolo) superiore al 3,4%, l’attuale livello dell’asticella dell’inflazione (in tabella le prime 10 società, in ordine di capitalizzazione decrescente, con il dividend yield atteso per il 2013). Tra i grandi nomi, i più virtuosi continuano ad essere i soliti noti, con Eni al 5,91%, Enel al 5,25% (nonostante il taglio ai dividendi da poco deliberato in assemblea), Generali e Telecom oltre il 4%, fino alle utilities di rete Terna, guidata da Flavio Cattaneo (6,41%) e Snam (7%), apprezzatissime anche dagli investitori internazionali.

Ma il criterio del dividend yield è davvero uno dei modi migliori per ripararsi dai venti inflazionistici che soffiano in questa tormentata primavera? «Scegliere di investire in titoli azionari, in periodi di moderata inflazione, è sempre la scelta migliore perché le azioni sono rappresentative di beni reali che tendono a rivalutarsi quando la dinamica dei prezzi subisce una accelerazione. E questo criterio vale anche indipendentemente dalla generosità del dividend yield», commenta Gian Paolo Rivano, gestore azionario di Gesti Re.
«Il rischio di scegliere il dividend yield azionario come criterio di protezione è che le cedole nel medio periodo non siano sostenibili, e vengano sottoposte a un taglio inatteso. È accaduto così nel caso di Enel, e la riduzione inaspettata del dividendo ha influito negativamente anche sulla quotazione del titolo», controbatte Mauro Vicini, direttore di Websim.it. Meglio, secondo Vicini, puntare sulle società ad alto contenuto di cespiti reali, piuttosto che ad elevato dividend yield, ad esempio i titoli del comparto immobiliare, tra cui Beni Stabili o Pirelli Re. Oppure su quelle società che sono in grado di ribaltare sui propri clienti gli aumenti dei costi di produzione, ad esempio Autogrill o Atlantia. Il principale gruppo autostradale italiano, peraltro, unisce entrambi i vantaggi, visto che il suo rendimento prospettico (2013) per dividendi è addirittura del 6,56%.
Più tradizionali le scelte anti-inflazione di Rivano, secondo il quale uno dei migliori titoli per far da scudo contro il carovita è Terna, un dividend yield stabile e ripetibile al 6,41% e società capace di tenere bene le quotazioni di borsa nei momenti difficili. Così come Telecom Italia, poco volatile e ferma a un rendimento per dividendi del 4,82%. Ma l’unanimità dei consensi la fa Eni, un rendimento per dividendi di quasi il 6% e una performance del 15% da inizio anno.
Fonte: Corriere Economia

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31 marzo 2012 Ora della Terra Officinae Verdi lancia il Check-Up Energetico Online

In occasione di Earth Hour, il grande evento globale per il clima targato WWF, Officinae Verdi mette a disposizione del pubblico il servizio di Check-Up Online grazie al quale è possibile determinare il livello di efficienza energetica della propria abitazione.

WWF e Officinae Verdi* per il raggiungimento dei migliori standard di efficienza energetica. Il 31 marzo 2012, in occasione di Earth Hour, Officinae Verdi mette a disposizione un servizio di Check-Up Online tramite il quale è possibile determinare il livello di efficienza energetica della propria abitazione. Attraverso la simulazione delle diverse soluzioni energetiche, è possibile quantificare il risparmio in termini economici e di emissioni di CO2 evitate, fornendo una misura tangibile di quanto si può fare per ridurre sia i costi in bolletta che il proprio impatto ambientale.

Compila il coupon elettronico o contatta direttamente l’Energy Desk al numero verde 800330055 per richiedere informazioni.

*Officinae Verdi S.p.A è la Joint venture UnCredit-WWF nata per lo sviluppo della green economy con un focus su energie rinnovabili, efficienza energetica, carbon management. È il primo operatore del genere in Europa, che opera da System Integrator per i propri clienti, coniugando tecnologie verdi e intelligenza finanziaria.

Ufficio Stampa Officinae Verdi
Valentina Valerii
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Fonte: Officinae Verdi

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