Autore: articolinews

  • Andrea Mascetti (Fondazione Cariplo): 6 milioni di euro per la cultura

    Supportare il settore culturale, anche e soprattutto in un periodo di crisi come quello attuale: è il messaggio sostenuto più volte da Andrea Mascetti, Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: l’impegno di Fondazione Cariplo nella promozione culturale

    Sono 14 i progetti approvati da Fondazione Cariplo nel contesto del bando Beni aperti, iniziativa lanciata a luglio 2019 e che ha visto la partecipazione di 58 progetti da parte di realtà culturali. Tra questi, i 14 progetti selezionati beneficeranno di un finanziamento complessivo di circa 6 milioni di euro, con i quali Fondazione Cariplo anche grazie all’attività della Commissione Arte e Cultura coordinata da Andrea Mascetti intendono promuovere interventi di restauro di beni storico-architettonici e l’avvio di nuove attività. La soddisfazione per il progetto è grande in Fondazione Cariplo, da sempre impegnata nel condurre iniziative di sostegno nei confronti delle realtà culturali, in particolar modo in questo periodo in cui tutto il settore è duramente colpito dalla pandemia del Coronavirus. Un finanziamento ingente, dunque, destinato a organizzazioni private non profit ed enti pubblici o ecclesiastici presenti sul territorio lombardo e nelle province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola. Questo intervento di Fondazione Cariplo che collabora a stretto contatto su questi temi con la Commissione Arte e Cultura guidata da Andrea Mascetti fa seguito a un altro grande intervento della Fondazione che, grazie al bando Luoghi di innovazione culturale, ha recentemente destinato altri 3 milioni di euro a organizzazioni che gestiscono luoghi di cultura.

    Andrea Mascetti: i progetti finanziati da Fondazione Cariplo

    I 14 progetti che beneficeranno di interventi di valorizzazione includono realtà di grande rilevanza storica e culturale sia in ambito regionale che nazionale: tra questi, la riqualificazione di edifici storici a Bergamo e Cremona, che permetterà la nascita di nuovi centri culturali in rafforzamento dell’offerta turistica locale, la riapertura di una sala cinematografica a Lecco e il finanziamento del progetto Sangregorio: un lascito per le nuove generazioni dell’arte scultorea (Fondazione Sangregorio Giancarlo di Sesto Calende). L’ingente finanziamento prevede, inoltre, la riqualificazione del Teatro Coccia a Novara, del Palazzo Te a Mantova, il potenziamento delle attività culturali di Villa Erba, a Cernobbio, e nelle aree interne di Argegno e Malegno. Sarà, inoltre, riaperta al pubblico la dimora dell’architetto Maroni presso il Complesso del Vittoriale a Gardone Riviera. Un progetto di ampio respiro culturale, quindi, che si inserisce nell’impegno di Fondazione Cariplo finalizzato, come ricordato più volte dal Coordinatore della Commissione Arte e Cultura Andrea Mascetti, a sostenere il comparto culturale nel Paese più ricco al mondo in quanto a patrimonio culturale e che, da solo, rappresenta il 6% del PIL.

  • FME Education: MyEdu arriva sul canale della Rai dedicato ai più piccoli

    Uno dei primi effetti delle restrizioni causate dall’emergenza sanitaria è stata la chiusura delle scuole: FME Education, che ha offerto gratuitamente la sua piattaforma digitale, è tra le realtà italiane specializzate nell’e-learning.

    FME Education

    Lezioni a distanza in TV grazie a FME Education

    Dal 20 aprile su Rai Gulp, canale tematico dedicato ai bambini, va in onda “La Banda FuoriClasse”, un nuovo programma che offre agli studenti una serie di video lezioni, documentari ed esercizi didattici. Ogni giorno, dalle 9.15 del mattino, il conduttore Mario Acampa aiuta i più piccoli ad affrontare la temporanea chiusura delle scuole. In una puntata andata in onda il 24 aprile uno degli strumenti utilizzati è stato “MyEdu”, ambiente digitale creato da FME Education, Casa Editrice milanese leader nella didattica a distanza. Il tema affrontato è stato il ciclo dell’acqua, sia dal punto di vista della scrittura che dal punto di vista scientifico: Alessandra Pederzoli, una delle maestre chiamate a tenere le lezioni in diretta TV , ha parlato di acqua dopo aver mostrato agli spettatori il video di MyEdu dedicato proprio all’argomento. L’obiettivo del programma televisivo della Rai coincide perfettamente con la mission che FME Education porta avanti fin dal 2013: educare i bambini grazie ai nuovi strumenti messi a disposizione dalle nuove tecnologie. Ma senza dimenticare uno dei fattori più importanti per una didattica efficace: qualità dei contenuti e divertimento.

    FME Education: dal 2013 leader di contenuti didattici multimediali

    Negli ultimi mesi la didattica a distanza (DAD) è diventata improvvisamente l’unico metodo con il quale insegnanti e studenti hanno potuto continuare le attività scolastiche: la chiusura degli Istituti scolastici è stata infatti una delle prime misure prese dal Governo italiano per fronteggiare la pandemia. FME Education è una delle realtà italiane leader della didattica digitale: nata nel 2013, attraverso MyEdu si rivolge sia agli educatori che agli alunni e alle loro famiglie. Grazie a migliaia di contenuti multimediali tra lezioni, test, video e giochi, la Casa Editrice offre una vasta gamma di servizi. Gli educatori possono usufruire ad esempio di MyEdu Plus, un sistema integrato che mette a disposizione la possibilità di creare lezioni personalizzate, materiale didattico e soprattutto una community dove è possibile condividere progetti e idee. Per gli studenti della scuola dell’obbligo c’è invece MyEdu Family, dedicata ai compiti a casa, un ambiente che supporta i ragazzi nello studio, nelle ricerche e nella preparazione per test ed esami. Tutti i progetti messi a disposizione da FME Education hanno la funzione di stimolare l’insegnamento a distanza: tra gli obiettivi dell’Editore c’è infatti quello di promuovere la digitalizzazione della didattica, obiettivo possibile grazie anche alle numerose collaborazioni con il Ministero dell’Istruzione.

  • Cultura ed emergenza, il punto di vista di Andrea Mascetti

    In un’intervista rilasciata a “Malpensa24”, il Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, Andrea Mascetti, affronta il tema della cultura alla luce del periodo di emergenza attualmente in corso.

    Andrea Mascetti

    La cultura secondo Andrea Mascetti: “Bene imprescindibile”

    “Sostenere la cultura attraverso interventi che vadano oltre questa situazione emergenziale”: ne è convinto Andrea Mascetti di Fondazione Cariplo, secondo cui il sostegno al comparto culturale sia garantito a prescindere dal periodo emergenziale derivante dal Coronavirus. “L’impegno di Fondazione Comunitaria Cariplo”, prosegue, “sarà di aiutare questo comparto prima di tutto a sopravvivere e poi a ripartire”. Il messaggio dell’avvocato è chiaro: quando si parla di cultura in Italia bisogna pensare a un settore che “vale il 6% del PIL italiano e che conta 1 milione e 500mila lavoratori”. Si tratta di numeri che non lasciano adito a dubbi e che da soli basterebbero a quantificare la rilevanza del settore nel sistema economico in Italia. Ma, come evidenziato da Andrea Mascetti, la realtà dei fatti è ben diversa e rappresenta un paradosso tutto italiano: “Siamo il Paese forse più ricco al mondo in termini di beni e patrimonio culturale, ma anche quello che più di altri ha bisogno di cultura. L’Italia continua a essere in fondo alle classifiche per il rapporto abitanti – libri letti”.

    Andrea Mascetti, le priorità di Fondazione Cariplo

    Ma quali soluzioni proporre, dunque, per permettere la sopravvivenza di un settore così fortemente in crisi ben prima dell’insorgere della pandemia di Coronavirus? Sicuramente, sostiene Andrea Mascetti, bisogna evitare di tagliare i fondi al settore e continuare a sostenere le realtà culturali, così come stabilito dalla linea seguita da Fondazione Cariplo: “Il nostro statuto prevede lo sviluppo di tutta una serie di attività. Tra queste c’è la cultura, che non rappresenta un incidente, bensì un pezzo importante della mission della Fondazione”. Nel corso dell’intervista il Coordinatore è poi sceso nei dettagli di quali siano le priorità della Fondazione per sostenere il settore in questo periodo: “Ci siamo dati una linea: assistere il mondo della cultura e le imprese che operano in questo settore”, dice Andrea Mascetti, aggiungendo che “il primo obiettivo da raggiungere quindi è garantire la sopravvivenza”. Mantenere in vita il settore, quindi, e valutare la situazione una volta usciti dall’emergenza, come sostenuto dall’Avvocato, il quale conclude il proprio intervento con due impegni per Fondazione Cariplo: mantenere le linee di finanziamento già attive prima della crisi e la possibilità dei primi interventi già entro l’estate. “Non escludiamo”, conclude, “di mettere in campo strumenti speciali oltre a quelli che già si conoscono”.

  • Rodolfo Belcastro: formazione e incarichi

    Manager esperto di comunicazione, Rodolfo Belcastro ha lavorato nel mondo del giornalismo e poi della Comunicazione Corportate per importanti società, anche quotate, di respiro internazionale prima di assumere l’incarico di Direttore della Comunicazione di SACE.

    Rodolfo Belcastro

    Rodolfo Belcastro: le prime esperienze nel giornalismo

    Palermitano, classe 1975, Rodolfo Belcastro si laurea in Scienze della Comunicazione presso l’Università della sua città. Consegue, successivamente, un Master presso la Scuola di Giornalismo dell’Istituto. Le sue prime esperienze professionali lo vedono nel ruolo di freelance: inizia infatti a collaborare con testate specializzate in tecnologia e innovazione. Grazie al suo impegno, viene scelto come inviato all’evento annuale del mondo Apple, il "MacWorld Conference & Expo", che si svolge nelle città di New York e San Francisco. In quegli stessi anni inizia a collaborare con l’agenzia stampa Italpress, oltre a scrivere per "Il Giornale di Sicilia". Nel 2000 inizia la sua prima esperienza nel settore della Comunicazione: fino al 2004 Rodolfo Belcastro è responsabile della Direzione delle Relazioni Esterne e i Rapporti Istituzionali per la sede siciliana di CIT – Compagnia Italiana Turismo S.p.A., società nata con lo scopo di promuovere l’Italia come destinazione di turismo internazionale.

    Dall’Ansa a SACE: l’ascesa di Rodolfo Belcastro

    Terminata l’esperienza in CIT, Rodolfo Belcastro supera con successo l’esame da giornalista professionista e viene assunto in ANSA, la prima Agenzia di Stampa Associata italiana, dove entra nelle Redazioni Interni e Cronache. Nel 2007 diventa Responsabile dei Rapporti con i Media Nazionali nella Direzione Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali di ANAS, oggi appartenente al gruppo FS, occupandosi di Media Relations, Corporate e Crisis Communication. Le sue esperienze nel settore della Comunicazione lo portano a diventare socio e consulente della Federazione Relazioni Pubbliche Italiana (Ferpi), punto di riferimento delle Pubbliche Relazioni nel Paese, rafforzando le sue competenze in diversi settori (infrastrutture, energia etc.). È il 2015 quando entra in Cassa Depositi e Prestiti: per la società ricopre l’incarico di Responsabile del "Reputation Management", che comporta la gestione dell’immagine di tutte le società del Gruppo. Dopo una esperienza a Milano nel Gruppo CIR, holding della famiglia De Benedetti, Rodolfo Belcastro nel 2019 viene nominato Direttore della Comunicazione di SACE – società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti e attiva nell’export credit italiano e nel supporto delle imprese colpite dalla emergenza Covid19 – , ruolo che svolge attualmente occupandosi di Brand, Digital and People Communications e attività di Sponsorship.

  • Donne italiane in carriera: Beatrice Trussardi e l’imprenditoria culturale

    Nel mondo dell’imprenditoria legata alla cultura, le donne risultano spesso in ombra rispetto ai colleghi di sesso maschile: Beatrice Trussardi, figlia del fondatore dell’omonimo Gruppo, è una delle numerose "eccezioni" che rappresenta con forza il successo delle figure femminili nel settore.

    Beatrice Trussardi

    Dall’amore per la scultura alla guida della Fondazione: Beatrice Trussardi e l’impegno per l’arte

    "Mio padre voleva che facessi parallelamente corsi di disegno, di pittura, di storia dell’arte, oltre che sport. Pensava che ognuno dovesse provare tutto e trovare così la propria strada": Beatrice Trussardi racconta in un’intervista in che modo è entrata in contatto con il mondo dell’arte. La futura Presidente della Fondazione Nicola Trussardi, già dagli anni del liceo, si è riscoperta appassionata di arte, con una predilezione per la scultura. La scelta di laurearsi in Art Business & Administration presso la New York University è stata quindi una conseguenza naturale di un’attitudine già coltivata in precedenza. Nella Grande Mela ha avuto l’opportunità di sviluppare un forte senso artistico, soprattutto per quel che riguarda l’arte contemporanea, frequentando diversi seminari di artisti famosi: è qui che inizia a lavorare per musei come il MoMa, il Guggenheim e il The Met. È grazie a queste esperienze che scopre il fascino dell’imprenditoria culturale: per questo nel 1999 Beatrice Trussardi accetta la nomina a Presidente della Fondazione, ente non profit nato nel 1996 a Milano con lo scopo di promuovere la diffusione della cultura.

    Beatrice Trussardi e la rivoluzione della Fondazione Nicola Trussardi

    Con l’ingresso di Beatrice Trussardi, la Fondazione Nicola Trussardi inizia il percorso che la porterà a diventare un punto di riferimento nel panorama dell’arte contemporanea. L’imprenditrice ha un obiettivo ben preciso: rendere Milano una città a forte vocazione culturale, sfruttandone gli spazi pubblici e i luoghi meno conosciuti. Con la collaborazione di Massimiliano Gioni alla direzione artistica, dal 2002 la Fondazione abbandona lo spazio riservato di Palazzo Marino, sede del Comune, per dare vita ad un inedito modello itinerante. Palazzo Litta, Palazzo Dugnani e Palazzo Citterio sono solo alcuni esempi di luoghi in cui l’Ente è riuscito a portare diverse installazioni o mostre d’arte; Maurizio Cattelan, Peter Fischli e David Weiss, Ibrahim Mahama sono invece un assaggio degli artisti che hanno potuto collaborare con la Fondazione. Ma Beatrice Trussardi non è solo un’imprenditrice culturale: fa parte del Women’s Leadership Board della John F. Kennedy School of Government, che sostiene l’uguaglianza di genere; è un membro del comitato esecutivo di Aspen Institute Italia, think thank che studia i problemi e le sfide più attuali in ambito politico, economico e sociale; infine, è entrata a far parte dell’Advisory Council di Tent Partnership for Refugees, organizzazione internazionale che si occupa di politiche di inclusione lavorativa per i rifugiati.

  • Finanza internazionale: il profilo di Martin Gruschka

    Beneficiario di una borsa di studio della Fondazione Rotary International, fin dal suo percorso formativo Martin Gruschka si specializza nel settore dell’alta finanza arrivando a fondare una società di investimenti che opera a livello internazionale.

    Gli studi e i primi incarichi professionali di Martin Gruschka

    Dopo aver frequentato sia l’Università di Munster che quella di Friburgo, Martin Gruschka completa la sua formazione a Stanford, noto Istituto della California, usufruendo di una borsa di studio della “Rotary Foundation”: termina dunque il suo percorso laureandosi in Economia, Commercio e Filosofia. È il 1990 quando ottiene il primo incarico professionale: viene assunto come Management Consultant alla Deutsche Bank di Berlino, specializzandosi nel settore della privatizzazione. In seguito è Consulente strategico per il St. Gallen Consulting, gruppo svizzero che offre servizi di consulenza finanziaria. La sua svolta professionale arriva con la nomina a Responsabile dell’European Media Group di Arthur D. Little: grazie all’esperienza nella famosa società di consulenza manageriale ha la possibilità di ampliare le sue conoscenze nel settore ITC. La crescita continua con il Media Group di Morgan Grenfell, una delle banche di investimento più antiche di Londra: Martin Gruschka viene infatti nominato Associate Director, ottenendo quindi uno dei primi incarichi di responsabilità.

    Springwater Capital LLC: come opera la società di Martin Gruschka

    Negli anni 2000, Martin Gruschka si trasferisce a New York: nella Grande Mela entra nella società di investimenti Veronis Suhler Stevenson. Con il ruolo di Investment Manager si occupa principalmente di Private Equity, concentrandosi su società di Media e Marketing. Dopo due anni, è nuovamente a Londra, nella sede britannica del gruppo. Ed è proprio nella Capitale inglese che il manager fonda Springwater Capital LLC, società di investimenti multi-strategia. È il 2002: oggi, dopo 18 anni di attività, la realtà è attiva con le sue sedi a Milano, Madrid e Lussemburgo. Specializzata in Contrarian Investing, Springwater Capital è cresciuta trasformando in successi acquisizioni complesse. A riprova del suo operato, la società è stata vincitrice di diversi premi e riconoscimenti, come il Rising Star Awards nel 2014 come “Best European Turnaround Investor” e il primo posto nella classifica stilata dallo Spanish Private Equity Institute. Attualmente, Martin Gruschka è attivo come Managing Partner: negli ultimi anni è stato inoltre Presidente, Amministratore Delegato e Membro di numerose società europee e statunitensi.

  • Cariplo, Andrea Mascetti: “Periodo attuale occasione per le comunità”

    Nato a Varese, Andrea Mascetti è Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo: in un’intervista rilasciata a “TicinoLive” ha spiegato il valore dell’identità in un periodo di cambiamenti epocali.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: l’importanza dell’identità storica

    L’emergenza sanitaria in atto ha profondamente mutato le prospettive del mondo. A causa soprattutto delle restrizioni alla mobilità, si è verificata infatti un’accelerazione dell’era digitale, i cui strumenti appaiono ancor più indispensabili per l’essere umano. Ma Andrea Mascetti ha un punto di vista più complesso. L’uomo potrebbe tornare invece a valorizzare le proprie radici storiche e culturali, riscoprendo il proprio rapporto con le comunità territoriali. Avvocato e Titolare dello Studio Legale omonimo, dal 2019 si occupa di Arte e Cultura per Fondazione Cariplo. Il suo auspicio è che uno degli effetti della pandemia sia quello di riportare le persone a focalizzarsi sulla propria identità storica e culturale. Un bisogno che secondo il Coordinatore è una “necessità spirituale e antropologica dell’uomo”. Il punto di partenza saranno proprio le comunità, che dovranno occupare, più che nel recentissimo passato, un ruolo centrale: “Penso che le cose trovino sempre una loro strada: la sensazione – ha spiegato Andrea Mascettiè che in un periodo storico così periglioso e imprevedibile, le comunità ritorneranno luoghi di rifugio e di estremo piacere”.

    La contrapposizione tra cultura e tecnica secondo Andrea Mascetti

    Le nuove tecnologie, sebbene utili all’essere umano, non potranno mai sostituirsi al concetto di cultura: uno degli inviti più frequenti di Andrea Mascetti è infatti quello di leggere meno pagine Wikipedia e concentrarsi maggiormente sui libri. La cultura, nel senso originale del termine, è una cosa completamente diversa. Sotto questo punto di vista, l’epoca attuale è “arida”, “sfuggente”. La dirompente ‘techne’ di questo secolo non è altro che un mezzo: oggi abbiamo infiniti servizi culturali a disposizione, ma poche fonti vive di cultura in senso stretto. “C’è bisogno di comunità, essenze vibranti, scontri e incontri anche fisici”: la distanza, insita nell’essenza stessa del digitale, spesso si dimostra più un ostacolo che un valore aggiunto. Anche per questo è fondamentale continuare a sensibilizzare le persone nei confronti delle peculiarità dei territori in cui vivono: “Si fa pochissimo per il nostro passato e per la nostra storia – ha dichiarato Andrea MascettiL’assenza di una identità anche storica ma soprattutto di una consapevolezza di ciò che siamo, ha reso il nostro tessuto comunitario più debole e fragile”.

  • “Milano per Me”: Michele De Luca annovera Federico Motta Editore tra i simboli della città

    Fondata nel 1929, Federico Motta Editore, con i suoi oltre novant’anni di storia, è tra i simboli dell’editoria milanese. Michele De Luca ha menzionato la Casa Editrice nella sua lettera aperta al “Corriere”, un’ode alla città lombarda e alla sua ripartenza dopo l’epidemia di Coronavirus.

    Federico Motta Editoria

    Federico Motta Editore tra i simboli di Milano

    Lo storico marchio milanese Federico Motta Editore è citato tra i principali simboli che hanno fatto la storia della cultura e dell’editoria del capoluogo lombardo. Il “Corriere della Sera” infatti ha pubblicato nel blog “ITALIANS”, curato da Beppe Severgnini, una lettera aperta che è più che altro una poesia dedicata all’amore per questa grande città, fatta di storia, di luoghi e di civiltà. La poesia, scritta da Michele De Luca, cita i simboli e gli avvenimenti principali legati a Milano, tra storia, letteratura e luoghi simbolo. Il testo vuole essere un messaggio di amore e speranza per un futuro più luminoso, dopo i difficili mesi che la città sta affrontando in seguito alla pandemia. “Quando penso Milano”, scrive l’autore, “penso Piazza Fontana Corso Sempione, Van Wood che canta in Via Montenapoleone la Federico Motta in Via Branda Castiglioni”. Con oltre novant’anni di storia, Federico Motta Editore entra così di diritto nella comune memoria dei milanesi e di chi ha conosciuto Milano interessandosi alla sua storia e alla sua cultura. Tra i premi ricevuti degni di menzione, si ricordano il premio Pirelli InterNETional Awards (2007) e l’Ambrogino d’oro assegnato nel 1980.

    Federico Motta Editore: la storia della Casa Editrice

    Fondata il 14 gennaio 1929 con il nome di “Cliché Motta”, Federico Motta Editore è una Casa Editrice simbolo di autorevolezza e innovazione. I settori di interesse non si limitano alle Enciclopedie, ma spaziano tra editoria per ragazzi (con il marchio Motta Junior) e collane di architettura, riviste di moda e libri d’arte e fotografia. La ricerca di nuovi strumenti per stare al passo con i tempi è parte fondamentale della storia dell’editore: dalle Tavole Transvision al Sonobox, dalle videocassette ai CD-ROM fino all’utilizzo di Internet, Federico Motta Editore ha sempre colto a pieno le rivoluzioni in arrivo. A conferma della qualità e dell’autorevolezza delle opere pubblicate, la Casa Editrice ha collaborato con esperti di fama internazionale quali Umberto Eco e Margherita Hack. Ha avviato partnership con enti rilevanti quali Telefono Azzurro, Zecchino d’Oro, Rai, il Ministero dell’Istruzione, Disney, il Sole 24 Ore, il Corriere della Sera o l’Espresso.

  • Almo Collegio Borromeo: la solidarietà degli Alunni in una app rivolta agli anziani

    Il progetto “GenAgo” è nato nel 2018 da un’idea degli Alunni dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia, il collegio di merito più antico d’Italia.

    Almo Collegio Borromeo

    Il contributo degli Alunni dell’Almo Collegio Borromeo

    “Generation Agorà” è un punto di incontro tra nuove e vecchie generazioni: il progetto è stato realizzato dagli Alunni che frequentano l’Almo Collegio Borromeo con l’obiettivo di offrire un contributo di solidarietà agli anziani di Pavia, città in cui si trova l’Istituto. Il risultato dell’iniziativa è stata la creazione di “GenAgo”, un’applicazione per smartphone che permette agli utenti di chiedere un supporto per diverse attività quotidiane. Dalla spesa al trasporto per visite sanitarie, una volta registrati gli anziani potranno richiedere assistenza tramite l’app, che assegnerà il compito ai volontari. “Crediamo che le generazioni più mature siano una fonte preziosissima di memoria, saggezza ed esperienza – si legge sulla pagina Facebook dedicata al progetto – sogniamo una comunità in cui giovani e anziani si arricchiscano a vicenda, una società in cui nessuno si debba mai sentire solo”. La pandemia causata dal Coronavirus ha tuttavia rinviato il lancio ufficiale dell’app, dato che la maggior parte dei servizi offerti prevede un contatto ravvicinato con gli utenti. Ma gli Alunni dell’Almo Collegio Borromeo non si sono dati per vinti: durante il periodo dell’emergenza i volontari, tramite Facebook, hanno messo in piedi “Quarantena in compagnia”, una serie di iniziative dedicate agli over 65, come letture di gruppo e tour virtuali guidati.

    Almo Collegio Borromeo: la storia dell’Istituto fondato da San Carlo

    Fin dalla sua nascita, l’Almo Collegio Borromeo è stato caratterizzato da una forte mission etica, ossia quella di offrire ai giovani in condizioni economiche di disagio l’occasione di poter studiare all’Università di Pavia. L’Istituto, in cambio di una media elevata da mantenere durante tutto il percorso, mette a disposizione degli studenti più meritevoli servizi di vitto e alloggio. Completano l’offerta aule studio dedicate, strumentazione informatica, impianti sportivi e diversi spazi verdi. Inoltre, l’Istituto accompagna gli alunni nel loro percorso di crescita grazie a servizi di coaching, una corposa Biblioteca con un famoso Archivio, corsi accessori e incontri formativi con illustri personalità. Fondamentale l’educazione musicale: il Coro e l’Orchestra ogni anno realizzano una stagione di concerti con la partecipazione di musicisti provenienti da tutto il mondo. Nato a metà del XVI secolo da un’idea di San Carlo Borromeo, allora arcivescovo di Milano, oggi l’Almo Collegio Borromeo ospita circa 200 alunni: riconosciuto a livello internazionale, ha diverse partnership attive, come ad esempio quella con il Corpus Christi, il College più antico dell’Università di Cambridge.

  • Andrea Mascetti, lo Studio Legale analizza l’esonero da responsabilità contrattuale

    L’approfondimento pubblicato sul sito ufficiale dello Studio Legale di Andrea Mascetti prende in analisi alcune recenti introduzioni apportate dall’approvazione del Decreto Cura Italia. L’Avvocato Francesca Marra, nello specifico, ha illustrato il tema dell’esonero da responsabilità contrattuale per i soggetti inadempienti “causa Coronavirus”.

    Andrea Mascetti

    Coronavirus e inadempimento delle prestazioni: l’analisi dello Studio Legale di Andrea Mascetti

    La tematica dell’esonero da responsabilità contrattuale è stata oggetto di recenti disposizioni nell’art. 91, comma 1, del cosiddetto Decreto Cura Italia convertito in legge, introduzioni apportate dal Parlamento nel contesto delle misure emanate per contenere l’emergenza del Coronavirus in Italia. Lo Studio Legale di Andrea Mascetti, con un approfondimento fornito dall’Avvocato Francesca Marra, si è espresso sulla questione, analizzando l’esonero da responsabilità contrattuale previsto per il debitore inadempiente. “Le misure di contenimento imposte dal Governo con i recenti DPCM ed adottate delle parti contrattuali”, si legge nell’analisi,“assurgono quindi, per espressa previsione di legge, a causa per affievolire o escludere la responsabilità del debitore per ritardata o mancata esecuzione delle obbligazioni su di lui gravanti”. L’Avvocato specifica che tale esonero non è operativo in maniera automatica, bensì è necessaria una valutazione dell’Autorità Giudiziaria: “Laddove il debitore adduca che l’inadempimento sia causato dall’adeguamento alle disposizioni restrittive imposte dai decreti emergenziali”, prosegue il focus dello Studio Legale di Andrea Mascetti, “sarà necessario che questi provi che, per effetto delle stesse e nonostante l’impiego dell’ordinaria diligenza, la prestazione sia divenuta, almeno temporaneamente, impossibile”. L’Avvocato sottolinea quindi che disposizioni dell’art. 91, comma 1, del Decreto Cura Italia possano offrire un ulteriore strumento di tutela per il debitore “per le ipotesi in cui la prestazione sia divenuta in tutto o in parte ineseguibile per causa a lui non imputabile”.

    Andrea Mascetti, carriera professionale e attività del fondatore dello Studio omonimo

    Affermato professionista del settore legale, Andrea Mascetti è il fondatore dello Studio Legale Mascetti. Nato nel 1971, consegue una Laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano nel 1996, in seguito alla quale si iscrive all’Ordine degli Avvocati di Milano. Dopo un’esperienza professionale nello Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young, dove svolge attività di avvocato fino al 2003, l’anno seguente avvia una propria attività, fondando così lo Studio omonimo grazie alle pregresse competenze in materia di diritto societario e amministrativo. Attualmente, inoltre, Andrea Mascetti fornisce attività consulenziali per società, enti locali e aziende pubbliche, ed è Membro e Presidente di diversi Organismi di vigilanza, Consigli di Amministrazione di banche e società commerciali sia in Italia che all’estero. Tra i suoi incarichi correnti, da giugno 2019 è Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo per la promozione di progetti di utilità sociale. Bibliofilo e appassionato di storia, è animatore di molte iniziative culturali, oltre a occuparsi, da diversi anni, di web reputation e diritto dell’arte.

  • Serenissima Ristorazione investe quasi 10 milioni di euro nel nuovo sito di Vercelli

    Serenissima Ristorazione investe quasi 10 milioni di euro in un polo industriale di Vercelli, che sarà aperto il prossimo
    primo luglio e su cui la società di Mario Putin punta per una nuova idea di servizio mensa rivista alla luce del Covid-19.

    Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione: il nuovo polo industriale di Vercelli

    Il pranzo cucinato in camera bianca, da cuochi professionisti e in ambienti simili ai laboratori farmaceutici. Al tavolo «camerieri» muniti di guanti bianchi presentano vassoi termosigillati e declinati in accordo con le esigenze e con le abitudini alimentari del cliente, con pietanze la cui fruizione avviene sui banchi di scuola o sulle scrivanie dell’ufficio. In questo modo ripartirà il servizio di mensa nelle imprese, nelle scuole dell’infanzia e in quelle elementari. Per poter predisporre questa offerta rimodulata alla luce del Coronavirus, Serenissima Ristorazione investe quasi 10 milioni di euro in un polo industriale di Vercelli di recente costruzione, il cui lancio inaugurale è previsto per il prossimo primo luglio e che porterà con sé, oltre al nuovo sito di confezionamento e stoccaggio, anche 150 nuovi posti di lavoro. Tutto questo per un totale di quasi 500 dipendenti e di circa 200 mila pietanze garantite quotidianamente nella regione piemontese dalla società guidata da Mario Putin. “Siamo una società a conduzione familiare specializzata nella ristorazione collettiva per la sanità – queste le parole di Carlo Garbin, direttore di Serenissima Ristorazione – In Italia serviamo più di 120 ospedali e 250 strutture socio assistenziali. In Piemonte, dove siamo già presenti con un sito logistico e produttivo a Grugliasco, lavoriamo al Mauriziano, nelle aziende sanitarie di Vercelli e del Verbano e anche alle Ogr riconvertite a ospedale anti covid. Questa competenza ci permette di poter gestire il mercato delle nuove mense”.

    Serenissima Ristorazione: una nuova idea di mensa post Coronavirus

    Serenissima Ristorazione è infatti già attiva da tempo sul territorio regionale piemontese e ora punta all’allargamento della base dei clienti-consumatori, alla luce però dei cambiamenti occorsi in questi mesi anche nelle modalità di fruizione del servizio mensa. Proprio per questa ragione il sito di Vercelli adotta le garanzie protocollari caratteristiche del comparto sanitario e, in questo senso, Carlo Garbin approfondisce il discorso spiegando che “le nostre cucine funzionano come camere bianche, proprio come nei laboratori della farmaceutica. I nostri vassoi sono termosigillati. E contiamo di servire i pasti direttamente sui banchi e sulle scrivanie”. A fronte, inoltre, di previsioni che sembrano indicare una prosecuzione del lavoro agile e della chiusura degli istituti scolastici nel corso dei prossimi mesi, con una contrazione di fatturato calcolata del 30% e una riduzione dei margini del 50%, Serenissima Ristorazione è convinta che le mense, dove sono ancora presenti, debbano necessariamente essere ripensate, anche per fare da volano al rilancio dell’intero settore. “Lo studio del Politecnico di Torino sul ritorno a scuola e anche sulla gestione del pranzo ci ha ispirato profondamente – afferma Carlo Garbin – Siamo convinti che la gestione innovativa dei processi di selezione del cibo e della sua preparazione possa rilanciare tutto il comparto”.

  • FME Education: il suo tool MyEdu pensato per la didattica a distanza

    L’attuale contesto di emergenza sanitaria ha portato alla chiusura degli istituti scolastici, e conseguentemente all’allargamento esponenziale della platea di destinatari della didattica a distanza. Tra i tool per l’insegnamento da remoto progettati per professori e alunni, la soluzione di FME Education si chiama MyEdu.

    FME Education

    MyEdu di FME Education supporta l’insegnamento a distanza

    A causa della pandemia Covid-19, le scuole sono state temporaneamente chiuse e docenti e alunni hanno dovuto intraprendere la via della didattica a distanza utilizzando in modo massivo le nuove tecnologie. Tra questi sistemi digitali a disposizione degli istituti scolastici c’è anche MyEdu di FME Education: l’Editore specializzato in didattica digitale ha predisposto la distribuzione a titolo gratuito delle proprie piattaforme pensate per l’apprendimento online e secondo le indicazioni ministeriali. MyEdu è uno strumento specializzato nell’apprendimento delle materie insegnate durante gli 8 anni di scuola dell’obbligo e costituito da un database di oltre 2mila corsi, verifiche, esercizi, ma anche giochi e contenuti multimediali, in linea con le più recenti linee guida ministeriali. Tra i numerosi vantaggi, sicuramente la possibilità di schematizzare le lezioni sulla base delle esigenze di ciascun alunno o classe, con assistenza puntuale assicurata grazie a un sistema di monitoraggio dei percorsi di apprendimento e dalla messaggistica istantanea integrata. Inoltre i docenti, grazie al team scuole di FME Education, hanno la possibilità di chiedere in qualsiasi momento un supporto specializzato anche per quanto riguarda la realizzazione delle proprie lezioni innovative e della loro condivisione nel network di MyEdu.

    La storia di FME Education

    FME Education è un Editore specializzato nell’ambito della didattica che propone contenuti fortemente innovativi per una platea di istituti scolastici e famiglie, pensati per lo studio e la crescita dei ragazzi. L’offerta dell’Editore si rivolge a professori, alunni e genitori, mentre la sua mission è riassumibile nel motto “Imparare divertendosi!”: tecnologia e creatività unite sono in grado di agevolare l’insegnamento e di renderlo più stimolante e piacevole e che, in questo modo, è anche possibile arrivare al duplice traguardo della semplificazione dell’apprendimento da parte degli alunni e dell’insegnamento dei professori. FME Education ha pensato e messo in pratica un ambiente didattico digitale modulare chiamato MyEdu, nello specifico una piattaforma dotata di un vasto repository di corsi, esercizi pratici, giochi e verifiche su tutte le materie curricolari caratteristiche del periodo della scuola dell’obbligo. I contenuti di MyEdu soddisfano le più recenti linee guida ministeriali del MIUR. L’Editore si propone sia alla scuola che alla famiglia, e a loro offre sistemi pensati in modo specifico in base alle singole necessità dei diversi protagonisti: insegnanti, ragazzi e genitori.

  • Revoca Autostrade, Vito Gamberale: “Non ripetiamo l’errore del caso Itavia”

    Fondatore e Presidente di ITEЯ Capital Partners, Vito Gamberale ha ricoperto diversi incarichi in realtà di alto livello: dal 2000 al 2006 è stato Amministratore Delegato di Atlantia, Gruppo che controlla Autostrade per l’Italia S.p.A.

    Vito Gamberale

    Vito Gamberale: “Attenzione a quella politica che sfrutta il giustizialismo di facciata”

    Nel 1980 morirono 81 persone a causa di un incidente aereo provocato da un missile. La compagnia aerea Itavia fu accusata di scarsa manutenzione e ciò provocò il fallimento della società che, tuttavia, nel 2018 è stata riconosciuta estranea ai fatti. La responsabilità della Strage di Ustica, secondo la Cassazione, fu dei Ministeri italiani della Difesa e dei Trasporti. In una lettera al “Corriere della Sera”, Vito Gamberale cita l’accaduto per affrontare la potenziale revoca delle concessioni autostradali inserita dal Governo italiano nell’ultimo decreto Milleproroghe in seguito alla tragedia del Ponte Morandi: “Come insegna la storia, la giustizia in piazza non è reclamata dalla piazza; serve solo a qualcuno per rafforzare il proprio potere del momento, salvo poi trovare la ghigliottina per se stesso, dietro l’angolo”. Secondo il manager, la revoca indiscriminata colpirebbe non solo il Gruppo Benetton, ma anche tutti gli altri azionisti di Atlantia: “Per punire uno, da nessuno inquisito, si uccidono altri 3 innocenti! L’altro azionariato comprende il mercato, ossia i risparmiatori, i cittadini; ma anche investitori istituzionali nazionali ed esteri”. Nel suo appello, Vito Gamberale cerca di limitare i danni di un “giustizialismo di piazza” che, oltre ad essere contro ogni dottrina politica, non sempre corrisponde a verità: “L’inchiesta della Procura di Genova si avvia alla chiusura. Ho maturato la percezione (diretta) che sia condotta con rigore: perché allora una giustizia di piazza deve precedere la giustizia competente?”.

    Eni, Tim, Iterchimica e ITER Capital Partners: le tappe del percorso professionale di Vito Gamberale

    Attualmente Presidente e Azionista di Iterchimica e fondatore e Presidente di ITER Capital Partners, Vito Gamberale è un ingegnere meccanico con una brillante carriera nel settore manageriale. Laureato all’Università La Sapienza, avvia il suo percorso professionale con un’esperienza nella valutazione delle imprese presso l’Istituto Mobiliare Italiano. Dopo esser diventato Responsabile per le acquisizioni e le privatizzazioni per IMI e la controllata GEPI, nel 1984 entra in Eni, dove è Amministratore Delegato e Presidente di alcune partecipate del Gruppo. L’ascesa professionale continua e nel 1991 la SIP lo nomina Amministratore Delegato: tra i successi conseguiti dal manager, la nascita e la conseguente direzione di Telecom Italia Mobile. Dopo una breve parentesi come Presidente di 21 Investimenti, dal 2000 al 2006 è AD di Atlantia: sotto la sua gestione viene lanciato il gruppo Autostrade. Lascia l’incarico quando la proprietà annuncia la fusione con la spagnola Abertis: nel 2007 fonda e dirige F2i, importante Fondo di investimenti italiano attivo nel comparto infrastrutturale. Ad oggi, oltre al ruolo in Iterchimica, Vito Gamberale è da febbraio 2020 Presidente e Fondatore di ITER Capital Partners, un fondo riservato e dedicato agli investitori istituzionali sempre nel settore delle infrastrutture.

  • Utili netti al massimo livello per Gruppo Daclé da quando è presidente Paolo Campiglio

    Riunione degli azionisti in videoconferenza per il gruppo presieduto da Paolo Campiglio. Nel meeting dei vertici italiani ed esteri di Daclé e controllate, è stato ratificato il bilancio consuntivo 2019 ed è stata ribadita la salvaguardia dei posti di lavoro, anche grazie alla solida posizione patrimoniale e alla disponibilità di liquidi.

    Paolo Campiglio

    Approvato il bilancio consuntivo 2019 del Gruppo guidato da Paolo Campiglio

    È durata quattro ore la riunione degli azionisti di Daclé che ha validato il bilancio consuntivo 2019 della società capogruppo e delle controllate dalla holding. L’incontro annuale è avvenuto in modalità conference call, con il presidente Paolo Campiglio dal suo ufficio nella sede italiana, mentre i dirigenti dell’area R&D erano collegati da Ginevra, e con la presenza da remoto dei funzionari delle società partecipate in Polonia e Lituania e dei colleghi delle aziende collegate in Inghilterra e Austria. Per prima cosa è stato smarcato l’argomento principale all’ordine del giorno con un’approfondita relazione sulla gestione economica e imprenditoriale del gruppo durante l’anno 2019 appena trascorso, in cui è stato raggiunto il miglior risultato nella storia da quando Paolo Campiglio è divenuto presidente nel 2015. Successivamente, sono stati discussi aggiornamenti incoraggianti sulla nuova partnership con Penta Investment, il gruppo d’investimento dell’Europa centrale focalizzato sul comparto sanitario in Repubblica Ceca, Slovacchia, Paesi Bassi, Germania, Polonia, Romania, Russia e Ucraina, dove gestisce un network di 1.000 farmacie a marchio Dr. Max, e nel nuovo settore merceologico relativo alla spettrometria di massa e alle biotecnologie in aiuto della farmaceutica e nutraceutica, quindi non solo in Kolinpharma.

    Paolo Campiglio: le politiche in atto per affrontare l’emergenza sanitaria

    Inoltre, il presidente Paolo Campiglio è intervenuto facendo presente che il gruppo, in queste settimane di emergenza Covid-19 che ha lasciato scoperte numerose aziende con crisi di liquidità, non ha attivato nessuna tipologia di cassa integrazione per i suoi dipendenti e non intende fare domanda per nessun genere di supporto statale o bancario per far fronte alle necessità di cassa. Similmente, Daclé non si è trovata nella posizione di tagliare a dirigenti, funzionari e collaboratori premi di risultato o altri riconoscimenti in favore di domande di sostegno all’occupazione, che continua ad essere salvaguardata grazie alle decisioni dei vertici societari. Daclé, infatti, detiene una situazione patrimoniale forte e una disponibilità di liquidi largamente superiore alle richieste da regolamento per le imprese che gestiscono business di dimensioni medio-grandi e con un elevato capitale sociale. Questa caratteristica relativa al gruppo guidato da Paolo Campiglio lo porta a figurare tra i primi in termini di affidabilità nella classificazione del rating bancario, che rimane ai livelli del precedente esercizio. L’assemblea degli azionisti di Daclé ha infine ratificato la mozione del Consiglio di Amministrazione riguardante la distribuzione dell’utile netto agli azionisti della società.

  • Ecologia: Claudio Bertini, l’esperienza in Cae – Centro Assistenza Ecologica

    In seguito alla laurea in Biologia e alle varie specializzazioni, Claudio Bertini si è affermato nel suo settore come un professionista autorevole per le materie ambientali. Attualmente è consulente e docente in aziende e corsi di formazione legati alla legislazione e gestione ambientale.

    Claudio Bertini

    Claudio Bertini: la formazione e i primi incarichi

    Consulente e verificatore ambientale presso numerose aziende di grandi e medie dimensioni, Claudio Bertini è un professionista nel suo settore. La sua formazione è consolidata: è laureato in Biologia presso la Facoltà in Scienze Biologiche dell’Università Politecnica delle Marche. All’interno dello stesso ateneo si è poi specializzato in Biologia Marina, conseguendo un master in Recupero Ambientale attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative, Bioremediation e Biotecnologie. Un’ulteriore specializzazione è derivata dal corso per Revisori Ambientali/Ecoauditors per sistemi di gestione ambientale ai sensi della norma UNI EN ISO 14001, presso Confindustria (Roma). Nella gestione aziendale di problematiche relative all’ambiente, si è occupato in particolare di gestione dei rifiuti, emissioni in atmosfera, scarichi idrici, energia, utilizzo razionale delle risorse, suolo e sottosuolo. Claudio Bertini è iscritto all’ordine nazionale dei biologi e dal 1998 al 2003 ha collaborato con l’Università Politecnica delle Marche come consulente per le tematiche legate all’ambiente. Ha organizzato e preso parte a diversi convegni e iniziative correlate allo sviluppo sostenibile, alla valutazione dell’impatto ambientale e ai sistemi di gestione ambientale.

    Claudio Bertini: le altre esperienze professionali

    La collaborazione di Claudio Bertini con la Camera di Commercio dell’industria e dell’artigianato di Ancona è un’esperienza professionale di rilievo. Negli anni tra il 2001 e il 2004 è stato impegnato come docente e formatore in corsi di formazione per Verificatori Ambientali (scuola Emas di Ancona). Dal 1999 invece, è consulente all’interno di Cae – Centro Assistenza Ecologica di Ancona, tra le maggiori società di consulenza del territorio marchigiano. Attualmente è responsabile tecnico del settore Autorizzazione Integrata Ambientale (IPPC), nonché responsabile tecnico per l’implementazione, la gestione e la verifica dei Sistemi di Gestione Ambientale. Claudio Bertini continua la sua attività come docente formatore in vari corsi di gestione e legislazione ambientale, come esperto di Environmental Risk Analysis e di Money Saving Ambientale. Dal 2001 è responsabile ambientale presso la Somipress srl di Castelfidardo (AN).

  • “Pangea News” intervista Andrea Mascetti (Fondazione Cariplo)

    Andrea Mascetti è avvocato titolare dello Studio Legale Mascetti, coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo e da sempre appassionato lettore. Da mesi ormai si impegna per rilanciare le piccole librerie indipendenti e favorire il diffondersi di letture di qualità in Italia.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: l’intervista a “Pangea”

    “Non credo che le Fondazioni debbano sostituirsi allo Stato o alle Regioni in materia di Sanità o di assistenza alle persone. Dovranno anzi immergersi nelle loro mission più profonde: la cultura, la ricerca scientifica, i grandi temi ambientali (penso soprattutto all’agricoltura e alle aree rurali e alpine da ripopolare), un localismo consapevole e certamente anche una assistenza comunitaria che non pretenda però di sostituirsi ai grandi moduli che rispondono alla politica”: Andrea Mascetti, avvocato alla guida dello Studio Legale Mascetti e coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, ha di recente rilasciato un’interessante intervista a “Pangea News”. Si tratta, di fatto, di un’ampia riflessione che tocca cultura, editoria e il ruolo delle Fondazioni nell’epoca dell’emergenza sanitaria. Troppo spesso la cultura viene vista come qualcosa di vago, un orpello trascurabile, una decorazione: Andrea Mascetti, da appassionato lettore nonché figura chiave all’interno di Fondazione Cariplo, si è impegnato di recente a salvaguardare le librerie indipendenti, gli editori che vanno alla ricerca della qualità, interrogandosi sui motivi per i quali in Italia la lettura sia costantemente in calo, spesso superficiale e poco consapevole.

    Andrea Mascetti: editoria ed emergenza sanitaria

    Secondo Andrea Mascetti, alle Fondazioni spetta il ruolo di “indicatori, di facilitatori, di alchimisti (e non di apprendisti stregoni) che sappiano porre i giusti ingredienti nelle fucine del misterioso mondo che vedremo avanzare nei tempi prossimi. Ma soprattutto abbiamo il ruolo, come nel caso della cultura, di dare esempi di come le cose possono essere fatte”. Durante l’intervista a “Pangea” è emersa l’utilità della defiscalizzazione e di un fondo salva cultura. Discutendo dell’editoria nel nostro Paese, è evidente che il settore stia affrontando una crisi senza precedenti. “La burocrazia allontana dalla lettura, e solo in un certo spontaneismo possiamo trovare stimoli per una renaissance. L’idea è di ripartire da strutture nuove e autonome di lavoro”, ha spiegato Andrea Mascetti. Durante l’emergenza Coronavirus che stiamo affrontando, si parla molto di riaprire le librerie. Secondo l’avvocato, oggi un bravo libraio ha il compito di stimolare percorsi e letture, ricercare contenuti di pregio come un novello Virgilio. Per ovviare ai problemi di magazzino, che il piccolo non può mantenere, a differenza di colossi come Amazon, serve l’ingegno commerciale. L’importante è ripartire, e farlo dalle piccole realtà che prediligono i libri di qualità.

  • L’Almo Collegio Borromeo promuove la cultura con il progetto Condividere l’emergenza

    Agevolare la riflessione su tematiche come fragilità umana e incertezza per mezzo della cultura: questa la volontà di Condividere l’emergenza. Sguardi e riflessioni interdisciplinari, iniziativa organizzata dall’Almo Collegio Borromeo con il patrocinio dell’Università di Pavia.

    Almo Collegio Borromeo

    Almo Collegio Borromeo, la riflessione multidisciplinare sulla pandemia

    Il 30 marzo è stata avviata l’iniziativa Condividere l’emergenza. Sguardi e riflessioni interdisciplinari, una collezione di brevi video condivisi sui canali social dell’Almo Collegio Borromeo. Sotto il coordinamento del Rettore del Collegio, Alberto Lolli, e di Clelia Martignoni dell’Università di Pavia, oltre 20 tra professori, intellettuali, medici e artisti instillano spunti di riflessione e propongono opere d’arte per stimolare la consapevolezza sulla situazione emergenziale attuale. Patrocinata dall’Università di Pavia, la raccolta video racconta questo periodo sotto il profilo culturale e attraverso gli strumenti interdisciplinari raccolti da ideatori e partecipanti, quali ad esempio testi letterari, pièce teatrali e cinematografiche, ma anche brani musicali. Tra le personalità di spicco che si sono unite all’iniziativa, vale la pena menzionare il sociologo Alessandro Cavalli, il linguista Giuseppe Antonelli, il filosofo Salvatore Veca, lo storico Paolo Mazzarello, il Presidente di Casa Manzoni Angelo Stella, il latinista Giancarlo Mazzoli, il regista Filippo Ticozzi e l’attrice Anna Nogara. Lo scopo del progetto dell’Almo Collegio Borromeo è, oltre alla diffusione della cultura, anche un tentativo ad ampio spettro di impostare una riflessione critica sulla pandemia in corso, per mezzo delle prospettive veicolate dalle diverse discipline e dell’apporto ad alto valore aggiunto dei numerosi partecipanti.

    Almo Collegio Borromeo: i servizi e i progetti artistico-culturali

    Fondato da San Carlo a Pavia nel 1561, l’Almo Collegio Borromeo è il collegio di merito più antico in Italia, nato con lo scopo di permettere a studenti di merito, ma privi di sostentamento economico, di poter studiare presso l’Università di Pavia. Ente morale dal 1922, attualmente è una fondazione privata che si configura esclusivamente come no profit, legalmente riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. La sua offerta formativa prevede la possibilità di servirsi di una Biblioteca con più di 80mila volumi, un Archivio Storico, aule studio e multimediali, attività sportive e servizi di vitto e alloggio. Gli studenti, scelti ogni anno tramite concorso, possono integrare il proprio percorso universitario con lezioni di approfondimento, workshop e seminari, valorizzando e capitalizzando la propria formazione grazie alle collaborazioni che l’Almo Collegio Borromeo ha in attivo a livello internazionale, come quelle con il Corpus Christi College di Cambridge e l’Università di Salta in Argentina. Sede, tra le altre cose, del Master in Cooperation & Development, il Collegio è meta ogni anno di studenti internazionali e prevede diverse borse di studio, oltre a stage e attività di tutoring per l’inserimento lavorativo degli alunni, quest’ultima supportata anche dall’Associazione Alunni. L’ultima iniziativa, Condividere l’emergenza. Sguardi e riflessioni interdisciplinari, è parte della variegata offerta artistico-culturale del Collegio, insieme a, tra gli altri eventi, una stagione di musica da camera, un coro, un’orchestra, il corso annuale “Pavia Cello Academy” e progetti in ambito sportivo, come il Trofeo dei Collegi.

  • Rete unica, Vito Gamberale commenta la possibile fusione tra Tim e Open Fiber

    Manager di lunga esperienza, Vito Gamberale è stato uno dei protagonisti del successo di Tim e si esprime in favore dell’ipotesi che porterebbe il Paese ad avere una rete tlc unica.

    Vito Gamberale

    Vito Gamberale: "Così lo Stato ha un’occasione per rientrare in Tim ma serve AD indipendente"

    Smart working, telelavoro, servizi pubblici: se già da qualche anno la stabilità e la potenza di una connessione internet risultano fondamentali, lo saranno ancora di più nel futuro, in particolar modo se si vuole tenere conto degli effetti dell’attuale emergenza sanitaria. Per questo Vito Gamberale, attualmente Presidente di ITEЯ Capital Partners e con un passato da manager delle tlc, vede di buon occhio una delle ultime ipotesi che circolano in merito alla creazione di una infrastruttura di rete unica. Nelle ultime settimane, infatti, il Governo ha messo sul tavolo la possibilità di costituire una newco che all’interno potrebbe contenere sia Tim che Open Fiber, operatore wholesale only di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti nato con l’obiettivo di realizzare un’infrastruttura a banda ultralarga sul territorio nazionale. Entrambe le società sembrano essere predisposte all’accordo: non mancano tuttavia preoccupazioni riguardanti la trasparenza rispetto al mercato. Secondo Vito Gamberale il problema si potrebbe risolvere grazie alla nomina di un AD indipendente. Se portata a termine, l’operazione porterà solo giovamenti: da un lato, attraverso Cdp, il rientro dello Stato in Tim; dall’altro, la fine della rete "sdoppiata", caso più unico che raro in un Paese avanzato.

    Dalla Sip alla Tim: il contributo di Vito Gamberale al mondo delle tlc

    Nato a Castelguidone, in provincia di Chieti, Vito Gamberale è un Ingegnere Meccanico con un curriculum da top manager. Artefice della nascita di Tim, avvia il suo percorso professionale presso IMI, l’Istituto Mobiliare Italiano, dove si occupa della valutazione delle imprese che operano nel settore meccanico e siderurgico. In seguito è in Gepi, dove gli vengono affidate acquisizioni e privatizzazioni. Il 1991 è l’anno in cui assume uno degli incarichi più importanti della sua carriera: viene nominato Amministratore Delegato della divisione telefonia mobile di SIP. L’obiettivo della società era quello di integrarla alla divisione fissa, guidata da Antonio Zappi: nel 1994 nasce dunque Telecom Italia, mentre nel 1995 Tim, che si occupa della creazione e della gestione delle reti mobili. In pochi anni il risultato dell’operazione, grazie anche all’introduzione della carta prepagata ideata da Vito Gamberale, porterà la società a diventare leader mondiale delle telecomunicazioni.

  • Serenissima Ristorazione e l’iniziativa a Spello

    Anche Serenissima Ristorazione contribuisce, con una iniziativa locale coordinata dal Comune di Spello, all’aiuto nella situazione di emergenza generata dal Covid-19 e regala 6 quintali di generi alimentari freschi e a lunga conservazione, di qualità e bio, a 75 famiglie residenti a Spello.

    Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione: l’iniziativa in sinergia con il Comune di Spello e le realtà locali di volontariato

    Numerose famiglie residenti nel Comune di Spello, in provincia di Perugia, riceveranno prodotti alimentari e generi di prima necessità donati da Serenissima Ristorazione, già presente e attiva negli istituti scolastici di Spello, Cannara e Amelia per l’organizzazione del servizio mensa. L’iniziativa, coordinata dal Comune di Spello in sinergia con le realtà associative locali di volontariato, fa parte dei progetti di partenariato locale su cui la municipalità è da sempre molto attiva e punta a garantire un primo supporto reale e tangibile ai nuclei familiari che maggiormente risentono della crisi economica, sociale e alimentare conseguenza della pandemia del Coronavirus. Nel complesso, sono oltre 6 quintali di generi alimentari, in parte provenienti dalle eccedenze di magazzino sul territorio attualmente non impiegate a causa della chiusura delle mense scolastiche e in parte comprate appositamente dal Gruppo per dare via al progetto. Si calcola che il cibo donato da Serenissima Ristorazione possa contribuire a soddisfare le necessità di 75 nuclei familiari, garantendo alimenti pronti per l’uso e alcuni fondamentali per altre preparazioni casalinghe. Tra questi, materie prime di alta qualità a lunga conservazione quali pasta di semola di grano duro biologica, fette biscottate, pangrattato bio, pomodori pelati, carne e pesce in scatola e dolci, ma anche derrate fresche come 200 panetti di burro bio e più di 500 confezioni di spremuta d’arancia fresca biologica.

    L’intervento di Miriana Leoni, Responsabile per l’Umbria di Serenissima Ristorazione

    Le derrate saranno trasferite dai magazzini di Serenissima Ristorazione alla mensa del collegio di Agraria dell’Agenzia per il Diritto allo Studio Universitario (ADISU) a Perugia. Da qui saranno poi smistati dalle Associazioni di Volontariato. Per la realtà guidata da Mario Putin questa è la seconda iniziativa portata avanti con il territorio perugino: nei primi tempi della pandemia infatti la società e l’ADISU di Perugia avevano cooperato unite per la distribuzione dei pasti ad alcuni studenti fuori sede della facoltà di Ingegneria che erano stati bloccati a Perugia dalla quarantena e lontani da casa. "In questi giorni così difficili per le famiglie, le imprese e le comunità abbiamo pensato di voler testimoniare la nostra vicinanza ai territori in cui operiamo con un gesto semplice ma importante. Ogni giorno prepariamo pasti freschi con alimenti di prima qualità per gli studenti delle scuole del territorio, ci mancano i loro sorrisi in pausa pranzo. Con questa iniziativa speriamo di portare a casa delle famiglie in difficoltà un po’ di quel sorriso che i ragazzi ci regalano ogni giorno. Serenissima Ristorazione ha fornitori di materie prime di qualità cui si è rivolta per un approvvigionamento speciale, che desidera condividere con la comunità per combattere assieme questo nemico invisibile. Ringraziamo di cuore il Comune di Spello, le associazioni di Volontariato per aver collaborato con noi per la piena realizzazione di questa iniziativa". Queste le parole a commento dell’iniziativa da parte di Miriana Leoni, Responsabile del Gruppo in Umbria.

  • Chief Integration Officer: il percorso professionale di Umberto Benezzoli

    La fusione tra Sicuritalia e il Gruppo Ivri ha portato alla nascita di un gigante della sicurezza privata: dietro il successo, il lavoro di Umberto Benezzoli, Chief Integration Officer.

    Umberto Benezzoli

    Umberto Benezzoli, CIO del Polo italiano della sicurezza privata

    Per stare al passo, le realtà aziendali sono in continua evoluzione: senza dubbio, uno dei momenti più delicati per una società è quando si appresta a concludere l’acquisizione di un altro soggetto. È qui che entra in campo la figura del Chief Integration Officer. Umberto Benezzoli, in tale ruolo per Sicuritalia, si è occupato della fusione con il Gruppo Ivri: il risultato è stata la creazione di un Polo della sicurezza privata che in Italia, al momento, non ha rivali. In che modo il manager è stato responsabile di questa importante operazione? Un CIO fa da ponte tra la società e le sue filiali al fine di raggiungere gli obiettivi di business. Nel caso di un’acquisizione, svolge una funzione ancora più specifica: integrare i processi aziendali originari con quelli del soggetto acquisito. Per questo motivo spesso il CIO assume un ruolo ufficiale anche nella controparte: nel caso in questione, Umberto Benezzoli è stato infatti nominato Consigliere Delegato di Gruppo Ivri, in modo da gestire al meglio lo sviluppo della nuova governance e delle risorse umane e finanziarie.

    Come si diventa CIO: l’esperienza professionale di Umberto Benezzoli

    Il ruolo di CIO può presentare diverse sfumature: negli ultimi anni, la figura professionale sta allargando i suoi orizzonti soprattutto grazie ai nuovi sistemi IT. In generale, qualunque sia il campo di applicazione del concetto di “integration”, come prima cosa il CIO ha bisogno di avere una visione ampia del business. I numeri del nuovo Gruppo Sicuritalia-Ivi testimoniano di un lavoro ben svolto: 15.000 dipendenti, 650 milioni di fatturato e un’offerta di servizi che va dalla protezione h24 fino ai più sofisticati sistemi di sicurezza informatici. Le esperienze di Umberto Benezzoli sono numerose e coprono diversi settori produttivi, oltre ad un importante percorso in realtà istituzionali. I ruoli di responsabilità ricoperti in realtà come AGCOM, Promotor International, FNM S.p.A. e Roland Berger hanno fatto sì che acquisisse competenze diversificate: amministrazione, contabilità, risorse umane, per citarne alcune. Ed è proprio questa sorta di “eclettismo” che rende efficace la missione del Chief Integration Officer.

  • Almo Collegio Borromeo: attività e offerta formativa

    L’Almo Collegio Borromeo, istituto privato riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, offre ai propri studenti una gamma di soluzioni formative a 360 gradi, dai workshop agli incontri con i migliori esperti del mondo universitario e imprenditoriale.

    Almo Collegio Borromeo

    La storia dell’Almo Collegio Borromeo

    L’Almo Collegio Borromeo affonda le sue radici nel pieno dell’epoca moderna. Viene fondato infatti nel 1561 grazie all’iniziativa di San Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, il quale lo immagina come un luogo dove gli studenti meritevoli, ma privi di mezzi economici di sostentamento, possano proseguire i propri studi all’Università di Pavia. Divenuto nel 1992 ente morale, riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ha esteso le proprie attività anche all’estero grazie alle numerose collaborazioni internazionali, ad esempio con il Corpus Christi College di Cambridge e l’Università di Salta in Argentina. L’Almo Collegio Borromeo, guidato dal Rettore Alberto Lolli, offre quotidianamente servizi e attività ad oltre 190 tra ricercatori, studenti e docenti provenienti da tutto il mondo, mettendo a loro disposizione una Biblioteca con 80mila volumi, aule multimediali e un ricco archivio storico. Ogni anno sede del Trofeo dei Collegi, durante il quale gli studenti possono confrontarsi in diverse discipline atletiche, l’istituto privato dispone di propri campi sportivi. Spazio inoltre anche ai servizi di vitto e alloggio, nonché di assistenza religiosa, morale e culturale.

    Almo Collegio Borromeo: i servizi e le attività per gli studenti

    Collegio di merito più antico d’Italia, l’Almo Collegio Borromeo promuove la cultura in tutte le sue espressioni e ad ogni livello, con lo scopo di dare vita ad un vero e proprio laboratorio di pensiero, aperto a chiunque voglia attingerne. Tantissime sono infatti le attività extra formative e curriculari organizzate per gli studenti: concerti, conferenze, B-talk, corsi non accreditati. A ciò si vanno ad aggiungere i numerosi corsi accreditati presso l’Università di Pavia, rivolti a tutti gli studenti dell’Ateneo, e previo superamento del relativo esame, che garantiscono il riconoscimento in CFU. Sull’esempio delle volontà espresse dai suoi fondatori, San Carlo e Federico Borromeo, l’Almo Collegio Borromeo fa della musica un importante strumento pedagogico sin dal momento della fondazione: prova ne è l’aula dedicata all’ascolto e all’educazione musicale, la quale ospita il Coro e l’Orchestra del Collegio (aperti agli studenti previa audizione e selezione). Oltre alla vasta offerta formativa dedicata a tutti gli alunni, comprensiva di orientamento al lavoro, workshop, seminari e incontri con imprenditori e docenti, il Collegio mette a disposizione una rete di coaching e tutoring (senior e junior) per assistere gli studenti nel proprio percorso di maturazione sia umana, sia accademica.

  • Gruppo Sicuritalia-IVRI, il ritratto di Umberto Benezzoli

    Classe 1959, originario di La Spezia, Umberto Benezzoli è un manager con comprovate esperienze sia nelle istituzioni pubbliche che nelle aziende private.

    Umberto Benezzoli

    Acquisizione IVRI: l’operazione che ha visto il coinvolgimento di Umberto Benezzoli

    Fino a settembre dell’anno scorso, il primato nel settore della sicurezza privata in Italia era conteso tra due Gruppi, Sicuritalia e IVRI. Grazie anche all’apporto del manager Umberto Benezzoli, nominato Chief Integration Officer per Sicuritalia, è stato possibile creare le condizioni per avviare un processo di fusione tra le due realtà. Attraverso un’offerta del valore di circa 155 milioni di euro, divisi tra 85 milioni di enterprise value e 70 milioni di crediti vantati dalle banche, IVRI è stato ufficialmente acquisita a settembre, dopo il via libera da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. L’impegno del manager nelle operazioni di integrazione tra i diversi asset aziendali ha portato alla nascita di un vero e proprio Polo, il primo assoluto nel settore italiano. Per agevolare l’operazione, Umberto Benezzoli è stato nominato Consigliere Delegato e Presidente nelle varie società del Gruppo Ivri.

    Umberto Benezzoli: il contributo del manager nel pubblico e nel privato

    Umberto Benezzoli è un manager esperto che ha ricoperto incarichi sia per società private che per pubbliche amministrazioni. Le sue competenze spaziano tra gestione, risorse umane, sistemi IT e finanza. Dopo aver terminato gli studi in Economia e Commercia presso l’Università di Genova, è chiamato al vertice del Comitato Fiere di Confindustria come Segretario Generale, esperienza professionale che ripeterà in seguito per l’Ente Autonomo Fiera di Verona. Dal 1998 al 2002 entra a far parte dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, in veste di Direttore delle Risorse Umane e Finanziarie. I suoi precedenti incarichi nel comparto fieristico lo portano al ruolo di Direttore Generale per Promotor International, società leader del settore che lo nomina in seguito Amministratore Delegato. Dal 2007 al 2015 gli incarichi presso le Istituzioni: Direttore Generale della Giunta della Regione Lombardia e in seguito Direttore Generale di ARPA. Infine, prima degli incarichi in Sicuritalia e IVRI, Umberto Benezzoli è stato Direttore Generale di FNM S.p.A., uno dei più importanti operatori italiani nel settore della mobilità integrata.

  • Studio Legale di Andrea Mascetti: “Visitare i figli rientra tra i motivi di assoluta urgenza”

    In questi giorni lo Studio Legale di Andrea Mascetti, ha condiviso sul suo sito alcune informazioni dettagliate in merito ai repentini cambiamenti avvenuti nell’ambito legale per via dei decreti del Governo italiano.

    Andrea Mascetti, avvocato

    Studio Legale di Andrea Mascetti: “Diritto di visita resta prevalente”

    La diffusione in Italia del contagio da Covid-19, rivelatasi in breve una pandemia, ha comportato una serie di scelte da parte del Governo: tra le misure eccezionali adottate per favorire il contenimento del Coronavirus uno dei comuni denominatori è la restrizione della libertà di circolazione. Ciò ha comportato diverse problematiche in tutti gli ambiti, tra i quali quelli del diritto. Lo Studio Legale fondato da Andrea Mascetti, conscio delle difficoltà causate da questi provvedimenti, sta realizzando diversi focus sull’argomento. Tra quelli trattati, l’avvocato Marta Cipriani si è concentrata sul diritto di visita dei figli da parte di genitori separati, divorziati non collocatari, oltre alle coppie separate di fatto alle quali manca ancora un documento che ne attesti l’ufficialità. Con il decreto del 9 marzo, il Governo ha limitato gli spostamenti dei cittadini, a meno che non fossero comprovati da motivi lavorativi, di salute o necessità: tra questi “gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti, in ogni caso secondo le modalità previste dal Giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio”. Per i genitori separati di fatto, l’organizzazione e l’eventuale decisione è stata lasciata alla civile collaborazione tra le parti. Tuttavia sono sorti diversi problemi, uno dei quali riguardante il caso di una madre che, vista l’emergenza sanitaria, ha deciso di trasferirsi dai propri genitori con i figli: la controparte è stata quindi impossibilitata ad esercitare il diritto di visita. Grazie ad un provvedimento del Tribunale di Milano datato 11 marzo, il padre ha ottenuto il rispetto degli accordi previsti in precedenza: l’atto ha quindi sancito, in questo caso, la prevalenza del diritto di visita rispetto alle misure ministeriali. Lo Studio di Andrea Mascetti spiega che il Giudice, in questo caso, ha valutato come “indispensabile” il mantenimento del rapporto dei figli con entrambi i genitori, senza dimenticare che restano invariate “le cautele che l’attuale emergenza sanitaria richiede”.

    Da “necessità” a “urgenza”: il focus dello Studio Legale di Andrea Mascetti

    La materia si è complicata poche settimane dopo, quando il 22 marzo il Governo ha emanato due provvedimenti, rispettivamente un’ordinanza del Ministeri della Salute e una degli Interni. Insieme hanno inasprito i divieti, trasformando la “situazione di necessità” in “esigenze di assoluta urgenza” e vietando gli spostamenti da un Comune all’altro. Ancora, il 26 marzo, il Tribunale di Bari ha accolto la richiesta di una madre di sospendere le visite da parte del padre residente in un altro Comune: l’ordinanza è stata motivata proprio dal periodo particolare, che corrisponde ad un “sacrificio di tutti i cittadini”. Il dibattito giurisprudenziale tende invece a favorire l’impostazione del Tribunale di Milano e dunque la prevalenza del diritto di visita anche post decreto 22 marzo. Come illustra lo Studio Legale di Andrea Mascetti, a confermare questa lettura è anche lo stesso Governo: tra le FAQ del sito ufficiale (www.governo.it/it/faq-iorestoacasa ) il diritto di visita viene fatto rientrare tra i “comprovati motivi di urgenza”.

  • Crisi economica, Andrea Silvestri: “Opportuno pensare alla crescita a medio termine”

    Andrea Silvestri, avvocato specializzato nel diritto tributario, è un professionista riconosciuto a livello nazionale e internazionale: secondo l’esperto, l’emergenza causata dalla pandemia deve portare in Italia a riflettere sul sistema fiscale e produttivo attualmente in vigore.

    Andrea Silvestri

    Strumenti fiscali e rimpatrio delle attività produttive: il commento di Andrea Silvestri

    L’Italia è ufficialmente in lockdown dal 9 marzo scorso. Nelle diverse misure emergenziali varate dal Governo italiano, come ad esempio il decreto legge soprannominato “#IoRestoaCasa”, è stata stabilita la chiusura di imprese e attività commerciali ad eccezione di quelle ritenute strategiche. Andrea Silvestri, fondatore e coordinatore del Dipartimento di Diritto Tributario del noto Studio legale BonelliErede, pone l’accento sugli interventi dedicati all’economia. Uno degli insegnamenti di questa inaspettata crisi è infatti la rilevanza delle attività industriali. La difficoltà degli Stati a reperire dispositivi di protezione sul mercato internazionale ne è un esempio evidente. In momenti di crisi globale, l’indipendenza produttiva è vitale: “Mi auguro fermamente che il Governo favorisca con vigore il rimpatrio in Italia di attività produttive (c.d. reshoring) – dichiara Andrea Silvestrianche attraverso forti incentivi fiscali: impariamo dall’emergenza e pianifichiamo per il futuro”.

    Andrea Silvestri: “Essenziale incentivare gli investimenti”

    Oltre alle misure per combattere la crisi economica causata dalla chiusura della maggior parte delle aziende, per Andrea Silvestri bisogna iniziare ad avere una strategia anche per la ricrescita del Paese. Il tributarista sostiene infatti che il dibattito politico di queste settimane sia incentrato esclusivamente su soluzioni a breve termine, peccando di lungimiranza. Uno degli strumenti più efficaci in tal senso potrebbe essere quello fiscale: “Sono convinto che si debba cogliere l’occasione per introdurre anche norme a più lungo termine a favore delle imprese, così da incentivare investimenti e occupazione, con effetti sulla crescita a medio termine”. L’esperto pone l’accento sulla problematica italiana dell’incertezza prodotta dalle leggi in materia fiscale, che causa enormi ritardi per un eventuale sviluppo economico. Grazie alla sua esperienza Andrea Silvestri, che ha collaborato con realtà del calibro di Deloitte & Touche, sostiene che il fisco, attualmente, non è solo uno strumento di gettito, ma anche un fattore di competitività internazionale.

  • Alta cucina: il percorso professionale di Fulvio Siccardi

    La carriera professionale di Fulvio Siccardi prende avvio a Cascinale Nuovo, dove lo chef scopre il proprio amore per la cucina. Nel corso degli anni ha guadagnato due stelle Michelin e oggi è executive chef del ristorante "Da Noi In", che si trova all’interno del nuovo Hotel Magna Pars Suites di Milano.

    Fulvio Siccardi, chef

    La proposta estiva del "Da Noi In" dell’executive chef Fulvio Siccardi

    Fulvio Siccardi è uno chef pluristellato nato a Torino nel 1969. Formatosi all’interno di realtà piemontesi (Le Clivie di Piobesi d’Alba, dove è arrivato dopo Carlo Cracco, e il Conti Roero, che ha lasciato nel 2009), è fautore della grande cucina territoriale in grado di osservarsi, riflettere e innovare coerentemente. Per la proposta di menù estiva all’insegna dell’utilizzo del pesce del suo ristorante "Da Noi In", situato in Via Forcella, all’interno del nuovo Hotel Magna Pars Suites di Milano, si evince proprio questa unione tra passato e futuro, tra tradizione e novità. Il piatto più importante dell’executive chef, in questo senso, è l’uovo in gabbia, crema di latte e grana padano con tartufo bianco e nero, una specie di "pacco regalo" da aprire e gustare a tavola. Degni di nota anche i tagliolini tirati e tagliati a coltello e da provare con ragù di scorfano, gallinella e triglia, ma anche i raviolini verdi fatti in casa ai cinque crostacei (nel ripieno e nel piatto), pomodorino fresco ed emulsione di basilico. Completano il tutto la cantina dei vini a vista e visitabile e un servizio preciso e professionale che permette di rilassarsi e gustare piacevolmente luogo e cucina. Infatti, il ristorante "Da Noi In" di Fulvio Siccardi possiede anche un giardino coperto con tavoli ben distanziati ed elegantemente apparecchiati con linee sobrie e di design.

    La carriera professionale dello chef Fulvio Siccardi

    Fulvio Siccardi comincia il proprio lavoro nel settore della ristorazione presso la famiglia Ferretto a Cascinale Nuovo. Dopo le esperienze in numerosi Hotel e resort di lusso, diviene chef presso l’Osteria dell’Arco ad Alba, per poi arrivare nel 1998 al Castello Rosso di Costigliole di Saluzzo, dove propone una cucina ipocalorica e caratterizzata da un ampio impiego di sperimentazioni e contaminazioni. Subentra a Carlo Cracco nella conduzione del ristorante Le Clivie di Piobesi d’Alba e nel 2002 ottiene la sua prima stella Michelin. Guadagna poi la seconda stella dopo aver inaugurato il ristorante Conti Roero di Monticello d’Alba con la moglie Lucia, attività che lo porta inoltre ad entrare a far parte delle Stelle del Piemonte, gruppo di ristoratori scelti per far conoscere la tradizione culinaria piemontese nel mondo. Nel gennaio 2012 Fulvio Siccardi apre il ristorante "Da Noi Un", che si trova in Via Forcella presso l’Hotel Magna Pars Suites di Milano. Presta inoltre consulenza presso numerose cucine, oltre che con Antares Way di Milano. In omaggio alla grande tradizione piemontese della pasta fresca ripiena, ha creato con i suoi soci nel 2018 un laboratorio di produzione chiamato "Albagnulot&Co Srl", a marchio "I Tre Chef". L’idea è incentrata sulla produzione artigianale di alcuni classici di repertorio come agnolotti, ravioli, panzerotti e tajarin, composti con ingredienti selezionati accuratamente e materie prime a km. zero che seguono il naturale ciclo stagionale. La proposta coniuga piatti originali alla tradizione della cucina piemontese.

  • Motta Editore celebra Dante Alighieri: il 25 marzo è il “Dantedì”

    Federico Motta Editore ha tra le sue pubblicazioni la Divina Commedia di Dante Alighieri, in tre volumi, con commento, note ed interpretazione di Giuseppe Minzoni. Per celebrare il più grande poeta della letteratura italiana è stata recentemente anche istituita la Giornata Nazionale dedicata a Dante, il Dantedì.

    Motta Editore

    Motta Editore celebra il “Dantedì”

    È stato approvato a gennaio dal Consiglio dei Ministri, il “Dantesì” ovvero il “Giorno di Dante”, si celebrerà ogni anno il 25 marzo. La Giornata Nazionale dedicata al grande poeta e padre della nostra cultura è stata approvata all’unanimità da vari istituti di cultura. Per l’occasione anche Federico Motta Editore sostiene l’iniziativa e ricorda l’edizione della Divina Commedia pubblicata dalla Casa Editrice (1966-67), a cura di Giuseppe Minzoni. La proposta di dedicare una giornata a Dante è stata promossa dal Ministero per i beni e le attività culturali e rilanciata anche sulle pagine del “Corriere della Sera”. Altre iniziative sono previste in occasione del 700° anniversario della morte del poeta, che cadrà nel 2021. È bene infatti ricordare come la Divina Commedia sia una delle opere più importanti della letteratura italiana ed europea in generale. Allo studio del Poema si sono dedicati i maggiori italianisti del Novecento. Anche Motta Editore, negli anni Sessanta, ha pubblicato un’edizione dell’opera con note, commento ed interpretazione di Giuseppe Minzoni, in tre volumi, uno per ogni cantica, impreziosito da illustrazioni in bianco e nero.

    Federico Motta Editore: la storia

    Federico Motta Editore nasce il 14 gennaio del 1929 con il nome di “Cliché Motta” e il marchio rappresentativo del Torcoliere. Azienda specializzata nella riproduzione fotomeccanica, sposta la sua redazione nel quartiere Villapizzone di Milano alla fine degli anni ’40, stabilendo la sede attuale dell’azienda. La pubblicazione dell’Enciclopedia Motta inizia il 10 maggio 1952, prima grande opera editoriale italiana ad essere venduta ad un prezzo popolare in fascicoli settimanali nelle edicole di tutto il Paese, il cui obiettivo era rendere la cultura più accessibile per tutti. Negli anni ’70 esce una nuova edizione dell’enciclopedia, corredata dalle Tavole Transvision. Dello stesso periodo sono le opere specialistiche dedicate alla Medicina, Psicologia, Botanica, Geologia e Zoologia. Negli anni ’80 Federico Motta Editore continua sulla via dell’innovazione sfruttando mezzi quali il Sonobox e, successivamente, l’Enciclopedia Multimediale Motta con videocassette, floppy disk e CD-Rom. Il 2007 segna un anno centrale nella storia dell’Editore, che pubblica la prima edizione di Historia – La grande storia della civiltà europea, diretta e coordinata dal prof. Umberto Eco, solo una delle importanti collaborazioni che hanno portato le opere targate Motta Editore ad acquistare sempre più qualità e autorevolezza.

  • Vito Gamberale, ITER Capital Partners entra negli investimenti alternativi con Pramerica ITER

    "Lavoreremo insieme per assicurare buoni ritorni ai nostri investitori, tramite investimenti orientati a soddisfare i nuovi bisogni sociali, come sicurezza, circolarità e servizi offerti alla fascia anagrafica ormai più numerosa e a maggior reddito": il nuovo fondo Pramerica ITER nella presentazione di Vito Gamberale.

    Vito Gamberale

    Vito Gamberale: Pramerica SGR e ITER Capital Partners lanciano Pramerica ITER

    Un nuovo fondo infrastrutturale chiuso, riservato a investitori istituzionali, che opererà su Italia ed Europa del Sud. Pramerica ITER nasce dalla collaborazione tra Pramerica SGR, operatore primario nell’industria italiana del risparmio gestito, e ITER Capital Partners, fondata da Vito Gamberale, oggi Presidente, e Mauro Maia, Amministratore Delegato. Il focus non sarà solamente sulle infrastrutture tradizionali (energetiche, di trasporto, ambientali e dell’IT) ma anche su quelle finalizzate a soddisfare nuove esigenze sociali. Nel settore della sanità, ad esempio. E ancora nel comparto dedicato principalmente alla "silver economy", ossia in risposta alle necessità della terza età (in particolare, network specializzati nell’assistenza, cura e benessere dei pensionati). Pramerica ITER si rivolge quindi anche a questa categoria che, in continua espansione demografica, esprime una crescente domanda di nuovi servizi. "Siamo entusiasti di aver condiviso con Pramerica SGR questo progetto che dà vita a un nuovo fondo infrastrutturale" ha commentato in merito Vito Gamberale.

    Pramerica ITER: Vito Gamberale parla del progetto del nuovo fondo

    Guidata da Vito Gamberale, ITER Capital Partners opererà nel progetto del nuovo fondo nel ruolo di advisor supportando in Pramerica SGR nella selezione delle opportunità di investimento. Pramerica ITER, nell’ambito degli investimenti alternativi, si focalizzerà nello specifico su società con una forte vocazione territoriale, di taglia media, organizzabili sulla base di reti e format standardizzati. "Lavoreremo insieme per assicurare buoni ritorni ai nostri investitori, tramite investimenti orientati a soddisfare i nuovi bisogni sociali, come sicurezza, circolarità e servizi offerti alla fascia anagrafica ormai più numerosa e a maggior reddito. Ci muoveremo con una logica di "territorio", con ambizioni nazionali. La storia esemplare di UBI Banca ci farà da riferimento" ha spiegato Vito Gamberale, commentando questa sua nuova avventura professionale. Il Presidente di ITER Capital Partners ha maturato infatti una lunga esperienza nel settore della gestione di società infrastrutturali e nello sviluppo di fondi infrastrutturali in Italia e a livello internazionale.

  • Federico Motta Editore: nel ‘700 i primi cambiamenti sulla concezione della donna

    "Età Moderna" è una grande opera editoriale che raccoglie saggi monografici d’autore, curata da Umberto Eco e pubblicata da Federico Motta Editore: all’interno del volume dedicato al ‘700, un interessante saggio sulla concezione della donna e su come gli anni dell’Illuminismo siano stati lo scenario di un principio di cambiamento.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore: dall’Illuminismo i primi barlumi dell’uguaglianza di genere

    Nei giorni del processo a Henry Weinstein, il produttore di Hollywood accusato di molestie, il movimento #metoo torna ad occupare le scene e a riportare l’attenzione sul fenomeno della disuguaglianza di genere. Una tara secolare, che Federico Motta Editore ha deciso di trattare in un saggio dal titolo "Le donne nella società": scritto da Tiziana Bernardi, è contenuto all’interno dell’opera "Età Moderna", a cura di Umberto Eco. Il lavoro si sofferma sul periodo dell’Illuminismo, il movimento culturale, politico e sociale sviluppatosi nel ‘700: l’autrice spiega che è proprio in quegli anni che si inizia a intravedere un cambiamento nella concezione della donna. Fino al XVIII secolo infatti nella società vigeva ancora l’idea che la donna fosse inferiore all’uomo. Con l’Illuminismo, secondo le parole della Bernardi, il pensiero generale restò immutato: tuttavia, grazie al fermento dell’epoca, le donne più colte riuscirono a presenziare ai famosi salotti letterari e a influenzare, seppur minimamente, la società. Nel saggio pubblicato da Federico Motta Editore si potranno quindi trovare le prime, anche se deboli, testimonianze della creazione di un’identità sociale da parte del mondo femminile, che sfoceranno poi nelle lotte dell’800 e del ‘900.

    Federico Motta Editore, oltre novant’anni di cultura e sapere

    "Cliché Motta", azienda di riproduzione fotomeccanica che diventerà poi Federico Motta Editore, nasce nel 1929. Fondata dal giovane Federico Motta, la società si è resa protagonista nel 1954 dell’edizione della prima Enciclopedia italiana a fascicoli settimanali: una grande novità che l’Editore ha portato nel settore. Grazie a un’evoluzione continua, che la portò ad essere la prima a diffondere ad esempio le Tavole Transvision, nel corso della sua lunghissima attività la Casa Editrice ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti: tra i più importanti il Premio Speciale per la Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2004 e il Pirelli InterNETional Awards nel 2007. Federico Motta Editore può vantare inoltre collaborazioni eccellenti come quelle con Umberto Eco, Margherita Hack e Mario Tozzi, oltre ad aver realizzato progetti editoriali con realtà come RAI, Disney e diversi quotidiani nazionali.

  • Autoconsumo e comunità energetiche, focus dello Studio Legale di Andrea Mascetti

    Un focus sulla Legge 28 febbraio 2020, n. 8, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 51 del 29 febbraio 2020, è l’ultimo approfondimento pubblicato dallo Studio Legale Mascetti. L’intervento è ad opera dell’Avvocato Nicolò F. Boscarini, che, insieme ad altri professionisti specializzati nel settore legale, compone il gruppo guidato da Andrea Mascetti.

    Andrea Mascetti

    Art. 42-bis del D.L. 162/2019: l’analisi dello Studio Legale di Andrea Mascetti

    Sul tema dell’autoconsumo e delle comunità energetiche il Parlamento ha recentemente apportato numerose modifiche al testo del decreto governativo, introducendo l’articolo 42-bis del D.L. 162/2019 (“Autoconsumo da fonti rinnovabili”). Tale articolo è stato approfondito dall’Avvocato Nicolò F. Boscarini dello Studio Legale di Andrea Mascetti. Come emerge dal focus pubblicato sul sito, con l’introduzione dell’articolo 42-bis il legislatore ha provveduto a dare parziale attuazione alla Direttiva 2018/2001/UE che promuove l’uso di energia prodotta da fonti rinnovabili (RED II). Nello specifico, il comma 1 introduce “nell’ordinamento italiano la possibilità di attivare l’autoconsumo collettivo da fonti rinnovabili, ovvero realizzare comunità energetiche rinnovabili, nelle forme e nei termini previsti dal medesimo articolo”. I destinatari di tale norma sono esplicitati come “consumatori di energia elettrica”, i quali potranno “divenire autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente, oppure costituire comunità energetiche rinnovabili”. Dal punto di vista operativo, le entità giuridiche costituite sono assoggettate ad alcune prescrizioni, tra cui quella di produrre energia destinata al proprio consumo con impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza complessiva non superiore a 200kW. L’energia prelevata dalla rete pubblica dai clienti finali, inclusa quella condivisa tra i soggetti partecipanti, inoltre, è assoggetta agli oneri generali di sistema. In tal modo, come illustrato dallo Studio Legale di Andrea Mascetti, l’introduzione dell’art. 42-bis rappresenta l’apertura verso nuove possibilità per clienti finali, i quali possono ambire, così, a diventare prosumers.

    Andrea Mascetti, il profilo del fondatore dello Studio Legale Mascetti

    Nato nel 1971, Andrea Mascetti si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano e iscritto all’Ordine degli Avvocati di Milano. Inizia la sua carriera professionale da avvocato presso lo Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young a Milano, dove rimane fino al 2003. Dopo aver sviluppato specifiche competenze nel settore del diritto societario e amministrativo, avvia nel 2004 lo Studio Legale Mascetti. Attualmente svolge attività di consulenza professionale per società ed enti locali, oltre a essere Membro e Presidente di diversi Organismi di vigilanza, Consigli di Amministrazione di banche e società commerciali sia in Italia che all’estero. A giugno 2019 ha ricevuto l’incarico di Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo per la promozione di progetti di utilità sociale. Oltre all’attività legale, Andrea Mascetti è appassionato di libri e autori del ‘900, geopolitica, web reputation e diritto dell’arte.

  • Beatrice Trussardi racconta a “Forbes” la vocazione “nomade” di Fondazione Nicola Trussardi

    Dal 2003 Fondazione Nicola Trussardi si definisce nomade: non ha una sede fissa, ma porta l’arte tra i cittadini con opere di mecenatismo e riqualificazione urbana. Beatrice Trussardi ripercorre per "Forbes" le tappe fondamentali della sua esperienza alla guida della Fondazione e parla dei suoi attuali progetti.

    Beatrice Trussardi

    Beatrice Trussardi a "Forbes": la vocazione "nomade" della Fondazione

    "Nel 1996, mio padre, pioniere di progetti di ibridazione culturale nel fashion system, la concepì come incubatore di produzione culturale di carattere interdisciplinare. Quando nel 1999 ne presi le redini, domandai come poterla far evolvere": Beatrice Trussardi, in una recente intervista a "Forbes", parla così dell’inizio della sua avventura con Fondazione Nicola Trussardi. Dal 2003 la Fondazione si autodefinisce museo nomade, itinerante. "La nostra policy era ed è ancora quella di scegliere un luogo inaccessibile della città e di commissionare agli artisti un lavoro pensato appositamente per quello spazio", ha spiegato l’imprenditrice. E ricorda l’esperienza di Palazzo Litta, in corso Magenta a Milano. "Abbiamo realizzato veri e propri progetti di arte pubblica, in spazi accessibili a tutti": tra i più recenti c’è l’opera di Ibrahim Mahama, ai caselli daziari di Porta Venezia. I due edifici napoleonici sono stati ricoperti da tela di sacchi di juta. Beatrice Trussardi ha raccontato a "Forbes" altre esperienze importanti di ristrutturazioni di spazi: "Nel 2010 per la mostra Pig Island di Paul McCarthy abbiamo presentato una gigantesca opera inedita cresciuta nello studio dell’artista, vera summa dei suoi temi principali. Di Palazzo Citterio, antica dimora nobiliare che dopo il parziale restauro di Stirling giaceva in disuso, abbiamo scelto il piano interrato, riaprendolo al pubblico dopo 25 anni".

    Beatrice Trussardi: la collaborazione con Gioni e gli attuali progetti

    Tino Sehgal, Pipilotti Rist, Paul McCarthy, Maurizio Cattelan: sono solo alcuni degli artisti contemporanei che Fondazione Nicola Trussardi si è impegnata a promuovere con i suoi progetti. Beatrice Trussardi lavora ormai da svariati anni al fianco di Massimiliano Gioni, Direttore della Biennale di Venezia nel 2013 e Direttore Artistico della Fondazione dal 2003. "Con Massimiliano ci ha accomunato sin dall’inizio il desiderio di intraprendere una sfida culturale del tutto nuova in Italia in quel momento. Data la continua mutazione degli artisti e degli spazi, il mantenimento dello stesso curatore ci assicura continuità di intenti e rafforza la nostra identità". L’intervista a "Forbes" si conclude sulla figura di Beatrice Trussardi, i suoi impegni attuali, i suoi obiettivi futuri. Attualmente l’imprenditrice cura una galleria su Yoox, piattaforma online per la vendita di articoli di moda e design. Di recente è divenuta inoltre partner di "Scribit", progetto frutto del lavoro di ricerca di Carlo Ratti del Massachusetts Institute of Technology. "La società", spiega Beatrice Trussardi, "produce un robot che grazie all’artificial intelligence può disegnare e cancellare su muro, riproducendo qualunque immagine d’arte. Mio compito sarà commissionare ad artisti disegni originali destinati a essere usati dai singoli robot casalinghi. Anche questo progetto è ispirato a un’idea di accessibilità dell’arte a tutti".