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L. Ron Hubbard, 80 anni di carriera come scrittore

Milano, 9 luglio 2014. “L. Ron Hubbard ‘compie’ 80 anni come scrittore”, la notizia arriva da Hollywood, nota per essere la capitale mondiale del cinema, ma anche sede dell’agenzia letteraria di L. Ron Hubbard. Il passaparola relativo all’anniversario di Hubbard, corre su un filo che unisce milioni di amici e lettori appartenenti a tre generazioni in tutto il mondo.

“Pur non perdendo di vista ciò che L. Ron Hubbard rappresenta come fondatore di Dianetics e Scientology”, afferma Renato Ongania, responsabile italiano delle relazioni pubbliche personali di L. Ron Hubbard, “E’ uno degli autori di narrativa popolare più costanti e più letti al mondo, con qualcosa come cinquanta milioni di libri venduti a livello internazionale e tradotti in più di trenta lingue”.

La carriera di L. Ron Hubbard come scrittore professionista è iniziata nel bel mezzo della grande crisi che colpì gli States nel ’29. La grande depressione, detta anche crisi del 1929, grande crisi o crollo di Wall Street, fu una drammatica crisi economica che sconvolse l’economia mondiale alla fine degli anni Venti, con gravi ripercussioni durante i primi anni del decennio successivo. La sua carriera come scrittore, ancora studente di ingegneria alla George Washington University.

L. Ron Hubbard diede inizio alla brillante carriera di scrittore professionista

con la pubblicazione di Il Dio Verdenell’edizione di febbraio 1934 del ‘Thrilling Adventures’.

Ad annunciarlo è Author Services Inc., l’agenzia letteraria di Hubbard nata nel 1982 per soddisfare la continua richiesta dei lettori.

“Hubbard, 23-enne, andò a Encinitas, appena a nord di San Diego (California), e cominciò a scrivere un racconto al giorno da 4.500 a 20.000 parole di lunghezza, per poi sottoporlo agli editori di New York ed entrare nel mercato”- dichiara John Goodwin, responsabile degli Affari Pubblici di Author Services – “Dopo appena sei settimane, ha venduto le sue prime due storie. Come altri grandi scrittori pulp, tra cui Edgar Rice Burroughs, Raymond Chandler, Agatha Christie e Dashiell Hammett, Hubbard divenne rapidamente un pilastro della narrativa popolare nel 20° secolo. Tuttavia, Hubbard possedeva delle differenze rispetto agli autori del tempo perché le sue storie riguardavano un ampio spettro di generi: avventura, western, giallo, thriller, fantasy, fantascienza e anche qualche storia d’amore, e usava 15 pseudonimi. Poiché le storie di L. Ron Hubbard erano ‘character driven’, sono rimaste senza tempo, offrendo grandi storie per una vasta gamma di lettori”. Goodwin aggiunge, “Questo aiuta a spiegare la loro accettazione popolare in così tanti ambienti tra loro diversi, si va infatti da un pubblico di lettori camionisti, militari, ma anche studenti dei programmi di lettura nelle scuole superiori.”

Author Services è stata impegnata nella ripubblicazione dei suoi scritti Pulp. La collana Pulp Storie dell’Età d’Oro contiene 153 racconti tutti scritti da Hubbard negli anni tra il 1930 e il 1940, includendo ampiamente quel periodo d’oro per il mondo della fantascienza. La versione di stampa di ogni lavoro comprende la l’arte della narrativa Pulp che originariamente ha accompagnato la storia delle pubblicazione su rivista. Inoltre, ogni titolo offre un full-cast, una presentazione teatrale con audio integrale completo corredato da un tema musicale ed effetti sonori tridimensionali.

IN ITALIA

“In questi giorni in Italia”, afferma Renato Ongania, “Stanno venendo organizzati eventi privati nelle maggiori città per gli amici di L. Ron Hubbard e per tutti coloro che possiedono una scintilla di creatività e vogliono conoscere L. Ron Hubbard sotto il profilo artistico. Il retaggio che ci ha lasciato è talmente importante da aiutare noi stessi a comprendere meglio il concetto stesso di Arte”.

Da un estratto del saggio “O le arti o sfamarti”, pubblicato sul volume biografico “Scrittore”, L. Ron Hubbard scrive:

“Secondo Voltaire, se si deve discutere, bisogna definire i propri termini e, di sicuro, è impossibile tracciare una linea di demarcazione tra arte e spazzatura, dato che il punto dove l’una finisce e l’altra inizia dipende interamente dal gusto della persona che opera tale distinzione. Quindi, a meno che non sia possibile scoprire qualche principio generale con il quale conciliare tali questioni, continueremo a incespicare, a barcollare e a chiedere scusa. Ho scoperto per puro caso ciò in cui sembra consistere tale principio generale”.

Per maggiori informazioni su L. Ron Hubbard, andare a http://www.lronhubbard.org.

Per maggiori informazioni sulle opere di narrativa di L. Ron Hubbard, visitare il sito http://www.galaxypress.com.

Per ulteriori informazioni sui Author Services, Inc. andare a http://www.authorservicesinc.com.

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Milano Art Gallery – L’artista della Casa Reale dei Savoia, Piercarlo Malinverni prolunga la mostra “Le Dive nell’arte”

A fronte dell’ottimo consenso di pubblico e di critica di settore, la mostra pittorica “Le Dive nell’arte” di Piercarlo Malinverni noto come “l’artista della Casa Reale dei Savoia” verrà prorogata fino al 19 aprile. L’esposizione si trova nello storico contesto della “Milano Art Gallery” in via G. Alessi 11 a Milano, è organizzata dal manager produttore di grandi eventi Salvo Nugnes ed è visitabile con ingresso libero.

 

Le originali creazioni si ispirano alle mitiche dive del cinema degli anni 50/60, le splendide attrici di fama internazionale, che hanno incantato milioni di fans e restano eteree icone di fascino seduttivo senza tempo. Attraverso le opere di Malinverni rivivono in tutto la loro ammaliante bellezza. Sul confronto tra mondo dell’arte e mondo del cinema, Malinverni afferma “C’è sintonia in questo parallelismo. Emerge un humus, che è esaltante e continua a proporre nuovi stimoli, perché il mondo del cinema e del teatro, con le sue maschere e le sue finzioni, è il paradosso della vita stessa. L’idea delle attrici è stata quella di coagulare, di fissare su tavola il momento di gloria della loro bellezza estrema e renderla eterna, con qualche simbolo, che alcune cose significative dei loro film famosi e alcuni accenni allo loro vita privata, in qualche caso anche un po’ in stile gossip piccante. Secondo me in arte niente deve essere scontato, i messaggi, i simboli vanno letti e interpretati dal fruitore con la sua personale sensibilità intuitiva“. E spiega “nutro molta riverenza verso la bellezza femminile e le dive degli anni 50/60 idealmente rappresentano le nostre madri“.

 

L’organizzatore Salvo Nugnes dice “Le originali rappresentazioni dall’atmosfera un po’ retrò e dal gusto romantico e poetico offrono l’opportunità di recuperare l’emozionante magia del cinema, di immergersi nei suggestivi ricordi, di ripercorrere nella memoria momenti speciali vissuti e stimolare l’immaginario fantastico“.

 

Piercarlo Malinverni vanta tra i suoi più affezionati clienti estimatori i membri della Casa Reale dei Savoia, che gli hanno commissionati vari lavori importanti. Con loro si è instaurato un rapporto di calorosa amicizia che dura ormai da tanto. Malinverni racconta “mi hanno commissionato opere legate ad atmosfere marine e altre in stile materico-astratto“.

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L’entusiasmo di Piercarlo Malinverni detto l’artista della Casa Reale dei Savoia per il prolungamento della sua mostra presso la Milano Art Gallery

Abbiamo raggiunto telefonicamente per una breve intervista il Dott. Piercarlo Malinverni, detto anche “l’artista della Casa Reale dei Savoia”, a seguito del prolungamento, a grande richiesta, fino al 19 aprile della sua mostra personale “Le Dive nell’arte” organizzata dal manager Salvo Nugnes presso la Milano Art Gallery, in via G. Alessi 11, a Milano.

 

1) Ci è giunta notizia, che la sua mostra “Le Dive nell’arte” allestita nello storico contesto della “Milano Art Gallery” sarà prorogata su grande richiesta fino al 19 aprile; è compiaciuto degli ottimi consensi, che sta riscuotendo?

Sì, devo dire che sono molto sodisfatto e mi fa molto piacere questa richiesta di prolungamento dato il successo che sta ottenendo.

 

2) Ci racconta quali tecniche ha utilizzato per le opere in stile astratto, materico-informale, che affiancano i quadri dedicati alla favolose dive del cinema?

Ho usato materiali compositi, abbinando al colore acrilico e a olio inserti di oggetti di consumo, oggetti trovati, di scarto, che nell’opera acquisiscono una loro dignità, dando una composizione pittorica al tutto e lanciando nel contempo messaggi ecologisti e contro il degrado.

 

3) Sappiamo, che usa anche delle carte speciali ottenute attraverso una procedura particolare, che risale al 1500; Come ha approcciato questa fantasiosa idea e come la applica nel suo percorso artistico?

Durante i miei studi accademici di pittura avevo avuto notizia di questa metodica della marmorizzazione per creare un effetto di finto marmo per cui sono andato in una Bottega a Firenze da un artigiano che produceva queste carte e le ho realizzate nel suo laboratorio con i colori che mi interessavano. È una tecnica che risale al Rinascimento, addirittura a metà del ‘400 e prevede l’utilizzo di pigmenti puri polverizzati, inchiostri e fiele di bue che vengono appoggiati su uno strato di gel di alghe all’interno di una vasca piena d’acqua, dopo di che si lavora con una spatola per ottenere gli effetti desiderati e si appoggia una carta assorbente per cui si ottiene in trasferimento di quello che viene fatto sul gel di alghe sulla carta, dopo di che va asciugata e passata su un rullo. Dal foglio che si ottiene, alcune parti riuscite pittoriche, vengono utilizzate per essere inserire nel quadri. È una tecnica laboriosa, ma mi ha sempre dato soddisfazioni e ha sempre avuto molti consensi inserendola anche in paesaggi informali.

 

4) È vero, che sarà realizzata un’apposita brochure in formato catalogo su questa mostra di successo? Come verrà strutturata?

Sì, è un’iniziativa del manager Salvo Nugnes che ha deciso di fermare anche con una pubblicazione il successo avuto nella mostra. Il catalogo riporterà alcune opere relative alla Dive di Hollywood degli anni ’50 e ’60 ed alcune opere astratte, in più un mio autoritratto.

 

5) Quali sono i suoi progetti futuri dopo questa prestigiosa esposizione? Su quale nuova ricerca stilistica pensa di concentrarsi?

Ho avuto molte richieste di ritratti eseguiti chiaramente in modo libero e moderno. La mia ricerca sarà sempre comunque finalizzata all’astrazione e alle opere concettuali.

 

6) Essendo anche un talentuoso ritrattista, quali sono i soggetti che ha raffigurato di recente? Da amico e artista di fiducia dei membri di Casa Savoia ha mai ritratto qualcuno di loro?

Di recente ho realizzato un ritratto di Papa Francesco, e un ritratto del Principe Emanuele di Savoia, che è ancora da ultimare diciamo. È il primo ritratto che realizzo per la Casa Reale dei Savoia, anche se hanno già altre mie opere di altro genere e sono in contatto con loro, siamo amici da anni. Un ritratto illustre che feci in passato fu quello del pugile Parisi realizzato subito dopo il suo successo olimpico a Seul, nell’88.

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Le parole di Piercarlo Malinverni “l’artista della Casa Reale dei Savoia” sul grande successo ottenuto dal vernissage della sua mostra “Le Dive nell’arte”

Il poliedrico artista Piercarlo Malinverni detto “l’artista della Casa Reale dei Savoia” è stato raggiunto telefonicamente per un intervista sul vernissage della mostra “Le Dive nell’arte”, organizzata dal manager Salvo Nugnes, presso la storica “Milano Art Gallery“. Durante l’inaugurazione, che ha ottenuto un notevole successo e riscontro, erano presenti molti vip, tra cui il noto scrittore di noir Andrea Pinketts, la giornalista Annamaria Consolaro volto “meteo” di Mediaset, alcuni comici di Zelig e diverse personalità dal “sangue blu”.

 

D: Ci è stato riferito che erano presenti alla sua mostra alla Milano Art Gallery diversi ospiti speciali. Si aspettava la presenza di così molti personaggi famosi alla mostra? Ne è soddisfatto?

R: Sono soddisfattissimo e mi sento veramente onorato di tanta partecipazione di persone qualificate.

 

D: La mostra è intitolata “Le Dive nell’arte“. Un commento nel confronto tra mondo dell’arte e mondo del cinema?

R: C’è sintonia in questo parallelismo, emerge un humus che è esaltante e continua a proporre nuovi stimoli, perché il mondo del cinema e del teatro, con le sue maschere e le sue finzioni, è il paradosso della vita stessa. L’idea delle attrici quindi è stata quella di coagulare, fissare su un tavola, il momento di gloria della loro bellezza estrema e renderla eterna, con qualche simbolo che indicasse alcune cose significative dei loro film famosi e alcuni accenni alla loro vita privata, in qualche caso anche un po’ piccante. Secondo me in arte niente deve essere scontato, i messaggi, i simboli vanno letti dal fruitore.

 

D: Come nascono la passione e l’amore per le grandi dive di Hollywood?

R: Innanzitutto per una riverenza verso la bellezza femminile e poi per l’idea che le dive degli anni Cinquanta e Sessanta idealmente rappresentano le nostre madri.

 

D: Una riflessione sul concetto di arte; cosa significa essere artisti nell’epoca attuale?

R: L’arte è l’essenza della vita, per me la vita senza arte avrebbe poco senso. L’arte, oggi come ieri o nel Rinascimento, è uno dei più grandi stimoli che ci può essere per l’uomo, potrebbe essere proprio un punto d’arrivo a cui dedicare una vita intera. Secondo me per l’arte, vale la pena vivere.

 

D: Ci spiega il significato di gestalt, l’essenza della visione?

R: Gestalt nel senso di intrusione della materia altra all’interno di un’opera d’arte, recuperata anche da oggetti casuali oppure trovati, che a volte diventano proprio il centro del quadro, un punto di partenza per realizzare un’opera. Possiamo dire che si crea un parallelismo tra l’arte e il messaggio sociale che ci può essere nell’opera, ad esempio l’ecologia o un richiamo all’uomo per essere più attento nei confronti del Mondo. L’incremento continuo della tecnologia inventata negli ultimi anni va a discapito della natura, si creano un sacco di detriti e oggetti di consumo che diventano difficili da smaltire, alcuni rifiuti rimangono nell’eternità, quindi possiamo dire che c’è un tentativo anche di un messaggio sociale.

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EXTENSION DI CIGLIA: LA MODA IMPAZZA ED È BOOM PER XXL LASHES

Katy Perry, Jennifer Lopez, Jessica Alba, Cameron Diaz: non c’è star di Hollywood che non si sia fatta catturare dalla nuova tendenza delle extension di ciglia. Un successo che ha permesso alla XXL Lashes, brand leader nel settore, di registrare un vero e proprio boom di fatturato, grazie anche alla vincente unione tra qualità di prodotti e prezzi all’ingrosso. L’azienda, che si rivolge principalmente ai professionisti del settore, ha uno shop on line dove è possibile acquistare tutto quello che riguarda il mondo delle extension di ciglia: dai kit alla colla, dalle ciglia di ogni colore e misura ai corsi di formazioni e i video tutorial.

Colorate, con strass, lunghissime e folte, oppure semplicemente brune e naturali. Le ciglia diventano un accessorio fondamentale del look, con il quale osare e divertirsi. Tutto merito del nuovo trattamento cosmetico delle extension di ciglia, tanto innovativo da aver conquistato le star di Hollywood, ma anche – visto i prezzi contenuti – noi comuni mortali. Nulla a che vedere con le ciglia finte alla Liz Taylor: le extension di ciglia vengono applicate ad una ad una, dando così un effetto del tutto naturale.
Il fatto che lo sguardo sia la parte fondamentale del trucco è la motivazione alla base del successo delle extension di ciglia. Ma non solo. Ad es., Naomi Campbell utilizza le extension di ciglia “per non avere lo stress di doversi levare il mascara tutte le sere”. Ed effettivamente, la particolarità delle extension è proprio quella di dare un super effetto mascara all’occhio.

Quali sono i vantaggi delle extension di ciglia rispetto alle vecchia ciglia finte?
– L’effetto naturale, dato dal particolare metodo di applicazione one-to-one: le ciglia vengono applicate una ad una direttamente sui cigli naturali, dando l’impressione di avere una propria radice. Le ciglia finte, invece, essendo applicate a strisce o a ciuffetti, direttamente sulla palpebra, danno un effetto artificiale e spesso peggiorano già a partire dal giorno dopo;
– Non danneggiano le ciglia naturali, come accade talvolta con quelle per capelli;
– Il trattamento è più sicuro perché la
– colla non viene mai a contatto con la pelle e quindi non c’è rischio di irritazioni;
– Sono più leggere e resistenti all’acqua: Questo le rende un prodotto ideale anche al mare, in palestra o in piscina. In ogni caso, è sempre bene seguire le regole di cura dettate dal vostro extensionista e non bagnarle o esporle al calore nelle 24 ore prima e dopo la seduta.

Quando durano le extension di ciglia? Possono durare fino a 2 mesi. Essendo applicate al ciglio naturale, la durata dipenderà dal ciclo di vita delle ciglia naturali. Se il ciglio è giovane, le extension dureranno di più, sennò potrebbe cadere anche dopo pochi giorni. Per chi volesse uno sguardo sempre al top, dunque, sono raccomandate delle sedute di riempimento ogni 2-4 settimane.

Quanto costa il trattamento? La XXL Lashes ha centinaia di centri sparsi in tutto il mondo e il costo del trattamento ovviamente varia da centro a centro. In linea di massima, però, possiamo dire che La procedura iniziale costa tra i 150 e i 200 euro. Il “ritocco” o i “riempimenti”, che sono richiesti ogni circa 2-4 settimane, costano invece 50-70 euro.

In questi video, scoprirete che la procedura di applicazione delle extension di ciglia è abbastanza complicata. Per intenderci, non potrete mettervele da sole, ma dovrete rivolgervi ad un bravo extensionista di ciglia. Vista la parte delicata su cui si va ad agire, assicuratevi che utilizzi prodotti sicuri e di qualità. Anche in questo caso, con la XXL Lashes andate sul sicuro.

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La pizza oggi fa tendenza e con lei Vesuvio il forno a legna professionale di Valoriani

La pizza è ormai riconosciuta a livello mondiale come un piatto da gourmet e con essa vengono valorizzati in Italia e nel resto del globo gli strumenti che hanno contribuito a decretarne il successo come ad esempio i forni a legna per pizza Valoriani, azienda Toscana che produce forni professionali in cotto refrattario.

Un tempo cibo popolare, la pizza è diventata quasi un oggetto di culto. Smessi i panni di piatto “povero” della tradizione italiana viene adesso investita dei più prestigiosi riconoscimenti. Sono lontani i tempi in cui nel film “Miseria e Nobiltà” il Principe della risata mangiava in piedi la pizza piegata, nella più rigorosa tradizione napoletana. Eppure le tecniche di realizzazione più apprezzate sono rimaste fino ad oggi immutate e i forni a legna, come quelli prodotti da Refrattari Valoriani di Reggello, sono co-interpreti di un successo davvero sempre più straordinario.

Da New York, metropoli che per eccellenza decreta tutte le tendenze più o meno durature che poi dilagano incontrastate per mezzo mondo, il fenomeno pizza napoletana si sta diffondendo poi per tutti gli States. Un dato che fa ben capire quanto questo piatto sia entrato profondamente nella cultura culinaria internazionale. I forni Valoriani con l’operato dell’azienda fiorentina e a quello dei suoi distributori sta conquistando sempre più ampie fette di mercato grazie a questa “nuova” moda.

Paradossalmente ciò che della pizza fa più tendenza è il suo profondo legame con la tradizione  e la sua italianità in ogni aspetto, dagli ingredienti agli strumenti utilizzati per cuocerla. La genuinità, dunque, che si traduce anche nel modo di cuocerla rigorosamente con forno a legna.

Proprio in quest’ottica il forno professionale Vesuvio di Valoriani sale agli altari non solo della cronaca gastronomica ma di tutto ciò che fa tendenza, e se la pizza finalmente sbarca anche al cinema divenendo co-protagonista di uno degli ultimi successi di Hollywood “Mangia, prega, ama”, i forni Valoriani conquistano il loro successo grazie alla dedizione con cui la famiglia Valoriani porta avanti un lavoro fatto di artigianalità e alta tecnica industriale nel realizzare dei forni al top della gamma.

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Grace Kelly a Roma, a due passi dall’Hotel Centrale

Fino al 28 febbraio 2010 a Palazzo Rupoli, in Via del Corso a Roma, si tiene un’interessantissima retrospettiva dal titolo “Gli Anni di Grace Kelly, Principessa di Monaco”. La mostra ripercorre la vita di una delle icone del ventesimo secolo, star di Hollywood e Principessa di Monaco, tragicamente scomparsa in un incidente d’auto nel 1972.
Tra le immagini della mostra, oltre ai suoi elegantissimi abiti ed alle foto di celebri fotografi, gli organizzatori hanno creato un filmato che raccoglie le migliori sequenze dei suoi film più famosi, tra cui “La finestra sul cortile” di Alfred Hitchcock..
Il tutto a pochi metri dal centro dell’Urbe, dove è sito l’Hotel Centrale, in grado di offrire la bellezza di un edificio storico, la comodità di una posizione centralissima ed un servizio apprezzato da tutti i clienti… senza dimenticare il prezzo, con un giusto rapporto costo beneficio !

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