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Curare l’incontinenza rettale col metodo THD® GateKeeper

Le perdite accidentali di feci possono essere principalmente di due tipi: da una parte abbiamo i fenomeni episodici di “soiling” che si verificano di tanto in tanto e che sono caratterizzati da piccole fuoriuscite indesiderate, mentre dall’altra si parla di vera e propria incontinenza rettale quando la frequenza e l’entità degli episodi sono elevate.

Logo THD GatekeeperQuesta terribile forma di incontinenza – persino peggiore dell’incontinenza urinaria – è causata da un mancato controllo dello sfintere e vede, fra le sue conseguenze, un crollo drastico della qualità della vita soprattutto in presenza di problemi cronici.

Le persone perdono progressivamente autostima e voglia di stare in mezzo agli altri, confinandosi il più possibile tra le sicure pareti di casa. Il tutto a causa di un problema che, peraltro, in molti casi è perfettamente risolvibile!

Chi si trova nella sfortunata situazione di affrontare i sintomi deve assolutamente evitare di nascondere la testa sotto alla sabbia: difficilmente il disturbo passerà da solo e, anzi, è possibile addirittura che peggiori se non trattato adeguatamente.

Il consiglio migliore che si possa dare a chi ne è colpito è rivolgersi a un medico specialista o a un centro specializzato, dove siano disponibili metodiche efficaci per la cura dell’incontinenza rettale. Come ad esempio nei centri specializzati nel metodo mini invasivo THD® GateKeeper, che offre risultati estremamente soddisfacenti sia nel breve che nel lungo periodo.

 

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Incontinenza rettale, cos’è e come si manifesta

Carta igienicaSecondo una definizione a cura di Whitehead et al. (1999), l’incontinenza fecale viene definita come “Il passaggio, ricorrente e incontrollato, di materiale fecale in un individuo con un’età di sviluppo di almeno 4 anni”.

Ciò significa che questo problema è distinto e diverso dalle perdite che possono colpire i bambini; mentre infatti nei soggetti più piccoli le perdite sono nella stragrande maggioranza dei casi dovuti al fatto che non sono ancora state affinate le capacità di controllo dello sfintere, quando si parla di individui di età superiore le cause sono spesso altre.

La defecazione è infatti un atto complesso che coinvolge numerosi aspetti: la funzionalità sfinteriale e rettale, le sensazioni percepite a livello anorettale, volume e consistenza delle feci, e così via. Anche solo un’anomalia può avere come conseguenza delle perdite accidentali, talvolta non prevedibili e repentine.

Le cause scatenanti dell’incontinenza rettale possono essere anche precisi disturbi o patologie, come ad esempio colite ulcerosa, malattia di Crohn o diarrea cronica; disturbi congeniti (es. ano non perforato); traumi di natura anale od ostetrica, fistole anali, tumori, prolasso rettale ed esiti negativi di interventi come l’emorroidectomia (la rimozione chirurgica delle emorroidi).

È evidente che, a fronte di un problema solo (l’incontinenza), le cause a monte possono essere diverse e talvolta essere più d’una contemporaneamente; si raccomanda pertanto di chiedere aiuto al medico, poiché è solo stabilendole con precisione che si potranno adottare le terapie giuste.

 

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