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Natale hi-tech: personalizzare i regali con la Realtà Aumentata


Un Natale hi-tech per rimanere al passo con i tempi. Personalizzare  i regali di Natale da casa con la Realtà Aumentata rimanendo a casa. Grazie alla tecnologia easyhomewear®, che coniuga la Realtà Aumentata con la Realtà Virtuale e l’uso del 3D, chiunque da oggi potrà diventare designer della propria stanza, per personalizzare l’acquisto della biancheria della camera da letto in tempo reale. Inquadrando il letto con uno smartphone, si possono scegliere le lenzuola preferite per la propria camera ed acquistarle con un semplice click.

 

Attraverso l’utilizzo dell’app CASAhomewear, tutti avranno la possibilità di scegliere colore e fantasia di trapunte, piumini e cuscini scoprendo immediatamente se i prodotti selezionati rispecchiano i propri gusti e si adattano alla perfezione all’ambiente. Il tutto direttamente da smartphone o tabletnel comfort della propria casa.

 

«Abbiamo voluto dare ai nostri clienti la possibilità di scegliere i prodotti che meglio si sposano con la propria camera da letto in tempo reale e nella sicurezza della propria casa con un semplice click. Sarà possibile divertirsi vestendo e svestendo il letto senza sforzo, con la semplicità di un tocco e scegliere quali articoli sono di nostro gradimento-sottolinea Lara Corna, responsabile Ricerca e Sviluppo- La app e l’utilizzo della nostra tecnologia easyhomewear® sono una vera rivoluzione per l’intero mondo della casa.».

 

La tecnologia easyhomewear®lavora dietro le quinte e in sinergia con un’altra applicazione che permette di “vestire” i modelli 3D delle varie tipologie di letto che si possono personalizzare (una piazza, una piazza e mezza e due piazze). Non solo, la tecnologia Easyhomewear collabora con una piattaforma di eCommerce che distribuisce i contenuti 3D realizzati dagli utenti direttamente al negozio online, potendo così acquistare le parure letto con un semplice click.

 

All’interno dell’applicazione si potrà consultare in modo semplice e immediato l’intero catalogo di prodottidell’omonimo negozio on line, scegliere il proprio preferito, visionarlo in3D e passare all’acquisto.

 

CASAhomewear è inoltre garanzia di qualità: i prodotti sono made in Italy, innovativi e sicuri, con coloranti eco compatibili certificati, prodotti 100% in fibre naturali, proposte in cotone biologico certificato provenienti da coltivazioni sostenibili, ecologiche ed etiche e sostenendo la compatibilità ecologica con filati sintetici riciclati.

 

 

CASAhomewear è disponibile su:

App Store: https://apps.apple.com/it/app/casahomewear

Google Play Store: https://play.google.com/store

 

Come funziona:

inquadra il tuo letto con il tuo smartphone per vederlo in 3D oppure gioca con un letto virtuale per vestire il tuo letto selezionando i prodotti del catalogo.

 

Per maggiori informazioni:

www.casahomewear.com

 

Ufficio stampa

Encanto Public Relations – 02 66983707

Laura Zugnoni, [email protected] – cell. 339 76493

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I materassi in poliuretano si confermano i più sicuri per il sonno in tenera età. I neonati vi trascorrono fino a 16 ore al giorno: corretto sostegno della colonna vertebrale,…


Lo provano due importanti certificazioni, la Oeko-Tex® standard 100 e la CertiPUR® che garantiscono le caratteristiche uniche anche in termini di sicurezza, salute e sostenibilità ambientale.

Sostegno della colonna vertebrale che non deve essere compressa, traspirabilità del materasso antisoffoco per eccellenza, flessibilità degli strati per prevenire la sindrome della testa piatta e adattarsi perfettamente a tutte le posizioni, materiale antiallergico e anti-acaro per evitare di irritare il sistema respiratorio e provocare degli attacchi di tosse, che potrebbero costringere il bambino a svegliarsi. I materassi in poliuretano si confermano i più sicuri fin dalla tenera età, le certificazioni Oeko-Tex® standard 100 e CertiPUR®, che garantiscono le caratteristiche uniche anche in termini di sicurezza, salute e sostenibilità ambientale, assicurano che il prodotto è atossico e anallergico e può essere utilizzato, a pelle, anche per bambini sotto i 3 anni di età.

Recenti studi della Società Italiana di Pediatria evidenziano che nel mondo industrializzato il 25% dei bambini al di sotto dei 5 anni soffra di disturbi del sonno. Le cause principali? I ritmi frenetici, l’aumento delle luci artificiali e anche l’utilizzo sempre più precoce degli strumenti elettronici. Il buon riposo di un bambino dipende da diversi fattori dall’alimentazione agli stili di vita, ma fondamentale risulta anche la qualità del materasso, in particolare negli anni della crescita. Sappiamo che i neonati dormono in media 16 ore al giorno, mentre i bambini dai 3 ai 5 anni circa 11-13 ore, un materasso dalla giusta consistenza rappresenta un valido supporto per conciliare un riposo notturno regolare e continuo fin dai primi giorni di vita.

Un materasso per bambini deve adattarsi al peso e alla forma del corpo, in costante mutamento durante la fase di crescita, dando un sostegno alla colonna vertebrale, che è ancora in fase di sviluppo e non deve essere compressa. Il giusto spessore dovrebbe essere compreso tra i 10 e i 13 cm. Inoltre, il materasso deve avere un rivestimento sfoderabile e lavabile, in quanto i batteri che potrebbero formarsi sarebbero pericolosi soprattutto per un neonato.

“È importante creare un ambiente favorevole con la giusta temperatura, sufficiente oscurità e silenzio così da aiutare il piccolo a rilassarsi e a dormire meglio –  ha commentato Sara Sainaghi, Piscologa e Psicoterapeuta – Un letto confortevole rientra tra le importanti scelte per una corretta igiene del sonno, che risulta essere indispensabile per il benessere dei bambini, inoltre bisogna cercare di mantenere durante il corso del sonno e nella fase di risveglio le stesse condizioni che il piccolo ha vissuto prima di addormentarsi”.

Anche i cuscini anti soffoco per neonati in poliuretano favoriscono la posizione supina e garantiscono un comfort davvero eccellente. La schiuma poliuretanica offre alla testa del bambino un sostegno ottimale, permettendo di avere una posizione che favorisce la corretta respirazione. I guanciali sono confortevoli, ma non morbidi in modo eccessivo, per evitare che possano finire nella bocca del bambino. I cuscini antisoffoco hanno una struttura a celle aperte che permette la massima circolazione possibile dell’aria. Così anche se il bambino, che tende a muoversi molto e a girarsi durante il riposo, dovesse restare con la bocca e il naso schiacciati sopra al cuscino, riuscirebbe a respirare comunque alla perfezione.

I modelli di cuscino anti soffoco in poliuretano sono la scelta ideale anche nel caso di bambini che soffrono di reflusso gastroesofageo. Questo è un problema davvero molto diffuso che comporta una cattiva digestione, nausea, dolore alla pancia e anche vomito. Purtroppo un conato di vomito, anche se molto piccolo, potrebbe restare intrappolato nelle vie aeree del bambino, facendolo soffocare.

“Fin dalla tenera età è importante dormire su un materasso che oltre a garantire un buon riposo, rispetti alti livelli di sicurezza e di ecosostenibilità – dichiara Marco Pelucchi, presidente di AIPEF, l’Associazione delle Aziende Italiane di Poliuretano Espanso Flessibile – Il poliuretano, si adatta perfettamente al corpo e alle sue posizioni, è leggero e molto pratico quando si devono cambiare le lenzuola, è un materiale sicuro al 100%, antibatterico e antiacaro.

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“Le Nuove Radici della leadership. Come essere leader nella società multiculturale”


L’Associazione Nuove Radici Aps e NuoveRadici.World con il sostegno del Consolato generale degli Stati Uniti d’America di Milano organizzano l’incontro Venerdì 2 ottobre 2020 alla Triennale Milano

 

Secondo le stime della fondazione Ismu, al 1° gennaio 2019 la presenza complessiva delle seconde generazioni in Italia di età compresa tra gli 0 e i 35 anni, nate in Italia da almeno un genitore straniero o giunte minorenni, era di 2.825.182. “Quasi tre milioni di figli dell’immigrazione destinati a modificare il tessuto sociale, culturale, demografico del nostro Paese che gradualmente stanno entrando nelle istituzioni, emergendo nel mercato del lavoro in posizioni apicali”, osserva Cristina Giudici, direttrice di NuoveRadici.world, testata nata alla fine del 2019 per valorizzare il protagonismo delle nuove generazioni di italiani. “Medici, ingegneri, insegnanti, artisti, attivisti che vogliono conquistare la leadership per affermarsi individualmente e al contempo favorire una maggiore inclusione della diversity nella società. Il loro ruolo sarà infatti sempre più cruciale per prevenire forme di discriminazione, xenofobia e razzismo”. I relatori che abbiamo scelto per cambiare narrazione sono uomini e donne che hanno origine straniera ma radici ben piantate in Europa. All’inizio della loro vita, sono stati il ponte tra la cultura della famiglia d’origine e quella del Paese europeo dove sono cresciuti. Le doppie radici li hanno aiutati a sviluppare le proprie capacità e a trasformarsi in leader per l’inclusione. “La loro capacità di dare un contributo alla società multiculturale e di essere competitivi in un mondo globale ha favorito non solo la loro crescita personale, ma anche il loro empowerment, facendoli diventare influencer, attivisti e fondatori di community per l’inclusione e la coesione sociale”, aggiunge Piervito Antoniazzi, presidente dell’associazione Nuove Radici, che affianca la testata web di NRW.

 

Nuove Radici e il Consolato Generale degli Stati Uniti di Milano hanno deciso di dare vita a questo evento per far conoscere l’effervescenza intellettuale che non viene narrata. In tutte queste esperienze di leadership, possiamo fotografare un fenomeno reale: la leadership si forma attraverso l’interazione di culture. I nuovi leader sono interpreti preziosi della globalizzazione perché hanno superato il concetto di nazionalità, consapevoli del proprio background migratorio.

Anthony A. Deaton, Console per la Stampa e la Cultura presso il Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano, ha dichiarato: “Il Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano è orgoglioso di sostenere la missione di Nuove Radici: promuovere una nuova generazione di leader che provengono da diverse comunità con un passato di immigrazione. Questi giovani leader sono impegnati a creare opportunità nella politica, prosperità economica e giustizia sociale per tutti. È una missione che impegna anche il governo degli Stati Uniti, sul suo territorio e nel mondo”.

Francesco Mastro, socio fondatore e presidente di ArteficeGroup, che ha creduto fin da subito al progetto di Nuove Radici, spiega così la partecipazione all’evento: “Le ragioni per cui ArteficeGroup ha deciso di mettere a disposizione le sue competenze per il progetto di NuoveRadici.World sono molteplici, ma partono tutte da una stessa visione del mondo che vede nell’integrazione di saperi, culture e persone la condizione indispensabile di crescita sia personale sia della società in generale”

 

Synergie Italia è una azienda leader nel settore delle risorse umane ed è partner dell’iniziativa. L’amministratore delegato Giuseppe Garesio commenta: “Il nostro lavoro consiste nel far emergere i talenti, e offrire loro opportunità professionali concrete e di qualità. È quindi naturale per noi sostenere iniziative come questa. È importante infatti valorizzare i percorsi dei “nuovi italiani”, perfetti interpreti della nuova società multiculturale, che anche il mondo del lavoro dovrà includere”.

 

“Il tema dell’inclusione e della valorizzazione delle diversità per creare valore aggiunto è sempre stato nel nostro DNA, pertanto non potevamo mancare a questa iniziativa – aggiunge Antonia del Vecchio, Diversity Manager dell’azienda -. Synergie Italia crede fermamente nella diversità come ricchezza e risorsa e sostiene che ciascun individuo, prima di essere un Employee, è una persona unica ed il suo valore risiede nelle sue innumerevoli sfumature”.

 

I relatori:

 

Marwa Mahmoud, italoegiziana, è una delle poche donne riuscite a entrare in politica e ad affermare il suo diritto a esercitare una cittadinanza attiva. La sua testimonianza è importante perché siamo appena andati alle urne e diversi attivisti hanno avviato la campagna ilmiovotovale.com per chiedere una legge sulla cittadinanza in nome di tutti gli italiani maggiorenni di origini straniere che non possono votare.

Sono consigliera comunale del Comune di Reggio Emilia e presidente della commissione consiliare per i Diritti umani, Pari opportunità e Relazioni internazionali”, spiega. Ho trentacinque anni, sono nata ad Alessandria d’Egitto e cresciuta a Reggio Emilia. Ho studiato al liceo scientifico e mi sono laureata in Lingue e Letterature straniere a Bologna. Lavoro nell’ambito dell’intercultura all’interno del Centro interculturale “Mondinsieme” da oltre dieci anni e da sempre sostengo tutte le battaglie che riguardano i diritti umani e civili, il dialogo interculturale ed interreligioso e la riforma sulla cittadinanza per l’inclusione sociale e culturale delle nuove generazioni”. Il suo intervento verterà sul ruolo che possono giocare le nuove generazioni nei processi politici e sociali in Italia.

 

Abderrahmane Amajou, detto Ab, nato in Marocco nel 1986 ma italiano d’adozione dall’età di 6 anni. “Ho ricoperto il ruolo di referente d’area dei paesi del Nord Africa per Slow Food Internazionale. In seno all’organizzazione, nel 2015 abbiamo deciso di aprire un nuovo ufficio dedicato alle tematiche migratorie, di cui sono il responsabile”, afferma. “Con Terra Madre, stiamo creando una grande rete di produttori, allevatori, ristoratori, giornalisti e accademici. Tra gli obiettivi ci sono quelli di mettere in connessione le attività di Slow Food con le storie delle realtà migranti sul territorio, analizzare gli effetti delle migrazioni e del cambiamento climatico sulla biodiversità locale e supportare il coinvolgimento delle comunità migranti, visti come attori protagonisti nella cooperazione internazionale nelle loro terre d’origine”. Fa parte di Transatlantic Inclusion Leaders Network (TILN) di German Marshall Fund e lo scorso anno ha trascorso alcuni mesi negli USA, a Chicago, per apprendere la strategia del community organizer: pratiche utili nella creazione di comunità leader per il cambiamento. Ha già ricoperto il ruolo di consigliere comunale a Bra con deleghe alle politiche giovanili e all’inclusione ed è inoltre membro del CDA dell’Ufficio Pio della Compagnia San Paolo.

 

Hilda Ramirez, nata in Ecuador, in Italia dall’età di 7 anni. Lavora come webmaster freelance, attivista per i diritti umani e civili, presidente di Associazione Multietnica per la Cooperazione allo Sviluppo Umano di Genova e consigliera del direttivo del CoNNGI, il Coordinamento Nazionale Nuove Generazioni Italiane. E ha anticipato: “All’incontro sulla leadership parlerò della diffusione dei social media, che ha radicalmente trasformato le modalità con cui gli utenti accedono alle notizie di loro interesse e questo vale anche per le associazioni e l’attivismo. La comunicazione è diventata bidirezionale: il cittadino si aspetta di essere ascoltato e soprattutto cerca un dialogo. Questo rapporto continuo, in tempo reale e spesso fuori dai classici orari di ufficio, richiede una nuova organizzazione del lavoro dei ragazzi di nuova generazione”.

 

Evelyne S. Afaawua, ha creato un brand imprenditoriale per gli afrodiscendenti. Imprenditrice italoghanese, afro hair trainer, CEO e founder di Nappytalia Eco Bio Cosmetics. Nel 2014 ha fondato Afro Italian Nappy Girls, la prima community italiana mirata ad aggregare le ragazze afrodiscendenti, afroitaliane, africane, miste e ricce che hanno deciso di valorizzare la propria identità attraverso i propri capelli. “Racconterò come ho creato una community, l’idea di condivisione nel trovare uno spazio sociale e mediatico per noi inesistente. Un leader è colui che viene riconosciuto come tale dalla sua comunità per le azioni concrete che svolge, a sostegno di essa. Essere un modello è un privilegio che comporta una grande responsabilità”.

 

Anass Hanafi è studente di Giurisprudenza presso l’università di Torino. Ha frequentato l’università di Friburgo per il suo erasmus e successivamente la Scuola di Politiche a Roma, fondata dall’ex premier Enrico Letta. Durante il suo percorso universitario ha fondato un’associazione universitaria ed è anche stato eletto come rappresentante degli studenti dell’università di Torino. Nel 2019 viene selezionato tra i futuri leader europei per TILN (Transatlantic Inclusion Leaders Network), organizzata dalla German Marshall Fund of the United States of America. Nello stesso anno diventa co-fondatore e vicepresidente di Nili, il Network Italiano dei Leader per l’inclusione, organizzazione che ha come obiettivo quello di accrescere la leadership dei giovani appartenenti alle minoranze e accogliere cittadini italiani con diversi background per produrre un valore aggiunto nella comunità. A partire da quest’anno fa parte anche dei Global Shapers, realtà giovanile del World Economic Forum. “Il mio motto è: Il cambiamento inizia da noi”, spiega. E all’incontro in Triennale parlerò della Leadership al servizio della comunità e del futuro della nostra società.

 

Boris Veliz è un giovane artista poliedrico: scenografo, artista digitale e urban artist. Nato in Ecuador e formatosi artisticamente a Milano, si è laureato in Scenografia per il Cinema e la Televisione con 110 e lode presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha lavorato come educatore portando avanti vari workshop sociali di avvicinamento alla pittura e al disegno con Cooperative come ‘Comin’. Ha collaborato come scenografo e aiuto-scenografo a programmi televisivi come Camera Cafè (Rai), spot pubblicitari, e cortometraggi. Nell’ambito Urban-art ha collaborato con brand come ‘Campari’ e ‘Roche’. Recentemente il Consolato dell’Ecuador gli ha conferito un riconoscimento istituzionale al suo talento durante la celebrazione della Giornata del Migrante. “Se penso alla definizione di chi è una figura leader, penso subito a qualcuno che sa seguire, prima ancora di essere seguito”, afferma, “perché se non hai mai seguito nessuno, non sai come è il sentimento dall’altra parte, non hai empatia. Per essere o diventare un buon leader è fondamentale possedere una serie di requisiti che non sono necessariamente le competenze professionali in un determinato settore, ma essere dotati di empatia, carisma, disponibilità, l’umiltà, la capacità di valorizzare ogni singolo membro del proprio team, capacità comunicative e inventiva nel risolvere il problema”.

 

Matteo Matteini, 54enne, milanese d’adozione ma irrevocabilmente riminese, con origini sparse fra l’Africa e il Mediterraneo. Studia scienze politiche, si specializza in sociologia urbana, fundraising, corporate social responsibility e coaching. Si occupa, in forme molteplici, di politiche pubbliche per l’innovazione sociale a supporto di organizzazioni multilaterali, nazionali, regionali e locali. Nel 2013 fonda Vitality onlus.

 

 

Programma

Ore 9.30 Saluti

  • Anthony Deaton, Console per la Stampa e la Cultura, Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano
  • Piervito Antoniazzi, Presidente Associazione Nuove Radici

 

 

Ore 10.00/12.45 Tavola Rotonda – disponibile anche in diretta sulle pagine Facebook (https://www.facebook.com/nuoveradiciworld/) e Instagram (https://www.instagram.com/nuoveradici.world/)di NuoveRadici.World

Modera Cristina Giudici, direttore NuoveRadici.World

Partecipano:

  • Hilda Ramirez – webmaster, consigliera del CoNNGI, Coordinamento Nazionale dei giovani di nuova generazione italiana.
  • Marwa Mahmoud – consigliera comunale a Reggio Emilia.
  • Evelyne Sarah Afaawua – Fondatrice del brand Nappytalia.
  • Abderrahmane Amajou –Slow Food Internazionale. Community
  • Boris Veliz – Scenografo, artista.
  • Anass Hanafi – Vice-presidente di Nili, Network Italiano dei Leader per l’inclusione.
  • Matteo Matteini, innovatore sociale e co-fondatore di Vitality onlus.

 

Ore 14.30/17.00 Workshop

  • Venti giovani tra i 20 e i 30 anni parteciperanno a workshop con i relatori della tavola rotonda coadiuvati da Costanza De Toma e Matteo Matteini

 

 

Per iscrizioni: [email protected]

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“Tra cielo e terra – azioni ed energia sostenibili” ENGIE ha chiuso “il Verde e il Blu Festival” con un Talk sulle città sostenibili del futuro


Milano 28 settembre 2020 – ENGIE, player mondiale dell’energia impegnato ad accelerare la transizione verso un’economia a impatto zero, è stato di nuovo protagonista a chiusura de “il Verde e il Blu Festival – Buone idee per il futuro del Pianeta”.

Presso BAM – Biblioteca degli Alberi Milano, si è svolto ieri il Talk “Tra cielo e terra – Azioni ed energia sostenibili”, con la partecipazione di illustri ospiti quali l’assessore Pierfrancesco Maran, il Presidente della Triennale di Milano arch. Stefano Boeri, il professor Stefano Mancuso, direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia vegetale e il Direttore Marketing, Communication & Public Relations di ENGIE Italia, Laura Masi.

ENGIE, promotrice del Talk, ha portato le città al centro del dibattito sottolineandone il ruolo cruciale nel progettare e costruire un futuro più rispettoso del Pianeta e delle persone e ha tracciato i percorsi possibili per indirizzare le scelte di aziende, istituzioni, enti locali e cittadini verso una consistente riduzione delle emissioni a partire dai consumi consapevoli e dall’efficienza energetica.

«Uno sviluppo sostenibile dei centri urbani in tutti i loro aspetti non è solo necessario per abbattere le emissioni e ridurre l’inquinamento dell’aria, ma è possibile e costituisce una grande opportunità. – ha dichiarato Laura Masi, Direttore Marketing, Communication & Public Relations di ENGIE Italia. “Sono moltissimi gli interventi che possono dare un nuovo valore alle aree urbane e nel contempo agire radicalmente per ridurre le emissioni inquinanti: dalla riconversione green delle abitazioni all’illuminazione pubblica, fino a sistemi smart di gestione del traffico.

Ma è fondamentale che ognuno di noi abbia contezza del proprio carbon footprint. Misurare l’impatto delle nostre azioni, porta alla giusta consapevolezza quindi a ridurre il nostro peso sul Pianeta. Da una ricerca che abbiamo commissionato lo scorso anno più della metà degli intervistati (56%), ha dichiarato di aver modificato i propri comportamenti in un’ottica più green e il 35% pensa di farlo, purché non debba rinunciare a determinati comfort.
Il cambiamento per essere efficace deve essere corale. Questo è per noi “più siamo, meno pesiamo”. Più siamo ogni giorno a compiere azioni per ridurre il nostro impatto ambientale, meno pesiamo sul pianeta”.

Il talk si è arricchito delle testimonianze di tre atlete di calibro internazionale che hanno scelto di essere “Planet Ambassador” di ENGIE: la free climber Federica Mingolla, l’apneista Alessia Zecchini, la sciatrice alpina Martina Valmassoi, che hanno raccontato l’impegno personale per ridurre i consumi e le emissioni di CO2, sottolineando l’importante ruolo dei giovani, quali attori in prima linea, nel compiere scelte quotidiane finalizzate alla lotta ai cambiamenti climatici.

ENGIE
Siamo un Gruppo globale in prima linea in ambito energia a basso impatto ambientale e servizi. La nostra mission è accelerare la transizione verso un’economia carbon neutral, con soluzioni che riducono il consumo di energia e rispettano l’ambiente. Questa mission unisce azienda, collaboratori, clienti e azionisti, riuscendo a conciliare risultati economici con un impatto positivo sul pianeta e le persone che lo abitano.

ENGIE ITALIA
In Italia proponiamo offerte globali sull’intera catena del valore dell’energia, dalla fornitura ai servizi, con particolare attenzione ai prodotti innovativi e alle soluzioni di efficienza energetica e di gestione integrata.
Con oltre 3.800 dipendenti in più di 60 uffici sull’intero territorio nazionale, siamo il primo operatore nei servizi energetici, il secondo nella vendita del gas (mercato all’ingrosso), il terzo operatore nel teleriscaldamento e nella pubblica illuminazione. ENGIE è presente in tutti i segmenti, dal residenziale al terziario, pubblico e privato, fino alla piccola e grande industria.

 

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I sindaci europei in azione per la democrazia: nasce European Capital of Democracy


L’iniziativa è volta a consolidare i rapporti tra le nazioni europee e a promuovere il sistema democratico attraverso attività mirate, con il supporto anche dei cittadini

Vienna, 23 settembre 2020 – Per combattere il clima di crescente incertezza politica in Europa, l’Innovation in Politics Institute, assieme al sindaco di Vienna Michael Ludwig, ha coinvolto i Sindaci europei nell’iniziativa European Capital of Democracy, patrocinata dalla Vicepresidente della Commissione europea Dubravka Šuica e dal Segretario Generale del Consiglio d’Europa Marija Pejčinović Burić.

 

Scopo del progetto è quello di individuare, ogni anno a partire dall’autunno 2021, una città Capitale Europea della Democrazia, che si impegni a stilare un programma di validità internazionale per rafforzare lo spirito democratico, attraverso gesti concreti. Le organizzazioni internazionali saranno inoltre invitate a contribuire, realizzando attività nelle rispettive città: conferenze internazionali, festival culturali, programmi educativi, campi estivi per i giovani e molto altro ancora. I temi principali saranno le nuove tecnologie, il cambiamento climatico, la partecipazione dei cittadini e l’educazione.

 

Un numero crescente di politici e cittadini si chiede cosa si può fare per migliorare la democrazia. Con la nostra iniziativa, creeremo uno spazio in cui gli innovatori di tutta Europa potranno incontrarsi ogni anno, condividere le migliori pratiche e avviare nuove forme di impegno democratico. Per sopravvivere, la democrazia deve progredire. Questo è l’obiettivo delle città che partecipano all’iniziativa, spiega Helfried Carl, co-fondatore dell’iniziativa e Managing Partner dell’Innovation in Politics Institute.

 

Il lancio è avvenuto, in forma digitale, lo scorso 18 settembre, ed ha visto sindaci e rappresentanti politici di oltre 15 Paesi europei raccontare la propria visione dell’iniziativa. Oltre a Dubravka Šuica e Marija Pejčinović Burić, in rappresentanza della Commissione Europea e del Consiglio d’Europa, sono intervenuti politici di spicco di Atene, Bratislava, Budapest, Francoforte, Danzica, Istanbul, Parigi, Praga, Sofia, Strasburgo, Tirana, Vienna e Varsavia.

 

Per candidarsi, ogni città dovrà presentare l’autovalutazione del suo percorso democratico e un programma annuale volto a rafforzarlo ed ampliarlo. Sulla base di criteri trasparenti, un gruppo di esperti redigerà un elenco ristretto di tutti i candidati. Infine, una giuria di 10.000 cittadini, rappresentativi della popolazione europea, selezionerà la città che avrà il titolo di Capitale Europea della Democrazia a partire dal 2023.

 

Le città che otterranno il titolo lavoreranno per attuare i loro programmi, mettendo in campo una vasta gamma di attività insieme alla società civile, ai cittadini e ai partner locali. Diventeranno inoltre palcoscenico per il rafforzamento della democrazia a livello internazionale, ospitando e contribuendo in maniera attiva all’organizzazione di eventi e progetti con l’Innovation in Politics Institute ed altri partner internazionali. Cittadini e politici di tutta l’Europa saranno invitati a sperimentare questi sforzi, partecipando in prima persona.

In attesa di mettere a punto l’ampio processo di selezione, per i primi due anni verranno individuate due città già all’avanguardia nelle iniziative a sostegno della democrazia, che svolgeranno il ruolo di capofila nel tracciare la strada per le future Capitali della Democrazia.

 

Temi chiave saranno tecnologia, cambiamento climatico, educazione e partecipazione: il percorso tecnologico si concentrerà sulle sfide e le opportunità derivanti dalla rivoluzione digitale, tra cui l’intelligenza artificiale e la disinformazione. Nel tema della partecipazione, si esploreranno nuove misure per migliorare la partecipazione dei cittadini, come le assemblee dei cittadini e il bilancio partecipativo. Poiché il cambiamento climatico sarà un fattore importante per lo sviluppo della democrazia, ogni città è incoraggiata a presentare progetti di punta per affrontare questo problema. E nel percorso educativo, le scuole di altre città e paesi potranno partecipare ad attività nella capitale europea della democrazia, sia in loco che online.

 

Anche i Sindaci italiani sono invitati ad aderire al progetto, collaborando ancora una volta al fianco dell’Innovation in Politics Institute per la diffusione delle idee e dello spirito democratico. Già dal 2017, infatti, l’Istituto promuove anche in Italia, con il supporto dell’agenzia di comunicazione Noesis che lo rappresenta nel nostro Paese, gli Innovation in Politics Awards, premio europeo per i progetti politici innovativi e virtuosi che migliorano la vita dei cittadini, che ha visto tra i vincitori delle scorse edizioni proprio due italiani: il comune di Capannori e il comune di Milano.

 

Martin Slater, Presidente di Noesis, co-fondatore e rappresentante per l’Italia dell’Innovation in Politics Institute, dichiara: “Sono orgoglioso di fare parte di questa iniziativa, e di poterla promuovere anche in Italia. I Sindaci delle nostre città sono in prima linea nella gestione dei grandi problemi che dividono la nostra società: immigrazione, disoccupazione, inquinamento… i rappresentanti politici, assieme ai cittadini, sono chiamati a trovare soluzioni che soddisfino la maggioranza della popolazione, e riteniamo che le particolari forme di democrazia impiegate possano permettere di risolvere al meglio i conflitti, portando ad una vita più serena per tutti”.

 

La democrazia è sotto attacco, e ora sta contrattaccando. Ogni Capitale Europea della Democrazia diventerà il posto giusto per chi in Europa vuole che la democrazia diventi più forte – al di là delle linee di partito e dei confini nazionali“, aggiunge Helfried Carl.

 

“Il risultato sarà il duplice vantaggio di evidenziare le iniziative democratiche e di fungere da catalizzatore per altre iniziative, in quanto le città competono per il titolo – e poi raccolgono i benefici che ne derivano”, continua Marija Pejčinović Burić, Segretario Generale del Consiglio d’Europa.

 

Conclude Dubravka Šuica, Vicepresidente per la democrazia e la demografia della Commissione europea: “In questi tempi straordinariamente difficili e incerti, vedere questa iniziativa prendere forma e riaffermare il ruolo cruciale delle nostre città come roccaforti e laboratori della democrazia è rassicurante e promettente”.

 

Maggiori informazioni su European Capital of Democracy e sull’evento di apertura sono disponibili a questo link:  https://innovationinpolitics.eu/en/press/ecod/

 

 

 

 

A proposito di European Capital of Democracy

 

Con il lancio dell’iniziativa European Capital of Democracy, i Sindaci e le organizzazioni internazionali vogliono dare un contributo concreto al rafforzamento della democrazia in Europa. L’iniziativa è stata fondata dall’Innovation in Politics Institute insieme a partner internazionali. Dal 2021 in poi, ogni anno una città sarà insignita del titolo e quindi attuerà un programma globale per rafforzare la democrazia. Inoltre, le organizzazioni internazionali saranno invitate a contribuire realizzando attività di successo nella rispettiva città – conferenze internazionali, festival culturali, programmi educativi, campi estivi per giovani cittadini e molto altro ancora. https://capitalofdemocracy.eu/

 

 

About the Innovation in Politics Institute


L’Innovation in Politics Institute è un’organizzazione internazionale non governativa che identifica, sviluppa e implementa l’innovazione in politica al fine di rafforzare la democrazia in Europa e oltre. Con una rete europea di uffici e organizzazioni partner in 15 Paesi europei (Austria, Belgio, Bulgaria, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Svezia, Svizzera e Regno Unito), e insieme ai leader politici a tutti i livelli, l’istituto sta costruendo la politica di domani, oggi.  https://innovationinpolitics.eu/

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Nuovo DossieRSE: Smart working, quali impatti sul traffico a Milano e sui consumi energetici?

RSE ha realizzato un nuovo studio per analizzare la differenza di domanda di mobilità nell’area di Milano, concentrando l’attenzione sul ruolo e sull’impatto dello smart working

ROMA, Agosto 2020 – I blocchi decretati dal Governo per arginare la diffusione del SARS-CoV-2 hanno dato una rapida spinta allo smart working, creando diverse soluzioni per continuare le attività lavorative o scolastiche da remoto. Al di là delle difficoltà incontrate nell’implementazione del cosiddetto “lavoro agile”, questa misura ha determinato precisi effetti sulla vita quotidiana, anche in termini di impatto sul traffico urbano, i consumi energetici e le emissioni gassose. Ad analizzarli è oggi un nuovo studio di RSE– Ricerca sul Sistema Energetico. La società di ricerca del gruppo GSE ha cercato di comprendere come sia effettivamente cambiata la domanda di mobilità durante il periodo del lockdown rispetto ad una situazione pre-pandemia. E lo ha fatto concentrando l’attenzione su ruolo e impatto dello smart working.

“La dimensione dell’esperienza ed i vincoli prescrittivi imposti – spiega RSE – hanno, di fatto, creato le condizioni per un’analisi di ‘stress test’, utile a valutare e misurare l’impatto ‘potenziale’ che tale misura potrebbe determinare sulla riduzione della congestione del traffico urbano, con i correlati effetti di minor consumo di combustibili, e quindi di minor impatto ambientale”.

Ai fini dello studio, gli esperti hanno analizzato i dati sugli spostamenti nella città di Milano, raccolti in tre differenti periodi: ante Covid, dal 25 febbraio al 6 marzo (1Covid) e dal 9 al 20 marzo (2Covid). La scelta dell’area milanese come campo di indagine non è casuale. La città non è fortemente rappresentativa sul fronte socio-economico, ma è già stata terreno di ricerche precedenti da parte di RSE.

Si scopre così che rispetto al periodo pre-lockdown, si è registrato un calo (stimato) degli spostamenti pari al 25% nel periodo 1Covid e del 55% in quello successivo. Di questi quasi la metà (45%) è da considerarsi “sistematico”, ossia riconducibile al tragitto casa/lavoro o casa/scuola. RSE ha quindi confrontato questi dati con quelli degli addetti per settore che hanno potuto continuare a lavorare dalle proprie abitazioni grazie al ricorso allo smartworking (dati Istat).

Il risultato? Il lavoro agile dovrebbe esser la causa di circa il 23% dei mancati spostamenti sistematici nel periodo clou dei blocchi, ossia il 2Covid. “Contestualizzando questo dato in un’analisi sul potenziale massimo dello smartworking, decurtando cioè la quota di chi è rimasto a casa senza poter lavorare, si ottiene un potenziale di riduzione degli spostamenti totali giornalieri, grazie al massivo ricorso al lavoro agile, pari al 14,5%”, chiarisce RSE.

Queste informazioni sono state la base per elaborare una stima del potenziale impatto su traffico e qualità ambientale determinato dal lavoro da remoto. Il risultato per spostamenti sistematici evitati grazie allo smart working prevede una riduzione potenziale di circa 5.800.000 vetture-km al giorno. Il dato si riferisce ovviamente al solo trasporto privato in auto, ma rappresenta una fetta pari a circa il 60% del totale. Ciò significa poter risparmiare all’atmosfera 500 tonnellate di PM 2,5 e 1.300 tonnellate di CO2 al giorno, grazie ai minori consumi di carburante (-112 ktep/anno). Risultati importanti che offrono un nuovo punto di vista per le politiche ambientali urbane.

Il ricorso allo smartworking, anche se applicato in forma più leggera rispetto a quanto ipotizzato in questo studio, che rappresenta una stima di ‘massima potenzialità’, potrebbe permettere riduzioni dei consumi e delle emissioni paragonabili a quelli di altre tipologie di interventi (potenziamento del TPL, mobilità elettrica..) – scrive RSE  – e si colloca, quindi, tra le soluzioni che possono essere messe in campo per una maggiore sostenibilità della mobilità all’interno delle città”.

https://youtu.be/na2vCTgOoto

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Tecnologie offshore: l’innovazione verde di Saipem

Saipem sta ridisegnando il proprio ruolo nel comparto energetico ampliando il portafoglio tecnologico green con soluzioni di ultima generazione, in linea con gli obiettivi mondiali di sviluppo sostenibile

Isole di fotovoltaico marino, aquiloni in grado di sfruttare i venti ad alta quota, fondazioni per turbine eoliche (fisse e galleggianti), robot subacquei e impianti per catturare energia da onde e correnti. C’è la migliore innovazione verde degli ultimi anni nel “mare tecnologico” di Saipem, la società che oggi si qualifica come un fornitore globale di servizi nel settore dell’energia e delle infrastrutture. Con l’avvio della transizione energetica, il gruppo ha rapidamente ampliato il suo portafoglio di soluzioni e servizi focalizzandosi sul gas e diversificandosi nelle rinnovabili, offrendo nuovi modelli di business e tecnologie green e spostando in avanti le frontiere dell’innovazione per continuare a creare valore economico e sociale.

Il gruppo ha trasformato l’esperienza accumulata negli oltre 60 anni di storia nel settore idrocarburi, in un vantaggio con cui affrontare e anticipare le nuove sfide energetiche. E lo ha fatto investendo fortemente nel “futuro”. Basti pensare che nel 2019 la società ha speso per le nuove tecnologie una cifra complessiva di 79 milioni di euro, ampliando a circa 2.700 i brevetti e le domande di brevetto, depositate a livello mondiale.

Se la cifra distintiva è quella dell’innovazione, le parole chiave per declinarla sono sicurezza e sostenibilità, anche quando si tratta di progetti pionieristici. Ne sono un esempio l’ampio numero di soluzioni sviluppate sinergicamente dalle sue divisioni XSIGHT ed E&C Offshore, prodotti in grado di sfruttare le fonti rinnovabili di mari e oceani anche in ambienti estremi, aree remote o acque profonde.

In questo contesto una delle opere di ingegneria più interessanti ed attuali è l’Hexafloat, una fondazione galleggiante a pendolo per aerogeneratori offshore. La struttura è stata studiata per consentire agli sviluppatori eolici di accedere a siti con fondali profondi, semplificando i lavori d’installazione rispetto alle fondazioni fisse.

Si tratta di un elemento fondamentale sia per catturare i venti più forti che soffiano in mare aperto, sia per tutti quei Paesi, come l’Italia, che non sono caratterizzati da bassi fondali sfruttabili. Attualmente sono in corso tavoli con istituti di ricerca nazionali che potrebbero consentire di testare, in scala ridotta, tale fondazione galleggiante, favorendone lo sviluppo e l’utilizzo anche nel nostro paese.

Non sfrutta invece l’energia del vento, bensì quella solare, il concept sviluppato dalla controllata norvegese Moss Maritime, società di ingegneria navale parte della divisione XSIGHT. La società ha creato un design ad hoc che facilita la costruzione e la installazione di impianti fotovoltaici in mare. Si tratta una piattaforma galleggiante, modulare e flessibile, che può essere personalizzata in base al luogo d’installazione e alla potenza cercata. Ed è stata appositamente progettata per resistere a condizioni meteorologiche moderatamente avverse assicurando l’integrità dei moduli e la capacità di produzione.

Tale soluzione tecnologica si potrebbe ben integrare anche con l’eolico offshore per applicazioni anche nel mare Adriatico, consentendo uno sfruttamento combinato della risorse naturali e lo sviluppo di iniziative completamente sostenibili.

Dalle tecnologie sopra l’acqua si passa a quelle dentro l’acqua, con impianti in grado di catturare l’energia marina. Uno di questi è il Penguin Wave Energy Convert (WEC), una delle più promettenti tecnologie per produrre elettricità dalle onde. Saipem ha firmato un protocollo d’intesa con la finlandese Wello OY, la società creatrice, per perfezionare il sistema e testarlo nelle acque spagnole. Allo stesso tempo, sta valutando una possibile integrazione di questa tecnologia nelle tradizionali infrastrutture offshore del comparto idrocarburi, con l’obiettivo di migliorarne l’efficienza e la sostenibilità.

La società sta collaborando anche con Seapower, un consorzio fondato dall’Università Federico II di Napoli, sul sistema Gemstar. Di cosa si tratta? Di una turbina sottomarina in grado di generare elettricità dai flussi d’acqua lenti, ossia correnti marine, di marea e fluviali. Il primo prototipo, un’unità da 300 kW, sarà installato nello Stretto di Messina.

In realtà, il parco di innovazioni nell’offshore non si esaurisce qui ma abbraccia una lunga lista di tecnologie, che comprendo anche progetti mirati all’utilizzo di tecnologie per la produzione di idrogeno verde, i robot subacquei, come Hydrone-R o il veicolo autonomo FlatFish, aquiloni eolici progettati assieme alla KiteGen Venture o l’Offset Installation Equipmen (OIE), un sistema subacqueo di rapida reazione a Oil Spill unico al mondo.

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Sistema elettrico italiano tra calo dei consumi e prevalenza delle FER, RSE valuta la resilienza

Come ha reagito il sistema elettrico alla crisi sanitaria e come si evolverà in futuro secondo l’RSE

 

Le misure di blocco applicate per arginare la crisi sanitaria del COVID 19 hanno determinato in pochissimo tempo un declino senza precedenti nella domanda globale di energia. Il più grande degli ultimi 7 decenni.

Uno dei cali più vistosi si è registrato in Italia, tra i primi Paesi ad esser colpito duramente dal coronavirus. I dati Terna per il mese di marzo riportano un taglio della domanda di energia elettrica dell’11% su scala nazionale, con picchi record nelle regioni rosse.

La contrazione dei consumi elettrici può, a prima vista, apparire un elemento positivo, soprattutto se considerate le difficoltà economiche del momento. In realtà ogni brusco cambiamento rappresenta una sfida per la rete elettrica. I motivi alla base di questa sfida e come il sistema elettrico italiano si è trovato ad affrontarla, sono i temi principali del dossier di RSE (www.DossieRSE.it). La società ha elaborato una serie di riflessioni in merito agli effetti del lockdown sull’andamento del carico elettrico e delle fonti primarie di energia.

La gestione del sistema elettrico si basa su un puntuale lavoro di previsione della curva di carico e della offerta di generazione. I picchi nella domanda, così come le valli, variano profondamente rispetto le esigenze stagionali, le festività e gli orari della giornata. Prevederli significa trovarsi preparati alle necessità della rete, programmando la produzione e quindi diminuendo i rischi di disservizio. I cambiamenti improvvisi rendono ovviamente questo lavoro molto più difficoltoso.

Un’ulteriore sfida per la gestione del sistema elettrico è costituita dalla quota di produzione verde, in gran parte aleatoria. Le fonti rinnovabili, grazie alla priorità di accesso, a marzo 2020 hanno coperto il 44,8% della produzione nazionale, rispetto al 38,4% di marzo 2019. Ciò, nonostante la produzione rinnovabile netta sia scesa del 4%, a causa del minor apporto di eolico e fotovoltaico, evidenziando oggi più che mai la necessità di piani nazionali per investimenti dedicati all’accumulo e all’interconnessione delle reti.

Ma nel complesso il sistema ha retto bene, dimostrando un certo grado di flessibilità e resilienza. Ma soprattutto ha dato modo agli esperti di dare un’occhiata nel futuro a medio termine.

Lo studio di RSE ha evidenziato ad esempio, come domenica 5 aprile 2020, complice la bassa domanda elettrica tipica di una giornata festiva primaverile a cui si sono uniti gli effetti del lockdown, le rinnovabili abbiano dato il meglio di sé. Nel dettaglio le FER, in particolare sole e vento, hanno generato il 70% della produzione complessiva. Contemporaneamente la quota del carbone è risultata particolarmente ridotta, per via della non competitività a rispetto al gas naturale. I numeri di questa giornata campione possono suggerire alcuni spunti su come evolverà il sistema elettrico nei prossimi 10 anni.

Per raggiungere il 2030 in sicurezza, tuttavia, RSE suggerisce alcune azioni prioritarie come ampliare la platea delle risorse abilitate alla fornitura di servizi coinvolgendo in particolare le FER non programmabili, la generazione distribuita, la domanda flessibile ed i sistemi di accumulo (elettrochimici e non).

La società punta i riflettori anche su un secondo aspetto: il ruolo dei gestori delle reti di distribuzione (DSO) sia come facilitatori per la fornitura di servizi globali, sia come potenziali acquirenti di servizi locali.

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Floating Life registra il tutto esaurito sulle imbarcazioni della sua flotta. La barca è vista come l’isola esclusiva, la comfort zone, dove godersi vacanze in sicurezza e privacy

È boom del charter di lusso

Entusiasmo nonostante le titubanze dei primi tempi dopo la riapertura post Covid-19.

Voglia di combattere l’effetto grotta, uscire e godersi sole e mare ma mantenendo alta la sicurezza, concedendosi anche vacanze esclusive. Gettonate le mete dell’alto Mediterraneo, Liguria, Costa Azzura, Corsica, Sardegna, e centro sud Italia, soprattutto Costiera amalfitana, isole dell’arcipelago toscano ed Eolie, in Sicilia.

 

Siamo soddisfatti del quadro che si sta delineando in questi giorni”, dice Andrea Pezzini, Ceo di Floating Life, società di charter e brokeraggio con sede in svizzera. “Una delle nostre unità della flotta di barche di lusso in charter (dai 30 metri in su) è già fully booked. Bisogna tener conto che si tratta di una stagione corta con luglio e agosto quasi totalmente prenotati. Settembre è ancora un mese incerto, perché non è ancora chiaro il calendario scolastico, ma le nostre previsioni sono positive”.

La barca è quindi percepita come l’isola esclusiva, la comfort zone, dove potersi godere delle meritate vacanze, dopo il lungo periodo di lockdown e riprendersi la libertà. Non solo charter però.

 

Il mercato si sta orientando anche su una grande richiesta di barche usate, la gente vuole vivere l’estate in sicurezza, le spiagge e i villaggi risultano per molti ancora un luogo ad alto rischio. Cosa c’è di meglio di una barca che condensa l’idea di stare su un’isola privata e di poter viaggiare? Nella peggiore delle ipotesi si sbarca poco a terra e, con tutte le precauzioni del caso, tutto rimane controllato”, precisa Pezzini.

 

Floating Life dispone di quattro barche in esclusiva per il charter, ma a seconda di dove vuole andare il cliente possiamo affinare la ricerca e soddisfare ogni tipo di esigenza”, dice Manuel Maiano, Responsabile Yacht Broker di Floating LifeIl Wally che abbiamo in flotta, un 30 metri a vela, è completamente e costantemente prenotato dall’11 di luglio sino al 1° di settembre a famiglie europee (tanti tedeschi); l’armatore si sta addirittura domandando quando potrà usarla. Abbiamo anche un catamarano di 22 metri prenotato dall’11 di luglio fino al 20 di ottobre, a parte qualche giorno a settembre”.

 

Presto tornerà in acqua anche la terza unità – Sanlorenzo SL108 del 2009 – ancora in cantiere per l’annuale rimessaggio invernale, “Il Coronavirus ha rallentato molto i lavori di ripristino, e quando il cantiere ci darà il via, inizieremo subito a promuoverla”, specifica Maiano. “Tra le nostre barche di prestigio, abbiamo anche Ocean Pearl, disegnata da Norman Foster; attualmente è in Turchia, e non appena il governo turco aprirà le porte al turismo, con tutta probabilità dal 15 di luglio, metteremo in attività anche questa imbarcazione: la sposteremo nel Sud Italia per fare crociere a Malta, Golfo di Napoli e Corsica e Sardegna”.

 

Ma chi sono i clienti tipo di Floating Life? “Sul 30 metri Wally finora sono prenotate famiglie poco numerose, coppie o nuclei di quattro persone”, dichiara Manuel Maiano. “Un cliente italiano l’aveva affittata l’anno scorso e ha riconfermato. Poi un appassionato di barche a vela, che ha sempre noleggiato la barca sorella del nostro Wally, quest’anno ha preferito il nostro modello, più recente e più performante, nonostante il costo più elevato. Abbiamo tanti stranieri, tedeschi e austriaci, clienti di Abu Dhabi che amano l’Italia e inglesi pronti a partire (ma in stand by perché al rientro la Gran Bretagna richiede tuttora una quarantena di 15 giorni). I nostri clienti esteri sono positivi, non hanno paura di passare le vacanze nel Mediterraneo. Abbiamo poi un cliente asiatico residente in Inghilterra che vuole fare un itinerario in Grecia (su Ocean Pearl) tra Santorini a Mykonos. Il prezzo per una settimana a bordo del 41 metri Ocean Pearl variano a seconda del periodo e partono dai 110 mila euro ai 140 mila + Iva e APA (ossia le spese vive di bordo). Il 30 metri Wally costa 52mila euro la settimana (più Iva e spese), il catamarano di 22 metri da 35mila euro la settimana (in bassa stagione) a 39mila euro (giugno e settembre) e 62.900 euro per 10 gg in alta stagione (ora completa)”, prosegue Maiano.

 

Come si sposteranno da casa verso la barca e viceversa?

Generalmente il cliente di Floating Life raggiunge il porto d’imbarco concordato con l’agenzia tramite mezzi propri, o in aereo; Floating Life nelle sue infinite possibilità di creare pacchetti su misura può soddisfare qualsiasi esigenza. “Abbiamo un cliente tedesco che quest’anno effettua una crociera da Napoli a Porto Ercole, in Toscana; raggiungerà il porto d’imbarco con la sua automobile e dopo la crociera verrà recuperato all’Argentario da una delle nostre vetture con autista”, specifica Manuel Maiano.

Ma non è tutto. Tra i tanti servizi personalizzati messi a disposizione da Floating Life, c’è anche la possibilità di organizzare gite a terra anche con guide turistiche, riservare cene in luoghi particolari ed escursioni visite in zone d’interesse culturale e di piacere. “L’anno scorso in Sardegna abbiamo suggerito a un cliente di visitare a San Pantaleo un mercato famoso e storico ed abbiamo provveduto a tutto, incluso l’organizzazione dell’auto con autista che è andato a prenderlo alla barca”.

 

Insomma, si può davvero costruire un pacchetto vacanza di lusso completo, tra spirito d’avventura e sicurezza sanitaria, definendo tutti i particolari prima della partenza e dell’imbarco.

 

La procedura stabilita da Floating Life per lasciare il virus a terra ->

  • Al cliente non viene chiesta nessuna particolare certificazione. All’atto dell’imbarco viene compilata un’autocertificazione dove deve essere dichiarato lo stato di salute degli ospiti e i viaggi effettuati nei 15 giorni precedenti.
  • Prima di salire a bordo viene monitorata la temperatura.
  • Un volantino definisce le norme comportamentali a bordo con la richiesta di ottemperare alla distanza sociale di almeno un metro qualora non sia un nucleo famigliare.
  • La distanza tra equipaggio ospite è assolutamente garantita. L’equipaggio viene costantemente controllato.
  • È stabilita anche una serie di raccomandazioni per salire e scendere da bordo, per utilizzare i toys di bordo e l’utilizzo delle aree comuni commensali.
  • Le linee guida vengono spedite in anticipo agli armatori (che mettono a disposizione del charter la barca) e ai clienti.
  • In ciascuna cabina è affissa la cartellonistica con linee comportamentali da seguire sia a bordo sia a terra.
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Basta code per lavori in autostrada: nasce il primo ponteggio in movimento che non ferma il traffico

La piattaforma mobile, brevetto made in Italy, creata da un team di ingegneri specializzati potrà far risparmiare su 1 chilometro di interventi in galleria 10 giorni di lavoro

La rivoluzione nel campo dei cantieri autostradali che non blocca il traffico stradale. Nasce il primo ponteggio al mondo su carro trainabile in grado di svincolare la struttura dalla classica base appoggiata a terra, rendendo veloci gli spostamenti progressivi, senza la necessità di fermare il traffico. Il tutto con una riduzione dei tempi e dei costi del lavoro anche del 30%.

Si tratta di una piattaforma di lavoro mobile, sempre produttiva, che consente di evitare i classici smontaggi e successivi rimontaggi dei ponteggi – spiega l’ingegnere Alessandro Zanatta direttore commerciale EuroEdile – per 1 km di galleria, rispetto ad una installazione fissa, permetterà di risparmiare anche 10 giorni di lavoro. Questo prodotto è impiegabile in diversi contesti: gallerie, ponti e viadotti, muri di contenimento, ma può essere utilizzato anche per la manutenzione di aeromobili”.

Il suo nome è Chimera ed è un rimorchio ad elevata portata, trainabile da qualsiasi mezzo di cantiere, progettato secondo i dettami della direttiva 2006/42/CE che garantisce agli operai di lavorare sempre in massima sicurezza grazie a un particolare sistema di controllo anti-ribaltamento, disponendo di zavorre integrate (Big Bag o casseformi per contrappesi) riempibili direttamente in cantiere, che gli consentono di realizzare strutture a sbalzo.

Chimera è una soluzione ideata, prodotta e brevettata da DEDALO.Tech, una giovane realtà veneta che sviluppa progetti specialistici per il settore delle opere provvisionali dei cantieri e utilizzata da EuroEdile, società del settore, che opera a livello europeo, specializzata nel fornire soluzioni innovative per i cantieri di grande complessità.

“In questo modo si velocizzano le lavorazioni – dichiara l’ingegnere Andrea Baron responsabile tecnico DEDALO.Tech – senza la necessità di smontare e rimontare il ponteggio all’avanzare dei lavori. Il carro è in grado di ospitare qualsiasi tipo di ponteggio e mantiene i piani di lavoro in posizione perfettamente orizzontale al variare della pendenza della base d’appoggio”.

L’idea nasce da un team di ingegneri che, dopo molte ricerche sul campo, lavorando a fianco di ponteggiatori esperti, è riuscito a creare questo innovativo sistema per rispondere alle esigenze latenti nei cantieri complessi.

Gli ingegneri di DEDALO.Tech hanno studiato un particolare sistema di stabilizzatori oleodinamici governati da PLC che consentono al carro di spostarsi lateralmente e di allinearsi al manufatto. Chimera integra un sofisticato sistema di autolivellamento che permette di mantenere il piano di lavoro perfettamente orizzontale anche nei casi di presenza di dislivelli stradali, longitudinali e trasversali, fino al 10%.

“E’ la prima soluzione – conclude Daniele Crosato della forza vendita di EuroEdile –   che evita la congestione viaria perché può essere allestita fuori dalla carreggiata; questo elimina i tempi morti mettendo nella condizione di lavorare, fin da subito e contemporaneamente, più persone”.

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Ambiente News

Da domani on line «La voce sul futuro del pianeta» la nuova rassegna sul canale podcast di Rinnovabili.it

Dal venerdì 3 luglio su Spotify il nuovo appuntamento settimanale di Rinnovabili.it una rassegna per essere sempre aggiornati sul mondo dell’ecologia e della sostenibilità ambientale con il commento del direttore Mauro Spagnolo

 

Rinnovabili.it (www.rinnovabili.it), il quotidiano sulla sostenibilità ambientale diretto da Mauro Spagnolo, approda su Spotify con un nuovo canale, denominato il podcast di Rinnovabili.it, dedicato alla transizione ecologica e all’innovazione verde. La programmazione del Canale della storica testata inizia da questa settimana, venerdì 3 luglio, con il Notiziario di Rinnovabili.it – La voce sul futuro del pianeta – una rassegna delle notizie che maggiormente hanno infiammato il dibattito verde settimanale che sarà regolarmente pubblicata ogni venerdì. Un veloce e puntuale aggiornamento sulle potenzialità e gli ostacoli dal mondo delle rinnovabili, dell’edilizia verde, dell’economia circolare, dell’agrifood, della tutela ambientale e della mobilità sostenibile, cercando curiosità, novità e progetti in grado di sostenere la grande trasformazione in atto. Il notiziario “La voce sul futuro del pianeta” sarà accompagnato dal commento di Mauro Spagnolo e permetterà agli ascoltatori di tenersi sempre informati, con una modalità nuova e più flessibile, sui grandi temi della sostenibilità ambientale.

 

Il nuovo progetto audio renderà disponibile on-line anche un altro format: Le interviste di Rinnovabili.it, una rassegna di approfondimenti con i grandi personaggi del nostro settore – scienziati, imprenditori, politici – che racconteranno la loro “visione” sul processo di decarbonizzazione, le loro storie virtuose o le criticità poco conosciute nel mondo della sostenibilità in tutte le sue declinazioni.

Il podcast è già disponibile su Spotify con la prima pubblicazione, e da questa settimana anche sul sito del quotidiano, nella sezione dedicata.

 

Rinnovabili.it è la testata on-line sulla sostenibilità, l’efficienza energetica e l’uso delle fonti rinnovabili diretta da Mauro Spagnolo. Nata nel 2007, da oltre 13 anni fornisce ogni giorno un servizio informativo completo e puntuale nell’ambito di dieci sezioni tematiche (Ambiente, Energia, GreenBuilding, Economia circolare, Mobilità, Agrifood, Innovazione, Cultura, GreenEconomy, Turismo sostenibile) oltre a 16 Blog monografici, una newsletter settimanale e un periodico mensile. Attraverso la sua rete tecnica si occupa da anni di formazione, progettazione e innovazione tecnologica.

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Volontariato e società

Coree farmaceutico: neonati e Covid 19, al sostegno dei reparti di pediatria di 5 Ospedali italiani


L’azienda leader coreana dona denaro e prodotti alle pediatrie di Policlinico di Milano, il Gemelli di Roma, gli ospedali di Matera, Piacenza e Cremona

 

Neonati e Covid 19, solo pochi casi, ma subito sulle prime pagine dei giornali. COREE, colosso del settore farmaceutico coreano e leader in Asia nell’ambito delle cure neonatali, ha deciso di supportare le pediatrie di 5 ospedali italiani in occasione dell’emergenza.

In pochi giorni COREE, ramo italiano di Hanmi Pharmaceutical di Seoul, che gestisce il brand OFMOM (www.ofmom.it) ha consegnato 150 mila euro suddivisi in una donazione e in una fornitura di 5mila prodotti.

“Sia i dati sia diversi studi hanno messo in evidenza come la popolazione pediatrica si ammali molto meno e presenti sintomi più lievi – commenta il presidente Chongyoon Lim – questo però non significa che anche in Italia non si siano verificati diversi casi. Occupandoci da oltre 50 anni della salute di mamme e bambini, per noi è stato un gesto naturale supportare proprio le aree pediatriche di questi cinque ospedali italiani, con alcuni dei quali già collaboriamo. Consapevoli delle difficoltà che le strutture sanitarie stanno affrontando in queste ore, il nostro vuole essere un supporto sia simbolico sia pratico, un piccolo contributo per arginare l’emergenza e supportare i medici e infermieri che sono sempre in prima linea in questa dura battaglia”.

Queste le strutture coinvolte: Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, Ospedale di Piacenza (Guglielmo da Saliceto), Ospedale Gemelli di Roma (Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS), Ospedale di Matera (Madonna delle Grazie), Ospedale di Cremona (ASST Cremona).

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