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L’era della condivisione: innovazione tecnologica o rischio per la privacy?

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  • 31 Gennaio 2012

Che l’inventore newyorkese del social network più famoso del mondo stesse lavorando ad una release del nuovo Facebook, lo si sapeva da qualche mese.
Già da settembre infatti doveva essere disponibile una nuova versione del social, che Zuckerberg annunciava come più ricca di opportunità di condivisione e di gestione di propri contenuti; la messa in linea della nuova timeline Facebook è infatti stata resa disponibile per gli 800 milioni di utenti solo il 15 Dicembre 2011.
Questa modifica alla vecchia pagina si presenta come un sorta di diario Facebook multimediale, nel quale si potranno impaginare tutti i contenuti condivisi su Facebook, secondo una linea temporale, proprio come in un vero diario; sarà quindi possibile per l’utente archiviare tutti i propri contenuti anno per anno, ordinando così le proprie foto, i propri video condivisi e le attività svolte su applicazioni terze.
“Vogliamo rendere le timeline un posto di cui sei orgoglioso. Qualcosa come la tua casa” aveva spiegato Zuckerberg durante la presentazione, anche se la nuova veste di Facebook aveva suscitato non poche preoccupazioni sin dalla data della presentazione, dato che a molti è sembrato che il vero scopo del presidente di Facebook fosse quello di creare una sorta di “Facebook dipendenza”, una mania per la condivisione costante dei fatti della nostra vita; infatti più persone utilizzano Fb per condividere le proprie attività, più persone saranno motivate a tornare sul social per condividerne altre e per curiosare fra i post degli amici.
Il tipo di template promosso per questa nuova versione è estremamente accattivante, e come quello precedente è
template gratis; nonostante allo stato attuale il nuovo Facebook sia in fase di affiancamento a quello tradizionale, molti utenti si sono già espressi in materia e a sostenere che le nuova versione sia migliore della precedente, è solo 1 utente su 10; il popolo di Facebook infatti nonostante ammetta che la nuova versione possiede una grafica pazzesca, un’interfaccia pulita e che sia meglio personalizzabile e di facile uso, continua a temere per la propria privacy. Zuckerberg precisa comunque che ogni account è totalmente gestibile attraverso le impostazioni della privacy, già presenti nel social.
Dopo una fase silenziosa di diffusione del nuovo volto di Fb, infatti è pronto il rollout definitivo del programma, che a breve (si parla di circa 4 settimane) verrà attivato in automatico su tutti i profili che attualmente stiano ancora utilizzando il vecchio; una volta ricevuto l’aggiornamento automatico, l’utente avrà a disposizione una settimana per abituarsi al nuovo layout e per settare le impostazioni sulla privacy come meglio crede, dopodiché la nuova timeline verrà pubblicata.
Le news tecnologiche proposte da Apple invece per la telefonia, sono anch’esse futuristiche e rivolte a raggiungere un grado massimo di condivisione delle attività giornaliere; proprio per questo nasce Facetime, il programma che permette, grazie ad una rete wi-fi, di videochiamare dal proprio iPhone un iPad, un iPod Touch o un Mac.
Serena Rigato
Prima Posizione srl- pubblicità internet

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L’Hotel Corte Regina si prepara a riaprire

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  • 27 Gennaio 2012

Sirmione (VR), 27 Gennaio 2012- L’hotel Corte Regina, grazioso hotel di Sirmione a conduzione familiare, dopo aver chiuso per il periodo invernale, si prepara ad accogliere nuovamente i clienti presso i propri locali.
L’Hotel Corte Regina è un hotel sul lago di Garda di piccole- medie dimensioni situato nel cuore del borgo antico di Sirmione, e forse proprio per il contenuto numero di stanze (solamente 14) è estremamente confortevole, oltre che elegante. Ogni stanza è dotata di servizi privati, fon, telefono, televisore, aria condizionata, cassaforte e frigobar.
L’hotel guarda proprio il Castello Scaligero e si trova anche vicinissimo al Centro Benessere Termale Aquaria, è comodo quindi ai principali punti di interesse turistico della zona; dalle rive del Garda comunque i turisti possono comodamente ed in poco tempo raggiungere altre città e borghi medievali della zona, quali ad esempio Verona, Brescia, Mantova e Bergamo; per gli amanti della natura e dei divertimenti per la famiglia è invece possibile visitare Gardaland, Canevaworld e Movieland, il Giardino di Sigurtà ed il Parco Natura Viva, tutti a pochi chilometri dal Lago.
Inoltre ciò che rende il Garda unico anche dal punto di vista enogastronomico, sono i vini tipici della zona, come il Lugana, vino bianco fermo apprezzato ormai in tutta Italia; di notevole qualità anche i vini quali il Chiaretto, il Garda Classico ed il San Martino della Battaglia.
L’hotel Corte Regina, chiuso dal 1 Novembre 2011, sta attualmente preparandosi alla nuova stagione 2012: il 24 Marzo infatti le sorelle Cristina e Paola riapriranno le porte dell’hotel. Come da consuetudine, tute le mattine verrà servita la ricca colazione nell’apposita sala panoramica all’ultimo piano, con vista sul Castello di Sirmione e sulle acque del Lago Garda, la cui spiaggia si trova a poco più di 100 metri dell’hotel.

Serena Rigato
Prima Posizione srl- sales effectiveness

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Blogger di professione, per passione

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  • 26 Gennaio 2012

Che il mondo della moda sia da sempre il panorama più complesso e pieno di contraddizioni di sempre, questo lo si sapeva. Ciò che non tutti sanno (specie quelli che col web hanno poca dimestichezza) è che negli ultimi anni c’è una figura professionale del tutto nuova, che lavora dietro le quinte (anche se forse sarebbe meglio dire dietro al monitor) per essere in grado di pubblicare online gli ultimi gossip e innovazioni in atto nel camaleontico mondo delle passerelle.

Questi nuovi “professionisti” nascono in primis semplicemente come appassionati di moda, che poi- generalmente attraverso la propria curiosità verso il mondo del web-finiscono per unire l’utile al dilettevole e quindi diventano critici di moda online. Ma chi sono queste persone?
Nella maggior parte dei casi si tratta di giovani donne e ragazze -a volta ancora studenti- che iniziano, quasi per gioco a commentare le sfilate costume bagno donna oppure quelle di haute couture da uomo, la nuova collezione di scarpe del loro stilista preferito ecc, e finiscono poi per scoprire che da questo “hobby” oggigiorno, se si è bravi, c’è da guadagnarci anche qualcosa.
Proprio lo scorso 7 Gennaio nella famosissima boutique fiorentina Luisa via Roma si è conclusa la quarta edizione di Firenze4ever, un appuntamento con le novità, le grandi firme della moda e le nuove promesse del settore; non a caso quest’anno a parlare di moda donna, uomo ed accessori non erano presenti solo stilisti, ma moltissimi blogger di moda da tutto il mondo. Ospite della kermesse l’apprezzatissimo Francesco Scognamiglio, lo stilista reso celebre nel mondo per aver vestito star come Madonna e Lady Gaga, che durante l’evento ha messo a disposizione dei fashion blogger le sue creazioni ed i suoi consigli.
Durante l’evento infatti i 29 fashion blogger proveniente da tutto il mondo, hanno avuto a disposizione la sua collezione primavera estate 2012 ed alcuni capi di punta del fashion designer, per realizzare dei servizi di moda da pubblicare online. I protagonisti più celebri dello Style Lab erano certamente The Blonde Salad, Bryan Boy, Style Scrapbook, Fashion Squad e Fashion Toast ma non sono mancate delle new entry promettenti, come il blog tedesco Les Mads, Divrina Dhingra per Vogue India e l’inglese Clash Magazine.
Mentre al piano inferiore i fashion blogger erano indaffarati nella scelta degli abiti ed accessori per gli shooting, nonché dei complementi d’arredo migliori per il set, al piano superiore i music blogger erano alla ricerca dei pezzi musicali migliori per accompagnare gli scatti dei fotografi; musica e moda hanno quindi nuovamente interagito, fino alla conclusione della Firenze4ever con un party all’interno della boutique, in occasione del quale c’è stato il concerto di Joan As A Police Woman ed il dj set di James Lavelle, che hanno accompagnato il party dal tema “pink”, servito anche a raccogliere fondi per l’Unicef e per altre associazioni animalistiche.
Questo importante appuntamento di moda è quindi la conferma che i fashion blogger, nonostante la loro giovane età ed il loro percorso di certo non convenzionale nel mondo della moda, abbiano un vero e proprio peso nel mondo delle tendenze e della moda, tanto da essere interpellati e da collaborare con stilisti già celebri, come in questo caso con Francesco Scognamiglio.

Serena Rigato
Prima Posizione srl- tablet search engine optimization

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Le caramelle dall’XI secolo ai giorni nostri

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  • 26 Gennaio 2012

Le caramelle, considerate ormai come delle ghiottonerie riservate soprattutto ai bambini, hanno una lunga ed interessante storia.

Quando si parla di caramelle alla liquirizia, alla frutta e così via si pensa a qualcosa di riservato quasi esclusivamente ai bambini, ma in verità in origine le caramelle erano dei dolcetti che potremmo definire preziosi, appannaggio principalmente delle classe agiate. Le caramelle, infatti, essendo fatte in gran parte di zucchero, prodotto che un tempo si potevano permettere solo le famiglie più ricche, non erano certamente qualcosa che si donava con leggerezza a qualsiasi bambino.

Volendo tracciare una breve storia delle caramelle, bisogna tornare indietro nel tempo, in particolare fino all’XI secolo, quando i Crociati provenienti dal Vicino Oriente riportarono in patria delle barrette di zucchero di canna che possiamo considerare come le antenate e i primi esemplari dei tanti tipi di caramelle che conosciamo oggi. Il nome caramella deriverebbe dal latino “canna mella”, letteralmente “tubo di miele”, espressione con cui si identificava appunto la canna da zucchero.

Un’altra fase importante nella storia dello zucchero, e quindi delle caramelle, si registra tra il XVII e il XVIII secolo, quando grazie al perfezionamento delle tecniche di estrazione dello zucchero dalla barbabietola si riuscì ad ottenere un prodotto bianco, facilmente solubile e quindi più adatto ad essere impiegato per la produzione di caramelle.

Anche se gli zuccherini importati dalla Terra Santa vengono considerati come i primissimi esempi dei prodotti che adesso si trovano in quantità in ogni negozio caramelle, fu solo dopo la scoperta dell’America e il conseguente sviluppo della coltivazione della canna che lo zucchero cominciò a diffondersi maggiormente, e di conseguenza anche le caramelle. Ad una maggiore diffusione delle piantagioni di canna da zucchero non corrispose però un immediato ed esponenziale aumento dell’uso dello zucchero, che per molto tempo ancora rimase un bene prezioso e costoso, ad uso praticamente esclusivo delle famiglie più agiate. Anche l’aspetto dello zucchero, così com’era venduto, era diverso rispetto a come lo conosciamo noi: questo prodotto veniva infatti venduto non in polvere, ma sotto forma di panetti più o meno conici, dai quali veniva grattata la quantità di zucchero necessaria.

Siamo ancora lontani dalla nascita di un’industria delle caramelle vera e propria, ma certamente i primi germi sono stati ormai seminati. L’evoluzione del settore andò poi di pari passo con la diffusione del cacao, che trovò in alcune città più che in altre un terreno particolarmente fertile. Torino, per esempio, ancora oggi conosciuta per la sua tradizione nel settore del cioccolato (chi non conosce il gianduia?), già nel XVIII secolo era uno dei centri vitali del settore, tanto che proprio in questa città venne costituita l’Università dei Confettieri e Acquavitai per concessione di Re Carlo Emanule III.

Nell’Ottocento lo zucchero cominciò a diffondersi in maniera più capillare (anche se fino al secondo dopoguerra rimase un bene se non di lusso, comunque di sicuro non di uso quotidiano), e tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo cominciarono a venire commercializzate delle caramelle non solo buone da mangiare, ma anche belle da vedere: fu in questo periodo, infatti, che si cominciarono ad usare degli involucri particolari costituiti da uno strato di carta stagnola interno e da un altro di carta colorata all’esterno.

Da allora e fino a i giorni nostri le evoluzioni nel settore delle caramelle sono state numerose e molteplici; le caramelle, così come i contenitori caramelle, hanno assunto le forme e i colori più disparati e, cosa più significativa, sono diventate la gioia di tutti i bambini.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – notizie seo

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Motek, fiera internazionale dell’assemblaggio, montaggio e manipolazione

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  • 25 Gennaio 2012

Mancano ancora parecchi mesi alla prossima edizione di Motek, ma vista l’importanza dell’evento, l’attesa è già alta.

Si svolgerà a Stoccarda come di consueto la nuova edizione di Motek, la fiera internazionale dell’assemblaggio, montaggio e manipolazione in grado di calamitare l’attenzione di aziende e professionisti provenienti da tutto il mondo e operanti nei settori, tra gli altri, della meccanica di precisione e dell’automazione industriale. Non si tratta di un evento qualsiasi, ma della più importante fiera del settore, una fiera che festeggia quest’anno la sua 31ª edizione. La nuova edizione di Motek si svolgerà dall’8 all’11 ottobre 2012, e vista l’importanza dell’evento, per le aziende che desiderano figurare tra gli espositori e per i professionisti che vogliono partecipare in qualità di visitatori, è già tempo di pianificare la propria presenza alla fiera.

Forte della sua storia e della fama acquisita nel tempo, Motek si prepara ad una nuova edizione che, nonostante i tempi di crisi, si preannuncia già come un evento di successo. Un successo derivante da una delle caratteristiche specifiche della fiera, che la fanno emergere tra tutti gli altri eventi legati a questo specifico settore. La peculiarità principale di Motek è la sua completezza: si tratta infatti dell’unica fiera in cui vengono rappresentati tutti gli aspetti facenti parte del macrosettore dell’ingegneria meccanica costruzioni e della manipolazione industriale (dai componenti alle soluzioni complete), per venire incontro alle specifiche esigenze di tutte le aziende e dei professionisti che decidono di visitare la fiera. L’approccio interdisciplinare della fera permette inoltre di trovare soluzioni ottimali proprio grazie alla possibilità che essa offre di avere una visuale completa del settore. E come se tutto questo non fosse abbastanza, in concomitanza con Motek si svolge BONDexpo, la fiera della tecnologia di incollaggio industriale che festeggerà nel 2012 la sua sesta edizione, completando la già ampia offerta espositiva di Motek.

Ci si aspetta molto dall’edizione 2012 della fiera anche perché l’anno scorso Motek ha registrato un notevole successo: nell’anno del trentennale, infatti, Motek ha chiamato a raccolta qualcosa come 36.000 visitatori, in gran parte provenienti dalla Germania, ma con una buona rappresentanza estera (20%), a dimostrazione del respiro internazionale che caratterizza l’evento. Per quanto riguarda gli espositori, a presentare i propri prodotti all’interno degli spazi fieristici di Stoccarda sono stati in 1051 (945 per Motek e 106 per BONDexpo) provenienti da ben 21 paesi. Numeri importanti anche per quanto riguarda la superficie totale riservata all’esposizione dei prodotti e servizi presentati dalle varie aziende partecipanti: 685.000 m² totali, un dato che insieme a quelli relativi al numero dei visitatori e a quello degli espositori hanno confermato ancora una volta l’evento Motek-BONDexpo come il più importante del settore.

Anche la location scelta per l’evento, per nulla casuale, ci parla dell’importanza riconosciuta alla fiera: Stoccarda, città posizionata nel cuore di una delle regioni industriali economicamente più importanti della Germania e allo stesso tempo al centro dell’Europa, è un perfetto crocevia, oltre che uno dei principali centri per quanto riguarda il settore dell’assemblaggio, del montaggio, della manipolazione e delle automazioni industriali.

Per tutte le aziende e i professionisti operanti in questi specifici settori, l’appuntamento da segnare in agenda è per l’8 ottobre 2012, quando prenderà il via la nuova edizione del doppio evento Motek e BONDexpo.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – web agency seo

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Matrimoni economici: dalle confezioni delle bomboniere alla scelta della data

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  • 20 Gennaio 2012

Organizzare un matrimonio in tempo di crisi significa anche cercare di tagliare un po’ i costi senza però rischiare di compromettere quello che dovrebbe essere il giorno più bello della vita.

I matrimoni costano, si sa, soprattutto se si ha in testa una precisa idea di come dovrebbe essere il proprio e se si desidera realizzare il proprio progetto così come lo si è sempre immaginato. Ci sono però delle soluzioni, dalle bomboniere matrimonio economiche alla scelta del periodo in cui sposarsi, che possono aiutare le coppie a ridurre notevolmente i costi.

Non sono molte le coppie disposte ad organizzare un matrimonio “low profile”, anche perché di questi tempi il matrimonio, più che una cerimonia religiosa significativa, è diventato una grande occasione di festa, una festa che il più delle volte deve essere grandiosa e indimenticabile per gli sposi e per gli invitati. Forse è anche per questo che molte coppie decidono di rinviare all’infinito il giorno delle nozze, preferendo lunghi fidanzamenti e soprattutto la convivenza.

In tempo di crisi, però, organizzare un matrimonio coi fiocchi è un’impresa tutt’altro che facile, e le coppie che sono alle prese con i preparativi per il loro giorno più bello devono davvero fare i salti mortali per far rientrare tutte le spese in un budget sempre più ridotto. Tagliare sulle spese superflue è in questi casi la parola d’ordine, ma capire quali siano queste spese superflue, nel giorno in cui tutto sembra necessario per realizzare il sogno del matrimonio perfetto, è tutt’altro che facile. Ecco dunque qualche consiglio per ridurre i costi – dalle idee bomboniere fai da te ad altre soluzioni economiche – senza rinunciare ad un matrimonio indimenticabile.

Punto primo: l’abito. Gli abiti da sposa possono costare davvero molto, e se si pensa che vengono portati per un solo giorno, la spesa è davvero enorme. D’altra parte, l’abito per il gran giorno, soprattutto per quanto riguarda la sposa, è forse l’elemento più importante della giornata, ma se il budget impedisce di acquistare l’abito da sogno che avete sempre desiderato, una valida alternativa ad un abito di scarso valore che non vi convince del tutto e non vi fa sentire davvero protagoniste nel vostro grande giorno è l’abito in affitto. Certo, non potrete tenervelo nell’armadio e rimirarvelo quando volete, ma avrete avuto l’abito che desideravate senza spendere una fortuna.

Punto secondo: il periodo. Tenete presente che ci sono dei mesi più quotati per i matrimoni, e in questi mesi la location da voi scelta potrebbe costare molto di più che in altri periodi. Il consiglio è quindi quello di evitare io periodo compreso tra aprile ed ottobre e preferire invece i mesi invernali.

Punto terzo: la scelta dell’auto con cui arrivare in chiesa: anziché noleggiare un’auto di lusso o d’epoca, provate a passare in rassegna le macchine dei vostri amici e parenti alla ricerca di una vettura, se non lussuosa, quantomeno originale: anche arrivare in Cinquecento potrebbe essere una bella idea, spiritosa ed economica!

Punto quarto: bomboniere economiche. Risparmiare sull’oggetto da regalare agli invitati può essere rischioso, perché si rischia di fare un regalo sgradito agli ospiti e, quindi, di lasciare un brutto ricordo della festa. Se risparmio deve essere, risparmio sia, ma che questo non riguardi gli oggetti in sé, bensì le loro confezioni. Scegliete le bomboniere che più vi piacciono e vi rappresentano, e anziché chiedere al negozio di realizzare le confezioni provate a fare da soli, magari con l’aiuto di qualche amico o parente. Il risparmio è assicurato!

Queste sono solo alcune idee per risparmiare sull’organizzazione del proprio matrimonio. La necessità aguzza l’ingegno, e se ci si pensa un po’ si possono trovare davvero molte soluzioni per realizzare un matrimonio low cost, ma non per questo low profile!

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – promozione internazionale

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Campi d’azione dei detective privati: le indagini aziendali

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  • 16 Gennaio 2012

Tra i settori in cui il lavoro degli investigatori privati è maggiormente richiesto spicca certamente quello delle indagini aziendali.

L’investigatore privato, o detective che dir si voglia, è una figura chiave per la risoluzione di molti casi, e i suoi servigi sono richiesti in vari ambiti, da quello familiare a quello lavorativo, dai casi di infedeltà coniugale a quelli di spionaggio industriale. Le indagini aziendali, in particolare, sono sempre più richieste: come recita il proverbio, fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio, e molte sono le aziende che decidono di rivolgersi ad agenzie di investigazioni private per tenere sott’occhio delle situazioni poco limpide o dei collaboratori poco fidati.

Controspionaggio industriale, assenze sospette, “tradimenti” aziendali da parte dei propri impiegati … questi e altri sono i casi trattati dagli investigatori privati, che sempre più spesso dimostrano di essere necessari al sereno svolgimento delle attività aziendali. In Italia il lavoro delle agenzie investigative è regolato dal decreto ministeriale n. 269 del 01 dicembre 2010, che è andato ad aggiungersi alle disposizioni dell’articolo 134 T.U.L.P.S. In virtù del suddetto decreto, e nonostante la mancanza di un albo professionale specifico, l’attività degli investigatori privati viene ora considerata come una professione vera e propria, paragonabile a quella svolta da molti altri tipi di professionisti.

Quando un’azienda decide di rivolgersi ad un’agenzia investigativa, dunque, sta richiedendo i servigi di una precisa categoria di professionisti, che grazie alle conoscenze acquisite, anche in campo legislativo, a delle specifiche abilità e seguendo un determinato iter possono davvero aiutare le aziende che, per un motivo o per l’altro, si ritrovino a dover risolvere un problema più o meno spinoso.

Proviamo ora ad entrare nel merito del discorso e a capire quali siano i casi in cui il lavoro di un detective privato può risultare utile, se non necessario, ad un’azienda. Un’agenzia investigativa potrebbe essere contattata da un’azienda che voglia tutelarsi in caso di marchi e brevetti a rischio di plagio, o in caso si spionaggio industriale operato da un concorrente, per effettuare un efficace controspionaggio. Inoltre, il lavoro di un detective privato potrebbe essere necessario per verificare le credenziali di una persona che è appena stata assunta o che è in procinto di entrare a far parte dell’azienda, soprattutto se è chiamata a ricoprire un ruolo di particolare importanza e responsabilità. Un altro caso in cui si richiede l’aiuto di un detective è quando un dipendente sia sospettato di violare i patti di concorrenza, per esempio assentandosi dal lavoro per lavorare per un’azienda concorrente. In quest’ultimo caso, in particolare, un numero ingiustificato di assenze potrebbe decisamente destare più di qualche sospetto, e spingere i dirigenti aziendali a chiedere l’intervento di un investigatore. Un assenteismo sospetto potrebbe però essere anche spia di qualcos’altro: un impiegato che non si presenta al lavoro per periodi lunghi o brevi ma frequenti potrebbe sì nascondere una seconda attività lavorativa, ma molto più semplicemente potrebbe essere uno scansafatiche coi fiocchi, che usa i giorni di malattia per starsene a casa o per farsi una bella vacanza. Anche in questo caso il detective può smascherare l’impiegato truffaldino.

L’abilità e l’esperienza degli investigatori privati è necessaria, in questi e in altri casi, per agire in modo efficace e soprattutto nel rispetto della legge: l’investigatore è infatti una figura che conosce il diritto e le leggi vigenti, e che svolge la sua attività professionale nel rispetto della legalità.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – posizionamento web

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Plast: la nuova edizione a Milano dall’8 al 12 maggio 2012

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  • 16 Gennaio 2012

Ritorna nel 2012 Plast, il Salone internazionale delle materie plastiche e della gomma che si svolge a Milano con cadenza triennale.

Plast, una delle fiere più importanti a livello mondiale per quanto riguarda l’industria delle materie plastiche e della gomma, si svolgerà a Milano tra l’8 e il 12 maggio 2012. Sarà dunque l’occasione per moltissime aziende, italiane ed estere, di presentare i propri prodotti (dall’estensibile manuale alle macchine per la lavorazione della gomma), e per gli addetti ai lavori che visiteranno la fiera di scoprire le ultime novità del settore.

Non a caso Plast è uno degli eventi più famosi e più attesi per quanto riguarda l’industria delle materie plastiche, ed ogni edizione della fiera viene visitata da molti addetti ai lavori provenienti da ogni angolo del mondo, che fanno di Plast un evento dal respiro internazionale e trasformano la città di Milano nella capitale dell’industria delle materie plastiche. A prova di ciò, Plast 2012 sarà la più grande esposizione in Europa dell’anno per quanto riguarda questo particolare settore, e basta prendere in considerazione i dati relativi al 2009, anno in cui si è svolta l’ultima edizione della fiera, per realizzare l’importanza e la portata dell’evento: quasi 1.500 gli espositori che hanno esposto i propri prodotti e servizi su una superficie di quasi 60.000 m²; 45 i paesi esteri rappresentati, provenienti in gran parte dal resto d’Europa, ma anche dall’Asia, dal’’America del Sud e del Nord, dal Nord Africa e dalla Nuova Zelanda; oltre 55.000 i visitatori totali provenienti in gran parte dall’Italia ma anche da altri 114 paesi (in testa a tutti, la Germania, seguita da Francia e Spagna). Numeri che parlano di un evento di successo, un successo che ci si aspetta anche dall’edizione 2012 di Plast.

Tra i prodotti e i servizi presentati all’interno della fiera trovano spazio tutti i settori facenti parte del mondo dell’industria delle materie plastiche, con un predominio per quanto riguarda le macchine per la produzione e la lavorazione della plastica (come le macchine FFS). Oltre a queste, sono rappresentati ampliamente anche il settore delle materie prime e prodotti e dei servizi. In particolare, l’offerta espositiva di Plast prevede, tra l’altro, la partecipazione di aziende specializzate nella produzione di macchine per iniezione ed estrusione, di stampi e filiere, di macchine per le lavorazioni secondarie e per il confezionamento di materie plastiche, oltre che aziende operanti nel settore delle materie prime e materiali compositi, leghe in materie plastiche e gomma, semilavorati e prodotti finiti, applicazioni elettroniche, industriali, domestiche e di altro tipo e, infine, aziende che offrono servizi di fabbricazione, progettazione e altri servizi specifici per l’industria delle materie plastiche e della gomma.

Plast, organizzata da Promoplast con la collaborazione di Fiera Milano, il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico, il supporto di Eurocamp (Associazione Europea Costruttori per Materie Plastiche e Gomma) e l’approvazione dell’Unione delle Fiere Internazionali (Ufi), si svolgerà in concomitanza con Rubber 2012, il salone satellite dedicato alla gomma cui parteciperanno, oltre che i costruttori di impianti per la lavorazione della gomma, anche le aziende produttrici e trasformatrici di elastomeri, materiali elastici, gomma naturale e sintetica, che andranno così ad affiancarsi alle aziende produttrici di estensibile alto prestiro e altre materie plastiche partecipanti a Plast.

Completano l’offerta della fiera numerosi eventi collaterali: tra quelli già confermati, Biopolpack (il convegno internazionale sui polimeri), un meeting sugli impatti e la sostenibilità del PVC e un incontro sulle innovazioni nella verniciatura dei materiali plastici.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – visibilità sui motori

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Tutte le novità di clookky.com per l’anno nuovo

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  • 12 Gennaio 2012

Clookky.com, portale di annunci dedicato a vari settori diversi, ha da poco introdotto delle interessanti novità.

Il nuovo anno comincia all’insegna delle novità per Clookky.com, il portale dedicato agli annunci di compravendita online e su cui è possibile inserire e visionare annunci relativi a case, terreni, motori, vendita bed and breakfast e molto altro ancora.

Per migliorare il servizio agli inserzionisti, così come ai visitatori del sito, Clookky.com offre la possibilità di promuovere ogni singolo annuncio in vetrina e sui risultati di ricerca dei prodotti. Un’ottima opportunità per quanti desiderino migliorare la visibilità dei propri annunci all’interno del portale ed essere quindi più facilmente consultabili, e di conseguenza contattabili. Clookky.com ha pensato però anche agli utenti acquirenti: per facilitare le operazioni di contatto, una volta individuato un annuncio o prodotto che potrebbe fare al caso loro, agli acquirenti viene data ora la possibilità di vedere da subito i contatti dell’utente venditore. In questo modo, il potenziale acquirente potrà subito trattare o contattare il venditore.

La possibilità di trattare il prezzo è da sempre uno dei tratti distintivi di clookky.com: grazie all’apposita Barra della Trattativa©, gli affari possono essere conclusi in tempi più rapidi, perché questo innovativo strumento trasforma il portale da semplice vetrina di annunci a terreno in cui venditore e compratore possono incontrarsi e contrattare il prezzo prima che s’incontrino di persona. La Barra della Trattativa© ideata da Clookky.com permette di arrivare ad una conclusione dell’affare direttamente online, il che significa che quando compratore e venditore si incontrano di persona, il più del lavoro è già stato fatto e tutto può risolversi velocemente e senza perdere tempo. Una delle novità introdotte di recente da Clookky.com riguarda proprio questo aspetto del portale: in particolare, per far sì che gli utenti prendano confidenza col sistema di trattativa del prezzo e imparino a conoscerlo al meglio, Clookky.com offre agi utenti un omaggio di 10 crediti.

Per rendersi conto dei vantaggi offerti dalle novità introdotte dal portale basta visitare il sito Clookky.com e prendere confidenza con le sue funzionalità.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – notizie web marketing

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Carnevale a Venezia dal 4 al 21 febbraio 2012

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  • 9 Gennaio 2012

Passata la sbornia del Natale, è già tempo di pensare al Carnevale. E quando si parla di questa festa, non si può certo prescindere dal carnevale di Venezia!

Tra tutte le feste e tutti gli eventi che hanno tradizionalmente luogo nella città lagunare, il Carnevale Venezia è sicuramente tra i più famosi e attesi da persone di tutte le età. I festeggiamenti carnevaleschi, diventati ormai parte della tradizione e della storia della città lagunare, portano nella già bellissima Venezia maschere e costumi spettacolari, atmosfere al tempo stesso di festa e avvolte nel mistero, e soprattutto un calendario di eventi davvero imperdibili.

Tra gli eventi che animano il carnevale lagunare ce ne sono alcuni che sono ormai entrati a far parte della storia della città. Come non nominare, per esempio, il volo della colombina, uno dei momenti più spettacolari in assoluto, che da qualche anno a questa parte vede personaggi famosi del mondo dello sport, della musica o dello spettacolo calarsi in Piazza San Marco dalla cima del campanile più famoso di Venezia? O ancora, chi oserebbe perdersi la sfilata delle Marie, altro evento clou dei festeggiamenti? D’altra parte si tratta di una tradizione che ha origini molto antiche, e che si rifà all’antica usanza per cui, nel giorno della purificazione di Maria, il 2 febbraio, si era soliti benedire i matrimoni di dodici ragazze belle ma povere, che per l’occasione ricevevano dal doge dei gioielli dogali. In ricordo di questa antica usanza, durante i festeggiamenti carnevaleschi a Venezia ha luogo una sfilata cui prendono parte 12 tra le più belle ragazze di Venezia accompagnate da gruppi storici in costume, e che termina in Piazza San Marco, dove le ragazze denominate “Marie” vengono presentate alla città. Altro evento imperdibile, la sfilata del concorso per la maschera più bella, anche questa in Piazza San Marco.

Oltre a questi appuntamenti fissi del carnevale veneziano, ogni anno i festeggiamenti includono anche delle novità, legate soprattutto al tema dell’evento, che varia di anno in anno. Il tema del carnevale Venezia 2012 sarà “La vita è teatro! Tutti in maschera”: per l’occasione Piazza San Marco, i campi e le calli della città diventeranno una sorta di teatro a cielo aperto, con numerosissimi spettacoli sparsi per tutta la città, oltre che all’interno dei teatri. Il tema di quest’anno è particolarmente caro alla città di Venezia e legato intrinsecamente alla tradizione carnevalesca: ai tempi della Serenissima, infatti, i festeggiamenti per il carnevale si svolgevano in contemporanea con l’inizio della stagione teatrale. Senza dimenticare che alcune maschere veneziane, come Pantalone, sono tra i protagonisti della Commedia dell’Arte.

I festeggiamenti per il carnevale cominceranno il 4 febbraio prossimo, ripetendo la formula che già l’anno scorso ha riscosso molto successo: nella giornata di sabato 4 avrà luogo il Gran Brindisi alla Fontana del Vino, seguito il 5 febbraio dalla Festa veneziana sull’acqua. I festeggiamenti proseguiranno poi per quasi tutto il mese, fino ad arrivare al culmine il 21 febbraio, martedì grasso, l’ultima occasione prima della quaresima per ammirare le maschere veneziana, per rimpinzarsi di crostoli e frittelle e passare una settimana speciale in una città meravigliosa. E tra musica dal vivo, sfilate di figuranti in costume e varie performance artistiche in Piazza San Marco, il salotto più bello d’Europa, il gran finale è servito e la festa è davvero assicurata!

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – indicizzazione siti google

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Macchinari per la produzione della plastica e della gomma contro la crisi

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  • 5 Gennaio 2012

Nonostante la crisi, il settore delle macchine per la produzione della plastica e della gomma in Italia fa registrare un confortante aumento delle esportazioni.

Anche in Italia, così come in molti altri paesi in Europa e nel mondo, il 2011 non è stato esattamente l’anno migliore dal punto di vista economico: la tanto declamata crisi, il cui spettro incombe minaccioso su di noi ormai da un po’ di anni, sembra aver cominciato a manifestarsi più prepotentemente in Italia proprio negli ultimi mesi, colpendo moltissimi settori diversi. Nonostante la crisi, però, ci sono alcuni settori che hanno retto meglio di altri il colpo, e che anzi, in questi mesi neri per l’economia nazionale, fanno registrare dei dati confortanti. È il caso, per esempio, del settore della produzione e lavorazione di materie plastiche (tra le quali polietilene, policarbonato trasparente) e altro ancora e della gomma.

In particolare, a far ben sperare per il futuro sono le aziende specializzate nella realizzazione delle macchine utensili per la lavorazione della plastica e della gomma, un settore che rappresenta una sorta di isola felice del made in Italy. Un’isola felice che, a dispetto della crisi, nei primi nove mesi del 2011 ha dimostrato di non aver ceduto al periodo negativo che stiamo attraversando: in base ai dati raccolti dall’ISTAT relativi ai primi nove mesi dell’anno, infatti, Assocomaplast (l’associazione nazionale costruttori di macchine e stampi per materie plastiche e gomma), ha calcolato le proiezioni per l’intero anno, sia per quanto riguarda l’import che l’export dei macchinari per la produzione di PVC, PE film e altre materie plastiche. Ne emerge un quadro sicuramente positivo: se nel mercato interno si evidenzia una certa staticità, infatti, le esportazioni sono invece in aumento. In particolare, si parla di una stima attorno ai 4 miliardi di euro (il che significa, in percentuale, un aumento dell’11%) per quanto riguarda la produzione totale del 2011 (dato che si avvicina a quello del 2008), e di un aumento ancora più eclatante per quanto riguarda l’export, con una crescita del 19,3% fino a toccare i 4 miliardi di euro e un saldo commerciale attivo per 1,8 miliardi, che di traduce in un +24,6%.

Dati positivi, soprattutto se si considera che stiamo parlando di un settore di nicchia in Italia, un settore che conta meno di 200 aziende specializzate nella realizzazione di macchine utensili per la realizzazione di plastica e gomma. Un numero esiguo di aziende che riesce però a contribuire al 7% del saldo commerciale nazionale non energetico. Ma dove va la maggior parte dei macchinari realizzati in Italia ed esportati all’estero? In testa a tutti gli altri paesi rimane la Germania: negli ultimi anni le esportazioni verso questo paese sono cresciute moltissimo, anche se c’è da dire che, secondo il presidente di Assocomplast, la situazione si sta ora ridimensionando. Altri paesi in cui i macchinari italiani per la produzione e lavorazione di film stampato e altri prodotti del genere vanno per al maggiore sono gli Stati Uniti, il Brasile, la Russia e la Turchia: le speranze per il 2012 sono in gran parte riposte in questi paesi, e ci si aspetta qualcosa in più anche dai cosiddetti mercati emergenti, che pur non comparendo ancora tra i maggiori importatori di macchinari italiani fanno ben sperare per il futuro. Si tratta di paesi quali l’Indonesia e la Malesia.

In conclusione, in Italia il mercato delle macchine per la produzione di materie plastiche fa ben sperare anche per il futuro.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – indicizzazione siti

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Investigatori privati per risolvere questioni familiari e aziendali

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  • 5 Gennaio 2012

Gli investigatori privati, da figure letterarie e romanzesche, stanno diventando sempre di più dei professionisti richiesti per risolvere molti casi diversi.

Dimenticate l’immagine dell’investigatore privato che avete in mente e che deriva dalla lettura di qualche romanzo o dalla visione di qualche film. Dimenticate la pipa di Sherlock Holmes e i suoi abiti antichi, ma anche le peripezie dei tanti James Bond cinematografici. La figura del detective privato è infatti molto più comune, e più diffusa, di quanto si possa immaginare, e cosa più importante, i servizi degli investigatori privati del 2000 non vengono richiesti solo per smascherare un assassino o per risolvere complicati intrighi internazionali, ma anche per venire a capo di problemi molto più comuni, afferenti alla sfera privata e della famiglia, ma anche al mondo del lavoro.

I casi che gli investigatori privati sono chiamati a risolvere sono di molti diversi tipi: si va dalla classica infedeltà coniugale al controllo di dipendenti sfaccendati. In ogni caso, il lavoro di un professionista dell’investigazione viene considerato necessario per scovare la verità e risolvere questioni ingarbugliate. In ambito familiare, per esempio, i problemi che possono essere risolti, o perlomeno portati alla luce, da un investigatore privato riguardano sia il rapporto tra coniugi che quello tra genitori e figli. Se l’investigatore privato assunto per smascherare il marito fedifrago o la moglie infedele rimane un classico, aumentano anche i casi di richieste di pedinamento dei figli da parte dei genitori, che avvalendosi dell’aiuto di uno specialista del settore mirano a scoprire cosa faccia il figlio quando non è in casa, e probabilmente nemmeno a scuola. Il lavoro dell’agenzia investigazioni quindi, in un’epoca in cui gli occhi e le attenzioni dei genitori sembrano non essere più sufficienti per controllare i pargoli adolescenti, si somma a quello di mamma e papà, che spesso non hanno né il tempo materiale per seguire il figlio bugiardo e fannullone né la capacità di tenere sotto controllo tutte le fonti di pericolo e tentazioni – reali o virtuali – che potrebbero portare alla “perdizione” del figlioletto.

Altra sfera, stessa storia: anche in ambito lavorativo l’opera di un buon investigatore privato può davvero essere molto utile. I detective privati vengono infatti assoldati dalle aziende per smascherare i fannulloni dalla sospetta salute cagionevole, che approfittano dei giorni di malattia per andare in ferie o per dedicarsi ad altre attività lavorative, magari per delle aziende concorrenti. Il lavoro degli investigatori, in questi casi, consiste essenzialmente nel monitorare quelle persone le cui assenze dal posto di lavoro appaiono troppo frequenti o comunque sospette, e nel documentarne le azioni “illecite”. Molto spesso, quando si parla di impiegati che si mettono in malattia per dedicarsi ad una seconda attività lavorativa, sono i colleghi stessi a denunciare il fatto e a mettere quindi in moto la macchina investigativa. E sempre restando in tema, è del giugno scorso la sentenza della Corte di Cassazione che ha sancito la legittimità delle attività di indagini commissionate ad una agenzia investigazioni private dal datore di lavoro per controllare eventuali illeciti da parte dei dipendenti, purché l’indagine non riguardi l’ordinaria attività lavorativa.

Questi sono solo alcuni dei casi per cui vengono contattate le agenzie di investigazioni private, delle agenzie che si stanno rendendo sempre più utili in diversi settori e per risolvere le questioni più disparate.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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Dal bianco all’accostamento di materiali, ecco le cucine del 2012

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  • 22 Dicembre 2011

Mentre si avvicina la fine dell’anno, proviamo a capire quali sono le tendenze del 2012 in fatto di cucina.

I mobili e gli arredi, esattamente come i vestiti, le scarpe e gli accessori, sono soggetti a mode e tendenze, che variano di anno in anno. Ciclicamente i produttori di cucine, camere da letto e soggiorni cercano di portare una ventata di novità proponendo sempre nuovi modelli cucine e nuove soluzioni per arredare le stanze della nostra casa, e sempre più spesso lo fanno cercando di coniugare estetica e funzionalità.

Fermo restando che lo stile classico, proprio come accade anche nel campo della moda, non tramonta mai e rappresenta una certezza per chi ama questa particolare tipologia di arredi, non si può negare che le innovazioni e le nuove tendenze siano all’ordine del giorno, e siano necessarie per tenere vivo il settore. Da sottolineare, inoltre, che una delle ultime tendenze – e cominciamo subito ad entrare nel vivo del discorso – in fatto di mobili e di arredamento per la cucina, in particolare, è quella di associare elementi e materiali classici a componenti di diverso tipo. Ecco che anche lo stile classico, dunque, in qualche modo si rinnova pur mantenendo inalterato il proprio fascino.

Ma veniamo ora alle altre tendenze e novità in fatto di cucine. Dato che il 2011 sta per finire, infatti, è tempo di dare un’occhiata alle novità che ci aspettano per il 2012. Cominciamo dai colori: il colore gioca sicuramente un ruolo molto importante nella scelta degli arredi per la casa, e naturalmente quando di sceglie una tinta rispetto ad un’altra bisogna considerare, oltre ai propri gusti personali, anche lo stile che vogliamo conferire alla nostra abitazione, lo spazio che abbiamo a disposizione e mille altre variabili. Una cucina di un colore troppo acceso potrebbe cozzare, per esempio, con altri elementi di arredo, o dei mobili troppi scuri potrebbero essere inadeguati per una stanza troppo piccola o poco luminosa. Un’ottima soluzione potrebbe essere il bianco, che è in grado di rendere ogni ambiente più luminoso e di adattarsi a diverse situazioni e stili, dalle cucine componibili moderne alle cucine in muratura. Non a caso nel 2012 sarà proprio il bianco uno dei colori più in voga, ma attenzione: non esiste un solo bianco! Anche questo colore-non colore può avere infatti infinite sfumature e varianti, dal bianco con riflessi bluastri al cosiddetto bianco sporco. E cosa più importante, il bianco è un colore che si sposa sia con gli stili più moderni che con quelli più rustici, diventando dunque un vero e proprio passe-partout.

Per quanto riguarda l’architettura della cucina, la moda del 2012 impone un certo dissolvimento dei confini tra cucina e zona giorno: la cucina, infatti, non è più uno spazio adibito solo alla preparazione e alla consumazione dei pasti, ma sta diventando sempre di più una zona living. Questo significa anche che i mobili del soggiorno e quelli della cucina sono destinati a diventare sempre più simili, sia per quanto riguarda lo stile che per quanto riguarda i materiali.

A proposito di materiali, la parola d’ordine per la cucina moderna, come già accennato, è combinazione: materiali diversi, come il legno e l’acciaio, per esempio, vengono sempre più spesso accostati, e uno dei mix più di tendenza è quello tra legno scuro e altri materiali più moderni dal colore bianco. Atro abbinamento in voga è quello tra acciaio inox – sdoganato definitivamente come materiale utilizzabile non solo nelle cucine professionali – e vetro, che verrà sempre più utilizzato per realizzare varie componenti della cucina.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – piano commerciale

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Italiani popolo di “traslocatori”

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  • 22 Dicembre 2011

Se un tempo la maggior parte degli italiani era solita trascorrere tutta la vita nella stessa casa, negli ultimi tempi tale tendenza sembra si stia invertendo.

Per i nostri nonni e i nostri genitori la casa – appartamento, casa schiera o indipendente che fosse – era una delle certezze della vita, un punto fermo, un luogo in cui trascorrere gran parte della propria vita, se non la propria intera esistenza. Provate a pensare ai vostri genitori: con tutta probabilità, dal giorno del loro matrimonio, avranno vissuto sempre fra le stesse mura domestiche, tirate su magari con fatica e sacrifici. Per non parlare dei nonni: a meno che non siano stati tra coloro che furono costretti ad emigrare all’estero o in regioni più ricche rispetto alla loro, in molti casi la loro dimora non sarà quella in cui avranno vissuto solo dopo essersi sposati, ma quella in cui avranno trascorso tutta la vita, dalla nascita alla morte. Una casa che, in certi casi, sarà passata di generazione in generazione, vedendo nascere e crescere membri di diverse età ma appartenenti tutti alla stessa famiglia.

È quasi pleonastico dire che non è più così: molti giovani cambiano casa dopo il liceo per andare a studiare in un’università lontana e prendono una stanza, un monolocale o un loft in affitto; altri giovani e meno giovani cercano fortuna all’estero e prima o dopo lasciano il nido, e in generale molti sono coloro che, prima di arrivare ad una condizione stabile sia dal punto di vista affettivo che lavorativo, e che possono dunque decidere di fermarsi e andare a vivere stabilmente, appunto, in una casa, cambiano abitazioni, appartamenti e magari città. Se in passato molte erano le persone che in vita abitavano solo in due case (quella dei genitori e la propria), al giorno d’oggi cresce il numero di coloro che traslocano spesso e volentieri.

A dirci che siamo diventati un popolo di “traslocatori” è un’indagine condotta su un campione di 5.000 persone e che ha rivelato come ogni italiano traslochi, in media, 2,5 volte nel corso della vita, mentre il 26% degli italiani cambia casa più di quattro volte, e il 13% intraprende l’impresa del trasloco sei volte – se non di più – più nel corso della vita.

Un dato da non sottovalutare, soprattutto se si considera che cambiare casa non è mai facile, (provate a pensare di dover visionare un portale annunci gratuiti e di dover spostare tutte le vostre cose, mobili, libri ecc. per sei volte), e che la maggior parte degli italiani si dedica ad una siffatta faticosa impresa senza affidarsi a delle ditte specializzate in traslochi. Il 53%, per la precisione, non coinvolge dei professionisti del trasloco, ma si limita a rimboccarsi le maniche e a chiedere l’aiuto di amici e parenti. La ragione è facilmente intuibile: rivolgersi ad una ditta di traslochi può essere davvero molto costoso, soprattutto se non si sceglie una casa all’interno dello stesso comune della precedente abitazione (come molto spesso accade), e ance se è innegabile che fare tutto da soli può davvero essere molto complicato (il 47% di coloro che hanno scelto il fai da te si dicono pentiti della propria scelta), d’altro canto è anche vero che non tutti si possono permettere il lusso della comodità e della professionalità di una ditta specializzata.

Quel che è certo è che se, al contrario dei nostri nonni e genitori, non riusciamo – o non aspiriamo – a trovarci una sistemazione a lungo o lunghissimo termine, rischiamo davvero di passare parte della nostra vita a spostar scatoloni!

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – analisi accessi sito

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Come posizionare e arredare la cucina in stile Feng Shui

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  • 21 Dicembre 2011

Le teorie del Feng Shui, l’antica disciplina orientale che coniuga filosofia e architettura, possono tornare molto utili nella progettazione della cucina.

Il Feng Shui è un’arte molto antica, che ebbe origine circa 4000 anni fa, ma i cui concetti fondamentali possono tornarci molto utili anche nella progettazione e nell’arredamento cucina moderna, così come di tutte le altre stanze della nostra casa. Concentriamoci però sulla cucina, ossia uno degli spazi più importanti e più frequentati della nostra casa, che le teorie del Feng Shui possono aiutarci a rendere più confortevole e accogliente.

L’obiettivo del Feng Shui è quello di permetterci di metterci in relazione con l’armonia della natura e trarre così beneficio dall’energia della natura stessa, e il Feng Shui applicato all’architettura e all’arredamento dovrebbe permetterci di sfruttare le energie positive e allontanare quelle negative dalla nostra abitazione. Tutto ciò è possibile grazie ad una scelta sapiente dei colori, della posizione delle stanze e così via.

Cominciamo dalla scelta dei colori: il rosso sarebbe da evitare, poiché rimanda all’elemento del fuoco, già abbondantemente presente in una stanza come la cucina, come pure il blu, un colore collegato all’elemento dell’acqua, in contrasto quindi con il fuoco. Per i mobili della cucina i colori più indicati sono il giallo o il verde chiaro, che stimolano la creatività. Sempre parlando di mobili, i mobili in legno, quindi naturali, e le cucine in massello, sono sicuramente i più indicati per una cucina in stile Feng Shui.

Passiamo ora alla posizione della cucina: se dovete ancora costruire la vostra casa e siete in fase di progettazione, l’ideale sarebbe posizionare la cucina nella parte posteriore della casa e non al centro. Da evitare, inoltre, di collocare la cucina a nord ovest, poiché secondo le teorie del Feng Shui le fiamme in questa posizione potrebbero provocare danni al capofamiglia, e se possibile non posizionate la cucina al di sotto della camera da letto né vicina al bagno. Bisognerebbe anche fare in modo che non si veda la cucina dall’ingresso, magari usando un paravento o una pianta come ostacolo alla vista.

Per quanto riguarda la posizione degli elettrodomestici, si consiglia di assicurarsi che tra fornelli e frigorifero ci siano almeno 60 cm (il freddo del frigorifero “spegnerebbe” infatti il fuoco del fornello), e che il fornello non sia messo tra il lavello e il frigorifero (questo potrebbe infatti essere causa di tristezza e sentimenti simili). Tra fornello e lavandino, che rimandano a due elementi in contrasto tra di loro, sarebbe consigliabile collocare un piano di marmo, che blocca questi contrasti. Secondo il Feng Shui, inoltre, la collocazione perfetta del fornello sarebbe a est (e comunque non a nord, fonte di freddo) e quella del lavello sotto una finestra.

Anche se in molti case non c’è una separazione tra lo spazio in cui si cucina e la stanza in cui si consumano i pasti, il Feng Shui imporrebbe una divisione degli spazi, se non con una parete vera e propria, almeno con del cartongesso o con una tenda.

Non è sempre possibile seguire tutti questi suggerimenti quando si progettano cucine moderne (chi va a vivere in una casa già costruita, per esempio, non può decidere la collocazione e l’orientamento delle stanze), ma applicare almeno qualcuna delle teorie del Feng Shui potrebbe rendere la nostra cucina, e la nostra casa, un luogo più confortevole in cui vivere, in armonia con noi stessi, con gli altri membri della famiglia e con la natura.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – servizi web marketing

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Plastotecnica compie 35 anni

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  • 19 Dicembre 2011

Plastotecnica, uno dei principali produttori di film plastici per l’imballaggio in Europa, ha festeggiato nel 2011 il suo 35° compleanno.
L’anno che si sta per chiudere è stato particolarmente significativo per Plastotecnica, azienda padovana specializzata nella produzione di film estensibile e termoretraibile, che proprio quest’anno ha tagliato l’invidiabile traguardo dei 35 anni di attività.

Il gruppo Plastotecnica è stato infatti fondato nel 1976, e in 35 anni di storia ha accumulato esperienza e professionalità al punto da diventare uno dei leader europei nel settore della lavorazione e di materie plastiche. Attualmente Plastotecnica si avvale di due diverse sedi: lo stabilimento di Bagnoli di Sopra e quello di Pernumia, entrambi in provincia di Padova, in cui vengono prodotti film in polietilene lineare a bassa densità (LLDPE), film estensibile power, film termoretraibile, sacchi industriali e cappucci elastici. Con una superficie complessiva di 30.000 mq coperti, una capacità produttiva di 150.000 tonnellate e un fatturato di 220 milioni di euro, gli stabilimenti di Plastotecnica dimostrano di avere tutti i numeri per competere con gli altri leader europei del settore. Oltre alle sedi citate, inoltre, l’azienda può contare su un deposito adibito alla distribuzione dei prodotti a San Giuliano Milanese.

Tra gli importanti traguardi raggiunti dall’azienda nei suoi primi 35 anni di vita non si può non citare il conseguimento della certificazione UNI EN ISO 9001:2008, un’importante prova della qualità, della professionalità e dell’affidabilità dell’azienda. Altra certificazione di cui Plastotecnica va particolarmente fiera è quella di conformità del Sistema di Gestione Ambientale ai requisiti della normativa UN EN ISO 14001:2004, che testimonia l’attenzione prestata dall’azienda alle problematiche ambientali e alla necessitò di ridurre l’impatto aziendale sull’ambiente.

Nel corso di questo 2011 Plastotecnica ha “festeggiato” il suo 35° compleanno con la partecipazione ad un’importante e influente fiera del settore, Interpack, svoltasi a Düsseldorf tra il 12 e il 18 maggio 2011, fiera che ha permesso all’azienda di comparire ancora una volta nel gotha dei professionisti del settore dell’imballaggio.

Giunti ormai alla fine di questo 2011 che ha significato per Plastotecnica il compimento del 35° anno d’età, l’azienda si prepara ora per un nuovo ciclo di sfide e successi.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – analisi traffico internet

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Calano le nuove immatricolazioni, aumentano gli acquisti di auto usate online

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  • 19 Dicembre 2011

Il successo crescente degli acquisti online riguarda anche il settore delle automobili e delle vetture usate.

Tutti noi, chi più che meno, stiamo imparando i vantaggi che possiamo trarre dall’effettuare acquisti online anziché recarsi fisicamente in un negozio. Sia che si tratti di un bel paio di scarpe, che di una cantina in vendita, che di un apparecchio elettronico, in rete si può ormai comprare praticamente di tutto. Se molti di noi decidono di preferire, almeno in certi casi, questa modalità di acquisto ad una più tradizionale, il motivo è da imputarsi a diversi fattori: la comodità di acquistare standosene seduti in poltrona, la scelta più ampia, le offerte vantaggiose e gli sconti che spesso si possono trovare online.

Tra tutti gli oggetti e i beni che si possono acquistare online, spiccano sicuramente le automobili usate e i veicoli in generale. Il mercato online delle automobili, infatti, è cresciuto molto negli ultimi tempi, nonostante la crisi ormai imperante che ha colpito anche questo settore, con un calo generale delle immatricolazioni registratosi negli ultimi mesi. In tutta Europa, infatti, le vendite di auto nuove sono in calo rispetto all’anno scorso: nel mese di novembre il calo è stato del 3,5% rispetto allo stesso periodo del 2010, mentre il calo medio, da gennaio a novembre, è stato dell’1,2 % rispetto all’anno scorso. Se si considera la sola Italia, i dati non sono sicuramente più incoraggianti, anzi: secondo una stima elaborata dal Centro Studi Promotor GL Events insieme all’Unrae, infatti, nel novembre 2011 ci sarebbe stato un calo del 9,2% rispetto al 2010.

A fronte di una diminuzione delle immatricolazioni delle auto nuove, cresce però il mercato dell’usato, ed è proprio in questo settore che internet e i siti di annunci camper, auto e moto online si stanno affermando con sempre più convinzione. Sembra infatti essere in aumento il numero dei possibili compratori che navigano nel web per cercare l’auto ideale o più semplicemente per raccogliere opinioni e fare delle comparazioni utili ai fini dell’acquisto. Il successo dei siti di annunci online, per il momento, non è riuscito a spodestare le concessionarie, che rimangono il maggiore punto di riferimento per quanti decidono di acquistare un’auto usa (il 61%, secondo uno studio effettuato da Duepuntozero Research, continua a rivolgersi alle concessionarie per informarsi sull’auto usata da acquistare). Chi invece decide di reperire delle informazioni utili in rete, decide di farlo visitando dei siti specializzati (55%), i siti dei concessionari (41%) e i siti di annunci (40%). Questo per quanto riguarda la raccolta di informazioni; per quanto riguarda l’acquisto vero e proprio, invece, i siti di annunci motori risultano essere i più popolari, con una percentuale che si assesta intorno al 59%.

Gli acquisti di auto usate online sono in aumento, dunque, ma ciò non significa necessariamente che le concessionarie debbano cominciare a fare gli scongiuri o a sventolare bandiera bianca: quella che si prospetta, per il futuro, è infatti una collaborazione più che una sfida tra concessionarie e internet. È già possibile constatare, per esempio, quante concessionarie di auto usate abbiano capito che sfruttare le potenzialità del web potrebbe essere un’ottima soluzione, e stanno cercando di dare sempre più visibilità alla propria vetrina online.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – vendere su internet

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Pala Arrex: il nuovo nome del Palazzo del Turismo di Jesolo

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  • 16 Dicembre 2011

Dal 30 novembre il Palazzo del Turismo di Jesolo ha preso ufficialmente il nome di Pala Arrex, dal nome della nota azienda specializzata in produzione di cucine.
Si è tenuta lo scorso 30 novembre, a Jesolo, la conferenza stampa che ha ufficialmente sancito l’accordo tra la città di Jesolo e Arrex le Cucine per rinominare il Palazzo del Turismo della città “Pala Arrex”.

La conferenza stampa, che ha visto la partecipazione del sindaco di Jesolo Francesco Calzavara, del Presidente di Jesolo Turismo S.p.A Rodolfo Saramin e dell’amministratore delegato di Arrex Flavio Polesello, ha rappresentato un importante passo in avanti per il brand Arrex, azienda italiana specializzata in produzione di mobili cucina, che d’ora in poi sarà indissolubilmente legata agli importanti eventi che hanno luogo nel palazzo del turismo jesolano, un grande centro polivalente che ospita eventi di vario tipo – manifestazioni sportive, congressi, fiere e spettacoli – ponendosi dunque come uno dei punti di riferimento culturali e di intrattenimento della città. Il Palazzo del Turismo, ora ribattezzato Pala Arrex, con i suoi 4.000 posti, funge infatti da palazzetto dello sport e, grazie al palcoscenico e all’ottima acustica, da location per concerti, rappresentazioni teatrali e altri tipi di spettacoli. Le sale attrezzate di cui dispone ne fanno inoltre un’ottima location per congressi e conferenze, mentre l’ampia superficie allestibile è perfetta per le fiere.

L’importanza dell’accordo tra Arrex Le Cucine e la città di Jesolo emerge chiaramente dalle parole di Flavio Polesello, che ha colto l’occasione per sottolineare come questo passo sia coerente con la filosofia e la missione dell’azienda, un’azienda italianissima ma con una forte propensione all’internazionalizzazione, caratteristiche che in fondo l’accomunano alla città di Jesolo, da sempre aperta ai turisti provenienti dall’estero e in grado di ospitare eventi e attrazioni dalla portata internazionale. Secondo Polesello, infatti, “la filosofia di “apertura” ed innovazione di Arrex è molto simile a quella della città di Jesolo, per questo riteniamo che l’attribuzione del nome Arrex al Palazzetto sia il giusto modo per rappresentare come una città e un’azienda possano avere e condividere obiettivi e valori comuni.”

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – consulenti web marketing

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Tipi di cantiere: edilizio, impiantistico, navale e aeronautico

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  • 15 Dicembre 2011

Il termine cantiere è una parola generica che include diverse sottocategorie, ognuna delle quali caratterizzata da specifiche peculiarità.

Cantieri per la costruzione gallerie, cantieri navali, cantieri edilizi … tutti noi sappiamo, a grandi linee, a cosa ci si riferisce quando si parla di cantiere, un termine che è entrato nell’uso comune anche in senso figurato (basti pensare all’espressione “avere qualcosa in cantiere”, che sta a significare che stiamo lavorando a qualcosa), ma la maggior parte di noi non conosce le effettive caratteristiche di questi particolari luoghi di lavoro e si limita a pensare al cantiere come ad un ampio spazio in cui si possono trovare ponteggi, operai con caschetto giallo e attrezzature non meglio identificate.

Per avere le idee più chiare sui cantieri, sulle loro caratteristiche e sulle differenze tra i vari tipi di cantieri, ecco dunque un breve e semplice excursus. Cominciamo dall’etimologia del termine, che a prima vista può sembrare un po’ strana: cantiere deriva infatti dal termine latino “cantherius”, che significa letteralmente “cavallo castrato” ma che in senso figurato sta ad indicare un cavalletto di sostegno. E i cavalletti si sostegno, o travicelli, sono quelli impiegati nei cantieri per posare le navi in fase di fabbricazione o restauro. Ecco dunque spiegato lo strano legame tra un cavallo castrato e un cantiere!

Volendo dare invece una definizione del termine cantiere, potremmo definirlo come un posto di lavoro temporaneo all’interno del quale vengono generalmente costruiti dei grossi manufatti tramite l’utilizzo di attrezzature specifiche (piattaforme elevatrici, ponteggi, gru …) all’aperto. Questi grossi manufatti possono essere case, navi o altro ancora, ed è a seconda dei tipi di opere che vi vengono costruiti che i cantieri si dividono in diverse tipologie: cantieri edilizi, impiantistici, navali ed aeronautici.

Il cantiere edilizio, quello in cui cioè vengono costruiti edifici di vario tipo, è forse la prima tipologia di cantiere che viene in mente all’”uomo della strada” quando si parla di questo argomento. L’organizzazione di ogni cantiere edilizio prevede due fasi distinte e precise: la prima, quella preparatoria, comprende la distribuzione dei macchinari e il ricevimento, controllo e deposito dei materiali, mentre la seconda fase è quella della costruzione vera e propria, e che comprende varie fasi fondamentali, quali l’erezione di impalcature e la posa in opera dei materiali. Veniamo ora a chi ci lavora, dentro il cantiere edile. Come detto, l’immagine che molti di noi hanno in mente è quella dell’operaio con il casco protettivo giallo in testa, ma in un cantiere si possono trovare molte diverse figure professionali, dal direttore dei lavori, che deve vigilare sulla corretta attuazione del progetto, ai pontisti, incaricati di montare e smontare ancoraggi per ponteggi e ponti di servizio, dai decoratori per muri, serramenti e arredi agli impiantisti, che si occupano dei sistemi idraulici ed elettrici. E la lista potrebbe essere ancora lunga!

Come detto, non esiste però solo questo tipo di cantiere. Passiamo dunque brevemente in rassegna le altre tipologie: il cantiere impiantistico è quello che viene predisposto per realizzare grandi impianti energetici, chimici, nucleari o di altro tipo; il cantiere navale, com’è facilmente intuibile, è quello in cui vengono costruite le imbarcazioni e in cui lavorano figure quali i saldatori, i carpentieri, i meccanici e gli elettricisti; nel cantiere aeronautico, infine, vengono costruiti velivoli civili e militari all’interno di ampi spazi coperti.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – web marketing b2b

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SC Italy Immobiliare: soluzioni d’alloggio per il vostro Natale a Bucarest

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  • 14 Dicembre 2011

Anche per Natale l’agenzia SC Italy Immobiliare, specializzata nell’affitto di appartamenti a Bucarest, propone interessanti soluzioni d’alloggio nella capitale rumena.

Interessante come sempre l’offerta di appartamenti e monolocali di SC Italy Immobiliare, che in periodo natalizio propone delle soluzioni ideali per quanti programmano una breve vacanza o un tour Romania.

Gli alloggi proposti dall’agenzia, disponibili lungo tutto l’arco dell’anno e adatti sia a soggiorni di lavoro che di piacere, sono particolarmente indicati per coloro che stanno decidendo di passare qualche giorno di vacanza, a Natale o per capodanno, in qualche località estera. Dato il periodo di crisi e non troppo facile dal punto di vista economico, per chi comunque desidera partire per un breve viaggio la capitale rumena può rappresentare una soluzione più economica rispetto a molte altre città, ma non per questo meno suggestiva e affascinante, e nella scelta dell’alloggio in cui soggiornare durante la propria permanenza a Bucarest Italy Immobiliare si pone come un sicuro punto di riferimento.

Bucarest si presenta come meta ideale per una vacanza natalizia: in questo periodo dell’anno, infatti, al fascino preesistente di una capitale europea ancora non del tutto conosciuta si aggiunge l’incanto che il Natale sa dare. Visitare la capitale rumena a Natale significa anche conoscere molte interessanti tradizioni natalizie e scoprire qualcosa in più sulla cultura e la storia del luogo.

L’agenzia SC Italy Immobiliare propone sia monolocali, adatti per le coppie o comunque per un numero limitato di persone, che appartamenti più ampi (bilocali o trilocali), perfetti per le famiglie o i gruppi di amici. Tutti gli alloggi offerti dall’agenzia sono arredati e dotati di tutti i comfort necessari ad assicurare una vacanza di primo livello.

Sul sito internet dell’agenzia è possibile avere maggiori informazioni sugli appartamenti proposti, le loro caratteristiche e dimensioni, ma ai visitatori del sito è data anche la possibilità di apprendere qualcosa in più sulla città, sui luoghi da visitare durante il soggiorno e altri suggerimenti utili su come arrivare in Romania.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – agenzie web marketing

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L’importanza degli interventi di restauro della Cappella degli Scrovegni

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  • 13 Dicembre 2011

Uno dei più importanti interventi di restauro portati a termine all’inizio del nuovo millennio è stato quello che ha riguardato la Cappella degli Scrovegni, a Padova.

Sono passati già quasi dieci anni dalla conclusione dei restauri che hanno gettato nuova luce sulla magnifica Cappelli degli Scrovegni, a Padova, uno degli esempi più lampanti della maestria e della modernità di Giotto. I lavori, che hanno richiesto l’intervento di un team variegato composto da tecnici, storici dell’arte e restauratori e i servizi necessari forniti da ditte specializzate in opere edili e ponteggi Veneto, cominciarono nel luglio 2001 e vennero conclusi ufficialmente nel novembre 2002, con il Convegno Internazionale di studi tenutosi a Padova.

Grazie al compimento del programma di restauro, finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ai visitatori del nuovo millennio è stata data la possibilità di ammirare gli affreschi giotteschi in tutto il loro originario splendore, e di scoprire anche alcuni particolari significativi che il tempo aveva nascosto, ma che sono essenziali per capire la grandezza di un’artista quale Giotto è stato. Uno degli esempi più noti, in questo senso, riguarda le lacrime, visibili dopo il restauro, che rigano il viso delle madri raffigurate nella sezione dedicata alla strage degli innocenti, ma potremmo citare anche i tre specchietti che adornano l’aureola del Cristo Giudice, un artificio tecnico-scientifico più che artistico: grazie a questa trovata, il 25 marzo, anniversario della consacrazione della Cappella alla Vergine Annunciata, la luce che entra dalla finestra e si staglia sul Cristo viene riflessa e illumina a sua volta l’immagine di Enrico Scrovegni, ossia il committente dell’opera.

Ma l’importanza del restauro non sta solo in queste chicche che è riuscito a portare alla luce, sta anche e soprattutto nell’essere riuscito a mettere l’accento sull’uso del colore e della tecnica del “marmorino” effettuato da Giotto nella decorazione della cappella. Non bisogna sottovalutare, inoltre, che i lavori di restauro edifici si sono resi necessari non solo per il restauro del manufatto in sé, ma anche per rallentare il processo di deterioramento dell’opera. I lavori hanno dunque previsto, oltre che il restauro degli affreschi, lo studio di interventi di adeguamento dell’ambiente e di conservazione dell’edificio, quali la messa in opera di controvetrate schermanti e la sostituzione delle lampade ad incandescenza, senza dimenticare l’innovazione maggiore, ossia la messa in opera del Corpo tecnologico attrezzato, un sistema di protezione studiato per impedire agli inquinanti gassosi di penetrare nella cappella e la cui installazione ha preceduto i lavori di restauro veri e propri. Solo dopo la verifica dell’efficacia del Corpo tecnologico attrezzato è stato infatti possibile procedere con l’intervento di una ditta ponteggi che ha predisposto il campo per poter poi cominciare gli interventi conservativi d’urgenza (consolidamento dell’intonaco e della pellicola pittorica) e i lavori volti ad attenuare le disomogeneità cromatiche che erano venute a crearsi in seguito ai precedenti lavori di restauro portati a termine alla fine dell’Ottocento e, più di recente, agli inizi degli anni Sessanta. Il restauro è stato inoltre accompagnato dalla creazione di una pagina web dedicata, dalla creazione di una banca dati sulla Cappella e il suo restauro e da una documentazione digitale, in modo da dare a tutti una possibilità di approfondimento per comprendere la portata e le finalità degli interventi di restauro.

Un’opera dettagliata e sfaccettata, dunque, quella che ha portato al compimento dei lavori di restauro della Cappella Scrovegni, un’opera che ha dato – e che darà ancora a lungo – la possibilità ai numerosi visitatori di godere dei colori e dei particolari riscoperti di un innegabile capolavoro.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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M.T. Zanetti Srl presenta una nuova linea di robot

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  • 5 Dicembre 2011

Presentata di recente la nuova linea di asservimento tramite robot con sistema MT Vision di M.T. Zanetti Srl.

M.T. Zanetti Srl, azienda di Lumezzane (BS) leader nel settore della progettazione e della costruzione di macchine assemblaggio e sistemi automatizzai per il montaggio, il collaudo, la lavorazione e l’asservimento, ha di recente arricchito la sua offerta con una nuova linea di asservimento tramite robot con visione integrata. La nuova linea, dotata di sistema MT Vision e adattabile a tutte le esigenze, rappresenta un’importante innovazione per l’azienda, che con i suoi 30 anni di esperienza si conferma ancora una volta come punto di riferimento nel settore, dimostrando di saper rispondere alle esigenze sempre più varie e specifiche del mercato.

Il sistema MT Vision è completamente integrato nel controllare e presenta quattro diverse tipologie di adattabilità: MT Vision da fermo, ad inseguimento, con telecamera montata su polso e con telecamera tridimensionale. La prima tipologia fornisce le coordinate per parti non in movimento con un massimo di 32 telecamere; la seconda, ossia il sistema MT Vision ad inseguimento, fornisce le coordinate per la presa e posa di parti in movimento poste su un convogliatore, e supporta il bilanciamento automatico del carico di lavoro, l’algoritmo di riempimento progressivo dei contenitori e il sistema Robolink con un massimo di 4 robot e un unico sistema di visione. La tipologia con telecamera montata su polso fornisce invece le coordinate e la direzione di approccio con riferimento all’orientamento della telecamera e le coordinate per parti non in movimento. Questo rende possibile il montaggio delle telecamere sul robot in diverse posizioni e orientamenti, e ne fa un sistema adatto per depallettizzare. L’MT Vision con telecamera tridimensionale, infine, fornisce le coordinate per parti non in movimento, una maggiore precisione per la gestione di parti di grosse dimensioni, le coordinate relative al tool e la proiezione di un raggio laser che genera un’immagine in bianco e nero della superficie dei pezzi alla rinfusa.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo

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Le assicurazioni per responsabilità professionali

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  • 30 Novembre 2011

Sempre più professionisti e aziende decidono di tutelarsi stipulando un’apposita polizza assicurativa per responsabilità professionale.

Avrete sentito spesso parlare di medici, avvocati o imprenditori denunciati o querelati. Il fatto che tali categorie di lavoratori debbano affrontare più frequentemente di altre problemi del genere non dipende dal fatto che sono composte da persone poco affidabile o disoneste – lungi da me lanciare giudizi morali di questo tipo – quanto piuttosto dal fatto che si tratta di professioni delicate, e chi le intraprende è soggetto a molte pressioni e responsabilità. È quindi necessario, per chi fa un determinato lavoro, tutelarsi in modo adeguato, per essere in grado di difendersi quando ci si trova nel giusto ed evitando quindi di rimanere ingarbugliati in matasse insidiose.

È proprio per salvaguardare il lavoro – e la reputazione – di questi professionisti che vengono stipulate le polizze assicurative per responsabilità professionale, delle assicurazioni dirigenti, medici e avvocati pensate appositamente per determinate categorie di lavoratori e in grado di metterli al riparo da molti grattacapi.

Per i medici, ad esempio, sono previste delle polizze assicurative speciali che presentano delle variazioni a seconda del tipo di specializzazione del medico stesso e che comprendono servizi quali l’assistenza di un legale difensore, il rimborso in caso di infortuni, la copertura della responsabilità civile e degli indennizzi studiati ad hoc e legati ai rischi che si possono incontrare usando le apparecchiature mediche. Alcune compagnie assicuratrici propongono, oltre alle polizze assicurative per i singoli medici, anche delle assicurazioni per le cliniche, mentre in altri casi il medico può scegliere di stipulare un’assicurazione che comprenda la copertura non solo per la sua attività professionale, ma anche per la vita privata.

Un altro ordine di professionisti che sembra sentire sempre di più la necessità di tutelarsi stipulando delle polizze assicurative è quella degli avvocati. Alcune compagnie assicurative danno la possibilità, firmando un unico contratto, di ottenere una copertura pressoché completa, in grado quindi di tutelare l’avvocato che decide di stipularla in tutti i casi in cui, per varie ragioni, dovesse causare dei danni al cliente. È anche possibile optare per un tipo di assicurazione che tuteli non solo i singoli professionisti, ma anche le associazioni e le aziende di cui fanno parte, come nel caso dell’assicurazione impresa edile. La varietà e la quantità di polizze assicurative per avvocati proposte impone una particolare attenzione da parte di chi decide di stipulare un’assicurazione di questo tipo: è necessario, infatti, scegliere l’opzione migliore a seconda delle proprie esigenze, anche in base al budget che si ha a disposizione.

Quando si parla di assicurazioni per determinate categorie di professionisti, non si può non parlare dl decreto 231, che ha introdotto il concetto di responsabilità amministrativa delle imprese nel caso in cui siano gli amministratori, i manager o i dipendenti dell’azienda stessa a commettere un reato. Questo significa che a “pagare” per un reato non sono solo le persone fisiche, ma anche quelle giuridiche. Le sanzioni applicabili sono di varia natura: sanzioni pecuniarie, interdittive, confisca e pubblicazione della sentenza. Anche per questo è sempre più importante, per le aziende e per i professionisti che ci lavorano, tutelarsi nel modo migliore affidandosi ad un intermediario assicurativo e stipulando un’apposita polizza.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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A Natale ti regalo un DVD

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  • 28 Novembre 2011

Come ogni anno, quando mancano poche settimane a Natale, gli scaffali dei negozi cominciano a riempirsi di DVD nuovi di zecca.

In un periodo in cui i film online hanno più successo di quelli in DVD e in cui il mercato dell’home entertainment non sembra andare per la maggiore (solo nel 2010 è andata attenuandosi una crisi iniziata già nel 2007 con un calo deciso delle vendite), la speranza è quella di far aumentare le vendite almeno durante il periodo natalizio. I DVD, sia che si tratti di film, serie tv o concerti e video musicali, rimangono un regalo natalizio gradito, un’idea valida sia per i grandi che per i bambini. Ecco dunque che, nelle settimane che precedono il Natale, i negozi specializzati e gli online store cominciano ad essere invasi da novità, proprio come accade per il mercato discografico, che in periodo di crisi si affida a lussuosi cofanetti e originali riedizioni di album storici per sfruttare un momento dell’anno in cui si è portati a spendere un po’ più del solito e risollevare così le sorti di un mercato che langue.

Anche il Natale 2011 non sembra stia sfuggendo a questa logica, e basta dare un’occhiata ai titoli di DVD appena usciti o di prossima uscita per rendersi conto che anche per quest’anno, con tutta probabilità, molti di noi troveranno sotto l’albero proprio uno di questi prodotti. Prodotti che magari non sono più in molti a comprare per se stessi, ma che si ricevono sempre volentieri quando sono gli altri a pagare!

Cominciamo con i bambini, protagonisti del Natale e tra gli spettatori più appassionati di film in DVD. In uscita per loro ci sono le edizioni in DVD di film che già hanno avuto buone recensioni film e molto successo al cinema, e che di sicura i nostri pargoli non vedono l’ora di riguardare e riguardare all’infinito (per la felicità dei genitori): per il 6 dicembre è prevista l’uscita di Kung Fu Panda 2 (nella versione classica e in quella in 3D) e anche quella del doppio DVD Rio/L’Era di Natale, contenente uno dei film d’animazione più noti degli ultimi tempi e un DVD extra con gli amatissimi personaggi de L’Era Glaciale alle prese con i preparativi per Natale. In alternativa, si può optare per il cofanetto contenente tutti e tre gli episodi dell’era glaciale più il già citato L’Era di Natale. È già uscito, invece, ma probabilmente subirà un’impennata nelle vendite a ridosso di Natale, Harry Potter e i doni della morte, ultimo capitolo della saga del maghetto più famoso del mondo.

Anche per gli spettatori più grandicelli bollono in pentola delle interessanti novità: per gli amanti delle emozioni forti è in arrivo, il 14 dicembre, Saw VII – Il capitolo finale, mentre chi preferisce le commedie americane potrà virare verso Bad Teacher, anche questo sugli scaffali a partire dal 14 dicembre, o verso Le amiche della sposa (6 dicembre). Da segnalare anche il film d’azione/avventura Captain America (30 novembre) e il francese L’Albero. Nemmeno l’Italia sta a guardare: tra le produzioni nostrane che hanno fatto parte della programmazione cinema di recente, da segnalare Tutta colpa della musica (14 dicembre), L’ultimo terrestre (6 dicembre) e Cose dell’altro mondo (14 dicembre).

Non solo film: Natale può essere anche l’occasione per regalare un dvd musicale: dal Progress Live Tour dei Take That al concerto di Andrea Bocelli in Central Park passando per Queen – Days of our lives, ce n’è davvero per tutti i gusti.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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Sottocosto di fine anno al Music Shop Bellus di Belluno

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  • 25 Novembre 2011

Il Music Shop Bellus di Belluno sta effettuando un’interessante promozione su molti strumenti e attrezzature.

Music Shop Bellus, negozio di strumenti e attrezzature musicali con sede a Belluno, ha lanciato una promozione di fine anno che permette agli interessati di acquistare prodotti eccellenti a prezzi ribassati. Il catalogo dei prodotti soggetti alla promozione è ampio e variegato, e comprende i migliori strumenti, dalle chitarre ai bassi, dalle batterie alle percussioni, oltre a varie attrezzature: amplificatori, pedali, effetti e molti altri accessori. Si può arrivare a risparmiare anche oltre 700 euro.

Sulla pagina Facebook del negozio è possibile visionare nel dettaglio l’elenco dei prodotti sottocosto e comparare i pressi iniziali con quelli ribassati, per rendersi conto dell’effettivo risparmio cui si può andare incontro. Sulla pagina dedicata del sito internet, inoltre, è possibile avere maggiori informazioni relative alle caratteristiche tecniche delle attrezzature e degli strumenti musicali soggetti all’offerta.

Tutti i prodotti sono acquistabili sia recandosi direttamente al negozio di Belluno, sia effettuando un ordine online. A chi deciderà di acquistare i prodotto online, il Music Shop Bellus dà la possibilità di scegliere tra due diverse opzioni: ricevere la merce a casa o andarla a ritirare al negozio dopo aver fatto l’ordine sul web. In quest’ultimo caso, così come nel caso in cui si opti per effettuare l’acquisto direttamente in negozio senza effettuare ordini online, si ha il diritto a partecipare ad un’altra interessante iniziativa promossa dal Music Shop: ogni 200 euro spesi per l’acquisto di strumenti e attrezzature soggetti all’offerta, si riceverà un coupon valido per l’estrazione di una chitarra Jackson DX 10DFS del valore di 689 euro. L’estrazione avrà luogo nel gennaio 2012 durante la prossima CLINIC, in una serata all’insegna della musica cui prenderà parte anche un musicista locale.

Un bel regalo di Natale per tutti i clienti del Music Shop Bellus. Il consiglio è quello di affrettarsi e scegliere cosa comprare tra i prodotti in offerta prima che le scorte si esauriscano.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo

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Se i videogame vengono considerati come delle espressioni artistiche

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  • 24 Novembre 2011

È in corso a Venezia la mostra “Neoludica. Art is game 2011-1966”, un’esposizione che dimostra come anche i videogiochi possano essere considerati una forma d’arte.

Che i videogiochi pc non avessero solo conseguenze negative sulle menti nostre e dei nostri figli è già stato appurato (certo, se si usano senza esagerare); che la grafica di molti videogame in circolazione fosse migliorata al punto da catapultarci in una dimensione virtuale molto simile a quella reale ce n’eravamo già accorti. Quello che forse nessuno ancora osava fare era inscrivere i videogiochi nell’olimpo delle arti, insieme ad architettura, musica, pittura, scultura, poesia, danza e cinema. Ci ha pensato, in questi giorni, non un’organizzazione qualsiasi, ma addirittura la Biennale di Venezia, ossia uno dei principali enti che abbiamo in Italia ad occuparsi di arte e tutto quello che ci gira intorno. E se è proprio la Biennale ad organizzare una mostra dedicata ai videogame, significa che un minimo di credibilità artistica questi videogiochi ce la dovranno pur avere!

La mostra in questione, che rimarrà aperta ancora per pochi giorni (fino al 27 novembre, per la precisione), è uno degli eventi collaterali della 54. Biennale d’Arte di Venezia e si intitola “Neoludica. Art is a game 2011-1966”, titolo che prende ispirazione da una frase pronunciata nientedimeno che da Duchamp: “Art is a game between all people of all periods”.

La mostra, che ha destato la curiosità sia degli appassionati d’arte che dei fan dei giochi Wii e di videogame in generale, è il risultato di una ricerca effettuata da Musea Game Art Gallery, E-Ludo Lab e Fabbrica Arte con la collaborazione di Centro Candiani allo scopo di dimostrare come i videogiochi, intesi come opere multimediali interattive, possono a diritto essere considerati come una nuova forma d’arte, probabilmente ancora incompresa, ma pur sempre arte. Una nuova espressione artistica che si pone come interessante terreno di sperimentazione ma anche come fonte di ispirazione per tutte le altre arti, dal cinema alla letteratura, dalla musica alla pittura. La mostra, divisa in sei sezioni, comprende le opere di trentatré artisti e, dato da non sottovalutare, è stata realizzata con un budget ridotto e soprattutto grazie al contributo di molti supporter. Il budget limitato non ha però impedito alla mostra di essere organizzata in modo tale da riscuotere un ottimo successo, e da dare vita anche a diverse iniziative parallele e alla pubblicazione di un volume, “Arte e Videogame”, a cura di Debora Ferrari e Luca Traini.

Se al giorno d’oggi si può parlare di videogiochi come forma d’arte, lo si deve alle profonde evoluzioni che hanno caratterizzato, nel tempo, questo specifico settore: se siete tra coloro che hanno cominciato a giocare coi videogame negli anni Ottanta, vi ricorderete la grafica non proprio eccezionale di giochi come Pac-man, e vi sembrerà praticamente impossibile riconoscere in quel videogame ancestrale l’antenato della Nintendo Wii e dei moderni e raffinatissimi videogiochi, caratterizzati da una grafica curatissima, da veri e propri personaggi e da ambientazioni iperrealistiche. E come tutte le altre forme d’arte, anche i videogame sarebbero in grado di fornire un’analisi della società in cui vengono realizzati e di immergersi di volta in volta in dimensioni ed epoche storiche diverse, passando con nonchalance dalla mitologia alla fantascienza.

Forse è ancora presto per dire se davvero i videogame saranno, in futuro, studiati a scuola come una delle principali forme artistiche del nostro tempo, ma sicuramente questa mostra fornirà ai suoi visitatori degli interessanti spunti di riflessione.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – società consulenza marketing

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Alvin Superstar 3: Clip in esclusiva sulla web TV di Everyeye

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  • 23 Novembre 2011

Disponibile sul sito e sulla web TV di Everyeye una clip del film in uscita Alvin Superstar 3.
Everyeye.it, sito specializzato in recensioni film e news relative al mondo del cinema, dei videogiochi e della tecnologia, si arricchisce da oggi di una divertente clip dedicata all’uscita del terzo capitolo della saga dei Chipmunks, il terzetto di fratelli che già ha mietuto successo con i primi due capitoli della serie e, ancora prima, con i cartoni animati che hanno accompagnato l’infanzia di molti bambini negli anni Ottanta.

Il ritorno di Alvin Superstar e dei fratelli “rockettari” ha destato l’interesse dei bambini di allora e di quelli di oggi, che hanno dimostrato di gradire le gesta dei Chipmunks riempiendo le sale in occasione dell’uscita dei primi due film della saga. È adesso giusto il momento della terza parte, la cui uscita è prevista in Italia per l’inizio dell’anno, più precisamente per il 3 gennaio 2012. A chi non riesce ad aspettare, o a chi più semplicemente vuole avere un assaggio anticipato del film, Everyeye offre una clip in esclusiva dal titolo “Le quattro regole per salvarsi da un naufragio”. La clip, della durata di poco meno di due minuti, è in lingua originale con sottotitoli in italiano e in pochi secondi è in grado di dare un sunto della comicità dei personaggi così come di presentarci la situazione in cui i tre scoiattolini, insieme alle loro amichette, si ritroveranno in questo capitolo del film. Nella fattispecie, Alvin & Co. Si ritroveranno alle prese con un naufragio, e le esilaranti conseguenze sono tutte da scoprire.

Già guardando la clip proposta da Everyeye ci si può immergere nell’atmosfera del film, tra situazioni comiche, guai combinati dai personaggi e, naturalmente, canzoni: nella clip si possono sentire i fratellini Chipmunks e le loro amiche intonare canzoni quali “Survivor” delle Destiny’s child e “Poker Face” di Lady Gaga.

Un piccolo ma divertentissimo assaggio del film, visibile da tutti sul sito di Everyeye.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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Destinazioni per le vacanze di Natale: la Romania

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  • 21 Novembre 2011

Le vacanze di Natale si stanno avvicinando a grandi passi, e per chi ha la fortuna di poter passare qualche giorno fuori è arrivato il momento di scegliere la destinazione: perché non la Romania?

Scegliere la Romania come meta per le proprie vacanze di Natale potrebbe rivelarsi una scelta azzeccata, in grado di riservare delle piacevoli sorprese. Forse non molti conoscono la valenza turistica di questo paese e della sua splendida capitale, non a casa ribattezzata come “la piccola Parigi” o “Parigi dei Balcani”, e le prossime vacanze di Natale potrebbero rappresentare l’occasione giusta per soggiornare in case in Romania e andare alla scoperta di una città e di un paese forse non molto noti ma davvero affascinanti.

Concentrandoci sulla capitale rumena, possiamo sicuramente dire che, come altre capitali europee, e non solo, anche Bucarest si rivela una meta perfetta per gli amanti delle magiche atmosfere natalizie: visitare questa città nel mese di dicembre significa infatti poter prendere parte a vari eventi natalizi che non possono che scaldare il cuore di grandi e piccini, nonostante le fredde temperature! I festeggiamenti iniziano ben prima di Natale, con le celebrazioni in onore di San Nicola, festa molto sentita in vari paesi europei. La festa di San Nicola, tradizionalmente celebrata all’inizio del mese, per la precisione il 6 di dicembre, segna l’inizio dei festeggiamenti natalizi, e la capitale romena non manca mai di aprire le danze con un evento particolare e molto interessante, che ha luogo al Museo del contadino rumeno, uno dei luoghi da visitare se prendete un appartamento affitto a Bucarest e rimanete in città per qualche giorno. Si tratta di una fiera che si svolge per alcuni giorni a ridosso di San Nicola a che viene dedicata ai piatti tipici rumeni, ai giocattoli tradizionali e fatti a mano e ad altri prodotti facenti parte della cultura e della tradizione di questo paese. A prendere parte alla mostra sono circa 150 artigiani locali, ma il programma comprende sempre anche altri momenti interessanti: workshop, teatro e così via. La festa di San Nicola è particolarmente attesa dai bambini rumeni, perché è proprio in questo giorni che ricevono i regali se sono stati buoni durante l’anno, mentre se si sono comportati male tradizione vuole che si ritrovino un bastone nelle scarpe.

Un altro evento natalizio facente parte l’offerta della capitale rumena in questo particolare periodo dell’anno è la fiera dei regali di Natale, delle decorazioni e dei souvenir, che si svolgerà per la prima volta tra il primo e il 4 dicembre 2011, e che permetterà di fare una full immersion in questo particolare settore.

Se vi troverete in Romania per le vacanze di Natale (a Bucarest o in altre località) potreste avere modo di conoscere anche altre tradizioni rumene, e magari vi potrebbe capitare di scorgere dei bambini andare in giro, con dei vestiti tipici, a cantare il “Colindatul”, ossia gli auguri cantati, per ricevere in cambio una ciambella dolce intrecciata, simbolo di prosperità. Rimanendo nella vostra casa vacanze anche per capodanno potreste assistere alla festa della capra, ossia un rito collettivo che prevede il lancio di grano su una capra come gesto beneaugurante per il nuovo anno (un tempo la capra veniva sacrificata), e nei successivi giorni prendere parte alla festa chiamata “Boboteaza”, che si celebra nel giorno dell’epifania in ricordo del battesimo di Gesù nel Giordano. I festeggiamenti includono la benedizione delle acque dei fiumi e dei lagni e il lancio, da parte del prete, di un crocifisso in acqua. Gli uomini devono cercare di recuperarlo, e si dice che chi riesce a farlo godrà di una buona salute per tutto l’anno. Il 7 gennaio, infine, con la festa di San Giovanni, cala il sipario sulle celebrazioni natalizie in Romania.

Inutile dire che passare le vacanze di Natale in Romania non significa solo conoscere queste tradizioni locali, ma anche andare alla scoperta di città affascinanti e di una natura incantevole.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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Come scegliere tra l’affitto o l’acquisto di un immobile

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  • 16 Novembre 2011

Quando si deve scegliere una casa, un negozio o un ufficio, la prima cosa da decidere è se prendere in affitto o acquistare.

Se vi siete trovati alle prese con la scelta di un appartamento in cui abitare o di un negozio o un ufficio in cui svolgere la vostra attività, saprete anche che la prima decisione è: compro o guardo piuttosto gli annunci affitti? Sia l’acquisto che l’affitto presentano infatti vantaggi e svantaggi, e a seconda del tipo di uso che si vuole fare dell’immobile e di molte altre variabili, una scelta può essere preferibile all’altra.

Innanzitutto, bisogna dire che in molti casi l’affitto è una scelta obbligata per quanti non possono chiedere un mutuo, ma questo non significa che il mutuo, qualora sia possibile richiederlo, sia sempre e comunque preferibile all’affitto. Uno dei casi in cui l’affitto è senza dubbio più vantaggioso dell’acquisto, per esempio, è quando si sta cercando un appartamento per un periodo determinato. Se non pensiamo di rimanere nello stesso appartamento per, diciamo, più di 10 anni, infatti, l’affitto può essere vantaggioso rispetto all’acquisto di una casa che in pochi anni dovremmo rivendere e rimettere a nuovo – con un’ulteriore spesa da parte nostra – magari prima ancora di aver estinto il mutuo.

Ed eccoci dunque al secondo vantaggio dei contratti d’affitto: in genere, a meno che non ci siano indicazioni diverse all’interno del contratto, chi opta per un appartamento, una casa o un bilocale in affitto non deve farsi carico degli interventi di ristrutturazione e di manutenzione straordinaria. Un particolare da non sottovalutare, se si considera quanto onerosi possono essere interventi di questo tipo.

Questo per quanto riguarda l’affitto di case e appartamenti ad uso abitativo. Per quanto riguarda la locazione di negozi e uffici, i vantaggi aumentano: dando per scontato che, quando si avvia un’attività, bisogna mettere in preventivo un considerevole dispendio di soldi per l’attrezzatura specifica, è facile capire come a chi apre un negozio convenga risparmiare per investire in questo senso, preferendo dunque un contratto d’affitto ad un acquisto. A tutto questo si aggiunga che la legge “aiuta” notevolmente l’inquilino di un negozio in affitto: se il proprietario del negozio, dopo 12 anni di contratto, non rinnova l’affitto, infatti, deve corrispondere all’inquilino l’equivalente di 18 mensilità di canone, e se decide di venderlo, deve dare la prelazione a chi lo occupa.

Il mutuo è invece preferibile nel caso in cui si abbia intenzione di stabilirsi in pianta stabile all’interno di una casa o di un appartamento. In questo caso, infatti, il non dover corrispondere un canone mensile rappresenta un guadagno sul lungo termine. Inoltre, col tempo l’immobile potrebbe acquistare valore e costituirebbe dunque un migliore investimento rispetto ad una casa a schiera in affitto. Nel caso dell’acquisto di un negozio, però, bisogna tenere presente che se questo si trova in una zona non molto strategica o non prestigiosa probabilmente non sarà così facile rivenderlo, e non acquisterà molto valore col tempo. Diverso è invece il discorso per gli uffici, che potrebbero essere venduti più facilmente dei negozi anche se non sono ubicati in zone particolarmente favorevoli.

In conclusione, la scelta tra vendita o acquisto di un immobile dipende molto dalla lunghezza o brevità del periodo in cui intendiamo soggiornarvi e dal tipo di attività che intendiamo svolgerci, oltre che dalla nostra disponibilità economica e dall’effettiva possibilità di chiedere o no un mutuo.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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Polietilene fa rima anche con creatività

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  • 16 Novembre 2011

Il polietilene, grazie alla sua versatilità, è impiegato sempre di più anche in quei settori in cui creatività e fantasia giocano un ruolo fondamentale.

Dici polietilene e ti viene in mente qualcosa di scientifico, tecnico e lontano dalla quotidianità concreta. In realtà si tratta di un materiale che fa parte della nostra vita di tutti i giorni; non solo: il polietilene è messo sempre più spesso al servizio della creatività di designer, stilisti e architetti di interni, e non viene più solo impiegato per realizzare imballaggi in polietilene o altri oggetti, utilissimi ma che di creativo spesso hanno ben poco.

Pur mantenendo la sua utilità nella creazione di moltissimi oggetti di uso comune di cui ci serviamo ogni giorno, dai sacchetti per la spesa agli imballaggi alimentari, il polietilene ha invaso anche altri ambiti, grazie soprattutto alla sua grande versatilità, che ne rende facile l‘utilizzo in contesti anche molto diversi tra di loro. Si tratta inoltre di un materiale dalle buone proprietà meccaniche e particolarmente resistente agli agenti atmosferici, una materia plastica più economica rispetto ad altre e caratterizzata da ottime proprietà isolanti; un materiale finora usato soprattutto come isolante per cavi elettrici, per realizzare contenitori e imballaggi alimentari di vario tipo, nella fabbricazione del film estensibile e del pluriball, di tubi e tappi in plastica. Oggetti sicuramente utili, ma che forse non soddisfano poi tanto il nostro gusto estetico.

Il polietilene, però, viene impiegato anche in ambiti che potremmo definire più creativi, in primis nel settore dell’arredamento, e in particolare dei mobili per giardino. Come detto, infatti, il polietilene è particolarmente resistente agli agenti atmosferici, caratteristica che lo rende perfetto per la realizzazione di sedie, tavoli e mobili in generale che per loro stessa natura sono esposti al freddo, al sole e alla pioggia. Molti mobili per giardino vengono realizzati in hularo, un materiale sintetico a base di polietilene colorato che presenta il vantaggio di mantenere inalterate nel tempo le caratteristiche di forma e colore degli oggetti. Ma i mobili in polietilene non sono “relegati” solo agli spazi esterni, e fanno bella mostra di sé anche all’interno delle nostre case. Perché se è vero che altri materiali usati nel settore dell’arredamento, dal legno al ferro battuto, presentano delle indiscutibili qualità anche estetiche, è pur vero che anche il polietilene, se lavorato in un certo modo, può aggiungere un tocco creativo e piacevole ad ogni casa. Molte sono le aziende che propongono sedie e altri mobili dal design moderno e ricercato e che si avvalgono proprio del polietilene per realizzare arredi colorati e originali, perfetti per decorare ambienti moderni.

Altro campo “creativo” nel quale il polietilene viene impiegato è quello dell’abbigliamento e degli accessori, settore in cui questo materiale non viene usato solamente per produrre indumenti da lavoro o copriabiti protettivi, ma anche nella realizzazione di vari tipi di vestiti, gonne e pantaloni, da solo o in combinazione con altri materiali, così come nella creazione di borse e shopper. In questi casi si usa il polietilene stampato, perfetto per creare dei modelli originali e colorati, oltre che resistenti e molto pratici.

In conclusione, il polietilene è un materiale che sa mettersi al servizio della praticità così come della creatività.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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