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Come cambia l’abbigliamento per la ristorazione con le nuove tendenze

L’abito non fa il monaco. Sarà vero, ma indossare una giacca a cuoco progettata secondo i migliori criteri di funzionalità e resistenza e realizzata con i materiali più adeguati a un uso intensivo, la differenza la fa, eccome. Se poi ci aggiungiamo qualche dettaglio glam, ecco che ne nasce l’identikit della divisa moderna. Perché pure ai cuochi (e al loro abbigliamento per la ristorazione) è concesso un tocco di vanità, anche se non stanno sotto i riflettori televisivi.
Nonostante si tratti di abbigliamento per la ristorazione professionale, i produttori specializzati lo confermano: alla divisa da cuoco (obbligatoria per legge), oltre ai requisiti tecnici oggi si richiede un taglio che valorizzi la figura. Maschile o femminile che sia.
Per questo numerose aziende che operano nel settore dell’abbigliamento da chef, di anno in anno, ‘sfornano” nuove collezioni, modelli all’ultima moda, sempre diversi e creativi ma con precisi obiettivi: attenta ricerca stilistica, utilizzo di tessuti pregiati e cura per i dettagli rivolta a tutti quegli operatori che ricercano un capo non solo comodo e di qualità, ma soprattutto una divisa che possa incarnare al meglio la loro professionalità. 
Falda, grembiule, giacca da cuoco, copri capo, pantaloni, camicie, gonne, gilet, abitini, spencer, grembiule, parannanza, casacca, completi, calzature: tutti realizzati con un occhio di riguardo i materiali. Ci sono modelli di giacche da cuoco realizzati in tessuto speciale antimacchia per far scivolare via acqua e olio, oppure con il trattamento ‘Indantrene” che garantisce l’assoluta permanenza dei colori. E ancora tessuti antistiro, solidi, resistenti a strappi, luce, candeggio e strofinamento. Il cotone è il materiale che regna sovrano per le sue doti di freschezza, affidabilità, vestibilità, mixato in piccole percentuali a materiali più flessibili come l’elastame, il poliestere, il polycotone e la cangiante viscosa. Molto interessante, tra le novità di quest’anno, l’impiego su un capo professionale del ‘dry best”, un tessuto in rete utilizzato per inserti dalle proprietà antibatteriche: la sua fibra speciale Hydroplus funge da serbatoio e trattiene il sudore inibendo gli odori.
Insomma anche il mondo dell’abbigliamento per chef non resta immune alle nuove tendenze e anzi, molti produttori cercano di reinventare questo settore trovando il giusto mix tra creatività e comfort per gli operatori del settore.

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L’abbigliamento professionale nella cucina di hotel e ristoranti

La divisa da cuoco ha il doppio compito di proteggere e di presentare chi la indossa. Ogni particolare dell’abbigliamento per ristorante è studiato per offrire all’operatore comfort e sicurezza.
Il copricapo deve assolvere alla duplice funzione di proteggere i capelli del cuoco dagli odori e dall’umidità che si formano in cucina e di impedire ai capelli di finire a contatto con il cibo dei clienti. Oltre al modello classico (realizzato sia in cotone che in materiali monouso come carta e TNT), sul mercato sono ormai disponibili diverse varianti, come la bandana, la cuffia (prettamente da donna), la bustina, e tante altre.
Il fazzoletto, conosciuto anche come triangolo o puntina, ha la funzione di assorbire il sudore, e di frapporsi tra il collo ed il colletto della giacca. La forma è solitamente triangolare. Questo componente dell’abbigliamento per ristorante è realizzato in vari tessuti e colori, ma quello classico, e più pratico è in cotone bianco.
La Giacca da chef è certamente il capo più caratteristico e conosciuto della divisa da cuoco, la sua struttura è frutto dell’esperienza di generazioni di cuochi e chef, ed è continuamente reinterpretata da stilisti ed operatori.
Il doppio petto della giacca chef permette di riutilizzarla in caso di macchie (che per chi lavora in cucina sembrano inevitabili), il collo alla coreana è meno ingombrante e le maniche risvoltabili riducono il rischio di finire a contatto con il cibo.
I bottoni a funghetto sono facilmente estraibili in caso di necessità, e semplificano le procedure di lavaggio e stiratura, ma le continue richieste di novità da parte degli addetti ai lavori, e la forte concorrenza tra i produttori ha portato alla realizzazione di modelli monopetto e con i sistemi di chiusura più fantasiosi (dalla zip ai bottoni automatici, senza dimenticare quelli che fino a qualche anno fa erano un classico: i bottoni fissi).
Di solito la giacca da chef è realizzata in cotone bianco (tessuto naturale, con un basso livello di infiammabilità ed assolutamente ipoallergenico), ma anche qui la moda sta portando a numerose varianti.
Esistono divise per cuochi in tessuti misti o sintetici, e nei colori più diversi. In genere il cuoco utilizza due diversi modelli: uno semplice e facile da lavare per il lavoro di ogni giorno, ed uno più elaborato per le occasioni in cui si trova ad uscire in sala.
Tutte queste forniture alberghiere possono essere acquistate sul web ad un prezzo vantaggioso negli store online specializzati nel settore della ristorazione come AllForFood.com

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Giacche da cuoco per la ristorazione professionale: consigli per orientarsi nella scelta

Chiunque gestisca un ristorante o una trattoria di un certo livello conosce bene l’importanza di scegliere dei capi di abbigliamento per la ristorazione di buona fattura e realizzati con materiali di qualità. Soprattutto il personale addetto alle cucine professionali delle attività di ristorazione deve essere dotato di divise e giacche da cuoco dotate di particolari caratteristiche, per una doppia finalità: immagine verso i clienti ed igiene durante la preparazione dei pasti.
Per quanto riguarda il primo aspetto è importante che lo chef abbia cura della propria giacca da cuoco e quindi la mantenga sempre pulita, soprattutto nel caso in cui sia stata scelta di colore bianco. Molto spesso ci si chiede se il bianco sia un colore obbligatorio per il personale delle cucine professionali, in realtà non esiste alcuna regola in tal senso, ma di fatto questo è il colore preferito dalla maggioranza degli chef, probabilmente per conferire una sensazione di massima pulizia. Alcuni tendono anche a personalizzare la giacca da cuoco, facendo incidere le proprie iniziali oppure facendo cucire sul colletto le bandierine dei paesi che influenzano maggiormente il loro modo di cucinare.
Anche per quanto riguarda la lunghezza della giacca da chef o da cuoco non esistono delle regole precise, ma la tendenza è quella di utilizzare degli indumenti piuttosto lunghi, per avere una maggiore protezione in caso di incidenti in cucina.
Relativamente alle caratteristiche essenziali che un capo di abbigliamento professionale per la ristorazione deve possedere, è necessario porre l’attenzione principalmente sui materiali che compongono una giacca da cuoco (considerazioni analoghe valgono anche per grembiuli e pantaloni da cuoco): in particolare è auspicabile che sia interamente in cotone o comunque in percentuale non inferiore al 70-75%. Il cotone è comodo da indossare, facile da pulire, garantisce una buona traspirazione alla pelle ed essendo poco permeabile, resiste di più ai piccoli imprevisti in cucina.
La traspirazione è un fattore decisamente importante per chi lavora molte ore in una cucina industriale, ecco perché le giacche da cuoco e tutti gli altri capi di abbigliamento per la ristorazione devono essere dotate di retine per l’aerazione, specialmente in particolari zone, come sotto le ascelle e sulla schiena, al fine di evitare il ristagno di sudore e vapore acqueo.
Un ultima annotazione riguarda i bottoni dei e delle giacche e dei grembiuli da cuoco: devono poter essere agganciati e sganciati con un solo gesto. All’estero vengono spesso utilizzati dei bottoni a clip proprio perché risultano più pratici e per evitare che possano sganciarsi senza accorgersene.
Su AllForFood è disponibile un’ampia scelta di abbigliamento professionale per la ristorazione: decine di modelli diversi di pantaloni, grembiuli, divise e giacche per cuochi e per il personale delle cucine professionali. È possibile effettuare l’acquisto comodamente online e con pochi semplici click.

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