Categoria: Salute e Benessere

  • Come prevenire e gestire il rischio terrorismo

    Comunicato Stampa

    Come prevenire e gestire il rischio terrorismo

    Un corso a Brescia il 9 maggio 2019 per integrare le conoscenze degli operatori con elementi di prevenzione e protezione dal rischio di sabotaggio e attacchi di matrice terroristica.

    Negli ultimi anni, come conseguenza dei tanti eventi terroristici avvenuti in vari paesi del mondo, anche all’interno di contesti lavorativi, il terrorismo è diventato una delle maggiori preoccupazioni non solo della società civile, ma anche del mondo del lavoro.

    Ormai gli atti violenti, le minacce, gli attentati e le stragi sono diventati fattori di rischio anche in ambito lavorativo, soprattutto con riferimento a aziende e organizzazioni che si trovino ad operare in scenari critici dal punto di vista socio-politico o comunque in luoghi dove è possibile che i lavoratori siano esposti a minacce di natura criminosa.

    E se sono sempre di più gli ambiti lavorativi in cui non è possibile escludere la possibilità di pericoli terroristici e criminosi, è ormai necessario che tutti gli operatori in materia di sicurezza abbiano idonee competenze in relazione ai rischi di matrice terroristica. Competenze che possono essere utili per valutare le minacce e implementare piani e misure per ridurre o gestire i rischi.

     

    Esistono corsi sul rischio di matrice terroristica in grado di fornire le necessarie competenze agli operatori?

     

    Il corso sul rischio terrorismo

    Proprio per rispondere a questa necessità e migliorare la tutela dei lavoratori anche in materia di security, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 9 maggio 2019 a Brescia un corso di 8 ore dal titolo “Rischio terrorismo”.

    Il corso ha l’obiettivo di integrare le conoscenze di RSPP, ASPP, formatori e consulenti della sicurezza del lavoro con elementi essenziali di prevenzione e protezione dei lavoratori (e del pubblico) dal rischio di sabotaggio e attacchi di matrice terroristica.

    Durante il corso, della durata di 8 ore in presenza, saranno affrontate varie tematiche fornendo elementi utili che ciascun discente potrà sviluppare per l’integrazione del sistema prevenzionistico aziendale.

     

    L’importanza di valutare tutti i rischi

    L’obbligo di valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, con riferimento a quanto indicato nel D.Lgs. 81/2008, riguarda non solo i rischi connessi agli aspetti produttivi, ma anche i rischi correlati a eventuali atti criminosi o eventi terroristici.

    In particolare una pronuncia della Commissione per gli Interpelli – l’Interpello n. 11/2016 del 25 ottobre 2016 – ha ribadito che il datore di lavoro deve valutare tutti i rischi “compresi i potenziali e peculiari rischi ambientali legati alle caratteristiche del Paese in cui la prestazione lavorativa dovrà essere svolta, quali a titolo esemplificativo i cosiddetti ‘rischi generici aggravati’, legati alla situazione geopolitica del Paese (es. guerre civili, attentati, ecc.) e alle condizioni sanitarie del contesto geografico di riferimento non considerati astrattamente, ma che abbiano la ragionevole e concreta possibilità di manifestarsi in correlazione all’attività lavorativa svolta”.

     

    Queste indicazioni normative confermano la necessità per gli operatori di avere idonee competenze per poter valutare, negli ambienti di lavoro, anche i rischi di attacchi terroristici.

     

    Il programma del corso sul rischio terroristico

    Il corso di 8 ore “Rischio terrorismo” si terrà, dunque, a Brescia il 9 maggio 2019 – dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 – ad AiFOS Service in via Branze 45, c/o CSMT, Università degli studi di Brescia.

     

    Ricordiamo che durante il corso saranno affrontati i seguenti argomenti:

    • Breve introduzione sul terrorismo e relativi effetti
    • Da “terrorismo cellulare” a “terrorismo molecolare”
    • Open source Jihad
    • La minaccia terroristica “in occasione di lavoro”
    • Misure di prevenzione, protezione e mitigazione del rischio
    • Valutazione della minaccia endogena: il background check e l’OSINT
    • Terrorismo e responsabilità datoriali alla luce dell’art. 2087 CC
    • Strategie di impresa e politica della sicurezza
    • La valutazione dei rischi
    • Gestione dell’emergenza in caso di attentato
    • La gestione della crisi post evento

     

    Il corso è valido come aggiornamento relativo a 6 ore per RSPP e ASPP di tutti i macrosettori ATECO e 6 ore per Formatori qualificati seconda area tematica.

     

    Per avere informazioni e iscriversi al corso è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi-qualificati/rischi-specifici/rischi-specifici/rischio_terrorismo

     

    Per informazioni:

    Sede nazionale AiFOS: via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

     

     

    04 aprile 2019

     

     

    Ufficio Stampa di AiFOS

    [email protected]

    http://www.aifos.it/

  • [fam-] trastuzumab deruxtecan: Accordo Daiichi Sankyo e AstraZeneca

    Daiichi Sankyo ha siglato un accordo con AstraZeneca per lo sviluppo e la commercializzazione globale del nuovo farmaco anticorpo-coniugato trastuzumab deruxtecan in monoterapia e in associazione per diversi tumori HER2 positivi


    Roma, 1 aprile 2019 – Daiichi Sankyo Company ha stipulato con AstraZeneca un accordo di sviluppo e commercializzazione a livello globale per il suo maggiore farmaco anticorpo-coniugato (ADC) [fam-] trastuzumab deruxtecan (DS-8201), attualmente in una fase di sviluppo cruciale per più tumori HER2-positivi, inclusi cancro mammario e gastrico, e in ulteriore sviluppo per il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) e nel cancro colorettale.
    Daiichi Sankyo e AstraZeneca svilupperanno e venderanno congiuntamente [fam-] trastuzumab deruxtecan in monoterapia o in associazione, in tutto il mondo, tranne che in Giappone, dove Daiichi Sankyo manterrà i diritti esclusivi. Daiichi Sankyo sarà l’unica responsabile per la produzione e la fornitura di [fam-] trastuzumab deruxtecan.

    Come annunciato separatamente da Daiichi Sankyo, sarà anticipata alla prima metà dell’anno fiscale 2019, la richiesta di approvazione all’FDA per la concessione della Licenza Biologica (BLA) di [fam-] trastuzumab deruxtecan nel carcinoma mammario metastatico HER2-positivo precedentemente trattato con ado-trastuzumab emtansina (T-DM1).

    Realizzato con l’impiego della DXi, la tecnologia ADC proprietaria di Daiichi Sankyo, [fam-] trastuzumab deruxtecan è composto da un anticorpo anti HER2 umanizzato, a cui è legato, tramite un legante a base tetrapeptidica, un carico citotossico, cioè un nuovo inibitore della topoisomerasi I. È progettato per portare in modo mirato, e somministrare, la chemioterapia all’interno delle cellule tumorali, e ridurre così, rispetto ai meccanismi della comune terapia, l’esposizione sistemica al carico citotossico.

    “[Fam-] trastuzumab deruxtecan è il fiore all’occhiello della nostra pipeline oncologica creata dalla continua ricerca in campo scientifico e tecnologico, i più importanti punti di forza della nostra azienda – ha dichiarato George Nakayama, Presidente e CEO di Daiichi Sankyo – “Attraverso la collaborazione strategica con AstraZeneca, una società con vasta esperienza globale e competenza in oncologia, uniremo le nostre risorse per massimizzare il valore di [fam-] trastuzumab deruxtecan e accelerare la crescita della nostra attività globale in oncologia. Puntiamo a fornire nuove opzioni di trattamento in un’ampia gamma di tumori il prima possibile, e potenziare così il nostro contributo ai pazienti oncologici e alle loro famiglie in tutto il mondo”.

    “Riteniamo che [fam-] trastuzumab deruxtecan possa rappresentare una nuova opzione terapeutica per il trattamento dei carcinomi mammari e gastrici HER2-positivi – ha affermato Pascal Soriot, CEO di AstraZeneca– Inoltre, questo ADC ha il potenziale per ridefinire il trattamento di prima linea del carcinoma mammario a bassa espressione di HER2, e per trattare altri tumori con mutazione o sovraespressione di HER2, compresi i tumori del polmone e del colon-retto. Siamo orgogliosi di lavorare con Daiichi Sankyo, che collabora da lungo tempo con AstraZeneca in altre aree terapeutiche”.

    Termini finanziari dell’accordo
    Secondo i termini dell’accordo, AstraZeneca pagherà a Daiichi Sankyo un anticipo di 1,35 miliardi di dollari. Ulteriori potenziali pagamenti fino a 5,55 miliardi comprendono 3,8 miliardi al raggiungimento di futuri traguardi regolatori, e fino a 1,75 miliardi per il raggiungimento degli obiettivi di vendita. L’ammontare totale previsto dall’accordo potrebbe arrivare fino a 6,90 miliardi di dollari.
    Daiichi Sankyo e AstraZeneca condivideranno equamente i costi di sviluppo e commercializzazione del farmaco, così come i profitti in tutto il mondo, mentre i diritti esclusivi del farmaco in Giappone resteranno appannaggio di Daiichi Sankyo. Daiichi Sankyo commercializzerà il prodotto negli Stati Uniti, in alcuni Paesi europei e in altri mercati in cui Daiichi Sankyo ha filiali, mentre AstraZeneca curerà la commercializzazione in tutti gli altri mercati, tra cui Cina, Australia, Canada e Russia.
    L’impatto sui risultati consolidati di Daiichi Sankyo per l’anno fiscale che termina il 31 marzo 2019 è irrilevante, in quanto il pagamento anticipato sarà contabilizzato tra le entrate del periodo in cui Daiichi Sankyo avrà obblighi contrattuali nell’ambito della collaborazione. Si prevede che questa partnership con AstraZeneca contribuirà ad elevare la capitalizzazione di Daiichi Sankyo nel medio-lungo periodo.

    [Fam-] Trastuzumab Deruxtecan
    [Fam-] trastuzumab deruxtecan (DS-8201) è il prodotto leader del franchise sperimentale sugli ADC di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise. Gli ADC sono medicinali antineoplastici mirati che forniscono una chemioterapia citotossica (“carico farmacologico”) alle cellule neoplastiche mediante un legante attaccato a un anticorpo monoclonale che si lega a uno specifico bersaglio espresso sulle cellule neoplastiche.

    Un ampio e completo programma di sviluppo con [fam-] trastuzumab deruxtecan è attualmente in corso in Nord America, Europa e Asia, e include cinque studi. [Fam-] trastuzumab deruxtecan si trova in fase III di sviluppo per il carcinoma mammario metastatico a bassa espressione HER2 precedentemente trattato (confrontato con la terapia scelta dallo sperimentatore; DESTINY-Breast04); in fase III di sviluppo per il carcinoma mammario metastatico HER2 positivo (confrontato con ado-trastuzumab emtansina (T-DM1); DESTINY-Breast03); e in fase III di sviluppo per il carcinoma mammario metastatico HER2 positivo (confrontato con la terapia scelta dallo sperimentatore post T-DM1; DESTINY-Breast02). Il farmaco: sta concludendo la fase II di sviluppo clinico per il carcinoma mammario metastatico HER2-positivo resistente o refrattario alla ado-trastuzumab emtansina (DESTINY-Breast01); è in studio in fase II di nel carcinoma gastrico in stadio avanzato HER2-positivo resistente o refrattario al trastuzumab (DESTINY-Gastric01), nel carcinoma colorettale in stadio avanzato con espressione di HER2 e nel NSCLC non squamoso metastatico, con sovraespressione di HER2 o mutazione HER2; infine è in sperimentazione di fase I in associazione con nivolumab per il carcinoma mammario e vescicale metastatico con espressione di HER2.

    [Fam-] trastuzumab deruxtecan ha ottenuto dalla statunitense Food and Drug Administration (FDA) la designazione di Breakthrough Therapy per il trattamento dei pazienti con carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico HER2-positivo, trattati con trastuzumab e pertuzumab e con progressione della malattia dopo ado-trastuzumab emtansina (T-DM1), e la designazione di Fast Track per il trattamento del carcinoma mammario HER2-positivo non operabile e/o metastatico nei pazienti con progressione dopo precedente trattamento con terapie anti-HER2, compresa la T-DM1. Il farmaco ha inoltre ottenuto, dal Ministero della Salute, del Lavoro e della Previdenza giapponese, la designazione di SAKIGAKE per il trattamento del carcinoma gastrico o della giunzione gastro-esofagea HER2-positivo in stadio avanzato.
    [Fam-] trastuzumab deruxtecan è una molecola in fase di sperimentazione non ancora approvata per alcuna indicazione in alcun Paese. La sicurezza e l’efficacia non sono state ancora determinate.

    Daiichi Sankyo Cancer Enterprise
    La vision di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise consiste nell’applicazione di conoscenze e capacità innovative guidate da un pensiero non convenzionale per sviluppare trattamenti significativi per i pazienti affetti da cancro. L’azienda è impegnata a trasformare la scienza in valore per il paziente, e questo impegno è presente in tutte le sue attività.
    L’ obiettivo è quello di mettere a disposizione dei pazienti sette nuove molecole nei prossimi otto anni, dal 2018 al 2025, avvalendosi dei risultati dei suoi tre pilastri: il Franchise di Farmaci Anticorpo-Coniugati, quello dedicato alla Leucemia Mieloide Acuta e quello di ricerca focalizzato sullo sviluppo delle nuove molecole.
    I Centri di ricerca della Daiichi Sankyo Cancer Enterprise includono due laboratori di bio/immuno-oncologia e “small molecules” in Giappone e Plexxikon Inc. a Berkeley (California), e il centro di R&S sulla struttura delle “small molecules”. Tra i composti che si trovano nella fase cruciale di sviluppo figurano: [fam-] trastuzumab deruxtecan, un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) per i carcinomi HER2-positivi della mammella, dello stomaco ed altri, il quizartinib, un inibitore orale selettivo di FLT3 per la leucemia mieloide acuta (AML) con mutazioni di FLT3-ITD di nuova diagnosi e recidivante/refrattaria, e il pexidartinib, un inibitore orale di CSF-1R per il tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT). Per maggiori informazioni, consultare http://www.DSCancerEnterprise.com

    FonteDaiichi Sankyo

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    Contatti

    Daiichi Sankyo
    Elisa Porchetti
    Tel.+39 0685255-202
    elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it

    Valeria Carbone Basile
    Tel: +39 339 1704748
    valeria.carbonebasile@gmail.com

  • 16 associazioni in dialogo con Ats Bergamo

    Il Collegio di Direzione di Ats Bergamo lunedì 1° aprile, dalle 16 alle 18, si è svolto presso la sede della UILDM in via Leonardo da Vinci, 9 a Bergamo dove, al termine della seduta, dalle 18 alle 19, ha incontrato la presidente Edvige Invernici e i referenti delle singole associazioni del Forum delle Associazioni di volontariato sociosanitario, che riunisce 16 realtà con quasi 10 mila soci.
    Una realtà operosa che si occupa delle persone fragili, i loro familiari e i volontari che lavorano con loro, tutti coinvolti nei profondi mutamenti sociali ed economici in atto nella società. Famiglie molto spesso sole ad affrontare problematiche grandi, come la gestione di malattie invalidanti, da qui l’importanza del supporto e del sostegno dell’associazionismo per l’oncologia, il Parkinson, l’Alzheimer le malattie rare, la Sclerosi multipla, la Distrofia muscolare, le cure palliative, le patologie dell’età che avanza.
    “Abbiamo deciso di svolgere la seduta del collegio nella sede del Forum perché rappresenta uno spaccato importante dei bisogni della popolazione fragile e della capacità di trasformare una situazione problematica in una proposta di azioni da campiere – spiega il direttore generale di Ats Bergamo, Massimo Giupponi – La nostra attività non può prescindere dall’ascolto di chi ogni giorno con grande generosità e energia si occupa volontariamente di sostenere persone e famiglie nel loro percorso assistenziale sia esso di cura, di riabilitazione o anche esclusivamente risocializzante.   Ritengo molto importante il dialogo con il Forum che in rappresentanza delle Associazioni ha sempre partecipato ai principali processi programmatori, sottoscrivendo i principali documenti e accordi provinciali sull’integrazione sociosanitaria promossi da Ats e Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci”.
    «La proposta del Direttore generale dell’ATS ci ha fatto sentire riconosciuti ed è stata da noi colta come opportunità di rilancio del Forum, come momento significativo per confrontarsi su temi che riguardano il benessere delle persone fragili e del territorio che con loro abitiamo, ma ancor più come consolidamento dell’interlocuzione con l’ATS e della partecipazione attiva alla politiche sociali» conclude Edvige Invernici, presidente Forum delle Associazioni di volontariato sociosanitario.

  • Seriate: nuovo percorso sul decadimento cognitivo

    Centosessanta comuni, quattrocento gruppi di cammino, seimila persone coinvolte: il progetto di Ats Bergamo “Gruppi di cammino”, realizzato in collaborazione con i Comuni e le Associazioni di volontariato bergamasche, compie 10 anni.
    Il progetto, nato con l’obiettivo di diffondere un cambiamento stabile dei comportamenti, introducendo un effetto protettivo sul rischio cardio-vascolare oltre ad apportare benefici su osteoporosi, ipertensione, controllo del peso e rischio di caduta in casa, ha una valenza anche sociale, come luogo e veicolo di socializzazione fornisce spazi ed occasioni per vivere la comunità locale.
    Sabato 30 marzo a Seriate, si è svolto il primo raduno provinciale dei Gruppi di cammino: dopo una visita guidata alla scoperta delle bellezze storico-culturali e paesaggistiche del luogo, è stato inaugurato il percorso sul decadimento cognitivo, dedicato a esercizi per la memoria e per l’attenzione visiva, realizzato in collaborazione con Comune di Seriate, neurologi di Ats Bergamo e Gruppi di cammino.
    In programma, sabato 11 maggio il secondo raduno provinciale al Santuario di Caravaggio, che si svilupperà lungo due percorsi: storico-culturale e naturalistico. Per informazioni www.ats-bg.it

  • DENTIX APRE A EMPOLI LA QUARTA CLINICA AD ALTA SPECIALIZZAZIONE DELLA TOSCANA

    Dentix, leader nel settore della cura dentale, apre in Toscana, a Empoli la sua quarta clinica ad alta specializzazione della regione, dopo quelle di Prato, Lucca e Massa Carrara, e assume almeno 15 professionisti del territorio. Diventano così 51 i centri aperti in tutta Italia per un totale di ben 700 nuovi posti di lavoro creati.

    Nel mese di maggio Dentix aprirà anche un centro a Viareggio, anch’esso alla ricerca di personale del territorio: fatta eccezione per la clinica di Lucca, dove l’organico è già al completo, è possibile candidarsi per posizioni mediche e non in tutti i centri toscani attraverso la sezione “lavora con noi” sul sito www.dentix.it (per la ricerca delle posizioni aperte consultare i portali infojobs e indeed).

    La nuova clinica si trova in via Giuseppe del Papa 92, nel centro storico della città, in uno stabile da 260 mq che prima ospitava un negozio di abbigliamento. La clinica, come da prassi del modello Dentix, è aperta dal lunedì al sabato dalle 9 alle 20 ed è guidata da un Direttore Sanitario che si occupa del coordinamento del lavoro degli odontoiatri per soddisfare ogni richiesta, anche grazie alla presenza di una strumentazione diagnostica all’avanguardia, come la CAD-CAM, ed apparecchiature Digital TAC e radiografia panoramica.

    La clinica è guidata da professionisti competenti e selezionati che si prendono cura dei pazienti istaurando con loro un rapporto di fiducia e mettendo a disposizione le migliori cure personalizzate a prezzi assolutamente accessibili. Questo è un aspetto fondamentale visto che secondo il VIII Rapporto RBM – Censis sulla Sanità in Italia gli italiani hanno speso almeno 8 miliardi di euro per le cure odontoiatriche. Cure che hanno un costo medio più elevato rispetto ad altre prestazioni sanitarie, pari a circa 551 euro e per questo, spesso percepite come poco accessibili. Infatti, i cittadini con redditi inferiori a 15.000 hanno una frequenza di accesso a queste cure inferiore del 14% rispetto alla media degli altri paesi.

    A confermarlo è anche l’ISTAT secondo cui oltre 4 milioni di italiani, in prevalenza donne, hanno dovuto rinunciare a visite e trattamenti odontoiatrici principalmente per motivi economici. Basti pensare che in un anno, soltanto 1 cittadino su 2 è stato visitato da un dentista, di cui l’11,7% in una struttura pubblica, e circa il 38% delle classi più deboli non ha effettuato neanche una visita di controllo, né altri trattamenti dal dentista. Il modello Dentix, invece, grazie a servizi di qualità offerti a prezzi accessibili, ha ricevuto in una recente indagine svolta su un campione di oltre 1.200 pazienti il pieno apprezzamento da parte del 99% degli intervistati.

    «Come rilevato dal rapporto VIII Rapporto RBM – Censis, le cure odontoiatriche si caratterizzano, rispetto a tutte le altre prestazioni sanitarie, per avere un collegamento diretto con il reddito del cittadino. Nel centro Italia la frequenza di fruizione delle cure odontoiatriche è pari al 35,9%, 2,1 punti percentuali in meno rispetto alla media nazionale. Per questo, siamo felici di rafforzare la nostra presenza in Toscana aprendo la nostra quarta clinica proprietaria a Empoli e la prossima sarà a Viareggio» – afferma Giorgio Radice, Direttore Operations Italia di Dentix.

  • Safety BarCamp: il nuovo modo di fare formazione alla sicurezza

    Comunicato Stampa

    Safety BarCamp: il nuovo modo di fare formazione alla sicurezza

    Il 17 maggio 2019 si apre a Padenghe sul Garda (Brescia) la seconda edizione del Safety Barcamp: un evento innovativo di formazione partecipata per apprendere e condividere in modo libero ed efficace i temi della sicurezza.

     

    Si avvicina sempre più la data di apertura della seconda edizione del Safety BarCamp AiFOS, un evento formativo innovativo per formatori e operatori della sicurezza sul lavoro, che ad oggi conta già su più di 50 partecipanti. Uno spazio libero dove formazione, aggiornamento, ampliamento delle competenze diventano momenti attivi di apprendimento, un percorso caratterizzato da occasioni di libero confronto e condivisione di nuove strategie, prassi e idee.

     

    Safety BarCamp AiFOS: la formazione come non l’hai mai vissuta

    L’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) ha, infatti, organizzato per il 2019 il secondo Safety BarCamp, uno spazio innovativo dedicato a creare e consolidare relazioni tra le figure che operano nell’ambito salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

    La seconda edizione del Safety BarCamp, un evento progettato secondo l’Open Space Technology (metodologia che prevede una continua interazione tra i partecipanti che si confrontano in tempi brevi su diversi temi e con momenti di condivisione non formali), si terrà il 17 maggio 2019 a Padenghe sul Garda (Brescia).

    L’evento è destinato a formatori e professionisti della sicurezza che, con spirito curioso, intendano partecipare a una giornata dinamica e siano disponibili a svilupparla con nuove modalità formative. Ogni partecipante si iscrive all’intera giornata formativa, ma l’iscrizione ai singoli workshop avviene durante l’evento: la scelta di un workshop non è definitiva e la partecipazione è dinamica.

     

    I workshop del Safety BarCamp AiFOS

    Nel Safety BarCamp il “Facilitatore” è un partecipante che diventa protagonista proponendo un workshop. Tutti i partecipanti hanno, infatti, la possibilità di mettere a disposizione degli altri le proprie conoscenze proponendo un workshop la cui realizzazione viene valutata dall’organizzazione. L’invito è quello di portare al Safety BarCamp temi, metodologie, strumenti nuovi e arricchenti, con riferimento ad uno dei tre temi generali: normativa, rischi tecnici, comunicazione. La durata di ogni incontro è di 75 minuti.

     

    Questi alcuni dei workshop che arricchiranno il Safety BarCamp 2019:

    • Soluzioni virtuali a problemi reali (R. Buson, L. Vittadello);
    • Sicurezza Quattro Stagioni: la valutazione dei rischi tra neve e sole (Stefano Farina);
    • Mindfulness per il benessere organizzativo e individuale (Federico Reali);
    • La sicurezza sismica mattoncino dopo mattoncino (Lucio Fattori);
    • In cosa vogliamo fingere di essere esperti oggi? (R. Marasi, A. Colombatto);
    • Il mio “carico”: il trasporto tra etica e tecnologia (Gianluca Grossi);
    • Dalla “sporca dozzina” al rigore di Baggio (Elena Padovan);
    • Il gioco della sicurezza alimentare (Matteo Fadenti);
    • Ma io rallento? La strada: dalla normativa alla realtà (Stefano Farina);
    • Costruiamo una metafora sulla sicurezza (Rocco Vitale);
    • Bastardi senza gloria (R. Marasi, A. Colombatto);
    • Anche i “Super Eroi” si evolvono (Antonella Grange);
    • Alzati! Osserva, chiedi, ascolta e migliora: Gemba Walk (Simona Ziliotti);
    • “Mi tutelo mangiando” (Silvia Pellegrino).

     

    Il link per conoscere i contenuti dei singoli workshop del Safety BarCamp:

    https://aifos.org/home/safetybarcamp/barcamp2019/

     

    Le iscrizioni e l’aggiornamento

    L’evento, che si tiene per il 17 maggio 2019 a Padenghe sul Garda (Brescia) dalle ore 8.45 alle 18.00, è valido come aggiornamento relativo a 8 ore per RSPP e ASPP, 2 ore per formatori prima area tematica, 2 ore per formatori seconda area tematica e 2 ore per formatori terza area tematica.

     

    Per avere informazioni, iscriversi al Safety BarCamp AiFOS 2019 e proporre nuovi workshop è possibile utilizzare questo link: http://www.safetybarcamp.it

     

     

    Per informazioni:

    Sede nazionale AiFOS: via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

     

     

     

    28 marzo 2019

     

     

    Ufficio Stampa di AiFOS

    [email protected]

    http://www.aifos.it/

  • DENTIX SBARCA A EMPOLI. POSIZIONI APERTE IN 4 CENTRI TOSCANI

    Dentix, l’azienda leader nel settore della cura dentale, arriva in Toscana, a Empoli. Qui, lunedì 1° aprile, aprirà la sua quarta clinica ad alta specializzazione della regione, dopo quelle di Prato, Lucca e Massa Carrara, e assumerà almeno 15 professionisti del territorio. Diventano così 51 i centri aperti in tutta Italia per un totale di ben 700 nuovi posti di lavoro creati.

    Nel mese di maggio Dentix aprirà anche un centro a Viareggio, anch’esso alla ricerca di personale del territorio: fatta eccezione per la clinica di Lucca, dove l’organico è già al completo, è possibile candidarsi per posizioni mediche e non in tutti i centri toscani attraverso la sezione “lavora con noi” sul sito www.dentix.it (per la ricerca delle posizioni aperte consultare i portali infojobs e indeed).

    La nuova clinica sarà inaugurata in via Giuseppe del Papa 92, nel centro storico della città, in uno stabile da 260 mq che prima ospitava un negozio di abbigliamento. La clinica, come da prassi del modello Dentix, sarà aperta dal lunedì al sabato dalle 9 alle 20 e sarà guidata da un Direttore Sanitario che si occuperà del coordinamento del lavoro degli odontoiatri per soddisfare ogni richiesta, anche grazie alla presenza di una strumentazione diagnostica all’avanguardia, come la CAD-CAM, ed apparecchiature Digital TAC e radiografia panoramica.

    La clinica sarà guidata da professionisti competenti e selezionati che si prenderanno cura dei pazienti istaurando con loro un rapporto di fiducia e mettendo a disposizione le migliori cure personalizzate a prezzi assolutamente accessibili. Questo è un aspetto fondamentale visto che secondo il VIII Rapporto RBM – Censis sulla Sanità in Italia gli italiani hanno speso almeno 8 miliardi di euro per le cure odontoiatriche. Cure che hanno un costo medio più elevato rispetto ad altre prestazioni sanitarie, pari a circa 551 euro e per questo, spesso percepite come poco accessibili. Infatti, i cittadini con redditi inferiori a 15.000 hanno una frequenza di accesso a queste cure inferiore del 14% rispetto alla media degli altri paesi.

    A confermarlo è anche l’ISTAT secondo cui oltre 4 milioni di italiani, in prevalenza donne, hanno dovuto rinunciare a visite e trattamenti odontoiatrici principalmente per motivi economici. Basti pensare che in un anno, soltanto 1 cittadino su 2 è stato visitato da un dentista, di cui l’11,7% in una struttura pubblica, e circa il 38% delle classi più deboli non ha effettuato neanche una visita di controllo, né altri trattamenti dal dentista. Il modello Dentix, invece, grazie a servizi di qualità offerti a prezzi accessibili, ha ricevuto in una recente indagine svolta su un campione di oltre 1.200 pazienti il pieno apprezzamento da parte del 99% degli intervistati.

    «Come rilevato dal rapporto VIII Rapporto RBM – Censis, le cure odontoiatriche si caratterizzano, rispetto a tutte le altre prestazioni sanitarie, per avere un collegamento diretto con il reddito del cittadino. Nel centro Italia la frequenza di fruizione delle cure odontoiatriche è pari al 35,9%, 2,1 punti percentuali in meno rispetto alla media nazionale. Per questo, siamo felici di rafforzare la nostra presenza in Toscana aprendo la nostra quarta clinica proprietaria a Empoli e la prossima sarà a Viareggio» – afferma Giorgio Radice, Direttore Operations Italia di Dentix.

     

    Dentix in Italia – Dentix, dal dicembre 2014 ad oggi ha aperto 51 cliniche odontoiatriche, di cui 4 in Toscana, a Prato, Lucca, Massa Carrara e ora anche a Empoli. Il turnover nelle cliniche è basso e grazie a un fatturato da circa 400 milioni di euro, oltre 7mila occupati nel mondo e ben oltre 550 cliniche di proprietà a livello internazionale, Dentix è stata riconosciuta dalla Borsa di Londra come una delle «1000 companies to inspire Europe 2016» ovvero “una delle mille aziende che ispirano l’Europa.

    DENTIX: forte dell’esperienza di oltre 15 anni, Dentix è una compagnia leader nel settore odontoiatrico. Creata da un odontoiatra, ha un modello di business che si sviluppa grazie a cliniche di proprietà e non in franchising. Ogni clinica odontoiatrica Dentix è composta da un’équipe di professionisti e dal Direttore Sanitario, che si occupa del coordinamento del lavoro degli odontoiatri, offrendo così un servizio completo e multidisciplinare che permette di soddisfare ogni richiesta dei pazienti. Inoltre, un gruppo di esperti odontoiatri compone il Dipartimento di qualità, che opera a livello nazionale. Tutti i centri Dentix dispongono delle ultime novità tecnologiche, come la tecnologia CAD-CAM, l’apparecchiatura Digital TAC e la radiografia panoramica ed utilizzano solo impianti dentali di alta gamma. I pazienti godono di un’attenzione personalizzata, beneficiano di risparmio sui tempi di attesa, formule di pagamento agevolate e dispongono di una garanzia Dentix a lungo termine sui trattamenti eseguiti. Una filosofia vincente che si riflette in un alto tasso di consensi e referenze, tanto che circa il 40% dei pazienti si rivolge a Dentix grazie al consiglio di amici, familiari o conoscenti.

  • EHRA 2019: presentati i risultati dello studio ELIMINATE–AF

    Ablazione transcatetere in pazienti affetti da FA, con Lixiana® (edoxaban) in trattamento non interrotto: bassa incidenza di eventi tromboembolici ed emorragici

    Lisbona, 19 marzo 2019 – Il trattamento non interrotto con edoxaban (LIXIANA) 60 mg è efficace e sicuro nei pazienti affetti da fibrillazione atriale e sottoposti a procedura di ablazione transcatetere. A dimostrarlo sono i risultati di ELIMINATE –AF, uno studio prospettico, randomizzato a gruppi paralleli, in aperto con valutazione dell’endpoint in cieco, che ha confrontato l’efficacia e la sicurezza della somministrazione di edoxaban 60 mg non interrotto, rispetto alla somministrazione non interrotta degli antagonisti della vitamina K (AVK). Lo studio ha dimostrato che, con la somministrazione di edoxaban non interrotto, si sono verificati un basso numero di eventi, sia tromboembolici che emorragici. I dati sono stati presentati da Daiichi Sankyo, durante una late-breaker session di EHRA 2019, il congresso annuale della European Heart Rhythm Association, in corso a Lisbona.

    L’obiettivo primario di efficacia dell’ELIMINATE-AF era il confronto descrittivo del tempo trascorso fino al primo evento (morte per tutte le cause, ictus o emorragia maggiore secondo la definizione ISTH) osservato nella popolazione per-protocol dalla fine della procedura di ablazione fino alla fine del trattamento. L’incidenza dell’endpoint primario è stata dello 0,3% (1/316) nel gruppo edoxaban e 2,0% (2/101) nel gruppo AVK (HR 0,16; 95% CI 0,02; 1,73). L’incidenza di eventi è stata bassa e simile in entrambi i bracci dello studio; la maggior parte degli eventi era correlata alla procedura. Tutti e tre gli eventi erano sanguinamenti maggiori e non si sono verificati decessi nello studio. L’aderenza ad edoxaban è stata eccellente (>97%) e il trattamento con AVK ben gestito.

    L’obiettivo primario di sicurezza era il confronto descrittivo dell’incidenza dei sanguinamenti maggiori (secondo la definizione ISTH) nel gruppo edoxaban rispetto al gruppo AVK, dalla data della prima assunzione del farmaco nello studio fino al 90esimo giorno/fine del trattamento. L’endpoint di sicurezza nella popolazione mITT (intent-to-treat modificata) si è verificato nel 2.5% (10/405) nel gruppo edoxaban e nell’1.5% (3/197) nel gruppo AVK (HR 1,68; 95 CI 0,46, 6,07).

    “L’ablazione transcatetere è una procedura comune ed efficace per il controllo del ritmo nei pazienti con fibrillazione atriale sintomatica. Tuttavia, essa è associata ad un significativo rischio tromboembolico durante e poco dopo la procedura, perciò richiede anticoagulazione sistemica prima, durante e dopo l’ablazione – ha spiegato Stefan Hohnloser, MD, Professore di Medicina e Cardiologia, Direttore del Dipartimento di Elettrofisiologia all’Università Johann Wolfgang Goethe di Francoforte, e sperimentatore principale dello studio – Questi risultati forniscono l’evidenza che il trattamento continuo con edoxaban rappresenta un’alternativa all’anticoagulazione continua con AVK in pazienti affetti da FA e sottoposti all’intervento. Ciò è significativo per questa popolazione complessa di pazienti e per i loro medici, poiché la gestione dell’anticoagulazione peri-ablazione è molto più facile con edoxaban in monosomministrazione giornaliera, con un basso potenziale di interazioni con altri farmaci”.

    Fino a poco tempo fa, i dati a supporto dell’uso non interrotto peri-procedurale di anticoagulanti orali non-AVK durante l’ablazione nella fibrillazione atriale erano scarsi. ELIMINATE-AF è stato il primo trial randomizzato controllato sull’uso di edoxaban in tale procedura. “Siamo incoraggiati da questi risultati che rappresentano un potenziale e importante avanzamento nella gestione del rischio tromboembolico durante la procedura di ablazione transcatetere” – ha dichiaratoHans Lanz, vice presidente e capo del Dipartimento Global Medical Affairs di Daiichi Sankyo Europa – ELIMINATE-AF aiuterà a definire il ruolo della terapia non interrotta con edoxaban nel setting clinico dell’ablazione transcatetere nella FA. Questi risultati sono i primi di un ampio set di dati che saranno presentati nel 2019 e supporteranno l’uso di questo farmaco in situazioni cliniche specifiche e in un setting real-world”.

    ELIMINATE-AF fa parte di EDOSURE, il programma di ricerca clinica su edoxaban, che comprende più di dieci tra trial controllati randomizzati, registri e studi non interventistici, conclusi e ancora in corso. Si stima che saranno più di 100 mila i pazienti arruolati in tutto il mondo, con l’obiettivo di generare nuovi dati clinici e real-world sull’uso di edoxaban nelle popolazioni affette da fibrillazione atriale e tromboembolia venosa, al fine di fornire a medici e pazienti la più ampia garanzia sul trattamento. (Per maggiori info: https://www.daiichisankyo.com/rd/pipeline/products/ecrp/index.html)

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    Lo Studio ELIMINATE-AF in pazienti sottoposti ad ablazione transcatetere
    EvaLuatIon of Edoxaban coMpared with VKA IN subjects undergoing cAThEter ablation of non-valvular Atrial Fibrillation (ELIMINATE-AF) è uno studio prospettico di fase IIIb, randomizzato a gruppi paralleli, in aperto con valutazione dell’endpoint in cieco, che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di edoxaban in monosomministrazione giornaliera, rispetto agli antagonisti della vitamina K, in pazienti affetti da fibrillazione atriale e sottoposti a procedura di ablazione transcatetere. L’obiettivo primario del trial era il confronto descrittivo dell’incidenza dell’endpoint composito di morte per tutte le cause, ictus (ischemico, emorragico o indeterminato) e, anche come endpoint primario di sicurezza, i sanguinamenti maggiori (secondo la definizione ISTH) nel gruppo trattato con edoxaban e in quello trattato con antagonisti della vitamina K, dalla fine della procedura fino al 90esimo giorno/fine del trattamento. Per questo studio sono stati arruolati circa 600 pazienti da più di 70 centri distribuiti tra Europa, Canada e Asia. I soggetti sono stati randomizzati (2:1) per ricevere edoxaban o AVK nei 21-28 giorni pre- e nei 90 giorni post- procedura di ablazione transcatetere.

    La Fibrillazione Atriale
    La FA è una condizione in cui il cuore batte in modo rapido e irregolare. Quando ciò accade, il sangue può accumularsi e addensarsi nelle camere del cuore con aumento del rischio di coaguli di sangue. Questi coaguli di sangue possono staccarsi e viaggiare attraverso il flusso ematico verso il cervello (o talvolta verso un’altra parte del corpo), dove possono potenzialmente provocare un ictus.
    La fibrillazione atriale è il tipo più comune di disturbo del ritmo cardiaco ed è associata a una notevole morbilità e mortalità. Più di 6 milioni di Europei presentano una diagnosi di FA, e si stima che questa cifra raddoppierà nei prossimi 50 anni. Rispetto a quelli che non ne soffrono, le persone con questa aritmia hanno un rischio di ictus 3-5 volte più alto. Un ictus su cinque è causato da FA.

    Edoxaban
    Edoxaban è un inibitore diretto del fattore Xa che si somministra una volta al giorno. Il fattore Xa è uno dei componenti chiave responsabili della coagulazione del sangue, quindi inibirlo significa rendere il sangue più fluido e meno incline alla coagulazione. Edoxaban è attualmente commercializzato da Daiichi Sankyo e dai suoi Partners in 20 Nazioni.

    Daiichi Sankyo
    Daiichi Sankyo è un Gruppo farmaceutico attivamente impegnato nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di farmaci innovativi con la mission di colmare i diversi bisogni di cura ancora non soddisfatti dei pazienti, sia nei mercati industrializzati che in quelli emergenti. Con più di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in più di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo contano su una ricca eredità di innovazione e una robusta linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo robusto portafoglio di farmaci per il trattamento dell’ipertensione e dei disordini trombotici, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una “Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica“, le attività di ricerca e sviluppo di Daiichi Sankyo sono focalizzate alla creazione di nuove terapie per l’oncologia e l’immuno-oncologia, con un ulteriore focus su nuove frontiere quali la gestione del dolore, le malattie neurodegenerative e cardiometaboliche, e altre patologie rare.
    Per maggiori informazioni visita il sito http://www.daiichi-sankyo.it

    FonteDaiichi Sankyo Europe

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    Contatti

    Daiichi Sankyo
    Elisa Porchetti
    Tel.+39 0685255-202
    elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it

    Valeria Carbone Basile
    Tel: +39 339 1704748
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  • EHRA 2019: presentati i risultati dello studio osservazionale EMIT –AF/VTE

    Bassa frequenza di eventi tromboembolici ed emorragici con l’uso peri-procedurale di edoxaban in pazienti anziani con FA/TEV sottoposti a procedure diagnostiche e terapeutiche


    Lisbona, 20 marzo 2019 – La somministrazione peri-procedurale di edoxaban nella pratica clinica di routine, in pazienti anziani affetti da fibrillazione atriale (FA) o tromboembolia venosa (TEV) sottoposti a procedure diagnostiche o terapeutiche, è associata a una bassa incidenza di sanguinamento e ad una bassa incidenza di complicanze tromboemboliche/ischemiche anche nelle procedure ad alto rischio di sanguinamento come classificate dall’EHRA. A dimostrarlo sono i dati di EMIT-AF/VTE, uno studio prospettico non interventistico che ha valutato l’anticoagulante orale edoxaban (LIXIANA®) in monosomministrazione giornaliera, nella gestione peri-procedurale di 1.155 pazienti arruolati in sette Paesi europei. I risultati sono stati presentati durante il congresso EHRA 2019 di Lisbona.

    EMIT-AF/VTE è il primo ampio studio osservazionale, multicentrico, multinazionale non interventistico, prospettico, che ha valutato l’uso di edoxaban nella gestione peri-procedurale e sugli eventi, applicando la classificazione del rischio emorragico peri-procedurale EHRA, introdotta nell’aprile 2018, in una pratica clinica di routine.

    I pazienti arruolati in EMIT-VTE/AF erano 62% maschi, anziani (età media = 71,9 ± 10,4 anni, 45% ≥ 75 anni) ed erano affetti da comorbilità multiple. Dei partecipanti, 294 (26%) erano sottoposti a interventi a rischio emorragico minore (classificazione EHRA), 581 (50%) a basso rischio, e 280 (24%) ad alto rischio. Inoltre, il 30% (345/1.155) dei pazienti ha continuato il trattamento con edoxaban senza interruzioni durante il periodo peri-procedurale, mentre il 73% (847/1.155) non ha avuto interruzioni post-procedurali.

    L’endpoint primario di sicurezza, sanguinamento maggiore (come definito dall’ISTH) da cinque giorni prima a 30 giorni dopo una procedura, si è verificato nello 0,4% (5 di 1.155) dei pazienti. L’incidenza di emorragie è stata bassa, anche nelle 280 procedure ad alto rischio (classificazione EHRA): con lo 0,7% (2 di 280) di sanguinamenti maggiori e l’1,4% (4 di 280) di sanguinamenti non maggiori clinicamente rilevanti.

    Commentando i dati, Paolo Colonna, Professore di Cardiologia presso l’Ospedale Universitario e Policlinico di Bari, ha dichiarato: “Fino ad ora, i dati disponibili sulla gestione peri-procedurale dei pazienti a cui è stato prescritto un NOAC come l’edoxaban e i risultati clinici associati, erano limitati. Le basse percentuali di sanguinamento e le complicanze tromboemboliche/ischemiche associate a edoxaban nello studio EMIT-AF/VTE forniscono informazioni sull’uso di questo farmaco in pazienti non selezionati sottoposti a procedure diagnostiche o terapeutiche”.

    L’obiettivo secondario dello studio era documentare l’incidenza dell’endpoint composito di sindrome coronarica acuta (SCA), ictus non emorragico, attacco ischemico transitorio (TIA), eventi embolici sistemici (EES), trombosi venosa profonda (TVP), embolia polmonare (EP) e morte per cause cardiovascolari.3 Gli eventi trombotici/ischemici si sono verificati nello 0,6% (7 su 1.155) dei pazienti.2

    “Lo studio EMIT-AF/VTE fa parte del programma di ricerca clinica su edoxaban (EDOSURE) che nel 2019 fornirà prove significative a sostegno dell’uso di edoxaban nella pratica clinica, in particolare per i pazienti anziani. I risultati di questo studio supportano ulteriormente l’impegno a lungo termine di Daiichi Sankyo Europe nelle cure cardiovascolari”, ha sottolineato Wolfgang Zierhut, Direttore Esecutivo del Dipartimento Medical Affairs e Responsabile dell’Unità Cardiovascolare e Trombosi di Daiichi Sankyo Europe.

    EMIT-AF/VTE è uno dei numerosi studi inclusi in EDOSURE, il programma di ricerca clinica su edoxaban. Si stima che per l’intero programma saranno più di 100 mila i pazienti arruolati in tutto il mondo, con l’obiettivo di generare nuovi dati clinici e real-world sull’uso di questo farmaco nelle popolazioni affette da fibrillazione atriale e tromboembolia venosa, al fine di fornire a medici e pazienti la più ampia garanzia sul trattamento. (Per maggiori info: https://www.daiichisankyo.com/rd/pipeline/products/ecrp/index.html)

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    EMIT-AF/VTE
    Lo studio osservazionale, condotto in sette Paesi europei, include dati da 1.155 prime procedure diagnostiche/terapeutiche in pazienti, non selezionati, con fibrillazione atriale e tromboembolia venosa trattati con edoxaban. EMIT-AF/VTE è uno studio multinazionale, multicentrico, prospettico osservazionale, non interventistico. L’endpoint primario di sicurezza era l’incidenza di sanguinamento maggiore da 5 giorni prima a 30 giorni dopo l’intervento. Gli obiettivi secondari comprendevano gli endpoint di efficacia come combinazione di eventi cardiovascolari maggiori, e la raccolta di informazioni sui tipi di procedure diagnostiche o terapeutiche.

    La Fibrillazione Atriale (FA)
    La FA è una condizione in cui il cuore batte in modo rapido e irregolare. Quando ciò accade, il sangue può accumularsi e addensarsi nelle camere del cuore con un aumento del rischio di coaguli di sangue. Questi coaguli di sangue possono staccarsi e viaggiare attraverso il flusso ematico verso il cervello (o talvolta verso un’altra parte del corpo), dove possono potenzialmente provocare un ictus
    La fibrillazione atriale è il tipo più comune di disturbo del ritmo cardiaco ed è associata a una notevole morbilità e mortalità. Più di 6 milioni di Europei presentano una diagnosi di FA, e si stima che questa cifra raddoppierà nei prossimi 50 anni. Rispetto a quelli che non ne soffrono, le persone con questa aritmia hanno un rischio di ictus 3-5 volte più alto. Un ictus su cinque è causato da FA.

    La Tromboembolia Venosa (TEV)
    Con il termine tromboembolia venosa (o tromboembolismo venoso) si indicano due patologie correlate, la trombosi venosa profonda (TVP) e l’embolia polmonare (PE). La TVP è causata dalla formazione di un coagulo all’interno di una vena profonda, di solito negli arti inferiori, nella pelvi o nelle cosce, ma può verificarsi anche in altre parti del corpo. L’embolia polmonare (EP) si determina quando una parte del coagulo si distacca dall’interno di una vena e viaggia fino ai polmoni, dove ostruisce le arterie polmonari determinando una condizione potenzialmente fatale.
    La TEV è una delle maggiori cause di morbilità e mortalità. C’è un alto tasso di recidiva dopo un primo evento di TEV, che si riduce con il trattamento anticoagulante. Senza questa terapia, circa la metà dei pazienti che presentano un evento iniziale di TEV, sperimenteranno una recidiva entro tre mesi.

    Edoxaban
    Edoxaban è un inibitore diretto del fattore Xa che si somministra una volta al giorno. Il fattore Xa è uno dei componenti chiave responsabili della coagulazione del sangue, quindi inibirlo significa rendere il sangue più fluido e meno incline alla coagulazione. Edoxaban è attualmente commercializzato da Daiichi Sankyo e dai suoi Partners in 20 Nazioni.

    Daiichi Sankyo
    Daiichi Sankyo è un Gruppo farmaceutico attivamente impegnato nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di farmaci innovativi con la mission di colmare i diversi bisogni di cura ancora non soddisfatti dei pazienti, sia nei mercati industrializzati che in quelli emergenti. Con più di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in più di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo contano su una ricca eredità di innovazione e una robusta linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo robusto portafoglio di farmaci per il trattamento dell’ipertensione e dei disordini trombotici, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una “Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica“, le attività di ricerca e sviluppo di Daiichi Sankyo sono focalizzate alla creazione di nuove terapie per l’oncologia e l’immuno-oncologia, con un ulteriore focus su nuove frontiere quali la gestione del dolore, le malattie neurodegenerative e cardiometaboliche, e altre patologie rare.
    Per maggiori informazioni visita il sito http://www.daiichi-sankyo.it

    FonteDaiichi Sankyo Europe

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    Contatti

    Daiichi Sankyo
    Elisa Porchetti
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  • Diagnosi del varicocele e microchirurgia

    La diagnosi del varicocele si effettua mediante l’esame fisico dello scroto, e viene successivamente confermata da ulteriori indagini quali l’ecografia Color Doppler testicolare. Una volta diagnosticato il varicocele, diverse sono le possibilità di trattamento alle quali si può accedere e tra queste vi è anche la microchirurgia. Quest’ultima, così come confermano tutte le analisi pubblicate in letteratura, offre un tasso di gravidanza spontanea più alto rispetto tutti gli altri tipi di trattamento, e le complicanze sono minime e tutte facilmente gestibili. Si tratta di un tipo di intervento che viene eseguito in regime ambulatoriale ed in anestesia locale. In particolare viene eseguita una incisione di circa 3 cm sotto la linea degli slip, ed il chirurgo si serve di un microscopio per effettuare l’operazione. Al termine della stessa vengono applicati dei punti di sutura che cadono poi da soli nelle successive due o tre settimane.

    La microchirurgia è dunque al momento la soluzione più efficace e rapida per risolvere la varicocele infertilità. La percentuale di complicanze che possono presentarsi è infatti molto bassa, così come il tasso di recidiva, ma soprattutto offre i migliori risultati in termini di gravidanza spontanea e miglioria generale dei parametri seminali in confronto ad ogni altro tipo di tecnica chirurgica. Ad ogni modo, anche a causa della sua non indifferente complessità tecnica nonché al costo dei materiali impiegati, la varicocelectomia microcirugica viene effettuata sono in pochi centri in Europa. Tutte le altre strutture offrono invece delle soluzioni che sono più facili da eseguire ma che non sono in grado di offrire gli stessi risultati della microchirurgia. Questo è il motivo per il quale sono sempre più numerosi gli uomini che decidono di fare ricorso alla microchirurgia per risolvere i propri problemi di varicocele, considerando anche i grandi vantaggi dovuti ai tempi di recupero più rapidi.

  • Salute e sicurezza sul lavoro in presenza di sostanze pericolose

    Comunicato Stampa

    Salute e sicurezza sul lavoro in presenza di sostanze pericolose

    L’11 aprile 2019 a Milano un convegno gratuito affronterà la tutela della salute e sicurezza, la valutazione dei rischi e le buone pratiche relative alla presenza di sostanze pericolose nei luoghi di lavoro.

    In Europa sono alcuni milioni i lavoratori che sono esposti alle tante sostanze pericolose presenti nei luoghi di lavoro. Se il 38% delle imprese dell’Unione Europea ha dichiarato la presenza di sostanze chimiche o biologiche sotto forma di liquidi, vapori o polveri, il 17% dei lavoratori risulta esposto a sostanze o prodotti chimici, e il 15% a fumo, esalazioni e polveri, per almeno un quarto dell’orario di lavoro.

    Partendo da questi dati e dalla constatazione che molti lavoratori e aziende non sono sufficientemente consapevoli dei rischi da prevenire, l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha organizzato per il 2018 e il 2019 la campagna “Salute e sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose”. Una campagna che ha proprio l’obiettivo di sensibilizzare sulla necessità della prevenzione dei rischi derivanti dalle sostanze pericolose e agenti cancerogeni e promuovere un’adeguata valutazione del rischio nelle aziende.

     

    Convegno a Milano sulle sostanze pericolose

    Con l’intento di migliorare l’attenzione e la prevenzione dei rischi correlati alle sostanze pericolose, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS), partner nazionale della Campagna Europea 2018-2019, ha organizzato per l’11 aprile 2019 a Milano il convegno gratuito “Salute e sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose”. Un convegno che farà il punto della campagna europea, si soffermerà sui problemi della valutazione dei rischi e di alcune specifiche malattie professionali, fornirà alcune buone prassi e indicazioni sulla formazione esperienziale per l’uso in sicurezza delle sostanze pericolose.

    Ricordiamo che con “sostanza pericolosa” – come indicato nella campagna europea – si può fare riferimento a qualunque solido, liquido o gas che abbia le potenzialità di causare danni alla sicurezza o alla salute dei lavoratori. E La classificazione di tali sostanze si basa sulle categorie definite nel Regolamento CLP con riferimento ai pericoli per la sicurezza (sostanza esplosiva, infiammabile, instabile, ecc.), ai pericoli per la salute (tutti gli aspetti dei danni a breve e lungo termine per la salute) e ai pericoli ambientali.

     

    La gestione dei rischi e le aziende

    L’Agenzia europea ricorda che la chiave per gestire efficacemente il rischio delle sostanze pericolose nei luoghi di lavoro è la creazione di una cultura della prevenzione.

    In questo senso tutti coloro che condividono un ambiente di lavoro devono interessarsi attivamente e contribuire a garantire un ambiente di lavoro sicuro.

    È stato poi più volte sottolineato come una cattiva gestione dell’ambiente di lavoro in relazione alle sostanze pericolose, non solo espone i lavoratori a rischi per la salute e sicurezza, ma comporta anche significativi costi diretti per le aziende e i sistemi sanitari.

     

    Buona prassi per l’uso in sicurezza delle sostanze pericolose

    Il convegno sarà l’occasione per illustrare concretamente la buona prassi Safety Day: la formazione esperienziale per l’uso in sicurezza delle sostanze pericolose realizzata da Naturex SpA con il supporto del Centro di Formazione AiFOS Safety Contact. Il progetto è stato realizzato tramite l’utilizzo di diverse metodologie didattiche interattive, sviluppate da AiFOS e da Safety Contact per garantire l’efficacia della formazione alla salute e sicurezza.

    L’iniziativa è candidata per il premio nazionale buone pratiche nell’ambito della campagna «Ambienti di lavoro sani e sicuri» 2018-2019, che verrà consegnato dall’INAIL in veste di focal point italiano della campagna europea di EU-OSHA.

     

    Il programma del convegno

    Proprio per migliorare la gestione dei rischi, si terrà dunque a Milano l’11 aprile 2019 – dalle ore 14.30 alle ore 17.30 – il convegno di studio e approfondimento “Salute e sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose”. La sede del convegno è il Centro Congressi “Le Stelline”, in corso Magenta, 61.

     

    Apertura lavori

    Rocco Vitale, Presidente AiFOS

    L’impegno di AiFOS, partner nazionale della Campagna Europea della sicurezza

     

    Gli interventi;

     

    • INAIL, Direzione Centrale Prevenzione: La Campagna Europea “Salute e sicurezza in presenza di sostanze pericolose”
    • Alessandro Fregni, Chimico e Formatore qualificato alla sicurezza sul lavoro: La valutazione del rischio chimico
    • PSAL ATS Milano: Le malattie professionali correlate all’utilizzo di pesticidi
    • Jacopo Pozzi, HSE Manager di Naturex: Safety Day: la buona prassi Naturex
    • Mauro Pepe, CFA Safety Contact: La formazione esperienziale per l’uso in sicurezza delle sostanze pericolose: l’escape room

     

    Il link per iscriversi al convegno:

    https://aifos.org/home/eventi/intev/convegni_aifos/salute_e_sicurezza_negli_ambienti_di_lavoro_in_presenza_di_sostanze_pericolose-milano

     

    Si ricorda che il convegno è gratuito, ma con iscrizione obbligatoria. E ai partecipanti al convegno verrà consegnato un attestato di presenza valido per il rilascio di 2 crediti di aggiornamento per formatori (area 2 – rischi tecnici), addetti e responsabili del servizio di prevenzione e protezione (ASPP/RSPP).

     

     

    Per informazioni e iscrizioni al convegno:

    Direzione Nazionale AiFOS: via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

     

     

    14 marzo 2019

     

     

    Ufficio Stampa di AiFOS

    [email protected]

    http://www.aifos.it/

  • Premiazione Rete Città Sane

    La premiazione di oggi è il segno di una grande sensibilità degli amministratori locali che hanno capito che costruire città e mandare messaggi che promuovono stili di vita sani, il mangiare in maniera appropriata e iniziative che servono a mantenerci attivi per tutto il nostro percorso di vita è un’azione fondamentale e importante per la salute della comunità e dei singoli cittadini. Complimenti a tutti i cittadini che hanno seguito con entusiasmo le iniziative messe in campo dagli amministratori locali con Ats Bergamo”. Con queste parole l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera si è congratulato per i risultati raggiunti dal programma Rete Città Sane promosso da Ats Bergamo con il Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci e con i Comuni che, nella sala Lombardia di Ats di Bergamo sono stati premiati per essersi distinti nel corso del 2018 nella promozione della salute e del benessere dei propri cittadini.

    Un’iniziativa di forte impatto – ha sottolineato il direttore sanitario di Ats Carlo Albero Tersalvicome dimostrano i numeri dei partecipanti saliti in 5 anni a 23 comuni per un totale di 330 mila cittadini, il 30% della popolazione della provincia di Bergamo, coinvolti in ben 600 azioni di prevenzione e miglioramento del benessere e della qualità della vita grazie all’impegno della propria amministrazione comunale a favore della salute. Azioni trasversali, che toccano tutta la popolazione, dall’infanzia agli anziani, attraverso pratiche di miglioramento della qualità della vita a 360°: dall’attività fisica all’alimentazione, dal consumo di alcol e tabacco alla salute mentale. Una partecipazione cresciuta in modo significativo nel corso degli anni a conferma di quanto la salute sia un patrimonio condiviso, a cui ogni ente e cittadino può contribuire prendendosi la responsabilità del proprio agire”.

    L’iniziativa, a cura dell’UOS Promozione della Salute del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria di Ats di Bergamo, coinvolge i residenti dei Comuni iscritti alla Rete (Albino, Alzano Lombardo, Brignano Gera d’Adda, Bergamo, Caravaggio, Ciserano, Clusone, Cologno al Serio, Costa Volpino, Curno, Dalmine, Lallio, Levate, Mozzo, Nembro, Paladina, Ranica, Romano di Lombardia, San Paolo d’Argon, San Pellegrino Terme, Trescore Balneario, Val Brembilla e Zogno) impegnati ad attuare azioni concrete e di riconosciuta efficacia per migliorare la salute e il benessere dei cittadini, seguendo un percorso pluriennale e mettendo in atto politiche ed iniziative che coinvolgano attivamente i cittadini e le associazioni presenti sul territorio.

     

    Maria Carolina Marchesi, Presidente della Conferenza dei Sindaci, sottolinea il ruolo attivo dei Comuni nel progetto Città Sane, dichiarando “coinvolgere gli Enti e le Istituzioni Locali che promuovono buone pratiche, ma anche gli stessi cittadini che si rendono protagonisti dell’attività di promozione della propria salute, risponde all’esigenza di “fare rete” nel perseguire l’obiettivo di migliorare la salute delle comunità locali”.

    Il programma Rete Città Sane, nato nel 2013 ispirandosi all’iniziativa “Healthy Cities” dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha l’obiettivo di migliorare la salute delle città, della popolazione e dell’ambiente, costruendo un network provinciale tra le comunità locali e l’Agenzia di Tutela della Salute per promuovere e implementare azioni eque e sostenibili per la salute, il benessere e la qualità di vita dei cittadini. Le amministrazioni comunali giocano un ruolo fondamentale in favore della salute e del benessere di tutti i cittadini nel corso di tutta la vita.

     

    Sono i comportamenti corretti a fare la differenza e le ‘città sane’ sono infatti il risultato dei comportamenti adottati da amministratori, cittadini, imprenditori, operatori commerciali e dai turisti che visitano i nostri territori –  ha detto in video conferenza il Presidente di Anci Lombardia Virginio Brivio aggiungendo – È per questa ragione che Anci Lombardia è molto interessata alla diffusione delle buone pratiche già sperimentate grazie al progetto Rete Città Sane. Guardare con interesse a queste iniziative, per Anci Lombardia significa prendersi l’impegno, attraverso i propri dipartimenti e canali di comunicazione, di diffondere queste pratiche. Come Associazione dei Comuni lombardi stiamo per ricostituire il coordinamento tra gli amministratori, i direttori generali delle Asst e delle Ats lombarde, che diventerà un ulteriore luogo in cui riprendere e affrontare i temi che riguardano la salute dei nostri cittadini e delle nostre città”.

    Uno degli elementi fondamentali della Rete è lo scambio di progettualità, idee ed esperienze fra i Comuni durante i periodici incontri di coordinamento ai quali partecipano gli amministratori, gli operatori delle amministrazioni locali e dell’Ats. Una pianificazione efficace e una più facile realizzazione delle buone pratiche è determinata anche dalla condivisione di capacità progettuali, di strumenti operativi, di conoscenze e competenze specifiche tra Comuni e Ats.

    Ogni anno Ats premia con la targa “Comune che promuove salute” quei Comuni che abbiano realizzato almeno 5 buone pratiche concordate con Ats. Dal 2013 al 2018, i Comuni aderenti alla Rete hanno messo in atto circa 600 buone pratiche riconducibili a 14 diversi settori: infanzia e giovani, anziani, vulnerabilità, attività fisica, alimentazione e obesità, alcol, tabagismo, salute mentale e benessere, formazione e promozione della salute, alleanze tra istituzioni e cittadini, pianificazione urbana, trasporti, ecologia e cambiamenti climatici, abitazioni e riqualificazione urbana.

    Nel corso dell’evento è stato presentato “Take 5 – 5 passi per star bene”, un programma nato sul modello realizzato nell’Irlanda del Nord dalla Belfast Strategic Partnership e dalla Public Health Agency, che coniuga la promozione del benessere mentale con quello con quello fisico.

    “Ciò che facciamo quotidianamente e il nostro modo di pensare influenzano il nostro benessere – dichiara Roberto Moretti, responsabile dell’Unità di Promozione della Salute di Ats di Bergamo – Take 5 propone cinque semplici passi che, messi in pratica tutti i giorni, possono aiutare le persone a migliorare l’umore, reagire meglio alle difficoltà e stringere relazioni con gli altri. Rimani connesso, muoviti, sii consapevole, impara e dona. Un’azione al giorno per ognuno di questi 5 passi per stare bene con sé stessi, con conseguenti vantaggi sulla salute fisica.”

  • Colesterolo LDL: Convalida EMA per immissione in commercio dell’acido bempedoico

    Convalidata l’immissione in commercio delle compresse di acido bempedoico e della associazione a dose fissa di acido bempedoico/ezetimibe per la riduzione del colesterolo LDL.

    Roma, 28 Febbraio 2019 – L’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha convalidato la richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio delle compresse di acido bempedoico e della associazione a dose fissa di acido bempedoico/ezetimibe per la riduzione del colesterolo LDL (LDL-C). Ad annunciarlo oggi sono Esperion Therapeutics, che ha sviluppato il farmaco, e Daiichi Sankyo Europe, che lo commercializzerà in UE e Svizzera. La convalida conferma che l’application è completa e dà inizio al processo di valutazione scientifica da parte del Comitato europeo per i medicinali ad uso umano (CHMP).

    L’acido bempedoico è il primo farmaco orale appartenente alla classe degli inibitori dell’ATP citrato liasi (ACL), in monosomministrazione giornaliera, che riduce la biosintesi del LDL-C e porta a sovraregolazione dell’espressione dei recettori LDL. In monoterapia o in associazione fissa con ezetimibe, potrebbe diventare un’importante opzione di trattamento per i pazienti con ipercolesterolemia che non raggiungono il loro livello ottimale di C-LDL con le terapie esistenti o che presentano intolleranza alle statine.

    La convalida dell’EMA per l’indicazione “riduzione del colesterolo LDL” è basata sull’avanzamento positivo del programma globale di Fase III, che ha dimostrato che l’acido bempedoico è stato ben tollerato ed efficace nell’uso cronico, in quasi 4.800 pazienti.
    I pazienti trattati con acido bempedoico hanno presentato un’ulteriore riduzione del colesterolo LDL del 20% quando utilizzato con statine alla massima dose tollerata, fino al 30% quando utilizzato in monoterapia, una riduzione del 35% in associazione ad ezetimibe se usato con statine alla massima dose tollerata, e fino al 43% in associazione a ezetimibe senza somministrazione concomitante di statine. Nei trial di Fase III, la frequenza di eventi avversi osservati durante il trattamento, di eventi avversi a carico dei muscoli e di interruzioni del trattamento, è risultata sovrapponibile nel gruppo trattato con acido bempedoico e in quello trattato con placebo.

    Esiste un significativo bisogno insoddisfatto per pazienti con ipercolesterolemia che non raggiungono i loro obiettivi di trattamento con le terapie esistenti. Ciò è particolarmente vero per i pazienti che assumono solamente statine alla massima dose tollerata oppure sono intolleranti alle statine e hanno bisogno di una ulteriore riduzione di LDL-C.L’acido bempedoico può essere usato in associazione con altri farmaci ipolipemizzanti e offre un’opzione orale giornaliera e conveniente per questa tipologia di pazienti, grazie alla sua modalità d’azione specifica per il fegato che può evitare le reazioni avverse associate alla terapia con statine.

    L’acido bempedoico espande l’impegno di Daiichi Sankyo Europe nella terapia cardiovascolare e nello sviluppo di trattamenti innovativi, convenienti e a prezzi accessibili. “A differenza di alcune delle storiche aziende da sempre impegnate in campo cardiovascolare, che hanno poi deciso di concentrare i loro sforzi su altre aree terapeutiche, noi proseguiamo nell’impegno in questo ambito. Con l’acido bempedoico, il nostro trattamento di prima classe, continuiamo a costruire sulla dedizione che mettiamo nel cercare di soddisfare le esigenze critiche dei pazienti che in Europa hanno atualmente opzioni limitate e che non raggiungono il livello target di LDL-C”, ha spiegato Benoit Creveau, Responsabile Marketing Cardiovascolare di Daiichi Sankyo Europe.

    “Siamo molto lieti di collaborare con Daiichi Sankyo Europe per rendere l’acido bempedoico l’opzione di trattamento preferita, dopo le statine, per il trattamento dell’ipercolesterolemia in Europa. Prevediamo che la portata e l’esperienza cardiovascolare di Daiichi Sankyo Europe contribuiranno a fare dell’acido bempedoico e della sua associazione con ezetimibe, due strumenti importanti nella lotta di medici e pazienti contro livelli elevati di LDL-C”, ha dichiarato Tim Mayleben, Presidente e CEO di Esperion.

    “I risultati del programma di sviluppo di Fase III di acido bempedoico e della associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe, forniscono prove convincenti che l’acido bempedoico è un’opzione terapeutica efficace e ben tollerata e speriamo di renderlo disponibile il prima possibile ai pazienti europei”, aggiunge Rodney Smith, ricercatore e Responsabile Medical Affairs di Daiichi Sankyo Europe.

    Esperion ha completato il suo programma di sviluppo di Fase III dell’acido bempedoico in monosomministrazione ed associato ad ezetimibe nell’ottobre 2018. La robusta mole di dati ottenuti costituisce la base delle richieste di autorizzazione all’immissione in commercio presentate alla Food and Drug Administration (FDA) e all’Agenzia europea del Farmaco (EMA), le cui decisioni sono attese nella prima metà del 2020. CLEAR Outcomes, il trial globale sull’acido bempedoico che valuta gli eventi cardiovascolari, è attualmente in corso e i dati sulla riduzione del rischio cardiovascolare sono previsti nel 2022.

    Associazione Acido Bempedoico / Ezetimibe in compresse

    L’associazione di acido bempedoico e ezetimibe è una terapia non-statinica, disponibile per via orale (compresse), in monosomministrazione giornaliera, per ridurre i livelli di C-LDL, mediante i meccanismi di azione complementari di inibizione della sintesi del colesterolo (acido bempedoico) e inibizione dell’assorbimento del colesterolo (ezetimibe). L’inibizione dell’adenosina trifosfato (ATP) citrato liasi (ACL) da parte dell’acido bempedoico riduce la biosintesi del colesterolo e riduce l’LDL-C agendo sul recettore LDL. L’inibizione del gene NPC1L1 (Niemann-Pick C1-Like 1), grazie a ezetimibe, si traduce in un ridotto assorbimento del colesterolo dal tratto gastrointestinale che, di conseguenza, riduce l’apporto di colesterolo al fegato, con effetti conseguenti sui recettori LDL. I dati di Fase III hanno dimostrato che questa associazione ben tollerata determina una riduzione del 35% del C-LDL quando utilizzato con statine alla massima dose tollerata, una riduzione del 43% del C-LDL quando usato in monoterapia, e una riduzione del 34% della proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hsCRP). La frequenza di eventi avversi osservati durante il trattamento, di eventi avversi a carico dei muscoli e di interruzioni del trattamento, è risultata sovrapponibile nel gruppo trattato con acido bempedoico e in quello trattato con placebo.

    Acido Bempedoico

    Con un meccanismo d’azione mirato, l’acido bempedoico è il primo farmaco orale appartenente alla classe degli inibitori dell’(ATP) citrato liasi (ACL), in monosomministrazione giornaliera, che riduce la biosintesi del colesterolo e degli acidi grassi e riduce il C-LDL agendo sul recettore LDL. Come le statine, l’acido bempedoico riduce anche la proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hs-CRP), un marcatore chiave dell’infiammazione associato alla malattia cardiovascolare.Destinazione non trovata! L’acido bempedoico è un profarmaco che è attivato dalla acil-CoA sintetasi a catena molto lunga-1 (ACSVL1). Inoltre, è stato dimostrato che l’assenza di ACSVL1 nel muscolo scheletrico permette all’acido bempedoico di limitare il potenziale di miotossicità associato alla terapia con le statine.Destinazione non trovata!
    Gli studi di fase II e di fase III condotti su quasi 4.800 pazienti, con circa 3.100 pazienti trattati con acidobempedoico, hanno messo in evidenza una ulteriore riduzione del colesterolo LDL del 20% quando utilizzato con statine alla massima dose tollerata, fino al 30% quando utilizzato in monoterapia, e una riduzione del 35% in associazione ad ezetimibe se usato con statine alla massima dose tollerata, e fino al 43% di C-LDL in associazione ad ezetimibe senza somministrazione concomitante di statine.Destinazione non trovata!

    L’effetto dell’acido bempedoico sulla morbilità e mortalità cardiovascolare non è stato ancora determinato. Esperion ha avviato uno studio globale sugli eventi cardiovascolari, al fine di valutare gli effetti dell’acido bempedoico sulla frequenza di eventi cardiovascolari maggiori in pazienti con malattia cardiovascolare o ad alto rischio, che non tollerano neanche la più bassa dose giornaliera di statine approvata, e dunque sono considerati “statino-intolleranti”. Il trial – noto come CLEAR Outcomes – è uno studio event-driven, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo che prevede l’arruolamento di circa 12.600 pazienti con ipercolesterolemia ad elevato rischio di malattia cardiovascolare, in oltre 1.000 centri distribuiti in circa 30 Paesi.

    Daiichi Sankyo
    Daiichi Sankyo è un Gruppo farmaceutico attivamente impegnato nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di farmaci innovativi con la mission di colmare i diversi bisogni di cura ancora non soddisfatti dei pazienti, sia nei mercati industrializzati che in quelli emergenti. Con più di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in più di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo, contano su una ricca eredità di innovazione e una robusta linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo robusto portafoglio di farmaci per il trattamento dell’ipertensione e dei disordini trombotici, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una “Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica“, le attività di ricerca e sviluppo di Daiichi Sankyo sono focalizzate alla creazione di nuove terapie per l’oncologia e l’immuno-oncologia, con un ulteriore focus su nuove frontiere quali la gestione del dolore, le malattie neurodegenerative e cardiometaboliche, e altre patologie rare.
    Per maggiori informazioni visita il sito http://www.daiichi-sankyo.it

    Esperion

    Esperion è la Lipid Management Company impegnata con passione nello sviluppo e nella commercializzazione di terapie orali in monosomministrazione giornaliera complementari e convenienti, per il trattamento di pazienti con ipercolesterolemia. Attraverso l’eccellenza scientifica e clinica e una profonda conoscenza della biologia del colesterolo, il team Esperion, esperto nella gestione dei lipidi si impegna a sviluppare nuove terapie anti-colesterolo LDL che avranno un impatto sostanziale sulla riduzione delle malattie cardiovascolari globali: la principale causa di morte in tutto il mondo. L’acido bempedoico e la associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe (candidata a diventare il principale prodotto dell’azienda), sono terapie mirate che hanno dimostrato di ridurre significativamente i livelli elevati di LDL-C in pazienti con ipercolesterolemia, compresi i pazienti non adeguatamente trattati con le attuali terapie. Per ulteriori informazioni, visita il sito http://www.esperion.com e il profilo Twitter twitter.com/EsperionInc.

    FonteDaiichi Sankyo Europe

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    Contatti

    Daiichi Sankyo
    Elisa Porchetti
    Tel.+39 0685255-202
    elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it

    Valeria Carbone Basile
    Tel: +39 339 1704748
    valeria.carbonebasile@gmail.com

  • Fondazione AiFOS: un premio per dire no al bullismo!

    Comunicato Stampa

    Fondazione AiFOS: un premio per dire no al bullismo!

     

    Un nuovo premio per valorizzare le buone prassi di contrasto del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo nelle scuole e nelle organizzazioni giovanili. Le domande si devono presentare entro il 30 maggio 2019.

     

    Secondo alcuni dati forniti dall’Istituto nazionale di statistica (Istat) nel nostro Paese un ragazzino su due è vittima di episodi di bullismo. Inoltre l’età più a rischio risulta quella compresa tra gli 11 e i 17 anni e gli atti di prepotenza colpiscono in prevalenza le femmine rispetto ai maschi con differenze anche tra Nord e Sud Italia. Il fenomeno, infatti, è più diffuso nelle regioni settentrionali dove la media dei ragazzi colpiti raggiunge il 23% e supera il 57% se si considerano anche le azioni di bullismo sporadiche.

     

    Gli strumenti per affrontare il bullismo

    Di fronte a un’emergenza come questa, sono necessari nuovi strumenti che permettano di prevenire e contrastare il fenomeno del bullismo e il cyberbullismo che può avvenire attraverso la rete.

    Uno strumento idoneo di contrasto è la nuova prassi di riferimento UNI/PdR 42:2018, che si applica non solo a tutti gli istituti scolastici e formativi, ma anche alle varie attività assimilabili alla scuola (centri di formazione professionale, centri diurni, convitti, centri sportivi-ricreativi, centri giovanili, …).

     

    Il lancio del premio “Bullis-NO!”

    Proprio per favorire il contrasto del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo nelle scuole e nelle organizzazioni giovanili, la Fondazione AiFOS – realtà filantropica fondata nel 2016 dalla società cooperativa Aifos Service e da AiFOS (Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro) – indice, con la collaborazione di Bureau Veritas, il premio “Bullis-NO!”.

     

    Verrà premiata la migliore “buona prassi” di implementazione di un sistema di gestione contro il bullismo e/o il cyberbullismo, sviluppata all’interno di un’istituzione scolastica o di un’organizzazione rivolta ad utenti minorenni, ispirata alla prassi di riferimento UNI/PdR 42:2018.

    Infatti le principali “agenzie educative” sono le famiglie, le scuole e le altre organizzazioni rivolte ad utenti minorenni che sono chiamate a svolgere il loro compito formativo, individuando i rischi ai quali i minori sono esposti e mettendo in campo buone prassi che abbiano l’obiettivo di eliminarli e/o ridurli, mettendo in pratica il corretto agire per accrescere il livello di benessere di bambini e ragazzi.

     

    La nuova prassi di riferimento

    Ricordiamo che la prassi di riferimento UNI/PdR 42:2018Prevenzione e contrasto del bullismo – Linee guida per il sistema di gestione per la scuola e le organizzazioni rivolte ad utenti minorenni” individua i criteri per prevenire e contrastare il bullismo e definisce, dunque, le caratteristiche per un sistema di gestione che affronti e prevenga il rischio di comportamenti violenti nei confronti di minori e di condotte dannose alla formazione della loro personalità.

     

    Fornendo alle organizzazioni idonee linee guida per applicare in modo efficace le prescrizioni sul bullismo e sul cyberbullismo, la prassi UNI/PdR 42:2018 è uno strumento utile per individuare i rischi di bullismo esistenti, comunicare le strategie antibullismo e rafforzare la fiducia nei confronti delle scuole e delle organizzazioni che ospitano minori.

     

    Regolamento del premio e invio delle domande

    Le buone prassi che possono essere premiate dalla Fondazione dovranno riguardare interventi di implementazione di un sistema di gestione contro il bullismo e/o il cyberbullismo realizzati da istituzioni scolastiche e organizzazioni rivolte ad utenti minorenni.

     

    Il premio Bullis-NO! – il regolamento:

    https://www.fondazioneaifos.org/FILES/bandi/2019/bullismo/Regolamento-Premio-BULLIS-NO!.pdf

     

    La Fondazione metterà a disposizione:

    • un premio economico per la migliore buona prassi realizzata;
    • 2 giorni/uomo di audit offerte a titolo gratuito da parte di Bureau Veritas Italia, al fine di ottenere la certificazione;
    • la diffusione dei risultati conseguiti dal progetto vincitore.

     

    Per partecipare al bando è necessario compilare e inviare la “Manifestazione d’interesse” entro le ore 24.00 del 30 maggio 2019, salvo eventuali proroghe, tramite l’apposito modulo che può essere scaricato dal sito della Fondazione.

     

    Il premio Bullis-NO! – il modulo “Manifestazione d’interesse”:

    https://www.fondazioneaifos.org/FILES/bandi/2019/bullismo/Manifestazione-d-interesse-Premio-BULLIS-NO!.pdf

     

    La documentazione richiesta nella “manifestazione d’interesse”, a dimostrazione della effettiva implementazione del sistema di gestione, dovrà poi essere inviata entro il 31 dicembre 2019 all’Ufficio di Segreteria della Fondazione.

     

    Le buone prassi saranno poi preselezionate da una Commissione e una tra queste verrà scelta dal CdA della Fondazione AiFOS, secondo il proprio insindacabile giudizio, sulla base della conformità dei progetti proposti ai seguenti criteri:

    • aderenza alle finalità del bando;
    • chiara individuazione di obiettivi, metodologie ed azioni;
    • grado di innovatività del progetto;
    • accuratezza dell’analisi del contesto d’intervento e dei bisogni dei beneficiari del progetto;
    • sostenibilità economica/progettuale dell’iniziativa;
    • coerenza con la buona prassi di riferimento UNI/PdR 42:2018 – Linee guida per il sistema di gestione per la scuola e le organizzazioni rivolte ad utenti minorenni.

     

    La Fondazione AiFOS pubblicherà sul proprio sito la buona prassi vincitrice, beneficiaria del contributo, entro il 30 febbraio 2020.

     

    Link della Fondazione AiFOS per avere ulteriori informazioni sul bando e sulla prassi di riferimento: https://www.fondazioneaifos.org/index.php/premio-bullis-no

     

     

    Per informazioni:

    Fondazione AiFOS – Palazzo CSMT – via Branze, 45 – 25123 Brescia – tel. 030.6595037 – https://www.fondazioneaifos.org/ – [email protected]

     

     

     

    07 febbraio 2019

     

    Ufficio Stampa di AiFOS

    [email protected]

    http://www.aifos.it/

  • Morbillo: Gallera, “vaccinazioni gratuite anche per adulti per contrastare aumento casi” DG Giupponi: “Superare paure e rivolgersi a centri vaccini”

    Nelle ultime settimane, in linea con quanto sta avvenendo a livello nazionale, anche in Lombardia si sta registrando un nuovo aumento del numero di casi di morbillo con l’insorgenza di diversi focolai, in prevalenza nella popolazione giovane/adulta.

    Un fenomeno che si verifica con un andamento ciclico: quante più si accumulano persone non vaccinate e non immuni (che non hanno ancora contratto la malattia) tanto più si sviluppano focolai di diffusione.  Il fenomeno riguarda soprattutto le fasce che vanno fra i 25 e i 35 anni, ovvero i nati negli anni in cui l’indirizzo alla vaccinazione non era per nulla intenso.

    “Appare dunque evidente che l’unica arma efficace – sottolinea l’Assessore al Welfare della regione Lombardia Giulio Gallera – contro la diffusione del morbillo, malattia dagli esiti anche gravi, resta la vaccinazione di tutte le persone suscettibili. L’opera di prevenzione che Regione Lombardia sta mettendo in campo in questi anni prevede la somministrazione gratuita del vaccino anche per gli adulti.

    Ma non solo: accanto all’offerta del vaccino al compimento dell’anno di vita e a 5-6 anni, viene colta l’occasione, a ogni accesso ai centri vaccinali, per offrire gratuitamente la vaccinazione contro morbillo-parotite-rosolia a tutti gli utenti “a rischio” o vaccinati parzialmente con una sola dose”.

    “La nostra campagna è resa ancora più efficace – prosegue l’Assessore Gallera – dall’indirizzo alla vaccinazione per gli insegnanti, gli operatori sanitari e i soggetti maggiormente esposti al contatto con un numero elevato di persone. L’azione specifica e mirata si avvale altresì dell’opera di informazione e di sensibilizzazione dei medici di medicina generale nei confronti dei loro assistiti”.

    La tendenza nazionale è confermata anche a Bergamo, dove, nell’area territoriale di Bergamo Ovest, sono stati registrati 2 casi a fine dicembre 2018 saliti a 23 nel mese di gennaio 2019 con contagi soprattutto tra i giovani adulti, tra i 25 e i 35 anni.

    Il direttore generale di Ats Bergamo, Massimo Giupponi coglie l’occasione per ricordare che i centri vaccinali, indicati nella sezione “Vaccinazioni” sul sito www.ats-bg.it, offrono la vaccinazione gratuita anche a tutti gli adulti e spiega “Nella nostra provincia le buone coperture vaccinali dei minori, che si attesta attorno al 93 – 94 % possono garantire una riduzione dei casi nei bambini molto piccoli. E’ però importante che procedano con la vaccinazione gli adolescenti e giovani adulti non vaccinati o vaccinati con una sola dose. Per questo, invito tutti a superare remore e paure infondate, e a rivolgersi al centro più vicino a casa per estirpare ogni dubbio”.

    L’ultima importante epidemia che ha dato all’Italia, insieme alla Romania, il primato dei casi di morbillo a livello europeo, si è registrata nel 2017 con 4.991 casi, inclusi 4 decessi, e un’età mediana di 27 anni. Nel 2018 l’epidemia è continuata, seppur con minore intensità, con 2.526 casi e ben 8 decessi e un’età mediana di 25 anni.

    Questi sono alcuni dei dati disponibili sul sito Epicentro dell’ISS, che riporta anche in sintesi i dati regionali: in Lombardia nel 2018 i casi sono stati 162, con una incidenza pari a 16,1 casi ogni 100.000 abitanti.

    CHE COSA È

    Il morbillo è una malattia infettiva molto contagiosa causata da un virus.

    COME SI TRASMETTE

    Il contagio avviene per via aerea. Il morbillo è molto contagioso e la persona malata può trasmettere il virus da 4 giorni prima fino a 4-5 giorni dopo la comparsa dell’eruzione cutanea (esantema).

    COME SI MANIFESTA

    Il periodo di incubazione è solitamente di circa 10-12 giorni, ma in alcuni casi può essere più lungo.
    La malattia si manifesta con febbre, tosse, rinite (raffreddore) e congiuntivite (occhi arrossati); successivamente dopo pochi giorni compare l’eruzione cutanea sotto forma di macchioline rosse che dal volto si estende al corpo (esantema).

    Il morbillo guarisce in pochi giorni ma in alcuni casi può dare delle complicazioni anche gravi: diarrea, otiti (infiammazioni dell’orecchio), polmoniti, encefaliti (infiammazione del sistema nervoso centrale).

    La malattia può avere un decorso più grave nei bambini molto piccoli, negli adulti e nelle persone che hanno il sistema immunitario indebolito. In gravidanza può provocare danni al feto.

    COME SI PREVIENE

    Il morbillo può essere prevenuto esclusivamente con la vaccinazione. Il vaccino, oltre al morbillo, contiene nella stessa fiala anche il vaccino contro la parotite e la rosolia (noto come vaccino MPR). Viene somministrato di routine ai bambini al compimento del 1° anno di vita e ripetuto al 6° anno.
    Per una persona non vaccinata che viene a contatto con un caso di morbillo, la vaccinazione è raccomandata perché se effettuata entro le 72 ore dal contatto con il malato in fase contagiosa può evitare lo sviluppo della malattia; se tale periodo è già trascorso la vaccinazione è comunque utile per prevenire rischi di contagio in futuro.

    In caso di esposizione a un caso malato in fase contagiosa il vaccino MPR può essere fatto a partire dall’età di 6 mesi.

    CHE COSA FARE

    In caso di sintomatologia compatibile con il morbillo è importante rivolgersi al proprio medico curante, avvisandolo prima telefonicamente. In caso di accesso al Pronto Soccorso è importante avvisare subito il personale sanitario e fare uso della mascherina per evitare di diffondere l’infezione. Tutti i casi di morbillo devono essere confermati con accertamenti di laboratorio.

     

    CENTRI VACCINALI BERGAMO E PROVINCIA

    Sede Vaccinale ASST di appartenenza Comune sede vaccinale Indirizzo sede vaccinale
    CV ALZANO LOMBARDO ASST DI BERGAMO EST ALZANO LOMBARDO Via Ribolla,1
    CV CLUSONE ASST DI BERGAMO EST CLUSONE Via Somvico,2
    CV GAZZANIGA ASST DI BERGAMO EST GAZZANIGA Via Manzoni,98
    CV GROMO ASST DI BERGAMO EST GROMO Piazza Pertini,1
    CV GRUMELLO DEL MONTE ASST DI BERGAMO EST GRUMELLO DEL MONTE Via Nembrini,1
    CV LOVERE ASST DI BERGAMO EST LOVERE Piazzale Bonomelli,8
    CV SARNICO ASST DI BERGAMO EST SARNICO Via Libertà,37
    CV SERIATE ASST DI BERGAMO EST SERIATE Via Paderno,40
    CV TRESCORE BALNEARIO ASST DI BERGAMO EST TRESCORE BALNEARIO Via Mazzini,13
    CV VILMINORE ASST DI BERGAMO EST VILMINORE DI SCALVE Via Polini,7
    CV CALUSCO D’ADDA ASST BERGAMO OVEST CALUSCO D’ADDA Via Locatelli,265
    CV CARAVAGGIO ASST BERGAMO OVEST CARAVAGGIO Largo Donatori di sangue,4
    CV DALMINE ASST BERGAMO OVEST DALMINE Viale Betelli,2
    CV OSIO SOTTO ASST BERGAMO OVEST OSIO SOTTO Via Covour,6
    CV PONTE SAN PIETRO ASST BERGAMO OVEST PONTE SAN PIETRO Via Caironi,7
    CV ZANICA ASST BERGAMO OVEST ZANICA Via Serio,1
    CV TREVIGLIO ASST BERGAMO OVEST TREVIGLIO Via San Giovanni Bosco,1
    CV  ROMANO ASST BERGAMO OVEST ROMANO DI LOMBARDIA Via Mario Cavagnari,5-(piano terra)
    CV BORGO PALAZZO ASST PAPA GIOVANNI XXIII BERGAMO Via Borgo Palazzo,130-Padiglione 6/F
    CV presso OSPEDALE SAN GIOVANNI BIANCO ASST PAPA GIOVANNI XXIII SAN GIOVANNI BIANCO Via Castelli,5
    CV S. OMOBONO TERME ASST PAPA GIOVANNI XXIII S. OMOBONO TERME Via Vanoncini,20
    CV VILLA D’ALME’ ASST PAPA GIOVANNI XXIII VILLA D’ALME’ Viale Roma,16
    CV ZOGNO ASST PAPA GIOVANNI XXIII ZOGNO Piazza Belotti,1
  • Il Tadalafil mi ha riportato di nuovo alla vita

    Al mattino apriamo la nostra casella di posta elettronica con molta soddisfazione. Quando gli utenti di Tadalafil ci scrivono, lo fanno quasi sempre per raccontarci quanto sono soddisfati con un prodotto della nostra farmacia on line per la disfunzione erettile, il Tadalafil. Ci sarà una lamentela occasionale, tuttavia, considerando la enorme quantità di mail che riceviamo, sono pochissime e spaziate.

    Un utente di Tadalafil afferma: “mi sono sentito un perdente per più di un anno a causa dell’impotenza causata da un medicinale che dovevo prendere per una malattia al cuore. Finalmente ho superato il nervosismo e ho chiesto al mio medico se c’era qualcosa che potevo fare e che fosse sicuro. Mi diede la dose più bassa di Cialis (principio attivo Tadalafil). Si trattava della compressa di 5mg ma mi disse che forse sarebbe stato necessario di passare alla dose di 10mg per ottenere un’erezione dura. Quella prima notte di rapporti sessuali con il Tadalafil per la mia disfunzione erettile rimasi completamente soddisfatto.”

    Un altro consumatore soddisfatto scrisse questa breve ma dolcissima mail. “Amo il Tadalafil. Amo mia moglie. La faccio di nuovo stasera.”

    Giuseppe ci contattò per ringraziarci: “Non riesco a esprimere in che modo il Tadalafil ha migliorato le mie notti. Sono sempre stato uno stallone, e l’impotenza mi stava devastando facendomi sentire veramente depresso. La seconda volta che ho preso il Tadalafil, tutto quello che posso dire è Dinamita.”

    Eduardo T. scrisse questo commento: “Ho pensato che l’ED (disfunzione erettile) era qualcosa che dovevo accettare. Gli uomini non devono avere paura di parlare con un medico a proposito della disfunzione erettile. Ora prendo il Tadalafil (nome di marca Cialis) un paio di volte a settimana. Mia moglie dice che è come se avessi 17 anni di nuovo e non posso lasciarla da sola. Gli dico, lo so che ti piace. Mi sorride solo.”

    Consulta sempre un medico prima di prendere questo meraviglioso Tadalafil per trattare la disfunzione erettile. Lui può monitorare la dose che prendi per assicurarsi che non ci saranno delle interazioni con altri medicinali che prendi. Dopo di che, godi dei tuoi rapporti sessuali come non hai potuto fare da molto tempo.

  • Safety lighting: quando l’illuminazione diventa sicurezza

    Comunicato Stampa

    Safety lighting: quando l’illuminazione diventa sicurezza

    Da oggi nei luoghi di lavoro è possibile utilizzare indicazioni luminose per migliorarne la sicurezza con prodotti di alta qualità ed elevata affidabilità. L’esperienza e le proposte dell’azienda Progtech Srl.

     

    Nei luoghi di lavoro l’illuminazione rappresenta un fattore rilevante non solo nel determinare confortevoli e più produttive condizioni di lavoro, ma anche nel migliorare la sicurezza e la prevenzione di infortuni.

    Una corretta illuminazione in un ambiente di lavoro può, ad esempio, favorire la rilevazione di rischi, aumentare la capacità di attenzione e reazione dei soggetti che vi operano e diminuire la possibilità di compiere errori.

    Idonee soluzioni di illuminazione possono poi favorire la prevenzione di specifici incidenti, come quelli che avvengono nei percorsi con movimentazione promiscua di mezzi e pedoni, favorendo la visibilità dei segnali e dei percorsi sicuri. Possono anche ridurre gli incidenti tra attrezzature di lavoro come i carrelli elevatori, inserendo bande luminose sulle attrezzature e particolari sensori negli incroci.

    Inoltre idonee bande luminose per la sicurezza possono essere installate anche su attrezzature di sollevamento come i carroponti rendendo evidente ai lavoratori la loro presenza e le zone pericolose per la loro incolumità.

     

    Esistono prodotti di illuminazione innovativi in grado di favorire una effettiva prevenzione degli infortuni nel mondo del lavoro? Esistono aziende in grado di proporre le soluzioni migliori per ogni tipologia di esigenza legata alla sicurezza industriale?

     

    La rivoluzione nell’illuminazione di sicurezza

    Progtech Srl è una società specializzata nella progettazione e nella realizzazione di apparecchi e sistemi illuminanti a LED che, grazie ad un team di progettazione con elevata esperienza, è in grado di proporre e progettare ad hoc soluzioni per la sicurezza. L’azienda produce apparecchi secondo i più elevati standard di qualità e affidabilità e, grazie anche alla partnership con Cablotech, è in grado di migliorare l’illuminazione industriale e fornire sia consulenza in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro e in materia di valutazione dei rischi, sia assistenza per gli interventi di adeguamento e la redazione della documentazione necessaria.

    Progtech Srl realizza apparecchi a LED “made in Italy”, conformi alle normative relative alla sicurezza degli ambienti di lavoro e in grado di tener conto delle diverse esigenze di illuminazione di ogni settore industriale, ad esempio secondo l’attività, le merci trattate, la tipologia di spazi interni o esterni, le temperature, …

     

    Le soluzioni luminose di ProgTech

    Questi alcuni dei prodotti progettati per la sicurezza industriale:

    Proiettori a LED Safe Light/ Mid Safe/ Mini Safe: serie progettata per garantire la massima sicurezza negli ambienti lavorativi attraverso una serie infinita di applicazioni realizzabili grazie a speciali sistemi di lenti che proiettano forme particolari sul pavimento nelle varianti colore verde, rosso e blu. Rispetto a qualunque altro tipo di segnaletica, come ad esempio l’illuminazione da terra o l’applicazione di vernici o adesivi, questo sistema è sempre ben visibile, anche in ambienti molto illuminati o con superfici sempre ricoperte da polvere o sporcizia. È il prodotto ideale, ad esempio, per segnalare le direzioni delle uscite di emergenza (Safe Arrow) oppure la segnalazione dei punti di raccolta o di aree pericolose in cui vietare l’accesso (Safe Cross). Con l’immagine dell’omino che cammina si può illuminare invece un percorso pedonale e con l’omino che corre un’uscita di emergenza;

    Safety Bar 30 Evo/Safety Bar H.P.: lampade industriale a LED pensata per l’illuminazione di sicurezza dei carroponti, ideali per garantire maggior sicurezza all’operatore del carroponte ed ai lavoratori impegnati nelle aree di manovra circostanti, soprattutto negli ambienti rumorosi e poco illuminati. Safety Bar 30 Evo, applicata sul carroponte, emette un fascio di luce blu o rossa al suolo in grado di avvisare visivamente dell’arrivo del carroponte identificando l’area di manovra anteriormente e posteriormente. Safety Bar 30 Evo può anche essere applicata su veicoli industriali di grandi dimensioni sempre ai fini di sicurezza. Safety Bar H.P. è la lampada industriale a LED pensata la sicurezza dei carroponti posti ad altezze elevate.

    Safety Bar 20 Evo: proiettore industriale a LED studiato per l’illuminazione di sicurezza dei carrelli elevatori. Applicato sui mezzi, emette un fascio di luce blu o rossa a diversi metri di distanza che permette di avvisare i lavoratori dell’arrivo del veicolo e segnalarne le aree di manovra;

    Safety Bar 25 Green: proiettore progettato per sostituire l’applicazione di vernici o strisce adesive a terra, per la realizzazione di camminamenti, percorsi, vie di esodo. Se strisce e vernici sono soggette a usura e si sporcano facilmente, rendendo la segnaletica poco visibile e con potenziali rischi per la sicurezza, l’apparecchio è in grado di proiettare a terra una barra di colore verde, molto intensa e sempre ben visibile in quanto proiettata dall’alto;

    Safe 40: proiettore industriale a LED studiato per l’illuminazione di sicurezza di industrie pesanti, tra le quali, acciaierie, laminatoi e fonderie. È particolarmente adatto ad ambienti con elevate temperature e quantità di polvere, ed in qualunque contesto sia necessario garantire la sicurezza delle aree di lavoro. Un LED associato alla lampada permette di proiettare a terra uno spot di colore verde, rosso o blu, anche da altezze fino ai 20 mt: questo sistema è sempre ben visibile, anche in ambienti molto illuminati o con superfici ricoperte di polvere o sporcizia;

    Thor 150/250/330: linea di riflettori industriali che sostituisce i tradizionali apparecchi utilizzati fino ad ora per l’illuminazione di industrie pesanti, quali acciaierie, laminatoi e fonderie. È particolarmente adatto in ambienti con elevate temperature e polvere, ed ovunque si voglia sostituire sorgenti a scarica ed alogene.

     

     

    Il link per conoscere i prodotti Progtech e avere informazioni sulle soluzioni per la sicurezza: http://www.progtech.it/index.php

     

    In definitiva quella che offre l’azienda Progtech Srl, in partnership con l’azienda Cablotech che si occupa di illuminazione industriale, è una vera e propria rivoluzione in materia di safety lighting. L’illuminazione proposta, personalizzata per ogni realtà lavorativa, è in grado di rendere realmente più efficaci le strategie aziendali di prevenzione infortuni negli ambienti di lavoro.

     

    Per informazioni:

    Progtech S.r.l.: Via Milano 61, 24940 Bonate Sopra (Bergamo) – Tel: +39 035 0446251, [email protected], www.progtech.it

  • Ventura testimonial Nomasvello per la campagna pubblicitaria 2019

    La nuova testimonial Nomasvello per la campagna pubblicitaria 2019 sarà la showgirl e conduttrice televisiva Alessia Ventura.

    L’ha annunciato lei stessa in un suo post Instagram qualche giorno fa: la nuova testimonial Nomasvello per la campagna pubblicitaria 2019 sarà la showgirl e conduttrice televisiva Alessia Ventura.

    Al termine di una breve ma scrupolosa ricerca, la nuova testimonial è stata scelta in quanto icona di una bellezza italiana raffinata e giovane allo stesso tempo, mai volgare ma semplice nel suo look generale. Un mix che fa rientrare Alessia Ventura perfettamente nel nuovo ruolo di testimonial per il Brand Nomasvello in Italia. Qui una breve descrizione di Alessia Ventura e della sua carriera fino a oggi:

    38 anni ed una carriera di venti in tv che la rende uno dei volti più amati del piccolo schermo. Alessia Ventura è riuscita a ritagliarsi uno spazio tutto suo nel mondo dello spettacolo italiano, riuscendo a catturare gli sguardi sia per la sua nota bellezza sia per la sua professionalità. Da femme fatale sulle copertine dei magazine più prestigiosi fino a conduttrice televisiva elegante e raffinata, attenta alla moda ed al look impeccabile. Non è un caso se la Ventura è stata testimonial di diversi brand di moda di successo

    Come avvenuto con la testimonial precedente, l’attrice Roberta Giarrusso (alla quale va un profondo ringraziamento da parte dell’azienda per il cammino fatto insieme nel 2018) l’accordo prevede l’utilizzo e lo sfruttamento di immagine non solo per le Promo, ma anche per tutta la cartellonistica e il materiale pubblicitario istituzionale, i video per il brand, i trattamenti singoli e le apparizioni sui social, Facebook ed Instagram inclusi.

    A settembre si sono tenute le sessioni di shooting fotografico, i cui primi risultati saranno visibili da gennaio con le nuove grafiche ed immagini del sitohttp://www.nomasvello.it. Verranno altresì preparate tutte le grafiche istituzionali con il volto e le immagini di Alessia Ventura.

    Anche quest’anno, Nomasvello ha scelto di continuare sulla linea comunicativa alla base del successo mediatico degli ultimi anni, linea che tenderà a coniugare lusso e benessere ma alla portata di tutti, in un contesto estremamente sobrio ed elegante. Le parole-chiave rimarranno sensualità e benessere insieme alla soddisfazione di avere una pelle sana, morbida e liscia grazie alla depilazione Nomasvello.

    Ufficio Stampa:
    Presscom.it
    0731-215278

  • Bergamo: al via il tavolo Ats e sanità privata

    Dopo aver avviato il tavolo permanente e itinerante tra Ats e le Asst del territorio, il direttore generale di Ats Bergamo, Massimo Giupponi, ha convocato presso la sede di via Gallicciolli le direzioni della sanità privata accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale per le attività ambulatoriali e di ricovero: Casa di Cura Palazzolo, Casa di Cura San Francesco, Clinica Quarenghi,  Humanitas  Gavazzeni, Humanitas Castelli, FERB Onlus – Fondazione Europea Ricerca Biomedica Trescore, Centro Alzheimer Gazzaniga, NephroCare – Seriate, gruppo Habilita e gruppo San Donato Policlinico San Marco e Policlinico S. Pietro.

     

    Sotto la lente, con l’obiettivo di attivare un sistema integrato e sinergico, il livello dei servizi offerti ai cittadini e i bisogni sanitari e sociosanitari del territorio come sottolineato al termine dell’incontro da Massimo Giupponi, direttore generale di Ats Bergamo:

     

    Il settore della sanità privata, è un tassello imprescindibile nell’offerta di salute e assistenza e il clima e la volontà di dialogo che hanno caratterizzato l’incontro con i vertici della sanità privata accreditata confermano che fare squadra per il cittadino è urgente e possibile. Abbiamo impostato il lavoro di squadra verso cui dirigere impegno e sforzi comuni con l’obiettivo di costruire percorsi condivisi rispetto ai bisogni dei cittadini. La rete degli ospedali privati dal punto di vista numerico e del peso che hanno sul territorio esprimono una significatività che deve essere valorizzata. Coinvolgeremo quindi anche le strutture private accreditate nei tavoli dei gruppi di lavoro che partiranno a breve. il sistema di accreditamento attivato da Regione Lombardia riconosce il valore pubblico delle attività svolte anche dalle strutture private e pertanto la direzione di Ats Bergamo intende garantire attenzione e coinvolgimento anche alle strutture private in quanto titolari di un servizio ognuno con la sua competenza specifica”,

     

    Corale la risposta delle strutture sedute al tavolo:

    Francesco Galli, amministratore delegato Istituti Ospedalieri Bergamaschi: “Siamo molto soddisfatti della volontà di collaborazione e sinergia espressa dal dottor Giupponi, con il quale peraltro abbiamo già avuto modo di lavorare proficuamente in passato, anche nell’area dell’ATS Brianza dove era DG. Auspichiamo un’attenzione particolare al tema dell’urgenza che per noi è sicuramente tra le priorità, dovendo quotidianamente rispondere alle esigenze di salute del territorio provinciale e altresì l’ulteriore potenziamento dell’unica rete integrata territoriale che è sempre stata la forza del sistema sanitario bergamasco”

     

    Enzo Vigutto, direttore generale Istituto Suore Cappuccine di Madre Rubatto-casa di Cura San Francesco: “L’attenzione ai diversi bisogni delle persone, come realtà sanitaria cristiana ci ha sempre spinto a strutturare collaborazioni con gli altri soggetti sanitari pubblici e privati, per proporre risposte sempre più professionalmente e umanamente adeguate. Accogliamo con grande soddisfazione che questo coinvolgimento possa avvenire sin dalle fasi di programmazione, certi che rappresenterà un potenziamento dell’unica rete territoriale bergamasca”.

     

    Gianbattista Martinelli, direttore generale Casa di Cura Istituto delle Suore delle Poverelle – Istituto Palazzolo: “Ringraziamo il dott. Giupponi che, all’inizio del mandato, ci ha coinvolto in un dialogo di rete e di tavoli comuni pubblico – privato, manifestando una promessa di ascolto, soprattutto sui percorsi innovativi per la salute che le strutture private accreditate sono capaci di realizzare. Con l’impegno di tutti restano da definire le modalità di un confronto che auspichiamo paritetico, concreto e lungimirante”.

     

    Giuseppe Fraizzoli, Amministratore Delegato Humanitas Gavazzeni e Castelli: “Oggi più di prima, il ruolo di un ospedale privato accreditato è rispondere al bisogno della popolazione, coordinandosi con le altre realtà territoriali. In tal senso ringraziamo il dott. Giupponi per il coinvolgimento in un dialogo di rete. La nostra sfida più grande è investire su qualità, professionalità, tecnologia, ricerca e formazione, traducendo tutto questo in un servizio per i cittadini e per le nuove generazioni. L’impatto è sì territoriale, ma facendo crescere le competenze si avvia anche un processo di apertura, con una Bergamo sempre più punto di riferimento nazionale per l’eccellenza delle prestazioni erogate”.

     

    Roberto Rusconi, direttore generale della Casa di Cura Habilita e Habilita Ospedale di Sarnico “Auguro buon lavoro al dott. Giupponi, confermando che i 180 posti letto di riabilitazione neurologica di Zingonia e Sarnico e tutta l’attività delle nostre sei strutture sul territorio provinciale sono a completa disposizione della pianificazione dell’Ats per raggiungere insieme ambiziosi obiettivi in una logica di accurata spending review”.

     

    Michèle Quarenghi, consigliere delegato Istituto Clinico Quarenghi «L’obiettivo condiviso fra Sanità Pubblica e Privata accreditata è di far crescere la qualità della Sanità Lombarda, in particolare nella nostra provincia. «Il coinvolgimento ai tavoli di lavoro di Ats del nostro Istituto, all’avanguardia da oltre 90 anni in ogni ambito della riabilitazione, oltre che nei servizi di diagnostica per immagini, cardiovascolare e nelle prestazioni ambulatoriali, è significativo per l’assistenza che potrà garantire, attraverso percorsi di cura sempre più accessibili e sicuri, contribuendo ad abbreviare le liste di attesa per le prestazioni ambulatoriali». 

     

  • Come pulire i tappeti: scopriamolo insieme

    Hai comprato un bel tappeto per decorare la tua camera? Ottima scelta. Ma adesso penso proprio che ti troverai davanti un piccolo grande problema: come lo tengo pulito questo tappeto? No, la risposta non è sbatterlo fuori casa per eliminare la polvere e basta. E le macchie? Bisogna saperlo pulire un tappeto. Ecco perché è stata creata la guida “come pulire i tappeti” proprio per aiutare le persone che, come voi, non hanno idea da dove cominciare. Quindi vi starete chiedendo da cosa inizamo. Iniziamo dicendo che ci sono vari tipi di lavaggio per i tappeti, da quelli più superficiali a quelli più approfonditi che, per essere così di natura, richiedono sia più tempo sia più prodotti. Perciò quando leggerete questa guida intanto pensate agli strumenti che già avete in casa e se in caso volete spendere, decidete subito quanto siete disposti a spendere per prendere i prodotti adatti e specifici per pulire i tappeti. Una volta che avrete fatto e finito l’inventario delle cose che vi servono e le avrete tutte, potrete finalmente cominciare col lavoro. Non sarà una passeggiata soprattutto perché avete scelto di pulire un oggetto molto delicato e che si può rovinare: i tappeti.

    Come pulire un tappeto? Scopriamolo adesso insieme

    Gli utensili che dovete assolutamente avere sono: una scopa di saggina oppure un’aspirapolvere. L’aspirapolvere poi non devono assolutamente avere spazzole circolari. Il motivo non è scontato: le spazzole circolari succede che possono sciogliere i nodi dei tappeti moderni rovinando in maniera irreversibile il tessuto. Quindi banniamo le spazzole circolari nelle aspirapolveri altrimenti danneggerete i vostri tappeti. Un’altra cosa importante è non usare l’aspirapolvere a velocità massima, la velocità ideale è la velocità media per pulire i tappeti. Dopo aver assolto questo compito è importante anzi molto importante, direi fondamentale, sottolineare il fatto che è necessario, almeno una volta al mese, pulire i vostri tappeti nella parte posteriore. La parte posteriore, infatti, è la parte che definisce il disegno quindi è fondamentale per il benessere dei tessuti pulire anche questa parte del tappeto. La parte posteriore, se ci pensate, rimane sempre e costantemente a contatto con il suolo quindi con polvere, acari, terra e frammenti vari che possono danneggiare le fibre dei vostri tappeti moderni. Abbiamo capito quindi che dobbiamo evitare in maniera pestilenziale il battipanni in quanto rovina le fibre rompedole e danneggiando irremediabilmente i vostri tappeti.

    E per quanto riguarda il lavaggio dei tappeti: come pulire un tappeto?

    Prima abbiamo capito come eliminare la polvere e i residui sui nostri amati tappeti. Tuttavia non è un procedimento che si usa per le macchie. Come fare allora a pulire un tappeto macchiato? In particolare per tappeti persiani faremo così: il tappeto per prima cosa non va lavato in lavatrice ma a mano. Dopo averlo ripulito con aspiratore o scopa dalla polvere. Prima fase: stendere il tappeto su una superficie pulita, usare uno smacchiatore sopra la macchia e poi sciacquare. Poi si procede con la seconda fase: usiamo uno sgrassatore non solo sulla macchia su tutto il tappeto in maniera molto delicata, poi dovremo sciacquare con acqua fredda il tutto. Terza fase: usiamo uno shampoo risciacquando infine tutto il tappeto. Poi è importante farlo asciugare uniformemente al sole. Ecco qui, i nostri tappeti moderni sono puliti!

  • LA DIMENSIONE UMANA DELLA FARMACIA A COSMOFARMA EXHIBITION 2019

    LA DIMENSIONE UMANA DELLA FARMACIA A COSMOFARMA EXHIBITION 2019

     

    La relazione umana tra farmacista e paziente tra i temi principali

    della 23° edizione di Cosmofarma Exhibition

     

    Gennaio 2019 – In un momento di importanti cambiamenti per il mondo della farmacia, con l’ingresso nel mercato di nuovi attori, il rapporto di fiducia tra farmacista e paziente/cittadino torna ad essere la chiave di volta per far fronte alle nuove esigenze del settore.

    Sarà questo il tema principale della 23a edizione di Cosmofarma Exhibition, in programma a Bologna, dal 12 al 14 Aprile 2019, che si articolerà in diversi convegni e workshop dedicati ai farmacisti titolari e collaboratori, ai fornitori di servizi, ai distributori, agli agenti di commercio, ai grossisti, agli operatori sanitari, ai farmacologi e ricercatori, agli studenti e alla stampa specializzata, che saranno presenti a Bologna per scoprire gli ultimi aggiornamenti sulle tematiche riguardanti la salute e il benessere.

    Oltre ai seminari a tema istituzionale, con approfondimenti sullo scenario politico, economico e legislativo del settore, scientifico, con il coinvolgimento di medici e studiosi, e manageriale, con spunti per rendere più competitiva la farmacia e attuare una gestione più strategica, il tema delle relazioni umane, novità dell’edizione 2019, sarà sviluppato nelle sue più svariate sfumature grazie all’intervento di importanti partner ed esperti. Con l’ingresso nel mercato delle catene e con lo sviluppo delle vendite online di prodotti farmaceutici, è la ricerca di un confronto con un operatore professionale e competente che spinge il paziente a recarsi in farmacia.

    Saranno diverse le conferenze dedicate al filone delle relazioni umane.

    Il convegno “Cambiamento di contesto e modelli di Leadership” analizzerà gli impatti del cambiamento del contesto per il mondo della farmacia sul modello di leadership di individui ed aziende. Alessandra De Carlo, Executive Coach e Advisor nel settore farma, media e entertainment, guiderà la platea in un percorso alla scoperta delle caratteristiche imprescindibili per far fronte ai cambiamenti che stanno interessando il settore, il mercato e il cliente, sottolineando l’impatto di queste trasformazioni sul modello di leadership, di visione e di collaborazione nei punti vendita.

    Per rispondere al meglio alle esigenze del cittadino, è importante valutare la presenza in farmacia di un supporto psicologico, per far fronte alle problematiche dei pazienti legate, ad esempio, ai disturbi alimentari o a malattie degenerative. Sarà questo il focus della sessione “Psicologo in farmacia” di sabato 13 aprile, con la presenza di Fiorella Palombo Ferretti di ANPIF .

    Uno dei servizi che la farmacia eroga per la comunità è l’inclusione della diversity, un tema chiave nel mondo della salute e del business. Il farmacista ogni giorno gestisce quotidianamente situazioni legate alle diverse forme di diversità: dai servizi per gli anziani e i disabili al sostegno alle donne per la gestione della famiglia o in casi di violenza, dalla consulenza sui cosiddetti “farmaci razziali”, che tengono conto di patologie cliniche genetiche come lo scompenso cardiaco nelle persone di etnia afro-americana, alla consulenza per le cure e i farmaci compatibili con alcune religioni, dal supporto psicologico per soggetti appartenenti alle comunità LGBT alla consulenza per pazienti in condizioni socio-economiche disagiate.  Nonostante ciò, l’inclusione e la sua influenza sulla percezione del punto vendita da parte dei consumatori sono ancora elementi poco valorizzati.

    Nel rapporto con il cliente, diventa basilare sviluppare una corretta capacità di ascolto, andando oltre le barriere dei pregiudizi e dei valori che naturalmente si creano tra due soggetti. Nello spazio della farmacia, l’altro, cioè il cliente, il collega o il fornitore, rappresenta per il farmacista una sfida, perché richiede di abbandonare la propria zona di comfort per capire cosa desidera l’interlocutore, di cosa ha bisogno e come reagire per soddisfare la necessità del momento. Sarà questa la tesi alla base dell’incontro “Le relazioni umane e la capacità di ascoltare”, organizzato in collaborazione con Luca Chieregato, scrittore, autore di teatro, attore, regista e cantastorie.

    Da non perdere inoltre la sessione dedicata allo “Storytelling”, domenica 14 aprile, con un intervento a cura di Scuola Holden, la scuola di storytelling, cioè di narrazione e comunicazione, e di arti performative di Torino. La Scuola annovera tra i suoi collaboratori i più noti nomi del panorama letterario italiano. A Cosmofarma, Scuola Holden dimostrerà il valore dello storytelling come “medicinale” per trattare patologie legate al business e alle relazioni umane. Durante lo speech, il punto di partenza sarà la constatazione che le persone non sono alla ricerca di informazioni, ma di una ragione per fidarsi di un prodotto, di un obiettivo o di una tesi. L’opportunità di distinguersi nel mercato di oggi passa sempre più dalla capacità di costruire messaggi contestualizzati, aumentare la capacità di comprensione, catturare l’interesse degli interlocutori, raccontare i propri prodotti e servizi in un mondo in continuo cambiamento. Il convegno è diretto da una parte ai farmacisti, per dare loro gli strumenti per rafforzare le relazioni con il cliente, dall’altro alle aziende espositrici di Cosmofarma, che potranno trarre spunto per migliorare la comunicazione del loro prodotto e della loro brand-identity.

    COSMETIC SUMMIT

    Dalle ultime ricerche di mercato, la dermocosmesi si conferma un segmento basilare per lo sviluppo economico di una farmacia. Per analizzare le tematiche di maggior rilievo per il settore e per offrire ai farmacisti suggerimenti e indicazioni per sfruttare al meglio il comparto all’interno del proprio punto vendita, Cosmofarma 2019 presenterà venerdì 12 aprile Cosmetic Summit.

    In programma, un focus sui trend e gli scenari del mercato per i prodotti dermocosmetici venduti in farmacia, con particolare attenzione ai temi della sostenibilità ambientale e del packaging sostenibile. Questi temi sono utili non solo alle aziende produttrici, ma anche ai farmacisti, che devono offrire, ad un consumatore sempre più sensibile ai temi del rispetto per l’ambiente, dei prodotti di brand poco conosciuti ma fortemente impegnati sul fronte dell’eco-compatibilità. Diventa basilare al giorno d’oggi sapere impostare la comunicazione del proprio punto vendita al fine di enfatizzare una politica di “rifiuti zero” o di lotta all’iper-consumismo.

    Else Corp, start up specializzata in nuove soluzioni tecnologiche di Virtual Retail and Cloud Manufacturing, analizzerà il valore della competenza del farmacista come elemento per trasformare la presenza del paziente /cliente in farmacia in una shopping experience positiva.

    Il gruppo teatrale LiguriAttori porrà l’attenzione sulle nuove possibilità comunicative del farmacista per presentarsi al meglio e avere maggiori strumenti per fidelizzare la propria clientela.

    Tra le principali richieste del paziente, la necessità di avere un prodotto personalizzato, specifico per le esigenze di ciascun individuo, è sicuramente l’elemento chiave dello sviluppo della galenica. Mauro Castiglioni di Sifap si soffermerà in particolare sulla preparazione del prodotto cosmetico in farmacia come opportunità per rispondere al meglio alle richieste terapeutiche del cliente, utilizzando tecniche tradizionali e nuove tecnologie per ottenere prodotti più performanti.

    Nell’ambito della customizzazione del prodotto dermocosmetico, la cosmesi oncologica è per il farmacista un esempio della necessità di saper personalizzare il prodotto in base alle problematiche del paziente. Interverranno Federfarma Brescia e Oncos.

    BOLOGNA HEALTH WEEK – Bologna torna ad essere capitale della salute

    Dal 10 al 14 Aprile 2019 Bologna riunirà gli operatori nel settore della salute durante la Bologna Health Week, un evento in città e per la città, in occasione di Cosmofarma Exhibition e Pharmintech, la manifestazione dal 10 al 12 aprile dedicata alle tecnologie per la produzione e il confezionamento del farmaco – con il Patrocinio di Federfarma Bologna e del Comune di Bologna. L’iniziativa rappresenta un riconoscimento per la città, e coinvolge i cittadini all’interno della settore della salute e della cura di sé, incentivando la prevenzione e gli screening.  Le più importanti farmacie di Bologna e provincia daranno la possibilità di effettuare degli esami a condizioni dedicate.

    Per informazioni, www.cosmofarma.com

     

    COSMOFARMA EXHIBITION

    IMMAGINE & COMUNICAZIONE | Paolo Landi | [email protected]

    PRESS OFFICE | Arianna Rizzi | Tel. 02 454708253 | [email protected]

    ORGANIZZATO DA: BolognaFiere Cosmoprof SpA – Milano

    tel. +39 02 796420 | Fax +39 02 454708285

    [email protected] | www.cosmofarma.com

  • Portare gli Occhiali da Vista è Sempre più di Moda

    Portare gli occhiali nel modo corretto permette di beneficiare a pieno di questi dispositivi che servono a correggere la vista rendendoci una visuale più nitida.
    Oltre a permetterci di vedere bene gli occhiali svolgono anche una importante funzione protettiva per quanto riguarda la giusta schermatura dai raggi solari per mezzo di lenti adeguatamente realizzate per filtrare i raggi uv.
    Gli occhiali da vista forniti delle lenti correttive necessarie a correggere i difetti visivi prevengono il peggioramento della vista che si accentua nel caso i nostri occhi privi delle giuste correzioni si sforzino continuativamente per mettere fuoco ciò che ci circonda.
    Portare gli occhiali oggi è divenuto comodo ed anche piacevole grazie ai grandissimi passi avanti che sono stati fatti sia da un punto di vista ergonomico sia da un punto di vista estetico, entrando in un qualsiasi negozio di ottica Firenze o di altre città potremo scegliere tra un vasto numero di modelli di tutti i colori e le forme in grado di soddisfare qualsiasi gusto ed esigenza funzionale..
    I progressi dell’industria ottica ha portato alla creazione di lenti correttive sempre più performanti per correggere difetti della vista anche diversi tra loro per mezzo di lenti bifocali che permettono di vedere bene da vicino e da lontano.
    Parallelamente a questi enormi passi avanti da un punto di vista funzionale sono stati fatti grandi miglioramenti anche esteticamente, lo spessore delle lenti un tempo molto accentuato attualmente a raggiunto finezze sempre maggiori dando a chi li indossa un aspetto più piacevole.
    Anche le montature di un tempo pesanti e invasive da indossare oggi sono estremamente leggere e realizzate con design decisamente accattivanti che permettono a chi li indossa di assumere un aspetto estetico piacevole.
    Anche molti brand della moda hanno dedicato intere linee per la realizzazione di modelli caratterizzati da forme che danno agli occhiali un grande valore aggiunto per quanto riguarda il design.
    Questo ha portato oggi gli occhiali ad essere considerati non solo dei supporti visivi necessari a correggere i difetti della vista ma piuttosto accessori di moda sempre più desiderati ed indossati anche da chi non ne ha una primaria necessità.

  • Alga spirulina. Un toccasana per la salute

    L’alga spirulina è un concentrato di vitamine e minerali. Questa meravigliosa alga scoperta nei primi anni 70, può essere tranquillamente aggiunta in una vostra dieta personalizzata. Gli effetti benefici di questa pianta sono molto numerosi. Ora vedremo quali sono i benefici più conosciuti derivanti dal consumare questo portentoso alimento, chiamato non a caso il cibo degli dei!

    Alga spirulina, scopriamo i suoi benefici

    Ha le stesse quantità di proteine della carne, senza i suoi grassi e il colesterolo. Praticamente possiede le proteine del gruppo B, compreso il B12. Per cui è una ricca fonte di proteine, senza effetti collaterali.

    Altre proprietà dell’alga spirulina

    Protegge il sistema cardiovascolare, aiuta a mantenere in riga i valori pressori, offre un’ottima cura contro la candidosi. Per chi soffre di ipertensione è un antipertensivo naturale. Avendo una alta percentuale di ficociania, è un ottimo vasodilatatore.

    Come usare l’alga spirulina

    L’alga spirulina, può essere usata in polvere, per condire i nostri piatti o realizzare degli ottimi frullati o spremute. Il suo sapore è un po forte, simile al tartufo per intenderci. Se avete a cura la vostra salute, e siete convinti di riuscire a raggiungere uno stile di vita sano, attraverso una corretta alimentazione, allora la spirulina fa per voi.

    Ulteriori benefici dell’alga spirulina

    Noi di Vita Salutare abbiamo sempre a cuore la salute. Abbiamo già scritto sui benefici di questa meravigliosa pianta in questo articolo. Dove spiegavamo come numerosi ricercatori, siano arrivati alla conclusione, che le proprietà benefiche della spirulina, non si limitano ad essere un potente antipertensivo, antibiotico, antimicotico, ecc ma rappresenta anche un valido aiuto per chi desidera perdere qualche chilo in modo naturale.

    Spirulina un super alimento per la tua dieta

    Grazie ai suoi altissimi valori nutritivi, dona un effetto saziante, apportando pochissime calorie. Le sostanze che assimili come nutrimento sono determinanti per ripristinare uno stato di benessere generale: vitamine, sali minerali, proteine, sostanze antiossidanti e acidi grassi essenziali contribuiscono a realizzare un importante equilibrio che agisce anche sul tuo stato mentale, sul sonno, sul tuo umore, tutti fattori assolutamente imprescindibili per la riuscita di una dieta.

    La spirulina, essendo un super alimento composto da numerosissimi tipi di vitamine, proteine e sali minerali, può aiutarti e non poco a organizzare una dieta, sana e bilanciata. Ad esempio puoi integrare la tua dieta con 7-8 capsule di spirulina ogni giorno.

    Oppure puoi prepararla in polvere, dove è indicata in cucina come ingrediente per varie pietanze, come il pane casereccio, la pasta oppure dolci o biscotti ipocalorici. Molto indicata è in bevande come frullati, smoothie o dei cocktail fatti in casa.

  • Daiichi Sankyo Europe: accordo con Esperion Therapeutics

    Daiichi Sankyo Europe commercializzerà le formulazioni orali di acido bempedoico e della associazione acido bempedoico/ezetimibe in Europa e Svizzera.

    Roma, 8 gennaio 2019 – Daiichi Sankyo Europe ha stretto un accordo di licenza esclusiva con Esperion Therapeutics (NASDAQ: ESPR) per la commercializzazione delle compresse di acido bempedoico e della associazione fissa acido bempedoico/ezetimibe, nell’area economica europea e in Svizzera. Daiichi Sankyo Europe si occuperà della commercializzazione in questi territori, mentre Esperion sarà responsabile della produzione e dello sviluppo di questo inibitore orale dell’adenosina trifosfato (ATP) citrato liasi (ACL) in monosomministrazione giornaliera che riduce il colesterolo e la sintesi degli acidi grassi nel fegato. L’accordo rafforzerà il portfolio cardiovascolare di Daiichi Sankyo in Europa e sfrutterà le sinergie create nella commercializzazione dell’anticoagulante orale in monosomministrazione giornaliera LIXIANA® (edoxaban) e dell’antiaggregante in monosomministrazione giornaliera Efient® (prasugrel).

    Vi è una significativa necessità di ulteriori opzioni di trattamento per l’elevato numero di pazienti in Europa con ipercolesterolemia che non raggiungono il livello ottimale di colesterolo LDL. Anche nei pazienti ad altissimo rischio, solo il 32% raggiunge il livello target di C-LDL, e ciò è particolarmente vero per i pazienti che sperimentano reazioni avverse ai farmaci a base di statine e sono così costretti ad assumerne solo alla massima dose tollerata o addirittura a non prenderne affatto. L’acido bempedoico è un profarmaco che richiede l’attivazione da parte della acil-CoA sintetasi-1, enzima assente nel tessuto muscolare, e quindi non presenta il rischio potenziale di reazioni avverse a carico dei muscoli associato alla terapia con statine. L’acido bempedoico può essere usato in associazione con altri farmaci ipolipemizzanti e offrirà un’opzione orale, in monosomministrazione giornaliera, per i pazienti che non raggiungono il target di C-LDL.

    Il robusto programma di sviluppo che ha valutato l’efficacia e la sicurezza dell’acido bempedoico è stato completato nell’ottobre 2018. Gli studi di fase 2 e di fase 3 sono stati condotti su quasi 4.800 pazienti; circa 3.100 sono stati trattati con acido bempedoico e hanno ottenuto una riduzione di C-LDL fino al 30% se utilizzato in monoterapia e fino al 48% se in associazione con ezetimibe. I risultati dimostrano che l’acido bempedoico è ben tollerato e ne confermano l’efficacia su un lungo periodo di tempo. La frequenza di eventi avversi osservati durante il trattamento, di eventi avversi a carico dei muscoli e di interruzioni della terapia, è risultata sovrapponibile nel gruppo trattato con acido bempedoico e in quello trattato con placebo.

    “Siamo molto lieti di annunciare questo accordo di licenza commerciale per l’acido bempedoico, un trattamento innovativo che affronterà un importante bisogno insoddisfatto per i pazienti che non raggiungono il livello ottimale di colesterolo LDL ed hanno opzioni terapeutiche limitate” dichiara Rodney Smith, ricercatore e capo del Medical Affairs di Daiichi Sankyo Europe. “Il team di Esperion ha condotto un programma di sviluppo robusto e di alta qualità su 4.000 pazienti dimostrando che l’acido bempedoico è un’opzione terapeutica efficace e ben tollerata. Ciò supporta la nostra grande fiducia in questo prodotto che completa e rafforza il nostro attuale portfolio cardiovascolare, costruito sul successo di LIXIANA®”, aggiunge Benoit Creveau, capo del dipartimento del Marketing Cardiovascolare di Daiichi Sankyo Europe.

    Secondo i termini dell’accordo, Daiichi Sankyo Europe verserà a Esperion un anticipo di 150 milioni di dollari, a cui aggiungerà versamenti successivi, inclusi 150 milioni di dollari sulle prime vendite commerciali e royalties. Il totale di queste tranche potrebbe potenzialmente arrivare fino a 900 milioni di dollari.

    “Siamo molto felici di collaborare con Daiichi Sankyo Europe per rendere l’acido bempedoico l’opzione di trattamento ipolipemizzante preferita dopo le statine, sia per i pazienti che per i medici europei. Daiichi Sankyo Europe, con la sua organizzazione commerciale composta da 1000 dipendenti dedicati all’area cardiovascolare, vanta una serie di successi nella vendita di farmaci, incluso quello del suo anticoagulante orale LIXIANA®, che hanno come target gli stessi specialisti a cui è rivolto l’acido bempedoico”, dichiara Tim Mayleben, presidente e CEO di Esperion. “Questo accordo rappresenta il primo passo nell’evoluzione di Esperion, da pioniera ad azienda commerciale di successo”.

    Esperion ha completato il suo programma di sviluppo di Fase III di acido bempedoico in monosomministrazione ed associato ad ezetimibe nell’ottobre 2018. La società prevede di presentare le domande di autorizzazione all’immissione in commercio alla Food and Drug Administration (FDA) durante il primo trimestre del 2019 e all’Agenzia europea per i medicinali (EMA) durante il secondo trimestre del 2019. Le decisioni sull’ approvazione da parte della FDA e dell’EMA sono attese nella prima metà del 2020. CLEAR Outcomes, il trial globale sull’acido bempedoico e gli eventi cardiovascolari, è attualmente in corso e i dati sulla riduzione del rischio cardiovascolare sono attesi nel 2022.

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    Associazione Acido Bempedoico / Ezetimibe
    L’associazione di acido bempedoico e ezetimibe è una terapia non-statinica, disponibile per via orale (compresse), in monosomministrazione giornaliera, per ridurre i livelli di C-LDL, mediante i meccanismi di azione complementari di inibizione della sintesi del colesterolo (acido bempedoico) e inibizione dell’assorbimento del colesterolo (ezetimibe). L’inibizione dell’adenosina trifosfato (ATP) citrato liasi (ACL) da parte dell’acido bempedoico riduce la biosintesi del colesterolo e riduce il C-LDL agendo sul recettore LDL. L’inibizione del gene NPC1L1 (Niemann-Pick C1-Like 1), grazie a ezetimibe, si traduce in un ridotto assorbimento del colesterolo dal tratto gastrointestinale che, di conseguenza, riduce l’apporto di colesterolo al fegato, con effetti conseguenti sui recettori LDL. I dati di Fase III hanno dimostrato che questa associazione ben tollerata determina una riduzione del 35% del C-LDL quando utilizzato con statine alla massima dose tollerata, una riduzione del 43% del C-LDL quando usato in monoterapia, e una riduzione del 34% della proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hsCRP). La frequenza di eventi avversi osservati durante il trattamento, di eventi avversi a carico dei muscoli e di interruzioni del trattamento, è risultata sovrapponibile nel gruppo trattato con acido bempedoico e in quello trattato con placebo.

    Acido Bempedoico
    Con un meccanismo d’azione mirato, l’acido bempedoico è il primo farmaco appartenente alla classe degli inibitori dell’(ATP) citrato liasi (ACL), orale, in monosomministrazione giornaliera, che riduce la biosintesi del colesterolo e degli acidi grassi e riduce il C-LDL agendo sul recettore LDL. Come le statine, l’acido bempedoico riduce anche la proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hs-CRP), un marcatore chiave dell’infiammazione associato alla malattia cardiovascolare.5 L’acido bempedoico è un profarmaco che è attivato dalla acil-CoA sintetasi a catena molto lunga-1 (ACSVL1). Inoltre, è stato dimostrato che l’assenza di ACSVL1 nel muscolo scheletrico permette all’acido bempedoico di non provocare la miotossicità associata alla terapia con le statine.Destinazione non trovata! Gli studi di fase II e di fase III condotti su quasi 4.800 pazienti, con circa 3.100 pazienti trattati con acido bempedoico, hanno messo in evidenza una ulteriore riduzione del colesterolo LDL del 20% quando utilizzato con statine alla massima dose tollerata, fino al 30% quando utilizzato in monoterapia, e una riduzione del 35% in associazione ad ezetimibe se usato con statine alla massima dose tollerata, e fino al 48% di C-LDL in associazione ad ezetimibe senza somministrazione concomitante di statine.5

    L’effetto dell’acido bempedoico sulla morbilità e mortalità cardiovascolare non è stato ancora determinato. Esperion ha avviato uno studio globale sugli eventi cardiovascolari, al fine di valutare gli effetti dell’acido bempedoico sulla frequenza di eventi cardiovascolari maggiori in pazienti con malattia cardiovascolare o ad alto rischio, che non tollerano neanche la più bassa dose giornaliera di statine approvata, e dunque sono considerati “statino-intolleranti”. Il trial – noto come CLEAR Outcomes – è uno studio event-driven, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo che prevede l’arruolamento di circa 12.600 pazienti con ipercolesterolemia ad elevato rischio di malattia cardiovascolare, in oltre 1.000 centri distribuiti in circa 30 Paesi.

    FonteDaiichi Sankyo Europe

  • Intervento di rinoplastica: com’è il decorso post operatorio

    Attualmente gli interventi di rinoplastica, cioè destinati a cambiare le forme e le linee del proprio naso, sono assolutamente in aumento. Sono tante le donne e gli uomini che, non amando il proprio naso, decidono di compiere un gesto estremo cambiandone e migliorandone i suoi lineamenti.
    Nonostante spesso ci si informi sulla durata dell’intervento, su come funziona, sui così e così via, spesso si tralascia un’altra fase molto importante: il decorso post operatorio.
    Nel caso in cui si lavori, si abbia un’attività o comunque si abbia programmato un impegno, è estremamente importante conoscere e capire i tempi di recupero.
    Ebbene, in questa guida abbiamo deciso di fugare ogni vostro dubbio in merito agli interventi di rinoplastica Verona.

    Rinoplastica: cosa succede dopo

    Innanzitutto iniziamo col dire che dopo l’intervento (spesso di un paio d’ore) potrebbe essere necessario indossare un tutore, dei tamponi o un gesso per proteggere il vostro naso. I tamponi vengono rimossi dopo un giorno o al massimo due mentre il gesso può anche rimanere per una settimana.
    Dopo l’intervento, il vostro naso avrà sicuramente una nuova forma, ma i risultati effettivi potrebbero aver bisogno di più tempo per stabilizzarsi.

    Cosa fare in caso di dolore o gonfiore al naso

    Può accadere che dopo l’intervento si presenti del gonfiore o del dolore al naso. In questi casi dovreste:

    • Evitare di prendere botte al naso, soprattutto se siete sempre a contatto con bambini;
    • Mangiate meglio: il consiglio è quello di evitare cibi ricchi di sale, in modo da contrastare la formazione di ritenzione idrica del liquido nella punta nasale. Mangiate anche cibi il più possibile leggeri e morbidi;
    • Se avete gli occhiali, evitate di indossarli per almeno le quattro settimane successive all’intervento. Meglio usare, quindi, lenti a contatto;
    • Durante la notte, dormite con la testa un po’ più alzata verso l’alto per attutire dolore e gonfiore;

    È bene specificare che il decorso post operatorio è sempre soggettivo e varia da paziente a paziente, per cui può essere estremamente breve ma anche fin troppo lungo in termini di mesi e giorni.

  • Metodi di epilazione

    I termini “depilazione” ed “epilazione” indicano i trattamenti ai quali si ricorre per eliminare i peli in eccesso, ma hanno un diverso significato:

    Depilazione vuol dire eliminare il pelo dalla superficie della pelle, infatti la depilazione può essere definita come una pratica igienica o estetica per ridurre temporaneamente la lunghezza dei peli presenti sul corpo maschile o femminile, asportando tutta la parte esterna alla superficie della pelle.

    Epilazione invece significa eliminare tutto il pelo, bulbo compreso (asportazione del pelo nella sua interezza fino al bulbo pilifero) e può essere transitoria o permanente (es. strappo con le pinzette, depilazione laser o con luce pulsata).

    L’epilazione viene sempre condotta con mezzi fisici, quali:

    CERETTA:

    Strappo dei peli mediante cerette e cere depilatorie, di colofonia, o glucosio e cera d’api, applicate a caldo o a freddo, che incorporano il pelo al loro interno, e poi solidificandosi possono essere asportate a strappo (si fa aderire una tela compatta) asportando sia la cera che i peli.

    ELETTROCOAGULAZIONE:

    Consiste nell’introdurre nella cute un ago sottile che trasmette leggere scariche elettriche bruciando il bulbo pilifero e permettendo la conseguente estrazione del pelo con la pinzetta. Con questa metodica i peli vengono trattati uno ad uno e quindi occorrono tempi molto lunghi ed esiste la possibilità che si formino piccolissime cicatrici.

    È un trattamento di epilazione paramedicale che deve essere sempre eseguito da un medico esperto. Si esegue attraverso un ago sottilissimo che penetra fino al bulbo pilifero distruggendolo con il passaggio di corrente ad alta frequenza.

    LASER:

    La depilazione laser definitiva non è attiva su peli depigmentati, ed è bene non utilizzarla sulle sopracciglia per evitare il contatto tra laser e occhi.

    Il trattamento va effettuato con la pelle più chiara possibile, cioè non abbronzata e con l’area da trattare accuratamente rasata, non esponendosi al sole per alcune settimane dopo il trattamento.

    Inoltre occorre considerare che il bulbo pilifero viene raggiunto solo quando si trova nella fase vitale di anagen e quindi non tutti i peli vengono rimossi in un’unica seduta e il numero di sedute varia da soggetto a soggetto.

    LUCE PULSATA:

    L’epilazione a luce pulsata è un trattamento con luce pulsata ad alta intensità (IPL) produce il riscaldamento (fototermolisi) selettivo in particolare nei confronti del colore scuro o simil scuro.

    Questa tecnica di epilazione è simile a quella a laser, con la differenza che non si tratta di un raggio laser ma di una luce intensa, distribuita a pulsazioni grazie a una lampada chiamata “flash”.

    Assorbendo questa luce intensa, la melanina, il pigmento che colora il pelo, subisce un forte aumento di temperatura. Essa trasmette questo calore al bulbo pilifero, che si scioglie.

  • Suicidio assistito e articolo 580: i temi del seminario introdotto da Marilisa D’Amico

    Organizzato da Politeia in collaborazione con il Dipartimento di Diritto pubblico italiano e sovranazionale dell’Università degli Studi di Milano, il seminario “Suicidio assistito e Costituzione” è stato introdotto e moderato da Marilisa D’Amico: si è discusso dell’articolo 580 del Codice Penale, con l’obiettivo di fare informazione soprattutto tra i più giovani.

    Marilisa D'Amico

    Marilisa D’Amico: gli obiettivi del seminario “Suicidio assistito e Costituzione”

    Marilisa D’Amico, Ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano, si è occupata di introdurre il seminario intitolato “Suicidio assistito e Costituzione: considerazioni a prima lettura dell’ordinanza della Corte costituzionale”. La professoressa ha moderato l’incontro in qualità di Prorettore alla Legalità, Trasparenza e Parità dei diritti, apportando il suo contributo alla discussione e introducendo i lavori. Il seminario si è svolto durante il pomeriggio di lunedì 3 dicembre 2018 presso l’Aula 2 dell’Ateneo milanese: è stato organizzato da Politeia, Centro per la ricerca e la formazione in politica ed etica, in collaborazione con il Dipartimento di Diritto pubblico italiano e sovranazionale dell’Università. Come sottolineato da Marilisa D’Amico, l’incontro è stato programmato con l’obiettivo di dar vita a un dibattito scientifico tra docenti, professionisti, filosofi e giuristi sul tema del suicidio assistito, coinvolgendo i giovani studenti e contribuendo a fare informazione su un tema così complesso e d’interesse universale. Sono intervenuti durante il seminario svariati professionisti e docenti come Lorenza Violini, Direttore del Dipartimento di Diritto pubblico italiano e sovranazionale e Ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano, e l’avvocato Irene Pellizzone, membro di Giunta dell’Associazione no profit Luca Coscioni.

    L’introduzione ai lavori di Marilisa D’Amico: le considerazioni iniziali

    Marilisa D’Amico ha sottolineato da subito l’importanza di creare occasioni di discussione e di confronto tra diverse personalità per trattare di un tema così complesso dal punto di vista etico e giuridico: da qui l’intenzione di dar vita a un panel il più possibile vario ed equilibrato, per sviluppare un dibattito pubblico e a caldo sul suicidio assistito e sull’articolo 580 del Codice Penale. Ci troviamo infatti in un momento particolare, in cui la Corte costituzionale ha rimandato al 24 settembre 2019 la questione della legittimità costituzionale dell’articolo 580, in modo da dare la possibilità al Parlamento di intervenire in maniera organica. Durante le sue considerazioni iniziali, Marilisa D’Amico ha introdotto la vicenda di Fabiano Antoniani e Marco Cappato, che si è autodenunciato per spingere i giudici ad interrogarsi sul perdurare dell’articolo 580, redatto in un’epoca del tutto diversa da quella attuale, non interessata dagli accadimenti di oggi. La professoressa ha evidenziato con decisione la necessità di colmare il “vuoto legislativo” che si è reso sempre più evidente in seguito alla vicenda di Marco Cappato e Fabiano Antoniani. Nel frattempo è fondamentale fare cultura, soprattutto tra i giovani, su temi riguardanti l’alleanza terapeutica e il consenso informato, che non devono sembrare formule astratte ma aspetti importanti da considerare e comprendere, poiché coinvolgono nel profondo la vita di tutti.

  • Daiichi Sankyo Lixiana®: Primi dati relativi ai pazienti arruolati in Italia nell’ETNA AF

    Presentati al congresso SIC i dati dei pazienti italiani arruolati nel registro post-autorizzativo ETNA-AF Europe per valutare l’anticoagulante orale diretto Lixiana®

    Roma 17 dicembre 2018 – Al 79 ° Congresso della Società Italiana di Cardiologia di Roma, Daiichi Sankyo ha presentato i dati al basale relativi ai pazienti arruolati in Italia nell’ETNA AF, un registro europeo prospettico, multicentrico, osservazionale, post-autorizzativo disegnato per valutare sicurezza, efficacia e aderenza di edoxaban (Lixiana®) in monosomministrazione giornaliera in pazienti con fibrillazione atriale non valvolare (FANV) nella pratica clinica quotidiana.

    Il programma globale ETNA-AF combina le informazioni provenienti da tre registri real life, condotti in Asia orientale, Giappone ed Europa, che sono stati disegnati per osservare la pratica clinica locale, che saranno poi integrati in un unico database. Nel nostro continente, il registro prende il nome di ETNA-AF Europe e prevede il follow- up di 4 anni di 13.980 pazienti arruolati in Austria, Belgio, Germania, Irlanda, Olanda, Portogallo, Spagna, Svizzera, Inghilterra e Italia.

    “Il registro real-life ETNA-AF Europe integrerà i dati dello studio di fase III ENGAGE-AF TIMI 48 sul quale si basa l’autorizzazione dell’EMA all’uso di edoxaban per la prevenzione dell’ictus nei pazienti con Fibrillazione Atriale, in un setting di pazienti non selezionati come nello studio registrativo – ha spiegato il prof. Raffaele De Caterina, Professore Ordinario di Cardiologia, Università degli Studi di Pisa, che durante il simposio ha presentato le caratteristiche dei pazienti arruolati in Italia rispetto a quelli del resto d’Europa. Il valore di questo studio è dato anche dal suo disegno prospettico che prevede l’aggiudicazione centrale degli eventi, e dalla durata del follow up di 4 anni”.

    In Italia, rispetto al resto di Europa, è stata arruolata una percentuale più alta di pazienti anziani (età media 75 anni in Italia vs 73 anni in Europa), di sesso femminile (rispettivamente 46,4% vs 42,1%), con un peso corporeo inferiore, nonché con una maggiore incidenza di ipertensione (80,7% in Italia vs 75,4% in Europa), e di insufficienza renale (41,9% vs 21,5%); questo potrebbe aver contribuito ad un utilizzo maggiore della dose ridotta di edoxaban 30 mg (rispettivamente 31,5% vs 20,4%).

    “I centri italiani hanno svolto un ruolo rilevante in questo registro europeo, contribuendo con oltre 3500 pazienti arruolati e rappresentando il 26% del totale, secondo paese europeo dopo la Germania. Considerando il numero di pazienti anziani e con maggiori comorbidità arruolati rispetto al resto d’Europa – ha spiegato Fabio Romeo, Medical Director Daiichi Sankyo Italia. Sarà interessante valutare gli outcomes, che siamo confidenti possano confermare il favorevole profilo di efficacia e sicurezza già evidenziato da edoxaban nello studio registrativo ENGAGE AF”.

    L’obiettivo primario dello studio ETNA-AF-Europe è quello di raccogliere dati real life sulla sicurezza di edoxaban riguardo gli eventi emorragici, inclusi emorragie intracraniche, eventi avversi correlati all’uso del farmaco, e la mortalità per qualunque causa. Gli obiettivi secondari dello studio, infine, includono la valutazione degli effetti di LIXIANA® su eventi clinici rilevanti quali ictus, eventi embolici sistemici, eventi cardiovascolari maggiori e ospedalizzazione a seguito di problemi cardiovascolari.

    La Fibrillazione Atriale
    La FA è una condizione in cui il cuore batte in modo rapido e irregolare. Quando ciò accade, il sangue può accumularsi e addensarsi nelle camere del cuore causando un aumento del rischio di coaguli di sangue. Questi coaguli di sangue possono staccarsi e viaggiare attraverso il flusso ematico verso il cervello (o talvolta verso un’altra parte del corpo), dove possono potenzialmente provocare un ictus.La fibrillazione atriale è il tipo più comune di disordine del ritmo cardiaco ed è associata a una notevole morbilità e mortalità. Rispetto a quelli che non ne soffrono, le persone con questa aritmia hanno un rischio di ictus 3-5 volte più alto. Un ictus su cinque è causato da FA.

    Edoxaban
    Edoxaban è un inibitore diretto del fattore Xa somministrato una volta al giorno. Il fattore Xa è uno dei componenti chiave responsabili della coagulazione del sangue, quindi inibirlo significa rendere il sangue più fluido e meno incline alla coagulazione. Edoxaban è attualmente commercializzato in Giappone, Stati Uniti, Corea del Sud, Hong Kong, Taiwan, Thailandia, Canada, Germania, Regno Unito, Svizzera, Irlanda, Paesi Bassi, Italia, Spagna, Belgio, Austria, Portogallo e altri paesi europei.

    FonteDaiichi Sankyo

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    Contatti

    Daiichi Sankyo
    Elisa Porchetti
    Tel.+39 0685255-202
    elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it

    Valeria Carbone Basile
    Tel: +39 339 1704748
    valeria.carbonebasile@gmail.com

  • La sicurezza di tutti i lavori: auspici per un anno nuovo

    Comunicato Stampa

    La sicurezza di tutti i lavori: auspici per un anno nuovo

    Gli auspici per un 2019 in cui si possa pensare alla sicurezza di tutti i lavori e di tutti gli ambienti lavorativi. L’importanza di una formazione diffusa e partecipata. A cura di Rocco Vitale, presidente di AiFOS e sociologo del lavoro.

    Per coloro che, costantemente, si interessano ed operano per la salute e la sicurezza sul lavoro il 2018 si conclude con un aumento degli infortuni e degli incidenti. La questione nel suo complesso deve essere letta in un contesto complessivo che non è più circoscritto alla “fabbrica” quale luogo di lavoro ma nel contesto del lavoro. Basti pensare all’ultima tragedia della discoteca di Corinaldo dove i giovani ragazzi sono morti a causa della mancata messa in sicurezza dell’ambiente. Sempre più, nel mondo, le feste ed i mercatini di Natale sono occasione di preoccupazione per possibili attentati terroristici. Tra la safety e la security vi è ormai un filo conduttore che deve trovare all’interno del sistema legislativo una coerente parola d’ordine nella formazione diffusa e partecipata.

     

    Si tratta di sviluppare una formazione sui comportamenti. In molti casi, ancor oggi, la formazione rappresenta un aspetto formale che si conclude con un pezzo di carta (spesso anche acquistato in varie forme) che non risponde alle esigenze della società nel suo insieme.

     

    Deve essere dedicata più attenzione alla valutazione dei rischi che non si può esaurire nella formuletta “Rischio=Probabilità*Gravità”. A ciò bisogna aggiungere l’elemento umano della percezione del rischio. L’innovazione tecnologia e le nuove tecnologie rappresentano sicuramente un traguardo importante ma stiamo attenti a voler pensare ad una prevenzione scientifica dei rischi che, da sola, sia in grado di prevedere e determinare i risultati delle azioni anche se sono ben programmate e pianificate.

     

    Un notevole contributo della ricerca sarà lo sviluppo dell’Internet of Things (IoT- Internet delle cose) nell’ottica della fabbrica intelligente e dei prodotti intelligenti: ricordiamo però che questi strumenti sono nelle mani dell’uomo e, quindi, dei suoi comportamenti e della sua consapevolezza che deriva, sempre più, da una maggiore conoscenza ed applicazione della percezione del rischio.

     

    Oggi, però, anche se la fabbrica non si è estinta molti lavori si svolgono in altri ambienti e con approcci differenti. Pensare alla sicurezza solo nei luoghi di lavoro è riduttivo e forse bisogna iniziare a pensare alla sicurezza sul lavoro. Di tutti i lavori. E gli ambienti sono anche il mezzo di trasporto, la strada, per le feste all’aperto, le discoteche, le piste di sci, le spiagge e via dicendo. Anche in tutti questi spazi si devono applicare le norme sulla sicurezza. Sono ambienti dove alcuni lavorano ed altri – dal lavoro altrui – ne traggono rilassamento, vacanza, divertimento. I partecipanti devono essere coinvolti nella sicurezza che non riguarda solo ed esclusivamente gli organizzatori.

     

    Un mondo sempre più complesso e difficile dove la formazione svolge un ruolo fondamentale e determinante per modificare, cambiare, responsabilizzare i comportamenti delle persone. Sta cambiando il mondo del lavoro, vi è una diffusa crisi della rappresentanza, e quindi dalla cultura della sicurezza bisogna passare alla cultura del lavoro di cui la sicurezza non ne rappresenta una parte ma è parte integrante.

     

    In questo mondo complesso e (dis)articolato l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) cerca di fare la sua parte nell’ambito della formazione. E con la Fondazione AiFOS, nei primi due anni, abbiamo contribuito con 100.000,00 € alla realizzazione di progetti sulla sicurezza a favore di enti, associazioni e nel campo della disabilità.

     

    Un grazie a tutti certi di trovarci assieme col nuovo anno ad affrontare le sfide che ci attendono.

     

    Il link per conoscere eventi, corsi e iniziative organizzati dall’associazione AiFOS: http://www.aifos.it

     

    Per informazioni e iscrizioni:

    Direzione Nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.it  – [email protected]

     

     

     

    19 dicembre 2018

     

    Ufficio Stampa di AiFOS

    [email protected]

    http://www.aifos.it/

  • Il trucco semipermanente

    Il trucco semipermanente o tattoo make up è adatto alle persone di tutte le età, è ideale per chi porta lenti a contatto, occhiali da vista e per chi soffre di allergie ai tradizionali prodotti da trucco.

    Questo tipo di trattamento consiste nel disegnare a matita con le giuste forme e colori, l’effetto che si vuole ottenere, in modo che anche la cliente possa rendersi conto del risultato finale. Poi sulla zona da trattare si mette un anestetico locale in crema e s’inizia con il tatuaggio, cioè s’introducono i pigmenti colorati nel derma.

    In particolare il trattamento può essere fatto su:

    Labbra: si definisce il disegno migliore per la linea labbra scegliendo un colore mirato a compensare le irregolarità. Si può scegliere tra la semplice linea di contorno e la linea con una microsfumatura labiale che permette di dimenticare il rossetto.

    Occhi: se l’occhio non ha l’espressività desiderata o se semplicemente non si riesce più a fare a meno di quel contorno che ci fa sentire sicure del nostro sguardo, questa è la soluzione. Si può scegliere tra la linea infracigliare superiore, quella inferiore e una linea un pò più spessa se preferite un trucco più intenso. Il risultato sarà molto comodo: occhi perfetti sotto il sole, in piscina, dopo lo sport e nella vita di tutti i giorni.

    Sopracciglia: le sopracciglia sono a volte irregolari e/o diradate a causa delle frequenti depilazioni. Colorarle è solo una soluzione inefficace in quanto i peli della sopracciglia hanno una vita di solo quattro settimane. Per questo il trucco semipermanente correttivo è l’ideale. Si disegna innanzitutto la forma nel colore più adeguato, dopo l’approvazione del cliente si procede alla pigmentazione e anche in questo caso si può scegliere tra la soluzione di riempimento dell’arcata o del semplice infoltimento.

    La principale differenza con il tatuaggio vero e proprio consiste nella profondità di deposito dei pigmenti: questo fa si che la durata del disegno sulla pelle sia solo per un certo periodo di tempo.

    A distanza di circa un mese si procede con il ritocco, che servirà ad apportare eventuali piccole modifiche di forma, colore.

    Generalmente, il ritocco del trucco semipermanente si rende nuovamente necessario dopo due anni dalla prima seduta. Ma dipende dalla zona trattata: le sopracciglia e la “riga”sugli occhi tendono a “scomparire” molto velocemente con il passare degli anni (soprattutto se quotidianamente vi truccate), mentre il contorno labbra dura nel tempo molto di più anche senza alcun ritocco.

    Nel caso ci si voglia sottoporre a un trucco semipermanente è importante rivolgersi a personale altamente qualificato, che garantisca l’utilizzo di materiale sterile monouso e di pigmenti naturali assolutamente certificati secondo le nuove normative europee.

    Il trucco semipermanente è utile per renderti più affascinante, ma anche per correggere eventuali inestetismi del volto, poiché:

    – ridisegna la linea delle sopracciglia correggendo eventuali arcate sottili, irregolari o inesistenti;

    – intensifica lo sguardo tracciando una linea più o meno sottile nella zona infracigliare solo superiore o anche inferiore per conferire una maggiore espressività e profondità all’occhio;

    – sottolinea le labbra delineandone la forma, dando volume e rendendola più corposa;

    – corregge la forma dell’occhio;

    – da equilibrio e forma ai volumi del viso.

    Nel caso di cicatrici e smagliature, si possono attenuare con del pigmento che si avvicini a quello della pelle circostante l’inestetismo.

    Per chiedere maggiori informazioni su una seduta di microblading a Milano e per prenotare un trattamento, contatta Microblading & Diamonds di Megan Gherbovetcaia.