Il tema centrale di “Siamo in onda” è quello che ruota intorno alla consapevolezza per cui la vita è una continua battaglia legata al conseguente dovere di scegliere in continuazione da che parte stare. Da una parte coloro che scelgono di non rischiare e di restare nel limbo, dall’altra coloro che si espongono senza remore e freni.
«Il ritornello, in questo senso, è una scelta, noi “siamo in onda” o almeno ci proviamo, e lo facciamo “raccontando le vite perdute che nessuno sa” cioè le storie della gente normale, la nostra storia, la nostra vita, la vita di chi preferisce avere il cuore pieno e il portafoglio vuoto, piuttosto che il contrario». RadioLondra
Il brano, scritto, prodotto e arrangiato da Francesco Picciano e Max Monti è stato registrato prodotto e mixato presso lo Studio 60B di Forlì e presso lo Studio Scrigno di Fano da Stefano Dionigi.
«Scrivendo il brano avevamo in mente i Baustelle, e certi pezzi vecchissimi di Carboni; volevamo fare una cosa semplice ma forte, diretta, intensa. E’ una canzone che vuole raccontare una storia che era vera una volta e lo è ancora oggi». RadioLondra
Il progetto si inserisce nell’attuale filone dell’indie pop Italiano. RadioLondra è una scatola da cui esce musica libera, diretta, che racconta le cose che succedono, senza retorica e senza paura di mostrare le proprie debolezze e fragilità.
Etichetta: MM2
I RadioLondra sono: Francesco Picciano – Carlo Rinaldini – Filippo Zoffoli.
BIO
RadioLondra è un progetto che prende vita nel 2009, guidato da Francesco Picciano, già vincitore nel 2007 del “Festival Musicando” di Fano, presieduto da Max Gazzè. Il progetto RadioLondra nasce insieme a Carlo Rinaldini e Filippo Zoffoli. RadioLondra è una scatola da cui esce musica libera, diretta, che racconta le cose che succedono, senza paura di mostrare le proprie debolezze e fragilità. La produzione RadioLondra spazia dall’indie pop alla musica d’autore, a volte con qualche venatura di rock, mantenendo un sound semplice all’ascolto. Nel 2009 RadioLondra, progetto nato insieme a Carlo Rinaldini alle chitarre e Filippo Zoffoli al basso si esibisce con Terra Naomi a Bologna e Rimini, nel primo tour della cantautrice statunitense resa celebre dalla rete e dal brano “Say It’s Possible”. Nel 2010 RadioLondra è tra i finalisti del “Festival Musicultura” con il brano “Certe Volte”, che va subito in rotazione su Radio1 Rai e viene scelto come singolo di apertura della compilation di Musicultura 2010. Nel 2011 il progetto è nuovamente tra i finalisti del prestigioso festival marchigiano, questa volta con il brano “Amore sei tornata finalmente”, che viene messo in rotazione su diverse radio locali e nazionali. Il 13 maggio 2011 esce il primo EP, “Quello che c’è”, presentato con un concerto al Teatro del Mare di Riccione, che fa registrare il sold out e viene ripreso dalle telecamere del Tg2 per la rubrica “Mizar”. Successivamente è selezionato dalla commissione artistica di Sanremo 2012, per partecipare alle audizioni di “Sanremo Social”, tenutesi in diretta televisiva su Rai 1, alla presenza della commissione stessa, presieduta da Gianni Morandi. Dopo alcuni anni di lavoro di ricerca sul suono, nel 2015 esce “Certe Volte rework”, partendo da ciò che è stato, con un vestito nuovo, per affrontare un altro viaggio. Il brano è stato lanciato attraverso un video clip sulla pagina Facebook dei RadioLondra e in una settimana ha realizzato 16.959 visualizzazioni. A Giugno 2017, esce il singolo “Puttane”, scritto da Francesco Picciano e prodotto e arrangiato da Max Monti, Francesco Picciano e Carlo Rinaldini; a Novembre 2017 esce il nuovo singolo “Siamo in onda” scritto, prodotto e arrangiato da Francesco Picciano e Max Monti e registrato presso lo Studio 60B di Forlì e presso lo Studio Scrigno di Fano da Stefano Dionigi.
Dopo aver preso parte a tour internazionali e vinto importanti Premi di fama nazionale (fra cui il Premio Speciale della critica Mia Martini), l’artista presenta ora un brano che approccia con sensibilità il delicato tema della disabilità.
Jack è un brano che parla di un ragazzo disabile, soprannominato Jack, che affronta la vita con coraggio e determinazione grazie all’aiuto delle persone, familiari e amici, che lo affiancano. Questo è il punto di vista di chi lo ama e che cerca di rendere possibile quello che sembra impossibile: il ritorno ad una vita, fatta ͞di cose semplici͟, che siano una corsa contro il vento oppure un giro in biciletta.
Il brano, presentato alle selezioni di Sanremo Giovani 2018, è in fase di selezione anche per rappresentare San Marino agli Eurovision Song contest 2018.
Autoproduzione
Autore: Luisa Piscitelli
Produttore e Arrangiatore: ANTONIO CHINDAMO
Studio di registrazione: AUDITORIA RECORDS
Radio date: 17 novembre 2017
BIO
Bresciana di Collebeato. A 12 anni comincia a coltivare la passione per la musica e avvia il suo percorso partecipando come voce solista al coro della scuola. A 19 anni intraprende un corso di studi presso l’Accademia Lizard di Brescia che frequenta per 3 anni partecipando nel contempo a diversi concorsi canori. Da gennaio 2014 studia tecnica e interpretazione musicale dei vari generi ma soprattutto nel pop, r&b e musica leggera. Ha partecipato a numerosi concorsi canori raggiungendo sempre un ottimo riscontro e risultato.
• “Cantatour” edizione 2011, 3 vittorie di tappa e 3^ classificata nella finalissima;
• Finalista per due anni consecutivi al concorso di canto “Mai smettere di sognare” di Castegnato;
• Finalista regionale al concorso di canto “Premio Eleonora Lavore 2014”;
• Finalista del “Premio Canzone Italiana 2014” di Sirmione e Vincitrice del Premio del Pubblico.
Nell’ agosto 2015 breve tour in alcuni locali degli Stati Uniti, in particolar modo a LosAngeles e dintorni dove ha presentato le cover di brani degli anni ‘70 e ‘80 rivisitati e reinterpretati nel suo personalissimo stile.
• 26 Ottobre 2015 ospite all’evento “La Vetrina dei Talenti” in Expo 2015;
• 13 Febbraio 2016 ospite all’Open Theatre di Sanremo;
• 19 Giugno 2016 protagonista della Festa della Musica organizzata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.
• 24 Settembre 2016 Concerto di beneficienza per le famiglie colpite dal terremoto di Amatrice in collaborazione con le “Alter Echo String Quartet” presso Gardaforum di Montichiari;
• 21 Ottobre 2016 vincitrice del i Premio Speciale della critica Mia Martini;
• Dicembre 2016 breve tour in Giappone per alcune date del suo spettacolo “Music Parade” omaggio alla musica internazionale degli anni ’80 da lei reinterpretati.
Il singolo del gruppo capitanato dal noto musicista jazz Niccolò Faraci, sperimenta l’elettro-pop anni’80 in un turbinio evocativo di citazioni di cultura popolare e dinamiche sociali evolutive.
Family Computer nasce come tributo e sincero omaggio alle atmosfere e suoni caratteristici dell’elettropop anni ’80.
L’introduzione è dichiaratamente ispirata al sound design utilizzato, ad esempio, in Stranger Things, mentre la scelta dei campionamenti e sintetizzatori è un autentico viaggio tra videogames Nintendo/Atari, arpeggiatori monofonici ed impiego di software per la sintesi vocale normalmente utilizzati in Giappone per le “idol band” : una voce femminile nata dal computer che viene doppiata da una voce maschile, umana ma filtrata con il leggendario vocoder, compagno di avventure da Moroder a Daft Punk.
Family Computer ha un testo minimale che prende in esame due realtà estremamente controverse. Il concetto di famiglia è notoriamente in fase di ridefinizione, mentre il significato di computer è ormai sostituito da “app”, “tablet” o più generalmente associato ad un dispositivo mobile. Il termine “computer”, paradossalmente, è il nuovo vintage, perché nel mondo della robotica, già esasperato proprio negli anni ’80 come nuova frontiera da esplorare, abbiamo tutti il desiderio di vivere con esseri artificiali, i quali saranno umani, gentili, sociali, tanto da giungere al traguardo di rivolgersi a noi con un semplice ma ben studiato approccio di cortesia: “Please”.
Kaijū è un termine giapponese che può essere tradotto come “strana bestia” e nella iconografia cinematografica identifica i mostri giganteschi come ad esempio Godzilla. Recentemente, i Kaijū sono stati protagonisti della fortunata serie Pacific Rim.
Motel Kaijū esprime il desiderio di dare spazio vitale a tutta la naturale stranezza con la quale tutti, prima o poi ci confrontiamo, alla ricerca di un nostro luogo ideale nel mondo. Motel Kaijū è un sistema creativo che accoglie (Motel) diversi generi di musica. La band ha una vita nell’acid jazz e progressive rock, con un album in lavorazione per il 2018, da pubblicare su vinile. Motel Kaijū ha però dato inizio ad un esperimento di carattere più “elettropop.
Questo nuovo progetto artistico nasce da Niccolò Faraci, musicista attivo nel mondo del jazz, elettronica e sinfonica con numerose esperienze tra Europa ed Asia. Idealmente, facendo ritorno a casa e nel proprio laboratorio, da vero nerd, Faraci crea Motel Kaijū come gigantesco mostro in grado di spaziare in molteplici generi musicali. Motel Kaijū è a proprio agio in club di musica elettronica, in festival jazz, con un’orchestra sinfonica e nell’ambito pop, inteso come interpretazione della nostra società in forma musicale.
RADIO DATE: 17 NOVEMBRE 2017
ETICHETTA: MOTEL KAIJŪ RECORDS
DISTRIBUZIONE DIGITALE: BELIEVE DIGITAL
BAND: Niccolò Faraci (basso elettrico, voice synthesizer), Lorenzo Blardone (synths) , Alberto Mancini (piano,moog), Andrea Bruzzone (batteria).
BIO
Niccolò Faraci è un musicista attivo nel mondo del jazz, elettronica e musica per orchestra, con numerose esperienze a livello internazionale tra Europa ed Asia.
Ha collaborato con l’Ambasciata Italiana e l’Istituto Italiano di Cultura, oltre a rapporti estremamente solidi con la Società Dante Alighieri, gallerie d’arte, fondazioni e sponsor privati.
Grazie alla sua estrema versatilità, ha realizzato progetti che esplorano la musica contemporanea dando valore alle tradizioni ed all’innovazione. Il dizionario del Jazz Italiano (Feltrinelli) lo cita come innovatore nell’utilizzo di strumenti elettronici ed acustici, creando un sound originale ed apprezzato dalla critica indie in Italia ed all’estero.
Come autentico pioniere, nel 2008 incide il primo disco live di jazz italiano in Cina, promuovendo uno scambio culturale che lo vede protagonista, insieme a colleghi cinesi, in svariati concerti e speciali radiofonici, come la puntata di Piazza Verdi (Radio Rai3) dove il suo trio italo-cinese suona brani originali scritti durante il tour 2015. Faraci è inoltre collaboratore della prestigiosa rivista “Cina” in Italia, con reportage dall’oriente e condivisione di esperienze, come il recente articolo dedicato alla giornata mondiale del jazz a Zhuhai (2017).
Nel campo della musica per orchestra sinfonica, ha scritto suite per archi presentate al pubblico in Giordania (Orchestra Nazionale), Ucraina (Orchestra Sinfonica di Lviv) e Cina (Youth Orchestra di Shenzhen). Sono numerose le sue partecipazioni a Festival Jazz Internazionali, tra i quali è doveroso citare Kuala Lumpur International Jazz Festival, Odessa Jazz Festival, NISVILLE, Athens Technopolis, Saulkrasti, Jazz Goes To Town, Sibiu Jazz, EtnoJazz Chisinau e molti altri, dove Niccolò Faraci Trio e Quartetto sono stati programmati con autentiche star del jazz da Ron Carter a Paolo Fresu, Richard Galliano.
I suoi dischi sono stati programmati a livello internazionale, in programmi di musica jazz e trasmissioni come Fahrenheit (disco della settimana).
Un brano che viaggia fra pop cantautorale e teatro-canzone vestendosi di sarcasmo ed ironia.
“Gioconda” è un pezzo che trae ispirazione dalla vita degli uomini in cerca sempre di nuove esperienze con le donne:
«L’idea mi è venuta un giorno mentre passeggiavo per il centro di Roma sul susseguirsi di tante scene e di tante immagini che mi riportavano sempre sullo stesso punto: l’atteggiamento “provolone” del maschio marpione. Con ironia rappresento poi la donna, preziosa e maliziosa, proprio come la Gioconda, il ritratto più celebre della storia. Con sarcasmo invece raffiguro l’uomo nelle vesti di un serpente che studia la sua preda, morde, colpisce e fugge”.Pallotta
La tematica trattata si fonde con la musica in una sorta di commedia tra pop e teatro/canzone.
Il singolo è stato prodotto, realizzato, registrato ed arrangiato da Davide Maggioni presso Archimede studio, e anticipa l’uscita del nuovo disco che è in fase di lavorazione.
Autoproduzione
BIO
Maurizio Pallotta (cantautore / autore) nasce in Abruzzo, a Castel di Sangro, nel 1991. Figlio di ristoratori con la passione innata per la musica, cresce con la consapevolezza che nella vita, oltre il corpo, è necessario nutrire anche l’anima. Lui lo fa fin da bambino, quando, a soli 6 anni, scappa dal ristorante di famiglia per andare a cantare nei locali fino a tardi. Ma la musica non è solo passione e talento, ma anche studio, costanza e sacrificio. Per questo inizia il suo percorso artistico studiando canto lirico e musica classica con il suo primo maestro Piero Mazzocchetti. Negli anni, frequenta diverse accademie e scuole di musica e di canto, raccogliendo l’approvazione e la stima di autori del calibro di Giorgia, Giuliano Sangiorgi, Andrea Bocelli ed Edoardo Vianello. Nel 2012, a soli 21, si trasferisce a Roma e sfrutta tutte le possibilità che la capitale dello spettacolo gli offre perfezionandosi, oltre che nel canto, anche nella recitazione con Paola Tiziana Cruciani. Conosce Edoardo Vianello, che con la sua grande professionalità e umanità, gli insegna a sentire la musica non solo come tecnica, ma anche come linguaggio emotivo.
L’incontro con Edoardo Vianello e Mariano Perrella, dà inizio ad un sodalizio artistico che si conclude con un vero e proprio attestato di stima quando lo stesso Vianello diventa il produttore del suo primo disco “Non si può perdere sempre” di cui Maurizio ha curato ogni aspetto, seguito dal suo amico e direttore artistico Muzio Marcellini. La musica di Maurizio Pallotta restituisce il mix di esperienze, sapori ed atmosfere che l’hanno reso l’artista e l’uomo che è oggi: un esponete della musica italiana con la passione per la musica cantautoriale dal pop al latino, con ironia ed intenzione teatrale senza mai tralasciare la forza della melodia italiana.
“Ti darò un perché/che ti riporti da me”. Questi sono alcuni versi del ritornello che riassumono perfettamente il senso dell’intera canzone. Il brano si pone infatti come un racconto autobiografico che si sofferma sulle colpe commesse da un uomo nel proprio percorso di vita davanti a se stesso e alla donna amata. Come tutte le persone che si ritrovano a riconoscere gli errori del passato, il protagonista si rende conto di aver buttato via molto tempo. Ma non si ferma alla constatazione degli errori passati, si promette di cambiare rotta, di divenire un uomo migliore, poiché non può accettare di spegnersi senza averci almeno provato. Dal punto di vista dell’arrangiamento la canzone presenta sonorità elettroniche, inserendole nel contesto pop-rock attuale. I suoni digitali si mescolano a una batteria acustica e alle chitarre distorte. La produzione artistica è di Davide Maggioni.
L’idea dei “Baruffa” è quella di portare in musica le esperienze di vita quotidiana dei componenti, vissute direttamente o indirettamente. Questioni amorose, piccole incomprensioni, inghippi quotidiani, le più piccole preoccupazioni, tutto ciò che in qualche modo può riempire le giornate. Tutto ciò descritto senza troppa serietà, spesso in chiave autoironica. Lo stesso nome “Baruffa” non nasce da alcuna necessità di lanciare un messaggio. Non è altro che il nome di un bar che i componenti hanno frequentato abitualmente per un periodo.
Il sound dei Baruffa cerca di coniugare la canzone pop-italiana con sonorità che richiamano sia l’elettronica, che il rock.
Autoproduzione
BIO
“Baruffa” è il nome del progetto che nasce nell’estate del 2016 da Emanuele Rossi (voce), Enrico Da Rù (chitarra) e Marco Marabese (tastiere e sintetizzatori). “Baruffa” è il nome del bar in cui il gruppo nel periodo di formazione si ritrovava abitualmente. I tre venivano da un’esperienza condivisa di band durata più di quattro anni, in cui hanno scritto canzoni e suonato dal vivo, prevalentemente tra Padova e Rovigo. Nel settembre del 2016 il loro manager, Cristian Gallana, li presenta al produttore Davide Maggioni. Da quel momento è iniziata una collaborazione con lo stesso che continua tutt’ora. Nel 2017 si piazzano fra i 145 finalisti di Area Sanremo con il singolo “Ti darò un perché”. È prevista la pubblicazione di un EP per il 2018.
I “Baruffa” sono:
-Emanuele Rossi, 27 anni, di Monselice (PD), studente di Giurisprudenza
-Enrico Da Rù, 27 anni, di Solesino (PD), professore di Italiano, Storia e Geografia alle scuole medie
-Marco Marabese, 27 anni, di Villanova del Ghebbo (RO), studente di Sassofono al Conservatorio
Pop- dance e lirica si incontrano al grido di: “La Vita è una Festa per tutti, siete tutti invitati!”
Gantcho e Vanessa Greyiniziano un cammino artistico sperimentando e unendo il mondo della lirica a quello del pop-dance, hanno collaborato insieme in Your Body is a Temple che è diventato colonna sonora della campagna pubblicitaria di un noto brand sportivo Firesigne hanno continuato il loro viaggio coinvolgendo Sannie Gottlieb cantante e speaker danese e il producer Twenty producendo Life is a Journey, un brano che unisce la storia di quattro ragazzi amanti della musica provenienti da generi diversi, tradizioni, culture e paesi diversi. Non c’è due senza tre e allora Gantcho e Vanessa proseguono il loro percorso e i loro progetti insieme con un’altra produzione: “Party For Everyone”.La canzone è stata accettata all’Eurovision Song Contest Svizzera 2018.
BIO
Gantcho Boyadjiev
Gantcho Boyadjiev nasce a Sofia, Bulgaria, e sin dall´infanzia sviluppa la sua passione per la musica, che in seguito si evolverà in occupazione professionale. A nove anni inizia a prendere parte a diversi corsi e lezioni di musica, solfeggio e pianoforte ed a partecipare in esibizioni pubbliche di diversi cori. A 18 anni, Gantcho studia già canto lirico con vari maestri dell’Opera di Sofia.
Le sue prime esperienze internazionali avvengono a Parigi e ad Aix-en-Provence (Francia), dove vive nel periodo 1990-1991. Lo studio all’ Istituto per studenti stranieri (Aix-en-Provence) e l´occasione di frequentare il festival musicale di Aix-en-Provence, contribuiscono moltissimo alla sua formazione culturale ed artistica. Tra il 1991 ed il 2009, Gantcho Boyadjiev visita diversi paesi ed entra in contatto con culture e generi musicali molto diversi tra loro: Inghilterra, Francia, Spagna, Canada, USA, Svizzera, Polonia, Repubblica Ceca, Olanda, Russia, Corea del Sud, Austria, Germania, Finlandia, Svezia, Israele, Tailandia, ecc. Soggiornare per lunghi periodi di tempo in città come Londra, New York, Los Angeles, Philadelphia, Washington DC, Parigi, Barcellona, Madrid, Zurigo, Mosca, Amsterdam, ecc., lo porta ad avere nuove esperienze artistiche, che generano diversi cambiamenti nella sua visione artistica. Dal 1992- 1994 Gantcho collabora con il 1° Canale della TV di Stato a Sofia dove sviluppa la sua abilità come autore di musica e testi di canzoni di genere Pop. Oltre all´educazione musicale Gantcho si laurea in Ingegneria Chimica all’ Università Tecnologica di Sofia e parla correntemente Inglese, Francese, Italiano e Russo. Nel 1995 Gantcho Boyadjiev si stabilisce in Italia e da allora risiede permanentemente a Milano. Studia canto lirico, tecnica vocale e repertorio operistico per cinque anni in diverse scuole private a Milano e con diversi maestri, tra i quali Giuliette Bisazza. Preziosissimi anche i contatti con il M° Carlo Bergonzi. Perfeziona la sua tecnica vocale da tenore drammatico con la Sig.ra Ghena Dimitrova con la quale rimane a studiare per quattro anni tra Monte Carlo, Verona, Genova e Milano. Nel 1999 Gantcho debutta al festival estivo di Roma nella produzione per giovani cantanti dell`opera “Don Giovanni” di Mozart. Nella stagione teatrale 2002-2003 partecipa nella produzione congiunta del Teatro “Dante Alighieri” di Ravenna e del Teatro “Del Giglio” di Lucca dell’opera di Benjamin Britten “Il Piccolo Spazzacamino”. Nell’ arco degli ultimi 15 anni Gantcho partecipa a numerosi eventi musicali, concerti ed esibizioni pubbliche, e a diversi concorsi, tra i quali il concorso della RAI “Maria Callas”, “Giuseppe Verdi” di Bussetto, “Iris Adami Corradetti” di Padova, “Riccardo Zandonai” di Riva del Garda etc. Dopo una breve pausa dall’attività concertistica, Gantcho Boyadjiev ora si dedica alla composizione di musica d`autore cercando di fondere la voce d´opera con un sound puramente elettronico, più innovativo e contemporaneo. Collabora con diversi musicisti e DJ di Milano, Los Angeles, Londra e Sofia, da cui trae ispirazione nel cercare di abbinare un sound di voce con impostazione classica, con una base musicale moderna che varia dalla House alla Techno, dal Trance al R&B. SIAE gli riconesce in nome d’arte “Gantcho”.
Dalla collaborazione con i compositori Boris Chakarov, DJ Twenty e Luca Lombardi nascono i progetti degli album “Music is the Answer”, 2011, “Freedom”, 2015, “Lost Without You”, 2016 registrati a Milano e masterizzati dal “Grammy” winner Antonio Baglio. L’album “Freedom” contiene duetti con Sanne Gottlieb, Vanessa Grey e il rapper Face Pimp. Regolarmente iscritto all’ ENPALS e alla SIAE come Autore e Compositore nella sezione “Musica”.
Vanessa Grey
Speaker radiofonica, conduttrice, cantante, nasce in provincia di Cosenza e da piccolissima scopre la sua vena artistica, nonostante il suo non esser “Figlia d’Arte”. Inizia a studiare canto con Maria Dato (mamma di Mia Martini), con Rosa Martirano ed in seguito con la vocal coach milanese Luigina Bertuzzi. Nel suo cammino artistico molti stage con insegnanti e artisti come, Iskra Menarini, Elisi Turlà, Michele Fischietti, Bungaro, Gatto Panceri. Studia pianoforte per 5 anni e consegue il 3° anno di Teoria e Solfeggio al conservatorio di Taranto. L’amore per il canto incontra in un secondo momento la passione e l’amore per la radio, diventando prima speaker di Radio Sound con un programma, Sound Street dedicato alla musica emergente o come lei la definisce “sconosciuta” ed in seguito speaker radiofonica per Radio Azzurra appartenente al gruppo delle grandi radio del sud.
Collabora come corista e solista con artisti come Franco Fasano, Paolo Vallesi, Amedeo Minghi, Davide de Marinis ed è cantante solista della band di Ivana Spagna. Tra le sue esperienze e collaborazioni artistiche: Bungaro ha scritto un inedito “Ho sete”, il Tour per Radio Bruno con il suo inedito Nebbia, insieme ad artisti come Enrico Ruggeri, Anna Tatangelo, Noemi, i Rio, ricorda con piacere i complimenti in diretta radiofonica del maestro Mogol, l’apertura del concerto di Arisa, degli Stadio, Castrocaro e l’esperienza al programma di X-Factor. Nel 2012 cantante e presentatrice di una passerella di giovani artisti, per l’organizzazione San Giovanni Summer Festival, a Roma in Piazza San Giovanni in Laterano e anche vincitrice della tappa alla Certosa di Padula del tour Area Sanremo. Nel 2013 il Pov Music Contest a Pordenone – partner Rai Radio 1. Nel 2014 arriva l’esperienza in Canada, dove ha deciso al posto del suo vero nome Vanessa Pugliese di usare un nome d’arte Vanessa Grey, grigio non come lei ma grigio come il colore che sta in mezzo al bianco e il nero con le sue mille sfaccettature…per guardare il mondo con tanti occhi. L’incontro con il nuovo nome è avvenuto in Canada, per sapere la storia dovrete incontrare lei per conoscerla!!! In Canada e a Buffalo NY allo GCR Audio Recording (studio dei Goo Goo Dolls) ha registrato alcuni suoi brani inediti e collaborato con musicisti canadesi ma soprattutto ha vissuto una delle esperienze artistiche più belle e gratificanti della sua vita.
Alla fine del 2014 e l’inizio del 2015 ha raggiunto un importante traguardo, diventare speaker per Radio Bellla & Monella prima, e speaker per Radio Reporter, dopo. Ha condotto il mattino con Vanessa su Radio Reporter dalle 10 alle 13 dal lunedì al venerdì e conduce il pomeriggio dalle 18 alle 20 #ConosciLaGrey su Bellla & Monella sempre dal lunedì al venerdì. Nel 2015 ha cantato e presentato per Radio Cuore con artisti come Patty Pravo, Nek, Max Pezzali, Francesca Michielin, Bianca Atzei, Dear Jack ed è stata in diretta radiofonica dall’Arena di Verona per la Finale di Festival Show. 2016 presenta al Fabrique di Milano i Dire Straits Legacy ed è responsabile per Radio Bellla & Monella di tutte le interviste con gli artisti della 66° edizione del Festival di Sanremo e per la diretta da Sanremo. Inizia la collaborazione con la G Records e Matteo Bonsanto e da questo nuovo incontro nasce una nuova canzone People che rispecchia il suo mondo e la sua voglia di comunicare e stare con la gente e proprio con People e una versione in acustico basso e voce We Found Love di Rihanna, ha aperto il concerto a Roberto Vecchioni al Teatro della Luna di Milano. Presenta il Valdichiana Live con Sergio Sgrilli e la sua canzone People diventa la sigla d’apertura dell’evento. Apertura concerto dei Tiromancino a Carugate (Milano).
Presenta Racconti d’autore su Radio Cuore con Gaetano Curreri, Luca Carboni allo Shopinn Brugnato 5 Terre e la tanto attesa Arena di Verona per la finale di Festival Show, trasmessa su Real Time… un palco ed un emozione da non dimenticare. Il 2017 continua con la radio, con il Festival di Sanremo, con le tante interviste, con la giuria per il Manzoni Derby Cabaret con Mario Luzzato Fegiz, Tv Sorrisi e Canzoni, Bruce Ketta, con la sua esibizione canora al Teatro Manzoni di Milano insieme a Luisa corna, con Racconti d’autore in Musica e Parole insieme a Michele Bravi, Gianluca Grignani, Elodie e con…Una nuova grande avventura ZETA DI NOTTE su RADIO ZETA, in diretta con un programma tutto suo da mezzanotte alle 3 dal martedì al venerdi… vi aspetta on air ed anche sul canale 266 del digitale terrestre. Dimentica sempre di dire che è laureata in Economia Aziendale (anche con ottimi voti) con un elaborato tesi in: “Pianificazione dell’evento spettacolo” che è la testimonianza verso la sua “Amata Musica”.
Vibrazioni rock e patchanka condite da un vestito gipsy creano il mix perfetto che identifica il nuovo progetto dell’eclettico gruppo musicale.
Il singolo “La mia ciurma”, con musica scritta da Luigi Tarantino e Marco Giaffreda e testo di Luigi Tarantino è frutto della sperimentazione musicale di diversi generi. Rock, gipsy e patchanka si fondono per dare vita ad un sound di forte energia.
Il testo è metaforico e tutto da interpretare. Vuole, in parte, essere una critica nei confronti di chi esercita il proprio potere sulla società, società alla perenne ricerca di una guida al punto da assecondarne ogni richiesta e da lasciarsi indottrinare, al punto da accontentarsi di vivere una vita così come il sistema impone, pur consapevole di lasciare al sistema stesso i frutti del proprio lavoro e delle proprie fatiche. La critica è estesa, però, anche a chi subisce il potere del sistema. A chi è impotente ed incapace di prendere in mano il proprio destino e continua a lamentarsi di una vita stereotipata e difficile, senza però fare nulla per cambiare e per cambiarla.
Il singolo è estratto dall’album “Mistura”. Il titolo dell’album è stato scelto perché fortemente rappresentativo dell’identità della band. In parte, ne riprende il nome diventando una sorta di “biglietto da visita” in qualità di primo lavoro discografico, in secondo luogo identifica la varietà di stili musicali proposti.
L’album rappresenta infatti quasi una sintesi delle varie influenze artistiche collezionate in sei anni di lavoro e rese assolutamente personali fino a rendere riconoscibile il sound della band.
Line-up: Marco Giaffreda (Vox and Guitar), Luigi Tarantino (Accordion and Vox), Valeria Marulli (Vox), Federico Pecoraro (Bass), Alberto Manco (Drums), Ylenia Giaffreda (Violin), Antonio De Rosa (Trumpet), Edoardo Albanese (Guitar).
Autoproduzione
Radio date: 1 dicembre 2017
Pubblicazione album: 21 dicembre 2017
BIO
Nel 2011 dei musicisti dalle più svariate influenze musicali decidono di formare una band, perché accomunati da una sola grande passione: l’amore per la musica. Nascono così i MISTURA LOUCA, un viaggio musicale tra colori e sonorità della Patchanka. La traduzione letterale del nome della band, “miscuglio pazzo”, esprime al meglio la grande varietà di stili musicali proposti negli spettacoli della band, tra cui: reggae, punk, ska e gypsy punk, non tralasciando anche qualche sonorità popolare della Grecìa salentina. Le esibizioni del gruppo si contraddistinguono per una forte carica energetica ed un Sound a 360° che rendono ogni concerto una vera e propria festa. Nei suoi numerosi live la band, formata da otto elementi, trasmette qualcosa di originale ed innovativo al pubblico, che diventa sempre più numeroso, collezionando consensi e critiche in lungo e in largo per la Puglia e non solo. La band di giovani ragazzi, dopo essersi “fatta le ossa” suonando dal vivo un po’ ovunque (dai pub alle feste in piazza, da quelle universitarie ai centri sociali), si è esibita nelle più importanti location e feste salentine fra cui il Postepay Parco Gondar ed in numerosi festival in tutta Italia come “Collisioni Festival” a Barolo, “Aria di Friuli Venezia Giulia” in cui è stata selezionata fra i vincitori del Progetto Giovani, e tanti altri. Forte della propria esperienza la band ha in pochi anni trovato una ben definita identità artistica, intraprendendo così un processo di personalizzazione che l’ha condotta ad aprire il concerto di Tonino Carotone nel 2016 e quello di Mannarino nell’estate del 2017. Quest’anno segnerà anche l’uscita del primo lavoro discografico dal titolo “Mistura” prevista per dicembre, composto esclusivamente da brani inediti. L’album della band è stato però preceduto da vari singoli. L’ultimo inedito, lanciato nell’estate del 2017, è “Il Meridionale” preceduto da “Cosa ti Resta” (2016), “L’Essenza” (2015) e “Move in Time” (2014).
Tiepidi autunni è una canzone intima e delicata, arrangiata prevalentemente con gli archi grazie alla collaborazione con il M° Charles Burgi che ha diretto magistralmente un quartetto d’archi della Scala di Milano. Il suono avvolgente e acustico sposa perfettamente il testo che parla di un momento di riflessione di una persona anziana che pensa e rivive i propri ricordi vissuti con il partner che lo ha lasciato da poco. E’ la descrizione di un amore che si spezza, non perché si sia esaurito ma perché la vita di ogni uomo ha una fine che non coincide però con l’epilogo di quello che si è vissuto e provato.
Alessio Longoni è un cantautore che si distingue per i testi introspettivi e il sound in bilico tra la canzone d’autore nel senso più nobile del termine e le sonorità british/pop. Grande appassionato dei cantautori italiani come De Andrè, Tenco e Battiato, cerca di trovare con la propria musica l’equilibrio perfetto tra musica e parole, un’alchimia unica che non possiede regole scritte.
Etichetta: Ritmica Records
BIO
Alessio Longoni è un cantautore cagliaritano attivo dal 2002. Dopo una serie di partecipazioni a diversi Festival in ambito nazionale, nel 2006 pubblica per Universal “Tutto sembra inutile”, canzone che viene inserita all’interno della compilation Conto Arancio Summer Hits. Successivamente si dedica alla scrittura del primo album “Cose Distanti” che viene pubblicato nel 2009 dalla Ritmica Records, edizioni Warner Chappell Italiana. Il primo estratto è “Vorrei”, un singolo dal gusto volutamente rétro che attira l’attenzione di numerose radio ed entra immediatamente nella classifica della Indie Music Like. “Vorrei” viene remixato da un’ospite d’eccezione, Luca Urbani dei Soerba, che decide di rivisitare il brano con delle nuove sonorità elettroniche. In Settembre 2010 viene pubblicato il secondo singolo “Passerà”, che viene accolto positivamente dal circuito radiofonico e viene inserito in diversi palinsesti tra cui quello di Isoradio (Radio Rai). Nel 2010 partecipa al Mei d’Autore di Faenza dove presenta in versione acustica alcuni brani di “Cose Distanti” e in Agosto 2011 è Open Act a Sestu (CA) per Massimo Zamboni (CCCP-CSI) e Angela Baraldi nel “Solo una terapia tour”. In Aprile 2013 pubblica il nuovo singolo “Meglio di così” che anticipa l’uscita del nuovo album previsto nei prossimi mesi. In Luglio 2013 è tra gli 8 finalisti del Premio Bindi. Il 20 Gennaio 2014 pubblica il nuovo album “Epoca di sogno” frutto di un lavoro di 2 anni che ha coinvolto oltre venti musicisti. A fine 2017 viene pubblicato il video di Tiepidi Autunni, una ballad acustica arrangiata interamente con gli archi grazie alla collaborazione con il M° Charles Burgi che dirige magistralmente un quartetto d’archi della Scala di Milano. Attualmente è al lavoro sul nuovo Ep che verrà pubblicato in Aprile 2018.
La musica non come atto di riparazione, ma come fonte di nutrimento di sentimenti e speranze.
“L’amore dentro” è una canzone di impronta rock melodica dove anima e amore si rincorrono legati al distorsore della chitarra. Un brano efficace, netto, la cui validità viene celebrata da un duplice registro stilistico dove tutte le emozioni sono tenute strette fino ad esplodere.
«L’amore non è palese ma crea energia, il colore è sovrastato dal buio, il brivido è scusa per andare avanti. La stessa efficacia si riconosce in tutto il brano caratterizzato da una struttura semplice dove l’amore esplode insieme all’assolo di chitarra». Stefano Virga
Radio date: 20 ottobre 2017
Etichetta: Virgs
BIO
Stefano Virga nasce a Palermo nel ’68. Sempre vicino alla musica, lavora come dj e in piccole radio private. Nel 1986 il primo album in collaborazione con il maestro Matteo Butticè, autore del brano “Andavo a 100 allora”. Per la Interbeat –Wea, in collaborazione con Luigi Piergiovanni incide i due singoli “E Buonanotte” e “Gli occhi delle donne”, quest’ultimo presente nella compilation “Anni 90”.
Nel 1993 arriva il cd “Paradisi artificiali” grazie alla collaborazione di Alessandro Maria Barelli, dove Stefano affronta tematiche sociali, reagendo alle situazioni drammatiche delle nuove generazioni. L’autore si ripropone cinque anni dopo con l’album “Sciureru” che vede la collaborazione di Riccardo Cimino e Aldo Azzaro. Nel 2006 esce il nuovo cd: “Punto e Virga” che segna l’inizio di una nuova situazione; l’autore si ripropone in una chiave diversa rispetto al passato. Un nuovo inizio, una nuova fase, un periodo diverso. Un cd sentito dall’inizio alla fine, dove però non poteva mancare il tocco d’autore grazie alla collaborazione di Cesare Chiodo che firma il pezzo “Amore Digitale”. Qui il lavoro in studio viene superato dalla vita quotidiana: le sensazioni, le emozioni, perché no, le avventure quotidiane si riflettono nelle composizioni e diventano musica vera, suonata. Proprio per questo il disco può essere definito “artigianale”, nato nella sala prove grazie alla collaborazione dei musicisti che hanno provato i pezzi, li hanno cambiati, arrangiati, vissuti; così il cd diviene “roba” da musicisti e non da arrangiatori, un pezzo artigianale, forse non perfetto, ma unico. Nel 2014 esce l’album “Passo” che raccoglie monologhi del cuore, di un cuore trafitto, di un cuore senza battito, ma di un cuore che riesce a rimandare all’amore.
L’autore non crede alla musica come atto di riparazione, essa ha il valore di nutrimento dei sentimenti, dell’amore, dei desideri, delle speranze.
Dopo il successo di “Sei fantastico” ft. Rosalinda Celentano, l’eclettico cantautore presenta un coinvolgente brano animato da una costante rincorsa ritmica che sfiora le eleganti dinamiche del blues.
“Ora basta” è una canzone che, nata negli anni ’80, sfodera un animo “vaudeville” che ricorda a tratti le atmosfere sonore anni ‘30/’40 rette da un blues in minore. Il testo è ispirato da una storia d’amore giocata su un “tira e molla” stuzzicante fra un uomo e una donna.
Nell’album, tre diverse fasi epocali della vita dell’artista prendono forma nel disegno tracciato da un disco che, seguendo una linea melodica legata al pop declinato in varie sfaccettature, dà vita ad undici brani dal carattere autobiografico. “L’ho scritto io” è un lavoro musicalmente concepito in modo dilazionato nel tempo. Il disco vede la “partecipazione” dei tre alter-ego dell’autore in veste di bambino, ragazzo e uomo. Il suo vissuto lo porta così a comporre 11 inediti diversi nella loro struttura proprio perché scritti a distanza negli anni.
RADIODATE: 20 OTTOBRE 2017
ETICHETTA: LOGO Records / DREAMCASTLE RECORDS
BIO
Mauro Pina (nato a Erba – Co – l’11 giugno 1966) è un cantautore, polistrumentista e paroliere italiano. Il suo genere musicale spazia tra pop, rock & roll e soft rock.
Compone interamente le sue canzoni suonando personalmente tutti gli strumenti (percussioni, basso, chitarra, pianoforte, armonica, voce). Mauro scrive personalmente gli arrangiamenti di tutte le sue canzoni, registra tutte le voci e le interpreta con uno stile particolare.
A tre anni inizia a cantare sui brani dei dischi di papà, con il giradischi preparato dalla nonna al ritorno dall’asilo. Negli anni suona, come se lo avesse sempre avuto, ogni strumento musicale che per caso entra in casa, tra regali a lui o ai fratelli. Le sue melodie preferite sono quelle degli anni ’60. Diventa beatlesiano e lennoniano. A 13 anni è già frontman della sua prima band ed esegue le prime cover rock. I suoi mentori saranno sempre i Beatles.
Inizia presto anche a comporre, e anche durante il servizio militare la sera in camerata i commilitoni gli chiedono di suonare i suoi pezzi. La musica affianca per molti anni l’altra sua grande passione, il calcio, al quale rinuncia a seguito di un infortunio sul campo.
Sottopone le sue composizioni a diverse case discografiche ed addetti ai lavori, ma difficilmente si esibisce in pubblico, proponendole.
Nel 1995 vince premi partecipando ad esibizioni in TV locali ed inizia collaborazioni musicali.
Dal 1998, per circa un anno e mezzo, frequenta musicalmente Dario Baldan Bembo che arrangia un suo pezzo che farà parte di una compilation.
Nel 2002 conosce Lucio Dalla che si interessa ai suoi pezzi e gli propone la registrazione di un ep, (quattro suoi inediti), ma non può sostenere l’investimento economico richiesto.
Nel 2005 il suo tributo ai Beatles lo porta a Londra a registrare un disco nei mitici Studi di Abbey Road con altre 24 Beatles band italiane. In Italia, viene considerato il migliore, ad interpretare i Fab4 dalla rivista nazionale “Chitarre”.
Nel 2006 apre la sua agenzia musicale, la Dreamcastle, con la quale inizia collaborazioni per organizzazioni di concerti ed eventi musicali con comuni, enti pubblici ed artisti di fama.
Frontman di diverse band musicali propone musica rock e brani di cantautori italiani e stranieri durante le sue serate.
Il suo tributo a Lucio Battisti riempie sempre piazze e teatri e successivamente alla scomparsa dell’artista sarà la sua band a cantare e suonare durante la kermesse musicale a lui dedicata a Molteno. Sono concerti con migliaia di persone.
Nel 2014 collabora come speaker per una radio locale siciliana (Radio Carini).
I suoi pezzi “nel cassetto” aumentano e la sua vena musicale si arricchisce di esperienze e di vita. Cantautore e musicista a tempo pieno.
Nel 2015 l’incontro con un’amica d’infanzia. Lei lo sostiene nel primo progetto musicale: la registrazione di un album di inediti, e come autrice con Mauro, scrivendo buona parte dei testi delle sue canzoni.
In fine, grazie alla conoscenza di Efrem Sagrada (ex Celentano’s-Club) il sogno del progetto musicale si concretizza con la pubblicazione di un album con special guest Rosalinda Celentano, nel pezzo di punta del disco: proprio la ciliegina sulla torta. Il 15 luglio presenta insieme a Rosalinda Celentano il singolo “Sei Fantastico” al Vip Master di Milano Marittima; successivamente partecipa alla finale de “Il Cantagiro”. Il 4 ottobre presenta l’album di inediti “L’ho scritto io” presso il 55 di Milano, a cui segue la partecipazione alle trasmissioni di Canale Italia.Dal 28 al 30 ottobre sarà in Olanda e dal 31 ottobre al 1 Novembre a Londra per un tour interazionale di show-case.
La classicità del pop melodico di tradizione italiana ispira il racconto di una storia d’amore.
“In punta di piedi” trasporta in musica la narrazione di un uomo che, dopo una storia passata particolarmente complicata e burrascosa, ricomincia a sognare e senza alcuna vergogna affidando “in punta di piedi” i propri sentimenti nelle mani della nuova compagna.
Produttore: Musicantiere Toscana di Alessandro Di Dio Masa.
Arrangiatore: Alessandro Di Dio Masa.
Studio di registrazione: Musicantiere Toscana.
Etichetta: MusicantiereMelody
BIO
Gabriele Degosciu, in arte Antioco nasce a La Spezia il 10/02/1991. Dopo aver frequentato dei corsi canori alla scuola superiore nel 2007, nel 2009 si iscrive al centro giovanile “Dialma Ruggero” dove si appassiona al canto moderno e contemporaneamente approfondisce lo studio della lirica. In questo periodo partecipa a innumerevoli concorsi canori in tutta Italia persino ai casting di X Factor. Nel 2014 si interrompe la partecipazione con il Dialma Ruggero. Nel 2015 si esibisce in locali della riviera ligure soprattutto alle cinque terre riscuotendo molti consensi da parte del pubblico. Nel 2016-2017 conosce di un produttore proveniente dalla scuola della RCA che riesce ad intuire il talento del ragazzo ed avvia fin da subito un progetto musicale realizzando brani inediti per un album che è ancora in fase di lavorazione.
Il singolo è tratto da “Tutto bene”, il nuovo disco della cantautrice toscana con la produzione artistica di Zibba.
Giulia Pratelli omaggia un pilastro del suo mondo musicale di riferimento in una cover a cui conferisce una nuova veste elettro-acustica sfumata da toni più scuri è più malinconici: «… come il ricordo dell’estate passata, come la voglia di perdersi al mare in un giorno d’inverno».
Vento d’estate, singolo in uscita il 20 ottobre, sarà accompagnato da un video diretto da Megan Stancanelli, che rappresenta alla perfezione l’atmosfera della canzone omaggio.
“Tutto bene”, pubblicato dall’etichetta Rusty Records vede la produzione artistica del cantautore Zibba. I testi sono di Giulia Pratelli e Marco Rettani, tranne che in “Vento d’estate” cover tratta dal brano cantato da Max Gazzè e Niccolò Fabi. Le musiche sono di Giulia Pratelli.
Le tracce sono state registrate da Simone Sproccati presso i Crono Sound Factory di Vimodrone (MI),mixato da Riccardo Parravicini presso MaM Recording Studio di Cavallermaggiore (Cuneo), masterizzato da Andrea de Bernardi presso Eleven Mastering Studio di Busto Arsizio (Varese). La grafica è curata da Davide Incorvaia. Foto di Giorgia Borneto.Edizioni Musicali Rusty Records/Museo dei Sognatori.
Dicono di Giulia Pratelli
«Tutto Bene è un gran bel disco pop italiano che […] in più di un’occasione ha giocato carte davvero interessanti, capaci di segnare il passo». Full Song
«Ecco il nuovo disco di Giulia Pratelli Tutto Bene, seppur giovane la sua carriera è già ricca di soddisfazioni». Musical News
«Dolce e intimo, per molta parte assolutamente fresco e rigenerante». Blog Music
«Un bellissimo pop d’autore che si pregia della collaborazione in produzione di Zibba». Loud Vision
«Bellissimo questo nuovo disco di Giulia Pratelli […] troviamo la delicatezza del pop d’autore al femminile e qualche interessante arrangiamento diverso dal solito canone pop». Blog Della Musica
«Un disco che ancora una volta porta in contatto lo scenario pop italiano alla dimensione cantautorale con quell’invincibile gusto per i dettagli che solo una donna sa esprimere». 100 Decibel
«Il bello di questo Tutto bene – con la produzione artistica di Zibba – restituisce bellezza nei suoni e quel certo modo di dire le cose sfruttando il potere salvifico delle assonanze». Sound Contest
«Un gioiellino intimo, delicato e complice. Undici canzoni che si dipanano morbide, su parole poetiche cantate soavemente da una voce duttile e precisa». Grandi Palle Di Fuoco
«Bellissima voce incastonata nelle melodie più sicure. I suoni sono decisi e di carattere». DeaPress
«Nessuna ambizione di innovazione ma solo tanta personalità artistica che gode anche di ottima scrittura e buon gusto». TV Numeri Uno
«Giulia Pratelli in questo disco sembra essere proprio naturale […] non a caso musica e testi sono tutti suoi, elemento da sottolineare in un Paese di interpreti dalla voce corpulenta e l’aspetto piacente». Clap Bands Blog
«Un disco onesto e sincero che parla schiettamente al cuore ed al ricordo che si cela in esso». Onda Musicale
Radiodate: 20 ottobre 2017
Etichetta: Rusty Records
BIO
Giovane cantautrice toscana, Giulia Pratelli ha più volte attirato l’attenzione di grandi artisti quali Fiorello, Marco Masini, Enrico Ruggeri. Ha vinto diversi premi e riconoscimenti: Premio Castelletto 2008, secondo posto e premio F.I.O.F.A. al Golden Disc 2008 (oltre a premio Radio Stop e il premio della critica giornalistica de “Il Tirreno”), premio della critica al Discanto 2008, premio della critica al Gran Galà Discanto 2011, primo posto al Festival di Ghedi Cover 2009, terzo posto al Festival Città del Palladio 2010. Nell’estate 2009 è in tour con Gatto Panceri come supporter. Nello stesso periodo inizia una collaborazione con il musicista, arrangiatore e produttore Valter Vincenti (Loredana Bertè, Ornella Vanoni, Paola Turci, Mogol, Mario Lavezzi), a cui affida la direzione artistica del suo primo album “Via!” (maggio 2012 – Rosso di Sera/EMI). Nell’estate 2011 vince il concorso “T Rumors” e partecipa alla compilation della manifestazione con due inediti: “Una margherita viola” e “Davanti a un caffè”, per l’occasione suonati e ri-arrangiati da Ferruccio Spinetti (Musica Nuda, Avion Travel). Nel 2013 pubblica due nuovi singoli, arrangiati da Marco Adami: “Piccole Donne”, scritto da Grazia Di Michele, e “Cartoline”. Nello stesso anno partecipa al tour “La mia storia…piano e voce” di Marco Masini, che la sceglie come ospite di ogni serata in tutta Italia. Nel Gennaio 2014 pubblica un’inedita versione di “Ah che sarà”, nella quale è accompagnata solamente dal bassista Luca Pirozzi. Nello stesso periodo approda all’EdicolaFiore, dove Fiorello la accoglie con grande entusiasmo. Giulia diventa parte del cast e da tre anni partecipa ai live show di Fiorello in diretta dall’Edicola, ora trasmessi su SkyUno e Tv8. Nel Luglio 2014 pubblica il singolo “Scegli il meglio” feat. Violapolvere (band pop-rock), che porta le firme di Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone. Il 1° gennaio 2015 si esibisce nello spettacolo “Let It Beatles” a Lucca, che omaggia l’Anniversario dei 50 anni del tour dei Beatles in Italia. Il 31 gennaio la replica con un fantastico tutto esaurito. Comincia poi, sul suo canale YouTube, un appuntamento settimanale con “Musica in camera…”, dove reinterpreta grandi successi della musica italiana e internazionale, con un’ottima risposta del pubblico. Il 20 Giugno 2015 si esibisce a Firenze al concerto dedicato al World Refugee Day, insieme a Elisa, Piero Pelù, Bandabardò, Brunori Sas. A luglio 2015 partecipa all’evento “Serenata per Roma” (“Roma incontra il mondo”/Villa Ada) insieme a Dolcenera, Enzo Gragnaniello, Luca Madonia, Stag, Erica Mou. In questa occasione, Giulia duetta conZibba e da qui ha inizio una solida collaborazione: al momento è impegnata nella produzione del suo secondo album, con la partecipazione e sotto la direzione artistica dello stesso. Nel frattempo Giulia ha completato gli studi in Giurisprudenza, presso l’Università di Pisa, con il massimo dei voti. Il 13 gennaio 2017 esce il singolo “Dall’altra parte delle cose”, primo brano che preannuncia il nuovo lavoro in studio. Il 12 maggio 2017 esce l’album “TUTTO BENE”, sotto la direzione artistica di Zibba. Il 20 ottobre esce “Vento d’estate”, nuovo singolo di Giulia, cover omaggio del noto brano di Fabi/Gazzè e terzo singolo estratto da “Tutto bene”.
Prodotto con la collaborazione di Jamie Sellers (Alesha Dixon, Pixie Lott) presso il Run Wild Music di Londra, il brano incontra atmosfere che spaziano fra pop e dark portando a galla il tema della libertà come superamento delle catene espressive indotte dalla società.
Got To Blame è una canzone che parla dell’essere liberi, dell’esprimere se stessi, abbandonando completamente qualunque sentimento di vergogna o di giudizio imposto molto spesso dalla società in cui viviamo.
«Durante questi anni a Londra ho imparato a conoscere e comprendere molti aspetti della mia personalità che prima nascondevo per timore di essere troppo femminile, di essere giudicato e ho voluto scriverci un brano sopra. Il sound che ho scelto per questa traccia è il Dark/Pop; mi piace molto per l’intensità degli arrangiamenti insieme a testi molto scuri e profondi. Brani di riferimento usati nella produzione sono Dangerous Woman di Ariana Grande e The Hills, Earned It di The Weekend, sopratutto nella scelta del 6/8 come tempo». Andrea Di Giovanni
Da un punto di vista di immagine, forte l’ispirazione a David Bowie nella scelta di un look androgino, proponendo l’immagine di un uomo moderno, in grado di abbracciare sia il lato maschile sia quello femminile.
«Un alter ego che ognuno di noi ha dentro sè ma che molto difficilmente mostra. Una parte nascosta dentro di noi che molto spesso è la matrice dei nostri più grandi successi. Altra personalità del mondo della moda che ho osservato a lungo è Adwoa Aboah con i suoi look artistici, avant-guard e sempre portatori di importanti messaggi culturali». Andrea Di Giovanni
Il brano è stato prodotto con Jamie Sellers (Alesha Dixon, Pixie Lott) agli studi Run Wild Music; le armonie nel brano sono di Lucrezia Perletti e Nadjibà Shabieva.
Autoproduzione
BIO
Andrea Di Giovanni è un giovane artista electro/dark pop, nato a Roma il 25 Giugno ’94. Al momento vive a Londra, dove si è trasferito 4 anni fa e si è appena laureato in Creative Musicianship al British Institute of Modern Music. Nel 2011 studia canto con Stefania Calandra, la blueswoman italiana che ha all’attivo collaborazioni con molti grandi artisti, tra i quali Lionel Richie, Phil Collins, Zucchero, Giorgia e Alex Baroni. A settembre 2011, grazie alla pubblicazione sul suo profilo Facebook della sua audizione per le semifinali del Tour Music Fest, viene contattato dalla presidente dell’Associazione Amici del Trapianto di Fegato (AATF), Emanuela Mazza, per essere testimonial di una Campagna di prevenzione e informazione sul consumo di alcol e di sensibilizzazione sulla donazione degli organi rivolta ai giovani, realizzata, grazie al suo post, in collaborazione con il Tour Music Fest.Credici è il titolo della canzone, musicata dai Velvet, che Andrea scrive per la Campagna UBRIÀCATI DI VITA per lanciare il Concorso SONG 4 LIFE per il quale, nel 2012, gira il suo primo videoclip e il suo primo spot pubblicitario. A giugno vince il Concorso Hunting Stars. In qualità di testimonial di Song 4 Life, apre durante l’estate, Radio Rock Night e alcuni spettacoli dell’Estate Romana; ad Agosto è ospite al Festival canoro Dall’Isola Cantando a La Maddalena. A settembre partecipa, in Puglia, al Music Village Pop e a Novembre si esibisce come ospite e testimonial di SONG 4 LIFE, accompagnato dai Velvet, alla finale del Tour Music Fest, al Piper (Roma). Il 2012 rappresenta per Andrea una svolta anche relativamente allo studio del canto, scegliendo come insegnante Gabriella Scalise. A febbraio 2013 inizia la sua avventura ad Amici 12, dove si esibisce anche con il suo inedito Un altro no, scritto e composto da lui, con l’arrangiamento dei Velvet, che fa parte della Compilation di Amici 2013.
A luglio 2013 partecipa al GMG and Friends European Tour e apre il concerto di Arisa, in una delle tappe del suo AMAMI TOUR, a Porta di Roma, presentando alcuni suoi inediti del suo nuovo progetto artistico. A ottobre 2013 si trasferisce a Londra per frequentare la Tech Music School/BIMM London per prendere il Diploma in Popular Music Performance. A dicembre 2013 si esibisce in duetto con Tosca, a Roma, al Salone Margherita. Insieme cantano What a wonderful world. A Giugno 2014 si esibisce a Londra, sul palco dello Shepherd’s Bush Empire per la Graduation con la Tech Music School. Per l’estate 2014 continua a fare serate in locali inglesi come PROUD Camden, Ping Bar (Earls Court) etc., come solista o con BAM, un gruppo da lui stesso fondato a Londra.
A Ottobre 2014 decide di iniziare il corso di laurea in Creative Musicianship alla BIMM London. A Dicembre 2014 si è esibito per lo Showcase di fine 1° trimestre della BIMM London al The 229-The Venue presentando il suo primo singolo Hold Me Once More. A febbraio 2015 produce due video presso i Gibson Guitar Studios per il famoso canale YouTube Ont’Sofa Session. A Marzo 2015 si è esibito live per lo Showcase di fine 2° trimestre della BIMM London al 02 Academy Islington presentando il suo secondo inedito Destroyed. A maggio 2015 comincia a esibirsi in diversi locali a Londra come The Chelsea Pensioner, The Workshop (Old Street), The Underbelly and The Troubadour (Live acustici e con la band) presentando inediti e cover. A Giugno 2015 si esibisce per il secondo anno al 02 Shepherd’s Bush Empire per l’evento live per le lauree della BIMM London, presentando la sua terza traccia inedita: Save Me From My Tears. Durante tutto il 2015 Andrea con la sua band (Ollie Dixon alla batteria, Lucas Vezirian al basso, Carl-philip Olander alla chitarra, Becky Arundel alle tastiere e vocalist, Jessica Lovelock e Patrick Reis vocalist) ha lavorato al suo EP Soultrip, prossimamente in uscita. Tutte le tracce sono state arrangiate con la band e alcune di esse scritte in collaborazione con l’autrice inglese Becky Arundel. L’Ep, uscito a luglio 2016, è un viaggio nell’anima di Andrea e mostra le sue emozioni interiori, i suoi sentimenti nelle relazioni più importanti della sua vita. Il sound è una combinazione fra melodie pop e un background musicale electro/dance. Nella scrittura dell’Ep Andrea è stato profondamente influenzato da artisti come MØ,Rihanna e Sam Smith.
Ad agosto si è esibito in un Live Acustico al Thorpe Park grazie alla BIMM London. A febbraio 2016 si è esibito con la sua band al leggendario locale londinese Ronnie Scott’s Jazz Club, presentando in anteprima I’ll take care of myself, il singolo che è uscito a metà aprile, e altri brani del suo imminente EP ‘Soultrip’. A giugno 2016 fa uscire il secondo singolo estratto dall’EP Soultrip, Hold Me Once More, che viene selezionato da MTV New Generation e si posiziona nella top 25 delle classifiche indie. A luglio 2016 esce Soultrip, che contiene i precedenti singoli più altre tre tracce. A marzo 2017 esce il terzo singolo Roads To My Heart, insieme al video musicale sul suo canale VEVO che raggiunge oltre le 170mila visualizzazioni, presentandolo live alla Bush Hall per lo showcase di fine term della BIMM. Il brano è prodotto insieme a Jamie Sellers (Pixie Lott, Alesha Dixon) agli studi Run Wild Music. Nello stesso periodo Andrea partecipa alla nota competizione Coffee Music Project, alla quale hanno partecipato artisti come Jessie J, Sam Smith e FKA Twigs, ed arriva alle finali, svoltesi al 229 – The Venue 1. A Giugno 2017, Andrea fa uscire il doppio singolo Close to the Dark/En La Oscuridad, raggiungendo più di 200mila visualizzazioni su VEVO, presentandolo sul palco dell’O2 Shepherds Bush Empire. Durante l’estate Andrea si esibisce prima al London LGBT Pride insieme ad altri artisti, presentando la traccia ufficiale della manifestazione, e poi al Brighton LGBT Pride sullo stage organizzato dalla BIMM, cantando i suoi inediti.
Dopo le fortunate partecipazioni ad X-Factor X, Festival Show e la collaborazione con Clementino, il giovane cantautore propone un brano dalle sonorità pop-rock nato durante una magica notte romana.
«”Non finirà” è non dormire mai, vivere la vita fino alle stelle e godere di ogni istante, è il viaggio di una notte magica a Roma dove la bellezza delle cose semplici ha superato tutto». Diego Conti
Foto cover: Glamour studio
Grafica: Andrea Conti
Diego Conti è un cantautore classe ‘95 che nelle sue canzoni fonde l’amore per il rock anglosassone con quello per la musica italiana. Reduce dalla decima edizione di X Factor è ora impegnato con la produzione del suo primo album di inediti con la Rusty Records. Dopo “L’impegno”, il secondo singolo estratto è “Non finirà”.
Radio date: 6 ottobre 2017
Etichetta: Rusty Records
BIO
Diego Conti è un cantautore e musicista italiano nato a Frosinone il 25 giugno 1995. Partecipa a numerosi festival italiani tra cui il Tour Music Fest ed il Festival Show, nei quali è finalista, e riceve presso il Campidoglio un riconoscimento grazie al Festival “Un bosco per Kyoto” istituito dall’Accademia Kronos (Onlus). Ospite alla prima tappa del Festival Show a Castelfranco Veneto in Piazza Giorgione, condivide il palco con tanti big della musica italiana, tra cui Al Bano, presentando “L’impegno” alle 20.000 persone accorse per lo spettacolo. Apre una data del “Dentro e fuori live tour” di Tormento. L’incontro con Dj Shablo e Giovanni Valle fa nascere una collaborazione. Diego registra le chitarre di “Quando sono lontano” e “Ragazzi fuori” di Clementino, brani in gara rispettivamente alla 66esima e 67esima edizione del Festival di Sanremo. Nell’album “Vulcano”, del rapper partenopeo, è inoltre uno dei compositori nonché chitarrista della musica di “Deserto”. Nell’anno 2014 insieme a Maurizio Rugginenti inizia un nuovo progetto all’interno dell’etichetta discografica Rusty Records. Partecipa alla decima edizione di X Factor nella categoria Under Uomini capitanata da Arisa, terminato il percorso all’interno del programma è ospite di Fiorello a Edicola Fiore e qualche mese dopo pubblica la sua prima canzone “L’impegno”. Il 29 settembre 2017 esce un nuovo singolo “Non finirà”.Attualmente sta lavorando con Davide Maggioni alla realizzazione del suo primo album con l’etichetta Rusty Records.
Premi e partecipazioni:
– Nel 2016 partecipa alla decima edizione di X Factor nella categoria Under Uomini capitanata da Arisa.
– Collabora come compositore e chitarrista all’ultimo disco del rapper Clementino.
– Il 27 Giugno 2015 partecipa come ospite alla prima tappa del FESTIVAL SHOW a Castelfranco Veneto in Piazza Giorgione. Condivide il palco con tanti Big della musica italiana tra cui Al Bano, Zero Assoluto, Moreno, presentando “L’impegno” alle 20.000 persone accorse per lo Show.
– Registra per Universal Music, sotto la direzione artistica di Dj Shablo, le chitarre di “Quando sono lontano” di Clementino, brano in gara alla 66esima edizione del Festival di Sanremo.
– Nell’estate del 2015 apre il concerto del “Dentro e fuori live tour” dello storico rapper Tormento e Dj Shablo a Patrica (FR).
– Nell’estate del 2015 è ospite nel primo Live ufficiale di presentazione dell’EP della Finalista diThe voice of ItalyCarola Campagna, Team J-AX, e apre il Live milanese della cantautrice Chiara Dello Iacovo, Team Facchinetti. Nello stesso anno è più volte ospite nei concerti di Andrea Maestrelli.
– FINALISTA alle selezioni del FESTIVAL SHOW 2015. Vince la tappa di selezione dei Casting di Vittuone e approda in finale.
– FINALISTA alle selezioni del FESTIVAL SHOW 2014.
– Segue uno stage formativo presso il C.E.T di Mogol con Francesco Gazzè.
– Nell’aprile del 2013 conosce il produttore Davide Maggioni con il quale inizia la sua crescita artistica.
– Finalista TOUR MUSIC FEST 2011. Il festival internazionale più importante per la musica emergente.
Il racconto ironico di una scena di vita quotidiana si veste di un pop accattivante e dinamico.
“Dove sono i limoni” è una canzone ispirata da una classica situazione in cui possono ritrovarsi tutti. All’interno di un centro commerciale, un uomo cerca di attirare l’attenzione di una donna con una banale ma insinuante domanda che dà inizio ad una simpatica conoscenza.
Autoproduzione.
BIO
Lino D’Avino, nasce il 06/04/1969 a Pomigliano D’Arco (Na) Fin dalla tenera età gli piace interpretare canzoni di successo grazie alla cassa di risonanza delle scale del condominio dove è cresciuto. I condomini stessi, con le loro richieste ne avevano fatto una sorta di juke-box condominiale. Negli anni inizia a scrivere canzoni che tiene chiuse nel cassetto… fino a quando sua moglie non lo convince a tirarle fuori con la speranza di diventare un semplice cantautore che ama il pop. Sua altra grande passione è la fotografia (ha ritratto nomi come Fabio Concato, Gino Paoli, Peppino di Capri).
Unico inedito presente nel disco, il brano omaggia il concetto di multietnicità culturale attraverso un sound frizzante che spazia fra soul e pop.
«Con questo brano volevo rappresentare il miscuglio culturale che esiste dentro di me con tutti i suoi contrasti. Il testo si è quindi sviluppato in modo che inglese e italiano coesistessero in una canzone sola raccontando la difficoltà nel trovare una lingua che soddisfi tutte le mie esigenze comunicative». Francess
“A bit of italiano” è un progetto nato dal desiderio di trovare un punto di incontro fra la lingua italiana e quella inglese per costruire un ponte fra le due culture e fra i diversi mondi che hanno influenzato il modo di vivere la musica dell’artista.
DICONO DI LEI
«Questo disco acquista un fascino assai prezioso anche da un punto di vista culturale». FullSong
«A Bit of Italianodimostra che i grandi musicisti sanno cogliere nei classici riflessi inaspettati a cui neanche gli autori originali avevano pensato, mischiando stili diversi e trasformando opere belle in altre ancora migliori». 125esima Strada
«Francess ne ha di storia da raccontare. Cantante che racchiude in sé un crocevia di nazioni e di linguaggi, di esperienze e soprattutto di tantissima musica». LoudVision
«Questo nuovo disco di Francess […] punta le sue carte migliori nella freschezza, l’attualità, originalità e sicuramente nella voglia di restituire cultura». 100Decibel
«Quello di Francess è sinceramente un ascolto culturale di straordinario interesse sotto tantissimi punti di vista». MusicLetter
«Un bellissimo disco che spazza via le approssimazioni della scena indie italiana e finalmente restituisce cultura e spessore anche al nostro nuovo mondo di musica nostrana». Musicalnews
«Francess trasferisce nell’America digitale di oggi, quella di classe e di eleganza, quella di gran gala e di luci soffuse, quella misurata da mani esperte per la scena e l’emozione». VentoNuovo
«Una bellissima prova di stile e di bellezza quella che porta a compimento la cantante italo americana Francess». Blog Della Musica
«Un bellissimo disco: antico nei sapori, forte di mestiere ed intenso di fantasia». SoundContest
«Progetto interessantissimo che può dare una risonanza epocale ai nostri cari amati, brani classici dell’italianissimo cantautorato, espandendo a macchia d’olio melodie immortali, esportando però il senso delle liriche». AudioFollia
«Per questo giovane talento […] indiscutibile merito è quello di aver saputo unire a ciò che viene chiamato patrimonio della musica italiana quel tocco di originalità che non lo sfigura, anzi lo esalta esportandolo oltre oceano». Music Map
«Francess ha preso la storia d’Italia in alcuni tranci di canzone e le ha tradotte in inglese. […] Prezioso nella fattura, nella sua idea e in quello che potrebbe rappresentare oggi per noi». Just Kids Magazine
«A bit of italiano risulta uno degli ascolti più belli di queste ultime settimane. Spirito imprenditoriale e artistico in un dialogo senza misura e senza restrizioni. Sperimentazione e classicismo, trasgressione espressiva nel pieno rispetto delle radici».DeaPress
Etichetta: Sonic Factory
Radio date: 22 settembre 2017
BIO
Fin dall’inizio Francess, nome d’arte di Francesca English, vive in un mondo multiculturale, un particolare che influenzerà la sua musica in modo sostanziale. Nata nel 1989 a New York, figlia di padre giamaicano e madre italiana, ha sempre posto l’arte e la musica al centro della sua vita. Non solo musica, la sua gioventù è temporaneamente legata ad altre forme d’arte: frequenta prima il liceo artistico, poi l’Accademia di Belle Arti, ed infine lavora presso lo studio di uno scultore. Sono i produttori Mauro Isetti ed Egidio Perduca di Sonic Factory che riescono a riportarla alla musica grazie ad una fortissima intesa reciproca ed un intenso feeling artistico.
In questi anni il team si è concentrato sulla scrittura di brani originali di respiro internazionale, con sonorità pop blues soul, nei quali la calda voce di Francess si unisce al “sound mainstream” degli arrangiamenti.
Francess ha vinto nel 2012 il Canevel Music Lab, prestigiosissimo concorso dedicato alla musica di qualità. Il concorso, che ha visto più di 500 iscritti in tutta Italia, si è concluso al Teatro Nuovo di Verona e la giuria di qualità ha decretato Francess vincitrice del primo premio con il brano “Notes and words”; il tutto in un contesto musicale ed artistico di altissimo livello. Media partner della manifestazione è stata Radio Rai Uno che ha programmato il brano sul primo canale radiofonico italiano.
In campo discografico la produzione si è mossa a livello internazionale instaurando importanti contatti con Germania e Stati Uniti. Interessante anche il riscontro che l’artista ha avuto in territorio francese: i singoli “Notes and words” e “The other half of me” vengono programmati da oltre 70 emittenti radiofoniche.
Nel 2014 Francess è protagonista nelle musiche del film “Beyond Love” di Silvio Alfonso Nacucchi essendo autrice delle sei canzoni della colonna sonora ed interprete di due di esse. Il 2015 vede l’accordo con Alberto Margheriti di Smilax Publishing per il lancio del primo album. Il team di produzione Isetti & Perduca di Sonic Factory ha infatti lavorato su 10 canzoni che presentano Francess da angolazioni diverse, facendo in modo che la raffinatezza degli arrangiamenti non perda mai di vista la forza commerciale dei brani. Il titolo del disco è APNEA. L’album viene così presentato con successo in un lungo ed impegnativo tour di concerti nella prima parte del 2016 su tutto il territorio italiano, da Palermo ad Aosta.
Parallelamente alla propria attività artistica, Francess è chiamata da Zucchero, come corista, alla presentazione dell’album Black Cat nel tour televisivo in importanti location come l’ “Arena di Verona”, “Che tempo che fa” di Fabio Fazio e il “Coca Cola Music Fest”.
Suoni americani ed echi nordeuropei fanno da cornice ad un testo che descrive ironicamente la figura femminile all’interno di un rapporto sentimentale.
Particle physics svela una donna che cerca, un po’ per scherzo e un po’ sul serio, di razionalizzare l’amore, come fosse calcolabile e riducibile a una formula matematica, affinché neppure una particella vada sprecata. Il brano è caratterizzato da harmonium, violino e dalle cornamuse assai evocative diSimone Lombardo, suoni acustici ideali per descrivere la parte più umana, che si mescolano agli strumenti elettrici creando un pacifico, ma energico contrasto con il riff della chitarradi Marco Rovino (che qui simboleggia la razionalità e la certezza quasi matematica della ripetizione).
Certamente in questo brano si può sentire l’influenza di quel folk rock d’oltremanica a cui Chiara Giacobbe si è sempre ispirata (The Waterboys, The Pogues, The Clash). Il testo deve essere letto con ironia, come fosse l’insieme di vaneggiamenti di una donna un po’ stanca di provare amore non corrisposto e che, come in una sit com, passa al piano B più assurdo che possa esserci…calcolare la formula per la “conservazione delle particelle d’amore”.
Le voci del brano sono state registrate presso il Teatro Vittoria di Pennabilli dall’ ingegnere del suono Franco Fucili, i violini e gli altri strumenti sono stati registrati presso lo studio Suoni E Fulmini di Rivalta Bormida, ovvero il campo base degli Yo Yo Mundi (band con la quale Chiara collabora da qualche anno) dall’ingegnere del suono Dario Mecca Aleina e con la costante presenza (e consiglio) di Paolo Archetti Maestri, leader degli Yo Yo Mundi e Eugenio Merico, batterista degli Yo Yo Mundi.
Chiara Giacobbe è una musicista versatile che collabora e ha collaborato con molti musicisti e gruppi sia italiani e sia stranieri, tra i tanti ricordiamo per primi gli Yo Yo Mundi anche perché, Chiara, fa parte ormai da anni e in pianta stabile della line up della band ed ha partecipato alla realizzazione del fortunato ultimo album Evidenti Tracce Di Felicitàsuonando il violino in diverse tracce, arrangiando tutte le parti di archi e contribuendo alla scrittura delle musiche della title track e poi a seguire Richard Lindgren (fa parte della sua band italiana, ha inciso e arrangiato Malmostoso), Jesse Terry, Paolo Bonfanti (che ritroviamo anche tra gli ospiti del CD), Gnola Blues Band e moltissimi altri.
ETICHETTA: Sciopero Records
Pubblicazione album: 15 settembre 2017
BIO
Chiara Giacobbe suona il violino, l’armonium, è cantante e songwriter.Diplomata al Conservatorio di Alessandria sotto la guida di Elisabetta Garetti (primo violino dell’orchestra del teatro Carlo Felice di Genova), ha, in qualità di assistente, lavorato con la prof.ssa Garetti presso il Conservatorio di musica A. Vivaldi di Alessandria e collabora continuativamente nell’ambito dei corsi di perfezionamento tenuti dalla stessa. Nella primavera del 2005 vince l’audizione e la borsa di studio, presso la “Fondazione Academia Montis Regalis” (Mondovì, CN), utili a frequentare il Corso di Specializzazione ad Orientamento Filologico, tenuto dal maestro Mangiocavallo.
Inoltre, nel 2008, crea il “Laboratorio ElettroAcustico”, un’orchestra giovanile molto moderna. Il progetto prende vita dal desiderio di avvicinare generi e strumenti diversi; i ragazzi che prendono parte al laboratorio, collaborano con professionisti, sperimentando i diversi e possibili impieghi degli strumenti classici all’interno della musica “non classica”. Negli ultimi anni, i ragazzi si sono applicati a fondo per creare eventi culturali e artistici di livello. Ha militato in diverse formazioni folk-rock e roots italiane; tra tutte i Lowlands, con i quali ha inciso due dischi e un ep acustico, due tour inglesi e uno irlandese, ottenendo riconoscimenti e recensioni presso riviste del settore e passaggi in importanti radio italiane e straniere. E’ impegnata in concerti dal vivo, in studio di registrazione e come arrangiatrice con diversi gruppi e solisti (Jesse Terry, Will T. Massey, Richard Lindgren, Gnola Blues Band, Rigo Righetti, Paolo Bonfanti).
È, inoltre, parte della line up degli Yo Yo Mundi e ha lavorato all’arrangiamento e registrazione degli archi sull’ultimo lavoro della band (Evidenti Tracce Di Felicità). Dal 2012 decide di concentrarsi su di un carriera solista rilasciando l’ep acustico Ready To Go (Rigo Records) e tenendo una lunga serie di concerti in Italia e in Inghilterra. Nel 2013 fonda la “Chiara Giacobbe Chamber Folk Band”.
Difficile definire il genere di appartenenza della band e del suo suono, sospeso tra musica americana e echi nordeuropei; un folk-rock arricchito da qualche sfumatura di blues, musica folk da camera (come la definì il giornalista Paolo Vites); un suono che mischia tradizione e rivisitazione senza mai rimanere ancorato ad uno specifico linguaggio musicale.
La Chiara Giacobbe Chamber Folk Band è Voce e violino: Chiara Giacobbe, Chitarre: Alessandro Balladore/Gianluca, Vaccarino/Alessandro Diaferio, Batteria: Eugenio Merico, Piano/organo/Harmonium: Andrea Negruzzo, Basso: Rino Garzia/Andrea Cavalieri.
L’ album “͞Dodici Lanterne” traccia un immaginario percorso attraverso la leggenda che vuole che siano dodici le lanterne che congiungono quella di Genova al faro di Civitavecchia e che ciascuna di esse illumini storie, soprattutto notturne, che si dipanano in un viaggio lungo la litoranea tirrenica.
«Provenendo da ascolti diversi, ma molto spesso influenzati dalla musica afro americana e dalla psichedelia, il suono di questo album è rigorosamente quello che ormai da più anni portiamo dal vivo in un’attività incessante che ci porta a suonare più di 250 serate all’anno». BOBBY SOUL & BLIND BONOBOS
Il disco è stato presentato il 10 novembre alla Claque del Teatro della Tosse di Genova.
TRACK BY TRACK
1. DODICI LANTERNE INTRO (SKIP)
2. OSHO SI È FERMATO A USCIO – Primo singolo estratto, un racconto paradossale che alterna episodi reali a scenari onirici.
3.IL PENNELLONE – Racconta di un divertente personaggio molto noto a Genova, una specie di oracolo che vaga incessantemente per la città.
4. NE HA FATTA DI STRADA IL MIBEMOLLE (SKIP)
5. IL GIOVANE RAUL – Il Giovane Raul è una storia che si svolge in un Kebab e in un Karaoke dove i particolari estetici del protagonista si confondono con i capricci esistenziali del narratore.
6. STRIZZAMI DEEJAY – Il Deejay in questione esiste davvero e nel testo è riportata fedelmente una calorosa discussione (comicamente mistica) realmente avvenuta.
7. L’EROICA DI BEETHOVEN (SKIP)
8. DODICI LANTERNE – E’ il canovaccio principale dell’intero album, qualcosa che ha a che fare con la riconoscenza, il ricordo e la felicità di potersi ancora permettere di giocare con la vita e con la musica.
9. UNA NOTTE SOTTO AL CIELO – E’ stata concepita a Donetta, piccola località dell’Appennino Ligure, in occasione dello schianto della cometa Rosetta. “In quei giorni suonammo a un convegno che trattava della possibilità di vita extra terrestre e di presunti incontri con alieni”.
10. LA TORRE DI CONTROLLO – La Torre di Controllo è il faro centrale, unico pezzo suonato con il Dobro (chitarra rezofonica), il controllo che la tecnologia esercita incessantemente sulle nostre vite.
11. VERA – “Un giorno mi hanno raccontato che c’è un signore a Casale Monferrato che sostiene di essere fidanzato da molti anni con una donna che si chiama Vera ma che nessuno ha mai conosciuto. Ho trovato la cosa estremamente significativa. Una donna immaginaria che si chiama Vera”. Qui il suono vira verso un giro di Blues minore.
12. MIBEMOLLE (SKIP)
13. LA SIGNORA GIUSY – “Anche Giusy esiste veramente. Si è seduta al nostro tavolo dopo un nostro concerto a Rapallo ed è stata nostra graditissima e irresistibile ospite”.
14. ZERO – Ilpezzo più struggente e nostalgico dell’album. L’ambientazione è la Baia del Silenzio di Sestri Levante.
15. IL PARTIGIANO UAGLIONE CONTRO IL NAZISTONE (SKIP)
16. CHI NON CERCA TROVA – “Chi non cerca trova. Con l’armonica del sarzanese Andrea Giannoni, potentissimo blues man, nei nostri viaggi nei golfi dello spezzino”.
17. LA DODICESIMA LANTERNA – “La dodicesima lanterna. Forse l’unico brano, quello conclusivo, che parla totalmente di noi, dei nostri sogni, del nostro immutato entusiasmo di passare di sconfitta in sconfitta. Che è quello che consideriamo successo, cioè mantenere sempre la stessa passione”.
18. SUONA IN RE! (SKIP)
Etichetta: CNI Compagnia Nuove Indye
Pubblicazione album: 10 novembre 2017
BIO
Alberto ͞Bobby Soul͟ De Benedetti è un cantante, produttore e Dj genovese, alle spalle più di venti anni di musica, soprattutto di Black Music. Lavora attivamente anche in campo teatrale dove si occupa della parte musicale di vari spettacoli, specialmente con il Teatro Garage di Genova. Ha all’attivo la pubblicazione di decine di CD con svariati gruppi e almeno un buon migliaio di piccoli e grandi concerti in giro per l’Italia e l’Europa. Ha fatto parte di tre gruppi che hanno segnato la storia della musica genovese: Blindosbarra, Sensasciou e Le Voci Atroci. Il suo ultimo album in studio (con i Blind Bonobos) risale al 2015 e si chiama L’Insostenibile Leggerezza del Funk. Ha vinto la Indiemusiclike nel 2008 e nel 2013 è stato premiato da Riserva Sonora e dal Mei di Faenza per i suoi vent’anni di carriera.
Dopo una carriera già ricca di riconoscimenti (finalista al Premio Tenco, attore e autore teatrale e cinematografico, compositore di successi musicali e sigle radiofoniche), l’eclettico artista, già frontman de Il Parto delle Nuvole Pesanti, propone un disco altrettanto poliedrico che traccia un viaggio variopinto fra diverse sfumature sonore ed emotive.
“Il senno del Pop”, è un album di fotografie in forma di canzoni. Spaiate, indipendenti l’una dall’altra, senza consequenzialità, nemmeno stilistica. Ogni canzone è un soggetto a sé, la fotografia di un momento o di una figura o di un fatto, trattati ognuno con colori, luci, toni differenti. Tutto questo, tradotto in musica: nel suono, nelle liriche.
Parlando delle liriche evidente è la diversità di carattere che le rende fortemente ironiche o fortemente malinconiche, appassionate ed estroverse alcune, intime e tormentate altre, di attenzione sociale altre ancora. Così come accade anche nelle composizioni, nelle soluzioni armoniche, nelle melodie. Il suono di questo album di canzoni è piuttosto variopinto. Ci sono suggestioni latine europee, latine americane, afro e accenni di nordamerica, il tutto restituito in una maniera schiettamente italiana.
Camilla Missio e Roberto Rossi (sezione ritmica) si muovono in questo senso con grande disinvoltura. L’elemento acustico è dominante ma vi sono alcune incursioni elettriche notevoli. La chitarra di Giancarlo Bianchetti in alcuni brani, per esempio, è fondamentale. E le trombe di Maurizio Piancastelli, a volte meravigliosamente naturali a volte psichedelicamente acide.
«Esprimendomi in prima persona e dovendo inevitabilmente parlare delle “influenze”, dirò che altri le scoveranno; io, per me, sono influenzato dagli anni passati suonando a matrimoni e sansilvestri, e poi alle feste di piazza e di osteria (ce ne sono ancora alcune) e di pub e club, e dalla pratica coi musicisti amici. Ecco, sono influenzato soprattutto dai musicisti con cui suono. Non per caso la produzione artistica di questo album siamo noi stessi, in totale indipendenza, anche di mezzi. Infatti è stato un lavoro lungo, dilatato nel tempo, che si costruiva man mano che le possibilità lo permettevano. Anche in questo senso è una specie di album di fotografie, frammenti di vita fermati durante l’arco di tre anni. Finché abbiamo deciso che queste otto canzoni (più due, ripescate da tempi ancor più antichi) erano un risultato soddisfacente, che ripagava dello sforzo compiuto per produrle, e ci siamo fermati. Sono canzoni che mi assomigliano, anagraficamente parlando. Del resto sono stato un esordiente tardivo, ero un “giovane cantautore” in odore di anzianità fin da subito». Mirco Menna
TRACK BY TRACK
1 PORTATI DA UN FULMINE
Uno sguardo adulto rivolto a chi adulto lo sta diventando. La tenerezza, la nostalgia, la fiduciosa apprensione che provocano i ragazzi a coloro che non lo sono più.
2 ARRIVERAI
Canzone dell’amore vagheggiato. Il lungo tema d’introduzione è indicativo della pazienza che occorre per vagheggiare un amore compiuto.
3 COSI’ PASSIAMO
Canzone dell’essere transitori, come fu e sarà per chiunque, salvo credersi eterni. Il tutto, mosso in un panorama che va sonoramente in frantumi.
4 SOLE NASCENTE
Il sole (o Il sole nascente) è il titolo di un magnifico dipinto di Giuseppe Pellizza da Volpedo. Qui si immagina che un paesano ritratto nel quadro Ilquarto stato dica la sua, in una accorata lettura artistica e politica dell’esistenza.
5 IL DESCAFFALATORE
È un funzionario del regime consumista, un personaggio inventato per lo spettacolo Spreco di Andrea Segrè e Massimo Cirri e disegnato da Altan.
6 ORA CHE VAI VIA
Una milonga lenta, cantando degli abbandoni definitivi, della maledizione di quando è il momento di andarsene e non si vuole.
7 PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI
Presupponendo che sia tardi, ma forse non ancora troppo, una canzone moderatamente ottimista. Senza speranza ma con qualche ostinata aspettativa.
8 IL SENNO DEL POP
In quanto titolo dell’album può risultare pubblicità ingannevole, dato che nel brano (strutturalmente anti-pop) l’autore si smarrisce cercando di capire dove stia, questo “senno del pop”
bonus track
9 DA QUI A DOMANI
Versione acustica in quartetto e dal vivo di un brano precedentemente inciso con Banda di Avola. Protagonista è il Mercato, ospite celebrato e fin troppo invasivo.
10 CHIEDO SCUSA SE PARLO DI MARIA
Meravigliosa canzone di Giorgio Gaber, interpretata una dozzina di anni fa e pubblicata da Il Mucchio Selvaggio, qui riproposta con tutto il cuore.
Etichetta: Volume!
Pubblicazione album: 3 novembre 2017
BIO
Mirco Menna, bolognese, classe 1963, dapprima batterista poi autore e compositore, esordisce come cantautore nel 2002 con l’album “Nebbia di idee” e per questo lavoro è premiato al MEI di Faenza come artista emergente dell’anno. L’album si fregia del plauso autografo di Paolo Conte: “…finalmente un disco saporito ed elegante”. Alla fine del 2006 esce per l’etichetta Storie di Note il secondo disco, “Ecco”, che vanta un prezioso incipit in versi firmati e detti da Fernanda Pivano. Nel 2007 inizia la collaborazione con il gruppo “Il Parto delle Nuvole Pesanti” in qualità di cantante e frontman. Questo sodalizio frutterà lo spettacolo teatrale (e dvd) “Slum”, con l’attrice Milvia Marigliano (produzione Filodrammatici di Milano e debutto al Mittelfest 2007) e nel 2008 il film “I colori dell’abbandono”, vincitore del Festival Internazionale di Cinema Ambiente e Paesaggio.
Scrive e mette in scena nel 2008 lo spettacolo di teatro-canzone “Noi stesi. Cantata dell’emergenza quotidiana”.
È del febbraio 2010 il debutto dello spettacolo “Spreco” (di e con Massimo Cirri e Andrea Segrè con disegni originali di Altan) di cui firma ed esegue le canzoni di scena. Il successivo lavoro discografico, “…e l’italiano ride”, con Banda di Avola, è accolto con grande favore da pubblico e critica internazionale. Ospite all’edizione 2010 del Premio Tenco, gli viene poi assegnato il Premio italiano Musica Popolare al MEI, come miglior disco dell’anno. Nel 2014 esce “Io, Domenico e tu”, riconoscimento a Domenico Modugno, segnalato per la Targa Tenco tra i cinque migliori album della categoria. Nello stesso anno pubblica il libro “118 Frammenti Apocrifi” (Ed. Zona). È del novembre 2017 il nuovo album di canzoni originali “Il senno del pop”. Ha scritto il testo della canzone “Buonanotte Rossana”, su musica di Lelio Luttazzi, per Simona Molinari. Ha scritto la sigla ufficiale del Festival Clown&Clown, cantata da Enzo Iachetti. Ha scritto e eseguito un paio di sigle per la trasmissione radiofonica Caterpillar. Nel febbraio 2017 a Genova debutta in veste di protagonista nel FAUSTUS, opera teatrale di Max Manfredi.
Gli artisti di punta dell’etichetta si uniscono per un progetto che, con totale semplicità e senza gli schemi preconfezionati dettati dall’industria musicale, vuole traghettare un messaggio teso a valorizzare i veri valori della vita.
“Brivido sulla schiena” è un brano scritto e composto da Vincenzo Zocco e, oltre alla partecipazione dello stesso, vede la presenza di altri artisti quali Ylenia, Giuseppe Fassari & Betta tutti attualmente appartenenti alla scuderia EGP Production (etichetta discografica indipendente).
Il progetto nasce proprio dall’idea di dare visibilità agli artisti della suddetta etichetta attraverso un brano che renda al meglio le personali caratteristiche vocali.
Prodotto da Antonio Tomaselli & Francesco Russo Morosoli e distribuito daEGP Production & UltimaTv il singolo mira ad essere un volano per gli artisti che con il loro talento vogliono farsi strada nel mercato musicale senza necessariamente passare dai soliti talent show.
«Quando si desidera fortemente qualcosa nulla può ostacolarci dal desiderio di raggiungerla. “Brivido sulla schiena” invita a riflettere su ciò che conta nella vita: gli affetti, l’amicizia, l’amore … perché quando troviamo quella persona che ci accetta per quello che siamo, con cui possiamo essere noi stessi sempre e senza filtri, dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere per non lasciarla scappare: lottare contro chi ci ostacola e persino percorrere strade infinite purché ci porti lì dove il nostro cuore ricorda quell’intenso brivido sulla schiena».
Etichetta: EGP Production
Radio date: 29 settembre 2017
BIO
Vincenzo Zocco
Cantautore siciliano classe 89, scopre la musica all’età di 4 anni. Numerosi i riconoscimenti conquistati nel corso degli anni. Nel 2010 la Regione Calabria gli attribuisce il titolo di “Talento dell’anno” e, nello stesso anno, prende parte all’evento “Telethon”. Nel 2012 pubblica il primo singolo Ora vivo così seguito nel 2013 da Ogni volta che vai via con cui prende parte dal Radio Cuore Tour accanto a Mariella Nava e Marco Masini. Nel giugno 2014 arriva il terzo singolo, A piedi nudi, il cui video supera 100.000 visualizzazioni, in questo periodo apre i concerti di Fausto Leali e Irene Fornaciari. Il 2015 è un anno importante per la carriera di Vincenzo che a marzo apre i concerti di Fabrizio Moro mentre tra giugno e settembre prende parte all’ EGP Talent Live promosso da quella che diventerà la sua etichetta discografica. L’anno si conclude con l’uscita del singolo Ave Maria il cui video supera su Vevo 200.000 visualizzazioni. A settembre 2016 esce il suo singolo di maggior successo Cosa c’è di male che, dopo il raggiungimento di 1 milione di views, viene promosso anche in Spagna.
Ylenia
Ilenia Palagonia in arte Ylenia, è un giovane cantante classe ’96. La passione per la musica nasce sin da piccola attraverso la registrazione dei suoi primi audio in cassetta nella sua cameretta. Inizia a studiare a Brescia poi si trasferisce a Bronte, dove attualmente oltre a studiare canto prende parte ad importanti eventi nel territorio. Nel 2015 partecipa e vince la 1° edizione dell’EGP Song Festival indetto dalla EGP Production (etichetta discografica indipendente) che le permette di firmare con la suddetta etichetta un contratto annuale per la produzione e promozione del singolo “Portami con te”e di prendere parte, lo stesso anno, all’”EGP Talent Live”, un tour di sei tappe per tutta la Sicilia promosso dall’etichetta discografica. Nel 2016 ospite fissa del programma tv “Ketty…racconto” in onda su UltimaTV interpreta i più bei successi della musica italiana e internazionale.
Giuseppe Fassari
Giuseppe Fassari tenore pop-lirico classe ’90 dotato, di voce calda e potente, si ispira alle grandi voci italiane quali Del Monaco, Modugno, Villa, Bocelli. Nel 2008 si esibisce in occasione delle “Festività Primaverili di Palma de Mallorca” si esibisce come rappresentante della musica italiana e nel 2013 a Innsbruck, in Austria, in occasione della “Stagione estiva della danza di Innsbruck”. Nell’agosto 2015 partecipa al concorso canoro “Vela d’oro” e nello stesso mese riceve, con menzione speciale per la categoria “Giovani promesse”, il premio “Targa d’argento – Castagno dei 100 cavalli“ giunto alla XXXV edizione e che enumera tra i vincitori di edizioni passate artisti del calibro di Battiato, Carmen Consoli e Antonella Arancio. Nel 2016 oltre a ricevere il primo premio assoluto al Festival “Il Pilone d’Oro”di Messina firma un contratto discografico con la EGP Production che produce e promuove il progetto inedito su scala nazionale introducendo l’artista in tutti i digital store con il singolo “Guardami Adesso’’.
Betta
Elisabetta Anfuso in arte Betta è una cantante e attrice siciliana e sin dalla giovane età prende parte a diverse rappresentazioni teatrali. Nel 2004 viene ammessa all’Accademia triennale U.Spadaro Teatro Stabile di Catania, sotto la direzione del maestro Lamberto Puggelli ottenendo nel 2007 il diploma. Nello stesso anno, con la regia di L. Puggelli prende parte allo spettacolo “Antonio e Cleopatra”. Prosegue poi la carriera esibendosi in diversi teatri siciliani e italiani. Nel 2009 si esibisce come protagonista nel musical “Mary Poppins ai giorni nostri” con la regia di C. Cannavò. Nel 2010 partecipa come coreuta (cantante – attrice) all’Andromaca di Euripide all’interno delle rappresentazioni greche in Siracusa. Nel 2011, ispirata dal mito Rosa Balistreri e dalle precedenti esperienze teatrali, inizia un importante percorso artistico come cantautrice, sempre nel 2011, fonda con alcuni ex colleghi di accademia il quartetto vocale a cappella chiamato “A.C.H.T.U.R.A” esibendosi in diversi teatri siciliani e nel 2015, all’interno della manifestazione “VOKAL TOTAL” svoltasi a Graz, ricevendo il premio di categoria nella sezione pop e comedy.
Nel 2016 dopo aver proposto all’etichetta EGP Production il proprio inedito “Luna China’’, che ad oggi conta più di 250 mila visualizzazioni, le viene sottoposta la sottoscrizione di un contratto promozionale.
Con la collaborazione autorale di Giuseppe Anastasi e la produzione artistica di ValterSacripanti, nasce un brano che sviscera le dinamiche del percorso di crescita e maturazione che ognuno di noi affronta, attraverso un sound pop-rock di forte impatto scenico.
«”Insopportabile” ha un testo dedicato ad esperienze personali ed alla profonda gratitudine per la mia famiglia. Alla fine i contenuti che sono usciti fuori lavorandoci su attraverso la fortunata collaborazione con Giuseppe Anastasi, autore che stimo profondamente ed al quale sono molto grata, sono quelli delle paure di prendere decisioni che hanno il sapore di qualcosa di definitivo nella vita (questo nelle relazioni sentimentali ma come in qualsiasi altra cosa)…diciamo che si parla dello sforzo di crescere…in chiave un po’ ironica ovviamente. Dal punto di vista prettamente musicale e delle scelte di arrangiamento le influenze sono molteplici, da Kate Bush alle recenti produzioni pop rock dal sapore estremamente asciutto (Saint Vincent, LP..), in questo senso debbo tutto al produttore artistico col quale ho la grande fortuna di scrivere e collaborare: Valter Sacripanti, musicista e uomo eccezionale che riesce sempre a trovare una chiave interpretativa meravigliosa a ciò che vorrei esprimere». Elisa Raho
Il nuovo progetto di Elisa Raho (in lavorazione e di prossima uscita), nel suo insieme trova sicuramente collocazione nel mondo del pop con influenze che spaziano dal pop-rock a sapori di sperimentazione retrò sia dal punto di vista melodico che delle scelte di suono (i riferimenti più vicini sono quelli che strizzano l’occhio a Kate Bush, Linda Perry, i primi Matia Bazar, Genesis). C’è poi un elemento che fa da protagonista: l’arpa (strumento praticato da sempre dall’artista), adoperata su brani di musica leggera.
Autoproduzione
BIO
Elisa Raho nasce a Roma 18/07/1984; è una cantante, arpista e autrice italiana. Dopo molti anni di attività concertistica nell’underground romano (in cui la vediamo spaziare dal pop alla musica barocca) si dedica, agli esordi della sua carriera musicale, ad alcune collaborazioni con diverse band e autori italiani ed internazionali tra i quali troviamo Tony Carnevale, i Sirenia e numerose band nell’ambito metal norvegese e finlandese. Pubblica nel 2008 l’album “Darkness will fall” con l’etichetta finlandese Lion Music; dal 2009 al 2013 è la voce dei Solar Orchestra, progetto originale di rock psichedelico/prog con il quale pubblica nel 2011 l’album “Stars that never were”. Negli ultimi anni rivolge la sua attenzione all’attività cantautorale e nel 2016 nasce la collaborazione con il batterista, autore e produttore artistico Valter Sacripanti. Nel 2017 esce il singolo d’esordio nel pop “Insopportabile”.
Non una comune canzone d’amore ma un atto di ribellione che incita a non arrendersi mai dinnanzi agli stereotipi imposti dalla società.
“Da Lungomare” non racconta di un altro amore finito e romanticamente disperato ma urla il bisogno di non arrendersi agli stereotipi che in qualche modo truffano l’esistenza. Con parole graffianti la canzone sfila in un incedere a tratti suadente ma senza mai perdere di vista il piglio determinato e ribelle. Torchio descrive la vita reale di cui riconosce fatiche e difficoltà inquadrandole nella visione di una strana epoca in cui nulla di quel che si è conquistato può esser dato per scontato.
“Da lungomare” fa parte di un EP di 4 brani intitolato “Sostituibile” in cui un sound costruito da archi e fisarmoniche con contaminazioni di elettr
onica pura, fa trasparire il desiderio del musicista di non accasarsi in un cliché di impronta tradizionalmente pop.
Etichetta: Gin Records
BIO
Torchio nasce ad Alessandria, figlio e amante della provincia come del mondo. Dopo diverse collaborazioni e numerosi live con band dall’attitudine prettamente rock, in cui sfoggia il proprio lato istrionico da vero e proprio “animale da palcoscenico”, sceglie di dedicarsi alla propria creatività più profonda, costruendo brani i cui testi sono intrisi di ironia e senso critico verso le apparenti libertà umane.
Un sound fortemente influenzato dal rock d’autore d’impronta americana si fa perno di un percorso narrativo che, ponendo le proprie radici nella letteratura e nel cinema d’oltreoceano, sa coniugare a perfezione ricchezza di contenuti e capacità d’intrattenere.
“Dangerous man” è la raccolta di tredici pezzi scritti e cantati dal songwriter Edoardo Pasteur, col supporto di una band di validissimi musicisti (Luca Borriello, Giacomo Caliolo, Toni Colucci, Pino Di Stadio, Stefano Molinari, e Marco Biggi nel mixaggio e mastering), che sono riusciti a catturare le atmosfere suggestive evocate dall’autore. Lampanti appaiono le sonorità con netti riferimenti alla musica rock americana: dalla poesia in musica che spazia da Bruce Springsteen aBob Dylan, fino ad arrivare al rock più strong diRobbie Robertson e alla classe di Leonard Cohen.
I testi – in inglese – strutturano tante piccole sceneggiature musicate. È chiara infatti l’influenza che sull’autore hanno avuto la letteratura americana e il grande cinema, con omaggi a cult movies come Big Fish di Tim Burton e al mitico The Warriors di Walter Hill, e ad autori come Cormac McCarthy, T.E. Lawrence, e Salinger. Accanto all’ascendente strettamente culturale non di seconda importanza appare lo sguardo all’attualità contemporanea.
La malinconica fotografia di Torino è culla del ricordo di un amore ormai sbiadito, supportato da un suono dinamico e coinvolgente che si libera in un ritornello dalla melodia trascinante.
“Giorni di Periferia” è l’unico pezzo d’amore che Macs Cabi abbia mai scritto. La canzone è nata nella cucina di casa sua in un pomeriggio di novembre quando, coinvolto ancora emotivamente dalla sua precedente storia d’amore, trova finalmente sfogo nello scrivere parole che mano a mano si riveleranno essere una vera e propria terapia. Parole che sono nate in contemporanea ad una melodia che entra subito in testa e che saprà conquistare di certo ogni tipo di palato musicale.
Il pezzo è al contempo la canzone collante dell’omonimo Ep, fuori dal 29 settembre, in concomitanza dell’uscita del singolo stesso.
Un ritmo cavalcante che accompagna atmosfere in crescendo accoglie un testo raccontato che fa del nuovo pezzo del cantante emiliano, già autore per i Nomadi, un crocevia di suoni ed emozioni incentrati sul concetto di speranza.
«Tutti noi sappiamo quanto a volte il vivere sia tormentato. Le paure e le incertezze sul futuro imminente ci lasciano spesso senza respiro; ma l’estate tornerà. Tornerà il tempo in cui tutto splenderà nuovamente. Tornerà l’estate dell’anima». Matteo Rovatti
“L’estate Tornerà” è un brano che rivela in musica il percorso emotivo di chi attraversa periodi bui ma continua a sognare rincorrendo l’alba di un futuro migliore.
La padronanza della comunicazione testuale emersa dal brano conferma le capacità autorali dell’artista già firma per i Nomadi.
Ambientazioni dance ed un funk rivisitato sotto il velo del rock e dell’elettronica formano canzoni dirette e ricercate dotate di un groove che coinvolge l’ascoltatore fin dal primo ascolto.
“Post shock” è un disco denso di emozioni e coloriture, un amalgama musicale che segue pedissequamente gli otto brani della track list nelle loro varie sfumature e diversità.
L’album affonda la propria emotività nel synth rock e nel synth pop con le loro varie derive newyorkesi e di casa europea, londinese e berlinese. Un progetto solista quello di YATO, cantautore electro vocal, che ci rimanda alle dimensioni caratteristiche della sua musica e della sua editoria in ogni minima sfaccettatura.
“Post Shock” è un lavoro autoprodotto anche grazie alla campagna di raccolta fondi e promozione realizzata attraverso il portale Music Raiser.
TRACK BY TRACK
ELECTRO HARDORE: Primo singolo lanciato, una musica aliena che si carica di un beat ed un mood etereo e leggero, quasi da viaggio in barca, quando si è pronti a salpare verso l’affascinante ignoto che esiste solo nei propri sogni.
IDOLATRINA: L’idolatrina è quella “sostanza immaginaria” che senza coscienza assumiamo quotidianamente nel continuo rapporto con il virtuale. Gli effetti possono essere molteplici: incanala e direziona tutte le nostre energie, i nostri pensieri ed emozioni verso l’estremo tentativo di raggiungere un’immagine o un’idea che ci affascina e seduce. Il brano musicale ha sonorità ed atmosfere rock e dell’elettronica, una fusione mediterranea dell’electrorock inglese, con un testo diretto e ricercato: chitarre distorte e synth sotto e sovra pelle su un beat dance e sincopato ed una vocalità con un pizzico di “graffio” in più!
DUB-BI SONG(instrumental): brano strumentale n.1 nella tracklist di “Post Shock” ed alla sua posizione n. 3. Parte con un beat ed una groovy profonda, ben cadenzata, che si satura e desatura oscillando fra queste due polarità fino a riassorbirsi in un nuovo nucleo di suoni ed immagini…per riesplodere, poi, nella sua seconda parte: una dub-bi song che non ha dubbi su come e dove spingere l’acceleratore.
LE TEORIE POSSIBILI: Tinte darkrock con una spunta di prog messa solo ad evidenziare un particolare stato d’animo, un beat, un vero e proprio cross over rock e dance. “Le Teorie Possibili” si aggiudica il titolo di singolo vorticoso, estraneo e così vicino allo stesso tempo all’amalgama sonora di “Post Shock”. Una canzone che parla degli “alibi”, di quelle maschere e giustificazioni che diamo per fuggire via da una verità che tocca, che può far male e che, poi alla fin fine, non ci fa neanche “…volare dentro i nostri guai”.
CONSCIOCK: Consciock è un brano dal caldo beat dance su una groovy funk e rock che si dipana lungo tutto il brano in una maglia calda ed avvolgente. Un brano dalle atmosfere sonore calde, dolci e a tratti spigolose, taglienti. Il testo parla di quell’istante, di quei momenti in cui la pressione è talmente alta da inondare tutto lo spazio dove siamo, un istante di spaesamento totale in cui quel che ci circonda non ci riguarda, lo percepiamo come diverso, estraneo…pronti per uno shock che sta per arrivare.
INTRO ME (instrumental): Vivere uno shock, in quel tempo, senza tempo che ci pone sempre di fronte a quel che, in realtà, non possiamo aspettarci perché sfugge al controllo, ai nostri, anche quotidiani, “sistemi di controllo” del mondo. “Intro Me” coinvolge le sonorità pop di questo album in un amalgama misteriosa di rock, pop e prog, con sapienti coloriture elettroniche. La sua latitudine è decisamente quella del nord europa ed abbraccia sonorità eteree dei Sigur Ross fino ai crescendi electro-pop dei Coldplay, il tutto con una spinta ed un’accelerata potente verso un rock che si fa anche descrittivo, colora e ricolora la stanza o il luogo dove lo stiamo ascoltando.
POST: Una settima canzone dell’album che è un vero e proprio “Post”. Un testo incisivo, ammaliante, che scava la mente ed il cuore, con una voce così grave e rude, nelle strofe, da ricordarne alcune note importanti del panorama cantautorale internazionale, nella loro intenzione di raccontare cose non comuni di un’esperienza, di non offrire una sua didascalia ma un suo taglio, unico, un racconto totalmente soggettivo. Basti pensare ai grandi maestri ed alle voci segnate dalla propria vita e dalla propria esperienza tanto da darne un colore ed un timbro magistralmente unico come quello di Tom Waits e Leonard Cohen.
ORMONAUTI remix: YATO feat. Dj Bassound. Take di chiusura di questo nuovo album 2017, un featuring che remixa il singolo “Ormonauti” uscito nel primo album “Fuck Simile” del 2016 (Regia Video: Jacopo Jenna, French Friess Studio). Brano con una groovy ripetitiva, ipnotica e tirata, con stop and go che affondano il loro sound nel cuore dell’Europa fra Berlino, Londra, Copenaghen! Una featuring groovosa che coinvolge lo YATO-J-Set al beat sincopato di DJ Bassound.
Autoproduzione
Pubblicazione album: 9 ottobre
BIO
Stefano Mazzei, è di origini versiliesi e marine, adottato da Firenze.
Suona fin dalla giovanissima età in band locali del panorama versiliese tutte volte alla scrittura e composizione di brani inediti dall’hard rock, al cross over ed al pop-rock, in inglese ed in italiano, mentre persegue in privato le lezioni di canto lirico sotto la docenza di Marta Pini.
Successivamente, con l’avvicendarsi della vita di città, a Firenze, si dedica alle varie forme della canzone d’autore, in italiano ed in lingua straniera collaborando anche con Tommaso Talarico, autore calabrese adottato fiorentino, in progetti di trio acustico ed elettronico sperimentale. Nel panorama di Firenze continua la sua formazione canora, in privato, sotto la guida di Stefania Scarinzi e le varie attitudini della Vocal Power Accademy di Los Angeles (Elizabeth Howard).
Coltiva gli studi legati al jazz ed ai gruppi di armonia vocale, nonché all’impiego della voce come strumento ponendosi in scia con voci e sperimentalisti quali Stratos, Mcferrin, Sajncho.
In questo periodo partecipa attivamente come cantante nella zona di Firenze in band alternative rock come La Fabbrica e Mood Garden Celluloid e si dedica alla scrittura e composizione di colonne sonore per reading di poesia e teatro.
Nel 2011 torna in Versilia e fonda il progetto “Sea Sound Radio”, un primo importantissimo passaggio in cui Mazzei integra una composizione ed un arrangiamento che si rifà alla dance e ad atmosfere maggiormente surreali come quelle dei Sigur RÓs fino ad alcune derive del synth rock. Di questo progetto viene pubblicato il primo ed unico album in limited edition e con il suo successivo mini tour che va dall’open live set di Richard Dorfmeister alla partecipazione al Festival Internazionali di Surf (SingleFinn) e raduni motociclistici fino ai concerti propri nell’area versiliese e fiorentina in locali, club ed anche location suggestive quali Rocca d’Aghinolfi (MassaCarrara), Piazza del Duomo (Pietrasanta), “Le Murate” (Firenze).
Dopo alcune vicende gruppali, inizia un periodo tormentato dell’artista in cui riemerge presentandosi al pubblico sotto la veste di YATO, cantautore electro vocal, ed un cortometraggio dal titolo “Città Aperta in un Mondo Corrotto” in cui dieci giovani parlano dai propri angoli della città di Firenze, da quelle prospettive e luoghi intimi cari perché vissuti da stranieri, non nativi, bensì quasi da “adottati” chi per un motivo chi per un altro. Una nuova età iniziava.
Quel che aveva vissuto fino ad allora in tutti I vari progetti diventavano forme canzoni con una struttura dei brani non convenzionale! Così nascono “In-Nocuo” e “Servo di un’idea” e le varie takes che usciranno in “Fuck Simile”, primo album autoprodotto (2016), con testi e sonorità ricercate per un’espressione viva sulla sua generazione. Dalle vocal version ad un’elettronica raffinata come un vero e proprio life motif per testi con riferimenti a condizioni sociali e soggettive della ”X” generation!
Un primo album autoprodotto con cui si presenta nelle città di Trento, Verona, Mantova (Festival Nazionale-Mantova, Capitale Europea della Cultura 2016 di MEI ed ExitWell, con Ministero dei Beni Culturali), Firenze, Massa-Carrara, Pistoia (ospite semifinali nazionali del Pistoia Blues Festival), Roma sia attraverso performance live con altri musicisti che in versione YATO-J-set.
In attesa del nuovo album 2017, in uscita subito dopo l’estate, la pubblicazione del singolo “Electro Hardore”, contenuto al suo interno.
Un brano pop (scritto da Mirko Oliva e Costantino Parlato e arrangiato da Luis Navarro), dalle influenze tropicali, dancehall e R’n’B si avvale della collaborazione artistica della grande icona musicale degli anni ’80.
“Aspettami questa notte” parla di un rapporto d’amore, nascosto e sottaciuto, che con il calare del sole e l’arrivo della notte può finalmente uscire allo scoperto. Metaforicamente racconta il liberarsi, la disinibizione, il riuscire a vivere la vita in maniera piena e profonda. È un pezzo inizialmente introdotto da una chitarra e un sinth bell che diventa presto ritmato e cantabile, nonché ballabile.
Viola Valentino esprime tutta la sua vocalità, abbandona il caratteristico timbro sussurrato che l’ha resa celebre in “Comprami”, a favore invece del suo naturale timbro da contralto. I The Moors confermano la loro duttilità vocale.
Il videoclip richiama atmosfere anni ’80 omaggiando la bellezza femminile rappresentata da due antipodi: la splendida ballerina Maria Rosaria Salzillo (già protagonista dei videoclip di Emma Marrone e Giusy Ferreri) e la femminilità più rotonda dell’attrice Emanuela Aurizi (“Le ali della vita”, “La mandragata”, “Il professor cenerentolo”, “Distretto di polizia”, il film di prossima uscita per il cinema dedicato ad Andrea Bocelli “The silence of music”).
Etichetta: M.B.Music International
Radio date: 22 settembre 2017
BIO
Viola Valentinouna delle cantanti italiane più longeve, con alle spalle 38 anni di carriera da quella celebre “Comprami”, successo straordinario da milioni di copie e svariati remix e riedizioni. Tanti i suoi brani celebri da “Sei una bomba”, “Sola” brano che lei stessa canta nel celebre film “Delitto sull’autostrada” al fianco di Tomas Mio. “Romantici” è un altro brano di grande successo commerciale dopo la partecipazione al festival di Sanremo. Celebre anche la sua versione in italiano di “Libertango” di Astor Piazzolla. Per lei hanno scritto i più gradi autori, Gianni Bella, Riccardo Fogli, Bruno Lauzi, Cristiano Malgioglio e il compianto Paolo Limiti. Proprio quest’ultimo scrisse per lei il brano del 2014 “Abracadabra”. Nella sua carriera ha pubblicato 11 album, l’ultimo nel 2017 “Etereogenea live” raccolta dei suoi più grandi successi cantati tutti dal vivo, molti riarrangiati. Da sempre amante del suo rapporto con il pubblico che la segue fedelmente da anni, ogni anno è stato scandito da un “Tour Live” che ha reso Viola una delle più attive e instancabili cantanti della musica italiana. Da sempre affronta temi sociali come la violenza sulle donne, la lotta all’omofobia o l’abbandono degli animali nelle sue canzoni come l’album del 2010 “Alleati non ovvi”, nel singolo “Domani è un altro giorno o in “Ti amo troppo”.
I “The Moors” sono un gruppo vocale italiano composto dai cantanti e producers Luis Navarro e Mirko Oliva. I due si incontrano per la prima volta artisticamente in uno show televisivo musicale rumeno dedicato all’artista Dan Spataru nel settembre del 2016 su Tvr Romania.
Insieme ai propri musicisti e dj decidono di dar vita ai The Moors, portando ognuno le proprie esperienze maturate fino ad allora soprattutto nel mondo della dance music internazionale.
Luis Navarro, al secolo Luigi Bollito, nato a Marcianise (Ce) classe ’88, diplomato al conservatorio in pianoforte e canto moderno, si è fatto notare giovanissimo nel 2002 partecipando al programma Domenica In per poi riapparire in Tv nel 2009 come partecipante di Amici8 su Canale 5. Da sempre attento alla propria formazione didattica partecipa all’Accademia di Sanremo. Dalla fine di Amici a tutt’oggi, i suoi concerti estivi di musica dance latina riempiono le piazze, non per ultimo il Luis Navarro tour 2017, toccando tutta italia. Nel 2012 ottiene la sua prima distribuzione discografica importante dall’etichetta X-Energy (la stessa di LP) che lo inserisce nella compilation “Balada” con il suo singolo “L’amor que yo queria” che viene distribuito in tutta Europa. Successivamente, piazza i singoli “Te Conozco”, “Si tu te vas “, “Fuiste mia” e “Princesa mia” fino ad arrivare a “Baila Morena” pubblicata da Smilax Publishing che ha ottenuto un ottimo successo commerciale nel segmento dance latino. Dal 2012 è costantemente presente con i suoi brani nelle compilation più diffuse del mercato italiano da Hit Mania Dance, Bailando, Bailando Latino e Hit Tormentoni. Nel 2016 mette nuovamente a segno un successo commerciale dance pubblicando “Fiesta” all’interno di Hit Mania 2016, mentre nel 2017 piazza due singoli sia nell’edizione invernale che estiva della medesima compilation distribuita da Universal Music con i brani “I believe in your eyes” e “Cloude Nine” distaccandosi dai suoni prettamente latini e avvicinandosi ad una dance molto più deep-house grazie anche alla sua casa di produzione “Key Music “ che vanta collaborazioni con i dj italiani emergenti piu in voga del momento. Nel 2016 si esibisce in Slovenia e Romania, e proprio in Romania inizia il sodalizio artistico con Mirko Oliva sul palco del Dan Spataru Festival.
Mirko Olivaè un cantautore, producer e dj italiano, napoletano di origine classe ’81, cresce nel Cilento dedicandosi alla musica sin da piccolo, dapprima con “Lozecchino D’oro” e in seguito studiando canto e percussioni. Approda alle kermesse canore italiane più importanti come il Festival di Castrocaro Terme ed Area Sanremo.
Appassionato di cinema, si è sempre affidato a filmaker esperti per la realizzazione dei propri videoclip. Questo lo porta a vincere per 2 volte il festival del Videoclip di Roma con i brani dance “Leaving me alone” e “Sex in the city”. Fino al 2014 è il principe della notte romana, volto e voce scelto dai principali locali ed eventi notturni. Decide quindi di allontanarsi dal mondo della notte dedicandosi alla scrittura e alla composizione di brani prettamente in italiano pubblicando l’Ep di “Seritornerai”. Anche per quest’ultimo brano è stato anche realizzato un videoclip ufficiale, firmato dal film-maker Marco Gallo con protagonista il volto Rai Metis di Meo.
Il brano ottiene un buon successo commerciale e viene tradotto in spagnolo con il titolo “Cuando vuelvas tu”. L’etichetta inglese CDF Records ne curerà poi la distribuzione internazionale. Il successo è tale che la notizia appare sui media italiani partendo da Adn Kronoss. Il brano riscuote particolare successo in Colombia e Messico, arrivando ad essere presentato sulle televisioni Colombiane come Canal Une, Tigo Tv e Tele Caribe. Arriva in rotazione anche nell’est Europa in Albania, Malta, Bioelorussia, Bosnia e Lituania. Nel luglio 2015 inizia la sua avventura proprio nell’est Europa nel talent show televisivo X Factor Romania, pubblicando il 15 dicembre 2015 il nuovo singolo “Atmosfera” in collaborazione con il rapper Evol. Il brano debutta nella top 100 dei brani più scaricati di Itunes, pur non avendo nessun supporto radiofonico. Distribuito da Terre Sommerse Group, viene accompagnato da un videoclip firmato dal regista Michele Vitiello. Per ringraziare i fan dell’America Latina, viene realizzata la versione in spagnolo di “Atmosfera” dal titolo INSEGURO edita il 15 febbraio 2016 che vanta la collaborazione con Julio Cesar Meza, famosissimo cantante colombiano vincitore di X Factor Colombia. “Atmosfera” viene presentato live l’08 gennaio 2016 al Qube di Roma per poi proseguire nei Teatri con l’ “Atmosfera Tour”.
Le varie collaborazioni internazionali e il periodo in Romania lo portano a fondare l’etichetta discografica la M.B.Music international, l’obiettivo costante è quello di sostenere e ricercare giovani artisti italiani da promuovere all’estero, dedicandosi cosi a pieno titolo al lavoro di producer. Uno dei prodotti più riusciti è sicuramente il brano “Amor Amor” ancora inedito in italia in collaborazione con il cantante e producer Moogly, già autore di brani per Alexandra Stan ed altri artisti dance rumeni. In questa occasione fonda il gruppo vocale “The Moors” insieme al cantante italiano conosciuto proprio nel mondo dance internazionale Luis Navarro, sul palco del Dan Spataru Festival su TVR Romania.
Il 28 aprile 2017 esce l’album “Atmosfera 2.0”, raccolta dei successi internazionali più alcuni remix. L’album debutta alla posizione numero #26 della top chart di Itunes. Intanto si dedica alla produzione e realizzazione di uno dei progetti più ambiziosi: duettare con una signora delle musica italiana Viola Valentino. Nasce “Aspettami questa notte” fuori dal 6 ottobre 2017.
Nel dicembre 2017 sarà presente con un duetto in italiano nel nuovo album della star colombiana della musica urbana Mauricio Rivera nel brano “Oye Bonita”.
Il poliedrico musicista già vincitore di un Premio Bindi di una Targa Tenco, sceglie ora uno swing alla “Django Reinhardt” per raccontare la tipica sensazione di nodo alla gola che opprime chi accumula rabbie senza mai liberarsene.
«Il bolo isterico è una fastidiosa sensazione di groppo in gola, come un dito che preme la base del collo, una cravatta troppo stretta. La medicina riconosce questo disturbo fin dall’antichità ma non si può dire che ne sia venuta a capo».Fabio Biale
Questa è una canzone che vuole essere un urlo (strozzato) liberatorio, una richiesta di consulto medico (gratuito, dopo tanto pagare a vuoto), un pretesto per mandare a quel paese tutto quello che rimane in gola e teniamo dentro fino a farci del male.
Il pezzo è estratto dall’album “La gravità senza peso”. Nel disco, registrato da Rossano Villa presso l’Hilary studio di Sori e masterizzato da Marco Canepa, Fabio Biale è accompagnato da Riccardo Barbera (contrabbasso), Saverio Malaspina (batteria), Fabio Vernizzi (pianoforte), Stefano Ronchi (chitarre), Luca Falomi (chitarre), Marco Vescovi (chitarra manouche), Stefano Cabrera (violoncello), Giorgia Mammi (clarinetto).
Il disco è impreziosito dalla presenza di alcuni ospiti tra i quali Zibba, Dario Canossi dei Luf e l’attore Mauro Pirovano.
DICONO DI LUI
“Tra l’uno e l’altro innamoramento, a dare respiro alla narrazione, tristissimi ma al tempo stesso rivitalizzanti inni swing-manouche. Sembra di assistere alla messa in scena della goffagine sognante dello Sean Penn di “Accordi e Disaccordi” del malinconico Woody Allen”.Marco Pancrex – VivaLowcost
“Un album in cui Fabio Biale dà molto della sua “artisticità”, e al quale auguriamo che possa ricevere molto, in tutti i sensi, dagli ascoltatori”.Francesca Rita Rombolà – Poesia e letteratura.it
“L’album La Gravità senza peso” di Fabio Biale è musicalmente bello, complesso, ben studiato, cantato e interpretato”. Causaeffetto
“La gravità senza peso” offre un’esperienza acustica intensa, capace di coinvolgere l’ascoltatore e permettergli di calarsi nella vita quotidiana raccontata sotto forma di canzoni, di sentirsi parte di ogni storia”. Valeria Surace – Sharing Musica
“La musica è essere e non ha confini. Ascoltando quest’album ti ritrovi a non averli, a non credere che possano esistere e magari che la gravità sia veramente solo un’idea, sia veramente senza peso”. Roberto Teofani – Lifestyle Madeinitaly
BIO
Fabio Biale, violinista, cantante e polistrumentista, dopo gli studi violinistici classici, si dedica alla musica tradizionale del mondo e alla musica d’autore, suonando con svariati artisti fra cui Lou Dalfin, Giorgio Conte, Flavio Oreglio, The Gang, Paolo Bonfanti, Giua.
Dal 2004 fa parte ufficialmente del gruppo i Luf, uscendone per la parte live nel 2011, pur collaborando ancora e comparendo come autore nell’album Mat e Famat del 2013.
Dal 2005 al 2013 è il violinista polistrumentista di Zibba e Almalibre con i quali pubblica tre album. Con loro vince, tra l’altro, il Premio Bindi 2011 con “Anche di lunedì” (di cui è coautore) e il premio Targa Tenco 2012 nella categoria “Album dell’anno”con Come il suono dei passi sulla neve. Dal 2013 è uno dei musicisti della band di musica irlandese Birkin tree. Insieme a Fabio Rinaudo, Michel Balatti e Filippo Gambetta fonda nel 2005 il gruppo di musica tradizionale ligure Liguriani. Con i Liguriani pubblica “Suoni dai Mondi Liguri” e “Stundai” presentati entrambi a La Stanza della Musica su RadioTre. Con i Liguriani partecipa a festival di grande rilevanza internazionale tra cui MITO 2010 e 2012 in Italia, l’International Folk Festival of Tolo d’Asturies 2009 in Spagna, Celtic connection 2011 in Scozia, Bardentreffen Festival 2015, TFF Rudolstadt 2013 e Rheingau Musik Festival 2012 e 2013 in Germania. Dal 2008 collabora, sia con i Liguriani, sia autonomamente, con l’attore Mauro Pirovano.
Nel 2012 pubblica il suo primo album solista “La sostenibile essenza della leggera”.
Dal 2014 collabora come violinista e percussionista con Vittorio Ghielmi e Dorothee Oberlinger, Ensemble 1700 e Il Suonar Parlante, con i quali registra l’album “The passion of musick” per Sony / Deutsch Harmonia Mundi, vincendo il premio Echo Klassik 2015. Attualmente è in uscita con il secondo album solista che si intitola “La gravità senza peso”.
“So different” nasce sull’onda di un viaggio e raccoglie tutte le sfumature di una ragazza ferita dall’amore ma con tanta voglia di cambiare senza pensare al passato. La canzone esprime la voglia di percepire tutte le sfaccettature che la vita può donare, rendendo il domani migliore.
Il brano abbraccia sonorità soul e R&B dando importanza anche a suoni e arrangiamenti che strizzano l’occhio al pop internazionale contaminato d’elettronica.
Heliana entra a far parte della Stay Record nei primi del 2017 interpretando e pubblicando a maggio un EP dedicato a Beyonce, sua musa musicale. Attualmente sta lavorando ad un album di inediti.
Radiodate: venerdì 13 ottobre
Etichetta: Stay Record
BIO
Eliana Toriello, in arte Heliana, figlia del Maestro Gaetano Toriello, ha partecipato a vari festival della canzone locale e provinciale da quando aveva tre anni, riscuotendo ampi consensi da parte del pubblico e della critica. Ha iniziato a studiare tromba all’età di tre anni. Successivamente ha intrapreso lo studio del pianoforte i cui studi si sono protratti fino all’età di 12 anni.
In seguito ha deciso di dedicarsi al canto, cercando di perfezionarsi con lo studio corale sotto la guida di suo padre musicista compositore e direttore di coro, ha fatto parte di cori parrocchiali e tra le ultime esibizioni vi è quella, diretta da suo padre, al Quirinale in presenza del presidente della repubblica Giorgio Napolitano. Nel 2009 ha vinto il primo posto al “Festival della canzone di Pietra Santa” in San Giovanni a Piro (SA).
Nel 2010 si è classificata al primo posto al “Festival Stella per una notte” in Sordina (SA) e l’anno successivo ha partecipato all’omonimo festival in Verona in qualità di ospite.
Ha partecipato ad uno stage di canto a Paestum (Sa) tenuto dal maestro Luca Jurman. Dall’agosto 2011 ha lavorato per la casa discografica PPD PRODUCTION.
Ha cantato in varie manifestazioni come ospite tra cui il Festival Internazionale canoro per diversamente abili, Ragazza cinema ok 2011/2012; Pub live Festival, Stelle emergenti, Note d’amore e d’infinito, Festival Lago d’Orta, Tour area Sanremo, Tour radio Italia.
Si è esibita a Casa Miss Italia 2012 accompagnata al pianoforte dal maestro Vince Tempera.
Nel mese di settembre 2011, presso il Casinò Campione d’Italia, ha presentato il suo primo singolo “Io vivo“. Ha cantato al Festival di Eboli 2012 “Un amore cosi grande “di C. Villa sotto la direzione del M ° Vince Tempera. Ha partecipato come ospite alla trasmissione televisiva Musicontheroad di Sky. E’ arrivata alle semifinali di Sanremo Social 2012 con il brano “Ho bisogno di te” di Mimmo Cavallo. Ha cantato in diretta nel 2012 per la redazione di Affari Italiani. Ha ricevuto il premio AFI giovani emergenti del 2012.
Ha partecipato come ospite a Channel tv nel 2012. Nel 2012 comincia la nuova collaborazione musicale con “L’augustea” con sede in Lugano, nella persona di Umberto Martinotti e anche dirigente della concessionaria di mediaset: “Publitalia”. In seguito, nel 2017, intraprende una nuova collaborazione con la “stay record “etichetta discografica milanese capitanata dal maestro Vincenzo Camporeale, esperto musicista e discografico con il quale sono state realizzate delle cover di Beyonce in uscita sui migliori digital store.
Contatti e social
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Arriva in radio dal 17 ottobre il brano contenuto in LIBERA VERAMENTE VOL.7, la compilation in free download dal sito di Rolling Stone Italia.
Oh mio Dio! è l’urlo di liberazione di ZuiN, è la forza cercata nella musica per sconfiggere i “fantasmi”.
In una Milano che tende ad ingoiarti, “Oh mio Dio!” è un’esortazione ad affidarsi ai punti saldi della vita di una persona, alla famiglia, agli amici.
Il brano è stato inserito LIBERA VERAMENTE VOL.7, il nuovo capitolo discografico che raccoglie i migliori singoli promossi dall’agenzia L’AltopArlante. La compilation è scaricabile gratuitamente dal sito di Rolling Stone Italia.
Radiodate: 17 ottobre 2017
Etichetta: Volume!
BIO
ZuiN è un progetto nato nel maggio 2016 da un’idea dell’ex frontman della band indie rock Ninfeanera. ZuiN è nato con la voglia di raccontare storie, sentimenti e sensazioni che parlassero in prima persona. Fin da subito per ZuiN inizia un never-endig tour, chitarra e voce, che lo porta a suonare su palchi come Carroponte, Parco Tittoni Desio, Santeria Social Club come supporter di artisti punta della scena musicale indipendente italiana (Umberto Maria Giardini, Alessandro Fiori, Daniele Celona, L’orso ecc.).
Dopo qualche mese di attività live e di intensa scrittura inizia la collaborazione artistica con Claudio Cupelli che inizierà a seguire ZuiN come produttore artistico e co-arrangiatore dei brani. Un cantautorato italiano graffiante, ricco di pathos ed energia emotiva si fonde con arrangiamenti moderni, una forte ricerca dei suoni tipica di produzioni anglo-americane. Nell’aprile 2017 partecipa alla finale di Special Stage in Santeria Social Club a Milano, un form di OFFICINE BUONE – associazione che porta musica e cucina negli ospedali di tutta Italia -, ricevendo il Premio Social per il secondo classificato assegnato dalla giuria di qualità composta da Caterina Caselli, Mara Maionchi, Alberto Salerno, Fortunato Zampaglione.
Sempre ad aprile partecipa alla finale della prima edizione del contest per emergenti “MEMO Live” ideato dalla Direzione Artistica del locale nella persona di Antonio Vandoni e da Mescal, L’AltopArlAnte, All Music Italia, MEI. Il brano “Fantasmi” fa parte della compilation digitale che raccoglie tutti i pezzi in gara dei finalisti del concorso e che sarà prodotta dalla Mescal, e ha raggiunto la diciottesima posizione della Indie Music Like, la classifica di gradimento delle radio e new media.