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“Spoleto incontra Venezia”: Si consolida il successo del pittore spoletino Alessandro Testa

La grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” a cura di Vittorio Sgarbi si è tenuta dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 con forte risalto mediatico. Allestita nell’emozionante atmosfera di Venezia presso due strutture di antichissima tradizione nobiliare, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes ha coinvolto numerose personalità di prestigio del panorama odierno. Tra i rinomati artisti presenti il pittore Alessandro Testa ha ottenuto ottimi riscontri a favore con le sue opere di matrice astratta, dove l’elemento cromatico assume una rilevanza di primo piano.

 

Nel commentarne lo stile espressivo è stato scritto “Per lui la pittura è essenzialmente simbolo di colore, che s’intreccia, si espande e si dipana all’interno del quadro come un arcobaleno variopinto, trasformandosi in un prezioso strumento per suscitare emozioni e sensazioni, così come in efficace e potente mezzo per generare un legame armonioso ed inscindibile, tra se stesso e le immagini realizzate. Dipinge di getto, senza schemi dogmatici predefiniti, senza filtri, senza barriere emotive. Le opere sono il frutto di una miscela di ribellione e caparbietà, tenacia e disperazione con una vena di speranza e positività, che affiora nel tripudio colorato“.

 

Testa spiega: “Nell’atto di dipingere il mio intento primario è quello di lanciare un messaggio da poter condividere con lo spettatore“. Sgarbi, che l’ha paragonato a Tancredi ha sottolineato: “Testa lavora con gestualità marcata e incisiva, istintiva quasi nervosa e irrazionale, graffiando le superfici limacciose e materiche delle tele, con macchie distribuite a sprazzi di colori volutamente contrastanti“.

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Fabrizio Berti presenta le sue opere intrise di poeticità a “Spoleto incontra Venezia”

Un ricco parterre di nomi altisonanti partecipa alla grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” a cura di Vittorio Sgarbi con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes: da Dario Fo a Eugenio Carmi, da José Dalì a Pier Paolo Pasolini, la collettiva si snoda tra le sontuose mura di due antichissimi edifici veneziani, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich. Dal 28 Settembre al 24 Ottobre sarà possibile visitare con ingresso libero le prestigiose location nel cuore della magica Venezia. Tra gli artisti selezionati per l’illustre vetrina internazionale si inserisce il pittore Fabrizio Berti con una coinvolgente serie di dipinti di ricercata espressione intimista.

Nel commentarne la ricerca stilistica è stato detto “Una raffigurazione essenziale e intrisa di spiritualità quella di Fabrizio Berti. I suoi lavori si basano su giochi tonali di grande abilità e su una stesura variegata, che ben accompagnano lo scenario contenutistico. Attinge al verismo, celebrando la solennità di gesti di antica consuetudine nella concretezza stilizzata delle sagome, dai raffinati e armoniosi contorni. Appare la liricità di un artista, che opera nei canoni tradizionali, diffondendo un messaggio poetico sempre attuale e presente, al di fuori del tempo e della storia”.

Berti concepisce l’arte come mezzo strumentale e considera il suo fare arte come una missione, una forma di vocazione assoluta e innata, una missione trasmessa fin dalla nascita, finalizzata a suscitare emozioni nello spettatore per dare voce alla dimensione interiore e all’anima. Guardando le creazioni si viene trasportati in un viaggio iniziatico di illuminazione esistenziale e spirituale per unificare quella scintilla primordiale, che dal caos genera il cosmo, l’ordine, l’armonia del creato e sostiene e conferisce il significato primario a ogni essere vivente.

Su di lui è stato scritto “È indispensabile la sua esperienza filosofica e poetica all’evoluzione della spiritualità, intesa come riscoperta del sé, della sfera introspettiva, che diventa l’essenza stessa del vivere, la fonte d’ispirazione imprescindibile per lo studio approfondito sulla forma, sulla figura e sul colore. Emerge la sintesi formale della narrazione, che si trasforma in ricordo e memoria del vissuto, con una costante evoluzione fatta sull’analisi della percezione interna della -ratio- in relazione al senso di infinito, che trapela dall’insieme compositivo”.

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Paesaggi in chiave surreale per Maurizio Scarpellini alle mostre veneziane curate da Vittorio Sgarbi

La grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” a cura di Vittorio Sgarbi racchiude una serie di importanti esponenti del panorama attuale all’interno di una variegata esposizione in collettiva diretta dal manager produttore Salvo Nugnes, che si svolge dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 nell’incantevole scenario di Venezia presso due edifici antichissimi, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich. I personaggi coinvolti hanno fama internazionale: Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. Nel selezionato parterre di presenze si annovera il pittore Maurizio Scarpellini con un’interessante serie di dipinti ispirati dal surrealismo figurativo, proposti in formula di originale rivisitazione personalizzata, che hanno ricevuto particolari apprezzamenti elogiativi.

Sull’artista è stato commentato “Le opere di Scarpellini sono rielaborazioni in chiave surreale e fantastica di tematiche d’impronta mistica e simbolista, attraverso elementi e soggetti collocati in prospettiva tridimensionale e inseriti all’interno di ambientazioni immaginarie, appartenenti a una dimensione irreale. In questa coinvolgente trasformazione dell’oggetto in trasfigurazione simbolica, il significato resta da decifrare da parte dell’osservatore, che diventa così complice dell’elaborazione stessa del messaggio da divulgare. Rifugge i canoni estetici tradizionali per enfatizzare il potere allusivo della creazione artistica, disseminando indizi di un altro mondo, tutto da scoprire e reinterpretare”.

 

Scarpellini racconta “Il mio laboratorio è una villa sul mare da me ristrutturata, per accogliere appassionati d’arte. Mi reco lì quotidianamente per trovare la giusta ispirazione e progettare sempre idee innovative. È un posto unico, speciale, dove mi sento particolarmente ispirato soprattutto durante la stagione invernale”. Egli predilige l’uso dell’acrilico per riprodurre forme e soggetti in dimensione tridimensionale, che si alternano a sfondi di paesaggi. La sua produzione è arricchita anche da sculture ricavate da legna e tronchi recuperati in riva al mare.

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Richiami marini per le opere in vetro di Daniela Forti per Spoleto incontra Venezia

La grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” ha aperto i battenti con forte successo di pubblico e di critica sotto l’esperta curatela di Vittorio Sgarbi e la gestione organizzativa del manager produttore Salvo Nugnes. E’ allestita dal 27 Settembre al 24 Ottobre 2014 nel contesto veneziano di due pregevoli strutture secolari, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich e raduna un ricco entourage di esponenti illustri del panorama attuale del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. Al suo interno è possibile ammirare le preziose creazioni in vetro realizzate con esclusiva lavorazione artigianale della rinomata artista Daniela Forti.

Attraverso la fusione del vetro e del cristallo la Forti approda ad una sua personale interpretazione e rivisitazione, avvalendosi di una metodologia innovativa, che rende i suoi lavori unici ed inconfondibili, coniugando insieme fantasia ideativa, forme e colori in una composizione armoniosa ad intreccio dalla dinamica plasticità strutturale. Le sculture vengono modulate e forgiate tramite la luce, che trasmette intensa energia vitale alle rappresentazioni, anche in virtù del gioco della luminosità trasparente sapientemente utilizzato dall’artista per dare ulteriore movimento e fluidità all’insieme.

Sulle componenti peculiari della sua ricerca stilistica è stato commentato “Le sue creazioni in vetro possiedono una valenza decorativa e artistica assai pregevole e sono il risultato di una raffinata e sapiente espressione di artigianato manifatturiero rimasto incontaminato e puro nei secoli. Sono opere di eccellente esecuzione, che obbediscono ai migliori canoni della tradizione, eseguite su disegni progettuali esclusivi, curate nel minimo dettaglio di resa e realizzate con scrupolosa lavorazione in ogni fase elaborativa. Per la Forti il vetro è come un simbolico oggetto del desiderio, che contiene in sé un mondo costruito sulla luce e i suoi molteplici riflessi, un materiale che si presta ad essere plasmato, forgiato, piegato, curvato, modellato dalla sua fantasia di sognatrice“.

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Daniela Grifoni presenta le sue opere magmatiche alle mostre veneziane curate da Vittorio Sgarbi.

La grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” sta riscuotendo forte clamore e risonanza mediatica internazionale, sotto l’autorevole curatela del professor Vittorio Sgarbi e la direzione del noto manager produttore Salvo Nugnes. L’esposizione si svolge dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 nella meravigliosa Venezia, racchiusa tra le secolari mura aristocratiche di Palazzo Falier e Palazzo Rota-Ivancich con una carrellata di personaggi importanti, tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. La rinomata pittrice Daniela Grifoni è stata selezionata nell’esclusivo gruppo di partecipanti alla pregevole iniziativa e sta ottenendo positivi riscontri d’interesse.
Descrivendone l’innato estro creativo è stato scritto “Nelle opere della Grifoni trapela il senso di un paesaggio interiore, che disordinando e scardinando ogni prospettiva tradizionale si sostituisce alla verità, come risultato di un lento, graduale e progressivo stratificarsi e sedimentarsi di segni e tonalità, nel corso di una virtuale ‘Navigazione controcorrente’ alla ricerca di una diversa realtà del vivere, in totalizzante armonia con l’atto creativo pittorico. Per lei riconoscersi artista è sentirsi differente dalla folla senza volto, solitaria e afona, così pure da quella onnipotente. Le sue forme magmatiche non sopprimono il caos, ma anzi lo espongono dinanzi a una spietata presa di coscienza sociale e collettiva”.
Osservando i dipinti si ha l’impressione, che ogni cosa, ogni elemento possa trovare una collocazione diversa da quella attuale in uno scenario vivo, aperto e in continuo divenire, che la Grifoni ha appositamente organizzato, affinché l’occhio attento del fruitore lo completi, chiudendo un “cerchio magico intercomunicante” di appagamento estetico e contemplazione meditativa. Le creazioni sono concepite come “brandelli di vita” non certo come banali oggetti di pura decorazione ed esibizione, in cui la vita recuperando una calzante metafora “E’ un gomitolo, che qualcuno ha aggrovigliato” e il sapere è perennemente sterile se si richiude in se stesso e diventa conoscenza inerme, mentre l’azione reattiva e dinamica diffonde i semi prolifici della speranza positiva.

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Siro Polazzetto presenta i suoi sassi dai volti arcaici alle mostre veneziane curate da Sgarbi

La grande mostra veneziana di “Spoleto incontra Venezia” sta ricevendo ottimi consensi di pubblico e critica. Dopo il mega vernissage inaugurale in data 27 Settembre resterà allestita fino al 24 Ottobre 2014 con la curatela del professor Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. Le location ospitanti sono due luoghi secolari simbolo dell’alta nobiltà, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich. Nella selezionata cerchia dei personaggi spiccano Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. Lo scultore Siro Polazzetto è stato inserito nel novero dei rinomati nomi presenti in esposizione con una serie di creazioni di matrice etnica e cosmopolita.
Polazzetto guarda al passato, ma non perde di vista il futuro e ciò si denota dalle opere in stile maschere totemiche dalle forme arcaiche, intrise di forte simbologia, che rimandano i soggetti da lui realizzati alla società contemporanea e alla visione dell’uomo moderno, che si proietta sulle cose circostanti.
Di lui è stato scritto “È un maestro e un tecnico. Dalla frequentazione quotidiana con l’arte antica in qualità di esperto restauratore ne deriva il desiderio di cimentarsi con un’espressione propria, senza imitazioni e neppure plagi, ma con la visione delle immagini che lo circondano costantemente. Riesce a spaziare all’interno di una varietà di tecniche e materiali, di cui sfrutta ogni intrinseca qualità espressiva. La sicurezza delle pennellate quando dipinge, l’abilità nel creare forme di poliuretano, che abbiano una vita animale, la maestria nel riprodurre fisionomie in resine simili a vetro testimoniano l’innato talento e l’estro fantasioso”.
Molto significativo il contributo di Polazzetto con l’incarico di restauratore permanente di Mosaico nella Basilica di San Marco a Venezia dal 1973. Come membro onorario della prestigiosa “Scuola di Mosaico” ha lavorato nella realizzazione di importanti composizioni per vari paesi stranieri, tra cui il Kuwait, la Nigeria, l’Arabia Saudita.

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Note magiche e surreali nelle opere di Alessandro Serra alle mostre “Spoleto incontra Venezia”

La grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” a cura di Vittorio Sgarbi ha inaugurato con ottimi riscontri in data 27 Settembre nella suggestiva Venezia e resterà allestita fino al 24 Ottobre 2014. L’esposizione diretta dal manager produttore Salvo Nugnes è racchiusa tra le secolari strutture nobiliari di Palazzo Falier e Palazzo Rota-Ivancich nel fulcro della città lagunare e accoglie le creazioni di nomi altisonanti tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. Il giovane pittore di talento Alessandro Serra è stato scelto per esporre accanto a questi importanti personaggi, ottenendo lodevoli consensi con la sua arte ispirata da magiche atmosfere fiabesche, di matrice surreale e onirica.
Su di lui è stato dichiarato “Tra le atmosfere surreali e fantastiche si mescola il desiderio fantasioso di descrivere e raccontare la gioia di vivere, la forza della vita, raffigurata da una dimensione simbolica in cui tutto appare sublime e leggero, ogni peso e scansione cronologica viene annullata, ponendo soggetti, cose ed elementi su uno stesso piano in condizione di atemporalità. Spunti ironici e grotteschi si fondono all’interno delle scenario come metaforiche proiezioni interiori dell’uomo. Serra trasforma la realtà per facilitarne l’approccio e agevolare l’osservatore a identificarsi in essa, mettendosi anche in discussione. Vuole trasmettere un messaggio di serenità da costruire pensando positivamente, con un ritorno allo spirito di fanciullezza, che apre la strada verso un allegro carico di energia nel rapporto tra l’Io e il mondo circostante e al contempo è intriso di forti e radicati meccanismi introspettivi di coscienza”.
In Serra convivono lo studio della tradizione pittorica classica dei grandi maestri con uno faccettato tessuto iconografico, in cui si inseriscono tutte le componenti tipiche del surrealismo, permeate da una costante ricerca di effetti sorprendenti e inaspettati e caratterizzati dalla presenza di figure elaborate con pennellate pazienti e ben definite, esaltate dal raffinato gioco di luci e chiaro-scuro, tra echi di Dalì e Magritte e rimandi metaforici e allegorici.

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I chakra di Alessandra Turolli in esposizione a Venezia

Molto apprezzata l’arte di Alessandra Turolli, che fino al 24 Ottobre 2014, espone le sue tele materiche nel prestigioso contesto delle mostre “Spoleto incontra Venezia” con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager Salvo Nugnes, presso lo storico Palazzo Falier. Di seguito una nuova intervista all’artista.

 

D:Attualmente a quale produzione artistica si sta dedicando?

R: In questo periodo mi sto dedicando con molta passione alle vibrazioni cromatiche dei colori, legate alla filosofia ayurvedica dei chakra.

 

D: Cosa ne pensa del ruolo nella società dell’arte oggi?

R: Penso che l’arte, in quanto linguaggio di portata universale, costituisca un preziosissimo strumento di “dialogo cosmopolita” che ci lega tutti.

 

D: Qual è il suo messaggio?

R: È proteso a divulgare l’amore per l’arte in toto e a poter offrire il mio piccolo contributo tangibile a questa finalità primaria.

 

D: Che cos’è per lei l’ispirazione?

R: “Il delirio artistico” che inconsciamente guida la mia mano sulla tela

 

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“Spoleto incontra Venezia”: il famoso Palazzo Tucci di Lucca affianca in qualità di sponsor la nota artista Daniela Forti nella mostra curata da Vittorio Sgarbi

Nell’esclusivo parterre di presenze all’interno della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” a cura di Vittorio Sgarbi con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes, spicca la talentuosa artista Daniela Forti, affiancata per l’occasione da uno sponsor di forte prestigio, la Residenza d’Epoca Palazzo Tucci di Lucca. L’esposizione, dal 28 settembre al 24 ottobre 2014, è allestita tra le possenti mura di Palazzo Falier, nobile dimora veneziana del XV secolo affacciata sul Canal Grande.

 

Il Palazzo Tucci deve la sua attuale connotazione a un antenato degli odierni proprietari, Giuseppe Tucci, il quale verso la metà del 1700 decide di ristrutturare l’edificio in cui la famiglia risiedeva già da più di due secoli, adeguandolo ai nuovi criteri architettonici. Il Palazzo, che sorge in un’area compresa all’interno della cerchia muraria Romana, ha l’ingresso principale posto sulla Via Cesare Battisti, la facciata davanti è caratterizzata da un vasto portale di accesso, sormontato dallo stemma araldico della famiglia. Sulla facciata posteriore una lapide ricorda, che lì è nato il celebre musicista Alfredo Catalani, alle cui opere sono state dedicate le camere della residenza.

 

L’atrio d’ingresso è suddiviso in due vani. Dal secondo vano, coperto con una volta ovale impostata su due colonne parte un’ampia scala, che conduce direttamente al portale di accesso del piano nobile, decorato da modanature e sormontato da una finestra ovale. Un ampio ambiente d’ingresso introduce all’appartamento di rappresentanza, che presenta decorazioni a stucchi dorati e dipinti, che ripropongono un repertorio tardo settecentesco o d’impronta neoclassica, segno che la loro decorazione si è protratta nel tempo ed è stata realizzata gradualmente.

 

L’unico ambiente a presentare una fisionomia diversa è il salone principale, dove compare una decorazione ad affresco sul soffitto, in cui sono raffigurate flora e le quattro stagioni. Sulle pareti ai lati della porta d’ingresso due grandi tele sono inserite dentro cornici di stucco, mentre altre tele sono collocate sopra ciascuna delle porte, che si aprono sul salone. I soggetti di tutti i dipinti sono derivati dalla mitologia e dalla storia classica e sembrano potersi ricondurre al pittore lucchese Giovanni Domenico Paladini. Senza dubbio Palazzo Tucci è tra le più illustri dimore storiche e d’epoca dell’intero territorio nazionale e occupa a buon diritto un posto d’onore.

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“Spoleto incontra Venezia” presenta Damisela Pastors Lugo

Tra gli artisti in mostra a “Spoleto incontra Venezia” è presente anche la pittrice Damisela Pastors Lugo con le sue opere visibili a Palazzo Rota-Ivancich, storico edificio nobiliare nei pressi di Piazza San Marco. La prestigiosa mostra con la curatela del Prof. Vittorio Sgarbi e la direzione del manager Salvo Nugnes, si terrà in loco fino al 24 Ottobre 2014.

 

Damisela Pastors Lugo è una pittrice di origine cubana che inizia a dipingere in giovane età manifestando sin da subito una vena eclettica che la porta ad esprimersi nelle più svariate tecniche tra cui il disegno, l’acquerello, l’olio e l’acrilico. La raffinatezza e la precisione della tecnica unita ad uno stile estroverso e ricco di fantasia, fanno di Damisela un’artista unica e di spiccata personalità nell’ambito delle arti figurative contemporanee. La pittrice ama da sempre definirsi “innamorata delle mucche” ed il profondo affetto, che da sempre prova nei confronti di questo importante e materno mammifero, l’ha condotta a realizzare le opere della collezione “Vaquitas Pintadas”.

 

La ricerca tenace ed ostinata di rappresentare uno stesso soggetto dai più svariati punti di vista e nelle più inimmaginabili sfaccettature, colloca quest’originalissima pittrice al di fuori degli schemi tradizionali, ed il suo stile si rivela, già al primo sguardo, unico e inimitabile. Le mucche sono più o meno visibili o mimetizzate sulla tela con tecniche miste e spesso inusuali, come per esempio l’opera “Vaquita moneda” nella quale il soggetto è delineato da un collage di monete su tela.

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Il rinomato Massimo Mariano alle grandi mostre di “Spoleto incontra Venezia”

È un appuntamento culturale imperdibile quello della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” con l’autorevole curatela di Vittorio Sgarbi, in corso dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 nello splendido scenario veneziano, all’interno dello splendido Palazzo Falier, residenza nobiliare risalente al XV secolo, sul Canal Grande. Tra le personalità in esposizione vi sarà anche l’artista Massimo Mariano.

Mariano è un pittore di Montecassiano, splendido borgo medievale in provincia di Macerata, dove vive e lavora tuttora, alternando numerosi viaggi all’estero. Da sempre viaggiatore e cittadino del  mondo, è proprio durante uno dei suoi soggiorni a Parigi che inizia a eseguire i primi schizzi, dedicati alla popstar Madonna. Le sue prime opere sono alimentate dal forte bisogno di dare sfogo espressivo alla sua inquietudine interiore, realizzate senza alcuna specifica formazione tecnica, salvo ciò che aveva imparato dagli studi adolescenziali presso la Scuola d’Arte, presto abbandonati. Quando Massimo Mariano torna a Montecassiano ha modo di dedicarsi all’arte come mai aveva potuto fare prima, alla pittura innanzitutto, ma anche alla scultura, alla poesia e alla musica, secondo una concezione totale dell’espressione che non pone limiti alla sua prorompente voglia di comunicare.

L’arte rimane comunque un rifugio intimo, fino a quando, durante una visita notturna di Vittorio Sgarbi a Montecassiano, Mariano si presenta al Professore convincendolo a seguirlo nel suo studio. Sgarbi rimane impressionato dall’istintività e dall’originalità creativa di Mariano, da lui subito definito un “nuovo Ligabue”.

Il parallelo con il più celebre artista emiliano, è la propizia formula critica che accompagna i primi successi di rilievo conseguiti da Mariano. La sua pittura, con una matrice espressionista d’impronta brut, abbina la virulenza di una componente cromatica pastosa, dai contrasti marcati, a un’estrema varietà di soluzioni compositive, che dall’iniziale primitivismo popolare si muove progressivamente verso orizzonti figurativi sempre più sofisticati.

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Il disegno tridimensionale di Tina Marzo a “Spoleto incontra Venezia”

A “SPOLETO INCONTRA VENEZIA” ESPONE L’ARTISTA TINA MARZO

 

Nel novero degli artisti partecipanti all’esposizione “Spoleto incontra Venezia” troviamo la pittrice Tina Marzo, nota per i suoi meravigliosi ritratti. La grande mostra è in allestimento a Palazzo Rota-Ivancich, nei pressi di Piazza San Marco, a Venezia, dal 28 Settembre al 24 ottobre 2014, con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes.

 

Tina Marzo ha da sempre avuto una grande passione per il disegno realistico e tridimensionale.  La pittrice è nata a Specchia Gallone, un piccolo paesino nel Salento, in provincia di Lecce. La sua arte varia dal ritratto con grafite naturale a disegni eseguiti con matite colorate, ed è cresciuta in lei anche la passione per il “disegno anamorfico tridimensionale”.

 

L’artista realizza una serie di disegni deformati a mano libera ottenendo una straordinaria illusione ottica che inganna la mente con personaggi che fuoriescono dal foglio di carta, entrando così in relazione con lo spazio reale circostante. Si tratta perciò di ritratti in tre dimensioni che cercano spazio al di fuori del supporto, dando al fruitore che li osserva l’illusione della realtà.

 

Di lei dicono “La scelta dei soggetti selezionati da immortalare, spazia anche tra le icone celebri della nostra epoca, personaggi ed esponenti famosi e protagonisti della scena pubblica, abituati a mostrarsi e nel contempo a nascondersi, modulando e deformando di volta in volta i tratti della propria personalità, così come accade nelle opere proposte dalla Marzo, che a stento vengono trattenute e delimitate dalla cornice di contorno, protendendosi ben oltre alla superficie pittorica.

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Tomoko Fait esposta alle grandi mostre di “Spoleto incontra Venezia”

ALLE MOSTRE DI “SPOLETO INCONTRA VENEZIA” ESPONE L’ARTISTA TOMOKO FAIT

 

L’artista Tomoko Fait è stata selezionata per partecipare alle mostre “Spoleto incontra Venezia“. L’esposizione, curata dal Professor Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes, è visitabile a Palazzo Rota-Ivancich, dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 e vede la presenza, inoltre, di molti artisti illustri, tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi e José Dalì.

 

Tomoko nasce nel 1961 in Giappone, nei dintorni della città portuale di Fukuoka, da una famiglia della media borghesia di religione buddista. Il padre, ex militare sopravvissuto alla guerra, ha ritrovato il suo impiego nella rinascente industria locale delle costruzioni navali, la madre si occupa della casa e dell’educazione dei figli. Tomoko, ragazza irrequieta e insofferente nei confronti di ciò che la tradizione ancora suggerisce per le giovani giapponesi, s’allontana dalla famiglia per non rientrarvi più appena raggiunta la maggiore età.

 

È in Israele, nei due anni in cui frequenta la scuola d’arte di Tel-Hai, che scopre la facoltà di esprimersi con i segni e i colori, anzi, di farlo come se il dono naturale della pittura lo avesse posseduto da sempre e si fosse trattato soltanto da scoprirlo dentro di sé. Da allora per la sua creatività non c’è stato riposo, né sollievo per la frenesia produttiva che la vede indifferente al passato delle ore, del giorno, della notte. Le sue originali opere rimandano a lontani labirinti, a mondi fluttuanti e sospesi. Coloratissime o in bianco e nero, le sue tele mostrano un’attenzione estrema al dettaglio, una minuzia di particolari e un lavoro puntuale con la china completamente nuovo. Dal 2002 Tomoko vive in Italia, dove ha già tenuto quattro personali.

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La talentuosa Barbara Cappello a “Spoleto incontra Venezia”

“SPOLETO ARTE INCONTRA VENEZIA”: PRESTO IN MOSTRA LE RIEVOCAZIONI TRASFORMISTE DI BARBARA CAPPELLO

 

È un evento di valenza e portata internazionale la grande mostra “Spoleto incontra Venezia” allestita dal 28 settembre al 24 ottobre 2014 con la curatela di Vittorio Sgarbi e l’organizzazione direttiva del manager produttore Salvo Nugnes, con la partecipazione di nomi altisonanti tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, Josè Dalì. All’interno delle secolari mura del maestoso Palazzo Ivancich, situato a pochi passi da Piazza San Marco, a Venezia sarà esposta l’arte trasformista e futurista di Barbara Cappello.

 

La particolarità che contraddistingue le sue opere è l’interazione di elementi fotografici con altri di natura meramente grafica, partendo dalla realtà per arrivare alla surrealtà. Il corpo come tema centrale della sua ricerca diventa protagonista. Esso si articola, si confronta, esprime e contrasta dentro le linee fisiche femminili e maschili, con il mondo animale e vegetale acquatico e terrestre. L’evoluzione della vita entra nei suoi lavori ed esprime concetti, pensieri, trasformazioni, metamorfosi, sensazioni, emozioni. Questo corpo, così conosciuto e sconosciuto al contempo, le si mostra come un libro mai scritto, trasformandosi così in un terreno fertile in cui esternare liberamente la propria vocazione artistica.

 

La Cappello spiega “Estrapolare dalle immagini della carne altre forme, sia vegetali sia animali, astratte o materiali, è un suggerimento, che il corpo preso in esame mi comunica. Ogni corpo è diverso da un altro: per sesso, per età, per vissuto, per provenienza e ognuno è unico e irripetibile, ma all’interno di esso si svela una molteplicità di contenuti, i quali talvolta non hanno alcuna pertinenza tra essi. Dunque mi domando, se questo involucro a cui siamo abituati, sia effettivamente tale e conservi quindi svariati messaggi di vite e di vita“.

 

E prosegue aggiungendo “Spesso mi torna in mente una frase di Milan Kundera, tratta dal libro -L’insostenibile leggerezza dell’essere- che dice -ma chi non pensa al proprio corpo ne diventa più facilmente vittima-. Personalmente, ritengo di fondamentale aiuto questa citazione, non solo per conoscere il corpo, bensì per farlo conoscere anche all’altro, agli altri, perché forse più lo impariamo e più saremo in grado di rispettarlo e di rispettare, annullando le violenze dettate da una sorta di ignoranza“.

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La creatività di vetro muranese di Stefano Dalla Valentina a “Spoleto incontra Venezia”

STEFANO DALLA VALENTINA PORTA LE SUE OPERE IN MOSTRA A “SPOLETO INCONTRA VENEZIA”

 

Ha aperto i battenti “Spoleto incontra Venezia, in allestimento dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, con la presenza in esposizione di esponenti del calibro di Dario Fo, Pier Paolo Pasolini, Eugenio Carmi, José Dalì e l’esperta curatela del critico Vittorio Sgarbi. L’evento diretto dal manager Salvo Nugnes è allestita nel sontuoso Palazzo Falier, costruito nel Xv secolo sulle rive del Canal Grande a Venezia. Nel novero del selezionato parterre di  partecipanti è inserito Stefano Dalla Valentina che espone la sua pregiata arte del vetro muranese, imparata sul modello degli insegnamenti paterni nel contesto della storica azienda di famiglia.

 

Da sempre innamorato del mare, apneista e istruttore subacqueo, prende spesso volentieri spunto dal mondo sommerso per realizzare le sue originali opere e collabora altri designer per la progettazione e creazione di particolari idee nel campo. Dapprima preferisce cimentarsi con la tecnica dell’oro graffiato e della decorazione a smalto, poi si rivolge ai vasi e alle sculture.

 

Sull’attività svolta spiega “In azienda sotto il marchio di -Linea Valentina- oltre alla tecnica del soffiato offriamo anche prodotti in vetro masello, cioè massiccio. Le nostre sculture vengono sviluppate utilizzando come nel soffiato, tecniche quali filigrane, murrine, reticello, calcedonio. Il vetro soffiato è da sempre parte integrante nella produzione di famiglia. La mia ultima creazione si chiama -relitto con squali- e unisce le mie più grandi passioni: vetro e mare“.

 

Sull’Isola di Murano racconta “La vecchia Amurianum, così era stata denominata l’isola un tempo cresceva di prestigio tanto da non essere considerata una delle isole di Venezia, ma godeva di una certa indipendenza. Con l’editto dogale del 1291, Murano fu dichiarata vera e propria area industriale e divenne ben presto la capitale della produzione vetraria mondiale. Il mestiere veniva tutelato attraverso sanzioni, che vietavano l’esercizio a chi non fosse iscritto all’arte e a chi volesse trasferirsi all’estero”.

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La fantasia, l’originalità e la forza di Marta Belguardi presentate alle mostre di “Spoleto incontra Venezia”

MARTA BELGUARDI ESPONE ALLE RINOMATE MOSTRE DI “SPOLETO INCONTRA VENEZIA”

 

La pittrice Marta Belguardi espone alle mostre di “Spoleto incontra Venezia” curate dal Professor Vittorio Sgarbi e dirette dal manager Salvo Nugnes. Le sue splendide opere saranno visibili a Palazzo Falier, nobile dimora veneziana affacciata sul Canal Grande, fino al 24 Ottobre 2014. Tra gli artisti in mostra nomi del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e molti altri.

 

Marta Belguardi nasce a Genova nel 1971, città in cui ha ottenuto il diploma di maturità presso il Liceo linguistico V. Moraglia. All’Università ha frequentato il corso di Scienze dell’educazione e contemporaneamente ha iniziato a lavorare per l’azienda di famiglia svolgendo varie mansioni. Da sempre ha dimostrato interesse per l’arte in ogni sua forma. Il primo approccio con la pittura avviene nei primi anni ’90 con la tecnica dell’acquerello. In seguito, grazie all’incontro con il Maestro F. Mancini, approda in una dimensione pittorica totalmente nuova e apprende la tecnica della Flash Art.

 

Da qui inizia un proprio percorso che le consentirà di svolgere estemporanee, mostre en plein air, collettive e personali. Durante questo percorso, in fase di continua sperimentazione e ricerca di una propria espressione pittorica, ottiene numerose conferme da parte del pubblico. Con nuove tecniche ed estrema fantasia, crea una serie di opere su tela assolutamente particolari, nuove ed originali, introducendo una serie di “abissi” ed “universi” materici, unici nel loro genere. A Gennaio del 2009 si accosta alla tecnica pittorica del Trompe-l’oeil frequentando un corso tenuto dal Docente Carlo Peretti. Attualmente svolge l’attività di pittrice a tempo pieno sviluppando una propria linea pittorica.

 

Sabrina Arosio scrive di lei: «È una progressiva incursione nella figura umana e nel paesaggio la pittura di Marta Belguardi. Un processo di penetrazione dell’immagine che, nei suoi smalti, focalizza prima il particolare, poi la mera silhouette ed infine diventa esplosione cromatica e gestuale che lascia spazio, nel processo di fruizione, solo al puro sentimento».

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Omaggio a Margherita Hack: il Manager Salvo Nugnes instituisce il “Premio Margherita Hack” in ricordo della grande scienziata e astrofisica

 

È stato recentemente istituito il “Premio Margherita Hack”, ideato dal manager Salvo Nugnes, in ricordo della straordinaria amica scienziata e astrofisica, che ha lasciato un segno indelebile nella storia italiana.

 

Il prestigioso riconoscimento è diviso più categorie e verrà assegnato a chi si è particolarmente distinto nel campo della scienza, dei diritti civili, della cultura, del sociale, dell’impegno animalista e dell’arte. I vincitori saranno premiati da un comitato di esperti e intellettuali italiani, presieduto dal sociologo Prof. Francesco Alberoni, durante una cerimonia di consegna d’eccezione, prevista per Domenica 28 Settembre 2014, alle ore 11.00 circa, presso lo storico e monumentale Palazzo Falier, a Venezia. Sono già stati svelati i primi due giurati illustri: il noto critico d’arte Prof. Vittorio Sgarbi e il fondatore della Comunità Exodus Don Mazzi.

 

“Vogliamo mantenere sempre viva la memoria su quanto ha fatto per noi Margherita, nei tanti anni di studi e ricerche. Con esperta conoscenza in materia ci ha offerto il frutto dei suoi sacrifici” afferma l’organizzatore e prosegue “Ha speso l’intera vita, dimostrando un’autentica propensione e ha sempre conservato una spontanea modestia, un’umiltà profonda, una semplicità radicata, che le hanno permesso di rimanere una persona schietta e verace, di non scendere mai a compromessi e di guadagnarsi la stima e il rispetto di tutti”.

 

In occasione del primo anniversario dalla scomparsa della stimata professoressa, Alberoni, Sgarbi, Don Mazzi e Nugnes hanno da poco tenuto un incontro in sua memoria, nel contesto del rinomato Spazio Culturale “Milano Art Gallery”, evento inserito nel Festival Artistico Letterario “Cultura Milano”.

 

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Immancabile appuntamento a “Spoleto incontra Venezia” con l’esposizione delle opere dell’artista Clara Brunelli

Grande attesa per le mostre di “Spoleto incontra Venezia” curate dal Professor Vittorio Sgarbi, che si svolgeranno dal 27 Settembre al 24 Ottobre, con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. Location ospitante è il secolare Palazzo Falier, che si affaccia sul suggestivo Canal Grande veneziano. Nel corposo elenco di presenze importanti, si inserisce Clara Brunelli, che esporrà la sua arte ispirata dal “Cosmicismo” termine particolare, con cui indica il suo modo di dipingere, con uno schema personalizzato e rivisitato, che si discosta volutamente da quello scientifico.

 

Per “Cosmicismo” si intende un orientamento di pensiero, dove l’elemento astronomico e cosmologico, inteso come raffigurazione di curvatura di elevate dimensioni, dello spazio tempo, delle galassie, delle orbite dei cosmici, dell’esistenza delle meteoriti, è predominante. Ogni opera della Brunelli è certificata dall’autenticità del frammento di meteorite classificata H5/6 e chiamata Hah 296, del tipo condrite ordinaria con età approssimativa di oltre 4,5 miliardi di anni, caduta sulla Terra qualche centinaio di anni fa. I suoi quadri sono realizzati con colori ad olio ed impreziositi dalla minuta segmentazione dell’intrigante pietra, che percorrendo e attraversando nebulose, galassie, pianeti e costellazioni, è arrivata a posarsi nel deserto, in cui lei stessa l’ha rinvenuta.

 

Nelle creazioni non c’è nulla di casuale, i paesaggi, le tonalità cromatiche, le emozioni vissute personalmente e trasferite sulle tele, si basano su esperienze e ricordi custoditi e rielaborati in prima persona. Da autodidatta, che agisce sempre con spiccata fantasia, spontaneità e immediatezza, manifesta la fervida passione per le meteoriti e per i luoghi misteriosi da cui provengono, mediante la variegata produzione artistica a tema.

 

La Brunelli spiega “Raffiguro le immagini di meteoriti, che bucano l’atmosfera a velocità cosmica e che frantumandosi mentre la loro anima fonde, diventano -Polvere di stelle- , testimonianze di eventi e di mondi sconosciuti immensamente lontani. Frammenti, che precipitano in scenari desolati di rocce emergenti dalla sabbia rovente. Luci abbaglianti, miraggi incantati, gelidi cieli notturni, che sovrastano il silenzio e le incognite dell’oscurità, addolciti dal richiamo magico delle stelle e delle galassie”.

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Tra i grandi artisti presenti a “Spoleto incontra Venezia”, organizzata dal Manager Salvo Nugnes e con la curatela del Prof. Vittorio Sgarbi, anche Marco Paghera con la sua arte scultorea

Lo scultore Marco Paghera è inserito nel gruppo dei rinomati artisti espositori alle mostre di “Spoleto incontra Venezia” previste dal 27 Settembre al 24 Ottobre nell’incantevole città lagunare, presso l’aristocratica dimora sul Canal Grande di Palazzo Falier. La curatela dell’evento è sotto la competente guida di Vittorio Sgarbi, con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes.

 

Dopo il diploma al liceo artistico, Paghera approda all’attività artigiana di famiglia, che si occupa di particolari lavorazioni sui metalli e inizia le sue sperimentazioni, su cui influiscono le creazioni dell’architetto Antoni Gaudì, viste a Barcellona negli anni precedenti. Le sue opere sono inedite reinterpretazioni del ferro, trasferite nel campo del design scultoreo più innovativo e moderno. La sua produzione dimostra la sicura e consolidata padronanza dei mezzi strumentali tecnici. Ancora prima di comunicare contenuti espressivi o messaggi extra artistici, il suo obiettivo basilare e primario è quello di esplorare le possibilità della materia e della sua manipolazione. In tale prospettiva offre una nutrita varietà di soluzioni stilistiche diversificate.

 

Nelle molteplici manifestazioni dell’estro creativo di Paghera emerge la volontà di approcciare il concetto di scultura come idioma vivo e attuale, entro cui cercare un senso. Compie una scelta ben precisa di impiegare metalli saldati con procedimenti industriali, una pratica dagli esiti assai disparati sotto il profilo formale. Non rinuncia alla forte plasticità e alla volumetria di masse, poste in correlazione in base a una particolare dinamica di rispondenze e opposizioni, che rendono armonioso ed equilibrato l’insieme della composizione. La gestualità manuale è abile, decisa, energica e sfocia in creazioni cariche di contenuti e significati, che la sensibilità dell’osservatore deve saper recepire.

 

Nel 2013 è tra i fondatori di mode, una nuova realtà imprenditoriale nel settore artistico, che propone un’alternativa alla modalità di fare arte, partendo dall’idea di bottega rinascimentale, trasportata all’interno di un’impresa giovane e dinamica. Paghera spiega “La filosofia aziendale di mode rinnova il concetto di prodotto artistico, rendendolo nuovamente fruibile per un pubblico esteso, comprensibile e legato alla contemporaneità, senza rinnegarne le radici e la tradizione di provenienza. Si vuole riportare in auge il concetto, che l’opera d’arte è innanzitutto un prodotto, ben recepitile da parte di qualunque persona, che si tratti del collezionista, dell’amante dell’arte o del cliente occasionale”.

 

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Laura Scaringi: da Spoleto a Venezia si riconferma nella selezione artistica per le grandi mostre “Spoleto incontra Venezia”

A seguito della positiva partecipazione alle mostre di “Spoleto Arte” Laura Scaringi è stata selezionata nell’esclusivo parterre di artisti presenti al prestigioso appuntamento di “Spoleto incontra Venezia” che sarà inaugurato in data Sabato 27 Settembre con durata fino al 24 Ottobre 2014. La location ospitante è l’aristocratica residenza veneziana di Palazzo Falier, posto sul famoso Canal Grande, in posizione centralissima. La curatela dell’evento è sotto l’autorevole guida di Vittorio Sgarbi, con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes.

 

Il collage artistico è uno dei generi più apprezzati e utilizzati dai pittori di tutte le epoche. Attraverso esso la Scaringi si inserisce nell’ambito di una tecnica particolarmente versatile e moderna, di forte diffusione, che occupa una posizione specifica ben precisa e definita, influendo negli ultimi decenni in modo consistente sulla metamorfosi evolutiva avvenuta nell’arte contemporanea.

 

Con il collage esterna la più completa e libera creatività e fantasia stilistica, dimostrando una capacità esecutiva impeccabile. Realizza opere originalissime, dotate di intensa forza espressiva e raggiunge degli effetti visivi assai coinvolgenti per il fruitore. Dall’esecuzione dettagliata e scrupolosa scaturiscono rappresentazioni finite e compiute, mai improvvisate, frutto della profonda dimensione emotiva, che le permette di mettersi in contatto diretto con la sfera interiore più intima e sconosciuta del suo io, arricchendo di vivace suggestione emozionale le immagini rievocate.

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Dopo Spoleto anche Venezia è pronta ad accogliere lo straordinario talento dell’artista Giuseppe Oliva

Il pittore Giuseppe Oliva, già presente con successo a “Spoleto Arte” sarà nel novero degli artisti selezionati per le grandi mostre di “Spoleto incontra Venezia” allestite nella spettacolare cornice della città lagunare con la curatela del critico Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes, dal 27 Settembre al 24 Ottobre 2014. Il famoso Palazzo nobiliare Falier, affacciato sul Canal Grande, accoglierà una collettiva di altissima portata, con l’esposizione di opere appartenenti a personaggi altisonanti, tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e un’inedita carrellata fotografica in omaggio a Pier Paolo Pasolini.

 

Il percorso di Oliva si inserisce nel recupero del viscerale legame d’unione con i contesti marini puri e incontaminati, luoghi incantevoli dalle ammalianti atmosfere, che ricordano la sua adorata terra d’origine, la Sicilia, rievocati con una vena di appassionato lirismo poetico. Attraverso i dipinti rielabora con la mente vivaci spunti di riflessione esistenziale, che appartengono al variegato cammino delle memoria trasferito sulle tele.

 

In ogni dettaglio minimale, in ogni minuzioso particolare trova elementi integranti, che diventano parte di un tutto unitario e omogeneo, nel quale la dimensione di macrocosmo si trasforma in microcosmo e viceversa. Si delinea una fusione perfetta tra la densa consistenza della materia e l’armoniosa mescolanza delle sfumature tonali, stese vigorosa abilità gestuale. Sgarbi lo ha definito “Artista denso e intenso nella pittura a spatola, che si muove sopra una gamma molto astratta, quasi come si può vedere nei quadri su Cassis”.

 

La sua è una pittura scultorea: utilizza spatolate materiche e sferzanti, stende con generosa abbondanza colori intensi, corpulenti, capaci di raffigurare i pezzi di mare, di dare voce alle brezze marine, di restituire profumi di erbe, di prati, di boschi, di paesaggi rigogliosi, immersi nel silenzioso fluttuare delle nuvole, spronando lo spettatore a entrare in una emozionante prospettiva fantastica, in un itinerario onirico tra sogno e realtà.

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Alberoni, Don Mazzi e Sgarbi per il premio Margherita Hack ideato dal Manager Salvo Nugnes

È stato recentemente istituito il “Premio Margherita Hack”, ideato dal manager Salvo Nugnes, in ricordo della straordinaria amica scienziata e astrofisica, che ha lasciato un segno indelebile nella storia italiana.

 

Il prestigioso riconoscimento è diviso più categorie e verrà assegnato a chi si è particolarmente distinto nel campo della scienza, dei diritti civili, della cultura, del sociale, dell’impegno animalista e dell’arte. I vincitori saranno premiati da un comitato di esperti e intellettuali italiani, presieduto dal sociologo Prof. Francesco Alberoni, durante una cerimonia di consegna d’eccezione, prevista per Domenica 28 Settembre 2014, alle ore 11.00 circa, presso lo storico e monumentale Palazzo Falier, a Venezia. Sono già stati svelati i primi due giurati illustri: il noto critico d’arte Prof. Vittorio Sgarbi e il fondatore della Comunità Exodus Don Mazzi.

 

“Vogliamo mantenere sempre viva la memoria su quanto ha fatto per noi Margherita, nei tanti anni di studi e ricerche. Con esperta conoscenza in materia ci ha offerto il frutto dei suoi sacrifici” afferma l’organizzatore e prosegue “Ha speso l’intera vita, dimostrando un’autentica propensione e ha sempre conservato una spontanea modestia, un’umiltà profonda, una semplicità radicata, che le hanno permesso di rimanere una persona schietta e verace, di non scendere mai a compromessi e di guadagnarsi la stima e il rispetto di tutti”.

 

In occasione del primo anniversario dalla scomparsa della stimata professoressa, Alberoni, Sgarbi, Don Mazzi e Nugnes hanno da poco tenuto un incontro in sua memoria, nel contesto del rinomato Spazio Culturale “Milano Art Gallery”, evento inserito nel Festival Artistico Letterario “Cultura Milano”.

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Dopo lo straordinario successo ottenuto a “Spoleto Arte”, in esposizione a “Spoleto incontra Venezia” la brillante arte floreale di Angelica Cioppa

A fronte del meritato successo ricevuto in occasione delle mostre di “Spoleto Arte” la pittrice Angelica Cioppa sarà presente nel contesto espositivo di “Spoleto incontra Venezia” che avrà l’esperta curatela del professor Vittorio Sgarbi, con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. Le date fissate per questa iniziativa speciale sono già ufficiali, partendo dal vernissage in data Sabato 27 Settembre, con allestimento visitabile fino al 24 Ottobre 2014. Il tutto si svolgerà all’interno di un rappresentativo palazzo veneziano d’epoca, il Falier, affacciato direttamente sul Canal Grande.

 

Le raffigurazioni della Cioppa si dilatano e si espandono occupando ampio spazio di colore, steso con pennellate forti e decise, per creare tonalità sferzanti e prorompenti, che si estendono mostrando una matericità pura, incontaminata, spesso caratterizzata da una voluta tendenza alla deformazione, che genera una sorta di distacco, una forma di estraneità del fiore stesso rispetto al contorno pittorico circostante, elevandolo in posizione dominante, di nevralgica e focale centralità, come protagonista assoluto dello scenario circostante.

 

L’impatto estetico è ricco di intrinseca misteriosità naturale, dalla seduttiva ed enigmatica raffinatezza. Il mondo fiorito viene recuperato dalla fantasia ideativa dell’artista come fosse una leggenda virtuale densa di magiche presenze multiformi, rigogliose e floride nell’essenza sostanziale del loro essere ed esistere, ma rispecchianti anche un inevitabile destino di precarietà, poiché il fascino insito viene intaccato dall’inesorabile scorrere del tempo, che ne preannuncia il triste destino, come accade per ogni cosa bella.

 

Le incantevoli e delicate riproduzioni non sono mai eseguite in stile puramente copiativo e decorativo, ma si accostano a significativi messaggi lanciati allo spettatore, in virtù di un’esperta capacità rielaborativa e di una dettagliata analisi personale. I suoi fiori sembrano chiedere l’accondiscendente simpatia di chi li osserva, in un moto appassionato di sopravvivenza, quali creature vive e palpitanti, da preservare e custodire nel loro massimo splendore.

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Da “Spoleto Arte” a “Spoleto incontra Venezia”: continua la positiva partnership commerciale con il rinomato R.W.N. studio odontoiatrico

Si riconferma la sinergica collaborazione commerciale con l’affermato Studio Medico Estetico e Odontoiatrico R.W.N., situato in provincia di Sondrio, precisamente a Tirano, che rinnova la sua presenza in qualità di sponsor della talentuosa artista Simona De Maira, in occasione della sua imminente partecipazione alle grandi mostre di “Spoleto incontra Venezia” che si svolgeranno dal 27 Settembre al 24 Ottobre 2014, con la curatela del professor Vittorio Sgarbi e l’organizzazione del manager Salvo Nugnes.

 

Di recente, R.W.N. aveva creato una positiva partnership durante “Spoleto Arte“. Su questa esperienza, Robert Nazzari, referente del prestigioso centro spiega “Siamo molto contenti della collaborazione con l’artista Simona De Maira e di come si è svolto l’evento curato da Sgarbi. Trovo, che l’arte della De Maira meriti di essere conosciuta e approfondita, sia nelle tecniche sia nel messaggio, che racchiude e con piacere abbiamo affiancato il suo nome al nostro centro. In fondo, sia la De Maira sia noi siamo -artisti- nel rispettivo campo di competenza e in base alle reciproche aspirazioni. Anche lavorare su un corpo significa lavorare su un’opera d’arte, di mirabile compiutezza”.

 

Nel descrivere le caratteristiche peculiari e i valori portanti, che ne contraddistinguono l’operato sottolinea “È mia ferma volontà mettere il cliente a proprio agio in tutto e per tutto, in quanto prima di essere un cliente è una persona, con delle esigenze o addirittura sofferenze, che chiede di risolvere. Umanità, rispetto e cortesia affiancate a disponibilità a 360° è ciò che caratterizza il nostro centro. Questo significa aiutare il cliente a capire quale sia la vera soluzione del problema, nel modo meno invasivo possibile. Spesso, le persone pensano all’implantologia per i denti e al lifting chirurgico per l’estetica. Ci sono invece molte altre soluzioni intermedie e meno dispendiose, che regolarmente vengono illustrate al fine di realizzare la vera felicità di chi si rivolge a noi. È innanzitutto una questione di correttezza e di quel principio del -non fare agli altri quello, che non vorresti essere fatto a te- di cui di frequente ci si ricorda, ma che nella realtà dei fatti viene poco applicato”. 

 

Nell’ampia gamma dei servizi innovativi l’azienda ha introdotto con successo il trapianto di capelli monobulbare, efficace senza lasciare cicatrici e altri interessanti trattamenti specifici di tricologia dai risultati garantiti.

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La rassegna “Spoleto incontra Venezia” è lieta di esporre l’arte dell’artista Luigi Piccioni

Il noto pittore spoletino Luigi Piccioni a fronte della positiva partecipazione a “Spoleto Arte”  è stato inserito nell’elenco ufficiale degli artisti delle mostre di “Spoleto incontra Venezia“, che verranno inaugurate Sabato 27 Settembre con l’autorevole curatela di Vittorio Sgarbi, presso il nobile Palazzo Falier, posto sul Canal Grande a Venezia, in posizione centralissima. L’evento, diretto dal manager produttore Salvo Nugnes, resterà allestito in loco fino al 24 Ottobre 2014, con l’esposizione di artisti del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì.

 

Piccioni vive e interpreta la cultura pittorica e la passione per l’arte con la radicata e vivace energia appartenente ai “Figli dell’Umbria“. È cresciuto e si è formato dapprima in un ambiente di stampo figurativo tipico di Spoleto, poi è entrato in contatto con l’ambito artistico romano degli anni Settanta, approcciandone i canoni e le tematiche distintive.

 

Nel commentarne il talento, Sgarbi ha dichiarato “Passato attraverso l’esperienza dell’Astrattismo, Piccioni ritorna alla figurazione con sobria eleganza. Le sue doti di disegnatore sono amplificate dall’utilizzo di supporti non convenzionali”.

 

Il suo racconto biografico è assimilabile a un romanzo narrato su tela, il suo modo di esprimere l’estro creativo e di concepire l’elaborazione dei dipinti suscita immediato coinvolgimento emozionale nel fruitore e trasmette un variegato Universo interiore, traducendolo in visioni spettacolari, che sembrano rievocazioni di attimi e istanti di caos, che si sta evolvendo e trasformando gradualmente in una dimensione di cosmo armonioso, avvolto da bellezza pura e sublime.

 

Possiede la preziosa dote di saper tradurre la sfera interiore e spirituale in raffigurazioni, celebrative della dinamica e fantasiosa immaginazione del vissuto più intimo e introspettivo. Utilizza anche elementi di supporto, derivanti da materiali riciclati e di recupero, dimostrando radicata competenza tecnica e consolidata versatilità strumentale. Riproduce coinvolgenti rievocazioni dal fascino accattivante e dall’avvolgente atmosfera, che attirano e catturano lo spettatore, suscitandone da subito la curiosità ad approfondire i significati e le tematiche, alla base della sua ispirazione creativa e conquistandone l’attenzione interattiva.

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Aida Abdullaeva tra il parco artisti di “Spoleto incontra Venezia”, rassegna curata dal Prof. Vittorio Sgarbi e organizzata dal Manager Salvo Nugnes

L’eclettica pittrice Aida Abdullaeva, già presente alle grandi mostre di “Spoleto Arte” ottenendo ottimi consensi, rientra nel novero dei rinomati artisti partecipanti all’attesissimo evento di “Spoleto incontra Venezia” sotto l’autorevole curatela di Vittorio Sgarbi e con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. La location ospitante designata è l’elegante Palazzo Falier, nel cuore della meravigliosa città lagunare affacciato sul Canal Grande e si svolgerà dal 27 Settembre al 24 Ottobre 2014, con vernissage in data Sabato 27 Settembre, in stile cerimonia inaugurale esclusiva.

 

Nei dipinti emerge una spiccata raffinatezza dei soggetti, che suggerisce all’osservatore un nuovo modo di ascoltare la propria voce interiore e di analizzare le passioni e i turbamenti. Si evidenzia la marcata emozione visiva, che prescinde dal fattore puramente razionale, parlando e comunica direttamente tramite l’istinto più spontaneo e il moto dell’anima, che ne guidano la mano sulla tavolozza.

 

Le opere sono sinonimo di totale completa libertà creativa e contengono una progettualità cromatica, che predilige tonalità brillanti, all’insegna della piena vitalità dinamica dell’immagine rievocata. Questa peculiare connotazione distintiva viene enfatizzata dalla costante ricerca di perfezionamento della costruzione elaborativa, per ricavare una resa d’effetto, in cui l’immediato impatto estetico, di elevata intensità, consente collegamenti sul piano esistenziale e spirituale, che l’occhio sensibile dello spettatore deve saper recepire e interpretare.

 

Aida concepisce l’arte come un filtro allusivo per veicolare e rispecchiare desideri, vicende, segreti, tormenti, problematiche, che supera il magnetismo spettacolare e quasi teatralizzato dello scenario e diventa portavoce simbolico di sguardi indagatori, che nel silenzio meditativo della suggestione impongono domande e attendono risposte.

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Dopo il grandissimo successo ottenuto a “Spoleto Arte”, le opere di Miriam Covielli Lucchini verranno esposte nell’imperdibile mostra di “Spoleto incontra Venezia”

Una presenza molto significativa quella di Miriam Covielli Lucchini, conosciuta con lo pseudonimo di Mi.co.lu. nel novero dei nomi importanti designati per partecipare alle grandi mostre di “Spoleto incontra Venezia” previste dal 27 Settembre al 24 Ottobre nella magnifica città lagunare, all’interno di un edificio di secolare tradizione, il Palazzo Falier, affacciato lungo il corso del Canal Grande. L’evento è affidato all’esperta curatela di Vittorio Sgarbi e diretto dal manager Salvo Nugnes.

 

Mi.co.lu. inizia il suo percorso nel mondo dell’arte a metà degli anni Ottanta, riversando in questa innata passione l’eco delle precoci esperienze esistenziali, dure e forti da affrontare e superare. Frequenta la scuola d’arte e si diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Successivamente consegue la specializzazione in discipline plastiche all’Accademia di Brera.

 

Il recupero, attraverso il filtro razionale, dei ricordi e delle memorie delle vicende di vita pregresse, diventa il fulcro portante, il pilastro cardine sul quale si orienta la propria ricerca stilistica, esprimendosi in svariati ambiti applicativi. La pittura, il disegno e la scrittura tracciano e accompagnano simbolicamente con profonda incisività la sua formazione evolutiva, artistica e umana.

 

Nella sua produzione si delinea il messaggio di riflessione, che la guida, recuperando l’antica concezione, diffusa tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, per cui gli artisti stanchi di indirizzarsi verso la natura e il mondo naturale, tendevano a rivalutare e rivalorizzare la posizione dell’uomo e dell’umanità, approfondendo e scandagliando l’analisi interiore e psicologica, per individuare i motivi scatenanti del mal d’essere e del mal di vivere, così fortemente radicato in essi.

 

E’ nell’impronta di Van Gogh e di Munch, che si può collocare l’ispirazione di Miriam Covielli Lucchini. Che spiega “Pittura e scrittura dialogano insieme, si accompagnano, si sorreggono in reciproca sinergia per tacito accordo. La mia pittura si impone, non è sommessa, ma volutamente urlata e gridata con vigoroso e prorompente slancio, attraverso la distorsione, la deformazione, la lacerazione della realtà operata mediante segni crudi e colori urlanti”.

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La straordinaria arte di Alba D’Alpaos in esposizione a “Spoleto incontra Venezia” con la curatela del Prof. Vittorio Sgarbi e il Manager Salvo Nugnes

Le attesissime mostre di “Spoleto incontra Venezia” con la curatela di Vittorio Sgarbi, si terranno dal 27 Settembre al 24 Ottobre 2014, presso il Palazzo secolare Falier, ubicato nel suggestivo capoluogo Veneto, affacciato sul Canal Grande. Il direttore dell’evento è il noto manager Salvo Nugnes, che di recente ha organizzato anche “Spoleto Arte” ricevendo ottimi consensi generali. Nella corposa carrellata di importanti presenze, ci sarà la pittrice Alba D’Alpaos, con i suoi emozionanti quadri d’ispirazione cosmopolita, esposti insieme a nomi di spicco come Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì e altre illustri personalità.

 

La D’Alpaos viaggia molto fin da piccola. In ogni Stato in cui si reca prosegue lo studio della lingua italiana. Tuttavia, sviluppa man mano l’esigenza di individuare una forma di linguaggio comunicativo universale, che trova nella pittura, privilegiando quella di tipo figurativo. Da cittadina del mondo, con mentalità aperta e versatile, assorbe le varie culture diverse e le trasporta nelle opere. Parlando del suo percorso iniziatico dice “Ho approcciato il linguaggio universale della pittura, avendo compreso, che non ha bisogno di traduzioni, perché arriva prima al cuore e poi alla mente. In ogni luogo in cui sono stata imparo qualcosa, lo assimilo, lo metabolizzo, fino a farlo diventare una parte del mio patrimonio culturale, spirituale e umano, da recuperare e rielaborare in ambito pittorico”.

 

Il suo lavoro è una ricerca sperimentale. Davvero suggestive e originali sono le creazioni ottenute con l’uso di tela e rete, dove i contorni dei soggetti raffigurati sembrano avvolti da un’aura evanescente e conferiscono all’insieme un tocco di enigmatico mistero. I suoi dipinti sono inconfondibili e trasmettono una spiccata sensibilità nell’amalgamare e coniugare tonalità e sfumature cromatiche forti in equilibrata fusione. È un’artista completa con un talento espresso a tutto tondo, dall’impronta moderna e trasformista.

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Immancabile appuntamento a “Spoleto incontra Venezia” con l’esposizione delle visioni pittoriche dell’artista Elisabetta Marangoni

In occasione delle prossime mostre di “Spoleto incontra Venezia” allestite dal 27 Settembre al 24 Ottobre nella storica cornice veneziana di Palazzo Falier, ubicato sul coreografico Canal Grande, la pittrice Elisabetta Marangoni è inserita nel novero esclusivo dei selezionati artisti. L’evento di forte portata mediatica è curato da Vittorio Sgarbi e diretto del manager produttore Salvo Nugnes. Sarà possibile ammirare la produzione di rinomati esponenti del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e altre note personalità, in una collettiva di consistente livello.

 

La Marangoni si è formata all’Accademia di Belle Arti a Roma e in Venezuela. Fin dalla tenera età percepisce la radicata passione per l’arte, per la bellezza, per l’armonia delle forme e dei colori. I suoi dipinti ad acquerello sono ricchi di speciali luminosità e trasparenze, che trasportano lo spettatore in una dimensione trascendente piena di luci e colori ammalianti.

 

Sul suo percorso di ricerca stilistica racconta “L’obiettivo principale, che cerco di perseguire quando prendo in mano un pennello, è quello di creare qualcosa di unico e di interessante, capace di suscitare emozioni. Per riuscire ad ottenere questo risultato ho bisogno di guardare il mondo in modo, che mi emozioni. Debbo essere capace di riconoscere immediatamente ciò che può trasformarsi in grande dipinto, per poi scegliere quali tonalità cromatiche più congeniali usare e finalmente elaborare la mia magica interpretazione personalizzata”.

 

In riferimento alla tecnica da lei preferita spiega “Sono innamorata dell’acquerello. In passato, non avevo approfondito bene questa tecnica per mancanza di occasioni pratiche, ma proprio per questo amore davvero intenso ho poi deciso di conoscerlo e sperimentarlo. L’acquerello mi soddisfa più di ogni altra tecnica. É innanzitutto simbolo di luce e nel contempo di trasparenza. In esso persino le ombre diventano elementi radiosi, che sprigionano bagliori di luce e colore” e aggiunge “Inoltre, ritengo sia divertente e stimolante anche la stesura dei colori sulla carta, al posto della tela tradizionale”.

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“Spoleto incontra Venezia” mette in luce la straordinaria arte mistica dell’artista Monika Mecarelli

Si preannuncia un’iniziativa altisonante la corposa esposizione artistica di “Spoleto incontra Venezia” presso il prezioso contesto di Palazzo Falier, a Venezia, affacciato proprio davanti al Canal Grande, che avrà l’egida curatoriale del critico Vittorio Sgarbi e l’organizzazione del manager Salvo Nugnes. L’evento sarà inaugurato in data Sabato 27 Settembre e resterà in loco fino al 24 Ottobre 2014. Nel novero degli artisti scelti per partecipare, spiccano nomi del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì, accanto a esponenti di talento del panorama attuale, come Monika Mecarelli, che porterà in visione la sua arte ispirata dal misticismo simbolico, rivisitato in formula di originale personalizzazione.

 

La Mecarelli si dedica all’ambito figurativo spaziando dall’acquerello alla grafica, dalla decorazione per arredo di alto design alla pittura, incluso quella su tessuto sul quale realizza opere con soggetti derivanti dalle immagini sacre, con particolare riferimento all’iconografia ortodossa russa. Di recente, ha orientato la sua ricerca sperimentale verso uno stile d’impronta più moderna e contemporanea.

 

Nelle sue creazioni si delineano tragitti ordinati o di complessa articolazione, che le fitte trame metalliche imprimono sulle tele ancora intatte. Questi incroci vogliono esprimere insieme il concetto di dilemma e quello di soluzione, come se una delle due forze superasse l’altra, in una sfida simulata virtualmente. Il metallo racconta e descrive l’energia di un periodo, nel quale risultava quasi necessario e imprescindibile attribuire una chiave interpretativa di esercizio esistenziale irrinunciabile.

 

Le sequenze d’intreccio, senza opporsi tra loro, generano emozioni transitorie e bloccano rendendo definitivo l’attimo sublime della casualità, fermandolo nel suo moto mai scontato. Talvolta, comprimono e danno ordine al variabile fluire del tempo, del suono, dello sguardo, nell’intento di formare connessioni di armonico equilibrio per inglobare l’elemento mutevole all’interno di una memoria inconfutabile e ben tangibile. In tale prospettiva l’uso del colore diventa quasi sempre superfluo, nel percorso di traduzione dell’attimo istantaneo, che lo trasforma in -cose- accorpando visioni essenziali, ma ricche di profondi contenuti comunicativi, da condividere con il fruitore.

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