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Gianfranco Fini incontra Il Comunicatore Italiano sul tema Istituzioni e web reputation

Istituzioni e Web Reputation: questo il tema dell’incontro tra il Presidente della Camera Gianfranco Fini e i co-fondatori del think-tank blog Il Comunicatore Italiano, Gian Guido Folloni, presidente ISIAMED, Pier Domenico Garrone, esperto di comunicazione istituzionale ed Alessandro Giovannini, esperto di web reputation.

Nella foto da sinistra: Gian Guido Folloni, Alessandro Giovannini, il Presidente Gianfranco Fini, Pier Domenico Garrone, Renzo Lusetti, Segretario di Presidenza della Camera

 Si diceva una volta: “L’ha detto la Tv”. Oggi si dice: “La notizia è sulla rete”. Né allora né oggi Tv e Web sono la bocca della verità. Politica e Web Reputation, e soprattutto reputazione e stima per le Istituzioni: questo è il tema dell’incontro tra il Presidente della Camera Gianfranco Fini e Il Comunicatore Italiano.

Nel tempo della crisi della politica, il potere comunicativo della rete, dove non sempre ciò che scorre è verificabile, si rischia l’inquinamento. E mentre cresce la domanda di una correttezza di comportamenti da parte di partiti e istituzioni, può accadere che il bambino sia buttato con l’acqua sporca. Errore mortale: nel cacciare la mala politica si potrebbe uccidere la democrazia.

Per una corretta informazione e a sostegno del giusto ruolo delle Istituzioni, Il Comunicatore Italiano (nella foto da sinistra: Gian Guido Folloni, Alessandro Giovannini, il Presidente Gianfranco Fini, Pier Domenico Garrone, Renzo Lusetti, Segretario di Presidenza della Camera) mette a disposizione la sua competenza e la sua piattaforma di monitoraggio e analisi della rete.
FONTE: Il Comunicatore Italiano

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Il ComuniCattivo: su Rai Radio 1 Pier Domenico Garrone parla di Web Reputation

La web reputation subentra allo share, l’APPTV ai vecchi format televisivi, i social network ai vecchi media. La nuova Comunicazione è tecnologia. Su Rai Radio 1, diretta da Antonio Preziosi, Il ComuniCattivo, ideato e condotto da Igor Righetti, intervista Pier Domenico Garrone, esperto di Comunicazione e co-fondatore del think tank blog Il Comunicatore Italiano.

Egemonia del modello comunicativo della televisione e accelerazione delle tecnologie elettroniche quanto determinano l’attuale immagine del giornalismo italiano?

La televisione ha perso l’egemonia del modello comunicativo e si stima che entro 5 anni lo share sarà abbandonato per passare alla web reputation che qualificherà l’ascolto misurando i programmi per la loro credibilità e reputazione. Si inizia, già oggi, a parlare di APPTV. Le APPTV prenderanno il posto dei vecchi format anche per gli attuali telegiornali. Meglio stanno andando i radiogiornali piu aderenti alla mobilità e sincronia con la realtà, così come avviene per la Rete.

Tutto questo rilancerà la creatività italiana e l’industria dell’intrattenimento e dell’informazione. L’APPTV è un programma mediatico dove Persona e Contenuto si rappresentano e incontrano il Pubblico che sarà sempre più interessato ed informato. Chi segue l’APPTV segue oltre la “messa in onda” e lo usa come un servizio anche per il proprio piacere.

Oggi sono i giornalisti ad inseguire la domanda di Comunicazione. Primo dato di attenzione è la carenza o non conoscenza della potenza tecnologica che rischia di limitare il risultato dell’informazione. Oggi abbiamo una ricerca ed un confronto dell’ informazione. Oggi RAI5 trasmette il Letterman Show, la CBS non trasmette nè Ballarò, nè Santoro nè Porta a Porta. L’informazione italiana non è ancora esportabile.

I politici italiani sono arrivati con un certo ritardo all’uso del web ma ora la loro presenza è massiccia. Quanto è importante l’uso dei social network nel determinare i processi politici?

La Rete è la novità e la salvaguardia della democrazia perché produce un’opinione diffusa e mantiene in memoria le promesse. I Politici, professione difficile e non per Tutte le tasche, non possono sottrarsi al pubblico della Rete, maggiore di numero di quello della televisione e più abituato alla verifica delle notizie. I Politici, dai consiglieri comunali ai Parlamentari, si stanno avventurando con diffidenza ed incoscienza e con la Rete possono avere solo vantaggi in termini di idee, trasparenza e concreta visione dell’Italia. La Rete più la Radio sono il cocktail vincente della Comunicazione, più della solitaria televisione attuale. Oltre ai Politici però occorre occuparsi dei potenti burocratici che sono i responsabili della gestione dei ministeri, degli assessorati, degli uffici urbanistica, degli ospedali…

Qualcuno sostiene che la comunicazione sta prendendo il posto della politica che troppo spesso misura l’efficienza delle proprie azioni sulla base dei passaggi televisivi e non sulla qualità delle scelte producendo così una catena perversa di competizioni mediatiche. E’ proprio così?

Noi Comunicatori meriteremmo, come categoria professionale, una severa condanna per aver usato e spiegato ai Politici la parola visibilità. I Politici di questa Repubblica, definita seconda e non si sa perché, hanno confuso il proprio mandato parlamentare con l’emissione di comunicati stampa e comparsate in trasmissioni e quotidiani mentre i Cittadini e le Imprese in competizione chiedevano fatti, semplificazione burocratica e servizi innovativi. Tornando con la imminente riforma elettorale che rigenera il rapporto tra l’eletto e il suo territorio, sarà prioritario l’estratto conto dei fatti prodotti più che dei comunicati. Non si inaugura più la posa della prima pietra ma che la strada o la fabbrica costruita funzioni e produca valore per le Persone, per l’Ambiente, per l’economia. I Politici normalmente intelligente si affideranno semplicemente a Comunicatori professionisti e ricordiamolo sempre..”Comunicatore è chi Comunicazione fa!”

“Il ComuniCattivo – Perché l’ignoranza fa più male della cattiveria”, pluripremiato anche a livello internazionale, è il primo programma crossmediale italiano sui linguaggi della comunicazione e dell’informazione in onda dal lunedì al venerdì alle 17.20 su Radio 1 Rai da dieci anni. A tutt’oggi sono 34 gli studenti universitari che hanno fatto tesi di laurea sul programma, sul suo linguaggio e sul suo modo di fare infotainment (informazione e intrattenimento). E’ ideato e condotto da Igor Righetti, giornalista professionista, autore e conduttore radiotelevisivo e docente di Comunicazione d’impresa e Linguaggi radiotelevisivi alle Università Tor Vergata, Luiss “Guido Carli” di Roma e alla Scuola superiore della Pubblica amministrazione della Presidenza del Consiglio dei ministri.

FONTE: Il Comunicatore Italiano

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Regionalizzazione ed economia: Il Regno del Marocco è in crescita continua. Gian Guido Folloni Il Comunicatore Italiano

Il Regno del Marocco è in crescita continua. Evoluzione democratica, stabilità politica ed un trend economico invidiabile lo rendono un partner di grande interesse per l’Italia. Il viaggio, in questa nuova realtà economica, di Gian Guido Folloni, Presidente ISIAMED (Istituto Italiano per l’Asia ed il Mediterraneo) e co-fondatore del blog indipendente Il Comunicatore Italiano.

Casablanca, la moschea Hassan II – Copyright Gian Guido Folloni 2012


Le cifre non sono quelle della Cina o della Turchia, ma per noi europei scossi dalla crisi anche il Regno del Marocco ha un trend economico invidiabile. Dopo il plauso raccolto per la riforma costituzionale varata nel 2011, il Marocco ha incassato il giudizio largamente positivo del Fondo Monetario Internazionale.

Scrive il FMI nel suo recentissimo rapporto: “Le politiche macroeconomiche ispirate alla prudenza avviate dal Marocco nell’ultimo decennio gli hanno permesso di avere margini di manovra sufficienti per affrontare le ultime crisi.”
Il Fondo non manca tuttavia di dare stimoli al governo (quadripartito) uscito dal recente voto di fine 2011. L’invito è volto all’adozione di misure di bilancio rigorose, a migliorare il clima degli affari per garantire alla nazione magrebina “un tasso di crescita duraturo sul medio e lungo periodo”.

Ma le cifre parlano e sono confortanti. Nel 2010 il PIL fuori dall’agricoltura (PIBHA) grazie ai buoni risultati del settore della manifattura è cresciuto del 4,5%. Un buon risultato, rileva il fondo, che compensa il calo registrato nel settore primario. Nel 2011 la crescita complessiva è stimata tra il 4,5 e il 5%.
L’inflazione è “solidamente contenuta”. Per il 2010 il tasso medio si è stabilito all’1%. Nel 2011, i risultati positivi del settore agricolo e i prezzi stabili dei derivati del petrolio e delle derrate alimentari dovrebbero contribuire a contenere l’aumento dell’indice dei prezzi di circa l’1,5%.
Cresce anche il credito, nonostante il calo di liquidità: + 7,4% del 2010 con un leggero calo nel primo semestre 2011, attestandosi nell’anno, su base previsionale, al 6,2%.

Casablanca, davanti alla Moschea – Copyright Gian Guido Folloni 2012

L’attenzione del Fondo si concentra sui dati di bilancio. Il deficit del conto corrente potrebbe accentuarsi per collocarsi sul 5% del PIL circa, alla fine del 2011. Il volume complessivo delle esportazioni, ivi compresi i fosfati e i suoi derivati, nonché gli aumentati proventi del turismo e delle rimesse dei marocchini residenti all’estero non compenseranno l’aumento delle importazioni dovuto al rialzo del prezzo del petrolio e delle derrate alimentari. Le riserve internazionali lorde (2011) dovrebbero registrare un leggero calo.

Un altro aumento del deficit di bilancio è causato dal forte aumento delle spese. Questo deficit potrebbe raggiungere il 5,5-6% del PIL nella scia del rialzo delle spese pari al 3% del PIL.
Secondo il FMI, i risultati economici ottenuti dal Marocco dovrebbero proseguire. La crescita del prodotto interno lordo senza l’agricoltura si dovrebbe aggirare al 5% e contribuire a una crescita del PIL complessivo del 4,5-5% nel 2011. Sul medio termine, il tasso di crescita potrebbe raggiungere il 6%. Le Autorità marocchine – annota il FMI – hanno per obiettivo di riportare il deficit di bilancio sul medio termine a circa il 3% del PIL, riducendo di circa il 50% l’indebitamento del Tesoro.

L’articolo 77 della nuova Costituzione e il disegno di legge organica delle finanze consacrano il principio per preservare gli equilibri delle finanze pubbliche. Ma senza misure correttive, il deficit di bilancio potrebbe raggiungere il 6,5-7,5% del PIL e quindi il livello d’indebitamento pubblico continuerebbe ad aumentare. Per questo l’invito alle Autorità marocchine è ad adottare nel 2012, sulla scia degli sforzi già compiuti nel 2011, le necessarie misure di consolidamento.
Il 2012, peraltro, s’è aperto con il Marocco in esercizio provvisorio. E solo da aprile la nuova legge finanziaria darà seguito a tale azione.

Buone le note riservate alla politica monetaria e di cambio. Grazie ad un tasso di scambio fisso e al controllo parziale dei capitali, la Bank Al Maghrib ha gestito con efficacia le liquidità e mantenuto (dal marzo 2009) il tasso d’interesse vicino al 3,25%. Forte lo sviluppo del settore finanziario (anche se il FMI auspica lo stanziamento di altre risorse). Il settore bancario ha raggiunto una dimensione importante, superando il 120% del PIL, sostenuto dalle rimesse dei marocchini residenti all’estero e dalla creazione di reti bancarie in Africa da parte delle banche marocchine. La borsa di Casablanca è una delle piazze affari più capitalizzate e diversificate in termini settoriali, di tutta l’Africa. Il tasso di solvibilità si aggira al 12,3% a fine 2010, +11,8% sul 2009.

Infine, il FMI apprezza le riforme attuate nell’ultimo decennio in alcuni settori chiave per accrescere la competitività dell’economia e un clima migliore per gli affari. “Politiche sociali coerenti – scrive il FMI – hanno consentito, tra il 2000 e il 2008, un altro calo del 6,5% del tasso di povertà e un miglioramento degli indicatori sociali.” Anche se resta alto (9%) il tasso di disoccupazione, molto alto per giovani e donne e diplomati.

In campo sociale il FMI apprezza in particolare il successo dell’Iniziativa Nazionale per lo Sviluppo Umano e la recente estensione della copertura medica alle popolazioni svantaggiate.
Per l’Italia con la disoccupazione a due cifre e la recessione entro l’uscio di casa, il Regno del Marocco, con la sua evoluzione democratica, la stabilità politica e l’economia che pare aver ben traversato le turbolenze della crisi internazionale, è sull’altra sponda del Mediterraneo, un partner regionale di grande interesse.


FONTE:
 Il Comunicatore Italiano

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Infracom Italia punta sull’innovazione e sulla tecnologia cloud.

Infracom Italia punta sull’innovazione e sulla tecnologia cloud. Presso il datacenter di Imola nasce Infracom Cloud Lab, il laboratorio dedicato all’attività di ricerca e sviluppo, incubatrice di servizi innovativi e risposta ad un mercato dove il segmento cloud cresce in maniera costante. Il Consigliere Delegato e Direttore Generale dell’azienda, Ing. Massimo Lippi: “Infracom ha tutti i numeri per essere il driver di un segmento al centro dell’attenzione del mondo tecnologico e con un’attesa di crescita importante”.

Infracom Italia gestisce una delle reti di trasporto dati più importanti ed alcuni dei data center chiave del sistema infrastrutturale italiano, forti dei 5.000mq di superficie complessiva. Con il piano di ristrutturazione e la rifocalizzazione sul core business dove, in particolare, il segmento infrastrutturale ha dato risultati brillanti per il 2011, Infracom punta sullo tecnologia cloud e dedica il datacenter di Imola per lo sviluppo della sua offerta “real cloud”: il laboratorio di ricerca e sviluppo INFRACOM CLOUD LAB, che dedica il 50% delle proprie risorse e personale all’attività di ricerca e sviluppo, è l’incubatrice di servizi innovativi e la risposta al mercato dove il segmento cloud è emergente ed evidenzia una crescita costante.

Infracom, secondo questa traccia, oltre all’investimento per l’anno corrente che ammonta a 11 milioni di euro, ha in previsione un investimento di 30 milioni di euro in 3 anni, da dedicare innanzitutto ai 4 datacenter di Milano, Verona, Brindisi ed Imola, dove è operativo l’Infracom Cloud Lab, poi all’implementazione di tutti i servizi dedicati all’impresa.

Infracom Italia, forte della sua decennale esperienza e del valore riconosciuto dal mercato e dai clienti per la sicurezza e affidabilità dell’infrastruttura, lancerà entro l’anno la sua offerta cloud. Il primo passo è il servizio storage: ogni utente accreditato via web potrà in ogni momento accedere direttamene al servizio per depositare quantità di dati virtualmente illimitate usufruendo di uno storage indefinitamente scalabile ed in real-time. I vantaggi della flessibilità abbracciano anche una duplice modalità di fatturazione: completamente variabile in base allo spazio realmente occupato o flat con impegno mensile. L’utente avrà così accesso a risorse virtualmente infinite, disponibili subito e in qualunque momento.

Infracom Italia interpreta i vantaggi unici della tecnologia cloud e intende offrire realmente i benefici concreti semplificando definitivamente la vita dell’utente che vuole fare il salto tecnologico, l’operatività si riduce infatti a poche fasi: apertura di un browser, accesso al portale cloud Infracom, customizzazione del servizio richiesto e utilizzo real time.

Così riassume questa scelta di campo il Consigliere Delegato e Direttore Generale dell’azienda, l’Ing. Massimo Lippi “L’infrastruttura unica di Infracom ITALIA, formata dai 4 datacenter, da tutti gli asset aziendali e da un backbone di valore assoluto, danno alla nostra azienda gli strumenti necessari per porsi come precorritore dei più moderni servizi informatici e telematici, a giovamento dell’Italia e delle proprie imprese. Infracom ha tutti i numeri per essere il driver di un segmento al centro dell’attenzione del mondo tecnologico e con un’attesa di crescita importante: per questo noi crediamo in questo progetto e fondiamo su esso le nostre aspettative per il futuro”.

Futuro che oggi già sembra essere presente.

Contatti:

Email: [email protected]
www.infracom.it

FONTE: INFRACOM ITALIA SPA

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Antonio Bettanini: La web reputation di un’azienda sui nuovi media il must è il “trust”

Tecnologie web e social network non solo favoriscono l’interazione, ma consentono agli utenti di assumere un ruolo attivo nei processi di comunicazione e di costruzione della conoscenza, diventando un potenziale punto di riferimento per altri utenti. Seconda parte dell’intervento di Antonio Bettanini, esperto di Comunicazione Istituzionale e co-fondatore del blog indipendente Il Comunicatore Italiano.

La libera interpretazione. Il tratto visionario e religioso di questa rivoluzione che si ispira alla Riforma e a Lutero (semplificando, l’analogia è con la rinuncia alla mediazione interpretativa dei testi. Dunque la rinuncia ad ogni Ordine dell’interpretazione: pubblicitari, politici professionali, giornalisti) nasce con le tecnologie web che non solo favoriscono l’interazione, ma consentono ora ai navigatori di assumere un ruolo attivo nei processi di comunicazione e di costruzione della conoscenza. Ognuno “può dire la sua” su qualsivoglia argomento, avendo anche la possibilità di diventare un concreto punto di riferimento per gli altri utenti. E guardando al fenomeno dalla prospettiva della comunicazione di impresa ora l’utente/consumatore ha tra le mani il potere di giudicare sull’efficienza di un’azienda e spiegare le sue ragioni ad una quantità indefinita di individui, che a loro volta si formeranno una personale immagine mentale sull’azienda in questione. Un’ opportunità. Ma anche un rischio.

Quanto vale il trust. L’opportunità è ad esempio di chi “nel mondo reale potrebbe essere una nullità, ma online è un Re”, perché le sue attività nella rete, il tono e la qualità dei contenuti che produce, il ruolo che assume nelle discussioni e nei commenti, hanno accresciuto il suo “trust”. E’ diventato quello che nel marketing si definisce: influencer, evangelist, trend setter. E c’è chi ha misurato questa influenza nel “passa-parola” (si parla di Klout Score), al punto di finanziarlo. Accade quindi che la reputazione sia un “abilitatore” al denaro tanto che c’è chi afferma che nella rete: “la tua reputazione diventa più importante del tuo conto in banca“.
E il valore della “reputazione” produce effetti diversi e misurabili per le aziende che investono in questa rivoluzione del mercato. I clienti comprano di più, la forza contrattuale verso fornitori o partner aumenta. Ancora: si realizza una maggiore facilità di accesso a mercati esteri e, se quotata, l’azienda capace di una buona strategia di comunicazione della reputazione, registrerà una minor volatilità del titolo e prestazioni migliori. Senza dimenticare poi che la reputazione si misura ogni giorno nella capacità di mantenere la “faccia” davanti a una crisi. La “resilience” (capacità di resistenza agli urti) delle grandi aziende è particolarmente messa alla prova e rappresenta il lato combattente della web reputation.

Continua…

FONTE: Il Comunicatore Italiano

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Luiss 2012: mercoledi 16 maggio la prova di ammissione in tutta Italia

La LUISS Guido Carli apre le iscrizioni per il reclutamento di talenti in vista dell’anno accademico 2012-2013. Sono 1040 i posti complessivi, messi a disposizione dall’ateneo di Confindustria per la sessione primaverile della prova di ammissione ai corsi di laurea triennale e magistrale a ciclo unico, che si svolgerà mercoledì 16 maggio 2012, alle ore 15, a Roma presso l’Hotel Ergife e in altre 29 sedi in tutta Italia.

In, dettaglio, saranno 400 i posti a concorso rispettivamente per i corsi di laurea in Economia e management e Giurisprudenza; 130, invece, per Scienze Politiche. Il test di ammissione è unico indipendentemente dal corso di laurea scelto dal candidato. La prova ha la durata di 90 minuti e consiste in 100 domande a risposta multipla di tipo psico-attitudinale (80%), di cultura generale (10%) e di verifica della conoscenza grammaticale della lingua inglese (10%). La graduatoria viene determinata per il 60% dal punteggio del test e per il restante 40% dal curriculum scolastico. L’iscrizione al test si effettua esclusivamente on line, sul sito dell’università: www.luiss.it

Oltre ai profili più tradizionali e consolidati ai quali possono accedere le aspiranti matricole, con sempre crescente impegno e apertura oltre confine, la LUISS punta, infatti, sui percorsi formativi in lingua inglese, che prevedono il test d’ammissione in lingua: il corso in Economics and Business (80 posti), che dà la possibilità di trascorrere il secondo anno di studi presso la prestigiosa School of Economics di Utrecht, e la novità del prossimo anno accademico, il corso in Politics, Philosophy and Economics (30 posti), che coniuga tre importanti branche del sapere umano: filosofia, politica ed economia, indispensabili nell’analisi consapevole dei fenomeni attuali e futuri.

Nel delicato momento di passaggio dai banchi di scuola al mondo dell’università, la LUISS Guido Carli tende già da ora la mano agli studenti dell’ultimo anno degli istituti superiori che si preparano ad affrontare la prova di ammissione sognando le aule di viale Romania e via Parenzo. Sono previste, infatti, prima del test nazionale, delle simulazioni della prova, che si terranno a Roma, nella sede LUISS di viale Pola, il 27 aprile prossimo, nel corso della Giornata di Orientamento, e, per la prima volta, anche nelle sedi territoriali di Confindustria in Sicilia: a Palermo lunedì 16 aprile e a Catania giovedì 19.

FONTE: LUISS Guido Carli

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Antonio Bettanini: Reputazione Web, la rete e i social network non perdonano

Prima il mercato, poi la politica, ma ora anche i media cedono lo scettro di giudici della reputazione. La rete e i social network non perdonano. Parla Antonio Bettanini, esperto di Comunicazione Istituzionale e co-fondatore del blog indipendente Il Comunicatore Italiano.

1.Cluetrain Manifesto: la reputazione spazza l’immagine e l’identità. La considerazione o la stima pubblica di cui godiamo si chiama reputazione. Una parola in principio neutra che definisce la nostra credibilità all’interno di un gruppo sociale ma che rappresenta anche un rischio, reputazionale appunto, per un’impresa.

“It’s not about the money” è infatti la battuta di Wall Street 2 che Stefano Bartezzaghi cita ricordandoci che le poste reali del gioco finanziario sono affidabilità, credibilità, credito. In una parola proprio quella reputazione su cui vigila “Moody’s”, un’agenzia già dal nome poco rassicurante perché appunto lunatico. Il proverbio dice poi che ”un buon nome conserva anche al buio il suo splendore”, ma non insegna come conservarlo, questo buon nome. E, come detto, non è poi così facile e tranquillo nell’epoca della velocità e dei social network. Allora un po’ di storia.

E’ stato il Cluetrain Manifesto, con le sue 99 tesi, ad affermare che “ i mercati sono fatti di esseri umani, non di segmenti demografici”, che “i mercati sono conversazioni”. E siccome le conversazioni tra esseri umani hanno un suono e una voce umane, le persone che formano questi nuovi mercati, parlando tra di loro in rete, hanno capito che potevano ottenere più informazioni e sostegno parlando appunto tra di loro, piuttosto che chiedendo a chi vende.

La conseguenza è ora che il mercato online conosce i prodotti meglio delle aziende e diffonde velocemente in rete la propria opinione. Se immagine e identità erano informazione, ora reputazione significa riconoscimento reciproco, fiducia e consenso. E mentre il binomio immagine-identità si poteva programmare “a tavolino”, la reputazione si costruisce con l’ascolto, le azioni e la coerenza.

Da qui una rivoluzione degli atteggiamenti che coinvolge le aziende: devono appartenere anche’esse ad una comunità, fondata sulla comunicazione. E questa comunità è appunto il mercato che creiamo noi, noi impermeabili alla pubblicità, noi che vi ascoltiamo se voi (aziende) ci dite qualcosa, di interessante. Non sarà quindi un caso che nella classifica del Reputation Institute, fondato nel 1997 e presente in 32 Paesi nel mondo, è Google l’azienda che gode della reputazione più elevata.

Continua…

FONTE: Il Comunicatore Italiano

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ICT, Infracom, valorizzazione delle infrastrutture e innovazione tecnologica: punti chiave per la leadership nazionale

Infracom punta sulle infrastrutture e sull’innovazione tecnologica per la leadership nazionale. Il Vicepresidente Andrea Pellizzari: “L’obiettivo di quest’anno è quello di affermarci a livello nazionale come leader italiani dei servizi di connettività e data center, ambiti nei quali dimostreremo le nostre capabilities con importanti innovazioni tecnologiche”. Il Consigliere Delegato e Direttore Generale Massimo Lippi: “Le infrastrutture sono il nostro punto di forza”.

INFRACOM ITALIA, eccellenza italiana delle telecomunicazioni, continua il proprio trend di sviluppo verticale iniziato nel 2009, grazie alla valorizzazione delle proprie infrastrutture, punto cardine della crescita aziendale di questi anni, che nel 2011 hanno generato una quota di fatturato di 43,7 milioni di euro. Così si esprime il consigliere delegato e direttore generale, Massimo Lippi “La solidità dei risultati corrisponde dalla solidità dei nostri asset chiave, e le infrastrutture sono il nostro punto di forza”.

L’azienda, infatti, oggi può far perno su una complessa rete di sedi, sale dati e laboratori di innovazione, dislocati su tutto il territorio nazionale. Su 10.000 punti rete, che permettono la connettività a migliaia di persone. E sui centri nevralgici dell’attività aziendale, da cui vengono articolati ricerca, sviluppo e i molteplici servizi che Infracom ITALIA offre: i 4 Datacenter di 5.000 m2 complessivi. Milano e Verona, i principali; Brindisi, polo operativo gestito dal 2011 per rendere effettivamente capillare il servizio fornito a tutta la penisola; infine Imola (INFRACOM CLOUD LAB), in cui il 50% delle risorse è convogliato nell’attività di ricerca e sviluppo. Soprattutto per l’elaborazione dell’infrastruttura di supporto all’erogazione di alcuni servizi cloud innovativi, fra cui un particolare servizio, che sarà una delle principali novità del 2012.

Il cloud è un sistema di condivisione di dati, infrastrutture e tecnologie di ultima generazione che si affiancherà ai già moderni servizi che l’azienda offre alle imprese, quali il Wireless Hyperlan, già attivo in Toscana ed in Veneto, i servizi di fonia tradizionale ed evoluta, xdsl, sicurezza web e posta elettronica, nonché i servizi di smart billing, insieme ai servizi di rete e data center ed ai servizi cloud IASS e PAAS di classe enterprise erogati attraverso le infrastrutture proprietarie di data center e di rete di Infracom.

Da ultimo, perché base su cui tali offerte si innestano, una rete in fibra ottica di 9.000 Km, che copre l’intero territorio nazionale. Tutto ciò, vantando il capitale umano di 500 dipendenti complessivi, obiettivi di espansione all’estero e un trend di crescita in continua progressione. Come dice il Vicepresidente Andrea Pellizzari “l’obiettivo di quest’anno è quello di affermarci a livello nazionale come leader italiani dei servizi di connettività e data center, ambiti nei quali dimostreremo le nostre capabilities con importanti innovazioni tecnologiche”.

FONTE: Infracom Italia SpA

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Gian Guido Folloni: Marocco, reportage fotografico sul blog Il Comunicatore Italiano

Una popolazione divisa, composta da numerose tribù che “riflettono un patrimonio etnico e culturale misto, che unisce arabi, berberi, e altre influenze, tra neri africani”. Marocco, i volti dei Saharawi visti attraverso l’obiettivo di Gian Guido Folloni, Presidente Isiamed, co-fondatore del think tank blog indipendente Il Comunicatore Italiano.

La popolazione che ha abitato la regione del Sud Sahara prospiciente l’oceano Atlantico è oggi divisa. Un tempo prevalentemente parte dell’impero coloniale spagnolo risiede oggi entro i confini di diverse nazioni: il Marocco, l’Algeria e la Mauritania. Piccole presenze si riscontrano anche in Mali e Niger.

Sono una popolazione composta da numerose tribù. Come con la maggior parte dei popoli del Sahara, le tribù riflettono un patrimonio etnico e culturale molto misto, che unisce arabi, berberi, e altre influenze, tra neri africani. Mentre la parte di popolazione che vive in Marocco si è progressivamente integrata e punta all’autonomia nell’ambito del processo nazionale di regionalizzazione, la minoranza che vive in Algeria ha dato vita al movimento del Polisario e rivendica l’indipendenza.
Queste immagini sono state scattate nella regione marocchina durante l’annuale raduno delle tribù.

Copyright Gian Guido Folloni Marzo 2012
Copyright Gian Guido Folloni Marzo 2012
Copyright Gian Guido Folloni Marzo 2012
Copyright Gian Guido Folloni Marzo 2012


FONTE:
Il Comunicatore Italiano

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Il pianeta divorato: Giuseppe Nucci racconta le attività di Sogin

Nel nuovo libro di Edoardo Borriello “Il pianeta divorato” Giuseppe Nucci racconta le attività di Sogin

La più grande bonifica ambientale nella storia del nostro Paese è stata avviata dalla Sogin, società di Stato incaricata della bonifica dei siti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi prodotti dalle attività industriali, da quelle di ricerca e da quelle medico sanitarie. La missione di Sogin è stata raccontata da Giuseppe Nucci, dall’ottobre 2010 Amministratore Delegato della Società – in un capitolo del libro “Il Pianeta Divorato” scritto da Edoardo Borriello, che analizza la difficile convivenza tra ambiente, crescita economica ed energia.

“La bonifica ambientale di un sito nucleare – spiega Giuseppe Nucci – rappresenta l’ultima fase del suo ciclo di vita. Questa attività viene definita ‘decommissioning’, parola che riassume le operazioni di allontanamento del combustibile nucleare irraggiato, di decontaminazione e smantellamento delle installazioni nucleari e di gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, in attesa del loro trasferimento al Deposito Nazionale”.

L’obiettivo dei lavori di bonifica di un sito nucleare è quindi quello di riportarlo a “prato verde”, espressione con la quale si vuole sottolineare che il sito è stato liberato dai vincoli radiologici ed è pronto ad essere restituito al territorio e riqualificato per nuovi usi.
Sogin è impegnata in otto siti nucleari: le quattro centrali di Trino, Caorso, Latina e Garigliano, l’impianto Fabbricazioni Nucleari di Bosco Marengo e gli impianti di ricerca Enea di Saluggia, Casaccia e Rotondella. Un obiettivo portato avanti con l’impiego di tecnologie avanzate e nel rispetto dei più elevati standard internazionali.

Il nuovo contesto normativo ha affidato, inoltre, a Sogin il compito di localizzare, realizzare e gestire il Parco Tecnologico, comprensivo del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi dove saranno trasferiti e smaltiti tutti i rifiuti radioattivi italiani. Il Parco Tecnologico sarà un centro di eccellenza, dedicato alle attività di ricerca nel campo della bonifica dei siti nucleari e della gestione dei rifiuti radioattivi.

Come si concretizza l’impegno di Sogin per la sostenibilità?
Questa è una delle domande che l’autore del libro, il giornalista Borriello, ha posto all’Amministratore Delegato della Società. “Nello svolgere con efficacia il ruolo affidatole, portando avanti le sue attività in maniera responsabile e trasparente – ha spiegato Giuseppe Nucci – per garantire la sicurezza dei cittadini e delle popolazioni locali, salvaguardare l’ambiente e tutelare le generazioni future. La Sogin ricorre a politiche dirette che assicurano attenzione verso le esigenze dei suoi stakeholder e la massima trasparenza nei confronti di tutti i suoi interlocutori, con l’obiettivo di consolidare rapporti di reciproca fiducia”.

Fonte: Phinetblog

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Ethicon Endo Surgery nessun collegamento fra il richiamo e l’evento all’Ospedale di Versilia

Ethicon Endo Surgery, il Richiamo Volontario prescinde dall’evento dell’Ospedale di Versilia

Ethicon Endo Surgery ha comunicato in data 16 marzo 2012 a tutte le Autorità competenti a livello mondiale, incluse le Autorità Sanitarie Italiane, un richiamo volontario di specifici lotti di SUTURATRICI endoscopiche linear cutter (stelo dritto, 280 mm, 340 mm e 440 mm di lunghezza) codici SC60, EC60 e Long60.

Il 20 marzo 2012, come da prassi, la stessa comunicazione è stata pubblicata sul sito del Ministero della Salute nella sezione Avvisi di Sicurezza.

Al momento dell’inizio del richiamo Ethicon Endo-Surgery non aveva ricevuto alcun reclamo da parte di clienti e nessuna segnalazione di eventi avversi in pazienti collegati ai lotti richiamati.

Pertanto la Società ha avviato il richiamo cautelativo e volontario senza essere a conoscenza e senza alcun collegamento con l’evento dell’Ospedale di Versilia.

Inoltre l’aspetto tecnico alla base del richiamo degli specifici lotti di suturatrici non si è verificato in occasione dell’evento dell’Ospedale di Versilia.

Per concludere, non c’è alcun collegamento fra il richiamo e l’evento all’Ospedale di Versilia.

Stiamo lavorando a stretto contatto con le Autorità competenti e collaboriamo all’inchiesta.

La sicurezza del paziente è un valore fondamentale per Ethicon Endo-Surgery e il nostro compito è quello di realizzare prodotti di qualità che migliorino le vite dei pazienti in tutto il mondo. Le suturatrici linear cutter di EES sono state usate sinora in maniera sicura ed efficace in milioni di operazioni chirurgiche.

Per maggiori informazioni si prega di contattare:
Anna Citarrella
Tel. +390699194339
Mob. +393356905950

FONTE: Ethicon Endo-Surgery

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Cloud al centro della scena, la nuova vita di Infracom

Andrea Pellizzari, Vice Presidente Infracom, a margine dell’Assemblea degli Azionisti del 30 marzo scorso: “Infracom è un’azienda d’avanguardia nelle TLC e Datacenter: seria, efficiente e in grado di affrontare le sfide del futuro”.

“Seria, efficiente e in grado di affrontare le sfide del futuro”. A dirlo il Vice Presidente di Infracom Italia Andrea Pellizzari, azienda all’avanguardia del polo tecnologico italiano delle telecomunicazioni e data center. L’impresa, con il quartier generale a Verona, è posizionata strategicamente su tutto il territorio italiano e si dimostra sempre più in grado di emergere dalla stagnazione del sistema paese grazie alla sua capacità infrastrutturale e d’innovazione. E si pone come traino del proprio settore e riferimento per tutta l’economia nazionale.

Segni positivi traspaiono in modo particolare dai dati finanziari del bilancio 2011: ricavi attestati a 153 milioni di euro; 26 milioni di euro di margine operativo lordo (EBITDA) pari a 17% del valore della produzione; flussi di cassa netti positivi per 5 milioni di euro.

Così InfracomItalia risponde alle sfide lanciate dal presente, tendendo al futuro attraverso un continuo sviluppo di nuove tecnologie, servizi innovativi per le imprese, grandi e medio piccole. Gli obiettivi di espansione sui mercati esteri, come quello austriaco e svizzero, nonché la continua innovazione progettuale, come nei casi dei nuovi servizi wireless hyperlan, dell’estesa e capillare rete in fibra ottica e, su tutti, del potenziamento del sistema cloud, danno all’azienda la propulsione verso la soddisfazione dell’ambizioso piano industriale 2011-2015.

In questo quadro è inscritta la presentazione, il 16 aprile, dell’Infracom Cloud Lab, ospitato nel Datacenter di Imola, dove vengono sviluppati i servizi innovativi basati appunto sull’infrastruttura cloud, che l’impresa intende lanciare entro la fine del 2012.

Tutto ciò, insieme alla costituzione di joint venture strategiche, dimostra il benessere economico reale dell’impresa e la sua forza commerciale, che si fonda sulla rete proprietaria di 9.000km in fibra ottica, sui 4 datacenter (5.000mq) di ultima generazione e sul capitale umano di 500 professionisti.

FONTE: Infracom Italia SpA

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Premio Commercio elettronico: NETCOMM e-Commerce Award 2012 al via la prima edizione

5 categorie merceologiche, 3 categorie speciali, 2 giurie, 1 vincitore assoluto e 1 vincitore “social”. Netcomm – Consorzio del Commercio Elettronico premia l’eccellenza dell’e-Commerce italiano. Al miglior progetto un viaggio a Barcellona e la candidatura all’European e-Commerce Award. Per l’iscrizione: Netcomm e-Commerce Award 2012, scadenza 19 aprile. Premiazioni all’e-Commerce Forum di Milano il 16 maggio.

Innovazione tecnologica e creativa, Usabilità e trasparenza delle procedure, Efficacia e chiarezza delle informazioni, Risultati in termini di performance, Efficacia del marketing.
Sono queste le linee guida che orienteranno la Giuria Super Partes della I° edizione del Netcomm e-Commerce Award 2012, iniziativa nata per volere di Netcomm – Consorzio del Commercio Elettronico Italiano al fine di premiare l’eccellenza dell’e-Commerce nazionale.

In palio per il migliore progetto un viaggio a Barcellona e la candidatura all’European e-Commerce Award che si terrà il 5 Giugno 2012. Ma non solo. Diversi saranno i riconoscimenti assegnati alle iniziative più meritevoli in occasione dell’e-Commerce Forum del 16 maggio prossimo, il più autorevole appuntamento dell’anno dedicato al commercio elettronico rivolto agli operatori del settore e alle aziende interessate a conoscere il mondo delle vendite online.

L’iniziativa è aperta a tutti coloro che operano nel settore, dalle agenzie ai web designer fino alle aziende stesse, operanti nei seguenti settori:

  • Viaggi e tempo libero (acquisto e prenotazione online di pacchetti vacanza, hotel, aerei, treni, navi e ticketing per spettacoli, concerti, mostre, fiere, competizioni sportive)
  • Alimentari (vendita di beni alimentari a privati e GDO)
  • Elettronica di consumo (grossisti dell’elettronica)
  • Abbigliamento e Accessori (vendita mono o pluri marca anche tramite outlet privati)
  • Assicurazioni e Altri Servizi (vendita di assicurazioni per auto, moto, viaggi, servizi di noleggio, stampa fotografica, affitti, consegne a domicilio, ecc.)
  • Editoria (vendita libri, e-book, abbonamenti ed editoria digitale)
  • Arredamento e Oggettistica (vendita articoli per la casa, arredamento e oggettistica varia)
  • Cosmetica e benessere (vendita di prodotti o trattamenti per la cura del corpo)

Saranno inoltre previste anche 3 “categorie speciali”:

  • Innovazione
  • Blog e Social Shopping
  • New Entry

Unico requisito la riconosciuta “Italianità” del progetto e l’iscrizione al registro imprese italiano.

Una Giuria di Qualità Super-Partes selezionerà 5 candidati in nomination per categoria speciale e 5 candidati per ogni categoria merceologica per eleggere, successivamente, 1 vincitore per categoria e 1 vincitore assoluto su tutte le categorie (merceologiche e speciali).

Per quanto riguarda le categorie merceologiche, inoltre, una Giuria Popolare assegnerà il premio assoluto “I Like to buy here” al candidato che avrà ricevuto più “Like” su Facebook.

Tutti i progetti candidati al Premio riceveranno il “Bollino Candidato” al Netcomm e-Commerce Award 2012, che potrà essere pubblicato senza vincoli di tempo sul sito online candidato. A mano a mano che si supereranno le fasi di selezione, verranno quindi assegnati i vari riconoscimenti:

  • Bollino Nomination: andrà ai 5 progetti scelti dalla Giuria di Qualità Super Partes e al progetto per categoria merceologica selezionato tramite gli “I Like” di Facebook (Giuria Popolare);
  • Bollino “I like to buy here”: andrà al progetto – scelto tra le categorie merceologiche – che riceverà in assoluto il maggior numero di “I Like” di Facebook;
  • Bollino Netcomm e-Commerce Award 2012: andrà al vincitore di ogni categoria (merceologica e speciale) selezionato dalla Giuria di Qualità Super Partes;
  • Bollino Best Netcomm e-Commerce Award 2012: andrà al vincitore assoluto tra tutti i candidati in nomination (categorie merceologiche + categorie speciali) scelto dalla Giuria di Qualità Super Partes. Il vincitore del Bollino Best Netcomm e-Commerce Award 2012 vincerà inoltre un viaggio a Barcellona per la candidatura del progetto all’European e-Commerce Award che si terrà il 5 Giugno 2012 (volo A/R e pernottamento compresi).

Gli interessati possono trovare maggiori informazioni sulla candidatura e l’iscrizione al Premio sul sito del Netcomm e-Commerce Award 2012. Scadenza 19 Aprile 2012.


Ufficio Stampa Netcomm
Mirandola Comunicazione
Marisandra Lizzi – Serena Orizi
[email protected] [email protected]

FONTE: Netcomm e-Commerce Award 2012

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Giuseppe Nucci (Sogin) / Dismissione centrale Garigliano, in linea con i programmi

Convocato il Tavolo della Trasparenza per fare il punto sulle attività della Sogin, guidata da Giuseppe Nucci, sulla centrale.

“Nel corso dell’incontro – ha detto l’assessore all’ambiente Giovanni Romano – abbiamo risposto in tempo reale ad alcune istanze che venivano dalle Associazioni e dagli amministratori locali, alle altre risponderemo proprio attraverso il portale. Vogliamo fare in modo che il tavolo prosegua permanentemente anche sul web. Di volta in volta, infatti, verranno pubblicate le cosiddette FAQ (Frequently asked questions) con le relative risposte, in modo che i soggetti portatori di interesse, e soprattutto i cittadini, possano seguire in diretta e avere consapevolezza di ciò che accade. Alla sezione dedicata al Tavolo, per l’attivazione della quale sono particolarmente grato alla struttura regionale, si accede attraverso le pagine dell’Assessorato Ambiente del portale regionale all’indirizzo www.regione.campania.it.”

Nel corso dell’incontro, al quale hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco di Sessa Aurunca Luigi Tommasino, il presidente della Commissione Bilancio del Consiglio regionale Massimo Grimaldi e numerosi rappresentanti sia delle istituzioni locali (incluse quelle del basso Lazio) che delle Associazioni ambientaliste, Sogin, la società di Stato che si sta occupando delle attività di bonifica e dismissione del sito, ha illustrato le principali attività in corso e quelle programmate nel piano industriale 2011-2015 per la centrale del Garigliano.

In particolare, entro quest’anno, al termine dei lavori per la realizzazione delle infrastrutture e degli impianti ausiliari, saranno avviate le operazioni per la bonifica delle trincee. Sarà avviato l’iter di gara per la demolizione del camino e l’impianto elettrico di cantiere verrà adeguato alle prossime attività di bonifica del sito. Terminerà, inoltre, la progettazione del nuovo sistema di trattamento degli effluenti liquidi radioattivi, denominato Radwaste.

Tra le attività realizzate nell’ultimo periodo, Sogin ha terminato la ristrutturazione di un edificio, che ospitava l’impianto diesel d’emergenza, e la costruzione di un deposito, denominato D1. Nelle due strutture saranno custoditi temporaneamente in sicurezza esclusivamente i rifiuti radioattivi già presenti nel sito e quelli che saranno prodotti dalle operazioni di bonifica, in attesa del loro trasferimento al Deposito Nazionale. Al termine delle operazioni di allontanamento, i depositi temporanei saranno demoliti. Per le necessità di bonifica del sito, è previsto l’adeguamento a deposito temporaneo dei locali dell’edificio turbina.

Tutte le operazioni che Sogin svolge all’interno della centrale del Garigliano sono autorizzate e vigilate dai diversi enti, nazionali e locali, tra i quali l’Ispra e l’Arpa Campania.
Nel sito del Garigliano è attiva, sin dagli anni della sua costruzione, una rete di sorveglianza ambientale che monitora costantemente le matrici ambientali del territorio tra le quali l’aria, l’acqua superficiale e di falda e i principali prodotti agro-alimentari della zona. I risultati dei monitoraggi sono inviati annualmente all’Autorità di controllo Ispra e resi pubblici. Dai risultati delle analisi non è mai emerso alcun impatto ambientale.

Fonte: Regione Campania

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Assemblea azionisti Infracom approvato bilancio 2011

Verona, 30 marzo 2012 – L’Assemblea degli Azionisti di Infracom, riunitasi oggi sotto la presidenza di Attilio Schneck, ha approvato il progetto di bilancio consolidato relativo all’esercizio 2011.

Risultati consolidati al 31 dicembre 2011

Il bilancio al 31 dicembre 2011 di Infracom Spa si è chiuso con margine operativo lordo (EBITDA) pari a €26,0M, in linea con quanto previsto dal Piano Industriale. Il Piano, approvato il 14 febbraio 2011 e articolato sui 5 anni 2011-2015, prevede la focalizzazione dell’azienda sul core business, al fine di migliorare la marginalità attraverso il perseguimento delle maggiori sinergie commerciali e di costo e attraverso la concentrazione degli investimenti e dell’attività manageriale sulle aree chiave dell’azienda.
I ricavi dell’azienda si attestano a €152,8M nel 2011, in calo di circa €10M rispetto al 2010, quando però avevano concorso ai ricavi poste non ricorrenti per oltre €2,3M. La maggior contribuzione di ricavi spetta alla BU IMS (che include il business infrastrutturale, che va dalla rete ai data center), con €43,7M pari a oltre il 28% del totale.

La relazione di bilancio di Infracom evidenzia la tenuta dei margini dell’Ebidta, pari al 17% del valore della produzione, nonostante il perdurare del contesto economico negativo. Tale tendenza di discesa del mercato italiano, si è mantenuta stabile nel 2011 ed è indubbiamente legata alla stagnazione della crescita del PIL del Paese.
La gestione 2011 è caratterizzata da flussi di cassa netti positivi per circa €5M, che permettono il mantenimento dell’entità degli investimenti a supporto dei segmenti di business strategici, ovvero l’area Tlc e dai servizi Outsourcing e Housing.

Nel corso del 2011 e nei primi mesi del 2012, Infracom ha portato a termine importanti operazioni straordinarie:
– Costituzione della joint venture Doing srl;
– Sigla dell’Accordo di Risanamento con le banche (gennaio 2012);
– Operazione di cessione del ramo di azienda a parte del business della mobilità finalizzata nel gennaio 2012, che ha comportato una significativa plusvalenza ed un rilevante decremento dell’indebitamento finanziario complessivo (circa 39M€);
Dati i punti precedenti, e in considerazione dei risultati operativi consuntivi del 2011 e di quelli in corso di formazione nel 2012, che confermano le previsioni del nuovo Piano, gli Amministratori ritengono che siano venute meno le incertezze evidenziate nel bilancio precedente e confermano che il bilancio di esercizio e consolidato dal 31 dicembre 2011 è stato redatto nel presupposto della continuità aziendale.
Si segnala inoltre il manifestato interesse da parte dell’azionista Autostrada Brescia-Padova per il rafforzamento della struttura patrimoniale di Infracom tramite conversione di debiti in capitale per circa 61,5M€.

Prospettive di crescita

Nel quadro del rinnovamento dell’offerta tecnologica, Infracom annuncia il lancio di una gamma di servizi cloud basati sul concetto della massima scalabilità e flessibilità di servizio. Per il giorno 16 aprile è prevista la presentazione del laboratorio cloud di Imola e la comunicazione dei servizi innovativi basati su infrastruttura cloud che Infracom intende lanciare entro la fine del 2012.

Dati finanziari in sintesi

Ricavi :€153 milioni (- € 10M vs 2010)
Business Unit IMS: €43,7M (29% su totale Infracom; +2 milioni vs budget 2011)
Business Unit Mobility: €37,6M (+€9,3M vs 2010)
Ebidta: €26M (+€.0,2M vs2010)
Risultato netto:-€23 milioni (+€45M vs 2010)
Net cash flow: €5M

***

Infracom nasce nel 1999 dallo spin-off dell’Autostrada BS-PD allo scopo di supportare le esigenze delle imprese in materia di ICT. Nel biennio 2001-2002 mette a punto il modello di business di player integrato anche grazie alle acquisizioni IT (Inform e Wintec) e TLC(Multilink). Nel corso del 2003 l’acquisizione di Autostrada TLC, porta Infracom da operatore a matrice regionale ad interlocutore nazionale. Negli anni successivi il riconoscimento del mercato e nuove acquisizioni permettono da un lato di consolidare il centro di competenza ERP gestionali d’impresa e dall’altro di valorizzare ulteriormente la componente infrastrutturale e di servizi di rete con l’acquisizione di Netscalibur ed STT. Oggi Infracom è un operatore nazionale di primaria importanza con una struttura di 500 professionisti con l’headquarter a Verona e con presenza in 14 città italiane fra qui Milano e Firenze. La rete proprietaria di oltre 9.000 km di cavo ottico, la Avalon Telehouse, la più grande telehouse italiana con accesso privilegiato al MIX, il peering point italiano e la chiave per accedere al backbone internazionale, fanno di Infracom un interlocutore unico in grado di proporre soluzioni su misura con standard di qualità elevati.

FONTE:

INFRACOM ITALIA SPA
Piazzale Europa, 12
37135 Verona (VR)
Telefono +39 045 969 5969
Email: [email protected]
www.infracom.it

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Il Comunicatore Italiano, Antonio Bettanini, tutti pazzi per twitter (tranne me)

Tutti pazzi per twitter (tranne me). Twitter, scuola di scrittura o informazione di bassa qualità? Il punto di Antonio Bettanini, esperto di Comunicazione Istituzionale e co-fondatore del blog indipendente Il Comunicatore Italiano.

Twitter ti guarda dall’alto dei suoi 500 milioni di utenti. La storia e la leggenda lo vogliono figlio di un lungo brainstorming*. Twitter vale 8,4 miliardi di dollari.
Avversario di facebook, più semplice e immediato, batte i media tradizionali nel dare le notizie. Tanto che gli esperti di crisis management ne studiano le potenzialità perché come efficacemente sintetizza una partecipante al forum di IABCEME**, proprio in un tweet “Social media becomes the problem AND the solution! #crisismanagement”. Social network, Twitter vive di una comunità di seguaci (followers).
I suoi brevi messaggi portano uno o più hashtag: il simbolo cancelletto (#) che precede parole o frasi e consente al popolo di twitter di taggare i micro messaggi. Qui la differenza tra uno short message service e un tweet e che lo rende appunto social. Perché in questo modo lo contestualizza e cataloga: non basta infatti essere, entrare in relazione. È necessario essere riconosciuti in modo verticale.
L’etichettamento, anche riguardante questioni emergenti, porterà altre persone a partecipare alla discussione, fino a farla diventare un trending topics. Twitter incoraggia al protagonismo, a sentirsi sul mercato, essere accattivanti per condividere, andare a caccia di clienti, costruire una rete (con sito, blog) dove molti si impiglino. E tutto questo nonostante abbia un suo galateo. Fatto di almeno “15 TWETIQUETTE (Twitter Netiquette) RULES YOU MUST KNOW”.
La forza di Twitter risiede nella disintermediazione. Perché quel che si muove in rete, con tutta la bassa qualità informativa che comporta, elude i sistemi tradizionali e professionali dell’informazione, sia mediatici sia letterari.
E tuttavia secondo Jennifer Blanchard è scuola di scrittura obbligando a sapere esattamente cosa dire e come dirlo nel minor tempo possibile. A ricercare nuove parole, a ri-scrivere e fare dunque editing. C’è chi parla di scrittura come azione, di creatività connettiva.
C’è chi infine, pur criticando la tendenza “bacio perugina” all’uso di citazioni vetuste e fruste (Flaiano, Kraus, Longanesi), vera e propria killer application dell’aforisma, scopre in twitter (su tutti Samanthifera) la prospettiva di un nuovo paradigma aforistico, una nuova metamorfosi. Certo twitter è il format di una nuova scrittura. Sempre più distante però dall’argomentare e dal persuadere, due pilastri di una democrazia liberale.

* «Cinque anni fa abbiamo iniziato a programmare twitter (abbreviato in twttr). Otto giorni dopo abbiamo inviato il primo tweet». Parole di Jack Dorsey, sviluppatore software e fondatore con Evan Williams e Biz Stone di questo famoso social network. Era marzo del 2006. Avevano già costruito una piattaforma per blog e per podcast. Il nome originale era twttr, nome ispirato all’allora già fortunato Flickr ed ai 5 caratteri di lunghezza dei numeri brevi per l’invio degli SMS negli USA. Twttr , senza vocali: dalla parola inglese twitter “cinguettio”. Come spiega Dorsey, è facile da digitare con i tasti del cellulare 8-9-8-8-7 corrispondenti alle lettere t-w-t-t-r
** The International Association of Business Communicators (IABC) Europe & Middle East (=IABC EME). È un network non-profit che riunisce più di 16,000 professionisti della comunicazione in tutto il mondo.

FONTE: Il Comunicatore Italiano

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Infracom / DG Massimo Lippi: Azienda in continua crescita

Verona. Infracom si fa giovane. Focalizza il proprio core business sulle infrastrutture, conferma la mission nelle telecomunicazioni, valorizza il backbone, spinge su datacenter e apre le porte alla tecnologia cloud. Massimo Lippi, Direttore Generale Infracom: “L’azienda è inserita in un processo di continua crescita”.

E’ il nuovo volto della società veronese che ha sottoscritto con le principali banche finanziatrici un accordo di ristrutturazione che ha portato al dimezzamento del debito sulla base di un piano di risanamento complessivo che comprende un piano industriale per gli anni 2011-2015.

“L’azienda Infracom è inserita in un processo di continua crescita” conferma il Consigliere Delegato e Direttore Generale della società controllata dal Gruppo Autostrade Brescia Verona Padova, Massimo Lippi, che ha portato Infracom – che in questi anni ha sempre generato cassa nonostante la difficile congiuntura – a cedere l’area IT con sede a Padova attraverso un’operazione di management buy out. Da Infracom IT la società ha preso il nome di Corvallis Spa. Infracom, già terza in internet dopo Telecom e Fastweb, ora concentra le proprie attività sull’Information & Communication Technology.

Voltata la pagina rispetto il passato, Infracom guarda al futuro con una struttura fatta di 500 dipendenti con l’headquarter a Verona e molte altre sedi sparse sul territorio nazionale fra qui Milano e Firenze.
La società punta con decisione sui suoi datacenter dai quali partono i servizi cloud fondamentali per la strategia dei prossimi anni. Infracom ne gestisce quattro a Milano, Verona, Imola e Brindisi. Il polo più importante è quello in via Caldera a Milano, che ha nella sala Avalon il punto di accesso privilegiato al MIX, il più importante peering point italiano e la chiave per accedere al backbone internazionale, e che vanta una superficie di circa 4mila mq con una crescita di 250mq all’anno.

“Infracom si sta focalizzando sui business strategici – chiarisce Massimo Lippi – facendo leva su assett chiave e su competenze tecnologiche in crescita. Stiamo sviluppando servizi real cloud sui quali puntiamo per la crescita dei nostri data center, oggi incentrati sulla nostra telehouse, la più grande d’Italia e la più importante per l’accesso all’internet backbone”.

Le possibilità di crescita nel cloud sono ritenute importanti, per questo entro fine anno sarà lanciato un servizio pay per service basato sulla struttura di Imola con funzionalità di smart billing e self provisioning. Il 2012 vedrà anche il lancio di servizi Iaas e Paas di classe enterprise rivolti alle aziende che vogliono accedere ad un’infrastruttura evoluta senza investimenti. L’interesse da parte delle aziende italiane è elevato dato che molte delle nostre imprese non sono ancora partire con un investimento tecnologico proprio per problemi finanziari.

Infracom inoltre intende lanciare servizi applicativi basati su Panthera, il suo Erp proprietario, che da una decina d’anni viene sviluppato in Italia e in Tunisia, importante presenza nel Nord Africa. Nell’ambito del suo piano internazionale, Infracom ha in progetto l’espansione dei servizi cloud in Austria e Svizzera entro il 2013.

Infracom è pronta a cavalcare l’onda grazie alla sua rete in fibra ottica di circa 10.000 km e con circa 1.500 Man (Metropolitan area network) in quaranta città e cavi che seguono l’asse autostradale e permettono di congiungere le aree produttive di tutta Italia.
Nel wireless è presente su tutto il territorio nazionale con servizi Hyperlan e in particolare in Toscana e in Veneto. In quest’ultima regione Infracom è presente anche con servizi di Wireless local loop, servizi di fonia, xDsl, sicurezza, web e posta elettronica completano il quadro dell’offerta della società che nei suoi data center ospita oltre cento carrier, large account e media e punta a un’evoluzione costante della rete con progetti di sviluppo per erogare servizi a 100 Gb/s.

L’agenda di Infracom prevede per il prossimo 30 marzo l’impegno con gli azionisti per l’approvazione del bilancio 2011 che anticipa un margine operativo lordo in linea con le previsioni del piano industriale. Nel 2010, la società ha realizzato i risultati attesi ed ha ottenuto 163 milioni di euro di ricavi ed un margine operativo lordo di 29 milioni di euro pari a circa il 18% sui ricavi.


FONTE:
Il Giornale di Vicenza

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Terna consumi: durante il periodo di ora legale, risparmi stimati pari a circa 95 milioni di euro

Terna, guidata da Flavio Cattaneo, durante il periodo di ora legale, risparmi stimati pari a circa 95 milioni di euro

Durante il periodo di ora legale, che partirà nella notte tra sabato 24 e domenica 25 marzo, con lo spostamento delle lancette degli orologi un’ora in avanti, Terna prevede, nei prossimi 7 mesi, un risparmio complessivo dei consumi di energia elettrica pari a 630,2 milioni di kilowattora.
Si tratta di una quantità di energia corrispondente alla metà dei consumi domestici annui di una regione come l’Abruzzo o il Trentino Alto Adige (circa 200 mila famiglie). In termini di costi, considerando che un kilowattora costa in media al cliente finale circa 14,9 centesimi di euro al netto delle imposte, la stima del risparmio economico relativo all’ora legale per il 2012 è pari a circa 95 milioni di euro.
Dal 2004 al 2011 l’Italia ha risparmiato complessivamente oltre 5,6 miliardi di kilowattora, corrispondenti a circa 800 milioni di euro di minor costo.
E’ quanto ha rilevato Terna, la società responsabile in Italia della gestione dei flussi di energia elettrica sulla rete ad alta tensione.
Nel periodo primavera-estate, il mese che segna il maggior risparmio energetico stimato è Aprile, con 145,7 milioni di kilowattora (pari al 23,1% del totale). In autunno, invece, il primato va al mese di Ottobre con 162,1 milioni di kilowattora risparmiati. Ciò è dovuto al fatto che Aprile ha giornate più “corte” in termini di luce naturale, rispetto ai mesi dell’intero periodo. Spostando in avanti le lancette di un’ora, quindi, si ritarda l’utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento.
Nei mesi estivi, da giugno ad agosto, invece, poiché le giornate sono già più lunghe rispetto ad aprile, l’effetto “ritardo” nell’accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate, e fa registrare risultati meno evidenti in termini di risparmio di elettricità. Va inoltre ricordato che la maggiore richiesta di energia elettrica nei mesi estivi più caldi è dovuta all’utilizzo dei condizionatori d’aria, ed è quindi indipendente dall’ora legale, poiché legata esclusivamente a fattori climatici e di temperatura e non al maggior numero di ore di luce naturale.
Dall’homepage del sito Terna, www.terna.it, è visibile la “curva di carico”, che rappresenta l’andamento del consumo di energia elettrica in Italia in tempo reale. L’ora solare verrà ripristinata nella notte tra il 27 e il 28 ottobre 2012.

Fonte: Sole24ore

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Il Comunicatore Italiano interviene a Laayoune all’evento “Regionalizzazione e Autonomia: il modello Italia”

Comunicare è Crescere. Il Regno del Marocco come rappresentazione del modello di comunicazione nel Mediterraneo. Il Comunicatore Italiano interviene a Laayoune, capitale dell’ex Sahara spagnolo, con l’Istituto Asia Mediterraneo e Roma Capitale all’evento “Regionalizzazione e Autonomia: il modello Italia”. Gian Guido Folloni, presidente Isiamed , Domenico Naccari, consigliere delegato dal sindaco di Roma Capitale Gianni Alemanno, Pier Domenico Garrone, Comunicatore e fondatore de Il Comunicatore Italiano.

Oggi il Regno del Marocco ha una grande opportunità, resa possibile dalla tecnologia 3G/4G e dalle applicazioni distribuite dalla piattaforma Android, Google, Microsoft, freeware: la connessione mobile ad alta capacità.

Il Regno del Marocco è in grado di porsi l’obiettivo di formare una classe dirigente di Comunicatori professionisti consapevoli che, essere a Tan Tan e comunicarlo via internet, significa saper correttamente rappresentare l’originalità del Territorio in modo da renderlo attraente, comprensibile nel Mondo e dichiarare contemporaneamente l’apertura al dialogo con altre e diverse culture e quindi decidere ad esempio cosa e come Comunicare Laayoune-Boujdour – Sakia Al Hamra: la storia, i colori , i suoni, i prodotti, l’idea politica, la Cultura, la moda, lo sport, i media, il cinema. Comunicare cioè il “genius loci”.

La formazione di Comunicatori professionisti è un asset strategico d’interesse generale e pubblico che compete allo Stato perché vuol dire affidare l’alta responsabilità sia di analizzare i valori di ogni Regione e di costruire, anzi di comporre, l’immagine internazionale del Regno del Marocco attraverso il contributo di ogni Territorio sia di definire il codice etico del Regno del Marocco valido nelle relazioni internazionali e per i loro rappresentanti.

Il Regno del Marocco può rappresentare il modello di Comunicazione nel Mediterraneo e dell’Africa ideale per coniugare i vantaggi delle differenze tra i Popoli generando un linguaggio di riferimento attraverso i propri media, la propria cultura, la propria lingua.

Il ruolo del Comunicatore professionista può essere considerato come alto servizio per il proprio Paese, per contribuire al suo sviluppo, alla sua crescita e alla sua autorevolezza nel Mediterraneo.

I media, nazionali e regionali, potrebbero trarne un’opportunità per partecipare alla creazione del codice universale di Comunicazione intrapreso con i social network, assicurando alla propria Cultura un adeguato spazio di interesse ad una platea resa universale dalla rete.

Dalla Regione Laayoune-Boujdour – Sakia Al Hamra chi entra in rete può comunicare non solo localmente, ma a livello mondiale.

FONTE: Il Comunicatore Italiano

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Intel Italia Facebook, partecipa al contest Intel e vinci 20.000 dollari

Intel Italia Facebook, partecipa al contest Intel con un video o un’animazione della lunghezza massima di 60 secondi, o una grafica (foto, immagini, disegni, illustrazioni), che mostrino cosa il brand Intel significa per te. Nello spirito di Intel, fatelo nel modo più innovativo che potete pensare. Rendete il vostro lavoro più visuale che scritto, mostrateci più di quello che dite. Rendete le vostre opere personali, originali, divertenti. In palio 20.000 dollari.

Avete mai utilizzato un processore Intel per realizzare un lavoro artistico, un video, un brano musicale? Vi è stato d’aiuto? Il vostro computer, fisso o portatile, è indispensabile nella vostra vita quotidiana?

Il fatto di avere nelle nostre case dispositivi che possono fare cose un tempo riservate a macchine che occupavano intere stanze è in gran parte dovuto a Intel e alla microtecnologia. L’esplosione di creatività che ogni giorno vediamo nella nostra vita di tutti i giorni è stata resa possibile dalla tecnologia che Intel ha messo nei suoi piccoli chip. Intel ha reso possibile quello che prima si poteva solo sognare.

Intel è appassionata di tecnologia e innovazione, proprio come lo siete voi! Mostrateci cosa il brand Intel significa per voi e cosa pensate rappresenti.

PARTECIPA AL CONTEST INTEL SU ZOOPPA

COSA VI CHIEDIAMO

Creare un video o un’animazione della lunghezza massima di 60 secondi, o una grafica (foto, immagini, disegni, illustrazioni), che mostrino cosa il brand Intel significa per voi. Nello spirito di Intel, fatelo nel modo più innovativo che potete pensare. Rendete il vostro lavoro più visuale che scritto, mostrateci più di quello che dite. Rendete le vostre opere personali, originali, divertenti.

Potreste fare un video che mostri il tuo processo creativo mentre componi un brano musicale con il tuo laptop. Oppure disegnare un ritratto di voi stessi mentre lavorate al computer con fuochi d’artificio che scoppiano nella vostra testa. Mostrate come un processore Intel consenta di processare velocemente molti dati, lasciandovi più tempo da dedicare a voi stessi. Vogliamo vedere cosa Intel fa per voi, cosa significa per voi.

REQUISITI

Dovete essere maggiorenni per partecipare al contest. Non ci dovrà essere nessuna immagine di persone minorenni nei vostri lavori.
Ciascuna persona presente nei vostri lavori dovrà compilare la liberatoria disponibile nella sezione “Scarica i materiali” e inviarla via mail a [email protected] al momento dell’upload, specificando titolo del contest, username, titolo della creatività (video o grafica) caricata.
I contenuti caricati devo essere in lingua inglese.

GIURIA
Per assegnare i “Premio Cliente” una giuria formata da rappresentanti Intel selezionerà tutte le creatività idonee basandosi sui seguenti criteri: aspettative del brand (50%), valore della realizzazione (25%), creatività nel messaggio (25%). La decisione della giuria determinerà i vincitori dei premi. Questo è un contest di abilità e la sorte non avrà alcun ruolo nel determinare i vincitori.

ATTENZIONE: il presente contest si svolge sulle piattaforme USA, Italia e Brasile. Il regolamento che fa fede è quello consultabile all’interno della piattaforma USA. Ogni richiesta di informazioni può essere rivolta per mail a [email protected] o all’interno del topic ufficiale.

Per assicurarsi che la creatività sia accettata, consulta il regolamento. Vedi tutti i premi del concorso .

FONTE: Facebook Intel Italia

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Pier Domenico Garrone: Il Comunicatore Italiano incontra il Marocco

Il Comunicatore Italiano incontra il Marocco. Gian Guido Folloni, Presidente di Isiamed-Istituto Asia Mediterraneo e Pier Domenico Garrone, Comunicatore esperto di web reputation ed innovazione, co-fondatori del think-tank blog indipendente Il Comunicatore Italiano, incontrano l’Ambasciatore del Regno del Marocco in Italia, S.E. Hassan Abouyoub nella sede dell’Ambasciata in Roma

Gian Guido Folloni e Pier Domenico Garrone hanno incontrato l’Ambasciatore del Regno del Marocco in Italia, S.E. Hassan Abouyoub nella sede dell’Ambasciata in Roma. L’incontro è stato volto a presentare all’Ambasciatore Il Comunicatore Italiano, mettendo in evidenza le sue finalità tese a dare dimensione etica ed istituzionale alla comunicazione. Particolare attenzione è stata riservata all’azione orientata verso la regione mediterranea, nell’ambito della focalizzazione in questa zona delle azioni di comunicazione.

A tal proposito vanno ricordati i dati economici positivi della crescita del Regno del Marocco ed il fatto che è lo Stato che ha riformato la propria Costituzione con una innovazione fondamentale nella ridistribuzione democratica e devoluzione dei poteri al Governo unita alla valorizzazione del ruolo della Donna in Politica e alla tutela delle religioni monoteiste. L’Ambasciatore ha manifestato il suo pieno interesse. Si sono anche valutati progetti di comunicazione utili ad una migliore comprensione del Marocco in Italia e dell’Italia in Marocco.

Proprio in quest’ottica avrà luogo la prima visita ufficiale de Il Comunicatore Italiano all’ottava edizione del Moussem di Tan Tan, dal 23 al 25 marzo 2012, organizzata sotto il Patrocinio di Sua Maestà il Re Mohamed VI.

L’argomento del confronto sarà: Regionalizzazione: modello Italia.

La delegazione sarà composta da:

Pier Domenico Garrone, Il Comunicatore Italiano;
Gian Guido Folloni, Isiamed, Istituto Italiano per l’Asia e il Mediterraneo;
Domenico Naccari, Roma Capitale

La delegazione sarà accompagnata dal Sig. Sidi Mohamed Fadel Dadi, Ministro Plenipotenziario dell’Ambasciata del Regno del Marocco.

FONTE: Il Comunicatore Italiano

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Flavio Cattaneo,Terna: Utile +1, 1%, dividendo 21 cent, verso record investimenti

Flavio Cattaneo, AD Terna: “Efficienza, sicurezza e minor costo per il sistema elettrico e creazione di valore per gli azionisti sono i driver dell’azione futura. La nuova politica dei dividendi – ha detto infine – è coerente con la strategia di creazione di valore e darà ancora soddisfazioni agli azionisti”.

“Il 2012 e’ partito bene e l’impegno di tutta la squadra di Terna mi convince che avremo un anno ancora in crescita”. Lo ha dichiarato Flavio Cattaneo, ad di Terna, a commento dei risultati 2011 e della piano strategico 2012-2016.
“Abbiamo superato – ha detto – un anno di crisi in modo molto soddisfacente. Congiuntura negativa e Robin Hood Tax hanno pesato molto ma per il settimo anno consecutivo i nostri risultati sono stati comunque positivi grazie ad una strategia preventiva sul business non tradizionale e non regolamentato, l’innovazione e la tecnologia. Strategia che – ha assicurato – crescerà anche nei prossimi anni”.
“Efficienza, sicurezza e minor costo per il sistema elettrico e creazione di valore per gli azionisti sono i driver dell’azione futura. La nuova politica dei dividendi – ha detto infine – è coerente con la strategia di creazione di valore e darà ancora soddisfazioni agli azionisti”.

Liberoquotidiano.it

Settimo anno consecutivo di crescita per Terna: i risultati consolidati 2011 approvati dal cda registrano +2,9% per i ricavi a 1,635 miliardi di euro; +4,7% per l’Ebitda a 1,229 miliardi; +2,6% per l’Ebit a 835,6 milioni. L’utile netto si attesta a 465,3 milioni di euro con un incremento tendenziale dell’1,1%. Il dividendo proposto per il 2011 e’ di 21 centesimi per azione, in linea con quello del 2010. Il cda ha anche approvato gli investimenti per la rete che crescono del 5% sul 2010 e si attestano a 1,219 miliardi.
Nei prossimi cinque anni saranno investiti 4,1 miliardi di euro per la sicurezza e l’ammodernamento della rete elettrica, di cui l’82% sarà destinato allo sviluppo della Rete. Se si considerano anche gli 1,2 miliardi già investiti nel 2011 – sottolinea Terna – il piano d’investimenti raggiunge 5,3 mld, superando così i 5 mld del precedente Piano, a un livello record. (AGI) .

Agi.it

Nuova politica dividendi coerente darà ancora soddisfazioni Roma, 20 mar – “Abbiamo superato un anno di crisi in modo molto soddisfacente”. Così L’amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo commenta i risultati 2011. “Congiuntura negativa e Robin Hood Tax – aggiunge in una nota – hanno pesato molto ma per il settimo anno consecutivo i nostri risultati sono stati comunque positivi grazie a una strategia preventiva sul business non treadizionale e non regolamentato, l’innovazione e la tecnologia. Strategia che crescera’ anche nei prossimi anni. Efficienza, sicurezza e minor costo per il sistema elettrico e creazione di valore per gli azionisti sono i driver dell’azione futura. La nuova politica dei dividendi e’ coerente con la strategia di creazione di valore e dara’ ancora soddisfazioni agli azionisti. Il 2012 – sottolinea Cattaneo – e’ partito bene e l’impegno di tutta la squadra di Terna mi convince che avremo un anno ancora in crescita”. Zam-Ale 20-03-12 10:52:48 (0118)ene 5

Fonte: Corriere.it

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Flavio Cattaneo: creazione di valore per gli azionisti sono i driver dell’azione futura

Bilancio 2011 in crescita, ok a piano da 4,1 mld per la rete e 1,9 mld su new business. Flavio Cattaneo: nuova politica dividendi darà ancora soddisfazione ad azionisti

L’ipotesi di una fusione con Snam resta sullo sfondo sebbene il mercato si attendesse lumi dopo le voci delle ultime settimane. Per il momento, però, Terna risponde con i risultati e con un piano di investimenti da 6 miliardi di euro da qui al 2016: 4,1 miliardi per la sicurezza e l’ammodernamento della rete, 1,9 miliardi per le attività non tradizionali (di cui un miliardo per i sistemi di accumulo di batterie).

Nonostante la crisi e il salasso imposto dalla Robin Tax – compensato soprattutto grazie a 270 milioni di plusvalenze assicurate dal fotovoltaico –, il gruppo guidato da Flavio Cattaneo è riuscito a confermare un dividendo 2011 di 21 centesimi in linea con l’esercizio precedente. «Abbiamo superato un anno di crisi in modo molto soddisfacente – ha spiegato ieri l’ad illustrando i conti 2011 e il nuovo piano strategico con il presidente Luigi Roth – efficienza, sicurezza e minor costo per il sistema elettrico e creazione di valore per gli azionisti sono i driver dell’azione futura». Una strategia che dovrebbe assicurare una buona remunerazione anche nel 2012, quando Terna prevede una cedola base di 19 centesimi di euro per azione, cui si aggiungerà il 60% di pay-out dai risultati delle attività non tradizionali.

Nel frattempo la società – che ieri ha chiuso in Borsa con un +1,58% e ha raccolto la conferma del rating “A3” da parte di Moody’s – ha archiviato il 2011 con ricavi in crescita del 2,9 per cento (1,63 miliardi di euro), e un Ebitda pari a 1,23 miliardi (+4,7%). Con una marginalità che passa dal 73,9% del 2010 al 75,2 dello scorso anno. La Robin tax, come detto, ha rallentato la corsa di Terna impattando sull’utile netto delle attività continuative pari a 327,3 milioni di euro (465,1 milioni nel 2010). Mentre l’utile netto adjusted – depurato dagli effetti fiscali della manovra correttiva bis – si è attestato sui 465,3 milioni di euro, in crescita di 5,2 milioni rispetto all’esercizio precedente (+1,1%).

Risultati raggiunti senza incrementare troppo l’indebitamento finanziario netto che ha raggiunto a fine 2011 il tetto dei 5,12 miliardi di euro (erano 4,72 miliardi l’anno prima). L’obiettivo è chiaro: rafforzare la struttura finanziaria del gruppo che può contare su 2,5 miliardi di euro di liquidità e sul buon riscontro dei suoi bond (l’ultimo, da 1,25 miliardi di euro, a metà febbraio). Così Cattaneo esclude per ora aumenti di capitale. «Non ho intenzione di farli, se dovessi farli avviserò il mercato». Gli impegni – Terna ha in scadenza 70 milioni di euro nel 2012-2013 e 700 milioni nel 2014 – sono stati coperti tanto che l’ad ribadisce che «non abbiamo necessità di rifinanziamento fino alla fine del 2015».

Quanto al futuro, la società non disdegnerà opportunità di investimento in Italia e all’estero solo se, ha chiarito Cattaneo, «creeranno valore per gli azionisti e saranno strategiche per il Paese e il sistema». La parola d’ordine quindi è prudenza. Anche sul versante della cessione di asset, ventilata nel piano per aumentare la flessibilità finanziaria. «È un’opzione che Terna può attivare per migliorare il proprio investimento – precisa ancora l’ad – un’opportunità che sarebbe poco intelligente non cogliere se si dovessero verificare le condizioni non solo economiche ma anche della rete di trasmissione». Cattaneo però non si sbilancia, lascia intendere che il meccanismo potrebbe essere quello del “lease back”: cedere cioè la proprietà finanziaria, mantenendo però in capo a Terna la responsabilità operativa e la gestione delle attività. Ma il manager non fornisce numeri (anche se, davanti agli analisti, il cfo Giuseppe Saponaro aveva quantificato fino a un massimo di 1,5 miliardi di euro l’importo di asset cedibili). «La cifra – rimarca Cattaneosarà quella più confacente alla possibilità di nuovi investimenti e più accrescitiva per gli azionisti».

E le possibili nozze Snam-Terna? «No comment», dice l’ad davanti agli analisti. E, a chi gli chiede poi come valuta le affermazioni dell’ad di Snam, Carlo Malacarne («la fusione tra le due società non ha senso»), risponde così. «Non intendiamo commentare notizie su questo tema. Non ci sembra corretto rispondere».

Fonte: Sole24Ore

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Claudio Castellani premia Lorenzo Bressani come Velista dell’Anno Intermatica 2011

Lorenzo Bressani vince il premio “Velista dell’anno Intermatica”, Oscar della Vela Nazionale organizzato da Acciari Consulting. L’Extreme 40 Luna Rossa, Cecilia Zorzi e Alberto Simeone gli altri vincitori della serata. Intermatica, title sponsor dell’evento, ha premiato il Velista dell’Anno con un terminale satellitare IsatPhone e presentato in anteprima nazionale, durante la serata di gala, il nuovo Thuraya XT Dual.

Lorenzo “Rufo” Bressani, campione del mondo Melges 24, è il “Velista dell’Anno Intermatica 2011”. Ieri sera, a Villa Miani, a Roma, l’atleta triestino ha superato Susanne Beyer, Francesco “Checco” Bruni, Diego Negri e Michele Paoletti, aggiudicandosi la ventesima edizione dell’Oscar della Vela Italiana (ideato dall’Acciari Consulting nel 1991), che l’anno scorso gli era sfuggito per un soffio dopo un testa a testa con il navigatore solitario Andrea Mura.
«Vincere per la seconda volta questo premio, il massimo riconoscimento nel mondo della vela nazionale – il commento di Bressani – mi riempie di soddisfazione. Quest’anno la concorrenza era più che mai agguerrita e, sinceramente, non me l’aspettavo. In carriera sono finito diverse volte in nomination, vincendo solo nel 2001. Ringrazio la Giuria che mi ha votato, l’Acciari Consulting che da anni organizza questo evento, gli sponsor e tutti coloro che hanno contribuito al successo di questo appuntamento. Cosa mi manca? La Coppa America! Il mio sogno è quello di essere un giorno al timone di un team italiano».
Con questo successo, dunque, Bressani, premiato dal presidente della Federvela Carlo Croce e da Claudio Castellani, presidente di Intermatica, title sponsor dell’evento, Operatore Telefonico e Service Provider per l’Italia di Thuraya, Inmarsat ed Iridium, ha bissato il successo del 2001, raggiungendo nella “classifica generale” del premio Giovanni Soldini e un altro triestino Vasco Vascotto, vecchio avversario di Coppa America.
Proprio l’ America’s Cup è stato uno degli argomenti clou della serata. Il premio “Barca dell’Anno – Marina di Loano”, infatti, è andato a “Luna Rossa”, l’Extreme 40 vincitore dell’Extreme Sailing Series. A ritirare il premio, consegnato da Marco Cornacchia, direttore della Marina di Loano, c’era lo skipper Max Sirena, che ha dato qualche notizia sulla prossima avventura di Coppa America del sindacato italiano: «La partecipazione alle Extreme Sailing Series è partita come una avventura per trasformarsi in un progetto ambizioso. Regatare in questa categoria ci ha permesso di tenere una porta aperta su una possibile partecipazione alla “Old Mug” e, alla fine, il patron Patrizio Bertelli ha deciso di lanciare il guanto di sfida. Ora inizia il lavoro duro con le prime regate nel prossimo Act di Napoli».
Sull’argomento America’s Cup è tornato anche Francesco Bruni, ieri finalista nella categoria di miglior velista del 2011 e neo membro dell’equipaggio di Luna Rossa: «Al momento, siamo a Gaeta dove ci alleneremo in vista dell’Act campano. Sono arrivate due barche molto performanti dalla Nuova Zelanda con le quali faremo delle prove di match race».
Altro sguardo al futuro lo hanno offerto i talenti della vela, con il premio “Velista Under 25 Carlo Marincovich – Azimut Wealth Management”. Il riconoscimento è andato alla 17enne Cecilia Zorzi, campionessa del Mondo nel Laser 4.7, premiata dal Dott. Paolo Marini, responsabile della divisione Wealth Management di Azimut, e Patrizia Marincovich.
«Dedico questo successo al mio allenatore – ha dichiarato la Zorzi – per me è una figura importantissima, fondamentale nei momenti difficili. Il mio sogno nel cassetto? Partecipare a un olimpiade».
Sul palco anche Carlo Croce che ha fatto il punto sul futuro della vela italiana: «Siamo impegnati nel progetto Rio 2016 sul quale puntiamo forte. Il nostro vivaio sta producendo tanti velisti che cercheremo di “spingere” al massimo. La vela è fatta per gente che si sacrifica e questa generazione di ragazzi conosce il significato di questa parola. Alcuni sono già dei campioni, “l’età delle medaglie” è scesa, e questo premio vuole proprio sottolineare la speranza che tutto il movimento mette in loro».
Infine il “Progettista dell’Anno – Feudi di San Gregorio”, consegnato da Gianalberto Zapponini Amministratore Delegato di Telesia, è andato ad Alberto Simeone, designer del tecnologico e innovativo “Mylius 19e95”.
«La mia barca è piaciuta molto – ha sottolineato Simeone – ma non mi aspettavo di vincere questa sera. Ho un team eccezionale che mi sostiene nel lavoro e questo riconoscimento premia il gran lavoro degli ultimi anni».

Durante la serata di Gala, Intermatica ha offerto a tutti gli ospiti la possibilità di testare, in anteprima nazionale, il nuovo Thuraya XT Dual, terminale satellitare di ultima generazione. Poco più grande di uno smartphone, XT Dual sfrutta una tecnologia d’avanguardia: è possibile utilizzarlo in modalità satellitare o GSM, per connessioni internet fino a 60 kbps, invio e ricezione SMS e MMS ed è dotato di Bluetooth, Micro SD, Organizer, MP3, Media Center, compatibile Java e sincronizzabile con il PC.

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Fonte: Intermatica

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Il Comunicatore Italiano: “Fine corsa per lo share, è tempo di new media”

“Fine corsa per lo share, è tempo di new media”, intervento sul Corriere delle Comunicazioni di Pier Domenico Garrone, fondatore insieme a Gian Guido Folloni, Michelangelo Tagliaferri e Antonio Bettanini de ilcomunicatoreitaliano.it, think-tank blog sulla comunicazione istituzionale ed economica. “I contenuti sono al centro di una distribuzione che dovrà integrare la mobilità, perché il 75% della fruizione dei contenuti oggi avviene in mobilità”.

L’impatto dirompente dei new media sulla comunicazione, il ritardo delle aziende italiane, fra cui la Rai, nel cogliere le innovazioni connesse alla fruizione in mobilità del content digitale, il tramonto dello share come parametro per gli investimenti pubblicitari, sostituito dal nuovo concetto di Web reputation. Questi i temi caldi che animano il blog ilcomunicatoreitaliano.it, il nuovo think tank dei comunicatori professionisti fondato da Pier Domenico Garrone, consulente di comunicazione istituzionale, Antonio Bettanini, esperto di comunicazione istituzionale, Gian Guido Folloni, per nove anni direttore di Avvenire e ora presidente di Isiamed-Istituto Asia Mediterraneo e Michelangelo Tagliaferri, fondatore di Accademia di Comunicazione di Milano.

“Abbiamo notato che l’evoluzione tecnologica costituita dall’infrastruttura di rete e dalle applicazioni per rendere il contenuto fruibile con le tecnologie su più device ha comportato straordinarie innovazioni, che non sono state ancora colte dalle aziende. Tra queste la Rai”. La pensa così Pier Domenico Garrone, precisando che il comunicatoreitaliano.it si è posto il problema, nel momento del cambiamento, di quale contributo può dare la comunicazione al sistema Italia. “Il servizio pubblico Rai non ha ancora realizzato appieno l’evoluzione tecnologica, che porterà dalla produzione di programmi televisivi o radiofonici a programmi mediatici – aggiunge Garrone -. I contenuti sono al centro di una distribuzione che dovrà integrare la mobilità, perché il 75% della fruizione dei contenuti oggi avviene in mobilità”. Una rivoluzione copernicana per produttori di contenuti e broadcaster, quindi anche per la televisione.

Rai Web Reputation

“Tutti i produttori dovranno rieditare i loro contenuti per poter affrontare il mercato, evitando il ritardo di interesse – aggiunge Garrone -. Basti pensare alla Sipra. Oggi un inserzionista non investe più guardando lo share, cioè la quantità del pubblico, ma la sua qualità, che è identificata con la Web reputation, perché identifica la credibilità e la reputazione del media. La Web reputation è diventata una voce di bilancio per le aziende e le tv, perché indica la tutela e la valorizzazione della matrice aziendale rappresentata nel brand, nel prodotto e nel management”. Un altro settore in crisi nella comunicazione sono i giornali.

“Oggi i contenuti che diventano informazioni e notizie non sono più scritti nelle redazioni, ma dalla platea della Rete – aggiunge Garrone -. L’unico media del momento analogico che rimane in prima partnership con la Rete e che con essa sta meglio affrontando rispetto alla televisione l’integrazione nell’incontro con il pubblico è la radio, basti pensare concretamente a Rai Radio Uno”. L’obiettivo del nuovo think tank è aggregare tutti i media italiani “per contribuire al rinnovamento della Rai, di cui siamo abbonati, e che è il maggior patrimonio di comunicazione del nostro paese e del made in Italy – dice Garrone – l’obiettivo è farci comprendere nel Mediterraneo, sbocco naturale di sviluppo economico, sociale ed imprenditoriale del nostro paese. Auspichiamo che nel rinnovo della governance della Rai i curriculum dei candidati siano preventivamente resi pubblici in Rete e che non ci siano ex parlamentari o membri del governo delle ultime due legislature e che ci sia una stretta connessione tra la professionalità del candidato e il mondo della comunicazione”.

Un’altra battaglia del think tank riguarda il riconoscimento della figura professionale del comunicatore, in primo luogo da parte delle istituzioni, che dovrebbero parlare in esclusiva con chi ha un mandato per farlo. In particolare dopo le polemiche sui “lobbisti” in Parlamento durante la discussione del DL liberalizzazioni. “Quando è approvato un testo di legge si deve sapere chi è il proponente – dice Garrone -, in qualsiasi altro paese il lobbista è un professionista apprezzato, che gioca la sua credibilità sulla sua competenza. La carta di identità di un Comunicatore professionista è il suo 740 dove il reddito prevalente deriva solo dalla sua professione e non da altri commerci impropri”.

FONTE: Corriere delle Comunicazioni

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Infracom: Cloud Computing al centro della scena

Infracom spinge su datacenter e nuvola e rinnova la mission sulle Tlc. Il vicepresidente Andrea Pellizzari al Corriere delle Comunicazioni: “Il piano industriale è stato rispettato e l’Ebitda è quello previsto”. Quella verso il cloud è una scelta che parte da lontano, spiega Pellizzari, “e che oggi ci vede pronti”. Lancio di servizio pay per service e smart billing entro il 2012.

Infracom torna giovane. Si focalizza sulle infrastrutture, rinnova la mission sulle telecomunicazioni, valorizza il backbone e spinge su datacenter e cloud. È il nuovo volto della società veronese che ha sottoscritto con le principali banche finanziatrici un accordo di ristrutturazione che ha portato al dimezzamento del debito sulla base di un piano di risanamento complessivo che comprende un piano industriale per gli anni 2011-2015.

“Problemi di crescita”, li definisce il vicepresidente della società controllata dal Gruppo Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova, Andrea Pellizzari, che hanno portato Infracom, che in questi anni non ha mai bruciato cassa, a cedere l’area IT con sede a Padova attraverso un’operazione di management buy out. Da Infracom IT la società ha preso il nome di Corvallis Spa.

“Il piano industriale è stato rispettato e l’Ebitda è quello previsto”, spiega Pellizzari. Chiuso il capitolo con il passato, Infracom guarda al futuro con una struttura fatta di circa 500 dipendenti con le due sedi principali a Verona e Milano e molte altre sparse sul territorio nazionale. La società punta con decisione sui suoi datacenter dai quali partono i servizi cloud fondamentali per la strategia dei prossimi anni. Infracom ne possiede quattro a Milano, Verona, Imola e Brindisi acquisito nel 2011. La superficie di queste strutture è cresciuta di 250 mq ogni anno a partire dal 2009. La struttura più importante è quella in via Caldera a Milano, che ha nella sala Avalon il più importante peering point italiano, e vanta una superficie di circa quattromila mq e rappresenta la chiave per accedere al backbone internazionale.

Quella verso il cloud è una scelta che parte da lontano, racconta Pellizzari, “e che oggi ci vede pronti. Abbiamo l’infrastruttura, la modalità di erogazione dei servizi e il pagamento. Vogliamo lavorare bene nelle telecomunicazioni e nei datacenter avvalendoci anche di partner complementari perché siamo convinti che oggi fare un po’ di tutto è una strategia che non paga più”.

Le possibilità di crescita nel cloud sono ritenute importanti, per questo entro fine anno sarà lanciato un progetto di pay per service basato sulla struttura di Imola con servizi di smart billing per erogare fatture a consumo. Il 2012 vedrà anche il lancio di servizi Iaas e Pass di classe enterprise che puntano verso le medie imprese “che vogliono abbattere i costi fissi e abbracciare il salto tecnologico”. L’interessa da parte della clientela è elevato perché, spiega il vicepresidente, molti aziende ci hanno detto di non essere ancora partite solo per problemi finanziari. Passata la bufera sono in molti pronti a riaccendere i motori.

La società è pronta a cavalcare l’onda grazie alla sua rete in fibra ottica ottica di circa 10.000 km con una Man (Metropolitan area network) di 1.380 chilometri in quaranta città e cavi che seguono l’asse autostradale e permettono di congiungere le aree produttive.

Per quanto riguarda la parte IT, Infracom ha conservato Panthera, l’Erp proprietario, che da una decina d’anni viene sviluppato in Tunisia, importante presenza nel Nord Africa. Nell’ambito del suo piano internazionale, Infracom ha inoltre in progetto l’espansione dei servizi cloud in Austria e Svizzera entro il 2013. Nel wireless è presente su tutto il territorio nazionale con servizi Hyperlan e in particolare in Toscana e Veneto. In quest’ultima regione Infracom è presente anche con servizi di Wireless local loop. “In Veneto e Toscana – aggiunge Pellizzari – connettività significa Infracom, ma siamo una realtà nazionale”. Servizi di fonia, xDsl, sicurezza, web e posta elettronica completano il quadro dell’offerta della società che nei suoi data center ospita oltre cento carrier, large account e media e punta a un’evoluzione costante della rete con progetti di sviluppo per erogare servizi a 100 Gb/s.

FONTE: Corriere delle Comunicazioni

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Flavio Cattaneo: Terna Pricing Power profitti solidi grazie al comando sui prezzi

Una ricerca di Morgan Stanley: i gruppi con «pricing power» dal 2011 hanno battuto gli altri del 25%. Saipem, Pirelli, Terna, Adidas, BMW: profitti solidi perchè riescono a comandare sui prezzi

Guadagnare in Borsa grazie al «prezzo imposto». Detto in altri termini, selezionare i titoli di aziende che hanno «pricing power» – ovvero la possibilità di determinare il prezzo finale dei propri prodotti – può rivelarsi una strategia di investimento particolarmente redditizia nel lungo periodo.
Lo ribadiscono, in uno studio appena pubblicato, gli analisti della banca americana Morgan Stanley. Che, sulla base di un dettagliato questionario rivolto alle società leader dei principali settori industriali e manifatturieri europei, hanno individuato i comparti e le imprese dotate di elevato «pricing power» e di conseguenza della capacità di aumentare i prezzi dei propri prodotti senza subire significativi cali delle vendite.

Prove di forza
Aziende come le italiane Saipem e Terna – guidata da Flavio Cattaneo – nel comparto dell’energia, gruppi automobilistici di lusso o dell’indotto auto di alta gamma, come Bmw e Pirelli, o ancora società del lusso e del largo consumo come Lvmh o Nestlé, rientrano nel Gotha di quelle aziende che possono permettersi una politica di prezzo parzialmente svincolata dal timore di perdere clienti in caso di aumento dei costi di produzione e di alta inflazione. «In sostanza le società che hanno pricing power ottengono migliori performance di Borsa perché sono in grado di realizzare profitti più elevati sul lungo periodo», spiega lo strategist Graham Secker che ha curato la ricerca.
Gli specialisti di Morgan Stanley hanno selezionato un paniere di circa 50 società ad alto potere di determinazione del prezzo (in tabella i titoli che hanno un giudizio «Overweight» cioè da comprare) e ne hanno messo a confronto le performance di Borsa con quelle di un analogo paniere di grandi aziende prive di questa possibilità. Tra queste ultime figurano aziende come Adidas e Geox, nei consumi, Alcatel e Nokia nell’hi-tech, Beiersdorf e Heineken nel largo.
Dal confronto emerge che da gennaio 2011 ad oggi, le società «pricing power winners», hanno realizzato mediamente una performance del 25% superiore rispetto alle altre, i «pricing power losers».
«Il fatto che negli ultimi due mesi ci sia stato un leggero rallentamento di questa sovra-performance non è il segnale di un rivolgimento delle condizioni di mercato, ma va considerato come un’occasione per incrementare le posizioni di portafoglio nelle società dotate di potere di determinazione del prezzo», sostiene Secker.
Lo studio di Morgan Stanley sottolinea infatti che questa strategia di investimento è particolarmente efficace nell’attuale contesto macroeconomico.
Lo scenario
«In un ambiente caratterizzato da bassa crescita, dall’aumento del costo dell’energia e da una riduzione dei margini di profitto, è probabile che le uniche aziende che saranno in grado di espandere i loro multipli di borsa, vale a dire di realizzare performance positive, saranno proprio quelle dotate di autonomia nella fissazione del prezzo dei loro prodotti», conclude Secker.
L’analisi di Morgan Stanley offre una valutazione complessiva di quali siano i settori (e i titoli) da sovrapesare e quelli da ridurre in portafoglio. Tra i settori dotati di crescente «pricing power» svettano il comparto dei beni di lusso di alta gamma, dei servizi petroliferi, del software e del tabacco, mentre quelli che già attualmente dispongono di un buon potere di determinazione del prezzo sono il food&beverage, le auto di lusso, la chimica.
Incapaci di trasferire sui clienti gli aumenti di costo delle materie prime, e quindi condannati a una riduzione dei margini di profitto, sono invece comparti come quello della produzione di beni strumentali, i cementieri, il lusso di media gamma, le telecom e, in generale, i trasporti.
Naturalmente all’interno di ciascun comparto la situazione delle singole aziende può essere molto differenziata. Un caso emblematico è quello del settore auto dove «il segmento dei veicoli di lusso ha un forte pricing power mentre i costruttori di auto di media gamma ne sono dotati in maniere molto minore. Così come molte delle società che appartengono al segmento dei pneumatici», sostiene la ricerca. Tradotta in scelte di stock picking, questa analisi promuove società come Bmw, Daimler, Pirelli e Continental. Mentre appaiono svantaggiati titoli come Fiat Auto, Renault e Valeo.

Fonte: Corriere Economia

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Il “Velista dell’anno Intermatica”, Oscar della Vela Nazionale, a Villa Miani, Roma il 19 marzo

Grande attesa per la 20esima edizione de “Il Velista dell’Anno Intermatica”, Oscar della Vela Nazionale ideato dalla Acciari Consulting nel 1991. Villa Miani, Roma 19 marzo.
Alessandro Cianflone Mottola, Amministratore Delegato di Intermatica: “Intermatica, Operatore Telefonico e Service Provider dei maggiori sistemi satellitari, sarà il title sponsor e premierà il Velista dell’Anno con un terminale satellitare IsatPhone”.

I protagonisti del mondo velico nazionale, tra cui Carlo Croce, presidente della Federazione Italiana Vela, sono attesi il 19 marzo prossimo nella consueta cornice di Villa Miani a Roma, per festeggiare i due decenni di vita del più importante premio nazionale di settore, presentato quest’anno da Sandro Donato Grosso, giornalista di Sky.
Alessandro Cianflone Mottola, Amministratore Delegato di Intermatica: “Intermatica opera da 15 anni nel settore delle telecomunicazioni con particolare attenzione ai prodotti e ai servizi per la telefonia mobile satellitare e della sicurezza in mare. Quest’anno sarà il title sponsor dell’evento e premierà il Velista dell’Anno con un terminale satellitare IsatPhone”.

A contendersi il titolo di “Velista dell’Anno Intermatica” (il Trofeo sarà costituito da una scultura dell’artista dorico Guido Armeni che sarà svelata al momento della premiazione), saranno i cinque atleti italiani che nel 2011 si sono maggiormente distinti per i loro risultati in campo internazionale. Sul palco saliranno: Susanne Bayer, miglior italiana alla durissima regata oceanica in solitario Transat 650, Lorenzo Bressani, campione del mondo Melges 24, Francesco Bruni, vice campione del mondo di Match Race, Diego Negri, campione europeo e italiano della classe Star, e Michele Paoletti vincitore delle Audi Saling Series a bordo del Melges 32 Fantastica.

La Giuria del Premio sarà formata da Raffaele Pagnozzi (Segretario Generale CONI), Carlo Croce (Presidente Federazione Italiana Vela), Alberto Acciari (ideatore del premio), Glauco Briante (Vicepresidente FIV), Claudio Castellani (presidente di Intermatica) e dai direttori delle principali riviste di vela: Vanni Galgani (Fare Vela), Luca Sonnino Sorriso (Nautica), Andrea Brambilla (Yacht & Sail), Matteo Zaccagnino (Yacht Capital).

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Fonte: Intermatica

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BPCO Forum Nazionale. Obiettivo: Fronteggiare un’emergenza sanitaria che in Italia rappresenta la quarta causa di morte

La patologia respiratoria più diffusa al mondo al centro dei lavori del Forum Nazionale che si svolge oggi e domani a Roma. Istituzioni e Società scientifiche illustreranno il progetto finalizzato a favorire l’adozione a livello regionale del documento per la “Gestione clinica integrata della BPCO

Roma, 14 marzo 2012 – Tosse, catarro e difficoltà respiratorie, diurne e notturne, sono sintomi frequenti ma spesso sottovalutati perché ritenuti, in maniera erronea, una “normale” conseguenza del fumo di tabacco, dell’invecchiamento o delle basse temperature. Si tratta in realtà di segnali legati alla possibile presenza di una delle patologie più subdole e diffuse a livello mondiale: la BPCO, broncopneumopatia cronica ostruttiva.


Anche con le ricerche epidemiologiche meno penetranti, in Italia risultano non meno di 2,5 milioni di persone affette da questo disturbo che, per dimensioni, rappresenta la quarta causa di morte del nostro Paese, a conferma di un fenomeno globale che colloca le disfunzioni respiratorie al secondo posto come causa di morte.
Una patologia subdola che sta assumendo sempre di più gli aspetti di una vera e propria epidemia, come suggeriscono numerosi studi che ne disegnano anche un potenziale ulteriore incremento, a causa di fattori sociali quali l’innalzamento dell’età media e l’aumento del numero di fumatori: sulla base delle più recenti stime, infatti, senza l’elaborazione di una pronta strategia d’intervento in grado di coordinare l’operato di tutti gli attori coinvolti ogni giorno nella gestione di questa patologia, sarà sempre più difficile arginarla.

Con l’obiettivo di delineare e diffondere una modalità assistenziale innovativa per il trattamento della BPCO, basata sulla collaborazione e sull’interazione tra le figure professionali impegnate nella cura dei pazienti, le principali società scientifiche attive nell’area delle patologie respiratorie, si presentano unite a Roma, il 14 e il 15 marzo, nel corso del Forum Nazionale dedicato a “La Gestione Clinica Integrata della BPCO”. Nel corso di questa iniziativa i rappresentanti di AIPO, Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri e SIMeR, Società Italiana di Medicina Respiratoria – associati nella UIP (Unione Italiana per la Pneumologia) – e AIMAR, Associazione Scientifica Interdisciplinare per lo Studio delle Malattie Respiratorie, in collaborazione con la SIMG (Società Italiana di Medicina Generale), illustrano ai propri delegati regionali il primo documento ufficiale che favorisce una tempestiva presa in carico del paziente e definisce un adeguato percorso diagnostico-terapeutico.

L’iniziativa è stata realizzata con l’endorsement del Ministero della Salute e dell’Age.Na.S. (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) e costituisce la fase iniziale di un vasto progetto che intende diffondere in modo capillare su tutto il territorio nazionale un valido modello per affrontare la BPCO, facilitando l’adozione delle procedure tracciate nel documento da parte dei medici di medicina generale e degli specialisti delle patologie respiratorie.

“Le ultime ricerche condotte nel campo delle patologie respiratorie hanno evidenziato dati epidemiologici molto allarmanti, che disegnano uno scenario davvero preoccupante per quanto riguarda la diffusione e le conseguenze della BPCO in Italia”, dichiara il Prof. Bruno Rusticali, Coordinatore Scientifico delle Linee Guida dell’Age.Na.S. “Un quadro generale caratterizzato non solo da numeri non del tutto chiari, in considerazione dei numerosi casi “sommersi”, non individuati per la insufficiente diffusione e utilizzazione di corrette procedure di diagnosi, ma anche da aspetti sociali quali il costante invecchiamento della popolazione italiana che obbliga ad un elevato impegno da parte delle Istituzioni e delle Società Scientifiche nell’individuare soluzioni efficaci per risolvere questa grande emergenza sanitaria. L’iniziativa di oggi – conclude Rusticali – rappresenta in questo senso, tra l’altro, un esempio positivo e incoraggiante in termini di volontà di collaborazione tra medici di medicina generale e specialisti, a livello nazionale e locale”.

La rapida diffusione di quest’epidemia comporta inoltre dannose ricadute economiche per il Servizio Sanitario Nazionale che possono essere tenute sotto controllo solo tramite la definizione di un percorso diagnostico-terapeutico integrato, un modello assistenziale in grado di partire dalla diagnosi effettuata dal medico di famiglia – primo passo fondamentale per individuare le reali condizioni del paziente – per poi giungere al coinvolgimento diretto degli pneumologi.

“Le caratteristiche della domanda ed un’analisi dell’attuale offerta e dei costi legati alla BPCO, evidenziano la necessità di disegnare percorsi che al proprio interno comprendano il contrasto ai fattori di rischio, la diagnosi precoce e un sistema di cure finalizzato a prevenire/ritardare le complicanze”, sostiene la Dott.ssa Paola Pisanti, Direzione Generale, Programmazione sanitaria, livelli di assistenza e principi etici di sistema del Ministero della Salute. “Partendo dall’analisi del problema sanitario e tramite la conoscenza del bisogno assistenziale, si dovrebbe arrivare a definire forme assistenziali alternative a quelle tradizionali di tipo ospedaliero, che portino da una parte ad un miglioramento della qualità della vita e dall’altra ad una riduzione dei costi sanitari. Diventa quindi fondamentale l’integrazione tra ospedale e servizi territoriali con l’obiettivo di migliorare i servizi offerti e di inserire il paziente in un percorso di continuità assistenziale”.

“Per garantire un miglioramento della qualità di vita alle persone che soffrono di BPCO, è necessario diffondere nel modo più efficace possibile una cultura della diagnosi preventiva, ad oggi non ancora consolidata, soprattutto presso l’opinione pubblica”, afferma il Dott. Claudio F. Donner, Presidente dell’AIMAR. “E’ fondamentale che le persone affette da disturbi quali tosse e dispnea da sforzo, in particolare se fumatori o ex fumatori, si rivolgano tempestivamente al proprio medico di fiducia il quale si farà carico degli accertamenti clinico-anamnestici e strumentali (spirometria) e indirizzerà il paziente a uno specialista in pneumologia qualora ritenga opportuna una conferma diagnostica o un supporto clinico-gestionale”.

“Il testo che oggi viene condiviso con i rappresentanti regionali delle principali società scientifiche italiane – spiega il Dott. Claudio Cricelli, Presidente della SIMG – prevede un forte coinvolgimento dei medici di medicina generale a livello territoriale, necessario per attuare un sistema terapeutico integrato e favorire una maggiore conoscenza del problema in tutte le aree del Paese”.

“Una delle principali problematiche legate alla patologia è il ritardo con cui viene diagnosticata, anche a causa di una valutazione superficiale dei sintomi che la caratterizzano”, sostiene il Dott. Andrea Rossi, Presidente dell’AIPO. “Sintomi che tendono ad aggravarsi nel tempo, proprio perché sottovalutati e non curati in maniera adeguata, comportando complicanze ancor più gravi per coloro che, per età avanzata o a abitudine al fumo, risultano più esposti”.

“La preoccupante crescita e diffusione della BPCO deve essere arginata in maniera urgente”, afferma il Prof. Giuseppe Di Maria, Presidente della SIMeR. “Si tratta di un fenomeno che non deve essere semplicemente controllato, bensì gestito facendo ricorso a tutte le risorse disponibili. Il documento presentato nel giugno scorso in Senato costituisce un esempio di come tutte le componenti scientifiche e istituzionali credano fermamente in un modello condiviso sulla gestione integrata della patologia. Ciò che intendiamo fare oggi è dare seguito al progetto, coinvolgendo in maniera concreta chi opera ogni giorno a stretto contatto con la popolazione”.

“La realizzazione del Forum Nazionale di Roma è motivo di grande soddisfazione per tutti coloro che sono impegnati da oltre due anni nello sviluppo di un progetto che non ha precedenti nel nostro Paese per quanto riguarda la BPCO – sostiene il Dott. Franco Falcone, Past President dell’AIPO – e che ci permette di dare avvio alla sua seconda e più importante fase. Per ottenere i risultati ambiziosi che le Società scientifiche si sono date e che sono contenuti nel documento “La Gestione Clinica Integrata della BPCO” si deve passare dal piano nazionale, documentale e progettuale, all’implementazione nei contesti regionali delle direttive di comportamento assistenziale individuate dal documento, rendendo concreto quanto già disegnato e pianificato in termini di operatività”.

Con il Forum Nazionale di Roma viene, dunque, aggiunto un ulteriore importante tassello al percorso tracciato nei mesi passati e avviato con la presentazione del progetto tenutasi presso il Senato della Repubblica nel giugno del 2011. Un percorso tramite il quale tutte le realtà coinvolte avranno la preziosa opportunità di confermare come l’Italia sia uno dei Paesi più attenti e sensibili alla definizione di modelli efficaci in ambito sanitario, basati sulle alleanze e sulla forza propulsiva che queste ultime sono in grado di produrre.

Fonte: La Gestione Clinica Integrata della BPCO

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Flavio Cattaneo, Terna: grande successo e domande record per l’emissione obbligazionaria

Terna, guidata da Flavio Cattaneo, grande successo e domande record per l’emissione obbligazionaria

Risparmiatori italiani, attenti al rating. Letto così, potrebbe sembrare un banale richiamo, vista la continua e perniciosa serie di downgrade che si abbattono da tempo sul nostro debito pubblico ad opera delle principali società di rating internazionali. Ma il vero rischio risiede nel perverso contagio che le bocciature possono avere nei confronti delle società del paese declassato. Al downgrade del debito di uno stato sovrano segue sempre un peggioramento del merito di credito degli istituti bancari e delle società industriali di quel paese. Questo fatto, generalmente amplificato dai media, può ingenerare in alcuni risparmiatori perplessità a investire in azioni od obbligazioni di aziende che invece, a un’attenta lettura, possono risultare più affidabili dei titoli di Stato.

Significativo il caso Terna. Il colosso delle reti guidato dall’amministratore delegato Flavio Cattaneo ha lanciato direttamente sul mercato sempre nel mese scorso un’emissione obbligazionaria da 1,25 miliardi di euro. Risultato? Successo incondizionato con domande record per circa cinque miliardi di euro provenienti, in questo caso, in gran parte da qualificati investitori istituzionali stranieri.
Il rating di Moody’s per Terna è attualmente A3 con outlook negativo (uguale a quello dello stato italiano) ma anche in questo caso gli appassionati delle serie storiche potrebbero risalire al non lontano settembre 2004, all’epoca della quotazione in borsa della società, salutata da Moody’s con un rating superiore (AA3 e outlook stabile). Stesso discorso si potrebbe fare poi per Eni o Snam Rete Gas. Ovvio che il peccato originale di questa discesa risieda nel continuo degradarsi del rating del paese. L’Italia, nel corso degli ultimi anni, fra l’avvicendarsi di governi di varia composizione politica ha visto sprofondare il proprio giudizio da parte di S & P da AA nel 2004 all’attuale BBB+ (per di più con outlook negativo). Questo trend si fonda però su numeri difficilmente confutabili. Il rapporto fra Debito e Pil in Italia è aumentato dal 105,83 % del 2005 al 119% del 2010 e in termini assoluti il debito è cresciuto dai 1.512,779 miliardi nel 2005 ai 1.843,015 miliardi del 2010 (dati Banca d’Italia). Il che giustifica i fattori che Moody’s ha elencato a sostegno del suo più recente declassamento del nostro debito sovrano: incertezza sulle prospettive macroeconomiche, sulle finanze pubbliche italiane, sul grande stock di debito e sul rischio che il governo non riesca a raggiungere i suoi obiettivi di risanamento. Anche i numeri di Terna sono, in senso opposto, altrettanto difficilmente confutabili. Terna ha ottenuto nel 2011 ricavi superiori del 60% rispetto al 2004, quadruplicato gli investimenti dai 278 milioni del 2004 a 1.220 dello scorso anno. L’utile è passato dai 231 milioni del 2004 ai 467 del 2010 e a breve si avranno i risultati del 2011.
La conclusione è evidente: abbiamo aziende ben amministrate, anche a partecipazione statale, che si muovono sui mercati internazionali con successo e il cui eventuale declassamento di rating non deve trarre in inganno i risparmiatori allarmati dagli annunci dei tg. Anzi, guardando oltre i bollini rossi di Moody’s e compagnia, vale la pena anche di essere fieri di quel genio e di quella capacità di far bene a dispetto delle avverse condizioni, che è propria di tante aziende e di tanti manager del nostro paese.
Fonte: Repubblica Affari e Finanza

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