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La diffusione dell’ICT nelle PMI italiane

L’economia italiana è caratterizzata in maggioranza da PMI (Piccole e Medie Imprese) che, almeno fino a poco tempo fa, avevano ben poco a che fare con l’ICT. L’Information and Comunication Tecnology è sempre stato un campo misterioso per le piccole e medie imprese italiane. Almeno prima dell’avvento e della diffusione di internet, quando molte aziende, anche piccole, hanno visto crescere esponenzialmente i propri ricavi, soprattutto per le potenzialità della rete, che è stata capace, in poco tempo, di dare respiro globale a business fino allora strettamente geolocalizzati.

In relazione a questo fenomeno, un po’ sociale e un po’ industriale, le aziende che hanno spostato il loro business online hanno avuto a poco a poco la necessità di gestire digitalmente i dati prima cartacei o simili.

Ecco l’avvenire di software gestionali, capaci di interfacciarsi con il sistema di prenotazione e di vendita online, compatibile con le più diffuse suite di office, fogli di calcolo, documenti di testo inoltre, in grado di racchiudere, in un unico sistema, la gestione del magazzino, dei clienti e dei fornitori, le entrate e le uscite e tutte le procedure aziendali prima gestite con una mole ragguardevole di carta ed altro materiale.

Possiamo quindi dire che l’ICT nelle PMI si è sviluppato o meglio, si sta sviluppando nella misura in cui le aziende si aprono a business online ed anche, dal momento che i software gestionali, i sistemi di archiviazione cominciano ad essere richiesti anche dal punto di vista normativo e fiscale.

Insomma le aziende chiedono all’ICT la flessibilità e la possibilità di ottimizzare risorse e costi di mantenimento dell’apparato organizzativo e, se supportati da imprese professionali e specializzate,ci sono diverse testimonianze di eccellenza in cui l’ICT per le PMI non solo facilita il lavoro ma soprattutto lo rende efficiente ed efficace.

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