Autore: ufficio-stampa

  • CULTURA MILANO: SALVO NUGNES ORGANIZZA LA CONFERENZA DI STEFANO ZECCHI ALLA MILANO ART GALLERY

    Il noto professore docente di estetica Stefano Zecchi sarà il prossimo attesissimo ospite del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano” ideato e organizzato dal manager Salvo Nugnes, agente di rinomati personaggi, allo scopo rendere la cultura accessibile a tutti con eventi ad ingresso libero, che annoverano presenze altisonanti come Corrado Augias, Bruno Vespa, Francesco Alberoni, Mario Luzzatto Fegiz, Vittorio Sgarbi, l’indimenticabile Margherita Hack. L’incontro in stile conferenza a tema su “La bellezza” si terrà nello storico contesto della galleria milanese “Milano Art Gallery” in via G. Alessi 11 in data Martedì 19 Novembre 2013, alle ore 18.00.

     

    Nell’occasione Zecchi parlerà di riflessioni e concetti contenuti nel libro dal titolo “La bellezza” nella formula di nuova edizione, dopo la prima uscita del 1990, dalla casa editrice Bollati Boringhieri. Zecchi afferma “Certi trionfi sono peggiori delle eclissi. È accaduto anche alla bellezza. Proscritta come imbarazzante anticaglia dal sussiego postmodernista, ha poi riguadagnato terreno nella vita quotidiana attraverso un’idea artefatta di naturalezza e il culto della presenza corporea, che promette a chiunque una facile elusione del proprio ricettacolo di fango“.

     

    Zecchi non si compiace affatto di un simile rientro in scena della bellezza e se oltre vent’anni fa la riscattava dal limbo di irrilevanza in cui l’aveva confinata l’intero novecento, avanguardista e post, adesso la difende dalla sua versione cosmetica e domenicale. Ai suoi occhi rimozione estetica ed esaltazione sociale appartengono allo stesso orizzonte insterilito, in cui ancora una volta viene aggirata la domanda di senso, che è racchiusa nella rappresentazione di una forma sensibile e che costituisce la vera dimensione utopica dell’esistenza. Zecchi dichiara “Più che salvare il mondo, secondo l’auspicio di Dostoevskij, oggi la bellezza deve essere messa in salvo dal mondo“.

     

    Zecchi è arrivato al successo popolare anche in virtù della prolungata partecipazione al Maurizio Costanzo Show a partire dal 1988. Di quell’esperienza così intensa ricorda “Costanzo ha inventato il talk show italiano. Di lui ho stima e affetto. Mi ha sempre apertamente dimostrato rispetto. In trasmissione tutti gli ospiti partivano da zero, erano tutti uguali ai nastri di partenza. Tra la fine degli anni ’80 e la prima metà degli anni ’90 era l’unica possibile e fedele realizzazione di comunicazione culturale nazionalpopolare“.

  • MAURIZIO DE MARCHI IL GIOIELLIERE DI VENEZIA: INAUGURAZIONE DELL’ ATELIER CON ILLUSTRI PERSONALITÀ

    Maurizio De Marchi, ha imparato dai più grandi maestri orafi veneziani, che gli hanno tramandato il mestiere del gioielliere, con i vecchi trucchi dell’artigianato. E così l’arte della lavorazione dell’oro, dell’argento, delle gemme preziose, dei diamanti e della creazione di splendidi gioie, dal 16 Novembre 2013, avrà un nuovo straordinario punto di riferimento a livello nazionale: De Marchi “Il gioielliere di Venezia”, che inaugurerà alle ore 18.00, presso la Salizada San Samuele 3145, nel cuore della città più bella d’Italia. Al vernissage sono stati invitati i grandi nomi del panorama culturale italiano, come Francesco Alberoni, Katia Ricciarelli, Alessandro Meluzzi, Silvana Giacobini, Paolo Limiti, Claudio Brachino e molti altri.

     

    L’eccellente maestro orafo Maurizio De Marchi, specializzato in gemmologia, è rinomato e apprezzato per le sue incredibili doti e tecniche, che da oltre 10 anni affina e perfeziona sempre più, per garantire gioielli curati in ogni minimo dettaglio, realizzati rigorosamente a mano, al passo con le novità e le tendenze del mercato attuale. Questi piccoli tesori sono fatti su misura del committente, rispettando il gusto, lo stile e addirittura la personalità di ogni cliente. De Marchi concepisce il gioiello come un oggetto del desiderio, lo vede, lo immagina e lo trasforma per poter soddisfare ogni esigenza particolare.

     

    Il Gioielliere di Venezia” è un brand solido e di notevole capacità distintiva, che si distingue per l’accuratezza, la raffinatezza e soprattutto l’innovazione che propone. Entrare nell’atelier, infatti, sarà come immergersi in un autentico salotto veneziano, in un’atmosfera dove regnerà l’amore e la grande passione per il bello, per la cultura, per l’arte e per la storia.

  • I CALENDARI D’EPOCA DELLA COLLEZIONE ALBERTO PERSICO PRESTO IN ESPOSIZIONE ALLA MILANO ART GALLERY CON L’ORGANIZZAZIONE DEL MANAGER SALVO NUGNES

    Martedì 19 Novembre 2013, alle ore 18.00, la storica e rinomata galleria milanese “Milano Art Gallery“, in via G. Alessi 11, inaugurerà una straordinaria mostra d’arte interamente dedicata ai calendari d’epoca della collezione Alberto Persico. L’interessante esposizione sarà come un viaggio nel passato, dal Paleolitico al Terzo Millennio, e narrerà la storia del Tempo e del Calendario attraverso le rappresentazioni storiche di incisioni, graffiti, siti archeologici ed esemplari come breviari, menologi, libri d’ore, almanacchi, agende ecclesiastiche e laiche, calendari manoscritti e miniati, incisi o dipinti su vari supporti, calendari pubblicitari, del barbiere, datari, orologi e molto altro ancora, tutto appartenente a questa collezione unica nel suo genere.

     

    Alberto Persico, editore e collezionista, proviene da una famiglia di stampatori di Cremona, città dove è ubicata la sua attività Persico Europe, casa editrice e società leader dal 1980 nella stampa di calendari artistici e pubblicitari personalizzati su commissione. La sua grande passione lo porta ad iniziare a recuperare e riordinare vecchi calendari e almanacchi dall’archivio aziendale, che dagli anni Settanta crescono sempre più, fino a diventare oltre 2.500 pezzi, compresi anche orologi, datari e strumenti vari di misurazione del tempo.

     

    Questi piccoli pezzi di storia, saranno in mostra fino al 4 Dicembre 2013 alla Milano Art Gallery, con ingresso libero al pubblico, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes.

  • AGENZIA PROMOTER: ATTESISSIMA CONFERENZA DI FRANCESCO ALBERONI SU “LA SCIENZA DELL’AMORE” AFFIANCATO DAL MANAGER SALVO NUGNES IN FIERA ARTE PADOVA 2013

    Ospite speciale molto atteso alla prestigiosa manifestazione della 24° Mostra Mercato d’Arte Moderna e Contemporanea Arte Padova è l’affermato sociologo Francesco Alberoni, che affiancato dal manager Salvo Nugnes in qualità di relatore, Sabato 16 Novembre alle ore 17.00 terrà una conferenza a tema su “La scienza dell’amore” presso la sala convegni del Padiglione 7 di Padova Fiere, in via Niccolò Tommaseo 59.

    Durante l’evento, il professore presenterà in anteprima due nuovi libri appena pubblicati dal titolo “Evita” e “Faust” appartenenti alla collana di Sonzogno da lui diretta, denominata “La scienza dell’amore” contenente opere di narrativa e saggistica composte da vari autori, che offrono stimolanti spunti di riflessione sul tema dell’amore e della coppia. I romanzi inseriti nella collana consentono al lettore di conoscere e capire i meccanismi dei sentimenti amorosi e al contempo creano un momento di evasione e divertimento costruttivo.

    In “Faust” Alberoni racconta una vicenda appassionante dove la sua teoria sull’amore è applicata ad una storia intrigante. Leggendolo si impara qualcosa di fondamentale per vivere con consapevolezza la passione, il cambiamento, il sesso, il desiderio. Alberoni spiega “Il vero amore fa rinascere e così Ivan il protagonista amando Malena ritorna a vivere“.

    Su “Evita” Alberoni dice “È una storia d’amore e potere come recita il sottotitolo. Protagonista è una giovane donna argentina di umili origini, Eva detta Evita, che seppur fidanzata non conosce l’emozione di un vero amore se non prima di incontrare Max, un regista teatrale. Ma non sempre il grande amore, che ci cambia la vita e in grado di renderci felici e allora tutta quell’energia può essere dirottata altrove“.

  • Illustri personalità invitate al vernissage dell’atelier De Marchi “Il gioielliere di Venezia”

    C’e’ grande attesa per l’evento inaugurale del nuovo atelier De Marchi “Il gioielliere di Venezia“, che aprirà nel cuore di Venezia, presso la Salizada San Samuele 3145. L’elegante negozio sarà un vero e proprio punto di riferimento per gli abitanti del posto e per i numerosi turisti che affollano la splendida città lagunare, per l’accuratezza, la raffinatezza e l’innovazione che propone.

    Il manager Salvo Nugnes, agente di noti personaggi della cultura, nonché estimatore delle preziose creazioni di arte orafa di De Marchi, ha invitato per l’occasione un parterre di nomi di spicco tra cui Katia Ricciarelli, Alessandro Meluzzi, Paolo Limiti, Claudio Brachino, Andrea Pinketz e altri rinomati esponenti del panorama attuale.

    Nugnes afferma “Apprezzo davvero il talento e l’estro creativo di Maurizio De Marchi e penso che il nuovo atelier sarà un altro importante riferimento per i tanti clienti, che si rivolgono a lui per commissionare creazioni speciali, uniche e personalizzate da indossare o regalare come veri e propri capolavori artistici. Essere orafo significa essere artista. Produrre gioielli richiede una fine e acuta capacità. Il maestro orafo deve possedere una profonda connessione tra immaginario, manualità, istinto, bellezza, pazienza, amore per l’oro, le pietre pregiate e tutto ciò che lascia nel tempo un segno indelebile. Senza dubbio questa geniale creatività esprime una vera forma d’arte“.

  • ALESSANDRA TUROLLI IN FIERA ARTE PADOVA 2013 CON “MILANO ART GALLERY”

    La Fiera Arte Padova 2013 si terrà dal 15 al 18 Novembre con vernissage inaugurale Giovedì 14 Novembre alle ore 18.00. Nello stand della prestigiosa galleria milanese “Milano Art Gallery” (con sede in via G. Alessi 11) saranno presenti i suggestivi quadri di Alessandra Turolli, talentuosa artista di spicco del panorama contemporaneo. L’esposizione è organizzata dal manager Salvo Nugnes, agente di importanti personaggi in ambito arte, cultura e spettacolo.

    Tra le opere, la Turolli ha scelto di esporre anche l’originale dipinto intitolato “Endless” che ha voluto dedicare all’indimenticabile scienziata astrofisica Margherita Hack, come gesto simbolico di sincera stima e ammirazione in occasione della sua recente scomparsa, insieme a “Panta Rei 2” che è conservato in mostra permanente presso la “Milano Art Gallery“. Proviene da una famiglia di artisti e nella sua espressione pittorica la passione e il bisogno di fare arte non l’hanno mai abbandonata.

    La Turolli spiega “Il mio linguaggio all’inizio si e mosso in ambito figurativo per poi passare ai territori dell’informale, dove mi sento più libera di agire ed esprimermi. Ogni volta, che mi pongo davanti a una tela bianca seguo la forte passione e l’emozione, che il mio cuore richiede. E’ come un richiamo verso qualcosa , che viene dal mio profondo. Entro in un sogno inconsapevole, ancestrale dove  ritrovo me stessa con i colori delle mie ansie, delle mie ombre, della mia luce, della poesia e dell’amore“.

    Senza dubbio rifugge i ferrei e i rigidi preconcetti, i canoni dogmatici e gli stereotipi concettuali predefiniti e si diverte in questa dimensione dinamica di fare arte, che diventa un suo modo di essere e stare nel mondo, per fornire un contributo tangibile e concreto sul dare e sul dire qualcosa al mondo. La scelta consapevole di percorrere la strada di artista multiforme e magmatica, protesa in una continua tensione di ricerca la rendono unica e mai banale e individuano uno stimolo guida talmente istintivo e irrazionale da evocare l’estasi mistica, come una sorta di “delirio artistico” di ispirazione divina e soprannaturale nell’intento di comunicare, emozionare, coinvolgere.

  • Crisi occupazionale e riforma del sistema nel mondo del lavoro: ne parla l’avv. Marco Carra

    Il noto avvocato mantovano Marco Carra, consigliere di Regione in Lombardia da sempre molto sensibile e recettivo verso le attuali problematiche legate alla crisi occupazionale e alla crescente disoccupazione giovanile, ha espresso degli interessanti commenti al riguardo, condividendo ampiamente le opinioni del collega avvocato Umberto Ambrosoli, con il quale si è creato un rapporto di reciproca stima e ammirazione anche per dialogare in modo costruttivo sui temi sociali e collettivi più delicati e complessi e individuare insieme soluzioni concrete ed efficaci.

    Carra in riferimento alle emergenze provocate dalla incalzante crisi del lavoro spiega “Oggi la sfida fondamentale è quella di disegnare un efficace sistema di ricollocamento e di politiche attive del lavoro. Non si possono dare risposte vecchie a problemi nuovi. Oggi servono politiche attive più robuste e un piano straordinario per l’occupazione: dai percorsi per la formazione continua e la riqualificazione professionale di chi viene espulso dal mondo del lavoro, alla riforma dell’incontro tra domanda e offerta, fino a un sistema di formazione professionale orientato all’occupabilità“.

    E sottolinea “Se non sappiamo rilanciare lo sviluppo, aumenterà sempre più la crisi occupazionale, soprattutto quella giovanile. Bisognerebbe, quando si rimane senza lavoro, poter ricevere il supporto di un reddito minimo garantito e la possibilità di essere formati in base alle figure professionali richieste dal mercato“. Carra ritiene che deve essere data particolare attenzione alla formazione, poiché la politica dei voucher è ormai superata e inadeguata e serve una pianificazione progettuale mirata dei servizi pubblici per il lavoro, in grado di inserire efficacemente i giovani e ideare nuove politiche rivolte alla tutela degli over 60.

  • Agenzia Promoter: Mario Luzzatto Fegiz in conferenza presso il Carcere di Opera a Milano

    Mario Luzzatto Fegiz, illustre critico musicale e noto giornalista del Corriere della Sera, terrà una conferenza autobiografica a tema su “I segreti di 50 anni di musica” nella struttura penitenziaria del Carcere di Opera a Milano, in data Venerdì 8 Novembre alle ore 17.00. Ad affiancarlo nel ruolo di relatore sarà il manager Salvo Nugnes, agente di nomi di spicco in ambito arte, cultura e spettacolo.

    L’importante iniziativa si colloca nel variegato calendario di eventi di solidarietà per i detenuti, a scopo d’intrattenimento cultural artistico.

    Parlando della musica Fegiz afferma “La musica è la forma d’arte più astratta che ci sia, più di qualsiasi altra, più del cinema, della pittura e della scultura. È impossibile e anche inutile descrivere a parole la musica. La musica ha già in se stessa quello che vuole comunicare, ha già dentro i codici per essere decifrata. E la canzone è un magico equilibrio tra testo e musica“. E aggiunge “Chiunque può parlare di musica passata, presente e futura. Non esistono persone più qualificate solo per ragioni anagrafiche. Personalmente sono in grado di inquadrare meglio quel che ho visto nascere sotto i miei occhi, che quel che è successo prima che io fossi al mondo. In compenso, chi vede solo il risultato finale ha una visione più storica e oggettiva“.

    Nei lunghi anni di autorevole carriera Fegiz ha recensito oltre 2500 concerti e possiede una collezione personale di 18 mila dischi, prevalentemente in vinile.

    Di recente, ha esordito con grande successo a teatro nello spettacolo di sua creazione “Io odio i talent show” che ha ispirato una tournée nei principali palcoscenici nazionali e anche la pubblicazione del libro dal titolo omonimo. Da testimone diretto svela i segreti mai detti di star come Madonna, Mike Jagger, Fabrizio De André, Giorgio Gaber e dice “Il critico non esiste più, è stato derubato del suo mestiere da giurie popolari, sms, mail e televoti“.

    Fegiz abituato a occuparsi di Elton John e dei Beatles odia i talent show, perché hanno posto fine all’esclusività della critica musicale e al suo ruolo specifico in materia. E sottolinea “La musica è un segnatempo nella vita di una persona, la musica è una compagna che non ci abbandona mai. I giovani ascoltano più musica degli anziani, perché sono più vivi. Qualsiasi musica può tenerci in vita, ogni tipo di musica ci può salvare. La musica non mi ha mai tradito e non tradirà neanche voi“.

  • Il gioielliere di Venezia – Maurizio De Marchi annuncia l’apertura del nuovo atelier nel cuore della città

    Maurizio De Marchi, maestro orafo di fama internazionale, conosciuto come “Il gioielliere di Venezia” annuncia l’imminente apertura del suo nuovo, elegante e prestigiosissimo atelier, che sarà inaugurato nel cuore di Venezia, avvolto nella pittoresca atmosfera lagunare, presso Salizada San Samuele 3145.

    Per De Marchi è un mestiere trasformato in vera e propria vocazione, che da oltre 10 anni affina e perfeziona sempre di più nell’esperienza di lavorazione artigianale, acquisendo doti tecniche e strumentali di notevole valenza, che si fondono in sinergia con la fervida fantasia creativa e la passione radicata. Il negozio diventa il regno delle cose belle, dei capolavori unici ed inconfondibili, che fanno sognare ad occhi aperti chi li indossa. Nel laboratorio specializzato vengono prodotti interamente a mano gioielli su commissione, totalmente personalizzati e con uno stile speciale partendo dall’idea del cliente e dal progetto su disegno per rispondere ad ogni esigenza e preferenza diversificata. Le creazioni realizzate non vogliono essere soltanto semplici oggetti e accessori di moda, ma trasmettere intense emozioni a chi li possiede.

    Il brand De Marchi “Il gioielliere di Venezia” è sinonimo di perfetto connubio tra arte e talento orafo con le tecnologie più d’avanguardia e gli attrezzi della tradizionale lavorazione e offre una piena garanzia di elevata qualità sui prodotti forniti e sul valore d’autenticità delle pietre utilizzate.

  • GRANDE ATTESA AD ARTE PADOVA 2013 PER LA MOSTRA DI AMANDA LEAR ALLA “MILANO ART GALLERY” ORGANIZZATA DAL MANAGER SALVO NUGNES

    Nell’esclusivo contesto fieristico di arte Padova 2013, è prevista l’esposizione della mostra pittorica “Visioni” di Amanda Lear organizzata dal manager Salvo Nugnes, agente di rinomati esponenti e nomi di spicco del panorama culturale, nello stand della nota galleria milanese “Milano Art Gallery” con sede in via G. Alessi 11, che di recente ha esposto i poliedrici dipinti della Lear, con trionfale consenso e risonanza mediatica internazionale.

    È stato realizzato da parte di Promoter Arte un prestigioso catalogo, in stile opera omnia antologica e storicizzata dedicato alla carismatica artista, che contiene una vasta quantità di immagini delle opere correlate da testi critici, dichiarazioni a commento e interviste di autorevoli personalità come Achille Bonito Oliva, Vittorio Sgarbi, Philippe Daverio, Giordano Bruno Guerri, Duccio Trombadori, Elio Fiorucci, Giuliano Pisapia.

    Vittorio sgarbi sostiene “Certamente un maestro come Dalì in qualche modo ha influito sulla formazione artistica della Lear, poi anche nella vita ovvio ha avuto grande ingerenza. Penso le abbia trasmesso il senso spiccato del comportamento volutamente provocatorio e un po’ ambiguo, che lei ha trasportato in una visione dell’arte libera e disinibita. Potrei affermare, che la vera opera d’arte è la vita stessa della Lear, con l’elemento della provocazione sempre presente e protagonista in ogni circostanza e situazione“.

    Achille Bonito Oliva afferma “La reputo un’artista con una spiccata connotazione androgina, possiede un lato maschile e un lato femminile nel carattere e nell’indole, che trasferisce anche nell’espressione pittorica e nel suo modo di concepire l’arte e fare arte. Questa caratteristica emerge poi in tutto il suo percorso di vita privata e professionale“.

    Giordano Bruno Guerri commenta “Associando il concetto di arte al concetto di bellezza in quanto l’arte è espressione di bellezza, che rispecchia piacevolezza e positività penso, che questa vocazione all’arte pittorica di una personalità di fama internazionale come la Lear possa senz’altro infondere uno stimolo positivo in generale a livello sociale e collettivo, a maggior ragione associandola al principio dell’arte terapia, da lei richiamato“.

  • Intervista a Giovanni Gelmetti, ideatore della Giax Tower, su violenza collettiva e perversioni sociali

    Il rinomato imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti ideatore della Giax Tower, uno dei più innovativi grattacieli di Milano, parla di due argomenti di forte attualità per l’Italia e per il Mondo in generale: violenza collettiva e perversioni sociali.

     

    D- E’ informato dell’intervista rilasciata da Lapo Elkann sugli abusi sessuali subiti in gioventù? Cosa ne pensa di questa confessione così spinosa verso l’opinione pubblica?

    R- Si, l’ho letto su internet e mi dispiace per ciò che gli è successo. Trovo sia stato molto intelligente e coraggioso a portare la testimonianza di una sua esperienza così forte e negativa, che ha caratterizzato la sua vita.

     

    D- Ritiene che in qualche modo la crisi economica globale abbia acutizzato i problemi di disagio psichico e comportamentale di tipo violento?

    R- Credo di si, perché sono convinto che le crisi in generale portano tutto all’eccesso, dunque anche gli stati d’animo, le emozioni, le azioni e le reazioni di ognuno di noi.

     

    D- Il fenomeno dilagante del bullismo è un segnale di predisposizione alla violenza collettiva fin da giovani?

    R- Credo sia un problema che ci sia sempre stato. Probabilmente tutto parte da delle fragilità caratteriali di singoli che si aggregano in compagnie, in “branchi”.

     

    D- La carente educazione ai valori portanti e i messaggi mediatici distorti possono creare dei potenziali modelli violenti e pericolosi da emulare?

    R- Certamente, sono convinto di ciò.

     

    D- Quali possono essere le misure di efficace prevenzione per combattere violenza e perversioni sociali?

    R- Secondo la mia opinione è fondamentale che ogni essere umano riesca ad appassionarsi a qualche cosa, che sia uno sport o una vocazione, che non ha niente a che fare con il successo. È una ricetta importantissima, il fatto che ognuno riesca a fare ciò che gli piace veramente. Dovrebbe essere insegnato e coltivato già dai primi anni, quando i bambini, intorno ai 4/5 anni, iniziano ad andare all’asilo e poi a scuola.

     

    D- Cosa pensa del programma anti violenza a New York di Rudolf Giuliani? Potrebbe essere adatto anche in Italia come programma risolutivo?

    R- Il programma di Rudolf Giuliani a New York, è stato applicato in un contesto di regole che qua in Italia non ci sono. Se ci fossero le stesse regole e le stesse leggi, un altro Rudolf Giuliani del Bel Paese, potrebbe ottenere gli stessi risultati, in quanto il programma è una medicina che da gli stessi risultati, solo se coesistono le stesse regole e le stesse caratteristiche.

     

    D- Il nuovo modello di disciplina comportamentale degli hooligan inglesi può essere un esempio di rieducazione sociale ben mirata?

    R- Da quando è accaduta la famosa strage dell’Heysel durante un’importantissima partita della Coppa UEFA, tra Juventus e Liverpool, dove l’atto di violenza degli hooligan ha causato numerosissimi morti e feriti, di sicuro l’Inghilterra ha iniziato ad applicare una delle loro grandi capacità: educare. Hanno dovuto e potuto attuare questo tipo di programma di rieducazione che, come dicevo anche prima, è un ottimo esempio, ma che funziona solo con le loro leggi, le loro regole e nel loro contesto.

     

  • ARTE PADOVA 2013: LE OPERE DI LUIGI GALLIGANI ESPOSTE CON LA MILANO ART GALLERY

    Il noto scultore senese Luigi Galligani partecipa alla Fiera Arte Padova 2013 ospite nello stand della rinomata “Milano Art Gallery” (ubicata a Milano in via G. Alessi 11) con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes, agente di illustri personaggi del panorama culturale. L’evento di prestigio si svolge dal 15 al 18 Novembre con data di inaugurazione ufficiale prevista per Giovedì 14 Novembre alle ore 18.00 presso la struttura fieristica di via Niccolò Tommaseo 59 a Padova.

     

    Il tema portante della ricerca stilistica di Galligani è il mito con l’arcaica tradizione leggendaria connessa al misticismo simbolico e a significati di matrice allegorica, che offrono interessanti spunti di riflessione ai fruitori. Galligani sottolinea “Io intendo rendere moderno il mito, intendo far capire che c’è un aspetto sempre attuale del mito e che non muore mai, un aspetto che sta dietro tanti pensieri, sentimenti, atteggiamenti, paure del nostro contemporaneo. La nostra storia è malata, perché celebra l’attimo fuggente, parente strettissimo della morte. L’arte contemporanea in gran parte è figlia dell’attimo fuggente. Il mito dunque serve a combattere l’attimo fuggente e di rimando la morte“.

     

    Vittorio Sgarbi sostiene “Osservando i volti femminili e le figure atteggiate nelle opere di Galligani si può ravvisare un paragone a confronto con le pitture mitologiche di Mattia Preti, volendo creare una sorta di filo conduttore riguardo i corsi e ricorsi nella storia dell’arte“. E spiega “Va sottolineato, che la mitologia non lega e non vincola al passato, ma è perpetuamente attuale. Affrontare il tema del mito non significa ancorarsi ad una visione passatista, ma significa compiere una rivisitazione in chiave moderna e attualizzata dei soggetti appartenenti alla tradizione classica e classicista“.

     

    Salvo Nugnes commenta “L’espressione artistica di Galligani si propone come elemento di tramite, è lo strumento trainante di un meccanismo di comunicazione divulgativa di questa storia memorabile, poiché non conoscere gli episodi salienti e i grandi nomi della mitologia significa condannarsi a non poter comprendere l’eredità culturale, di cui l’umanità intera è depositaria e di rimando preclude all’uomo di comprendere la sua vera essenza e la sua posizione di primaria centralità“.

     

  • Arte Padova 2013: la storica Milano Art Gallery partecipa alla fiera con grandi dell’arte e della cultura

    La storica “Milano Art Gallery” con sede in via G. Alessi 11 a Milano, partecipa alla 24° Mostra Mercato d’Arte Moderna e Contemporanea Arte Padova 2013, che si svolge in via Niccolò Tommaseo 59, a Padova dal 15 al 18 Novembre con inaugurazione ufficiale Giovedì 14 Novembre alle ore 18.00. L’organizzazione è gestita dal manager Salvo Nugnes, agente di personalità importanti del panorama culturale.

    Nello stand saranno presenti talentuosi artisti contemporanei con una selezione di opere esposte in collettiva di forte risonanza. Tra questi Svetlana Nikolic, Alessandra Turolli, Luigi Galligani, Toni Zarpellon, Giorgio Pastorelli e altri nomi di spicco. Inoltre, sarà allestito uno spazio apposito dedicato alla mostra pittorica “Visioni” di Amanda Lear, con un’ampia carrellata di suoi dipinti in formula antologica e storicizzata, che ne delineano il variegato e camaleontico percorso nel mondo dell’arte ed esprimono tutta la carica e l’energia vitale di un personaggio da sempre sulla cresta dell’onda e che ha fatto della sua profonda e radicata passione artistica una ragione di vita.

    Salvo Nugnes sottolinea “La Milano Art Gallery ha finora ospitato personalità del calibro di Bruno Vespa, Vittorio Sgarbi, Mario Luzzatto Fegiz, l’indimenticabile Margherita Hack, Paolo Limiti, Corrado Augias, Umberto Veronesi, Silvana Giacobini, Claudio Brachino, Roberto Vecchioni e Katia Ricciarelli. Funge infatti anche da spazio culturale e ospita i prestigiosi appuntamenti inseriti nel ricco ed eterogeneo calendario del Festival Artistico Letterario Cultura Milano da me ideato e organizzato per rendere la cultura accessibile a tutti con incontri ad ingresso libero “.

    E annuncia “Proprio in occasione di questa rinomata manifestazione fieristica abbiamo pensato ad un evento prestigioso da offrire al pubblico dei visitatori, con la presentazione in anteprima, che si terrà Sabato 16 Novembre alle ore 17.00, dei due nuovi libri del Prof. Francesco Alberoni appartenenti alla nota collana di Sonzogno Editore da lui diretta, denominata la scienza dell’amore. Sarà un’ottima occasione per assistere a una sublime lectio magistralis dell’affermato sociologo, grande esperto di movimenti collettivi e di educazione sentimentale“.

  • IN OCCASIONE DELL’ INAUGURAZIONE STRAORDINARIA DELL’ATELIER “IL GIOIELLIERE DI VENEZIA” INTERVISTA AL MAESTRO ORAFO MAURIZIO DE MARCHI

     Maurizio de marchi, grande maestro orafo, specializzato in gemmologia, è stato intervistato in occasione dell’imminente e attesissima apertura del suo straordinario atelier “il gioielliere di Venezia“.

     DOVE E QUANDO VERRÀ INAUGURATO IL NUOVO ATELIER DI VENDITA DE MARCHI “IL GIOIELLIERE DI VENEZIA”?

    L’atelier inaugurerà a Venezia (Salizada San Samuele n° 3145) vicino al prestigioso contesto di piazza san marco. Il vernissage si terrà sabato 16 novembre dalle 18.00 alle 22.00 e sarà un evento unico nel suo genere.

    COME NASCE L’IDEA DEL BRAND DISTINTIVO COL NOME DI “IL GIOIELLIERE DI VENEZIA“?

    Il Gioielliere di Venezia” è un brand di alta gioielleria, ispirato dal mio amore per la città di Venezia. Una città suggestiva sia per il suo multiculturalismo sia per la sua ricchezza di colori. Colori presi come modello e ricreati poi con pietre preziose nelle mie creazioni. Oltre alla grande passione che nutro, “il Gioielliere di Venezia” è stato ispirato dai miei clienti, personalità dal buon gusto elegante e molto esigenti, facenti parte di antiche famiglie veneziane, che hanno riconosciuto il brand come tale, in quanto venivano da me per farsi realizzare, su committenza, straordinari e autentici gioielli di artigianato, che rispettassero le loro richieste, il loro modo di essere, i lori gusti.

    SI OCCUPA LEI IN PRIMA PERSONA DELLA CREAZIONE DEI GIOIELLI?

    Tutte le mie creazioni partono da una bozza, vengono progettate e realizzate da me. L’ispirazione viene tutta dalla passione che metto in quello che faccio, una passione che è iniziata a sbocciare sin da quando ero un adolescente. Giovane, grintoso, ma con già le idee chiare sul percorso che stavo per intraprendere. Come già anticipato, realizzo gioielli anche su commissione, partendo direttamente dal disegno del committente o anche da pietre preziose e gioie di proprietà, dopo aver fatto un’accurata intervista al cliente per scoprirne i gusti, lo stile, il modo di essere e per capire quali i materiali adatti a lui.

    EFFETTUA ANCHE SERVIZIO DI LABORATORIO PER LA MANUTENZIONE E RIPARAZIONE DEI GIOIELLI?

    Si, effettuo qualsiasi tipo di manutenzione e riparazione, capacità maturata in anni di esperienza lavorativa.

    QUAL E’ IL SUO CLIENTE IDEALE?

    Io punto tutto sulla donna indipendente, che si reca in gioielleria per acquistare o farsi creare un gioiello, a suo gusto e piacere, invece che voler solamente attirare l’attenzione dell’uomo che vuole fare un dono a sua moglie, figlia, amica… La figura della donna emancipata è in tutta la mia comunicazione.

    QUALE LA FILOSOFIA DEL SUO ATELIER?

    Il mio atelier è un vero e proprio salotto culturale, elegante e raffinato, in puro stile veneziano. La parola chiave infatti è proprio “Cultura”. Sono assolutamente contrario all’ideologia, ormai radicata, di comprare i gioielli, solo per la firma che porta. Purtroppo la gente è sempre più focalizzata nei brand che sono più conosciuti a livello mediatico, di pubblicità. Io con il mio lavoro e il mio atelier, voglio portare avanti il concetto di “Cultura delle pietre”, perché ognuna ha una provenienza, una storia, un significato, un’anima, così come le gemme, le perle, i diamanti e tutti i materiali preziosi che compongono un gioiello. Inoltre, continueremo a creare ottime sinergie e collaborazioni con artisti, studiosi, critici d’arte, intellettuali e scrittori e poeti, come Roberto Mussapi, che mi ha dedicato una magnifica poesia, visibile su sito www.ilgioiellieredivenezia.it.

    TUTTO E’ CURATO NEI MINIMI DETTAGLI. ANCHE IL LOGO DEL BRAND HA UN SUO SIGNIFICATO?

    Certamente. Il colore giallo del logo esprime energia, gioia, calore, come la grinta, la personalità e la passione che metto nel mio lavoro, punti fondamentali che trasmetto alle creazioni che nascono dal mio studio accurato. Il blu invece simboleggia l’eleganza, la raffinatezza e la perfezione. Tutte caratteristiche che si riflettono nei miei gioielli.

  • EVENTO STRAORDINARIO – AMANDA LEAR E FRANCESCO ALBERONI ALLA FIERA ARTE PADOVA. INTERVISTATO IL PRESIDENTE NICOLA ROSSI.

    In occasione della 24° edizione della Mostra Mercato d’Arte Moderna e Contemporanea “Arte Padova”, che si terrà dal 15 al 18 Novembre 2013, è stato intervistato il Presidente e organizzatore dell’evento, Nicola Rossi, che quest’anno affronta la crisi a testa alta e porta due grandissime novità: la straordinaria esposizione di Amanda Lear e l’interessante incontro letterario col Prof. Francesco Alberoni.

    D- Da quanti anni è promotore e organizzatore di Arte Padova?

    R- Dal 1990.

     

    D- Quali altri importanti manifestazioni in ambito fieristico organizza dedicate al mondo dell’arte e della cultura?

    R- Arte Genova e Antiquaria Padova.

     

    D- Quali sono le novità previste a Padova per questa prestigiosa fiera di settore con fama internazionale?

    R- Dal 1990 ci teniamo ogni anno a fare qualcosa di nuovo. Quest’anno, per fare una battuta direi che la novità del 2013 è che si farà Arte Padova, nonostante la crisi, il calo di consumi sia nel settore alimentare (-4,2%) che del settore automobilistico ( -50%). Se si consuma meno, si spende meno. Anche il mercato dei collezionisti è un po’ in difficoltà , ma Arte Padova si fa! Ci sarà una sorta di saloncino del libro, con una cinquantina di case editrici, quaranta appuntamenti nei tre giorni previsti, abbiamo aperto alla cultura enogastronomica, avremo dei giovani artisti con performance artistico-musicali che lavoreranno in presa diretta. Ed infine avremo uno spazio dedicato a Tex Willer e abbiamo creato un forum su di  lui.

     

    D- È compiaciuto, che tra gli illustri artisti ci sia anche una presenza altisonante come Amanda Lear? Come è nata l’opportunità di creare questa importante esposizione in chiave antologica e storicizzata dei suoi dipinti?

    R- Certo che sono soddisfatto di poter esporre in fiera le opere di Amanda Lear. La straordinaria mostra della Lear si proporrà in fiera, un contesto molto concreto e di rilievo.

     

    D- Durante lo svolgimento di Arte Padova, il 16 novembre, è prevista l’anteprima nazionale di presentazione di due nuovi saggi del famoso sociologo e mentore di educazione sentimentale Francesco Alberoni. Lo considera un evento simbolico di inno alle donne e al romanticismo, all’amore in un periodo di gravi violenze, stalking e femminicidi dilaganti?

    R- Si, purtroppo viviamo in un periodo in cui la violenza sulle donne è all’ordine del giorno. La presenza del Prof. Alberoni è di certo fondamentale per cercare di capire meglio tutto ciò che sta capitando e trovare una soluzione.

     

    D- Come nasce la sua passione per l’arte e quando è avvenuto il suo primo approccio con il mondo dell’arte?

    R- Nasce nell’85 con l’arte antica. La folgorazione per l’arte contemporanea subito dopo visitando fiere di settore.

     

    D- Una riflessione sul concetto di arte e sulle evoluzioni dell’arte moderna e contemporanea?

    R- L’arte moderna e contemporanea è in continua evoluzione, lenta, costante, capillare, continua con nuove tecnologie e virtualità dell’immagine.

     

    D- Come è cambiato l’approccio del pubblico delle fiere di settore in questa fase di crisi economica generale? C’è stato un calo di presenze? Quali suggerimenti da esperto organizzatore vuole dare in proposito?

    R- Non è previsto un calo di presenze, anzi forse un aumento. Quello che è cambiato è l’approccio all’acquisto all’opera d’arte, proprio perché la classe media si è contratta. Chi aveva tanti soldi oggi ne ha ancora di più. Mi sentirei di dire come consiglio che bisogna non smetter mai di fare ricerca di nuovi talenti, per trovare i grandi nomi del futuro.

  • Ottima riuscita e numerose presenze per il ciclo “Cibo, tra necessità e desiderio” organizzato da Marco Carra della Commissione Agricoltura della Lombardia

    Si è concluso Venerdì 18 Ottobre 2013 il ciclo di conferenze dal titolo “Cibo, tra necessità e desiderio” organizzato in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, dal rinomato Avv. Marco Carra, in qualità di Capogruppo della Commissione Agricoltura della Regione Lombardia. I cinque appuntamenti si sono tenuti nelle province di Brescia, Lodi, Crema, Mantova e Milano, quest’ultimo presso il Pirellone, sede della Regione Lombarda e hanno trattato il grande e attuale tema della “Sostenibilità alimentare”.

    Contrariamente a quanto si pensa, il cibo, inteso come “necessità”, è una prerogativa di tutto il Mondo, non solo dei Paesi emergenti, dunque anche della nostra Comunità Europea, dove la crisi ha riportato in luce la questione dell’autosufficienza alimentare. L’industria alimentare italiana è in crescita grazie alle esportazioni, che sottolineano l’ottima qualità delle nostre produzioni agricole, ma, nonostante lo sviluppo, le imprese sono in netto calo, così come il SAU, la Superficie Agricola Utilizzabile. Lo scopo dei dibattiti è stato proprio quello di dare importanza e rilievo a queste questioni, di cui si parlerà anche all’interno dell’EXPO 2015, per offrire, all’intera popolazione, un “Made in Italy” alimentare che sia un punto di riferimento imprescindibile per qualità e appeal.

    Carra dichiara “Dobbiamo agganciare il treno dell’Expo 2015 per promuovere la nostra produzione agroalimentare” e continua “Uno dei nostri obiettivi è riuscire a far approvare, a Milano, nel 2015, una Carta Mondiale della nuova agricoltura: una sorta di Protocollo di Milano, in grado di sintetizzare i temi dell’agenda italiana, europea e mondiale, per rilanciare un nuovo modello che dia risposte concrete ai cambiamenti globali e agli obiettivi del millennio, promossi dalle Nazioni Unite“.

  • GIANNI ETTORE MARUSSI PRESENTA LA SUA MOSTRA ALLA MILANO ART GALLERY ORGANIZZATA DA SALVO NUGNES

    Il noto giornalista del Tgcom24, nonché talentuoso pittore contemporaneo Gianni Ettore Marussi ha scelto l’esclusivo contesto della galleria milanese “Milano Art Gallery” in via G. Alessi 11 per allestire una prestigiosa mostra personale dal titolo “Anima e Materia” che si svolgerà dal 3 al 18 Novembre 2013 con l’organizzazione di Salvo Nugnes, manager di noti personaggi della cultura e dello spettacolo. Il vernissage inaugurale si terrà Domenica 3 Novembre, alle ore 18.30. L’esposizione è visitabile con ingresso libero al pubblico.

    Curatore della mostra è Giorgia Cassini, critico d’arte di chiara fama, che così commenta l’esposizione: “L’orizzonte cosmico, gli ammassi globulari che Gianni Ettore Marussi crea riflettono l’influenza liberatoria della calligrafia gestuale dell’espressionismo astratto. Legato ai valori tradizionali della pittura occidentale, propone una sorta di “alfabeto mentale” che dà luogo ad opere basate su composizioni accuratamente progettate, rivelatrici di un linguaggio di grande maturità artistica. Di fatto il quadro “Spirale Cosmica”, di squisito cromatismo e complessità compositiva, scelto a logo della mostra, esemplifica uno fra i temi iconografici prediletti dall’artista; è l’apice di una serie di complesse astrazioni iniziate nel duemila in cui Marussi esplora le relazioni positivo-negative di forma e spazio. Un universo arcano dove l’impressione di profondità è data dalla materia disposta a sagome sinuose che nell’insieme creano una sensazione di movimento verso l’interno, il disco galattico. È la gradazione di dimensioni e di sfumature del vortice a creare un senso di movimento che ne suggerisce la profondità, con un gesto espressivo altamente disciplinato.  La sapienza artistica di Marussi e la sua padronanza degli elementi compositivi rendono pertanto godibile a noi osservatori l’immagine preservandone al tempo stesso l’intrinseca astrattezza dell’opera e la sua forza emotiva. Nei suoi quadri ricerca di fatto la verità nel “racconto cosmogonico” ed in questa ricerca procede con una tecnica diretta, concentrata sul messaggio comunicazionale  mediante un processo sia fotografico che computer grafico, fondamentale ai contenuti che desidera esprimere. Con il suo stile personale trasferisce i mezzi delle nuove tecnologie utilizzandoli in maniera calligrafica sulla superficie della tela o del foglio. Nel linguaggio allusivo di un “racconto cosmogonico” tratta dell’instaurazione di modi di esistenza umani, del kósmos inteso come sistema ordinato di cose ed eventi.  Una produzione stilisticamente definita per forza espressiva e misurato equilibrio; un processo creativo il cui tema di ispirazione sono vere e proprie cosmogonie, ampi “orizzonti celesti”, studi intimistici i cui principali mezzi espressivi, colore e segno, composizione e consistenza, sono i cifrati messaggi che catturano l’essenza del suo  logós, frutto di un singolare connubio fra la violenza della materia e l’energia grafica. Manifestazioni artistiche che sono espressione dell’ordine cosmico, la cui funzione non è solo estetica, ma acquista valore di ricerca poetico-visuale. Opere digitali che parlano di movimento, di maestosità, di genesi, di anelli di polvere cosmica, realizzazioni di straordinaria efficacia icastica, ispirate ad un preciso senso di verità.

    Sono creazioni cariche di anima, armonia e contenuto. Ritmiche composizioni, in realtà figurazioni simboliche che alludono alla duplice natura umana, fatta di spirito e materia. La sua è volutamente una dimensione senza contorni, palpitante di forza narrativa, dove di fronte all’allure degli spazi interstellari si resta come sospesi in un crepuscolo emotivo. Marussi non ricerca solo l’identità fisica, materica, ma l’anima, la sensibilità d’artista.”

  • INTERVISTA AL MAESTRO ORAFO MAURIZIO DE MARCHI IN OCCASIONE DEL VERNISSAGE DELL’ATELIER “IL GIOIELLIERE DI VENEZIA”

    In vista dell’inaugurazione del nuovo elegante atelier De Marchi “Il gioielliere di Venezia”, situato presso la Salizada S. Samuele 3145, nel cuore di Venezia, il rinomato maestro orafo Maurizio De Marchi, parla in un’esclusiva intervista della sua passione per la raffinata arte della gioielleria.

    QUANDO E COME NASCE LA SUA PASSIONE PER IL SETTORE DEI GIOIELLI E DELL’ARTE ORAFA IN GENERALE?

    Fin da piccolo, circa all’età di 12 anni, quando andavo con i miei genitori ad acquistare in gioielleria, rimanevo incantato ed estasiato dai gioielli e dalle pietre che emanavano brillantezza e lucentezza. Ho frequentato l’Istituto Statale d’Arte di Venezia, nella sezione oreficeria, dove ho trovato dei bravissimi e preparati professori che mi hanno trasmesso l’amore per l’arte dell’eleganza e della raffinatezza di queste piccole opere d’arte chiamate gioielli. Nel tempo ho coronato il sogno di concretizzare questa passione. 

    UNA RIFLESSIONE A COMMENTO SUL CONCETTO DI GIOIELLO E ARTE ORAFA;

    Al giorno d’oggi il gioiello e l’arte orafa artigianale è in diminuzione. Per me questo tipo di arte vuol dire trasmettere passione, calore, felicità ed armonia creando un connubio tra metalli preziosi e pietre pregiate, percependo ciò che l’anima delle persone mi ispira. Sono convinto che ognuno di noi abbia il proprio gioiello dentro di sé, l’importante è trovare la persona che lo riesca a capire per poi realizzarlo ed esaltarne la sua bellezza.

    COME SI È EVOLUTO E TRASFORMATO NEGLI ANNI IL SETTORE ORAFO E COM’È IL MERCATO ATTUALE?

    A differenza degli anni passati, l’evoluzione del gioiello sta nella raffinatezza, nell’eleganza e nella ricercatezza del particolare esclusivo. Certo che bisogna distinguere “alta gioielleria” e “imitazione di gioielleria” fatta con materiali più poveri. Il mercato, a causa di una crisi finanziaria mondiale che sta vivendo, ha i suoi alti e bassi come in tutti i settori. 

    È VERO, CHE I DIAMANTI SONO E RESTANO I GIOIELLI PREFERITI DALLE DONNE?

    I diamanti erano, sono e saranno sempre le pietre preziose preferite dalle donne perché sono rari, duraturi nel tempo e sempre attuali in ogni epoca.

     

    QUALI SONO I FATTORI, CHE INCIDONO SUL VALORE DEL DIAMANTE?

    I fattori, che determinano il valore del diamante sono le 4c, che provengono dalle iniziali dei quattro termini inglesi: color-colore, clarity-purezza, cut-taglio e carat-peso. La loro combinazione conferisce al diamante la propria unicità e permette di determinare il valore di mercato. La vendita del diamante è per noi molto importante da gestire. Nel mio laboratorio vengono selezionati i diamanti in grado di soddisfare gli elevati standard delle 4c.

    QUALI SONO LE PIETRE PREZIOSE PIÙ RICHIESTE DAI CLIENTI?

    Le pietre più richieste dai clienti sono: diamanti, rubini, zaffiri e perle.

    QUALI SARANNO I PRODOTTI DI PUNTA CHE VENDERA’ NEL SUO NEGOZIO?

    Non ci saranno prodotti di punta più o meno venduti nel mio negozio, perché ogni mio pezzo è un pezzo unico. Il gusto dei miei clienti è abbastanza vario, quindi non ci sarà una mia creazione più venduta di un’altra.

  • INTERVISTA AL MAESTRO ORAFO MAURIZIO DE MARCHI IN OCCASIONE DEL VERNISSAGE DELL’ATELIER “IL GIOIELLIERE DI VENEZIA”

    Maurizio De Marchi, grande maestro orafo, specializzato in gemmologia, è stato intervistato in occasione dell’imminente e attesissima apertura del suo straordinario atelier “Il gioielliere di Venezia“.

    DOVE E QUANDO VERRÀ INAUGURATO IL NUOVO ATELIER DI VENDITA DE MARCHI “IL GIOIELLIERE DI VENEZIA”?

    L’atelier inaugurerà a Venezia (Salizada San Samuele n° 3145) vicino al prestigioso contesto di Piazza San Marco. Il vernissage si terrà Sabato 16 Novembre dalle 18.00 alle 22.00 e sarà un evento unico nel suo genere.

    COME NASCE L’IDEA DEL BRAND DISTINTIVO COL NOME DI “IL GIOIELLIERE DI VENEZIA“?

    Il “Gioielliere di Venezia” è un brand di alta gioielleria, ispirato dal mio amore per la città di Venezia. Una città suggestiva sia per il suo multiculturalismo sia per la sua ricchezza di colori. Colori presi come modello e ricreati poi con pietre preziose nelle mie creazioni. Oltre alla grande passione che nutro, “Il gioielliere di Venezia” è stato ispirato dai miei clienti, personalità dal buon gusto elegante e molto esigenti, facenti parte di antiche famiglie veneziane, che hanno riconosciuto il brand come tale, in quanto venivano da me per farsi realizzare, su committenza, straordinari e autentici gioielli di artigianato, che rispettassero le loro richieste, il loro modo di essere, i lori gusti.

    SI OCCUPA LEI IN PRIMA PERSONA DELLA CREAZIONE DEI GIOIELLI?

    Tutte le mie creazioni partono da una bozza, vengono progettate e realizzate da me. L’ispirazione viene tutta dalla passione che metto in quello che faccio, una passione che è iniziata a sbocciare sin da quando ero un adolescente. Giovane, grintoso, ma con già le idee chiare sul percorso che stavo per intraprendere. Come già anticipato, realizzo gioielli anche su commissione, partendo direttamente dal disegno del committente o anche da pietre preziose e gioie di proprietà, dopo aver fatto un’accurata intervista al cliente per scoprirne i gusti, lo stile, il modo di essere e per capire quali i materiali adatti a lui.

    EFFETTUA ANCHE SERVIZIO DI LABORATORIO PER LA MANUTENZIONE E RIPARAZIONE DEI GIOIELLI?

    Si, effettuo qualsiasi tipo di manutenzione e riparazione, capacità maturata in anni di esperienza lavorativa.

    QUAL E’ IL SUO CLIENTE IDEALE?

    Io punto tutto sulla donna indipendente, che si reca in gioielleria per acquistare o farsi creare un gioiello, a suo gusto e piacere, invece che voler solamente attirare l’attenzione dell’uomo che vuole fare un dono a sua moglie, figlia, amica… La figura della donna emancipata è in tutta la mia comunicazione.

    QUALE LA FILOSOFIA DEL SUO ATELIER?

    Il mio atelier è un vero e proprio salotto culturale, elegante e raffinato, in puro stile veneziano. La parola chiave infatti è proprio “Cultura”. Sono assolutamente contrario all’ideologia, ormai radicata, di comprare i gioielli, solo per la firma che porta. Purtroppo la gente è sempre più focalizzata nei brand che sono più conosciuti a livello mediatico, di pubblicità. Io con il mio lavoro e il mio atelier, voglio portare avanti il concetto di “Cultura delle pietre”, perché ognuna ha una provenienza, una storia, un significato, un’anima, così come le gemme, le perle, i diamanti e tutti i materiali preziosi che compongono un gioiello. Inoltre, continueremo a creare ottime sinergie e collaborazioni con artisti, studiosi, critici d’arte, intellettuali e scrittori e poeti, come Roberto Mussapi, che mi ha dedicato una magnifica poesia, visibile su sito www.ilgioiellieredivenezia.it.

    TUTTO E’ CURATO NEI MINIMI DETTAGLI. ANCHE IL LOGO DEL BRAND HA UN SUO SIGNIFICATO?

    Certamente. Il colore giallo del logo esprime energia, gioia,calore, come la grinta, la personalità e la passione che metto nel mio lavoro, punti fondamentali che trasmetto alle creazioni che nascono dal mio studio accurato. Il blu invece simboleggia l’eleganza, la raffinatezza e la perfezione. Tutte caratteristiche che si riflettono nei miei gioielli.

  • INTERVISTA ALLA PITTRICE SVETLANA NIKOLIC- MILANO ART GALLERY: ESPONE LE OPERE DELLA PITTRICE SVETLANA NIKOLIC AD ARTE PADOVA 2013

    La rinomata pittrice Svetlana Nikolic, quest’anno esporrà alcuni dei suoi prestigiosi ed originali dipinti alla Fiera Arte Padova 2013, presso lo stand della storica galleria Milano Art Gallery, con l’organizzazione di Salvo Nugnes, direttore di Promoter Arte. La rinomata fiera di settore sarà allestita dal 15 al 18 Novembre 2013 presso la zona fieristica ubicata in via Niccolò Tommaseo 59 a Padova, con vernissage d’inaugurazione in data Giovedì 14 Novembre alle ore 18.00.

    Di seguito l’intervista all’artista.

    – QUANDO NASCE LA PASSIONE PER L’ARTE?

    Nasce quando frequentavo le Scuole Elementari. Avrò avuto sei anni quando ho preso il mio primo premio per il disegno e da quel momento, ho continuato su questa strada. Già a quell’età sapevo che avrei fatto la pittrice ed era proprio ciò che rispondevo quando me lo chiedevano.

    – COM’E’ INIZIATA LA SUA CARRIERA ARTISTICA?
    Ho avuto un normale percorso artistico. Ho frequentato l’Accademia, sia pure in un paese con un regime comunista (dove per ovvi motivi il tema religioso era off limits) e poi ho cominciato con le prime mostre ed i primi bandi di concorso. Ho iniziato a viaggiare a Parigi e poi in Italia, dove ho deciso di fermarmi.

    – UN COMMENTO SUL SIGNIFICATO DEL CONCETTO DI ARTE?
    L’arte per me è tutto. È vita, gioco, pensiero, è il leitmotiv della mia giornata, anche quando cucino ad esempio. L’arte e il dipingere sono sempre nei miei pensieri.

    – QUALI TECNICHE PITTORICHE PREDILIGE?
    La mia tecnica prediletta è l’olio: olio su tela e olio su tavola principalmente, ho lavorato anche con tecniche miste e pastelli.

    – A QUALI TEMATICHE SI ISPIRA NEI SUOI DIPINTI?
    Per me è fondamentale il contatto con la gente, la gente è fonte di ispirazione. Sento l’esigenza per poter creare, di parlare con le persone, di dialogare, di scambiare opinioni e pensieri e a volte amo andare in metropolitana ed osservare la gente… semplicemente osservandola cerco di capire, immaginare ciò che può pensare. Ecco, per me l’arte è vita!

    – SU QUALI PRINCIPI CARDINE SI BASA LA CORRENTE DEL NUOVO UMANESIMO DI CUI E’ CAPOSTIPITE?
    L’uomo è al centro per me. Dobbiamo dapprima star bene con noi stessi, per poi star bene con gli altri ed eventualmente aiutare gli altri.

    – IN CHE MODO IL SUO STILE PITTORICO SI ACCOSTA A GIOTTO E IN COSA INVECE SI DIFFERENZIA?

    Mi attribuiscono il paragone con lo stile pittorico di Giotto, ma io onestamente non lo vedo, se non in certi particolari forse. Il pavimento a scacchiera potrebbe essere, ma i miei sono tutti simboli. C’è sempre una simbologia nei miei quadri, ad esempio il pavimento a scacchi bianco e nero richiama il fatto che io ho vissuto fino ad un certo periodo della mia vita sotto il regime comunista, con l’impossibilità di fare alcun riferimento alla religione e poi una volta giunta in Italia (ma anche all’estero), ho potuto finalmente sentirmi libera di esprimermi. Gli abiti rinascimentali che si ritrovano nei miei quadri sono maschere di come vogliamo apparire e gli elementi architettonici stanno a simboleggiare il percorso di vita e il vissuto di ciascuno di noi. Si nota sempre un dualismo, che esiste anche nella mente umana: l’emisfero destro e l’emisfero sinistro. Se si osservano i miei dipinti e si guarda a destra si vede una luce, una strada che ci conduce oltre e che ci invita ad andare oltre… verso l’infinito.

    – E’ COMPIACIUTA DI ESPORRE NELLO STAND DELLA NOTA GALLERIA MILANESE “MILANO ART GALLERY” DURANTE LA PRESTIGIOSA MANIFESTAZIONE DI FIERA ARTE PADOVA?
    Si, sono molto contenta. Il Dott. Nugnes è una persona molto gentile e professionale.

    – QUALI OPERE PORTERA’ IN ESPOSIZIONE DURANTE QUESTO EVENTO FIERISTICO?
    Porterò tre opere, una di queste dal titolo “Discesa” mi è stata chiesta espressamente dal Dott. Nugnes che l’aveva notata nella mostra londinese tenutasi nel 2008 “Cento anni di pittura italiana”. Le altre due opere sono una sorpresa: venite a scoprirle!

    – COM’E’ NATA L’OPPORTUNITA’ DI CREARE QUESTA SINERGIA COLLABORATIVA CON LA “MILANO ART GALLERY”?
    Grazie alla mostra londinese nella quale il Dott. Nugnes ha notato la mia opera e da allora siamo riamasti in contatto.

    – E’ LA PRIMA VOLTA, CHE ESPONE IN MOSTRA A PADOVA NELL’AMBITO DELLA RINOMATA FIERA DI SETTORE?
    Sono compiaciuta di esporre alla Fiera Arte Padova, anche se nella mia vita ho partecipato a numerose fiere tra cui Arte Fiera a Bologna.

  • VERNISSAGE DI PRESTIGIO PER L’ATELIER DEL MAESTRO ORAFO MAURIZIO DE MARCHI “IL GIOIELLIERE DI VENEZIA”

    C’è grande attesa e curiosità per l’apertura del nuovo e prestigioso atelier De Marchi “Il Gioielliere di Venezia” nato dal maestro orafo Maurizio De Marchi e situato nello splendido e suggestivo contesto della città più bella del Mondo, Venezia, presso la Salizada San Samuele n. 3145.

    Il creativo ed estroso De Marchi, specializzato in gemmologia, nutre un’intensa e radicata passione per l’arte della gioielleria sin da quando era adolescente, la stessa straordinaria passione, che lo guida tuttora nella creazione di gioielli unici ed inimitabili, personalizzati sul committente, che disegna, studia, interpreta e lavora in maniera impeccabile, grazie a più di 10 anni di esperienza. De Marchi concepisce il gioiello come un oggetto del desiderio, lo vede, lo immagina e lo trasforma per consegnarlo al cliente e poter soddisfare ogni sua esigenza particolare.

    “Il Gioielliere di Venezia” è un brand solido e di notevole capacità distintiva, che spicca tra gli altri per l’accuratezza, la raffinatezza e soprattutto l’innovazione che propone. I suoi preziosi sono curati in ogni minimo dettaglio e certificati, realizzati rigorosamente a mano, al passo con le novità e le tendenze del mercato attuale, utilizzando tecniche artigianali consolidate e i materiali più pregiati, tra cui spiccano perle e gemme di rara bellezza e splendidi diamanti. La creazione di un gioiello può partire direttamente dal disegno del committente, rispettando il suo gusto e il suo stile, o anche da pietre preziose e gioielli di proprietà, che attendono di essere rinnovati e riportati alla luce.

    Durante il vernissage inaugurale, che si terrà Sabato 16 Novembre 2013, si potranno ammirare questi piccoli tesori di gioielleria, incastonati nello splendore di un elegante e raffinato atelier: un salotto veneziano, allestito con pezzi unici, anche nell’arredamento, caratterizzato dagli antichi tessuti di Luigi Bevilacqua, utilizzati per poltrone e divani, e dalle lampade in vetro di Murano de “I Dogi Group“. Inoltre, è stato realizzato appositamente per “Il Gioielliere di Venezia” un originale specchio del ‘300, in vetro di Murano, con un plasma integrato dove, verranno proiettati i video delle lavorazioni dei gioielli.

    Insomma, entrare nell’atelier della De Marchi “Il Gioielliere di Venezia” sarà come respirare l’aria della Venezia autentica, sommersa di cultura, passione, storia e amore per il bello.

    Il gioiello è l’unione tra creatività, passione e narcisismo con un pizzico di follia

    Maurizio De Marchi

  • Enzo Iacchetti e Marco Columbro a teatro: ospiti illustri della serata Giovanni Gelmetti, Paolo Limiti, Gerry Scotti, Diego Dalla Palma

    Sala gremita lo scorso Martedì 22 Ottobre 2013, presso il Teatro Nuovo di Milano, per lo straordinario spettacolo di Enzo Iacchetti e Marco Columbro dal titolo “Il Vizietto”, firmato Massimo Romeo Piparo, che ha ricevuto lunghi applausi ed ovazioni.

    Ospiti esclusivi della serata: il rinomato imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, ideatore della Giax Tower, uno dei grattacieli più innovativi di Milano, Paolo Limiti, Gerry Scotti, Diego Dalla Palma e molti altri personalità del mondo della cultura, dello spettacolo e dell’imprenditoria.

    Il Vizietto” è una delle rappresentazioni teatrali più amati in tutto il mondo, tratto dall’omonima opera teatrale francese di Jean Poiret del 1973, diventato prima film e poi musical nel 1983, con Jerry Herman e Harvey Fierstein.

    Una commedia frizzante, ricca di sorprese, che parla di una commovente storia d’amore, ambientata in uno sfarzoso locale per travistiti, nella Costa Azzurra, chiamato “La Cage aux Folles”. Presenti sul palco, oltre ai protagonisti Enzo Iacchetti e Marco Columbro, un cast di rara bravura, tra cui Gianni Fantoni e ben quattordici uomini che, con eleganza ed energia, ballano su tacchi a spillo coreografati da Bill Goodson e cantano, con voce da soprano, diretti dal Maestro Emanuele Friello.

  • Dea Orh Art Gallery di Praga: Intervista al rinomato artista Braco Dimitrijević in occasione del vernissage della sua mostra

    Intervistato Braco Dimitrijević, uno dei più importanti e premiati artisti a livello internazionale, nonché pioniere dell’Arte Concettuale, originario di Sarajevo. Le sue opere sono state presentate nei contesti delle gallerie e dei musei più influenti del mondo, come la Sperone Westwater di New York, la Tate Gallery di Londra, il Museo Ludwig di Colonia, l’Israel Museum di Gerusalemme. L’artista, cha ha partecipato ben sette volte alla Biennale di Venezia e tre volte alla Documenta di Kassel, inaugurerà la mostra personale Giovedì 24 Ottobre 2013, presso la rinomata Dea Orh Art Gallery di Praga. Dea Orh Gallery e una delle più importanti e prestigiose gallerie private della Repubblica Ceca, l’unica ad aver creato una piattaforma teorica e pratica per gli studi di potenzialità, tecniche, tecnologie e filosofie relative al medium della pittura nella produzione artistica contemporanea. Nel processo di continua ricerca, la parte teorica si trasforma in pratica, tramite la realizzazione di straordinarie mostre d’arte in loco, nonché la partecipazione ad esposizioni e fiere internazionali, come la Biennale d’Arte di Venezia e la Art Basel. L’obiettivo principale è quello di valorizzare e dar spazio soprattutto agli artisti del panorama ceco, ma non solo. Come Braco Dimitrijević, la Dea Orh supporta anche artisti dall’estero, al fine di dar loro il giusto valore e merito.

     

    Di seguito l’intervista all’artista.

    1- Si considera un artista ispirato dall’arte informale o da una particolare corrente/movimento artistico?

    Diciamo che sono ispirato da un’attività culturale. L’artista contemporaneo è obbligato a riferirsi all’eredità culturale che ha ricevuto.

    2- Quando e come è iniziata la sua carriera artistica?

    Ho tenuto la mia prima mostra all’età di 10 anni, durante la quale ho esposto 40 oli su tela. Successivamente ho continuato, ma mi rendevo conto che la pittura non riusciva ad esprimere la complessità del mio pensiero. Ho dunque smesso e mi sono dedicato alle competizioni di sci alpino, che per me, a quei tempi, rappresentava la possibilità di potermi esprimere nello spazio. Negli anni ’67 e ’68 ho incominciato con gli interventi nello spazio urbano con mio lavoro “passanti casuali”.

    3- Lei parla del suo famoso  progetto denominato “Casual Passer-By”; da cosa è stato ispirato e come lo ha realizzato?

    Ho iniziato pensando ai geni dei tempi passati, precursori dei tempi, come El Greco, Kafka e molti altri. Geni riconosciuti solo in seguito per l’importanza ed il valore della loro opera, ma incompresi ai loro tempi. Mi sono ispirato al fatto che c’è molta gente, anche ai nostri giorni, non in sintonia con il loro periodo storico, che quindi resta incompresa; gente che magari è geniale, ma che resta sconosciuta, nascosta nell’ombra. Ritengo che ogni persona possa essere geniale, fino a prova contraria. Il mio desiderio è proprio quello di dare visibilità a queste persone, promuoverle, per cui nelle mie installazioni inserisco soggetti sconosciuti, partendo proprio dal presupposto che ognuno di noi possa esser geniale.

    4- La grandiosa mostra allo zoo di Parigi nel 1998 e il progetto di connessione tra animali e opere d’arte;

    Parto dalla relazione cosmica tra l’essere vivente in generale e l’arte. Gli animali sono esseri viventi e io ho voluto e voglio tuttora mostrare e far capire come gli animali e la loro psicologia non sia molto diversa da quella degli umani, anzi. Nell’installazione delle gabbie di gatti selvatici  a Parigi erano state inserite opere d’arte. all’interno della gabbia dei leoni. Io ho fatto ricostruzione della mostra Degenerate Art della Monaco di Baviera del anno 1936, in gabbia dei leoni, quali  non le avevano distrutte. Mentre l’essere umano distruggeva, l’animale aveva un atteggiamento più civile rispetto all’uomo di quel periodo. In queste installazioni si mettono a confronto gli animali, gli oggetti o le opere d’arte. Vengono messi a confronto due modelli culturali: quello del mondo occidentale e quello del mondo animale che vive in armonia con la natura. Dopotutto, se qualcuno guarda la terra dalla Luna, non vi è alcuna distanza tra il Louvre e lo zoo!

    5- Il lavoro di installazioni denominato “Triptychos Post Historicus”? Quanti esemplari sono stati prodotti?

    Ho fatto 500 installazioni in vari musei del mondo, come al Tate Gallery, Guggenheim Museum di New York, Louvre, Musee Orsay o Musee National d Art Moderne Centre Georges Pompidou. Trattasi di trittici: la prima parte del trittico è rappresentata da un quadro storico che rappresenta un valore spirituale e storico, la seconda parte da un oggetto del quotidiano, la terza parte dalla frutta, che esiste senza convenzioni culturali perché appartiene alla natura e quindi esiste indipendentemente dall’uomo. Il trittico rappresenta il Cosmo in piccolo, la trinità di valori diversi che coesistono.

    6- Quali sono le sue prossime mostre e che opere verranno esposte?

    Esporrò a Praga dal 25 Ottobre al 20 Novembre 2013 e poi a Parigi. A Praga, alla Dea Orh Art Gallery, esporrò quadri e sculture recenti, tra i quali un trittico: una citazione di Brâncuşi, affiancata ad un trombone, per quanto riguarda l’oggetto quotidiano e, come frutto, una noce di cocco.

    7- Come concepisce l’arte?

    Vedo l’arte come una passeggiata, una lunga passeggiata durante la quale l’artista migliora il mondo.

  • Agenzia Promoter: l’artista Gabriele Contini partecipa alla conferenza di Mario Luzzato Fegiz presso la “Milano Art Gallery”

    Gabriele Contini, originale performer milanese, ha partecipato con molto interesse alla conferenza autobiografica di Mario Luzzatto Fegiz dal titolo “I segreti di 50 anni di musica” svoltasi in data venerdì 18 ottobre presso la Milano Art Gallery nel contesto del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano” con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes, direttore di Agenzia Promoter.

    Fegiz vanta un’illustre carriera di critico musicale e una competenza in materia di indiscutibile valenza a livello mondiale. È inviato del Corriere della Sera e conduce con ampio consenso di gradimento la rubrica radiofonica su Radio Rai2 “Fegiz Files”. Di recente, ha esordito con notevole successo a teatro nello spettacolo di sua creazione “Io odio i talent show” che ha ispirato anche la pubblicazione del libro dal titolo omonimo.

    Gabriele Contini, in quanto grande appassionato di ogni forma artistica, frequenta gallerie e salotti culturali sin dai suoi esordi in questo campo negli anni’80. Con gli anni si appassiona in particolar modo alle arti visive e alle performance. Possiamo considerare Contini come un artista poliedrico e contemporaneo, un performer in continua mutazione e sperimentazione stilistica e sempre alla ricerca di nuove idee da sviluppare.

  • Il pittore Giorgio Pastorelli espone con successo le sue opere alla Milano Art Gallery

    La prestigiosa “Milano Art Gallery” in via G. Alessi 11 a Milano, ospita la mostra del noto pittore cremonese Giorgio Pastorelli, inaugurata con successo il 18 Ottobre 2013 alla presenza del grande critico musicale Mario Luzzatto Fegiz e durerà fino al 2 Novembre 2013 con ingresso libero. L’esposizione è organizzata da Salvo Nugnes, direttore di Agenzia Promoter e manager di diversi personaggi noti della cultura e dello spettacolo.

    Pastorelli da sempre appassionato di arte e musica ha intrapreso un percorso formativo fin dalla giovane età per approfondire al meglio entrambe e sviluppare delle tecniche strumentali personalizzate e ad altissimo livello. Espone a Milano per la prima volta, ma vanta un ricco e corposo curriculum di mostre in Italia e all’estero.

    Pastorelli precisa “Alla Milano Art Gallery espongo opere ispirate dalla tematica di Cremona, la mia città d’origine a cui sono molto legato. I quadri delineano tre filoni principali di cui in primis la Piazza Duomo, che è una sorta di racconto tra quello che noi viviamo nel presente e lo splendido e suggestivo sfondo storico, che ci appartiene da lungo tempo ed è un tesoro prezioso del patrimonio del nostro passato tramandato ai giorni attuali; poi la campagna e il contesto bucolico intorno a Cremona con le stradine, i particolari del paesaggio che circonda la città vista in profilo sullo sfondo; infine il fiume, elemento fondamentale e rappresentativo di Cremona, che da sempre accompagna la vita della città e dei suoi abitanti“.

    E aggiunge “Solitamente io sono un paesaggista, amo dipingere i paesaggi perché mi consentono di trasmettere numerose tematiche. Ad esempio, una delle tematiche che prediligo è quella di bilanciare all’interno ciò che l’uomo costruisce in rispetto alla natura e al mondo circostante. Mi piace cogliere un caseggiato particolare, una strada curata in un certo modo, delle costruzioni umane, che però hanno un equilibrio di bilanciamento con la natura. Quindi dipingo il racconto di un uomo, che non è aggressivo e che costruisce la città rispettando l’ambiente naturale circostante. Mi piace molto pensare a questa armoniosa fusione simbolica tra uomo e natura. All’interno dei quadri voglio esprimere l’elemento aria e ciò che rappresenta, nell’essenza volatile delle cose che viviamo. Io cerco di non definire e delimitare nulla di quello che creo, cerco di lasciare un’interpretazione di infinito e non circoscritto per evidenziare un messaggio di divenire, di dinamica trasformazione. Infatti, la mia è una pittura in continuo divenire, mai statica e fissa, mai fotografica e meramente copiativa, ma sempre rivisitata e rielaborata in stile personale“.

     

  • Ospite d’eccezione alla Milano Art Gallery: Mario Luzzatto Fegiz in conferenza per Cultura Milano di Agenzia Promoter

    La rinomata galleria milanese “Milano Art Gallery” in via G. Alessi 11, ha riservato una calorosa accoglienza al noto critico musicale Mario Luzzatto Fegiz in conferenza autobiografica su “I segreti di 50 anni di musica” in data 18 Ottobre 2013. L’iniziativa si colloca nel corposo calendario del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano” ideato e organizzato dal manager Salvo Nugnes direttore di Agenzia Promoter e Promoter Arte. “Cultura Milano” vuole divulgare un messaggio di cultura accessibile a tutti con un eterogeneo programma di incontri, che coinvolgono personalità importanti come l’indimenticabile Margherita Hack, Corrado Augias, Francesco Alberoni, Paolo Limiti, Vittorio Sgarbi, Bruno Vespa, Mogol, Patty Pravo.

    Parlando di se stesso racconta “Io continuo a scrivere, a scrivere, a scrivere. Ascolto un nuovo artista. Analizzo il testo. Cerco di capire il suo messaggio. Le sue scelte. Chi è. Da dove arriva. Il suo spessore. La sua capacità di comunicare. Cosa c’è oltre le note. Il sound. L’orchestrazione.

    Le armonie. Il colore della voce. Il timbro. Cosa si nasconde nei labirinti del suo cuore“.

    Fegiz, che vanta una lunga e prestigiosa carriera è approdato anche all’ambito teatrale, cimentandosi nello spettacolo di successo “Io odio i talent show” dal quale si è ispirato per la stesura del libro dal titolo omonimo. Fegiz dice “Il critico non esiste più, è stato derubato del suo mestiere da giurie popolari, sms, mail e televoti. La trama si snoda in stile psicodramma, che racconta di un critico musicale, che si trova a doversi confrontare con questa nuova realtà in un crescendo di situazioni ed episodi tragicomici in cui vengono narrate avvincenti leggende tra fatti e misfatti vissuti in prima persona, insieme ai grandi nomi della musica mondiale“. Nell’epilogo conclusivo della sua performance a teatro dichiara “Sarebbe bello se alla fine di questo spettacolo ognuno di voi andasse a ripescare la musica, che ha scandito i momenti fondamentali della propria vita. Stasera tornando a casa date una carezza al vostro pianoforte o alla vostra chitarra. Oppure al vostro jukebox, giradischi, stereo, lettore cd, Ipad. E ascoltate la loro risposta“.

  • AGENZIA PROMOTER: ALLA MILANO ART GALLERY GIORGIO PASTORELLI INAUGURA CON SUCCESSO LA SUA MOSTRA ALLA PRESENZA DI MARIO LUZZATTO FEGIZ

    Alla storica galleria milanese Milano Art Gallery in via G. Alessi 11, grandi elogi di consenso per il talentuoso pittore cremonese Giorgio Pastorelli durante l’inaugurazione della mostra personale “Emozioni” svoltasi in data Venerdì 18 Ottobre. L’esposizione è organizzata dal noto manager Salvo Nugnes, direttore di Promoter Arte e durerà fino al 2 Novembre 2013 con ingresso libero al pubblico per le visite.

    Presenza di spicco nel contesto del prestigioso vernissage è stato il rinomato critico musicale Mario Luzzatto Fegiz, che ha tenuto un’interessante conferenza in chiave autobiografica e dato una coinvolgente anticipazione recitata del suo spettacolo teatrale di successo “Io odio i talent show“.

    Fegiz accolto calorosamente dalla platea, ha espresso apprezzamenti per le creazioni di Pastorelli, che hanno fatto da cornice artistica all’importante evento.

    Sul concetto di arte, Pastorelli dice “L‘arte è un modo di rendere visibile l’invisibile, quindi di rendere concreta per un attimo una sensazione. Anche se pur soggettivamente parlando è una forma di comunicazione. È utilizzare una tecnica, che rende possibile la concretizzazione di una cosa che hai fatto“. Sulla tecnica pittorica utilizzata spiega “Io amo dipingere ad olio, dipingo su tele preparate da me, non quelle industriali, perché mi piace preparami quello che mi serve. Amo dipingere ad olio, perché è la forma che più mi rispecchia e mi rifaccio particolarmente alla pittura dell’800 con le sue pennellate vibranti e il suo modo romantico di esprimere la realtà“.

  • Agenzia Promoter: a Cultura Milano emozionante conferenza di Mario Luzzatto Fegiz organizzata dal manager Salvo Nugnes alla Milano Art Gallery

    Il grande critico esperto musicale Mario Luzzatto Fegiz ha tenuto un’emozionante conferenza a tema su “I segreti di 50 anni di musica” che si è svolta nello storico contesto della “Milano Art Gallery” in via G. Alessi 11 a Milano, in data Venerdì 18 Ottobre 2013. L’evento speciale appartiene al prestigioso calendario di iniziative di “Cultura Milano” il Festival Artistico Letterario organizzato dal manager Salvo Nugnes, direttore di Agenzia Promoter e finalizzato a rendere la cultura accessibile a tutti con incontri ad ingresso libero, che ospitano un parterre di nomi di spicco tra cui Bruno Vespa, l’indimenticata Margherita Hack, Vittorio Sgarbi, Francesco Alberoni, Roberto Vecchioni, Claudio Brachino, Silvana Giacobini, Katia Ricciarelli.

    Fegiz dinanzi ad un nutrito pubblico ha raccontato il suo percorso in chiave autobiografica, dagli esordi ai giorni nostri svelando anche interessanti aneddoti e curiosità del mondo della musica, del quale è testimone e protagonista indiscusso da molti anni con una carriera di fama internazionale.

    Ha parlato della positiva esperienza in radio e del programma di successo “Fegiz files”, della consolidata collaborazione con il Corriere della Sera, di cui cura rubriche e servizi di rilievo come inviato.

    Fegiz ha ideato uno spettacolo teatrale, portato in tournée nei principali palcoscenici nazionali e da lui interpretato, che si intitola “Io odio i talent show” nel quale spiega i suoi tumultuosi sentimenti verso i talent show che hanno posto fine all’esclusività della critica musicale e al suo ruolo specifico in materia.

    Sulla musica afferma “La musica è un segnatempo nella vita di una persona. La musica è una compagna, che non ci abbandona mai. I giovani ascoltano più musica degli anziani, perché sono più vivi. Qualsiasi musica può tenerci in vita, ogni tipo di musica ci può salvare. La musica non mi ha mai tradito e non tradirà neanche voi”.

  • IL MAESTRO ORAFO MAURIZIO DE MARCHI INAUGURA IL NUOVO ATELIER “IL GIOELLIERE DI VENEZIA”

    C’è grande attesa e curiosità per l’apertura del nuovo e prestigioso atelier De Marchi “Il Gioielliere di Venezia” nato dal maestro orafo Maurizio De Marchi e situato nello splendido e suggestivo contesto della città più bella del Mondo, Venezia, presso la Salizada San Samuele n. 3145.

    Il creativo ed estroso De Marchi, specializzato in gemmologia, nutre un’intensa e radicata passione per l’arte della gioielleria sin da quando era adolescente, la stessa straordinaria passione, che lo guida tuttora nella creazione di gioielli unici ed inimitabili, personalizzati sul committente, che disegna, studia, interpreta e lavora in maniera impeccabile, grazie a più di 10 anni di esperienza. De Marchi concepisce il gioiello come un oggetto del desiderio, lo vede, lo immagina e lo trasforma per consegnarlo al cliente e poter soddisfare ogni sua esigenza particolare.

    “Il Gioielliere di Venezia” è un brand solido e di notevole capacità distintiva, che spicca tra gli altri per l’accuratezza, la raffinatezza e soprattutto l’innovazione che propone. I suoi preziosi sono curati in ogni minimo dettaglio e certificati, realizzati rigorosamente a mano, al passo con le novità e le tendenze del mercato attuale, utilizzando tecniche artigianali consolidate e i materiali più pregiati, tra cui spiccano perle e gemme di rara bellezza e splendidi diamanti. La creazione di un gioiello può partire direttamente dal disegno del committente, rispettando il suo gusto e il suo stile, o anche da pietre preziose e gioielli di proprietà, che attendono di essere rinnovati e riportati alla luce.

    Durante il vernissage inaugurale, che si terrà Sabato 16 Novembre 2013, si potranno ammirare questi piccoli tesori di gioielleria, incastonati nello splendore di un elegante e raffinato atelier: un salotto veneziano, allestito con pezzi unici, anche nell’arredamento, caratterizzato dagli antichi tessuti di Luigi Bevilacqua, utilizzati per poltrone e divani, e dalle lampade in vetro di Murano de “I Dogi Group“. Inoltre, è stato realizzato appositamente per “Il Gioielliere di Venezia” un originale specchio del ‘300, in vetro di Murano, con un plasma integrato dove, verranno proiettati i video delle lavorazioni dei gioielli.

    Insomma, entrare nell’atelier della De Marchi “Il Gioielliere di Venezia” sarà come respirare l’aria della Venezia autentica, sommersa di cultura, passione, storia e amore per il bello.

     

     

    Il gioiello è l’unione tra creatività, passione e narcisismo con un pizzico di follia

    Maurizio De Marchi