Categoria: Salute e Benessere

  • Formatori: un corso per conoscere gli spazi e gli ambienti confinati

    Comunicato Stampa

    Formatori: un corso per conoscere gli spazi e gli ambienti confinati

    Un corso a Brescia di 16 ore dal 9 al 10 luglio 2019 per fornire ai formatori le competenze e gli strumenti idonei a formare lavoratori e preposti in materia di salute e sicurezza sul lavoro negli spazi ed ambienti confinati.

    La cronaca dei più gravi incidenti professionali che sono avvenuti in questi anni in Italia, ad esempio nel 2018 la morte di quattro persone in un’azienda milanese di produzione per laminazione di nastri in acciaio e titanio, ci mostra come gli spazi e gli ambienti confinati siano luoghi di lavoro ad elevato rischio di infortunio.

    In questi luoghi di lavoro circoscritti, con un numero limitato di aperture d’accesso e caratterizzati da una persistente difficoltà di ventilazione naturale, si verificano spesso eventi infortunistici di gravità elevata dovuti alla carenza di ossigeno o alla presenza di agenti chimici pericolosi quali gas, vapori e polveri. Eventi che dipendono anche dalla carente consapevolezza dei rischi, dall’assenza di idonee procedure di lavoro e dalla mancanza di una formazione e addestramento adeguati per i lavoratori che accedono a questi spazi.

     

    Come formare adeguatamente i lavoratori e i preposti? Esiste un corso in grado di offrire ai formatori gli strumenti e le competenze necessarie per formare in materia di salute e sicurezza sul lavoro negli spazi ed ambienti confinati?

     

    Un corso a Brescia per i formatori sugli spazi confinati

    Per aiutare i formatori ad erogare una formazione efficace in grado di prevenire e ridurre i tanti infortuni che avvengono negli spazi confinati, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza a Brescia, dal 9 al 10 luglio 2019, un corso di 16 ore dal titolo “Spazi e ambienti confinati per formatori”.

    Il corso – realizzato per formatori, docenti e tutti coloro che, avendo già nozioni in materia di salute e sicurezza (D.Lgs. 81/2008), intendono erogare corsi di formazione riguardanti questi particolari luoghi di lavoro – ha l’obiettivo di fornire ai formatori le nozioni, le competenze e gli strumenti utili all’erogazione di corsi su “Spazi ed ambienti confinati” rivolti a lavoratori, preposti ed a tutti coloro che operano in qualsiasi tipologia di spazio confinato.  Spazi che possono riguardare innumerevoli settori lavorativi, ad esempio trasporto, cantine vinicole, aziende di fornitura e gestione rifiuti, acqua, gas, elettricità, lavorazioni elettriche, telefonia, aziende di pulizia, aziende di manutenzione, aziende agricole, aziende chimiche e petrolifere, industrie in genere, …

     

    La normativa per gli ambienti sospetti di inquinamento o confinati

    A seguito dei vari infortuni mortali che sono avvenuti in questi anni, il 14 settembre 2011 è stato emanato il Decreto del Presidente della Repubblica n. 177 che contiene il “Regolamento recante norme per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, a norma dell’articolo 6, comma 8, lettera g), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”.

    Il DPR definisce, con riferimento alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza, le linee generali di una strategia di contrasto agli infortuni che avvengono in questi ambienti con particolare attenzione alla qualificazione di chi vi lavora e della necessità di buone prassi utili a indirizzare e a rendere più sicuro il lavoro degli operatori.

    Fornisce anche indicazioni sulla formazione, informazione e addestramento, prescrive la presenza di un soggetto che sia rappresentativo del datore di lavoro e reclama la necessità, per le lavorazioni negli ambienti sospetti di inquinamento o confinati, di personale esperto e formato.

     

    Le informazioni per partecipare al corso

    Dal 9 al 10 luglio 2019 si terrà, dunque, a Brescia – presso Aifos Service, Via Branze n. 45 – il corso di 16 ore “Spazi e ambienti confinati per formatori”.

    Il corso è caratterizzato da una metodologia didattica attiva. Durante il corso i partecipanti effettueranno esercitazioni di gruppo ed affronteranno casi di studio e simulazioni, al fine di incrementare la capacità di analisi dei discenti e garantire una sostanziale interattività dell’aula. E durante i moduli pratici, i partecipanti saranno al centro dell’attenzione con particolare attenzione all’esecuzione delle prove.

     

    Le due giornate formative si articolano secondo i seguenti moduli:

    • Modulo 1: Definizione, caratteristiche ed esempio di “Spazi Confinati”
    • Modulo 2: Laboratorio
    • Modulo 3: Primo soccorso e gestione delle emergenze
    • Modulo 4: Simulazione di uno scenario in laboratorio:

     

    La partecipazione al corso permette di ottenere diversi crediti formativi: 12 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, come 12 ore di aggiornamento per Coordinatori alla Sicurezza e 12 ore di aggiornamento per Formatori qualificati seconda area tematica.

     

    Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi-qualificati/active-training/active-training/spazi_e_ambienti_confinati_per_formatori

     

    Per informazioni e iscrizioni:

    Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it  – [email protected][email protected]

     

     

    20 giugno 2019

     

     

     

    Ufficio Stampa di AiFOS

    [email protected]

    http://www.aifos.it/

  • Come sfruttare al meglio i bioflavonoidi?

    Le stagioni più favorevoli per assumere cibi ricchi di flavonoidi sono la Primavera e l’Estate. Tuttavia, è necessario, per mantenere una buona salute, farlo tutto l’anno. Ecco come puoi ottenere il massimo dai flavonoidi e alcune idee per la loro preparazione:

    – Mangiare tutti i giorni almeno 2 frutti, preferibilmente tra i pasti o durante il pasto, ad esempio la colazione: in questo caso è possibile aggiungere mandorle e grano saraceno ad una macedonia di frutta o fare un frullato di frutta mescolando a con farina di mandorle, nocciole, noci, semi di sesamo e possibilmente latte vegetale o acqua per renderla più liquida e cremosa.

    – Prendere l’abitudine di iniziare la giornata con un pasto di verdure crude. Molti antiossidanti vengono distrutti durante la cottura! Sii creativo: un’insalata, una torta di verdure crude arrotolate su una foglia di insalata o cavolo, crudité in bastoncini, una zuppa cruda, ecc.

    Probabilmente conosci il Gazpacho: una zuppa estiva a base di peperoni, pomodori, cetrioli, aglio e cipolla, olio d’oliva spremuto a freddo e sale delle Alpi o Tamari. Tutto in quantità uguali e mescolato leggermente per ottenere una consistenza cremosa.

    – Cuoci al vapore frutta e verdura per ridurre al minimo la perdita di flavonoidi e raccogli l’acqua di cottura per preparare salse, zuppe, ecc.

    – Ricorda che i bioflavonoidi si trovano appena sotto la buccia del cibo…per cui lava bene il cibo e mangia le verdure e la frutta senza sbucciarle! Ad esempio, mangia mele, patate e pomodori con la buccia (eccetto le banane ovviamente!), Lava le carote sott’acqua con un pennello vegetale, senza strofinare troppo forte. I flavonoidi danno anche un po’ del buon gusto a verdure e frutta!

    – Coloro che hanno un giardino o che possono ottenere frutta e verdura molto fresche, mature e senza un lungo periodo di conservazione e trasporto, beneficiano degli antiossidanti in modo particolare. Il contenuto di flavonoidi è più alto se la luminosità cui è esposta la pianta è appropriata.

    – Mangiare frutta e verdure di stagione e, se possibile, è il segreto più importante per beneficiare dei flavonoidi: per esempio pomodori, fragole, lamponi in Estate e cavoli, mele, pere in autunno e in Inverno. Le piante producono i loro antiossidanti soprattutto in stagione per proteggersi dalle malattie.

    – Mangia quanti più tipi puoi di verdure e frutta! Gli antiossidanti si aiutano a vicenda, quindi una varietà è importante per massimizzare i benefici dei flavonoidi.

  • Scuola della sicurezza: la giusta piattaforma per il consulente

    Comunicato Stampa

    Scuola della sicurezza: la giusta piattaforma per il consulente

    Al Festival del Lavoro 2019 sarà presentata la piattaforma ideale per il consulente che vuole offrire ai propri clienti corsi in e-Learning di elevata qualità ed efficacia senza preoccupazioni tecnologiche e normative.

     

    La grande maggioranza degli infortuni che avvengono nelle aziende dipende da comportamenti imprudenti dei lavoratori e dalla mancata conoscenza e applicazione di adeguate procedure di sicurezza. E per prevenirli è necessario fornire alle aziende e ai lavoratori percorsi formativi efficaci, di qualità e tecnologicamente avanzati.

    Uno dei professionisti a cui le aziende si rivolgono per la formazione in materia di salute e sicurezza è il Consulente del Lavoro, un partner tecnico altamente qualificato che si occupa di coadiuvare piccole e grandi aziende nella gestione del personale e nel rispetto delle leggi vigenti in materia.

     

    Esistono strumenti adeguati per aiutare il Consulente del Lavoro a proporre ai propri clienti percorsi formativi in e-Learning conformi alla normativa e di comprovata qualità?

     

    La piattaforma Scuola della Sicurezza

    Mega Italia Media, una delle aziende leader nella formazione alla sicurezza e nello sviluppo di applicazioni tecnologicamente avanzate per la formazione online, ha sviluppato la Scuola della Sicurezza, una piattaforma e-Learning adeguata alle esigenze del Consulente del Lavoro.

    Con la Scuola della Sicurezza è possibile acquistare e far fruire ai propri clienti corsi e-Learning di elevata qualità e rigore didattico senza doversi mai preoccupare degli aspetti progettuali, tecnologici, normativi e di aggiornamento.

    La piattaforma – che può erogare più di 130 corsi di formazione e-Learning su sicurezza sul lavoro, digital transformation e compliance aziendale – consente ai Consulenti di comunicare con i propri clienti, fornire informazioni sui corsi attivati e far sperimentare la qualità del servizio attraverso l’iscrizione gratuita ad uno o più corsi dimostrativi.

     

    Le caratteristiche della piattaforma

    Sono molti i vantaggi che offre la piattaforma Scuola della Sicurezza al Consulente del Lavoro:

    • è personalizzata con il proprio logo, i propri colori e i propri dati aziendali sia all’interno delle pagine del sito, che nelle comunicazioni interne alla piattaforma tra il proprio studio e le proprie aziende clienti;
    • è immediatamente redditizia: non solo dà la possibilità di ampliare notevolmente la propria offerta di corsi di elevata qualità e facile fruizione, ma permette di acquistare i corsi con speciali scontistiche;
    • è costituita da funzioni complete e di semplice utilizzo: per il Consulente è facile acquistare i corsi, gestire le iscrizioni, seguire il percorso didattico di ogni singolo utente, generare report specifici da inviare alle aziende e rilasciare le attestazioni;
    • i corsi, tecnologicamente avanzati, sono fruibili su qualsiasi computer, tablet o smartphone.

     

    Il link per accedere al sito della piattaforma e avere maggiori informazioni:

    https://www.scuoladellasicurezza.it/it/

     

    La qualità dei corsi erogati dalla piattaforma Scuola della Sicurezza

    I corsi prodotti da Mega Italia Media in modalità e-Learning – ai sensi dell’Allegato II dell’Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016 – basano la loro efficacia sul rispetto di cinque pilastri qualitativi:

    • sviluppo tecnologico: la piattaforma si appoggia su infrastrutture informatiche adeguatamente strutturate per reggere il traffico degli utenti e sicure per garantire la tutela dei dati personali trattati;
    • interattività: l’attività didattica e-Learning è assistita da un e-tutor a disposizione dell’utente per garantire la costante raccolta di osservazioni, esigenze e bisogni specifici degli utenti assistendolo nel suo percorso didattico;
    • monitoraggio continuo dell’attività e del livello di apprendimento;
    • qualità e chiarezza dei contenuti: la qualità e l’efficacia di un sistema e-Learning dipende da come è progettata la piattaforma, il corso e i suoi contenuti. I corsi utilizzano un linguaggio chiaro, comprensibile ed efficace;
    • rigore didattico: il sistema e-Learning offre il massimo rigore didattico possibile. Sono previste prove di autovalutazione distribuite lungo il percorso formativo. È necessario rispondere correttamente ad almeno l’80% delle domande: se si sbaglia un test, questo viene riproposto con nuove domande. Tale controllo di sistema non può in alcun modo essere by-passato dall’utente.

     

    Il link per seguire un video dimostrativo sui corsi erogabili:

    https://www.scuoladellasicurezza.it/it/corsi-disponibili/esempi-corsi/

     

    La partecipazione al Festival del Lavoro

    L’azienda Mega Italia Media parteciperà al Festival del Lavoro (presso MiCo – Milano Congressi), l’evento organizzato dal 20 al 22 giugno 2019 dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e dalla Fondazione Studi.

     

    Presso lo stand 13 (MiCo Sud, livello +1) sarà possibile scoprire tutti i vantaggi e le caratteristiche della Scuola della Sicurezza: una piattaforma vantaggiosa per tutti i Consulenti del Lavoro, di facile accesso e di grande qualità ed efficacia.

     

    Per informazioni sulla piattaforma Scuola della Sicurezza visitare il sito internet https://www.scuoladellasicurezza.it o contattare Mega Italia Media S.r.l. – Via Roncadelle 70A, 25030 Castel Mella – Brescia – Tel. +39.030.5531800 – [email protected] –  https://www.megaitaliamedia.com/it/

     

     

     

    14 giugno 2019

     

     

    Ufficio stampa di Mega Italia Media

    [email protected]

    http://www.megaitaliamedia.com/it/

  • Materasso antidecubito per anziani, come scegliere quello giusto

    Il materasso antidecubito per anziani è molto utile per i soggetti costretti a passare gran parte del proprio tempo a letto a causa di patologie varie. Ma è anche molto valido per i soggetti che si trovano solo temporaneamente allettati, come gli anziani in convalescenza da un trauma o da un intervento chirurgico.

    Com’è facile immaginare, a seconda delle esigenze dell’anziano è necessario scegliere uno specifico modello di materasso antidecubito. In commercio ne esistono, infatti, diversi modelli realizzati in materiali differenti e che adottano un principio diverso per alleviare e/o prevenire le piaghe da decubito.

    Tipologie principali di materasso antidecubito.

    I materassi antidecubito migliori sono quelli ad acqua o in gel, entrambi molto pratici e che riescono ben ad alleviare la pressione nelle zone critiche. Di contro, purtroppo, hanno che sono particolarmente delicati e che nei soggetti con tendenza al mal di mare possono provocare mal di testa e nausea.

    Molto validi sono i materassi antidecubito a bassa pressione continua o alternata, che vedono l’ausilio di un compressore che a seconda del comando riesce ad impostare la miglior condizione possibile per l’anziano evitandogli dolore.

    Ci sono poi materassi realizzati nei materiali più svariati, dal memory form al lattice passando per il poliuretano, meno rigidi di un materasso normale, ma più indicati per un allettamento temporaneo.

    Come scegliere il giusto materasso antidecubito

    È sempre bene farsi consigliare da personale esperto nella scelta del giusto materasso antidecubito per anziani, ma anche il medico curante può dare dei validi consigli in merito.

    Inoltre, c’è da dire che l’acquisto di un materasso antidecubito può essere detratto alle tasse, in quanto considerato dispositivo medico di fascia 1.

    Si ringrazia per la consulenza lo staff della casa di riposo per anziani vicino Viterbo, Falisco.

  • Hai mai sentito parlare di integratori contro l’invecchiamento?

    4 è il numero magico per la cura della tua bellezza

     

    Una sinergia di 4 tra i componenti più importanti e necessari nella dieta di tutti i giorni per contrastare i segni dell’invecchiamento. Cosa può fare per il nostro organismo l’unione di Coenzima Q10, la miscela di amminoacidi e attivatori del GH e del DEA, vitamine e ossigeno idrolizzato? Scopriamo insieme la nuova frontiera degli integratori contro l’invecchiamento!

     

    Invecchiamento cellulare, invecchiamento organico, problemi di ossa ed articolazioni sono solo alcuni dei problemi che ognuno di noi riscontra quando, arrivati a quella che viene definita “una certa età”, gli acciacchi iniziano a farsi sentire. E questo è un processo del tutto naturale, proprio del nostro organismo, che cambia con l’età in quanto cambiamenti vanno a verificarsi proprio nelle singole cellule e negli organi, cambiamenti che si traducono in modifiche della funzione e dell’aspetto.

    L’invecchiamento è un fenomeno complesso, che fa parte della nostra storia naturale. È un processo continuo, che coinvolge tutte le strutture dell’organismo, molecole, cellule, tessuti e organi. Quando le cellule invecchiano funzionano meno bene e il corretto funzionamento degli organi dipende da quanto funzionano bene le cellule al loro interno. Le ossa tendono ad avere una minore densità, indebolendosi ed esponendosi sempre più alla frattura e così via…

    Eppure esiste un modo per aiutare il nostro organismo a funzionare al meglio anche quando non si è più così giovani e attivi! Per aiutarci ad aiutare il nostro corpo la maggior parte delle volte basta veramente poco, basta trovare la formula giusta, quella che contenga al suo interno tutto ciò di cui abbiamo bisogno per sentirci più energici e vivi.

    integratori invecchiamento

    Synergy4, i 4 componenti per una vita sana a tutte le età

    Synergy4, della famiglia SynergyO2, è una formula esclusiva, tecnologicamente avanzata e super concentrata che mette in sinergia i quattro componenti più importanti e necessari nella dieta. Un integratore contro l’invecchiamento che dobbiamo assolutamente conoscere più da vicino.

    8 gocce al giorno sotto la lingua, da tenere per circa 20 secondi e poi ingerire, e poi avrai regalato al tuo organismo:

    • Coenzima Q10, che contribuisce a produrre energia, in quanto facilita proprio il processo di conversione degli alimenti in energia. Questo coenzima aiuta ad aumentare la longevità, è un alleato contro i problemi cardiaci neutralizza i radicali liberi e tanto altro.
    • Vitamine essenziali, quelle necessarie per la corretta funzione delle cellule, e in particolare vitamina A, B-1, B-2, B-5, B-6, C, D, E, biotina, acido folico, calcio, e alghe melma.
    • Miscela di Aminoacidi e Attivatori del GH, l’ormone della crescita (GH) prodotto dalla ghiandola pituitaria. La cui diminuzione di produzione è considerata una delle principali cause dei sintomi dell’invecchiamento.
    • Miscela di aminoacidi attivatori del DHEA, o “deidroepiandrosterone”, ormone prodotto dalle ghiandole surrenali che, a seconda del sesso e dell’età, si converte in testosterone ed estrogeni a seconda del caso.

    Synergy4 ti aiuterà a migliorare la consistenza e l’elasticità della pelle, a ridurre la comparsa delle rughe e a rendere meno visibili quelle già esistenti, nonché a ridurre il grasso accumulato su gambe e addome e a rigenerare muscoli e ossa.

    Il tuo momento è arrivato, prova Synergy4 ora!

  • Tabacco e giovani in provincia di Bergamo: crescono i consumi tra i ragazzi e le ragazze tra i 15 e i 19 anni

    Bergamo, 6 giugno 2019 – Il 58% degli studenti bergamaschi tra i 15 e i 19 anni (pari a 26.515) ha fumato tabacco almeno una volta nella vita (il 50,1% dei minorenni e il 69,7% dei maggiorenni). Il 23,9% (pari a 10.926 studenti) ha fumato quotidianamente nell’ultimo anno (era il 22% nel 2016). Dal 2010 i consumi quotidiani di tabacco in questa fascia d’età sono risultati in crescita fino al 2016, anno in cui si è registrato un calo (21,3% nel 2010, 24,4% nel 2011, 21,9% nel 2016). Dopo questa flessione, il consumo quotidiano di tabacco nel 2018 ha registrato una crescita, riavvicinandosi ai livelli del 2011 (23,9% nel 2018). Le percentuali di fumatori quotidiani crescono al crescere dell’età: il 13,1% dei quindicenni (12,3% nel 2016), il 26,6% dei diciassettenni (22,1% nel 2016) e il 30,9% dei diciannovenni (31,8% nel 2016).

    Sempre nella fascia 15-19, fuma quotidianamente il 30,9% dei maggiorenni e il 19,3% dei minorenni (il 19,9% dei maschi e il 18,6% delle femmine). Tra gli studenti che hanno riferito di aver fumato quotidianamente sigarette nell’ultimo anno, il 59% ne ha fumate al massimo 5 al giorno, il 29% da 6 a 10 e il 12% ne ha fumate più di 10 (1.311 studenti), senza differenze di genere e di classe di età. Sono il 37% gli studenti che, almeno una volta nel corso della propria vita, hanno utilizzato sigarette elettroniche (e-cig), pari a circa 17.000 tra ragazzi e ragazze; il 26%, circa 12.000, lo ha fatto nell’ultimo anno, in particolare i maschi.

    Sono questi i dati principali che emergono dallo studio condotto nel 2018, su mandato dell’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo, dal CNR di Pisa in collaborazione con l’Osservatorio Dipendenze del Servizio Epidemiologico Aziendale dell’Ats stessa, studio che ha riguardato un campione statisticamente significativo di ragazzi e ragazze dai 15 ai 19 anni, afferenti a istituti scolastici secondari di secondo grado della provincia di Bergamo, di diverso indirizzo e collocazione territoriale.

    Carlo Tersalvi, direttore sanitario Ats Bergamo

    Ats Bergamo propone stili di vita sani attraverso interventi mirati”

    Come Agenzia di Tutela della Salute siamo attenti all’universo giovanile e a quello degli adolescenti. Si tratta di un’età critica (pensiamo ai comportamenti emulativi rispetto ai pari), ma è anche un terreno fertile in cui seminare buone pratiche da portare avanti e mantenere per tutta la vita. Questa indagine ci permette di monitorare e conoscere la diffusione del fumo per definire interventi di sensibilizzazione che propongano scelte consapevoli e stili di vita sani tra i ragazzi e le ragazze che sono gli adulti di domani, adulti che vogliamo in salute innanzitutto per se stessi”.

    Elvira Beato, Osservatorio Dipendenze UOC Servizio Epidemiologico Aziendale Ats Bergamo

    Approcci precoci accrescono la probabilità di dipendenze di lungo periodo; fondamentale il senso di responsabilità degli adulti”

    I dati della provincia di Bergamo sono in linea con i dati nazionali ed europei e mostrano approcci precoci e un tendenziale aumento dei consumi di tabacco. Molti studi evidenziano come iniziare a fumare in giovane età accresca le probabilità di sviluppare una vera e propria dipendenza, che può protrarsi negli anni, senza dimenticare i danni su un cervello ancora in fase di sviluppo. Come Ats consideriamo fondamentale il senso di responsabilità degli adulti, siano essi rivenditori o genitori, al fine di mantenere una coerente posizione educativa nei confronti degli adolescenti”.

    Giuseppe Sampietro, UOS Area Epidemiologica e Registri Specializzati UOC Servizio Epidemiologico Aziendale Ats Bergamo

    In provincia di Bergamo tumore ai polmoni in calo tra gli uomini e in crescita tra le donne”

    Il registro tumori di Ats è lo strumento che permette di individuare i casi incidenti (cioè i soggetti che sviluppano una patologia oncologica) della nostra provincia. I dati evidenziano una diminuzione del tumore al polmone nella popolazione maschile e un incremento in quella femminile. Per questa tipologia, occorre ribadirlo in un’ottica di prevenzione, il fattore di rischio più importante è il fumo di sigaretta che, da solo, determina circa l’85% dei casi. Inoltre ha un importante ruolo causale per altre patologie: cardiache, respiratorie e oncologiche”.

    APPROFONDIMENTI

    La popolazione target dello studio campionario ESPAD®Italia

    La popolazione target dello studio è costituita dagli studenti di 15-19 anni frequentati gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado della provincia di Bergamo.

    Il 49,8% degli studenti coinvolti nello studio è di genere maschile e per il 59,4% sono minorenni, senza differenze tra i generi.

    Il piano di campionamento ha dapprima richiesto la ricognizione degli istituti scolastici secondari di secondo grado presenti sul territorio e la raccolta del numero di studenti frequentanti gli istituti stessi.

    Le scuole selezionate rappresentano le tipologie scolastiche superiori presenti nel territorio (licei, istituti tecnici, istituti professionali) e la numerosità campionaria di studenti è tale da essere rappresentativa della popolazione studentesca e da soddisfare i requisiti di precisione dei risultati fissati a priori. In particolare, oltre alla prevalenza attesa, sono stati fissati il margine di errore accettabile e il livello di confidenza, ovvero la probabilità che la stima si collochi all’interno di un intervallo definito secondo i margini d’errore stabiliti.

    Lo studio campionario ESPAD®Italia

    Le informazioni relative all’uso di sostanze illegali nella popolazione studentesca sono fornite dallo studio campionario ESPAD®Italia, che analizza i consumi psicoattivi (alcol, tabacco e sostanze illegali) e altri comportamenti a rischio, come l’uso di Internet e il gioco d’azzardo, tra gli studenti di età compresa tra i 15 e i 19 anni che frequentano le scuole secondarie di secondo grado. Lo studio rappresenta un solido standard per il monitoraggio a livello europeo ed essendo condotto da 20 anni, permette di studiare l’andamento della diffusione di consumi psicoattivi e comportamenti a rischio, nonché di valutare l’effetto di fattori economici, sociali e culturali sui vari aspetti dei fenomeni analizzati.

    Lo studio ESPAD®Italia si inserisce nell’omonimo progetto europeo European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs. Più comunemente conosciuto come progetto ESPAD, questo studio transnazionale ha come obiettivo il monitoraggio epidemiologico dell’uso di alcol, tabacco e altre sostanze ad azione psicoattiva, così come la valutazione di altri comportamenti a rischio, tra gli studenti 16enni europei. Lo studio è stato condotto per la prima volta nel 1995 in 26 paesi e ripetuto ogni quattro anni. All’ultima rilevazione condotta nel 2015 hanno partecipato 33 nazioni. Inizialmente promosso dal Consiglio Svedese per l’informazione su alcol e altre droghe (CAN), nel corso degli anni è stato sempre più supportato dall’agenzia europea European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA) come preziosa fonte di informazioni per il primo degli indicatori epidemiologici chiave per il monitoraggio dell’uso di sostanze psicoattive in Europa.

  • Settimana contro il fumo: Vape in Italy propone il 25% per incentivare a smettere di fumare

    Smettere di fumare con i prodotti scontati di Vape in Italy

    Durante tutta la settimana dedicata alla lotta contro il fumo, Vape in Italy si è spinto in prima fila proponendo nel suo store online uno sconto del 25% su tutti i prodotti Mix&vape 50ml e i Vapeshot, fino ad esaurimento scorte.

    I problemi legati al fumo sono sempre più allarmanti: proprio negli giorni scorsi sono stati pubblicati i dati riferiti alle sigarette che non possono che farci preoccupare.

    In Italia, più di uno su cinque è un fumatore: gli uomini sono in maggioranza ma sono le donne ad aver subito l’aumento più drastico (24% in più rispetto all’anno precedente).
    In Italia le sigarette causano la morte di 80 mila persone all’anno, come se una grande città ogni anno scomparisse nel nulla.

    Le stime mondiali evidenziano che entro il 2030 il fumo da sigarette ucciderà ogni anno oltre 8 milioni di persone. Sono dati allarmanti che portano enti e organizzazioni mondiali a intraprendere campagne contro il fumo.

    Tutti i problemi legati al fumo di sigarette e al fumo passivo

    A rimetterci non sono solamente i fumatori più accaniti ma anche chi subisce il fumo passivo.

    I problemi legati al fumo di sigarette sono molteplici, primo su tutti è il tumore ai polmoni, per il quale il fumo è la prima causa.
    Smettere di fumare è la soluzione: dopo 10 anni senza fumo, il rischio di tumore ai polmoni si riduce della metà.
    Altra problematica causata dal fumo è la broncopneumopatia cronico-ostruttiva ossia l’ostruzione delle vie aeree e la conseguente difficoltà nel respirare.
    Chi fuma ha inoltre il doppio delle probabilità di ammalarsi di tubercolosi.

    Per questi e tanti altri motivi lo shop di sigarette elettroniche online Vape in Italy ha scelto di proporre per l’intera settimana, fino a Domenica, grandi sconti sui liquidi per sigarette elettroniche; una delle principali soluzioni per smettere di fumare è infatti il valore sostitutivo delle sigarette elettroniche.

  • Adolescenti senza obiettivi

    I genitori, così come gli psicologi, i sociologi e i filosofi, oggi stanno constatando una mancanza di motivazione da parte degli adolescenti, molti dei quali sembrano affrontare la vita e le sue sfide con un atteggiamento passivo e di pigrizia predominante nei vari ambiti. Molti genitori stanno riscontrando nei loro figli adolescenti una difficoltà nell’immaginazione e nella creatività, unite ad un interesse quasi esclusivo per i social media.

    Il dibattito odierno si sta focalizzando sulle possibili cause socio-culturali che hanno condotto a questa tendenza, poiché si rileva tra le giovani generazioni un impressionante aumento di psicopatologie come ritiro sociale, disturbi alimentari, depressione, dipendenza dalla tecnologia, tossicomania e dipendenze patologiche in generale. Ognuno di questi fenomeni, naturalmente, ha una sua rilevanza clinica, ma molti psicologi si sono interrogati su quale possa esserne il denominatore comune. Queste svariate forme di disagio giovanile, infatti, costituiscono un segnale di allerta che non si può ignorare. E’ paradossale che oggi la depressione investa in modo privilegiato le giovani generazioni piuttosto che accompagnare la vita nella fase del suo naturale declino, così com’è assurdo che, proprio nell’età in cui il mondo dovrebbe apparire come una fonte inesauribile di stimoli e di opportunità, i giovani scelgano guardarlo solo attraverso uno schermo, rinchiusi nelle loro stanze.

    Secondo il parere di molti esperti, alla base di questo disagio contemporaneo vi è la fatica soggettiva a desiderare, dove il desiderio rappresenta l’esperienza umana che più è capace di infondere energia vitale e muovere verso una direzione. Sembra che le giovani generazioni di oggi conducano un’esistenza priva di desiderio, e quindi più spenta.

    Cosa ha causato prevalentemente questa crisi del desiderio?

    Sicuramente tale condizione deriva da una trasformazione sociale molto profonda. Tale processo di metamorfosi è stato innescato dal capitalismo, che ha prodotto una sorta di “feticismo delle merci”, come lo ha chiamato Karl Marx, o “totalitarismo dell’oggetto”, per dirla con le parole di Massimo Recalcati. Se in passato il senso della mancanza faceva scaturire il desiderio, oggi, in una realtà ricca di oggetti e possibilità, non c’è spazio per sperimentare quella mancanza. Nell’epoca attuale i ragazzi sono iperstimolati dagli oggetti, dai grossi regali che ricevono spesso senza neanche averli desiderati, che probabilmente non ameranno e di cui si disinteresseranno presto. Il paradosso è che tutti questi oggetti, offerti illimitatamente, non soddisfano mai, ma generano sempre nuovi vuoti. Il mercato infatti presenta l’oggetto di consumo con la promessa di “riempire”, ma in realtà l’oggetto stesso diviene qualcosa che svuota, diventando ben presto obsoleto e inutile, e creando la necessità di sostituirlo al più presto con un oggetto nuovo.

    Ecco che la mancanza è annullata, e diventa un vuoto nichilistico in cui prende forma la dipendenza dagli oggetti.

    Anche i rapporti tra esseri umani rischiano di essere mercificati. C’è il pericolo che i nostri ragazzi credano che anche l’amore abbia una scadenza, che sia destinato ad avariarsi, e questo cancellerebbe l’esperienza della fedeltà e alimenterebbe il mito che la soddisfazione sia sempre nel nuovo.

    Inoltre, nell’età dell’adolescenza il legame con l’altro sesso è una zona di turbolenza, in quanto fonte di grande curiosità ed eccitazione, ma anche grande pericolo. Di fatto, in presenza di un’insicurezza e sfiducia nei legami, nel timore costante di essere trascurati o abbandonati, alcuni potrebbero arrivare a preferire l’oggetto alla relazione con l’altro, poiché l’oggetto si ha la sicurezza di trovarlo dove lo si è lasciato, mentre le persone sono libere di andare via.

    Ecco che, laddove esista una profonda inquietudine nelle relazioni, l’oggetto diventa un analgesico che anestetizza emozioni e sentimenti, facendosi antidoto all’angoscia.

    Oltre a ciò, i giovani odierni svolgono tante attività e difficilmente sperimentano l’esperienza della noia, che in realtà è uno stimolo all’immaginazione e foriera di atti creativi.

    La mancanza di quel profondo senso di motivazione verso un obiettivo che appassiona, e quindi l’assenza di prospettive entusiasmanti, porta a pensare al futuro con una recondita angoscia. Anche in questo caso il modo per sfuggire all’angoscia è la ricerca di anestesia attraverso un oggetto che diventa irrunciabile (cibo, alcool, stupefacenti, videogiochi…).

    “La demotivazione è l’ anticamera della depressione, e la depressione quando è grave diventa l’anticamera del gesto estremo.” (U. Galimberti)

    Come evitare la crisi del desiderio?

    Il vero antidoto a questo malessere è nutrire e coltivare un sentimento trascinante di dedizione nei confronti di un’idea, un progetto, una persona, una disciplina, in una parola, l’amore. Questo amore che ha la capacità di animare la mente e il corpo, è anche il miglior modo di esprimere la propria soggettività e unicità, e permette di cogliere il “senso della vita”, cioè un profondo ed intimo sentimento di speranza per cui valga la pena vivere, e grazie al quale vivere sia un’esperienza di piacere, godimento, qualità, gioia. Un sentimento che dà sapore alla vita.

    Un giovane animato dall’amore verso qualcosa è un giovane con uno scopo, e non è necessario che questo sia stabile ed immutato nel tempo, poiché il significato stesso della crescita risiede nella capacità di cambiare scopi in base alle contingenze e ai contesti che variano nel corso della vita. Un giovane che sa essere felice è un giovane capace di porsi obiettivi ed è voglioso di raggiungerli. È quindi un giovane con grinta. Allora è importante che i genitori e gli insegnanti riescano ad infondere, a partire dall’infanzia, l’amore per tante cose, come le relazioni umane, i legami, le attività, i settori della cultura e dell’arte, la natura. E’ essenziale che sentano la responsabilità di un compito fondamentale: motivare gli adolescenti, e prima ancora motivare i bambini, facendo loro capire quanto sia importante, in questa vita, avere un desiderio.

  • ATS Bergamo incontra la Camera di Commercio

    Proseguono gli incontri di ATS Bergamo con le realtà e le istituzioni del territorio: oggi il Collegio di Direzione dell’Agenzia di Tutela della Salute è stato ospitato dalla Camera di Commercio con cui ATS ha una consolidata collaborazione in particolare per quanto riguarda le imprese e, segnatamente, in merito a sicurezza, semplificazione dei procedimenti amministrativi e procedimenti Suap (Sportello Unico Attività Produttive).

    “Bergamo viene portata come esempio di collaborazione tra Agenzia di Tutela della Salute e Camera di Commercio. La semplificazione e la chiarezza dei procedimenti sono essenziali per le imprese ancora prima di iniziare la propria attività e per questo siamo operativi e sinergici. La sfida attuale è implementare nel fascicolo d’impresa tutte le informazioni relative alla sicurezza”, ha commentato M. Paola Esposito, segretario generale della Camera di Commercio, al termine dei lavori.

    Da ricordare come esempio della sinergia tra i due organismi le guide e le schede Teseo (predisposte congiuntamente, finalizzate a orientare gli aspiranti imprenditori che vogliono avviare un’attività, ma anche per l’implementazione di servizi in aziende già avviate) e la premiazione delle imprese che hanno favorito la conciliazione tra famiglia e lavoro. Inoltre Camera di Commercio e ATS sono presenti insieme al tavolo dell’orientamento e della formazione: è stata siglata nel 2018 una convenzione per percorsi formativi finalizzati a creare le condizioni per trasmettere il concetto della sicurezza ai ragazzi e alle ragazze nelle scuole, anche in considerazione dei 24.000 studenti impegnati nell’alternanza istruzione-lavoro.

    “Questi nostri momenti di lavoro itineranti del Collegio di Direzione di ATS, che vedono attorno allo stesso tavolo i direttori di dipartimento e i dirigenti di staff, sono per noi estremamente utili e preziosi per conoscere le realtà esterne alla nostra Agenzia ma che con essa collaborano, per costruire rapporti e per risolvere problemi: siamo tutti espressione del sistema pubblico al lavoro per il territorio, per i suoi cittadini e per le sue imprese”, ha aggiunto Massimo Giupponi.

    Per la Camera di Commercio hanno partecipato all’incontro il dottor Andrea Vendramin (Conservatore del Registro delle imprese), il dottor Cristian Arrigoni (direttore dell’azienda speciale Bergamo Sviluppo) e la dottoressa Antonella D’Ottavio (dirigente in staff al segretario generale sui temi della sicurezza sui luoghi di lavoro).

  • Dentix fa cinquina in Toscana e apre a Viareggio un nuovo centro ad alta specializzazione

    Dentix rafforza la sua presenza in Toscana con un nuovo centro dentale a ad alta specializzazione a Viareggio. Da venerdì 17 maggio, nel quinto centro Dentix in Toscana saranno al lavoro 15 professionisti del territorio. Diventano così 52 i centri aperti in tutta Italia per un totale di ben 720 nuovi posti di lavoro creati.

    Il nuovo centro di via Cesare Battisti 181, in pieno centro città, in uno stabile da 310 mq che prima ospitava un negozio di articoli per la casa, aperta dal lunedì al sabato dalle 9 alle 20, vede al guida dello staff medico un direttore sanitario dedicato al coordinamento del lavoro degli odontoiatri per un’assistenza al paziente di qualità, garantite anche da una strumentazione diagnostica all’avanguardia, come la CAD-CAM, ed apparecchiature Digital TAC e radiografia panoramica.

    È possibile candidarsi per posizioni mediche e non, in tutti i centri toscani attraverso la sezione “lavora con noi” sul sito www.dentix.it (per la ricerca delle posizioni aperte consultare i portali infojobs e indeed).

  • Sviluppo della sostenibilità: la leadership e la catena di fornitura

    Comunicato Stampa

    Sviluppo della sostenibilità: la leadership e la catena di fornitura

    Due videoconferenze gratuite il 27 maggio e il 6 giugno 2019 organizzate da AiFOS nel contesto del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2019: la catena di fornitura sicura e sostenibile e la spinta gentile della leadership sostenibile.

    Con un chiaro giudizio sull’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo – sul piano non solo ambientale, ma anche economico e sociale – il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile e i relativi 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs), articolati in 169 Target da raggiungere entro il 2030. E partendo dalla sottoscrizione di questa “Agenda 2030”, in tutto il mondo enti, associazioni e società civile si stanno mobilitando per progettare politiche e strategie per raggiungere gli obiettivi stabiliti.

     

    Il festival dello sviluppo sostenibile e le videoconferenze

    Sulla scia di questa spinta globale per portare il mondo su un sentiero sostenibile, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) ha promosso la terza edizione del “Festival dello sviluppo sostenibile”, una iniziativa di sensibilizzazione diffusa su tutto il territorio nazionale dal 21 maggio al 6 giugno 2019 attraverso varie tipologie di eventi.

    Nel contesto di questo festival l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS), che da diversi anni promuove iniziative per affrontare correttamente il tema della sostenibilità rimarcando l’interazione con i temi della salute e sicurezza sul lavoro, organizza due diverse videoconferenze gratuite, il 27 maggio e il 6 giugno 2019, su questi specifici argomenti:

    • la catena di fornitura sicura e sostenibile
    • la spinta gentile della leadership sostenibile.

    Ricordiamo che la videoconferenza è una pratica modalità comunicativa che permette di erogare corsi sincroni tramite una piattaforma informatica che garantisce l’interazione reciproca di audio, video e dati tra due o più persone.

     

    La gestione della catena di fornitura

    La prima delle due iniziative organizzate da AiFOS, dal titolo “La catena di fornitura sicura e sostenibile”, si terrà il 27 maggio 2019 dalle ore 14.00 alle ore 16.00.

    Nella videoconferenza si sottolineerà come lo sviluppo di un’economia sempre più globale e la conseguente crescita dei rischi relativi alla perdita di controllo su filiere ampie e disaggregate porti un’attenzione crescente sul tema della gestione ottimale e complessiva della catena di fornitura.

    In questo senso controllare i fornitori è un tema sempre più strategico ed importante per le imprese. Alla verifica sui temi legati alla salute ed alla sicurezza si sta affiancando la tendenza delle organizzazioni – spinte dalle pressioni dei clienti e dal desiderio di tutelare la propria reputazione – ad occuparsi di sostenibilità degli approvvigionamenti anche dal punto di vista ambientale e dei diritti umani.

    Si ricorda che la videoconferenza è gratuita, con iscrizione obbligatoria, e vale come 2 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, formatori qualificati seconda area tematica e coordinatori della sicurezza.

     

    Per avere informazioni e iscriversi alla videoconferenza è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/videoconferenza/rischi-tecnici-igenico-sanitari/area2/la_catena_di_fornitura_sicura_e_sostenibile

     

    L’importanza di una leadership sostenibile

    La seconda iniziativa, dal titolo “La spinta gentile della leadership sostenibile”, si terrà invece il 6 giugno 2019, sempre dalle ore 16.00 alle ore 18.00.

    L’organizzazione della videoconferenza parte dalla constatazione che pensare e gestire le organizzazioni verso una leadership sostenibile significa comprendere come coinvolgere le direzioni aziendali sui temi della sostenibilità e garantire investimenti verso strategie di comprovata efficacia.

    Nella modalità di sviluppo delineata dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite l’azienda è concepita come un sistema che interagisce con l’ambiente sociale in cui è immerso. E sempre di più i consumatori fanno affidamento e premiano aziende orientate alla gestione etica e sostenibile del proprio business.

    In questo quadro di riferimento, una direzione coinvolta, e in grado a sua volta di coinvolgere l’intera azienda, si rivela un fattore fondamentale per creare e trasmettere una cultura della sostenibilità all’interno e all’esterno, consapevole del vantaggio competitivo che essa è in grado di garantire.

    Nella videoconferenza saranno presentati i risultati di una ricerca universitaria che ha analizzato le motivazioni che spingono alla gestione sostenibile di un’impresa e alcune iniziative vincenti che hanno permesso un percorso efficace verso una leadership sostenibile.

    Anche questa videoconferenza è gratuita, con iscrizione obbligatoria, e vale come 2 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP e formatori qualificati terza area tematica.

     

    Per avere informazioni e iscriversi alla videoconferenza è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/videoconferenza/relazioni-comunicazione/area3/la_spinta_gentile_della_leadership_sostenibile

     

    Le videoconferenze si inseriscono, dunque, nel contesto del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2019 e hanno l’obiettivo di mobilitare cittadini, imprese, associazioni e istituzioni sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale, diffondendo la cultura della sostenibilità e realizzando un cambiamento culturale e politico che consenta all’Italia di attuare l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

     

    Per informazioni:

    Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it  – [email protected][email protected]

     

     

     

     

    16 maggio 2019

     

    Ufficio Stampa di AiFOS

    [email protected]

    http://www.aifos.it/

  • Persone con gravissime disabilità e non autosufficienti: ATS Bergamo eroga quasi 7 milioni di euro per il 2019

    689 persone supportate con buoni da 500 a 900 euro al mese e con voucher per servizi da 360 a 1.400 euro al mese per un totale di quasi sette milioni di euro sul territorio della nostra provincia: sono questi i numeri della Misura B1 per il 2019, erogata da ATS Bergamo e finanziata da Regione Lombardia con risorse proprie e con il Fondo Nazionale per le non Autosufficienze.

    “La Misura B1 è il programma operativo regionale che risponde alle esigenze delle persone di ogni età che sono in situazioni di gravissima disabilità ovvero in condizione di non autosufficienza e gravi disabilità – esordisce la dottoressa Cristina Sarchi, Direttore sociosanitario di ATS Bergamo – Anche quest’anno andremo a supportare le persone e le loro famiglie con un contributo in denaro e con prestazioni di vario tipo per quasi sette milioni di euro affinché possano essere curate al loro domicilio. Si tratta, ad oggi, di 311 minori, di 201 adulti e di 177 anziani”.

    Otto le tipologie di destinatari della Misura B1: coma e stato vegetativo, gravissima demenza, lesioni spinali, gravissime compromissioni motorie, deprivazioni sensoriali complesse (vista e udito), autismo, grave ritardo mentale, condizioni di dipendenza vitale che richiedono assistenza ventiquattr’ore al giorno. Ad oggi gli anziani supportati presentano in prevalenza una diagnosi di grave demenza (128 persone, pari al 18,6% del totale dei beneficiari), tra i beneficiari minori prevalgono le diagnosi di autismo (155 persone: 22,5% del totale) e il grave ritardo mentale (124 persone: 18% del totale dei beneficiari), mentre le altre situazioni impattano su pazienti di tutte le età.

    “Con l’erogazione della Misura B1 diamo la possibilità ai nostri concittadini e alle nostre concittadine più fragili di restare al proprio domicilio, con le implicazioni positive che questo comporta; d’altra parte assicuriamo a loro e alle loro famiglie il necessario supporto economico e l’indispensabile erogazione di servizi per un’assistenza completa ed efficace”, conclude la dottoressa Sarchi.

    Per verificare il possesso dei requisiti e presentare la domanda consultare il sito www.ats-bg.it e in particolare il link //www.ats-bg.it/servizi/notizie/notizie_fase02.aspx?ID=16531

  • Come Trattare un Figlio Tossicodipendente

    Un genitore che s’informa su come trattare un figlio tossicodipendente vuole capire come comportarsi nei suoi confronti in modo da convincerlo a fare qualcosa per smettere di usare droga.

    Quando un genitore prova a parlare con il proprio figlio, per fargli capire che deve necessariamente fare qualcosa per risolvere il suo problema di tossicodipendenza, può succedere che si scontri con un una persona molto chiusa in sé stessa che fa di tutto per sminuire la gravità della situazione.

    In casi come questi, però, non bisogna arrendersi ma è necessario affrontare l’argomento con lui in modi diretto, senza girarci intorno, ed insistere in tutti i modi possibili finchè la persona non ammette di avere un problema di tossicodipendenza e non accetta di essere aiutato.

    Pertanto, per convincere un figlio tossicodipendente a farsi aiutare, potrebbe essere utile trattarlo in modi differenti: alcune volte può essere utile avere un atteggiamento amorevole per fargli capire lo scopo dei genitori è solo quello di aiutarlo e di tornare a vederlo stare bene; altre volte, invece, potrebbe essere necessario avere un atteggiamento più duro in modo da fargli capire che i suoi cari non sono più disposti a tollerare la situazione in cui vivono e che deve assolutamente trovare una soluzione al suo problema.

    Non sempre, però, queste strategie portano al risultato desiderato e quindi i genitori, che non sanno più cosa devono fare, potrebbero anche decidere di aspettare che sia lui stesso a chiedere una mano, ma ciò potrebbe anche non accadere mai.

    Pertanto, se dopo i vari tentativi fatti la situazione non cambia in meglio, allora occorre rivolgersi a degli esperti in grado di risolvere nel migliore dei modi problema di questo tipo.

    Il Centro di Recupero per Tossicodipendenti Narconon Gabbiano, attivo dal 1988, è specializzato nel recupero dalle tossicodipendenze ed è in grado di aiutare tutti quei genitori che non sanno più come trattare un figlio tossicodipendente.

    Gli operatori del Centro Narconon Gabbiano sanno come parlare con una persona che fa uso di droga e come fargli ammettere che ha un problema di tossicodipendenza da risolvere. Se necessario, inoltre, sono disponibili ad affiancare i genitori organizzando un colloquio direttamente a domicilio con lo scopo di convincere il proprio caro a fare qualcosa per smettere di usare droga ed intraprendere il Programma Narconon.

    Grazie al Centro Narconon Gabbiano migliaia di persona hanno risolto un problema di tossicodipendenza ed ora conducono una vita felice e libera dalla droga.

    Per ulteriori informazioni visita il sito www.narconon.net oppure chiama il Numero Verde Gratuito 800 178 796 – Attivo 24 ore su 24 – 7 giorni su 7

  • Come Salvare un Figlio dalla Droga

    Coloro che si chiedono come salvare un figlio dalla droga sono tutti quei genitori che vogliono capire cosa possono fare per aiutarlo ad uscire dalla tossicodipendenza.

    Può succedere che quando un genitore prova a parlare con il proprio figlio, per fargli capire che è indispensabile fare qualcosa per smettere di usare droga, incontri delle difficoltà perchè non appena prova ad affrontare l’argomento lui cerca in tutti i modi di sminuire la gravità della situazione, far credere che non c’è nulla di cui preoccupare o, addirittura, potrebbe arrivare a negare di fare uso di droga.

    Pertanto, se anche tu vuoi salvare tuo figlio dalla droga, la cosa migliore da fare è quella di farti aiutare da esperti in grado di risolvere un problema di questo tipo.

    La Comunità di Recupero per Tossicodipendenti Narconon Gabbiano, attiva dal 1988, è specializzata nel recupero dalle tossicodipendenze ed offre il proprio sostegno a tutti quei genitori che vogliono sapere come salvare un figlio dalla droga.

    Un genitore che vuole aiutare un figlio dalla droga deve provare ad affrontare l’argomento con lui in diversi modi finchè non ammette di avere un problema di tossicodipendenza e non accetta di fare qualcosa di concreto per risolverlo.

    Pertanto, alcune volte potrebbe essere utile avere con lui un tono pacato, al fine di metterlo a suo agio, farsi raccontare cosa non va nella sua vita e convincerlo ad accettare l’aiuto; altre volte, invece, potrebbe essere necessario avere un tono più duro per suscitare in lui una reazione di qualche tipo ed indurlo a risolvere il suo problema.

    Non sempre, però, queste strategie portano al risultato desiderato e quindi i genitori, non sapendo più cosa fare, possono anche decidersi di arrendersi ed attendere che sia lui stesso a rendersi conto di avere un problema di tossicodipendenza da risolvere, ma ciò potrebbe anche non accedere mai.

    Pertanto, per evitare che il proprio figlio continui a fare uso di droga, la cosa migliore da fare è quella di chiedere l’aiuto di esperti in grado di risolvere una situazione di questo tipo.

    Gli operatori della Comunità Narconon Gabbiano sanno come parlare con una persona che fa uso di droga e sono in grado di gestire le obiezioni che potrebbe avanzare con lo scopo di non farsi aiutare. Se necessario, inoltre, sono anche disponibili ad affiancare le famiglie direttamente a domicilio organizzando un colloquio finalizzato a convincere la persona ad intraprendere nell’immediato il percorso di recupero.

    Grazie alla Comunità Narconon Gabbiano migliaia di persona hanno risolto un problema di tossicodipendenza ed ora conducono una vita felice e libera dalla droga.

    Per ulteriori informazioni visita il sito www.narconon.net oppure chiama il Numero Verde Gratuito 800 178 796 – Attivo 24 ore su 24 – 7 giorni su 7

  • Mi fa male lo stomaco per colpa dello stress e dell’ansia

    Oggi mi sono svegliato con un peso sullo stomaco. Come al solito, la mia ansia ha iniziato ad agire, come spesso accade tutto inizia con un grande mal di stomaco. La mia reazione normale, prima di capire da cosa dipende, eta quella di assumere un sacco di medicine per la pancia: m….x ecc…

    Poi con il tempo, mi sono accorto che circa 7-8 ore prima di qualche crisi di ansia o addirittura un attacco di panico il male allo stomaco si presenta feroce. Non mi da tregua. Ho letto molto in proposito e ho scoperto in rete molti articoli interessanti che parlano di attacchi di panico e mal di stomaco da stress.

     

    Ma uno mi ha colpito sul mal di stomaco da stress. Grazie a questo post di Andrea Mikaudios ho appreso che nel nostro corpo il cervello non è l’unico responsabile dei sintomi di ansia e stress, si mi riferisco a quelli detti:”psico somatici”. Anche il termine psico somatico è qualcosa che ci riporta ad una azione del cervello e dei suoi prodotti: emozioni, idee e costruzioni mentali sul corpo. Ma sembra che il corpo non subisca solo l’azione della mente. Si, hai capito, il corpo ha una sua intelligenza ben delineata.

    Di questo ne parla Cadance Pert,  scienziata che per un pelo non ha preso il nobel, autrice di “Molecole di emozioni” e

  • “Il dono del sangue”: premiati i vincitori del 12° concorso in memoria di Alba Negri

    È giunto alla dodicesima edizione il concorso “Il dono del sangue” promosso da Avis Comunale di Bergamo, in collaborazione con il gruppo Avis Celadina, in memoria della maestra Alba Negri e riservato alle classi di 5ª elementare.

    Anche quest’anno sono stati coinvolti moltissimi studenti della città di Bergamo, chiamati a esprimere con creatività un messaggio ispirato al concetto del dono, vero cuore del mondo Avis.

    Quarantaquattro elaborati valutati dalla commissione esaminatrice composta da Marco Bosatelli, Vice Presidente AVIS Comunale Bergamo, Fernanda Canzi, Consigliere AVIS Comunale Bergamo, Alessia Corsini e Silvia Foresti, Segretarie AVIS Comunale Bergamo, Massimo Belometti, Rappresentante AVIS Comunale Bergamo, Eleonora Zana, Vice direttore didattico Scuola Primaria, Maria Grazia Furma, Docente scuola primaria, che ha tenuto conto dell’effetto visivo immediato dell’immagine, dell’originalità del contenuto, della modalità di trasmissione del messaggio e della chiarezza grafico-pittorica.

    Ad aggiudicarsi il primo premio e un buono da 250 euro per l’acquisto di libri, la classe 5ª A della Scuola “Papa Giovanni XXIII” di Monterosso, grazie ad un cartellone il cui slogan e l’immagine sorridente – secondo la commissione – trasmettono la felicità di chi dona.

    Al secondo posto la classe 5ª dell’istituto Bambin Gesù (buono da 200 euro) perché ha rappresentato come un donatore può diventare un eroe per chi è ammalato e ha bisogno di una trasfusione. Al terzo posto (buono da 150 euro), le classi 5ª A della Scuola de Amicis, che hanno raffigurato l’intreccio tra il cuore di chi dona e di chi riceve.

    Sono state premiate a pari merito con un buono da 100 euro le classi quinte degli istituti Calvi, De Amicis, Gabriele Rosa, Locatelli e Manzoni del Villaggio Sposi.

    Il buono da 80 euro è andato ex aequo alla scuola Dante Alighieri di Orio al Serio, all’Istituto Palazzolo di Torre Boldone, alla Scuola Diaz, all’Istituto delle Suore Sacramentine e alla Scuola Manzoni.

    Per i colori utilizzati che evidenziano il messaggio d’amore trasmesso dall’AVIS è stato deciso di premiare come classe segnalata, la classe 5ª A B C della scuola Calvino, che si è aggiudicata la “targa partecipazione Famiglia Negri” e un buono di € 100 per acquisto libri.

    “Non è mai facile per la commissione scegliere l’elaborato vincente, – ha dichiarato Roberto Guerini, Presidente di Avis Comunale Bergamo – ogni anno le classi partecipanti sono moltissime e la qualità del lavoro è sempre alta. Siamo molto soddisfatti perché questo concorso ci permette di spiegare ai più piccoli l’importanza della donazione di sangue. Per loro, i donatori diventano dei veri e propri eroi, e questo per noi è un messaggio bellissimo. Questi bambini sono il futuro di AVIS e – grazie a questo concorso – entrano in contatto con una realtà che aiuta ogni giorno migliaia di persone. Sono tutti dei vincitori perché realizzando queste opere comprendono il valore del dono e dell’aiuto reciproco”.

  • L’illuminazione per prevenire i rischi di incidenti con i carroponti

    L’illuminazione per prevenire i rischi di incidenti con i carroponti

    Per ridurre i rischi dei lavoratori che si trovano nelle vicinanze dell’area di manovra dei carroponti è possibile utilizzare segnaletiche luminose chiare e visibili.

     

    Se in quasi tutti i settori lavorativi i sistemi di movimentazione e sollevamento sono ormai indispensabili “compagni” di lavoro, uno dei sistemi più diffusi di sollevamento e traslazione dei carichi è costituito dal carroponte o gru a ponte. Tuttavia, come molte attrezzature di lavoro, anche i carroponti sono correlati a numerosi pericoli per l’incolumità dei lavoratori e uno dei rischi più diffusi riguarda il transito di operatori nell’area di manovra dei mezzi e al di fuori della zona di sicurezza.

     

    I rischi di investimento con i carroponti

    Sono, infatti, molti gli infortuni, spesso mortali, in cui dei lavoratori distratti e inconsapevoli di essere nell’area di manovra dei mezzi di sollevamento, sono urtati da un gancio o da un carico sospeso che occlude la vista all’operatore del carroponte.

    Stiamo parlando, ad esempio, di lavoratori che si trovano in ambienti molto rumorosi e poco luminosi (acciaierie, fonderie, industria pesante, …) e che magari circolano con tappi o cuffie per il rumore e possono non sentire, percepire o vedere l’arrivo del carroponte.

    Questi infortuni possono essere prevenuti non solo cercando di evitare il transito nelle aree di manovra dei carroponti, ma utilizzando anche efficaci dispositivi di segnalazione chiari e visibili.

     

    Esistono prodotti di illuminazione innovativi in grado di realizzare una segnaletica sempre visibile nelle aree in cui sono attivi dei carroponti? Esistono aziende in grado di proporre soluzioni per migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro che utilizzano gru a ponte?

     

    L’illuminazione a led per migliorare la sicurezza

    Progtech Srl è una società specializzata nella progettazione e nella realizzazione di apparecchi e sistemi illuminanti a LED che, grazie ad un team di progettazione con elevata esperienza e alla partnership con Cablotech, è in grado di proporre e progettare strumenti innovativi per migliorare la sicurezza degli operatori impegnati nelle immediate vicinanze dei carroponti.

    In particolare attraverso l’utilizzo di strumenti come Safety Bar 30 EVO e Safety Bar H.P. è ora possibile proiettare un fascio di luce in parallelo al movimento delle gru a ponte e in grado di delinearne l’area di movimento.

    Il supporto luminoso proiettato delinea, in definitiva, un perimetro, una zona da evitare mentre il carroponte è in movimento e avvisa, con un segnale luminoso, tutti gli operatori dell’imminente passaggio del mezzo aiutandoli ad essere consapevoli del possibile pericolo.

     

    Link per vedere all’opera le soluzioni di Progtech: https://www.youtube.com/watch?v=UjryZOLeUkY

     

    Le soluzioni per prevenire gli infortuni con i carroponti

    Questi alcuni dei prodotti di Progtech Srl che, come rilevato anche in numerosi audit, possono migliorare la sicurezza nelle aziende che utilizzano carroponti:

     

    Safety Bar 30 EVO: è la lampada industriale a LED pensata per l’illuminazione di sicurezza dei carroponti, ideale per garantire maggior sicurezza all’operatore del carroponte ed ai lavoratori impegnati nelle aree di manovra circostanti, soprattutto negli ambienti rumorosi e poco illuminati. Safety Bar 30 Evo, applicata sul carroponte, emette un fascio di luce blu o rossa al suolo in grado di avvisare visivamente dell’arrivo del carroponte identificando l’area di manovra anteriormente e posteriormente. Safety Bar 30 Evo può anche essere applicata su veicoli industriali di grandi dimensioni sempre ai fini di sicurezza. L’apparecchio può essere alimentato a 230 Vac oppure, a richiesta, a 24 Vdc o 48 Vdc. I materiali utilizzati, quali alluminio anodizzato ed acciaio inox, rendono la Safety Bar 30 Evo un prodotto durevole nel tempo e di elevata qualità.

     

    Safety Bar H.P.: è la lampada industriale a LED pensata per l’illuminazione di sicurezza dei carroponti posti ad altezze elevate, ideale per garantire maggior sicurezza all’operatore del carroponte ed ai lavoratori impegnati nelle aree di manovra circostanti, soprattutto negli ambienti rumorosi e pericolosi. Anche Safety Bar H.P., applicata sul carroponte, emette un fascio di luce blu o rossa al suolo in grado di avvisare visivamente dell’arrivo del carroponte identificando l’area di manovra anteriormente e posteriormente. L’apparecchio si alimenta a 230 Vac. Safety Bar H.P. si differenzia da Safety Bar 30 EVO in quanto ha una potenza maggiore (ben 72W rispetto ai 44W di Safety Bar 30) e quindi una maggiore visibilità. L’apparecchio presenta una ventola integrata per gestire al meglio la dissipazione termica. Anche in questo caso i materiali utilizzati rendono la Safety Bar H.P. un prodotto durevole nel tempo e di elevata qualità.

     

    Il link per conoscere i prodotti Progtech Srl e avere informazioni sulle soluzioni per la sicurezza: http://www.progtech.it/index.php

     

    Ricordiamo, infine, che Progtech Srl realizza apparecchi a LED in grado di tener conto delle esigenze di ogni settore industriale e di proporre e fornire soluzioni personalizzate per l’illuminazione di sicurezza nelle aziende relativamente alla movimentazione, alle vie di esodo e ai percorsi luminosi in sostituzione della classica segnaletica orizzontale. Inoltre fornisce sia un’adeguata consulenza in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro e in materia di valutazione dei rischi, sia assistenza per gli interventi di adeguamento e la redazione della documentazione necessaria.

     

    Per informazioni:

    Progtech S.r.l.: Via Milano 61, 24940 Bonate Sopra (Bergamo) – Tel: +39 035 0446251, [email protected], [email protected],  www.progtech.it

  • Acufene: Impariamo a gestirlo

    L’acufene non sempre migliora o scompare completamente a seguito del trattamento ricevuto, e ciò può essere causa di sconforto nel paziente. Ecco alcuni suggerimenti che possono essere utili a far fronte a questo tipo di avvienimento:

    • Consulenza psicologica: Un terapista o uno psicologo abilitato può aiutare il paziente ad imparare le tecniche per affrontare i sintomi degli acufeni e renderli meno fastidiosi. La consulenza psicologica può anche aiutare relativamente ad altri problemi che di solito sono legati all’acufene, come l’ansia e la depressione.
    • Gruppi di supporto: Condividere la propria esperienza con altre persone che hanno l’acufene può essere utile. Ci sono gruppi di persone che sono interessati da acufene e che si incontrano personalmente. Per essere sicuri che le informazioni ottenute nel gruppo siano corrette, è meglio scegliere un gruppo moderato da un medico, un audiologo o altro operatore sanitario qualificato.
    • Comprendere il fenomeno: Imparare quanto è possibile sull’acufene e come alleviarne i sintomi può aiutare il paziente. Solo acquisendo maggiore consapevolezza è possibile rendere meno fastidioso l’acufene, e al riguardo sul sito acufeneclinic è possibile trovare tante informazioni.

    Per quel che riguarda la consultazione con uno specialista, sarà necessario raccontare quali sono i sintomi ed i disturbi percepiti, così come la propria storia clinica, che include qualsiasi altro disturbo di salute come perdita dell’udito, pressione alta o problemi alle arterie e le medicine che si assumono, comprese quelle a base di erbe.

    Cosa aspettarsi dal medico

    È probabile che il medico ponga al paziente una serie di domande, come quelle che seguono:

    Quando ha iniziato ad avvertire i primi sintomi?

    Qual è il rumore che sente?

    Lo avverte da un orecchio o da entrambi?

    Il suono che sente è continuo o intermittente?

    Quanto è forte il rumore?

    Quanto è fastidioso?

    È stato esposto a forti rumori?

    Di recente ha avuto un problema all’orecchio o una ferita alla testa?

    Dopo la diagnosi di acufene, potrebbe dover essere necessario anche consultare un otorinolaringoiatra e un audiologo.

  • Come promuovere la sostenibilità attraverso la salute e sicurezza?

    Come promuovere la sostenibilità attraverso la salute e sicurezza?

    Si terrà un corso a Brescia di 24 ore dal 28 al 30 maggio 2019 per comprendere come realizzare l’interazione tra gli aspetti di sostenibilità e quelli relativi alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

     

    Di fronte ai dati dei tanti infortuni, anche mortali, che avvengono negli ambienti lavorativi, è importante che i temi della salute e sicurezza salgano ai piani alti delle aziende. E per fare entrare questi temi nelle strategie aziendali e nei piani di sviluppo, è utile sviluppare le interazioni tra il concetto di sostenibilità, che sta acquistando sempre maggiore forza e riconoscimento pubblico, e la gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

    Se lo sviluppo sostenibile è uno strumento per portare la tutela della salute e sicurezza nella strategia di impresa, gli operatori di questi due ambiti, la sicurezza e la sostenibilità, devono lavorare insieme partendo, ad esempio, dai temi del benessere organizzativo, della gestione sostenibile della catena di fornitura e della gestione degli stakeholder.

     

    Come approfondire il concetto di sviluppo sostenibile? Ci sono corsi che permettono di conoscere e affrontare l’interazione tra sicurezza e sostenibilità?

     

    Un nuovo corso a Brescia su sostenibilità, salute e sicurezza

    Per affrontare correttamente il tema della sostenibilità e l’interazione con la sicurezza, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza a Brescia, il 282930 maggio un corso di 24 ore dal titolo “Sostenibilità: la salute e la sicurezza nella strategia d’impresa”.

     

    Il corso, realizzato con successo anche in altre città, ha l’obiettivo di:

    • fornire le conoscenze e competenze utili a identificare le modalità più idonee a valorizzare, all’interno del proprio contesto organizzativo, l’interazione tra gli aspetti di sostenibilità e quelli legati alla gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
    • conoscere il framework istituzionale di riferimento che promuove lo sviluppo sostenibile attraverso politiche e pratiche a tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
    • riconoscere l’importanza delle azioni volte ad implementare, mantenere o migliorare le condizioni di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro in termini di sostenibilità d’impresa.

     

    La sostenibilità e la salute e sicurezza sul lavoro

    Il concetto di sostenibilità proviene dall’idea di “gestione sostenibile” di una risorsa, in cui si prevede di utilizzare o prelevare la risorsa senza intaccare la sua naturale capacità di rigenerarsi. In questo senso lo “sviluppo sostenibile” può essere considerato come quello sviluppo ‘che risponde alle necessità del presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie necessità’ (Rapporto Bruntland – 1987).

     

    Lo “sviluppo sostenibile” può essere considerato un equilibrio dinamico tra qualità ambientale, sviluppo economico, equità sociale.

     

    Nelle aziende l’attenzione alla sostenibilità nei propri piani aziendali:

    • contribuisce a creare e mantenere un elevato profilo aziendale, un’immagine e una reputazione positive;
    • crea un ambiente di lavoro migliore, più sicuro e più motivante
    • garantisce una forte coesione con gli stakeholder
    • facilita l’accesso al credito e riduce il rischio di impresa
    • migliora l’efficienza della gestione aziendale
    • permette di usufruire di vantaggi fiscali e semplificazioni amministrative.

     

    La sostenibilità e la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro possono poi rafforzarsi a vicenda attraverso i molti ambiti di connessione e relazione a partire dalla considerazione che la sostenibilità delle aziende dipende anche dalla capacità di garantire la sicurezza, la salute e il benessere dei propri lavoratori.

     

    Il programma del corso

    Il 282930 maggio 2019 si terrà, dunque, a Brescia – presso Aifos Service, Via Branze, 45 – il corso di 24 ore “Sostenibilità: la salute e la sicurezza nella strategia d’impresa”.

     

    Questi gli argomenti che saranno affrontati nei tre giorni (9.00/13.00, 14.00/18.00):

    • Definizioni e concettualizzazioni riguardanti la sostenibilità d’impresa
    • Sostenibilità d’impresa e gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro: gli elementi di intersezione
    • Il concetto di diversity e impatto sulle performance aziendali
    • Il concetto di sostenibilità nella catena di fornitura: applicabilità dell’articolo 26 e/o del Titolo IV
    • Documentazione obbligatoria per la qualifica dei fornitori
    • Introduzione allo stakeholder management
    • La mappatura degli stakeholder: strumenti ed esperienze a confronto
    • Metodologie e strumenti di analisi degli stakeholder
    • La progettazione e implementazione di una politica di stakeholder management
    • Introduzione al concetto di benessere organizzativo
    • Principali strategie motivazionali
    • Benefici in termini di salute e sostenibilità d’impresa

     

    La partecipazione al corso vale come 16 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP e come 8 ore di aggiornamento per Formatori qualificati prima area tematica e 8 ore di aggiornamento per Formatori qualificati seconda area tematica.

     

    Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi-qualificati/organizzazione-benessere/organizzazione-benessere/sostenibilita_la_salute_e_la_sicurezza_nella_strategia_d_impresa

     

    Per informazioni e iscrizioni:

    Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it  – [email protected][email protected]

     

     

    09 maggio 2019

     

    Ufficio Stampa di AiFOS

    [email protected]

    http://www.aifos.it/

  • La musica classica in campo per sensibilizzare al dono di sangue

    Dal 3 maggio al 4 giugno 2019 si terrà la XV edizione di MusicAccolta, la rassegna musicale sostenuta dalle Avis Comunali di Azzano San Paolo, Bergamo, Lallio e Stezzano per avvicinare sempre più persone alla donazione di sangue.

    Ogni anno, nel nostro Paese, vengono trasfuse oltre 3 milioni di unità di emocomponenti, più di 8 mila al giorno e Avis, che è la più grande organizzazione di volontariato del sangue italiana, riesce a garantire grazie ai suoi associati circa l’80% del fabbisogno nazionale di sangue. La richiesta di sangue e dei suoi derivati però è sempre più alta e l’emergenza riguarda in particolar modo l’estate, perché i donatori sono sempre meno per via delle vacanze” dichiara Roberto Guerini, Presidente di Avis Comunale Bergamo.

    Per questo Avis ha deciso di partecipare alla organizzazione dei diversi appuntamenti per sensibilizzare e avvicinare le persone alla donazione. Al via martedì 7 maggioIl ridotto dell’opera”, un ciclo di cinque lezioni-concerto itineranti sull’opera lirica volto a spiegare al pubblico la struttura del melodramma, il modo in cui il testo, la scena, la musica si compongono. Il ciclo di lezioni, a ingresso libero e gratuito, si svolgeranno nelle zone storiche di Avis comunale Bergamo ed è parte di MusicAccolta, il festival di musica classica giunto ormai alla sua quindicesima edizione che prevede concerti presso Teatro Lottagono e la Chiesa di Loreto tutti i venerdì dal 3 al 24 maggio.

    Le lezioni de “Il Ridotto dell’opera” svelano agli spettatori – con un linguaggio semplice e chiaro e con l’aiuto di esempi musicali eseguiti dal vivo dal soprano Giuseppina Colombi e dal pianista Edgar Cattaneo – i segreti di un’opera lirica. Affidate a Giorgio Apollonia, medico, storico e scrittore, nota voce radiofonica, le lezioni del Ridotto dell’opera prendono in esame cinque dei più grandi capolavori del melodramma, il Don Giovanni di Mozart, il Barbiere di Siviglia di Rossini, la Lucia di Lammermoor di Donizetti, la Traviata di Verdi e la Tosca di Puccini.

    “Nel 2018 le Avis Comunali di Azzano San Paolo, Bergamo, Lallio, Stezzano hanno registrato 7771 donazioni e più di 700 nuovi iscritti. È un risultato di cui andiamo fieri ma possiamo fare molto di più. Donare è un piccolo gesto che può salvare molte vite, perché il sangue è indispensabile per moltissime terapie e non solo nelle situazioni di emergenza. Per questo Avis s’impegna costantemente per promuovere iniziative su tutto il territorio per avvicinare sempre più persone alla donazione. MusicAccolta è un bell’esempio perché non solo ci permette di far conoscere l’importanza della donazione, ma anche di trasmettere l’amore per la musica e per l’opera.” conclude Guerini.

    Il programma completo della XV edizione di MusicAccolta è disponibile sul sito www.avisbg.it e www.sanpaoloparrocchia.it

    L’ingresso è gratuito.

     

    IL RIDOTTO DELL’OPERA – APPUNTAMENTI

    Martedì 7 Maggio, ore 20.45

    DON GIOVANNI di W. A. Mozart

    Teatro Lottagono, P.le San Paolo 35, Bergamo

     

    Martedì 14 Maggio, ore 20.45

    IL BARBIERE DI SIVIGLIA di G. Rossini

    Sala Papa Giovanni XXIII,

    Via Oratorio 11, Azzano San Paolo.

     

    Martedì 21 Maggio, ore 20.45

    LUCIA DI LAMMERMOOR di G. Donizetti

    Auditorium San Sisto,

    via della Vittoria 1, Colognola, Bergamo

    Martedì 28 Maggio,

    LA TRAVIATA di G. VERDI

    Sala conferenze della Parrocchia di S. Lucia,

    c/o Il12 di via Torino, Bergamo

               

    Martedì 4 Giugno.  

    TOSCA di G. Puccini

    Chiesetta di San Bernardino,

    via Arciprete Rota 4, Lallio

     

     

    I CONCERTI    

    Venerdì 3 Maggio, ore 20.45

    Violino e Pianoforte

    Daniele Sabatini (violino) e Simone Rugani (pianoforte)

    Teatro Lottagono, P.le San Paolo 35, Bergamo

     

    Venerdì 10 Maggio, ore 20.45

    Livio Gianola (chitarra)

    Teatro Lottagono, P.le San Paolo 35, Bergamo

     

    Venerdì 17 Maggio, ore 20.45

    Quartetto d’archi ‘Echos’

    Andrea Maffolini e Ida Di Vita, violini Giorgia Lenzo, viola – Martino Maina, violoncello

    Teatro Lottagono, P.le San Paolo 35, Bergamo

     

    Venerdì 24 Maggio, ore 20.45

    Concerto d’organo

    Don Ugo Patti

    Chiesa di Loreto, Bergamo

  • Il torneo internazionale calcio giovanile per migliorare la tecnica calcistica.

    Lo sport è parte integrante della vita di molti perché si sa fa bene al corpo e allo spirito, qualsiasi esso sia, far crescere un bambino all’interno di una società sportiva lo aiuterà a crescere in maniera sana. Potrà contare sempre nel supporto di una squadra, e nell’appoggio di un maestro. Lo sport più amato dai giovanissimi si sa è il calcio, e quale modo migliore di farli avvicinare a questo sport se non quello di farli partecipare ad un torneo internazionale calcio giovanile. Le opportunità che derivano da un’esperienza come questa sono tante e non possono che essere la giusta occasione di mettersi a confronto con realtà sempre diverse e stimolanti. Un torneo di calcio aiuta a migliorare le prestazione a crescere tecnicamente e a confrontarsi con atleti più bravi di noi, che stimolano la voglia di migliorare. Un torneo di calcio internazionale invece da l’opportunità di confrontarsi con persone totalmente diverse da noi per cultura e per abitudini, questo stimola la crescita dei più giovani e la loro voglia di imparare.

    Un torneo internazionale di calcio giovanile per la crescita di ognuno

    Un torneo di calcio giovanile è strutturato in modo tale da poter essere adatto a qualsiasi età, non è infatti raro vedere padre e figli impiegnati nello stesso torneo. I tornei di calcio sono infatti dedicati a tutte le categorie e non solo. I tornei di calcio vengono organizzati in luoghi sempre diversi, che siano in mare o in montagna, in città europee, in città d’arte e cultura o in parchi divertimenti permetterà non solo di vivere l’esperienza calcistica, ma anche tutto quello che ci sarà attorno. La possibilità di trascorrere una giornata al mare, di visitare un monumento o di divertirsi in un parco giochi è possibile grazie all’organizzazione dei  tornei di calcio internazionali, fare questo diventa ancora più divertente se fatto con nuovi amici provienienti da tante parti diverse del mondo. I tornei internazionali di calcio giovanile uniscono la competizione sportiva e la crescita sportiva, con la possibilità di viaggiare e di confrontarsi con realtà diverse da quella a cui si è abituati.

    I vantaggi di partecipare ad un torneo internazionale di calcio giovanile

    La partecipazione ad un tornao di calcio giovanile permette ai ragazzi di qualsiasi età di confrontarsi con realtà completamente diverse da quelle a cui sono abituati. Crescere per i ragazzi vuol dire affrontare delle situazioni che escano dalla loro quotidinità, che li mettono alla prova in sfide che sono anche più difficili per loro. In un torneo internazionale di calcio giovanile non c’è solo la competizione, ma anche il divertimento, un torneo di calcio può anche essere interpretatao come un vero e proprio viaggio sportivo. La possibilità di recarsi in una nuova città non ti limita solo al torneo di calcio e a tutto quello che ruota intorno al calcio, ma anche quella di divertirsi e di vivere la città con i propri amici e compagni di squadra. la bellezza di poter conoscere nuove realtà dentro e fuori dal campo, di poter visitare posti bellissimi del mondo, di trascorrere una vacanza in località balneari o in posti di montagna.

     

  • Formazione a RoyalSafety su credito d’imposta e sicurezza in montagna

    Comunicato Stampa

    Formazione a RoyalSafety su credito d’imposta e sicurezza in montagna

     L’associazione AiFOS partecipa alla manifestazione RoyalSafety a Druento (Torino) dal 9 all’11 maggio con due seminari gratuiti sulla gestione della salute e sicurezza in alta quota e sul credito d’imposta alle imprese.

    In una fase che sappiamo essere critica per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori in Italia, con un aumento nel 2018, rispetto al 2017, di denunce di infortunio, di malattie professionali e anche di infortuni mortali (+10,1%), sono molto importanti i momenti di incontro che permettono di migliorare le strategie di prevenzione nelle aziende.

     

    La manifestazione RoyalSafety dal 9 all’11 maggio

    È il caso della manifestazione ROYALSAFETY che si terrà a Druento (Torino) dal 9 all’11 maggio 2019 con 3 giornate di manifestazione organizzate in 40 eventi formativi, alcuni gratuiti, 4 seminari tecnici e numerosi project work e attività pratiche all’aperto.

    In particolare, ROYALSAFETY è un appuntamento, con obiettivi educativi e formativi, utile per tutti coloro che desiderano confrontarsi sulle tematiche dell’ambiente, della sicurezza e salute sul lavoro, dell’igiene della produzione e della somministrazione degli alimenti destinati al consumo umano.

    È un appuntamento progettato per favorire lo scambio professionale tra addetti ai lavori che possono partecipare ad eventi formativi residenziali – monotematici e di breve durata – ed effettuare anche il proprio aggiornamento professionale acquisendo nuove competenze e conoscenze.

     

    Le attività di AiFOS a RoyalSafety

    A raccogliere le tante sfide aperte in materia di gestione della sicurezza e salute nelle aziende è l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) che partecipa a ROYALSAFETY con due diversi workshop formativi gratuiti in materia di rischi e prevenzione nel lavoro in ambiente montano e in materia di credito d’imposta, un beneficio fiscale a cui possono accedere tutte le imprese che effettuano investimenti in ambito di ricerca e sviluppo.

    La partecipazione attiva di AiFOS, anche a questa nuova manifestazione, testimonia la volontà dell’Associazione di continuare ad essere un elemento attivo di promozione della cultura della sicurezza nel paese partendo non solo dalla necessaria consapevolezza dei rischi, ma anche dalle opportunità che le aziende hanno per investire in sicurezza e nel proprio miglioramento organizzativo e tecnologico.

     

    La gestione della salute e sicurezza in alta quota

    Il primo evento formativo, organizzato da AiFOS il 10 maggio (16.00/18.00 Sala Blu), si intitola “La gestione della salute e sicurezza in alta quota” ed è dedicato al tema della prevenzione di infortuni e malattie professionali negli ambienti montani.

    Come è possibile lavorare in alta quota? Quali sono i rischi? Quali sono le problematiche da affrontare nei lavori in alta quota per un’adeguata tutela della salute e sicurezza dei lavoratori? Il workshop affronta i vari aspetti relativi alla sicurezza del lavoro in quota partendo da esperienze reali come la realizzazione della funivia Skyway Montebianco, al fine di individuare le migliori soluzioni per affrontare le criticità del lavoro in sicurezza degli ambienti montani.

     

    Il programma dell’evento:

    • Presentazione e Saluti Istituzionali di AiFOS
    • Antonella Grange, Consigliere Nazionale AiFOS – Referente del Gruppo di Progetto “AiFOS Montagna” – “Rischi e prevenzione nel lavoro in ambiente montano. Con AiFOS Montagna per accrescere conoscenze e consapevolezza di lavoratori e datori di lavoro”
    • Sergio Ravet, Coordinatore Sicurezza cantiere SkyWay M. Bianco – “Lavoro in alta quota e gestione delle emergenze – l’esperienza del cantiere SkyWay M. Bianco per la realizzazione del nuovo impianto e l’esperienza del cantiere per la costruzione, in galleria, del tratto autostradale Aosta-Courmayeur”

     

    A tutti i partecipanti al workshop verrà consegnato un attestato di presenza valido per il rilascio di n. 2 crediti per Formatori area tematica n.2 (rischi tecnici), RSPP/ASPP, Coordinatori della Sicurezza (CSP/CSE).

     

    Il credito d’imposta per le imprese

    Nell’evento “IMPRESA 4.0: credito d’imposta per Ricerca e Sviluppo”, organizzato il 9 maggio (14.00/18.00 Sala Arancio) da Setter s.r.l. in collaborazione con AiFOS, si presenta una reale opportunità per le aziende.

     

    Infatti il credito d’imposta è un beneficio fiscale destinato a diminuire le imposte dovute e possono accedervi tutte le imprese che effettuano investimenti di Ricerca e Sviluppo, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano, nonché dal regime contabile adottato. Le attività correlate al beneficio fiscale possono essere svolte anche in ambiti diversi da quelli scientifici e tecnologici quali ad esempio in ambito storico, organizzativo, informatico, comunicazione e marketing.

     

    Il programma dell’evento:

    • Industria 4.0 e sicurezza sul lavoro (Prof. Nicoletto Raimondo)
    • I benefici fiscali di Ricerca e Sviluppo (Dott. Francesco Petralia)
    • Ambiti e definizione di Ricerca e Sviluppo (Dott. Ing. Sirio Cividino)
    • Ruolo del ricercatore scientifico (Dott. Ing. Sirio Cividino)

     

    La partecipazione all’evento dà diritto a vari crediti formativi – con iscrizione dal sito di Setter srl – sia per gli ingegneri (4 CFP) sia per RSPP/ASPP (4 ore).

     

    Per avere informazioni e iscriversi agli eventi è possibile utilizzare questo link: https://www.royalsafety.eu/eventi/

     

    Ricordiamo che gli incontri si terranno a Druento (TO), Parco La Mandria, edificio “La Rubbianetta” sito in Strada Rubbianetta.

     

     

    Per informazioni:

    Sede nazionale AiFOS: via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

     

     

    02 maggio 2019

     

    Ufficio Stampa di AiFOS

    [email protected]

    http://www.aifos.it/

  • ”Metti al sicuro la tua salute – Il barattolo dell’emergenza”

    Un’idea semplice, ma di grande interesse, sta alla base del “service nazionale” dell’annata lionistica 2018-2019 ed ha riscosso, tra i delegati partecipanti al 66esimo Congresso, un lusinghiero riscontro. Il “Barattolo di Emergenza Lions“ prende spunto da un “service” già applicato in Germania ed in Francia, in particolare dai Lions Club di Butzbach e Chambery. In Italia una prima esperienza si è realizzata sul territorio del Comune di Vado Ligure, promossa dal Lions Club locale. Ora il progetto, grazie alla concreta collaborazione e sostegno dell’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo, prenderà avvio nella realtà bergamasca.

    ”Metti al sicuro la tua salute – Il barattolo dell’emergenza”, così come rinominato a Bergamo, è un progetto di informazione e educazione sanitaria per migliorare l’efficacia e la tempestività degli interventi di emergenza sanitaria a domicilio, a sostegno dei soggetti fragili, anziani soli in particolare, e relativi caregiver, in caso di un’emergenza sanitaria che richieda, con urgenza, l’intervento del soccorso sanitario in casa. Poiché in questi casi non è sempre possibile rispondere a tutte le domande dei soccorritori il barattolo di emergenza contiene una scheda deve essere compilata dall’interessato stesso, oppure eventualmente da parte di uno dei caregiver. Tale scheda raccoglie le più importanti informazioni sanitarie per il primo soccorso. Il Barattolo di emergenza, con la sua scheda informativa, viene collocato in frigorifero, elettrodomestico presente in tutte le case e facilmente individuabile. Vengono posizionati inoltre adesivi speciali all’ingresso dell’appartamento e sullo sportello del frigorifero.

    In caso di grave necessità per un improvviso malore, un’imprevista caduta, un grave incidente domestico, infatti, insieme alla tempestiva attivazione dei servizi di urgenza sanitaria, ATS “raccomanda” la messa a disposizione degli operatori del soccorso sanitario delle informazioni sanitarie utili per un intervento di urgenza efficace. In maniera rapida i soccorritori possono così accedere a dati essenziali. Non vi è dubbio che la possibilità di disporre immediatamente di informazioni cliniche (patologie, farmaci, allergie, persone di riferimento, eccetera) può contribuire a diminuire i tempi degli interventi e delle diagnosi in caso di urgenza/emergenza domiciliare, da parte dei soccorritori e del Pronto Soccorso, contribuendo a fare la differenza in situazioni di criticità.

    Sono destinatari prioritari della progettualità i soggetti più deboli della popolazione: le persone anziane, le persone fragili, le persone sole, le persone in condizioni di domiciliarità non autosufficienti. Tuttavia, l’iniziativa è potenzialmente estensibile a tutti i residenti.

    Lo sviluppo della progettualità prevede la partecipazione attiva dei soggetti che sul territorio si fanno carico dell’assistenza e del sostegno alle persone anziane o comunque fragili, sia in modo professionale che volontaristico. Gli Enti, gli Erogatori di prestazioni di assistenza domiciliare e le reti di volontariato che volontariamente aderiscono all’iniziativa, saranno impegnati nella distribuzione del “Barattolo di emergenza” e della “Raccomandazione di ATS” tra i soggetti anziani e non autosufficienti di cui si prendono cura, aiutando le persone nella compilazione della scheda sanitaria da inserire nel barattolo.

    Proprio grazie alla collaborazione dell’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo si è ora definito l’avvio sperimentale della progettualità su alcuni specifici territori e con il coinvolgendo alcuni soggetti:

    1. Ambito della Valle Imagna, con la Fondazione Rota di Almenno San Salvatore;

    1. Ambito della Valle Brembana, con la Coop. In Cammino di San Pellegrino Terme;

    2. Ambito di Bergamo, con i servizi di assistenza domiciliare della Casa di Cura Palazzolo e della Casa di Cura San Francesco;

    con una graduale estensione proprio su Bergamo, ipotizzando un ingaggio dei Centri della Terza Età del Comune e delle altre diverse forme di “custodia sociale” qui attivate. Sulla base dei risultati della sperimentazione è prevista una progressiva diffusione su tutto il territorio provinciale.

    L’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo curerà inoltre la sensibilizzazione dei MMG, l’informazione e la sensibilizzazione dei Comuni, l’informazione nei riguardi delle strutture dedicate ai soccorsi sanitari: Croce Rossa, AREU 118, VVF, Protezione Civile, Centro Antiveleni, in sostanza i componenti del CCS in Prefettura.

    Si prevede il concreto avvio dell’iniziativa, con la distribuzione dei primi barattoli, a partire dal prossimo mese di luglio.

    Per qualsiasi necessità e informazione è possibile scrive al seguente indirizzo Lions e-mail: [email protected]

     

  • Manifesti in mostra contro le sostanze pericolose

    Comunicato Stampa

    Manifesti in mostra contro le sostanze pericolose

    Nello stabilimento di Lonato del Garda del Gruppo Feralpi è stata inaugurata il 17 aprile un’esposizione di manifesti per contribuire alla campagna europea incentrata sulla protezione dei lavoratori da sostanze pericolose.

     

    In Europa sono alcuni milioni i lavoratori esposti alle tante sostanze pericolose presenti nei luoghi di lavoro. Se il 38% delle imprese dell’Unione Europea ha dichiarato la presenza di sostanze chimiche o biologiche sotto forma di liquidi, vapori o polveri, il 17% dei lavoratori risulta esposto a sostanze o prodotti chimici, e il 15% a fumo, esalazioni e polveri, per almeno un quarto dell’orario di lavoro.

    Partendo da questi dati e dalla constatazione che molti lavoratori e aziende non sono sufficientemente consapevoli dei rischi da prevenire, l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha organizzato per il 2018 e il 2019 la campagna “Salute e sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose”. Una campagna che ha proprio l’obiettivo di sensibilizzare sui rischi derivanti dalle sostanze pericolose e agenti cancerogeni e promuovere un’adeguata valutazione del rischio nelle aziende.

     

    I manifesti degli studenti dell’Accademia di Belle Arti SantaGiulia

    L’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS), tramite un bando della Fondazione AiFOS, ha commissionato agli studenti dell’Accademia SantaGiulia di Brescia la realizzazione di una serie di manifesti con l’obiettivo promuovere la salute e la sicurezza negli ambienti lavorativi. Una commissione ha selezionato 25 manifesti degli oltre 50 progetti presentati, premiando la validità del messaggio veicolato, la rappresentatività grafica del messaggio e la coerenza dell’opera artistica.

    Al progetto, che rientra nella Campagna Europea promossa dall’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul lavoro (EU-Osha), hanno lavorato gli studenti del secondo anno delle scuole di Grafica e di Web e comunicazione d’impresa dell’Accademia SantaGiulia, coordinati dal Prof. Claudio Gobbi. Si tratta di un importante progetto di collaborazione tra AiFOS e l’Accademia che, per la quarta edizione biennale, hanno nuovamente unito le proprie competenze con l’obiettivo di migliorare la comunicazione-informazione sulla sicurezza negli ambienti di lavoro.

     

    La mostra inaugurata nel Gruppo Feralpi

    Il gruppo siderurgico bresciano ospiterà fino a lunedì 13 maggio la mostra dei manifesti nel proprio stabilimento di Lonato del Garda.

     

    All’inaugurazione, che si è svolta mercoledì 17 aprile, hanno partecipato:

    Giuseppe Pasini, Presidente Gruppo Feralpi

    Mariella Morelli, Responsabile del Processo Prevenzione Inail Provinciale Brescia

    Riccardo Romagnoli, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia

    Gobbi Claudio, Professore referente del progetto manifesti della sicurezza

    Rocco Vitale, Presidente AiFOS

     

    “Feralpi è lieta di ospitare questa mostra” – ha ricordato durante l’inaugurazione Giuseppe Pasini, presidente del Gruppo Feralpi – “perché siamo profondamente convinti che la sicurezza non sia solo fatta di sistemi di protezione, di barriere e di tecnologie, ma che sia prima di tutto un fattore culturale. Siamo immersi nella trasformazione digitale, abbiamo sistemi intelligenti e macchine che auto-apprendono. È questa l’impresa del futuro, ma non dobbiamo mai dimenticare che esiste una soglia umana fatta di percezione della sicurezza e di approccio al tema della sicurezza che prescinde dalla capacità della tecnologia di portare al massimo gli standard di protezione dell’uomo”.

    “Dobbiamo quindi lavorare assieme” – ha continuato – “per promuovere la sicurezza, per tenere alta l’attenzione. Oggi, con AiFOS e Accademia di Belle Arti di SantaGiulia si affronta questa sfida con un approccio umano e creativo. Ciò significa incidere sulla leva del cuore e della mente per raggiungere un obiettivo importante. Qui si tratta di responsabilità condivisa, nel senso che solo attraverso la collaborazione è possibile agire in modo ancora più significativo sulla promozione della sicurezza».

     

    Infine Rocco Vitale, presidente di AiFOS, ha sottolineato l’importanza di questa mostra: “una mostra in cui i manifesti non costituiscono solo l’arredo di un convegno in materia di sicurezza sul lavoro. In questo caso i manifesti sono collocati per un intero mese all’interno di uno stabilimento dove gli operai passano tutti i giorni, possono vederli e riflettere sui messaggi che i manifesti veicolano”.

    “Questa è una mostra” – ha concluso – “che, realizzata dai ragazzi dell’Accademia e rivolta direttamente ai lavoratori, può contribuire realmente allo sviluppo di una cultura della prevenzione, vera e unica chiave per gestire efficacemente le sostanze pericolose e, in generale, tutti i rischi nei luoghi di lavoro”.

     

     

    Per informazioni:

    Sede nazionale AiFOS: via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

     

     

    18 aprile 2019

     

    Ufficio Stampa di AiFOS

    [email protected]

    http://www.aifos.it/

     

  • L’app contro la sedentarietà in gara con Oliviero Bosatelli

    “Chi va piano va sano e va lontano”, recita il vecchio andante. Fa eccezione Moovin’, progetto made in Bergamo di sensibilizzazione alla vita attiva, che quest’anno torna con un’app mobile completamente aggiornata e una sfida epica.

    Testimonial di quest’edizione, Oliviero Bosatelli, vincitore della Tor des Géants 2016, tra le più dure e massacranti gare ultratrail al mondo. Passo dopo passo, Moovin’ sarà infatti al fianco di Bosatelli durante i 330 chilometri della Tor de Géants di settembre prossimo. Questo lo spirito con cui Moovin’ affronta il 2019: dopo aver registrato oltre 746 milioni di passi nel 2018, Moovin’ alza l’asticella e punta a grandi traguardi.

    L’app invita le persone a camminare, promuove uno stile di vita salutare e sfrutta una logica gamificata per spronare l’utente a migliorare i propri risultati giorno dopo giorno, creare dei gruppi di amici per divertirsi, lanciare sfide e match e guadagnare punti e trofei.

    Il contest dell’edizione 2019, “Da Bergamo alla Luna, andata e ritorno”, celebra il 50esimo anniversario dello sbarco sulla Luna e coinvolge tutti gli abitanti della città e provincia a coprire una distanza spaziale. È proprio il caso di dirlo: un piccolo passo per l’uomo, ma un grande passo per Moovin’!

    Moovin’ è un progetto promosso da Ats Bergamo, Comune di Bergamo, Università degli studi di Bergamo e Gruppo Sesaab.

     

    http://onelink.to/moovin

    www.moovin.it

  • Medici di Medicina Generale in formazione a Bergamo: al via il corso

    Lunedì 15 aprile, alla presenza di Massimo Giupponi, Direttore Generale Ats Bergamo, Maria Beatrice Stasi, Direttore Generale Asst Papa Giovanni XXIII, Francesco Locati, Direttore Generale Asst Bergamo Est, Peter Assembergs, Direttore Generale Asst Bergamo Ovest e Guido Marinoni, Presidente Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Bergamo si è inaugurato il nuovo corso triennale di formazione specifica in Medicina Generale.

    Le tre classi bergamasche svolgeranno le 3200 ore di attività pratiche nelle tre Asst, Papa Giovanni XXIII (19 studenti), Bergamo Est (18 studenti) e Bergamo Ovest (17 studenti) mentre le 1600 ore di formazione teorica saranno dispensate presso l’Ats di Bergamo, uno degli 8 poli formativi individuati da Regione Lombardia per ospitare una o più classi di tirocinanti.

    Obiettivo del corso è fornire al medico in formazione le competenze professionali necessarie per farsi carico della salute psicofisica dei propri assistiti nelle varie fasi della loro vita, consapevole dei caratteri distintivi della disciplina, del contesto in cui opera e dei mezzi che ha a disposizione. Al termine del percorso formativo i tirocinanti avranno maturato competenze nell’attività clinica, nella relazione con l’assistito, nell’organizzazione dell’attività e nella gestione dei percorsi clinico-assistenziali. L’attività pratica, invece, ha lo scopo di offrire competenze specifiche nell’individuazione e soluzione dei problemi e nella gestione delle procedure, facendo partecipare direttamente i medici in formazione alle attività clinico-professionali, solo così, sarà in grado di eseguire direttamente le manovre semeiotiche, strumentali ed operative previste nel piano formativo, sia sotto la supervisione del tutor che in autonomia.

    Guido Marinoni, presidente Ordine dei Medici chirurghi e odontoiatri di Bergamo ha detto: “Auguri ai giovani laureati in medicina che iniziano a Bergamo il percorso che li porterà a diventare medici di famiglia, accrescendo non solo le loro competenze cliniche di base, ma anche la capacità di programmare la gestione nel tempo dei problemi di salute dei cittadini, le competenze manageriali, di economia sanitaria, di prevenzione, di medicina legale e di comunicazione. Possono contare su una scuola che, con alle spalle una solida tradizione, è cresciuta – grazie anche al “pressing” degli Ordini dei medici – nei numeri e nell’organizzazione e, tra l’altro, completa il panorama formativo bergamasco che parte dal liceo a curvatura biomedica presso il Natta e dal corso di laurea in medicina e chirurgia in lingua inglese presso l’ospedale Papa Giovanni”.

    Massimo Giupponi, direttore generale Ats Bergamo ha spiegato  “Ats Bergamo ha deciso di avviare il numero massimo delle classi, 3, una per Asst per garantire il massimo dei posti disponibili con una formazione che garantirà competenze integrate grazie al coinvolgimento di tutto il sistema socio sanitario delle Asst, degli ambulatori medici, dei presidi e dei Serd per una formazione orientata ad aspetti sociali e sanitari.  I tirocinanti avranno la possibilità di sviluppare insieme alle competenze cliniche, skills manageriali con la massima attenzione verso l’offerta non solo sanitaria ma anche sociale”. Maria Beatrice Stasi, Direttore Generale Asst Papa Giovanni XXIII ha aggiunto: “L’ASST Papa Giovanni XXIII, già in passato ha rappresentato il luogo della formazione per i medici di medicina generale in provincia di Bergamo. L’aumento del numero dei medici da formare e l’ampliamento anche alle altre Asst della provincia è sicuramente un ottimo risultato per costruire quella continuità di cure che rappresenta l’unica strada per mettere con i fatti il paziente al centro e sopperire a un fabbisogno emergente e indifferibile. Da parte nostra come sempre siamo lieti di accogliere gli studenti del corso, che si preparano a svolgere il ruolo fondamentale di primo contatto con i pazienti, offrendo loro l’esperienza di un grande ospedale come il Papa Giovanni e dei nostri presidi territoriali”.

    Peter Assembergs, direttore generale Asst Bergamo Ovest ha ricordato: “Accogliere questi tirocinanti sarà per tutte le nostre ASST un’occasione importante, soprattutto per un’azienda ampia territorialmente come la Bergamo Ovest, che copre un territorio di ben 77 comuni. I futuri medici di assistenza primaria impareranno, infatti, a conoscere tutte le strutture che compongono l’ASST: i due Ospedali, i Serd, i PreSST,  i Consultori, il Dipartimento Salute Mentale, le Neuropsichiatrie infantili, i Poliambulatori, le Senologie, con punti erogativi che vanno da Cisano Bergamasco a Martinengo. Sarà un momento formativo per entrambi i soggetti:  i nostri tutor avranno la possibilità di crescere i futuri “medici di famiglia”, accompagnandoli ed educandoli all’appropriatezza prescrittiva e ad avere un’autonomia clinica sempre migliore,  i tirocinanti conosceranno tutte le nostre strutture e capiranno i funzionamenti di un’azienda che sarà, auspichiamo, un punto di riferimento per i loro futuri pazienti”. Francesco Locati, Direttore Generale Asst Bergamo Est ha concluso “L’Asst Bergamo Est augura buon lavoro a tutti i corsisti che grazie anche all’esperienza passata potranno avere il beneficio di studiare un modello nuovo su un territorio molto vasto con 5 presidi ospedalieri e  dove è già attivo il POT Presidio Ospedaliero Territoriale, anello di congiunzione strategico con il territorio. Tre anni di lavoro per cimentarvi nella gestione della cronicità, la sfida degli anni a venire”.

  • IL CEO DI ELSE CORP E’ INTERVENUTO A COSMETIC SUMMIT, COSMOFARMA 2019

     

    Milano, 12 Aprile 2019ELSE Corp – a Virtual Retail Company, startup italiana che lavora sullo sviluppo della piattaforma di Virtual Retail nominata E.L.S.E. (acronimo di Exclusive Luxury Shopping Experience) per proporre una nuova esperienza di Shopping Virtuale in 3D, ha partecipato all’edizione 2019 del COSMETIC SUMMIT  l’evento principale che analizza le tendenze e gli scenari in ambito Health and Beauty Care all’interno di COSMOFARMA EXHIBITION, la fiera leader a livello Europeo dedicata al settore farmaceutico, che si è tenuto a Bologna il 12 Aprile.

     

    Il tema portante di quest’anno, “La Relazione al Centro”, è stato sviluppato all’interno di COSMETIC SUMMIT attraverso una serie di conferenze e workshop con un approfondimento sui trend e le possibili evoluzioni di mercato della Dermocosmesi, uno dei settori attualmente più dinamici in ambito farmaceutico. In questa occasione, Andrey Golub, CEO di ELSE Corp è intervenuto, insieme ad altri esperti di settore, con il suo speech “From Dispensers to Care Providers 2.0. Farmacia come nuovo Atelier Tecnologico?” in cui, dopo aver illustrato le principali direzioni delle tecnologie in ambito farmaceutico, ha analizzato l’importanza del ruolo del farmacista che diventa un “consulente esperto” nel fornire a clienti sempre più informati, una vera e propria esperienza d’acquisto in uno spazio anch’esso tecnologico ed esclusivo, molto simile ad un Atelier.

     

    Quest’anno, inoltre, Andrey Golub ha fatto parte della giuria di esperti che ha assegnato gli  INNOVATION & RESEARCH AWARD, uno dei premi più ambiti nel settore farmaceutico, che dal 2015 viene assegnato alle aziende che investono in Innovazione e Sviluppo nelle diverse categorie del settore per reagire alle sfide di un mercato in continua evoluzione.

     

     

    Per maggiori informazioni visitate il sito: https://www.else-corp.com/cosmofarma-exhibition-2019

  • Tutelare la sicurezza dei tecnici nei sopralluoghi post sisma

    Comunicato Stampa

    Tutelare la sicurezza dei tecnici nei sopralluoghi post sisma

    Un corso a Brescia l’8 maggio 2019 per conoscere le misure di autotutela per i tecnici impegnati nei sopralluoghi degli edifici e nei rilievi di agibilità necessari dopo gli eventi sismici.

     

    Sappiamo che il territorio italiano è caratterizzato, con l’esclusione di poche aree, da un’elevata sismicità che provoca ogni anno decine di terremoti che, nella maggior parte dei casi, non provocano danni o vittime.

    Ci sono, tuttavia, anche crisi sismiche più intense, come quella del 2016, che arrivano a colpire duramente superfici molto ampie e centinaia di piccoli comuni.

    E nella fase post sisma in questi comuni, a volte sede di ingenti patrimoni storico-culturali, i cantieri di ricostruzione sono spesso caratterizzati da un rischio infortunistico molto alto.

    Per poter operare in sicurezza è, dunque, necessario che tecnici qualificati operino adeguati sopralluoghi negli edifici e precisi rilievi di agibilità sismica.

     

    Quali sono le misure di prevenzione e protezione adatte per tutelare la sicurezza di questi tecnici? Quali sono le misure di autotutela più adeguate?

     

    Il corso sull’autotutela dei tecnici nei sopralluoghi

    Proprio per rispondere a queste domande e fornire utili informazioni per tutelare la salute e l’incolumità dei tecnici, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per l’8 maggio 2019 a Brescia un corso di 8 ore dal titolo “Autotutela dei tecnici nei sopralluoghi post sisma. Misure da attuare”.

    Partendo dalla costatazione dell’esposizione dei tecnici ai rischi connessi allo stato degli edifici visitati, durante i sopralluoghi e i rilievi di agibilità, il corso ha l’obiettivo di approfondire il tema dell’autotutela, con riferimento anche all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale (DPI).

    Durante l’incontro, della durata di 8 ore in presenza, saranno segnalate le misure di autotutela da adottare al fine di tutelare la sicurezza e la salute dei tecnici.

     

    L’importanza dell’autotutela

    Ricordiamo che il Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/2008) sottolinea, nell’articolo 20, il principio di autotutela dei lavoratori: “ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro”. E il nuovo approccio alla sicurezza richiede la partecipazione di tutti i lavoratori che operano in un ambiente lavorativo, anche gli eventuali lavoratori autonomi.

    Senza dimenticare poi che per “lavoratori” devono intendersi tutte le persone che “indipendentemente dalla tipologia contrattuale” svolgano un’attività lavorativa “nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione”.

    E gli interventi sugli edifici danneggiati, come ricordato anche nei decreti emanati per gli interventi urgenti nelle fasi post sisma, devono essere comunque realizzati nel rispetto delle norme di sicurezza del D.Lgs. 81/2008.

     

    Il programma del corso sull’autotutela dei tecnici

    Il corso di 8 ore “Autotutela dei tecnici nei sopralluoghi post sisma. Misure da attuare” si terrà, dunque, a Brescia l’8 maggio 2019 – dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 – presso AiFOS Protezione Civile in via Branze 45, c/o CSMT, Università degli studi di Brescia.

     

    Ricordiamo che durante il corso saranno affrontati i seguenti argomenti:

    • Le attività di sopralluogo (ordinario, anomalo, in emergenza)
    • Il sistema di protezione civile (cenni)
    • I dispositivi di protezione individuale:
      • cosa sono, a cosa servono e come si usano
      • limiti invalicabili nel loro utilizzo
    • Cosa ci possiamo aspettare:
      • I sopralluoghi in edifici abbandonati e similari
      • Gli scenari tipici post sisma
      • Gli edifici abitati ed i rapporti con gli abitanti
    • Le misure di autotutela
    • Lavoro d’aula con esempi pratici di situazioni reali e comportamenti da tenere

     

    Il docente del corso sarà il geometra Stefano Farina, Formatore Qualificato AiFOS, consulente in materia di salute e sicurezza sul lavoro e nei cantieri, coordinatore per la sicurezza nei cantieri ed RSPP.

     

    Il corso è valido come aggiornamento relativo a 6 ore per RSPP e ASPP di tutti i macrosettori ATECO, 6 ore per Formatori qualificati seconda area tematica e 6 ore per Coordinatori alla sicurezza

     

    Per avere informazioni e iscriversi al corso è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi-qualificati/rischi-specifici/rischi-specifici/autotutela_dei_tecnici_nei_sopralluoghi_post_sisma

     

    Per informazioni:

    Sede nazionale AiFOS: via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

     

     

    11 aprile 2019

     

     

     

    Ufficio Stampa di AiFOS

    [email protected]

    http://www.aifos.it/

  • Tumore tenosinoviale a cellule giganti: EMA convalida l’autorizzazione al commercio di pexidartinib

    Convalidata la domanda di autorizzazione alla commercializzazione di pexidartinib per il trattamento di pazienti adulti con tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT) sintomatico di tumore tenosinoviale a cellule giganti

    Roma, 4 aprile 2019 – Daiichi Sankyo annuncia che l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha convalidato la domanda di autorizzazione all’immissione in commercio (MAA) di pexidartinib per il trattamento di pazienti adulti con tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT) sintomatico, associato a grave morbilità o limitazioni funzionali non suscettibile di miglioramento con la chirurgia. Il 31 gennaio 2019, la Società Americana di Oncologia Clinica (ASCO) ha riconosciuto quale “Progresso dell’anno” l’evoluzione nel trattamento dei tumori rari, e ha inserito pexidartinib tra le cinque più significative innovazioni nel trattamento delle malattie rare, riconoscendolo come la prima promettente terapia sperimentale per il TGCT, chiamato anche sinovite villonodulare pigmentosa (PVNS) o tumore a cellule giganti della guaina tendinea (GCT-TS).

    La convalida conferma che la domanda è completa e dà inizio al processo di valutazione scientifica da parte del Comitato europeo per i medicinali ad uso umano (CHMP). La domanda all’EMA è basata sui risultati dello studio cardine di fase III ENLIVEN su pexidartinib, il primo studio controllato verso placebo di una terapia sperimentale sistemica in pazienti con TGCT, che ha raggiunto il suo endpoint primario di risposta globale. I risultati dello studio di fase III ENLIVEN sono stati presentati al Meeting annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) del 2018.
    “Siamo lieti del fatto che la valutazione della nostra domanda per l’autorizzazione di pexidartinib in Europa sia ora in corso e non vediamo l’ora di lavorare con l’EMA per mettere a disposizione dei pazienti con TGCT accuratamente selezionati la prima terapia sistemica approvata “, ha affermato Dale Shuster, Ph.D, Direttore Esecutivo del Global Oncology R & D di Daiichi Sankyo.

    Il tumore tenosinoviale a cellule giganti è una rara forma di neoplasia, generalmente non metastatica, ma che può essere localmente aggressiva; colpisce le membrane sinoviali, le borse e le guaine tendinee, provocando gonfiore, dolore, rigidità e ridotta mobilità in corrispondenza dell’articolazione interessata. La terapia primaria per il TGCT prevede un intervento chirurgico per l’asportazione del tumore. Tuttavia, nei pazienti affetti da forme recidivanti, difficili da trattare o diffuse, in cui il tumore può avvolgere l’osso, i tendini, i legamenti ed altre componenti dell’articolazione, diventa più complicato rimuoverlo o ridurlo mediante interventi di resezione chirurgica. Nei casi più gravi, ulteriori interventi di resezione e artroplastica possono portare a danni significativi all’articolazione, disabilità funzionali invalidanti e ridotta qualità di vita, fino a dover considerare un’amputazione.

    “Siamo entusiasti del potenziale di pexidartinib, un’altra terapia mirata scoperta da Plexxikon – ha dichiarato Gideon Bollag, Ph.D., Amministratore delegato di Plexxikon Inc., centro di R&S sulle “small molecules” di Daiichi Sankyo a Berkeley, in California – Il nostro processo di scoperta dei farmaci utilizza dati sulla struttura molecolare ed una biblioteca specializzata per lo screening, con struttura simile ad un’impalcatura per identificare e ottimizzare nuove molecole candidate”.
    La New Drug Application (NDA) per pexidartinib è attualmente in fase di Valutazione Prioritaria negli Stati Uniti, e la FDA dovrebbe prendere una decisione in merito all’approvazione entro il 3 agosto 2019.

    ENLIVEN, è lo studio di Fase III, multicentrico, globale, randomizzato, in doppio cieco, che ha valutato pexidartinib in pazienti con TGCT sintomatico in stadio avanzato, nei quali l’asportazione chirurgica del tumore avrebbe comportato un potenziale peggioramento della limitazione funzionale o una morbilità severa. La prima parte dello studio, la fase in doppio cieco, ha arruolato 120 pazienti che sono stati randomizzati (1:1) a ricevere pexidartinib alla dose di 1000 mg al giorno, o placebo, per 2 settimane, seguita da 800 mg di pexidartinib al giorno per 22 settimane, allo scopo di valutare l’efficacia e la sicurezza di pexidartinib rispetto al placebo. L’endpoint primario dello studio era la percentuale di pazienti che otteneva una risposta completa o parziale dopo 24 settimane di trattamento (Settimana 25), valutata sulla base di una lettura centralizzata delle immagini della risonanza magnetica secondo i criteri RECIST 1.1. I principali endpoint secondari includevano l’estensione dei movimenti, la risposta in termini di volume del tumore, la funzionalità fisica secondo il sistema PROMIS, la rigidità e le misure di riduzione del dolore.

    Lo studio ENLIVEN ha raggiunto l’endpoint primario di risposta globale. Nello studio ENLIVEN, la tossicità epatica è stata più frequente con pexidartinib che con placebo (AST o ALT ≥3 x LSN: 33%, bilirubina totale ≥2 x LSN: 5%, N=61). Sette pazienti hanno interrotto il trattamento con pexidartinib a causa di eventi avversi (EA) epatici, quattro dei quali erano EA gravi, non fatali, con aumento della bilirubina ed uno è durato ~7 mesi. Negli studi di sviluppo sull’utilizzo di pexidartinib sono stati osservati due casi di tossicità epatica severa (uno ha richiesto il trapianto epatico ed uno ha portato al decesso).
    ——————————-

    Il tumore tenosinoviale a cellule giganti
    Il tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT), definito anche sinovite villonodulare pigmentosa (PVNS) o tumore a cellule giganti della guaina tendinea (GCT‑TS), è una rara forma di neoplasia, generalmente non metastatica, ma che può essere localmente aggressiva; colpisce le membrane sinoviali, le borse e le guaine tendinee, provocando gonfiore, dolore, rigidità e ridotta mobilità in corrispondenza dell’articolazione interessata. Sulla base degli studi condotti in tre Paesi, l’incidenza stimata di TGCT è da 11 a 50 casi per milione all’anno. Il TGCT è classificato in due tipi: “localizzato”, che è il più comune e corrisponde al 90% dei casi, e “diffuso”, riscontrabile nel restante 10% dei casi.
    La terapia primaria per il TGCT prevede un intervento chirurgico per l’asportazione del tumore. Tuttavia, nei pazienti affetti da forme recidivanti, difficili da trattare o diffuse, in cui il tumore può avvolgere l’osso, i tendini, i legamenti ed altre componenti dell’articolazione, diventa più complicato rimuoverlo o ridurlo mediante interventi di resezione chirurgica.
    Nei casi più gravi, ulteriori interventi di resezione e artroplastica possono portare a danni significativi all’articolazione, disabilità funzionali invalidanti e ridotta qualità di vita, fino a dover considerare un’amputazione. I tassi di recidiva nel TGCT localizzato sono stimati fino al 15% a seguito di resezione completa. La frequenza di recidive per un TGCT diffuso può essere compresa tra 20 e 50%, a seguito di resezione completa.
    Il tumore tenosinoviale a cellule giganti può colpire a tutte le età, ma si riscontra più spesso in soggetti sotto i 40 anni e, nella sua forma localizzata, è diagnosticato tipicamente in pazienti di età compresa tra i 30 e i 50 anni.

    Pexidartinib
    Pexidartinib è una piccola molecola sperimentale, innovativa, ed è un potente inibitore orale del recettore del cosiddetto ‘fattore stimolante le colonie-1‘ (CSF-1), una proteina che svolge un ruolo chiave nel processo di proliferazione di cellule anomale nella membrana sinoviale che sono responsabili di TGCT. Pexidartinib inibisce anche c‑kit e FLT3‑ITD. È stato scoperto da Plexxikon Inc., il centro di R&S sulle piccole molecole di Daiichi Sankyo.

    Pexidartinib ha ottenuto la Valutazione prioritaria per il trattamento di pazienti adulti con tumore tenosinoviale a cellule giganti sintomatico, associato a morbilità severa o limitazioni funzionali e non suscettibile di miglioramenti con la chirurgia; la designazione di terapia fortemente innovativa (Breakthrough Therapy) per il trattamento di pazienti con sinovite villonodulare pigmentosa (PVNS) o tumore a cellule giganti della guaina tendinea (GCT‑TS), nei quali la resezione chirurgica potrebbe provocare un potenziale peggioramento della limitazione funzionale o una morbilità severa, nonché la designazione di farmaco orfano per PVNS/GCT‑TS da parte della Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti. Pexidartinib ha anche ricevuto la designazione di farmaco orfano per il trattamento di TGCT dalla Commissione Europea.

    Pexidartinib è un medicinale in sperimentazione non ancora approvato per alcuna indicazione in alcun Paese. La sicurezza e l’efficacia non sono ancora state stabilite.

    Daiichi Sankyo Cancer Enterprise
    La vision di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise consiste nell’applicazione di conoscenze e capacità innovative guidate da un pensiero non convenzionale per sviluppare trattamenti significativi per i pazienti affetti da cancro. L’azienda è impegnata a trasformare la scienza in valore per il paziente, e questo impegno è presente in tutte le sue attività.
    L’ obiettivo è quello di mettere a disposizione dei pazienti sette nuove molecole nei prossimi otto anni, dal 2018 al 2025, avvalendosi dei risultati dei suoi tre pilastri: il Franchise di Farmaci Anticorpo-Coniugati, quello dedicato alla Leucemia Mieloide Acuta e quello di ricerca focalizzato sullo sviluppo delle nuove molecole.
    I Centri di ricerca della Daiichi Sankyo Cancer Enterprise includono due laboratori di bio/immuno-oncologia e “small molecules” in Giappone e Plexxikon Inc. a Berkeley (California), e il centro di R&S sulla struttura delle “small molecules”. Tra i composti che si trovano nella fase cruciale di sviluppo figurano: [fam-] trastuzumab deruxtecan, un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) per i carcinomi HER2-positivi della mammella, dello stomaco ed altri, il quizartinib, un inibitore orale selettivo di FLT3 per la leucemia mieloide acuta (AML) con mutazioni di FLT3-ITD di nuova diagnosi e recidivante/refrattaria, e il pexidartinib, un inibitore orale di CSF-1R per il tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT). Per maggiori informazioni, consultare http://www.DSCancerEnterprise.com

    FonteDaiichi Sankyo

    ————————————–

    Contatti

    Daiichi Sankyo
    Elisa Porchetti
    Tel.+39 0685255-202
    elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it

    Valeria Carbone Basile
    Tel: +39 339 1704748
    valeria.carbonebasile@gmail.com

  • Daiichi Sankyo anticipa richiesta all’FDA per Trastuzumab Deruxtecan

    Daiichi Sankyo anticipa la richiesta all’FDA per la concessione della Licenza Biologica per trastuzumab deruxtecan nel carcinoma mammario metastatico HER2 Post T-DM1

    Roma, 1 aprile 2019 – Daiichi Sankyo ha annunciato l’intenzione di anticipare di un anno la presentazione all’FDA della domanda di concessione della Licenza biologica (BLA) per [fam-] trastuzumab deruxtecan (DS-8201), un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) in fase II di sviluppo per pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2 positivo precedentemente trattati con ado-trastuzumab emtansine (T-DM1). La presentazione della BLA, inizialmente prevista per il 2020, è ora programmata per la prima metà dell’anno fiscale 2019.

    “Siamo lieti di confermare l’accelerazione del programma di sviluppo clinico [fam-] trastuzumab deruxtecan per questa potenziale indicazione in pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2-positivo pretrattato con T-DM1 – ha dichiarato Antoine Yver, MD, MSc, Vice Presidente Esecutivo e Responsabile Globale, Ricerca e Sviluppo Oncologico, Daiichi Sankyo – Allo stesso tempo siamo impegnati nella nostra strategia di sviluppo, con la contemporanea valutazione del potenziale di [fam-] trastuzumab deruxtecan in un più ampio spettro di tumori HER2-positivi, compresi quelli che colpiscono stomaco, polmone e colon-retto”.

    [Fam-] trastuzumab deruxtecan ha ottenuto dalla statunitense Food and Drug Administration la designazione di Breakthrough Therapy per i pazienti con carcinoma mammario HER2-positivo localmente avanzato o metastatico, trattati con trastuzumab e pertuzumab e con progressione della malattia dopo ado-trastuzumab emtansine (T-DM1).

    La presentazione iniziale della domanda per la concessione della Licenza Biologica di [fam-] trastuzumab deruxtecan si baserà sui risultati dello studio chiave di fase II DESTINY-Breast01, che saranno presentati in un’imminente conferenza medica. La determinazione finale dei tempi esatti di presentazione sarà presa dopo un incontro pre-BLA con la FDA.

    DESTINY-Breast01
    DESTINY-Breast01 è uno studio registrativo di Fase II, in aperto, globale, multicentrico, in due parti, che valuta la sicurezza e l’efficacia di [fam-] trastuzumab deruxtecan in pazienti con carcinoma mammario HER2 positivo non resecabile e/o metastatico precedentemente trattato con T- DM1. L’endpoint primario dello studio è la risposta oggettiva. Gli obiettivi secondari comprendono la durata della risposta, il controllo della malattia, il beneficio clinico, la sopravvivenza libera da progressione e la sopravvivenza globale. La prima parte dello studio comprende la valutazione della farmacocinetica e, nella seconda parte dello studio, l’ individuazione della dose raccomandata di [fam-] trastuzumab deruxtecan. La seconda parte della sperimentazione ha arruolato pazienti resistenti o refrattari al T-DM1 (parte 2a) e pazienti che hanno interrotto il trattamento con T-DM1 per ragioni diverse dalla malattia resistente o refrattaria (parte 2b).
    L’arruolamento di DESTINY-Breast01 è stato completato nel settembre 2018, con circa 230 pazienti in più di 100 centri in Nord America, Europa, Giappone e altri Paesi in Asia. Per ulteriori informazioni su questo studio, visita il sito ClinicalTrials.gov.

    I bisogni insoddisfatti nel cancro al seno HER2 positivo
    Il cancro della mammella è il tumore più diffuso e la causa più comune di mortalità per cancro nelle donne in tutto il mondo; sono stati stimati 2,1 milioni di nuovi casi di carcinoma mammario nel sesso femminile diagnosticati nel 2018.1 Circa un cancro mammario su cinque (20%) è HER2-positivo (IHC3 + o IHC2 + / ISH +).2,3 L’HER2 è una proteina di membrana presente sulla superficie di alcune cellule tumorali che ha la funzione di recettore che attiva una catena di reazioni chimiche all’interno della cellula, ed è associata ad una malattia aggressiva con una prognosi peggiore.4,5 Per valutare la positività all’HER2, le cellule tumorali vengono solitamente testate prima mediante immunoistochimica (IHC) e riportate come: 0, IHC 1+, IHC 2 + o IHC 3+. Un riscontro di IHC 3+ è considerato HER2-positivo e un riscontro di IHC 2+ è borderline e tipicamente è confermato da un test positivo di ibridazione fluorescente in situ (FISH).3,4
    Diverse esigenze di trattamento rimangono oggi insoddisfatte nel carcinoma mammario metastatico HER2 positivo. Molti tumori alla mammella HER2-positivi raggiungono infine il punto in cui nessuna terapia anti- HER2 attualmente approvata riesce a controllare la malattia, e non esiste uno standard di cura stabilito dopo il trattamento con trastuzumab, pertuzumab e T-DM1.6

    [Fam-] Trastuzumab Deruxtecan
    [Fam-] trastuzumab deruxtecan (DS-8201) è il prodotto leader del franchise sperimentale sugli ADC di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise. Gli ADC sono medicinali antineoplastici mirati che forniscono una chemioterapia citotossica (“carico farmacologico”) alle cellule neoplastiche mediante un legante attaccato a un anticorpo monoclonale che si lega a uno specifico bersaglio espresso sulle cellule neoplastiche.

    Un ampio e completo programma di sviluppo con [fam-] trastuzumab deruxtecan è attualmente in corso in Nord America, Europa e Asia, e include cinque studi. [Fam-] trastuzumab deruxtecan si trova in fase III di sviluppo registrativo per il carcinoma mammario metastatico a bassa espressione HER2 precedentemente trattato (confrontato con la terapia scelta dallo sperimentatore; DESTINY-Breast04); in fase III di sviluppo per il carcinoma mammario metastatico HER2 positivo (confrontato con ado-trastuzumab emtansine (T-DM1); DESTINY-Breast03); e in fase III di sviluppo per il carcinoma mammario metastatico HER2 positivo (confrontato con la terapia scelta dallo sperimentatore post T-DM1; DESTINY-Breast02). Il farmaco è anche in fase II di sviluppo clinico registrativo per il carcinoma mammario metastatico HER2-positivo resistente o refrattario alla ado-trastuzumab emtansine (DESTINY-Breast01); in fase II di sviluppo registrativo per il carcinoma gastrico in stadio avanzato HER2-positivo resistente o refrattario al trastuzumab (DESTINY-Gastric01); in fase II di sviluppo per il carcinoma colorettale in stadio avanzato con espressione di HER2; in fase II di sviluppo per l’NSCLC non squamoso metastatico, con sovraespressione di HER2 o mutazione HER2; e fase I di sviluppo in associazione con nivolumab per il carcinoma mammario e vescicale metastatico con espressione di HER2.

    [Fam-] trastuzumab deruxtecan ha ottenuto dalla statunitense Food and Drug Administration (FDA) la designazione di Breakthrough Therapy per il trattamento dei pazienti con carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico HER2-positivo, trattati con trastuzumab e pertuzumab e con progressione della malattia dopo ado-trastuzumab emtansine (T-DM1), e la designazione di Fast Track per il trattamento del carcinoma mammario HER2-positivo non operabile e/o metastatico nei pazienti con progressione dopo precedente trattamento con terapie anti-HER2, compresa la T-DM1. Il farmaco ha inoltre ottenuto, dal Ministero della Salute, del Lavoro e della Previdenza giapponese, la designazione di SAKIGAKE per il trattamento del carcinoma gastrico o della giunzione gastro-esofagea HER2-positivo in stadio avanzato.
    [Fam-] trastuzumab deruxtecan è una molecola in fase di sperimentazione non ancora approvata per alcuna indicazione in alcun Paese. La sicurezza e l’efficacia non sono state ancora determinate.

    Daiichi Sankyo Cancer Enterprise
    La vision di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise consiste nell’applicazione di conoscenze e capacità innovative guidate da un pensiero non convenzionale per sviluppare trattamenti significativi per i pazienti affetti da cancro. L’azienda è impegnata a trasformare la scienza in valore per il paziente, e questo impegno è presente in tutte le sue attività.
    L’ obiettivo è quello di mettere a disposizione dei pazienti sette nuove molecole nei prossimi otto anni, dal 2018 al 2025, avvalendosi dei risultati dei suoi tre pilastri: il Franchise di Farmaci Anticorpo-Coniugati, quello dedicato alla Leucemia Mieloide Acuta e quello di ricerca focalizzato sullo sviluppo delle nuove molecole.
    I Centri di ricerca della Daiichi Sankyo Cancer Enterprise includono due laboratori di bio/immuno-oncologia e “small molecules” in Giappone e Plexxikon Inc. a Berkeley (California), e il centro di R&S sulla struttura delle “small molecules”. Tra i composti che si trovano nella fase cruciale di sviluppo figurano: [fam-] trastuzumab deruxtecan, un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) per i carcinomi HER2-positivi della mammella, dello stomaco ed altri, il quizartinib, un inibitore orale selettivo di FLT3 per la leucemia mieloide acuta (AML) con mutazioni di FLT3-ITD di nuova diagnosi e recidivante/refrattaria, e il pexidartinib, un inibitore orale di CSF-1R per il tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT). Per maggiori informazioni, consultare http://www.DSCancerEnterprise.com

    FonteDaiichi Sankyo

    ————————————–

    Contatti

    Daiichi Sankyo
    Elisa Porchetti
    Tel.+39 0685255-202
    elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it

    Valeria Carbone Basile
    Tel: +39 339 1704748
    valeria.carbonebasile@gmail.com