Autore: articolinews

  • Claudio Bertini all’evento per i 20 anni di AIA, Autorizzazione Integrata Ambientale

    Ha avuto luogo ad Ancona, l’11 dicembre scorso, il convegno 20 anni di AIA – L’innovazione normativa a tutela dell’ambiente, organizzato da Ecocae presso SeeBay Hotel di Portonovo. Tra i relatori intervenuti durante l’iniziativa, il Responsabile Autorizzazione Integrata Ambientale di CAE Srl Claudio Bertini.

    Claudio Bertini all’evento per i 20 anni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale

    Promuovere la riflessione sui risultati positivi raggiunti dall’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) nel corso di 20 anni di attività, e allo stesso tempo, evidenziarne le principali difficoltà emerse nei processi di gestione delle autorizzazioni: è con questo obiettivo che Ecocae, una delle prime società italiane nel settore della gestione ambientale, ha organizzato un incontro dedicato all’innovazione normativa nel settore della tutela ambientale. Nel corso dell’evento, tenutosi ad Ancona lo scorso 11 dicembre e patrocinato dalla Regione Marche, ha partecipato Claudio Bertini, Responsabile Autorizzazione Integrata Ambientale di CAE Srl, il quale ha incentrato il proprio intervento sul ruolo che l’AIA ha avuto sino ad oggi come strumento di innovazione normativa e sulle opportunità ancora da perseguire in ottica di sviluppo sostenibile. Entrata in vigore nel 1999 grazie al Decreto Legislativo n. 372/1999, l’Autorizzazione Integrata Ambientale comprende in un unico documento l’intera gestione operativa delle aziende, e stabilisce regole comuni in materia ambientale e per l’adozione delle BAT, le migliori tecnologie disponibili da utilizzare, con l’obiettivo ultimo di perseguire la tutela dell’ambiente. Come sottolineato da Claudio Bertini, nel corso dei suoi 20 anni di storia l’AIA ha rappresentato un grande strumento per l’innovazione normativa e un’opportunità nei confronti dello sviluppo sostenibile, soprattutto attraverso lo strumento della prevenzione dell’inquinamento.

    L’esperienza del biologo Claudio Bertini, esperto in problematiche ambientali ed eco-sostenibilitàa

    Responsabile Autorizzazione Integrata Ambientale di CAE Srl, Claudio Bertini è un consulente e verificatore ambientale specializzato nel settore della gestione aziendale delle problematiche legate all’ambiente. Dopo essersi laureato in Biologia con specializzazione in Biologia Marina presso l’Università Politecnica delle Marche, nello stesso ateneo ha conseguito un Master in Recupero Ambientale con l’utilizzo di tecnologie innovative, Bioremediation e Biotecnologie. Iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi, dal 1998 al 2003 svolge attività di consulenza ambientale per l’Università Politecnica delle Marche, dove organizza anche progetti e convegni su Sviluppo Sostenibile, Valutazione di Impatto Ambientale e Sistemi di Gestione Ambientale. Tra il 2001 e il 2004 è docente formatore per Verificatori Ambientali singoli, in collaborazione con la Camera di Commercio di Ancona. Dal 1999 svolge attività di consulenza in CAE – Centro Assistenza Ecologica di Ancona, dove attualmente ricopre l’incarico di Responsabile Autorizzazione Integrata Ambientale (IPPC), oltre a occuparsi di Sistemi di Gestione Ambientale, Valutazione di Impatto Ambientale, End of Waste, Environmental Risk Analysis e Money Saving Ambientale. Dal 2001 è Responsabile Ambientale per Somipress srl, azienda internazionale che opera nel campo della pressofusione di leghe di alluminio, per cui Claudio Bertini si occupa di progetti operativi per la riduzione delle incidenze ambientali.

  • Il saggio La peste nera e la crisi del Trecento pubblicato da Federico Motta Editore

    Casa Editrice italiana da sempre impegnata nella divulgazione della cultura, Federico Motta Editore ha realizzato una grande collana che approfondisce una delle epoche più affascinanti della storia: Il Medioevo, un’opera edita in cinque volumi e curata da Umberto Eco.

    Federico Motta Editore

    Le epidemie nel Medioevo e nella storia in un saggio di Federico Motta Editore

    All’interno della grande collana Il Medioevo sono ospitati numerosi saggi che analizzano quel periodo storico comunemente ricordato come i "secoli bui". Tra le pubblicazioni realizzate da Federico Motta Editore, La peste nera e la crisi del Trecento ripercorre la storia delle epidemie che, nel corso dei secoli, hanno flagellato maggiormente l’esistenza umana, alcune delle quali passate alla storia con il nome di peste. Partendo dalla storia antica, il saggio di Catia Girolamo affronta una delle epidemie più famose che colpì l’antichità, quella avvenuta ad Atene nel 330 a.C., causata probabilmente da una febbre tifoide e ricordata anche da Tucidide. La pestilenza più conosciuta, però, è quella che, con un salto temporale, colpì l’Europa nel XIV secolo, ricordata come la peste nera. Come approfondito nel saggio pubblicato da Federico Motta Editore, la situazione di crisi nel continente europeo fu dovuta a diversi fattori, tra cui un’agricoltura non in grado di sfamare le popolazioni, uno stato di guerra duraturo e numerose rivolte violente da parte delle popolazioni rurali, oppresse dai padroni terrieri. A questa situazione si aggiunse un batterio che provocò milioni di vittime, lo Yersinia pestis, trasmesso all’uomo dalle pulci dei ratti. Come spiega Catia Girolamo, però, tale situazione ebbe se considetata sul lungo periodo, permise di riequilibrare il rapporto tra uomini e risorse disponibili, preannunciando la successiva epoca rinascimentale.

    Tradizione e qualità: la storia di Federico Motta Editore

    Fondata nel 1929 con il nome "Cliché Motta", Federico Motta Editore è una Casa Editrice italiana conosiuta per i temi dicultura affrontati, l’autorevolezza delle opere e la loro fattura di qualità. Nata come ditta specializzata nella riproduzione fotomeccanica, nel corso del tempo si specializza nella realizzazione di enciclopedie, editoria per ragazzi, collane e riviste di arte, architettura e fotografia, alcune delle quali in collaborazione con prestigiosi musei nazionali e internazionali. La sua attenzione per l’innovazione ha condotto alla realizzazione di strumenti sempre al passo con i tempi: Tavole Transvision, Sonobox, videocassette e CD-Rom prima, a cui ha fatto seguito l’enciclopedia Motta con Internet TV, i progetti Internet Motta Club e il portale mottaformazione.it. Tra le collaborazioni, spiccano quelle con Umberto Eco, che ha portato all’elaborazione della collana Historia, e quella con Margherita Hack nel mondo delle scienze. Grazie al suo impegno verso la qualità, Federico Motta Editore ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra i quali il Premio Speciale per la Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2010, il premio Pirelli InterNETional Awards nel 2007 e l’Ambrogino d’Oro nel 1980. È da sempre identificata dal logo del Torcoliere, che rappresenta l’originaria identità di tipografia e stampa di antichi volumi.

  • Le attività dell’Almo Collegio Borromeo, tra formazione, cultura e musica

    L’Almo Collegio Borromeo è promotore di cultura a 360 gradi: grazie a un’ampia offerta formativa, gli studenti dell’Ateneo hanno la possibilità di integrare il proprio curriculum universitario tramite corsi, convegni, workshop e seminari, incontrando direttamente esperti del mondo accademico e imprenditoriale.

    Almo Collegio Borromeo

    Le attività formative e culturali dell’Almo Collegio Borromeo

    Una biblioteca con oltre 80mila volumi, un Archivio Storico, aule multimediali, sale studio, una stagione concertistica e numerose discipline sportive: sono solo alcune delle attività che l’Almo Collegio Borromeo, fondazione privata con sede a Pavia, mette a disposizione dei propri alunni. La proposta formativa comprende numerosi corsi che, in seguito al superamento del relativo esame, ne permettono il riconoscimento in CFU presso l’Università di Pavia. Rivolti a tutti gli iscritti all’Ateneo e aperti al pubblico, tali corsi sono identificati come attività non formali per gli studenti che non li hanno inseriti nel proprio piano accademico. Nell’ambito dell’internazionalizzazione, il Borromeo è sede e partner istituzionale del Master di secondo livello in Cooperation and Development, un percorso di formazione accademica e pratica: dopo otto mesi di lezioni e un periodo di internship, infatti, trenta studenti internazionali vengono premiati con il conseguimento del Diploma di Master, ed avviati, in tal modo, alla carriera nel settore della Cooperazione internazionale allo sviluppo. Ad arricchire l’offerta formativa dell’Almo Collegio Borromeo, numerosi concerti e appuntamenti di musica, realizzati grazie all’organizzazione di un coro e un’orchestra interni al Borromeo. Dedicata al celebre compositore tedesco, la stagione concertistica in corso è intitolata Aspettando Beethoven e omaggia i 250 anni dalla nascita del talento di Bonn.

    Almo Collegio Borromeo, dalla fondazione alle attività attuali

    Nato nel 1561 dall’intuizione di San Carlo, l’Almo Collegio Borromeo fu fondato per permettere a studenti promettenti, ma senza mezzi economici, di poter studiare all’Università di Pavia, città in cui il Borromeo ha sede. Oggi il Collegio è una fondazione privata che, svolgendo attività in forma no profit, si rivolge a studenti, ricercatori e docenti del mondo. Ente morale dal 1922, è legalmente riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Le sue attività sono incluse in un’offerta formativa che comprende, oltre a una Biblioteca con 80mila volumi, un Archivio Storico, aule multimediali e campi sportivi, i servizi di vitto, alloggio, assistenza religiosa, culturale e morale. L’accesso è selezionato annualmente con un concorso che garantisce posti in modo gratuito o semigratuito. Il Borromeo, di cui è Rettore Alberto Lolli, è attivo anche all’estero grazie a collaborazioni internazionali con il Corpus Christi College di Cambridge e l’Università di Salta in Argentina. È sede del Master in Cooperation & Development che fornisce a circa trenta studenti internazionali un anno di attività formativa e sul campo. La formazione è supportata, oltre che dai servizi di tutorato e tirocini per l’inserimento lavorativo, anche grazie all’Associazione Alunni che dal 1947 riunisce gli ex studenti e quelli attualmente iscritti. L’Almo Collegio Borromeo ospita il corso annuale “Pavia Cello Academy” e organizza, in ambito sportivo, il Trofeo dei Collegi, che consente agli studenti di cimentarsi in diverse discipline atletiche.

  • Andrea Mascetti, l’impegno per promuovere il mecenatismo lombardo tra ‘800 e ‘900

    Dal 6 marzo al 14 giugno, all’interno di una grande esposizione artistica presso il Castello di Masnago (Musei Civici di Varese) saranno ospitati alcuni dei capolavori di Hayez, Pellizza da Volpedo, Balla e altri grandi artisti: l’intervento del Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, Andrea Mascetti, impegnato nella promozione del mecenatismo lombardo.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti sull’affascinante mostra organizzata da Fondazione Cariplo

    Nel salotto del collezionista. Arte e Mecenatismo tra Otto e Novecento è il titolo del grande appuntamento artistico ospitato dal 6 marzo al 14 giugno al Castello di Masnago di Varese. Col fine di dare luce alla passione per l’arte di numerosi mecenati lombardi tra ‘800 e ‘900, l’evento è promosso da Fondazione Cariplo, Fondazione Comunitaria del Varesotto e dal Comune di Varese. "Nei tempi dello sradicamento, questo progetto di Fondazione Cariplo riporta l’attenzione all’arte e alle comunità dove questa fiorì o ne trasse linfa vitale o anche dove fu solo occasione di fuggevoli incontri", ha dichiarato l’Avvocato Andrea Mascetti, Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo. "L’occhio che si posa su queste opere", ha proseguito, "sarà condotto attraverso un sapiente percorso filologico nella storia della nostra Lombardia e nelle vicende umane, personali o imprenditoriali, che composero un mosaico di relazioni e apparizioni straordinarie". Più di 70 i capolavori esposti, tra cui dipinti, sculture e oggetti di Francesco Hayez, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Giacomo Balla, Adolfo Wildt: si tratta di opere provenienti dalla Fondazione Cariplo, dai Musei Civici di Varese e da istituzioni museali di Milano, Varese e Gallarate. "I numerosi eventi che accompagneranno la mostra condurranno infine i visitatori in ulteriori campi di gioco dove il filo rosso delle nostre identità storiche si fonderanno con la bellezza", ha concluso il Coordinatore della Commissione Arte e Cultura Andrea Mascetti.

    Giurisprudenza e cultura nella vita professionale di Andrea Mascetti

    Da giugno 2019 nelle vesti di Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, Andrea Mascetti è un professionista del settore legale. Classe 1971, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano, e iscritto all’Ordine degli Avvocati di Milano . Il suo percorso professionale ha inizio nello Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young di Milano, posizione che ricopre fino al 2003 . In seguito a tale esperienza professionale e dopo aver sviluppato competenze specialistiche nel settore, nel 2004 fonda lo Studio Legale Mascetti. Tra i suoi incarichi correnti, è Membro e Presidente di diversi Organismi di vigilanza, oltre che di Consigli di Amministrazione di banche e società commerciali sia italiane che estere. Opera, inoltre, in servizi di consulenza professionale per società ed enti locali. Appassionato di libri e autori del ‘900, oltre che di geopolitica, il suo incarico in Fondazione Cariplo come Coordinatore della Commissione Arte e Cultura è finalizzato alla promozione di progetti di utilità sociale in campo culturale .

  • Da Segretario Generale a Chief Integration Officer, la vita professionale di Umberto Benezzoli

    Umberto Benezzoli è un manager con esperienze consolidate e collaborazioni importanti sia nel settore privato che in quello pubblico, come testimoniano i ruoli occupati nel corso della sua carriera.

    Umberto Benezzoli

    Umberto Benezzoli, le esperienze prima di Sicuritalia

    Classe 1959, Umberto Benezzoli nasce a La Spezia: dopo aver conseguito una laurea in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Genova, a soli 28 anni entra in Confindustria come Segretario Generale del Comitato Fiere. L’esperienza acquisita lo porta ad ottenere nel 1991 lo stesso incarico per l’Ente Autonomo Fiere di Verona e, dopo un rapporto durato 7 anni, a diventare Direttore del Dipartimento Risorse umane e finanziarie dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM). Grazie alle elevate competenze gestionali, nel 2003 viene nominato Amministratore Delegato e Direttore Generale di Promotor International, Gruppo privato attivo nel marketing e nella comunicazione nel quale resterà fino al 2007, anno in cui la sua riconosciuta professionalità lo porta alla nomina di Direttore Generale della Giunta della Regione Lombardia, carica che Umberto Benezzoli ricoprirà per tre anni, passando poi ad ARPA Lombardia – Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente come Direttore Generale, coniugando contemporaneamente attività di tipo consulenziale in ambito tecnico-scientifico per gli Enti Locali. Diventa Direttore Generale di FNM S.p.A. dal 2015 al 2018, mentre nei primi mesi del 2019 è Senior Advisor Infrastrutture, Trasporti e Logistica per la società di consulenza strategica Roland Berger.

    Sicuritalia, Umberto Benezzoli Chief Integration Officer del Gruppo

    Con un curriculum di incarichi e responsabilità di alto livello, nel 2019 Umberto Benezzoli entra nel Gruppo Sicuritalia, società italiana leader nel settore Security, come Chief Integration Officer (CIO), occupandosi dunque di coordinare l’integrazione del Gruppo Ivri, oggetto di acquisizione. Grazie alle numerose e diversificate competenze, in pochi mesi è riuscito a distinguersi come uno dei protagonisti principali di una delle operazioni più importanti del Gruppo, che ha portato alla creazione del primo Polo italiano del settore. Per attuare un’integrazione totale e soprattutto veloce della neo-acquisita, viene nominato Presidente e Consigliere Delegato delle società appartenenti a IVRI. L’attuale esperienza in Sicuritalia conferma le competenze di Umberto Benezzoli, che può vantare anche collaborazioni con Università e Centri di Ricerca, oltre ad essere stato componente del "Comitato Tecnico Emissioni" presso il Ministero dell’Ambiente, Segretario Generale di AssoArpa e Advisor per conto dell’Unione Europea e dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.

  • Andrea Girolami: vent’anni di esperienza nel settore del turismo e dell’ospitalità

    Andrea Girolami è alla guida di AG Group, realtà italiana unica nel suo genere che unisce in maniera sinergica alberghi, tour operator, consulenza alberghiera, ristorazione e senior housing sotto un unico brand.

    Andrea Girolami

    Andrea Girolami: la carriera dell’imprenditore alla guida di AG Group

    Con oltre vent’anni di esperienza, Andrea Girolami è un imprenditore di primo piano per il settore del turismo e dell’ospitalità in Italia. Laureato in Economia presso l’Università La Sapienza di Roma, lavora per importanti società di consulenza aziendale dal 1994 al 2000. Si occupa inoltre di formulazione e implementazione delle scelte strategiche in ambito aziendale, frequentando il mondo accademico. La svolta imprenditoriale avviene nel 2000 con la fondazione di RSI, tour operator che in breve tempo si afferma tra le realtà più vivaci del Paese per quanto riguarda l’incoming. In dieci anni l’attività si quintuplica e diventa RSI Group, con cinque macro-aree di intervento (Travel, Events, Sport Events, RSI Communication e Wedding). Nel 2011 Andrea Girolami decide di diversificare il business ed entra nel settore alberghiero. L’anno successivo avvia il primo quattro stelle di proprietà. L’ambizioso piano di sviluppo prosegue con altri soci, fino all’apertura di oltre 16 hotel. Nel 2015 l’imprenditore avvia Italy Hotels Collection, per la consulenza e la gestione alberghiera. Nel 2017 apre invece a Roma il primo bistrot a Marchio Diana’s Place, per una cucina gourmet in ambienti raffinati ma al contempo informali. Nel 2019 le diverse iniziative del Gruppo sono confluite nel nuovo marchio AG Group.

    Andrea Girolami: l’identità di AG Group

    AG Group, acronimo del Presidente e fondatore Andrea Girolami, nasce nel 2019 in seguito a una massiccia operazione di rebranding che ha riunito, sotto un unico marchio, tutte le iniziative imprenditoriali da lui precedentemente avviate. Il Gruppo rappresenta, di fatto, la prima realtà turistica italiana dedicata all’incoming che opera integrando in sinergia hotel, DMC, bistrot, consulenza alberghiera e residenze per anziani, tutto di proprietà. Le residenze per anziani, sotto il brand “Domus Nova”, sono nate per rispondere alla crescente domanda d’assistenza dedicata alla terza età. Il marchio AG Group riunisce in sé tutti i brand avviati e sviluppati negli anni da Andrea Girolami ed è oggi una realtà di primo piano nel settore turistico in Italia, con oltre 250 persone impiegate e grandi progetti per la crescita futura. Il claim scelto per rappresentare l’identità del Gruppo è “Your Gateway to Italy”.

  • Andrea Girolami: da RSI Travel ad AG Group

    AG Group nasce nel 2019 in seguito a un’operazione di rebranding che unisce le precedenti realtà avviate da Andrea Girolami, Presidente e fondatore. La sua carriera da imprenditore ha inizio nel 2000, con la nascita di RSI Travel che diventa in seguito RSI Group.

    Andrea Girolami

    Andrea Girolami: i servizi offerti da AG Group

    “Your gateway to Italy”: è questo il claim di AG Group, realtà nata dall’iniziativa di Andrea Girolami. Il Gruppo è il primo in Italia, fra quelli attivi nel settore turistico e dell’incoming, a offrire un servizio in house che integra hotel, DMC, Bistrot, consulenza alberghiera e residenze per anziani. Basato sulle precedenti attività avviate dal Presidente e fondatore Andrea Girolami, AG Group nasce da un’operazione di rebranding avvenuta nel corso del 2019, che ha riunito il lungo percorso imprenditoriale del Presidente. L’offerta attuale si basa infatti sulle cinque linee di business sviluppate nel tempo da Girolami: AG Hotels, AG Hotel Consulting (agenzia di consulenza alberghiera), AG Boutique Journey (il tour operator/DMC, già RSI Travel), AG Foodies (i bistrot e le terrazze con cucina gourmet), cui di recente si sono aggiunte le residenze per anziani rappresentate dal brand AG Domus Nova, che offrono assistenza confortevole e di qualità per rispondere alla crescente richiesta di accoglienza per la terza età.

    La carriera dell’imprenditore Andrea Girolami

    Andrea Girolami è un imprenditore con oltre vent’anni di esperienza maturata nel settore del turismo e dell’ospitalità. Laureato in Economia presso l’Università La Sapienza di Roma, in seguito lavora per sei anni in importanti società di consulenza. Si occupa, a livello accademico, di formulazione e implementazione delle scelte strategiche in ambito aziendale. Nel 2000 avviene la svolta imprenditoriale con la nascita di RSI Travel, tour operator che si afferma in poco tempo tra le realtà più efficienti del settore in Italia. In dieci anni, RSI si quintuplica e diventa RSI Group, divisa in cinque macro aree di intervento. Forte di questi successi, Andrea Girolami entra anche nel settore alberghiero con l’acquisto di un immobile che diventerà nel giro di un anno il primo quattro stelle di proprietà. Nel 2015 l’imprenditore avvia Italy Hotels Collection, società di consulenza alberghiera attiva anche nel revenue management. Nel 2017, invece, grazie alla sua passione per il buon cibo e il buon bere, apre a Roma il primo bistrot a marchio Diana’s Place, che offre cucina gourmet in ambienti raffinati e informali. Avvia infine il brand Domus Nova, a partire dal Centro Italia. Tutte queste iniziative sono confluite in AG Group nel 2019.

  • Studio Legale di Andrea Mascetti: la liberalizzazione dei subappalti pubblici

    Nicolò F. Boscarini, avvocato dello Studio Legale fondato da Andrea Mascetti, interviene sul dibattito riguardante gli appalti pubblici, nello specifico in relazione all’incompatibilità evidenziata dalla Corte di Giustizia Europea tra libera concorrenza e limitazioni previste dalla normativa italiana.

    Andrea Mascetti

    Corte Ue e segnalazione Anac: lo Studio Legale di Andrea Mascetti affronta le ultime vicende sugli appalti pubblici

    Il 26 settembre scorso una pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha sancito che in materia di subappalti nei lavori pubblici la legislazione italiana contrasta con quella comunitaria: secondo l’avvocato Nicolò F. Boscarini, collaboratore dello Studio Legale diretto da Andrea Mascetti, la sentenza ha riaperto il dibattito sul tema, come si evince anche dall’Atto di segnalazione inviato a novembre al Parlamento e al Governo italiano dall’Autorità nazionale anticorruzione. Tutto nasce dalla diatriba tra Autostrade per l’Italia e il Gruppo Vitali portata innanzi alla Corte di Lussemburgo riguardo la quinta corsia della Milano-Laghi: l’organismo europeo ha dato ragione a Vitali, escluso dalla partecipazione alla gara di subappalto dei lavori perché, secondo una precedente sentenza del Tar, l’offerta superava il limite del 30% previsto dal Codice dei contratti. Qualsiasi limite ai subappalti è dunque contrario alle direttive europee e in generale al principio di libera concorrenza. La successiva segnalazione dell’Anac, che ha suggerito al legislatore italiano una disposizione correttiva in materia, invita a mantenere un“opportuna compensazione” tra “i diritti di libertà riconosciuti a livello europeo” e le “esigenze nazionali di sostenibilità sociale, ordine e sicurezza pubblica”: “Il che tradisce – secondo l’opinione dello Studio di Andrea Mascettiil permanere, nonostante le procedure di infrazione e, da ultimo, la sentenza in parola, di un’impostazione di pensiero secondo cui la disciplina nazionale del subappalto dovrebbe in fondo conservare la propria tradizionale sfiducia nei confronti dell’istituto”. Secondo l’Anac infatti i giudici europei non hanno concesso il subappalto illimitato, ma di fatto abolito la percentuale prefissata dalla legislazione italiana, dando quindi la possibilità alle stazioni appaltanti di operare caso per caso.

    Studio Legale di Andrea Mascetti, l’opinione sull’interpretazione dell’Anac

    All’interno della segnalazione dell’Anac, l’Autorità suggerisce inoltre di conservare il divieto per i subappalti che coprono l’intera commessa o una “parte rilevante”, consigliando anche una verifica del possesso dei requisiti dei subappaltatori già in fase di gara. Secondo l’avvocato Boscarini, dello Studio Legale fondato da Andrea Mascetti, l’intenzione dell’Anac è quella di conferire maggior potere decisionale in materia alle stazioni appaltanti, una soluzione che tuttavia potrebbe danneggiare i partecipanti alle gare, costretti ad accettare un sistema fumoso e troppo dipendente dalle valutazioni del singolo caso. Per Boscarini, oltre a mantenere il divieto sul subappalto totale e prevedere controlli preventivi, una soluzione potrebbe essere quella di lasciare agli operatori economici che partecipano alle gare la libertà di strutturare la propria offerta, segnalando in anticipo percentuale di lavori o servizi che intendono subappaltare a terzi.

  • L’importanza dei docenti formati: l’offerta di FME Education

    L’innovazione e le nuove tecnologie hanno influenzato tutti gli ambiti della nostra vita, compresa la didattica: FME Education ha deciso di venire incontro agli insegnanti proponendo una serie di corsi e di seminari dedicati ai nuovi strumenti dell’era digitale.

    FME Education

    FME Education aiuta gli insegnanti e le scuole ad affrontare l’era digitale

    Dalle lavagne alle LIM, dalle pesanti enciclopedie alla leggerezza dei tablet: nell’ultimo decennio anche il mondo della scuola è stato investito con forza dalle potenzialità del digitale, che ha rivoluzionato la didattica in un tempo decisamente breve. Per questo FME Education, Editore specializzato in contenuti digitali, si rivolge agli insegnanti con un ricco programma di corsi di formazione dedicato sia all’utilizzo delle nuove tecnologie che agli strumenti messi in campo dal progetto "MyEdu", piattaforma online proprietaria ricca di lezioni, attività interattive ed esercizi. Le scuole e gli insegnanti avranno quindi l’opportunità di scegliere e personalizzare un piano di formazione specifico per le loro esigenze, coadiuvati da tutor specializzati. Per ogni corso la metodologia di base applicata dagli istruttori di FME Education sarà caratterizzata da lezioni teorico-pratiche, dimostrazioni e coinvolgimento diretto: una volta completato il percorso, i partecipanti riceveranno un attestato ufficiale.

    Moduli Base e Moduli Speciali: l’offerta personalizzabile di FME Education

    Il Corso Base proposto da FME Education è composto da un singolo modulo della durata di 4 ore: dedicato ad ogni insegnante dell’istituto che ha aderito al progetto MyEdu, il seminario è incentrato sui nuovi strumenti digitali e sulla loro applicazione nella didattica di tutti i giorni, oltre che da una panoramica sui contenuti offerti dalla piattaforma "MyEdu". L’Editore, in maniera tale da agevolare il percorso formativo, mette a disposizione anche moduli da 8 e 10 ore, personalizzabili secondo le esigenze degli insegnanti, che hanno la possibilità di scegliere tra tre temi principali: "Didattica Digitale", "Comunicazione Efficace" e "Insegnare Digitale". Un’ulteriore possibilità è data dal corso di 20 ore intitolato "Didattica digitale e comunicazione": accreditato dal Ministero dell’Istruzione e disponibile sul portale SOFIA, il seminario spazia dai quadri sinottici alla ludodidattica, passando per percorsi di miglioramento delle capacità comunicative in aula e di crescita del proprio percorso professionale.

    Tutti i dettagli dei corsi di formazione di MyEdu sono disponibili direttamente online sul sito https://myedu.it/formazione/, oppure contattando direttamente il nostro team progetti scuole al numero 02.30076303, disponibile anche su WhatsApp al numero 327 888 27 45, oppure scrivendo a [email protected]

  • Telecom Italia, l’ex AD Vito Gamberale ripercorre la storia del Gruppo

    L’intervista su La7 a Vito Gamberale: il manager parla dell’esperienza in SIP (divenuta poi Telecom) e delle operazioni finanziarie che hanno segnato gli anni della sua gestione.

    Vito Gamberale

    La storia di TIM: Vito Gamberale a "Faccia a Faccia"

    "A Ingegneria mi hanno insegnato che un ingegnere deve saper copiare da qualsiasi spunto per realizzare cose innovative: io ho copiato dalla Colombia, dove utilizzavano le prepagate per evitare le frodi telefoniche": in un’intervista a Giovanni Minoli dell’aprile 2018, Vito Gamberale ripercorre la sua esperienza in SIP dove è approdato nel 1991 nel ruolo di Amministratore Delegato per la telefonia mobile. Con lui Ernesto Pascale, nominato Presidente, e Antonio Zappi, AD per la telefonia fissa. "La Telecom di Pascale era eccezionale perché intanto c’erano competenze a tutti i livelli" ricorda oggi il Top Manager: "C’era un disegno di fare di Telecom qualcosa di importante: capimmo che avremmo potuto dare all’Italia il pregio che ebbe con Meucci all’inizio del secolo quando inventò il telefono". Vito Gamberale ha assistito direttamente alla nascita di Telecom Italia dalla fusione di SIP, Iritel, Telespazio, Italcable e SIRM, e quella di TIM, acronimo di Telecom Italia Mobile: frutto di una scissione nel 1995, si era posta come obiettivi quelli di progettare, creare e gestire le reti di telefonia mobile. La nuova società trasforma il mercato dei telefonini, decuplicando i clienti in particolar modo grazie all’intuizione di Gamberale sulla carta prepagata. Nel 1997 la privatizzazione e poco dopo le dimissioni del manager che lo hanno portato verso nuove esperienze professionali.

    Vito Gamberale, la crescita professionale del Top Manager

    Originario di Castelguidone, Vito Gamberale si laurea nel 1968 in Ingegneria Meccanica presso l’Università La Sapienza e successivamente entra nell’Istituto Mobiliare Italiano dove si occupa della valutazione delle imprese. Nel 1984 inizia la sua carriera in Eni, ricoprendo la carica di Amministratore Delegato e Presidente di alcune società del Gruppo. La svolta arriva nel 1991: viene nominato Amministratore Delegato della SIP e nel 1995 guida la nascita di Telecom Italia Mobile, che con la sua direzione diventerà una delle maggiori società di telefonia mobile a livello mondiale. Dopo aver lasciato la TIM, dal 1998 al 2000 è Presidente di 21 Investimenti, società di partecipazioni industriali fondata da Alessandro Benetton. Nel 2000 passa ad Atlantia. È il 2007 quando dà vita a F2i, il più importante Fondo di investimenti italiano per il comparto infrastrutturale: per sette anni ricoprirà il ruolo di Amministratore Delegato. Attualmente Vito Gamberale è azionista e Presidente di Iterchimica, società leader nella produzione e commercializzazione di additivi per pavimentazioni stradali.

  • Sanremo 2020, tutti gli ultimi aggiornamenti sul blog di Paolo Campiglio

    Un mese scarso al primo collegamento dall’Ariston dell’edizione 2020. Paolo Campiglio, esperto di costume televisivo e musicale, parla sul suo blog dei nomi e brani in gara annunciati in tv dal direttore artistico Amadeus pochi giorni fa.

    Paolo Campiglio: wikimilano

    Paolo Campiglio: cantanti e canzoni in gara a Sanremo 2020

    A poco meno di un mese dal debutto televisivo in prima serata della settantesima edizione del Festival di Sanremo, Paolo Campiglio scrive un articolo sul suo blog Internet facendo il punto della situazione per quanto concerne i 24 cantanti in gara nella sezione dei Campioni e le relative canzoni. Sono stati infatti resi noti al grande pubblico lunedì 6 gennaio dal direttore artistico di questa edizione, Amadeus, nel corso della puntata speciale de "I soliti ignoti" per l’estrazione dei biglietti vincenti della Lotteria Italia. Questa la rosa completa, che come spesso è accaduto in passato, anche se forse in misura minore, presenta numerosi nomi usciti dai talent show, a volte anche come vincitori: troviamo infatti i cantanti e giudici lanciati da X Factor Levante, Anastasio ed Enrico Nigiotti, quest’ultimo già approdato sul palco dell’Ariston, la coach dell’ultima edizione di The Voice of Italy Elettra Lamborghini, le ex allieve della scuola di Amici Elodie e Giordana Angi, e poi ancora Achille Lauro, Alberto Russo, Bugo e Morgan, Diodato, Francesco Gabbani, Irene Grandi, Junior Cally, Le Vibrazioni, Marco Masini, Michele Zarrillo, Paolo Jannacci, Piero Pelù, e infine Rita Pavone e Tosca. Proprio queste due sono state le ultime a essere svelate, e in ragione di ciò, come fa notare anche Paolo Campiglio nel suo blog web, i cantanti in competizione aumentano dall’usuale cifra di 22 a 24, ulteriore prima volta di questa edizione numero settanta.

    Paolo Campiglio: la carriera lavorativa e l’impegno in ambito pubblico

    Paolo Campiglio è un manager industriale, specializzato nel business sui mercati esteri e nell’internazionalizzazione delle aziende sullo scenario dell’Europa centrale e orientale. Nato a Milano nel 1975, conclude gli studi superiori presso il liceo commerciale con un diploma a indirizzo giuridico-amministrativo. In seguito entra nella Facoltà di Farmacia dell’Università di Pavia, allo scopo di perpetuare la tradizione farmaceutica familiare. Attualmente lavora in qualità di direttore esecutivo della holding del gruppo Daclé ed è inoltre Presidente di Daclé SA. Ha maturato significative esperienze in ambito consulenziale in qualità di associate advisor della British-Polish Chamber of Commerce e di vice-presidente esecutivo della Camera di Commercio Italo-Polacca. Ha anche rivestito ruoli di primissimo piano come direttore e coordinatore di numerose realtà italiane ed internazionali. In contemporanea al lavoro come imprenditore, ha affiancato l’impegno in ambito pubblico, risultando infatti eletto per tre mandati come presidente del Consiglio comunale della città di Legnano. Paolo Campiglio è infine impegnato come critico televisivo e da alcuni anni è invitato a presenziare al Festival di Sanremo come rappresentante della stampa estera membro di giuria della sala stampa RAI: appuntamento, questo, che monitora anche in qualità di reporter per Radio 1 New York, la frequenza più diffusa presso la popolazione italo-americana che vive negli Stati Uniti.

  • Andrea Girolami: le dichiarazioni in occasione dei 20 anni di AG Boutique Journey

    Con le sue cinque divisioni, AG Group è il primo Gruppo turistico italiano che propone soluzioni in-house per tutti gli aspetti della domanda turistica: alberghi, Tour Operator, agenzia di consulenza alberghiera, ristorazione e senior housing. AG Boutique Journey, il Tour Operator, ha compiuto 20 anni. Il Fondatore e Presidente Andrea Girolami ha raccontato il successo dell’attività e la passione del suo team.

    Andrea Girolami

    AG Boutique Journey compie 20 anni: il commento di Andrea Girolami

    “Siamo orgogliosi di aver adottato un modello di business evoluto, unico in Italia e probabilmente anche in Europa, posizionandoci come one-stop-shop per chiunque voglia visitare al meglio il nostro Paese”: è la dichiarazione di Andrea Girolami, Fondatore di AG Group. AG Boutique Journey, il Tour Operator del Gruppo, compie 20 anni: per l’occasione il Presidente e Fondatore ha sottolineato le peculiarità dell’offerta: “AG Boutique Journey non è solo un tour operator: è il fulcro di un gruppo integrato che opera a tutto tondo nel mondo dell’ospitalità e offre in-house alberghi executive e luxury, consulenza a 360 gradi agli albergatori, ristoranti, bistrot, terrazze e qualsiasi soluzione per ogni tipologia di viaggio”. Andrea Girolami ha inoltre precisato che chi sceglie di contattare AG Group “non trova solo camere, ma contenuti originali per disegnare un viaggio in tutti i suoi aspetti”. Originariamente denominato RSI Travel, AG Boutique Journey è cresciuto in fretta: oggi offre alta professionalità nel settore dell’incoming, per un servizio all’insegna della grande passione per l’Italia che anima il fondatore e l’intero staff.

    Andrea Girolami: la chiave del successo di AG Group

    “Forti dell’ottima reputation raggiunta grazie alla qualità del nostro servizio, alla nostra passione per l’Italia e al nostro essere client oriented, abbiamo un assetto in grado di scrivere un nuovo capitolo nella storia dell’ospitalità. A chi mi chiede come abbiamo fatto rispondo con una sorta di motto aziendale: il nostro segreto è di essere abbastanza grandi e abbastanza piccoli per gestire con efficienza tutti gli aspetti del viaggio, dando a ogni programma un tocco personale”: nelle parole di Andrea Girolami è racchiuso il fulcro delle attività di AG Group, che oggi è attivo anche all’estero e ha clienti in ogni angolo del globo (in particolare Americhe, Europa e Oceania). AG Boutique Journey offre prodotti e servizi per viaggi individuali e di gruppo, eventi, wedding e luxury travel. “Boutique non è solo un vezzo né un claim, ma la dimensione giusta per sostenere gli operatori in un momento in cui le vendite disintermediate si pongono come pericolosi concorrenti della professionalità degli agenti, che in noi invece trovano ben più di un fornitore: trovano un appoggio, un amico, un partner”, ha affermato Andrea Girolami in occasione dei 20 anni di attività di AG Boutique Journey.

  • Monica Alberti dello Studio Legale Mascetti: i nuovi reati tributari

    Lo Studio Legale Mascetti, con un intervento di Monica Alberti, illustra le principali novità del decreto fiscale n.124, convertito in legge il 17 dicembre scorso: l’avvocato del team di Andrea Mascetti affronta le modifiche al diritto penale tributario inserite dal Governo italiano nella nuova Manovra.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: reati tributari, il team dello Studio Legale Mascetti sulle novità introdotte nella Legge di Bilancio

    Entrata in vigore il 1° gennaio 2020, la nuova Legge di Bilancio del Governo italiano contiene anche disposizioni relative alle modifiche al diritto penale tributario. Dall’analisi di Monica Alberti, avvocato dello Studio Legale Mascetti, si evince come la più rilevante consista nell’inserimento di alcune fattispecie di reati tributari nell’elenco dei reati presupposti ex D.Lgs. 231/01 : oltre alla dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, già prevista nel decreto, sono state aggiunte le ipotesi di reato di cui agli artt. 3, 8, 10 e 11 del D.Lgs. n. 74/2000 e l’innalzamento di un terzo della sanzione a carico dell’ente quando lo stesso ha conseguito un profitto di rilevante entità. Ulteriore novità è l’applicazione di misure interdittive, non previste inizialmente: il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, la revoca o l’esclusione delle agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e infine il divieto di pubblicizzare i propri prodotti o beni. Secondo lo Studio Legale Mascetti, fondato nel 2004 dall’avvocato Andrea Mascetti, gli Enti dovranno quindi implementare le misure organizzative per la prevenzione dei nuovi reati con un’analisi precisa del rischio fiscale, dato che la sanzione amministrativa diventa praticamente automatica in caso di condanna della persona fisica. In sintesi, la nuova legge pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 24 dicembre scorso prevede anche:

    • – l’innalzamento delle pene, minime e massime, della maggior parte dei reati tributari previsti dal d.lgs. 74/2000;
    • – l’abbassamento delle soglie di rilevanza penale dell’imposta evasa per le fattispecie di cui agli artt. 10 bis e 10 ter;
    • – l’estensione della confisca allargata prevista dall’art. 240 bis c.p. a specifiche figure di reati tributari connotati dalla fraudolenza specificatamente previste dal nuovo art. 12 ter D.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 in caso di condanna o patteggiamento, al ricorrere di determinate condizioni;
    • – l’introduzione di una nuova fattispecie penale nei confronti dei committenti di un’opera o di un servizio ad un’impresa, con l’estensione del reverse charge nel versamento delle ritenute per contrastare l’illecita somministrazione di manodopera (nuovo art. 17 bis d.lgs. n. 241/1997 “Ritenute e compensazioni in appalti e subappalti ed estensione del regime del reverse charge per il contrasto dell’illecita somministrazione di manodopera”).

    Andrea Mascetti, da Ernst & Young alla fondazione dello Studio Legale Mascetti

    Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano, Andrea Mascetti è iscritto all’Ordine degli Avvocati di Varese. È a Milano che avvia il suo percorso professionale: entra infatti a far parte dello Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young, leader nel settore consulenziale. Nel 2004, forte delle competenze acquisite, fonda lo Studio Legale Mascetti. L’ottica è garantire un’ampia offerta avvalendosi di diversi professionisti, ciascuno specializzato in un particolare ambito del diritto. Andrea Mascetti, titolare dello Studio Legale Mascetti, opera anche all’interno di collegi arbitrali nel ruolo di arbitro e ricopre la Presidenza in diversi Organismi di vigilanza. Da giugno scorso è Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo.

  • MyEdu, a Firenze l’istruzione digitale secondo FME Education

    La didattica digitale è una realtà! L’innovazione è stata uno degli argomenti più dibattuti all’interno di Didacta Italia, principale evento italiano dedicato alla scuola. All’interno del programma della manifestazione, FME Education ha avuto l’occasione di mostrare i punti di forza di MyEdu Plus, la piattaforma digitale rivolta all’insegnamento.

    FME Education

    FME Education: "Didattica oltre i confini della classe"

    762 eventi e 25.000 presenze: sono i numeri della terza edizione di Didacta Italia, la convention dedicata all’innovazione nel mondo scolastico. Dal 9 all’11 ottobre scorso i professionisti della scuola, nella cornice della Fortezza da Basso di Firenze dove si è svolto l’evento, hanno avuto l’opportunità di aggiornarsi sulle novità riguardanti l’insegnamento e di osservare le proposte dei principali attori del settore scuola. Tra questi l’iniziativa dell’editore digitale FME Education: "MyEdu Plus: didattica oltre i confini della classe". Il workshop tenuto da Benedetta Negri, responsabile dei progetti per le scuole, ha dato l’opportunità agli insegnanti di conoscere MyEdu, la piattaforma sviluppata per rispondere all’esigenza di portare anche l’insegnamento in una dimensione digitale. Corsi, lezioni, attività interattive, esercizi: sono gli strumenti che MyEdu mette a disposizione dell’insegnante, con la possibilità di personalizzare i percorsi di ogni singolo alunno. Attraverso il network, inoltre, è possibile condividere idee, spunti e risorse didattiche sia con gli alunni che con gli altri insegnanti presenti in MyEdu. La filosofia di MyEdu è mettere al centro il valore e il lavoro dei docenti, che hanno un’opportunità concreta di condividere best practices e migliorare l’efficienza della didattica.

    FME Education, il valore della didattica digitale

    "Imparare divertendosi a casa e a scuola": è la mission di FME Education, Editore che realizza contenuti didattici digitali per la formazione. MyEdu è lo strumento che l’editore utilizza per offrire a insegnanti e genitori contenuti digitali innovativi: corsi, lezioni, esercizi, giochi e strumenti didattici interattivi per approfondire lo studio e affrontare al meglio i compiti a casa e le ricerche. MyEdu è modulato in tre portali ben contraddistinti: MyEdu Family, MyEdu School e MyEdu Plus. Il primo è dedicato agli alunni, che attraverso i contenuti digitali dell’Editore e un servizio di tutoraggio online vengono guidati nello studio a casa; MyEdu School è uno strumento utile per rendere le lezioni in aula delle vere e proprie lezioni multimediali, grazie anche alle "classi virtuali MyEdu" costituite da tablet Android e lasciate in dotazione gratuita alla scuola; mentre MyEdu Plus è rivolta agli "insegnanti 2.0" che desiderano uno strumento per preparare le lezioni, creare mappe concettuali e verifiche personalizzate per ogni alunno secondo le più recenti Indicazioni Nazionali del MIUR.

  • Fusione Schwab-Ameritrade, il commento di Vittorio Massone

    Vittorio Massone, esperto in management e trasformazione digitale, parla di una delle operazioni societarie più importanti degli ultimi anni, l’acquisizione di TD Ameritrade da parte della Charles Schwab Corporation.

    Vittorio Massone

    Fusione Schwab-Ameritrade, Vittorio Massone commenta la nascita del colosso finanziario

    “Molto interessante la mossa di Charles Schwab per difendersi dalla disruption digitale nell’asset management”: è il primo commento di Vittorio Massone, esperto in business e digital transformation, alla notizia della acquisizione di TD Ameritrade da parte della Charles Schwab Corporation. Un’operazione da 26 miliardi di dollari: la società di Charles Schwab, sia full service broker che banca, ingloberà la rivale attraverso un all-stock deal in cui gli azionisti di Ameritrade riceveranno 1,0837 azioni Schwab per ogni azione ottenuta, con un premio del 17%. “Ovviamente nessuno può prevedere oggi come andrà a finire, ma questa è la dimostrazione che gli incumbent hanno degli strumenti adeguati per difendersi e contrattaccare”: la nuova società, che nascerà dopo la conclusione dell’accordo prevista nel 2020, darà vita ad un vero e proprio gigante del brokeraggio, con oltre 5 trilioni di dollari nei client assets e più di 24 milioni di clienti. Basta pensare che, alla notizia della futura acquisizione, le azioni di Schwab sono salite dell’8% e quelle di TD Ameritrade del 16%. Ma secondo il manager non si tratta solo di numeri: “Usare le dimensioni per creare ulteriore efficienza e scala nella creazione di nuove piattaforme (e l’accordo mira a raggiungere questo specifico risultato), non difendere l’indifendibile, ma evolvere velocemente il business model in base al mercato”. Una strategia lungimirante che la Schwab sta mettendo in atto da tempo, ad esempio con l’assunzione di professionisti nel settore digital e l’azzeramento delle commissioni di intermediazione: “L’obiettivo principale – conclude Vittorio Massoneè non perdere, anzi, aumentare la base clienti e la loro loyalty e rendere la vita molto difficile ai nuovi player che dovranno, prima o poi, trovare il modo di creare profitti. Ovviamente tutto questo si può fare solo con executive team convinti e coesi ed azionisti pazienti”.

    Turnaround di successo e digital transformation, il percorso di Vittorio Massone

    Laureatosi nel 1989 con il massimo dei voti in Economia presso l’Università La Sapienza di Roma, Vittorio Massone si specializza alla Bocconi di Milano in Business Administration. Tra il 1989 e il 1991 inizia in parallelo il suo percorso professionale come Business Analyst per Klopman Textile Industry, società del Gruppo Burlington. Diventa Associato e consulente strategico per Value Partners, mentre tra 1995 e il 2004 diventa Manager, Partner e infine Director di Bain & Company. In quegli anni acquisisce nella gestione di operazioni complesse competenze tali da poter annoverare tra i suoi clienti società come FIAT, Consip, Rai, Walt Disney e “Il Sole 24 Ore”: sono da segnalare, in particolare la sua prima acquisizione nel campo del digitale (società Matrix con il portale Virgilio, 1999), il turnaround di Seat Pagine Gialle (1997-2001) e infine quello di Poste Italiane (2002-2008). La carriera di Vittorio Massone ha una svolta nel 2010, quando lascia l’Italia per trasferirsi in Sud Africa: si stabilizza a Johannesburg e fino al 2018 assume il ruolo di Managing Partner di Bain & Company Africa. Attualmente è consulente esperto di trasformazione digitale.

  • Anna Tavano: l’attenzione e l’impegno per la valorizzazione delle donne nel mondo del lavoro

    Al "Female Networking Breakfast" di HSBC l’esperienza di Anna Tavano, Head of Global Banking in Italia: alle 50 studentesse che hanno preso parte all’evento, la manager ha consigliato di non rinunciare mai ai loro sogni e di essere coraggiose "anche nei momenti più difficili della vostra vita lavorativa".

    Anna Tavano

    Anna Tavano: ritratto formativo e professionale della Head of Global Banking di HSBC Italia

    Oltre 22 anni di esperienza ai vertici del settore finanziario e bancario. Un percorso professionale quello di Anna Tavano, attualmente Head of Global Banking per HSBC Italia, che si è sviluppato a Londra e Milano, all’interno di alcuni dei più importanti istituti di credito conosciuti a livello globale. Dopo aver conseguito la laurea in Economia presso l’Università di Roma "La Sapienza", è entrata a Londra in Citigroup. È il 1997: dopo pochi anni, sarà chiamata a ricoprire un incarico di primaria responsabilità nell’ambito della divisione Fixed Income-Capital Markets. È lei infatti a gestire il team che per conto del gruppo si occupa di una serie di importanti operazioni di finanza strutturata sui mercati dell’Europa Meridionale. I risultati la portano successivamente ad essere nominata Managing Director nella divisione Corporate and Investment Banking di Citigroup. Ricoprirà inoltre il ruolo di Vice Chairman per la Corporate Bank in Italia e di Head of Public Sector. Oggi in HSBC, continua a perseguire quei valori condivisi e promossi quotidianamente nel corso della sua carriera. Oltre a impegnarsi concretamente, anche attraverso progetti e iniziative, per le donne, la loro valorizzazione e l’adeguato riconoscimento nel mondo del lavoro, anche in relazione ai processi di avanzamento professionale, Anna Tavano si è spesa nel promuovere i più ampi temi della diversità e dell’inclusione in ambito finanziario e, in generale, aziendale. Ha preso parte al primo "In the Boardroom", un programma annuale per le top manager sponsorizzato da ValoreD e GE Capital. Inoltre, invitata a partecipare a "The CEO School", ha avuto l’opportunità di confrontarsi con un gruppo selezionato di professioniste dalla notevole esperienza e di mettere a disposizione il know-how necessario per consentire loro in futuro di ricoprire posizioni manageriali di primo piano.

    Il valore della donna in azienda: il messaggio di Anna Tavano alle professioniste del futuro

    "Non arrendetevi mai, siate coraggiose anche nei momenti più difficili della vostra vita lavorativa": è il messaggio lanciato da Anna Tavano a 50 studentesse dell’Università Bocconi in occasione del "Female Networking Breakfast". Parole in cui si riflette l’attenzione e l’importanza che questo tema riveste per la Head of Global Banking di HSBC Italia. E proprio nella sede milanese del gruppo si è tenuto l’incontro animato dalla manager insieme ad altre sue colleghe professioniste, provenienti dal mondo della finanza e attive nella sede di Londra. Dialogando con le 50 promettenti studentesse dell’ateneo milanese che hanno avuto l’opportunità di partecipare all’incontro, Anna Tavano ha ripercorso il suo percorso professionale e fornito loro utili consigli da portare e conservare nel loro futuro professionale. Oggi, infatti, se in termini occupazionali la situazione attuale sembra essere a favore delle donne (52% a 48%), in realtà solamente il 28% delle posizioni apicali sono ricoperte da figure femminili. Bisogna dunque tentare di invertire questo trend. È quanto prova a fare HSBC: "La banca ha a cuore il tema dell’inclusione e della parità di genere e ha sviluppato un programma finalizzato a raggiungere entro il 2020 una quota del 30% di donne impiegate in posizioni manageriali". La Head of Global Banking ha quindi spiegato come per raggiungere il target, fondamentale sia "l’adozione di criteri di inclusione e parità fin dalla fase di selezione dei dipendenti, la promozione interna e l’organizzazione di eventi dedicati al tema e il forte impegno da parte dei vertici della banca in tal direzione".

  • F2i: il fondo guidato da Renato Ravanelli è il nuovo leader europeo nel fotovoltaico

    F2i ha concluso un importante accordo con l’operatore spagnolo Renovalia Energy Group, assicurandosi la posizione di leadership per la produzione di energia fotovoltaica in Europa: l’AD Renato Ravanelli ha commentato positivamente l’operazione, sottolineando il ruolo centrale del fondo infrastrutturale sul panorama nazionale.

    Renato Ravanelli - f2i

    F2i in Spagna grazie a Renovalia

    F2i, il principale fondo infrastrutturale italiano, ha rilevato 1.000 MW di potenza installata dal gruppo iberico Renovalia Energy Group: l’accordo è stato ufficializzato con Cerberus Capital Management. Il fondo guidato da Renato Ravanelli si aggiudica così la posizione di leader europeo tra i produttori di energia solare. L’operazione, realizzata tramite la controllata Ef Solare, ha permesso di acquisire 102 MW di potenza derivanti da nove impianti già operativi e altri 850 MW relativi a progetti in fase di sviluppo. In una nota ufficiale è stato sottolineato che questa potenza viene sommata agli 853 MW già detenuti in Italia da Ef Solare, che arriva così al traguardo di oltre 1.800 MW. Ef Solare entra nel mercato spagnolo dell’energia solare, già molto sviluppato. "L’acquisizione", ha commentato l’Amministratore Delegato Renato Ravanelli, "ha una forte valenza strategica. Conferma la determinazione di F2i a essere un player primario nello sviluppo delle energie rinnovabili per contribuire agli obiettivi di decarbonizzazione fissati dal piano energia clima 2020: già oggi in Italia F2i è il principale operatore per capacità installata nel settore delle rinnovabili".

    F2i, il ruolo centrale in Italia e in Europa

    "Ancora una volta F2i conferma l’unicità del proprio ruolo nel panorama nazionale con la capacità di attrarre capitali italiani ed esteri a supporto dello sviluppo delle imprese italiane", ha commentato Renato Ravanelli. "La scala di attività a cui abbiamo portato le nostre società consente loro di svolgere un ruolo da protagoniste anche in Europa, a beneficio di tutto il sistema Paese". F2i è il maggiore gestore indipendente italiano di fondi infrastrutturali, con asset under management per circa 5 miliardi di euro. Le società facenti parte del network del fondo costituiscono di fatto la principale piattaforma infrastrutturale del Paese, che comprende diversi settori strategici per il sistema economico: trasporti aeroportuali e logistica portuale, rinnovabili, reti di distribuzione energetiche, reti e servizi di telecomunicazione, infrastrutture socio-sanitarie. Attraverso le sue partecipate, il fondo guidato da Renato Ravanelli coinvolge oltre 18mila lavoratori in Italia la cui attività consente a milioni di persone di accedere a servizi e infrastrutture essenziali per lo svolgimento della attività quotidiane.

  • Firenze, il progetto di Terna per la rete elettrica: la presentazione di Luigi Ferraris

    Il piano di Terna per la rete elettrica dell’area di Firenze: la presentazione a Palazzo Vecchio dell’AD e DG Luigi Ferraris insieme al Sindaco della città.

    Luigi Ferraris, AD e DG Terna

    Luigi Ferraris a Firenze: Terna e Comune insieme per la razionalizzazione della rete elettrica

    Investimenti per 19 milioni di euro nel periodo 2019-2023, 15 chilometri di nuove linee in cavo interrato, la demolizione di 78 tralicci e 20 chilometri di vecchi elettrodotti. Numeri, quelli inclusi nel piano di interventi per la razionalizzazione della rete elettrica nell’area di Firenze, che parlano dell’impegno di Terna per la valorizzazione dei territori. È l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Luigi Ferraris a sottolinearlo intervenendo nel corso dell’evento di presentazione del progetto lo scorso 6 dicembre a Palazzo Vecchio. Insieme a lui il Sindaco Dario Nardella. "Il piano che ci impegniamo a realizzare, in stretta collaborazione con il Comune di Firenze, ci permetterà di demolire un grande numero di tralicci adottando soluzioni tecnologiche all’avanguardia, finalizzate alla più alta sostenibilità ambientale e sociale" ha fatto notare l’AD e DG. Interventi, ha aggiunto Luigi Ferraris, che "confermano la nostra attenzione alla sostenibilità delle opere e al patrimonio artistico dei territori dove interveniamo".

    Luigi Ferraris: l’intervento dell’AD e DG di Terna a Palazzo Vecchio

    Nel corso del suo intervento a Palazzo Vecchio, l’AD e DG Luigi Ferraris ha parlato anche del piano strategico di Terna, che prevede "investimenti per 6,2 mld per i prossimi cinque anni", con lo scopo di "agevolare il passaggio verso una sempre più progressiva decarbonizzazione dei sistemi produttivi di energia elettrica". L’obiettivo, come evidenziato dall’AD e DG, è il 2030: "C’è un piano energetico nazionale che prevede una serie di interventi tra i quali quello che ci riguarda è quello sullo sviluppo di nuove connessioni in grado di gestire una generazione di energia sempre più distribuita e sparsa sul territorio". Terna è già al lavoro: "Stiamo ridisegnando il sistema energetico e la rete ne è l’ossatura principale". Non a caso progetti come quello presentato a Firenze riflettono la volontà del Gruppo di coniugare sostenibilità, sicurezza ed efficienza nelle sue attività, come denota Luigi Ferraris. E Terna, in sinergia con il Comune, lavorerà anche a interventi di mobilità sostenibile e allo sviluppo di progetti per l’elettrificazione del trasporto pubblico o privato.

  • Ernesto Pellegrini sul progetto Ruben: “Il nostro scopo principale è assistere i nuovi poveri”

    Ruben è un ristorante solidale di Milano che nel 2018 ha servito quasi 51.000 cene a persone in difficoltà: nato dall’iniziativa di Ernesto Pellegrini, il progetto oggi vuole dare risposte concrete su un altro tema sensibile, quello del lavoro.

    Ernesto Pellegrini

    Ruben, il ristorante solidale di Ernesto Pellegrini che vuole ridare visibilità ai nuovi poveri

    Sono gli anni 60 quando Ruben, da anni al servizio dei Pellegrini, si ritrova in miseria dopo che la famiglia aveva perso i terreni in affitto ed era stata costretta a trasferirsi: l’uomo fu ritrovato in seguito senza vita, da solo, in una baracca di fortuna. Ernesto Pellegrini, Presidente e Amministratore Delegato di Pellegrini S.p.A., ha voluto dedicare proprio a Ruben il ristorante solidale inaugurato a Milano nel 2014: un progetto che ha come mission quella di offrire quotidianamente, dal lunedì al sabato, la cena a 350 persone in temporanea difficoltà economica al prezzo simbolico di un euro, mentre per i giovani sotto i 16 anni il servizio è totalmente gratuito. "Il nostro scopo principale è assistere i nuovi poveri, una categoria di persone in difficoltà pressoché invisibile e purtroppo in costante aumento", ha dichiarato l’imprenditore in occasione della settima edizione di "#cisiamo7", momento di riflessione organizzato presso il ristorante con l’obiettivo di analizzare le nuove povertà. "La trasformazione di una fascia sociale che fino a pochi anni fa viveva in modo dignitoso rappresenta la genesi delle nuove povertà, caratterizzate da una fragilità anche economica che conduce all’esclusione sociale. Abbiamo voluto dare una risposta articolata per restituire visibilità e dignità a queste persone". Ma Ruben non è "solo" un ristorante solidale: intorno al progetto voluto dalla Fondazione Ernesto Pellegrini ONLUS, infatti, ruota non solo l’Associazione dei Volontari di Ruben ma altri numerosi progetti che, sempre tramite la Fondazione, mirano ad avviare percorsi di reinserimento lavorativo per i commensali, iniziando un ragionamento più ampio che vuole combattere le difficoltà delle persone non solo donandogli un pasto, ma restituendo loro dignità e indipendenza.

    Ernesto Pellegrini, una vita dedicata al settore della ristorazione collettiva

    Nel 1965, dopo aver lavorato per la Bianchi prima come Capo Contabile e poi come direttore del servizio ristorazione, Ernesto Pellegrini fonda "Organizzazione Mense Pellegrini", un’azienda che si occupa di ristorazione collettiva, per poi espandersi in pochi anni nel settore dei servizi per le aziende: buoni pasto, pulizia, vending, fornitura derrate alimentari. Dopo soli dieci anni, forte del successo, l’imprenditore trasforma l’impresa nell’attuale Pellegrini S.p.A.: in pochi anni i risultati sono tali da portare alla nascita della Pellegrini Catering Overseas SA, raggiungendo i mercati esteri. Nel 2013 il Gruppo istituisce la Fondazione Ernesto Pellegrini Onlus, nata, secondo le parole dell’imprenditore, come "un modo per ringraziare il buon Dio del tanto che ho avuto dalla vita".

  • Claudio Machetti: i primi incarichi e la carriera in Enel

    Claudio Machetti si occupa di gestire il sourcing di carbone, gas e olio combustibile per Enel, oltre a dirigere l’attività del gruppo nei mercati all’ingrosso di gas ed energia elettrica. Attualmente è alla guida di Enel Global Trading S.p.A. con il ruolo di Amministratore Unico.

    Claudio Machetti

    Claudio Machetti: le tappe fondamentali della carriera

    Originario di Roma, Claudio Machetti è laureato in Scienze Statistiche presso l’Università La Sapienza. Attualmente è Amministratore Unico di Enel Global Trading S.p.A. e Direttore della Global Trading Business Line di Enel da maggio 2014. La sua carriera nel Gruppo inizia nel 2000: entra come Responsabile dell’Area Finanza, mentre nel 2005 viene nominato Direttore Finanziario. Mantiene questo ruolo per i 4 anni successivi. Prima di ricevere gli attuali incarichi, è Direttore della funzione Risk Management. Il manager comincia il suo percorso professionale nel 1983 presso Banco di Roma: assume ruoli di crescente importanza nella Direzione Centrale Finanza per poi diventare Responsabile del Nucleo Analisti Finanziari. In seguito, è Dirigente Responsabile dell’Unità Mercati Finanziari presso Ferrovie dello Stato, per poi divenire capo della funzione Finanza Operativa. Tra le varie esperienze professionali, Claudio Machetti è stato anche Consigliere di Amministrazione di Endesa, Terna e Wind, nonché di numerose società di Enel.

    Claudio Machetti: i fondi pensione, l’incarico attuale e gli interessi personali

    All’interno di Gruppo Enel, Claudio Machetti è stato Presidente di Fondenel, fondo pensione integrativo dei dirigenti Enel, e di Fopen, fondo pensione di operai, impiegati e quadri del Gruppo. Al momento della sua elezione alla guida di Fondenel, nel 2016, il manager era all’interno della società già da 16 anni ed era già stato scelto in precedenza (nel 2003) per lo stesso incarico. Fondenel è un Fondo pensione "preesistente", costituito in forma di associazione riconosciuta. Opera in regime di contribuzione definita e consente agli aderenti di poter usufruire di prestazioni pensionistiche complementari al sistema obbligatorio. A seguito di una ristrutturazione del Gruppo avvenuta a metà del 2014, viene incaricato di guidare la Direzione Global Trading, una delle 4 business line globali di Enel. Nello svolgere le sue attuali mansioni, Claudio Machetti si occupa di gestire il sourcing di carbone, gas ed olio combustibile, nonché di dirigere l’attività del gruppo nei mercati all’ingrosso di gas ed energia elettrica in tutti i Paesi dove Enel è presente. Appassionato di lettura, in particolare di saggi, il manager si dedica allo studio della storia e della filologia.

  • La visione di Cristiana Capotondi sullo sport femminile nell’intervista di Alessandro Benetton

    Nel nuovo video della rubrica #21Changemakers, che coinvolge personalità che si sono contraddistinte sul tema del cambiamento nel mondo dell’imprenditoria, dell’arte e dello sport, Alessandro Benetton incontra Cristiana Capotondi, Vicepresidente della Lega Pro dal 2018. L’intervista è stata pubblicata nel giorno dell’approvazione dell’emendamento che prevede l’equiparazione dello sport femminile a quello maschile.

    Alessandro Benetton

    L’intervista a Cristiana Capotondi per #21Changemakers di Alessandro Benetton

    Quali sono le trasformazioni in atto nel mondo dello sport? E come sta cambiando, in particolare, il panorama del calcio nei confronti delle donne? Proprio nel giorno in cui le atlete italiane sono diventate professioniste a tutti gli effetti, Cristiana Capotondi, dallo scorso anno Vicepresidente della Lega Pro italiana, ha rilasciato un’intervista pubblicata nella rubrica #21Changemakers di Alessandro Benetton, l’appuntamento dedicato agli interpreti del cambiamento e dell’innovazione. Secondo Cristiana Capotondi, lo scenario mondiale (e quello italiano) si sta evolvendo e il contributo delle donne nel mondo sportivo è in crescita. “La donna deve portare la sua capacità di ascolto: è la capacità di essere accogliente, di mettere insieme le parti. Non siamo più nell’epoca della divisione, non si può dividere più, si deve mettere insieme”. Le parole della Vicepresidente hanno sottolineato, quindi, l’importanza della rivoluzione in atto nel settore calcistico e non hanno tralasciato il fatto che il cambiamento e l’innovazione stanno coinvolgendo anche il mondo dello spettacolo. “Io faccio come mestiere principale quello dell’attrice”, ha proseguito, “Ho ben presente la forza dell’immagine, ho ben presente l’idea che servire un valore grande ti fa grande”. La chiacchierata con Alessandro Benetton è proseguita poi con un altro tema molto caro alla Vicepresidente della Lega Pro, quello del valore rappresentato dalla formazione e dalla tecnologia nei confronti dell’essere umano, a tutti i livelli. “Parlando di calcio parlo di formazione, di giovani, di futuro”, ha evidenziato Cristiana Capotondi, suggerendo quanto sia importante far tornare al centro il concetto di individuo: “Riusciamo a fare in modo che la tecnologia sia uno strumento utile per tornare a parlare dell’essere umano”.

    La condivisione dell’esperienza: le rubriche di Alessandro Benetton

    Nato a Treviso nel 1964, Alessandro Benetton si laurea in Business Administration presso l’Università di Boston nel 1987, a cui fa seguito il Master in Business Administration conseguito ad Harvard nel 1991. La sua esperienza professionale inizia nel dipartimento di Global Finance di Goldman Sachs International a Londra. Viene eletto Presidente di Benetton Formula nel 1988 e ricopre questo incarico per dieci anni, durante i quali la scuderia raggiunge la vittoria di tre titoli mondiali. Fonda 21 Investimenti (oggi 21 Invest) nel 1992, società che lo conduce a essere riconosciuto in Italia come uno dei precursori del settore Private Equity. Dal 2012 al 2014 ricopre l’incarico di Presidente di Benetton Group. Tra le cariche attuali figurano quelle come Consigliere d’Amministrazione di Edizione Holding e di Autogrill, e di membro della giunta di Confindustria. È stato insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro nel 2010. Grazie alla sua carriera nel mondo imprenditoriale e sportivo, Alessandro Benetton ha recentemente intrapreso un’iniziativa di condivisione delle sue esperienze, soprattutto nei confronti dei più giovani. Sul suo canale Youtube realizza, infatti, la rubrica #UnCaffèconAlessandro, appuntamento pubblicato a cadenza settimanale in cui propone pillole di imprenditorialità per trasferire le sue esperienze agli aspiranti imprenditori, e la rubrica #21ChangeMakers, nella quale intervista innovatori e creatori di cambiamento nel mondo dell’imprenditoria, dell’arte e dello sport.

  • Buttrio, evento porte aperte: Gianpietro Benedetti illustra la crescita di Danieli

    Il 14 dicembre scorso lo stabilimento Danieli di Buttrio, in Friuli, ha aperto le porte a parenti e amici dei dipendenti per il tradizionale incontro di auguri: durante la visita il Presidente Gianpietro Benedetti ha illustrato i risultati del Gruppo e commentato la crisi italiana nel settore.

    Gianpietro Benedetti

    Porte aperte a Buttrio, Gianpietro Benedetti accoglie famiglie e amici dei dipendenti

    Porte aperte per l’acciaieria friulana: pochi giorni fa, nello stabilimento Danieli di Buttrio, si è tenuto il consueto incontro di auguri in occasione delle festività, una tradizione aziendale che ha visto la presenza di famiglie e amici dei dipendenti in visita allo stabilimento. Durante l’evento, Gianpietro Benedetti, Presidente del Gruppo leader nella produzione di impianti siderurgici, ha colto l’occasione per illustrare i risultati annuali: 25% del Pil regionale, 4.000 dipendenti, un fatturato in aumento. Dati positivi in un settore in difficoltà, in particolar modo per le questioni Ex Ilva e Ferriera: "Purtroppo in questi due impianti ci sono stati pochi investimenti negli ultimi 15 anni – è il commento del Presidente – la mancanza dell’Ilva obbligherà a importare dalle altre aziende europee a un costo superiore in media del 10%, andando a intaccare la competitività della filiera italiana". Una crisi strutturale, culturale e di investimenti: "Facciamo 300 km ed arriviamo a Linz (Austria): in mezzo alla città c’è un’acciaieria integrata, quindi significa che è possibile, ma noi non l’abbiamo fatto". Secondo Gianpietro Benedetti, la crisi del settore italiano è da addebitare alla poca lungimiranza della classe politica: "La visione della struttura sociale è trascurata, viene fatta giorno dopo giorno più come effetto del voto che per un effetto di futuro o di sviluppo di ricchezza, questa è la mia opinione".

    Gianpietro Benedetti, il percorso in Danieli

    Attualmente Presidente di Gruppo Danieli, Gianpietro Benedetti comincia la sua carriera nel 1961 proprio all’interno dell’azienda di Buttrio, operando per la multinazionale degli impianti siderurgici in qualità di ingegnere progettista. Dal 1968 inizia a ricoprire incarichi di maggiore responsabilità, diventando Direttore dell’Ufficio tecnologie e Processo di Laminazione. La svolta avviene 8 anni dopo: grazie all’esperienza acquisita, diventa Co-Amministratore Delegato del Gruppo, ruolo al quale si aggiunge quello di Direttore Generale. Nel 1999 il suo percorso professionale in Danieli viene riconosciuto con la nomina ad Amministratore Delegato, grazie alla quale il Gruppo consoliderà la presenza nei mercati esteri. Dopo 5 anni e una laurea ad honorem in Ingegneria Meccanica conferitagli dall’Università degli Studi di Trieste, diventa Presidente: negli anni seguenti Gianpietro Benedetti continua la sua scalata, che dal 26 settembre 2017 lo vede Presidente del Consiglio di Amministrazione e dell’Executive Board Danieli. Oltre ad una seconda laurea ad honorem in Ingegneria Gestionale, la storia professionale di Benedetti è stata riconosciuta attraverso diversi premi e onorificenze: Cavaliere del Lavoro della Repubblica Italiana nel 2006, vincitore della Tadeusz Sendzimir Memorial Medal dall’AIST (Association for Iron & Steel Technology) nel 2018 e infine il Diploma M.B.A. in International Business conferito dal MIB School of Management di Trieste. Con più di 80 invenzioni registrate a suo nome, dal 2010 è anche Presidente per la Fondazione "ITS – Istituto Tecnico Superiore nuove tecnologie per il Made in Italy, indirizzo per l’industria meccanica ed aeronautica".

  • Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni: la riflessione su digitale e competenze umane

    Sì alla rivoluzione digitale, ma tenendo bene a mente la centralità delle competenze umane a supporto delle macchine: è la riflessione di Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer del Gruppo Eni. Il manager ha sottolineato questo concetto anche all’annuale incontro Airi.

    Luigi Lusuriello

    Apporto umano e intelligenza artificiale: la riflessione di Luigi Lusuriello

    “Per trasformare il potenziale della trasformazione digitale in un beneficio per l’azienda dobbiamo mettere le persone al centro. Solo con le persone al centro effettivamente riusciamo a estrarre beneficio dalle tecnologie digitali”: è la riflessione di Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni. in occasione dell’incontro annuale Airi (Associazione Italiana per la Ricerca Industriale, fondata nel 1974), il manager ha avuto l’opportunità di partecipare ai lavori e riflettere sul futuro della digitalizzazione all’interno delle aziende. Secondo Airi, l’Intelligenza Artificiale sarà un motore dell’innovazione in tutti i settori, non solo in quelli più legati alla tecnologia ma anche in quelli tradizionali. Non bisogna però dimenticare che per programmare ed utilizzare efficacemente un nuovo macchinario, servono le competenze umane. Questa idea è condivisa in toto da Luigi Lusuriello. È inoltre utile considerare l’importanza di dare continuità al programma Industria 4.0, in modo da non compromettere il processo di digital transformation già in atto.

    Luigi Lusuriello: la carriera del manager di Eni

    Genovese, Luigi Lusuriello si laurea in Ingegneria Meccanica presso l’Università della sua città d’origine. Il suo percorso professionale inizia nel 1986 in Agip S.p.A., dove entra come progettista di strutture onshore e offshore e nella Direzione Ingegneria. In seguito alla nomina a Construction Yard manager per la sede di Ravenna, la sua carriera si apre a livello internazionale con l’incarico di Platform Manager in Congo. Dal 1994 al 1998 è invece Manager – Production and Maintenance Technologies per la sede di Crema. In seguito opera come Project Manager, Production Manager e Capo Distretto di Ortona, ricoprendo quest’ultima carica anche in Val D’Agri. Dopo aver concluso il suo percorso formativo con il “The Oxford Advanced Management and Leadership Programme”, rientra in Italia come Vice President incaricato del coordinamento gestionale in Kazakhstan – Karachaganak. Nel 2011 è Senior Vice President Programma Iraq, mentre in seguito diventa Executive Vice President Operations nel Gruppo Eni. Attualmente Luigi Lusuriello è Chief Digital Officer, figura di riferimento per il processo di trasformazione digitale.

  • Il Gruppo guidato da Arturo Bastianello punta su Padova: nasce Pam City, store di prossimità urbana

    Gruppo Pam presenta a Padova City, la nuova generazione di negozi di prossimità urbana: l’azienda italiana guidata da Arturo Bastianello, nella grande distribuzione da oltre 60 anni, mostra il nuovo format per i futuri punti vendita.

    Gruppo Pam

    A Padova "ritorna" Pam: inaugurato City, il nuovo store del Gruppo guidato da Arturo Bastianello

    Il primo supermercato Pam nasce a Padova nel 1958: attualmente il Gruppo conta 777 punti vendita tra ipermercati, discount e Local diffusi in tutto il Centro-Nord della Penisola. Dopo sessant’anni di attività, l’azienda presieduta da Arturo Bastianello ha inaugurato il 5 dicembre scorso, proprio nel capoluogo veneto, il secondo Pam City, store di prossimità urbana dal format moderno e attento alla vita cittadina, aperto 7 giorni su 7 fino alle 21. "Siamo felici di presentare Pam City proprio nella città di Padova dove oltre 60 anni fa Pam ha aperto il primo supermercato iniziando la sua avventura nel mondo della Grande Distribuzione – dichiara Andrea Zoratti Direttore Prossimità di Pam Panorama – Italianità, qualità, freschezza e relazione quotidiana di valore con i nostri clienti sono da sempre i punti di forza della nostra insegna e che i consumatori potranno trovare anche in Pam City, format nel quale crediamo molto e per il quale abbiamo programmato un piano importante di investimenti a partire dal 2020". Il nuovo punto vendita, sito in Piazzale Santa Croce, è un luogo che coniuga accoglienza, qualità e comodità con uno spiccato accento alla convenienza: punto di forza del nuovo format è il Food-to-Go, un’area dedicata ai piatti pronti da consumare, oltre ai reparti di rosticceria e di gastronomia, oggi una risorsa preziosa per milioni di lavoratori. Ulteriore vantaggio i nuovi servizi previsti dallo store, dai più moderni sistemi di pagamento elettronici, ai depositi e prelievi con ViaCash fino alla consegna della spesa a domicilio. L’offerta dei nuovi City vede la presenza di prodotti del territorio, che oltre a risultare convenienti per il consumatore, valorizzano la filiera italiana locale e soprattutto la qualità che la contraddistingue. A completare l’assortimento tutti i prodotti dei marchi Pam, tra i quali Panorama, BIO Pam Panorama, Veg&Veg e i Semplici e Buoni, tutte linee caratterizzate da numerose referenze d’origine 100% italiane, attenzione all’ambiente e soprattutto al consumo critico.

    Pam: i punti vendita supereranno quota 800

    "Più A Meno": nasce nel 1958 il primo supermercato a marchio Pam, precisamente a Padova, grazie all’impegno di Tito Bastianello, Giovanni Paolo Giol e Giancarlo Dina. Il Gruppo, che fin dai primi anni ha fatto della convenienza il suo punto di forza oltre allo slogan, si è diffuso in tutta l’Italia centro-settentrionale, arrivando nel 2019 a contare 777 punti vendita. Presieduta attualmente da Arturo Bastianello, la società è attiva in diversi settori: ipermercati e supermercati attraverso il marchio Panorama e discount con IN’s, ai quali vanno aggiunti i numerosi negozi di prossimità Pam Local, i due nuovi Pam City, i ristoranti Brek e infine tutta la rete di franchising. Con quasi 10mila dipendenti e un fatturato di 2,4 miliardi, Gruppo Pam continuerà la sua espansione anche nel 2020, con le aperture di altri 30 Pam Local.

  • Tecnicaer, sotto la guida di Fabio Inzani, entra nel Consiglio Nazionale CNETO

    Tecnicaer, guidata dall’ingegner Fabio Inzani, entra nel Consiglio Nazionale del Centro Nazionale per l’Edilizia e la Tecnica Ospedaliera (CNETO), Associazione attiva nei settori afferenti al mondo della Sanità. Il Presidente di Tecnicaer Engineering apporterà il suo prezioso contributo nel promuovere ricerche sul settore sanitario e nel valorizzare le attività del Centro.

    Fabio Inzani

    Fabio Inzani e Tecnicaer nel Consiglio Nazionale CNETO

    Promuovere e incoraggiare gli studi sui molteplici argomenti e problemi relativi al settore sanitario e socio-assistenziale: è questo l’obiettivo di CNETO, il Centro Nazionale per l’Edilizia e la Tecnica Ospedaliera, che ha appena nominato Fabio Inzani nel ruolo di membro del Consiglio Nazionale. Per il triennio 2019-2021, infatti, Tecnicaer Engineering, la società guidata dall’Ingegnere e specializzata nel settore ospedaliero e sanitario, farà parte del CNETO insieme ad altri importanti enti, tra i quali il Politecnico di Milano. L’obiettivo comune è l’individuazione di orientamenti e strategie che permettano di perseguire gli scopi del Centro, impegnato dal 1954 nella promozione di studi sulle tematiche relative alla progettazione e alla gestione di strutture sanitarie e socio-assistenziali. Per far ciò, numerose sono le attività proposte dal Centro: organizzazione di incontri e convegni a tema, visite presso strutture estere all’avanguardia nel settore ospedaliero e collaborazioni con realtà universitarie. E, con gli stessi fini, sarà di notevole rilevanza il contributo del Presidente di Tecnicaer Engineering nella promozione delle attività del Centro.

    Fabio Inzani, una carriera al servizio del settore sanitario

    Nato a Rimini nel 1967 e cresciuto ad Aosta, Fabio Inzani si laurea in Ingegneria Aeronautica e Spaziale presso il Politecnico di Torino. Abilitato alla professione di ingegnere nel 1994, si specializza in Progettazione e Gestione di Edifici Ospedalieri presso l’Università degli Studi di Bologna, con iscrizione in qualità di tecnico abilitato al Ministero della Sanità. In seguito all’esperienza come Responsabile delle Strutture dalla USL Regione Autonoma della Valle D’Aosta, ricopre i ruoli di Ingegnere Capo, Responsabile Ufficio Tecnico, Coordinatore del Ciclo e Responsabile del Procedimento presso l’Azienda Ospedaliera CTO – CRF – Maria Adelaide di Torino. Dal 2001 è a capo di Tecnicaer Engineering, società specializzata nella progettazione di tecnologie sanitarie, impiantistica avanzata e tecnologie connesse al settore energetico. Nel 2003 ricopre l’incarico di Direttore Tecnico del centro antidoping delle Olimpiadi Invernali di Torino e nel 2008 quello di Amministratore Delegato e Direttore Tecnico del Consorzio Stabile Mythos, ruolo che svolge tutt’oggi. Attualmente opera come Energy Manager presso il Ministero dell’Industria e Tecnico Abilitato presso il Ministero degli Interni. Autore di articoli e pubblicazioni sul mondo della sanità, oltre che relatore, è docente presso il Politecnico di Milano all’interno della Facoltà di Architettura e nel Master di II livello in Pianificazione, Programmazione e Progettazione dei Sistemi Ospedalieri e Socio-sanitari.

  • L’innovativa idea di scuola di FME Education: MyEdu School

    FME Education, Editore italiano attivo da anni nel settore della didattica e delle nuove tecnologie, permette ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado di “Imparare divertendosi!”. Grazie ai contenuti digitali autorevoli e alla tecnologia, nell’anno scolastico 2019/2020 il progetto MyEdu School ha già coinvolto 18 scuole provenienti da tutta Italia.

    FME Education

    FME Education e il progetto MyEdu School

    MyEdu School è l’iniziativa promossa da FME Education per le scuole primarie e secondarie di primo grado, un progetto che esprime l’idea di scuola che l’Editore ha costruito nel corso degli anni: utilizzare creatività e tecnologia per supportare l’apprendimento dei giovani e l’insegnamento dei docenti. L’anno scolastico 2019/2020 ha già visto per il solo mese di settembre la partecipazione al progetto di ben 18 scuole, distribuite uniformemente in tutta Italia: Lombardia, Piemonte, Umbria, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Sicilia. In queste regioni, MyEdu School introdurrà le nuove tecnologie all’interno delle scuole, facendo uso del digitale durante le lezioni quotidiane. Per ogni istituto comprensivo sarà installata gratuitamente una classe virtuale dotata di dieci tablet personalizzati, al cui interno i docenti e gli alunni potranno trovare contenuti digitali, seminari di formazione e laboratori didattici.

    FME Education: l’esperienza didattica nella tecnologia

    FME Education è un Editore che progetta e realizza contenuti digitali per lo studio e la formazione, la cui idea di scuola è legata alla convinzione che curiosità e coinvolgimento rappresentino le condizioni necessarie agli studenti nel processo d’apprendimento. I contenuti dell’Editore, infatti, sono realizzati con una cura particolare verso la componente ludodidattica, capace di coinvolgere lo studente per mezzo di giochi, esplorazioni, sfide ed enigmi. FME Education pone la scuola e la famiglia al centro del proprio mondo, consapevole che questi sono i due luoghi principali in cui si sviluppa il processo educativo dei giovani. Per questo, le offerte realizzate sono studiate su misura e comprendono: MyEdu School, il progetto completo per una didattica digitale in classe; MyEdu Family, l’ambiente didattico per i compiti e lo studio a casa; MyEdu Plus, il sistema integrato a disposizione dell’insegnante; Encyclomedia Online, la piattaforma digitale ideata e diretta da Umberto Eco.

  • Il trasporto marittimo e la globalizzazione secondo Frabemar

    Per l’essere umano il mare è da sempre sinonimo di comunicazione: Frabemar, protagonista del trasporto marittimo nell’Africa occidentale, da sempre vive la sua mission aziendale senza perdere di vista il legame tra logistica e opportunità della globalizzazione.

    Frabemar Srl

    Mare e globalizzazione: la funzione del trasporto marittimo per Frabemar

    Lo scambio è un bisogno insito nei popoli fin dall’antichità: per questo motivo dal 1965 Frabemar, azienda di trasporti marittimi, ha come mission l’ottimizzazione del trasferimento di beni e servizi. Secondo l’azienda, infatti, la logistica via mare è un tassello fondamentale del fenomeno della globalizzazione: senza gli scambi marittimi probabilmente sarebbe stata impensabile la stessa evoluzione dell’umanità. Il mare continua quindi ad essere il fulcro attorno al quale si muove il commercio mondiale: basti pensare che, attualmente, il 90% dei beni consumati nei Paesi occidentali viene trasportato su navi, grazie sia al continuo abbattimento dei costi di trasporto che alla riduzione delle tempistiche. La tecnologia, che ha fatto passi da gigante anche nella cantieristica, ha fatto il resto. Ma non si tratta solo di merci: Frabemar ritiene che il trasporto marittimo influenzi non solo le economie dei Paesi, ma che abbia un ruolo fondamentale nello scambio tra identità e culture diverse, una responsabilità sociale che coinvolge il mondo intero. Per questo motivo, punta sulla qualità dei servizi, grazie soprattutto al proprio Dipartimento di nuove tecnologie: garantendo scambi sempre più sicuri ed efficienti, l’azienda vuole essere parte attiva e propositiva nel processo di globalizzazione in atto.

    Frabemar, da oltre 20 anni nel mare africano

    Franco Bernardini vantava un’esperienza di circa 30 anni nel settore marittimo quando decise di fondare Frabemar Srl nel 1995, dopo che diversi Armamenti di Stato del West Africa avevano interrotto le attività a causa delle liberalizzazioni dei diritti marittimi. L’azienda nasce quindi con un know-how nel trasporto marittimo già fortemente sviluppato, in particolare nell’area dell’Africa occidentale. Fin da subito Frabemar ha potuto quindi spostare il suo raggio d’azione sulle spedizioni internazionali, aprendo poi divisioni di Trading internazionale e Chartering di M/N. Il legame dell’azienda con il continente è saldo e si esprime anche oltre la logistica: il dipartimento di tecnologie già citato ad esempio è molto attivo nel campo della connessione satellitare in Africa, mentre da oltre due anni è stato creato un Dipartimento Formazione tenendo conto proprio degli aspetti peculiari della logistica continentale.

  • La letteratura horror ripercorsa da Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore è una Casa Editrice nata nel 1929. Durante gli anni ha ricevuto diversi riconoscimenti per la qualità delle sue opere, per l’innovazione, per l’autorevolezza guadagnata grazie alle collaborazioni prestigiose. All’interno di “Historia. La grande storia della civiltà europea”, sono contenuti anche dei saggi sulla letteratura dell’orrore.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore: un breve excursus sull’horror in letteratura

    Magioni infestate, mostri, zombi, luoghi sperduti e mal illuminati: sono le chiavi dei racconti dell’orrore, amati da tanti, sempre più diffusi soprattutto in concomitanza con la festa anglosassone di Halloween. Anche Federico Motta Editore se ne è occupata: la letteratura dell’orrore ha radici antiche e ha conquistato particolare fortuna nella moderna storia dell’editoria. Il genere nacque alla fine del Settecento in Francia e in Inghilterra. Tra i primi romanzi gotici inglesi vanno annoverati classici come “Il castello di Otranto” di Walpole, “Il monaco” di Lewis e “I misteri di Udolpho” di Ann Radcliffe. Il genere raggiunse però la sua maturità con “Frankestein” di Mary Shelly, pubblicato nel 1818 e in assoluto tra i romanzi dell’orrore più apprezzati di sempre. L’anno successivo vede la luce nelle librerie “Il Vampiro” di William Polidori. Per approfondire l’argomento, sono disponibili dei saggi contenuti nel volume dedicato all’Ottocento di “Historia. La grande storia della civiltà europea”, pubblicata da Federico Motta Editore. Per quanto riguarda i giorni nostri, Stephen King rimane l’indiscusso maestro del genere, tra gli autori più apprezzati e venduti nel mercato editoriale mondiale. Il suo successo va ben oltre la letteratura, basti pensare alle trasposizioni cinematografiche e alle serie tv tratte dai suoi romanzi che hanno appassionato il pubblico negli ultimi anni.

    Federico Motta Editore: la storia e i riconoscimenti

    Federico Motta Editore nasce nel 1929 con il nome di “Clichè Motta”. Nel corso degli anni, la Casa Editrice si è affermata grazie all’attenzione verso l’innovazione, la qualità delle opere pubblicate e il valore generato che ha permesso al marchio di affermarsi nel settore. Tra i numerosi riconoscimenti, vanno ricordati il Premio Speciale per la Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2010, il Premio Pirelli InterNETional Awards nel 2007 e l’Ambrogino d’Oro nel 1980. Negli anni le opere pubblicate spaziano dall’editoria per ragazzi (MottaJunior) alle collane di architettura fino alle riviste di moda. L’impegno per innovare costantemente il settore è evidenziato da strumenti rivoluzionari come le Tavole Transvision, il Sonobox, fino all’utilizzo delle VHS e dei CD-Rom in allegato ai volumi. Con l’arrivo del web infine, Federico Motta Editore ha implementato, tra le altre novità, l’Enciclopedia Motta con Internet TV. Il marchio si è affermato nella sua autorevolezza grazie a diverse collaborazioni con personalità rilevanti quali Umberto Eco e Margherita Hack, nonché con realtà importanti quali Telecom, Telefono Azzurro, Rai, Zecchino d’Oro, Disney e Il Corriere della Sera.

  • L’Aeroporto di Trieste entra nel network aeroportuale del fondo F2i

    Renato Ravanelli ha commentato i futuri progetti di F2i in ambito aeroportuale: il Fondo ha di recente acquisito, attraverso 2i Aeroporti, il 55% del capitale dell’Aeroporto Friuli Venezia Giulia. La Regione continuerà invece a detenere il restante 45%.

    F2i

    F2i nel mondo degli aeroporti

    "Lo scalo di Trieste è un tassello molto importante nella nostra strategia di sviluppo di un network indipendente di aeroporti in Italia": è il commento di Renato Ravanelli, alla guida di F2i. Di recente, il fondo ha investito in Friuli Venezia Giulia acquisendo la maggioranza dell’aeroporto Ronchi dei Legionari (Trieste), una vera e propria porta sull’Europa dell’Est e uno snodo commerciale importante per i traffici che provengono dall’Asia. 2i Aeroporti (società controllata da F2i) ha rilevato per 32,8 milioni di euro il 55% del capitale di Aeroporto Friuli Venezia Giulia, mentre la Regione continuerà a detenere il restante 45%. F2i controlla, con una quota del 51%, 2i Aeroporti, la più grande piattaforma di scali italiani che detiene quote di maggioranza o di rilievo nelle società di gestione degli aeroporti di Napoli, Torino, Alghero, Milano (Linate e Malpensa), Bologna e, indirettamente, Bergamo. Per il periodo 2020-2023 sono in programma investimenti per 30 milioni, di cui la metà verranno impiegati nel potenziamento delle infrastrutture di volo e 11 milioni nel miglioramento dei terminal. Tra gli obiettivi principali, spicca il potenziamento e lo sviluppo dei collegamenti verso l’Italia e l’estero.

    F2i: la storia e il percorso professionale dell’Amministratore Delegato Renato Ravanelli

    F2i – Fondi Italiani per le infrastrutture è una SGR (Società di Gestione del Risparmio). Costituita nel 2007, è al centro della creazione del più grande fondo chiuso in Italia, nonché uno dei maggiori d’Europa. Il Fondo ha tra i propri azionisti alcune delle principali banche italiane, Istituzioni, Istituti di credito, Fondazioni bancarie e Casse di previdenza. Il Primo fondo di F2i è stato autorizzato dalla Banca d’Italia nell’agosto 2007 e ha raccolto 1.852 milioni di euro investiti in vari comparti infrastrutturali. Il Secondo Fondo è stato avviato nel luglio 2012, mentre il terzo, che ha assorbito le partecipazioni del Primo Fondo, ha preso avvio nel 2017. Attualmente F2i è guidata dall’Amministratore Delegato Renato Ravanelli: milanese, laureato in Economia e Commercio presso l’Università Cattolica di Milano, ha esperienze consolidate nel settore delle infrastrutture, delle assicurazioni e delle utilities. Ha svolto incarichi da macroeconomista e financial analyst. Nel 2008 Direttore Generale della multiutility A2A, è diventato nel 2014 Amministratore Delegato di F2i.

  • Evelina Manna: l’infanzia, i primi servizi fotografici, la TV e il cinema

    Affascinata fin da bambina dal mondo del balletto, Evelina Manna studia prima danza, poi recitazione. Viene notata per la sua bellezza ed entra nel mondo della moda, che la accompagnerà durante tutta la sua carriera. Successivamente, diventerà anche attrice e produttrice.

    Evelina Manna

    Evelina Manna: l’infanzia, l’esordio come modella e come attrice di teatro

    Nata a Roma da genitori pugliesi, Evelina Manna già in tenera età aspira a entrare nel mondo dello spettacolo: affascinata in particolare dalla figura di Carla Fracci, inizia a studiare danza classica a sei anni, per poi aggiungere a questa passione anche quella per la recitazione. Frequenta il piccolo teatro delle scuole dell’Ordine Francescano e inizia la sua carriera da modella durante l’ultimo anno delle scuole magistrali. Posa per la pubblicità di L’Orèal, per poi venire introdotta alla rivista Harper’s Bazaar da Gianmarco Chierigato: realizza così il servizio Alta Moda Valentino. La carriera nel mondo della moda prosegue a Parigi, dove Evelina Manna posa per alcuni tra i più importanti fotografi come Francesco Scavullo, Andre Rau, Patrick Demarchelier, Ellen Von Unwerth e altri. Lavora per importanti testate come L’Officiel e Vogue France. Trasferitasi a Londra, conosce Susan Strasberg che la invita a frequentare il suo stage all’Actor’s Studio. Avviene così il debutto a teatro con “Io e Annie”, tratto dal film di Woody Allen. in Italia recita per il teatro Off, ma l’esordio televisivo è alle porte.

    Evelina Manna attrice e l’impegno per il sociale

    Evelina Manna debutta sul piccolo schermo con il film “Padre Pio”, per Rai Uno. Segue “La Guerra è finita”. Arriva al cinema con il film “Casomai”, di Alessandro d’Alatri, e “Una Bellissima Bambina” di Mimmo Calopresti, presentato alla 61esima Mostra del Cinema di Venezia. Ottiene il ruolo della principessa Simin per “Alexander”, di Oliver Stone. Tra il 2007 e il 2008 Evelina Manna fonda, con un gruppo di giovani professionisti, la “Moodyproduction”, società di produzione per opere legate al mondo della cultura, della musica e dell’arte. Nel 2014 presenta nei cinema il primo film “Vinodentro”, commedia noir tratta dall’omonimo romanzo di Fabio Marcotto. Si interessa in particolare al sociale, come testimoniato dallo spot “Breaking the Silence” per la Comunità Europa, del quale è stata protagonista. Nel 2010 è figura centrale nel remake televisivo Mediaset “La Donna Velata”. Nel 2011 ha presentato il corto “A Day & a Minute” al Taormina Film Fest, sul tema dell’Immigrazione. “Let’s Fall in Love” invece, è lo spot contro l’Omofobia presentato a Venezia.