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Odysséas: il lungo viaggio prog-rock dei Syndone

Marco Minnemann e John Hackett gli special guest nel quinto disco della band: un concept ispirato al mito omerico, affascinante progressive italiano tra novità e tradizione. In copertina ‘A Oriente’ di Lorenzo Alessandri
 
Fading Records
è lieta di presentare:
ODYSSÉAS
… I Syndone con Marco Minnemann e John Hackett…
Fading Records/Altrock 2014
13 brani, 50 minuti
“Nel viaggio c’è l’essenza dell’uomo, l’idea di spingersi sempre oltre per “cercare”. Amiamo le persone proiettate costantemente alla ricerca di qualcosa, di qualcuno: noi stessi siamo così. Non crediamo alle persone che si considerano “arrivate”. Quale opera allora poteva affiancare meglio il concetto di viaggio (interiore ed esteriore) se non l’Odissea? Questa esigenza di spinta continua verso la sperimentazione e la ricerca può essere vista come l’essenza stessa della musica prog”. Il lungo cammino dei Syndone, partito alla fine degli anni ’80 nell’epoca d’oro della rinascita progressive e giunto ora al quinto disco Odysséas, trova un riferimento esistenziale e letterario davvero importante: il viaggio, il percorso di scoperta e conoscenza, il guardare avanti e altrove come metafora di una musica sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo.
La rock band torinese, tornata nel 2010 dopo un lungo periodo di silenzio, è praticamente inarrestabile: il tastierista Nik Comoglio, il vocalist Riccardo Ruggeri e il vibrafonista Francesco Pinetti, dopo due ottimi album come Melapesante (2010) e La bella è la bestia (2012) tornano con Odysséas, il loro disco più ambizioso e completo. Ancora una volta un concept album – in copertina A Oriente (1979), splendida tela del compianto Lorenzo Alessandri, uno dei padri del surrealismo italiano – ma con la nuova etichetta Fading Records, collana progressive della AltRock, label nostrana tra le più seguite al mondo. Il prog-rock dei Syndone, possente, articolato e accattivante, punta alla novità e alla complessità senza dimenticare lo slancio melodico e il rispetto della tradizione, come sostiene Comoglio: “Unitamente alla ricerca del nuovo bisogna onorare le radici della musica che tentiamo di modernizzare: questo è il motivo per cui uso sempre suoni di tastiera vintage e analogici accanto a elementi freschi molto forti come il drumming di Marco, la scrittura di Francesco o l’uso personalissimo e geniale del cantato di Rik. È un modo per farti vedere cosa c’è al di là di un muro alto, dandoti però la sensazione di restare sempre con i piedi per terra”.
Al trio si sono affiancati numerosi collaboratori e due special guest altisonanti, Marco Minnemann e John Hackett. Il popolare drummer tedesco (ha suonato, tra gli altri, con Steven Wilson, Adrian Belew, The Aristocrats, Levin e Rudess etc.) ha registrato tutte le parti diventando qualcosa in più di un semplice ospite: “Ho appena registrato la batteria nel mio studio per questi fortissimi ragazzi della band italiana Syndone. Un gruppo con il quale lavorare è stato veramente piacevole. Non vedo l’ora di ascoltare tutto. E’ stato un piacere registrare per loro”. Insieme a lui un altro straordinario musicista ha offerto la sua arte a Odysséas: John Hackett, flautista colto ed eclettico, noto soprattutto per la sua collaborazione con il fratello Steve Hackett. “E’ stato un immenso piacere registrare con i Syndone e aggiungere il mio flauto a una scrittura così raffinata. Grazie!”. I Syndone sono pronti per questa nuova avventura, con tanto di concerti che verranno presto annunciati.
Info:
Syndone:
Fading Records:
Ufficio Stampa Synpress44:
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Acqueforti: il nuovo disco di Nik Comoglio

Apprezzato da Dario Fo e Franca Rame per la sua sensibile e personale interpretazione del Mistero Buffo, il nuovo album del musicista torinese guarda alla musica classica e al jazz dopo l’esperienza delle opere rock. Nasce la ‘Mésaillance’

COMUNICATO STAMPA

Acqueforti

La nuova opera di Nik Comoglio

(4 brani, 53 minuti)

La cultura, la natura e la spiritualità sono l’anima di Acqueforti, il nuovo album del compositore Nik Comoglio, che con raffinata leggerezza e un’inclinazione mai sopita verso la fusione di diversi generi, classico e jazz ad esempio, compie un’evoluzione del progressive delle origini, un incontro e un gioco di impegno e lirismo. Non è possibile chiudere Acqueforti in un genere o stile ed è l’autore stesso che ne propone il nome – Mésaillance – per una nuova idea di musica colta, che parte dal presupposto che l’espressione e l’emozione sono il fulcro attorno al quale ruota tutto il lavoro di contaminazione di linguaggi e di esperienze.

La cultura personale dell’autore gli ha consentito di reinterpretare Maria alla croce, un brano di Dario Fo tratto dal Mistero Buffo, con profondo rispetto e animo commosso, tanto da aver avuto anche l’apprezzamento del Maestro e di Franca Rame, prima e superba interprete. Acqueforti si avvale di professionisti giovani ma affermati e ispirati come Umberto Clerici, che dona al violoncello molteplici colori; Didie Caria e Chiara Taigi, quest’ultima nella difficile e suggestiva interpretazione di Maria. Acqueforti, composto e orchestrato da Nik Comoglio, è stato realizzato con l’Orchestra Filarmonica di Torino, diretta dal M.ro Luciano Condina, e il Trio di Torino (Lamberto, Clerici, Fuga). E’ stato masterizzato da Andy Walter nei celebri studi di Abbey Road a Londra.

Un disco affascinante, che si ascolta con piacere e agevolezza nonostante la complessa architettura che lo sostiene, e ha il pregio di spingere all’estremo la tradizione e l’innovazione in un unico “ambiente”. Potremmo definire Nik Comoglio un’esploratore della contemporaneità per la sua ampia vena compositiva e per il suo carattere sempre alla ricerca di nuove modalità espressive. Il progressive con i Syndone negli anni ’90, le colonne sonore, il teatro, dopo Tarot – La spirale del Tempo e Anima di legno, due opere dal carattere “esoterico”, segno di una maturazione artistica profonda e continua, Comoglio approda ad Acqueforti con entusiasmo, confronto e impegno.

Le composizioni di Nik Comoglio sono spesso eseguite nell’ambito di concerti di musica classica e contemporanea, come il 19 dicembre 2008 al Rotary Club di Torino e il 10 giugno 2009 al 36mo Convegno Nazionale dell’Associazione Italiana di Acustica. Si potrà apprezzare la sua vena compositiva il 24 settembre 2009 per il concerto di Umberto Clerici con l’Orchestra Sinfonica di Rivoli presso il Conservatorio di Torino assieme a quelle di Sollima, Mozart e Haydn.

Info:
Nik Comoglio

http://www.nikcomoglio.it

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