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LUCA BASH “OLTRE LE QUINTE” è il nuovo album del cantautore indie

Un album che nasce come dedica ai musicisti e amici di sempre che hanno collaborato alla realizzazione dell’intero progetto.

Il CD di 15 brani, è stato scritto e prodotto in due lingue (italiano e inglese). L’LP in inglese è intitolato “Keys of Mine”, mentre in italiano si chiama “Oltre le Quinte”.

«“Keys of mine” è un gioco de parole: i mie amici in inglese si dice “Friends of mine”, ma loro sono le chiavi di questo disco, dedicato a loro. Da qui il titolo. In italiano invece questo gioco di parole non era possibile, e il titolo sta semplicemente ad indicare che “oltre le quinte” del teatro di tutti i giorni che mi vede attore e spettatore esiste tutto ciò che si può trovare ascoltando questo LP». Luca Bash

https://www.youtube.com/watch?v=3nodxLCx4xQ

Il progetto si è sviluppato senza direzione artistica, in maniera sequenziale, chiedendo ad ogni musicista di arrangiare e registrare in remoto nella propria città senza indicazione alcuna. L’LP è quindi una composizione dove ognuno ha fatto ciò che la sua arte e gusto gli ha indicato.

«Per quanto una persona possa partecipare ad un progetto per sperare che succeda qualcosa o per tentarle tutte, loro (i musicisti) sono gli unici che con un semplice gesto quale suonare e amare le mie canzoni, hanno di fatto reso possibile il dare una forma a quello che io semplicemente sono: uno stupido artista che non ce la fa a rassegnarsi a vivere senza fare ciò che lo rende felice». Luca Bash

BIO

Luca Bash inizia a studiare musica all’ inizio degli anni ‘90, inizialmente con lo studio del violino, per poi passare nel ’94 alla chitarra. Comunque aspetterà fino al ’99 prima di scrivere la sua prima canzone, quando impatta in Dave Matthews, acquistando per caso il suo duo acustico “Live at Luter College”. La volontà di comprendere la composizione chitarristica lo spinge ad iscriversi all’ UM – Università della musica – a Roma, approfondendo la chitarra ritmica e l’armonia. Produce le sue prime 13 canzoni, tra cui “Dear John”, che lui stesso riconosce come il primo pezzo da poter presentare al pubblico.

Nel 2006, Bash fu invitato a partecipare al Festival Internazionale di Piombino, rassegna che vinse in duo acustico, corredando il suo successo con il premio di miglior interpretazione. Formò in seguito una band, chiamata BASH, la quale in 5 anni produsse un LP, “On Air” e vinse diversi eventi nella realtà indie.

I BASH ruppero nel 2011 dopo che I suoi membri principali cambiarono città per motivi lavorativi, ma l’avventura di Luca Bash non terminò. Continuò a scrivere ma nel 2013 ebbe un grave incidente in moto, che lo debilitò per diversi mesi e cinque giorni di coma. Durante la riabilitazione Bash acquisì una coscienza diversa rispetto la sua musica, trainato dalla fortuna di poter di nuovo suonare la chitarra. Da qui, ricontattò da Torino, la sua nuova città, il suo amico e chitarrista storico Giova (Giovanni) Pes per iniziare un nuovo capitolo della sua storia musicale. Nel 2014, un interessante storia discografica prende piede: il progetto CMYK. Il duo ha realizzato 4 EP di canzoni acustiche: Cyan, Magenta, Yellow and Key Black. Ogni EP rappresenta uno dei colori base nella stampa grafica che, a differenza dei colori video, RGB, sono fondamentali per stampare ogni tipo di immagine. L’ intento è quindi quello di fissare in maniera indelebile ciò che Luca Bash vuole esprimere dal profondo del suo io. Attraverso il progetto CMYK, la musica di Bash inizia a mettere piede nel panorama internazionale indie. Nel 2015 the duo realizzarono Single Drops, che raccoglie il singolo “Your Tomorrow” ed un brano favorito da ognuno dei 4 EP. La critica descrive questa nuova direzione al meglio: “Con una semplice base acustica, Pes aggiunge bellezza alle composizione di Bash attraverso la sua chitarra al fine di definire al meglio il proprio stile folk. Una sorta di fusione tra una chitarra latina e il country americano rendono unico il loro stile, specialmente per due italiani di provincia. Attraverso il suo viaggio musicale, Luca Bash è rimasto solido nella sua ricerca: cercare il link con il suo pubblico attraverso una vera e pura espressione della sua visione del mondo. Attraverso i suoi testi, che delineano il nocciolo di cosa significa essere ancora vivo, e grazie ai sui esperti manufatti chitarristici evidenti nei suoi brani, Bash continuerà la sua ricerca, provando nuove vie con ogni pubblicazione per collegarsi con i fan e gli amanti della vita. La ricerca è per un sorriso cosciente, un respiro profondo, un “Bravo!” e questo è più che sufficiente per guidare questo appassionato cantautore.

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SALVATORE RISO “CANZONI INUTILI” È IL NUOVO SINGOLO DEL VINCITORE DEL WEB VIDEO CONTEST “TALENT FACTORY”

Il cantautore campano propone un brano di ispirazione “battistiana” dall’animo sarcastico che crea un ponte fra sonorità “vintage” e sound moderno.

Canzoni inutili è un brano ironico (ma non troppo) in cui l’autore, prendendo in giro anche se stesso, si diverte a raccontare un mondo musicale dove sempre più spesso si producono canzoni “usa e getta”, fatte di melodie orecchiabili ma con scarsi contenuti testuali. Tratto dall’album “Sound check” (2016), “Canzoni inutili” è un brano di chiara ispirazione battistiana (del periodo post Mogol), ed è splendidamente interpretato da Salvatore Riso che riesce ad incarnarne ed esaltarne i contenuti con ironia e leggerezza.

Scritto e arrangiato da Ciro Scognamiglio, il brano unisce elementi “vintage” a sonorità e dinamiche moderne e si avvale della collaborazione artistica di Federico Nardelli (ex Astral Week), che nel brano ha suonato le chitarre acustiche ed elettriche.

Le registrazioni vocali sono state effettuate nell’home studio di Salvatore, mentre tutta la produzione, dalle registrazioni strumentali fino al mastering, è stata curata da Ciro Scognamiglio presso Museek Studio, che è anche l’etichetta indipendente che ha pubblicato l’album.

Etichetta: MUSEEK STUDIO

BIO

Salvatore Riso è un interprete e cantautore italiano. Il suo genere può definirsi pop che miscela cantautorato e sperimentazione. Le canzoni che interpreta riflettono la sua personalità e raccontano storie sincere – a volte impegnate, altre volte ironiche o romantiche – che esprimono le complesse dinamiche dell’animo umano con un linguaggio semplice, a tratti disarmante. Il timbro della sua voce è capace, senza trucchi, di trasmettere emozioni forti e contrastanti, e di rievocare alla mente i grandi cantautori. Sebbene Salvatore Riso canti fin da bambino, la sua carriera professionale inizia nel 2013, anno in cui partecipa al “Cantagiro”. Approda in finale interpretando il brano di N. De Filippis “Un bacio, una carezza, una canzone”. Subito dopo diventa un artista Museek con cui pubblica prima l’EP “Prova a prendermi” (2014) e poi l’album “Sound check” (2016). Quest’ultimo lavoro è anticipato dal singolo “L’amore non è…” (2015), brano che si piazza al primo posto de “Il meglio di Zimbalam”, classifica dei brani più votati dagli utenti dell’omonimo distributore di musica digitale. A marzo del 2017 prende parte a “Talent Factory”, un web video contest a cui Salvatore partecipa con i video di “Canzoni inutili” e “Se”. Con entrambi i brani, raggiunge le finali di giugno e vince sia il 1°, sia il 2° posto, rispettivamente con “Canzoni inutili” e “Se”. Il brano “Se”, inoltre, riceve anche il premio della giuria popolare per essere risultato il video più visto e votato. Attualmente sta lavorando contemporaneamente ad un live e al terzo disco, la cui uscita è prevista entro la fine del 2017.

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Sito ufficiale www.salvatoreriso.it

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Soundcloud soundcloud.com/salvatoreriso

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DAVIDE BUZZI “TE NE VAI” È IL SINGOLO CHE LANCIA IL NUOVO PROGETTO DISCOGRAFICO DEL CANTAUTORE SVIZZERO ITALIANO

Il brano è estratto dal disco “Non ascoltare in caso d’incendio”, primo episodio di una trilogia pubblicata a scadenze regolari dal 2017 al 2019.

“Te ne vai” è un richiamo sul senso della responsabilità individuale in una realtà quotidiana che risulta sempre più difficile da vivere e affrontare. Al giorno d’oggi, sempre più internet dipendente, sono i social a calare le istruzioni sul nostro modo di vivere. In un mondo dove le persone sono sempre più interconnesse fra loro e dove non è permesso il lusso dell’irrintracciabilità, paradossalmente tutti ci ritroviamo sempre più preda della nostra solitudine, in quanto non più in grado di interagire attraverso il contatto umano diretto fatto di un “ciao come ti chiami?” e di una stretta di mano.

Per Davide Buzzi questo brano ha un significato anche più profondo e legato alla sua battaglia contro la malattia. Il cantautore svizzero da cinque anni combatte contro una rarissima forma tumorale e “Te ne vai” vuole anche essere il suo grido di battaglia, un incitamento a se stesso a non perdere il coraggio.

Le atmosfere e le influenze sonore sono quelle tipiche del rock italiano, dove a dettare il ritmo sono batteria, basso e chitarra e con la voce graffiante di Davide appoggiata su una solida e densa base rock. Alla chitarra solista l’ex Gotthard Jgor Gianola.

Testo: Davide Buzzi

Musica: Davide Buzzi e Alex Cambise

Produttore artistico e arrangiatore: Alex Cambise

Etichetta: Pyramide /distr. IRD

Radio date singolo: 1 settembre 2017

Pubblicazione album: 10 settembre 2017

BIO

Davide Buzzi nasce ad Acquarossa (Svizzera) il 31 dicembre 1968, a pochi minuti da mezzanotte.

Nel 1993 pubblica il suo primo CD “Da grande”, completamente auto prodotto ed in seguito è un susseguirsi di esibizioni, concerti e concorsi, tra i quali il “Festival Internacional de l’Isla de Margarita”, “Una voce per Sanremo”, Sanremo Nuovi Talenti”, “A Voice for Europe”, ecc. Nel 1997 si classifica secondo al Festival di Lissone con la canzone “Vuröss”, dove si aggiudica pure il premio speciale per il miglior testo. Nel 1998 esce il suo secondo CD “Il Diavolo Rosso: Romaneschi”, realizzato con la partecipazione di alcuni musicisti di fama internazionale. Nello stesso anno Davide vince il “Festival di Lissone: Cantem Insemma” con la canzone “Ul Vegèt di Mariunètt”.

Nel 2001 viene invitato ad esibirsi all’ARISTON CAFÈ, nell’ambito delle manifestazioni collaterali al Festival di Sanremo. Per alcuni anni il cantautore ticinese porta le sue canzoni in giro per l’Europa, esibendosi in concerto in Svezia, Svizzera, Italia, Francia, ecc.

Nel 2006, Davide Buzzi si presenta al pubblico con il suo nuovo album, dal titolo “Perdo pezzi”, un lavoro al quale hanno partecipato numerosi artisti internazionali (fra i quali il cantautore italiano Leandro Barsotti ed il Country Man australiano Jason Kemp). Il suo “Perdo i pezzi Tour” (durante il quale è stato accompagnato dalla Band cunense degli Almaplena) ha registrato diverse date fra Italia e Svizzera, riscuotendo un ottimo successo di pubblico e di critica.

Sempre nel 2006 la sua canzone “Vuröss“, tratta dall’album “Perdo i pezzi”, viene inserita nella KAM Compilation 2006 della casa discografica Kid Antrim Music di Ronkonkoma, NY (USA) e nelle playlist di diverse radio in Australia e USA, dove scala le classifiche delle richieste.

Nel 2009 partecipa al Vannulo Festival di Capaccio (Salerno), dove si esibisce con l’orchestra AGRO, diretta dal m° Matteo Franza, composta da 11 elementi e conosciuta ed apprezzata per le svariate apparizioni sui diversi canali Mediaset.

Nel 2012 è stato candidato agli ISMA Award di di Milwakee (USA), ricevendo due nomination per la canzone “The She Wolf”, scritta per il cantante americano Jimmy Lee Young (canzone Pop dell’anno e canzone Folk dell’anno).

Nel 2013 ha invece ricevuto una nomination per i NAMMY Award di Niagara Falls (NY/USA), sempre per la canzone “The She Wolf” (canzone Folk dell’anno).

Sempre nel 2013, in Albania, è stato il protagonista della XIII edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, tenendo 2 concerti ufficiali a Tirana e Scutari (Teatro Mijeni).

Purtroppo, a causa di seri problemi di salute, negli ultimi anni Davide ha dovuto rallentare la sua attività musicale, per arrivare infine sospendere le sue esibizioni Live a partire dal mese di gennaio del 2014.

A settembre 2017 esce il primo album del suo nuovo progetto discografico La Trilogia, dal titolo emblematico Non ascoltare in caso d’incendio” e supportato dal nuovo singolo “Te ne vai“.

La Trilogia, prodotto in collaborazione con Alex Cambise, vedrà la luce in tre fasi, con la pubblicazione dei tre album che la compongono a partire dal 2017 fino al 2019.

Fotografo di formazione, Davide Buzzi è attivo pure nel campo del giornalismo in qualità di membro di redazione del mensile Voce di Blenio e, da diversi anni, come inviato speciale di Radio Fiume Ticino al Festival di Sanremo. Ha scritto diversi racconti brevi, alcuni dei quali sono stati pubblicati in raccolte o sul mensile Voce di Blenio. Nel 2013 ha pubblicato il suo primo libro “Il mio nome è Leponte… Johnny Leponte” (ed. Albatros il Filo / Viterbo, Italy) ed attualmente sta lavorando a tre nuovi romanzi.

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SERGIO CASABIANCA “PRENDIMI LA MANO” È IL SINGOLO DEL “CANTA-ATTORE” RIMINESE ESTRATTO DALL’ALBUM “SORRIDO LIBERO” PUBBLICATO NELLA PRIMAVERA 2017

L’artigiano della musica che ha saputo fondere musica, prosa e cabaret, dopo prestigiose partecipazioni (Castrocaro, Sanremo Rock) e numerose collaborazioni (Zucchero, Irene Fornaciari, Paolo Vallesi, Marco Moretti, Marco Baldazzi ecc…), presenta un intimo e denso brano che abbraccia la sfera delle emozioni.

Il singolo, come tutte le intuizioni più vere, nasce in modo spontaneo in un momento particolare di riflessione, dove ogni certezza perde forma, rendendo l’autore vulnerabile all’attacco di quelli che il cantautore stesso definisce “lupi”. Lupi che non gli permettono di raggiungere l’essenza delle cose. Ed ecco allora “Prendimi la mano”, un grido rivolto ad un amore, ad un amico, ad una mamma…al destino, per ritrovare la forza di essere se stesso senza il timore di mettersi a nudo.

L’autore è convinto che tutte le richieste vengono raccolte da una forza universale che ci permette di vedere più lontano di dove siamo adesso e ci porta verso un posto più pulito dove non ci sono dubbi né incertezze, ma solo l’avversarsi del nostro sogno, pronti per accoglierne un altro.

L’arrangiamento ha una sonorità che naviga tra il latino e il reggae ed esprime gioia attraverso la sua ritmica, in cui la tromba canta la sua voglia di fare arrivare un messaggio profondo dentro il cuore di ognuno, mentre le percussioni danno un colore caldo e avvolgente.

Il brano è estratto dall’album, pubblicato la scorsa primavera, “Sorrido libero”, diventato anche uno spettacolo musico-teatrale, presentato al teatro Novelli di Rimini sempre nella primavera 2017. Sorrido Libero è un messaggio, un modo di vivere la vita sapendo godere delle cose semplici ed essenziali, con la certezza che l’Amore spontaneo rimane la più grande forza dell’uomo. Quell’amore che giorno dopo giorno sembra perdere il suo significato più profondo. Un amore universale, l’amore per tutto ciò che ci circonda e per ogni essere vivente; il rispetto verso tutto ciò che non ci appartiene, ma che fa parte della nostra vita.

Testi e musica: Sergio Cenci (Sergio Casabianca)

Arrangiamenti: Francesco Montesi

Produzione: 3 Sound Record

Radiodate: 1 settembre 2017

BIO

Sergio Cenci, in arte Sergio Casabianca, è un cant-attore riminese. Comincia la sua carriera come cantante e cabarettista suonando la chitarra nei locali del riminese. Dotato di grande capacità comunicativa, insieme ad alcuni amici organizza a Rimini uno spettacolo dal titolo “Festival della musica sciancata”, rassegna dedicata a musiche famose rivisitate in chiave ironica, presentato da Alessandro Greco. Dopo essersi proposto al pubblico interpretando cover di grandi artisti, comincia a dedicarsi alla composizione di suoi testi e musiche, esprimendo così appieno le sue doti.  Musicista da diversi anni, ha partecipato ad importanti manifestazioni come l’apertura del concerto  di  Zucchero  a  Parma,  Castrocaro,  Sanremo  Rock  e  altri  spettacoli  a  livello nazionale,  collaborando  con  grandi  artisti  della  musica quali  Giulio  Capiozzo  e  Paul Manners; vanta inoltre numerose collaborazioni artistiche con personaggi dello spettacolo quali: Irene Fornaciari, Filippo Graziani, Paolo Vallesi, Iskra Menarini, Cristina Di Pietro, Andrea Mingardi, Marco Della Noce, Alessandro Politi ed infine i Nomadi aprendo il loro concerto a Rimini nell’occasione del Rose & Crown summer festival 2017.

L’incisione del singolo “Che bambola” lo ha visto ospite di importanti trasmissioni televisive come “Il Senso della vita” con Paolo Bonolis e “Geo & Geo”.

Pubblicherà successivamente i seguenti album:

• Moda…no grazie! (2003)

• Mendicante d’amore (2006)

• E grida… il Mondo (2007)

• L’indiano (2009)

• Quando sarò grande (2011)

• Sorrido libero (2017)

Il genere musicale appartiene alla tipologia dei cantautori, i brani sono scritti dallo stesso Sergio   danno voce all’amore e alle contraddizioni del mondo.  Per coltivare la sua passione per la musica e il suo forte impegno nel sociale (Sergio ha fondato e sostiene la Onlus “Una goccia per il Mondo” di Rimini), chitarrista e voce del suo gruppo musicale, si esibisce nelle piazze e nei teatri nazionali insieme alla sua band.

Personaggio poliedrico, dotato di mille risorse, da alcuni anni Sergio si è avvicinato anche al mondo del teatro scrivendo e interpretando, in collaborazione con i registi Marco Moretti e Marco Baldazzi, diversi spettacoli e ottenendo sempre un grande successo di pubblico.

Contatti e social

Facebook www.facebook.com/sergiocasabianca.it/

Sito www.sergiocasabianca.com

Player dell’album SORRIDIO LIBERO http://3sr.me/sorridolibero_player

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MARCO RÒ “A UN PASSO DA QUI” È IL DISCO DEL CANTAUTORE ROMANO CHE ABBRACCIA LE MACRO E MICRO TEMATICHE SOCIALI RIGUARDANTI L’ATTUALITÀ E LA VITA IN GENERALE

L’album, uscito il 20 settembre, è legato ad un progetto di sensibilizzazione realizzato in collaborazione con la giornalista di Rainews24 Laura Tangherlini.

A un passo da qui” è il titolo del nuovo disco dove Marco Rò ripercorre le tappe del suo viaggio musicale, dall’Italia alla Gran Bretagna, dalla Russia fino in Siria. Le sonorità pop-rock si mescolano al gusto per la canzone d’autore, attingendo al blues e spaziando nelle contaminazioni. Il titolo dell’album prende spunto dal nome del progetto di sensibilizzazione che Marco porta avanti da qualche anno assieme a Laura Tangherlini, giornalista e conduttrice di Rainews24, sul dramma dei profughi siriani, e si evolve in una riflessione globale sui diversi aspetti della vita di ognuno.

Il disco, che contiene tra l’altro “Dune” scritta con la Tangherlini (presente anche con un cameo vocale) e colonna sonora del documentario Matrimonio Siriano (Infinito Ed. – 2017), vanta la partecipazione straordinaria di Marco Conidi nel brano “Immagini a righe”, che tratta il delicato tema delle carceri italiane. All’interno anche una versione acustica dal vivo di “C’era una volta” (Asso Diemme – 2014), realizzata negli studi di Radio Moscow Capital Fm, la prima radio moscovita in lingua inglese, e la canzone Mosca Mon Amour (Asso Diemme – 2014) realizzata assieme alla vocalist russa Kira Franka e presentata a Mosca a chiusura di una lunga serie di concerti nella capitale della Federazione Russa. Il brano “A un passo da qui” è presente anche nella versione in inglese dal titolo “One Step” registrata presso gli studi dell’Abbey Road Institute di Londra.

Prodotto da Stefano Bacchiocchi, pre-produzione di Lorenzo Sebastianelli e arrangiamenti di Fabrizio Palma, si alternano in studio le collaborazioni di Lino Esposito, Yuki Rufo e Davide Massari (chitarre), Lino De Rosa (basso), Nicola Polidori (batteria), Aidan Zammit (tastiere), Rossella Zampiron (violoncello), Rossella Ruini e Claudia Arvati (cori).

TRACK BY TRACK

1. La Lista

A un passo dai nostri progetti, c’è la vita che succede o che facciamo succedere. Un invito a pensare a vivere, smettendo di vivere per pensare. Citando John Lennon: la vita è quello che ti accade mentre sei impegnato a fare altri programmi.

2. Immagini A Righe

A un passo dalla libertà, c’è chi è prigioniero delle proprie convinzioni. Spesso le “sbarre”sono quelle che mettiamo noi, del pregiudizio, dell’intolleranza. Una riflessione su tutto un mondo che esiste, non visto, quasi dimenticato. Special guest: Marco Conidi.

3. Tutto Quello Che Non Sai

A un passo da ciò che non conosciamo, ci sono certezze che non possiamo immaginare. Come si misura la forza di un amore sbagliato? E cosa succede se ciò che più ci fa star male è ciò che più desideriamo?

4. Ale

A un passo dalla notte più scura, c’è sempre l’alba di un nuovo giorno. E’ la storia di una piccola stella che non smetterà mai di brillare. Ritrovare la forza nella malattia, nonostante il destino ne abbia già scritto il finale.

5. La Scala Mobile

A un passo dalla meta, c’è un viaggio intero da assaporare lentamente. Un treno a duecento all’ora che non ti lascia il tempo di pensare, una tempesta di emozioni, paure, desideri, delusioni e ritrovate certezze da toglierti il fiato.

6. Dune

A un passo da me, vorrei ci fossi tu. Per sempre. Una ballad dal sapore mediorientale, scritta e cantata assieme a Laura Tangherlini, che fa da colonna sonora al documentario “Matrimonio Siriano” (Infinito Ed.). Una canzone d’amore che Marco e Laura hanno portato nella loro visita ai campi profughi di Libano e Turchia al confine siriano.

7. A Un Passo Da Qui

“A Un Passo Da Qui” è un progetto di sensibilizzazione itinerante dedicato ai profughi siriani, nato dalla collaborazione con Laura Tangherlini (Rainews24) da due anni in giro per l’Italia. Il brano prende spunto dalla testimonianza della piccola profuga Reema, raccolta nel libro “Libano nel baratro della crisi siriana” (L. Tangherlini – M. Bressan / Ed. Poiesis).

8. Sul Paradosso

A un passo dall’equilibrio, c’è l’emozione più grande. Un blues dalle atmosfere “vintage” che racconta le contraddizioni, le altalene emotive, il dolce-amaro sapore dell’arte. Una benedizione per alcuni, una maledizione per altri. Ma per tutti un fuoco difficile da spegnere, impossibile da ignorare.

9. In Blu

A un passo dal mare dei ricordi, c’è il porto sicuro dei miei sogni. Un brano scritto sulla banchina del porto di Riposto, un piccolo paese siciliano. Al mare si affidano spesso i pensieri più profondi, si confidano le speranze più nascoste, riportando alla luce memorie indimenticate. E “ora che mi hai scoperto, posso solo rinnegare questo cuore a cielo aperto”.

10. Mosca Mon Amour

A un passo dalla nostra felicità, ci siamo solo noi, ovunque. Spesso il miraggio di un posto migliore dove vivere è solo una questione di prospettiva. Una ironica rassegna delle canzoni italiane più famose nel mondo, in duetto con la cantante russa Kira Franka.

11. C’era Una Volta

Versione live acustica del singolo uscito nel 2013 ed edito da Asso Diemme, realizzata negli studi di Capital FM, la prima radio moscovita in lingua inglese. Daniel Repko ospita Marco Rò accompagnato da Yuki Rufo alla chitarra, nel brano che racconta l’Italia e “la crisi” in modo ironico e scanzonato.

12. One Step

Versione in inglese di “A un passo da qui” registrata negli studi dell’Abbey Road Institute di Londra.

Etichetta: Romabbella Records

Pubblicazione: 20 settembre 2017

BIO

MARCO RÒ è un cantautore romano, nato come batterista jazz, innamorato del soul e del blues. Dapprima leader della rock band Clyde (“Senza Controllo” – 2004 Videoradio), intraprende la carriera solista, cantando sogni e realtà con l’ironia e il disincanto di un uomo analogico nell’era digitale. Tanto live in giro per l’Italia e collaborazioni come compositore, cantante e corista in produzioni Rai e Mediaset. Dal suo primo Ep (“Un Mondo digitale” – 2011 Novo Sonum/EDEL), sono estratti i singoli “Un mondo digitale”, “Stato d’influenza” e “Trasparente” in rotazione radiofonica e televisiva. In particolare il brano “Un mondo digitale” è stato scelto come colonna sonora ufficiale del Global Junior Challenge 2012, evento organizzato dalla Fondazione Mondo Digitale sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri. A chiusura di una tournée di 15 date durata un anno e mezzo nella federazione Russia, gira il video del singolo “Mosca mon amour” (2014 – AssoDiemme), presentato a Mosca assieme alla cantante Kira Franka e promosso dall’agenzia di stampa Russia News e da Capital FM 105.3, la prima radio moscovita in lingua inglese. È stato più volte ospite presso il Teatro della Casa Circondariale di Rebibbia in Roma, anche nell’ambito dell’iniziativa sociale Telethon, ed il brano “Immagini a righe”, contenuto nel suo nuovo disco e che tratta il delicato tema della situazione delle carceri in Italia, vanta l’importante partecipazione del cantautore Marco Conidi. Da due anni collabora con la giornalista Laura Tangherlini (Rainews24) al progetto di sensibilizzazione itinerante “A un passo da qui” dedicato ai rifugiati e ai profughi dalla guerra in Siria che ha raccolto l’interesse di varie associazioni, tra le quali Fonopoli. Il videoclip del brano omonimo che dà anche il nome al suo nuovo disco, è fra i 4 vincitori del Roma Videoclip 2016, avendo conseguito il Premio FSNews Radio, con motivazione: “Originalità del progetto che unisce nuove sonorità a nuovi stili”. La versione in inglese del brano, dal titolo “One step” è stata registrata presso gli studi dell’Abbey Road Institute di Londra.

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FABRIZIO BORGHESE “MALEDETTO AMORE” È UNA FINESTRA SONORA SULLE DINAMICHE DI UN SENTIMENTO STRAZIATO E STRAZIANTE

Il secondo singolo estrapolato dall’album di prossima uscita “Do di matto”, attraverso un sound psichedelico anni ’70, racconta le varie sfumature di un amore profondo ma insano.

Come dice il titolo stesso la canzone narra di un amore tormentato, tinto di un carattere distruttivo che sfiora il patologico. La donna descritta nel brano è artefice degli umori, dei pensieri, delle azioni del suo uomo, un uomo in balia dei suoi sensi. La lei della canzone assume una duplice chiave di lettura: quella di salvatrice, che detiene la chiave della ragione, ma anche quella che manifesta la propria indipendenza ed egotismo riducendo il proprio lui a schiavo dell’amore. Persino il badare a se stesso dell’uomo diviene oggetto di scherno da parte della donna, come se la su a stessa anima non fosse degna di una qualsiasi attenzione da parte di alcuno. In un gioco di colpe e meriti si perde la verità su chi abbia torto o ragione, trama ricamata dall’astuzia femminile che confonde i ruoli, il bene e il male.

Il brano è certamente ispirato alle sonorità rock degli anni 70, alla psichedelia. Non mancano riferimenti a band quali Led Zeppelin, Deep Purple e alle suite rock anni 70 italiane di gruppi quali BMS, PFM. L’ispirazione del pezzo viene, come molte canzoni tormentate dell’animo rock, dopo la fine di una struggente storia d’amore, intrisa di passione, dolore, sensualità e persino malattia, malattia dell’animo e della mente.

Radio date singolo: 1 settembre 2017

Pubblicazione album: settembre 2017

BIO

Il percorso di Fabrizio Borghese ha origini lontane, quando, ad appena 8 anni, su un barcone ormeggiato all’isola di Vulcano, comincia a cantare con impostazione da tenore. L’adolescenza lo portò poi verso il rock psichedelico degli anni 70, cominciando a seguire i Pink Floyd, Led Zeppelin, tutto lo scenario del progressive inglese, e non disdegnando jazz, world music e blues.

Pubblica la raccolta di poesie, per la casa editrice “Europa edizioni” del gruppo “Albatros”, intitolata “DI’ NOTTE”. Attualmente si sta dedicato alla produzione di un album di brani rock.

Curriculum artistico

2003 A 19 anni, partecipa a Sanremo Rock con il brano “Il tempo che corre”

2004 Crea il gruppo rock “I TIRESIA”.

2010 Partecipa al “Festival di Castrocaro” con una cover di Zucchero (Miserere) arrivando in semifinale.

• Partecipa come corista all’opera “La Traviata” tenutasi nel Museo Diocesano in Napoli.

● E’ tenore solista nella Messa di Mascagni con il coro della maestra Pia Ferrara, eseguita nel Duomo di Napoli nel Natale 2008.

Finalista al concorso lirico internazionale Valerio Gentile a Bari anno 2009.

● Vincitore di borsa di studio nella XV edizione anno 2009 del concorso lirico internazionale “Ritorna Vincitor” (sezione canzone napoletana) e finalista nella sezione lirica.

● Premiato come rivelazione dell’anno 2009 dall’associazione culturale “I COLORI DI NAPOLI” nell’ambito del Gran Galà svoltosi il 16 novembre 2009 al teatro Sannazzaro in Napoli col patrocinio della Regione Campania, Provincia di Napoli, Comune di Napoli e Unicef.

● Tenore solista al per il capodanno tenutosi a Villa Vannucchi in San Giorgio a Cremano nel gennaio 2010, 2011, 2012, 2014 con il patrocinio del comune di San Giorgio a Cremano.

• Vincitore del “Premio speciale giovani talenti” durante il primo concorso lirico internazionale “Augusto Zabaroni” di Mercato San Severino.

• 2011 Finalista al concorso lirico Augusto Zabaioni.

• 2012 Finalista al concorso lirico Francesco Albanese.

• 2014 Partecipa ad AREA SANREMO.

Il 28 maggio 2014, in seguito alla candidatura sul web, tra circa mille partecipanti, viene convocato a Verona con altri 9 tenori, per la selezione finale per la partecipazione alla trasmissione Rai “UNA VOCE PER L’ARENA”.

• Partecipa alle selezioni di Italia’s got talent, di x Factor, Videofestival live, Tour music fest, arrivando solo alle semifinali.

Nel 2017 produce il nuovo singolo “Identita” edito dalla ADVICE MUSIC.

. A settembe 2017 è prevista l’uscita dell’album dal titolo “Do di matto edito dalla ADVICE MUSIC.

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Sito etichetta www.advicemusic.com

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WATT LA POP-ROCK BAND DI GIOVANISSIMI CHE SOMMA 62 ANNI IN QUATTRO TRAVOLGE LA SCENA MUSICALE COL NUOVO SINGOLO “DECIDO IO PER ME”

Con già alle spalle un’entusiasmante attività live che li ha visti cavalcare i più importanti palchi milanesi (Alcatraz e San Siro), il gruppo di quattro talenti presenta un inno adolescenziale che saprà appassionare tutte le generazioni.

“Decido io per me” è un pezzo pieno di influenze musicali. La ritmica potente e la chitarra distorta si ispirano al punk-rock dei primi anni 2000, mentre le linee melodiche richiamano al pop italiano ed internazionale.

La canzone parla della situazione tipica dell’adolescenza in cui i ragazzi e le ragazze pretendono di poter decidere per loro stessi. Parla della volontà dei ragazzi di seguire le loro passioni e non di seguire i passi degli adulti, di essere se stessi.

Decido io per me esprime la volontà giovanile di non farsi comandare da nessuno.

La pop-rock band milanese composta da Luca Corbani, Matteo Rampoldi, Luca Vitariello, Greta Rampoldi annovera già più di 50 concerti su palchi prestigiosi tra cui l’Alcatraz (decretando Greta come la più giovane musicista salita sul questo importante palco) e lo Sta dio di San Siro (dove hanno aperto il concerto di Davide Van de Sfroos).

Radio date: 25 agosto 2017

Greta Rampoldi – voce

Luca Corbani – basso e voce

Matteo Rampoldi – batteria

Luca Vitariello – chitarre e programmazione

BIO

I Watt si formano come gruppo rock di giovanissimi. Nati fra il ’99 e il 2000, e amici fin dai tempi dell’asilo, Luca, Luca e Matteo coltivano da presto la passione per la musica, per cui frequentano alcune fra le più prestigiose scuole milanesi, e arrivano a formare la band nel 2013.

Si attirano fin dall’inizio la simpatia del pubblico, per l’energia fresca che sanno sprigionare nei loro concerti, grazie al repertorio variegato, nato dai differenti gusti musicali i tre componenti, e dal desiderio di spaziare fra la musica dei loro anni e quella respirata a casa per l’influenza dei genitori. Un anno dopo il debutto, l’ingresso della cantante Greta (classe 2004), abbassa ancora la media anagrafica (al momento sommano 62 anni in quattro), e alza l’energia sul palco, tanto che riescono a piazzarsi fra i vincitori nel concorso Emergenza 2015, nonostante siano i più giovani partecipanti di ogni edizione, (e Greta la più giovane musicista salita sull’importante palco dell’Alcatraz di Milano).

Nel 2015 iniziano a comporre pezzi propri, e realizzano un ep, contenente un brano originale (Killers of the world) e tre cover, distribuito sulle più importanti piattaforme digitali.

Nella primavera 2016 portano in scena al prestigioso teatro No’hma di Milano, con la regia di Marco Rampoldi, lo spettacolo (breve e incompleta) Storia del Rock (che piace a noi), appassionante percorso nella loro musica preferita, dai Beatles ai Muse, che viene replicato poi in numerose situazioni outdoor e indoor.

In autunno risultano band preferita dal pubblico alla finale nazionale di Rock Targato Italia. Il brano Contro il muro, registrato al Massive art studio, – e primo testo in italiano, che parla una presa di distanza dall’ossessione da social dei coetanei, molto apprezzato dai giornalisti radiofonici, – entra a far parte della compilation RTI 2016.

È il primo segnale di una virata verso una musica più articolata, che unisce l’energia rock a melodie di forte impatto e suoni moderni.

Questo appare ancora più evidente nel singolo Decido io per me, sempre registrato al Massive, che viene pubblicato, insieme ad un divertente videoclip, a inizio giugno 2017, mese cardine per la band. Il 9 giugno infatti, scelti personalmente dal ‘cantautore laghée’, suonano sul palco di San Siro aprendo il concerto di Davide Van de Sfroos, ed ottenendo un grandissimo successo personale. Successo che si ripete pochi giorni dopo al loro ritorno al Teatro No’hma, dove propongono Pop reloaded – 70 anni di musica italiana riletta dai Watt, un coinvolgente spettacolo in cui molti successi amatissimi vengono ‘rivitalizzati’ utilizzando spesso anche la tecnica del ‘meshupcon brani e arrangiamenti di star internazionali come Michael Jackson, Madonna, Red hot chili Peppers. Nei prossimi mesi, accanto all’attività live che ripercorrerà il recente spettacolo, si concentreranno sulla composizione e realizzazione di nuovi brani originali, che faranno tesoro delle ultime esaltanti esperienze.

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MIRIAM MASALA “SETTEMBRE” È LA CERNIERA MUSICALE FRA ESTATE E AUTUNNO CHE HA CONQUISTATO DUE VITTORIE AL PREMIO LUNEZIA 2017

Una corposa esperienza che annovera la partecipazione al talent “Amici di Maria De Filippi” e ai più importanti concorsi italiani di musica (Castrocaro, Lunezia), porta ora la cantante ligure a proporre un brano che si mantiene in perfetto equilibrio fra pop e cantautorato.

«Settembre è un mese particolare, che a me fa venire in mente una ripartenza. A settembre finiscono e riprendono le cose. L’estate finisce, la scuola inizia, gli amori restano un po’ in sospeso, ci si ritrova a fare i conti con sé stessi. E si ricomincia». Miriam Masala

Questo singolo, pur essendo un brano in qualche modo separato da altre canzoni interpretate in precedenza, per il suo lato “poetico” è un tassello che si aggiunge ad altre creature appena nate, tutte comprese in un progetto che Miriam raffigura come una casa sull’albero.

«Lo vedo così perché in questi anni, insieme al mio team e alla mia etichetta, ho messo le fondamenta, le radici attraverso lavoro, tempo, fatica e passione, e adesso tutti insieme abbiamo in testa proprio questa immagine che peraltro considero anche molto divertente». Ed è proprio alla sua squadra che la cantante vuole dedicare un pensiero speciale perché il suo è «un gruppo di lavoro solido, un team di belle persone che credono ancora tanto nella musica, che mi fanno pensare che vale davvero la pena amarla, e amare, così tanto da riporre ogni speranza, ogni energia in ciò che crediamo possibile. In ciò che mi fa svegliare col sorriso. Che mi fa cantare». Miriam Masala

Settembre” ha conquistato due importanti vittorie aggiudicandosi il terzo posto nella sezione nuove proposte e il premio della critica come miglior testo durante l’ultima edizione del Premio Lunezia.

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VERGANTI “IL DISTACCO” È IL PRIMO BRANO DELLA BAND ROCK PROGRESSIVE CHE ANTICIPA L’ALBUM D’ESORDIO “ATLAS”

Il fascino di un racconto estemporaneo e leggendario viene rivestito di un sound ibrido che alterna musica classica e prog per un risultato del tutto innovativo ed accattivante.

Il Distacco” è un brano che racconta l’evento epico della separazione tra il Dio Alieno e la sua amata, a causa dell’imminente Diluvio Universale. E’ un pezzo che musicalmente si ispira da una parte alle arie melodrammatiche Pucciniane (in particolare alla Madame Butterfly) e dall’altra alla chitarra dolce ma penetrante dei primi King Crimson. Grande amore e forte tensione sono i sentimenti portanti di questa canzone interpretata da entrambi i cantanti del gruppo: Savino De Palo e Giulia Cardia.

Atlas”, che dà il nome al primo album dei Verganti, era il monte più alto dell’isola di Atlantide, presumibilmente il monte dove si stabilì il primo insediamento di alieni, che diedero vita proprio al regno Atlantideo. Secondo alcune versioni Atlas si può identificare con il paradiso terrestre dove nacquero Adamo ed Eva pro-genitori della razza umana.

L’album dei Verganti racconta la storia dell’arrivo degli alieni sulla terra e del Diluvio Universale che sommerse Atlantide, costringendo un gruppo di atlantidei a fuggire via mare verso nuove terre da colonizzare Atlas narra anche la storia d’amore fra il re alieno e una donna umana (forse la stessa Eva). È un album suonato e interpretato, ricercando il sound degli anni ’70. Guardando a gruppi come i New Trolls di Concerto Grosso, alle Orme e agli Uriah Heep degli esordi. Ma anche al neo- prog di IQ, Steve Hackett, Steve Wilson. Da un punto di vista più strettamente musicale, Atlas rappresenta il tentativo dei Verganti di proporre musica “colta” in un mondo prettamente “usa e getta”. Un obiettivo che, rispettando i canoni del rock progressivo, utilizza la melodia del cantato italiano come valore costante in tutti i pezzi. Questa scelta rende la proposta dei Verganti accessibile a un vasto pubblico, pur senza coercizioni di stampo “commerciale”.

Lo studioso e storico Mauro Bigllino dice di loro: “i Verganti tracciano nel loro concept album “ATLAS”, un percorso che svela, con parole, suoni ed emozioni, la strada che l’uomo ha percorso e che deve portare ad una nuova consapevolezza: la coscienza di chi siamo, al di fuori delle favole consolatorie che sono state elaborate per tenere l’umanità chiusa nei recinti che sono rassicuranti ma anche stringenti, perché ci impediscono una vera, piena e concreta realizzazione di noi stessi. I Verganti “vergano” cioè “bacchettano” le persone con gli occhi troppo chiusi, in modo che vedano la verità davanti ai loro occhi: un obiettivo davvero importante”.

Autoproduzione

BIO

La Band si chiama “Verganti”, formatasi nel 2015, ha trovato nel rock progressive di derivazione anni 70, una matrice forte e comune.   Atlas, loro primo album, è un “concept album”, che attraverso dieci capitoli conduce l’ascoltatore indietro nel tempo, quando ancora l’uomo e la donna, come li conosciamo oggi, non esistevano. Tutto nacque dalla lettura di un vecchio libro “L’enigma di Atlantide”. In un capitolo si accenna a teorie secondo le quali i fondatori di Atlantide fossero di fatto una colonia di alieni provenienti dallo spazio. Su quello spunto i Verganti hanno iniziato a immaginarsi una storia. Tempo dopo, uscì un altro libro fondamentale “LA BIBBIA NON PARLA DI DIO”, scritto su basi storiche e scientifiche da Mauro Biglino, studioso e traduttore di lingue antiche. Questo secondo libro rappresenta una rilettura della Bibbia nella lingua originale in cui è stata scritta e afferma che la Bibbia non è un libro religioso o spirituale, ma un libro “storico”. Ciò confermava ciò che la band stava immaginando e trascrivendo in musica.

I Verganti sono Adolfo Pacchioni composizioni, chitarre e cori; Gianni Vazzana tastiere e cori; Gigi Morello batteria e arrangiamenti ritmici; Giulia Cardia voce solista e cori; Paolo Bellardi basso; Savino De Palo voce solista.

 

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MATRIOSKA “STORIA DI UNA STORIA MAI NATA” È IL TERZO SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM “OCCHI MOSSI” PUBBLICATO NEL 2016

Una minuziosa tessitura musicale, tanto leggera quanto ricercata, accompagna un testo vagamente romanzato e fortemente evocativo.

Storia di una storia mai nata” nasce dalla collaborazione tra diversi autori e compositori, partendo da esperienze dirette, vissute, fino all’aver fissato sulla carta un racconto parlato, accolto e raccolto da atmosfere suggestive e da un taglio narrativo incantante. Il profilo sonoro si tesse sulla base di accordi e giri armonici tradizionali che si affacciano su arrangiamenti dalle sonorità differenti. Il filo conduttore della canzone è una voce sempre presente e ricca d’enfasi. La melodia di pianoforte è in contrappunto con quella vocale del ritornello.

L’album “Occhi mossi” – entrato in classifica iTunes al #3 posto nella graduatoria ALTERNATIVE e al #17 posto in quella ALL GENRES – per la prima volta nella storia della band, tocca frangenti musicali mai considerati prima. La vena cantautorale è molto più forte e presente, condizionata dai generi musicali apprezzati da Antonio di Rocco e Luca Nobile, autori, compositori e direttori artistici dell’album.

DICONO DI LORO

«Le canzoni dei Matrioska rimangono sempre piuttosto fresche, nonostante i vent’anni di carriera […] l’energia che la band esprime è sempre consistente, e il disco nel suo complesso piuttosto divertente». MusicTracks

«I Matrioska, dimostrano di essere una band che possiede dei meccanismi ben oliati in fase di scrittura […] Occhi Mossi resta comunque un gran bel regalo di compleanno per questo ventennale, altro che il solito banale greatest hits». Music Coast To Coast

«I Matrioska sanno ancora raccontare con energia e in modo diretto i contesti della vita che li inglobano e li fanno diventare essi stessi materie in grado di restituire al punk e al rock spruzzato di ska, la giusta dignità». IndiePercui

«I Matrioska […] estraggono dal cilindro quello che è probabilmente il miglior album della loro carriera, il più compiuto, il più serio». Music Map

Etichetta: Maninalto!

Registrato e Mixato da Alessandro Caneva @ MOBSOUND Recording Studios – Milano (www.mobsoundstudios.it)

Masterizzato da Andrea “Berni” De Bernardi @ ELEVEN MASTERING (www.elevenmastering.com)

BIO

I Matrioska sono una band formatasi nel dicembre del 1996 a Milano. Il sound proposto nasce da una fusione di vari generi musicali, spaziando dal pop al rock and roll al punk, senza dimenticare la matrice ritmica più calda e sincopata tipica dei primi dischi, sulla quale si inseriscono le melodie e i testi del cantante Antonio Di Rocco. Sono diventati una band rilevante nella scena alternativa italiana.

1997: i Matrioska[1] nascono dall’incontro tra Antonio Di Rocco (voce[2] della band) e Matteo Spada (chitarrista), che da subito propongono, in un mix felice di pop, rock, punk e ska, musica ballabile con testi in italiano. Il primo tape autoprodotto “Matrioska e la Buz band diviene ben presto introvabile, così come il successivo cd singolo “Can che abbaia divora”.

1999: oltre 200 concerti tra centri sociali e festival in tutta Italia fanno del gruppo una delle realtà più interessanti del panorama indipendente. A maggio esce il disco d’esordio “Passi se è la prassi”, suscitando l’attenzione di media locali e nazionali e la prima release ufficiale dei Matrioska entra subito nella classifica “Borsa Indies” del mensile “Musica & Dischi”.

2000: è l’anno della consacrazione. Nel mese di marzo i Matrioska partecipano alla trasmissione radiofonica “Patchanka” su Radio Popolare Network. Partecipano al tour “Canzoni e Cicogne“, come ospiti del cantautore Roberto Vecchioni, e vengono poi prodotti dall’etichetta Sonora. A fine anno, nel corso di una memorabile esibizione in Piazza Duomo a Milano, Antonio Di Rocco duetta con il premio Nobel Dario Fo.

2001: esce il nuovo attesissimo disco dal titolo “Stralunatica”.

La presentazione della nuova fatica discografica avviene al Rolling Stones di Milano.La matrice pop e punk è sempre più consistente, anche se si intravede una più matura convergenza verso sonorità più eterogenee, a conferma dell’ormai prossima acquisizione di uno spessore musicale più marcato. La forte partecipazione di pubblico in tutta la penisola porta la band ad un incessante e proficuo periodo di performances live.

2002: è il mese d’aprile ed esce il video del singolo “Che velocità “. Ottobre 2002: esce “La domenica mattina”, il terzo disco ufficiale, interamente autoprodotto dagli stessi Matrioska. Esce il video del brano che dà il titolo all’album, “La domenica mattina” e ricomincia un altro tour nazionale che si prolunga per tutto il 2003.

2003: esce il video “Non voglio” più, estratto da “La domenica mattina”, in estate i Matrioska partecipano al Tora Tora Festival.

2004: esce il quarto disco, “La prima volta” anche questo autoprodotto e anch’esso coronato da un lungo e fortunato tour promozionale.

2006: esce “Lo strano effetto che fa” Il lavoro, primo disco live seguito da un tour che partendo dall’Alcatraz di Milano conferma il grande affetto di pubblico. Esce il singolo “Partita di pallone”, di cui viene realizzato anche un videoclip.

2007: esce il singolo “Cielo di settembre”.

2011: in autunno vengono pubblicati i singoli “Per 2 persone” e “Qualcosa dovrà pur succedere”.

2012: i Matrioska lavorano al loro quinto album, più sperimentale a livello contenutistico rispetto ai precedenti lavori ma dalle sonorità e dall’impatto tipicamente propri dello stile che ha fatto del gruppo una realtà nazionale di riferimento per chiunque apprezzi il genere punk-rock-ska italiano.

Giugno 2012: esce il singolo “Come mi vuoi” che anticipa l’uscita del nuovo album.

2013: esce “Cemento” quinto disco ufficiale della band, più sperimentale a livello contenutistico ma percorso dalle stesse sonorità che hanno fatto dei Matrioska una realtà di riferimento per chiunque apprezzi il punk-rock-ska italiano.

2014: la band si concentra nella realizzazione del “Bootleg”, un disco creato ad hoc per dimostrare la gratitudine verso i fan, creando un supporto contenente alcune tracce live e svariati provini originali di quelle che successivamente sono divenute canzoni di successo e contenute nei primi due album.

2016: è uscito il loro singolo “Occhi Mossi”, che anticipa l’omonimo album distribuito a maggio dello stesso anno.

Antonio Di Rocco – voce

Luca Nobile batteria

Witmer Cislaghi – Tastiere

Simone Francioni – basso

Matteo Ricci – trombone, harmonizer

Marco Franchini – chitarra elettrica

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LORD CONRAD “TOUCH THE SKY” È IL PEZZO DANCE CHE SANCISCE L’ESORDIO MUSICALE DELL’ECLETTICO CANTANTE E DJ MILANESE

Il modello e ballerino debutta nel panorama discografico sperimentando un mix di musica trance, dance, ed elettronica EDM in un pezzo che sa accontentare i palati musicali di vecchie e nuove generazioni.

Un “esperimento sonoro” audace ed ipnotico adagiato su testi che catturano perfettamente lo stile dolce, eccentrico, positivo e sontuoso che contraddistingue l’artista stesso. Tutto questo è “Touch The sky”.

«La mia filosofia artistica riflette il mio carattere dolce, altruistico e sensibile. Credo che le persone dovrebbero concentrarsi sulla diffusione di messaggi positivi e essere loro stessi seguendo qualsiasi sia la loro passione. Mi piace aiutare e ascoltare gli altri. Penso che ogni singola persona abbia il potenziale per ottenere grandi cose. A prescindere da quale sia la tua condizione sociale, sessuale o religiosa. Basta essere se stessi e seguire la propria passione spingendola al limite». Lord Conrad

Il videoclip musicale è una sorta di cortometraggio cinematografico dalla trama noir e le atmosfere suadenti. Alla regia Gabriel Cash, coprotagonista è invece l’attrice/modella Elisa Pepe Sciarria.

«Ci sono, pistole, azione, abiti sexy, modelle, balletti auto americane anni ’70 e ’80 e molto di più. Abbiamo rischiato il tutto in questo in questo video cercando di fare qualcosa di originale». Lord Conrad

Radio date: 13 settembre 2017

BIO

Lord Conrad inizia la sua carriera come modello e ballerino e svolge eventi di pubbliche relazioni nei club di Milano – la capitale della moda mondiale – negli ultimi 10 anni. Attraverso queste esperienze sviluppa la passione per la musica a tal punto da voler mostrare al mondo i suoi sentimenti in modo da inviare messaggi positivi alla gente. “Ho uno stile di vita eccentrico e altruista allo stesso tempo, e la mia personalità appunto è un mix di dolce ed eccentrico. Ecco perché ho scelto il nome Lord Conrad, perché suona come un nome potente per una personalità carismatica”. A settembre 2017 esordisce nel panorama musicale con il brano dance Touch the sky.   

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GHOST feat. ENRICO RUGGERI “IL SENSO DELLA VITA” È IL NUOVO SINGOLO ESTRATTO DALL’OMONIMO ALBUM

Un inno alla capacità di reagire di fronte agli ostacoli della vita, realizzato in collaborazione con uno dei cantautori più eclettici del panorama musicale italiano, celebra un disco che ha già collezionato premi e riconoscimenti fondendo sapientemente rock ed elettronica.

Il brano “Il Senso della vita”, scritto da Giuseppe Anastasi e Giuseppe Barbera, invita a reagire di fronte agli ostacoli della vita, sempre e comunque; solo vincendo la malinconia, la rabbia e il rancore che nascono da una delusione, si potrà infatti evitare che il dolore uccida la nostra essenza trovando nuova linfa, nuova “fantasia”, nuovi occhi per leggere il passato e il futuro con più serenità.

«Scopriremo che ogni gesto fatto con amore lascia un sapore positivo, perché solo l’amore dona davvero significato alla nostra vita e per quanto possa farci male, non possiamo e non dobbiamo mai farne a meno». GHOST

L’Album “Il Senso della Vita” vuole mettere in primo piano i valori del cuore, le cose semplici, la propria essenza, in un’epoca che vede l’essere umano travolto dagli eventi, mentre la sua vita si riduce a una corsa forsennata e spesso solitaria con un’unica metà: il denaro.

Al centro delle tematiche c’è semplicemente “la persona”, con i suoi sentimenti, le sue passioni, le sue fragilità, la sua affannosa ricerca della felicità, che però non può mai prescindere dall’amore; la tecnologia, i traguardi, il potere, possono regalare all’uomo delle piccole “vittorie”, ma solo l’armonia con la natura e con il resto del creato può restituirgli l’anima “vitale” che sta perdendo, giorno dopo giorno.

Dal punto di vista stilistico l’album è un “crossover” tra rock ed elettronica, in pieno stile GHOST, con l’inserimento di alcuni elementi “caratteristici”, come bidoni, percussioni autocostruite, suoni etnici (sitar, udu drum, darbuka) o vintage (mellotron, rhodes).

BIO

Alex ed Enrico Magistri, in arte GHOST, sono due fratelli romani che vivono la Musica a 360°. Polistrumentisti, arrangiatori e autori dei propri brani, sviluppano negli anni un sound riconoscibile, ma in continua evoluzione, un “Crossover” tra il Rock e l’Elettronica, in cui non manca l’inserimento di elementi “etnici”. Da sempre collaborano con una cerchia importante di Musicisti, nei vari lavori gli elementi possono intercambiarsi, ma l’impronta è sempre la stessa: qualità, arrangiamenti curati nei dettagli, sound moderno e grande impatto Live. La peculiarità che caratterizza e identifica maggiormente la personalità dei GHOST è sicuramente la figura ambivalente del leader (Alex Magistri), un cantante-sassofonista capace di esprimere contemporaneamente due diverse anime “solistiche”, con un’intensità ugualmente forte e originale. Il loro “credo artistico” è fortemente legato all’attività LIVE, da sempre uno dei punti di forza del progetto. Negli ultimi anni, dopo una lunga “gavetta”, hanno costruito un format musicale, il GHOST & FRIENDS, un appuntamento annuale che ha già visto salire sul palco dei GHOST numerosi Artisti di grande rilievo, a livello nazionale.

L’avventura discografica dei GHOST inizia con i singoli Aveva perso la testa e Farfallina, che nel 2006 raggiungono un buon successo di vendite. Nel 2007 esce GHOST il primo album, mentre il singolo Angie raggiunge il Disco d’Oro. Nel 2009 viene pubblicato il DVD Live & Reality, un vero e proprio viaggio nel mondo GHOST, premiato al MEI (Faenza) come “Miglior DVD Live (per l’originalità del progetto)”. Nell’estate 2010 i GHOST si legano a Carlo Avarello (Isola degli Artisti), sviluppando un rapporto intenso e ispirato, che produce subito risultati;

a cavallo tra il 2010 e il 2011 il singolo La Vita è uno Specchio segna un momento importantissimo per la carriera dei GHOST: raggiunge il “Disco di Platino”, riceve il “Wind Music Awards” nella meravigliosa cornice dell’Arena di Verona, il “Premio Lunezia” (sezione Big), la Nomination (categoria “Best New Act”) agli MTV TRL AWARDS 2011. Sempre nel 2011 il singolo Vivi e lascia Vivere riceve il Disco d’Oro. Nel 2012 viene pubblicato l’album La Vita è uno Specchio (distribuzione Warner), per ben 15 settimane nella Top 50 della Classifica Nazionale, con il 7° posto nella prima settimana.

Il successo dell’album La Vita è uno Specchio è seguito da 2 anni di intensa attività live, in cui i GHOST si esibiscono in tantissime piazze italiane, sempre con grande successo di pubblico; suonano inoltre in prestigiosi club e teatri romani. Parallelamente, in perfetta coerenza con il loro messaggio artistico, intensificano il loro impegno nel sociale. Tra il 2012 e il 2014 collaborano attivamente con l‘AISA (Associazione nazionale per la lotta alle sindromi atassiche), con la CROCE ROSSA, con l’INPEF (Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare), con YOU MAN RIGHT (Associazione per la tutela dei diritti umani), oltre a partecipare, come ospiti, a numerosi convegni sui diritti dei bambini, sul rispetto per le differenze e sull’integrazione razziale. In questo contesto, nel 2013, nella sala “Protomoteca” del Campidoglio (Roma), ricevono un riconoscimento molto importante, il Premio “Alma Pales”.

Nel 2015 esce l’Album Guardare Lontano (distribuzione Believe), che esordisce con due settimane di TOP 10 e resta per 9 settimane nella Top 50 della classifica nazionale FIMI.

Il 24 Aprile 2015 realizzano il Sold Out all’Auditorium “Parco della Musica” (sala Petrassi).

Nel 2016 lavorano in studio sulla realizzazione del nuovo Album Il Senso della Vita, che include al suo interno due featuring con artisti di enorme spessore, Ornella Vanoni e Enrico Ruggeri, oltre alla collaborazione con alcune importanti firme a livello autoriale: Giuseppe Anastasi, Giuseppe Barbera, Amara, Salvatore Mineo, Lorenzo Vizzini. Il 7 Ottobre 2016 esce il nuovo singolo Hai una Vita ancora, che vede i GHOST duettare con la grandissima Ornella Vanoni, entrando subito al 1° posto della classifica nazionale di iTunes, nella prima settimana di uscita. Mercoledì 12 Ottobre 2016 i GHOST partecipano, insieme ad altri Artisti Nazionali (Nek, Briga, ecc.) e a grandi campioni del calcio del passato e del presente (Totti, Maradona, Biglia, Veron, Ronaldinho, ecc.), all’evento benefico “Uniti per la Pace”, allo Stadio Olimpico di Roma (Rai Uno); in questa occasione eseguono per la prima volta “dal vivo” il loro Nuovo Singolo “Hai una Vita ancora”. Il 28 Ottobre 2016 esce “Il Senso della Vita”, il quarto Album dei GHOST, un disco molto atteso, che va a coronare i primi 10 anni di discografia della band Romana. L’Album entra subito, nella prima settimana di vita, al 6° posto della Classifica FIMI degli Album più venduti in Italia, riportata anche nella SuperClassifica di Tv Sorrisi e Canzoni.

A Gennaio 2017 “Il Senso della Vita” sale sul podio ai Rockol Music Awards 2016, nella categoria “Miglior Album Artista Italiano” (2° posto dietro Marco Mengoni) http://www.rockol.it/awards2016

Sito

https://ghostofficial.com

La Pagina Ufficiale GHOST su Facebook:

facebook.com/GHOSTofficial

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IRON MAIS IL PIGLIO PROVOCATORIO DELLA BAND COWPUNK TROVA NUOVA ESPRESSIONE IN “CUCÙ”, NUOVO SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM “THE MAGNIFICENT SIX”

Il punto di vista sempre acuto e pungente dei sei istrionici musicisti dà ora vita al racconto musicale che descrive metaforicamente chi vive di rendita senza mai esporsi in prima persona.

“Cucù” è un brano che prende un po’ in giro gli arrampicatori sociali, le persone prevaricanti, i finti saccenti, e lo fa in modo ironico paragonando la loro vita a quella del cuculo, un uccello che si appropria dei nidi altrui senza fatica e che ha la caratteristica, oltre che del canto, del parassitismo.

 

Il progetto Iron Mais è nato riproponendo alcune pietre miliari del rock, del punk, del metal e non solo in chiave più bluegrass, country, rock’n’roll, stile che viene mantenuto anche nel nuovo album “THE MAGNIFICENT SIX”, parodia del famoso film cult, dove i magnifici sono i sei componenti del gruppo.

DICONO DI LORO

«Hanno preso la musica e ci hanno messo dentro il vecchio west in una chiave assai moderna […] ci sanno fare Testa di cane e compagni, sanno ridere e scherzare, ma lo sanno fare seriamente». FullSong

«Attitudine hardcore, propensione all’essere veloci e sarcastici, gli Iron Mais hanno compiuto un ulteriore passo nella loro carriera con The Magnificent Six». Music Coast To Coast

«Un disco che non allenta il tiro neanche per un istante». 100Decibel

«Il nuovo disco degli Iron Mais è travolgente e decisamente vincente sotto tutti i fronti». Musical News

«Il nuovo disco degli Iron Mais, che si intitola The Magnificent Six, tra una citazione bizzarra e l’altra, è un concentrato di intelligenza e gusto». Sound Contest

«The magnificent six è un cd molto diretto, per nulla banale e scontato. Gli Iron Mais sono una vera potenza insieme e hanno un notevole equilibrio nell’affrontare aspetti seri con la chiave satirica che li contraddistingue». Musica Intorno

«Uno dei progetti più interessanti, attraenti e ricchi di bellissima energia». Blog Della Musica

«The Magnificent Six è il miglior lavoro pubblicato finora dagli Iron Mais, una band con un’impronta musicale autentica e riconoscibile». Music Map

«È un disco da avere per questa estate bollente e per un inverno da banditi fuorilegge. E non aspettiamoci altro che il fascino del vecchio west condito di ferrosi andamenti punk a ridisegnare la storia del grande rock psichedelico mondiale». DeaPress

«Un disco che, signori miei, dovete spararvi nelle orecchie ora». Exit Well

«The Magnificent Six è un lavoro gustoso e divertente che non deluderà gli ascoltatori». Blog Foolk

«L’album The Magnificent Six (They Fart like Hunded) può essere definito un lavoro discografico sui generis, difficilmente paragonabile a quello proposto da altri musicisti prima di loro». New Feeling ­­

Etichetta: Maninalto!

Radio date: 8 settembre 2017

Pubblicazione album: 19 maggio 2017

BIO

Gli Iron Mais sono la più celebre band cowpunk del panorama musicale italiano.
Il progetto nasce dall’idea di rivisitare in uno stile che amalgama folk, bluegrass , country e incisi western, alcuni dei maggiori successi della storia del Rock in tutte le sue epoche e sfumature. I personaggi portati in scena sono Testa di Cane (voce e banjolele), La Contessina (violino e voce), Jack La Treena (banjo e voce), Lo Scollo (contrabbasso), il Ragazzo Nutria (chitarra) e Burrito (batteria).

Il loro show è una miscela esplosiva di ironia, look caratteristico, esilarante carisma bifolco, e soprattutto un groove massiccio ed energico della loro radicata vena hard-core, passando per un’attitudine innata al Roots folk tipico degli Stati Uniti del Sud. Gli Iron Mais hanno portato al main stream un genere misconosciuto al pubblico italiano grazie alla loro partecipazione alla nona edizione del celebre talent X-Factor, durante la quale si sono distinti come qualcosa di assolutamente alternativo rispetto alle edizioni precedenti, e hanno dato identità ad uno stile che fino a prima di loro era pressoché inesistente in Italia.

La produzione discografica della band conta all’attivo un album di cover (HARDCOCK 2015), un EP contenente il primo inedito Nausea (NAUSEA 2016) e il nuovo disco THE MAGNIFICENT SIX (2017) che include anche 6 brani inediti che trattano di temi attuali presentati con la caratteristica ironia, provocazione e irriverenza della band. I brani inediti sono tutti in italiano, scelta voluta per comunicare e coinvolgere in maniera più completa il pubblico ed immergerlo nel goliardico mondo degli IRON MAIS. A partire dal 2017 il management e booking sono gestiti dall’etichetta Maninalto! (www.maninalto.org.).

Contatti e social

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Canale YouTube Iron Mais www.youtube.com/channel/UCHyHw3NcWOVU9SSHiqVTPCg

Canale YouTube Maninalto! www.youtube.com/user/MANINALTOxxxRECORDS

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MY ESCORT “L’ESTATE STA FINENDO” È LA REINTERPRETAZIONE DEL BRANO DEI RIGHEIRA CHE ACCOMPAGNA LA SECONDA PARTE DELLA TRILOGIA “PARENTESI ESTIVE”

Un velo di sana malinconia che caratterizza la fase di passaggio fra quello che è stato e quello che sarà, avvolge la personale ed originale riedizione di un brano-icona degli anni ’80.

Il secondo singolo del progetto “Parentesi estive” vuole rappresentare il buio, l’uomo, il freddo, l’introversione, la malinconia, il blu. Si sottolinea il concetto di solitudine legato anche alla considerazione che nel bene e nel male noi uomini siamo essenzialmente soli, perennemente in lotta contro un fato beffardo e una scarsa lungimiranza che ci porta a confrontarci spesso con accadimenti dolorosi, difficili da affrontare, nonostante inizialmente ci sembrino dolci e pieni di promesse.

«Mi piace pensare però che nonostante tutto, il brano esprima almeno una quota positiva. Non di tristezza fine a se stessa, ma con una parte di consapevolezza e di malinconia, quella tipica settembrina in cui sappiamo che nonostante l’estate sta per terminare, ne tornerà una nuova l’anno venturo e con essa un nuovo ciclo, anche emotivo». Alessio, My Escort

«L’estate sta finendo dei Righeira è sempre stato per me, a dispetto dell’arrangiamento solare e divertito, un brano di intensa potenza drammatica. Con un testo molto semplice e diretto è riuscito fin dal primo ascolto a toccare in profondità un immaginario ancora da forgiare ma sicuramente teso alla malinconia.
Ai tempi avevo 9 anni e oggi come ieri le sensazioni che mi pervadono ascoltando il brano originale sono quelle di mancanza, di freddo, agrodolci proprio come la fine dell’estate, con la sensazione netta che il tempo sia inarrestabile, nonostante tutti i nostri sforzi. Ho sempre desiderato confrontarmi con questa canzone, vestendola coi nostri suoni, le nostre visioni, e l’idea dietro a “Parentesi estive” ci è sembrata una rima baciata con questa cover. L’apertura della nostra parentesi col ritornello che canta a maggio “l’estate non passerà”, il tempo che indifferente prosegue il suo corso arrivando come ogni anno a settembre, un mese sentito da tutti come un “compleanno” dell’anima e la frase che un po’ temevamo ma che non potevamo schivare che canta “l’estate sta finendo”. E’ un po’ come dire che non sappiamo come andranno le cose, potrebbero anche finire male, ma vale comunque la pena viversele a pieno perché nel viaggio la cosa fondamentale non è necessariamente la meta, che magari nemmeno si raggiungerà. Ciò che conta è quanto si incontra lungo il percorso, le esperienze, la nostra formazione, la nostra crescita come individui. Nel viaggio, ciò che conta davvero è il viaggio stesso». Alessio, My Escort

 

BIO

I^ era, le origini (2010 – febbraio 2012)

Intenzionato a portare avanti il progetto Alessio, a seguito di un incontro con Luca Agerde forma i My Escort e assieme ad altri due musicisti (Marco Soldà alla batteria e Alex Zerbinati alla chitarra) contatta il produttore artistico losangelino Ronan-Chris Murphy.

Per questioni prettamente logistiche, dopo un lavoro iniziale di arrangiamento e pre-produzione la band torna ad essere un duo.

II^ era, Canzoni in ritardo (2012 – 2014)

Si uniscono due nuovi elementi (Giacomo “Furia” Furiassi alla batteria e Alberto “Harrison” Marchetti alla chitarra) le persone giuste al momento giusto che permettono di portare finalmente a termine la produzione di Canzoni in Ritardo (il primo album) grazie anche al felice contributo di Matteo Franzan in cabina di regia.

III^ era, Daniele Trevisan (maggio 2014 – giugno 2016)

Differenti visioni artistiche si tradurranno in un nuovo avvicendamento con l’uscita di Furia e Harrison e l’arrivo in pianta stabile di Daniele Trevisan alla chitarra (marzo 2014), Alberto Rosa alla seconda chitarra (novembre 2014), Giulio Burato alla batteria (novembre 2015).

IV^ era, in cerca di stabilità (luglio 2016 – febbraio 2017)
Per difficoltà logistiche legate alla professione, Alberto esce dal gruppo. Lo sostituisce Davide Traforti (settembre 2016).

Per difficoltà logistiche legate alla professione, anche Giulio lascia la band.

(novembre 2016 – marzo 2017): Antonio subentra alla batteria.

– V era, Parentesi estive (marzo 2017 – presente)

La band inizia a marzo la pre-produzione del nuovo materiale post C.I.R..

Parentesi estive” sarà il titolo di un EP di tre brani che usciranno scadenzati dall’inizio alla fine dell’estate accompagnati da un cortometraggio a sua volta serializzato in 3 episodi.

a) “Parentesi estive” è anche il nome del primo singolo ed esce il 5 maggio.

Nel frattempo per incompatibilità caratteriali Antonio esce dalla band, lo sostituirà Milan Stevanovic in aprile, sin dalle sessioni di registrazioni del nuovo EP, portando dopo anni quella stabilità e quel sound tanto cercati sin dagli albori.

Un mese dopo esce anche “lost in the sun” la versione inglese di “parentesi estive”, leggermente rimaneggiata sia a livello metrico che di arrangiamento.

b) “L’estate sta finendo” è il nome del secondo estratto da “parentesi estive”. La cover dei Righeira rivista secondo la sensibilità della band esce il 1° di settembre.

La band:

– Alessio Montagna: piano e voce

– Luca Agerde: basso

– Daniele Trevisan: chitarre

– Davide Traforti: chitarre

– Milan Stevanovic: batteria

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INCOMPRENSIBILE FC “CVAF” È IL SINGOLO IN USCITA DEI VINCITORI DEL CONTEST #1MNEXT SVOLTOSI DURANTE IL CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO A ROMA

Una fotografia dei momenti per cui vale la pena vivere, quotidiani o straordinari che siano, ma anche un riconoscimento delle proprie paure ed un invito a combatterle.

CVAF ovvero “Cosa Viviamo A Fare” è una riflessione sulle abitudini che ci allontanano dal vivere a pieno la nostra esistenza, ma che allo stesso tempo ci salvano.

 

Il suono è fresco, ma l’atmosfera catchy non cancella la disillusione schietta che è da sempre marca fondamentale dei testi. La scelta è comunque coraggiosa per quanto riguarda i toni e gli argomenti esposti dal testo: per quanto radiofonico sia il risultato, emerge un’energia, che è molto più cinica e meno rassicurante del solito singolo estivo. Un’evoluzione stilistica coinvolge le chitarre ma spazio è dato anche al ruolo dell’elettronica, più moderato per lasciare spazio alla voce.

Le atmosfere del brano rimandano a Twenty One Pilots, per attitudine, struttura e arrangiamenti, Fast Animals and Slow Kids e Lagwagon, per l’attitudine pop-punk.

Il mix è stato realizzato al Noise Factory di Milano, con la collaborazione di Taketo Gohara (Brunori SAS, Verdena, Ministri, Negramaro, …). Per il mastering si sono affidati a Giovanni Versari (Muse, Afterhours, Battiato, ...).

BIO

L’Incomprensibile FC è un power trio che mischia Rock ’70, Elettronica e Hip-Hop.

Hanno aperto i concerti di JON SPENCER BLUES EXPLOSION, SALMO, GHEMON, IL TEATRO DEGLI ORRORI, LINEA 77, DJ SLAIT e molti altri.

Hanno vinto il contest 1M Next 2017 suonando al concerto del Primo Maggio a Roma.

Il 30 novembre 2015 esce il loro disco d’esordio SUPERFAST NONSTOP”.

Il singolo ROCKSTEP REVOLUTION vede la collaborazione agli scratch di DJ SLAIT (Machete Crew). Nel 2012 hanno vinto Italia Wave Band per il Piemonte e sono stati finalisti del Rock Contest.

L’Incomprensibile FC è:

Matteo Imbrianti: Vox, Production

Silvio Viganò: Solo Guitar

Andrea Denanni: Power Guitar

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NICOLE STELLA “ORIZZONTE” È IL SINGOLO D’ESORDIO DELLA CANTANTE VENETA

Dopo le importanti partecipazioni televisive (Io Canto) e quelle a celebri concorsi canori (Castrocaro), la giovanissima interprete si cimenta in una virtuosa ballad melodica che affronta il tema dell’abbandono.

“Orizzonte” tratta di abbandono inteso come fine di una relazione, carico di recriminazioni, di ferite e di sentimenti in conflitto fra loro.

L’abbandono come chiusura di una fase di vita, il lasciarsi alle spalle quel complesso di oggetti, luoghi, abitudini e dettagli che la caratterizzavano.

L’abbandono alle proprie sensazioni più profonde, al dolore per ciò che si è rotto e che non potrà mai più tornare integro.

Ma anche un abbandono positivo: un abbandono, o meglio, un abbandonarsi al futuro e alle nuove porte che esso aprirà di fronte a noi.

Etichetta: Musicantiere

BIO

Comincia ad esibirsi nel 2012 e subito qualche mese dopo riesce ad esibirsi in prima serata su Canale 5 nella trasmissione ”Io Canto”. Vince numerosi contest nazionali ed internazionali.
Dal 2013 collabora con l’autrice Eva Novello ideatrice del progetto ”EvacontroEva” con la quale ha registrato due singoli.

Nel 2016 esce il suo primo brano in inglese “The Blue Eyed Bride” una combinazione folk/country. È stata finalista al Festival di Castrocaro 2016 andato in onda su RA1 il 27 agosto.
Nicole collabora dal 2016 con Musicantiere con il quale sta lavorando per la realizzazione del suo primo disco in lingua italiana, seguita dal produttore artistico Alessandro Di Dio Masa.

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KARBONICA “PEZZO D’AFRICA” È IL NUOVO SINGOLO D’IMPATTO SOCIALE DELLA ROCK BAND SICILIANA

Il brano è un invito alla riflessione rivolto all’italiano medio e alla presa di coscienza per cui nascere in un emisfero del mondo piuttosto che in un altro determina il destino di ogni essere umano.

«Quanti di noi da nord a sud in un paese diviso da quelle che sono tipiche guerre “tra poveri”, si domandano: Perché dover accogliere chi viene da un altro paese?! mentre qui si fatica persino a pagare la bolletta della luce di casa o il mutuo stipulato per comprarla. Solo in pochi capiscono che i problemi di un paese del “secondo mondo” come l’Italia non sono e non saranno mai come quelli di chi vive in un paese del “terzo mondo”». Karbonica

“Pezzo d’Africa” è un brano scritto sulla base delle riflessioni di chi si sveglia ogni giorno e compie comuni gesti, che i potenti della terra disconoscono.

DICONO DI LORO

Un concentrato di sano e pregiato rock underground firmato da una realtà che su territorio siciliano, e non solo, ha saputo ricavarsi una gran bella nicchia di mercato e di pubblicoLoud Vision

Dalla Sicilia suona forte il rock dei Karbonica, troppo attenti ad un cliché da dannati e pericolosi, un mood metropolitano che strizza l’occhio al rock internazionale fermando il tempo con testi rigorosamente in italiano che dalla società all’amore si lasciano ispirare quanto più possibile.” Marco Vittoria, Vento Nuovo

La crescita è appena iniziata ma direi che il buongiorno si vede dal mattino…” Red, Sound 36

“Dalla provincia siciliana arriva un bel pop rock che ha scorza dura e sentimenti buoni.” Gianluca Clerici, Just Kids Magazine

“Tipico e davvero gustoso il suono di basso a cesellare un battere in cui si incastrano testi intelligenti e ben cantati.” Paolo Polidoro, Musicalnews

L’esordio discografico di una delle più prolifiche rock band siciliane“. Alessio Primio, 100 decibel

“Quei colori” è un disco che fa esattamente quello che dice.” Paolo Tocco, Deapress

“Un esordio autoprodotto che però ha carattere da vendere” Marco Vigliani, Sound Contest

“Un disco che nasce dalla strada, dalla vita vissuta suonando e poi in studio di registrazione. Un rock mainstream, una sequela di inediti che effettivamente mostrano cura e gusto, una voce ed un immaginario che vestono cliché che comunemente restituiamo al rocker dannato.” Box Musica

“Un lavoro curatissimo e dalle molteplici sfaccettature, che mettono in evidenza le capacità non comuni dei musicisti di passare in modo spontaneo e performante da un contesto ad un altro con fluidità e senza perdere mai la padronanza sonora e lo stile personalissimo che li distingue.” Quadri Project

“Che bellissimo messaggio per la nuova scena artistica italiana…noi ci accodiamo a molti che l’hanno sottolineate nelle tante interviste e recensioni che i Karbonica hanno ottenuto in rete e non solo. Questo disco dal titolo “Quei colori” ha il suono italiano, ha la forgia del pop rock da copertina, ha la grinta e la personalità ingenua di esordio da una parte e di chiarezza espressiva dall’altra…un primo lavoro che poi tanto acerbo non è…e si sente.” Giancarlo Susa, Blog music

“Brani con lievi contaminazioni elettroniche, dalle influenze pop, hard rock, alternative… danno vita a un album, dove a farla da padrone sono le due chitarre elettriche, il basso e la batteria.” Giandomenico Morabito, Musica Intorno

Un disco rock con tutte le carte in regola!” Vanni Versini, Onda Musicale

“Dieci pezzi istintivi, diretti, genuini con chitarre gajarde e una ritmica incessante data dal bel lavoro collaborativo di basso e batteria”. Alligatore

“Suonato molto bene, con grande padronanza degli strumenti, ben calibrato e ottimamente arrangiato, “Quei colori” è un ottimo biglietto da visita per attirare la giusta attenzione che meritano.” Antonio Bacciocchi, Radio Coop

“L’energia, la melodia, le tematiche dei testi, mai stupide, che trattano di temi attualissimi e delicati. Sono tutti tasselli importanti, di un lavoro che convince perché si presenta molto vero e poco costruito, rispecchiando l’anima e la sensibilità dei Karbonica”. Sisco Montalto, Clapsband

“Il debutto dei Karbonica convince e apparecchia la tavola per un roseo futuro prossimo”. Piergiuseppe Lippolis, Music Map

Quei colori è un album fortemente rock, in cui le protagoniste assolute sono le chitarre elettriche. A completare lo stile melodico ci sono, come in ogni formazione rock che si rispetti, basso e batteria. Il tutto a sostenere una voce potente e di grande impatto, ma che sa anche essere melodiosa e delicata, laddove i brani lo richiedono.” Eleonora Montesanti, La musica Rock

L’album dei Karbonica è essenziale, odora di rock con tutte le sue radici e la sua anima, senza troppi fronzoli e con temi che consegnano all’ascoltatore canzoni ben costruite e assolutamente fruibili, un ottimo compromesso tra melodica e contenuti. Disco assolutamente consigliato.” Daniele Mosca, Causa ed effetto

Un album consigliato a tutti gli amanti del genere, agli appassionati dei concerti da sudare, a chi cerca nei testi qualcosa che vada al di là delle semplici rime, a chi ancora crede che le chitarre abbiano tanto da dire.” Mescalina

“E’ un disco fatto di molte tinte diverse ma simili, luminose ma opache, disperatamente vitale. I cinque ragazzi siciliani ce l’hanno messa tutta ed il risultato è sorprendente. Un ottimo battesimo discografico!” Viva Low Cost

I Karbonica sono: Riccardo Trovato (voce/chitarra acustica), Herry Found (batteria/percussioni), Giuseppe Puglisi (basso/cori), Marco Miceli (chitarra/cori), Orazio Basile (chitarra).

BIO

I Karbonica sono una rock band siciliana, il loro 1° EP è “Live in studio” (2012), con cui la band partecipa a diversi contest musicali regionali raggiungendo la finale del Lennon Festival e vincendo il 14° Lavica Rock. I Karbonica tra il 2012 e il 2014 si esibiscono in moltissimi club e pub siciliani (oltre 200 live) in controtendenza rispetto alla forte domanda di cover/tribute band e riuscendo a ritagliarsi un proprio pubblico. Nel 2014 la band partecipa e vince la finale regionale di Rock Targato Italia, accendendo alla finale nazionale e vincendo il Premio Nazionale del Web. Nell’autunno 2014 viene pubblicato il singolo, “Quel bisogno che” che raggiunge il 48° posto della Indie Music Like del MEI e che viene recensito dalla rivista nazionale MarieClaire. Il 20 marzo 2015 la band pubblica il singolo “La tua rivoluzione” con il quale è ospite degli studi RAI di Palermo andando in onda dal vivo su Radio1, per la trasmissione Musica Med Live. I Karbonica nel 2016 vengono scelti dai Litfiba tra le 16 band chiamate a registrare la compilation celebrativa del trentennale di 17 RE prodotta dagli stessi Litfiba e distribuita sul loro sito ufficiale. Il primo full lenght della band è “Quei colori” pubblicato il 7 novembre 2016 e contenente 10 tracce originali. In seguito alla pubblicazione del secondo lavoro, diverse webzine e riviste cartacee di settore parlano della band siciliana, su tutte spiccano Classic Rock Italia e La Repubblica Spettacolo; “L’Inganno”, singolo di chiara matrice classic rock, raggiunge a distanza di tra mesi dalla sua uscita, il 31° posto della Indie Music Like del MEI.

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NANCO “TI INVITO IN ABRUZZO” È IL SINGOLO DEL CANTAUTORE ROCK A SOSTEGNO DELL’ABRUZZO

Una ballade dalle atmosfere graffianti presenta la meravigliosa fotografia di una regione colpita purtroppo negli ultimi anni di molteplici calamità naturali che l’hanno ferita ma mai uccisa.

«“Ti invito in Abruzzo” è dettata dall’amore di Nanco per la sua terra, l’Abruzzo, martoriata da terremoti, calamità naturali, nevicate eccezionali e altri sfortunati eventi». Nanco

La canzone è una ballata da cantautore classico, con venature rock e chitarre acustiche che diventano improvvisamente distorte man mano che il pezzo sale d’intensità. La produzione artistica le tastiere e la programmazione sono affidate a Vincenzo Irelli, già storico tastierista e arrangiatore di Pierangelo Bertoli. Alla batteria e alle percussioni Glauco Di Sabatino attualmente impegnato nel tour di Fabio Concato, riconosciuto negli ambienti come uno dei migliori batteristi italiani in circolazione. Le chitarre sono state arrangiate da Antonio Cupaiolo già turnista dall’ ottobre 2015 al dicembre 2015 nel tour “I love you” del Management del Dolore Post Operatorio.

Il videoclip, girato da Josh Heisenberg, celebrale bellezze di una regione che seppur colpita da ingiustizie mantiene sempre viva la propria identità:

BIO

Nino Di Crescenzo (in arte Nanco) è un cantautore abruzzese, nato a Teramo il 15 marzo 1975, che esordisce nel giugno 1994 come interprete alle selezioni del Festival di Castrocaro. Nel 2012 fonda insieme ad altri musicisti “Elymania” (Afterhours tribute band) che raccoglie un discreto successo (circa 30 live in un anno) tant’è che Manuel Agnelli, leader storico degli Afterhours, lo porta a cantare sul palco il 7 aprile 2013 presso il Pin Up di Mosciano Sant’Angelo (Te) in occasione di un loro meraviglioso live. Nell’ottobre 2013 Nino Di Crescenzo si affaccia all’universo cantautorale italiano, adottando lo pseudonimo NANCO. Il salto di qualità ed il passaggio dalle cover ai brani inediti viene sancito con la produzione di un album contenente 12 tracce che suscita un notevole interesse sia per quanto riguarda la qualità dei brani, sia per il formato particolare scelto oltre quello del cd tradizionale, ovvero un pacchetto di sigarette particolare contenente l’album in una chiavetta usb. Il 15 marzo 2016 esce ufficialmente l’album “Acerrimo”, masterizzato nel biasimato studio di mastering “Reference studio” di Roma. Il singolo omonimo estratto viene scelto come colonna sonora nei titoli di coda per il cortometraggio “Timballo” che sarà presentato in anteprima al “Torino film Festival” e che vede la partecipazione fra gli altri di: Maria Grazia Cucinotta, Ivan Franek (“La Grande bellezza”), Nunzia Schiano (Benvenuti al sud/Benvenuti al Nord e tanti altri) Niko Mucci (“il sindaco pescatore”). Sempre nel 2016 viene lanciato il secondo singolo “Amsterdam”. Il singolo “Ti invito in Abruzzo” viene presentato live durante la serata “Pianeta Moda Fashion Accademy” tenutasi a Pescara, dove gli allievi dell’accademia hanno messo in scena un evento che accende i riflettori sull’Abruzzo, partendo dai punti di forza del suo territorio, in un percorso tra artigianato, cultura e qualità che porta in passerella creazioni uniche. La serata è stata presentata da Jo Squillo e Beppe Convertini ed è andata in onda su Rete Quattro e riproposta dal sito Mediaset Tgcom www.tgcom24.mediaset.it/speciale-tv-moda/pianeta-moda-fashion-academy_3082707-201702a.shtml.

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Yato “electro hardore” è il nuovo singolo del cantautore electro vocal

Una musica aliena che si carica di un beat ed un mood etereo e leggero, quasi da viaggio in barca, quando si è pronti a salpare verso l’affascinante ignoto che esiste solo nei propri sogni.

“Electro Hardore” non è la solita nenia estiva bensì un beat caldo e dance per una canzone che parla del risveglio di una donna dalla notte appena trascorsa. Proprio lei, ancora sul bordo del letto un po’ sognante ed un po’ sveglia, si gira verso il suo compagno o la sua compagna e, con semplicità disarmante, dice dove i suoi sogni l’hanno condotta tutta la notte. Dall’altra parte chi ascolta le sue parole sente di venir rapito e di trovarsi immerso, quasi in apnea, nel desiderio di quella donna, in “quel tempo senza sosta”, dentro quell’oceano, quel mare meraviglioso che è il desiderio fra due persone, desiderio che le unisce fino a farle volare in Messico, nota terra ricca d’immaginario, dai fumetti al cinema ed alla letteratura.

Il singolo mostra tinte un po’ dark su un beat ed un mood un po’ nostalgico ed un po’ “up” allo stesso tempo. Un brano alieno che solo soggettivamente ci può ricordare qualcosa che abbiamo ascoltato.

BIO

YATO (nome d’arte di Stefano Mazzei) è un progetto musicale italiano di recente pubblicazione. Nasce a giugno 2014 e raccoglie in sé tutte le esperienze pregresse cantautorali di Stefano Mazzei indirizzandole verso un interessante modo di essere alternative-pop in Italia.

YATO fonda la sua natura sui contrasti fra testo e musica, interpretazione ed arrangiamento e fa, di quelle stesse contraddizioni e contrasti della nostra società la carica e l’energia per farne un’armonia alchemica in un’orchestrazione di suoni ed interpretazione canora.

L’importanza delle parole, del testo e della propria lingua è rilanciata sopra un sound che attraversa il groove della dance music e del rock e ricercate sonorità di synth su beat sincopati.

Il progetto si presenta ai social network con un cortometraggio d’inaugurazione pubblicato a giugno 2014 e dal titolo “Città Aperta in un Mondo Corrotto” dedicato a quei luoghi e spazi della città da vivere segretamente attraverso ricordi, sensazioni e pensieri.

Successivamente, a Luglio 2014, la pubblicazione su youtube del videoclip del singolo “Agli Illusionisti del Mondo”!

Questo breve passaggio iniziale, fatto d’integrazione fra il pop ed il cantautorale e a cui si accompagna anche una prima versione del singolo “Idolatrina”, è una fase artisticamente necessaria per tessere le fila di questo progetto che già, fin da questi suoi primissimi esordi, spinge verso direzioni musicali particolarii tali da giungere, successivamente, ai primi importanti passi soggettivi.

Fra ottobre e novembre 2014, YATO inizia quel che lo farà diventare a tutti gli effetti il “cantautore electro vocal”. Esce, infatti, il primo singolo suonato, oltre che cantato, con la voce come unico strumento. “In-Nocuo” presenta al pubblico l’unicità di questo cantautore, un’anima underground che si esprime con i vocal loop nella scrittura e composizione della forma canzone in stile cantautorale.

Di questi ed altri primi brani e prime versioni ne esce un primo EP a dicembre 2014 di cinque brani inediti e con cui Stefano Mazzei presenta al pubblico il suo progetto musicale “Alternative POPolare”, così come gli piace ancora descriverlo.

Marzo 2016: il primo album del cantautore electro vocal.

A poco più di un anno di distanza esce, nei digital stores, “Fuck Simile”, il primo album contenente alcuni importanti singoli caratterizzanti stile e taglio del progetto musicale. Otto brani, dalla dance ed elettronica al rock alternativo e ad un groove tutto “alla YATO”.

In fase di ultimazione mix e master è il nuovo album anticipato dalla pubblicazione del primo singolo contenuto al suo interno, “Electro Hardore”.

Il nuovo e secondo album, autoprodotto, è stato reso possibile anche grazie alla campagna di raccolta fondi svoltasi attraverso il portale Music Raiser e conclusasi positivamente tale da poter rendere accessibili una parte dei costi di produzione.

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GLORIA ZACCARIA “AMORE DISEGNATO” È IL SINGOLO ESTIVO DELLA CANTANTE BRESCIANA

Dopo aver partecipato a numerosi concorsi che l’hanno portata anche a guadagnarsi un Premio Mia Martini, arriva ora un brano che racconta dell’amore idealizzato.

“Amore disegnato”, il singolo estivo di Gloria Zaccaria (in digital downloading su tutte le piattaforme in 240 paesi), anticipa il l’EP che sarà pubblicato nel prossimo mese di ottobre. La canzone ci racconta di una ragazza che in preda alla solitudine e tormentata da mille dubbi decide di vincere la solitudine cercando un amore che non trova e per questo se lo immagina… prova a disegnarlo nella speranza che prenda vita…illudendosi.

 

Il mini album sarà una raccolta di brani (sei tracce più una bonus track) che descrivono non solo l’amore verso un uomo, ma anche l’amore verso la vita e la natura. Il progetto conterrà inoltre anche una versione acustica di “Amore disegnato” che rappresenterà il lato B di un vinile a 45 giri che verrà presentato al pubblico a settembre in edizione limitata (500 copie).

Etichetta: Dielle Records

BIO

Bresciana di Collebeato.

A 12 anni comincia a coltivare la passione per la musica e avvia il suo percorso partecipando come voce solista al coro della scuola.

A 19 anni intraprende un corso di studi presso l’Accademia Lizard di Brescia che frequenta per 3 anni partecipando nel contempo a diversi concorsi canori. Da gennaio 2014 studia tecnica e interpretazione musicale dei vari generi ma soprattutto nel pop, r&b e musica leggera. Ha partecipato a numerosi concorsi canori raggiungendo sempre un ottimo riscontro e risultato.

• “Cantatour” edizione 2011, 3 vittorie di tappa e 3^ Classificata nella finalissima;

• Finalista per due anni consecutivi al Concorso di Canto “Mai smettere di sognare” di Castegnato;

• Finalista regionale al Concorso di Canto “Premio Eleonora Lavore 2014”;

• Finalista del “Premio Canzone Italiana 2014” di Sirmione e Vincitrice del Premio del Pubblico.

• Agosto 2015 breve tour in alcuni locali degli Stati Uniti, in particolar modo a Los Angeles e dintorni dove ha presentato le cover di brani degli anni ’70 e ‘80 rivisitati e reinterpretati nel suo personalissimo stile.

• 26 Ottobre 2015 ospite all’evento “La Vetrina dei Talenti” in Expo 2015.

• 13 Febbraio 2016 ospite all’Open Theatre di Sanremo.

• 19 Giugno 2016 protagonista della Festa della Musica organizzata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

• 24 Settembre 2016 Concerto di beneficienza per le famiglie colpite dal terremoto di Amatrice in collaborazione con le “Alter Echo String Quartet” presso Gardaforum di Montichiari.

• 21 Ottobre 2016 vincitrice del i Premio Speciale della critica Mia Martini.

• Dicembre 2016 breve tour in Giappone per alcune date del suo spettacolo “Music Parade” omaggio alla musica internazionale degli anni ’80 da lei reinterpretati.

DISCOGRAFIA

2015 Dimmi se l’uomo sei tu (Singolo)

2016 Liberi (Singolo)

2016 Lui (Premio Mia Martini)

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FACEBOOK www.facebook.com/gloriazaccariaofficialpage/

SITO DIELLE RECORDS: www.diellerecords.it/

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CARPINO FOLK FESTIVAL 2017 Festival della musica popolare e delle sue contaminazioni

XXII EDIZIONE

CARPINO – GARGANO – PUGLIA

dal 5 al 10 agosto 2017

Dopo le 60mila presenze raccolte nelle ultime edizioni, torna l’atteso festival dedicato ad avvenimenti, emozioni, stimoli intellettuali e creativi, che quest’anno confluiscono nel tema

Memorie dal sottosuolo”.

#memoriedalsottosuolo

Il festival della musica popolare e delle sue contaminazione quest’anno raddoppia: non una, ma due manifestazioni che avranno luogo tra il Gargano e i Monti Dauni. Il CARPINO FOLK FESTIVAL è l’evento contenitore del Gargano che include al suo interno le arti dello spettacolo ed in particolare la musica, la danza e il teatro di matrice popolare, ma anche laboratori, convegni, tavole rotonde, workshop, presentazioni letterarie e cinema con un programma ricco di esibizioni dal vivo, originali e piene di energia che mostrano la ricchezza e la diversità musicale di un territorio unico.

Per la sua XXII edizione il CARPINO FOLK FESTIVAL, ospita una “Special Edition” arricchendosi di due appuntamenti promossi dalla Regione Puglia e rivolti alla creazione

e valorizzazione del circuito turistico dedicato alla via Francigena dei Monti Dauni. Questo percorso aggiuntivo si svolgerà in due giornate prima e dopo il Festival e nello specifico sabato 22 luglio a Troia, di fianco alla Concattedrale della Beata Vergine Maria Assunta e lunedì 14 agosto a Celle di San Vito, il più piccolo paese della Puglia.

Tra i grandi protagonisti della XXII° edizione ci saranno l’artista ivoriano ALPHA BLONDY con i The solar system, formazione leggendaria del reggae africano; il chitarrista di etnia tuareg BOMBINO che incanta con il suo suono del deserto; e il cantautore VINICIO CAPOSSELA, interprete per l’occasione di un progetto speciale intitolato “Combat folk”. Accanto a loro la line up di concerti della ventiduesima edizione prevede la partecipazione del duo composto da CANIO LOGUERCIO & ALESSANDRO D’ALESSANDRO, recenti vincitori della Targa Tengo per il miglior album in dialetto, del giovane cantautore MALDESTRO e la presenza di alcuni gruppi di riproposta regionale come SUONI D’UMBRA dall’Umbria, la MACINA dalle Marche, PIERO BREGA E ORETTA ORENGO del canzoniere del Lazio, KALASCIMA dal Salento ed infine come sempre I CANTORI DI CARPINO.

Ogni anno il festival ha un tema intorno al quale la programmazione viene pensata: “memorie dal sottosuolo” è il tema del 2017 e, come il romanzo di Fëdor Dostoevskij, allude al suggestivo sprofondare nella coscienza. “Memorie dal sottosuolo” traccerà il confine tra passato e futuro caratterizzando la XXII edizione nel segno della solidarietà. Sarà, infatti, la partecipazione dei musici e cantori della tradizione delle regioni colpite dal terremoto (Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo) e il saltarello ad aprire le serate dei concerti nella piazza di Carpino.

La terra e il sottosuolo saranno affrontati anche in maniera palpabile grazie alla collaborazione con i gruppi speleologici del Gargano, con i quali è stato elaborato un calendario di escursioni in alcune delle cavità più significative del territorio.

Tra gli appuntamenti dedicati al teatro e alla narrazione, che presentano moderni cantastorie capaci di intrecciare tradizione e innovazione, i più significativi sono lo spettacolo “E-MAGO, i suoni della terra”, performance scientifico-musicale dove i musicisti improvvisano direttamente con le frequenze emesse dalla Terra e l’esibizione dell’Orchestrabottoni una big band di ispirazione popolare considerata uno dei gruppi più inediti nel panorama della world-music italiana, forte di numerose collaborazioni con musicisti come Daniele Sepe, Peppe Barra, Angelo Branduardi e Franco Battiato e di un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero.

I libri e i concerti della tradizione saranno invece al centro della serata del 7 agosto grazie a un’immersione nei suoni della tradizione centro-meridionale abbinata alla presentazione dei volumi di Omerita Ranalli, Alessandro Portelli e Piero Arcangeli. Nel corso della serata sarà possibile ascoltare le più belle voci della canzone popolare italiana: Antonella Costanzo, Susanna Buffa e Sara Modigliani.

In programma anche la prima assoluta dello spettacolo “VOCIANTAUR” prodotto dall’etnomusicologo locale Salvatore Villani insieme all’ensemble “La montagna del sole”.

Laboratori didattici, concorso per filmmaker, luoghi suggestivi del Gargano e il progetto

Cantar Viaggiando sulle ferrovie del Gargano completano la programmazione.

#memoriedalsottosuolo

LINE UP

05 Agosto| Cantar Viaggiando, Musica, teatro, danza e narrazione con:

Morsilli Michele, Geologo e Professore presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Ferrara.

Matteo Pelorosso, Geologo.

Michele Villetti, Batterista, percussionista e compositore.

05 Agosto| Paesaggi sonori

Visita guidata nella necropoli di Monte Pucci, Vico del Gargano

A seguire lo spettacoloE-MAGO, i suoni della terra”. Il primo spettacolo scientifico-musicale dove i musicisti improvvisano direttamente con le frequenze emesse dalla Terra. Attraverso la tecnologia usata per le indagini geofisiche del territorio, è possibile trasformare i dati geofisici in frequenze musicali. 

06 Agosto| Cantar Viaggiando, Musica, teatro e narrazione con:

Piero Brega e Oretta Orengo Brega voce carismatica canzoniere del Lazio, Oretta del canzoniere internazionale, si ritrovano dopo trent’anni e iniziano a raccontare in musica la realtà del nostro paese come dei moderni cantastorie.

06 Agosto| Paesaggi sonori

Visita guidata a Bagno di Varano, Cagnano Varano

A seguire lo spettacolo con L’orchestrabottoni, Un’orchestra e una voce, un viaggio tra la tradizione mediterranea, l’etnojazz e…

07 Agosto| Cantar Viaggiando, Musica, teatro e narrazione con:

CANIO LOGUERCIO E ALESSANDRO D’ALESSANDRO con Fabio Renzi (segretario generale Symbola), Canti, smarrimenti e ipocondrie d’ammore, in ricordo di Matteo Fusilli.

07 Agosto| Paesaggi sonori

Visita guidata centro storico di Carpino a seguire La notte di chi ruba donne, presentazioni editoriali e concerti della tradizione.

– con Alessandro Portelli, Mimmo Ferraro, Piero Arcangeli, Omerita Ranalli, intervengono, in voce e in musica: Antonella Costanzo, Susanna Buffa, Sara Modigliani, accompagnati da Alessandro D’Alessandro e Gabriele Modigliani.

– con Salvatore Villani e l’ensemble La Montagna del Sole

Vociantaur” (prima assoluta)

08 Agosto| Concerto in Piazza del Popolo

Suoni D’umbra, gruppo di riproposta Umbro

Maldestro, nuovo cantautorato partenopeo

Bombino, il blues del deserto

09 Agosto| Concerto in Piazza del Popolo

La Macina, gruppo di riproposta Marche

Kalascima, Psychedelic Trance Tarantella

Alpha Blondy & the solar system, la leggenda del Reggae dell’Africa occidentale in positive energy

10 Agosto| Concerto in Piazza del Popolo

Vinicio Capossela, “Combat folk” (progetto speciale)

I Cantori di Carpino in stile, storia e musica alla carpinese

Direzione Artistica: Luciano Castelluccia

Consulente Scientifico: Salvatore Villani

Consulente Editoriale: Domenico Ferraro, Squilibri

Produzione: Ass. Cult. Carpino Folk Festival

Ufficio stampa: L’AltopArlAnte

CONTATTI E SOCIAL

Facebook www.facebook.com/CarpinoFolkFestivalUfficiale

Web www.carpinofolkfestival.com

Mail [email protected]

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MARGHERITA ZANIN “TRAVEL CRAZY” È IL NUOVO SINGOLO TRATTO DALL’ALBUM D’ESORDIO DELLA CANTAUTRICE DI SAVONA

Il pezzo è stato scelto come sigla per l’ultima edizione della nota trasmissione tv in onda su Rete quattro “Donnavventura”.

In pieno stile rock USA, il brano è un inno all’amore per la musica, compagna di viaggio unica e insostituibile di Margherita. Una presenza costante in ogni momento della vita: rock come segno di libertà. Musica come simbolo di vita.

https://www.youtube.com/watch?v=arroZHw1-7A

Realizzato da Donnavventura Academy
Videoriprese di Margherita by Biscuitz@Gigi Coppola
Grazie alla gentile cortesia di Maurizio Rossi @Donnavventura

Ph: Anna Campolo

Si chiama “Zanin” il primo album di Margherita Zanin, la ventitreenne cantautrice ligure che ha esordito a metà marzo di quest’anno con una reinterpretazione del singolo “Generale” di De Gregori. Il disco, contiene 8 brani, due in italiano e sei in inglese:

Non è un controsenso, ma una rappresentazione fedele di chi sono io oggi, del percorso che mi ha portata alla bella canzone italiana, attraverso un background blues internazionale che mi ha permesso di crescere”, Margherita Zanin.

DICONO DI LEI

Un buonissimo ascolto, un disco che fa dire “finalmente!!!” Isole felici in questo scenario italiano assai mediocre…a tutto gas!!!” Full Song

Mescolando ogni cosa, dal pop fatto a modo e con stile al blues di certe radici gospel americane ecco saltar fuori un lavoro ottimamente prodotto”. Loud Vision

Un lavoro vissuto di anni di esperienza e di gradini saliti a suon di talento e carriera” Annalisa Nicastro, Sound 36

“Un’opera magistrale di tutto ciò che c’è di davvero popolare nella musica proveniente soprattutto dalle terre dell’ovest” Giancarlo Susa, Blog Music

L’intero album ha una qualità eccelsa, sia per voce, musica, arrangiamenti e qualità, anche per quanto concerne la scelta delle cover. Potrei usare altre mille parole, ma sarebbero superflue. Quando un disco è bello, è bello. Punto. Assolutamente consigliato.” Causa ed Effetto

Un disco pregiato e prezioso, pregiato per i suoni e la produzione” Paolo Polidoro, Musicalnews

“Questo “Zanin” fa cultura per chi nella musica ricerca il momento pregiato, la soluzione di fino, il passaggio che cita ed il suono di classe.” Gianluca Clerici, Just Kids Magazine

Un disco davvero ricco di sensazioni e di pelle…da non perdere.” Box Magazine

Ci troviamo ben piantati nel presente, con freschezza e maturità, l’elettronica ha il suo peso e il mestiere di chi fa musica per davvero segna il passo e le regole del gioco.” Exitwell

Zanin” è un disco di grande spessore che mette in mostra il talento naturale della cantautrice e il suo gusto per suoni raffinati fra blues, folk e country.” Piergiuseppe Lippolis, Music Map

L’ascolto di questo esordio di Margherita Zanin mi lascia in più momenti felice e senza parole”. Alessandro Riva, Musicletter

Fa piacere sentire voci giovani così ispirate, capaci di partire per Londra e ritornare in Italia con una valigia piena di esperienze musicali positive”. Alligatore

“Il titolo dell’album è semplicemente il cognome dell’artista, anche questo dettaglio rispecchia l’eleganza e la semplicità di questa cantante. Quadriproject

““Zanin”, un esordio di spiccatissime qualità compositive e di produzione. “ Marco Vigliani, Sound Contest

Prima prova interessante per Margherita Zanin che, con circa mezzora di album, mette le carte in tavola su quella che è la sua proposta artisticacoerente nel cantato e nella produzione varia nella miriade di generi musicali toccati. Qalt, Mescalina

Il suo è un lavoro che trasmette molta personalità”. Sisco Montalto, Clapbands

Uno straordinario esordio da parte di questa giovane cantautrice, spero di poter sentire presto dell’altro materiale”. Vanni Versini, Onda Musicale

Margherita Zanin è una bella sorpresa.” Eleonora Montesanti, La Musica Rock

Soul e blues si rincorrono per arrivare ad una sequenza ritmica dove il talento ne è il protagonista.” Gloria Gargano, Sidella In the City

Margherita Zanin è un’artista che va tenuta d’occhio, perché se queste sono le premesse iniziali, c’è da ben sperare per il futuro.” Egle Taccia, Non Sense Mag

Zanin è un disco maturo che già palesa una chiara direzione musicale.” Albachiara Re, I Think Magazine

Questo album è un esordio spettacolare, davvero raro se si fa riferimento a molte uscite commerciali nostrane.” Giovanni D’Iàpico, Audiofollia

Margherita Zanin ha la stoffa dell’artista determinata che sa quello che vuole. Il futuro è una continua conquista…” Viva Low Cost

Grande eleganza soul, folk-rock e country, regalando sfumature narrative legate a riflessioni ed esperienze personali”. Blog Foolk

Produttore Artistico: Roberto Costa _MUSITAL

Etichetta: PLATFORM MUSIC Milano

Si ringrazia la produzione di Donnavventura, nella persona dell’ideatore e fondatore Maurizio Rossi.

BIO

Margherita Zanin è nata a Savona nel 93 e dopo aver ascoltato in ambiente familiare da piccola, il blues dei primi anni 40, il folk country acustico di Gillian Welch, la musica americana woodstockiana ed il rock delle band inglesi dei primi anni 70. A 17 anni ha iniziato a studiare musica con Mauro Castellano pianista classico ed insegnante di conservatorio. Da giovanissima, ha avuto la possibilità di maturare esperienza nei live attraverso numerose serate in Italia e allestero, accompagnata da diversi musicisti anche di fama internazionale quali Pippo Matino, Gigi Cifarelli, Stefano di Battista, Jorge Bezerra e di partecipare e numerosi festival musicali in Liguria. Dopo lesperienza di Amici nel 2013 (ha superato tutti gli otto provini tranne lultimo) Margherita fa lunghe permanenze a Londra ed è proprio a metà strada tra lInghilterra e lItalia che comincia a pensare al suo primo album. Nel 2015 incontra Roberto Costa, bassista storico di Lucio Dalla, già produttore dello stesso Dalla, Carboni, Ron, Gli Stadio, e insieme decidono che sarà il produttore del suo disco: 8 brani, due in italiano e sei in inglese. Pubblicato da Platform Music, neonata etichetta indipendente milanese, nasce così ZANIN, disponibile nei Digital Store.

Lalbum è stato preceduto da un singolo, una cover di Generale di Francesco De Gregori che ha ottenuto riscontri molto positivi dal pubblico e dai media.

Il nuovo singolo, uscito insieme allalbum “Zanin”, si chiama PIOVE ed è una ballata originale interamente scritta, testi e musica, da Margherita.

Contatti e social

Sito www.margheritazanin.com

  1. Fb https://www.facebook.com/Margherita-Zanin-206958566043234/

  2. Soundcloud https://soundcloud.com/margherita-zanin-meg

  3. Twitter https://twitter.com/zaninmargherita

Instagram https://www.instagram.com/margheritazanin_official/

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MARCO RÒ “LA SCALA MOBILE” È IL NUOVO SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM D’IMPRONTA SOCIALE DEL CANTAUTORE ROMANO

Una pop-rock song dal ritmo incalzante ed una melodia orecchiabile da cantare in spiaggia. Una canzone semplice, come lo è in fondo la vita.

A un passo dalla meta c’è un intero viaggio da assaporare lentamente, è questo il senso de “La scala mobile”:

«Un riassunto della mia vita, un treno a duecento all’ora che non ti lascia il tempo di pensare, una tempesta di emozioni, paure, desideri, delusioni e ritrovate certezze da toglierti il fiato. È quella voglia di sognare a tutti i costi, che spesso si infrange con la quotidianità, una scala mobile che percorri al contrario, avendo chiaro il traguardo, ma con l’impressione di continuare a salire, solo per restare fermo. E allora proviamo a voltarci, mettiamoci comodi, e godiamoci il viaggio». Marco Rò

Prodotto e arrangiato da Fabrizio Palma, mastering by Max Rosati presso R&B Studio – Civitavecchia (RM).

A un passo da qui” è il titolo del nuovo disco dove Marco Rò ripercorre le tappe del suo viaggio musicale, dall’Italia alla Gran Bretagna, dalla Russia fino in Siria. Le sonorità pop-rock si mescolano al gusto per la canzone d’autore, attingendo al blues e spaziando nelle contaminazioni. Il titolo dell’album prende spunto dal nome del progetto di sensibilizzazione che Marco porta avanti da qualche anno assieme a Laura Tangherlini, giornalista e conduttrice di Rainews24, sul dramma dei profughi siriani, e si evolve in una riflessione globale sui diversi aspetti della vita di ognuno.

Etichetta: Romabbella Records

BIO

MARCO RÒ è un cantautore romano, nato come batterista jazz, innamorato del soul e del blues. Dapprima leader della rock band Clyde (“Senza Controllo” – 2004 Videoradio), intraprende la carriera solista, cantando sogni e realtà con l’ironia e il disincanto di un uomo analogico nell’era digitale. Tanto live in giro per l’Italia e collaborazioni come compositore, cantante e corista in produzioni Rai e Mediaset. Dal suo primo Ep (“Un Mondo digitale” – 2011 Novo Sonum/EDEL), sono estratti i singoli “Un mondo digitale”, “Stato d’influenza” e “Trasparente” in rotazione radiofonica e televisiva. In particolare il brano “Un mondo digitale” è stato scelto come colonna sonora ufficiale del Global Junior Challenge 2012, evento organizzato dalla Fondazione Mondo Digitale sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri. A chiusura di una tournée di 15 date durata un anno e mezzo nella federazione Russia, gira il video del singolo “Mosca mon amour” (2014 – AssoDiemme), presentato a Mosca assieme alla cantante Kira Franka e promosso dall’agenzia di stampa Russia News e da Capital FM 105.3, la prima radio moscovita in lingua inglese. È stato più volte ospite presso il Teatro della Casa Circondariale di Rebibbia in Roma, anche nell’ambito dell’iniziativa sociale Telethon, ed il brano “Immagini a righe”, contenuto nel suo nuovo disco e che tratta il delicato tema della situazione delle carceri in Italia, vanta l’importante partecipazione del cantautore Marco Conidi. Da due anni collabora con la giornalista Laura Tangherlini (Rainews24) al progetto di sensibilizzazione itinerante “A un passo da qui” dedicato ai rifugiati e ai profughi dalla guerra in Siria che ha raccolto l’interesse di varie associazioni, tra le quali Fonopoli. Il videoclip del brano omonimo che dà anche il nome al suo nuovo disco, è fra i 4 vincitori del Roma Videoclip 2016, avendo conseguito il Premio FSNews Radio, con motivazione: “Originalità del progetto che unisce nuove sonorità a nuovi stili”. La versione in inglese del brano, dal titolo “One step” è stata registrata presso gli studi dell’Abbey Road Institute di Londra.

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IGNAZIO DEG ESCE “IL TEMPO CHE C’E’” IL PRIMO SINGOLO DEL VOCALIST E GIORNALISTA PUGLIESE

Un soft reggaeton ideale per accompagnare le serate d’estate, perfettamente allineato con lo slow mood dance che sta caratterizzando l’estate 2017.

Il tempo che c’è” è il titolo del primo singolo di Ignazio Deg (al secolo Ignazio Degirolamo).

«Non sono un cantante, ma un microfono ce l’ho” dichiara Ignazio Deg che da oltre vent’anni fa il vocalist nelle discoteche, nei locali e nelle radio pugliesi. Ho sempre avuto la passione per la musica, mi ha aiutato a darmi la carica soprattutto nei momenti difficili; ma anche per la scrittura dei testi per canzoni che conservavo gelosamente, fino all’incontro fortunato con Marco Gollini della Mad Music Roma. Nello studio di registrazione di Roma ho inciso questo pezzo orecchiabile e dal ritmo estivo».

Ph: Marco Misogna

Il tempo che c’è” è una canzone per l’estate. Il pezzo racconta la storia di un viaggio immaginario in cui il protagonista incontra una ragazza bellissima con cui vive un’esperienza estiva magica ed indimenticabile. Capita spesso ad ognuno di noi di ricordare le avventure estive vissute in passato e quando la nostalgia ci assale abbiamo voglia di fermare il tempo per tornare indietro. È questo il senso della canzone: fermare il tempo per poter rivivere le emozioni di momenti straordinari rimasti impressi nel cuore e nei ricordi.

A fare da intro al brano, un omaggio alla canzone “Somewhere Over the Rainbow” cantato da Denise Degirolamo.

Etichetta: SoulMatical

Bio

Ignazio Degirolamo nasce a Mesagne il 10 settembre 1974. Creativo fin da piccolo e con una particolare vocazione per la musica, durante il periodo adolescenziale, negli anni ’90 inizia a collaborare con diverse radio locali come speaker radiofonico. Successivamente intraprende il ruolo di vocalist in varie discoteche della zona, per poi spostarsi in tutta l’Italia. Da li nasce IgnazioDeg. Oltre alla passione musicale, Degirolamo è principalmente giornalista pubblicista e consulente marketing. Diverse le collaborazioni con atisti di fama nazionale.

Contatti e social

Facebook www.facebook.com/Ignaziodeg-1174362572663345/

Instagram www.instagram.com/ignaziodegirolamo/

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MICHELE SCHIANO “VOGLIA D’ESTATE” È IL NUOVO SINGOLO DEL CANTANTE ISCHITANO E STAR DEL WEB

Un brano che racconta della voglia di sfuggire ad un inverno stressante abbandonando la vita quotidiana per poi raggiungere luoghi lontani ed estemporanei e fare esplodere finalmente l’estate.

Il brano, arrangiato da Mauro Spenillo, si caratterizza da un sound pop con sfumature anni ‘80. “Voglia d’estate” e la canzone di tutti e per tutti, che una volta ascoltata entra nella mente e non esce più.

 

«Per me la musica è esplorare un attimino se stessi, lasciarsi andare a pieno e creare melodie che ti liberino l’anima e in certi casi ti guariscano e sanano le ferite. La musica è mettersi in gioco è sfuggire dalla realtà e in certi casi è anche follia». Michele Schiano

BIO

Michele Schiano è un giovane cantautore dell’isola d’Ischia. La sua musica è ispirata alla voglia di ricercare note e melodie che tocchino il cuore, che sfiorino la sensibilità e che indichino qualcosa di magico nella vita delle persone. Molti i concorsi canori e tante le canzoni che ha scritto per sé e per altri artisti emergenti; tra queste “Apri il cuore”, un brano che mette a confronto il mondo reale e una realtà, e “Gli angeli del mondo”, ispirata allo sterminio degli ebrei, Schiano è inoltre conosciuto sul web per alcuni video simpatici con la propria nonna, scomparsa da qualche mese, ed è attualmente seguito sul proprio canale Facebook da 120 mila persone. Il rapporto con la nonna e con la cagnolina Mia è stato magico a tal punto da essere preso in considerazione da centinaia di persone che ancora lo seguono fedelmente. Da questa storia nasce una canzone dedicata alla nonna Immacolata, famosa sul web come imperatrice del Buvero, intitolata “l’Imperatrice”.

Contatti e social

Facebook: www.facebook.com/michelisto

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MATTEO GRECO “DIFENDIAMOCI” È IL NUOVO SINGOLO DEL CANTAUTORE MARCHIGIANO

Una canzone dalle atmosfere rock e metal che si fa portavoce di un messaggio ben preciso: unire le forze, senza badare a colori politici, con l’unico obbiettivo di preservare la nostra cultura e civiltà.

La visione che Matteo Greco ha della musica è rivolta a comunicare, trasmettere un messaggio attraverso emozioni, parole e musica. Dietro le sue canzoni ci sono sempre argomenti e precisi che toccano anche temi sociali, andando molto spesso controcorrente, proprio per cercare di far riflettere a 360° sulla vita che ci circonda e creando anche spaccature di opinioni. Il cantautore non sceglie infatti di sventolare la bandiera dell’applauso scontato ma il suo obiettivo è quello di raccontare la vita da vari punti vista per cercare di far riflettere ed incontrare anche correnti di pensiero opposte.

 

Il singolo è estratto da un album di prossima, ancora in lavorazione, di prossima uscita.

BIO

Matteo Greco è un cantautore marchigiano, le sue canzoni raccontano la vita quotidiana, l’amore, le gioie, le delusioni e i problemi sociali che circondano il nostro vivere. Suona la chitarra acustica e il pianoforte, ha collaborato alla realizzazione di alcuni progetti con Vince Tempera e  Franco Cristaldi.
Comincia la carriera come organizzatore di eventi e vocalist in discoteche della riviera adriatica. Ha collaborato come cantante con alcuni network marchigiani come Radio Linea n°1 e Radio Arancia Network dove oggi
conduce il programma radiofonico benefit “Finalmente a Casa” in onda ogni domenica mattina, dedicato a favorire le adozioni dei cani ospiti nei canili. E’ anche l’organizzatore dell’omonimo evento benefit “Finalmente a Casa” che ogni anno porta sul palco in piazza i cani dei canili da adottare. Tra i suoi brani più ascoltati “Liquirizia” (2001), “Telo Mare” realizzata in collaborazione con il team di Francesco De Gregori tra cui Alessandro Svampa, Franco Cristaldi e Paolo Giovenchi, “La strada delle Orfanelle” cantata in duo con Silvia Mezzanotte e diventata canzone simbolo della causa delle Orfanelle Galletti Abbiosi di Ravenna (2012), “La Soluzione” (2013), Carabiniere Spara (2015) che riporta alla luce il massacro di Kabobo affinchè episodi del genere non si ripetano mai più, registrato con Franco Cristaldi e Lele Melotti, “Dammi del Tu” (2017) brano dedicato al rapporto cane-uomo con un video realizzato all’interno di un canile per le adozioni dei cani ripresi all’interno dei box.

ESPERIENZE LIVE:

Matteo ha all’attivo centinaia di date e concerti insieme alla sua band e in acustico. Si è esibito in molti club italiani tra i quali  “Le Scimmie” di Milano e il “Rolling Stones” e in numerose piazze italiane. Nel 2001 Liquirizia Tour Italiano con 25 date, nel 2002 è semifinalista all’accademia di Sanremo ed è ospite al Maurizio Costanzo Show, nel 2003 è voce ufficiale di Radio Linea Network con 40 date nelle piazze del tour Rumore, nel 2004 Disco Rock Tour con la band I Raccomandati, nel 2006 il Telo Mare Tour Italiano con 28 date in piazza , tra le date di quel tour anche l’apertura del tour di radio 105 ad Arezzo e Motorshow di Bologna, nel 2013 la Soluzione Tour, nel 2014 realizza lo spettacolo teatrale “La strada delle Orfanelle”, dal 2014 al 2016 è voce ufficiale del Summer Tour con Radio Arancia Network. Nel 2017 è partito il tour estivo nelle piazze con la sua nuova band formata da Mauro Saracini alla batteria, Lorenzo Carancini alla chitarra e Thomas Bianchi al basso.

DISCOGRAFIA:

2001 – Liquirizia (Ed American Records)

2006 – Giornate d’inverno (Ed. Mami Music – Zelda Music)

2012 – La Soluzione “SINGOLO” (Zimbalam)

2013 – La Soluzione (Ed. Music Force)

2015 – Carabiniere Spara “SINGOLO” (Zimbalam)

2017 – Dammi del Tu “SINGOLO”

2017 – Difendiamoci “SINGOLO”

Contatti e social

SITO www.matteogreco.it

CANALE YT https://www.youtube.com/channel/UCfFHwv2eFngaiPNbeKPhkag

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RUBY feat. OTTONI ANIMATI “LA MIA ISOLA” È IL BRANO NATO DALL’INCONTRO FRA LA CANTAUTRICE E LA BAND ENTRAMBI DI ORIGINE SICILIANA

Un sound raggaeton contaminato da sfumature etniche abbraccia una canzone che omaggia la cultura sicula regalando una splendida fotografia dell’isola di Favignana.

Il brano “La mia isola” nasce da un idea di Ruby che scaturisce dal suo grande amore per la sua isola di provenienza. Per questo si avvale della collaborazione artistica del gruppo Ottoni animati (anch’esso del trapanese). Il risultato è un singolo fresco ed estivo sponsorizzato dal comune di Favignana, il cui video è girato tra il castello di Santa Caterina e le varie cale e location più suggestive delle Isole Egadi.

La mia isola” racconta delle tradizioni isolane e descrive in pochi minuti la vita che la cantante ha trascorso sulla sua isola.

BIO

Rubina detta Ruby è una cantautrice siciliana di 35 anni di Favignana. Ha cominciato la sua vita da musicista da bambina suonando in una orchestra di sole chitarre classiche della provincia. Dopo gli studi al conservatorio nel 2000 comincia il suo percorso da cantautrice, scrive i primi brani insieme al maestro Gino De Vita e incide il primo disco dal titolo “Amore più non c’è” contenente 6 brani tra cui il fortunato “Il mare che va”. Nel 2003 scrive il nuovo singolo “Compagnia 2003” e produce l’album “Dedica”. Nel 2012/2013 arrivano invece il pezzo “Sento un sentimento” prodotto da Edit Music Italy, “Complicatamente semplice”.

Molti sono i live in tutta l’Italia e nel 2009 anche negli Stati Uniti (è anche protagonista del “Lamborghini Tour” come musicista ufficiale). Ruby è anche l’insegnante di chitarra dell’attore Kim Rossi Stuart, in occasione del film che registra in Sicilia “Il commissario maltese”.

Gli Ottoni Animati nascono nel 2008 da un’idea di Alessandro Mancuso e Alberto Anguzza. Sono il risultato di una continua ricerca tra i suoni tradizionali e la musica moderna. Il sound che viene da questo mix è spontaneo ed esplosivo. Il loro scopo è rilanciare la cultura siciliana attraverso il suono di strumenti musicali a fiato che ricordino le celebrazioni di paese. Il loro primo cd “La marcia del sud”, pubblicato nel 2010 e prodotto da Terra nova srl, mostra con orgoglio la prima capacita di esprimere l’origine etnica della cultura siciliana, insieme ad una dimensione artistica che sia contemporaneamente locale e globale.

Collaborazioni: Nick the Nightfly, Spankers, Pat Rich, Ryamon Whrite, Marco Baldini, Vinicio Capossela.

Contatti e social

Facebook Ruby www.facebook.com/RUBY-CO-109812552397391/?hc_ref=SEARCH

Facebook Ottoni animati www.facebook.com/ottonianimatiofficial/

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LUCA BASH “CANDIDE BUGIE” È SINGOLO INDIE-ROCK DEL MUSICISTA DI ORIGINI ROMANE

Le grandi sfere tematiche e concettuali dell’amore e della verità si sfiorano e si fondono in una canzone che affronta le incoerenze e i dilemmi a cui tutti noi andiamo incontro quando viviamo una storia con un’altra persona.

«Un paradosso, che nasce da una logica forzata, per descrivere un fatto: se una persona ti ama veramente, la verità a tutti i costi è diretta conseguenza dell’amare realmente.

Ma purtroppo, quando si ama, spesso ci si trova di fronte a bugie bianche, quelle realtà addolcite per rendere la verità commestibile. La scusa che diamo a noi stessi è proteggere chi amiamo, ma in realtà stiamo solo proteggendo noi stessi e la reale matrice dei nostri pensieri. E per assurdo vedi che l’indifferenza di un estraneo, e il suo strumentalismo prevedibile e riconoscibile, sarebbe più vero ed innocuo di una candida bugia, che brucia senza scottare». Luca Bash

https://www.youtube.com/watch?v=sW2DLg8vzSw

Il singolo è estratto da un CD di 15 brani, scritto e prodotto in due lingue (italiano e inglese). L’LP in inglese è intitolato “Keys of Mine”, mentre in italiano si chiama “Oltre le Quinte”. Il progetto si è sviluppato senza direzione artistica, in maniera sequenziale, chiedendo ad ogni musicista di arrangiare e registrare in remoto nella propria città senza indicazione alcuna. L’LP è quindi una composizione dove ognuno ha fatto ciò che la sua arte e gusto gli ha indicato. Di fatto il fine ultimo del progetto di Luca Bash è una dedica ai suoi amici musicisti. Il motivo è semplice:

«Per quanto una persona possa partecipare ad un progetto per sperare che succeda qualcosa o per tentarle tutte, loro (i musicisti) sono gli unici che con un semplice gesto quale suonare e amare le mie canzoni, hanno di fatto reso possibile il dare una forma a quello che io semplicemente sono: uno stupido artista che non ce la fa a rassegnarsi a vivere senza fare ciò che mi rende felice». Luca Bash

BIO

Luca Bash inizia a studiare musica all’ inizio degli anni ‘90, inizialmente con lo studio del violino, per poi passare nel ’94 alla chitarra. Comunque aspetterà fino al ’99 prima di scrivere la sua prima canzone, quando impatta in Dave Matthews, acquistando per caso il suo duo acustico “Live at Luter College”. La volontà di comprendere la composizione chitarristica lo spinge ad iscriversi all’ UM – Università della musica – a Roma, approfondendo la chitarra ritmica e l’armonia. Produce le sue prime 13 canzoni, tra cui “Dear John”, che lui stesso riconosce come il primo pezzo da poter presentare al pubblico.

Nel 2006, Bash fu invitato a partecipare al Festival Internazionale di Piombino, rassegna che vinse in duo acustico, corredando il suo successo con il premio di miglior interpretazione. Formò in seguito una band, chiamata BASH, la quale in 5 anni produsse un LP, “On Air” e vinse diversi eventi nella realtà indie.

I BASH ruppero nel 2011 dopo che I suoi membri principali cambiarono città per motivi lavorativi, ma l’avventura di Luca Bash non terminò. Continuò a scrivere ma nel 2013 ebbe un grave incidente in moto, che lo debilitò per diversi mesi e cinque giorni di coma. Durante la riabilitazione Bash acquisì una coscienza diversa rispetto la sua musica, trainato dalla fortuna di poter di nuovo suonare la chitarra. Da qui, ricontattò da Torino, la sua nuova città, il suo amico e chitarrista storico Giova (Giovanni) Pes per iniziare un nuovo capitolo della sua storia musicale. Nel 2014, un interessante storia discografica prende piede: il progetto CMYKIl duo ha realizzato 4 EP di canzoni acustiche: Cyan, Magenta, Yellow and Key Black. Ogni EP rappresenta uno dei colori base nella stampa grafica che, a differenza dei colori video, RGB, sono fondamentali per stampare ogni tipo di immagine. L’ intento è quindi quello di fissare in maniera indelebile ciò che Luca Bash vuole esprimere dal profondo del suo io. Attraverso il progetto CMYK, la musica di Bash inizia a mettere piede nel panorama internazionale indie. Nel 2015 the duo realizzarono Single Drops, che raccoglie il singolo “Your Tomorrow” ed un brano favorito da ognuno dei 4 EP. La critica descrive questa nuova direzione al meglio: “Con una semplice base acustica, Pes aggiunge bellezza alle composizione di Bash attraverso la sua chitarra al fine di definire al meglio il proprio stile folk. Una sorta di fusione tra una chitarra latina e il country americano rendono unico il loro stile, specialmente per due italiani di provincia. Attraverso il suo viaggio musicale, Luca Bash è rimasto solido nella sua ricerca: cercare il link con il suo pubblico attraverso una vera e pura espressione della sua visione del mondo. Attraverso i suoi testi, che delineano il nocciolo di cosa significa essere ancora vivo, e grazie ai sui esperti manufatti chitarristici evidenti nei suoi brani, Bash continuerà la sua ricerca, provando nuove vie con ogni pubblicazione per collegarsi con i fan e gli amanti della vita. La ricerca è per un sorriso cosciente, un respiro profondo, un “Bravo!” e questo è più che sufficiente per guidare questo appassionato cantautore.

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JULIE “FRAGILE” È LA PERSONALE REINTERPRETAZIONE DELLA CANTANTE ITALO-AUSTRALIANA DEL BRANO DI STING

Il singolo cullato dalle magiche note del sax soprano del sassofonista Francesco Comunale, rappresenta il primo tassello di un più ampio progetto, di prossima uscita, dal titolo “Sintagmi”.

«Fragile è una porta aperta sul mio mondo dove io mi rifletto: un mondo fatto di passioni musicali, ma anche di impegno sociale, perché la musica non può essere scollegata dalla realtà. La musica accomuna il cuore e le menti degli uomini, ma in questo il compito di ogni artista, per trarre dalla sua anima i motivi della sua creazione musicale, sarebbe quello d’impegnarsi socialmente e cercare di dare, per quello che si può, il proprio contributo». Julie

“Sintagmi” è un termine preso in prestito dalla linguistica strutturale, in memoria di un grande autore come Alberto Testa. I “sintagmi”, stanno a rappresentare una vita vissuta, o meglio il racconto delle passioni musicali, della dedizione, delle opere di beneficienza dell’artista, e della considerazione che la musica è un’esperienza profonda e coinvolgente dell’anima dalla quale trarre nuovi impulsi nella vita. Nel disco si è creata quindi una combinazione di più elementi musicali organizzati come una collana musicale, che rappresenta un lungo percorso, sia musicale che di vita vissuta.

Etichetta: Highlights

BIO

Julie Cittadini nasce a Box Hill – Melbourne (Australia) il 13 aprile 1968. Successivamente si trasferisce con la famiglia in provincia di Roma dove attualmente risiede. Nel 1992 muove i suoi primi passi nel mondo della musica partecipando a numerosi cori polifonici, poi nel 1992, sotto la guida di Gabriella Gianfagna, inizia ad acquisire le prime lezioni di canto. Prosegue i suoi studi con il tenore Luigi Rumbo fino al 1997 e da questa data in avanti inizia ad esibirsi nei locali romani, in serate di piano bar, feste di piazza e con diverse cover Band. Dal 1998 prosegue i suoi studi con il maestro Elvio Monti. Prosegue poi con il maestro Irene Spotorno (violinista e compositrice). Contemporaneamente, partecipa a diverse manifestazioni musicali di beneficenza: in favore della comunità di “Capodarco”, all’interno della manifestazione “Un calcio al Razzismo” tenutasi allo stadio Olimpico di Roma (dove si esibisce in un concerto offerto dalla società S.S. Lazio con il gruppo musicale “AFRICA X” e Milton Kwami degli Akwaba Team – Tropical Ethnic Afro Music – ), in un concerto a Pietrelcina (BN) in occasione della “Beatificazione di Padre Pio” – “Tavola rotonda per la Pace – Mai più guerre” (2003), in uno spettacolo di solidarietà e sensibilizzazione in favore di AMREF – Italia onlus svoltosi ai “Mercati Generali” Roma “Costruisci con noi un pozzo d’Amore”, presentato da Stefania Giacomini.

Julie ha sperimentato alcuni brani con sonorità lirico – pop insieme alla cantante lirica Maria Angela Spotorno. Nel 2004 su invito di Alberto Testa, interpreta il brano “T’imparerò” di A. Testa, F. Massoli, A. Groggia. Per partecipare alle eliminatorie di Sanremo 2004. Nel 2011 inizia la sua collaborazione con Sicilian House con il brano “Find the sunlight”, e nel giugno 2013 esce il nuovo singolo “Fly in the universe”, hit estate 2013. Di questo brano Julie è autrice del testo. Attualmente impiegata in RAI in qualità di truccatrice.

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3ANDHALF “FREE AS A BIRD” È IL PRIMO SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM “REVIVAL” DELLA BAND ROMANA

Un pop-rock con influenze derivanti dal baroque pop tipico della seconda metà degli anni ’60, si sposa a perfezione con la freschezza e la solarità dei quattro ragazzi dando vita ad un brano dal perfetto mood estivo.

«Questo brano intende celebrare le prime storie(lle) d’amore della vita; quelle che, per intenderci, viviamo in modo sereno e puro durante la nostra adolescenza. In quel periodo, infatti, la nostra mente è ancora piuttosto libera da condizionamenti, e siamo protesi a vivere più spontaneamente le nostre emozioni e i nostri sentimenti». 3ANDHALF

Facendo parte di un concept album (intitolato “Revival”), anche questa canzone però non può essere decontestualizzata, non a caso contiene uno dei temi ricorrenti del disco: il desiderio di evadere dalla grande città. 

 

«Nonostante “Free as a Bird rappresenti, nella sequenza cronologica della tracklist, una delle prime fasi di crescita dell’individuo, si è comunque già abbastanza consapevoli dell’inadeguatezza della metropoli al caso di uno spirito libero. Questa, infatti, viene percepita come una gabbia di doveri e aspettative altrui da soddisfare, per non parlare del nervosismo e della pesantezza che molti adulti, stressati da uno stile di vita frenetico, trasmettono ai più piccoli… tuttavia, dal punto di vista della voce narrante, non ci sono concrete possibilità di realizzare entro breve questo desiderio, proprio perché a quell’età non si è né indipendenti  autosufficienti. Quindi il tutto rimane confinato nella fantasia del giovane protagonista, che piuttosto che rivolgersi alla sua fidanzatina, sta soltanto immaginando di dirle ciò che pensa». 3ANDHALF

Questa è stata la prima canzone del disco ad essere provata, arrangiata e registrata dai 3andhalf, ed è stata incisa nello studio di registrazione della scuola di musica Tool Cube” di Roma.  

BIO

I 3andhalf si sono formati in un quartiere di Roma Sud (nei pressi dell’Eur) nell’ottobre del 2011 su iniziativa del cantante/chitarrista Andrea Moggiani e del (futuro) bassista Federico, appena ventenni e amici sin dai tempi dell’adolescenza, essendo cresciuti entrambi nella stessa zona. Nonostante le varie turbolenze nel percorso di formazione, nel corso del tempo la band si è esibita suscitando un grande entusiasmo nelle feste di quartiere, in alcuni locali e perfino in un centro commerciale, avendo vinto un concorso destinato ad artisti emergenti di Roma e provincia, che ha comportato l’inclusione di uno dei loro brani in una compilation stampata in tutta Italia “Help! Musica & Solidarietà”, più la possibilità di aprire un concerto di un cantautore italiano affermato: Giuseppe Povia. Per diversi motivi, il gruppo si sciolse nel 2014, poco tempo dopo l’inizio delle registrazioni dell’album di debutto Revival” 

Quasi 3 anni più tardi, Andrea è riuscito finalmente a portare a termine le registrazioni del disco (che la band aveva cominciato assieme registrando “Free as a Bird” e “Because I Love Rock’n’Roll), grazie ad una collaborazione con un’etichetta romana indipendente. Essendo già stati pubblicati due singoli a nome dei 3andhalf (entrambi fondamentali per il concept album in preparazione), Andrea ha deciso di mantenere il nome della band per pubblicare l’album. 

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Spotify: open.spotify.com/artist/2sID7mzKObH0Y0NGRCO5i7

YouTube: www.youtube.com/user/The3andhalf

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