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Per Fido è difficile andare in vacanza: animali ammessi solo nel 9% delle strutture per le vacanze.

Sono otto milioni e mezzo le famiglie italiane che convivono con un animale domestico, ma se portano in vacanza anche l’amico a quattro zampe, trovare una struttura che li accolga è ancora un problema. Grazie ai dati del suo sito CaseVacanza.it (www.casevacanza.it), l’Ufficio Studi di Immobiliare.it ha messo in luce come la disponibilità ad accogliere i migliori amici dell’uomo sia dichiarata solo nell’9% degli annunci di immobili dati in affitto per le vacanze.

<<Questa percentuale molto bassa illustra bene la difficile situazione di chi vuole trascorrere le vacanze con il proprio cane o gatto – afferma Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it – chi ha un animale domestico, per non separarsene spesso sceglie di affittare una casa piuttosto che andare in hotel; il fatto che la casa vacanza sia “pet-friendly” è una delle prime richieste di chi visita il sito in questo periodo, anche da parte di turisti stranieri. Ecco perché abbiamo aggiunto la possibilità di ricercare le case vacanza anche solo tramite l’opzione “animali accettati”; questo, chiaramente, semplifica e velocizza la ricerca per chi vuole andare in vacanza con il proprio animale domestico.>>

Dall’analisi di Immobiliare.it appare ancora più singolare e particolare la situazione se si scende nel dettaglio: sul totale dei privati che mettono in affitto case vacanze il 47% accetta animali, guardando invece agli immobili offerti dalle agenzie solo l’8% accoglie cani e gatti.

L’accoglienza per Fido è molto diversificata a livello regionale: secondo i dati diffusi da Immobiliare.it, le regioni con la maggior percentuale di annunci di case con disponibilità ad accogliere animali sono la Valle d’Aosta, con il 19%, seguita dall’Abruzzo con il 15% e dall’Emilia Romagna con il 12%; mentre le regioni meno virtuose sono la Lombardia (solo il 3% delle case vacanza dichiara la sua disponibilità ad ospitare animali), le Marche e la Sardegna, (in entrambe la percentuale è pari al 4%).

Anche se accolti, gli animali non sono comunque compresi nel prezzo, ma pagano a parte. In media portare in vacanza un cane o un gatto costa dai 30€ ai 50€ a settimana, ma se è di taglia grande potreste avere ulteriori brutte sorprese. Molte strutture, che pure dichiarano di accettare gli animali, accolgono solo quelli di piccola taglia e altre, se li accettano, applicano un’ulteriore maggiorazione sul prezzo.

Quando si dice…che vita da cani!

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Facile.it: le assicurazioni temporanee per auto e moto non convengono

Con l’estate alle porte sono sempre di più gli italiani che tirano fuori dal garage la moto o scelgono di tornare ad usare la vecchia auto lasciata nella casa al mare. Facile.it (www.facile.it) – il nuovo comparatore orizzontale per confrontare RC auto e moto, ma anche mutui, prestiti e conti correnti – ha provato ad analizzare il risparmio che le assicurazioni temporanee sono in grado di offrire. Scoprendo che, forse, non sono poi così convenienti.
Se è vero che le assicurazioni temporanee rappresentano una risorsa per chi ha un utilizzo saltuario di un veicolo, i nei non mancano: queste polizze possono costare anche oltre il 30% in più di quelle annuali. Per polizze di durata inferiore ad un anno, infatti, alle auto si applica un premio corrispondente al periodo di tempo per il quale dovrà essere valida la copertura, con una maggiorazione pari al 15% del premio annuo. Il che significa che, se vogliamo assicurare per un mese il nostro veicolo, paghiamo oltre il doppio rispetto ad un mese di polizza annuale.
Per i ciclomotori e i motocicli, addirittura, le cose si complicano: la maggiorazione da applicare sul premio RC è pari al 30% del premio annuo. I costi, di conseguenza, lievitano, soprattutto se si assicura la moto per tempi molto brevi.
Oltre ad avere un costo elevato, va detto che non durando i dieci mesi necessari a coprire il cosiddetto “periodo di osservazione”, le polizze temporanee non fanno maturare classe di merito e, quindi, non permettono di ridurre le spese negli anni successivi attraverso un miglioramento della propria storia assicurativa.
Le polizze assicurative sospendibili: una possibile alternativa
Provare a sommare i vantaggi delle polizze temporanee con quelli delle polizze annuali è possibile: esistono le polizze sospendibili, una tipologia di assicurazione che è consentito interrompere, per almeno 30 giorni e al massimo 12 mesi, e riattivare in qualsiasi momento. Con questa tipologia di polizza, molto interessante per chi possiede motoveicoli, i costi si riducono e le spese vengono ammortizzate, oltre a maturare comunque la classe di merito.
Un esempio
Facendo una comparazione su Facile.it è possibile scoprire come non è tutto oro quello che luccica e che la convenienza nelle polizze temporanee è davvero relativa.
Consideriamo una moto di cilindrata 599 CC assicurata da un motociclista in quattordicesima classe di merito: se l’assicurazione annuale del veicolo costa 734 €, assicurarla per il periodo di 30 giorni arriva a costare 281,27 euro – vale a dire il 38% in più! Un risparmio maggiore potremmo ricavarlo se assicurassimo il motoveicolo con polizza sospendibile: la cifra annuale sale a 844 euro, ma è possibile sospendere la copertura come e quando vogliamo.
«Spesso si è convinti che, per risparmiare, sia necessario approntare strategie complesse e articolate – dichiara Alberto Genovese, Amministratore Delegato di Facile.it – o, piuttosto, che ci si debba far guidare dai luoghi comuni: ma non è così; non sempre le scelte che riteniamo più vantaggiose sono effettivamente tali. Proprio per questo si possono sfruttare i comparatori, strumenti per risparmiare senza perdere tempo, che mostrano la strada più breve per ottenere i vantaggi maggiori».

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Gli uomini italiani chiedono prestiti per comprare elettronica di consumo o automobili. Le donne per l’istruzione propria o dei figli.

Quando chiedono un prestito personale, gli uomini lo fanno per comprare un PC, l’ultimo gadget tecnologico o cambiare la macchina; le donne, più concretamente, per pagare le spese di un master o le rette scolastiche dei figli.

Questo è uno dei dati emersi dall’indagine di Prestiti.it, il portale che mette a confronto le offerte di finanziarie e banche per chi ha bisogno di un prestito.

Prestiti.it ha analizzato oltre 1.000.000 di richieste di prestito personale completate nell’ultimo semestre evidenziando come, in Italia, il 76,5% dei finanziamenti di questo tipo è chiesto dagli uomini che sottoscrivono un contratto medio di 18.000 euro.

Le donne, che rappresentano a livello nazionale il 23,5% dei sottoscrittori, chiedono mediamente una cifra inferiore: 16.000 euro. Nessuna differenza fra i sessi relativamente all’età media a cui si decide di chiedere un prestito: appena più di 40 anni per le une come per gli altri.

Se si guarda alle finalità per le quali gli uomini sottoscrivono un prestito personale, si vede chiaramente come questi siano più propensi a farlo per garantirsi dei beni materiali. Come detto, a livello nazionale gli uomini rappresentano il 76,5% dei richiedenti prestito, ma diventano l’86,3% quando la finalità è quella dell’acquisto di un oggetto di elettronica di consumo (PC, telefono cellulare o simili) e l’ 85,3% se il motivo per cui si sottoscrive un prestito è l’acquisto di un’auto o una moto di seconda mano.

Dopo averle acquistate le auto vanno anche mantenute in funzione, ed ecco che allora per la finalità riparazione veicoli l’84,3% dei sottoscrittori è maschio. Si sa, gli uomini sopportano il caldo meno delle donne, e a riprova di questo ecco che la quarta finalità “maschile” è proprio l’acquisto di impianti di condizionamento (82,8%).

Il gentil sesso è da sempre molto più pratico e se una donna italiana decide di richiedere un prestito personale lo fa soprattutto impiegando la somma per la formazione scolastica propria o dei suoi figli. Se infatti le donne rappresentano, come abbiamo visto, il 23,5% di chi sottoscrive un finanziamento personale, guardando alla sola finalità formazione e università diventano addirittura il 37,7%.

Capita sovente che si tratti di donne che cercano di inserirsi nel mondo del lavoro con maggiori qualifiche (magari dopo una maternità) e infatti l’età media di una donna che richiede questo tipo di prestito personale è di poco superiore ai 34 anni.

C’è chi le considera gli angeli del focolare, e loro il focolare lo arredano; anche con un prestito. Per la finalità acquisto arredamento, le donne rappresentano il 31,1% dei firmatari.

Non pensate, però, che le donne siano concentrate solo sui loro doveri. Si sanno anche rilassare e divertire; e al terzo posto nella classifica delle finalità per le quali, percentualmente, le donne sono più numerose fra i sottoscrittori c’è quella per l’acquisto di viaggi e vacanze (29,7%), quasi 3 punti percentuali in più di quella che occupa il quarto posto (Matrimoni e Cerimonie – 27,3%).

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A Taranto le case costano in media 1.440 euro al metro quadro.

Comprare casa a Taranto può costare anche molto caro. Secondo i dati dell’indagine dell’ Ufficio Studi di Immobiliare.it, sito leader del settore, se il costo medio di un appartamento in città è di circa 1.440€, in alcune zone, sempre considerando i valori medi fra nuovo e usato, si arrivano a sfiorare anche i 2.000€.
Nello specifico, secondo l’analisi degli oltre 500 annunci di vendita pubblicati su Immobiliare.it e relativi alla sola città di Taranto, il quartiere più caro è il Centro Storico dove per comprare casa servono 1.975€ al metro quadro è se la scelta riguarda i soli immobili di pregio (siano essi nuovi oppure ristrutturati) si sale ancora, fino a 2.400€ al metro quadro.
Nella classifica dei quartieri più cari di Taranto, la medaglia d’argento va alla zona sud occidentale del capoluogo, Virgilio. Qui il prezzo medio di un appartamento è di 1.905€ al metro quadro. Terzo è il Rione Italia in cui, come a Montegranaro, i prezzi medi arrivano a 1.885€ per ogni metro quadro.
Le aree più economiche sono risultate essere invece il quartiere Paolo VI (903 €/mq), Tamburi e Croce (1.100€/mq) e il rione Trecarrare (1.483 €/mq).
Per chi è impegnato nella ricerca di una casa da affittare i costi sono oggettivamente piuttosto alti se paragonati a quelli di altre città simili. Per prendere in affitto un bilocale la richiesta media a Taranto è di 420€ al mese che diventano 470€ nei rioni San Vito, Lama e Carelli e 450€ a Salinella. Diventano molto bassi invece in alcune aree della città; nel già citato quartiere Paolo VI si spendono 280€ al mese, a Solìto 370€.
Anche per i trilocali si spende. In media il costo mensile del canone di locazione di un immobile di questo tipo a Taranto è pari a 520€. Questa volta la palma della zona più cara è assegnata ai quartieri Talsàno e San Donato (620€) seguiti a brevissima distanza da Salinella. Qui per affittare due camere, cucina, salotto e bagno servono 610€ al mese.

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Immobiliare.it: nell’ultimo anno gli affitti sono aumentati in media dell’1,5%.

Per gli oltre 4 milioni di famiglie italiane che vivono in affitto, nell’ultimo anno i canoni di locazione hanno subito un incremento medio dell’1,5%. Questo è il primo dato che emerge dall’analisi condotta da Immobiliare.it, sito leader degli annunci immobiliari online, che ha voluto tracciare un quadro preciso degli affitti in Italia.

Secondo quanto rilevato, la crescita dei costi da sostenere per chi vive in affitto è comune e diffusa in tutta il Paese, ma raggiunge picchi importanti a Roma (+8,6%), Firenze, Milano (entrambe le città hanno registrato un incremento del 6,4%) e Vicenza (+6,2%). Fanalini di coda Napoli (+0,2%), Viterbo (+0,4%) e Reggio Emilia (+0,2%).
Le uniche eccezioni a questa raffica di aumenti sono rappresentate da alcune città meridionali: Bari e Caserta registrano un meno otto per cento e Palermo meno cinque punti percentuali nel confronto con il 2010.
Le cinque città con gli affitti più cari in valore assoluto sono Roma, Milano, Firenze, Napoli e Venezia; un trilocale a Roma mediamente costa oltre 1300 euro, a Milano quasi 1200 mentre a Venezia si superano di poco i 900 euro; nella Capitale l’affitto di un bilocale supera mediamente i 900 euro (910 euro), costa circa 800 euro a Milano e poco meno a Firenze (760 euro).

I contratti e la provincia

Senza alcuna differenza geografica la tipologia di contratto maggiormente utilizzata, secondo l’analisi effettuata dall’Ufficio Studi di Immobiliare.it, è quello standard, che prevede quattro anni di affitto rinnovabili per altri quattro; a Roma rientrano in questa tipologia quasi il 50% dei contratti.

Abbastanza diffuso, a Napoli ad esempio rappresenta il 36% dei casi, è anche il contratto di affitto transitorio (la cui durata non può essere inferiore ad un mese e superiore a diciotto).

Scarsissima è la diffusione dei contratti per gli studenti fuori sede, a Roma il dato massimo che è il 12%, il che non fa altro che confermare come molto spesso in questo ambito siano assolutamente diffusi i contratti in nero.

Uno scenario differente sembra offrirlo la provincia dove, secondo quanto afferma Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it, “affittare una casa costa molto meno che nel capoluogo. Le motivazioni sono abbastanza ovvie, ma oggi si delinea uno scenario per cui, ad esempio, uscendo dalla città di Napoli si può risparmiare fino al 40 per cento.”

È curioso notare come in alcune province questo dato venga ribaltato, ma si tratta di zone dove, fuori dal capoluogo, esistono importanti centri turistici, come nelle province di Bolzano e di La Spezia, qui affittare casa fuori dalla città può costare anche il 9 per cento in più.

Chi vive in affitto oggi

Continuando a scorrere i dati dell’analisi di Immobiliare.it, si può scoprire come se a cercare casa in affitto siano soprattutto le famiglie senza figli (25% del totale), a Milano sono poi le donne single a costituire la percentuale maggiore (22%) mentre a Napoli rappresentano solo il 13%.
Il dato sugli uomini ribalta le percentuali fra le due città: nel capoluogo partenopeo uno su quattro di chi cerca casa in affitto è un uomo single.

Se a livello nazionale sono soprattutto i giovani al di sotto dei 34 anni a volere una casa in affitto, è interessante notare come a Milano siano pochissimi i residenti sotto i 24 anni che cercano affitti: la presenza di molte università in città non obbliga i giovani milanesi ad uscire di casa per motivi di studio.

L’indagine di Immobiliare.it evidenzia anche una differenza molto interessante tra le metrature delle case proposte in affitto nelle diverse città italiane: sia a Milano che a Roma oltre la metà delle case da affittare ha una superficie inferiore ai 70 mq, a Napoli invece una casa in affitto su quattro è di oltre 100 metri quadri.

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Mutui.it: l’11% di chi ricerca un mutuo prima casa è straniero

Se la costruzione di un’Italia multietnica è sotto gli occhi di tutti, meno evidenti sono alcuni aspetti della progressiva integrazione della comunità straniera in Italia. Mutui.it (www.mutui.it) – broker online per la scelta del mutuo – ha fatto passare sotto la lente i preventivi di mutuo prima casa compilati sul sito negli ultimi mesi, scoprendo che l’11,04% di queste arriva da cittadini di nazionalità straniera.

L’immigrato che vuole comprare la sua prima casa in Italia richiede, in media, 132.000€ (pari all’80% del valore dell’immobile da acquistare), nel 54% dei casi preferisce il tasso variabile, intende impegnarsi con la banca finanziatrice per 25 anni e, al momento della richiesta del mutuo ha 35 anni.

Se confrontati con i valori medi italiani delle richieste di finanziamento per l’acquisto della prima casa, questi dati evidenziano l’interesse dei cittadini stranieri per immobili di valore inferiore rispetto alla media (165.000 contro 200.000 euro) e il bisogno di un finanziamento maggiore (mediamente si vuole finanziare solo il 75% del costo totale dell’immobile). A quanto pare, pur di comprare casa gli immigrati accettano immobili più periferici, o in condizioni peggiori, e di impegnarsi in mutui più importanti.

Da dove arrivano e dove vogliono comprare casa

Per quanto riguarda la nazionalità degli stranieri censiti da Mutui.it, a rappresentare il campione statistico più importante è la comunità rumena: circa 1 mutuo su 3 fra quelli richiesti da stranieri proviene da cittadini della Romania.

Un dato, questo, che va contestualizzato: quella che è ormai la comunità straniera più grande d’Italia (secondo gli ultimi dati Istat, si stimano per il 2011 997.000 Rumeni in Italia, seguiti a grande distanza da 491.000 Albanesi) ha subito un incremento davvero esponenziale, soprattutto dal 2007, anno dell’ingresso della Romania nell’UE. Ecco che si spiega come mai un terzo delle richieste (il 32,5%) arrivi proprio da cittadini romeni, mentre nonostante rappresentino la seconda comunità straniera in Italia, gli Albanesi – il cui flusso migratorio è meno recente –richiedano solo il 5,73% dei mutui analizzati.

In merito alla distribuzione territoriale delle richieste di mutuo, il quadro che emerge tratteggia una condizione piuttosto nota: le regioni in cui vi è la richiesta maggiore sono quelle del Nord e del Centro Italia, Lombardia (25,80%) e Lazio (13,38%) su tutte. Seguono Emilia Romagna (12,61%), Veneto (11,15%), Piemonte (8,47%), Toscana (7,20%) e Friuli Venezia Giulia (3,12%).

«L’acquisto della prima casa rappresenta un fattore fondamentale di radicamento nel territorio – afferma Alberto Genovese di Mutui.ite il confronto tra le offerte che diversi istituti di credito propongono aiuta anche gli stranieri ad affrontare al meglio questo complesso progetto di vita.»

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Immobiliare.it: comprare casa ad Aosta costa in media 2.800 euro al metro quadro.

Comprare casa ad Aosta costa, e non poco. Secondo i dati resi noti oggi dall’Ufficio Studi di Immobiliare.it, il sito leader delle vendite immobiliari italiane, il costo medio al metro quadro di un appartamento nella città è di oltre 2.800€.

A guidare la classifica delle zone più care è il Centro Storico dove il prezzo medio al metro quadro arriva a superare i 3.100€ e se si guarda ai soli immobili signorili (nuovi o ristrutturati) si sale ancora, quasi fino a 3.900€ al metro quadro ( 3.880€/mq).

Dopo il Centro Storico, le case più care di Aosta sono quelle di Piazza della Repubblica, dove servono quasi 270.000€ per comprare un immobile di 100 metri quadrati. Prezzi molto simili a quelli di Piazza della Repubblica sono quelli della zona dell’ospedale (2.525€/mq).

I quartieri più economici sono invece St.Christophe (2110 €/mq), periferia Ovest (2.115€/mq) e la zona di Gressan (2.247 €/mq).

Non va tanto meglio a chi cerca casa in affitto. Per un bilocale la richiesta media ad Aosta è pari a 430€ al mese, si arriva addirittura a 580€ al mese per un trilocale.

Anche per quel che riguarda l’affitto, sia per bilocali che per trilocali, le aree più care sono le stesse: ad esempio nel Centro Storico le richieste sono di 630 euro per un trilocale e di 490 per un bilocale; mentre gli affitti più economici sono ad esempio nella zona della Periferia Ovest dove la richiesta per un bilocale è di 380 euro al mese.

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Immobiliare.it: comprare casa a Trieste costa in media 2.200 euro al metro quadro.

Comprare casa a Trieste non è spesa da poco. Secondo i dati resi noti oggi dall’ Ufficio Studi di Immobiliare.it, il sito leader delle vendite immobiliari italiane, il costo medio al metro quadro di un appartamento nella città è di 2.200€.
A guidare la classifica delle zone più care è Gretta dove il prezzo medio al metro quadro arriva a superare i 2.700€ e se si guarda ai soli immobili signorili (nuovi o ristrutturati) si sale ancora, fino a 3.100€ per ciascun metro quadro.
Dopo Gretta, le case più care di Trieste sono quelle di Borgo Teresiano, dove servono quasi 260.000€ per comprare un immobile di 100 metri quadrati. Prezzi molto simili a quelli di Borgo Teresiano sono quelli del centro città (2.495€/mq).
I quartieri più economici sono invece San Giacomo (1.918 €/mq), San Giovanni (1.945 €/mq) e la zona di Piazza libertà (1.965 €/mq).
Non va tanto meglio a chi cerca casa in affitto. Per un bilocale la richiesta media a Trieste è pari a 470€ al mese, si arriva addirittura a 640€ al mese per un trilocale.
Curiosamente, però, per l’affitto cambiano le zone in cui le richieste economiche sono maggiori. Se guardiamo solo ai bilocali è Borgo Teresiano il quartiere in cui si spende di più (510€/mese), per i trilocali, invece, il costo maggiore è a Barcola (690€/mese).

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Da domenica on air la campagna televisiva per Facile.it il sito per confrontare assicurazioni, mutui, prestiti personali, conti correnti

Scegliere è facile. Questa la filosofia con cui si affaccia oggi sul mercato Facile.it, il comparatore che permette di mettere a confronto i preventivi di assicurazioni, mutui, prestiti personali, conti correnti e di deposito.

Trovare la migliore tariffa non è cosa da poco e molti sono convinti che, per riuscire in questo compito, servano dei veri e propri poteri magici. Eppure non è così.
Ironizzando su questo aspetto, Facile.it manda on air in contemporanea al suo lancio web uno spot televisivo 30” creato in collaborazione con l’agenzia Forchets (direttore creativo esecutivo Niccolò Brioschi) e la casa di produzione Cow&Boys intitolato proprio “Formula magica” (regista Riccardo Paoletti).

Grazie alla consapevolezza che con Facile.it anche i compiti apparentemente impossibili diventano facili, il protagonista dello spot, che su Facile.it ha trovato la migliore polizza auto per il suo profilo, riuscirà a destreggiarsi fra le difficoltà che ciascuno di noi incontra ogni giorno grazie alla formula magica: “Facile.it, Facile.it, Facile.it!”

Lo spot, girato a Milano, avrà i suoi primi passaggi Domenica 17 aprile alle 13.05 su Italia1 durante la trasmissione Studio Aperto e, sempre lo stesso giorno, alle 19.20, su Canale5 durante la trasmissione Chi vuol essere milionario? Sarà programmato, con alcuni intervalli, sulle reti Mediaset fino al prossimo maggio.

Facile.it rappresenta un’importante evoluzione nel mondo dei comparatori online italiani; non più un comparatore verticale, specializzato in un solo settore come quelli presenti oggi sul web nostrano, ma un vero e proprio portale orizzontale che racchiude in un’unica url (www.facile.it) la possibilità di sciogliere i dubbi legati alla scelta dell’offerta migliore nel momento in cui stiamo affrontando alcune delle spese più importanti della nostra vita (ad esempio la richiesta di un mutuo) o che, comunque, incidono maggiormente sul nostro budget personale (l’assicurazione auto, il conto corrente…).

La ricerca della migliore tariffa per vie tradizionali è un processo lungo e impegnativo in cui spesso prevale l’indecisione; Facile.it permette invece di raggiungere il risultato voluto evitando lo stress e risparmiando centinaia di euro.

Non si tratta di una magia, è tutto molto… Facile.

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Nasce Facile.it, il nuovo comparatore di servizi che mette a confronto tariffe RC auto, mutui, prestiti personali, conti correnti e di deposito

L’e-commerce italiano finalmente torna a crescere: a fronte di un valore complessivo di 6,5 miliardi di euro (stime del Politecnico di Milano, Rapporto 2010 Osservatorio e-Commerce B2c) quello dei servizi è il comparto che, nell’ultimo anno, è cresciuto di oltre il 15%.

Nel mondo dei servizi online, a registrare la performance migliore in termini di sviluppo sono sicuramente le assicurazioni, settore che ha vissuto un incremento del 18% grazie all’avvento dei comparatori, strumenti di ricerca che permettono il confronto tra tariffe e contratti diversi.

Oggi, complice la crisi economica che ha spinto gli italiani a trovare soluzioni diverse per risparmiare, i comparatori di tariffe sono una realtà importante. Destinata però a vivere una nuova rivoluzione: nasce Facile.it, comparatore “orizzontale” di tariffe RC auto e moto, mutui, prestiti personali, conti correnti e di deposito.

Dal verticale all’orizzontale, quindi: se fino ad oggi gli utenti della rete hanno imparato a conoscere i vantaggi dei comparatori verticali, specializzati, cioè, in un solo settore (viaggi, prodotti di largo consumo, hotel), adesso hanno l’opportunità di sfruttare un vero e proprio portale orizzontale, gratuito, di confronto di servizi.

«La ricerca della migliore tariffa per vie tradizionali» – dichiara Alberto Genovese, AD di Facile.it – «è un processo piuttosto impegnativo in cui spesso l’abitudine porta a rivolgersi sempre allo stesso operatore, a scapito di un effettivo risparmio; Facile.it permette invece di raggiungere il risultato voluto evitando stress e risparmiando somme considerevoli».

www.facile.it racchiude in un’unica url la possibilità di sciogliere i dubbi legati alla scelta dell’offerta migliore nel momento in cui stiamo affrontando alcune delle spese più importanti della nostra vita (ad esempio la richiesta di un mutuo) o che, comunque, incidono maggiormente sul nostro budget personale (l’assicurazione auto, il conto corrente…). Da oggi scegliere è… Facile!

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Immobiliare.it: la cucina dei sogni è sempre più grande e quasi il 20% degli italiani la vuole ad isola.

Chi cerca casa online è molto deciso e preciso. Sa quello che vuole e arriva addirittura a specificare la marca degli arredi. Ma soprattutto, rivuole la cucina.
È questo uno dei dati emersi dallo studio reso noto da Immobiliare.it, il più importante sito italiano di compravendite immobiliari , che ha analizzato le richieste dei 6 milioni di italiani che ogni mese cercano casa sul web scoprendo che la cucina, negli scorsi anni sempre meno apprezzata come ambiente separato, oggi torna di moda e il 16% di chi intende comprare casa la pretende molto grande e ad isola. Se si guarda solo alla fascia di mercato medio alta questa percentuale arriva a sfiorare il 40% (38% il dato preciso) e il 14% di questi arriva a specificare anche la marca.
Gli italiani, a quanto sembra, se parlano di cucine non hanno vie di mezzo. O è piccolissima, a vista e integrata nel salotto (ma mai dire la parola cucinotto, in questo caso il 98% di chi cerca casa si rifiuta di vedere l’immobile), oppure, appunto, diventa la protagonista di casa, se ne affida il disegno a grandi designer e diventa il luogo dove ricevere gli amici.
Già perché cambia anche la funzione. In una società che sempre più spesso corre e si confronta con ritmi frenetici, la cucina non è solo il luogo in cui si ritrova la famiglia, ma molto più spesso quello in cui si fa “rappresentanza” e si ricevono gli amici.
Solo al Sud e nelle cittadine di provincia, dove i ritmi sono ancora più rilassati e, cosa non trascurabile, sono meno le donne lavoratrici, la cucina resiste nella sua forma e funzione classica di ambiente casalingo riservato al nucleo familiare e ai suoi momenti di condivisione (qui, spesso, in cucina trova spazio anche la tv).
In cima alle richieste degli italiani anche la tecnologia e se è un dato di fatto che oltre il 50% delle case del Bel Paese vanti almeno un elemento di domotica (l’automazione delle tapparelle, o dei riscaldamenti o, ancora, degli impianti di illuminazione quelli più diffusi), il wi fi diventa sempre più importante e, per molte persone alle prese con la scelta della casa, un benefit irrinunciabile.
Nel corso degli ultimi 50 anni, però, sono tanti i casi di stanze o ambienti che in poco tempo sono passati dall’essere considerati irrinunciabili all’essere evitati come se fossero il peggior errore possibile nel progettare una casa. Solo per fare alcuni esempi si potrebbero citare i corridoi, le stanze di ingresso, lo studio, i balconi, i doppi saloni e l’elenco potrebbe continuare a lungo.
Quale sarà la prossima moda immobiliare?

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Prestiti.it: il 2% di chi chiede un prestito personale lo fa per… sposarsi

Il giorno più bello della vostra vita, confetti, velo bianco, scambio degli anelli e lancio del bouquet. Queste sono le immagini ricorrenti nella fantasia delle coppie che si preparano al matrimonio, ma per sposarsi servono anche organizzazione e denaro.

Prestiti.it, il portale che permette di paragonare in modo rapido e veloce le offerte proposte da finanziarie e Istituti di credito per chi necessita di prestiti personali, ha analizzato oltre 300.000 richieste di prestito personale arrivate al sito negli ultimi sei mesi scoprendo che il 2% di chi richiede questo tipo di finanziamento in Italia lo fa per sposarsi e la cifra di cui necessita è pari a 16.000 euro.

“Le ricerche più recenti mostrano come in Italia ci si sposi sempre di meno” dice Marco Giorgi di Prestiti.it, ”ma la spesa sostenuta è sempre molto importante e sono tanti gli italiani che richiedono un finanziamento per affrontare serenamente questo passo.”

Sposarsi è un impegno economico non indifferente: secondo le ultime statistiche, nel 17% dei matrimoni italiani il costo supera i 30.000 euro e le spese più importanti sono il ricevimento, che in media può costare, in funzione della location e del numero di invitati, dai 5.000 ai 10.000 euro, e l’abito della sposa, per il quale bisogna preventivare una spesa dai 1.500 ai 7.000 euro.

In Italia ci si sposa sempre più tardi e la prova di questo è che l’età media di chi richiede un prestito è di 38 anni. Chi chiede un prestito personale per questo scopo si impegna per 5 anni e, a livello nazionale, sono soprattutto gli uomini a richiedere il prestito, (quasi il 73% dei casi).

In alcune regioni si registrano differenze significative: in Puglia la percentuale degli uomini che richiedono un prestito per il matrimonio è più alta di ben dieci punti rispetto al valore nazionale (82%), mentre in Sardegna il dato è ribaltato e, nel 60% dei casi sono le donne a richiedere finanziamenti per i matrimoni.
Quasi sempre sono gli sposi stessi a richiedere il finanziamento per il matrimonio, ma secondo Prestiti.it fanno eccezione alcune province dove sono invece i genitori a fare domanda del prestito, come accade a Parma, Barletta-Andria-Trani, Campobasso o Caltanissetta.

Nelle regioni meridionali, dove le tradizioni e la simbologia del matrimonio classico sono ancora molto sentite, si richiedono cifre superiori alla media: 19.000 euro in Calabria, 18.000 in Molise e Basilicata e 17.000 mila sia in Sicilia che in Campania; scendendo in un’analisi dei dati provinciali, Prestiti.it evidenzia come le somme maggiori siano richieste a Benevento (29.500 euro), a Vibo Valentia (26.800 euro) e a Sassari (quasi 25.000 euro).

Le regioni dove invece si richiedono finanziamenti minori sono tutte al Centro-Nord; sotto la media nazionale sono il Veneto (13.250 euro),la Lombardia (13.800 euro), il Lazio e l’Emilia-Romagna (entrambe attorno ai 13.600 euro); fermandoci ai dati provinciali, i minori prestiti richiesti sono quelli necessari a Prato (6.300 euro), Ravenna (7.300 euro), Alessandria (9.900 euro).

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Tra un anno sarà obbligatoria la classificazione dell’isolamento acustico, Immobiliare.it analizza la situazione in Italia

Il prossimo anno entrerà in vigore la direttiva dell’Unione Europea che prevede la classificazione dell’isolamento acustico secondo il numero di decibel che ogni locale è in grado di assorbire. In risposta a questi test verrà determinata una classifica simile a quella attualmente in uso per la classificazione energetica degli immobili e i parametri di qualità nella realizzazione di un edificio residenziale si arricchiranno di un elemento chiave per il benessere abitativo.

Secondo un’analisi condotta da Gruppo Immobiliare.it attraverso i dati raccolti dal suo sito NuoveCostruzioni.it, il 10% dei cantieri in Lombardia viene realizzato con criteri che permetterebbero una collocazione in classe B o superiore; in Emilia Romagna il 9% rispetta gli stessi criteri e se queste sono le regioni italiane meno in ritardo nel recepire la norma, dall’altra parte in Calabria solo il 2% dei cantieri sembra essere pronto a costruire nel rispetto delle nuove regole.
Il clacson delle auto imbottigliate nel traffico che ti sveglia all’improvviso, i tacchi della vicina del piano di sopra che non ti permettono di addormentarti, il corso di violino del figlio dei dirimpettai che disturba il sonno; spiacevoli esperienze che chi abita in città ed in un condomino ha vissuto.  Chiunque abbia condiviso queste esperienze è cosciente della brutta sensazione, del profondo fastidio che ne derivi, di come ci si senta quasi aggrediti nella propria casa, con conseguente perdita della tranquillità soprattutto quando certi episodi sono frequenti e ripetuti.

Carlo Giordano, Amministratore Delegato del Gruppo Immobiliare.it, afferma: “Questi problemi rientrano nella sfera del cosiddetto comfort abitativo, che riguarda quasi tutte le case costruite in Italia prima del 1995, anno in cui venne promulgata la Legge Quadro sull’Inquinamento Acustico,  con cui, per la prima volta, venivano fissati i principi dei requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro  componenti  per  realizzare abitazioni più vivibili e confortevoli.”

Ma quanto costa la realizzazione di un appartamento che garantisca un buon isolamento acustico? In fase di costruzione i prezzi sono abbastanza contenuti.

Secondo gli studi effettuati da NuoveCostruzioni.it, per un bilocale di 60mq in un condominio il costo si aggira sui 1000€, mentre per un trilocale di 90mq la cifra è di circa 1200€, ovviamente questi costi  sono indicativi e possono variare fortemente in funzione del numero di finestre,  delle prese d’aria, della presenza o meno di fonti di rumore (come ad es. impianti di condizionamento, deumidificazione, caldaie, ascensori, ecc).

Sensibilmente più elevati sono i costi di interventi su una casa già esistente, senza considerare i grossi disagi che lavori di questo tipo comportano, anche solo per sostituire i serramenti e le prese d’aria il costo si aggira sui 1000€ ad infisso.
Nonostante i costi per isolare acusticamente gli immobili nuovi siano tutt’altro che esorbitanti, l’Italia è ancora molto indietro nel processo di messa a norma e in Lombardia, come detto regione in testa alla classifica delle nuove costruzioni “silenziose”, solo il 6% dei costruttori si dichiarano pronti e già attrezzati per soddisfare appieno i criteri per realizzare immobili che possano ottenere la classe A.
Con queste premesse è piuttosto facile capire il motivo per cui l’implementazione della norma,  varata dalla UE nel 2008 con un limite massimo di 2 anni per la ratifica da parte dei singoli Paesi membri, sia stata posticipata sia nel 2010 che nel 2011.
E se tanto ci dà tanto, anche nel 2012 dovremmo continuare a sopportare gli zoccoli del vicino.

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Immobiliare.it lancia la versione 2.0 dell’applicazione iPhone e supera i 100.000 download

Dopo aver lanciato l’applicazione per iPad e Nokia, Immobiliare.it, sito leader del settore immobiliare, ha annunciato oggi il varo della versione 2.0 della sua applicazione per iPhone.
“La nostra applicazione per iPhone sta riscuotendo un successo enorme, sia in termini di download sia di commenti da parte di utenti e professionisti del settore. Abbiamo superato i 100.000 download, e il tempo che ogni utente dedica alla navigazione di Immobiliare.it per iPhone è veramente notevole; in media oltre 30 minuti al giorno.” dichiara Carlo Giordano, AD del Gruppo.
La versione 2.0 di Immobiliare.it per iPhone non è una rivisitazione dell’applicazione già presentata, ma un prodotto totalmente nuovo; per assicurare una navigazione ancora più fluida, una visualizzazione degli annunci su mappa più completa e soprattutto la possibilità di sincronizzare le ricerche preferite con il portale Immobiliare.it, il codice è stato riscritto e con Immobiliare.it per iPhone, oltre a salvare le ricerche effettuate, ora è possibile ricevere via email o con notifiche push (cioè con un piccolo messaggio che ci avverte anche se non si sta utilizzando l’applicazione in quel momento) i nuovi annunci pubblicati e corrispondenti alle nostre ricerche.
“La prima versione dell’applicazione per iPhone” continua Giordano “è stata pubblicata nel Novembre 2009 e in questo anno e mezzo abbiamo imparato molto sull’utilizzo che ne fa chi cerca immobili. La ricerca su iPhone è complementare a quella del sito web; gli utenti ne prediligono l’uso nel primo mattino o la sera dopo il lavoro, e registriamo il picco delle ricerche il sabato e la domenica.”
Come detto, le novità della versione 2.0 sono tante e importanti: con la nuova applicazione le informazioni degli immobili sono più ricche e dettagliate, la galleria fotografica dispone di foto in alta risoluzione e la visualizzazione su mappa ora prevede anche la vista da satellite e ibrida. Su ogni annuncio si possono inserire note o commenti personali (molto utili nella fase di revisione degli annunci preferiti) ed è ora possibile navigare anche nella sezione degli immobili di nuova costruzione.
“Abbiamo ricevuto centinaia di suggerimenti inviati direttamente dall’applicazione e oltre 800 recensioni nell’App Store dove siamo stati premiati con una valutazione media di 4 su 5 stelle su 2.000 valutazioni. Un grande risultato, e vogliamo condividerlo con le persone che ogni giorno ci aiutano a capire come migliorare” conclude Carlo Giordano.
La nuova versione dell’applicazione Immobiliare.it per iPhone segue il recente lancio dell’applicazione specifica per Nokia, l’applicazione per iPad e il sito mobile Immobiliare.it visibile anche su smartphone Blackberry e dotati di sistema operativo Android.

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Assicurazione.it: in Italia sempre ferme al 4% le auto ecosotenibili.

Nonostante il bombardamento mediatico degli ultimi anni, le auto elettriche o alimentate con combustibili alternativi guidate in Italia da privati sono solo il 4%. Esattamente la stessa percentuale di due anni fa. È questo il dato più eclatante dell’analisi condotta da Assicurazione.it, il principale broker online italiano di assicurazioni auto e assicurazioni moto, che ha analizzato oltre un milione e mezzo di richieste di preventivi giunte al sito negli ultimi tre mesi.
È risaputo che circa il 40% dell’inquinamento urbano è causato dal trasporto privato e l’interesse dichiarato dai consumatori verso le auto ecosostenibili è molto alto. Per questo motivo tantissime case automobilistiche si stanno impegnando nella realizzazione di modelli amici dell’ambiente che, però, non riescono a trovare un vero spazio nel mercato.
A frenare la diffusione delle auto ecosostenibili sono soprattutto i costi di acquisto. Per poter guidare un’auto amica dell’ambiente (specie se elettrica) si devono spendere in media più di 35.000€; meno per le auto ibride per le quali si riesce ad avere una buona resa anche con una spesa di poco superiore ai 20.000€, una cifra comunque considerevole.
A differenza di quanto accade in altri Paesi europei (dalla Danimarca alla Spagna, dalla Gran Bretagna alla Francia), in Italia i contributi per l’acquisto di queste vetture tardano ad arrivare e molte auto ecologiche restano invendute. Unica eccezione il trasporto “istituzionale”; ad oggi sono soprattutto Enti pubblici o aziende ad acquistare le auto amiche dell’ambiente.
Guardando ai dati dell’indagine di Assicurazione.it, la regione Italiana con il maggior numero di auto ecologiche guidate da privati è l’Emilia Romagna (7,35%), e forse anche per questo il comune di Parma ha reso noto di avere al vaglio un progetto di contributo straordinario (6.000€) per chi intende acquistare auto elettriche.
Alle spalle dell’Emilia Romagna si trovano le Marche (6,69%) e il Piemonte (5,24%) che negli ultimi anni ha avviato anche importanti progetti di car e bike sharing.
Fra i vincoli che ancora frenano la diffusione di questo tipo di auto c’è anche la scarsissima capillarità della rete di rifornimento. Nonostante alcuni progetti sperimentali in atto in alcune città italiane (Milano come Roma, Brescia come Pisa) poter ricaricare o rifornire veicoli alimentati con energie alternative non è semplice e anche per questo, forse, si spiegano gli ultimi posti di Calabria e Sardegna nella classifica delle regioni italiane con un parco auto “verde”.
Se le case automobilistiche non sembrano essere intenzionate ad investire sull’Italia per i loro modelli “ecologici”, anche le compagnie assicurative sembrano essere in attesa di sviluppi sostanziali del mercato.
Ad oggi solo alcune assicurazioni online premiano le auto meno inquinanti con tariffe più vantaggiose rispetto allo stesso modello con alimentazione diesel o benzina, mentre quasi tutte le altre riservano alle auto ecologiche tariffe più basse rispetto ai modelli diesel, ma spesso identiche (se non più care) di quelle a benzina.

È probabile che i nuovi rincari dei carburanti spingano tanti italiani a riconsiderare se non l’acquisto di auto elettriche, quantomeno quello di veicoli ibridi o alimentati con gas metano o GPL, ma allo stato attuale queste sono le percentuali di auto con alimentazione a basso impatto ambientale guidate da privati nelle venti regioni italiane:

Emilia Romagna 7,35%
Marche 6,69%
Piemonte 5,24%
Umbria 4,93%
Veneto 4,86%
Toscana 4,67%
Lombardia 4,14%
Abruzzo 3,63%
Campania 3,62%
Molise 3,49%
Lazio 3,49%
Puglia 2,93%
Basilicata 2,70%
Liguria 2,64%
Trentino A.A. 2,58%
Valle d’Aosta 2,42%
Friuli V.G. 2,04%
Sicilia 2,02%
Sardegna 1,79%
Calabria 1,71%

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Mutui.it: per ristrutturare casa in Lombardia si chiedono quasi 144.000 euro di mutuo.

Quando si parla di mutuo si pensa subito all’acquisto della prima casa, ma non sempre è così. Mutui.it, il broker online per la scelta del mutuo, ha reso noti oggi i dati di un’analisi che ha  preso in esame i finanziamenti richiesti dai lombardi non per comprare, ma per ristrutturare le loro case.

Il sito ha fatto passare sotto la lente 10.000 richieste di mutuo finalizzate alla ristrutturazione, scoprendo delle cose piuttosto curiose. In primis in Lombardia si è più propensi a sottoscrivere un mutuo a tasso variabile (44% delle richieste) rispetto ad uno a tasso fisso (35% dei casi) e chi opta per il tasso variabile ( 38%). Chi richiede questo tipo di finanziamento, inoltre, è abbastanza giovane (ha quasi 41 anni), si impegna con l’Istituto Creditore per più di 20 anni (21 il valore medio) e firma un mutuo di quasi 144.000€, pari a poco più della metà del valore dell’immobile che intende ristrutturare (52,97%).

Confrontando i dati lombardi dell’analisi condotta da Mutui.it rispetto a quelli nazionali si vede come l’importo richiesto in Lombardia sia di poco superiore a quello mediamente sottoscritto nel resto d’Italia; 144.000€ contro 142.000€; i lombardi che richiedono il mutuo per ristrutturazione hanno un anno in meno della media nazionale e anche la durata del finanziamento è un anno più breve.

Si notano importanti differenze anche tra le singole province; se l’importo più alto richiesto in Lombardia lo si registra nella provincia di Como (oltre 168.000€), nella provincia di Milano è di poco superiore ai  140.000 euro, e il più basso è quello della provincia di Pavia  dove la richiesta di finanziamento scende a poco più 124.000 euro; la più lunga durata media di un mutuo per la ristrutturazione la si ha sempre a Como (oltre 23 anni) mentre la più breve è nella provincia di Cremona, qui si superano di poco i 20 anni.
Mutui.it ha anche indagato circa l’età a cui si richiede un mutuo per la ristrutturazione e ha scoperto che i sottoscrittori più giovani sono quelli della provincia di Lecco, che non hanno ancora  40 anni, mentre i più maturi sono gli abitanti della provincia di Pavia, che sottoscrivono un mutuo per ristrutturazione a quasi 42 anni.

Guardando al dato della percentuale del finanziamento rispetto al valore dell’immobile da ristrutturare, colpisce come la provincia di Monza e Brianza si fermi al 49%, mentre si arriva a oltre il 58% nella provincia di Bergamo.

«Ristrutturare può significare un cambiamento radicale al proprio immobile – afferma Alberto Genovese di Mutui.it – e questo può comportare spese elevate: ricorrere ad un mutuo rappresenta spesso la scelta più ovvia ed efficace, ma da ponderare con attenzione. Confrontando le offerte di più istituti di credito si riesce a trovare la soluzione che meglio si adatta alla propria situazione economico-finanziaria, affrontando il complesso progetto della ristrutturazione di un immobile in tutta tranquillità.»

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Addio Balcone, evviva la cucina over size

La società cambia e con essa la casa in cui viviamo. Immobiliare.it, il principale sito del settore, ha analizzato le mode che hanno trasformato le nostre abitazioni negli ultimi 50 anni scoprendo (o riscoprendo) delle cose piuttosto curiose.

Dalle richieste degli oltre 6 milioni di italiani che ogni mese cercano casa sul web, è emerso che il balcone è il primo grande escluso dalle necessità della casa moderna. Il sempre maggiore bisogno di spazi e il minor tempo a disposizione per darsi alla cura delle piante, lo stanno trasformando via via in stanza con vetrate o giardino d’inverno e, numeri alla mano, oggi meno del 18% degli italiani cerca una casa col balcone.

Nel corso degli ultimi 50 anni, però, sono tanti i casi di stanze o ambienti che in poco tempo sono passati dall’essere considerati irrinunciabili all’essere evitati come se fossero il peggior errore possibile nel progettare una casa.

Il primo e più lampante esempio è quello del corridoio. Assolutamente importante, a livello di spazio occupato, in ogni casa costruita fino agli anni ottanta, è poi scomparso da tutte le planimetrie delle nuove abitazioni diventando il sinonimo di “spazio sprecato”.

Altrettanto si può dire per l’ingresso che, soprattutto negli immobili costruiti a cavallo degli anni ’60 e ’70, non rappresentava solo una zona di passaggio per entrare in casa, ma era il biglietto da visita dell’appartamento ed era esso stesso una stanza.

Fra la fine degli anni ’80 e, soprattutto, nei ’90 questo concetto muta radicalmente, la porta d’ingresso introduce subito nel salotto, il cuore della casa, che difficilmente viene separato e diventa, per dirla all’inglese, living.

Un’altra evoluzione importante nella distribuzione della stanze è quella vissuta dalla cucina; fulcro e cuore della casa nell’Italia dei decenni scorsi, è pian piano diventata sempre più piccola per poi scomparire ed essere inglobata in altre stanze. Oggi vive una seconda giovinezza e diventa grande, anzi, grandissima.

Stando ai dati di Immobiliare.it, se a livello totale il 16% di chi cerca casa richiede esplicitamente una cucina ad “isola”, nella fascia medio alta questa percentuale arriva al 38% e il 14% di queste richieste arriva addirittura a specificarne la marca.

Secondo Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it, “Alla base di queste modifiche risiedono ragioni economiche, ma sono intervenute anche variazioni di carattere sociale; il numero crescente di single, la madre sempre più spesso lavoratrice e, non ultima, la fame di spazi. Le  cucine ”tradizionali”, ad esempio, resistono soprattutto nel Sud d’Italia mentre al Nord la cucina assume spazi enormi e diventa oggetto di arredamento vero e di design con l’Isola” fuochi o i banconi all’americana. Anche questi ultimi un must negli anni ’80.”

Il progresso tecnologico, anche se può sembrare strano, spesso rende inutili alcuni ambienti. E’ stato così per lo studio, una stanza che veniva usata fino agli anni ‘90 come luogo di lettura, di ascolto della musica o di relax ma anche, per i professionisti soprattutto, come luogo dove svolgere parte dell’attività lavorativa.

Questa stanza, tipica delle case delle famiglie socialmente medio – alte, ha avuto periodi di grande richiesta soprattutto negli anni ’80, ma oggi, in un momento in cui, le connessioni wi-fi, la tecnologia e la sua portabilità permettono di lavorare in qualsiasi stanza, è quasi del tutto scomparsa dalle planimetrie italiane.

Si può dire che anche il ripostiglio abbia rappresentato una moda immobiliare. Soprattutto al Nord aveva la funzione di lavanderia e dato che era già presente la predisposizione per tutti gli attacchi necessari, veniva ricavato sacrificando un pezzo della cucina. Nel ripostiglio si stipava di tutto;  non solo le cose necessarie alla pulizia e al riordino della casa, ma anche valigie, giochi in disuso, vestiti di carnevale o scatoloni con decorazioni natalizie e statuine del presepe.  Negli anni a cavallo fra i ’90 e il 2000, però, la lavatrice “esce” dal ripostiglio per entrare (sia pure con forme di design meno classiche) nei bagni o, addirittura, nella cucina stessa, mentre scatoloni e valigie “prendono il volo” e vengono stipati nei controsoffitti (la “fame di metri quadri” è talmente grande che si comincia a pensare come sfruttare i soffitti, e ci si riesce) o si “inabissano” in cantine e garage nelle parti comuni dei condomìni.

Un’altra moda immobiliare (anche questa volta soprattutto “femminile”) è stata quella della cabina armadio.  In questo caso (il periodo in cui si comincia a diffondere e la fine degli anni ’90, per poi imporsi prepotentemente negli anni 2000 e resistere tutt’oggi in molti contesti) non sempre è necessaria una stanza in più: grazie a sistemi modulari che si adattano a ogni esigenza si possono comporre soluzioni “su misura” che sfruttano le pareti al centimetro.  Possono quindi bastare pochi metri quadrati per avere uno spazio per gli abiti (e le scarpe!) comodo e ben organizzato.

È stata poi la volta dei secondi bagni ciechi (inconcepibili negli anni ’60), ma oggi una vera e propria risorsa (anche per il venditore che può vantare un secondo bagno, magari di soli 4 metri quadrati). Anche qui non ci sono vie di mezzo e se il secondo bagno può essere cieco, soprattutto nelle case di fascia medio alta, il primo diventa veramente enorme con dimensioni spesso comprese fra i 12 e i 15 metri quadri.

Ci sono poi delle mode che riguardano gli elementi di rifinitura;  dai pavimenti alle pareti, dagli infissi ai soffitti. Partendo dai pavimenti, fino agli anni ‘70 ogni stanza aveva un tipo di piastrelle diverso da quello della stanza attigua, poi è stata la volta delle moquette (oggi considerate il paradiso dell’acaro e dello sporco) mentre ora viene usato quasi ovunque il parquet, ormai diffusissimo persino negli uffici.

Analoga considerazione può essere fatta per l’idea di soppalcare le stanze: pochi decenni fa non era un’abitudine in uso, ma gli ambienti limitati e le necessità di avere maggior spazio a disposizione senza potersi permettere una casa più grande, ne ha diffuso la consuetudine. Non solo si opera un abbassamento del soffitto dove collocare valigie e oggetti di uso non frequente, ma si va a creare, dove un’altezza adeguata lo permette, una vera e propria stanza.

Un’ultima nota va fatta riguardo alle pareti. Questo è l’elemento della casa più assimilabile al suo “vestito” e quindi, più influenzato dalla moda del momento: dalla tappezzeria che adornava le pareti delle case fino agli anni 70, al monocolore dei decenni successivi fino allo spugnato, lo stucco veneziano e le tinte trendy proprie dei nostri tempi.  Chi ormai non ha almeno una parete della casa colorata?

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Risparmiare online anche sui prestiti personali? Nasce Prestiti.it

Con l’inizio del 2011 i prestiti bancari hanno registrato una crescita significativa tornando ai livelli del 2008 e sono sempre di più gli italiani che, prima di chiedere un finanziamento, si informano e confrontano le offerte. Per dare una risposta a questa necessità nasce Prestiti.it (www.prestiti.it) il portale creato per permettere a chi ha necessità di ottenere un prestito, di paragonare in modo rapido e veloce le offerte proposte da alcune delle principali Banche e Finanziarie operanti in Italia.

Attraverso una maschera di ricerca facile ed intuitiva, chi si collega al portale può selezionare la finalità per la quale intende richiedere il prestito, l’importo di cui ha necessità, la durata che intende dare al finanziamento e in pochi secondi (e senza richiesta di dati personali, in modo da garantire la massima privacy) il sistema presenterà all’utente le offerte disponibili per lui da parte dei partner del sito che, già al lancio, contano nomi molto importanti come Findomestic, Unicredit SpA, Presitò e Neos Finance.

Cercare il prestito più conforme alle proprie esigenze e necessità è, nella maggior parte dei casi, una scelta che provoca molto stress e preoccupazione; con Prestiti.it in pochi minuti è possibile ottenere, senza muoversi da casa, una panoramica chiara e precisa di tutte le alternative possibili.

Online non si risparmia solo tempo ma anche denaro, le banche e le società finanziarie offrono infatti su Prestiti.it tassi molto più competitivi rispetto ai canali tradizionali e, a titolo d’esempio, si possono risparmiare fino a 2000 euro sul proprio prestito personale. Il servizio, totalmente gratuito per gli utenti, consente anche di valutare alcune coperture aggiuntive come l’assicurazione sul prestito.

Attraverso Prestiti.it è possibile inoltre richiedere un preventivo gratuito per valutare la possibilità di aderire alla Cessione del Quinto, ormai da qualche tempo non più riservata ai soli dipendenti pubblici e sempre più diffusa fra i lavoratori di altre categorie.

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Mutui.it: per ristrutturare casa in Italia si chiedono 142.000 euro di mutuo

Quando si parla di mutuo si pensa subito all’acquisto della prima casa, ma non sempre è così. Mutui.it, il broker online per la scelta del mutuo, ha reso noti oggi i dati di un’analisi che ha  preso in esame i finanziamenti richiesti dagli italiani non per comprare, ma per ristrutturare le loro case.

Il sito ha fatto passare sotto la lente oltre 60.000 richieste di mutuo finalizzate alla ristrutturazione, scoprendo delle cose piuttosto curiose. In primis, chi sottoscrive un mutuo per la ristrutturazione è generalmente prudente: nel 44% dei casi preferisce il tasso fisso, mentre solo il 35% del campione esaminato da Mutui.it opta per il tasso variabile. Chi richiede questo tipo di finanziamento, inoltre, è abbastanza giovane (ha in media 42 anni), si impegna con l’Istituto Creditore per più di 20 anni (22,5 il valore medio) e firma un mutuo di 142.000€, pari a poco meno della metà del valore dell’immobile che intende ristrutturare (49,6%).

L’analisi resa nota da Mutui.it ha evidenziato anche notevoli differenze fra Nord e Sud sia per le cifre richieste sia per la percentuale del valore finanziato. I finanziamenti più cospicui vengono richiesti nelle regioni settentrionali: prima fra tutte il Trentino Alto Adige (dove il mutuo medio per la ristrutturazione è pari a più di 183.000€) seguita da Toscana (168.000€) e Liguria (158.000€).

Se si guarda invece alla percentuale del valore dell’immobile che viene finanziata tramite mutuo per ristrutturazione, escludendo il Friuli Venezia Giulia, dove si arriva a richiedere un mutuo pari al 55% del valore dell’immobile, è il Meridione a farla da padrone. A seguire il Friuli in questa classifica, infatti, troviamo la Puglia (54%)  e, tutte al 53%, la Sicilia, la Valle d’Aosta e la Sardegna.

Mutui.it ha anche indagato circa l’età a cui si richiede un mutuo per la ristrutturazione e ha scoperto che i sottoscrittori più giovani sono i veneti, che chiedono questo tipo di finanziamento quando hanno 40 anni, mentre i più maturi sono i siciliani i quali sottoscrivono un mutuo per ristrutturazione dopo i 43 anni.

«Ristrutturare significa effettuare un cambiamento radicale al proprio immobile – afferma Alberto Genovese di Mutui.it – e comporta spese elevate: per questo ricorrere ad un mutuo rappresenta la scelta più ovvia ed efficace, ma da ponderare con attenzione. Confrontando le offerte di più istituti di credito si riesce a trovare la soluzione che meglio si adatta alla propria situazione economico-finanziaria, affrontando il complesso progetto della ristrutturazione di un immobile in tutta tranquillità.»

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L’applicazione di Immobiliare.it è online su Ovi Store di Nokia

Immobiliare.it, 7 milioni di visite mensili e oltre 3 milioni di annunci ricercabili in Italia e all’estero, sbarca su Ovi Store di Nokia con l’obiettivo di portare nelle mani di tutti gli utenti mobile le proprie offerte immobiliari.
“La crescita esponenziale del nostro Ovi Store, che oggi conta 4 milioni di download al giorno, coincide con l’ampliamento degli interessi e dei bisogni dei nostri utenti clienti . L’ingresso di questa nuova applicazione che mette a disposizione gli annunci di Immobiliare.it contribuirà ad arricchire la nostra offerta. Da oggi la ricerca dell’abitazione ideale sarà facile e alla portata di tutti in qualsiasi momento grazie alla possibilità di selezionare il proprio immobile attraverso ricerche precise che possono essere organizzate per località, tipologia di abitazione e fascia di prezzo” ha affermato Carlo Brianza, responsabile dei servizi di Nokia Italia.
“La nostra azienda è sempre stata attenta al mondo del mobile, che rappresenta ormai una importante fonte di traffico verso i siti del Gruppo”, ha dichiarato Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it, “e il fatto che un’azienda così importante come Nokia abbia scelto noi per questo progetto è un grande onore e un riconoscimento all’impegno verso l’innovazione che portiamo avanti da anni, giorno dopo giorno.”
«A rendere unica Mobiquity è la natura di centro di competenze in area mobile – dichiara Orazio Spoto. – Come specialisti nell’ambito delle tecnologie multipiattaforma, in particolare di QT, abbiamo avuto la possibilità di accreditarci con Nokia: ne è nata una partnership che ci vede impegnati su diversi progetti importanti. Tra questi sicuramente la  collaborazione con Gruppo Immobiliare.it: siamo orgogliosi di aver lavorato con un’azienda leader nel proprio mercato e di poter contribuire a renderla ancora di più un valido riferimento per tutti gli utenti mobile».
Ovi Store, che oggi registra oltre 4 milioni di download al giorno è accessibile da oltre 135 diversi modelli di telefoni cellulari Nokia ed offre un vastissimo catalogo di applicazioni che vanno dai contenuti per personalizzare il proprio terminale con sfondi e suonerie, ai giochi, ai video, fino ai podcast, agli strumenti di produttività e ai servizi web e location-based. Al crescente successo di Ovi Store hanno contribuito i nuovi telefoni Nokia E7, Nokia N8 e Nokia C7, le nuove modalità di pagamento delle applicazione tramite operatore e la crescente disponibilità di apps locali e contenuti specifici per i singoli mercati.

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Rc: solo 8 italiani su 100 si assicurano… un avvocato

Sono pochissimi gli automobilisti italiani che scelgono una copertura assicurativa che comprenda anche la tutela legale: secondo i dati resi noti da Assicurazione.it, comparatore leader nel mercato Rc auto e moto, a sottoscrivere questa garanzia aggiuntiva è appena l’8% degli automobilisti italiani.

Nemmeno un italiano su dieci, quindi, integra la propria polizza Rc con una copertura delle possibili spese giudiziarie a cui può andare incontro. L’analisi di Assicurazione.it ha evidenziato come chi sottoscrive una tutela legale ha, in media, 43 anni, contro i 41 di chi sceglie di non farlo; non vi è una grande differenza di comportamento tra uomini e donne, mentre a richiedere questo tipo di copertura sono più le persone sposate rispetto ai single (8,20 contro 7,35%).
«Lo scarso interesse nei confronti della tutela legale – ha commentato Alberto Genovese, socio fondatore di Assicurazione.it – è indicativo di una mancata consapevolezza dei vantaggi derivanti: questa copertura assicurativa, infatti, ha una chiara componente di servizio, perché l’assicuratore non si limita a risarcire l’assicurato ma fornisce consulenza e assistenza in ogni fase della vertenza legale, sia nel caso di risarcimento di un danno subito, sia di fronte alla richiesta di risarcimento danni da parte di terzi.»

Benché i vantaggi siano evidenti, credendo di risparmiare la maggioranza degli automobilisti non include nella propria polizza di responsabilità civile la tutela legale; se poi si guarda al mondo delle due ruote il quadro peggiora ulteriormente: solo il 5% dei motociclisti sceglie questa copertura aggiuntiva. Eppure basterebbero 0,08€ al giorno per essere al sicuro. Il costo massimo per aggiungere la tutela legale alla propria copertura RC Auto, infatti, è inferiore a 30€ l’anno: neanche una caramella al giorno, per intenderci.

Il comparatore online, grazie agli oltre 250.000 preventivi che vengono fatti ogni mese sul sito, è riuscito a mappare con precisione anche dove e su quali tipi di conducente questa garanzia ha più o meno presa. Innanzitutto, è nelle Regioni del Sud che vi è una richiesta più elevata di tutela legale: in cima alla classifica troviamo la Puglia, con il 9,31% di richieste; la seguono a breve distanza la Sicilia con il 9,26% e la Campania, con l’8,86%. Solo quarta la Lombardia, che con l’8,06% di richieste di tutela legale è la prima regione del Nord Italia.

A quanto pare, le categorie professionali che tengono maggiormente a tutelarsi sono quelle che soffrirebbero di più nel gestire autonomamente controversie legali. Secondo i numeri di Assicurazione.it, che ha analizzato oltre un milione e mezzo di preventivi richiesti negli ultimi sei mesi, risultano essere primi i pensionati (8,95%), seguiti da impiegati (8,43%) e casalinghe (8,285). Solo quarti gli agenti di commercio (con l’8,21%): evidentemente, trascorrendo molto tempo alla guida, temono più di altri di incappare in problemi di natura legale connessi alla vita in auto.

«Quella che abbiamo messo in evidenza con queste rilevazioni – commenta ancora Genovese – è solo una delle tante coperture utili a cui si rinuncia perché spaventati da premi assicurativi troppo alti. In realtà servirsi di un comparatore come Assicurazione.it, che confronta i preventivi di 18 compagnie diverse, permette di trovare l’offerta più conveniente risparmiando fino a 500€».

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Comincia il Festival e tutti vogliono esserci…anche a caro prezzo

Manca solo una settimana all’inizio della kermesse canora più famosa d’Italia e grazie ai dati del proprio sito CaseVacanza.it, l’Ufficio Studi di Immobiliare.it ha scoperto come il mercato immobiliare della zona stia vivendo una vera e propria esplosione…a tempo.

Nelle ultime settimane la richiesta di immobili in affitto a Sanremo e nella Riviera dei fiori è cresciuta del 320% e anche i prezzi, come è prevedibile, sono schizzati alle stelle. Affittare un bilocale in zona centrale a Sanremo ora costa 350€ alla settimana, appena 7 giorni fa il prezzo si fermava a 275€.

A Sanremo, si sa, si va anche per fare del sano VIP-watching e allora ecco che se la casa si affaccia sul Teatro Ariston il prezzo sale ancora, anche del 30%.

Secondo Carlo Giordano, AD di Gruppo Immobiliare.it: “il Teatro Ariston ha una capienza di poco inferiore ai 2.000 posti, ma il pubblico che si riversa a Sanremo per il Festival è molto maggiore. La manifestazione canora coinvolge altrettante persone tra orchestrali, giornalisti, troupe televisive e, ovviamente, cantanti, conduttori e il loro entourage. A questi si aggiungono i semplici curiosi che sperano di incontrare qualche vip e per risolvere l’assenza di ospitalità (e governare il budget della vacanza), si scopre la casa vacanza”.

Con queste premesse si capisce come comprare casa a Sanremo possa essere un vero e proprio investimento, ma i prezzi di acquisto sono importanti. Sempre secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di Immobiliare.it, come accade per l’affitto, anche per la vendita il costo di una casa vista Ariston è più alto del 30% rispetto a quello di un immobile identico in altra zona. Se si compra in via Matteotti (quella che conduce all’Ariston), il prezzo al metro quadro è di 5.350€; se ci si sposta di qualche isolato si scende a 4.150€.

Attenzione però a quando acquistate; anche se può sembrare assurdo, nelle settimane del Festival, anche per la vendita il prezzo sale del 10 – 12%. Meglio aspettare il Dopo Festival, e ora…che la musica cominci.

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È single il 35% di chi richiede un mutuo prima casa, ma compra solo chi ha già una disponibilità economica

Vita da single come condizione provvisoria? Forse no. Oltre un terzo di chi sottoscrive un mutuo per acquistare la prima casa sceglie di farlo da solo, senza aspettare di avere un partner con cui dividere spese e scelte di vita. È questo uno dei dati che emerge dalle analisi di Mutui.it, broker online per la scelta del proprio mutuo.

Dalla rilevazione affiora un universo composto di celibi e nubili, ma anche di separati e divorziati, che sceglie di affrontare l’ardua impresa dell’acquisto di un appartamento senza contare sulla propria dolce metà. Eccone l’identikit: il single che vuole sottoscrivere un mutuo ha mediamente 35 anni, richiede un finanziamento pari a 134.000 euro (il 67% del valore dell’immobile), è disposto ad impegnarsi per 25 anni con l’Istituto finanziatore, nel 78% dei casi richiede il mutuo per acquistare la prima casa e preferisce il tasso variabile (54% del campione) rispetto al fisso (35%).

Dall’indagine condotta da Mutui.it è emerso che gli importi più alti per l’acquisto della casa vengono richiesti dai single del Lazio (oltre 150.000€ in media) e, a seguire, del Trentino-Alto Adige (145.000€) e della Toscana (quasi 140.000€). Decisamente più contenuti i finanziamenti per gli acquisti di immobili in Calabria, Umbria e Basilicata: in queste Regioni i single che sottoscrivono un mutuo richiedono, in media, rispettivamente 108.500€, 111.000€ e 118.000€.

Restringendo il campo di analisi ai single che fanno domanda di mutuo prima casa – che, come detto, rappresentano quasi l’80% del campione esaminato – il valore medio finanziato rimane quasi invariato (135.000€), ma le cifre richieste si mantengono a valori più bassi rispetto ai mutui di chi dichiara di essere sposato o convivente. Nel caso delle coppie il mutuo medio per la prima casa sale a 160.000€, segno che per acquistare immobili più grandi e costosi occorre essere in due. Inferiore anche il valore dell’immobile che si intende acquistare; per i single 186.000€ contro i 200.000€ per chi è sposato o convive.

Evidentemente quando si è da soli la propensione al rischio aumenta. Il 54% dei single opta per il tasso variabile, mentre tra le famiglie si arriva appena al 31%.

Va sottolineato, inoltre, come la percentuale del valore dell’immobile finanziata col mutuo scenda notevolmente se si è single: 66,6% contro il 75%. Questo dato implica una maggiore disponibilità economica del contraente: i single che comprano casa, cioè, sono quelli con maggiore liquidità. Emblematica la situazione di città come Roma o Napoli, dove la percentuale finanziata per i single scende rispettivamente al 61% e al 59,5%, prova che la possibilità di acquistare casa arriva grazie ad un aiuto esterno, magari della famiglia d’origine, o di un reddito mediamente inferiore per i single di quella città. Va un po’ meglio a Milano, dove la percentuale del finanziata sale al 67,6%.

Secondo Alberto Genovese di Mutui.it “l’acquisto di una casa è un momento fondamentale per la vita di ognuno, ma non sempre coincide con l’acquisizione di una stabilità affettiva. Ciononostante, quegli utenti che, da soli e non in coppia, sono pronti ad impegnarsi in un mutuo, prima di scegliere l’opzione che meglio si adatta alle proprie esigenze hanno bisogno di mettere a confronto più proposte. Mutui.it permette di trovare in pochi minuti le migliori offerte di mutuo presenti sul mercato, riducendo i tempi di ricerca e garantendo ottime opportunità per ciascun profilo.”

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Immobiliare.it amplia l’offerta mobile con l’applicazione iPad e il sito web mobile.

Dopo il successo dell’applicazione per iPhone, che con oltre 70.000 download è la più utilizzata in Italia per le ricerche di case in mobile, Immobiliare.it estende l’offerta di applicazioni sviluppate ad hoc con l’introduzione dell’applicazione Immobiliare.it per iPad: disponibile da appena una settimana, è già nelle prime posizioni della categoria “Produttività iPad”.

“Alcuni mesi dal lancio dell’iPad da parte di Apple, sono emersi studi che ne dimostravano l’utilizzo in luoghi, tempi e modalità diversi dai tradizionali smartphone. Il tablet della Apple viene spesso usato come alternativa al notebook per fini di consultazione e di lettura.” ha dichiarato Carlo Giordano, AD di Gruppo Immobiliare.it. “Abbiamo constatato che l’utilizzo di Immobiliare.it da iPad stava crescendo rapidamente e abbiamo perciò deciso di sviluppare un’applicazione dedicata a questo dispositivo, sfruttandone al meglio le caratteristiche tecniche per offrire a chi cerca casa uno strumento unico in Italia.”
Con la nuova applicazione lanciata da Immobiliare.it è possibile effettuare ricerche di immobili residenziali, commerciali e nuove costruzioni su tutto il territorio Italiano, indicando il comune, le zone della città dove si ricerca oppure andando a visualizzare gli annunci vicini alla posizione in cui ci si trova. Questa caratteristica è uno dei fattori chiave di utilizzo da parte degli utenti, che effettuano ricerche per prossimità nel 65% dei casi.
Usando Immobiliare.it per iPad è possibile salvare le ricerche effettuate e ricevere annunci via email, oppure con le notifiche push, per essere sempre aggiornati sulla pubblicazione di nuovi annunci corrispondenti alla propria ricerca. Gli annunci preferiti possono essere salvati e tanto gli annunci quanto le ricerche possono essere sincronizzate con il sito web Immobiliare.it grazie all’area personale myImmobiliare, così da non correre il rischio di perdere il lavoro salvato solo per aver usato diversi dispositivi.
Nella nuova applicazione iPad sviluppata da Immobiliare.it risulta particolarmente curata la scheda annuncio con la visualizzazione su mappa. Per rendere l’applicazione più utile per chi cerca casa, si è sfruttato appieno il grande schermo: è possibile visualizzare i risultati della ricerca e contemporaneamente i dettagli di ogni annuncio e la posizione su mappa. Inoltre la galleria di immagini permette di vedere tutte le foto dell’immobile a tutto schermo, migliorando notevolmente l’esperienza di ricerca della propria casa ideale.
Per gli smarphone targati Nokia, Android, Blakberry e Windows Phone 7, è stato sviluppato il sito web mobile m.immobiliare.it “Immobiliare.it è stato il primo portale immobiliare in Italia ad essere lanciato in versione mobile, nell’Ottobre del 2010, con l’obiettivo di permettere una facile consultazione a tutti i possessori di smartphone. Crediamo molto nella diffusione delle applicazioni mobile, quindi continueremo a investire risorse in questa direzione, anche per altri dispositivi” – ha continuato Giordano.
Per visualizzare il video dimostrativo del funzionamento dell’applicazione iPad, e avere maggiori informazioni sulle piattaforme mobile di Immobiliare.it, è possibile collegarsi alla versione aggiornata della pagina dedicata www.immobiliare.it/mobile.
L’applicazione Immobiliare.it per iPad è scaricabile a questo indirizzo:
http://itunes.apple.com/it/app/id406671013

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Immobiliare.it: la presenza dell’ascensore fa salire il valore di un immobile anche del 20%

A Palermo 13%, 16% a Roma, 10% a Torino e addirittura 21% a Bolzano: ecco, secondo i dati rilevati dall’Ufficio Studi di Immobiliare.it, quanto la presenza di un ascensore può aumentare il valore di un immobile.
Sono stati resi noti oggi i dati di un’indagine compiuta dal principale sito di annunci immobiliari online che ha analizzato quanto vari il costo di un immobile a seconda del piano in cui si trova e considerando la presenza o meno dell’ascensore. Immobiliare.it ha svolto la sua indagine su diverse città campione e, ad esempio, ha rilevato che a Milano, considerando un appartamento situato al terzo piano, la presenza dell’ascensore ne aumenta il valore di circa 30.000 euro rispetto ad un appartamento uguale situato in uno stabile in cui si possa salire al piano solo con le scale.
L’Italia non è certo un Paese di grattacieli e le case più alte, in media, si trovano a Milano e Genova, con un’altezza di cinque piani, mentre a Roma si superano di poco i quattro piani e a Palermo non si raggiungono, sempre in media, i tre.
Questi dati, rilevati dall’Ufficio Studi di Immobiliare.it, trovano la loro motivazione sia nella storicità delle nostre città, sia nella piccola imprenditorialità dei  costruttori: la realizzazione di stabili di maggior sviluppo verticale richiede, evidentemente, cantieri più strutturati. Ed è proprio questa minore crescita in verticale delle città italiane ad aver reso meno necessaria la presenza dell’ascensore nei palazzi.
Minore presenza, ma non certo minore apprezzamento. A cercare casa con ascensore sono oggi soprattutto le famiglie con bambini e chi ha più di 40 anni.
L’indagine di Immobiliare.it ha voluto analizzare anche quanto muta il valore di un immobile se si cambia “piano”. Si è così scoperto che se si confrontano un appartamento senza ascensore con uno identico che si trova in uno stabile con l’ascensore, già al secondo piano il valore dell’immobile aumenta di una percentuale compresa fra il 3% (Napoli e Palermo) e l’8% (Milano), mentre un’ulteriore rampa di scale (evitata), fa levitare il prezzo del 7% a Palermo, del 10% a Roma e dell’11% a Torino.
Negli stabili censiti dall’indagine di Immobiliare.it è risultato evidente che più si scende lungo lo Stivale, più cala la presenza di ascensori ( il 92% degli immobili ristrutturati negli ultimi 10 anni a Bolzano ha l’ascensore rispetto al 64% dello stesso campione a Palermo). La differenza si accorcia se prendiamo in considerazione le sole nuove costruzioni, dotate di ascensore almeno per il 90% su tutto il territorio nazionale.
Se nel Sud del nostro Paese le case sono in media più basse è evidente che sia quindi meno attesa o avvertita come necessaria la presenza dell’ascensore; di contro a Milano, su un totale di 70.000 immobili presenti in città, ne sono ancora privi solo circa 14.000 e questa, forse, è la vera notizia.

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Assicurazione.it: Toscana, Sicilia e Puglia le regioni con il più alto numero di denunce alle assicurazioni

In attesa che le Compagnie Assicurative recepiscano i suggerimenti dell’ISVAP per contenere i rincari dei premi, nei primi giorni del 2011 moltissimi automobilisti italiani dovranno comunque fare i conti con una dura realtà: il rinnovo della propria polizza RC auto. Oltre due milioni e mezzo di conducenti, stando ai dati resi noti oggi da Assicurazione.it, il comparatore leader del settore, avendo causato un incidente nel corso dell’ultimo anno, saranno obbligati a cambiare classe di merito.
A presentare alle proprie compagnie assicurative il numero più alto di denunce di incidente con colpa, così come fu nel 2010, sono stati i toscani (7,06%) seguiti quest’anno dai siciliani (6,71%) e dai pugliesi (6,51%). Sopra alla media nazionale (5,89% degli automobilisti che cambierà classe di merito), anche il numero di denunce per incidente con colpa presentato in Umbria, Piemonte, Lazio e Liguria, tutti superiori al 6%
Se gli automobilisti toscani sono i più indisciplinati (Pistoia la provincia più incline alla guida pericolosa – l’8% dei guidatori pistoiesi dovrà cambiare classe di merito – Grosseto quella più virtuosa – poco più del 6% dei grossetani dovrà aumentare classe) quali sono invece quelli più corretti?
Secondo i dati resi noti da Assicurazione.it i più bravi al volante sembrano essere i molisani (meno del 4% di loro ha denunciato un incidente con colpa nel 2010), i lucani (4.76%) e gli emilano-romagnoli (4.94%).
“Se si cambia classe di merito”, sostiene Alberto Genovese di Assicurazione.it, “aumenta il premio annuo. Ma se all’atto del rinnovo si confrontano i prezzi offerti da diverse compagnie, non solo è possibile contenere la spesa, ma in alcuni casi si sarà sorpresi nel constatare che, anche peggiorando la propria classe di merito, si possono trovare prezzi addirittura più bassi del premio pagato l’anno precedente.”
Continuando a leggere i dati dell’analisi di Assicurazione.it, dalle denunce presentate alle assicurazioni risulta che le categorie professionali che hanno causato il maggior numero di incidenti sono stati i medici (6,70%, comunque in calo rispetto al 7,37% dello scorso anno) e gli insegnanti (6,66%).
Gli automobilisti più prudenti, e sarebbe stato un controsenso il contrario, sono risultati i vigili urbani  (appena il 4,65% di loro ha causato un incidente) e i sacerdoti (4,98%). Evidentemente, da lassù, Qualcuno li osserva.
Dire che una Compagnia Assicurativa sia migliore in assoluto è falso; e per questo motivo utilizzare un comparatore online per ottenere la polizza più adatta alle esigenze di ciascuno è un’abitudine ormai propria di un numero enorme di italiani. Spinti a trovare di continuo modi efficienti per risparmiare, più di 250.000 automobilisti si collegano ogni mese alle pagine di Assicurazione.it per calcolare il proprio preventivo e scegliere la polizza di Responsabilità Civile. Nella maggioranza dei casi il risparmio è garantito e arriva anche a 500€ per automobile.

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La casa per le ferie di capodanno diventa last minute. E si risparmia fino al 30%

Acquisti low cost e viaggi last minute sembrano essere ormai un’abitudine italiana. E anche le ferie di capodanno non fanno eccezione. Secondo un’indagine di Immobiliare.it la formula della prenotazione dell’ultimo minuto diventa sempre più popolare anche fra chi decide di affittare una casa per le vacanze, soprattutto perché permette di risparmiare fino al 30%.

Attraverso i dati ricavati dal proprio sito CaseVacanza.it, l’Ufficio Studi di Immobiliare.it, ha evidenziato come la pratica del last minute, mutuata da altri settori del turismo nei quali è ormai una prassi consolidata, sia ormai diffusa anche nel campo delle abitazioni di villeggiatura, ed in questo settore significa una disponibilità per soggiorni che iniziano nei sette giorni seguenti. I proprietari degli immobili offerti “all’ultimo minuto”, onde evitare di lasciarli vuoti, sono ormai abituati a concedere sconti notevoli per chi prenota con pochi giorni di anticipo, ma per cogliere queste occasioni, bisogna saper convivere con l’incertezza della disponibilità.
“Anche in questo settore si desidera generare il virtuosismo dei saldi; ci si libera dell’invenduto rendendolo accessibile a gruppi più ampi di consumatori” dice Carlo Giordano, Amministratore Delegato del Gruppo Immobiliare.it. “Ovviamente ci si deve accontentare dei modelli e delle taglie (località e tipologie di appartamenti) rimanenti. Ma restano grandi opportunità di affari.”
I maggiori fruitori delle opportunità dell’ultimo minuto, come si rileva dall’analisi di www.casevacanza.it, sono i gruppi di amici. In questi casi a cercare l’offerta migliore sono più persone, ciascuna concentrata in una regione precisa, ma, nella stragrande maggioranza, puntano a soggiorni di una sola settimana.
Nella sua formula classica l’opzione casa vacanza, invece, viene presa in considerazione soprattutto dalle famiglie (55% dei casi); i nuclei familiari sono molto organizzati, la scelta è solitamente affidata alla madre, che già a novembre inizia la valutazione delle offerte.
Fino ad ora le vacanze natalizie sono state caratterizzate dalla ricerca del risparmio ad ogni costo. La classica settimana di ferie appare ormai una chimera, così gli italiani si sono concessi al massimo dei weekend lunghi; in ogni caso, la spesa media pro-capite per la vacanza è stata di 700 euro per oltre la metà di coloro che sono partiti.

Nella scelta del luogo di villeggiatura sono state privilegiate le località di montagna (61%) seguite, a distanza, da città d’arte e capitali europee (18%); da notare anche un aumento dell’acquisto low cost, che risulta il metodo di viaggio prediletto dal 38% di coloro che vanno in vacanza, e la crescita dei viaggi last minute, scelti dal 21% dei viaggiatori.

Ma se ancora non si è deciso dove passare il capodanno, quali sono le località turistiche che offrono le migliori offerte last minute? Sempre secondo l’indagine dell’Ufficio Studi di Immobiliare.it e i dati di CaseVacanza.it, se è vero che, nelle settimane tra Natale e l’Epifania, nelle principali località di villeggiatura invernali si applicano incrementi dei prezzi intorno al 40%; grazie alle offerte last minute si possono cogliere occasioni di risparmio importanti.
Madesimo e Chamonix offrono ai villeggianti dell’ultimo minuto sconti superiori ai 300€, ma anche a Cervinia, Madonna di Campiglio e Bormio, prenotando all’ultimo istante si possono risparmiare circa 250€ a settimana.

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Il vicino che nessuno vorrebbe di Immobiliare.it vince gli European Excellence Awards 2010

Si sono tenuti a Praga gli European Excellence Award; uno degli appuntamenti più importanti della comunicazione internazionale. Fra le oltre 1.450 campagne di pubbliche relazioni Europee iscritte, Il vicino che nessuno vorrebbe di Immobiliare.it, comunicata assieme a Lewis PR, si è aggiudicata il primo posto nella categoria Italy – Malta.

Il riconoscimento è di estremo valore non solo per il livello altissimo delle altre aziende in finale (LG, Barilla, Eni e Fondazione ANIA), ma anche perché Immobiliare.it, è l’unica azienda del mondo Internet arrivata nella cinquina finale e anche l’unica italiana premiata nel corso della serata. “Con questa campagna”, ha dichiarato Andrea Polo, Direttore Comunicazione di Gruppo Immobiliare.it, “volevamo colpire un target molto appetibile, ma molto difficile da raggiungere per un’azienda come la nostra, quello della stampa rosa. Abbiamo cercato di farlo in maniera spiritosa ed efficace e i risultati ottenuti sono stati sbalorditivi.“

Trovarsi bene fra le proprie mura non è solo una questione di spazi o di comfort tecnologici, ma anche di vicini di casa; e proprio da questa osservazione Immobiliare.it è partita per chiedere, attraverso un questionario affidato all’Istituto di ricerca TNS, chi fosse il vicino più gradito, ma soprattutto quello meno gradito, fra i VIP nostrani.

A vincere, con un vero e proprio plebiscito, la palma di vicino meno gradito dagli italiani fu Fabrizio Corona, seguito da Loredana Lecciso e Marina Ripa di Meana. Fra i vicini che tutti si sarebbero augurati di avere nel pianerottolo, i primi posti furono conquistati da Fiorello, Gerry Scotti e Alessia Marcuzzi.

Comunicata alla fine di Marzo, la campagna ha ottenuto oltre quattrocento uscite stampa di cui 39 quotidiani e 215 fra radio e televisioni. Il vicino che nessuno vorrebbe ha suscitato un tale clamore mediatico da guadagnarsi uno spazio sulla copertina di Novella 2000 (testata principale per il target definito) e diventare addirittura oggetto di domanda in un quiz dell’access prime time di Rai1.

“La campagna”
ha continuato Polo, “è nata quasi per gioco, con un budget di poco superiore ai 1.000€, e questi risultati ci hanno dimostrato ancora una volta che per comunicare bene, più che budget con tanti zeri, servono le idee.”

Un altro elemento concorre a rendere importante questa vittoria. È uno dei pochissimi casi in cui una stessa azienda vince per due anni consecutivi un premio così importante. Già lo scorso anno, infatti, Immobiliare.it si era aggiudicata lo European Excellence Award con la campagna Compro chiesa vista mare.

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Immobiliare.it vince per il terzo anno consecutivo il titolo di sito web dell’anno

Dopo aver ottenuto il titolo nel 2008 e nel 2009, Immobiliare.it si è aggiudicato anche nel 2010 il riconoscimento di “Sito web dell’anno”. Il portale è stato eletto dagli utenti web sia “Sito web più popolare” sia “Miglior sito web”.
Il concorso paneuropeo Sito web dell’anno è organizzato dall’agenzia di ricerche di mercato online Metrixlab e supportato, fra gli altri, da Nielsen Netratings. Ad oggi è l’unica classifica riconosciuta presente in Italia e la valutazione del vincitore viene fatta direttamente dagli utenti.
Quest’anno hanno ricevuto la nomination 259 siti divisi in 21 categorie diverse e sono stati inviati più di 1.800.000 voti validi. In ciascuna categoria sono stati assegnati due premi; il titolo di Migliore sito web dell’anno, conferito in base alla media dei punteggi ottenuti sui tre criteri di valutazione (navigazione, contenuto e design) e quello di Sito web più popolare, che è stato assegnato alla piattaforma che ha ricevuto il più alto numero di voti.
“Ricevere per il terzo anno consecutivo un riconoscimento così importante è per noi un onore e una soddisfazione enorme.”, ha dichiarato Carlo Giordano, CEO di Gruppo Immobiliare.it, “Nel corso del 2010 abbiamo lanciato nuove piattaforme (CaseVacanza.it, ImmobiliCommerciali.it…), reso sempre migliore la nostra applicazione per iPhone (ormai stabilmente fra le più scaricate in Italia) e dato il via alla piattaforma Mobile. Vedere che il pubblico della Rete dimostra di apprezzare questo lavoro è per noi entusiasmante e ci sprona a fare sempre meglio.”
Nato nel 2007, Immobiliare.it, è oggi il capofila dell’omonimo gruppo che conta, fra gli altri, anche eureKasa.it (sito storico dell’azienda, andato online nel 2005), NuoveCostruzioni.it, (piattaforma di riferimento per chi cerca case nuove oppure vuole comprare “su carta” abitazioni o strutture commerciali andata online sul finire del 2008) e Affitti.it (portale dedicato a chi cerca immobili in locazione inaugurato a settembre 2009).
Quello che si sta per concludere è un anno che ha portato ad Immobiliare.it anche molti altri riconoscimenti. Lo scorso ottobre la giuria popolare del premio Assorel ha assegnato al portale il premio speciale L’Impresa – Sole24Ore per la campagna di comunicazione Compro chiesa vista mare, già premiata con lo European Excellence Award 2009 e il Sabre Cetificate of Excellence.
Immobiliare.it raccoglie 3.000.000 di annunci di settore, sia acquisto sia locazione, e l’intero Network del gruppo sviluppa ogni mese 45.000.000 di pagine viste.

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La casa di ringhiera e Sant’Ambroeus: la Milano che non cambia mai.

In occasione dell’approssimarsi della festività del Santo patrono di Milano, Immobiliare.it, sito leader settore, ha diffuso i dati di uno studio che analizza come sia cambiata la funzione e la fruizione della più tipica casa del capoluogo: la casa di ringhiera.
“Per le case di ringhiera milanesi il tempo sembra quasi non essere passato; questi immobili continuano a vivere ed esistere” afferma Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it “ in alcune zone di Milano, nella prima periferia e lungo i Navigli, sono stati sapientemente ristrutturati e sono molto richiesti da giovani coppie e single, che in queste case fanno amicizie e creano gruppi come accadeva cinquanta anni fa”
In totale oggi a Milano ci sono 70.000 case di ringhiera, di queste 3500 si trovano in vendita o in affitto sul web con prezzi molto diversi a seconda della zona in cui si trovano. Come affermato da Giordano, le aree attorno ai Navigli si sono trasformate in zone trendy e richiestissime, ma allontanandosi verso le aree a Nord di Milano, nella periferia più lontana, si osserva invece come la situazione degli immobili sia rimasta la stessa della città di “Rocco e i suoi fratelli”. Solo cambia il tipo di immigrazione: non più interna e alimentata da regioni come la Calabria, la Sicilia, la Puglia o la Sardegna, ma proveniente da Oriente o dai paesi del Nord Africa.
Secondo quanto rilevato dallo studio di Immobiliare.it , in queste zone della città le case di ringhiera non sono state quasi mai ristrutturate se non nelle aree private e, purtroppo, le aree comuni (i cortili, i ballatoi…) sono vittime dell’incuria e del degrado. Si tratta di immobili spesso dati in affitto e quindi meno curati o che sono stati oggetto di acquisto negli anni che hanno preceduto la crisi economica e che oggi faticano a essere rivalutati.
In virtù di queste modalità di sviluppo opposte, l’Ufficio Studi di Immobiliare.it ha rilevato come la forbice dei prezzi tra le case di ringhiera più alla moda e quelle più popolari sia davvero grande: si passa dal prezzo di vendita di oltre 4.000 euro al metro quadro per un immobile sui Navigli a poco meno di 2000 euro per una casa in periferia; la differenza si trova anche nelle quotazioni dell’affitto: oltre 1000 euro di canone mensile contro i 650 euro.
Per chi arrivava nella Milano di molti anni fa dal Sud Italia, le case di ringhiera offrivano un minor senso di isolamento e una possibilità di condivisione della quotidianità; il ballatoio era il fulcro della vita e il cortile, su cui ci esso si affacciava, l’indiscusso regno dei numerosi bambini. Le case di ringhiera si trovavano spesso in edifici di molti piani che arrivavano ad ospitare diverse decine di famiglie.
Le singole case si aprivano su un grande salone che vedeva lo svolgersi della giornata e che, sovente, la sera diventava camera da letto per i numerosi figli. Oltre alla sala, la struttura tipica della casa di ringhiera prevedeva un locale cucina, una camera matrimoniale, e, nei casi più fortunati, un bagno; molto spesso però anche questo era un locale condiviso con gli altri occupanti della ringhiera e si trovava proprio sui ballatoi o nei vani scala.

Ma se, negli anni del boom economico o in quelli immediatamente precedenti, la casa di ringhiera era una necessità e oggi invece una scelta, qual è l’identikit di chi vuole vivere in questo tipo di immobili nel 2010?

Lo studio di Immobiliare.it ha evidenziato che ad essere impegnati nella ricerca delle case di ringhiera popolari sono nel 52% dei casi cittadini stranieri, con un’anzianità lavorativa nel nostro Paese di 4-5 anni ed in cerca della loro prima casa; la maggior parte di loro ha meno di 32 anni (66% del campione) e ha intenzione di prendere casa in affitto.

Se si parla delle case di ringhiera più trendy, invece, sono ricercate soprattutto da cittadini italiani (86%) e visti i prezzi molto alti è quasi sempre preferito l’affitto (72%). Chi scegli e di vivere in una casa di ringhiera è generalmente molto giovane e solo nel 14% dei casi l’occupante di un immobile di questo tipo ha più di 40 anni.

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