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Anche quest’anno Immobiliare.it è il portale immobiliare più popolare

Immobiliare.it (www.immobiliare.it), il portale immobiliare leader del settore con oltre 700.000 annunci e più di 7 milioni di visite al mese, si è aggiudicato per il quarto anno consecutivo il titolo di sito più popolare per la propria categoria, all’interno del concorso Sito Web dell’anno, creato dall’agenzia di ricerche online MetrixLab e ormai giunto alla sua quinta edizione.

La definizione dei vincitori del concorso viene fatta in maniera diretta dagli utenti stessi.”, ha commentato Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it, “e vedere che chi usa il sito apprezza il nostro lavoro e lo valuta in questo modo è per noi un’enorme soddisfazione.”

I siti nominati nell’edizione del premio di quest’anno sono stati 265 in 22 categorie e sono stati raccolti quasi 126.000 voti inviati dagli utenti web tra il 10 ottobre ed il 18 novembre. Il riconoscimento attribuito ad Immobiliare.it (sito più popolare) è assegnato al sito che, tra quelli proposti nella categoria, ottiene il maggior numero di voti dal pubblico.

“Ottenere questo premio per il quarto anno consecutivo” ha continuato Carlo Giordanone aumenta ancor di più il valore poiché rappresenta una conferma del fatto che gli utenti apprezzano i continui sforzi di innovazione che Immobiliare.it mette in atto ogni giorno.”

Questi ultimi mesi sono stati, per Immobiliare.it, particolarmente generosi quanto a riconoscimenti ottenuti: appena una settimana fa il sito ha ricevuto il Primo Premio nella categoria Comunicazione di prodotto, una menzione speciale nel Concorso Assoluto alla XIV Edizione del Premio Assorel per le Pubbliche Relazioni con la campagna Un Vicino Terribile e una menzione speciale, sempre nello stesso concorso, per la campagna educativa Via della Sicurezza creata in collaborazione con la Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Immobiliare.it, sempre all’avanguardia nella creazione di contenuti e tecnologie per l’immobiliare online ha recentemente lanciato le nuove release delle sue applicazioni mobile per iPhone, iPad, iPod touch e Nokia e, prima in Italia, la possibilità per le agenzie immobiliari di rendere visibili i propri annunci anche su Facebook.

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Il 34% degli Italiani chiederà un prestito per le spese natalizie

Che a Natale non si badi a spese è cosa nota; meno noto che un Italiano su tre, per vivere al meglio le prossime festività natalizie, abbia intenzione di ricorrere ad un prestito. Secondo Prestiti.it (www.prestiti.it) – broker online di confronto prestiti, che ha interrogato un campione di oltre mille rispondenti – il 34% degli italiani pensa di ricorrere ad un prestito per affrontare tutte le spese legate al Natale.

Nel dettaglio, tra chi ha intenzione di richiedere un finanziamento, il 61% lo farà per comprare i regali di Natale ad amici e parenti (pari al 21% del campione totale), il 30% per potersi permettere la settimana bianca o il viaggio di Natale e il 9% per un cenone di Capodanno da ricordare.

«Attraverso questo sondaggio abbiamo provato a capire quanto il credito al consumo sia entrato nella vita delle persone. – commenta Marco Giorgi di Prestiti.it I risultati sono sorprendenti: se da un lato sono sintomatici di una difficoltà economica evidente, dall’altro raccontano di come siamo sempre più abituati a dilazionare i nostri pagamenti, anche e soprattutto quelli legati alla sfera del benessere».

Indagando su quali siano le tipologie di regali che gli Italiani hanno intenzione di finanziare, si scopre che tecnologia ed elettrodomestici rappresentano le scelte più comuni: la percentuale per entrambe le categorie arriva al 18%. Seguono i prestiti richiesti per acquistare arredamento (13%) e, sorprendentemente, per comprare giocattoli (13%).

In merito alla cifra che gli Italiani sono disposti a chiedere in prestito per le feste di Natale, quello che emerge è che il 54% dichiara di volere una cifra superiore ai 2.000 euro; in questo, sono gli uomini ad alzare la media, perché tra le sole donne la percentuale delle “spendaccione” si ferma al 43%. Di contro, appena il 6% del campione esaminato punterebbe ad un finanziamento che non superi i 500 euro. Le richieste più alte le ritroviamo agli estremi anagrafici del campione: i più giovani (gli under 25) e i più anziani (over 60) sono i gruppi che hanno intenzione di richiedere più di 2.000 euro. Inevitabile che i tempi di restituzione non siano brevi: il 42% del campione finirà di rimborsare il prestito dopo Natale 2013.

Gli uomini, come si sa, sono più avvezzi al credito al consumo e mentre solo il 26% del campione femminile intervistato si dichiara interessato ad un prestito natalizio, la percentuale maschile sale al 40%. Importante il dettaglio sulle differenze d’età: le fasce più inclini a volere questi prestiti sono le più anziane (il 44% dei rispondenti nella fascia 60-65 anni).

L’analisi di come la propensione al credito al consumo vari da regione a regione rileva percentuali maggiori nel Sud Italia. La Campania guida saldamente la classifica, con una percentuale che arriva al 50%. Seguono la Calabria, con il 48%, e la Sicilia, con il 47%. In fondo alla classifica troviamo solamente regioni del Nord Italia: i meno interessati sono i Lombardi (21%), seguiti da Friulani (25%) e Piemontesi (26%).

Se guardiamo a chi non intende richiedere prestiti le motivazioni sono diverse. Mentre la maggioranza di loro ritiene l’acquisto dei regali un motivo futile per un finanziamento (54%), oltre un rispondente su tre (34%) ha già altri prestiti in corso e pensa non sia il caso di aggiungere ulteriori finanziamenti.

Ecco la classifica regionale in base alla percentuale di chi intende richiedere prestiti per il prossimo Natale:

Regione

Percentuale

Campania

50%

Calabria

48%

Sicilia

47%

Umbria

44%

Trentino Alto Adige

43%

Emilia Romagna

42%

Marche

41%

Veneto

38%

Puglia

37%

Liguria

36%

Sardegna

35%

Abruzzo

33%

Toscana

31%

Lazio

28%

Piemonte

26%

Friuli Venezia Giulia

25%

Lombardia

21%

Basilicata

n.d.

Molise

n.d.

Questa invece la classifica dei regali da acquistare attraverso il ricorso al prestito (risposta multipla possibile):

 

Beni tecnologici ed elettronica di consumo

18%

Elettrodomestici

18%

Giocattoli

13%

Arredamento

13%

Viaggi

11%

Moda

8%

Auto o Moto

7%

Tempo libero e benessere

6%

Gioielli / Orologi

6%

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Si vince un iPad al giorno con Assicurazione.it e Facile.it

Comincia oggi lunedì 21 novembre e proseguirà fino alla fine di quest’anno il nuovo concorso realizzato da Facile.it ed Assicurazione.it: durante i quarantuno giorni di durata del concorso, tra tutti coloro che compreranno la polizza di assicurazione della propria auto o della propria moto su Facile.it (www.facile.it) o su Assicurazione.it (www.assicurazione.it)verrà estratto a sorte un iPad 2 wi-fi da 16 GB.

Il concorso sarà valido fino al 31 Dicembre 2011 e metterà in premio complessivamente quarantuno iPad Wi-fi; per partecipare all’estrazione è sufficiente l’acquisto di una polizza RC Auto o Moto e, senza compilare altri moduli, si entrerà di diritto tra coloro che potranno partecipare all’estrazione giornaliera.

Su Facile.it ed Assicurazione.it è possibile confrontare i preventivi di diciotto compagnie assicurative differenti ed in questo modo si può riuscire a risparmiare fino a cinquecento euro sulla propria polizza di assicurazione sia per l’automobile sia per la moto, ed ora si potrà sommare a questo risparmio anche la possibilità di portarsi a casa un nuovissimo iPad.

Assicurazione.it non è nuova ad iniziative di questo tipo; ed infatti fu appena un anno fa che, ad esempio, avendo acquistato una polizza sul sito ed essendo stato estratto a sorte, un impiegato di Pavia si era aggiudicato una Porche Boxster 2.7.

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RC Auto: il 34% degli italiani che ha cambiato compagnia assicurativa ha preferito una compagnia diretta

Gli istituti assicurativi online rappresentano una scelta sempre più comune. Al Nord est la diffusione maggiore.

Le polizze dirette non fanno più paura. Facile.it (www.facile.it) – comparatore online leader per la scelta di polizze RC, ma anche di prestiti, mutui e conti correnti – analizzando l’evoluzione del comportamento degli italiani nei confronti delle assicurazioni, ha scoperto che il 34% degli automobilisti che ha cambiato compagnia negli ultimi tre anni ha optato per una compagnia online.

«A tre anni dall’ingresso ufficiale dei comparatori online, che consentono di confrontare offerte e proposte di tutte le compagnie assicurative – spiega Alberto Genovese, Amministratore delegato di Facile.it – è evidente che la situazione è molto cambiata: la familiarizzazione con gli strumenti che internet offre per risparmiare è ormai a buon punto. Fare a meno del “contatto fisico” è un minus a cui gli italiani sono disposti a rinunciare, pur di risparmiare.»

Se nell’ultima indagine condotta da Facile.it emergeva che circa un terzo degli automobilisti nostrani, negli ultimi tre anni, ha cambiato assicurazione almeno una volta, con l’obiettivo del risparmio, adesso scopriamo che la distanza tra compagnia tradizionale e compagnia diretta, vale a dire online, si è ridotta fortemente, soprattutto se la scelta viene fatta dopo aver confrontato online i preventivi.

L’indagine, che ha coinvolto oltre 1000 utenti in procinto di rinnovare la polizza auto o moto, ha rilevato che è soprattutto nelle regioni del Centro-Nord che le compagnie dirette ricevono l’attenzione maggiore da parte degli automobilisti: in Lombardia, ad esempio, il 49% degli intervistati che ha dichiarato di aver cambiato assicurazione ha scelto una polizza online. Percentuali molto alte riscontrate anche in Toscana (40%), in Friuli Venezia Giulia e in Veneto (38% per entrambe). Sono molto più diffidenti, di contro, gli abitanti di Calabria e Lazio: qui le percentuali di chi sceglie compagnie che operano solo online si fermano rispettivamente all’8% e al 16%.

«Visto che è il prezzo la variabile risultata determinante per la scelta della propria assicurazione – spiega ancora Genovese – i comportamenti dei sottoscrittori dipendono sempre di più dall’offerta e dalle soluzioni che le compagnie sono in grado di presentare al cliente stesso. L’evoluzione del mercato assicurativo dovrà tenere conto anche di questi passaggi.»

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Mezzogiorno: mutui inaccessibili ai giovani

In questi giorni in cui la crisi economica mondiale è sotto gli occhi di tutti l’affanno del Sud Italia non accenna a diminuire: secondo Mutui.it (www.mutui.it), comparatore online di mutui, i giovani meridionali sono quelli che incontrano le difficoltà maggiori di fronte all’acquisto di una casa. Analizzando le domande di mutuo prima casa arrivate negli ultimi mesi da Puglia, Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia, infatti, si scopre che benché la richiesta di preventivo da parte di under 30 rappresenti il 18% del totale delle domande provenienti dal Mezzogiorno, il problema arriva al momento di ottenere il finanziamento: nemmeno il 3% delle richieste verrà accolto.

 

Analizzando in maniera più approfondita le domande delle cinque Regioni considerate, si vede come la richiesta media sia di 133.000€ (meno della media nazionale, di 150.000€), pari al 74% del valore dell’immobile da acquistare; nel 60% dei casi si preferisce il tasso fisso (percentuale superiore rispetto alla media, del 54%), solo nel 16% quello variabile (25% a livello italiano).

Gli under 30 del Mezzogiorno, che hanno mediamente 27 anni al momento della compilazione del preventivo (dato in perfetta media nazionale), aspirano ad ottenere un mutuo della durata di 25 anni. Gli importi più elevati sono richiesti in Campania (143.000€), quelli più bassi in Calabria (121.000€). I Calabresi, inoltre, si rivelano i più prudenti: qui le preferenze per il tasso fisso raggiungono addirittura il 65% del totale. Più attenti ai mutamenti del mercato e fiduciosi nel tasso variabile sono i Siciliani e i Lucani: nel loro caso la percentuale di richieste sale al 19%, restando comunque al di sotto della media italiana.

La provincia meridionale che ama di più il tasso fisso è Catanzaro (la percentuale arriva addirittura al 75%), quelle che richiedono maggiormente il tasso variabile sono Ragusa e Potenza, entrambe con il 24% di richieste; il loan to value maggiore – vale a dire la percentuale di finanziamento rapportata al valore dell’immobile – lo troviamo a Brindisi, Enna e Siracusa, province in cui si vorrebbe pagare attraverso il mutuo il 79% della casa. È Napoli, infine, la città in cui le case da acquistare costano di più: il valore dell’immobile arriva a 206.000 euro di media; Agrigento, di contro, è il fanalino di coda: il valore medio non supera i 149.000 euro.

«Se questo è il desiderio dei giovani del Mezzogiorno – spiega Alberto Genovese AD di Mutui.it – la realtà è diversa: nemmeno il 3% delle loro domande si concretizzerà in un mutuo concesso. La mancanza di contratti di lavoro stabili, l’indisponibilità di un cointestatario o di un garante e una bassa affidabilità creditizia sono le motivazioni principali di questo freno alla concessione del finanziamento.»

La situazione in Basilicata

In Lucania gli under 30 che vorrebbero richiedere un mutuo fanno domanda per 127.000€, vale a dire il 73,4% del valore dell’immobile. Il tasso fisso prevale nettamente sul variabile: 58% vs 19%. È Matera la provincia in cui la media degli importi è nettamente più alta, con 132.000€ richiesti, contro i 123.000€ di Potenza, che oltretutto vanta un LTV più elevato, del 75% (contro il 72% di Matera). A Matera le richieste di finanziamento a tasso fisso sono il 68% del totale, mentre nella provincia di Potenza solo il 50%.

La situazione in Calabria

Gli under 30 calabresi interessati a contrarre un mutuo aspirano mediamente a 122.000€, vale a dire il 74% del valore della casa, con una preferenza netta per il tasso fisso (65%) sul variabile (15%). È Vibo Valentia la provincia con la più alta media degli importi richiesti, 135.000€: seguono Catanzaro (134.000€), Reggio Calabria (125.000€), Crotone (118.000€) – che vanta il loan to value maggiore, 78% – e, per ultima, la provincia di Cosenza (112.000€). Le province che prediligono il tasso fisso sono Catanzaro e Vibo Valentia (74%), l’unica in cui la percentuale di richiesta di tasso variabile supera la media del Mezzogiorno è Crotone, con il 18% delle preferenze.

La situazione in Campania

Dalla Campania arrivano le richieste più elevate: 143.000€, che rappresentano il 72% del valore dell’abitazione che si intende acquistare; prevale, al solito, il tasso fisso (61%) su quello variabile (14%), mentre non si registrano cambiamenti per quel che riguarda durata ed età media al momento del preventivo di mutuo. Tra le province, a Napoli si chiede la somma più elevata (148.500€), seguita da Caserta (138.000€), Salerno (133.500€), Avellino (133.000€) e, infine, Benevento (130.500€). Avellino è la provincia che preferisce di più il tasso fisso (64%), mentre è in provincia di Caserta che troviamo le richieste maggiori di finanziamento a tasso variabile (17%), oltre che quelle con LTV maggiore (il 75% del valore).

La situazione in Puglia

In Puglia registriamo una richiesta media di 128.500€ da parte degli under 30, che equivale al 75% del valore degli immobili da acquistare. 61% vs 17% è il rapporto tra le richieste di tasso fisso contro quelle di tasso variabile. Nel dettaglio, gli importi maggiori sono richiesti a Bari (137.000€), poi a Brindisi (127.500€), Foggia e Barletta-Andria-Trani (125.000€), Lecce (123.500€) e Taranto (121.000€). Brindisi è la città con il loan to value più elevato, 79%, mentre a Bari il finanziamento a tasso variabile raccoglie il più alto numero di consensi (20%); Taranto, infine, richiede in percentuale maggiore il tasso fisso (65%).

La situazione in Sicilia

La richiesta media di mutuo prima casa da parte degli under 30 siciliani è di 129.000: una cifra che equivale al 76% del valore dell’immobile che si intende acquistare. Prevale nettamene il tasso fisso (57% delle richieste totali), anche se le richieste di tasso variabile superano la media del mezzogiorno, arrivando al 19%. Nel dettaglio, gli importi maggiori li troviamo nella provincia di Palermo (137.000€), seguita da Catania (134.000€), Trapani (126.500€), Messina (123.000€), Siracusa (121.000€), Caltanissetta (120.500€), Ragusa (115.000€), Agrigento (113.500€) ed Enna (104.000€); questa è anche la provincia con il loan to value maggiore, che arriva al 79%, e con la più alta concentrazione delle richieste, praticamente divise tra tasso fisso (72%, record in regione) e variabile (22%, anche questa è la percentuale più elevata registrata in Sicilia).

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Halloween: vendesi tomba online…ma non è uno scherzo.

Sul web milioni di italiani cercano la loro casa, ma a quanto pare qualcuno cerca anche quella definitiva. Sulle pagine di Immobiliare.it, il più importante sito italiano di annunci immobiliari, è apparsa una curiosa inserzione; a Napoli, più precisamente nello storico cimitero di Poggioreale, è in vendita una tomba monumentale risalente al 1800 (http://www.immobiliare.it/28213518-licenze-edicola-in-vendita-Napoli.html).

Qualcuno ha pensato che si trattasse di uno scherzo legato all’avvicinarsi di Halloween, ma non è così. Quella in vendita, 800.000 euro il prezzo richiesto, è un’edicola funeraria ristrutturata nell’ultimo decennio che, grazie a decorazioni in oro e marmi pregiati, capitelli e parti murarie scolpite a mano, secondo il proponente deve essere considerata una vera e propria opera architettonica monumentale.

Non è la prima volta che si usa il web per questo genere di annunci e fino a non troppo tempo fa, sempre su Immobiliare.it, era in vendita a Biella una tomba con ben 26 loculi. In quel caso le trattative erano riservate, ma l’annuncio esplicitava che l’immobile godeva di ottima posizione con estrema visibilità.

La giurisprudenza in materia di tombe ed eventuale loro cessione, il cosiddetto jus sepulchri, è alquanto preciso e vieta la possibilità di vendere il diritto di sepoltura. A ben guardare, infatti, ciò che si vende è il manufatto e non l’usufrutto: per godere di quello il compratore dovrà parlare con chi gestisce il cimitero.

Una delle più note leggi del mercato afferma che offerta e domanda debbano incontrarsi, ed ecco che, questa volta nella sezione Immobili Commerciali del sito, c’è chi vende un’intera agenzia di pompe funebri ad Arona, in provincia di Novara. L’annuncio precisa che nell’offerta sono comprese anche le due camere ardenti . Prezzo richiesto 250.000 euro.

Qualche anno fa Immobiliare.it mise in evidenza come fossero in vendita in tutta Italia decine di chiese sconsacrate trasformate in abitazioni, ma al di là della facile ironia fu subito evidente come la vendita online di questi immobili ne permettesse anche il recupero e la conservazione; stessa sorte probabilmente, potrebbe toccare ai monumenti funerari e alle cappelle mortuarie private, spesso vere e proprie opere d’arte, diffuse nei tantissimi cimiteri monumentali delle nostre città.

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Immobiliare.it sceglie MY PR come advisor per le media relations

MY PR è il nuovo advisor per le media relations del Gruppo Immobiliare.it, il network di portali immobiliari più utilizzato in Italia con oltre 3 milioni di annunci attivi ogni giorno, che offre servizi ad hoc per chi vuole acquistare o affittare casa e locali commerciali, ma anche soluzioni per le vacanze o semplicemente una stanza, anche in condivisione.

A seguito di una fase di approfondimento sulle caratteristiche e l’approccio dell’agenzia, MY PR affiancherà la direzione comunicazione del Gruppo Immobiliare.it nelle attività di ufficio stampa e media relations.

“Abbiamo riconosciuto in MY PR lo stile di comunicazione che sentiamo più vicino a noi”, ha dichiarato Andrea Polo, Direttore Comunicazione di Gruppo Immobiliare.it “e per questo motivo sceglierli come nostri partner è stato immediato e siamo certi che la nostra collaborazione porterà entrambi a raggiungere traguardi importanti”.

E’ motivo di soddisfazione poter lavorare al fianco di un cliente che ha un approccio di comunicazione ben delineato su tutti i mezzi ma con un dna fortemente digital osserva Giorgio Cattaneo, Presidente di MY PR questa azienda e il suo team di comunicazione è capace di dosare creatività e funzionalità con grande acume strategico non a caso ha ottenuto molti award nazionali e internazionali come ad esempio il Premio Assorel, o l’European Excellence Awards. A valle delle grandi competenze tecnologiche che caratterizzano l’azienda, per ottenere share of voice e una forte riconoscibilità di marca sul web e sui social media proseguiremo nel produrre contenuti capaci di determinare passaparola e interesse mediatico”.

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Mutui sempre più piccoli:in sei mesi il valore medio delle erogazioni è calato del 20%

I mutui continuano a rappresentare la cartina di tornasole della situazione economica del Paese: per questo, l’Ufficio Studi di Mutui.it (www.mutui.it) ha fatto il punto della situazione guardando come sia cambiato il mercato in questo annus horribilis, scoprendo che negli ultimi sei mesi i mutui si sono davvero ristretti: considerando il periodo compreso tra aprile e settembre 2011 il valore medio delle erogazioni di mutuo si è ridotto del 20%. La percentuale sale fino al 24% se isoliamo le sole richieste di mutuo per l’acquisto della prima casa.
Questo dato, messo a confronto con la sostanziale stabilità sia del valore medio degli immobili (che oscilla, nel corso dei sei mesi, tra 240.000 e 260.000 euro), sia dell’importo richiesto (che varia da 140.000 a 145.000 euro), implica un drastico calo della percentuale finanziata. Se ad aprile 2011 le banche arrivavano a finanziare il 56% del valore dell’immobile, a settembre si fermano al 44%. In altre parole: se ad aprile il mutuo medio erogato era di 140mila euro, a settembre è sceso a 110mila euro.
Il quadro che affiora diventa anche più fosco se consideriamo solamente le erogazioni di mutui prima casa: in questo caso, il Loan to Value (vale a dire il finanziamento ottenuto rispetto al valore dell’immobile) si riduce maggiormente, passando dal 68% al 50%. Si è scesi, in sostanza, da 155mila a 120mila euro di mutuo.
Come interpretare questi dati? «La ragione di questa flessione nelle erogazioni – spiega Alberto Genovese AD di Mutui.it – va cercata, in primo luogo, nella maggiore diffidenza delle banche, sempre più restie a concedere mutui con LTV molto elevati, non supportati da sufficienti garanzie».
Tasso fisso sempre più richiesto
Complice l’incredibile clamore mediatico suscitato dal netto rialzo degli spread, le paure sul futuro del proprio mutuo sono aumentate sensibilmente, tanto da aver condotto molte persone alla prudenza a tutti i costi. Conseguenza di questa situazione è che anche se i finanziamenti a tasso variabile restano sicuramente i più convenienti nel breve periodo, l’interesse degli Italiani si sta focalizzando sempre più sul tasso fisso. Da aprile a settembre 2011 Mutui.it ha registrato un aumento del 9,34% delle richieste di mutui a tasso fisso: il netto incremento è bilanciato dal calo delle richieste di tasso variabile (-4,03%) e di tasso variabile con cap (-4,95%).
«Se nei mesi scorsi si paventava un aumento di Euribor ed Eurirs – continua Genovese – oggi sono gli spread bancari a incutere timore nei risparmiatori e in chi è alla ricerca di un nuovo mutuo. In questa generale difficoltà comparare le diverse proposte di banche e istituti finanziatori è indispensabile per muoversi nel mercato in maniera consapevole. Le opportunità migliori esistono, e vanno cercate.»

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360.000 pensionati hanno fatto domanda di prestito negli ultimi 12 mesi

Il credito al consumo non conosce limiti d’età: secondo l’analisi di Prestiti.it (www.prestiti.it) il 6,5% delle richieste di prestito personale arriva da pensionati. La percentuale, convertita in numeri, diventa sbalorditiva: circa 360.000 italiani in pensione, nell’ultimo anno, hanno avuto necessità di ricorrere al credito al consumo. Quasi mille anziani al giorno, quindi, a rappresentare un fenomeno con cui è ormai necessario fare i conti.
«Se pensiamo che il 46,5% dei pensionati italiani – dichiara Marco Giorgi di Prestiti.it – riceve una pensione inferiore a 1.000 euro (dati ISTAT) ci rendiamo conto di come il ricorso ai prestiti personali sia una scelta utile per dilazionare le spese e pianificare meglio i pagamenti».
Secondo Prestiti.it il pensionato che fa domanda di prestito ha in media 62 anni – età abbassata dalla presenza di richieste provenienti dai baby pensionati – cerca un finanziamento di circa 16.000 euro e vorrebbe rimborsarlo in 67 mesi, quindi più di 5 anni e mezzo. Le richieste arrivano prevalentemente da uomini, che rappresentano ben il 75% del totale; le donne, dal canto loro, vorrebbero una cifra più bassa, pari a 14.500 euro. La somma e la durata del prestito si convertono in una rata media mensile che oscilla, quindi, attorno ai 300 euro.
Un numero così alto di richiedenti rivela come il ricorso ai finanziamenti sia ormai un’abitudine anche fra i più anziani, ma dall’altro racconta come la congiuntura economica abbia messo in difficoltà una fetta considerevole della popolazione italiana. A ulteriore riprova di questo è il fatto che più di un quarto del campione chiede un prestito per liquidità (26%), per avere, cioè, una maggiore disponibilità di contante con cui affrontare le spese quotidiane; seguono, nell’ordine, le richieste di chi ha bisogno di denaro per ristrutturare casa (22,8%), e per comprare un’auto (12%). L’11,1%, poi, ha bisogno di un prestito per consolidare i propri debiti, vale a dire per riunire i finanziamenti già in corso creando un unico prestito.
A livello regionale, le aree in cui la percentuale di richieste da parte di pensionati supera notevolmente la media nazionale sono la Campania e la Puglia: qui arrivano a rappresentare il 7,6% del totale. È dai pensionati campani, in particolare, che arriva ben il 14% del totale nazionale. Per quanto riguarda gli importi, guidano la classifica la Basilicata (con 21.000 euro), la Sardegna (20.000 euro) e la Lombardia (18.500 euro). Decisamente inferiori le somme richieste in Emilia Romagna (14.500 euro) e Friuli Venezia Giulia (15.500 euro).

Ecco di seguito la classifica delle finalità per cui i pensionati italiani hanno richiesto un prestito negli ultimi dodici mesi:
Liquidità 26,0%
Ristrutturazione casa 22,8%
Auto e moto nuove/km0 12,0%
Consolidamento debiti 11,1%
Auto e moto usate 7,1%
Acquisto immobile 4,7%
Arredamento 4,5%
Matrimonio e cerimonie 3,2%
PC ed elettronica 1,0%
Viaggi e vacanze 0,9%
Altro 6,7%
Questa, invece, la classifica regionale in base all’ammontare richiesto:
Basilicata 21.000
Sardegna 20.000
Lombardia 18.500
Campania 17.000
Lazio 17.000
Marche 16.500
Piemonte 16.500
Umbria 16.500
Sicilia 16.500
Puglia 16.500
Calabria 16.000
Liguria 16.000
Veneto 16.000
Toscana 16.000
Abruzzo 15.500
Friuli Venezia Giulia 15.500
Emilia Romagna 14.500
Molise n.d.
Trentino Alto Adige n.d.
Valle d’Aosta n.d.

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Immobiliare.it diffonde l’Indice sulla fiducia dei consumatori relativo al terzo trimestre 2011

La crisi economica si ripercuote sulla percezione che gli italiani hanno dell’andamento del mercato immobiliare, e la prudenza prevale sulla voglia di investire. Secondo i dati dell’indice Immobiliare.it sulla fiducia dei consumatori, se a luglio quasi il 54% degli abitanti del Bel Paese si dichiarava convinto che fosse un buon momento per comprare casa, ad oggi la percentuale è scesa al 45,3%.

L’elaborazione dell’Indice (www.immobiliare.it/fiducia-consumatori), un indicatore della percezione degli italiani rispetto all’andamento del mercato immobiliare, si basa sulle risposte di un campione di oltre 5.000 di italiani che, avendo negli ultimi tre mesi effettuato una ricerca o pubblicato un annuncio immobiliare, sono interessati al tema della ricerca di immobili.

«Ad influire sulla percezione del mercato immobiliare, e sulla conseguente propensione all’acquisto – Dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it – sono le attuali condizioni dell’economia, con particolare riferimento alla politica di tagli che ha caratterizzato la manovra finanziaria. Tuttavia, questa diminuzione sia della voglia di vendere sia di comprare, rappresenta un tentativo comprensibile di non “svalutare” gli immobili. Sappiamo benissimo che in una nazione, come l’Italia, che ripone un’elevata fiducia nel mattone, questa prudenza evita i pericoli di perdita di valore degli immobili.»

I risultati
L’analisi di Immobiliare.it, pur registrando una flessione dell’ottimismo rispetto alla rilevazione dello scorso trimestre, rileva come oltre il 45% del campione sia convinto che quello attuale è un buon momento per acquistare casa. Cresce, invece, la percentuale degli intervistati che ritiene sia più conveniente rimandare gli investimenti immobiliare al prossimo anno (19,2% vs 16%) pensando che il 2012 porterà maggiori vantaggi in fase di compravendita.

La minore fiducia non riguarda solo il fronte dell’acquisto, ma anche quello della vendita: quasi il 66% del campione intervistato si dice convinto che, quello attuale, non sia un buon momento per vendere. Da questa prospettiva, l’11% guarda con fiducia all’anno venturo, e dichiara di aspettarsi un miglioramento della situazione nel corso dei prossimi 12 mesi.

Altro aspetto indagato dall’indagine riguarda la percezione degli italiani dell’andamento dei prezzi degli immobili in vendita: se il 32% si aspetta stabilità, per il 37,6% del campione i costi sono destinati a calare, e solo il 22,5% teme un aumento.

La fiducia di regione in regione
Analizzando i dati raccolti da Immobiliare.it è possibile tracciare anche una mappa delle differenze tra gli atteggiamenti degli italiani, di regione in regione.
In linea generale emerge una maggiore fiducia nel mercato immobiliare da parte dei cittadini delle regioni del Centro e del Nord Italia, con l’eccezione del Molise: Umbria (62,5%), Lombardia (52%) e Molise (50%) sono le regioni in cui, in percentuale maggiore, si ritiene sia un buon momento per comprare casa. Seguono Emilia Romagna (49,6%), Friuli Venezia Giulia (47,6%) e Toscana (46,8%). Fanalino di coda sono Calabria (25,5%), Trentino Alto Adige (34%) e Puglia (38,3%).

Ecco, di seguito, il dettaglio del dato regionale relativo al giudizio sull’opportunità di vendere/acquistare casa, aggiornato al terzo trimestre 2011:

è un buon momento per acquistare casa
Umbria 62,50%
Lombardia 52,02%
Molise 50,00%
Emilia Romagna 49,56%
Friuli Venezia Giulia 47,56%
Toscana 46,81%
Marche 45,33%
Valle d’Aosta 44,44%
Piemonte 44,43%
Lazio 43,90%
Veneto 43,75%
Basilicata 43,48%
Liguria 42,70%
Sardegna 42,67%
Campania 42,46%
Abruzzo 41,18%
Sicilia 38,70%
Puglia 38,31%
Trentino Alto Adige 34,00%
Calabria 25,53%

è un buon momento per vendere casa
Valle d’Aosta 22,22%
Basilicata 21,74%
Campania 16,47%
Abruzzo 16,47%
Puglia 14,92%
Sicilia 14,78%
Lazio 14,68%
Sardegna 14,67%
Piemonte 10,65%
Toscana 10,33%
Liguria 10,27%
Lombardia 10,00%
Trentino Alto Adige 10,00%
Veneto 9,93%
Emilia Romagna 9,62%
Marche 8,00%
Umbria 7,50%
Calabria 7,45%
Molise 6,25%
Friuli Venezia Giulia 4,88%

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RC Auto: il 32% degli italiani ha cambiato compagnia assicurativa.

La crisi incombe e gli italiani hanno imparato a fare di necessità virtù. Facile.it (www.facile.it) – comparatore di polizze RC, prestiti, mutui e conti correnti – ha indagato su come si sia evoluto il comportamento degli automobilisti nei confronti della propria compagnia assicurativa, dopo tre anni dall’ingresso massiccio dei comparatori sul mercato italiano, e ha scoperto che il 32% degli italiani ha preferito cambiare assicurazione almeno una volta negli ultimi 36 mesi. Motivo principale? Il risparmio.

«All’inizio del 2009 – ha dichiarato Alberto Genovese, Amministratore delegato dell’azienda – meno del 10% degli italiani sceglieva, al termine del contratto, una nuova compagnia assicurativa. L’indagine di Facile.it, a cui hanno risposto oltre 1000 utenti alle prese con il rinnovo della polizza auto o moto, ha evidenziato come oggi sia sempre più diffusa la consapevolezza che comparare più preventivi sia utile al risparmio.»

Per il 75% di chi ha scelto di cambiare assicurazione, infatti, il fattore determinante è stato il prezzo più competitivo offerto da una compagnia concorrente. Per il 12% la spinta per guardare ad altre proposte è stata un’esperienza negativa con la propria compagnia. Il passaparola (8%) e l’aver ottenuto allo stesso prezzo anche coperture aggiuntive (5%) sembrano essere altri elementi importanti nella scelta.

È interessante l’assoluta mancanza di “pentiti”. Il 97% di chi ha cambiato compagnia ritiene di aver fatto una scelta corretta; perché il cambiamento ha portato ad un risparmio (44%), o perché comunque il confronto di diverse offerte è sempre vantaggioso (53%).

Chi ha scelto di non cambiare, nel 40% dei casi ha detto di averlo fatto perché si fida del proprio assicuratore. Nel 21% dichiara il proprio scetticismo nei confronti di promozioni e offerte su internet, mentre nel 16% ammette la sua pigrizia nel confrontare proposte alternative. Il 22% del campione rimasto con la stessa compagnia, infine, conferma il proprio marchio assicurativo perché questo offre vantaggi particolari per la propria categoria professionale.

A tutto il campione, in ultimo, è stato chiesto cosa debba avere una compagnia assicurativa per rimanerle fedele. Anche in questo caso, una risposta vince sulle altre: per il 53% deve garantire prezzi competitivi. Segue il disporre di un buon servizio clienti (17%), che garantisca velocità di risposta e completezza informativa, una buona assistenza in caso di sinistro (17%) ed iniziative promozionali particolarmente appetibili (12%).

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Prestiti.it: il 13% di chi vuole un prestito personale in Italia è straniero

I cittadini italiani stanno mostrando sempre più la loro dimestichezza con il credito al consumo e pare che lo stesso valga per gli stranieri che vivono nel nostro Paese. Secondo il comparatore online Prestiti.it (www.prestiti.it) il 13% delle domande di prestiti personali presentate in Italia arriva da cittadini di un’altra nazionalità.
L’indagine, che ha analizzato oltre 24.000 richieste giunte al sito negli ultimi mesi, mette in luce un universo complesso, in cui le comunità straniere provano ad integrarsi anche pianificando investimenti di medio e lungo periodo. Ma qual è l’identikit dello straniero che richiede un prestito in Italia? È un uomo (le donne sono solo il 32% del totale, gli uomini ben il 68%), ha in media 34 anni e richiede un prestito di circa 10.000 euro, da rimborsare in 57 mesi, vale a dire poco meno di cinque anni.
Da dove arrivano, dove vivono e come vogliono impiegare il prestito
Per quanto riguarda la nazionalità degli stranieri che hanno richiesto un prestito personale, a rappresentare il campione statistico più importante è la comunità rumena: quasi un prestito su due (precisamente il 46,3%) viene richiesto da cittadini nati in Romania.
A ulteriore conferma di come si stia evolvendo l’integrazione di quella che è la comunità straniera più grande d’Italia, valori simili si registrano nella richiesta di mutui per la prima casa (Fonte: Mutui.it). Va rilevato, inoltre, il grande distacco con le altre due maggiori comunità straniere presenti nel nostro Paese, vale a dire quella marocchina e quella albanese: dai cittadini di queste nazionalità arrivano, rispettivamente, solo il 5,6 e il 4,9% delle domande.
A cosa serve il finanziamento richiesto dagli stranieri? A comprare un’auto (nuova o usata, 35%), ad avere nuova liquidità (18%) e a ristrutturare casa (11%). Queste le motivazioni che spingono maggiormente gli stranieri in Italia a cercare un prestito personale. Sono finalità che tratteggiano il quadro di una popolazione ben consapevole di come gestire il proprio denaro.
«Il ricorso al credito al consumo – dice Marco Giorgi di Prestiti.it – rappresenta un segnale positivo, perché rileva la volontà di integrazione dei cittadini stranieri in Italia: impegnarsi in un investimento e pagare delle rate mensili sono azioni importanti per determinare l’inserimento nel nostro tessuto produttivo. Se c’è ancora difficoltà a rapportarsi direttamente con banche e finanziarie i comparatori online come Prestiti.it aiutano a trovare la soluzione più vantaggiosa in maniera autonoma».
Risulta che la maggior percentuale delle richieste straniere avvenga proprio nelle regioni in cui i nostri connazionali hanno meno necessità di affidarsi al credito al consumo (è questo il caso del Trentino) o il numero di cittadini stranieri residenti è piuttosto alto (ad esempio nel Veneto o in Lombardia).
Di seguito, invece, la classifica delle Regioni italiane in base alla percentuale di richieste di cittadini stranieri, sul totale delle domande di prestito nella regione:
Trentino Alto Adige 24,3%
Veneto 23,5%
Lombardia 19,4%
Emilia Romagna 18,9%
Friuli Venezia Giulia 18,8%
Toscana 17,2%
Piemonte 15,4%
Lazio 14,7%
Liguria 12,8%
Marche 12,1%
Umbria 11,3%
Abruzzo 10,8%
Molise 9,1%
Valle d’Aosta 7,4%
Basilicata 4,4%
Calabria 3,8%
Sardegna 3,5%
Puglia 3,1%
Sicilia 2,8%
Campania 2,1%
Di seguito la classifica delle motivazioni principali per cui viene richiesto un prestito dagli stranieri in Italia:
Auto e moto (nuove/usate/km0) 35%
Liquidità 18%
Ristrutturazione casa 11%
Consolidamento debiti 10%
Arredamento 7%
Viaggi e vacanze 5%
Beni strumentali all’attività 4%
Matrimonio e cerimonie 3%
Acquisto immobile 3%
Altro 4%

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Una casa non mi basta, voglio un hotel!

Non solo monolocali, bilocali e trilocali; l’ufficio studi di Immobiliare.it, azienda leader nel settore con oltre tre milioni di annunci attivi ogni giorno, ha analizzato i dati del suo sito ImmobiliCommerciali.it (www.immobilicommerciali.it), scoprendo che sono centinaia gli hotel in vendita in Italia attraverso il portale.

Ristrutturati o da riportare a nuovo lustro, piccoli bed & breakfast o strutture extralusso, gli hotel in vendita online, distribuiti su tutto il territorio, isole comprese, rispondono alle esigenze più disparate e attirano investimenti di valore diverso. Ecco alcuni esempi.

Gli storici

Nelle campagne senesi è in vendita un’ex chiesa del 1100 oggi sfruttata come casa vacanze: cinque camere da letto, piscina e un uliveto con trecento alberi offrono l’idea di un investimento di sicuro richiamo. Prezzo? 800.000 euro. Alle porte di Parma si trova un rustico ottocentesco in cui è stato ricavato un b&b (prezzo: un milione di euro), mentre in Val di Sole è in vendita un “tipico hotel trentino” con stanze arredate in stile settecentesco, letto a baldacchino compreso.

Vip Watching

Volete fare affari grazie al Vip Watching? Allora potrebbe fare al caso vostro l’albergo chiavi in mano con 24 camere da letto, ristorante, bar, giardino e sala riunioni messo in vendita a Bernalda, la cittadina lucana da poco teatro del matrimonio di Sofia Coppola. Da quando la figlia del grande Francis Ford Coppola l’ha scelta, vip e ricchi americani hanno cominciato a frequentarla e l’affare sembra quasi scontato, ma tutt’altro che scontato il prezzo: tre milioni e mezzo di euro.

Se invece propendete per una località già scoperta dallo star system hollywoodiano, c’è un bell’hotel a Laglio, luogo ormai famosissimo per il suo cittadino più popolare, George Clooney. Qui sono in corso trattative riservate per un immobile dotato di piscina, venti camere doppie e sette cottage indipendenti. I vip, si sa, hanno bisogno di spazio e privacy!

Gli extralusso

Per gli amanti del lusso a Oria, in provincia di Brindisi, sia in vendita un hotel-centro benessere realizzato all’interno di un convento del 1700. Oltre a cento posti letto, piscine, una grande pineta per percorsi di mountain bike e jogging la struttura vanta una pista di atterraggio per aerei ultraleggeri, hangar incluso.

A Sarnano, in provincia di Macerata, per quindici milioni di euro viene venduta una struttura con quarantasei fra camere e appartamenti che ha come particolarità una sala banchetti subacquea creata sotto la grande piscina a forma di foglia di quercia.

I cambi di destinazione

Nessuno rimane uguale a se stesso per sempre, e la regola vale anche per gli hotel. Ecco quindi che nel centro storico di Perugia è in vendita una villa del 1500 che fu già sede scolastica e oggi viene proposta come ideale per realizzare un hotel di lusso o una beauty farm. Di tutt’altro genere la proposta che arriva da Livorno dove è in vendita, con trattative riservate, lo stabile di proprietà delle Ferrovie già dormitorio per il personale ferroviario in servizio.

I classici e Miss Italia

Anche le località turistiche più classiche sono interessate da questo fenomeno, e se a Rimini si può diventare proprietari di un albergo a 100 metri dal mare, a Tropea è in vendita un albergo affacciato direttamente sulla costa: quattro stelle e 93 camere giustificano il prezzo di vendita, ben dieci milioni di euro. Chissà infine se lo spostamento a Montecatini della kermesse di Miss Italia avrà influito sulla vendita delle strutture messe online a Salsomaggiore. Si va da quella con palestra privata (trattative riservate) a quello di trentatré camere a pochi passi dalle terme fino a quella con terme proprie convenzionate con il Sistema Sanitario Nazionale.

Natura e bio

Le vacanze all’insegna della natura e del biologico sono un trend in continua crescita e allora…perché non investirvi? A Vairano Patenora, in provincia di Caserta, è in vendita una country house che è anche centro pilota di allevamento del suino nero casertano, mentre sono due gli agriturismi notevoli; a pochi passi da Arezzo, in quel di Bucine, è in vendita una struttura dotata di un lago privato, e ad Arzachena (in provincia di Olbia) un agriturismo con azienda biologica e ben due corsi d’acqua che scorrono nella proprietà. Preferite la montagna? A Gressoney Saint Jean, in Valle d’Aosta, è possibile acquistare un hotel 3 stelle con arredo in legno e impianto a energia solare per la produzione di acqua calda.


Annessi e connessi

Non mancano le curiosità fra le proposte online ed ecco che, ancora una volta a Bucine, viene venduto un agriturismo che davvero non si fa mancare niente: dalla piscina riscaldata alla cantina per la vinificazione (gli attrezzi agricoli sono compresi nel prezzo di vendita). O, forse per non scoraggiare i possibili acquirenti, il venditore della villa settecentesca di Caiazzo (Caserta), si premura di specificare che, anche se per avviare l’albergo è opportuna una ristrutturazione, i tre ascensori necessari sono già stati acquistati e sono inclusi nel prezzo.

Persino un hotel vi sembra ancora troppo poco? Allora potete investire a Bosa, in provincia di Oristano dove ad essere venduto è un intero villaggio turistico.

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Guido Lodigiani è il nuovo Direttore Corporate di Gruppo Immobiliare.it

Dopo oltre 13 anni passati in Tecnocasa e altri 4 anni in cui ha fatto parte del gruppo immobiliare Gabetti, Guido Lodigiani ha assunto dallo scorso primo settembre il ruolo di  Direttore Corporate in Gruppo Immobiliare.it (www.immobiliare.it).

Nato a Milano nel 1968, laureato in Marketing in Bocconi nel 1992, Guido Lodigiani comincia la sua carriera all’interno dell’Ufficio Studi di Tecnocasa nel 1993; per questa società ha curato la pubblicazione dell’Osservatorio Immobiliare, di cui è stato Direttore Responsabile e, dal 1998, Lodigiani diventa in Tecnocasa anche Direttore Marketing.

Nel 2007 Guido Lodigiani fa il suo ingresso nel gruppo Gabetti, dove ricopre la carica di Direttore Ufficio Studi, e partecipa alla progettazione di Gabetti Valore. Dal 2008 collabora anche con Patrigest, società di consulenza del  gruppo, che si occupa di ricerche di mercato e  valutazioni.

Col nuovo incarico, diventato effettivo dal primo settembre 2011, Guido Lodigiani porterà Gruppo Immobiliare.it ad esser un interlocutore ideale e ancora più qualificato verso i  clienti di grandi dimensioni comprendendone appieno la complessità e peculiarità.

Il lavoro di Lodigiani permetterà, inoltre, di organizzare e valorizzare l’enorme patrimonio informativo residenziale e commerciale a disposizione del Gruppo Immobiliare.it nei confronti di tutti coloro che sono interessati ad avere una visione completa delle dinamiche del mercato immobiliare nazionale o locale.

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Mutui.it: il 24% di chi cerca un mutuo prima casa non ha ancora 30 anni, ma meno del 5% dei richiedenti lo ottiene.

La crisi economica mondiale pesa su tutti, ma stando all’analisi diffusa oggi da Mutui.it (www.mutui.it), comparatore web di mutui che ha analizzato le richieste di finanziamento per acquisto prima casa compilate negli ultimi mesi, i giovani sembrano soffrine più degli altri. Secondo i dati dell’indagine anche se un preventivo su 4 è richiesto da under 30, la difficoltà arriva al momento di ottenere il finanziamento: nemmeno il 5% delle loro richieste verrà accolto.

«Il 24% delle domande di mutuo prima casa arrivate al sito è compilato da persone sotto i 30 anni – spiega Alberto Genovese AD di Mutui.it. – Questo testimonia da un lato, l’interesse dei giovani per l’acquisto della casa (da sempre prova della raggiunta indipendenza economica) e, dall’altro, della loro familiarità con gli strumenti che internet offre per risparmiare e investire al meglio.»

Nel dettaglio, la richiesta media è di 150.000€, pari al 77% del valore dell’immobile che si vorrebbe acquistare; nel 52% dei casi viene preferito il tasso fisso, solo nel 25% quello variabile. Gli under 30, che hanno mediamente 27 anni al momento della compilazione del preventivo, vorrebbero infine che il loro mutuo durasse circa 26 anni.

Non emergono grosse differenze a livello regionale. Se l’età del richiedente e la durata media del mutuo sono pressoché le stesse in tutta Italia, a cambiare sono gli importi che si vorrebbero ricevere; le regioni da cui provengono le domande più ingenti sono Trentino Alto Adige (176.000 euro), Emilia Romagna (173.000 euro), Lazio e Veneto (168.000 euro). Tutte regioni in cui i costi degli immobili sono piuttosto elevati.

Emilia Romagna e Veneto sono anche le regioni in cui si vorrebbe finanziare la percentuale maggiore del valore dell’immobile, entrambe con un Loan To Value superiore all’80%.

Fino a qui il desiderio, che spesso, purtroppo, si infrange sulla realtà: nemmeno il 5% delle domande si concretizzerà in un mutuo concesso.
La mancanza di contratti di lavoro stabili, la difficoltà di trovare un garante o un cointestatario del mutuo e l’indisponibilità di un profilo creditizio affidabile rappresentano le motivazioni principali di questo freno alla concessione del finanziamento.

«In questa situazione tanto complessa per i giovani italiani è bene agire con cautela – afferma Genovese – e confrontare attentamente le diverse offerte delle banche aiuta anche i più giovani a far fronte a un impegno così importante. Lo stereotipo del bamboccione è, appunto, solo un cliché. I giovani avrebbero tantissima voglia di crescere e acquisire indipendenza; l’interesse degli under 30 per i mutui è elevato e tangibile, ma non sempre può, purtroppo, trasformarsi in un’azione concreta.»

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Indagine Immobiliare.it: quasi un milione di italiani cercano casa su… Facebook

Chi cerca un appartamento in vendita o in affitto lo fa sempre più online: secondo i dati diffusi da Immobiliare.it, leader del settore con oltre 3.000.000 di annunci attivi ogni giorno, il mercato degli immobili sul Web è cresciuto, anno su anno, del 39%. Ciò che stupisce, però, è scoprire che quasi un milione di italiani alle prese con questo tipo di ricerca non cominciano la loro indagine dai siti di operatori specializzati, bensì da Facebook.

Secondo un’indagine compiuta da Immobiliare.it su un campione di oltre 500 persone impegnate nell’acquisto o affitto di casa, il 21% di chi sceglie il web come canale di ricerca o vendita preferisce affidarsi al Social Network più popolare. «Chi cerca casa partendo da Facebook – ha commentato Carlo Giordano, AD di Gruppo Immobiliare.it – ha un approccio molto diverso rispetto a chi lo fa sui portali immobiliari. Si tratta di persone che, di fatto, portano online il consueto modello del passaparola o la ricerca attraverso la propria cerchia di conoscenze».

Stando all’analisi di Immobiliare.it chi pubblica o cerca annunci immobiliari sul social network è generalmente un utente alle sue prime esperienze online, che tende a voler stabilire un rapporto personale e, nella maggior parte dei casi, ha un’età superiore ai 35 anni.

«Nell’ultimo anno il traffico proveniente da Facebook su Immobiliare.it è letteralmente triplicato, ma guardando alla figura emersa dall’indagine una percentuale così alta di persone che usano il social network per trovare un immobile – ha proseguito Giordano – si spiega col fatto che in Italia la popolazione è mediamente più anziana che altrove e molti individui si sono approcciati ad Internet proprio con l’avvento dei Social Network. Spesso arrivano alle pagine immobiliari presenti su Facebook attraverso un annuncio condiviso sul profilo di qualche amico o dietro consiglio di persone di cui si fidano.»

Proprio per venire incontro alle esigenze di utenti come questi, Immobiliare.it ha annunciato oggi anche il lancio di un servizio (http://www.immobiliarewebagency.it/pagina-agenzia-facebook/) che, unico nel panorama immobiliare italiano, permette di visualizzare gli annunci di compravendita senza muoversi da Facebook e a cui si accede utilizzando i dati di accesso del profilo attivo sul Social Network.

Grazie al nuovo servizio creato per la prima volta in Italia da Immobiliare.it, e presumibilmente destinato a dare nuovo slancio al mercato, i venditori potranno creare su Facebook un nuovo profilo in cui pubblicare gli annunci, oppure utilizzarne uno già attivo per rendere visibili e consultabili sul Social Network le proprie offerte immobiliari.

«Siamo molto orgogliosi – conclude Giordano – di essere i primi nel nostro Paese a sviluppare un sistema di questo tipo che evidenzia come quella di Immobiliare.it sia non solo una leadership numerica, ma anche di innovazione.»

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Mutui.it: il 4% dei calabresi che richiedono un mutuo ha più di 60 anni

Sarà per l’invecchiamento della popolazione, o la sempre più stringente crisi economica, ma in Calabria i mutui hanno sempre più i capelli bianchi e il 4% di chi sottoscrive un finanziamento di questo tipo nella Regione ha oltre 60 anni.

Analizzando i preventivi di mutuo compilati nell’ultimo anno da residenti in Calabria, Mutui.it (www.mutui.it) – il portale sito di comparazione e scelta del mutuo – ha potuto tracciare un quadro ben preciso della situazione.

 

Questo l’identikit del richiedente calabrese con più di 60 anni: il finanziamento di cui ha bisogno è pari a 116.000€ (equivalente al 47% del valore dell’immobile), nel 62% dei casi preferisce il tasso fisso, il mutuo durerà 13 anni e l’età media al momento della sottoscrizione è di 63 anni.

 

Sui motivi della richiesta di mutuo la risposta non è univoca: evidentemente, per molti calabresi l’arrivo all’età pensionabile garantisce la disponibilità economica necessaria per compiere un passo impegnativo, come quello dell’acquisto della prima o della seconda casa. Fa riflettere, tuttavia, che oltre uno su tre, precisamente il 35% degli over 60 che chiedono un mutuo, sia interessato all’acquisto della sua prima casa. Il dato fa il paio con le richieste di chi sceglie il mutuo per l’acquisto di un secondo immobile, per sé o per i figli: il 21% del campione analizzato vuole sottoscrivere un mutuo per la seconda casa.

 

Questo quadro sicuramente positivo, che conferma l’esistenza di una fascia di popolazione con buon livello di qualità della vita, alto potere d’acquisto, risparmi a disposizione e prospettive di vita lunga, va ridimensionato considerando quella percentuale del campione calabrese che vuole ipotecare la propria abitazione per ottenere nuova liquidità e, magari, arrivare alla fine del mese. La percentuale di richiesta di mutuo per liquidità rappresenta l’8% del totale.

 

Ecco, nel dettaglio la distribuzione percentuale delle motivazioni che spingono i calabresi over 60 a richiedere un mutuo:

 

Acquisto prima casa

35%

Acquisto seconda casa

21%

Ristrutturazione

13%

Liquidità

8%

Surroga

8%

Rifinanziamento

7%

Altro

8%

 

Le differenze tra le province

 

In merito alla distribuzione territoriale delle richieste di mutuo over 60 in Calabria, va detto che mentre la media regionale è pressoché in linea con la situazione nazionale, le differenze tra provincia e provincia sono piuttosto interessanti. Guida la classifica delle richieste Reggio Calabria (5,16%), seguita da Vibo Valentia (5,04%); in fondo alla classifica, invece, con percentuali molto più basse troviamo Crotone (2,34%) e Catanzaro (3,48%).

 

Di seguito la classifica delle province Calabresi in base al numero di richieste di mutuo presentate da cittadini con età superiore a 60 anni:

Reggio Calabria

5,16%

Vibo Valentia

5,04%

Cosenza

4,21%

Catanzaro

3,48%

Crotone

2,34%

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Nasce Immobiliare.it Webagency: la soluzione professionale ideale per portare le agenzie sul Web.

Gruppo Immobiliare.it non è solo il partner ideale per chi cerca o vuol vendere casa, ma anche l’operatore più qualificato per i professionisti del settore immobiliare. Ai responsabili delle agenzie immobiliari che vogliono gestire al meglio la propria presenza sul web il Gruppo offre Immobiliare.it Webagency (http://www.immobiliarewebagency.it/): un supporto completo per la creazione e lo sviluppo di siti web.

La presenza di un’agenzia immobiliare o di un’impresa edile nella Rete– sempre più importante per generare business – non può limitarsi alla pubblicazione degli annunci immobiliari sui portali di settore, ma deve essere integrata con un’ulteriore visibilità per l’agenzia stessa: un biglietto da visita completo e sempre disponibile, 24 ore su 24. Immobiliare.it Webagency è in grado di realizzare il sito che meglio si adatta all’agenzia o all’impresa edile, modulato in base alle sue attività specifiche e con il dominio più efficace.
L’esperienza acquisita lavorando con migliaia di agenzie rende WebAgency leader in Italia nell’offerta di un servizio a tutto tondo: accanto alla creazione di siti web professionali l’agenzia offre la possibilità di generare traffico qualificato e utile ad incrementare il business.

SEO e SEM a supporto dell’agenzia immobiliare

Se la creazione di un sito internet è solo il primo passo per un corretto posizionamento dell’agenzia immobiliare nella rete, Webagency non si ferma qui: occorre che il sito non resti una vetrina, ma che sia visitato e generi un circolo virtuoso di interesse e contatti. Ecco perché Immobiliare.it offre la possibilità di strutturare un piano d’azione che porti traffico di qualità, attraverso il miglior posizionamento nei motori di ricerca, da un lato, e annunci sponsorizzati, dall’altro.

Per quanto riguarda le attività di SEO (Search Engine Optimization), vale a dire i processi di ottimizzazione per essere ben indicizzati dai motori di ricerca, WebAgency di Immobiliare.it è in grado di realizzare il sito partendo dalla volontà di massimizzarne il ritorno economico: siti ben costruiti, con una corretta struttura e buona qualità dei contenuti aiutano a raggiungere gli obiettivi che l’agenzia immobiliare o l’impresa edile si sono posti.

Contemporaneamente, WebAgency offre attività di SEM (Search Engine Marketing): iniziative di marketing ad hoc sui più importanti motori di ricerca, con annunci sponsorizzati e personalizzati, che permettono di generare velocemente traffico utile e qualificato verso il sito dell’agenzia, con un evidente ritorno in termini economici.
Infine, Webagency propone una consulenza qualificata anche per quel che riguarda l’innovativo mondo dei social network: realizzare fan page su Facebook (http://www.immobiliarewebagency.it/pagina-agenzia-facebook/), personalizzate e perfettamente in linea con lo stile dell’agenzia e del sito ufficiale, rappresenta un modo vincente, e in stile web 2.0, per interagire con gli utenti e con possibili nuovi clienti.

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Il mercato delle case vacanza cresce del 15%, se in destinazioni insolite addirittura del 44%.


Le vacanze estive sono ormai entrate nel vivo; il prossimo fine settimana segnerà l’esodo di milioni di italiani, ma la notizia è che, in un mercato turistico in crisi, grazie a costi contenuti ed un’offerta molto diversificata, il comparto delle case per le vacanze cresce in media del 15%.

Elaborando i dati ricavati attraverso il suo sito CaseVacanza.it (www.casevacanza.it), l’Ufficio Studi di Immobiliare.it, leader del settore con oltre 3.000.000 di annunci attivi ogni giorno, ha messo in luce come sempre più italiani scelgano di trascorrere le ferie in una casa per le vacanze, avendo registrato un aumento sia nella domanda sia nell’offerta; ma chi sceglie una casa per le vacanze non necessariamente richiede una soluzione classica. Anzi.

«Lo scenario macroeconomico ci impone più attenzione alle nostre spese per le vacanze, ma non sempre si segue la strada del “meno giorni di vacanza” o “albergo più economico”; nasce bensì la ricerca di una “vacanza diversa” – afferma Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it. – Internet ha reso disponibile una quantità di informazioni prima non accessibili e così dalla ricerca di una “generica” casa da affittare in una località turistica si passa a cercare soluzioni nuove e particolari.»

Secondo l’analisi di Immobiliare.it l’incremento delle ricerche di case per le vacanze in zone di turismo classiche o con soluzioni tradizionali è cresciuto nell’ultimo anno del 15%, ma se si guarda alle mete di turismo alternativo l’incremento è arrivato, in media, al 44%. Analizzando l’offerta si assiste a un aumento quasi speculare: la crescita delle proposte tradizionali arriva all’11%, quella delle mete o soluzioni di nicchia al 39%.

Chi decide di affittare un immobile per le vacanze, può, ad esempio, scegliere una dimora d’artista nell’entroterra catanese dove la proprietaria-pittrice offre ai suoi ospiti tele, cavalletto e pennelli per un corso di pittura en plein air (prezzo: da 864 euro a settimana). Si può soggiornare in provincia di Teramo, in una villa divisa in appartamenti e inserita all’interno di un parco botanico con oltre 40 specie vegetali differenti (prezzo: da 300 euro a settimana), ma anche ad Arezzo, in una suite totalmente indipendente ricavata in un mulino seicentesco (prezzo: da 600 euro a settimana).

Per attirare ancora nuovi clienti e cavalcare l’onda del successo, in molte località le case per le vacanze stanno applicando il virtuoso meccanismo del last minute. Ed ecco che chi prenota all’ultimo momento può fare veramente ottimi affari.

Solo per fare alcuni esempi, in Salento lo sconto medio arriva a 100 euro per settimana, la costa campana, da Ischia a Positano, applica riduzioni di tariffe fra i 100 e i 200 euro, ma è in Sardegna che si ottengono gli sconti maggiori e se ad Alghero i proprietari hanno ribassato i prezzi di oltre 200 euro, a ridosso della Costa Smeralda, a San Teodoro, si può arrivare a risparmiare fino a 420 euro a settimana.

Fuori dal coro le città d’arte; qui il last minute non è di casa e se a Firenze le tariffe applicate agli affitti prenotati pochi giorni prima della partenza sono pari in media a 80 euro, a Roma lo sconto arriva appena a 37 euro.

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Code in autostrada: Borgo Panigale Riccione è il tratto più temuto dagli italiani.

Sta per arrivare il maggiore esodo estivo previsto per quest’anno e gli italiani, volenti o nolenti, dovranno sorbirsi le inevitabili code in autostrada. Facile.it (www.facile.it), il comparatore di polizze RC, ma anche di mutui, prestiti e conti correnti, ha voluto esorcizzare questo temuto momento con un sondaggio. Inviato ad oltre 500.000 utenti fra i 35 e i 45 anni, il questionario mirava a scoprire quali siano i tratti autostradali su cui gli automobilisti italiani temono di rimanere imbottigliati, quale sia la loro resistenza ai rallentamenti, ma anche, cosa non trascurabile, quante siano le ore di coda che hanno già dovuto affrontare dall’inizio dell’anno.

Facile.it ha scoperto che a vincere l’insolita classifica dei tratti autostradali che più spaventano gli italiani è il tratto della A14 compreso fra Bologna Borgo Panigale e Riccione. Il 18% di chi ha risposto al sondaggio teme di rimanervi imbottigliato, mentre il 17% immagina già di dover affrontare lunghissime code sulla A3 Napoli-Salerno e il 14% ha messo in programma rallentamenti sulla A1, fra Roncobilaccio e Barberino del Mugello.
Va detto che gli automobilisti italiani arrivano alla prova dell’esodo estivo già piuttosto stressati. Quasi un terzo (32%) delle persone che hanno risposto al sondaggio di Facile.it hanno dichiarato di aver già passato in coda, dall’inizio dell’anno, oltre 4 ore, ma il 20% è stato fermo nell’abitacolo per più di 10 ore. Praticamente un’eternità.
Se la maggior parte degli automobilisti intervistati (43%) ha un tempo di sopportazione della coda di circa un’ora, il 32% non si fa problemi ad ammettere di perdere le staffe dopo appena 15 minuti. Resiste fino a 2 ore il 14%, ma solo, ammette, se alla radio passa buona musica.
Un buon compagno di viaggio può fare la differenza e allora si è cercato di capire chi fra i VIP di casa nostra renderebbe la coda meno noiosa e chi invece ne aumenterebbe lo stress.

Stando alle risposte date, la coda sarebbe resa ancora meno tollerabile se nel sedile del passeggero ci fossero Emanuele Filiberto di Savoia o Anna Tatangelo. Il primo, che raccoglie il 16,7% delle “preferenze”, distanzia la seconda di appena lo 0,6%, ma distaccano di quasi due punti il nome che troviamo al terzo posto e, forse, sorprende trovare in questa classifica: Renzo Bossi. Il figlio del Senatùr non sarebbe gradito come compagno di viaggio dal 14,3% di chi ha risposto al sondaggio.
Compaiono nella classifica anche altri nomi illustri, fra cui Daniela Santanché (quarta con il 13,7%), Valeria Marini (sesta – 9,5%), Lapo Elkan, la presunta nuova fiamma di Bobo Vieri, Nicole Minetti, e persino la conduttrice Rai Lorena Bianchetti (decima con il 3%).
Per affrontare al meglio una situazione fastidiosa, la risata è spesso l’arma preferibile; ecco forse spiegato il motivo per cui ai primi posti della classifica dei compagni di viaggio ideali per affrontare le lunghe code autostradali troviamo Checco Zalone (quasi un plebiscito per lui, primo con il 25,5% delle preferenze) e Geppy Cucciari (seconda in assoluto e prima fra le donne con il 21%). Terza un’altra conduttrice televisiva che fa dell’ironia la sua carta vincente: Victoria Cabello, medaglia di bronzo con il 13% e, soprattutto, preferita alla bellissima Elisabetta Canalis, quarta con il 12,5%. Una curiosità: nella classifica figurano anche Benedetta Parodi (quinta) e il neo sindaco di Milano Giuliano Pisapia (sesto).
E allora da venerdì tutti in viaggio, armati di santa pazienza.

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Il Nord Italia dà fiducia al mercato immobiliare, il Sud attende

Dopo anni di difficoltà, il mercato immobiliare italiano potrebbe ripartire dal Nord. Così almeno a leggere i dati dell’indagine condotta da Immobiliare.it, principale sito italiano del settore dove ogni giorno sono attivi più di 3.000.0000 di annunci di compravendita, che ha evidenziato come Lombardi, Emiliano Romagnoli e Toscani siano i più convinti che quello attuale sia un buon momento per investire nel mattone.

Se è vero che l’ultima edizione dell’Indice Immobiliare.it sulla fiducia dei consumatori (www.immobiliare.it/fiducia-consumatori) ha evidenziato una generale fiducia nella ripresa (il 54% degli Italiani crede sia il momento giusto per comprare casa), nel Nord Italia l’ottimismo è ancora più marcato. Le Regioni che ritengono sia un buon momento per investire nell’immobiliare si collocano quasi tutte nel Nord e nel Centro-Nord. A guidare la classifica è la Lombardia (con il 59% ), seguita da Emilia Romagna e Toscana (a pari merito con il 58%) e dal Piemonte (con il 56%).

Al Sud, invece, resta una generale perplessità nei confronti del mercato; complice forse la crisi economica, le percentuali di chi ritiene sia un periodo propizio all’investimento scendono: fanalino di coda nella classifica sono Campania (42%), Calabria (43%) e Puglia (47%). Vistosa eccezione è rappresentata dal Trentino-Alto Adige (agli ultimi posti della classifica con la stessa percentuale della Calabria, 43%); dove un abitante su cinque è decisamente titubante: qui il 20% del campione intervistato ritiene sia il caso di attendere almeno un anno prima di pensare ad investire nell’acquisto di un immobile.

A spiegare, in parte, il ritorno all’ottimismo degli Italiani, e degli Italiani del Nord in particolare, vi è la percezione – sempre rilevata dall’indice di Immobiliare.it – che i prezzi degli immobili non subiranno grosse variazioni: questa è l’idea prevalente, manifestata dal 43% del campione. Secondo Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it, «In una fase di generale ottimismo e vista la diffusa idea che i prezzi si manterranno comunque stabili, si ritiene che sia ora di fare investimenti; non tutti però possono ancora permetterselo.Ovviamente il Nord, caratterizzato da un reddito medio più alto e un maggiore dinamismo economico, è avvantaggiato rispetto al Sud».

A riprova delle parole di Giordano, sono ancora le regioni del Nord e del Centro a credere maggiormente nella stabilità dei prezzi: in Emilia Romagna e in Veneto la percentuale di chi pensa che i prezzi, nei prossimi 12 mesi, resteranno stabili, arriva al 46%, e resta superiore alla media anche in Lazio (45%) e Piemonte (45%).

Se Nord e Sud mostrano una diversa percezione del mercato, è interessante notare che, invece, quando si tratta di vendere casa le distinzioni si appannano: se, a livello nazionale, la propensione alla vendita è molto bassa – e crede sia un buon momento per vendere solo il 13% del campione nazionale, contro un 61% di pareri negativi – a livello regionale non si registrano differenze tra Settentrione e Meridione. Guida la classifica di chi non vorrebbe vendere casa l’Umbria (con addirittura il 79%), ma la seguono a ruota Regioni del Nord: la Toscana e il Veneto (con il 68%), l’Emilia Romagna (con il 65%) e la Lombardia (con il 64%).

L’analisi condotta da Immobiliare.it vuol dare un parametro per misurare la percezione che la nazione ha nei confronti delle compravendite immobiliari. L’indice elaborato permette di capire quello che è il sentiment, vale a dire il percepito degli Italiani nei confronti di un settore che, più di altri, ha subito le ritorsioni della crisi economica. E se non si tratta dell’unico indicatore responsabile dell’andamento delle compravendite immobiliari (visto che intervengono altri fattori e altre variabili economiche) va detto che la percezione di fondo dei consumatori influisce notevolmente nello sviluppo del mercato.

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Immobiliare.it lancia l’Indice sulla fiducia dei consumatori

Gli Italiani hanno nuovamente fiducia nel mercato immobiliare: il 54% di loro crede sia il momento giusto per comprare casa. Questo è il primo dato ricavato dall’elaborazione dell’Indice Immobiliare.it sulla fiducia dei consumatori (www.immobiliare.it/fiducia-consumatori), che da oggi e periodicamente tasterà il polso degli Italiani in merito alla loro sensazione circa l’andamento del mercato immobiliare.

«Si tratta di un indicatore sintetico – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it – in grado di dare la giusta lettura di quella che è la percezione dei consumatori in merito alla compravendita immobiliare. Spesso il pessimismo o l’ottimismo della popolazione incidono e determinano in maniera netta l’andamento di un settore; per questo crediamo sia indispensabile fornire delle analisi attendibili in merito».

L’indagine è stata svolta su un campione di oltre 5.000 uomini e donne che, avendo negli ultimi sei mesi effettuato una ricerca o pubblicato un annuncio immobiliare, sono interessati al tema della ricerca di immobili.

I risultati

I risultati, come detto, rivelano ottimismo da parte degli Italiani: se per il 54% di loro è un buon momento per acquistare casa, per il 16% del campione analizzato prevale l’idea che il mercato sarà in condizioni migliori il prossimo anno ed occorra, quindi, attendere un po’ prima di pensare a comprare casa. Pensa non sia un buon momento per acquistare, invece, il 15% degli intervistati.

Per quanto riguarda l’altra faccia della medaglia, vale a dire l’idea che sia il momento adatto per vendere casa, dall’indagine è emersa una generale titubanza: la percentuale di chi ritiene sia un buon momento per farlo si ferma al 13%, contro il 61% di chi pensa l’esatto contrario. Il motivo è principalmente riscontrabile nel fatto che la valutazione dell’immobile è spesso più bassa di quanto non fosse 2-3 anni fa, per questo chi possiede un immobile è restio a venderlo, rimandando la decisione in vista della ripresa dei prezzi. Preferirebbe, infatti, attendere un anno nella speranza di tempi migliori, il 12% del campione.

Per quel che concerne i sentimenti circa l’andamento dei prezzi degli immobili emerge, ancora una volta, ottimismo: nel 43% dei casi prevale l’idea che, nei prossimi dodici mesi, i prezzi di vendita resteranno sostanzialmente stabili, mentre per il 29% degli intervistati addirittura caleranno. Solo nel 20% del campione censito la sensazione è di segno opposto, con l’idea che invece si assisterà a un incremento dei prezzi degli immobili.

Uomini e donne: differenze di comportamento e di percezione

Piuttosto interessanti appaiono le differenze tra donne e uomini per quanto riguarda il loro sentimento sull’andamento del mercato immobiliare: tra i due generi, quelli che appaiono più fiduciosi sono gli uomini, che credendo sia, nel 55,4% del campione, un buon momento per comprare, si pongono ben al di sopra della media nazionale; le donne, di contro, sono ferme al 51,6%.
Sono ancora le donne a ritenere non sia un buon momento per vendere: nel 63,3% dei casi sia meglio aspettare. Gli uomini, forse perché più ottimisti, guardano al mercato immobiliare con maggior dinamismo e, nel 14,6% dei casi, reputano favorevole il momento per vendere, contro il 10,6% delle donne. Allo stesso modo, negli uomini è più forte l’idea che le prospettive per il mercato immobiliare siano più che buone: la percentuale di chi ritiene che i prezzi di vendita restino stabili, o addirittura diminuiscano nel prossimo anno, arriva al 75,4%. Tra le donne il valore resta ben al di sotto, fermandosi al 67,4%.

La fiducia di regione in regione

Per quanto riguarda le differenze regionali, è interessante notare come la fiducia degli Italiani nel futuro del mercato immobiliare segua piuttosto fedelmente l’andamento dell’economia delle singole regioni: quelle che mostrano una fiducia maggiore nel mercato immobiliare – ritenendo sia un periodo propizio per comprare – si trovano nel Nord e nel Centro-Nord. Emilia Romagna (59,4%), Toscana (59,3%) e Lombardia (59%) sono le Regioni che guardano con maggiore ottimismo al mercato immobiliare.

Altri dati interessanti: gli Umbri sono i meno convinti che quello attuale sia un buon momento per vendere casa (con l’86,3% il loro è quasi un plebiscito), anche perché, più di tutti, ritengono che i prezzi, nei prossimi mesi, siano destinati a salire (lo pensa il 27,5% del campione, percentuale più alta in assoluto a livello nazionale). Campania (38,6%), Liguria (35,2%) e Puglia (32,2%) sono le tre regioni più propense a ritenere che entro l’anno i prezzi delle case scenderanno, mentre credono a una sostanziale stabilità del mercato nei prossimi mesi soprattutto Molisani (addirittura con il 60%), Lucani (55,3%) ed Emiliano-Romagnoli (47,3%).

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Turismo: il 17% di chi offre case-vacanze parla 4 lingue

Meno del 28% dei nostri connazionali afferma di parlare più di una lingua, ma le cose cambiano radicalmente se si guarda a chi gestisce una casa che viene affittata per le vacanze. Secondo l’analisi effettuata da Immobiliare.it su questo aspetto della professionalità ricettiva, il 50% degli italiani che affittano immobili per le vacanze parla almeno una lingua straniera.

«Le percentuali continuano a essere positive anche quando aumenta il numero di lingue parlate – afferma Carlo Giordano, amministratore delegato di Gruppo Immobiliare.it – un italiano su tre, tra coloro che propongono case per le vacanze, parla due lingue oltre all’italiano, e ben il 17% addirittura tre.»

Basandosi sui dati ricavati attraverso il proprio sito CaseVacanza.it (www.casevacanza.it), Immobiliare.it ha potuto evidenziare anche alcune curiosità. Inglese e francese rimangono le lingue straniere più diffuse nel nostro Paese (rispettivamente parlate dal 46% e dal 25% di chi affitta), a notevole distanza da tedesco e spagnolo che seguono con il 10% e l’8%.
Se queste quattro lingue rappresentano il 98% di quelle totali dichiarate negli annunci, è importante notare come al quinto e al sesto posto ci siano lingue che “parlano” di un nuovo turismo: russo, arabo e giapponese (pari merito alle spalle del russo).

Immobiliare.it ha poi focalizzato la sua attenzione su alcune regioni particolarmente interessanti da un punto di vista turistico. Secondo i dati la Liguria, la Sardegna e la Campania si dimostrano le regioni italiane più pronte ad accogliere in case vacanza turisti provenienti da tutto il mondo. Qui parlano almeno due lingue, rispettivamente, l’89%, il 76% e il 75% di coloro che offrono una sistemazione di questo tipo.

Se il dato ligure colpisce perché racconta di una ricettività sempre più orientata alla casa vacanza, per il motivo opposto sono interessanti i risultati di Emilia Romagna e Marche, ancora molto legati alla vacanza in hotel. In entrambe queste regioni, la possibilità di parlare inglese o francese è indicata solo nel 36% degli annunci per le case vacanze.

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Genova: il mercato immobiliare cresce e ogni metro quadro costa 2.870€. E le case sono più piccole della media italiana


All’ombra della lanterna i costi non sono bassi, anzi. Il mercato immobiliare genovese ha fatto segnare un importante incremento (+5,2% nel settore residenziale secondo i dati dell’Agenzia del Territorio) e, non una sorpresa, anche i prezzi degli affitti cominciano a salire.

Immobiliare.it ha analizzato il mercato immobiliare del capoluogo ligure, scoprendo che il costo medio di vendita è di 2.870 euro per metro quadro e che, sempre in valore medio, la superficie dei quasi 305.000 appartamenti censiti in città è approssimativamente pari a 80 metri quadri, 10 meno rispetto al valore italiano.

La zona di Nervi è risultata essere la più cara in assoluto (5.445 euro a metro quadro il prezzo richiesto) seguita, ma a notevole distanza da Albaro (5.090€), Carignano e Quinto, entrambe assestate su una richiesta media di 4.278€.

Nella zona del Centro i prezzi migliori si spuntano a Corso Magellano o a San Fruttuoso dove per comprare si spendono rispettivamente una medi di 2.600 e 2.750 euro; stando all’Ufficio Studi di Immobiliare.it, nella zona di Ponente è il quartiere Prà a far registrare i prezzi più alti (3.500 euro al metro quadro) seguito da Pegli dove i prezzi oscillano fra i 3.480 euro a metro quadro per le case che si affacciano sul lungomare e i 3.285 euro per quelle nell’interno.

In dettaglio, continuando nell’esame degli oltre 4.300 annunci di vendita pubblicati su Immobiliare.it e relativi a Genova si evidenzia come nella zone di Levante i prezzi siano sensibilmente più alti che negli altri quartieri della città. Se, come detto, la media cittadina è di poco inferiore ai 2.900 euro, nel Levante genovese si arriva, sempre in media, ai 4.400 euro.

A vincere la palma della zona più economica, l’area a Nord della città; qui la media è di 2.450 euro al metro quadro, con gli estremi nell’area Molassana-San Gottardo (2.960 euro) e in quella di Pontedecimo (1.960 euro). Il quartiere in assoluto risultato più economico per comprare casa a Genova è risultato essere Sampierdarena (zona Via Buranello) dove le case costano poco più di 1.500 euro al metro quadro.

Secondo Immobiliare.it meritano un discorso a parte gli immobili dati in affitto. Come detto, nello scorso anno le compravendite immobiliari sono cresciute, a Genova, più del 5% e questo ha alimentato anche il mercato degli affitti.
Nuovi acquisti hanno generato necessità di incasso e, complice anche il presumibile ingresso sul mercato di immobili in stato migliorato, oggi i canoni di locazione sono aumentati di circa 350 euro annui. Per affittare un bilocale a Genova servono mediamente 630 euro al mese che diventano 800 euro se abbiamo bisogno di un trilocale.

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Facile.it: in 18 mesi le polizze contro furto e incendio calano del 20%

Se è vero che il numero di furti d’auto negli ultimi anni è calato drasticamente, i veicoli rubati restano tanti: sono stati oltre 124.000 nel 2010. Nonostante ciò, sono sempre meno gli italiani che vogliono assicurarsi contro il furto. Facile.it (www.facile.it) – il comparatore di RC auto e moto, ma anche di prestiti, mutui e conti correnti – fa il punto sull’attenzione degli italiani riguardo a questo tipo di copertura, ormai conosciuta ai più ma non per questo richiesta come ci si potrebbe aspettare.

Secondo Facile.it se nel luglio 2009 il 32,9% dei preventivi di assicurazione includeva la copertura contro furto e incendio, nel periodo febbraio-aprile 2011 la percentuale è scesa all’11%. Questo dato, emerso dall’analisi di circa ottocentomila richieste di preventivo giunte al sito negli ultimi tre mesi, rappresenta la conferma di un trend negativo, che ha visto la percentuale delle polizze furto e incendio scendere progressivamente negli ultimi 18 mesi di oltre il 20%.

Come si spiega tutto ciò? Il fenomeno va analizzato tenendo presenti due fattori. Il primo riguarda la crescente attenzione dei concessionari e delle case produttrici di automobili, che sempre più spesso offrono, compresa nel prezzo di vendita, anche una copertura assicurativa (per uno o più anni) di furto e incendio. Il dato, quindi, non tiene in considerazione quelle integrazioni. Il secondo elemento che può spiegare questo drastico calo è l’aumento dei premi di RC auto e moto – secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, l’incremento medio annuo è stato del 12% – e questo sta portando sempre più italiani a tagliare, erroneamente, sulle coperture aggiuntive.

Capitolo costi

«Tirare la cinghia e rinunciare ad una sicurezza ulteriore – dichiara Alberto Genovese, Amministratore Delegato di Facile.itpuò anche portare un vantaggio sul breve periodo, ma non è, a ben vedere, la scelta più oculata. Soprattutto se abbiamo ancora delle rate da saldare proteggere l’auto è indispensabile, per non dover incappare nel problema di pagare per un veicolo che non possediamo più»
Vista la situazione da questa prospettiva, è evidente che un euro al giorno, questo il costo aggiuntivo di una copertura furto e incendio, rappresenta una cifra davvero irrisoria.

Le differenze regionali

Com’è facile intuire, sono le regioni in cui la RC auto in generale, e la copertura assicurativa per furto e incendio in particolare, costano di meno a richiedere in percentuale maggiore questa integrazione. Di contro, in Puglia e in Campania, regioni dove i premi assicurativi sono più elevati, questa garanzia aggiuntiva è decisamente meno richiesta. Di seguito la percentuale di quanti richiedono anche l’assicurazione Furto e Incendio sul totale delle richieste di RC provenienti dalle Regioni.
Anche nel migliore dei risultati, quello lombardo, si evidenzia un brusco calo: in Lombardia a luglio 2009 la percentuale registrata era del 48,8%, oggi del 22.14%.

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Prestiti.it: più di 35.000 italiani chiedono un prestito per pagarsi le ferie

Con l’inizio dell’estate gli italiani tornano a pensare alle ferie, ma anche chi non potrebbe permettersi lunghe vacanze o viaggi in mete esotiche sembra non volerci rinunciare.

Secondo i dati di un’analisi diffusa da Prestiti.it (www.prestiti.it), il portale che mette a confronto le offerte di prestiti personali di banche e finanziarie, nel corso dello scorso anno oltre 35.000 italiani hanno richiesto un finanziamento per andare in vacanza.

Numeri notevoli, questi, che ben raccontano come gli Italiani si siano abituati a gestire il credito al consumo e scelgano, sempre di più, di sfruttare i prestiti per organizzare al meglio le proprie risorse – concedendosi, in questo caso, un finanziamento per il viaggio tanto sognato.

Ma veniamo ai numeri. L’indagine di Prestiti.it rivela come chi richieda un prestito per partire abbia all’incirca 40 anni, cerchi un finanziamento di poco meno di 7.000 euro e pianifichi un piano di rimborso della durata di 39 mesi, vale a dire poco più di tre anni. Poche le distinzioni tra uomini e donne, sostanzialmente i due sessi dimostrano lo stesso atteggiamento di fronte ad un prestito viaggi: l’unica differenza è riscontrabile nell’ammontare richiesto, in media gli uomini chiedono poco più di 8.000 euro, contro i quasi 7.000 delle donne.

Le differenze a livello regionale, più che quelle tra generi, forniscono materiale per il dibattito: è dalle regioni meridionali che provengono le richieste più elevate. Quasi 10.000 euro per i Siciliani, oltre 8.500 per Calabresi e Sardi: nonostante i posti da favola e il mare più bello d’Italia siano per loro davvero vicini, il viaggio esotico o la meta oltreoceano sembrano desideri irrinunciabili. La prima Regione del Nord è il Friuli-Venezia Giulia, quarta con i suoi 8.000 euro medi di finanziamento.

Le zone più oculate, in cui si richiedono finanziamenti minori, sono invece al Centro-Sud: sotto la media nazionale troviamo le Marche (4.500 euro), l’Abruzzo (4.600 euro) e l’Umbria (4.900 euro).

«Il viaggio rappresenta un bisogno vero e proprio per gli Italiani – dice Marco Giorgi di Prestiti.it – e con l’arrivo dell’estate registriamo un aumento rilevante di richieste di questo tipo: +27% da aprile a oggi. Evidentemente, sono sempre di più i cittadini che preferiscono pianificarne il pagamento attraverso un prestito personale, che rende indolore la spesa diluendola sul lungo periodo.»

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Firenze: oltre 170.000 abitazioni in città con un prezzo medio di oltre 4.200 euro al metro quadro.

Firenze non è una città alla portata di tutti: comprare, ma anche solo affittare, una casa costa davvero caro. Il dato – non una sorpresa, certo, visto l’ultimo Rapporto Immobiliare dell’Abi e dell’Agenzia del Territorio ha eletto Firenze come la città con i costi immobiliari più elevati – diventa interessante quando scopriamo che quasi il 70% degli immobili della città sono comunque di proprietà dei residenti.

Immobiliare.it ha compiuto un’analisi del mercato immobiliare nel capoluogo toscano, scoprendo che il costo medio di vendita è di 4.200 euro al metro quadro e che la superficie media degli oltre 170.000 appartamenti in città è di circa 90 metri quadri, un valore superiore a quello medio italiano.

La zona in assoluto più cara è quella del centro, e nell’area del Duomo per comprare un appartamento signorile si possono spendere in media anche più di 7.100 euro al metro quadrato; secondo l’Ufficio Studi di Immobiliare.it, restando sempre nell’area del centro storico la zona più economica è quella del Mercato Centrale, dove servono circa 3.400 euro al metro quadro per comprare un appartamento usato medio.

In dettaglio, partendo dall’analisi degli oltre 6.200 annunci di vendita relativi alla città di Firenze presenti su Immobiliare.it, si scopre come nelle zone dell’Oltrarno e di via dei Colli o Poggio Imperiale per comprare una casa occorrano più 5.000 euro, rispettivamente oltre 5.400 e 5.600 euro.
Anche nelle zone della Gavinana e a Campo di Marte i prezzi al metro quadro, per immobili signorili, superano i 5000 euro (intorno ai 5.100 euro in via Ferucci come a Le Cure).

Indubbiamente più economiche sono le aree dell’Isolotto e l’area di Rifredi, dove i prezzi si aggirano intorno ai 4.400 euro, o quella di Firenze Nord dove i costi si aggirano sui 4.300; la ricerca mostra anche la particolarità della zona Le Panche, dove i costi degli immobili sono in media di mille euro più cari di quelli del Castello.

Secondo la ricerca di Immobiliare.it sono considerevoli anche i costi degli affitti a Firenze: per un bilocale il canone è di 890 euro al mese mentre per un trilocale la cifra è di 1.080; ovviamente, anche per i costi della locazione troviamo differenze tra le diverse zone della città: analizzando gli oltre 1.800 annunci di case in affitto su Immobiliare.it si vede come prendere in affitto un bilocale supera i 950 euro sia in Oltrarno che nella zona del Poggio Imperiale, in Centro vengono chiesti 940 euro.

Il canone medio per due locali scende, anche se di poco, sotto gli 800 euro mensili solo a Firenze Nord e all’Isolotto con 785 euro.
In città si spendono meno di 1000 euro per la locazione di tre locali solo in pochissimi posti: a Novoli, Peretola, Isolotto, al Pogeto e a Bellariva, i più economici intorno ai 900 euro sono a Varlungo e Rovazzano. Gli affitti più alti, invece, vengono richiesti nei pressi del Duomo, 1.320 euro al mese, a Pian de Giullari, 1.300 euro, e a Santa Croce, 1.280 euro.

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Immobiliare.it: il 26% degli Italiani litiga con i vicini, ma solo l’8% ammette di esserne invidioso.

Ama il tuo vicino, ma non togliere la siepe. Visti i risultati dell’indagine condotta da Immobiliare.it (www.immobiliare.it) su un campione di oltre 3.000 condomini, il vecchio adagio sembra sempre valido ancora oggi, e i litigi tra vicini sembrano non conoscere crisi.

I risultati mostrano un’Italia ancora avvezza a incomprensioni tra chi condivide lo stesso pianerottolo: il 26% degli Italiani, ha litigato con il proprio vicino di casa. I motivi? Presto detto. “Parcheggia sempre dove non deve” (19%) e “sembra sposti i mobili durante la notte” (15%): sono queste le giustificazioni più comuni. Non mancano gli animali domestici invadenti (14%), i danni a seguito di infiltrazioni (11%) e, a seguire, il disordine sul pianerottolo (9%).

Tra uomini e donne le differenze sono meno nette di quanto si possa pensare: le donne si mostrano più litigiose degli uomini, ma non più di tanto. Le signore ammettono di aver litigato con un vicino di casa per il 27% del campione, gli uomini si fermano al 25%. Sui motivi, invece, che spingono alla discussione, qualche differenza c’è: alle donne i rumori notturni danno più fastidio che agli uomini, tanto da essere la prima motivazione per il litigio (18%); l’automobile resta in cima ai pensieri dei maschi e più di un uomo su cinque litiga perché il proprio vicino parcheggia sempre dove non deve (21%). Poco importa, per entrambi, se il vicino è in perenne ritardo con i pagamenti condominiali, motivazione fanalino di coda per tutti e due i generi.

Per quanto riguarda le differenze regionali, va ai Siciliani la palma di “più riottosi d’Italia”, con il 34% del campione che almeno una volta ha litigato con i vicini. Seguono, a breve distanza, Lucani, Valdostani e Abruzzesi con il 31%. I meno litigiosi sembrano essere gli Umbri (solo il 18%) e i Calabresi (19%): forse più attenti a preservare quel microcosmo che è la vita nei condomini.

Se gli Italiani si confermano un popolo propenso al litigio, non amano ammettere di essere invidiosi. La percentuale di chi confessa di aver, almeno qualche volta, invidiato il proprio condomino si ferma all’8%, senza distinzione tra uomini e donne. Il motivo in assoluto più ricorrente sta, neanche a dirlo, nelle differenze tra i rispettivi immobili: il 24% di chi ha dichiarato di aver invidiato il vicino l’ha fatto perché geloso del suo terrazzo o del suo giardino. A seguire, l’idea che la casa dell’odiato sia più bella (20%) o più grande (18%) della propria.

Il torneo nazionale degli invidiosi è vinto dai Marchigiani, che si definiscono gelosi del vicino nel 18% del campione analizzato. Seguono i Piemontesi e i Lucani, con il 14%, e i cittadini dell’Emilia-Romagna con il 13%. Ancora una volta… la bile del vicino è sempre più verde.

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Prezzi, quotazioni e locazioni: analisi del mercato immobiliare a Verona

È davvero molto ampio il divario dei prezzi per comprare casa nelle diverse zone di Verona, secondo l’Ufficio Studi di Immobiliare.it, che oggi ha reso noti i propri dati. Se la media è di oltre 2.500 euro al metro quadro, la zona in assoluto più cara è quella del Centro Storico e di via Filippini, dove la media del costo è di 4800 euro al metro quadrato; guardando solo tra gli appartamenti signorili, nuovi o ristrutturati, il costo sale ulteriormente, fino a 5.500€.

In dettaglio, partendo dall’analisi degli oltre 1.200 annunci di vendita relativi alla città di Verona presenti su Immobiliare.it, vediamo come Via Golosine e Ca’ di David risultino le zone in assoluto più economiche, per l’acquisto di immobili, dove il costo medio supera di poco i 1800 euro; in generale Borgo Roma risulta essere il quartiere più a buon mercato.

Salgono poco sopra i 2.000 euro i costi medi a Borgo Venezia, se prendiamo in considerazione un immobile di pregio i costi arrivano intorno ai 2.500€ al metro quadro; si arriva a 2.210€ nel quartiere intorno allo stadio, dove la parte più cara sembra essere quella di Ponte Catena, dove per un appartamento signorile ristrutturato la cifra richiesta supera i 2.800 euro.

Questo per quel che concerne il mondo delle compravendite; sul fronte degli affitti, analizzando i 500 annunci presenti su Immobiliare.it vediamo come l’affitto medio per un bilocale sia di 420 euro al mese, mentre per un trilocale vengano chiesti 100 euro in più.
Salgono di molto i costi degli affitti nel Centro storico, dove per un trilocale la richiesta di canone può essere anche di 750 euro al mese, mentre la media dell’affitto di un bilocale è di 660€; Borgo Venezia è invece il quartiere di Verona dove le locazioni sono più economiche: in media la richiesta per un appartamento di tre locali è di 550 euro al mese, che scende a 450 se invece si è interessati ad un bilocale.

Il costo medio per l’affitto di un bilocale in zona Musicisti e a Montorio, fra le zone più economiche di tutta la città, è di 440 euro mensili; poco più cari gli affitti, sempre per la stessa metratura, a Quinzano e Borgo Venezia, rispettivamente 460€ e 450€.

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Mutui.it: dall’ufficio gli italiani cercano il mutuo migliore

Il pensiero dell’acquisto della casa non conosce tregua e gli italiani si dedicano alla ricerca del mutuo migliore per comprare l’immobile desiderato anche mentre sono al lavoro. Secondo Mutui.it (www.mutui.it) – broker online per la scelta di mutui – il 56% degli Italiani che si rivolgono alla rete per trovare l’investimento migliore per le proprie esigenze cerca il mutuo in orari d’ufficio.

È questo uno dei dati che emerge dall’analisi di oltre 10.000 richieste di preventivo di mutuo giunte al sito negli ultimi mesi, grazie a cui Mutui.it ha potuto tracciare un quadro preciso dei momenti in cui si cerca online il proprio mutuo.

Dai dati emerge come gli utenti del sito preferiscano comparare le diverse proposte di mutuo per la prima casa o comunque per la finalità necessaria nei momenti di maggiore lucidità, consapevoli che questo tipo di decisioni necessiti di una concentrazione più elevata. Se però l’orario lavorativo non permette pause, si rimanda la decisione al ritorno a casa: quasi nel 30% dei casi si sceglie il mutuo appena tornati a casa, dalle 19 in poi.

Gli italiani che cercano online il proprio mutuo non sembrano avere nette preferenze per quanto riguarda, invece, il giorno della settimana in cui compiere la propria indagine: da martedì a venerdì si registrano sostanzialmente differenze minime. Fanno eccezione il lunedì e la domenica, che registrano notevoli cali nel numero di richieste. Evidentemente, il lunedì è un giorno troppo difficile perché si aggiunga anche l’onere della ricerca del mutuo, mentre si preferisce dedicare la domenica ad altre attività meno “impegnative”.

Ecco in fine qualche curiosità. Secondo quanto rilevato dall’indagine di Mutui.it nelle prime ore della giornata si cerca il mutuo migliore soprattutto in Liguria: la percentuale dei preventivi tra la mezzanotte e le 07.00 arriva al 7%. Dedicano il momento della colazione alla ricerca soprattutto i cittadini di Basilicata, Molise e Valle d’Aosta (qui la percentuale tra le 7.00 e le 9.00 sale fino al 6%), mentre più di tutti cercano casa durante le ore del pranzo i marchigiani (ben l’8% tra le 13.00 e le 14.00).

Per quanto riguarda le ricerche in orario di lavoro, guidano la classifica i cittadini della Basilicata: ben il 62% dei Lucani sceglie il proprio mutuo mentre è in ufficio, seguiti dai Lombardi e dai Sardi (entrambi con il 59%). Umbri e Trentini sembrano i più stakanovisti: la metà di loro cerca il mutuo più conveniente fuori dall’ufficio (48%), effettuando maggiormente ricerche nell’orario compreso fra le 19.00 e la mezzanotte (nel 35% dei casi); a seguire, in questa fascia oraria, troviamo l’Emilia Romagna e il Veneto, con il 32%.

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