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TURATI BOISERIES: SEI MESI DI SUCCESSO PER IL TEMPORARY MILANESE

La significativa presenza nel cuore della città meneghina, due coinvolgenti eventi organizzati con interessanti sinergie e progetti sviluppati. Così si può riassumere l’esperienza di Turati Boiseries nel Temporary Hub di Via Turati 3 che si conclude ad ottobre 2015 per proseguire tutte le attività presso la storica maison di Mariano Comense.

Il Temporary di Turati è la testimonianza tangibile di un azienda capace di stare al passo con i tempi che, pur facendo fede alla propria anima di distintiva baluardo di artigianalità italianità ha saputo cogliere nell’opportunità di una presenza nella città di Milano, in un periodo particolarmente cruciale quale quello di Expo, un’occasione inedita per presentarsi al pubblico.

A decretare il successo di questo progetto i due eventi organizzati: quello di apertura in occasione della Milano Design Week dall’emblematico titolo Turati3 – Taste Tradition Trend e quello organizzato in ottobre, prima della chiusura che avverrà fine mese, che ha visto l’esposizione delle opere dello scultore Davide Balossi nella mostra FEELWOOD all’interno degli spazi di Via Turati.

Nel Temporary, attraverso la forza del made in Italy autentico di cui Turati Boiseries è testimone da oltre cinquant’anni, unito ad una presentazione anticonvenzionale del brand e delle soluzioni d’arredo proposte, è stato possibile esprimere il prestigio dell’azienda agli occhi del pubblico che ha risposto con grande curiosità e vivo interesse. L’esperienza nella capitale italiana del design si connota dunque come un brillante capitolo della storia di Turati che in questo contesto ha voluto comunicare a pieno la capacità artigianale e la creatività che ci caratterizzano. Dopo quest’avventura, che terminerà il 31 ottobre nello stesso giorno di chiusura di Expo 2015, Turati Boiseries tornerà ad accogliere ospiti e clienti nella storica sede di Mariano Comense salutando la città con un arrivederci nel 2016 con nuovi progetti ed iniziative.

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FEELWOOD: NEL TEMPORARY HUB DI TURATI BOISERIES LA MOSTRA DI DAVIDE BALOSSI

FEELWOOD è il titolo della mostra allestita presso il Temporary Hub di Turati Boiseries in Via Turati 3, nel cuore di Milano. Protagonista dell’esposizione, che andrà in scena dal 6 al 10 ottobre, saranno le opere scultoree di Davide Balossi, soggetti, coinvolgenti e sfuggenti al tempo stesso, che intendono scrutare l’animo umano attraverso forme eteree e longilinee ricavate dal legno.
La materia è il filo conduttore dell’evento che verrà inaugurato con un vernissage martedì 6 alle ore 18.30. Il legno è il denominatore comune, emblema di una fusione intelligente tra l’opera d’arte e il prodotto di mercato proposto da Turati Boiseries che farà da perfetta cornice all’esposizione. La passione per la manualità artigianale, l’amore per il design, l’arguta ricerca di materiali pregiati e la loro successiva sapiente lavorazione: è da qui che l’arte si plasma al design, è da qui che Balossi nelle sue sculture e Turati nel mondo dell’arredo trovano terreno fertile per dare vita, partendo dal legno, a creazioni uniche.

“I corpi scolpiti da Davide Balossi, solidi, quasi assertivi nel loro imporcisi così, frontali, a grandezza reale, nel loro guardarci negli occhi. Occhi che però a un tratto sfuggono, conducendo a un dedalo di segreti. Sceglie il legno per le sue figure, Balossi, perché è un materiale che ama e conosce, certo. E che padroneggia con una maestria sbalorditiva. Ma lo sceglie anche perché come pochi altri il legno è materia viva e palpitante, respirante, profumata. Difficile resistere alla tentazione di accarezzare queste forme, spesso ottenute con un lavoro di incollatura di trucioli che necessita di una pazienza e di una precisione quasi maniacali.” così Alessandra Redaelli, si è espressa in merito allo stile e le opere di Balossi in occasione della mostra “Incorpore(o)” presso – Galleria Punto sull’Arte.

Con la stessa maestria, Turati Boiseries fa dell’eleganze del legno il proprio punto di partenza che si plasma al pregio delle finiture e i motivi stilistici di soluzioni d’arredo dall’identità chiara, destinata a non sbiadire. L’attento equilibrio tra moderno e classico trovano concretezza nelle collezioni che guardano all’innovazione ma anche alla continuità della propria tradizione. L’antico sapere della maison di Mariano Comense sfida il tempo nell’instancabile ricerca di forme e soluzioni nuove dell’abitare, capaci sempre di sorprendere e conquistare grazie opere di artigianato di altissimo livello, realizzate unicamente su progetto, da maestri altamente specializzati.

FEELWOOD è stato realizzato grazie alla collaborazione di ARTforEconomy, progetto istituito da Stefano Colombo, con l’obiettivo di porre in correlazione il mondo dell’Arte con quello Economico, attraverso la rappresentazione di teorie e concetti economici attraverso l’opera d’arte, con la collaborazione e il lavoro di giovani artisti e partner dall’elevato standing che operano in Italia e fuori dai confini nazionali.

La mostra organizzata a Milano vuole dunque essere una celebrazione della materia che, tra arte e design, mira a esaltare la bellezza e l’emozionalità, tracce del tempo vissuto di ogni albero, ricomposte secondo nuove armonie facendo fede ad un linguaggio artistico totalmente nuovo.

L’ARTISTA
Davide Balossi nasce nel 1979 a Merate (LC). Fin da bambino ama il disegno e dimostra un’attitudine particolare per i lavori manuali e la creatività, in particolare per la lavorazione del legno. Dopo aver conseguito la maturità di Geometra e aver seguito un corso di Interior Design, nel 2005 si iscrive alla Scuola Professionale di Scultura in Legno e segue i corsi serali all’Istituto d’Arte a Ortisei (BZ). Nel 2008 consegue il titolo di Scultore in Legno. Partecipa a concorsi e mostre in Italia e all’estero. Si qualifica tra i finalisti del Premio Arte nel 2006, 2007, 2008 e tra i semifinalisti nel 2012 e 2013. Vive e lavora tra Brivio (LC) e Pontida (BG).
IL PROFILO
Turati Boiseries nasce oltre 50 anni fa in un territorio saldamente legato alla tradizione mobiliera e si posiziona come simbolo della storica tradizione artigianale nell’universo dell’arredamento. Oggi l’azienda è un punto di riferimento nel settore per la sua capacità di coniugare valori artigianali ed eccellenza italiana, grande esperienza e ricerca, nuove idee e rivisitazione
di canoni classici. Un processo autentico che nasce da una strutturata filiera imprenditoriale che conserva ancora quell’anima così semplicemente artigianale di persone che fanno della passione per questo mestiere il loro valore aggiunto, senza negarsi alle sperimentazioni più ardite e alle richieste più sofisticate di una clientela che esige il meglio e l’esclusivo.
Anticipando le tendenze e l’evoluzione del gusto nell’arredo classico Turati Boiseries ha creato una linea di soluzioni d’arredo che nasce dall’esperienza di valenti artigiani. Ecco perché ancora oggi le Boiseries di Turati rappresentano un importante capitolo dell’arredamento classico: l’eccezionale componibilità dei suoi elementi fa da supporto all’originale impostazione classica delle composizioni, offrendo così un’ampia possibilità di scelta, oltre che di confronto con le singole esigenze estetiche e culturali. Collezioni di grande stile per l’arredo, che comprende varie tipologie abitative: giorno e notte, uffici, negozi e sale riunioni, biblioteche, controsoffitti a cassettoni, porte e complementi d’arredo.

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NUOVA CONCEZIONE TOTAL LIVING CON TURATI BOISERIES

Una rinnovata concezione di artigianalità classica investe i diversi ambiente della casa e porta con se il gusto sofisticato dato da oltre 60 anni di esperienza nel settore arredamento: questo è lo stile attualizzato di Turati Boiseries.
Dalla continua ricerca e dalla capacità di adeguarsi alle tendenze del mercato, nella storica realtà artigianale di Mariano Comense, ha preso vita il nuovo concept di total living che abbraccia ogni stanza.
La solenne autenticità, le lavorazioni hand made, il lusso discreto della maison di Mariano Comense connotano così gli interior, del mondo contract e dell’ambiente casa: dai saloni, alle cucine, ai bagni, allo studio passando per la cabine armadio e i soggiorni.

Un nuovo modo di concepire l’artigianalità che trascende il concetto di modello e collezione, fonti di ispirazione progettuale i quali diventano il punto di partenza per fornire soluzioni integrate esclusive, create ad hoc e collocate in una perfetta armonia compositiva.

Un abilità quella di Turati Boiseries, non ripetitiva ne seriale tantomeno conservatrice, ma in grado di plasmarsi magistralmente al gusto attuale e alle peculiarità di audaci progetti per l’interior.
L’anima più classica, contraddistinta dal trionfo delle boiseries made in Turati, si fonde ad un approccio contemporaneo dove la funzionalità degli elementi più moderni e ricercati. Perfetta sintesi di giochi di contrasto, toni equilibrati e autentica artigianalità si fondono nelle lavorazioni di Turati che fanno fede ad un lusso ricercato, ispirato all’eleganza e al vivere bene.

Questo nuovo mood è totalmente orientato all’unicità delle soluzioni, veri pezzi d’autore su misura simbolo del reale made in Italy, che diventano la celebrazione di un nuovo modo di abitare chic.

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La forza degli ultrasuoni

Sono sempre presenti intorno a noi ma non li sentiamo. Esistono ma non ne abbiamo esperienza perché manchiamo della capacità per udirli, cosa che invece alcuni animali hanno.  Abbiamo però maturato le capacità di produrre gli ultrasuoni a nostro piacere e a sfruttarli in vari campi, moltissimi per la verità. Uno dei più comuni è quello della pulizia. 

 

Sì perché gli ultrasuoni puliscono alla perfezione, o meglio, puliscono quegli oggetti immersi in contenitori in cui un liquido (anche la semplice acqua) è sottoposta al passaggio delle onde ultrasoniche. A dire il vero non solo gli oggetti, ma anche la nostra pelle può essere lavata in profondità con gli ultrasuoni…, ma questa è un altra cosa che non tratteremo qui.

Ci sono aziende che producono lavatrici a ultrasuoni, o interi impianti in cui gli ultrasuoni hanno una funzione fondamentale, progettandole sulla base delle specifiche misure, proporzioni e caratteristiche di cui il cliente ha bisogno.

Una di queste società è ALTER di Terraneo Alberto presente nel settore già da diversi anni, ma che in più ha saputo aggregare a se l’esperienza e l’ingegno di manovalanza e tecnici specializzati già presenti sul territorio della bassa Brianza che altrimenti sarebbero stati a rischio dispersione. È riuscita così a sommare la non poca capacità professionale già portata dal suo fondatore, con quella di uomini che il settore lo hanno fatto nascere, sviluppare e maturare.

Una delle cose che stupisce di una azienda di questo genere è il fatto che ogni lavatrice o impianto prodotto, a parte una limitata seppur importante produzione di lavatrici di piccole dimensioni, è un pezzo unico. Prendiamo a esempio le singole lavatrici a ultrasuoni. Se io chiedo il modello AT-40 (un modello da banco con una vasca da 40 litri) non e detto che sia già tutto definito con quella sigla. Posso infatti richiedere una vasca che sia alta e stretta per poter immergere della lastre in verticale o una vasca lunga e poco profonda per immergere tubolari e altro materiale allungato. In altre parole è come se modellassero l’acciaio inox, con cui sono fatte per intero le lavatrici, come se fosse dell’argilla. L’unico punto fisso sono i 40 litri, che corrispondono a un ben determinato numero di trasduttori con cui vengono generati gli ultrasuoni necessari in una vasca da 40 litri.

In altre parole: avete bisogno di una lavatrice con una vasca a forma di farfalla, qui ve la progettano e ve la producono, magari dubitando un po’ sulla vostra salute mentale, ma ve la fanno, statene certi.

È quindi difficile in quest’azienda realizzare un listino della propria produzione, perché è tutto relativo. Di certo, però, i loro tecnici e commerciali sapranno ascoltarvi e rispondervi con consigli, progetti e proposte concrete e affidabili.

Non dimentichiamo poi la produzione di interi impianti per il trattamento delle superfici necessari a moltissime produzioni artigianali e industriali, impianti che spesso necessitano l’integrazione con metodi di caricamento facilitato tramite lift, o automatizzato con robot o altro tipo di movimentazione.

Se poi un impianto a ultrasuoni lo avete già, ALTER può diventare il suo “angelo custode”, con un affidabile e attento piano di manutenzione ordinaria e straordinaria. Non importa se quell’impianto sia stato fatto da altri o che sia vecchiotto. Questa società ha le giuste competenze per portarlo alle corrette condizioni di utilizzo, almeno fino a quando è possibile intervenire.

La visita al nuovo sito di ALTER (www.alterimpianti.com) può risultare illuminante per coloro che lavorano ogni giorno nella manutenzione (tutti i settori), o per coloro che vogliono migliorare la propria produzione prima di immetterla sul mercato.

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Acquisto importante per l’azienda tedesca Solvaro, grazie al nuovo impianto laser a fibra, si accelera la produzione di lamiere

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  • 7 Aprile 2014

Quando gli atomi vengono eccitati con una fonte di energia esterna (cinetica o luminosa), l’eccedenza di energia viene ceduta sotto forma di “Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation”, ovvero LASER. La lavorazione delle lamiere richiede rapidità e flessibilità: contorni complessi, bordi netti e precisi, bassi tempi e costi di preparazione. I più recenti impianti laser accelerano notevolmente la produzione, anche grazie ai processi di alimentazione e scarico automatizzati. Il produttore tedesco di componenti in metalli Solvaro GmbH ha investito un milione di euro in un nuovo impianto laser a fibra. L’allestimento personalizzato di quest’ultimo consentirà all’azienda di ridurre drasticamente i tempi di produzione.

I primi impianti laser a fibra per scopi commerciali sono stati lanciati sul mercato attorno al 1990. Si basavano su amplificatori in fibra drogata all’erbio con un oscillatore laser a valle. All’epoca nessuno avrebbe ipotizzato che anni dopo il laser sarebbe diventato un elemento imprescindibile dei processi produttivi. I più moderni laser a fibra sono rapidi, precisi e sicuri. Per le piccole e medie imprese il loro acquisto rappresenta tuttavia un enorme investimento, anche se a livello operativo compiono veri e propri miracoli energetici, consentendo di ridurre notevolmente i costi. Rispetto alla tranciatura, vengono meno i costi per la produzione degli utensili, rendendo conveniente anche la realizzazione di piccoli quantitativi di pezzi. Durante la fase di riscaldamento il consumo di energia del laser a fibra è quasi nullo, ed è minimo anche in stand-by. Non è pertanto solo il processo di produzione più rapido, ma è anche ecocompatibile e in grado di ridurre i costi energetici. Il produttore tedesco di componenti industriali Solvaro ha recentemente optato per un nuovo impianto laser a fibra. “Abbiamo investito nel nostro nuovo impianto laser un milione di euro, non certo un acquisto che può essere deciso d’impulso” racconta il manager Gerhard Bullinger. “Ma per noi vantaggi e opportunità erano nettamente preponderanti. Era necessario ampliare le nostre capacità produttive. Con i due impianti laser siamo ora in grado di garantire tempi di produzione estremamente ridotti. E di ciò possiamo beneficiare sia noi che i nostri clienti”. Solvaro ha scelto un impianto modello L5 del produttore italiano Salvagnini, nel quale fibre di trasporto e testa di taglio producono un raggio che tocca l’impressionante velocità di taglio di 60 m/min. Solvaro si occupa del taglio di sportelli per armadi server, cofani motore e griglie per radiatori in lamiera d’acciaio con uno spessore fino a 3,0 mm e dimensioni fino a 1,5 – 3,0 m. “Con il nuovo impianto abbiamo ridotto da 120 a 67 secondi la durata del ciclo di lavorazione degli sportelli per armadi server” spiega Bullinger con entusiasmo. Concretamente, ciò significa che in una normale giornata lavorativa su tre turni vengono ora prodotti circa 1300 pezzi contro i precedenti 720.
Il caricamento del sistema laser, così come il prelievo dei componenti e lo smaltimento dei residui sono aspetti fondamentali dell’impianto. Per sfruttare a pieno la velocità del laser è necessaria un’alimentazione automatica. Ma un laser non deve solo essere caricato rapidamente, è anche importante evitare la possibile caduta di pezzi tagliati o sfridi sopra la lamiera in ingresso durante la fase di interscambio. A impedirlo sono piani di lavoro sempre più sofisticati. Le connessioni ADL e ASL permettono di automatizzare il carico di lastre di lamiera e lo scarico dei pezzi. Inglobati in una recinzione di sicurezza, gli impianti diventano grandi isole all’interno degli stabilimenti produttivi. L’impianto concepito su misura per le esigenze Solvaro occupa ad esempio 154 m². Siccome l’azienda effettua principalmente il taglio di lamiere forate è stata inoltre integrata una funzionalità speciale, che posiziona i componenti in maniera da rispettare sempre alla perfezione la distanza desiderata tra foro e bordo di taglio. Interrogato sugli eventuali svantaggi del nuovo impianto laser a fibra, Bullinger risponde ridendo sotto i baffi: “Nel piano del personale dobbiamo destinare addetti aggiuntivi affinché sul posto sia sempre disponibile una sufficiente quantità di pezzi”.

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