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INQUINAMENTO ACUSTICO? PER GLI ITALIANI LE CAUSE PRINCIPALI SONO: MOTO E MOTORINI (44%), CLACSON (17%) E LE SIRENE ANTIFURTO (16%)

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  • 20 Novembre 2012

Un’indagine di Direct Line mostra quali rumori sono percepiti dagli italiani come maggiormente fastidiosi.

 

 

Quando si parla di traffico si pensa subito alla qualità dell’aria che respiriamo e a quanto incide sul benessere dei cittadini. Eppure c’è un altro fattore da tenere in considerazione per migliorare la qualità della vita: l’inquinamento acustico. Spesso causa di stress, a volte sottovalutato, l’inquinamento acustico viene percepito dal cervello e non sempre ci si accorge dei danni che può causare.

 

Quali sono dunque i rumori più fastidiosi che è possibile percepire in un centro abitato? Il Centro Studi e Documentazione Direct Line, la più grande compagnia di assicurazioni on line, ha posto la domanda direttamente agli italiani, scoprendo che secondo quasi 1 italiano su 3 (32%) i principali responsabili dell’inquinamento acustico urbano sono i motorini, spesso in circolazione con marmitte modificate. Al secondo posto nella classifica dei rumori molesti il 17% del campione ha posto il clacson, specialmente in occasione di tratti di strada particolarmente trafficati e nelle ore di punta. Sul podio, anche se sul gradino più basso, gli amati/odiati antifurti: utili e apprezzati dissuasori contro i ladri, ma troppo rumorosi durante la notte secondo il 16% degli italiani.

 

Seguono in questa particolare classifica il rumore del traffico stradale intenso (15%), le moto di grossa cilindrata (12%) e il rumore provocato dallo svuotamento della raccolta del vetro (5%). Meno percepiti come rumori molesti risultano essere le sirene dei mezzi di emergenza (2%), come macchine della polizia, camion dei vigili del fuoco o ambulanze, e lo sferragliare sulle rotaie dei tram di vecchia generazione (1%).

 

L’età anagrafica incide sulla percezione dei rumori? I dati Direct Line mostrano che i motorini ‘truccati’ infastidiscono il 28% degli under25, percentuale che sale al 43% se il focus si sposta sugli over 45.

 

L’indagine di Direct Line offre anche uno spaccato regionale interessante: i motorini disturbano in maggioranza i veronesi (47%) mentre le sirene di mezzi di soccorso rientrano nei casi di inquinamento acustico peggiore per l’8% dei palermitani. Torinesi e fiorentini (3%) sono tra coloro che lamentano maggiormente lo stridio dei tram su rotaia nel centro storico, mentre per ben il 10% dei cagliaritani e il 9% dei milanesi il momento della raccolta del vetro viene considerato il peggiore. Romani (15%) e bresciani (10%) sono invece coloro che risultano più infastiditi dal passaggio di motociclette di grossa cilindrata. Nessuna particolarità viene rilevata dai bolognesi: all’ombra delle due torri è infatti il traffico automobilistico in generale a rompere i timpani al 22% dei cittadini.

 

‘Spesso l’inquinamento acustico viene sottovalutato, tanto che nelle grandi città, dove rumore e caos sono all’ordine del giorno, non ci si fa quasi più caso – commenta Barbara Panzeri, Direttore Marketing Direct Lineè importante invece riflettere sulle conseguenze che rumori forti possono causare nella vita quotidiana e soprattutto su grado di attenzione alla guida, per esempio suonare il clacson mentre si è in coda può irritare e distrarre i guidatori. Bisogna invece sempre tenere i sensi all’erta mentre si è al volante, infatti  rumori improvvisi, bruschi e di decibel elevati possono influire negativamente sulla concentrazione.’

 

 

 

 

Effetti dannosi che  l’inquinamento acustico può provocare

  • stanchezza
  • ansia
  • irritabilità
  • insonnia
  • disturbi gastrici (dello stomaco)
  • disturbi cardiaci (del cuore).


 

 

Dati del Ministero dell’Ambiente sui dei livelli sonori (in dBA)  in relazione a varie sorgenti di rumore.
Decibel      Sorgente rumore

10/20        Fruscio di foglie, bisbiglio
30/40        Notte agreste
50             Teatro, ambiente domestico
60             Voce alta, ufficio rumoroso
70             Telefono, stampante, Tv e radio ad alto volume
80             Sveglia, strada con traffico medio
90             Strada a forte traffico, fabbrica rumorosa
100           Autotreno, treno merci, cantiere edile
110           Concerto rock
120           Sirena, martello pneumatico
130           Decollo di un aereo jet

 

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Direct Line è la più grande compagnia di assicurazioni auto on line in Italia. Direct Line ha rivoluzionato il mercato delle assicurazioni lanciando nel 1985 nel Regno Unito la vendita di polizze auto senza intermediari. Oggi è leader in Europa con oltre 6 milioni di clienti. www.directline.it.

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Inquinamento acustico e atmosferico

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  • 16 Luglio 2010

Quando si parla dei problemi che maggiormente affliggono la nostra epoca, l’inquinamento è uno dei termini che ricorrono maggiormente.

Impianti industriali, traffico, scarichi di ogni tipo….nelle nostre città l’inquinamento regna sovrano, in tutte le sue forme, e anche se si tratta di un problema presente ormai da tempo immemore nell’agenda dei grandi del mondo, e nonostante i continui inviti ai singoli cittadini affinché ognuno faccia la sua parte, sembra sempre che si faccia troppo poco per ridurre l’inquinamento, e i suoi effetti negativi, seppur in minima parte.

Quando si parla di inquinamento, la maggio parte delle persone pensa automaticamente all’inquinamento di tipo atmosferico, ma ci sono molti altri tipi di inquinamento, ognuno dei quali può essere causa di disagi e fonte di stress, e per ognuno dei quali bisognerebbe attuare delle specifiche soluzioni. Qualche esempio? L’inquinamento acustico, per esempio, al quale si potrebbe ovviare, almeno in parte, con l’insonorizzazione acustica degli edifici. L’inquinamento sonoro, anche se meno “popolare” rispetto a quello atmosferico, è comunque una piaga delle nostre società; provate a pensare ad una qualsiasi delle nostre città: il rumore dei motori e dei clacson provenienti dalle strade, la musica ad alto volume di molti locali, i suoni non proprio piacevoli prodotti da fabbriche, cantieri e aeroporti…i danni che tutte queste fonti di rumore possono provocare riguardano non solo il nostro apparato uditivo, ma anche la nostra salute mentale: una prolungata esposizione a rumori molesti può provocare, infatti, stress e malessere generale. In particolare, possono presentarsi veri e propri effetti di danno ad un dato organo o sistema, degli effetti di disturbo, ossia delle alterazioni solo momentanee di un organo o sistema, o annoyance, ossia un senso di fastidio. Non a caso esistono delle normative ben precise, sia per quanto riguarda i locali che gli impianti industriali, che impongono dei limiti oltre i quali non si può andare, e che prevedono che certi edifici non possano essere costruiti in prossimità di centri abitati. Per ridurre gli effetti dell’inquinamento acustico gli edifici possono dotarsi, per esempio, di pannelli fonoisolanti, che possono essere assemblati per realizzare cabine insonorizzanti, barriere e pareti divisorie. Nel caso di edifici in cui hanno luogo dei processi produttivi molto rumorosi, è necessaria invece una vera e propria progettazione acustica per l’insonorizzazione industriale.

Le fabbriche sono tra le maggiori artefici non solo dell’inquinamento acustico, ma anche di quello atmosferico. Le polveri e i fumi prodotti in molti impianti industriali durante determinati processi produttivi possono essere molto dannosi per l’ambiente e per la salute dell’uomo. Per cercare di limitare i danni, tali industrie devono dotarsi di impianti di aspirazione e filtrazione industriale di fumi e polveri sempre più efficaci, come ha fatto, di recente, IIVA, l’acciaieria di Taranto che all’inizio dell’anno ha inaugurato un nuovo impianto di aspirazione e depolverizzazione dei fumi prodotti, un macchinario che filtra tali sostanze prima che vengano immesse nell’atmosfera. Gli effetti positivi, con un impianto del genere, non riguardano solo l’ambiente esterno, ma anche quello interno alla fabbrica, dato che i filtri del nuovo macchinario riducono pure la polvere nell’ambiente di lavoro.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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