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Giuseppe Nucci: bonificato il primo gruppo di scatole al plutonio

Sogin, la società di Stato incaricata della bonifica ambientale dei siti nucleari italiani e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, guidata da Giuseppe Nucci, ha concluso nell’ Impianto Plutonio (IPU) di Casaccia le attività di smantellamento del primo gruppo di scatole a guanti contaminate da plutonio. Lo smantellamento delle 55 scatole a guanti e delle apparecchiature relative verrà completato nel 2015.

Repubblica.it IPU Casaccia

E’ stato concluso nell’Impianto Plutonio (IPU) di Casaccia lo smantellamento del primo gruppo di quattro “scatole a guanti” contaminate da plutonio.

Realizzato nella prima metà degli anni ’60 ed operativo fino al 1986, l’impianto del Centro di Ricerche Enea è passato a Sogin nel 2003 con l’obiettivo di liberare il sito da ogni vincolo radiologico.

Logo Sogin NUOVO

Dentro le scatole a guanti è presente plutonio: si tratta di ambienti confinati che durante l’esercizio dell’impianto erano impiegati per manipolare il plutonio nell’ambito delle attività di ricerca per la produzione di elementi di combustibile nucleare. Lo smantellamento delle 55 scatole a guanti e delle apparecchiature relative verrà completato nel 2015.

FONTE: Repubblica

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Sogin Modello 231 garantire la massima sicurezza per i lavoratori, i cittadini e l’ambiente

“Il tempestivo recepimento nel nostro Modello 231 delle misure previste dalla normativa per prevenire reati ambientali – ha spiegato Giuseppe Nucci, Amministratore Delegato di Sogin – è coerente con la nostra vocazione aziendale di garantire la massima sicurezza per i lavoratori, i cittadini e l’ambiente”.

Il Consiglio di Amministrazione di Sogin ha approvato l’aggiornamento del modello di organizzazione, gestione e controllo, ex D.Lgs. n. 231 del 2001, di seguito Modello 231, presentato dall’Organismo di Vigilanza, nel quale vengono recepite, in particolare, le misure di prevenzione dei cosiddetti reati ambientali.

L’aggiornamento del Modello rafforza gli strumenti di tutela ambientale già adottati da Sogin, e identifica le misure migliori per prevenire, e nel caso contrastare, l’accadimento di eventi che possano comportare una diretta responsabilità della società.

Sogin è tra le prime società italiane ad integrare nel proprio Modello 231 quanto previsto dal decreto legislativo n. 121/2011, in vigore dal 16 agosto scorso, che recepisce la Direttiva Comunitaria 2008/99/CE varata per rafforzare la disciplina di contrasto contro i fenomeni di danno all’ambiente, che estende la responsabilità amministrativa degli Enti ai reati ambientali.

“Il tempestivo recepimento nel nostro Modello 231 delle misure previste dalla normativa per prevenire reati ambientali – ha spiegato Giuseppe Nucci, Amministratore Delegato di Sogin – è coerente con la nostra vocazione aziendale di garantire la massima sicurezza per i lavoratori, i cittadini e l’ambiente”.

“Questa decisione, in linea con la nuova versione del Codice Etico, diffuso nel luglio scorso, e con l’approvazione del nuovo modello di Risk Assessment, varato a settembre – ha proseguito Giuseppe Nucci – conferma la ferma volontà di Sogin di portare avanti i rapporti di collaborazione con i suoi interlocutori, interni ed esterni, con la massima correttezza e trasparenza”.

FONTE: Sogin

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Giuseppe Nucci: Sogin dona una torre faro al Comune di Caorso

Sogin dona, al Comune di Caorso, una torre faro dotata di un motogeneratore, per il suo utilizzo nel territorio comunale al servizio della della protezione civile locale. “Quest’accordo – dichiara l’AD Giuseppe Nucci – dimostra il nostro l’impegno per uno sviluppo sostenibile dei territori nei quali portiamo avanti la più grande bonifica ambientale della storia del nostro Paese”.

Caorso – Una torre faro, dotata di un motogeneratore, per il suo utilizzo nel territorio comunale al servizio della protezione civile locale: è stata consegnata oggi a Caorso da Sogin, la Società di Stato che si occupa della bonifica ambientale dei siti nucleari e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, al sindaco, Fabio Callori, in comodato d’uso gratuito.

L’unità di illuminazione è stata consegnata dalla responsabile della disattivazione della centrale di Caorso, Sabrina Romani. Il contratto, che ha una durata quadriennale ed è rinnovabile, conferma la collaborazione fra Sogin e l’Amministrazione comunale, che metterà la torre faro a disposizione della sezione locale della protezione civile.

L’unità di illuminazione, dotata di palo telescopico in acciaio e quattro fari alogeni da 500 watt di potenza ciascuno, raggiunge i 7 metri d’altezza e garantisce una stabilità al vento fino a 80 chilometri orari. Il motogeneratore garantisce un’autonomia di funzionamento che supera le 8 ore.

“Quest’accordo – ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Sogin, Giuseppe Nucci – dimostra il nostro l’impegno per uno sviluppo sostenibile dei territori nei quali portiamo avanti la più grande bonifica ambientale della storia del nostro Paese. In particolare, – ha aggiunto Nucci – nella centrale di Caorso stiamo terminando i lavori di smantellamento, decontaminazione e allontanamento di materiali e componenti metallici del ciclo termico dell’edificio turbina, ai quali seguirà la demolizione dell’edificio off gas”.

FONTE: Agi

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Giuseppe Nucci: Sogin consegna al Comune di Caorso una torre faro

Oggi a Caorso, Sogin, la Società di Stato che si occupa della bonifica ambientale dei siti nucleari e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, guidata dall’AD Giuseppe Nucci, ha consegnato al Comune di Caorso, in comodato d’uso gratuito una torre faro, dotata di un motogeneratore, per il suo utilizzo nel territorio comunale al servizio della collettività.

Caorso, 15 maggio 2012 – Oggi a Caorso, Sogin, la Società di Stato che si occupa della bonifica ambientale dei siti nucleari e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, ha consegnato al Sindaco, Fabio Callori, in comodato d’uso gratuito una torre faro, dotata di un motogeneratore, per il suo utilizzo nel territorio comunale al servizio della collettività. L’unità di illuminazione è stata consegnata dalla Responsabile della Disattivazione della centrale di Caorso, Sabrina Romani.

Il contratto, che ha una durata quadriennale ed è rinnovabile, conferma la collaborazione fra Sogin e l’Amministrazione comunale, che metterà la torre faro a disposizione della sezione locale della Protezione Civile.

L’unità di illuminazione, dotata di palo telescopico in acciaio e quattro fari alogeni da 500 watt di potenza ciascuno, raggiunge i 7 metri d’altezza e garantisce una stabilità al vento fino a 80 chilometri orari. Il motogeneratore garantisce un’autonomia di funzionamento che supera le 8 ore.


“Quest’accordo
– ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Sogin, Giuseppe Nucci – dimostra il nostro l’impegno per uno sviluppo sostenibile dei territori nei quali portiamo avanti la più grande bonifica ambientale della storia del nostro Paese. In particolare, – ha aggiunto Nucci – nella centrale di Caorso stiamo terminando i lavori di smantellamento,decontaminazione e allontanamento di materiali e componenti metallici del ciclo termico dell’edificio turbina, ai quali seguirà la demolizione dell’edificio off gas”.

“Voglio ringraziare Sogin – ha affermato il Sindaco di Caorso, Fabio Callori – per questa ulteriore disponibilità e attenzione rispetto alle esigenze della nostra comunità. Con la torre faro, l’Amministrazione Comunale e la Protezione Civile si dotano di un’attrezzatura indispensabile che migliora, rispetto al passato, l’efficacia degli interventi di soccorso sul nostro territorio e lungo le sponde del fiume Po”.

FONTE: Sogin

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Il pianeta divorato: Giuseppe Nucci racconta le attività di Sogin

Nel nuovo libro di Edoardo Borriello “Il pianeta divorato” Giuseppe Nucci racconta le attività di Sogin

La più grande bonifica ambientale nella storia del nostro Paese è stata avviata dalla Sogin, società di Stato incaricata della bonifica dei siti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi prodotti dalle attività industriali, da quelle di ricerca e da quelle medico sanitarie. La missione di Sogin è stata raccontata da Giuseppe Nucci, dall’ottobre 2010 Amministratore Delegato della Società – in un capitolo del libro “Il Pianeta Divorato” scritto da Edoardo Borriello, che analizza la difficile convivenza tra ambiente, crescita economica ed energia.

“La bonifica ambientale di un sito nucleare – spiega Giuseppe Nucci – rappresenta l’ultima fase del suo ciclo di vita. Questa attività viene definita ‘decommissioning’, parola che riassume le operazioni di allontanamento del combustibile nucleare irraggiato, di decontaminazione e smantellamento delle installazioni nucleari e di gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, in attesa del loro trasferimento al Deposito Nazionale”.

L’obiettivo dei lavori di bonifica di un sito nucleare è quindi quello di riportarlo a “prato verde”, espressione con la quale si vuole sottolineare che il sito è stato liberato dai vincoli radiologici ed è pronto ad essere restituito al territorio e riqualificato per nuovi usi.
Sogin è impegnata in otto siti nucleari: le quattro centrali di Trino, Caorso, Latina e Garigliano, l’impianto Fabbricazioni Nucleari di Bosco Marengo e gli impianti di ricerca Enea di Saluggia, Casaccia e Rotondella. Un obiettivo portato avanti con l’impiego di tecnologie avanzate e nel rispetto dei più elevati standard internazionali.

Il nuovo contesto normativo ha affidato, inoltre, a Sogin il compito di localizzare, realizzare e gestire il Parco Tecnologico, comprensivo del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi dove saranno trasferiti e smaltiti tutti i rifiuti radioattivi italiani. Il Parco Tecnologico sarà un centro di eccellenza, dedicato alle attività di ricerca nel campo della bonifica dei siti nucleari e della gestione dei rifiuti radioattivi.

Come si concretizza l’impegno di Sogin per la sostenibilità?
Questa è una delle domande che l’autore del libro, il giornalista Borriello, ha posto all’Amministratore Delegato della Società. “Nello svolgere con efficacia il ruolo affidatole, portando avanti le sue attività in maniera responsabile e trasparente – ha spiegato Giuseppe Nucci – per garantire la sicurezza dei cittadini e delle popolazioni locali, salvaguardare l’ambiente e tutelare le generazioni future. La Sogin ricorre a politiche dirette che assicurano attenzione verso le esigenze dei suoi stakeholder e la massima trasparenza nei confronti di tutti i suoi interlocutori, con l’obiettivo di consolidare rapporti di reciproca fiducia”.

Fonte: Phinetblog

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Giuseppe Nucci (Sogin) / Dismissione centrale Garigliano, in linea con i programmi

Convocato il Tavolo della Trasparenza per fare il punto sulle attività della Sogin, guidata da Giuseppe Nucci, sulla centrale.

“Nel corso dell’incontro – ha detto l’assessore all’ambiente Giovanni Romano – abbiamo risposto in tempo reale ad alcune istanze che venivano dalle Associazioni e dagli amministratori locali, alle altre risponderemo proprio attraverso il portale. Vogliamo fare in modo che il tavolo prosegua permanentemente anche sul web. Di volta in volta, infatti, verranno pubblicate le cosiddette FAQ (Frequently asked questions) con le relative risposte, in modo che i soggetti portatori di interesse, e soprattutto i cittadini, possano seguire in diretta e avere consapevolezza di ciò che accade. Alla sezione dedicata al Tavolo, per l’attivazione della quale sono particolarmente grato alla struttura regionale, si accede attraverso le pagine dell’Assessorato Ambiente del portale regionale all’indirizzo www.regione.campania.it.”

Nel corso dell’incontro, al quale hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco di Sessa Aurunca Luigi Tommasino, il presidente della Commissione Bilancio del Consiglio regionale Massimo Grimaldi e numerosi rappresentanti sia delle istituzioni locali (incluse quelle del basso Lazio) che delle Associazioni ambientaliste, Sogin, la società di Stato che si sta occupando delle attività di bonifica e dismissione del sito, ha illustrato le principali attività in corso e quelle programmate nel piano industriale 2011-2015 per la centrale del Garigliano.

In particolare, entro quest’anno, al termine dei lavori per la realizzazione delle infrastrutture e degli impianti ausiliari, saranno avviate le operazioni per la bonifica delle trincee. Sarà avviato l’iter di gara per la demolizione del camino e l’impianto elettrico di cantiere verrà adeguato alle prossime attività di bonifica del sito. Terminerà, inoltre, la progettazione del nuovo sistema di trattamento degli effluenti liquidi radioattivi, denominato Radwaste.

Tra le attività realizzate nell’ultimo periodo, Sogin ha terminato la ristrutturazione di un edificio, che ospitava l’impianto diesel d’emergenza, e la costruzione di un deposito, denominato D1. Nelle due strutture saranno custoditi temporaneamente in sicurezza esclusivamente i rifiuti radioattivi già presenti nel sito e quelli che saranno prodotti dalle operazioni di bonifica, in attesa del loro trasferimento al Deposito Nazionale. Al termine delle operazioni di allontanamento, i depositi temporanei saranno demoliti. Per le necessità di bonifica del sito, è previsto l’adeguamento a deposito temporaneo dei locali dell’edificio turbina.

Tutte le operazioni che Sogin svolge all’interno della centrale del Garigliano sono autorizzate e vigilate dai diversi enti, nazionali e locali, tra i quali l’Ispra e l’Arpa Campania.
Nel sito del Garigliano è attiva, sin dagli anni della sua costruzione, una rete di sorveglianza ambientale che monitora costantemente le matrici ambientali del territorio tra le quali l’aria, l’acqua superficiale e di falda e i principali prodotti agro-alimentari della zona. I risultati dei monitoraggi sono inviati annualmente all’Autorità di controllo Ispra e resi pubblici. Dai risultati delle analisi non è mai emerso alcun impatto ambientale.

Fonte: Regione Campania

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Giuseppe Nucci / Sogin: Parco Tecnologico e Deposito Nazionale

Sogin, Giuseppe Nucci, il trasferimento dei rifiuti in un’unica struttura garantirà la massima sicurezza per i cittadini e la salvaguardia dell’ambiente.

La struttura sarà realizzata all’interno di un Parco Tecnologico, un centro di eccellenza italiano, aperto a collaborazioni internazionali, con laboratori dedicati alle attività di ricerca e formazione nelle operazioni di bonifica ambientale degli impianti nucleari e di gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi.

La collaborazione con enti di ricerca, università e operatori industriali, sia nazionali che esteri, permetterà al Parco Tecnologico di integrarsi con il sistema economico e di ricerca e di contribuire inoltre ad uno sviluppo sostenibile del territorio nel quale verrà costruito.

Il Deposito Nazionale sarà una struttura di superficie, progettata sulla base delle migliori esperienze internazionali, che consentirà la sistemazione definitiva di circa 80 mila metri cubi di rifiuti di bassa e media attività e la custodia temporanea per circa 12.500 metri cubi di rifiuti di alta attività.

Degli oltre 90 mila metri cubi di rifiuti il 70% proverrà dalle operazioni di bonifica ambientale degli impianti nucleari mentre il restante 30% dalle attività di medicina nucleare, industriali e della ricerca.
Il trasferimento dei rifiuti in un’unica struttura garantirà la massima sicurezza per i cittadini e la salvaguardia dell’ambiente e permetterà di completare le attività di bonifica ambientale degli impianti, ottimizzando tempi e costi ed eliminando la necessità di immagazzinamento temporaneo sui siti.

FONTE: Sogin

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Sogin sostenibilità: garantire la sicurezza dei cittadini, salvaguardare l’ambiente e tutelare le generazioni future

Sostenibilità è un tema centrale nelle attività di Sogin, guidata da Giuseppe Nucci. Sogin progetta e realizza soluzioni che mirano a migliorare continuamente l’efficienza e l’efficacia delle proprie attività, impegnando know-how altamente specializzato, utilizzando tecnologie all’avanguardia e investendo nell’aggiornamento e nella formazione del proprio personale per garantire la sicurezza dei cittadini, salvaguardare l’ambiente e tutelare le generazioni future.

Sostenibilità è anche attuare politiche dirette ad assicurare attenzione alle esigenze degli stakeholder e trasparenza nei confronti di tutti gli interlocutori, con l’obiettivo di consolidare rapporti di reciproca fiducia e sviluppare relazioni di eccellenza.
Sostenere una reputazione basata sul riconoscimento della sua affidabilità è un elemento strategico per supportare lo sviluppo delle attività di bonifica ambientale degli impianti nucleari.

Responsabilità sociale d’impresa. L’adozione di un codice etico, la pubblicazione annuale del bilancio di sostenibilità (che dal 2011 sostituisce il bilancio sociale) e lo sviluppo di un processo di stakeholder engagement, sono gli strumenti con cui Sogin realizza la sua responsabilità sociale.

Il codice etico definisce i principi e i valori che Sogin adotta nei suoi comportamenti verso tutti gli stakeholder ed è lo strumento attraverso il quale valutare il grado di coerenza fra un comportamento posto in essere nella pratica e gli ideali cui ci si attiene.

Il bilancio di sostenibilità è il documento che raccoglie le principali grandezze che Sogin ritiene fondamentali per rendicontare, con lealtà e trasparenza, la propria responsabilità e il proprio percorso verso livelli di sostenibilità ed eccellenza sempre più elevati.

Lo stakeholder engagement è il processo attraverso il quale Sogin sviluppa percorsi di miglioramento continuo sostenuti da una sempre maggiore consapevolezza delle scelte e dalla coresponsabilizzazione dei soggetti di volta in volta coinvolti.
Per Sogin responsabilità sociale vuol dire gestire correttamente le attività di bonifica ambientale che le sono affidate e sviluppare nuove tecnologie che contribuiscano alla crescita del Paese e alla tutela dell’ambiente, al fine di creare le condizioni per un futuro migliore.

Fonte : Sogin

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Sogin garantisce monitoraggio controllo ambiente per la massima sicurezza

Sogin, Giuseppe Nucci, il monitoraggio e il controllo dell’ambiente viene perseguito attraverso un’articolata rete di sorveglianza ambientale che valuta, con controlli continui e programmati, la qualità dell’ambiente (aria, acqua piovana, acque di falda, terreno) e dei principali prodotti agro-alimentari del territorio.

Nello svolgimento delle proprie attività di bonifica ambientale dei siti nucleari, Sogin, guidata da Giuseppe Nucci, assicura elevati livelli di sicurezza con controlli regolari e approfonditi, in conformità alle indicazioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica delle Nazioni Unite e alla normativa di settore, per garantire i cittadini, salvaguardare l’ambiente e tutelare le generazioni future.

All’interno di Sogin operano professionisti altamente specializzati nelle discipline legate alla compatibilità ambientale, alla geologia applicata e ai servizi tecnici ambientali, nonché alle attività di bonifica ambientale dei siti nucleari.

Il confinamento della radioattività è assicurato da specifiche apparecchiature (schermature, sistemi di contenimento, sistemi di trattamento) la cui efficacia è garantita, oltre che da appositi dispositivi di sicurezza anche dal sistematico monitoraggio dell’ambiente esterno.

Il monitoraggio e il controllo dell’ambiente viene perseguito attraverso un’articolata rete di sorveglianza ambientale che valuta, con controlli continui e programmati, la qualità dell’ambiente (aria, acqua piovana, acque di falda, terreno) e dei principali prodotti agro-alimentari del territorio.


Il rispetto stringente delle prescrizioni tecniche previste permette a Sogin di garantire i più elevati standard di salvaguardia dell’ambiente.

Ogni anno la rete di sorveglianza ambientale permette a Sogin di effettuare, durante le operazioni di bonifica dei siti nucleari, centinaia di misurazioni sulle matrici che compongono la rete ambientale.

Tutte le misure effettuate sono sempre risultate ampiamente al di sotto dei limiti previsti dalla normativa.

FONTE: Sogin

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Giuseppe Nucci: Sogin aggiorna Modello 231 per prevenire reati ambientali

Sogin, guidata da Giuseppe Nucci, è tra le prime società italiane ad integrare nel proprio Modello 231 quanto previsto dal decreto legislativo n. 121/2011, in vigore dal 16 agosto scorso, che recepisce la direttiva comunitaria 2008/99/CE varata per rafforzare la disciplina di contrasto contro i fenomeni di danno all’ambiente, che estende la responsabilità amministrativa degli enti ai reati ambientali.

Il consiglio di amministrazione di Sogin ha approvato l’aggiornamento del modello di organizzazione, gestione e controllo, ex D.Lgs. n. 231 del 2001, (Modello 231), presentato dall’organismo di vigilanza, nel quale vengono recepite, in particolare, le misure di prevenzione dei cosiddetti reati ambientali. L’aggiornamento del modello, si legge in una nota, rafforza gli strumenti di tutela ambientale gia’ adottati da Sogin, e identifica le misure migliori per prevenire, e nel caso contrastare, l’accadimento di eventi che possano comportare una diretta responsabilità della società.
Sogin è tra le prime società italiane ad integrare nel proprio Modello 231 quanto previsto dal decreto legislativo n. 121/2011, in vigore dal 16 agosto scorso, che recepisce la direttiva comunitaria 2008/99/CE varata per rafforzare la disciplina di contrasto contro i fenomeni di danno all’ambiente, che estende la responsabilità amministrativa degli enti ai reati ambientali.

“Il tempestivo recepimento nel nostro Modello 231 delle misure previste dalla normativa per prevenire reati ambientali – ha spiegato Giuseppe Nucci, amministratore delegato di Sogin – è coerente con la nostra vocazione aziendale di garantire la massima sicurezza per i lavoratori, i cittadini e l’ambiente. Questa decisione, in linea con la nuova versione del codice etico, diffuso nel luglio scorso, e con l’approvazione del nuovo modello di risk assessment, varato a settembre – ha proseguito Giuseppe Nucci – conferma la ferma volonta’ di Sogin di portare avanti i rapporti di collaborazione con i suoi interlocutori, interni ed esterni, con la massima correttezza e trasparenza”. (AGI) .

FONTE: Agi

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Sogin, Giuseppe Nucci: rafforza la prevenzione sui reati ambientali nel Modello 231

“Il tempestivo recepimento nel nostro Modello 231 delle misure previste dalla normativa per prevenire reati ambientali – ha spiegato Giuseppe Nucci, Amministratore Delegato di Sogin – è coerente con la nostra vocazione aziendale di garantire la massima sicurezza per i lavoratori, i cittadini e l’ambiente”.

Il Consiglio di Amministrazione di Sogin ha approvato l’aggiornamento del modello di organizzazione, gestione e controllo, ex D.Lgs. n. 231 del 2001, di seguito Modello 231, presentato dall’Organismo di Vigilanza, nel quale vengono recepite, in particolare, le misure di prevenzione dei cosiddetti reati ambientali.


L’aggiornamento del Modello rafforza gli strumenti di tutela ambientale già adottati da Sogin, e identifica le misure migliori per prevenire, e nel caso contrastare, l’accadimento di eventi che possano comportare una diretta responsabilità della società.

Sogin è tra le prime società italiane ad integrare nel proprio Modello 231 quanto previsto dal decreto legislativo n. 121/2011, in vigore dal 16 agosto scorso, che recepisce la Direttiva Comunitaria 2008/99/CE varata per rafforzare la disciplina di contrasto contro i fenomeni di danno all’ambiente, che estende la responsabilità amministrativa degli Enti ai reati ambientali.

“Il tempestivo recepimento nel nostro Modello 231 delle misure previste dalla normativa per prevenire reati ambientali – ha spiegato Giuseppe Nucci, Amministratore Delegato di Sogin – è coerente con la nostra vocazione aziendale di garantire la massima sicurezza per i lavoratori, i cittadini e l’ambiente”.

“Questa decisione, in linea con la nuova versione del Codice Etico, diffuso nel luglio scorso, e con l’approvazione del nuovo modello di Risk Assessment, varato a settembre – ha proseguito Giuseppe Nucci – conferma la ferma volontà di Sogin di portare avanti i rapporti di collaborazione con i suoi interlocutori, interni ed esterni, con la massima correttezza e trasparenza”.


FONTE: Sogin

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Ambiente: Giuseppe Nucci, Sogin, sostenibilità e sicurezza dei cittadini per creare le condizioni per un futuro migliore

Essere sostenibili significa rispondere nel presente alle esigenze dei cittadini, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie. Sogin, guidata da Giuseppe Nucci, progetta e realizza soluzioni che mirano a migliorare continuamente l’efficienza e l’efficacia delle proprie attività, impegnando know-how altamente specializzato, utilizzando tecnologie all’avanguardia e investendo nell’aggiornamento e nella formazione del proprio personale per garantire la sicurezza dei cittadini, salvaguardare l’ambiente e tutelare le generazioni future.

Sostenibilità è anche attuare politiche dirette ad assicurare attenzione alle esigenze degli stakeholder e trasparenza nei confronti di tutti gli interlocutori, con l’obiettivo di consolidare rapporti di reciproca fiducia e sviluppare relazioni di eccellenza.
Sostenere una reputazione basata sul riconoscimento della sua affidabilità è un elemento strategico per supportare lo sviluppo delle attività di bonifica ambientale degli impianti nucleari.

Responsabilità sociale d’impresa. L’adozione di un codice etico, la pubblicazione annuale del bilancio di sostenibilità (che dal 2011 sostituisce il bilancio sociale) e lo sviluppo di un processo di stakeholder engagement, sono gli strumenti con cui Sogin realizza la sua responsabilità sociale.
Il codice etico definisce i principi e i valori che Sogin adotta nei sui comportamenti verso tutti gli stakeholder ed è lo strumento attraverso il quale valutare il grado di coerenza fra un comportamento posto in essere nella pratica e gli ideali cui ci si attiene.
Il bilancio di sostenibilità è il documento che raccoglie le principali grandezze che Sogin ritiene fondamentali per rendicontare, con lealtà e trasparenza, la propria responsabilità e il proprio percorso verso livelli di sostenibilità ed eccellenza sempre più elevati.
Lo stakeholder engagement è il processo attraverso il quale Sogin sviluppa percorsi di miglioramento continuo sostenuti da una sempre maggiore consapevolezza delle scelte e dalla coresponsabilizzazione dei soggetti di volta in volta coinvolti.
Per Sogin responsabilità sociale vuol dire gestire correttamente le attività di bonifica ambientale che le sono affidate e sviluppare nuove tecnologie che contribuiscano alla crescita del Paese e alla tutela dell’ambiente, al fine di creare le condizioni per un futuro migliore.


FONTE: Sogin

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Giuseppe Nucci (Sogin): al Tavolo della Trasparenza per la bonifica ambientale siti nucleari in Piemonte

Partecipanti al Tavolo della Trasparenza Piemonte: il management Sogin, guidata da Giuseppe Nucci, i rappresentanti delle Associazioni degli Enti locali e delle Associazioni di categoria dell’agricoltura, industria ed artigianato. “Non posso che essere soddisfatto per quanto emerso dall’incontro di oggi – ha dichiarato l’assessore all’Ambiente Roberto Ravello – grazie al continuo impegno di Sogin e al costante monitoraggio degli enti competenti come Ispra e Arpa, i lavori stanno procedendo nel pieno rispetto della sicurezza dei cittadini e dell’ambiente, e secondo i tempi tecnici previsti dalle complesse operazioni di bonifica ambientale dei siti nucleari.

“Programmi e stato delle attività di bonifica ambientale dei siti nucleari piemontesi di Saluggia, Trino e Bosco Marengo, gestione del combustibile nucleare e dei rifiuti radioattivi, compensazioni a favore dei Comuni sedi di impianti nucleari. Questi gli argomenti all’ordine del giorno del Tavolo per la Trasparenza nucleare, convocato questo pomeriggio, presso il Museo di Scienze Regionali, dall’assessore all’Ambiente, Roberto Ravello”. Lo comunica in una nota la Regione Piemonte. “Tra i partecipanti al Tavolo i rappresentanti della Sogin, la società che gestisce la bonifica ambientale degli impianti, le Associazioni degli Enti locali, alle Associazioni di categoria dell’agricoltura, industria ed artigianato. Nel corso dell’incontro Sogin ha riferito sullo stato dei lavori in Piemonte e illustrato il programma e le attività realizzate e in corso, tra le quali: il mantenimento in sicurezza degli impianti, la decontaminazione e lo smantellamento degli impianti e la gestione dei rifiuti radioattivi. È stata confermata da parte di Sogin la volontà di rispettare il programma di allontanamento del combustibile materiale nucleare dal Piemonte, iniziato a febbraio 2011. Si tratta del rimanente 2% del totale del combustibile irraggiato utilizzato nelle centrali nucleari italiane. Nell’impianto Eurex di Saluggia è stato aperto il cantiere per la costruzione del deposito temporaneo D2, che garantirà la massima sicurezza per la popolazione e l’ambiente ed ospiterà soltanto i rifiuti radioattivi già presenti nel sito, oggi custoditi in un edificio risalente agli anni settanta, pieno e soprattutto non più adeguato agli attuali standard di sicurezza. Sogin ha ribadito che, al termine del trasferimento dei rifiuti al Deposito Nazionale, il deposito temporaneo di Saluggia sarà demolito. È stata inoltre avviata la nuova gara per la costruzione dell’impianto di cementazione dei rifiuti liquidi, chiamato Cemex, che prevede, rispetto alla precedente, un risparmio di 10 milioni di euro. L’assegnazione della gara è prevista per luglio 2012. Nell’impianto sono inoltre in corso le operazioni di messa a punto del sistema per la messa in sicurezza e analisi di 3000 contenitori di rifiuti radioattivi solidi. Per quel che riguarda la centrale nucleare E.Fermi di Trino, entro aprile 2012, sarà presentato all’Autorità di controllo il progetto particolareggiato per l’Impianto di ossidazione a umido (wet oxidation) per il trattamento delle resine radioattive. Proseguono i lavori di rimozione dei componenti e dei sistemi ausiliari non contaminati della zona controllata ai quali seguirà, con l’ottenimento dell’imminente autorizzazione all’istanza per la bonifica dell’impianto, l’avvio delle procedure per lo smantellamento dell’isola nucleare. In particolare Sogin ha annunciato che entro giugno 2012 sarà presentato il progetto per la decontaminazione e il successivo smantellamento dell’edificio reattore. Per l’impianto fabbricazioni Nucleari di Bosco Marengo, primo impianto italiano in cui stanno terminando le attività di bonifica ambientale, Sogin ha illustrato il suo progetto di riqualificazione e riutilizzo del sito. Il progetto prevede la nascita dei nuovi laboratori di analisi ambientale e radiologica: una struttura con sei laboratori integrati funzionalmente tra loro, nei quali saranno svolte attività di analisi in campo radiotossicologico, chimico-radiochimico, ambientale, radiochimica sui materiali provenienti dalla bonifica ambientale dei siti nucleari, nonché dosimetrico e di taratura della strumentazione nucleare. I nuovi laboratori supporteranno le attività di bonifica degli altri impianti nucleari e saranno aperti alla collaborazione con le Università e i centri di ricerca nazionali ed esteri”. “Non posso che essere soddisfatto per quanto emerso dall’incontro di oggi – ha dichiarato l’assessore all’Ambiente Roberto Ravello – grazie al continuo impegno di Sogin e al costante monitoraggio degli enti competenti come Ispra e Arpa, i lavori stanno procedendo nel pieno rispetto della sicurezza dei cittadini e dell’ambiente, e secondo i tempi tecnici previsti dalle complesse operazioni di bonifica ambientale dei siti nucleari. Se da un lato gli esiti referendari hanno reso non più di attualità la discussione sulla produzione di energia nucleare, dall’altro è necessario proseguire con serietà e continuità con la gestione dei rifiuti radioattivi. Alla luce di questo, durante i lavori del tavolo è emersa l’urgenza di realizzare il deposito temporaneo D2 presso l’impianto Eurex di Saluggia, in modo tale da destinare i rifiuti solidi attualmente immagazzinati, “in modo precario”, nel deposito denominato “2300″ del centro Eurex, ad una nuova infrastruttura, rispettosa degli attuali standard di sicurezza richiesti dalla normativa. Motivo d’orgoglio è dato dal fatto che l’impianto piemontese di Bosco Marengo sarà il primo in Italia ad essere bonificato e convertito rappresentando così non solo un importante Centro di eccellenza per le analisi ambientali e radiologiche, ma soprattutto una grande opportunità occupazionale e di sviluppo per la nostra regione e per le decine di tecnici specializzati che saranno chiamati ad operare al suo interno”.

FONTE: Agenparl

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Giuseppe Nucci (Sogin): impegnati nella più grande bonifica ambientale del nostro Paese

Dalla bonifica ambientale degli impianti nucleari al Parco Tecnologico e Deposito Nazionale: le competenze Sogin per il Paese. Giuseppe Nucci, Amministratore Delegato Sogin: “Tutti i giorni portiamo avanti la più importante bonifica ambientale della storia del nostro Paese”.

Sogin è la società di Stato incaricata della bonifica ambientale dei siti nucleari italiani e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi provenienti dalle attività nucleari industriali, mediche e di ricerca.

Sogin è impegnata nella più grande bonifica ambientale nella storia del nostro Paese per garantire la sicurezza dei cittadini, salvaguardare l’ambiente e tutelare le generazioni future.

Oltre le quattro centrali nucleari italiane di Trino (VC), Caorso (PC), Latina e Garigliano (CE) sono stati affidati in gestione a Sogin gli impianti Enea di Saluggia (VC), Casaccia (RM) e Rotondella (MT) e l’impianto Fabbricazioni Nucleari di Bosco Marengo (AL).

La Società, interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, opera in base agli indirizzi strategici del Governo italiano.

Sogin, operativa dal 2001, diventa Gruppo nel 2004 con l’acquisizione della quota di maggioranza, del 60%, di Nucleco SpA, l’operatore nazionale incaricato del condizionamento e dello stoccaggio temporaneo dei rifiuti e delle sorgenti radioattive provenienti dalle attività medico-sanitarie e di ricerca scientifica e tecnologica.

Sogin coordina le attività previste dall’accordo stipulato dal Governo italiano con la Federazione Russa nell’ambito del programma Global Partnership. In particolare, l’accordo riguarda lo smantellamento e la gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile irraggiato dei sommergibili nucleari russi.

In Italia, le 900 persone che costituiscono il Gruppo, selezionate e formate secondo i più elevati standard di eccellenza, rappresentano il più significativo presidio di competenze professionali nella gestione dei rifiuti radioattivi e nella bonifica ambientale degli impianti nucleari.

Sogin ha inoltre il compito di localizzare, realizzare e gestire il Parco Tecnologico, comprensivo del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi.


FONTE: Sogin

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Deposito Temporaneo Saluggia: Giuseppe Nucci / Sogin massima sicurezza per popolazione e ambiente

Giuseppe Nucci, Amministratore Delegato Sogin: “Tutti i giorni portiamo avanti la piu’ importante bonifica ambientale della storia del nostro Paese”. Il deposito temporaneo di Saluggia, progettato secondo le migliori esperienze internazionali gia’ adottate per i depositi temporanei costruiti nelle centrali di Latina e Garigliano – spiega la Sogin in una nota – garantira’ la massima sicurezza nello stoccaggio temporaneo esclusivamente dei rifiuti radioattivi gia’ presenti nel sito e di quelli che saranno prodotti dalla bonifica dell’impianto, in vista del loro successivo trasferimento al deposito nazionale. Al termine delle operazioni di trasferimento il deposito temporaneo D2 sara’ demolito”.

(AGI) Nel deposito temporaneo “D2” di Saluggia, nel Vercellese, “saranno custoditi soltanto i rifiuti radioattivi gia’ presenti nel sito, in attesa del loro trasferimento al deposito nazionale. Al termine di questa operazione il deposito temporaneo sara’ smantellato”. Lo ha detto Giuseppe Nucci, amministratore delegato di Sogin, la societa’ che si occupa del decommissioning degli impianti nucleari italiani, dopo una visita all’impianto “Eurex”, dove sono in corso i lavori per la realizzazione del “D2”, nell’ambito delle attivita’ di bonifica ambientale e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi del sito.

Attualmente i rifiuti radioattivi presenti nell’impianto di Saluggia sono custoditi in un edificio, denominato “2300”, costruito negli anni settanta, al limite della capienza e non adeguato ai nuovi standard di sicurezza. “I lavori per la costruzione del deposito temporaneo nell’impianto Eurex di Saluggia – ha detto Nucci al termine della visita – sono realizzati per garantire la massima sicurezza per la popolazione e l’ambiente e vengono svolti nel rispetto della normativa, in linea con le migliori esperienze internazionali. In particolare, la gettata di cemento della fondazione del deposito temporaneo e’ iniziata di notte ed e’ terminata nel pomeriggio del giorno seguente: sono state effettuate 15 ore continue di gettata per poter realizzare una corretta spianatura finale della pavimentazione alla luce del giorno”.

“Il deposito temporaneo, progettato secondo le migliori esperienze internazionali gia’ adottate per i depositi temporanei costruiti nelle centrali di Latina e Garigliano – spiega la Sogin in una nota – garantira’ la massima sicurezza nello stoccaggio temporaneo esclusivamente dei rifiuti radioattivi gia’ presenti nel sito e di quelli che saranno prodotti dalla bonifica dell’impianto, in vista del loro successivo trasferimento al deposito nazionale. Al termine delle operazioni di trasferimento il deposito temporaneo D2 sara’ demolito”. La volumetria complessiva della struttura e’ di circa 30mila metri cubi, comprensiva di un’area di movimentazione, di servizi tecnici e logistici di supporto, per garantire la completa ispezionabilita’ del materiale. I criteri di stoccaggio prevedono che nel D2 siano ospitati esclusivamente i rifiuti a bassa e media radioattivita’ presenti nell’impianto “Eurex” di Saluggia, pari complessivamente a circa 4.300 metri cubi: 2.300 di questi sono gia’ presenti nel sito; a loro si aggiungeranno circa 2.000 metri cubi prodotti dalle attivita’ di bonifica dell’impianto.

“In tal senso – aggiunge la Sogin – e’ escluso, oltre che vietato dalla normativa, che tale struttura possa accogliere rifiuti provenienti da altri impianti, inclusi i residui che rientreranno dall’estero al termine delle operazioni di riprocessamento del combustibile nucleare irraggiato”.

Nucci si e’ detto “soddisfatto per l’ottimo lavoro che stiamo realizzando e che conferma le nostre elevate capacita’ tecniche e gestionali, con le quali tutti i giorni portiamo avanti la piu’ importante bonifica ambientale della storia del nostro Paese”. “Nel deposito temporaneo – ha ribadito – saranno custoditi soltanto i rifiuti radioattivi gia’ presenti nel sito in attesa del loro trasferimento al deposito nazionale. Al termine di questa operazione il deposito temporaneo sara’ smantellato”. (AGI) .

FONTE: AGI

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Giuseppe Nucci (Sogin): visita il cantiere del Deposito Temporaneo dell’impianto Eurex di Saluggia

Sogin, Giuseppe Nucci, il deposito temporaneo garantirà la massima sicurezza per la popolazione e l’ambiente. La struttura ospiterà soltanto i rifiuti radioattivi già presenti nel sito e sarà demolita al termine del trasferimento dei rifiuti al Deposito Nazionale.

Saluggia, 13 dicembre 2011. L’amministratore Delegato di Sogin, Giuseppe Nucci, ha visitato oggi l’impianto Eurex di Saluggia dove sono in corso i lavori per la realizzazione del deposito temporaneo, denominato D2, nell’ambito delle attività di bonifica ambientale e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi che Sogin porta avanti nel sito.


Il deposito temporaneo, progettato secondo le migliori esperienze internazionali, già adottate per i depositi temporanei costruiti nelle centrali di Latina e Garigliano, garantirà la massima sicurezza nello stoccaggio temporaneo esclusivamente dei rifiuti radioattivi già presenti nel sito e di quelli che saranno prodotti dalla bonifica dell’impianto, in vista del loro successivo trasferimento al Deposito Nazionale. Al termine delle operazioni di trasferimento il deposito temporaneo D2 sarà demolito.

La volumetria complessiva della struttura è di circa 30 mila metri cubi, comprensiva di un’area di movimentazione, di servizi tecnici e logistici di supporto, per garantire la completa ispezionabilità del materiale.

I criteri di stoccaggio prescritti dall’Autorità di controllo prevedono che nel deposito temporaneo siano ospitati esclusivamente i rifiuti a bassa e media radioattività dell’impianto Eurex di Saluggia, pari complessivamente a circa 4.300 metri cubi: 2.300 già presenti nel sito, ai quali si aggiungeranno circa 2.000 metri cubi prodotti dalle attività di bonifica dell’impianto. In tal senso, è escluso, oltre che vietato dalla normativa, che tale struttura possa accogliere rifiuti provenienti da altri impianti, inclusi i residui che rientreranno dall’estero al termine delle operazioni di riprocessamento del combustibile nucleare irraggiato.

“Ad oggi i rifiuti radioattivi presenti nell’impianto di Saluggia sono custoditi in un edificio, denominato 2300, risalente agli anni settanta. Tale infrastruttura – ha affermato Giuseppe Nucci, Amministratore Delegato di Sogin – è al limite della capienza e non più adeguata ai nuovi standard di sicurezza. La costruzione del deposito temporaneo è perciò realizzata per garantire la massima sicurezza per la popolazione e l’ambiente”.

“I lavori per la costruzione del deposito temporaneo nell’impianto Eurex di Saluggia – ha proseguito Nucci – sono svolti nel rispetto della normativa, in linea con le migliori esperienze internazionali. In particolare, la gettata di cemento della fondazione del deposito temporaneo è iniziata di notte ed è terminata nel pomeriggio del giorno seguente, 15 ore continue di gettata, per poter realizzare una corretta spianatura finale della pavimentazione con la luce del giorno”.

“Nel deposito temporaneo saranno custoditi soltanto i rifiuti radioattivi già presenti nel sito in attesa del loro trasferimento al Deposito Nazionale. Al termine di questa operazione – ha ribadito l’Amministratore Delegato – il deposito temporaneo sarà smantellato”.

“Sono soddisfatto per l’ottimo lavoro che stiamo realizzando – ha concluso Giuseppe Nucci – che conferma le nostre elevate capacità tecniche e gestionali con le quali tutti i giorni portiamo avanti la più importante bonifica ambientale della storia del nostro Paese”.

FONTE: Sogin

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Giuseppe Nucci (Sogin): Al posto delle Fn di Bosco Marengo un centro di analisi ambientali

Sogin, Giuseppe Nucci, in Piemonte la bonifica ambientale si concluderà nel 2025. Nei 5 anni del piano in regione attività per 205 milioni di euro. Bosco Marengo il primo impianto nel quale terminerà il decommissioning.

L’Amministratore Delegato di Sogin, Giuseppe Nucci, ha presentato ai rappresentanti istituzionali, alle associazioni imprenditoriali e alle organizzazioni sindacali del territorio il piano industriale 2011-2015. Nel corso dell’incontro Nucci ha illustrato inoltre l’andamento positivo del primo semestre 2011.


Gli obiettivi Sogin sono mettere in sicurezza i rifiuti radioattivi prodotti dallo smantellamento degli impianti nucleari e dalle attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca, per garantire i cittadini, tutelare l’ambiente e le generazioni future, smantellare gli edifici convenzionali e finalizzare le scelte tecnologiche di progetto per il decommissioning dei siti nucleari, localizzare e realizzare il Parco Tecnologico e il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi, appena definiti dall’Agenzia di Sicurezza Nucleare i criteri per realizzare la carta nazionale delle aree potenzialmente idonee e valorizzare in Italia e all’estero le competenze delle imprese italiane qualificate da Sogin.

Per terminare le attività di decommissioning e arrivare al prato verde dei siti occorrono 4,8 miliardi di euro, comprensivi dei costi di trasferimento dei rifiuti al futuro Deposito Nazionale.

Nei cinque anni del piano, Sogin realizzerà attività di decommissioning, mantenimento in sicurezza e servizi per 542 milioni di euro, dei quali 205 milioni per le attività negli impianti di Trino, Saluggia e Bosco Marengo.
Nel primo semestre 2011, Sogin ha incrementato del 50% le attività di smantellamento degli impianti nucleari rispetto alla media del periodo 2007-2010.

A Bosco Marengo, primo impianto nel quale terminerà il decommissioning, saranno completate le attività di trattamento e stoccaggio temporaneo dei rifiuti radioattivi in vista del loro futuro trasferimento al Deposito Nazionale. Al termine delle attività, Sogin convertirà l’impianto in un Centro di Laboratori per analisi ambientali e radiologiche, primo esempio di riqualificazione di un impianto reso disponibile dalla fine dei lavori di decommissioning.

Sono stati inoltre siglati protocolli di legalità per appalti e subappalti con le Prefetture delle province nelle quali Sogin opera, tra le quali quelle di Alessandria e Vercelli. Queste scelte garantiscono maggiore trasparenza, certezza dei tempi e contenimento dei costi generali rispetto alla spesa attuale.


FONTE:  Alessandria news

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Sogin piano industriale: la bonifica ambientale dei siti nucleari laziali e campani si concluderà nel 2025

La bonifica ambientale dei siti nucleari laziali e campani si concluderà nel 2025. L’Amministratore Delegato di Sogin, Giuseppe Nucci, ha presentato ai rappresentanti istituzionali, alle associazioni imprenditoriali e alle organizzazioni sindacali del territorio il Piano industriale 2011-2015. Nel corso dell’incontro l’Ing. Nucci ha illustrato inoltre l’andamento positivo del primo semestre 2011.

 

Nei cinque anni del piano, Sogin realizzerà attività di decommissioning, mantenimento in sicurezza e servizi per 542 milioni di euro, dei quali 198 milioni per le attività nelle centrali del Garigliano e di Latina e negli impianti di Casaccia.
Nel primo semestre 2011, Sogin ha incrementato del 50% le attività di smantellamento degli impianti nucleari rispetto alla media del periodo 2007-2010.

Le principali attività previste nell’arco di piano, nella centrale di Latina, dopo la demolizione del pontile, riguarderanno lo smantellamento dell’edificio turbina, dell’edificio sala controllo e di altre strutture minori. Verranno inoltre avviate le operazioni di decommissioning dei generatori di vapore, chiamati boiler, e di trattamento dei fanghi radioattivi.

Nella centrale del Garigliano verrà demolito il camino dell’impianto e, a valle della realizzazione del nuovo sistema di approvvigionamento idrico, il serbatoio d’acqua in quota. Sarà predisposto il nuovo sistema di trattamento degli effluenti liquidi radioattivi, denominato Radwaste e sarà adeguato l’impianto elettrico di cantiere per le attività di decommissioning.

A Casaccia continuerà lo smantellamento delle scatole a guanti, operazione conseguita per la prima volta in Italia con tecniche in linea con le migliori esperienze internazionali del settore. Saranno rimossi e smantellati i serbatoi interrati dei rifiuti liquidi radioattivi; continueranno i lavori di adeguamento della struttura dell’impianto OPEC-2 a deposito temporaneo. Si procederà, inoltre, alla caratterizzazione dell’impianto dei rifiuti e al trattamento e condizionamento dei rifiuti radioattivi.

Nel 2011, è stato ampliato l’albo fornitori e sono stati ridefiniti i piani di committenza delle attività per privilegiare la concorrenza. E’ stata coinvolta l’imprenditoria locale con appositi protocolli d’intesa per favorire così lo sviluppo del tessuto economico dei territori nei quali Sogin è presente. Sono stati inoltre siglati protocolli di legalità per appalti e subappalti con le Prefetture delle province nelle quali Sogin opera, tra le quali quelle di Caserta, Latina e Roma. Queste scelte garantiscono maggiore trasparenza, certezza dei tempi e contenimento dei costi generali rispetto alla spesa attuale.

Nel primo semestre 2011 sono state contrattualizzate attività per 82,8 milioni di euro, rispetto ai 25,9 milioni dello stesso periodo del 2010 con un incremento di oltre tre volte. Questi importi sono stati assegnati per il 76% (63 milioni) attraverso procedure di gara, rispetto al 42% (10,8 milioni) assegnati nel primo semestre 2010. Il ribasso delle gare ha prodotto risparmi per 12 milioni di euro.



“Il nuovo piano industriale
– ha dichiarato Giuseppe Nucci intende migliorare l’efficienza e l’efficacia delle nostre attività con l’obiettivo di ottimizzare tempi e costi, per concludere la bonifica degli impianti nucleari, portarli a prato verde e restituirli ai cittadini e al territorio, consapevoli che Sogin è allineata alle migliori esperienze internazionali”.
“Sogin è chiamata a realizzare la più importante bonifica ambientale nella storia di questo Paese. In tal senso – ha affermato l’Amministratore Delegato – riteniamo fondamentale condividere questo obiettivo con le istituzioni e le imprese locali direttamente coinvolte nelle nostre attività assicurando che tutti i giorni nostri dipendenti operano con il massimo impegno per garantire la sicurezza dei cittadini italiani”.

Gli obiettivi Sogin:

  • Mettere in sicurezza i rifiuti radioattivi prodotti dallo smantellamento degli impianti nucleari e dalle attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca, per garantire i cittadini, tutelare l’ambiente e le generazioni future.
  • Smantellare gli edifici convenzionali e finalizzare le scelte tecnologiche di progetto per il decommissioning dei siti nucleari.
  • Localizzare e realizzare il Parco Tecnologico e il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi, appena definiti dall’Agenzia di Sicurezza Nucleare i criteri per realizzare la carta nazionale delle aree potenzialmente idonee.
  • Valorizzare in Italia e all’estero le competenze delle imprese italiane qualificate da Sogin.

Per terminare le attività di decommissioning e arrivare al prato verde dei siti occorrono 4,8 miliardi di euro, comprensivi dei costi di trasferimento dei rifiuti al futuro Deposito Nazionale.

Il nuovo contesto normativo, nel 2010, ha affidato a Sogin la localizzazione, realizzazione e gestione del Parco Tecnologico e Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi, che amplia il perimetro aziendale. Il Deposito permetterà di mettere in sicurezza i rifiuti radioattivi prodotti dal decommissioning e dalle quotidiane attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca, che ogni anno producono circa 500 metri cubi di rifiuti, oggi custoditi in diversi depositi temporanei sparsi nel territorio italiano. La sua realizzazione rappresenta dunque una priorità per l’Italia, garantendo la massima sicurezza per i cittadini e l’ambiente ed eliminando la necessità di immagazzinamento temporaneo sui siti.

Il Deposito sarà una struttura di superficie, progettata sulla base delle migliori esperienze internazionali, che consentirà la sistemazione definitiva di circa 80 mila metri cubi di rifiuti di bassa e media attività e la custodia temporanea per circa 12.500 metri cubi di rifiuti di alta attività. Degli oltre 90 mila metri cubi di rifiuti il 70% proverrà dagli impianti nucleari in dismissione mentre il restante 30% dalle attività di medicina nucleare, industriali e della ricerca. Tra questi rientrano, ad esempio, i rifiuti derivanti da radioterapie e diagnostica.

FONTE: Sala stampa Sogin

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