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Personalizzare la casa a nostra immagine e somiglianza

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  • 21 Dicembre 2010

La casa è lo specchio di chi la abita. Per questo motivo dobbiamo fare in modo che lo stile della nostra abitazione rispecchi il più possibile la nostra personalità.

Anche se può sembrare un luogo comune, una frase fatta, non si può negare che le case possano dirci molto di chi le abita. Una persona particolarmente attenta all’ambiente, per esempio, doterà la propria casa di un sistema di isolamento cappotto, o utilizzerà dei colori ecologici; se la casa è abitata da una persona particolarmente solare e aperta, probabilmente i colori prevalenti di muri e tendaggi saranno caldi; una casa arredata in modo minimal e senza troppi orpelli con tutta probabilità rispecchierà una personalità precisa e ordinata. Potremmo andare avanti all’infinito apportando simili esempi, ma basta anche solo pensare alle case dei nostri amici e parenti per accorgersi che, inevitabilmente, almeno qualche elemento, qualche stanza delle suddette case somiglia, in qualche modo, al suo proprietario.

La casa è anche una sorta di biglietto da visita: se fate entrare nella vostra abitazione una persona per la prima volta, una persona che magari avete conosciuto da poco tempo o che siete abituati a vedere solo in determinati contesti, come quello lavorativo, state pur certi che il vostro ospite, magari inconsciamente, raccoglierà dal modo in cui tenete e avete arredato la vostra casa qualche indizio sul vostro conto, per carpire qualcosa in più della vostra personalità e del vostro carattere. Ecco perché è importante che la nostra casa rifletta come siamo, o che almeno rifletta i nostri pregi!

Affinché la nostra casa sia lo specchio della nostra personalità, a volte è necessario fare un piccolo sforzo, armarsi di creatività e buona volontà e andare in qualche negozio di colori per l’industria, fai da te e bricolage per far man bassa di tutto ciò che ci può servire per trasformare la nostra abitazione in una casa a nostra immagine e somiglianza. Il rischio, quando si arreda una casa, è farla sembrare un catalogo di arredamento: bella, in ordine, con le giuste combinazioni di mobili, tappeti, tendaggi, complementi d’arredo e soprammobili, ma terribilmente impersonale e asettica. Per evitare un effetto del genere, bisogna avere un po’ di coraggio e cercare di andare oltre le proposte dei cataloghi.

Per fare un sunto dei suggerimenti utili a personalizzare una casa ci vorrebbe un’enciclopedia intera, ma ecco qualche piccolo consiglio adatto a tutti. Innanzitutto, le pareti delle stanze possono essere viste come delle tele su cui esprimere al meglio la vostra personalità. Quadri e poster possono dire molto ai vostri ospiti dei vostri gusti e inclinazioni, ma se volete fare qualcosa di originale potete applicare delle pitture decorative o degli adesivi per pareti: in commercio ne esistono di molti tipi, tutti personalizzabili a seconda dei gusti di chi li applica. Un secondo consiglio riguarda i mobili: non abbiate paura di modificarne le caratteristiche. Magari potete acquistare dei mobili non troppo costosi sui quali sperimentare senza troppi rimpianti la vostra creatività. Usate dei colori effetto ruggine per dare un tocco di antico e vissuto ad un tavolino nuovo, o mettete a frutto le vostre conoscenze sul decoupage su un mobile di legno. Un terzo consiglio: non trascurate nessuna stanza, nemmeno il bagno. Potete dare la vostra impronta anche alle stanze “minori”, sia con semplici trucchi (i colori delle tenda della doccia e degli asciugamani, candele, punti luce …) che con degli interventi più importanti (bagno turco, cromoterapia…).

Infine, l’ultimo consiglio, ma il più importante: non mettete freno alla vostra fantasia e non abbiate paura di sperimentare!

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – copywriting seo

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I matrimoni di oggi: eventi mondani e molto glamour

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  • 17 Dicembre 2010

Il giorno del matrimonio è fatto di tanti piccoli tasselli che contribuiscono a renderlo speciale. L’abito della sposa è sicuramente uno di questi.

Per organizzare un matrimonio come si deve ci sono varie cose da mettere a punto, dalla scelta del ristorante a quello dei negozi lista nozze, ma la cosa che probabilmente sta più a cuore ad ogni donna in procinto di pronunciare il fatidico sì è l’abito da sposa. La sposa è infatti la vera protagonista della giornata, e tutti, dal futuro marito agli invitati, sono curiosi di vedere come si vestirà la futura mogliettina. Certo ultimamente l’istituzione del matrimonio ha perso un po’ di smalto, ma per molte donne indossare l’abito bianco (o dei colori più in voga al momento), rimane comunque un desiderio molto forte, fosse anche solo per fare la propria piccola sfilata lungo la navata della chiesa, con un abito che, in teoria, si dovrebbe sfoggiare una volta sola nella vita. Si dovrebbe, perché tra divorzi e seconde nozze non è detto che si possa indossare l’abito da sposa una sola volta nel corso della propria esistenza, ma nonostante l’esclusività dell’abito bianco non sia più garantita, esso continua a conservare il proprio fascino.

D’altra parte, mettendo da parte le ipocrisie con le quali ci raccontiamo che il matrimonio per molte coppie è solo il momento di massima espressione dell’amore reciproco, il giorno delle nozze è per molti anche, e soprattutto, una grande festa e una sorta di occasione mondana, durante la quale tutti, non solo gli sposi, ma anche gli invitati, si possono mettere in tiro come non hanno quasi mai l’occasione di fare. E infatti non è solo la sposa a doversi impegnare a trovare l’abito giusto, scovandolo magari in qualche catalogo o visitando una fiera sposa: anche la scelta degli abiti da testimoni e dei parenti e amici più stretti della coppia non è sempre facile, poiché tutti vogliono sfoggiare una mise speciale e molto, molto fashion.

E dato che i matrimoni sono degli eventi glamour, anche i più grandi stilisti mettono la propria creatività al servizio degli abiti da cerimonia, e della sposa in particolare, e proprio come accade con qualsiasi altra collezione di abiti, anche per quelli da sposa e da sposo la moda cambia di anno in anno. Le ultime tendenze in materia di abiti da sposa donna riguardano il ritorno dell’abito intero, a discapito della gonna e del corpetto separati, del velo e della coda o, per chi se la sente osare, dello strascico. Per quanto riguarda i colori, oltre al classico bianco, che non passa mai di moda anche se nelle spose di oggi di virginale c’è ormai ben poco, si riaffermano le tinte pastello, primo fra tutti il rosa, soprattutto nel caso dei modelli più moderni. Sul fronte dei tessuti tengono ancora banco organza e taffetà, ma anche il mikado, il pizzo e il tulle, impreziositi magari da qualche inserto in raso.

La protagonista della cerimonia è la sposa, ma per non sfigurare anche l’altra metà deve fare la sua parte, scegliendo tra i migliori abiti da sposo: su questo fronte sono passati un po’ di moda i soliti vestiti che danno allo sposo un’aria impettita, a vantaggio di completi sì classici, ma meno rigidi, e arricchiti da particolari originali o realizzati con tessuti dai colori insoliti, dall’argento all’oro.

Scegliete quindi l’abito, e preparatevi per la vostra personalissima sfilata.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – analizzare sito

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Origine e diffusione degli arazzi

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  • 14 Dicembre 2010

La storia degli arazzi comincia molto tempo fa: gli esemplari più antichi giunti ai giorni nostri risalgono infatti all’Antico Egitto e alla Grecia tardo ellenica.

Al giorno d’oggi la produzione di arazzi non è molto diffusa, ed esistono solo piccoli centri di produzione che si occupano di realizzare questi manufatti e di restaurare gli arazzi antichi. In passato però la realizzazione di arazzi era una forma d’arte molto più diffusa, e queste particolari opere d’arte, che chiamare semplicemente complementi d’arredo sarebbe riduttivo, venivano realizzate in tutto il mondo, dal Giappone all’America. Non sappiamo di preciso quando e dove cominciò a diffondersi l’usanza di tessere arazzi da appendere alle pareti, in quanto questi manufatti venivano realizzati con dei materiali deperibili, almeno nel lungo periodo, ma alcuni degli esemplari più antichi giunti ai giorni nostri ci dicono che si tessevano degli arazzi già nell’Antico Egitto e nelle Grecia tardo ellenica. Un’altra testimonianza della realizzazione di arazzi in tempi remoti ci viene data da un antico vaso risalente al IV secolo a.C e ritrovato a Chiusi, che raffigura Penelope al telaio intenta a tessere un arazzo. Le origini dell’arazzo non sono molto lontane da quelle dei tappeti persiani e orientali, come testimoniato dal più antico tappeto giunto sino a noi, ossia il famoso Tappeto di Pazyryk, risalente al 500 a.C. circa.

Anche se si tratta di innegabili opere d’arte, gli arazzi in origine assolvevano un’importantissima funzione pratica: esattamente come i tappeti venivano usati per riscaldare il suolo, allo stesso modo gli arazzi venivano impiegati per isolare le pareti dal freddo, pur mantenendo una fondamentale funzione decorativa. Rispetto ad altre forme d’arte, come per esempio gli affreschi, gli arazzi presentavano dei notevoli vantaggi, in quanto essi potevano essere spostati senza troppe difficoltà e, in caso di incendi o saccheggi, potevano essere messi più facilmente in salvo.

Pur vantando un’origine così antica, in Europa gli arazzi cominciarono a diffondersi in modo considerevole solo a partire dal XIV secolo d.C., dapprima in Germania e in Svizzera e in un secondo momento in Francia e in Olanda, dove l’arte della realizzazione degli arazzi toccò il suo apice nel corso del Rinascimento. Non a caso il termine stesso “arazzo” deriva proprio dal nome di una città francese, Arras, in cui la produzione di arazzi era particolarmente diffusa già nel Medioevo. Nel corso del Rinascimento questa particolare forma d’arte poté trarre vantaggio anche dall’opera di celeberrimi artisti, fra i quali Raffaello, che realizzarono i cartoni, ossia i modelli in misura reale necessari alla creazione dell’arazzo vero e proprio.

Il declino dell’arazzo antico cominciò verso la fine del Settecento, in concomitanza con lo sviluppo della produzione industriale e il conseguente aumento dei costi di manodopera: molte arazzerie, in Italia come nel resto d’Europa, furono costrette a chiudere, e al giorno d’oggi, come già sottolineato, i centri si produzione di arazzi non sono certo numerosi. A differenza di quanto è accaduto con i tappeti moderni, che continuano a rappresentare un essenziale complemento d’arredo, presente praticamente in ogni casa, gli arazzi vengono visti più che altro come degli oggetti antichi e preziosi, da ammirare magari in qualche palazzo storico o alle pareti di qualche museo. Questo non significa però che l’interesse verso questa forma d’arte si stia spegnendo: gli arazzi non saranno visti come dei complementi d’arredo alla portata di tutti e di uso quotidiano, ma rimangono comunque una forma d’arte e di espressione apprezzata anche da molti artisti contemporanei.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – generare contatti

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Se la tecnologia aiuta a combattere il caldo e il freddo: climatizzatori e impianti di riscaldamento

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  • 13 Dicembre 2010

Uno dei vantaggi dell’epoca in cui viviamo è che possiamo decidere la temperatura delle nostre case, senza essere costretti a battere i denti in inverno e a grondare sudore in estate.

Se i nostri vecchi, nelle lunghe sere invernali, cercavano un po’ di calore nelle stalle, dove erano soliti radunarsi tutti insieme, mentre in estate non avevano grandi mezzi per difendersi dal calore, la vita delle famiglie del 2000 in questo senso è sicuramente meno complicata: impianti di riscaldamento, termostufe, stufe a pellet ci riscaldano in inverno, mentre nei mesi estivi, quando il caldo comincia a farsi insopportabile, basta accendere i climatizzatori casa.

La scelta, sia per quanto riguarda le stufe che i climatizzatori, è davvero ampia, e quasi si ha l’imbarazzo della scelta quando si è alle prese con l’acquisto di un condizionatore o di una termostufa. Ecco dunque qualche consiglio per destreggiarsi nel mondo degli impianti di riscaldamento e di climatizzazione.

La scelta del sistema di riscaldamento può dipendere da vari fattori, compresi lo stile della casa o della stanza, il gusto dei proprietari, il budget a disposizione e l’interesse nei confronti della questione ambientale. La maggior parte delle case è dotata di un impianto di riscaldamento tradizionale, ma se si volesse fare una scelta in linea con le idee del risparmio energetico potremmo optare per dei pannelli solari o per delle stufe a pellet. I prezzi stufe pellet variano a seconda del modello, ma in generale possiamo dire che usare il pellet equivale a risparmiare notevolmente sulle bollette di casa, per non parlare del minor impatto ambientale. Con il pellet si possono alimentare le classiche stufe da salotto, ma c’è anche la possibilità di usarlo per alimentare delle caldaie di grandi dimensioni. Quando si sceglie una stufa a pellet bisogna tenere conto della grandezza degli ambienti che vogliamo riscaldare, e in base a questo dato possiamo farci consigliare il modello più adatto alle nostre esigenze. Le stufe a pellet hanno anche il vantaggio di creare un’atmosfera che sicuramente un radiatore non è in grado di creare. A tale scopo, però, sono ancora più indicati i caminetti a legna, che se collegati all’impianto esistente possono integrarlo o sostituirlo in toto.

Gli strumenti per combattere il freddo sono dunque molteplici, e lo stesso si può dire dei sistemi usati per rinfrescare le nostre case nei torridi mesi estivi. Sul mercato esistono climatizzatori fissi e portatili, che funzionano a gas refrigerante o ad acqua refrigerata, condizionatori dual inverter e senza unità esterna. Anche nel caso dei climatizzatori, prima di acquistarne uno bisogna valutare diversi elementi, primo fra tutti il fattore spazio: a seconda delle dimensioni e della forma degli spazi che vogliamo rinfrescare, possiamo scegliere un climatizzatore a pavimento o a soffitto, fisso o portatile e così via. Altri elementi da valutare sono l’orientamento dell’edificio e la sua esposizione al sole, il numero di persone che vivono nella casa, il tipo di materiali con cui è stata costruita la casa. Da tenere presente, inoltre, che alcuni tipi di climatizzatori, come quelli che sfruttano la tecnologia inverter, permettono di ridurre notevolmente i consumi.

In conclusione, al giorno d’oggi la scelta degli impianti di riscaldamento e di climatizzazione è sempre più vasta, e a seconda delle nostre esigenze e possibilità possiamo scegliere il prodotto che più fa al caso nostro.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – scrittura ipnotica

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Vacanze e regali di natale, la risposta è una sola: terme!

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  • 13 Dicembre 2010

Se non avete ancora pensato alla meta per le vostre vacanze invernali, o siete indecisi sul regalo da fare a una persona cara, la risposta è una sola: terme!

Il natale e le tanto sospirate vacanze invernali, sulla neve e non, si avvicinano. Gli amanti degli sport invernali hanno già inaugurato le piste da neve, complici le abbondanti nevicate dei mesi scorsi, che hanno permesso di aprire le piste in anticipo. Vacanza di natale, però, non fa rima solo con vacanza sulla neve, ma anche con relax e cura di sé: la pausa natalizia è infatti l’ideale per staccare da tutto e coccolarsi un po’, cosa che durante l’anno non sempre è possibile fare, concedendosi magari qualche giorno in un hotel ad Abano Terme o in un’altra località termale.

Una vacanza alle terme può essere la soluzione ideale per ritemprarsi e tornare al lavoro, alla scuola e agli impegni quotidiani con maggiore carica, e rappresenta anche il giusto premio dopo un anno di fatiche. Recarsi in una spa e lasciare che dei professionisti si prendano cura di noi, senza pensare ad altro che a rilassarsi e a curare il proprio corpo, e non solo, può veramente essere un toccasana, la giusta ricompensa che, almeno una volta l’anno, ci possiamo concedere. Se si pensa, poi, che per molti perfino il natale, che dovrebbe essere un periodo di calma e serenità, può essere una fonte di stress, a causa dei regali a cui pensare, dei negozi sempre pieni e delle lunghe file e del traffico che ne conseguono, del pranzo di Natale da preparare e dei parenti da accogliere e così via, ecco che un soggiorno breve o un week end benessere terme, tra acque termali, massaggi rilassanti e cure specifiche, può davvero cadere a fagiolo.

Non a caso le offerte dei vari centri termali sparsi per l’Italia, ma anche all’estero, sono particolarmente numerose in questo periodo: si possono scegliere pacchetti giornalieri, per un weekend, settimanali e per più giorni, con vitto e alloggio inclusi e con la possibilità di scegliere i trattamenti che più ci aggradano (dai trattamenti contro i reumatismi ai massaggi destress l’offerta termale è più che mai variegata). E se durante le vacanze invernali proprio non riuscite a fare a meno di indossare scarponi e sci, c’è la soluzione anche per voi: molte sono le località sciistiche che cercano di coniugare sport e benessere, neve e trattamenti termali: dalla Lombardia alla Valle d’Aosta in molte località si cerca di proporre il binomio benessere-piste da sci per variegare e ampliare l’offerta turistica. Da qualche anno a questa parte, infatti, la tendenza dei vacanzieri è quella di scegliere località in grado di offrire qualcosa in più delle solite piste da sci, e l’opzione benessere è sicuramente una delle più gradite, sia dagli sportivi che desiderano godersi qualche momento di relax dopo aver sudato sulla pista, sia dalle persone che della montagna amano per lo più i paesaggi con le cime innevate e le romantiche serate passate davanti al fuoco del caminetto, per le quali la vacanza diventa ancora più rilassante se include dei trattamenti termali particolari.

Se invece avete già pensato alle vostre vacanze, ma siete indecisi sul regalo da fare ad una persona cara, un buono per un giorno o un fine settimana alle terme può essere la scelta giusta: originale, inaspettato e sicuramente gradito!

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – economia concorrenza

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Aziende: come pianificare la propria presenza all’interno di una fiera

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  • 7 Dicembre 2010

Per molte aziende partecipare ad una fiera può essere molto utile. Ecco qualche consiglio per trarre i maggiori vantaggi dalla partecipazione ad una fiera.

Partecipare ad una fiera può portare molti vantaggi ad ogni tipo di azienda, a condizione però che la partecipazione alla fiera venga pianificata in modo attento e preciso, prestando particolare attenzione agli obiettivi dell’azienda e al budget a disposizione, e osservando alcuni accorgimenti, sia in fase di progettazione che durante la fiera, quando già ci si trova all’interno degli allestimenti tensostrutture o degli altri spazi espositivi.

Innanzitutto bisogna considerare che le fiere sono delle attività di marketing molto importanti, che permettono alle aziende di farsi conoscere ad un pubblico più ampio, a livello nazionale e internazionale, e di stabilire contatti commerciali che si spera siano il più possibile fruttuosi. Allo stesso tempo, però, partecipare ad una fiera è anche costoso: ciò significa che quando si prende parte ad una fiera bisogna avere ben in mente il budget a disposizione (che deve coprire varie voci, dalle spese per la spedizione dei prodotti a quelle per l’assunzione di promoter e hostess) e i propri obiettivi, e stendere un piano dettagliato per progettare il raggiungimento di tali obiettivi. Un piano del genere deve comprendere, tra l’altro, il target e il mercato di interesse, in modo da poter prendere in considerazione solo gli eventi più adatti. Oltre al settore merceologico della fiera, è particolarmente importante prendere in considerazione il periodo in cui si svolge l’evento, in modo da scegliere quello più adatto alle nostre esigenze. Per esempio, se si partecipa ad una fiera con l’obiettivo di ottenere dei risultati positivi in termini di fatturato prima della chiusura del bilancio aziendale, bisogna calcolare che affinché questo accada deve intercorrere un certo lasso di tempo tra i due eventi. Bisogna inoltre tenere presente che, per organizzare al meglio la propria presenza all’interno della fiera, è opportuno cominciare a prepararsi almeno un anno prima. Partecipare ad una fiera non significa infatti essere occupati solamente nell’arco dei pochi giorni in cui la fiera effettivamente si svolge, ma anche fare un lungo lavoro preparatorio, senza contare il lavoro che viene fatto qualche mese dopo la chiusura della fiera, per analizzare se gli obiettivi sono stati effettivamente raggiunti.

Il lavoro preparatorio comprende, oltre che la stesura degli obiettivi, anche un ben preciso piano di marketing e un piano più prettamente logistico, per studiare la preparazione e la spedizione dei prodotti da spedire, per organizzare i trasporti non solo della merce, ma anche del personale addetto, e soprattutto per organizzare l’allestimento dello stand. Uno stand efficace deve avere delle precise caratteristiche: il nome dell’azienda, innanzitutto, deve essere ben visibile da qualsiasi punto arrivi il visitatore e il tipo di prodotto o di servizio offerto deve essere presentato in modo chiaro. Quando la fiera inizia e i visitatori cominciano ad arrivare, bisogna fare in modo che gli interessati riescano a visitare lo stand con una certa facilità: da evitare dunque che i dipendenti presenti nello stand facciano comunella tra di loro, assumendo un atteggiamento che non invita i visitatori a chiedere informazioni; è opportuno inoltre pianificare le pause dei dipendenti in modo che ci sia sempre un numero sufficiente di persone cui chiedere informazioni, e controllare che il materiale a diposizione dei visitatori non si esaurisca e sia sempre bene in vista.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – servizi mailing

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In tempi di crisi aumentano anche l’ansia e lo stress

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  • 1 Dicembre 2010

Crisi finanziaria, lavoro precario, notizie catastrofiche al telegiornale … queste ed altre sono le ragioni che fomentano le ansie degli italiani.

L’ansia, o per lo meno i disturbi della paura, sembrano essere in continuo aumento tra gli italiani. L’allarme arriva da Eurodap, l’Associazione Europea disturbi attacchi di panico, che ha condotto un’indagine su un campione di 600 persone, di cui addirittura il 70% ha dichiarato di considerare il mondo un posto insidioso, una condizione che ovviamente crea costanti stati di allarme. I motivi di questi disturbi possono essere diversi, possono dipendere sia dalla genealogia famiglia che da fattori ambientali, e varie sono le tecniche usate per prevenire e curare tali stati di malessere.

I fattori ambientali, in particolare, sono da tenere in considerazione: tra le cause che maggiormente incidono sullo stato ansioso degli italiani ci sono, secondo i ricercatori, le notizie allarmanti e talora catastrofiche diffuse dai telegiornali. Se da una parte è vero che l’informazione ha già fin troppi filtri, dall’altro bisogna però ammettere che le immagini trasmesse dai telegiornali sono sempre più esplicite e violente, e sicuramente contribuiscono agli stati di malessere dei telespettatori. Il disturbo della paura, in particolare, di cui sembra soffrire un numero sempre crescente di italiani, deriva infatti in parte dalla sensazione di pericolo avvertita dagli spettatori che apprendono delle notizie allarmanti, notizie che in questo periodo, tra crisi economica, precarietà, casi di cronaca nera e guerre, di sicuro non mancano. Notizie di questo genere fanno nascere in molti la sensazione di vivere in un mondo ostile, in cui qualcosa di terribile e senza rimedio potrebbe accadere da un momento all’altro. L’epoca in cui viviamo ci mette di sicuro del suo: la precarietà che sembra aver investito tutti i settori, partendo da quello lavorativo e diffondendosi di conseguenza a quello economico, relazionale e così via, ci ha anche privato di alcuni punti fissi, il che si manifesta in una situazione diffusa di allarmismo.

Combattere questi stati di malessere non è sempre facile, anche se dai corsi pensiero positivo a quelli focalizzati sullo sviluppo personale le possibili soluzioni offerte sono davvero tante e variegate. Gli stati di malessere che colpiscono molte persone, d’altra parte, sono dei problemi veramente seri, che possono avere delle ripercussioni anche gravi sia a livello mentale che fisico, provocando mal di testa e irascibilità, gastriti e insonnia, tachicardia e stati di ansia veri e propri, e richiedendo in certi casi l’intervento di uno specialista. Una delle ultime novità in materia di terapie contro ansia e stress è la cura istantanea, o “istant therapy”, ossia una psicoterapia molto più rapida rispetto a quella canonica: una soluzione certamente al passo con i tempi, se è vero che in tempi di crisi si è chiaramente più stressati, e quindi più facilmente bisognosi di cure, ma al contempo si guadagna meno, e dunque si può investire meno denaro nella cura di sé. Naturalmente questo tipo di terapia non è efficace in caso di gravi patologie, ma può essere utile per la prevenzione di stati ansiogeni gravi.

Altri tipi di metodi per curare ansia, come la psicoanalisi transgenerazionale, partono dal presupposto che molti stati di malessere non dipendono unicamente da fattori ambientali, ma anche da fattori genetici. I fattori ereditari, infatti, contribuirebbero agli stati di ansia e malessere per il 40%, mentre i fattori ambientali per il restante 60%.

Fattori ambientali e genetici, dunque, sono alla base dei disturbi di molti italiani, disturbi che non bisognerebbe sottovalutare.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – trade marketing mix

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Inverno a Cortina: la stagione sciistica promette bene

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  • 23 Novembre 2010

La stagione sciistica a Cortina è già cominciata: con qualche settimana di anticipo rispetto agli scorsi anni gli amanti delle vacanze sulla neve hanno inaugurato le piste da sci.

Lo scorso 13 novembre a Cortina, come in altre località sciistiche italiane, sono stati aperti i primi impianti di risalita, per la gioia dei turisti che in inverno sono soliti approfittare delle offerte hotel Cortina e godersi la magia della neve sulle Dolomiti. Si tratta di un’apertura anticipata rispetto agli anni passati, quando i primi impianti di risalita erano soliti uscire dal lungo letargo estivo solo verso la fine di novembre, ma complici le nevicate di ottobre e il lavoro degli instancabili impiantisti che hanno sparato la neve sulle piste, gli aficionados della perla delle Dolomiti hanno potuto inaugurare le piste già prima della metà del mese. I primi impianti ad aprire sono stati quelli del Faloria, e l’apertura non ha riguardato solo il fine settimana, come accaduto l’anno scorso, ma l’intera settimana. Oltre a Cortina, molte altre località sciistiche hanno tratto beneficio dalle nevicate di ottobre, e da Bormia a Solda, da Madesimo a Cervinia, le piste sono state aperte prima del tempo.

Buone notizie dunque quindi per gli albergatori e gli agenti immobiliari di Cortina e di molte altre località di montagna, pronte ad accogliere quei turisti che per l’inverno e per le ferie di Natale preferiscono sciare a Cortina piuttosto che partire verso mete calde ed esotiche. Le agenzie immobiliari, in particolare, hanno confermato che le prenotazioni per le vacanze natalizie per il momento promettono bene, soprattutto per quelle località che negli anni hanno saputo diversificare l’offerta per dare ai turisti molto più che piste ed impianti di risalita. I turisti invernali del 2000, infatti, non ricercano solo il divertimento sulle piste, ma chiedono qualcosa di più dalla propria vacanza. Lo sci alpino stesso sembra stia perdendo colpi, a vantaggio di molte altre attività, più o meno nuove, quali lo snowboard e il freestyle, ma anche le passeggiate con le ciaspole, il winter trekking, il night ski e addirittura il golf sulla neve. Offrire solo piste per lo sci alpino, dunque, non è più sufficiente per rimanere al passo con i tempi, e infatti le località che stanno già mietendo i primi successi stagionali sono quelle che si sono sapute attualizzare e diversificare: oltre alla già citata Cortina, le zone di Courmayeur e Cervinia si distinguono per una varietà di servizi in grado di attirare diversi tipi di turisti, con aspettative e interessi differenti. I punti di forza di queste località, oltre che una fama acquisita col tempo, sono la diversità dei tracciati, adatti a diverse specialità, e l’illuminazione notturna, che permette di sciare anche col buio, ma anche molti altri ingredienti che esulano dall’idea di vacanza sulle neve tout-court. Chi, parlando di Cortina, non pensa subito ai ristoranti di tendenza e ai famosi negozi che permettono di darsi allo shopping selvaggio o, per lo meno, di fare quello che gli anglofoni chiamano window shopping, ossia ammirare le vetrine senza comprare nulla, solo per il piacere di farlo? Anche questo fa parte del fascino di Cortina e di altre località sciistiche particolarmente rinomante, ed è anche questo quello che i turisti si aspettano da una vacanza Cortina.

Altre località si specializzano invece nel wellness o nelle gastronomia; quel che è certo è che i turisti vogliono sempre di più, e anche se la natura dà una mano con nevicate abbondanti e anticipate, la neve da sola non può più bastare.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – promozione del turismo

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Qualche consiglio per organizzare il ricevimento di nozze

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  • 19 Novembre 2010

Il ricevimento è uno degli ingredienti più importanti in un matrimonio. Ecco qualche consiglio per organizzarlo nel migliore dei modi.

Il matrimonio, oltre che essere il momento che sancisce l’unione di due persone, è anche (o forse dovremmo dire soprattutto, visti i tempi che corrono), una grande occasione di festa. La cerimonia, civile o religiosa, è certamente il momento più solenne, potremmo dire il momento topico, il cuore di ogni matrimonio, ma il pranzo o la cena con amici e parenti è sicuramente il momento in cui, allentata la tensione, si può fare veramente festa e divertirsi con gli ospiti. Sia che vengano organizzati in ristoranti con giardino in Brianza, sia che si scelga una location diversa, magari in qualche villa situata in contesti particolarmente suggestivi, i ricevimenti di nozze sono una componente essenziale del giorno del matrimonio, e devono essere organizzati prestando attenzione a diversi fattori.

Per prima cosa, bisogna valutare il budget a disposizione. Un ricevimento sfarzoso può essere un vero e proprio salasso, soprattutto se abbiamo deciso di estendere l’invito a molti invitati. Secondo l’Eurispes, che ha effettuato un’indagine sui costi delle nozze, le spese per il banchetto nuziale sono quelle che maggiormente incidono sul costo totale del matrimonio: il pranzo o la cena costano in media sui 6.000 euro, e in generale si può dire che al Sud i banchetti nuziali tendono ad essere più cari rispetto al Nord. Il prezzo medio dei ricevimenti Brianza e in altre zone d’Italia sale anche perché poche sono le coppie che optano per un banchetto fra pochi intimi: secondo i dati raccolti da Eurispes, infatti, nell’oltre il 55% dei casi le liste degli invitati superano le 100 persone. Se si ha a disposizione un budget ridotto, quindi, sarà opportuno valutare l’idea di un banchetto con un numero minore di invitati e meno sfarzoso, optando magari per un rinfresco in piedi o, se si vuole fare qualcosa di alternativo, si può proporre un banchetto non troppo formale, organizzando per esempio un barbecue o un picnic.

Se si vuole invece seguire una linea più tradizionale, e spendendo magari un po’ di più, si può optare per il classico banchetto al ristorante. La scelta del ristorante matrimonio Brianza va fatta tenendo in considerazione diverse variabili. Innanzitutto, lo stile del locale: prima di prenotare visionate attentamente la sala dove dovrebbe svolgersi il banchetto e discutete con chi di dovere la disposizione dei tavoli. Per essere sicuri che il cibo e il servizio siano buoni, potete valutare l’idea di cenare nel ristorante prima di prenotare. In secondo luogo, se non avete in mente una location alternativa per realizzare le fotografie, assicuratevi che il ristorante abbia un bel giardino o altri spazi adatti allo scopo. Ultimo, ma non meno importante, valutate la distanza del ristorante dalla chiesa o dal municipio, stando attenti a non allontanarvi troppo, soprattutto se alcuni dei vostri invitati vengono da lontano. Tutte queste variabili vanno tenute in considerazione, naturalmente, anche nel caso in cui, al posto del ristorante, volgiate scegliere una location storica, come una villa antica o un castello, gli ambienti ideali se volete celebrare il vostro matrimonio in un ambiente quasi fiabesco.

Un’ultima scelta riguarda l’orario del ricevimento: di solito dipende dall’ora in cui si svolge la cerimonia, e gli orari prediletti in genere sono quelli del pranzo e della cena. Chi vuole osare e fare qualcosa di diverso, però, può optare per una colazione, un brunch o un aperitivo.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – marketing and sales

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La corsa alle ripetizioni e alle lezioni private degli studenti del 2000

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  • 16 Novembre 2010

Le ore di insegnamento a scuola sembrano non essere più sufficienti per molti studenti: sempre più sono in ragazzi che decidono di rivolgersi a degli insegnanti privati.

Il mercato delle ripetizioni private è sempre più florido, a discapito delle finanze di molte famiglie italiane che si vedono costrette a sborsare cifre considerevoli per dare ai propri figli qualche chance in più di passare all’anno successivo o di essere ammessi all’esame di maturità. Lezioni matematica e inglese sono tra le più richieste, insieme a greco e latino, ma molti sono anche i bambini e i ragazzi della scuola primaria e media che necessitano di un aiuto durante lo svolgimento dei compiti per casa.

Anche in passato le ripetizioni private, impartite per lo più da professori o da studenti universitari, erano abbastanza diffuse tra gli studenti che avevano qualche difficoltà in talune materie, ma certamente il fenomeno si è diffuso a macchia d’olio negli ultimi anni: secondo le associazioni di consumatori Adoc e Codacons ogni famiglia di liceale con almeno una insufficienza spende in media tra i 1.000 e i 2.100 euro l’anno, ma le ripetizioni ai ragazzi delle superiori che hanno bisogno di un aiuto per prendere il diploma di ragioneria o la maturità liceo linguistico sono solo una fetta della torta: lezioni private vengono infatti impartite anche ai ragazzi più giovani e persino agli universitari.

Le ragioni che hanno fatto lievitare il numero di ragazzi bisognosi di ripetizioni possono essere molteplici. Per quanto riguarda gli alunni della scuola primaria, e in parte quelli della scuola media, la crescente richiesta di lezioni private ed extrascolastiche potrebbe essere imputabile all’impossibilità di molti genitori di seguire i propri figli durante lo svolgimento dei compiti per casa. Se in passato erano molte di più le mamme che non lavoravano fuori casa e che potevano dunque seguire i propri bimbi con i compiti, al giorno d’oggi la situazione è notevolmente cambiata, e i bambini che un tempo avevano bisogno di uno stimolo da parte della mamma, adesso devono cercare tale stimolo in un insegnante esterno.

Più complessa è la questione dei ragazzi delle superiori. Se gli insegnanti privati, che possono far spendere alle famiglie dai 15 ai 25 euro all’ora, se si tratta di neo-laureati, ma anche dai 30 ai 60 euro all’ora se ci si rivolge ad un professore, sono sempre più richiesti, è anche a causa dell’innalzamento dell’obbligo scolastico, che “costringe” tutti i ragazzi, anche i più svogliati e i meno dotati, a rimanere a lungo sui banchi di scuola. La richiesta di insegnanti privati per ripetizioni chimica, informatica e molte altre materie è però aumentata, nell’ultimo anno, anche a causa della nuove direttive date dal Ministero dell’Istruzione in materia di esami di recupero e ammissione agli esami di maturità. La reintroduzione dei vecchi esami di riparazione settembrini ha certamente causato un aumento della richiesta di lezioni private, anche perché nella maggior parte dei casi le scuole non hanno i fondi necessari per organizzare dei corsi di recupero estivo per gli studenti che devono presentarsi agli esami di settembre.

Stesso discorso vale per gli esami di maturità: la paura di non essere ammessi agli esami colpisce sempre più studenti in seguito all’approvazione della legge che prevede l’ammissione con tutte sufficienze, e le famiglie degli studenti che hanno difficoltà in qualche materia corrono ai ripari pagando degli insegnanti privati, anche perché, anche in questo caso, il servizio di recupero offerto dalle scuole non è sufficiente a colmare le lacune dei ragazzi.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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Bioarchitettura: energie rinnovabili, isolamento termico e molto altro ancora

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  • 12 Novembre 2010

Negli ultimi tempi stanno prendendo sempre più piede i principi della bioarchitettura, o green building.

Il concetto di bioarchitettura nasce verso al fine degli anni Settanta, quando, in seguito alla crisi energetica del 1973, in Germania si cominciano a studiare metodi per vivere in modo ecocompatibile e all’insegna del risparmio energetico. Molti tipi di provvedimenti di cui si parla molto negli ultimi tempi, dalla coibentazione pareti esterne ai pannelli solari, non sono che il risultato di quegli primi studi, che nel corso dei decenni sono andati approfondendosi.

Uno dei primi campi di studio della bioarchitettura, che può essere definita come la disciplina che si occupa di costruire cercando di mantenere l’equilibrio tra benessere delle persone e salute della natura circostante, ha riguardato le fonti energetiche alternative al petrolio, quali l’energia solare. I primi esempi di bioarchitettura, comparsi in Europa e negli Stati Uniti negli anni Ottanta, mostravano già una nuova tendenza a cercare nuovi sistemi sia per produrre energia che per non disperderla. Con gli anni questa tendenza e gli studi in questo settore sono andati sempre più approfondendosi, in concomitanza con l’aggravarsi dei problemi ambientali, che sono sotto gli occhi di tutti ma che sembrano quasi impossibili da risolversi. Termini quali pannelli isolamento, ombreggiamento, deumidificazione, illuminazione naturale e molti altri sono entrati a far parte del vocabolario dell’architettura e dell’edilizia, e hanno cominciato a contraddistinguere nuovi tipi di case ed edifici.

Le scelte della bioarchitettura riguardano diversi settori, da quello dei materiali di costruzione a quello della progettazione, dalla ricerca di fonti di energia all’isolamento degli edifici. Per quanto riguarda i materiali di costruzione, l’obiettivo della bioarchitettura è quello di utilizzare materiali ad elevato rendimento, costi contenuti e, naturalmente, basso impatto ambientale. Ciò si traduce nel tentativo di evitare materiali che possano essere dannosi per la salute, come vernici e colle chimiche, per sostituirli con materiali naturali. Scegliere i materiali in bioarchitettura significa anche limitare l’uso delle risorse durante il processo costruttivo, magari usando materiali riciclati o leggeri, e quindi più facilmente trasportabili. Per quanto riguarda la fase di progettazione, la bioarchitettura presta molta attenzione all’impatto ambientale, cercando di non alterare troppo l’habitat nel quale l’edificio andrà ad inserirsi. Innanzitutto, i bioarchitetti devono considerare l’orientamento e la localizzazione dell’edificio, per sfruttare al meglio la luce e altri fattori atmosferici. In secondo luogo, il green building si pone l’obiettivo di mantenere le caratteristiche naturali del luogo in cui va a inserirsi, concentrandosi anche sulla progettazione del paesaggio. Per quanto riguarda le fonti di energia, inutile dire che gli edifici ecocompatibili sono all’insegna del risparmio energetico. Ciò significa innanzitutto una maggiore attenzione verso le fonti di energia alternative e rinnovabili (in questo senso un ruolo significativo è giocato dai pannelli solari e fotovoltaici), ma implica anche la tendenza ad utilizzare elettrodomestici che consumino meno e a studiare dei metodi per non disperdere l’energia. A questo proposito, è molto utile coibentare le pareti e isolare termicamente gli edifici, grazie a degli speciali serramenti e muratura in mattoni che permettano di non disperdere il calore e, di conseguenza, di limitare l’utilizzo di condizionatori e di impianti di riscaldamento, che contribuiscono in modo notevole all’inquinamento atmosferico.

Se seguissimo tutti questi ed altri principi della bioarchitettura, i vantaggi non solo per l’ambiente, ma anche per il nostro benessere e per il nostro portafoglio sarebbero di sicuro numerosi.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – posizionamento naturale

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Cersaie, evento leader nel settore della ceramica e dell’arredo bagno

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  • 8 Novembre 2010

Si è appena concluso, a Bologna, Cersaie, ossia il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno.

Cersaie, che da anni porta nel capoluogo emiliano moltissimi espositori di ceramiche, arredamenti e accessori bagni, ha avuto anche quest’anno un notevole successo, a dispetto della crisi che ha colpito vari settori industriali. Tutti gli spazi espositivi, tanto per cominciare, sono stati occupati, e non si parla di spazi esigui, ma di ben 176.000 metri quadrati di superficie espositiva. Ad occupare questi spazi, oltre 1000 espositori provenienti da 33 pesi diversi. Anche sul fronte visitatori si sono avuti dei risultati positivi, pressoché immutati (senza diminuzioni, anzi con un leggero aumento dello 0,2%), rispetto al 2009, per quanto riguarda il numero totale di visitatori. A cambiare leggermente sono state, invece, le percentuali relative a numero di visitatori italiani e stranieri: mentre sono aumentati, rispetto al 2009, i visitatori provenienti dall’estero (quasi 25.000, con un aumento del 7,9%), è diminuita la percentuale dei visitatori italiani (circa 58.000 presenze, per un calo del 4,25%). Tale calo nella presenza dei visitatori italiani potrebbe essere spiegato dall’inserimento, nel programma dell’edizione del 2009, della lectio magistralis tenuta da Renzo Piano, che aveva ovviamente attirato un gran numero di visitatori. D’altra parte il successo ottenuto dalla ventottesima edizione di Cersaie non deve stupire: si tratta infatti di uno degli eventi leader a livello mondiale per quanto riguarda il settore della ceramica, e i buoni risultati ottenuti anche in quest’annata difficile non fanno che confermare la centralità della fiera e la sua importanza a livello internazionale.

Come detto, Cersaie è evento leader per quanto riguarda la ceramica, ma è un punto fermo anche per il settore dell’architettura e dell’arredo per il bagno, ed è dunque il luogo ideale per tenersi aggiornati sui tutte le novità del settore, dalla più moderna cabina doccia idromassaggio ai caminetti per interni. Negli spazi espositivi della fiera trovano posto diversi settori espositivi: innanzitutto, il settore delle piastrelle di ceramica, la regina dell’evento. I prodotti che rientrano in questa categoria sono davvero molteplici, dal cotto alle tegole ceramicate, dal gres porcellanato o rosso alla bicottura, dal clinker alla monocottura rossa o chiara, dal mosaico ai grigliati in ceramica. Un secondo settore della fiera è dedicato alle materie prime e alle attrezzature per prodotti ceramici, dai coloranti, smalti e fondenti ai prodotti per la serigrafia e le decalcomanie; si prosegue poi con il settore dedicato alle attrezzature e ai materiali per la posa e l’esposizione di prodotti ceramici, categoria che comprende macchine e attrezzi vari, adesivi, impermeabilizzanti e sigillanti, prodotti specifici per la finitura e il trattamento delle superfici e i mobili espositori. Una grande fetta della superficie espositiva è però dedicata, oltre che alla ceramica, all’arredamento e alle apparecchiature igienico-sanitarie: largo dunque ai box doccia Brianza, alle vasche idromassaggio, alla rubinetteria, ai mobili e all’oggettistica per il bagno, ma anche ai caminetti per interno, alle stufe in ceramica e alle cucine piastrellate.

Una vasta offerta, insomma, completata anche da un settore dedicato all’editoria tecnica e a numerosi eventi e mostre che rendono il programma della fiera sempre molto ricco e accattivante.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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L’importanza degli esami del colesterolo, dei trigliceridi e della glicemia

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  • 5 Novembre 2010

Il colesterolo e i trigliceridi, ossia i grassi contenuti nel nostro organismo, e la glicemia, ossia la concentrazione di glucosio nel sangue, devono essere tenuti sotto controllo.

Il colesterolo, i trigliceridi e il glucosio sono importanti per il nostro organismo: i trigliceridi e il glucosio sono delle fondamentali fonti di energia, mentre il colesterolo forma le membrane delle cellule, serve per sintetizzare degli ormoni della crescita, dello sviluppo e della riproduzione, e ha anche la funzione di formare gli acidi biliari che concorrono all’assorbimento intestinale dei grassi. I valori dei trigliceridi, del colesterolo e del glucosio devono però essere monitorati, magari effettuando un test glicemia, per evitare che apportino dei danni al nostro organismo.

Quando si parla di colesterolo, in particolare, si deve distinguere tra colesterolo cosiddetto “buono”, ossia il colesterolo HDL, che svolge un’importante funzione protettiva delle arterie, e il colesterolo VLDL o LDL, il colesterolo cattivo, che se presente nel nostro sangue in valori superiori alla norma può provocare l’ispessimento delle arterie, con conseguente perdita di elasticità e tono. Ciò significa che l’accumulo eccessivo di colesterolo nel nostro organismo (oltre i 200 mg per 100 ml di sangue) può aumentare il rischio di infarto e, a livello di sistema nervoso, di ictus. Per scongiurare tali pericoli, è opportuno sottoporsi a degli esami specifici per misurare la concentrazione di colesterolo nel sangue, e tenere sempre sotto mano un misuratore colesterolo, soprattutto se si è dei soggetti a rischio. L’esame del colesterolo permette di misurare il livello di colesterolo totale, quello del colesterolo buono e quello del colesterolo cattivo. Misurare il colesterolo è importante non tanto per diagnosticare, quanto per prevenire le malattie cardiovascolari, ossia la malattia coronaria, l’ictus celebrale e l’infarto miocardico. Naturalmente non basta sapere il valore di colesterolo nel sangue per avere delle risposte riguardo al rischio di essere colpiti da una di queste malattie: per valutare il rischio cardiovascolare bisogna avere un quadro d’insieme che comprenda anche i valori glicemici, della pressione arteriosa, dell’età, dello stile di vita e del livello dei trigliceridi nel sangue (a questo riguardo, potrebbe essere utile acquistare un misuratore trigliceridi).

Anche l’esame che misura la concentrazione di trigliceridi nel sangue, così come quello del colesterolo, è molto importante e utile. I trigliceridi, come pure il colesterolo, sono in parte prodotti dall’organismo e in parte assunti tramite l’alimentazione. Nel caso dei trigliceridi, la percentuale maggiore viene introdotta tramite la dieta: i trigliceridi assunti vengono poi accumulati nel tessuto adiposo e, in parte, nel sangue. Monitorare la presenza di trigliceridi nel sangue è fondamentale per valutare il rischio cardiovascolare dell’individuo, soprattutto nel caso di pazienti che soffrono di patologie cardiache.

Oltre ai grassi contenuti nel nostro organismo, bisogna tenere sotto controllo anche la presenza di zuccheri, in particolare del glucosio, che come detto è una fondamentale forma di energia per il nostro corpo. I livelli di glucosio nel sangue dipendono dall’equilibrio che si instaura tra zucchero derivante dai cibi assunti o dalle riserve corporee e zucchero che viene utilizzato dai vari tessuti. Se questo equilibrio si altera ci possono essere dei seri problemi, quali l’ipoglicemia e l’iperglicemia. L’esame della glicemia è dunque utile per appurare che non ci siano di tali problemi, ed è fondamentale anche per la diagnosi del diabete.

Per effettuare gli esami di colesterolo glicemia e trigliceridi è sufficiente un prelievo di sangue, ma per la glicemia può bastare anche un esame delle urine.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – lead generation

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Un Nuovo software per l’ingegneria finanziaria

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  • 4 Novembre 2010

Verona, 04/11/2010: Fermat Consulting SRL, società che opera nel campo della consulenza finanziaria, annuncia il lancio di Fairmat, una soluzione software gratuita che permette la modellazione di diverse tipologie di problemi di tipo finanziario in modo semplice e immediato. Il nuovo prodotto è pensato per rivoluzionare l’approccio alla valutazione finanziaria di contratti derivati e progetti d’investimento, sovvertendo gli elementi caratterizzanti il mondo dell’ingegneria finanziaria: estrema complessità, elevati costi e opacità delle procedure di valutazione.

Se pensate a un contratto finanziario, la prima parola che vi verrà in mente è complessità (o un suo sinonimo). Se poi cercate di dipanare questa complessità, comincerà di fatto la vostra “sfida” all’ingegneria finanziaria. E’ vero: i contratti più elementari li potete valutare con un foglio elettronico; per altri contratti occorre avere conoscenze di calcolo numerico e di programmazione; ma per quelli più complessi vi dovete affidate a software specialistici. E in ogni caso, dovete avere accesso a dati di mercato.

E’ facile intuire che più la complessità aumenta, più si rendono indispensabili competenze tecniche e risorse finanziarie. Questo è il modo in cui l’ingegneria finanziaria crea asimmetria informativa e conoscitiva, permettendo a chi ne sa di più o dispone di una strumentazione più sofisticata di conseguire un profitto a spese della controparte. Sorgono quindi criticità come quelle denunciate in due puntate di Report (“Il Banco vince sempre” e “Speculando s’impara” www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-799ec564-b717-4ffd-98f7-f02c006dbddd.html?p=0 ) in relazione ai contratti finanziari complessi sottoscritti dagli enti locali e dalle imprese con le banche. Uno potrebbe vedere in questo solo uno dei tanti modi in cui alcuni approfittano dell’ignoranza di altri. Tuttavia, i problemi legati alla gestione dei contratti derivati sono anche di natura sistemica. Per limitarsi all’Italia, la vicenda Italease è un esempio concreto di quanto la gestione della complessità dei derivati riguardi la solidità finanziaria ed economica di una banca. E a livello internazionale, la stabilità dei mercati finanziari è stata recentemente scossa da un uso senza controllo di contratti derivati complessi.

Il rivoluzionario approccio alla valutazione dei contratti finanziari proposto da Fairmat è un modo per risolvere questo tipo di problemi. Fairmat è un software che permette di modellare o replicare qualsiasi tipologia di contratto finanziario senza bisogno di scrivere routines di calcolo numerico. Ciò è ottenuto mediante un linguaggio grafico/algebrico intuitivo che consente di semplificare e scomporre i contratti nei loro elementi fondamentali. Le analisi elaborate dal software, come il calcolo del fair value e i profili di rischio inerenti il contratto, sono poi illustrate anche attraverso grafici di immediata comprensione (per altro utilizzati nelle due trasmissioni di Report a cui si faceva cenno sopra).

La licenza d’uso di Fairmat è multi-piattaforma (Windows, Linux e Mac OSX) ed è gratuita nella sua versione accademica (destinata a fini non commerciali) scaricabile direttamente dal sito www.fairmat.com.
Fermat Consulting SRL intende rilasciare a breve dei prodotti commerciali che faranno uso dei modelli generabili con Fairmat Academic e saranno integrabili con le principali basi di dati di mercato e gestionali. L’obiettivo è garantire ulteriori analisi, come ad esempio i test d’efficacia IAS, a costi di gran lunga inferiori alle soluzioni attualmente disponibili.

Infine Fairmat è un progetto aperto, nel senso che è estendibile nelle sue capacità di modellazione e analisi, mediante plug-ins o estensioni che possono essere contribuite da terze parti nei modi tipici del mondo open-source. La peculiarità modalità proposta da Fairmat sta nel fatto che agli sviluppatori di plug-ins open-source sarà destinata una percentuale dei ricavi generati dalla vendita delle licenze commerciali del software.
L’obiettivo finale è quello di mettere a disposizione di qualsiasi utente (studente, professionista, azienda, istituzione finanziaria o ente locale) la miglior pratica di mercato in un software che semplifica la complessità finanziaria.

Contatti:

FERMAT Consulting Srl
Str.ne San Fermo 21 – 37121 Verona
Tel. +39 045 8012030 – Fax. + 39 045 8011204
Web: http://www.fermatco.com – Email: [email protected]

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Uscite cinematografiche d’autunno

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  • 2 Novembre 2010

L’autunno è la stagione favorita dagli amanti del cinema. È con la fine dell’estate, infatti, che nelle sale arrivano le pellicole più attese della stagione.

Per qualcuno autunno fa rima con fine: la fine dell’estate, delle vacanze, delle giornate calde e spensierate, dei paesaggi verdi e rigogliosi, ma anche la fine dell’anno, che dall’autunno in poi sembra avvicinarsi sempre più in fretta. I cinefili, però, sanno bene che l’autunno è la stagione in cui il cinema comincia: è a partire da settembre, infatti, che escono le pellicole più succose, ed è in autunno che si può vedere giorno per giorno cosa danno oggi al cinema stando certi di trovare qualche bella novità.

Anche quest’anno, nonostante la crisi dell’industria cinematografica e i tagli fatti al mondo del cinema e della cultura in genere, l’arrivo dell’autunno ha portato con sé alcune uscite molto interessanti, a cominciare dal cinema italiano. In questi mesi sono uscite alcune pellicole nostrane molto attese, da “La solitudine dei numeri primi” a “Benvenuti al Sud”. Il primo film, presentato alla scorsa mostra del cinema di Venezia, evento che si svolge proprio sul finire dell’estate e che tiene dunque a battesimo diverse pellicole destinate a sbarcare a breve nelle sale cinematografiche, era attesissimo in quanto tratto da uno dei libri più conosciuti e apprezzati degli ultimi anni, quell’opera prima del giovane fisico Paolo Giordano che è stata a lungo in vetta alle classifiche di vendita riuscendo anche a vincere il Premio Strega. Non c’è dunque da meravigliarsi se l’omonimo film di Saverio Costanzo è stato atteso al varco dalla critica ma anche dai milioni di lettori che avevano amato il libro e che si erano affezionati ad Alice e Mattia, i due protagonisti della storia, interpretati nella trasposizione cinematografica da Alba Rohrwacher (già apprezzata per la sua interpretazione in molti altri films) e Luca Marinelli.

Anche “Benvenuti al Sud” si rifà ad un’altra opera, ma in questo caso non si tratta di una trasposizione da un libro, bensì di un remake di un incredibile successo francese, quel “Bienvenue chez les Ch’tis” (“Giù al Nord” nella versione italiana), che ha sbancato i botteghini d’oltralpe raccontando, con i toni tipici della commedia, i pregiudizi e le differenze tra sud e nord. Un’occasione troppo ghiotta per il cinema italiano, che con le “lotte” tra sud e nord del paese potrebbe produrre una serie infinita di storie e film, come infatti è già successo più volte (un esempio su tutti, “Totò, Peppino e la malafemmina”). Ed ecco che nelle sale è arrivato il bel film di Luca Miniero, con Claudio Bisio nei panni del nordico costretto a trasferirsi in un paesino in provincia di Napoli. Il successo del film, come pure la quantità di materiale offerta da un simile soggetto, ha convinto i produttori cinematografici a realizzare un’altra pellicola a parti invertite, con l’amico meridionale del personaggio interpretato da Bisio in trasferta al nord.

Anche sul fronte estero i film novità sono stati, e sono tuttora, molteplici: da “Inception” con Leonardo di Caprio al seguito, dopo 23 anni, di “Wall Street” di Oliver Stone, Hollywood sta mostrando i suoi assi nella macchina. E questi sono solo i primi film della stagione: da qui a Natale, per lo meno, altro periodo molto florido per quanto riguarda le uscite cinematografiche, al cinema ne vedremo di sicuro delle belle.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – indicizzazione ricerca

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Eventi legati al settore delle materie plastiche: Fakuma a Friedrichshafen

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  • 29 Ottobre 2010

Fakuma è una delle più importanti fiere a livello europeo, e probabilmente anche mondiale, per quello che riguarda il settore della lavorazione delle materie plastiche.

L’ultima edizione di Fakuma si è svolta nel 2009, e le aziende produttrici di stampi per materie plastiche e altri prodotti aspettano già con trepidazione la prossima edizione, che avrà luogo, come sempre, nei quartieri fieristici di Friedrichshafen, in Germania, dal 18 al 22 ottobre 2011.

L’ultima edizione della fiera è stata particolarmente importante non solo in quanto ha coinciso con il ventesimo compleanno dell’evento, ma anche per il successo che è riuscita ad ottenere nonostante il periodo di crisi che anche questo settore, come tanti altri negli ultimi anni, sta attraversando. I riscontri, infatti, sono stati estremamente positivi da parte dei visitatori, come pure degli espositori, che non hanno esitato a definire Fakuma come il motore economico di questo settore industriale. Anche gli espositori più scettici, quelli che si erano presentati alla fiera senza troppe aspettative, proprio a causa del difficile momento storico che stiamo attraversando, sono riusciti a concludere qualcosa di buono e hanno dunque dovuto ricredersi. In generale, possiamo però dire che la tendenza registratasi al Fakuma 2009 non è stata quella di una certa rassegnazione per il presente, bensì di un atteggiamento propositivo, volto a tracciare la strada già da ora per raggiungere, nel minor tempo possibile, una maggiore produttività ed una maggiore efficienza.

Per capire il successo ottenuto dall’edizione 2009 della fiera basta dare un’occhiata ad alcuni dei suoi numeri: per quanto riguarda i visitatori, è stata registrata un’affluenza di oltre 37.000 operatori del settore provenienti da oltre 90 paesi, che si sono dati appuntamento in Germania per raccogliere informazioni importanti riguardanti ogni aspetto del settore delle materie plastiche, dalla trasformazione alla rigenerazione materie plastiche. Dall’altre parte della “barricata” si sono presentati circa 1.500 espositori provenienti da oltre 30 paesi diversi, che con i propri stand hanno occupato lo spazio espositivo di circa 85.000 mq del quartiere fieristico di Friedrichshafen. Massiccia anche la presenza dei media, con circa 500 addetti stampa appartenenti alla stampa specializzata, ma anche a riviste di carattere economico e quotidiani, oltre che numerose emittenti radiofoniche e televisive, che nei giorni della fiera si sono stabilite in pianta stabile a Friedrichshafen. La scelta del luogo non è causale: Friedrichshafen si trova giusto nel cuore del mercato europeo delle materie plastiche, e si conferma come il punto di ritrovo ideale per le aziende e gli operatori del settore provenienti da tutti gli altri stati europei, e non solo.

Gli espositori che ad ogni edizione fanno domanda per partecipare alla fiera appartengono a diversi settori, tutti naturalmente legati al campo delle materie plastiche: dalla tecnologia dello stampaggio iniezione materie plastiche (Fakuma è sicuramente l’evento leader a livello mondiale in questo settore), alla tecnologia per l’estrusione e la termoforatura. E questi settori saranno ampiamente rappresentati anche nel corso della prossima edizione di Fakuma, che visto anche il successo della precedente edizione si preannuncia come un evento imperdibile. La fiera del 2011, ancor più di quella del 2009, si pone come obiettivo quello di fornire interessanti novità nel campo delle materie plastiche, e di dare alle aziende alcuni strumenti per capire come risollevarsi da questo periodo di crisi. A tale scopo, il programma della fiera sarà più che mai arricchito da dibattiti, laboratori e convegni.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – posizionamento siti

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Vacanze all’aria aperta: il cicloturismo

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  • 28 Ottobre 2010

Sempre più persone decidono di passare le proprie vacanze in bici, dedicandosi ad una delle attività più in voga del momento: il cicloturismo.

Le vacanze in bici appassionano un numero sempre crescente di persone. Merito anche dei recenti incentivi statali, che hanno fatto crescere in modo esponenziale la vendita di biciclette da corsa, mountain bike e così via, ma soprattutto dell’esigenza che sempre più persone sentono di dedicarsi ad un’attività a contatto con la natura, in un ambiente pulito e tranquillo, per staccarsi dal caos, dallo stress, dalla sedentarietà e dall’inquinamento delle nostre città e delle nostre vite.

I vantaggi delle vacanze in bicicletta sono tanti: come altri tipi di vacanze sportive, permettono di divertirsi facendo dell’attività fisica, che non fa mai male, e passando del tempo all’aria aperta, ma al contrario di altri tipi di vacanze magari più avventurose, il cicloturismo può essere affrontato pressoché da tutti, in primis dalle famiglie con bambini a carico, i primi a divertirsi e ad apprezzare una piacevole divagazione all’aria aperta, lontani dagli ambienti chiusi e dagli spazi limitati cui ci costringono le nostre città. Una vacanza in bici, inoltre, spesso risulta più economica di un altro tipo di vacanza, e permette di allontanarsi dagli usuali itinerari turistici che calamitano orde di persone.

Gli appassionati di bici possono scegliere tra diverse piste ed itinerari, itinerari che come detto sono percorribili anche dalle famiglie e da chi non è propriamente un campione, anche se esistono comunque dei percorsi cosiddetti “fuoripista” percorribili magari con una mbk. I più avventurosi possono scegliere l’opzione fai da te, tenendo però presente che bisogna accollarsi ogni aspetto dell’organizzazione, dalla scelta del percorso al pernottamento, ma chi vuole andare sul sicuro può rivolgersi ad una delle numerose agenzie o associazioni che si occupano di organizzare questi tipi di viaggi, e che assicurano tutti i servizi di cui un cicloturista ha bisogno, fornendo assistenza nel suggerire gli itinerari, nell’indicare le strutture selezionate, nell’effettuare il trasporto bagagli, in certi casi nel noleggiare le bici e così via.

Moltissimi sono i percorsi praticabili in Italia e in tutta Europa. In Italia, in particolare, alcuni degli itinerari più apprezzati si trovano in Trentino, una regione in cui esiste una vera e propria cultura delle due ruote: con 400 chilometri di piste ciclabili, treni, bus e navette pensati per ospitare i ciclisti con la propria bici (per un costo aggiuntivo di appena un euro) e un paesaggio che sicuramente invita a stare all’aria aperta, il Trentino è sicuramente una delle mete ideali per gli amanti della bicicletta. Tra le piste da consigliare, ci sono la Valsugana (50 km da San Cristoforo fino al confine con la provincia di Vicenza), la Val di Sole (una pista che segue il percorso del torrente Noce, lungo 35 km attraverso boschi e borghi pittoreschi) e, per chi se la sente di affrontare un percorso un po’ più impegnativo, la pista ciclabile delle Dolomiti di Fiemme e Fassa, strutturata sulla strada famosa per ospitare, nella stagione invernale, la Marcialonga.

Se volete fare una vacanza un po’ diversa, economica, divertente e a contatto con la natura, scegliete uno di questi o dei tanti altri percorsi sparsi nel territorio nazionale (o anche all’estero), armatevi di una buona bici donna o uomo e preparatevi a vivere una bellissima avventura!

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – esempio piano marketing

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L’iPad, l’ultimo nato in casa Apple

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  • 27 Ottobre 2010

L’anno che sta ormai per concludersi ha portato con sé una delle più interessanti novità nel campo dell’elettronica e della tecnologia: l’ipad.

All’inizio dell’anno tutti i siti e i blog specializzati in notizie computer hanno riportato la notizia della presentazione dell’iPad, uno strumento nuovo e innovativo. La presentazione ufficiale del tablet computer prodotto dalla Apple ha avuto luogo, più precisamente, il 27 gennaio del 2010 sul palco dello Yerba Buena di San Francisco per mano di Steve Jobs, il presidente della Apple, che durante una conferenza della compagnia ha mostrato il nuovo prodotto ad un gruppo selezionato di 600 tra analisti e giornalisti provenienti da tutto il mondo. La presentazione dell’iPad ha avuto luogo dopo un’intensa campagna mediatica, che aveva stimolato la curiosità degli appassionati di tecnologia ed elettronica facendo trapelare solo qualche indiscrezione, ma nessuna notizia certa. Con la presentazione ufficiale del prodotto è stato svelato l’arcano, e tutto il mondo ha potuto prendere visione del nuovo prodotto della Apple, del suo schermo da 9,7 pollici multi-touch, del suo display a cristalli liquidi e delle sue varie funzioni. Tra queste, la navigazione web, l’invio di e-mail, la lettura di e-book, di quotidiani e riviste online, la visione di filmati, video e foto, l’ascolto di musica e così via.

Questo piccolo gioiello della tecnologia, pensato per una diffusione a largo raggio, è stato venduto, nei primi tre mesi di commercializzazione, in circa 3 milioni di esemplari. Il successo ottenuto dall’iPad ha fatto sorgere in molti il dubbio che questo nuovo prodotto potesse soppiantare in toto i pc, invadendone il mercato, ma dai primi dati relativi alla vendita di iPad e PC sembra che la tendenza dominante non sia tanto quella della sostituzione del vecchio PC col suo derivato più moderno, quanto quella di un affiancamento dei due strumenti. Il 90% degli iPad venduti, infatti, andrebbe ad aggiungersi, senza sostituire, gli articoli tecnologia più “antichi” già presenti nelle case dei consumatori. Questo, almeno, è quanto emerge dall’”iPad Owner Survey”, uno studio condotto dalla società Npd allo scopo di analizzare l’impatto che l’innovativa tavoletta ha avuto sul mercato dei computer. I dati raccolti evidenziano come solo nel 13% dei casi l’iPad abbia sostituito il pc, mentre gli e-book reader sono stati rimpiazzati completamente dal nuovo derivato tecnologico nel 24% dei casi. Un altro dato interessante riguarda la relazione tra possessori di iPad e possessori di altri prodotti della Apple: il 48% di coloro che hanno acquistato la tavoletta erano già aficionados del Mac, mentre il 38% possiede anche un iPhone.

Tornando alla sfida tra iPad ed altri strumenti tecnologici, probabilmente la competizione avrà luogo tra iPad ed altri dispositivi simili, quali i netbook, i notebook e gli e-reader, e in un prossimo futuro tra iPad e altri tipi di tablet. L’iPad può essere infatti considerato come un prodotto pioniere di un nuovo mercato che in futuro non farà che espandersi, per opera di altre aziende concorrenti.

Il primo decennio del nuovo millennio sta per finire, prepariamoci dunque ad un nuovo decennio che, con tutta probabilità, e in misura ancora maggiore rispetto a quello passato, porterà novità sul fronte tecnologico.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – piano marketing territoriale

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La nascita di Champions ed Europa League

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  • 25 Ottobre 2010

La Champions League e l’Europa League stanno ormai entrando nel vivo. Ma quanti conoscono veramente le origini di questi due tornei per club?

La Champions League e l’Europa League sono le due competizioni calcistiche più importanti a livello di club europei, e milioni di appassionati di calcio in tutta Europa seguono le gesta della propria squadra del cuore non perdendo nessuna delle partite Europa League e Champions League. Una passione contagiosa, da paragonare a quella che spinge i tifosi europei a seguire le partite dei tornei nazionali, anche se la storia dei tornei internazionali ebbe inizio un po’ più tardi. La storia delle competizioni europee non comincia con la storia del calcio, né con i primi tornei nazionali, e l’idea di dar vita ad un torneo che coinvolgesse squadre appartenenti a nazioni diverse cominciò a balenare soltanto negli anni Cinquanta del Novecento, in particolare nel 1954. Risale a quell’anno una vivace disputa tra alcuni giornali francesi per determinare quale fosse la squadra europea più forte tra Real Madrid, Milan, Honvéd e Arsenal, le allora capolista rispettivamente in Spagna, Italia, Ungheria e Inghilterra. Mosso da questo dibattito, il quotidiano francese L’Équipe propose alla FIFA e all’UEFA di dar vita ad un torneo cui partecipassero i più forti team europei, e qualche tempo dopo, anche grazie all’interessamento dei dirigenti di molte società, il campionato tra club europei venne organizzato davvero, facendo nascere nei calciofili l’interesse per le informazioni calcio estero.

La prima partita della Coppa dei Campioni d’Europa (questo l’iniziale nome ufficiale della competizione) venne giocata il 4 settembre 1955 tra lo Sporting Lisbona e il Partizan Belgrado, e i primi vincitori furono gli spagnoli del Real Madrid. Inizialmente si trattava di un torneo diverso da quello che conosciamo ora, un torneo che prevedeva la partecipazione di una sola squadra per nazione (indicata dalle singole federazioni, che non erano tenute a scegliere necessariamente la squadra campione del torneo nazionale), e che sfruttava il meccanismo dell’eliminazione diretta. Con gli anni le regole della Coppa dei Campioni sono cambiate, come pure la denominazione stessa del torneo, il cui nome ufficiale è dalla stagione 1992-1993 UEFA Champions League.

Ancora più recente è l’origine della seconda competizione europea, ossia l’Europa League, che fino alla passata stagione era chiamata Coppa UEFA. L’allora Coppa UEFA venne istituita nel 1971, prendendo l’eredità della Coppa delle Fiere, competizione disputatasi tra il 1955 e il 1971. Rispetto alla Coppa dei Campioni, ma anche alla Coppa delle Coppe, la Coppa UEFA prevedeva la partecipazione di un numero maggiore di squadre, squadre che nei rispettivi campionati nazionali si erano classificate dietro a quelle che potevano partecipare alla Coppa dei Campioni. La prima squadra ad aggiudicarsi il torneo fu il Tottenham. Anche l’Europa League, come la Champions League, ha subito dei cambiamenti nel corso della sua storia; negli ultimi anni, in particolare, in concomitanza con l’allargamento della Champions League a più squadre, è stata notevolmente ridimensionata. Questo però non è andato a discapito del successo di tale competizione, che resta comunque un torneo blasonato, un torneo che attira molti spettatori e al quale le squadre sono onorate di partecipare. D’altra parte, segnare in Europa League, come fare un gol Champions League, è un’emozione unica per un giocatore, ma anche per il tifoso che guarda dagli spalti o dal salotto di casa.

Perché anche se si tratta di competizioni dalla storia relativamente recente, che hanno subito un ridimensionamento negli anni, i palcoscenici calcistici europei sanno sempre galvanizzare giocatori e tifosi.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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Quest’anno i regali di Natale fateli per tempo!

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  • 21 Ottobre 2010

Mancano ancora un paio di mesi a Natale, ma per non farsi cogliere impreparati, e per calcolare bene le spese, è già tempo di pensare ai regali.

Natale, il periodo dell’anno in cui tutti sono più buoni, in cui si torna in famiglia, in cui si cominciano a fare i buoni propositi per il nuovo anno … possiamo continuare a raccontarci questa favoletta natalizia, o più cinicamente (ma anche con meno ipocrisie) possiamo affermare che il Natale è soprattutto il periodo dei regali, delle luci, delle vacanze, insomma del consumismo imperante. Non che ci sia niente di male, anzi: a volte ricevere e fare dei regali particolari può essere quasi terapeutico.

Ricevere un regalo, anche se piccolo, anche se economico, dovrebbe essere sempre un piacere. Anche farlo può essere piacevole, ma in certi casi può essere anche uno stress, soprattutto se le idee scarseggiano e i soldi pure. Di questi tempi non sono molte le famiglie che riescono a mettere da parte un bel gruzzoletto da poter spendere in regali di Natale, e spesso pur di comprare un pensierino per tutti senza spendere troppo si rischia di acquistare degli oggettini che spesso non sono proprio azzeccati, e che finiscono per essere soldi buttati via per chi li fa, e oggetti inutili per chi li riceve. Anche il fattore tempo spesso contribuisce all’acquisto di regali sbagliati: scagli la prima pietra chi, almeno una volta, non si è trovato a fare tutti i regali il weekend precedente il 25 dicembre, ricorrendo alla famigerata corsa agli acquisti dell’ultimo momento, con centri commerciali strapieni, scaffali in disordine, strade intasate e gente in febbrile movimento e perennemente stressata. Non la condizione ideale per pensare ai destinatari dei nostri regali, ai loro gusti, desideri ed esigenze … pur di sbrigare la pratica in fretta, si finisce per fare regali un po’ a caso.

Per fare dei regali Natale economici, pensati e possibilmente non troppo dispendiosi è dunque meglio muoversi per tempo, e nei ritagli di tempo cominciare a dare già un’occhiata alle vetrine, drizzare le orecchie prestando attenzione ai possibili messaggi subliminari che ci potrebbero mandare i nostri amici e parenti, comparare i prezzi, calcolare il budget di cui vogliamo e possiamo disporre per gli acquisti natalizi, e scegliere con calma i regali per i nostri cari, uno per uno, evitando frettolosi quanto inadatti acquisti di massa. Un altro vantaggio degli acquisti di Natale “anticipati” è che ci danno il tempo di pensare anche a dei regali personalizzati, in sostituzione dei soliti articoli preconfezionati e tutti uguali. Se non ci fa paura sporcarci le mani, e soprattutto se siamo ben consapevoli di avere una manualità tale da permetterci di evitare di fare troppi danni, possiamo costruire qualcosa con le nostre manine (in questo modo si può anche risparmiare un po’ e al contempo dimostrare al destinatario del nostro dono che siamo disposti a “sprecare” un po’ del nostro tempo per lui o lei), altrimenti possiamo rivolgerci a chi le cose le sa fare davvero. Un’idea? Dato che siamo alla fine dell’anno, un calendario con foto o immagini che sappiamo essere gradite al destinatario può essere un regalo azzeccato, o ancora possiamo far stampare delle magliette con delle scritte particolari e così via.

Un po’ di fantasia, un po’ di tempo, e il regalo, senza spendere troppo, è fatto.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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La sala da pranzo: una fortuna per chi ce l’ha

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  • 19 Ottobre 2010

Non molte sono le case moderne ancora dotate di sala da pranzo. Chi ha la fortuna di avere questa stanza, però, deve sapere come valorizzarla al meglio.

Le dimensioni delle case sono molto cambiate rispetto al passato, e se fino a qualche tempo fa molte erano le famiglie che progettavano la propria villetta o casetta con varie stanze, al giorno d’oggi la tendenza è quella di andare ad abitare in appartamenti o addirittura miniappartamenti. Una delle conseguenze è che alcune stanze, che prima facevano parte del “corredo” di molte abitazioni, stanno scomparendo. È il caso, per esempio, della cantina, dello studio, della terza stanza da letto, e soprattutto della sala da pranzo. Eppure la sala da pranzo può essere uno spazio molto importante all’interno di ogni casa, e se arredata con mobili moderni particolari o complementi d’arredo arte può diventare il centro della vostra abitazione.

La sala da pranzo era uno spazio importante in passato anche perché quello del pranzo era un rito cui nessuna famiglia si sottraeva: attorno al tavolo della sala da pranzo si riunivano la mamma, che magari nel corso della mattinata aveva cucinato il pranzetto, il papà che tornava dal lavoro per la pausa pranzo e i figli di ritorno da scuola. Al giorno d’oggi molte sono le persone che non tornano a casa per la pausa pranzo, preferendo mangiare qualcosa in velocità nei pressi del posto di lavoro o direttamente nella mensa aziendale. Anche per questo motivo la sala da pranzo ha perso la propria importanza all’interno della casa, e di fronte alla necessità che molte famiglie hanno di ridurre gli spazi nei quali abitano, viene sempre più spesso eliminata, o agglomerata al salotto o alla cucina. In case o appartamenti abbastanza spaziosi, però, la sala da pranzo è più che mai utile, e anche se si è persa l’abitudine di pranzare tutti insieme a mezzogiorno, disporre di una sala da pranzo può essere molto utile per organizzare cene o festicciole, o ancora per accogliere gli ospiti. In ogni caso, quando si scelgono arredamento mobili e complementi d’arredo di una sala da pranzo bisogna tenere in considerazione alcuni fattori fondamentali.

Innanzitutto, la sala da pranzo dovrebbe essere vicina alla cucina o collegata ad essa tramite un passavivande. Altro fattore da tenere presente, se si pensa di progettare una casa con una sala da pranzo, sono le dimensioni della stanza: bisognerebbe avere a disposizione almeno 12-16 mq, per permettere ad almeno sei commensali di muoversi liberamente. Archiviato il fattore spazio, si può pensare all’arredo della stanza vero e proprio: quando si parla di arredamento tavoli e sedie sono evidentemente gli elementi fondamentali. Per quanto riguarda le sedie, c’è chi preferisce sceglierle dello stesso stile del tavolo, ma non si tratta di una scelta necessaria: l’importante è che siano comode, magari dotate di braccioli o sedute imbottiti, per favorire la funzione anche aggregante, e non solo mangereccia, della sala da pranzo. Per dare un tocco di originalità alla stanza potete indirizzarvi, per esempio, verso sedie colorate, che di questi tempi vanno molto, anche in contrasto con lo stile minimal e tendenzialmente bianco di molte case moderne. Per la scelta del tavolo, a seconda che preferiate mobili antichi o moderni, potete scegliere tra diversi stili e materiali. Tenete presente, in linea di massima, che il tavolo viene posto al centro della stanza, e che un tavolo rotondo è particolarmente adatto per spazi di dimensioni ridotte, come pure i tavoli estensibili, che all’occorrenza si possono accorciare o allungare.

Per completare la vostra sala da pranzo, potete infine sbizzarrirvi con tovaglie, posate e stoviglie originali o con altri complementi d’arredo, per rendere la stanza il più accogliente possibile.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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Cucine per tutti i gusti e per tutte le esigenze

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  • 15 Ottobre 2010

La cucina è una delle stanze più importanti della casa. Ecco qualche consiglio per progettare e scegliere la vostra cucina nel miglior modo possibile.

La prima cosa cui bisogna pensare, quando si comincia a progettare una cucina, è la tipologia che si vuole scegliere. Le cucine si dividono infatti in diverse categorie: cucine in muratura, cucine componibili, cucine con mobili su misura e cucine freestandig. I prezzi cucine componibili e di qualsiasi altro tipo di cucina possono variare anche di molto, quindi indipendentemente dal budget che avete a disposizione potete scegliere il tipo di cucina che preferite.

Una volta scelta la tipologia di cucina cui ci si vuole indirizzare, bisogna pensare a come disporre i mobili all’interno della stanza. Per fare ciò, bisogna ovviamente prendere in considerazione degli elementi fondamentali, ossia lo spazio che si ha a disposizione, la posizione dei serramenti e quella delle prese, degli attacchi alla corrente e degli scarichi. Da queste variabili a volte può dipendere anche la scelta della tipologia della cucina stessa: se lo spazio che abbiamo a diposizione è difficile da arredare, infatti, potremmo trovarci di fronte alla scelta obbligata di optare per delle cucine con mobili su misura, o magari per cucine muratura moderne o classiche. Una volta analizzato lo spazio a disposizione e la posizione di prese e scarichi, possiamo scegliere la composizione dei mobili della cucina. A seconda di come vengono disposti i mobili e gli elettrodomestici, infatti, si può parlare di cucine lineari (con mobili lungo una sola parete), cucine a due linee (con mobili lungo due pareti parallele), cucine ad angolo (con mobili lungo due pareti contigue), a tre linee (con mobili lungo tre pareti contigue) e con isole e penisole.

Esistono anche delle cucine cosiddette “speciali”, pensate per rispondere a delle particolari esigenze. Esigenze di spazio, per esempio: nelle nostre città abbondano ormai miniappartamenti e monolocali, nei quali lo spazio a disposizione è a dir poco limitato, e una cucina “normale” potrebbe non essere adatta a degli spazi così ridotti. Ecco che alcuni produttori di cucine hanno pensato di mettere in commercio delle mini-cucine, ossia dei miniblocchi nei quali si trovano tutti gli elementi indispensabili di una cucina, magari in scala ridotta rispetto alle cucine tradizionali: dal lavandino al forno, dal piano cottura alla dispensa, dal frigo alla minilavastoviglie, le minicucine contengono tutto il necessario. Un altro tipo di cucine speciali è costituito dalle cucine a scomparsa, la scelta ideale per gli spazi multifunzione, come i monolocali o gli open space, nei quali a volte c’è l’esigenza di nascondere gli elettrodomestici o altri elementi della cucina. Quando si realizza una cucina, oltre ad esigenze di spazio, ci possono essere anche delle esigenze estetiche. Per questo motivo esistono le cucine multimediali, che con i loro inserti tecnologici trasformano la cucina in qualcosa di più, un uno spazio per il relax o per accogliere gli ospiti.

La scelta della cucina, infine, non può prescindere dalle preferenze che ognuno di noi ha in fatto di stile. Se abbiamo una casa in campagna che vogliamo arredare in modo che sia in armonia con l’ambiente circostante, per esempio, possiamo optare per delle cucine rustiche o country, mentre se per la nostra casa preferiamo un altro tipo di arredamento cucine moderne, contemporanee o hi-tech possono fare al caso nostro. Per non sbagliare, e per dare alla nostra casa uno stile neutro, ma sempre apprezzabile, possiamo infine puntare su delle cucine dallo stile classico.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – posizionamento motori

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Differenze tra linguaggi specialistici e lingua quotidiana

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  • 14 Ottobre 2010

I linguaggi specialistici, da quello economico a quello medico, possono sembrare come delle vere e proprie lingue straniere ai più.

I linguaggi specialistici, ossia quei linguaggi utilizzati in determinati ambiti, possono spesso lasciare basiti coloro che non fanno parte di quel dato settore, e che si trovano ad ascoltare discorsi pressoché incomprensibili. Prendiamo ad esempio il linguaggio economico, che con termini quali risk assessment, real otpion valuation e così via può sembrare oscuro anche ad un madrelingua inglese che non mastica economia proprio tutti i giorni.

I linguaggi specialistici hanno delle particolari caratteristiche, da ricercare per lo più a livello di lessico, ma non solo, e che li distinguono dal modo di parlare quotidiano che tutti conosciamo. Come detto, le differenze maggiori tra linguaggi specialistici e lingua comune riguardano la sfera lessicale: come spiegato da Gotti, i linguaggi specialistici sono caratterizzati da un lessico specifico che non coincide con quello utilizzato per discorsi di carattere generale. Ciò si deve alla specificità dei contenuti e delle conoscenze condivise da chi fa parte di un determinato settore, e anche se ai non addetti ai lavori i linguaggi specialistici possono sembrare ostici e oscuri, in realtà la loro funzione è di tutt’altra natura: i linguaggi specialistici nascono dall’esigenza di comunicare in maniera più precisa e puntuale, cercando di essere il più possibile trasparenti e chiari. Naturalmente tale chiarezza e trasparenza viene percepita solo da chi si occupa di una determinata materia, e non c’è quindi da stupirsi quando, in ambito economico, per citare uno dei campi in cui il linguaggio è più tecnico e specialistico, si parla di straddle options pricing o asian options pricing chi non è avvezzo al linguaggio economico può capire ben poco di ciò di cui si sta parlando, mentre gli addetti ai lavori comprendono subito ciò cui si riferisce, dato che un’altra caratteristica dei linguaggi specialistici, oltre alla trasparenza e alla precisione, è la monoreferenzialità, caratteristica per la quale in un determinato contesto c’è un unico significato attribuibile ad un dato termine. Caratteristica questa che differenzia in modo evidente i linguaggi specialistici dal linguaggio comune, nel quale una parola può avere più significati e connotazioni diverse a seconda del contesto e dell’uso che se ne fa.

Abbiamo parlato delle caratteristiche a livello lessicale dei linguaggi specialistici, ma il lessico non è l’unica sfera in cui ricercare le peculiarità di questi tipi di linguaggi. Ci sono delle differenze tra linguaggio quotidiano e linguaggi specialistici anche a livello sintattico, per esempio: nei linguaggi specialistici c’è una maggiore tendenza alla sinteticità, che si traduce sul piano sintattico nell’omissione di elementi frasali, in un maggiore utilizzo di forme verbali non finite, in un maggiore ricorso alla nominalizzazione, nell’uso del passivo e della premodificazione nella lingua inglese e così via. Tutte queste particolarità dei linguaggi specialistici contribuiscono a creare delle altre caratteristiche di questi tipo di linguaggio: il frequente uso del passivo, per esempio, rende il tono del discorso neutro, non personale, e la non emotività è appunto una delle caratteristiche principali dei linguaggi specialistici.

Gli ambiti in cui si utilizzano dei linguaggi specialistici sono davvero molti, da quello economico-finanziario, che comprende anche molti termini prestati dall’inglese come basket options pricing o binary options pricing, a quello medico, da quello sportivo a quello informatico… d’altro canto il linguaggio è ciò che siamo, ciò che ci identifica in quanto esseri umani e che ci distingue dalle altre specie, ed è nomale che esistano tanti linguaggi quanti sono gli ambiti del sapere umano.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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Sigep: il salone della gelateria, della pasticceria e della panificazione artigianali a Rimini

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  • 12 Ottobre 2010

Si svolge ogni anno a Rimini Sigep, il salone internazionale della gelateria, pasticceria e pianificazione artigianali.

Golosi d’Italia e del mondo a rapporto: tra il 22 e il 26 gennaio si svolgerà a Rimini Sigep, ossia uno dei maggiori eventi dedicati al mondo della gelateria, della pasticceria e della panificazione artigianali. Accanto agli stand dedicati alle aziende produttrici di attrezzatura per ristorazione ci saranno moltissimi spazi in cui a farla da padroni saranno il gelato, innanzitutto, e poi la pasticceria, il caffè, il pane e la pizza. Un evento da leccarsi i baffi, in tutti i sensi, per quanti lavorano in questo goloso settore, e che vedono nella fiera un’occasione unica per tenersi aggiornati sulle ultime novità del settore.

Forte di una lunga e gloriosa storia, Sigep non ha certo bisogno di presentazioni. Conosciuta in tutto il mondo, e non solo in Italia, come uno degli eventi imperdibili per quanto riguarda il settore della ristorazione, la fiera di Rimini si prepara a festeggiare la sua 32ª edizione. Punto di riferimento soprattutto per quanto riguarda la gelateria artigianale (in questo settore è considerata come la prima fiera a mondo), edizione dopo edizione Sigep sta diventando una vetrina sempre più importante a livello internazionale anche per quanto riguarda la panificazione. Gelato, pane e pizza, si sa, sono prodotti prettamente italiani, e non è un caso che una delle fiere più importanti legate a questi settori si svolga proprio nel Belpaese.

Moltissimi sono gli espositori presenti alla fiera, e vari sono anche i settori rappresentati: dalle aziende produttrici di mensole cucina su cui far lievitare il pane alle aziende torrefattici, dalle aziende specializzate nel campo degli ingredienti usati in pasticceria a quelle fornitrici di servizi specifici per questi settori. La sezione del gelato è quella più antica e famosa della fiera, e nei padiglioni della fiera di Rimini si registra la più grande concentrazione al mondo di aziende legate a tale settore. La sezione dedicata alla pasticceria non è certo da meno: presente da 30 anni alla fiera, riesce ad attirare moltissime aziende sia italiane che dall’estero. Da segnalare, in particolare, Choco Sigep, settore dedicato alle aziende produttrici di cioccolato e di macchinari usati per la lavorazione di questo prodotto divino. A completare l’offerta di Sigep, la sezione dedicata alle bevande calde e in particolare al caffè e quella dedicata al pane e alla pizza.

Gelateria, pasticceria, pane e caffè vengono celebrati all’interno di Sigep non solo tramite l’esposizione di molti prodotti, dagli armadi frigoriferi alle attrezzature per pizzerie, ma anche con numerosi eventi ad essi dedicati. Durante la fiera si svolge il Campionato Italiano Assoluto di Gelateria, cui partecipano tutte le associazioni di gelatieri italiane, e dalla prossima edizione Sigep sarà anche teatro del Campionato Mondiale di Pasticceria Juniores, che vedrà la partecipazione di 10 squadre provenienti da altrettanti paesi diversi, e del Campionato Italiano di Pasticceria. Per quanto riguarda il mondo del caffè, da non perdere il Seminario Professionale sul Caffè in Pasticceria e nella Ristorazione, mentre per il settore del pane e della pizza imperdibile è la Sigep Bread Cup, il campionato internazionale della panificazione, con 10 squadre provenienti da diversi paesi a sfidarsi cimentandosi in diverse prove.

Se lavorate nel settore della gelateria, della pasticceria e della panificazione artigianali Sigep è l’occasione ideale per unire il piacere al dovere.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – campagne pay per click

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I rischi di chi lavora col pc: perdita dati e virus

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  • 12 Ottobre 2010

I continui progressi che si verificano nel campo dell’informatica certamente ci facilitano la vita. A volte, però, creano anche dei problemi che prima non c’erano.

Nell’epoca in cui viviamo siamo ormai abituati ad archiviare dati e documenti di vario tipo nel nostro pc e su supporti digitali, un sistema di archiviazione veloce ma non del tutto privo di rischi, se è vero che il recupero dati pen drive e da altri supporti è una delle attività fondamentali per privati e aziende. L’archiviazione di dati e documenti in versione cartacea presenta di sicuro degli inconvenienti, dalla deperibilità della carta al grande volume che pile e pile di fogli possono occupare, per non parlare poi dei danni ambientali derivanti dall’abbattimento di alberi per produrre carta e della difficoltà di trovare, in mezzo a montagne di documenti, proprio quello che stiamo cercando.

L’informatica e i sistemi di archiviazione digitale hanno sicuramente ovviato a molti di questi inconvenienti: se un tempo si aveva bisogno di scaffali su scaffali per archiviare documenti e dati importanti, adesso si può tenere tutto nel proprio pc, o in una memoria esterna, e anche la consultazione risulta, nella maggio parte dei casi, molto più veloce ed immediata, con un minore rischio di confondere i documenti archiviandoli nel settore sbagliato e, di conseguenza, di non trovare subito quello che si cerca. Nemmeno i sistemi di archiviazione digitale, però, sono infallibili, e se da una parte è vero che la cara vecchia carta è un materiale altamente deperibile, non si può dire che i dati salvati su supporti digitali non possano rischiare di andare persi. Un computer, un disco rigido, una memoria esterna si possono infatti guastare, possono venir rubati o danneggiati, e il rischio di perdere il proprio lavoro, o semplicemente le proprie foto e altri documenti personali, è sempre presente. In questi casi ci si può rivolgere certamente a delle aziende specializzate in recupero dati e consulenza software Arezzo e in tutte le altre città, ma non sempre si ha la sicurezza assoluta di poter salvare tutti i dati e i documenti.

Per capire quanto il problema sia sentito, e quanto si temi che i sistemi di archiviazione digitale non siano affidabili al cento per cento, basta dare un’occhiata ai dati relativi al consumo di carta negli uffici e in ambito privato: ogni anno nel mondo si consumano 280 milioni di tonnellata di carta e 56.000 miliardi di fogli A4, gran parte dei quali vengono usati negli uffici. Tali cifre, inoltre, non sono in calo ma in aumento, come a dire che ai continui progressi nel campo dell’informatica e del digitale non corrisponde un minor consumo di supporti cartacei. In molti casi i documenti che vengono archiviati o spediti tramite email non rimangono solo nei pc, ma vengono anche stampati, e spesso capita che su questi fogli di carta vengano scritti degli appunti o evidenziati dei passaggi, per esempio, mentre i documenti salvati nel computer non ricevono lo stesso trattamento, e le varie scartoffie vengono quindi tenute ed archiviate.

A spaventare chi lavora col computer, ma anche chi lo usa in ambito privato, sono anche i virus, che possono compromettere il pc stesso e i documenti in esso salvati. La vendita software antivirus è in continuo aumento, come pure i centri di assistenza hardware software Arezzo e in tutte le altre città italiane e del mondo, dei centri che possiamo descrivere come un vero e proprio pronto soccorso del computer, cui rivolgersi quando anche i più moderni ritrovati tecnologici fanno le bizze.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – e-mail marketing

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Milano Sposi: consigli e idee originali per il vostro matrimonio

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  • 7 Ottobre 2010

Si svolge in ottobre al Mediolanum Forum di Assago Milano Sposi, una delle più importanti fiere italiane dedicate al mondo del matrimonio e degli sposi.

Anche se l’istituzione del matrimonio sembra aver perso smalto negli ultimi anni, molte sono ancora le coppie che sognano di convolare a nozze e che sperano di farlo nel miglior modo possibile, organizzando la cerimonia perfetta e facendo in modo di curare ogni dettaglio, dal segnaposto al ristorante al viaggio di nozze.

Milano Sposi, la fiera dedicata agli sposi e a quello che dovrebbe essere il giorno più bello della loro vita, si pone come obiettivo quello di fornire alle coppie tutti gli strumenti e le idee per organizzare il matrimonio perfetto, ma anche di dare delle dritte interessanti per quanto riguarda il viaggio di nozze, l’organizzazione della casa e così via. Un evento che continua ad avere successo nonostante l’istituzione del matrimonio stia perdendo lustro, come dimostrano i dati relativi alle unioni celebratesi in questi anni: se nel 1994 in Italia si celebrarono oltre 290.000 matrimoni, nel 2008 le coppie che hanno deciso di convolare a giuste nozze sono state meno di 250.000. Nonostante questo, però, i padiglioni di Milano Sposi continuano ad essere gremiti di coppie che si aggirano di stand in stand alla ricerca di un’idea originale per gli abiti, per le bomboniere, per la pettinatura della sposa e così via.

Tra tutte le fiere dedicate a questo settore merceologico che sono spuntate negli ultimi anni Milano Sposi si distingue per anzianità, per un’offerta più che mai ampia e variegata e per una fama ormai consolidata, che ne fa una delle fiere dedicate al mondo del matrimonio più quotate in tutto il nord Italia e in Svizzera. Milano Sposi celebra nel 2010 la sua 34ª edizione, e lo fa presentandosi ai suoi visitatori con le caratteristiche che l’hanno accompagnata nella sua ormai lunga storia: varietà e qualità dei prodotti e dei servizi offerti, la giusta combinazione di tradizione e originalità e una capacità senza uguali di accogliere i visitatori, facendoli sentire a proprio agio. I visitatori della fiera, infatti, non hanno solo la possibilità di girare tra i numerosi stand per carpire utili informazioni, “rubare” idee originali e prendere contatti con le diverse aziende, ma possono godere di molti altri vantaggi: ogni sera, tra il 7 e il 10 ottobre (questi i giorni fissati per la 34ª edizione della fiera), i visitatori potranno partecipare ad un happy hour gratuito, mentre durante tutto l’arco della giornata dei parrucchieri e dei truccatori professionisti, abituati a lavorare nel mondo dello spettacolo o della moda, saranno a disposizione delle future spose per dare dei preziosissimi consigli in merito al trucco e all’acconciatura da sfoggiare il giorno delle nozze. Una consulenza da dive, e per di più gratuita!

Visitando la fiera i futuri sposi si sentono quindi davvero coccolati, ma lo scopo primario di chi visita la fiera è quello di capire come organizzare la cerimonia perfetta, in ogni singolo particolare. In questo senso Milano Sposi è il luogo ideale: numerosi sono i settori merceologici rappresentati, dagli abiti alle location per i ricevimenti, dai servizi fotografici alle idee regalo per gli ospiti, dalle decorazioni floreali al trucco e parrucco, dall’intrattenimento alle agenzie di wedding planner, dalla ristorazione al noleggio auto e così via. E questo non è tutto: gli organizzatori della fiera hanno pensato anche al dopo cerimonia, e cioè al viaggio di nozze (molte sono le agenzie di viaggio specializzate presenti), ma anche alla nuova casa degli sposi, con molti stand dedicati all’arredo.

Milano Sposi, ossia come organizzare il matrimonio perfetto dalla A alla Z.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo

Prima Posizione Srl – marketing on-line

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La storia dell’IBM dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri

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  • 6 Ottobre 2010

L’IBM è una delle più importanti aziende operanti nel settore dell’informatica e dell’elettronica, e la sua storia si fonde con la storia stessa del computer.

L’IBM, acronimo di International Business Machines Corporation, è un’azienda conosciuta in tutto il mondo. Soprannominata anche “Big Blue”, dal colore ufficiale dell’azienda, che campeggia anche sul suo celeberrimo logo, è una delle aziende informatiche più antiche del mondo, un’azienda che negli anni ha lanciato sul mercato prodotti famosissimi quali l’IBM system storage manager.

L’azienda nacque negli Stati Uniti, per la precisione ad Armonk, nello stato di New York, nel 1911, anche se possiamo dire che era attiva già dalla fine dell’Ottocento. Fu nel 1889, infatti, che Hermann Hollerith brevettò le schede perforate che potevano essere lette tramite l’analisi di circuiti elettrici. Nel 1910 Hollerith consegnò il brevetto per la Germania a Willy Heidinger, che fondò la Dehomag (Deutsche Hollerith Maschinen Gesellschaft). Prima, più precisamente nel 1896, Hollerith aveva fondato la Tabulating Machine Company, attività che vendette poi a Charles Flint, che a sua volta la passò a Thomas J. Watson. Fu quest’ultimo che diede all’azienda il nome di International Business Machines Corporation, che nei suoi primi anni di vita ottenne un enorme successo nel settore dei sistemi meccanografici.

Per quanto riguarda l’Italia, la storia dell’IBM cominciò un po’ più tardi, più precisamente nel 1927. Il nome italiano dell’azienda era Società Italiane Macchine Commerciali (SIMC), e risale al 1928 il primo ufficio commerciale, che venne aperto a Milano e comprendeva 11 dipendenti. Da questi primi germi l’azienda si è sviluppata enormemente, e le macchine e i processori IBM sono ormai diffusissime in tutto il mondo. In Italia l’azienda ha cambiato nome più volte: da SIMC a Hollerith, da Hollerith a Watson Italia (dai nomi dei proprietari dell’azienda americana), per arrivare, nel 1946, ad IBM Italia, il nome tuttora in uso.

Tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Settanta i’IBM divenne uno dei principali produttori di mainframe (sistemi centrali utilizzati soprattutto da grandi aziende, e che permettono di elaborare grandi quantità di dati in modo molto preciso), e ancora oggi l’azienda è leader in questo settore. All’IBM si deve anche il lancio sul mercato di uno dei primi e più popolari personal computer della storia: l’IBM 5150 venne presentato nel 1981, e rispetto ai pc cui siamo abituati al giorno d’oggi potrebbe apparire come un prodotto preistorico (costo elevato, bassa capacità di elaborazione, mancanza di disco rigido…), ma per l’epoca si trattava di un prodotto comunque innovativo e affidabile, molto avanzato rispetto ad altre marche di home o personal computer. Certamente a questi primi pc mancavano gli accessori e i software che per noi utenti moderni sembrerebbero irrinunciabili, quali il microsoft office automation, ma per l’epoca si trattava certamente di un prodotto all’avanguardia. Basta pensare che questa macchina IBM riuscì a vendere 50.000 pezzi in un mese e 200.000 pezzi in un anno, cifre che rapportate al mercato attuale non sono niente di che, ma che per il mercato di trenta anni fa erano sicuramente molto alte.

Nella sua storia l’IBM ha affrontato anche dei momenti difficoltà, come quando, tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, l’emergere dell’informatica distribuita inflisse un duro colpo all’azienda, ma forte della sua gloriosa storia ed esperienza l’IBM ha sempre saputo reinventarsi, e attualmente, a più di cento anni dalla sua fondazione, è ancora una delle aziende leader in diversi settori legati al mondo dell’informatica.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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L’organizzazione, il segreto di un’azienda di successo

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  • 5 Ottobre 2010

Una delle caratteristiche che un’azienda deve possedere per avere successo è una buona organizzazione. Un’azienda ben organizzata lavora meglio e produce di più.

Molti sono gli strumenti che ogni azienda ha a disposizione al giorno d’oggi per organizzare al meglio ogni fase del lavoro dei suoi dipendenti, indipendentemente dal loro ruolo all’interno dell’azienda. Uno degli strumenti fondamentali in questo senso è un buon sistema informativo aziendale, come il nav dynamics.

Sapersi organizzare è importante in qualsiasi ambito, sia lavorativo che privato: dallo studio alla gestione di una casa e della propria famiglia, avere delle buone capacità organizzative è essenziale per arrivare a fine giornata avendo portato a termine tutti, o per lo meno la maggior parte dei propri compiti, soprattutto nell’epoca frenetica in cui viviamo, e che spesso ci costringe a sdoppiarci in diversi ruoli, in famiglia, al lavoro e così via. Se l’organizzazione è importante anche in piccoli contesti, seppur complessi, come possono essere le famiglie di oggi, figuriamoci quanto sia importante per un’azienda, magari per una grossa compagnia, con molti dipendenti che svolgono ruoli diversi e infiniti uffici. Per lavorare al meglio i dipendenti di un’azienda, grande o piccola che sia, devono sicuramente avere delle buoni dote organizzative, ma devono anche essere messi in condizione di esprimere queste doti al meglio. E tali condizioni si realizzano al giorno d’oggi grazie a degli avanzati strumenti che permettono di organizzare al meglio il lavoro di tutti. Stiamo parlando dei numerosi strumenti informatici cui nessuna azienda moderna può oramai rinunciare, degli strumenti che hanno sostituito quelli meno efficienti del passato per permetterci di portare a termine il nostro lavoro in modo più veloce e più preciso. Strumenti come l’erp nav hanno sicuramente cambiato, in meglio, il nostro modo di lavorare.

Molti degli strumenti utilizzati dalle aziende di tutto il mondo sono prodotti microsoft, e uno dei più famosi è il Microsoft Dynamics Nav. Il Microsoft Dynamics Nav è stato presentato un paio di anni fa, e in poco tempo si è diffuso in circa 50 paesi in tutto il mondo. Il segreto del successo di questo prodotto è da ricercare in alcune delle sue caratteristiche principali. Si tratta, innanzitutto, di un prodotto di facile uso perché completamente integrato con i prodotti Windows. Chi sa usare tali prodotti (cioè gran parte delle persone), usando il Microsoft Dynamics Nav si trova davanti un ambiente che conosce già, e quindi non ci mette molto per orientarsi e per capire come funziona. Un’altra carta vincente del prodotto è la sua versatilità, che gli permette di essere impiegato in tantissimi diversi settori. Il Microsoft Dynamics Nav è infatti adatto sia a diversi tipi di aziende che a diversi dipartimenti all’interno della stessa azienda. E se all’interno della stessa azienda tutti i dipendenti, pur svolgendo ruoli diversi tra di loro, usano gli stessi strumenti, ciò significa che è possibile accedere in modo più immediato alle informazioni aziendali, che grazie a questo innovativo strumento sono organizzate in modo da poter essere condivise da tutti.

Se la vostra azienda non è ancora dotata di questi utilissimi, anzi fondamentali strumenti, basta rivolgersi ad un’agenzia specializzata in prodotti microsoft cambio partner nav. I vantaggi saranno sotto i vostri occhi e sotto quelli dei vostri dipendenti.

A cura di Francesca Tessarollo
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Eventi sportivi, culturali, gastronomici e folcloristici sulle Dolomiti

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  • 1 Ottobre 2010

Andare in vacanza sulle Dolomiti non significa solo immergersi in paesaggi meravigliosi, significa anche poter partecipare a diversi, interessantissimi eventi.

Se moltissime persone decidono di rivolgersi ad un’agenzia specializzata in vendita case montagna per acquistare un appartamento sulle Dolomiti, non lo si deve solo alla bellezza di queste montagne, che in qualsiasi stagione riescono ad affascinare turisti da tutto il mondo, ma anche al ricco calendario di eventi diversi che rendono un soggiorno in queste zone ancora più interessante e divertente. Non importa se siete degli amanti delle vacanze sulla neve o se invece preferite le passeggiate e i pic-nic che caratterizzano le vacanze primaverili o estive, o ancora se della montagna amate i bellissimi colori autunnali: qualsiasi sia la vostra stagione preferita per staccarvi da tutto e godervi una vacanza su quelle che sono considerate tra le più suggestive montagne del mondo, i vari paesi e valli che costellano le Dolomiti sanno offrirvi molti eventi e manifestazioni diverse. Durante la stagione estiva, complici il bel tempo e la conseguente possibilità di passare più tempo all’aria aperta, il calendario delle manifestazioni è forse un po’ più ricco, ma in nessuna stagione dell’anno il turista che si reca in vacanza sulle Dolomiti rischia di rimanere a bocca asciutta.

Gli appuntamenti in programma ogni anno sono veramente vari, e si spazia dagli eventi sportivi a quelli culturali, dalle manifestazioni folcloristiche a quelle gastronomiche, ed è anche grazie a questa varietà di eventi che molti turisti si rivolgono ad un’agenzia privati immobiliare per prendere in affitto o per acquistare una casa sulle Dolomiti. Per quanto riguarda gli eventi sportivi, la zona della Val di Fassa, solo per fare un esempio, propone veramente molti eventi interessanti, dalla “Maratona dles Dolomites”, cui partecipano ogni anno migliaia di podisti (oltre 8.000 nell’edizione del 2010) provenienti da moltissimi paesi diversi, alla Marcialonga Cycling, che è giunta quest’anno alla sua quarta edizione. Tra queste montagne hanno luogo anche molti interessanti eventi culturali, primo fra tutti “I suoni delle Dolomiti”, una rassegna di musica d’autore, classica ed etnica, che acquista sicuramente un tocco di fascino in più proprio in virtù dell’impareggiabile cornice in cui si svolge e del connubio natura-musica che caratterizza l’evento. Spazio anche all’arte: ad Ortisei ha luogo la biennale Gherdëina, un importante evento dedicato all’arte contemporanea, e alla scultura in particolare, durante il quale è possibile ammirare le opere di alcuni artisti di fama nazionale e internazionale realizzate con diversi materiali. Per quanto riguarda le manifestazioni a carattere folcloristico, immancabili, nella stagione invernale, sono i mercatini di Natale, che si svolgono in diverse località. Tra i più famosi, ricordiamo i mercatini di Trento, di Cortina, di Bressanone, di Levico Terme e di Arco. Anche il carnevale, e non solo il Natale, è una festività particolarmente sentita da queste parti: in Val di Fassa si svolgono ogni anno le colorate celebrazioni del carnevale ladino, una manifestazione antica e ancora molto apprezzata.

Le Dolomiti sono famose anche per i piatti tipici che si possono gustare tra queste bellissime montagne, e infatti molte sono anche le manifestazioni gastronomiche nelle quali ci si può imbattere trascorrendo una vacanza in appartamenti in montagna sulle Dolomiti. Dalle sagre gastronomiche più famose, come la Kuchlkirchtig di Bressanone, ai numerosi eventi a tema, come le settimane delle castagne nella Valle Isarco o la festa dello speck in Val di Funes, la scelta è veramente ampia.

Cultura, folclore, sport e buon cibo, oltre che paesaggi mozzafiato: le Dolomiti sono tutto questo, e forse anche di più!

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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