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  • Premio Terna 03: Flavio Cattaneo, Menzione speciale “alTERNAtiva”

    La Giuria ha conferito una Menzione speciale “alTERNAtiva” a Liliana Moro con l’opera “E lucevan le stelle”, a Riccardo Previdi con l’opera “Test (Parrot), 2010” e a Ciriaca Erre con l’opera “Changing is natural”

    Premio Terna – Mostra PT03: ingresso libero fino al 14 gennaio con 30 opere contemporanee per il 150mo dell’Unità d’Italia

    I vincitori del Premio Terna 03, organizzato dal gestore della rete elettrica nazionale, espongono al Tempio di Adriano a Roma dal 21 dicembre 2010 al 15 gennaio 2011 per la mostra “(+150) Visione: Origine e Potere. Energia attraverso le Generazioni” che è anche il tema del Premio Terna 03. Flavio Cattaneo, AD di Terna, ha così commentato: “Il Premio Terna e’ una cosa concreta che lascia qualcosa di tangibile”.

    La Giuria ha conferito una Menzione speciale “alTERNAtiva a Liliana Moro con l’opera “E lucevan le stelle”, a Riccardo Previdi con l’opera “Test (Parrot), 2010” e a Ciriaca+Erre con l’opera “Changing is natural”.

    Tra i 16 premiati, la materana Ciriaca+Erre espone la sua fotografia digitale “Changing is natural”, che ha ottenuto la menzione speciale “alTERNAtiva”, conferita dalla Giuria per una riflessione intuitiva e non didascalica sulla bandiera. La mostra, nella centralissima Piazza di Pietra a Roma, sarà aperta al pubblico, con ingresso gratuito tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 20. Si tratta di un percorso attraverso le opere più visionarie che hanno risposto al tema proposto dal Premio Terna 03 con originalità ed energia creativa. Una mostra che fa dialogare i big dell’arte contemporanea italiana con i progetti creativi degli artisti emergenti.
    “alTERNAtiva” è il titolo scelto per la menzione perché riassume l’idea che la bandiera, a volte scontata, possa invece essere riletta e possa ritrasmettere la sua energia originaria. “alTERNAtiva”, un gioco di pensieri per ricordare che si ricomincia sempre dalla fine, da ciò che esiste già, ecco un’idea di alternativa.

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  • BirdCam 2010: Terna, AD Flavio Cattaneo e Ornis Italica insieme per la salvaguardia dell’ambiente e della fauna

    Terna, AD Flavio Cattaneo,  accende la prima webcam al mondo sul nido di una ghiandaia marina (15 giugno 2010)
    Terna, Sapienza e Ornis Italica: insieme per la salvaguardia dei falchi pellegrini (12 marzo 2010)

    Terna, AD Flavio Cattaneo, accende la prima webcam al mondo sul nido di una ghiandaia marina Roma, 15 giugno 2010
    Un nido artificiale posto su un traliccio di Terna diventa la nuova casa di una coppia di ghiandaie marine, piccoli uccelli migratori provenienti dall’Africa, che con l’arrivo della stagione calda si dirigono verso l’Europa dove scelgono, anno dopo anno, il loro territorio di riproduzione e nidificazione.

    L’evento è già di per sé motivo di grande soddisfazione: la ghiandaia marina, infatti, è una specie protetta, difficile da avvistare e bisognosa della necessaria tranquillità per nidificare. (…)

    Fonte (Terna)

    Flavio Cattaneo, Terna e Ornis Italica: insieme per la salvaguardia dei falchi pellegrini
    Per il sesto anno consecutivo, Aria e Vento, i due falchi pellegrini che nidificano sul cornicione della Facoltà di Economia della Sapienza, hanno deposto le prime uova della stagione.
    La vita della coppia di falchi può essere osservata da vicino collegandosi in rete al sito www.birdcam.it che, grazie alle webcam di Terna installate davanti alla cassetta nido, consente di seguire minuto per minuto i comportamenti dei rapaci.

    Il progetto Birdcam è un’iniziativa che vede la collaborazione del Gestore della Rete Elettrica Terna, di Sapienza Università di Roma e di Ornis italica, un’associazione italiana di ricerca della fauna selvatica. (…)

    Fonte (RomaNotizie)

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  • Il Giornale: la storia di un gruppo di volontari di Terna, Ad Flavio Cattaneo, raccontata in un libro «Kami, la missione dell’energia»

    In un villaggio minerario della Bolivia, a Kami, l’intuizione di un salesiano viene realizzata da un gruppo di volontari sostenuti dalla società italiana Terna: 37 chilometri di rete elettrica entro il 2011 consentiranno alla gente di migliorare la loro vita, oggi molto dura.

    Kami è un piccolo villaggio delle Ande boliviane, a 4 mila metri di altezza. Lo abitano soprattutto minatori, con le loro famiglie: uomini che estraggono un metallo, il tungsteno, calandosi in piccolissimi cunicoli scavati nella montagna, a mezzo chilometro sotto terra. Situazioni di lavoro difficilissime e la vita media è di 30 anni.

    In questo villaggio qualcosa e’ cambiato, grazie alla realizzazione di un miracolo: un elettrodotto.
    Tutto comincia quando padre Serafino Chiesa, il salesiano responsabile della missione di Kami, si convince che ripristinare una vecchia centrale idroelettrica in disuso può migliorare le condizioni di vita della gente.
    In questo sogno credono in pochi, all’inizio: i volontari della ong internazionale COOPI, coordinati da Efrem Fumagalli e Giampiero Fantini e Adriano Selva, tecnici della società Terna, che si occupa di reti per la trasmissione dell’energia elettrica. I due collaborano a titolo personale, studiano le necessità tecniche del progetto, ridisegnano ex novo la linea.
    Il gruppo spontaneo riesce a coinvolgere nell’impresa, con uno straordinario passaparola, amici, colleghi e pensionati anche di altre aziende.
    La svolta, però, arriva quando Fantini e Selva convincono il Gruppo italiano Terna a sostenere il progetto.

    Il risultato e’ una nuova linea elettrica lunga 37 chilometri, che colleghera’ entro il 2011 le centrali di Quehata e Chinata alla rete boliviana, diventando il motore di uno sviluppo sostenibile per tutta l’area.
    Questa incredibile storia è raccontata ora in un libro: «Kami, la missione dell’energia» (Silvana Editoriale), presentato recentemente all’ateneo romano della Luiss.
    L’iter della linea elettrica immaginata dal missionario salesiano e realizzata grazie ad uno straordinario impegno viene ricostruito attraverso fotografie e appunti di viaggio, immagini e parole, descrizioni e suggestioni.
    Si tratta di un innovativo progetto di collaborazione tra impresa e accademia, che si rivolge al mondo della cultura puntando sul contributo di alcuni giovani cui è stata offerta la possibilità di raccontare, attraverso immagini e parole, la storia della linea elettrica di Kami così come l’hanno vista e vissuta sul campo.
    Ne è nata un’opera in cui il percorso fotografico, tracciato dagli scatti del talento emergente Daniele Tamagni, si interseca con il racconto dello scrittore Roberto Cotroneo e con gli appunti di viaggio delle due studentesse della LWS-LUISS Writing School, Florinda Martucciello e Irene Salvadorini.

    «Il progetto – sottolinea durante la presentazione del volume, Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato di Ternaè una straordinaria intuizione di imprenditoria sociale. Dare un’opportunità di sviluppo a un Paese lontano ci riempie d’orgoglio».
    Per l’azienda, sottolinea il manager, non si tratta di cercare opportunità di business, ma del modo per dare possibilità ai giovani «di emergere, avendo una vetrina a disposizione».
    Pier Luigi Celli, direttore generale della Luiss, racconta dell’entusiasmo con il quale l’università ha risposto alla richiesta di Terna di scegliere due studenti dei corsi creativi per i testi del libro. Le due prescelte sono partite per la Bolivia, hanno affiancato il fotografo e hanno vissuto, dice Celli, « un’esperienza molto bella e difficile: si sono messe alla prova e il risultato è stato eccellente, con un racconto di viaggio molto intenso, molto coinvolgente».

    Fonte (il Giornale)

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  • Flavio Cattaneo e Premio Terna: Mostra PT03 ingresso libero fino al 14 gennaio con 30 opere contemporanee per il 150mo dell’Unità d’Italia

    Premio Terna – Mostra PT03: ingresso libero fino al 14 gennaio con 30 opere contemporanee per il 150mo dell’Unità d’Italia.
    Flavio Cattaneo: “Il Premio Terna e’ una cosa concreta che lascia qualcosa di tangibile”

    Il Premio Terna e’ una cosa concreta che lascia qualcosa di tangibile. Fino ad ora sono state catalogate complessivamente 10mila opere per 9 mila artisti e abbiamo cosi’ dimostrato come, a volte, non essere solo uno sponsor sia piu’ impegnativo ma lasci anche molto di piu’”. Cosi’ Flavio Cattaneo, ad di Terna, ha sottolineato la sua soddisfazione nel giorno della consegna dei premi ai 16 vincitori della terza edizione 2010 del Premio Terna per l’arte contemporanea ”(+150) Visione: Origine e Potere. Energia attraverso le Generazioni”.

    Fonte (Adnkronos)

    Da oggi e fino al 14 gennaio 2011, tutti i giorni dalle 10 alle 20, ingresso libero alla mostra delle  opere degli artisti vincitori della terza edizione del Premio Terna 03 per L’Arte Contemporanea “(+150) Visione: Origine e Potere. Energia attraverso le Generazioni”. 30 opere di arte contemporanea che esprimono attraverso originali metafore una visione “energetica” sui 150 anni di storia d’Italia.

    La mostra è stata pensata come un percorso attraverso le opere degli artisti emergenti e big che hanno celebrato la forza della visione, dell’intuizione, la capacità di proiettare se stessi e gli altri nel futuro, prendendo spunto al contempo dall’esempio storico di visione, quella dei nostri padri che nel 1861 hanno intuito, originato e dato energia all’Unità d’Italia. Il tema dell’energia elettrica, infatti, presente fin dalla prima edizione del Premio, è forte, fondante e aggregante per la storia di ogni Paese. Attraverso l’elettrificazione ed i conseguenti sviluppo ed industrializzazione, l’Italia ha potuto costruire il proprio progresso, arrivando al benessere diffuso, alla crescita sociale e culturale della nazione.

    In particolare, le tre opere di Liliana Moro, Riccardo Previdi, Ciriaca+Erre saranno esposte quali riflessione intuitiva e non didascalica sulla bandiera. “alTERNAtiva” è il nome della menzione speciale loro assegnata, nome che riassume l’idea che la bandiera, a volte scontata, possa invece essere riletta e possa ritrasmettere la sua energia originaria.

    Le opere in mostra per la categoria Terawatt:

    Carla Accardi con l’opera “Ombra di castagno”, Mario Airò, con “Da cosa nasce cosa (B. Munari)”, Stefano Arienti con “ATP”, Massimo Bartolini con “Triple Loop”, Carlo Benvenuto con “Senza titolo”, Maurizio Cannavacciuolo con “Soles bostoniani”, Gianni Caravaggio con “Testimone di uno spazio antico”, Fabrizio Corneli con “Altro”, Vittorio Corsini con “Esercizio 1”, Daniela De Lorenzo con “D’altro canto”, Bruna Esposito con “Neola onlus”, Carlo Guaita con “Vuoto occidentale, vuoto orientale”, Maria Lai con “No name”, Sabrina Mezzaqui con “Iniziativa”, Maurizio Mochetti con “Fili bianchi laser”, Liliana Moro con “E lucevan le stelle”, Sara Rossi con “Otto”, Luigi Serafini con “Il ritorno dei Lu-Lumps The Lu-Lumps are back”, Gianluigi Toccafondo con “Essere morti o essere vivi è la stessa cosa”.

    Le opere dei vincitori della Terza edizione del Premio Terna per l’arte contemporanea:

    Per la categoria Terawatt, Ettore Spalletti con l’opera “Torso”
    Per la categoria Gigawatt, Andrea Nacciarriti con l’opera “Boundaries”, Francesca Grilli con “Effluvia”, Marco Fedele di Catrano con “Senza Titolo”
    Per la categoria Megawatt, Giancarlo Norese, con l’opera “Precarious Home”, Davide Tranchina “Big Bang #1”, Paolo Meoni con “Unità residenziale d’osservazione”.
    Per il premio Musei, Marinella Senatore, categoria Gigawatt, con l’opera “Generation” e ZimmerFrei, categoria Megawatt, con “Tomorrow is the question”.
    Per il premio on line, Yiquian Zhao con l’opera “C’è, non c’è, il tempo”.
    Per la menzione speciale “alTERNAtiva” Liliana Moro con l’opera “E lucevan le stelle”, a Riccardo Previdi con l’opera “Test (Parrot), 2010” e Ciriaca+Erre con l’opera “Changing is natural”.

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  • Flavio Cattaneo, ad Terna: “Da cinque anni fortemente impegnati sul fronte ambientale e della tutela della biodiversità ”

    Qualcuno volò sui nidi di Terna.
    Ogni anno oltre un migliaio di giovani rapaci prende il volo dai nidi artificiali installati sui tralicci.

    Le linee elettriche possono contribuire positivamente alla tutela della biodiversità: ogni anno oltre un migliaio di giovani gheppi prende il volo dagli oltre 350 nidi artificiali posizionati sui tralicci della rete di alta tensione.

    Grazie alla collaborazione con l’associazione Ornis Italica, negli ultimi anni Terna ha installato sui propri tralicci del Lazio, Toscana, Umbria ed Emilia-Romagna oltre 350 cassette per la nidificazione dei rapaci. Con esito positivo sin dall’inizio: i nidi artificiali hanno infatti attratto moltissimi volatili la cui presenza, con il passare del tempo, è aumentata ulteriormente.
    Secondo gli esperti il 94% delle cassette è stata occupata da coppie di gheppi, una specie di falco di piccole dimensioni che si è adattata a vivere in ambienti antropizzati. Curiosamente i gheppi non costruiscono i propri nidi, ma occupano quelli di altre specie. È per questo che le cassette, allestite e collocate sui tralicci hanno rappresentato un’attraente opportunità di nidificazione consentendo al 96% dei nuovi nati di involarsi senza essere predati da altri uccelli.

    «Terna da cinque anni è fortemente impegnata sul fronte ambientale e della tutela della biodiversità in maniera concreta – ha commentato Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato di Terna.
    Gli accordi con WWF Italia e LIPU e la collaborazione con l’Associazione Ornis Italica confermano le politiche di sostenibilità messe in atto dalla società. Realizzare infrastrutture elettriche significa non solo dialogo con il territorio e le comunità locali, ma anche attenzione per la natura e l’avifauna che interagisce con i nostri elettrodotti. L’appartenenza a un gruppo molto selezionato di imprese che creano valore sociale e ambientale, oltre che finanziario, non è solo motivo di orgoglio e soddisfazione ma anche elemento di crescente attrazione agli occhi degli investitori socialmente responsabili».

    Nel 2009 Terna ha installato oltre 50 nidi per ghiandaie marine, assioli e passeri. Di questi il 60% è stato occupato per la nidificazione. Nell’anno in corso la specie della ghiandaia marina ha trovato alloggio in 15 nidi, 21 sono stati i giovani inanellati e 46 involati. 5 invece i nidi occupati da assioli, con 13 pulli inanellati e 23 involati.
    Complessivamente, dall’inizio del progetto “Nidi sui tralicci” sono stati inanellati oltre 3.500 gheppi, 60 allocchi, 25 ghiandaie marine e 24 assioli. La pratica dell’inanellamento ha permesso ai ricercatori di Ornis Italica di scoprire che le coppie di gheppi di stagione in stagione ritornano nello stesso nido.

    (Fonte: Milano Finanza)

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  • Rassegna Online: Flavio Cattaneo e il Libro “Kami” nato dalla collaborazione fra Terna, Coopi e Luiss

    Breve rassegna on line di “Kami la missione dell’energia”, frutto della collaborazione fra Terna – il primo gestore di rete indipendente in Europa – COOPI – una delle più importanti ONG internazionali – e LUISS – una realtà d’eccellenza del mondo universitario italiano ed europeo.

    Sostenibilità : Terna si impegna in Bolivia, in un libro il miracolo Kami (Libero.it)
    “A Kami, un piccolo villaggio delle Ande boliviane a 4 mila metri di altitudine qualcosa e’ cambiato. E questo grazie all’impegno volontario di alcuni uomini che hanno voluto credere che i sogni si possono realizzare. ‘Kami, la missione dell’energia’ (Silvana Editoriale) e’ un libro che racconta la storia di una linea elettrica sulle Ande nata dalla collaborazione fra Terna, Coopi e Luiss e che e’ stato presentato oggi all’universita’ capitolina.” (…)

    COOPI: Presentazione del libro “Kami, la missione dell’energia”
    Martedì 14 dicembre 2010, alle ore 17.30, presso la Sala delle Colonne dell’Università LUISS Guido Carli, in viale Pola 12 in Roma viene presentato il libro “Kami, la missione dell’energia”, edito da Silvana Editoriale e nato dalla collaborazione fra Terna, COOPI e LUISS. (…)

    ECO – Terna “trasmette” sostenibilità in Bolivia (Il VELINO.it)
    “Kami, la missione dell’energia”, edito da Silvana Editoriale e nato dalla collaborazione fra Terna, COOPI e LUISS, è un originale libro fotografico che documenta un’…
    Attraverso due distinti percorsi di lettura, mescolando fotografie e appunti di viaggio, immagini e parole, descrizioni e suggestioni, il libro ci fa conoscere i veri protagonisti di una storia uni…
    “L’intero progetto KAMI – afferma Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato di Terna – è una straordinaria intuizione di imprenditoria sociale. Ed è motivo di o…

    Sostenibilita, Appuntamenti. Storia di una linea elettrica sulle Ande nel libro ‘Kami, la missione dell’energia’ (CataniaOggi)
    Interverranno alla presentazione del libro Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Terna spa, Pier Luigi Celli, direttore generale della Luiss Guido Carli, Roberto Cotroneo, autore dei testi e direttore della Luiss Writing School, l’autore delle fotografie Daniele Tamagni. Partecipano Efrem Fumagalli di Coopi e, in collegamento da Kami, Padre Serafino Chiesa. (…)

    Sostenibilita-Storia di una linea elettrica sulle Ande nel libro ‘Kami, la missione dell’energia’ (Il Tempo)
    Presso la Sala delle Colonne dell’Università Luiss Guido Carli verrà presentato domani, martedì 14 dicembre, alle 17.30, il libro ”Kami, la missione dell’energia”, edito da Silvana Editoriale e nato dalla collaborazione fra Terna, Coopi e Luiss. ”Kami, la missione dell’energia” è un originale progetto editoriale con il quale documentare un’esperienza reale, un nuovo tipo di rapporto fra imprese, associazioni no profit e istituzioni per il bene delle persone: un sogno che è divenuto un fatto. (…)

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  • Flavio Cattaneo sul progetto Kami: “E’ il valore umano e sociale a fare la differenza, a fare di un’azienda una grande azienda”

    “Kami, la missione dell’energia” è il libro che documenta la straordinaria storia di un prete salesiano con i volontari di Terna, i “mineros” e i “campesinos” boliviani

    Presentato alla LUISS il libro edito da Silvana Editoriale e nato dalla collaborazione fra Terna – il primo gestore di rete indipendente in Europa –  COOPI – una delle più importanti ONG internazionali – e LUISS – una realtà d’eccellenza del mondo universitario italiano ed europeo

    “L’intero progetto KAMI – ha commentato Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato di Terna è una straordinaria intuizione di imprenditoria sociale. Ed è motivo di orgoglio – prosegue Cattaneo – vedere come competenze ed esperienze professionali tipiche di Terna siano state utili, anche senza il supporto delle tecnologie più avanzate, perché risiedono nelle persone, a dimostrazione che la misura del valore di un’azienda non può limitarsi alla sola moneta. E’ il valore umano e sociale a fare la differenza, a fare di un’azienda una grande azienda.

    Un progetto fortemente sostenibile che ha fatto nascere l’idea di questo libro e mettere insieme il team creativo che lo ha realizzato. Un team creativo che ha coinvolto LUISS Writing School. “Quando Terna ci ha chiesto di scegliere due nostri studenti dei corsi creativi per i testi del libro, abbiamo risposto con entusiasmo – dice Pier Luigi Celli, Direttore Generale LUISS – sono partite due nostre studentesse per la Bolivia. Hanno affiancato il fotografo, e hanno vissuto un’esperienza molto bella e difficile. Si sono messe alla prova. E il risultato è stato eccellente. I testi del libro, il racconto di viaggio è molto intenso, molto coinvolgente”.

    Si tratta di un originale volume fotografico che documenta un’esperienza reale, un nuovo tipo di rapporto fra imprese, associazioni no profit e istituzioni, a sostegno di un progetto di imprenditoria sociale al servizio del bene comune.
    Il libro racconta, attraverso fotografie e testi, la storia di una linea elettrica sulle Ande, immaginata dal missionario Salesiano Padre Serafino Chiesa, sostenuta da COOPI – una delle più importanti ONG italiane impegnate sul fronte della cooperazione internazionale – e realizzata grazie alla tenacia di un gruppo di volontari di Terna che, con il supporto della propria azienda, hanno messo le loro competenze professionali e il loro tempo al servizio dello sviluppo sostenibile della comunità di Kami, in Bolivia.

    Questo libro è anche un innovativo progetto di collaborazione tra impresa e accademia che si rivolge al mondo della cultura puntando sul contributo di alcuni giovani cui è stata offerta la possibilità di raccontare, attraverso immagini e parole, la storia della linea elettrica di Kami così come l’hanno vista e vissuta sul campo.

    Ne è nata un’opera in cui il percorso fotografico, tracciato dagli scatti del talento emergente Daniele Tamagni, si interseca con il racconto dello scrittore Roberto Cotroneo e con gli appunti di viaggio delle due promettenti studentesse della LWS – LUISS Writing School, Florinda Martucciello e Irene Salvadorini.

    Attraverso due distinti percorsi di lettura, mescolando fotografie e appunti di viaggio, immagini e parole, descrizioni e suggestioni, il libro ci fa conoscere i veri protagonisti di una storia unica nel suo genere.

    Tra questi, Padre Serafino Chiesa, il Salesiano responsabile della missione di Kami, un povero distretto minerario andino a oltre 4.000 metri di altitudine che si batte per migliorare le condizioni di vita della popolazione locale e vede nel ripristino di una vecchia centrale idroelettrica in disuso lo strumento per avviare uno sviluppo sostenibile dell’intera area.

    Ci sono poi i volontari di COOPI, coordinati da Efrem Fumagalli e i due tecnici di Terna, Giampiero Fantini e Adriano Selva che all’inizio collaborano a titolo personale poi con il sostegno di Terna. Sono loro che, una volta comprese le necessità tecniche del progetto, ridisegnano ex novo la linea e coinvolgono nell’impresa, attraverso uno straordinario passaparola, amici, colleghi e pensionati anche di altre aziende.

    Il risultato è una nuova linea elettrica lunga 37 km che collegherà entro il 2011 le centrali di Quehata e Chinata alla rete boliviana diventando il motore di uno sviluppo sostenibile per tutta l’area di Kami.

    (Fonte: Terna WebMagazine)

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  • CorSera 13 dicembre. Flavio Cattaneo Reti Connessioni smart per non restare al buio.

    II via al ponte elettrico per collegare l’Italia con i Balcani e l’accordo per la super-rete del Mare del Nord sono solo i primi segnali. Le interconnessioni sottomarine e le smart grid sì annunciano come la nuova frontiera per un  settore industriale, quello delle reti, in rapida crescita.

    l’Italia, con la posa del primo cavo di Terna che unisce la Sardegna al continente e 32 milioni di contatori elettronici installati dall’Enel, è all’avanguardia. L’Unione Europea punta a trasformare in smart grid il 50% delle reti europee al 2020 e il 100% al 2030, con un investimento complessivo di 120 miliardi di euro: dei 2 miliardi appena stanziati dall’Ue, un terzo andrà all’Italia.

    Reti intelligenti- II programma è indispensabile per affrontare la crescita prevista di energia elettrica da fonti rinnovabili. «Le retì intelligenti sono un progetto irrinunciabile», ha detto il presidente dell’Authority, Alessandro Ortis allo Smart grid international forum, organizzato a Roma dal gruppo Italia energia. Alle centrali di grande taglia alimentate da combustibili fossili, si sta affiancando in questi anni una miriade di piccoli impianti da fonti rinnovabili, che producono corrente in modo discontinuo, solo quando soffia il vento o splende il sole, e non si costruiscono vicini alla domanda, ma dove ci sono le’risorse, spesso in zone remote, le più ventose nel Mare del Nord o le meglio soleggiate nel Sahara. Ma la rete elettrica oggi ha una struttura a stella e a senso unico:
    dalle centrali elettriche a produzione costante e programmabile partono, come bracci, le linee di alta tensione verso i consumatori. Una smart grid, invece, è una rete con molti snodi e tecnologie intelligenti, capaci di bilanciare e ridistribuire i flussi di produzione delle diverse fonti, compensando automaticamente gli sbalzi che possono mandare le vecchie reti in sovratensione, con conseguenti blackout.

    Consorzi- La partita industriale è già cominciata, con la nascita del consorzio europeo Friends of the Supergrid, cui ha aderito anche l’italiana Prysmian (ex Pirelli Cavi), specializzata nei grandi cavi elettrici sottomarini e attualmente impegnata nel takeover dell’olandese Draka, con cui andrebbe a formare il leader mondiale del settore, a quasi 6 miliardi di fatturato complessivo. Il 65% del margine operativo lordo 2009 della società guidata da Valerio Battista è venuto dal settore dei cavi tecnologici e la trasmissione di energia assicura un portafoglio ordini da un miliardo di euro. Prysmian è anche coinvolta nello studio del progetto Transgreen, la rete d’interconnessioni sottomarine che servirà a collegare all’Europa il grande parco solare progettato in Nord Africa dal consorzio Desertec.

    Flavio Cattaneo il 30 settembre dichiara:
    Siamo molto soddisfatti di fare parte del progetto Desertec”, ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Terna, Flavio Cattaneo. “I fondamenti e gli obiettivi dell’iniziativa sono condivisi e supportati ampiamente da Terna che ha sempre guardato con interesse all’apertura di nuovi mercati tramite lo sviluppo delle interconnessioni elettriche e il trasferimento di know how tra l’Europa e la riva sud del Mediterraneo per un’efficace cooperazione allo sviluppo tecnologico nell’area”.

    (Fonte: Terna WebMagazine)

    Enel, che investe un miliardo l’anno nelle reti, è protagonista nelle smart grid con i suoi 32 milioni di fatturato complessivo . Il 65% del margine operativo lordo 2009 della società guidata da Valerio Battista è venuto dal settore dei cavi tecnologici e la trasmissione di contatori e gestione dell’85% delle reti cittadine.

    Trasporti – La divisione reti è capofila del progetto europeo sulle smart grid ed è appena sbarcata in Corea per sviluppare con Kepco trasformazione dei sistemi locali di distribuzione dell’energia, con attenzione all’utilizzo dell’ elettricità nei trasporti.
    Su questo fronte, Enel sta già installando le prime colonnine per la ricarica delle auto elettriche in alcune città, da Milano a Brescia, da Bologna a Reggio Emilia, da Firenze a Pisa, che costituiranno una parte integrante delle reti distributive del futuro. E ha firmato una convenzione con il ministero dello Sviluppo economico per un programma triennale da 77 milioni incentrato sull’istallazione di cabine elettriche di nuova generazione nella rete a media tensione, in alcune aree pilota del Sud. Il passo successivo è arrivare anche alla bassa tensione intelligente, cioè alla piccola produzione da rinnovabili distribuite sui tetti delle case, con gli stessi metodi di controllo e di previsione che oggi si stanno sviluppando sulla media tensione.
    Sull’alta tensione Terna è in prima linea nello sviluppo delle interconnessioni sottomarine, come quella che sta per realizzare verso il Montenegro. «Solo nel 2008 — ha fatto notare il presidente di Confìndustria Anie Guidalberto Guidi al forum di Roma — a livello mondiale sono stati fatti investimenti sulle reti di trasmissione e distribuzione superiori ai 90 miliardi di dollari».

    (Fonte: Corriera della Sera)

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  • Flavio Cattaneo: Su “Tempi” Giuliano Zuccoli di A2A parla di Energia e mette l’accento sull’accordo di Terna con l’altra sponda dell’Adriatico

    L’accordo definitivo per la realizzazione dell’interconnessione elettrica Italia-Montenegro, firmato qualche giorno fa a Podgorica dal ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani e Flavio Cattaneo, AD di Terna, è il completamento di un percorso molto importante per il sistema Italia.

    L’intesa – che prevede un considerevole investimento di 760 milioni di euro per 415 km di cavi sottomarini – è un’occasione di sviluppo per tutta l’area balcanica, ma offre ampie possibilità di portare energia pulita in Italia e di dare risposta alla normativa europea di produrre da fonti rinnovabili. È quanto afferma Giuliano Zuccoli, presidente del Consiglio di Gestione di A2A (grande multiutility che opera su più filiere, in particolare l’energia), in un’intervista dal titolo “Uniamo le risorse. Sì al’idroelettrico, al nucleare, a un sistema ecocompatibile. Purché si rilancino le Pmi” pubblicata nell’inserto “Più Mese” della rivista “Tempi”

    Da Tempi del 9 dicembre 2010

    (…) “Quindi vede ancora energia verde nel futuro di A2A?
    A2A è ormai un grande multi utility che opera su più filiere. Certo, per la produzione di energia puntiamo molto sull’idroelettrico, questa è la motivazione del nostro investimento  in Montenegro.
    Proprio qualche giorno fa a  Podgorica il ministro Paolo Romani ha firmato, insieme a Flavio Cattaneo  di Terna l’accordo definitivo per la realizzazione dell’interconnessione elettrica  ltalia- Moncenegro, un investimento importante  da 760 milioni di euro per 415 km di cavi sottomarini che Terna ha sostenuto.
    Si tratta del completamento di un percorso molto importante per il sistema Italia.
    Questo accordo che collega in modo stabile l’altra sponda  dell’Adriatico, è un’occasione di sviluppo per tutta l’area balcanica, ma offre ampie possibilità di portare energia pulita in Italia e di dare risposta alla normativa  europea di produrre da fonti rinnovabili.”

    Per la produzione di energia, A2A punta molto sull’idroelettrico, motivo per cui la società ha deciso di investire sulla fonte “verde” per eccellenza varcando i confini lombardi per approdare nel Paese balcanico. Il “ponte elettrico” che si snoderà da Tivat, in Montenegro, a Villanova, in Abruzzo, è un’opera di rilevanza strategica europea grazie alla quale sarà possibile importare energia verde in Italia, per lo più di tipo idroelettrico, appunto. Con notevoli vantaggi: minori costi dell’energia per l’Italia, con una riduzione stimata in 225 milioni di euro l’anno, maggior sicurezza del sistema elettrico, contributo agli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera.
    Secondo Zuccoli infine, nucleare, rinnovabili, smaltimento dei rifiuti, cogenerazione e mobilità elettrica sono tutti aspetti di un modello integrato che va visto ed affrontato unitariamente per poter essere efficace sul territorio. Un sistema che passa attraverso resti sempre più intelligenti, essenziali per evitare sprechi e realizzare efficienza sul territorio. Approccio che A2A sta perseguendo. L’ingegnere valtellinese si pronuncia anche sul ritorno al nucleare nel nostro Paese, necessario per migliorare il nostro mix energetico e abbassare di conseguenza il costo dell’energia.

    (Fonte: Terna WebMagazine)

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  • Terna, AD Flavio Cattaneo realizza il nuovo elettrodotto “Tavarnuzze-S.Barbara”

    Nuovo elettrodotto “Tavarnuzze-S.Barbara”, realizzato da Terna, AD Flavio Cattaneo
    – Per ogni km di nuova linea aerea dismessi 2,5 km di vecchi elettrodotti
    – 81 tralicci verdi per mimetizzare l’opera, 2 anni di lavoro per 50 imprese e 500 addetti
    – 30 milioni di euro il costo dell’elettrodotto, 400 milioni gli investimenti previsti in Toscana

    Con l’entrata in esercizio nei giorni scorsi del nuovo elettrodotto a 380 kV “Tavarnuzze-Santa Barbara”, si rafforza e ammoderna uno snodo fondamentale della rete elettrica toscana. La linea ad altissima tensione, i cui lavori sono durati 2 anni coinvolgendo 50 imprese e circa 500 addetti, è lunga 30,4 km (29 km aerei e 1,4 in cavo) e permetterà di migliorare qualità ed efficienza del servizio elettrico dell’area e risolvere alcune criticità locali. Contestualmente stanno proseguendo i lavori per la nuova stazione 380 kV di Fontelupo e per la connessione, in cavo interrato, della suddetta stazione a quella di Tavarnuzze; tali lavori, a meno di ulteriori ritardi burocratici, termineranno nel 2011 per consentire, quindi, la successiva demolizione dei tralicci sulla collina di Giogoli nel comune di Scandicci.

    L’elettrodotto “Tavarnuzze-S.Barbara”, realizzato da Terna, Flavio Cattaneo – con un investimento di 30 milioni di euro, in linea con il Piano di Sviluppo, consentirà risparmi pari a circa 30 milioni di euro l’anno per il sistema elettrico nazionale, grazie all’incremento della disponibilità di capacità produttiva più efficiente per la copertura del fabbisogno nazionale e locale; porterà inoltre significativi miglioramenti per la qualità della rete in Toscana, dove Terna ha programmato investimenti complessivi per circa 400 milioni di euro, sui 7 miliardi previsti a livello nazionale dal Piano di Sviluppo. Gli 81 sostegni che compongono i 29 km del nuovo elettrodotto sono stati verniciati di verde al fine di mitigare l’impatto sul territorio.

    (Fonte: Terna WebMagazine)

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  • Dal Brasile alle rinnovabili, la doppia svolta di Terna: “Una nuova pelle” commenta l’AD del Gruppo Flavio Cattaneo

    Dal Brasile alle rinnovabili, la doppia svolta di Terna:
    Cattaneo lavora al piano industriale. Alleanza per  la rete mediterranea.
    L`ultima novità,  ancora in cantiere, è la partecipazione a Medgrid, un`alleanza  con altri gruppi che partirà a inizio dicembre a Parigi.

    MILANO — Fotovoltaico, cessioni a fondi di private equity, plusvalenze e espansione all`estero.
    Sono questi gli ultimi ingredienti, un po` a sorpresa, di una ricetta altrimenti molto tradizionale.
    Il suo nome è Terna, il gruppo che controlla la quasi totalità della rete elettrica italiana.
    In un contesto quindi molto regolamentato. Ma che, ormai, non è più l`unico campo d`azione della società.

    L`ultima novità, ancora in cantiere, è la partecipazione a Medgrid, un`alleanza con altri gruppi che partirà a inizio dicembre a Parigi.
    Tra gli altri partner ci sono, per esempio, la francese Areva Renouvelables e la rete elettrica spagnola. L`obiettivo: studiare la fattibilità di una rete mediterranea per il trasporto dell`elettricità.
    Ma è forse l`operazione di metà ottobre, la cessione di Rete Rinnovabile al fondo inglese Terra Firma, a rendere meglio l`idea di questa «nuova pelle» del gruppo guidato da Flavio Cattaneo.
    Che in dieci mesi ha costituito, avviato e venduto la società di produzione di energia solare con una plusvalenza stimata intorno ai 200 milioni. «Noi potremmo immaginare in futuro altre opportunità aggiuntive rispetto al nostro core business che è lo sviluppo della rete», ha detto Cattaneo.
    Tanto che il modello Rete Rinnovabile potrebbe essere replicato in altri settori energetici. E anche, di nuovo, nello stesso fotovoltaico.

    Sul versante estero, invece, dopo un`altra plusvalenza, quella da circa 400 milioni per la cessione nel 2009 della brasiliana Tema Partìcipacoes a Taesa, in questi giorni è stato siglato un accordo per un cavo sottomarino da 760 milioni tra Italia e Montenegro. Con un occhio anche a Paesi confinanti come Serbia e Albania. Poi ci sono i progetti che dall`Italia vanno in Francia, Austria e Slovenia, già previsti nel piano di sviluppo. E lo studio di fattibilità per un collegamento con la Tunisia. «Stiamo già pensando ad altre possibilità che saranno presentate in futuro», è il commento di Cattaneo a proposito di progettazione, realizzazione e gestione di sistemi di rete ad alta tensione all`estero. Intanto, a gennaio, è atteso il piano industriale.

    Così la società nata nel 1999 da una costola dell`Enel e quotata in Borsa dal 2004 (primo azionista è la Cassa depositi e prestiti a un passo dal 30%) sta progressivamente guardando anche al di là del suo campo tradizionale fatto di Italia e di ricavi «regolamentati». Dove pure alcune voci del fatturato garantiscono ritorni non da poco: il capitale investito in infrastrutture viene remunerato con un tasso di interesse del 6,9% (9,9% per lo sviluppo della rete), attingendo dalle classiche bollette dell`energia elettrica.
    E` del 2,5%-2,6% la quota di queste ultime che va a Terna a copertura di costi operativi, ammortamenti e appunto remunerazione del capitale investito.
    Ma che cosa ne pensa la Borsa di questa «nuova Terna» che fa affari con il private equity? Pochigiorni fa le quotazioni hanno toccato il massimo storico di 3,39 euro, per poi ripiegare a 3,20 euro nella chiusura di ieri. In un anno il tìtolo ha guadagnato il 15,84%, mentre l`indice Ptse Mib ha perso il 12,16%.

    Da il Corriere della sera del 26 novembre 2010 – Giovanni Stringa

    (Fonte: Terna WebMagazine)

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  • Flavio Cattaneo: Terna firma accordo definitivo per cavo Italia-Montenegro

    Avvio del primo “ponte elettrico” con i Balcani «Allacciare l`Italia ai Paesi balcanici e dei Nord Africa mediante cavi sottomarini – spiega Flavio Cattaneo – è il passo necessario per rafforzare l`Italia come hub elettrico del Mediterraneo».

    Terna ha sottoscritto oggi, alla presenza del Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, l’accordo definitivo per la partnership strategica con l’operatore di trasmissione locale CrnoGorski Elektroprenosni Sistem AD (“CGES”) e lo Stato del Montenegro, in qualità di socio di maggioranza di CGES.

    L’accordo rappresenta il punto d’arrivo di un percorso di cooperazione industriale e di sistema Paese, e si inserisce nel quadro delle intese intergovernative tra Italia e Montenegro, iniziate il 19 dicembre 2007 con l’accordo siglato dai Ministri Bersani e Gvozdenovic per l’avvio delle attività del Gruppo di Lavoro italo-montenegrino, e consolidate il 6 febbraio 2010, con l’accordo firmato dai Ministri Scajola e Vujovic che ha sancito l’impegno a livello istituzionale per la realizzazione della nuova interconnessione elettrica sottomarina e l’implementazione della partnership tra gli operatori di trasmissione nazionali.

    Si prevede che l’investimento complessivo di Terna per il primo “ponte elettrico” con i Balcani, grazie al quale sarà possibile importare energia verde per lo più idroelettrica, ammonterà a 760 milioni di euro circa, come previsto dal Piano di sviluppo. L’investimento di CGES per il collegamento alla rete esistente ed il rinforzo della rete locale ammonterà a 100 milioni di euro circa.

    Le intese prevedono, tra l’altro, l’ingresso di Terna nell’azionariato di CGES con una quota di minoranza del 22%, e il supporto del governo montenegrino alla costituzione di una società a maggioranza Terna, dedicata allo sviluppo di opportunità di business nel Paese, con particolare riferimento alla realizzazione e gestione di infrastrutture per la connessione di nuove centrali alla rete locale e di nuove linee di interconnessione private tra il Montenegro ed i Paesi confinanti.

    Da “ANSA.it” di mercoledì 24 novembre 2010

    La firma dell`accordo – presenti oltre alle principali autorità del Montenegro anche il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani e l`amministratore delegato di Terna Flavio Cattaneo – rappresenta anche un elemento della aggressiva diplomazia economica verso la piccola Repubblica balcanica, grande più o meno come l`Abruzzo e con una popolazione di soli 700.000 abitanti.

    «Un paese amico, candidato all`ingresso nella Nato e nell`Unione europea», dice il ministro RomaniUna tradizionale direttrice della politica estera italiana verso i Balcani che adesso torna in voga: fa gola il rinnovamento della rete ferroviaria locale e del porto di Bar.
    Ma soprattutto fa gola la ricchezza potenziale dei bacini idroelettrici non sfruttati in Montenegro e nell`area balcanica.
    Un tesoro su cui l`Italia vuol mettere le mani: le quattro centrali idroelettriche la cui produzione verrà portata (in parte) in Italia saranno gestite dalla società elettrica montenegrina Epcg, controlla- La nuova energia è tutta idroelettrica e riduce la nostra media di emissioni di C02 ta con il 43% dalla A2A, la multiutility che fa capo ai Comuni di Milano e Brescia. Il cavo di Terna sarà lungo in tutto 415 chilometri, entrerà e uscirà dal mare (a Pescara, da noi) interrato.
    I lavori cominceranno nel 2011 e finiranno nel 2015.
    «Allacciare l`Italia ai Paesi balcanici e dei Nord Africa mediante cavi sottomarini – spiega Flavio Cattaneo – è il passo necessario per rafforzare l`Italia come hub elettrico del Mediterraneo».

    Da “LA STAMPA” di mercoledì 24 novembre 2010

    (Fonte: Terna WebMagazine)

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  • La Repubblica: Flavio Cattaneo con il “Raccordo anulare elettrico” più energia e meno inquinamento a Roma

    Con il “Raccordo anulare elettrico” più energia e meno inquinamento.
    Partiti investimenti per 350 milioni di Terna, AD Flavio Cattaneo,  e Acea d`intesa con La Uir per migliorare la distribuzione in periferia.

    E’ partito il progetto di riqualificazione della rete elettrica di Roma. Il riassetto del network energetico, specialmente quello esterno a Roma, il”raccordo anulare elettrico” che comprende la distribuzione dell`alta tensione, è uno dei progetti-pilota, al pari di quello per il cablaggio dell`Unione Industriali.

    E` gestito direttamente da Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Terna nonché vicepresidente della Uir con delega per le politiche energetiche e ambientali.

    La ristrutturazione delle infrastrutture cittadine, elettricità e connessione, rientra nel programma di presidenza di Aurelio Regina, condiviso dai sindacati per le caratteristiche di volano di occupazione.

    Tré i punti-base:
    1) sviluppo delle imprese in particolare per il sistema delle minori;
    2) ammodernamento del territorio;
    3) indotto occupazionale.

    Il tutto con finanziamenti privati senza oneri a  carico dell`amministrazione.

    L`iniziativa per l`ammodernamento della rete elettrica è già operativa nell`area della nuova stazione Tiburtina, un simbolo della modernizzazione cittadina, e sta per diventarlo in una serie di altre zone, dalla tenuta della Marcigliana a Settebagni, da Primavalle a Malagrotta, dalla Castelluccia a Ponte Galeria. Il tutto porterà a una migliore distribuzione dell`elettricità con maggiore risparmio, maggiore interramento e quindi attenzione verso l`ambiente, e anche al recupero di ingenti quantitativi di acciaio, rame e altri prodotti.

    La riduzione della pressione territoriale delle infrastrutture sul territorio libererà 300 ettari. L`investimento totale è di 360 milioni, di cui 310 a carico di Terna e 50 diAcea. Si tratta di 40 cantieri, con più di 50 ditte impiegate, 400 lavoratori mediamente occupati che arriveranno a 800 nei periodi di picco delle attività.

    (Con il Raccordo anulare elettrico più energia e meno inquinamento – La Repubblica del 23 Novembre 2010)

    (Fonte: Terna WebMagazine)

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  • Flavio Cattaneo illustra i risultati dei primi nove mesi e del terzo trimestre 2010 di Terna

    L’Amministratore Delegato Flavio Cattaneo ha illustrato i risultati dei primi nove mesi e del terzo trimestre 2010, esaminati e approvati dal Consiglio di amministrazione di TERNA SpA (“Terna”), riunitosi oggi sotto la presidenza di Luigi Roth.

    QUADRO DI SINTESI DEI PRIMI NOVE MESI DEL 2010

    Crescita a doppia cifra degli indicatori economici con i Ricavi a quota 1.166,2 milioni di euro, in crescita di oltre il 15% rispetto ai primi nove mesi del 2009, il Margine Operativo Lordo a 888,8 milioni con un incremento di oltre il 16% e l’Utile Netto a 372 milioni, in aumento di oltre il 32% (al netto delle attività brasiliane cessate)

    Prosegue l’accelerazione degli investimenti per lo sviluppo della rete che crescono di circa il 35% raggiungendo i 766,9 milioni di euro. Oltre 300 i cantieri aperti ad oggi, con più di 5.000 addetti. In fase di avanzamento i lavori per il collegamento sottomarino SAPEI con la posa del secondo cavo, per l’elettrodotto “Casellina-Tavarnuzze-Santa Barbara”, in Toscana, e per la razionalizzazione della rete della Val d’Ossola; avviati i cantieri per il collegamento “Sorgente-Rizziconi” tra Sicilia e Calabria e per l’elettrodotto Chignolo Po- Maleo.

    L’Amministratore Delegato, Flavio Cattaneo, ha commentato: “I buoni risultati del terzo trimestre e dei primi nove mesi ci fanno essere fiduciosi per una chiusura del 2010 in rialzo. Avevamo detto che quest’anno sarebbe stato l’anno delle opere: nel 2010 supereremo il miliardo di euro di investimenti nel potenziare e ammodernare la rete elettrica italiana, oltre ai più di 400 milioni del progetto fotovoltaico Rete Rinnovabile. La squadra di Terna sta confermando di saper mantenere le promesse”.

    Ecco il link per scaricare la presentazione:
    9M 2010 Consolidated Results (12 Novembre 2010)

    (Fonte: Terna WebMagazine)

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  • Il gruppo guidato da Flavio Cattaneo ha messo a segno performance in netta controtendenza: dall’inizio dell’anno il titolo Terna ha guadagnato il 12%

    Terna chiude la seduta di martedì 9 novembre facendo registrare un guadagno dell’1,43% e arrivando così a segnare il nuovo massimo storico a 3,36 euro per azione.

    Da inizio anno il titolo Terna guadagna il 12%, performance decisamente superiore e in controtendenza a quelle del mercato italiano (FTSEMib -7,18%) e del settore Utilities europeo (-8%).
    La prima settimana di novembre è stata tutta positiva: dopo aver toccato il massimo storico a quota 3,345 euro per azione, ha chiuso venerdì 5 con un guadagno dello 0,60%, mentre l’indice Ftse Mib di Piazza Affari, dopo il -1,28 dell’ultima seduta, in cinque giorni ha ceduto l’1,19 per cento.

    titolo terna crescita in borsa

    La Borsa italiana, protagonista di un’altra settimana negativa, la seconda consecutiva, ha forse pagato il ritorno dei timori sulla ripresa dell’economia, con il nuovo allarme sulla tenuta dei conti pubblici irlandesi. E ad appesantire ulteriormente gli indici di Piazza Affari c’è stato poi il bilancio negativo di alcuni titoli le cui trimestrali non sono state accolte positivamente dal mercato. In questo scenario il gruppo guidato da Flavio Cattaneo ha messo a segno performance in netta controtendenza: dall’inizio dell’anno, con l’indice della Borsa italiana che ha ceduto il 7.18%, il titolo Terna ha guadagnato il 12%. Un andamento decisamente migliore anche rispetto al settore delle utilities in Europa, negativo, sempre da gennaio, con un meno 8 per cento.

    Nella stessa settimana di riferimento le Borse europee sono state caratterizzate da un andamento contrastato e dominato dall’incertezza, in un contesto che ha visto i mercati mondiali muoversi in direzione opposta, e con l’indice Morgan Stanley Msci World cresciuto di 1 punto percentuale. Sia in occidente che in oriente le contrattazioni sono state condizionate, prima dall’attesa e poi dagli effetti, delle elezioni di “midterm” americane e dall’annuncio del piano di stimolo all’economia Usa proposto dalla Federal Reserve. La Banca centrale statunitense ha annunciato il varo di un piano da 600 miliardi di dollari per il riacquisto di Tbond che dovrebbe iniettare nuova linfa nel sistema economico, ridando slancio ai consumi e abbassando la disoccupazione. E i due avvenimenti hanno riacceso le speranze di una ripresa dei mercati globali, guidata principalmente da un’accelerazione della congiuntura Usa.

    Sui mercati finanziari europei il nervosismo ha però continuato a condizionare gli scambi. L’indice d’area Stxe 600 ha comunque chiuso l’ultima seduta della settimana in positivo (+0,42%). E così pure Londra e Francoforte, rispettivamente a +0,21% e +0,29%, hanno evidenziato segnali di recupero, mentre l’indice della Borsa di Parigi è rimasto invariato e Madrid ha ceduto l’1,65 per cento.

    (Fonte: Terna WebMagazine)

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  • Terna aggiorna il top storico: dal 27 ottobre a 3,235 euro a 3.31 di oggi

    Il RoadShow di Flavio Cattaneo negli Stati Uniti Il caso Terna in rialzo tocca il top storico a 3,31euro. A trainare il titolo l’attuale roadshow dell’amministratore delegato Flavio Cattaneo negli Stati Uniti.

    La marcia del titolo verso un nuovo massimo storico è stata composta da una serie di nuovi record:
    Da Il Giornale del 27 ottobre 2010:  Il caso Terna in rialzo tocca il top storico a 3,235 euro

    Flavio Cattaneo

    Nuovo record in borsa per il titolo Terna aggiornato al rialzo per la quarta volta consecutiva il suo massimo storico a 3,315 con una performance di +1.84% (secondo miglior titolo del FTSE MIB).

    Il titolo del gestore della rete si conferma tra i più affidabili e a maggior tenuta del listino.

    La marcia verso il record è cominciata venerdì 15 ottobre: in scia dell’annuncio della vendita della rete rinnovabile, Terna ha guadagnato il 3,85% rispetto a 1.43% del FTSE Mib e 1.88% del DJ Stoxx.

    Oltre all’importante deal su rete rinnovabile apprezzato dagli analisti finanziari, a trainare il titolo in questi giorni è il roadshow negli Stati Uniti dell’amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo.

    Il manager, che ha in programma un tour in 20 città, a partire da New York, per incontrare gli investitori istituzionali, ha spiegato che la società ha incrementato dal 20 al 34% la quota di fondi esteri nel capitale. In particolare il numero dei fondi statunitensi è salito a 50 sui 300 investitori complessivi esteri.

    (Fonte: Terna WebMagazine)

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  • Intervista a Flavio Cattaneo:”Continuerete ad Investire nel Solare?” (Repubblica del 25 ottobre 2010)

    Intervista all’amministratore delegato Flavio Cattaneo della società pubblica Terna che possiede le infrastrutture elettriche: “I proventi delle attività non regolamentate vanno allo sviluppo delle infrastrutture. In cinque anni gli azionisti hanno avuto un ritorno del 161 per cento. I soci esteri sono al 34 per cento”

    Non c’è un nuovo modello di business. C’è semplicemente un business che si aggiunge al nostro tradizionale ambito di operatività, che è quello di realizzare infrastrutture per il trasporto di elettricità che siano necessarie al Paese». All’indomani della vendita di Rete Rinnovabile Spa – la società del gruppo nel fotovoltaico – al fondo di private equity Terra Firma per poco meno di 700 milioni, e l’incasso di una plusvalenza effettiva di circa 200, il volto dell’amministratore delegato di TernaFlavio Cattaneo, è decisamente soddisfatto.
    E non soltanto per quello: guardandosi alle spalle, a cinque anni dal suo arrivo, Cattaneo, può vantarsi di numeri che parlano da soli: ricavi aumentati del 30 per cento, margine operativo lordo del 39 e utile netto del 159. Una performance che sembra aver premiato l’utility italiana molto più di altre. Il titolo ha prodotto un “total share holder return” (rendimento totale fra crescita dell’azione e dividendi erogati) del 161,7% dall’Ipo. La performance di Borsa è stata del 52,7% dal 1 novembre2005, mentre l’indice Dj delle utilities ha perso da allora il 3,9%. A livello europeo, tutti i principali concorrenti di Terna si sono dovuti accontentare o di performance a cinque anni negative o di poco sopra il 3-4 per cento. Soltanto l’inglese Pennon Group, che opera nel settore idrico, ha fatto meglio in Borsa (più 63,3%).

    Terna Tralicci

    Dottor Cattaneo, com’è maturata questa operazione sul fotovoltaico?
    «È semplice. Terna ha, oltre alla rete elettrica, anche delle sottostazioni e delle cabine, con ampie aree di rispetto tutt’intorno. Bene, abbiamo usato queste aree per metterci dei panelli solari e abbiamo fatto degli investimenti, concentrando questi asset in una società che abbiamo costituito e venduto in 10 mesi, realizzando una forte plusvalenza. Abbiamo fatto gli imprenditori raccogliendo i frutti di ciò che avevamo seminato».

    Ci avete preso gusto? Nel senso che avete in mente di fare altri investimenti di questo tipo?
    «Abbiamo molti altri terreni da utilizzare e abbiamo intenzione di continuare».

    Dunque possiamo correttamente parlare di un nuovo modello di business per Terna: non più soltanto investimenti in infrastrutture in Italia ma anche una sorta di imprenditorialità libera: vogliamo definirla così?
    «Sì, un ampliamento dell’esistente, però bisogna sempre ricordare che in quello che facciamo esistono delle regole, ed inoltre che in 5 anni abbiamo quadruplicato gli investimenti sulla rete».

    Quali regole?
    «Intanto ci innoviamo soltanto laddove possiamo cogliere delle opportunità nei settori che conosciamo. Io direi che più che prudenti siamo molto attenti . Ma c’è dell’altro. Il business non regolamentato produce utili che vengono sempre reinvestiti nel potenziamento della rete italiana, che è il nostro core business. Non ce ne dimentichiamo mai. Nel 2010 abbiamo investito un miliardo nella rete e quasi 5OO milioni nel fotovoltaico. In questi ultimi cinque anni gli investimenti totali di Terna hanno superato i 4miliardi».

    A quanto ammontano le vostre riserve di capitale?
    «A 2,5 miliardi. C’è inoltre un rapporto molto favorevole fra debita ed equity, pari a 1,5. E i debiti sono perlopiù a lungo termine. Siamo l’utility meno indebitata d’Europa e non abbiamo partecipazioni che si sono svalutate nel nostro bilancio».

    Continuerete ad investire nel solare?
    «Sì, ma non solo. Per questa prima operazione abbiamo utilizzato 80 siti, ma ne abbiamo 3OO».

    Può anticipare qualcosa?
    «No, perché le prossime iniziative saranno annunciate all’inizio dell’anno con il nuovo piano industriale».

    Alcuni anni fa sembrava che Terna volesse diversificarsi anche all’estero. Poi avete venduto le attività in Brasile e ora l’estero non sembra più allettarvi tanto. Perché?
    «Abbiamo venduto perché ci pagavano l’intera durata della concessione più un ulteriore premio e non aveva senso tenersi quella società. Il punto è che quando andiamo all’estero lo facciamo come imprenditori, quindi è indispensabile guadagnare non meno dì quanto guadagniamo in Italia con la nostra attività. Non possiamo e non vogliamo fare investimenti all’estero con i soldi della bolletta. Infatti utilizziamo i proventi non regolamentati. All’estero si può andare in diversi modi,ad esempio comprando una cosa piccola e facendola diventare grande, oppure valorizzando ciò che già esiste come abbiamo fatto con la partecipata brasiliana, che peraltro avevamo ereditato da Enelpower e che abbiamo poi sviluppato. Comunque tenga presente che la crescita organica vale molto di più; fare una cosa da soli o comprarla sono due cose molto diverse».

    I numeri sull’andamento della società e sulla sua capacità di produrre reddito per gli investitori parlano da soli. Ma l’obiezione che si potrebbe fare è che è facile guadagnare con una concessione pubblica.
    «Secondo noi non esiste un business aprioristicamente facile, occorre sempre fare le giuste scelte, ma questo lo devono giudicare gli altri. Bisogna vedere qual è stata la creazione di valore per gli azionisti e la crescita industriale. E senza un solo euro di finanziamento pubblico. Se gli azionisti continuano a comprare il titolo vuol dire che sono state fatte le scelte giuste. Gli azionisti esteri, ad esempio, sono aumentati».

    Di quanto?
    «Negli ultimi cinque anni sono saliti al 34%. Complessivamente, sono azionisti di Terna circa 3OO investitori istituzionali esteri».

    Dica la verità, dottor Cattaneo, si trova meglio a Terna che alla Rai?
    «Non commento mai le questioni della Rai da quando me ne sono andato. Sono contento di stare dove sto».

    (Adriano Bonafede Affari&Finanza Repubblica 25 ottobre 2010)

    (Fonte: Repubblica.it)

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  • Il Messaggero: Terna, AD Flavio Cattaneo, vende i pannelli solari a Terra Firma.

    Questa volta è la crescita imprenditoriale a scrivere un nuovo capitolo della storia di Terna, AD Flavio Cattaneo. Che in dieci mesi ha installato un parco di pannelli fotovoltaici con una capacità fino a 150 M Wp.

    Di solito sono gli investimenti nella rete elettrica a fa parlare di sé. Questa volta è la crescita imprenditoriale a scrivere un nuovo capitolo della storia di Terna, guidata da Flavio Cattaneo. Che in dieci mesi ha installato un parco di pannelli fotovoltaici con una capacità fino a 150 M Wp. Lo ha fatto sfruttando i terreni inutilizzati all’interno o adiacenti le stazioni elettriche. E dopo aver messo tutto in una società, con tanto di investimenti (400 milioni di euro), ha venduto l’intero pacchetto, la Rete Rinnovabile, a un fondo internazionale, Terra Firma per 620-670 milioni (il valore è legato alle opere ancora in corso). Per gli azionisti, è un bonus da circa 200 milioni di plusvalenza nei conti 2010. Quanto basta per incassare il favore del mercato, aspettarsi un dividendo più rotondo (mentre ieri è stato già approvato un acconto sulla cedola di 8 centesimi, in aumento del 14,3%) e scommettere su un’ulteriore spinta nello sviluppo della rete, dicono gli analisti. Gli stessi che aspettano Flavio Cattaneo, AD Terna, già oggi a Parigi per la prima tappa del nel roadshow tra Europa e Stati Uniti. Ma non è solo nei conti il senso di questa mossa.

    Flavio Cattaneo AD Terna

    «Aiutiamo il fotovoltaico a crescere in Italia del 10% in un colpo solo», ci tiene a precisare Flavio Cattaneo, AD Terna. Lui, l’amministratore delegato di Terna, che guarda oltre i numeri della società e sottolinea il valore di «un investimento importante per l’Italia. Fatto «nell’economia verde e capace di attrarre investitori stranieri nel Paese per un progetto di lungo periodo». La società è stata venduta a un multiplo implicito di 9,5-10 volte l’ebitda (margine operativo lordo), ben oltre la media per operazioni di questo tipo (7,5). Deutsche bank ha stimato un ritorno dell’investimento del 40% e un incremento del dividendo dal 6,1% al 6,6%. Ma cosa rappresenta questa intesa, oltre al valore finanziario «Vale la pena di precisare che i terreni torneranno nelle disponibilità di Terna tra 20-25 anni. In termini di risparmio di Co2, poi, è una mossa che da stabilità ai nostri investimenti non regolamentati, visto che avremo ulteriori MWp da utilizzare nel 2011. Infine, non toglie spazio al core-business, cioè agli investimenti nelle linee. Anzi: ne accresce le potenzialità. E’ tutta qui la doppia portata di questa mossa: la creazione di valore per lo sviluppo della rete, in particolare, e l’importanza per il Paese. Senza chiedere un euro di più né agli italiani, né allo Stato. E con il supporto dell’Authority con la quale abbiamo un ottimo rapporto».

    Dopo la plusvalenza realizzata in Brasile e questa operazione il …_ mercato guarda già alle altre opportunità. E’ vero che pensate al Nord-Africa? «Crediamo di aver dimostrato di saper lavorare sulla rete e sulla gestione del sistema elettrico in Italia e non solo. Per lo sviluppo delle interconnessioni guardiamo ai Balcani, certo. Ma buone opportunità possono presentarsi anche in Nord-Africa, dove c’è già un nostro studio per un collegamento con la Tunisia, il primo di una certa dimensione tra Europa e Africa. In funzione degli sviluppi che può avere quest’area nell’utilizzo di nuove tecnologie per la produzione di energia, possiamo sfruttare il nostro posizionamento geografico e diventare noi una piattaforma dove transita elettricità che arriva anche da altri continenti».

    Vuol dire che continuerete a muovervi su questa strada di sfruttamento delle vostre infrastrutture? «E’ proprio così. Parte delle risorse raccolte saranno impiegate in altre attività opportunistiche di questo tipo nel settore energia. In modo da innescare un circolo virtuoso che ci permetta già il prossimo anno di fare un ulteriore annuncio. Si tratterà, in piccola parte di operazioni nel fotovoltaico, ma ci sarà anche dell’altro. Insomma, vorremmo che questi interventi straordinari diventino sempre più ordinari».

    Ci saranno novità anche nell’utilizzo dei tralicci per la fibra ottica per le tlc «Una parte di questi già ospita le fibre ottiche a favore di società telefoniche. Ma certamente potranno essere potenziate». In che modo quest’operazione vi spingerà a ritoccare il piano industriale «Il nuovo piano sarà presentato all’inizio dell’anno prossimo. E una delle linee guida sarà proprio quella di mettere sul tavolo forti investimenti in infrastrutture. Anche nei Balcani. Questo consentirà investimenti di imprese italiane nella generazione in loco, per poi importare energia in Italia a minor costo. Nello stesso tempo permetterà a Terna di realizzare ritorni importanti, con contrattualistica privata (cioè non dipendente dali’Authority). E con un vantaggio, anche questa volta per il Paese».

    Da Il Messaggero del 19 ottobre 2010 di Roberta Amoruso

    (Fonte: Il Messaggero)

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  • Il Mondo: Per la Rete Rinnovabile il gruppo Terna, guidata da Flavio Cattaneo è primo in Italia e sesto nel mondo.

    Panorama: Terna al primo posto al mondo fra le società che gestiscono reti elettriche. Fra tutte le utility mondiali la società guidata da Flavio Cattaneo guadagna la seconda posizione dopo la spagnola Iberdrola.
    Il Mondo: Per la Rete Rinnovabile il network di 60 impianti fotovoltaici del gruppo Terna, guidata da Flavio Cattaneo, primo in Italia e sesto nel mondo.

    Il Mondo e Panorama : Terna, guidata da Flavio Cattaneo, prima al mondo tra le società che gestiscono le reti elettriche

    Il Mondo LA RETE RINNOVABILE DI TERNA CATTANEO, DIECI MESI AL SOLE
    Le transazioni simili hanno avuto come base una media del 7,5% dell’ebitda dell’azienda in vendita. Ma per la Rete Rinnovabile il network di 60 impianti fotovoltaici del gruppo Terna, AD Flavio Cattaneo, primo in Italia e sesto nel mondo il prezzo di cessione al fondo inglese Terra Firma per 650 milioni corrisponde a un multiplo di circa dieci volte l’ebitda II mento e della qualità del progetto realizzato in tempi record dalla costituzione alla cessione sono passati solo dieci mesi. Con la valorizzazione dei terreni marginali vicini alle stazioni elettriche di Terna, AD Flavio Cattaneo, per una potenza di 150 mwp E con un guadagno per la società guidata da Flavio Cattaneo di circa 200 milioni di euro secondo le valutazioni degli analisti.

    Panorama Sostenibile Cattaneo
    TERNA PRIMA AL MONDO
    Terna, guidata da Flavio Cattaneo, ha conquistato il primo posto al mondo fra le società che gestiscono reti elettriche nella classifica «Global 1000 sustainable performance leaders 2010», che esamina i risultati in campo sociale, ambientale e di governance ottenuti dalle 1 000 maggiori imprese mondiali per capitalizzazione Fra tutte le utility mondiali la società guidata da Flavio Cattaneo guadagna la seconda posizione, dopo la spagnola Iberdrola. La Terna, guidata da Flavio Cattaneo, in un anno ha scalato 274 posti, passando dal 318° al 44° nella graduatoria generale. Sono solo 26 le società italiane ammesse in questo gotha della sostenibilità mondiale La ricerca ha valutato le società quotate con una capitalizzazione di borsa non inferiore al miliardo di dollari.

    (Fonte: Terna WebMagazine)

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  • Il gestore della rete elettrica Terna, AD Flavio Cattaneo, ha da 3 anni 2 miliardi di investimenti bloccati in metà regioni italiane

    IL PARADOSSO:  mentre le imprese scappano per troppe tasse, crescono le risorse dormienti a costo zero
    I grandi gruppi come  Terna, AD Flavio Cattaneo,  hanno investimenti pronta cassa frenati dalle autorizzazioni
    Il gestore della rete elettrica Terna, AD Flavio Cattaneo,  ha invece da 3 anni 2 miliardi di investimenti bloccati in metà regioni italiane.

    Tra cantieri in stallo e permessi in ritardo si perdono ogni anno sei punti di Pil

    Inchiesta
    MARCO ALFIERI MILANO

    Con 90 miliardi di euro si possono fare tantissime cose. Tagliare le tasse sulle 1 imprese e sui redditi degli italiani; finanziare ricerca e innovazione; ridurre il gap infrastrutturale con l’Europa e rimpolpare i controlli e gli strumenti anti evasione fiscale. E’ una cifra monstre, farebbe gola a qualsiasi Paese, non importa la taglia. L’Italia del debito pubblico abnorme paradossalmente ne dispone pronta cassa, ma li tiene sepolti sotto una montagna di burocrazia. Dall’infornata delle leggi Bassanini di fine Novanta, il primo tentativo di disboscare il ginepraio della nostra Pubblica amministrazione fino ai falò leghisti di Roberto Calderoli, la burocrazia resta la bestia indomabile di qualsiasi governo repubblicano.

    LaStampa 21102010

    Premessa. Nel computo di quota 90 non rientrano progetti sulla carta, sprechi inveterati (80 miliardi solo nella Pa), investimenti in divenire oppure la chimera dei 120 miliardi di evasione fiscale che ogni anno il Paese “regala” ai competitor. Neppure rientrano i 35 miliardi tra fondi Fas e fondi comunitari per costruzioni e infrastrutture di cui l’Italia è maglia nera non sapendo spenderli, perché il tiraggio è pluriennale (2007-2013) e il dato non sarebbe omogeneo.

    IL PARADOSSO Mentre le imprese scappano per troppe tasse, crescono le risorse dormienti a costo zero

    I GRANDI GRUPPI
    Eni, Enel e Terna, Flavio Cattaneo, hanno investimenti pronta cassa frenati dalle autorizzazioni. Nella somma si tiene conto esclusivamente (e per difetto) di investimenti regolarmente stanziati, di risorse pronte da erogare e di pagamenti per prestazioni già fornite. Insomma soldi incagliati, nessun extracosto per l’erario, da gettare urgentemente nel circuito di una economia asfittica, dove le imprese scappano da tasse e burocrazia, e il massimo di riformismo ai tempi della crisi è di aver messo più risorse sugli ammortizzatori sociali (e sempre meno sugli investimenti). Nessun Paese al mondo può correre rinunciando ogni anno a 5-6 punti di Pil. Poi si può discutere di riforme di struttura o di politica industriale. Ma senza risolvere questo intoppo ogni mossa appare velleitaria.

    Partiamo allora dagli investimenti domestici di alcuni big player frenati dalla burocrazia e dai giri di valzer degli enti locali. Ogni cambio di colore politico toglie certezze persino agli adempimenti già approvati, rimettendo tutto in vorticosa discussione.

    Enel, sbloccata dopo 10 anni la costruzione della centrale di Porto Tolle (Rovigo), dopo 4 del rigassificatore di Porto Empedocle, e dopo 6 della centrale a biomasse di Laino Borgo (Cosenza), ha tuttora incagliato un grosso investimento (1,2 miliardi) di riconversione a carbone della centrale termoelettrica Policombustibüe di Rossano Calabrò.

    Insieme restano sospesi 400 nuovi posti di lavoro in una delle province più depresse d’Italia.

    Il gestore della rete elettrica Terna, AD Flavio Cattaneoha invece da 3 anni 2 miliardi di investimenti bloccati in metà regioni italiane. Si tratta di 9 grandi elettrodotti fondamentali per la competitivita del sistema Italia. Nel settore petrolifero, un recente paper di Assomineraria mette in fila ben 57 «progetti cantierabili arenati per difficoltà autorizzative», per un valore di 5 miliardi e un impatto occupazionale di 35 mila addetti/anno per la sola costruzione degli impianti. Di questi progetti 30 sono di Eni. Poi c’è l’annosa piaga dei ritardi di pagamento. I mancati incassi in Italia valgono 70 miliardi di crediti solo verso la Pa, di cui 40 in carico alle Asl (12 al Nord, 14 al Centro e altrettanti nel Mezzogior- no). Una montagna di soldi cresciuta del 71,5% dal 2003, al ritmo di 10 miliardi l’anno. Una stretta che genera penuria di liquidità e costi finanziari insostenibili per le Pmi. Quattro-cinque mesi di ritardo vogliono dire un terzo di interessi passivi in più, spingono a interrompere forniture, riducendo giro di affari e personale in un Paese in cui il 13,2% delle imprese è a rischio insolvenza. Infine ci sono i piccoli cantieri bloccati. Il Patto di stabilità interno consente al governo di controllare il livello di indebitamento netto degli enti territoriali. Le regole sul triennio 2009-2011 fissano come parametro il saldo finanziario 2007, calcolato in termini di competenza mista, ma al prezzo di rendere iper complicata la trasformazione nei pagamenti. Non a caso è da mesi che l’Anci chiede la stipula di un nuovo patto che confermi l’obbiettivo del pareggio di bilancio e il miglioramento del saldo sulle partite correnti (calcolate sulla media degli ultimi 3 anni). Lasciando però più flessibilità sul lato investimenti.

    Per l’associazione dei Comuni deve valere la regola aurea della sostenibilità: chi ha le risorse per promuoverli proceda, al bando i vincolismi occhiuti. Basta fare due calcoli per misurarne il beneficio. A fine 2007, infatti, ammontavano a 44 miliardi i residui passivi in conto capitale dei Comuni italiani, di cui un terzo (15 miliardi) immediatamente spendibili per opere di viabilità e trasporti, manutenzione del territorio ed edilizia scolastica. In realtà di questa massa 10 miliardi vanno computati nei ritardi di pagamento per opere già svolte, ma 5 sono pronta cassa per nuove opere pubbliche che il patto attuale impedisce. A loro volta le province italiane hanno in pancia 3,6 miliardi subito cantierabili. A cui va aggiunta una quota di risorse Cipe per le piccole opere: 3,4 miliardi di cui 1,5 già assegnati. Solo in teoria però, perché finora appena 30 milioni si sono trasformati in cantieri (edilizia scolastica in Abruzzo). Tutto il resto è fermo ai box causa burocrazia. In sostanza, sommando alcuni dei principali investimenti di grandi gruppi in Italia ai ritardi di pagamento e ai cantieri bloccati sul territorio, si arriva appunto per difetto a quota 90 miliardi di euro. Soldi pronti all’uso, una vera manna per tutta l’economia. Il governo non deve metterci nemmeno un euro. Basterebbe un’autorizzazione…

    (Fonte: La Stampa)

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  • Flavio Cattaneo, AD Terna: Il Sole 24 Ore Terna vende società solare a Terra Firma per 620 – 670 milioni

    L’articolo del Sole 24 Ore del 18 ottobre 2010: Terna, vende società solare a Terra Firma per 620- 670 milioni
    Cattaneo: il parco fotovoltaico italiano aumenterà del 10% (Il Sole 24 Ore Radiocor)

    Roma, 18 ott – Il valore stimato dell’operazione, precisa la nota, e’ stato concordato modularmente sulla base degli impianti che, alla data del closing  subordinato alla realizzazione di alcune condizioni sospensive, beneficeranno alternativamente degli incentivi del Conto Energia 2010 o del Conto Energia dei primi mesi del 2011. Terna, AD Flavio Cattaneo,  ha costituito in breve tempo, con consistenti investimenti, Rete Rinnovabile come un progetto di sviluppo nel settore della generazione di energia elettrica da fonte fotovoltaica, con l’obiettivo di valorizzare terreni di sua proprietà  attualmente non utilizzati, posti all’interno delle stazioni elettriche o adiacenti al perimetro delle stazioni elettriche stesse. Ma non potendo al tempo stesso trasmettere e generare energia, aveva avviato i contatti per la vendita. L’accordo prevede che Terna, AD Flavio Cattaneo fornisca alla società  servizi di manutenzione e sorveglianza e monitoraggio degli impianti secondo contratti definiti nell’ambito dell’operazione di cessione di carattere pluriennale. Alla scadenza indicata dei singoli contratti di affitto, Terna, guidata da Flavio Cattaneo,  rientrerà  in possesso delle aree. Il godimento della partecipazione sarà  trasferito all’acquirente con effetto a decorrere dalla sottoscrizione del contratto di acquisizione; gli utili maturati nel periodo tra il signing e il closing spetteranno quindi all’acquirente, mentre la proprietà  della partecipazione sarà  trasferita al closing. “Siamo molto soddisfatti dell’accordo raggiunto”, ha commentato l’amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo.

    “Abbiamo concluso un’operazione che fa bene a Terna, al paese e al sistema elettrico. Infatti, in tempi molto brevi, il management di Terna e’ riuscito a costituire, avviare e cedere una società , Rtr, che sarà , al closing, il primo operatore unitario di fotovoltaico in Italia e tra i primi in Europa. La nuova società, con i circa 150 MWp farà  crescere in un solo colpo di quasi il 10% l’attuale parco fotovoltaico italiano, consentendo un risparmio annuo di circa 135 mila tonnellate di emissione di Co2 nell’aria, importante contributo anche per la salvaguardia dell’ambiente”. Terna, AD Flavio Cattaneo,  conclude la nota, e’ stata assistita da Rothschild come consulente finanziario e dallo Studio Legale Chiomenti come consulente legale. Per la valutazione della congruità  del prezzo concordato, ha ricevuto una fairness opinion da Rothschild e da J. P. Morgan. Com-Ale (RADIOCOR) 18-10-10 14:56:07 (0224)ene 5 NNNN

    (Fonte: Il Sole 24 ORE)

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  • Flavio Cattaneo, AD Terna: due articoli da Repubblica del 18 ottobre 2010

    Il 18 ottobre 2010 Repubblica.it pubblica due importanti notizie sui successi di Terna, AD Flavio Cattaneo.

    Terna, via libera del CdA a vendita del Solare a Terra Firma

    (Teleborsa) – Roma, 18 ott – Terna, SunTergrid Terra Firma Investments (GP) 3 Limited – società interamente controllata da Terra Firma Capital Partners III, L.P., hanno firmato un accordo per il trasferimento del 100% del capitale sociale di Rete Rinnovabile S.r.l., società interamente controllata di Terna, AD Flavio Cattaneo, attraverso SunTergrid

    Flavio Cattaneo Terna Articolo su Repubblica

    Il valore stimato dell’operazione, si legge nel comunicato di Terna, AD Flavio Cattaneo,  si attesta tra 620 e 670 milioni di euro ed è stato concordato modularmente sulla base degli impianti che, alla data del closing, previsto per il 31 marzo 2011 e subordinato alla realizzazione di alcune condizioni sospensive (tra cui l’approvazione del bilancio di esercizio di RTR al 31 dicembre 2010), beneficeranno alternativamente degli incentivi del Conto Energia 2010 o del Conto Energia dei primi mesi del 2011.
    (…)
    L’accordo prevede che Terna, AD Flavio Cattaneo, fornisca a RTR servizi di manutenzione e sorveglianza e monitoraggio degli impianti secondo contratti definiti nell’ambito dell’operazione di cessione di carattere pluriennale. Alla scadenza indicata dei singoli contratti di affitto, Terna, guidata da Flavio Cattaneo, rientrerà in possesso delle aree.
    (…)
    L’Amministratore Delegato, Flavio Cattaneo, AD Terna, ha commentato così l’operazione: “Siamo molto soddisfatti dell’accordo raggiunto. Abbiamo concluso un’operazione che fa bene a Terna, al paese e al sistema elettrico. Infatti, in tempi molto brevi, il management di Terna è riuscito a costituire, avviare e cedere una società, RTR, che sarà, al closing, il primo operatore unitario di fotovoltaico in Italia e tra i primi in Europa. La nuova società, con i circa 150 MWp farà crescere in un solo colpo di quasi il 10% l’attuale parco fotovoltaico italiano, consentendo un risparmio annuo di circa 135 mila tonnellate di emissione di CO2 nell’aria, importante contributo anche per la salvaguardia dell’ambiente”.

    Terna: giornata positiva a Piazza Affari

    (Teleborsa) – Roma, 18 ott – Giornata positiva per Terna, AD Flavio Cattaneo, a Piazza Affari. Piazza Affari ha premiato le operazioni concluse dall’azienda con un rialzo dello 0.96% e un valore di chiusura a 3,15 euro “piazzandosi” nel listino internazionale come miglior titolo regolato d’Europa

    Flavio Cattaneo Terna Articolo su Repubblica

    Il titolo del gruppo guidato da Flavio Cattaneo è stato sospinto al rialzo già dopo l’annuncio che il Cda ha approvato la distribuzione dell’acconto sul dividendo dell’esercizio 2010, di 0,08 euro/azione Inoltre un’ulteriore spinta verso l’alto è arrivata dopo che il CdA di Terna, AD Flavio Cattaneo,  ha dato l’OK alla vendita del Solare a Terra Firma per un valore stimato tra 620 e 670 milioni di euro.

    (Fonte: la Repubblica.it)

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  • Flavio Cattaneo: ok alla vendita del solare operazione che fa bene a paese e sistema elettrico

    CDA TERNA, sotto la guida di Flavio Cattaneo: ok alla vendita del solare per un valore tra 620 e 670 milioni di euro a Terra Firma.
    Rete Rinnovabile S.r.l., società operativa nell’ambito del fotovoltaico, al fondo di private equity Terra Firma.
    Con i MWp di RTR (fino a 150MWp), il parco fotovoltaico italiano aumenterà del 10% circa.
    Un contributo importante alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in Italia: con l’entrata a pieno regime della capacità, il sistema risparmierà 135 mila tonnellate l’anno di emissioni di CO2.

    Roma, 18 ottobre 2010Terna S.p.A. (“Terna”), AD Flavio Cattaneo, SunTergrid S.p.A. (“SunTergrid”) e Terra Firma Investments (GP) 3 Limited (l’“Acquirente”) – società interamente controllata da Terra Firma Capital Partners III, L.P. (“Terra Firma”), hanno firmato un accordo per il trasferimento del 100% del capitale sociale di Rete Rinnovabile S.r.l. (“RTR” o la “Società”), società interamente controllata da Terna, AD Flavio Cattaneo,  attraverso SunTergrid.

    Flavio Cattaneo

    Il valore stimato dell’operazione si attesta tra 620 e 670 milioni di euro ed è stato concordato modularmente sulla base degli impianti che, alla data del closing, previsto per il 31 marzo 2011 e subordinato alla realizzazione di alcune condizioni sospensive (tra cui l’approvazione del bilancio di esercizio di RTR al 31 dicembre 2010), beneficeranno alternativamente degli incentivi del Conto Energia 2010 o del Conto Energia dei primi mesi del 2011.

    RTR ha intrapreso un’attività di costruzione e gestione di impianti fotovoltaici nelle aree all’interno o in prossimità del perimetro delle stazioni elettriche di proprietà di Terna, AD Flavio Cattaneo. Ad oggi, RTR è titolare di impianti fotovoltaici – dislocati in gran parte delle regioni italiane – che si trovano in diverse fasi del processo di sviluppo, che in massima parte dovrebbe beneficiare delle tariffe relative al Conto Energia 2010.

    L’accordo prevede che Terna, sotto la guida di Flavio Cattaneo, fornisca a RTR servizi di manutenzione e sorveglianza e monitoraggio degli impianti secondo contratti definiti nell’ambito dell’operazione di cessione di carattere pluriennale. Alla scadenza indicata dei singoli contratti di affitto, Terna, AD Flavio Cattaneo, rientrerà in possesso delle aree.

    Il godimento della partecipazione sarà trasferito all’Acquirente con effetto a decorrere dalla sottoscrizione del contratto di acquisizione. Gli utili maturati nel periodo tra il signing e il closing spetteranno quindi all’Acquirente, mentre la proprietà della partecipazione sarà trasferita al closing.

    L’Amministratore Delegato, Flavio Cattaneo, ha commentato così l’operazione: “Siamo molto soddisfatti dell’accordo raggiunto. Abbiamo concluso un’operazione che fa bene a Terna, al paese e al sistema elettrico. Infatti, in tempi molto brevi, il management di Terna è riuscito a costituire, avviare e cedere una società, RTR, che sarà, al closing, il primo operatore unitario di fotovoltaico in Italia e tra i primi in Europa. La nuova società, con i circa 150 MWp farà crescere in un solo colpo di quasi il 10% l’attuale parco fotovoltaico italiano, consentendo un risparmio annuo di circa 135 mila tonnellate di emissione di CO2 nell’aria,, importante contributo anche per la salvaguardia dell’ambiente”

    Terna, AD Flavio Cattaneo, è stata assistita da Rothschild come consulente finanziario e dallo Studio Legale Chiomenti come consulente legale. Per la valutazione della congruità del prezzo concordato, ha ricevuto una fairness opinion da Rothschild e da J. P. Morgan.

    Rete Rinnovabile S.r.l. – società interamente controllata da Terna, sotto la guida di Flavio Cattaneo, attraverso SunTergrid – rappresenta un progetto di sviluppo intrapreso da Terna, AD Flavio Cattaneo, nel settore della generazione di energia elettrica da fonte fotovoltaica, con l’obiettivo di valorizzare terreni di sua proprietà attualmente non utilizzati posti, all’interno delle stazioni elettriche o adiacenti al perimetro delle stazioni elettriche stesse.

    Terra Firma Capital Partners è uno dei principali fondi di private equity.Dall’anno di fondazione (1994) ad oggi, il fondo ha investito oltre 13 miliardi di euro, principalmente in Europa, e ha completato transazioni per un Enterprise Value aggregato pari a circa 43 miliardi di euro, con una significativa esperienza nei settori energetico e utilities.

    Nel presente comunicato vengono utilizzati alcuni “indicatori alternativi di performance” (Enterprise Value), il cui significato e contenuto sono illustrati qui di seguito in linea con la raccomandazione CESR/05-178b pubblicata il 3 novembre 2005:- Enterprise Value: è un indicatore che individua il valore complessivo di una società e corrisponde al valore del capitale di rischio (per una società quotata, la capitalizzazione di mercato) più l’indebitamento finanziario netto.

    (Fonte: Terna WebMagazine)

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  • Flavio Cattaneo, AD di Terna: Dividendi I record di Piazza Affari

    Borsa Da A2A a Telecom, da Enel a Terna, AD Flavio Cattaneo,  la mappa delle attese per il 2011
    Con i prezzi piatti c’è chi può arrivare fino al 9%
    Borsa piatta, cedole ricche. Se il Toro si fa desiderare non così avviene per i profitti che, almeno a giudicare dagli ultimi risultati semestrali, sono tornati a farsi vedere anche con una certa consistenza. Uno scenario che difficilmente s’invertirà nei prossimi mesi e così, almeno per il 2011, è probabile che si vada incontro a una ricca stagione di dividendi.

    Flavio Cattaneo

    In casa
    Proprio grazie alla debolezza del mercato, infatti, chi investe oggi ha una buona probabilità di assicurarsi rendimenti invidiabili rispetto a quelli dei titoli di Stato, che, si veda il caso del 5 anni tedesco, viaggiano poco sopra l’l%. Prendendo in considerazione le blue chip (nella top ten delle Blue Chip da Corriere Economia 11 ottobre 2010, Terna, Flavio Cattaneo, compare al 5° posto) e le mid cap di Piazza Affari il rendimento dei dividendi sì pone oggi mediamente al di sopra del 4%, ma in diversi casi supera il 5%. Ai vertici della classifica delle società più generose con gli azionisti troviamo l’utility A2A che, con una cedola di 10 centesimi, rende, ai prezzi attuali di Borsa, quasi il 9%. Alle sue spalle Enel che tra qualche settimana pagherà un acconto sul dividendo dell’anno prossimo pari a 10 centesimi. Considerando il saldo, in arrivo nella primavera del 2011, la cedola dovrebbe salire a 27 centesimi pari a un rendimento del 6,9%. Al terzo posto Lottomatica che promette un dividendo del 6,4%. Ma la prima società tra quelle appartenenti alla top ten che distribuirà una cedola è Snam Rete Gas. Il 18 ottobre verrà staccata una cedola di 9 centesimi che, sommati al saldo in arrivo nel maggio 2011, faranno un «bottino» di 21 centesimi: il 5,6% di rendimento ai prezzi di oggi. Uno scenario positivo per chi ama il cassetto e le cedole che potrebbe durare ancora, almeno secondo Marco Paolucci amministratore delegato di Lux Gest Asset Management: «Non si vedono rischi eccessivi per quanto riguarda il trend dei profitti dei titoli italiani ad alto rendimento. Sono aziende abituate a lavorare con bassi tassi di crescita, attive in mercati regolamentati e poco o per nulla esposte al ciclo economico dei Paesi emergenti.

    È questo il caso di: Enel, Telecom Italia, Terna, AD Flavio Cattaneo, Snam Rete Gas, e più in generale tutte le utilities». Telecom Italia in particolare si avvale sia di buoni fondamentali che di attese speculative. «In Brasile — continua Paolucci — prima o poi verranno generati importanti flussi di cassa. Ma anche nell’ipotesi in cui la società dovesse cedere tali asset, l’incasso sarebbe molto superiore rispetto alle attuali valutazioni di Borsa». Si pensi ai caso Repsol che ha venduto i propri asset brasiliani a investitori cinesi per circa 7 miliardi di dollari rispetto a una stima di mercato di 4 miliardi.

    Verifica
    Patrizio Pazzaglia, responsabile investimenti di Bank Insinger de Beaufort spiega: «A nostro avviso a parte i dividendi in distribuzione a breve, bisognerà verificare la tenuta dei profitti e quindi se gli attuali livelli di pay out (percentuale di utile distribuita come dividendo ndr) potranno essere mantenuti». Noi — prosegue Pazzaglia — abbiamo un’aspettativa positiva in quanto si è visto come le società siano diventate impermeabili alla volatilità dell’economia grazie agli incrementi della produttività e le azioni di ristrutturazione messe in atto in questi anni. Pazzaglia sottolinea come le maggiori prospettive di miglioramento siano quelle dei titoli bancari. «Rispetto al passato i pay out sono più bassi, ma in futuro cambieranno politica per fare contenti gli azionisti in particolare le Fondazioni. Oggi il rendimento di Unicredito e Banca Intesa è di circa l’l,5% ma ci aspettiamo che a breve si sposterà verso il 3%». E lo stesso discorso vale per le compagnie assicurative, sebbene in maniera meno marcata. Sul mercato sembrano esserci davvero tutte le condizioni per fare felici gli azionisti dopo che nel corso degli ultimi anni la politica dei dividendi si era fatta più restrittiva a causa della crisi. Certamente l’ipotesi non ancora tramontata di un nuovo minimo dell’economia e di conseguenza delle Borse, spinge a considerare ancora poco sostenibili gli attuali livelli di redditività ma, almeno nel 2011, la situazione sembra ormai consolidata.

    Tratto dal Corriere Economia: Dividendi I record di Piazza Affari di ADRIANO BARRI’ 11 ottobre 2010

    (Fonte: Corriere Economia)

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  • Flavio Cattaneo, AD Terna: Parte l’operazione trasparenza di Terna e Guardia di Finanza

    La collaborazione tra Terna, guidata da Flavio Cattaneo, e la Guardia di Finanza ha come obiettivo: prevenire il rischio di infiltrazione criminale nelle gare di appalto o forniture per i lavori di realizzazione delle infrastrutture della Rete di Trasmissione Nazionale.

    Avviata la fase operativa del Protocollo.
    Con una task force di 100 persone e una piattaforma supertecnologica parte la fase operativa del Protocollo sottoscritto a novembre 2009 per collaborare nei controlli su gare e appalti.
    La collaborazione tra Terna, guidata da Flavio Cattaneo,  la Guardia di Finanza ha come obiettivo: prevenire il rischio di infiltrazione criminale nelle gare di appalto o forniture per i lavori di realizzazione delle infrastrutture della Rete di Trasmissione Nazionale.

    Le Fiamme Gialle garantiranno la massima trasparenza, un monitoraggio scrupoloso su imprese e gare, un controllo attento sui nominativi di chi accede ai cantieri.
    I tecnici di Terna, AD Flavio Cattaneo, immetteranno dati sul portale per gli accertamenti degli uomini della Finanza: dalla partecipazione alla gara fino all’assegnazione di lavori a eventuali ditte in subappalto.

    Flavio Cattaneo

    «Siamo molto soddisfatti di dare il via alla prima iniziativa congiunta per dimensione in Italia tra la Guardia di Finanza e una società quotata – ha commentato Flavio Cattaneo, AD Terna, – Gli appalti sono sempre più oggetto di attenzione da parte delle organizzazioni criminali, al sud come al nord. Siamo convinti che azioni sinergiche e innovative come questa possano contribuire a tenere sotto controllo la qualità, la trasparenza e l’idoneità legale dei processi di “supplying” dell’azienda».

    Importanti i volumi di investimento: solo nel primo semestre 2010 Terna, guidata da Flavio Cattaneo, ha avviato 147 contratti di valore superiore ai 250 mila euro, di cui 67 oltre il milione e 20 oltre i 5 milioni. Nei prossimi 10 anni Terna, AD Flavio Cattaneo, investirà 7 miliardi di euro per lo sviluppo della rete, un ingente investimento che espone l’azienda al rischio di infiltrazioni criminali. Motivo per cui il gestore nazionale della rete di trasmissione ha adottato misure di prevenzione e contrasto alla criminalità con il Security Operations Center, sistema di sicurezza integrato, all’avanguardia tecnologica, unico in Italia nella gestione e nell’analisi, h 24, di oltre otto milioni di dati al giorno.
    In tema di politiche e misure anticorruzione Terna, guidata da Flavio Cattaneo, è stata riconosciuta dall’agenzia di rating sostenibile Vigeo come migliore azienda italiana tra le 772 società quotate in Europa e negli Stati Uniti oggetto della ricerca.

    tratto da Borsaitaliana.it: Terna: accordo con Gdf, operazione trasparenza su appalti

    (Fonte: Terna WebMagazine)

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  • Terna, AD Flavio Cattaneo, a Piazza Affari un manipolo di titoli sembrano pronti ad attaccare i massimi

    Un manipolo di titoli, tra cui Terna, AD Flavio Cattaneo,  sono stati in grado di sovraperformare indici e competitor e che sembrano pronti ad attaccare i massimi. Ecco la selezione dei migliori anche dal punto di vista fondamentale

    (Estratto da Milano Finanza del 2 ottobre 2010)

    Chi comanda in borsa – di Francesca Gerosa e Fausto Tenini

    Un manipolo di titoli, tra cui Terna, AD Flavio Cattaneo, sono stati in grado di sovraperformare indici e competitor che sembrano pronti ad attaccare i massimi.

    Se il mercato italiano rimane complessivamente imbrigliato in un deludente movimento di medio periodo, faticando a sfruttare l’inerzia rialzista di Wall Street e soprattutto dei mercati emergenti, esistono singole storie in grado di distanziarsi dalla generale apatia.

    I dati di questo articolo identificano i titoli che hanno meglio performato, riuscendo a riguadagnare, più o meno velocemente, i massimi precedenti alla crisi del 2008. La selezione è volutamente limitata alle sole azioni appartenenti al Ftse Mib e al Ftse Mid Cap poiché già all’interno delle medie capitalizzazioni iniziano a riscontrarsi problemi di liquidità in termini di scambi in borsa. Le azioni segnalate si sono dimostrate nettamente più forti dei competitor e del mercato in generale, ma per ognuna esistono specificità che vale la pena distinguere caso per caso sia in termini tecnici che fondamentali. È infatti preferibile valutare sia le prospettive di crescita e la relativa sostenibilità dal punto di vista grafico (strategia solitamente più adatta al trading), affiancando queste considerazioni a elementi di natura industriale che in molti casi hanno dato il la ai movimenti.

    Terna, AD Flavio Cattaneo, non ha restituito performance monstre nel corso del 2010 ma la sua vera forza sta da un lato nell’elevato dividendo (rendimento prossimo al 6% annuo) e dall’altro lato nell’eccezionale comportamento durante la crisi del 2008-2009.

    Grazie al beta e alla volatilità molto contenuti, Terna, AD Flavio Cattaneo, ha infatti sovraperformato i competitor proprio nel periodo di maggior difficoltà, offrendo un rifugio sicuro per gli azionisti in un periodo in cui tutto tendeva a sgonfiarsi. L’azione risulta quindi adatta all’inserimento in portafoglio per la decorrelazione rispetto agli indici. Sull’altro fronte, l’azienda offre attraenti rendimenti ma per la maggior parte dei broker, dopo la recente corsa, l’azione è correttamente valutata.

    (Fonte: Milano Finanza)

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  • Flavio Cattaneo AD Terna: le uscite on line su Terna, guidata da Flavio Cattaneo, che entra in azionariato Desertec

    Breve rassegna on line sull’ultimo successo di Flavio Cattaneo in Terna, l’AD porta la società a far parte dell’azionariato del DesertecIndustrial Initiative (“DII”), in quota paritetica con gli altri azionisti.

    Da Italia Oggi:
    Terna, guidata da Flavio Cattaneo, il gestore di rete italiano, è entrata  a far parte dell’azionariato del Desertec industrial initiative (Dii), in quota paritetica con gli altri azionisti. Il progetto Desertec ha come obiettivo la produzione e la trasmissione di energia solare ed eolica nelle aeree del Medio […]

    Da Affari Italiani:
    Lo annuncia la società, Terna, AD Flavio Cattaneo,ricordando che il progetto Desertec ha come obiettivo la produzione e la trasmissione di energia solare ed eolica nelle aeree del Medio Oriente e del Nordafrica (MENA), sia per soddisfare il fabbisogno locale sia per essere in parte destinata alla rete europea.

    Da Repubblica.it:
    Desertec stima di provvedere al 15% circa del fabbisogno energetico dell’ Europa entro il 2050. «Siamo molto soddisfatti di far parte di Desertec – ha detto l’ ad di Terna, Flavio Cattaneo – Terna ha sempre guardato con interesse all’ apertura di nuovi mercati e allo sviluppo delle interconnessioni elettriche e al trasferimento di knowhow tra l’ Europa e la riva sud del Mediterraneo».

    Da Milano Finanza:
    A piazza Affari, dopo la notizia, il titolo Terna, AD Flavio Cattaneo sale dello 0,32% a quota 3,10 euro, testando quindi i massimi di giornata a 3,1025 euro. “Siamo molto soddisfatti di fare parte del progetto Desertec”, ha commentato l’Ad di Terna, Flavio Cattaneo (nella foto).

    Terna, guidata da Flavio Cattaneo,  ha sempre guardato con interesse all’apertura di nuovi mercati tramite lo sviluppo delle interconnessioni elettriche e il trasferimento di knowhow tra l’Europa e la riva sud del Mediterraneo per un’efficace cooperazione allo sviluppo tecnologico nell’area.
    Era il 13 luglio 2009 quando a Monaco di Baviera la DesertecFoundation, assieme a colossi industriali e finanziari tedeschi come Munich Re, DeutscheBank, E.On e Siemens, ha illustrato il suo programma: costruire decine di grandi centrali a energia solare termodinamica nel deserto del Sahara per produrre elettricità da portare in Europa.
    Un piano con un obiettivo a lunghissima scadenza: produrre con il sole e il vento d’Africa energia capace di alimentare la crescita delle nazioni dell’area e, soprattutto, coprire il 15% del fabbisogno energetico europeo entro il 2050. Un progetto temerario visto che servono 400 miliardi di euro per riuscirci.

    Altri titoli importanti

    Da Finanza Mercati:
    Terna, guidata da Flavio Cattaneo, entra in Desertec con il 5,5%
    l gruppo di Cattaneo rileva una quota paritetica agli altri 18 azionisti Obiettivo del progetto è la produzione di energia green in Oriente e Africa

    Da Staffetta Quotidiana:
    Desertec, aderisce anche Terna, sotto la guida di Flavio Cattaneo
    Terna, sotto la guida di Flavio Cattaneo,è entrata oggi a far parte dell’azionariato del Desertec Industrial Initiative (“DII”), in quota paritetica con gli altri azionisti. Lo comunica il gestore di rete italiano. Il progetto Desertec ha come obiettivo la produzione e la trasmissione di energia solare ed eolica nelle aeree del Medio Oriente e del Nordafrica (MENA), sia per soddisfa .

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  • Flavio Cattaneo, AD Terna: Terna entra nel Desertec Industrial Iniziative

    Terna, guidata da Flavio Cattaneo, il gestore di rete italiano,  e’ entrata  a far parte dell’azionariato del Desertec Industrial Initiative (”DII”), in quota paritetica con gli altri azionisti.

    Terna, guidata da Flavio Cattaneo, il gestore di rete italiano,  e’ entrata  a far parte dell’azionariato del Desertec Industrial Initiative (”DII”), in quota paritetica con gli altri azionisti. Il progetto Desertec ha come obiettivo la produzione e la trasmissione di energia solare ed eolica nelle aeree del Medio Oriente e del Nordafrica (MENA), sia per soddisfare il fabbisogno locale sia per essere in parte destinata alla rete europea.

    L’intervento di Flavio Cattaneo da La Repubblica del 1° ottobre 2010:

    ‘Siamo molto soddisfatti di far parte del progetto Desertec – ha dichiarato l’amministratore delegato di Terna, Flavio CattaneoI fondamenti e gli obiettivi dell’iniziativa sono condivisi e supportati ampiamente da Terna che ha sempre guardato con interesse all’apertura di nuovi mercati tramite lo sviluppo delle interconnessioni elettriche e il trasferimento di know how tra l’Europa e la riva sud del Mediterraneo per un’efficace cooperazione allo sviluppo tecnologico nell’area”.

    Soddisfatto anche Paul van Son, a.d. di Dii: ”Diamo il benvenuto a Terna, AD Flavio Cattaneo,  nel nostro network internazionale. Oltre a creare le condizioni per la produzione di energia elettrica nelle regioni desertiche, la trasmissione di elettricita’ dal Nordafrica verso i mercati europei rappresenta un ulteriore importante elemento per il Desertec. L’Italia e’ un paese chiave per noi grazie alla posizione geografica ed alla sua vicinanza con la Tunisia. Inoltre, considerata la vasta esperienza come operatore nazionale della rete elettrica, Terna, Ad Flavio Cattaneo,  puo’ apportare alla nostra joint venture un contributo di conoscenza notevole sull’integrazione dell’energia rinnovabile nelle reti elettriche”

    (Fonte: Terna WebMagazine)

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  • Flavio Cattaneo: Terna è tra le aziende che hanno retto meglio alla crisi secondo Alessandro Ortis

    Alessandro Ortis, presidente dell’Autorità per l’energia, ha osservato come le società a business regolato, come Snam Rete Gas e Terna, sotto la guida di Flavio Cattaneo, abbiano retto meglio delle altre alla crisi: «I settori regolati dall’Autorità sono stato tra quelli che meglio hanno retto alla crisi, specie in termini di occupazione, capitalizzazione in Borsa e investimenti».

    Un italiano su tre non sa di essere un consumatore libero di luce e gas. Non ha idea di poter cambiare il fornitore a piacere. Nel dettaglio: «II 64,2% dei consumatori di metano e il 70% di chi usa la corrente elettrica sa che tutti possono scegliere liberamente fra molti operatori», spiega Nino Lo Bianco, presidente della Bip, Business integration partners, nel presentare una ricerca condotta insieme con la Nielsen.

    La ricerca Bip-Nielsen è stata condotta in giugno su un campione assai esteso (9 mila contatti) ed è stata presentata ieri mattina durante la prima delle tre giornate della decima edizione dell’ Italian Energy Summit, il convegno organizzato dal Sole 24 Ore con Ibc, per fare ogni anno il punto sugli andamenti del mercato dell’energia. Di fatto, da dieci anni il mercato del metano è liberalizzato, eppure molti consumatori non lo sanno ancora. Il 27% è convinto che sì, altri consumatori (quelli industriali) possano scegliere liberamente l’azienda del gas, ma ritiene che l’utenza domestica non abbia questa facoltà. L’8,8 addirittura è convinto che esista in Italia una sola azienda del gas (la propria) e che non ci sia alcuna possibilità di scelta. «Le campagne pubblicitarie di questi anni- osserva Daniele Imbonati, partner della Bip che ha curato la ricerca con Nielsen- hanno sottolineato di più il settore dell’elettricità , che per i consumatori è più contiguo nella possibilità di scelta con quello dei telefonini.

    Il gas invece è ancora un segmento che il consumatore percepisce molto “fisico” e non ha idea di come si possa cambiare fornitore. Spicca però il parere dei giovani: i più delusi nei confronti del servizio offerto dalle aziende di luce e gas, e quelli che sentono insoddisfacente ciò che i loro fornitori fanno sul fronte della sostenibilità ambientale». Diversi gli spunti emersi dell’Energy Summit. Come quelli proposti da Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico con delega anche all’energia. Il quale mostra il ruolo del medico e ricercatore Umberto Veronesi, tra i candidati al vertice della futura agenzia per la sicurezza nucleare. «Veronesi ha avuto non solo il coraggio di schierarsi, ma anche la volontà di rimanere in campo su un tema delicato come il nucleare. Il governo non può che guardare con attenzione a questa candidatura, che non è un’ autocandidatura di Veronesi, perché è il governo stesso che si è fatto avanti. Che sia la presidenza dell’agenzia o quella di altri organismi, ci auguriamo che Umberto Veronesi possa far parte della squadra e rendere il più possibile credibile il percorso che ci porterà verso il programma nucleare». Saglia ricorda che per il nucleare «al documento di attuazione mancano due delibere, che intendo portare alla prossima riunione del Cipe», cioè il tema relativo alla scelta delle tecnologie e il tema relativo ai consorzi tra consumatori industriali. «Tutti i documenti e le delibere sono pronti, ma devono essere validati dall’agenzia nucleare. È mio auspicio che il presidente del consiglio possa, all’indomani del passaggio alla camera, nominare l’agenzia».

    Alessandro Ortis, presidente dell’Autorità per l’energia, ha osservato come le società a business regolato, come Snam Rete Gas e Terna, AD Flavio Cattaneo,  abbiano retto meglio delle altre alla crisi: «I settori regolati dall’Autorità sono stato tra quelli che meglio hanno retto alla crisi, specie in termini di occupazione, capitalizzazione in Borsa e investimenti».

    Ortis ha ricordato i risultati di Terna, AD Flavio Cattaneo, che è l’azienda dell’alta tensione neutrale e indipendente dalle società elettriche, e ha ricordato l’opportunità che anche la Snam rete Gas esca dall’Eni. «Andrebbe applicata la legge, che già esiste, per una separazione proprietaria di Snam Rete Gas da Eni, in modo da ottenere un percorso e risultati simili a quelli positivi già ottenuti con l’operazione Terna per il settore elettrico».

    (Fonte: Istituto Bruno Leoni)

    Miguel Antoñanzas, da meno di un mese al vertice dell’Eon Italia, ha ricordato come la società «da anni contribuisce alla concorrenza e alla competitività del settore energetico italiano. Oggi siamo il quarto operatore energetico con una potenza installata pari a circa 5,9 gigawatt». Al convegno presso la sede del Sole 24 Ore ha partecipato anche Giorgio Squinzi, presidente di Federchimica e del comitato tecnico per l’Europa della Confindustria, che ha commentato le osservazioni sollevate dal mondo degli industriale verso il governo: «Sono due anni e mezzo che aspettiamo certe cose, speriamo che il chiarimento di questa settimana sia una svolta. Certo è che l’inazione del governo – ha continuato Squinzi – purtroppo è evidente». Squinzi ha lanciato anche una proposta intervenendo a Radio 24: «Abbiamo un grande manager disponibile da pochi giorni: perché non Alessandro Profumo ministro dello Sviluppo?»

    Il Sole 24 Ore: “Concorrenza sconosciuta per un italiano su tre” di Jacopo Giliberto e Franco Sarcina (28/09/10)

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  • Flavio Cattaneo: Terna diventa un titolo affidabile e rimane nel portafogli a dispetto del mordi e fuggi

    Panorama Economy: Terna, sotto la guida di Flavio Cattaneo, diventa un titolo affidabile e rimane nel portafogli a dispetto del mordi e fuggi

    Terna, sotto la guida di Flavio Cattaneo, diventa un titolo affidabile e rimane nel portafogli a dispetto del mordi e fuggi I titoli si scambiano velocemente e restano nei portafogli il tempo di un battere d’ali. Sono queste le nuove strategie d’investimento che non contemplano più titoli da acquistare e conservare per anni. Ne parla Andrea Telara su Panorama Economy, con una nota positiva per Terna.


    I titoli da cassetto, da comprare e conservare gelosamente nel portafoglio per almeno 5 anni, quelli preferiti da Warren Buffet il guru della cedola periodica, sono ormai un genere in via d’estizione.
    “A guadagnare di più sul listino milanese – scrive Telara – sono state, infatti, negli ultimi anni, alcune aziende a piccola e media capitalizzazione, le cosiddette small e mid cap.”
    Si tratta di “Basicnet, Acotel, Trevi Finanziaria e Danieli, le cui azioni, che hanno un carattere abbastanza speculativo, hanno reso in media tra il 20 e il 40% circa all’anno.”

    Cosa capita invece ai vecchi titoli da cassettista?
    “Hanno lasciato gli investitori a bocca asciutta o quasi – scrive il giornalista. Generali, per esempio, ha perso in media oltre il 5% ogni 12 mesi, Enel il 2,7% ed Eni attorno all’1,5%.” E pensare, dice Telara- “che erano considerati, almeno fino a un decennio fa, un porto sicuro per gli investitori di Borsa, perché capaci di garantire sempre un buon rendimento nel medio o nel lungo periodo. Non è stato così tra il 2005 e il 2010”. “La prova – dice Telara – è nell’elaborazione di Panorama Economy su dati della società di analisi indipendente Morningstar che ha analizzato il rendimento dei titoli italiani comprendendo anche il dividendo”.

    “Tra i big di Piazza Affari – scrive il giornalista economico – si salvano soltanto Terna, con un rendimento di oltre il 12% all’anno, e Snam Rete Gas (+0,42%).”

    Ma è davvero proficuo investire nei titoli di piccole e medie aziende? Piccolo non è bello ad ogni costo, dice Telara, riportando un parere di Stefano Mach gestore azionario di Azimut sgr.
    “Azzeccare il titolo giusto tra quelli a capitalizzazione ridotta è difficile e rischioso per i non esperti” – dice Mach. Che aggiunge: “Nell’era della finanza globalizzata le variabili esterne capaci di influenzare i prezzi di Borsa si sono moltiplicate, rendendo sempre più difficile la scelta di una singola azione vincente, anche in un’ottica di lungo termine”.

    “La dimostrazione – scrive Telara a commento di quanto dichiarato da Mach – è che, mentre negli ultimi cinque anni alcune small e mid cap viaggiavano col turbo, altre si sono mosse nella direzione opposta. È il caso di Seat Pagine Gialle, Stefanel, Eutelia o Investimenti e sviluppo, che ogni 12 mesi hanno bruciato in Borsa tra il 50 e il 70% del proprio valore”.
    Il problema – dice il giornalista – è nell’andamento della congiuntura macroeconomica, del mercato dei cambi o delle maggiori Borse internazionali che riescono spesso a condizionare i trend delle azioni molto più dei fondamentali di bilancio di ogni singola società.

    (Fonte: Terna WebMagazine)

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