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RC auto: aumenti per 135.000 toscani

Nell’ultimo mese il costo medio dei premi RC auto in Italia si è ridotto del 2,8% a livello nazionale arrivando a 562,87 euro (638,89 in Toscana); secondo le stime di Facile.it, però, sono circa 135.000 gli automobilisti toscani che, a causa di uno o più sinistri con colpa, vedranno comunque peggiorare nel 2018 la loro classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto*.

Il dato è stato calcolato da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, analizzando oltre 30.000 preventivi di rinnovo della copertura RC richiesti a dicembre 2017 tramite il sito da automobilisti toscani, ha evidenziato come il 5,48% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un sinistro nel corso del 2017. Un valore elevato, se si considera che la media nazionale è del 4,22%, e che fa guadagnare alla regione il terzo posto nella classifica italiana.

Le differenze provinciali

Analizzando il campione di riferimento su base provinciale, emergono importanti differenze. A guidare la classifica regionale è Livorno che, con il 6,309%, ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro che farà scattare per loro l’aumento delle tariffe RC auto. Seguono Lucca, con il 6,010%, Massa-Carrara, con il 5,873% e Prato, con il 5,869% La provincia che ha fatto registrare il valore più basso è Pistoia, dove solo 3,988% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa.

Le professioni

Esaminando le caratteristiche socio-demografiche del campione toscano, la prima differenza che emerge è legata al sesso dell’automobilista; sarà il 6,40% delle guidatrici a vedere un aumento della propria classe di merito, mentre per gli uomini la percentuale si ferma al 4,87%.

Dati interessanti emergono anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo su base regionale; gli insegnanti sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, l’8,81% vedrà un peggioramento della classe di merito. Situazione di poco migliore per il personale medico (7,48%) e per i pensionati (6,25%). Sul versante opposto, sono gli artigiani e gli studenti ad aver fatto meno spesso ricorso alla compagnia assicurativa; rispettivamente solo il 3,14% ed il 3,26% ha denunciato un incidente con colpa.

* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 5.976.156 preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno (510.000 a dicembre 2017). Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

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RC auto: prezzi in calo, ma 1.6 milioni di italiani pagheranno di più

Nell’ultimo mese il costo medio dei premi RC auto in Italia si è ridotto del 2,8% arrivando a 562.87 euro, ma secondo le stime di Facile.it sono circa 1,6 milioni gli automobilisti che, a causa di uno o più sinistri con colpa, vedranno comunque peggiorare nel 2018 la loro classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto*.

Il dato è stato calcolato da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, analizzando oltre 500.000 preventivi di rinnovo della copertura RC richiesti a dicembre 2017 tramite il sito, ha evidenziato come il 4,22% degli utenti abbia dichiarato di essere stato responsabile di un sinistro nel corso del 2017.

Le differenze territoriali

Analizzando il campione di riferimento su base geografica, emergono importanti differenze lungo lo Stivale e ben 11 regioni hanno un valore più alto della media nazionale.

A guidare la classifica è l’Umbria che, con il 6,22%, ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro che farà scattare l’aumento delle tariffe RC auto. Seguono la Liguria, con il 5,67% e la Toscana, con il 5,48%. Guardando la graduatoria nel senso opposto, è il Molise a registrare il valore più basso, solo l’1,53%, seguita dalla Calabria, 1,66% e dalla Puglia 2,45%.

Se si confrontano i dati attuali con quelli registrati lo scorso anno si nota come in alcune aree del Paese sia diminuita drasticamente la percentuale di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione incidenti con responsabilità unica o principale. La riduzione più importante ha riguardato la Valle d’Aosta, dove il valore è passato da 5,13% di fine 2016 al 2,70% di fine 2017 (-2,43 punti percentuali), seguita dalla Calabria, che ha visto una riduzione di 1,05 punti percentuali.

Risulta essere proprio l’Umbria, invece, l’area che ha visto il maggiore aumento della percentuale di automobilisti che hanno presentato denunce; + 1,59 punti rispetto alla precedente rilevazione.

Le professioni

Analizzando più da vicino il campione preso in esame, la prima differenza che emerge è legata al sesso dell’automobilista; sarà il 4,77% delle guidatrici a vedere un aumento della propria classe di merito, mentre per gli uomini la percentuale si ferma al 3,89%.

Dati interessanti emergono anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo; medici, infermieri e operatori sanitari si confermano la categorie professionali che in percentuale maggiore denunciano sinistri con colpa e, tra i camici bianchi, il 5,03% vedrà un peggioramento della classe di merito. Situazione solo di poco migliore per i pensionati (4,99%) e per gli insegnanti (4,98%). Sul versante opposto, sono ecclesiastici e appartenenti alle forze dell’ordine ad aver fatto meno spesso ricorso alla compagnia assicurativa; rispettivamente solo il 2,58% ed il 2,79% ha denunciato un incidente con colpa.

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RC auto: prezzi in calo, ma 35.000 umbri pagheranno di più

Nell’ultimo mese il costo medio dei premi RC auto in Italia si è ridotto del 2,8% a livello nazionale arrivando a 562,87 euro (546,78 in Umbria); secondo le stime di Facile.it, però, sono circa 35.000 gli automobilisti umbri che, a causa di uno o più sinistri con colpa, vedranno comunque peggiorare nel 2018 la loro classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto*.

Il dato è stato calcolato da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, analizzando oltre 4.700 preventivi di rinnovo della copertura RC richiesti a dicembre 2017 tramite il sito da automobilisti umbri, ha evidenziato come il 6,22% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un sinistro nel corso del 2017. Un valore elevato, se si considera che la media nazionale è del 4,22%, e che fa guadagnare alla regione il primo posto nella classifica italiana.

Le differenze provinciali

Analizzando il campione di riferimento su base provinciale, emergono importanti differenze. A guidare la classifica regionale è Perugia che, con il 6,27%, ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro che farà scattare per loro l’aumento delle tariffe RC auto. La provincia che ha fatto registrare il valore più basso è Terni, dove solo 6,11% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa.

Le professioni

Esaminando le caratteristiche socio-demografiche del campione umbro, la prima differenza che emerge è legata al sesso dell’automobilista; sarà il 7,10% delle guidatrici a vedere un aumento della propria classe di merito, mentre per gli uomini la percentuale si ferma al 5,78%.

Dati interessanti emergono anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo su base regionale; gli insegnanti sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, il 9,56% vedrà un peggioramento della classe di merito. Situazione di poco migliore per dirigenti e funzionari 9,47% e per i pensionati (8,19%). Sul versante opposto, sono gli studenti e gli agenti di commercio ad aver fatto meno spesso ricorso alla compagnia assicurativa; rispettivamente solo il l’1,19% ed il 2,50% ha denunciato un incidente con colpa.

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Fondi pensione: da gennaio ricerche online aumentate del 79%

Potersi garantire un reddito adeguato e stabile al raggiungimento dell’età pensionabile è un traguardo a cui tutti ambiscono. Complici però le incertezze legate al futuro e, forse, le recenti modifiche del sistema pensionistico, cresce la voglia di informarsi sulla previdenza complementare. A testimoniare questo trend sono i dati di Facile.it che, analizzando le oltre 13.000 richieste raccolte attraverso il sito tra gennaio e novembre 2017, ha evidenziato come, nel corso di 11 mesi, le ricerche di informazioni online sulle pensioni integrative siano aumentate del 79%.*

Le fasce d’età

Il primo elemento interessante che emerge dall’analisi di Facile.it è legato all’età di coloro che hanno ricercato informazioni sulla previdenza complementare. Il trend generale vede le fasce di popolazione più giovani come maggiormente interessate a queste tematiche, tanto che il 65% delle richieste raccolte dal sito proviene dagli under 44. Analizzando più da vicino lo spaccato per età, la fascia anagrafica più attenta al tema risulta essere quella tra i 25 e 34 anni, da cui proviene quasi una richiesta su tre (32%), seguita da coloro che hanno tra i 35 e i 44 anni d’età (26%).

«L’aumento dell’interesse verso le forme di previdenza complementare che abbiamo registrato è un segnale inequivocabile di come gli italiani abbiano a cuore il loro futuro e cerchino di adeguarsi ai cambiamenti del sistema pensionistico, nonché di mettersi al riparo dalle incertezze legate al futuro», spiega Giordano Gala, responsabile new business di Facile.it.

La giovane età dei richiedenti si spiega, anche, con le caratteristiche dei prodotti legati alla previdenza complementare che, il più delle volte, consentono di attingere a quanto accantonato per diverse ragioni (spese mediche, acquisto della prima casa, ristrutturazione degli immobili…), ma solo dopo qualche anno di iscrizione al fondo stesso.

Le categorie professionali

Analizzando il profilo di coloro che hanno dichiarato la propria professione al momento della ricerca, emerge che la categoria che ha mostrato maggiore interesse verso il tema della previdenza complementare è quella dei dipendenti privati, da cui provengono il 57,9% delle richieste di informazioni. Seguono i liberi professionisti (22,8%), le casalinghe (11,7%) e gli studenti (7,6%).

Guardando alle differenze di genere, risulta evidente come gli uomini siano più propensi a raccogliere informazioni sulla pensione integrativa; fanno capo a loro il 59% delle richieste arrivate al sito.

La distribuzione geografica

Altro dato interessante che emerge dall’analisi di Facile.it è legato alla distribuzione territoriale delle richieste; tra quelle ricevute, la Lombardia è al primo posto con il 29% delle richieste.

Seguono il Lazio (con il 17,2%) e il Piemonte (con l’8,9%). Trend confermato anche fra le grandi città capoluogo, che vede sul podio Milano, Roma e Torino.

 

*Analisi svolta su 13.811 ricerche compiute attraverso il sito www.facile.it dal 01/01/2017 al 30/11/2017.

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Auto: uomini e donne al volante, ancora grande la distanza

Quanti sono gli italiani con più di 15 anni che hanno una patente di guida attiva per auto o moto? Dove abitano? Quanti gli uomini al volante e quante le donne? Secondo l’analisi di Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), in Italia ci sono 38,6 milioni di patenti attive* intestate agli over 15, equivalenti al 73,8% della popolazione.

Il sito, specializzato nel confronto delle polizze RC auto e moto, rielaborando i dati ufficiali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, è riuscito a tracciare la mappa delle patenti di guida attive in Italia.

La geografia dei guidatori, Campania ultima in classifica

Se si analizza il rapporto tra residenti over 15 e patenti attive a guidare classifica è la Valle d’Aosta, dove il 79,64% della popolazione ha la patente di guida; segue il Veneto, con il 78,21% e le Marche, con il 78,16%. Leggendo l’elenco nel senso opposto, invece, emerge che le aree con il rapporto più basso tra licenze di guida e residenti sono la Campania (67,43%), la Calabria (69,18%) e la Liguria (70,12%).

Se si guarda al numero totale di patenti intestate agli over 15, emerge una classifica differente e tutto sommato in linea con la distribuzione della popolazione sul territorio italiano; al primo posto si trova la Lombardia, che da sola conta ben 6,43 milioni di patentati, pari al 16,6% del totale, seguita dal Lazio, con 3,74 milioni di guidatori (9,7%) e dalla Campania con 3,35 milioni (8,7%). Nelle ultime posizioni si trovano invece la Valle d’Aosta, con solo 87 mila guidatori abilitati, il Molise (198 mila) e la Basilicata (358 mila).

Uomini e donne alla guida, ancora grande il divario

Facile.it ha poi analizzato la distribuzione delle patenti in base al sesso, rilevando importanti differenze di genere; secondo i dati, a livello nazionale, solo il 63,21% della popolazione femminile over 15 ha una licenza di guida attiva, mentre se si guarda agli uomini, la percentuale sale di oltre 20 punti, arrivando a 85,16%.

Esaminando più da vicino le differenze territoriali, emerge che le aree con la percentuale maggiore di donne con più di 15 anni intestatarie di patente di guida sono la Valle d’Aosta (70,32%), il Veneto (69,24%) e il Friuli Venezia Giulia (68,34%). Le regioni con le percentuali di guidatrici più basse sono invece la Campania (solo il 54,37% della popolazione femminile ha la patente), la Calabria (57,27%) e la Liguria (57,71%).

Guardando agli uomini, invece, le regioni con il rapporto più alto sono la Valle d’Aosta, dove l’89,56% della popolazione maschile over 15 ha la patente, le Marche (89,22%) e l’Umbria (88,50%). Le ultime posizioni in classifica sono invece occupate da Campania (81,47%), Calabria (81,80%) e Puglia (82,86%).

Se la patente di guida risulta quindi essere più comune tra gli uomini, ci sono aree nel Paese dove il divario tra i due sessi è più evidente; la Campania, ad esempio, è la regione dove il distacco si fa più sentire, con una distanza di oltre 27 punti percentuali a favore degli uomini. Seguono in classifica la Liguria (26,3 i punti percentuali di distanza) e il Molise (25,9 punti percentuali).

 

* Patenti considerate: AMS | CS | AM | C | BS | AS | D | BE | B | CE | F | DS | A1 | A2 | A3

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Il 24% degli italiani chiederà un prestito per le spese di Natale

Natale è alle porte e molti italiani, per far fronte ai costi legati a regali, cenoni, feste e vacanze invernali, hanno intenzione di chiedere un prestito personale o di optare per un pagamento rateale; a rilevare il fenomeno è stato il sondaggio realizzato da Facile.it e Prestiti.it, dal quale è emerso che circa il 24% degli intervistati farà ricorso ad una finanziaria per sostenere le spese natalizie.

Guardando nel dettaglio le risposte di coloro che hanno intenzione di ricorrere a un prestito nel periodo delle feste, il 43,7% utilizzerà la somma per pagare la settimana bianca o una vacanza natalizia, il 40,6% per comprare i regali di Natale a parenti e amici. Interessante notare come il 15,6% di coloro che si rivolgeranno ad un’azienda del credito lo farà per sostenere i costi del cenone o della festa di Capodanno.

Analizzando quali saranno i regali che gli italiani hanno intenzione di acquistare ricorrendo al credito al consumo emerge che, nel 33% dei casi, sarà un elettrodomestico. Seguono in classifica l’arredamento, che raccoglie il 26,7% delle preferenze, i giocattoli con il 20% e i beni tecnologici, tra cui smartphone, tablet e pc, indicati nel 13,3% dei casi.

Importi desiderati e durata del prestito

Quali importi gli italiani intendono richiedere per sostenere le spese di Natale? Analizzando le risposte degli intervistati, il 53,1% di chi farà ricorso a un prestito ha dichiarato di voler chiedere una somma superiore ai 2.000 euro, il 15,6% una cifra compresa tra il 1.000 e i 2.000 euro mentre il 31,3% è orientato su un importo inferiore ai 1.000 euro.

Per quanto riguarda la durata del finanziamento, appare chiaro che gli italiani cercheranno di rimborsare il prestito in un periodo relativamente breve; il 53% ha dichiarato di volerlo restituire in meno di 12 mesi, il 19% entro i 24 mesi mentre meno di 1 su 3 il (28%) opterà per un piano rateale superiore ai due anni.

Le differenze di genere ed età

Guardando alle ragioni che spingono gli intervistati a fare richiesta di prestito, le donne sono più orientate a ricorrere ad un finanziamento per regali di Natale e settimana bianca, gli uomini invece primeggiano tra coloro che vorrebbero destinare l’importo alle spese del cenone o della festa di Capodanno.

Analizzando gli importi che gli intervistati intendono richiedere emerge che le donne polarizzano le proprie richieste e si orientano o verso i prestiti più contenuti (sotto i 1.000 euro), o verso quelli più elevati (superiori ai 2.000 euro). Gli uomini, invece, optano in prevalenza per un importo superiore ai 1.000 euro.

Dati interessanti emergono analizzando l’età di coloro che hanno dichiarato di voler ricorrere a un prestito personale; la fascia di popolazione più importante è quella compresa tra i 36 e i 45 anni (47%), seguono coloro che hanno fra i 26 e i 35 anni e quelli tra i 46 e i 60 anni (entrambi con il 18,75%).

Se si guarda a coloro che non intendono richiedere un prestito personale, il 49% ha dichiarato di ritenere i regali di Natale un motivo futile per ricorrere ad una finanziaria, il 35% non ne ha bisogno mentre il 16% non vuole aggiungere un nuovo finanziamento sul bilancio familiare.

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Mutui: gli importi erogati aumentano del 7,5% in un anno

Prosegue il trend di crescita delle somme erogate dalle banche per i mutui; è questo il primo dato che emerge dall’Osservatorio congiunto realizzato da Facile.it e Mutui.it secondo cui, ad agosto 2017, il valore medio concesso ai mutuatari è stato pari a 121.621 euro, in aumento del 7,5% rispetto a dodici mesi prima.

A questo aumento, si legge nell’analisi condotta su oltre 25.000 richieste finanziamento, corrisponde una crescita dell’importo medio richiesto, che ad agosto 2017, ha raggiunto i 127.701 euro (+3,38%).

Si riduce così il divario tra quanto gli aspiranti mutuatari cercano di ottenere e quanto viene effettivamente finanziato dalla banca. Sempre ad agosto 2017 Il loan to value erogato (rapporto tra il valore dell’immobile da acquistare e l’importo concesso dalla banca) è stato di poco inferiore al 57%, in aumento di 5 punti percentuali rispetto al 2016, mentre il loan to value richiesto (quanto sperano di ottenere i mutuatari in rapporto al costo dell’abitazione) è stato pari al 59,75%.

Altro dato emerso dall’analisi è quello relativo alla durata media dei mutui erogati, che nel corso dei 12 mesi passa da 20 a 22 anni, mentre rimane praticamente invariata l’età dei richiedenti (da 41 anni a 40).

Tasso di interesse, boom per il variabile con cap e il misto

Analizzando il tipo di tasso richiesto dagli aspiranti mutuatari che hanno presentato domanda ad agosto 2017, con il 70,42% del totale il fisso si conferma come il preferito anche se, a ben guardare, si registra una lievissima diminuzione rispetto a quanto non accadeva dodici mesi prima (-0,36 punti percentuali).

Scende al 22,21% la percentuale di coloro che chiedono un mutuo a tasso variabile (-4,42 punti percentuali nell’arco dei dodici mesi), mentre raddoppiano i richiedenti che optano per il tasso misto (che passa dal 2,35% al 4,71%) e aumentano significativamente quelli che intendono indicizzare il proprio finanziamento sfruttando il variabile con cap, che sale dallo 0,24% al 2,66%.

«Il trend cui stiamo assistendo negli ultimi mesi è quello di una leggera diminuzione della domanda di tassi fissi e di variabili puri a favore di prodotti a tasso misto o variabile con cap», ha commentato Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it. «Questa tendenza è legata da un lato all’atteggiamento degli istituti di credito che cercano di differenziare l’offerta, dall’altro alla volontà dei clienti di scegliere un tasso che consente di partire con un interesse più contenuto rispetto al fisso, senza però rinunciare alla possibilità di tutelarsi da futuri possibili rialzi».

Mutui prima casa, aumento più contenuto

Focalizzando l’analisi sui mutui prima casa, il trend di crescita si conferma, seppur in maniera leggermente più contenuta; l’importo medio richiesto ad agosto 2017 per acquistare l’abitazione principale è stato pari a 137.537 euro (+5,01% rispetto a 12 mesi prima) mentre la somma media erogata dagli istituti di credito ha raggiunto i 117.308 euro (+3,78%).

Sostanzialmente stabili l’età del richiedente, ferma a 38 anni, e la durata mutuo, che passa da 23 a 24 anni.

L’analisi trimestrale

Per avere una visione più ampia, l’Osservatorio Facile.it e Mutui.it ha analizzato anche l’andamento dei mutui nel trimestre giugno–agosto 2017, confrontando i risultati con i tre mesi precedenti (marzo-maggio 2017).

I numeri mettono in luce una lieve diminuzione dell’importo medio richiesto (pari a 130.247 euro, -1,07% rispetto al trimestre precedente), mentre aumenta l’erogato (127.249 euro, +2,50%).

Guardando alla scelta del tasso, nel trimestre giugno-agosto 2017 si registra una diminuzione sia di coloro che scelgono il fisso (sono il 71,11% dei richiedenti, -2,35 punti percentuali rispetto al trimestre precedente) sia di chi preferisce il variabile (23,12%, -0,57 punti percentuali). Aumentano invece le richieste di tasso misto (3,95%, +1,40 punti percentuali) e variabile con cap (1,82%, +1,52 punti percentuali).

 

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Sicurezza in auto: ecco le cattive abitudini di cui abbiamo nostalgia

Oggi, anche grazie a normative legali stringenti e maggiore senso civico, quasi tutti gli italiani sono a conoscenza dei rischi enormi che si corrono nel mettere in atto comportamenti scorretti quando si viaggia in auto o in moto ma, inutile negarlo, la stessa consapevolezza non esisteva negli anni ‘70 e ’80. Facile.it, il principale sito italiano di comparazione del settore assicurativo, ha voluto scoprire non solo quali erano i comportamenti sbagliati di allora e quali sono quelli ancora messi in atto ma, anche, quelli che in tutta onestà…un pochino ci mancano. Ecco i risultati del sondaggio condotto a ottobre 2017.

Le cinture di sicurezza, dopo anni ahinoi…

Partendo dal passato, forse non sorprende più di tanto scoprire che il 70% dei rispondenti dichiara che fra gli anni 70 ed 80 nei viaggi in auto con la famiglia nessuno usava le cinture di sicurezza. La legge italiana ne rese obbligatori gli attacchi nel 1976, ma solo nel 1988 anche l’uso effettivo. Da allora, per fortuna, di strada se ne è fatta tanta ed oggi solo il 7% di chi ha risposto al sondaggio afferma di continuare a non allacciare la cintura di sicurezza. La situazione, purtroppo, cambia notevolmente se dai sedili anteriori ci spostiamo a quelli posteriori; in questo caso viaggiano senza cintura addirittura l’86% dei rispondenti.

Quando i bambini viaggiavano in braccio

Papà, mi fai guidare? Mamma posso sedermi davanti con te? Quanti bambini dicevano così negli anni 80? Tanti a giudicare dalle risposte date al questionario di Facile.it. Secondo i dati il 26% dei bambini di allora ha viaggiato in braccio al genitore sul sedile del passeggero ed il seggiolino cui oggi ancoriamo i nostri figli era poco meno di un miraggio, lo usavano meno del 45% dei genitori. Abitudini sbagliate, senza se e senza ma che, però, a molti mancano.

Tre intervistati su quattro dichiarano di rimpiangere i viaggi fatti sdraiati sul sedile posteriore senza curarsi delle cinture, poco meno di uno su 3 (37%) quelli in cui, addirittura, ci si sdraiava sulla cappelliera o si giocava con le spalle al finestrino o, nel 12% dei casi ci si faceva trasportare nel bagagliaio e, magari (9%) durante il viaggio si passava con assoluta disinvoltura da lì ai sedili e viceversa.

Il capitolo due ruote

Le cattive abitudini stradali viaggiavano, e tuttora viaggiano, anche su due ruote. Oltre un intervistato su cinque (21%) dichiara che, da bambino, andava in moto tranquillamente con uno dei genitori anche prima di aver compiuto i 5 anni, nel 26% dei casi non usava il casco e, quando era in sella allo scooter con mamma e papà…viaggiava schiacciato fra di loro! (20% del campione). La consapevolezza del pericolo, però, a quanto pare su due ruote viaggia meglio e, fra tutti i comportamenti elencati, l’unico ancora praticato (appena dal 5% dei rispondenti) è quello di portare sullo scooter anche bambini con meno di 5 anni di età.

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Facile.it: ecco quanto spendono le famiglie a Bergamo

Quanto costa vivere a Bergamo e quanto spendono le famiglie bergamasche per i conti di casa? In occasione dell’apertura del primo punto vendita nella città dei Mille (https://www.facile.it/store/bergamo.html) Facile.it, il principale comparatore italiano dedicato al risparmio sulle spese familiari, ha analizzato nel dettaglio i costi che si devono sostenere in città e provincia per pagare mutui, prestiti, RC auto, luce, gas, ADSL e RC moto. Ecco cosa è emerso.

Assicurazioni auto e moto

I primi prodotti finiti sotto la lente del comparatore, ed anche i più richiesti nei punti vendita e tramite il sito, sono quelli assicurativi e, nello specifico, le coperture RC auto e moto. Secondo i dati dell’Osservatorio di Facile.it* relativi ad ottobre 2017, assicurare un’auto in provincia di Bergamo costa, in media, 446,96 € e 465,49€ nel comune. Se si passa a considerare il costo dell’Rc moto, invece, i centauri della provincia pagano mediamente 372,32 € e 373,53€ quelli che risiedono nel comune.

Mutui prima casa

Facile.it ha poi analizzato i mutui relativi all’acquisto della prima casa. Il taglio medio dei mutui erogati in provincia di Bergamo nei primi 10 mesi del 2017 è stato pari a 117.725 euro e, se ci si concentra unicamente sui finanziamenti ottenuti per comprare la prima casa, la cifra sale a 118.023 euro. I bergamaschi finanziano attraverso il mutuo, che nel 71% dei casi è a tasso fisso, nel 21% variabile e misto nell’8%, il 61% del valore dell’immobile e resteranno legati alla banca erogante per circa 21 anni. Per quanto riguarda la surroga, l’importo medio erogato è stato pari a 114.598 euro, con una durata media del finanziamento di 18 anni.

Luce e gas

Per ciò che riguarda la luce ed il gas, l’ufficio studi di Facile.it ha preso a campione i consumi medi di una famiglia di tre elementi. Nel caso dell’energia elettrica i costi sostenuti nel 2017 sono pari a 575 euro (+1.8% rispetto al 2016) e addirittura 1.015 euro per il gas (+1.7% se confrontato con il 2016).

Telefonia

Facile.it ha esaminato i costi sostenuti dalle famiglie bergamasche in relazione alla telefonia fissa (voce e ADSL). Dall’analisi è emerso che, nel 2017, la spesa media sostenuta in città e provincia è di 334,36 euro a famiglia, valore in diminuzione del 6,80% rispetto al 2016.

Prestiti personali e cessioni del quinto

Un’altra delle spese che Facile.it ha considerato nella sua analisi dei consumi bergamaschi è quella relativa ai prestiti personali e alle cessioni del quinto dello stipendio o della pensione. Nel primo caso la richiesta media che i bergamaschi hanno presentato alle finanziarie è stata pari, da gennaio ad agosto 2017, a 10.667 euro da restituire in 61 mensilità (appena più di 5 anni). Curioso notare come facciano capo ad un bergamasco quasi il 9% delle richieste di prestito personale presentate in Lombardia.

Analizzando invece i dati relativi alla cessione del quinto a Bergamo, tutti i numeri crescono e non di poco. Chi sottoscrive questa particolare forma di finanziamento richiede in media appena meno di 17.000 euro (16.824), e riuscirà a restituire quanto gli è stato concesso in un tempo davvero lungo: 98 mensilità, ovvero più di 8 anni. Guardando il totale delle richieste bergamasche in rapporto con quelle lombarde, in questo caso, hanno origine nella provincia il 9,2% del totale lombardo.

«L’apertura del Facile.it Store a Bergamo», ha dichiarato Mauro Giacobbe, Amministratore delegato della società, «consentirà a tutti i bergamaschi di avere a portata di mano ogni strumento possibile per risparmiare sulle spese della famiglia. Un team di consulenti dedicati sarà a disposizione di chi si recherà nella sede di via Tiraboschi 30 per analizzare il suo profilo utente e aiutarlo a scegliere i prodotti migliori disponibili sul mercato.».

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Facile.it apre a Bergamo il suo negozio fisico

Facile.it, il principale comparatore italiano dedicato al risparmio sulle spese familiari, apre il suo negozio su strada a Bergamo (https://www.facile.it/store/bergamo.html). Dopo lo straordinario successo ottenuto dal Facile.it Store di Varese, la web company amplia la propria rete di punti vendita fisici a gestione diretta scegliendo per il suo secondo negozio in Italia il cuore della città bassa, via Tiraboschi 30.

A partire dal 22 novembre, all’interno di uno spazio di 100 mq, i bergamaschi potranno trovare esperti assicurativi e del credito che li guideranno nell’utilizzo del comparatore e nell’identificazione delle offerte migliori su polizze RC auto e moto, mutui, prestiti, ADSL, luce e gas. L’attività di consulenza sarà totalmente gratuita e sarà possibile effettuare l’acquisto direttamente in negozio; è previsto un costo di brokeraggio solo in caso di sottoscrizione della polizza auto o moto.

«Prosegue il percorso di ampliamento della rete di negozi fisici a marchio Facile.it», spiega Mauro Giacobbe, Amministratore delegato di Facile.it «Si tratta di spazi dedicati al risparmio e ai consumatori, pensati come estensione naturale del portale web. L’obiettivo è di migliorare ulteriormente la già ottima customer experience del canale online e, al contempo, offrire ai nostri clienti una consulenza pre e post acquisto, costruendo un rapporto fiduciario personale con i consulenti».

Lo spazio espositivo e l’arredamento dello store Facile.it di Bergamo, progettati dallo studio di architettura Mumbledesign (architetti Franz Bergonzi, Matteo Faroldi e Giorgia Milani), sono stati studiati in modo da rendere semplice e agevole l’interazione con i consulenti del sito, all’interno di un ambiente caratterizzato da design moderno e minimale dove predomina il colore arancione, elemento visivo che contraddistingue il marchio del portale leader in Italia nella comparazione di tariffe.

«Nel 2011, con il lancio del sito Facile.it, abbiamo cambiato il modo in cui gli italiani risparmiavano online», ha continuato Giacobbe. «Ora vogliamo portare questa rivoluzione anche nelle piazze italiane e Bergamo rappresenta una tappa importantissima del progetto; la abbiamo scelta perché, ad esempio, dai dati raccolti con la nostra piattaforma sappiamo di poter offrire ai bergamaschi prezzi molto bassi sulle assicurazioni auto e moto. Vogliamo comprendere meglio le esigenze dei nostri clienti e dare un’opportunità di risparmio anche al pubblico non ancora abituato a usare gli strumenti di comparazione online.»

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Cessione del quinto: in Italia si chiedono in media più di 15.500 euro

I finanziamenti di cessione del quinto sono aumentati, secondo dati ufficiali, dell’11,6%, ma qual è l’identikit di chi fa ricorso a questo particolare tipo di prestito e quanto si cerca di ottenere dalle finanziarie? Facile.it e Prestiti.it hanno analizzato oltre 20.000 domande di cessione del quinto presentate nei primi otto mesi del 2017 stabilendo che l’importo medio chiesto è stato pari a circa 15.700 euro, con un piano di restituzione di 94 rate (poco meno di otto anni). Il richiedente medio ha uno stipendio di 1.513 euro e, nel 73,8% dei casi, a presentare domanda è stato un uomo.

«La cessione del quinto è un prestito riservato a dipendenti pubblici, privati e ai pensionati; consente di ottenere importi con rata mensile sino a un massimo del 20% dello stipendio, un piano di restituzione tra i 2 e i 10 anni e un tasso di interesse fisso», spiega Andrea Bordigone, responsabile BU prestiti di Facile.it «caratteristiche che fanno di questa tipologia di finanziamento un prodotto particolarmente richiesto».

Le finalità della cessione del quinto

La cessione del quinto è una forma di prestito non finalizzato, può quindi essere concesso anche senza specifici motivi, ma analizzando le richieste di coloro che hanno indicato la finalità emerge come la prima motivazione sia il consolidamento debiti (37,9%).

«Il finanziamento mediante cessione del quinto prevede l’addebito della rata direttamente sullo stipendio o pensione del richiedente e, per ottenerlo, il cliente deve sottoscrivere una polizza vita obbligatoria; elementi che riducono sensibilmente il rischio di insolvenza da parte dei debitori», spiega Bordigone. «Per queste ragioni i criteri di valutazione dell’erogabilità sono meno severi e il finanziamento può essere concesso anche a chi non possiede i requisiti di credito per ottenere prestiti personali, chi è stato segnalato ai Sic, chi ha subito protesti o ha avuto disguidi con altri prestiti».

Nella classifica delle finalità, la seconda più indicata è l’ottenimento di liquidità (33,9%) mentre al terzo posto si posiziona la ristrutturazione della casa (8,9%).

La geografia delle richieste di cessione del quinto

Analizzando la provenienza delle richieste la Lombardia è la prima regione italiana per numero di richieste; da qui provengono il 16,86% delle domande di finanziamento tramite cessione del quinto. Seguono in classifica il Lazio, con il 13,68%, e la Campania con il 9,61%.

Dal punto di vista degli importi richiesti, invece, la classifica cambia e al primo posto si posiziona l’Umbria, dove si puntano ad ottenere in media 16.647 euro. Al secondo posto c’è la Sicilia (16.445 euro) mentre al terzo la Puglia (16.408 euro).

 

 

 

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1 milione di italiani non pagano la bolletta telefonica

Secondo l’analisi di Facile.it (https://www.facile.it/adsl.html) il 5% degli intestatari di un contratto di telefonia fissa o ADSL non paga la bolletta, vale a dire circa 1 milione di italiani. Il dato, emerso dalla valutazione di oltre 30.000 contratti telefonici analizzati dal comparatore nel corso del 2017, evidenzia un malcostume alquanto diffuso nel Paese.

«Un cliente viene considerato dalla compagnia telefonica un “cattivo pagatore” nel momento in cui questo, a seguito del mancato pagamento di alcune bollette e nonostante i solleciti dell’operatore, continuasse a non saldare quanto dovuto», spiega Andrea Bordigone, responsabile BU telefonia di Facile.it.

Se molti possono immaginare quali siano le conseguenze di questo gesto, quello che non tutti sanno è che, smettendo di pagare la bolletta, il moroso rischia di finire nella “black list” dell’operatore telefonico e, nel caso in cui volesse stipulare in futuro un nuovo contratto, la compagnia potrebbe rifiutarsi di farlo.

Oggi ogni azienda ha la propria “lista nera”; questo significa che una persona può risultare “cattivo pagatore” per una compagnia e non per l’altra. Attenzione però perché alcuni provider possono arrivare a negare il contratto anche qualora solo un componente del nucleo famigliare sia stato segnalato in passato.

E presto la situazione potrebbe diventare ancor più complicata per coloro che non vogliono far fronte ai costi telefonici. A fine 2015 il Garante per la Privacy ha dato il suo benestare alla realizzazione di un database condiviso e accessibile a tutte le compagnie telefoniche, il S.I.Mo.I.Tel., nel quale potranno essere iscritti tutti quei “clienti seriali” che intenzionalmente non pagano bollette per un valore complessivo di 150 euro.  Quando il registro entrerà in attività, i cosiddetti “turisti telefonici” avranno certamente vita dura.

Cosa accade se non si paga la bolletta

Un ritardo sul pagamento di una fattura telefonica non rappresenta generalmente un problema, ma comunque il cliente dovrà corrispondere quanto dovuto maggiorato dagli interessi di mora.

Se invece il numero di bollette non saldate aumenta e il cliente non dà seguito alle segnalazioni della compagnia telefonica, questa potrebbe decidere di limitare o interrompere il servizio erogato. Se questo non bastasse, dopo le opportune comunicazioni e tentativi di conciliazione, l’operatore potrebbe decidere di passare la pratica ad una società di recupero crediti.

Nei casi più gravi, quando gli importi arretrati sono importanti, il provider potrebbe addirittura presentare un ricorso al giudice competente e ottenere un decreto ingiuntivo che, qualora ignorato, può dar vita ad una esecuzione forzata dei beni del debitore; si tratta però di una strada molto lunga e costosa, pertanto quasi mai praticata.

Come fare per uscire dalle black list della compagnia

Se si è finiti nella black list dell’operatore la soluzione è una sola; saldando le bollette arretrate, maggiorate dagli interessi, si può tornare nella white list. Le tempistiche variano da gestore a gestore, ma potrebbero non essere brevissime ed è bene considerare che alcune compagnie potrebbero comunque decidere di lasciare il cliente nella black list aziendale dei soggetti con cui non si vuole avere più rapporti.

Il S.I.Mo.I.Tel avrà invece delle regole diverse; i dati dei clienti segnalati saranno conservati per 36 mesi e, superato questo termine, verranno automaticamente cancellati. Coloro che invece regolarizzeranno la loro posizione prima, avranno diritto ad essere eliminati dal registro entro 7 giorni lavorativi.

 

 

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Facile.it: sono oltre 20.000 gli italiani senza più punti sulla patente

Era il 1 luglio 2003 e in Italia veniva introdotta una modifica sostanziale al codice della strada; la patente a punti. Si parte da un credito di 20 e ogni infrazione provoca una riduzione di quel tesoretto che però, in caso di buona condotta, ogni 2 anni (1 per i primi tre anni di patente) viene accresciuto fino a raggiungere un massimo di 30. Quanti sono, però, gli automobilisti italiani che non sono stati in grado di amministrare correttamente quel gruzzolo e oggi sono arrivati a 0? Secondo un’analisi di Facile.it, veramente tanti; più di 20.000.

8 le regioni sopra la media nazionale

Il portale specializzato nel confronto di polizze assicurative ha rielaborato dati ufficiali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti risalenti a maggio 2017, evidenziando come siano ben 8 le regioni con percentuali di patentati a 0 punti superiori alla media nazionale (0,053).

Mettendo in rapporto il numero totale dei residenti abilitati alla guida con quelli che hanno esaurito i loro 20 punti, la regione che si trova al primo posto in classifica è il Friuli Venezia Giulia (0,070) che precede la Calabria (0,067) e la Campania (0,065). Passando da una lettura percentuale a una in termini assoluti, è invece la Lombardia ad avere il maggior numero di patentati a 0 punti; in regione sono ben 3.991, quasi 1.800 in più di quelli della Campania (seconda con 2.195) e più del doppio di quelli del Piemonte (terzo con 1.793 automobilisti che non hanno più alcun punto sulla patente).

Se si guarda ai dati in ottica provinciale, in termini assoluti Napoli è l’area con il maggior numero di automobilisti a 0 punti (1.560) davanti a Milano (1.355) e Roma (1.347), mentre in rapporto al numero dei patentati il primato spetta a Vibo Valentia (0,112) che precede Brescia (0,104) e Reggio Calabria (0.098).

Le differenze di genere

L’analisi di Facile.it ha considerato anche le differenze che, in termini di punti sulla patente, si riscontrano fra uomini e donne; se hanno finito il proprio credito punti lo 0,083% degli automobilisti di sesso maschile, la percentuale crolla allo 0,010% fra le donne; hanno invece raggiunto il massimo credito disponibile, 30 punti, il 47,94% degli uomini ed il 57,80% delle donne al volante.

Quanto incidono i punti della patente sul premio RC auto

Nel nostro Paese vige il sistema del cosiddetto Bonus Malus e, quindi, il comportamento dell’automobilista e la sua “storia” assicurativa in termini di incidenti incidono in maniera notevole sul calcolo del premio RC.

Dai dati dell’Osservatorio Assicurazioni auto di Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-italia.html) si vede come l’incidentalità registrata nelle diverse regioni sia in stretta relazione con quanto pagano gli automobilisti per circolare. La perdita di punti e, ancora più grave, la sospensione della patente, indicano comportamenti alla guida più pericolosi che possono anche portare a incidenti, con impatti sul premio di assicurazione pagato.

«Cambiare classe di merito», spiega Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato del portale di comparazione, «comporta un aggravio di costo che può essere pari anche ad oltre il 15% del premio precedente. Se consideriamo poi il caso di un automobilista cui negli ultimi 5 anni è stata ritirata la patente o che ha meno di 20 punti su di essa, alcune compagnie applicano maggiorazioni davvero importanti e il best price disponibile aumenta di oltre il 10%; per un automobilista quarantenne in terza classe di merito che guida a Milano un’utilitaria di cilindrata 1.2, passa da 239,43 euro a 264,00 euro»

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Facile.it: on air il nuovo spot

Facile.it (https://www.facile.it), il portale leader in Italia nel confronto delle tariffe di assicurazioni, prestiti, mutui, ADSL, gas, luce e conti correnti, lancia il nuovo spot televisivo intitolato Vuoi dire qualcosa anche a me?! e on air dal 22 ottobre 2017.

Protagonista della campagna, firmata ancora una volta dall’agenzia Nadler Larimer & Martinelli con la produzione di The Bigmama, è un giovane latin lover che, all’uscita di un locale, si avvicina con aria ammiccante a un’avvenente ragazza. L’obiettivo è chiaro, conquistarla, e con un «Ciao cara, come stai?» cerca di rompere il ghiaccio. Ma la missione del nostro Dongiovanni si complica immediatamente, complice l’insorgere di un grosso – e muscolosissimo – ostacolo.

È il fidanzato della ragazza che si affianca ai due e, con aria tutt’altro che amichevole chiede al ragazzo: «C’è qualcosa che vuoi dire anche a me?!»Lo sventurato, che certo non eccelle in doti seduttive, dimostra però grande ingegno e, per evitare problemi di sorta con il colosso, risponde prontamente «Sì, ho risparmiato sulla polizza auto. E ora scappo. Al mare»

A risolvere la situazione sarà, come negli episodi precedenti l’ormai famosissima formula magica, diventata vero e proprio cultFacile.it! Facile.it!! Facile.it!!!”… e per scoprire la fine bisognerà guardare lo spot!

La pianificazione partirà con un primo flight da 30’’ e vedrà coinvolte le principali reti televisive nazionali. La campagna sarà in programmazione su Mediaset, Sky e Discovery e sui principali canali web a cominciare da YouTube.

Girato a settembre 2017, lo spot porta la firma del regista venezuelano Angel Gracia e vede nel ruolo di produttore esecutivo Lorenzo Borsetti. Dario Primache è responsabile della direzione creativa, Cesare Danese direttore della fotografia, Roberta Costa art director e a Doriano Zurlo copywriter.

Confermata la colonna sonora usata negli ultimi spot dell’azienda, la canzone “You Sexy Thing” degli Hot Chocolate.

Link spot:  https://www.facile.it/spot-tv.html

 

Scheda tecnica:

Titolo: Vuoi dire qualcosa anche a me?!
Agenzia: Nadler Larimer & Martinelli
Regista: Angel Gracia
DOP: Cesare Danese
CDP: The Bigmama
Executive Producer: Lorenzo Borsetti
Post Produzione video: Videozone
Post Produzione audio: Top Digital
Direttore Creativo: Dario Primache
Art: Roberta Costa
Copywriter: Doriano Zurlo

 

 

 

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Facile.it lancia la propria rete di negozi in franchising

Facile.it, azienda leader in Italia per il confronto delle tariffe di assicurazioni, prestiti, mutui, ADSL, energia, conti correnti, annuncia il lancio della propria rete di negozi in franchising (www.facile.it/store/franchising.html). Un progetto inedito nel suo genere che nasce dopo gli straordinari risultati ottenuti dal primo punto vendita fisico gestito direttamente da Facile.it, inaugurato lo scorso marzo a Varese, al quale stanno seguendo altre quattro nuove aperture dirette.

L’ingresso nel mondo del franchising rappresenta un’ulteriore evoluzione nella storia della web company. «Il lancio di una rete di negozi in franchising distribuiti sul territorio nazionale rappresenta un’estensione fisica del portale Facile.it», spiega Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it.

«Il sito continuerà a rimanere il cuore e motore propulsore dell’azienda, ma l’essere presenti sul territorio ci permetterà di ridurre la distanza con i clienti e comprendere meglio le loro esigenze, consolidare ulteriormente la notorietà del marchio e intercettare quel pubblico non ancora abituato a usare gli strumenti di comparazione online».

All’interno degli store Facile.it i consumatori potranno trovare esperti assicurativi e del credito che guideranno i clienti nell’utilizzo del comparatore e nell’identificazione delle migliori offerte sui prodotti confrontati. L’attività di consulenza sarà totalmente gratuita e sarà possibile effettuare l’acquisto direttamente in negozio; è previsto un costo di brokeraggio solo in caso di acquisto della polizza auto o moto.

«I negozi sono complementari al portale web» conclude Giacobbe «e ci aiuteranno – come accaduto con lo store di Varese – a migliorare la già ottima customer experience e la brand reputation del canale online, offrendo ai clienti una consulenza sia pre che post acquisto e la possibilità di costruire un rapporto fiduciario personale con i consulenti presenti nello store».

Il progetto di franchising, cui tutti i dettagli sono disponibili a questo link (www.facile.it/store/franchising.html) non è l’unica novità in casa Facile.it. Per garantire un servizio completo e altamente professionale ai clienti dei negozi anche in ambito creditizio, dopo la positiva esperienza della rete fisica di consulenti sul territorio per il settore delle assicurazioni auto, il portale creerà una nuova rete di professionisti, questa volta dedicata alla consulenza su mutui e prestiti personali, a disposizione di tutti i consumatori che entreranno negli store Facile.it o che richiederanno informazioni attraverso il sito internet.

 

 

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Facile.it: in Italia sono oltre 60.000 gli ultra novantenni al volante

La passione degli italiani per i motori pare non placarsi mai, nemmeno quando si va decisamente avanti con l’età. Secondo un’analisi di Facile.it, a fronte di un’età media degli automobilisti di poco inferiore ai 54 anni, in Italia ci sono oltre 60.000 patenti valide intestate ad ultra novantenni, numero che diventa ancora più rilevane se si considera che, ad oggi, dopo gli 80 anni d’età, la legge impone un rinnovo ogni 24 mesi; periodo che potrebbe ridursi a 12 se dovesse essere approvata la proposta di riforma del Codice della strada.

La geografia delle patenti d’argento

Scorrendo i dati, rielaborati dal sito specializzato nel confronto delle polizze RC su base dei numeri messi a disposizione dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti aggiornati al maggio 2017, la regione che, in valori assoluti, ospita il maggior numero di patentati con più di 90 anni d’età è la Lombardia dove sono abilitati a guidare ben 8.738 automobilisti nati entro il 1927. A seguire si trova l’Emilia Romagna che con 7.553 patenti d’argento precede la Toscana, ferma a “soli” 5.834 automobilisti ultra novantenni.

Se si considera il numero dei patentati over 90 sul totale di quelli abilitati alla guida, questa volta è l’Emilia Romagna a svettare in cima alla classifica con lo 0,253%, pari a oltre una volta e mezzo il valore medio nazionale (0, 156%); al secondo posto della classifica così calcolata si trova la Liguria con lo 0,247%, mentre la Toscana si conferma medaglia di bronzo con lo 0,233%.

Appare molto curioso che regioni note in Italia per la longevità dei propri abitanti, come ad esempio la Sardegna, occupino posizioni molto basse in classifica; l’isola è appena tredicesima in termini assoluti, addirittura quindicesima se si usa la metrica della proporzione sul totale patenti attive.

Quanto costa l’assicurazione auto per un ultra novantenne

Di certo automobilisti con oltre 90 anni d’età hanno dalla loro molta esperienza, ma questo vantaggio entra nel calcolo delle tariffe RC auto loro riservate? E se sì, come?

In realtà no, confrontando le offerte disponibili per un medesimo profilo di automobilista* il Best Price disponibile tramite le compagnie che operano su Facile.it è pari a 269 euro se il conducente è quarantenne, diventa poco meno del doppio, 484,76 euro, se al volante è un novantenne. Escludendo poi promozioni e sconti temporanei, il premio diventa 538 euro.

«Nel calcolo della tariffa RC auto», spiega Mauro Giacobbe, AD dell’azienda di confronto, «le compagnie devono considerare principalmente il tasso presunto di incidentalità dell’assicurato. Chi ha un’età così avanzata è più esposto a rischio di incidenti, anche per motivi fisici come la riduzione del campo visivo o l’ipoacusia; in questo si spiegano differenze tariffarie così marcate.»

 

* Calcolo effettuato sulle offerte disponibili attraverso Facile.it il 29 settembre 2017. Copertura considerata: RC Auto per residente in comune di Milano che guida una Panda terza serie 1.2 City Cross in prima classe di merito

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Prestiti personali: si chiedono in media 9.700 euro

Che il credito al consumo sia uno strumento sempre più diffuso è ormai assodato, ma quali sono le motivazioni che spingono le famiglie italiane a farne uso, quali gli importi richiesti e da chi? Ad analizzare il fenomeno ci ha pensato l’Osservatorio congiunto condotto da Prestiti.it e Facile.it che, attraverso l’analisi di oltre 70.000 domande di finanziamento, ha stabilito che, nei primi 8 mesi dell’anno, la richiesta media presentata a finanziarie e aziende del credito è stata di 9.747 euro da restituire in 59 rate (poco meno di cinque anni).

Perché gli italiani chiedono un prestito

Analizzando le richieste di prestito per le quali è stata specificata la finalità di utilizzo, emerge come il mondo casa (con il 39% del totale) rappresenti la prima ragione che spinge gli italiani a ricorrere al credito al consumo. Dal 1 gennaio al 31 agosto erano finalizzati a sostenere i costi di ristrutturazione immobiliare ben il 29,2% dei prestiti richiesti; a questi si sommano quelli legati all’acquisto di arredamento (7,1%) e quelli fatti per comprare immobili (2,8%).

La seconda motivazione, pari al 34,9% del totale, è quella legata alle spese necessarie per acquistare un veicolo, sia che si tratti di un’auto usata (22,7%) o nuova (5,9%), sia ancora che si parli di una moto (6,3%).

Al terzo posto si posizionano le richieste di finanziamento destinate all’ottenimento di liquidità (9,4%), seguite dai prestiti finalizzati al consolidamento dei debiti (7,4%).

L’entità del prestito che si cerca di ottenere è strettamente legata alla finalità cui si intende destinare la somma; secondo i dati dell’Osservatorio, le domande di finanziamento più alte sono connesse all’acquisto di un immobile (valore medio 25.319 euro); seguono i prestiti richiesti per mettere in garage un’auto nuova (15.369 euro) e quelli per la ristrutturazione della casa (15.176 euro).

Il profilo del richiedente

Informazioni interessanti emergono analizzando il profilo dei richiedenti; nel 72,1% dei casi a firmare la domanda è un uomo e se l’età media del richiedente è di poco inferiore ai 41 anni (40,7), la fascia di popolazione che fa più ricorso al credito al consumo è quella degli under 35 (37,4% la percentuale di domande legate a loro), seguita dalla fascia 36-45 anni (31,04%). Solo l’11,86% del campione ha più di 55 anni.

Ancor più importante, per dare una lettura sociale del fenomeno, è la differenza che emerge analizzando gli importi richiesti tra le diverse fasce anagrafiche. Gli under 35 chiedono in media 8.927 euro, dato coerente con la finalità principale indicata (acquisto dell’auto usata), mentre chi ha un’età compresa fra i 36 ed i 55 anni richiede in media oltre 10.000 euro e la ragione primaria per cui ricorre al credito al consumo è la ristrutturazione della casa. Considerando nuovamente i dati su base nazionale, lo stipendio medio del richiedente prestito è di 1.523 euro; nel 68% dei casi chi chiede un prestito è un dipendente privato a tempo indeterminato, nell’11% un lavoratore autonomo e nel 6% un libero professionista.

La geografia del credito al consumo italiano

Analizzando la provenienza geografica delle richieste, emerge come la Lombardia sia la regione italiana da cui proviene il maggior numero di domande di finanziamento (19,22% del totale); seguono il Lazio (12,33%) e la Campania (9,13%). Diversa, invece, è la classifica regionale degli importi medi richiesti, con il Trentino Alto Adige al primo posto (10.504 euro), seguito dal Veneto (10.195 euro) e dalla Lombardia (10.061 euro). Per comprendere appieno queste differenze è importante considerare il reddito medio di chi presenta la domanda; gli stipendi dichiarati dai richiedenti in queste tre regioni sono i più alti d’Italia.

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Prezzi RC auto: +13% nell’anno

Continua il trend di crescita dei prezzi RC auto e, secondo i dati dell’Osservatorio assicurazioni auto di Facile.it, ad agosto 2017 il premio medio ha raggiunto i 577,50 euro, pari ad un aumento del 12,99% rispetto a 12 mesi fa. Valori in rialzo anche riducendo il periodo di osservazione agli ultimi 6 mesi, durante i quali le tariffe sono salite del 9,14%.

Il portale, leader in Italia per la comparazione di assicurazioni auto e moto, ha elaborato la propria analisi calcolando il premio medio di assicurazione RC auto a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per ottenere tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 6.063.476 preventivi effettuati sul sito negli ultimi dodici mesi e relative quotazioni offerte dalle compagnie confrontate (https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate).

I dati dell’Osservatorio regione per regione

Analizzando l’andamento dei prezzi nell’arco dei dodici mesi emerge come gli aumenti abbiano riguardato tutta la Penisola, ma con variazioni sensibili a seconda della zona.

La Campania non solo si conferma essere la regione con i premi RC auto più alti d’Italia – ad agosto il valore medio ha raggiunto i 989,91 euro, oltre il 71% in più rispetto a quello nazionale – ma anche una delle aree che hanno visto i rincari maggiori del Paese (+20,78%).

Le regioni con gli aumenti più contenuti, invece, sono state il Friuli Venezia Giulia (+7,29%) e la Basilicata (+8,09%).

In termini di valori assoluti, dopo la Campania, le regioni con i premi medi più alti sono la Calabria (689,33 euro) e la Puglia (670,06 euro), mentre le aree con gli importi più bassi sono la Valle d’Aosta (405,31 euro) e il Friuli Venezia Giulia (408,59 euro).

«Le tariffe RC auto continuano a crescere e lo fanno ancora una volta su tutto il territorio nazionale», dichiara Diego Palano, Responsabile BU assicurazioni Facile.it. «Senza dubbio una delle cause dei rincari è l’aumento complessivo del numero di sinistri; secondo i dati ufficiali nel 2016 gli incidenti stradali con lesioni a persone sono cresciuti dello 0,7% (fonte: Istat) ed anche i primi dati 2017 parlano di una preoccupante impennata dei sinistri con decesso».

Le province più care e quelle più economiche d’Italia

Guardando i valori a livello provinciale si nota come le aree più care d’Italia siano Caserta (1.065,37 euro), Napoli, dove per la prima volta nell’anno il prezzo medio ha superato la soglia psicologica dei mille euro (1.040,56 euro) e Prato (959,78 euro), mentre le meno care sono Oristano (374,12 euro) e Pordenone (386,29 euro).

In Piemonte l’unica diminuzione

Solo una la provincia italiana che, rispetto a dodici mesi fa, ha visto un calo delle tariffe, sia pur minimo; si tratta di quella del Verbano Cusio Ossola, dove i premi sono diminuiti dello 0,17%.

Dall’Osservatorio emergono dati relativi anche alle garanzie accessorie; l’assistenza stradale si conferma come la più richiesta a livello nazionale (42,25%), seguita dalla copertura infortunio conducente (24,27%) e dalla tutela legale (17,53%).

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Al via la seconda edizione del bando che premia l’eccellenza nella scuola primaria pubblica italiana

Prosegue l’impegno di Facile.it a supporto delle eccellenze nella scuola pubblica; dall’1 ottobre 2017 aprono le iscrizioni per il bando di concorso “Facile.it per la scuola” (https://www.facile.it/scuola.html), il progetto nato per sostenere la capacità innovativa e progettuale degli istituti primari pubblici.

«Continuiamo a investire sui giovani e sulla formazione, quest’anno attraverso un bando di concorso aperto a tutti gli istituti primari pubblici del Paese. La scuola italiana è piena di energie e idee, spesso però condizionate da bilanci stretti e conti da far quadrare. Con questo progetto vogliamo stimolare e incentivare la creatività, a beneficio degli alunni di oggi che saranno le eccellenze di domani» spiega Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it.

Per partecipare al bando, aperto sino al 30 novembre, gli istituti primari dovranno presentare un progetto che illustri come intendono impiegare la donazione e la tecnologia messe a disposizione da Facile.it a supporto della didattica e della crescita degli alunni. Una commissione creata ad hoc valuterà tutte le candidature e selezionerà la scuola con l’idea più creativa e originale, che si aggiudicherà la somma di 5.000 euro, destinata all’implementazione del progetto, e una dotazione tecnologica proveniente da Facile.it.

L’edizione 2016 del progetto “Facile.it per la scuola” ha premiato la scuola primaria Armando Diaz di Milano che grazie ai fondi ottenuti ha creato un laboratorio di scienze dove la materia viene insegnata in inglese ai piccoli alunni con la collaborazione di ricercatori di primo livello. L’Istituto ha ricevuto anche una cospicua strumentazione tecnologica proveniente dagli asset di Facile.it, riuscendo così a rinnovare le dotazioni informatiche della scuola e fornendo ad ogni classe tablet utili all’insegnamento.

Il bando completo è disponibile all’indirizzo https://www.facile.it/scuola.html

 

 

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Facile.it: la cilindrata media delle auto circolanti in Italia è di 1.486 cc

Qual è la potenza delle auto sulle strade italiane? A rispondere a questa domanda ci ha pensato Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html) che, rielaborando i dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha calcolato che la cilindrata media delle auto in circolazione in Italia è di 1.486 cc.

Guardando ai dati, il primo elemento che emerge è come la cilindrata delle automobili cambi sensibilmente tra le diverse aree del Paese, disegnando un’Italia a “due velocità”. Scorrendo la classifica si nota che i primi posti sono tutti occupati da province del Nord e del Centro; per trovare la prima “targa” meridionale bisogna scendere sino alla 24esima posizione, occupata da Isernia.

In vetta alla classifica si trovano Bolzano e Trento, sulle cui strade girano le auto che, in media, hanno la cilindrata più alta d’Italia, rispettivamente 1.664 cc e 1.625 cc. Valori che superano di oltre il 9% quello nazionale e sicuramente condizionati dall’elevato numero di fuoristrada diffusi in regione. Seguono in classifica Vicenza (cilindrata media 1.570 cc), Mantova e Treviso (entrambe con 1.568 cc).

Guardando invece alla classifica delle province con le automobili meno potenti al primo posto c’è Napoli; nella città metropolitana i veicoli hanno, in media, una cilindrata di 1.363 cc. Sul secondo gradino del podio rovesciato si posiziona Palermo, dove la cilindrata media è di 1.389 cc, mentre al terzo posto si trova la provincia di Carbonia-Iglesias, con un valore di 1.406 cc.

«Conformazione del territorio, tipologia di utilizzo e reddito del proprietario sono tra i principali fattori che determinano la scelta di un veicolo; non stupisce quindi vedere un divario marcato, in termini di cilindrata, tra le province meridionali e quelle settentrionali, che raggiunge addirittura il 20% se si confronta Bolzano con Napoli», spiega Diego Palano, responsabile BU Assicurazioni di Facile.it.

Ulteriore elemento utile a spiegare la differenze di potenza delle auto tra le province italiane è l’incidenza che la cilindrata ha sul costo dell’assicurazione, soprattutto in alcune zone del Mezzogiorno. A conferma di questo dato, Facile.it ha fatto una simulazione del costo dell’RCA per un automobilista residente a Napoli, considerando lo stesso modello d’auto, con identico utilizzo e alimentazione (benzina), ma con potenza differente. Il primo è un veicolo con cilindrata 1.200 cc e 60 cv, il secondo ha invece 1.600 cc di cilindrata e 182 cv. Al netto delle promozioni applicate da singole compagnie assicuratrici, il miglior prezzo RCA ottenibile per il veicolo meno potente è di 614 euro annui, quello riservato all’auto con cilindrata più elevata è di 769 euro, il 25% più caro*.

 

* Calcolo effettuato sulle offerte disponibili attraverso Facile.it il 1 settembre 2017. Profilo del contraente: Uomo, 35 anni, residente a Napoli, CU: 1. Copertura considerata: RC Auto. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

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Assicurazioni viaggio: le richieste aumentano del 23,5%

Gli italiani non rinunciano a viaggiare, ma prendono qualche precauzione in più. Secondo i numeri dell’osservatorio di Facile.it (http://www.facile.it/assicurazioni-viaggi.html) a luglio 2016 le richieste di assicurazioni legate ai viaggi sono aumentate del 23,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Fin troppo semplice individuare fra le cause di questo picco il clima di tensione internazionale che tutti respiriamo. I numeri, che fino a maggio facevano registrare un incremento nelle ricerche comunque contenuto (+10%), sono aumentati a giugno con un primo +14% per arrivare poi al picco di luglio e addirittura ad un incremento del 26% se la meta del viaggio è la Francia o la Germania.

Un’ulteriore riprova di questa ipotesi arriva dall’analisi del tipo di copertura che ci si vuole garantire; quasi una richiesta su quattro è legata all’annullamento del viaggio; si aspetta l’ultimo secondo per decidere se partire o meno e, in questo modo, non si perde denaro.

«Organizzare in autonomia i propri viaggi è diventata una pratica molto comune. – spiega Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it Oggi è il viaggiatore che sceglie volo, luogo di pernottamento e, anche, l’assicurazione. Fino a poco tempo fa in molti non comprendevano il vantaggio di spendere qualche euro in più ma non doversi preoccupare di spese mediche impreviste, smarrimenti bagagli o annullamenti, ma adesso questo beneficio è sempre più chiaro. La situazione internazionale che stiamo vivendo, inoltre, ci ha reso tutti più prudenti e l’incredibile aumento di richieste di coperture assicurative sui viaggi, troppo ampio per essere derubricato a un trend stagionale, ne è una delle dimostrazioni

L’indagine, condotta su un campione di oltre 100.000 richieste di assicurazione arrivate nel corso dell’ultimo anno e non legate a pacchetti vacanza, ha evidenziato anche altri aspetti importanti. In Italia i viaggiatori più propensi ad aggiungere autonomamente una copertura assicurativa alle loro ferie sono i lombardi, seguiti dai residenti nel Lazio e da quelli della Toscana.

Valle d’Aosta, Molise e Calabria sono invece le regioni dove è meno frequente il ricorso ad un’ assicurazione viaggio.

Il 56% di chi richiede la copertura assicurativa del viaggio è uomo; il 36% ha un’età compresa fra i 25 ed i 34 anni o, nel 24% dei casi, fra i 35 ed i 44 anni. Molto inferiore la percentuale di chi ricorre all’assicurazione e ha già superato i 65 anni, sono appena il 5% del totale.

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Mutui: dagli under 30 solo il 10% di domande e il 6,5% delle erogazioni

Lasciare i sogni nel cassetto sembra, per i giovani italiani, un obbligo a cui è impossibile sottrarsi. Anche quando parliamo di comprare casa. I portali Mutui.it e Facile.it (http://www.facile.it/mutui.html) hanno analizzato tanto le richieste di finanziamento casa compilate, quanto le erogazioni ottenute dagli italiani nei sei mesi da marzo ad agosto 2015, scoprendo che la percentuale di cittadini di età inferiore a 30 anni che hanno richiesto un mutuo si è ridotta drasticamente, passando dal 17% al 9,7% in poco più di un anno. Se addirittura nelle rilevazioni del 2012 quasi un preventivo su 4 arrivava da under 30 – a dimostrazione di come, pure in periodi difficili, la voglia di comprare casa, facendo progetti di vita “adulta”, restava alta – adesso la precarietà diffusa e le difficoltà economiche sembrano aver persino tolto la voglia di provarci.

Questo generale scoraggiamento mostrato da parte dei più giovani appare in controtendenza rispetto ad alcuni dati positivi che emergono dallo studio dei due portali. Analizzando infatti le erogazioni di finanziamento registrate nello stesso lasso di tempo, i mutui ottenuti dai più giovani hanno raccolto una percentuale più elevata che in passato: siamo al 6,5% del totale, contro il 5% registrato in maniera stabile negli scorsi anni.

Il mutuo in cifre: la domanda

Passando in esame il campione di circa diecimila domande di mutuo, si nota come la richiesta tipo fatta dai giovani aspiranti mutuatari sia finalizzata in larghissima parte all’acquisto della prima casa: è l’obiettivo del 74% del campione. Se, infatti, isoliamo solo le domande di mutuo prima casa, quelle degli under 30 rappresentano il 17,5% del totale.

In termini di importo si punta ad ottenere cifre molto vicine alla media dei finanziamenti richiesti in Italia (114.000 euro), con cui coprire il 67% del valore dell’immobile da acquistare. Il tasso preferito è quello fisso (56%) – segno di una buona consapevolezza delle interessanti opportunità presenti sul mercato – mentre il tasso variabile, pur ai minimi storici, raccoglie solo il 36% delle domande.

Guardando le differenze che emergono a livello regionale, le regioni più attive sul fronte “mutui giovani” sono quelle in cui sognare casa è un po’ più semplice: prezzi medi degli immobili più bassi oppure maggiori opportunità di ottenere un lavoro stabile spingono gli under 30 di Veneto, Emilia Romagna e Sicilia a provare a comprar casa con più convinzione dei loro coetanei che vivono nelle altre regioni italiane. Di contro, i più restii a fare domanda si trovano in Sardegna e Lazio. Le regioni da cui provengono le domande più ingenti sono: Lazio (133.000 euro), Trentino Alto Adige (130.000 euro), Toscana (125.000 euro) e Lombardia (119.000 euro).

Il mutuo in cifre: le erogazioni

Questo il quadro della domanda, ma cosa succede in fase di erogazione? Quando si sottoscrive, il mutuo si fa più piccolo: diminuisce sia l’importo erogato (si scende a 107.000 euro), sia il loan to value (63%), dati che rivelano come gli immobili acquistati siano di valore medio-basso. Si conferma la predilezione per il tasso fisso, scelto dal 61% dei mutuatari; significativo, infine, che ben il 29% dei finanziamenti erogati sia una surroga.

«Visti i tassi ben più vantaggiosi di quelli offerti ai mutuatari anche solo qualche anno fa – dichiara Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it è evidente l’interesse dei più giovani a vagliare e quindi scegliere opportunità migliori; segno, questo, di una generale maturità finanziaria di una buona fetta dei sottoscrittori più giovani. Il peso delle richieste da parte degli under 30, calato fortemente rispetto al passato, tuttavia, è sintomo di una generale demotivazione di questa fascia, che pure, al momento, è vista dal mercato come clientela interessante, a cui riservare offerte particolarmente convenienti.»

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Sono 108.000 le auto rubate nel 2014, ma solo 9 automobilisti su 100 si assicurano contro questo evento

A fronte di un calo medio del prezzo dell’assicurazione auto pari a poco meno del 20% in un anno (-18,82% rispetto ad agosto 2014) gli italiani continuano a rinunciare alla copertura aggiuntiva furto e incendio: secondo l’Osservatorio RC Auto di Facile.it (http://www.facile.it/assicurazioni.html) e Assicurazione.it, solo il 9,36% degli automobilisti alle prese con il rinnovo dell’assicurazione ha richiesto questa garanzia in fase di preventivo, contro il 9,65% registrato un anno fa. L’indagine, consultabile integralmente al link http://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-italia.html, è stata realizzata monitorando tanto i prodotti offerti dalle compagnie assicurative italiane, quanto i preventivi degli utenti.

Il risparmio ottenuto non si converte, quindi, in una maggiore volontà di sicurezza contro i furti, e agli italiani non basta sapere che ogni ora nel nostro Paese vengono rubati 12,3 veicoli – che corrispondono a 108.113 nell’intero anno (fonte ACI su elaborazione dati del Ministero degli Interni) – per prendere provvedimenti. A pesare su questa decisione è, in primis, il progressivo invecchiamento del parco auto circolante negli ultimi anni, che vede l’età media dell’auto assicurata in Italia superare i 9 anni. Da qui, la decisione di puntare su coperture diverse: non è un caso che, fra le garanzie accessorie, la più scelta nel mese di agosto sia stata l’Assistenza Stradale, richiesta dal 32,85% degli utenti che hanno calcolato un preventivo RC auto.

«La garanzia furto è particolarmente consigliata ai proprietari di auto e moto acquistate recentemente o di alto valore – dichiara Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it  – e a coloro che lasciano spesso il veicolo parcheggiato in strada, soprattutto di notte. Il basso livello di interesse degli italiani nei confronti di questo tipo di copertura è, probabilmente, legato al fatto che oltre il 60% delle auto censite ha più di 5 anni, oltre che ad una volontà di ridurre la spesa finale. Negarsi questa tutela aggiuntiva solo per risparmiare è però controproducente: piuttosto, è bene confrontare le offerte delle diverse compagnie al momento del rinnovo della polizza, visto che, come dichiarato da IVASS di recente, chi nel 2014 ha cambiato compagnia assicurativa ha ottenuto un risparmio medio pari al 22%, contro il 5% degli assicurati fedeli alla stessa assicurazione».

Sono le regioni in cui l’assicurazione costa di meno a richiedere in percentuale maggiore questa integrazione. Di contro, in Campania (2,68%), Sicilia (5,42%) e Puglia (5,68%), dove i premi RC auto sono più elevati, questa garanzia aggiuntiva è decisamente meno richiesta, nonostante proprio Campania e Puglia siano rispettivamente la prima e la terza Regione d’Italia per numero di auto rubate. La regione più attenta a proteggersi contro i furti è l’Abruzzo, con il 12,38% di richieste, seguita a stretto giro dal Lazio (12,35%) che è al secondo posto in assoluto per il numero di furti.

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Facile.it torna in TV per farci risparmiare sulle cose giuste

Facile.it (http://www.facile.it), il servizio di comparazione leader in Italia torna in televisione con il suo settimo ciclo di spot, e la firma creativa è dell’agenzia di comunicazione Nadler Larimer & Martinelli (www.nadler.it).

Nel nuovo concept cambiano ambienti e personaggi, ma l’idea di fondo è chiara: perché risparmiare sulle cose che rendono più piacevole la vita quando è così facile risparmiare sulla polizza auto?

Protagonista della campagna, dal titolo “E tu su cosa risparmi?”, è un ragazzo che fa jogging, non sul tapis roulant di una palestra ma sul nastro trasportatore di un aeroporto. Non certo il modo migliore per badare a se stessi! Per risolvere il problema il consiglio giusto arriva da una voce fuori campo, che suggerisce: “Non risparmiare sulla palestra, risparmia sulla polizza auto. È Facile!”.

Al protagonista basta ripetere l’ormai famosa formula magica delle campagne precedenti, “Facile.it! Facile.it!! Facile.it!!!” per ritrovarsi in una vera palestra dove, facendo un preventivo della polizza auto con un tablet, grazie a Facile.it arriva a risparmiare fino a 500 euro. Eccolo quindi correre in compagnia di nuovi amici su un vero tapis roulant, mentre ci chiede “E tu su cosa risparmi?”.

La campagna on air da poche ore sarà programmata sulle reti Mediaset, Rai, Sky, Cielo e Discovery Channel.

«Dopo aver raggiunto la cifra record di 47mila nuove polizze RC auto emesse in un mese – ha dichiarato Marco Giorgi, Responsabile Marketing di Facile.it –  e aver allargato i servizi di comparazione ad altri ambiti (tra gli ultimi tariffe telefoniche e pneumatici) abbiamo deciso di affidarci a Nadler Larimer & Martinelli per potenziare la nostra comunicazione in TV. Il fil rouge della comunicazione però non cambia, come la volontà di dialogare con i nostri utenti in maniera ironica e diretta.»

La regia dello spot, girato a Milano, è di Gigi Piola, la direzione creativa di Dario Primache e Niccolò Martinelli; a produrre è The Big Mama. Lorenzo Borsetti ne è executive producer, Chiara Barlassina producer. Il direttore della fotografia è Alessio Viola, Flavio Avy Candeli è il copywriter e Roberta Costa l’art director.

La campagna di Facile.it sarà declinata anche su Facebook – con una pianificazione mirata a target specifici e coordinata con i diversi passaggi TV. Prevista anche la tradizionale attività di pubblicità sul web dell’azienda, sempre presente sui più importanti portali web e siti internet.

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Cellulari: nel 2014 14 milioni di italiani hanno cambiato operatore

La concorrenza e l’informazione dei consumatori fanno bene al mercato e alle tasche degli utenti: si potrebbero riassumere in questo modo i risultati dell’indagine condotta da Facile.it (http://www.facile.it/telefonia-mobile.html), comparatore attivo anche nel campo delle offerte telefoniche per il mobile che ha messo in evidenza come, nel corso dello scorso anno, ogni famiglia italiana sia riuscita a ridurre di oltre il 5% la spesa dei cellulari, arrivando in media a 576€.

Facile.it ha analizzato i dati di mercato e le dichiarazioni rilasciate dai propri utenti in fase di ricerca di un nuovo contratto telefonico: a cambiare operatore nel corso del 2014 sono stati circa 14.000.000 di italiani, pari al 19% degli intestatari di una SIM personale; ciascuno di loro è riuscito a garantirsi un risparmio annuo del 21,8% rispetto al piano tariffario precedente.

Moltiplicando il risparmio individuale per il numero complessivo di individui che hanno sottoscritto un nuovo piano telefonico si arriva ad un risparmio annuo totale, in termini di costi sostenuti dagli italiani per mantenere il proprio telefono cellulare, pari a oltre 500.000.000 di euro.

A beneficiare della maggiore concorrenza e della conseguente riduzione dei costi sono stati non solo gli italiani che hanno cambiato operatore, ma anche gli intestatari di una SIM personale che hanno optato per una nuova tariffa telefonica. Se si considera anche il loro risparmio, si arriva ad una cifra notevole: complessivamente, nel 2014 gli italiani hanno ridotto i costi telefonici di circa 700.000.000 di euro.

«Il risparmio totale è così alto ha dichiarato Paolo Rohr, Responsabile Business Unit Utilities di Facile.it anche perché in virtù dell’abitudine che oggi hanno gli utenti a confrontare le offerte per trovare quella più vantaggiosa sul mercato, le compagnie hanno messo in campo molte promozioni e questo ha fatto diminuire notevolmente i prezzi. Cambiando operatore, o anche solo piano telefonico, chi ha una tariffa vecchia di qualche anno può arrivare a risparmiare più del 30%».

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Per i single l’attenzione al consumo energetico vale 180 euro l’anno, per le famiglie numerose fino a 350 euro

Risparmiare centinaia di euro all’anno sulle bollette di luce e gas non è una missione impossibile, basta comportarsi in maniera razionale e scegliere con cura le tariffe più adatte. Facile.it, primo comparatore italiano di prodotti per l’energia (http://www.facile.it/energia-luce-gas.html), ha calcolato come, con 5 piccoli accorgimenti, un single possa arrivare a risparmiare fino a 181 euro all’anno sull’energia; una famiglia numerosa addirittura 349 euro.

  • A ciascuno la sua tariffa

Utenti diversi hanno esigenze diverse e pertanto, oggi che il mercato lo consente, è bene scegliere con cura la tariffa più adatta. Chi è single e passa in casa poco tempo e principalmente nelle ore serali, secondo quanto evidenziato da Facile.it, dovrebbe preferire le cosiddette tariffe biorarie che prevedono notevoli riduzioni di costo dopo le 19; il risparmio annuo sarebbe di 27 euro. Le famiglie numerose, al contrario, è bene prediligano la tariffa opposta, mono-oraria, che garantirebbe un risparmio annuo di 53 euro.

  • Un piatto caldo

Come fare a scaldare il cibo prima di mettersi in tavola? Anche in questo caso single e famiglie numerose dovrebbero mettere in atto strategie di risparmio differenti. I primi possono trovare un valido alleato nel forno a microonde che, utilizzato per scongelare o riscaldare i cibi consente di risparmiare 23 euro all’anno rispetto ad un forno elettrico. Sarebbero invece 22 gli euro annui risparmiati in bolletta dalle famiglie numerose se preferissero le pentole a pressione rispetto a quelle tradizionali. La cottura dei cibi non ne risente, ma il portafogli ne trarrebbe un certo beneficio.

  • Casa calda casa

Ancora una volta la razionalità e l’uso di piccole tecnologie di base possono consentire notevoli risparmi sulla bolletta, tanto per le famiglie numerose quanto per chi vive da solo. Inutile riscaldare nello stesso modo e per lo stesso numero di ore tutta la casa, meglio scegliere con cura dove e quando veicolare il tepore casalingo: utilizzando dei termostati che consentono un riscaldamento selettivo, anche in base ai diversi momenti della giornata, un single può arrivare a risparmiare 48 euro all’anno, una famiglia numerosa addirittura 157 euro.

 

 

  • Evitare il freddo

Il discorso appena fatto per il caldo ha un risvolto simile anche per il freddo. Contrariamente a quanto pensino in tanti, non conviene avere un unico split per l’aria condizionata, consumerebbe troppo e non raffrescherebbe a sufficienza. Meglio mettere più split e raffrescare selettivamente: ciò consente alle famiglie di risparmiare fino a 51 euro all’anno. Per evitare docce fredde, anche quando si guarda la bolletta, meglio scegliere uno scaldabagno a gas invece che uno elettrico. Così facendo ai single rimarrebbero in tasca 71 euro all’anno.

  • Capitolo elettrodomestici

Quasi tutti ormai abbiamo in casa elettrodomestici energeticamente efficienti, ma siamo certi di usarli in maniera altrettanto efficiente? Un single che fa in modo di utilizzare lavatrice e lavastoviglie sempre a pieno carico, riesce a far abbassare la bolletta di circa 12 euro. Una famiglia numerosa, con più tv e apparecchi tecnologici in funzione, dovrebbe prendere l’abitudine di staccare la spina della TV e del lettore DVD quando non in funzione: è possibile risparmiare circa 66 euro all’anno.

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Mutui: continua a crescere l’erogato medio, +5,4% rispetto a sei mesi fa e +12,5% in un anno

L’incremento delle compravendite immobiliari e i valori negativi raggiunti dall’Euribor hanno spinto verso l’alto il trend della domanda di mutuo da parte degli italiani, ma anche le erogazioni dei finanziamenti danno segni di miglioramento: negli ultimi sei mesi l’importo medio erogato dalle banche è cresciuto ancora. Secondo l’Osservatorio sui mutui di Mutui.it e Facile.it nello scorso semestre il finanziamento medio concesso è pari a quasi 120.000 euro, il 5,4% in più rispetto alla rilevazione di sei mesi fa e del 12,5% in più rispetto ad un anno fa.

I portali Mutui.it (http://www.mutui.it) e Facile.it (http://www.facile.it/mutui-prima-casa.html) hanno analizzato le richieste e gli erogati di mutuo registrati nel periodo compreso tra novembre 2014 e aprile 2015: i risultati offrono segnali incoraggianti anche nel confronto tra la cifra che si richiede e quella che poi si riesce effettivamente ad ottenere dalle banche. Se nella rilevazione precedente (ottobre 2014) il divario era passato dal 20% all’11%, adesso gli italiani alle prese con i finanziamenti per l’acquisto di una casa puntano a 126.000 euro (praticamente la stessa cifra registrata nello scorso semestre) ottenendone solo il 4% in meno.

Buone notizie anche per ciò che concerne il loan to value, ossia la percentuale erogata in rapporto al valore dell’immobile da comprare. Se già nella scorsa rilevazione questa variabile era passata dal 44% al 49%, adesso si torna sopra la soglia “psicologica” del 50%: siamo al 55% come somma richiesta e al 52% per quella erogata. Stabile rispetto a sei mesi fa la durata del mutuo erogato (21 anni), mentre l’età media del mutuatario scende a 40 anni.

La principale novità rispetto alle rilevazioni precedenti è legata al tasso di interesse scelto per il finanziamento: dopo anni di richieste di mutui variabili adesso il 60% di chi chiede un mutuo punta al tasso fisso.

«L’alta percentuale di richieste di finanziamento a tasso fisso – spiega Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.itè strettamente legata all’andamento degli spread e degli indici a cui i mutui casa sono indicizzati al momento: se in generale le percentuali sono ai minimi (soprattutto in rapporto a quelle vigenti solo pochi mesi fa), il tasso fisso rappresenta al momento una soluzione di investimento particolarmente competitiva, visto che è possibile scendere sotto il 3% anche per durate lunghe. È il momento giusto per comprare, quindi, ma anche per rinegoziare un mutuo stipulato anni fa, quando le condizioni offerte erano meno vantaggiose».

Rinegoziare conviene, e la surroga ha avuto, nell’ultimo semestre, un vero e proprio boom: rispetto al semestre precedente queste erogazioni sono cresciute esponenzialmente, nell’ordine di oltre il 200%.

Il mutuo prima casa

Considerando le richieste e le erogazioni di mutui prima casa il quadro muta parzialmente: salgono di poco (+1%) gli importi richiesti – si richiedono in media 133.000 euro – mentre cresce del 3% la cifra media erogata, che passa da 122.000 euro a 125.000 euro. Si riduce ancora il divario tra richiesta ed erogazione (i due numeri adesso divergono del 6%), mentre sale ancora la percentuale finanziata: il LTV è del 61%.

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Prestiti: calano gli importi medi richiesti, si torna ai livelli di un anno fa

Mentre aumenta la domanda di prestiti personali da parte dei privati* le somme richieste si fanno più piccole: l’Osservatorio sul credito al consumo di Prestiti.it (http://www.prestiti.it) e Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html) ha rilevato un ridimensionamento delle cifre medie richieste pari al 15% in sei mesi, che riporta l’importo medio ai livelli di un anno fa (-1,1% rispetto alla rilevazione di aprile 2014). Oggi si richiedono quasi 11.000 euro, contro i 13.000 di ottobre 2014.

Lo studio è stato condotto analizzando circa 40 mila domande di prestito presentate nel periodo compreso tra ottobre 2014 e marzo 2015: il profilo del richiedente che emerge è quello di un uomo – lo è il 73% di tutto il campione esaminato – di 41 anni che vorrebbe ricevere quasi 11.000 euro, da restituire contando su uno stipendio di circa 1.500 euro mensili. Sono 65 le mensilità necessarie per concludere il rimborso, mentre erano 63 nella rilevazione di un anno fa.

Ma cosa spinge le famiglie italiane a cercare di ottenere un prestito? In primis è il bisogno di avere del denaro da gestire in autonomia. Sono cresciute, infatti, le domande di liquidità: mentre un anno fa rappresentavano il 22,3% del totale, adesso la percentuale è salita al 28,84%. Tra le motivazioni a seguire troviamo l’acquisto di auto usate (18,21%) e la ristrutturazione di immobili che risulta però in calo, nonostante gli incentivi e i bonus offerti dallo Stato: le domande di questo tipo sono il 12,76% del totale, mentre erano il 15,4% un anno fa – segno che si sta riducendo l’impatto di queste politiche governative sulle scelte degli italiani.

Si segnala, infine, la nuova crescita delle domande di prestito per consolidamento di altri debiti esistenti: sei mesi fa rappresentavano il 9,2% di tutte le motivazioni di prestito, adesso tornano ai livelli di un anno fa (14,07%).

Il calo degli importi medi richiesti è abbastanza omogeneo su tutto il territorio nazionale, anche se spiccano alcune regioni che hanno visto una contrazione più forte rispetto a sei mesi fa: le somme richieste in Calabria sono scese del 29%, in Sardegna e Sicilia del 22%. In termini assoluti, gli importi più cospicui sono stati richiesti in Basilicata (12.200 euro il dato medio), Friuli Venezia Giulia e Umbria (11.700 euro per entrambe).

L’età media, calata di un anno rispetto alla rilevazione del 2014, vede la Basilicata come unica regione sotto i 40 anni. Assoluta uniformità di comportamento per quel che riguarda la durata – solo in Friuli Venezia Giulia si arriva a 69 mensilità – e per lo stipendio con cui si intende ripagare il finanziamento: in tutte le regioni oscilla tra i 1.400 e i 1.600 euro.

*+6,6% nel primo trimestre dell’anno 2015 secondo il Crif

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Gli italiani spendono 3.200 euro l’anno per mantenere l’auto di famiglia. A Napoli fino al 30% in più

L’automobile è, insieme alla casa, una delle principali voci di costo nel bilancio familiare e Facile.it, principale portale italiano di comparazione per le polizze RC auto (http://www.facile.it), ha provato a quantificare la spesa annua necessaria al mantenimento di un’automobile. Il sito ha scoperto che le famiglie italiane spendono mediamente poco più di 3.200 euro l’anno, con notevoli differenze fra le varie aree del Paese.

Lo studio ha preso in esame tre profili tipo* (gli stessi utilizzati nell’osservatorio RC auto che il portale pubblica periodicamente) caratterizzati da classi di merito e da età media diverse, elementi che implicano stili di vita e spese differenti. Nel paniere di tutte le voci considerate per determinare la spesa totale rientrano: RC auto, bollo, carburante, costi di usura e manutenzione (compresi quelli per la revisione obbligatoria dei mezzi).

La prima voce ad incidere sui costi da sostenere per mantenere un’auto è il prezzo del carburante. Se in un anno si percorrono circa 10.000 chilometri, a prescindere dal tipo di alimentazione dell’auto, si arrivano a spendere circa 1.000 euro. Nel caso del terzo profilo, ossia quello di un giovane studente neopatentato che percorre fino a 7.000 chilometri all’anno, bastano poco più di 450 euro. Pesano di più – anche in base ad età del veicolo, chilometri percorsi ed utilizzo del mezzo – le spese di manutenzione ed usura, che oscillano tra gli 800 e i 2.000 euro a seconda del profilo considerato.

Per quanto riguarda l’assicurazione, a marzo il prezzo medio pagato in Italia è stato di 575,81 euro, con notevoli differenze a seconda della classe di merito e della regione di residenza.

La ricerca ha poi focalizzato l’attenzione su tre delle principali città italiane, Milano, Roma e Napoli. Se per l’assicurazione sono note le differenze di prezzo tra le aree del Paese, forse è un po’ meno noto che anche per il bollo sui cittadini italiani gravano costi diversi. Prendendo in esame il primo profilo, quello di un uomo di 40 anni in prima classe di merito, a Milano sono richiesti 206 euro, mentre a Napoli, per la stessa auto (Ford Focus 1.6 Diesel), sono necessari quasi 60 euro in più (265); a Roma si spendono 227 euro. In compenso, al Nord va tenuta in considerazione nel calcolo totale la spesa necessaria al cambio stagionale degli pneumatici (100 euro) che, nelle città del Sud, di norma, non è necessario.

Confrontando le spese totali per il mantenimento di un’auto nelle tre città campione, Napoli rimane quella in cui tutti i profili esaminati spendono di più: le cifre arrivano anche a superare di quasi il 30% la media nazionale. È il caso del terzo profilo del giovane studente: la spesa annuale in Italia è di 2.997 euro, mentre nel capoluogo campano ne sono necessari 3.796 (+29%).

Le differenze tra le tre macro aree italiane sono molto evidenti anche se guardiamo al secondo profilo preso in esame, ossia quello di una donna in quarta classe di merito: a Milano chi rientra in questo profilo spende mediamente 3.057 euro all’anno, a Roma 3.139, mentre Napoli richiede alle sue cittadine lo sforzo maggiore con una spesa media di 3.353 euro.

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Marzo record per Facile.it: per la prima volta emesse più di 43.000 polizze di nuovo rischio

I comparatori sono ormai uno strumento con cui gli italiani hanno preso piena confidenza, soprattutto quando si tratta di risparmiare sui costi dell’RC auto. A dimostrare questa tesi i numeri comunicati oggi da Facile.it (http://www.facile.it) che, nel solo mese di marzo 2015, ha consentito alle compagnie assicurative che operano attraverso il sito di emettere, complessivamente, 43.867 nuove polizze.
«Il mese appena concluso – afferma Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di www.facile.it – scrive un capitolo importante nella storia della comparazione di tariffe RC auto: decine di migliaia di italiani ormai si servono del nostro sito per acquistare la loro polizza; il numero di nuovi contratti sottoscritti a marzo è la dimostrazione più evidente che gli automobilisti non si servono più della comparazione solo per avere un’idea dell’offerta, ma per effettuare concretamente l’acquisto».
Se ai 43.867 nuovi contratti stipulati su Facile.it a marzo si sommano anche i rinnovi di polizze, il numero delle assicurazioni auto che sono state firmate nel mese con l’ausilio del sito arriva a superare le 75.000 unità.
«Chi si rivolge al nostro portale – continua Giacobbe – lo fa perché sa di trovare un aiuto valido per risparmiare e, cosa non trascurabile, perché apprezza la facilità di uso e la completezza delle informazioni che gli vengono fornite. La nostra esperienza è cominciata nel 2009 proprio dal ramo RC auto, ma i continui successi e l’apprezzamento degli utenti ci hanno consentito di allargare nel tempo il raggio di azione. Oggi, su Facile.it, oltre alle assicurazioni si possono confrontare le offerte per tutte le principali voci di spesa delle famiglie italiane: gas, luce, telefonia, conti correnti, mutui, prestiti e carte di credito. Non escludiamo di aprire il sito a nuovi settori in un futuro non troppo lontano».

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