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A scuola col prestito: nel primo semestre 2012 erogati oltre 30 milioni di euro per pagare gli studi

La campanella che riporta bambini e ragazzi sui banchi di scuola è l’occasione per fare il punto sui costi che le famiglie italiane devono sostenere per la formazione dei più giovani: secondo il broker online Prestiti.it (www.prestiti.it) nel primo semestre del 2012 banche e finanziarie hanno concesso oltre 30 milioni di euro in prestito agli italiani per pagare le spese scolastiche.

Evidentemente, nonostante la crisi la formazione continua ad essere vista come un investimento per il quale non vanno risparmiate risorse. Non parliamo solo di libri e quaderni: a farla da padrone sono i master e i corsi di perfezionamento, che possono arrivare a costare somme ingenti e sempre più spesso vengono pagati a rate, dai genitori o – se c’è un reddito dimostrabile – direttamente dagli studenti.

Analizzando le richieste pervenute sul sito nel primo semestre del 2012 le domande di chi voleva finanziare scuola e formazione puntavano ad ottenere, mediamente, 7.200 €: una cifra, questa, perfettamente in linea con le statistiche: secondo le ultime analisi del Censis il prezzo medio di iscrizione ad un corso post laurea nell’anno scolastico 2011/2012 è stato di 6.595 euro.

La somma media richiesta, tuttavia, è nettamente inferiore a quella della rilevazione del 2011: si registra una riduzione del 45%, a dimostrazione di una difficoltà economica che obbliga al contenimento dei costi. Anche se si tratta di investire sul futuro dei propri figli.

L’età media al momento della domanda è di 40 anni (cifra influenzata tanto dalla presenza di genitori che richiedono il finanziamento, quanto da quella degli studenti lavoratori), mentre lo stipendio medio netto di chi ha presentato questo tipo di richiesta è di 1.400€ mensili. Il piano di rate per la restituzione della somma è pari a 55 mesi, contro i 51 della scorsa rilevazione: in sostanza, ad un solo anno di distanza si chiede meno ma si restituisce in tempi più lunghi, le rate si fanno più piccole, riducendosi a 170 euro al mese.

Altro spunto di riflessione arriva dal sesso dei richiedenti: la percentuale di donne che richiede questo specifico finanziamento – normalmente, quando si tratta di prestiti, si aggira tra il 25 e il 30% – sale al 39%; una dimostrazione della maggiore sensibilità dell’universo femminile ai temi della formazione professionale, spesso strumento indispensabile per inserirsi al meglio nel mondo del lavoro.

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Non più problemi con la Cancelleria. Oggi si compra online

Chi l’avrebbe mai detto. In un Ateneo d’Italia mediamente si spendono all’anno 390mila euro in cancelleria. Sicuramente il materiale di cancelleria è fondamentale in un’università che voglia offrire un servizio efficiente ai propri studenti ma probabilmente esistono strade per risparmiare su questa voce di bilancio.
Il fatto viene fuori per l’azione portata avanti dagli studenti dopo la decisione di aumentare le tasse universitarie. Prendendo in esame le singole voci del bilancio emergono molti punti in cui è possibile tagliare.
Sicuramente la cancelleria è una di queste. Una fornitura di materiale di cancelleria che copra il fabbisogno di un ateneo è sicuramente importante ma nel momento in cui diventa causa di un aumento delle tasse universitarie è necessario tagliare, senza rinunciare però alla disponibilità di tale materiale.
Quali soluzioni? Da studente potrebbe venirmi in mente una forma di autogestione o di autofinanziamento per la carta per fotocopie oppure un’iniziativa in cui ognuno mette a disposizione il proprio materiale. Approfondendo un po’ la rete internet mi viene incontro ancora una volta. Scopro infatti che ci sono molte realtà specializzate nella fornitura di prodotti per ufficio e cancelleria in generale. Perché non provare a proporre una cosa del genere per far sì che gli Atenei e le scuole del nostro Paese siano efficienti e al tempo stesso rientrino nel budget?

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